Gazzetta Ufficiale n. 149 del 28-06-1999

LEGGE 25 giugno 1999, n.205
Delega al Governo per la depenalizzazione dei reati minori e modifiche al sistema penale e tributario. (GU n. 149 del 28-6-1999)
note:
Entrata in vigore della legge: 13-07-1999

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:

Art. 1.
(Delega).
1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per
la trasformazione da illecito penale in illecito amministrativo e per
la riforma della disciplina sanzionatoria nelle materie indicate
negli articoli 3, 4, 5, 6, 7 e 8, e per attribuire al giudice di
pace, nel rispetto dei princi'pi e criteri direttivi previsti
dall'articolo 2, la competenza in materia di opposizione
all'ordinanza-ingiunzione, di cui agli articoli 22, 23 e 24 della
legge 24 novembre 1981, n. 689.

Art. 2.
(Competenza del giudice di pace).
1. L'attribuzione al giudice di pace della competenza di cui
all'articolo 1 e' esclusa per le opposizioni nelle materie, da
elencare tassativamente nel decreto legislativo, che comportano una
particolare difficolta' di accertamento o coinvolgono rilevanti
interessi collettivi nonche' per quelle per le quali sono previste
sanzioni di notevole entita'.

Art. 3.
(Disciplina degli alimenti).
1. La riforma della disciplina sanzionatoria in materia di
produzione, commercializzazione e igiene degli alimenti e delle
bevande, nonche' di tutela della denominazione di origine dei
medesimi e' ispirata ai seguenti princi'pi e criteri direttivi:
a) trasformare in violazioni amministrative i reati previsti da
leggi speciali, prevedendo una sanzione amministrativa pecuniaria non
superiore a lire duecento milioni, graduata in rapporto alla gravita'
degli illeciti, e prevedendo altresi', a titolo di sanzioni
accessorie, in caso di reiterazione specifica delle violazioni, la
chiusura temporanea dello stabilimento o dell'esercizio, la
sospensione per un periodo fino a tre mesi o la revoca della relativa
licenza in relazione alla gravita' dei fatti;
b) mantenere le sanzioni penali per le violazioni di cui agli
articoli 5, 6 e 12, limitatamente, quanto a quest'ultima ipotesi,
all'introduzione nel territorio della Repubblica di sostanze
destinate al commercio, della legge 30 aprile 1962, n. 283,
prevedendo l'alternativita' delle pene dell'arresto e dell'ammenda,
graduate in rapporto alla gravita' degli illeciti, anche in deroga al
principio di specialita' di cui all'articolo 9 della legge 24
novembre 1981, n. 689;
c) prevedere la chiusura dello stabilimento o dell'esercizio
nonche' la revoca della relativa licenza, in relazione ai singoli
illeciti amministrativi ovvero alle violazioni di cui alla lettera
b), oltre che nel caso di reiterazione anche non specifica di queste
ultime, per i fatti di maggiore gravita' dai quali derivi pericolo
per la salute;
d) prevedere specifiche circostanze aggravanti per le fattispecie
di cui agli articoli 515, 516 e 517 del codice penale, con
riferimento alle condotte che siano altresi' lesive dell'interesse
protetto dal riconoscimento della denominazione di origine o
dall'individuazione delle relative caratteristiche;
e) fatto salvo quanto stabilito dal primo comma dell'articolo 15
della legge 30 aprile 1962, n. 283, prevedere la chiusura
obbligatoria dello stabilimento e dell'esercizio nei casi di
insussistenza dei requisiti igienico-sanitari previsti per il
rilascio della autorizzazione all'esercizio stesso, fermo restando
quanto disposto dalla lettera c) del presente comma e salva la
possibilita' di revoca immediata qualora la situazione sia
compiutamente regolarizzata;
f) prevedere la trasformazione in sanzioni amministrative
accessorie delle pene accessorie gia' previste per i reati
depenalizzati, introducendo, con riferimento alla gravita' della
violazione, nuove sanzioni accessorie idonee a prevenire violazioni
della normativa nelle materie indicate nel presente articolo.

Art. 4.
(Disciplina della navigazione).
1. La riforma del sistema sanzionatorio in materia di disciplina
della navigazione e' ispirata ai seguenti princi'pi e criteri
direttivi:
a) trasformare in illeciti amministrativi le contravvenzioni
contenute nel codice della navigazione, escluse quelle previste dagli
articoli 1161 (abusiva occupazione di spazio demaniale e inosservanza
di limiti alla proprieta' privata), 1176 (inosservanza del divieto di
mediazione) e 1177 (aggravanti) nonche' dal Capo VI del Titolo III
del Libro I della Parte III (contravvenzioni concernenti le
disposizioni sulla sicurezza della navigazione), prevedendo una
sanzione amministrativa pecuniaria non superiore a lire sessanta
milioni, graduata in rapporto alla gravita' degli illeciti;
b) prevedere la trasformazione in sanzioni amministrative
accessorie delle pene accessorie gia' previste per le contravvenzioni
trasformate in illeciti amministrativi ai sensi della lettera a).

Art. 5.
(Circolazione stradale ed autotrasporto).
1. La riforma del sistema sanzionatorio penale in materia di
disciplina della circolazione stradale e dell'autotrasporto di cose
e' ispirata ai seguenti princi'pi e criteri direttivi:
a) trasformare in violazioni amministrative, prevedendo una
sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore a lire un milione e
cinquecentomila e non superiore a lire diciotto milioni, graduata in
relazione alla gravita' dell'illecito, i reati di cui al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ad eccezione degli articoli 100,
comma 14, 186, 187 e 189;
b) trasformare in violazioni amministrative, prevedendo una
sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore a lire due milioni e
non superiore a lire venti milioni, graduata in relazione alla
gravita' dell'illecito, i reati di cui all'articolo 1, primo comma,
del decreto legislativo 22 gennaio 1948, n. 66, ad eccezione
dell'abbandono o del deposito di congegni o altri oggetti in strada
ferrata;
c) trasformare in violazioni amministrative, prevedendo una
sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore a lire tre milioni e
non superiore a lire trenta milioni, graduata in relazione alla
gravita' e all'eventuale reiterazione dell'illecito, i reati previsti
dagli articoli 26 e 46 della legge 6 giugno 1974, n. 298;
d) prevedere per le violazioni di cui alle lettere a) e c) del
presente comma e per quella prevista dall'articolo 126, comma 7, del
citato decreto legislativo n. 285 del 1992, a titolo di sanzione
amministrativa accessoria, il sequestro del mezzo per un periodo non
superiore a tre mesi, nonche', in caso di reiterazione delle
condotte, la confisca del mezzo;
e) prevedere l'inserimento nell'anagrafe di cui all'articolo 226
del citato decreto legislativo n. 285 del 1992 delle notizie inerenti
alle violazioni previste dal medesimo decreto legislativo e dalla
legge 6 giugno 1974, n. 298, e che comportano l'applicazione di
sanzioni accessorie.

Art. 6.
(Leggi finanziarie, tributarie e concernenti
i mercati finanziari e mobiliari).
1. La riforma della disciplina sanzionatoria per le violazioni di
leggi finanziarie e tributarie e' ispirata ai seguenti princi'pi e
criteri direttivi:
a) sostituire con sanzioni amministrative proporzionate all'entita'
dei tributi evasi, alla reiterazione delle condotte ed alla gravita'
delle violazioni le sanzioni penali previste dagli articoli 282, 283,
284, 285, 286, 287, 288, 289, 290, 291, 292, 294, 295, primo comma, e
296 del testo unico delle disposizioni legislative in materia
doganale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23
gennaio 1973, n. 43, limitatamente ai casi in cui l'ammontare dei
diritti di confine non superi lire sette milioni; i poteri di
sequestro e di confisca delle cose indicate nell'articolo 301 del
medesimo testo unico sono attribuiti all'autorita' amministrativa;
b) sostituire con sanzioni amministrative proporzionate all'entita'
dei tributi evasi ed alla gravita' delle violazioni le sanzioni
penali previste dall'articolo 2, comma 26, del decreto-legge 19
dicembre 1984, n. 853, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
febbraio 1985, n. 17;
c) prevedere eventuali sanzioni accessorie alle predette sanzioni
amministrative;
d) prevedere l'abolizione del principio di ultrattivita' delle
norme penali tributarie.
2. Il comma 1 non si applica alle violazioni in materia di
contrabbando di tabacchi lavorati esteri.
3. La riforma del sistema sanzionatorio nelle materie concernenti
gli intermediari, i mercati finanziari e mobiliari, le societa' e gli
enti emittenti strumenti finanziari sui mercati regolamentati e gli
aspetti comunque connessi e' ispirata ai seguenti princi'pi e criteri
direttivi;
a) trasformare in illeciti amministrativi i reati puniti con la
sola multa ovvero con le pene, sole, alternative o congiunte,
dell'arresto e dell'ammenda, fatta eccezione per le condotte volte ad
ostacolare l'attivita' delle autorita' di vigilanza o consistenti
nella produzione di documentazione non veritiera ovvero che offendono
in maniera rilevante il bene tutelato;
b) prevedere, per le violazioni depenalizzate, sanzioni
amministrative pecuniarie fino ad un ammontare massimo di lire
trecento milioni, nonche' eventuali sanzioni amministrative
accessorie idonee a prevenire nuove violazioni;
c) prevedere, nell'ambito delle violazioni amministrative, sanzioni
omogenee per condotte di pari offensivita', a tal fine eventualmente
adeguando anche quelle gia' stabilite da norme vigenti;
d) prevedere che l'applicazione delle sanzioni amministrative abbia
luogo, su proposta delle autorita' di vigilanza secondo le rispettive
competenze, con decreto motivato del Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica soggetto a reclamo davanti
alla corte d'appello del luogo in cui ha sede la societa' o l'ente
cui appartiene l'autore della violazione ovvero, nei casi in cui tale
criterio non sia applicabile, del luogo in cui la violazione e' stata
commessa.

Art. 7
(Trasformazione di reati in illeciti amministrativi).
1. La riforma della disciplina sanzionatoria nelle materie di cui
al presente articolo e' ispirata ai seguenti princi'pi e criteri
direttivi:
a) trasformare in illeciti amministrativi le contravvenzioni di cui
agli articoli 666 e 686 del codice penale, prevedendo sanzioni
amministrative pecuniarie non inferiori a lire cinquantamila e non
superiori a lire cinque milioni graduate in relazione alla gravita'
degli illeciti;
b) trasformare in illecito amministrativo la contravvenzione
prevista dall'articolo 705 del codice penale, prevedendo una sanzione
amministrativa pecuniaria non superiore a lire cinque milioni,
graduata in relazione alla gravita' dell'illecito e all'eventuale
reiterazione della condotta;
c) trasformare in illeciti amministrativi i reati di cui agli
articoli 345, 350, 352, 465, 466, 498, 527, secondo comma, 654, 663,
663-bis, 664, 675, 676, limitatamente alle ipotesi di cui al primo
comma, 677, limitatamente alle ipotesi di cui al primo e al secondo
comma, 688, primo comma, 692, primo comma, 724 e 725 del codice
penale, prevedendo sanzioni amministrative pecuniarie non inferiori a
lire centomila e non superiori a lire due milioni graduate in
relazione alla gravita' degli illeciti;
d) trasformare in illeciti amministrativi, prevedendo sanzioni
amministrative pecuniarie non inferiori a lire duecentomila e non
superiori a lire cinque milioni, i reati previsti:
1) dall'articolo 2 della legge 2 agosto 1897, n. 378;
2) dagli articoli 15, 23 e 24 del regolamento per la repressione
dell'abigeato e del pascolo abusivo in Sardegna, approvato con regio
decreto 14 luglio 1898, n. 404;
3) dall'articolo 142 del regio decreto 8 maggio 1904, n. 368;
4) dall'articolo 1 della legge 30 giugno 1912, n. 740;
5) dagli articoli 54 e 55 del testo unico approvato con regio
decreto 11 luglio 1913, n. 959;
6) dall'articolo 13 del decreto-legge luogotenenziale 18 gennaio
1917, n. 148;
7) dall'articolo 4 della legge 19 aprile 1925, n. 475;
8) dagli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 9 luglio 1926, n.
1331, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 giugno 1927, n.
1132;
9) dall'articolo 11 del regio decreto-legge 14 novembre 1926, n.
1923, convertito dalla legge 7 luglio 1927, n. 1495;
10) dall'articolo 20 del testo unico approvato con regio decreto 3
marzo 1934, n. 383;
11) dall'articolo 24 della legge 26 aprile 1934, n. 653, in quanto
riferibili a disposizioni non abrogate;
12) dall'articolo 221 del testo unico delle leggi sanitarie,
approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265;
13) dagli articoli 115 e 116 del regio decreto-legge 4 ottobre 1935,
n. 1827, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 1936, n.
1155;
14) dall'articolo 116 del regio decreto-legge 19 ottobre 1938, n.
1933, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 1939, n.
973;
15) dall'articolo 76 del testo unico approvato con regio decreto 5
giugno 1939, n. 1016;
16) dall'articolo 3 della legge 22 giugno 1939, n. 1239;
17) dall'articolo 32 della legge 10 giugno 1940, n. 653;
18) dall'articolo 6 della legge 27 maggio 1949, n. 260;
19) dall'articolo 23 della legge 4 aprile 1952, n. 218;
20) dall'articolo 9 della legge 17 maggio 1952, n. 619;
21) dagli articoli 23 e 29 della legge 19 gennaio 1955, n. 25;
22) dall'articolo 82 del testo unico approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797;
23) dall'articolo 14 della legge 14 febbraio 1958, n. 138;
24) dall'articolo 12 della legge 21 marzo 1958, n. 326;
25) dall'articolo 4 della legge 29 novembre 1961, n. 1325, in quanto
riferibili a disposizioni non abrogate;
26) dall'articolo 15 della legge 21 aprile 1962, n. 161;
27) dall'articolo 26 della legge 9 gennaio 1963, n. 9;
28) dagli articoli 54 e 55 del testo unico approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223;
29) dall'articolo 40 del decreto del Presidente della Repubblica 27
aprile 1968, n. 488;
30) dall'articolo 14 della legge 29 ottobre 1971, n. 889;
31) dall'articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 640;
32) dall'articolo 11 della legge 2 febbraio 1973, n. 7;
33) dall'articolo 5 della legge 25 febbraio 1987, n. 67;
e) trasformare in illeciti amministrativi le contravvenzioni di cui
ai numeri 1) e 2) del primo comma dell'articolo 5 della legge 20
febbraio 1958, n. 75, prevedendo una sanzione amministrativa
pecuniaria fino a lire duecentomila;
f) trasformare in illeciti amministrativi i reati previsti dagli
articoli 6 e 15 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 541, e
dall'articolo 201 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato
con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, prevedendo una sanzione
amministrativa pecuniaria non inferiore a lire cinque milioni;
g) prevedere nelle ipotesi di cui alle lettere a), b) e d)
eventuali sanzioni amministrative accessorie.

Art. 8.
(Assegni bancari e postali).
1. La riforma della disciplina sanzionatoria relativa agli assegni
bancari e postali e' ispirata ai seguenti princi'pi e criteri
direttivi:
a) trasformare in violazioni amministrative i reati di emissione di
assegno senza autorizzazione e senza provvista previsti dagli
articoli 1 e 2 della legge 15 dicembre 1990, n. 386, prevedendo una
sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore a lire trecentomila
e non superiore a lire ventiquattro milioni, graduata in relazione
alla gravita' dell'illecito e all'importo dell'assegno, escludendo il
pagamento in misura ridotta ai sensi dell'articolo 16 della legge 24
novembre 1981, n. 689;
b) prevedere, per le violazioni depenalizzate ai sensi della
lettera a), sanzioni amministrative accessorie, tra cui il divieto di
emettere assegni bancari e postali per un periodo da due a cinque
anni nonche', nei casi piu' gravi, il divieto temporaneo di
esercitare attivita' professionali od imprenditoriali e di assumere
uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese;
c) mantenere la sanzione penale per la violazione dei divieti di
cui alla lettera b), prevedendo la pena della reclusione da sei mesi
a tre anni e, a titolo di pene accessorie, la pubblicazione della
sentenza e il divieto di emettere assegni bancari e postali per un
periodo non inferiore a due anni;
d) modificare la disciplina della revoca dell'autorizzazione ad
emettere assegni di cui all'articolo 9 della legge 15 dicembre 1990,
n. 386, prevedendo l'obbligo di revoca, ovvero il divieto di
autorizzazione, anche nei confronti di altre banche, anche sulla base
degli accertamenti effettuati per il tramite dell'archivio di cui
alla lettera e);
e) prevedere l'istituzione presso la Banca d'Italia di un apposito
archivio informatizzato, in cui vengono inseriti, con le occorrenti
informazioni, i nominativi di coloro che hanno emesso assegni senza
autorizzazione o senza provvista ovvero ai quali e' stata revocata
l'autorizzazione all'utilizzo di carte di pagamento, nonche'
l'indicazione di assegni o carte di pagamento di cui sia stato
denunciato il furto o lo smarrimento;
f) prevedere la responsabilita' solidale della banca trattaria,
qualora la stessa abbia autorizzato il rilascio di libretto di
assegni a chiunque risulti segnalato per l'emissione di assegno a
vuoto presso l'archivio di cui alla lettera e);
g) riformulare gli articoli 124 e 125 del regio decreto 21 dicembre
1933, n. 1736, coordinandoli con la nuova disciplina dei divieti e
delle revoche, mantenendo la pena della reclusione per l'illecito
rilascio di moduli di assegno bancario o postale, da determinare in
misura non superiore a due anni.

Art. 9.
(Reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto).
1. Il Governo e' delegato ad emanare, entro otto mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo
recante la nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui
redditi e sul valore aggiunto, procedendo all'abrogazione del titolo
I del decreto-legge 10 luglio 1982, n. 429, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 1982, n. 516, e delle altre norme
vigenti incompatibili con la nuova disciplina.
2. Il decreto legislativo sara' informato ai seguenti princi'pi e
criteri direttivi:
a) prevedere un ristretto numero di fattispecie, di natura
esclusivamente delittuosa, punite con pena detentiva compresa tra sei
mesi e sei anni con esclusione del ricorso a circostanze aggravanti
ad effetto speciale, caratterizzate da rilevante offensivita' per gli
interessi dell'erario e dal fine di evasione o di conseguimento di
indebiti rimborsi di imposta, aventi ad oggetto:
1) le dichiarazioni annuali fraudolente fondate su documentazione
falsa ovvero su altri artifici idonei a fornire una falsa
rappresentazione contabile;
2) l'emissione di documenti falsi diretti a consentire a terzi la
realizzazione dei fatti indicati nel numero 1);
3) l'omessa presentazione delle dichiarazioni annuali e le
dichiarazioni annuali infedeli;
4) la sottrazione al pagamento o alla riscossione coattiva delle
imposte mediante compimento di atti fraudolenti sui propri beni o
altre condotte fraudolente;
5) l'occultamento o la distruzione di documenti contabili;
b) prevedere, salvo che per le fattispecie concernenti l'emissione
o l'utilizzazione di documentazione falsa e l'occultamento o la
distruzione di documenti contabili, soglie di punibilita' idonee a
limitare l'intervento penale ai soli illeciti economicamente
significativi;
c) prevedere che le soglie di cui alla lettera b) siano articolate
in modo da:
1) escludere l'intervento penale al di sotto di una determinata
entita' di evasione, indipendentemente dai valori dichiarati;
2) comportare l'intervento penale soltanto quando il rapporto tra
l'entita' dei componenti reddituali o del volume di affari evasi e
l'entita' dei componenti reddituali o del volume di affari dichiarati
sia superiore ad un determinato valore;
3) comportare, in ogni caso, l'intervento penale quando l'entita'
dei componenti reddituali o del volume di affari evasi raggiunga,
indipendentemente dal superamento della soglia proporzionale, un
determinato ammontare in termini assoluti;
4) prevedere nelle ipotesi di omessa dichiarazione una soglia
minima di punibilita' inferiore a quella prevista per i casi di
infedelta';
d) prevedere sanzioni accessorie adeguate e proporzionate alla
gravita' delle diverse fattispecie, desunta in particolare dalle
caratteristiche della condotta e della sua offensivita' per gli
interessi dell'erario;
e) prevedere meccanismi premiali idonei a favorire il risarcimento
del danno;
f) prevedere la non punibilita' di chi si sia uniformato al parere
del comitato consultivo per l'applicazione delle norme antielusive,
istituito ai sensi dell'articolo 21 della legge 30 dicembre 1991, n.
413;
g) uniformare la disciplina della prescrizione dei reati a quella
generale, salvo le deroghe rese opportune dalla particolarita' della
materia penale tributaria;
h) individuare la competenza territoriale sulla base del luogo in
cui il reato e' stato commesso, ovvero, ove cio' non fosse possibile,
del luogo in cui il reato e' stato accertato;
i) prevedere l'applicazione della sola disposizione speciale quando
uno stesso fatto e' punito da una disposizione penale e da una
disposizione che prevede una sanzione amministrativa;
l) coordinare le nuove disposizioni con il sistema sanzionatorio
amministrativo, in modo da assicurare risposte punitive coerenti e
concretamente dissuasive.

Art. 10.
(Sanzioni alternative alla detenzione).
1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro otto mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo in
materia di sanzioni alternative alla detenzione, secondo i seguenti
princi'pi e criteri direttivi:
a) per i reati di cui al libro terzo del codice penale nonche' per
le altre contravvenzioni previste da leggi speciali, non trasformate
in illeciti amministrativi ai sensi della presente legge, previsione
di sanzioni alternative alla detenzione o sostitutive della medesima
detenzione, quali la prestazione di attivita' non retribuita a favore
della collettivita' o di altre forme di lavoro sostitutivo, l'obbligo
di permanenza in casa o misure prescrittive specifiche;
b) individuazione dei diversi tipi di sanzioni di cui alla lettera
a) in relazione alle diverse fattispecie di reato, con attribuzione
al giudice del potere di scegliere la sanzione alternativa
applicabile e di individuare obblighi specifici per il condannato
relativi all'applicazione della stessa;
c) previsione di uno specifico delitto punito con pena detentiva
fino ad un anno non sostituibile in caso di inosservanza o di
violazione reiterata degli obblighi connessi alle sanzioni
alternative alla detenzione.

Art. 11.
(Modifica all'articolo 10 della legge 26 ottobre 1995, n. 447).
1. All'articolo 10, comma 2, della legge 26 ottobre 1995, n. 447,
le parole: "supera i valori limite di emissione e di immissione" sono
sostitute dalle seguenti: "supera i valori limite di emissione o di
immissione".

Art. 12.
(Modifica all'articolo 624 del codice penale).
1. Dopo il secondo comma dell'articolo 624 del codice penale e'
aggiunto il seguente: "Il delitto e' punibile a querela della
persona offesa, salvo che ricorra una o piu' delle circostanze di cui
agli articoli 61, numero 7), e 625".

Art. 13.
(Modifica all'articolo 340 del codice di procedura penale).
1. Il comma 4 dell'articolo 340 del codice di procedura penale e'
sostituito dal seguente: "4. Le spese del procedimento sono a carico
del querelato, salvo che nell'atto di remissione sia stato
diversamente convenuto".

Art. 14.
(Modifica all'articolo 4 della legge 8 agosto 1977, n. 533).
1. Al primo comma dell'articolo 4 della legge 8 agosto 1977, n.
533, dopo le parole: "adibiti alla custodia di essi," sono inserite
le seguenti: "si procede d'ufficio e".

Art. 15.
(Modifica all'articolo 214 del decreto legislativo
24 febbraio 1998, n. 58).
1. La lettera gg) del comma 1 dell'articolo 214 del decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e' sostituita dalla seguente:
"gg) l'articolo 1, comma 1, lettera m), e l'articolo 2, comma 1,
lettera f), della legge 28 dicembre 1993, n. 561;".
2. La legge 28 dicembre 1993, n. 561, per le parti diverse da
quelle indicate nel capoverso del comma 1, si considera non abrogata
dall'articolo 214 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

Art. 16.
(Disposizioni finali).
1. In sede di emanazione dei decreti legislativi di cui agli
articoli 1, 9 e 10, il Governo e' altresi' delegato:
a) ad adeguare l'importo minimo di cui all'articolo 10 della legge
24 novembre 1981, n. 689, prevedendone l'aumento ed a prescrivere
eventuali limitazioni alla facolta' di pagamento in misura ridotta,
in ragione della gravita' dell'illecito;
b) ad emanare le norme di attuazione delle disposizioni contenute
nella presente legge, le norme di coordinamento con tutte le altre
leggi dello Stato, nonche' le norme di carattere transitorio;
c) ad individuare l'autorita' competente ad irrogare le sanzioni
amministrative inerenti agli illeciti depenalizzati, tenendo conto
della natura delle violazioni e delle attribuzioni delle
amministrazioni interessate.

Art. 17.
(Esercizio delle deleghe).
1. Gli schemi dei decreti legislativi di cui agli articoli 1, 9 e
10 sono trasmessi alla Camera dei deputati ed al Senato della
Repubblica almeno sessanta giorni prima della scadenza prevista per
l'esercizio delle deleghe. Decorsi trenta giorni dalla data di
trasmissione senza che le competenti Commissioni permanenti abbiano
espresso il loro parere, i decreti possono essere adottati.

Art. 18.
(Abrogazioni e modifiche al codice penale).
1. Sono abrogati gli articoli 275, 297, 298, 303, 327, 332, 341,
344, 394, 395, 396, 397, 398, 399, 400, 401, 657, 670, 692, secondo
comma, 710, 711, 726, secondo comma, e 732 del codice penale.
2. abrogato il comma 3 dell'articolo 6 della legge 18 gennaio
1994, n. 50.
3. All'articolo 342, primo comma, del codice penale, le parole:
"e' punito con la reclusione da sei mesi a tre anni" sono sostituite
dalle seguenti: "e' punito con la reclusione fino a tre anni".
4. All'articolo 343, primo comma, del codice penale, le parole:
"e' punito con la reclusione da uno a quattro anni" sono sostituite
dalle seguenti: "e' punito con la reclusione fino a tre anni".

Art. 19.
(Disposizioni transitorie in materia di perseguibilita' a querela).
1. Per i reati perseguibili a querela, ai sensi delle disposizioni
della presente legge o dei decreti legislativi da esse previsti,
commessi prima della data di entrata in vigore della presente legge o
dei citati decreti legislativi, il termine per presentare la querela
decorre dalla data predetta, se la persona ha avuto in precedenza
notizia del fatto costituente reato.
2. Se e' pendente il relativo procedimento, il giudice informa la
persona offesa dal reato della facolta' di esercitare il diritto di
querela e il termine decorre dal giorno in cui la persona offesa e'
stata informata.

Art. 20.
(Riferimenti a provvedimenti normativi).
1. I riferimenti a provvedimenti normativi contenuti nella
presente legge e nei decreti legislativi da essa previsti sono estesi
ai successivi provvedimenti di modificazione.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi' 25 giugno 1999



CIAMPI
D'Alema, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: Diliberto

__________
LAVORI PREPARATORI

Camera dei deputati (atto n. 1850):
Presentato dall'on. Bonito ed altri l'11 luglio 1996.
Assegnato alla II commissione (Giustizia), in sede
referente, il 1 ottobre 1996 con pareri delle commissioni
I, VI, VII, VIII, IX, XII e XIII.
Esaminato dalla II commissione il 3, 23 ottobre 1996;
il 27, 28 novembre 1996; il 3, 4, 5, 10, 11 dicembre 1996.
Esaminato in aula il 7 aprile 1997; l'11, 18
giugno 1997 ed approvato il 25 giugno 1997.
Senato della Repubblica (atto n. 2570):
Assegnato alla 2 commissione (Giustizia), in sede
referente, il 2 luglio 1997, con pareri delle commissioni 1
, 6 , 7 , 8 , 9 , 10 , 11 , 12 e 13 .
Esaminato dalla 2 commissione il 9, 22 luglio 1997; il
6 novembre 1997; il 10, 16, 17 dicembre 1997; il 14, 15,
20, 21 gennaio 1998; il 17, 18, 19, 24, 25, 26 febbraio
1998; il 17, 18, 24, 25, 26, 31 marzo 1998; l'1, 2, 21, 29,
30 aprile 1998; il 5, 6, 13 maggio 1998.
Relazione scritta annunciata il 2 giugno 1998 (atto n.
2570/ A - relatore sen. Follieri ).
Esaminato in aula il 16, 25 febbraio 1999. Deliberato
dall'aula, il 2 marzo 1999, lo stralcio dell'art. 9
che forma l'atto Senato 2570-bis; deliberato, il 3 marzo
1999, lo stralcio dell'art. 14 che forma l'atto Senato
2570-ter e approvato, con modificazioni, il 3 marzo
1999.
Camera dei deputati (atto n. 1850/ B):
Assegnato alla II commissione (Giustizia), in sede
referente, il 9 marzo 1999 con pareri delle commissioni
I, VI, VIII, IX, X, XII e XIII.
Esaminato dalla II commissione il 18, 25 marzo 1999; il
21 aprile 1999; il 20 maggio 1999.
Relazione scritta annunciata il 21 maggio 1999 (atto
n. 1850/ C relatore on. Carotti).
Esaminato in aula il 24, 25 maggio 1999; il 1 , 2
giugno 1999 ed approvato il 16 giugno 1999.
_____________
Avvertenza:
Per ragioni di urgenza si omette la pubblicazione delle
note alla presente legge, ai sensi dell'art. 8, comma 3,
del regolamento di esecuzione del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sulla
emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 14 marzo 1986, n. 217.
Nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - del 12
luglio 1999, si procedera' alla ripubblicazione del
testo della presente legge, corredato dalle
pubblicazioni notiziali previste dall'art. 10, comma 3,
del testo unico approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.
1092.