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Gazzetta Ufficiale N. 211 del 11 Settembre 2003

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 3 luglio 2003
Tabella delle menomazioni alla integrita' psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidita'.

IL MINISTRO DELLA SALUTE

di concerto con

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

e

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE

Vista la legge 5 marzo 2001, n. 57, ed in particolare l'art. 5,
comma 5, che prevede la predisposizione di una specifica tabella
delle menomazioni alla integrita' psicofisica comprese tra 1 e 9
punti di invalidita';
Esaminati i lavori conclusivi della commissione incaricata di
predisporre una specifica tabella delle menomazioni alla integrita'
psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidita', istituita con
decreto del Ministro della salute del 9 luglio 2002 ed integrata
nella composizione con decreti del Ministro della salute del 6 agosto
2002 e del 16 maggio 2003;
Ravvisata l'opportunita' di procedere alla approvazione della
tabella delle menomazioni alla integrita' psicofisica comprese tra 1
e 9 punti di invalidita';
Decreta:
Art. 1.
1. Ai sensi dell'art. 5, comma 5, della legge 5 marzo 2001, n. 57,
sono approvate la tabella delle menomazioni alla integrita'
psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidita' e le relative
note introduttive, concernenti i criteri applicativi della stessa. I
criteri applicativi sono riportati nell'allegato I al presente
decreto, del quale fa parte integrante; la tabella delle menomazioni
alla integrita' psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidita'
e' riportata nell'allegato II al presente decreto, del quale fa parte
integrante.
Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 3 luglio 2003
Il Ministro della salute
Sirchia

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Maroni

Il Ministro delle attivita' produttive
Marzano

Registrato alla Corte dei conti il 6 agosto 2003
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 4, foglio n. 279

Allegato I
CRITERI APPLICATIVI
La legge 5 marzo 2001, n. 57, al comma 3 dell'art. 5, definisce
il «danno biologico», come «la lesione alla integrita' psicofisica
della persona, suscettibile di accertamento medico-legale»,
precisando che «il danno biologico e' risarcibile indipendentemente
dalla sua incidenza sulla capacita' di produzione di reddito del
danneggiato».
Inoltre, al comma 5 dello stesso articolo, la legge stabilisce
che debba essere predisposta una «specifica tabella delle menomazioni
alla integrita' psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidita».
Scopo dunque della tabella e' quello di indicare parametri
numerici da utilizzare ogni volta che, nell'ambito del risarcimento
del danno alla persona in responsabilita' civile auto, vi sia la
necessita' di effettuare un accertamento medico-legale per stabilire
in che misura debba essere quantificata una menomazione permanente
alla integrita' psicofisica, nel caso questa menomazione rientri in
un tasso compreso tra l'1% ed il 9%.
Prima di illustrare le modalita' con cui la tabella e' stata
predisposta e, soprattutto, in che modo essa debba essere utilizzata
nella pratica valutativa, va ricordato che il danno alla persona in
ambito responsabilita' civile, per come esso e' stato delineato negli
ultimi venti anni dalla giurisprudenza e dalla dottrina e, da ultimo,
da due provvedimenti legislativi (decreto legislativo 23 febbraio
2000, n. 38, che regola l'attivita' indennitaria dell'INAIL, e,
appunto, la legge 5 marzo 2001, n. 57) si fonda sul concetto di danno
biologico, che consiste nella menomazione temporanea e/o permanente
all'integrita' psico-fisica della persona, la quale esplica una
incidenza negativa sulle attivita' quotidiane e sugli aspetti
personali dinamico-relazionali della vita del danneggiato,
indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacita' di
produrre reddito.
La tabella, da utilizzare ai fini del risarcimento del danno alla
persona nello spirito dell'art. 5 della legge n. 57/2001, indica le
lesioni/menomazioni che danno luogo ad un danno biologico permanente
valutabile tra l'1 ed il 9%; l'assenza di una voce in tabella non
esclude la sua considerabilita' valutativa, con riferimento al danno
biologico.
Ove la menomazione accertata incida in maniera apprezzabile su
particolari aspetti dinamico-relazionali personali, lo specialista
medico legale dovra' fornire motivate indicazioni aggiuntive che
definiscano l'eventuale maggiore danno tenuto conto delle condizioni
soggettive del danneggiato, richiamate dal comma 4 dell'art. 5 della
legge n. 57/2001 come modificato dalla legge n. 273/2002.
La tabella comprende, per ogni distretto anatomico, fattispecie
diverse che vanno dalla elaborazione di voci relative alla
compromissione dei parametri indicativi della piena funzionalita' (ad
esempio, per un arto: motilita', stabilita', asse, potenza, velocita'
e abilita' motoria), alla descrizione di alterazioni anatomiche ed
alla illustrazione di specifiche condizioni cliniche.
Premesso che anche le lesioni da cui possono originare
menomazioni previste in tabella possono talora guarire senza postumi
permanenti, i valori indicati nella tabella sono riportati con tre
diverse dizioni: in alcuni casi si e' indicato un numero unico, in
altri un intervallo di valori, in altri ancora l'espressione uguale o
minore.
Il numero unico e' stato adottato per quelle voci indicative di
una lesione anatomica o di una condizione funzionale ben precisa;
detto parametro numerico previsto e' riferito al danno base teorico,
fermo restando che lo stesso valore deve essere modificato laddove
quella menomazione sia correlata ad un quadro clinico-funzionale
diverso.
Ad altre voci corrispondono fasce valutative in rapporto alle
possibili varianti anatomofunzionali proprie di quella particolare
fattispecie:
a) le indicazioni date con un range si riferiscono a
menomazioni che comunque sono responsabili di per se' di un danno
permanente suscettibile di valutazione, che puo' oscillare a seconda
del quadro clinico cui si correla;
b) la dizione uguale o inferiore indica il numero abitualmente
espressivo del valore menomativo dell'esito della lesione che,
tuttavia, puo' essere inferiore in relazione a livelli di minore
pregiudizio.
Danno composito.
Non di rado gli esiti permanenti di una lesione possono essere
rappresentati da piu' voci tabellate. In questi casi la valutazione
del danno non deriva dalla sommatoria delle diverse percentuali
attribuite alle singole componenti menomative, ma deve fare
riferimento alla riduzione globale della integrita' di quel
determinato distretto anatomo-funzionale, fermo restando che se il
disvalore globale supera il 9%, la tabella in oggetto non e'
utilizzabile.
Danni plurimi monocroni.
In caso di danno permanente da lesioni plurime monocrone,
interessanti cioe' piu' organi ed apparati, non si dovra' procedere
alla valutazione con il criterio della semplice sommatoria delle
percentuali previste per il singolo organo od apparato, bensi' alla
valutazione complessiva che avra' come riferimento le valutazioni
tabellari dei singoli danni e la globale incidenza sulla integrita'
psico-fisica del soggetto. Nella valutazione medico-legale si terra'
conto, di volta in volta, della maggiore o minore incidenza di danni
fra loro concorrenti o coesistenti.
Menomazioni preesistenti.
Nel caso in cui la menomazione interessi organi od apparati gia'
sede di patologie od esiti di patologie, le indicazioni date dalla
tabella andranno modificate a seconda della effettiva incidenza delle
preesistenze rispetto ai valori medi.
Criterio della analogia.
Nei casi in cui le voci previste dalla tabella non corrispondano
pienamente alla condizione menomativa che il medico legale deve
valutare, il giudizio va espresso con il criterio della analogia,
tenendo conto cioe' dei valori indicati per le alterazioni anatomiche
o minorazioni funzionali che, per distretto interessato o per tipo di
pregiudizio che determinano o per grado di disfiunzionalita', piu' si
avvicinano alla specifica situazione che si sta esaminando.
Lesioni dentarie.
In caso di perdita di singoli elementi, i valori proposti dalla
tabella devono comunque essere adattati al risultato funzionale
(compreso il danno estetico) conseguito o conseguibile mediante
terapia odontoiatrica, compreso il trattamento protesico attuato o
attuabile. In linea di massima, anche in caso di protesi efficace
funzionalmente ed esteticamente, ovvero in caso di devitalizzazione
del singolo elemento o di sua trasformazione in pilastro, si dovra'
riconoscere almeno 1/3 del valore previsto per ogni elemento fino al
valore massimo tabellato per la perdita del dente ove si tratti di
elemento in precedenza integro.
In caso di perdite dentarie multiple, la valutazione
medico-legale del danno permanente biologico deve essere effettuata
considerando la residua riduzione della sua efficienza globalmente
intesa, anche sulla base della riabilitazione protesica o del suo
attendibile risultato.
Menomazioni dell'apparato visivo.
In caso di menomazione dell'acuita' visiva, la valutazione del
danno biologico permanente e' calcolata in riferimento ai parametri
indicati dalla tabella, sulla base della acutezza visiva ottenuta
dopo adeguata correzione.
Menomazioni dell'apparato uditivo.
In caso di menomazioni della capacita' uditiva, si fara'
riferimento alla tabella gia' presa a riferimento dalla principali
Guide alla valutazione del danno permanente biologico e riportata
anche dalla tabella (allegato 1) di cui al citato decreto legislativo
23 febbraio 2000, n. 38.
Danni psichici.
Le voci previste dalla tabella fanno riferimento a condizioni
psicopatologiche con consolidata connotazione diagnostica.
L'accertamento medico-legale della loro esistenza e del loro rapporto
causale con l'evento a cui e' attribuito il danno da valutare si basa
sulla verifica della analisi di compatibilita' fra le manifestazioni
cliniche accertate e i contenuti psico-traumatizzanti dell'evento a
cui le stesse manifestazioni si possono far risalire.
Danno estetico.
Il pregiudizio estetico lieve.
L'anormalita' e' limitata ad esiti rilevabili ad un'osservazione
generica, ma che non mutano in assoluto l'espressivita' del soggetto.
Si tratta cioe' di esiti di minime alterazioni delle strutture di
supporto del volto e/o alterazioni cutanee limitate. Rientrano in
quest'ambito: piccole cicatrici visibili e/o pigmentazione anomala al
volto, modeste dismorfie in esito a fratture del massiccio facciale,
perdita parziale di un padiglione auricolare, strabismo lieve (a
parte il pregiudizio disfunzionale), lievi esiti di lesione del nervo
facciale, cicatrici lineari al collo bene evidenti, cicatrici lineari
anche di grandi dimensioni al tronco o agli arti.
Il pregiudizio estetico da lieve a moderato.
Il pregiudizio estetico complessivo e' piu' rilevante e si
accompagna ad una coscienza della menomazione resa obiettiva dal
giudizio negativo di chi osserva il soggetto. Si tratta cioe' di
esiti di perdite circoscritte di strutture di supporto al volto e/o
alterazioni cutanee poco importanti. Rientrano in quest'ambito:
cicatrici lineari piane di piccole dimensioni al volto, depressioni
circoscritte della fronte o della guancia, modeste asimmetrie
facciali, marcata deformazione della piramide nasale, perdita di un
padiglione auricolare, strabismo evidente (a parte il pregiudizio
disfunzionale), evidenti esiti cicatriziali al collo, estese aree
cicatriziali al tronco o agli arti.
Se nella voce tabellare non e' segnalata alcuna specificazione
aggiuntiva inerente il danno estetico, quest'ultimo si ritiene non
compreso nella valutazione percentuale indicata.
Le voci tabellate indicative di perdite anatomiche sono gia'
comprensive del pregiudizio estetico salvo i casi di anomalo processo
di cicatrizzazione.
Revisione della tabella.
Saranno disposte eventuali revisioni della tabella in caso di
nuove e documentate acquisizioni scientifiche e della dottrina.

Allegato II
TABELLA DELLE MENOMAZIONI ALLA INTEGRITA' PSICOFISICA COMPRESE
TRA 1 E 9 PUNTI DI INVALIDITA'

tabella


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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