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Gazzetta Ufficiale n. 275 del 26-11-2001
Comune di Jesi
Rete Civica Aesinet

MINISTERO DELLA DIFESA

DECRETO 8 ottobre 2001, n.412
Regolamento recante disposizioni in materia di ricompense al valore ed al merito dell'Arma dei carabinieri.


IL MINISTRO DELLA DIFESA

Visto il decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 297, recante norme
in materia di riordino dell'Arma dei carabinieri a norma
dell'articolo 1 della legge 31 marzo 2000, n. 78, e, in particolare,
l'articolo 31, che, nell'istituire le ricompense al valore e al
merito dell'Arma dei carabinieri, prevede che i requisiti, le
modalita' di attribuzione, le caratteristiche delle decorazioni, le
autorita' competenti a formulare le proposte di conferimento, la
composizione della Commissione per l'espressione del parere siano
determinati con regolamento del Ministro della difesa, emanato ai
sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la legge 26 luglio 1974, n. 330, concernente istituzione di
ricompense al valore e al merito dell'Esercito;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 2 luglio 2001;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri
effettuata con nota 8/41584/D.VIII.55 del 20 luglio 2001;
Adotta
il seguente regolamento:
Art. 1.
1. Le medaglie d'oro e d'argento al valore dell'Arma dei
carabinieri sono concesse a coloro che, in attivita' militari non
belliche ed in condizioni di estrema difficolta', hanno dimostrato
spiccato coraggio e singolare perizia, esponendo la propria vita a
manifesto rischio per:
a) salvare persone esposte ad imminente e grave pericolo oppure
per impedire o diminuire il danno di un grave disastro;
b) garantire l'applicazione della legge, anche internazionale,
con particolare riferimento alla tutela dei diritti umani;
c) tenere alti il nome ed il prestigio dell'Arma dei carabinieri,
anche all'estero.
2. Per l'attribuzione della medaglia d'oro si richiede il concorso
di circostanze tali da rendere l'atto compiuto meritorio e degno di
massima lode nonche' la condizione essenziale che ne sia derivato
grande onore all'Arma dei carabinieri.
3. La medaglia di bronzo e' concessa per atti ed imprese compiuti
senza manifesto pericolo di vita.


Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dellart. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, il solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alla quale e' operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita'
europee (G.U.C.E.).

Note alle premesse:
- L'art. 31 del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n.
297 (Norme in materia di riordino dell'Arma dei carabinieri
a norma dell'art. 1 della legge 31 marzo 2000, n. 78,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 ottobre 2000, n.
173/L), nell'istituire le ricompense al valore e al merito
dell'Arma dei carabinieri prevede, al comma 3, che i
requisiti, le modalita' di attribuzione, le caratteristiche
delle decorazioni, le autorita' competenti a formulare le
proposte di conferimento, la composizione della commissione
presieduta dal Comandante generale dell'Arma per
l'espressione del parere sulla concessione, siano
determinati con regolamento del Ministro della difesa,
emanato ai sensi dell'art. 17, comma 3, della legge
23 agosto 1988, n. 400.
- La legge 26 luglio 1974, n. 330, recante istituzione
di ricompense al valore e al merito dell'Esercito, e' stata
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 agosto 1974, n. 211.

Art. 2.
1. La medaglia al valore dell'Arma dei carabinieri puo' essere
concessa alla memoria di colui che sia rimasto vittima della propria
azione generosa o che sia deceduto in conseguenza di essa. Nei
predetti casi, l'insegna e il brevetto sono attribuiti in proprieta'
al coniuge superstite.
2. In mancanza del coniuge l'insegna ed il brevetto sono attribuiti
al maggiore dei figli viventi; in mancanza di figli, al padre e,
qualora manchi anche quest'ultimo, alla madre; in mancanza di tutti i
predetti congiunti, al maggiore dei fratelli. In mancanza anche di
fratelli, l'insegna ed il brevetto del deceduto sono attribuiti in
proprieta' al Museo storico dell'Arma dei carabinieri, se militare,
ovvero al comune di nascita se egli era estraneo alle Forze armate
dello Stato.
3. E' data facolta' di fregiarsi dell'insegna della medaglia al
valore dell'Arma dei carabinieri, concessa alla memoria del deceduto,
al coniuge superstite di cui al primo comma oppure al padre ovvero
alla madre del decorato.
4. Per ottenere l'assegnazione delle insegne e dei brevetti delle
medaglie al valore dell'Arma dei carabinieri concessi alla memoria e
l'autorizzazione a fregiarsene e' necessario aver tenuto un
comportamento valutato come consono ai valori morali e civili.



Art. 3.
1. La croce al merito dell'Arma dei carabinieri e' destinata a
ricompensare il concorso particolarmente intelligente, ardito ed
efficace ad imprese e studi di segnalata importanza, volti allo
sviluppo ed al progresso dell'Arma dei carabinieri, da cui siano
derivati a quest'ultima spiccato lustro e decoro.
2. Il grado della ricompensa e' commisurato all'importanza degli
effetti conseguiti ed alle difficolta' superate nel corso
dell'attivita' svolta.
3. La croce al merito dell'Arma dei carabinieri puo' essere
concessa "alla memoria"; in tal caso si applicano le norme previste
dall'articolo 2.



Art. 4.
1. Le medaglie al valore e le croci al merito dell'Arma dei
carabinieri possono essere concesse a cittadini italiani e stranieri
nonche' a comandi, corpi o enti che, partecipando collettivamente ad
imprese particolarmente difficili, abbiano contribuito ad aumentare
il prestigio dell'Arma dei carabinieri.



Art. 5.
1. Le proposte di concessione delle ricompense sono formulate dalle
autorita' le quali, per le loro attribuzioni, vengono a cognizione
dei fatti e precisamente:
a) dal Comando generale dell'Arma dei carabinieri, quando il
fatto sia di rilevanza nazionale;
b) dai comandanti di corpo per il tramite gerarchico in caso di
atti ed attivita' compiuti dal militare in servizio nelle unita' alle
proprie dipendenze o appartenenti ad unita' di altra Forza armata
dislocate nei territori di giurisdizione, ovvero da civili;
c) dai comandanti di corpo o dall'autorita' militare in grado
piu' elevato presente, ovvero, nel caso non esista, dall'autorita'
consolare, per gli atti e le attivita' compiute all'estero.
2. I documenti relativi, corredati dei dati necessari a comprovare
il fatto ed a porre in evidenza tutti gli aspetti, devono essere
trasmessi al Ministero della difesa entro quattro mesi a partire
dalla data dell'evento che ha dato luogo alla proposta.
3. Per i fatti avvenuti prima dell'entrata in vigore del presente
decreto, il termine suindicato e' di un anno mentre per i fatti
avvenuti all'estero non e' prescritto termine alcuno.



Art. 6.
1. Il parere sulla concessione delle ricompense al valore o al
merito dell'Arma dei carabinieri e' espresso da una commissione
presieduta dal Comandante generale dell'Arma dei carabinieri e
composta da:
a) due ufficiali generali dell'Arma dei carabinieri;
b) un ufficiale generale di altra Forza armata o della Guardia di
finanza, quando sia da premiare un militare che non appartiene
all'Arma dei carabinieri;
c) un funzionario con qualifica non inferiore a dirigente
superiore dell'amministrazione di appartenenza, quando si tratti di
premiare un dipendente civile dello Stato.
2. Esercita funzioni di segretario un ufficiale superiore dell'Arma
dei carabinieri.
3. Qualora la commissione non riscontri nell'azione compiuta gli
estremi di cui ai precedenti articoli 2 e 4, sempreche' si tratti di
atti di coraggio, puo' proporre che i documenti relativi siano
inviati al Ministero dell'interno per l'eventuale concessione di
ricompense al valore o al merito civile.



Art. 7.
1. E' ammessa opposizione da parte degli interessati avverso le
decisioni relative a proposte di ricompense previste dal presente
decreto.
2. L'opposizione deve essere presentata al Ministro della difesa
entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione della concessione
o, in caso di diniego, della comunicazione fatta all'interessato.
3. L'opposizione e' sottoposta all'esame della commissione di cui
al successivo articolo 10 per il suo parere, in base al quale il
Ministro della difesa decide in via definitiva.



Art. 8.
1. In materia di inidoneita' al conseguimento o di privazione delle
medaglie di cui al presente regolamento si applicano le disposizioni
di cui agli articoli 8 e 9 della legge 26 luglio 1974, n. 330.


Nota all'art. 8:
- Il testo degli articoli 8 e 9 della legge 26 luglio
1974, n. 330, e' il seguente:
"Art. 8. - Non possono conseguire le ricompense di cui
alla presente legge e, avendole conseguite, le perdono di
diritto coloro che siano incorsi nell'interdizione perpetua
dai pubblici uffici, salvo il caso di riabilitazione.
Coloro che siano incorsi nell'interdizione temporanea
dai pubblici uffici, non possono, durante il tempo
dell'interdizione conseguire le ricompense predette ne',
avendole conseguite, possono fregiarsene.
Le sentenze di condanne che comportino l'interdizione
perpetua o temporanea dal pubblici uffici, emanate a carico
di coloro che hanno ottenuto le ricompense al valore o al
merito dell'Esercito, vengono dalle cancellerie delle
autorita' giudiziarie competenti inviate in copia al
Ministero della difesa (Gabinetto) entro il termine di
trenta giorni dopo che sono divenute definitive:
circostanza che deve risultare da espressa dichiarazione
della competente cancelleria, apposta sulla detta copia.
La riabilitazione del condannato ripristina a tutti gli
effetti, dal giorno in cui e' decretata, le perdute
concessioni di ricompense di cui ai primo comma del
presente articolo.
Qualora la privazione di dette ricompense derivi dalla
perdita della cittadinanza o del grado militare, il
riacquisto della cittadinanza e la reintegrazione del grado
producono, a riguardo di esse, i medesimi effetti della
riabilitazione".
"Art. 9. - Le disposizioni sulla riabilitazione
militare contenute nella legge 13 giugno 1935, n. 116, e le
norme speciali per la riabilitazione dei condannati che
hanno compiuto atti di valore militare o civile di cui al
regio decreto-legge 4 maggio 1936, n. 879, si applicano
anche a coloro che abbiano conseguito, in conformita' delle
disposizioni vigenti, una ricompensa al valore o al merito
dell'Esercito.
Sono esclusi da ogni beneficio coloro che si trovino
nelle condizioni di cui all'art. 8 del regio decreto-legge
4 maggio 1936, n. 879, convertito nella legge 23 dicembre
1936, n. 2284.
Il Ministero della difesa, su istanza dell'interessato,
o a richiesta dell'autorita' competente, attesta, mediante
apposito certificato, il concorso delle condizioni
prescritte per ottenere i benefici previsti dalle
disposizioni di cui al primo comma del presente articolo".

Art. 9.
1. Le ricompense al valore ed al merito dell'Arma dei carabinieri
sono consegnate al titolare o a coloro cui vengono attribuite in
proprieta' ai sensi dei precedenti articoli 3 e 4 del regolamento, in
forma solenne, nella ricorrenza della festa dell'Arma o di feste
nazionali, dal Comandante generale, da Generali di corpo d'armata o
da altra autorita' designata dal Ministro della difesa.



Art. 10.
1. Delle singole concessioni di decorazioni previste nel presente
decreto viene data pubblicazione, con inserzione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica.
2. Il Ministero della difesa partecipa di volta in volta ai comuni
di nascita dei premiati la concessione delle ricompense dando
comunicazione integrale delle motivazioni. Fa fede del conferimento
delle ricompense il brevetto rilasciato dal Ministro per la difesa
indicante il nome del premiato, la motivazione, la data ed il luogo
del fatto che ha determinato il provvedimento.
3. Il comune di nascita del decorato porta a conoscenza della
popolazione ogni concessione con apposita affissione nell'albo
pretorio ed anche con l'inserzione nelle pubblicazioni eventualmente
emanate dall'amministrazione comunale, e con ogni altro mezzo
ritenuto opportuno.



Art. 11.
1. La medaglia al valore dell'Arma dei carabinieri, riportata in
effige nel quadro A annesso al presente decreto:
a) ha un diametro di 33 millimetri;
b) riporta, sul recto, la granata tradizionale dell'Arma, con al
centro il monogramma della Repubblica italiana, sormontata dalla
fiamma, con intorno, nella parte inferiore, la legenda "Al valore
dell'Arma dei carabinieri" e, sul verso, in mezzo a due rami, uno di
quercia ed uno di alloro, fra loro decussati nella parte inferiore,
vengono incisi il nome ed il cognome del decorato e l'indicazione del
luogo e della data dell'evento. Tra le estremita' superiori dei
serti, e' posta una stelletta a cinque punte;
c) e' sostenuta da un nastro di colore azzurro, con al centro tre
filetti. Quelli esterni, di colore bianco, sono larghi tre
millimetri, mentre quello interno di colore rosso e' largo nove
millimetri;
d) si porta sulla sinistra del petto, se concessa a singole
persone;
e) si applica alla bandiera o allo stendardo, se concessa a
comandi e corpi che ne siano dotati.



Art. 12.
1. La croce al merito dell'Arma dei carabinieri, riportata in
effige nel quadro B annesso al presente decreto:
a) ha forma di croce patente ritondata piena, delle dimensioni
orizzontali e verticali pari a 40 millimetri;
b) riporta, sul recto, al centro, inserita in una circonferenza
del diametro di 18 millimetri, la granata tradizionale dell'Arma, con
al centro il monogramma della Repubblica italiana, sormontata dalla
fiamma e, sul verso, in corrispondenza dei bracci orizzontali, la
legenda "Al merito dell'Arma dei carabinieri"; sul braccio verticale
superiore viene riportata una corona turrita, mentre sul braccio
verticale inferiore vengono incisi il nome ed il cognome del decorato
e l'indicazione del luogo e della data dell'evento;
c) e' sostenuta da un nastro di colore rosso, con al centro tre
filetti. Quelli esterni, di colore azzurro, sono larghi sei
millimetri, mentre quello interno, di colore bianco, e' largo tre
millimetri;
d) si porta sulla sinistra del petto, se concessa a singole
persone;
e) si applica alla bandiera o allo stendardo, se concessa a
comandi e corpi che ne siano dotati.



Art. 13.
1. Le disposizioni interne relative all'uso ed alle dimensioni dei
nastrini da portare sul petto in luogo delle medaglie si estendono
anche alle medaglie al valore ed alle croci al merito dell'Arma dei
carabinieri.
2. Sul nastrino della medaglia d'oro, d'argento e di bronzo al
valore viene applicata una stelletta a cinque punte, rispettivamente,
d'oro, d'argento e di bronzo. Per il nastrino della medaglia d'oro al
valore, la stelletta a cinque punte e' inquadrata in un piccolo
fregio di fronde di alloro dello stesso metallo.
3. Sul nastrino della croce d'oro e d'argento viene applicata una
corona turrita, rispettivamente, d'oro e d'argento.



Art. 14.
1. L'insegna della medaglia al valore dell'Arma dei carabinieri
puo' essere indossata anche sull'abito civile.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque di osservarlo e di farlo
osservare.

Roma, 8 ottobre 2001

Il Ministro: Martino

Visto, il Guardasigilli: Castelli

Registrato alla Corte dei conti il 9 novembre 2001
Ministeri istituzionali - Difesa, registro n. 13, foglio n. 121


Allegato


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato