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Gazzetta Ufficiale N. 48 del 26 Febbraio 2002

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 luglio 1998, n.322

Testo aggiornato del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, recante: "Regolamento recante modalita' per la
presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi, all'imposta regionale sulle attivita' produttive e all'imposta sul valore aggiunto, ai sensi del-l'articolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996, n. 662", come modificato, da ultimo, dal decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435.

Avvertenza:

Il testo aggiornato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero
dell'economia e delle finanze ai sensi dell'art. 11, comma 2, del
testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con
D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, comma 3, del
medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle
disposizioni del decreto, integrate con le modifiche apportate dalle
nuove disposizioni, sia di quelle richiamate nel decreto stesso
trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia
degli atti legislativi qui riportati.

Art. 1.
Redazione e sottoscrizione delle dichiarazioni in materia di imposta
sui redditi e di I.R.A.P.

(( 1. Ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale
sulle attivita' produttive le dichiarazioni sono redatte, a pena di
nullita', su modelli conformi a quelli approvati entro il 15 febbraio
con provvedimento amministrativo, da pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale e da utilizzare per le dichiarazioni dei redditi e del
valore della produzione relative all'anno precedente ovvero, in caso
di periodo di imposta non coincidente con l'anno solare, per le
dichiarazioni relative al periodo di imposta in corso alla data del
31 dicembre dell'anno precedente a quello di approvazione. I
provvedimenti di approvazione dei modelli di dichiarazione dei
sostituti d'imposta di cui all'articolo 4, comma 1, e i modelli di
dichiarazione di cui agli articoli 34, comma 4, e 37, del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni (a),
recante norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti
in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore
aggiunto, nonche' di modernizzazione del sistema di gestione delle
dichiarazioni, sono emanati entro il 15 gennaio dell'anno in cui i
modelli stessi devono essere utilizzati e sono pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale (b).
2. I modelli di dichiarazione sono resi disponibili in formato
elettronico dall'Agenzia delle entrate in via telematica. I modelli
cartacei necessari per la redazione delle dichiarazioni presentate
dalle persone fisiche non obbligate alla tenuta delle scritture
contabili possono essere gratuitamente ritirati presso gli uffici
comunali. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate
possono essere stabilite altre modalita' di distribuzione o di invio
al contribuente dei modelli di dichiarazione e di altri stampati (b).
3. La dichiarazione e' sottoscritta, a pena di nullita', dal
contribuente o da chi ne ha la rappresentanza legale o negoziale. La
nullita' e' sanata se il contribuente provvede alla sottoscrizione
entro trenta giorni dal ricevimento dell'invito da parte del
competente ufficio dell'Agenzia delle entrate (b).
4. La dichiarazione dei soggetti diversi dalle persone fisiche e'
sottoscritta, a pena di nullita', dal rappresentante legale, e in
mancanza da chi ne ha l'amministrazione anche di fatto, o da un
rappresentante negoziale. La nullita' e' sanata se il soggetto tenuto
a sottoscrivere la dichiarazione vi provvede entro trenta giorni dal
ricevimento dell'invito da parte del competente ufficio dell'Agenzia
delle entrate (b). ))
5. La dichiarazione delle societa' e degli enti soggetti
all'imposta sul reddito delle persone giuridiche, presso i quali
esiste un organo di controllo, e' sottoscritta anche dalle persone
fisiche che lo costituiscono o dal presidente se si tratta di organo
collegiale. La dichiarazione priva di tale sottoscrizione e' valida,
salva l'applicazione della sanzione di cui all'articolo 9, comma 5,
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive
modificazioni (c).
6. In caso di presentazione della dichiarazione in via
telematica, le disposizioni dei commi 3, 4 e 5 del presente
articolo si applicano con riferimento alla dichiarazione
che gli stessi soggetti sono tenuti a conservare.
(a) Si trascrive il testo vigente degli articoli 34,
comma 4, e 37 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241, recante "Norme di semplificazione degli adempimenti
dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e
dell'imposta sul valore aggiunto, nonche' di
modernizzazione del sistema di gestione delle
dichiarazioni":
"Art. 34 (Attivita). - 1.-3. (Omissis).
4. In relazione alla dichiarazione annuale dei redditi
dei titolari dei redditi di lavoro dipendente e assimilati
indicati agli articoli 46 e 47, comma 1, lettere a), d),
g), con esclusione delle indennita' percepite dai membri
del Parlamento europeo, e l) del testo unico delle imposte
sui redditi approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonche' dei redditi
indicati all'art. 49, comma 2, lettera a), del medesimo
testo unico, i centri costituiti dai soggetti di cui alle
lettere d), e) e f) del comma 1 dell'art. 32, svolgono le
attivita' di cui alle lettere da c) a f) del comma 3.";
"Art. 37 (Assistenza fiscale prestata dai sostituti
d'imposta). - 1. I sostituti d'imposta che erogano i
redditi di cui agli articoli 46 e 47, comma 1, lettere a),
d), g), con esclusione delle indennita' percepite dai
membri del Parlamento europeo, e l), del testo unico delle
imposte sui redditi, approvato con il decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
possono prestare assistenza fiscale nei confronti dei
propri sostituiti.
2. I sostituti di cui al comma 1 che prestano
assistenza fiscale:
a) ricevono le dichiarazioni e le schede per la
scelta della destinazione del quattro e dell'otto per mille
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche;
b) elaborano le dichiarazioni;
c) consegnano al contribuente copia della
dichiarazione elaborata e del prospetto di liquidazione
delle imposte;
d) effettuano le operazioni di conguaglio da eseguire
con le modalita' di cui al comma 7;
e) inviano le dichiarazioni dei redditi e le suddette
scelte.
3. I sostituti che non prestano assistenza fiscale
consentono in ogni caso ai centri l'attivita' di raccolta
degli atti e documenti necessari per l'attivita' di cui
alle lettere da c) a f) del comma 3, dell'art. 34.
4. I sostituti d'imposta tengono conto del risultato
contabile delle dichiarazioni dei redditi elaborate dai
centri. Il debito, per saldo e acconto, o il credito
risultante dai prospetti di liquidazione delle imposte e'
rispettivamente aggiunto o detratto a carico delle ritenute
d'acconto relative al periodo d'imposta in corso al momento
della presentazione della dichiarazione.".
(b) Commi sostituiti dall'art. 1, comma 1, del decreto
del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 dicembre 2001,
n. 292.
(c) Si trascrive il testo dell'art. 9, comma 5, del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, recante
"Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di
imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di
riscossione dei tributi, a norma dell'art. 3, comma 133,
lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662":
"Art. 9 (Violazioni degli obblighi relativi alla
contabilita). - 1. 4. (Omissis).
5. I componenti degli organi di controllo delle
societa' e degli enti soggetti all'imposta sui redditi
delle persone giuridiche che sottoscrivono la dichiarazione
dei redditi o la dichiarazione annuale ai fini dell'imposta
sul valore aggiunto senza denunciare la mancanza delle
scritture contabili sono puniti con la sanzione
amministrativa da lire quattro milioni a lire venti
milioni. Gli stessi soggetti, se non sottoscrivono tali
dichiarazioni senza giustificato motivo, sono puniti con la
sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire
quattro milioni.".

Art. 2.
Termini per la presentazione della dichiarazione in materia di
imposte sui redditi e di I.R.A.P.

(( 1. Le persone fisiche e le societa' o le associazioni di cui
all'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600 (a), presentano la dichiarazione secondo le
disposizioni di cui all'articolo 3, per il tramite di una banca o di
un ufficio della Poste Italiane S.p.a. tra il 1 maggio ed il
31 luglio ovvero in via telematica entro il 31 ottobre dell'anno
successivo a quello di chiusura del periodo di imposta (b).
2. I soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche,
presentano la dichiarazione secondo le disposizioni di cui
all'articolo 3:
a) per il tramite di una banca o di un ufficio della Poste
Italiane S.p.a., ad eccezione dei soggetti di cui all'articolo 3,
comma 2, entro l'ultimo giorno del settimo mese successivo a quello
di chiusura del periodo di imposta;
b) in via telematica, entro l'ultimo giorno del decimo mese
successivo a quello di chiusura del periodo di imposta (b).
3. I soggetti non tenuti alla presentazione della dichiarazione dei
redditi presentano la dichiarazione ai fini dell'imposta regionale
sulle attivita' produttive entro i termini previsti dal comma 2 e
secondo le disposizioni di cui all'articolo 3 (b).
4. (Abrogato) (c).
4-bis. (Abrogato) (c).
5. (Abrogato) (c). ))
6. Per gli interessi e gli altri proventi di cui ai commi da 1 a
3-bis dell'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600 (d), e per quelli assoggettati alla ritenuta a
titolo d'imposta ai sensi dell'ultimo comma dello stesso articolo e
dell'articolo 7, commi 1 e 2, del decreto-legge 20 giugno, 1996, n.
323, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 425
(e), nonche' per i premi e per le vincite di cui all'articolo 30, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,
soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche presentano
la dichiarazione contestualmente alla dichiarazione dei redditi
propri.
7. Sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro
novanta giorni (c) dalla scadenza del termine, salva restando
l'applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Le
dichiarazioni presentate con ritardo superiore a novanta giorni (d)
si considerano omesse, ma costituiscono, comunque, titolo per la
riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in esse
indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d'imposta.
(( 8. Salva l'applicazione delle sanzioni, le dichiarazioni dei
redditi, dell'imposta regionale sulle attivita' produttive e dei
sostituti d'imposta possono essere integrate per correggere errori od
omissioni mediante successiva dichiarazione da presentare, secondo le
disposizioni di cui all'articolo 3, utilizzando modelli conformi a
quelli approvati per il periodo d'imposta cui si riferisce la
dichiarazione, non oltre i termini stabiliti dall'articolo 43 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
successive modificazioni (i)(l).
8-bis. Le dichiarazioni dei redditi, dell'imposta regionale sulle
attivita' produttive e dei sostituti di imposta possono essere
integrate dai contribuenti per correggere errori od omissioni che
abbiano determinato l'indicazione di un maggior reddito o, comunque,
di un maggior debito d'imposta o di un minor credito, mediante
dichiarazione da presentare, secondo le disposizioni di cui
all'articolo 3, utilizzando modelli conformi a quelli approvati per
il periodo d'imposta cui si riferisce la dichiarazione, non oltre il
termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa
al periodo d'imposta successivo. L'eventuale credito risultante dalle
predette dichiarazioni puo' essere utilizzato in compensazione ai
sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997
(m)(n).
9. I termini di presentazione della dichiarazione che scadono di
sabato sono prorogati d'ufficio al primo giorno feriale successivo
(o). ))
(a) Si trascrive il testo vigente dell'art. 6 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600, recante "Disposizioni comuni in materia di
accertamento delle imposte sui redditi":
"Art. 6 (Dichiarazioni delle societa' semplici, in nome
collettivo, in accomandita semplice ed equiparate). - 1. Le
societa' semplici, in nome collettivo e in accomandita
semplice indicate nell'art. 5 del testo unico delle imposte
sui redditi approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le societa' e le
associazioni ad esse equiparate a norma dello stesso
articolo devono presentare la dichiarazione agli effetti
dell'imposta locale sui redditi da esse dovuta e agli
effetti dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e
dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche dovute
dai soci o dagli associati.
2. La dichiarazione deve contenere le indicazioni
prescritte nel secondo comma dell'art. 1 e nel primo comma
dell'art. 4.
3. I soggetti di cui al comma 1, anche se non obbligati
da altre norme devono redigere e conservare, per il periodo
indicato nell'art. 22, il bilancio, composto dallo stato
patrimoniale e dal conto dei profitti e delle perdite,
relativo al periodo d'imposta. I ricavi, i costi, le
rimanenze e gli altri elementi necessari, secondo le
disposizioni del capo VI del titolo I del testo unico delle
imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per la
determinazione dell'imponibile devono essere indicati in
apposito prospetto, qualora non risultanti dal bilancio.
4. Le disposizioni del comma 3 non si applicano ai
soggetti che, ammessi a regimi contabili semplificati, non
hanno optato per il regime di contabilita' ordinaria,
nonche' alle societa' semplici e alle societa' ed
associazioni ad esse equiparate.
5. I soggetti di cui al comma 1 devono conservare, per
il periodo previsto dall'art. 43, le certificazioni dei
sostituti di imposta, i documenti probatori dei crediti di
imposta, dei versamenti eseguiti con riferimento alla
dichiarazione dei redditi e degli oneri deducibili o
detraibili, nonche' ogni altro documento previsto dal
decreto di cui all'art. 8. Le certificazioni ed i documenti
devono essere esibiti o trasmessi, su richiesta,
all'ufficio competente.".
(b) Commi sostituiti dall'art. 2, comma 1, lettera a)
del decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del
2001.
(c) Commi abrogati dall'art. 2, comma 1, lettera b) del
decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del 2001.
(d) Si trascrive il testo vigente dell'art. 26, commi
da 1 a 3-bis del decreto del Presidente della Repubblica n.
600 del 1973:
"1. I soggetti indicati nel primo comma dell'art. 23,
che hanno emesso obbligazioni e titoli similari operano una
ritenuta del 27 per cento, con obbligo di rivalsa, sugli
interessi ed altri proventi corrisposti ai possessori.
L'aliquota della ritenuta e' ridotta al 12,50 per cento per
le obbligazioni e titoli similari, con scadenza non
inferiore a diciotto mesi, e per le cambiali finanziarie.
Tuttavia, se i titoli indicati nel precedente periodo sono
emessi da societa' od enti, diversi dalle banche, il cui
capitale e' rappresentato da azioni non negoziate in
mercati regolamentati italiani ovvero da quote, l'aliquota
del 12,50 per cento si applica a condizione che, al momento
di emissione, il tasso di rendimento effettivo non sia
superiore al doppio del tasso ufficiale di sconto, per le
obbligazioni ed i titoli similari negoziati in mercati
regolamentati di Paesi aderenti all'Unione europea o
collocati mediante offerta al pubblico ai sensi della
disciplina vigente al momento di emissione, ovvero al tasso
ufficiale di sconto aumentato di due terzi, per le
obbligazioni e titoli similari diversi dai precedenti.
Qualora il rimborso delle obbligazioni e dei titoli
similari con scadenza non inferiore a diciotto mesi, abbia
luogo prima di tale scadenza, sugli interessi e altri
proventi maturati fino al momento dell'anticipato rimborso
e' dovuta dall'emittente una somma pari al 20 per cento.
2. L'Ente poste Italiane e le banche operano una
ritenuta del 27 per cento, con obbligo di rivalsa, sugli
interessi ed altri proventi corrisposti ai titolari di
conti correnti e di depositi, anche se rappresentati da
certificati. La predetta ritenuta e' operata dalle banche
anche sui buoni fruttiferi da esse emessi. Non sono
soggetti alla ritenuta:
a) gli interessi e gli altri proventi corrisposti da
banche italiane o da filiali italiane di banche estere a
banche con sede all'estero o a filiali estere di banche
Italiane;
b) gli interessi derivanti da depositi e conti
correnti intrattenuti tra le banche ovvero tra le banche e
l'Ente poste italiane;
c) gli interessi a favore del Tesoro sui depositi e
conti correnti intestati al Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, nonche' gli
interessi sul "Fondo di ammortamento dei titoli di Stato"
di cui al comma 1, dell'art. 2 della legge 27 ottobre 1993,
n. 43, e sugli altri fondi finalizzati alla gestione del
debito pubblico.
3. Quando gli interessi ed altri proventi di cui al
comma 2 sono dovuti da soggetti non residenti, la ritenuta
ivi prevista e' operata dai soggetti di cui all'art. 23 che
intervengono nella loro riscossione. Qualora il rimborso
delle obbligazioni e titoli similari con scadenza non
inferiore a diciotto mesi emessi da soggetti non residenti,
abbia luogo prima di tale scadenza, e' dovuta dai
percipienti una somma pari al 20 per cento degli interessi
e degli altri proventi maturati fino al momento
dell'anticipato rimborso. Tale somma e' prelevata dai
soggetti di cui all'art. 23 che intervengono nella
riscossione degli interessi ed altri proventi ovvero nel
rimborso nei confronti di soggetti residenti.
3-bis. I soggetti indicati nel primo comma dell'art.
23, che corrispondono i proventi di cui alle lettere g-bis)
e g-ter) del comma 1 dell'art. 41 del testo unico delle
imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero
intervengono nella loro riscossione operano sui predetti
proventi una ritenuta con l'aliquota del 12,50 per cento
ovvero con la maggiore aliquota a cui sarebbero
assoggettabili gli interessi ed altri proventi dei titoli
sottostanti nei confronti dei soggetti cui siano imputabili
i proventi derivanti dai rapporti ivi indicati. Nel caso
dei rapporti indicati nella lettera g-bis), la predetta
ritenuta e' operata, in luogo della ritenuta di cui al
comma 3, anche sugli interessi e gli altri proventi dei
titoli ivi indicati, maturati nel periodo di durata dei
predetti rapporti.".
(e) Si trascrive il testo vigente art. 7, commi 1 e 2,
del decreto-legge 20 giugno, 1996, n. 323, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 425, recante
"Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza
pubblica":
"1. Sui proventi derivanti da depositi di denaro, di
valori mobiliari e di altri titoli diversi dalle azioni e
da titoli similari, a garanzia di finanziamenti concessi ad
imprese residenti, effettuati fuori dall'esercizio di
attivita' produttive di reddito d'impresa da parte di
persone fisiche, nonche' da parte di societa' semplici ed
equiparate di cui all'art. 5 del testo unico delle imposte
sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, di enti non
commerciali o di soggetti non residenti senza stabile
organizzazione nel territorio dello Stato,
indipendentemente da ogni altro tipo di prelievo previsto
per i proventi medesimi, e' dovuta una somma pari al 20 per
cento degli importi maturati nel periodo d'imposta. I
soggetti indicati nel primo comma dell'art. 23 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1972, n. 600,
che hanno ricevuto i predetti depositi, provvedono entro il
giorno 15 del mese successivo a quello in cui i proventi
sono erogati, al versamento diretto della somma al
concessionario della riscossione, competente in ragione del
loro domicilio fiscale, trattenendone l'importo sui
proventi corrisposti. In caso di estinzione del deposito
prima della corresponsione dei proventi, l'avente diritto
e' tenuto a fornire ai predetti soggetti la provvista nella
misura del 20 per cento degli importi maturati e non
corrisposti nel periodo di durata del deposito.
2. Per i depositi effettuati presso soggetti non
residenti senza stabile organizzazione nel territorio dello
Stato, la somma dovuta e' prelevata, da parte della banca o
di altro intermediario finanziario, a carico dei relativi
proventi all'atto della corresponsione dei medesimi ovvero
ricevendone provvista dall'avente diritto. Il prelievo non
deve essere eseguito qualora il depositario non residente
certifichi con atto redatto in forma autentica, su
richiesta del depositante, che il deposito non e'
finalizzato, direttamente o indirettamente, alla
concessione di finanziamenti ad imprese residenti. La
certificazione non puo' essere rilasciata da soggetti
residenti in Paesi con i quali la Repubblica italiana non
ha stipulato convenzioni contro le doppie imposizioni e ai
fini sanzionatori e' equiparata alla dichiarazione
sostitutiva di atto notorio. I proventi non percepiti per
il tramite di banche o di altri intermediari finanziari
devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi e su
di essi e' dovuta la somma determinata ai sensi del
comma 1.".
(f) Si trascrive il testo vigente dell'art. 30 del
citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del
1973:
"Art. 30 (Ritenuta sui premi e sulle vincite). - I
premi derivanti da operazioni a premio assegnati a soggetti
per i quali gli stessi assumono rilevanza reddituale ai
sensi dell'art. 6 del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, gli altri premi
comunque diversi da quelli su titoli e le vincite derivanti
dalla sorte, da giuochi di abilita', quelli derivanti da
concorsi a premio, da pronostici e da scommesse,
corrisposti dallo Stato, da persone giuridiche pubbliche o
private e dei soggetti indicati nel primo comma dell'art.
23, sono soggetti a una ritenuta alla fonte a titolo di
imposta, con facolta' di rivalsa, con esclusione dei casi
in cui altre disposizioni gia' prevedono l'applicazione di
ritenute alla fonte. Le ritenute alla fonte non si
applicano se il valore complessivo dei premi derivanti da
operazioni a premio attribuiti nel periodo d'imposta dal
sostituto d'imposta al medesimo soggetto non supera
l'importo di L. 50.000; se il detto valore e' superiore al
citato limite, lo stesso e' assoggettato interamente a
ritenuta. Le disposizioni del periodo precedente non si
applicano con riferimento ai premi che concorrono a formare
il reddito di lavoro dipendente.
L'aliquota della ritenuta e' stabilita nel dieci per
cento per i premi delle lotterie, tombole, pesche o banchi
di beneficienza autorizzati a favore di enti e comitati di
beneficienza, nel venti per cento sui premi dei giuochi
svolti in occasione di spettacoli radio-televisivi,
competizioni sportive o manifestazioni di qualsiasi altro
genere nei quali i partecipanti si sottopongono a prove
basate sull'abilita' o sull'alea o su entrambe, nel
venticinque per cento in ogni altro caso.
Se i premi sono costituiti da beni diversi dal denaro o
da servizi, i vincitori hanno facolta', se chi eroga il
premio intende esercitare la rivalsa, di chiedere un premio
di valore inferiore gia' prestabilito, differente per
quanto possibile, rispetto al primo, di un importo pari
all'imposta gravante sul premio originario. Le eventuali
differenze sono conguagliate in denaro.
La ritenuta sulle vincite e sui premi del lotto, delle
lotterie nazionali, dei giuochi di abilita' e dei concorsi
pronostici esercitati dallo Stato, e' compresa nel prelievo
operato dallo Stato in applicazione delle regole stabilite
dalla legge per ognuna di tali attivita' di giuoco.
La ritenuta sulle vincite dei giuochi di abilita' e dei
concorsi pronostici esercitati dal Comitato olimpico
nazionale italiano e dall'Unione nazionale incremento razze
equine e' compresa nell'imposta unica prevista dalle leggi
vigenti.
L'imposta sulle vincite nelle scommesse al
totalizzatore ed al libro e' compresa nell'importo dei
diritti erariali dovuti a norma di legge.
La ritenuta sulle vincite corrisposte dalle case da
gioco autorizzate e' compresa nell'imposta sugli spettacoli
di cui all'art. 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640.".
(g) Parole sostituite dall'art. 1, comma 2, lettera g)
numero 1) del decreto del Presidente della Repubblica 14
ottobre 1999, n. 542, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
del 17 febbraio 2000, n. 39.
(h) Parole sostituite dall'art. 1, comma 2, lettera g)
numero 2) del decreto del Presidente della Repubblica n.
542 del 1999.
(i) Si trascrive il testo vigente dell'art. 43 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973:
"Art. 43 (Termine per l' accertamento). - Gli avvisi di
accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza,
entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in
cui e' stata presentata la dichiarazione.
Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o
di presentazione di dichiarazione nulla ai sensi delle
disposizioni del Titolo I, l'avviso di accertamento puo'
essere notificato fino al 31 dicembre del quinto anno
successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto
essere presentata.
Fino alla scadenza del termine stabilito nei commi
precedenti l'accertamento puo' essere integrato o
modificato in aumento mediante la notificazione di nuovi
avvisi, in base alla sopravvenuta conoscenza di nuovi
elementi.
Nell'avviso devono essere specificatamente indicati, a
pena di nullita', i nuovi elementi e gli atti o fatti
attraverso i quali sono venuti a conoscenza dell'ufficio
delle imposte.".
(l) Comma sostituito dall'art. 2, comma 1, lettera c)
del decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del
2001.
(m) Si trascrive il testo vigente dell'art. 17 del
decreto legislativo n. 241 del 1997:
"Art. 17 (Oggetto). - 1. I contribuenti eseguono
versamenti unitari delle imposte, dei contributi dovuti
all'INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle
regioni e degli enti previdenziali, con eventuale
compensazione dei crediti, dello stesso periodo, nei
confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle
dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate
successivamente alla data di entrata in vigore del presente
decreto. Tale compensazione deve essere effettuata entro la
data di presentazione della dichiarazione successiva.
2. Il versamento unitario e la compensazione riguardano
i crediti e i debiti relativi:
a) alle imposte sui redditi, alle relative
addizionali e alle ritenute alla fonte riscosse mediante
versamento diretto ai sensi dell'art. 3, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602; per
le ritenute di cui al secondo comma del citato art. 3 resta
ferma la facolta' di eseguire il versamento presso la
competente sezione di tesoreria provinciale dello Stato; in
tal caso non e' ammessa la compensazione;
b) all'imposta sul valore aggiunto dovuta ai sensi
degli articoli 27 e 33 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e quella dovuta dai
soggetti di cui all'art. 74;
c) alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi
e dell'imposta sul valore aggiunto;
d) all'imposta prevista dall'art. 3, comma 143,
lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
d-bis) (soppressa);
e) ai contributi previdenziali dovuti da titolari di
posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate
da enti previdenziali, comprese le quote associative;
f) ai contributi previdenziali ed assistenziali
dovuti dai datori di lavoro e dai committenti di
prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa di
cui all'art. 49, comma 2, lettera a), del testo unico delle
imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
g) ai premi per l'assicurazione contro gli infortuni
sul lavoro e le malattie professionali dovuti ai sensi del
testo unico approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
h) agli interessi previsti in caso di pagamento
rateale ai sensi dell'art. 20;
h-bis) al saldo per il 1997 dell'imposta sul
patrimonio netto delle imprese, istituita con decreto-legge
30 settembre 1992, n. 394, convertito, con modificazioni,
dalla legge 26 novembre 1992, n. 461, e del contributo al
servizio sanitario nazionale di cui all'art. 31 della legge
28 febbraio 1986, n. 41, come da ultimo modificato
dall'art. 4 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995,
n. 85;
h-ter) alle altre entrate individuate con decreto del
Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica, e
con i Ministri competenti per settore;
h-quater) al credito d'imposta spettante agli
esercenti sale cinematografiche.
2-bis. (Abrogato).".
(n) Comma inserito dall'art. 2, comma 1, lettera d) del
decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del 2001.
(o) Comma sostituito dall'art. 2, comma 1, lettera e)
del decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del
2001.

Art. 3.
Presentazione delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e
di I.R.A.P. (a)

(( 1. Le dichiarazioni sono presentate all'Agenzia delle entrate in
via telematica ovvero per il tramite di una banca convenzionata o di
un ufficio della Poste Italiane S.p.a. secondo le disposizioni di cui
ai commi successivi. I contribuenti con periodo di imposta
coincidente con l'anno solare obbligati alla presentazione della
dichiarazione dei redditi, dell'imposta regionale sulle attivita'
produttive e della dichiarazione annuale ai fini dell'imposta sul
valore aggiunto, presentano la dichiarazione unificata annuale. La
dichiarazione dei sostituti di imposta, comprese le amministrazioni
dello Stato, anche a statuto autonomo, di cui all'articolo 4 puo'
essere inclusa nella dichiarazione unificata. E' esclusa dalla
dichiarazione unificata la dichiarazione annuale ai fini dell'imposta
sul valore aggiunto degli enti e delle societa' che si sono avvalsi
della procedura di liquidazione dell'imposta sul valore aggiunto di
gruppo di cui all'articolo 73, ultimo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni (b).
2. Le dichiarazioni previste dal presente decreto, compresa quella
unificata, sono presentate in via telematica all'Agenzia delle
entrate, direttamente o tramite gli incaricati di cui ai commi 2-bis
e 3, dai soggetti tenuti per il periodo d'imposta cui si riferiscono
le predette dichiarazioni alla presentazione della dichiarazione
relativa all'imposta sul valore aggiunto con esclusione delle persone
fisiche che hanno realizzato nel medesimo periodo un volume di affari
inferiore o uguale a lire 50 milioni, dai soggetti tenuti alla
presentazione della dichiarazione dei sostituti di imposta di cui
all'articolo 4 e dai soggetti di cui all'articolo 87, comma 1,
lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
(c) dai soggetti tenuti alla presentazione del modello per la
comunicazione dei dati relativi alla applicazione degli studi di
settore. Le predette dichiarazioni sono trasmesse avvalendosi del
servizio telematico Entratel; il collegamento telematico con
l'Agenzia delle entrate e' gratuito per gli utenti. I soggetti di cui
al primo periodo obbligati alla presentazione della dichiarazione dei
sostituti d'imposta, anche in forma unificata, in relazione ad un
numero di soggetti non superiore a venti, si avvalgono per la
presentazione in via telematica del servizio telematico Internet
ovvero di un incaricato di cui al comma 3.
2-bis. Nell'ambito dei gruppi in cui almeno una societa' o ente
rientra tra i soggetti di cui al comma precedente, la presentazione
in via telematica delle dichiarazioni di soggetti appartenenti al
gruppo puo' essere effettuata da uno o piu' soggetti dello stesso
gruppo avvalendosi del servizio telematico Entratel. Si considerano
appartenenti al gruppo l'ente o la societa' controllante e le
societa' da questi controllate come definite dall'articolo 43-ter,
quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602 (d).
2-ter. I soggetti diversi da quelli indicati nei commi 2 e 2-bis,
non obbligati alla presentazione delle dichiarazioni in via
telematica, possono presentare le dichiarazioni in via telematica
direttamente avvalendosi del servizio telematico Internet ovvero
tramite un incaricato di cui al comma 3.
3. Ai soli fini della presentazione delle dichiarazioni in via
telematica mediante il servizio telematico Entratel si considerano
soggetti incaricati della trasmissione delle stesse:
a) gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei
ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro;
b) i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli
di periti ed esperti tenuti dalle Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura per la subcategoria tributi, in possesso di
diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o
equipollenti o diploma di ragioneria;
c) le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori
indicate nell'articolo 32, comma 1, lettere a), b) e c), del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (e) nonche' quelle che associano
soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche;
d) i centri di assistenza fiscale per le imprese e per i
lavoratori dipendenti e pensionati;
e) gli altri incaricati individuati con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze.
3-bis. I soggetti di cui al comma 3, incaricati della
predisposizione delle dichiarazioni previste dal presente decreto,
sono obbligati alla trasmissione in via telematica delle stesse.
4. I soggetti di cui ai commi 2, 2-bis e 3 sono abilitati
dall'Agenzia delle entrate alla trasmissione dei dati contenuti nelle
dichiarazioni. L'abilitazione e' revocata quando nello svolgimento
dell'attivita' di trasmissione delle dichiarazioni vengono commesse
gravi o ripetute irregolarita', ovvero in presenza di provvedimenti
di sospensione irrogati dall'ordine di appartenenza del
professionista o in caso di revoca dell'autorizzazione all'esercizio
dell'attivita' da parte dei centri di assistenza fiscale.
5. Salvo quanto previsto dal comma 2 per i soggetti obbligati alla
presentazione in via telematica, la dichiarazione puo' essere
presentata all'Agenzia delle entrate anche mediante spedizione
effettuata dall'estero, utilizzando il mezzo della raccomandata o
altro equivalente dal quale risulti con certezza la data di
spedizione ovvero avvalendosi del servizio telematico Internet.
6. Le banche e gli uffici postali rilasciano, anche se non
richiesta, ricevuta di presentazione della dichiarazione. I soggetti
di cui ai commi 2-bis e 3 rilasciano al contribuente o al sostituto
di imposta, anche se non richiesto, l'impegno a trasmettere in via
telematica all'Agenzia delle entrate i dati contenuti nella
dichiarazione, contestualmente alla ricezione della stessa o
dell'assunzione dell'incarico per la sua predisposizione nonche',
entro trenta giorni dal termine previsto per la presentazione in via
telematica, la dichiarazione trasmessa, redatta su modello conforme a
quello approvato con il provvedimento di cui all'articolo 1, comma 1
e copia della comunicazione dell'Agenzia delle entrate di ricezione
della dichiarazione.
7. Le banche e la Poste Italiane S.p.a. trasmettono in via
telematica le dichiarazioni all'Agenzia delle entrate entro cinque
mesi dalla data di scadenza del termine di presentazione ovvero, per
le dichiarazioni presentate oltre tale termine, entro cinque mesi
dalla data di presentazione delle dichiarazioni stesse, ove non
diversamente previsto dalle convenzioni di cui al comma 11.
7-bis. I soggetti di cui ai commi 2, 2-bis, 2-ter e 3, presentano
in via telematica le dichiarazioni per le quali non e' previsto un
apposito termine entro un mese dalla scadenza del termine previsto
per la presentazione alle banche e agli uffici postali.
7-ter. Le dichiarazioni consegnate ai soggetti incaricati di cui ai
commi 2-bis e 3, successivamente al termine previsto per la
presentazione in via telematica delle stesse, sono trasmesse entro un
mese dalla data contenuta nell'impegno alla trasmissione rilasciato
dai medesimi soggetti al contribuente ai sensi del comma 6.
8. La dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui e'
consegnata dal contribuente alla banca o all'ufficio postale ovvero
e' trasmessa all'Agenzia delle entrate mediante procedure telematiche
direttamente o tramite uno dei soggetti di cui ai commi 2-bis e 3.
9. I contribuenti e i sostituti di imposta che presentano la
dichiarazione in via telematica, direttamente o tramite i soggetti di
cui ai commi 2-bis e 3, conservano, per il periodo previsto
dall'articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600 (f) la dichiarazione debitamente sottoscritta
e redatta su modello conforme a quello approvato con il provvedimento
di cui all'articolo 1, comma 1, nonche' i documenti rilasciati dal
soggetto incaricato di predisporre la dichiarazione.
L'amministrazione finanziaria puo' chiedere l'esibizione della
dichiarazione e dei suddetti documenti.
9-bis. I soggetti incaricati della trasmissione delle dichiarazioni
conservano, anche su supporti informatici, per il periodo previsto
dall'articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600 (f), copia delle dichiarazioni trasmesse,
delle quali l'amministrazione finanziaria puo' chiedere l'esibizione
previa riproduzione su modello conforme a quello approvato con il
provvedimento di cui all'articolo 1, comma 1.
10. La prova della presentazione della dichiarazione e' data dalla
comunicazione dell'Agenzia delle entrate attestante l'avvenuto
ricevimento della dichiarazione presentata in via telematica
direttamente o tramite i soggetti di cui ai commi 2-bis e 3, ovvero
dalla ricevuta della banca, dell'ufficio postale o dalla ricevuta di
invio della raccomandata di cui al comma 5.
11. Le modalita' tecniche di trasmissione delle dichiarazioni sono
stabilite con provvedimento del direttore del-l'Agenzia delle entrate
da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Le modalita' di svolgimento
del servizio di ricezione delle dichiarazioni da parte delle banche e
della Poste italiane S.p.a., comprese la misura del compenso
spettante e le conseguenze derivanti dalle irregolarita' commesse
nello svolgimento del servizio, sono stabilite mediante distinte
convenzioni, approvate con provvedimento del direttore dell'Agenzia
delle entrate. La misura del compenso e' determinata tenendo conto
dei costi del servizio e del numero complessivo delle dichiarazioni
ricevute.
12. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla
presentazione delle dichiarazioni riguardanti imposte sostitutive
delle imposte sui redditi.
13. Ai soggetti incaricati della trasmissione telematica si applica
l'articolo 12-bis, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (g) e per le convenzioni e i
decreti ivi previsti si intendono, rispettivamente, le convenzioni e
i provvedimenti di cui al comma 11 del presente articolo. ))
(a) Articolo sostituito dall'art. 3, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del 2001.
(b) Si trascrive il testo vigente dell'art. 73, ultimo
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, recante "Istituzione e disciplina
dell'imposta sul valore aggiunto":
"Il Ministro delle finanze puo' disporre con propri
decreti, stabilendo le relative modalita', che le
dichiarazioni delle societa' controllate siano presentate
dall'ente o societa' controllante all'ufficio del proprio
domicilio fiscale e che i versamenti di cui agli
articoli 27, 30 e 33 siano fatti all'ufficio stesso per
l'ammontare complessivamente dovuto dall'ente o societa'
controllante e dalle societa' controllate, al netto delle
eccedenze detraibili. Le dichiarazioni, sottoscritte anche
dall'ente o societa' controllante, devono essere presentate
anche agli uffici del domicilio fiscale delle societa'
controllate, fermi restando gli altri obblighi e le
responsabilita' delle societa' stesse. Si considera
controllata la societa' le cui azioni o quote sono
possedute dall'altra per oltre la meta' fin dall'inizio
dell'anno solare precedente.".
(c) Si trascrive il testo vigente dell'art. 87, comma
1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, recante "Testo unico delle imposte sui
redditi":
"1. Sono soggetti all'imposta sul reddito delle persone
giuridiche:
a) le societa' per azioni e in accomandita per
azioni, le societa' a responsabilita' limitata, le societa'
cooperative e le societa' di mutua assicurazione residenti
nel territorio dello Stato;
b) gli enti pubblici e privati diversi dalle
societa', residenti nel territorio dello Stato, che hanno
per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attivita'
commerciali;
c) gli enti pubblici e privati, diversi dalle
societa', residenti nel territorio dello Stato, che non
hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di
attivita' commerciali;
d) le societa' e gli enti di ogni tipo, con o senza
personalita' giuridica, non residenti nel territorio dello
Stato.".
(d) Si trascrive il testo vigente dell'art. 43-ter,
comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, recante "Disposizioni sulla
riscossione delle imposte sul reddito":
"4. Agli effetti del presente articolo appartengono al
gruppo l'ente o societa' controllante e le societa' da
questo controllate: si considerano controllate le societa'
per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilita'
limitata le cui azioni o quote sono possedute dall'ente o
societa' controllante o tramite altra societa' controllata
da questo ai sensi del presente articolo per una
percentuale superiore al 50 per cento del capitale, fin
dall'inizio del periodo di imposta precedente a quello cui
si riferiscono i crediti di imposta ceduti. Le disposizioni
del presente articolo si applicano, in ogni caso, alle
societa' o agli enti tenuti alla redazione del bilancio
consolidato ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 1991,
n. 127, e del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, e
alle imprese, soggette all'imposta sul reddito delle
persone giuridiche, indicate nell'elenco di cui alla
lettera a) del comma 2 dell'art. 38 del predetto decreto n.
127 del 1991 e nell'elenco di cui alla lettera a) del comma
2 dell'art. 40 del predetto decreto n. 87 del 1992.".
(e) Si trascrive il testo vigente dell'art. 32 del
decreto legislativo n. 241 del 1997:
"Art. 32 (Soggetti abilitati alla costituzione dei
centri di assistenza fiscale). - 1. I centri di assistenza
fiscale, di seguito denominati "Centri , possono essere
costituiti dai seguenti soggetti:
a) associazioni sindacali di categoria fra
imprenditori, presenti nel Consiglio nazionale
dell'economia e del lavoro, istituite da almeno dieci anni;
b) associazioni sindacali di categoria fra
imprenditori, istituite da almeno dieci anni, diverse da
quelle indicate nella lettera a) se, con decreto del
Ministero delle finanze, ne e' riconosciuta la rilevanza
nazionale con riferimento al numero degli associati, almeno
pari al 5 per cento degli appartenenti alla stessa
categoria, iscritti negli appositi registri tenuti dalla
camera di commercio, nonche' all'esistenza di strutture
organizzate in almeno trenta province;
c) organizzazioni aderenti alle associazioni di cui
alle lettere a) e b), previa delega della propria
associazione nazionale;
d) organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti
e pensionati od organizzazioni territoriali da esse
delegate, aventi complessivamente almeno cinquantamila
aderenti;
e) sostituti di cui all'art. 23 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
successive modificazioni, aventi complessivamente almeno
cinquantamila dipendenti;
f) associazioni di lavoratori promotrici di istituti
di patronato riconosciuti ai sensi del decreto legislativo
del Capo provvisorio dello Stato 29 luglio 1947, n. 804,
aventi complessivamente almeno cinquantamila aderenti.".
(f) Per il riferimento all'art. 43 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 si vedano i
riferimenti normativi all'art. 2.
(g) Si trascrive il testo vigente dell'art. 12-bis,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 600
del 1973:
"1. I sostituti d'imposta ed i soggetti comunque
incaricati ai sensi dell'art. 12 di trasmettere la
dichiarazione all'Amministrazione finanziaria, possono
trattare i dati connessi alle dichiarazioni per le sole
finalita' di prestazione del servizio e per il tempo a cio'
necessario, adottando specifiche misure individuate nelle
convenzioni di cui al comma 11 del predetto art. 12, volte
ad assicurare la riservatezza e la sicurezza delle
informazioni anche con riferimento ai soggetti da essi
designati come responsabili o incaricati ai sensi della
legge 31 dicembre 1996, n. 675. Con il decreto di cui al
comma 11 dell'art. 12 sono individuate, altresi', le
modalita' per inserire nei modelli di dichiarazione
l'informativa all'interessato e l'espressione del consenso
relativo ai trattamenti, da parte dei soggetti di cui al
precedente periodo, dei dati personali di cui all'art. 22,
comma 1, della legge 31 dicembre 1996, n. 675, connessi
alle dichiarazioni.".

Art. 4.
Dichiarazione dei sostituti d'imposta

(( 1. Salvo quanto previsto per la dichiarazione unificata
dall'articolo 3, comma 1, i soggetti indicati nel titolo III del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600
(a), obbligati ad operare ritenute alla fonte, che corrispondono
compensi, sotto qualsiasi forma, soggetti a ritenute alla fonte
secondo le disposizioni dello stesso titolo, nonche' gli intermediari
e gli altri soggetti che intervengono in operazioni fiscalmente
rilevanti tenuti alla comunicazione di dati ai sensi di specifiche
disposizioni normative, presentano annualmente una dichiarazione
unica, anche ai fini dei contributi dovuti all'Istituto nazionale per
la previdenza sociale (INPS) e dei premi dovuti all'Istituto
nazionale per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro
(INAIL), relativa a tutti i percipienti, redatta in conformita' ai
modelli approvati con i provvedimenti di cui all'articolo 1, comma 1
(b).
2. La dichiarazione indica i dati e gli elementi necessari per
l'individuazione del sostituto d'imposta, dell'intermediario e degli
altri soggetti di cui al precedente comma, per la determinazione
dell'ammontare dei compensi e proventi, sotto qualsiasi forma
corrisposti, delle ritenute, dei contributi e dei premi, nonche' per
l'effettuazione dei controlli e gli altri elementi richiesti nel
modello di dichiarazione, esclusi quelli che l'Agenzia delle entrate,
l'INPS e l'INAIL sono in grado di acquisire direttamente e
sostituisce le dichiarazioni previste ai fini contributivi e
assicurativi (b).))
3. Con decreto del Ministro delle finanze, emanato di concerto con
i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
e del lavoro e della previdenza sociale, la dichiarazione unica di
cui al comma 1 puo' essere estesa anche ai contributi dovuti agli
altri enti e casse.
(( 3-bis. I sostituti d'imposta, comprese le amministrazioni dello
Stato, anche con ordinamento autonomo, di cui al primo comma
dell'articolo 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, che effettuano le ritenute sui redditi a
norma degli articoli 23, 24, 25, 25-bis e 29 del citato decreto n.
600 del 1973 (c), tenuti al rilascio della certificazione di cui
all'articolo 7-bis del medesimo decreto (d), trasmettono in via
telematica, direttamente o tramite gli incaricati di cui all'articolo
3, commi 2-bis e 3, all'Agenzia delle entrate i dati fiscali e
contributivi contenuti nella predetta certificazione, nonche' gli
ulteriori dati necessari per l'attivita' di liquidazione e controllo
dell'Amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali e
assicurativi, entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di
erogazione. Entro la stessa data sono, altresi', trasmessi in via
telematica i dati contenuti nelle certificazioni rilasciate ai soli
fini contributivi e assicurativi nonche' quelli relativi alle
operazioni di conguaglio effettuate a seguito dell'assistenza fiscale
prestata ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e
successive modificazioni (e). Le trasmissioni in via telematica
effettuate ai sensi del presente comma sono equiparate, a tutti gli
effetti, alla esposizione dei medesimi dati nella dichiarazione di
cui al comma 1 (f). ))
4. Le attestazioni comprovanti il versamento delle ritenute e ogni
altro documento previsto dal decreto di cui all'articolo 1 sono
conservati per il periodo previsto dall'articolo 43, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (g), e sono
esibiti o trasmessi, su richiesta, all'ufficio competente. La
conservazione delle attestazioni relative ai versamenti contributivi
e assicurativi resta disciplinata dalle leggi speciali.
(( 4-bis. Salvo quanto previsto dal comma 3-bis, i sostituti di
imposta, comprese le amministrazioni dello Stato, anche con
ordinamento autonomo, gli intermediari e gli altri soggetti di cui al
comma 1 presentano in via telematica, secondo le disposizioni di cui
all'articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter e 3, la dichiarazione di cui al
comma 1, relativa all'anno solare precedente, entro il 31 ottobre di
ciascun anno (h).
5. (Abrogato) (i).
6. (Abrogato) (l).
6-bis. I soggetti indicati nell'articolo 29, terzo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600
(c), che corrispondono compensi, sotto qualsiasi forma, soggetti a
ritenuta alla fonte comunicano all'Agenzia delle entrate mediante
appositi elenchi i dati fiscali dei percipienti. Con provvedimento
del direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabiliti il contenuto,
i termini e le modalita' delle comunicazioni, previa intesa con le
rispettive Presidenze delle Camere e della Corte costituzionale, con
il segretario generale della Presidenza della Repubblica, e, nel caso
delle regioni a statuto speciale, con i presidenti dei rispettivi
organi legislativi. Nel medesimo provvedimento puo' essere previsto
anche l'obbligo di indicare i dati relativi ai contributi dovuti agli
enti e casse previdenziali (m). ))
(a) Il titolo III del decreto del Presidente della
Repubblica n. 600 del 1973 reca disposizioni in materia di
"Ritenute alla fonte".
(b) Comma sostituito dall'art. 4, comma 1, lettera a)
del decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del
2001.
(c) Si trascrive il testo vigente degli articoli 23,
24, 25, 25-bis e 29 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 600 del 1973:
"Art. 23 (Ritenuta sui redditi di lavoro dipendente). -
1. Gli enti e le societa' indicati nell'art. 87, comma 1,
del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, le societa e associazioni indicate nell'art. 5 del
predetto testo unico e le persone fisiche che esercitano
imprese commerciali, ai sensi dell'art. 51 del citato testo
unico, o imprese agricole, le persone fisiche che
esercitano arti e professioni nonche' il condominio quale
sostituto d'imposta, i quali corrispondono somme e valori
di cui all'art. 48 dello stesso testo unico, devono operare
all'atto del pagamento una ritenuta a titolo di acconto
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta dai
percipienti, con obbligo di rivalsa. Nel caso in cui la
ritenuta da operare sui predetti valori non trovi capienza,
in tutto o in parte, sui contestuali pagamenti in denaro,
il sostituito e' tenuto a versare al sostituto l'importo
corrispondente all'ammontare della ritenuta.
1-bis. I soggetti che adempiono agli obblighi
contributivi sui redditi di lavoro dipendente prestato
all'estero di cui all'art. 48, concernente determinazione
del reddito di lavoro dipendente, comma 8-bis, del testo
unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
devono in ogni caso operare le relative ritenute.
2. La ritenuta da operare e' determinata:
a) sulla parte imponibile delle somme e dei valori,
di cui all'art. 48 del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, esclusi quelli
indicati alle successive lettere b) e c), corrisposti in
ciascun periodo di paga, con le aliquote dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche, ragguagliando al periodo di
paga i corrispondenti scaglioni annui di reddito ed
effettuando le detrazioni previste negli articoli 12 e 13,
del citato testo unico, rapportate al periodo stesso. Le
detrazioni di cui agli articoli 12 e 13 del citato testo
unico sono effettuate se il percipiente dichiara di avervi
diritto, indica le condizioni di spettanza e si impegna a
comunicare tempestivamente le eventuali variazioni. La
dichiarazione ha effetto anche per i periodi di imposta
successivi;
b) sulle mensilita' aggiuntive e sui compensi della
stessa natura, con le aliquote dell'imposta sul reddito
delle persone fisiche, ragguagliando a mese i
corrispondenti scaglioni annui di reddito;
c) sugli emolumenti arretrati relativi ad anni
precedenti di cui all'art. 16, comma 1, lettera b), del
citato testo unico, con i criteri di cui all'art. 18, dello
stesso testo unico, intendendo per reddito complessivo
netto l'ammontare globale dei redditi di lavoro dipendente
corrisposti dal sostituto al sostituito nel biennio
precedente;
d) sulla parte imponibile del trattamento di fine
rapporto e delle indennita' equipollenti e delle altre
indennita' e somme di cui all'art. 16, comma 1, lettera a),
del citato testo unico con i criteri di cui all'art. 17
dello stesso testo unico;
d-bis) sulla parte imponibile delle prestazioni di
cui all'art. 16, comma 1, lettera a-bis), del citato testo
unico, con i criteri di cui all'art. 17-bis dello stesso
testo unico;
e) sulla parte imponibile delle somme e dei valori di
cui all'art. 48, del citato testo unico, non compresi
nell'art. 16, comma 1, lettera a), dello stesso testo
unico, corrisposti agli eredi del lavoratore dipendente,
con l'aliquota stabilita per il primo scaglione di reddito.
3. I soggetti indicati nel comma 1 devono effettuare,
entro il 28 febbraio dell'anno successivo e, in caso di
cessazione del rapporto di lavoro, alla data di cessazione,
il conguaglio tra le ritenute operate sulle somme e i
valori di cui alle lettere a) e b) del comma 2, nonche' sui
compensi e le indennita' di cui all'art. 47, comma 1,
lettera b), del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, comunicati al sostituto entro il 12
gennaio dell'anno successivo, e l'imposta dovuta
sull'ammontare complessivo degli emolumenti stessi, tenendo
conto delle detrazioni di cui agli articoli 12 e 13 del
citato testo unico, e di quelle eventualmente spettanti a
norma dell'art. 13-bis dello stesso testo unico per oneri a
fronte dei quali il datore di lavoro ha effettuato
trattenute, nonche', limitatamente agli oneri di cui alle
lettere c) e f) dello stesso articolo, per erogazioni in
conformita' a contratti collettivi o ad accordi e
regolamenti aziendali. In caso di incapienza delle
retribuzioni a subire il prelievo delle imposte dovute in
sede di conguaglio di fine anno entro il 28 febbraio
dell'anno successivo, il sostituito puo' dichiarare per
iscritto al sostituto di volergli versare l'importo
corrispondente alle ritenute ancora dovute, ovvero, di
autorizzarlo a effettuare il prelievo sulle retribuzioni
dei periodi di paga successivi al secondo dello stesso
periodo di imposta. Sugli importi di cui e' differito il
pagamento si applica l'interesse in ragione dello 0,50 per
cento mensile, che e' trattenuto e versato nei termini e
con le modalita' previste per le somme cui si riferisce.
L'importo che al termine del periodo d'imposta non e' stato
trattenuto per cessazione del rapporto di lavoro o per
incapienza delle retribuzioni deve essere comunicato
all'interessato che deve provvedere al versamento entro il
15 gennaio dell'anno successivo. Se alla formazione del
reddito di lavoro dipendente concorrono somme o valori
prodotti all'estero le imposte ivi pagate a titolo
definitivo sono ammesse in detrazione fino a concorrenza
dell'imposta relativa ai predetti redditi prodotti
all'estero. La disposizione del periodo precedente si
applica anche nell'ipotesi in cui le somme o i valori
prodotti all'estero abbiano concorso a formare il reddito
di lavoro dipendente in periodi d'imposta precedenti. Se
concorrono redditi prodotti in piu' Stati esteri la
detrazione si applica separatamente per ciascuno Stato.
4. Ai fini del compimento delle operazioni di conguaglio
di fine anno il sostituito puo' chiedere al sostituto di
tenere conto anche dei redditi di lavoro dipendente, o
assimilati a quelli di lavoro dipendente, percepiti nel
corso di precedenti rapporti intrattenuti. A tal fine il
sostituito deve consegnare al sostituto d'imposta, entro il
12 del mese di gennaio del periodo d'imposta successivo a
quello in cui sono stati percepiti, la certificazione unica
concernente i redditi di lavoro dipendente, o assimilati a
quelli di lavoro dipendente, erogati da altri soggetti,
compresi quelli erogati da soggetti non obbligati ad
effettuare le ritenute. Alla consegna della suddetta
certificazione unica il sostituito deve anche comunicare al
sostituto quale delle opzioni previste al comma precedente
intende adottare in caso di incapienza delle retribuzioni a
subire il prelievo delle imposte. La presente disposizione
non si applica ai soggetti che corrispondono trattamenti
pensionistici.
5. (Comma abrogato).".
"Art. 24 (Ritenuta sui redditi assimilati a quelli di
lavoro dipendente). - 1. I soggetti indicati nel comma 1,
dell'art. 23, che corrispondono redditi di cui all'art. 47,
comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, devono operare all'atto del
pagamento degli stessi, con obbligo di rivalsa, una
ritenuta a titolo di acconto dell'imposta sul reddito delle
persone fisiche sulla parte imponibile di detti redditi,
determinata a norma dell'art. 48-bis del predetto testo
unico. Nel caso in cui la ritenuta da operare sui predetti
redditi non trovi capienza, in tutto o in parte, sui
contestuali pagamenti in denaro, il sostituito e' tenuto a
versare al sostituto l'importo corrispondente all'ammontare
della ritenuta. Si applicano, in quanto compatibili, tutte
le disposizioni dell'art. 23 e, in particolare, i commi 2,
3 e 4. Sulla parte imponibile dei redditi di cui all'art.
16, comma 1, lettera c), del medesimo testo unico, la
ritenuta e' operata a titolo di acconto nella misura del 20
per cento.
1-bis. Sulla parte imponibile dei compensi di cui
all'art. 48-bis, comma 1, lettera d-bis), del testo unico
delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e'
operata una ritenuta a titolo d'imposta con l'aliquota
prevista per il primo scaglione di reddito, maggiorata
delle addizionali vigenti.
1-ter. Sulla parte imponibile dei redditi di cui
all'art. 47, comma 1, lettera c-bis), del testo unico delle
imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di
redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente,
corrisposti a soggetti non residenti, deve essere operata
una ritenuta a titolo d'imposta nella misura del 30 per
cento.
2. (Abrogato).".
"Art. 25 (Ritenuta sui redditi di lavoro autonomo e su
altri redditi). - 1. I soggetti indicati nel primo comma
dell'art. 23, che corrispondono a soggetti residenti nel
territorio dello Stato compensi comunque denominati, anche
sotto forma di partecipazione agli utili, per prestazioni
di lavoro autonomo, ancorche' non esercitate abitualmente
ovvero siano rese a terzi o nell'interesse di terzi, devono
operare all'atto del pagamento una ritenuta del 20 per
cento a titolo di acconto dell'Irpef dovuta dai
percipienti, con l'obbligo di rivalsa. La predetta ritenuta
deve essere operata dal condominio quale sostituto
d'imposta anche sui compensi percepiti dall'amministratore
di condominio. La stessa ritenuta deve essere operata sulla
parte imponibile delle somme di cui alla lettera b) e
sull'intero ammontare delle somme di cui alla lettera c)
del comma 2 dell'art. 49 del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. La ritenuta e' elevata
al 20 per cento per le indennita' di cui alle lettere c) e
d) del comma 1 dell'art. 16 dello stesso testo unico,
concernente tassazione separata. La ritenuta non deve
essere operata per le prestazioni effettuate,
nell'esercizio di imprese.
Salvo quanto disposto nell'ultimo comma del presente
articolo, se i compensi e le altre somme di cui al comma
precedente sono corrisposti a soggetti non residenti, deve
essere operata una ritenuta a titolo d'imposta nella misura
del 30 per cento, anche per le prestazioni effettuate
nell'esercizio di imprese. Ne sono esclusi i compensi per
prestazioni di lavoro autonomo effettuate all'estero e
quelli corrisposti a stabili organizzazioni in Italia di
soggetti non residenti.
Le disposizioni dei precedenti commi non si applicano
ai compensi di importo inferiore a L. 50.000 corrisposti
dai soggetti indicati nella lettera c) dell'art. 2 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 598, per prestazioni di lavoro autonomo non esercitato
abitualmente e sempreche' non costituiscano acconto di
maggiori compensi.
I compensi e le somme di cui al n. 9) dell'art. 19 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 597, corrisposti a non residenti sono soggetti ad una
ritenuta del 30 per cento a titolo d'imposta sulla parte
imponibile del loro ammontare. Ne sono esclusi i compensi
corrisposti a stabili organizzazioni nel territorio dello
Stato di soggetti non residenti.".
"Art. 25-bis (Ritenuta sulle provvigioni inerenti a
rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di
rappresentanza di commercio e di procacciamento d'affari).
- I soggetti indicati nel primo comma dell'art. 23, escluse
le imprese agricole, i quali corrispondono provvigioni
comunque denominate per le prestazioni anche occasionali
inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di
mediazione, di rappresentanza di commercio e di
procacciamento di affari, devono operare all'atto del
pagamento una ritenuta a titolo di acconto dell'Irpef o
dell'Irpeg dovuta dai percipienti, con obbligo di rivalsa.
L'aliquota della suddetta ritenuta si applica nella misura
fissata dall'art. 11 del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, per il primo scaglione di reddito.
La ritenuta e' commisurata al cinquanta per cento
dell'ammontare delle provvigioni indicate nel primo comma.
Se i percipienti dichiarano ai loro committenti, preponenti
o mandanti che nell'esercizio della loro attivita' si
avvalgano in via continuativa dell'opera di dipendenti o di
terzi, la ritenuta e' commisurata al venti per cento
dell'ammontare delle stesse provvigioni.
La ritenuta di cui ai commi precedenti e' scomputata
dall'imposta relativa al periodo di imposta di competenza,
purche' gia' operata al momento della presentazione della
dichiarazione annuale. Qualora la ritenuta sia operata
successivamente, la stessa e' scomputata dall'imposta
relativa al periodo di imposta in cui e' stata effettuata.
Se le provvigioni, per disposizioni normative o accordi
contrattuali, sono direttamente trattenute sull'ammontare
delle somme riscosse, i percipienti sono tenuti a rimettere
ai committenti, preponenti o mandanti l'importo
corrispondente alla ritenuta. Ai fini del computo dei
termini per il relativo versamento da parte dei
committenti, preponenti o mandanti, la ritenuta si
considera operata nel mese successivo a quello in cui le
provvigioni sono state trattenute dai percipienti. I
committenti, preponenti o mandanti possono tener conto di
eventuali errori nella determinazione dell'importo della
ritenuta anche in occasione di successivi versamenti non
oltre il terzo mese dell'anno successivo a quello in cui le
provvigioni sono state trattenute dai percipienti.
Le disposizioni dei precedenti commi non si applicano
alle provvigioni percepite dalle agenzie di viaggio e
turismo, dai rivenditori autorizzati di documenti di
viaggio relativi ai trasporti di persone, dai soggetti che
esercitano attivita' di distribuzione di pellicole
cinematografiche, dagli agenti di assicurazione per le
prestazioni rese direttamente alle imprese di
assicurazione, dai mediatori di assicurazione per i loro
rapporti con le imprese di assicurazione e con gli agenti
generali delle imprese di assicurazioni pubbliche o loro
controllate che rendono prestazioni direttamente alle
imprese di assicurazione in regime di reciproca esclusiva;
dalle aziende ed istituti di credito e dalle societa'
finanziarie e di locazione finanziaria per le prestazioni
rese nell'esercizio delle attivita' di collocamento e di
compravendita di titoli e valute nonche' di raccolta e di
finanziamento, dagli agenti, raccomandatari e mediatori
marittimi e aerei, dagli agenti e commissionari di imprese
petrolifere per le prestazioni ad esse rese direttamente,
dai mediatori e rappresentanti di produttori agricoli ed
ittici e di imprese esercenti la pesca marittima, dai
commissionari che operano nei mercati ortoflorofrutticoli,
ittici e di bestiame, nonche' dai consorzi e cooperative
tra imprese agricole, commerciali ed artigiane non aventi
finalita' di lucro.
Per le prestazioni rese dagli incaricati alle vendite a
domicilio di cui all'art. 36 della legge 11 giugno 1971, n.
426, la ritenuta e' applicata a titolo di imposta ed e'
commisurata all'intero ammontare delle provvigioni
percepite. Per le prestazioni derivanti da mandato di
agenzia si applicano le disposizioni indicate nei commi che
precedono.
Con decreto del Ministro del tesoro sono determinati i
criteri, i termini e le modalita' per la presentazione
della dichiarazione indicata nel secondo comma. In caso di
dichiarazione non veritiera si applica la pena pecuniaria
da due a tre volte la maggiore ritenuta che avrebbe dovuto
essere effettuata.
Le disposizioni dei precedenti commi si applicano anche
alle provvigioni corrisposte a stabili organizzazioni nel
territorio dello Stato di soggetti non residenti.".
"Art. 29 (Ritenuta sui compensi e altri redditi
corrisposti dallo Stato). - 1. Le amministrazioni dello
Stato, comprese quelle con ordinamento autonomo, che
corrispondono le somme e i valori di cui all'art. 23,
devono effettuare all'atto del pagamento una ritenuta
diretta in acconto dell'imposta sul reddito delle persone
fisiche dovuta dai percipienti. La ritenuta e' operata con
le seguenti modalita':
a) sulla parte imponibile delle somme e dei valori,
di cui all'art. 48, del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, esclusi quelli
indicati alle successive lettere b) e c), aventi carattere
fisso e continuativo, con i criteri e le modalita' di cui
al comma 2 dell'art. 23;
b) sulle mensilita' aggiuntive e sui compensi della
stessa natura, nonche' su ogni altra somma o valore diversi
da quelli di cui alla lettera a) e sulla parte imponibile
delle indennita' di cui all'art. 48, commi 5, 6, 7 e 8, del
citato testo unico, con la aliquota applicabile allo
scaglione di reddito piu' elevato della categoria o classe
di stipendio del percipiente all'atto del pagamento o, in
mancanza, con l'aliquota del primo scaglione di reddito;
c) sugli emolumenti arretrati relativi ad anni
precedenti di cui all'art. 16, comma 1, lettera b), del
citato testo unico, con i criteri di cui all'art. 18, dello
stesso testo unico, intendendo per reddito complessivo
netto l'ammontare globale dei redditi di lavoro dipendente
corrisposti dal sostituto al sostituito nel biennio
precedente;
d) sulla parte imponibile del trattamento di fine
rapporto e delle indennita' equipollenti e delle altre
indennita' e somme di cui all'art. 16, comma 1, lettera a),
del citato testo unico con i criteri di cui all'art. 17
dello stesso testo unico;
e) sulla parte imponibile delle somme e valori di cui
all'art. 48, del citato testo unico, non compresi nell'art.
16, comma 1, lettera a), dello stesso testo unico,
corrisposti agli eredi, con l'aliquota stabilita per il
primo scaglione di reddito.
2. Gli uffici che dispongono il pagamento di emolumenti
aventi carattere fisso e continuativo devono effettuare
entro il 28 febbraio o entro due mesi dalla data di
cessazione del rapporto, se questa e' anteriore all'anno,
il conguaglio di cui al comma 3 dell'art. 23, con le
modalita' in esso stabilite. A tal fine, all'inizio del
rapporto, il sostituito deve specificare quale delle
opzioni previste al comma 2 dell'art. 23 intende adottare
in caso di incapienza delle retribuzioni a subire il
prelievo delle imposte. Ai fini delle operazioni di
conguaglio i soggetti e gli altri organi che corrispondono
compensi e retribuzioni non aventi carattere fisso e
continuativo devono comunicare ai predetti uffici, entro la
fine dell'anno e, comunque, non oltre il 12 gennaio
dell'anno successivo, l'ammontare delle somme corrisposte,
l'importo degli eventuali contributi providenziali e
assistenziali, compresi quelli a carico del datore di
lavoro e le ritenute effettuate. Per le somme e i valori a
carattere ricorrente la comunicazione deve essere
effettuata su supporto magnetico secondo specifiche
tecniche approvate con apposito decreto del Ministro del
tesoro, di concerto con il Ministro delle finanze. Qualora,
alla data di cessazione del rapporto di lavoro, l'ammontare
degli emolumenti dovuti non consenta la integrale
applicazione della ritenuta di conguaglio, la differenza e'
recuperata mediante ritenuta sulle competenze di altra
natura che siano liquidate anche da altro soggetto in
dipendenza del cessato rapporto di lavoro. Si applicano
anche le disposizioni dell'art. 23, comma 4.
3. Le amministrazioni della Camera dei deputati, del
Senato e della Corte costituzionale, nonche' della
Presidenza della Repubblica e degli organi legislativi
delle regioni a statuto speciale, che corrispondono le
somme e i valori di cui al comma 1, effettuano, all'atto
del pagamento, una ritenuta d'acconto dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche con i criteri indicati nello
stesso comma. Le medesime amministrazioni, all'atto del
pagamento delle indennita' e degli assegni vitalizi di cui
all'art. 47, comma 1, lettera g), del testo unico delle
imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, applicano una
ritenuta a titolo di acconto dell'imposta sul reddito delle
persone fisiche, commisurata alla parte imponibile di dette
indennita' e assegni, con le aliquote determinate secondo i
criteri indicati nel comma 1. Si applicano le disposizioni
di cui al comma 2.
4. Nel caso in cui la ritenuta da operare sui valori di
cui ai commi precedenti non trovi capienza, in tutto o in
parte, sui contestuali pagamenti in denaro, il sostituito
e' tenuto a versare al sostituto l'importo corrispondente
all'ammontare della ritenuta.
5. Le amministrazioni di cui al comma 1, e quelle di
cui al comma 3, che corrispondono i compensi e le altre
somme di cui agli articoli 24, 25, 25-bis, 26 e 28
effettuano all'atto del pagamento le ritenute stabilite
dalle disposizioni stesse.".
(d) Si trascrive il testo vigente dell'art. 7-bis, del
citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del
1973:
"Art. 7-bis (Certificazioni dei sostituti d'imposta). -
1. I soggetti indicati nel titolo III del presente decreto
che corrispondono somme e valori soggetti a ritenute alla
fonte secondo le disposizioni dello stesso titolo devono
rilasciare una apposita certificazione unica anche ai fini
dei contributi dovuti all'Istituto nazionale per la
previdenza sociale (INPS) attestante l'ammontare
complessivo delle dette somme e valori, l'ammontare delle
ritenute operate, delle detrazioni di imposta effettuate e
dei contributi previdenziali e assistenziali, nonche' gli
altri dati stabiliti con il decreto di cui all'art. 8,
comma 1, secondo periodo. La certificazione e' unica anche
ai fini dei contributi dovuti agli altri enti e casse
previdenziali; con decreto del Ministro delle finanze,
emanato di concerto con i Ministri del tesoro e del lavoro
e della previdenza sociale, sono stabilite le relative
modalita' di attuazione. La certificazione unica
sostituisce quelle previste ai fini contributivi.
2. I certificati, sottoscritti anche mediante sistemi
di elaborazione automatica, sono consegnati agli
interessati entro il mese di febbraio dell'anno successivo
a quello in cui le somme e i valori sono stati corrisposti
ovvero entro dodici giorni dalla richiesta degli stessi in
caso di interruzione del rapporto di lavoro. Nelle ipotesi
di cui all'art. 27 il certificato puo' essere sostituito
dalla copia della comunicazione prevista dagli articoli 7,
8, 9 e 11 della legge 29 dicembre 1962, n. 1745.".
(e) Il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, reca
"Norme di semplificazione degli adempimenti dei
contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e
dell'imposta sul valore aggiunto, nonche' di
modernizzazione del sistema di gestione delle
dichiarazioni".
(f) Comma inserito dall'art. 4, comma 1, lettera b) del
decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del 2001.
(g) Per il riferimento all'art. 43 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 si vedano i
riferimenti normativi all'art. 2.
(h) Comma inserito dall'art. 4, comma 1, lettera c) del
decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del 2001.
(i) Comma abrogato dall'art. 1, comma 4, lettera a) del
decreto del Presidente della Repubblica n. 542 del 1999.
(l) Comma abrogato dall'art. 4, comma 1, lettera d) del
decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del 2001.
(m) Comma sostituito dall'art. 4, comma 1, lettera e)
del decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del
2001.

Art. 5.
Dichiarazione nei casi di liquidazione

(( 1. In caso di liquidazione di societa' o enti soggetti
all'imposta sul reddito delle persone giuridiche, di societa' o
associazioni di cui all'articolo 5 del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917 (a) e di imprese individuali, il liquidatore o,
in mancanza, il rappresentante legale, presenta, secondo le
disposizioni di cui all'articolo 3, la dichiarazione relativa al
periodo compreso tra l'inizio del periodo d'imposta e la data in cui
ha effetto la deliberazione di messa in liquidazione entro l'ultimo
giorno del settimo mese successivo a tale data, per il tramite di una
banca o un ufficio postale, ovvero entro l'ultimo giorno del decimo
mese successivo in via telematica. Lo stesso liquidatore presenta la
dichiarazione relativa al risultato finale delle operazioni di
liquidazione entro sette mesi successivi alla chiusura della
liquidazione stessa o al deposito del bilancio finale, se prescritto,
per il tramite di una banca o di un ufficio postale ovvero entro
l'ultimo giorno del decimo mese successivo, in via telematica (b).
2. (Abrogato) (c). ))
3. Se la liquidazione si prolunga oltre il periodo d'imposta in
corso alla data indicata nel comma 1 sono presentate, nei termini
stabiliti dall'articolo 2, la dichiarazione relativa alla residua
frazione del detto periodo e quelle relative ad ogni successivo
periodo d'imposta.
(( 4. Nei casi di fallimento o di liquidazione coatta
amministrativa, le dichiarazioni di cui al comma 1 sono presentate,
anche se si tratta di imprese individuali, dal curatore o dal
commissario liquidatore, in via telematica, avvalendosi del servizio
telematico Entratel, direttamente o tramite i soggetti incaricati di
cui all'articolo 3, comma 3, entro l'ultimo giorno del decimo mese
successivo a quello, rispettivamente, della nomina del curatore e del
commissario liquidatore, e della chiusura del fallimento e della
liquidazione; le dichiarazioni di cui al comma 3 sono presentate, con
le medesime modalita', esclusivamente ai fini dell'imposta regionale
sulle attivita' produttive e soltanto se vi e' stato esercizio
provvisorio (d). ))
5. Resta fermo, anche durante la liquidazione l'obbligo di
presentare le dichiarazioni dei sostituti d'imposta.
(a) Si trascrive il testo vigente dell'art. 5, del
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917:
"Art. 5 (Redditi prodotti in forma associata). - 1. I
redditi delle societa' semplici, in nome collettivo e in
accomandita semplice residenti nel territorio dello Stato
sono imputati a ciascun socio, indipendentemente dalla
percezione, proporzionalmente alla sua quota di
partecipazione agli utili.
2. Le quote di partecipazione agli utili si presumono
proporzionate al valore dei conferimenti dei soci se non
risultano determinate diversamente dall'atto pubblico o
dalla scrittura privata autenticata di costituzione o da
altro atto pubblico o scrittura autenticata di data
anteriore all'inizio del periodo d'imposta; se il valore
dei conferimenti non risulta determinato, le quote si
presumono uguali.
3. Ai fini delle imposte sui redditi:
a) le societa' di armamento sono equiparate alle
societa' in nome collettivo o alle societa' in accomandita
semplice secondo che siano state costituite all'unanimita'
o a maggioranza;
b) le societa' di fatto sono equiparate alle societa'
in nome collettivo o alle societa' semplici secondo che
abbiano o non abbiano per oggetto l'esercizio di attivita'
commerciali;
c) le associazioni senza personalita' giuridica
costituite fra persone fisiche per l'esercizio in forma
associata di arti e professioni sono equiparate alle
societa' semplici, ma l'atto o la scrittura di cui al comma
2 puo' essere redatto fino alla presentazione della
dichiarazione dei redditi dell'associazione;
d) si considerano residenti le societa' e le
associazioni che per la maggior parte del periodo d'imposta
hanno la sede legale o la sede dell'amministrazione o
l'oggetto principale nel territorio dello Stato. L'oggetto
principale e' determinato in base all'atto costitutivo, se
esistente in forma di atto pubblico o di scrittura privata
autenticata, e, in mancanza, in base all'attivita'
effettivamente esercitata.
4. I redditi delle imprese familiari di cui all'art.
230-bis del codice civile, limitatamente al 49%
dell'ammontare risultante dalla dichiarazione dei redditi
dell'imprenditore, sono imputati a ciascun familiare, che
abbia prestato in modo continuativo e prevalente la sua
attivita' di lavoro nell'impresa, proporzionalmente alla
sua quota di partecipazione agli utili. La presente
disposizione si applica a condizione:
a) che i familiari partecipanti all'impresa risultino
nominativamente, con l'indicazione del rapporto di
parentela o di affinita' con l'imprenditore, da atto
pubblico o da scrittura privata autenticata anteriore
all'inizio del periodo d'imposta, recante la sottoscrizione
dell'imprenditore e dei familiari partecipanti;
b) che la dichiarazione dei redditi dell'imprenditore
rechi l'indicazione delle quote di partecipazione agli
utili spettanti ai familiari e l'attestazione che le quote
stesse sono proporzionate alla qualita' e quantita' del
lavoro effettivamente prestato nell'impresa in modo
continuativo e prevalente, nel periodo d'imposta;
c) che ciascun familiare attesti, nella propria
dichiarazione dei redditi, di aver prestato la sua
attivita' di lavoro nell'impresa in modo continuativo e
prevalente.
5. Si intendono per familiari, ai fini delle imposte
sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e
gli affini entro il secondo grado.".
(b) Comma sostituito dall'art. 5, comma 1, lettera a)
del decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del
2001.
(c) Comma abrogato dall'art. 5, comma 1, lettera b) del
decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del 2001.
(d) Comma sostituito dall'art. 5, comma 1, lettera c)
del decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del
2001.

Art. 5-bis.
Dichiarazione nei casi di trasformazione di fusione e di scissione
(a)

(( 1. In caso di trasformazione di una societa' non soggetta
all'imposta sul reddito delle persone giuridiche in societa' soggetta
a tale imposta, o viceversa, deliberata nel corso del periodo
d'imposta, deve essere presentata, secondo le disposizioni di cui
all'articolo 3, la dichiarazione relativa alla frazione di esercizio
compresa tra l'inizio del periodo d'imposta e la data in cui ha
effetto la trasformazione, entro l'ultimo giorno del settimo mese
successivo a tale data, per il tramite di una banca o un ufficio
postale, ovvero entro l'ultimo giorno del decimo mese in via
telematica.
2. In caso di fusione di piu' societa' deve essere presentata dalla
societa' risultante dalla fusione o incorporante, la dichiarazione
relativa alla frazione di esercizio delle societa' fuse o incorporate
compresa tra l'inizio del periodo d'imposta e la data in cui ha
effetto la fusione entro l'ultimo giorno del settimo mese successivo
a tale data, per il tramite di una banca o un ufficio postale, ovvero
entro l'ultimo giorno del decimo mese in via telematica.
3. In caso di scissione totale la societa' designata a norma del
comma 14 dell'articolo 123-bis del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, (b) deve presentare la dichiarazione relativa
alla frazione di periodo della societa' scissa, con le modalita' e i
termini di cui al comma 1 decorrenti dalla data in cui e' stata
eseguita l'ultima delle iscrizioni prescritte dall'articolo 2504 del
codice civile (c), indipendentemente da eventuali effetti
retroattivi.
4. Le disposizioni dei commi precedenti, in quanto applicabili,
valgono anche nei casi di trasformazione e di fusione di enti diversi
dalle societa'. ))
(a) Articolo inserito dall'art. 6, comma 1, del decreto
del Presidente della Repubblica n. 435 del 2001.
(b) Si trascrive il testo vigente dell'art. 123-bis,
comma 14, del decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917:
"14. Ai fini dei suddetti procedimenti la societa'
scissa o quella designata debbono indicare, a richiesta
degli organi dell'Amministrazione finanziaria, i soggetti e
i luoghi presso i quali sono conservate, qualora non le
conservi presso la propria sede legale, le scritture
contabili e la documentazione amministrativa e contabile
relative alla gestione della societa' scissa, con
riferimento a ciascuna delle parti del suo patrimonio
trasferite o rimaste. In caso di conservazione presso terzi
estranei alla operazione deve essere inoltre esibita
l'attestazione di cui al comma 10 dell'art. 52 del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Se
la societa' scissa o quella designata non adempiono a tali
obblighi o i soggetti da essa indicati si oppongono
all'accesso o non esibiscono in tutto o in parte quanto ad
essi richiesto, si applicano le disposizioni del comma 5
del suddetto articolo.".
(c) Si trascrive il testo vigente dell'art. 2504 del
codice civile:
"Art. 2504 (Atto di fusione). - La fusione deve essere
fatta per atto pubblico.
L'atto di fusione deve essere depositato in ogni caso
per l'iscrizione, a cura del notaio o degli amministratori
della societa' risultante dalla fusione o di quella
incorporante, entro trenta giorni, nell'ufficio del
registro delle imprese dei luoghi ove e' posta la sede
delle societa' partecipanti alla fusione, di quella che ne
risulta o della societa' incorporante.
Il deposito relativo alla societa' risultante dalla
fusione o di quella incorporante non puo' precedere quelli
relativi alle altre societa' partecipanti alla fusione.".

Art. 6.
(( (Abrogato) )) (a)
(a) Articolo abrogato dall'art. 7, comma 1, del decreto
del Presidente della Repubblica n. 435 del 2001. La
disciplina contenuta negli articoli 6 e 7, abrogati
dall'art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica n.
435 del 2001, e' stata trasfusa nell'art. 13 del decreto
del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164, recante
norme per l'assistenza fiscale resa dai centri di
assistenza fiscale per le imprese e per i dipendenti, dai
sostituti d'imposta e dai professionisti, emanato ai sensi
dell'art. 40 del decreto legislativo 9 luglio 1999, n. 241,
che si trascrive:
"Art. 13 (Modalita' e termini di presentazione della
dichiarazione dei redditi). - 1. I possessori dei redditi
indicati al comma 1, dell'art. 37, del decreto legislativo
9 luglio 1997, n. 241, come modificato dal decreto
legislativo 28 dicembre 1998, n. 490, possono adempiere
all'obbligo di dichiarazione dei redditi presentando
l'apposita dichiarazione e le schede ai fini della
destinazione del 4 e dell'8 per mille dell'Irpef:
a) entro il mese di aprile dell'anno successivo a
quello cui si riferisce la dichiarazione, al proprio
sostituto d'imposta, che intende prestare l'assistenza
fiscale;
b) entro il mese di maggio dell'anno successivo a
quello cui si riferisce la dichiarazione, ad un
Caf-dipendenti, unitamente alla documentazione necessaria
all'effettuazione delle operazioni di controllo.
2. I contribuenti con contratto di lavoro a tempo
determinato, nell'anno di presentazione della
dichiarazione, possono adempiere agli obblighi di
dichiarazione dei redditi rivolgendosi al sostituto, se il
contratto di lavoro dura almeno dal mese di aprile al mese
di luglio, ovvero, ad un Caf-dipendenti se il contratto
dura almeno dal mese di giugno al mese di luglio, e purche'
siano conosciuti i dati del sostituto d'imposta che dovra'
effettuare il conguaglio.
3. I possessori dei redditi indicati all'art. 49, comma
2, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, possono adempiere agli obblighi di
dichiarazione con le modalita' di cui alla lettera b), del
comma 1, del presente articolo a condizione che:
a) il rapporto di collaborazione duri almeno dal mese
di giugno al mese di luglio dell'anno di presentazione
della dichiarazione;
b) siano conosciuti i dati del sostituto di imposta
che dovra' effettuare il conguaglio.
4. I coniugi non legalmente ed effettivamente separati,
non in possesso di redditi di lavoro autonomo o d'impresa
di cui agli articoli 49, comma 1, e 51 del citato testo
unico delle imposte sui redditi, possono adempiere agli
obblighi di dichiarazione dei redditi con le modalita' di
cui ai commi da 1 a 3, anche presentando dichiarazione in
forma congiunta, purche' uno dei coniugi sia in possesso di
redditi indicati nei commi 1 e 3.
5. Non possono adempiere agli obblighi di dichiarazione
dei redditi ai sensi del presente articolo:
a) i soggetti obbligati a presentare la dichiarazione
dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, la
dichiarazione annuale ai fini dell'imposta sul valore
aggiunto e la dichiarazione di sostituto d'imposta;
b) i titolari di particolari tipologie di redditi
annualmente individuati con il decreto direttoriale di
approvazione del modello di dichiarazione dei redditi.
6. Le dichiarazioni dei redditi ed i relativi prospetti
di liquidazione devono essere redatti su stampati conformi
a quelli approvati con provvedimento amministrativo.".

Art. 7.
(( (Abrogato) )) (a)
(a) Articolo abrogato dall'art. 7, comma 1, del decreto
del Presidente della Repubblica n. 435 del 2001.

Art. 8.
Dichiarazione annuale in materia di imposta sul valore aggiunto e di
versamenti unitari da parte di determinati contribuenti

(( 1. Salvo quanto previsto relativamente alla dichiarazione
unificata, il contribuente presenta, secondo le disposizioni di cui
all'articolo 3, tra il 1 febbraio e il 31 luglio ovvero, in caso di
presentazione in via telematica, entro il 31 ottobre di ciascun anno,
la dichiarazione relativa all'imposta sul valore aggiunto dovuta per
l'anno solare precedente, redatta in conformita' al modello approvato
entro il 15 gennaio dell'anno in cui e' utilizzato con provvedimento
amministrativo da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. La
trasmissione della dichiarazione in via telematica e' effettuata
entro il mese di novembre da parte dei soggetti indicati nel comma 11
del medesimo articolo 3. La dichiarazione annuale e' presentata anche
dai contribuenti che non hanno effettuato operazioni imponibili. Sono
esonerati dall'obbligo di presentazione della dichiarazione i
contribuenti che nell'anno solare precedente hanno registrato
esclusivamente operazioni esenti dall'imposta di cui all'articolo 10
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,
e successive modificazioni (a), salvo che siano tenuti alle
rettifiche delle detrazioni di cui all'articolo 19-bis2 del medesimo
decreto (b), ovvero abbiano registrato operazioni intracomunitarie,
nonche' i contribuenti esonerati ai sensi di specifiche disposizioni
normative (c).
2. Nella dichiarazione sono indicati i dati e gli elementi
necessari per l'individuazione del contribuente, per la
determinazione dell'ammontare delle operazioni e dell'imposta e per
l'effettuazione dei controlli, nonche' gli altri elementi richiesti
nel modello di dichiarazione, esclusi quelli che l'Agenzia delle
entrate e' in grado di acquisire direttamente (c). ))
3. Le detrazioni sono esercitate entro il termine stabilito
dall'articolo 19, comma 1, secondo periodo, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (d).
(( 4. In caso di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa,
la dichiarazione relativa all'imposta dovuta per l'anno solare
precedente, sempreche' i relativi termini di presentazione non siano
ancora scaduti, e' presentata dai curatori o dai commissari
liquidatori con le modalita' e i termini ordinari di cui al comma 1
ovvero entro quattro mesi dalla nomina se quest'ultimo termine scade
successivamente al termine ordinario. Con le medesime modalita' e nei
termini ordinari, i curatori o i commissari liquidatori presentano la
dichiarazione per le operazioni registrate nell'anno solare in cui e'
dichiarato il fallimento ovvero la liquidazione coatta
amministrativa. Per le operazioni registrate nella parte dell'anno
solare anteriore alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione
coatta amministrativa e' anche presentata, entro quattro mesi dalla
nomina, apposita dichiarazione al competente ufficio dell'Agenzia
delle entrate ai fini della eventuale insinuazione al passivo della
procedura concorsuale (e).
5. (Abrogato) (f).
6. Per la sottoscrizione, la presentazione e la conservazione della
dichiarazione relativa all'imposta sul valore aggiunto si applicano
le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 2, 3 e 4, all'articolo
2, commi 7, 8, 8-bis e 9 e all'articolo 3 (g). ))
7. I soggetti di cui all'articolo 73, primo comma, lettera e) del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (h),
eseguono i versamenti dell'imposta sul valore aggiunto secondo le
modalita' e i termini indicati sul capo terzo del decreto legislativo
9 luglio 1997, n. 241 (i).
(a) Si trascrive il testo vigente dell'art. 10 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972:
"Art. 10 (Operazioni esenti dall'imposta). - Sono
esenti dall'imposta:
1) le prestazioni di servizi concernenti la
concessione e la negoziazione di crediti, la gestione degli
stessi da parte dei concedenti e le operazioni di
finanziamento; l'assunzione di impegni di natura
finanziaria, l'assunzione di fideiussioni e di altre
garanzie e la gestione di garanzie di crediti da parte dei
concedenti; le dilazioni di pagamento, le operazioni,
compresa la negoziazione, relative a depositi di fondi,
conti correnti, pagamenti, giroconti, crediti e ad assegni
o altri effetti commerciali, ad eccezione del recupero di
crediti; la gestione di fondi comuni di investimento e di
fondi pensione di cui al decreto legislativo 21 aprile
1993, n. 124, le dilazioni di pagamento e le gestioni
similari e il servizio bancoposta;
2) le operazioni di assicurazione, di riassicurazione
e di vitalizio;
3) le operazioni relative a valute estere aventi
corso legale e a crediti in valute estere, eccettuati i
biglietti e le monete da collezione e comprese le
operazioni di copertura dei rischi di cambio;
4) le operazioni, relative ad azioni, obbligazioni o
altri titoli non rappresentativi di merci e a quote
sociali, eccettuate la custodia e l'amministrazione dei
titoli; le operazioni, incluse le negoziazioni e le
opzioni, eccettuate la custodia e amministrazione, relative
a valori mobiliari e a strumenti finanziari diversi dai
titoli. Si considerano in particolare operazioni relative a
valori mobiliari e a strumenti finanziari i contratti a
termine fermo su titoli e altri strumenti finanziari e le
relative opzioni, comunque regolati; i contratti a termine
su tassi di interesse e le relative opzioni; i contratti di
scambio di somme di denaro o di valute determinate in
funzione di tassi di interesse, di tassi di cambio o di
indici finanziari, e relative opzioni; le opzioni su
valute, su tassi di interesse o su indici finanziari,
comunque regolate;
5) le operazioni relative alla riscossione dei
tributi, comprese quelle relative ai versamenti di imposte
effettuati per conto dei contribuenti, a norma di
specifiche disposizioni di legge, da aziende e istituti di
credito;
6) le operazioni relative all'esercizio del lotto,
delle lotterie nazionali, dei giochi di abilita' e dei
concorsi pronostici riservati allo Stato e agli enti
indicati nel decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496,
ratificato con legge 22 aprile 1953, n. 342, e successive
modificazioni, nonche' quelle relative all'esercizio dei
totalizzatori e delle scommesse di cui al regolamento
approvato con decreto del Ministro per l'agricoltura e per
le foreste 16 novembre 1955, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 273 del 26 novembre 1955, e alla legge 24
marzo 1942, n. 315, e successive modificazioni, ivi
comprese le operazioni relative alla raccolta delle
giocate;
7) le operazioni relative all'esercizio delle
scommesse in occasione di gare, corse, giuochi, concorsi e
competizioni di ogni genere, diverse da quelle indicate al
numero precedente, nonche' quelle relative all'esercizio
del giuoco nelle case da giuoco autorizzate e alle
operazioni di sorte locali autorizzate;
8) le locazioni non finanziarie e gli affitti,
relative cessioni, risoluzioni e proroghe, di terreni e
aziende agricole, di aree diverse da quelle destinate a
parcheggio di veicoli, per le quali gli strumenti
urbanistici non prevedono la destinazione edificatoria, ed
i fabbricati, comprese le pertinenze, le scorte e in genere
i beni mobili destinati durevolmente al servizio degli
immobili locati e affittati, esclusi quelli strumentali che
per le loro caratteristiche non sono suscettibili di
diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni e
quelli destinati ad uso di civile abitazione locati dalle
imprese che li hanno costruiti per la vendita;
8-bis) le cessioni di fabbricati, o di porzioni di
fabbricato, a destinazione abitativa, effettuate da
soggetti diversi dalle imprese costruttrici degli stessi o
dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese
appaltatrici, gli interventi di cui all'art. 31, primo
comma, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n.
457, ovvero dalle imprese che hanno per oggetto esclusivo o
principale dell'attivita' esercitata la rivendita dei
predetti fabbricati o delle predette porzioni;
9) le prestazioni di mandato, mediazione e
intermediazione relative alle operazioni di cui ai numeri
da 1) a 7), nonche' quelle relative all'oro e alle valute
estere, compresi i depositi anche in conto corrente,
effettuate in relazione ad operazioni poste in essere dalla
Banca d'Italia e dall'Ufficio italiano dei cambi, ai sensi
dell'art. 4, quinto comma, del presente decreto;
10) (abrogato);
11) le cessioni di oro da investimento, compreso
quello rappresentato da certificati in oro, anche non
allocato, oppure scambiato su conti metallo, ad esclusione
di quelle poste in essere dai soggetti che producono oro da
investimento o che trasformano oro in oro da investimento
ovvero commerciano oro da investimento, i quali abbiano
optato, con le modalita' ed i termini previsti dal decreto
del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442,
anche in relazione a ciascuna cessione, per l'applicazione
dell'imposta; le operazioni previste dall'art. 81, comma 1,
lettere c-quater) e c-quinquies), del testo unico delle
imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, riferite all'oro da investimento; le
intermediazioni relative alle precedenti operazioni. Se il
cedente ha optato per l'applicazione dell'imposta, analoga
opzione puo' essere esercitata per le relative prestazioni
di intermediazione. Per oro da investimento si intende:
a) l'oro in forma di lingotti o placchette di peso
accettato dal mercato dell'oro, ma comunque superiore ad 1
grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi,
rappresentato o meno da titoli;
b) le monete d'oro di purezza pari o superiore a
900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno
avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente
vendute a un prezzo che non supera dell'80 per cento il
valore sul mercato libero dell'oro in esse contenuto,
incluse nell'elenco predisposto dalla Commissione delle
Comunita' europee ed annualmente pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunita' europee, serie C, sulla base
delle comunicazioni rese dal Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, nonche' le
monete aventi le medesime caratteristiche, anche se non
comprese nel suddetto elenco;
12) le cessioni di cui al n. 4) dell'art. 2 fatte ad
enti pubblici, associazioni riconosciute o fondazioni
aventi esclusivamente finalita' di assistenza, beneficenza,
educazione, istruzione, studio o ricerca scientifica e alle
Onlus;
13) le cessioni di cui al n. 4) dell'art. 2 a favore
delle popolazioni colpite da calamita' naturali o
catastrofi dichiarate tali ai sensi della legge 8 dicembre
1970, n. 996, o della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
14) le prestazioni di trasporto urbano di persone
effettuate mediante veicoli da piazza o altri mezzi di
trasporto abilitati ad eseguire servizi di trasporto
marittimo, lacuale, fluviale e lagunare. Si considerano
urbani i trasporti effettuati nel territorio di un comune o
tra comuni non distanti tra loro oltre cinquanta
chilometri;
15) le prestazioni di trasporto di malati o feriti
con veicoli all'uopo equipaggiati, effettuate da imprese
autorizzate e da Onlus;
16) le prestazioni relative ai servizi postali;
17) (soppresso);
18) le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e
riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle
professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi
dell'art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie,
approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e
successive modificazioni, ovvero individuate con decreto
del Ministro della sanita', di concerto con il Ministro
delle finanze;
19) le prestazioni di ricovero e cura rese da enti
ospedalieri o da cliniche e case di cura convenzionate
nonche' da societa' di mutuo soccorso con personalita'
giuridica e da Onlus, compresa la somministrazione di
medicinali, presidi sanitari e vitto, nonche' le
prestazioni di cura rese da stabilimenti termali;
20) le prestazioni educative dell'infanzia e della
gioventu' e quelle didattiche di ogni genere, anche per la
formazione, l'aggiornamento, la riqualificazione e
riconversione professionale, rese da istituti o scuole
riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da Onlus,
comprese le prestazioni relative all'alloggio, al vitto e
alla fornitura di libri e materiali didattici, ancorche'
fornite da istituzioni, collegi o pensioni annessi,
dipendenti o funzionalmente collegati, nonche' le lezioni
relative a materie scolastiche e universitarie impartite da
insegnanti a titolo personale;
21) le prestazioni proprie dei brefotrofi,
orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani e simili,
delle colonie marine, montane e campestri e degli alberghi
e ostelli per la gioventu' di cui alla legge 21 marzo 1958,
n. 326, comprese le somministrazioni di vitto, indumenti e
medicinali, le prestazioni curative e le altre prestazioni
accessorie;
22) e prestazioni proprie delle biblioteche,
discoteche e simili e quelle inerenti alla visita di musei,
gallerie, pinacoteche, monumenti, ville, palazzi, parchi,
giardini botanici e zoologici e simili;
23) le prestazioni previdenziali e assistenziali a
favore del personale dipendente;
24) le cessioni di organi, sangue e latte umani e di
plasma sanguigno;
25) (soppresso);
26) (soppresso);
27) le prestazioni proprie dei servizi di pompe
funebri;
27-bis) i canoni dovuti da imprese pubbliche, ivi
comprese le aziende municipalizzate, o private per
l'affidamento in concessione di costruzione e di esercizio
di impianti, comprese le discariche, destinati allo
smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti
urbani, speciali, tossici o nocivi, solidi o liquidi;
27-ter) le prestazioni socio-sanitarie, di assistenza
domiciliare o ambulatoriale, in comunita' e simili, in
favore degli anziani ed inabili adulti, di
tossicodipendenti e di malati di AIDS, degli handicappati
psicofisici, dei minori anche coinvolti in situazioni di
disadattamento e di devianza, rese da organismi di diritto
pubblico, da istituzioni sanitarie riconosciute che erogano
assistenza pubblica, previste dall'art. 41 della legge 23
dicembre 1978, n. 833, o da enti aventi finalita' di
assistenza sociale e da Onlus;
27-quater) le prestazioni delle compagnie
barracellari di cui all'art. 3 della legge 2 agosto 1997,
n. 382.
27-quinquies) le cessioni che hanno per oggetto beni
acquistati o importati senza il diritto alla detrazione
totale della relativa imposta ai sensi degli articoli 19,
19-bis1 e 19-bis2.
27-sexies) le importazioni nei porti, effettuate
dalle imprese di pesca marittima, dei prodotti della pesca
allo stato naturale o dopo operazioni di conservazione ai
fini della commercializzazione, ma prima di qualsiasi
consegna.".
(b) Si trascrive il testo vigente dell'art. 19-bis2 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972:
"Art. 19-bis2 (Rettifica della detrazione). - 1. La
detrazione dell'imposta relativa ai beni non ammortizzabili
ed ai servizi e' rettificata in aumento o in diminuzione
qualora i beni ed i servizi medesimi sono utilizzati per
effettuare operazioni che danno diritto alla detrazione in
misura diversa da quella inizialmente operata. Ai fini di
tale rettifica si tiene conto esclusivamente della prima
utilizzazione dei beni e dei servizi.
2. Per i beni ammortizzabili, la rettifica di cui al
comma 1 e' eseguita in rapporto al diverso utilizzo che si
verifica nell'anno della loro entrata in funzione ovvero
nei quattro anni successivi ed e' calcolata con riferimento
a tanti quinti dell'imposta quanti sono gli anni mancanti
al compimento del quinquennio.
3. Se mutamenti nel regime fiscale delle operazioni
attive, nel regime di detrazione dell'imposta sugli
acquisti o nell'attivita' comportano la detrazione
dell'imposta in misura diversa da quella gia' operata, la
rettifica e' eseguita limitatamente ai beni ed ai servizi
non ancora ceduti o non ancora utilizzati e, per i beni
ammortizzabili, e' eseguita se non sono trascorsi quattro
anni da quello della loro entrata in funzione.
4. La detrazione dell'imposta relativa all'acquisto di
beni ammortizzabili, nonche' alle prestazioni di servizi
relative alla trasformazione, al riattamento o alla
ristrutturazione dei beni stessi, operata ai sensi
dell'art. 19, comma 5, e' altresi', soggetta a rettifica,
in ciascuno dei quattro anni successivi a quello della loro
entrata in funzione, in caso di variazione della
percentuale di detrazione superiore a dieci punti. La
rettifica si effettua aumentando o diminuendo l'imposta
annuale in ragione di un quinto della differenza tra
l'ammontare della detrazione operata e quello
corrispondente alla percentuale di detrazione dell'anno di
competenza. Se l'anno o gli anni di acquisto o di
produzione del bene ammortizzabile non coincidono con
quello della sua entrata in funzione, la prima rettifica e'
eseguita, per tutta l'imposta relativa al bene, in base
alla percentuale di detrazione definitiva di quest'ultimo
anno anche se lo scostamento non e' superiore a dieci
punti. La rettifica puo' essere eseguita anche se la
variazione della percentuale di detrazione non e' superiore
a dieci punti a condizione che il soggetto passivo adotti
lo stesso criterio per almeno cinque anni consecutivi e ne
dia comunicazione con la dichiarazione annuale nella quale
inizia ad avvalersi di detta facolta'.
5. Ai fini del presente articolo non si considerano
ammortizzabili i beni di costo unitario non superiore ad un
milione di lire, ne' quelli il cui coefficiente di
ammortamento stabilito ai fini delle imposte sul reddito e'
superiore al venticinque per cento.
6. In caso di cessione di un bene ammortizzabile
durante il periodo di rettifica, la rettifica della
detrazione va operata in unica soluzione per gli anni
mancanti al compimento del periodo di rettifica,
considerando a tal fine la percentuale di detrazione pari
al cento per cento se la cessione e' soggetta ad imposta,
ma l'ammontare dell'imposta detraibile non puo' eccedere
quello dell'imposta relativa alla cessione del bene.
7. Se i beni ammortizzabili sono acquisiti in
dipendenza di fusione, di scissione, di cessione o
conferimento di aziende, compresi i complessi aziendali
relativi a singoli rami dell'impresa, le disposizioni di
cui ai commi precedenti si applicano con riferimento alla
data in cui i beni sono stati acquistati dalla societa'
incorporata o dalle societa' partecipanti alla fusione,
dalla societa' scissa o dal soggetto cedente o conferente.
I soggetti cedenti o conferenti sono obbligati a fornire ai
cessionari o conferitari i dati rilevanti ai fini delle
rettifiche.
8. Le disposizioni del presente articolo relative ai
beni ammortizzabili devono intendersi riferite anche ai
beni immateriali di cui al-l'art. 68 del testo unico delle
imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Agli effetti del
presente articolo i fabbricati o porzioni di fabbricati
sono comunque considerati beni ammortizzabili ed il periodo
di rettifica e' stabilito in dieci anni, decorrenti da
quello di acquisto o di ultimazione. Per l'imposta assolta
sull'acquisto di aree fabbricabili l'obbligo di rettifica
decennale decorre dalla data di ultimazione dei fabbricati
insistenti sulle aree medesime. L'imputazione dell'imposta
relativa ai fabbricati ovvero alle singole unita'
immobiliari, soggette a rettifica, che siano compresi in
edifici o complessi di edifici acquistati, costruiti o
ristrutturati unitariamente, deve essere determinata sulla
base di parametri unitari, costituiti dal metro quadrato o
dal metro cubo, o da parametri similari, che rispettino la
proporzionalita' fra l'onere complessivo dell'imposta
relativa ai costi di acquisto, costruzione o
ristrutturazione, e la parte di costo dei fabbricati o
unita' immobiliari specificamente attribuibile alle
operazioni che non danno diritto alla detrazione
dell'imposta.
9. Le rettifiche delle detrazioni di cui ai commi
precedenti sono effettuate nella dichiarazione relativa
all'anno in cui si verificano gli eventi che le
determinano, sulla base delle risultanze delle scritture
contabili obbligatorie.".
(c) Comma sostituito dall'art. 8, comma 1, lettera a)
del decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del
2001.
(d) Si trascrive il testo vigente dell'art. 19, comma
1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del
1972:
"1. Per la determinazione dell'imposta dovuta a norma
del primo comma dell'art. 17 o dell'eccedenza di cui al
secondo comma dell'art. 30, detraibile dall'ammontare
dell'imposta relativa alle operazioni effettuate, quello
dell'imposta assolta o dovuta dal soggetto passivo o a lui
addebitata a titolo di rivalsa in relazione ai beni ed ai
servizi importati o acquistati nell'esercizio dell'impresa,
arte o professione. Il diritto alla detrazione dell'imposta
relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel
momento in cui l'imposta diviene esigibile e puo' essere
esercitato, al piu' tardi, con la dichiarazione relativa al
secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla
detrazione e' sorto ed alle condizioni esistenti al momento
della nascita del diritto medesimo.".
(e) Comma sostituito dall'art. 8, comma 1, lettera b)
del decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del
2001.
(f) Comma abrogato dall'art. 1, comma 6, lettera c) del
decreto del Presidente della Repubblica n. 542 del 1999.
(g) Comma sostituito dall'art. 8, comma 1, lettera c)
del decreto del Presidente della Repubblica n. 435 del
2001.
(h) Per il riferimento all'art. 73, primo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 si
vedano i riferimenti normativi all'art. 3.
(i) Il capo terzo del decreto legislativo n. 241 del
1997, reca "Disposizioni in materia di riscossione".

Art. 8-bis.
Comunicazione dati IVA (a)

(( 1. Fermi restando gli obblighi previsti dall'articolo 3
relativamente alla dichiarazione unificata e dall'articolo 8
relativamente alla dichiarazione IVA annuale e ferma restando la
rilevanza attribuita alle suddette dichiarazioni anche ai fini
sanzionatori, il contribuente presenta in via telematica,
direttamente o tramite gli incaricati di cui all'articolo 3, commi
2-bis e 3, entro il mese di febbraio di ciascun anno, una
comunicazione dei dati relativi all'imposta sul valore aggiunto
riferita all'anno solare precedente, redatta in conformita' al
modello approvato con provvedimento amministrativo da pubblicare
nella Gazzetta Ufficiale. La comunicazione e' presentata anche dai
contribuenti che non hanno effettuato operazioni imponibili.
2. Sono esonerati dall'obbligo di comunicazione i contribuenti che
per l'anno solare precedente hanno registrato esclusivamente
operazioni esenti dall'imposta di cui all'articolo 10 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni (b), salvo che abbiano registrato operazioni
intracomunitarie, i contribuenti esonerati ai sensi di specifiche
disposizioni normative dall'obbligo di presentazione della
dichiarazione annuale di cui all'articolo 8, i soggetti di cui
all'articolo 88 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
(c), i soggetti sottoposti a procedure concorsuali, nonche' le
persone fisiche che hanno realizzato nel periodo di riferimento un
volume d'affari inferiore o uguale a lire 50 milioni.
3. Gli enti o le societa' partecipanti che si sono avvalsi per
l'anno di riferimento della procedura di liquidazione dell'I.V.A. di
gruppo di cui all'ultimo comma dell'articolo 73 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (d), inviano
singolarmente la comunicazione dei dati relativamente alla propria
attivita'.
4. Nella comunicazione sono indicati l'ammontare delle operazioni
attive e passive al netto dell'I.V.A., l'ammontare delle operazioni
intracomunitarie, l'ammontare delle operazioni esenti e non
imponibili, l'imponibile e l'imposta relativa alle importazioni di
oro e argento effettuate senza pagamento dell'I.V.A. in dogana,
l'imposta esigibile e l'imposta detratta, risultanti dalle
liquidazioni periodiche senza tener conto delle operazioni di
rettifica e di conguaglio.
5. I termini di presentazione della comunicazione che scadono di
sabato sono prorogati d'ufficio al primo giorno feriale successivo.
6. Per l'omissione della comunicazione o l'invio di tale
comunicazione con dati incompleti o non veritieri restano applicabili
le disposizioni previste dall'articolo 11 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 471 (e). ))
(a) Articolo inserito dall'art. 9, comma 1, del decreto
del Presidente della Repubblica n. 435 del 2001.
(b) Per il riferimento all'art. 10 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 si vedano i
riferimenti normativi all'art. 8.
(c) Si trascrive il testo vigente dell'art. 88 del
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917:
"Art. 88 (Stato ed enti pubblici). - 1. Gli organi e le
amministrazioni dello Stato, compresi quelli ad ordinamento
autonomo anche se dotati di personalita' giuridica, i
comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli
enti gestori di demani collettivi, le comunita' montane, le
province e le regioni non sono soggetti all'imposta.
2. Non costituiscono esercizio di attivita'
commerciali:
a) l'esercizio di funzioni statali da parte di enti
pubblici;
b) l'esercizio di attivita' previdenziali,
assistenziali, e sanitarie da parte di enti pubblici
istituiti esclusivamente a tal fine, comprese le unita'
sanitarie locali.".
(d) Per il riferimento all'art. 73 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 si vedano i
riferimenti normativi all'art. 3.
(e) Si trascrive il testo vigente dell'art. 11 del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471:
"Art. 11 (Altre violazioni in materia di imposte
dirette e di imposta sul valore aggiunto). - 1. Sono punite
con la sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a
lire quattro milioni le seguenti violazioni:
a) omissione di ogni comunicazione prescritta dalla
legge tributaria anche se non richiesta dagli uffici o
dalla Guardia di finanza al contribuente o a terzi
nell'esercizio dei poteri di verifica ed accertamento in
materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto
o invio di tali comunicazioni con dati incompleti o non
veritieri;
b) mancata restituzione dei questionari inviati al
contribuente o a terzi nell'esercizio dei poteri di cui
alla precedente lettera a) o loro restituzione con risposte
incomplete o non veritiere;
c) inottemperanza all'invito a comparire e a
qualsiasi altra richiesta fatta dagli uffici o dalla
Guardia di finanza nell'esercizio dei poteri loro
conferiti.
2. La sanzione prevista nel comma 1 si applica, salvo
che il fatto non costituisca infrazione piu' gravemente
punita, per il compenso di partite effettuato in violazione
alle previsioni del codice civile ovvero in caso di mancata
evidenziazione nell'apposito prospetto indicato negli
articoli 3 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 600.
3. (Abrogato).
4. L'omessa presentazione degli elenchi di cui all'art.
50, comma 6, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993,
n. 427, ovvero la loro incompleta, inesatta o irregolare
compilazione sono punite con la sanzione da lire un milione
a lire due milioni per ciascuno di essi, ridotta alla meta'
in caso ai presentazione nel termine di trenta giorni dalla
richiesta inviata dagli uffici abilitati a riceverla o
incaricati del loro controllo. La sanzione non si applica
se i dati mancanti o inesatti vengono integrati o corretti
anche a seguito di richiesta.
5. L'omessa installazione degli apparecchi per
l'emissione dello scontrino fiscale previsti dall'art. 1
della legge 26 gennaio 1983, n. 18, e' punita con la
sanzione amministrativa da lire due milioni a lire otto
milioni.
6. Al destinatario dello scontrino fiscale e della
ricevuta fiscale che, a richiesta degli organi accertatori,
nel luogo della prestazione o nelle sue adiacenze, non
esibisce il documento o lo esibisce con indicazione di un
corrispettivo inferiore a quello reale si applica la
sanzione amministrativa da lire centomila a lire due
milioni.
7. In caso di violazione delle prescrizioni di cui
all'art. 53, comma 3, del decreto-legge 30 agosto 1993, n.
331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre
1993, n. 427, si applica la sanzione da lire
cinquecentomila a lire quattro milioni.".

Art. 9.
Disposizioni finali e transitorie

1. Per l'anno 1998, le dichiarazioni predisposte mediante
l'utilizzo dei sistemi informatici sono presentate
all'Amministrazione finanziaria per il tramite di un ufficio della
Poste Italiane S.p.a. convenzionata, mentre le altre sono presentate
per il tramite di una banca o di un ufficio della Poste italiane
S.p.a., convenzionate, secondo le modalita' stabilite nel decreto di
cui all'articolo 1. Si applicano le disposizioni stabilite
dall'articolo 3.
2. Per l'anno 1999 sono presentate esclusivamente per il tramite di
una banca o di un ufficio della Poste italiane S.p.a., convenzionate:
a) le dichiarazioni dei redditi, comprese quelle riguardanti
imposte sostitutive delle imposte sui redditi, da redigere su modelli
approvati con decreti emanati nel corso del 1998;
b) le dichiarazioni di cui all'articolo 74-bis del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, da redigere su
modelli approvati con decreto ministeriale 15 gennaio 1998.
3. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 2, 3 e 8, comma 1,
lettere b) e c), del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, si
applicano alle dichiarazioni presentate a decorrere dal 1 gennaio
1998.
4. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, ai
sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
nel decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, si intendono abrogati
gli articoli 4, 5, 6, 7, 8, comma 1, lettera a), 11, comma 1, lettera
e), e 12, comma 4, e, nel decreto legislativo 2 settembre 1997, n.
313, si intende abrogato l'articolo 4, comma 1, lettera c).
5. Le disposizioni di cui all'articolo 6 si applicano alle
dichiarazioni presentate a decorrere dal 1 gennaio 1999.
6. A decorrere dal 1 gennaio 1999, ai sensi dell'articolo 17, comma
2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, i commi 11 e 12 dell'articolo
78 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, si intendono abrogati. Con
effetto dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, ai
sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
il primo comma dell'articolo 17 della legge 13 aprile 1977, n. 114,
si intende abrogato.
7. Qualora sia presentata dai coniugi dichiarazione separata
essendo stata presentata per l'anno precedente dichiarazione
congiunta e, conformemente alle risultanze di tale dichiarazione, sia
stato omesso o versato in misura inferiore l'acconto rispetto
all'imposta dovuta da uno dei coniugi, non si applicano le sanzioni e
gli interessi previsti per l'omesso o insufficiente versamento degli
acconti.
8. Dal 1 gennaio 1999, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, si intende abrogato l'articolo 7 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
dalla stessa data si applicano le disposizioni di cui agli articoli
2, comma 5, e 4 del presente regolamento.
9. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, ai
sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
gli articoli 8, 9, 10 e 12 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, gli articoli 28 e 37 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e i
commi 172, lettera e), 178 e 179, dell'articolo 3, della legge 23
dicembre 1996, n. 662, si intendono abrogati e nell'articolo 5, comma
2, del decreto-legge 30 settembre 1983, n. 512, convertito, con
modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983, n. 649, le parole da: "e
devono" a "decreto n. 600" sono soppresse.
10. I riferimenti alle disposizioni indicate nei commi precedenti,
contenuti in ogni atto normativo, si intendono fatti alle
disposizioni del presente regolamento.


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato