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Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29-05-2001
Comune di Jesi
Rete Civica Aesinet

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
DIRETTIVA 6 febbraio 2001
Linee guida per l'attuazione, nel sistema di istruzione, dell'Accordo sancito dalla Conferenza unificata il 2 marzo 2000.

IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

Visto l'Accordo per la riorganizzazione e il potenziamento
dell'educazione permanente degli adulti, sancito dalla Conferenza
unificata Stato-regioni-citta' e autonomie locali il 2 marzo 2000,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 147 del 26 giugno 2000;
Visto il testo unico in materia di istruzione, di cui al decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, articoli 138 e
139;
Vista la legge 8 marzo 2000, n. 53, con particolare riferimento
all'art. 6;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.
275, concernente il regolamento per l'autonomia scolastica, e, in
particolare, gli articoli 3, 7, 8 e 9;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 novembre 2000,
n. 347, relativo al regolamento recante norme di organizzazione del
Ministero della pubblica istruzione;
Visto il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto
scuola 26 maggio 1999, articoli 24, 25, 27 e 39, e il relativo
Contratto collettivo nazionale integrativo 31 agosto 1999, articoli 7
e 37;
Vista l'ordinanza ministeriale 29 luglio 1997, n 455;
Visto l'accordo tra il Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano per
l'individuazione degli standard minimi delle qualifiche professionali
e dei criteri formativi e per l'accreditamento delle strutture della
formazione professionale sancito dalla Conferenza Stato-regioni il
18 febbraio 2000;
Ritenuto necessario avviare, nell'anno 2000/2001, il processo di
riorganizzazione e potenziamento dell'educazione degli adulti nel
sistema di istruzione, in attuazione del citato accordo del 2 marzo
2000;
Acquisito il parere della Conferenza unificata espresso nella
seduta del 1o febbraio 2001;
Emana
la seguente direttiva:
Art. 1.

Oggetto
1. Il sistema di istruzione concorre con il sistema della
formazione professionale e dell'educazione non formale alla
riorganizzazione e al potenziamento dell'educazione permanente degli
adulti, al fine di accompagnare lo sviluppo della persona garantendo
il diritto all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e
favorendo il pieno esercizio del diritto di cittadinanza.
2. La presente direttiva contiene le linee guida per la definizione
degli interventi finalizzati all'educazione permanente degli adulti
relativi al sistema di istruzione, da attuare sulla base della
programmazione regionale, come previsto nell'accordo sancito dalla
Conferenza unificata il 2 marzo 2000, di seguito denominato
"accordo".
3. Le presenti linee guida hanno validita' triennale dalla data
della loro pubblicazione.

Art. 2.
Obiettivi prioritari
1. Gli obiettivi prioritari degli interventi nel sistema di
istruzione di cui all'art. 1, comma 2, sono i seguenti:
a) la progressiva revisione dei corsi di alfabetizzazione
culturale (istruzione elementare), di scuola media (150 ore) e di
istruzione secondaria superiore per gli adulti, in relazione al
processo di riordino dei cicli d'istruzione di cui alla legge
10 febbraio 2000, n. 30;
b) l'alfabetizzazione funzionale della popolazione adulta che
consideri i differenziati bisogni di istruzione delle persone e di
promozione culturale nei contesti locali;
c) lo sviluppo dei livelli di integrazione fra istruzione e
formazione;
d) il rafforzamento della programmazione coordinata tra i livelli
locali, provinciali e regionali;
e) la progressiva riorganizzazione dei centri territoriali gia'
previsti dall'ordinanza ministeriale n. 455/1997 nel contesto del
sistema formativo integrato;
f) lo sviluppo della collaborazione tra i centri territoriali e
gli enti locali attraverso la realizzazione di progetti pilota con lo
scopo di rafforzare il complessivo sistema dell'educazione degli
adulti;
g) la personalizzazione dei percorsi, il riconoscimento dei
crediti e la progressiva realizzazione del sistema integrato di
certificazione;
h) lo sviluppo di attivita' di orientamento, informazione e
consulenza in collegamento con i servizi offerti dal sistema
integrato di istruzione, formazione e lavoro;
i) la formazione e l'aggiornamento degli operatori;
j) l'adozione di misure di accompagnamento per facilitare il
conseguimento degli obiettivi di cui al presente articolo.

Art. 3.
Tipologia degli interventi
1. L'educazione degli adulti, nel sistema di istruzione, e'
caratterizzata dai seguenti interventi progressivamente riorganizzati
in relazione ai traguardi formativi previsti dalla legge 20 gennaio
1999, n. 9 (disposizioni urgenti per l'elevamento dell'obbligo di
istruzione) e dalla legge 17 maggio 1999, n. 144, art. 68 (obbligo di
frequenza di attivita' formative sino a 18 anni) realizzati dai
centri territoriali permanenti (CTP) di cui all'art. 6 e dalle
relative reti di istituzioni scolastiche:
a) i corsi per adulti finalizzati all'alfabetizzazione culturale
(istruzione elementare);
b) i corsi di scuola media per adulti (150 ore);
c) i corsi per gli adulti negli istituti d'istruzione secondaria
di secondo grado;
d) i percorsi di alfabetizzazione funzionale degli adulti;
e) i percorsi integrati di istruzione e formazione, ferme
restando le rispettive competenze;
f) i progetti pilota per l'integrazione dei sistemi formativi,
nel rispetto delle competenze di ciascun sistema.
2. Le finalita' di cui all'art. 2, possono essere perseguite dai
centri territoriali anche attraverso la realizzazione di interventi
individuali di informazione e orientamento e di interventi culturali
per l'inserimento delle persone nel contesto sociale, in aggiunta
alle attivita' di cui al comma 1.
3. Gli interventi di cui ai commi 1 e 2, mirano prioritariamente
all'integrazione dei percorsi di istruzione e formazione e sono
strutturati in modo da promuovere la personalizzazione degli
insegnamenti e degli apprendimenti degli adulti attraverso
l'organizzazione modulare dei percorsi ed il riconoscimento delle
conoscenze e delle competenze comunque acquisite, con l'attestazione
e la certificazione dei relativi esiti, anche, in termini di crediti,
secondo criteri di trasparenza.
4. I percorsi finalizzati all'alfabetizzazione funzionale degli
adulti previsti al comma 1, lettera d), sono organizzati secondo le
linee guida contenute nell'allegato A, che fa parte integrante della
presente direttiva. Le indicazioni in esso contenute possono essere
modificate ed integrate sulla base delle proposte formulate dal
comitato nazionale di cui all'art. 10.

Art. 4.
Percorsi integrati di istruzione e formazione
1. I percorsi integrati di istruzione e formazione di cui all'art.
3, comma 1, lettera e), sono finalizzati a sostenere lo sviluppo
dell'istruzione e della formazione sulla base delle indicazioni
contenute nella programmazione regionale dell'offerta formativa,
attraverso azioni concertate dai centri territoriali con le agenzie
di formazione professionale accreditate. Essi sono prioritariamente
destinati alle fasce deboli della popolazione e del mercato del
lavoro.
2. Gli interventi di cui al comma 1, sono finalizzati al
conseguimento di:
un titolo di studio con la contemporanea certificazione di
crediti spendibili nella formazione professionale;
una qualifica professionale e la certificazione di crediti
spendibili nell'ordinamento scolastico, nel rispetto delle specifiche
competenze delle regioni e degli enti locali;
la certificazione di crediti spendibili per la prosecuzione degli
studi e per il conseguimento di una qualifica professionale.
3. I centri territoriali permanenti e le relative reti di
istituzioni scolastiche realizzano i percorsi di cui al presente
articolo nell'ambito della programmazione locale dell'offerta
formativa di cui all'art. 9.

Art. 5.
Progetti pilota per l'integrazione dei sistemi formativi
1. I progetti pilota di cui all'art. 3, comma 1, lettera f), sono
finalizzati a promuovere il nuovo sistema integrato dell'educazione
permanente degli adulti cosi' come delineato dall'accordo, nel quadro
della programmazione locale dell'offerta formativa integrata di cui
all'art. 9, con particolare riferimento alle fasce deboli della
popolazione e del mercato del lavoro. Essi hanno come obiettivo la
produzione di una modellistica di elevata qualita', con alto grado di
trasferibilita' nel territorio nazionale con particolare riferimento
alla personalizzazione degli ingressi nei percorsi di istruzione e
formazione.
2. Le risorse destinate ai progetti pilota di cui al presente
articolo, tratte dal bilancio del Ministero della pubblica
istruzione, sono assegnate sulla base dei criteri generali proposti
dal comitato nazionale di cui all'art. 10 e sono utilizzate sulla
base delle intese assunte dai dirigenti degli uffici scolastici
regionali con le regioni o con gli enti locali da esse delegati.

Art. 6.
Centri territoriali per l'educazione degli adulti
1. I centri territoriali sono i centri di servizio del sistema di
istruzione deputati all'attuazione dell'offerta formativa integrata
attraverso accordi di rete tra scuole di diverso ordine e grado a
norma del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.
275, articoli 7 e 9. Essi svolgono le funzioni previste dal punto
8.2.3, lettera a) dell'accordo.
2. La dislocazione dei centri territoriali e' definita dalle
regioni, d'intesa con gli enti locali e con il dirigente dell'ufficio
scolastico regionale, nel confronto con le parti sociali, secondo gli
obiettivi della programmazione regionale dell'offerta formativa di
cui al decreto legislativo n. 112/1998, art. 138, e sulla base delle
indicazioni contenute nel punto 7.4, lettera b), dell'accordo. Con le
medesime procedure sono istituiti anche i nuovi centri
compatibilmente con le risorse e le strutture disponibili.
3. Sulla base delle determinazioni di cui al comma 2, i
provvedimenti relativi alla riorganizzazione e all'istituzione di
nuovi centri sono adottati dal dirigente del competente ufficio
scolastico regionale.

Art. 7.
Risorse professionali
1. Le risorse professionali da impiegare per l'educazione degli
adulti, nel sistema dell'istruzione, sono definite in attuazione di
accordi contrattuali, nonche' di confronto con le organizzazioni
sindacali per quanto attiene le dotazioni organiche - tenuto conto di
quanto indicato al punto 8.2.3, lettera a) dell'accordo - al fine di
costituire in ogni centro un nucleo di base di docenti con competenze
organizzative, relazionali e metodologico - didattiche nel campo
dell'educazione degli adulti.
2. La funzione docente per l'educazione degli adulti si esplica
secondo le indicazioni dell'art. 39, lettera e), del contratto
collettivo nazionale di lavoro 26 maggio 1999, con particolare
riferimento alla organizzazione flessibile dell'orario su base annua.
Per le attivita' aggiuntive e le collaborazioni plurime si fa
riferimento agli articoli 25 e 27 del contratto collettivo nazionale
di lavoro 26 maggio 1999.

Art. 8.
Formazione del personale
1. Gli interventi previsti dalla presente direttiva sono sostenuti
da progetti di formazione del personale scolastico, nel rispetto dei
contratti collettivi nazionali di categoria e nei limiti delle
risorse allo scopo destinate nel bilancio del Ministero della
pubblica istruzione, prioritariamente finalizzati alla formazione
congiunta con gli operatori degli altri sistemi formativi, anche
attraverso specifici accordi che il dirigente dell'ufficio scolastico
regionale stipula con gli altri soggetti istituzionali interessati,
allo scopo di favorire la formazione di competenze professionali con
particolare riferimento all'accoglienza, al contratto formativo e
all'assistenza tutoriale, alla didattica modulare, alla progettazione
integrata, al lavoro in rete, alle competenze in rapporto
all'alfabetizzazione funzionale.
2. Gli istituti regionali di ricerca educativa (IRRE) partecipano
alla promozione e alla realizzazione dei progetti di cui al comma 1.
3. Nel caso di progetti integrati che prevedano anche il
finanziamento regionale, l'attivita' di formazione del personale
coinvolto nei progetti di educazione degli adulti sara' svolta dal
soggetto selezionato sulla base delle procedure individuate dalle
regioni o dagli enti locali da esse delegati.

Art. 9.
Programmazione locale dell'offerta formativa integrata
1. Gli interventi per l'educazione degli adulti, di cui all'art. 3,
lettere d), e), f), sono parte integrante della programmazione locale
dell'offerta formativa svolta in attuazione degli indirizzi e dei
criteri contenuti nella programmazione regionale di cui al decreto
legislativo n. 112/1998, art. 138, in relazione a quanto previsto al
punto 7.4, lettera c), dell'accordo.
2. Gli interventi per l'educazione degli adulti di cui all'art. 3,
lettere a), b), c), per quanto stabiliti nell'ambito dei piani
dell'offerta formativa di cui all'art. 3 del decreto del Presidente
della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, devono essere comunque
coerenti con la programmazione locale dell'offerta formativa di cui
al primo comma e devono essere ricondotti ad essa facendone
ugualmente parte integrante. A questo fine, nel procedimento di
approvazione dei piani dell'offerta formativa, le istituzioni
scolastiche per la definizione di tali interventi attivano, secondo
quanto gia' espressamente previsto al quarto comma del citato art. 3
del decreto del Presidente della Repubblica n. 275/1999. I necessari
rapporti con le varie realta' del territorio, ricercandoli e
stabilendoli, per tale scopo, in seno ai comitati locali di cui al
citato punto 7.4, lettera c), dell'accordo, non appena questi sono
costituiti.
3. Il comitato locale programma l'offerta formativa di cui al comma
1, con le relative misure di accompagnamento e recepisce
contestualmente il programma degli interventi di cui al comma 2,
entro il mese di marzo di ciascun anno. Quanto sopra viene svolto,
tenuto conto delle risorse disponibili individuate sulla base delle
intese raggiunte tra il dirigente dell'ufficio scolastico regionale e
la regione o gli enti locali da essa delegati, nonche' delle
eventuali ulteriori risorse disponibili nel territorio di competenza.
4. Il comitato locale propone ai centri territoriali la
realizzazione delle attivita' comprese nella programmazione locale di
cui al comma 3. Le istituzioni scolastiche che afferiscono al centro
territoriale sulla base degli accordi di rete di cui all'art. 6,
comma 1, deliberano in merito all'inserimento delle attivita'
medesime nel piano dell'offerta formativa di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 275/1999, art. 3.

Art. 10.
Comitato nazionale
1. In attesa della compiuta attuazione del sistema integrato per
l'educazione degli adulti e' istituito, presso il Ministero della
pubblica istruzione, il comitato nazionale cosi' composto:
due rappresentanti del Ministero della pubblica istruzione;
due rappresentanti del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale;
un rappresentante del Ministero dell'universita' e della ricerca
scientifica e tecnologica;
un rappresentante del Dipartimento degli Affari sociali;
sei rappresentanti delle regoni;
quattro rappresentanti dei comuni;
un rappresentante delle comunita' montane;
due rappresentanti delle province;
otto rappresentanti delle parti sociali di cui quattro in
rappresentanza dei lavoratori e quattro in rappresentanza dei datori
di lavoro.
2. Il comitato nazionale di cui al comma 1, svolge le funzioni
previste al punto 7.4 dell'accordo, raccordandosi con il comitato
nazionale per l'istruzione e la formazione tecnica superiore (IFTS).
3. Nessun compenso e' previsto per la partecipazione ai lavori del
comitato, ad eccezione dell'eventuale rimborso delle spese di viaggio
e di missione sostenute dai suoi componenti.

Art. 11.
Disciplina transitoria
1. Sino alla compiuta riorganizzazione dei corsi di cui all'art. 3,
comma 1, lettere a) e b), viene rispettivamente rilasciato il titolo
di licenza elementare o di licenza media, secondo i criteri e le
modalita' previste dall'ordinanza ministeriale 29 luglio 1997, n.
455, art. 7, comma 2.
2. In attesa dell'attuazione del sistema nazionale di
certificazione delle competenze professionali previsto dall'accordo
sancito dalla Conferenza unificata il 18 febbraio 2000, le
attestazioni relative ai percorsi di cui all'art. 3, comma 1, lettere
d), e), f), ed i crediti spendibili sono certificati secondo il
modello contenuto nell'allegato B, che fa parte integrante della
presente direttiva.
Roma, 6 febbraio 2001
Il Ministro: De Mauro

Registrato alla Corte dei conti il 2 aprile 2001
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 1, Pubblica istruzione,
foglio n. 247;

Allegato A

NOTA TECNICA PER LA PROGETTAZIONE E LA CERTIFICAZIONE DEI PERCORSI
INDIVIDUALI DI ALFABETIZZAZIONE FUNZIONALE DEGLI ADULTI

1. L'alfabetizzazione funzionale degli adulti.
Molti adulti in Italia e nei Paesi industrializzati, come ha
dimostrato la recente indagine I.A.L.S. - S.I.A.L.S., oggi sono a
rischio alfabetico. Solo nel 20-30% dei casi comprendono testi
corredati anche da grafici e tabelle, sanno compilare correttamente
la modulistica occorrente nella vita quotidiana, hanno completa
padronanza del linguaggio scritto per formulare e leggere un
messaggio.
In gran parte della popolazione adulta, inoltre, puo' essere
notata una caduta precoce della competenza alfabetica in quanto
sempre piu' persone dimenticano quello che hanno appreso.
Un tempo leggere, scrivere e far di conto, erano competenze
necessarie per informare ed essere informati, oggi i mezzi di
comunicazione elettronica e telematica forniscono soluzioni
alternative e le conoscenze e le competenze alfabetiche, non piu'
esercitate, rischiano di invecchiare presto se non sono sostenute da
un organico piano richiamo e di rinforzo.
Una strategia permanente di manutenzione e sviluppo delle
conoscenze e competenze e' quindi necessaria per contrastarne la
perdita e per promuovere ed accrescere nelle persone la motivazione
ad apprendere durante il corso della loro vita. Per conseguire questo
obiettivo e' decisiva la progressiva acquisizione delle competenze
che consentono di imparare in una dimensione di autoapprendimento. Il
diritto alla formazione permanente, in quanto diritto di
cittadinanza, si traduce nel diritto di saper utilizzare gli
strumenti del leggere, dello scrivere, dei linguaggi propri della
societa' dell'informazione, di possedere la capacita' di porre
domande e di analizzare i fatti, di sapersi collocare nei contesti di
vita e di lavoro, al fine di sviluppare competenze personali e
collettive.
Il rinforzo della competenza alfabetica nella popolazione adulta
riguarda anche i bambini e i giovani perche' bassi livelli di
scolarita' e di cultura delle famiglie incidono negativamente sul
destino scolastico di giovani e di adolescenti. Particolari bisogni
di alfabetizzazione esprimono le fasce deboli e le altre culture,
soprattutto come esigenza di convivenza, di coesione sociale, di
espressione delle identita' e delle differenze di tutti i gruppi
sociali, risorsa e ricchezza della societa' contemporanea.
L'alfabetizzazione funzionale degli adulti e', pertanto, uno
strumento di intervento mirato sulle forme di esclusione sociale.
I percorsi individuali di alfabetizzazione sono potenzialmente
correlati alle esigenze di promozione sociale del territorio legate
alle trasformazioni del mondo del lavoro e alla valorizzazione delle
culture locali. Essi possono essere realizzati in funzione dei
bisogni espressi da specifici gruppi - obbiettivo (extracomunitari,
casalinghe, disabili, militari di leva, detenuti, lavoratori
socialmente utili).
Per corrispondere a questi fabbisogni il programma degli
interventi di cui all'art. 2 della direttiva promuove la
personalizzazione degli insegnamenti e degli apprendimenti degli
adulti e consente il riconoscimento delle conoscenze e delle
competenze, comunque acquisite e sviluppate, attraverso la
negoziazione, l'organizzazione modulare e la trasparente
certificazione degli esiti di percorsi di istruzione, in via
prioritaria dedicati all'alfabetizzazione funzionale degli adulti.
2. L'organizzazione e la gestione dei percorsi individuali.
Gli adulti, per la loro storia individuale e per la natura degli
specifici processi cognitivi, di astrazione e concettualizzazione,
apprendono in modo molto diverso dai bambini e dai giovanissimi che
frequentano la scuola i cui curricoli scolastici sono ancora
formalizzati e costituiti da contenuti disciplinari che si snodano in
modo prevalentemente sequenziale.
L'apprendimento adulto mette invece in primo piano la
soggettivita' biografica, la concreta situazione in cui si generano e
contemporaneamente interagiscono gli apprendimenti e la mediazione
personale.
Per questo motivo e' molto importante favorire la diffusione di
prassi destinate a valorizzare la pluralita' delle intelligenze,
compresa quella emotiva, che entrano in gioco nell'apprendimento
adulto.
Il modello formativo flessibile che caratterizza i percorsi
modulari e' orientato non solo ad agevolare l'acquisizione delle
competenze di base da parte degli adulti, ma anche a mantenerne la
stabilita' nel tempo in rapporto al mutare delle esigenze personali,
lavorative, sociali.
La flessibilita' formativa, inoltre, e' strettamente correlata
alla capacita' di riflessione dell'adulto sui processi cognitivi di
cui e' attore. La riflessione consente l'apertura verso spazi di
migliorabilita' e pertanto e' fattore non secondario per originare la
tensione verso l'apprendere ad apprendere e si traduce, in definitiva
in fattore primario di motivazione e di sostegno per l'adulto.
I percorsi individuali vanno percio' organizzati in moduli
sviluppati, in linea di massima, nelle fasi di seguito illustrate.
2.1. Accoglienza, orientamento e accreditamento.
La fase di accoglienza ha un ruolo primario e fondamentale in
ogni percorso di EDA. Essa si sviluppa nei momenti dell'orientamento
e dell'accreditamento in ingresso. L'adulto e' in grado di instaurare
un dialogo costruttivo quando avverte un clima positivo nella fase di
inizio del processo formativo, che percepisce attento alle
caratteristiche e alle motivazioni personali. Le condizioni
preliminari e necessarie per la realizzazione di un ambiente idoneo
all'accoglienza risiedono nella qualita' della presenza degli adulti
e delle relazioni interpersonali. Su questi aspetti si focalizza, ma
non si esaurisce, ogni strategia di accoglienza. In particolare, le
buone prassi sperimentate hanno dimostrato che un percorso
strutturato di accoglienza presenta le seguenti articolazioni:
pubblicizzazione;
contatto;
conoscenza;
informazione;
analisi e autoanalisi delle competenze in ingresso;
individuazione del "potenziale";
progettazione attraverso la negoziazione del percorso formativo
e individuazione del segmento di istruzione in cui il percorso si
colloca, (art. 3, comma 1, della direttiva).
Per poter apprendere durante il corso della vita assumono
particolare rilevanza le competenze trasversali. L'autostima, il
saper valutare il proprio potenziale, il saper riconoscere le proprie
aspettative, il sapersi collocare nei contesti, attribuire senso al
proprio e altrui fare, il sapersi orientare, scegliere, decidere,
conoscere i propri stili di apprendimento, sapersi dirigere
nell'apprendimento (capacita' di progettualita' e di controllo dei
processi), sono aspetti strategici, per poter garantire non solo il
mantenimento ma anche la gestione, manutenzione e sviluppo delle
competenze.
La collaborazione, il sostegno, la solidarieta', il rispetto per
se' e per gli altri si possono tradurre a livello operativo in
competenze trasversali e dare spazio alla creativita' personale, alla
liberta' di progettazione, alla soluzione autonoma dei problemi.
L'area della relazionalita' e della comunicazione, tra loro
strettamente interconnesse, consentono alla persona di trasformare i
saperi in comportamenti efficaci, di costruire una rete positiva di
rapporti adeguata al proprio contesto di vita e di lavoro.
I successivi momenti dell'orientamento e dell'accreditamento in
ingresso sono finalizzati a:
verificare le caratteristiche individuali (titoli, esperienze,
competenze, motivazioni ecc.) e il fabbisogno educativo/formativo;
definire un "Progetto di sviluppo personale" e un conseguente
patto formativo;
accertare eventuali competenze gia' acquisite da considerarsi
quali crediti per la determinazione dei percorsi individuali.
In particolare il processo prevede le seguenti fasi:
orientamento, per l'approfondimento delle motivazioni, del
fabbisogno formativo e della progettualita' individuale. In questa
fase l'adulto va sostenuto particolarmente per ricostruzione
l'esperienza pregressa e per definire le prospettive di sviluppo
personale;
valutazione/accertamento, in questa fase vanno poste in
trasparenza le effettive caratteristiche degli adulti per definirne
la coerenza con gli obiettivi dei percorsi stessi;
riconoscimento/attestazione attraverso l'accreditamento delle
competenze gia' acquisite quali crediti ai fini della
personalizzazione del percorso.
Al fine di garantire omogeneita' nelle procedure, le fasi di cui
sopra possono realizzarsi nel modo seguente:
fase di orientamento: il percorso e' condotto da personale (es.
docenti, tutor consiglieri di orientamento), particolarmente
qualificato, ed in possesso di competenze psicologiche e
psico-pedagogiche. A conclusione di questa fase il suddetto personale
redige collegialmente per ciascun adulto il "Progetto di sviluppo
personale" che costituisce il patto formativo tra l'adulto e
l'istituzione;
fase di valutazione/accertamento, composizione del "Dossier
individuale" per la ricostruzione e documentazione del curriculum
pregresso. Tale dossier, elaborato dall'adulto con l'assistenza di
una delle professionalita' indicate per le funzioni di orientamento,
contiene informazioni, messe a disposizione dell'interessato,
documentate, autodichiarate e/o eventualmente approfondite
nell'ambito di colloqui specifici, nei seguenti ambiti:
1) istruzione/formazione (ad es. titoli di studio,
certificazioni o attestazioni formative, esperienze formative
interrotte o in corso, contenuti dei percorsi, conoscenze e
competenze acquisite);
2) esperienze di lavoro (ad es. documentazione relativa alle
esperienze professionali in corso o pregresse, settore di
riferimento, attivita' svolte, prodotti/risultati, conoscenze e
competenze acquisite);
3) tirocini, volontariato o altro (ad es. documentazione
relativa alle esperienze, attivita' svolte, conoscenze e competenze
acquisite);
fase di riconoscimento/attestazione di eventuali crediti in
ingresso il "Dossier individuale" e' sottoposto alla valutazione di
una commissione tecnica per l'accreditamento costituita dal dirigente
scolastico coordinatore del centro territoriale per l'educazione
degli adulti secondo le modalita' previste a paragrafo 3 della
presente nota. La commissione, tenendo conto del dossier individuale
e del "Progetto di sviluppo personale" formula e motiva le
determinazioni in ordine al riconoscimento di competenze gia'
acquisite con valore di credito e provvede a compilare la relativa
scheda di accreditamento contenuta nel certificato di cui
all'allegato B.
Il "Progetto di sviluppo personale" e il "Dossier individuale",
cosi come le informazioni e documentazioni in esso contenute, sono
riservate secondo le norme relative al trattamento dei dati
sensibili.
2.2. La progettazione del percorso individuale.
L'opzione pedagogica della flessibilita' formativa mira alla
acquisizione di competenze attraverso percorsi individuali
predisposti sulla base degli esiti dell'orientamento e
accreditamento.
Tale opzione si concretizza nell'organizzazione modulare dei
percorsi, in modo funzionale alle modalita' dell'apprendimento
adulto.
La modularita' agevola la personalizzazione dei percorsi e
permette la possibilita' di frequenza a persone che non possono
partecipare a programmi intensivi e, allo stesso tempo, consente una
marcata intenzionalita' educativa, perche' comporta l'acquisizione di
saperi essenziali, significativi, stabili e capitalizzabili.
I contenuti dei moduli, inoltre, sono uno strumento per rendere
reale e consapevole il diritto di cittadinanza attiva, per
valorizzare la dimensione orientativa dei percorsi formativi e per
fornire le competenze necessarie per fruire anche dei beni letterari,
artistici e scientifici.
L'organizzazione modulare si dimostra utile per:
inserire in fasi e momenti diversi del percorso formativo
adulti che possiedono crediti riconosciuti;
fornire competenze per individuare utilizzare e integrare forme
espressive e linguaggi diversi;
alternare momenti di studio e di lavoro;
valorizzare le attivita' pratiche e di laboratorio;
certificare competenze definite e spendibili nel rientro in
percorsi di istruzione, formazione e nel lavoro.
Nell'organizzazione dei percorsi modulari devono trovare spazio
le competenze trasversali quali elementi costitutivi e fondanti della
realizzazione del pieno diritto di cittadinanza in quanto danno
centralita' all'adulto come persona. Gli consentono di diagnosticare,
di relazionarsi, di affrontare le situazioni, di osservare,
analizzare e situarsi in un contesto organizzativo, pianificare le
risorse e gli obiettivi, lavorare in gruppo, negoziare, in una parola
di essere creativo ed innovativo nel cercare soluzioni.
Le competenze trasversali occupano, percio', uno spazio di
specifica progettazione modulare sin nella fase di accoglienza e
vanno anche declinate nei moduli riferiti alle quattro aree previste
al punto 2.2.1.
Nella progettazione del percorso individuale vanno inoltre
previsti moduli specifici per il recupero dei precedenti deficit di
istruzione e formazione accertati nella fase di orientamento e di
accreditamento in ingresso.
2.2.1. Le aree.
I percorsi modulari per l'alfabetizzazione funzionale sono
prioritariamente riferiti a quattro aree:
linguaggi;
socio-economica;
scientifica;
tecnologica.
Per ciascuna area sono di seguito indicate le competenze da
acquisire in esito al percorso individuale, che vanno riferite ai
livelli di istruzione richiamati dalla direttiva, art. 3, comma 1,
lettere a), b), c).
Area dei linguaggi.
Identificare le diverse modalita' dei processi di comunicazione
per renderle oggetto di riflessione e per meglio saperle gestire;
utilizzare stili e mezzi diversi di comunicazione verbale,
riconoscere e usare le principali strutture morfosintattiche e i
livelli lessicali adeguati alle esigenze di interazione sociale, di
inserimento professionale, di espressivita' individuale;
integrare linguaggi diversi, verbali e non verbali;
produrre e capire, gestire e interpretare messaggi adeguati per
struttura, contenuti e funzioni ai contesti di comunicazione.".
Area socio-economica.
Utilizzare gli stimoli della realta' contemporanea per impostare
percorsi di approfondimento nello spazio e nel tempo;
individuare mutamenti, durate, periodi;
cogliere le caratteristiche dei cambiamenti prodotti dalle
innovazioni, scientifiche e tecnologiche nel mondo del lavoro;
orientarsi nel panorama delle organizzazioni che operano in
ambito sovranazionale, nazionale, locale;
formulare problemi sulle questioni trattate;
riconoscersi come soggetto di diritti e di doveri in un contesto
sociale e nel rispetto delle sfere giuridiche altrui;
orientarsi nelle dinamiche del mondo del lavoro soprattutto in
relazione alla definizione di un progetto personale.
Area scientifica.
Risolvere compiti che presuppongono la comprensione di testi che
hanno contenuti quantitativi;
utilizzare i linguaggi formalizzati per operazioni di calcolo,
misure e per rappresentazioni con grafici, tabelle, soprattutto in
relazione a problemi e situazioni della vita quotidiana.
Area tecnologica.
Riconoscere varie tipologie di strumentazione in rapporto alla
loro destinazione d'uso;
essere in grado di utilizzare supporti tecnologici nella gestione
di attivita' e per la risoluzione di problemi che il cittadino deve
affrontare nella vita quotidiana;
possedere adeguati codici linguistici per la fruizione
consapevole delle strumentazioni tecnologiche a maggior diffusione;
saperne comprendere le potenzialita' di utilizzo in diversi
contesti.
3. La verifica e la valutazione degli apprendimenti.
L'impianto formativo flessibile e l'individuazione dei percorsi
comportano la necessita' di verificare e valutare le competenze
acquisite con criteri coerenti rispetto alla scansione del percorso
ed alle caratteristiche specifiche degli adulti.
Le prove di verifica e di valutazione concludono il percorso
individuale in modo da tener conto delle verifiche intermedie e
valutare l'apprendimento in tutti i suoi profili sulla base di prove
determinate dalle commissioni in relazione agli obiettivi contenuti
nel progetto di sviluppo personale.
Le commissioni sono costituite dal dirigente scolastico
coordinatore del centro territoriale. Esse sono composte dai docenti
e dai tutor impegnati nella progettazione e nell'attuazione del
percorso.
Nel caso dei percorsi integrati previsti dalla direttiva, art. 3
comma 1, lettera e), la commissione e' integrata dai docenti delle
agenzie formative che partecipano all'attuazione dei percorsi
medesimi, secondo le modalita' concordate con le regioni o con gli
enti locali da esse delegati.
4. La certificazione.
Ogni percorso modulare si conclude con la trasparente descrizione
del percorso svolto e delle competenze acquisite allo scopo di
consentirne la leggibilita' e il loro eventuale riconoscimento con
valore di credito in successivi percorsi di istruzione e formazione.
Il dispositivo di certificazione "Certificato personale", di cui
all'allegato b), documenta le competenze e i crediti acquisiti nei
percorsi per l'educazione permanente degli adulti con le seguenti
funzioni:
a) assicura la trasparenza in linea con gli orientamenti
dell'Unione europea;
b) favorisce l'integrazione tra le istituzioni e gli attori
sociali che, a diverso titolo, sono coinvolti nei percorsi
dell'educazione degli adulti;
c) favorisce la coerenza tra la progettazione dei percorsi e le
azioni di accreditamento in ingresso nonche' il riconoscimento dei
crediti in uscita verso altri sistemi;
d) favorisce il riconoscimento dei crediti da parte degli altri
sistemi, anche ai fini del conseguimento di un titolo di studio o di
una qualifica professionale.
La documentazione puntuale del percorso e' facilitata dalla
struttura del "Certificato personale", articolato in schede, che
documentano le competenze valutate in esito al percorso, con
l'indicazione dei crediti. Esso esplicita il livello di istruzione in
cui il percorso individuale si colloca e, nel caso di percorsi
integrati di istruzione e formazione professionale comprende anche i
riferimenti all'eventuale qualifica professionale considerata, in
modo da facilitare il riconoscimento dei crediti.
Nel certificato vanno inseriti, ove possibile, i riferimenti ad
altri sistemi di certificazione, nazionali, comunitarie ed
internazionali, soprattutto per quanto concerne l'inglese,
l'informatica e l'italiano come lingua straniera.

Allegato B

NOTA TECNICA

Certificato personale - dispositivo di certificazione e
documentazione dei percorsi di educazione permanente degli adulti.

Il certificato personale di seguito allegato si compone di due
sezioni:
1) la prima sezione contiene i dati anagrafici del titolare, il
percorso di istruzione in cui il progetto individuale e' inserito, il
percorso individuale (moduli, unita' formative, etc.), i crediti
maturati.
2) la seconda sezione, e' composta da piu' "Schede di
attestazione e documentazione" del progetto individuale, da allegare
al certificato. In particolare:
la "Scheda di documentazione di riconoscimento dei crediti in
ingresso (accreditamento)";
le "Schede di attestazione e documentazione" relative ai
percorsi d'istruzione e formazione svolti presso i diversi sistemi
(Centri territoriali per l'educazione permanente degli adulti, in
strutture di formazione professionale regionale o del privato
sociale).
Il certificato personale di seguito allegato e' corredato da note
esplicative che hanno l'obiettivo di chiarire il significato dei
diversi indicatori, e di facilitare la compilazione da parte delle
sedi educative e formative.

Allegato
1
2
3
4
5


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato