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Gazzetta Ufficiale N. 59 del 12 Marzo 2003

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 febbraio 2003

Approvazione del contratto di servizio tra il Ministero delle comunicazioni e la RAI - Radiotelevisione italiana S.p.a. per il triennio 2003-2005.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia
postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156;
Vista la legge 14 aprile 1975, n. 103, recante nuove norme in
materia di diffusione radiofonica e televisiva;
Visto il decreto-legge 6 dicembre 1984, n. 807, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 febbraio 1985, n. 10;
Vista la legge 6 agosto 1990, n. 223;
Visto il decreto-legge 19 ottobre 1992, n. 408, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 dicembre 1992, n. 483;
Vista la legge 25 giugno 1993, n. 206, e successive modificazioni,
recante disposizioni sulla societa' concessionaria del servizio
pubblico radiotelevisivo;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1994,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 188 del 12 agosto 1994, che ha
approvato e reso esecutiva la convenzione stipulata in data 24 marzo
1994 tra il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni e la RAI
- Radiotelevisione italiana S.p.a.;
Visto il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, converito, con
modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante istituzione
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo;
Vista la legge 30 aprile 1998, n. 122;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21 aprile 2001, che ha
approvato il contratto di servizio tra il Ministero delle
comunicazioni e la RAI - Radiotelevisione italiana S.p.a. per il
periodo 2000-2002;
Considerato che occorre adottare un nuovo contratto di servizio tra
il Ministero delle comunicazioni e la RAI - Radiotelevisione italiana
S.p.a. per il periodo 1 gennaio 2003-31 dicembre 2005;
Visto il parere espresso dal Consiglio superiore tecnico delle
poste e delle telecomunicazioni nell'adunanza generale del 6 dicembre
2002;
Visto il parere della Commissione parlamentare per l'indirizzo
generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi reso nella seduta
del 21 gennaio 2003;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 24 gennaio 2003;
Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni, d'intesa con il
Ministro dell'economia e delle finanze;

E m a n a
il seguente decreto:
Art. 1.

1. E' approvato l'annesso contratto di servizio stipulato tra il
Ministero delle comunicazioni e la RAI - Radiotelevisione italiana
S.p.a. per il periodo 1 gennaio 2003-31 dicembre 2005.
Il presente decreto sara' inviato alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Dato a Roma, addi' 14 febbraio 2003

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Gasparri, Ministro delle comunicazioni
Tremonti, Ministro dell'economia e
delle finanze
Registrato alla Corte dei conti il 20 febbraio 2003 Ufficio di
controllo sui Ministeri delle attivita' produttive, registro n. 1
Comunicazioni, foglio n. 127

Allegato

CONTRATTO DI SERVIZIO TRA IL MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI E LA RAI -
RADIOTELEVISIONE ITALIANA S.P.A.

Visto l'art. 3 della convenzione tra lo Stato e la RAI -
Radiotelevisione italiana S.p.a., approvata con decreto del
Presidente della Repubblica 28 marzo 1994, di seguito denominata
"convenzione", che rinvia per l'integrazione di essa ad un contratto
di servizio di durata triennale e ne individua l'oggetto;
Visto l'art. 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 650, che ha fatto
salvi gli effetti prodotti ed i rapporti giuridici conseguiti dal
citato art. 3 della convenzione;
Visto l'art. 1, comma 5, della legge 30 aprile 1998, n. 122;
Visto il messaggio del Presidente della Repubblica alle Camere in
data 23 luglio 2002;
Accertato che la scadenza del contratto di servizio approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 2001 e' fissata al
31 dicembre 2002;
Ritenuta, pertanto, la necessita' di stipulare un nuovo contratto
di servizio tra il Ministero delle comunicazioni, di seguito
denominato "Ministero", in persona del segretario generale pref.
Vittorio Stelo, e la RAI - Radiotelevisione italiana S.p.a., di
seguito denominata "RAI", con sede in Roma, legalmente rappresentata
dal presidente del consiglio di amministrazione prof. Antonio
Baldassarre, all'uopo delegato dal consiglio di amministrazione della
RAI, si conviene e si stipula quanto appresso.

Capo I

Principi generali

Art. 1.
Missione del servizio pubblico radiotelevisivo

1. Il presente contratto di servizio stabilisce per il triennio
2003-2005 i diritti e gli obblighi della RAI, nel rispetto dei
diritti e delle liberta' garantiti dalla Costituzione, delle norme di
legge e di regolamento in materia di radiodiffusione e di
telecomunicazioni, del diritto comunitario, degli accordi
internazionali, delle norme tecniche vigenti e della convenzione, in
conformita' con gli indirizzi impartiti dalla commissione
parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi
radiotelevisivi.
2. Il contratto ha ad oggetto l'offerta televisiva, radiofonica e
multimediale, i contenuti editoriali, i servizi tecnologici per la
produzione e per la trasmissione del segnale, la gestione
economico-finanziaria e i sistemi di controllo e di monitoraggio;
individua, altresi', i criteri di determinazione del finanziamento da
canone valevoli per la durata del triennio.
3. Le parti, di comune accordo, riconoscono quali compiti
prioritari del servizio pubblico radiotelevisivo: garantire la
liberta', il pluralismo, l'obiettivita', la completezza,
l'imparzialita' e la correttezza dell'informazione; favorire la
crescita civile ed il progresso sociale; promuovere la cultura,
l'istruzione e la lingua italiana; salvaguardare l'identita'
nazionale e locale; garantire servizi di utilita' sociale; estendere
alla collettivita' i vantaggi delle nuove tecnologie trasmissive;
assicurare, inoltre, una programmazione equilibrata e varia in grado
di mantenere il livello di ascolto idoneo per l'adempimento delle
funzioni e garantire il raggiungimento della qualita' dell'offerta
nell'insieme dei generi della programmazione.
4. Per l'assolvimento di tali compiti la RAI si impegna, con le
modalita' e le condizioni stabilite nel presente contratto, a:
offrire un'ampia gamma di programmi televisivi, radiofonici e
multimediali, diretti alla totalita' degli utenti, riservando, in
tutte le fasce orarie anche di maggiore ascolto, un adeguato e
proporzionato numero di ore di trasmissione all'informazione,
educazione, formazione, promozione culturale;
promuovere le capacita' produttive, imprenditoriali, creative e
culturali nazionali, regionali e locali, favorendo lo sviluppo
dell'industria nazionale audiovisiva e contribuendo alla crescita del
sistema produttivo europeo;
favorire l'accesso alla programmazione fondato sul principio
della pari opportunita', nel piu' rigoroso rispetto della dignita' e
della centralita' della persona nonche' delle culture delle
diversita';
dedicare ai minori trasmissioni che tengano conto delle
esigenze e della sensibilita' della prima infanzia e dell'eta'
evolutiva, realizzando, comunque, nella generale programmazione ed in
relazione all'orario di trasmissione, un rigoroso controllo a loro
tutela;
favorire la ricezione dell'offerta televisiva, radiofonica e
multimediale dei disabili sensoriali;
assicurare la diffusione di programmi televisivi e radiofonici
speciali per l'estero al fine di favorire la conoscenza della lingua
e della cultura italiana nel mondo e per garantire un adeguato
livello di informazione delle comunita' italiane all'estero;
rispettare le norme di legge e di regolamento riguardanti la
trasmissione televisiva di eventi considerati di particolare
rilevanza per la societa';
valorizzare le culture locali e l'informazione regionale anche
attraverso il potenziamento delle strutture periferiche dei centri di
produzione, qualora cio' sia ritenuto necessario da parte della RAI;
dedicare una specifica programmazione alle minoranze
linguistiche;
effettuare servizi speciali per la diffusione di informazioni
riguardanti le condizioni del traffico e della viabilita';
assicurare la qualita' del segnale televisivo e radiofonico e
la massima copertura del territorio;
garantire la conservazione e la valorizzazione degli archivi
storici dei programmi;
sperimentare tecnologie innovative anche al fine di promuovere
lo sviluppo industriale del Paese nonche' l'introduzione delle nuove
tecnologie trasmissive, accelerando ed agevolando la conversione alla
trasmissione in tecnica digitale terrestre;
improntare la gestione economico-finanziaria a criteri di
efficienza e di economicita' al fine di garantire una adeguata
redditivita' del capitale che consenta il progressivo avvicinamento
ai parametri economico-finanziari di mercato;
predisporre un sistema di contabilita' separata allo scopo di
distinguere i costi delle attivita' del servizio pubblico
radiotelevisivo, quelli delle prestazioni a corrispettivo stipulate
con altre amministrazioni e quelli delle attivita' previste dall'art.
5 della convenzione, con modalita' che consentano di verificare che
le risorse di derivazione pubblica siano destinate unicamente
all'attivita' di servizio pubblico;
individuare un sistema di conoscenza del mercato, di
valutazione della qualita' della programmazione, di monitoraggio del
rapporto tra domanda e offerta, per l'elaborazione e la comunicazione
dei risultati di certificazione della qualita' con particolare
attenzione ai metodi di analisi ed ai criteri di verifica.

Art. 2.
La qualita' dell'offerta

1. La RAI si impegna ad assicurare, nell'arco di tutta la
programmazione radiofonica e televisiva, a prescindere dal genere e
dalla fascia oraria, una diffusa qualita' dell'offerta. In
particolare, la RAI si obbliga a:
rispettare e soddisfare le esigenze degli utenti tenendo conto
dei diversi orientamenti, opinioni e gusti;
osservare i principi di pluralismo, imparzialita', completezza
e obiettivita';
promuovere la cultura e sviluppare il senso critico dei
telespettatori;
ispirarsi nella programmazione ai valori della societa' civile
e democratica, offrendo una programmazione interessante, efficace e
di buon gusto;
assicurare sempre il buon uso della lingua italiana e la
correttezza dei comportamenti, evitando scene o espressioni volgari o
di cattivo gusto;
aggiornare la programmazione tenendo conto dell'evoluzione e
dell'innovazione delle tecniche di trasmissione e dei nuovi contenuti
radiotelevisivi;
valorizzare l'informazione di carattere regionale.
2. La RAI riconosce, quale fine strategico della missione di
servizio pubblico, la qualita' dell'offerta radiotelevisiva e si
impegna affinche' tale obiettivo sia perseguito anche nei generi a
piu' ampia diffusione.
3. Al fine del controllo della qualita' dell'offerta, la RAI si
impegna ad avviare, entro tre mesi dall'entrata in vigore del
presente contratto, un sistema di verifica interna che, avvalendosi
di appositi indicatori e specifici parametri di valutazione basati
sui criteri di cui al comma 1, accerti il grado di raggiungimento
della qualita' dell'offerta televisiva e radiofonica. La RAI si
impegna, altresi', ad effettuare controlli e verifiche su un campione
rappresentativo dell'utenza per analizzare la percezione del
telespettatore rispetto alla qualita' della propria programmazione.
4. La RAI, attraverso un apposito centro di ascolto provvede a
recepire le opinioni del pubblico sulla propria programmazione ai
fini delle opportune valutazioni sull'erogazione del servizio
pubblico radiotelevisivo. Tale servizio viene adeguatamente
pubblicizzato dalla RAI.
5. Per verificare il raggiungimento degli obiettivi di cui ai
com-mi 1 e 2 del presente articolo, e' costituita con decreto del
Ministro delle comunicazioni una commissione composta da quattro
membri di cui due designati dalla RAI e due designati dal Consiglio
nazionale degli utenti tra personalita' di notoria indipendenza di
giudizio e di indiscussa professionalita'. Ai lavori della
commissione partecipa un rappresentante del Ministero. La commissione
nell'espletamento dei suoi compiti prendera' in considerazione anche
i risultati delle verifiche di cui ai commi 3 e 4, che dovranno
essere ad essa comunicati a cura della RAI.

Capo II

L'offerta radiotelevisiva: i generi

Art. 3.
L'offerta televisiva

1. La RAI si impegna, per quanto riguarda i canali televisivi a
diffusione terrestre, a garantire un'offerta che, dovendo nel suo
insieme rispondere ai criteri di completezza, imparzialita',
obiettivita', qualita' e pluralismo che connotano il servizio
pubblico, tenga prioritariamente conto dei seguenti generi:
a) informazione d'attualita': notiziari con programmazione
sistematica o straordinaria; trasmissioni che documentano
manifestazioni e avvenimenti di attualita' a carattere periodico o
straordinario; pagine di teletext; informazione regionale;
b) approfondimenti ed informazione a tema: supplementi
informativi alle edizioni dei notiziari a cura delle testate
giornalistiche; inchieste e dibattiti di approfondimento solitamente
legate a tematiche sociali, politiche, territoriali e di costume;
trasmissioni di approfondimento a complemento della programmazione di
film o fiction; trasmissioni documentative di usi, costumi e
tradizioni della societa'; trasmissioni retrospettive sulle vicende e
la vita di personaggi celebri con intento documentaristico sulla
realta' dell'epoca; rubriche di approfondimento su tematiche a
carattere religioso;
c) trasmissioni a carattere istituzionale: trasmissioni
periodiche e straordinarie dedicate all'informazione sull'attivita'
degli organi istituzionali sovranazionali, nazionali, regionali e
locali; dibattiti parlamentari e dichiarazioni di alte cariche dello
Stato e delle regioni; trasmissioni e spazi autogestiti dedicati a
partiti e movimenti politici, liste referendarie e sindacati di
livello nazionale e regionale;
d) trasmissioni dedicate a tematiche ed eventi di carattere
sociale e di pubblica utilita': trasmissioni e programmi contenitori
che trattano tematiche di interesse generale con particolare riguardo
ai bisogni della collettivita' e delle fasce di persone con bisogni
particolari; trasmissioni e spazi televisivi assegnati ad
associazioni e movimenti della societa' civile per la promozione
delle loro attivita'; trasmissioni per l'informazione dei
consumatori; celebrazioni liturgiche; comunicati che offrono servizi
di pubblica utilita' in ambito nazionale e regionale (previsioni
metereologiche, bollettini sulla viabilita', ecc.);
e) trasmissioni dedicate a bambini e ragazzi: cartoni e
programmi di animazione, compresi quelli con finalita' formativa;
giochi; programmi di informazione specifici; programmi contenitori
che tengano conto delle esigenze e della sensibilita' della prima
infanzia e dell'eta' evolutiva e che contribuiscano a diffondere la
prevenzione dall'uso di sostanze stupefacenti ovvero dannose per la
salute, nel rispetto del diritto dei minori alla tutela della loro
dignita' e del loro sviluppo fisico, psichico e morale;
f) trasmissioni a carattere formativo, educativo, culturale ed
etico: trasmissioni divulgative, di aggiornamento e di
approfondimento di importanza nazionale, regionale e locale dedicate
a tematiche culturali (di carattere storico, artistico, filosofico,
letterario, filatelico, ecc.) anche con contributi filmati,
interviste e dibattiti; trasmissioni didattiche, formative ed etiche
tra cui quelle dedicate alla diffusione della conoscenza dei danni
prodotti dall'uso delle sostanze stupefacenti e, comunque, dannose
per la salute; trasmissioni dedicate ad eventi relativi ad arti
figurative, letteratura, rappresentazioni teatrali, musicali,
liriche, cinematografiche e di danza;
g) trasmissioni dedicate a tematiche scientifiche e ambientali:
trasmissioni a contenuto prevalentemente scientifico e ambientale con
eventuali parti espositive, contributi filmati, interviste e
dibattiti;
h) trasmissioni dedicate a tematiche ed eventi di carattere
sportivo: trasmissioni di informazione sportiva; contenitori di
avvenimenti sportivi in diretta o registrati riguardanti sia gli
eventi di principale richiamo sia le discipline cosiddette "minori";
trasmissioni incentrate su avvenimenti di carattere sportivo;
i) film di particolare livello artistico: film d'indiscusso
valore artistico compresi quelli sperimentali o cortometraggi;
j) film e fiction di produzione europea: prodotti
cinematografici (film e film di animazione) e di fiction (tv movie,
serie, miniserie, serial, ecc.) di produzione italiana od europea.
2. La RAI si impegna a destinare non meno del 65 per cento della
propria programmazione annuale televisiva compresa nella fascia
oraria tra le ore 6 e le ore 24 e non meno dell'80 per cento per la
terza rete, ai programmi indicati al comma 1, nelle lettere a), b),
c), d), e), f), g), h), i), j). La programmazione deve essere
distribuita sulle tre reti, in modo equilibrato, in tutti i periodi
dell'anno ed anche negli orari di maggiore ascolto e di "prime time".
3. La RAI e' tenuta a trasmettere al Ministero per ciascun
semestre, entro i successivi tre mesi, una dettagliata informativa
relativa alla programmazione di ciascuna rete televisiva terrestre,
con l'indicazione dei programmi trasmessi e della loro collocazione
oraria raggruppati secondo i generi indicati al comma 1, delle ore
trasmesse e della percentuale rispetto alla programmazione nella
fascia oraria compresa dalle ore 6 alle ore 24 considerata sia in
riferimento ai singoli generi che al loro insieme, del dato della
diffusione media giornaliera relativo ad ogni genere.

Art. 4.
L'offerta radiofonica

1. La RAI si impegna, per quanto riguarda i tre canali
radiofonici nazionali, a:
garantire un'offerta diversificata che realizzi la missione
formativa, informativa, culturale, etica e di intrattenimento del
servizio pubblico, rispettando in tutta la programmazione i criteri
di qualita' dell'offerta indicati all'art. 2;
ampliare il contenuto dell'offerta, anche sperimentando nuovi
format in relazione alle esigenze manifestate dall'utenza;
sviluppare progetti mirati nell'ambito della multimedialita'.
2. La RAI potra' utilizzare per la distribuzione della
programmazione radiofonica anche le reti via cavo e i canali
satellitari, previa autorizzazione del Ministero.
3. La programmazione radiofonica della RAI dovra' garantire i
seguenti generi:
a) notiziari: giornali radio, anche sportivi o tematici, di
formato, stile e contenuto diversificato secondo il canale;
b) informazione: programmi o rubriche di approfondimento,
inchieste, reportage; dibattiti e fili diretti, anche in formato di
flusso; radiocronache, programmi e rubriche dedicati alle varie
discipline sportive;
c) cultura: programmi di attualita' scientifica, umanistica e
tecnologica, anche con carattere di intrattenimento; fiction
radiofonica; teatro (riprese o prodotto in studio); documentari e
rievocazioni storiche anche basati su elaborazioni di materiali di
archivio;
d) societa': programmi, rubriche e talk show su temi sociali e
di costume, anche rivolti al mondo dei giovani o realizzati in
formati innovativi, capaci di rappresentare la vita comunitaria e del
territorio, e di ampliare il dibattito sull'evoluzione civile del
Paese;
e) musica: tutti i generi e sottogeneri di musica colta, di
musica sinfonica e di musica leggera; programmi e contenitori
prevalentemente musicali; riprese dal vivo o differite di eventi
musicali; programmi di attualita' sul mondo della musica nazionale e
popolare;
f) intrattenimento e divulgazione: programmi di intrattenimento
qualificato, con giochi per gli ascoltatori; varieta', one-man-show,
commedia, satira, sketch, anche realizzati al fine di rappresentare e
divulgare criticamente l'evoluzione civile del Paese;
g) servizio: rubriche e servizi sull'attivita' degli organi
istituzionali; programmi, rubriche e radiocronache di tema religioso;
rubriche tematiche di particolare interesse sociale (lavoro, salute,
previdenza) o rivolte a particolari target (minori, anziani,
disabili, ecc.); programmazione per non vedenti;
h) pubblica utilita': notiziari e servizi sulla viabilita', la
sicurezza stradale e le condizioni meteo, specialmente dedicati
all'utenza mobile; bollettino del mare, della neve; messaggi di
emergenza e di protezione civile; segnale orario.
4. La RAI e' tenuta a trasmettere al Ministero per ciascun
semestre, entro i successivi tre mesi, una dettagliata informativa
circa il numero delle ore trasmesse, con l'indicazione percentuale,
rispetto al totale, per ciascuno dei generi di cui al comma 3,
nonche', con il medesimo dettaglio, il dato della diffusione media
giornaliera.

Capo III

L'offerta: profili specifici

Art. 5.
Programmazione Televideo

1. La RAI si impegna ad incrementare ed aggiornare il servizio
Televideo per la trasmissione di dati relativi a: informazione,
cultura, spettacolo, sport, economia, informazioni di servizio,
sottotitoli per non udenti e per comunita' straniere e, sulla rete
regionalizzata, anche relativi a servizi regionali o locali.
2. La RAI, nel quadro degli indirizzi della commissione
parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi
radiotelevisivi relativi alle trasmissioni dell'accesso al servizio
pubblico, assicurera' nei servizi di Televideo una particolare
attenzione alle esperienze dell'associazionismo e del volontariato
sulla base del regolamento approvato dalla predetta commissione
parlamentare nella seduta del 29 aprile 1999.
3. La RAI dedichera' appositi spazi a informazioni dirette
all'uso consapevole della televisione da parte dei minori,
segnalando, altresi', sulle pagine di testo dedicate ai programmi
televisivi, i programmi consigliati alla visione dei bambini e dei
ragazzi.
4. Gli eventuali spazi pubblicati a pagamento nei servizi di
Televideo devono essere evidenziati come tali.

Art. 6.
Programmazione televisiva per i minori

1. Al fine di garantire la tutela dello sviluppo fisico, psichico
e morale dei minori, nelle fasce orarie di trasmissione non
specificamente dedicate ai bambini e ai ragazzi ma a una visione
familiare, comprese tra le ore 7 e le ore 22,30, la RAI realizzera'
programmi riguardanti tutti i generi televisivi i cui contenuti
rispondano a criteri di responsabilita' e rispetto della dignita' dei
minori, evitando pertanto la messa in onda di programmi, anche
d'informazione, e film contenenti scene di violenza gratuita o
episodi che possano creare in loro angoscia, terrore o turbamento. La
RAI si impegna altresi' ad un controllo qualitativo e preventivo sul
contenuto, i tempi e le modalita' di trasmissione dei messaggi
pubblicitari, che contraddistinguera' sempre mediante l'inserimento
di marchi visivi e sonori.
Nelle stesse fasce orarie la RAI e' tenuta a realizzare una quota
di programmazione annuale per bambini e ragazzi, che dovra' essere
pari almeno al 10 per cento, ed a realizzare programmi che tengano
conto delle esigenze e della sensibilita' della prima infanzia e
dell'eta' evolutiva, anche in considerazione degli indirizzi degli
organi istituzionalmente preposti in materia di tutela dei minori e
del vigente codice di autoregolamentazione relativo al rapporto tra
TV e minori sottoscritto dalla concessionaria.
I programmi saranno di intrattenimento e di formazione per l'eta'
infantile e per i ragazzi, su tematiche quali l'educazione civica, il
rispetto per le norme ambientali e la natura, le forme divulgative di
studio della storia, delle scienze e delle lingue straniere, le
attivita' sportive, l'educazione sessuale, la conoscenza delle
diversita' etniche, culturali e religiose.
Immediatamente prima, durante e immediatamente dopo le
trasmissioni espressamente dedicate all'infanzia e all'adolescenza,
la RAI evitera' di trasmettere promo e trailer in contrasto con i
principi descritti e telepromozioni curate da conduttori dei medesimi
programmi.
2. Per la realizzazione dei programmi di cui al comma 1, la RAI
si avvarra' dell'ausilio di commissioni, costituite dalle parti
congiuntamente, di esperti particolarmente qualificati proposti in
maggioranza dal Consiglio nazionale degli utenti. Tali organismi
avranno anche il compito di esprimere pareri sulla qualita' delle
trasmissioni di cui al comma 1 nel rispetto degli indirizzi proposti
dagli organi competenti in materia di tutela dei minori, nonche' del
codice di autoregolamentazione relativo al rapporto tra televisione e
minori. La RAI comunichera' inoltre alla commissione parlamentare per
l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi nella
relazione bimestrale di cui all'art. 1, comma 5, della legge
23 dicembre 1996, n. 650, le linee di programmazione per i minori che
intende realizzare nonche' le iniziative adottate.

Art. 7.
Programmazione sociale e programmazione dedicata alle persone con
disabilita'

1. La RAI si impegna a promuovere e valorizzare, nell'offerta di
programmazione televisiva, radiofonica e multimediale, la
comunicazione sociale e la conseguente rappresentazione delle
pluralita' della realta' sociale, con particolare attenzione alle
persone, gruppi e comunita' con bisogni speciali negli ambiti
specifici legati ad ambiente, salute, qualita' della vita,
consumatori, diritti e doveri civici, sport sociale, disabilita',
nuove emergenze e mondo del lavoro, immigrazione, integrazione e
multiculturalismo, pari opportunita', anziani. La RAI si impegna
altresi' a definire e realizzare attivita' e iniziative specifiche
volte a sviluppare l'attenzione e la sensibilizzazione del pubblico
in merito alle suddette tematiche, anche attraverso la definizione di
nuovi linguaggi mediali efficaci in termini di ascolto.
2. La RAI si impegna a collaborare, con le istituzioni preposte,
alla ideazione, realizzazione e diffusione di programmi specifici
diretti al contrasto e alla prevenzione della pedofilia, della
violenza sui minori e alla prevenzione delle tossicodipendenze e alla
conoscenza delle conseguenze prodotte dall'uso delle sostanze
stupefacenti e psicotrope nonche' al costo sociale che tali fenomeni
comportano per la collettivita'.
3. La RAI, nel ribadire il proprio impegno di produzione e di
programmazione nell'ambito e nel rigoroso rispetto delle normative
antidiscriminatorie del Trattato di Amsterdam e delle risoluzioni del
Forum europeo delle persone disabili di Madrid, dedica particolare
attenzione alla promozione culturale per l'integrazione delle persone
disabili e il superamento dell'handicap anche attraverso campagne
sociali mirate e programmi speciali, in collaborazione con le
istituzioni competenti nazionali e locali. La RAI si impegna inoltre
a garantire l'accesso alla propria offerta multimediale alle persone
con disabilita' sensoriali, tramite le specifiche programmazioni
audiodescritte sui canali in OM e le trasmissioni in modalita'
telesoftware per le persone non vedenti e sottotitolate con speciali
pagine del Televideo e con traduttori in video per le persone sorde,
attuando, a tal fine, le seguenti iniziative:
incremento del volume delle offerte specifiche di cui sopra del
10 per cento annuo rispetto al 2002 sia in termini quantitativi che
di tipologie di generi di programmazione, anche con riferimento alle
trasmissioni culturali e a quelle di approfondimento ed informazione
a tema;
mantenimento dell'attuale servizio di sottotitolazione dei
notiziari e sua estensione ad almeno una ulteriore edizione del
telegiornale nelle fasce orarie di buon ascolto;
miglioramento qualitativo del segnale per l'audiodescrizione
nel quadro delle risorse trasmissive dedicate allo specifico
servizio;
promozione della ricerca tecnologica al fine di favorire
l'accessibilita' dell'offerta multimediale alle persone disabili e
con ridotte capacita' sensoriali;
comunicazione al pubblico delle iniziative intraprese.

Art. 8.
Attivita' educative e formative

1. La RAI si impegna a consolidare e potenziare la propria
missione educativa e formativa, contribuendo, in particolare, alle
seguenti attivita':
a) informazione sull'evoluzione del sistema scolastico,
universitario e delle istituzioni di alta formazione artistica,
musicale e coreutica;
b) realizzazione di programmi di supporto alla didattica e
formazione degli insegnanti, con particolare riferimento alla
conoscenza delle lingue europee e alla alfabetizzazione informatica;
c) orientamento dei giovani e sensibilizzazione di giovani e
famiglie ai temi dell'inserimento professionale e del disagio
giovanile;
d) valorizzazione delle eccellenze e delle iniziative
didattiche innovative;
e) diffusione della cultura scientifica e umanistica.
2. La RAI si impegna inoltre a dotare tutte le scuole degli
strumenti necessari per la ricezione dei propri canali satellitari
diffusi in digitale dai satelliti Hot Bird.
3. Le attivita' di cui ai commi 1 e 2 verranno definite e
realizzate sulla base di apposita convenzione tra il Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e la RAI, che
individuera' i contenuti fondamentali della programmazione delle
attivita' stesse, le modalita' di diffusione anche in chiaro, i
relativi corrispettivi, nonche' l'interfaccia della RAI incaricata
del coordinamento delle attivita' stesse e la verifica della
conformita' della programmazione agli standard didattici e della
compatibilita' con gli strumenti didattici disponibili nelle scuole.

Art. 9.
Programmazione televisiva per l'estero

1. La RAI, al fine di promuovere e diffondere la conoscenza della
lingua, della cultura e dell'economia italiane nel mondo, per
assicurare un adeguato livello di informazione delle comunita'
italiane all'estero sull'evoluzione della societa' italiana nonche'
per consentire ai cittadini italiani residenti all'estero un adeguato
accesso all'informazione e alla comunicazione politica, in
particolare nei periodi interessati da campagne elettorali e
referendarie, trasmettera', nell'ambito delle convenzioni stipulate
con la Presidenza del Consiglio dei Ministri o di altre convenzioni,
adeguati programmi televisivi, utilizzando i piu' moderni mezzi
trasmissivi e diffusivi.
2. La RAI si impegna altresi' a realizzare nuove forme di
programmazione per l'estero che consentano di portare la cultura
italiana, anche di carattere regionale, ad un piu' vasto pubblico
internazionale e ad incrementare il numero dei programmi trasmessi
agli italiani all'estero, anche nell'ambito di convenzioni aggiuntive
a quella di cui al precedente comma.
3. La RAI e' tenuta a comunicare annualmente al Ministero,
mediante apposita relazione, le attivita' e i dati relativi ai
programmi trasmessi all'estero.

Art. 10.
Partecipazione a iniziative internazionali

1. La RAI potra' partecipare ai programmi ed alle iniziative
promossi dall'Unione europea e dal Consiglio d'Europa e curera' con
tempestivita' gli adempimenti per l'utilizzazione dei relativi
contributi.
2. La RAI si impegna a comunicare annualmente al Ministero lo
stato di evoluzione dei propri progetti di ricerca e sviluppo
relativi ai programmi e alle iniziative di cui al comma 1.
3. La RAI si impegna a partecipare a programmi di produzione
nazionale ed internazionale, che valorizzino la cultura e il
patrimonio artistico e culturale italiano, con particolare attenzione
alle iniziative destinate al bacino del Mediterraneo ed ai Paesi
confinanti con l'Italia.

Art. 11.
Prodotti audiovisivi italiani ed europei

1. La RAI si impegna nella valorizzazione delle capacita'
produttive, imprenditoriali e culturali nazionali al fine di favorire
lo sviluppo dell'industria nazionale audiovisiva e contribuire alla
crescita del sistema produttivo europeo, privilegiando il rapporto
tra qualita' e mercato, l'efficienza e il pluralismo industriale e
promovendo la ricerca di nuovi modelli produttivi e di nuovi
linguaggi. In tali attivita' la RAI considerera' interlocutori
privilegiati i produttori indipendenti.
2. La RAI, nel periodo di durata del presente contratto, e'
tenuta a destinare almeno il 20 per cento dei proventi dei canoni di
abbonamento a investimenti finalizzati alla produzione di opere
audiovisive italiane ed europee; dovra', altresi', destinare ai film
almeno il 40 per cento della suddetta percentuale minima di
investimento, di cui una quota non inferiore al 51 per cento dovra'
essere investita in film destinati all'utilizzo prioritario nelle
sale cinematografiche; almeno l'8 per cento annuo della percentuale
minima di investimento dovra' essere dedicata agli investimenti in
cartoni animati e/o film di animazione appositamente prodotti per la
formazione dell'infanzia. Qualora l'evoluzione del mercato dovesse
evidenziare tendenze non compatibili con tale quota, la RAI, con
documentata istanza, potra' richiedere che una commissione paritetica
appositamente costituita con decreto del Ministro delle
comunicazioni, proceda alla sua rideterminazione.
3. Ai fini della presente norma si intendono:
a) per proventi complessivi dei canoni di abbonamento, il
gettito derivante dalle quote sull'ammontare degli abbonamenti
ordinari di competenza della concessionaria relativi all'offerta
televisiva terrestre, al netto del canone di concessione;
b) per produzione italiana ed europea di audiovisivi, i diritti
su film, fiction, documentari, cartoni, lirica, musica, teatro,
prodotti o coprodotti in Italia o nell'ambito comunitario, con
particolare attenzione ai produttori indipendenti come definiti
dall'art. 2, comma 4, della legge 30 aprile 1998, n. 122;
c) per investimenti, la configurazione di costo che comprende
gli importi corrisposti a terzi per l'acquisto dei diritti e
l'utilizzazione delle opere, i costi per produzione interna ed
esterna e gli specifici costi di promozione e distribuzione nonche' i
costi per l'edizione e le spese accessorie relative ai prodotti di
cui sopra.
4. La RAI si impegna a istituire con effetto immediato puntuali
sistemi di monitoraggio e di verifica del rispetto delle quote
previste nel presente articolo e a comunicarli annualmente al
Ministero delle comunicazioni e all'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni.

Art. 12.
Iniziative per la valorizzazione delle culture locali

1. Nel quadro dell'unita' politica, culturale e linguistica del
Paese, la RAI valorizza e promuove, nell'ambito delle proprie
trasmissioni, le culture regionali e locali in stretta collaborazione
con le regioni, le province, i comuni, le universita' e gli enti
culturali, realizzando anche forme di coordinamento per una maggiore
diffusione in ambito locale.
2. Tra le sedi periferiche della concessionaria, le regioni e le
province autonome possono essere stipulate convenzioni, con onere in
tutto o in parte a carico delle regioni e delle province autonome,
per il raggiungimento delle finalita' di cui al comma precedente. Il
Ministero, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e
la concessionaria fissano i criteri e le modalita' di stipula delle
predette convenzioni e della partecipazione da parte delle emittenti
radiotelevisive locali finalizzata a creare rapporti di
collaborazione produttiva.
3. La RAI si impegna ad introdurre nel palinsesto della terza
rete televisiva trenta minuti di programmazione per ogni regione,
riservata alla trasmissione di programmi scelti dalle sedi regionali
partendo dall'ottimizzazione delle risorse esistenti ed in
collaborazione col territorio.
4. La RAI effettua, per conto della Presidenza del Consiglio dei
Ministri e sulla base di apposite convenzioni, servizi per le
minoranze linguistiche, cosi' come previsto dalla legge 14 aprile
1975, n. 103, e si impegna, comunque, ad assicurare una
programmazione rispettosa dei diritti delle minoranze linguistiche
nelle zone di appartenenza.
5. Ai sensi dell'art. 12, comma 1, della legge 15 dicembre 1999,
n. 482, e dell'art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica
2 maggio 2001 n. 345, la RAI si impegna ad assicurare le condizioni
per la tutela delle minoranze linguistiche riconosciute nelle zone di
loro appartenenza, assumendo e promuovendo iniziative per la
valorizzazione delle lingue minoritarie presenti sul territorio
italiano, in collaborazione con le competenti istituzioni locali. La
RAI promuove, altresi', la stipula di convenzioni, con oneri in tutto
o in parte a carico degli enti locali interessati, in ambito
regionale, provinciale o comunale, per programmi o trasmissioni
giornalistiche nelle lingue ammesse a tutela, nell'ambito delle
proprie programmazioni radiofoniche e televisive regionali. Entro
novanta giorni dall'entrata in vigore del presente contratto una
commissione appositamente costituita tra il Ministero e la RAI
individuera' le sedi della societa' a cui sono attribuite le
attivita' di tutela di ciascuna minoranza linguistica riconosciuta
nonche' il contenuto minimo della tutela.

Art. 13.
Rete parlamentare

1. La RAI e' tenuta all'esercizio della rete riservata a
trasmissioni dedicate ai lavori parlamentari di cui all'art. 24 della
legge 6 agosto 1990, n. 223, secondo le modalita' della legge 11
luglio 1998, n. 224, mediante la rete di impianti di cui all'allegato
A.
2. I lavori parlamentari da trasmettere ed i criteri da seguire
nella programmazione sono determinati d'intesa dai Presidenti dei due
rami del Parlamento. Sul piano generale il palinsesto e la
programmazione dovranno essere improntati ad un rigoroso rispetto dei
doveri di imparzialita' ed equilibrio propri del servizio pubblico.
La RAI e' impegnata a pubblicizzare l'attivita' della rete
parlamentare anche attraverso le proprie reti radiofoniche e
televisive, in particolare nell'ambito delle trasmissioni di
informazione parlamentare.
3. Sulla base di piani esecutivi presentati al Ministero, e
previa autorizzazione da parte di questo, la rete di cui al comma 1
potra' essere soggetta ad interventi mirati alla razionalizzazione
degli impianti, ottenuta con azioni di compatibilizzazione nell'uso
delle frequenze e anche attraverso operazioni di accorpamento degli
impianti della concessionaria. Gli interventi dovranno essere attuati
senza degradare la qualita' del servizio offerto su base non
interferenziale con altri legittimi utilizzatori dello spettro
radioelettrico, e con particolare riguardo alla salvaguardia della
salute umana e della tutela del paesaggio.
4. La RAI potra' diffondere le trasmissioni della rete
parlamentare via Internet e via satellite.

Art. 14.
Servizi speciali per la mobilita'

1. La RAI si impegna a dedicare adeguati spazi nella
programmazione televisiva e radiofonica per la diffusione di
informazioni riguardanti le condizioni del traffico e della
viabilita' e la sicurezza stradale.
2. I notiziari radiofonici sulle condizioni della viabilita' e
del traffico delle autostrade, superstrade, tangenziali e snodi
cittadini e i consigli sulla sicurezza stradale sono trasmessi dal
servizio Isoradio, incrementando il tempo dedicato all'informazione,
nel corso di programmi ripetuti dalle reti nazionali. Il servizio
Isoradio viene svolto attraverso la rete di impianti di cui
all'allegato B.
3. Tali programmi devono essere trasmessi lungo il tracciato
autostradale, le tangenziali e le zone limitrofe.
4. La concessionaria si impegna a rendere disponibile il servizio
Isoradio per tutte le esigenze di orientamento dell'utenza del
Dipartimento della protezione civile.
5. L'estensione del servizio Isoradio, per quanto possibile
irradiato sul territorio impiegando la stessa frequenza, al tracciato
autostradale, alle tangenziali, e alle zone limitrofe non ancora
raggiunte ed il miglioramento della diffusione del servizio stesso
devono avvenire mediante l'installazione di impianti di potenza
irradiata adeguata, previa autorizzazione del Ministero che
assegnera' le necessarie frequenze tenendo conto a tal fine del
carattere specifico di pubblica utilita' del servizio Isoradio.
6. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di cui al comma 5 la
concessionaria appronta, anche sulla base di richieste provenienti
dal Ministero, su indicazione del Ministero dell'interno e del
Ministero delle infrastrutture, piani di sviluppo della rete e li
presenta al Ministero.

Capo IV

Tecnologie, ricerca e sperimentazione

Art. 15.
Qualita' e disponibilita' tecnica del servizio

1. La RAI si impegna ad assicurare un grado di qualita' del
servizio, salvo le implicazioni interferenziali non risolvibili con
opere di compatibilizzazione radioelettrica, non inferiore a 3,
riferito ai livelli della scala UIT-R (Unione internazionale delle
telecomunicazioni-radiocomunicazioni).
2. Nell'ambito della disponibilita' delle frequenze il Ministero
assicurera' alla RAI quelle necessarie all'espletamento del servizio
concesso, per risolvere le situazioni interferenziali piu' importanti
e allo scopo di migliorare il grado minimo di qualita' del servizio.
3. La RAI, al fine di assicurare la fornitura del servizio,
esercisce gli impianti di trasmissione e diffusione del segnale
televisivo e radiofonico individuati negli allegati C e D.
4. La RAI si impegna a fornire con cadenza annuale al Ministero
tutta la documentazione relativa al monitoraggio della qualita'
tecnica del servizio di radiodiffusione e alle elaborazioni
statistiche, con indicazioni del grado di estensione dei servizi in
funzione, della qualita' di ricezione riferita ai livelli della scala
di qualita' UIT-R e dell'andamento delle situazione interferenziali e
dei disturbi dei servizi, nonche' i valori della disponibilita' del
servizio misurati utilizzando gli indicatori di qualita' concordati
con il Ministero. Ai fini della verifica degli adempimenti relativi
alla copertura la RAI e' tenuta a fornire annualmente al Ministero la
rappresentazione cartografica su supporto magnetico delle aree di
copertura dei servizi.

Art. 16.
Copertura del servizio di radiodiffusione televisiva

1. La RAI deve assicurare un grado di copertura del servizio di
radiodiffusione televisiva analogica non inferiore al 99 per cento
della popolazione per ciascuna delle tre reti televisive nazionali.
La terza rete televisiva deve avere un grado medio di copertura
regionale del 97 per cento della popolazione.
2. Ai fini dello sviluppo delle reti di radiodiffusione
televisiva analogica, la concessionaria si impegna, laddove sia
riscontrata l'interesse all'ampliamento del servizio analogico, ad
estenderne localmente la copertura ai centri abitati con popolazione
non inferiore a 300 abitanti, a fronte di convenzioni o contratti con
le regioni, le province, i comuni, le comunita' montane o altri enti
locali o consorzi di enti locali nonche' con altri enti e soggetti,
secondo criteri di economicita' degli investimenti e previo apporto,
da parte degli enti locali competenti, delle infrastrutture
necessarie all'installazione degli impianti di diffusione, con
particolare riguardo agli aspetti relativi alla salvaguardia della
salute umana ed alla tutela del paesaggio.

Art. 17.
Copertura del servizio di radiodiffusione sonora in modulazione di
frequenza

1. La RAI deve assicurare un grado di copertura del servizio di
radiodiffusione sonora per ciascuna delle tre reti radiofoniche in
modulazione di frequenza (FM) non inferiore al 99 per cento della
popolazione e di copertura del territorio non inferiore all'80 per
cento, salvo le implicazioni interferenziali.
2. La RAI si impegna, ove occorra, a migliorare la qualita' del
segnale, previa assegnazione da parte del Ministero delle necessarie
frequenze.
3. La RAI e' tenuta a incrementare il servizio RDS (Radio Data
System) sulle tre reti radiofoniche in FM mediante il sistema EON
(Enhanced Other Network), conformemente alle norme ETSI (European
Telecommunications Standards Institute) e potra' estendere la
sperimentazione del servizio RDS-TMC (Traffic Message Channel).
4. Nel corso dell'attivita' di adeguamento della rete per
garantire il grado di copertura con impianti che rispettino i valori
della normativa vigente in materia di tetti elettromagnetici, e'
ammissibile una temporanea riduzione del grado di copertura di cui al
comma 1.

Art. 18.
Copertura del servizio di radiodiffusione sonora in modulazione di
ampiezza

1. Il servizio di radiodiffusione sonora in modulazione di
ampiezza viene svolto attraverso gli impianti ad onde corte ed onde
medie.
2. Il servizio ad onde corte viene svolto attraverso gli impianti
di cui all'allegato E ed e' disciplinato da apposita convenzione con
la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
3. La RAI, anche al fine della necessaria attenzione alla
salvaguardia della salute umana ed alla tutela del paesaggio, si
impegna alla razionalizzazione delle reti di radiodiffusione sonora
in modulazione di ampiezza ed a presentare entro sei mesi un piano
che tenga conto delle necessarie riduzioni di potenza e miri ad una
unica rete che trasmetta programmi delle reti radiofoniche nazionali.

Art. 19.
Autorizzazione all'esercizio degli impianti

1. La RAI, al fine di realizzare nuovi impianti e apportare
modifiche od eventuali miglioramenti al servizio, presenta un piano
esecutivo per ciascun impianto da realizzare o da modificare,
contenente i seguenti elementi:
a) caratteristiche radioelettriche;
b) area di servizio;
c) destinazione delle opere;
d) costi preventivati;
e) natura e caratteristiche del tipo di distribuzione adottata.
2. Il Ministero, entro novanta giorni dal ricevimento del piano
esecutivo, si pronuncia sulla richiesta. Nel caso di accoglimento
rilascia un'autorizzazione sperimentale all'esercizio dell'impianto.
3. Il periodo di sperimentazione, necessario per la verifica
della compatibilita' radioelettrica dell'impianto con gli altri
impianti delle emittenti radiotelevisive legittimamente operanti ai
sensi della normativa vigente, e' di due mesi dalla data di
comunicazione da parte della concessionaria dell'attivazione
dell'impianto. Se l'impianto non viene attivato entro i sei mesi
successivi al rilascio dell'autorizzazione, la RAI e' tenuta a
comunicarne i motivi al Ministero.
4. Il Ministero rilascia l'autorizzazione definitiva
all'esercizio dell'impianto dopo aver verificato la compatibilita'
radioelettrica e concluso il procedimento di coordinamento
internazionale.
5. La RAI provvede a comunicare, con cadenza annuale, il
consuntivo delle opere realizzate e a fornire informazioni su quelle
in corso.

Art. 20.
Impiego dei collegamenti mobili

1. La RAI, per proprie esigenze o per conto di terzi, esercisce
collegamenti mobili realizzati con mezzi del tipo trasportabile
installati anche a bordo di automezzi in sosta o con mezzi in
movimento, funzionanti su base non interferenziale con altri
operatori. A consuntivo, con cadenza trimestrale, la concessionaria
indichera' per ciascun collegamento la frequenza impegnata, la
distanza delle tratte realizzate ove si impieghino mezzi non in
movimento, la distanza media delle tratte ove si impieghino mezzi in
movimento, la durata del servizio effettuato anche al fine del
pagamento del relativo canone, secondo le norme legislative e
regolamentari, nella misura stabilita dal Ministero.
2. La RAI, per proprie esigenze o per conto di terzi, esercisce
collegamenti simili a quelli precedenti per realizzare collegamenti
temporanei tra punti fissi. Con cadenza trimestrale la concessionaria
indichera' al Ministero i collegamenti eserciti ivi comprese le nuove
attivazioni e le avvenute disattivazioni di tali collegamenti,
indicando le frequenze impegnate, la distanza delle tratte realizzate
anche al fine del pagamento del relativo canone, secondo le norme
legislative e regolamentari, nella misura stabilita dal Ministero.
3. Nell'espletamento dei suddetti servizi, la RAI potra'
utilizzare le frequenze assegnate anche con tecniche di modulazione
digitale.

Art. 21.
Ruoli di "Programme Booking Centre" e di "Accounting Office" per
servizi internazionali

1. La RAI ha facolta' di curare nei confronti dei gestori e degli
operatori nazionali ed internazionali la raccolta di richieste di
circuiti per il trasporto di servizi televisivi da e per l'estero o
in transito per l'estero e la fornitura e supervisione di detti
circuiti (ruolo di "Programme Booking Centre") nonche' la
corrispondente contabilita' (ruolo di "Accounting Office"). Tale
attivita' non deve risultare di pregiudizio al regolare svolgimento
del servizio pubblico concesso e la RAI ne terra' informato, con
relazione annuale, il Ministero.

Art. 22.
Realizzazione e manutenzione degli impianti

1. La RAI ha l'obbligo di realizzare a regola d'arte gli impianti
necessari all'esercizio dei servizi in concessione, nel rispetto
delle norme tecniche nazionali comunitarie e internazionali
concernenti la materia.
2. La RAI procede a dotare le proprie reti di tutti i mezzi atti
alla telesorveglianza e al telecontrollo necessari al loro buon
funzionamento.
3. La RAI puo' utilizzare, secondo le disposizioni di legge e
della convenzione, previa autorizzazione del Ministero, in comune con
altri operatori i propri impianti. Tale uso comune deve tendere ad
una ottimizzazione generale degli impianti, anche ai fini ambientali,
purche' cio' non risulti di pregiudizio al migliore svolgimento del
servizio pubblico concesso e concorra alla equilibrata gestione
aziendale.

Art. 23.
Sperimentazione e introduzione di servizi di diffusione televisiva e
radiofonica numerica

1. Al fine di promuovere lo sviluppo industriale del Paese e
l'introduzione delle nuove tecnologie trasmissive, la RAI si impegna
ad agevolare la conversione alla trasmissione di programmi e servizi
multimediali in tecnica digitale terrestre.
2. A tal fine la RAI e' tenuta entro tre mesi dall'entrata in
vigore del presente contratto a presentare al Ministero un progetto
che, anche valorizzando i risultati sperimentali ottenuti ed in
itinere, definisca le successive fasi di avanzamento del piano di
configurazione delle reti di trasmissione in tecnica numerica e
indichi le compatibilita' finanziarie.
Il progetto dovra', tra l'altro, contenere i seguenti elementi:
percentuale di copertura della popolazione;
opzioni tecnologiche di produzione, diffusione/distribuzione,
ricezione;
tempi di realizzazione;
piano finanziario.
Intervenuta l'approvazione del progetto da parte del Ministero,
con successivi atti d'intesa tra le parti verranno individuate le
modalita' tecniche e finanziarie di realizzazione del progetto
medesimo.
3. La RAI si impegna, altresi', a promuovere progetti di
produzione basati sulle nuove tecnologie di creazione, produzione e
diffusione nonche' l'uso della televisione come strumento di
informazione e alfabetizzazione multimediale ed a favorire la
formazione degli operatori del settore audiovisivo, in particolare
nei settori dell'impiego delle nuove tecnologie.

Art. 24.
Ricerca e innovazione

1. La RAI si impegna a dedicare particolare attenzione allo
studio e alla sperimentazione di mezzi nuovi di produzione,
trasmissione, diffusione ed archiviazione nonche' dei nuovi servizi
multimediali interattivi, collaborando in modo attivo alla
definizione dei nuovi standard internazionali per la televisione
digitale interattiva. A tale scopo la RAI potra' stipulare apposite
convenzioni sia con il Ministero sia con altri soggetti di
riconosciuta competenza tecnica. La RAI assicura la massima
partecipazione a iniziative e programmi di ricerca ed innovazione
tecnologica promosse dall'Unione europea, dal Consiglio di Europa e
dalle altre istituzioni europee. La RAI e' tenuta a riferire
annualmente al Ministero sulle iniziative adottate ai sensi del
presente articolo.
2. La RAI si impegna ad implementare il progetto di
audiovideoteca sviluppato ai sensi del contratto di servizio per il
triennio 2000-2002 ed a realizzare la catalogazione digitale
dell'archivio storico registrato su nastro magnetico analogico.
L'archivio storico radiotelevisivo sara' progressivamente aperto al
pubblico, per la consultazione presso sedi della RAI, secondo
modalita' e tempi da definire d'intesa con il Ministero.

Art. 25.
Servizi multimediali

1. La RAI, di intesa con il Ministero, puo':
a) sperimentare nuove forme di produzione multimediale e nuovi
linguaggi televisivi e sonori;
b) valorizzare le sinergie fra telecomunicazioni, informatica,
radio, televisione, teletext, anche con finalita' di estensione
dell'offerta all'estero, nonche' di servizio rivolto alle aree
disagiate del Paese;
c) sperimentare i sistemi a larga banda e ideare progetti
attinenti allo sviluppo della "societa' dell'informazione";
d) promuovere l'alfabetizzazione informatica degli utenti
radiotelevisivi;
e) sviluppare le tecnologie digitali, con particolare
riferimento alla intera catena di produzione, archiviazione,
trasmissione e diffusione di programmi televisivi e radiofonici;
f) contribuire alla definizione di nuovi sistemi digitali ad
alta qualita' ed alle applicazioni del cinema elettronico.
2. La RAI puo', inoltre, nei limiti imposti dalla normativa
vigente e purche' non arrechi pregiudizio al servizio pubblico e
concorra ad una equilibrata gestione aziendale, estendere la gamma
dei servizi gestiti in compartecipazione con societa' e gruppi
nazionali ed esteri, in modo da articolare il suo carattere di
impresa e di acquisire nuove competenze e tecnologie.
3. Sulle iniziative assunte ai sensi dei commi precedenti, la RAI
e' tenuta a trasmettere al Ministero, annualmente, una dettagliata
relazione.

Art. 26.
Servizi di diffusione via satellite

1. Al fine di diffondere la conoscenza della lingua, della
cultura e dell'economia del Paese nel contesto internazionale, con
particolare riferimento ai Paesi dell'area balcanica, del medio
oriente e del nord Africa, e di promuovere l'innovazione tecnologica
e industriale, con particolare riguardo ai processi di convergenza
multimediali, la RAI, previa autorizzazione del Ministero, potra'
realizzare, utilizzando satelliti funzionanti su frequenze di
radiodiffusione:
servizi televisivi di canali tematici in chiaro via satellite
con sistemi di numerizzazione del segnale, secondo lo standard DVB-S
(Digital Video Broadcasting - Satellite) approvato in sede europea;
servizi che utilizzano adeguati sistemi di numerizzazione e
criptaggio del segnale diffuso via satellite per la protezione dei
programmi televisivi trasmessi ma privi dei diritti di diffusione
all'estero; tali programmi non potranno, comunque, assumere
prevalenza rispetto a quelli diffusi in chiaro via satellite;
servizi radiofonici mono e/o stereo in chiaro con sistemi di
numerizzazione del segnale;
servizi televisivi e radiofonici mediante l'uso di sistemi
analogici; la concessionaria provvedera' a convertire in digitale
tali servizi.
2. Per programmi di spiccata utilita' sociale del tipo dei canali
"educational" o dei canali al servizio del volontariato e dei
portatori di handicap, dei canali in difesa dei consumatori in tema
agroalimentare o ambientale, realizzati dalla RAI direttamente o per
conto o con la partecipazione di altri Ministeri o delle istituzioni
universitarie pubbliche la sperimentazione potra' essere autorizzata
dal Ministero anche su appositi canali dedicati.
3. La RAI si impegna a diffondere, all'interno dell'offerta
trasmessa via satellite, a rotazione, programmi di informazione
regionali gia' trasmessi dalle reti terrestri.

Capo V

Il finanziamento e la gestione economico-finanziaria

Art. 27.
Criteri economici di gestione

1. La RAI si impegna a svolgere il servizio pubblico
radiotelevisivo secondo criteri tecnici ed economici di gestione
idonei a consentire il raggiungimento degli obiettivi di
razionalizzazione attinenti agli assetti industriali, finanziari e di
produttivita' aziendale.
2. Il finanziamento di tale attivita' e' assicurato con caratteri
di certezza e congruita', per il triennio di durata del contratto di
servizio, attraverso il canone di abbonamento, i corrispettivi
derivanti da contratti o convenzioni con pubbliche amministrazioni e
le altre entrate consentite dalla legge.
3. La RAI e' tenuta a mantenere un equilibrato e sostenibile
rapporto tra indebitamento finanziario netto e mezzi propri (D/E)
dedotti gli importi per crediti verso la pubblica amministrazione.
Nell'ambito di un programma triennale di investimenti straordinari si
potra' tenere conto degli introiti da canone assicurati per il
triennio, per stabilire il rapporto tra indebitamento finanziario
netto e mezzi propri.
4. Al fine di assicurare la trasparenza del finanziamento
pubblico, la RAI si impegna a indicare distintamente nella propria
contabilita' le risorse pubbliche, quelle derivanti da attivita'
commerciali consentite dall'art. 5 della convenzione e quelle
derivanti dalla raccolta pubblicitaria ai sensi dell'art. 15 della
legge n. 103 del 1975, nonche' i costi delle attivita' del servizio
pubblico radiotelevisivo come definito dalla legge, dalla convenzione
e dal presente contratto e quelli delle altre attivita', con
modalita' che consentano di verificare che le risorse di derivazione
pubblica siano destinate unicamente all'attivita' di servizio
pubblico. A tal fine viene istituita una commissione paritetica
composta da rappresentanti del Ministero, del Ministero dell'economia
e delle finanze e della RAI, costituita con decreto del Ministro
delle comunicazioni, che individua i criteri generali e le modalita'
di attuazione della contabilita' separata secondo le linee guida
dettate dalla Commissione europea con la comunicazione 2001/C 320/4 e
tenendo conto delle esperienze maturate dagli organismi di servizio
pubblico negli Stati membri.
5. Al fine di fornire una completa informativa sulle dinamiche
della gestione, entro il mese di giugno di ogni anno la RAI e' tenuta
a trasmettere al Ministero ed al Ministero dell'economia e delle
finanze una relazione sui risultati economici e finanziari
dell'esercizio precedente che, utilizzando anche fonti non aziendali,
conterra' informazioni anche in merito:
alla ripartizione del mercato pubblicitario, con evidenza della
fonte di riferimento, per ciascun mezzo di comunicazione (quotidiani,
periodici, televisione, Internet, ecc.);
i ricavi pubblicitari della concessionaria per mezzo e per
tipologia;
gli indici di affollamento pubblicitario per fascia oraria ed a
livello complessivo.
6. La RAI e', altresi', tenuta a trasmettere al Ministero ed al
Ministero dell'economia e delle finanze, entro quindici giorni dalla
loro approvazione, i piani industriali (economici, finanziari e di
investimento e strategici), le previsioni economiche di esercizio e i
bilanci consuntivi di esercizio, nonche', entro il 30 settembre di
ciascun anno, una relazione contenente i risultati economici e
finanziari consuntivi della societa' al 30 giugno.

Art. 28.
Canone di abbonamento

1. Per ciascuno degli anni di durata del presente contratto, la
misura della variazione percentuale del sovrapprezzo dovuto dagli
abbonati ordinari alla televisione e del canone di abbonamento
speciale per la detenzione fuori dall'ambito familiare di apparecchi
radioriceventi o televisivi e' determinata secondo la seguente
formula, articolata su tre variabili:
C = I + - O + V
dove:
C e' la variazione percentuale del canone per l'anno n;
I e' la somma tra l'inflazione programmata fissata dal Governo
per l'anno n e una quota del differenziale tra il tasso di inflazione
tendenziale (ultimo valore disponibile alla data di emanazione del
decreto ministeriale di cui al successivo comma 3) e programmato per
l'anno n-1;
O e' la risultante di due componenti:
1) penalizzazione connessa all'eventuale mancata
realizzazione dell'ammontare globale degli investimenti/costi inclusi
nella variabile V per l'anno n-1; la penalizzazione e' pari
all'ammontare della quota del sovrapprezzo riconosciuto per la quota
non realizzata;
2) maggiorazione/penalizzazione legata al raggiungimento di
specifici e misurabili obiettivi qualitativi e/o quantitativi
caratteristici della missione della RAI, con particolare riguardo al
rispetto degli obblighi nell'offerta televisiva e nella
programmazione per i minori; tale variazione non puo' eccedere il + -
20% dell'incremento complessivo;
V e' l'impatto economico, totale o parziale, dei progetti
aggiuntivi eventualmente previsti per l'anno n in rapporto al
fatturato da canoni di abbonamenti dell'esercizio n-1.
2. La quota di recupero del differenziale dell'inflazione
relativa all'anno n-1 la variabile V e la quota di riconoscimento dei
progetti nonche' gli obiettivi qualitativi e quantitativi e la
relativa percentuale non eccedente il 20%, saranno annualmente
stabiliti con decreto ministeriale su proposta della commissione di
cui al successivo comma 3.
3. Le parti convengono che una commissione paritetica composta da
rappresentanti del Ministero, del Ministero dell'economia e delle
finanze e della concessionaria, costituita con decreto del Ministro
delle comunicazioni, elabori e presenti, entro il mese di ottobre di
ogni anno, una motivata proposta per i valori di cui al comma
precedente.
4. La commissione paritetica potra' proporre le opportune
integrazioni di carattere straordinario alla formula definita al
comma 1.
5. Le misure del sovrapprezzo di cui al comma 1 nonche'
l'ammontare dell'abbonamento per i singoli tipi di utenza sono
determinati annualmente con decreto del Ministro delle comunicazioni
entro il mese di novembre dell'anno precedente a quello a cui si
riferiscono.

Art. 29.
Riscossione del canone di abbonamento

1. Per la gestione e lo sviluppo degli abbonamenti, nonche' per
la riscossione, ordinaria e coattiva degli stessi, la RAI mettera' a
disposizione dell'Ufficio registro abbonamenti radio e TV (U.R.A.R. -
TV) di Torino, strutture, mezzi e personale dell'ente stesso, nonche'
i locali occorrenti, con le modalita' ed i costi stabiliti nella
convenzione approvata con decreto del Ministro delle finanze 23
dicembre 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 25 del 31
gennaio 1988 e successive modificazioni.
2. Le quote dei canoni di abbonamento spettanti alla
concessionaria saranno corrisposte dall'Amministrazione finanziaria,
sulla base delle previsioni complessive di entrata del bilancio dello
Stato e delle riscossioni effettuate, mediante acconti trimestrali
posticipati e salvo conguaglio alla fine di ciascun anno finanziario.
3. Il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento per
le politiche fiscali, provvedera' ad emettere apposito ordine di
pagare a favore della concessionaria, ai sensi dell'art. 6 del
decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367,
affinche' le suddette quote siano accreditate alla concessionaria
entro la fine del trimestre.

Capo VI

Monitoraggio, vigilanza e sanzioni

Art. 30.
Sede permanente di confronto sulla programmazione sociale

1. Entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente contratto
viene istituita una sede permanente di confronto fra il Ministero e
la RAI che, con carattere consultivo, esamini le iniziative assunte
dalla concessionaria ai sensi dell'art. 7 del presente contratto. La
sede, inoltre, verifica il rispetto dei diritti all'accesso, secondo
le indicazioni della commissione parlamentare per l'indirizzo
generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
2. La sede e' composta da 24 membri, di cui 12 nominati dal
Ministero, scelti tra i rappresentanti di commissioni, consulte e
organizzazioni senza scopo di lucro di rilievo nazionale, con
competenza ed esperienza sui temi di cui al comma 1, e 12 nominati
della RAI. Ai lavori della sede permanente possono partecipare come
invitati i rappresentanti di enti, istituzioni e organizzazioni senza
scopo di lucro.
3. La sede e' coordinata pariteticamente da un rappresentante del
Ministero ed uno della RAI si avvale, per il suo funzionamento, del
personale, dei mezzi e dei servizi messi a disposizione dalla stessa
RAI. La sede procede entro tre mesi dalla sua costituzione
all'approvazione di un regolamento di funzionamento. Ai coordinatori
spetta il ruolo di sovrintendere alla predisposizione degli strumenti
e dei materiali necessari per i lavori della sede, coordinare i
lavori delle sessioni, tenere i contatti con istituzioni, enti e
associazioni. La sede svolge le sue funzioni esaminando con cadenza
almeno semestrale le comunicazioni specifiche che la RAI predisporra'
sui temi di cui all'art. 7, ed esprimendo su di esse un parere, anche
in forma scritta, che verra' inviato al Ministero, alla RAI, alla
commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei
servizi radiotelevisivi, all'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni e alle istituzioni ed enti che hanno competenza o sono
coinvolte sui temi trattati.
4. I membri della sede durano in carica per il periodo di vigenza
del contratto di servizio.

Art. 31.
Vigilanza e controllo

1. Ferme restando le competenze previste da norme di legge o di
regolamento, il Ministero svolge la vigilanza ed il controllo
sull'osservanza degli obblighi previsti dal presente contratto di
servizio.
2. Il Ministero, nell'ambito dell'attivita' di vigilanza, ha la
facolta' di disporre verifiche ed ispezioni e di richiedere in
qualsiasi momento alla RAI informazioni, dati e documenti utili.
3. La RAI e' tenuta a consentire ai funzionari del Ministero
incaricati l'accesso agli impianti ed alle proprie sedi ed a prestare
la necessaria collaborazione, anche con l'utilizzo di propri mezzi e
personale, allo svolgimento della attivita' di controllo. Il rifiuto
non giustificato puo' essere valutato ai fini dell'irrogazione della
sanzione di cui al successivo articolo.
4. Il Ministero riferisce alla commissione parlamentare per
l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, ogni
sei mesi, sullo stato attuativo del contratto di servizio, sugli
eventuali inadempimenti riscontrati e sulle sanzioni irrogate.

Art. 32.
Sanzioni

1. Ove il Ministero accerti l'inadempimento di uno o piu'
obblighi previsti dal presente contratto, provvede, entro trenta
giorni a contestare la violazione alla RAI, in persona del
rappresentante legale, il quale, nei successivi trenta giorni, ha
diritto di essere sentito, anche a mezzo di procuratore speciale,
ovvero di presentare deduzioni, chiarimenti e documenti. Nel corso
dell'istruttoria, il Ministero puo' acquisire documenti ed
informazioni, anche da terzi, ed esperire sopralluoghi.
2. Entro novanta giorni dalla avvenuta contestazione, il
Ministero emette un motivato provvedimento ed applica l'eventuale
sanzione che, salvo che l'inadempimento non comporti una sanzione
piu' grave, corrisponde alla penalita' prevista dall'art. 22 della
convenzione.
3. Il pagamento della penalita' deve essere effettuato entro
trenta giorni dalla ricezione della relativa richiesta; trascorso
inutilmente tale termine l'importo e' prelevato dal deposito
cauzionale costituito dalla RAI, a norma dell'art. 20 della
convenzione, che deve essere reintegrato con le modalita' previste
dallo stesso articolo. Sono comunque fatte salve le disposizioni
previste da norme di legge o di regolamento.

Art. 33.
Collaborazione per interpellanze interrogazioni e atti ispettivi
parlamentari

1. La RAI fornisce la piu' ampia collaborazione alle
amministrazioni interessate ai fini degli accertamenti resi necessari
da interpellanze, interrogazioni ed atti ispettivi parlamentari.
2. Essa cura di riscontrare le richieste ministeriali nel termine
di giorni quindici, salvo riduzione nei casi di particolari urgenze.

Capo VII

Norme finali

Art. 34.
Adeguamento del contratto di servizio

1. Il Ministero e la RAI si impegnano ad adeguare il presente
contratto di servizio alla normativa sopravvenuta nel corso del
triennio di vigenza.
2. Qualora circostanze straordinarie determinino intollerabili
squilibri delle prestazioni previste nel presente contratto, a
richiesta di una delle parti potra' procedersi alla revisione degli
obblighi stabiliti.

Art. 35.
Entrata in vigore e scadenza

1. Il presente contratto entra in vigore il giorno successivo
alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
del decreto del Presidente della Repubblica che lo approva e scade il
31 dicembre 2005. Fino alla data di entrata in vigore del successivo
contratto di servizio, i rapporti tra la concessionaria e il
Ministero restano regolati dalle disposizioni del presente contratto.
2. Entro il 1 luglio 2005 le parti provvederanno ad avviare le
trattative per la stipulazione del contratto relativo al triennio
2006-2008.
3. Gli allegati che costituiscono parte integrante del contratto,
non sono soggetti a pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana. Tali allegati sono depositati presso la
Direzione generale concessioni e autorizzazioni del Ministero.
4. Il Ministero e la RAI si impegnano a dare la massima
diffusione, attraverso ogni mezzo di comunicazione, al presente
contratto.
Roma, 23 gennaio 2003


p. RAI - Radiotelevisione italiana S.p.a.
Il presidente del consiglio di amministrazione
Baldassarre


p. Ministero delle comunicazioni
Il segretario generale
Stelò


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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