Gazzetta Ufficiale n. 163 del 15-07-1998

 

LEGGE 8 luglio 1998, n. 230.
Nuove norme in materia di obiezione di coscienza.


La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga

la seguente legge:

Art. 1.

1. I cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell'esercizio
del diritto alle liberta' di pensiero, coscienza e religione
riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e
dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici,
opponendosi all'uso delle armi, non accettano l'arruolamento nelle
Forze armate e nei Corpi armati dello Stato, possono adempiere gli
obblighi di leva prestando, in sostituzione del servizio militare, un
servizio civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare,
ma come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della
Patria e ordinato ai fini enunciati nei "Principi fondamentali" della
Costituzione. Tale servizio si svolge secondo le modalita' e le norme
stabilite nella presente legge.

Art. 2.

1. Il diritto di obiezione di coscienza al servizio militare non e'
esercitabile da parte di coloro che:
a) risultino titolari di licenze o autorizzazioni relative alle
armi indicate negli articoli 28 e 30 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n.
773, e successive modifiche ed integrazioni, ad eccezione delle armi
di cui al primo comma, lettera h), nonche' al terzo comma
dell'articolo 2 della legge 18 aprile 1975, n. 110, come sostituito
dall'articolo 1, comma 1, della legge 21 febbraio 1990, n. 36. Ai
cittadini soggetti agli obblighi di leva che facciano richiesta di
rilascio del porto d'armi per fucile da caccia, il questore, prima di
concederlo, fa presente che il conseguimento del rilascio comporta
rinunzia ad esercitare il diritto di obiezione di coscienza;
b) abbiano presentato domanda da meno di due anni per la
prestazione del servizio militare nelle Forze armate, nell'Arma dei
carabinieri, nel Corpo della guardia di finanza, nella Polizia di
Stato, nel Corpo di polizia penitenziaria e nel Corpo forestale dello
Stato, o per qualunque altro impiego che comporti l'uso delle armi;
c) siano stati condannati con sentenza di primo grado per
detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione
abusivi di armi e materiali esplodenti;
d) siano stati condannati con sentenza di primo grado per delitti
non colposi commessi mediante violenza contro persone o per delitti
riguardanti l'appartenenza a gruppi eversivi o di criminalita'
organizzata.

Art. 3.

1. Nel bando di chiamata di leva predisposto dal Ministero della
difesa deve essere fatta esplicita menzione dei diritti e dei doveri
concernenti l'esercizio dell'obiezione di coscienza.

Art. 4.

1. I cittadini che a norma dell'articolo 1 intendano prestare
servizio civile devono presentare domanda al competente organo di
leva entro sessanta giorni dalla data di arruolamento. A decorrere
dal 1 gennaio 1999 il predetto termine e' ridotto a quindici giorni.
La domanda non puo' essere sottoposta a condizioni e deve contenere
espressa menzione dei motivi di cui all'articolo 1 della presente
legge nonche' l'attestazione, sotto la propria personale
responsabilita', con le forme della dichiarazione sostitutiva di atto
notorio, circa l'insussistenza delle cause ostative di cui
all'articolo 2. Fino al momento della sua definizione la chiamata
alla leva resta sospesa, sempreche' la domanda medesima sia stata
prodotta entro i termini previsti dal presente articolo; le
disposizioni di cui al presente periodo si applicano fino al 31
dicembre 1999.
2. All'atto di presentare la domanda, l'obiettore puo' indicare le
proprie scelte in ordine all'area vocazionale e al settore d'impiego,
ivi compresa l'eventuale preferenza per il servizio gestito da enti
del settore pubblico o del settore privato, designando fino a dieci
enti nell'ambito di una regione prescelta. A tal fine la
dichiarazione puo' essere corredata da qualsiasi documento attestante
eventuali esperienze o titoli di studio o professionali utili.
3. Fino al 31 dicembre 1999 gli abili ed arruolati ammessi al
ritardo ed al rinvio del servizio militare per i motivi previsti
dalla legge, nel caso che non abbiano presentato la domanda nei
termini stabiliti al comma 1, potranno produrla al predetto organo di
leva entro il 31 dicembre dell'anno precedente la chiamata alle armi.
La presentazione della domanda di ammissione al servizio civile non
pregiudica l'ammissione al ritardo o al rinvio del servizio militare
per i motivi previsti dalla legge.

Art. 5.

1. Il Ministro della difesa, sulla base dell'accertamento da parte
degli uffici di leva circa l'inesistenza delle cause ostative di cui
all'articolo 2, decreta, entro il termine di sei mesi dalla
presentazione della domanda, l'accoglimento della medesima. In caso
contrario ne decreta la reiezione, motivandola.
2. La mancata decisione entro il termine di sei mesi comporta
l'accoglimento della domanda.
3. In caso di reiezione della domanda di ammissione al servizio
civile o di sopravvenuto decreto di decadenza dal diritto di
prestarlo, l'obiettore puo' ricorrere all'autorita' giudiziaria
ordinaria. Il giudice competente e' il pretore nella cui
circoscrizione ha sede il distretto militare presso cui e' avvenuta
la chiamata alla leva. Per il procedimento si osservano le norme di
cui agli articoli da 414 a 438 del codice di procedura civile, in
quanto applicabili. Il pretore, anche prima dell'udienza di
comparizione, su richiesta del ricorrente, puo' sospendere fino alla
sentenza definitiva, con ordinanza non impugnabile, quando ricorrano
gravi motivi, l'efficacia del provvedimento di reiezione della
domanda o del decreto di decadenza dal diritto di prestare il
servizio civile.
4. Fino al 31 dicembre 1999 in caso di reiezione della domanda di
ammissione al servizio civile e, comunque, in caso di sopravvenuto
decreto di decadenza dal diritto di prestarlo, l'obiettore puo'
ricorrere all'autorita' giudiziaria ordinaria. Il giudice competente
e' il pretore nella cui circoscrizione ha sede il distretto militare
presso cui e' avvenuta la chiamata alla leva. Per il procedimento si
osservano le norme di cui agli articoli da 414 a 438 del codice di
procedura civile, in quanto applicabili. Il pretore, anche prima
dell'udienza di comparizione, su richiesta del ricorrente, puo'
sospendere fino alla sentenza definitiva, con ordinanza non
impugnabile, quando ricorrano gravi motivi, l'efficacia del
provvedimento di reiezione della domanda o del decreto di decadenza
dal diritto di prestare il servizio civile.
5. Dalla data di inizio dell'efficacia delle disposizioni di cui al
decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, il giudice competente ai
fini di quanto previsto dal comma 4 e' il tribunale in composizione
monocratica di cui all'articolo 50- ter del codice di procedura
civile, introdotto dall'articolo 56 del citato decreto legislativo n.
51 del 1998.
6. Il rigetto del ricorso o della richiesta di sospensiva comporta
l'obbligo di prestare il servizio militare per la durata prescritta.

Art. 6.

1. I cittadini che prestano servizio civile ai sensi della presente
legge godono degli stessi diritti, anche ai fini previdenziali e
amministrativi, dei cittadini che prestano il servizio militare di
leva. Essi hanno diritto alla stessa paga dei militari di leva con
esclusione dei benefici volti a compensare la condizione militare.
2. Il periodo di servizio civile e' riconosciuto valido, a tutti
gli effetti, per l'inquadramento economico e per la determinazione
dell'anzianita' lavorativa ai fini del trattamento previdenziale del
settore pubblico e privato, nei limiti e con le modalita' con le
quali la legislazione vigente riconosce il servizio di leva.
3. Il periodo di servizio civile e di leva effettivamente prestato
e' valutato nei pubblici concorsi con lo stesso punteggio che le
commissioni esaminatrici attribuiscono per i servizi prestati negli
impieghi civili presso enti pubblici. Ai fini dell'ammissibilita' e
della valutazione dei titoli nei concorsi banditi dalle pubbliche
amministrazioni e' da considerarsi a tutti gli effetti il periodo di
tempo trascorso nel servizio civile e di leva in pendenza di rapporto
di lavoro.
4. L'assistenza sanitaria e' assicurata dal Servizio sanitario
nazionale, salvo quanto previsto dall'articolo 9, comma 7.

Art. 7.

1. Dalla data di accoglimento della domanda i nominativi degli
obiettori vengono inseriti nella lista del servizio civile nazionale;
tale inserimento viene contestualmente annotato nelle liste
originarie per l'arruolamento di terra o di mare.
2. La lista degli obiettori di coscienza prevede piu' contingenti
annui per la chiamata al servizio.

Art. 8.

1. In attesa dell'entrata in vigore dei decreti legislativi
attuativi della delega di cui all'articolo 11, comma 1, lettera a), e
all'articolo 12 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modificazioni, e' istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei
ministri, l'Ufficio nazionale per il servizio civile. La dotazione
organica dell'Ufficio, fissata per il primo triennio nel limite
massimo di cento unita', e' assicurata utilizzando le vigenti
procedure in materia di mobilita' del personale dipendente da
pubbliche amministrazioni, nonche' di consulenti secondo quanto
previsto dalla legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni. L'Ufficio e' organizzato in una sede centrale e in
sedi regionali ed e' diretto da un dirigente generale dei ruoli della
Presidenza del Consiglio dei ministri, nominato dal Presidente del
Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei
ministri, il quale rimane in carica per un quinquennio, rinnovabile
una sola volta.
2. L'Ufficio di cui al comma 1 ha i seguenti compiti:
a) organizzare e gestire, secondo una valutazione equilibrata,
anche territorialmente, dei bisogni ed una programmazione annuale del
rendimento complessivo del servizio, da compiere sentite le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano, la chiamata e l'impiego
degli obiettori di coscienza, assegnandoli alle Amministrazioni dello
Stato, agli enti e alle organizzazioni convenzionati di cui alla
lettera b);
b) stipulare convenzioni con Amministrazioni dello Stato, enti o
organizzazioni pubblici e privati inclusi in appositi albi
annualmente aggiornati presso l'Ufficio stesso e le sedi regionali,
per l'impiego degli obiettori esclusivamente in attivita' di
assistenza, prevenzione, cura e riabilitazione, reinserimento
sociale, educazione, promozione culturale, protezione civile,
cooperazione allo sviluppo, formazione in materia di commercio
estero, difesa ecologica, salvaguardia e fruizione del patrimonio
artistico e ambientale, tutela e incremento del patrimonio forestale,
con esclusione di impieghi burocratico-amministrativi;
c) promuovere e curare la formazione e l'addestramento degli
obiettori sia organizzando, d'intesa con i Ministeri interessati e
con le regioni competenti per territorio, appositi corsi generali di
preparazione al servizio civile, ai quali debbono obbligatoriamente
partecipare tutti gli obiettori ammessi al servizio, sia verificando
l'effettivita' e l'efficacia del periodo di addestramento speciale al
servizio civile presso gli enti e le organizzazioni convenzionati di
cui all'articolo 9, comma 4;
d) verificare, direttamente tramite le regioni o, in via
eccezionale, tramite le prefetture, la consistenza e le modalita'
della prestazione del servizio da parte degli obiettori di coscienza
ed il rispetto delle convenzioni con le Amministrazioni dello Stato,
gli enti e le organizzazioni di cui alle lettere a) e b) e dei
progetti di impiego sulla base di un programma di verifiche definito
annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e
che dovra' comunque prevedere verifiche a campione sull'insieme degli
enti e delle organizzazioni convenzionati, nonche' verifiche
periodiche per gli enti e le organizzazioni che impieghino piu' di
cento obiettori in servizio;
e) predisporre, d'intesa con il Dipartimento della protezione
civile, forme di ricerca e di sperimentazione di difesa civile non
armata e nonviolenta;
f) predisporre iniziative di aggiornamento per i responsabili degli
enti e delle organizzazioni di cui alle lettere a) e b);
g) predisporre e gestire un servizio informativo permanente e
campagne annuali di informazione, d'intesa con il Dipartimento per
l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei
ministri e con i competenti uffici dei Ministeri interessati, per
consentire ai giovani piena conoscenza delle possibilita' previste
dalla presente legge;
h) predisporre, d'intesa con il Dipartimento della protezione
civile, piani per il richiamo degli obiettori in caso di pubblica
calamita' e per lo svolgimento di periodiche attivita' addestrative;
i) predisporre il regolamento generale di disciplina per gli
obiettori di coscienza;
l) predisporre il regolamento di gestione amministrativa del
servizio civile.
3. Per l'organizzazione e il funzionamento dell'Ufficio di cui al
comma 1, nonche' per la definizione delle modalita' di collaborazione
fra l'Ufficio stesso e le regioni con specifico riferimento a quanto
previsto alle lettere c), d), f) e g) del comma 2, con decreto del
Presidente della Repubblica, e' emanato, entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del
Presidente del Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza dei
presidenti delle regioni delle province autonome, apposito
regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 4- bis, della legge 23
agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni. Con tale regolamento
sono altresi' definite le norme dirette a disciplinare la gestione
delle spese, poste a carico del Fondo di cui all'articolo 19. La
gestione finanziaria e' sottoposta al controllo consuntivo della
Corte dei conti.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica, da emanare
entro e non oltre tre mesi dalla data di entrata in vigore del
regolamento di cui al comma 3, sono emanati i regolamenti di cui al
comma 2, lettere i) e l). Sugli schemi di tali regolamenti e'
preventivamente acquisito il parere delle competenti Commissioni
parlamentari.
5. Per un periodo massimo di due anni dalla data di entrata in
vigore della presente legge l'Ufficio di cui al comma 1 si avvale
della collaborazione del Ministero della difesa ai fini della
gestione annuale del contingente.
6. Al fine di assicurare la necessaria immediata operativita'
dell'Ufficio di cui al comma 1, la Presidenza del Consiglio dei
ministri puo' avvalersi in via transitoria di personale militare in
posizione di ausiliaria, di personale civile del Ministero della
difesa, ovvero di altre Amministrazioni, dei consulenti previsti al
comma 1 nonche' di appositi nuclei operativi resi disponibili dai
distretti militari.
7. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo,
valutato in lire 850 milioni annue a decorrere dall'anno 1998, si
provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 1998-2000, nell'ambito
dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale"
dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica per l'anno finanziario 1998, allo
scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero
del lavoro e della previdenza sociale.
8. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 9.

1. Il Ministro della difesa trasmette mensilmente all'Ufficio
nazionale per il servizio civile i nominativi degli obiettori di
coscienza le cui domande siano state accettate o siano state
presentate da oltre sei mesi. Dopo il 31 dicembre 1999 e' trasmesso
l'elenco di tutti gli obiettori.
2. Fino al 31 dicembre 1999 gli obiettori di coscienza ammessi al
servizio civile sono assegnati, entro il termine di un anno
dall'accoglimento della domanda, agli enti ed organizzazioni di cui
all'articolo 11, comunque nella misura consentita dalle
disponibilita' finanziarie di cui all'articolo 19, che costituiscono
il limite massimo di spesa globale. In mancanza o in ritardo di
assegnazione, l'obiettore e' collocato in congedo secondo le norme
vigenti per il servizio di leva.
3. L'assegnazione dell'obiettore al servizio civile deve avvenire,
fatte salve le esigenze del servizio e compatibilmente con le
possibilita' di impiego, entro l'area vocazionale ed il settore di
impiego da lui indicati, nell'ambito della regione di residenza o di
quella indicata nella domanda e tenendo conto delle richieste degli
enti e delle organizzazioni di cui all'articolo 8, comma 2, fermo
restando quanto previsto all'articolo 4, comma 2.
4. Il servizio civile ha una durata pari a quella del servizio
militare di leva e comprende un periodo di formazione e un periodo di
attivita' operativa. In attesa dell'istituzione del Servizio civile
nazionale, il periodo di formazione dovra' prevedere un periodo di
formazione civica e di addestramento generale al servizio civile
differenziato secondo il tipo d'impiego, destinato a tutti gli
obiettori ammessi a quel servizio. Per l'espletamento del servizio in
determinati settori ove si ravvisino specifiche esigenze di
formazione, le convenzioni disciplinano i casi nei quali puo' essere
previsto un periodo di addestramento aggiuntivo presso l'ente o
l'organizzazione in cui verra' prestata l'attivita' operativa.
5. Il servizio civile, su richiesta dell'obiettore, puo' essere
svolto in un altro Paese, salvo che per la durata, secondo le norme
ivi vigenti, sulla base di apposite intese bilaterali. L'Ufficio
nazionale per il servizio civile determina annualmente il contingente
di servizio civile da svolgere all'estero.
6. Il servizio civile puo' essere svolto anche secondo le modalita'
previste, per i volontari in servizio civile, dagli articoli da 31 a
35 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e successive modificazioni,
per la cooperazione allo sviluppo. In tal caso la sua durata e'
quella prevista da tale legge.
7. L'obiettore che ne faccia richiesta puo' essere inviato fuori
dal territorio nazionale dall'ente presso cui presta servizio, per un
periodo concordato con l'ente stesso, per partecipare a missioni
umanitarie direttamente gestite dall'ente medesimo. In tal caso,
qualora la missione preveda l'impiego di reparti delle Forze armate,
l'assistenza sanitaria e' assicurata dal Servizio di sanita'
militare.
8. Non e' punibile l'obiettore che, prima della data di entrata in
vigore della presente legge, abbia svolto la sua attivita' all'estero
anche al di fuori delle condizioni previste al comma 7.
9. E' facolta' dell'Ufficio nazionale per il servizio civile
disporre l'impiego di obiettori di coscienza, ove lo richiedano, in
missioni umanitarie nelle quali sia impegnato personale italiano. A
tale fine gli obiettori di coscienza, selezionati in base alle loro
attitudini vocazionali, verranno trasferiti alle dipendenze dell'ente
o organizzazione che gestisce la missione.
10. Nel presentare domanda per partecipare alle missioni umanitarie
fuori dal territorio nazionale di cui ai commi 7 e 9, l'obiettore
deve indicare la specifica missione umanitaria richiesta, nonche'
l'ente, ovvero la organizzazione non governativa, ovvero l'Agenzia
delle Nazioni Unite che ne sono responsabili. L'accoglimento ovvero
la reiezione della domanda devono essere comunicati all'obiettore,
con relativa motivazione, entro un mese. La mancata risposta entro
tale termine comporta accoglimento della domanda.
11. In tutti i casi di cui ai commi 7 e 9, gli obiettori di
coscienza devono comunque essere utilizzati per servizi non armati,
non di supporto a missioni militari, e posti sotto il comando di
autorita' civili.
12. L'obiettore che presta servizio civile all'estero per
partecipare alle missioni umanitarie di cui ai commi 7 e 9 puo'
chiedere il prolungamento del servizio civile per un periodo massimo
di un anno. Ove la richiesta sia accolta, per il periodo di
prolungamento del servizio si applicano le norme di cui all'articolo
6.

Art. 10.

1. Presso l'Ufficio nazionale per il servizio civile e' istituito e
tenuto l'albo degli enti e delle organizzazioni convenzionati di cui
all'articolo 8, comma 2. Allo stesso Ufficio e' affidata la tenuta
della lista degli obiettori.
2. Presso il medesimo Ufficio nazionale per il servizio civile e'
istituita la Consulta nazionale per il servizio civile quale
organismo permanente di consultazione, riferimento e confronto per il
medesimo Ufficio.
3. La Consulta e' formata da un rappresentante del Dipartimento
della protezione civile, da un rappresentante del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco, da quattro rappresentanti degli enti convenzionati
operanti a livello nazionale, da due delegati di organismi
rappresentativi di enti convenzionati distribuiti su base
territoriale nazionale, da quattro delegati di organismi
rappresentativi di obiettori operanti su base territoriale nazionale,
nonche' da due rappresentanti scelti nelle Amministrazioni dello
Stato coinvolte.
4. La Consulta esprime pareri all'Ufficio nazionale per il servizio
civile sulle materie di cui all'articolo 8, comma 2, lettere a), c),
e), i) e l), nonche' sui criteri e sull'organizzazione generale del
servizio e sul modello di convenzione tipo.
5. Il Presidente del Consiglio dei ministri, entro cinque mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio
decreto, disciplina l'organizzazione e l'attivita' della Consulta.

Art. 11.

1. Gli enti e le organizzazioni pubblici e privati che intendano
concorrere all'attuazione del servizio civile mediante l'attivita'
degli obiettori di coscienza, per essere ammessi alla convenzione con
l'Ufficio nazionale per il servizio civile, devono possedere i
seguenti requisiti:
a) assenza di scopo di lucro;
b) corrispondenza tra le proprie finalita' istituzionali e quelle
di cui all'articolo 8, comma 2, lettera b);
c) capacita' organizzativa e possibilita' di impiego in rapporto al
servizio civile;
d) aver svolto attivita' continuativa da non meno di tre anni.
2. Gli enti e le organizzazioni di cui al comma 1 inoltrano domanda
di ammissione alla convenzione all'Ufficio nazionale per il servizio
civile. Nella domanda di ammissione alla convenzione essi devono
indicare i settori di intervento di propria competenza, le sedi e i
centri operativi per l'impiego degli obiettori, il numero totale dei
medesimi che puo' essere impiegato e la loro distribuzione nei vari
luoghi di servizio.
3. Gli enti e le organizzazioni di cui al comma 1 debbono inoltre
indicare la loro disponibilita' a fornire agli obiettori in servizio
civile vitto e alloggio nei casi in cui cio' sia dagli stessi enti ed
organizzazioni ritenuto necessario per la qualita' del servizio
civile o qualora i medesimi enti e organizzazioni intendano
utilizzare obiettori non residenti nel comune della sede di servizio.
All'ente o all'organizzazione tenuti a fornire vitto e alloggio agli
obiettori sono rimborsate le spese sostenute, con le modalita'
previste dall'Ufficio nazionale per il servizio civile, sentita la
Consulta nazionale per il servizio civile.
4. In nessun caso l'obiettore puo' essere utilizzato in
sostituzione di personale assunto o da assumere per obblighi di legge
o per norme statutarie organiche dell'organismo presso cui presta
servizio civile.
5. Ogni convenzione viene stipulata sulla base della presentazione
di un preciso progetto di impiego in rapporto alle finalita'
dell'ente e nel rispetto delle norme che tutelano l'integrita' fisica
e morale del cittadino.
6. E' condizione per la stipulazione della convenzione la
dimostrazione, da parte dell'ente, della idoneita' organizzativa a
provvedere all'addestramento al servizio civile previsto dai
precedenti articoli.
7. L'Ufficio nazionale per il servizio civile accerta la
sussistenza dei requisiti dichiarati dagli enti e dalle
organizzazioni che hanno inoltrato la domanda di ammissione alla
convenzione.
8. Sulle controversie aventi per oggetto le convenzioni previste
dal presente articolo, decide il tribunale amministrativo regionale
territorialmente competente con riferimento alla sede dell'ente o
dell'organizzazione, quale indicata nella convenzione.
9. All'atto della stipula della convenzione gli enti si impegnano a
non corrispondere agli obiettori alcuna somma a titolo di
controvalore e simili, pena la risoluzione automatica della
convenzione.

Art. 12.

1. L'Ufficio nazionale per il servizio civile comunica
immediatamente al Ministero della difesa l'avvenuto espletamento del
servizio da parte dell'obiettore di coscienza.
2. I competenti organi di leva provvedono a porre l'interessato in
congedo illimitato, dandogliene tempestivamente comunicazione.

Art. 13.

1. Tutti coloro che abbiano prestato servizio civile ai sensi della
presente legge, o della legge 15 dicembre 1972, n. 772, e successive
modificazioni ed integrazioni, nonche' tutti coloro i quali si siano
avvalsi dell'articolo 33 della legge 15 dicembre 1971, n. 1222, sono
soggetti, sino all'eta' prevista per i cittadini che hanno prestato
servizio militare, al richiamo in caso di pubblica calamita'.
2. L'Ufficio nazionale per il servizio civile tiene apposito elenco
dei cittadini soggetti a richiamo ai sensi del comma 1.
3. Nel periodo di richiamo si applicano integralmente le norme
penali e disciplinari previste dalla presente legge per gli ammessi
al servizio civile.
4. In caso di guerra o di mobilitazione generale, gli obiettori di
coscienza che prestano il servizio civile o che, avendolo svolto,
siano richiamati in servizio, e per i quali non siano sopravvenute le
condizioni ostative di cui all'articolo 2, sono assegnati alla
protezione civile ed alla Croce rossa.

Art. 14.

1. L'obiettore ammesso al servizio civile che rifiuta di prestarlo
e' punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
2. Alla stessa pena soggiace chi, non avendo chiesto o non avendo
ottenuto l'ammissione al servizio civile, rifiuta di prestare il
servizio militare, prima o dopo averlo assunto, adducendo motivi di
coscienza che ostano alla prestazione del servizio militare.
3. Competente a giudicare per i reati di cui ai commi 1 e 2 e' il
pretore del luogo nel quale deve essere svolto il servizio civile o
il servizio militare.
4. La sentenza penale di condanna per uno dei reati di cui ai commi
1 e 2 esonera dagli obblighi di leva.
5. Coloro che in tempo di pace, adducendo motivi diversi da quelli
indicati dall'articolo 1 o senza addurre motivo alcuno, rifiutano
totalmente, prima o dopo averlo assunto, la prestazione del servizio
militare di leva, sono esonerati dall'obbligo di prestarlo quando
abbiano espiato per il suddetto rifiuto la pena della reclusione per
un periodo complessivamente non inferiore alla durata del servizio
militare di leva.
6. L'imputato o il condannato puo' fare domanda per essere
nuovamente assegnato o ammesso al servizio civile nei casi previsti
dai commi 1 e 2, tranne nel caso in cui tale domanda sia gia' stata
presentata e respinta per i motivi di cui all'articolo 2. Nei casi
previsti dal comma 2, puo' essere fatta domanda di prestare servizio
nelle Forze armate.
7. Per la decisione sulle domande di cui al comma 6, il termine di
cui all'articolo 5, comma 1, e' ridotto a tre mesi.
8. L'accoglimento delle domande estingue il reato. Il tempo
trascorso in stato di detenzione e' computato in diminuzione della
durata prescritta per il servizio militare o per il servizio civile.

Art. 15.

1. L'obiettore ammesso al servizio civile decade dal diritto di
prestarlo o di portarlo a compimento esclusivamente quando
sopravvengano o siano accertate le condizioni ostative indicate
all'articolo 2.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, l'obiettore e' tenuto a
prestare servizio militare, per la durata prevista per quest'ultimo,
se la decadenza interviene prima dell'inizio del servizio civile, e
per un periodo corrispondente al servizio civile non prestato, in
ogni caso non superiore alla durata della leva, se la decadenza
interviene durante lo svolgimento di questo.
3. La decadenza e' disposta con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri su accertamento e richiesta dell'Ufficio
nazionale per il servizio civile.
4. In caso di richiamo per mobilitazione dei cittadini che abbiano
prestato il servizio militare di leva, a tale richiamo sono soggetti
anche i cittadini che abbiano prestato servizio civile quando per
essi siano sopravvenute le condizioni ostative previste dall'articolo
2.
5. Allo stesso richiamo sono soggetti i cittadini che, dopo aver
prestato servizio civile, abbiano fabbricato in proprio o
commerciato, anche a mezzo di rappresentante, le armi e le munizioni
richiamate all'articolo 2, comma 1, lettera a), e quelli che abbiano
ricoperto incarichi direttivi presso enti o organizzazioni che siano
direttamente finalizzati alla progettazione e alla costruzione di
armi e sistemi di armi.
6. A coloro che sono stati ammessi a prestare servizio civile e'
vietato detenere ed usare le armi di cui all'articolo 2, comma 1,
lettera a), nonche' assumere ruoli imprenditoriali o direttivi nella
fabbricazione e commercializzazione, anche a mezzo di rappresentanti,
delle predette armi, delle munizioni e dei materiali esplodenti. I
trasgressori sono puniti, qualora il fatto non costituisca piu' grave
reato, con le pene previste dal testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e
successive modificazioni ed integrazioni, per detenzione abusiva di
armi e munizioni e, inoltre, decadono dai benefici previsti dalla
presente legge. E' fatto divieto alle autorita' di pubblica sicurezza
di rilasciare o di rinnovare ai medesimi qualsiasi autorizzazione
relativa all'esercizio delle attivita' di cui al presente comma.
7. A coloro che sono stati ammessi a prestare servizio civile e'
vietato partecipare ai concorsi per l'arruolamento nelle Forze
armate, nell'Arma dei carabinieri, nel Corpo della guardia di
finanza, nella Polizia di Stato, nel Corpo di polizia penitenziaria e
nel Corpo forestale dello Stato o per qualsiasi altro impiego che
comporti l'uso delle armi.

Art. 16.

1. Il cittadino che presta servizio civile non puo' assumere
impieghi pubblici e privati, iniziare attivita' professionali, ne'
iscriversi a corsi o a tirocini propedeutici ad attivita'
professionali che impediscano il normale espletamento del servizio.
2. Chi viola il divieto di cui al comma 1 e' trasferito in altra
sede presso altra regione geograficamente non contigua, anche
nell'espletamento di altri compiti. In caso di recidiva, si applicano
le sanzioni di cui all'articolo 14, comma 1.
3. A chi si trova gia' nell'esercizio delle attivita' e delle
funzioni di cui al comma 1, si applicano le disposizioni valevoli per
i cittadini chiamati al servizio militare.

Art. 17.

1. All'obiettore che si renda responsabile di comportamenti
reprensibili o incompatibili con la natura e la funzionalita' del
servizio possono essere comminate le seguenti sanzioni:
a) la diffida per iscritto;
b) la multa in detrazione della paga;
c) la sospensione di permessi e licenze;
d) il trasferimento ad incarico affine, anche presso altro ente, in
altra regione, oppure a diverso incarico nell'ambito della stessa o
di altra regione;
e) la sospensione dal servizio fino ad un massimo di tre mesi,
senza paga e con conseguente recupero dei periodi di servizio non
prestato.
2. Il regolamento generale di disciplina previsto dall'articolo 8,
comma 2, lettera i), stabilisce i criteri di applicazione delle
sanzioni in relazione alle infrazioni commesse.
3. Le sanzioni di cui al comma 1, lettere a), b) e c), sono
irrogate dal legale rappresentante dell'ente o dell'organizzazione
interessati e vengono comunicate all'Ufficio nazionale per il
servizio civile.
4. L'Ufficio nazionale per il servizio civile adotta le altre
sanzioni e, sulla base dei provvedimenti notificatigli dagli enti o
dalle organizzazioni, puo' decidere l'irrogazione di sanzioni piu'
gravi in luogo di quelle gia' adottate.
5. Quando il comportamento dell'obiettore sia tale da equivalere ad
un vero e proprio rifiuto di prestare il servizio, si applicano le
norme di cui all'articolo 14.

Art. 18.

1. Gli enti e le organizzazioni convenzionati che contravvengono a
norme di legge o alle disposizioni della convenzione, ferme restando
le eventuali responsabilita' penali individuali, sono soggetti a
risoluzione della convenzione o a sospensione dell'assegnazione degli
obiettori con provvedimento motivato dell'Ufficio nazionale per il
servizio civile.
2. In caso di risoluzione della convenzione con un ente o con una
organizzazione, l'Ufficio nazionale per il servizio civile provvede
alla riassegnazione degli obiettori che prestavano servizio presso lo
stesso ente o la stessa organizzazione, sino al completamento del
periodo prescritto, tenendo conto delle indicazioni espresse nella
domanda.
3. Contro la risoluzione della convenzione, l'ente o
l'organizzazione possono proporre ricorso al tribunale amministrativo
regionale territorialmente competente con riferimento alla sede
dell'ente o dell'organizzazione, quale indicata nella convenzione.

Art. 19.

1. Per l'assolvimento dei compiti previsti dalla presente legge e'
istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Fondo
nazionale per il servizio civile degli obiettori di coscienza.
2. Tutte le spese recate dalla presente legge sono finanziate
nell'ambito e nei limiti delle disponibilita' del Fondo.
3. La dotazione del Fondo e' determinata in lire 120 miliardi a
decorrere dal 1998.
4. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a
lire 120 miliardi a decorrere dal 1998, si provvede mediante utilizzo
dell'autorizzazione di spesa recata dalla legge 15 dicembre 1972, n.
772, e successive modificazioni e integrazioni, iscritta, ai fini del
bilancio triennale 1998-2000, all'unita' previsionale di base 8.1.2.1
"obiezione di coscienza" (capitolo 1403) dello stato di previsione
del Ministero della difesa per l'anno 1998, e corrispondenti
proiezioni per gli anni successivi.

Art. 20.

1. Il Presidente del Consiglio dei ministri presenta ogni anno al
Parlamento, entro il 30 giugno, una relazione sull'organizzazione,
sulla gestione e sullo svolgimento del servizio civile.

Art. 21.

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Presidente del Consiglio dei ministri emana le norme di
attuazione e predispone il testo dell e convenzion i tipo, dopo aver
acquisito i pareri delle competenti Commissioni del Senato della
Repubblica e della Camera dei deputati.
2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge il Ministro della difesa deve attivare le procedure di cui al
comma 1 dell'articolo 9. A partire da tale scadenza l' Ufficio
nazionale per il servizio civile assume la responsabilita' di quanto
previsto dall'articolo 8, comma 2, lettere b), c) e d), nonche' della
gestione amministrativa degli obiettori in servizio.

Art. 22.

1. In attesa del riesame delle convenzioni gia' stipulate e della
definizione delle nuove convenzioni per l'impiego degli obiettori con
i soggetti idonei ai sensi della presente legge, restano valide le
convenzioni stipulate dal Ministero della difesa con gli enti idonei
ai sensi della normativa precedente.

Art. 23.

1. La legge 15 dicembre 1972, n. 772, e successive modifiche ed
integrazioni, e' abrogata.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 8 luglio 1998

SCALFARO

Prodi, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Visto, il Guardasigilli: Flick

LAVORI PREPARATORI

Senato della Repubblica (atto n. 46):
Presentato dal sen. Bertoni il 9 maggio 1996.
Assegnato alla 4 commissione (Difesa), in sede
referente, il 30 maggio 1996, con pareri delle commissioni
1 , 2 , 3 , 5 , 7 , 9 , 11 , 12 e 13 , della giunta per
gli affari delle Comunita' europee e della commissione
parlamentare per le questioni regionali.
Esaminato dalla 4 commissione il 25 settembre, 3, 9,
16, 23, 29 ottobre e 5 novembre 1996.
Esaminato in aula il 22, 23 e 28 gennaio 1997 e
approvato il 29 gennaio 1997.
Camera dei deputati (atto n. 3123):
Assegnato alla IV commissione (Difesa), in sede
referente, il 4 febbraio 1997, con pareri delle
commissioni II, XI, I, III, V, VIII, X e XII.
Esaminato dalla IV commissione il 13, 18, 19 febbraio,
11, 12, 20 marzo, 1 e 3 aprile 1997.
Esaminato in aula il 26 maggio, 4 giugno, 14 luglio,
30 ottobre 1997, 24, 25, 26 marzo 1998 e approvato, con
modificazioni, il 14 aprile 1998.
Senato della Repubblica (atto n. 46/ B):
Assegnato alla 4 commissione (Difesa), in sede
referente, il 22 aprile 1998, con pareri delle
commissioni 1 , 2 , 3 , 5 e della commissione
parlamentare per le questioni regionali.
Esaminato dalla 4 commissione il 13 maggio 1998.
Esaminato in aula il 10 e 11 giugno 1998 e approvato il
16 giugno 1998.

N O T E

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura
delle disposizioni di legge alle quali e' operato il
rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
Note all'art. 2:
- I testi degli articoli 28 e 30 del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto
18 giugno 1931, n. 773, sono i seguenti:
"Art. 28 (Art. 27 T.U. 1926). - Oltre i casi preveduti
dal codice penale, sono proibite la raccolta e la
detenzione, senza licenza del Ministro per l'interno, di
armi da guerra e di armi ad esse analoghe, nazionali o
straniere, o di parti di esse, di munizioni, di uniformi
militari o di altri oggetti destinati
all'armamento e all'equipaggiamento di forze armate
nazionali o straniere.
La licenza e', altresi', necessaria per la
fabbricazione, l'importazione e l'esportazione delle armi
predette o di parti di esse, di munizioni, di uniformi
militari o di altri oggetti destinati all'armamento o
all'equipaggiamento di Forze armate.
Per il trasporto delle armi stesse nell'interno dello
Stato e' necessario darne avviso al prefetto.
Il contravventore e' punito, qualora il fatto non
costituisca un piu' grave reato, con l'arresto da un mese a
tre anni e con l'ammenda da lire 200.000 a lire 800.000".
"Art. 30 (Art. 29 T.U. 1926). - Agli effetti di questo
testo unico, per armi si intendono:
1) le armi proprie, cioe' quelle da sparo e tutte le
altre la cui destinazione naturale e' l'offesa alla
persona;
2) le bombe, qualsiasi macchina o involucro
contenente materie esplodenti, ovvero i gas asfissianti o
accecanti".
- Il testo dell'art. 2 della legge 18 aprile 1975, n.
110, come modificato dall'art. 1, comma 1, della legge 21
febbraio 1990, n. 36, e' il seguente:
"Art. 2 (Armi e munizioni comuni da sparo). - Agli
stessi effetti indicati nel primo comma del precedente
art. 1 e salvo quanto disposto dal secondo comma
dell'articolo stesso sono armi comuni da sparo:
a) i fucili anche semiautomatici con una o piu' canne
ad anima liscia;
b) i fucili con due canne ad anima rigata, a caricamento
successivo con azione manuale;
c) i fucili con due o tre canne miste, ad anime lisce o
rigate, a caricamento successivo con azione manuale;
d) i fucili, le carabine ed i moschetti ad una canna
ad anima rigata, anche se predisposti per il funzionamento
semiautomatico;
e) i fucili e le carabine che impiegano munizioni a
percussione anulare, purche' non a funzionamento
automatico;
f) le rivoltelle a rotazione;
g) le pistole a funzionamento semiautomatico;
h) le repliche di armi antiche ad avancarica di modelli
anteriori al 1890.
Sono altresi' armi comuni da sparo i fucili e le
carabine che, pur potendosi prestare all'utilizzazione
del munizionamento da guerra, presenti no specifiche
caratteristiche per l'effettivo impiego per uso di
caccia o sportivo, abbiano limitato volume di fuoco e
siano destinate ad utilizzare munizioni di tipo diverso da
quelle militari.
Sono infine considerate armi comuni da sparo quelle
denominate "da bersaglio da sala", o ad emissione di gas,
nonche' le armi ad aria compressa sia lunghe, sia corte
e gli strumenti lanciarazzi, salvo che si tratti di
armi destinate alla pesca, ovvero, di armi e strumenti
per i quali la commissione consultiva di cui all'art. 6
escluda, in relazione alle rispettive caratteristiche,
l'attitudine a recare offesa alla persona (1/ a).
Le munizioni a palla destinate alle armi da sparo
comuni non possono comunque essere costituite con
pallottole a nucleo perforante, traccianti,
incendiarie, a carica esplosiva, ad espansione,
autopropellenti, ne' possono essere tali da emettere
sostanze stupefacenti, tossiche o corrosive, eccettuate
le cartucce che lanciano sostanze e strumenti
narcotizzanti destinate a fini scientifici e di
zoofilia per le quali venga rilasciata apposita licenza
del questore.
Le disposizioni del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza 18 giugno l931, n. 773, del R.D. 6 maggio
1940, n. 635, con le successive rispettive modificazioni
e della presente legge relative alla detenzione ed al
porto delle armi non si applicano nei riguardi degli
strumenti lanciarazzi e delle relative munizioni quando il
loro impiego e' previsto da disposizioni legislative o
regolamentari, ovvero, quando sono comunque detenuti o
portati per essere utilizzati come strumenti di
segnalazione per soccorso, salvataggio o attivita' di
protezione civile".
Note all'art. 5:
- Il testo del codice di procedura civile e' stato
approvato con regio decreto 28 ottobre 1940, n. 1443
(Gazzetta Ufficiale 28 ottobre 1940, n. 253 suppl.).
- Il decreto legislativo 19 febbraio l993, n. 51, reca:
"Norme in materia di istituzione del giudice unico di primo
grado".
- Il testo dell'art. 50-ter del codice di
procedura civile introdotto dal citato decreto
legislativo n. 51 del 1998 e' il seguente:
"Art. 50 -ter (Cause nelle quali il tribunale
giudica in composizione monocratica). - Fuori dei casi
previsti dall'art. 50 - bis, il tribunale giudica in
composizione monocratica".
Note all'art. 8:
- I testi dell'art. 11, comma 1, lettera a) e
dell'art. 12 della legge 15 marzo 1997, n. 59, sono i
seguenti:
"Art. 11. - 1. Il Governo e' delegato ad emanare, entro
dodici mesi dalla data di entrata in vi gore della
presente legge, uno o piu' decreti legislativi diretti a:
a) razionalizzare l'ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri e dei Ministeri, anche
attraverso il riordino, la soppressione e la fusione
di Ministeri, nonche' di amministrazioni centrali anche ad
ordinamento autonomo".
"Art. 12. - 1. Nell'attuazione della delega di cui alla
lettera a) del comma 1 dell'art. 11, il Governo si
atterra', oltreche' ai principi generali desumibili
dalla legge 23 agosto 1988, n. 400, dalla legge 7
agosto 1990, n. 241, e dal decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed
integrazioni, ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) assicurare il collegamento funzionale e
operativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri
con le amministrazioni interessate e potenziare, ai
sensi dell'art. 95 della Costituzione, le autonome
funzioni di impulso, indirizzo e coordinamento del
Presidente del Consiglio dei Ministri, con
eliminazione, riallocazione e trasferimento delle
funzioni e delle risorse concernenti compiti operativi
o gestionali in determinati settori, anche in relazione
al conferimento di funzioni di cui agli articoli 3 e
seguenti;
b) trasferire a Ministeri o ad enti ed organismi autonomi
i compiti non direttamente riconducibili alle predette
funzioni di impulso, indirizzo e coordinamento del
Presidente del Consiglio dei Ministri secondo criteri di
omogeneita' e di efficienza gestionale, ed anche ai fini
della riduzione dei costi amministrativi;
c) garantire al personale inquadrato ai sensi dell'art.
38 della legge 23 agosto 1988, n. 400, il diritto di
opzione tra il permanere nei ruoli della Presidenza del
Consiglio dei Ministri e il transitare nei ruoli
dell'amministrazione cui saranno trasferite le competenze;
d) trasferire alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri, per l'eventuale affidamento alla
responsabilita' dei Ministri senza portafoglio, anche
funzioni attribuite a questi ultimi direttamente dalla
legge;
e) garantire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
autonomia organizzativa, regolamentare e finanziaria
nell'ambito dello stanziamento previsto ed approvato
con le leggi finanziaria e di bilancio dell'anno in
corso;
f) procedere alla razionalizzazione e re
distribuzione delle competenze tra i Ministeri, tenuto
conto delle esigenze derivanti dall'appartenenza dello
Stato all'Unione europea, dei conferimenti di cui agli
articoli 3 e seguenti e dei principi e dei criteri
direttivi indicati dall'art. 4 e dal presente
articolo, in ogni caso riducendone il numero, anche
con decorrenza differita all'inizio della nuova
legislatura;
g) eliminare le duplicazioni organizzative e
funzionali, sia all'interno di ciascuna amministrazione,
sia fra di esse, sia tra organi amministrativi e organi
tecnici, con eventuale trasferimento, riallocazione o
unificazione delle funzioni e degli uffici esistenti, e
ridisegnare le strutture di primo livello, anche
mediante istituzione di dipartimenti o di
amministrazioni ad ordinamento autonomo risultanti
dalla aggregazione di uffici di diverse
amministrazioni, sulla base di criteri di
omogeneita', di complementarieta' e di organicita';
h) riorganizzare e razionalizzare, sulla base dei
medesimi criteri e in coerenza con quanto previsto dal
capo I della presente legge, gli organi di rappresentanza
periferica dello Stato con funzioni di raccordo, supporto
e collaborazione con le regioni e gli enti locali;
i) procedere, d'intesa con le regioni
interessate, all'articolazione delle attivita' decentrate
e dei servizi pubblici, in qualunque forma essi siano
gestiti o sottoposti al controllo dell'amministrazione
centrale dello Stato, in modo che, se organizzati
a livello sovraregionale, ne sia assicurata la
fruibilita' alle comunita', considerate unitariamente dal
punto di vista regionale. Qualora esigenze organizzative
o il rispetto di standard dimensionali impongano
l'accorpamento di funzioni amministrative statali con
riferimento a dimensioni sovraregionali, deve essere
comunque fatta salva l'unita' di ciascuna regione;
l) riordinare le residue strutture periferiche dei
Ministeri, dislocate presso ciascuna provincia, in
modo da realizzare l'accorpamento e la concentrazione,
sotto il profilo funzionale, organizzativo e logistico,
di tutte quelle presso le quali i cittadini
effettuano operazioni o pratiche di versamento di debiti o
di riscossione di crediti a favore o a carico
dell'erario dello Stato;
m) istituire, anche in parallelo all'evolversi della
struttura del bilancio dello Stato ed alla attuazione
dell'art. 14 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29, e successive modificazioni, un piu' razionale
collegamento tra gestione finanziaria ed azione
amministrativa, organizzando le strutture per funzioni
omogenee e per centri di imputazione delle responsabilita';
n) rivedere, senza aggravi di spesa e, per il
personale disciplinato dai contratti collettivi nazionali
di lavoro, fino ad una specifica disciplina
contrattuale, il trattamento economico accessorio degli
addetti ad uffici di diretta collaborazione dei
Ministri, prevedendo, a fronte delle responsabilita' e
degli obblighi di reperibilita' e disponibilita' ad
orari disagevoli, un unico emolumento, sostitutivo
delle ore di lavoro straordinario autorizzabili in
via aggiuntiva e dei compensi di incentivazione o
similari;
o) diversificare le funzioni di staff e di line, e
fornire criteri generali e principi uniformi per la
disciplina degli uffici posti alle dirette dipendenze del
Ministro, in funzione di supporto e di raccordo tra
organo di direzione politica e amministrazione e della
necessita' di impedire, agli uffici di diretta
collaborazione con il Ministro, lo svolgimento di attivita'
amministrative rientranti nelle competenze dei dirigenti
ministeriali;
p) garantire la speditezza dell'azione
amministrativa e il superamento della frammentazione
delle procedure, anche attraverso opportune modalita' e
idonei strumenti di coordinamento tra uffici, anche
istituendo i centri interservizi, sia all'interno di
ciascuna amministrazione, sia fra le diverse
amministrazioni; razionalizzare gli organi collegiali
esistenti anche mediante soppressione, accorpamento e
riduzione del numero dei componenti;
q) istituire servizi centrali per la cura delle
funzioni di controllo interno, che dispongano di adeguati
servizi di supporto ed operino in collegamento con gli
uffici di statistica istituiti ai sensi del decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322, prevedendo
interventi sostitutivi nei confronti delle singole
amministrazioni che non provvedano alla istituzione dei
servizi di controllo interno entro tre mesi dalla data
di entrata in vigore del decreto legislativo;
r) organizzare le strutture secondo criteri di
flessibilita', per consentire sia lo svolgimento dei
compiti permanenti, sia il perseguimento di specifici
obiettivi e missioni;
s) realizzare gli eventuali processi di mobilita'
ricorrendo, in via prioritaria, ad accordi di mobilita'
su base territoriale, ai sensi dell'art. 35, comma 8, del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, prevedendo anche per tutte le
amministrazioni centrali interessate dai processi di
trasferimento di cui all'art. 1 della presente legge,
nonche' di razionalizzazione, riordino e fusione di cui
all'art. 11, comma 1, lettera a), procedure finalizzate
alla riqualificazione professionale per il personale di
tutte le qualifiche e i livelli per la copertura
dei posti disponibili a seguito della definizione delle
piante organiche e con le modalita' previste dall'art. 3,
commi 205 e 206, della legge 28 dicembre 1995, n. 549,
fermo restando che le singole amministrazioni provvedono
alla copertura degli oneri finanziari attraverso i
risparmi di gestione sui propri capitoli di bilancio;
t) prevedere che i processi di riordinamento e
razionalizzazione sopra indicati siano accompagnati da
adeguati processi formativi che ne agevolino l'attuazione,
all'uopo conferendo apposite attribuzioni alla Scuola
superiore della pubblica amministrazione; prevedere che, a
tal fine, il contingente di personale indicato nel
regolamento recante disposizioni per l'organizzazione ed
il funzionamento della Scuola superiore sia considerato
aggiuntivo rispetto ai contingenti di cui alle tabelle A e
B allegate alla legge 23 agosto 1988, n. 400; prevedere che
il 50 per cento del contingente medesimo sia riservato al
personale in posizione di comando e di fuori ruolo;
prevedere che le amministrazioni, se la richiesta di
comando e' motivata da attivita' svolte dalla Scuola
superiore nel loro interesse, debbano dar corso alla
richiesta.
2. Nell'ambito dello stato di previsione della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, relativamente alle
rubriche non affidate alla responsabilita' di Ministri, il
Presidente del Consiglio dei Ministri puo' disporre
variazioni compensative, in termini di competenza e di
cassa, da adottare con decreto del Ministro del tesoro.
3. Il personale di ruolo della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, comunque in servizio da almeno un
anno alla data di entrata in vigore della presente
legge presso altre amministrazioni pubbliche, enti
pubblici non economici ed autorita' indipendenti, e', a
domanda, inquadrato nei ruoli delle amministrazioni,
autorita' ed enti pubblici presso i quali presta
servizio, ove occorra in soprannumero; le dotazioni
organiche di cui alle tabelle A, B e C allegate alla
legge 23 agosto 1988, n. 400, sono corrispondentemente
ridotte".
- La legge 23 agosto 1988, n. 400, reca: "Disciplina
dell'attivita' di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri".
- Il testo dell'art. 17, comma 4-bis, della citata legge
n. 400 del 1988 e' il seguente:
"4-bis. L'organizzazione e la disciplina degli uffici dei
Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e
con il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi
posti dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni, con i documenti e con
l'osservanza dei criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione con
i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo
che tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell'organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l'amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello dirigenziale
generale, centrale periferici, mediante diversificazione
tra strutture con funzioni finali e con funzioni
strumentali e loro organizzazione per funzioni omogenee e
secondo criteri di flessibilita eliminando le
duplicazioni funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica
periodica dell'organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della consistenza
delle piante organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non
regolamentare per la definizione dei compiti delle unita'
dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali
generali".
Nota all'art. 9:
- I testi degli articoli da 31 a 35 della legge 26
febbraio 1987, n. 49, sono i seguenti:
"Art. 31 (Volontari in servizio civile). - 1. Agli
effetti della presente legge sono considerati volontari
in servizio civile i cittadini italiani maggiorenni
che, in possesso delle conoscenze tecniche e delle
qualita' personali necessarie per rispondere alle
esigenze dei Paesi interessati, nonche' di adeguata
formazione e di idoneita' psicofisica, prescindendo da fini
di lucro e nella ricerca prioritaria dei valori di
solidarieta' e della cooperazione internazionale,
abbiano stipulato un contratto di cooperazione della
durata di almeno due anni registrato ai sensi del comma
5, con il quale si siano impegnati a svolgere attivita'
di lavoro autonomo di cooperazione nei Paesi in via di
sviluppo nell'ambito di programmi previsti dall'art. 29.
2. Il contratto di cooperazione deve prevedere il
programma di cooperazione nel quale si inserisce
l'attivita' di volontariato e il trattamento economico. I
contenuti di tale contratto sono definiti dal comitato
direzionale sentito il parere della commissione per le
organizzazioni non governative. I volontari in servizio
civile con contratto di cooperazione registrato presso la
Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo,
esclusi quelli in aspettativa ai sensi dell'art. 33, comma
1, lettera a), sono iscritti a loro cura alle
assicurazioni per invalidita', vecchiaia e superstiti dei
lavoratori dipendenti, nonche' all'assicurazione per le
malattie, limitatamente alle prestazioni sanitarie, ferma
rimanendo la natura autonoma del rapporto e l'inesistenza
di obblighi contributivi a carico diretto dei volontari.
Termini e modalita' del versamento dei contributi
saranno definiti dal regolamento di esecuzione della
presente legge, anche in deroga alle disposizioni previste
in materia per le predette assicurazioni.
2-bis. I contributi previdenziali e assistenziali di
cui al comma 2, gli importi dei quali sono commisurati ai
compensi convenzionali determinati con apposito decreto
interministeriale, sono posti integralmente a carico
della Direzione generale per la cooperazione allo
sviluppo la quale provvede direttamente all'accredito
dei contributi presso il fondo pensioni dei lavoratori
dipendenti. I volontari ed i loro familiari a carico sono
anche assicurati contro i rischi di infortuni, morte e
malattia con polizza a loro favore. La Direzione generale
per la cooperazione allo sviluppo provvede al pagamento
dei premi per massimali che sono determinati con delibera
del comitato direzionale su proposta della
commissione per le organizzazioni non governative. Per
i volontari in aspettativa ai sensi dell'art. 33, comma
1, lettera a), il trattamento previdenziale ed
assistenziale rimane a carico delle amministrazioni
di appartenenza per la parte di loro competenza, mentre
la parte a carico del lavoratore e' rimborsata dalla
Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo alle
stesse amministrazioni.
3. Il comitato direzionale, sentito il parere della
commissione per le organizzazioni non governative,
stabilisce ed aggiorna annualmente i criteri di congruita'
per il trattamento economico di cui al comma 2, tenendo
conto anche del caso di volontari con precedente
esperienza, che siano chiamati a svolgere funzioni di
rilevante responsabilita'.
4. E' parte integrante del contratto di cooperazione
un periodo all'inizio del servizio, non superiore a tre
mesi, da destinarsi alla formazione.
5. La qualifica di volontario in servizio civile e'
attribuita con la registrazione del contratto di cui al
comma 1, presso la Direzione generale per la cooperazione
allo sviluppo. A tal fine la Direzione generale deve
verificare la conformita' del contratto con quanto
previsto ai commi 2 e 3, nonche' la sussistenza dei
requisiti di cui al comma 1.
6. Copia del contratto registrato e' trasmessa dalla
Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo
alla rappresentanza italiana competente per territorio ai
fini previsti dall'art. 34.
Art. 32 (Cooperanti delle organizzazioni non
governative). - 1. Le organizzazioni non governative
idonee possono inoltre impiegare nell'ambito dei
programmi riconosciuti conformi alle finalita' della
presente legge, ove previsto nei programmi stessi, con
oneri a carico dei pertinenti capitoli all'apposita
rubrica di cui all'art. 14, comma 1, lettera a),
cittadini italiani maggiorenni in possesso delle conoscenze
tecniche, dell'esperienza professionale e delle qualita'
personali necessarie, che si siano impegnati a svolgere
attivita' di lavoro autonomo nei Paesi in via di
sviluppo con un contratto di cooperazione, di durata
inferiore a due anni, per l'espletamento di compiti di
rilevante responsabilita' tecnica gestionale e
organizzativa. Il contratto di cui sopra deve essere
conforme ai contenuti che verranno definiti dal Comitato
direzionale, sentito il parere della commissione di cui
all'art. 8, comma 10.
2. La Direzione generale per la cooperazione allo
sviluppo, verificata tale conformita' nonche' la congruita'
con il programma di cooperazione, registra il contratto
attribuendo in tal modo la qualifica di cooperante ai
sensi della presente legge. I cooperanti dipendenti dallo
Stato o da enti pubblici hanno diritto al
collocamento in aspettativa senza assegni per la durata del
contratto di cooperazione.
2-bis. I cooperanti in servizio con contratto di
cooperazione registrato presso la Direzione generale per
la cooperazione allo sviluppo possono iscriversi a
loro cura alle assicurazioni per invalidita', vecchiaia
e superstiti dei lavoratori dipendenti, nonche'
all'assicurazione per le malattie, limitatamente
alle prestazioni sanitarie, ferma rimanendo la natura
autonoma del rapporto e l'inesistenza di obblighi
contributivi a carico diretto dei cooperanti. Termini e
modalita' del versamento dei contributi saranno definiti
dal regolamento di esecuzione della presente legge, anche
in deroga alle disposizioni previste in materia per le
predette assicurazioni. I contributi sono
commisurati ai compensi convenzionali da determinarsi
con apposito decreto interministeriale.
2-ter. I contributi previdenziali e assistenziali per i
cooperanti che si iscrivono alle assicurazioni di cui al
comma 2-bis sono posti integralmente a carico della
Direzione generale per la cooperazione e lo sviluppo. I
cooperanti ed i loro familiari a carico sono anche
assicurati contro i rischi di infortuni, morte e malattia
con polizza a loro favore. La Direzione generale per
la cooperazione allo sviluppo provvede al pagamento
dei premi per massimali che sono determinati con
delibera del comitato direzionale su proposta della
Commissione per le organizzazioni non governative.
2-quater. I cooperanti hanno diritto al riconoscimento
del servizio prestato nei Paesi in via di sviluppo ai sensi
dell'art. 20.
3. Copia del contratto registrato e' trasmessa dalla
Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo
alla rappresentanza italiana competente per territorio ai
fini previsti dall'art. 34.
Art. 33 (Diritti dei volontari). - 1. Coloro ai
quali sia riconosciuta con la registrazione la
qualifica di volontari in servizio hanno diritto:
a) al collocamento in aspettativa senza assegni, se
dipendenti di ruolo o non di ruolo da amministrazioni
statali o da enti pubblici, nei limiti di appositi
contingenti, da determinare periodicamente con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i
Ministri degli affari esteri e del tesoro. Il periodo
di tempo trascorso in aspettativa e' computato per
intero ai fini della progressione della carriera,
della attribuzione degli aumenti periodici di stipendio
e del trattamento di quiescenza e previdenza. Il diritto
di collocamento in aspettativa senza assegni spetta anche
al dipendente il cui coniuge sia in servizio di
cooperazione come volontario;
b) al riconoscimento del servizio prestato nei Paesi
in via di sviluppo;
c) alla conservazione del proprio posto di lavoro,
secondo le disposizioni del decreto legislativo del Capo
provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 303, e
successive norme integrative, relative ai lavoratori
chiamati alle armi per il servizio di leva, qualora
beneficino del rinvio del servizio militare ai sensi
della presente legge.
2. Alle imprese private che concederanno ai volontari e
cooperanti da esse dipendenti il collocamento in
aspettativa senza assegni e' data la possibilita' di
assumere personale sostitutivo con contratto a tempo
determinato.
Art. 34 (Doveri dei volontari e dei cooperanti). - 1. I
volontari in servizio civile e i cooperanti con contratto
di breve durata per i periodi di servizio svolti nei Paesi
in via di sviluppo sono soggetti alla vigilanza del Capo
della rappresentanza italiana competente per territorio,
al quale comunicano l'inizio e la fine della loro
attivita' di cooperazione.
2. Essi devono assolvere alle proprie mansioni con
diligenza in modo conforme alla dignita' del proprio
compito. In nessun caso essi possono essere impiegati in
operazioni di polizia o di carattere militare.
3. I volontari ed i cooperanti non possono
intrattenere con le organizzazioni non governative
rapporti di lavoro subordinato per l'esercizio di
qualsivoglia mansione. Ogni contratto di lavoro
subordinato eventualmente stipulato dal volontario o dal
cooperante, anche tacitamente, con le organizzazioni non
governative e' nullo ai sensi dell'art. 1343 del codice
civile. In caso di inosservanza di quanto disposto nel
comma 1 o del divieto di cui al presente comma, o di grave
mancanza - accertata nelle debite forme - ai doveri di
cui al comma 2, il contratto di cooperazione, di cui agli
articoli 31 o 32, e' risolto con effetto immediato e i
volontari o i cooperanti decadono dai diritti previsti
dalla presente legge.
4. Il Ministro degli affari esteri puo' inoltre
disporre il rimpatrio dei volontari e dei cooperanti:
a) quando amministrazioni, istituti, enti od organismi
per i quali prestano la loro opera in un determinato
Paese cessino la propria attivita', o la riducano tanto
da non essere piu' in grado di servirsi della loro
opera;
b) quando le condizioni del Paese nelle quali essi
prestano la loro opera mutino in modo da impedire la
prosecuzione della loro attivita' o il regolare svolgimento
di essa.
5. Gli organismi non governativi idonei possono
risolvere anticipatamente i contratti di cooperazione e
disporre il rimpatrio del volontario o del cooperante
interessato, in caso di grave inadempienza degli
impegni da questo assunti, previa comunicazione delle
motivazioni alla direzione generale per la cooperazione
allo sviluppo e autorizzazione di questa ultima.
Art. 35 (Servizio militare: rinvio e dispensa). - 1. I
volontari in servizio civile, che prestino la loro opera
ai sensi dell'art. 31 in Paesi in via di sviluppo e che
debbano ancora effettuare il servizio militare obbligatorio
di leva, possono, in tempo di pace, chiederne il rinvio
al Ministero della difesa, il quale e' autorizzato a
concederlo per la durata del servizio all'estero, a
condizione che il richiedente sia sottoposto a visita
medica ed arruolato.
2. Al termine di un biennio di effettivo e
continuativo servizio nei Paesi suindicati, i volontari
che abbiano ottenuto il rinvio del servizio militare hanno
diritto ad ottenere in tempo di pace la definitiva
dispensa dal Ministero della difesa.
3. Le condizioni di ammissione ai rinvii e alla dispensa
definitiva sono stabilite con decreto del Ministro della
difesa, di concerto con il Ministro degli affari esteri.
4. Nel caso in cui un volontario, pur avendo
tempestivamente iniziato il servizio all'estero cui si e'
impegnato, non raggiunga il compimento di un biennio di
servizio, decade dal beneficio della dispensa. Tuttavia,
se l'interruzione avviene per i motivi di cui al comma 4
dell'art. 34 o per documentati motivi di salute o di
forza maggiore, il tempo trascorso in posizione di
rinvio nel Paese di destinazione e' proporzionalmente
computato ai fini della ferma militare obbligatoria".
Note all'art. 13:
- La legge 15 dicembre 1972, n. 772, reca:
"Norme per il riconoscimento dell'obiezione di
coscienza".
- Il testo dell'art. 33 della legge 15 dicembre 1971,
n. 1222, e' il seguente:
"Art. 33. - I volontari in servizio civile, che
prestino la loro opera in Paesi extra europei ai sensi
dell'art. 26 e che debbano ancora effettuare il servizio
militare obbligatorio di leva, possono in tempo di pace
chiederne il rinvio al Ministero della difesa, il quale
e' autorizzato a concederlo per la durata del
servizio all'estero nei limiti del contingente di cui
all'art. 36 ed alla condizione che il richiedente sia
stato sottoposto a visita medica ed arruolato.
Al termine di un biennio di effettivo e continuativo
servizio nei Paesi suindicati, i volontari che abbiano
ottenuto il rinvio del servizio hanno diritto ad
ottenere in tempo di pace la definitiva dispensa dal
Ministero della difesa,
La definitiva dispensa dal servizio militare e'
equiparata, agli effetti previsti dall'art. 91 del
decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio
1964, n. 237, alla prestazione del servizio militare".