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Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21-12-2001
Comune di Jesi
Rete Civica Aesinet

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE
CIRCOLARE 7 dicembre 2001, n. 684
Indicazione per la corretta utilizzazione del termine "lattice" sui materassi e sui mobili imbottiti.

Ai produttori e agli importatori di
materassi e di mobili imbottiti
Con la presente circolare si forniscono indicazioni atte a
consentire una corretta utilizzazione del termine "lattice" da parte
dei produttori e dei commercianti di materassi e di mobili imbottiti
ed una migliore individuazione dei prodotti realizzati con detto
materiale.
Nella determinazione dei contenuti della circolare sono stati presi
a riferimento sia i lavori del Comitato tecnico del CEN TC 207 sia le
disposizioni gia' emanate nei Paesi membri dell'Unione europea, ed in
particolare la circolare del Ministero dell'economia, delle finanze e
dell'industria della Repubblica francese pubblicata il 21 dicembre
1997.
1. Scopo della presente informativa.
Assicurare la corretta informazione, definendo in maniera precisa,
i termini esatti da usare da parte di produttori e commercianti di
materassi che includono lattice.
2. Definizioni.
2.1. Lattice naturale: dispersione di polisoprene generato
dall'hevea.
N.B. - L'hevea brasiliensis e l'hevea guianensis (famiglia delle
euphorbiacee) sono note anche con denominazioni commerciali e locali
dell'albero e del relativo legno come: rambung, rubber tree wood,
deringa zona. Si tratta di specie originarie del bacino
dell'Amazzonia e delle Guaiane, ma largamente coltivate in Malesia ed
Indonesia a scopo industriale per la produzione del caucciu' (gomma).
2.2. Lattice sintetico: dispersione di polimeri sintetici,
derivati, per esempio, dallo stirene-butadiene.
2.3. Schiuma di lattice: e' ottenuta per coagulazione e
vulcanizzazione di un'emulsione di lattice sintetico e/o naturale,
mischiata con aria.
2.4. Agglomerato di fiocchi di lattice-polietere: e' il prodotto
ricostituito partendo da residui di lattice e polietere.
N.B. - Il prodotto ricostituito non puo' in alcun caso essere
indicato semplicemente come "lattice".
2.5. Anima del materasso: sta ad indicare un blocco, comprendente
uno o piu' elementi inscindibili, che compone il cuore del materasso
e assicura il sostegno principale a chi lo utilizza.
2.6. Materasso: prodotto destinato per il riposo, composto da uno o
piu' materiali elastici avvolti da un tessuto (traliccio: vedi punto
2.7).
2.7. Traliccio: tela di rivestimento del materasso.
2.8. Imbottitura: insieme degli eventuali altri elementi che
costituiscono la struttura del materasso.
3. Denominazioni.
3.1. Materasso tutto lattice o materasso 100% lattice: designa
materassi che hanno un'anima unicamente di lattice di almeno 10
centimetri di spessore.
Se l'anima include almeno l'85% di lattice di origine naturale
l'indicazione supplementare "origine naturale" e' la sola
autorizzata.
3.2. Materasso lattice: designa i materassi la cui anima, quando e'
costituita da due o piu' materiali differenti sovrapposti, risponde
ai due criteri seguenti:
altezza minima del lattice: 10 centimetri;
l'altezza di lattice rappresenta almeno il 60% dell'altezza
dell'anima.
La denominazione ("materasso lattice"), la composizione del
materasso e la sua eventuale reversibilita', devono figurare sul
materasso in modo permanente e con caratteri di uguale grandezza.
Sono esclusi da questa denominazione i materassi in cui i 10
centimetri di lattice non coprono la totalita' della superficie del
materasso.
3.3. Altri materassi contenenti del lattice: i materassi la cui
anima include meno del 60% di lattice nel suo spessore o un'altezza
di lattice inferiore a 10 centimetri non possono beneficiare delle
denominazioni di cui ai due precedenti punti 3.1 e 3.2.
In tal caso la denominazione deve fare riferimento sia al
componente presente in maggior quantita' nell'anima del materasso
(vale a dire molle, poliuretano, lana, etc.) sia utilizzare
l'indicazione "materasso composito".
Puo' essere comunque aggiunta la denominazione "Superficie di
contatto in lattice".
In ogni caso, l'etichetta della composizione deve indicare la
natura dei componenti dell'anima, dell'imbottitura e del traliccio.
Per chiarezza, si riportano i seguenti esempi:
1) materasso (a molle o in poliuretano), superficie di contatto
in lattice;
2) materasso composito: superficie di contatto in lattice.
3.4. Denominazione "Agglomerato di fiocchi di lattice o lattice e
polietere": designa i materassi che hanno un'anima in blocco di
schiuma ricostituita da fiocchi di solo lattice (100% lattice) o
fiocchi di lattice e polietere (50% fiocchi di lattice e 50%
polietere). I prodotti presenti sul mercato possono usare, per
indicare il "lattice", anche i termini "latice" o "latex". I tre
termini lattice, latice e latex sono sinonimi.
3.5. Esclusioni: i nomi dei prodotti e delle marche non possono
essere associati al termine "lattice".
3.6. Tolleranze: le tolleranze applicabili alle dimensioni indicate
in queste note sono quelle riportate nella norma UNI/EN 1334/1998,
pari a + 10 mm.
Attesa l'importanza dell'informazione per tutti i soggetti
interessati si dispone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 7 dicembre 2001
Il direttore generale: Visconti


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato