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Gazzetta Ufficiale N. 297 del 23 Dicembre 2003

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
DECRETO 8 agosto 2003
Norme di attuazione della legge 2 aprile 1968, n. 518, concernente la liberalizzazione dell'uso delle aree di atterraggio.

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
di concerto con
IL MINISTRO DELL'INTERNO E IL MINISTRO DELLA DIFESA
Visto il codice della navigazione, approvato con regio decreto
30 marzo 1942, n. 327;
Vista la legge 2 aprile 1968, n. 518, concernente la
liberalizzazione delle aree di atterraggio;
Visto il decreto 10 marzo 1988 con il quale il Ministro dei
trasporti, di concerto con i Ministri delle finanze, dell'interno e
della difesa, ha modificato il decreto ministeriale 27 dicembre 1971
recante norme di attuazione della legge 2 aprile 1968, n. 518,
concernente la liberalizzazione dell'uso delle aree di atterraggio;
Visto il decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, istitutivo
dell'Ente nazionale per l'aviazione civile;
Visto l'art. 2, comma 1, lettera a), del citato decreto legislativo
n. 250/1997 che ha trasferito all'Ente nazionale per l'aviazione
civile le funzioni amministrative e tecniche nel settore
dell'aviazione civile, ivi comprese le competenze di natura
regolamentare nelle materie tecniche di propria competenza;
Visto l'art. 2, comma 2, l.a5, dello statuto dell'Ente nazionale
per l'aviazione civile approvato con decreto 3 giugno 1999 del
Ministro dei trasporti e della navigazione di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e
il Ministro per la funzione pubblica;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, di riforma di
organizzazione del Governo, ai sensi dell'art. 11 della legge
15 marzo 1997, n. 59;
Viste la nota n. 1723/DG del 5 agosto 2003; con la quale l'Ente
nazionale per l'aviazione civile comunica che il presente decreto
tiene conto delle osservazioni formulate dai Ministeri interessati e
dalle associazioni di settore;
Considerata la necessita' di adeguare i contenuti normativi del
citato decreto ministeriale 10 marzo 1988 alle nuove esigenze in tema
di sicurezza delle operazioni e protezione da atti illeciti e di
introdurre una piu' organica disciplina sulla sicurezza delle
aviosuperfici e sulle relative modalita' di attuazione;
Decreta:
Art. 1.
Definizioni
1. Per «aviosuperficie» si intende un'area idonea alla partenza e
all'approdo di aeromobili, che non appartenga al demanio aeronautico
di cui all'art. 692 del codice della navigazione e su cui non insista
un aeroporto privato di cui all'art. 704 del codice della
navigazione.
2. Per «elisuperficie» si intende un'aviosuperficie destinata
all'uso esclusivo degli elicotteri, che non sia un eliporto.
3. Per «idrosuperficie» si intende un'aviosuperficie destinata
all'uso esclusivo di idrovolanti o elicotteri muniti di galleggianti.
4. Per «aviosuperficie in pendenza (AP)» si intende una
aviosuperficie la cui pendenza, ottenuta dividendo la differenza tra
l'elevazione massima e quella minima lungo l'asse dell'aviosuperficie
per la lunghezza di questa, superi il due percento.
5. Per «aviosuperficie non in pendenza (ANP)» si intende una
aviosuperficie la cui pendenza, ottenuta dividendo la differenza tra
l'elevazione massima e quella minima lungo l'asse dell'aviosuperficie
per la lunghezza di questa, non ecceda il due percento.
6. Per «elisuperficie in elevazione» si intende una elisuperficie
posta su una struttura avente elevazione di tre metri o piu' rispetto
al livello della superficie.

Art. 2.
Applicabilita'
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano:
a) alle aviosuperfici come definite all'art. 1;
b) alle operazioni di aeromobili su aviosuperfici.
2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano: al
personale, ai mezzi ed alle infrastrutture militari, della Polizia di
Stato, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del Corpo forestale
dello Stato.
3. Le disposizioni del presente decreto disciplinano:
a) la gestione e l'uso delle aviosuperfici;
b) le caratteristiche fisiche e la segnaletica delle
aviosuperfici;
c) le operazioni su aviosuperfici.

Art. 3.
Gestione ed uso delle aviosuperfici
1. Fatto salvo quanto previsto agli articoli 7 e 8,
l'aviosuperficie e' gestita da persone fisiche o giuridiche le quali
sono responsabili della sua rispondenza ai requisiti previsti dal
presente decreto, della sua agibilita' in condizioni di sicurezza
anche in relazione agli ostacoli presenti lungo le traiettorie di
decollo e atterraggio, e dell'efficienza delle attrezzature tecniche
e operative installate.
2. La gestione di un'aviosuperficie e' subordinata al consenso,
espresso in forma scritta, del proprietario dell'area su cui
l'aviosuperficie e' ubicata; se l'area e' appartenente allo Stato o a
enti pubblici, la gestione e' subordinata al nulla osta o alla
concessione d'uso da parte della competente autorita' amministrativa.
3. L'uso di un'aviosuperficie e' subordinato al consenso del
gestore, che e' tenuto a fornire agli utenti tutte le informazioni
necessarie per la buona esecuzione dell'attivita', ed e' limitato ai
voli intracomunitari.
4. Nei casi di cui agli articoli 13.8, 15.2, 17.2 e 18.4 ed agli
articoli 22.4 e 23.2 per la gestione e l'uso dell'aviosuperficie e'
richiesta specifica autorizzazione rilasciata dall'ENAC secondo la
procedura di cui all'Appendice 1.

Art. 4.
Gestione - Norme procedurali
1. La persona fisica o il rappresentante legale della persona
giuridica che gestisce l'aviosuperficie devono essere in possesso di
un nulla osta rilasciato dal questore della provincia di residenza o
della sede legale della persona giuridica, previa valutazione anche
della inesistenza di controindicazioni agli effetti dell'ordine e
della sicurezza pubblica nonche' della sicurezza dello Stato.
2. Il gestore trasmette all'ENAC almeno quaranta giorni prima della
data di inizio della gestione dell'aviosuperficie copia del nulla
osta di cui al precedente comma, gli estremi per la sua
identificazione e per quella del proprietario dell'area destinata ad
aviosuperficie, i dati caratteristici dell'aviosuperficie e ogni
altra documentazione richiesta dall'ENAC.
3. Per la gestione di un'elisuperficie in elevazione il gestore
deve inoltre dichiarare:
a) il possesso delle autorizzazioni previste dalla vigente
normativa urbanistica in materia di edificabilita';
b) che l'elisuperficie e' conforme alle specifiche disposizioni
emanate dal Ministero dell'interno in materia di assistenza
antincendio.
4. L'avvenuto inizio della gestione e qualsiasi modifica degli
elementi indicati nei precedenti commi 2 e 3 devono essere
tempestivamente comunicati dal gestore all'ENAC, al comune ed
all'autorita' provinciale di pubblica sicurezza, per il tramite del
locale ufficio o comando di polizia competente per territorio.
5. Le informazioni di cui ai commi precedenti sono inoltre
trasmesse dall'ENAC al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
- Dipartimento per la navigazione ed il trasporto marittimo ed aereo,
al Ministero dell'interno - Dipartimento della pubblica sicurezza ed
alla questura competente, al Ministero della difesa - Stato Maggiore,
al Ministero dell'economia e delle finanze - Comando generale Guardia
di finanza, all'Agenzia delle dogane, all'Ente nazionale per
l'assistenza al volo S.p.a. nonche' alla regione ed al comune
competenti per territorio nel cui territorio sono realizzate le opere
di cui all'art. 1.
6. Le informazioni ed i dati relativi alle aviosuperfici ed
elisuperfici per le quali e' stata iniziata l'attivita' sono diffusi
dall'ENAC per via informatica, mediante pubblicazione nel sito
ufficiale dell'Ente.

Art. 5.
Raccolta dati dei movimenti su aviosuperfici
1. Il pilota oltre a richiedere il consenso di cui all'art. 3.3,
comunica al gestore i seguenti dati per ciascun movimento:
a) nominativo pilota ed eventuale copilota;
b) tipo dell'aeromobile;
c) marche dell'aeromobile:
d) numero persone a bordo;
e) orario partenza e destinazione;
f) orario di arrivo e provenienza;
g) tipo del volo.
2. Il gestore istituisce un sistema di raccolta dei dati di cui al
comma precedente. Tali dati sono conservati dal gestore per almeno
cinque anni e, a richiesta, sono resi disponibili alle autorita' di
pubblica sicurezza ed all'ENAC.

Art. 6.
Attivita' su aviosuperfici
1. Sulle aviosuperfici, oltre all'effettuazione di attivita' non
remunerate, sono consentite anche le attivita' di trasporto pubblico,
scuola e lavoro aereo.
2. Ferma restando la responsabilita' del gestore
dell'aviosuperficie, le attivita' di trasporto pubblico, scuola e
lavoro aereo si svolgono sotto la responsabilita' del titolare della
licenza di cui all'art. 788 del Codice della navigazione ed al
regolamento CEE/2407/1992.

Art. 7.
Elisuperfici occasionali
1. E' considerata elisuperficie occasionale qualunque area di
dimensioni idonee a permettere, a giudizio del pilota, operazioni
occasionali di decollo e atterraggio.
2. Al fine di determinare l'adeguatezza della elisuperficie
occasionale, il pilota effettua una ricognizione in volo in cui
accerta il rispetto delle seguenti condizioni:
a) la dimensione minima dell'area di approdo e decollo deve
essere almeno una volta e mezzo la distanza compresa fra i punti
estremi dell'elicottero con i rotori in moto;
b) l'andamento plano-altimetrico e la resistenza del fondo devono
essere idonei alla effettuazione delle operazioni di approdo, di
decollo e delle manovre in superficie;
c) esistenza di un sufficiente spazio circostante libero da
ostacoli ai fini dell'effettuazione, in condizioni di sicurezza,
delle manovre di decollo e di approdo;
d) gli ostacoli eventualmente presenti lungo le traiettorie di
decollo e approdo devono essere tali da poter essere superati con i
margini previsti dalle norme generali, sia in fase di approdo che di
decollo;
e) l'area deve essere sgombra da persone, animali o oggetti che
possano ostacolare le operazioni;
f) le fasi di decollo e di atterraggio non devono comportare il
sorvolo di centri abitati, di agglomerati di case e assembramenti di
persone.
3. L'uso di elisuperfici occasionali e' consentito nei seguenti
casi:
a) effettuazione di attivita' aerea occasionale, non superiore a
100 movimenti per anno, in condizioni VFR diurno;
b) interventi di emergenza come definiti dall'ENAC.
4. Per l'uso delle elisuperfici occasionali non sono necessarie la
figura del gestore di cui all'art. 3 del presente decreto, la
segnaletica e assistenza antincendio; il pilota e' responsabile della
scelta dell'area e della condotta delle operazioni.
5. L'uso delle elisuperfici occasionali e' consentito anche per lo
svolgimento di attivita' aerea privata ed e' limitato ai voli con
origine e destinazione nel territorio nazionale senza scali intermedi
in territorio di altro Stato.
6. L'uso delle elisuperfici occasionali ubicate su un'area di
proprieta' privata e' subordinato al consenso del proprietario
dell'area; se le elisuperfici occasionali sono ubicate su un'area di
proprieta' dello Stato o di enti pubblici, l'uso e' subordinato al
nulla osta o alla concessione d'uso da parte della competente
autorita' amministrativa.
7. Il pilota e' responsabile del rispetto della normativa vigente
in materia di uso del territorio e di tutela dell'ambiente.
8. Le disposizioni di cui ai precedenti commi 5, 6 e 7 non si
applicano nei casi di trasporto sanitario d'urgenza, operazioni di
salvataggio, evacuazione, antincendio, soccorso ed emergenza.

Art. 8.
Aviosuperfici occasionali
1. E' considerata aviosuperficie occasionale qualunque area di
dimensioni idonee a permettere operazioni occasionali di decollo e
atterraggio di velivoli.
2. L'uso di aviosuperfici occasionali da parte di velivoli e'
consentito esclusivamente per attivita' di lavoro aereo. Per l'uso
delle aviosuperfici occasionali non sono necessarie la figura del
gestore di cui all'art. 3, la segnaletica e l'assistenza antincendio;
l'esercente certificato di lavoro aereo effettua preventivamente le
proprie valutazioni sull'adeguatezza dell'aviosuperficie sulla base
delle condizioni di cui ai punti b) c) d) e) e f) dell'art. 7.2,
tenuto conto che, in ogni caso, le dimensioni dell'aviosuperficie
devono essere idonee all'effettuazione della corsa di approdo e della
corsa di decollo dei velivoli di cui e' previsto l'impiego. L'uso di
idrosuperfici occasionali per operazioni e' consentito anche per
attivita' diverse dal lavoro aereo.
3. L'uso delle aviosuperfici occasionali e' limitato ai voli con
origine e destinazione nel territorio nazionale senza scali intermedi
in territorio di altro Stato.
4. L'uso delle aviosuperfici occasionali ubicate su un'area di
proprieta' privata e' subordinato al consenso del proprietario
dell'area; se le aviosuperfici occasionali sono ubicate su un'area di
proprieta' dello Stato o di enti pubblici, l'uso e' subordinato al
nulla osta o alla concessione d'uso da parte della competente
autorita' amministrativa. Nel caso di idrosuperfici occasionali che
siano ubicate in aeree aperte al traffico nautico pubblico, non sono
necessari nulla osta o concessioni d'uso, fermo restando la
responsabilita' dell'operatore ad operare nel rispetto delle regole
della navigazione.
5. Il pilota e' responsabile del rispetto della normativa vigente
in materia di uso del territorio e di tutela dell'ambiente.

Art. 9.
Comunicazioni
1. Prima di iniziare un volo di trasferimento su una elisuperficie
occasionale o su una aviosuperficie occasionale, il pilota deve
trasmettere alla direzione di circoscrizione aeroportuale e
all'autorita' di pubblica sicurezza competenti territorialmente sulla
localita' nella quale l'aviosuperficie di destinazione e' ubicata, le
seguenti informazioni:
a) aeroporto, aviosuperficie o elisuperficie di partenza;
b) coordinate geografiche dell'elisuperficie o aviosuperficie di
destinazione ovvero, se cio' non e' possibile, localita' nella quale
l'elisuperficie o aviosuperficie di destinazione e' ubicata;
c) tipo, marche e nominativo dell'aeromobile;
d) ora prevista di decollo;
e) ora prevista di approdo;
f) nominativo del pilota responsabile del volo;
g) numero delle persone trasportate oltre il pilota responsabile
del volo;
h) tipo dell'eventuale attivita' aerea locale che sara' svolta
sull'elisuperficie o aviosuperficie di destinazione;
i) previsto periodo di tempo durante il quale sara' svolta
l'attivita' aerea locale di cui alla lettera h) sull'elisuperficie o
aviosuperficie di destinazione.
2. L'annullamento del volo o il ritardo superiore a sessanta minuti
rispetto all'ora prevista di decollo deve essere immediatamente
comunicato dal pilota agli enti di cui al paragrafo precedente.
3. Le disposizioni di cui ai precedenti commi 1 e 2 si applicano
anche ai voli di trasferimento sulle aviosuperfici di cui all'art. 3
del presente decreto aventi origine o destinazione, senza scali
intermedi, in Paesi dell'Unione europea. Per tali voli le
informazioni di cui al precedente comma 1 sono comunicate anche alle
autorita' di dogana con almeno 12 ore di anticipo.
4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano nei casi
di trasporto sanitario d'urgenza, operazioni di salvataggio,
evacuazione, antincendio, soccorso ed emergenza.

Art. 10.
Limitazioni
1. La scelta, la gestione e l'uso di un'aviosuperficie sono
subordinati al rispetto delle zone proibite, pericolose e
regolamentate indicate nelle apposite pubblicazioni aeronautiche
nazionali e sono comunque soggetti alle restrizioni permanenti o
temporanee stabilite dalle competenti autorita' civili o militari.
2. L'adempimento delle disposizioni del presente decreto non
esonera dal rispetto della normativa vigente, anche riguardo a
specifiche competenze di altre pubbliche autorita' centrali e
periferiche o di enti locali, per lo svolgimento delle attivita'
sulle aviosuperfici.
3. L'ENAC puo' in qualsiasi momento limitare, sospendere o far
cessare, con provvedimento motivato, la gestione e/o l'uso di
un'aviosuperficie. La cessazione dell'attivita' di gestione o
dell'uso dell'aviosuperficie e' comunque disposta quando viene
revocato il nulla osta del gestore, di cui all'art. 4.1. E' comunque
immediatamente disposta allorquando ne viene fatta richiesta dalla
Autorita' di pubblica sicurezza.
4. L'ENAC puo' altresi' limitare per zone geografiche, con
provvedimento motivato, l'attivita' aerea su elisuperfici ed
aviosuperfici occasionali.
5. Le informazioni relative alla limitazione, alla sospensione ed
alla cessazione della gestione di aviosuperfici sono trasmesse
dall'ENAC ai soggetti di cui all'art. 4.5.

Art. 11.
Disposizioni generali
1. Il pilota svolge le operazioni di volo sulle aviosuperfici sotto
la propria responsabilita' ed e' tenuto a conformarsi alle norme e
alle procedure di volo contenute nelle apposite pubblicazioni
nazionali e alle eventuali limitazioni e prescrizioni dettate dalle
competenti autorita'.
2. L'attivita' aerea sulle aviosuperfici deve essere effettuata a
contatto visivo con il suolo, in condizioni meteorologiche non
inferiori a quelle minime prescritte dalle regole del volo a vista e,
limitatamente ai velivoli, nelle ore diurne.
3. Il pilota e' responsabile del rispetto della normativa vigente
in materia di controllo del traffico aereo.
4. Qualora l'attivita' aerea avvenga in montagna o comunque in zona
ove non e' possibile il contatto radio bilaterale con l'ente di
controllo del traffico aereo competente, il pilota deve sintonizzare
la radio di bordo sulla frequenza di 130.0 MHZ ed effettuare
periodiche chiamate all'aria, allo scopo di evitare conflitti di
traffico.
5. L'ENAC puo' revocare, sospendere o modificare, in applicazione
della normativa vigente, le autorizzazioni le certificazioni e le
licenze rilasciati quando e' accertata la violazione dei requisiti di
cui al presente decreto.

Art. 12.
Elisuperfici - Caratteristiche tecniche
1. La dimensione minima dell'area di approdo e decollo deve essere
almeno una volta e mezzo la distanza compresa fra i punti estremi
dell'elicottero con i rotori in moto.
2. L'andamento plano-altimetrico e la resistenza del fondo devono
essere idonei alla effettuazione delle operazioni di approdo, di
decollo e delle manovre in superficie.
3. Deve esistere sufficiente spazio circostante libero da ostacoli
ai fini dell'effettuazione, in condizioni di sicurezza, delle manovre
di decollo e di approdo.
4. Gli ostacoli eventualmente presenti lungo le traiettorie di
decollo e approdo devono essere tali da poter essere superati con i
margini previsti dalle norme generali, sia in fase di approdo che di
decollo.
5. Durante le operazioni l'area deve essere sgombra da persone,
animali o oggetti che possano ostacolare le operazioni.
6. Deve essere installata una manica a vento.
7. La segnaletica diurna deve essere quella indicata in Appendice
2.
8. In caso di operazioni notturne l'elisuperficie deve essere
provvista della segnaletica notturna indicata in Appendice 2.
9. Per le operazioni notturne in aree geografiche di particolare
difficolta' per l'avvicinamento ed in zone urbane, deve essere
installato un sistema di guida visiva di planata.

Art. 13.
Elisuperfici in elevazione - Caratteristiche tecniche
1. Oltre ai requisiti di cui al precedente art. 12, alle
elisuperfici in elevazione si applicano i requisiti di seguito
riportati.
2. L'area destinata ad elisuperficie deve essere:
a) piana e di pendenza, compresa tra l'1% ed il 2%, idonea ad
evitare l'accumulo di acqua o di altri liquidi;
b) dotata di protezione perimetrale esterna che non costituisca
ostacolo.
3. Ciascun punto della superficie e delle strutture di sostegno
deve resistere al carico massimo statico e dinamico dell'elicottero
piu' pesante destinato ad operarvi, anche in caso di atterraggio
violento.
4. Nell'area circostante l'area di decollo e di approdo non possono
essere installati oggetti fissi a meno che tali oggetti non siano
indispensabili alle operazioni e siano di tipo frangibile. L'altezza
degli oggetti che per la loro funzione devono essere collocati sul
bordo dell'area di decollo e di approdo non deve eccedere i 25 cm.
5. Devono essere predisposte soluzioni tecniche idonee ad evitare
il propagarsi di incendi ed un sistema di evacuazione e/o raccolta
del combustibile eventualmente fuoruscito dall'elicottero e deve
essere disponibile, durante le operazioni, una assistenza antincendio
adeguata al tipo di elicottero utilizzato.
6. La segnaletica diurna deve essere quella indicata in Appendice
2.
7. In caso di operazioni notturne l'elisuperficie deve essere
provvista della segnaletica notturna indicata in Appendice 2.
8. L'uso dell'elisuperficie in elevazione deve essere autorizzato
dall'ENAC secondo la procedura in Appendice 1.

Art. 14.
Assistenza antincendio
1. Le elisuperfici in elevazione, le elisuperfici a servizio di
destinazioni sanitarie e quelle utilizzate per attivita' di trasporto
pubblico ove si svolgono con continuita' operazioni di trasporto con
una media giornaliera di movimenti uguale o superiore a due per ogni
semestre di riferimento, devono essere dotate di assistenza
antincendio conforme alle disposizioni emanate dal Ministero
dell'interno, secondo quanto segue:
a) l'elisuperficie deve essere classificata in accordo alla
normativa vigente, e fornita dei relativi agenti estinguenti e
dotazioni;
b) nel corso delle operazioni deve essere disponibile, secondo
necessita', personale abilitato per l'assistenza antincendio e
l'impiego delle relative dotazioni, potendosi autorizzare impianti
automatici quale mezzo di soddisfacimento dei requisiti di protezione
antincendio.
2. Ai fini della conduzione delle operazioni di volo il gestore
dell'elisuperficie comunica all'ENAC la conformita'
dell'elisuperficie alle disposizioni di cui al comma precedente.

Art. 15.
Norme operative
1. L'uso di elisuperfici situate in aree urbane e' consentito solo
se sono disponibili aree di atterraggio d'emergenza lungo le
traiettorie di decollo e avvicinamento; tale limitazione non e'
richiesta per elicotteri plurimotore le cui prestazioni possono
garantire, in caso di avaria di un motore, la prosecuzione del volo
in sicurezza.
2. L'attivita' aerea notturna e' consentita soltanto sulle
elisuperfici autorizzate dall'ENAC alle operazioni notturne secondo
la procedura in Appendice 1.
3. Lo sbarco e l'imbarco di persone deve avvenire con il carrello
poggiato stabilmente a terra ed il rotore o i rotori completamente
fermi. Il rotore o i rotori possono essere in movimento, con il passo
delle pale del rotore al minimo, qualora, durante le fasi di imbarco
e sbarco, sia presente personale addetto all'assistenza dei
passeggeri.

Art. 16.
Requisiti dei piloti per impiego di elicotteri su elisuperfici
1. Il pilota che intende impiegare elicotteri sulle elisuperfici
occasionali deve:
a) essere in possesso di un brevetto-licenza di pilota civile di
elicottero in corso di validita' e dell'abilitazione al tipo di
elicottero impiegato;
b) avere un'attivita' di volo su elicottero di almeno 130 ore;
c) aver effettuato almeno cinque decolli e cinque approdi negli
ultimi novanta giorni anteriori alla data di utilizzazione
dell'elisuperficie.
2. Qualora l'impiego dell'elicottero avvenga su elisuperfici
ubicate ad altitudine superiore a 1.500 metri oppure su elisuperfici
in elevazione, l'attivita' di volo di cui al punto b) del comma
precedente e' elevata a 500 ore.
3. Il pilota che intende impiegare elicotteri in attivita' notturna
sulle elisuperfici deve:
a) essere in possesso di un brevetto-licenza di pilota civile di
elicottero in corso di validita' e dell'abilitazione al tipo di
elicottero impiegato;
b) essere in possesso della qualificazione I.F.R. in corso di
validita';
c) avere un'attivita' di volo su elicottero di almeno 300 ore, di
cui almeno 10 svolte in attivita' notturna;
d) avere effettuato almeno cinque decolli e cinque approdi in
volo notturno negli ultimi novanta giorni anteriori alla data di
utilizzazione dell'elisuperficie.
4. Qualora l'impiego notturno dell'elicottero avvenga su
elisuperfici ubicate ad altitudine superiore a 1.500 m oppure su
elisuperfici in elevazione, l'attivita' di volo di cui al punto c)
del comma precedente, e' elevata a 500 ore, di cui almeno 50 svolte
in attivita' notturna.
5. Il pilota che per la prima volta intende svolgere attivita'
notturna su una elisuperficie in elevazione deve avere effettuato
almeno tre approdi e tre decolli sulla medesima durante le ore
diurne.

Art. 17.
Attivita' di trasporto pubblico con elicotteri
1. E' consentito il trasporto pubblico sulle elisuperfici nel
rispetto delle disposizioni tecnico-operative vigenti ed in
conformita' alla documentazione di certificazione ed alla
documentazione d'impiego dell'aeromobile. La documentazione d'impiego
deve contenere le disposizioni e le informazioni necessarie al
personale impiegato nelle operazioni di volo su elisuperfici. Il
trasporto pubblico passeggeri avviene sotto la responsabilita' del
direttore operativo della societa' interessata che, a tal fine, deve
disporre l'effettuazione di una preventiva ricognizione a terra ed in
volo sulle elisuperfici di prevista utilizzazione. Le risultanze
delle ricognizioni effettuate devono essere custodite dalla societa'
secondo procedure approvate dall'ENAC.
2. La base operativa dell'operatore deve essere una elisuperficie
gestita secondo le disposizioni di cui all'art. 3; l'uso di detta
elisuperficie deve essere autorizzato dall'ENAC secondo la procedura
in appendice 1. Tale elisuperficie oltre a soddisfare i requisiti di
cui agli articoli 12 e 13, ove applicabile, deve essere provvista di:
a) sistema di protezione o di procedure atto a mantenere sgombra
l'elisuperficie da persone, animali e cose;
b) utenza telefonica e apparato radio di comunicazione
terra/bordo/terra;
c) servizio di ambulanza e pronto soccorso fruibile in modo
tempestivo, anche mediante l'uso di servizi di elisoccorso.
3. Elisuperfici occasionali possono essere utilizzate per il
trasporto pubblico, nel rispetto delle condizioni di cui agli
articoli 7, 9, 10 ed 11. Se utilizzata quale base per le operazioni
devono essere soddisfatte le seguenti ulteriori condizioni:
a) presenza di manica a vento o altro mezzo idoneo di
segnalazione del vento;
b) misure atte a mantenere sgombra l'elisuperficie da persone,
animali e cose;
c) apparato radio di comunicazione terra/bordo/terra.
4. Le elisuperfici utilizzate per attivita' di trasporto pubblico
con voli di linea oltre a soddisfare i requisiti di cui al precedente
comma 2 b) e c) ed agli articoli 12, 13 e 14 devono essere provviste
di:
a) servizio di sicurezza e controllo radiogeno passeggeri e
bagaglio a mano;
b) piani di emergenza per safety, security, evacuazione;
c) recinzione dell'intero complesso destinato a elisuperficie.
5. Le elisuperfici aperte alle operazioni notturne possono essere
utilizzate solo da elicotteri ed equipaggi abilitati al volo
strumentale.
6. L'esercente dell'aeromobile deve riportare nella documentazione
d'impiego le tabelle e/o i grafici delle prestazioni e le procedure
di contingenza degli elicotteri impiegati.
7. Le disposizioni di cui ai commi precedenti del presente articolo
non si applicano alle operazioni di Servizio medico di emergenza con
elicottero (HEMS), disciplinate dal regolamento ENAC «Norme operative
per il servizio medico di emergenza con elicotteri».

Art. 18.
Attivita' aeroscolastica con elicotteri
1. L'attivita' aeroscolastica su elisuperfici e' consentita nel
rispetto delle disposizioni tecnico-operative vigenti ed in
conformita' alla documentazione di certificazione ed alla
documentazione di impiego dell'elicottero. La documentazione di
impiego deve contenere le disposizioni ed informazioni necessarie al
personale impiegato nelle operazioni di volo su elisuperfici.
2. Non e' consentito l'utilizzo di elisuperfici occasionali.
3. L'attivita' aeroscolastica si svolge sotto la responsabilita'
del direttore della scuola e sotto la sorveglianza di un istruttore.
4. L'uso per attivita' aeroscolastica dell'elisuperficie che
costituisce base per le operazioni deve essere autorizzato dall'ENAC
secondo la procedura in appendice 1. Tale elisuperficie oltre a
soddisfare i requisiti di cui agli articoli 12 e, ove applicabile, 13
deve essere provvista di:
a) sistema di protezione atto a mantenere sgombra l'elisuperficie
da persone, animali e cose;
b) utenza telefonica ed apparato radio di comunicazione
terra/bordo/terra.
Devono inoltre essere disponibili dotazioni e personale qualificato
per assicurare i primi interventi di soccorso ed antincendio nonche'
di pronto soccorso sanitario.
5. L'esercente dell'elicottero deve riportare nella documentazione
d'impiego le tabelle e/o i grafici delle prestazioni e le procedure
di contingenza degli elicotteri impiegati.

Art. 19.
Lavoro aereo con elicotteri
1. L'attivita' di lavoro aereo e' consentita nel rispetto delle
disposizioni tecnico-operative vigenti ed in conformita' alla
documentazione di certificazione ed alla documentazione di impiego
dell'elicottero. La documentazione di impiego deve contenere le
disposizioni ed informazioni necessarie al personale impiegato nelle
operazioni di volo su elisuperfici.
2. L'attivita' di lavoro aereo su elisuperfici si svolge sotto la
responsabilita' dell'esercente.
3. Elisuperfici occasionali possono essere utilizzate alle
condizioni previste nell'art. 7 per l'attivita' di lavoro aereo, a
prescindere dal numero di movimenti di cui al comma 3 dello stesso
articolo. Qualora l'elisuperficie occasionale e' utilizzata come base
temporanea, il direttore operativo dispone una ricognizione a terra
ed in volo, per stabilire l'adeguatezza dell'elisuperficie rispetto
alle condizioni di cui all'art. 7.2 ed il soddisfacimento delle
seguenti ulteriori condizioni:
d) presenza di manica a vento o altro mezzo idoneo di
segnalazione del vento;
e) misure atte a mantenere sgombra l'elisuperficie da persone,
animali e cose;
f) apparato radio di comunicazione terra/bordo/terra.
4. L'esercente dell'elicottero deve riportare nella documentazione
d'impiego le tabelle e/o i grafici delle prestazioni e le procedure
di contingenza degli elicotteri impiegati.

Art. 20.
Aviosuperfici terrestri - Caratteristiche tecniche
1. Le dimensioni della pista devono essere idonee all'effettuazione
della corsa di approdo e della corsa di decollo.
2. L'andamento plano-altimetrico e la resistenza del fondo devono
essere idonei alla effettuazione delle operazioni di approdo, di
decollo e delle manovre in superficie.
3. Deve esistere sufficiente spazio circostante libero da ostacoli
ai fini dell'effettuazione, in condizioni di sicurezza, delle manovre
di decollo e di approdo.
4. Gli ostacoli eventualmente presenti lungo le traiettorie di
decollo e approdo devono essere tali da poter essere superati con i
margini previsti dalle norme generali, sia in fase di approdo che di
decollo.
5. Durante le operazioni l'area deve essere sgombra da persone,
animali o oggetti che possano ostacolare le operazioni.
6. Deve essere installata una manica a vento.
7. Le caratteristiche fisiche delle piste e la segnaletica sono
riportate nella appendice 3.

Art. 21.
Requisiti dei piloti per l'impiego di velivoli su aviosuperfici
1. Il pilota che intende impiegare velivoli su aviosuperfici non in
pendenza deve:
a) essere in possesso di un brevetto-licenza di pilota civile in
corso di validita' e dell'abilitazione al tipo di velivolo impiegato;
b) aver svolto una attivita' minima di volo pari ad almeno cinque
decolli e cinque approdi su aviosuperfici;
c) avere effettuato almeno cinque decolli e cinque approdi negli
ultimi novanta giorni anteriori alla data di utilizzazione
dell'aviosuperficie.
2. Il pilota che intende impiegare velivoli su aviosuperfici in
pendenza deve:
a) essere in possesso dell'abilitazione all'uso delle
aviosuperfici in pendenza (Ap);
b) essere in possesso dell'abilitazione al tipo di velivolo
impiegato;
c) aver effettuato, almeno cinque decolli e cinque approdi negli
ultimi novanta giorni anteriori alla data di utilizzazione
dell'aviosuperficie.
3. Il pilota che intende impiegare velivoli su aviosuperfici a
fondo innevato o ghiacciato deve:
a) essere in possesso dell'abilitazione all'uso delle
aviosuperfici a fondo innevato o ghiacciato;
b) essere in possesso dell'abilitazione al tipo di velivolo
impiegato;
c) avere effettuato cinque decolli e cinque approdi negli ultimi
novanta giorni anteriori alla data di utilizzazione
dell'aviosuperficie.
4. I corsi per il conseguimento delle abilitazioni:
a) all'uso delle aviosuperfici in pendenza;
b) all'uso delle aviosuperfici a fondo innevato o ghiacciato;
c) a svolgere le mansioni di istruttore di velivolo su
aviosuperfici in pendenza e/o a fondo innevato o ghiacciato;
d) all'uso delle idrosuperfici,
devono essere effettuati presso scuole di pilotaggio approvate
dall'ENAC.
5. Le abilitazioni all'uso delle aviosuperfici in pendenza e/o a
fondo innevato o ghiacciato, rilasciate da un Paese membro
dell'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (ICAO),
possono essere convalidate - se riconosciute corrispondenti a quelle
indicate nel presente decreto - mediante autorizzazione temporanea
rilasciata dall'ENAC.
6. Per l'uso delle idrosuperfici occasionali il pilota deve avere
svolto almeno:
a) 25 ore di attivita' di volo su idrovolanti;
b) cinque decolli e cinque approdi con idrovolanti negli ultimi
novanta giorni anteriori alla data di utilizzazione
dell'idrosuperficie.

Art. 22.
Trasporto pubblico con velivoli
1. L'uso di aviosuperfici per attivita' di trasporto pubblico con
velivoli e' consentito esclusivamente per i voli:
non di linea;
con velivoli di massa massima al decollo non superiore a 5700 kg
e numero di posti passeggeri non superiore a 9.
2. Le operazioni sulle aviosuperfici sono consentite nel rispetto
delle disposizioni tecnico-operative vigenti ed in conformita' alla
documentazione di certificazione ed alla documentazione d'impiego
dell'aeromobile. La documentazione d'impiego dove contenere le
disposizioni e le informazioni necessarie al personale impiegato
nelle operazioni di volo su aviosuperfici.
3. Il trasporto pubblico avviene sotto la responsabilita' del
direttore operativo della societa' interessata che, a tal fine, deve
disporre l'effettuazione di una ricognizione a terra e in volo sulle
aviosuperfici di prevista utilizzazione.
4. L'uso delle aviosuperfici per trasporto pubblico deve essere
autorizzato dall'ENAC secondo la procedura in appendice 1. Dette
aviosuperfici oltre i requisiti di cui all'art. 20 devono soddisfare
i seguenti requisiti:
a) recinzione se trattasi di aviosuperficie terrestre;
b) area di movimento adeguata alle caratteristiche del velivolo;
c) servizio di ambulanza e pronto soccorso fruibile in modo
tempestivo;
d) utenza telefonica;
e) apparato radio di comunicazione terra/bordo/terra.
Devono inoltre essere disponibili dotazioni e personale qualificato
per assicurare i primi interventi di soccorso ed antincendio.
5. L'ENAC puo' richiedere, in funzione delle caratteristiche
orografiche, meteorologiche e di traffico, l'adozione di procedure
operative specifiche.
6. Il gestore deve rendere disponibile all'ENAC il rilievo degli
ostacoli interessanti le direzioni di approdo secondo quanto
specificato nella tabella riportata in appendice 3 e deve determinare
le seguenti distanze di pista da sottoporre all'ENAC per
approvazione:
corsa disponibile per il decollo;
distanza disponibile per il decollo;
distanza disponibile per l'accelerazione-arresto;
distanza disponibile per l'atterraggio.
7. Non sono consentite operazioni in presenza di fanghiglia, acqua,
neve o ghiaccio sulla pista.
8. L'esercente dell'aeromobile deve riportare nella documentazione
d'impiego le tabelle e/o i grafici delle prestazioni e le procedure
di contingenza dei velivoli impiegati.
9. Per le idrosuperfici utilizzate quale base operativa e'
richiesta la presenza di una imbarcazione di appoggio capace di
portare soccorso a tutte le persone a bordo degli aeromobili in
acqua; e' inoltre richiesta la presenza al punto di approdo a terra
di mezzi di estinzione adeguati alla categoria dell'aeromobile.

Art. 23.
Attivita' aeroscolastica con velivoli
1. L'attivita' aeroscolastica e' consentita nel rispetto delle
disposizioni tecnico-operative vigenti ed in conformita' alla
documentazione di certificazione ed alla documentazione di impiego
dell'aeromobile. La documentazione di impiego deve contenere le
disposizioni ed informazioni necessarie al personale impiegato nelle
operazioni di volo su aviosuperfici.
2. L'uso per attivita' aeroscolastica delle aviosuperfici che
costituiscono la base per le operazioni deve essere autorizzato
dall'ENAC secondo la procedura in appendice 1. Durante le attivita',
su tali aviosuperfici, devono essere soddisfatti, i seguenti
requisiti:
a) sistema di protezione o di procedure atto a mantenere sgombra
l'area di manovra da persone, animali e cose;
b) utenza telefonica ed apparato radio di comunicazione
terra/bordo/terra;
c) elaborato grafico degli ostacoli nelle direzioni di
atterraggio e di decollo per km 3.
Devono inoltre essere disponibili dotazioni e personale qualificato
per assicurare i primi interventi di soccorso ed antincendio nonche'
di pronto soccorso sanitario.
3. L'uso per attivita' aeroscolastica delle idrosuperfici che
costituiscono la base per le operazioni deve essere autorizzato
dall'ENAC secondo la procedura in appendice 1. Durante le attivita',
su tali idrosuperfici, devono essere soddisfatti, i seguenti
requisiti:
a) utenza telefonica ed apparato radio comunicazione
terra/bordo/terra;
b) presenza di una imbarcazione di appoggio idonea ad intervenire
in caso di emergenza.
Devono inoltre essere disponibili dotazioni e personale qualificato
per assicurare i primi interventi di soccorso ed antincendio nonche'
di pronto soccorso sanitario.
4. L'esercente dell'aeromobile deve riportare nella documentazione
d'impiego le tabelle e/o i grafici delle prestazioni e le procedure
di contingenza degli aeromobili impiegati.

Art. 24.
Lavoro aereo con velivoli
1. L'attivita' di lavoro aereo e' consentita nel rispetto delle
disposizioni tecnico-operative vigenti ed in conformita' alla
documentazione di certificazione ed alla documentazione di impiego
dell'aeromobile. La documentazione di impiego deve contenere le
disposizioni ed informazioni necessarie al personale impiegato nelle
operazioni di volo su aviosuperfici.
2. L'attivita' di lavoro aereo su aviosuperfici si svolge sotto la
responsabilita' dell'esercente.
3. Aviosuperfici occasionali terrestri possono essere utilizzate
quale base per l'attivita' di lavoro aereo a condizione che siano
soddisfatti i seguenti requisiti:
a) misure atte a mantenere sgombra l'area di manovra da persone,
animali e cose;
b) presenza di manica a vento o altro mezzo idoneo di
segnalazione del vento;
c) apparato radio comunicazione terra/bordo/terra.
4. L'esercente dell'aeromobile deve riportare nella documentazione
d'impiego le tabelle e/o i grafici delle prestazioni e le procedure
di contingenza degli aeromobili impiegati.

Art. 25.
Aggiornamento
1. All'aggiornamento delle disposizioni contenute nella seconda
parte, terza parte e nelle appendici provvede l'ENAC con propri
provvedimenti.

Art. 26.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore centottanta giorni
successivi alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 8 agosto 2003
Il Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti
Lunardi
Il Ministro dell'interno
Pisanu
Il Ministro della difesa
Martino
Registrato alla Corte dei conti il 27 novembre 2003
Ufficio controllo atti Ministero delle infrastrutture ed assetto del
territorio, registro n. 4, foglio n. 57

appendice 1
REQUISITI PROCEDURALI RELATIVI ALL'AUTORIZZAZIONE
PER LA GESTIONE E L'USO DI AVIOSUPERFICI
1. Nei casi in cui e' richiesta l'autorizzazione per la gestione
e l'uso di una aviosuperficie, il gestore presenta domanda all'ENAC
corredata delle documentazioni necessarie a dimostrare la rispondenza
ai requisiti applicabili.
2. L'ENAC, effettuata la verifica tecnico-operativa per
l'accertamento del soddisfacimento dei requisiti del presente
decreto, autorizza la gestione e l'uso dell'aviosuperficie, ovvero
comunica al gestore l'esito negativo, motivandolo.
3. L'autorizzazione ha validita' triennale e puo' essere
rinnovata su istanza del gestore ed a seguito dell'esito favorevole
degli accertamenti dell'ENAC circa la permanenza dei requisiti
previsti dal presente decreto.
appendice 2

appendice 2

pag. 56
pag. 57

appendice 3
REQUISITI RELATIVI ALLE CARATTERISTICHE FISICHE
ED ALLA SEGNALETICA DIURNA APPLICABILI ALLE AVIOSUPERFICI TERRESTRI
Piste pavimentate.
Segnalazione della pista con striscia continua bianca di almeno
30 cm di spessore di:
bordi pista laterali;
soglia pista, in entrambe le direzioni;
asse pista, con striscia discontinua di 30 metri ad
intervalli di 20 metri;
codice identificativo dell'orientamento magnetico della
pista, costituito da due numeri, posizionato sulla pista in
prossimita' della soglia.
Posizionamento nelle vicinanze della pista di indicatore della
direzione di atterraggio T di colore bianco o arancio qualora
assicuri un migliore contrasto con il terreno circostante, composto
da due bracci aventi le dimensioni di 4 m di lunghezza e 0,4 m di
spessore.
Piste non pavimentate.
Segnalazione di bordo pista con segnalatori bianchi piatti
rettangolari a livello con la superficie, lunghi 3 m larghi 1 m,
spaziati ad intervalli non superiori a 90 m; oppure
Segnalatori frangibili, disposti a coppie simmetriche rispetto
all'asse pista con analoga spaziatura, con altezza massima di 0,36 m.
Gli angoli della pista devono essere segnalati con due
segnalatori adiacenti e posizionati ortogonalmente tra loro.
Segnalatore di soglia pista con indicazione dell'orientamento
magnetico della pista.
Sistemi di segnalazione diversi da quanto sopra devono essere
accettabili per l'ENAC.
Larghezza delle piste.
Per l'utilizzo in attivita' di trasporto pubblico o per
attivita' aeroscolastica le piste devono avere le seguenti dimensioni
minime:
larghezza della pista pari ad almeno 18 metri;
area contenente la pista con lo stesso andamento plano
altimetrico, di dimensioni pari a due volte la larghezza di pista,
priva di ostacoli;
area di sicurezza a fine pista, qualora sul prolungamento
della stessa le caratteristiche orografiche del terreno o la presenza
di ostacoli siano ritenuti pericolosi in caso di uscita di pista del
velivolo.

appendice 3

pag.59

 


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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