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Gazzetta Ufficiale N. 186 del 9 Agosto 2002

AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Accordo sui servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero per il personale del comparto degli enti pubblici non economici.

In data 13 marzo 2002, alle ore 13,15, presso la sede dell'ARAN
ha avuto luogo l'incontro tra:
ARAN: nella persona del presidente avv. Guido Fantoni
(firmato),
e

    =====================================================================
        Organizzazioni Sindacali      Confederazioni Sindacali
    ---------------------------------------------------------------------
        CGIL/FP ...firmato              CGIL ...firmato
        CISL/FPS ...firmato             CISL ...firmato
        UIL/PA ...firmato               UIL ...firmato
        CISAL ...firmato                CSA di CISAL/FIALP ...firmato
        RDB/CUB ...non firmato          RDB/Parastato ...non firmato

Al termine della riunione e' stato sottoscritto l'allegato
Accordo sui servizi pubblici essenziali e sulle procedure di
raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero per il personale
del comparto degli enti pubblici non economici.

NORME DI GARANZIA SUI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI E SULLE PROCEDURE
DI RAFFREDDAMENTO E CONCILIAZIONE IN CASO DI SCIOPERO PER IL COMPARTO
DEGLI ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI

Art. 1.
Campo di applicazione e finalita'

1. Le norme contenute nel presente accordo si applicano a tutto
il personale, esclusi i dirigenti, con rapporto di lavoro a tempo
indeterminato o determinato, dipendente dagli enti del comparto di
cui all'art. 4 dell'Accordo quadro del 2 giugno 1998 per la
definizione dei comparti di contrattazione.
2. Il presente accordo attua le disposizioni contenute nella
legge 12 giugno 1990, n. 146, come modificata ed integrata dalla
legge 11 aprile 2000, n. 83, in materia di servizi minimi essenziali
in caso di sciopero, indicando le prestazioni indispensabili e
fissando i criteri per la determinazione dei contingenti di personale
tenuti a garantirle.
3. Nel presente accordo vengono altresi' indicati tempi e
modalita' per l'espletamento delle procedure di raffreddamento e
conciliazione dei conflitti, secondo le indicazioni stabilite nel
Protocollo d'intesa sulle linee guida per le suddette procedure,
firmato in data 31 maggio 2001.
4. Le norme del presente accordo si applicano alle azioni
sindacali relative alle politiche sindacali di riforma, rivendicative
e contrattuali, sia a livello di comparto che a livello decentrato.
Le disposizioni in tema di preavviso e di indicazione della durata
non si applicano nelle vertenze relative alla difesa dei valori e
dell'ordine costituzionale o per gravi eventi lesivi dell'incolumita'
e della sicurezza dei lavoratori.

Art. 2.
Servizi pubblici essenziali

1. Ai sensi degli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n.
146, come modificati dagli articoli 1 e 2 della legge 11 aprile 2000,
n. 83, i servizi pubblici da considerare essenziali nel comparto del
personale degli enti pubblici non economici sono i seguenti:
a) assistenza ai minori e ai soggetti ospiti nelle strutture
sociali;
b) protezione civile, servizio dighe, vigilanza nei parchi
nazionali;
c) servizi di informazione, servizi degli uffici di frontiera;
d) assistenza sanitaria, igiene e sanita' pubblica;
e) servizi di supporto logistico e organizzativo;
f) specifici servizi del personale;
g) erogazione di pensioni, di indennita' e di rendite.
2. Nell'ambito dei servizi essenziali di cui al comma 1 e'
garantita, con le modalita' di cui all'art. 3, la continuita' delle
seguenti prestazioni indispensabili per assicurare il rispetto dei
valori e dei diritti costituzionalmente tutelati:
A) Assistenza sanitaria, igiene e sanita' pubblica:
a) pronto soccorso medico e chirurgico;
b) pronto soccorso emotrasfusionale;
c) servizio trasporto infermi;
d) prestazioni terapeutiche gia' in atto o da avviare, ove
non dilazionabili senza danno per le persone interessate; trattamenti
sanitari obbligatori;
e) referti, denunce, certificazioni e attivita' connesse alla
emanazione di provvedimenti contingibili e urgenti.
B) Servizi di supporto logistico organizzativo:
a) servizio di portineria sufficiente a garantire l'accesso
per la erogazione delle prestazioni indicate nella lettera A) e
limitatamente alle strutture e ai lavoratori direttamente interessati
;
b) raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali, tossici o
nocivi, per quanto di competenza e secondo la legislazione vigente.
C) Servizi di informazione e servizi di frontiera:
a) approvvigionamento, attraverso le fonti ordinarie, delle
notizie inerenti le condizioni di transitabilita' e la loro
diffusione mediante i canali radiofonici, televisivi e telefonici;
b) attivita' di assistenza automobilistica nei confronti di
coloro che transitano in entrata o in uscita attraverso il confine
del territorio italiano.
D) Servizi di protezione civile, servizio dighe e vigilanza nei
parchi nazionali:
a) attivita' di sorveglianza idraulica dei fiumi, degli altri
corsi d'acqua e dei bacini idrici: periodo di preallarme e di piena;
b) attivita' di antibracconaggio e antincendi nei parchi
nazionali;
c) attivita' di protezione civile, da presidiare con
personale in reperibilita'.
E) Assistenza ai minori e ai soggetti ospiti nelle strutture
sociali:
a) assistenza agli ospiti nelle strutture sociali dei centri
di riabilitazione e protesi e delle case di soggiorno gestite dagli
enti;
b) assistenza ai minori nei collegi, nei convitti, nei centri
di vacanza studio all'estero, nei soggiorni climatici gestiti dagli
enti;
c) assistenza ai soggetti ospiti nei campi profughi gestiti
dagli enti.
F) Specifici servizi del personale:
attivita' del servizio del personale limitatamente
all'erogazione degli assegni e delle indennita' con funzioni di
sostentamento; tale servizio deve essere garantito per il periodo di
tempo strettamente necessario in base all'organizzazione dei singoli
enti.
G) Erogazione di pensioni di indennita' e di rendite:
a) pagamento delle pensioni, delle indennita' sociali e di
adeguamento delle rendite previdenziali, aggiornati secondo il
calendario e le scadenze previsti per ogni categoria;
b) erogazione delle altre prestazioni previdenziali
(indennita' di disoccupazione, di t.b.c., di CIG, ecc.), nel rispetto
delle periodicita' stabilite.

Art. 3.
Contingenti di personale

1. Ai fini di cui all'art. 2, mediante regolamenti di servizio
aziendali, adottati sulla base di appositi protocolli d'intesa
stipulati in sede di negoziazione integrativa di ente, tra gli enti
stessi e le organizzazioni sindacali rappresentative in quanto
ammesse alle trattative nazionali ai sensi dell'art. 43 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, vengono definiti i criteri e le
modalita' da seguire per la individuazione delle categorie e dei
profili professionali addetti ai servizi minimi essenziali e per la
determinazione dei contingenti, anche a livello di sede decentrata,
del personale da esonerare dallo sciopero per garantire la
continuita' delle relative prestazioni indispensabili.
2. La quantificazione dei contingenti di personale suddivisi per
area e profilo professionale nel rispetto dei criteri di cui al comma
1, e' definita mediante contrattazione decentrata a livello di
struttura periferica di livello dirigenziale da stipularsi entro 15
giorni dall'accordo di cui al comma 1 e, comunque prima dell'inizio
del quadriennio di contrattazione integrativa.
3. In conformita' alla disciplina di cui ai commi 1 e 2, i
dirigenti responsabili delle strutture centrali e di quelle
territoriali individuano, in occasione di ogni sciopero, di norma con
criteri di rotazione, i nominativi del personale incluso nei
contingenti come sopra definiti tenuti all'erogazione delle
prestazioni necessarie e percio' esonerato dall'effettuazione dello
sciopero. I nominativi sono comunicati alle organizzazioni sindacali
locali ed ai singoli interessati, entro il quinto giorno precedente
la data di effettuazione dello sciopero. Il personale cosi'
individuato ha il diritto di esprimere, entro 24 ore dalla ricezione
della comunicazione, la volonta' di aderire allo sciopero chiedendo
la conseguente sostituzione, nel caso sia possibile. In ogni caso,
per le prestazioni indispensabili relative alla "assistenza
sanitaria" di cui all'art. 2, comma 2, lettere Aa), Ab) ed Ac), va
mantenuto in servizio il personale delle diverse categorie e profili
normalmente impiegato durante il turno in cui viene effettuato lo
sciopero. Per i contingenti di personale da impiegare nelle
prestazioni indispensabili di cui all'art. 2, comma 2, lettere Ad) ed
Ae), va fatto riferimento ai contingenti impiegati nei giorni
festivi, ove si tratti di prestazioni normalmente garantite in tali
giorni.
4. Nelle more della definizione dei regolamenti di servizio sulla
base dei protocolli di intesa, le parti assicurano comunque i servizi
minimi essenziali e le prestazioni di cui all'art. 2, anche
attraverso i contingenti gia' individuati dalla precedente
contrattazione decentrata.
5. Nel caso in cui non si raggiunga l'intesa sui protocolli di
cui al comma 1, da parte delle organizzazioni sindacali sono attivate
le procedure di conciliazione presso i soggetti competenti in sede
locale indicati nell'art. 5, comma 3, lett. c).

Art. 4.
Modalita' di effettuazione degli scioperi

1. Le strutture e le rappresentanze sindacali le quali proclamano
azioni di sciopero che coinvolgono i servizi di cui all'art. 2, sono
tenute a darne comunicazione agli enti interessati, con un preavviso
non inferiore a 10 giorni, precisando, in particolare, la durata
dell'astensione dal lavoro. In caso di revoca, di uno sciopero
indetto in precedenza, le strutture e le rappresentanze sindacali
devono darne tempestiva comunicazione ai predetti enti.
2. La proclamazione degli scioperi relativi alle vertenze
nazionali di comparto deve essere comunicata alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento per la funzione pubblica; la
proclamazione di scioperi relativi a vertenze con i singoli enti deve
essere comunicata agli enti interessati. Per le vertenze a livello di
struttura territoriale decentrata, la proclamazione degli scioperi
deve essere comunicata ai responsabili delle strutture interessate
secondo il livello della vertenza. Nei casi in cui lo sciopero incida
su servizi resi all'utenza, gli enti sono tenuti a trasmettere agli
organi di stampa e alle reti radiotelevisive di maggiore diffusione
nell'area interessata dallo sciopero una comunicazione completa e
tempestiva circa i tempi e le modalita' dell'azione di sciopero.
Analoga comunicazione viene effettuata dagli enti anche nell'ipotesi
di revoca sospensione o rinvio dello sciopero, ai sensi dell'art. 5,
comma 9.
3. In considerazione della natura dei servizi resi dagli enti
pubblici non economici i tempi e la durata delle azioni di sciopero
sono cosi' articolati:
a) il primo sciopero, per qualsiasi tipo di vertenza, non puo'
superare, nelle strutture organizzate per turni, la durata massima di
un'intera giornata; la giornata si identifica con le 24 ore
successive all'inizio del primo turno interessato allo sciopero;
b) gli scioperi successivi al primo per la medesima vertenza
non supereranno le 48 ore consecutive. Nel caso in cui dovessero
essere previsti a ridosso dei giorni festivi, la loro durata non
potra' comunque superare le 24 ore;
c) gli scioperi della durata inferiore alla giornata di lavoro
si svolgeranno in un unico e continuativo periodo, all'inizio o alla
fine di ciascun turno, secondo l'articolazione dell'orario prevista
nell'unita' operativa di riferimento;
d) le organizzazioni sindacali garantiscono che eventuali
scioperi riguardanti singoli profili professionali e/o singole unita'
organizzative comunque non compromettano le prestazioni individuate
come indispensabili. Sono comunque escluse manifestazioni di sciopero
articolate per servizi o reparti all'interno della stessa unita'
operativa autonoma, secondo gli ordinamenti degli enti;
l'applicazione della presente disciplina viene definita dagli enti
previo accordo con le organizzazioni sindacali rappresentative di cui
all'art. 3, comma 1. Sono altresi' escluse forme surrettizie di
sciopero quali le assemblee permanenti o forme improprie di
astensione dal lavoro;
e) in caso di scioperi, distinti nel tempo, sia della stessa
che di altre organizzazioni sindacali, incidenti sullo stesso
servizio finale e sullo stesso bacino di utenza, l'intervallo minimo
tra l'effettuazione di un'azione di sciopero e la proclamazione della
successiva e' fissato in quarantotto ore alle quali segue il
preavviso di cui al comma 1.
4. Il bacino di utenza puo' essere nazionale, regionale e
provinciale. La comunicazione dell'esistenza di scioperi che
insistono sul medesimo bacino di utenza e' fornita, nel caso di
scioperi nazionali, dal Dipartimento della funzione pubblica e, negli
altri casi, dalle amministrazioni competenti per territorio, entro 24
ore dalla comunicazione delle organizzazioni sindacali interessate
allo sciopero.
5. Inoltre, le azioni di sciopero non saranno effettuate:
a) dal 10 al 25 agosto;
b) nei giorni dal 23 dicembre al 7 gennaio;
c) nei giorni dal giovedi' antecedente la Pasqua al martedi'
successivo.
6. Gli scioperi dichiarati o in corso di effettuazione si
intendono immediatamente sospesi in caso di avvenimenti eccezionali
di particolare gravita' o di calamita' naturali.

Art. 5.
Procedure di raffreddamento e di conciliazione

1. Sono confermate le procedure di raffreddamento gia' previste
nel C.C.N.L. del 6 luglio 1995.
2. In caso di insorgenza di una controversia sindacale che possa
portare alla proclamazione di uno sciopero, vengono espletate le
procedure di conciliazione di cui ai commi seguenti.
3. I soggetti incaricati di svolgere le procedure di
conciliazione sono:
a) in caso di conflitto sindacale di rilievo nazionale, il
Ministero del lavoro;
b) in caso di conflitto sindacale di rilievo regionale, il
prefetto del capoluogo di regione;
c) in caso di conflitto sindacale di rilievo locale, il
prefetto del capoluogo di provincia.
4. Nel caso di controversia nazionale, il Ministero del lavoro,
entro un termine di tre giorni lavorativi decorrente dalla
comunicazione scritta che chiarisca le motivazioni e gli obiettivi
della formale proclamazione dello stato di agitazione e della
richiesta della procedura conciliativa, provvede a convocare le parti
in controversia, al fine di tentare la conciliazione del conflitto. I
medesimi soggetti possono chiedere alle organizzazioni sindacali e ai
soggetti pubblici coinvolti notizie e chiarimenti per la utile
conduzione del tentativo di conciliazione; il tentativo deve
esaurirsi entro l'ulteriore termine di tre giorni lavorativi
dall'apertura del confronto, decorso il quale il tentativo si
considera comunque espletato, ai fini di quanto previsto dall'art. 2,
comma 2, della legge n. 146/1990, come modificata dalla legge n.
83/2000.
5. Con le stesse procedure e modalita' di cui al comma
precedente, nel caso di controversie regionali e locali i soggetti di
cui alle lettere b) e c) del comma 2 provvedono alla convocazione
delle organizzazioni sindacali per l'espletamento del tentativo di
conciliazione entro un termine di tre giorni lavorativi. Il tentativo
deve esaurirsi entro l'ulteriore termine di cinque giorni
dall'apertura del confronto.
6. Il tentativo si considera altresi' espletato ove i soggetti di
cui al comma 3 non abbiano provveduto a convocare le parti in
controversia entro il termine stabilito per la convocazione, che
decorre dalla comunicazione scritta della proclamazione dello stato
di agitazione.
7. Il periodo complessivo della procedura conciliativa di cui al
comma 4 ha una durata complessivamente non superiore a sei giorni
lavorativi dalla formale proclamazione dello stato di agitazione;
quello del comma 5, una durata complessiva non superiore a otto
giorni.
8. Del tentativo di conciliazione di cui al comma 4 viene redatto
verbale che, sottoscritto dalle parti, e' inviato alla commissione di
garanzia. Se la conciliazione riesce, il verbale dovra' contenere
l'espressa dichiarazione di revoca dello stato di agitazione
proclamato che non costituisce forma sleale di azione sindacale ai
sensi dell'art. 2, comma 6, della legge n. 146/1990, come modificata
dalla legge n. 83/2000. In caso di esito negativo, nel verbale
dovranno essere indicate le ragioni del mancato accordo e le parti si
riterranno libere di procedere secondo le consuete forme sindacali
nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative e contrattuali.
9. Le revoche, le sospensioni ed i rinvii dello sciopero
proclamato non costituiscono forme sleali di azione sindacale,
qualora avvengano nei casi previsti dall'art. 2, comma 6, della legge
n. 146/1990, come modificata dalla legge n. 83/2000. Cio', anche nel
caso in cui siano dovuti ad oggettivi elementi di novita' nella
posizione di parte datoriale.
10. Fino al completo esaurimento, in tutte le loro fasi, delle
procedure sopra individuate, le parti non intraprendono iniziative
unilaterali e non possono adire l'autorita' giudiziaria sulle materie
oggetto della controversia.
11. In caso di proclamazione di una seconda iniziativa di
sciopero, nell'ambito della medesima vertenza e da parte del medesimo
soggetto, e' previsto un periodo di tempo dall'effettuazione o revoca
della precedente azione di sciopero entro cui non sussiste obbligo di
reiterare la procedura di cui ai commi precedenti. Tale termine e'
fissato in 120 giorni, esclusi i periodi di franchigia di cui
all'art. 4, comma 5.

Art. 6.
Sanzioni

1. In caso di inosservanza delle disposizioni di cui alla legge
12 giugno 1990, n. 146, e della legge 11 aprile 2000, n. 83 e
successive modificazioni ed integrazioni, nonche' di quelle contenute
nel presente accordo, si applicano gli articoli 4 e 6 delle predette
leggi.

DICHIARAZIONE CONGIUNTA AD INTEGRAZIONE
DELL'ACCORDO SOTTOSCRITTO IL 13 MARZO 2002

Le parti prendono atto del contenuto della valutazione di
idoneita' adottata, con delibera del 17 luglio 2002, dalla
commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero
nei servizi pubblici essenziali, in ordine all'Accordo sui servizi
pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e
conciliazione in caso di sciopero per il personale del comparto degli
enti pubblici non economici, sottoscritto in data 13 marzo 2002;
conseguentemente, in linea con la lettura interpretativa formulata
dalla predetta commissione, concordano che:
a) con riferimento alle procedure di raffreddamento e di
conciliazione disciplinate dall'art. 5 del presente accordo, il
termine di "cinque giorni" di cui all'art. 5, comma 5, ultimo
periodo, debba essere correttamente inteso come termine di "cinque
giorni lavorativi" dall'apertura del confronto;
b) il periodo complessivo della procedura di conciliazione per
le vertenze a carattere regionale e locale di cui all'art. 5, comma
7, debba essere correttamente inteso come periodo "di durata
complessiva non superiore ad otto giorni lavorativi".
Roma, 25 luglio 2002

RdB RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE ADERENTE
ALLA CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE (C.U.B.)

Dichiarazione a verbale

La Rdb non sottoscrive il presente accordo sul funzionamento dei
servizi pubblici essenziali in caso di sciopero ritenendolo
inutilmente peggiorativo rispetto a quanto previsto dalla legge in
proposito.
In particolare non si condivide che siano considerati servizi
pubblici essenziali attivita' di tipo comune la cui sospensione in
caso di sciopero non comporta alcun rischio per la collettivita'
(assistenza automobilistica alle frontiere; attivita'
antibracconaggio; erogazione di emolumenti al personale), e si
ritiene che l'inclusione di altre attivita' vada limitata ai casi
specifici (l'informazione sulle condizioni di transitabilita' puo'
considerarsi "essenziale" solo nei periodi di esodo; l'assistenza
agli ospiti delle strutture sociali e dei campi profughi puo' essere
garantita, in caso di sciopero, solo nei confronti di soggetti non
autosufficienti.
La RdB non condivide inoltre le limitazioni previste nei
confronti di scioperi che interessino singoli profili professionali
e/o singole unita' organizzative nonche' l'esclusione di
effettuazione di scioperi articolati per servizi o reparti
all'interno della stessa unita' operativa.
Si rileva inoltre l'inaccettabilita' del fatto che per le
scadenze temporali entro cui effettuare le procedure di
raffreddamento e conciliazione alcune volte si faccia riferimento ai
giorni "lavorativi" e altre no.
Si rappresenta pertanto che, in caso di sciopero, la RdB si
atterra' unicamente a quanto disposto dalle leggi in materia non
prendendo assolutamente in considerazione quanto previsto dal
presente accordo.


RdB Pubblico Impiego
settore parastato
(Riccardo Porretta)
(firmato)


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato