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Gazzetta Ufficiale n. 219 del 20-09-2001
Comune di Jesi
Rete Civica Aesinet

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
CIRCOLARE 6 agosto 2001, n. 3
Impiego di sementi e materiale di moltiplicazione vegetativa in agricoltura biologica, articoli 6 e 6-bis
del regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio.

Alle Confederazioni agricole nazionali
a vocazione generale
All'A.I.S.
All'Asseme
A Civi-Italia c/o Unaproa
Alla Covi
All'ENSE
Agli organismi di controllo
Alla FIAO c/o C.C.P.B.
Al coordinamento Soci Ifoam Italia c/o
Itas
All'Ispettorato centrale repressioni
frodi agroalimentari
Al comando Carabinieri nucleo
antisofisticazioni e sanita'
Al comando Carabinieri nucleo tutela
norme comunitarie ed agroalimentari
e, per conoscenza:
Al Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato
Al Ministero della sanita'
Al Ministero del commercio con l'estero
Al Consiglio nazionale dei consumatori
utenti c/o Ministero dell'industria
Alla Commissione UE - D.G.VI-B.4
Al Gabinetto del Ministro - ufficio
legislativo
Alla segreteria tecnica del Ministro
Premessa.
La questione dell'impiego delle sementi e del materiale di
moltiplicazione vegetativo prodotto secondo il metodo
dell'agricoltura biologica, nonche' delle relative deroghe previste
dalla regolamentazione comunitaria per portare a regime il sistema,
sono state trattate, a livello nazionale, con note circolari del
22 luglio e del 22 dicembre 1999 e da ultimo con nota dell'8 novembre
2000 (circolare n. 12).
Per consentire agli operatori una piu' agevole consultazione delle
disposizioni emanate in materia, si e' ritenuto opportuno provvedere
ad un coordinamento delle stesse, confortati anche dalle richieste
pervenute in tal senso da diverse parti.
Pertanto, con la presente circolare, si intende riformulare ed
aggiornare le disposizioni nazionali emanate in merito ai seguenti
argomenti:
1) campo di applicazione dell'art. 6 e 6-bis del regolamento
(CEE) n. 2092/91 modificato;
2) norme di produzione per le sementi, materiale di
moltiplicazione vegetativa e piante destinate al trapianto ottenute
col metodo dell'agricoltura biologica;
3) regime di deroga per l'impiego di sementi e materiale di
moltiplicazione proveniente da agricoltura convenzionale:
a) procedure relative al funzionamento della banca dati ENSE
sulla disponibilita' di sementi e altro materiale di propagazione
vegetativo;
b) attivita' di verifica da parte degli organismi di controllo;
4) disposizioni transitorie e finali.
1. Campo di applicazione dell'art. 6 e 6-bis del regolamento (CEE) n.
2092/91.
Il campo di applicazione dell'art. 6 e' da riferirsi alle sementi
ed al materiale di moltiplicazione vegetativo quali marze e prodotti
assimilati.
Il campo di applicazione dell'art. 6-bis e' da riferirsi alle
"piante intere destinate ad essere piantate per la produzione di
vegetali". Cio' riferito esclusivamente alle piantine orticole
destinate al trapianto.
2. Norme di produzione per le sementi, materiale di moltiplicazione
vegetativo e piante destinate al trapianto ottenute col metodo
dell'agricoltura biologica.
a) Sementi, materiale di moltiplicazione vegetativo, per tali
materiali il metodo di produzione biologico implica che la pianta
porta-seme, per le sementi, e la pianta porta marze, per i materiali
di moltiplicazione vegetativa, siano state ottenute senza l'impiego
di organismi geneticamente modificati e/o prodotti derivati da tali
organismi e conformemente al paragrafo 1, lettere a) e b) dell'art. 6
del regolamento (CEE) n. 2092/91, per almeno una generazione o, in
caso di colture perenni, per almeno due cicli colturali.
In altre parole, la piante porta seme e la pianta porta marze
debbono essere coltivate con le stesse norme di produzione previste
per l'ottenimento dei prodotti di cui all'art. 1, paragrafo 1,
lettera a) del regolamento (CEE) n. 2092/91, ad eccezione del
rispetto della lettera c) del paragrafo 1 dell'art. 6 dello stesso
regolamento.
Cio' consente, quindi, l'utilizzo di sementi e materiale di
moltiplicazione vegetativo derivante da agricoltura convenzionale
come materiale di partenza per l'ottenimento del materiale di
moltiplicazione biologico.
Pertanto, si potranno ottenere sementi e materiali di
moltiplicazione vegetativa "da agricoltura biologica", mettendo a
coltura piante porta seme e piante porta marze di origine
convenzionale su appezzamenti che abbiano completato il periodo di
conversione previsto dall'allegato I, parte A, paragrafo 1, del
regolamento (CEE) n. 2092/91 (almeno due anni prima della semina o,
nel caso di colture perenni diverse dai prati di almeno tre anni
prima del primo raccolto) e continuando ad applicare, per le stesse
piante, il metodo di produzione biologico per almeno una generazione
o, in caso di colture perenni, per almeno due cicli colturali.
Nel caso di bulbose e/o tuberose, che per ragioni tecniche, per la
produzione del seme, richiedono il reimpianto del bulbo o del tubero,
il ciclo generazionale parte dal reimpianto del bulbo o del tubero
stesso.
Per detto materiale, come previsto dall'art. 6, par. 3, lettera a)
del regolamento (CEE) n. 2092/91, modificato dal regolamento (CE) n.
1804/99, il regime di deroga scade il 31 dicembre 2003.
b) Piantine orticole destinate al trapianto, per tali materiali di
riproduzione il metodo di produzione biologico implica che le piante
debbano essere state prodotte conformemente all'art. 6 del
regolamento (CEE) n. 2092/91.
Le piantine orticole destinate al trapianto, quindi, devono essere
ottenute impiegando sementi da agricoltura biologica ed applicando il
metodo di produzione biologico fino all'ottenimento del prodotto
commerciale.
Si ricorda che, per quanto riguarda i prodotti di cui all'art.
6-bis (piantine orticole destinate al trapianto), la deroga per
l'utilizzo di materiale convenzionale e' scaduta il 31 dicembre 1997.
3. Regime di deroga per l'impiego di sementi e materiale di
moltiplicazione provenienti da agricoltura convenzionale.
a) Procedure relative al funzionamento della banca dati ENSE sulla
disponibilita' di sementi e altro materiale di propagazione
vegetativo.
Questo Ministero, al fine di facilitare la conoscenza della
disponibilita' di materiali di moltiplicazione e una corretta
concessione di deroghe per il materiale non disponibile di cui
all'art. 6, paragrafo 3, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2092/91,
ha sottoscritta una convenzione con l'ENSE, che prevede la
centralizzazione presso tale Ente, delle informazioni di mercato
sulla disponibilita' di sementi e materiale di moltiplicazione
vegetativo biologico.
Per effetto della predetta convenzione, l'ENSE e' stato, altresi',
autorizzato ad acquisire informazioni sulla disponibilita' di mercato
del materiale di moltiplicazione biologico e a concedere deroghe, nel
caso di accertata non disponibilita' di prodotto, per il quale la
deroga stessa e' consentita fino al 31 dicembre 2003.
L'ENSE provvede, pertanto, sulla base di tale convenzione e delle
esigenze degli operatori, a dare informazioni al Ministero, alle
regioni e province autonome, agli organismi di controllo, alle
organizzazioni professionali agricole e alle associazioni di
categoria per consentire agli operatori stessi di conoscere le
disponibilita' di materiale sementiero e/o di moltiplicazione
vegetativo biologico sul mercato nazionale e comunitario.
Tali dati sono anche resi disponibili sul sito web dell'ENSE
all'indirizzo: www.ense.it
a. 1) Aggiornamento della banca dati ENSE.
Allo scopo di mantenere la banca dati quanto piu' aggiornata
possibile, l'invio da parte degli interessati, all'ENSE, di tutte le
dichiarazioni relative alla disponibilita' di sementi o altro
materiale di propagazione da agricoltura biologica, deve essere
rinnovato mensilmente. In caso contrario la disponibilita' verra'
considerata esaurita, e, la ditta che non conferma mensilmente tale
disponibilita', depennata dalla banca dati.
a.1. 1) Per le sementi per le quali vige l'obbligo della
certificazione varietale.
L'operatore moltiplicatore o chi ha l'obbligo di presentare la
domanda di controllo in campo all'ENSE deve:
specificare, nella domanda, la superficie destinata alla
moltiplicazione di sementi in regime di agricoltura biologica,
nonche' l'organismo di controllo cui l'azienda agricola e'
sottoposta. Cio' al fine di consentire all'ENSE di acquisire il dato
previsionale sulla entita' della superficie destinata alle colture
biologiche da seme;
comunicare all'ENSE notizie e dati sulle sementi prodotte e
certificate da parte dell'organismo di controllo come biologiche
(allegato 1). Tali notizie sono acquisite allo scopo di disporre di
dati sulle potenziali disponibilita' di sementi biologiche da parte
delle ditte sementiere.
Resta inteso che le deroghe verranno comunque concesse sulla base
dei quantitativi di sementi biologiche dichiarate dalle ditte
sementiere.
La ditta sementiera deve:
precisare, nella domanda di cartellinatura ufficiale dell'ENSE,
successivamente alla produzione di sementi biologiche in campo, che
si tratta di sementi biologiche, indicando l'operatore agricolo
moltiplicatore da cui ha acquistato il prodotto e l'organismo di
controllo cui la stessa ditta fa riferimento, nonche' la quantita' di
prodotto biologico ottenuto distinto per varieta' (allegato 2).
a.1. 2) Per le sementi per le quali non vige l'obbligo della
certificazione ufficiale (es. sementi ortive cat. Standard).
L'operatore moltiplicatore deve comunicare all'ENSE:
la superficie destinata alla moltiplicazione di sementi in regime
di agricoltura biologica, nonche' l'organismo di controllo cui
l'azienda agricola e' sottoposta. Cio' al fine di consentire all'ENSE
stesso di acquisire il dato previsionale sulla entita' della
superficie destinata alle colture biologiche da seme (allegato 3);
notizie e dati sulle sementi prodotte e certificate da parte
dell'organismo di controllo come biologiche (allegato 4). Tali
notizie sono acquisite allo scopo di disporre di dati sulle
disponibilita' di sementi biologiche da parte delle ditte sementiere.
Resta inteso che le deroghe verranno comunque concesse sulla base
dei quantitativi di sementi biologiche dichiarate dalla ditte
sementiere.
La ditta sementiera deve:
comunicare all'ENSE, successivamente alla produzione di sementi
biologiche in campo, il nome dell'operatore moltiplicatore da cui ha
acquistato il prodotto, notizie e dati sul prodotto biologico
ottenuto. Tale comunicazione dovra' essere vidimata dall'organismo di
controllo cui la ditta stessa fa riferimento (allegato 5).
a.1. 3) Per il materiale vivaistico.
La ditta vivaistica biologica deve:
indicare all'ENSE la disponibilita' del materiale di
moltiplicazione vegetativo ottenuto in produzione biologica,
l'organismo di controllo certificatore della stessa, nonche' una
attestazione vidimata dall'organismo di controllo sulle quantita' di
prodotto biologico ottenuto distinte per varieta' (allegato 6).
a. 2) Rilascio della deroga.
a.2. 1) La richiesta di deroga deve essere inviata all'ENSE,
utilizzando l'apposito modulo (allegato 7), per posta tramite
raccomandata con avviso di ricevimento (via F. Wittgens n. 4 - 20123
Milano), per fax 02/80691649 o per e-mail aff-gen@ense.it almeno
trenta giorni prima della semina per le sementi e l'impiego del
materiale di moltiplicazione vegetativo, e almeno dieci giorni prima
dell'impianto per le sementi ortive.
L'ENSE deve dare risposta per posta, per fax o per e-mail con le
stesse modalita' sopra indicate, non oltre trenta giorni (dal
ricevimento della richiesta di deroga) per le sementi con l'obbligo
di certificazione e per il materiale di moltiplicazione vegetativo e
non oltre dieci giorni per le sementi ortive, motivazioni del diniego
e indicando, se del caso, la/le ditte sementiere o il/i vivaista/i
che hanno segnalato la disponibilita' del materiale richiesto.
In assenza di risposta dell'ENSE nei termini previsti al precedente
capoverso, la deroga si puo' considerare concessa.
In caso di diniego della deroga, l'ENSE deve inviare copia della
relativa comunicazione all'operatore interessata e, nello stesso
tempo, all'organismo di certificazione di riferimento.
a.2. 2) La deroga per l'utilizzo di sementi e/o materiale di
moltiplicazione convenzionale deve intendersi parimenti concessa nel
caso in cui l'operatore possa comprovare, attraverso adeguata
documentazione cartacea (dichiarazione rilasciata dalla ditta
sementiera o, in assenza di questa, copia della richiesta di
dichiarazione inviata alla ditta stessa) che la ditta sementiera o il
vivaista, indicati dall'ENSE, all'atto della negazione della deroga,
non ha piu' disponibilita' del materiale richiesto.
a.2. 3) Qualora le informazioni fornite all'ENSE, risultanti dal
modulo di richiesta di deroga dovessero risultare incomplete, la
richiesta di deroga viene respinta e copia della relativa
comunicazione deve essere inviata dall'ENSE all'operatore interessato
e all'organismo di controllo di riferimento nei tempi previsti al
precedente punto a.2. 1) esplicitando le motivazioni del diniego.
a. 3) Procedure di ricorso avverso la decisione dell'ENSE di
negazione della deroga.
Avverso la decisione dell'ENSE di negare la deroga puo' essere
presentato ricorso, entro trenta giorni dal ricevimento della
comunicazione di diniego.
Il ricorso deve essere inviato attraverso raccomandata con avviso
di ricevimento al Ministero delle politiche agricole e forestali e,
per conoscenza, all'ENSE, specificando le motivazioni per le quali il
ricorso viene presentato.
Il Ministero, sentito l'ENSE decide sul ricorso, entro trenta
giorni dal ricevimento dello stesso, nel rispetto delle modalita'
previste dall'art. 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e delle
procedure previste dall'art. 8 della medesima legge.
b) Attivita' di verifica che devono essere effettuate da parte
degli organismi di controllo.
L'organismo di controllo al fine del riscontro della conformita' di
impiego di sementi e materiale di moltiplicazione vegetativo
convenzionale in deroga, deve verificare:
che la richiesta di deroga sia stata regolarmente inviata secondo
i tempi prestabiliti;
che la deroga sia stata concessa regolarmente, ovvero che non vi
siano state comunicazioni di diniego da parte dell'ENSE, o che si
configuri il caso di cui al punto a.2.2);
che la deroga sia stata concessa regolarmente, ovvero che non vi
siano state comunicazioni di diniego da parte dell'ENSE, o che si
configuri il caso di cui al punto a.2.2);
che la varieta' acquistata e seminata corrisponda a quella
indicata nella richiesta di deroga.
4. Disposizioni transitorie e finali.
Quanto statuito, in materia di sementi e materiale di
moltiplicazione vegetativo con metodo biologico, nelle note di questo
ministero del 22 luglio 1998, 22 dicembre 1999 e 8 novembre 2000,
viene sostituito dal presente provvedimento a far data dalla sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Per le richieste di deroga avanzate prima della pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale di questa circolare, valgono le disposizioni di
cui al regolamento (CEE) n. 2092/91 e successive modifiche ed
integrazioni nonche' le disposizioni emanate da questa
amministrazione con riferimento alla materia in esame.
Tuttavia, e con particolare riferimento alla nota dell'8 novembre
2000, tenuto conto delle difficolta' applicative incontrate dagli
operatori interessati, specie per quanto riguarda la ristrettezza dei
tempi considerati per l'impiego delle sementi concernenti la campagna
di semine invernali 2000-2001, le eventuali mancate applicazioni
della suddetta nota, saranno considerate a partire dalle semine
primaverili 2001 e comunque con decorrenza dal 1 aprile 2001.
Con l'occasione si ritiene opportuno ricordare che restano ferme,
nel caso in cui occorra, le sanzioni amministrative e penali previste
dalla normativa comunitaria e nazionale in materia di agricoltura
biologica e ad essa applicabile (ivi compreso l'art. 316-ter del
codice penale introdotto dall'art. 4 della legge 29 settembre 2000,
n. 300).
Roma, 6 agosto 2001

Il direttore generale del Dipartimento
della qualita' dei prodotti agroalimentari e dei servizi
Ambrosio

Allegato
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pag. 25
pag. 26
pag. 27


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato