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IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
di concerto con
IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Vista la legge del 24 giugno 1997, n. 196, recante disposizioni in
materia di promozione dell'occupazione;
Vista la legge del 17 maggio 1999, n. 144, art. 68, relativo
all'obbligo di frequenza di attivita' formative e art. 69, relativo
all'istruzione e formazione tecnica superiore;
Visto il decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale
del 20 maggio 1999, n. 179, relativo all'individuazione dei contenuti
delle attivita' di formazione degli apprendisti;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 12 luglio
2000, n. 257, art. 5, sull'assolvimento dell'obbligo
nell'apprendistato;
Visto l'accordo della Conferenza unificata Stato-regioni del
14 settembre 2000 in materia di istruzione e formazione tecnica
superiore;
Acquisito il parere della Conferenza unificata Stato-regioni;
Sentite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di
lavoro maggiormente rappresentative sul piano nazionale;
Decreta:
Art. 1.
Finalita'
1. I moduli formativi aggiuntivi di cui all'art. 5 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 257 del 12 luglio 2000 sono rivolti a:
elevare il livello culturale e professionale dei giovani
apprendisti al fine di favorire il loro pieno e proficuo inserimento
sociale;
fornire le competenze di base per un efficace inserimento nel
mondo del lavoro;
favorire gli eventuali passaggi nel sistema di istruzione e
formazione, ed in particolare nel sistema di Istruzione e formazione
tecnica superiore (IFTS) attraverso il conseguimento degli standard
minimi previsti per l'accesso a tale sistema.
Art. 2.
Obiettivi e standard
1. Le attivita' formative di cui all'art. 1 del presente decreto
perseguono gli obiettivi, di seguito indicati, articolati in tre
aree: competenze linguistiche (lingua italiana e una lingua
straniera), competenze matematiche e competenze informatiche. Gli
standard dellecompetenze acquisite nella formazione esterna e nel
luogo di lavoro, vengono misurati sulla base degli indicatori di
riferimento relativi a ciascuna delle aree di competenza individuate.
Competenze linguistiche.
Lingua italiana:
esprimersi e comunicare in lingua italiana in forma corretta ed
adeguata alle esigenze di interazione sociale, di inserimento
professionale, di espressivita' individuale;
utilizzare in modo efficace le diverse modalita' dei registri
comunicativi;
indicatori di riferimento: livello 3 della scala IALS -
International Adult Literacy Survey.
Lingua straniera:
possedere una proprieta' di linguaggio adeguata a semplici
situazioni quotidiane;
essere in grado di interagire in situazioni interpersonali e di
gruppo;
comprendere semplici testi, anche a carattere informativo;
indicatori di riferimento: livello 2 della scala ALTE -
Association of Language Testers in Europe.
Competenze matematiche.
Risolvere situazioni problematiche in diversi ambiti di esperienza
con l'uso di appropriati strumenti matematici;
Effettuare calcoli, misure e rappresentazioni attraverso grafici e
tabelle, soprattutto in relazione a problemi e situazioni della vita
quotidiana e professionale;
Interpretare ed utilizzare le rappresentazioni statistiche riferite
a situazioni della vita quotidiana e professionale;
Indicatori di riferimento: livello 3 della scala ALLS - Adult
Literacy ad Lifeskills Survey.
Competenze informatiche.
Conoscere ed utilizzare i principali programmi applicativi;
Reperire e scambiare informazioni attraverso l'utilizzo di reti
informatiche;
Indicatori di riferimento: ECDL - European Computer Driving
License.
2. Il conseguimento di livelli di competenza diversi rispetto agli
standard indicati viene comunque certificato e puo' costituire
credito formativo nell'ambito del sistema formativo integrato.
3. Oltre alle aree di competenza indicate nel precedente comma 1,
almeno 8 ore annue sono dedicate a ciascuna delle seguenti aree di
contenuto:
Orientamento professionale:
conoscere l'andamento del mercato del lavoro e dei fabbisogni
di professionalita' del sistema produttivo in funzione dello sviluppo
del proprio progetto professionale.
Elementi di cittadinanza attiva:
partecipare responsabilmente alla vita sociale e pubblica, in
relazione allo sviluppo del proprio progetto personale e
professionale;
saper interagire con l'amministrazione ed i servizi pubblici e
privati nella considerazione dei propri diritti e dei propri doveri.
Art. 3.
Criteri di progettazione
1. Al fine di raggiungere gli obiettivi indicati nel precedente
art. 2, la progettazione dei moduli formativi aggiuntivi viene
effettuata in raccordo con il percorso di cui all'art. 16, comma 2,
della legge 24 giugno 1997, n. 196, seguendo criteri di flessibilita'
e di personalizzazione, sulla base del livello di conoscenze e
competenze posseduto, dell'eta' degli apprendisti, della durata e dei
contenuti professionali del contratto di apprendistato, degli
standard previsti nel presente decreto.
2. Il primo modulo e' dedicato all'accoglienza e alla definizione
del patto formativo tra l'apprendista e la struttura formativa. Tale
modulo sara' realizzato, ove possibile, in raccordo con quanto
previsto all'art. 1, comma 2 del decreto del Ministro del lavoro del
20 maggio 1999, n. 179.
Art. 4.
Strumenti per la valutazione
1. La commissione di cui all'art. 4 del decreto del Ministro del
lavoro n. 179 del 20 maggio 1999 predispone, avvalendosi del supporto
tecnico dell'ISFOL, la strumentazione per la verifica dei livelli di
competenza acquisiti, secondo gli standard previsti al precedente
art. 2.
Roma, 16 maggio 2001
p. Il Ministro del lavoro e della
previdenza sociale
Morese
Il Ministro della pubblica
istruzione
De Mauro
Il testo di questo provvedimento non riveste carattere
di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea.
La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato