Comune di Jesi Rete civica Aesinet
Home Mappa E-mail facile Ricerca

scegli la categoria...
Il Comune - Relazioni con il pubblico - Informagiovani - Dati statistici - Informacittà - Gazzette leggi e normative - Cultura e tempo libero - Economia e lavoro - Turismo - Portale delle associazioni - Istruzione e formazione - Trasporti e mobilità - Sanità, ambiente

Gazzetta Ufficiale N. 75 del 31 Marzo 2003

DECRETO-LEGGE 28 marzo 2003, n. 49

Riforma della normativa in tema di applicazione del prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari.

IL PRESIDENTE DELLA REPUPPLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza, in vista
dell'imminente avvio della campagna di commercializzazione, di
riformare la normativa sull'applicazione del prelievo supplementare
nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, al fine di
assicurarne la piena coerenza con la regolamentazione comunitaria e
di recepire le raccomandazioni in tali sensi espresse dal Parlamento
e dalla Corte dei conti;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 28 marzo 2003;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il
Ministro per le politiche comunitarie e con il Ministro dell'economia
e delle finanze;

E m a n a

il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Disposizioni generali

1. Gli adempimenti relativi al regime comunitario del prelievo
supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari,
salvo quanto previsto al comma 2, sono di competenza delle regioni e
delle province autonome.
2. All'AGEA compete la gestione della riserva nazionale ai sensi
degli articoli 2 e 3, l'esecuzione del calcolo delle quantita' e
degli importi di cui agli articoli 9 e 11, nonche' l'esecuzione delle
comunicazioni di cui all'articolo 15 del regolamento (CE) n.
1392/2001.
3. La provincia autonoma di Bolzano, ove vige l'istituto del maso
chiuso, adotta, con propri provvedimenti, le necessarie disposizioni
a tutela di tale istituto.
4. Le funzioni di controllo relative all'applicazione della
normativa comunitaria in materia e di quella di cui al presente
decreto sono svolte dalle regioni e dalle province autonome di Trento
e di Bolzano. Restano ferme le funzioni di controllo dell'ispettorato
centrale repressione frodi del Ministero delle politiche agricole e
forestali e degli ufficiali ed agenti delle forze di polizia
competenti. Gli altri organi dello Stato, che in ragione delle
proprie funzioni accertino violazioni in materia, sono tenuti ad
informare gli organismi di cui al presente comma.
5. I produttori, gli acquirenti ed i raccoglitori e/o trasportatori
di latte indicati dagli acquirenti sono tenuti a consentire l'accesso
alle proprie sedi, impianti, magazzini o altri locali, mezzi di
trasporto, nonche' alla documentazione contabile e amministrativa, ai
funzionari addetti ai controlli, nell'ambito delle proprie
competenze, degli organismi di cui al comma 4. In caso di
inadempienza si applica una sanzione amministrativa non inferiore a
Euro 10.000 e non superiore a Euro 100.000.
6. Ai fini della gestione del regime comunitario, le regioni e le
province autonome, gli acquirenti riconosciuti ai sensi del
regolamento (CE) n. 1392/2001 e le loro organizzazioni, le
organizzazioni tra i produttori di latte riconosciute dalle regioni e
dalle province autonome ai sensi della normativa vigente, nonche' i
centri autorizzati di assistenza agricola di cui all'articolo 3-bis
del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, cosi' come modificato
dal decreto legislativo 16 giugno 2000, n. 188, si avvalgono del
Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN), con le modalita'
definite dal decreto di cui al comma 7.
7. Entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, con decreto del Ministro delle politiche agricole e
forestali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato e le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
sono definite le modalita' di attuazione di cui al comma 6.
8. L'irrogazione delle sanzioni amministrative previste dal
presente decreto e' effettuata dalle regioni e province autonome di
Trento e di Bolzano, cui sono devoluti i relativi proventi. Si
applicano le disposizione contenute nel capo I della legge 24
novembre 1981, n. 689, con esclusione della facolta' di pagamento in
misura ridotta prevista dall'articolo 16 della medesima legge.
9. In caso di mancato versamento del prelievo supplementare, le
regioni e le province autonome effettuano la riscossione coattiva
mediante ruolo, previa intimazione nei confronti di acquirenti e
produttori, applicando le sanzioni di cui all'articolo 8 del
regolamento (CE) n. 1392/2001.

Art. 2.
Determinazione e comunicazione della quota

1. A decorrere dal primo periodo di applicazione del presente
decreto, i quantitativi individuali di riferimento, distinti tra
consegne e vendite dirette, sono determinati dalla somma della quota
A e della quota B di cui all'articolo 2 della legge 26 novembre 1992,
n. 468, delle assegnazioni integrative effettuate ai sensi
dell'articolo 1, comma 21, del decreto-legge 1 marzo 1999, n. 43,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1999, n. 118, e
dell'articolo 1 del decreto-legge 4 febbraio 2000, n. 8, convertito,
con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2000, n. 79.
2. Prima dell'inizio di ogni periodo di produzione lattiera le
regioni e province autonome comunicano a ciascun produttore il
proprio quantitativo individuale di riferimento, cosi' come dalle
stesse registrato nel Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN).

Art. 3.
Revoca e assegnazione della quota

1. Con il decreto di cui all'articolo 1, comma 7, sono stabilite le
disposizioni attuative per la revoca e la riduzione delle quote non
utilizzate per almeno il 70 per cento, fatte salve le cause di forza
maggiore, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento
(CEE) n. 3950/1992, e successive modificazioni e integrazioni, e per
la disciplina delle cessioni definitive o temporanee di quota. La
cessione in affitto temporaneo delle quote in corso di periodo, di
cui all'articolo 12, non costituisce utilizzo della quota.
2. I quantitativi revocati ad aziende ubicate nelle zone di cui
agli articoli 18 e 19 del regolamento (CE) n. 1257/1999 confluiscono
nella riserva nazionale per essere riattribuiti alle regioni o
province autonome cui afferivano.
3. I quantitativi di riferimento confluiti nella riserva nazionale,
con esclusione di quelli di cui al comma 2, sono riattribuiti
dall'AGEA alle regioni e province autonome cui afferivano, fino alla
misura massima dei quantitativi prodotti in esubero nell'ultimo
periodo contabilizzato. I quantitativi eventualmente eccedenti tale
misura massima sono ripartiti fra tutte le regioni e province
autonome, in misura proporzionale alla media dei quantitativi di
latte commercializzati nei tre periodi precedenti.
4. Le regioni e le province autonome provvedono alla riassegnazione
dei relativi quantitativi, sulla base di criteri oggettivi
autonomamente determinati.
5. Per il calcolo del prelievo supplementare dovuto da ciascun
produttore si considera il quantitativo individuale di riferimento di
fine periodo, che puo' essere diverso da quello di inizio a seguito
delle variazioni intervenute nel corso del periodo, in applicazione
del presente decreto.
6. Tutte le revoche, riduzioni e assegnazioni della quota eseguite
in applicazione del presente decreto hanno effetto a partire dal
periodo immediatamente successivo a quello in corso al momento della
comunicazione agli interessati del relativo provvedimento
amministrativo.

Art. 4.
Riconoscimento degli acquirenti

1. Il riconoscimento delle ditte acquirenti di cui all'articolo 13
del regolamento (CE) n. 1392/2001 e' subordinato alla verifica del
rispetto di tutti i requisiti ivi indicati, nonche' delle
disposizioni del decreto di cui all'articolo 1, comma 7. Le regioni
assicurano idonee forme di pubblicita' delle ditte acquirenti
riconosciute mediante l'istituzione di un apposito albo.
2. Ogni produttore e' tenuto ad accertarsi che l'acquirente cui
intende conferire latte sia riconosciuto ai sensi del presente
articolo; il latte o equivalente latte conferito ad un acquirente non
riconosciuto e' interamente assoggettato a prelievo supplementare a
carico del produttore, fatto salvo quanto previsto dal comma 3.
3. Le regioni e le province autonome revocano il riconoscimento
agli acquirenti gia' riconosciuti nel caso vengano meno i requisiti
di cui al comma 1, o negli altri casi previsti dal presente decreto.
L'acquirente assoggettato ad un provvedimento definitivo di revoca e'
tenuto a rendere noto entro 15 giorni il provvedimento stesso ai
propri conferenti; qualora non adempia a tale obbligo, i quantitativi
di latte eventualmente ritirati dopo la decorrenza della revoca e
fino al termine del periodo di commercializzazione in corso sono
assoggettati a prelievo supplementare a carico dell'acquirente
stesso. La revoca del riconoscimento deve essere notificata dalla
regione competente all'acquirente interessato, nonche' resa nota ai
produttori con adeguate forme di pubblicita'. La revoca ha effetto a
decorrere dal novantesimo giorno successivo alla notifica e comunque
entro il termine del periodo di commercializzazione in corso, per il
quale restano fermi gli obblighi relativi agli adempimenti degli
acquirenti.
4. L'acquirente che opera in assenza del riconoscimento di cui al
presente articolo e' assoggettato a sanzione amministrativa pari
all'importo del prelievo supplementare sull'intero quantitativo di
prodotto ritirato in assenza del riconoscimento; l'importo di tale
sanzione comunque non puo' essere inferiore a Euro 5.000 e superiore
a Euro 50.000.

Art. 5.
Adempimenti degli acquirenti

1. Entro il mese successivo a quello di riferimento, gli acquirenti
trasmettono alle regioni e alle province autonome che li hanno
riconosciuti i dati derivanti dall'aggiornamento del registro mensile
tenuto ai sensi dell'articolo 14, comma 2, del regolamento (CE) n.
1392/2001, anche nel caso in cui non abbiano ritirato latte. Gli
acquirenti devono trattenere il prelievo supplementare, calcolato in
base al disposto dell'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 3950/1992,
e successive modificazioni, relativo al latte consegnato in esubero
rispetto al quantitativo individuale di riferimento assegnato ai
singoli conferenti. Entro lo stesso termine gli acquirenti
trasmettono alle regioni ed alle province autonome che li hanno
riconosciuti e all'AGEA anche l'aggiornamento del registro mensile
tenuto ai sensi dell'articolo 14, comma 3, del regolamento (CE) n.
1392/2001. Il decreto di cui all'articolo 1, comma 7, prevede forme
di trasmissione dei dati per via telematica e definisce gli
adempimenti contabili degli acquirenti.
2. Entro i successivi 30 giorni dalla scadenza del termine di cui
al comma 1, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 13, gli
acquirenti provvedono al versamento degli importi trattenuti
nell'apposito conto corrente acceso presso l'istituto tesoriere
dell'AGEA, nonche' all'invio alle regioni ed alle province autonome
di copia delle ricevute di versamento, ovvero delle fideiussioni di
cui al comma 6.
3. Le regioni e le province autonome verificano la corretta
determinazione degli esuberi individuali, degli importi trattenuti,
nonche' il loro effettivo versamento, ovvero l'effettiva prestazione
delle garanzie di cui al comma 6; verificano altresi', per ciascuna
azienda, la coerenza del quantitativo di latte dichiarato con il
numero di vacche da latte avvalendosi dell'anagrafe bovina di cui al
decreto dei Ministri della salute e delle politiche agricole e
forestali in data 31 gennaio 2002, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 72 del 26 marzo 2002, procedendo ad ogni ulteriore
accertamento che ritengano necessario, inclusa la verifica dei dati
contenuti nella documentazione prevista ad altri fini, anche
direttamente presso le aziende, per la corretta imputazione del
prelievo supplementare e per la revoca o riduzione della quota di cui
al presente decreto. Il decreto di cui all'articolo 1, comma 7,
individua i criteri univoci per la determinazione del numero delle
vacche che hanno concorso alla produzione.
4. Il produttore e' obbligato a documentare all'acquirente la
titolarita' della quota; in assenza di tale documentazione,
l'acquirente e' tenuto a trattenere e versare per intero il prelievo
supplementare, calcolato in base a quanto disposto dall'articolo 1
del regolamento (CEE) n. 3950/1992, e successive modificazioni,
relativo al latte consegnato.
5. Il mancato rispetto degli obblighi o dei termini di cui al
presente articolo da parte degli acquirenti comporta l'applicazione
di una sanzione amministrativa commisurata al prelievo supplementare
eventualmente dovuto, comunque non inferiore a Euro 5.000 e non
superiore a Euro 50.000, fermo restando l'obbligo del versamento del
prelievo supplementare. Nel caso di ripetute violazioni da parte
dell'acquirente le regioni e province autonome dispongono la revoca
del riconoscimento.
6. L'acquirente puo' sostituire il versamento di cui al comma 2 con
la prestazione all'AGEA di una fideiussione bancaria. Il decreto di
cui all'articolo 1, comma 7, determina il testo della fideiussione e
le modalita' di attuazione del presente comma.
7. Gli acquirenti, anteriormente all'inizio di ogni campagna,
devono comunicare alla regione o alla provincia autonoma l'elenco dei
trasportatori di cui intendono avvalersi, con l'indicazione degli
eventuali centri di raccolta utilizzati; le variazioni in corso di
campagna devono essere comunicate prima che il trasportatore inizi ad
operare. In caso di inadempienza si applica una sanzione
amministrativa non inferiore a Euro 1.000 e non superiore a Euro
10.000.

Art. 6.
Dichiarazioni di fine periodo degli acquirenti

1. Le dichiarazioni di fine periodo rese dagli acquirenti ai sensi
dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1392/2001, firmate dal legale
rappresentante della ditta acquirente e corredate dei relativi
allegati L1 controfirmati dai singoli produttori conferenti, i quali
dovranno indicare sotto la propria responsabilita' il numero delle
vacche da latte detenute in azienda nel periodo, devono essere
trasmesse alle regioni ed alle province autonome ed all'AGEA entro il
termine di cui al citato articolo 5, anche in assenza di acquisti nel
periodo.
2. Tutti i quantitativi di latte ritirati indicati nelle
dichiarazioni di cui al comma 1 devono corrispondere a quanto
dichiarato nei registri mensili di cui all'articolo 5, comma 1,
trasmessi ai sensi del medesimo comma.
3. Il mancato rispetto del termine di cui al comma 1 comporta
l'applicazione a carico degli acquirenti, da parte delle regioni e
delle province autonome, delle procedure e sanzioni previste
dall'articolo 5, paragrafi 3 e 4, del regolamento (CE) n. 1392/2001.
4. In caso di mancato rispetto del comma 2 da parte di un
acquirente si applica una sanzione amministrativa non inferiore a
Euro 5.000 e non superiore a Euro 50.000.
5. In caso un acquirente indichi nella dichiarazione di cui al
comma 1 quantitativi superiori alla sommatoria dei quantitativi dei
registri mensili di cui all'articolo 5, comma 1, alla differenza
viene applicato il prelievo supplementare a carico dell'acquirente
stesso.

Art. 7.
Pluralita' e successione di acquirenti

1. Se un produttore intende consegnare latte a piu' acquirenti,
deve preventivamente presentare a ciascuno di essi ed alla regione o
provincia autonoma un'apposita dichiarazione di pluralita' contenente
l'elenco delle ditte acquirenti cui intende consegnare il latte e la
ripartizione della propria quota "consegne" tra di esse,
relativamente al periodo di interesse. La dichiarazione di pluralita'
deve essere rinnovata ogni qualvolta necessario in conseguenza di
nuove scelte del produttore. Il produttore, ogni qualvolta cambi
acquirente nel corso della campagna, e' tenuto a consegnare al nuovo
acquirente un'apposita dichiarazione i cui contenuti sono determinati
dal decreto di cui all'articolo 1, comma 7.
2. La quota gia' utilizzata da parte di un produttore attraverso
consegne di latte e' indisponibile fino alla fine del periodo di
commercializzazione e pertanto non puo' essere messa a disposizione
di altri acquirenti o essere ceduta ad altri produttori attraverso
contratti.
3. Se un produttore effettua consegne a piu' di un acquirente senza
aver ottemperato agli obblighi di cui al presente articolo, la
regione o la provincia autonoma competente applica la riduzione di un
quinto della sua quota "consegne". I quantitativi di riferimento
cosi' revocati affluiscono alla riserva nazionale per essere
riattribuiti alla regione o alla provincia autonoma cui afferivano.

Art. 8.
Contabilita' degli acquirenti e dei produttori

1. L'acquirente che non procede alla completa contabilizzazione, ai
sensi e per gli effetti dell'articolo 14 del regolamento (CE) n.
1392/2001, dei quantitativi di latte che gli vengono consegnati, e'
soggetto alla revoca del riconoscimento e ad una sanzione
amministrativa commisurata all'importo del prelievo supplementare
calcolato sul quantitativo non contabilizzato.
2. Il produttore che ha sottoscritto un allegato L1 in cui dichiara
un quantitativo di latte non veritiero e' soggetto alla riduzione
della quota di cui e' titolare per un quantitativo pari alla
differenza, in valore assoluto, tra il quantitativo indicato
nell'allegato L1 e quello effettivamente accertato, fermo restando il
pagamento del prelievo supplementare sul quantitativo prodotto oltre
la quota. I quantitativi di riferimento cosi' revocati affluiscono
alla riserva nazionale per essere riattribuiti alla regione o alla
provincia autonoma cui afferivano.
3. Il mancato rispetto degli obblighi o dei termini di cui
all'articolo 14 del regolamento (CE) n. 1392/2001 da parte degli
acquirenti comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa non
inferiore a Euro 10.000 e non superiore a Euro 100.000.
4. Il produttore che effettua vendite dirette tiene a disposizione
degli organi di controllo i documenti e la contabilita' di magazzino
ai sensi dell'articolo 14, comma 5, del regolamento (CE) n.
1392/2001. In caso di inadempienza si applica una sanzione
amministrativa non inferiore a 5.000 euro e non superiore a 50.000
euro.

Art. 9.
Restituzione del prelievo pagato in eccesso

1. Al termine di ciascun periodo, l'AGEA:
a) contabilizza le consegne di latte effettuate e il prelievo
complessivamente versato dagli acquirenti a seguito degli adempimenti
di cui all'articolo 5;
b) esegue il calcolo del prelievo nazionale complessivamente
dovuto all'Unione europea per esubero produttivo nelle consegne;
c) calcola l'ammontare del prelievo versato in eccesso.
2. Il 10 per cento di un importo pari a quello del prelievo
nazionale viene detratto dall'importo di cui alla lettera c) del
comma 1 ed e' accantonato per eventuali restituzioni successive a
quelle di cui al presente articolo, derivanti dalla soluzione di casi
di contenzioso amministrativo e giurisdizionale e, in seconda
istanza, per essere destinato alle misure di cui all'articolo 8,
lettera a), del regolamento (CEE) n. 3950/1992, e successive
modificazioni. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e
forestali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome, la percentuale di cui al
presente comma potra' essere rideterminata ogni due periodi.
3. L'importo di cui al comma 1, lettera c), decurtato dell'importo
accantonato ai sensi del comma 2, viene ripartito tra i produttori
titolari di quota assoggettati a prelievo, secondo i seguenti criteri
e nell'ordine:
a) tra quelli per i quali tutto o parte del prelievo loro
applicato risulti indebitamente riscosso o comunque non piu' dovuto;
b) tra quelli titolari di aziende ubicate nelle zone di montagna,
di cui all'articolo 18 del regolamento (CE) n. 1257/1999;
c) tra quelli titolari di aziende ubicate nelle zone
svantaggiate, di cui all'articolo 19 del regolamento (CE) n.
1257/1999.
4. Qualora dette restituzioni non esauriscano le disponibilita'
dell'importo di cui al comma 3, il residuo viene ripartito tra i
produttori titolari di quota, con esclusione di quelli che abbiano
superato di oltre il 100 per cento il proprio quantitativo di
riferimento individuale, secondo i seguenti criteri e nell'ordine:
a) tra i produttori gia' titolari di quota "B" che sia stata
ridotta ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge 23 dicembre 1994,
n. 727, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 1995,
n. 46, nei limiti della riduzione subita al netto delle assegnazioni
regionali integrative effettuate ai sensi dell'articolo 1, comma 21,
del decreto-legge 1 marzo 1999, n. 43, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 aprile 1999, n. 118, e ai sensi dell'articolo 3, comma
3;
b) tra i produttori che abbiano superato di non oltre il 20 per
cento il quantitativo di riferimento individuale di fine periodo;
c) tra tutti i produttori, ivi compresi quelli di cui alla
lettera a), per la parte di prelievo in eccesso non ancora
restituita.
5. Entro il 31 luglio di ogni anno l'AGEA comunica agli acquirenti
l'importo del prelievo imputato a ciascun produttore conferente e gli
importi da restituire calcolati ai sensi dei commi 3 e 4, ovvero
eventuali importi di prelievo dovuti; entro lo stesso termine l'AGEA
provvede alla restituzione agli acquirenti degli importi stessi.
6. Entro i successivi quindici giorni gli acquirenti pagano ai
produttori gli importi ad essi spettanti e provvedono alla
riscossione ed al versamento degli eventuali importi dovuti.
7. Le decisioni amministrative o giurisdizionali concernenti i
ricorsi in materia, non notificate entro il trentesimo giorno
precedente la scadenza del termine di cui ai comma 5, non producono
effetti sui risultati complessivi delle operazioni effettuate ai
sensi del presente articolo, che restano fermi nei confronti dei
produttori estranei ai procedimenti nei quali sono state emesse. Al
produttore il cui ricorso e' stato accolto il prelievo versato e'
restituito per la parte non dovuta. I relativi saldi contabili con
l'Unione europea sono iscritti nella gestione finanziaria dell'AGEA -
spese connesse ad interventi comunitari - e sono ripianati attraverso
l'importo accantonato ai sensi del comma 2.

Art. 10.
Adempimenti dei trasportatori

1. Il latte deve essere accompagnato, durante il trasporto, da una
distinta latte redatta secondo le modalita' previste dal decreto di
cui all'articolo 1, comma 7, che deve essere sottoscritta dal
produttore, dal trasportatore e, all'arrivo, dall'acquirente.
2. Per il riscontro dei quantitativi di latte trasportato, gli
organi di controllo competenti effettuano verifiche sui trasporti di
latte in occasione della raccolta nelle aziende e durante il
percorso.
3. Il trasportatore che sia trovato senza la distinta latte o con
la stessa priva di elementi essenziali indicati nel decreto di cui
all'articolo 1, comma 7, e' soggetto alla sanzione amministrativa da
1.000 a 10.000 euro, fatte salve le ulteriori sanzioni di legge.

Art. 11.
Vendite dirette

1. I produttori titolari di una quota per le vendite dirette sono
tenuti a trasmettere alla regione o alla provincia autonoma
competente, nonche' all'AGEA, la dichiarazione redatta nel rispetto e
secondo le modalita' previste nell'articolo 6, comma 1, del
regolamento (CE) n. 1392/2001. L'obbligo di trasmissione sussiste
anche se non e' stato venduto latte o prodotti lattiero-caseari.
2. Il mancato rispetto del termine di cui al comma 1 comporta
l'applicazione a carico dei produttori, da parte delle regioni e
delle province autonome, delle procedure e sanzioni previste
dall'articolo 6, paragrafi 3 e 4, del regolamento (CE) n. 1392/2001.
3. Il latte o equivalente latte indicato nelle dichiarazioni
pervenute successivamente al 30 giugno e' integralmente assoggettato
a prelievo supplementare per la parte eccedente la quota, anche in
caso di mancato superamento del quantitativo di riferimento nazionale
"vendite dirette"; in tale caso le somme corrispondenti saranno
utilizzate dall'AGEA per le finalita' di cui all'articolo 9, comma 2.
4. Qualora il produttore presenti una dichiarazione non veritiera,
le regioni o le province autonome, accertato il quantitativo
effettivamente venduto, applicano una sanzione pari al prelievo
supplementare corrispondente alla quantita' di prodotto dichiarato in
piu' o in meno, fermo restando il pagamento del prelievo
supplementare sul quantitativo prodotto oltre la quota.
5. In caso di esubero delle vendite dirette rispetto al
quantitativo nazionale di riferimento per esse assegnato all'Italia,
l'AGEA, entro il 31 luglio di ogni anno, esegue la compensazione
nazionale degli esuberi individuali in favore, prioritariamente, dei
produttori titolari di quota con aziende ubicate nelle zone di cui
agli articoli 18 e 19 del regolamento (CE) n. 1257/1999 e,
successivamente, di tutti gli altri produttori titolari di quota;
entro lo stesso termine provvede a comunicare ai produttori
interessati i quantitativi non compensati.
6. Entro i termini previsti dall'articolo 8 del regolamento (CE) n.
1392/2001, il produttore e' tenuto a versare nel conto corrente di
cui all'articolo 5, comma 2, l'importo del prelievo supplementare di
cui al comma 5. In caso di inadempienza si applica una sanzione
amministrativa non inferiore a 1.000 euro e non superiore a 10.000
euro, fermo restando il pagamento del prelievo supplementare.

Art. 12.
Vendite e affitti di quota Mutamenti nella conduzione delle aziende

1. In conformita' all'articolo 8, lettera d), del regolamento (CEE)
n. 3950/1992, cosi' come modificato dal regolamento (CE) n.
1256/1999, e' consentito il trasferimento di quantitativi di
riferimento separatamente dall'azienda, anche tra aziende ubicate in
regioni e province autonome diverse.
2. I quantitativi di riferimento assegnati ad aziende ubicate nelle
zone montane, di cui all'articolo 18 del regolamento (CE) n.
1257/1999, possono essere trasferiti esclusivamente ad aziende
anch'esse ubicate in zona di montagna; a tali trasferimenti non si
applica la limitazione di cui al comma 4.
3. I quantitativi di riferimento assegnati ad aziende ubicate nelle
zone svantaggiate, di cui all'articolo 19 del regolamento (CE) n.
1257/1999, possono essere trasferiti esclusivamente ad aziende
ubicate in zone montane o svantaggiate; a tali trasferimenti non si
applica la limitazione di cui al comma 4.
4. Il trasferimento di quantitativi di riferimento tra aziende
ubicate in regioni o province autonome diverse e' consentito entro il
limite massimo del 70 per cento del quantitativo di riferimento
dell'azienda cedente.
5. Ai soci di cooperative di lavorazione, trasformazione e raccolta
di latte ed ai soci di organizzazioni professionali riconosciute ai
sensi del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, e' attribuito
il diritto di prelazione per le quote poste in vendita da altri soci
della stessa cooperativa o della stessa organizzazione professionale.
6. In conformita' con l'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento
(CEE) n. 3950/1992, cosi' come modificato dal regolamento (CE) n.
1256/1999, e' consentita la stipula di contratti di affitto della
parte di quota non utilizzata, separatamente dall'azienda, con
efficacia limitata al periodo in corso, dandone comunicazione alle
regioni ed alle province autonome per le relative verifiche, purche'
il contratto intervenga tra produttori in attivita' che hanno
prodotto e commercializzato nel corso del periodo.
7. L'atto attestante il trasferimento di quota di cui ai commi 1, 6
e 9 deve essere convalidato e registrato nel Sistema informativo
agricolo nazionale (SIAN) dalla regione o dalla provincia autonoma
del produttore che acquisisce il quantitativo in questione.
8. In deroga a quanto previsto dal comma 4, attraverso accordi tra
regioni, puo' essere consentito il trasferimento dell'intero
quantitativo posseduto.
9. Qualsiasi atto o fatto che produce un mutamento nella conduzione
di un'azienda titolare di quota ha efficacia, con riferimento alla
titolarita' della quota, non anteriormente alla data di comunicazione
della variazione stessa alla regione o alla provincia autonoma
competente.
10. I contratti di affitto di azienda, comodato di azienda o
qualsiasi altro contratto a tempo determinato, ad esclusione di
quelli di cui al comma 6, per essere rilevanti ai fini del regime
delle quote latte, devono avere una durata non inferiore a 12 mesi e
una scadenza coincidente con l'ultimo giorno di un periodo di
commercializzazione; l'eventuale risoluzione anticipata del contratto
ha efficacia sulla titolarita' della quota a partire dal periodo di
commercializzazione successivo a quello in corso alla data di
comunicazione della risoluzione stessa alla regione o alla provincia
autonoma competente.

Art. 13.
Altre disposizioni per i primi due periodi di applicazione

1. Al fine di consentire la graduale applicazione delle
disposizioni di cui all'articolo 5, in relazione al progressivo
riequilibrio tra quota assegnata e produzione conseguita da ogni
produttore titolare di quota, nei primi due periodi di applicazione
del presente decreto non si attua l'esclusione dalla restituzione di
cui all'articolo 9, comma 4, ed i versamenti mensili di cui
all'articolo 5, comma 2, vengono eseguiti dagli acquirenti nelle
seguenti percentuali:
a) per i produttori titolari di quota con aziende ubicate nelle
zone di cui agli articoli 18 e 19 del regolamento (CE) n. 1257/1999,
nella misura del 5 per cento per il primo periodo di applicazione e
del 10 per cento per il secondo periodo;
b) per i produttori gia' titolari di quota "B" ridotta ai sensi
dell'articolo 2 del decreto-legge 23 dicembre 1994, n. 727,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 1995, n. 46,
nella misura del 5 per cento per il primo periodo di applicazione e
del 10 per cento nel secondo periodo, fino al conseguimento di un
esubero pari alla meta' della propria quota; raggiunto tale limite
tutto il prelievo trattenuto, anche per i mesi precedenti, dovra'
essere versato;
c) per tutti gli altri produttori nella misura del 100 per cento.
2. Nei soli primi due periodi di applicazione del presente decreto
gli acquirenti, in luogo della materiale trattenuta del prelievo non
versato ai sensi del comma 1, possono avvalersi di una idonea
garanzia secondo le modalita' previste dal decreto del Ministro delle
politiche agricole e forestali in data 12 marzo 2002, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 127 del 1 giugno 2002.
3. Per la prima campagna di applicazione del presente decreto, gli
acquirenti trasmettono, entro il 30 novembre, una dichiarazione
riepilogativa dei quantitativi consegnati da ciascun produttore; dal
1 dicembre si applicano le norme di cui all'articolo 5.
4. Per il periodo di commercializzazione 2003/2004 le comunicazioni
regionali gia' effettuate sono valide ai fini della determinazione e
comunicazione della quota di cui all'articolo 2.

Art. 14.
Responsabilita' finanziaria delle regioni e delle province autonome

1. In ipotesi di correzioni finanziarie da parte dell'Unione
europea in materia di quote latte, il Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali, sentita
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome, promuove i provvedimenti necessari per
l'attribuzione agli organismi competenti dei relativi oneri.

Art. 15.
Disposizioni attuative e abrogazioni

1. Le disposizioni contenute nel presente decreto si applicano, ove
non diversamente ed espressamente specificato, a decorrere dal primo
periodo di commercializzazione successivo alla data di entrata in
vigore del decreto stesso; pertanto tutti gli adempimenti relativi ai
periodi precedenti sono regolamentati dalla normativa precedentemente
in vigore.
2. Sono abrogati a decorrere dal primo periodo di applicazione del
presente decreto, cosi' come individuato dal presente articolo, i
provvedimenti e le leggi di seguito elencati:
legge 26 novembre 1992, n. 468;
decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1993, n. 569;
decreto del Ministro delle risorse agricole, alimentari e
forestali 27 dicembre 1994, n. 762;
articolo 2 del decreto-legge 23 dicembre 1994, n. 727,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 1995, n. 46;
decreto del Ministro delle risorse agricole, alimentari e
forestali in data 25 ottobre 1995, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 291 del 14 dicembre 1995;
articoli 2, 3 e 4 del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 552,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 1996, n. 642;
articolo 11 del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 542,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 649;
commi da 166 a 174 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996,
n. 662;
articolo 01, commi da 13 a 21 e da 28 a 35 dell'articolo 1 del
decreto-legge 31 gennaio 1997, n. 11, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 marzo 1997, n. 81;
decreto del Ministro per le politiche agricole in data 15 maggio
1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 1997;
decreto-legge 7 maggio 1997, n. 118, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 luglio 1997, n. 204;
decreto-legge 1 dicembre 1997, n. 411, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 gennaio 1998, n. 5;
decreto del Ministro per le politiche agricole in data 17
febbraio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20
febbraio 1998;
decreto del Ministro per le politiche agricole in data 22 giugno
1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 27 giugno 1998;
articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto-legge 15 giugno 1998, n.
182, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n.
276;
decreto-legge 1 marzo 1999, n. 43, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 aprile 1999, n. 118;
decreto del Ministro per le politiche agricole 21 maggio 1999, n.
159;
decreto del Ministro per le politiche agricole 15 luglio 1999, n.
309;
decreto del Ministro per le politiche agricole 10 agosto 1999, n.
310;
decreto-legge 4 febbraio 2000, n. 8, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 aprile 2000, n. 79;
articolo 8 del decreto-legge 30 settembre 2000, n. 268,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2000, n. 354;
decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali in data
19 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 144 del 23
giugno 2001.
3. Per quanto non espressamente previsto dal presente decreto, si
applicano le disposizioni del regolamento (CEE) n. 3950/1992, e
successive modificazioni, e del regolamento (CE) n. 1392/2001.

Art. 16.
Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 28 marzo 2003

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Alemanno, Ministro delle politiche
agricole e forestali
Buttiglione, Ministro per le politiche
comunitarie
Tremonti, Ministro dell'economia e
delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Castelli


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

Il Comune - Relazioni con il pubblico - Informagiovani - Dati statistici - Informacittà - Gazzette leggi e normative
Cultura e tempo libero - Economia e lavoro - Turismo - Portale delle associazioni - Istruzione e formazione - Trasporti e mobilità - Sanità, ambiente
Staff redazionale: staff@aesinet.it