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Gazzetta Ufficiale N. 241 del 13 Ottobre 2004

 

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 6 ottobre 2004
Determinazioni ai sensi dell'art. 5, comma 11, lettere a), b) e c), del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, ed esercizio del potere di indirizzo della gestione separata della Cassa depositi e prestiti, societa' per azioni, a norma dell'art. 5, comma 9, del citato decreto-legge.


Parte I
Criteri per la definizione delle condizioni generali ed economichedei libretti di risparmio postale, dei buoni postali fruttiferi,dei titoli, dei finanziamenti e delle altre operazioni finanziarieassistiti dalla garanzia dello Stato

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Visto l'art. 2, comma 2, del decreto-legge 1° dicembre 1993, n.
487, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n.
71, recante «Trasformazione dell'Amministrazione delle poste e delle
telecomunicazioni in ente pubblico economico e riorganizzazione del
Ministero»;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 284, recante
«Riordino della Cassa depositi e prestiti a norma dell'art. 11 della
legge 15 marzo 1997, n. 59» e in particolare gli articoli 2 e 3;
Visto l'art. 5 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326
(di seguito il «decreto-legge»), che dispone la trasformazione della
Cassa depositi e prestiti in «Cassa depositi e prestiti societa' per
azioni» (di seguito «CDP S.p.a.»);
Visto l'art. 45, comma 32, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
recante «Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo
sviluppo»;
Visto il decreto legislativo 11 novembre 2003, n. 333, recante
«Attuazione della direttiva 2000/52/CE, che modifica la direttiva
80/723/CEE relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra
gli Stati membri e le loro imprese pubbliche, nonche' la trasparenza
finanziaria all'interno di talune imprese»;
Visto il decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica 7 gennaio 1998, recante «Nuove norme
relative alla concessione, garanzia ed erogazione dei mutui da parte
della Cassa depositi e prestiti»;
Visto il decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica del 19 dicembre 2000, recante «Condizioni
generali di emissione dei buoni postali fruttiferi ed emissione di
due nuove serie di buoni»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n.
144, recante «Regolamento recante norme sui servizi di bancoposta»;
Visto il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del
6 giugno 2002, recante «Nuova disciplina dei libretti di risparmio
postale»;
Visto il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del
7 gennaio 2003, recante «Nuove caratteristiche tecniche dei buoni
postali fruttiferi»;
Visto il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
5 dicembre 2003, recante «Attuazione del decreto-legge n. 269 del
30 settembre 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 326
del 24 novembre 2003 per la trasformazione della Cassa depositi e
prestiti in societa' per azioni»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
5 dicembre 2003 di approvazione dello statuto di CDP S.p.a.;
Considerato che l'art. 5, comma 11, lettere a), b) e c) del
decreto-legge prevede che per l'attivita' della gestione separata di
cui al comma 8 il Ministro dell'economia e delle finanze determina
con propri decreti di natura non regolamentare: i criteri per la
definizione delle condizioni generali ed economiche dei libretti di
risparmio postale, dei buoni fruttiferi postali, dei titoli, dei
finanziamenti e delle altre operazioni finanziarie assistiti dalla
garanzia dello Stato; i criteri per la definizione delle condizioni
generali ed economiche degli impieghi, nel rispetto dei principi di
accessibilita', uniformita' di trattamento, predeterminazione e non
discriminazione; le norme in materia di trasparenza, pubblicita',
contratti e comunicazioni periodiche;
Considerato che l'art. 5, comma 9, del decreto-legge dispone che al
Ministro dell'economia e delle finanze spetta il potere di indirizzo
della gestione separata di cui al comma 8 del medesimo decreto-legge;
Considerato che il Ministro dell'economia e delle finanze non
esercita direzione e coordinamento delle societa' partecipate ai
sensi dell'art. 2497 e seguenti del codice civile;
Ritenuta la necessita' di individuare i criteri per lo svolgimento
delle attivita' della gestione separata della CDP S.p.a.;
Ritenuta la necessita' di consentire l'avvio delle funzioni di cui
all'art. 5, comma 7, lettera b), del decreto-legge, impartendo gli
indirizzi previsti all'art. 8, comma 1, del decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze 5 dicembre 2003;

Decreta:

Art. 1.
Risparmio postale

1. Ai fini del presente decreto per «Risparmio Postale» si intende
la raccolta di fondi, con obbligo di rimborso assistito dalla
garanzia dello Stato, effettuata dalla CDP S.p.a. avvalendosi di
Poste italiane S.p.a.
2. Il Risparmio Postale costituisce servizio di interesse economico
generale.
3. Al fine di garantire continuita' e regolarita' alla raccolta di
fondi sotto forma di buoni postali fruttiferi e di libretti di
risparmio postale, garantiti dallo Stato, la CDP S.p.a. definisce
condizioni di emissione e le caratteristiche dei predetti prodotti
nel rispetto dei criteri recati dalla parte prima del presente
decreto.
4. In relazione alla situazione di mercato e per salvaguardare il
proprio equilibrio economico, la CDP S.p.a., sentito il Ministero
dell'economia e delle finanze, puo' sospendere l'emissione di buoni
postali fruttiferi.
5. A norma dell'art. 5, comma 24, del decreto-legge tutti gli atti,
contratti, trasferimenti prestazioni e formalita' relativi al
Risparmio Postale e alle altre operazioni di cui all'art. 2, alla
loro esecuzione, modificazione ed estinzione, sono esenti
dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dalle imposte
ipotecarie e catastali e da ogni altra imposta indiretta, nonche' da
ogni altro tributo o diritto.

Art. 2.
Altre operazioni assistite dalla garanzia dello Stato

1. Al fine di assicurare il reperimento da parte della CDP S.p.a.
delle risorse necessarie per lo svolgimento dell'attivita' di
finanziamento di cui all'art. 5, comma 7, lettera a), del
decreto-legge, nel rispetto dei principi di accessibilita',
uniformita' di trattamento, predeterminazione e non discriminazione,
di cui all'art. 5, comma 11, lettera b) del decreto-legge, la CDP
S.p.a e' autorizzata, con le modalita' indicate al comma 2, ad
emettere altri prodotti del Risparmio Postale, nonche' ad effettuare
operazioni, contrarre finanziamenti ed emettere titoli, anche
assistiti dalla garanzia dello Stato.
2. La CDP S.p.a. sottopone al Ministero dell'economia e delle
finanze, per la preventiva autorizzazione, i termini e le condizioni
dei prodotti finanziari o delle operazioni, di cui al comma 1, che
possono essere assistiti dalla garanzia dello Stato; l'autorizzazione
viene rilasciata con decreto del direttore generale del Tesoro.

Art. 3.
Garanzia dello Stato

1. La garanzia dello Stato di cui agli articoli 1 e 2 viene
rilasciata a tutela delle obbligazioni assunte dalla CDP S.p.a. verso
i depositanti, gli investitori e i finanziatori.
2. Il diritto di regresso dello Stato nei confronti della CDP
S.p.a., derivante dall'eventuale escussione della garanzia, viene
esercitato senza pregiudizio:
a) dei crediti, di cui sono titolari soggetti pubblici, rilevanti
ai fini della separazione contabile e organizzativa (di seguito
«Gestione Separata»);
b) del perseguimento delle finalita' di interesse economico
generale assegnate alla CDP S.p.a. dall'art. 5, comma 7, lettera a)
del decreto-legge;
c) della titolarita' delle partecipazioni societarie trasferite
ai sensi dell'art. 5, comma 3, lettera b), del decreto-legge e
soggette ai criteri di gestione fissati con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'art. 5, comma 11,
lettera d), del decreto-legge.

Art. 4.
Buoni postali fruttiferi

1. I buoni postali fruttiferi sono prodotti finanziari nominativi,
non sono cedibili salvo il trasferimento per successione per causa di
morte del titolare o per cause che determinino suecessione a titolo
universale, e non possono essere dati in pegno.
2. In deroga a quanto previsto al comma 1, con il consenso del
titolare, l'emittente ha facolta' di riacquistare i buoni postali
fruttiferi, per conto proprio o per conto di societa' da esso
controllate, al valore di rimborso per il tramite di Poste italiane
S.p.a.
3. I buoni postali fruttiferi possono essere rappresentati da
documento cartaceo ovvero da registrazioni contabili (di seguito
«buoni dematerializzati»); per questi ultimi e' richiesta la
titolarita' di un conto corrente postale o di un libretto di
risparmio postale sul quale sono regolate le operazioni di
collocamento, gestione e rimborso.
4. I buoni postali fruttiferi sono liquidati, in linea capitale e
interessi, alla scadenza prevista all'atto di emissione, fatta salva
la facolta' di rimborso anticipato a richiesta del titolare secondo
le modalita' e condizioni previste nel relativo regolamento adottato
dalla CDP S.p.a.

Art. 5.
Costo della raccolta sotto forma di buoni postali fruttiferi

1. Il costo della raccolta sotto forma di buoni postali fruttiferi
deve allinearsi al costo equivalente dell'indebitamento del Tesoro
sul mercato.
2. Il servizio di collocamento, la gestione e il rimborso dei buoni
postali fruttiferi e di altre operazioni ad essi relative sono esenti
da commissioni e altri oneri a carico dei risparmiatori.

Art. 6.
Formalita' in materia di contratti, pubblicita'
e comunicazioni ai titolari di buoni postali fruttiferi


1. Per il collocamento dei buoni postali fruttiferi Poste italiane
S.p.a. mette a disposizione del cliente nei locali aperti al
pubblico, fogli informativi contenenti informazioni analitiche
sull'emittente, sui rischi tipici dell'operazione, sulle
caratteristiche economiche dell'investimento e sulle principali
clausole contrattuali (di seguito il «Foglio Informativo»).
2. Per il collocamento dei buoni postali fruttiferi rappresentati
da documento cartaceo viene consegnato al sottoscrittore il documento
medesimo unitamente al regolamento del prestito; il documento
cartaceo rappresentativo dei buoni postali fruttiferi non e'
assimilabile alle carte valori.
3. Per il collocamento dei buoni dematerializzati i contratti
relativi al servizio di collocamento sono redatti per iscritto e un
esemplare, comprensivo delle condizioni generali di contratto, e'
consegnato al sottoscrittore, unitamente al regolamento del prestito.
Sono consentite altre forme di sottoscrizione dei contratti ammesse
dalla normativa vigente in materia di collocamento di strumenti
finanziari.
4. Le comunicazioni della CDP S.p.a. ai titolari dei buoni postali
fruttiferi vengono effettuate mediante l'inserzione di appositi
avvisi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel sito web della
CDP S.p.a. Al fine di garantire l'effettiva conoscenza delle
informazioni pubblicate, queste ultime possono essere rese note anche
mediante l'esposizione di appositi avvisi nei locali aperti al
pubblico di Poste italiane S.p.a., nonche' mediante pubblicazione su
quotidiani a diffusione nazionale, di cui uno economico, con
l'indicazione degli estremi della pubblicazione della Gazzetta
Ufficiale della Repubblica ovvero con l'avvertenza che l'avviso e' in
corso di pubblicazione.
5. Gli schemi della documentazione individuata dal presente
articolo sono preventivamente approvati da CDP S.p.a.
6. La forma e gli altri segni caratteristici del documento cartaceo
rappresentativo dei buoni pustali fruttiferi sono approvati dal
Ministero dell'economia e delle finanze con decreto del direttore
generale del Tesoro.

Art. 7.
Libretti di risparmio postale

1. I libretti di risparmio postale sono prodotti finanziari
nominativi o al portatore e su di essi sono annotati i versamenti e i
prelevamenti di denaro effettuati.
2. I versamenti e i prelevamenti sui libretti di risparmio postale
possono essere effettuati anche tramite l'utilizzo di carta a banda
magnetica o di altri documenti di legittimazione, quando resi
disponibili e rilasciati a richiesta del depositante; le annotazioni
di operazioni preventivamente autorizzate dal depositante, nonche'
quelle effettuate tramite carta a banda magnetica o altri documenti
di legittimazione, possono essere riportate anche in epoca successiva
all'esecuzione delle operazioni stesse, in occasione della
presentazione del libretto.
3. I libretti di risparmio postale intestati ai minori di eta' sono
aperti con limiti di giacenza e prelievo che ne consentano, anche per
fasce d'eta', l'utilizzo e la gestione direttamente da parte dei
minori intestatari ovvero mediante i loro rappresentanti legali.
4. Ai libretti di risparmio postale sono applicabili le
disposizioni recate dal codice civile in materia di libretti di
deposito a risparmio.

Art. 8.
Costo della raccolta sotto forma di libretti
di risparmio postale


1. Il costo della raccolta sotto forma di libretti di risparmio
postale deve allinearsi al costo di raccolta a breve termine del
Tesoro sul mercato.
2. I libretti di risparmio postale sono esenti da spese relative
all'apertura e alla gestione, fatte salve le disposizioni in materia
fiscale e quanto disposto all'art. 9, comma 5.

Art. 9.
Formalita' in materia di contratti, pubblicita'
e comunicazioni ai titolari di libretti di risparmio postale


1. Per il collocamento dei libretti di risparmio postale Poste
italiane Sp.a. mette a disposizione del cliente nei locali aperti al
pubblico i Fogli Informativi.
2. I contratti relativi al collocamento dei libretti di risparmio
postale sono redatti per iscritto e un esemplare, comprensivo delle
condizioni generali di contratto, e' consegnato al sottoscrittore,
unitamente al libretto.
3. Le comunicazioni della CDP S.p.a. ai titolari dei libretti di
risparmio postale, ivi comprese quelle inerenti a eventuali
variazioni contrattuali sfavorevoli di tipo generalizzato di cui al
comma 4, sono effettuate mediante l'inserzione di appositi avvisi
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel sito web della CDP
S.p.a. Al fine di garantire l'effettiva conoscenza delle variazioni
queste ultime possono essere rese note anche mediante l'esposizione
di appositi avvisi nei locali aperti al pubblico di Poste italiane
S.p.a., nonche' mediante pubblicazione su quotidiani a diffusione
nazionale, di cui uno economico, con l'indicazione degli estremi
della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica ovvero
con l'avvertenza che l'avviso e' in corso di pubblicazione.
4. Se nei contratti e' convenuta la facolta' di modificare
unilateralmente le condizioni, le variazioni contrattuali sfavorevoli
di tipo generalizzato non possono avere effetto nei confronti del
sottoscrittore in data anteriore a quella della pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica. Entro quindici giorni dalla
pubblicazione, il sottoscrittore ha diritto di recedere dal contratto
senza penalita' e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto,
l'applicazione delle condizioni precedentemente praticate. Fatto
salvo quanto previsto in materia di recesso, l'informativa
individuale viene resa alla prima occasione utile.
5. Il depositante e i suoi aventi causa hanno diritto di ottenere a
richiesta e gratuitamente, con cadenza annuale, la comunicazione
informativa sui tassi di interesse applicati, sulla decorrenza delle
valute, sugli interessi liquidati e sulle ritenute di legge operate
nonche', a richiesta e a proprie spese, entro un congruo termine e
comunque non oltre novanta giorni dalla richiesta, copia inerente
alle singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni.
6. Gi schemi della documentazione individuata dal presente articolo
sono preventivamente approvati da CDP S.p.a.


Parte II
Criteri per la definizione delle condizionigenerali ed economiche degli impieghi

Art. 10.
Servizio di interesse economico generale

1. I finanziamenti di cui all'art. 5, comma 7, lettera a) del
decreto-legge costituiscono servizio di interesse economico generale
e sono regolati sulla base dei criteri recati dalla parte II del
presente decreto, al fine di garantire accessibilita', uniformita' di
trattamento predeterminazione e non discriminazione.
2. A norma dell'art. 5, comma 24, del decreto-legge tutti gli atti,
contratti, trasferimenti, prestazioni e formalita' relativi a
finanziamenti di cui al comnna 1, alla loro esecuzione, modificazione
ed estinzione, sono esenti dall'imposta di registro, dall'imposta di
bollo, dalle imposte ipotecarie e catastali e da ogni altra imposta
indiretta, nonche' da ogni altro tributo o diritto.

Art. 11.
Prestiti di scopo

1. La CDP S.p.a. concede finanziamenti, sotto forma di prestiti di
scopo, nel rispetto dei criteri recati dal presente articolo e dagli
articoli 12 e 13.
2. I prestiti di scopo sono destinati agli investimenti di
interesse pubblico dei soggetti di cui all'art. 5, comma 7, lettera
a), del decreto-legge o ad altre finalita' per le quali e'
consentito, ai medesimi soggetti, ricorrere all'indebitamento.
3. L'istruttoria per l'accesso ai prestiti di scopo e' volta
all'accertamento della sussistenza dei requisiti imposti dalla legge
per le operazioni di indebitamento dei soggetti richiedenti, nonche'
di eventuali altre condizioni fissate dalla CDP S.p.a. per categorie
omogenee.

Art. 12.
Tassi di interesse

1. I prestiti di scopo sono regolati a tasso fisso o a tasso
variabile.
2. Per i mutui di qualsiasi importo, l'equivalente finanziario dei
tassi applicati dalla CDP S.p.a. non puo' essere superiore, al
momento della loro rilevazione, ai tassi indicati, per le rispettive
scadenze, ai sensi dell'art. 45, comma 32, della legge 23 dicembre
1998, n. 448, per i mutui da stipulare con oneri a carico dello
Stato.

Art. 13.
Formalita' in materia di contratti,
pubblicita' e comunicazioni


1. I contratti relativi ai prestiti di scopo sono redatti per
iscritto e un esemplare, comprensivo delle condizioni generali di
contratto, e' consegnato al soggetto finanziato.
2. A norma dell'art. 5, comma 13, del decreto-legge, per i
contratti di cui al comma 1 non e' richiesta la forma pubblica a pena
di nullita'.
3. La CDP S.p.a. adotta le misure idonee a consentire la
conclusione di contratti anche mediante lo scambio di corrispondenza.
4. Le condizioni generali dei prestiti di scopo sono rese note
mediante circolari emanate dalla CDP S.p.a. e pubblicate nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel sito web della CDP S.p.a.
5. I tassi di interesse applicati sui prestiti di scopo dalla CDP
S.p.a., nel rispetto di quanto disposto all'art. 12, sono
predeterminati e resi noti mediante pubblicazione su di almeno un
quotidiano economico a rilevanza nazionale.

Art. 14.
Altri finanziamenti della Gestione separata

1. Finanziamenti a condizioni diverse da quelle indicate agli
articoli 11, 12 e 13 sono resi disponibili, per categorie omogenee di
soggetti o di finalita', a favore o a carico dei soggetti di cui
all'art. 5, comma 7, lettera a) del decreto-legge per interventi di
interesse pubblico.
2. I finanziamenti di cui al comma 1 sono regolati ai tassi di
interesse e alle condizioni determinate dalla CDP S.p.a., in ragione
delle finalita' dell'intervento, delle caratteristiche
dell'investimento o delle qualita' del soggetto finanziato.


Parte III
Indirizzi per la separazione organizzativa e contabile


Art. 15. Finalita' della separazione organizzativa e contabile


1. La CDP S.p.a. definisce i criteri che informano la separazione
organizzativa e contabile, di cui al decreto-legge e al decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze 5 dicembre 2003 nel rispetto
degli indirizzi di cui alla parte III del presenre decreto.
2. La separazione organizzativa e contabile risponde alle seguenti
finalita':
a) assicurare l'equilibrio economico della CDP S.p.a., ai sensi
dell'art. 8 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
5 dicembre 2003;
b) fornire al Ministero dell'economia e delle finanze dati utili
all'esercizio del potere di indirizzo di cui all'art. 5, comma 9, del
decreto-legge;
c) assicurare la compatibilita' del complesso delle funzioni
della CDP S.p.a. con la normativa in materia di aiuti di Stato,
concorrenza e trasparenza di cui al decreto legislativo 11 novembre
2003, n. 333.

Art. 16.
Principi e livelli di separazione

1. La separazione organizzativa e' attuata mediante la distinzione
delle unita' organizzative della CDP S.p.a. riferibili alla Gestione
Separata dalle altre unita' organizzative (di seguito collettivamente
definite «Gestione ordinaria»), assegnando a ciascuna di esse (di
seguito le «Gestioni») caratteri di impresa separata con riguardo
alla determinazione delle condizioni applicate ai rapporti tra di
esse, nel contesto di unicita' del soggetto giuridico e delle
strutture sottostanti.
2. I criteri che informano la separazione organizzativa e contabile
possono prevedere ulteriori classificazioni delle unita'
organizzative comuni ad entrambe le Gestioni qualora questo risulti
necessario per le finalita' di cui all'art. 15, comma 2.
3. La separazione contabile si attua attraverso:
a) la disaggregazione delle transazioni della CDP verso l'esterno
e l'attribuzione dei relatvi costi e ricavi alle Gestioni di
competenza, salva la quota di costi e ricavi comuni;
b) la rilevazione e la valorizzazione dei rapporti tra le
Gestioni in base a rilevazioni extra-contabili;
c) l'allocazione alle singole Gestioni della quota di competenza
dei costi e ricavi comuni ad entrambe le Gestioni, applicando
corrette metodologie di contabilita' analitica.
4. I criteri che informano la separazione organizzativa e contabile
indicano le modalita' di determinazione dei criteri di valorizzazione
e allocazione di cui ai punti b) e c).
5. La separazione organizzativa e contabile si sostanzia nella
produzione di documenti informativi, redatti con la medesima
periodicita' dei bilanci di esercizio, destinati unicamente ai
soggetti previsti dalla legge. La forma e il contenuto dei documenti
informativi sono indicati nei criteri che informano la separazione
organizzativa e contabile nel rispetto delle finalita' di cui
all'art. 15, comma 2.
6. I documenti informativi di cui al comma 5 non rientrano nel
campo di applicazione delle norme relative alla redazione dei bilanci
societari.

Art. 17.
Commissione parlamentare di vigilanza

1. Sono a carico della Gestione Separata i costi sostenuti dalla
CDP S.p.a. per effetto del decreto del Ministro del tesoro 18 ottobre
1995, per rimborsi spese e indennita' ai membri della Commissione
parlamentare di vigilanza di cui all'art. 5, comma 9, del
decreto-legge.

Parte IV
Disposizioni transitorie e finali


Art. 18.
Disposizioni transitorie e finali

1. Ai fini dell'applicazione dell'art. 5, comma 12, del
decreto-legge, le parti I e II del presente decreto hanno efficacia
dalla data di adozione delle relative delibere di attuazione del
Consiglio di amministrazione della CDP S.p.a.
2. Per effetto di quanto disposto all'art. 1, comma 2, del decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze 5 dicembre 2003, la somma
di euro 10.800.000.000,00 di cui all'art. 6, comma 1, del medesimo
decreto ministeriale e' comprensiva del capitale sociale di CDP
S.p.a.
3. Per la movimentazione del Risparmio Postale, la CDP S.p.a. puo'
seguire le procedure e operare secondo le modalita', definite dalla
convenzione stipulata tra Poste italiane S.p.a. e Ministero
dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'art. 2, comma 2, del
decreto-legge 1° dicembre 1993, n. 487, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71, fermo restando
l'obbligo per la CDP S.p.a. di separazione dei flussi finanziari
gestiti per conto proprio da quelli gestiti per conto del Ministero
dell'economia e delle finanze.
4. A norma dell'art. 5, comma 21, del decreto-legge ai decreti
emanati in base alle norme contenute nel medesimo art. 5 si applicano
le disposizioni di cui all'art. 3, comma 13 della legge 14 gennaio
1994, n. 20.

Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica.

Roma, 6 ottobre 2004
Il Ministro: Siniscalco


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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