logorete.gif (5085 byte)
Gazzetta Ufficiale n. 270 del 20-11-2001
Comune di Jesi
Rete Civica Aesinet

AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEL LAVORO
Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto delle regioni e delle autonomie locali per il biennio economico 1 gennaio 2000-31 dicembre 2001.

Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto
delle regioni e delle autonomie locali per il biennio economico
1 gennaio 2000 - 31 dicembre 2001
A seguito del parere favorevole espresso sull'ipotesi di contratto
dal Comitato di Settore in data 14.6.2001, vista la certificazione
non positiva dei costi espressa dalla Corte dei Conti in data
4.7.2001, visto il parere favorevole espresso in data 20.7.2001 dal
Comitato di Settore sulla nota esplicativa dell'art.5 dell'ipotesi di
accordo, vista la certificazione non positiva espressa sull'ipotesi
di accordo dalla Corte dei Conti in data 3.8.2001, visto l'invito
formulato in data 27.9.2001 dal Comitato di Settore a procedere alla
sottoscrizione del contratto collettivo nazionale di lavoro, anche
sulla base delle indicazioni fornite dalla Conferenza Unificata in
data 27.9.2001, il giorno 5 ottobre 2001, alle ore 15. 00, ha avuto
luogo l'incontro tra:


ARAN:
nella persona del Presidente, Avv.Guido Fantoni firmato

Organizzazioni Sindacali Confederazioni Sindacali
CGIL-fp/Enti Locali firmato CGIL firmato
CISL/FPS firmato CISL firmato
UIL/FPL firmato UIL firmato
CONFSAL firmato

COORDINAMENTO SINDACALE
AUTONOMO firmato CISAL firmato
"Fiadel/Cisal, Fialp/Cisal, Cisas/Fisael, Confail/Unsiau,
Confill Enti Locali-Cusal, Usppi-Cuspel-Fasil-Fadel"

DICCAP - DIPARTIMENTO ENTI LOCALI
CAMERE DI COMMERCIO - POLIZIA MUNICIPALE firmato
(Fenal, Snalcc, Sulpm)

Al termine della riunione le parti hanno sottoscritto l'allegato CCNL
del personale del comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali
relativo al biennio economico 1.1.2000 - 31.12.2001.



Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto
delle regioni e delle autonomie locali per il biennio economico
1 gennaio 2000 - 31 dicembre 2001
TITOLO I
PARTE ECONOMICA
Art. 1
Stipendi tabellari
1. I benefici economici del presente contratto si applicano al
personale del comparto Regioni-Autonomie Locali in servizio alla data
dell'1.1.2000 o assunto successivamente.
2. Il valore delle posizioni economiche iniziali e di sviluppo delle
diverse categorie stabilito nella tabella C del CCNL stipulato il 1
aprile 1999 e' incrementato degli importi mensili lordi, per tredici
mensilita', indicati nella allegata tabella A, alle scadenze ivi
previste.
3. A seguito della attribuzione degli incrementi indicati nel comma
2, i valori economici annuali delle posizioni iniziali e di sviluppo
del sistema di classificazione sono rideterminati, a regime, con
decorrenza dall'1.1.2001, secondo le indicazioni della allegata
tabella B.
4. Sono confermati: l'indennita' integrativa speciale, come definita
nell'allegato A del CCNL del 14.9.2000, la retribuzione individuale
di anzianita' nonche' gli altri eventuali assegni personali a
carattere continuativo e non riassorbibile.
Art. 2
Effetti dei nuovi stipendi
1. Nei confronti del personale cessato o che cessera' dal servizio
con diritto a pensione nel periodo di vigenza del presente contratto
di parte economica relativa al biennio 2000-2001, gli incrementi di
cui al comma 2 dell'art.1 hanno effetto integralmente, alle scadenze
e negli importi previsti nella tabella A, ai fini della
determinazione del trattamento di quiescenza. Agli effetti
dell'indennita' premio di fine servizio, dell'indennita' sostitutiva
del preavviso, nonche' di quella prevista dall'art. 2122 del c.c., si
considerano solo gli scaglionamenti maturati alla data di cessazione
del rapporto.
2. Salvo diversa espressa previsione del CCNL dell'1.4.1999 e del
CCNL del 14.9.2000, gli incrementi delle posizioni economiche
iniziali e di sviluppo del sistema di classificazione previsti
nell'art.1, comma 2, hanno effetto, dalle singole decorrenze, su
tutti gli istituti di carattere economico per la cui quantificazione
le vigenti disposizioni prevedono un espresso rinvio alle medesime
posizioni.
Art. 3
Tredicesima mensilita'
1. Gli enti corrispondono ai lavoratori con rapporto di lavoro a
tempo indeterminato o a tempo determinato una tredicesima mensilita'
nel periodo compreso tra il 10 ed il 18 dicembre di ogni anno.
2. L'importo della tredicesima mensilita' e' pari alla retribuzione
individuale mensile di cui all'art.52, comma 2, lett. c) del CCNL del
14.9.2000, spettante al lavoratore nel mese di dicembre, fatto salvo
quanto previsto nei commi successivi.
3. Nel caso di riclassificazione del personale, ai sensi dell'art.4
del CCNL del 31.3.1999, trova applicazione la medesima disciplina
prevista nel comma 2.
4. La tredicesima mensilita' e' corrisposta per intero al personale
in servizio continuativo dal primo gennaio dello stesso anno.
5. Nel caso di servizio prestato per un periodo inferiore all'anno o
in caso di cessazione del rapporto nel corso dell'anno, la
tredicesima e' dovuta in ragione di un dodicesimo per ogni mese di
servizio prestato o frazione di mese superiore a 15 giorni ed e'
calcolata con riferimento alla retribuzione individuale mensile di
cui al comma 2 spettante al lavoratore nell'ultimo mese di servizio.
6. I ratei della tredicesima non spettano per i periodi trascorsi in
aspettativa per motivi personali o di famiglia o in altra condizione
che comporti la sospensione o la privazione del trattamento economico
e non sono dovuti al personale cessato dal servizio per motivi
disciplinari.
7. Per i periodi temporali che comportino la riduzione del
trattamento economico, il rateo della tredicesima mensilita',
relativo ai medesimi periodi, e' ridotto nella stessa proporzione
della riduzione del trattamento economico.
Art. 4
Integrazione risorse dell'art. 15 del CCNL dell'1.4.1999
1. Gli enti, a decorrere dall'anno 2001, incrementano le risorse del
fondo di cui all'art.15 del CCNL dell'1.4.1999 di un importo pari
all'1,1 % del monte salari dell'anno 1999, esclusa la quota relativa
alla dirigenza.
2. Le risorse di cui al comma 1, sono integrate dall'importo annuo
della retribuzione individuale di anzianita' e degli assegni ad
personam in godimento da parte del personale comunque cessato dal
servizio a far data dal 1 gennaio 2000.
3. La disciplina dell'art. 15, comma 1, lett. k) del CCNL
dell'1.4.1999, ricomprende sia le risorse derivanti dalla
applicazione dell'art. 3, comma 57 della legge n. 662 del 1996 e
dall'art. 59, comma 1, lett. p) del D. Lgs.n.446 del 1997 (recupero
evasione ICI), sia le ulteriori risorse correlate agli effetti
applicativi dell'art. 12, comma 1, lett. b) del D.L. n. 437 del 1996,
convertito nella legge n. 556 del 1996.
4. La lett. d) del comma 1 dell'art.15 del CCNL dell'1.4.1999 e'
sostituita dalla seguente:
"d) La quota delle risorse che possono essere destinate al
trattamento economico accessorio del personale nell'ambito degli
introiti derivanti dalla applicazione dell'art.43 della legge
n.449/1997 con particolare riferimento alle seguenti iniziative:
a. contratti di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione con
soggetti privati ed associazioni senza fini di lucro, per realizzare
o acquisire a titolo gratuito interventi, servizi, prestazioni, beni
o attivita' inseriti nei programmi di spesa ordinari con il
conseguimento dei corrispondenti risparmi;
b. convenzioni con soggetti pubblici e privati diretti a fornire ai
medesimi soggetti, a titolo oneroso, consulenze e servizi aggiuntivi
rispetto a quelli ordinari;
c. contributi dell'utenza per servizi pubblici non essenziali o,
comunque, per prestazioni, verso terzi paganti, non connesse a
garanzia di diritti fondamentali.
5. Fino alla attuazione della disciplina dell'art. 5, sono confermate
le risorse aggiuntive che gli enti, entro la data di sottoscrizione
della ipotesi di accordo relativa al presente rinnovo contrattuale,
abbiano previsto nel bilancio dello stesso esercizio finanziario a
conferma di quelle individuate nell'anno 2000 ai sensi dell'art. 48
del CCNL del 14.9.2000.
6. E' confermata per il personale che viene assunto in profili della
categoria A o in profili collocati nella categoria B, posizione
economica B1, o che vi perviene per effetto della progressione
verticale di cui all'art.4 del CCNL del 31.3.1999, l'indennita' di
L.125.000 annue lorde, di cui all'art.4, comma 3, del CCNL del
16.7.1996.
Art. 5
Disciplina attuativa dell'art. 16 del CCNL dell'1.4.1999
1. In attuazione di quanto previsto dall'art. 16, comma 1, del CCNL
dell'1.4.1999, gli enti possono avvalersi della facolta' di integrare
le risorse finanziarie destinate alla contrattazione decentrata
integrativa, con oneri a carico dei rispettivi bilanci e secondo la
disciplina del presente articolo, qualora siano in possesso dei
seguenti requisiti:
a) abbiano stipulato il contratto collettivo decentrato integrativo
per il quadriennio 1998-2001;
b) abbiano istituito e attivato i servizi di controllo interno in
conformita' alle vigenti disposizioni;
c) siano in possesso delle condizioni economico-finanziarie correlate
agli specifici indicatori previsti dal comma 2 e di quelli eventuali
previsti dal comma 5;
d) abbiano conseguito, sulla base di espressa certificazione dei
servizi di cui alla lett. b), il raggiungimento di una percentuale
minima, definita in sede di contrattazione decentrata, degli
obiettivi annuali stabiliti nel P.E.G. o in altro equivalente
strumento di programmazione.
2. Gli indicatori economico-finanziari sono specificati:
- nella tabella 1: per le Autonomie locali (Comuni e Province);
- nella tabella 2: per le Regioni;
- nella tabella 3: per le Camere di Commercio
- nella tabella 4: per le Comunita' Montane
Le Regioni, previa concertazione, determinano gli indicatori degli
enti pubblici non economici da esse dipendenti nonche' quelli delle
IPAB, ai sensi dell'art.8 della legge n.328/2000, in armonia con
quelli previsti dalle tabelle richiamate dal presente comma, entro il
termine di tre mesi dalla sottoscrizione definitiva del presente
contratto.
3. Gli enti, per la applicazione della disciplina del presente
articolo, calcolano i valori degli indicatori economico-finanziari
previsti dal comma 2, con riferimento ai dati dei rispettivi conti
consuntivi, formalmente approvati, relativi al biennio immediatamente
precedente l'esercizio interessato.
4. I valori di cui al comma 3 devono essere calcolati:
a) in termini statici: per i comuni e le province, sommando la media
biennale degli indicatori A e B e sottraendo la media biennale degli
indicatori C e D; per le Regioni come media dei valori degli
indicatori specificati nella tabella B; per le Camere di Commercio
come media del valore di equilibrio determinato con il procedimento
