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Gazzetta Ufficiale N. 191 del 16 Agosto 2002

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 5 luglio 2002
Modalita' di attuazione delle interruzioni temporanee dell'attivita' di pesca per le navi abilitate allo strascico e/o volante relativamente all'anno 2002.

IL DIRETTORE GENERALE
della pesca e dell'acquacoltura

Visto il decreto 3 luglio 2002 del Ministero per le politiche
agricole e forestali recante il piano di protezione delle risorse
acquatiche per l'anno 2002;
Considerata la necessita' di fissare le modalita' di attuazione
delle interruzioni temporanee dell'attivita' di pesca a strascico e/o
volante al fine di assicurare il raggiungimento degli obbiettivi
indicati nel piano di protezione delle risorse acquatiche elaborato
ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal regolamento (CE) n.
2792/99, art. 12, comma 6, nonche' dalla comunicazione della
Commissione europea in materia di aiuti di stato nel settore della
pesca e dell'acquacoltura;
Decreta:
Art. 1.

1. Per le unita' di cui all'art. 2, comma 3, del decreto 3 luglio
2002 in premessa citato, la mancata consegna dei documenti di bordo
prevista dai successivi articoli equivale all'opzione di non
effettuazione dell'interruzione temporanea dell'attivita' di pesca.

Art. 2.

1. Le unita' che attuano il fermo temporaneo di cui all'art. 2 del
decreto 3 luglio 2002, previa esplicita richiesta dell'armatore al
capo del compartimento d'iscrizione, da presentare entro il giorno
precedente l'inizio dell'interruzione temporanea obbligatoria,
possono essere autorizzate, per tutto il periodo dell'interruzione,
ad esercitare la pesca con tutti gli altri sistemi previsti sulla
licenza, nonche' per l'attivita' di pescaturismo.
2. Contestualmente e alla richiesta di cui al comma precedente
l'armatore deve presentare apposita autocertificazione attestante
l'avvenuto sbarco delle attrezzature per l'esercizio dell'attivita' a
strascico e/o volante.
3. L'Autorita' marittima competente procede al sigillo delle
attrezzature sbarcate entro sette giorni dalla data di presentazione
della richiesta di cui al precedente comma 1.
4. Il rilascio dell'autorizzazione di cui al precedente comma 1,
comporta l'inaffidabilita' delle misure di accompagnamento sociale
previste dal decreto 3 luglio 2002.

Art. 3.

1. Durante il periodo d'interruzione temporanea e' consentita,
senza disarmo della nave, l'esecuzione di operazioni di manutenzione
ordinaria e straordinaria, nonche' l'effettuazione di operazioni
tecniche per il rinnovo dei certificati di sicurezza, purche' la
relativa istanza di rinnovo sia stata prodotta in data antecedente
alla scadenza del certificato stesso.
2. Ai fini della realizzazione delle operazioni di cui al comma 1,
la nave puo', durante il periodo d'interruzione temporanea,
raggiungere il luogo in cui saranno effettuate le operazioni stesse,
cosi' come attestate da apposito impegno del cantiere, previo sbarco
delle attrezzature da pesca e preventiva autorizzazione dell'ufficio
marittimo presso il quale si e' iniziata l'interruzione tecnica.
3. L'autorizzazione al trasferimento e' rilasciata per il tempo
strettamente necessario per raggiungere il luogo ove saranno
realizzate le operazioni.
4. La nave, posta in disarmo per l'esecuzione di operazioni di
manutenzione ordinaria e straordinaria in data antecedente l'inizio
dell'interruzione e che permane in stato di disarmo durante il
periodo d'interruzione, non e' ammessa alle misure di accompagnamento
sociale di cui al decreto 3 luglio 2002.

Art. 4.

1. Entro il primo giorno feriale successivo alla data di inizio
dell'interruzione temporanea, a cura dell'armatore devono essere
depositati, presso gli uffici marittimi, i documenti di bordo
dell'unita' che effettua l'interruzione e, per quelle unita' per le
quali sia stato rilasciato, anche il libretto di controllo
dell'imbarco e del consumo del combustibile.
2. Entro tre giorni dall'inizio dell'interruzione tecnica per le
navi dislocate in un porto diverso da quello di iscrizione,
l'Autorita' marittima, presso il cui ufficio sono stati depositati i
documenti di bordo, comunica all'ufficio marittimo d'iscrizione gli
estremi di individuazione della nave e la data di inizio
dell'interruzione tecnica.
3. Effettuata la consegna dei documenti di bordo ai sensi dei commi
1 e 2, la nave non puo' essere trasferita in altro porto, ad
esclusione dell'ipotesi di cui all'art. 3, comma 2.

Art. 5.

1. Alla scadenza del termine del periodo di fermo, l'Autorita'
marittima, nella cui giurisdizione e' stata effettuata l'interruzione
temporanea, rilascia, per ciascuna nave, un'attestazione predisposta
secondo lo schema in allegato A, da cui risulti il periodo di
interruzione effettuato.

Art. 6.

1. Le navi abilitate alla pesca mediterranea, nonche' le navi che
effettuano per consuetudine la pesca dei gamberi di profondita', in
deroga alle disposizioni di cui all'art. 2, comma 2, del decreto
3 luglio 2002, attuano l'ulteriore interruzione temporanea al termine
di ogni campagna di pesca in ragione di due giorni per ogni cinque di
attivita'. A tal fine il capo del compartimento d'iscrizione della
nave rilascia apposita autorizzazione su richiesta dell'armatore,
presentata almeno sette giorni prima dell'inizio di ogni campagna di
pesca.
2. Ai fini dell'osservanza delle disposizioni di cui al precedente
comma 1, l'armatore e' tenuto a comunicare alla capitaneria di porto
d'iscrizione la data di inizio e termine di ciascuna campagna di
pesca e a consegnare i relativi documenti di bordo.

Art. 7.

1. Al fine di conseguire la corresponsione delle somme
rispettivamente spettanti di cui all'art. 6 del decreto 3 luglio
2002, l'armatore ed i membri dell'equipaggio presentano all'ufficio
marittimo di iscrizione della nave o all'autorita' marittima della
localita' in cui operano, ai sensi dell'art. 2, comma 4, distinte
domande, utilizzando esclusivamente gli schemi in allegato. Le
domande devono pervenire entro venti giorni dalla fine
dell'interruzione temporanea effettuata dall'imbarcazione.
2. I membri dell'equipaggio possono presentare la domanda di cui al
precedente comma:
a) personalmente (allegato B1);
b) limitatamente ai propri soci, tramite le cooperative di pesca
o loro consorzi (allegato B2);
c) tramite il rilascio di mandato di assistenza e rappresentanza
ad un ente di patronato con delega per la trattenuta delle quote
sindacali alle organizzazioni sindacali dei lavoratori (allegato B3).

Art. 8.

1. I benefici economici connessi alle misure sociali di cui
all'art. 6 del decreto 3 luglio 2002 sono corrisposti, per un periodo
di trentotto giorni di interruzione, a condizione che sussistano
contemporaneamente i seguenti requisiti:
a) la nave sia iscritta nelle matricole o nei registri delle navi
minori e galleggianti;
b) la nave sia abilitata, ai sensi dell'art. 4 della legge
17 febbraio 1982, n. 41, all'esercizio della pesca a strascico e/o
volante;
c) l'armatore sia iscritto nei registri delle imprese di pesca ed
abbia osservato tutte le disposizioni di cui al presente decreto ed
al decreto 3 luglio 2002 in materia di interruzione temporanea
continuativa della pesca.

Art. 9.

1. Lo sbarco dei membri dell'equipaggio nel periodo di interruzione
temporanea, salvo il caso di sbarco volontario o di forza maggiore,
comporta la non erogazione all'armatore degli oneri previdenziali ed
assistenziali.
2. Nel caso di sbarco volontario o di forza maggiore durante
l'interruzione temporanea, i benefici economici al marittimo ed
all'armatore sono corrisposti in relazione al numero dei giorni
effettivi di imbarco maturati nel periodo di interruzione.
3. Nessun beneficio economico di cui all'art. 6 del decreto
3 luglio 2002 e' corrisposto nel caso di imbarco, durante il periodo
di interruzione temporanea, di un marittimo aggiuntivo a quelli
risultanti imbarcati alla data d'inizio dell'interruzione medesima,
fatti salvi i casi di reimbarco di marittimi sbarcati per malattia,
infortunio o servizio militare. In tal caso, i benefici economici al
marittimo e all'armatore sono corrisposti in relazione al numero dei
giorni effettivi di imbarco maturati nel periodo di interruzione
temporanea.
4. Nel caso di sbarco per malattia o infortunio si applicano le
disposizioni contenute nel contratto collettivo di lavoro vigente.

Art. 10.

1. I benefici economici connessi alle misure sociali di cui
all'art. 6 del decreto 3 luglio 2002, liquidati a mezzo di ordine di
pagamento emesso dal capo del compartimento marittimo sulla base di
prospetti di liquidazione di cui agli allegati C e D, sono
corrisposti rispettivamente:
a ciascun marittimo imbarcato, per quanto concerne il minimo
monetario garantito di cui all'art. 6, comma 1, lettera a), del
decreto 3 luglio 2002;
all'armatore, per quanto riguarda gli oneri previdenziali e
assistenziali di cui all'art. 6, comma 1, lettera b), del decreto
3 luglio 2002, per il successivo versamento ai pertinenti istituti
previdenziali e assistenziali.
2. Il capo del compartimento marittimo emette ordini di pagamento
singoli o cumulativi secondo le richieste dagli interessati. Nel caso
di pagamento cumulativo, i soggetti giuridici di cui all'art. 7,
comma 2, lettera b), del presente titolo, devono provvedere, entro
sette giorni dalla data di disponibilita' delle somme, al pagamento
agli interessati delle somme ad essi singolarmente spettanti, dandone
comunicazione alla competente Capitaneria di porto. Per quanto
riguarda la modalita' di pagamento di cui all'art. 7, comma 2,
lettera c), del presente decreto la Capitaneria di porto provvede al
pagamento ai singoli interessati per l'importo al netto della quota
associativa sindacale e al pagamento in un'unica soluzione
dell'importo corrispondente alla sommatoria delle singole quote
associative sindacali in favore di ciascuna organizzazione sindacale
nazionale.
3. Gli ordini di pagamento di cui ai precedenti com-mi 1 e 2 sono
disposti a mezzo di accreditamento in conto corrente bancario o
postale, ovvero su libretto di deposito a risparmio bancario o
postale indicato dal richiedente.

Art. 11.

1. Avverso i provvedimenti adottati dai comandanti delle
Capitanerie di porto, oltre agli altri rimedi giurisdizionali e'
ammesso, ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80,
ricorso gerarchico al direttore generale per pesca e l'acquacoltura.
Il presente decreto e' trasmesso all'organo di controllo per la
registrazione ed e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Roma, 5 luglio 2002

Il direttore generale: Tripodi

Allegato A

Allegato B1

Allegato B2

Allegato B3

Allegato C

Allegato D


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato