DISPOSIZIONI DI CARATTERE FINANZIARIO
Art. 1.
(Risultati differenziali)
1. Per lanno 2002, il livello massimo del saldo netto da finanziare resta determinato in termini di competenza in 33.157 milioni di euro, al netto di 14.649 milioni di euro per regolazioni debitorie. Tenuto conto delle operazioni di rimborso di prestiti, il livello massimo del ricorso al mercato finanziario di cui allarticolo 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, ivi compreso lindebitamento allestero per un importo complessivo non superiore a 2.066 milioni di euro relativo ad interventi non considerati nel bilancio di previsione per il 2002, resta fissato, in termini di competenza, in 224.636 milioni di euro per lanno finanziario 2002.
2. Per gli anni 2003 e 2004 il livello massimo del saldo netto da finanziare del bilancio pluriennale a legislazione vigente, tenuto conto degli effetti della presente legge, è determinato, rispettivamente, in 31.659 milioni di euro ed in 29.800 milioni di euro, al netto di 5.091 milioni di euro per lanno 2003 e 3.174 milioni di euro per lanno 2004, per le regolazioni debitorie; il livello massimo del ricorso al mercato è determinato, rispettivamente, in 219.367 milioni di euro ed in 225.684 milioni di euro. Per il bilancio programmatico degli anni 2003 e 2004, il livello massimo del saldo netto da finanziare è determinato, rispettivamente, in 29.955 milioni di euro ed in 26.339 milioni di euro ed il livello massimo del ricorso al mercato è determinato, rispettivamente, in 217.663 milioni di euro ed in 222.223 milioni di euro.
3. I livelli del ricorso al mercato di cui ai commi 1 e 2 si intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare prima della scadenza o ristrutturare passività preesistenti con ammortamento a carico dello Stato.
4. Il Governo presenta alle Camere entro il 30 giugno 2002 una relazione che prospetta analiticamente gli effetti prodotti sullandamento delle entrate dai provvedimenti legislativi recanti incentivi fiscali per gli investimenti e lo sviluppo. La relazione indica i dati ed i metodi utilizzati per la quantificazione, le loro fonti ed ogni elemento utile per la verifica in sede parlamentare.
5. Fino alla presentazione della relazione di cui al comma 4 non possono essere emanati i decreti di cui allarticolo 1, comma 8, della legge 18 ottobre 2001, n. 383.
6. Per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, le maggiori entrate rispetto alle previsioni derivanti dalla normativa vigente sono destinate prioritariamente al conseguimento della misura del saldo netto da finanziare stabilita dai commi 1 e 2 del presente articolo, salvo che si renda necessario finanziare interventi urgenti ed imprevisti necessari per fronteggiare calamità naturali, improrogabili esigenze connesse con la tutela della sicurezza del Paese, situazioni di emergenza economico-finanziaria. In quanto eccedenti rispetto agli obiettivi di saldo netto da finanziare di cui al periodo precedente, le eventuali maggiori entrate a legislazione vigente sono destinate a misure di riduzione della pressione fiscale, finalizzate al conseguimento dei valori programmatici fissati al riguardo nel Documento di programmazione economico-finanziaria.
TITOLO II
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENTRATA
Art. 2.
(Modificazioni alla disciplina dellIRPEF per le famiglie, della detraibilità delle spese sostenute dai soggetti sordomuti e della deducibilità delle spese per le imprese del settore farmaceutico)
1. Allarticolo 12, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
in materia di detrazioni per carichi di famiglia, la lettera b) è sostituita
dalla seguente:
«b) per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli
adottivi e gli affidati o affiliati, nonchè ogni altra persona indicata
nellarticolo 433 del codice civile che conviva con il contribuente o percepisca
assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dellautorità
giudiziaria, complessivamente lire 408.000 per lanno 2000, lire 516.000
per lanno 2001 e 285,08 euro a decorrere dal 1º gennaio 2002 da ripartire
tra coloro che hanno diritto alla detrazione in proporzione alleffettivo
onere sostenuto da ciascuno; il suddetto importo è aumentato di lire
240.000 per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Per lanno
2001 limporto di lire 516.000 è aumentato a lire 552.000, ovvero
a lire 616.000 quando la detrazione sia relativa ai figli successivi al primo,
a condizione che il reddito complessivo non superi lire 100.000.000. A decorrere
dal 1º gennaio 2002 limporto di 285,08 euro è comunque aumentato
a 303,68 euro, ovvero a 336,73 euro quando la detrazione sia relativa ai figli
successivi al primo, a condizione che il reddito complessivo non superi 51.645,69
euro. A decorrere dallanno 2002 la misura della detrazione è stabilita
in 516,46 euro per ciascun figlio a carico, nei seguenti casi: 1) contribuenti
con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro con un figlio a carico;
2) contribuenti con reddito complessivo non superiore a 41.316,55 euro con due
figli a carico; 3) contribuenti con reddito complessivo non superiore a 46.481,12
euro con tre figli a carico; 4) contribuenti con almeno quattro figli a carico.
Per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dellarticolo 3 della legge
5 febbraio 1992, n. 104, la detrazione di cui ai periodi precedenti è
aumentata a 774,69 euro».
2. Allarticolo 12, comma 2, del citato testo unico delle imposte sui redditi le parole: «la detrazione prevista alla lettera a) del comma 1 si applica per il primo figlio» sono sostituite dalle seguenti: «la detrazione prevista alla lettera a) del comma 1 si applica, se più conveniente, per il primo figlio».
3. Allarticolo 13-bis, comma 1, del citato testo unico delle imposte
sui redditi, in materia di detrazioni per oneri, dopo la lettera c-bis) è
inserita la seguente:
«c-ter) le spese sostenute per i servizi di interpretariato dai soggetti
riconosciuti sordomuti, ai sensi della legge 26 maggio 1970, n. 381;».
4. Larticolo 19, comma 14, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni, concernente la deducibilità delle spese sostenute da imprese produttrici di medicinali per promuovere ed organizzare congressi, convegni e viaggi ad essi collegati, è abrogato.
5. Allarticolo 36 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, il comma 13
è sostituito dal seguente:
«13. Le spese di pubblicità di medicinali comunque effettuata dalle
aziende farmaceutiche, ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
541, attraverso convegni e congressi, sono deducibili nella misura del 20 per
cento ai fini della determinazione del reddito di impresa. La deducibilità
della spesa è subordinata allottenimento da parte dellazienda
della prescritta autorizzazione ministeriale alla partecipazione al convegno
o al congresso in forma espressa, ovvero nelle forme del silenzio-assenso nei
casi previsti dalla legge».
6. Il disposto dellarticolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è sospeso per lanno 2002.
Art. 3.
(Disposizioni in materia di beni di impresa)
1. La rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni, di cui alla sezione II del capo I della legge 21 novembre 2000, n. 342, può essere eseguita anche con riferimento a beni risultanti dal bilancio relativo allesercizio chiuso entro la data del 31 dicembre 2000, nel bilancio o rendiconto dellesercizio successivo, per il quale il termine di approvazione scade successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Il maggiore valore attribuito in sede di rivalutazione si considera fiscalmente riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dellimposta regionale sulle attività produttive (IRAP) a decorrere dal secondo esercizio successivo a quello con riferimento al quale è stata eseguita.
3. I soggetti di cui allarticolo 87, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, se si avvalgono della facoltà prevista dal comma 1 del presente articolo, computano limporto dellimposta sostitutiva liquidata nellammontare delle imposte di cui allarticolo 105, commi 2 e 3, del predetto testo unico delle imposte sui redditi, recante adempimenti per lattribuzione del credito di imposta ai soci o partecipanti sugli utili distribuiti.
4. Limprenditore individuale che alla data del 30 novembre 2001 utilizza beni immobili strumentali di cui allarticolo 40, comma 2, primo periodo, del citato testo unico delle imposte sui redditi, può, entro il 30 aprile 2002, optare per lesclusione dei beni stessi dal patrimonio dellimpresa, con effetto dal periodo di imposta in corso alla data del 1º gennaio 2002, mediante il pagamento di una imposta sostitutiva dellimposta sul reddito delle persone fisiche, dellimposta regionale sulle attività produttive, dellimposta sul valore aggiunto, nella misura del 10 per cento della differenza tra il valore normale di tali beni ed il relativo valore fiscalmente riconosciuto. Per gli immobili la cui cessione è soggetta allimposta sul valore aggiunto, limposta sostitutiva è aumentata di un importo pari al 30 per cento dellimposta sul valore aggiunto applicabile al valore normale con laliquota propria del bene.
5. Per gli immobili, il valore normale è quello risultante dallapplicazione dei moltiplicatori stabiliti dalle singole leggi di imposta alle rendite catastali ovvero a quella stabilita ai sensi dellarticolo 12 del decreto-legge 14 marzo 1988, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 154, concernente la procedura per lattribuzione della rendita catastale.
6. Limprenditore che si avvale delle disposizioni di cui ai commi 4 e 5 deve versare il 40 per cento dellimposta sostitutiva entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta in corso alla data del 1º gennaio 2001 e la restante parte in due rate di pari importo entro il 16 dicembre 2002 e il 16 marzo 2003, con i criteri di cui al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Sullimporto delle rate successive alla prima sono dovuti interessi nella misura del 3 per cento annuo, da versare contestualmente al versamento di ciascuna rata. Per la riscossione, i rimborsi ed il contenzioso si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.
7. Le disposizioni contenute nellarticolo 29 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dallarticolo 13 della legge 18 febbraio 1999, n. 28, si applicano anche alle assegnazioni poste in essere ed alle trasformazioni effettuate entro il 30 settembre 2002. In tale caso, tutti i soci devono risultare iscritti nel libro dei soci, ove prescritto, alla data del 30 settembre 2001, ovvero devono essere iscritti entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge in forza di titolo di trasferimento avente data certa anteriore al 1º ottobre 2001.
8. Le disposizioni di cui al comma 7 si applicano, alle stesse condizioni e relativamente ai medesimi beni, anche alle cessioni a titolo oneroso ai soci aventi i requisiti di cui al citato comma 7. In tale caso, ai fini della determinazione dellimposta sostitutiva, il corrispettivo della cessione, se inferiore al valore normale del bene, determinato ai sensi dellarticolo 9 del citato testo unico delle imposte sui redditi, o, in alternativa, ai sensi del comma 3 del citato articolo 29 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è computato in misura non inferiore ad uno dei due valori.
9. Per le partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati il valore del patrimonio netto deve risultare da relazione giurata di stima, cui si applica larticolo 64 del codice di procedura civile, redatta da soggetti iscritti allalbo dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, nonchè nellelenco dei revisori contabili. Il valore periziato è riferito allintero patrimonio sociale esistente ad una data compresa nei trenta giorni che precedono quella in cui lassegnazione o la cessione è stata deliberata o realizzata.
10. Le società che si avvalgono delle disposizioni del presente articolo devono versare il 40 per cento dellimposta sostitutiva entro il 16 novembre 2002 e la restante parte in quote di pari importo entro il 16 febbraio 2003 ed il 16 maggio 2003, con i criteri di cui al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Per la riscossione, i rimborsi ed il contenzioso si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.
11. Le disposizioni previste dagli articoli da 17 a 20 della legge 21 novembre 2000, n. 342, comprese quelle dellarticolo 18 nei confronti dei soggetti che hanno effettuato conferimenti ai sensi dellarticolo 4 del decreto legislativo 8 ottobre 1997, n. 358, possono essere applicate anche con riferimento ai beni risultanti dal bilancio relativo allesercizio in corso alla data del 31 dicembre 2001. In questo caso, la misura dellimposta sostitutiva del 19 per cento è ridotta al 12 per cento e quella del 15 per cento è ridotta al 9 per cento. Limposta sostitutiva deve essere versata in tre rate annuali, senza pagamento di interessi, entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi, rispettivamente secondo i seguenti importi: 20 per cento nel 2002, 35 per cento nel 2003 e 45 per cento nel 2004. Lapplicazione dellimposta sostitutiva dovuta deve essere richiesta nella dichiarazione dei redditi relativa al corrispondente periodo di imposta.
12. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, da adottare ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le modalità di attuazione del presente articolo.
13. Al comma 2 dellarticolo 31 della legge 24 novembre 2000, n. 340, le parole: «Decorso un anno» sono sostituite dalle seguenti: «Decorsi due anni». Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, da adottare ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono approvate le modalità per il pagamento dellimposta di bollo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, dovuta sulle domande, le denunce e gli atti che le accompagnano, presentate allufficio del registro delle imprese per via telematica, ai sensi dellarticolo 31, comma 2, della legge 24 novembre 2000, n. 340, nonchè la nuova tariffa dellimposta di bollo dovuta su tali atti.
Art. 4.
(Riserve e fondi in sospensione di imposta)
1. Le riserve e gli altri fondi in sospensione di imposta, anche se imputati al capitale sociale o al fondo di dotazione, esistenti nel bilancio o rendiconto dellesercizio in corso alla data del 31 dicembre 2001, possono essere soggetti ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi in misura pari al 19 per cento.
2. Limposta sostitutiva è liquidata nella dichiarazione dei redditi relativa allesercizio di cui al comma 1 ed è versata in tre rate annuali, entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dellesercizio di cui al medesimo comma 1 e dei due successivi, rispettivamente nella misura del 45 per cento per il primo esercizio, del 35 per cento per il secondo e del 20 per cento per il terzo. Sullimporto delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3 per cento annuo, da versare contestualmente a ciascuna rata.
3. Le riserve e gli altri fondi assoggettati allimposta di cui al comma 1 non concorrono a formare il reddito imponibile dellimpresa; tuttavia, rilevano, agli effetti della determinazione dellammontare delle imposte di cui al comma 4 dellarticolo 105 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, secondo i criteri previsti per i proventi di cui al numero 1) del citato comma 4 dellarticolo 105; a tale fine si considera come provento non assoggettato a tassazione la quota pari al 47,22 per cento di detto reddito.
4. Limposta sostitutiva è indeducibile e può essere imputata, in tutto o in parte, alle riserve o altri fondi del bilancio o rendiconto. Se limposta sostitutiva è imputata al capitale sociale o fondo di dotazione, la corrispondente riduzione è operata, anche in deroga allarticolo 2365 del codice civile, con le modalità di cui allarticolo 2445, secondo comma, del medesimo codice.
5. Lammontare delle riserve o fondi assoggettati allimposta sostitutiva di cui al comma 1, con la relativa denominazione risultante in bilancio nonchè gli eventuali utilizzi, deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa allesercizio di cui al medesimo comma 1.
6. Per la liquidazione, laccertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni ed il contenzioso si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.
Art. 5.
(Rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati)
1. Agli effetti della determinazione delle plusvalenze e minusvalenze di cui allarticolo 81, comma 1, lettere c) e c-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, per i titoli, le quote o i diritti non negoziati nei mercati regolamentati, posseduti alla data del 1º gennaio 2002, può essere assunto, in luogo del costo o valore di acquisto, il valore a tale data della frazione del patrimonio netto della società, associazione o ente, determinato sulla base di una perizia giurata di stima, cui si applica larticolo 64 del codice di procedura civile, redatta da soggetti iscritti allalbo dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, nonchè nellelenco dei revisori contabili, a condizione che il predetto valore sia assoggettato ad una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, secondo quanto disposto nei commi da 2 a 7.
2. Limposta sostitutiva di cui al comma 1 è pari al 4 per cento per le partecipazioni che risultano qualificate, ai sensi dellarticolo 81, comma 1, lettera c), del citato testo unico delle imposte sui redditi, alla data del 1º gennaio 2002, e al 2 per cento per quelle che, alla predetta data, non risultano qualificate ai sensi del medesimo articolo 81, comma 1, lettera c-bis), ed è versata, con le modalità previste dal capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, entro il 30 settembre 2002.
3. Limposta sostitutiva può essere rateizzata fino ad un massimo di tre rate annuali di pari importo, a partire dalla predetta data del 30 settembre 2002. Sullimporto delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3 per cento annuo, da versarsi contestualmente a ciascuna rata.
4. Il valore periziato è riferito allintero patrimonio sociale; la perizia, unitamente ai dati identificativi dellestensore della perizia e al codice fiscale della società periziata, nonchè alle ricevute di versamento dellimposta sostitutiva, sono conservati dal contribuente ed esibiti o trasmessi a richiesta dellAmministrazione finanziaria. In ogni caso la redazione ed il giuramento della perizia devono essere effettuati entro il termine del 30 settembre 2002.
5. Se la relazione giurata di stima è predisposta per conto della stessa società od ente nel quale la partecipazione è posseduta, la relativa spesa è deducibile dal reddito dimpresa in quote costanti nellesercizio in cui è stata sostenuta e nei quattro successivi. Se la relazione giurata di stima è predisposta per conto di tutti o di alcuni dei possessori dei titoli, quote o diritti alla data del 1º gennaio 2002, la relativa spesa è portata in aumento del valore di acquisto della partecipazione in proporzione al costo effettivamente sostenuto da ciascuno dei possessori.
6. Lassunzione del valore di cui ai commi da 1 a 5 quale valore di acquisto non consente il realizzo di minusvalenze utilizzabili ai sensi dei commi 3 e 4 dellarticolo 82 del citato testo unico delle imposte sui redditi.
7. Per i titoli, le quote o i diritti non negoziati nei mercati regolamentati, posseduti alla data del 1º gennaio 2002, per i quali il contribuente si è avvalso della facoltà di cui al comma 1, gli intermediari abilitati allapplicazione dellimposta sostitutiva a norma degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, e successive modificazioni, tengono conto del nuovo valore, in luogo di quello del costo o del valore di acquisto, soltanto se prima della realizzazione delle plusvalenze e delle minusvalenze ricevono copia della perizia, unitamente ai dati identificativi dellestensore della perizia stessa e al codice fiscale della società periziata.
Art. 6.
(Modifica allarticolo 2474 del codice civile)
1. Al secondo comma dellarticolo 2474 del codice civile, come modificato dallarticolo 4, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, dopo la parola: «soci» sono inserite le seguenti: «relative alle società di nuova costituzione».
Art. 7.
(Rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola)
1. Agli effetti della determinazione delle plusvalenze e minusvalenze di cui allarticolo 81, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, per i terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla data del 1º gennaio 2002, può essere assunto, in luogo del costo o valore di acquisto, il valore a tale data determinato sulla base di una perizia giurata di stima, cui si applica larticolo 64 del codice di procedura civile, redatta da soggetti iscritti agli albi degli ingegneri, degli architetti, dei geometri, dei dottori agronomi, degli agrotecnici, dei periti agrari e dei periti industriali edili, a condizione che il predetto valore sia assoggettato ad una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, secondo quanto disposto nei commi da 2 a 6.
2. Limposta sostitutiva di cui al comma 1 è pari al 4 per cento del valore determinato a norma del comma 1 ed è versata, con le modalità previste dal capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, entro il 30 settembre 2002.
3. Limposta sostitutiva può essere rateizzata fino ad un massimo di tre rate annuali di pari importo, a partire dalla predetta data del 30 settembre 2002. Sullimporto delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3 per cento annuo, da versarsi contestualmente a ciascuna rata.
4. La perizia, unitamente ai dati identificativi dellestensore della perizia e al codice fiscale del titolare del bene periziato, nonchè alle ricevute di versamento dellimposta sostitutiva, è conservata dal contribuente ed esibita o trasmessa a richiesta dellAmministrazione finanziaria. In ogni caso la redazione ed il giuramento della perizia devono essere effettuati entro il termine del 30 settembre 2002.
5. Il costo per la relazione giurata di stima è portato in aumento del valore di acquisto del terreno edificabile e con destinazione agricola nella misura in cui è stato effettivamente sostenuto ed è rimasto a carico.
6. La rideterminazione del valore di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola di cui ai commi da 1 a 5 costituisce valore normale minimo di riferimento ai fini delle imposte sui redditi, dellimposta di registro e dellimposta ipotecaria e catastale.
Art. 8.
(Soppressione dellimposta comunale sullincremento di valore degli immobili)
1. Limposta comunale sullincremento di valore degli immobili di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, non è dovuta per i presupposti che si verificano a decorrere dal 1º gennaio 2002.
2. Per gli immobili assoggettati allimposta straordinaria sullincremento di valore degli immobili di cui al decreto-legge 13 settembre 1991, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 1991, n. 363, è escluso lobbligo della dichiarazione di cui allarticolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, se il valore finale alla data del 31 ottobre 1991 è stato dichiarato in misura non inferiore a quella che risultava applicando allammontare della rendita catastale, anche presunta, i moltiplicatori previsti dallarticolo 1, comma 8, del citato decreto-legge n. 299 del 1991, e se non è dovuta imposta.
Art. 9.
(Ulteriori effetti di precedenti disposizioni fiscali)
1. La detrazione fiscale spettante per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui allarticolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, compete, per le spese sostenute nellanno 2002, per una quota pari al 36 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, da ripartire in dieci quote annuali di pari importo. Nel caso in cui gli interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati nel 2002 consistano nella mera prosecuzione di interventi iniziati successivamente al 1º gennaio 1998, ai fini del computo del limite massimo delle spese ammesse a fruire della detrazione, si tiene conto anche delle spese sostenute negli stessi anni.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, lincentivo fiscale previsto dallarticolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, si applica anche nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di cui allarticolo 31, primo comma, lettere c) e d), della legge 5 agosto 1978, n. 457, riguardanti interi fabbricati, eseguiti entro il 31 dicembre 2002 da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano alla successiva alienazione o assegnazione dellimmobile entro il 30 giugno 2003. In questo caso, la detrazione dallIRPEF relativa ai lavori di recupero eseguiti spetta al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari, in ragione di unaliquota del 36 per cento del valore degli interventi eseguiti, che si assume pari al 25 per cento del prezzo dellunità immobiliare risultante nellatto pubblico di compravendita o di assegnazione e, comunque, entro limporto massimo previsto dal medesimo articolo 1, comma 1, della citata legge n. 449 del 1997.
3. Allalinea del comma 1 dellarticolo 7 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, le parole: «31 dicembre 2001» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2002».
4. Allarticolo 30, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, le parole: «31 dicembre 2001» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2002».
5. Allarticolo 50 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo il
comma 8, è aggiunto il seguente:
«8-bis. In deroga al principio della determinazione analitica del reddito,
la base imponibile per i rapporti di cooperazione dei volontari e dei cooperanti
è determinata sulla base dei compensi convenzionali fissati annualmente
con decreto del Ministero degli affari esteri di concerto con il Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, indipendentemente dalla durata temporale e
dalla natura del contratto purchè stipulato da organizzazione non governativa
riconosciuta idonea ai sensi dellarticolo 28 della legge 26 febbraio 1987,
n. 49».
6. Ai fini delladozione urgente di misure di tutela ambientale e di difesa del territorio e del suolo dai rischi di dissesto geologico, per lanno 2002 possono essere adottate misure di manutenzione e salvaguardia dei boschi con applicazione dellincentivo previsto dallarticolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, e facoltà di fruizione, a scelta, in cinque ovvero in dieci quote annuali di pari importo. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, previsto ai sensi dellarticolo 1, comma 3, della citata legge n. 449 del 1997, sono stabilite le modalità di attuazione delle disposizioni del presente comma.
7. Allarticolo 45, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le parole: «nella misura del 2,5» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura dell1,9».
8. Allarticolo 11 del decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 313,
concernente il regime speciale per i produttori agricoli, come modificato dallarticolo
31 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, le parole: «Per gli anni 1998, 1999, 2000 e 2001»
sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni dal 1998 al 2002»
e le parole: «negli anni 1998, 1999, 2000 e 2001» sono sostituite
dalle seguenti: «negli anni dal 1998 al 2002»;
b) al comma 5-bis, le parole: «a decorrere dal 1º gennaio 2002»
sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dal 1º gennaio 2003».
9. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, da emanare entro il 28 febbraio 2002, sono rideterminati, al fine di tenere conto della riduzione dei consumi realizzati e in modo tale da conseguire risparmi non inferiori agli oneri recati dallattuazione delle disposizioni di cui al comma 8, i quantitativi medi dei prodotti petroliferi per ettaro e per tipo di coltivazione, di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 24 febbraio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 4 marzo 2000.
10. Allarticolo 34, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo la parola: «consorzi», sono aggiunte le seguenti: «nonchè alle società consortili e agli altri organismi associativi indicati al comma 2, lettera c)».
11. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, sono stabilite le nuove tariffe destimo conseguenti allattuazione delle decisioni delle commissioni censuarie provinciali e della commissione censuaria centrale, ovvero per tenere conto delle variazioni delle tariffe in altro modo determinatesi. I competenti uffici dellAmministrazione finanziaria provvedono allinserimento negli atti catastali delle nuove rendite entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore delle nuove tariffe.
12. Per i periodi di imposta 2001 e 2002 non si applicano sanzioni e interessi nei confronti dei contribuenti che indicano nella dichiarazione dei redditi ricavi o compensi non annotati nelle scritture contabili per adeguarli a quelli derivanti dallapplicazione degli studi di settore di cui allarticolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.
13. Per i periodi di imposta di cui al comma 12 ladeguamento alle risultanze derivanti dallapplicazione degli studi di settore può essere operato, ai fini dellimposta sul valore aggiunto, senza applicazione di sanzioni e interessi effettuando il versamento della relativa imposta entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
14. Allarticolo 16, comma 1, lettera e), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, dopo le parole: «negozi ed assimilati», sono inserite le seguenti: «, ad esclusione delle imprese che esercitano lattività di riparazione o commercializzazione di apparecchiature di ricezione radiotelevisiva».
15. Allarticolo 1 della legge 18 ottobre 2001, n. 383, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 e al comma 4 le parole: «28 febbraio 2002», ovunque
ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2002»;
b) al comma 2, allalinea, le parole: «Per il periodo di imposta
in corso alla data di presentazione della dichiarazione di emersione di cui
al comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «Per il periodo di imposta
in corso alla data di entrata in vigore della presente legge»; le parole:
«la medesima dichiarazione» sono sostituite dalle seguenti: «la
dichiarazione di emersione»;
c) al comma 2, lettera a), il primo periodo è sostituito dai seguenti:
«gli imprenditori che, con la dichiarazione di cui al comma 1, si impegnano
nel programma di emersione e, conseguentemente, incrementano il reddito imponibile
dichiarato rispetto a quello relativo al periodo dimposta precedente,
hanno diritto, fino a concorrenza del triplo del costo del lavoro che hanno
fatto emergere con la dichiarazione, allapplicazione sullincremento
stesso di unimposta sostitutiva dellimposta sul reddito delle persone
fisiche (IRPEF) e dellimposta sul reddito delle persone giuridiche (IRPEG),
con tassazione separata rispetto al rimanente imponibile, dovuta in ragione
di unaliquota del 10 per cento per il primo periodo di imposta, del 15
per cento per il secondo periodo di imposta e del 20 per cento per il terzo
periodo di imposta. Limposta regionale sulle attività produttive
(IRAP) non è dovuta fino a concorrenza dellincremento del reddito
imponibile dichiarato»;
d) il comma 2-bis è sostituito dal seguente:
«2-bis. La contribuzione e limposta sostitutiva dovute per il primo
periodo dimposta, previste, rispettivamente, alle lettere a) e b) del
comma 2, sono versate in ununica soluzione, entro il termine di presentazione
della dichiarazione di emersione, ovvero in ventiquattro rate mensili, maggiorate
degli interessi legali, a partire dal predetto termine»;
e) dopo il comma 2-bis è inserito il seguente:
«2-ter. Per il periodo dimposta in corso alla data di entrata in
vigore della presente legge, non si applicano le sanzioni previste ai fini dellimposta
sul valore aggiunto (IVA) per le violazioni concernenti gli obblighi di documentazione,
registrazione, dichiarazione di inizio attività, e non sono dovuti interessi
a condizione che il versamento dellimposta sia effettuato entro il termine
previsto per il versamento dovuto in base alla dichiarazione annuale dellIVA.
Per il medesimo periodo non si applicano le sanzioni previste per le analoghe
violazioni in materia di imposte sui redditi e di imposta regionale sulle attività
produttive nè quelle previste per lomessa effettuazione delle ritenute
e dei relativi versamenti dovuti fino alla data di presentazione della dichiarazione
di emersione»;
f) al comma 7, le parole: «1º gennaio 2002» sono sostituite
dalle seguenti: «1º settembre 2002».
16. Allarticolo 76, comma 7-ter, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il primo periodo è sostituito dal seguente: «Le disposizioni di cui al comma 7-bis non si applicano quando le imprese residenti in Italia forniscano la prova che le imprese estere svolgono prevalentemente unattività commerciale effettiva, ovvero che le operazioni poste in essere rispondono ad un effettivo interesse economico e che le stesse hanno avuto concreta esecuzione».
17. Fino alla data di entrata in vigore del primo decreto di cui al comma 7-bis dellarticolo 76 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, emanato successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, continuano ad applicarsi le disposizioni del decreto del Ministro delle finanze 24 aprile 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 6 maggio 1992.
18. Allarticolo 82 della legge 21 novembre 2000, n. 342, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo la parola: «spettacoli» sono inserite le seguenti:
«e i tributi connessi»; le parole: «31 luglio 2000»
sono sostituite dalle seguenti: «30 novembre 2001» e le parole:
«31 gennaio 2001» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno
2002»;
b) al comma 2, le parole: «31 gennaio 2001» sono sostituite dalle
seguenti: «30 giugno 2002», ed è aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «I contribuenti possono effettuare il versamento in tre rate
di pari importo: la prima entro il 30 giugno 2002, la seconda entro il 30 settembre
2002 e la terza entro il 16 dicembre 2002»;
c) al comma 5, le parole: «15 febbraio 2001» sono sostituite dalle
seguenti: «30 giugno 2003», e sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «entro sessanta giorni dalla data del ricevimento della richiesta
da parte degli uffici competenti; al versamento integrativo si applicano gli
interessi in misura pari al tasso legale».
19. Le disposizioni di cui allarticolo 6, comma 3-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, si applicano anche alle associazioni pro loco.
20. Allarticolo 145, comma 14, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, dopo le parole: «per lanno 2001» sono inserite le seguenti: «nonchè di 6 milioni di euro per lanno 2002».
21. Allarticolo 54, comma 4, primo periodo, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo le parole: «tre anni» sono inserite le seguenti: «o ad un anno per le società sportive professionistiche». Le disposizioni previste dal presente comma si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2001.
22. Allarticolo 9, comma 11, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, le parole: «1º gennaio 2002», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «1º marzo 2002».
23. Allarticolo 3, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, concernente disposizioni fiscali in materia di lavoro dipendente prestato allestero in zone di frontiera, le parole: «Per lanno 2001» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2001 e 2002».
24. Per il completamento del programma relativo alla costituzione dellAnagrafe dei beni immobiliari di cui allarticolo 78, comma 32, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, per lanno 2002 è consentita la prosecuzione degli interventi previsti dalla citata disposizione. Ai relativi oneri, pari a 41.316.552 euro per lanno 2002, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dallattuazione del presente comma.
Art. 10.
(Modificazioni allimposta sulle insegne di esercizio)
1. Al capo I del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, recante disposizioni
in materia di imposta comunale sulla pubblicità e di diritto sulle pubbliche
affissioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) allarticolo 3, il comma 5 è sostituito dal seguente:
«5. In deroga allarticolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212,
le tariffe dellimposta sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche
affissioni sono deliberate entro il 31 marzo di ogni anno e si applicano a decorrere
dal 1º gennaio del medesimo anno. In caso di mancata adozione della deliberazione,
si intendono prorogate di anno in anno»;
b) allarticolo 4, comma 1, concernente la facoltà di determinazione
delle tariffe da parte dei comuni, sono soppresse le seguenti parole: «delle
prime tre classi»;
c) allarticolo 17, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
«1-bis. Limposta non è dovuta per le insegne di esercizio
di attività commerciali e di produzione di beni o servizi che contraddistinguono
la sede ove si svolge lattività cui si riferiscono, di superficie
complessiva fino a 5 metri quadrati. I comuni, con regolamento adottato ai sensi
dellarticolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, possono
prevedere lesenzione dal pagamento dellimposta per le insegne di
esercizio anche di superficie complessiva superiore al limite di cui al periodo
precedente»;
d) allarticolo 24, dopo il comma 5, è aggiunto il seguente:
«5-bis. I comuni, ai fini dellazione di contrasto del fenomeno dellinstallazione
di impianti pubblicitari e dellesposizione di mezzi pubblicitari abusivi,
adottano un piano specifico di repressione dellabusivismo, di recupero
e riqualificazione con interventi di arredo urbano, e disciplinano nel proprio
regolamento misure di definizione bonaria di accertamenti e contenziosi in materia
di imposta di pubblicità, che tendano a favorire lemersione volontaria
dellabusivismo anche attraverso lapplicazione di sanzioni ridotte
o sostituite da prescrizioni di recupero e riqualificazione a carico dei responsabili.
A tal fine, il funzionario responsabile e i concessionari di cui allarticolo
11, rispettivamente commi 1 e 3, possono utilizzare, previa convenzione non
onerosa, le banche dati in titolarità o gestione di soggetti pubblici
o loro concessionari utili agli accertamenti incrociati per assicurare tempestività
ed efficienza dellazione di contrasto ai fenomeni abusivi. I concessionari
di cui allarticolo 11, comma 3, sono tenuti, a richiesta del comune e
previa integrazione contrattuale, a fornire assistenza alla formazione e redazione
del piano ed a svolgere le conseguenti attività di servizi e forniture,
anche di arredo urbano. Gli accertamenti non definitivi e i procedimenti contenziosi
pendenti concernenti violazioni in materia di imposta di pubblicità commesse
fino al 30 settembre 2001, ai sensi di quanto stabilito dallarticolo 145,
commi 55 e 56, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, possono essere definiti
bonariamente ai sensi del presente comma».
2. I comuni che abbiano in corso di esecuzione rapporti di concessione del servizio di accertamento e di riscossione dellimposta comunale sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni possono avvalersi, previa rinegoziazione dei contratti in essere, dei titolari dei medesimi rapporti anche per la riscossione di altre entrate comunali e per le relative attività propedeutiche, connesse o complementari.
3. Le minori entrate derivanti dallattuazione dellarticolo 17, comma 1-bis, primo periodo, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, introdotto dal comma 1 del presente articolo, ragguagliate per ciascun comune allentità riscossa nellesercizio 2001, sono integralmente rimborsate al comune dallo Stato secondo modalità da stabilire con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro dellinterno. I trasferimenti aggiuntivi così determinati non sono soggetti a riduzione per effetto di altre disposizioni di legge.
4. In relazione alle competenze attribuite alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di finanza locale, i trasferimenti erariali di cui al comma 3 sono disposti a favore dei citati enti, che provvedono allattribuzione delle quote dovute ai comuni compresi nei rispettivi territori nel rispetto dello statuto speciale e delle norme di attuazione.
5. Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) allarticolo 52, il comma 7 è abrogato;
b) allarticolo 62, comma 2, lettera d), sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «in modo che detta tariffa, comprensiva delleventuale uso
di aree comunali, non ecceda di oltre il 25 per cento le tariffe stabilite ai
sensi del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, per limposta comunale
sulla pubblicità in relazione allesposizione di cui alla lettera
a) e deliberate dallamministrazione comunale nellanno solare antecedente
ladozione della delibera di sostituzione dellimposta comunale sulla
pubblicità con il canone».
Art. 11.
(Modifiche al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, in materia di fondazioni)
1. Allarticolo 1, comma 1, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n.
153, dopo la lettera c) è inserita la seguente:
«c-bis) Settori ammessi: 1) famiglia e valori connessi; crescita
e formazione giovanile; educazione, istruzione e formazione, incluso lacquisto
di prodotti editoriali per la scuola; volontariato, filantropia e beneficenza;
religione e sviluppo spirituale; assistenza agli anziani; diritti civili; 2)
prevenzione della criminalità e sicurezza pubblica; sicurezza alimentare
e agricoltura di qualità; sviluppo locale ed edilizia popolare locale;
protezione dei consumatori; protezione civile; salute pubblica, medicina preventiva
e riabilitativa; attività sportiva; prevenzione e recupero delle tossicodipendenze;
patologia e disturbi psichici e mentali; 3) ricerca scientifica e tecnologica;
protezione e qualità ambientale; 4) arte, attività e beni culturali.
I settori indicati possono essere modificati con regolamento dellAutorità
di vigilanza da emanare ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge
23 agosto 1988, n. 400;».
2. Allarticolo 1, comma 1, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n.
153, la lettera d) è sostituita dalla seguente:
«d) Settori rilevanti: i settori ammessi scelti, ogni tre
anni, dalla fondazione, in numero non superiore a tre;».
3. Allarticolo 2 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, il
comma 2 è sostituito dal seguente:
«2. Le fondazioni, in rapporto prevalente con il territorio, indirizzano
la propria attività esclusivamente nei settori ammessi e operano in via
prevalente nei settori rilevanti, assicurando, singolarmente e nel loro insieme,
lequilibrata destinazione delle risorse e dando preferenza ai settori
a maggiore rilevanza sociale».
4. Allarticolo 4, comma 1, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n.
153, la lettera c) è sostituita dalla seguente:
«c) previsione, nellambito dellorgano di indirizzo, di una
prevalente e qualificata rappresentanza degli enti, diversi dallo Stato, di
cui allarticolo 114 della Costituzione, idonea a rifletterne le competenze
nei settori ammessi in base agli articoli 117 e 118 della Costituzione, fermo
restando quanto stabilito per le fondazioni di origine associativa dalla lettera
d), nonchè dellapporto di personalità che per professionalità,
competenza ed esperienza, in particolare nei settori cui è rivolta lattività
della fondazione, possano efficacemente contribuire al perseguimento dei fini
istituzionali, fissando un numero di componenti idoneo ad assicurare lefficace
esercizio dei relativi compiti e prevedendo modalità di designazione
e di nomina dirette a consentire unequilibrata, e comunque non maggioritaria,
rappresentanza di ciascuno dei singoli soggetti che partecipano alla formazione
dellorgano. Salvo quanto previsto al periodo precedente, i soggetti ai
quali è attribuito il potere di designare componenti dellorgano
di indirizzo e i componenti stessi degli organi delle fondazioni non devono
essere portatori di interessi riferibili ai destinatari degli interventi delle
fondazioni;».
5. Allarticolo 4, comma 1, lettera d), ultimo periodo, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, le parole da: «, unitamente» fino a: «comma 6,» sono soppresse.
6. Allarticolo 4, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, dopo la parola: «onorabilità,» sono inserite le seguenti: «intesi come requisiti di esperienza e di idoneità etica confacenti ad un ente senza scopo di lucro,».
7. Allarticolo 4 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, il
comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. I soggetti che svolgono funzioni di indirizzo, amministrazione, direzione
o controllo presso le fondazioni non possono ricoprire funzioni di amministrazione,
direzione o controllo presso la Società bancaria conferitaria o altre
società operanti nel settore bancario, finanziario o assicurativo, ad
eccezione di quelle, non operanti nei confronti del pubblico, di limitato rilievo
economico o patrimoniale».
8. Allarticolo 4, comma 5, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, il primo periodo è soppresso.
9. Allarticolo 5, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «ed è gestito in modo coerente con la natura delle fondazioni quali enti senza scopo di lucro che operano secondo principi di trasparenza e moralità».
10. Allarticolo 6 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, dopo
il comma 5 è aggiunto il seguente:
«5-bis. Una società bancaria o capogruppo bancario si considera
controllata da una fondazione anche quando il controllo è riconducibile,
direttamente o indirettamente, a più fondazioni, in qualunque modo o
comunque sia esso determinato».
11. Allarticolo 7, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «assicurando il collegamento funzionale con le loro finalità istituzionali ed in particolare con lo sviluppo del territorio».
12. Allarticolo 25, comma 1, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, il secondo periodo è soppresso.
13. Allarticolo 25 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, dopo
il comma 1 sono inseriti i seguenti:
«1-bis. Al fine del rispetto di quanto previsto nel comma 1, la partecipazione
nella Società bancaria conferitaria può essere affidata ad una
società di gestione del risparmio che la gestisce in nome proprio secondo
criteri di professionalità e indipendenza e che è scelta nel rispetto
di procedure competitive; resta salva la possibilità per la fondazione
di dare indicazioni per le deliberazioni dellassemblea straordinaria nei
casi previsti dallarticolo 2365 del codice civile. La dismissione è
comunque realizzata non oltre il terzo anno successivo alla scadenza indicata
al primo periodo del comma 1.
1-ter. Il Ministro delleconomia e delle finanze e la Banca dItalia
esercitano i poteri ad essi attribuiti dal testo unico delle leggi in materia
bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993,
n. 385, e dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria,
di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58».
14. LAutorità di vigilanza detta, con regolamento da emanare ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, le disposizioni attuative delle norme introdotte dal presente articolo, anche al fine di coordinarle con le disposizioni di cui al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153. Le fondazioni adeguano i propri statuti alle disposizioni del presente articolo entro novanta giorni dallemanazione delle disposizioni dellAutorità di vigilanza. Fatti salvi gli interventi necessari a fini di stabilità bancaria, fino alla ricostituzione degli organi, conseguentemente alle modifiche statutarie di cui al presente comma, le fondazioni, in assenza di espressa autorizzazione dellAutorità di vigilanza, limitano la propria attività allordinaria amministrazione, nella quale è ricompresa lesecuzione dei progetti di erogazione già approvati.
15. In apposito allegato alla Relazione previsionale e programmatica il Ministro delleconomia e delle finanze espone lammontare delle risorse complessivamente attivate nei settori di cui allarticolo 1, comma 1, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153. Di tali risorse si tiene conto nella rideterminazione degli stanziamenti da iscrivere nei fondi di cui allarticolo 46 della presente legge.
Art. 12.
(Interventi per lulteriore potenziamento della giustizia tributaria)
1. Al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, recante disposizioni sullordinamento
degli organi speciali di giurisdizione tributaria, e successive modificazioni,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) allarticolo 11, che disciplina la durata dellincarico dei componenti
delle commissioni tributarie:
1) al comma 1, le parole: «di cui alla tabella F» sono sostituite
dalle seguenti: «di cui alle tabelle E ed F»;
2) il comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. I componenti delle commissioni tributarie provinciali possono essere
nominati, dopo cinque anni di attività nelle stesse, in posti vacanti
nelle commissioni tributarie regionali, anche in deroga alla previsione di cui
allarticolo 5, con precedenza su altri disponibili, secondo i criteri
e i punteggi di cui alle tabelle E ed F ed a parità di punteggio secondo
la maggiore anzianità di età»;
b) dopo larticolo 44-bis, è inserito il seguente:
«Art. 44-ter. - (Modifica delle tabelle). 1. I criteri di valutazione
e i punteggi di cui alle tabelle E ed F allegate al presente decreto sono modificati,
su conforme parere del consiglio di presidenza della giustizia tributaria, con
decreto del Ministro delleconomia e delle finanze».
2. Al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, recante disposizioni sul
processo tributario, larticolo 2, concernente loggetto della giurisdizione
tributaria, è sostituito dal seguente:
«Art. 2. - (Oggetto della giurisdizione tributaria). 1. Appartengono
alla giurisdizione tributaria tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi
di ogni genere e specie, compresi quelli regionali, provinciali e comunali e
il contributo per il Servizio sanitario nazionale, nonché le sovrimposte
e le addizionali, le sanzioni amministrative, comunque irrogate da uffici finanziari,
gli interessi e ogni altro accessorio. Restano escluse dalla giurisdizione tributaria
soltanto le controversie riguardanti gli atti della esecuzione forzata tributaria
successivi alla notifica della cartella di pagamento e, ove previsto, dellavviso
di cui allarticolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 602, per le quali continuano ad applicarsi le disposizioni del medesimo
decreto del Presidente della Repubblica.
2. Appartengono altresì alla giurisdizione tributaria le controversie
promosse dai singoli possessori concernenti lintestazione, la delimitazione,
la figura, lestensione, il classamento dei terreni e la ripartizione dellestimo
fra i compossessori a titolo di promiscuità di una stessa particella,
nonchè le controversie concernenti la consistenza, il classamento delle
singole unità immobiliari urbane e lattribuzione della rendita
catastale.
3. Il giudice tributario risolve in via incidentale ogni questione da cui dipende
la decisione delle controversie rientranti nella propria giurisdizione, fatta
eccezione per le questioni in materia di querela di falso e sullo stato o la
capacità delle persone, diversa dalla capacità di stare in giudizio».
Art. 13.
(Riduzione delle aliquote delle accise sui prodotti petroliferi)
1. Il regime agevolato previsto dallarticolo 7, comma 1-ter, del decreto-legge 30 dicembre 1991, n. 417, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1992, n. 66, concernente il gasolio destinato al fabbisogno della provincia di Trieste e dei comuni della provincia di Udine, già individuati dal decreto del Ministro delle finanze 30 luglio 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 27 settembre 1993, è ripristinato per lanno 2002. Il quantitativo è stabilito in litri 23 milioni per la provincia di Trieste ed in litri 5 milioni per i comuni della provincia di Udine. Il costo complessivo è fissato in 12 milioni di euro.
2. In attesa della revisione organica del regime tributario dei prodotti energetici, per gli anni 2002 e 2003, i benefici di cui allarticolo 8, comma 10, lettera c), della legge 23 dicembre 1998, n. 448, come sostituita dal comma 4 dellarticolo 12 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, relativamente ai comuni ricadenti nella zona climatica E, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, sono concessi alle frazioni parzialmente non metanizzate limitatamente alle parti di territorio comunale individuate da apposita delibera del consiglio comunale, ancorché nella stessa frazione sia ubicata la sede municipale.
3. Per lanno 2002 il gasolio utilizzato nelle coltivazioni sotto serra è esente da accisa. Per le modalità di erogazione del beneficio si applicano le disposizioni contenute nel regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 11 dicembre 2000, n. 375, adottato ai sensi dellarticolo 1, comma 4, del decreto-legge 15 febbraio 2000, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 aprile 2000, n. 92. I relativi oneri sono a carico dellIstituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), a valere sulle proprie disponibilità di bilancio, che vi fa fronte mediante versamento allentrata del bilancio dello Stato, previo accertamento da parte dellAmministrazione finanziaria.
Art. 14.
(Riduzione dellimposta di consumo sul gas metano)
1. In funzione del completamento progressivo del processo di armonizzazione tariffaria e riavvicinamento delle aliquote, al fine di ridurre gli squilibri tariffari esistenti tra le diverse zone geografiche del Paese, con decreto da emanare entro il 31 gennaio 2002, il Ministro delleconomia e delle finanze procede, nel limite degli importi di cui al comma 2, ad interventi di riduzione dellimposta di consumo sul gas metano per usi civili applicata in territori diversi da quelli di cui allarticolo 1 del testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218. Le tariffe T1 e T2 previste dal provvedimento CIP n. 37 del 26 giugno 1986 continuano ad applicarsi a tutti i fini fiscali, fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al presente comma.
2. Ai fini di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 159.114.224,77 euro per lanno 2002, di 117.797.672,84 euro per lanno 2003 e di 50 milioni di euro per il 2004. A decorrere dal 2005 si provvede ai sensi dellarticolo 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
Art. 15.
(Disposizioni per il settore dellautotrasporto)
1. Per gli interventi previsti dallarticolo 2, comma 3, del decreto-legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 40, come prorogati dallarticolo 45, comma 1, lettera c), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, è autorizzata per lanno 2002 unulteriore spesa di 10.329.138 euro in aggiunta a quella disposta dallarticolo 2, comma 2, del decreto-legge 22 giugno 2000, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 agosto 2000, n. 229.
2. Il comma 10-bis dellarticolo 67 del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, e successive modificazioni, in materia di ammortamento dei beni materiali,
è sostituito dal seguente:
«10-bis. Le quote di ammortamento, i canoni di locazione anche finanziaria
o di noleggio e le spese di impiego e manutenzione relativi ad apparecchiature
terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione soggette
alla tassa sulle concessioni governative di cui allarticolo 21 della tariffa
allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641,
come sostituita dal decreto del Ministro delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 1995, sono deducibili nella
misura del 50 per cento. La percentuale di cui al precedente periodo è
elevata al 100 per cento per gli oneri relativi ad impianti di telefonia dei
veicoli utilizzati per il trasporto di merci da parte delle imprese di autotrasporto
limitatamente ad un solo impianto per ciascun veicolo».
3. La lettera g) del comma 1 dellarticolo 19-bis 1 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in materia di esclusione o riduzione
della detrazione dellIVA per alcuni beni e servizi, è sostituita
dalla seguente:
«g) limposta relativa allacquisto, allimportazione,
alle prestazioni di servizi di cui al terzo comma dellarticolo 16, nonché
alle spese di gestione, di apparecchiature terminali per il servizio radiomobile
pubblico terrestre di comunicazioni soggette alla tassa sulle concessioni governative
di cui allarticolo 21 della tariffa allegata al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, come sostituita dal decreto del Ministro
delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del
30 dicembre 1995, è ammessa in detrazione nella misura del 50 per cento;
la predetta limitazione non si applica agli impianti di telefonia dei veicoli
utilizzati per il trasporto di merci da parte delle imprese di autotrasporto
limitatamente ad un solo impianto per ciascun veicolo».
4. Per gli interventi previsti dallarticolo 2, comma 2, del decreto-legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 40, come prorogati dallarticolo 45, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, è autorizzata per lanno 2002 unulteriore spesa di 11.362.051,78 euro, in aggiunta a quella disposta dallarticolo 2, comma 2, del decreto-legge 22 giugno 2000, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 agosto 2000, n. 229.
TITOLO III
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SPESA
Capo I
ONERI DI PERSONALE
Art. 16.
(Rinnovi contrattuali)
1. Ai fini di quanto disposto dallarticolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per il biennio 2002-2003 gli oneri posti a carico del bilancio statale derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale, ivi comprese le risorse da destinare alla contrattazione integrativa, comportanti ulteriori incrementi nel limite massimo dello 0,5 per cento per ciascuno degli anni del biennio, sono quantificati, complessivamente, in 1.240,48 milioni di euro per lanno 2002 ed in 2.299,85 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004. Tali risorse sono ripartite ai sensi dellarticolo 48 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, fermo restando che quanto disposto dallarticolo 24, comma 3, del citato decreto legislativo si applica a decorrere dalla data di definizione della contrattazione integrativa. Fino a tale data i compensi di cui al medesimo articolo 24, comma 3, restano attribuiti ai dirigenti cui gli incarichi sono conferiti. Restano a carico delle risorse dei fondi unici di amministrazione, e comunque di quelle destinate alla contrattazione integrativa, gli oneri relativi ai passaggi allinterno delle aree in attuazione del nuovo ordinamento del personale.
2. Le somme occorrenti per corrispondere i miglioramenti economici al rimanente personale statale in regime di diritto pubblico sono determinate in 454,08 milioni di euro per lanno 2002 e in 843,67 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004, con specifica destinazione, rispettivamente, di 422,46 milioni di euro e 784,92 milioni di euro per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni.
3. Per la prosecuzione delle iniziative dirette alla valorizzazione professionale del personale docente della scuola, ed in aggiunta a quanto previsto dal comma 1, lapposito fondo costituito ai sensi dellarticolo 50, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, da utilizzare in sede di contrattazione integrativa, è incrementato di 108,46 milioni di euro a decorrere dallanno 2002. Il predetto fondo è incrementato, per lanno 2003, di 381,35 milioni di euro e, a decorrere dallanno 2004, della somma complessiva di 726,75 milioni di euro, subordinatamente al conseguimento delle economie derivanti dal processo attuativo delle disposizioni contenute nei commi 1 e 4 dellarticolo 22 della presente legge. Eventuali economie di spesa, da verificarsi annualmente, derivanti dalla riduzione della consistenza numerica del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, non conseguenti a terziarizzazione del servizio, sono destinate ad incrementare le risorse per il trattamento accessorio del medesimo personale. Unulteriore somma di 35 milioni di euro per lanno 2002 è destinata, secondo i criteri e le modalità fissate nella contrattazione integrativa, al rimborso delle spese di autoaggiornamento, debitamente documentate, sostenute dai docenti. In relazione alle esigenze determinate dal processo di attuazione dellautonomia scolastica, ed in aggiunta a quanto previsto dal comma 1, è stanziata, per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, la somma di 20,66 milioni di euro destinata al personale dirigente delle istituzioni scolastiche.
4. In aggiunta a quanto previsto dal comma 2 è stanziata, per lanno 2002, la somma di 273,72 milioni di euro e, a decorrere dal 2003, la somma di 480,30 milioni di euro da destinare al trattamento accessorio del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, impiegato direttamente in operazioni di contrasto alla criminalità e di tutela dellordine e della sicurezza pubblica che presentano un elevato grado di rischio ovvero in operazioni militari finalizzate alla predisposizione di interventi anche in campo internazionale. A decorrere dal 2002 è stanziata la somma di 1 milione di euro da destinare alla copertura della responsabilità civile ed amministrativa per gli eventi dannosi non dolosi causati a terzi dal personale delle Forze di polizia nello svolgimento della propria attività istituzionale. Per la progressiva attuazione del disposto di cui allarticolo 7 della legge 29 marzo 2001, n. 86, sono stanziate le ulteriori somme di 47 milioni di euro per lanno 2002, di 92 milioni di euro per lanno 2003 e di 138 milioni di euro a decorrere dallanno 2004.
5. A decorrere dallanno 2002, in aggiunta a quanto previsto dal comma 2, sono stanziate le somme di 5,16 milioni di euro e di 9,30 milioni di euro da destinare, rispettivamente, al personale della carriera diplomatica ed al personale della carriera prefettizia.
6. Le somme di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5, comprensive degli oneri contributivi ai fini previdenziali e dellIRAP di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, costituiscono limporto complessivo massimo di cui allarticolo 11, comma 3, lettera h), della legge 5 agosto 1978, n. 468, come sostituita dallarticolo 5 della legge 23 agosto 1988, n. 362.
7. Ai sensi dellarticolo 48, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali per il biennio 2002-2003 del personale dei comparti degli enti pubblici non economici, delle regioni, delle autonomie locali, del Servizio sanitario nazionale, delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione e delle università, nonchè degli enti di cui allarticolo 70, comma 4, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, e gli oneri per la corresponsione dei miglioramenti economici al personale di cui allarticolo 3, comma 2, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, sono a carico delle amministrazioni di competenza nellambito delle disponibilità dei rispettivi bilanci. I comitati di settore, in sede di deliberazione degli atti di indirizzo previsti dallarticolo 47, comma 1, del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001, si attengono, anche per la contrattazione integrativa, ai criteri indicati per il personale delle amministrazioni di cui al comma 1 e provvedono alla quantificazione delle risorse necessarie per i rinnovi contrattuali.
Art. 17.
(Compatibilità della spesa in materia di contrattazione collettiva nazionale ed integrativa)
1. Al comma 3 dellarticolo 47 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Per le amministrazioni di cui allarticolo 41, comma 3, lesame delle ipotesi di accordo è effettuato dal competente comitato di settore e dal Presidente del Consiglio dei ministri, che si esprime attraverso il Ministro per la funzione pubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. In caso di divergenza nella valutazione degli oneri e ove il comitato di settore disponga comunque per lulteriore corso dellaccordo, resta in ogni caso escluso qualsiasi concorso dello Stato alla copertura delle spese derivanti dalle disposizioni sulle quali il Governo ha formulato osservazioni».
2. Dopo larticolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
è inserito il seguente:
«Art. 40-bis. (Compatibilità della spesa in materia di contrattazione
integrativa). 1. Per le amministrazioni pubbliche indicate allarticolo
1, comma 2, i comitati di settore ed il Governo procedono a verifiche congiunte
in merito alle implicazioni finanziarie complessive della contrattazione integrativa
di comparto definendo metodologie e criteri di riscontro anche a campione sui
contratti integrativi delle singole amministrazioni. Resta fermo quanto previsto
dallarticolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e
successive modificazioni.
2. Gli organi di controllo interno indicati allarticolo 48, comma 6, inviano
annualmente specifiche informazioni sui costi della contrattazione integrativa
al Ministero delleconomia e delle finanze, che predispone, allo scopo,
uno specifico modello di rilevazione, dintesa con la Presidenza del Consiglio
dei ministri Dipartimento della funzione pubblica.
3. Nel caso in cui i controlli e le rilevazioni di cui ai commi 1 e 2 evidenzino
costi non compatibili con i vincoli di bilancio, secondo quanto prescritto dallarticolo
40, comma 3, le relative clausole dellaccordo integrativo sono nulle di
diritto.
4. Tra gli enti pubblici non economici di cui allarticolo 39, comma 3-ter,
della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, si intendono
ricompresi anche quelli di cui allarticolo 70, comma 4, del presente decreto
legislativo».
Art. 18.
(Riordino degli organismi collegiali)
1. Ai fini del contenimento della spesa e di maggiore funzionalità dei servizi e delle procedure, è fatto divieto alle pubbliche amministrazioni, escluse quelle delle regioni, delle province, dei comuni e delle comunità montane, di istituire comitati, commissioni, consigli ed altri organismi collegiali, ad eccezione di quelli di carattere tecnico e ad elevata specializzazione indispensabili per la realizzazione di obiettivi istituzionali non perseguibili attraverso lutilizzazione del proprio personale.
2. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati gli organismi tecnici e ad elevata specializzazione già operanti nelle pubbliche amministrazioni ritenuti indispensabili ai sensi del comma 1. Per le amministrazioni statali si provvede con decreto di natura non regolamentare del Ministro competente, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e con il Ministro delleconomia e delle finanze. Per le restanti amministrazioni pubbliche, si provvede con atto dellorgano di direzione politica responsabile, da sottoporre allapprovazione dellamministrazione vigilante e alla verifica degli organi interni di controllo. Gli organismi collegiali non individuati come indispensabili dai predetti provvedimenti sono conseguentemente soppressi.
3. Scaduto il termine di cui al comma 2 senza che si sia provveduto agli adempimenti ivi previsti, è fatto divieto di corrispondere alcun compenso ai componenti degli organismi collegiali.
Art. 19.
(Assunzioni di personale)
1. Per lanno 2002, alle amministrazioni dello Stato anche ad ordinamento autonomo, alle agenzie, agli enti pubblici non economici, alle università, limitatamente al personale tecnico ed amministrativo, agli enti di ricerca ed alle province, ai comuni, alle comunità montane ed ai consorzi di enti locali che non abbiano rispettato le disposizioni del patto di stabilità interno per lanno 2001 è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato; i singoli enti locali in caso di assunzione del personale devono autocertificare il rispetto delle disposizioni relative al patto di stabilità interno per lanno 2001. Alla copertura dei posti disponibili si può provvedere mediante ricorso alle procedure di mobilità previste dalle disposizioni legislative e contrattuali, tenendo conto degli attuali processi di riordino e di accorpamento delle strutture nonchè di trasferimento di funzioni. Si può ricorrere alle procedure di mobilità fuori dalla regione di appartenenza dellente locale solo nellipotesi in cui il comune ricevente abbia un rapporto dipendenti-popolazione inferiore a quello previsto dallarticolo 119, comma 3, del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, e successive modificazioni, maggiorato del 50 per cento. Sono consentite le assunzioni connesse al passaggio di funzioni e competenze agli enti locali il cui onere sia coperto dai trasferimenti erariali compensativi della mancata assegnazione delle unità di personale. Il divieto non si applica al comparto scuola. Sono fatte salve le assunzioni di personale relative a figure professionali non fungibili la cui consistenza organica non sia superiore allunità, nonchè quelle relative alle categorie protette e quelle relative ai vincitori del secondo corso-concorso di formazione dirigenziale indetto dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione di cui al bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 marzo 1997, IV serie speciale, n. 22. Il divieto non si applica al personale della carriera diplomatica. Il divieto non si applica altresì ai magistrati ordinari, amministrativi e contabili, nonchè agli avvocati e procuratori dello Stato. In deroga al divieto di assunzioni, il Ministero della giustizia, con riferimento alle specifiche esigenze del settore, definisce per lanno 2002 un programma straordinario di assunzioni nel limite di 500 unità di personale appartenente alle figure professionali strettamente necessarie ad assicurare la funzionalità dellapparato giudiziario. Il Ministero della giustizia, nei limiti delle spese sostenute nellanno 2001 per i rapporti di lavoro a tempo determinato, è autorizzato ad avvalersi, fino al 31 dicembre 2002, del personale assunto a tempo determinato ai sensi dellarticolo 1, comma 2, lettera a), della legge 18 agosto 2000, n. 242. Il programma di assunzioni va presentato per lapprovazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed al Ministro delleconomia e delle finanze. I termini di validità delle graduatorie per lassunzione di personale presso le amministrazioni pubbliche sottoposte al divieto di cui al presente comma sono prorogati di un anno. Il Ministero della salute è autorizzato ad avvalersi, fino al 31 dicembre 2002, del personale assunto a tempo determinato ai sensi dellarticolo 12, comma 2, della legge 16 dicembre 1999, n. 494. Il termine di cui allarticolo 18, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68, è differito di 18 mesi a partire dalla sua scadenza. In ogni caso, la spesa relativa al personale assunto a tempo determinato o con convenzioni dalle province, dai comuni, dalle comunità montane e dai consorzi di enti locali non può superare limporto della spesa sostenuta al medesimo titolo nellanno 2001, con un incremento pari al tasso di inflazione programmata indicato nel Documento di programmazione economico-finanziaria.
2. In relazione a quanto disposto dal comma 1 per il personale della magistratura, allarticolo 18, comma 1, della legge 13 febbraio 2001, n. 48, le parole: «banditi con unico decreto» sono sostituite dalle seguenti: «da bandire entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge».
3. Allarticolo 39, comma 2, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, lultimo periodo, introdotto dalla lettera a) del comma 1 dellarticolo 51 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è sostituito dal seguente: «Per ciascuno degli anni 2003 e 2004, le amministrazioni dello Stato anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici con organico superiore a 200 unità sono tenuti a realizzare una riduzione di personale non inferiore all1 per cento rispetto a quello in servizio al 31 dicembre 2002».
4. Per il triennio 2002-2004, in deroga alla disciplina di cui allarticolo
39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, le Forze
armate e i Corpi di polizia nonchè il Corpo nazionale dei vigili del
fuoco predispongono specifici piani annuali con lindicazione:
a) delle iniziative da adottare per un più razionale impiego delle risorse
umane, con particolare riferimento alla riallocazione del personale esclusivamente
in compiti di natura tecnico-operativa;
b) dei compiti strumentali o non propriamente istituzionali il cui svolgimento
può essere garantito mediante lassegnazione delle relative funzioni
a personale di altre amministrazioni pubbliche, o il cui affidamento allesterno
risulti economicamente più vantaggioso nonchè delle conseguenti
iniziative che si intendono assumere;
c) delle eventuali richieste di nuove assunzioni che, fatte salve quelle derivanti
da provvedimenti di incremento di organico per le quali sia indicata apposita
copertura finanziaria, non possono, comunque, superare le cessazioni dal servizio
verificatesi al 31 dicembre dellanno precedente a quello di riferimento.
Per le Forze armate si tiene comunque conto dei criteri e degli oneri già
considerati ai sensi della legge 14 novembre 2000, n. 331.
5. I piani di cui al comma 4 sono presentati entro il 31 gennaio di ciascun anno alla Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento della funzione pubblica ed al Ministero delleconomia e delle finanze Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, per la successiva approvazione del Consiglio dei ministri. Le amministrazioni procedono autonomamente alle assunzioni di personale in attuazione dei piani annuali e ne danno comunicazione, per la conseguente verifica, alla Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero delleconomia e delle finanze Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato al termine di ciascun quadrimestre.
6. Fino al conseguimento delle dotazioni organiche indicate nella tabella «A» allegata al decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, alle procedure di reclutamento dei volontari in servizio permanente e in ferma volontaria delle Forze armate non si applicano le disposizioni del presente articolo. Resta fermo quanto previsto dallarticolo 29, comma 2, del citato decreto legislativo n. 215 del 2001.
7. Le assunzioni effettuate in violazione delle disposizioni del presente articolo sono nulle di diritto.
8. A decorrere dallanno 2002 gli organi di revisione contabile degli enti locali di cui allarticolo 2 del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, accertano che i documenti di programmazione del fabbisogno di personale siano improntati al rispetto del principio di riduzione complessiva della spesa di cui allarticolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, e che eventuali deroghe a tale principio siano analiticamente motivate.
9. I comandi in atto del personale della società per azioni Poste italiane presso le pubbliche amministrazioni, disciplinati dallarticolo 45, comma 10, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sono prorogati al 31 dicembre 2002. I comandi in atto del personale dellIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato presso le pubblice amministrazioni, ai sensi dellarticolo 11, comma 4, del decreto legislativo 21 aprile 1999, n. 116, sono prorogati al 31 dicembre 2002.
10. I medici di base iscritti negli elenchi di medicina generale del Servizio sanitario nazionale, con almeno dieci anni di servizio, in possesso di titoli di specializzazione riconosciuti dallUnione europea, possono, a richiesta e secondo la disponibilità dei posti, essere inseriti nella medicina specialistica ambulatoriale e sul territorio, rinunciando allincarico di medico di base.
11. I laureati in medicina e chirurgia abilitati, anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione o ai corsi di formazione specifica in medicina generale, possono sostituire a tempo determinato medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale ed essere iscritti negli elenchi della guardia medica notturna e festiva e della guardia medica turistica ma occupati solo in caso di carente disponibilità di medici già iscritti negli elenchi della guardia medica notturna e festiva e della guardia medica turistica.
12. Il medico che si iscrive ai corsi di formazione specifica in medicina generale, previo svolgimento di regolare concorso, può partecipare successivamente, a fine corso o interrompendo lo stesso, ai concorsi per le scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia per il conseguimento dei titoli di specializzazione riconosciuti dallUnione europea. Il medico che si iscrive alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia per il conseguimento dei titoli di specializzazione riconosciuti dallUnione europea può partecipare successivamente, a fine corso o interrompendo lo stesso, ai concorsi per i corsi di formazione specifica in medicina generale.
13. Nellambito delle risorse disponibili e senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato si applicano al Ministero dellambiente e della tutela del territorio le disposizioni di cui allarticolo 118, comma 14, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
14. Le amministrazioni pubbliche promuovono iniziative di alta formazione del proprio personale, anche ai fini dellaccesso alla dirigenza, favorendo la partecipazione dei dipendenti ai corsi di laurea, anche triennali, organizzati con limpiego prevalente delle metodologie di formazione a distanza per finalità connesse alle attribuzioni istituzionali delle amministrazioni interessate. A tale fine, nei limiti delle ordinarie risorse finanziarie destinate allaggiornamento e alla formazione del personale, le amministrazioni pubbliche e le relative Scuole o strutture di formazione, sentite le organizzazioni sindacali, possono anche erogare borse di studio del valore massimo corrispondente alliscrizione ai suddetti corsi di laurea o provvedere al relativo rimborso.
15. Ai fini dello sviluppo e del potenziamento dellattività di ricerca della Scuola superiore delleconomia e delle finanze, nei limiti della spesa relativa alla dotazione del ruolo di cui allarticolo 5, comma 5, del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 28 settembre 2000, n. 301, e con conseguente indisponibilità di posti di professore, la medesima Scuola può assegnare incarichi di ricercatore, previo superamento di apposite procedure selettive svolte secondo la vigente normativa in materia universitaria.
Art. 20.
(Disposizioni particolari in materia di assunzioni di personale nella regione Sicilia)
1. La regione Sicilia e gli enti locali della regione medesima provvedono alla trasformazione in rapporti a tempo indeterminato dei rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati, ai sensi dellarticolo 21, comma 2, dellordinanza del Ministro per il coordinamento della protezione civile n. 2212/FPC, del 3 febbraio 1992, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 28 del 4 febbraio 1992, come sostituito dallarticolo 13 dellordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 2414/FPC del 18 settembre 1995, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 1995, e degli articoli 14, comma 14, e 23-quater del decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, e successive modificazioni, dalla regione medesima e dagli enti locali delle province di Siracusa, Catania e Ragusa, colpiti dagli eventi sismici del dicembre 1990, sulla base di apposite procedure selettive, nellambito della programmazione triennale del fabbisogno di personale, nei limiti delle dotazioni organiche. Alla relativa spesa si provvede a valere sulle disponibilità dei fondi assegnati alla regione Sicilia ai sensi dellarticolo 1 della legge 31 dicembre 1991, n. 433, e successive modificazioni.
2. I rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati ai sensi del comma 1 sono prorogati in attesa della definizione delle procedure selettive e, comunque, fino al 31 dicembre 2002.
3. Il personale tecnico di cui al comma 1, conseguiti gli obiettivi di cui alle lettere b), e) e i-bis) del comma 2 dellarticolo 1 della legge 31 dicembre 1991, n. 433, e successive modificazioni, può essere utilizzato, nellambito delle rispettive competenze professionali e qualifiche di assunzione, presso tutte le amministrazioni dei comuni capoluogo di provincia, nonchè di comuni con particolari carenze di organico, per le esigenze connesse alle attività delle stesse.
Art. 21.
(Sostituzione dei carabinieri ausiliari)
1. In relazione alla necessità di procedere alla progressiva sostituzione dei carabinieri ausiliari in deroga a quanto stabilito dallarticolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, è attivato un primo programma di arruolamento di contingenti annui di carabinieri in ferma quadriennale entro i limiti di spesa di 20 milioni di euro per lanno 2002, di 40 milioni di euro per lanno 2003 e di 60 milioni di euro a decorrere dallanno 2004, ferma rimanendo la necessità di assicurare nei successivi esercizi finanziari la completa sostituzione del contingente di ausiliari.
2. Con decreto del Ministro della difesa sono stabiliti i criteri e le modalità
per gli arruolamenti di cui al comma 1, ai quali possono partecipare, se di
età non superiore a trenta anni:
a) i volontari di truppa delle Forze armate congedati che abbiano concluso la
ferma breve ovvero prefissata senza demerito;
b) i volontari di truppa delle Forze armate in servizio che, alla data di scadenza
delle domande, abbiano svolto almeno due anni di servizio senza demerito in
qualità di volontario in ferma breve ovvero in ferma prefissata.
3. Agli arruolamenti di cui al comma 1 si applica la riserva del 70 per cento dei posti secondo quanto previsto dallarticolo 18 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215. I posti destinati ai volontari delle Forze armate per effetto della predetta riserva, e non coperti, sono riportati in aggiunta ai posti ad essi riservati nel successivo concorso.
Art. 22
(Disposizioni in materia di organizzazione scolastica)
1. Nel quadro della piena valorizzazione dellautonomia e di una migliore qualificazione dei servizi scolastici, le dotazioni organiche del personale docente delle istituzioni scolastiche autonome sono costituite sulla base del numero degli alunni iscritti, delle caratteristiche e delle entità orarie dei curricoli obbligatori relativi ad ogni ordine e grado di scuola, nonchè nel rispetto di criteri e di priorità che tengano conto della specificità dei diversi contesti territoriali, delle condizioni di funzionamento delle singole istituzioni e della necessità di garantire interventi a sostegno degli alunni in particolari situazioni, con particolare attenzione alle aree delle zone montane e delle isole minori.
2. Il Ministro dellistruzione, delluniversità e della ricerca definisce con proprio decreto, emanato di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, i parametri per lattuazione di quanto previsto nel comma 1 e provvede alla determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed alla sua ripartizione su base regionale.
3. Le dotazioni organiche di cui al comma 1 sono definite, nellambito di ciascuna regione, dal dirigente preposto allufficio scolastico regionale, su proposta formulata dai dirigenti delle istituzioni scolastiche interessate, sentiti i competenti organi collegiali delle medesime istituzioni, nel limite dellorganico regionale assegnato con il decreto di cui al comma 2, assicurando una distribuzione degli insegnanti di sostegno allhandicap correlata alla effettiva presenza di alunni iscritti portatori di handicap nelle singole istituzioni scolastiche.
4. Nel rispetto dellorario di lavoro definito dai contratti collettivi vigenti, i dirigenti scolastici attribuiscono ai docenti in servizio nellistituzione scolastica, prioritariamente e con il loro consenso, le frazioni inferiori a quelle stabilite contrattualmente come ore aggiuntive di insegnamento oltre lorario dobbligo fino ad un massimo di 24 ore settimanali.
5. Linsegnamento della lingua straniera nella scuola elementare viene prioritariamente assicurato allinterno del piano di studi obbligatorio e dellorganico di istituto.
6. Le istituzioni scolastiche autonome, ad eccezione delle scuole dellinfanzia e delle scuole elementari, possono provvedere alla sostituzione del personale assente utilizzando, in coerenza con il piano dellofferta formativa, le proprie risorse di personale docente, anche oltre i limiti temporali previsti dalle disposizioni vigenti e fino a un massimo di 15 giorni. Le conseguenti economie di risorse finanziarie concorrono ad incrementare il fondo di istituto.
7. La commissione di cui allarticolo 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, è composta dagli insegnanti delle materie di esame della classe del candidato per le scuole del servizio nazionale di istruzione. Per le scuole legalmente riconosciute e pareggiate le classi sostengono lesame davanti ad una commissione composta da commissari interni, designati dal consiglio di classe in numero pari a quello dei componenti esterni, individuati tra i docenti delle classi terminali delle scuole statali o paritarie alle quali le classi delle scuole legalmente riconosciute o pareggiate sono state preventivamente abbinate. La designazione può riguardare solo uno dei docenti delle materie oggetto della prima o seconda prova scritta. Il dirigente regionale competente nomina il presidente tra il personale docente e dirigente delle scuole secondarie superiori, per ogni sede di esame. Con decreto, di natura non regolamentare, del Ministro dellistruzione, delluniversità e della ricerca, si provvede alla determinazione del numero dei componenti la commissione di esame. Per la corresponsione dei compensi previsti dallarticolo 4, comma 5, della citata legge n. 425 del 1997, il limite di spesa è fissato in 40,24 milioni di euro.
8. Nel primo corso concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici, di cui allarticolo 29, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il periodo di formazione ha una durata di nove mesi e si articola in 160 ore di lezione frontale, e 80 ore di tirocinio con valutazione finale.
9. Il reclutamento dei presidi incaricati nel primo corso concorso, di cui allarticolo 29, comma 3, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, attraverso lesame di ammissione loro riservato nonchè il periodo di formazione e lesame finale previsti dal medesimo articolo, si svolge sulla base di una indizione separata effettuata con bando del competente direttore generale del Ministero dellistruzione, delluniversità e della ricerca ed è finalizzato alla copertura del 50 per cento dei posti disponibili. Il periodo di formazione ha una durata di quattro mesi, è articolato in 160 ore di lezione frontale e si svolge secondo modalità che consentano ai presidi medesimi lespletamento del servizio, che tiene luogo del tirocinio di cui al comma 8.
10. Lorganizzazione e lo svolgimento del corso concorso sono curati dagli uffici scolastici regionali. Lorganizzazione e lo svolgimento del periodo di formazione sono curati con la collaborazione dellIstituto nazionale di documentazione per linnovazione e la ricerca educativa e degli istituti regionali di ricerca educativa.
11. Le graduatorie dei candidati ammessi al periodo di formazione sono utilizzate con priorità rispetto alle apposite graduatorie provinciali di cui allarticolo 477 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e fino allapprovazione delle prime graduatorie dei vincitori del corso concorso, per il conferimento di incarichi di presidenza. A tale fine il 50 per cento dei posti disponibili è riservato a coloro che beneficiano della riserva dei posti di cui allarticolo 29, comma 3, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001.
12. Il 50 per cento dei risparmi conseguenti allapplicazione del comma 9 vanno ad incrementare gli stanziamenti di bilancio destinati allo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dellistruzione secondaria superiore.
13. Al personale delle amministrazioni pubbliche che abbia superato il previsto ciclo di studi presso le rispettive scuole di formazione, ivi compresi gli istituti di formazione delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile e delle Forze armate, lIstituto di perfezionamento della Polizia di Stato, la Scuola di polizia tributaria della Guardia di finanza e la Scuola superiore delleconomia e delle finanze, è riconosciuto un credito formativo per il conseguimento dei titoli di studio di cui allarticolo 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro delluniversità e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509. Le modalità di riconoscimento dei crediti formativi sono individuate con apposite convenzioni stipulate tra le amministrazioni interessate e le università.
14. Allarticolo 145, comma 40, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la parola: «straordinario» è soppressa;
b) le parole: «lire 1,5 miliardi nel 2002» sono sostituite dalle
seguenti: «5.164.589,99 euro a decorrere dallanno 2002»;
c) dopo il primo periodo, sono aggiunti i seguenti: «A tale fine, per
la razionalizzazione degli interventi previsti ai sensi del presente comma e
per la valorizzazione delle professionalità connesse con lutilizzo
delle risorse nautiche, negli anni successivi le risorse del fondo, in misura
non inferiore al 70 per cento delle dotazioni complessive per ciascun anno,
sono destinate a misure di sostegno e incentivazione per la formazione professionale
permanente realizzate dagli istituti per la professionalità nautica,
anche convenzionati con istituti di istruzione universitaria. Con decreto del
Ministro delleconomia e delle finanze sono stabilite le modalità
di attuazione delle disposizioni del presente comma».
Art. 23.
(Riduzione dei compensi per i Ministri e contenimento delle spese di personale)
1. Il trattamento economico complessivo dei Ministri previsto dallarticolo 2, primo comma, della legge 8 aprile 1952, n. 212, e successive modificazioni, è ridotto del 10 per cento a decorrere dal 1º gennaio 2002.
2. Larticolo 1, comma 1, del decreto-legge 27 dicembre 1989, n. 413, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 37, si interpreta nel senso che per effetto del conglobamento della quota di indennità integrativa speciale di 558,29 euro annui lordi nello stipendio iniziale delle categorie di personale ivi indicate e della contestuale riduzione della misura dellindennità integrativa speciale sono conseguentemente modificati tutti i rapporti percentuali fissati tra gli stipendi delle qualifiche dei docenti e ricercatori universitari anche in relazione al regime di impegno già previsti dallarticolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e dallarticolo 2 del decreto-legge 2 marzo 1987, n. 57, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 aprile 1987, n. 158. È fatta salva lesecuzione dei giudicati alla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Per il triennio 2002-2004 è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, di adottare provvedimenti per lestensione di decisioni giurisdizionali aventi forza di giudicato, o comunque divenute esecutive, in materia di personale delle amministrazioni pubbliche.
Capo II
SPESE DELLE AMMINISTRAZIONI
PUBBLICHE
Art. 24.
(Patto di stabilità interno per province e comuni)
1. Ai fini del concorso delle autonomie locali al rispetto degli obblighi comunitari della Repubblica ed alla conseguente realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2002-2004, per lanno 2002 il disavanzo di ciascuna provincia e di ciascun comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti computato ai sensi del comma 1 dellarticolo 28 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, non potrà essere superiore a quello dellanno 2000 aumentato del 2,5 per cento.
2. Per le medesime finalità e nei limiti stabiliti dal comma 1, per lanno 2002, il complesso delle spese correnti, al netto degli interessi passivi e di quelle finanziate da programmi comunitari, non può superare lammontare degli impegni a tale titolo assunti nellanno 2000 aumentato del 6 per cento.
3. Sono escluse dallapplicazione del comma 2 le spese correnti connesse allesercizio di funzioni statali e regionali trasferite o delegate sulla base di modificazioni legislative intervenute a decorrere dallanno 2000 o negli anni successivi, nei limiti dei corrispondenti finanziamenti statali o regionali.
4. Le limitazioni percentuali di incremento di cui al comma 2 si applicano anche al complesso dei pagamenti per spese correnti, come definite dai commi 2 e 3, con riferimento ai pagamenti effettuati nellesercizio finanziario 2000.
5. Per gli anni 2003 e 2004, le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti riducono il proprio disavanzo attraverso un ulteriore intervento correttivo pari al 2 per cento della spesa corrente dellanno precedente rilevante ai fini del saldo. Tale intervento correttivo si applica al disavanzo dellanno precedente incrementato del tasso di inflazione programmata indicato dal Documento di programmazione economico-finanziaria.
6. Per lacquisto di beni e servizi le province, i comuni, le comunità montane e i consorzi di enti locali possono aderire alle convenzioni stipulate ai sensi dellarticolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, e dellarticolo 59 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. In ogni caso per procedere ad acquisti in maniera autonoma i citati enti adottano i prezzi delle convenzioni di cui sopra come base dasta al ribasso. Gli atti relativi sono trasmessi ai rispettivi organi di revisione contabile per consentire lesercizio delle funzioni di controllo.
7. Gli enti locali emanano direttive affinchè gli amministratori da loro designati negli enti e nelle aziende promuovano ladesione alle convenzioni di cui al comma 6 o lattuazione delle procedure di cui al secondo periodo del comma 6.
8. Gli enti e le aziende di cui ai commi 6 e 7 devono promuovere opportune azioni dirette ad attuare lesternalizzazione dei servizi al fine di realizzare economie di spesa e migliorare lefficienza gestionale.
9. In correlazione alle disposizioni di cui ai commi da 1 a 8, i trasferimenti erariali spettanti ai comuni e alle province a valere sui fondi di cui allarticolo 34, comma 1, lettere a), b) e c), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, quali risultanti per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004 in applicazione della legislazione vigente, sono rispettivamente ridotti dell1 per cento, del 2 per cento e del 3 per cento. Per lanno 2002, qualora lente non rispetti i limiti di cui al comma 4, limporto dei trasferimenti ad esso spettante è ulteriormente ridotto in misura pari alla differenza tra gli obiettivi derivanti, per lo stesso ente, dallosservanza del medesimo comma 4 e i risultati conseguiti. Le risorse che si rendono disponibili sono attribuite, con decreto del Ministro dellinterno, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, alle province e ai comuni che abbiano rispettato i medesimi limiti. Gli enti locali sono tenuti a trasmettere al Ministero delleconomia e delle finanze, secondo modalità e tempi stabiliti con decreto dello stesso Ministero, le informazioni concernenti il rispetto dellobiettivo di cui al comma 4; in caso di mancata trasmissione delle informazioni lente viene considerato come inadempiente ai fini del raggiungimento dellobiettivo e i trasferimenti ad esso spettanti sono ulteriormente ridotti dell1 per cento rispetto alla riduzione prevista al primo periodo.
10. Al fine di consentire il monitoraggio del relativo fabbisogno e degli adempimenti relativi al patto di stabilità interno, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le province e i comuni con popolazione superiore a 60.000 abitanti devono trasmettere trimestralmente al Ministero delleconomia e delle finanze Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro venti giorni dalla fine del periodo di riferimento, le informazioni sugli incassi e sui pagamenti effettuati.
11. Informazioni analoghe a quelle di cui al comma 10 devono essere trasmesse trimestralmente dai predetti enti con riferimento agli impegni assunti.
12. Per le province e i comuni con popolazione superiore a 60.000 abitanti le informazioni devono essere comprensive delle eventuali operazioni finanziarie effettuate con istituti di credito e non registrate nel conto di tesoreria.
13. Il prospetto contenente le informazioni di cui ai commi 10, 11 e 12 e le modalità della sua trasmissione sono definiti con decreto del Ministero delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministero dellinterno, da adottare entro il mese di febbraio 2002.
14. Alle finalità di cui al presente articolo provvedono, per il rispettivo territorio, le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi delle competenze alle stesse attribuite dallo statuto speciale e dalle relative norme di attuazione.
Art. 25.
(Finanza decentrata)
1. Il comma 7 dellarticolo 1 del decreto legislativo 28 settembre 1998,
n. 360, recante istituzione di una addizionale comunale allIRPEF, e successive
modificazioni, è sostituito dal seguente:
«7. A decorrere dal primo anno di applicazione delle disposizioni del
presente articolo, la ripartizione tra i comuni e le province delle somme versate
a titolo di addizionale è effettuata, salvo quanto previsto dallarticolo
2, dal Ministero dellinterno, a titolo di acconto sullintero importo
delle somme versate entro lo stesso anno in cui è effettuato il versamento,
sulla base dei dati statistici più recenti forniti dal Ministero delleconomia
e delle finanze entro il 30 giugno di ciascun anno relativi ai redditi imponibili
dei contribuenti aventi domicilio fiscale nei singoli comuni. Entro lanno
successivo a quello in cui è stato effettuato il versamento, il Ministero
dellinterno provvede allattribuzione definitiva degli importi dovuti
sulla base dei dati statistici relativi allanno precedente, forniti dal
Ministero delleconomia e delle finanze entro il 30 giugno, ed effettua
gli eventuali conguagli anche sulle somme dovute per lesercizio in corso.
Con decreto del Ministero dellinterno, di concerto con il Ministero delleconomia
e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali,
possono essere stabilite ulteriori modalità per eseguire la ripartizione.
Laccertamento contabile da parte dei comuni e delle province dei proventi
derivanti dallapplicazione delladdizionale avviene sulla base delle
comunicazioni del Ministero dellinterno delle somme spettanti».
2. Allarticolo 31, comma 37, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, come
modificato dallarticolo 55 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono
apportate, con decorrenza dallanno 2002, le seguenti modificazioni:
a) le parole: «A decorrere dallanno 1999» sono soppresse;
b) le parole: «34 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «24
per cento al Ministero dellinterno, del 40 per cento»;
c) le parole da: «del 50 per cento» fino a: «è destinato»
sono sostituite dalle seguenti: «e del 20 per cento»;
d) al terzo periodo, dopo la parola: «programmato» sono aggiunte
le seguenti: «ovvero al 30 per cento dei proventi di cui al primo periodo,
qualora questi ultimi siano superiori a 103.290.000 euro»;
e) lultimo periodo è sostituito dal seguente: «Le somme attribuite
alle province devono essere utilizzate per la realizzazione di opere pubbliche,
anche su base transprovinciale o anche attraverso contributi ai comuni».
3. Allarticolo 31, comma 38, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, come modificato dallarticolo 40 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, dopo il primo periodo sono inseriti i seguenti: «I componenti degli organi di controllo della società sono designati dagli enti locali destinatari degli utili distribuiti. La società di certificazione deve essere iscritta nel registro dei revisori contabili ed individuata dal Ministero dellinterno».
4. Larticolo 4 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 141, è
sostituito dal seguente:
«Art. 4. (Attribuzione delle azioni alle regioni). 1. Compiuti
gli adempimenti di cui allarticolo 3, commi 3 e 4, le azioni inizialmente
attribuite ai sensi del comma 2 del predetto articolo 3 sono definitivamente
trasferite senza oneri, entro il 31 gennaio 2002, alle regioni Puglia e Basilicata,
con una ripartizione in ragione del numero dei rispettivi abitanti. Le regioni
avviano la dismissione delle rispettive partecipazioni azionarie entro i successivi
sei mesi, con procedure di evidenza pubblica nel rispetto della disciplina comunitaria
in materia».
5. Allarticolo 67 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «30 novembre 2001» sono sostituite dalle
seguenti: «30 novembre 2002»;
b) i commi 3, 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti:
«3. Per gli anni 2002 e 2003 è istituita per i comuni una compartecipazione
al gettito dellimposta sul reddito delle persone fisiche in una misura
pari al 4,5 per cento del riscosso in conto competenza affluente al bilancio
dello Stato, per lesercizio finanziario precedente, quali entrate derivanti
dallattività ordinaria di gestione iscritte al capitolo 1023. Il
gettito della compartecipazione, attribuito ad un apposito capitolo di spesa
dello stato di previsione del Ministero dellinterno, è ripartito
dallo stesso Ministero a ciascun comune in proporzione allammontare, fornito
dal Ministero delleconomia e delle finanze sulla base dei dati disponibili,
dellimposta netta, dovuta dai contribuenti, distribuito territorialmente
in funzione del domicilio fiscale risultante presso lanagrafe tributaria.
Per lanno 2002, il gettito è ripartito tra i comuni sulla base
dei dati statistici più recenti forniti dal Ministero delleconomia
e delle finanze entro il 30 giugno 2002.
4. I trasferimenti erariali sono ridotti a ciascun comune in misura pari al
gettito spettante dalla compartecipazione di cui al comma 3. Nel caso in cui
il livello dei trasferimenti spettanti ai singoli enti risulti insufficiente
a consentire il recupero integrale della compartecipazione, la compartecipazione
stessa è corrisposta al singolo ente nei limiti dei trasferimenti spettanti
per lanno.
5. Ai fini del riparto del gettito, relativamente allanno 2003, il Ministero
delleconomia e delle finanze, entro il 30 luglio 2002, provvede a comunicare
al Ministero dellinterno i dati previsionali relativi allammontare
del gettito della compartecipazione di cui al comma 3, ripartito per ciascun
comune in base ai criteri di cui al medesimo comma 3. Entro il 30 ottobre 2002
il Ministero dellinterno comunica ai comuni limporto previsionale
del gettito della compartecipazione spettante e il correlato ammontare previsto
di riduzione dei trasferimenti erariali. Limporto del gettito della compartecipazione
di cui al comma 3 è erogato dal Ministero dellinterno, nel corso
dellanno 2003, in quattro rate di uguale importo. Le prime due rate sono
erogate sulla base dei dati previsionali anzidetti; la terza e la quarta rata
sono calcolate sulla base dei dati di consuntivo relativi allesercizio
finanziario 2002 comunicati dal Ministero delleconomia e delle finanze
entro il 30 maggio 2003 al Ministero dellinterno e da questo ai comuni,
e su tali rate sono operati i dovuti conguagli rispetto alle somme già
erogate».
6. Alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano alle quali non spetti già la compartecipazione alle imposte sostitutive dei tributi erariali oggetto di devoluzione nei termini e nei modi previsti dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione è attribuita una quota delle medesime imposte sostitutive nella misura prevista dagli statuti per le imposte sostituite.
7. Per ladozione urgente di misure di salvaguardia ambientale e sviluppo socio-economico delle isole minori, individuate tra gli ambiti territoriali indicati nellallegato A annesso alla presente legge, è istituito presso il Ministero dellinterno il Fondo per la tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole minori.
8. Le risorse del Fondo di cui al comma 7 sono determinate in 51.645.689,90 euro per lanno 2002.
9. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dellinterno, individua la tipologia e i settori degli interventi ammessi ad accedere al Fondo di cui al comma 7. Il Ministro dellinterno, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, con decreto da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, determina le modalità per laccesso al Fondo e provvede alla ripartizione delle risorse. Resta fermo quanto stabilito dal decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
10. Per lanno 2002, ai fini delladozione di programmi di sviluppo e riqualificazione del territorio, è istituito presso il Ministero dellinterno il Fondo per la riqualificazione urbana dei comuni. Con regolamento adottato ai sensi dellarticolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dellinterno, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sono dettate le disposizioni per lattuazione del presente comma e per la ripartizione del Fondo tra gli enti interessati, assicurando ai comuni con popolazione non superiore a 40.000 abitanti compresi nelle aree di cui allarticolo 44 della presente legge una quota non inferiore all85 per cento del totale delle disponibilità del Fondo. Resta fermo quanto stabilito dal decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
11. Per lanno 2002 le risorse del Fondo di cui al comma 10 sono fissate in 103.291.379,82 euro.
Art. 26.
(Fondo per lo sviluppo degli investimenti degli enti locali)
1. Il comma 11 dellarticolo 53 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
è sostituito dal seguente:
«11. Il fondo per lo sviluppo degli investimenti degli enti locali di
cui allarticolo 28, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 504, risultante a consuntivo per lanno 2001 è mantenuto
allo stesso livello per lanno 2002, è incrementato del tasso di
inflazione programmato a decorrere dallanno 2003 con una utilizzazione
nellambito della revisione dei trasferimenti degli enti locali ed è
finalizzato allattribuzione di contributi sulle rate di ammortamento dei
mutui ancora in essere. Per lanno 2002 le restanti risorse disponibili
sono destinate per il 50 per cento ad incremento del fondo ordinario e per il
restante 50 per cento sono distribuite secondo i criteri e per le finalità
di cui allarticolo 31, comma 11, della legge 23 dicembre 1998, n. 448.
Ai fini dellapplicazione dellarticolo 9, comma 3, del decreto legislativo
30 giugno 1997, n. 244, recante riordino del sistema dei trasferimenti agli
enti locali, nel calcolo delle risorse è considerato il fondo perequativo
degli squilibri di fiscalità locale».
Art. 27.
(Disposizioni finanziarie per gli enti locali)
1. I trasferimenti erariali per lanno 2002 di ogni singolo ente locale sono determinati in base alle disposizioni recate dallarticolo 53 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Lincremento delle risorse, derivante dallapplicazione del tasso programmato di inflazione per lanno 2002 alla base di calcolo definita dallarticolo 49, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è distribuito secondo i criteri e le finalità di cui allarticolo 31, comma 11, della legge 23 dicembre 1998, n. 448. Fino alla riforma del sistema dei trasferimenti erariali è sospesa lapplicazione del decreto legislativo 30 giugno 1997, n. 244, ad eccezione di quanto disposto dallarticolo 9, comma 3. Ai fini dellapplicazione della disposizione di cui al precedente periodo, nel calcolo delle risorse è considerato il fondo perequativo degli squilibri di fiscalità locale.
2. Fino alla revisione del sistema dei trasferimenti erariali, per gli enti locali diversi da quelli cui si applicano le disposizioni di cui allarticolo 47, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, ed allarticolo 66, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, i contributi erariali sono erogati secondo le modalità individuate con decreto del Ministro dellinterno, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze.
3. Fino alla revisione del sistema dei trasferimenti agli enti locali, al fine di adeguare il concorso dello Stato agli oneri finanziari che il comune di Roma sostiene in dipendenza delle esigenze cui deve provvedere quale sede della Capitale della Repubblica, a decorrere dallanno 2002 i trasferimenti erariali correnti allo stesso spettanti sono incrementati di 103,29 milioni di euro. In correlazione a quanto disposto nel periodo precedente, il comune di Roma è escluso dalla ripartizione delle risorse di cui allarticolo 26, comma 1, capoverso 11, secondo periodo, nonchè delle risorse di cui al comma 1, secondo periodo, del presente articolo.
4. A sostegno delle unioni e delle fusioni di comuni e comunità montane che si sono associate per lesercizio dei servizi e per cui sia effettivamente stato avviato lesercizio associato delle funzioni è stanziata la somma di 20 milioni di euro per lanno 2002.
5. Fino alla riforma del sistema dei trasferimenti erariali agli enti locali, in caso di aggregazione ad una comunità montana di un comune montano proveniente da altra comunità montana, i trasferimenti erariali spettanti alle due comunità sono rideterminati in relazione alla popolazione ed al territorio oggetto di variazione. Le modalità applicative sono individuate con decreto del Ministero dellinterno.
6. Il contributo annuo attribuito dallarticolo 1, comma 3, del decreto-legge 27 dicembre 2000, n. 392, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2001, n. 26, è incrementato a decorrere dallanno 2002 dellimporto di 1.500.000 euro.
7. Al testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) allarticolo 161, comma 3, le parole: «la sospensione della seconda
rata» sono sostituite dalle seguenti: «la sospensione dellultima
rata»;
b) allarticolo 167, comma 1, le parole: «Gli enti locali iscrivono»
sono sostituite dalle seguenti: «È data facoltà agli enti
locali di iscrivere»;
c) allarticolo 204, comma 1, primo periodo, dopo le parole: «sommato
a quello dei mutui precedentemente contratti» sono inserite le seguenti:
«, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente emessi».
8. Il comma 16 dellarticolo 53 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
è sostituito dal seguente:
«16. Il termine per deliberare le aliquote e le tariffe dei tributi locali,
compresa laliquota delladdizionale comunale allIRPEF di cui
allarticolo 1, comma 3, del decreto legislativo 28 settembre 1998, n.
360, recante istituzione di una addizionale comunale allIRPEF, e successive
modificazioni, e le tariffe dei servizi pubblici locali, nonchè per approvare
i regolamenti relativi alle entrate degli enti locali, è stabilito entro
la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione.
I regolamenti sulle entrate, anche se approvati successivamente allinizio
dellesercizio purchè entro il termine di cui sopra, hanno effetto
dal 1º gennaio dellanno di riferimento».
9. In deroga alle disposizioni dellarticolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, i termini per la liquidazione e laccertamento dellimposta comunale sugli immobili, scadenti al 31 dicembre 2001, sono prorogati al 31 dicembre 2002, limitatamente alle annualità dimposta 1998 e successive. Il termine per lattività di liquidazione a seguito di attribuzione di rendita da parte degli uffici del territorio competenti di cui allarticolo 11, comma 1, ultimo periodo, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, è prorogato al 31 dicembre 2002 per le annualità dimposta 1997 e successive.
10. A decorrere dal 1º gennaio 2002 le basi di calcolo dei sovracanoni previsti dagli articoli 1 e 2 della legge 22 dicembre 1980, n. 925, sono fissate rispettivamente in 13 euro e 3,50 euro, fermo restando per gli anni a seguire laggiornamento biennale previsto dallarticolo 3 della medesima legge n. 925 del 1980.
11. Nel caso in cui limposta relativa a fabbricati del gruppo catastale D, in precedenza versata ad un unico comune in base a valori di bilancio unitariamente considerati, sia successivamente da versare a più comuni a seguito dellattribuzione di separate rendite catastali per le parti insistenti su territori di comuni diversi, i comuni interessati sono tenuti a regolare mediante accordo i rapporti finanziari relativi, delegando il Ministero dellinterno ad effettuare le necessarie variazioni dellimporto a ciascuno spettante a titolo di trasferimenti erariali, senza oneri per lo Stato.
12. Per lanno 2002 ai comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti è concesso un contributo a carico del bilancio dello Stato, entro il limite di 20.658 euro per ciascun ente, fino ad un importo complessivo di 87 milioni di euro, per le medesime finalità dei contributi attribuiti a valere sul Fondo nazionale ordinario per gli investimenti.
13. Non sono soggette ad esecuzione forzata le somme di competenza degli enti locali a titolo di addizionale comunale e provinciale allIRPEF disponibili sulle contabilità speciali di girofondi intestate al Ministero dellinterno. Gli atti di sequestro e pignoramento eventualmente effettuati su tali somme non hanno effetto e non comportano vincoli sulla disponibilità delle somme.
14. La facoltà di ricorrere alla contrazione di mutui per il ripiano dei disavanzi di esercizio delle aziende di trasporto pubblico locale, attribuita alle regioni e agli enti locali da specifiche disposizioni legislative, può essere esercitata limitatamente ai disavanzi risultanti dai bilanci delle predette aziende, redatti ed approvati secondo i rispettivi ordinamenti, relativi agli esercizi 2000 e precedenti. Per il finanziamento degli oneri derivanti dai contratti di servizio di cui allarticolo 19 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni, tale facoltà può essere esercitata limitatamente ai contratti di servizio stipulati entro la data del 31 ottobre 2001.
15. Allarticolo 1, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 177, al secondo periodo, dopo le parole: «in deroga ad ogni normativa vigente», sono aggiunte le seguenti: «, determinando il prezzo di cessione con riguardo alla valutazione del solo terreno con riferimento alle caratteristiche originarie e non tenendo conto del valore di quanto edificato».
16. Allarticolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 177, e successive modificazioni, sono aggiunte, in fine, le parole: «, non tenendo conto del valore di quanto edificato aumentato delle spese di urbanizzazione».
17. Al comma 2 dellarticolo 42 del testo unico delle disposizioni legislative
e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, le lettere a), b) e c) sono sostituite dalle
seguenti:
«a) laumento del contributo in misura pari al 10 per cento qualora
il versamento del contributo sia effettuato nei successivi centoventi giorni;
b) laumento del contributo in misura pari al 20 per cento quando, superato
il termine di cui alla lettera a), il ritardo si protrae non oltre i successivi
sessanta giorni;
c) laumento del contributo in misura pari al 40 per cento quando, superato
il termine di cui alla lettera b), il ritardo si protrae non oltre i successivi
sessanta giorni».
18. Allarticolo 14 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concernente
il credito di imposta per gli utili distribuiti da società ed enti, il
comma 1-bis, introdotto dallarticolo 29 della legge 21 novembre 2000,
n. 342, recante misure in materia fiscale, è sostituito dal seguente:
«1-bis. Il credito di imposta di cui al comma 1 attribuito ai comuni in
relazione ai dividendi distribuiti dalle società, comunque costituite,
che gestiscono i servizi pubblici locali ai sensi dellarticolo 113 del
testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, può essere
utilizzato per la compensazione dei debiti ai sensi dellarticolo 17 del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni».
19. Gli immobili di proprietà degli enti locali destinati dal piano regolatore generale alla realizzazione di infrastrutture o allesercizio di attività dirette a perseguire finalità pubbliche, sociali, mutualistiche, assistenziali, culturali o di culto possono essere concessi in locazione, a titolo oneroso, nelle more dellattuazione del piano regolatore generale stesso, a soggetti pubblici o privati, fino alla data dinizio dei lavori connessi alla realizzazione di tali attività, attraverso la stipula di contratti di locazione di natura transitoria in deroga alle disposizioni di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, e alla legge 27 luglio 1978, n. 392, e successive modificazioni. Per il periodo della durata dei contratti di locazione di natura transitoria, ai suddetti immobili può essere attribuita una destinazione diversa dalla destinazione finale e in deroga alla destinazione urbanistica dellarea. Il contratto di locazione costituisce titolo di provvedimento esecutivo di rilascio dellimmobile alla scadenza del contratto medesimo, con esclusione del pagamento delleventuale indennità di avviamento commerciale. Con lettera raccomandata da inviare almeno novanta giorni prima della scadenza del contratto, ciascuna delle parti ha diritto di comunicare allaltra parte la propria intenzione di proseguire la locazione, attivando la procedura per la stipula di un nuovo contratto. Leventuale accordo fra le parti deve avvenire improrogabilmente nei sessanta giorni successivi al ricevimento della comunicazione.
Capo III
PATTO DI STABILITÀ INTERNO PER GLI ENTI PUBBLICI
Art. 28.
(Trasformazione e soppressione di enti pubblici)
1. Al fine di conseguire gli obiettivi di stabilità e crescita, di ridurre il complesso della spesa di funzionamento delle amministrazioni pubbliche, di incrementarne lefficienza e di migliorare la qualità dei servizi, con uno o più regolamenti, da emanare ai sensi dellarticolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo, su proposta dei Ministri delleconomia e delle finanze e per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro interessato, individua gli enti pubblici, le amministrazioni, le agenzie e gli altri organismi ai quali non siano affidati compiti di garanzia di diritti di rilevanza costituzionale, finanziati direttamente o indirettamente a carico del bilancio dello Stato o di altri enti pubblici, disponendone la trasformazione in società per azioni o in fondazioni di diritto privato, la fusione o laccorpamento con enti od organismi che svolgono attività analoghe o complementari, ovvero la soppressione e messa in liquidazione, sentite le organizzazioni sindacali per quanto riguarda i riflessi sulla destinazione del personale.
2. Dalle trasformazioni o soppressioni di cui al comma 1 sono esclusi gli
enti, gli istituti, le agenzie e gli altri organismi pubblici che:
a) gestiscono a livello di primario interesse nazionale la previdenza sociale;
b) sono essenziali per le esigenze della difesa o la cui natura pubblica è
garanzia per la sicurezza;
c) svolgono funzioni di prevenzione e vigilanza per la salute pubblica.
3. Gli schemi dei regolamenti di cui al comma 1 del presente articolo, al comma 5 dellarticolo 29 e allarticolo 33 sono trasmessi al Parlamento per lacquisizione del parere delle competenti Commissioni. Questultimo è espresso entro trenta giorni dalla data di trasmissione degli schemi di regolamento. Le Commissioni possono richiedere una sola volta ai Presidenti delle Camere una proroga di venti giorni per ladozione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia o per il numero di schemi di regolamento trasmessi nello stesso periodo allesame delle Commissioni.
4. Qualora sia richiesta, ai sensi del comma 3, la proroga per ladozione del parere, e limitatamente alle materie per cui essa sia concessa, i termini per lemanazione dei regolamenti previsti dal comma 1 sono prorogati di 20 giorni. Trascorso il termine di cui al comma 3, secondo periodo, ovvero quello prorogato ai sensi del terzo periodo del medesimo comma 3, i regolamenti possono essere comunque emanati.
5. La trasformazione di cui al comma 1 è subordinata alla verifica che i servizi siano più proficuamente erogabili al di fuori del settore pubblico.
6. Alla soppressione e messa in liquidazione di cui al comma 1 si provvede con le modalità stabilite dalla legge 4 dicembre 1956, n. 1404, e successive modificazioni.
7. Tutti gli atti connessi alle operazioni di trasformazione non rilevano ai fini fiscali.
8. La disposizione di cui al comma 1 si applica in via sperimentale, sentite le regioni interessate, anche agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, ferma restando la natura pubblica degli istituti medesimi, di cui allarticolo 1 del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 269.
9. I bilanci consuntivi delle Autorità indipendenti sono annualmente pubblicati in allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero delleconomia e delle finanze.
10. La disposizione di cui al comma 7 si applica anche agli atti connessi alle operazioni di trasformazione effettuate dalle regioni e dalle province autonome.
11. Gli enti competenti, nellesercizio delle funzioni e dei compiti in materia di approvvigionamento idrico primario per uso plurimo e per la gestione delle relative infrastrutture, opere ed impianti, possono avvalersi degli enti preposti al prevalente uso irriguo della risorsa idrica attraverso apposite convenzioni e disciplinari tecnici.
Art. 29.
(Misure di efficienza delle pubbliche amministrazioni)
1. Le pubbliche amministrazioni di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonchè gli enti finanziati direttamente
o indirettamente a carico del bilancio dello Stato sono autorizzati, anche in
deroga alle vigenti disposizioni, a:
a) acquistare sul mercato i servizi, originariamente prodotti al proprio interno,
a condizione di ottenere conseguenti economie di gestione;
b) costituire, nel rispetto delle condizioni di economicità di cui alla
lettera a), soggetti di diritto privato ai quali affidare lo svolgimento di
servizi, svolti in precedenza;
c) attribuire a soggetti di diritto privato già esistenti, attraverso
gara pubblica, ovvero con adesione alle convenzioni stipulate ai sensi dellarticolo
26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, e dellarticolo
59 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, lo svolgimento dei servizi di cui alla
lettera b).
2. Le amministrazioni di cui al comma 1 possono inoltre ricorrere a forme di autofinanziamento al fine di ridurre progressivamente lentità degli stanziamenti e dei trasferimenti pubblici a carico del bilancio dello Stato, grazie ad entrate proprie, derivanti dalla cessione dei servizi prodotti o dalla compartecipazione alle spese da parte degli utenti del servizio.
3. Ai trasferimenti di beni effettuati a favore dei soggetti di diritto privato, costituiti ai sensi del comma 1, lettera b), si applica il regime tributario agevolato previsto dallarticolo 90 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
4. Al comma 23 dellarticolo 53 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «tremila abitanti» sono sostituite dalle seguenti:
«cinquemila abitanti»;
b) le parole: «che riscontrino e dimostrino la mancanza non rimediabile
di figure professionali idonee nellambito dei dipendenti,» sono
soppresse.
5. Con regolamento, emanato ai sensi dellarticolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro interessato e con il Ministro per la funzione pubblica, si provvede a definire la tipologia dei servizi trasferibili, le modalità per laffidamento, i criteri per lesecuzione del servizio e per la determinazione delle relative tariffe nonchè le altre eventuali clausole di carattere finanziario, fatte salve le funzioni delle regioni e degli enti locali.
6. Alla Concessionaria servizi informatici pubblici (CONSIP) Spa sono trasferiti i compiti attribuiti al Centro tecnico di cui allarticolo 17, comma 19, della legge 15 maggio 1997, n. 127, non attinenti ad attività di indirizzo e certificazione. Per il migliore perseguimento dei propri fini istituzionali, le pubbliche amministrazioni possono stipulare con tale società specifiche convenzioni. Lapplicazione delle disposizioni di cui al presente comma è subordinata allentrata in vigore di un regolamento governativo, da emanare ai sensi dellarticolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro per linnovazione e le tecnologie.
7. Al fine di migliorare la qualità dei servizi e di razionalizzare
la spesa per linformatica, il Ministro per linnovazione e le tecnologie:
a) definisce indirizzi per limpiego ottimale dellinformatizzazione
nelle pubbliche amministrazioni, sentita la Conferenza unificata di cui allarticolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
b) definisce programmi di valutazione tecnica ed economica dei progetti in corso
e di quelli da adottare da parte delle amministrazioni statali anche ad ordinamento
autonomo e degli enti pubblici non economici nazionali, nonchè assicura
la verifica ed il monitoraggio dellimpiego delle risorse in relazione
ai progetti informatici eseguiti, ove necessario avvalendosi delle strutture
dellAutorità per linformatica nella pubblica amministrazione
(AIPA); le risorse, eventualmente accertate dal Ministro delleconomia
e delle finanze, di concerto con il Ministro per linnovazione e le tecnologie,
quali economie di spesa, sono destinate al finanziamento di progetti innovativi
nel settore informatico.
Art. 30.
(Attività di supporto al Ministero del lavoro e delle politiche sociali)
1. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali si avvale di Italia Lavoro Spa, istituita con la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 maggio 1997, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 4 giugno 1997, per la promozione e la gestione di azioni nel campo delle politiche attive del lavoro e dellassistenza tecnica ai servizi per limpiego. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali assegna direttamente a Italia Lavoro Spa, con provvedimento amministrativo, funzioni, servizi e risorse relativi a tali compiti.
Art. 31.
(Misure in materia di servizi della pubblica amministrazione e di sostegno delloccupazione nelle regioni del Sud)
1. Al fine di migliorare i rapporti con i cittadini e con le imprese, le amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, le agenzie, gli enti locali possono attivare, entro il primo semestre del 2002, iniziative per il colloquio diretto con lutenza, via telefono o via web, a valere sugli ordinari stanziamenti di bilancio nonchè sulle disponibilità indicate nei piani per il 2002 approvati dallAIPA.
2. Al fine di accelerare ed estendere lutilizzo delle tecnologie finalizzate al miglioramento della qualità dei servizi prestati ai cittadini ed alle imprese e per realizzare economie di gestione, le amministrazioni e le agenzie di cui al comma 1 possono partecipare a consorzi o stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati.
3. Nella stipula delle convenzioni, le amministrazioni e le agenzie di cui
al comma 1 tengono conto dei seguenti principi e criteri preferenziali:
a) localizzazione di strutture tecnologiche od operative nelle regioni meridionali;
b) incremento del numero di addetti occupati in misura pari ad almeno il 10
per cento in conseguenza degli accordi di cui al comma 2;
c) compresenza di soggetti pubblici o istituzioni a prevalente carattere pubblico.
4. Con regolamento emanato ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta congiunta del Ministro per la funzione pubblica e del Ministro per linnovazione e le tecnologie, individua le amministrazioni e le agenzie di cui al comma 1 e stabilisce le disposizioni attuative del presente articolo, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 32.
(Contenimento e razionalizzazione
delle spese)
1. Ai fini di cui al presente capo gli stanziamenti di bilancio destinati al funzionamento degli enti pubblici diversi da quelli di cui al comma 6 dellarticolo 24, non considerati nella tabella C della presente legge sono ridotti nella misura del 2 per cento, del 4 per cento e del 6 per cento, rispettivamente negli anni 2002, 2003 e 2004. Tali enti nonchè gli enti privati interamente partecipati aderiscono alle convenzioni stipulate ai sensi dellarticolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, e dellarticolo 59 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Essi, inoltre, devono promuovere azioni per esternalizzare i propri servizi al fine di realizzare economie di spesa e migliorare lefficienza gestionale. Delle economie di gestione conseguibili si tiene conto in sede di definizione dei trasferimenti erariali.
2. Gli importi dei contributi dello Stato in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, di cui alla tabella 1 allegata alla presente legge, sono iscritti in ununica unità previsionale di base nello stato di previsione di ciascun Ministero interessato. Il relativo riparto è annualmente effettuato entro il 31 gennaio da ciascun Ministro, con proprio decreto, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, intendendosi corrispondentemente rideterminate le relative autorizzazioni di spesa.
3. La dotazione delle unità previsionali di base di cui al comma 2 è quantificata annualmente ai sensi dellarticolo 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. Per gli anni 2002, 2003 e 2004, la dotazione è ridotta del 10,43 per cento rispetto allimporto complessivamente risultante sulla base della legislazione vigente.
Art. 33.
(Servizi dei beni culturali)
1. Allarticolo 10, comma 1, del decreto legislativo 20 ottobre 1998,
n. 368, dopo la lettera b) è aggiunta la seguente:
«b-bis) dare in concessione a soggetti diversi da quelli statali la gestione
di servizi finalizzati al miglioramento della fruizione pubblica e della valorizzazione
del patrimonio artistico come definiti dallarticolo 152, comma 3, del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, secondo modalità, criteri
e garanzie definiti con regolamento emanato ai sensi dellarticolo 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Il suddetto regolamento dovrà
stabilire, tra laltro: le procedure di affidamento dei servizi, che dovranno
avvenire mediante licitazione privata, con i criteri concorrenti dellofferta
economica più vantaggiosa e della proposta di offerta di servizi qualitativamente
più favorevole dal punto di vista della crescita culturale degli utenti
e della tutela e valorizzazione dei beni, e comunque nel rispetto della normativa
nazionale ed europea; i rispettivi compiti dello Stato e dei concessionari riguardo
alle questioni relative ai restauri e allordinaria manutenzione dei beni
oggetto del servizio, ferma restando la riserva statale sulla tutela dei beni;
i criteri, le regole e le garanzie per il reclutamento del personale, le professionalità
necessarie rispetto ai diversi compiti, i livelli retributivi minimi per il
personale, a prescindere dal contratto di impiego; i parametri di offerta al
pubblico e di gestione dei siti culturali. Tali parametri dovranno attenersi
ai principi stabiliti allarticolo 2, comma 1, dello Statuto dellInternational
Council of Museums. Con lo stesso regolamento sono fissati i meccanismi per
la determinazione della durata della concessione per un periodo non inferiore
a cinque anni e del canone complessivo da corrispondere allo Stato per tutta
la durata stabilita, da versare anticipatamente allatto della stipulazione
della relativa convenzione nella misura di almeno il 50 per cento; la stessa
convenzione deve prevedere che, allatto della cessazione per qualsiasi
causa della concessione, i beni culturali conferiti in gestione dal Ministero
ritornino nella disponibilità di questultimo. La presentazione,
da parte dei soggetti concorrenti, di progetti di gestione e valorizzazione
complessi e plurimi che includano accanto a beni e siti di maggiore rilevanza
anche beni e siti cosiddetti «minori» collocati in centri urbani
con popolazione pari o inferiore a 30.000 abitanti, verrà considerata
titolo di preferenza a condizione che sia sempre e comunque salvaguardata lautonomia
scientifica e di immagine individuale propria del museo minore».
Art. 34.
(Personale a tempo determinato del Ministero per i beni e le attività culturali)
1. Il Ministero per i beni e le attività culturali è autorizzato ad avvalersi, fino al 31 dicembre 2002, del personale già assunto a tempo determinato ai sensi dellarticolo 8, comma 7, del decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, dellarticolo 22, comma 5, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e dellarticolo 1, comma 1, della legge 16 dicembre 1999, n. 494. Sono fatte salve le eventuali successive scadenze previste dai contratti in essere sulla base di specifiche disposizioni legislative.
Art. 35.
(Norme in materia di servizi pubblici locali)
1. Larticolo 113 del testo unico delle leggi sullordinamento degli
enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è
sostituito dal seguente:
«Art. 113. - (Gestione delle reti ed erogazione dei servizi pubblici locali
di rilevanza industriale). 1. Le disposizioni del presente articolo si
applicano ai servizi pubblici locali di rilevanza industriale. Restano ferme
le disposizioni previste per i singoli settori e quelle nazionali di attuazione
delle normative comunitarie.
2. Gli enti locali non possono cedere la proprietà degli impianti, delle
reti e delle altre dotazioni destinati allesercizio dei servizi pubblici
di cui al comma 1, salvo quanto stabilito dal comma 13.
3. Le discipline di settore stabiliscono i casi nei quali lattività
di gestione delle reti e degli impianti destinati alla produzione dei servizi
pubblici locali di cui al comma 1 può essere separata da quella di erogazione
degli stessi. È, in ogni caso, garantito laccesso alle reti a tutti
i soggetti legittimati allerogazione dei relativi servizi.
4. Qualora sia separata dallattività di erogazione dei servizi,
per la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali
gli enti locali, anche in forma associata, si avvalgono:
a) di soggetti allo scopo costituiti, nella forma di società di capitali
con la partecipazione maggioritaria degli enti locali, anche associati, cui
può essere affidata direttamente tale attività;
b) di imprese idonee, da individuare mediante procedure ad evidenza pubblica,
ai sensi del comma 7.
5. Lerogazione del servizio, da svolgere in regime di concorrenza, avviene
secondo le discipline di settore, con conferimento della titolarità del
servizio a società di capitali individuate attraverso lespletamento
di gare con procedure ad evidenza pubblica.
6. Non sono ammesse a partecipare alle gare di cui al comma 5 le società
che, in Italia o allestero, gestiscono a qualunque titolo servizi pubblici
locali in virtù di un affidamento diretto, di una procedura non ad evidenza
pubblica, o a seguito dei relativi rinnovi; tale divieto si estende alle società
controllate o collegate, alle loro controllanti, nonchè alle società
controllate o collegate con queste ultime. Sono parimenti esclusi i soggetti
di cui al comma 4.
7. La gara di cui al comma 5 è indetta nel rispetto degli standard qualitativi,
quantitativi, ambientali, di equa distribuzione sul territorio e di sicurezza
definiti dalla competente Autorità di settore o, in mancanza di essa,
dagli enti locali. La gara è aggiudicata sulla base del migliore livello
di qualità e sicurezza e delle condizioni economiche e di prestazione
del servizio, dei piani di investimento per lo sviluppo e il potenziamento delle
reti e degli impianti, per il loro rinnovo e manutenzione, nonchè dei
contenuti di innovazione tecnologica e gestionale. Tali elementi fanno parte
integrante del contratto di servizio.
8. Qualora sia economicamente più vantaggioso, è consentito laffidamento
contestuale con gara di una pluralità di servizi pubblici locali diversi
da quelli di trasporto collettivo. In questo caso, la durata dellaffidamento,
unica per tutti i servizi, non può essere superiore alla media calcolata
sulla base della durata degli affidamenti indicata dalle discipline di settore.
9. Alla scadenza del periodo di affidamento, e in esito alla successiva gara
di affidamento, le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali di proprietà
degli enti locali o delle società di cui al comma 13 sono assegnati al
nuovo gestore. Sono, inoltre, assegnati al nuovo gestore le reti o loro porzioni,
gli impianti e le altre dotazioni realizzate, in attuazione dei piani di investimento
di cui al comma 7, dal gestore uscente. A questultimo è dovuto
da parte del nuovo gestore un indennizzo pari al valore dei beni non ancora
ammortizzati, il cui ammontare è indicato nel bando di gara.
10. È vietata ogni forma di differenziazione nel trattamento dei gestori
di pubblico servizio in ordine al regime tributario, nonchè alla concessione
da chiunque dovuta di contribuzioni o agevolazioni per la gestione del servizio.
11. I rapporti degli enti locali con le società di erogazione del servizio
e con le società di gestione delle reti e degli impianti sono regolati
da contratti di servizio, allegati ai capitolati di gara, che dovranno prevedere
i livelli dei servizi da garantire e adeguati strumenti di verifica del rispetto
dei livelli previsti.
12. Lente locale può cedere in tutto o in parte la propria partecipazione
nelle società erogatrici di servizi. Tale cessione non comporta effetti
sulla durata delle concessioni e degli affidamenti in essere.
13. Gli enti locali, anche in forma associata, possono conferire la proprietà
delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali a società
di capitali di cui detengono la maggioranza, che è incedibile. Tali società
pongono le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali a disposizione
dei gestori incaricati della gestione del servizio o, ove prevista la gestione
separata della rete, dei gestori di questultima, a fronte di un canone
stabilito dalla competente Autorità di settore, ove prevista, o dagli
enti locali. Alla società suddetta gli enti locali possono anche assegnare,
ai sensi della lettera a) del comma 4, la gestione delle reti, nonchè
il compito di espletare le gare di cui al comma 5.
14. Fermo restando quanto disposto dal comma 3, se le reti, gli impianti e le
altre dotazioni patrimoniali per la gestione dei servizi di cui al comma 1 sono
di proprietà di soggetti diversi dagli enti locali, questi possono essere
autorizzati a gestire i servizi o loro segmenti, a condizione che siano rispettati
gli standard di cui al comma 7 e siano praticate tariffe non superiori alla
media regionale, salvo che le discipline di carattere settoriale o le relative
Autorità dispongano diversamente. Tra le parti è in ogni caso
stipulato, ai sensi del comma 11, un contratto di servizio in cui sono definite,
tra laltro, le misure di coordinamento con gli eventuali altri gestori.
15. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle regioni a statuto
speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, se incompatibili con
le attribuzioni previste dallo statuto e dalle relative norme di attuazione».
2. Nei casi in cui le disposizioni previste per i singoli settori non stabiliscono un congruo periodo di transizione, ai fini dellattuazione delle disposizioni previste dallarticolo 113 del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, il regolamento di cui al comma 16 del presente articolo indica i termini, comunque non inferiori a tre anni e non superiori a cinque anni, di scadenza o di anticipata cessazione della concessione rilasciata con procedure diverse dallevidenza pubblica. A valere da tale data si applica il divieto di cui al comma 6 del medesimo articolo 113 del citato testo unico, salvo nei casi in cui si tratti dellespletamento delle prime gare aventi per oggetto i servizi forniti dalle società partecipanti alla gara stessa. Il regolamento definisce altresì le condizioni per lammissione alle gare di imprese estere, o di imprese italiane che abbiano avuto allestero la gestione del servizio senza ricorrere a procedure di evidenza pubblica, a condizione che, nel primo caso, sia fatto salvo il principio di reciprocità e siano garantiti tempi certi per leffettiva apertura dei relativi mercati. A far data dal termine di cui al primo periodo, è comunque vietato alle società di capitali in cui la partecipazione pubblica è superiore al 50 per cento, se ancora affidatarie dirette, di partecipare ad attività imprenditoriali al di fuori del proprio territorio.
3. Il periodo transitorio di cui al comma 2 può essere incrementato,
alle condizioni sotto indicate, in misura non inferiore a:
a) un anno nel caso in cui, almeno dodici mesi prima dello scadere dei termini
previsti dal regolamento di cui al comma 16 del presente articolo, si dia luogo,
mediante una o più fusioni, alla costituzione di una nuova società
capace di servire un bacino di utenza complessivamente non inferiore a due volte
quello originariamente servito dalla società maggiore;
b) due anni nel caso in cui, entro il termine di cui alla lettera a), unimpresa
affidataria, anche a seguito di una o più fusioni, si trovi ad operare
in un ambito corrispondente almeno allintero territorio provinciale ovvero
a quello ottimale, laddove previsto dalle norme vigenti;
c) un anno nel caso in cui, entro il termine di cui alla lettera a), la società
affidataria sia partecipata almeno per il 40 per cento da soggetti privati;
d) un ulteriore anno nel caso in cui, entro il termine di cui alla lettera a),
la società affidataria sia partecipata almeno per il 51 per cento dai
privati.
4. Ove ricorra più di una delle condizioni indicate al comma 3 i relativi termini possono essere posticipati, sommando le relative scadenze.
5. In alternativa a quanto previsto dal comma 5 dellarticolo 113 del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, i soggetti competenti, individuati dalle regioni ai sensi dellarticolo 9 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, possono affidare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il servizio idrico integrato a società di capitali partecipate unicamente da enti locali che fanno parte dello stesso ambito territoriale ottimale, per un periodo non superiore a quello massimo determinato ai sensi delle disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo. Entro due anni da tale affidamento, anche se già avvenuto alla data di entrata in vigore della presente legge, con le modalità di cui al presente comma, gli enti locali azionisti applicano le disposizioni di cui alla lettera c) del comma 3, mediante procedura ad evidenza pubblica, pena la perdita immediata dellaffidamento del servizio alla società da essi partecipata.
6. Qualora le disposizioni dei singoli settori prevedano la gestione associata del servizio per ambiti territoriali di dimensione sovracomunale, il soggetto che gestisce il servizio stipula appositi contratti di servizio con i comuni di dimensione demografica inferiore a 5.000 abitanti, al fine di assicurare il rispetto di adeguati ed omogenei standard qualitativi di servizio, definiti dai contratti stessi. In caso di mancato rispetto di tali standard nel territorio dei comuni di cui al primo periodo, i soggetti competenti ad affidare la gestione del servizio nellambito sovracomunale provvedono alla revoca dellaffidamento in corso sullintero ambito.
7. Le imprese concessionarie cessanti nei termini stabiliti dal regolamento di cui al comma 16 del presente articolo reintegrano gli enti locali nel possesso delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni utilizzati per la gestione dei servizi. Ad esse è dovuto dal gestore subentrante un indennizzo stabilito secondo le disposizioni del comma 9 dellarticolo 113 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, come sostituito dal comma 1 del presente articolo.
8. Gli enti locali, entro il 31 dicembre 2002, trasformano le aziende speciali e i consorzi di cui allarticolo 31, comma 8, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, che gestiscono i servizi di cui al comma 1 dellarticolo 113 del medesimo testo unico, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, in società di capitali, ai sensi dellarticolo 115 del citato testo unico.
9. In attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 13 dellarticolo 113 del citato testo unico, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, gli enti locali che alla data di entrata in vigore della presente legge detengano la maggioranza del capitale sociale delle società per la gestione di servizi pubblici locali, che siano proprietarie anche delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni per lesercizio di servizi pubblici locali, provvedono ad effettuare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, anche in deroga alle disposizioni delle discipline settoriali, lo scorporo delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni. Contestualmente la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali, oppure lintero ramo dazienda, è conferita ad una società avente le caratteristiche definite dal citato comma l3 dellarticolo 113 del medesimo testo unico.
10. La facoltà di cui al comma 12 dellarticolo 113 del citato testo unico, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, riguarda esclusivamente le società per la gestione dei servizi ed opera solo a partire dalla conclusione delle operazioni di separazione di cui al comma 9 del presente articolo.
11. In deroga alle disposizioni di cui al comma 2 dellarticolo 113 del citato testo unico, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, e di cui al comma 9 del presente articolo, nonchè in alternativa a quanto stabilito dal comma 10, limitatamente al caso di società per azioni quotate in borsa e di società per azioni i cui enti locali soci abbiano già deliberato al 1º gennaio 2002 di avviare il procedimento di quotazione in borsa, da concludere entro il 31 dicembre 2003, di cui, alla data di entrata in vigore della presente legge, gli enti locali detengano la maggioranza del capitale, è consentita la piena applicazione delle disposizioni di cui al comma 12 dellarticolo 113 del citato testo unico. In tale caso, ai fini dellapplicazione del comma 9 dellarticolo 113 del citato testo unico, sulle reti, sugli impianti e sulle altre dotazioni patrimoniali attuali e future è costituito, ai sensi dellarticolo 1021 del codice civile, un diritto di uso perpetuo ed inalienabile a favore degli enti locali. Resta fermo il diritto del proprietario, ove sia un soggetto diverso da quello cui è attribuita la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali, alla percezione di un canone da parte di tale soggetto. Non si applicano le disposizioni degli articoli 1024 e seguenti del codice civile.
12. Al testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) allarticolo 31, comma 8, le parole da: «aventi rilevanza economica»
fino a: «nello statuto» sono sostituite dalle seguenti: «di
cui allarticolo 113-bis»;
b) allarticolo 42, comma 2, lettera e), le parole: «assunzione diretta»
sono sostituite dalla seguente: «organizzazione»;
c) allarticolo 112, il comma 2 è abrogato;
d) allarticolo 115:
1) al comma 1, le parole: «costituite ai sensi dellarticolo 113,
lettera c),» sono soppresse e le parole: «per azioni» sono
sostituite dalle seguenti: «di capitali»;
2) il comma 5 è abrogato;
3) è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«7-bis. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche
alla trasformazione dei consorzi, intendendosi sostituita al consiglio comunale
lassemblea consortile. In questo caso le deliberazioni sono adottate a
maggioranza dei componenti; gli enti locali che non intendono partecipare alla
società hanno diritto alla liquidazione sulla base del valore nominale
iscritto a bilancio della relativa quota di capitale»;
e) allarticolo 116, comma 1, dopo le parole: «per lesercizio
di servizi pubblici» sono inserite le seguenti: «di cui allarticolo
113-bis»;
f) allarticolo 118:
1) al comma 1, le parole: «società per azioni, costituite ai sensi
dellarticolo 113, lettera e),» sono sostituite dalle seguenti: «società
di capitali di cui al comma 13 dellarticolo 113»;
2) il comma 3 è abrogato;
g) allarticolo 123, il comma 3 è abrogato.
13. Gli articoli da 265 a 267 del testo unico per la finanza locale, di cui al regio-decreto 14 settembre 1931, n. 1175, sono abrogati.
14. Nellesercizio delle loro funzioni, gli enti locali, anche in forma associata, individuano gli standard di qualità e determinano le modalità di vigilanza e controllo delle aziende esercenti i servizi pubblici, in un quadro di tutela prioritaria degli utenti e dei consumatori.
15. Dopo larticolo 113 del testo unico delle leggi sullordinamento
degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come
sostituito dal comma 1 del presente articolo, è inserito il seguente:
«Art. 113-bis. - (Gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza
industriale) 1. Ferme restando le disposizioni previste per i singoli
settori, i servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale sono gestiti
mediante affidamento diretto a:
a) istituzioni;
b) aziende speciali, anche consortili;
c) società di capitali costituite o partecipate dagli enti locali, regolate
dal codice civile.
2. È consentita la gestione in economia quando, per le modeste dimensioni
o per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno procedere ad affidamento
ai soggetti di cui al comma 1.
3. Gli enti locali possono procedere allaffidamento diretto dei servizi
culturali e del tempo libero anche ad associazioni e fondazioni da loro costituite
o partecipate.
4. Quando sussistano ragioni tecniche, economiche o di utilità sociale,
i servizi di cui ai commi 1, 2 e 3 possono essere affidati a terzi, in base
a procedure ad evidenza pubblica, secondo le modalità stabilite dalle
normative di settore.
5. I rapporti tra gli enti locali ed i soggetti erogatori dei servizi di cui
al presente articolo sono regolati da contratti di servizio».
16. Con regolamento da emanare ai sensi dellarticolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sentite le Autorità indipendenti di settore e la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il Governo adotta le disposizioni necessarie per lesecuzione e lattuazione del presente articolo, con lindividuazione dei servizi di cui allarticolo 113, comma 1, del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 36.
(Organici del personale)
1. In conseguenza delle attività poste in essere ai sensi del presente capo, le pubbliche amministrazioni apportano, con le modalità previste dai rispettivi ordinamenti, le relative variazioni in diminuzione alle proprie dotazioni organiche. Ai fini dellindividuazione delle eccedenze di personale e delle conseguenti procedure di mobilità, si applicano le vigenti disposizioni, anche di natura contrattuale.
Capo IV
INTERVENTI IN MATERIA PREVIDENZIALE E SOCIALE
Art. 37.
(Gestioni previdenziali)
1. Ladeguamento dei trasferimenti dovuti dallo Stato, ai sensi rispettivamente
dellarticolo 37, comma 3, lettera c), della legge 9 marzo 1989, n. 88,
e successive modificazioni, e dellarticolo 59, comma 34, della legge 27
dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, è stabilito per lanno
2002:
a) in 573,78 milioni di euro in favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti,
delle gestioni dei lavoratori autonomi, della gestione speciale minatori, nonchè
in favore dellEnte nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori
dello spettacolo (ENPALS);
b) in 141,51 milioni di euro in favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti,
ad integrazione dei trasferimenti di cui alla lettera a), della gestione esercenti
attività commerciali e della gestione artigiani.
2. Conseguentemente a quanto previsto dal comma 1, gli importi complessivamente dovuti dallo Stato sono determinati per lanno 2002 in 14.224,26 milioni di euro per le gestioni di cui al comma 1, lettera a), e in 3.514,49 milioni di euro per le gestioni di cui al comma 1, lettera b).
3. I medesimi complessivi importi di cui ai commi 1 e 2 sono ripartiti tra le gestioni interessate con il procedimento di cui allarticolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, al netto, per quanto attiene al trasferimento di cui al comma 1, lettera a), della somma di 1.144,98 milioni di euro attribuita alla gestione per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni a completamento dellintegrale assunzione a carico dello Stato dellonere relativo ai trattamenti pensionistici liquidati anteriormente al 1º gennaio 1989, nonchè al netto delle somme di 2,07 milioni di euro e di 49,58 milioni di euro di pertinenza, rispettivamente, della gestione speciale minatori e dellENPALS.
Art. 38.
(Incremento delle pensioni in favore di soggetti disagiati)
1. A decorrere dal 1º gennaio 2002 è incrementata, a favore dei
soggetti di età pari o superiore a settanta anni e fino a garantire un
reddito proprio pari a 516,46 euro al mese per tredici mensilità, la
misura delle maggiorazioni sociali dei trattamenti pensionistici di cui:
a) allarticolo 1 della legge 29 dicembre 1988, n. 544, e successive modificazioni;
b) allarticolo 70, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, con
riferimento ai titolari dellassegno sociale di cui allarticolo 3,
comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335;
c) allarticolo 2 della legge 29 dicembre 1988, n. 544, con riferimento
ai titolari della pensione sociale di cui allarticolo 26 della legge 30
aprile 1969, n. 153.
2. I medesimi benefici di cui al comma 1 in presenza dei requisiti anagrafici di cui al medesimo comma, sono corrisposti ai titolari dei trattamenti trasferiti allINPS ai sensi dellarticolo 10 della legge 26 maggio 1970, n. 381, e dellarticolo 19 della legge 30 marzo 1971, n. 118, nonchè ai ciechi civili titolari di pensione, tenendo conto dei medesimi criteri economici adottati per laccesso e per il calcolo dei predetti benefici.
3. Letà anagrafica relativa ai soggetti di cui al comma 1 è ridotta, fino ad un massimo di cinque anni, di un anno ogni cinque anni di contribuzione fatta valere dal soggetto. Il requisito del quinquennio di contribuzione risulta soddisfatto in presenza di periodi contributivi complessivamente pari o superiori alla metà del quinquennio.
4. I benefici incrementativi di cui al comma 1 sono altresì concessi ai soggetti di età pari o superiore a sessanta anni, che risultino invalidi civili totali o sordomuti o ciechi civili assoluti titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità di cui allarticolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222.
5. Lincremento di cui al comma 1 è concesso in base alle seguenti
condizioni:
a) il beneficiario non possieda redditi propri su base annua pari o superiori
a 6.713,98 euro;
b) il beneficiario non possieda, se coniugato e non effettivamente e legalmente
separato, redditi propri per un importo annuo pari o superiore a 6.713,98 euro,
nè redditi, cumulati con quello del coniuge, per un importo annuo pari
o superiore a 6.713,98 euro incrementati dellimporto annuo dellassegno
sociale;
c) qualora i redditi posseduti risultino inferiori ai limiti di cui alle lettere
a) e b), lincremento è corrisposto in misura tale da non comportare
il superamento dei limiti stessi;
d) per gli anni successivi al 2002, il limite di reddito annuo di 6.713,98 euro
è aumentato in misura pari allincremento dellimporto del
trattamento minimo delle pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti,
rispetto allanno precedente.
6. Ai fini della concessione delle maggiorazioni di cui al presente articolo non si tiene conto del reddito della casa di abitazione.
7. Nei confronti dei soggetti che hanno percepito indebitamente prestazioni pensionistiche o quote di prestazioni pensionistiche o trattamenti di famiglia, a carico dellINPS, per periodi anteriori al 1º gennaio 2001, non si fa luogo al recupero dellindebito qualora i soggetti medesimi siano percettori di un reddito personale imponibile ai fini dellIRPEF per lanno 2000 di importo pari o inferiore a 8.263,31 euro.
8. Qualora i soggetti che hanno indebitamente percepito i trattamenti di cui al comma 7 siano percettori di un reddito personale imponibile ai fini dellIRPEF per lanno 2000 di importo superiore a 8.263,31 euro non si fa luogo al recupero dellindebito nei limiti di un quarto dellimporto riscosso.
9. Il recupero è effettuato mediante trattenuta diretta sulla pensione in misura non superiore a un quinto. Limporto residuo è recuperato ratealmente senza interessi entro il limite di ventiquattro mesi. Tale limite può essere superato al fine di garantire che la trattenuta di cui al presente comma non sia superiore al quinto della pensione.
10. Le disposizioni di cui ai commi 7, 8 e 9 non si applicano qualora sia riconosciuto il dolo del soggetto che abbia indebitamente percepito i trattamenti a carico dellINPS. Il recupero dellindebito pensionistico si estende agli eredi del pensionato solo nel caso in cui si accerti il dolo del pensionato medesimo.
Art. 39.
(Norme a favore dei lavoratori affetti da talassemia major e drepanocitosi e in materia di uso dei farmaci di automedicazione)
1. I lavoratori affetti da talassemia major (morbo di Cooley) e drepanocitosi che hanno raggiunto unanzianità contributiva pari o superiore a dieci anni, in concorrenza con almeno trentacinque anni di età anagrafica, hanno diritto a unindennità annuale di importo pari a quello del trattamento minimo delle pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
2. Allonere derivante dal presente articolo, valutato in 1,03 milioni di euro a partire dallanno 2002, si fa fronte a carico del Fondo nazionale per le politiche sociali di cui allarticolo 20 della legge 8 novembre 2000, n. 328.
3. In relazione a quanto previsto dallarticolo 85, comma 24, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e dal decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, sulla migliore informazione possibile a tutela della salute pubblica, il Ministero della salute, di intesa con le imprese del settore farmaceutico dellautomedicazione, promuove una campagna istituzionale al fine di informare i cittadini sul migliore uso dei farmaci di automedicazione nella cura delle patologie minori, anche attraverso il ruolo professionale del farmacista, i cui costi saranno a carico delle imprese del settore.
Capo V
INTERVENTI NEL SETTORE SANITARIO
Art. 40.
(Concorso delle regioni al rispetto degli obiettivi)
1. Il mancato rispetto degli impegni indicati al punto 19 dellAccordo tra Governo, regioni e province autonome dell8 agosto 2001 in materia sanitaria, comporta, per il finanziamento della spesa nel settore, il ripristino per la regione e le province autonome inadempienti del livello stabilito nellAccordo tra Governo, regioni e province autonome del 3 agosto 2000, come integrato dallarticolo 85, comma 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
Capo VI
STRUMENTI DI GESTIONE DEL DEBITO PUBBLICO
Art. 41.
(Finanza degli enti territoriali)
1. Al fine di contenere il costo dellindebitamento e di monitorare gli andamenti di finanza pubblica, il Ministero delleconomia e delle finanze coordina laccesso al mercato dei capitali delle province, dei comuni, delle unioni di comuni, delle città metropolitane, delle comunità montane e delle comunità isolane, di cui allarticolo 2 del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonchè dei consorzi tra enti territoriali e delle regioni. A tal fine i predetti enti comunicano periodicamente allo stesso Ministero i dati relativi alla propria situazione finanziaria. Il contenuto e le modalità del coordinamento nonchè dellinvio dei dati sono stabiliti con decreto del Ministero delleconomia e delle finanze da emanare, sentita la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Con lo stesso decreto sono approvate le norme relative allammortamento del debito e allutilizzo degli strumenti derivati da parte dei succitati enti.
2. Gli enti di cui al comma 1 possono emettere titoli obbligazionari e contrarre mutui con rimborso del capitale in unica soluzione alla scadenza, previa costituzione, al momento dellemissione o dellaccensione, di un fondo di ammortamento del debito, o previa conclusione di swap per lammortamento del debito. Fermo restando quanto previsto nelle relative pattuizioni contrattuali, gli enti possono provvedere alla conversione dei mutui contratti successivamente al 31 dicembre 1996, anche mediante il collocamento di titoli obbligazionari di nuova emissione o rinegoziazioni, anche con altri istituti, dei mutui, in presenza di condizioni di rifinanziamento che consentano una riduzione del valore finanziario delle passività totali a carico degli enti stessi, al netto delle commissioni e delleventuale retrocessione del gettito dellimposta sostitutiva di cui allarticolo 2 del decreto legislativo 1º aprile 1996, n. 239, e successive modificazioni.
3. Sono abrogati larticolo 35, comma 6, primo periodo, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e larticolo 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro del tesoro 5 luglio 1996, n. 420.
4. Per il finanziamento di spese di parte corrente, il comma 3 dellarticolo 194 del citato testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, si applica limitatamente alla copertura dei debiti fuori bilancio maturati anteriormente alla data di entrata in vigore della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Art. 42.
(Riduzione del costo del debito pubblico)
1. Allarticolo 11 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, il comma 5 è
sostituito dal seguente:
«5. Per le finalità di cui al presente articolo, il Ministro delleconomia
e delle finanze è autorizzato ad effettuare, con losservanza delle
disposizioni di cui allarticolo 38 della legge 30 marzo 1981, n. 119,
e successive modificazioni, emissioni di titoli del debito pubblico negli anni
1999 e successivi; tali emissioni non concorrono al raggiungimento del limite
dellimporto massimo di emissione di titoli pubblici annualmente stabilito
dalla legge di approvazione del bilancio. Il ricavo netto delle suddette emissioni,
limitato a lire 2.500 miliardi per la prima annualità, verrà attribuito
al Ministero delleconomia e delle finanze, che provvederà a soddisfare
gli aventi diritto con le modalità di cui al comma 6; per le annualità
successive, limporto massimo di titoli pubblici sarà determinato
con la legge finanziaria. Lemissione dei titoli autorizzati e il relativo
ammontare saranno stabiliti con decreto del Ministro delleconomia e delle
finanze, sulla base delle somme che si accerteranno come effettivamente necessarie
per il completamento delle attività di rimborso».
Capo VII
INTERVENTI IN MATERIA DI LAVORO
Art. 43.
(Riduzione del costo del lavoro)
1. A decorrere dallanno 2002 restano confermate:
a) la riduzione del contributo per la tutela di maternità, di cui allarticolo
78, comma 1, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela
e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto
legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e il livello dei contributi di cui agli articoli
82 e 83 del predetto decreto legislativo;
b) la riduzione dei contributi dovuti dai datori di lavoro e dai lavoratori
addetti ai pubblici servizi di trasporto, di cui allarticolo 49, comma
4, della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
2. Restano, altresì, confermati con la medesima decorrenza:
a) il concorso dello Stato al finanziamento della gestione agricoltura dellIstituto
nazionale per lassicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) di
cui allarticolo 55, comma 1, lettera o), della legge 17 maggio 1999, n.
144, e allarticolo 3, comma 7, del decreto legislativo 23 febbraio 2000,
n. 38;
b) il regime contributivo delle erogazioni previste dai contratti di secondo
livello di cui allarticolo 60 della legge 17 maggio 1999, n. 144.
3. La disposizione di cui al comma 7 dellarticolo 69 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, si applica a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge 11 novembre 1983, n. 638.
Art. 44.
(Sgravi per i nuovi assunti)
1. A tutti i datori di lavoro privati ed agli enti pubblici economici, operanti nelle regioni Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, è riconosciuto, per i nuovi assunti nellanno 2002 ad incremento delle unità effettivamente occupate al 31 dicembre 2001 e per un periodo di tre anni dalla data di assunzione del singolo lavoratore, lo sgravio contributivo in misura totale dei contributi dovuti allIstituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e allEnte nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS) a loro carico, sulle retribuzioni assoggettate a contribuzione per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti e per il Fondo pensioni per i lavoratori dello spettacolo. Il beneficio si intende riconosciuto anche alle società cooperative di lavoro, relativamente ai nuovi soci lavoratori con i quali venga instaurato un rapporto di lavoro assimilabile a quello di lavoro dipendente. Ai fini della concessione delle predette agevolazioni, si applicano le condizioni stabilite allarticolo 3, comma 6, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, aggiornando al 31 dicembre 2001 le date di cui alla lettera a) del medesimo comma 6 dellarticolo 3.
2. Lefficacia della misura di cui al comma 1 è subordinata allautorizzazione ed ai vincoli della Commissione europea ai sensi degli articoli 87 e seguenti del Trattato istitutivo della Comunità europea, e successive modificazioni.
3. Il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto, nei limiti della disciplina degli aiuti di importanza minore di cui al regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, anche ai datori di lavoro operanti nei territori delle regioni Abruzzo e Molise, nonchè nei territori delle sezioni circoscrizionali del collocamento nelle quali il tasso medio di disoccupazione, calcolato riparametrando il dato provinciale secondo la definizione allargata ISTAT, rilevata per il 2000, sia superiore alla media nazionale risultante dalla medesima rilevazione e che siano confinanti con le aree dellobiettivo 1 di cui allallegato I della decisione (CE) n. 1999/502, del 1º luglio 1999. Il beneficio di cui al presente comma è cumulabile con altri benefici eventualmente concessi, nel rispetto dei limiti e delle modalità di cui al citato regolamento (CE) n. 69/2001.
Capo VIII
INTERVENTI IN MATERIA DI INVESTIMENTI PUBBLICI
Art. 45.
(Limiti di impegno)
1. Al fine di agevolare lo sviluppo delleconomia e delloccupazione, sono autorizzati nel triennio 2002-2004 i limiti di impegno di cui alla Tabella 2, allegata alla presente legge, con la decorrenza e lanno terminale ivi indicati.
2. Per la realizzazione delle infrastrutture per la mobilità al servizio del nuovo polo esterno della Fiera di Milano sono autorizzati limiti di impegno quindicennali di 1,50 milioni di euro a decorrere dallanno 2002, di 4 milioni di euro a decorrere dallanno 2003 e di 5 milioni di euro a decorrere dallanno 2004.
3. Per la realizzazione delle infrastrutture per la mobilità al servizio della Fiera del Levante di Bari e della Fiera di Verona sono autorizzati, rispettivamente, limiti di impegno quindicennali di 1 milione di euro a decorrere dallanno 2002 e di 1 milione di euro a decorrere dallanno 2003.
4. Per la prosecuzione ed il completamento degli interventi di cui allarticolo 144, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è autorizzata la spesa di 7 milioni di euro a decorrere dallanno 2003.
Art. 46.
(Fondo investimenti)
1. Nello stato di previsione della spesa di ciascun Ministero è istituito un fondo per gli investimenti per ogni comparto omogeneo di spesa al quale confluiscono i nuovi investimenti autorizzati.
2. Con decreti del Ministro delleconomia e delle finanze, su proposta del Ministro competente, da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le disponibilità di bilancio che confluiscono nel fondo di cui al comma 1.
3. A decorrere dallanno 2003 il fondo per gli investimenti di cui al presente articolo può essere rifinanziato con la procedura di cui allarticolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
4. In apposito allegato al disegno di legge finanziaria sono analiticamente indicati le autorizzazioni di spesa e gli stanziamenti che confluiscono in ciascuno dei fondi di cui al presente articolo.
5. I Ministri competenti presentano annualmente al Parlamento, per lacquisizione del parere da parte delle Commissioni competenti, una relazione nella quale viene individuata la destinazione delle disponibilità di ciascun fondo.
Art. 47.
(Finanziamento delle grandi opere e di altri interventi)
1. Per il finanziamento del piano straordinario delle infrastrutture e delle opere di grandi dimensioni a livello regionale e locale, individuate dal CIPE, la Cassa depositi e prestiti può intervenire, per fini di interesse generale, anche in collaborazione con altre istituzioni finanziarie, a favore di soggetti pubblici e privati ai quali fanno carico gli studi, la progettazione, la realizzazione e la gestione delle opere, mediante operazioni di finanziamento sotto qualsiasi forma, anche di finanza di progetto, di prestazioni di garanzie e di assunzioni di nuove partecipazioni che non dovranno essere di maggioranza nè comunque di controllo ai sensi dellarticolo 2359 del codice civile.
2. La Cassa depositi e prestiti può utilizzare, per le operazioni di cui al comma 1, oltre ai tradizionali mezzi di provvista, ferma restando la compatibilità con lordinaria attività di finanziamento prevista dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 284, anche fondi rivenienti dal collocamento sul mercato italiano ed estero di specifici prodotti finanziari, attraverso la società per azioni Poste italiane, banche e intermediari finanziari vigilati.
3. Lattività di cui al comma 1 è svolta dalla Cassa depositi e prestiti in via sussidiaria rispetto ai finanziamenti concessi da banche o intermediari finanziari ad un tasso di mercato determinato secondo le modalità indicate nel decreto di cui al comma 4. Gli interventi della Cassa depositi e prestiti non possono essere di ammontare superiore al 50 per cento dellimporto complessivo del finanziamento, privilegiando la realizzazione delle opere con la forma della finanza di progetto.
4. Il Ministro delleconomia e delle finanze, su proposta della Cassa depositi e prestiti, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, fissa con proprio decreto limiti, condizioni e modalità dei finanziamenti, nonchè le caratteristiche della prestazione di garanzie.
5. Ai fini della necessaria autonomia e flessibilità operativa e per consentire lo svolgimento dei maggiori compiti di cui al presente articolo, al comma 4 dellarticolo 70 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dopo le parole: «I rapporti di lavoro dei dipendenti dei predetti enti ed aziende» sono inserite le seguenti: «nonchè della Cassa depositi e prestiti», dopo le parole: «Le predette aziende o enti» sono inserite le seguenti: «e la Cassa depositi e prestiti» e al quarto periodo, dopo le parole: «sono esercitati dalle aziende ed enti predetti» sono inserite le seguenti: «e dalla Cassa depositi e prestiti».
6. La Cassa depositi e prestiti può concedere finanziamenti volti a garantire lintegrità e il miglioramento delle aziende agricole, con particolare riferimento agli interventi di cui alla legge 14 agosto 1971, n. 817, a favore della proprietà contadina.
7. Restano a carico dello Stato gli oneri connessi al pagamento degli interessi relativi ai finanziamenti di cui al comma 6 fino al limite di 2 milioni di euro annui, a decorrere dal 2002.
8. Allarticolo 50 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, al comma 1, lettera f), il secondo periodo è sostituito dal seguente: «I mutui eventualmente non contratti nellanno 1999 possono esserlo entro lanno 2003».
9. Allarticolo 54, comma 13, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, dopo le parole: «legge 23 dicembre 1996, n. 662,», sono inserite le seguenti: «ad eccezione dei mutui con organizzazioni ed istituzioni internazionali o comunitarie, al cui capitale o fondo lo Stato partecipi, vincolate per statuto a concedere mutui solo per finalità specifiche di interesse pubblico».
10. A valere sulle risorse destinate dalla presente legge al rifinanziamento del fondo di cui alla legge 15 dicembre 1990, n. 396, una somma pari a 3 milioni di euro per il 2002 è utilizzata per la progettazione di interventi, di particolare pregio architettonico ed urbanistico, nel quadro delle iniziative volte al perseguimento dellobiettivo di definizione organica del piano di localizzazione degli uffici pubblici, di cui allarticolo 1 della medesima legge n. 396 del 1990. I soggetti pubblici interessati presentano le proposte relative ai predetti interventi entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 48.
(Misure a sostegno degli investimenti in ricerca e sviluppo)
1. Il credito di imposta di cui allarticolo 108 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, si applica, nellesercizio 2002, limitatamente alle imprese ubicate nelle aree territoriali individuate dalla decisione della Commissione europea 13 marzo 2000 come destinatarie degli aiuti a finalità regionale di cui alla deroga prevista dallarticolo 87, paragrafo 3, lettera a), del Trattato istitutivo della Comunità europea, e successive modificazioni, nella misura massima dell85 per cento dellincremento delle spese di ricerca e sviluppo sostenute rispetto alla media delle analoghe spese sostenute nei tre esercizi precedenti. Per le piccole e medie imprese che svolgono attività industriale, il credito di imposta di cui allarticolo 108 della citata legge n. 388 del 2000 si applica nella misura massima del 100 per cento dellincremento delle predette spese. Il credito di imposta è comunque attribuito entro la misura massima consentita nel rispetto dei criteri e dei limiti di intensità di aiuto stabiliti dalla comunicazione della Commissione europea 96/C 45/06, concernente la disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo, come modificata dalla comunicazione 98/C 48/02. Il credito di imposta è fruibile previa autorizzazione della Commissione europea. A tale fine, il Ministro delleconomia e delle finanze procede allinoltro alla Commissione della richiesta di preventiva autorizzazione.
2. Il credito dimposta di cui al comma 1, che non concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione rilevante ai fini dellimposta regionale sulle attività produttive nè ai fini del rapporto di cui allarticolo 63 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è utilizzabile, a decorrere dal 1º gennaio 2002, esclusivamente in compensazione, ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
3. Le agevolazioni previste dai commi 1 e 2 sono cumulabili con altri benefici eventualmente concessi, fatta eccezione per le agevolazioni di cui al decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140.
4. Le modalità di applicazione dellincentivo fiscale di cui al presente articolo sono disciplinate con decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Capo IX
ALTRI INTERVENTI
Art. 49.
(Beni mobili registrati sequestrati e confiscati)
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
è emanato, previ pareri del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni
parlamentari, un regolamento governativo, ai sensi dellarticolo 17, comma
2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, che provvede a:
a) determinare le ipotesi, derivanti da circostanze o eventi eccezionali, in
cui, nei procedimenti di sequestro amministrativo e confisca dei beni mobili
registrati, si procede direttamente alla vendita anche prima del provvedimento
definitivo di confisca;
b) stabilire modalità alternative alla restituzione del bene al proprietario;
c) semplificare il procedimento di sequestro amministrativo, nonchè il
procedimento di alienazione o distruzione dei veicoli confiscati;
d) prevedere la distruzione della merce contraffatta confiscata nelle vendite
abusive su aree pubbliche, salvo la conservazione di campioni da utilizzare
a fini giudiziari.
2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è emanato, previ pareri del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari, un regolamento governativo, ai sensi dellarticolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, che provvede a semplificare ed uniformare il procedimento sanzionatorio degli illeciti in materia di circolazione stradale e, in particolare, quello di cui allarticolo 21, primo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, e agli articoli 193 e 214 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, prevedendo, altresì, che i veicoli sottoposti alle sanzioni amministrative accessorie della confisca e del fermo vengano affidati, in via esclusiva, al trasgressore o agli altri soggetti obbligati in solido, nonchè la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.549,37 euro a 6.197,48 euro e la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi nei confronti di chiunque, durante il periodo in cui il veicolo è sottoposto al sequestro o al fermo, circola abusivamente con il veicolo stesso, e nei confronti del proprietario o conducente che rifiutano di custodire, a proprie spese, il veicolo sequestrato o fermato. In questo caso si procede direttamente alla vendita del veicolo secondo le modalità di cui al comma 1, lettere a) e b).
3. Tutti i beni mobili registrati sequestrati e confiscati devono essere posti in vendita, tramite asta pubblica, entro un anno dalla data della confisca. Il ricavato, al netto delle somme di euro 77,50 milioni per lanno 2002, 129,10 milioni per lanno 2003 e 232,40 milioni a decorrere dallanno 2004, è utilizzato per lacquisto di attrezzature necessarie allammodernamento tecnologico e strumentale degli uffici della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di finanza e della Polizia penitenziaria, previa deduzione delle spese procedurali. Restano ferme le disposizioni vigenti che consentono laffidamento e lassegnazione dei beni mobili registrati sequestrati e confiscati alle Forze di polizia che ne facciano richiesta per limpiego in attività istituzionali.
Art. 50.
(Disposizioni in materia di rottamazione di veicoli)
1. I veicoli, anche registrati, giacenti presso le depositerie autorizzate a seguito dellapplicazione di misure di sequestro e sanzioni accessorie previste dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, ovvero quelli non alienati per mancanza di acquirenti, purchè immatricolati per la prima volta da oltre cinque anni e privi di interesse storico e collezionistico, comunque custoditi da oltre due anni alla data del 31 dicembre 2001, anche se non confiscati, sono rottamati o alienati.
2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
lo stesso regolamento governativo previsto dallarticolo 49, comma 1, provvede:
a) a determinare le tariffe, forfettariamente individuate, in base alle quali
dovranno essere liquidate, in un quinquennio, le spese di custodia, in deroga
alle tariffe di cui allarticolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica
29 luglio 1982, n. 571, tenendo comunque conto degli usi locali;
b) ad individuare il procedimento semplificato e le modalità attuative
e operative dellintervento previsto dal comma 1;
c) ad escludere che la prescrizione delle sanzioni o del diritto alla riscossione
delle somme dovute a titolo di sanzione amministrativa, nonchè il mancato
recupero, nei confronti dei trasgressori, delle spese di custodia determini
responsabilità contabile;
d) ad esentare dal pagamento di qualsiasi tributo o onere ai fini degli adempimenti
relativi alle formalità di radiazione dei veicoli, le operazioni di rottamazione
di cui al presente articolo;
e) a determinare il contributo per la rottamazione dovuto ai centri di raccolta
autorizzati, decurtandolo dalle spese di custodia di cui alla lettera a).
Art. 51.
(Fondi per le vittime dellestorsione, dellusura e della mafia)
1. Dopo larticolo 18 della legge 23 febbraio 1999, n. 44, è inserito
il seguente:
«Art. 18-bis. (Diritto di surroga). 1. Il Fondo di solidarietà
per le vittime delle richieste estorsive di cui allarticolo 18 è
unificato al Fondo di solidarietà per le vittime dellusura di cui
allarticolo 14 della legge 7 marzo 1996, n. 108, e successive modificazioni.
Tale Fondo unificato è surrogato, quanto alle somme corrisposte agli
aventi titolo, nei diritti dei medesimi verso i responsabili dei danni di cui
alla presente legge.
2. Il diritto di surroga di cui al comma 1 è esercitato dal concessionario
di cui allarticolo 19, comma 4.
3. Le somme recuperate attraverso la surroga di ognuno dei due Fondi unificati
ai sensi del presente articolo sono versate dal concessionario in conto entrata
del bilancio dello Stato per essere riassegnate sul capitolo di spesa dello
stato di previsione del Ministero dellinterno, riguardante il Fondo di
solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dellusura».
2. Allarticolo 6, comma 4, della legge 22 dicembre 1999, n. 512, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le somme recuperate attraverso la surroga sono versate dal concessionario in conto entrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnate sul capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero dellinterno, riguardante il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso».
Art. 52.
(Interventi vari)
1. Lapplicazione del comma 28 dellarticolo 45 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è sospesa per il triennio 2002-2004.
2. Allarticolo 80, comma 17, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono
aggiunte, in fine, le seguenti lettere:
«r-bis) legge 8 marzo 2000, n. 53, articolo 28;
r-ter) legge 7 dicembre 2000, n. 383, articolo 13».
3. Al comma 1, primo periodo, dellarticolo 101 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, le parole da: «aumentabili di lire 25 miliardi annue» fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: «aumentabili di 25,82 milioni di euro annui per ogni anno fino al raggiungimento dellimporto di 206,58 milioni di euro a titolo di anticipazione sulle maggiori compartecipazioni ai tributi statali che, a tale scopo, saranno devolute con provvedimento legislativo al raggiungimento del predetto importo di 206,58 milioni di euro».
4. È attribuito alla regione autonoma Friuli-Venezia Giulia il contributo di cui allarticolo 11-bis della legge 24 dicembre 1969, n. 990, introdotto dallarticolo 126 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 175, relativamente agli intestatari delle carte di circolazione residenti nella regione stessa.
5. Gli assicuratori sono tenuti a scorporare dal totale dei contributi di cui al citato articolo 11-bis della legge n. 990 del 1969 le somme attribuite alla regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e ad effettuare un distinto versamento a favore della regione medesima con le stesse modalità previste dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 14 dicembre 1998, n. 457, per il versamento dellimposta sulle assicurazioni per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore.
6. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge cessano di avere applicazione le riserve allerario statale già disposte ai sensi del primo comma dellarticolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074, con leggi entrate in vigore anteriormente.
7. Per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco è autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, al fine di fronteggiare, mediante adeguate misure ed opportuni presidi sul territorio, anche in relazione alla situazione internazionale, i rischi non convenzionali derivanti da eventuali atti criminosi compiuti in danno di persone o beni con uso di armi nucleari, batteriologiche e chimiche.
8. Lautorizzazione di spesa prevista per lanno 2002 dallarticolo 92, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è soppressa e il relativo importo costituisce economia di bilancio.
9. Le somme dovute per il periodo di produzione lattiera 1998-1999 a titolo di prelievo supplementare, di cui al regolamento (CEE) n. 3950/92 del Consiglio, del 28 dicembre 1992, ed al regolamento (CEE) n. 536/93 della Commissione, del 9 marzo 1993, possono essere versate dagli acquirenti con le modalità previste dallarticolo 1, commi 15 e 16, del decreto-legge 1º marzo 1999, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1999, n. 118.
10. Il Ministro delle politiche agricole e forestali, sentita la Commissione europea, dintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, può consentire eccezionalmente, per periodi di produzione lattiera in cui si verifichino eventi di particolare gravità, che il versamento del prelievo avvenga con le modalità previste dallarticolo 1, commi 15 e 16, del decreto-legge 1º marzo 1999, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1999, n. 118.
11. Allarticolo 145, comma 72, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, le parole: «da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione» sono sostituite dalle seguenti: «a favore della regione Valle dAosta».
12. In deroga al disposto degli articoli 6, 15 e 24 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, i termini per ladeguamento delle emissioni in atmosfera degli impianti di produzione di vetro artistico situati sullisola di Murano previsti dallarticolo 1 del decreto del Ministro dellambiente del 18 aprile 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28 aprile 2000, si applicano anche ai nuovi impianti ed a quelli conseguenti a modifica sostanziale o a trasferimento di impianti esistenti, a condizione che ne sia comprovata lesistenza alla data del 15 novembre 1999 e che abbiano aderito allaccordo di programma nei termini di cui allarticolo 2, comma 1, lettera a), del citato decreto del Ministro dellambiente del 18 aprile 2000.
13. Lesercizio degli impianti di cui al comma 12 è consentito fino al rilascio da parte dellautorità competente dellautorizzazione alla continuazione delle emissioni di cui allarticolo 2, comma 2, del citato decreto del Ministro dellambiente del 18 aprile 2000.
14. Per finalità di tutela ambientale correlate al potenziamento del settore della ricostruzione dei pneumatici usati, le amministrazioni dello Stato, delle regioni, degli enti locali e i gestori di servizi pubblici e dei servizi di pubblica utilità, pubblici e privati, nellacquisto di pneumatici di ricambio per le loro flotte di autovetture e di autoveicoli commerciali ed industriali, riservano una quota allacquisto di pneumatici ricostruiti, pari ad almeno il 20 per cento del totale.
15. Il comma 2 dellarticolo 28 della legge 18 febbraio 1999, n. 28, e successive modificazioni, è abrogato. Lautorizzazione di spesa di cui al comma 3 del predetto articolo 28 è conseguentemente ridotta di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2002 e 2003.
16. La carta di credito formativa per i cittadini italiani che compiono diciotto anni nel corso del 2001, di cui allarticolo 103, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è estensibile, nei limiti delle risorse ivi previste, ai cittadini italiani che compiono diciotto anni nel corso del 2002. Restano valide le altre disposizioni contenute nella suddetta legge.
17. A decorrere dal 1º gennaio 2002, le disposizioni di cui alla legge 11 giugno 1971, n. 426, e successive modificazioni, non si applicano alle sagre, fiere e manifestazioni a carattere religioso, benefico o politico.
18. Il finanziamento annuale di cui allarticolo 27, comma 10, sesto periodo, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, è incrementato, a decorrere dal 2002, di un importo pari a 20 milioni di euro in ragione di anno. La previsione di cui allarticolo 145, comma 19, secondo periodo, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, si estende agli esercizi finanziari 1999 e 2000. Delle misure di sostegno di cui al presente comma possono beneficiare, a decorrere dallanno 2002, anche le emittenti radiofoniche locali legittimamente esercenti alla data di entrata in vigore della presente legge, nella misura complessivamente non superiore ad un decimo dellammontare globale dei contributi stanziati. Per queste ultime emittenti, con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, vengono stabiliti le modalità e i criteri di attribuzione ed erogazione.
19. Sono prorogati per lanno 2002 gli interventi previsti dallarticolo 118, comma 9, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, entro il limite massimo di 21 milioni di euro nonchè, per il medesimo anno, gli interventi previsti dallarticolo 80, comma 4, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, entro il limite massimo di 4 milioni di euro.
20. Larticolo 7 della legge 11 novembre 1975, n. 584, è sostituito
dal seguente:
«Art. 7. 1. I trasgressori alle disposizioni dellarticolo
1 sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro
25 a euro 250; la misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione
sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza
di lattanti o bambini fino a dodici anni.
2. Le persone indicate allarticolo 2, che non ottemperino alle disposizioni
contenute in tale articolo, sono soggette al pagamento di una somma da euro
200 a euro 2.000; tale somma viene aumentata della metà nelle ipotesi
contemplate allarticolo 5, primo comma, lettera b).
3. Lobbligazione di pagare le somme previste nella presente legge non
è trasmissibile agli eredi».
21. Dopo larticolo 5 della legge 31 gennaio 1994, n. 97, è inserito
il seguente:
«Art. 5-bis. - (Disposizioni per favorire le aziende agricole montane).
1. Nei territori delle comunità montane, il trasferimento a qualsiasi
titolo di terreni agricoli a coltivatori diretti e ad imprenditori agricoli
a titolo principale che si impegnano a costituire un compendio unico e a coltivarlo
o a condurlo per un periodo di almeno dieci anni dal trasferimento è
esente da imposta di registro, ipotecaria, catastale, di bollo e di ogni altro
genere. I terreni e le relative pertinenze, compresi i fabbricati, costituiti
in compendio unico ed entro i limiti della superficie minima indivisibile di
cui al comma 6, sono considerati unità indivisibili per quindici anni
dal momento dellacquisto e per questi anni non possono essere frazionati
per effetto di trasferimenti a causa di morte o per atti tra vivi. In caso di
successione i compendi devono essere compresi per intero nella porzione di uno
dei coeredi o nelle porzioni di più coeredi che ne richiedano congiuntamente
lattribuzione. Tale disciplina si estende anche ai piani di ricomposizione
fondiaria e di riordino fondiario promossi da regioni, province, comuni e comunità
montane.
2. In caso di violazioni degli obblighi di cui al comma 1 sono dovute, oltre
alle imposte non pagate e agli interessi, maggiori imposte pari al 50 per cento
delle imposte dovute.
3. Al coltivatore diretto e allimprenditore agricolo a titolo principale
che acquisti a qualsiasi titolo i terreni agricoli di cui al comma 1 possono
essere concessi, nei limiti del Fondo di cui al comma 4, mutui decennali a tasso
agevolato con copertura degli interessi pari al 50 per cento a carico del bilancio
dello Stato. Tale mutuo concerne lammortamento del capitale aziendale
e lindennizzo da corrispondere ad eventuali coeredi, nel rispetto della
presente legge.
4. Per gli scopi di cui ai commi 1 e 3, è costituito presso lIstituto
di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) un Fondo dellimporto
di 2.320.000 euro annui.
5. Gli onorari notarili per gli atti di cui ai commi 1 e 3 sono ridotti ad un
sesto.
6. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano regolano con proprie
leggi listituzione e la conservazione delle aziende montane, determinando,
in particolare, lestensione della superficie minima indivisibile».
22. Il termine di cui al comma 3 dellarticolo 70 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, concernente le agevolazioni tributarie per la formazione e larrotondamento della proprietà contadina, già prorogato al 31 dicembre 2001 dallarticolo 10, comma 3, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2003. Alle relative minori entrate provvede lISMEA, mediante versamento, previo accertamento da parte dellAmministrazione finanziaria, allentrata del bilancio dello Stato.
23. La somma derivante dallaccordo transattivo sottoscritto in data 31 ottobre 2001 tra il Ministero dellambiente e della tutela del territorio e la Montedison spa viene riassegnata alla unità previsionale di base 1.2.3.5 capitolo 7082 dello stato di previsione del Ministero dellambiente e della tutela del territorio per lanno 2002.
24. Allarticolo 138 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) i commi da 1 a 7 sono sostituiti dai seguenti:
«1. I soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990, che ha interessato
le province di Catania, Ragusa e Siracusa, individuati ai sensi dellarticolo
3 dellordinanza del 21 dicembre 1990, n. 2057, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 299 del 24 dicembre 1990, destinatari dei provvedimenti agevolativi
in materia di versamento delle somme dovute a titolo di tributi e contributi,
possono regolarizzare la propria posizione relativa agli anni 1990, 1991 e 1992,
versando lammontare dovuto per ciascun tributo a titolo di capitale, al
netto dei versamenti già eseguiti a titolo di capitale ed interessi,
entro il 30 giugno 2002.
2. Le somme dovute ai sensi del comma 1 possono essere versate fino ad un massimo
di dodici rate semestrali, di pari importo. La prima rata deve essere versata
entro il termine di cui al comma 1.
3. Le somme dovute dai contribuenti di cui al comma 1, e non versate, sono recuperate
mediante iscrizioni in ruoli da rendere esecutivi entro il 31 dicembre dellanno
successivo alla scadenza dellultima rata.
4. Larticolo 11 della legge 7 agosto 1997, n. 266, si interpreta nel senso
che qualora il contribuente interessato non abbia pagato integralmente o non
paghi una o più rate relative alla rateazione ai sensi del decreto del
Ministro delle finanze e del Ministro del lavoro e della previdenza sociale
del 31 luglio 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 183 del 6 agosto
1993, e dellarticolo 25 del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244, convertito,
con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341, ha la possibilità
di versare la metà delle stesse e di versare la restante metà
in altrettante rate, con decorrenza dallultima rata prevista globalmente
per ciascuna tipologia di tributo o contributo. Le disposizioni dellarticolo
11 della legge 7 agosto 1997, n. 266, non si applicano alla procedura di cui
al presente articolo.
5. Le modalità di versamento delle somme di cui al comma 1 sono stabilite
con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze.
6. Per i versamenti dei tributi e contributi sospesi effettuati oltre le scadenze
dei termini previsti, ma comunque entro il 1º gennaio 2002, non si dà
luogo allapplicazione di sanzioni.
7. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 si applicano anche ai contributi
e premi dovuti agli enti previdenziali. Le modalità di versamento sono
fissate dagli enti impositori»;
b) dopo il comma 7, è inserito il seguente:
«7-bis. Fino al termine di cui al comma 1, sono sospesi i procedimenti
di riscossione coattiva e le azioni concorsuali relativi ai tributi, contributi
e premi di cui al presente articolo».
25. Per le finalità di cui allarticolo 14, comma 14, del decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, e successive modificazioni, le regioni possono utilizzare, nei limiti del 4 per cento, le disponibilità derivanti dai mutui di cui allarticolo 144, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e allarticolo 45 della presente legge.
26. Il termine per la presentazione delle domande di rilocalizzazione da parte dei titolari di attività produttive ubicate in aree a rischio di cui allarticolo 4-quinquies, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 1997, n. 130, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 1997, n. 228, e successive modificazioni, è prorogato, nel limite delle risorse disponibili, al 31 dicembre 2002.
27. Le regioni Marche e Umbria stabiliscono criteri e modalità per la concessione di contributi straordinari a fondo perduto per finanziare il maggiore costo di riparazione o ricostruzione di immobili privati danneggiati rispetto al contributo concesso ai sensi degli articoli 3 e 4 del decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, tenuto conto del reddito dei proprietari o delle particolari complessità dellintervento.
28. Nellambito delle residue disponibilità di cui agli articoli 2 e 3 del decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1995, n. 35, e successive modificazioni, il contributo al pagamento degli interessi ivi previsto è concesso sulla base delle spese effettivamente sostenute e documentate ai fini della ripresa dellattività da parte delle imprese danneggiate dagli eventi alluvionali della prima decade del mese di novembre 1994, anche in difformità con le voci di spesa preventivate nei piani di investimento, ovvero sulla base di documentazione presentata anche successivamente al periodo di preammortamento, e ricomprese tutte le spese sostenute per lestinzione di finanziamenti connessi allattività delle imprese antecedenti al mese di novembre 1994. In caso di cessazione dellattività o fallimento dellimpresa danneggiata, il contributo di cui al presente comma è concesso sulla base della stima dei beni danneggiati, comprese le scorte. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro dellinterno e con il Ministro delle attività produttive, emanato ai sensi dellarticolo 2, comma 9, del decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1995, n. 35, sono stabiliti i criteri e le modalità di attuazione del presente comma, in sostituzione delle disposizioni contenute nel decreto del Ministro del tesoro, emanato di concerto con il Ministro dellinterno e con il Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato, del 23 marzo 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 1995, nonchè le modalità per lannullamento delle revoche già avvenute ai sensi delle medesime disposizioni.
29. A valere sugli stanziamenti già assegnati per lattuazione della legge 2 maggio 1990, n. 102, possono essere concessi i finanziamenti agevolati di cui allarticolo 12 della medesima legge n. 102 del 1990.
30. La regolarizzazione e la definizione con gli uffici dellAgenzia delle entrate della posizione dei soggetti che non hanno dichiarato, in tutto o in parte, le indennità di trasferta di cui allarticolo 133 dellordinamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 1959, n. 1229, è ammessa anche per le indennità riscosse negli anni antecedenti al 1993 con le stesse modalità indicate nellarticolo 35, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n. 342, in ununica soluzione, entro il 28 febbraio 2002, oppure in dodici rate bimestrali di eguale importo a decorrere dalla stessa data. Le liti fiscali pendenti sono dichiarate estinte, a seguito della regolarizzazione di cui allarticolo 35, comma 1, della citata legge n. 342 del 2000. Non si dà luogo al rimborso delle somme eventualmente versate.
31. Allarticolo 85, comma 4, lettera a), della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e tutte le prestazioni di secondo livello qualora lesame mammografico lo richieda». Le risorse disponibili per il Servizio sanitario nazionale sono conseguentemente aumentate di 5 milioni di euro annui a decorrere dallanno 2002.
32. Per la salvaguardia dei livelli occupazionali e della competitività delle imprese armatrici italiane, per lanno 2002, i benefici di cui allarticolo 6, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, sono estesi nel limite del 43 per cento alle imprese armatoriali per le navi che esercitano, anche in via non esclusiva per lintero anno, attività di cabotaggio, ad esclusione delle navi di proprietà dello Stato o di imprese che hanno in vigore con esso convenzioni o contratti di servizio. Lefficacia dei predetti benefici è subordinata allautorizzazione e ai vincoli della Commissione europea, ai sensi degli articoli 87 e seguenti del Trattato istitutivo della Comunità europea, e successive modificazioni.
33. Allarticolo 5, comma 4, della legge 28 ottobre 1999, n. 410, le parole: «trentasei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «cinquanta mesi».
34. Per il completamento degli interventi per la continuità territoriale della Sicilia, di cui agli articoli da 133 a 137 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, per lanno 2002, alla regione Sicilia sono assegnate ulteriori risorse finanziarie per complessivi 51.645.689,91 euro.
35. In conformità alle disposizioni di cui allarticolo 4 del regolamento (CEE) n. 2408/92 del Consiglio, del 23 luglio 1992, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dispone con proprio decreto limposizione degli oneri di servizio pubblico relativamente ai servizi aerei di linea effettuati tra lo scalo aeroportuale di Crotone e i principali aeroporti nazionali. Con il medesimo decreto il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti definisce i contenuti dellonere di servizio in relazione alle tipologie e ai livelli tariffari, ai soggetti che usufruiscono di agevolazioni, al numero dei voli, agli orari dei voli, alle tipologie degli aeromobili, alla capacità di offerta.
36. Qualora nei trenta giorni successivi alladozione del decreto di cui al comma 35 nessun vettore abbia istituito servizi di linea con assunzione di oneri di servizio pubblico, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti indice con proprio decreto una gara di appalto europea per lassegnazione delle rotte tra lo scalo aeroportuale di Crotone e gli aeroporti nazionali, secondo le procedure previste dallarticolo 4, paragrafo 1, lettere d), e), f), g) e h), del regolamento (CEE) n. 2408/92 del Consiglio, del 23 luglio 1992. Con il medesimo decreto il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti definisce lentità delleventuale copertura finanziaria da porre a carico del bilancio dello Stato.
37. Allo scopo di promuovere lattività di formazione internazionale e di diffusione delle diverse culture nazionali, è riconosciuto per gli istituti di cultura stranieri di cui al decreto del Presidente della Repubblica 4 novembre 1960, n. 1574, ovvero diretta emanazione di università estere, appositamente convenzionati con scuole pubbliche di alta formazione, un contributo fruibile anche come credito di imposta, nel limite complessivo di 5.164.568,99 euro annui, per la realizzazione di iniziative di ricerca, formazione e integrazione culturale. Il contributo fruibile anche come credito di imposta non concorre alla determinazione della base imponibile e può essere utilizzato in compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro dellistruzione, delluniversità e della ricerca, sono determinate le modalità di attuazione del presente comma e sono individuati annualmente gli istituti per i quali è riconosciuto il contributo fruibile anche come credito di imposta e la misura massima dello stesso.
38. Allo scopo di garantire laccesso gratuito attraverso la rete INTERNET agli atti parlamentari e alle biblioteche e agli archivi storici del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, sono stanziati 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, da iscrivere nello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze.
39. A favore degli allevamenti ippici sono previste per lanno 2002 incentivazioni nella misura massima di 2.582.284,50 euro complessivi per lo sviluppo dellippoterapia e per il miglioramento genetico dei trottatori e dei galoppatori. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze sono stabilite le disposizioni per lattuazione del presente comma e per lerogazione degli incentivi da parte dellUnione nazionale per lincremento delle razze equine (UNIRE).
40. Le disponibilità finanziarie non impegnate giacenti al 1º gennaio 2002 sul conto corrente presso la Tesoreria centrale dello Stato intestato al fondo rotativo di cui allarticolo 26 della legge 24 maggio 1977, n. 227, ed allarticolo 6 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, sono destinate fino ad un massimo di 30 milioni di euro nellanno 2002 per iniziative di pace ed umanitarie in sede internazionale, ai sensi dellarticolo 1, comma 6, della legge 6 febbraio 1992, n. 180. Su richiesta del Ministero degli affari esteri, tali disponibilità sono versate allentrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, ai pertinenti centri di responsabilità del Ministero degli affari esteri.
41. Al comma 4 dellarticolo 92 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, le parole da: «per attività formative» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «da destinare alla ricerca sulle cellule staminali e sui vaccini e al cofinanziamento con il settore privato per lo sviluppo di progetti specifici di ricerca di interesse pubblico, che saranno individuati con decreti del Ministero della salute».
42. Al fine di assicurare le prestazioni sanitarie durgenza nelle isole minori e nelle località montane disagiate le aziende unità sanitarie locali possono consentire lo svolgimento di attività di natura libero professionale, anche a carattere stagionale, da parte di medici, ostetriche ed infermieri, sulla base di modalità e criteri definiti dalla regione o provincia autonoma competente per territorio. Lo svolgimento delle attività può essere affidato anche ai medici specializzati e costituisce titolo valutabile ai fini della progressione in carriera.
43. Ai fini degli interventi di cui allarticolo 4, comma 3, della legge 7 agosto 1997, n. 266, è autorizzata, per lanno 2002, la spesa di 154.937.000 euro.
44. Allarticolo 4, commi 1 e 2, del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 273, e successive modificazioni, le parole: «lire 150.000» sono sostituite dalle seguenti: «lire 190.000». Allarticolo 1 della legge 12 ottobre 1957, n. 978, le parole: «popolari di corte di assise di appello» sono sostituite dalle seguenti: «onorari del tribunale ordinario». È abrogato il comma 6 dellarticolo 36 della legge 10 aprile 1951, n. 287, come sostituito dallarticolo 12 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 273.
45. In relazione al nuovo assetto dipartimentale del Ministero della giustizia e per la corresponsione del trattamento accessorio a tutti i titolari degli uffici dirigenziali generali è autorizzata la spesa di 3.905.000 euro per lanno 2002 e 3.667.000 euro a decorrere dallanno 2003. Tali somme sono comprensive degli oneri riguardanti gli emolumenti accessori, determinati dal Ministro della giustizia, da corrispondere, a decorrere dalla data di insediamento, ai titolari degli uffici dirigenziali generali dipendenti da pubbliche amministrazioni in regime di diritto pubblico e che optino per il mantenimento del proprio trattamento economico.
46. In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali e comunque non oltre il 31 dicembre 2002, nel limite della complessiva spesa di 215.878.984 euro per lanno 2002 a carico del Fondo di cui allarticolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, nel caso di programmi finalizzati alla gestione di crisi occupazionali ovvero miranti al reimpiego dei lavoratori coinvolti in detti programmi, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, può disporre proroghe di trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, di mobilità e di disoccupazione speciale, già previsti da disposizioni di legge, anche in deroga alla normativa vigente in materia, nonchè il completamento degli interventi di integrazione salariale straordinaria, di cui agli articoli 1 e 5 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 6 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 206 del 5 settembre 2001. La misura dei predetti trattamenti è ridotta del 20 per cento.
47. Allarticolo 3, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, le parole: «Per gli anni 2001 e 2002, tale finalizzazione è limitata a lire 10 miliardi» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2000, 2001 e 2002 tale finalizzazione è limitata a lire 10 miliardi».
48. I soggetti indicati nel decreto direttoriale 11 luglio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 163 del 16 luglio 2001, e risultati assegnatari per il rilascio delle concessioni di cui al decreto del Ministro delle finanze 31 gennaio 2000, n. 29, e successivi, che, contestualmente alla richiesta di collaudo nei termini di cui al citato decreto direttoriale 11 luglio 2001, ne chiedano la proroga ai fini del completamento dei lavori, possono ottenerla dallamministrazione concedente per un periodo massimo di novanta giorni e dietro pagamento, in favore dellerario, di una penale di 1.000 euro al giorno, da computare fino alla data della successiva richiesta di collaudo. La proroga potrà intervenire solo nel caso di comprovato inizio dei lavori.
49. Cessano di avere efficacia le concessioni per la realizzazione di opere di viabilità finanziate ai sensi della legge 14 maggio 1981, n. 219, che alla data del 31 dicembre 2001 risultano bloccate per qualsiasi motivo da almeno tre anni. Il commissario ad acta previsto dallarticolo 10 del decreto-legge 4 settembre 1987, n. 366, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 novembre 1987, n. 452, con propria determinazione, affida entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il completamento della realizzazione delle opere con le modalità ritenute più vantaggiose per la pubblica amministrazione.
50. Allarticolo 5, comma 4, della legge 17 maggio 1999, n. 144, sono aggiunte, in fine, le parole: «eventualmente anche tra diverse intese istituzionali di programma».
51. Per il completamento degli interventi urgenti per le opere pubbliche e la loro messa in sicurezza a seguito degli eventi alluvionali verificatisi negli anni 1994 e 2000, il Dipartimento della protezione civile è autorizzato a provvedere con contributi quindicennali ai mutui che la regione Piemonte stipula. A tale fine sono autorizzati due limiti di impegno di 10 milioni di euro a decorrere dallanno 2002 e di 10 milioni di euro a decorrere dallanno 2003. Per disciplinare tali interventi sono emanate ordinanze ai sensi dellarticolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, dintesa con la regione medesima. La regione presenta, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, specifico piano di utilizzo al Dipartimento della protezione civile, che dispone lassegnazione nei successivi trenta giorni. Gli interventi previsti dallarticolo 3, comma 1, lettera c), dallarticolo 6, comma 1, e dallarticolo 8, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 maggio 1994, n. 328, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 luglio 1994, n. 471, per le regioni Liguria e Piemonte sono destinati al rimborso dei danni subiti dai privati.
52. Allarticolo 5, comma 1, del decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 dicembre 2000, n. 365, le parole: «per gli anni 2000 e 2001» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 2005».
53. Allarticolo 90, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «31 dicembre 2001» sono sostituite dalle seguenti:
«30 giugno 2002»;
b) dopo le parole: «decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368,»
sono inserite le seguenti: «ovvero di processi di ristrutturazione del
sistema sanitario regionale finalizzati alla razionalizzazione e al contenimento
della spesa sanitaria».
54. Al fine di favorire ladeguamento della rete distributiva alle nuove tecnologie, anche attraverso lacquisto di apparecchi nuovi, collegabili ad INTERNET quali strumenti polifunzionali in grado di supportare laccesso e la distribuzione di servizi diffusi, è istituito presso il Ministero delle attività produttive un Fondo per linformatizzazione della rete distributiva delle piccole e medie imprese commerciali, con una dotazione, per lanno 2002, di 15 milioni di euro. Con decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, sono determinati modalità e criteri per laccesso al Fondo.
55. Le eventuali maggiori disponibilità per il bilancio dello Stato, derivanti dai minori versamenti allINPS in funzione delle disposizioni di cui ai commi da 7 a 10 dellarticolo 38, per gli anni 2002, 2003 e 2004 sono utilizzate per il 98 per cento per incrementare il Fondo per loccupazione di cui allarticolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
56. Al decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) allarticolo 19, il comma 4 è sostituito dal seguente:
«4. Entro il 31 marzo 2002 le regioni, sulla base delle metodologie di
calcolo e della definizione di materiale riciclato stabilite da apposito decreto
del Ministero dellambiente e delle tutela del territorio, di concerto
con i Ministeri delle attività produttive e della salute, sentito il
Ministro per gli affari regionali, adottano le disposizioni occorrenti affinché
gli uffici e gli enti pubblici, e le società a prevalente capitale pubblico,
anche di gestione dei servizi, coprano il fabbisogno annuale dei manufatti e
beni, indicati nel medesimo decreto, con una quota di prodotti ottenuti da materiale
riciclato non inferiore al 30 per cento del fabbisogno medesimo.»;
b) allarticolo 41, comma 2, lettera e), sono aggiunte le seguenti parole:
«, anche eventualmente destinando, nellambito della ripartizione
dei costi prevista dalla lettera h), una quota aggiuntiva del contributo ambientale
ai consorzi che realizzano le percentuali di recupero superiori a quelle minime
indicate nel Programma generale, al fine del conseguimento degli obiettivi globali
di cui allallegato E, lettera a), annesso al presente decreto. Nella medesima
misura è ridotta la parte del contributo spettante ai consorzi che non
raggiungono i singoli obiettivi di recupero».
57. Allarticolo 2, primo comma, della legge 13 agosto 1984, n. 476, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «In caso di ammissione a corsi di dottorato di ricerca senza borsa di studio, o di rinuncia a questa, linteressato in aspettativa conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in godimento da parte dellamministrazione pubblica presso la quale è instaurato il rapporto di lavoro. Qualora, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca, il rapporto di lavoro con lamministrazione pubblica cessi per volontà del dipendente nei due anni successivi, è dovuta la ripetizione degli importi corrisposti ai sensi del secondo periodo».
58. I progetti finalizzati a processi di ristrutturazione degli enti gestori di attività formativa già finanziati per lanno 2001 ai sensi del comma 9 dellarticolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono rifinanziati per lanno 2002 per limporto di 9 milioni di euro, a carico del Fondo per loccupazione di cui allarticolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, da ripartire con le medesime modalità previste dal citato comma 9 dellarticolo 118 della legge n. 388 del 2000.
59. È autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per lanno 2002 a valere sui fondi della legge 9 dicembre 1998, n. 426, per la realizzazione di un piano di risanamento ambientale delle aree portuali del Basso Adriatico, da definire dintesa con le regioni interessate individuate con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro dellambiente e della tutela del territorio, da adottare entro venti giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
60. È autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per lanno 2002 per il finanziamento di interventi urgenti diretti a fronteggiare lemergenza idrica nella regione Puglia e nella Capitanata in particolare.
61. Larticolo 63, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, si applica anche in caso di trasferimento dei servizi di riscossione dei tributi e di tesoreria degli enti locali.
62. Allarticolo 145 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, il comma 82 è abrogato.
63. Allarticolo 36 della legge 17 maggio 1999, n. 144, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) il comma 5 è sostituito dal seguente:
«5. È concesso alle piccole e medie imprese estrattive e di trasformazione,
come definite dal decreto del Ministro dellindustria, del commercio e
dellartigianato 18 settembre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 229 del 1º ottobre 1997, con sede legale e stabilimento operativo in
Sardegna, ad eccezione di quelle di distillazione dei petroli, un contributo
delle spese di trasporto ferroviario, marittimo e aereo nei limiti del massimale
previsto dal vigente regime degli aiuti di Stato per la piccola e media impresa
nelle regioni di cui allobiettivo 1 del regolamento (CE) n. 1260/1999
del Consiglio, del 21 giugno 1999, per i semilavorati ed i prodotti finiti provenienti
dalle imprese industriali sarde e destinati al restante territorio comunitario,
secondo le procedure di cui al comma 6, a valere sulle risorse di cui al comma
7.»;
b) al comma 6, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Lattuazione
delle disposizioni di cui al comma 5 è affidata alla Società finanziaria
industriale rinascita Sardegna (SFIRS). A tale fine con apposita convenzione,
da definire entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, sono stabilite le modalità per il trasferimento dei fondi
dal bilancio statale alla SFIRS».
64. È prorogata per lanno 2002, in favore dei comuni della Basilicata e della Calabria interessati dal sisma del 9 settembre 1998, la concessione, da parte del Ministero dellinterno, del contributo straordinario, ai sensi dellarticolo 2, comma 2, e dellarticolo 4, comma 1, del decreto-legge 13 maggio 1999, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 luglio 1999, n. 226, per un importo pari a 2,50 milioni di euro.
65. Allarticolo 8, comma 1, lettera a), del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, dopo la parola: «convenzione» è aggiunta la seguente: «regionale».
66. Per la realizzazione del programma «Genova capitale europea della cultura 2004» è autorizzato un contributo al comune di Genova di 3 milioni di euro per lanno 2002, per interventi di restauro, ristrutturazione ed adeguamento su beni pubblici interessati allattuazione del programma e funzionali alla valorizzazione dei beni di interesse storico-artistico.
67. Quando disposizioni contenute in leggi, regolamenti o statuti di enti pubblici prevedono che degli organismi collegiali devono fare parte rappresentanti del soppresso Ministero delle finanze o del soppresso Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica ovvero di dipartimenti o organi dei predetti Ministeri, il Ministro delleconomia e delle finanze provvede alla designazione o alla nomina, ai sensi degli articoli 4 e 14 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché di quanto disposto ai sensi del periodo seguente. Al fine del migliore utilizzo delle risorse umane per i compiti istituzionali delle amministrazioni di appartenenza, gli incarichi di cui allarticolo 53, comma 2, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, possono essere conferiti dalle pubbliche amministrazioni, sulla base dei criteri di cui al comma 5 del medesimo articolo 53 ed entro limiti prefissati dalla amministrazione competente, anche a soggetti estranei allamministrazione, in possesso, oltre che dei requisiti professionali richiesti per lespletamento dellincarico, dei requisiti generali per laccesso agli impieghi civili delle pubbliche amministrazioni indicati nellarticolo 2, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, come sostituito dallarticolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 ottobre 1996, n. 693. In tale caso vengono stabilite le modalità per assicurare il necessario collegamento funzionale, ed i connessi obblighi, tra lamministrazione ed i soggetti estranei alla stessa chiamati a fare parte degli organismi collegiali.
68. Al fine di assicurare leffettivo rispetto del principio dellinvarianza della spesa nellattuazione dei regolamenti previsti dagli articoli 4 e 7 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, leventuale maggiore onere derivante dalla previsione di trattamenti economici commisurati a quelli spettanti ai soggetti preposti agli uffici di cui allarticolo 19, commi da 3 a 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è compensato considerando indisponibile, ai fini del conferimento presso la stessa amministrazione, un numero di incarichi di funzione dirigenziale, anche di livello generale, equivalente sul piano finanziario.
69. In sede di prima attuazione, ove la contrattazione integrativa richiamata dallarticolo 16, comma 1, secondo periodo, della presente legge, riguardante i dirigenti incaricati della titolarità di uffici o funzioni di livello non generale, non sia definita entro il 30 giugno 2002, per i compensi correlati ad incarichi aggiuntivi si applica in ogni caso la disciplina della onnicomprensività retributiva, di cui allarticolo 24, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
70. Allarticolo 1, comma 2, del decreto-legge 20 gennaio 1998, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 1998, n. 52, come modificato dallarticolo 78, comma 15, lettera c), della legge 23 dicembre 2000, n. 388, le parole: «31 dicembre 2001» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2002». Allonere derivante dallattuazione del presente comma si provvede nei limiti delle risorse non utilizzate dello stanziamento di 40 miliardi di lire previsto dal citato articolo 78, comma 15, lettera c), della legge n. 388 del 2000, e delle ulteriori risorse preordinate alla medesima finalità nellambito del Fondo per loccupazione nei limiti di 50 milioni di euro.
71. Allarticolo 6, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, le parole: «31 dicembre 2001» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2002».
72. Lintervento di cui allarticolo 15 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, può proseguire per lanno 2002 nei limiti delle risorse finanziarie impegnate per la medesima finalità entro il 31 dicembre 2001.
73. Al comma 6-bis dellarticolo 23 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, come da ultimo modificato dal comma 23 dellarticolo 114 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, le parole: « 30 giugno 2001» sono sostituite dalle seguenti: « 30 giugno 2002».
74. Fatti salvi i poteri del Ministro delleconomia e delle finanze sulla CONSIP spa e sulle modalità di ricorso alla citata Società da parte di altri soggetti istituzionali, il Ministro per linnovazione e le tecnologie può avvalersi della citata Società per lo svolgimento delle proprie attribuzioni istituzionali.
75. Allarticolo 74, primo comma, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Limposta può applicarsi in relazione al numero delle copie consegnate o spedite, diminuito a titolo di forfetizzazione della resa del 70 per cento per i libri e dell80 per cento per i giornali quotidiani e periodici, esclusi quelli pornografici e quelli ceduti unitamente a supporti integrativi o ad altri beni».
76. Allarticolo 490 del codice di procedura civile, il terzo comma è
sostituito dal seguente:
«Il giudice dispone inoltre che lavviso sia inserito una o più
volte sui quotidiani di informazione locali aventi maggiore diffusione nella
zona interessata o, quando opportuno, sui quotidiani di informazione nazionali
e, quando occorre, che sia divulgato con le forme della pubblicità commerciale.
La divulgazione degli avvisi con altri mezzi diversi dai quotidiani di informazione
deve intendersi complementare e non alternativa».
77. Le agevolazioni nelle aree depresse ai sensi dellarticolo 1, comma
2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni,
dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, sono estese ai programmi di ammodernamento
degli esercizi di cui allarticolo 4, comma 1, lettera d), del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 114. Le agevolazioni sono altresì estese
alle imprese di somministrazione di alimenti e bevande aperte al pubblico di
cui allarticolo 3 della legge 25 agosto 1991, n. 287, per progetti riguardanti:
a) lo sviluppo di formule commerciali che prevedono lintegrazione della
somministrazione con la vendita di beni e/o servizi;
b) la realizzazione di investimenti riguardanti imprese aderenti a catene commerciali
anche in forma di franchising;
c) la realizzazione di investimenti da parte di imprese che hanno ottenuto marchi
di qualità del servizio e/o di tipicità dellofferta gastronomica
rilasciati o attestati da camere di commercio, regioni e province.
78. Le modalità per lattuazione dellintervento di cui al comma 77 sono determinate sulla base di specifiche direttive emanate dal Ministero delle attività produttive entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
79. Al comma 1 dellarticolo 16 della legge 7 agosto 1997, n. 266, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nella determinazione dei suddetti criteri il Comitato interministeriale per la programmazione economica prevede una percentuale di intervento a carico delle regioni nel rispetto di un tetto massimo di cofinanziamento pari al 10 per cento della quota pubblica complessiva ovvero una diversa graduazione del cofinanziamento regionale per le regioni operanti nei territori di cui allobiettivo 1 del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999».
80. Le risorse del fondo di cui al comma 1 dellarticolo 16 della legge 7 agosto 1997, n. 266, sono altresì destinate, nei limiti di 30.987.414 euro per ciascuno degli anni 2002-2004, al finanziamento dei programmi predisposti dalle amministrazioni comunali per la qualificazione della rete commerciale ai sensi dellarticolo 10, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114. Allonere derivante dallattuazione del presente comma si provvede mediante utilizzo dello stanziamento per il Fondo unico per gli incentivi alle imprese di cui allarticolo 52, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448.
81. È istituita, per gli anni 2002-2004, una misura di accompagnamento sociale in collegamento con le misure di conservazione delle risorse ittiche, disposta dal Ministro delle politiche agricole e forestali, sentito il Comitato nazionale per la conservazione e la gestione delle risorse biologiche del mare di cui allarticolo 3 della legge 17 febbraio 1982, n. 41. A tale fine è stanziato limporto di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004.
82. Allo scopo di procedere alla definitiva liquidazione delle istanze di ammissione a contributo di cui alla legge 28 agosto 1989, n. 302, pervenute al Ministero delle politiche agricole e forestali entro il termine del 31 dicembre 1999, è stanziato limporto di 2.500.000 euro.
83. Allarticolo 127, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, lultimo periodo è sostituito dai seguenti: «Il concorso dello Stato per la costituzione e la dotazione finanziaria annuale del fondo è contenuto nei limiti dei parametri contributivi stabiliti per i contratti assicurativi, applicati ai valori delle produzioni garantite dal fondo stesso e non deve superare limporto versato dal socio aderente alle azioni di mutualità e solidarietà. Le modalità operative e gestionali del fondo sono stabilite con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, dintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Entro il 31 gennaio di ogni anno il Ministro delle politiche agricole e forestali, dintesa con la medesima Conferenza permanente, con proprio decreto, stabilisce la quota di stanziamento per la copertura dei rischi agricoli da destinare alle azioni di mutualità e solidarietà».
84. Il secondo periodo del comma 2 dellarticolo 21 del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, è sostituito dal seguente: «Trovano applicazione le disposizioni di cui al citato articolo 17, comma 2, lettere a), b), c), d) e f)».
85. Nellambito delle risorse finanziarie di cui ai decreti legislativi 18 maggio 2001, numeri 227 e 228, un importo pari a 30 milioni di euro per lanno 2002 è destinato al finanziamento degli interventi di cui al decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165.
86. Alla legge 23 dicembre 2000, n. 388, allarticolo 145, comma 13, secondo periodo, le parole: «nellanno 2001 e» sono soppresse.
87. Gli stanziamenti iscritti nelle unità previsionali di base del bilancio di previsione dello Stato per lanno finanziario 2002, concernenti spese classificate «consumi intermedi», sono ridotti del 9 per cento per lanno 2002, con esclusione di quelli relativi ad accordi internazionali, ad intese con confessioni religiose, a regolazioni contabili, a garanzie assunte dallo Stato, a spese delle Forze armate e delle Forze di polizia, nonchè di quelli aventi natura obbligatoria.
88. Per le finalità di cui allarticolo 117, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è stanziata la somma di 51.645.690 euro nellesercizio finanziario 2002 a valere sul Fondo per loccupazione di cui allarticolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
Art. 53.
(Disposizioni concernenti lo stabilimento ILVA di Genova Cornigliano)
1. Al fine di conseguire gli scopi previsti dallarticolo 4 della legge 9 dicembre 1998, n. 426, ed in particolare la definitiva chiusura di tutte le lavorazioni a caldo e la cessazione dei conseguenti effetti inquinanti, le aree appartenenti al demanio portuale, escluse le banchine, occupate dallo stabilimento ILVA di Genova Cornigliano, sono sdemanializzate. Dette aree sono assegnate, in adesione alla sua richiesta e previo versamento dellindennizzo di 2,60 milioni di euro, al patrimonio disponibile della regione Liguria per essere destinate, in coerenza con le determinazioni del comune di Genova e della provincia di Genova nellesercizio dei rispettivi poteri di pianificazione territoriale, ad insediamenti socio-produttivi strategici di rilevante interesse regionale ambientalmente compatibili.
2. La regione Liguria conferisce le aree di cui al comma 1 ad una società per azioni allo scopo costituita, alla quale potranno partecipare, a richiesta, il comune di Genova e la provincia di Genova in quota complessivamente e congiuntamente paritaria a quella della regione Liguria. Tale società verrà altresì partecipata in quota minoritaria da soggetto designato dal Governo. La società per azioni dispone di dette aree anche per definire, secondo le modalità più opportune, la disciplina complessiva dei rapporti giuridico-economici relativi al soggetto privato attuale concessionario, garantisce la continuità dellattuale occupazione anche attraverso il consolidamento delle lavorazioni a freddo e utilizza le risorse indicate nellarticolo 4 della legge 9 dicembre 1998, n. 426. In tale quadro il Governo garantisce il mantenimento della continuità occupazionale di tutti i lavoratori interessati. Tutti i trasferimenti previsti dal presente articolo sono esenti da imposizioni fiscali.
Art. 54.
(Fondo nazionale per il sostegno alla progettazione delle opere pubbliche delle regioni e degli enti locali)
1. Al fine di promuovere, in coerenza con gli obiettivi indicati dal Documento di programmazione economico-finanziaria, la realizzazione delle opere pubbliche di regioni, province, comuni, comunità montane e relativi consorzi, presso il Ministero delleconomia e delle finanze è istituito a decorrere dal 2002 il Fondo nazionale per il sostegno alla progettazione delle opere pubbliche delle regioni e degli enti locali.
2. I contributi erogati dal Fondo sono volti al finanziamento delle spese di progettazione delle opere pubbliche delle regioni e degli enti locali e devono risultare almeno pari al 50 per cento del costo effettivo di progettazione.
3. Ai fini dellammissione al contributo, le regioni e gli enti locali
presentano apposita domanda al Ministero delleconomia e delle finanze
contenente le seguenti indicazioni:
a) natura, finalità e stima dei tempi di realizzazione dellopera
pubblica ammessa al contributo;
b) entità dei singoli contributi richiesti, in valore assoluto ed in
percentuale del costo di progettazione dellopera;
c) stima del costo di esecuzione dellopera, al netto del costo di progettazione;
d) la spesa per investimenti effettuata dallente e lammontare dei
trasferimenti in conto capitale ricevuti in ciascuno degli anni del triennio
precedente.
4. Il prospetto contenente le informazioni di cui al comma 3 e le relative modalità di trasmissione sono definiti con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze da emanare entro il 31 marzo 2002. In caso di ingiustificati ritardi o gravi irregolarità nellimpiego del contributo, il beneficio è revocato con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze.
5. Il Ministro delleconomia e delle finanze trasmette annualmente al Parlamento, per lacquisizione del parere da parte delle Commissioni competenti, un piano nel quale viene individuata la destinazione delle disponibilità del Fondo. In sede di prima attuazione della presente legge, per lanno 2002, gli interventi ammessi a fruire dei finanziamenti erogati dal Fondo sono prioritariamente individuati tra quelli indicati in apposita deliberazione delle competenti Commissioni parlamentari.
6. Per lanno 2002 la dotazione del Fondo è determinata in 50 milioni di euro. Per gli anni successivi il Fondo può essere rifinanziato per gli interventi di cui al presente articolo con la procedura di cui allarticolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
7. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei traporti, sono dettate le disposizioni per lattuazione del presente articolo.
Art. 55.
(Fondo nazionale per la realizzazione di infrastrutture di interesse locale)
1. Al fine di contribuire alla realizzazione delle opere pubbliche e delle infrastrutture di interesse locale, promuovere la funzione delle autonomie locali nella valorizzazione delle risorse del territorio e nella soddisfazione dei bisogni primari delle popolazioni, coerentemente con i principi di sussidiarietà e diffuso decentramento, nonchè garantire lefficace raccordo, in coerenza con gli obiettivi indicati dal Documento di programmazione economico-finanziaria, tra la realizzazione del piano straordinario delle infrastrutture e delle opere di grandi dimensioni con le esigenze infrastrutturali locali, presso il Ministero delleconomia e delle finanze è istituito a decorrere dal 2002 il Fondo nazionale per la realizzazione di infrastrutture di interesse locale.
2. I contributi erogati dal Fondo di cui al comma 1 sono finalizzati alla realizzazione di opere pubbliche di interesse locale indispensabili per la valorizzazione delle risorse produttive e delle realtà sociali interessate.
3. Il Ministro delleconomia e delle finanze trasmette annualmente al Parlamento, per lacquisizione del parere da parte delle Commissioni competenti, un piano nel quale viene individuata la destinazione delle disponibilità del Fondo. In sede di prima applicazione, per lanno 2002, gli interventi ammessi a fruire dei finanziamenti erogati dal Fondo sono prioritariamente individuati tra quelli indicati in apposita deliberazione delle competenti Commissioni parlamentari.
4. Per lanno 2002 la dotazione del Fondo è determinata in 50 milioni di euro. Per gli anni successivi il Fondo può essere rifinanziato per gli interventi di cui al presente articolo con la procedura di cui allarticolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
5. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze sono dettate le disposizioni per lattuazione del presente articolo.
Art. 56.
(Disposizioni in favore del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano)
1. Al fine di promuovere la realizzazione di interventi urgenti per la protezione dal fenomeno dellerosione delle coste del Tirreno meridionale ricadenti nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, è riconosciuto un contributo straordinario in favore del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella misura di 5,64 milioni di euro per lanno 2002, 12,911 milioni di euro per lanno 2003 e 12,911 milioni di euro per lanno 2004.
Art. 57.
(Disposizioni in materia di risorse finanziarie da destinare alla società Ferrovie dello Stato Spa)
1. Al fine di consentire lattribuzione alla società Ferrovie dello Stato Spa, in conto aumento di capitale sociale, delle risorse finanziarie di cui allarticolo 1, comma 3, e allarticolo 3, comma 1, della legge 8 ottobre 1998, n. 354, nonché allarticolo 145, comma 78, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, i corrispondenti stanziamenti iscritti nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono trasferiti nello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze.
Art. 58.
(Modifica allarticolo 23 della legge 5 marzo 2001, n. 57)
1. Al comma 1 dellarticolo 23 della legge 5 marzo 2001, n. 57, le parole: «non superiore al 40 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «non superiore all80 per cento». Conseguentemente, al comma 5 dellarticolo 1 del regolamento di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 24 ottobre 2001, n. 407, le parole: «non superiore al 40 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «non superiore all80 per cento».
Art. 59.
(Disposizioni in favore dei settori tessile, dellabbigliamento e calzaturiero)
1. La somma di lire 110 miliardi di cui allarticolo 103, comma 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è aumentata per lanno 2002 di 1,50 milioni di euro, e per lanno 2003 di 1 milione di euro, interamente finalizzati alla concessione di contributi in conto capitale nei limiti degli aiuti de minimis per il settore produttivo tessile, dellabbigliamento e calzaturiero. Tali contributi sono in particolare finalizzati alla realizzazione di progetti consortili adottati da enti pubblici o da soggetti privati per la formazione e la valorizzazione degli stilisti.
Art. 60.
(Modifiche allarticolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388)
1. Allarticolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) nella rubrica, dopo la parola: «svantaggiate» sono aggiunte le
seguenti: «e per le imprese agricole di tutto il territorio nazionale»;
b) al comma 1, dopo le parole: «16 giugno 1998, n. 209,» sono inserite
le seguenti: «nonché alle imprese agricole di cui allarticolo
1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, che effettuano nuovi investimenti
ai sensi dellarticolo 51 del regolamento (CE) n. 1257/1999, del Consiglio,
del 17 maggio 1999»;
c) al comma 3, dopo le parole: «Abruzzo e Molise» sono inserite
le seguenti: «e alle imprese agricole di cui al comma 1»;
d) dopo il comma 7 è inserito il seguente:
«7-bis. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali,
dintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni
e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le tipologie di
investimento per le imprese agricole e per quelle della prima trasformazione
e commercializzazione ammesse agli aiuti, in osservanza di quanto previsto dal
piano di sviluppo rurale di cui al citato regolamento (CE) n. 1257/1999 e di
quanto previsto dallarticolo 17 del decreto legislativo 18 maggio 2001,
n. 228».
2. Alle imprese agricole di cui allarticolo 1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, che effettuano investimenti ai sensi dellarticolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come modificato dal comma 1 del presente articolo, si applicano le limitazioni di cui allarticolo 5, comma 2, della legge 18 ottobre 2001, n. 383.
Art. 61.
(Modifica allarticolo 45 della legge 23 dicembre 2000, n. 388)
1. Dopo il comma 3 dellarticolo 45 della legge 23 dicembre 2000, n.
388, è aggiunto il seguente:
«3-bis. Tra gli immobili di cui al comma 3 rientrano anche quelli ad uso
non abitativo qualora destinati, realizzati, assegnati oppure utilizzati per
i profughi di cui al citato comma 3, ed allorché negli stessi immobili
si svolgano o si siano svolte attività culturali, sociali, scolastiche
e sanitarie. Rientrano altresì nei predetti immobili quelli destinati
allo svolgimento di attività commerciali o artigianali, nella misura
in cui siano diretti a soddisfare esigenze di primaria necessità, in
attuazione degli scopi statutari degli enti soppressi di cui al comma 3».
Art. 62.
(Modifiche allarticolo 109 della legge 23 dicembre 2000, n. 388)
1. Allarticolo 109 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, dopo la lettera m), è aggiunta la seguente:
«m-bis) elaborazione ed attuazione di piani di sostenibilità in
aree territoriali di particolare interesse dal punto di vista delle relazioni
fra i settori economico, sociale e ambientale»;
b) il comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, il Ministro dellambiente
e della tutela del territorio definisce, previa approvazione del Comitato interministeriale
per la programmazione economica, il programma annuale di utilizzazione del fondo
di cui al comma 1, elaborato anche sulla base delle proposte fatte pervenire
dalle altre amministrazioni interessate. In tale programma sono individuati:
a) le specifiche tipologie di azione da finanziare;
b) i settori prioritari di intervento, con particolare riferimento a quelli
indicati nel comma 2;
c) i fondi attribuibili alle singole misure ed interventi programmati, in relazione
alle risorse finanziarie disponibili per lanno di riferimento;
d) le condizioni e le modalità per lattribuzione e lerogazione
delle forme di sostegno, anche mediante credito di imposta;
e) le priorità territoriali e tematiche;
f) le categorie di soggetti beneficiari;
g) le modalità di verifica della corretta e tempestiva attuazione delle
iniziative e di valutazione dei risultati conseguiti».
Art. 63.
(Modifica allarticolo 4 della legge 30 dicembre 1991, n. 412)
1. Allarticolo 4, comma 15, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, dopo le parole: «policlinici universitari a diretta gestione,» sono inserite le seguenti: «gli ospedali classificati».
Art. 64.
(Modifiche allarticolo 2 del decreto legislativo 10 agosto 2000, n. 260)
1. Il comma 3 dellarticolo 2 del decreto legislativo 10 agosto 2000,
n. 260, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
«3. Per i vigneti abusivamente impiantati dal 1º settembre 1993 al
31 agosto 1998, nei confronti dei soggetti che abbiano presentato la dichiarazione
di cui al comma 1 e che abbiano ottenuto, entro il 31 luglio 2002, la regolarizzazione
prevista dallarticolo 2, paragrafo 3, lettera a), del regolamento (CE)
n. 1493/99, e successive modificazioni e disposizioni applicative, si applica
la sanzione amministrativa pecuniaria di 258 euro per ogni ettaro della superficie
vitata. Per i vigneti abusivamente impiantati dal 1º settembre 1993 al
31 agosto 1998, nei confronti dei soggetti che abbiano presentato la dichiarazione
prevista dallarticolo 2, paragrafo 3, lettera c), del medesimo regolamento
(CE) n. 1493/99, si applicano le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:
a) da 1.033 euro a 6.197 euro per ettaro, se limpianto in relazione ai
vitigni utilizzati è idoneo esclusivamente per la produzione di vini
da tavola, in base a criteri fissati con provvedimento della giunta regionale
competente per territorio, tenuto conto della realtà locale;
b) da 2.582 euro a 12.911 euro per ettaro, se limpianto in relazione ai
vitigni utilizzati è idoneo per la produzione di vini di qualità
prodotti in regioni delimitate, in base a criteri fissati con provvedimento
della giunta regionale».
2. Dopo il comma 3 dellarticolo 2 del decreto legislativo 10 agosto
2000, n. 260, e successive modificazioni, sono inseriti i seguenti:
«3-bis. Per i vigneti impiantati anteriormente al 1º settembre 1993
non si applicano le sanzioni di cui al comma 3 secondo quanto disposto dallarticolo
28 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e gli stessi vigneti devono essere
considerati a tutti gli effetti regolarizzati.
3-ter. Le regioni determinano limporto a carico del produttore delle spese
amministrative per liscrizione allinventario di cui al regolamento
(CE) n.1493/99 dei vigneti di cui al comma 3-bis».
Art. 65.
(Disposizioni in favore delle imprese armatrici delle unità da pesca e a tutela delloccupazione del personale marittimo)
1. Alle imprese armatrici di unità da pesca che ottemperino a quanto stabilito dallarticolo 3 del regolamento (CE) n. 2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, che intendano conseguire per le stesse labilitazione alla categoria di pesca appropriata allattività cui il peschereccio è funzionalmente orientato, nonché alle imprese armatrici di unità da pesca esistenti ed aventi lunghezza fra le perpendicolari superiore a diciotto metri che debbano essere adeguate alle previsioni di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298, è concesso un contributo in conto capitale sulle spese di investimento per gli interventi strutturali di adeguamento necessari. A tale fine è autorizzata la spesa di 7,50 milioni di euro per lanno 2002 e di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004.
2. Il contributo, che non concorre alla formazione del reddito imponibile, è elevato del 30 per cento rispetto ai massimali di intervento previsti dallallegato IV del regolamento (CE) n. 2792/1999 del Consiglio, del 17 dicembre 1999.
3. Gli oneri di installazione e funzionamento relativi ai sistemi di localizzazione e controllo satellitare delle navi da pesca nazionali, previsti dal citato regolamento (CE) n. 2847/93, e successive modificazioni, gravano sul Fondo centrale per il credito peschereccio, previsto dalla legge 17 febbraio 1982, n. 41, nei limiti della dotazione finanziaria assegnata al Ministero delle politiche agricole e forestali.
4. Al fine di salvaguardare le imprese armatrici di unità navali mercantili
e per la tutela delloccupazione dei marittimi italiani:
a) a parziale modifica di quanto previsto dal decreto del Ministro dei trasporti
e della navigazione 5 ottobre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 248
del 23 ottobre 2000, come modificato dal decreto del Ministro dei trasporti
e della navigazione 22 dicembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.24
del 30 gennaio 2001, il personale navigante con la qualifica di padrone marittimo
di prima classe al traffico, con almeno dodici mesi di navigazione in qualità
di comandante, può convertire il certificato IMO STCW/78 con quello IMO
STCW/95 acquisendo il titolo di comandante con limitazione al comando di navi
fino a 7.000 tonnellate; i padroni marittimi di seconda classe al traffico,
con almeno dodici mesi di navigazione in qualità di comandante possono
convertire il certificato IMO STCW/78 con quello IMO STCW/95 acquisendo il titolo
di comandante con limitazione al comando di navi fino a 5.000 tonnellate;
b) i marittimi per i quali siano richiesti i certificati di antincendio di base,
sopravvivenza e salvataggio e primo soccorso elementare ai sensi della Convenzione
STCW/95, e che non abbiano frequentato i corsi o sostenuto esami, vengono ugualmente
certificati qualora abbiano navigato per un periodo di sei mesi negli ultimi
cinque anni. Su di essi graverà comunque lobbligo di frequentare
i corsi e sostenere gli esami per antincendio di base e sopravvivenza e salvataggio
e sostenere soltanto gli esami per il primo soccorso elementare, entro dodici
mesi, a far data dal 1º febbraio 2002. Trascorso tale termine senza che
siano stati frequentati i corsi e sostenuti gli esami, le certificazioni rilasciate
ai sensi del presente comma perdono efficacia.
Art. 66.
(Interventi per la protezione dallinfluenza catarrale dei ruminanti)
1. Gli interventi di cui alla lettera b) del comma 2 dellarticolo 7-bis del decreto-legge 11 gennaio 2001, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2001, n. 49, e successive modificazioni, sono estesi, per i capi destinati alla macellazione a decorrere dal 1º aprile 2001 e fino al 31 dicembre 2002, alle aziende zootecniche e alle cooperative di allevamento bovini ubicate nelle regioni e province sottoposte a sorveglianza dellinfluenza catarrale dei ruminanti (blue tongue) di cui allallegato I della decisione 2001/783/CE della Commissione, del 9 novembre 2001.
2. Al fine di assicurare la realizzazione di interventi urgenti diretti a
fronteggiare lemergenza nel settore zootecnico, ed in particolare nel
comparto bovino, causata dallinfluenza catarrale dei ruminanti, le disponibilità
di cui allautorizzazione di spesa prevista dallarticolo 7-ter, comma
6, del decreto-legge 11 gennaio 2001, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla
legge 9 marzo 2001, n. 49, sono destinate, a decorrere dal 1º gennaio 2002,
ad un apposito «Fondo per lemergenza blue tongue» per il finanziamento
di:
a) interventi per assicurare, in conformità allarticolo 87, paragrafo
2, lettera b), del Trattato istitutivo della Comunità europea, e successive
modificazioni, lagibilità degli allevamenti, che operano nella
linea vacca-vitello, compromessa dallimprevista permanenza dei capi in
azienda e per evitare linterruzione dellattività agricola
ed i conseguenti danni economici e sociali. A tale fine, nei limiti della dotazione
del Fondo, viene erogato, a titolo di compensazione, un indennizzo da corrispondere
allazienda di allevamento previa attestazione della macellazione, avvenuta
a decorrere dal 31 gennaio 2001, del bovino detenuto in azienda per almeno cinque
mesi, fino a 77, 46 euro per i bovini in età compresa fra 6 e 12 mesi,
fino a 144,92 euro per i bovini di età compresa fra 12 e 24 mesi e 180,75
euro per le vacche a fine carriera produttiva;
b) un indennizzo di 51, 64 euro a capo per gli stessi motivi di cui alla lettera
a), da corrispondere allazienda di allevamento per la macellazione del
vitello di età inferiore a 6 mesi; ai capi di cui alla presente lettera
si applicano le disposizioni dellarticolo 1 del citato decreto-legge n.
1 del 2001.
3. La disposizione di cui al comma 2, lettera a), deve intendersi nel senso che lindennizzo è corrisposto allazienda di allevamento, previa attestazione della macellazione o della cessione per vendita.
4. La sospensione dei termini di cui al comma 2 dellarticolo 7-ter del decreto-legge 11 gennaio 2001, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2001, n. 49, e successive modificazioni, è estesa fino al 31 dicembre 2002 limitatamente alle aziende zootecniche e alle cooperative di allevamento bovini, ubicate nelle regioni e province sottoposte a sorveglianza dellinfluenza catarrale dei ruminanti di cui allallegato I della decisione 2001/783/CE della Commissione, del 9 novembre 2001. Le somme dovute e non corrisposte per effetto della predetta sospensione saranno ridotte e versate, a decorrere dal 1º gennaio 2004, in cento rate mensili.
5. La lettera a) del comma 1 dellarticolo 129 della legge 23 dicembre
2000, n. 388, è sostituita, a decorrere dal 1º gennaio 2002, dalla
seguente:
«a) interventi strutturali e di indennizzo per assicurare lagibilità
degli allevamenti bovini che operano nella linee vacca-vitello, nonché
di prevenzione in allevamenti di bovini e ovini, in zone di protezione di sorveglianza
istituite dallautorità sanitaria a seguito della accertata presenza
di influenza catarrale dei ruminanti: euro 10.329.138 per ciascuno degli anni
2002 e 2003;».
Art. 67.
(Programmazione negoziata in agricoltura)
1. I finanziamenti revocati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) ad iniziative di programmazione negoziata nel settore agroalimentare e della pesca sono assegnati al finanziamento di nuovi patti territoriali e contratti di programma riguardanti il settore medesimo.
2. Con decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali, sono predisposti contratti di programma ed emanati bandi di gara per patti territoriali, attivabili e finanziabili su tutto il territorio nazionale previa delibera del CIPE secondo gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato per lagricoltura, nei limiti delle risorse rese disponibili attraverso le revoche di cui al comma 1.
3. Allarticolo 124, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è aggiunto il seguente periodo: «Per tali patti, per i quali sia stato emanato il decreto di approvazione da parte del Ministro competente, il finanziamento pubblico riguarda tutte le iniziative imprenditoriali ed infrastrutturali previste da ciascun patto, anche se le stesse sono attuabili parzialmente allesterno delle aree classificate depresse».
Art. 68.
(Disposizioni concernenti il fondo per la progettazione preliminare di cui allarticolo 4 della legge 17 maggio 1999, n. 144)
1. A valere sulle disponibilità del Fondo rotativo per la progettualità di cui allarticolo 1, comma 54, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, una quota pari a 20 milioni di euro è destinata al finanziamento per lanno 2002 degli interventi previsti dal fondo per la progettazione preliminare di cui al comma 5 dellarticolo 4 della legge 17 maggio 1999, n. 144.
Art. 69.
(Semplificazione delle procedure di spesa)
1. Al fine di agevolare il conseguimento degli obiettivi di crescita e di occupazione, con uno o più regolamenti, da emanare ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo, su proposta del Ministro delleconomia e delle finanze e dei Ministri competenti, emana disposizioni per la semplificazione e laccelerazione delle procedure di spesa, con particolare riferimento agli interventi nelle aree depresse.
2. Gli schemi dei regolamenti di cui al comma 1 sono trasmessi al Parlamento per lacquisizione del parere da parte delle Commissioni competenti, da rendere entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta. Decorso inutilmente tale termine, i regolamenti possono essere comunque emanati.
Art. 70.
(Disposizioni in materia di asili nido)
1. È istituito un Fondo per gli asili nido nellambito dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
2. Gli asili nido, quali strutture dirette a garantire la formazione e la socializzazione delle bambine e dei bambini di età compresa tra i tre mesi ed i tre anni ed a sostenere le famiglie ed i genitori, rientrano tra le competenze fondamentali dello Stato, delle regioni e degli enti locali.
3. Entro il 30 settembre di ogni anno il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, provvede con proprio decreto a ripartire tra le regioni le risorse del Fondo, sentita la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
4. Le regioni, nei limiti delle proprie risorse ordinarie di bilancio e di quelle aggiuntive di cui al comma 3, provvedono a ripartire le risorse finanziarie tra i comuni, singoli o associati, che ne fanno richiesta per la costruzione e la gestione degli asili nido nonché di micro-nidi nei luoghi di lavoro.
5. Le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici nazionali, allo scopo di favorire la conciliazione tra esigenze professionali e familiari dei genitori lavoratori, possono, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio, istituire nellambito dei propri uffici i micro-nidi di cui al comma 4, quali strutture destinate alla cura e allaccoglienza dei figli dei dipendenti, aventi una particolare flessibilità organizzativa adeguata alle esigenze dei lavoratori stessi, i cui standard minimi organizzativi sono definiti in sede di Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
6. Le spese di partecipazione alla gestione dei micro-nidi e dei nidi nei luoghi di lavoro sono deducibili dallimposta sul reddito dei genitori e dei datori di lavoro nella misura che verrà determinata con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Lonere complessivo non potrà superare rispettivamente 6, 20 e 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004.
7. Anche in deroga al limite di indebitamento previsto dallarticolo 204 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, la Cassa depositi e prestiti concede ai comuni i mutui necessari ai fini del finanziamento delle opere relative alla costruzione di asili nido, anche in relazione alleventuale acquisto dellarea da parte del comune, corredata dalla certificazione della regione circa la regolarità degli atti dovuti.
8. La dotazione del Fondo di cui al comma 1 è fissata in 50 milioni di euro per lanno 2002, 100 milioni di euro per lanno 2003 e 150 milioni di euro per lanno 2004. A decorrere dal 2005 alla determinazione del Fondo si provvede ai sensi dellarticolo 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
Art. 71.
(Disposizioni in materia di trasferimento di beni demaniali)
1. Le disposizioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 177, concernente il trasferimento di beni demaniali al patrimonio disponibile dei comuni e la successiva cessione ai privati, si applicano anche alle aree demaniali ricadenti nel territorio nazionale non destinate allesercizio della funzione pubblica e su cui siano state eseguite opere di urbanizzazione e di costruzione in epoca anteriore al 31 dicembre 1990.
Art. 72.
(Indennizzo delle aziende commerciali in crisi)
1. Lindennizzo di cui allarticolo 1 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, è concesso, con le medesime modalità ivi previste, anche ai soggetti che si trovino in possesso dei requisiti di cui allarticolo 2 del predetto decreto legislativo nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2002 e il 31 dicembre 2004.
2. Laliquota contributiva di cui allarticolo 5 del citato decreto legislativo n. 207 del 1996 è dovuta dagli iscritti alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali presso lINPS per il periodo tra il 1º gennaio 2002 ed il 31 dicembre 2006.
3. Le domande di cui allarticolo 7 del citato decreto legislativo n. 207 del 1996 possono essere presentate dai soggetti di cui al comma 1 entro il 31 gennaio 2005.
Art. 73.
(Assegnazione di fondi)
1. I fondi di cui alla legge 30 giugno 1998, n. 208, come rifinanziata dalla presente legge, sono assegnati a progetti selezionati secondo criteri di avanzamento progettuale e di coerenza programmatica, con particolare riferimento alle priorità della programmazione comunitaria 2000-2006 e con ricorso a metodi premiali; tali criteri e metodi sono attuati con le procedure di cui allarticolo 19, comma 5-bis, del decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96.
2. Il limite di impegno quindicennale, di cui allarticolo 50, comma 1, lettera g), della legge 23 dicembre 1998, n. 448, per la costruzione della superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta, è assegnato alla regione Veneto.
Art. 74.
(Disposizioni in materia di trasmissioni televisive e radiofoniche)
1. Nella tabella A, parte III, di cui allarticolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, al numero 123-ter), dopo le parole: «a mezzo di reti via cavo o via satellite» sono aggiunte le parole: «ivi comprese le trasmissioni televisive punto-punto».
2. Fino allattuazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiofoniche in tecnica analogica, i soggetti titolari di concessione radiofonica comunitaria in ambito nazionale sono autorizzati ad attivare nuovi impianti, su base non interferenziale con altri legittimi utilizzatori dello spettro radioelettrico e nel rispetto delle normative vigenti in materia di emissioni elettromagnetiche, sino al raggiungimento della copertura di cui allarticolo 3, comma 5, della legge 31 luglio 1997, n. 249. Decorsi novanta giorni dalla comunicazione di attivazione degli impianti al Ministero delle comunicazioni ed in mancanza di segnalazioni di interferenze, la frequenza utilizzata si intende autorizzata.
Art. 75.
(Cessione di credito della regione Sicilia)
1. Il credito vantato dalla regione Sicilia a fronte dei limiti dimpegno quindicennali, previsti dallarticolo 55 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e da successivi provvedimenti legislativi, assunti dallo Stato al fine della corresponsione del contributo dovuto, a titolo di solidarietà nazionale, di cui allarticolo 38 dello statuto regionale, può formare oggetto di cessione da parte della regione medesima al fine di attualizzare i relativi importi.
Art. 76.
(Regime fiscale dei trasferimenti di beni immobili)
1. Il regime fiscale previsto dallarticolo 33, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, si intende applicabile nei confronti dei trasferimenti di beni immobili, compresi in piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, regolarmente approvati ai sensi della normativa statale o regionale, a condizione che lutilizzazione edificatoria dellarea avvenga entro cinque anni dal trasferimento, anche nel caso in cui lacquirente non disponesse in precedenza di altro immobile compreso nello stesso piano urbanistico.
Art. 77.
(Approvazione della decisione n. 2000/597/CE, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee)
1. È approvata la decisione n. 2000/597/CE del Consiglio, del 29 settembre 2000, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee.
2. Piena e diretta esecuzione è data alla decisione di cui al comma 1 dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dallarticolo 10, paragrafo 1, della decisione stessa.
TITOLO IV
NORME FINALI
Art. 78.
(Fondi speciali e tabelle)
1. Gli importi da iscrivere nei fondi speciali di cui allarticolo 11-bis della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio 2002-2004, restano determinati, per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, nelle misure indicate nelle Tabelle A e B, allegate alla presente legge, rispettivamente per il fondo speciale destinato alle spese correnti e per il fondo speciale destinato alle spese in conto capitale.
2. Le dotazioni da iscrivere nei singoli stati di previsione del bilancio 2002 e triennio 2002-2004, in relazione a leggi di spesa permanente la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria, sono indicate nella Tabella C allegata alla presente legge.
3. Ai sensi dellarticolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, gli stanziamenti di spesa per il rifinanziamento di norme che prevedono interventi di sostegno delleconomia classificati fra le spese di conto capitale restano determinati, per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, nelle misure indicate nella Tabella D allegata alla presente legge.
4. Ai termini dellarticolo 11, comma 3, lettera e), della legge 5 agosto 1978, n. 468, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi indicate nella Tabella E allegata alla presente legge sono ridotte degli importi determinati nella medesima Tabella.
5. Gli importi da iscrivere in bilancio in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi a carattere pluriennale restano determinati, per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, nelle misure indicate nella Tabella F allegata alla presente legge.
6. A valere sulle autorizzazioni di spesa in conto capitale recate da leggi a carattere pluriennale, riportate nella Tabella F, le amministrazioni e gli enti pubblici possono assumere impegni nellanno 2002, a carico di esercizi futuri nei limiti massimi di impegnabilità indicati per ciascuna disposizione legislativa in apposita colonna della stessa Tabella, ivi compresi gli impegni già assunti nei precedenti esercizi a valere sulle autorizzazioni medesime.
Art. 79.
(Copertura finanziaria ed entrata in vigore)
1. La copertura della presente legge per le nuove o maggiori spese correnti, per le riduzioni di entrata e per le nuove finalizzazioni nette da iscrivere nel Fondo speciale di parte corrente viene assicurata, ai sensi dellarticolo 11, comma 5, della legge 5 agosto 1978, n. 468, secondo il prospetto allegato.
2. Le disposizioni della presente legge sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti.
3. La presente legge entra in vigore il 1º gennaio 2002. Le disposizioni di cui allarticolo 42 acquistano efficacia il giorno stesso della pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.