Gazzetta Ufficiale n. 101 del 03-05-1999

LEGGE 30 aprile 1999, n.120
Disposizioni in materia di elezione degli organi degli enti locali, nonche' disposizioni sugli adempimenti in materia elettorale.

in vigore dal: 4- 5-1999
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1.
(Premio di maggioranza per l'elezione del sindaco e modalita' di
voto per l'elezione del presidente della provincia)
1. Il primo periodo del comma 6 dell'articolo 7 della legge 25
marzo 1993, n. 81, e' sostituito dal seguente: "Qualora un candidato
alla carica di sindaco sia proclamato eletto al primo turno, alla
lista o al gruppo di liste a lui collegate che non abbia gia'
conseguito, ai sensi del comma 4, almeno il 60 per cento dei seggi
del consiglio, ma abbia ottenuto almeno il 40 per cento dei voti
validi, viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempreche' nessuna
altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50
per cento dei voti validi".
2. All'articolo 8 della legge 25 marzo 1993, n. 81, il comma 5 e'
sostituito dal seguente:
"5. Ciascun elettore puo' votare per uno dei candidati al
consiglio provinciale tracciando un segno sul relativo contrassegno.
Ciascun elettore puo', altresi', votare sia per un candidato alla
carica di presidente della provincia, tracciando un segno sul
relativo rettangolo, sia per uno dei candidati al consiglio
provinciale ad esso collegato, tracciando anche un segno sul relativo
contrassegno. Il voto espresso nei modi suindicati si intende
attribuito sia al candidato alla carica di consigliere provinciale
corrispondente al contrassegno votato sia al candidato alla carica di
presidente della provincia. Ciascun elettore puo', infine, votare per
un candidato alla carica di presidente della provincia tracciando un
segno sul relativo rettangolo. Il voto in tal modo espresso si
intende attribuito solo al candidato alla carica di presidente della
provincia".

Art. 2.
(Successione dei mandati elettivi del sindaco)
1. Al comma 2 dell'articolo 2 della legge 25 marzo 1993, n. 81, e'
aggiunto, in fine, il seguente periodo: "E' consentito un terzo
mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata
inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle
dimissioni volontarie".

Art. 3.
(Sottoscrizione dei gruppi di candidati e delle liste)
1. Il quarto comma dell'articolo 14 della legge 8 marzo 1951, n.
122, e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente:
"La dichiarazione di presentazione del gruppo deve essere
sottoscritta:
a) da almeno 200 e da non piu' di 400 elettori iscritti nelle
liste elettorali di comuni compresi nelle province fino a 100 mila
abitanti;
b) da almeno 350 e da non piu' di 700 elettori iscritti nelle
liste elettorali di comuni compresi nelle province con piu' di 100
mila abitanti e fino a 500 mila abitanti;
c) da almeno 500 e da non piu' di 1.000 elettori iscritti nelle
liste elettorali di comuni compresi nelle province con piu' di 500
mila abitanti e fino a un milione di abitanti;
d) da almeno 1.000 e da non piu' di 1.500 elettori iscritti nelle
liste elettorali di comuni compresi nelle province con piu' di un
milione di abitanti".
2. Il comma 1 dell'articolo 3 della legge 25 marzo 1993, n. 81, e'
sostituito dal seguente:
"1. La dichiarazione di presentazione delle liste di candidati al
consiglio comunale e delle collegate candidature alla carica di
sindaco per ogni comune deve essere sottoscritta:
a) da non meno di 1.000 e da non piu' di 1.500 elettori nei comuni
con popolazione superiore ad un milione di abitanti;
b) da non meno di 500 e da non piu' di 1.000 elettori nei comuni
con popolazione compresa tra 500.001 e un milione di abitanti;
c) da non meno di 350 e da non piu' di 700 elettori nei comuni con
popolazione compresa tra 100.001 e 500.000 abitanti;
d) da non meno di 200 e da non piu' di 400 elettori nei comuni con
popolazione compresa tra 40.001 e 100.000 abitanti;
e) da non meno di 175 e da non piu' di 350 elettori nei comuni con
popolazione compresa tra 20.001 e 40.000 abitanti;
f) da non meno di 100 e da non piu' di 200 elettori nei comuni con
popolazione compresa tra 10.001 e 20.000 abitanti;
g) da non meno di 60 e da non piu' di 120 elettori nei comuni con
popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti;
h) da non meno di 30 e da non piu' di 60 elettori nei comuni con
popolazione compresa tra 2.001 e 5.000 abitanti;
i) da non meno di 25 e da non piu' di 50 elettori nei comuni con
popolazione compresa tra 1.000 e 2.000 abitanti".

Art. 4.
(Modifiche alle leggi 25 maggio 1970,
n. 352, e 21 marzo 1990, n. 53)
1. Al terzo comma dell'articolo 8 della legge 25 maggio 1970, n.
352, e successive modificazioni, le parole: "o del tribunale" sono
sostituite dalle seguenti: ", del tribunale o della corte di
appello".
2. Al comma 1 dell'articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53,
come sostituito dall'articolo 1 della legge 28 aprile 1998, n. 130,
dopo le parole: "i cancellieri e i collaboratori delle cancellerie"
sono inserite le seguenti: "delle corti di appello,"; ed e' aggiunto,
in fine, il seguente periodo: "Sono altresi' competenti ad eseguire
le autenticazioni di cui al presente comma i consiglieri provinciali
e i consiglieri comunali che comunichino la propria disponibilita',
rispettivamente, al presidente della provincia e al sindaco".

Art. 5.
(Liste non ammesse all'assegnazione dei seggi)
1. Dopo l'articolo 7 della legge 25 marzo 1993, n. 81, e' inserito
il seguente:
"Art. 7-bis. (Liste non ammesse all'assegnazione dei seggi). - 1.
Non sono ammesse all'assegnazione dei seggi quelle liste che abbiano
ottenuto al primo turno meno del 3 per cento dei voti validi e che
non appartengano a nessun gruppo di liste che abbia superato tale
soglia".

Art. 6.
(Integrazione dell'articolo 9 della legge 25 marzo 1993, n. 81)
1. All'articolo 9 della legge 25 marzo 1993, n. 81, dopo il comma
2 e' inserito il seguente:
"2-bis. Non sono ammessi all'assegnazione dei seggi i gruppi di
candidati che abbiano ottenuto al primo turno meno del 3 per cento
dei voti validi e che non appartengano a nessuna coalizione di gruppi
che abbia superato tale soglia".

Art. 7.
(Durata degli organi elettivi di comunie province)
1. All'articolo 2, comma 1, della legge 25 marzo 1993, n. 81, le
parole: "per un periodo di quattro anni" sono sostituite dalle
seguenti: "per un periodo di cinque anni".
2. Le disposizioni del comma 1 si attuano con effetto dal primo
rinnovo degli organi degli enti locali successivo alla data di
entrata in vigore della presente legge.

Art. 8.
(Modifica di termini per lo svolgimento delle elezioni
amministrative - Modifiche alla legge 8 giugno 1990, n. 142)
1. Alla legge 7 giugno 1991, n. 182, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) gli articoli 1 e 2, come modificati dal decreto-legge 25
febbraio 1993, n. 42, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
aprile 1993, n. 120, e dalla legge 23 febbraio 1995, n. 43, sono
sostituiti dai seguenti:
"Art. 1. - 1. Le elezioni dei consigli comunali e provinciali si
svolgono in un turno annuale ordinario da tenersi in una domenica
compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno se il mandato scade nel
primo semestre dell'anno ovvero nello stesso periodo dell'anno
successivo se il mandato scade nel secondo semestre.
2. Il mandato decorre per ciascun consiglio dalla data delle
elezioni.
Art. 2. - 1. Le elezioni dei consigli comunali e provinciali che
devono essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza del mandato
si svolgono nella stessa giornata domenicale di cui all'articolo 1 se
le condizioni che rendono necessario il rinnovo si sono verificate
entro il 24 febbraio, ovvero nello stesso periodo di cui all'articolo
1 dell'anno successivo, se le condizioni si sono verificate oltre
tale data";
b) all'articolo 3, comma 1, come modificato da ultimo
dall'articolo 4, comma 2, della legge 23 febbraio 1995, n. 43, la
parola: "quarantacinquesimo" e' sostituita dalla seguente:
"cinquantacinquesimo".
2. All'articolo 18, primo comma, del testo unico delle leggi per
la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni
comunali, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16
maggio 1960, n. 570, come modificato da ultimo dall'articolo 4, comma
2, della legge 23 febbraio 1995, n. 43, la parola: "quaranta" e'
sostituita dalla seguente: "quarantacinque".
3. Il comma 2 dell'articolo 4 della legge 23 febbraio 1995, n.
43, e' abrogato.
4. All'articolo 37-bis della legge 8 giugno 1990, n. 142,
introdotto dall'articolo 20 della legge 25 marzo 1993, n. 81, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, la parola: "dimissioni," e' soppressa;
b) il comma 3 e' sostituito dal seguente:
"3. Le dimissioni presentate dal sindaco o dal presidente della
provincia diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di
venti giorni dalla loro presentazione al consiglio. In tal caso si
procede allo scioglimento del rispettivo consiglio, con contestuale
nomina di un commissario".
5. All'articolo 39 della legge 8 giugno 1990, n. 142, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera b), numero 1), la parola: "dimissioni," e'
soppressa;
b) al comma 1, lettera b), dopo il numero 1) e' inserito il
seguente:
"1-bis) dimissioni del sindaco o del presidente della provincia".

Art. 9.
(Albo degli scrutatori)
1. L'articolo 1 della legge 8 marzo 1989, n. 95, come modificato
dal comma 2 dell'articolo 3 della legge 21 marzo 1990, n. 53, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 1. - 1. In ogni comune della Repubblica e' tenuto un unico
albo delle persone idonee all'ufficio di scrutatore di seggio
elettorale comprendente i nominativi degli elettori che presentano
apposita domanda secondo i termini e le modalita' indicati dagli
articoli seguenti.
2. La inclusione nell'albo di cui al comma 1 e' subordinata al
possesso dei seguenti requisiti:
a) essere elettore del comune;
b) avere assolto gli obblighi scolastici".
2. In sede di prima applicazione della presente legge, sono
iscritti all'albo di cui all'articolo 1 della legge 8 marzo 1989, n.
95, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, anche gli
elettori gia' iscritti, alla data di entrata in vigore della presente
legge, nell'apposito albo istituito a norma dell'articolo 5-bis della
citata legge n. 95 del 1989.
3. L'articolo 3 della legge 8 marzo 1989, n. 95, come modificato
dall'articolo 4 della legge 21 marzo 1990, n. 53, e' sostituito dal
seguente:
"Art. 3. - 1. Entro il mese di ottobre di ogni anno, il sindaco,
con manifesto da affiggere nell'albo pretorio del comune ed in altri
luoghi pubblici, invita gli elettori che desiderano essere inseriti
nell'albo a farne apposita domanda entro il mese di novembre.
2. Le domande vengono trasmesse alla commissione elettorale
comunale, la quale, accertato che i richiedenti sono in possesso dei
requisiti di cui all'articolo 1 della presente legge e non si trovano
nelle condizioni di cui all'articolo 38 del testo unico delle leggi
recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, ed
all'articolo 23 del testo unico delle leggi per la composizione e la
elezione degli organi delle amministrazioni comunali, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, li
inserisce nell'albo, escludendo sia coloro che, chiamati a svolgere
le funzioni di scrutatore, non si sono presentati senza giustificato
motivo, sia coloro che sono stati condannati, anche con sentenza non
definitiva, per i reati previsti dall'articolo 96 del citato testo
unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio
1960, n. 570, e dall'articolo 104, secondo comma, del citato testo
unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo
1957, n. 361.
3. A coloro che non siano stati inclusi nell'albo, il sindaco
notifica per iscritto la decisione della commissione elettorale
comunale, indicandone i motivi.
4. L'albo formato ai sensi dei commi 1 e 2 e' depositato nella
segreteria del comune per la durata di giorni quindici ed ogni
cittadino del comune ha diritto di prenderne visione.
5. Il sindaco da' avviso del deposito dell'albo nella segreteria
del comune con pubblico manifesto con il quale invita gli elettori
del comune che intendono proporre ricorso avverso la denegata
iscrizione, oppure avverso la indebita iscrizione nell'albo, a
presentarlo alla commissione elettorale circondariale entro dieci
giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 4.
6. Il ricorrente che impugna un'iscrizione deve dimostrare di aver
fatto eseguire, entro i cinque giorni successivi alla presentazione,
la notificazione del ricorso alla parte interessata, la quale puo',
entro cinque giorni dall'avvenuta notificazione, presentare un
controricorso alla stessa commissione elettorale circondariale".
4. L'articolo 4 della legge 8 marzo 1989, n. 95, e' sostituito dal
seguente:
"Art. 4. - 1. La commissione elettorale circondariale, scaduti i
termini di cui al comma 6 dell'articolo 3, decide inappellabilmente
sui ricorsi presentati.
2. Le determinazioni adottate dalla commissione elettorale
circondariale sono immediatamente comunicate alla commissione
elettorale comunale per i conseguenti adempimenti. Le decisioni sui
ricorsi sono subito notificate agli interessati a cura del sindaco".
5. L'articolo 5-bis della legge 8 marzo 1989, n. 95, introdotto
dall'articolo 6 della legge 21 marzo 1990, n. 53, e' abrogato.
6. L'articolo 6 della legge 8 marzo 1989, n. 95, come sostituito
dall'articolo 7 della legge 21 marzo 1990, n. 53, e' sostituito dal
seguente:
"Art. 6. - 1. Tra il venticinquesimo ed il ventesimo giorno
antecedenti la data stabilita per la votazione, la commissione
elettorale comunale, in pubblica adunanza, preannunziata due giorni
prima con manifesto affisso nell'albo pretorio del comune, alla
presenza dei rappresentanti di lista della prima sezione del comune,
se designati, procede:
a) al sorteggio, per ogni sezione elettorale del comune, di un
numero di nominativi compresi nell'albo degli scrutatori pari a
quello occorrente;
b) alla formazione, per sorteggio, di una graduatoria di
nominativi compresi nel predetto albo per sostituire, secondo
l'ordine di estrazione, gli scrutatori sorteggiati a norma della
lettera a) in caso di eventuale rinuncia o impedimento.
2. Qualora il numero dei nominativi ricompresi nell'albo degli
scrutatori non sia sufficiente per gli adempimenti di cui al comma 1,
la commissione elettorale comunale procede ad ulteriore sorteggio fra
gli iscritti nelle liste elettorali del comune stesso.
3. Ai sorteggiati, il sindaco o il commissario notifica, nel piu'
breve tempo, e al piu' tardi non oltre il quindicesimo giorno
precedente le elezioni, l'avvenuta nomina. L'eventuale grave
impedimento ad assolvere l'incarico deve essere comunicato, entro
quarantotto ore dalla notifica della nomina, al sindaco o al
commissario che provvede a sostituire gli impediti con gli elettori
ricompresi nella graduatoria di cui alla lettera b) del comma 1.
4. La nomina e' notificata agli interessati non oltre il terzo
giorno precedente le elezioni".

Art. 10.
(Adeguamento del gettone di presenza ai componenti della
commissione elettorale circondariale)
1. L'articolo 24 del testo unico approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, e' sostituito dal
seguente:
"Art. 24. - 1. A ciascun componente ed al segretario della
commissione elettorale circondariale puo' essere corrisposto, oltre
al rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute, un
gettone di presenza pari a lire 60.000, al lordo delle ritenute di
legge, in luogo di quello previsto dalle disposizioni in vigore per i
componenti delle commissioni costituite presso le Amministrazioni
dello Stato.
2. L'importo del gettone di presenza e' rivalutato, a partire dal
mese di aprile dell'anno 2000, con le procedure ed i termini previsti
dalla legge 4 aprile 1985, n. 117".

Art. 11.
(Adeguamento dei compensi per organi collegiali preposti allo
svolgimento dei procedimenti elettorali)
1. L'articolo 2 della legge 13 marzo 1980, n. 70, e' sostituito
dal seguente:
"Art. 2. - 1. Per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale,
sempreche' il comune abbia piu' di una sezione elettorale, e'
corrisposto un onorario giornaliero, al lordo delle ritenute di
legge, di lire 80.000 a ciascun componente ed al segretario
dell'adunanza dei presidenti di seggio, di cui all'articolo 67 del
testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16
maggio 1960, n. 570, nonche' a ciascun componente, escluso il
presidente, ed al segretario dell'ufficio centrale, di cui
all'articolo 71 del citato testo unico, a titolo di retribuzione, per
ogni giorno di effettiva partecipazione ai lavori demandati dalla
legge ai due consessi.
2. Per l'elezione dei consigli circoscrizionali e' corrisposto un
onorario giornaliero, al lordo delle ritenute di legge, di lire
80.000 a ciascun componente, escluso il presidente, ed al segretario
dell'ufficio centrale, a titolo di retribuzione per ogni giorno di
effettiva partecipazione ai lavori.
3. Ai presidenti degli uffici centrali di cui ai commi 1 e 2
spettano un onorario giornaliero, al lordo delle ritenute di legge,
di lire 120.000 e, se dovuto, il trattamento di missione previsto
all'articolo 1.
4. Ai segretari degli uffici centrali e', inoltre, corrisposto, se
dovuto, il trattamento di missione inerente alla qualifica
rivestita".
2. L'articolo 3 della legge 13 marzo 1980, n. 70, e' sostituito
dal seguente:
"Art. 3. - 1. A ciascun componente ed al segretario dell'ufficio
elettorale centrale nazionale e degli uffici centrali
circoscrizionali di cui agli articoli 12 e 13 del testo unico
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957,
n. 361, degli uffici elettorali circoscrizionali e degli uffici
elettorali regionali di cui agli articoli 6 e 7 del decreto
legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, dell'ufficio elettorale
nazionale, degli uffici elettorali circoscrizionali e degli uffici
elettorali provinciali di cui agli articoli 8, 9 e 10 della legge 24
gennaio 1979, n. 18, dell'ufficio centrale per il referendum e degli
uffici provinciali per il referendum di cui agli articoli 12 e 21
della legge 25 maggio 1970, n. 352, degli uffici centrali
circoscrizionali e degli uffici centrali regionali di cui
all'articolo 8 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, nonche' degli
uffici elettorali circoscrizionali e degli uffici elettorali centrali
di cui agli articoli 12 e 13 della legge 8 marzo 1951, n. 122, a
titolo di retribuzione per ogni giorno di effettiva partecipazione ai
lavori dei rispettivi consessi e' corrisposto un onorario
giornaliero, al lordo delle ritenute di legge, di lire 80.000.
2. Ai componenti ed ai segretari dei predetti consessi e' inoltre
corrisposto, se dovuto, il trattamento di missione inerente alla
qualifica rivestita ovvero, se estranei all'Amministrazione dello
Stato, nella misura corrispondente a quella che spetta ai direttori
di sezione dell'Amministrazione predetta.
3. Ai presidenti degli uffici elettorali di cui al comma 1, a
titolo di retribuzione per ogni giorno di effettiva partecipazione ai
lavori dei rispettivi consessi, e' corrisposto un onorario
giornaliero, al lordo delle ritenute di legge, di lire 120.000
nonche', se dovuto, il trattamento di missione inerente alla
qualifica rivestita".
3. Dopo l'articolo 3 della legge 13 marzo 1980, n. 70, e' inserito
il seguente:
"Art. 3-bis. - 1. Gli importi di cui agli articoli 2 e 3 della
presente legge sono rivalutati a partire dal mese di aprile dell'anno
2000 con le procedure ed i termini previsti dalla legge 4 aprile
1985, n. 117".
4. Agli oneri derivanti dal presente articolo, valutati in lire
620 milioni annue a decorrere dal 1999, si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 1999-2001, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
per l'anno 1999, allo scopo utilizzando parzialmente l'accantonamento
relativo alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

Art. 12.
(Numero di scrutatori nei seggi istituiti nei Paesi dell'Unione
europea)
1. Al primo comma dell'articolo 33 della legge 24 gennaio 1979, n.
18, come modificato dal primo comma dell'articolo 10 della legge 9
aprile 1984, n. 61, le parole: "cinque scrutatori" sono sostituite
dalle seguenti: "tre scrutatori".

Art. 13.
(Istituzione della tessera elettorale)
1. Con uno o piu' regolamenti, da emanare, ai sensi dell'articolo
17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centottanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e'
istituita la tessera elettorale, a carattere permanente, destinata a
svolgere, per tutte le consultazioni, la stessa funzione del
certificato elettorale, conformemente ai seguenti princi'pi e criteri
direttivi:
a) ad ogni cittadino iscritto nelle liste elettorali e'
rilasciata, a cura del comune, una tessera elettorale personale,
contrassegnata da una serie e da un numero;
b) la tessera elettorale contiene i dati anagrafici del titolare,
il luogo di residenza, nonche' il numero e la sede della sezione alla
quale l'elettore e' assegnato;
c) eventuali variazioni dei dati di cui alla lettera b) sono
tempestivamente riportate nella tessera a cura dei competenti uffici
comunali;
d) la tessera e' idonea a certificare l'avvenuta partecipazione al
voto nelle singole consultazioni elettorali;
e) le modalita' di rilascio e di eventuale rinnovo della tessera
sono definite in modo da garantire la consegna della stessa al solo
titolare e il rispetto dei princi'pi generali in materia di tutela
della riservatezza personale.
2. Con i regolamenti di cui al comma 1 possono essere apportate le
conseguenti modifiche, integrazioni e abrogazioni alla legislazione
relativa alla disciplina dei vari tipi di consultazioni elettorali e
referendarie. I medesimi regolamenti possono inoltre disciplinare
l'adozione, anche in via sperimentale, della tessera elettorale su
supporto informatico, utilizzando anche la carta di identita'
prevista dall'articolo 2, comma 10, della legge 15 maggio 1997, n.
127, come modificato dall'articolo 2, comma 4, della legge 16 giugno
1998, n. 191.

Art. 14.
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 30 aprile 1999
SCALFARO
D'Alema, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Russo Jervolino, Ministro
dell'interno
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
LAVORI PREPARATORI
Senato della Repubblica (atto n. 1388-bis):
Disegno di legge risultante dallo stralcio, deliberato
dall'aula il 24 settembre 1997, degli articoli 16 e 18 del
disegno di legge S.1388 d'iniziativa del Presidente del
Consiglio dei Ministri (Prodi) e dai Ministri dell'interno
(Napolitano) e per la funzione pubblica e gli affari
regionali (Bassanini).
Assegnato alla 1 commissione (Affari costituzionali),
in sede referente, il 2 ottobre 1997, con parere della
commissione 2 .
Esaminato dalla 1 commissione il 29 gennaio; 2, 8, 22
aprile; 13, 26 maggio; 3 e 11 giugno 1998.
Esaminato in aula il 16 marzo 1999 ed approvato il 17
marzo 1999.
Camera dei deputati (atto n. 5828):
Assegnato alla I commissione (Affari costituzionali),
in sede referente, il 19 marzo 1999, con pareri delle
commissioni II e V.
Esaminato dalla I commissione il 25 marzo; 6, 8 e 13
aprile 1999.
Esaminato in aula il 14 aprile 1999 e approvato, con
modificazioni, il 21 aprile 1999.
Senato della Repubblica (atto n. 1388-bis/B):
Assegnato alla 1 commissione (Affari costituzionali),
in sede referente, il 23 aprile 1999, con parere della
commissione 2 .
Esaminato dalla 1 commissione il 27 aprile 1999.
Esaminato in aula e approvato il 28 aprile 1999.
Avvertenza:
Nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - del 17
maggio 1999 si procedera' alla ripubblicazione del
testo della presente legge corredato delle relative
note, ai sensi dell'art. 8, comma 3, del regolamento di
esecuzione del testo unico delle disposizioni sulla
promulgazione delle leggi, sulla emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica
14 marzo 1986, n. 217.