Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10-05-1999

LEGGE 3 maggio 1999, n.124
Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico.
note:
Entrata in vigore della legge: 25-5-1999

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:

Art. 1.
(Accesso ai ruoli del personale docente)
1. L'articolo 399 del testo unico delle disposizioni legislative
vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine
e grado, approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, di
seguito denominato "testo unico", e' sostituito dal seguente:
"Art. 399. - (Accesso ai ruoli) - 1. L'accesso ai ruoli del personale
docente della scuola materna, elementare e secondaria, ivi compresi i
licei artistici e gli istituti d'arte, ha luogo, per il 50 per cento
dei posti a tal fine annualmente assegnabili, mediante concorsi per
titoli ed esami e, per il restante 50 per cento, attingendo alle
graduatorie permanenti di cui all'articolo 401.
2. Nel caso in cui la graduatoria di un concorso per titoli ed esami
sia esaurita e rimangano posti ad esso assegnati, questi vanno ad
aggiungersi a quelli assegnati alla corrispondente graduatoria
permanente. Detti posti vanno reintegrati in occasione della
procedura concorsuale successiva.
3. I docenti immessi in ruolo non possono chiedere il trasferimento
ad altra sede nella stessa provincia prima di due anni scolastici e
in altra provincia prima di tre anni scolastici. La disposizione del
presente comma non si applica al personale di cui all'articolo 21
della legge 5 febbraio 1992, n. 104".
2. All'articolo 400 del testo unico, al comma 1 sono premessi i
seguenti:
"01. I concorsi per titoli ed esami sono indetti su base regionale
con frequenza triennale, con possibilita' del loro svolgimento in
piu' sedi decentrate in relazione al numero dei concorrenti.
L'indizione dei concorsi e' subordinata alla previsione del
verificarsi nell'ambito della regione, nel triennio di riferimento,
di un'effettiva disponibilita' di cattedre o di posti di
insegnamento, tenuto conto di quanto previsto dall'articolo 442 per
le nuove nomine e dalle disposizioni in materia di mobilita'
professionale del personale docente recate dagli specifici contratti
collettivi nazionali decentrati, nonche' del numero dei passaggi di
cattedra o di ruolo attuati a seguito dei corsi di riconversione
professionale. Per la scuola secondaria resta fermo quanto disposto
dall'articolo 40, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
02. All'indizione dei concorsi regionali per titoli ed esami provvede
il Ministero della pubblica istruzione, che determina altresi'
l'ufficio dell'amministrazione scolastica periferica responsabile
dello svolgimento dell'intera procedura concorsuale e della
approvazione della relativa graduatoria regionale. Qualora, in
ragione dell'esiguo numero dei candidati, si ponga l'esigenza di
contenere gli oneri relativi al funzionamento delle commissioni
giudicatrici, il Ministero dispone l'aggregazione territoriale dei
concorsi, indicando l'ufficio dell'amministrazione scolastica
periferica che deve curare l'espletamento dei concorsi cosi'
accorpati. I vincitori del concorso scelgono, nell'ordine in cui sono
inseriti nella graduatoria, il posto di ruolo fra quelli disponibili
nella regione.
03. I bandi relativi al personale educativo, nonche' quelli relativi
al personale docente della scuola materna e della scuola elementare,
fissano, oltre ai posti di ruolo normale, i posti delle scuole e
sezioni speciali da conferire agli aspiranti che, in possesso dei
titoli di specializzazione richiesti, ne facciano domanda".
3. All'articolo 400 del testo unico, dopo il comma 15, e' inserito il
seguente:
"15-bis. Nei concorsi per titoli ed esami per l'accesso ai ruoli del
personale docente della scuola secondaria puo' essere attribuito un
punteggio aggiuntivo per il superamento di una prova facoltativa
sulle tecnologie informatiche".
4. Il comma 17 dell'articolo 400 del testo unico e' sostituito dal
seguente:
"17. Le graduatorie relative ai concorsi per titoli ed esami restano
valide fino all'entrata in vigore della graduatoria relativa al
concorso successivo corrispondente".
5. Il comma 18 dell'articolo 400 del testo unico e' abrogato.
6. L'articolo 401 del testo unico e' sostituito dal seguente:
"Art. 401. - (Graduatorie permanenti) - 1. Le graduatorie relative ai
concorsi per soli titoli del personale docente della scuola materna,
elementare e secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli
istituti d'arte, sono trasformate in graduatorie permanenti, da
utilizzare per le assunzioni in ruolo di cui all'articolo 399, comma
1.
2. Le graduatorie permanenti di cui al comma 1 sono periodicamente
integrate con l'inserimeno dei docenti che hanno superato le prove
dell'ultimo concorso regionale per titoli ed esami, per la medesima
classe di concorso e il medesimo posto, e dei docenti che hanno
chiesto il trasferimento dalla corrispondente graduatoria permanente
di altra provincia. Contemporaneamente all'inserimento dei nuovi
aspiranti e' effettuato l'aggiornamento delle posizioni di
graduatoria di coloro che sono gia' compresi nella graduatoria
permanente.
3. Le operazioni di cui al comma 2 sono effettuate secondo modalita'
da definire con regolamento da adottare con decreto del Ministro
della pubblica istruzione, secondo la procedura prevista
dall'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
nel rispetto dei seguenti criteri: le procedure per l'aggiornamento e
l'integrazione delle graduatorie permanenti sono improntate a
principi di semplificazione e snellimento dell'azione amministrativa
salvaguardando comunque le posizioni di coloro che sono gia' inclusi
in graduatoria.
4. La collocazione nella graduatoria permanente non costituisce
elemento valutabile nei corrispondenti concorsi per titoli ed esami.
5. Le graduatorie permanenti sono utilizzabili soltanto dopo
l'esaurimento delle corrispondenti graduatorie compilate ai sensi
dell'articolo 17 del decreto-legge 3 maggio 1988, n. 140,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 luglio 1988, n. 246, e
trasformate in graduatorie nazionali dall'articolo 8-bis del
decreto-legge 6 agosto 1988, n. 323, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 ottobre 1988, n. 426, nonche' delle graduatorie
provinciali di cui agli articoli 43 e 44 della legge 20 maggio 1982,
n. 270.
6. La nomina in ruolo e' disposta dal dirigente dell'amministrazione
scolastica territorialmente competente.
7. Le disposizioni concernenti l'anno di formazione di cui
all'articolo 440 si applicano anche al personale docente assunto in
ruolo ai sensi del presente articolo.
8. La rinuncia alla nomina in ruolo comporta la decadenza dalla
graduatoria per la quale la nomina stessa e' stata conferita.
9. Le norme di cui al presente articolo si applicano, con i necessari
adattamenti, anche al personale educativo dei convitti nazionali,
degli educandati femminili dello Stato e delle altre istituzioni
educative".
7. All'articolo 404 del testo unico, il comma 14 e il secondo periodo
del comma 15, concernenti, rispettivamente, la costituzione delle
commissioni esaminatrici e l'attribuzione dei compensi per i concorsi
per soli titoli, sono abrogati.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico
delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura
delle disposizioni di legge modificate o alle quali e'
operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Art. 1
2. I soggetti di cui al comma 1 hanno la precedenza
in sede di trasferimento a domanda".
- Il testo dell'art. 442 del testo unico citato, e' il
seguente:
"Art. 442. (Dotazioni organiche). - 1. Le dotazioni
organiche dei ruoli provinciali della scuola meterna,
nonche' le dotazioni organiche provinciali della scuola
media e degli istituti e scuole di istruzione secondaria
superiore, dei licei artistici e degli istituti d'arte sono
rideterminate annualmente entro il 31 marzo .
2. L'organico provinciale della scuola elementare e'
determinato ai sensi dell'art. 121.
3. A decorrere dall'anno scolastico 1994-1995 gli
organici sono rideterminati in relazione alle prevedibili
cessazioni dal servizio e, comunque, nel limite delle
effettive esigenze di funzionamento delle classi previste
dal piano di cui all'art. 51.
4. I criteri e le modalita' per la rideterminazione
degli organici e la programmazione delle nuove nomine in
ruolo sono stabiliti con decreto del Ministro della
pubblica istruzione, di concerto con i Ministri del
tesoro e per la funzione pubblica".
- Il testo dell'art. 40, comma 10, della legge 27
dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione
della finanza pubblica), e' il seguente:
"10. I concorsi per titoli ed esami a cattedre
e posti d'insegnamento nelle scuole secondarie possono
essere indetti al fine di reclutare docenti per gli
insegnamenti che presentano maggiore fabbisogno e per
ambiti disciplinari comprensivi di insegnamenti
impartiti in piu' scuole e istituti anche di diverso
ordine e grado ai quali si puo' accedere con il medesimo
titolo di studio".
- Il testo dei commi 3 e 4 dell'art. 17 della legge 23
agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di
Governo e ordinamento dlela Presidenza del Consiglio dei
Ministri), e' il seguente:
"3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita' sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti,
per materie di competenza di piu' Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando
la necessita' di apposita autorizzazione da parte
della legge. I regolamenti ministeriali ed
interministeriali non possono dettare norme contrarie a
quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono
essere comunicati al Presidente del Consiglio dei
Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare
la denominazione di ''regolamento'', sono adottati
previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto
ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale".
- Il testo dell'art. 17 del decreto-legge 3 maggio
1988, n. 140 (Misure urgenti per il personale della
scuola), e' il seguente:
"Art. 17. - 1. Le immissioni in ruolo previste negli
articoli 11, 14 e 15 sono disposte gradualmente nei
limiti della disponibilita' dei relativi posti.
2. Alle immissioni in ruolo sono destinati tutti
i posti disponibili e vacanti da assegnare alle nomine in
ruolo per gli anni scolastici 1988-89 e 1989-90, dopo
aver espletato le procedure dei trasferimenti per le
quali resta fermo il disposto dell'art. 19, secondo
comma, della legge 20 maggio 1982, n. 270, e dopo aver
dato attuazione a quanto disposto dal precedente articolo
4, in materia di validita' delle corrispondenti graduatorie
dei concorsi per titoli ed esami. Per gli anni scolastici
successivi, alle immissioni stesse e' destinato il 50 per
cento dei predetti posti disponibili e vacanti. Non sono
da considerarsi disponibili i posti gia' messi a concorso.
3. Ai fini delle immissioni in ruolo i
destinatari delle disposizioni di cui agli articoli 11,
14 e 15 sono inseriti, a domanda, in apposite
graduatorie provinciali, distinte a seconda delle
decorrenze giuridiche, da compilare, per il personale
docente, in relazione a ciascuna classe di concorso o tipo
d'insegnamento, e, per il personale amministrativo,
tecnico ed ausiliario, in relazione a ciascuna qualifica
funzionale o profilo professionale, sulla base del
punteggio con il quale gli interessati sono stati inclusi
nelle graduatorie che hanno dato luogo alla nomina cui
inerisce l'ultimo servizio utile ai fini dell'immissione
in ruolo o in mancanza, sulla base della valutazione dei
titoli posseduti effettuata ai sensi delle norme vigenti
nel tempo.
4. Gli aventi diritto all'immissione in ruolo possono
scegliere sulla base del titolo di abilitazione ove
prescritto, o, negli altri casi, del titolo di studio,
soltanto una graduatoria in cui chiedere l'iscrizione
nell'ambito di una delle province in cui essi hanno
prestato il servizio che da' titolo all'immissione in
ruolo. Essi possono altresi' chiedere l'iscrizione in una
seconda graduatoria di altra provincia, nella quale si
inseriranno dopo l'ultimo aspirante, conservando comunque
la posizione acquisita nella prima graduatoria.
5. Coloro i quali siano compresi nelle graduatorie
provinciali compilate ai fini dell'immissione in ruolo,
hanno precedenza assoluta nel conferimento delle supplenze
annuali e temporanee della provincia in cui hanno
presentato domanda ai sensi del comma 4, primo periodo,
sulla base della posizione occupata nelle graduatorie
provinciali e, rispettivamente, di istituto, nelle quali
ciascuno dei predetti interessati si trovi incluso.
6. Per i destinatari dell'art. 11, commi 8, 9, 10 e 11, e
dell'art. 14, comma 3, la scelta delle graduatorie e'
operata con riferimento a due province di gradimento degli
interessati.
7. Le graduatorie ad esaurimento formate ai sensi della
legge 16 luglio 1984, n. 326, sono assorbite da
quelle da compilare in applicazione del presente
articolo".
- Il testo dell'art. 8-bis del decretolegge 6 agosto
1988, n. 323 (Finanziamento del contratto del personale
della scuola per il triennio 1988-90 e norme per
la razionalizzazione e la riqualificazione dlela
spesa della pubblica istruzione), e' il seguente:
"Art. 8-bis (Graduatorie nazionali per la nomina del
personale precario). - 1. Le graduatorie provinciali, di
cui all'art. 17 del decreto-legge 3 maggio 1988, n. 140,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 luglio 1988,
n. 246 (a), sono soppresse e trasformate in graduatorie
nazionali.
2. L'inserimento nelle graduatorie nazionali e'
effettuato d'ufficio sulla base del punteggio
acquisito nelle graduatorie provinciali di provenienza.
Sono altresi' inseriti nelle graduatorie nazionali coloro
i quali, pur avendone i requisiti, non sono stati
iscritti nelle graduatorie provinciali per la mancata
presentazione della relativa domanda nei termini
prescritti. A tal fine gli stessi devono presentare la
domanda entro quindici giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto.
3. Le nomine sono disposte in relazione alla
disponibilita' di posti determinata in ambito nazionale.
Coloro che non accettano la nomina sono cancellati dalla
graduatoria nazionale cui la nomina stessa si riferisce.
4. Si da' luogo alle nomine anche durante l'anno
scolastico, con decorrenza giuridica dall'inizio dell'anno
scolastico in corso e con l'obbligo di assunzione del
servizio nella sede assegnata dall'inizio dell'anno
scolastico successivo.
5. A decorrere dall'anno scolastico 1988-1989 e per il
quadriennio successivo gli iscritti nella graduatoria
nazionale, anche se gia' nominati in altra provincia,
hanno diritto di precedenza assoluta per le nomine relative
a posti e cattedre eventualmente disponibili nella
provincia di provenienza.
Art. 1
6. Per il quadriennio di cui al comma 5 la quota
dei posti destinata ai trasferimenti e' elevata al 100
per cento dei posti vacanti".
- Il testo degli articoli 43 e 44 della legge 20
maggio 1982, n. 270 (Revisione della disciplina del
reclutamento del personale docente della scuola materna,
elementare, secondaria ed artistica, ristrutturazione
degli organi, adozione di misure idonee ad evitare la
formazione di precariato e sistemazione del personale
precario esistente), e' il seguente:
"Art. 43 (Docenti di educazione fisica senza titolo). -
I docenti di educazione fisica e di attivita'
ginnicosportive, sprovvisti del titolo di studio specifico,
nominati dai presidi su designazione dei provveditori agli
studi di servizi nell'anno scolastico 1980-1981 e che
abbiano almeno tre anni complessivi di servizio, hanno
titolo ad essere riassunti nell'anno scolastico
1982-1983, anche in soprannumero, nei limiti delle
ore di insegnamento svolte nel predetto anno 1980/81 e
nella stessa provincia, salvo il diritto al completamento
d'orario. Essi sono mantenuti in servizio fino al
conseguimento del titolo di studio e, qualora lo
conseguano, sino al conseguimento dell'abilitazione
all'insegnamento.
Il titolo di studio deve essere conseguito in
appositi corsi speciali - la cui frequenza e'
obbligatoria - organizzati dagli ISEF secondo modalita'
da stabilirsi con decreto del Ministro della pubblica
istruzione, sentito il consiglio nazionale della
pubblica istruzione, entro un anno dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
L'abilitazione all'insegnamento deve essere conseguita
nel primo concorso ordinario che sara' indetto dopo la
conclusione dei corsi speciali di cui al precedente comma.
I docenti di cui al presente articolo, che abbiano
conseguito l'abilitazione all'insegnamento ai sensi del
precedente comma, sono ulteriormente mantenuti in
servizio fino all'immissione in ruolo da disporre
nell'ordine in cui sono collocati in apposite
graduatorie provinciali, da compilare, sulla base del
titolo di abilitazione e dei titoli di servizio, in
relazione al 50 per cento dei posti disponibili ogni
anno.
I docenti di cui al precedente comma, sono immessi in
ruolo dopo i docenti di cui al precedene art. 38.
Gli anni di servizi, richiesti dal presente
articolo, sono computati sulla base di centottanta giorni
di servizio effettivo in ciascun anno.
E' comunque computato come anno di servizio quello per
il quale l'interessato abbia maturato ai sensi delle
vigenti disposizioni, il diritto alla retribuzione per il
periodo estivo".
"Art. 44 (Norme particolari per docenti di educazione
musicale). - I docenti di educazione musicale, in
servizio nell'anno scolastico 1980-1981, i quali siano in
possesso dell'attestato finale dei corsi musicali
straordinari di cui al precedene articolo 1, ultimo
comma, sono ammessi a partecipare alla sessione
riservata di esami di abilitazione all'insegnamento,
prevista dal precedente art. 35.
Essi hanno titolo ad essere riassunti nell'anno
scolastico 1982-1983, anche in soprannumero, nei
limiti delle ore di insegnamento svolte nell'anno
scolastico 1980-1981 e nella stessa provincia salvo il
diritto alcompletamento di orario. Essi sono mantenuti
in servizio fino al termine dell'anno scolastico in cui
viene ultimata la sessione riservata di esami di
abilitazione.
Analogamente ed alle stesse condizioni hanno titolo
ad essere riassunti i docenti di educazione musicale,
in servizio nell'anno scolastico 1980-1981, sprovvisti di
diploma. Essi sono mantenuti in servizio fino al
conseguimento del diploma e qualora lo conseguano, sino al
conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento.
Il diploma deve essere conseguito in appositi corsi
speciali organizzati dai conservatori di musica,
secondo modalita' da stabilirsi con decreto del
Ministro della pubblica istruzione, sentito il
consiglio nazionale della pubblica istruzione, entro un
anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Detti corsi - la cui frequenza e' obbligatoria -
riguarderanno la didattica della musica e, per coloro che
non abbiano compiuto studi pianistici anche lo studio del
pianoforte secondo i programmi vigenti per il corso di
pianoforte complementare per allievi di strumenti ad arco.
I docenti di cui al precedente terzo comma, debbono
conseguire l'abilitazione all'insegnamento nel primo
concorso ordinario che sara' indetto dopo la conclusione
dei corsi speciali di cui al comma precedente.
I docenti di educazione musicale, di cui,
rispettivamente, al precedente primo comma ed al
precedente terzo comma, i quali abbiano conseguito
l'abilitazione all'insegnamento, sono ulteriormente
mantenuti in servizio sino alla immissione in ruolo da
disporre nell'ordine in cui sono collocati in apposite
distinte graduatorie provinciali, da compilare sulla base
del titolo di abilitazione e dei titoli di servizio in
relazione al 50 per cento dei posti disponibili ogni anno.
I docenti medesimi sono immessi in ruolo dopo i docenti di
cui al precedente art. 38, dando precedenza a quelli
di cui al precedene primo comma.
Il servizio prestato nell'anno scolastico 1980-1981 non
deve essere inferiore a centottanta giorni o deve comunque
aver dato diritto alla retribuzione per il periodo estivo".
- Il testo dell'art. 440 del testo unico citato, e' il
seguente:
"Art. 440 (Anno di formazione). - 1. Durante l'anno di
formazione di Ministero della pubblica istruzione
assicura, promuovendo opportune intese a carattere
nazionale con gli istituti regionali di ricerca,
sperimentazione e aggiornamento educativi e le
universita', e tramite i provveditorati agli studi, la
realizzazione di specifiche iniziative di formazione.
2. L'anno di formazione ha inizio con l'anno scolastico
dal quale decorrono le nomine e termina con la fine delle
lezioni: per la sua validita' e' richiesto un servizio
minimo di centottanta giorni.
3. L'anno di formazione e' svolto, anche per i docenti
nominati in relazione a disponibilita' risultanti dalle
dotazioni organiche aggiuntive, in una scuola o
istituzione dello stesso tipo di quelle cui si riferiscono
i posti messi a concorso. I docenti sono addetti
all'espletamento delle attivita' istituzionali, ivi
comprese quelle relative all'utilizzazione dei docenti
delle dotazioni organiche aggiuntive previste dall'art.
455.
4. Ai fini della conferma in ruolo i docenti, al termine
dell'anno di formazione, discutono con il comitato per
la valutazione del servizio una relazione sulle
esperienze e sulle attivita' svolte. Sulla base di essa
e degli altri elementi di valutazione forniti dal capo
d'istituto, il comitato per la valutazione del servizio
esprime il parere per la conferma in ruolo.
5. Il disposto di cui al comma 4 non si applica al
personale educativo dei convitti nazionali, degli
educandati femminili dello Stato, dei convitti annessi
agli istituti tecnici e professionali e dell'Accademia
nazionale di danza.
6. Compiuto l'anno di formazione il personale docente
consegue la conferma in ruolo con decreto del
provveditore agli studi tenuto conto del parere del
comitato per la valutazione del servizio. Il
provvedimento e' definitivo".
- Il testo dell'art. 404 del testo unico citato, come
modificato dalla presente legge, e' il seguente:
"Art. 404 (Commissioni giudicatrici). - 1. Le
commissioni giudicatrici dei concorsi per titoli ed esami
sono presiedute da un professore universitario o da un
preside o direttore didattico o da un ispettore tecnico e
sono composte da due docenti di ruolo con almeno cinque
anni di anzianita' nel ruolo, titolari degli
insegnamenti cui si riferisce il concorso ed in
possesso dei requisiti stabiliti dal Ministro della
pubblica istruzione, sentito il consiglio nazionale
della pubblica istruzione. A ciascuna commissione e'
assegnato un segretario, scelto tra il personale
amministrativo con qualifica funzionale non inferiore alla
quarta.
2. Il presidente ed i componenti delle commissioni
giudicatrici sono nominati, a seconda della competenza a
curarne l'espletamento, dal sovrintendente scolastico
regionale ovvero dal provveditore agli studi. Almeno un
terzo dei componenti della commissione deve essere di
sesso femminile, salvo motivata impossibilita'.
3. Essi sono scelti nell'ambito della regione in cui si
svolgono i concorsi stessi.
Art. 1
4. Ai fini della nomina sono compilati elenchi distinti
a seconda che trattasi di personale direttivo e
docente della scuola in quiescenza, ovvero di personale
che, contestualmente alla domanda di inclusione negli
elenchi stessi, abbia espresso formale rinuncia alla
facolta' di chiedere l'esonero dal servizio e di personale
che a tale esonero non intenda rinunciare; i nominativi
sono tratti dagli elenchi, facendo piu' frequente
ricorso, nell'ordine, al primo ed al secondo di essi. Il
personale in quiescenza non deve aver superato il
settantesimo anno di eta' al momento dell'inizio del
concorso. Per il personale ispettivo e direttivo, gli
elenchi sono compilati dal consiglio nazionale della
pubblica istruzione; per il personale docente, dai
consigli scolastici provinciali.
5. Per i professori universitari gli elenchi sono
compilati dal consiglio universitario nazionale.
6. Ai fini di cui all'art. 400, comma 3, il Ministro
della pubblica istruzione determina, con proprio
decreto, sentito il consiglio nazionale della pubblica
istruzione, criteri integrativi per la nomina delle
commissioni giudicatrici, nonche' i requisiti
professionali e culturali dei relativi componenti. Nella
formazione delle predette commissioni e' assicurata la
presenza di almeno un componente idoneo ai fini
dell'accertamento della conoscenza della lingua straniera
oggetto della prova facoltativa, ricorrendo, ove
necessario, alla nomina di membri aggregati, in
possesso dei requisiti stabiliti con il predetto decreto.
7. Ove non sia possibile reperire tra gli insegnanti
elementari componenti effettivi o aggregati in possesso
dei requisiti di cui al comma 6, sono nominati membri
aggregati insegnanti appartenenti a diversi ordini di
scuola, secondo i criteri dettati dal decreto di cui al
medesimo comma 6.
8. I membri aggregati per la lingua straniera svolgono
le proprie funzioni limitatamente alla valutazione della
relativa prova.
9. Il Ministro della pubblica istruzione stabilisce,
con propria ordinanza, sentito il consiglio nazionale
della pubblica istruzione, le modalita' di formazione
degli elenchi e di costituzione delle commissioni
giudicatrici.
10. Modalita' analoghe sono seguite per la scelta dei
componenti le commissioni giudicatrici dei concorsi
per il reclutamento del personale educativo delle
istituzioni educative statali. Esse sono presiedute
preferibilmente da un rettore dei convitti nazionali, da
una direttrice degli educandati femminili dello
Stato, da un direttore delle scuole speciali statali,
ovvero dal preside di un istituto tecnico o
professionale con annesso convitto, e sono composte da
due istitutori o istitutrici o assistenti educatori con
almeno cinque anni di anzianita' nel ruolo.
11. Qualora il numero dei concorrenti sia superiore
a 500, le commissioni sono integrate, seguendo le medesime
modalita' di scelta, con tre altri componenti, di cui uno
puo' essere scelto tra i presidi e i direttori didattici,
per ogni gruppo di 500 o frazione di 500 concorrenti.
12. In tal caso essi si costituiscono in
sottocommissioni, alle quali e' preposto il presidente
della commissione originaria, che a sua volta e'
integrata da un altro componente e si trasforma in
sottocommissione, in modo che il presidente possa
assicurare il coordinamento di tutte le sottocommissioni
cosi' costituite.
13. Alla sostituzione dei presidenti e dei
componenti le commissioni e le sottocommissioni
giudicatrici, rinunciatari o decaduti dalla nomina,
provvede l'ufficio scolastico preposto allo svolgimento
delle procedure concorsuali.
14. (Abrogato).
15. Fino alla sottoscrizione dei contratti
collettivi di cui all'art. 45 del decreto legislativo
3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni, i
compensi sono corrisposti in gettoni di presenza, di lire
sessantacinquemila lorde ciascuno, per giornata di seduta,
in relazione al numero delle giornate e per
l'importo complessivo massimo rapportato al tempo
assegnato per la conclusione della procedura concorsuale,
secondo la tabella che segue. Non e' dovuto alcun
compenso al personale direttivo e docente della scuola in
attivita' che non rinunci all'esonero dagli obblighi di
servizio che esso puo' ottenere per il periodo di
svolgimento del concorso.
Compensi dovuti ai componenti delle commissioni
giudicatrici
dei concorsi a cattedre che rinuncino all'esonero dal
servizio
Numero dei candidati: fino a 100;
Numero delle prove scritte, scrittografiche, ecc.: 1, 2,
3 o piu';
Tempo e sedute assegnate (1): 30 g. - 26 sedute; 50 g. -
43 sedute; 70 g. - 61 sedute;
Totale: 1.690.000; 2.795.000; 3.965.000.
Numero dei candidati: da 101 a 200;
Numero delle prove scritte, scrittografiche, ecc.: 1, 2,
3 o piu';
Tempo e sedute assegnate (1): 50 g.- 43 sedute; 75 g. -
62 sedute; 100 g. - 88 sedute;
Totale: 2.795.000, 4.030.000, 5.720.000.
Numero dei candidati: da 201 a 300;
Numero delle prove scritte, scrittografiche, ecc.: 1, 2,
3 o piu';
Tempo e sedute assegnate (1): 74 g. - 62 sedute; 100
g. - 88 sedute; 150 g. - 130 sedute;
Totale: 4.030.000, 5.720.000, 8.450.000.
Numero dei candidati: da 301 a 400;
Numero delle prove scritte, scrittografiche, ecc.: 1, 2,
3 o piu';
Tempo e sedute assegnate (1): 100 g. - 88 sedute; 150
g. - 130 sedute; 200 g. - 175 sedute;
Totale: 5.720.000, 8.450.000, 11.375.000.
Numero dei candidati: da 401 a 500;
Numero delle prove scritte, scrittografiche, ecc.: 1, 2,
3 o piu';
Tempo e sedute assegnate (1): 150 g. - 130 sedute; 200
g. - 175 sedute, 240 g. - 208 sedute;
Totale: 8.450.000, 11.375.000, 13.520.000.
(1) Non comprende i venti giorni necessari per dare
comunicazione ai candidati della loro ammissione alle
eventuali prove pratiche e a quelle orali.
16. Qualora il concorso si concluda oltre il
tempo massimo assegnato, l'importo complessivo dei gettoni
di presenza, determinato in base al totale delle giornate
in cui vi sono state sedute, e' ridotto al cinquanta per
cento. Nei confronti dei componenti che si dimettano
dall'incarico o siano dichiarati decaduti per comportamenti
loro attribuibili e' operata un'uguale riduzione
sull'importo calcolato in base al numero delle
giornate in cui essi hanno effettivamente partecipato
alle sedute".

Note all'art. 1:
- Il testo dell'art. 40 del testo unico approvato con
D.Lgs. n. 297/1994, come modificato dalla presente legge,
e' il seguente:
"Art. 40 (Concorsi per titoli ed esami). - 01. I
concorsi per titoli ed esami sono indetti su base
regionale con frequenza triennale, con possibilita'
del loro svolgimento in piu' sedi decentrate in
relazione al numero dei concorrenti. L'indizione dei
concorsi e' subordinata alla previsione del verificarsi
nell'ambito della regione, nel triennio di
riferimento, di un'effettiva disponibilita' di cattedre
o di posti di insegnamento, tenuto conto di quanto
previsto dall'art. 442 per le nuove nomine e dalle
disposizioni in materia di mobilita' professionale del
personale docente recate dagli specifici contratti
collettivi nazionali decentrati, nonche' del numero dei
passaggi di cattedra o di ruolo attuati a seguito dei
corsi di riconversione professionale. Per la scuola
secondaria resta fermo quanto disposto dall'art. 40, comma
10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
02. All'indizione dei concorsi regionali per titoli
ed esami provvede il Ministero della pubblica
istruzione, che determina altresi' l'ufficio
dell'amministrazione scolastica periferica responsabile
dello svolgimento dell'intera procedura concorsuale e
della approvazione della relativa graduatoria regionale.
Qualora, in ragione dell'esiguo numero dei candidati, si
ponga l'esigenza di contenere gli oneri relativi al
funzionamento delle commissioni giudicatrici, il
Ministero dispone l'aggregazione territoriale dei
concorsi, indicando l'ufficio dell'amministrazione
scolastica periferica che deve curare l'espletamento
dei concorsi cosi' accorpati. I vincitori del concorso
scelgono, nell'ordine in cui sono inseriti nella
graduatoria, il posto di ruolo fra quelli disponibili
nella regione.
03. I bandi relativi al personale educativo,
nonche' quelli relativi al personale docente della
scuola meterna e della scuola elementare, fissano, oltre
ai posti di ruolo normale, i posti delle scuole e
sezioni speciali da conferire agli aspiranti che, in
possesso dei titoli di specializzazione richiesti, ne
facciano domanda.
1. I concorsi constano di una o piu' prove scritte,
grafiche o pratiche e di una prova orale e sono integrati
dalla valutazione dei titoli di studio e degli eventuali
titoli accademici, scientifici e professionali,
nonche', per gli insegnamenti di natura
artisticoprofessionale, anche dei titoli
artisticoprofessionali e, per le scuole e per le
classi di concorso per le quali sia prescritto, del
titolo di abilitazione all'insegnamento, ove gia'
posseduto.
2. E' stabilita piu' di una prova scritta, grafica
o pratica soltanto quando si tratti di concorsi per
l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola
secondaria, dei licei artistici e degli istituti d'arte
e la classe di concorso comprenda piu' insegnamenti
che richiedono tale forma di accertamento.
3. Nel concorso per esami e titoli per l'accesso
all'insegnamento nella scuola elementare, oltre alle
prove di cui al comma 1, i candidati possono sostenere
una prova facoltativa, scritta e orale, di accertamento
della conoscenza di una o piu' lingue straniere e della
specifica capacita' didattica in relazione alle
capacita' di apprendimento proprie della fascia di eta'
dei discenti. Detta prova e' integrata da una valutazione
di titoli specifici; ad essa sono ammessi i candidati
che abbiano conseguito la votazione di almeno ventotto
quarantesimi sia nella prova scritta che nella prova orale.
4. Per la valutazione della prova facoltativa le
commissioni giudicatrici dispongono di dieci punti, in
aggiunta a quelli previsti dal comma 9.
5. Il Ministero della pubblica istruzione determina
le lingue straniere oggetto della prova, nonche',
sentito il Consiglio nazionale della pubblica
istruzione, i relativi programmi, il punteggio
minimo necessario per il superamento della prova
facoltativa ed i criteri di ripartizione del punteggio
aggiuntivo di cui al comma 4 tra prova d'esame e titoli.
E' attribuita specifica rilevanza al possesso della laurea
in lingue e letterature straniere, per il cui
conseguimento siano stati sostenuti almeno due esami in
una delle lingue straniere come sopra determinate.
6. Fermo restando quanto previsto per la prova
facoltativa di cui al comma 3, ciascuna prova scritta
consiste nella trattazione articolata di argomenti
culturali e professionali. La prova orale e' finalizzata
all'accertamento della preparazione sulle problematiche
educative e didattiche, sui contenuti degli specifici
programmi d'insegnamento e sugli ordinamenti.
7. Per il personale educativo le prove vertono su
argomenti attinenti ai compiti di istituto.
8. Le prove di esame del concorso e i relativi programmi,
nonche' i criteri di ripartizione del punteggio dei
titoli, sono stabiliti dal Ministero della pubblica
istruzione, sentito il Consiglio nazionale della pubblica
istruzione.
9. Le commissioni giudicatrici dispongono di cento
punti di cui quaranta per le prove scritte, grafiche o
pratiche, quaranta per la prova orale e venti per i
titoli.
10. Superano le prove scritte, grafiche o pratiche e la
prova orale i candidati che abbiano riportato una
votazione non inferiore a ventotto quarantesimi.
11. La valutazione delle prove scritte e grafiche
ha luogo congiuntamente secondo le modalita'
stabilite dal decreto del Presidente della Repubblica
10 marzo 1989, n. 116. Peraltro, l'attribuzione ad
una prova di un punteggio che, riportato a decimi, sia
inferiore a sei preclude la valutazione della prova
successiva.
12. Fino al termine dell'ultimo anno dei corsi
di studio universitari per il rilascio dei titoli previsti
dagli articoli 3 e 4 della legge 19 novembre 1990, n.
341, i candidati che abbiano superato la prova e le
prove scritte, grafiche o pratiche e la prova orale
conseguono l'abilitazione all'insegnamento, qualora questa
sia prescritta ed essi ne siano sprovvisti. I candidati
che siano gia' abilitati possono avvalersi
dell'eventuale migliore punteggio conseguito nelle
predette prove per i concorsi successivi e per gli altri
fini consentiti dalla legge.
13. Terminate la prova o le prove scritte, grafiche o
pratiche e la prova orale si da' luogo alla valutazione dei
titoli nei riguardi dei soli candidati che hanno superato
dette prove.
14. Nei concorsi per titoli ed esami e' attribuito un
particolare punteggio anche all'inclusione nelle
graduatorie di precedenti concorsi per titoli ed esami,
relativi alla stessa classe di concorso o al medesimo
posto.
15. La graduatoria di merito e' compilata sulla base
della somma dei punteggi riportati nella prova o nelle
prove scritte, grafiche o pratiche, nella prova orale e
nella valutazione dei titoli.
15-bis. Nei concorsi per titoli ed esami per l'accesso ai
ruoli del personale docente della scuola secondaria puo'
essere attribuito un punteggio aggiuntivo per il
superamento di una prova facoltativa sulle tecnologie
informatiche.
16. L'ufficio che ha curato lo svolgimento delle
procedure concorsuali provvede anche all'approvazione delle
graduatorie.
17. Le graduatorie relative ai concorsi per titoli ed
esami restano valide fino all'entrata in vigore della
graduatoria relativa al concorso successivo
corrispondente.
18. (Abrogato).
19. Conseguono la nomina i candidati che si
collocano in una posizione utile in relazione al
numero delle cattedre o posti eventualmente
disponibili.
20. I provvedimenti di nomina sono adottati dal
provveditore agli studi territorialmente competente. I
titoli di abilitazione sono invece rilasciati dal
sovrintendente scolastico regionale.
21. La rinuncia alla nomina in ruolo comporta la
decadenza dalla graduatoria per la quale la nomina stessa
e' conferita".
- Il testo dell'art. 21 della legge 5 febbraio
1992, n. 104 (Leggequadro per l'assistenza,
l'integrazione e i diritti delle persone handicappate),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 39, supplemento
ordinario del 17 febbraio 1992, e' il seguente:
"Art. 21 (Precedenza nell'assegnazione di sede). - 1.
La persona handicappata con un grado di invalidita'
superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle
categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa
alla legge 10 agosto 1950, n. 684, assunta presso gli enti
pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo,
ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili.

Art. 2.
(Norme transitorie relative al personale docente)
1. Nella prima integrazione delle graduatorie permanenti di cui
all'articolo 401 del testo unico, come sostituito dall'articolo 1,
comma 6, della presente legge, hanno titolo all'inclusione, oltre ai
docenti che chiedono il trasferimento dalla corrispondente
graduatoria di altra provincia:
a) i docenti che siano in possesso dei requisiti richiesti dalle
norme previgenti per la partecipazione ai soppressi concorsi per soli
titoli;
b) i docenti che abbiano superato le prove di un precedente concorso
per titoli ed esami o di precedenti esami anche ai soli fini
abilitativi, in relazione alla medesima classe di concorso o al
medesimo posto, e siano inseriti, alla data di entrata in vigore
della presente legge, in una graduatoria per l'assunzione del
personale non di ruolo. Si prescinde da quest'ultimo requisito per il
personale che abbia superato le prove dell'ultimo concorso per titoli
ed esami bandito anteriormente alla data di entrata in vigore della
presente legge.
2. Fra i docenti di cui al comma 1 sono compresi anche quelli che
abbiano superato gli esami della sessione riservata di cui al comma
4.
3. Il regolamento di cui al comma 3 dell'articolo 401 del testo
unico, come sostituito dal comma 6 dell'articolo 1 della presente
legge, stabilisce anche le modalita' della prima integrazione delle
graduatorie permanenti.
4. Contemporaneamente all'indizione del primo concorso per titoli ed
esami dopo l'entrata in vigore della presente legge, e' indetta, con
ordinanza del Ministro della pubblica istruzione, una sessione
riservata di esami per il conseguimento dell'abilitazione o
dell'idoneita' richiesta per l'insegnamento nella scuola materna,
nella scuola elementare e negli istituti e scuole di istruzione
secondaria ed artistica, che da' titolo all'inserimento nelle
graduatorie permanenti, secondo quanto previsto al comma 1. Ai
predetti esami sono ammessi i docenti non abilitati, nonche' gli
insegnanti della scuola elementare, gli insegnanti tecnico-pratici,
d'arte applicata e il personale educativo non in possesso di
idoneita', che abbiano prestato servizio di effettivo insegnamento
nelle scuole statali, ivi comprese le istituzioni scolastiche
italiane all'estero, ovvero negli istituti e scuole di istruzione
secondaria legalmente riconosciuti o pareggiati o nelle scuole
materne autorizzate o nelle scuole elementari parificate per almeno
360 giorni nel periodo compreso tra l'anno scolastico 1989-1990 e la
data di entrata in vigore della presente legge, di cui almeno 180
giorni a decorrere dall'anno scolastico 1994-1995. Il servizio deve
essere stato prestato per insegnamenti corrispondenti a posti di
ruolo o relativi a classi di concorso, con il possesso dello
specifico titolo di studio richiesto. Nel punteggio finale
interverra', a titolo di riconoscimento della professionalita'
acquisita in servizio, una quota proporzionale agli anni di
insegnamento prestato nella medesima classe di concorso o posto di
ruolo. Gli esami sono preceduti dalla frequenza di un corso di durata
non superiore a 120 ore, finalizzato all'approfondimento della
metodologia e della didattica relative alle discipline comprese nelle
classi di concorso. I corsi sono svolti da docenti universitari e da
personale scolastico, direttivo e docente, di provata capacita' ed
esperienza professionale. Gli esami consistono in una prova scritta
e in una prova orale volte all'accertamento del possesso delle
capacita' didattiche relativamente agli insegnamenti da svolgere. La
frequenza del corso non comporta l'esonero dal servizio. L'ordinanza
del Ministro stabilisce anche le modalita' di svolgimento dei corsi,
la durata e l'esclusione dall'esame finale dei candidati per
insufficiente frequenza del corso. La commissione esaminatrice e'
composta da docenti del corso ed e' presieduta da un commissario
esterno di nomina ministeriale. All'onere derivante dall'attuazione
del presente comma, nel limite massimo di lire 36.630 milioni per
l'anno 1999, si provvede con le disponibilita' di pari importo di cui
all'autorizzazione di spesa prevista dall'articolo 1, comma 26, della
legge 28 dicembre 1995, n. 549, che vengono conservate in bilancio
alla chiusura dell'esercizio finanziario 1998. Tali somme vengono
versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate
alle apposite unita' previsionali di base dello stato di previsione
del Ministero della pubblica istruzione.
5. I commi 27, 28 e 29 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 1995,
n. 549, sono abrogati.
Art. 2.
17. All'art. 18, comma 3, primo periodo, del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni ed integrazioni, le parole: "su
autorizzazione della regione" sono soppresse e sono
aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", cui non si possa
in nessun caso far fronte con il personale esistente
all'interno dell'azienda sanitaria".
18. Le operazioni di trasformazione dei rapporti di
lavoro previste dall'art. 4-bis, comma 6, del
decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236,
concernenti il Ministero per i beni culturali e
ambientali, sono prorogate al 31 dicembre 1998.
19. Le disposizioni contenute nell'art. 4, comma 11,
della legge 24 dicembre 1993, n. 537, continuano ad
applicarsi anche negli anni scolastici 1996-1997 e
1997-1998, tenendo conto delle esigenze dei comuni
montani e dei comuni ove esiste un solo plesso
scolastico, delle piccole isole, delle zone a rischio
di devianza minorile e giovanile o caratterizzate da
specifiche situazioni di disagio economico o
socioculturale, nonche' dalla presenza di studenti
portatori di handicap, in relazione ai diversi gradi di
istruzione e all'eta' degli alunni. Con decreto del
Ministro della pubblica istruzione, di concerto con i
Ministri del tesoro e per la funzione pubblica, sono
determinati interventi di razionalizzazione della rete
scolastica, di soppressione di plessi di scuole
elementari e di sezioni staccate di istituti di
istruzione secondaria, di modifica dei parametri per la
formazione delle classi in alcuni ordini di scuole,
senza comunque che si producano squilibri nella
formazione educativa, al fine di ottenere risparmi lordi
nella misura di lire 1.200 miliardi annui, pari a lire 680
miliardi netti.
20. Gli istituti secondari superiori, anche di diverso
ordine e tipo, o le loro sezioni staccate o
coordinate, possono essere aggregati tra loro, al fine
di consentire la creazione di istituti rispondenti alle
condizioni stabilite dall'art. 51, comma 4, del testo
unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
297, e dotati di personalita' giuridica e di autonomia
amministrativa. Con regolamento da emanare ai sensi
dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni, sono stabilite:
a) le modalita' di funzionamento del nuovo consiglio di
istituto e l'articolazione del collegio dei docenti in
sezioni corrispondenti alle scuole aggregate;
b) la redistribuzione, tra soggetti obbligati,
degli oneri riguardanti le spese di funzionamento;
c) la conservazione delle denominazioni delle scuole
aggregate.
21. Con lo stesso decreto di cui al comma 19, sentita la
Conferenza dei presidenti delle regioni, sono stabiliti
i criteri per gli interventi, che dovranno, comunque,
tenere conto:
a) del grado di sviluppo socioculturale ed
economico delle comunita' interessate;
b) della situazione orografica dei luoghi, dei
livelli di urbanizzazione primaria degli stessi e del
grado di dispersione scolastica, soprattutto nelle zone
in cui le istituzioni scolastiche costituiscono l'unico
riferimento istituzionale e culturale.
22. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione,
sentito il Consiglio nazionale della pubblica
istruzione, potranno essere adattati i programmi di
insegnamento e l'organizzazione didattica delle scuole
medie funzionanti nelle localita' montane e nelle
piccole isole, in modo da consentire, a decorrere dal 1
settembre 1996, speciali condizioni di frequenza, che
escludono la cofrequenza, agli alunni distribuiti nel
triennio del corso di studi, garantendo adeguate forme di
insegnamento individualizzato, anche attraverso la
flessibilita' dell'orario e l'organizzazione didattica
per moduli, per realizzare adeguate opportunita' di
apprendimento senza discriminazioni territoriali e
geografiche.
23. Le graduatorie dei concorsi per titoli ed esami per
l'accesso ai ruoli del personale docente, gia' prorogate
dall'art. 23, comma 3, della legge 23 dicembre 1994, n.
724, sono ulteriormente prorogate di un altro anno
scolastico.
24. A decorrere dal 1 settembre 1996 l'ordinazione dei
pagamenti delle retribuzioni ai docenti di religione, ai
supplenti annuali e ai supplenti temporanei fino al
termine dell'attivita' didattica e' effettuata dalle
direzioni provinciali del tesoro con ordinativi emessi
in base a ruoli di spesa fissa. L'apertura dei ruoli di
spesa fissa e' disposta con i contratti individuali di
lavoro a tempo determinato stipulati secondo le
competenze individuate rispettivamente dagli articoli
309, 520 e 521 del testo unico approvato con decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
25. Entro il 31 ottobre 1996, sono versate all'entrata
del bilancio dello Stato, per essere successivamente
riassegnate con decreti del Ministro del tesoro ai
capitoli 1030, 1034, 1035 e 1036 dello stato di
previsione del Ministero della pubblica istruzione, le
somme rimaste disponibili sulle contabilita' speciali
scolastiche e sui conti correnti postali e bancari,
nonche' le somme rimaste disponibili sui bilanci
degli istituti tecnici, professionali e d'arte con
provenienza dai medesimi capitoli.
26. Per gli anni 1996, 1997 e 1998, l'80 per cento
delle economie nette stimate, in ciascun anno, viene
utilizzato per la costituzione di un fondo da iscrivere
nello stato di previsione del Ministero della pubblica
istruzione, da ripartire con decreti del Ministro del
tesoro, su proposta del Ministro della pubblica
istruzione e previo parere delle commissioni parlamentari
competenti, per le esigenze relative alla formazione
del personale, al potenziamento e finzionamento
delle scuole di ogni ordine e grado e degli uffici
dell'amministrazione scolastica.
27-29. (Abrogati).
30. La durata del collocamento fuori ruolo dei
professori universitari di prima e seconda fascia,
che precede il loro collocamento a riposo, prevista
dagli articoli 19 e 110 del decreto del Presidente della
Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive
modificazioni, e' ridotta a tre anni. Le posizioni di
fuori ruolo eccedenti il terzo anno, gia' disposte alla
data di entrata in vigore della presente legge, cessano di
avere efficacia alla fine dell'anno accademico 1995-1996.
(Sono esclusi i docenti che necessitano del periodo di
cinque anni fuori ruolo per raggiungere l'eta' di
pensionamento prevista dai regimi vigenti).
31. Al fine di assicurare il mantenimento dei
livelli di funzionalita' operativa necessari anche per
l'attuazione dei piani di sviluppo di cui alla legge 7
agosto 1990, n. 245, alle universita' si applicano, in
materia di modifiche di organico e di assunzioni del
personale, esclusivamente le disposizioni dell'art. 5,
commi 10 e 12, della legge 24 dicembre 1993, n. 537.
32. I contratti con studiosi od esperti di alta
qualificazione scientifica o professionale previsti
dall'art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica
11 luglio 1980, n. 382, possono, nei limiti delle
disponibilita' di bilancio delle universita' e per
sopperire a particolari e motivate esigenze
didattiche, essere stipulati anche per l'attivazione di
corsi ufficiali non fondamentali o caratterizzanti, nei
casi e nei limiti stabiliti dallo statuto.
33. Le disposizioni di cui all'art. 7, commi 5
e 6, del decreto-legge 19 settembre 1992, n.
384, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
novembre 1992, n. 438, prorogate per il triennio 1994-1996
dell'art. 3, comma 36, della legge 24 dicembre 1993, n.
537, vanno interpretate nel senso che tra le indennita',
compensi, gratifiche ed emolumenti di qualsiasi
genere, da corrispondere nella misura prevista per il
1992, sono comprese le borse di studio di cui all'art. 6
del decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 257.
34. Gli ammessi ai corsi di dottorato di ricerca, in
alternativa alla borsa di studio di cui all'art. 75 del
decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980,
n. 382, e successive modificazioni, possono usufruire di
borse di studio concesse in base a finanziamenti e
assegnazioni dell'Unione europea e di organismi
internazionali, ovvero concesse direttamente da tali
organismi.
35. Per favorire il processo di trasferimento delle
conoscenze e delle innovazioni tecnologiche alle
piccole e medie imprese le universita' e gli enti
pubblici di ricerca non strumentali a carattere
nazionale possono accedere, per le attivita' propedeutiche
alla realizzazione dei singoli progetti di trasferimento
tecnologico, ai finanziamenti di cui all'art. 3 della
legge 17 febbraio 1982, n. 46.
36. A decorrere dal 1 gennaio 1996 l'indennita'
continuativa di missione prevista dagli articoli 1 e 3
della legge 6 dicembre 1950, n. 1039, dall'art. 13
della legge 2 aprile 1979, n. 97, come sostituito
dall'art. 6 della legge 19 febbraio 1981, n. 27, nonche'
dalla legge 10 marzo 1987, n. 100 e dall'art. 10 del
decreto-legge 4 agosto 1987, n. 325, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 402, e'
corrisposta per un solo anno, in misura intera per i
primi sei mesi ed in misura ridotta alla meta' per il
semestre succesivo.
37. Per il personale destinato a prestare servizio
all'estero ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, della legge 27 dicembre
1973, n. 838, del decreto del Presidente della Repubblica
23 gennaio 1967, n. 215, della legge 22 dicembre 1990,
n. 401, e del testo unico approvato con decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297, la quota di indennita'
integrativa speciale pari a L. 1.081.000 annue lorde,
conglobata ai sensi delle vigenti disposizioni nello
stipendio iniziale di ciascun livello a decorrere dal 30
giugno 1988, e per il personale dirigente dal 1 gennaio
1989, si intende portata in diminuzione dalle
indennita' di servizio all'estero e dagli assegni di sede
con le medesime decorrenze.
38. In caso di destinazione all'estero di personale
militare ai sensi della legge 27 dicembre 1973, n. 838,
gli inquadramenti nei livelli retributivi effettuati in
applicazione della legge 11 luglio 1980, n. 312, nonche'
di successive disposizioni di riordino giuridico ed
economico della carriera, non influiscono
sull'indennita' di servizio all'estero che resta
determinata nella misura prevista per il posto di funzione
indicato nel provvedimento formale di destinazione
all'estero.
39. Per il personale dell'Istituto nazionale per il
commercio estero, fino all'entrata in vigore del
regolamento organico emanato in applicazione della legge 18
marzo 1989, n. 106, gli inquadramenti nelle qualifiche
funzionali e nei profili professionali disposti ai sensi
del decreto del Presidente della Repubblica 1 marzo
1988, n. 285, si intendono improduttivi di effetti
sull'indennita' di servizio all'estero che rimane
stabilita nelle misure scaturenti dall'applicazione
della tabella di equiparazione di cui all'allegato 3 al
decreto del Presidente della Repubblica 16 ottobre 1979, n.
509, come integrato dall'art. 26 del decreto del
Presidente della Repubblica 25 giugno 1983, n. 346.
40. Gli importi dei contributi dello Stato in favore
di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri
organismi, di cui alla tabella A allegata alla presente
legge, sono iscritti in un unico capitolo nello stato di
previsione di ciascun Ministero interessato. Il relativo
riparto e' annualmente effettuato da ciascun Ministro,
con proprio decreto, di concerto con il Ministro del
tesoro, previo parere delle commissioni parlamentari
competenti, alle quali vengono altresi' inviati i
rendiconti annuali dell'attivita' svolta dai suddetti
enti, entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di bilancio, intendendosi
corrispondentemente rideterminate le relative
autorizzazioni di spesa.
41. I Ministri effettuano il riparto secondo criteri
diretti ad assicurare prioritariamente il buon
funzionamento delle istituzioni culturali e sociali
di particolare rilievo nazionale ed internazionale
nonche' degli enti nazionali per la gestione dei
parchi.
42. Gli enti, cui lo Stato contribuisce in via
ordinaria, che non abbiano fatto pervenire alla data del 15
luglio di ogni anno il conto consuntivo dell'anno
precedente da allegare allo stato di previsione dei
singoli Ministeri interessati, sono esclusi dal
finanziamento per l'anno cui si riferisce lo stato di
previsione stesso.
43. La dotazione dei capitoli di cui al comma 40 e'
quantificata annualmente ai sensi dell'art. 11, comma 3,
lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, come
modificata dalla legge 23 agosto 1988, n. 362.
44. Per gli anni 1996, 1997 e 1998 la dotazione di cui
al comma 43 e' ridotta del 20 per cento rispetto
all'importo complessivamente risultante sulla base della
legislazione vigente".

Nota all'art. 2:
- Il testo dell'art. 1 della legge 28 dicembre 1995,
n. 549. - (Misure di razionalizzazione della finanza
pubblica), come modificato dalla presente legge, e' il
seguente:
"Art. 1. - 1. Il Governo della Repubblica e' delegato
ad emanare, entro cinque mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, uno o piu' decreti
legislativi volti a:
a) ridurre il numero dei comandi operativi e
territoriali e delle altre strutture periferiche della
Difesa, anche a livello di regione militare, di
dipartimento militare marittimo, di regione aerea, ivi
comprese le corrispondenti direzioni di
amministrazione, e di istituti di formazione,
garantendo una loro piu' efficace articolazione,
composizione, ubicazione ed attribuzione delle
competenze;
b) procedere alla ristrutturazione e all'accorpamento, in
modo tale da ridurne il numero, delle direzioni
generali, e degli uffici centrali;
c) procedere alla ristrutturazione degli
arsenali, degli stabilimenti e dei centri tecnici,
razionalizzandone i relativi compiti, attraverso
l'ottimizzazione e la concentrazione dei procedimenti
produttivi, anche attraverso accorpamenti;
d) favorire la differenziazione e l'ampliamento delle
attivita' rivolte alla protezione civile e alla tutela
ambientale;
e) disciplinare l'eventuale mobilita' contrattata dei
lavoratori, anche concordando con le organizzazioni
sindacali e le regioni interessate le iniziative volte
ad evitare negative ricadute sociali, derivanti da
eventuali riduzioni;
f) favorire la dismissione delle strutture e degli
immobili non piu' utilizzabili;
g) rideterminare, coerentemente con la suddetta
ristrutturazione, le dotazioni organiche in base alla
definizione dei carichi di lavoro, procedendo alla
copertura dei posti disponibili anche attraverso la
riqualificazione dei dipendenti civili con le medesime
procedure previste dall'art. 3, commi da 205 a 208;
h) costituire un istituto superiore di Stato maggiore
interforze che unifichi e sostituisca i corsi superiori di
Stato maggiore della scuola di guerra dell'esercito,
dell'istituto di guerra marittima e della scuola di guerra
aerea.
2. Il Governo trasmette alla Camera dei deputati ed al
Senato della Repubblica gli schemi dei decreti legislativi
di cui al comma 1 al fine dell'espressione del parere
da parte delle competenti commissioni permanenti, da
rendere entro sessanta giorni dalla data di trasmissione.
3. Ai fini del contenimento dei costi per
l'ammodernamento, l'amministrazione della difesa, nel
rispetto delle vigenti norme in materia di esportazione
di materiali d'armamento, puo' procedere a permute o
vendite di mezzi e materiali obsoleti ma non ancora fuori
uso.
4. Le disposizioni di cui all'art. 22, commi 7, 8 e
9, primo e secondo periodo, 10, 11 e 12, della legge 23
dicembre 1994, n. 724, continuano ad applicarsi sino al 31
dicembre 1998. Fino alla stessa data alle istituzioni e
agli enti di ricerca si applica l'art. 5, comma 27,
della legge 24 dicembre 1993, n. 537, con la deroga per il
consiglio nazionale delle ricerche, limitatamente alla
copertura del contingente di personale previsto
dall'intesa di programma per il Mezzogiorno, di cui alla
legge 1 marzo 1986, n. 64, che puo' essere effettuata, nei
limiti delle disponibilita' di bilancio, in ragione di un
terzo nel 1996, un terzo nel 1997 ed un terzo nel 1998.
Il limite di eta' per la partecipazione ai concorsi
indetti dalle amministrazioni pubbliche e' aumentato di un
anno.
5. Le disposizioni richiamate nel primo periodo del
comma 4 non si applicano per le assunzioni di personale
del comparto sanita', di personale delle regioni e degli
enti locali, limitatamente agli enti che non versino nelle
situazioni strutturalmente deficitarie di cui all'art. 45
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e
successive modificazioni, di quello dipendente dal
Ministero di grazia e giustizia, degli ispettori di volo
da utilizzare presso la direzione generale dell'aviazione
civile del Ministero dei trasporti e della navigazione,
di quello operativo dell'Azienda autonoma di assistenza
al volo per il traffico aereo generale, di quello degli
ordini e collegi professionali e delle relative
federazioni e consigli nazionali e, per il solo anno
1996, per le assunzioni di personale del Ministero
delle finanze limitatamente ai concorsi ultimati ed in
fase di ultimazione, nonche' a quelli comunque gia'
autorizzati alla data del 30 settembre 1995.
6. Per l'anno 1996 in deroga alle norme vigenti ai comuni
che hanno dichiarato il dissesto finanziario entro il
31 dicembre 1993 ed avranno approvato l'ipotesi di
bilancio riequilibrato entro il 31 dicembre 1995 non si
applicano i commi da 47 a 52 dell'art. 3 della legge 24
dicembre 1993, n. 537.
7. Gli enti di cui al comma 6 possono, a carico
del proprio bilancio, conferire incarichi per
l'esercizio delle funzioni dirigenziali, per i posti
delle relative qualifiche non ricoperti, a condizione che
la percentuale della spesa per il personale sul totale
delle spese correnti risulti ridotta o invariata.
8. L'art. 5, comma 25, della legge 24 dicembre 1993,
n. 537, si applica nel senso che le dotazioni organiche
del personale delle istituzioni e degli enti di ricerca
sono rideterminate in riduzione rispetto a quelle
costituite in conseguenza delle operazioni di
rideterminazione delle piante organiche svolte in
base alle disposizioni e alle procedure di cui
all'art. 13 dell'accordo sindacale reso esecutivo dal
decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1991,
n. 171. La rilevazione dei carichi di lavoro per il
personale degli enti ed istituzioni di ricerca nonche'
degli enti autonomi lirici ed istituzioni concertistiche
assimilate e' riferita all'attivita' del personale
amministrativo di supporto.
9. Gli oneri finanziari derivanti dalla
ridefinizione delle dotazioni organiche del personale
delle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 22, comma
16, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, non possono
superare gli oneri per spesa di personale conseguenti
ai provvedimenti di provvisoria rideterminazione
delle dotazioni organiche previsti dall'art. 3, comma
6, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e dalle
altre disposizioni sulla stessa materia contenute nella
predetta legge in relazione ai diversi comparti delle
pubbliche amministrazioni, con i soli incrementi
degli oneri derivanti da disposizioni legislative
statali e dai contratti collettivi.
10. Fino al 30 giugno 1997 e' fatto divieto alle
amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2,
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni ed integrazioni, di individuare
uffici di livello dirigenziale ulteriori rispetto a
quelli gia' esistenti alla data del 1 agosto 1995. Il
divieto non si applica alle regioni, alle province
autonome e agli enti locali che non versino nelle
situazioni strutturalmente deficitarie di cui all'art.
45 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e
successive modificazioni. Le pubbliche amministrazioni
di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed
integrazioni, per le quali, in base alle disposizioni
vigenti alla data di entrata in vigore del predetto decreto
legislativo, non erano consentite la nomina a
dirigente generale o qualifica equiparata, ovvero
l'attribuzione dei relativi incarichi, non possono
istituire posti in dotazione organica per tali qualifiche,
ne', in altro modo, procedere alla nomina od
all'attribuzione di incarichi per l'esercizio delle
relative funzioni. E' fatta salva per le regioni, le
province autonome e per gli enti locali, al di fuori
delle vigenti piante organiche, la possibilita' di
conferire incarichi di funzioni dirigenziali di livello
generale ovvero apicali nell'ambito delle risorse di cui
al comma 9 (8/b).
11. Le disposizioni di cui ai commi 9 e 10 non si
applicano al Ministero delle finanze.
12. Alle regioni che hanno disciplinato l'applicazione
di principi in materia di ridefinizione di strutture
organizzative e delle dotazioni organiche di cui al
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni ed integrazioni, e' data la facolta' di
avvalersi, ai fini dell'attuazione dei processi di
riforma organizzativa, di misure flessibili nella
gestione delle risorse umane, ivi compresi i
provvedimenti per l'incentivazione della mobilita' in
ambito regionale. Tali misure sono applicabili fino al 31
dicembre 1998. I citati provvedimenti dovranno, in ogni
caso, essere predisposti nel rispetto della legge 8 agosto
1995, n. 335, in materia di riforma del sistema
pensionistico obbligatorio e complementare, e dovranno
essere assunti nei limiti di spesa gia' individuati al
comma 9 del presente articolo.
13. I contratti di prestazione di opera intellettuale
di cui alla legge 29 aprile 1998, n. 143, sono ridotti
del 20 per cento a decorrere dal 1 gennaio 1996.
14. Gli enti locali, non dissestati e non
strutturalmente deficitari, che, alla data del 30 novembre
1996, utilizzino personale assunto a tempo determinato
mediante prove selettive, ai sensi dell'art. 7 della
legge 29 dicembre 1988, n. 55, indette entro il 31
dicembre 1994, possono bandire, entro il 31 dicembre
1997, concorsi riservati per titoli per la trasformazione
dei predetti rapporti di lavoro da tempo determinato a
tempo indeterminato, secondo le procedure stabilite
dall'art. 4-bis del decretolegge 20 maggio 1993, n. 148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993,
n. 236.
15. Gli enti locali non dissestati e non
strutturalmente deficitari, per i servizi connessi ad
attivita' didattiche, educative e formative, per la sola
copertura dei corrispondenti posti vacanti, possono nei
limiti delle proprie disponibilita' di bilancio bandire
concorsi riservati al personale gia' in servizio presso
lo stesso ente, che abbia prestato servizio, anche non
continuativo, negli anzidetti settori dello stesso
ente per un periodo complessivo lavorativo non inferiore
ai ventiquattro mesi.
16. Ai fini di una razionale utilizzazione del
personale, i dipendenti civili provenienti dalle dismesse
basi NATO di cui alla legge 9 marzo 1971, n. 98, e
successive modificazioni, sono assegnati, sulla base
delle disponibilita' negli organici e delle effettive
esigenze di funzionalita', a richiesta degli interessati,
alle sedi periferiche delle amministrazioni statali,
anche presso i nuovi corsi di laurea istituiti dalle
universita' decentrati nel territorio e comunque
nell'ambito provinciale. Entro novanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, si provvede
all'assegnazione del personale suddetto.

Art. 3.
(Personale docente, assistenti, accompagnatori al pianoforte
e pianisti accompagnatori delle Accademie e dei Conservatori)
1. All'articolo 270 del testo unico sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:
"1. L'accesso ai ruoli del personale docente ed assistente, delle
assistenti educatrici, degli accompagnatori al pianoforte e dei
pianisti accompagnatori dei Conservatori di musica, delle Accademie
di belle arti e delle Accademie nazionali di arte drammatica e di
danza ha luogo, per il 50 per cento dei posti a tal fine annualmente
assegnabili, mediante concorsi per titoli ed esami e, per il restante
50 per cento, attingendo a graduatorie nazionali permanenti.";
b) al comma 4, i primi due periodi sono sostituiti dai seguenti: "I
concorsi sono indetti a livello nazionale, ogni quinquennio, dal
Ministero della pubblica istruzione. L'indizione e' subordinata alla
previsione del verificarsi, nel quinquennio di riferimento, di una
effettiva disponibilita' di cattedre e di posti.";
c) dopo il comma 10 e' inserito il seguente:
"10-bis. Le graduatorie restano valide fino all'entrata in vigore
della graduatoria relativa al concorso successivo corrispondente.";
d) il comma 13 e' sostituito dal seguente:
"13. Per quanto non previsto nel presente articolo si applicano le
disposizioni dettate per i concorsi per titoli ed esami e per le
graduatorie permanenti relative al personale docente delle altre
istituzioni scolastiche".
2. Nella prima integrazione delle graduatorie nazionali permanenti,
di cui all'articolo 270, comma 1, del testo unico, come sostituito
dal comma 1, lettera a), del presente articolo, hanno titolo
all'inclusione:
a) i docenti che siano in possesso dei requisiti richiesti dalle
norme previgenti per l'aggiornamento delle graduatorie dei soppressi
concorsi per soli titoli;
b) i docenti che abbiano conseguito, nella valutazione dei titoli
artistico-culturali e professionali, ai fini della inclusione nelle
graduatorie nazionali per il conferimento delle supplenze, nonche'
nelle graduatorie di istituto, un punteggio non inferiore ai 24 punti
richiesti dalla previgente normativa e abbiano superato le prove di
un precedente concorso per titoli ed esami in relazione alla medesima
classe di concorso o al medesimo posto o superino gli esami di una
sessione riservata, consistenti in una prova orale volta
all'accertamento della preparazione culturale e del possesso delle
capacita' didattiche relativamente agli insegnamenti da svolgere;
all'onere derivante dallo svolgimento della predetta sessione
riservata si provvede entro il limite di spesa di cui all'articolo 2,
comma 4;
c) i docenti che abbiano superato le prove di un precedente concorso
per titoli ed esami in relazione alla medesima classe di concorso o
al medesimo posto.
3. Alla sessione di cui al comma 2, lettera b), sono ammessi i
docenti che abbiano prestato servizio di effettivo insegnamento nelle
Accademie statali, pareggiate o legalmente riconosciute e nei
Conservatori di musica o negli Istituti musicali pareggiati per
almeno 360 giorni nel periodo compreso tra l'anno scolastico
1989-1990 e la data di entrata in vigore della presente legge, di cui
almeno 180 giorni a decorrere dall'anno scolastico 1994-1995. Il
servizio deve essere stato prestato per insegnamenti corrispondenti
ai posti di ruolo.
4. All'inclusione nelle graduatorie nazionali permanenti si provvede
secondo le modalita' definite dal regolamento di cui al comma 3
dell'articolo 401 del testo unico, come sostituito dal comma 6
dell'articolo 1 della presente legge.

Nota all'art. 3:
- Il testo dell'art. 270 del testo unico citato, come
modificato dalla presente legge, e' il seguente:
"Art. 270 (Accesso ai ruoli del personale
docente, degli assistenti, degli accompagnatori al
pianoforte e dei pianisti accompagnatori). - L'accesso
ai ruoli del personale docente ed assistente, delle
assistenti educatrici, degli accompagnatori al
pianoforte e dei pianisti accompagnatori dei Conservatori
di musica, delle Accademie di belle arti e delle
Accademie nazionali di arte drammatica e di danza ha
luogo, per il 50 per cento dei posti a tal fine
annualmente assegnabili, mediante concorsi per titoli ed
esami e, per il restante 50 per cento, attingendo a
graduatorie nazionali permanenti.
2. Le tipologie delle classi di concorso sono definite
con decreto del Ministro della pubblica istruzione,
sentito il Consiglio nazionale della pubblica
istruzione, per aree disciplinari, nel rispetto
dell'esigenza di assicurare una adeguata specializzazione.
3. Per l'ammissione ai concorsi a posti di assistente si
applicano le stesse norme che regolano i concorsi per
l'insegnamento delle materie artistiche. Per i concorsi
a posti di assistente di storia dell'arte e' necessario
altresi' essere in possesso del titolo di studio
richiesto per la partecipazione ai concorsi per
l'insegnamento della stessa materia nei licei classici.
4. I concorsi sono indetti a livello nazionale, ogni
quinquennio, dal Ministero della pubblica istruzione.
L'indizione e' subordinata alla previsione del
verificarsi, nel quinquennio di riferimento, di una
effettiva disponibilita' di cattedre e di posti. Nei
concorsi per titoli ed esami per l'accesso ai predetti
ruoli la valutazione dei titoli culturali, artistici e
professionali precede le prova di esame, alle quali
sono ammessi coloro che hanno riportato un punteggio
superiore a 15/30.
5. I concorsi per titoli ed esami constano di una o
piu' prove scritte, scrittografiche o pratiche, in
relazione agli specifici insegnamenti e di una prova
orale.
6. Ciascuna prova scritta, scrittografica o pratica, e'
finalizzata all'accertamento della preparazione
culturale e delle capacita' professionali.
7. La prova orale e' finalizzata
all'accertamento della preparazione sulle problematiche e
sulle metodologie didattiche, sui contenuti degli
specifici programmi d'insegnamento nonche'
sull'ordinamento generale e sullo stato giuridico del
personale cui si riferiscono i posti e le cattedre
oggetto del concorso e sull'ordinamento di cui alla
parte II, titolo VII, capo I del presente testo unico.
8. Le commissioni giudicatrici dei concorsi per titoli
ed esami dispongono di 100 punti, dei quali 30 per
le prove scritte o pratiche, 40 per la prova orale e 30
per i titoli. Superano le prove scritte o pratiche e la
prova orale i candidati che abbiano riportato una votazione
non inferiore a punti 18 su 30 in ciascuna delle prove
scritte o pratiche e a punti 24 su 40 nella prova orale.
9. Per l'espletamento di particolari prove concorsuali
il Ministro della pubblica istruzione provvede, di
concerto con il Ministro del tesoro, a stipulare
convenzioni per l'utilizzazione di idonee strutture
recettive e per quanto altro occorra. La durata di ciascuna
prova scritta, scrittografica e pratica, non puo'
superare in ogni caso le 12 ore.
10. Coloro i quali superano il concorso e sono utilmente
collocati in graduatoria rispetto ai posti messi a
concorso sono nominati in ruolo e sono ammessi ad un
anno di formazione didatticomusicale o
didatticoartistica, le cui modalita' sono stabilite con
decreto del Ministro delle pubblica istruzione, sentito
il Consiglio nazionale della pubblica istruzione. Le
nomine sono disposte nei limiti dei posti vacanti dopo
la riduzione di organico attuata ai sensi dell'art.
265, comma 5; esse non sono, in ogni caso, effettuate su
posti dei quali si preveda la soppressione nell'anno
scolastico successivo.
10-bis. Le graduatorie restano valide fino all'entrata
in vigore della graduatoria relativa al concorso successivo
corrispondente.
11. L'anno di formazione e' valido come periodo di prova.
12. Fermo quanto disposto dal comma 10, per il personale
di cui al presente articolo non si applicano le
disposizioni sull'anno di formazione dettate per il
personale docente delle altre istituzioni scolastiche.
13. Per quanto non previsto nel presente articolo si
applicano le disposizioni dettate per i concorsi per
titoli ed esami e per le graduatorie permanenti relative
al personale docente delle altre istituzioni
scolastiche.
14. Il Ministro puo', in via eccezionale, conferire i
posti di docente a persone che, per opere compiute o per
insegnamenti dati, siano venuti in meritata fama di
singolare perizia nella loro arte. Il Ministro puo'
esonerare dal periodo di prova il personale cosi'
nominato".

Art. 4.
(Supplenze)
1. Alla copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento che
risultino effettivamente vacanti e disponibili entro la data del 31
dicembre e che rimangano prevedibilmente tali per l'intero anno
scolastico, qualora non sia possibile provvedere con il personale
docente di ruolo delle dotazioni organiche provinciali o mediante
l'utilizzazione del personale in soprannumero, e sempreche' ai posti
medesimi non sia stato gia' assegnato a qualsiasi titolo personale di
ruolo, si provvede mediante il conferimento di supplenze annuali, in
attesa dell'espletamento delle procedure concorsuali per l'assunzione
di personale docente di ruolo.
2. Alla copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento non
vacanti che si rendano di fatto disponibili entro la data del 31
dicembre e fino al termine dell'anno scolastico si provvede mediante
il conferimento di supplenze temporanee fino al termine delle
attivita' didattiche. Si provvede parimenti al conferimento di
supplenze temporanee fino al termine delle attivita' didattiche per
la copertura delle ore di insegnamento che non concorrono a
costituire cattedre o posti orario.
3. Nei casi diversi da quelli previsti ai commi 1 e 2 si provvede con
supplenze temporanee.
4. I posti delle dotazioni organiche provinciali non possono essere
coperti in nessun caso mediante assunzione di personale docente non
di ruolo.
5. Con proprio decreto da adottare secondo la procedura prevista
dall'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il
Ministro della pubblica istruzione emana un regolamento per la
disciplina del conferimento delle supplenze annuali e temporanee nel
rispetto dei criteri di cui ai commi seguenti.
6. Per il conferimento delle supplenze annuali e delle supplenze
temporanee sino al termine delle attivita' didattiche si utilizzano
le graduatorie permanenti di cui all'articolo 401 del testo unico,
come sostituito dal comma 6 dell'articolo 1 della presente legge.
7. Per il conferimento delle supplenze temporanee di cui al comma 3
si utilizzano le graduatorie di circolo o di istituto. I criteri, le
modalita' e i termini per la formazione di tali graduatorie sono
improntati a principi di semplificazione e snellimento delle
procedure con riguardo anche all'onere di documentazione a carico
degli aspiranti.
8. Coloro i quali sono inseriti nelle graduatorie permanenti di cui
all'articolo 401 del testo unico, come sostituito dal comma 6
dell'articolo 1 della presente legge, fatto salvo quanto previsto
dall'articolo 40, comma 2, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
hanno diritto, nell'ordine, alla precedenza assoluta nel conferimento
delle supplenze temporanee nelle istituzioni scolastiche in cui hanno
presentato le relative domande. Per gli istituti di istruzione
secondaria e artistica la precedenza assoluta e' attribuita
limitatamente alle classi di concorso nella cui graduatoria
permanente si e' inseriti.
9. I candidati che nei concorsi per esami e titoli per l'accesso
all'insegnamento nella scuola elementare siano stati inclusi nella
graduatoria di merito ed abbiano superato la prova facoltativa di
accertamento della conoscenza di una o piu' lingue straniere hanno
titolo alla precedenza nel conferimento delle supplenze sui posti i
cui titolari provvedono all'insegnamento di una corrispondente lingua
straniera.
10. Il conferimento delle supplenze temporanee e' consentito
esclusivamente per il periodo di effettiva permanenza delle esigenze
di servizio. La relativa retribuzione spetta limitatamente alla
durata effettiva delle supplenze medesime.
11. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano anche al
personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA). Per il
conferimento delle supplenze al personale della terza qualifica di
cui all'articolo 51 del contratto collettivo nazionale di lavoro del
comparto "Scuola", pubblicato nel supplemento ordinario n. 109 alla
Gazzetta Ufficiale n. 207 del 5 settembre 1995, si utilizzano le
graduatorie dei concorsi provinciali per titoli di cui all'articolo
554 del testo unico.
12. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano altresi'
al personale docente ed ATA delle Accademie e dei Conservatori.
13. Restano ferme, per quanto riguarda il Conservatorio di musica di
Bolzano, le norme particolari in materia di conferimento delle
supplenze adottate in attuazione dello Statuto speciale per il
Trentino-Alto Adige.
14. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 5
sono abrogati gli articoli 272, 520, 521, 522, 523, 524, 525, 581,
582, 585 e 586 del testo unico.

Note all'art. 4:
- Per il testo dei commi 3 e 4 dell'art. 17 della legge
23 agosto 1988, n. 400, si veda nelle note all'art. 1.
- Il testo dell'art. 40, comma 2, della legge 27
dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione
della finanza pubblica), e' il seguente:
"2. I docenti compresi nelle graduatorie dei concorsi per
titoli ed esami ed aventi titolo alla nomina in ruolo
sulle cattedre o posti accantonati al 1 settembre 1992
secondo quanto previsto dall'art. 3, comma 22, quarto
periodo, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (239), hanno
diritto, a decorrere dall'anno scolastico 1997-1998,
alla precedenza assoluta nel conferimento delle
supplenze annuali e temporanee del personale docente
nella provincia per cui e' valida la graduatoria del
concorso. La precedenza opera prima di quella
prevista dall'art. 522, comma 5, del testo unico di cui al
comma 1".
- I profili della terza qualifica di cui all'art. 51
del C.C.N.L. del comparto "Scuola" sono i seguenti:
"III - Qualificadi inquadramento della Assistente
amministrativo ed equiparati:
III/1: profilo: Assistente amministrativo;
III/2 profilo: Assistente tecnico;
III/3: profilo: Cuoco;
III/4: profilo: Infermiere".
- Il testo dell'art. 554 del testo unico citato e' il
seguente:
"Art. 554 (Accesso ai ruoli della terza e quarta
qualifica funzionaie). - 1. Le assunzioni nei ruoli della
quarta qualifica sono effettuate mediante concorsi
provinciali per titoli, indetti annualmente nei limiti
delle vacanze dell'organico, dai provveditori agli studi
sulla base di un'ordinanza del Ministro della pubblica
istruzione, la quale indichera', fra l'altro, i titoli ed
i criteri di valutazione.
2. Ai predetti concorsi e ammesso il personale A.T.A. non
di ruolo, con almeno due anni di servizio prestato,
senza demerito, con qualifiche corrispondenti a quelle
dei ruoli per i quali i concorsi sono indetti. E'
consentita la partecipazione al solo concorso indetto
nella provincia in cui si presta servizio alla data
di pubblicazione del bando.
3. Il personale A.T.A. non di ruolo, che abbia prestato
almeno due anni di servizio, in tutto o in parte, in
qualifiche superiori a quelle per le quali i concorsi
sono stati indetti, ha titolo a partecipare ai concorsi
per la qualifica immediatamente inferiore.
4. Ai fini della partecipazione ai concorsi di cui
al presente articolo si prescinde dal limite massimo di
eta' previsto dalle vigenti disposizioni.
5. Le assunzioni nei ruoli della terza qualifica sono
effettutate tramite le apposite liste di collocamento
previste dalla legge, previo esaurimento delle graduatorie
di conferimento delle supplenze annuali gia' compilate alla
data del 5 luglio 1988.
6. I titoli di studio richiesti sono stabiliti con
regolamento. Per l'accesso ai posti relativi ai profili
professionali di collaboratore tecnico e di collaboratore
amministrativo, il Ministro della pubblica istruzione,
con propria ordinanza, sentite le organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative, individua i titoli
di studio da ritenere equivalenti al diploma di
qualifica professionale richiesto per l'ammissione al
concorso.
7. Le graduatorie relative ai concorsi di cui al comma
1, hanno carattere permanente e sono integrate a
seguito di ciascuno dei successivi concorsi. A tal fine
coloro che presentano la domanda per la prima volta sono
inclusi nel posto spettante in base al punteggio
complessivo riportato e i concorrenti gia' compresi in
graduatoria, ma non ancora nominati, hanno diritto a
permanere nella graduatoria e ad ottenere la modifica del
punteggio mediante valutazione dei nuovi titoli, purche'
abbiano presentato apposita domanda di permanenza,
corredata dei nuovi titoli nel termine di cui al bando di
concorso.
8. Le nomine sono disposte, nei limiti dei posti
disponibili, secondo l'ordine delle graduatorie
permanenti, integrate ed aggiornate con i criteri sopra
indicati".

Art. 5.
(Insegnanti tecnico-pratici e utilizzazioni presso gli enti e
le associazioni di cui all'articolo 456, comma 2, del testo
unico)
1. All'articolo 5 del testo unico sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) dopo il comma 1, e' inserito il seguente:
"1-bis. Gli insegnanti tecnico-pratici, anche quando il loro
insegnamento si svolge in compresenza, fanno parte, a pieno titolo e
con pienezza di voto deliberativo, del consiglio di classe. Le
proposte di voto per le valutazioni periodiche e finali relative alle
materie il cui insegnamento e' svolto in compresenza sono
autonomamente formulate, per gli ambiti di rispettiva competenza
didattica, dal singolo docente, sentito l'altro insegnante. Il voto
unico viene assegnato dal consiglio di classe sulla base delle
proposte formulate, nonche' degli elementi di giudizio forniti dai
due docenti interessati.";
b) al comma 4, primo periodo, sono soppresse le parole: "i docenti
tecnico-pratici e"; al medesimo comma 4, secondo periodo, sono
soppresse le parole: "i docenti tecnico-pratici o".
2. Al comma 12 dell'articolo 326 del testo unico e' aggiunto, in
fine, il seguente periodo: "Ai fini delle assegnazioni di cui
all'articolo 105, comma 7, del medesimo testo unico approvato con
decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, ai predetti
corsi di studio sono equiparate le altre iniziative di formazione
sulla stessa materia promosse dall'amministrazione scolastica a
livello nazionale e periferico o da enti e associazioni
professionali, previa autorizzazione dell'amministrazione medesima".





Note all'art. 5:
- Il testo del comma 2 dell'art. 456 del testo unico
citato, e' il seguente:
"2. Fermo restando il contingente di 1.000 unita', le
utilizzazioni del personale docente di ruolo presso gli
enti ed associazioni, di cui al comma 1, lettera d),
possono essere disposte, ai sensi dell'art. 105 del
decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.
309, nel limite massimo di 100 unita'. Tale personale
deve avere frequentato i corsi di studio organizzati dal
provveditore agli studi, d'intesa con il consiglio
scolastico provinciale e sentito il comitato tecnico
provinciale, sulla educazione sanitaria e sui danni
derivanti ai giovani dall'uso di sostanze stupefacenti e
psicotrope".
- Il testo dell'art. 5 del testo unico citato, come
modificato dalla presente legge, e' il seguente:
"Art. 5 (Consiglio di intersezione, di interclasse di
classe). - 1. Il consiglio di intersezione nella scuola
materna, il consiglio di interclasse nelle scuole
elementari e il consiglio di classe negli istituti di
istruzione secondaria sono rispettivamente composti dai
docenti delle sezioni dello stesso plesso nella scuola
materna, dai docenti dei gruppi di classi parallele o
dello stesso ciclo o dello stesso plesso nella scuola
elementare e dai docenti di ogni singola classe nella
scuola secondaria. Fanno parte del consiglio di
intersezione, di interclasse e del consiglio di classe
anche i docenti di sostegno che ai sensi dell'art.
315, comma 5, sono contitolari delle classi interessate.
1-bis. Gli insegnanti tecnicopratici, anche quando
il loro insegnamento si svolge in compresenza, fanno
parte, a pieno titolo e con pienezza di voto
deliberativo, del consiglio di classe. Le proposte di
voto per le valutazioni periodiche e finali relative alle
materie il cui insegnamento e' svolto in
compresenza sono autonomamente formulate, per gli
ambiti di rispettiva competenza didattica, dal singolo
docente, sentito l'altro insegnante. Il voto unico viene
assegnato dal consiglio di classe sulla base delle
proposte formulate, nonche' degli elementi di giudizio
forniti dai due docenti interessati.
2. Fanno parte, altresi', del consiglio di
intersezione, di interclasse o di classe:
a) nella scuola materna e nella scuola elementare,
per ciascuna delle sezioni o delle classi interessate un
rappresentante eletto dai genitori degli alunni iscritti;
b) nella scuola media, quattro rappresentanti eletti
dai genitori degli alunni iscritti alla classe;
c) nella scuola secondaria superiore, due rappresentanti
eletti dai genitori degli alunni iscritti alla
classe, nonche' due rappresentanti degli studenti,
eletti dagli studenti della classe;
d) nei corsi serali per lavoratori studenti, tre
rappresentanti degli studenti della classe, eletti dagli
studenti della classe.
3. Nella scuola dell'obbligo alle riunioni del consiglio
di classe e di interclasse puo' partecipare, qualora non
faccia gia' parte del consiglio stesso, un
rappresentante dei genitori degli alunni iscritti alla
classe o alle classi interessate, figli di lavoratori
stranieri residenti in Italia che abbiano la cittadinanza
di uno dei Paesi membri della Comunita' europea.
4. Del consiglio di classe fanno parte a titolo
consultivo anche gli assistenti addetti alle
esercitazioni di laboratorio che coadiuvano i
docenti delle corrispondenti materie tecniche e
scientifiche, negli istituti tecnici, negli istituti
professionali e nei licei. Le proposte di voto per le
valutazioni periodiche e finali sono formulate dai
docenti di materie tecniche e scientifiche, sentiti gli
assistenti coadiutori.
5. Le funzioni di segretario del consiglio sono
attribuite dal direttore didattico o dal preside a uno
dei docenti membro del consiglio stesso.
6. Le competenze relative alla realizzazione del
coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari
spettano al consiglio di intersezione, di interclasse e
di classe con la sola presenza dei docenti.
7. Negli istituti e scuole di istruzione secondaria
superiore, le competenze relative alla valutazione
periodica e finale degli alunni spettano al consiglio di
classe con la sola presenza dei docenti.
8. I consigli di intersezione, di interclasse e di
classe sono presieduti rispettivamente dal direttore
didattico e dal preside oppure da un docente, membro
del consiglio, loro delegato; si riuniscono in ore non
coincidenti con l'orario delle lezioni, col compito di
formulare al collegio dei docenti proposte in ordine
all'azione educativa e didattica e ad iniziative di
sperimentazione e con quello di agevolare ed estendere
i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni.
In particolare esercitano le competenze in materia di
programmazione valutazione e sperimentazione previste
dagli articoli 126, 145, 167, 177 e 277. Si pronunciano su
ogni altro argomento attribuito dal presente testo
unico, dalle leggi e dai regolamenti alla loro
competenza.
9. I provvedimenti disciplinari a carico degli
alunni di cui all'art. 19, lettera d) del regio
decreto 4 maggio 1925, n. 653, rientrano nella competenza
dei consigli di classe di cui al presente titolo.
10. Contro le decisioni in materia disciplinare dei
consigli di classe e' ammesso ricorso al provveditore
agli studi che decide in via definitiva sentita la
sezione del consiglio scolastico provinciale avente
competenza per il grado di scuola a cui appartiene
l'alunno.
11. Per i provvedimenti disciplinari di cui alle
lettere e), f), g), h), ed i) dell'art. 19 del regio
decreto 4 maggio 1925, n. 653, spetta al consiglio di
classe formulare la proposta alla giunta esecutiva del
consiglio di istituto competente ai sensi dell'art. 10,
comma 10".
- Il testo del comma 12 dell'art. 326 del testo
unico, come modificato dalla presente legge, e' il
seguente:
"12. Il provveditore agli studi d'intesa con il
consiglio scolastico provinciale, e sentito il comitato
tecnico proinciale, organizza corsi di studio per i
docenti delle scuole di ogni ordine e grado sulla
educazione sanitaria e sui danni derivanti ai giovani
dall'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonche'
sul fenomeno criminoso nel suo insieme, con il supporto
di mezzi audiovisivi ed opuscoli. A tal fine puo'
stipulare, con i fondi a sua disposizione, apposite
convenzioni con enti locali, universita', istituti di
ricerca ed enti, cooperative di solidarieta' sociale e
associazioni iscritti all'albo regionale o provinciale
da istituirsi a norma dall'art. 116 del testo unico
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9
ottobre 1990, n. 309. Ai fini delle assegnazioni di cui
all'art. 105, comma 7, del medesimo testo unico approvato
con decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del
1990, ai predetti corsi di studio sono equiparate le
altre iniziative di formazione sulla stessa materia
promosse dall'amministrazione scolastica a livello
nazionale e periferico o da enti e associazioni
professionali, previa autorizzazione dell'amministrazione
medesima".
- Il testo dell'art. 105, comma 7, del testo unico
delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti
e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e
riabilitazione dei relativi stati di
tossicodipendenza (decreto del Presidente della Repubblica
9 ottobre 1990, n. 309), e' il seguente:
"7. Le utilizzazioni del personale docente di ruolo di
cui all'art. 14, comma 10, della legge 20 maggio 1982,
n. 270, possono essere disposte, nel limite massimo di
cento unita', ai fini del recupero scolastico e
dell'acquisizione di esperienze educative, anche presso
gli enti e le associazioni iscritti nell'albo di cui
all'art. 116, a condizione che tale personale abbia
documentamente frequentato i corsi di cui al comma 5".

Art. 6.
(Personale amministrativo, tecnico e ausiliario - ATA)
1. L'articolo 551 del testo unico e' sostituito dal seguente:
"Art. 551. - (Accesso al ruolo dei responsabili amministrativi). - 1.
L'accesso al ruolo dei responsabili amministrativi ha luogo mediante
concorso per titoli ed esami e attingendo alla graduatoria permanente
di cui all'articolo 553.
2. Nel caso in cui la graduatoria di un concorso per titoli ed esami
sia esaurita e rimangano posti ad esso assegnati, questi vanno ad
aggiungersi a quelli assegnati alla graduatoria permanente. Detti
posti vanno reintegrati in occasione della procedura concorsuale
successiva.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai
responsabili amministrativi dei Conservatori di musica, delle
Accademie di belle arti e delle Accademie nazionali di arte
drammatica e di danza.
4. I posti disponibili e vacanti per l'accesso ai ruoli di
responsabili amministrativi, detratto il contingente da destinare ai
corrispondenti concorsi riservati per il passaggio alla qualifica
funzionale superiore di cui al comma 1 dell'articolo 557, sono
ripartiti, nella misura del 50 per cento, tra il concorso per titoli
ed esami e la graduatoria permanente".
2. All'articolo 552 del testo unico sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 1 sono premessi i seguenti:
"01. I concorsi per titoli ed esami sono indetti con frequenza
triennale, subordinatamente alla disponibilita' di posti.
02. All'indizione dei concorsi si provvede con bando unico emanato
dal Ministero della pubblica istruzione.
03. Spetta agli uffici dell'amministrazione scolastica periferica
determinare con loro decreti, all'inizio di ciascuno dei tre anni
scolastici ai quali si riferiscono i concorsi, il numero dei posti da
conferire all'inizio di ciascun anno scolastico ai candidati
utilmente collocati nelle graduatorie compilate a seguito
dell'espletamento dei concorsi indetti. Rimane ferma la competenza
degli stessi uffici dell'amministrazione scolastica periferica
riguardo a tutti gli adempimenti attinenti allo svolgimento delle
procedure dei concorsi medesimi, nonche' riguardo all'approvazione
degli atti ed ai provvedimenti ed attivita' conseguenti.";
b) il comma 1 e' sostituito dal seguente:
"1. Le graduatorie relative ai concorsi per titoli ed esami restano
valide fino alla data da cui decorre la validita' della graduatoria
relativa al concorso successivo corrispondente"; c) e' aggiunto in
fine il seguente comma:
"5-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano
anche ai responsabili amministrativi dei Conservatori di musica,
delle Accademie di belle arti e delle Accademie nazionali di arte
drammatica e di danza. I relativi concorsi sono indetti dal Ministero
della pubblica istruzione e svolti a livello regionale o
interregionale, affidandone l'organizzazione ad un ufficio
dell'amministrazione scolastica periferica. L'ufficio che ha curato
lo svolgimento delle procedure concorsuali provvede anche
all'approvazione delle relative graduatorie e all'assegnazione della
sede ai vincitori. I conseguenti contratti di assunzione a tempo
indeterminato sono stipulati dal dirigente dell'ufficio scolastico
periferico della provincia nella quale ha sede l'Accademia o il
Conservatorio di assegnazione".
3. L'articolo 553 del testo unico e' sostituito dal seguente:
"Art. 553. - (Graduatorie permanenti). - 1. Le graduatorie relative
ai concorsi per soli titoli dei responsabili amministrativi sono
trasformate in graduatorie permanenti, da utilizzare per le
assunzioni in ruolo di cui all'articolo 551, comma 4.
2. Le graduatorie permanenti di cui al comma 1 sono periodicamente
integrate con l'inserimento di coloro che hanno superato le prove
dell'ultimo concorso per titoli ed esami e di coloro che hanno
chiesto il trasferimento dalla corrispondente graduatoria permanente
di altra provincia. Contemporaneamente all'inserimento dei nuovi
aspiranti e' effettuato l'aggiornamento delle posizioni di
graduatoria di coloro che sono gia' compresi nella graduatoria
permanente.
3. Le operazioni di cui al comma 2 sono effettuate secondo le
modalita' definite dal regolamento di cui al comma 3 dell'articolo
401.
4. La collocazione nella graduatoria permanente non costituisce
elemento valutabile nei corrispondenti concorsi per titoli ed esami.
5. Le graduatorie permanenti sono utilizzabili soltanto dopo
l'esaurimento delle corrispondenti graduatorie compilate ai sensi
dell'articolo 17 del decreto-legge 3 maggio 1988, n. 140,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 luglio 1988, n. 246, e
trasformate in graduatorie nazionali dall'articolo 8-bis del
decreto-legge 6 agosto 1988, n. 323, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 ottobre 1988, n. 426.
6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai
responsabili amministrativi dei Conservatori di musica, delle
Accademie di belle arti e delle Accademie nazionali di arte
drammatica e di danza.
7. Ai fini dell'inserimento nelle graduatorie permanenti del
personale di cui al comma 6, le graduatorie concorsuali previste
dall'articolo 552, comma 5-bis, sono ripartite in graduatorie
provinciali".
4. L'indizione, lo svolgimento dei concorsi e le conseguenti
assunzioni per l'accesso alla terza qualifica del personale ATA delle
Accademie e dei Conservatori avvengono con le modalita' di cui al
comma 5-bis dell'articolo 552 del testo unico, inserito dalla lettera
c) del comma 2 del presente articolo.
5. Il personale ATA del Conservatorio di musica di Trento e' a carico
della provincia di Trento.
6. Nella prima integrazione delle graduatorie permanenti di cui
all'articolo 553 del testo unico, come sostiuito dal comma 3 del
presente articolo, hanno titolo all'inclusione oltre al personale che
chiede il trasferimento dalla corrispondente graduatoria di altra
provincia:
a) coloro che siano in possesso dei requisiti richiesti dalle norme
previgenti per la partecipazione ai soppressi concorsi per soli
titoli;
b) coloro che abbiano superato le prove di un analogo precedente
concorso per titoli ed esami e siano inseriti, alla data di entrata
in vigore della presente legge, in una graduatoria per l'assunzione
del personale non di ruolo. Si prescinde da quest'ultimo requisito
per il personale che abbia superato le prove dell'ultimo concorso per
titoli ed esami bandito anteriormente alla data di entrata in vigore
della presente legge.
7. Il regolamento di cui al comma 3 dell'articolo 401 del testo
unico, come sostituito dal comma 6 dell'articolo 1 della presente
legge, stabilisce anche le modalita' della prima integrazione delle
graduatorie permanenti.
8. Il personale che alla data di entrata in vigore della presente
legge e' inserito nelle graduatorie del concorso per soli titoli in
due province, ferma restando tale collocazione, indica una delle due
province ai fini dell'assunzione come supplente.
9. L'articolo 557 del testo unico e' sostituito dal seguente:
"Art. 557. - (Concorsi riservati) - 1. Una quota del 30 per cento e,
rispettivamente, del 40 per cento dei posti disponibili annualmente
nelle dotazioni della seconda e terza qualifica di cui all'articolo
51 del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto
"Scuola", pubblicato nel supplemento ordinario n. 109 alla Gazzetta
Ufficiale n. 207 del 5 settembre 1995, e' conferita agli impiegati di
ruolo delle qualifiche immediatamente inferiori, che siano inseriti
in graduatorie permanenti, periodicamente integrabili previo
conseguimento di una idoneita' in appositi concorsi riservati.
2. Ai concorsi riservati di cui al comma 1 possono partecipare gli
impiegati di ruolo delle qualifiche immediatamente inferiori anche se
privi del titolo di studio richiesto per l'ammissione alla qualifica
cui aspirano, purche' in possesso del titolo di studio richiesto per
la qualifica di appartenenza e di una anzianita' di almeno cinque
anni di servizio di ruolo o, a prescindere da tale anzianita', se in
possesso del titolo di studio richiesto per la qualifica cui
accedono, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 556, comma 4, per
particolari attivita' tecniche o specialistiche.
3. I concorsi riservati per la seconda qualifica sono per esami. Gli
esami consistono nelle due prove scritte e nel colloquio previsti
dall'articolo 552 per i concorsi pubblici.
4. Il concorso riservato per la terza qualifica e' per titoli,
integrato da una o piu' prove pratiche attinenti alle mansioni
proprie del profilo professionale e del ruolo per cui il concorso
viene indetto.
5. L'integrazione delle graduatorie permanenti di cui al comma 1
avviene mediante l'inserimento dei nuovi aspiranti risultati idonei
nei concorsi riservati.
6. I concorsi riservati sono banditi dagli uffici
dell'amministrazione scolastica periferica sulla base di una
ordinanza del Ministro della pubblica istruzione, con periodicita'
quadriennale ovvero in caso di esaurimento delle graduatorie
permanenti di cui al comma 1".
10. Le graduatorie dei concorsi riservati vigenti alla data di
entrata in vigore della presente legge e quelle che saranno compilate
a seguito delle procedure dei medesimi concorsi riservati in corso di
svolgimento sono trasformate nelle graduatorie permanenti di cui
all'articolo 557 del testo unico, come sostituito dal comma 9 del
presente articolo.
11. I modelli viventi in possesso dei titoli di studio previsti dalla
tabella I allegata al contratto collettivo nazionale di lavoro del
comparto "Scuola", pubblicato nel supplemento ordinario n. 109 alla
Gazzetta Ufficiale n. 207 del 5 settembre 1995, per l'accesso
rispettivamente alla III e IV qualifica del personale ATA, che, alla
data di entrata in vigore della presente legge, abbiano prestato
cinque anni di servizio anche non continuativo nelle Accademie di
belle arti e nei licei artistici, sono inseriti, a domanda, sulla
base dell'anzianita' di servizio, in graduatorie ad esaurimento ai
fini dell'assunzione in ruolo sui posti annualmente disponibili.
L'inserimento nella graduatoria per la III qualifica e' comunque
subordinato al superamento di una prova di idoneita' all'espletamento
delle funzioni dello specifico profilo, i cui contenuti e modalita'
sono definiti con ordinanza del Ministro della pubblica istruzione.
All'onere derivante dallo svolgimento della predetta prova di
idoneita' si provvede entro il limite di spesa di cui all'articolo 2,
comma 4. I modelli viventi in possesso dei requisiti di servizio di
cui al presente comma sono assunti, nei limiti del fabbisogno
annuale, con contratto di durata annuale per un numero di ore
compreso tra le dieci e le venti settimanali. L'ulteriore fabbisogno
di modelli viventi nelle Accademie di belle arti e nei licei
artistici e' soddisfatto mediante il ricorso a contratti di
prestazione d'opera. I modelli viventi che siano stati inclusi, ai
sensi del presente comma, nelle graduatorie ad esaurimento per
l'assunzione nei ruoli del personale ATA hanno titolo altresi', a
domanda, alla precedenza nell'assunzione con contratto di lavoro a
tempo determinato, da parte dei capi d'istituto delle Accademie di
belle arti e dei licei artistici, nei corrispondenti profili
professionali. Dalla data di entrata in vigore della presente legge
l'articolo 275 del testo unico e' abrogato. In sede nazionale verra'
attivato un confronto fra amministrazione scolastica e organizzazioni
sindacali sulle modalita' di attuazione del presente comma.
Art. 6.
4. Il titolo di studio richiesto per l'ammissione ai
concorsi e' stabilito con regolamento.
5. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione
sentito il consiglio nazionale della pubblica istruzione,
e' emanata la tabella di valutazione dei titoli.
5-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo si
applicano anche ai responsabili amministrativi dei
Conservatori di musica, delle Accademie di belle arti e
delle Accademie nazionali di arte drammatica e di danza.
I relativi concorsi sono indetti dal Ministero della
pubblica istruzione e svolti a livello regionale
o interregionale, affidandone l'organizzazione ad
un ufficio dell'amministrazione scolastica periferica.
L'ufficio che ha curato lo svolgimento delle
procedure concorsuali provvede anche all'approvazione
delle relative graduatorie e all'assegnazione della sede
ai vincitori. I conseguenti contratti di assunzione a
tempo indeterminato sono stipulati dal dirigente
dell'ufficio scolastico periferico della provincia nella
quale ha sede l'Accademia o il Conservatorio di
assegnazione".
- Per il comma 3 dell'art. 401 del testo unico, si veda
nel testo sostituito all'art. 1 della presente legge.
- Per il testo dell'art. 17 del decreto-legge 3 maggio
1988, n. 140, si veda nelle note all'art. 1.
- Per il testo dell'art. 8-bis del decretolegge 6
agosto 1988, n. 323, si veda nelle note all'art. 1.
- La descrizione della seconda e terza qualifica di cui
all'art. 51 del C.C.N.L. del comparto "Scuola", e' la
seguente:
"II - Qualifica di inquadramento del responsabile
amministrativo:
II/1: Profilo: Responsabile amministrativo.
III.- Qualifica di inquadramento della Assistente
amministrativo ed equiparati:
III/1: Profilo: Assistente amministrativo.
III/2: Profilo: Assistente tecnico.
III/3: Profilo: Cuoco.
III/4: Profilo: Infermiere".
- Il testo del comma 4 dell'art. 556 del testo
unico, e' il seguente:
"4. Il personale A.T.A. puo' partecipare ai concorsi
pubblici per l'accesso alla qualifica funzionale
immediatamente superiore, se in servizio in quella
inferiore da almeno 5 anni senza demerito,
indipendentemente dal possesso del titolo di studio
richiesto per l'accesso alla qualifica funzionale
superiore, purche' detto titolo non sia specificamente
richiesto dal particolare tipo di attivita' tecnica o
specialistica".
- I titoli di studio previsti dalla tabella I allegata
al C.C.N.L. del comparto "Scuola" sono i seguenti:
"TABELLA I - (art. 51, comma 1)
REQUISITI CULTURALI PER L'ACCESSO AI PROFILI
PROFESSIONALI DEL PERSONALE A.T.A.
Direttore amministrativo (nei Conservatori di musica
e nelle Accademie):
a) diploma di laurea in giurisprudenza; in scienze
politiche sociali e amministrative; in economia e
commercio o in scienze coloniali e marittime; titoli
equipollenti.
Responsabile amministrativo:
a) diploma di ragioniere e perito commerciale (anche
con sezione commercio con l'estero); diploma di
ragioniere, perito commerciale e programmatore; rilasciati
dagli istituti tecnici commerciali;
b) diploma di analista contabile; diploma di operatore
commerciale; rilasciati dagli istituti professionali per i
servizi commerciali.
I titoli elencati sono validi purche' congiunti a
uno dei corrispondenti titoli di specializzazione:
diploma conseguito al termine di corsi statali di
perfezionamento e specializzazione (postsecondario);
corsi di formazione professionale regionale di
secondo livello (riservati ai diplomati) rilasciato al
termine dei corsi svolti in regime di convenzione
ed attinenti alle discipline
amministrativocontabili e di durata non inferiore a 600
ore;
diploma universitario relativo a corsi specifici.
In caso di mancato possesso dei diplomi di cui alle
lettere a) e b) e' valida la laurea specifica
(giurisprudenza; economia e commercio; economia bancaria;
laurea attinente alle scienze e tecniche
amministrative o commerciali o economicoaziendali o
finanziarie).
In caso di mancato possesso del diploma o attestato
postsecondario, e' valida, in aggiunta del diploma di cui
alle lettere a) e b), la laurea anche in discipline non
specifiche.
Assistente amministrativo:
a) diploma di qualifica professionale ad indirizzo
specifico (addetto alla segreteria d'azienda; addetto
alla contabilita' di aziende);
b) diploma di scuola media integrato da attestato di
qualifica specifica per i servizi del campo
amministrativocontabile, rilasciato al termine di corsi
regionali di durata non inferiore alle 600 ore ai sensi
dell'art. 14 della legge n. 845/1978.
In caso di mancato possesso dei diplomi di cui alle
lettera a) e b) e' valido un diploma di maturita' che
consenta l'accesso agli studi universitari.
Assistente tecnico:
a) diploma di qualifica di istituto professionale a
indirizzo specifico;
b) diploma di maestro d'arte a indirizzo specifico;
c) diploma di scuola media integrato da attestato di
qualifica specifica, rilasciato al termine di corsi
regionali di durata non inferiore alle 600 ore ai sensi
dell'art. 14 della legge n. 845/1978.
In caso di mancato possesso dei diplomi di cui alle
precedenti lettere a), b), c), e' valido qualsiasi
diploma di maturita', corrispondente alle specifiche
aree professionali, che consenta l'accesso agli studi
universitari.
Cuoco:
a) diploma di qualifica specifica rilasciato da un
istituto professionale alberghiero;
b) diploma di scuola media integrato da attestato di
qualifica specifica rilasciato al termine di corsi
regionali di durata non inferiore alle 600 ore ai sensi
dell'art. 14 della legge n. 845/1978.
Infermiere:
a) diploma di infermiere professionale.
Collaboratore scolastico:
a) diploma di scuola media.
Aiutante cuoco:
a) diploma di qualifica specifica rilasciato da un
istituto professionale alberghiero;
b) diploma di scuola media integrato da attestato di
qualifica specifica rilasciato al termine di corsi
regionali di durata non inferiore alle 600 ore ai sensi
dell'art. 14 della legge n. 845/1978.
Guardarobiere:
a) diploma di qualifica specifica rilasciato da un
istituto professionale alberghiero;
b) diploma di scuola media integrato da attestato di
qualifica specifica rilasciato al termine di corsi
regionali di durata non inferiore alle 600 ore ai sensi
dell'art. 14 della legge n. 845/1978.
Addetto alle aziende agrarie:
a) diploma di scuola media;
b) attestato di qualifica specifica.
Per il personale A.T.A. che, in ragione dei titoli
previsti dal precedente ordinamento, sia titolare, prima
dell'entrata in vigore del presente contratto, di un
rapporto di lavoro a tempo determinato o sia comunque
iscritto nelle graduatorie provinciali degli aspiranti a
supplenze, rimangono comunque validi i titoli medesimi".





Note all'art. 6:
- Il testo dell'art. 553 del testo unico citato, e' il
seguente:
"Art. 553 (Concorso per titoli). - 1. Per l'ammissione
ai concorsi per soli titoli sono richiesti:
a) il superamento delle prove di un precedente concorso
per titoli ed esami o di precedenti esami a posti di
segretario o coordinatore amministrativo;
b) un servizio di segretario o coordinatore
amministrativo negli istituti e scuole statali di ogni
ordine e grado, prestato per almeno trecentosessanta
giorni, anche non continuativi, nel triennio
precedente.
2. Al concorso medesimo sono ammessi altresi' coloro
i quali appartengono alla qualifica immediatamente
inferiore, abbiano prestato in tale qualifica servizio
di ruolo per almeno cinque anni ed abbiano superato le
prove di un concorso ordinaro o riservato a posti di
segretario o coordinatore amministrativo.
3. La partecipazione ai concorsi per soli titoli e'
consentita per due province.
4. Le graduatorie relative ai concorsi per soli
titoli hanno carattere permanente e sono soggette ad
aggiornamento triennale. A tal fine coloro che presentano
la domanda per la prima volta sono inclusi nel posto
spettante in base al punteggio complessivo riportato,
mentre i concorrenti gia' compresi in graduatoria ma non
ancora nominati hanno diritto a permanere nella
graduatoria ed ottenere la modifica del punteggio
mediante valutazione dei nuovi titoli, purche' abbiano
presentato apposita domanda di permanenza corredata dei
nuovi titoli nel termine di cui al bando di concorso.
5. A parita' di punteggio e di ogni altra condizione che
dia titolo a preferenza, precede nella graduatoria
permanente chi abbia partecipato al concorso meno
recente.
6. Le graduatorie relative ai concorsi per soli
titoli sono compilate sulla base del punteggio
complessivo ottenuto da ciascun concorrente.
7. Non si applica alcun limite di eta' per la
partecipazione ai concorsi per soli titoli.
8. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione,
sentito il consiglio nazionale della pubblica istruzione,
e' emanata la tabella di valutazione dei titoli.
9. Il punteggio da attribuire al superamento di un
precedente concorso per titoli ed esami, o di
precedenti esami, non puo' superare quello spettante per
tre anni di servizio.
10. Le graduatorie dei concorsi per soli titoli sono
utilizzabili sino all'esaurimento, nell'ordine in cui i
candidati vi risultino compresi.
11. La collocazione nelle graduatorie del concorso per
soli titoli non costituisce elemento valutabile nei
corrispondenti concorsi per titoli ed esami ed in quelli
per soli titoli.
12. Le graduatorie dei concorsi per soli titoli sono
utilizzabili soltanto dopo l'esaurimento delle
corrispondenti graduatorie compilate ai sensi dell'art.
17 del decreto-legge 3 maggio 1988, n. 140, convertito,
con modificazioni, dalla legge 4 luglio 1988, n. 246,
e trasformate in graduatorie nazionali dall'art. 8-bis
del decreto-legge 6 agosto 1988, n. 323, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 ottobre 1988, n. 426".
- Il testo dell'art. 557 del testo unico citato e' il
seguente:
"Art. 557 (Concorsi riservati). - 1. Una quota
del 30% e, rispettivamente, del 40% dei posti
disponibili annualmente nei ruoli della quinta e della
quarta qualifica e' conferita, mediante concorsi riservati,
agli impiegati di ruolo delle qualifiche immediatamente
inferiori anche se privi del titolo di studio
richiesto per l'ammissione alla qualifica cui aspirano,
purche' in possesso del titolo di studio richiesto per la
qualifica di appartenenza e di una anzianita' di almeno
cinque anni di servizio di ruolo, o, a prescindere
da tale anzianita', se in possesso del titolo di studio
richiesto per la qualifica cui accedono.
2. I concorsi riservati per la quinta qualifica sono per
esami. Gli esami consistono nelle due prove scritte e
nel colloquio previsti dall'art. 552 per i concorsi
pubblici.
3. Il concorso riservato per la quarta qualifica e'
per titoli, integrato da una o piu' prove pratiche
attinenti alle mansioni proprie del profilo
professionale e del ruolo per cui il concorso viene
indetto.
4. I bandi sono emanati, con periodicita'
biennale, dai provveditori agli studi, sulla base di
un'ordinanza del Ministro della pubblica istruzione".
- Il testo dell'art. 552 del testo unico citato, come
modificato dalla presente legge, e' il seguente:
"Art. 552. (Concorsi per titoli ed esami). - 01. I
concorsi per titoli ed esami sono indetti con
frequenza triennale, subordinatamente alla disponibilita'
di posti.
02. All'indizione dei concorsi si provvede con bando
unico emanato dal Ministero della pubblica istruzione.
03. Spetta agli uffici dell'amministrazione scolastica
periferica determinare con loro decreti, all'inizio di
ciascuno dei tre anni scolastici ai quali si riferiscono i
concorsi, il numero dei posti da conferire all'inizio di
ciascun anno scolastico ai candidati utilmente
collocati nelle graduatorie compilate a seguito
dell'espletamento dei concorsi indetti. Rimane ferma la
competenza degli stessi uffici dell'amministrazione
scolastica periferica riguardo a tutti gli adempimenti
attinenti allo svolgimento delle procedure dei concorsi
medesimi, nonche' riguardo all'approvazione degli atti ed
ai provvedimenti ed attivita' conseguenti.
1. Le graduatorie relative ai concorsi per titoli ed
esami restano valide fino alla data da cui decorre la
validita' della graduatoria relativa al concorso successivo
corrispondente.
2. Nei concorsi per titoli ed esami e' attribuito un
particolare punteggio anche all'inclusione nelle
graduatorie di precedenti concorsi per titoli ed esami.
3. Le prove di esame consistono in due prove scritte
ed in un colloquio. Una delle due prove scritte verte su
elementi di diritto pubblico; l'altra e' intesa ad
accertare il possesso delle cognizioni tecniche necessarie
all'assolvimento delle funzioni proprie della qualifica
da conferire. Il colloquio verte sulle materie oggetto
delle prove scritte e sull'ordinamento
dell'amministrazione della pubblica istruzione. Il
programma di esame e' determinato dal bando di cui al
comma 3 dell'art. 551.

Art. 7.
(Insegnanti di sostegno)
1. Gli insegnanti in possesso del titolo di specializzazione previsto
dal decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n. 970,
e successive modificazioni, che abbiano prestato servizio nelle
scuole statali di ogni ordine e grado per attivita' di sostegno per
almeno 360 giorni nel periodo compreso tra l'anno scolastico
1989-1990 e la data di entrata in vigore della presente legge, di cui
almeno 180 giorni a decorrere dall'anno scolastico 1994-1995, sono
ammessi alla sessione riservata di esami di cui all'articolo 2. Le
prove sono volte ad accertare il possesso delle capacita' didattiche
relativamente all'integrazione scolastica degli alunni portatori di
handicap in connessione con le discipline di competenza. Nelle
operazioni di nomina in ruolo sui posti di sostegno nelle scuole di
ogni ordine e grado e' data la priorita' al personale in possesso del
titolo di specializzazione conseguito ai sensi del citato decreto del
Presidente della Repubblica n. 970 del 1975. Nelle operazioni di
mobilita', al predetto personale e' riservato il 50 per cento dei
posti di sostegno nelle scuole di ogni ordine e grado.
2. Il servizio di insegnamento su posti di sostegno, prestato dai
docenti non di ruolo o con rapporto di lavoro a tempo determinato in
possesso del titolo di studio richiesto per l'ammissione agli esami
di concorso a cattedra per l'insegnamento di una delle discipline
previste dal rispettivo ordine e grado di scuola, e' valido anche ai
fini del riconoscimento del servizio di cui all'articolo 485 del
testo unico.





Note all'art. 7:
- Il testo della parte riguardante il possesso del
titolo di specializzazione previsto dal decreto del
Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n. 970
(Norme in materia di scuole aventi particolari
finalita'), e' il seguente:
"Art. 8 (Titolo di specializzazione). - Il personale
direttivo e docente preposto alle istituzioni, sezioni o
classi di cui all'art. 1 del presente decreto deve
essere fornito di apposito titolo di specializzazione
da conseguire al termine di un corso teoricopratico di
durata biennale presso scuole o istituti
riconosciuti dal Ministero della pubblica istruzione. I
programmi del predetto corso sono approvati con decreto
del Ministro per la pubblica istruzione, sentito il
Consiglio nazionale della pubblica istruzione.
Al predetto corso sono ammessi coloro che siano in
possesso dei requisiti prescritti dal decreto del
Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 417, per
l'accesso ai posti di ruolo cui si riferisce la
specializzazione.
Sono aboliti i corsi di fisiopatologia dello sviluppo
fisico e psichico di cui all'art. 404 del regio decreto
26 aprile 1928, n. 1297.
Sono fatti salvi i diritti acquisiti dal personale in
servizio alla data di entrata in vigore del presente
decreto per quanto attiene alla validita' di titoli
di specializzazione precedentemente conseguiti. Tali
titoli di specializzazione, purche' gia' conseguiti alla
data di entrata in vigore del presente decreto, sono
altresi' validi ai fini dell'ammissione al primo
concorso indetto successivamente alla predetta data di
entrata in vigore del presente decreto".
- Il testo dell'art. 485 del testo unico e' il seguente:
"Art. 485 (Personale docente). - 1. Al personale
docente delle scuole di istruzione secondaria ed
artistica, il servizio prestato presso le predette
scuole statali e pareggiate, comprese quelle
all'estero, in qualita' di docente non di ruolo, e'
riconosciuto come servizio di ruolo, ai fini giuridici ed
economici, per intero per i primi quattro anni e per i
due terzi del periodo eventualmente eccedente, nonche'
di soli fini economici per il rimanente terzo. I diritti
economici derivanti da detto riconoscimento sono conservati
e valutati in tutte le classi di stipendio
successive a quella attribuita al momento del
riconoscimento medesimo.
2. Agli stessi fini e nella identica misura, di cui al
comma 1, e' riconosciuto, al personale ivi contemplato,
il servizio prestato presso le scuole degli educandati
femminili statali e quello prestato in qualita' di
docente elementare di ruolo e non di ruolo nelle scuole
elementari statali, o parificate, comprese quelle dei
predetti educandati e quelle all'estero, nonche' nelle
scuole popolari, sussidiate o sussidiarie.
3. Al personale docente delle scuole elementari e'
riconosciuto, agli stessi fini e negli stessi limiti
fissati dal comma 1, il servizio prestato in qualita'
di docente non di ruolo nelle scuole elementari statali
o degli educandati femminili statali, o parificate,
nelle scuole secondarie ed artistiche statali o
pareggiate, nelle scuole popolari, sussidiate o
sussidiarie, nonche' i servizi di ruolo e non di ruolo
prestati nelle scuole materne statali o comunali.
4. Ai docenti di cui al comma 1, che siano privi della
vista, ed al personale docente delle scuole elementari
statali o parificate per ciechi il servizio non di ruolo
comunque prestato e' riconosciuto per intero ai fini
giuridici ed economici.
5. Al personale docente contemplato nel presente
articolo e' riconosciuto, agli stessi fini e negli stessi
limiti precedentemente indicati, il servizio prestato in
qualita' di docente incaricato o di assistente incaricato o
straordinario nelle universita'.
6. I servizi di cui ai precedenti commi sono
riconosciuti purche' prestati senza demerito e con il
possesso, ove richiesto, del titolo di studio prescritto o
comunque riconosciuto valido per effetto di apposito
provvedimento legislativo.
7. Il periodo di servizio militare di leva o per
richiamo e il servizio civile sostitutivo di quello di
leva e' valido a tutti gli effetti".

Art. 8.
(Trasferimento di personale ATA degli enti locali alle
dipendenze dello Stato)
1. Il personale ATA degli istituti e scuole statali di ogni ordine e
grado e' a carico dello Stato. Sono abrogate le disposizioni che
prevedono la fornitura di tale personale da parte dei comuni e delle
province.
2. Il personale di ruolo di cui al comma 1, dipendente dagli enti
locali, in servizio nelle istituzioni scolastiche statali alla data
di entrata in vigore della presente legge, e' trasferito nei ruoli
del personale ATA statale ed e' inquadrato nelle qualifiche
funzionali e nei profili professionali corrispondenti per lo
svolgimento dei compiti propri dei predetti profili. Relativamente a
qualifiche e profili che non trovino corrispondenza nei ruoli del
personale ATA statale e' consentita l'opzione per l'ente di
appartenenza, da esercitare comunque entro tre mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge. A detto personale vengono
riconosciuti ai fini giuridici ed economici l'anzianita' maturata
presso l'ente locale di provenienza nonche' il mantenimento della
sede in fase di prima applicazione in presenza della relativa
disponibilita' del posto.
3. Il personale di ruolo che riveste il profilo professionale di
insegnante tecnico-pratico o di assistente di cattedra appartenente
al VI livello nell'ordinamento degli enti locali, in servizio nelle
istituzioni scolastiche statali, e' analogamente trasferito alle
dipendenze dello Stato ed e' inquadrato nel ruolo degli insegnanti
tecnico-pratici.
4. Il trasferimento del personale di cui ai commi 2 e 3 avviene
gradualmente, secondo tempi e modalita' da stabilire con decreto del
Ministro della pubblica istruzione, emanato di concerto con i
Ministri dell'interno, del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e per la funzione pubblica, sentite
l'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI), l'Unione nazionale
comuni, comunita' ed enti montani (UNCEM) e l'Unione delle province
d'Italia (UPI), tenendo conto delle eventuali disponibilita' di
personale statale conseguenti alla razionalizzazione della rete
scolastica, nonche' della revisione delle tabelle organiche del
medesimo personale da effettuare ai sensi dell'articolo 31, comma 1,
lettera c), del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni; in relazione al graduale trasferimento nei
ruoli statali sono stabiliti, ove non gia' previsti, i criteri per la
determinazione degli organici delle categorie del personale
trasferito.
5. A decorrere dall'anno in cui hanno effetto le disposizioni di cui
ai commi 2, 3 e 4 si procede alla progressiva riduzione dei
trasferimenti statali a favore degli enti locali in misura pari alle
spese comunque sostenute dagli stessi enti nell'anno finanziario
precedente a quello dell'effettivo trasferimento del personale; i
criteri e le modalita' per la determinazione degli oneri sostenuti
dagli enti locali sono stabiliti con decreto del Ministro
dell'interno, emanato entro quattro mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, di concerto con i Ministri del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica, della pubblica
istruzione e per la funzione pubblica, sentite l'ANCI, l'UNCEM e
l'UPI.

Note all'art. 8:
- Il testo dell'art. 31, comma 1, lettera c),
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29
(Razionalizzazione della organizzazione delle
amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina
in materia di pubblico impiego, a norma dell'art. 2, della
legge 23 ottobre 1992, n. 421), e' il seguente:
"Art. 31 (Individuazione degli uffici dirigenziali e
determinazione delle piante organiche in sede di prima
applicazione del presente decreto). - 1. In sede di prima
applicazione del presente decreto, le amministrazioni
pubbliche procedono:
a)-b) (Omissis);
c) alla revisione delle tabelle annesse al decreto del
Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 420, al fine
di realizzare, anche con riferimento ai principi ed ai
criteri fissati nel titolo I del presente decreto ed in
particolare negli articoli 4, 5 e 7, una piu' razionale
assegnazione e distribuzione dei posti delle varie
qualifiche per ogni singola unita' scolastica, nel
limite massimo della consistenza numerica complessiva
delle unita' di personale previste nelle predette
tabelle".

Art. 9.
(Norme sul personale dell'organico provvisorio necessario per
assicurare il funzionamento iniziale dei provveditorati agli
studi delle province di nuova istituzione)
1. Le assegnazioni del personale sui posti dell'organico provvisorio
necessario per assicurare il funzionamento iniziale dei
provveditorati agli studi delle province di nuova istituzione cessano
con la stipulazione dei contratti di lavoro a tempo indeterminato dei
vincitori dei concorsi indetti per la copertura dei posti di organico
negli uffici predetti, determinati con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 30 luglio 1996, pubblicato nel supplemento
ordinario n. 18 alla Gazzetta Ufficiale n. 23 del 29 gennaio 1997.
Allo stesso personale e' comunque consentita l'opzione per la
permanenza nella sede gia' assegnata con priorita' rispetto
all'assegnazione della sede ai vincitori dei concorsi predetti. In
relazione alle opzioni esercitate dal predetto personale, i vincitori
dei concorsi possono essere assegnati su posti vacanti di
provveditorati agli studi anche di altre regioni.

Art. 10.
(Proroga di graduatorie per ispettore tecnico)
1. La proroga stabilita dall'articolo 22, comma 8, della legge 23
dicembre 1994, n. 724, e dall'articolo 1, comma 4, della legge 28
dicembre 1995, n. 549, si applica, fino al 31 dicembre 1999, anche
agli idonei delle graduatorie dei concorsi a posti di ispettore
tecnico del Ministero della pubblica istruzione, indetti con i
decreti del Ministro della pubblica istruzione del 6 luglio 1984,
pubblicati nel supplemento ordinario n. 16 alla Gazzetta Ufficiale n.
264 del 25 settembre 1984, e del 23 maggio 1988, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 90 del 15 novembre 1988, e
con i decreti del medesimo Ministro del 21 giugno 1988, pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 2 del 10 gennaio
1989, approvate in data antecedente al limite temporale indicato nel
medesimo articolo 22, comma 8, della citata legge n. 724 del 1994.
Resta fermo quanto disposto dall'articolo 39, commi 2 e 3, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449.

Art. 11.
(Disposizioni varie)
1. Al testo unico sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 dell'articolo 213, le parole "e dai docenti
dell'Accademia" sono sostituite dalle seguenti: "dai docenti e dagli
assistenti dell'Accademia";
b) dopo il comma 2 dell'articolo 214, e' inserito il seguente:
"2-bis. Gli assistenti fanno parte delle commissioni d'esame.";
c) il comma 4 dell'articolo 239 e' abrogato;
d) al comma 1 dell'articolo 251 le parole: "Gli orari e i programmi
di insegnamento e" sono sostituite dalle seguenti: "Gli orari di
insegnamento e i programmi";
e) il comma 8 dell'articolo 252 e' sostituito dal seguente:
"8. Le commissioni d'esame sono composte da docenti dell'istituto e,
per gli esami di compimento dei periodi inferiore e medio e di
diploma nei Conservatori di musica, sono integrate da uno o due
membri esterni. Esse sono nominate dal direttore dell'istituto e sono
presiedute dallo stesso direttore o da un docente di ruolo o, in
mancanza, da un docente non di ruolo.";
f) al comma 1 dell'articolo 257, la lettera b) e' sostituita dalla
seguente:
"b) delibera le spese a carico del bilancio dell'istituto e determina
il limite di somma che il presidente del consiglio di amministrazione
e' autorizzato a spendere direttamente con propri provvedimenti;".
2. I docenti che abbiano superato le prove del concorso per titoli
integrato da un colloquio per l'accesso ai ruoli del personale
direttivo, indetto, ai sensi dell'articolo 9, comma 1-bis, del
decreto-legge 6 novembre 1989, n. 357, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 dicembre 1989, n. 417, ancorche' ammessi con riserva,
possono essere immessi nei predetti ruoli purche' in possesso dei
prescritti requisiti alla data di scadenza del termine stabilito per
la presentazione della domanda di partecipazione al concorso
medesimo. L'assunzione e l'assegnazione della sede avverranno sulla
base di graduatorie da utilizzare dopo l'esaurimento di quelle
relative ai docenti di cui al predetto articolo 9, comma 1-bis, e da
compilare secondo i medesimi criteri e modalita'. Le immissioni in
ruolo sono effettuate nei limiti del 50 per cento dei posti
annualmente vacanti e destinati alla costituzione di rapporti di
lavoro a tempo indeterminato in base alle norme vigenti.
3. Il Ministro della pubblica istruzione e' autorizzato a procedere
alla nomina in ruolo dei vincitori dei concorsi per titoli ed esami
e, laddove occorra, all'aggiornamento delle graduatorie permanenti
anche qualora le graduatorie dei precedenti concorsi non siano state
ancora registrate dagli organi di controllo.
4. Il personale docente che abbia superato con riserva le prove
scritte e orali delle sessioni riservate di abilitazione indette ai
sensi delle ordinanze del Ministro della pubblica istruzione nn. 394,
395 e 396 del 18 novembre 1989, e nn. 99, 100 e 101 del 9 aprile
1990, e che sia stato escluso dalle relative graduatorie pur essendo
in possesso dei requisiti riconosciuti utili dalla giurisprudenza del
Consiglio di Stato ai fini dell'ammissione alle predette sessioni
riservate, indicati nella circolare del Ministro della pubblica
istruzione 2 giugno 1997, n. 344, e' da considerare abilitato a
decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.
5. Restano comunque valide le nomine in ruolo disposte nella scuola
materna e nella scuola media, in esecuzione di decisioni
giurisdizionali di primo grado, sulla base delle graduatorie dei
concorsi indetti in prima applicazione della legge 20 maggio 1982, n.
270, sui posti delle dotazioni organiche aggiuntive determinate ai
sensi dell'articolo 20 della medesima legge n. 270 del 1982. Sono
fatti salvi gli effetti di tutti i provvedimenti conseguenti alle
predette nomine adottati fino alla data di entrata in vigore della
presente legge. Sui restanti posti delle predette dotazioni organiche
non si procede ad ulteriori nomine in ruolo.
6. Le graduatorie dei concorsi per titoli ed esami a posti di preside
negli istituti professionali di Stato, indetti con decreto del
Ministro della pubblica istruzione del 19 aprile 1990, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 56-bis del 17 luglio
1990, sono valide per la nomina sui posti vacanti e disponibili fino
all'anno scolastico 1998-1999.
7. Nelle province autonome di Trento e di Bolzano sono fatti salvi i
diritti dei vincitori dei concorsi ordinari in fase di svolgimento o
gia' conclusi alla data di entrata in vigore della presente legge.
8. Nel testo unico, tutti i riferimenti ai concorsi per soli titoli e
alle relative graduatorie, sostituite dalle graduatorie permanenti
previste dagli articoli 1 e 6 della presente legge, si intendono
effettuati alle predette graduatorie permanenti.
9. A decorrere dall'anno scolastico 1999-2000, i corsi a indirizzo
musicale, autorizzati in via sperimentale nella scuola media e
funzionanti nell'anno scolastico 1998-1999, sono ricondotti a
ordinamento. In tali corsi lo specifico insegnamento di strumento
musicale costituisce integrazione interdisciplinare ed arricchimento
dell'insegnamento obbligatorio dell'educazione musicale. Il Ministro
della pubblica istruzione con proprio decreto stabilisce le tipologie
di strumenti musicali insegnati, i programmi, gli orari, le prove
d'esame e l'articolazione delle cattedre provvedendo anche
all'istituzione di una specifica classe di concorso di strumento
musicale. I docenti che hanno prestato 360 giorni di servizio
effettivo nell'insegnamento sperimentale di strumento musicale nella
scuola media nel periodo compreso tra l'anno scolastico 1989-1990 e
la data di entrata in vigore della presente legge, di cui almeno 180
giorni a decorrere dall'anno scolastico 1994-1995, sono immessi in
ruolo su tutti i posti annualmente disponibili a decorrere dall'anno
scolastico 1999-2000 ai sensi della normativa vigente. A tal fine
essi sono inseriti, a domanda, nelle graduatorie permanenti di cui
all'articolo 401 del testo unico, come sostituito dal comma 6
dell'articolo 1 della presente legge, da istituire per la nuova
classe di concorso dopo l'espletamento della sessione riservata di
cui al successivo periodo. Per i docenti che non siano in possesso
dell'abilitazione all'insegnamento di educazione musicale nella
scuola media l'inclusione nelle graduatorie permanenti e' subordinata
al superamento della sessione riservata di esami di abilitazione
all'insegnamento, da indire per la nuova classe di concorso ai sensi
dell'articolo 2, comma 4, consistente in una prova analoga a quella
di cui all'articolo 3, comma 2, lettera b).
10. I docenti di educazione fisica nella scuola media e nella scuola
secondaria di secondo grado nonche' di educazione musicale nella
scuola media, mantenuti in servizio ai sensi degli articoli 43 e 44
della legge 20 maggio 1982, n. 270, ed inclusi nelle graduatorie
provinciali compilate ai sensi dei citati articoli e dell'articolo 15
della legge 16 luglio 1984, n. 326, sono gradualmente assunti a tempo
indeterminato nei limiti dei posti che vengono annualmente
accantonati per gli stessi in ambito provinciale prima delle
operazioni di mobilita' territoriale e professionale. Nel caso di
ulteriore disponibilita' per le assunzioni a tempo indeterminato
risultanti dopo le operazioni di trasferimento e di passaggio, le
assunzioni dei predetti docenti sono effettuate sul contingente dei
posti destinato ai docenti inclusi nelle graduatorie permanenti di
cui all'articolo 401 del testo unico, come sostituito dall'articolo
1, comma 6, della presente legge.
11. I docenti di educazione fisica di cui al comma 10 hanno titolo
all'immissione in ruolo, per detto insegnamento, nella provincia in
cui prestano servizio alla data di entrata in vigore della presente
legge, con precedenza rispetto ai docenti inclusi nelle graduatorie
nazionali formulate ai sensi dell'articolo 8-bis del decreto-legge 6
agosto 1988, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
ottobre 1988, n. 426.
12. Per gli ispettori tecnici inquadrati nel relativo ruolo unico ai
sensi del comma 8 dell'articolo 5 del decreto-legge 6 novembre 1989,
n. 357, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 1989,
n. 417, la retribuzione individuale di anzianita', prevista dal comma
1 dell'articolo 41 del contratto collettivo nazionale di lavoro del
personale con qualifica dirigenziale del comparto "Ministeri",
sottoscritto il 9 gennaio 1997, pubblicato nel supplemento ordinario
n. 12 alla Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22 gennaio 1997, determinata
al 1o gennaio 1991 in base all'applicazione del primo comma
dell'articolo 4 del decreto-legge 27 settembre 1982, n. 681,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 1982, n. 869,
viene rideterminata con il procedimento di cui al comma 1
dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto
1988, n. 399, a decorrere dal 1o gennaio 1998. All'onere derivante
dall'attuazione del presente comma, valutato in lire 2.677 milioni
per ciascuno degli anni 1999, 2000 e 2001, si provvede mediante
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
1999-2001, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte
corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno
1999, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero
della pubblica istruzione. Il Ministro del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica e' autorizzato ad apportare, con
propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per l'attuazione
della presente legge.
13. L'articolo 473, comma 2, secondo periodo, del testo unico deve
intendersi nel senso che nei corsi con valore abilitante la presenza
di personale docente universitario e di personale direttivo della
scuola e' garantita in modo cumulativo o alternativo.
14. Il comma 1 dell'articolo 489 del testo unico e' da intendere nel
senso che il servizio di insegnamento non di ruolo prestato a
decorrere dall'anno scolastico 1974-1975 e' considerato come anno
scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure
se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1o febbraio
fino al termine delle operazioni di scrutinio finale.
15. All'articolo 28-bis del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29, introdotto dall'articolo 1 del decreto legislativo 6 marzo 1998,
n. 59, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, secondo periodo, le parole: "e, limitatamente al primo
corso concorso, coloro che hanno effettivamente ricoperto per almeno
un triennio la funzione di preside incaricato" sono soppresse;
b) al medesimo comma 3 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:
"Nel primo corso concorso, bandito per il numero di posti determinato
ai sensi del comma 2 dopo l'avvio delle procedure di inquadramento di
cui all'articolo 25-ter, il 50 per cento dei posti cosi' determinati
e' riservato a coloro che abbiano effettivamente ricoperto per almeno
un triennio la funzione di preside incaricato previo superamento di
un esame di ammissione a loro riservato. Ai fini dell'accesso al
corso di formazione il predetto personale viene graduato tenendo
conto dell'esito del predetto esame di ammissione, dei titoli
culturali e professionali posseduti e dell'anzianita' di servizio
maturata quale preside incaricato";
c) al comma 5, secondo periodo, le parole: "il 40 per cento" sono
sostituite dalle seguenti: "il 50 per cento".
Art. 11.
E' conseguentemente necessario far cessare
definitivamente la materia del contendere attraverso lo
scioglimento in senso favorevole delle riserve pregresse;
l'abbandono del contenzioso sia in primo grado che in
appello; la formale definizione dei ricorsi gerarchici e
straordinari pendenti:
a) per quanto concerne quindi il contenzioso in atto che
abbia gia' dato luogo a pronuncia, le SS.LL., verificata
l'esperienza in capo ai singoli interessati dei
requisiti di ammissione alle pregresse procedure
concorsuali ed abilitanti sopra citate, cosi' come definiti
dalle decisioni del Consiglio di Stato, provvederanno, da
un lato, a dare immediata esecuzione alle
decisioni sfavorevoli all'amministrazione gia' emesse,
e, dall'altro, si asterranno dal coltivare gli appelli;
b) per quanto concerne poi il contenzioso sia esso
di natura gerarchica, giurisdizionale o straordinario,
per il quale non siano ancora intervenute le relative
decisioni, e' necessario che le SS.LL., conformemente
agli indirizzi giurisprudenziali consolidati sulle tre
tematiche di cui sopra, emettano immediatamente, ove sia
stata accertata l'esistenza dei presupposti, i
provvedimenti satisfattivi delle richieste avanzate in
sede ricorsuale, cosi' ponendo le condizioni per la
cessazione della materia del contendere che, in tempi
successivi, dovra' trovare definitiva formalizzazione
attraverso gli atti a cio' necessari.
Piu' in particolare:
1. - Nel caso dei docenti che, ammessi con riserva a
partecipare alla sessione riservata di abilitazione,
abbiano a suo tempo superato il relativo esame, si
procedera', in virtu' delle decisioni del Consiglio di
Stato di cui trattasi, a sciogliere, da parte dei
competenti sovrintendenti scolastici, le riserve a
suo tempo formulate, riconoscendo pieno titolo alle
abilitazioni all'epoca conseguite.
2. - Per quanto riguarda infine i docenti che avevano a
suo tempo chiesto di partecipare con regolare domanda
alle varie tornate dei concorsi a cattedre e a posti
per soli titoli (1989, 1990, 1993, 1996) e che sono
stati inseriti con riserva nelle graduatorie o non lo
sono stati affatto, pur avendo presentato domanda
di partecipazione e ricorsi nei vari gradi a
seguito della non ammissione o della esclusione, si
ritiene, a seconda di casi, necessario sciogliere la
riserva, e disporre cosi' l'iscrizione a pieno titolo
dei candidati nelle varie graduatorie concorsuali,
ovvero procedere all'inserimento dei predetti
docenti nelle graduatorie ora per allora ricorrendo,
eventualmente, anche all'opera delle commissioni
giudicatrici nel caso di non avvenuta valutazione dei
titoli degli interessati.
Per effetto dell'adozione, a seconda della
fattispecie, dei provvedimenti di cui sopra, i singoli
ricorrenti, destinatari degli stessi, verranno collocati,
a cura dei competenti provveditori agli studi, nelle
graduatorie del concorso per soli titoli al posto loro
spettante in base al punteggio conseguito e, se ed
in quanto utilmente graduati, individuati come destinatari
di contratto a tempo indeterminato a decorrere dal 1
settembre 1997.
Nei confronti dei docenti che dovessero invece
trovarsi in posizione di licenziabilita', per effetto del
subentro dei soggetti destinatari dei provvedimenti atti
a produrre la cessazione della materia del contendere,
sara' disposto il mantenimento in servizio fino al
termine dell'anno scolastico corrente e anche,
successivamente, su posti vacanti e disponibili.
Si precisa che sul contenuto della presente circolare
e' stato acquisito il parere favorevole dell'Avvocatura
generale dello Stato.
Si invita a voler procedere con ogni possibile
sollecitudine ai necessari adempimenti e si resta in
attesa che i responsabili degli uffici scolastici
provinciali comunichino, ciascuno per la parte di
competenza, l'esatto numero di docenti, eventualmente
distinti per classe di concorso, nei cui confronti sia
stato necessario disporre il mantenimento in servizio.
Successivamente all'acquisizione di tali dati, si fa
riserva, pertanto, di emanare eventuali ulteriori
disposizioni".
- Il testo delle graduatorie dei concorsi indetti
in prima applicazione dalla legge 20 maggio 1982, n.
270, per le nomine in ruolo nella scuola elementare e
media, e' il seguente:
"Titolo III
Norme transitorie di immissione in ruolo
Capo I - Immissione nei ruoli della scuola materna statale
Art. 21 (Insegnanti abilitati non di ruolo della
scuola materna statale con proroga dell'incarico nell'anno
scolastico 1979-1980). - Gli insegnanti incaricati nelle
scuole materne statali, gia' forniti della prescritta
abilitazione, i quali abbiano fruito della proroga
dell'incarico annuale per effetto del decreto-legge 6
settembre 1947, n. 434 (21), convertito con
modificazioni, nella legge 8 novembre 1979, n. 566, sono
immessi in ruolo con decorrenza giuridica dal 1 settembre
1981.
Agli insegnanti immessi in ruolo per effetto del comma
precedente la sede di servizio sara' assegnata nell'ambito
provinciale, secondo la loro collocazione, nella
graduatoria provinciale, in base alla quale fu loro
conferito l'incarico, a partire dall'anno scolastico
1983-1984.
Art. 22 (Insegnanti abilitati non di ruolo della
scuola materna statale con incarico annuale nell'anno
scolastico 1979-1980). - Gli insegnanti incaricati nelle
scuole materne statali, gia' forniti della prescritta
abilitazione, i quali abbiano svolto un incarico annuale
di insegnamento nell'anno scolastico 1979-1980, sono
immessi in ruolo con decorrenza giuridica dal 1 settembre
1982.
Agli insegnanti immessi in ruolo per effetto del comma
precedente la sede di servizio sara' assegnata a partire
dall'anno scolastico 1984-1985 dando precedenza agli
insegnanti immessi in ruolo per effetto del precedente
art. 21.
L'assegnazione della sede e' disposta secondo modalita'
analoghe a quelle previste dal medesimo art. 21.
Art. 23 (Sessione riservata di esami per il
conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento nella
scuola materna ai fini dell'immissione in ruolo). -
Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge e' indetta una sessione riservata
di esami per il conseguimento nella scuola materna, con una
prova scritta ed una prova orale, ai fini dell'immissione
in ruolo.
La prova scritta consistera' nella trattazione di un
argomento relativo agli orientamenti dell'attivita'
educativa della scuola materna, con particolare
riferimento alla sua impostazione metodologica. La
prova orale avra' come riferimento iniziale i
contenuti della prova scritta e tendera' a svilupparne le
connessioni con altri argomenti dei suddetti orientamenti,
anche ai fini di una piu' organica valutazione
dell'esperienza professionale acquisita dal candidato.
Per quanto non previsto dal presente articolo si
applicano le disposizioni del precedente titolo I, con
esclusione della scelta per sorteggio dei componenti le
relative commissioni d'esame. Ai candidati che, in
seguito a grave malattia da accertare con visita fiscale
o per gravissimi motivi di famiglia riconosciuti tali
dalla commissione giudicatrice, si trovino nella assoluta
impossibilita' di partecipare alle prove scritte, e' data
dalla facolta' di sostenere le prove stesse in un
periodo fissato dall'organo che cura lo svolgimento
delle procedure concorsuali prima della conclusione del
concorso.
Alla sessione riservata degli esami di abilitazione
di cui al precedente primo comma sono ammessi gli
insegnanti nelle scuole materne statali, non provvisti
della prescritta abilitazione, in servizio con incarico
nell'anno scolastico 1980-1981.
Art. 24 (Insegnanti incaricati non abilitati della
scuola materna statale con proroga dell'incarico nell'anno
scolastico 1979-1980). - Gli insegnanti incaricati nelle
scuole materne statali, i quali abbiano fruito della
proroga dell'incarico annuale per effetto del
decreto-legge 6 settembre 1979, n. 434,
convertito, con modificazioni, nella legge 8 novembre
1979, n. 566, ed abbiano conseguito l'abilitazione
all'insegnamento ai sensi del precedente art. 23 o a
seguito dell'ultimo concorso ordinario espletato prima
dell'entrata in vigore della presente legge, sono immessi
in ruolo con decorrenza giuridica dal 1 settembre 1983.
Agli insegnanti immessi in ruolo per effetto del
precedente primo comma la sede di servizio sara'
assegnata a partire dall'anno scolastico 1984-1985
dando precedenza, nell'ordine, agli insegnanti immessi in
ruolo, rispettivamente, per effetto del precedente art. 21
e del precedente art. 22.
L'assegnazione della sede e' disposta secondo modalita'
analoghe a quelle previste dal precedente articolo 21. A
tal fine la graduatoria provinciale per il conferimento
degli incarichi sara' integrata con la valutazione del
titolo di abilitazione.
Gli insegnanti incaricati, di cui al presente
articolo, sono mantenuti in servizio sino al termine
dell'anno scolastico in cui viene ultimata la sessione
riservata di esami di abilitazione di cui al precedente
articolo 23.
Coloro che conseguono l'abilitazione sono ulteriormente
mantenuti in servizio sino all'immissione in ruolo
prevista dal presente articolo.
Art. 25 (Insegnanti incaricati non abilitati della
scuola materna statale con incarico annuale nell'anno
scolastico 1979-1980). - Gli insegnanti incaricati nelle
scuole materne statali, i quali abbiano svolto un
incarico annuale di insegnamento nell'anno scolastico
1979-80 ed abbiano conseguito l'abilitazione
all'insegnamento ai sensi del precedente art. 23 o a
seguito dell'ultimo concorso ordinario espletato prima
dell'entrata in vigore della presente legge sono immessi in
ruolo con decorrenza giuridica dal 1 settembre 1984.
L'assegnazione della sede e' disposta a partire
dall'anno scolastico 1985-1986, secondo modalita'
analoghe a quelle previste dal precedente art. 24, terzo
comma, dando precedenza, nell'ordine, agli insegnanti
immessi in ruolo per effetto dei precedenti articoli 21,
22 e 24.
Gli insegnanti incaricati, di cui al presente
articolo, sono mantenuti in servizio sino al termine
dell'anno scolastico in cui viene ultimata la sessione
riservata di esami di abilitazione di cui al precedente
art. 23.
Coloro che conseguono l'abilitazione sono ulteriormente
mantenuti in servizio sino all'immissione in ruolo
prevista dal presente articolo.
Art. 11.
Art. 26 (Assistenti del ruolo ad esaurimento).- Le
assistenti di scuola materna, di cui all'art. 8 della
legge 9 agosto 1978, n. 463, in possesso del prescritto
titolo di studio, che non abbiano conseguito
l'abilitazione nell'ultimo concorso ordinario espletato
prima dell'entrata in vigore della presente legge,
conseguono l'abilitazione mediante colloqui da indire negli
anni 1982 e 1983.
Il colloquio e' effettuato secondo le medesime modalita'
previste, per la prova orale dei concorsi ordinari, dal
precedente art. 2.
Le predette assistenti sono nominate nei ruoli degli
insegnanti delle scuote materne statali secondo le
modalita' e con le decorrenze stabilite dall'art. 8 della
legge 9 agosto 1978, n. 463.
L'assegnazione della sede sara' disposta,
contestualmente alla nomina, nell'ambito provinciale,
con precedenza rispetto agli insegnanti da immettere
in ruolo con la medesima decorrenza per effetto della
presente legge.
Art. 27 (Insegnanti supplenti della scuola materna
statale). - Gli insegnanti che abbiano svolto due anni di
servizio di insegnamento non di ruolo nella scuola
materna statale nel sessennio antecedente al l settembre
1981, nonche' gli insegnanti che abbiano conseguito, nei
concorsi di accesso ai ruoli della scuola materna
statale, una votazione media non inferiore al punteggio
corrispondente a sette decimi e che abbiano svolto almeno
180 giorni di servizio, anche non continuativi, nel
medesimo sessennio, hanno titolo ad una riserva del 50 per
cento dei posti da conferire con il primo concorso
ordinario indetto dopo l'entrata in vigore della presente
legge. ai sensi del precedente art. 20.
Gli insegnanti, gia' forniti di abilitazione, che
abbiano svolto, negli anni scolastici 1978-1979, 1979-1980,
1980-1981 o 1981-1982, un anno di servizio in qualita'
di supplente nella scuola materna statale ed abbiano
svolto un altro anno di servizio di insegnamento nella
scuola materna statale nel settennio antecedente alla data
del 1 settembre 1984, e gli insegnanti che abbiano
conseguito, nei concorsi di accesso ai ruoli della
scuola materna statale, una votazione media non
inferiore al punteggio corrispondente a sette decimi e
che abbiano svolto almeno 180 giorni di servizio, anche
non continuativi, in qualita' di supplente nella scuota
materna statale, nel settennio antecedente alla data del
1 settembre 1982, hanno titolo ad essere gradualmente
immessi in ruolo in ambito provinciale. nei limiti del
50 per cento dei posti disponibili, a partire
dall'inizio dell'anno scolastico 1985-1986, nell'ordine in
cui sono collocati in apposite graduatorie da compilare
sulla base del miglior punteggio conseguito in concorsi di
accesso ai ruoli, del punteggio relativo al titolo di
abilitazione e dei titoli di servizio.
Gli insegnanti, di cui al precedente comma, sono
immessi in ruolo dopo gli insegnanti di cui al precedente
art. 25.
Gli anni di servizio, richiesti dal presente
articolo, sono computati sulla base di 180 giorni di
servizio effettivo in ciascun anno.
E' comunque computato come anno di servizio quello per
il quale l'interessato abbia maturato, ai sensi delle
vigenti disposizioni il diritto alla retribuzione per il
periodo estivo.
Art. 28 (Insegnanti assunti per il completamento di
orario nella scuola materna). - Agli insegnanti che
abbiano prestato servizio per almeno un anno scolastico
nel periodo che va dall'anno scolastico 1974-75 al
1977-78, a seguito di assunzione per il completamento di
orario delle sezioni di scuola materna statale,
nonche' per un ulteriore anno scolastico nel periodo
intercorrente tra l'anno scolastico l974-75 e l'anno
scolastico 1980-81 incluso, si applicano le disposizioni di
cui ai precedenti articoli 22, 23 e 25, a seconda che
siano abilitati o non abilitati.
Agli insegnanti medesimi non si applica il disposto di
cui al primo comma del successivo art. 58.
Gli anni scolastici sono computati secondo quanto
disposto dal precedente art. 27, penultimo e ultimo comma.
Capo II - Immissione nei ruoli della scuola elementare
Art. 29 (Insegnanti non di ruolo della scuola
elementare statale con proroga dell'incarico nell'anno
scolastico 1979-1980). - Gli insegnanti incaricati nella
scuola elementare statale nonche' gli insegnanti e gli
assistenti dell'istituto "Augusto Romagnoli" che abbiano
fruito della proroga dell'incarico annuale per effetto
del decreto-legge 6 settembre 1979, n. 434,
convertito, con modificazioni, nella legge 8 novembre
1979, n. 566, sono immessi in ruolo con decorrenza
giuridica dalla data del 10 settembre 1981.
Agli insegnanti immessi in ruolo per effetto del
precedente comma, la sede di servizio sara' assegnata
nell'ambito provinciale, secondo la loro collocazione
nella graduatoria provinciale, in base alla quale fu
loro conferito l'incarico, a partire dall'anno scolastico
1983-1984.
Art. 30 (Insegnanti non di ruolo della scuola
elementare statale con incarico annuale nell'anno
scolastico 1979-80). - Gli insegnanti incaricati nella
scuola elementare statale, che abbiano svolto un
incarico annuale di insegnamento nell'anno scolastico
1979-1980, sono immessi in ruolo con decorrenza giuridica
dal 10 settembre 1982.
Agli insegnanti immessi in ruolo per effetto del comma
precedente, la sede di servizio sara' assegnata a partire
dall'anno scolastico 1984-1985, dando precedenza agli
insegnanti immessi in ruolo per effetto del precedente
art. 29.
L'assegnazione della sede e' disposta secondo modalita'
analoghe a quelle previste dal medesimo art. 29.
Art. 31 (Insegnanti supplenti della scuola elementare
statale). - Gli insegnanti che abbiano svolto due
anni di servizio di insegnamento non di ruolo nella
scuola elementare statale nel sessennio antecedente al
10 settembre 1981, nonche': gli insegnanti che abbiano
conseguito, nei concorsi di accesso ai ruoli della scuola
elementare statale, una votazione media non inferiore al
punteggio corrispondente a sette decimi e che abbiano
svolto almeno 180 giorni di servizio, anche non
continuativi, nel medesimo sessennio, hanno titolo ad una
riserva del 50 per cento dei posti da conferire con il
primo concorso ordinario indetto dopo l'entrata in
vigore della presente legge, ai sensi del precedente art.
20.
Gli insegnanti che abbiano svolto, negli anni scolastici
1978-1979, 1979-1980, 1980-1981 o 1981-1982 un anno di
servizio in qualita' di supplente nella scuola elementare
statale ed abbiano svolto un altro anno di servizio di
insegnamento nella scuola elementare statale nel sessennio
antecedente alla data del 10 settembre 1981, e gli
insegnanti che abbiano conseguito, nei concorsi di
accesso ai ruoli della scuola elementare statale, una
votazione media non inferiore al punteggio corrispondente a
sette decimi e che abbiano svolto almeno 180 giorni di
servizio, anche non continuativi, in qualita' di
supplente nella scuola elementare statale, nel settennio
antecedente alla data del 10 settembre 1982, hanno titolo
ad essere gradualmente immessi in ruolo a partire
dall'inizio dell'anno scolastico 1985-1986 in relazione
al 50 per cento dei posti disponibili ogni anno,
nell'ordine in cui sono collocati in apposite graduatorie
provinciali da compilare sulla base del miglior punteggio
conseguito in concorsi di accesso ai ruoli. del punteggio
relativo al titolo di studio e dei titoli di servizio.
La disponibilita' di posti va accertata dopo la
assegnazione della sede agli insegnanti immessi in ruolo
per effetto dei precedenti articoli 29 e 30.
Gli anni di servizio, richiesti dal presente
articolo, sono computati sulla base di 180 giorni di
servizio effettivo in ciascun anno. E' comunque computato
come anno di servizio quello per il quale l'interessato
abbia maturato, ai sensi delle vigenti disposizioni, il
diritto alla retribuzione per il periodo estivo.
Art. 32 (Particolari categorie di insegnanti
elementari). - Il servizio prestato dagli insegnanti di
scuola elementare, nominati in ruolo per effetto del
concorso magistrale indetto ai sensi dell'ordinanza
ministeriale del 20 marzo 1975, n. 68, la cui nomina e'
stata poi revocata a seguito di pronuncia
giurisdizionale, e' da considerare a tutti gli effetti come
servizio prestato con incarico a tempo indeterminato,
valido ai fini dell'applicazione dell'art. 10, ultimo
comma, della legge 9 agosto 1978, n. 463.
Analogamente, il servizio prestato dagli insegnanti
di scuola materna nominati in ruolo per effetto del
concorso indetto ai sensi dell'ordinanza ministeriale del
12 aprile 1976, n. 97, la cui nomina e' stata poi
revocata a seguito di pronuncia giurisdizionale, e' da
considerare a tutti gli effetti come servizio prestato con
incarico a tempo indeterminato, valido ai fini
dell'applicazione dell'art. 6, primo comma, della legge 9
agosto 1978, n. 463.
Restano ferme le nomine in ruolo e le assegnazioni
di sede effettuate prima della data di entrata in
vigore della presente legge".
- Il testo dell'art. 20 della legge n. 270/1982
(Revisione della disciplina del reclutamento del
personale docente della scuola materna, elementare,
secondaria ed artistica, ristrutturazione degli organici,
adozione di misure idonee ad evitare la formazione di
precariato e sistemazione del personale precario
esistente), e' il seguente:
"Art. 20 (Prima applicazione delle dotazioni
aggiuntive). - In prima applicazione della presente legge
le dotazioni aggiuntive della scuola materna sono
determinate in numero di 5.500 unita' complessive;
le dotazioni aggiuntive della scuola elementare sono
determinate in numero di 36.000 unita' complessive; le
dotazioni aggiuntive della scuola media sono determinate
in numero di 47.000 unita' complessive; le dotazioni
aggiuntive degli istituti e scuole di istruzione
secondaria superiore, dei licei artistici e degli
istituti d'arte sono determinate in numero corrispondente
a quello delle unita' di personale in soprannumero,
risultante anche per effetto delle immissioni in ruolo
previste dalla presente legge.
Per la scuola materna ed elementare, il Ministro
della pubblica istruzione ripartisce, con proprio
decreto, sulla base dei dati forniti dai provveditori
agli studi, le dotazioni aggiuntive elementare e media
di primo grado e' utilizzato per il riassorbimento degli
eventuali soprannumeri conseguenti alle immissioni in
ruolo".
- Per il testo dell'art. 401 del testo unico n. 297/94,
si veda il testo sostituito dall'art. 1 della presente
legge.
- Per il testo degli articoli 43 e 44 della legge 20
maggio 1982, n. 270, si veda nelle note all'art. 1.
- Il testo dell'art. 15 della legge 16 luglio
1984, n. 326 (Modifiche ed integrazioni alla legge 20
maggio 1982, n. 270), e' il seguente:
Art. 11.
"Art. 15. - I docenti di educazione musicale e di
educazione fisica mantenuti in servizio ai sensi degli
articoli 43 e 44 della legge 20 maggio 1982, n. 270,
che, alla data di entrata in vigore della presente
legge, siano in possesso del titolo di studio
dell'abilitazione all'insegnamento, hanno titolo ad essere
immessi in ruolo gradualmente, sulla base delle
graduatorie provinciali di cui rispettivamente ai predetti
articoli 43, commi quarto e quinto, e 44, comma settimo, da
compilare dopo l'entrata in vigore della presente legge,
nei limiti del 50 per cento dei posti disponibili".
- Per il testo dell'art. 8-bis del decretolegge 6
agosto 1998, n. 323, si veda nelle note all'art. 1.
- Il testo del comma 8 dell'art. 5 del citato
decreto-legge 6 novembre 1989, n. 357, e' il seguente:
"8. Gli ispettori tecnici attualmente in servizio sono
inquadrati nel ruolo unico di cui al comma 1 agli effetti
giuridici dalla data di entrata in vigore del presente
decreto e agli effetti economici, dal 1 gennaio 1991. Gli
ispettori tecnici provenienti dal ruolo degli ispettori
tecnici periferici mantengono il trattamento economico in
godimento fino alla data del 31 dicembre 1990".
- Il testo del comma 1 dell'art. 41 del C.C.N.L. del
personale con qualifica dirigenziale del comparto
"Ministeri", e' il seguente:
"1. In attuazione di quanto previsto dall'art. 72,
comma 3, del decreto legislativo n. 29/1993, le classi di
stipendio e gli aumenti periodici biennali cessano di
essere corrisposti con effetto dal 31 dicembre 1996.
Il valore degli aumenti biennali in godimento con
l'aggiunta della valutazione economica dei ratei di
aumento biennale maturati alla stessa data, costituisce la
retribuzione individuale di anzianita'.
Tale valutazione si effettua con riferimento al
trattamento stipendiale derivante dell'applicazione
dell'art. 6, comma 1, del decreto-legge n. 344/1990,
convertito dalla legge n. 21/1991, ed ai valori
percentuali dei relativi aumenti biennali".
- Il testo del primo comma dell'art. 4 del
decreto-legge 27 settembre 1982, n. 681 (Adeguamento
provvisorio del trattamento economico dei dirigenti
delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento
autonomo, e del personale ad essi collegato), e' il
seguente:
"Al personale dirigente di cui ai precedenti
articoli 2 e 3, promosso o nominato alla qualifica
superiore successivamente al 1 gennaio 1983, compete lo
stipendio iniziale della nuova posizione aumentato della
meta' dell'incremento acquisito per classi ed aumenti
periodici derivanti dalla progressione economica relativa
alla sola anzianita' di servizio effettivamente prestato
nella qualifica di provenienza".
- Il testo del comma 1 dell'art. 4 del D.P.R. 23
agosto 1988, n. 399 (Norme risultanti dalla disciplina
prevista dall'accordo per il triennio 1988-1990 del 9
giuigno 1988 relativo al personale del comparto scuola),
e' il seguente:
"1. L'inquadramento economico nelle nuove posizioni
stipendiali, di cui alla allegata tabella A, e' effettuato
alla data del 1 luglio1988 sulla base dell'anzianita'
giuridica ed economica maturata alla data del 30 giugno
1988. Per la valutazione dell'anzianita' riconosciuta ai
soli, fini economici si applica il comma 4 dell'art. 3".
- Il testo dell'art. 473, comma 2, del testo unico
n. 297/94 (Approvazione del testo unico delle
disposizioni legislative vigenti in materia di
istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e
grado), e' il seguente:
"2. I corsi sono organizzati dai provveditori agli
studi e sono programmati, secondo le esigenze, sulla base
di piani periodici, che possono prevedere forme di
convenzioni con universita' ed enti di ricerca, nonche'
con enti ed organizzazioni esterni ed organismi aventi
strutture e tecnologie avanzate. Nei corsi con
valore abilitante e comunque garantita la presenta di
personale docente universitario e di personale direttivo e
docente della scuola ai fini della valutazione finale. I
coordinatori e i docenti chiamati a curare l'attivita'
didattica e formativa sono nominati dagli stessi
provveditori agli studi; i corsi medesimi si
svolgono secondo modalita' che ne rendono compatibile
la frequenza con la normale prestazione del servizio da
parte dei partecipanti, nonche' del coordinatore e dei
docenti qualora questi ultimi siano stati scelti tra il
personale della scuola. Per le iniziative che riguardano
un numero limitato di partecipanti o che richiedono
particolari qualificazioni tecnicoprofessionali, i
piani periodici possono prevedere corsi a carattere
nazionale, interregionale o regionale, con modalita'
organizzative che escludono comunque la nomina di
personale supplente in sostituzione del personale che
partecipa ai corsi".
- Il testo del comma 1 dell'art. 489 del citato testo
unico n. 297/94, e' il seguente:
"1. Ai fini del riconoscimento di cui ai precedenti
articoli il servizio di insegnamento e' da considerarsi
come anno scolastico intero se ha avuto la durata
prevista agli effetti della validita' dell'anno
dall'ordinamento scolastico vigente al momento della
prestazione".
- Il testo dell'art. 28-bis, del decreto legislativo
3 febbraio 1993, n. 29 (Razionalizzazione della
organizzazione delle Amministrazioni pubbliche e
revisione della disciplina in materia di pubblico impiego,
a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421)
come modificato dalla presente legge, e' il seguente:
"Art. 28-bis (Reclutamento dei dirigenti scolastici).
- 1. Il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza
mediante un corso concorso selettivo di formazione,
indetto con decreto del Ministro della pubblica
istruzione, svolto in sede regionale con cadenza
periodica, comprensivo di moduli di formazione comune e di
moduli di formazione specifica per la scuola elementare e
media, per la scuola secondaria superiore e per gli
istituti educativi. Al corso concorso e' ammesso il
personale docente ed educativo delle istruzioni statali che
abbia maturato, dopo la nomina in ruolo, un
servizio effettivamente prestato di almeno sette anni con
possesso di laurea, nei rispettivi settori formativi,
fatto salvo quanto previsto al comma 4.
2. Il numero di posti messi a concorso in sede
regionale rispettivamnete per la scuola elementare e
media, per la scuola secondaria superiore e per le
istituzioni educative e' calcolato sommando i posti gia'
vacanti e disponibili per la nomina in ruolo alla data
della sua indizione, residuati dopo gli inquadramenti di
cui all'art. 25-ter, ovvero dopo la nomina di tutti i
vincitori del precedente concorso, e i posti che si
libereranno nel corso del triennio successivo per
collocamento a riposo del triennio successivo per
collocamento a riposo per limiti di eta', maggiorati
della percentuale media triennale di cessazioni dal
servizio per altri motivi e di un'ulteriore percentuale
del 25 per cento, tenendo conto dei posti da riservare alla
mobilita'.
3. Il corsoconcorso, si articola in una selezione per
titoli, in un concorso di ammissione, in un periodo di
formazione e in un esame finale. Al concorso di
ammissione accedono coloro che superano le selezione per
titoli disciplinata dal bando di concorso. Sono ammessi al
periodo di formazione i candidati utilmente inseriti
nella graduatoria del concorso di ammissione entro il
limite del numero dei posti messi a concorso a norma del
comma 2 rispettivamente per la scuola elementare e media,
per la scuola secondaria superiore e per le istituzioni
educative, maggiorati del dieci per cento. Nel primo
corso concorso, bandito per il numero di posti
determinato ai sensi del comma 2 dopo l'avvio delle
procedure di inquadramento di cui all'art. 25 -ter , il
50 per cento dei posti cosi' determinati e' riservato a
coloro che abbiano effettivamente ricoperto per almeno un
triennio la funzione di preside incaricato previo
superamento di un esame di ammissione a loro riservato. Ai
fini dell'accesso al corso di formazione il predetto
personale viene graduato tenendo conto dell'esito del
predetto esame di ammissione, dei titoli culturali e
professionali posseduti e dell'anzianita' di servizio
maturata quale preside incaricato.
4. Il periodo di formazione, di durata non inferiore
a quello previsto dal decreto di cui all'art. 25-ter,
comma 2, comprende periodi di tirocinio ed esperienze
presso enti e istituzioni; il numero dei moduli di
formazione comune e specifica, i contenuti, la durata e
la modalita' di svolgimento sono disciplinati con decreto
del Ministro della pubblica istruzione, d'intesa con il
Ministro per la funzione pubblica, che individua anche i
soggetti abilitati a realizzare la formazione. Con lo
stesso decreto sono disciplinati i requisiti e i limiti
di partecipazione al corso concorso per posti non
coerenti con la tipologia del servizio prestato.
5. In esito all'esame finale sono dichiarati vincitori
coloro che l'hanno superato, in numero non superiore, ai
posti messi a concorso, rispettivament per la scuola
elementare e media, per la scuola secondaria superiore
e per le istituzioni educative. Nel primo corso concorso
bandito dopo l'avvio delle procedure d'inquadramento di
cui all'art. 25-ter il 50 per cento dei posti messi
a concorso e' riservato al personale in possesso dei
requisiti di servizio come preside incaricato indicati al
comma 3. I vincitori sono assunti in ruolo nel limite
dei posti annualmente vacanti e disponibili,
nell'ordine delle graduatorie definitive. In caso di
rifiuto della nomina sono depennati dalla graduatoria.
L'assegnazione della sede e disposta sulla base dei
principi del presente decreto legislativo, tenuto conto
delle specifiche esperienze professionali. I cincitori in
attesa di nomina continuano a svolgere l'attivita'
docente. Essi possono essere temporaneamente utilizzati,
per la sostituzione dei dirigenti assenti per almeno
tre mesi. Dall'anno scolastico successivo alla data di
approvazione della prima graduatoria non sono piu'
conferiti incarichi di presidenza.
6. Alla frequenza dei moduli di formazione specifica
sono ammessi, nel limite del contingente stabilito in
sede di contrattazione collettiva, anche i dirigenti
che facciano domanda di mobilita' professionale tra i
diversi settori. L'accoglimento della domanda e'
subordinato all'esito positivo dell'esame finale relativo
ai moduli frequentati.
7. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro della pubblica
istruzione, di concerto con il Ministro per la funzione
pubblica sono definiti i criteri per la composizione
delle commissioni esaminatrici".
- Il decreto legislativo 6 marzo 1998, n. 59, reca:
"Disciplina della qualifica dirigenziale dei capi di
istituto delle istituzioni scolastiche autonome, a norma
dell'art. 21, comma 16, della legge 15 marzo 1997, n. 59".

Note all'art. 11:
- Il testo degli articoli 213, 214, 239, 251 e 252 del
testo unico citato, come modificati dalla presente legge,
e' il seguente:
"Art. 213 (Collegio dei docenti). - 1. Il collegio dei
docenti e' composto dal direttore, che lo presiede,
dai docenti e dagli assistenti dell'accademia.
2. Il collegio dei docenti assiste il direttore
nell'esercizio delle funzioni didattiche, artistiche e
disciplinari.
3. Nelle accademie ove sono costituiti, secondo i
particolari statuti di cui all'art. 255, comma 1, collegi
accademici, i membri del collegio accademico si
aggregano al collegio dei docenti ogni qualvolta debbano
trattarsi argomenti sui quali il collegio accademico
abbia competenza a norma dello statuto".
"Art. 214 (Assistenti). - 1. In corrispondenza
delle singole cattedre relative agli insegnamenti
fondamentali presso le accademie di belle arti e' previsto
un posto di assistente.
2. L'assistente svolge attivita' didattica coadiuvando
il docente della cattedra in corrispondenza della quale e'
istituito il posto.
2-bis. Gli assistenti fanno parte delle commissioni
d'esame.
3. L'orario settimanale obbligatorio dell'assistente e'
di 16 ore.
4. L'assistente puo' essere trasferito ad altra
cattedra della stessa materia o di materia affine, anche
in altra sede, su domanda dell'interessato".
"Art. 239 (Finalita'). - 1. I conservatori di musica
hanno per fine l'istruzione musicale.
2. Al conservatorio di musica si accede con esame di
ammissione.
3. I requisiti necessari per l'ammissione sono
stabiliti con regolamento. Fino all'emanazione di nuove
norme regolamentari al riguardo, si applicano le
disposizioni del regio decreto 11 dicembre 1930, n. 1945,
e successive modificazioni.
4. (Abrogato).
5. Presso i conservatori di musica funzionano le
scuole medie annesse di cui all'art. 174, al fine
dell'assolvimento dell'obbligo scolastico.
6. Restano ferme le norme particolari relative al
conservatorio di musica di Bolzano, adottate in attuazione
dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige".
"Art. 251 (Orari e programmi). - 1. Gli orari di
insegnamento ed i programmi di esame negli istituti di
cui al presente titolo sono approvati con decreto del
Ministro".
"Art. 252 (Esami). - 1. Nelle accademie e nei
conservatori si sostengono esami di ammissione, di
promozione, di idoneita', di licenza e di diploma.
2. Con l'esame di ammissione si accede al primo anno
dei corsi di studio.
3. Agli anni successivi si accede, per gli alunni
dell'istituto, mediante esame di promozione e, per i
candidati esterni, mediante esami di idoneita'.
4. L'esame di diploma e' sostenuto al compimento dei
corsi di studio.
5. Presso l'Accademia nazionale di danza si sostiene
un esame a conclusione del corso di perfezionamento e
del corso di avviamento coreutico.
6. Nell'anno scolastico si svolgono due sessioni di
esame.
7. Il candidato che nella prima sessione non superi o
non compia l'esame e' ammesso a sostenere o a ripetere
le prove solo nella seconda sessione dello stesso anno.
8. Le commissioni d'esame sono composte da docenti
dell'istituto e, per gli esami di compimento dei
periodi inferiore e medio e di diploma nei conservatori
di musica, sono integrate da uno o due membri esterni.
Esse sono nominate dal direttore dell'istituto e sono
presiedute dallo stesso direttore o da un docente di
ruolo o, in mancanza, da un docente non di ruolo".
"Art. 257 (Attribuzioni del consiglio di
amministrazione). - 1. Il consiglio di amministrazione:
a) delibera il bilancio di previsione dell'istituto, le
eventuali variazioni del bilancio medesimo, nonche' il
conto consuntivo;
b) delibera le spese a carico del bilancio
dell'istituto e determina il limite di somma che il
presidente del consiglio di amministrazione e'
autorizzato a spendere direttamente con propri
provvedimenti;
c) propone le variazioni delle tabelle organiche
dell'istituto".
- Il testo dell'art. 9, comma 1-bis, del decreto-legge
6 novembre 1989, n. 357 (Norme in materia di reclutamento
del personale della scuola), e' il seguente:
"1-bis. Hanno titolo, altresi', ad essere immessi nei
ruoli del personale direttivo degli istituti e scuole di
istruzione secondaria, ivi compresi i licei artistici e
gli istituti d'arte, i docenti che, alla data di entrata
in vigore del presente decreto, abbiano svolto due anni
d'incarico di presidenza negli istituti e nelle scuole
medesimi, previo superamento di un esame sotto forma di
colloquio, da indire entro sei mesi dalla data di entrata
in vigore del presente decreto secondo criteri e modalita'
che saranno stabiliti con decreto del Ministro della
pubblica istruzione, sentito il Consiglio nazionale
della pubblica istruzione".
- I titoli delle ordinanze del Ministro della pubblica
istruzione numeri 394, 395 e 396 del 18 novembre 1989,
sono, rispettivamente, i seguenti:
"Indizione della sessione riservata di esami di
abilitazione all'insegnamento nelle scuole secondarie di
primo grado, comprese quelle con lingua di insegnamento
diversa da quella italiana".
"Nuova indizione della sessione riservata di esami di
abilitazione all'insegnamento nelle scuole ed istituti di
istruzione secondaria di secondo grado ed artistica".
"Indizione della sessione riservata di esami di
abilitazione all'insegnamento nelle scuole ed istituti di
istruzione secondaria di secondo grado ed artistica con
lingua di insegnamento diversa da quella italiana".
- I titoli delle ordinanze del Ministro della pubblica
istruzione numeri 99, 100 e 101 del 9 aprile 1990
sono, rispettivamente, i seguenti:
"Indizione della sessione di esami di abilitazione
all'insegnamento nelle scuole secondarie di primo grado,
comprese quelle con lingua di insegnamento diversa da
quella italiana, riservata ai docenti delle scuole
secondarie pareggiate o legalmente riconosciute".
"Indizione della sessione di esami di abilitazione
all'insegnamento nelle scuole ed istituti di istruzione
secondaria di secondo grado ed artistica, riservata ai
docenti delle scuole secondarie pareggiate o legalmente
riconosciute".
"Indizione della sessione di esami di abilitazione
all'insegnamento nelle scuole ed istituti di istruzione
secondaria di secondo grado ed artistica con lingua di
insegnamento diversa da quella italiana riservata ai
docenti delle scuole secondarie pareggiate o legalmente
riconosciute".
- Il testo della circolare del Ministro della pubblica
istruzione del 2 giugno 1997 e' il seguente:
"Scioglimento di riserve in concorsi per titoli
Ministero della pubblica istruzione - Direzione
generale del personale e degli AA.GG.AA., Direzione
generale istruzione elementare, Servizio scuola materna
- Circolare telegrafica n. 344 (Prot. n. 2504/Div. I) del
2 giugno 1997.
Oggetto: Decisioni del Consiglio di Stato in
materia di abilitazione all'insegnamento per soli titoli.
Il Consiglio di Stato, pronunciandosi su ricorsi in
appello di sentenze di primo grado ed in alcuni casi
in sede di adunanza plenaria, ha emesso una serie di
decisioni, sfavorevoli alle tesi dell'amministrazione,
che toccano punti qualificanti delle disposizioni
ministeriali emanate fin dal 1989 in materia di sessioni
riservate di abilitazione e di concorsi per soli
titoli (OO.MM. 394/395/396 del 1989 - OO.MM. 99/100/101
del 1990 - DD.MM. 12 luglio 1989, 22 giugno 1990, 22 aprile
1993 - DD.MM. 28 marzo 1996, 29 marzo 1996 e 5 aprile
1996).
Le decisioni di cui trattasi, contrariamente a quanto
sostenuto dall'amministrazione, riconoscono:
1) la computabilita', nei trecentosessanta giorni di
servizio richiesti per la partecipazione alle procedure,
del periodo estivo in cui il supplente annuale ha
maturato il diritto alla retribuzione (Ad. Plen. 22/95 e
18/95);
2) il diritto alla partecipazione dei docenti di
ruolo alla sessione riservata di abilitazione (Ad. Plen.
13/96);
3) il diritto alla partecipazione alla sessione
riservata di abilitazione per la classe di concorso
anche non corrispondente all'insegnamento impartito.
Tale orientamento giurisprudenziale, che puo'
ritenersi ormai consolidato, ha indotto la stessa
Avvocatura generale ad esprimersi sull'inopportunita' di
resistere nei giudizi pendenti relativi a tali materie.

Art. 12.
(Disposizioni concernenti i docenti di cui all'articolo 3,
comma 22, della legge 24 dicembre 1993, n. 537)
1. A decorrere dall'anno scolastico 1999-2000 i docenti di cui
all'articolo 3, comma 22, quarto periodo, della legge 24 dicembre
1993, n. 537, sono immessi in ruolo. All'onere finanziario derivante
dal presente articolo, valutato in lire 1.259 milioni per l'anno
1999, in lire 3.131 milioni per l'anno 2000 e in lire 1.227 milioni
per l'anno 2001, si provvede mediante l'utilizzo dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 1999-2001, nell'ambito
dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale"
dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica per l'anno 1999, allo scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della
pubblica istruzione.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Nota all'art. 12:
- Il testo dell'art. 3, comma 22, della legge 24
dicembre 1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza
pubblica), e' il seguente:
"22. La graduatoria concorsuale viene approvata
dall'autorita' competente. Tale graduatoria rimane
efficace per un termine di diciotto mesi dalla data
della pubblicazione per eventuali coperture di posti per
i quali il concorso e' stato bandito, e che
successivamente ed entro tale data dovessero rendersi
disponibili. Non si da' luogo a dichiarazioni di
idoneita' al concorso con esclusione delle procedure di
concorso relative al personale del comparto scuola. Le
graduatorie dei concorsi per titoli ed esami del personale
docente, approvate in data successiva al 31 agosto 1992,
conservano validita' anche per gli anni scolastici
successivi al 1994 -1995 ai fini del conferimento di
nomine in ruolo in un numero corrispondente a quello
delle cattedre e dei posti che risultavano accantonati a
tal fine al 1 settembre 1992 e che, per effetto della
riduzione degli organici, nonche' per l'applicazione
dell'art. 4, comma 1, della legge 23 dicembre 1992,
n. 498, non sono stati conferiti per le nomine nell'anno
scolastico 1993-1994 e non potranno essere conferiti per le
nomine nell'anno scolastico 1994-1995".

Data a Roma, addi' 3 maggio 1999

SCALFARO
D'Alema, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Berlinguer, Ministro della
pubblica istruzione
Visto, il Guardasigilli: Diliberto

LAVORI PREPARATORI
Senato della Repubblica (atto n. 932):
Presentato dal Ministro della pubblica
istruzione e per l'universita' e la ricerca scientifica
(Berlinguer) l'11 luglio 1996.
Assegnato alla commissione 7 (Pubblica istruzione),
in sede referente, il 26 luglio 1996, con pareri delle
commissioni 1 , 5 e 11
Esaminato dalla 7 commissione il 18 e 19 settembre
1996; 16 e 30 aprile 1997; 13 e 14 maggio 1997; 4 e 25
giugno 1997, 17 e 22 luglio 1997; 10, 16 e 25 settembre
1997; 7 ottobre 1997; 2, 3, 4, 9, 10, 11 e 19 dicembre
1997.
Relazione scritta annunciata il 14 gennaio 1998 (atto n.
932/ A - relatore sen. Biscardi ).
Esaminato in aula il 24, 25 e 26 marzo 1998 e approvato
il 1 aprile 1998.
Camera dei deputati (atto n. 4754):
Assegnato alla XI commissione (Lavoro), in sede
referente, il 20 aprile 1998, con pareri delle commissioni
I, II, V, VII e XII.
Esaminato dalla XI commissione il 26 maggio 1998; 2, 10,
23, 24, 25 e 30 giugno 1998; l'8 luglio 1998, l'8, 9 e 24
settembre 1998.
Relazione scritta annunciata l'8 ottobre 1998 (atto n.
4754/ A - relatore on. Ricci ).
Esaminato in aula il 4, 9, 10 dicembre 1998 e
approvato, con modificazioni, il 15 dicembre 1998.
Senato della Repubblica (atto n. 932/ B):
Assegnato alla commissione 7 (Pubblica istruzione),
in sede deliberante, il 30 dicembre 1998, con pareri
delle commissioni 1 , 2 e 5 .
Esaminato dalla 7 commissione il 9, 18 febbraio 1999; 2,
3, 9, 10, 16 marzo 1999 e approvato, con modificazioni, il
17 marzo 1999.
Camera dei deputati (atto n. 4754/ B):
Assegnato alla XI commissione (Lavoro), in sede
referente, il 22 marzo 1999, con parere delle commissioni
I, V e VII.
Esaminato dalla XI commissione, in sede referente, il
25 marzo 1999; 6 e 7 aprile 1999.
Assegnato nuovamente alla XI commissione, in sede
legislativa, il 13 aprile 1999.
Esaminato dalla XI commissione, in sede legislativa, il
13 aprile 1999 e approvato il 14 aprile 1999.