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Gazzetta Ufficiale N. 87 del 14 Aprile 2003

DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2003, n.65
Attuazione delle direttive 1999/45/CE e 2001/60/CE relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Viste le direttive 1999/45/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 31 maggio 1999, e 2001/60/CE della Commissione, del 7
agosto 2001;
Vista la legge 30 luglio 2002, n. 180, recante delega al Governo
per il recepimento delle direttive comunitarie 1999/45/CE,
1999/74/CE, 1999/105/CE, 2000/52/CE, 2001/109/CE, 2002/4/CE e
2002/25/CE;
Vista la legge 1 marzo 2002, n. 39, legge comunitaria 2001;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, ed in
particolare l'articolo 25, commi 1 e 2, e l'articolo 37, commi 1 e 2;
Visto il decreto legislativo 16 luglio 1998, n. 285;
Vista la preliminare deliberazione dei Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 4 ottobre 2002;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 12 marzo 2003;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro della salute, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze, dell'ambiente
e della tutela del territorio, del lavoro e delle politiche sociali,
delle attivita' produttive e delle politiche agricole e forestali;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara'
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi' 14 marzo 2003

CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Buttiglione, Ministro per le politiche
comunitarie
Sirchia, Ministro della salute
Frattini, Ministro degli affari esteri
Castelli, Ministro della giustizia
Tremonti, Ministro dell'economia e
delle finanze
Matteoli, Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio
Maroni, Ministro del lavoro e delle
politiche sociali
Marzano, Ministro delle attivita'
produttive
Alemanno, Ministro delle politiche
agricole e forestali
Visto, Il Guardasigilli: Castelli

Allegati

pag. 22 pag. 23 pag. 24 pag. 25 pag. 26 pag. 27 pag. 28 pag. 29
pag. 30 pag. 31 pag. 32 pag. 33 pag. 34 pag. 35 pag. 36 pag. 37
pag. 38 pag. 39 pag. 40 pag. 41 pag. 42 pag. 43 pag. 44 pag. 45
pag. 46 pag. 47 pag. 48 pag. 49 pag. 50 pag. 51 pag. 52 pag. 53
pag. 54 pag. 55 pag. 56 pag. 57 pag. 58 pag. 59 pag. 60  

 

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia ai sensi
dell'art. 10, comma 3 del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato
il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
- Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita'
europee (GUCE).
Note alle premesse:
- L'art. 76 della Costituzione stabilisce che
l'esercizio della funzione legislativa non puo' essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
- L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
- La direttiva 1999/45/CE e' pubblicata in GUCE n. L
200 del 30 luglio 1999.
- La direttiva 2001/60/CE e' pubblicata in GUCE n. L
226 del 22 agosto 2001.
- La legge 30 luglio 2002, n. 180, reca: "Delega al
Governo per il recepimento delle direttive comunitarie
1999/45/CE, 1999/74/CE, 1999/105/CE, 2000/52/CE,
2001/109/CE, 2002/4/CE e 2002/25/CE".
- La direttiva 1999/74/CE e' pubblicata in GUCE n. L
203 del 3 agosto 1999.
- La direttiva 1999/105/CE e' pubblicata in GUCE n. L
011 del 15 gennaio 2000.
- La direttiva 2000/52/CE e' pubblicata in GUCE n. L
193 del 29 luglio 2000.
- La direttiva 2001/109/CE e' pubblicata in GUCE n. L
013 del 16 gennaio 2002.
- La direttiva 2002/4/CE e' pubblicata in GUCE n. L 030
del 31 gennaio 2002.
- La direttiva 2002/25/CE e' pubblicata in GUCE n. L
098 del 15 aprile 2002.
- La legge 1 marzo 2002, n. 39, reca: "Disposizioni per
l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza
dell'Italia alle Comunita' europee. Legge comunitaria
2001"."
- Il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, reca:
"Attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente
classificazione, imballaggio ed etichettatura delle
sostanze pericolose". L'art. 25, commi 1 e 2 e l'art. 37,
commi 1 e 2, cosi' recitano:
"Art. 25 (Scheda informativa in materia di sicurezza).
- 1. Per consentire agli utilizzatori professionali di
prendere le misure necessarie per la protezione
dell'ambiente, nonche' della salute e della sicurezza sul
luogo di lavoro, il fabbricante, l'importatore o il
distributore che immette sul mercato una sostanza
pericolosa deve fornire gratuitamente, su supporto cartaceo
o per via elettronica, al destinatario della sostanza
stessa, una scheda informativa in materia di sicurezza in
occasione o anteriormente alla prima fornitura; egli e'
tenuto altresi' a trasmettere, ove sia venuto a conoscenza
di ogni nuova informazione al riguardo, una scheda
aggiornata.
2. La scheda di cui al comma 1 deve essere redatta in
lingua italiana, nell'osservanza delle disposizioni da
adottarsi con decreto del Ministro della sanita' entro
trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente
decreto, in conformita' alle direttive comunitarie; la
scheda deve riportare, come informazione, la data di
compilazione e dell'eventuale aggiornamento".
"Art. 37 (Adempimenti successivi). - 1. Con decreto del
Ministro della sanita', da emanarsi entro il 30 aprile
1997, si provvede al recepimento delle direttive
91/632/CEE, 92/37/CEE, 92/69/CEE, 93/21/CEE, 93/72/CEE,
93/101/CE e 94/69/CE, della Commissione, rispettivamente
del 28 ottobre 1991, del 30 aprile 1992, del 31 luglio
1992, del 27 aprile 1993, del 1 settembre 1993, del 1
novembre 1993, e del 19 dicembre 1994 e alla pubblicazione
integrale degli allegati da I a IX.
2. Con decreto del Ministro della sanita', previa
comunicazione al Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato e al Ministro dell'ambiente, si provvede
al recepimento di ulteriori direttive tecniche di modifica
degli allegati; il decreto e' emanato di concerto con il
Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e
con il Ministro dell'ambiente ogni qualvolta la nuova
direttiva preveda poteri discrezionali per il proprio
recepimento.".
- Il decreto legislativo 16 luglio 1998, n. 285, reca:
"Attuazione di direttive comunitarie in materia di
classificazione, imballaggio ed etichettatura dei preparati
pericolosi, a norma dell'art. 38 della legge 24 aprile
1998, n. 128".
Note all'art. 1.
- Per il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
vedi note alle premesse. L'art. 2 cosi' recita:
"Art. 2 (Definizioni). - 1. Ai fini del presente
decreto si intende per:
a) sostanze: gli elementi chimici ed i loro composti,
allo stato naturale o ottenuti mediante qualsiasi
procedimento di produzione, compresi gli additivi necessari
per mantenere la stabilita' dei prodotti e le impurezze
derivati dal procedimento impiegato, ma esclusi i solventi
che possono essere eliminati senza incidere sulla
stabilita' delle sostanze e senza modificare la loro
composizione;
b) preparati: le miscele o le soluzioni costituite da
due o piu' sostanze;
c) polimero: una sostanza, composta di molecole
caratterizzate dalla sequenza di uno o piu' tipi di unita'
monomeriche, che comprenda una maggioranza ponderale
semplice di molecole contenenti almeno tre unita'
monomeriche aventi un legame covalente con almeno un'altra
unita' monomerica o altro reagente e sia costituita da meno
di una maggioranza ponderale semplice di molecole dello
stesso peso molecolare. Tali molecole debbono essere
distribuite su una gamma di pesi molecolari in cui le
differenze di peso molecolare siano principalmente
attribuibili a differenze nel numero di unita' monomeriche.
Nel contesto di tale definizione per "unita' monomerica" si
intende la forma sottoposta a reazione di un monomero in un
polimero;
d) notifica: gli atti, con le informazioni richieste,
presentati, all'unita' di notifica di cui all'art. 27 o
all'autorita' competente di altro Stato membro dell'Unione
europea, dal notificante quale definito alla lettera i);
e) immissione sul mercato: la messa a disposizione di
terzi e, in ogni caso, l'importazione nel territorio
doganale dell'Unione europea;
f) ricerca e sviluppo scientifici: la sperimentazione
scientifica o le analisi o le ricerche chimiche effettuate
in condizioni controllate, comprese la determinazione delle
proprieta' intrinseche, degli effetti e dell'efficacia,
nonche' le ricerche scientifiche relative allo sviluppo del
prodotto;
g) ricerca e sviluppo di processo: ogni ulteriore
sviluppo di una sostanza nel corso del quale i settori di
applicazione della sostanza stessa vengono controllati
utilizzando impianti pilota o prove di produzione;
h) EINECS (Inventario europeo delle sostanze
commerciali esistenti): l'inventario europeo delle sostanze
commerciali esistenti sul mercato comunitario alla data del
18 settembre 1981;
i) notificante: la persona che presenta la notifica
di cui al punto d), che puo' essere:
1) per le sostanze fabbricate nell'Unione europea,
il fabbricante che immette sul mercato una sostanza in
quanto tale o incorporata in un preparato;
2) per le sostanze fabbricate fuori dell'Unione
europea, la persona stabilita nell'Unione europea che sia
responsabile dell'immissione sul mercato comunitario di una
sostanza, in quanto tale o incorporata in un preparato, o
la persona stabilita nella Comunita', che, allo scopo di
presentare una notifica per una determinata sostanza
immessa sul mercato comunitario, in quanto tale o
incorporata in un preparato, e' designata dal fabbricante
come suo unico rappresentante.
2. Ai sensi del presente decreto sono considerati
pericolosi le sostanze ed i preparati:
a) esplosivi: le sostanze ed i preparati solidi,
liquidi, pastosi o gelatinosi che, anche senza l'azione
dell'ossigeno atmosferico, possono provocare una reazione
esotermica con rapida formazione di gas e che, in
determinate condizioni di prova, detonano, deflagrano
rapidamente o esplodono in seguito a riscaldamento in
condizione di parziale contenimento;
b) comburenti: le sostanze ed i preparati che a
contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili,
provocano una forte reazione esotermica;
c) estremamente infiammabili: le sostanze ed i
preparati liquidi con il punto di infiammabilita'
estremamente basso ed un punto di ebollizione basso e le
sostanze ed i preparati gassosi che a temperatura e
pressione ambiente si infiammano a contatto con l'aria;
d) facilmente infiammabili:
1) le sostanze ed i preparati che, a contatto con
l'aria, a temperatura ambiente e senza apporto di energia,
possono subire innalzamenti termici e da ultimo
infiammarsi;
2) le sostanze ed i preparati solidi che possono
facilmente infiammarsi dopo un breve contatto con una
sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a
consumarsi anche dopo il distacco della sorgente di
accensione;
3) le sostanze ed i preparati liquidi il cui punto
d'infiammabilita' e' molto basso;
4) le sostanze ed i preparati che, a contatto con
l'acqua o l'aria umida, sprigionano gas estremamente
infiammabili in quantita' pericolose;
e) infiammabili: le sostanze ed i preparati liquidi
con un basso punto di infiammabilita';
f) molto tossici: le sostanze ed i preparati che, in
caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in
piccolissime quantita', possono essere letali oppure
provocare lesioni acute o croniche;
g) tossici: le sostanze ed i preparati che, in caso
di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in
piccole quantita', possono essere letali oppure provocare
lesioni acute o croniche;
h) nocivi: le sostanze ed i preparati che, in caso di
inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono
essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche;
i) corrosivi: le sostanze ed i preparati che, a
contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi
un'azione distruttiva;
l) irritanti: le sostanze ed i preparati non
corrosivi, il cui contatto diretto, prolungato o ripetuto
con la pelle o le mucose puo' provocare una reazione
infiammatoria;
m) sensibilizzanti: le sostanze ed i preparati che,
per inalazione o assorbimento cutaneo, possono dar luogo ad
una reazione di ipersensibilizzazione per cui una
successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce
reazioni avverse caratteristiche;
n) cancerogeni: le sostanze ed i preparati che, per
inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono
provocare il cancro o aumentarne la frequenza;
o) mutageni: le sostanze ed i preparati che, per
inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono
produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la
frequenza;
p) tossici per il ciclo riproduttivo: le sostanze ed
i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento
cutaneo, possono provocare o rendere piu' frequenti effetti
nocivi non ereditari nella prole o danni a carico della
funzione o delle capacita' riproduttive maschili o
femminili;
q) pericolosi per l'ambiente: le sostanze ed i
preparati che, qualora si diffondano nell'ambiente,
presentano o possono presentare rischi immediati differiti
per una o piu' delle componenti ambientali.".
- Il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, reca:
"Attuazione della direttiva 91/414/CEE in materia di
immissione in commercio di prodotti fitosanitari".
- Il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 174,
reca: "Attuazione della direttiva 98/8/CE in materia di
immissione sul mercato di biocidi".
Note all'art. 3:
- Per il titolo del decreto legislativo 3 febbraio
1997, n. 52, vedi note alle premesse. Gli articoli 6, 7, 8
e 13 cosi' recitano:
"Art. 6 (Obbligo di ricerca). - 1. I fabbricanti, gli
importatori e i distributori di sostanze pericolose che non
figurano ancora nell'allegato I, ma sono incluse
nell'EINECS, sono obbligati ad effettuare idonee ricerche
per conoscere i dati pertinenti ed accessibili esistenti
per quanto riguarda le proprieta' di tali sostanze.
2. In base alle informazioni acquisite ai sensi del
comma 1, gli stessi soggetti di cui al comma 1 devono
imballare nonche' etichettare provvisoriamente tali
sostanze conformemente a quanto stabilito dagli
articoli 19, 20, 21 e 22, nonche' dai criteri di cui
all'allegato VI.
3. Qualora per determinate sostanze iscritte
nell'EINECS siano stati ottenuti dati mediante prove
effettuate con metodi diversi da quelli definiti
nell'allegato V, e sorgano dubbi sulla classificazione
provvisoria adottata dal fabbricante, dall'importatone o
dal distributore, fatto salvo quanto previsto dalla legge
23 dicembre 1978 n. 833, art. 32, il Ministero della
sanita' convoca una conferenza di servizi cui partecipano i
Ministeri interessati all'attuazione del presente decreto,
per valutare se i dati sono adeguati per procedere alla
classificazione ed etichettatura ovvero se sono necessarie
nuove prove da effettuarsi conformemente ai metodi definiti
dall'allegato V; tale valutazione tiene anche conto
dell'esigenza di ridurre al minimo le prove sugli animali
vertebrati.".
"Art. 7 (Notifica completa). - 1. Il notificante di una
sostanza e' tenuto a presentare, all'unita' di notifica di
cui all'art. 27, una notifica comprendente:
a) un fascicolo tecnico contenente le informazioni
necessarie ed i dati disponibili per valutare i rischi
prevedibili, immediati o differiti, che la sostanza puo'
presentare per l'uomo e per l'ambiente; il fascicolo deve
contenere almeno le informazioni ed i risultati degli studi
di cui all'allegato VII, parte A, nonche' la descrizione
dettagliata e completa degli studi effettuati e dei metodi
utilizzati o l'indicazione dei loro riferimenti
bibliogratici;
b) una dichiarazione riguardante gli effetti negativi
della sostanza, in relazione ai diversi impieghi
prevedibili;
c) la proposta di classificazione e di etichettatura
della sostanza ai sensi del presente decreto;
d) la proposta di scheda informativa in materia di
sicurezza, di cui all'art. 25, solamente per le sostanze
pericolose;
e) l'eventuale dichiarazione del fabbricante che
abbia sede fuori dell'Unione europea che lo designi, ai
fini della notifica, come unico suo rappresentante
nell'Unione europea;
f) l'eventuale motivata richiesta di non applicare,
per giustificati motivi, alla notifica in disposizioni di
cui all'art. 15, comma 2, per un periodo non superiore ad
un anno a decorrere dalla data della stessa notifica.
2. Oltre alle informazioni di cui sopra, il notificante
puo' fornire all'unita' di notifica una propria valutazione
del rischio reale o potenziale per l'uomo e per l'ambiente
secondo quanto stabilito dall'art. 3, comma 3.
3. Fatto salvo il disposto dell'art. 14, il notificante
di una sostanza gia' notificata e' tenuto ad informare
l'unita' di notifica quando:
a) il quantitativo della sostanza immesso sul mercato
raggiunge 10 tonnellate all'anno per fabbricante o 50
tonnellate complessive per fabbricante;
b) il quantitativo della sostanza immesso sul mercato
raggiunge 100 tonnellate all'anno per fabbricante o 500
tonnellate complessive per fabbricante;
c) il quantitativo della sostanza immesso sul mercato
raggiunge 1000 tonnellate all'anno per fabbricante o 5000
tonnellate complessive per fabbricante.
4. Nel caso di cui al comma 3, lettera a), l'unita' di
notifica puo' esigere che talune o tutte le prove o studi
complementari di cui al livello I dell'allegato VIII siano
realizzati entro il termine da essa stabilito.
5. Nel caso di cui al comma 3, lettera b), l'unita' di
notifica esige che siano realizzati, entro il termine da
essa stabilito, le prove e gli studi complementari di cui
al livello I dell'allegato VIII; il notificante tuttavia
puo' dimostrare che una determinata prova o un determinato
studio non e' appropriato o che sarebbe preferibile una
prova o uno studio scientifico alternativo.
6. Nel caso di cui al comma 3, lettera c), l'unita' di
notifica stabilisce un programma di prove o di studi
secondo le modalita' di cui al livello 2 dell'allegato
VIII, che il notificante deve realizzare entro il termine
stabilito.
7. Il notificante deve trasmettere all'unita' di
notifica i risultati degli studi effettuati, sia quando le
prove complementari vengano realizzate volontariamente da
parte dello stesso notificante, che quando vengano
realizzate ai sensi dei commi 4, 5 e 6.".
"Art. 8 (Notifica semplificata). - 1. Il notificante
che intenda immettere sul mercato una sostanza in
quantitativi inferiori ad una tonnellata all'anno per
fabbricante e' tenuto a presentare, all'unita' di notifica,
una notifica comprendente:
a) un fascicolo tecnico contenente le informazioni
necessarie e i dati utili disponibili per valutare i rischi
prevedibili, immediati o differiti, che la sostanza puo'
presentare per l'uomo e per l'ambiente; il fascicolo deve
contenere almeno le informazioni ed i risultati degli studi
di cui all'allegato VII, parte B;
b) una descrizione dettagliata e completa degli studi
realizzati e dei metodi utilizzati o dei loro riferimenti
bibliografici, qualora richiesto dall'unita' di notifica;
c) le altre informazioni di cui all'art. 7, comma 1.
2. Il notificante puo' limitarsi a fornire le
informazioni di cui all'allegato VII, parte C, per il
fascicolo tecnico delle sostanze immesse sul mercato in
quantitativi inferiori a 100 kg all'anno per fabbricante,
fatte salve le disposizioni dell'art. 16, comma 1.
3. Il notificante, qualora abbia presentato un
fascicolo semplificato di notifica ai sensi del comma 2,
fornisce all'unita' di notifica, prima che i quantitativi
della sostanza immessa sul mercato raggiungano cento
chilogrammi all'anno per fabbricante o prima che i
quantitativi complessivi immessi sul mercato raggiungano i
cinquecento chilogrammi per fabbricante, le informazioni
complementari necessane per completare il fascicolo tecnico
conformemente all'allegato VII, parte B.
4. Il notificante, qualora abbia presentato un
fascicolo semplificato di notifica ai sensi del comma 1,
presenta all'unita' di notifica, prima che il quantitativo
della sostanza immessa sul mercato raggiunga una tonnellata
all'anno per fabbricante o prima che i quantitativi
complessivi immessi sul mercato raggiungano le cinque
tonnellate per fabbricante, una notifica completa
conformemente al disposto dell'art. 7.
5. Le sostanze notificate ai sensi dei commi 1 e 2
debbono essere imballate ed etichettate provvisoriamente
secondo quanto prescritto dagli articoli 19, 20, 21 e 22;
nel caso in cui, in base ai dati disponibili, non sia
possibile procedere compiutamente all'etichettatura secondo
quanto stabilito agli articoli 20, 21 e 22, l'etichetta
deve contenere, oltre alle informazioni ottenute con le
prove gia' realizzate, l'avvertenza "Attenzione: sostanza
non ancora completamente sottoposta a test".
"Art. 13 (Deroghe). - 1. Le disposizioni degli
articoli 7, 8, 14 e 15 non si applicano alle seguenti
sostanze:
a) sostanze che figurano nell'EINECS;
b) additivi e sostanze impiegati esclusivamente negli
alimenti per animali;
c) sostanze impiegate come additivi nei prodotti
alimentari e sostanze utilizzate esclusivamente come aromi
nei prodotti alimentari;
d) ingredienti attivi utilizzati esclusivamente per
le specialita' medicinali ad uso umano ed a uso
veterinario, con esclusione dei prodotti chimici intermedi;
e) sostanze utilizzate esclusivamente per altre
categorie di prodotti per le quali esistono procedure
comunitarie di notifica o di omologazione e per le quali le
prescrizioni relative alle informazioni da presentare sono
uguali a quelle previste dal presente decreto. Tali
sostanze sono quelle elencate in allegato A; con decreto
del Ministro della sanita' si provvede ad integrare tale
allegato in conformita' alle integrazioni disposte in sede
comunitaria.
2. In deroga agli articoli 7 e 8, si considerano
notificate ai sensi del presente decreto allorche' siano
soddisfatte le relative condizioni, le seguenti sostanze:
a) i polimeri, ad eccezione di quelli contenenti 2
per cento o piu', in forma legata, di una sostanza non
inclusa nell'EINECS;
b) le sostanze immesse sul mercato in quantitativi
inferiori a dieci chilogrammi all'anno per fabbricante a
condizione che il fabbricante o l'importatore fornisca
all'unita' di notifica le informazioni previste
nell'allegato VII, parte C, punti 1 e 2;
c) le sostanze immesse sul mercato in quantitativi
non superiori ai cento chilogrammi all'anno per fabbricante
a condizione che siano destinate esclusivamente ad
attivita', effettuate in condizioni controllate, di ricerca
e di sviluppo scientifici;
d) le sostanze immesse sul mercato e destinate
all'attivita' di ricerca e di sviluppo finalizzati al
processo con un numero limitato di clienti registrati ed in
quantitativi esigui, corrispondenti alle esigenze della
ricerca e dello sviluppo finalizzati al processo, per il
periodo di tempo e alle condizioni di cui al comma 5.
3. Il notificante che si avvale della deroga di cui al
comma 2, lettera c), deve tenere un registro relativo
all'identita' della sostanza, ai dati utilizzati per
l'etichettatura ed alle quantita', nonche' un elenco dei
clienti.
4. Le informazioni di cui al comma 3 devono essere
presentate su richiesta all'autorita' di vigilanza e
all'unita' di notifica.
5. La deroga di cui al comma 2, lettera d), e' valida
per un anno, prorogabile in circostanze eccezionali per non
piu' di un'ulteriore anno su richiesta motivata
dell'interessato, a condizione che il fabbricante o
l'importatore comunichi all'unita' di notifica la loro
identita', i dati utilizzati per l'etichettatura, i
quantitativi, la giustificazione dei quantitativi, l'elenco
dei clienti ed il programma di ricerca e di sviluppo
finalizzati al processo e si conformi alle eventuali
disposizioni impartite dalla stessa unita' di notifica;
tali disposizioni possono prevedere informazioni comunque
non eccedenti quelle previste dall'art. 8.
6. Il notificante che si avvale della deroga di cui al
comma 2, lettera d), e' tenuto a garantire che la sostanza
o il preparato in cui la sostanza e' incorporata venga
manipolato esclusivamente dal personale dei clienti in
condizioni controllate e che non siano mai messi a
disposizione del pubblico, ne' in quanto tali, ne' in un
preparato. Allo scadere della deroga il notificante e'
tenuto a notificare le sostanze che hanno beneficiato della
deroga di cui al comma 5.
7. L'unita' notifica, ove reputi che possa sussistere
un rischio inaccettabile per l'uomo e per l'ambiente, puo'
estendere la restrizione di cui al comma 6 a qualsiasi
prodotto contenente la nuova sostanza e fabbricato nel
corso di una attivita' di ricerca e di sviluppo finalizzati
al processo.
8. Le sostanze di cui al comma 2 devono essere
imballate nonche' etichettate provvisoriamente dal
fabbricante stesso o dal suo rappresentante secondo quanto
prescritto dagli articoli 19, 20, 21 e 22 nonche' dai
criteri di cui all'allegato VI; nel caso in cui non sia
possibile etichettare tali sostanze conformemente agli
articoli 20, 21 e 22, non essendo disponibili tutti i
risultati delle prove di' cui all'allegato VII, parte A,
l'etichetta deve recare, oltre alle informazioni ottenute
con le prove gia' realizzate, la seguente avvertenza:
"Attenzione: sostanza non ancora completamente sottoposta a
test".
9. Nel caso in cui una delle sostanze di cui al comma 2
risulti, sulla base delle conoscenze disponibili, molto
tossica, tossica, cancerogena, tossica per il ciclo
riproduttivo o mutagena, il notificante deve comunicare
all'unita' di notifica tutte le informazioni di cui
all'allegato VII, parte A, punti 2.3, 2.4 e 2.5 e fornire,
ove disponibili, i dati relativi alla tossicita' acuta.
- Per l'art. 37, comma 2, del citato decreto
legislativo 3 febbraio 1997, n. 52 vedi note alle premesse.
- Il decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997,
reca: "Attuazione dell'art. 37, commi 1 e 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, concernente
classificazione, imballaggio ed etichettatura delle
sostanze pericolose."
- L'allegato VI, del citato decreto, e' pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 19 agosto 1997, n. 192, S.O.
Note all'art. 4.
- Per il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52 e
l'art. 37, comma 2, vedi note alle premesse.
- Per il decreto del Ministro della sanita' 28 aprile
1997 e l'allegato VI, vedi note all'art. 3.
- - L'allegato V, parte A, del citato decreto del
Ministero della sanita' 28 aprile 1997, e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 19 agosto 1997, n. 192, S.O.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 21 luglio
1982, n. 741, reca: Attuazione della direttiva (CEE) n. 324
del 1975 relativa ai generatori aerosol.". L'art. 7, cosi'
recita:
"Art. 7. - Con decreto da pubblicarsi nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana, il Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di
concerto con il Ministro della sanita', dispone le
modifiche delle norme tecniche di cui all'allegato al
presente decreto necessarie per adeguarle alle misure
adottate ai sensi degli articoli 6, 7 e 10 della direttiva
attuata con il presente decreto.".
- - Il decreto del Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato dell'8 maggio 1997, n. 208,
reca: "Regolamento recante recepimento della direttiva
94/1/CEE della Commissione, riguardante adeguamento tecnico
della direttiva 75/324/CEE del Consiglio, concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative agli aerosol.". Si precisa che il testo vigente
dell'art. 1, comma 2, punto 2.4., e' modificato dal punto
1.8 dell'allegato al decreto del Presidente della
Repubblica 21 luglio 1982, n. 741.
- Per il titolo del decreto legislativo 17 marzo 1995,
n. 194, vedi note all'art. 1.
Gli allegati II e III del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 194, Sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale 27
maggio 1995, n. 122, S.O.
Note all'art. 5:
- Per il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e
l'art. 37, comma 2, vedi note alle premesse.
- Per il decreto ministeriale 28 aprile 1997, e
l'allegato VI, vedi note all'art. 3.
- L'allegato V, parte B, del citato decreto
ministeriale 28 aprile 1997 e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 19 agosto 1997, n. 192, S.O.
- Per il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194,
vedi note all'art. 1.
- Per gli allegati II e III del decreto legislativo
17 marzo 1995, n. 194, vedi note all'art. 4.
Note all'art. 6:
- Per il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e
l'art. 37, comma 2, vedi note alle premesse.
- Per il decreto ministeriale 28 aprile 1997 e
l'allegato VI vedi note all'art. 3.
- - Per il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194,
vedi note all'art. 1.
- - Per gli allegati II e III, del citato decreto vedi
note all'art. 4.
- Il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 120, reca:
"Attuazione delle direttive n. 88/320/CEE e n. 90/18/CEE in
materia di ispezione e verifica della buona prassi di
laboratorio.".
Note all'art. 7:
- Per il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e
l'art. 37, comma 2, vedi note alle premesse.
- Per il titolo del decreto del Ministro della sanita'
28 aprile 1997, vedi note all'art. 3.
- L'allegato IX, parte A, del citato decreto
ministeriale 28 aprile 1997 e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 19 agosto 1997, n. 192, S.O.
Note all'art. 8:
- Per il titolo del decreto del Ministro della sanita'
28 aprile 1997, vedi note all'art. 3. L'allegato IX e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 agosto 1997, n. 192,
S.O.
Note all'art. 9:
- Per il titolo del decreto legislativo 17 marzo 1995,
n. 194, vedi note all'art. 1. L'art. 16 cosi' recita:
"Art. 16 (Etichettatura dei prodotti fitosanitari). -
1. Su tutti gli imballaggi e contenitori di prodotti
fitosanitari devono essere apposte etichette recanti in
lingua italiana e in modo chiaro ed indelebile le seguenti
indicazioni:
a) la denominazione commerciale del prodotto
fitosanitario;
b) il nome e l'indirizzo del titolare
dell'autorizzazione, il numero di registrazione, la data
dell'autorizzazione, nonche' il nome e l'indirizzo del
responsabile dell'imballaggio, dell'etichettatura e della
distribuzione, ove non coincidente con il titolare
dell'autorizzazione, nonche' l'indicazione del nome e della
sede dello stabilimento di produzione;
c) la denominazione ed il rispettivo tenore di
ciascuna sostanza attiva presente nel prodotto
fitosanitario, espressi secondo le prescrizioni di cui
all'art. 5, comma 1, lettere d) ed e), e commi 2 e 3 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1998, n.
223, le denominazioni devono essere indicate secondo la
nomenclatura di cui alla legge 29 maggio 1974, n. 256, e
successive modifiche, o, se la sostanza non vi figura, con
la sua denominazione comune ISO o, se non disponibile, con
la sua denominazione chimica IUPAC;
d) la quantita' netta del prodotto fitosanitario,
espressa in unita' di misure legali;
e) il numero di partita del preparato o una
indicazione che ne permetta l'identificazione;
f) le indicazioni prescritte dal decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 223, ed in
particolare quelle di cui all'art. 5, comma 1, lettere h),
i), l) e m);
g) le indicazioni di eventuali rischi particolari per
l'uomo, gli animali o l'ambiente, per mezzo di formule tipo
scelte tra quelle di cui all'allegato IV, da adottare con
decreto del Ministro della sanita' in attuazione di
disposizioni comunitarie;
h) le norme di sicurezza per la tutela dell'uomo,
degli animali o dell'ambiente per mezzo di formule tipo
scelte tra quelle di cui all'allegato V, da adottare con
decreto del Ministro della sanita' in attuazione di
disposizioni comunitarie nonche' le indicazioni concernenti
i primi soccorsi da prestare;
i) il tipo di azione del prodotto flitosanitario;
j) il tipo di preparazione;
k) gli usi autorizzati e le condizioni agricole,
fitosanitarie ed ambientali specifiche nelle quali il
prodotto fitosanitario puo' essere utilizzato o, al
contrario, deve essere escluso;
l) le istruzioni per l'uso e la dose, espressa in
unita' metriche, per ogni tipo di impiego autorizzato;
m) ove necessario, l'intervallo di sicurezza, per
ciascun impiego, tra:
1) l'applicazione e la semina o l'impianto della
coltura da proteggere o di quelle successive;
2) l'applicazione e l'accesso dell'uomo o degli
animali;
3) l'applicazione ed il raccolto;
4) l'applicazione e l'uso o il consumo dei vegetali
trattati;
n) le indicazioni relative all'eventuale
fitotossicita', alla sensibilita' delle varieta' colturali
e ad ogni altro effetto indesiderato diretto o indiretto
sui prodotti vegetali o di origine vegetale, unitamente
agli intervalli da osservare tra l'applicazione e la semina
o l'impianto della coltura da proteggere o di quelle
successive;
o) la dicitura "Prima dell'uso leggere le istruzioni
sul foglio illustrativo" qualora sia allegato un foglio
illustrativo, nel caso previsto dal comma 2;
p) le istruzioni per l'eliminazione, in condizioni di
assoluta sicurezza, del prodotto e del suo imballaggio;
q) la data di scadenza in normali condizioni di
conservazione del preparato, se la durata dello stesso e'
inferiore a due anni.
2. Nel caso di dimensioni troppo ridotte
dell'imballaggio, le indicazioni di cui al comma 1, lettere
l) m) e n), possono essere riportate su apposito foglio
illustrativo, che, in tal caso, e' parte integrante
dell'etichetta.
3. L'etichetta dei prodotti fitosanitari non deve
recare indicazioni quali "non tossico", "innocuo" o
qualsiasi altra analoga indicazione; se tuttavia
l'autorizzazione prevede esplicitamente l'impiego durante i
periodi di presenza delle api o di altri organismi
specificati e se i rischi per essi sono minimi, l'etichetta
indichera' che il prodotto fitosanitario puo' essere
utilizzato quando le api o altre specie non bersaglio sono
in attivita' o quando le colture o le erbe infestanti sono
in fiore, ovvero altre diciture analoghe intese a
proteggere le api o le altre specie non bersaglio.
4. Il Ministero della sanita' puo' prescrivere con
l'atto di autorizzazione:
a) l'indicazione in etichetta di eventuali
destinazioni di alcuni prodotti fitosanitari a determinate
categorie di utilizzatori, tenendo conto delle disposizioni
recate dall'art. 23 del decreto del Presidente della
Repubblica 3 agosto 1968, n. 1255, nonche' di quanto
previsto dall'allegato VI;
b) ove necessario, l'aggiunta in etichetta di frasi
particolari al fine di tutelare l'uomo, gli animali e
l'ambiente, comunicandone il testo agli altri Stati membri
e alla Commissione europea, attenendosi poi alle
disposizioni adottate in sede comunitaria.
5. I titolari delle autorizzazioni dei prodotti
fitosanitari autorizzati alla data di entrata in vigore del
presente decreto, sotto la propria responsabilita', devono:
a) adeguare gli imballaggi alle disposizioni di cui
all'art. 15;
b) modificare le etichette riniuovendo la
specificazione della classe tossicologica, di cui all'art.
3 del decreto del Presidente della Repubblica 3 agosto
1968, n. 1255, fatti salvi i simboli e le indicazioni di
pericolo.
6. E' consentita la commercializzazione delle scorte
dei prodotti di cui al comma 5, imballati ed etichettati in
conformita' alle norme vigenti prima dell'entrata in vigore
del presente decreto:
a) da parte dei produttori per un periodo non
superiore a quindici mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto;
b) presso gli esercizi di vendita per un periodo non
superiore a tre anni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto.".
- L'allegato V del decreto legislativo 17 marzo 1995,
n. 194, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27 maggio
1995, n. 194, n. 1122, S.O.
Note all'art. 10:
- Per il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52 e
l'art. 37, comma 2, vedi note alle premesse.
- Per il decreto del Ministro della sanita' 28 aprile
1997 e l'allegato VI vedi note all'art. 3.
Note all'art. 12:
- Il decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185, reca:
"Attuazione della direttiva 97/7/CE relativa alla
protezione dei consumatori in materia di contratti a
distanza". L'art. 3 cosi' recita:
"Art. 3 (Informazioni per il consumatore). - 1. In
tempo utile, prima della conclusione di qualsiasi contratto
a distanza, il consumatore deve ricevere le seguenti
informazioni:
a) identita' del fornitore e, in caso di contratti
che prevedono il pagamento anticipato, l'indirizzo del
fornitore;
b) caratteristiche essenziali del bene o del
servizio;
c) prezzo del bene o del servizio, comprese tutte le
tasse o le imposte;
d) spese di consegna;
e) modalita' del pagamento, della consegna del bene o
della prestazione del servizio e di ogni altra forma di
esecuzione del contratto;
f) esistenza del diritto di recesso o di esclusione
dello stesso ai sensi dell'art. 5, comma 3;
g) modalita' e tempi di restituzione o di ritiro del
bene in caso di esercizio del diritto di recesso;
h) costo dell'utilizzo della tecnica di comunicazione
a distanza, quando e' calcolato su una base diversa dalla
tariffa di base;
i) durata della validita' dell'offerta e del prezzo;
l) durata minima del contratto in caso di contratti
per la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi ad
esecuzione continuata o periodica.
2. Le informazioni di cui al comma 1, il cui scopo
commerciale deve essere inequivocabile, devono essere
fornite in modo chiaro e comprensibile, con ogni mezzo
adeguato alla tecnica di comunicazione a distanza
impiegata, osservando in particolare i principi di buona
fede e di lealta' in materia di transazioni commerciali,
valutati alla stregua delle esigenze di protezione delle
categorie di consumatori particolarmente vulnerabili.
3. In caso di comunicazioni telefoniche, l'identita'
del fornitore e lo scopo commerciale della telefonata
devono essere dichiarati in modo inequivocabile all'inizio
della conversazione con il consumatore, a pena di nullita'
del contratto.
4. Nel caso di utilizzazione di tecniche che consentono
una comunicazione individuale, le informazioni di cui al
comma 1 sono fornite, ove il consumatore lo richieda, in
lingua italiana. In tal caso, sono fornite nella stessa
lingua anche la conferma e le ulteriori informazioni di cui
all'art. 4.
Note all'art. 13:
- Il decreto del Ministro della sanita' 4 aprile 1997,
reca: Attuazione dell'art. 25, commi 1 e 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1997, n 52, concernente
classificazione, imballaggio ed etichettatura delle
sostanze pericolose, relativamente alla scheda informativa
in materia di sicurezza.
- Per il titolo del decreto legislativo 3 febbraio
1997, n. 52, e l'art. 25 vedi note alle premesse.
Note all'art. 14:
- Per il titolo del decreto legislativo 3 febbraio
1997, n. 52, vedi note alle premesse. L'art. 17 cosi'
recita:
"Art. 17 (Riservatezza delle informazioni). - 1. Nel
caso in cui il notificante ritiene che la diffusione delle
informazioni potrebbe danneggiarlo sul piano industriale o
commerciale, puo' specificare quali delle informazioni di
cui agli articoli 7, 8 e 14 richiedano un trattamento
riservato ed esigano pertanto che sia mantenuto il segreto
nei confronti di altre persone che non siano le autorita'
competenti e la Commissione europea. In tal caso debbono
essere fornite le relative giustificazioni.
2. Il segreto industriale e commerciale per quanto
riguarda le notifiche e le informazioni trasmesse in
applicazione dell'art. 7, commi 1 e 2, nonche' dell'art. 8,
commi 1, 2 e 3, non puo' essere applicato:
a) alla denominazione commerciale della sostanza;
b) al nome del fabbricante e del notificante;
c) ai dati fisico-chimici della sostanza previsti
dall'allegato VII;
d) ai possibili mezzi per rendere innocua la
sostanza;
e) alla sintesi dei risultati delle prove
tossicologiche ed ecotossicologiche;
f) al grado di purezza della sostanza ed
all'identita' delle impurezze o degli additivi che sono
pericolosi, qualora tali dati siano indispensabili ai fini
della classificazione e dell'etichettatura ed ai fini
dell'inserimento della sostanza nell'allegato I;
g) ai metodi ed alle precauzioni raccomandati di cui
al punto 2.3 ed alle misure di emergenza di cui ai punti
2.4 e 2.5 delle parti A, B e C dell'allegato VII;
h) alle informazioni contenute nella scheda
informativa in materia di sicurezza;
i) ai metodi analitici che consentono di individuare
la sostanza pericolosa una volta immessa nell'ambiente e di
determinare l'esposizione umana diretta alla stessa
sostanza, nel caso di sostanze dell'allegato I.
3. Il notificante, nel caso in cui renda
successivamente pubbliche le informazioni prima riservate,
deve informarne l'unita' di notifica.
4. L'unita' di notifica sulla base delle indicazioni
ricevute:
a) decide quali informazioni sono protette dal
segreto industriale e commerciale, conformemente ai commi
1, 2 e 3; tali informazioni devono essere mantenute segrete
ed essere comunicate alle autorita' competenti degli altri
Stati membri e alla Commissione europea;
b) puo' stabilire che siano indicate soltanto con la
denominazione commerciale, per un periodo massimo di tre
anni, le sostanze notificate comprese nell'elenco di cui
all'art. 18 e non classificate pericolose; tuttavia, se
ritiene che la pubblicazione della denominazione chimica
prevista dalla nomenclatura IUPAC (Unione Internazionale di
Chimica Pura ed Applicata) possa rivelare informazioni in
merito allo sfruttamento commerciale o alla fabbricazione
della sostanza, puo' disporre che la stessa venga
registrata con la sola denominazione commerciale per un
periodo superiore a tre anni.
5. L'unita' di notifica puo' richiedere alla
Commissione europea che le sostanze pericolose siano
riportate nell'elenco di cui all'art. 18 con la sola
denominazione commerciale sino al loro inserimento
nell'allegato I.
6. Le informazioni riservate comunicate all'unita' di
notifica dalle autorita' competenti degli altri Stati
membri sono mantenute segrete.
7. Tutte le informazioni riservate possono essere
comunicate alle persone direttamente coinvolte in
procedimenti amministrativi o giudiziari, comportanti
sanzioni, avviati con l'obiettivo di controllare le
sostanze immesse sul mercato nonche' alle persone che
devono prendere parte o essere ascoltate nell'ambito
dell'esercizio dei poteri di informazione, vigilanza e
controllo del Parlamento.
Note all'art. 15:
- Il decreto legislativo n. 174 del 25 febbraio 2000
reca: "Attuazione della direttiva 98/8/CE in materia di
immissione sul mercato di biocidi.".
Note all'art. 17:
- Per il titolo del decreto legislativo 3 febbraio
1997, n. 52, vedi note alle premesse. Gli articoli 28 e 29
cosi' recitano:
"Art. 28 (Controlli). - 1. Al fine dell'accertamento
dell'osservanza delle norme del presente decreto,
l'immissione sul mercato e la commercializzazione delle
sostanze pericolose sono soggette alla vigilanza degli
uffici competenti, in base alle vigenti disposizioni, delle
amministrazioni dello Stato, delle regioni e degli enti
locali; a tal fine il relativo personale puo' procedere in
qualunque momento ad ispezioni presso luoghi di produzione,
deposito e vendita, richiedere dati, informazioni e
documenti, prelevare campioni in numero massimo di tre a
titolo gratuito, sigillati all'atto del prelievo, e
ciascuno in quantita' sufficiente per una analisi completa.
2. Nei casi di constatata infrazione alle norme del
presente decreto, il Ministero della sanita', in ambito
nazionale, e i competenti uffici delle regioni e degli enti
locali, nell'ambito del territorio di rispettiva
competenza, dispongono il divieto di commercializzazione ed
il sequestro in via amministrativa delle merci a cura e
comunque a spese del trasgressore, adottando le necessarie
prescrizioni per il loro ritiro e la loro custodia,
garantendo la sicurezza degli operatori, della popolazione
e dell'ambiente. I provvedimenti adottati dalle regioni e
dagli enti locali sono portati tempestivamente a conoscenza
del Ministero della sanita', che procede ai necessari
accertamenti ai fini dell'eventuale estensione delle misure
all'intero territorio nazionale.
3. In caso di immediato o grave pericolo per la salute
o la sicurezza, le autorita' di cui al comma 2 possono
immediatamente adottare le misure provvisorie necessarie,
ivi incluso il divieto di commercializzazione e il ritiro
dal mercato.
4. Le misure di cui ai comma 2 e 3 si applicano anche
nel caso in cui l'interessato non consenta agli uffici di
cui al comma 1 la tempestiva acquisizione dei campioni e
dei documenti di cui allo stesso comma.
5. Su richiesta della ditta interessata, il Ministero
della sanita' puo' consentire l'adeguamento del prodotto
alle disposizioni del presente decreto ai fini del
successivo dissequestro.
6. I soggetti che, ai sensi del comma 1, effettuano
ispezioni e prelievi di campioni nell'esercizio delle
funzioni loro demandate, sono tenuti agli obblighi di
riservatezza relativamente alle informazioni acquisite, in
conformita' alle norme vigenti.".
"Art. 29 (Esami e analisi di campioni). - 1. Gli esami
e le analisi dei campioni prelevati dalle autorita' locali
sono eseguiti dai laboratori competenti per territorio.
2. Quando dall'analisi risulti che i prodotti non
corrispondono ai requisiti fissati dal presente decreto, il
direttore del laboratorio trasmette immediata denuncia
all'autorita' competente, unendovi il verbale di
prelevamento ed il certificato di analisi.
Contemporaneamente, a mezzo di lettera raccomandata con
avviso di ricevimento, comunica all'esercente presso cui e'
stato fatto il prelievo i risultati dell'analisi. Analoga
comunicazione e' fatta al fabbricante, all'importatore o al
distributore nel caso che il prelievo riguardi campioni in
confezioni originali; entro trenta giorni dalla data di
ricevimento della comunicazione gli interessati possono
presentare alla autorita' che ha disposto il prelievo
istanza di revisione di analisi.
3. Le analisi di revisione sono eseguite presso
l'Istituto superiore di sanita' entro i termini fissati ai
sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
modificazioni.
4. L'Istituto superiore di sanita' avverte, con congruo
anticipo, l'interessato, mediante lettera raccomandata con
avviso di ricevimento, del giorno, dell'ora e del luogo in
cui avranno inizio le operazioni di revisione;
l'interessato ha diritto di farsi assistere, nelle dette
operazioni, dal suo difensore o da un consulente tecnico.
5. In caso di mancata presentazione nei termini della
istanza di revisione e nel caso che l'analisi di revisione
confermi quella di prima istanza, l'autorita' competente
trasmette denuncia alla autorita' giudiziaria e ne informa
il Ministero della sanita'.
6. Gli esami e le analisi dei campioni prelevati dalle
autorita' centrali sono eseguiti dall'Istituto superiore di
sanita', il quale trasmette il proprio parere, corredato
dai risultati e con l'indicazione delle eventuali misure
ritenute opportune, al Ministero della sanita', per
l'adozione dei provvedimenti di competenza.
7. In caso di immediato o grave pericolo per la salute
o la sicurezza, le autorita' di cui all'art. 28, comma 2,
possono immediatamente adottare le misure provvisorie
necessarie, ivi incluso il divieto di commercializzazione e
l'ordine di ritiro dal mercato; ai fini dell'eventuale
revoca di tali misure si applica la procedura di cui ai
commi 3 e 4.".
Note all'art. 19.
- L'art. 117 della Costituzione, cosi' recita:
"Art. 117. - La potesta' legislativa e' esercitata
dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della
Costituzione, nonche' dei vincoli derivanti
dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi
internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti
materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello
Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto
di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
appartenenti all'Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni
religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato;
armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;
tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema
tributario e contabile dello Stato; perequazione delle
risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali;
referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello
Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della
polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento
civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che
devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull'istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e
funzioni fondamentali di comuni, province e citta'
metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e
profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo;
coordinamento informativo statistico e informatico dei dati
dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere
dell'ingegno;
s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni
culturali.
Sono materie di legislazione concorrente quelle
relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea
delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza
del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni
scolastiche e con esclusione della istruzione e della
formazione professionale; professioni; ricerca scientifica
e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti
e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di
navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione,
trasporto e distribuzione nazionale dell'energia;
previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei
bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e
del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e
ambientali e promozione e organizzazione di attivita'
culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di
credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e
agrario a carattere regionale. Nelle materie di
legislazione concorrente spetta alle Regioni la potesta'
legislativa, salvo che per la determinazione dei principi
fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Spetta alle Regioni la potesta' legislativa in
riferimento ad ogni materia non espressamente riservata
alla legislazione dello Stato.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potesta' regolamentare spetta allo Stato nelle
materie di legislazione esclusiva, salva delega alle
Regioni. La potesta' regolamentare spetta alle Regioni in
ogni altra materia. I comuni, le province e le citta'
metropolitane hanno potesta' regolamentare in ordine alla
disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che
impedisce la piena parita' degli uomini e delle donne nella
vita sociale, culturale ed economica e promuovono la
parita' di accesso tra donne e uomini alle cariche
elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con
altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie
funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione puo'
concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali
interni ad altro Stato, nei casi e con le forme
disciplinati da leggi dello Stato.".
- Per il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
vedi note alle premesse. L'art. 37, comma 3, cosi' recita:
"3. I decreti di cui ai commi 1 e 2, salvo che sia
diversamente indicato dalle direttive che con essi si
recepiscono, concedono sei mesi per lo smaltimento delle
sostanze pericolose gia' immesse sul mercato alla data
della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, non conformi, nell'imballaggio e
nell'etichettatura, alle disposizioni dei decreti medesimi.
- Il decreto del Ministro della salute 14 giugno 2002,
reca: "Recepimento della direttiva 2001/59/CE recante
XXVIII adeguamento al progresso tecnico della direttiva
67/548/CEE, in materia di classificazione, imballaggio ed
etichettatura di sostanze pericolose". - Il testo vigente
dell'allegato I e' sostituito dal decreto ministeriale 28
aprile 1997, ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 del
presente decreto.
Note all'art. 20:
- Per l'art. 117, comma 5, della Costituzione vedi note
all'art. 19.
- Per le direttive 1999/45/CE e 2001/60/CE vedi note
alle premesse.
- Per i decreti legislativi del 17 marzo 1995, n. 194,
25 febbraio 2000, n. 174, vedi note alle premesse.

 


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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