Gazzetta Ufficiale n. 129 del 04-06-1999

LEGGE 3 giugno 1999, n.157
Nuove norme in materia di rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie e
abrogazione delle disposizioni concernenti la contribuzione volontaria ai movimenti e partiti politici.

in vigore dal: 5- 6-1999
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1.
Rimborso per le spese elettorali
sostenute da movimenti o partiti politici
1. E' attribuito ai movimenti o partiti politici un rimborso in
relazione alle spese elettorali sostenute per le campagne per il
rinnovo del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, del
Parlamento europeo e dei consigli regionali.
2. L'erogazione dei rimborsi e' disposta, secondo le norme della
presente legge, con decreti del Presidente della Camera dei deputati,
a carico del bilancio interno della Camera dei deputati, per quanto
riguarda il rinnovo della Camera dei deputati, del Parlamento europeo
e dei consigli regionali, nonche' per i comitati promotori dei
referendum, nei casi previsti dal comma 4. Con decreto del Presidente
del Senato della Repubblica, a carico del bilancio interno del Senato
della Repubblica, si provvede all'erogazione dei rimborsi per il
rinnovo del Senato della Repubblica. I movimenti o partiti politici
che intendano usufruire dei rimborsi ne fanno richiesta, a pena di
decadenza, al Presidente della Camera dei deputati o al Presidente
del Senato della Repubblica, secondo le rispettive competenze, entro
dieci giorni dalla data di scadenza del termine per la presentazione
delle liste per il rinnovo degli organi di cui al comma 1.
3. Il rimborso di cui al comma 1 e' corrisposto ripartendo, tra i
movimenti o partiti politici aventi diritto, i diversi fondi relativi
alle spese elettorali per il rinnovo di ciascuno degli organi di cui
al medesimo comma 1.
4. In caso di richiesta di uno o piu' referendum, effettuata ai
sensi dell'articolo 75 della Costituzione e dichiarata ammissibile
dalla Corte costituzionale, e' attribuito ai comitati promotori un
rimborso pari alla somma risultante dalla moltiplicazione di lire
mille per ogni firma valida fino alla concorrenza della cifra minima
necessaria per la validita' della richiesta e fino ad un limite
massimo pari complessivamente a lire 5 miliardi annue, a condizione
che la consultazione referendaria abbia raggiunto il quorum di
validita' di partecipazione al voto. Analogo rimborso e' previsto,
sempre nel limite di lire 5 miliardi di cui al presente comma, per le
richieste di referendum effettuate ai sensi dell'articolo 138 della
Costituzione.
5. L'ammontare di ciascuno dei quattro fondi relativi agli organi
di cui al comma 1 e' pari alla somma risultante dalla moltiplicazione
dell'importo di lire 4.000 per il numero dei cittadini della
Repubblica iscritti nelle liste elettorali per le elezioni della
Camera dei deputati. Per le elezioni dei rappresentanti italiani al
Parlamento europeo del 13 giugno 1999, l'importo di cui al presente
comma e' ridotto a L. 3.400.
6. I rimborsi di cui ai commi 1 e 4 sono corrisposti con cadenza
annuale, entro il 31 luglio di ciascun anno, in misura pari, per il
primo anno, al 40 per cento della somma spettante, e, per i quattro
anni successivi, al 15 per cento della somma spettante. L'erogazione
dei rimborsi non e' vincolata alla prestazione di alcuna forma di
garanzia bancaria o fidejussoria da parte dei movimenti o partiti
politici aventi diritto. In caso di scioglimento anticipato del
Senato della Repubblica o della Camera dei deputati il versamento
delle quote annuali dei relativi rimborsi e' interrotto. In tale caso
i movimenti o partiti politici hanno diritto esclusivamente al
versamento delle quote dei rimborsi per un numero di anni pari alla
durata della legislatura dei rispettivi organi. Il versamento della
quota annua di rimborso, spettante sulla base del presente comma, e'
effettuato anche nel caso in cui sia trascorsa una frazione di anno,
eccetto quello in cui sia gia' stata versata la quota del 40 per
cento.
7. Per il primo rinnovo del Parlamento europeo successivo alla data
di entrata in vigore della presente legge e dei consigli regionali
negli anni 1999 e 2000, nonche' per le consultazioni referendarie il
cui svolgimento sia previsto entro l'anno 2000, i rimborsi sono
corrisposti in unica soluzione.
8. In caso di inottemperanza agli obblighi di cui all'articolo 8
della legge 2 gennaio 1997, n. 2, o di irregolare redazione del
rendiconto, redatto secondo le modalita' di cui al medesimo articolo
8 della citata legge n. 2 del 1997, il Presidente della Camera dei
deputati e il Presidente del Senato della Repubblica, per i fondi di
rispettiva competenza, sospendono l'erogazione del rimborso fino ad
avvenuta regolarizzazione.
9. All'articolo 10, comma 1, della legge 10 dicembre 1993, n. 515,
le parole: "lire 200" sono sostituite dalle seguenti: "lire 800". Al
medesimo comma, le parole: "degli abitanti" sono sostituite dalle
seguenti: "dei cittadini della Repubblica iscritti nelle liste
elettorali".
10. In sede di prima applicazione e in relazione alle spese
elettorali sostenute per il rinnovo del Parlamento europeo del 13
giugno 1999, il termine di cui al comma 2 decorre dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico
delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura
delle disposizioni di legge modificate o alle quali e'
operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note all'art. 1:
- Il testo degli articoli 75 e 138 della
Costituzione e' il seguente:
"Art. 75. - E' indetto referendum popolare (71, 123,
132) per deliberare la abrogazione, totale o parziale,
di una legge o di un atto avente valore di legge,
quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque
consigli regionali.
Non e' ammesso il referendum per le leggi tributarie e di
bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a
ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i
cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum e' approvata se ha
partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi
diritto, e se e' raggiunta la maggioranza dei voti
validamente espressi.
La legge determina le modalita' di attuazione del
referendum".
"Art. 138. - Le leggi di revisione della Costituzione e
le altre leggi costituzionali sono adottate da
ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad
intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a
maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera
nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare
quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne
facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o
cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali. La
legge sottoposta a referendum non e' promulgata, se non e'
approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge e' stata
approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere
a maggioranza di due terzi dei suoi componenti".
- Il testo dell'art. 8 della legge 2 gennaio 1997, n. 2
(Norme per la regolamentazione della contribuzione
volontaria ai movimenti o partiti politici), cosi'
come modificato per effetto di quanto disposto
dall'art. 17, comma 130, della legge 15 maggio 1997, n.
127, e' il seguente:
"Art. 8 (Rendiconto dei partiti e movimenti
politici). - 1. Il rappresentante legale o il tesoriere
cui per statuto sia affidata autonomamente la gestione
delle attivita' patrimoniali del partito o del movimento
politico che ha usufruito dei contributi per le spese
elettorali o ha partecipato alla ripartizione delle
risorse di cui all'art. 1 deve redigere il rendiconto
di esercizio secondo il modello di cui all'allegato A.
2. Il rendiconto deve essere corredato di una relazione
del legale rappresentante o del tesoriere di cui al
comma 1 sulla situazione economicopatrimoniale del
partito o del movimento e sull'andamento della gestione
nel suo complesso. Detta relazione deve essere redatta
secondo il modello di cui all'allegato B.
3. Il rendiconto deve essere, altresi', corredato di
una nota integrativa secondo il modello di cui
all'allegato C.
4. Al rendiconto devono, inoltre, essere allegati
i bilanci relativi alle imprese partecipate anche per
tramite di societa' fiduciarie o per interposta
persona, nonche', relativamente alle societa' editrici di
giornali o periodici, ogni altra documentazione
eventualmente prescritta dal Garante per la
radiodiffusione e l'editoria.
5. Il rappresentante legale o il tesoriere di cui al
comma 1 deve tenere il libro giornale e il libro degli
inventari.
6. Il rappresentante legale o il tesoriere deve altresi'
conservare ordinatamente, in originale o in copia, per
almeno cinque anni, tutta la documentazione che abbia
natura o comunque rilevanza amministrativa e
contabile.
7. I libri contabili tenuti dai partiti e dai movimenti
politici di cui al comma 1, prima di essere messi in uso,
devono essere numerati pogressivamente in ogni pagina e
bollati in ogni foglio da un notaio. Il notaio deve
dichiarare nell'ultima pagina del libro il numero dei
fogli che lo compongono.
8. Il libro giornale deve indicare giorno per giorno le
operazioni compiute.
9. L'inventario deve essere redatto al 31 dicembre di
ogni anno, e deve contenere l'indicazione e la valutazione
delle attivita' e delle passivita'. L'inventario si chiude
con il rendiconto e deve essere sottoscritto dal
rappresentante legale o dal tesoriere del partito o
movimento politico entro tre mesi dalla presentazione del
rendiconto agli organi statutariamente competenti.
10. Tutte le scritture devono essere tenute secondo le
norme di una ordinata contabilita', senza parti in bianco,
interlinee e trasporti in margine. Non vi si possono
fare abrasioni e, se e' necessaria qualche cancellazione,
questa deve eseguirsi in modo che le parole cancellate
siano leggibili.
11. Le disposizioni di cui al presente articolo si
applicano a decorrere dal 1 gennaio 1997. Il primo
rendiconto redatto a norma del presente articolo deve
essere presentato in riferimento all'esercizio 1997. Il
legale rappresentante o il tesoriere di cui al comma 1 e'
tenuto a pubblicare entro il 30 giugno di ogni anno,
almeno su due quotidiani, di cui uno a diffusione
nazionale, il rendiconto corredato da una sintesi della
relazione sulla gestione e della nota integrativa.
12. Il rendiconto di esercizio, corredato della
relazione sulla gestione, della nota integrativa,
sottoscritti dal legale rappresentante o dal tesoriere
del partito o del movimento politico, della relazione dei
revisori dei conti, da essi sottoscritta, nonche' delle
copie dei quotidiani ove e' avvenuta la pubblicazione,
e' trasmesso dal legale rappresentante o dal tesoriere del
partito o del movimento politico, entro il 31 luglio di
ogni anno, al Presidente della Camera dei deputati.
13. Il rendiconto di esercizio, la relazione sulla
gestione e la nota integrativa sono comunque pubblicati,
a cura dell'ufficio di Presidenza della Camera dei
deputati, in un supplemento speciale della Gazzetta
Ufficiale.
14. Il Presidente della Camera dei deputati,
d'intesa con il Presidente del Senato della
Repubblica, comunica al Ministro del tesoro, sulla base
del controllo di conformita' alla legge compiuto da un
collegio di revisori, l'avvenuto riscontro della
regolarita' della redazione del rendiconto, della
relazione e della nota integrativa. Il collegio dei
revisori e' composto da cinque revisori ufficiali dei
conti nominati d'intesa tra i Presidenti delle due
Camere, all'inizio di ciascuna legislatura, e
individuati tra gli iscritti nel registro dei revisori
contabili. Il mandato dei membri del collegio non e'
rinnovabile.
15. A decorrere dal quarto anno successivo alla data di
entrata in vigore della presente legge, i partiti e
movimenti politici che partecipano alla ripartizione
delle risorse di cui all'art. 1 ne riservano una quota
non inferiore al 30 per cento alle proprie strutture
decentrate su base territoriale che abbiano per statuto
autonomia finanziaria.
16. Alle strutture di cui al comma 15, che
partecipano alla ripartizione delle risorse di cui
all'art. 1, si applicano le disposizioni del presente
articolo sulla redazione del rendiconto. Il rendiconto o i
rendiconti delle strutture decentrate, che partecipano alla
ripartizione delle risorse, sono allegati al
rendiconto nazionale del partito o movimento politico.
17. In caso di inottemperanza agli obblighi di cui
al presente articolo o di irregolare redazione del
rendiconto, il Presidente della Camera dei deputati ne da'
comunicazione al Ministro del tesoro che sino alla
regolarizzazione sospende dalla ripartizione del fondo di
cui all'art. 3 i partiti e movimenti politici
inadempienti".
- Il testo dell'art. 10 della legge 10 dicembre
1993, n. 515 (Disciplina delle campagne elettorali per
l'elezione alla Camera dei deputati e al Senato della
Repubblica), cosi' come modificato dalla presente legge,
e' il seguente:
"Art. 10 (Limiti alle spese elettorali dei partiti o
movimenti). - 1. Le spese per la campagna elettorale di
ciascun partito, movimento, lista o gruppo di candidati,
che partecipa all'elezione, escluse quelle di cui al
comma 2 dell'art. 7, non possono superare la somma
risultante dalla moltiplicazione dell'importo di lire
800 per il numero complessivo dei cittadini della
Repubblica iscritti nelle liste elettorali delle
circoscrizioni per la Camera dei deputati e dei collegi
per il Senato della Repubblica nei quali e' presente
rispettivamente con liste o con candidati".

Art. 2.
Requisiti per partecipare al riparto delle somme
1. La determinazione degli aventi diritto alla ripartizione dei
fondi di cui all'articolo 1 della presente legge e dei criteri di
riparto dei fondi medesimi e' disciplinata dagli articoli 9 e 16
della legge 10 dicembre 1993, n. 515, e dall'articolo 6 della legge
23 febbraio 1995, n. 43.
2. All'articolo 9, comma 3, primo periodo, della legge 10 dicembre
1993, n. 515, le parole: "almeno il 3 per cento" sono sostituite
dalle seguenti: "almeno l'1 per cento".

Note all'art. 2:
- Il testo dell'art. 9 della citata legge n. 515/1993,
cosi' come modificato dalla presente legge, e' il seguente:
"Art. 9 (Contributo per le spese elettorali). - 1. Il
contributo finanziario di cui alla legge 2 maggio 1974,
n. 195, e successive modificazioni, e' attribuito, in
relazione alle spese elettorali sostenute per i
candidati nella campagna per il rinnovo del Senato della
Repubblica e della Camera dei deputati, ai partiti o
movimenti, alle liste o ai gruppi di candidati. Ai fini
dell'individuazione degli aventi diritto al rimborso, i
candidati nei collegi uninominali per la elezione della
Camera dei deputati che risultino collegati con piu' liste
debbono dichiarare, all'atto della candidatura, a quale
delle liste si collegano per il rimborso delle spese
elettorali. Il contributo e' corrisposto ripartendo tra gli
aventi diritto due fondi relativi, rispettivamente, alle
spese elettorali per il rinnovo del Senato della
Repubblica e della Camera dei deputati. L'ammontare di
ciascuno dei due fondi e' pari, in occasione delle
prime elezioni politiche che si svolgeranno in
applicazione della presente legge, alla meta' della somma
risultante dalla moltiplicazione dell'importo di lire
1.600 per il numero degli abitanti della Repubblica
quale risulta dall'ultimo censimento generale.
2. Il fondo per il rimborso delle spese elettorali per
il rinnovo del Senato della Repubblica e' ripartito su
base regionale. A tal fine il fondo e' suddiviso tra
le regioni in proporzione alla rispettiva popolazione.
La quota spettante a ciascuna regione e' ripartita tra
i gruppi di candidati e i candidati non collegati ad
alcun gruppo in proporzione ai voti conseguiti in ambito
regionale. Partecipano alla ripartizione del fondo i
gruppi di candidati che abbiano ottenuto almeno un
candidato eletto nella regione o che abbiano conseguito
almeno il 5 per cento dei voti validamente espressi
in ambito regionale. Partecipano altresi' alla
ripartizione del fondo i candidati non collegati ad
alcun gruppo che risultino eletti o che conseguano nel
rispettivo collegio almeno il 15 per cento dei voti
validamente espressi.
3. Il fondo per il rimborso delle spese elettorali per
il rinnovo della Camera dei deputati e' ripartito, in
proporzione ai voti conseguiti per la attribuzione della
quota di seggi da assegnare in ragione proporzionale, tra
i partiti e movimenti che abbiano superato la soglia del
4 per cento dei voti validamente espressi ovvero
abbiano ottenuto almeno un eletto a loro collegato
nei collegi uninominali e abbiano conseguito almeno
l'1 per cento dei voti validamente espressi in ambito
nazionale. Il verificarsi di tale ultima condizione non
e' necessario per l'accesso al rimborso da parte dei
partiti o movimenti che abbiano presentato proprie liste o
candidature esclusivamente in circoscrizioni comprese in
regioni il cui statuto speciale prevede una particolare
tutela delle minoranze linguistiche. Per il calcolo del
rimborso spettante a tali partiti e movimenti si
attribuisce a ciascuno di essi, per ogni candidato
eletto nei collegi uninominali, una cifra pari al rimborso
medio per deputato risultante dalla ripartizione di cui
al primo periodo del presente comma".
- Il testo dell'art. 16 della citata legge n.
515/1993 e' il seguente:
"Art. 16 (Norme finanziarie - Contributo per le elezioni
europee). - 1. Il contributo per le spese elettorali di
cui all'art. 9 viene erogato fino a concorrenza
dell'ammontare complessivo di 91 miliardi di lire.
2. In relazione alle spese connesse all'attuazione
dell'art. 9, e' istituito, nello stato di previsione
del Ministero del tesoro, apposito capitolo per
memoria, qualificato ''capitolo per spese
obbligatorie''. Nel caso di elezioni politiche
anticipate, ai maggiori oneri derivanti dall'attuazione
dell'articolo 9, pari a lire 61 miliardi, si fa fronte
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto al capitolo 6854 (Fondo di riserva per le spese
obbligatorie e d'ordine) dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, che per il 1994 e' aumentato a
carico del Fondo speciale di parte corrente della legge
finanziaria per il 1994, all'uopo parzialmente
utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del
tesoro.
3. A titolo di concorso nelle spese per
l'elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento
europeo e' stabilito un contributo in favore dei partiti
e dei movimenti che abbiano ottenuto almeno un
rappresentante. Il contributo e' corrisposto ripartendo tra
gli aventi diritto un fondo il cui ammontare e' pari, in
occasione delle prime elezioni per il Parlamento europeo
che si svolgeranno in applicazione della presente legge,
alla somma risultante dalla moltiplicazione dell'importo
di lire 800 per il numero degli abitanti della Repubblica
quale risulta dall'ultimo censimento generale. Il fondo
viene ripartito tra i partiti e i movimenti aventi
diritto al rimborso in proporzione ai voti ottenuti da
ciascuno di essi sul piano nazionale.
4. Ai maggiori oneri connessi all'attuazione del comma
3, pari a lire 15,5 miliardi, si provvede a carico del
Fondo speciale di parte corrente della legge finanziaria
per il 1994, all'uopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero del tesoro. Le
relative risorse affluiscono al capitolo istituito ai sensi
del comma 2.
5. Per i contributi relativi alle spese per
l'elezione al Parlamento europeo si applicano le
disposizioni di cui all'art. 12".
- Il testo dell'art. 6 della legge 23 febbraio 1995, n.
43 (Nuove norme per la elezione dei consigli delle
regioni a statuto ordinario), e' il seguente:
"Art. 6. - 1. Il contributo di cui al secondo comma
dell'art. 1 della legge 18 novembre 1981, n. 659, e
successive modificazioni, e' determinato nella misura
risultante dalla moltiplicazione dell'importo di
lire 1.200 per il numero degli abitanti della
Repubblica quale risulta dall'ultimo censimento generale.
Ai maggiori oneri derivanti dall'attuazione del presente
comma, pari a lire 23 miliardi e 800 milioni per il
1995, si provvede mediante corrispondente riduzione
del fondo speciale di parte corrente della legge
finanziaria per il 1995, all'uopo parzialmente
utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero
dell'interno per lo stesso anno.
2. Il contributo e' ripartito su base regionale in
proporzione alla rispettiva popolazione. La quota
spettante a ciascuna regione e' ripartita
proporzionalmente ai voti ottenuti, tra le liste
concorrenti nelle circoscrizioni provinciali che abbiano
ottenuto almeno un candidato eletto al consiglio
regionale della regione interessata".
Art. 3.
Risorse per accrescere la partecipazione attiva
delle donne alla politica
1. Ogni partito o movimento politico destina una quota pari almeno
al 5 per cento dei rimborsi ricevuti per ciascuno dei fondi di cui ai
commi 1 e 5 dell'articolo 1 ad iniziative volte ad accrescere la
partecipazione attiva delle donne alla politica.
2. I movimenti ed i partiti politici di cui al comma 1 introducono
una apposita voce all'interno del rendiconto di cui all'articolo 8
della legge 2 gennaio 1997, n. 2, al fine di dare espressamente conto
dell'avvenuta destinazione delle quote dei rimborsi alle iniziative
di cui al medesimo comma 1.

Nota all'art. 3:
- Per il testo dell'art. 8 della legge n. 2/1997 si veda
nelle note all'art. 1.
Art. 4.
Erogazioni liberali
1. All'articolo 13-bis, comma 1-bis, del testo unico delle imposte
sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, le parole:
"compresi tra 500.000 e 50 milioni di lire" sono sostituite dalle
seguenti: "compresi tra 100.000 e 200 milioni di lire".

Nota all'art. 4:
- Il testo dell'art. 13 -bis, comma 1 -bis, del testo
unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917, introdotto dall'art. 5 della legge n. 2/1997, e
cosi' come modificato dalla presente legge, e' il
seguente:
"1 -bis. Dall'imposta lorda si detrae un importo pari
al 19 per cento per le erogazioni liberali in denaro in
favore dei partiti e movimenti politici per importi
compresi tra 100.000 e 200 milioni di lire effettuate
mediante versamento bancario o postale".

Art. 5.
Disciplina fiscale dell'attivita' di movimenti
e partiti politici ed agevolazioni
1. All'articolo 13-bis del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 641, e successive modificazioni, e' aggiunto, in
fine, il seguente comma:
"1-bis. Sono altresi' esenti dalle tasse sulle concessioni
governative gli atti costitutivi, gli statuti ed ogni altro atto
necessario per l'adempimento di obblighi dei movimenti o partiti
politici, derivanti da disposizioni legislative o regolamentari".
2. Nella tabella di cui all'allegato B annessa al decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, e successive
modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente articolo:
"Art. 27-ter. Atti costitutivi, statuti ed ogni altro atto
necessario per l'adempimento di obblighi dei movimenti o partiti
politici, derivanti da disposizioni legislative o regolamentari".
3. Alla tabella allegata al testo unico approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e successive
modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente articolo:
"Art. 11-ter. - 1. Atti costitutivi, statuti ed ogni altro atto
necessario per l'adempimento di obblighi dei movimenti o partiti
politici, derivanti da disposizioni legislative o regolamentari".
4. All'articolo 3 del testo unico approvato con decreto legislativo
31 ottobre 1990, n. 346, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
"4-bis. Non sono soggetti all'imposta i trasferimenti a favore di
movimenti e partiti politici".
5. Alle occupazioni temporanee di suolo pubblico, di durata
temporanea non superiore a trenta giorni, effettuate da movimenti e
partiti politici per lo svolgimento della loro attivita', si
applicano le agevolazioni previste nei regolamenti comunali sulle
entrate, ai sensi dell'articolo 63, comma 2, lettera e), del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
6. I consigli comunali e provinciali, in base alle norme previste
dalla legge 8 giugno 1990, n. 142, possono prevedere nei loro
regolamenti le forme per l'utilizzazione non onerosa di strutture
comunali e provinciali idonee ad ospitare manifestazioni ed
iniziative dei partiti politici. I regolamenti comunali e provinciali
dettano altresi' le disposizioni generali per garantire ai partiti
politici le forme di accesso alle strutture di cui al presente comma
nel rispetto dei principi di trasparenza, di pluralismo e di
uguaglianza. Gli oneri per l'utilizzazione di tali strutture sono
posti a carico dei bilanci dei rispettivi enti.
7. Hanno diritto alle agevolazioni di cui ai commi 5 e 6 i partiti
o movimenti politici che abbiano propri rappresentanti eletti nelle
elezioni politiche, regionali, provinciali o comunali o per il
Parlamento europeo.

Note all'art. 5:
- Il testo dell'art. 13-bis del D.P.R. 26 ottobre
1972, n. 641 (Disciplina delle tasse sulle concessioni
governative), introdotto dall'art. 18 del D.Lgs. 4
dicembre 1997, n. 460, cosi' come modificato dalla
presente legge, e' il seguente:
"Art. 13-bis (Esenzioni). - 1. Gli atti e i
provvedimenti concernenti le organizzazioni non
lucrative di utilita' sociale (ONLUS) sono esenti dalle
tasse sulle concessioni governative.
1-bis. Sono altresi' esenti dalle tasse sulle
concessioni governative gli atti costitutivi, gli
statuti ed ogni altro atto necessario per l'adempimento
di obblighi dei movimenti o partiti politici, derivanti
da disposizioni legislative o regolamentari".
- Il D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, reca: "Disciplina
dell'imposta di bollo" ed in particolare la tabella di cui
all'allegato B annessa al citato decreto reca: "Atti,
documenti e registri esenti dall'imposta di bollo in
modo assoluto".
- Il D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, reca: "Approvazione
del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta
di registro" ed in particolare la tabella allegata al
citato testo unico reca: "Atti per i quali non vi e'
obbligo di chiedere la registrazione".
- Il testo dell'art. 3 del testo unico delle
disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e
donazioni, approvato con D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346,
cosi' come modificato dall'art. 19 del D.Lgs. 4 dicembre
1997, n. 460, e come ulteriormente modificato dalla
presente legge, e' il seguente:
"Art. 3 (Art. 3 D.P.R. n. 637/1972) (Trasferimenti
non soggetti all'imposta). - 1. Non sono soggetti
all'imposta i trasferimenti a favore dello Stato, delle
regioni, delle province e dei comuni, ne' quelli a favore
di enti pubblici e di fondazioni o associazioni
legalmente riconosciute, che hanno come scopo esclusivo
l'assistenza, lo studio, la ricerca scientifica,
l'educazione, l'istruzione o altre finalita' di pubblica
utilita', nonche' quelli a favore delle organizzazioni
non lucrative di utilita' sociale (O.N.L.U.S.).
2. I trasferimenti a favore di enti pubblici e di
fondazioni o associazioni legalmente riconosciute, diversi
da quelli indicati nel comma 1, non sono soggetti
all'imposta se sono stati disposti per le finalita' di cui
allo stesso comma.
3. Nei casi di cui al comma 2 il beneficiario deve
dimostrare, entro cinque anni dall'accettazione
dell'eredita' o della donazione o dall'acquisto del
legato, di avere impiegato i beni o diritti ricevuti
o la somma ricavata dalla loro alienazione per il
conseguimento delle finalita' indicate dal testatore o
dal donante. In mancanza di tale dimostrazione esso
e' tenuto al pagamento dell'imposta con gli interessi
legali dalla data in cui avrebbe dovuto essere pagata.
4. Le disposizioni del presente articolo si applicano a
condizione di reciprocita' per gli enti pubblici esteri e
per le fondazioni e associazioni costituite all'estero.
4-bis. Non sono soggetti all'imposta i trasferimenti a
favore di movimenti e partiti politici".
- Il testo dell'art. 63, comma 2, lettera e),
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446
(Istituzione dell'imposta regionale sulle attivita'
produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e
delle detrazioni dell'IRPEF e istituzione di una
addizionale regionale a tale imposta, nonche'
riordino della disciplina dei tributi locali), e' il
seguente:
"2. Il regolamento e' informato ai seguenti criteri:
a)-d) (Omissis);
e) previsione di speciali agevolazioni per occupazioni
ritenute di particolare interesse pubblico e, in
particolare, per quelle aventi finalita' politiche ed
istituzionali".
- La legge 8 giugno 1990, n. 142, reca:
"Ordinamento delle autonomie locali".
Art. 6.
Modifiche ed integrazioni all'articolo 4
della legge 2 gennaio 1997, n. 2
1. All'articolo 4 della legge 2 gennaio 1997, n. 2, dopo il comma
1-quater, sono aggiunti i seguenti:
"1- quinquies. I movimenti e partiti politici che hanno usufruito
dei contributi per l'anno finanziario 1998 sono tenuti, ai sensi del
comma 1-bis, al conguagliodelle somme gia' ricevute, che risultino
eventualmente in eccesso rispetto alle somme effettivamente
spettanti. A tale fine, a decorrere dall'anno 2000, il Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica, con proprio
decreto, da adottare di concerto con il Ministro delle finanze,
determina l'eventuale ammontare in eccesso dei fondi ed approva un
piano di ripartizione delle somme, che i movimenti e partiti politici
di cui al comma 1-bis restituiscono a titolo di conguaglio dei
contributi gia' ricevuti. La restituzione delle somme e' effettuata
mediante il versamento di rate annuali, per un periodo non eccedente
i dieci anni. L'ammontare delle rate annuali non puo' essere
inferiore al 10 per cento delle somme gia' ricevute che risultino in
eccesso rispetto alle somme effettivamente spettanti. I movimenti e
partiti politici che non hanno diritto al rimborso delle spese
elettorali versano le somme in eccesso con cadenza annuale, per un
periodo di cinque anni, nella misura del 20 per cento annuo del
totale delle somme complessivamente dovute.
1- sexies. Nel caso in cui si verifichi l'estinzione di uno o piu'
movimenti o partiti politici prima dell'integrale versamento del
conguaglio dovuto ai sensi del comma 1 -quinquies, le relative somme
che risultino ancora da versare sono portate in detrazione dai fondi
di cui agli articoli 9 e 16 della legge 10 dicembre 1993, n. 515".

Nota all'art. 6:
- Il testo dell'art. 4 della legge n. 2/1997, introdotto
dall'art. 30 della legge 8 maggio 1998, n. 146, cosi'
come modificato dalla presente legge, e' il seguente:
"Art. 4 (Disposizioni transitorie). - 1. Per l'anno
finanziario 1997, il Ministro del tesoro, con proprio
decreto, da adottare entro il 28 febbraio, ripartisce a
titolo di prima erogazione tra i movimenti e partiti
politici una somma pari a 160 miliardi di lire. Il
medesimo decreto eroga le somme spettanti agli aventi
diritto. L'individuazione degli aventi diritto e la
ripartizione del fondo sono effettuate secondo i criteri
di cui al comma 1 dell'art. 2 e al comma 3 dell'art. 3 e
sulla base dei dati comunicati dal Presidente del Senato
della Repubblica e dal Presidente della Camera dei
deputati ai sensi del comma 6 dell'art. 2.
1-bis. Per l'anno finanziario 1998, il Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
con proprio decreto, da adottare entro il 31 maggio 1998,
ripartisce a titolo di erogazione tra i movimenti e
partiti politici una somma pari a 110 miliardi di lire,
con riserva di conguaglio negli anni 1999 e successivi.
Il medesimo decreto eroga le somme spettanti agli
aventi diritto. L'individuazione degli aventi diritto e
la ripartizione del fondo sono effettuate secondo i
criteri di cui al comma 1.
1-ter. All'onere derivante dall'attuazione del comma
1-bis si provvede mediante riduzione proporzionale
delle quote disponibili alla data di entrata in vigore
della presente disposizione degli accantonamenti
iscritti nel fondo speciale di cui alla tabella A
allegata alla legge 27 dicembre 1997, n. 450, con
esclusione di quelle preordinate per accordi
internazionali, per cofinanziamenti comunitari, per
regolazioni debitorie, per rate ammortamento mutui, per
limiti di impegno, per disegni di legge gia' approvati
dal Consiglio dei Ministri alla data del 31 marzo
1998, nonche' per provvedimenti per i quali le
commissioni competenti in materia di bilancio della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
abbiano espresso parere favorevole.
1-quater. Per l'anno 1998, l'importo complessivo
destinato al finanziamento dei movimenti e partiti
politici risultante dalle scelte operate dai
contribuenti ai sensi dell'art. 1 della presente legge, e'
portato, con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio
e della programmazione economica, in diminuzione
dell'unita' previsionale di base 7.1.3.1 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica e in aumento al fondo
speciale di cui alla tabella A allegata alla citata legge
n. 450 del 1997, reintegrando gli accantonamenti di cui
al comma 1 -ter del presente articolo, con priorita' per
quello relativo al Ministero della pubblica istruzione.
1-quinquies. I movimenti e partiti politici che hanno
usufruito dei contributi per l'anno finanziario 1998
sono tenuti, ai sensi del comma 1-bis, al conguaglio
delle somme gia' ricevute, che risultino eventualmente
in eccesso rispetto alle somme effettivamente
spettanti. A tale fine, a decorrere dall'anno 2000, il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, con proprio decreto, da adottare di concerto
con il Ministro delle finanze, determina l'eventuale
ammontare in eccesso dei fondi ed approva un piano di
ripartizione delle somme, che i movimenti e partiti
politici di cui al comma 1-bis restituiscono a titolo
di conguaglio dei contributi gia' ricevuti. La
restituzione delle somme e' effettuata mediante il
versamento di rate annuali, per un periodo non eccedente i
dieci anni. L'ammontare delle rate annuali non puo'
essere inferiore al 10 per cento delle somme gia' ricevute
che risultino in eccesso rispetto alle somme
effettivamente spettanti. I movimenti e partiti politici
che non hanno diritto al rimborso delle spese
elettorali versano le somme in eccesso con cadenza
annuale, per un periodo di cinque anni, nella misura
del 20 per cento annuo del totale delle somme
complessivamente dovute.
1-sexies. Nel caso in cui si verifichi l'estinzione di
uno o piu' movimenti o partiti politici prima
dell'integrale versamento del conguaglio dovuto ai sensi
del comma 1-quinquies, le relative somme che risultino
ancora da versare sono portate in detrazione dai fondi di
cui agli articoli 9 e 16 della legge 10 dicembre 1993, n.
515".
Art. 7.
Disposizioni transitorie
1. Per l'anno finanziario 1999, il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, di concerto con il
Ministro delle finanze, determina con proprio decreto, da adottare ai
sensi dell'articolo 3, comma 1, della legge 2 gennaio 1997, n. 2,
l'ammontare del fondo da ripartire tra i partiti e movimenti politici
aventi diritto, sulla base delle dichiarazioni effettuate dai
contribuenti nel 1998, ai sensi dell'articolo 1 della citata legge n.
2 del 1997.
2. Con il medesimo decreto di cui al comma 1 e' effettuata la
ripartizione del fondo tra i partiti e movimenti politici aventi i
requisiti di cui al comma 1 dell'articolo 2 della citata legge n. 2
del 1997. L'erogazione delle somme spettanti sulla base della
predetta ripartizione avra' luogo negli esercizi finanziari 2000,
2001 e 2002, nei limiti delle disponibilita' determinatesi in base
all'applicazione dell'articolo 9 della presente legge. Il Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e'
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.
3. Dalle somme spettanti ad ogni movimento o partito politico ai
sensi dei commi 1 e 2 del presente articolo, viene trattenuto
l'ammontare dei contributi eventualmente ricevuti in eccesso per
l'anno finanziario 1998, rispetto alle dichiarazioni effettuate dai
contribuenti nel 1997, ai fini del conguaglio previsto dall'articolo
4, comma 1-bis, della citata legge n. 2 del 1997.

Note all'art. 7:
- Il testo dell'art. 3 della citata legge n. 2/1997 e' il
seguente:
"Art. 3 (Determinazione ed erogazione delle somme).
- 1. Il Ministro del tesoro, di concerto con il
Ministro delle finanze, determina con proprio decreto,
entro il 30 novembre di ciascun anno, sulla base delle
dichiarazioni effettuate dai contribuenti ai sensi
dell'art. 1, l'ammontare del fondo da ripartire tra i
movimenti e i partiti politici.
2. Con il medesimo decreto di cui al comma 1, il
Ministro del tesoro determina la ripartizione del fondo
tra i partiti politici aventi i requisiti di cui al
comma 1 dell'art. 2. Ai fini della individuazione degli
aventi diritto e della ripartizione del fondo si prendono
in considerazione esclusivamente le dichiarazioni di
appartenenza ai partiti o movimenti politici rese dai
candidati all'atto dell'accettazione della candidatura o,
per la legislatura in corso alla data di entrata in
vigore della presente legge, quelle rese dai membri delle
due Camere entro il termine di cui al comma 4 dell'art. 2.
3. Il fondo e' ripartito tra i movimenti o partiti
politici in proporzione ai voti validi espressi in
ambito nazionale a favore delle liste da essi
presentate per la piu' recente elezione della Camera dei
deputati. Nel caso in cui una stessa lista, sulla base
delle dichiarazioni di riferimento rese dai candidati
in essa compresi ai sensi dei commi 3 e 4 dell'art. 2,
risulti espressione di due o piu' partiti o movimenti, la
somma spettante sulla base del risultato conseguito da
tale lista e' ripartita tra i partiti o movimenti
interessati in proporzione al numero di candidati eletti
riferibili a ciascun partito o movimento. Nel caso in cui
un partito o movimento politico abbia presentato liste
o candidature per l'elezione del Parlamento nazionale
esclusivamente in circoscrizioni comprese in regioni il
cui statuto speciale prevede una particolare tutela delle
minoranze linguistiche, ad esso viene corrisposta una
somma pari alla moltiplicazione di un
novecentoquarantacinquesimo dell'ammontare totale del fondo
per il numero dei parlamentari eletti al Parlamento
nazionale che hanno dichiarato di fare riferimento a tale
partito o movimento. Il criterio di riparto di cui al
precedente periodo si adotta anche per determinare la quota
spettante ai partiti o movimenti politici che non hanno
presentato proprie liste o candidati per l'elezione
della quota di seggi della Camera dei deputati da
attribuire in ragione proporzionale. Il riparto del fondo
tra gli aventi diritto si effettua assegnando in primo
luogo le quote del fondo spettanti ai partiti e movimenti
politici di cui al terzo e quarto periodo e procedendo
quindi alla assegnazione delle restanti quote ai partiti
e movimenti politici di cui al primo e secondo periodo.
4. L'erogazione delle somme di cui al comma 2 e'
effettuata, in un'unica soluzione, entro il 31 gennaio di
ogni anno.
5. La prima applicazione del presente articolo ha
luogo con riferimento alle dichiarazioni dei redditi che
saranno presentate nel 1997 e ai fini della determinazione
delle somme da erogare entro il 31 gennaio 1998".
- Il testo dell'art. 2 della citata legge n. 2/1997 e' il
seguente:
"Art. 2 (Requisiti per partecipare al riparto delle
risorse di cui all'art. 1). - 1. I movimenti e partiti
politici partecipano alla ripartizione annuale delle
risorse di cui all'art. 1 qualora abbiano al 31 ottobre
di ciascun anno almeno un parlamentare eletto alla
Camera dei deputati o al Senato della Repubblica.
2. Alla ripartizione del fondo di cui all'art. 3
concorrono i movimenti e i partiti politici che ne
facciano domanda, sottoscritta dai rappresentanti legali o
loro delegati ai sensi dei rispettivi statuti, entro il
31 ottobre di ogni anno, al Presidente della Camera dei
deputati, che la trasmette al Ministero del tesoro. In
sede di prima applicazione della presente legge la
domanda deve essere presentata entro quarantacinque
giorni dalla pubblicazione della presente legge.
3. Ciascun candidato alle elezioni per la Camera dei
deputati e per il Senato della Repubblica dichiara,
all'atto dell'accettazione della candidatura e ai soli fini
di cui alla presente legge, il movimento o partito
politico di riferimento. Analoga dichiarazione viene
effettuata dai candidati alle elezioni suppletive per le
due Camere.
4. In sede di prima applicazione, entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge,
ciascun deputato e ciascun senatore dichiarano, ai soli
fini di cui alla presente legge, il movimento o
partito politico di riferimento al Presidente della
Camera di appartenenza.
5. All'inizio di ciascuna legislatura il Presidente
della Camera dei deputati e il Presidente del Senato
della Repubblica comunicano al Ministro del tesoro l'elenco
dei componenti di ciascuna Camera con le rispettive
dichiarazioni di riferimento ai partiti e movimenti
politici rese ai sensi del comma 3. Il Presidente della
Camera dei deputati comunica inoltre il numero di voti
validi espressi in ambito nazionale a favore delle liste
presentate per l'attribuzione dei seggi con metodo
proporzionale. Nel corso della legislatura i
Presidenti delle due Camere provvedono altresi' a
comunicare le eventuali variazioni alla
composizione delle due Camere successivamente
intervenute per effetto di surrogazioni o elezioni
suppletive.
6. In sede di prima applicazione il Presidente del
Senato della Repubblica e il Presidente della Camera dei
deputati comunicano al Ministro del tesoro le
dichiarazioni effettuate dai parlamentari ai sensi del
comma 4. Il Presidente della Camera dei deputati provvede
altresi' alla comunicazione di cui al secondo periodo del
comma 5".
- Per il testo dell'art. 4, comma 1 -bis, della legge n.
2/1997 si veda in nota all'art. 6.

Art. 8.
Testo unico
1. Il Governo e' delegato ad emanare, entro centoventi giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, un decreto
legislativo recante un testo unico compilativo nel quale devono
essere riunite e coordinate le norme di legge vigenti in materia di:
a) rimborso delle spese elettorali e finanziamenti a favore di
partiti, movimenti politici, candidati e titolari di cariche
elettive;
b) agevolazioni a favore dei medesimi soggetti di cui alla lettera
a);
c) controlli e sanzioni previsti dalla legge.
2. Lo schema di decreto legislativo, a seguito di deliberazione
preliminare del Consiglio dei Ministri, e' trasmesso, previo parere
del Consiglio di Stato, da rendere entro trenta giorni dal
ricevimento dello schema di decreto, almeno sessanta giorni prima
della scadenza del termine indicato al comma 1, alle Camere per
l'acquisizione del parere delle commissioni competenti per materia,
che devono esprimersi entro quarantacinque giorni dall'assegnazione;
trascorso inutilmente tale termine, il parere si intende acquisito.

Art. 9.
Copertura finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge,
pari a lire 208 miliardi per il 1999, a lire 198 miliardi per il 2000
e a lire 257 miliardi annue a decorrere dal 2001, si provvede a
carico delle risorse rivenienti dalla soppressione delle
autorizzazioni di spesa di cui alle leggi 18 novembre 1981, n. 659,
10 dicembre 1993, n. 515, 23 febbraio 1995, n. 43, e 2 gennaio 1997,
n. 2.

Note all'art. 9:
- La legge 18 novembre 1981, n. 659, reca:
"Modifiche ed integrazioni alla legge 2 maggio 1974, n.
195, sul contributo dello Stato al finanziamento dei
partiti politici".
- Per il titolo della legge n. 515/1993 si veda nelle
note all'art. 1.
- Per il titolo della legge n. 43/1995 si veda nelle note
all'art. 2.
- Per il titolo della legge n. 2/1997 si veda nelle note
all'art. 1.
Art. 10.
Abrogazioni
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono abrogati:
a) gli articoli 1, 2 e 3, nonche' l'articolo 8, commi 15, 16 e 17,
e l'articolo 9, comma 1, della legge 2 gennaio 1997, n. 2, fatto
salvo quanto previsto dall'articolo 7 della presente legge;
b) gli articoli 1 e 2 della legge 2 maggio 1974, n. 195.
Art. 11.
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 3 giugno 1999
CIAMPI
D'Alema, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
LAVORI PREPARATORI
Camera dei deputati (atto n. 5535):
Presentato dall'on. Balocchi ed altri il 19 dicembre
1998.
Assegnato alla I commissione (Affari costituzionali),
in sede referente, l'11 gennaio 1999, con pareri delle
commissioni V, VI e IX.
Esaminato dalla I commissione il 14, 19, 20 gennaio
1999; il 3, 4, 10, 11, 23, 24 febbraio 1999.
Esaminato in aula il 3, 4, 9, 10 marzo 1999, ed
approvato l'11 marzo 1999.
Senato della Repubblica (atto n. 3886):
Assegnato alla 1 commissione (Affari costituzionali),
in sede referente, il 18 marzo 1999 con pareri delle
commissioni 5 e 6 .
Esaminato dalla 1 commissione il 22, 27, 28 aprile 1999.
Esaminato in aula il 4, 5, 6, 19 maggio 1999, ed
approvato, con modificazioni, il 20 maggio 1999.
Camera dei deputati (atto n. 5535/ B):
Assegnato alla I commissione (Affari costituzionali),
in sede referente, il 20 maggio 1999, con parere della
commissione V.
Esaminato dalla I commissione il 25 e 26 maggio 1999.
Esaminato in aula ed approvato il 26 maggio 1999.