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Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26-09-2001
Comune di Jesi
Rete Civica Aesinet

DECRETO-LEGGE 25 settembre 2001, n. 350
Disposizioni urgenti in vista dell'introduzione dell'euro.

Capo I
DISPOSIZIONI PER IL PASSAGGIO ALL'EURO
Sezione I
Disposizioni per il passaggio all'euro
del sistema bancario e finanziario

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Visti gli articoli 10, 11 e 12 del regolamento (CE) n. 974/98 del
Consiglio, del 3 maggio 1998, relativo all'introduzione dell'euro,
che prevedono l'immissione in circolazione, a decorrere dal 1 gennaio
2002, di banconote e di monete metalliche denominate in euro, nonche'
l'apprestamento, da parte degli Stati membri partecipanti alla moneta
unica, di sanzioni adeguate contro l'alterazione e la contraffazione
delle banconote delle monete metalliche in euro;
Vista la decisione quadro 2000/383/GAI del Consiglio, del 29 maggio
2000, relativa al rafforzamento della tutela per mezzo di sanzioni
penali e altre sanzioni contro la falsificazione di monete in
relazione all'introduzione dell'euro;
Visti gli articoli 1.5, 3.1 e 6 della raccomandazione della
Commissione dell'11 ottobre 2000 sui mezzi per agevolare la
preparazione degli operatori economici al passaggio all'euro;
Visto il regolamento (CE) n. 1338/2001 del Consiglio, del 28 giugno
2001, che definisce talune misure necessarie alla protezione
dell'euro contro la falsificazione;
Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di disciplinare
taluni aspetti dell'attivita' bancaria e finanziaria, nonche' di
assicurare in maniera tempestiva e completa la tutela dell'euro dalle
falsificazioni;
Ritenuta, inoltre, la straordinaria necessita' ed urgenza di
rivedere la disciplina in materia di equalizzatore fiscale, anche
alla luce dell'orientamento assunto al riguardo dalla giurisprudenza,
nonche' di conseguire, gia' dal corrente anno, i risparmi derivanti
dalla revisione della disciplina normativa sulla tassazione dei
redditi di natura finanziaria, sulla cartolarizzazione e su altre
operazioni finanziarie;
Sentito il parere della Banca centrale europea del 30 agosto 2001;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 21 settembre 2001;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
per le politiche comunitarie e con il Ministro della giustizia;
.ce, E m a n a
il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Conversione in euro dei conti
ed emissione di titoli di credito
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
le banche, previa informativa da darsi in via impersonale mediante la
pubblicazione di apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, possono trasformare in euro i conti della
clientela denominati in lire, salvo che il cliente, entro quindici
giorni dalla pubblicazione dell'avviso, richieda alla banca, con atto
scritto, di mantenere la denominazione in lire del conto fino al
31 dicembre 2001. Sui conti trasformati in euro i clienti possono
continuare a operare in lire, anche mediante emissione di assegni,
fino al 31 dicembre 2001.
2. Le disposizioni previste dal comma 1 si applicano anche ai conti
espressi in valute dei Paesi partecipanti all'euro; in tali casi, la
facolta' di cui all'ultimo periodo del comma 1 si intende riferita
alla valuta di denominazione originaria del conto.
3. I riferimenti negli assegni e negli altri titoli emessi, nonche'
negli ordini di accreditamento e di addebitamento in conto in lire
impartiti alle banche entro il 31 dicembre 2001, vengono intesi come
riferimenti all'unita' euro, da calcolarsi in base ai rispettivi
tassi di conversione. Ad essi si applicano le regole di
arrotondamento definite nel regolamento (CE) n. 1103/97 del
Consiglio, del 17 giugno 1997. A decorrere dal 1 gennaio 2002 non
possono essere emessi assegni e altri titoli di credito in lire e, se
emessi, non valgono come titoli di credito; dalla medesima data non
possono essere impartiti alle banche ordini di accreditamento o di
addebitamento in conto in lire. Resta in ogni caso ferma la facolta'
di versare in conto banconote e monete metalliche in lire fino al
28 febbraio 2002.
4. Le disposizioni previste dai commi 1, 2 e 3 si applicano anche
alle Poste italiane S.p.a. e a tutti gli altri soggetti che svolgono
attivita' finanziaria.



Art. 2.
Chiusura degli sportelli, modalita' di versamento
dell'acconto IVA, anticipo della data di pagamento
degli emolumenti al personale statale.
1. Gli sportelli della Banca d'Italia, della Tesoreria provinciale
dello Stato, della Tesoreria centrale dello Stato, della Cassa
depositi e prestiti, delle banche e degli uffici postali, per le
attivita' di bancoposta di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 14 marzo 2001, n. 144, restano chiusi al pubblico il
31 dicembre 2001.
2. Il 29 dicembre 2001 non saranno effettuate presso gli sportelli
degli uffici postali le operazioni di prelievo o di accredito, ovvero
di movimentazione in tempo reale dei conti correnti postali.
3. In deroga a quanto stabilito dall'articolo 24, primo comma,
della legge 27 febbraio 1985, n. 52, gli uffici provinciali
dell'Agenzia del territorio restano chiusi al pubblico il 29 ed il
31 dicembre 2001. Agli effetti di quanto previsto dall'articolo 24,
secondo comma, della citata legge n. 52 del 1985, il giorno
28 dicembre 2001 e' considerato ultimo giorno lavorativo.
4. Limitatamente all'anno 2001, i contribuenti versano entro il
24 dicembre le somme dovute a titolo di acconto dell'imposta sul
valore aggiunto e i concessionari del servizio nazionale della
riscossione, le banche e le Poste italiane S.p.a. riversano entro il
28 dicembre le somme riscosse allo stesso titolo.
5. Le modalita' di attuazione del comma 1 sono stabilite con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.
6. Limitatamente alla scadenza del 27 dicembre 2001, il pagamento
delle somme di cui all'articolo 28, comma 7, della legge 23 dicembre
2000, n. 388, non puo' essere effettuato mediante il versamento
unitario previsto dall'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241.
7. I termini di pagamento dei diritti doganali e di ogni altra
somma pagata in dogana, in scadenza dal 28 al 31 dicembre 2001, sono
stabiliti al 27 dicembre 2001.
8. In relazione a quanto stabilito dal comma 1, il termine di
chiusura dell'esercizio finanziario 2001 per la Tesoreria dello Stato
e' fissato al 28 dicembre 2001 e alla medesima data cessano di avere
validita' i titoli di spesa la cui perenzione matura il 31 dicembre
2001.
9. In deroga alle disposizioni recate dall'articolo 6 della legge
14 aprile 1977, n. 112, e dal decreto-legge 9 dicembre 1977, n. 892,
convertito dalla legge 3 febbraio 1978, n. 23, ed a quelle contenute
nell'allegato al decreto del Ministro del tesoro in data 4 aprile
1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 27 aprile 1995,
per l'anno 2001 lo stipendio e la tredicesima mensilita' dovute al
personale statale possono essere corrisposti a decorrere dal
7 dicembre sulla base degli scaglionamenti stabiliti in apposito
calendario predisposto dal Ministero dell'economia e delle finanze,
d'intesa con la Banca d'Italia, da pubblicarsi nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.



Art. 3.
Chiusura del sistema dei pagamenti "BI-REL"
e proroga dei termini di adempimento
delle obbligazioni
1. La Banca d'Italia, nei casi in cui in conformita' alle decisioni
assunte nell'ambito del Sistema europeo delle banche centrali,
stabilisce la chiusura del sistema dei pagamenti denominato BI-REL in
un giorno lavorativo, ne da' preventiva comunicazione mediante
pubblicazione di un apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana. Tale pubblicazione e' effettuata almeno quindici
giorni prima del giorno di chiusura.
2. I termini in scadenza nei giorni di chiusura di cui al comma 1,
anche se di prescrizione o di decadenza, ai quali sia soggetto
qualunque adempimento, pagamento od operazione da effettuarsi per il
tramite del sistema BI-REL, sono prorogati di diritto al primo giorno
lavorativo successivo del sistema BI-REL, determinato secondo il
calendario comunicato dalla Banca d'Italia e pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.




Sezione II
Disposizioni contro la falsificazione dell'euro

Art. 4.
Tutela penale delle banconote e
delle monete in euro non ancora emesse
1. Al decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, dopo l'articolo
52-ter e' inserito il seguente titolo:
"Titolo IX
Disposizioni a tutela delle banconote e monete
metalliche in euro non aventi corso legale
Art. 52-quater.
Falsificazione di banconote e monete
in euro non aventi corso legale
1. Agli effetti della legge penale, alle monete aventi corso legale
nello Stato sono equiparate le banconote e le monete metalliche in
euro che ancora non hanno corso legale, nonche' i valori di bollo
espressi in moneta euro non aventi ancora corso legale.
2. L'equiparazione stabilita dal comma 1 ha efficacia per i reati
commessi prima del 1 gennaio 2002.
3. Per i delitti previsti dagli articoli 453, 454, 455, 456, 457,
459, 460, 461 e 464 del codice penale commessi entro la data di cui
al comma 2, le pene rispettivamente stabilite sono diminuite di un
terzo, salvo che, nei casi di falsificazione, il colpevole abbia
posto in circolazione le monete o i valori di bollo successivamente a
tale data.
Art. 52-quinquies.
Responsabilita' amministrativa degli enti
per falsita' in monete euro
non aventi corso legale
1. Per i delitti indicati nell'articolo 25-bis del decreto
legislativo 8 giugno 2001, n. 231, che hanno ad oggetto banconote o
monete metalliche in euro che ancora non hanno corso legale ovvero
valori di bollo espressi in moneta euro che ancora non ha corso
legale, si applicano all'ente le sanzioni pecuniarie previste dal
citato articolo 25-bis, diminuite di un terzo. La diminuzione non
opera nei casi di falsificazione quando il colpevole ha posto in
circolazione le monete o i valori di bollo successivamente al
31 dicembre 2001.".



Art. 5.
Acquisto o detenzione di ologrammi
Modifica dell'articolo 461 del codice penale
1. Nell'articolo 461 del codice penale, dopo il primo comma e'
aggiunto il seguente: "La stessa pena si applica se le condotte
previste dal primo comma hanno ad oggetto ologrammi o altri
componenti della moneta destinati ad assicurarne la protezione contro
la contraffazione o l'alterazione.".



Art. 6.
Responsabilita' amministrativa degli enti
1. Dopo l'articolo 25 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n.
231, e' inserito il seguente:
"Art. 25-bis (Falsita' in monete, in carte di pubblico credito e in
valori di bollo). - 1. In relazione alla commissione dei delitti
previsti dal codice penale in materia di falsita' in monete, in carte
di pubblico credito e in valori di bollo, si applicano all'ente le
seguenti sanzioni pecuniarie:
a) per il delitto di cui all'articolo 453 la sanzione pecuniaria
da trecento a ottocento quote;
b) per i delitti di cui agli articoli 454, 460 e 461 la sanzione
pecuniaria fino a cinquecento quote;
c) per il delitto di cui all'articolo 455 le sanzioni pecuniarie
stabilite dalla lettera a), in relazione all'articolo 453, e dalla
lettera b), in relazione all'articolo 454, ridotte da un terzo alla
meta';
d) per i delitti di cui agli articoli 457 e 464, secondo comma,
le sanzioni pecuniarie fino a duecento quote;
e) per il delitto di cui all'articolo 459 le sanzioni pecuniarie
previste dalle lettere a), c) e d) ridotte di un terzo;
f) per il delitto di cui all'articolo 464, primo comma, la
sanzione pecuniaria fino a trecento quote.
2. Nei casi di condanna per uno dei delitti di cui agli articoli
453, 454, 455, 459, 460 e 461 del codice penale, si applicano
all'ente le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2,
per una durata non superiore ad un anno.".



Art. 7.
Trasmissione dei dati e delle informazioni
sulla falsificazione dei mezzi di pagamento
1. Per le finalita' di cui al regolamento (CE) n. 1338/2001 del
Consiglio, del 28 giugno 2001, e per le valutazioni sull'impatto
economico-finanziario delle falsificazioni delle banconote e delle
monete metalliche denominate in euro, nonche' degli altri mezzi di
pagamento, le autorita' nazionali competenti ad individuare,
raccogliere ed analizzare i dati tecnici e statistici, nonche' le
altre informazioni sui casi di falsificazione, trasmettono al
Ministero dell'economia e delle finanze i dati e le informazioni di
cui dispongono, secondo le modalita' e i termini stabiliti dallo
stesso Ministero, di concerto con il Ministero dell'interno.
2. Per dati tecnici e statistici si intendono i dati che consentono
di identificare i mezzi di pagamento falsi cosi' come i dati relativi
al numero e alla provenienza geografica degli stessi.
3. Per informazioni si intendono tutte le altre notizie relative ai
casi di falsificazione, ad esclusione dei dati personali.
4. Il Ministero dell'economia e delle finanze e la Banca d'Italia
stabiliscono, d'intesa, le modalita' e i termini per lo scambio dei
dati e delle informazioni di cui ai commi 1, 2 e 3.



Art. 8.
Obbligo di ritiro dalla circolazione
e di trasmissione delle banconote
e delle monete in euro sospette di falsita'
1. Le banche e gli altri soggetti che gestiscono o distribuiscono a
titolo professionale banconote e monete metalliche in euro hanno
l'obbligo di ritirare dalla circolazione le banconote e le monete
metalliche in euro sospette di falsita' e di trasmetterle senza
indugio, rispettivamente, alla Banca d'Italia e all'Istituto
Poligrafico e Zecca dello Stato.
2. La Banca d'Italia e il Ministero dell'economia e delle finanze,
nell'ambito delle rispettive competenze, possono emanare disposizioni
applicative del comma 1, anche con riguardo alle misure organizzative
occorrenti per il rispetto degli obblighi di ritiro e di trasmissione
delle banconote e delle monete metalliche in euro sospette di
falsita'.
3. Nei confronti dei soggetti di cui al comma 1 che violano le
disposizioni emanate dalla Banca d'Italia o dal Ministero
dell'economia e delle finanze, o che comunque non ritirano dalla
circolazione ovvero non trasmettono alla Banca d'Italia e
all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato le banconote o monete
metalliche in euro sospette di falsita', e' applicabile la sanzione
amministrativa pecuniaria da tremila a quindicimila euri. Si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 145
del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385. La competenza ad
applicare la sanzione spetta al Ministro dell'economia e delle
finanze nei casi riguardanti le monete metalliche in euro e al
Governatore della Banca d'Italia nei casi riguardanti le banconote in
euro.




Capo II
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TASSAZIONE
DEI REDDITI DI NATURA FINANZIARIA

Art. 9.
Disposizioni in materia di equalizzatore
1. Sono abrogati:
a) il comma 9 dell'articolo 82 del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917;
b) il comma 12 dell'articolo 6 del decreto legislativo
21 novembre 1997, n. 461;
c) il comma 15 dell'articolo 7 del decreto legislativo
21 novembre 1997, n. 461;
d) il comma 13 dell'articolo 14 del decreto legislativo
21 novembre 1997, n. 461;
e) il comma 2 dell'articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n.
77.
2. Le disposizioni del comma 1 hanno effetto per la determinazione
delle plusvalenze, dei differenziali positivi e dei proventi e delle
minusvalenze, differenziali negativi e oneri realizzati a decorrere
dal 4 agosto 2001, nonche' per i redditi di capitale di cui
all'articolo 10-ter, comma 1, della legge 23 marzo 1983, n. 77,
percepiti a decorrere dalla stessa data.
3. Fino alla data del 3 agosto 2001 restano in vigore e continuano
ad applicarsi con decorrenza 1 gennaio 2001 gli elementi di rettifica
delle plusvalenze e degli altri redditi diversi di natura
finanziaria, nonche' di taluni redditi di capitale individuati dal
decreto del Ministro delle finanze in data 4 agosto 2000, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 194 del 21 agosto 2000. Non si fa luogo
al rimborso o alla ripetizione di quanto dovuto a titolo di ritenuta
o di imposta sostitutiva.



Art. 10.
Disposizioni in materia di imposta sostitutiva
sugli interessi, premi ed altri frutti
delle obbligazioni e titoli similari,
pubblici e privati.
1. Al decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 1, dell'articolo 6, e' sostituito dal seguente:
"1. Non sono soggetti ad imposizione gli interessi, premi ed altri
frutti delle obbligazioni e titoli similari di cui all'articolo 2,
comma 1, percepiti da soggetti residenti all'estero, diversi dai
soggetti residenti negli Stati o territori di cui all'articolo 76,
comma 7-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
come individuati dai decreti del Ministro delle finanze di cui al
medesimo comma 7-bis.";
b) il comma 2 dell'articolo 6 e' abrogato;
c) il comma 2 dell'articolo 7 e' sostituito dal seguente:
"2. La banca o la societa' di intermediazione mobiliare di cui al
comma 1 deve acquisire:
a) una dichiarazione dell'effettivo beneficiario dei proventi
dei titoli che attesti di non essere residente in Italia ne' in
alcuno degli Stati o territori di cui all'articolo 76, comma 7-bis,
del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come
individuati dai decreti del Ministro delle finanze di cui al medesimo
comma 7-bis. La dichiarazione deve essere redatta in conformita' al
modello stabilito con uno o piu' decreti del Ministro dell'economia e
delle finanze, da adottare entro il 31 ottobre 2001, e produce
effetti salvo revoca;
b) i dati identificativi del soggetto non residente effettivo
beneficiario dei proventi dei titoli depositati, nonche' il codice
identificativo del titolo e gli elementi necessari a determinare gli
interessi, premi ed altri frutti, non soggetti ad imposta
sostitutiva, di sua pertinenza.";
d) nell'articolo 7, comma 4, primo periodo, le parole:
"dell'attestazione" sono sostituite dalle seguenti: "della
dichiarazione"; nel secondo periodo, le parole: "La predetta
attestazione" sono sostituite dalle seguenti: "La predetta
dichiarazione".
2. Le disposizioni del presente articolo hanno effetto per gli
interessi, premi ed altri frutti che maturano a decorrere dal 1
gennaio 2002.




Capo III
EMERSIONE DI ATTIVITA' DETENUTE ALL'ESTERO

Art. 11.
Definizioni
1. Ai fini delle disposizioni di cui al presente capo, si intende
per:
a) "interessati", le persone fisiche, gli enti non commerciali,
le societa' semplici e le associazioni equiparate ai sensi
dell'articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
b) "intermediari", le banche italiane, le societa'
d'intermediazione mobiliare previste dall'articolo 1, comma 1,
lettera e), del testo unico delle disposizioni in materia di
intermediazione finanziaria, emanato con decreto legislativo
24 febbraio 1998, n. 58, le societa' di gestione del risparmio
previste dall'articolo 1, comma 1, lettera o), dello stesso testo
unico, limitatamente alle attivita' di gestione su base individuale
di portafogli di investimento per conto terzi, le societa' fiduciarie
di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1966, gli agenti di cambio
iscritti nel ruolo unico previsto dall'articolo 201 del predetto
testo unico, le Poste italiane S.p.a., le stabili organizzazioni in
Italia di banche e di imprese di investimento non residenti;
c) "d.l. n. 429 del 1982", il decreto-legge 10 luglio 1982, n.
429, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1982, n.
516, recante norme per la repressione della evasione in materia di
imposte sui redditi e sul valore aggiunto e per agevolare la
definizione delle pendenze in materia tributaria;
d) "d.l. n. 167 del 1990", il decreto-legge 28 giugno 1990, n.
167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n.
227, e successive modificazioni, recante norme in tema di rilevazione
a fini fiscali di taluni trasferimenti da e per l'estero di denaro,
titoli e valori;
e) "d.l. n. 143 del 1991", il decreto-legge 3 maggio 1991, n.
143, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n.
197, e successive modificazioni, recante provvedimenti urgenti per
limitare l'uso del contante e dei titoli al portatore nelle
transazioni e prevenire l'utilizzazione del sistema finanziario a
scopo di riciclaggio;
f) "d.lgs. n. 213 del 1998", il decreto legislativo 24 giugno
1998, n. 213, recante disposizioni per l'introduzione dell'euro
nell'ordinamento nazionale, a norma dell'articolo 1, comma 1, della
legge 17 dicembre 1997, n. 433;
g) "d.lgs. n. 319 del 1998", il decreto legislativo 26 agosto
1998, n. 319, recante il riordino dell'Ufficio italiano dei cambi, a
norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 17 dicembre 1997, n. 433;
h) "d.lgs. n. 74 del 2000", il decreto legislativo 10 marzo 2000,
n. 74, recante la nuova disciplina dei reati in materia di imposte
sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della
legge 25 giugno 1999, n. 205.



Art. 12.
Rimpatrio
1. Nel periodo tra il 1 novembre 2001 e il 28 febbraio 2002 gli
interessati fiscalmente residenti in Italia che rimpatriano,
attraverso gli intermediari, denaro e altre attivita' finanziarie
comunque detenute alla data di entrata in vigore del presente decreto
fuori del territorio dello Stato, senza l'osservanza delle
disposizioni di cui al decreto-legge n. 167 del 1990, possono
conseguire gli effetti indicati nell'articolo 14 con il versamento di
una somma pari al 2,5 per cento dell'importo dichiarato delle
attivita' finanziarie medesime, che non e' deducibile, ne'
compensabile, ai fini di alcuna imposta, tassa o contributo. Le
attivita' cosi' rimpatriate possono essere destinate a qualunque
finalita'.
2. In luogo del versamento della somma di cui al comma 1, nel
periodo di tempo di cui al medesimo comma, gli interessati possono
sottoscrivere, per un importo pari al 12 per cento dell'ammontare
delle attivita' finanziarie rimpatriate, titoli di Stato di cui
all'articolo 18, comma 2, con tasso di interesse tale da rendere
equivalente alla somma dovuta il differenziale tra il valore nominale
e la quotazione di mercato.



Art. 13.
Adempimenti
1. Gli interessati presentano agli intermediari una dichiarazione
riservata delle attivita' finanziarie rimpatriate, conferendo
l'incarico di ricevere in deposito le attivita' provenienti
dall'estero e optando per il versamento della somma di cui
all'articolo 12, comma 1, ovvero per il conferimento del mandato alla
sottoscrizione dei titoli di cui all'articolo 12, comma 2. Con
provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da pubblicare
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana entro dieci giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e' approvato il
modello di dichiarazione riservata. Per la determinazione del
controvalore in euro delle attivita' finanziarie espresse in valuta
viene utilizzato il cambio stabilito con apposito provvedimento del
direttore dell'Agenzia delle entrate, da pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana entro il 31 ottobre 2001, sulla
base della media dei cambi fissati, ai sensi dell'articolo 76, comma
7, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per il
periodo da settembre 2000 ad agosto 2001. Nei casi diversi dal
rimpatrio di denaro la somma di cui all'articolo 12, comma 1, e'
commisurata all'ammontare delle altre attivita' finanziarie
rimpatriate indicato nella dichiarazione riservata.
2. Gli intermediari versano la somma di cui all'articolo 12, comma
1, secondo le disposizioni contenute nel capo III del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza effettuare la compensazione
di cui all'articolo 17 dello stesso decreto, entro il termine
previsto per il versamento delle ritenute relative al mese di
ricezione della dichiarazione riservata, trattenendone l'importo dal
denaro rimpatriato, ovvero, ove l'interessato non fornisca
direttamente la provvista corrispondente, effettuando i
disinvestimenti necessari, anche in mancanza di apposite istruzioni
dello stesso. Gli intermediari versano alla Banca d'Italia, entro la
data stabilita con il decreto di cui all'articolo 18, comma 2, le
somme corrispondenti ai mandati alla sottoscrizione dei titoli di cui
all'articolo 12, comma 2.
3. Gli intermediari rilasciano agli interessati copia della
dichiarazione riservata. Gli intermediari comunicano
all'amministrazione finanziaria, entro il termine stabilito per la
dichiarazione dei sostituti d'imposta, l'ammontare complessivo delle
attivita' rimpatriate, quello delle somme di cui all'articolo 12,
comma 1, versate, ovvero dei titoli di cui all'articolo 12, comma 2,
sottoscritti, senza indicazione dei nominativi dei soggetti che hanno
presentato la dichiarazione riservata.
4. Nei confronti degli intermediari, per la liquidazione,
l'accertamento, la riscossione, le sanzioni, i rimborsi e il
contenzioso relativi alle somme di cui all'articolo 12, comma 1, si
applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi.



Art. 14.
Effetti del rimpatrio
1. Salvo quanto stabilito dal comma 7, il rimpatrio delle attivita'
finanziarie effettuato ai sensi dell'articolo 12 e nel rispetto delle
modalita' di cui all'articolo 13:
a) preclude nei confronti del dichiarante e dei soggetti
solidalmente obbligati, ogni accertamento tributario e contributivo
per i periodi d'imposta per i quali non e' ancora decorso il termine
per l'azione di accertamento alla data di entrata in vigore del
presente decreto, limitatamente agli imponibili rappresentati dalle
somme o dalle altre attivita' costituite all'estero e oggetto di
rimpatrio;
b) estingue le sanzioni amministrative, tributarie e
previdenziali e quelle previste dall'articolo 5 del decreto-legge n.
167 del 1990, relativamente alla disponibilita' delle attivita'
finanziarie dichiarate;
c) esclude la punibilita' per i reati di cui agli articoli 4 e 5
del decreto legislativo n. 74 del 2000, nonche' i reati di cui al
decreto-legge n. 429 del 1982, ad eccezione di quelli previsti
dall'articolo 4, lettere d) e f), del predetto decreto n. 429,
relativamente alla disponibilita' delle attivita' finanziarie
dichiarate.
2. Fermi rimanendo gli obblighi in materia di antiriciclaggio
indicati all'articolo 17 e quelli di rilevazione e comunicazione
previsti dagli articoli 1, commi 1 e 2, e 3-ter del decreto-legge n.
167 del 1990, gli intermediari non effettuano le comunicazioni
all'amministrazione finanziaria previste dall'articolo 1, comma 3,
del decreto-legge n. 167 del 1990. Gli intermediari non devono
comunicare all'amministrazione finanziaria, ai fini degli
accertamenti tributari, dati e notizie concernenti le dichiarazioni
riservate, ivi compresi quelli riguardanti la somma e i titoli di cui
all'articolo 12, commi 1 e 2.
3. Per quanto riguarda la non comunicazione all'amministrazione
finanziaria disposta dal comma 2, qualora non sia rispettata la
limitazione ai dati e notizie indicati nel comma 2, gli intermediari
devono comunicare alla medesima amministrazione i dati e le notizie
relativi alle dichiarazioni riservate, nonche' quelli eccedenti i
medesimi.
4. Gli intermediari sono obbligati, ai sensi delle vigenti
disposizioni di legge, a fornire i dati e le notizie relativi alle
dichiarazioni riservate ove siano richiesti in relazione
all'acquisizione delle fonti di prova e della prova nel corso dei
procedimenti e dei processi penali, nonche' in relazione agli
accertamenti per le finalita' di prevenzione e per l'applicazione di
misure di prevenzione di natura patrimoniale previste da specifiche
disposizioni di legge ovvero per l'attivita' di contrasto del
riciclaggio.
5. Relativamente alle attivita' finanziarie oggetto di rimpatrio,
gli interessati non sono tenuti ad effettuare le dichiarazioni
previste dagli articoli 2 e 4 del decreto-legge n. 167 del 1990 per
il periodo d'imposta in corso alla data di presentazione della
dichiarazione riservata, nonche' per quello precedente, ove la
dichiarazione medesima sia presentata nel periodo dal 1 gennaio al
28 febbraio 2002. Restano fermi gli obblighi di dichiarazione
all'Ufficio italiano dei cambi previsti dall'articolo 3 del predetto
decreto-legge n. 167.
6. In caso di accertamento, gli interessati possono opporre agli
organi competenti gli effetti preclusivi e estintivi di cui al
comma 1 con invito a controllare la congruita' della somma di cui
all'articolo 12, comma 1, in relazione all'ammontare delle attivita'
indicato nella dichiarazione riservata, ovvero l'effettivita' della
sottoscrizione dei titoli di cui all'articolo 12, comma 2. Previa
adesione dell'interessato, le basi imponibili fiscali e contributive
determinate dalle amministrazioni competenti sono definite fino a
concorrenza degli importi dichiarati.
7. Il rimpatrio delle attivita' non produce gli effetti di cui al
presente articolo quando, alla data di presentazione della
dichiarazione riservata, una delle violazioni delle norme indicate al
comma 1 e' stata gia' constatata o comunque sono gia' iniziati
accessi, ispezioni e verifiche o altre attivita' di accertamento
tributario e contributivo di cui gli interessati hanno avuto formale
conoscenza. Il rimpatrio non produce gli effetti estintivi di cui al
comma 1, lettera c), quando per gli illeciti penali ivi indicati e'
gia' stato avviato il procedimento penale.
8. Gli interessati possono comunicare agli intermediari cui e'
presentata la dichiarazione riservata i redditi derivanti dalle
attivita' finanziarie rimpatriate, percepiti dopo la data di entrata
in vigore del presente decreto e prima della presentazione della
dichiarazione medesima, fornendo contestualmente la provvista
corrispondente alle imposte dovute, che sarebbero state applicate
dagli intermediari qualora le attivita' finanziarie fossero gia'
state depositate presso gli stessi. Nei confronti degli intermediari
si applica l'articolo 13, comma 4.



Art. 15.
Regolarizzazione delle attivita' finanziarie
detenute all'estero
1. In conformita' alle disposizioni del Trattato istitutivo della
Comunita' europea in materia di libera circolazione dei capitali, gli
interessati che comunque detengono all'estero alla data di entrata in
vigore del presente decreto attivita' finanziarie, possono conseguire
gli effetti indicati nell'articolo 14, ad eccezione del comma 8,
relativamente alle attivita' finanziarie mantenute all'estero e
regolarizzate, con il versamento della somma indicata
nell'articolo 12, comma 1, ovvero con le modalita' indicate
all'articolo 12, comma 2, nel rispetto dei termini previsti nel
medesimo articolo.
2. Gli interessati presentano agli intermediari la dichiarazione
riservata di cui all'articolo 13 delle attivita' finanziarie oggetto
di regolarizzazione, optando per il versamento della somma di cui
all'articolo 12, comma 1, ovvero per la sottoscrizione dei titoli di
cui all'articolo 12, comma 2. Alla dichiarazione riservata deve
essere allegata una certificazione degli intermediari non residenti
che attesta che le attivita' corrispondenti agli importi in essa
indicati sono in deposito presso i medesimi intermediari.
3. Gli intermediari versano, ai sensi dell'articolo 13, comma 2, la
somma indicata all'articolo 12, comma 1, ovvero versano alla Banca
d'Italia il controvalore dei titoli di cui all'articolo 12, comma 2,
ed effettuano le relative comunicazioni e attestazioni con le
modalita' di cui all'articolo 13, commi 2, 3 e 4.
4. Gli intermediari effettuano le rilevazioni di cui all'articolo
1, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 167 del 1990 e le comunicazioni
di cui al comma 3 dello stesso articolo.



Art. 16.
Regolarizzazione di altre attivita'
1. In conformita' alle disposizioni del Trattato istitutivo della
Comunita' europea in materia di libera circolazione dei capitali, gli
interessati che comunque detengono alla data di entrata in vigore del
presente decreto investimenti ed attivita' all'estero diversi dalle
attivita' di cui all'articolo 15 possono regolarizzare, nel periodo
di tempo di cui all'articolo 12, i predetti investimenti e attivita'
con le modalita' indicate nel predetto articolo 15, senza obbligo
della certificazione ivi prevista. La regolarizzazione produce gli
effetti di cui all'articolo 14, ad eccezione del comma 8.
2. Nell'ipotesi di cui al comma 1, si applicano le disposizioni di
cui all'articolo 15, commi 3 e 4.



Art. 17.
Disposizioni in materia di antiriciclaggio
1. Alle operazioni di cui agli articoli 12, 15 e 16 si applicano le
disposizioni concernenti gli obblighi di identificazione,
registrazione e segnalazione previsti dal decreto-legge n. 143 del
1991.
2. Le operazioni di cui agli articoli 12, 15 e 16 non costituiscono
di per se' elemento sufficiente ai fini della valutazione dei profili
di sospetto per la segnalazione di cui all'articolo 3 del
decreto-legge n. 143 del 1991, ferma rimanendo la valutazione degli
altri elementi previsti dal medesimo articolo 3 del decreto-legge n.
143.



Art. 18.
Assegnazione dei titoli
1. Nell'ipotesi di cui all'articolo 12, comma 2, il Ministro
dell'economia e delle finanze assegna, tramite gli intermediari, un
ammontare di titoli di Stato pari ai mandati all'investimento
conferiti con le dichiarazioni riservate.
2. Per l'attuazione del comma 1, il Ministro dell'economia e delle
finanze e' autorizzato ad emettere titoli di Stato di durata non
inferiore a dieci anni, le cui caratteristiche, compresi il tasso
d'interesse, la durata, l'inizio del godimento, le modalita' e le
procedure di assegnazione, sono stabilite con decreto dello stesso
Ministro, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana entro la data del 26 ottobre 2001.
3. Per l'assegnazione dei titoli di cui all'articolo 12, comma 2,
gli intermediari devono segnalare alla Banca d'Italia gli importi di
cui al medesimo articolo 12, comma 2, oggetto del mandato ad essi
conferito con le dichiarazioni riservate, nei tempi e con le
modalita' contenute nel decreto di emissione dei predetti titoli.
4. Alla Banca d'Italia sono affidate le operazioni di assegnazione
dei titoli di cui al presente articolo.



Art. 19.
Disciplina sanzionatoria
1. Nell'articolo 5 del decreto-legge n. 167 del 1990, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, le parole: "e' punita con la sanzione
amministrativa pecuniaria di lire un milione" sono sostituite dalle
seguenti: "e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria dal 5
al 25 per cento dell'ammontare degli importi non dichiarati";
b) al comma 4, le parole: "e' punita con la sanzione
amministrativa pecuniaria di lire un milione" sono sostituite dalle
seguenti: "e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria dal 5
al 25 per cento del-l'ammontare degli importi non dichiarati".
2. Per la violazione indicata all'articolo 14, comma 3,
l'intermediario e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria
del 25 per cento dell'ammontare degli importi eccedenti quelli
indicati nella dichiarazione riservata.



Art. 20.
Vincoli di destinazione e rilevazioni
dell'Ufficio italiano dei cambi
1. Gli importi corrispondenti ai titoli sottoscritti ai sensi
dell'articolo 12, comma 2, sono destinati al finanziamento delle
infrastrutture pubbliche e private e degli insediamenti produttivi
strategici e di preminente interesse nazionale da realizzare per la
modernizzazione e lo sviluppo del Paese.
2. Le maggiori entrate derivanti dall'attuazione del presente capo,
ad eccezione di quelle previste dal comma 1, sono destinate ad un
fondo istituito presso lo stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze, finalizzato, con appositi
provvedimenti, al finanziamento della previdenza sociale.
3. L'Ufficio italiano dei cambi, nell'esercizio dell'attivita' di
raccolta delle informazioni per l'elaborazione delle statistiche
sulla bilancia dei pagamenti e sulla posizione patrimoniale verso
l'estero, assegnata con il decreto legislativo n. 319 del 1998 e
nell'esercizio dell'attivita' di analisi statistica sui dati
aggregati di cui all'articolo 5, comma 10, del decreto-legge n. 143
del 1991 fissa le modalita' di rilevazione delle attivita'
rimpatriate o regolarizzate.



Art. 21.
Disposizioni in materia di economia sommersa
1. Nell'ambito delle competenze e dei poteri ad essa spettanti, la
Guardia di finanza, secondo direttive generali del Ministro
dell'economia e delle finanze, partecipa al piano straordinario di
accertamento, mirato al contrasto dell'economia sommersa, tenendo
conto anche dell'esigenza di assicurare il corretto reimpiego delle
attivita' rimpatriate ai sensi delle disposizioni contenute nel
presente capo.




Capo IV
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CARTOLARIZZAZIONE

Art. 22.
Societa' per la cartolarizzazione
1. L'articolo 15 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 15 (Societa' per la cartolarizzazione). - 1. Il Ministero
dell'economia e delle finanze e' autorizzato a costituire o a
promuovere la costituzione, anche attraverso soggetti terzi, di una
societa' a responsabilita' limitata con capitale sociale iniziale di
10.000 euri avente ad oggetto esclusivo la realizzazione di una o
piu' operazioni di cartolarizzazione dei crediti d'imposta e
contributivi. Ai crediti futuri sono assimilati altri proventi di
natura non tributaria appartenenti allo Stato. La societa' puo'
essere costituita anche con atto unilaterale del Ministero
dell'economia e delle finanze; non si applicano in tale caso le
disposizioni previste dall'articolo 2497, secondo comma, del codice
civile. Delle obbligazioni risponde, nei confronti dei portatori dei
titoli e dei concedenti i finanziamenti di cui al comma 3, nonche' di
ogni altro creditore, nell'ambito di ciascuna operazione di
cartolarizzazione, esclusivamente il patrimonio separato con i beni e
i diritti di cui al comma 4.
2. Le caratteristiche delle operazioni di cartolarizzazione di cui
al comma 1 sono individuate con uno o piu' decreti del Ministro
dell'economia e delle finanze e, se l'operazione di cartolarizzazione
riguarda crediti di enti pubblici soggetti a vigilanza di altro
Ministero, con uno o piu' decreti del Ministro dell'economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro vigilante. All'atto di ogni
operazione di cartolarizzazione e' nominato un rappresentante comune
dei portatori dei titoli, il quale, oltre ai poteri stabiliti in sede
di nomina a tutela dell'interesse dei portatori dei titoli, approva
le modificazioni delle condizioni dell'operazione.
3. La societa' di cui al comma 1 finanzia le operazioni di
cartolarizzazione, anche in piu' fasi, mediante emissione di titoli,
ovvero mediante assunzione di finanziamenti.
4. I crediti e gli altri proventi ceduti di cui al comma 1, nonche'
ogni altro diritto acquisito nell'ambito delle singole operazioni di
cartolarizzazione dalla societa' ivi indicata nei confronti dello
Stato, di enti pubblici o di terzi, costituiscono patrimonio separato
a tutti gli effetti da quello della societa' stessa e da quello
relativo alle altre operazioni. Su ciascun patrimonio separato non
sono ammesse azioni da parte di qualsiasi creditore diverso dai
portatori dei titoli emessi ovvero dai concedenti i finanziamenti di
cui al comma 3.
5. Il ricavo delle operazioni di cessione dei crediti di imposta
viene destinato al rimborso dei debiti di imposta o in alternativa,
secondo modalita' da definirsi, con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze.
6. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono
disciplinati i casi in cui i titoli emessi e i finanziamenti assunti
dalla societa' di cui al comma 1 beneficiano in tutto o in parte
della garanzia dello Stato e sono specificati i termini e le
condizioni della stessa.
7. Alla societa' di cui al comma 1 si applicano le disposizioni
contenute nel titolo V del testo unico delle leggi in materia
bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1 settembre
1993, n. 385, ad esclusione dell'articolo 106, commi 2, o 3, lettere
b) e c), e 4, e dell'articolo 107, nonche' le corrispondenti norme
sanzio-natorie previste dal titolo VIII del medesimo testo unico.
8. I titoli emessi dalla societa' di cui al comma 1 sono assimilati
ai fini fiscali ai titoli di cui all'articolo 31 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e sono
soggetti al regime previsto dall'articolo 2, comma 1-bis, del decreto
legislativo 1 aprile 1996, n. 239, purche' ammessi a quotazione in
almeno un mercato regolamentato estero. Gli interessi e altri
proventi corrisposti in relazione ai finanziamenti concessi da
soggetti non residenti, esclusi i soggetti residenti negli Stati o
nei territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati dal
decreto del Ministro delle finanze in data 4 maggio 1999, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1999 e raccolti dalla
stessa societa' per finanziare le operazioni di cartolarizzazione di
cui al comma 1, non sono soggetti alle imposte sui redditi.
9. Ciascun patrimonio separato di cui al comma 4 non e' soggetto
alle imposte sui redditi, ne' all'imposta regionale sulle attivita'
produttive. Le operazioni di cartolarizzazione di cui al comma 1 e
tutti gli atti, contratti, trasferimenti e prestazioni posti in
essere per il perfezionamento delle stesse, sono esenti dall'imposta
di registro, dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e
catastale e da ogni altra imposta indiretta. Non si applica la
ritenuta prevista dai commi 2 e 3 dell'articolo 26 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sugli
interessi ed altri proventi dei conti correnti bancari delle societa'
di cui al comma 1.
10. Alle operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti
di imposta e contributivi o comunque crediti in relazione ai quali
sia prevista l'iscrizione a ruolo ai sensi dell'articolo 24 del
decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, si applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni di cui ai commi 3, 6, 7, 8, 9, 10, 11,
12 e 13 dell'articolo 13 della legge 23 dicembre 1998, n. 448. I
richiami all'INPS ed ai decreti ministeriali ivi contenuti devono,
rispettivamente, intendersi riferiti, in quanto compatibili, al
Ministero dell'economia e delle finanze ed agli enti pubblici parte
delle operazioni di cui al comma 1, ovvero ai decreti di cui al comma
2.
11. Si applicano le disposizioni della legge 30 aprile 1999, n.
130, per quanto compatibili. In deroga al comma 6 dell'articolo 2
della medesima legge, la riscossione dei crediti e dei proventi
ceduti puo' essere svolta, oltre che dalle banche e dagli
intermediari finanziari indicati nel citato comma 6, anche dallo
Stato, dagli enti pubblici di cui al comma 1 e dagli altri soggetti
il cui intervento e' previsto dalle disposizioni del presente decreto
e dai decreti di cui al comma 2. In tale caso le operazioni di
riscossione non sono oggetto dell'obbligo di verifica di cui al
citato comma 6 della legge n. 130 del 1999.".




Capo V
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ALTRE OPERAZIONI FINANZIARIE

Art. 23.
Utilizzazione delle liquidita' di societa'
controllate dallo Stato
1. Il Ministero dell'economia e delle finanze puo' dare indirizzi a
societa' da esso direttamente o indirettamente controllate e non
quotate in mercati finanziari regolamentati, al fine di ottimizzarne
la gestione della liquidita'.



Art. 24.
Anticipo del contributo straordinario all'INPS
1. Il pagamento della terza rata dei contributi straordinari di cui
alle lettere a) e b), comma 2 dell'articolo 41 della legge
23 dicembre 1999, n. 488, puo' essere anticipato al 30 novembre 2001.
2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono
definite le modalita' di corresponsione del contributo straordinario
di cui al comma 1.



Art. 25.
Emissione di titoli da rimborsare
con azioni di societa' controllate dallo Stato
1. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono
determinate, anche in deroga alle norme di contabilita' generale
dello Stato, denominazione, durata, prezzi e remunerazione, modalita'
di emissione di titoli, il cui rimborso e' effettuato attraverso la
cessione di azioni detenute dallo Stato in societa' di capitali.
2. Con le stesse modalita' sono individuate le caratteristiche di
operazioni finanziarie aventi ad oggetto azioni detenute dallo Stato
in societa' di capitali.
3. Con il medesimo decreto sono individuate le societa' le cui
azioni possono essere cedute o essere oggetto delle operazioni
finanziarie ai sensi del comma 2.
4. Alle cessioni di cui al presente articolo non si applicano le
disposizioni previste dai commi 2, 3, e 4 dell'articolo 1 del
decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 1994, n. 474.
5. I titoli di cui al comma 1 sono assimilati ai fini fiscali ai
titoli di cui all'articolo 32 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e sono soggetti al regime
previsto dall'articolo 2, comma 1-bis, del decreto legislativo 1
aprile 1996, n. 239. Le cessioni di cui al presente articolo non sono
soggette alla tassa sui contratti di trasferimento delle azioni.



Art. 26.
Norma finanziaria
1. Alle minori entrate derivanti dagli articoli 9 e 10, valutate in
lire 93 miliardi per l'anno 2001, in lire 288 miliardi per l'anno
2002 ed in annue lire 186 miliardi a decorrere dall'anno 2003, si
provvede, per l'anno 2001 mediante utilizzo di parte delle entrate
recate dagli articoli relativi all'emersione di attivita' detenute
all'estero, all'uopo intendendosi corrispondentemente ridotto
l'importo da destinare al fondo di cui al comma 2 dell'articolo 20, e
per gli anni successivi con quota parte dei risparmi di spesa per
interessi conseguenti dal predetto articolo 10.



Art. 27.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 25 settembre 2001
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Tremonti, Ministro dell'economia e
delle finanze
Buttiglione, Ministro per le politiche
comunitarie
Castelli, Ministro della giustizia
Visto, il Guardasigilli: Castelli


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato