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Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18-02-2000
Comune di Jesi
Rete Civica Aesinet

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 febbraio 2000
Definizione dei criteri di esercizio dei poteri speciali di cui all'art. 2 del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, ai sensi dell'art. 66, comma 4, della legge 23 dicembre 1994, n. 448.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l'art. 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visti gli articoli 52, 56, 73 B, 73 D, 222 e 223 del Trattato
istitutivo della Comunita' europea, ratificato con legge 14 ottobre
1957, n. 1203;
Visto il decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474<?tlsb>;
Visto l'art. 66, commi 3, 4 e 5, della legge 23 dicembre 1999, n.
488;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data
4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del 12 maggio 1999, - Serie generale - n. 109;
Considerato che l'art. 2 di detto decreto-legge, come convertito,
prevede la possibilita' di introdurre nello statuto di alcune
societa' una clausola che attribuisca uno o piu' poteri speciali al
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica;
Considerato che, pur essendo la scelta del passaggio di un'impresa
dal settore pubblico a quello privato di competenza dello Stato,
l'esercizio del gradimento nei confronti dell'acquisizione di
partecipazioni rilevanti non deve ingiustificatamente limitare i
diritti di libera circolazione dei capitali e di stabilimento,
riconosciuti dal citato Trattato;
Considerato che analoghi principi sono applicabili all'esercizio
dei poteri speciali di gradimento rispetto ad accordi tra azionisti e
di veto nei confronti di alcune rilevanti deliberazioni sociali;
Considerato che il comma 3 del detto art. 66 prevede che i citati
poteri speciali possono essere introdotti solo se sono diretti alla
tutela di rilevanti e imprescindibili interessi dello Stato, quali
l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica, la sanita' e la difesa, in
misura proporzionale a tale tutela anche per quanto riguarda limiti
temporali;
Considerato che il medesimo comma 3 prevede che i ridetti poteri
speciali devono essere esercitati in modo aderente ai principi di non
discriminazione e coerenza con gli obiettivi in materia di
privatizzazioni e con la tutela della concorrenza e del mercato;
Considerato che il comma 4 del ridetto art. 66 prevede la
individuazione di criteri obiettivi, stabili nel tempo e resi
previamente pubblici, per l'esercizio dei poteri speciali di cui al
presente decreto;
Su proposta dei Ministri del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e dell'industria, del commercio e
dell'artigianato;
Decreta:
Art. 1.
Finalita'
1. I poteri speciali di cui all'art. 2 del decreto-legge 31 maggio
1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
1994, n. 474, hanno l'obiettivo di salvaguardare vitali interessi
dello Stato e rispondono ad imprescindibili motivi di interesse
generale, in particolare con riguardo all'ordine pubblico, alla
sicurezza pubblica, alla sanita' ed alla difesa, nel rispetto dei
principi dell'ordinamento interno e comunitario e comunque in
coerenza con gli obiettivi in materia di privatizzazioni e di
promozione della concorrenza e del mercato<?tlsb>.

Art. 2.
Criteri
1. I poteri speciali sono esercitati nei casi e nei limiti, anche
temporali, previsti dagli statuti delle societa' interessate e nel
rispetto dei principi di non discriminazione, di finalizzazione agli
imprescindibili motivi di interesse generale di cui all'art. 1, di
idoneita' e proporzionalita' al raggiungimento di queste ultime
finalita', nonche' nel rispetto dei criteri di cui al presente
articolo.
2. Non e' espresso il gradimento se tale diniego costituisce misura
adeguata ad evitare acquisizioni azionarie che:
a) non siano trasparenti e non assicurino, comunque, la
conoscenza della titolarita' delle partecipazioni azionarie rilevanti
ai fini del controllo, diretto o indiretto, della societa', nonche'
degli obiettivi e dei programmi industriali dell'acquirente,
rilevanti ai fini dell'applicazione dei criteri previsti dal presente
decreto;
b) compromettano processi di liberalizzazione e apertura dei
mercati, non siano coerenti con la scelta di privatizzazione della
societa' ovvero determinino situazioni di conflitto di interessi atte
a pregiudicare il perseguimento della missione affidata alla societa'
nel campo delle finalita' di interesse pubblico;
c) comportino oggettivi rischi di infiltrazione di organizzazioni
criminali o di coinvolgimento della societa' in attivita' illecite;
d) siano lesive della conservazione dei poteri speciali;
e) comportino consistenti pericoli di grave pregiudizio per gli
interessi di cui all'art. 1, anche con riferimento a:
1) l'autonomia o la sicurezza dei rifornimenti di materie prime
e beni essenziali alla collettivita';
2) la continuita' dei servizi pubblici essenziali alla
collettivita' e la sicurezza dei relativi impianti e reti;
3) lo sviluppo dei settori tecnologicamente avanzati.
3. Il gradimento di cui al comma 2 e' necessario con riferimento
alla singola operazione. Il gradimento e', altresi', necessario
quando la partecipazione, anche attraverso singoli atti di acquisto,
registri un incremento pari o superiore alla misura prevista
dall'art. 2, comma 1, lettere a) e b) del citato decreto-legge n. 332
del 1994, convertito dalla legge n. 474 del 1994.
4. I poteri speciali diversi da quello di cui al comma 2 sono
esercitati nel rispetto degli stessi criteri di cui al medesimo comma
2.
Roma, 11 febbraio 2000
Il Presidente del Consiglio dei Ministri
D'Alema
Il Ministro del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica
Amato
Il Ministro dell'industria del commercio
e dell'artigianato
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