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Gazzetta Ufficiale N. 19 del 24 Gennaio 2004

 

DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2003, n.381

Modifiche al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 287, concernenti il riordino della Scuola superiore della pubblica amministrazione, a norma dell'articolo 1 della legge 6 luglio 2002, n. 137.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l'articolo 11, comma 1, lettera a), e l'articolo 12, comma 1,
lettere s) e t), della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 287, recante
riordino della Scuola superiore della pubblica amministrazione e
riqualificazione del personale delle amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni;
Visto l'articolo 1, comma 1, della legge 6 luglio 2002, n. 137;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 24 ottobre 2003;
Acquisito il parere della Commissione bicamerale consultiva in
ordine all'attuazione della riforma amministrativa ai sensi della
legge 15 marzo 1997, n. 59;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 19 dicembre 2003;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
1. Gli articoli da 1 a 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
287,
sono sostituiti dai seguenti:
«Art. 1 (Natura e compiti della Scuola superiore della pubblica
amministrazione). - 1. La Scuola superiore della pubblica
amministrazione - di seguito denominata Scuola - e' un'istituzione di
alta cultura e formazione, posta nell'ambito e sotto la vigilanza
della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dotata di autonomia
organizzativa e contabile nei limiti delle proprie risorse
economico-finanziarie.
2. Sono compiti della Scuola:
a) il reclutamento dei dirigenti e dei funzionari dello Stato,
secondo le procedure e nei limiti previsti dalle leggi in vigore;
b) la cura dell'organizzazione dei cicli di attivita' formativa
iniziale dei dirigenti dello Stato, secondo le procedure e nei limiti
previsti dalle leggi in vigore;
c) la cura delle attivita' di formazione permanente dei dirigenti
e dei funzionari dello Stato, secondo le procedure e nei limiti
previsti dalle leggi in vigore;
d) lo svolgimento di attivita' di ricerca, nonche', su richiesta,
di attivita' di consulenza e supporto tecnico per la Presidenza del
Consiglio dei Ministri e per le amministrazioni pubbliche su
tematiche istituzionali, progetti di riforma e in materia di
innovazione amministrativa, formazione e di organizzazione
dell'attivita' formativa. La Scuola valuta altresi', su richiesta
delle amministrazioni statali e sulla base di apposite indicazioni
del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per la
funzione pubblica, ove nominato, la qualita' delle offerte formative
presentate da soggetti terzi e la loro rispondenza ai requisiti
richiesti e svolge attivita' di monitoraggio;
e) il coordinamento delle attivita' delle scuole pubbliche
statali di formazione mediante forme di collaborazione e di raccordo
e l'individuazione e l'attuazione di forme di cooperazione con le
scuole pubbliche diverse da quelle dello Stato, nel rispetto delle
reciproche sfere di autonomia e di competenza; nonche' la cura di un
osservatorio sui bisogni di formazione e qualificazione del personale
delle amministrazioni pubbliche e la redazione di uno specifico
studio annuale che raffronti specificamente detti bisogni con gli
interventi attuati;
f) la cura dei rapporti con gli organismi e le strutture di
formazione similari di altri Paesi, la definizione con essi di
accordi, di convenzioni e di ogni altra forma di collaborazione e di
scambio di esperienze e il sostegno, anche finanziario, ad iniziative
di collaborazione e di scambio di funzionari, anche ai sensi
dell'articolo 32 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
g) lo svolgimento, su richiesta, di attivita' di formazione di
personale delle amministrazioni di altri Paesi;
h) lo svolgimento, anche in collaborazione con scuole pubbliche e
private, universita' e istituti di alta cultura pubblici e privati,
italiani e stranieri, amministrazioni pubbliche e istituzioni e
societa' private, di attivita' di ricerca e studio nell'ambito dei
propri fini istituzionali, nonche' la pubblicazione di ricerche e
studi, anche attraverso apposite convenzioni con case editrici.
3. La Presidenza del Consiglio dei Ministri si avvale della Scuola
per il coordinamento delle attivita' di formazione dei dipendenti
pubblici, di promozione dell'innovazione amministrativa e di
collaborazione con gli organismi formativi di altri Paesi.
4. Fermo restando l'adempimento dei propri fini istituzionali, la
Scuola puo' svolgere, su convenzione e con tutti gli oneri a carico
dei committenti, attivita' di formazione del personale delle
amministrazioni pubbliche diverse da quelle dello Stato e di soggetti
gestori di servizi pubblici.
5. La Scuola continua ad essere iscritta nell'apposito schedario
dell'anagrafe delle ricerche, istituito ai sensi del terzo comma
dell'articolo 63 del decreto del Presidente della Repubblica
11 luglio 1980, n. 382. Essa puo' promuovere o partecipare ad
associazioni e consorzi, nonche' stipulare accordi di programma,
convenzioni e contratti con soggetti pubblici e privati.

Art. 2
(Organi e struttura della Scuola superiore della pubblica
amministrazione).
- 1. Sono organi della Scuola:
a) il comitato di indirizzo;
b) il direttore;
c) il comitato operativo;
d) il dirigente amministrativo.
2. Il comitato di indirizzo e' presieduto dal Presidente del
Consiglio dei Ministri o dal Ministro per la funzione pubblica ove
nominato, ovvero da un loro rappresentante, ed e' composto come
segue:
a) dal direttore;
b) dal Presidente del Consiglio di Stato o da un suo
rappresentante;
c) dal Presidente della Corte dei conti o da un suo
rappresentante;
d) dall'Avvocato generale dello Stato o da un suo rappresentante;
e) dal presidente della Conferenza dei rettori delle universita'
italiane o da un suo rappresentante;
f) dal presidente dell'Accademia dei Lincei o da un suo
rappresentante;
g) dal presidente del Consiglio nazionale delle ricerche o da un
suo rappresentante. Per la validita' delle riunioni e' necessaria la
presenza della maggioranza dei componenti. La partecipazione alle
riunioni del comitato non da' titolo ad emolumenti o compensi a
qualsiasi titolo dovuti. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza
dei presenti. In caso di parita' prevale il voto del presidente. Le
funzioni di segretario sono svolte da un dirigente in servizio presso
la Scuola, incaricato dal direttore. Il comitato di indirizzo e'
riunito su convocazione del presidente e, comunque, almeno una volta
all'anno per l'approvazione del programma di massima di cui
all'articolo 6, comma 1. Ogni componente ha facolta' di richiedere la
convocazione del comitato di indirizzo, motivandone le ragioni. Il
comitato di indirizzo ha le seguenti attribuzioni:
a) fornisce gli indirizzi sulle attivita' della Scuola;
b) approva il programma annuale, presentato dal direttore, di cui
all'articolo 6, comma 1;
c) adotta gli altri provvedimenti previsti dal presente decreto
legislativo, dal regolamento e dalle delibere di cui all'articolo 5.
Alle riunioni del comitato di indirizzo puo' essere invitato a
partecipare, senza diritto di voto, il dirigente amministrativo, per
le questioni inerenti alla sua diretta competenza.
3. Il direttore ha la legale rappresentanza della Scuola ed e'
nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente
del Consiglio dei Ministri o del Ministro per la funzione pubblica,
ove nominato. Il direttore e' scelto tra dirigenti di particolare e
comprovata qualificazione che abbiano ricoperto per almeno un
quinquennio incarichi di direzione di uffici dirigenziali generali,
professori universitari di ruolo o soggetti equiparati, magistrati
ordinari, amministrativi o contabili con qualifica di consigliere,
avvocati dello Stato almeno alla terza classe di stipendio e
consiglieri parlamentari. Il direttore puo' essere, altresi', scelto
tra soggetti parimenti dotati di particolare e comprovata
qualificazione professionale, che abbiano diretto per almeno un
quinquennio istituzioni pubbliche o private di alta formazione. Il
direttore resta in carica per quattro anni e puo' essere confermato.
4. Il direttore, in qualita' di vertice dell'istituzione, in
attuazione del programma annuale di cui all'articolo 6, comma 1,
assicura lo svolgimento delle attivita' istituzionali ed e'
responsabile dell'attivita' didattica e scientifica della Scuola,
nomina le commissioni esaminatrici per i concorsi e i corsi, secondo
le norme in vigore, ed esercita tutte le altre attribuzioni previste
dal presente decreto legislativo, dal regolamento e dalle delibere di
cui all'articolo 5.
5. Il comitato operativo e' composto dal direttore, che lo
presiede, e da tre membri nominati direttamente dal Presidente del
Consiglio dei Ministri tra i componenti del comitato di indirizzo. La
competenza in ordine alla nomina non puo' formare oggetto di delega.
La nomina a membro del comitato operativo e la partecipazione alle
riunioni non da' titolo ad emolumenti o compensi a qualsiasi titolo
dovuti. Per la validita' delle riunioni e' sufficiente la presenza
della maggioranza dei componenti. Le deliberazioni sono assunte a
maggioranza dei presenti. Le funzioni di segretario sono svolte da un
dirigente in servizio presso la Scuola, incaricato dal direttore. Il
comitato operativo e' riunito su convocazione del direttore che lo
presiede. In caso di parita' prevale il voto del presidente. Il
direttore puo' invitare a partecipare alle riunioni del comitato
operativo, senza diritto di voto, il dirigente amministrativo, i
responsabili di settore, i responsabili di area ed i responsabili di
sede, quando la loro partecipazione e' opportuna in relazione
all'oggetto della riunione. Il comitato operativo e' organo
consultivo del direttore sulle materie che questi intenda sottoporre
al suo esame ed adotta gli altri provvedimenti previsti dal presente
decreto legislativo, dal regolamento e dalle delibere di cui
all'articolo 5.
6. Il dirigente amministrativo e' scelto tra i dirigenti di prima
fascia dello Stato e i dirigenti di amministrazioni pubbliche di
livello equivalente in base ai rispettivi ordinamenti ed e'
incaricato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o
del Ministro per la funzione pubblica, ove nominato, su proposta del
direttore. Il dirigente amministrativo resta in carica per quattro
anni e puo' essere confermato.
7. Il dirigente amministrativo e' responsabile della gestione
amministrativa ed esercita le attribuzioni previste dal presente
decreto legislativo, dal regolamento e dalle delibere di cui
all'articolo 5. L'ufficio del dirigente amministrativo e' di livello
dirigenziale generale.
8. Il direttore e' coadiuvato, nell'esercizio delle attivita'
didattiche e scientifiche di cui al comma 4, dai responsabili di
settore, ai quali sono attribuiti specifici ambiti di attivita' per
il perseguimento degli obiettivi istituzionali della Scuola. I
responsabili di settore, in numero non superiore a sei, sono nominati
dal direttore della Scuola e sono tenuti ad attuarne le specifiche
direttive. I responsabili di settore sono scelti tra dirigenti o
soggetti equiparati, professori universitari e magistrati ordinari,
amministrativi e contabili, avvocati dello Stato e consiglieri
parlamentari, nonche' tra chi possieda comunque una comprovata
qualificazione professionale nel settore dell'alta formazione
pubblica e privata, nazionale o straniera. I responsabili di settore
restano in carica per due anni, salvo conferma. Ad essi possono
venire affidate risorse umane e finanziarie in conformita' agli
obiettivi loro assegnati. Il direttore affida ad uno di essi il
compito di sostituirlo in caso di assenza o impedimento. Il direttore
puo' comunque delegare le funzioni didattiche e scientifiche ai
responsabili di settore, ivi comprese le attivita' di raccordo della
Scuola con le istituzioni pubbliche e private, nazionali ed
internazionali.
9. Il direttore e i responsabili di settore, se dipendenti di
amministrazioni pubbliche, sono posti obbligatoriamente in posizione
di fuori ruolo, aspettativa o comando, secondo i rispettivi
ordinamenti ed anche in deroga ai limiti temporali da essi previsti.
10. Il direttore e i responsabili di settore, se in servizio presso
amministrazioni pubbliche, conservano il trattamento economico,
comunque definito, relativo alla qualifica posseduta presso
l'amministrazione di appartenenza. Il trattamento del direttore e'
incrementato da un'indennita' di carica stabilita con apposito
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per
la funzione pubblica, ove nominato, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze. Il trattamento economico dei
responsabili di settore e' incrementato da un'indennita' di carica
stabilita, nei limiti delle risorse economico-finanziarie della
Scuola, con le delibere di cui all'articolo 5.
11. In caso di affidamento degli incarichi a soggetti non
provenienti da pubbliche amministrazioni, il trattamento economico e'
definito contrattualmente con le modalita' dell'articolo 19, comma 6,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in quanto applicabili.
12. Il direttore si avvale di responsabili di area, scelti dallo
stesso nell'ambito dei docenti collocati fuori ruolo, ai quali
compete assicurare la qualita' didattica e scientifica nelle aree di
rispettiva competenza. La durata degli incarichi dei responsabili di
area e' stabilita dal direttore, secondo quanto previsto nelle
delibere di cui all'articolo 5 e comunque per un periodo non
superiore ai quattro anni, salvo conferma. Il loro numero non puo'
essere superiore a dieci.
13. I dirigenti della Scuola sono nominati dal direttore, sentito
il comitato operativo e, per quanto di sua competenza, il dirigente
amministrativo.

Art. 3
(Sede centrale e sedi distaccate della Scuola superiore
della pubblica amministrazione).
- 1. La Scuola ha sede in Roma. Le
attivita' della Scuola possono svolgersi presso sedi distaccate. Le
sedi distaccate sono quelle esistenti alla data dell'entrata in
vigore del presente decreto legislativo.
2. Il mutamento della sede centrale, l'istituzione o la
soppressione di una sede distaccata avvengono con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per
la funzione pubblica, ove nominato.
3. A ciascuna sede distaccata e' preposto un dirigente, il cui
incarico e' conferito dal direttore della Scuola, sentito il
dirigente amministrativo, tra i dirigenti assegnati alla stessa,
ovvero tra i dirigenti dello Stato.
4. Il personale non docente e le risorse necessarie al
funzionamento della struttura di ciascuna sede sono assegnate secondo
le modalita' stabilite con le delibere di cui all'articolo 5.
5. I responsabili di sede assicurano il funzionamento della
struttura loro affidata ed il regolare andamento dell'attivita'
gestionale e didattico-formativa, in attuazione delle direttive del
direttore e, per quanto riguarda le materie di sua competenza, del
dirigente amministrativo. Sono altresi' responsabili del personale
non docente assegnato alla sede.
Art. 4 (Incarichi). - 1. La Scuola puo' avvalersi di consulenti
esterni, di professionalita' e competenze utili allo svolgimento
delle sue attivita' istituzionali, anche di supporto alla didattica
ed alla ricerca, e di personale docente di comprovata
professionalita' collocato, ove occorra, in posizione di fuori ruolo,
comando o aspettativa, se l'incarico non consente il normale
espletamento delle proprie funzioni nell'amministrazione di
appartenenza. Puo', inoltre, avvalersi di docenti incaricati, anche
temporaneamente, di specifiche attivita' di insegnamento e conferire
a persone di comprovata professionalita' specifici incarichi
finalizzati alla pubblicazione di ricerche e studi.
2. I docenti di cui al comma 1 devono comunque essere scelti tra
dirigenti di amministrazioni pubbliche, professori o docenti
universitari, magistrati ordinari, amministrativi e contabili,
avvocati dello Stato e consiglieri parlamentari, nonche' tra esperti
di comprovata professionalita' italiani o stranieri.
3. Gli incarichi di cui ai commi 1 e 2 sono affidati dal direttore
della Scuola, sentiti gli eventuali responsabili di area, con le
modalita' stabilite nelle delibere di cui all'articolo 5. Gli
incarichi ai docenti della Scuola collocati in posizione di comando,
aspettativa o fuori ruolo, sono conferiti dal direttore sentito il
comitato operativo.
4. I docenti della Scuola, in posizione di comando, aspettativa o
fuori ruolo, per il tempo dell'incarico sono equiparati, ad ogni
effetto giuridico, ai professori universitari di prima fascia, con
salvezza dell'eventuale migliore trattamento economico complessivo in
godimento. Con le delibere di cui all'articolo 5 puo' essere
stabilito un incremento del compenso, anche ad effetto limitato nel
tempo e nei limiti delle risorse economico-finanziarie della Scuola.
Tale incremento e' posto a carico del bilancio della Scuola mediante
utilizzo delle risorse derivanti per attivita' svolte per conto
terzi.
5. Ai docenti incaricati di responsabilita' di area, nonche' di
altri specifici incarichi per il funzionamento della Scuola, spetta
un compenso stabilito con le delibere di cui all'articolo 5 in misura
comunque non superiore ad un quinto del compenso spettante al
direttore. Tale compenso e' posto a carico del bilancio della Scuola.
6. Il numero complessivo dei docenti di cui al com-ma 4 non puo'
superare le trenta unita'.
Art. 5 (Organizzazione interna, funzionamento e regolamento
contabile e finanziario). - 1. Il direttore definisce con proprie
delibere, sentito il comitato operativo e per quanto di sua
competenza il dirigente amministrativo, l'organizzazione interna
della Scuola e detta le ulteriori disposizioni occorrenti per il suo
funzionamento; stabilisce altresi' le modalita' di attribuzione degli
incarichi di cui all'articolo 4 e degli incarichi temporanei di
insegnamento e ricerca e i relativi compensi.
2. Le delibere di cui al comma 1 sono soggette all'approvazione del
Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero del Ministro per la
funzione pubblica, ove nominato. Le delibere con cui si determinano
le indennita' di carica dei responsabili di settore, gli incrementi
del compenso dei docenti di cui all'articolo 4, comma 4, ed il
compenso spettante ai docenti ai sensi dell'artico-lo 4, comma 5,
sono sottoposte anche all'approvazione del Ministro dell'economia e
delle finanze. L'approvazione deve essere esercitata entro trenta
giorni dal ricevimento delle delibere. Trascorso tale termine le
delibere si intendono approvate.
3. Il regolamento contabile e finanziario della Scuola e' approvato
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, anche su
proposta del Ministro per la funzione pubblica, ove nominato, sentito
il direttore della Scuola.
Art. 6 (Programmazione e dotazione finanziaria della Scuola). - 1.
La dotazione finanziaria minima della Scuola e' fissata annualmente,
in sede di bilancio dello Stato, in misura adeguata ad attuare i
compiti istituzionali. Entro il mese di aprile di ogni anno il
direttore, sentito il comitato operativo ed il dirigente
amministrativo, anche al fine di consentire la determinazione di
detta dotazione minima finanziaria, nonche' i capi dipartimento o i
titolari degli uffici dirigenziali generali responsabili del
personale delle amministrazioni statali e della loro formazione,
eventualmente riuniti in conferenza, sottopone per l'approvazione al
comitato di indirizzo un programma di massima delle attivita' della
Scuola per il successivo anno di esercizio. Dopo l'approvazione il
programma e' trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri
ovvero al Ministro della funzione pubblica, ove nominato.
2. Nel programma possono essere previste attivita' della Scuola,
comunque rientranti nei propri fini istituzionali, da svolgersi con
dotazione finanziaria ulteriore e diversa da quella minima prevista
nel bilancio dello Stato, anche attraverso l'accesso a fondi
nazionali, comunitari ed internazionali, con eventuale partecipazione
a procedure concorsuali anche in associazione con altri soggetti
pubblici e privati.
3. Sono in ogni caso a carico del bilancio dello Stato gli oneri
finanziari per le spese di funzionamento e di mantenimento delle
sedi, del personale non docente della Scuola e dei docenti inseriti
nel ruolo di cui all'articolo 4, comma 4, salvo quanto stabilito
dall'articolo 4, commi 4 e 5.
Art. 7 (Disposizioni transitorie). - 1. I fabbisogni di personale
non docente sono definiti, fatta salva la disciplina della
contrattazione collettiva in materia, nell'ambito del programma
annuale delle attivita'.
2. Al fine di garantire la continuita' dell'attivita' formativa
della Scuola il direttore ed il segretario restano in carica fino al
termine del rispettivo mandato. A tal fine il segretario assume le
funzioni di dirigente amministrativo. Il comitato operativo in carica
alla data di entrata in vigore del presente decreto cessa dalle
proprie funzioni al momento della nomina del comitato operativo ai
sensi dell'articolo 2, comma 5.
3. Fino all'adozione di nuove delibere ai sensi dell'articolo 5
continua a trovare applicazione, in quanto compatibile con le
disposizioni del presente decreto legislativo, la delibera relativa
all'organizzazione interna e al funzionamento della Scuola superiore
della pubblica amministrazione adottata in data 9 dicembre 1999 ed
approvata dal Ministro per la funzione pubblica in data 13 dicembre
1999, e successive modificazioni.
4. Dal presente decreto legislativo non discendono maggiori oneri a
carico del bilancio dello Stato.
Art. 8 (Riordino della Scuola superiore dell'economia e delle
finanze). - 1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 3, 4 e 5,
all'articolo 2, commi 4 e 10, all'articolo 3, comma 3, all'articolo
4, commi 1, 2, 4 e 6, all'articolo 5, comma 1, nonche' i principi
desumibili dalle restanti disposizioni di cui agli articoli da 1 a 6
del presente decreto legislativo, costituiscono criteri direttivi per
il regolamento della Scuola superiore dell'economia e delle finanze,
da emanare ai sensi dell'articolo 17, commi 3 e 4-bis, della legge
23 agosto 1988, n. 400.».
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi' 29 dicembre 2003

CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Mazzella, Ministro per la funzione
pubblica
Tremonti, Ministro dell'economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Castelli


Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
- L'art. 76 della Costituzione e' il seguente:
«Art. 76. - L'esercizio della funzione legislativa non
puo' essere delegato al Governo se non con determinazione
di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo
limitato e per oggetti definiti.».
- L'art. 87 della Costituzione e' il seguente:
«Art. 87. - Il Presidente della Repubblica e' il Capo
dello Stato e rappresenta l'unita' nazionale. Puo' inviare
messaggi alle Camere.
Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la
prima riunione.
Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di
legge di iniziativa del Governo.
Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla
Costituzione.
Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari
dello Stato.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici,
ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra,
l'autorizzazione delle Camere.
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio
supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo
stato di guerra deliberato dalle Camere.
Presiede il Consiglio superiore della magistratura.
Puo' concedere grazia e commutare le pene.
Conferisce le onorificenze della Repubblica.».
- Il testo dell'art. 11, comma 1, lettera a), della
legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il
conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti
locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per
la semplificazione amministrativa), e' il seguente:
«Art. 11. - 1. Il Governo e' delegato ad emanare, entro
il 31 gennaio 1999, uno o piu' decreti legislativi diretti
a:
a) razionalizzare l'ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri e dei Ministeri, anche attraverso il
riordino, la soppressione e la fusione di Ministeri,
nonche' di amministrazioni centrali anche ad ordinamento
autonomo;».
- Il testo dell'art. 12, comma 1, lettere s) e t),
della legge 15 marzo 1997, n. 59, e' il seguente:
«Art. 12. - 1. Nell'attuazione della delega di cui alla
lettera a) del comma 1 dell'art. 11 il Governo si atterra',
oltreche' ai principi generali desumibili dalla legge
23 agosto 1988, n. 400, dalla legge 7 agosto 1990, n. 241,
e dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni ed integrazioni, ai seguenti
principi e criteri direttivi:
a)-r) (omissis);
s) realizzare gli eventuali processi di mobilita'
ricorrendo, in via prioritaria, ad accordi di mobilita' su
base territoriale, ai sensi dell'art. 35, comma 8, del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, prevedendo anche per tutte le
amministrazioni centrali interessate dai processi di
trasferimento di cui all'art. 1 della presente legge,
nonche' di razionalizzazione, riordino e fusione di cui
all'art. 11, comma 1, lettera a), procedure finalizzate
alla riqualificazione professionale per il personale di
tutte le qualifiche e i livelli per la copertura dei posti
disponibili a seguito della definizione delle piante
organiche e con le modalita' previste dall'art. 3, commi
205 e 206, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, fermo
restando che le singole amministrazioni provvedono alla
copertura degli oneri finanziari attraverso i risparmi di
gestione sui propri capitoli di bilancio;
t) prevedere che i processi di riordinamento e
razionalizzazione sopra indicati siano accompagnati da
adeguati processi formativi che ne agevolino l'attuazione,
all'uopo anche rivedendo le attribuzioni e l'organizzazione
della Scuola superiore della pubblica.».
- Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 287, reca:
«Riordino della Scuola superiore della pubblica
amministrazione e riqualificazione del personale delle
amministrazioni pubbliche, a norma dell'art. 11 della legge
15 marzo 1997, n. 59.».
- Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, reca:
«Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze
delle amministrazioni pubbliche».
- L'art. 1, comma 1, della legge 6 luglio 2002, n. 137
(Delega per la riforma dell'organizzazione del Governo e
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonche' di
enti pubblici), e' il seguente:
«1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro diciotto
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
nel rispetto delle competenze costituzionali delle regioni
e delle province autonome di Trento e di Bolzano, uno o
piu' decreti legislativi, correttivi o modificativi di
decreti legislativi gia' emanati, ai sensi dell'art. 11,
comma 1, lettere a), b), c) e d), della legge 15 marzo
1997, n. 59, e successive modificazioni. Resta fermo quanto
previsto dall'art. 28 della legge 28 dicembre 2001, n. 448,
come modificato dall'art. 2 della presente legge.».
Note all'art. 1:
Articolo unico - Sub art. 1.
- L'art. 32 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 (per il titolo vedi nelle note alle premesse), e' il
seguente:
«Art. 32 (Scambio di funzionari appartenenti a Paesi
diversi e temporaneo servizio all'estero). - 1. Anche al
fine di favorire lo scambio internazionale di esperienze
amministrative, i dipendenti delle amministrazioni
pubbliche, a seguito di appositi accordi di reciprocita'
stipulati tra le amministrazioni interessate, d'intesa con
il Ministero degli affari esteri ed il Dipartimento della
funzione pubblica, possono essere destinati a prestare
temporaneamente servizio presso amministrazioni pubbliche
degli Stati membri dell'Unione europea, degli Stati
candidati all'adesione e di altri Stati con cui l'Italia
intrattiene rapporti di collaborazione, nonche' presso gli
organismi dell'Unione europea e le organizzazioni ed enti
internazionali cui l'Italia aderisce.
2. Il trattamento economico potra' essere a carico
delle amministrazioni di provenienza, di quelle di
destinazione o essere suddiviso tra esse, ovvero essere
rimborsato in tutto o in parte allo Stato italiano
dall'Unione europea o da una organizzazione o ente
internazionale.
3. Il personale che presta temporaneo servizio
all'estero resta a tutti gli effetti dipendente
dell'amministrazione di appartenenza. L'esperienza maturata
all'estero e' valutata ai fini dello sviluppo professionale
degli interessati.».
- L'art. 63, terzo comma, del decreto del Presidente
della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 (Riordinamento
della docenza universitaria, relativa fascia di formazione
nonche' sperimentazione organizzativa e didattica), e' il
seguente:
«Al fine di evitare ogni superflua duplicazione e
sovrapposizione di strutture e di finanziamenti e'
istituita l'Anagrafe nazionale delle ricerche.».
Articolo unico - Sub art. 2.
- L'art. 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e' il seguente:
«6. Gli incarichi di cui ai commi da 1 a 5 possono
essere conferiti, da ciascuna amministrazione, entro il
limite del 10 per cento della dotazione organica dei
dirigenti appartenenti alla prima fascia dei ruoli di cui
all'art. 23 e dell'8 per cento della dotazione organica di
quelli appartenenti alla seconda fascia, a tempo
determinato ai soggetti indicati dal presente comma. La
durata di tali incarichi, comunque, non puo' eccedere, per
gli incarichi di funzione dirigenziale di cui ai commi 3 e
4, il termine di tre anni e, per gli altri incarichi di
funzione dirigenziale, il termine di cinque anni. Tali
incarichi sono conferiti a persone di particolare e
comprovata qualificazione professionale, che abbiano svolto
attivita' in organismi ed enti pubblici o privati ovvero
aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per
almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali, o che
abbiano conseguito una particolare specializzazione
professionale, culturale e scientifica desumibile dalla
formazione universitaria e post-universitaria, da
pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di
lavoro maturate, anche presso amministrazioni statali, in
posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza,
o che provengano dai settori della ricerca, della docenza
universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli
avvocati e procuratori dello Stato. Il trattamento
economico puo' essere integrato da una indennita'
commisurata alla specifica qualificazione professionale,
tenendo conto della temporaneita' del rapporto e delle
condizioni di mercato relative alle specifiche competenze
professionali. Per il periodo di durata dell'incarico, i
dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati
in aspettativa senza assegni, con riconoscimento
dell'anzianita' di servizio.».
Articolo unico - Sub art. 8.
- L'art. 17, commi 3 e 4-bis, della legge 23 agosto
1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri),
e' il seguente:
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita' sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu' Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
4. (Omissis).
4-bis. L'organizzazione e la disciplina degli uffici
dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, con i contenuti e con l'osservanza dei
criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione
con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell'organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l'amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello
dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante
diversificazione tra strutture con funzioni finali e con
funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni
omogenee e secondo criteri di flessibilita' eliminando le
duplicazioni funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica periodica
dell'organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della
consistenza delle piante organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non
regolamentare per la definizione dei compiti delle unita'
dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali
generali.».


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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