di calcolo indicato nella tabella C; per le comunita' montane
sottraendo la media biennale degli indicatori B e C alla media
biennale dell'indicatore A.
b) in termini dinamici: come variazione percentuale, per tutti gli
enti, dei valori medi dei singoli indicatori del medesimo biennio
confrontati con i valori medi degli stessi indicatori del biennio
ancora precedente
I valori relativi agli indicatori previsti dal presente comma sono
certificati dal collegio dei revisori dei conti o, in assenza, dal
servizio di controllo interno.
5. Gli enti in sede di contrattazione decentrata integrativa possono
incrementare i parametri di cui al comma 2 con ulteriori indicatori
idonei a consentire un adeguato apprezzamento dell'efficacia
dell'attivita' istituzionale dell'ente.
6. Gli enti, nei limiti consentiti dalla effettiva capacita' di
bilancio, con particolare riferimento all'art.89, comma 5, del
T.u.e.l. n.267 del 2000 per quelli destinatari di tali disposizioni,
possono incrementare le risorse dell'art.15 del CCNL dell'1.4.1999
qualora risultino in possesso almeno dei valori minimi degli
indicatori statici e dinamici e degli eventuali indicatori di
efficacia di cui al comma 5, entrambi definiti in via preventiva in
sede di contrattazione decentrata integrativa.
7. In sede di concertazione, annualmente gli enti verificano
l'andamento delle condizioni di bilancio ai fini della piu' efficace
applicazione della disciplina del presente articolo.
8. Negli enti che integrino le risorse ai sensi del comma 6 non trova
applicazione, ai fini della progressione economica nella categoria,
il principio del costo medio di cui all'art. 16, comma 2, del CCNL
dell'1.4.1999.
9. La disciplina del presente articolo ha carattere sperimentale e
sara' oggetto di verifica e di eventuale riesame entro il 30 giugno
2002.
Nota esplicativa sull'art. 5
1. Ai fini di una corretta applicazione delle previsioni dell'art.5,
coerente con le finalita' perseguite, le parti negoziali
concordemente specificano che :
2. gli enti determinano, in sede di contrattazione decentrata ai
sensi dell'art.5, comma 6, i valori minimi degli indicatori
economico-finanziari previsti dal comma 4, e gli eventuali indicatori
di efficacia di cui al comma 5, per ogni esercizio finanziario;
3. il biennio di riferimento per il calcolo degli indicatori
comprende anche l'anno in cui viene stipulato il contratto decentrato
integrativo di cui al punto 1;
4. il valore minimo dell'indicatore statico di cui al comma 4, lett.
a) non puo' essere, negli anni successivi, inferiore a quello
definito l'anno precedente, fatti salvi eventi eccezionali
comportanti modifiche organizzative aventi riflesso sulla tipologia
di attivita' gestite ovvero interventi legislativi sulle entrate;
5. il valore medio degli indicatori dinamici concordati tra le parti
deve presentare un andamento migliorativo sulla base della serie
storica del valore degli stessi;
6. le eventuali risorse di cui al comma 6, aggiuntive a quelle
dell'art.15 del CCNL dell'1.4.1999 come integrato dal presente CCNL,
sono rese disponibili nell'esercizio successivo al biennio di
riferimento per il calcolo degli indicatori; la relativa
autorizzazione di spesa e' disposta nelle stesse forme con cui
vengono approvati i bilanci, con distinta indicazione dei mezzi di
copertura nel rispetto dell'art.48, comma 4, ultimo periodo del
D.Lgs.n.165/2001;
7. la collocazione del personale nei singoli percorsi di progressione
economica orizzontale, in assenza del vincolo rigido del costo medio
per gli enti che applicano l'art.5, deve tendere comunque ad una
distribuzione del personale nelle diverse posizioni di sviluppo
economico previste dal sistema di classificazione nel rispetto delle
compatibilita' economiche stabilite negli artt.15 e 17 dell'1.4.1999.
Art. 6
Indennita' per il personale educativo e docente scolastico
1. Con decorrenza dal 2001, l'indennita' prevista dall'art.37, comma
1, lett. c) e d) del CCNL del 6.7.1995 e' incrementata di L 660.000
annue lorde; ai relativi maggiori oneri si fa fronte con le risorse
dell'art. 15 del CCNL dell'1.4.1999, ed in particolare con gli
incrementi derivanti dalla applicazione della disciplina dell'art.4.
Art. 7
Disposizione per il personale della scuola
1. La disciplina degli articoli 32 bis e 33 del CCNL del 14.9.2000 si
applica anche nei confronti del personale dipendente dagli enti
locali addetto, presso scuole statali o comunali, ad attivita'
scolastiche integrative o di doposcuola.
Art. 8
Personale incaricato di posizioni organizzative
1. Le risorse previste dall'art. 4, comma 3, sono destinate anche ad
incrementare la retribuzione di risultato del personale incaricato
delle posizioni organizzative competenti per materia, anche ad
integrazione del limite percentuale massimo stabilito dall'art. 10,
comma 3, del CCNL del 31.3.1999.
2. In materia di conferimento degli incarichi relativi alle posizioni
organizzative, e' confermata in via esclusiva la disciplina dell'art.
11, del CCNL del 31.3.1999, in particolare per la parte relativa alla
individuazione della categoria dei lavoratori che possono essere
incaricati della responsabilita' delle posizioni organizzative negli
enti privi di personale con qualifica dirigenziale, anche nella
vigenza dell'art.109, comma 2, del T.u.e.l. n.267/2000.
Art. 9
Disposizioni in materia di progressione verticale
nel sistema di classificazione
1. In materia di progressione verticale del personale nel sistema di
classificazione, e' integralmente ed esclusivamente confermata la
disciplina dell'art.4 del CCNL del 31.3.1999, relativo alla revisione
del sistema di classificazione del personale del comparto
Regioni-Autonomie Locali, anche nella vigenza dell'art.91, comma 3,
del T.u.e.l. n.267/2000.
Art. 10
Compensi per ferie non godute
1. Il compenso sostitutivo delle ferie non fruite, secondo la vigente
disciplina contrattuale, e' determinato, per ogni giornata, con
riferimento all'anno di mancata fruizione, prendendo a base di
calcolo la nozione di retribuzione di cui all'art.52, comma 2, lett.
c) del CCNL del 14.9.2000; trova in ogni caso applicazione la
disciplina di cui al comma 4 del medesimo art.52.
Art. 11
Integrazione disciplina della reperibilita'
1. L'art. 23 del CCNL del 14.9.2000 e' integrato con il seguente
comma:
"5. In caso di chiamata, le ore di lavoro prestate vengono retribuite
come lavoro straordinario o compensate, a richiesta, ai sensi
dell'art.38, comma 7 o dell'art.38-bis, con equivalente recupero
orario; per le stesse ore e' esclusa la percezione del compenso di
cui ai commi 1 e 4."
Art. 12
Bilinguismo
1. L'art. 40 del CCNL del 14.9.2000 e' integrato con il seguente
comma:
"2. La disciplina del comma 1 trova applicazione anche nei confronti
del personale che sia tenuto all'esercizio delle prestazioni
necessarie per la tutela delle minoranze linguistiche storiche, in
attuazione della legge 15 dicembre 1999, n. 482. Ai relativi oneri si
fa fronte con le risorse dell'art. 15 del CCNL dell'1.4.1999."
Art. 13
Integrazione della disciplina delle assenze per malattia
1. Nell'art.21 del CCNL del 6.7.1995, dopo il comma 4, nel testo
modificato dall'art.10, comma 2, del CCNL successivo a quello
dell'1.4.1999 stipulato in data 14.9.2000, e' inserito il seguente
comma 4 bis:
"4.bis.Ove non sia possibile procedere ai sensi del precedente comma
4, oppure nel caso che il dipendente sia dichiarato permanentemente
inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo lavoro, l'ente puo' procedere
alla risoluzione del rapporto, corrispondendo al dipendente
l'indennita' sostitutiva del preavviso."
Art. 14
Trattamento per attivita' prestata in giorno festivo
- riposo compensativo
1. Il comma 1 dell'art.24 del CCNL del 14.9.2000 e' sostituito dal
seguente:
"1. Al dipendente che per particolari esigenze di servizio non
usufruisce del giorno di riposo settimanale deve essere corrisposto,
per ogni ora di lavoro effettivamente prestata, un compenso
aggiuntivo pari al 50% della retribuzione oraria di cui all'art.52,
comma 2, lett. b), con diritto al riposo compensativo da fruire di
regola entro 15 giorni e comunque non oltre il bimestre successivo".
Art. 15
Compenso per lavoro straordinario del personale con rapporto
di lavoro a tempo parziale
1. Il comma 5 dell'art.6 del CCNL del 14.9.2000 e' sostituito dal
seguente:
"Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo
verticale puo' effettuare prestazioni di lavoro straordinario nelle
sole giornate di effettiva attivita' lavorativa entro il limite
massimo di cui al comma 2. Tali ore sono retribuite con un compenso
pari alla retribuzione oraria di cui all'art.52, comma 2, lett. b),
incrementata del rateo della tredicesima mensilita', con una
maggiorazione pari al 15 % ".
2. Il comma 6 dell'art.6 del CCNL del 14.9.2000 e' sostituito dal
seguente:
"Qualora le ore di lavoro aggiuntivo o straordinario svolte siano
eccedenti rispetto a quelle fissate come limite massimo mensile dal
comma 2, la percentuale di maggiorazione di cui ai precedenti commi 4
e 5 e' elevata al 50%".
Art. 16
Integrazione della disciplina del lavoro straordinario elettorale
1. All'art.39 del CCNL successivo a quello dell'1.4.1999 sottoscritto
il 14.9.2000 e' aggiunto il seguente comma 3:
"3. Il personale che, in occasione di consultazioni elettorali o
referendarie, e' chiamato a prestare lavoro straordinario nel giorno
di riposo settimanale, in applicazione delle previsioni del presente
articolo, oltre al relativo compenso, ha diritto anche a fruire di un
riposo compensativo corrispondente alle ore prestate. Il riposo
compensativo spettante e' comunque di una giornata lavorativa ove le
ore di lavoro straordinario effettivamente rese siano
quantitativamente maggiori di quelle corrispondenti alla durata
convenzionale della giornata lavorativa ordinaria. In tale
particolare ipotesi non trova applicazione la disciplina dell'art.24,
comma 1, del presente contratto. La presente disciplina trova
applicazione anche nei confronti del personale incaricato di
posizioni organizzative".
2. In occasione di consultazione elettorali o referendarie, le ore di
lavoro aggiuntivo prestate, nel rispetto della disciplina dell'art.6
del CCNL del 14.9.2000, dal personale con rapporto di lavoro a tempo
parziale orizzontale sono retribuite con un compenso costituito da
una maggiorazione percentuale della retribuzione oraria globale di
fatto di cui all'art.52, comma 2, lett. d), nelle seguenti misure:
a) 15 %, nel caso di lavoro aggiuntivo diurno;
b) 20 %, nel caso di lavoro aggiuntivo prestato in giorno festivo o
in orario notturno (dalle ore 22 alle ore 6 del giorno successivo);
c) 25 % nel caso di lavoro aggiuntivo prestato in orario
notturno-festivo.
3. Nel caso di lavoro aggiuntivo prestato dal lavoratore a tempo
parziale orizzontale in occasione di consultazioni elettorali o
referendarie, in deroga al limite del tempo pieno e in misura
eccedente rispetto a quella derivante dall'applicazione dell'art.6,
comma 2, del CCNL del 14.9.2000, ai fini della determinazione del
compenso da corrispondere al dipendente interessato, le percentuali
di maggiorazione della retribuzione oraria globale di fatto, di cui
alle lett. a), b) e c) del comma 2, sono ridefinite nella misura
unica del 50%.
4. Per il lavoro straordinario, effettuato in deroga alla disciplina
di cui all'art.6, comma 5, primo periodo, del CCNL del 14.9.2000, dal
personale con rapporto di lavoro a tempo parziale verticale in
occasione di consultazioni elettorali o referendarie, trova
applicazione, ai fini della determinazione del relativo compenso, la
disciplina generale dell'art.38 del CCNL del 14.9.2000.
Art. 16-bis
Integrazione della disciplina del trattamento di trasferta
1. Il comma 13 dell'art.41 del CCNL del 14.9.2000 e' integrato con il
seguente alinea:
"Gli enti integrano le percentuali di cui al presente comma in
armonia con i criteri stabiliti dalle norme che disciplinano i
trattamenti di trasferta all'estero del personale civile delle
amministrazioni dello Stato".
Art. 17
Integrazione della disciplina della ricostituzione
del rapporto di lavoro
1. All'art.26 del CCNL del 14.9.2000 e' aggiunto il seguente comma
2-bis:
"2-bis. Per effetto della ricostituzione del rapporto di lavoro, al
lavoratore e' attribuito il trattamento economico corrispondente alla
categoria, al profilo ed alla posizione economica rivestita al
momento della interruzione del rapporto di lavoro, con esclusione
della retribuzione individuale di anzianita' e di ogni altro assegno
personale, anche a carattere continuativo e non riassorbibile".
Art. 18
Previdenza complementare
1. Le parti convengono di procedere alla costituzione di un Fondo
nazionale di pensione complementare ai sensi del D.Lgs.n.124/1993,
della legge n.335/1995, della legge n.449/1997 e successive
modificazioni ed integrazioni, dell'Accordo quadro nazionale in
materia di trattamento di fine rapporto e di previdenza complementare
per i dipendenti pubblici del 29 luglio 1999, del DPCM del 20
dicembre 1999.
2. Al fine di garantire un numero di iscritti piu' ampio che consenta
di minimizzare le spese di gestione, le parti competenti potranno
definire l'istituzione di un Fondo pensione unico con i lavoratori
appartenenti al comparto della Sanita', a condizione di reciprocita'.
3. Il Fondo pensione viene finanziato ai sensi dell'art.11 del
predetto accordo quadro e si costituisce secondo le procedure
previste dall'art.13 dello stesso accordo. Le parti concordano che la
quota di contribuzione da porre a carico del datore di lavoro e da
destinare al predetto Fondo sia determinata nella misura dell'1%
dell'ammontare dei compensi presi a base di calcolo per la
determinazione del Trattamento di Fine rapporto di lavoro (T.F.R.),
ai sensi dell'art.49 del CCNL del 14.9.2000.
4. In sede di accordo istitutivo del Fondo pensione, sara' anche
determinata la quota di contribuzione a carico degli enti per le
spese di avvio e di funzionamento.
Art. 19
Patronato sindacale e tutela del personale in distacco sindacale
1. I lavoratori in attivita' o in quiescenza possono farsi
rappresentare dal sindacato o dall'istituto di patronato sindacale,
per l'espletamento delle procedure riguardanti prestazioni
assistenziali e previdenziali, davanti ai competenti organi
dell'ente.
2. Ai lavoratori che fruiscono dei distacchi di cui all'art.5 del
CCNQ del 7.8.1998 compete oltre al trattamento dell'art.47, comma 1,
del CCNL del 14.9.2000, anche la indennita' di cui all'art.17, comma
2, lett. f) del CCNL dell'1.4.1999 eventualmente in godimento.
Art. 20
Personale addetto alle case da gioco
1. Al personale dipendente dagli enti locali addetto alle case da
gioco si applicano i benefici economici derivanti dal presente
contratto. E', comunque, fatto salvo il trattamento economico nelle
componenti e nella dinamica a qualunque titolo vigente, in
considerazione della particolare professionalita' di tale personale
non rientrante nei compiti di istituto propri degli enti.
Art. 21
Personale dipendente dal Comune di Campione d'Italia
1. I benefici economici previsti dal presente contratto per i
dipendenti del comparto Regioni - Autonomie Locali si applicano anche
ai dipendenti del Comune di Campione d'Italia.
Art. 22
Conferma discipline precedenti
1. Nei confronti del personale degli enti del comparto delle Regioni
e delle Autonomie locali continua a trovare applicazione la
disciplina degli articoli 1 e 2 della legge n. 336/1970 e successive
modificazioni e integrazioni; in particolare, il previsto incremento
di anzianita' viene equiparato ad una maggiorazione della
retribuzione individuale di anzianita' pari al 2,50% della nozione di
retribuzione di cui all'art. 52, comma 2, lett. b), per ogni biennio
considerato o in percentuale proporzionalmente ridotta, per periodi
inferiori al biennio.
Art. 23
Disciplina a livello territoriale dei permessi sindacali
1. Le amministrazioni comunali che, al termine di ogni anno,
accertino la mancata utilizzazione, in tutto o in parte, della quota
dei permessi di spettanza delle organizzazioni sindacali ai sensi
dell'art 3 del contratto collettivo quadro del 9.8.2000 (esclusa,
quindi, la quota di spettanza della RSU), quantificano il valore
economico della relativa temporizzazione, rapportata a ore, e
assegnano le corrispondenti risorse finanziarie all'ANCI regionale
competente per territorio entro il mese di gennaio dell'anno
successivo a quello di riferimento; la base di calcolo corrisponde
alla nozione di retribuzione di cui al comma 2, lett. c) dell'art. 52
del CCNL del 14.9.2000.
2. Il monte ore dei permessi disponibili ai sensi del comma 1, viene
utilizzato dai dipendenti dei Comuni che siano dirigenti delle
organizzazioni sindacali territoriali rappresentative nel comparto
delle Regioni e delle Autonomie locali nei limiti delle quote
spettanti a ciascuna di esse nel rispetto del criterio di
proporzionalita' del livello di rappresentativita' in ambito
regionale.
3. All'accertamento del livello di rappresentativita' provvede l'ANCI
regionale nel rispetto degli stessi criteri definiti dall'art.43 del
D.Lgs. n.165 del 2001 per il livello nazionale, acquisendo le
relative informazioni dai Comuni interessati.
4. Le organizzazioni sindacali di comparto comunicano all'ANCI
regionale i nominativi dei dirigenti che fruiscono dei permessi di
cui al comma 2, la relativa durata e il Comune di appartenenza degli
stessi dirigenti.
5. L'ANCI regionale trasferisce a ciascuno degli enti interessati
l'importo corrispondente alla quota dei permessi fruiti dai
rispettivi dipendenti in qualita' di dirigenti sindacali, nei limiti
delle disponibilita' di cui al comma 1.
6. I permessi previsti dal presente articolo non possono essere
cumulati per la fruizione di distacchi sindacali.
Art. 24
Disposizione programmatica
1. In sede di rinnovo del CCNL per il quadriennio 2002-2005 saranno
valutate le esperienze di gestione del modello di classificazione
introdotto con il CCNL del 31.3.1999 al fine di apportare le
integrazioni e le rettifiche piu' opportune per la migliore e piu'
efficace valorizzazione delle risorse umane nell'ambito di un piu'
incisivo sostegno dei processi di ammodernamento e di
razionalizzazione dei sistemi organizzativi degli enti.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, saranno, in particolare:
a) riesaminate le declaratorie di categoria;
b) individuati i profili professionali, anche di tipo polivalente,
necessari per valorizzare le professionalita' emergenti, con la
conseguente piu' corretta collocazione nella pertinente categoria,
con particolare riferimento alle attivita' di informazione e
comunicazione, a quelle connesse ai beni culturali (ad es. musei,
biblioteche, ecc.) nonche' alle professioni sanitarie operanti nelle
IPAB;
c) individuate nuove modalita' di finanziamento della retribuzione di
posizione;
d) definita una nuova disciplina organica del personale educativo e
docente degli enti locali, rivolta anche ad un aggiornamento della
relativa classificazione in coerenza sia con le legislazione piu'
recente in tema di requisiti culturali di accesso alle predette
professioni sia con i piu' elevati standard di prestazioni e di
professionalita' richiesti per l'espletamento delle relative
funzioni.
Art. 25
Codice di comportamento relativo alle molestie sessuali
nei luoghi di lavoro
1. Gli enti adottano, nel rispetto delle forme di partecipazione
sindacale di cui al CCNL dell'1.4.1999, con proprio atto il codice di
condotta relativo ai provvedimenti da assumere nella lotta contro le
molestie sessuali nei luoghi di lavoro, come previsto dalla
raccomandazione della Commissione Europea del 27.11.1991,
n.93/131/CEE. Le parti, allo scopo di favorire linee guida uniformi
in materia, allegano a titolo esemplificativo uno specifico
codice-tipo.
TITOLO II
DISCIPLINA DELL'INQUADRAMENTO DEL PERSONALE TRASFERITO
Art. 26
Ambito di applicazione
1. Il presente Titolo II disciplina i criteri di inquadramento ed il
trattamento economico da applicare nei confronti del personale del
comparto dei Ministeri, nonche' del personale dell'ANAS, in occasione
di processi di mobilita', gia' attuati o da attuare, a seguito di
trasferimento e di deleghe di funzioni e competenze statali al
sistema delle autonomie locali ai sensi delle disposizioni contenute
nell'art.7 della legge n.59/1997 e successivi decreti attuativi .
Art. 27
Nuovo inquadramento professionale del personale trasferito
1. Il personale del comparto dei Ministeri di cui all'art.26, con
decorrenza dalla data di effettiva messa a disposizione con le
relative risorse finanziarie, e' inquadrato nelle categorie e nei
profili del vigente sistema di classificazione del comparto
Regioni-Autonomie Locali, previsti dall'allegato A del CCNL del
31.3.1999, secondo le indicazioni contenute nella tabella di
equiparazione di cui all'art.5 del DPCM del 14.12.2000 n.446. Sono
comunque fatti salvi gli effetti derivanti dagli inquadramenti gia'
operati dagli enti del comparto con decorrenza anticipata rispetto a
quella stabilita.
2. Con decorrenza dalla data di inquadramento di cui al comma 1, al
personale del comparto dei Ministeri trasferito presso gli enti del
comparto, si applicano esclusivamente le disposizioni sul trattamento
normativo ed economico previste dai contratti collettivi nazionali di
lavoro del comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali.
3. Per il biennio economico 2000-2001, al suddetto personale
competono i soli incrementi tabellari del trattamento economico
derivanti dal CCNL del comparto Ministeri relativi a tale periodo
contrattuale.
4. Il personale dell'ANAS e' inquadrato, con decorrenza dalla data di
effettiva messa a disposizione con le relative risorse finanziarie,
nelle categorie e nei profili del vigente sistema di classificazione,
secondo le indicazioni contenute nella tabella di equiparazione
allegata al DPCM 22.12.2000, n. 448.
Art. 28
Inquadramento retributivo del personale trasferito
1. Il rapporto di lavoro del personale trasferito, in applicazione
delle disposizioni del presente contratto, continua senza
interruzioni, con l'ente di destinazione.
2. Al lavoratore trasferito e' riconosciuta integralmente
l'anzianita' di servizio maturata presso l'amministrazione o l'ente
di provenienza, che e' utile agli effetti di tutti gli istituti del
CCNL del comparto Regioni-Autonomie Locali, relativi alla disciplina
del rapporto di lavoro, che ad essa facciano espresso riferimento.
3. Al fine della determinazione del trattamento economico complessivo
da attribuire al personale trasferito dallo Stato e della
specificazione delle diverse voci retributive che lo compongono, gli
enti prendono in considerazione i seguenti elementi fissi e
continuativi: stipendio tabellare iniziale, indennita' integrativa
speciale, l'importo delle posizioni di sviluppo economico conseguite
secondo le previsioni del vigente sistema di classificazione del
personale, retribuzione individuale di anzianita' (RIA), indennita'
di amministrazione.
4. Per le finalita' di cui al comma 3, relativamente al personale
trasferito dall'ANAS, gli enti prendono in considerazione gli
elementi fissi e continuativi previsti per il personale delle aree
dall'art. 4 del DPCM 22.12.2000, n. 448.
5. Nell'ipotesi in cui l'importo complessivo del trattamento fisso e
continuativo di cui ai commi 3 e 4, in godimento presso
l'amministrazione o l'ente di provenienza, sia superiore a quello
derivante dal nuovo inquadramento, ai sensi dell'art.27, presso
l'ente di destinazione, l'eventuale differenza viene conservata a
titolo di retribuzione individuale di anzianita'.
6. Il personale delle ex carriere direttive dei ruoli ad esaurimento
trasferito, in applicazione del presente contratto, presso enti del
comparto Regioni-Autonomie Locali e' inquadrato nella categoria D,
posizione economica D5; la quota residua del trattamento economico
fisso e continuativo in godimento viene conservata a titolo di
retribuzione individuale di anzianita'.
7. Gli enti possono stabilire, in sede di contrattazione decentrata
integrativa, la collocazione del personale trasferito in una
posizione di sviluppo economico superiore, nell'ambito della medesima
categoria di inquadramento, rispetto a quella derivante
dall'applicazione dell'art.27, sino a concorrenza del valore annuo
corrispondente alla ex indennita' di amministrazione in godimento.
Gli effetti economici di tale collocazione non sono considerati ai
fini dell'applicazione della disciplina dell'art.16, comma 1, del
CCNL dell'1.4.1999.
Art. 29
Disciplina contrattuale nella fase transitoria
1. Fermo restando, con decorrenza dalla data di inquadramento, la
applicazione al personale trasferito della disciplina generale
prevista dai contratti collettivi di lavoro vigenti nel comparto
Regioni-Autonomie Locali e nel rispetto del principio della
continuita' del rapporto di lavoro, nella fase di transizione, le
parti convengono che la disciplina degli istituti di seguito
individuati debba avvenire sulla base dei criteri di gestione per gli
stessi stabiliti:
a. ferie: i dipendenti conservano tutti i diritti loro spettanti in
materia di ferie maturate e non fruite presso l'amministrazione di
appartenenza nell'anno in cui si e' operato il trasferimento; da
quest'ultima data trova applicazione l'art.18 del CCNL del 6.7.1995 e
il dipendente puo' fruire delle ferie non fruite, previa
autorizzazione del dirigente in relazione alle esigenze di servizio,
entro il primo semestre dell'anno successivo;
b. malattia: i periodi di assenza per malattia fruiti sino al momento
del trasferimento sono comunicati agli enti di destinazione e sono
computati secondo la disciplina dell'art.21 del CCNL del 6.7.1995;
c. aspettative: i periodi di aspettativa per motivi di famiglia e
personali, di congedi per la formazione, di congedi dei genitori, di
congedi per eventi e cause particolari gia' fruiti dal dipendente
sono ugualmente comunicati all'ente di destinazione ai fini
dell'applicazione della disciplina di tali istituti contenuta negli
artt.11, 13, 14, 16, 17 e 18 del CCNL del 14.9.2000;
d. rapporto a tempo parziale: i lavoratori trasferiti con rapporto di
lavoro a tempo parziale conservano tale tipologia di contratto anche
in condizione di eventuale soprannumero rispetto alla percentuale
stabilita nell'art.4, comma 2, del CCNL successivo del 14.9.2000; a
tal fine il lavoratore, all'atto del trasferimento, presenta
specifica domanda per la conferma del rapporto a tempo parziale, in
deroga ad ogni termine temporale.
----> Vedere tabelle da pag. 24 a pag. 29 del S.O. <----


Dichiarazione congiunta n. 1
Le parti concordano nel confermare che, nel rispetto dei contenuti
delle declaratorie delle categorie professionali di cui all'allegato
A del CCNL del 31.3.1999, il diploma di scuola media superiore puo'
essere richiesto, per l'accesso dall'esterno, solo per i profili
collocati nella categoria C e che il diploma di laurea o di laurea
specialistica o di laurea breve possono essere richiesti, per
l'accesso dall'esterno, solo per i profili della categoria D.
Dichiarazione congiunta n. 2
Le parti ritengono che gli enti possono valutare positivamente e con
disponibilita', ove non ostino particolari esigenze di servizio, la
possibilita' di rinunciare al preavviso, nell'ambito delle
flessibilita' secondo quanto previsto dall'art. 39 del CCNL del
6.7.1995, come sostituito dall'art. 7 del CCNL del 13.5.1996, qualora
il dipendente abbia presentato le proprie dimissioni per assumere
servizio presso altro ente o amministrazione a seguito di concorso
pubblico e la data di nuova assunzione non sia conciliabile con il
vincolo temporale del preavviso.
Dichiarazione congiunta n. 3
Le parti confermano che gli appartenenti al corpo dei servizi
ispettivi pubblici preposti al controllo delle case da gioco trovano
la collocazione d'accesso nella categoria D.
Dichiarazione congiunta n. 4
Le parti concordano nel ritenere che gli enti, ove si avvalgano del
profilo di Operatore socio-sanitario, caratterizzato dallo specifico
titolo, richiesto per l'accesso sia dall'esterno che dall'interno,
rilasciato a seguito del superamento del corso di formazione di
durata annuale previsto dagli artt.7 e 8 dell'accordo provvisorio tra
il Ministro della sanita', il Ministro della solidarieta' sociale, le
Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 18.2.2000,
provvedono a collocarlo nella categoria B, posizione economica B3.
Dichiarazione congiunta n. 5
Le parti concordano nel ritenere che il ripristino della festivita'
del 2 giugno come giorno festivo, secondo le previsioni della legge
n.336/2000 non comporta alcuna conseguenza rispetto alle 4 giornate
di festivita' soppresse attribuite dalla legge n.937/1977, dato che
si tratta di una disciplina legislativa immediatamente precettiva che
non prevede alcun effetto riduttivo sul numero delle festivita'
stabilite nella citata legge n.937/1977.
Dichiarazione congiunta n. 6
Le parti concordano nel ritenere che la disciplina dell'art.6 possa
trovare applicazione nei confronti dei lavoratori che comunque
fruivano dell'indennita' dell'art.37, comma 1, lett.c) e d), del CCNL
del 6.7.1995, alla data di sottoscrizione della presente ipotesi di
accordo.
Dichiarazione congiunta n. 7
Le parti concordano nel ritenere che le risorse del trattamento
accessorio correlato al trasferimento del personale, nell'ambito
delle disposizioni del Titolo II del presente contratto, confluiscono
nelle disponibilita' dell'art.15 del CCNL dell'1.4.1999, in
attuazione della specifica previsione contenuta nel comma 1 lett. l)
dello stesso articolo. Le predette risorse sono utilizzate secondo la
disciplina definita in sede di contrattazione decentrata integrativa.
Dichiarazione congiunta n. 8
Le parti concordano nel ritenere che, in relazione all'art.16 del
presente CCNL, sia sempre necessario il consenso del lavoratore ai
fini della prestazione di lavoro aggiuntivo, secondo le espresse
previsioni dell'art.3, comma 3, del D.lgs.n.61/2000.
Dichiarazione congiunta n. 9
Con riferimento all'art.4, comma 1, del presente contratto le parti
convengono che la dizione "a decorrere dall'anno 2001" utilizzata per
la individuazione della data di decorrenza per l'incremento, ivi
previsto, delle risorse del fondo di cui all'art.15 del CCNL
dell'1.4.1999, deve essere correttamente intesa come riferita
all'1.1.2001.
Dichiarazione congiunta n. 10
Con riferimento all'art.6 del presente contratto, le parti convengono
che la dizione "con decorrenza dal 2001" utilizzata per la
individuazione della decorrenza dell'incremento ivi previsto
dell'indennita' del personale educativo e di quello docente
scolastico, di cui all'art.37, comma 1, lett. c) e d) del CCNL del
6.7.1995, deve essere correttamente intesa come riferita
all'1.1.2001.
Dichiarazione congiunta n. 11
Le parti si danno reciprocamente atto che, esaurita la fase
transitoria di cui all'art.12, comma 3, del CCNL del 31.3.1999,
dall'anno 2002 la progressione economica del personale inquadrato in
profili con trattamento tabellare iniziale corrispondente alle
posizioni economiche B1 e D1 delle relative categorie puo'
svilupparsi anche all'acquisizione di incrementi retributivi
superiori ai valori B4 e D3.
Dichiarazione congiunta n. 12
Con riferimento all'art.11 del presente CCNL, le parti convengono che
la particolare integrazione della disciplina della reperibilita' ivi
prevista non trova applicazione nell'ipotesi di chiamata del
lavoratore in reperibilita' cadente nella giornata del riposo
settimanale, secondo il turno assegnato; per tale ipotesi trova
applicazione, invece, la disciplina di cui all'art.24, comma 1, del
CCNL del 14.9.2000.
Dichiarazione congiunta n. 13
Con riferimento all'art.14 del presente contratto, al fine di una
corretta applicazione dell'art.24, comma 1, del CCNL del 14.9.2000,
le parti concordano che il riposo compensativo, ivi previsto, non
puo' non avere che una durata corrispondente alle ore di lavoro
effettivamente prestate.
Dichiarazione congiunta n. 14
Le parti prendono atto della piena applicabilita', anche in mancanza
di un qualunque richiamo espresso nell'ambito della disciplina
contrattuale relativa al Comparto Regioni-Autonomie Locali, delle
procedure di conciliazione ed arbitrato previste dallo specifico
Contratto Collettivo Nazionale Quadro del 23.1.2001 a tutte le
controversie concernenti il rapporto di lavoro insorte presso enti
del comparto.
Dichiarazione congiunta n. 15
Le parti convengono che, ai fini dell'applicazione dell'art. 28,
comma 7, del presente contratto nei confronti del personale dell'ente
ANAS, si tiene conto dell'importo dell'indennita' operativa in
godimento del suddetto personale.

------

CODICE TIPO

CODICE DI CONDOTTA DA ADOTTARE NELLA LOTTA
CONTRO LE MOLESTIE SESSUALI (rif. Art. 25)

DEFINIZIONE
Per molestia sessuale si intende ogni atto o comportamento
indesiderato, anche verbale, a connotazione sessuale arrecante offesa
alla dignita' e alla liberta' della persona che lo subisce, ovvero
che sia suscettibile di creare ritorsioni o un clima di intimidazione
nei suo confronti;
DICHlARAZIONI DI PRINCIPIO
* e' inammissibile ogni atto o comportamento che si configuri come
molestia sessuale nella definizione sopra riportata;
* e' sancito il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori ad essere
trattati con dignita' e ad essere tutelati nella propria liberta'
personale;
* e' sancito il diritto delle lavoratrici/dei lavoratori a denunciare
le eventuali intimidazioni o ritorsioni subite sul luogo di lavoro
derivanti da atti o comportamenti molesti;
* e' istituita la figura della Consigliera/del Consigliere di
fiducia, denominata/o d'ora in poi Consigliera/Consigliere, e viene
garantito l'impegno degli Enti a sostenere ogni componente del
personale che si avvalga dell'intervento della Consigliera/del
Consigliere o che sporga denuncia di molestie sessuali, fornendo
chiare ed esaurimenti indicazioni circa la procedura da seguire,
mantenendo la riservatezza e prevenendo ogni eventuale ritorsione.
Analoghe garanzie sono estese agli eventuali testimoni;
* viene garantito l'impegno dell' Amministrazione a definire
preliminarmente, d'intesa con i soggetti firmatari del Protocollo
d'lntesa per l'adozione del presente Codice, il ruolo, l'ambito
d'intervento, i compiti e i requisiti culturali e professionali della
persona da designare quale Consigliera/Consigliere. Per il ruolo di
Consigliera/Consigliere gli Enti in possesso dei requisiti necessari,
oppure individuare al proprio interno persone idonee a ricoprire l
'incarico alle quali rivolgere un apposito percorso formativo;
* per gli Enti di piccole dimensioni la Consigliera o il Consigliere
e' riferimento di livello territoriale;
* e' assicurata, nel corso degli accertamenti, l'assoluta
riservatezza dei soggetti coinvolti;
* nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori autori di molestie
sessuali si applicano le misure disciplinari ai sensi di quanto
previsto dagli articoli 55 e 56 del Decreto Legislativo n. 165/2001,
viene inserita, precisandone in modo oggettivo i profili ed i
presupposti, un 'apposita tipologia di infrazione relativamente alI
'ipotesi di persecuzione o vendetta nei confronti di un dipendente
che ha sporto denuncia di molestia sessuale. I suddetti comportamenti
sono comunque valutabili ai fini disciplinari ai sensi delle
disposizioni normative e contrattuali attualmente vigenti;
* l'Ente si impegna a dare ampia informazione, a fornire copia ai
propri dipendenti e dirigenti, del presente Codice di comportamento
e, in particolare, alle procedure da adottarsi in caso di molestie
sessuali, allo scopo di diffondere una cultura improntata al pieno
rispetto della dignita' della persona.
PROCEDURE DA ADOTTARE IN CASO DI MOLESTIE SESSUALI
Qualora si verifichi un atto o un comportamento indesiderato a sfondo
sessuale sul posto di lavoro la dipendente/il dipendente potra'
rivolgersi alla Consigliera/al Consigliere designata/o per avviare
una procedura informale nel tentativo di dare soluzIone al caso.
L' intervento della Consigliera/del Consigliere dovra' concludersi in
tempi ragionevolmente brevi in rapporto alla delicatezza dell'
argomento affrontato.
La Consigliera/il Consigliere, che deve possedere adeguati requisiti
e specifiche competenze e che sara' adeguatamente formato dagli Enti,
e' incaricata/o di fornire consulenza e assistenza alla dipendente/al
dipendente oggetto di molestie sessuali e di contribuire alla
soluzione del caso.
PROCEDURA INFORMALE - INTERVENTO DELLA CONSIGLIERA/DEL CONSIGLIERE
La Consigliera/il Consigliere, ove la dipendente/il dipendente
oggetto di molestie sessuali lo ritenga opportuno, intervenire al
fine di favorire il superamento della situazione di disagio e
ripristinare un sereno ambiente di lavoro, facendo presente alla
persona che il suo comportamento scorretto deve cessare perche'
offende, crea disagio e interferisce con lo svolgimento del lavoro.
L 'intervento della Consigliera/del Consigliere deve avvenire
mantenendo la riservatezza che il caso richiede.
DENUNCIA FORMALE
Ove la dipendente/il dipendente oggetto delle molestie sessuali non
ritenga di far ricorso all'intervento della Consigliera/del
Consigliere, ovvero, qualora dopo tale intervento, il comportamento
indesiderato permanga, potra' sporgere formale denuncia, con
l'assistenza della Consigliera/del Consigliere, alla dirigente/al
dirigente o responsabile dell'ufficio di appartenenza che sara'
tenuta/o a trasmettere gli atti all'Ufficio competente dei
procedimenti disciplinari, fatta salva, in ogni caso, ogni altra
forma di tutela giurisdizionale della quale potra' avvalersi.
Qualora la presunta/il presunto autore di molestie sessuali sia la
dirigente/il dirigente dell'ufficio di appartenenza, la denuncia
potra' essere inoltrata direttamente all'Ufficio competente dei
procedimenti disciplinari.
Nel corso degli accertamenti e' assicurata l'assoluta riservatezza
dei soggetti coinvolti.
* Nel rispetto dei principi che informano la legge n. 125/91, qualora
l' Amministrazione, nel corso del procedimento disciplinare, ritenga
fondati i datti, adottera', ove lo ritenga opportuno, d'intesa con le
OO.SS. e sentita la Consigliera/il Consigliere, le misure organizzati
ve ritenute di volta in volta utili alla cessazione immediata dei
comportamenti di molestie sessuali ed a ripristinare un ambiente di
lavoro in cui uomini e donne rispettino reciprocamente
l'inviolabilita' della persona.
* Sempre nel rispetto dei principi che informano la legge n. 125/91 e
nel caso in cui l'Amministrazione nel corso del procedimento
disciplinare ritenga fondati i fatti, la denunciante/il denunciante
ha la possibilita' di chiedere di rimanere al suo posto di lavoro o
di essere trasferito altrove in una sede che non gli comporti
disagio.
* Nel rispetto dei principi che informano la legge n. 125/91, qualora
l' Amministrazione nel corso del procedimento disciplinare non
ritenga fondati i fatti, potra' adottare, su richiesta di uno o
entrambi gli interessati, provvedimenti di trasferimento in via
temporanea, in attesa della conclusione deI procedimento
disciplinare, al fine di ristabilire nel frattempo un clima sereno;
in tali casi e' data la possibilita' ad entrambi gli interessati di
esporre le proprie ragioni, eventualmente con l'assistenza delle
Organizzazioni Sindacali, ed e' comunque garantito ad entrambe le
persone che il trasferimento non venga in sedi che creino disagio.
ATTIVITA' DI SENSIBILIZZAZIONE
Nei programmi di formazione del personale e dei dirigenti gli Enti
dovranno includere informazioni circa gli orientamenti adottati in
merito alla prevenzione delle molestie sessuali ed alle procedure da
seguire qualora la molestia abbia luogo.
L' amministrazione dovra', peraltro, predisporre specifici interventi
formativi in materia di tutela della liberta' e della dignita' della
persona al fine di prevenire il verificarsi di comportamenti
configurabili come molestie sessuali. Particolare attenzione dovra'
essere posta alla formazione delle dirigenti e dei dirigenti che
dovranno promuovere e diffondere la cultura del rispetto della
persona volta alla prevenzione delle molestie sessuali sul posto di
lavoro.
Sara' cura dell' Amministrazione promuovere, d'intesa con le
Organizzazioni Sindacali, la diffusione del Codice di condotta contro
le molestie sessuali anche attraverso assemblee interne.
Verra' inoltre predisposto del materiale informativo destinato alle
dipendenti/ai dipendenti sul comportamento da adottare in caso di
molestie sessuali.
Sara' cura dell' Amministrazione promuovere un'azione di monitoraggio
al fine di valutare l'efficacia del Codice di condotta nella
prevenzione e nella lotta contro le molestie sessuali. A tale scopo
la Consigliera/il Consigliere, d'intesa con il CPO, provvedera' a
trasmettere annualmente ai firmatari del Protocollo ed alla
Presidente del Comitato Nazionale di Parita' un'apposita relazione
sullo stato di attuazione del presente Codice.
L'Amministrazione e i soggetti firmatari del CCNL per l'adozione del
presente Codice si impegnano ad incontrarsi al termine del primo anno
per verificare gli esisti ottenuti con l'adozione del Codice di
condotta contro le molestie sessuali ed a procedere alle eventuali
integrazioni e modificazioni ritenute necessarie.

------

C.S.A.
COORDINAMENTO SINDACALE AUTONOMO

Roma, 5-10-2001

Dichiarazione a verbale

CCNL per il biennio economico 2000-2001 del personale non dirigente
del Comparto delle Regioni -Autonomie locali
Il CSA, pur nella consapevolezza della validita' dei motivi addotti,a
sostegno del rifiuto di siglare I' ipotesi di accordo del 1 giugno
2001, allo scopo di evitare eventuali contrasti sulla gestione del
CCNL di CUI all'oggetto decide responsabilmente di sottoscriverlo,
mantenendo la posizione precedentemente assunta che di seguito si
ribadisce:
1) gli incrementi tabellari proposti non corrispondono al tasso reale
d'inflazione e cio' provoca un ulteriore depauperamento del potere di
acquisto dei lavoratori, tanto piu' che non si tiene conto del
differenziale del biennio precedente;
2) considerato che in tale comparto la media stipendiale risulta la
piu' bassa di tutto il pubblico impiego e che con l'attuale
meccanismo per determinare le risorse finanziarie necessarie al
rinnovo si registrano continui scostamenti dagli importi tabellari
previsti per gli altri comparti, si dovra' colmare tale divario
mediante un allineamento delle retribuzioni in maniera paritetica con
quelle corrispondenti degli altri settori della Pubblica
Amministrazione;
3) in ordine poi alle situazioni lamentate circa una revisione degli
inquadramenti, ci preme segnalare quella relativa ai profili
professionali dell'area tecnico - amministrativa che, pur possedendo
gli stessi requisiti di alcune figure dell' area di vigilanza, sono
rimasti esclusi dal beneficio concesso a queste ultime con il
contratto successivo dell' 1 aprile 1999."
Il CSA auspica che il dissenso sopra enunciato possa essere di sprone
alla parte datoriale per addivenire ad un accordo piu' equo in
prossimita' del CCNL concernente il quadriennio 2002 -2005
Firmato

------

DICHIARAZIONI A VERBALE

Di.C.C.A.P.
Dipartimento Camera di Commercio - Autonomie Locali
- Polizia Municipale
S.N.A.L.C.C. -Fe.N.A.L. -S.U.L.P.M.

Coordinamento Nazionale

DICHIARAZIONE A VERBALE
Il DICCAP, con riferimento alla tab. 3 "indicatori o elementi di
specificita' riferiti alle Camere di Commercio" ed in particolare al
punto B "incidenza delle spese del Personale" per quel che concerne
la quota parte oneri personale aziende speciali, dichiara quanto
segue: atteso che al predetto personale si applicano contratti
diversi da quello dei dipendenti delle Camere di Commercio e che,
peraltro, anche la disciplina giuridica applicata agli stessi e'
comunque DIVERSA, l'inserimento di tale parametro appare oltre che
inappropriato, penalizzante per i dipendenti camerali. Alla luce di
quanto sopra il diccap ritiene fondamentale la rivisitazione di tale
indicatore.
Firmato

------

Di.C.C.A.P.
Dipartimento Camera di Commercio - Autonomie Locali
- Polizia Municipale
S.N.A.L.C.C. -Fe.N.A.L. -S.U.L.P.M.

Coordinamento Nazionale

DICHIARAZIONE A VERBALE
Roma, 21 maggio 2001
DICHIARAZIONE A VERBALE N. I)
Il Di.C.C.A.P. ritiene che dall'art. 4) co. 5) della presente ipotesi
di accordo debba essere eliminato il vincolo riferito ai bilanci
revisionali degli enti; si rammenta, infatti, che tutta la ratio che
ispira il sistema di costituzione del fondo ex art. 15 C.C.N.L.
1.4.1999, intende garantire la riattribuzione al fondo stesso (art.
17 stesso C.C.N.L.) delle somme non utilizzate. Ne e' evidente
conseguenza l' incremento del fondo con tali somme anche laddove le
stesse non siano state inserite nei bilanci recentemente approvati.
Il Coordinatore Nazionale
F.to Dott. Antonello Mastino


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato