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Gazzetta Ufficiale N. 264 del 10 Novembre 2004

 

DECRETO LEGISLATIVO 30 settembre 2004, n.268

Attuazione della direttiva 2001/16/CE in materia di interoperabilita' del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, legge comunitaria 2003, ed
in particolare l'articolo 1 e l'allegato B;
Vista la direttiva 2001/16/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 19 marzo 2001, relativa all'interoperabilita' del
sistema ferroviario transeuropeo convenzionale;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n.
753;
Vista la legge 17 maggio 1985, n. 210, e successive modificazioni;
Visto l'articolo 131 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
Visto il decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188;
Visto il decreto legislativo 24 maggio 2001, n. 299;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 2 aprile 2004;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 10 settembre 2004;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle
finanze, delle attivita' produttive e per gli affari regionali;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Finalita' e campo di applicazione

1. Il presente decreto stabilisce le condizioni necessarie a
realizzare l'interoperabilita' del sistema ferroviario transeuropeo
nazionale convenzionale con il corrispondente sistema ferroviario
transeuropeo convenzionale come definito nell'allegato I, recependo
la direttiva 2001/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 marzo 2001.
2. Le condizioni di cui al comma 1 riguardano la progettazione, la
costruzione, la messa in servizio, la ristrutturazione, il
rinnovamento, l'esercizio e la manutenzione degli elementi di detto
sistema, nonche' le qualifiche professionali e le condizioni di
salute e di sicurezza del personale che contribuisce all'esercizio
del sistema.
3. Oltre a quelle indicate al comma 2, le condizioni di cui al
comma 1 riguardano, per ogni sottosistema, i parametri, i componenti
di interoperabilita', le interfacce e le procedure, nonche' la
coerenza globale del sistema ferroviario nazionale convenzionale
necessari per realizzare l'interoperabilita'.
4. Gli allegati da I a X costituiscono parte integrante del
presente decreto.

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'art. 10, comma 3 del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita'
europee (GUCE).
Note alle premesse:
- L'art. 76 della Costituzione stabilisce che
l'esercizio della funzione legislativa non puo' essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
- L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
- La legge 31 ottobre 2003, n. 306, reca: «Disposizioni
per adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza
dell'Italia alle Comunita' europee. Legge comunitaria
2003.». L'art. 1 e l'allegato B della citata legge, cosi'
recitano:
«Art. 1 (Delega al Governo per l'attuazione di
direttive comuni-tarie). - 1. Il Governo e' delegato ad
adottare, entro il termine di diciotto mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, i decreti
legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione
alle direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati
A e B.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell'art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro con
competenza istituzionale prevalente per la materia, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell'economia e delle finanze e con gli altri
Ministri interessati in relazione all'oggetto della
direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell'elenco di cui
all'allegato B, nonche', qualora sia previsto il ricorso a
sanzioni penali, quelli relativi all'attuazione delle
direttive elencate nell'allegato A, sono trasmessi, dopo
l'acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge,
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica
perche' su di essi sia espresso, entro quaranta giorni
dalla data di trasmissione, il parere dei competenti organi
parlamentari. Decorso tale termine i decreti sono emanati
anche in mancanza del parere. Qualora il termine previsto
per il parere dei competenti organi parlamentari scada nei
trenta giorni che precedono la scadenza dei termini
previsti ai commi 1 o 4 o successivamente, questi ultimi
sono prorogati di novanta giorni.
4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di
ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla
presente legge, il Governo puo' emanare, con la procedura
indicata nei commi 2 e 3, disposizioni integrative e
correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del
comma 1.
5. In relazione a quanto disposto dall'art. 117, quinto
comma, della Costituzione, i decreti legislativi
eventualmente adottati nelle materie di competenza
legislativa delle regioni e delle province autonome di
Trento e di Bolzano entrano in vigore, per le regioni e le
province autonome nelle quali non sia ancora in vigore la
propria normativa di attuazione, alla data di scadenza del
termine stabilito per l'attuazione della normativa
comunitaria e perdono comunque efficacia a decorrere dalla
data di entrata in vigore della normativa di attuazione
adottata da ciascuna regione e provincia autonoma nel
rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario
e dei principi fondamentali stabiliti dalla legislazione
dello Stato.».

«Allegato B
(Art. 1, commi 1 e 3)

96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla
prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento.
1999/22/CE del Consiglio, del 29 marzo 1999, relativa
alla custodia degli animali selvatici nei giardini
zoologici.
1999/63/CE del Consiglio, del 21 giugno 1999, relativa
all'accordo sull'organizzazione dell'orario di lavoro della
gente di mare concluso dall'Associazione armatori della
Comunita' europea (ECSA) e dalla Federazione dei sindacati
dei trasportatori dell'Unione europea (FST).
2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione
comunitaria in materia di acque.
2000/76/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
4 dicembre 2000, sull'incenerimento dei rifiuti.
2000/79/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000,
relativa all'attuazione dell'accordo europeo
sull'organizzazione dell'orario di lavoro del personale di
volo nell'aviazione civile concluso da Association of
European Airlines (AEA), European Transport Workers'
Federation (ETF), European Cockpit Association (ECA),
European Regions Airline Association (ERA) e International
Air Carrier Association (IACA).
2001/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 marzo 2001, relativa all'interoperabilita' del sistema
ferroviario transeuropeo convenzionale.
2001/86/CE del Consiglio, dell'8 ottobre 2001, che
completa lo Statuto della Societa' europea per quanto
riguarda il coinvolgimento dei lavoratori.
2002/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 marzo 2002, che istituisce norme e procedure per
l'introduzione di restrizioni operative ai fini del
contenimento del rumore negli aeroporti della Comunita'.
2002/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 giugno 2002, sulle prescrizioni minime di sicurezza e di
salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (vibrazioni) (sedicesima
direttiva particolare ai sensi dell'art. 16, paragrafo 1,
della direttiva 89/391/CEE).
2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 giugno 2002, relativa alla determinazione e alla
gestione del rumore ambientale.
2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
12 luglio 2002, relativa al trattamento dei dati personali
e alla tutela della vita privata nel settore delle
comunicazioni elettroniche (direttiva relativa alla vita
privata e alle comunicazioni elettroniche).
2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 settembre 2002, concernente la commercializzazione a
distanza di servizi finanziari ai consumatori e che
modifica la direttiva 90/619/CEE del Consiglio e le
direttive 97/7/CE e 98/27/CE.
2002/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 settembre 2002, che modifica la direttiva 76/207/CEE del
Consiglio relativa all'attuazione del principio della
parita' di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto
riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla
promozione professionali e le condizioni di lavoro.
2002/74/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 settembre 2002, che modifica la direttiva 80/987/CEE del
Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative alla tutela dei lavoratori
subordinati in caso di insolvenza del datore di lavoro.
2002/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 novembre 2002, che modifica le direttive in materia di
sicurezza marittima e di prevenzione dell'inquinamento
provocato dalle navi.
2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2002, relativa alla vigilanza supplementare
sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e
sulle imprese di investimento appartenenti ad un
conglomerato finanziario e che modifica le direttive
73/239/CEE, 79/267/CEE, 92/49/CEE, 92/96/CEE, 93/6/CEE e
93/22/CEE del Consiglio e le direttive 98/78/CE e
2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.
2002/89/CE del Consiglio, del 28 novembre 2002, che
modifica la direttiva 2000/29/CE concernente le misure di
protezione contro l'introduzione nella Comunita' di
organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e
contro la loro diffusione nella Comunita'.
2002/90/CE del Consiglio, del 28 novembre 2002, volta a
definire il favoreggiamento dell'ingresso, del transito e
del soggiorno illegali.
2002/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
9 dicembre 2002, sulla intermediazione assicurativa.
2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 gennaio 2003, sulla restrizione dell'uso di determinate
sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed
elettroniche.
2002/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 gennaio 2003, sui rifiuti di apparecchiature elettriche
ed elettroniche (RAEE).
2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
28 gennaio 2003, sull'accesso del pubblico all'informazione
ambientale e che abroga la direttiva 90/313/CEE del
Consiglio, del 7 giugno 1990.
2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
28 gennaio 2003, relativa all'abuso di informazioni
privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di
mercato).
2003/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
3 marzo 2003, che modifica la direttiva 98/70/CE relativa
alla qualita' della benzina e del combustibile diesel.
2003/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 aprile 2003, che modifica la direttiva 98/18/CE del
Consiglio, del 17 marzo 1998, relativa alle disposizioni e
norme di sicurezza per le navi da passeggeri.
2003/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 aprile 2003, concernente requisiti specifici di
stabilita' per le navi ro/ro da passeggeri.
2003/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 maggio 2003, sul ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative degli Stati
membri in materia di pubblicita' e di sponsorizzazione a
favore dei prodotti del tabacco.
2003/43/CE del Consiglio, del 26 maggio 2003, recante
modifica della direttiva 88/407/CEE che stabilisce le
esigenze di polizia sanitaria applicabili agli scambi
intracomunitari e alle importazioni di sperma di animali
della specie bovina.
2003/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 giugno 2003, che modifica la direttiva 94/25/CE sul
ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri
riguardanti le imbarcazioni da diporto.
2003/50/CE del Consiglio, dell'11 giugno 2003, che
modifica la direttiva 91/68/CEE per quanto riguarda il
rafforzamento dei controlli sui movimenti di ovini e
caprini.».
- La direttiva 2001/16/CE e' pubblicata in GUCE n. L
110 del 20 aprile 2001.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio
1980, n. 753, reca: «Nuove norme in materia di polizia,
sicurezza e regolarita' dell'esercizio delle ferrovie e di
altri servizi di trasporto».
- La legge 17 maggio 1985, n. 210, reca: «Istituzione
dell'ente "Ferrovie dello Stato"».
- La legge 23 dicembre 2000, n. 388, reca:
«Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001) ed e'
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 29 dicembre 2000, n.
302, supplemento ordinario.» L'art. 131, della citata
legge, cosi' recita:
«Art. 131 (Disposizioni in materia di trasporto
ferroviario e di applicazione della normativa vigente in
materia di appalti ferroviari). - 1. Al fine di garantire
il contenimento delle tariffe e il risanamento finanziario
delle attivita' di trasporto ferroviario, il Ministro dei
trasporti e della navigazione puo' rilasciare titoli
autorizzatori ai soggetti in possesso dei requisiti
previsti dal decreto del Presidente della Repubblica
16 marzo 1999, n. 146, anche in deroga a quanto disposto
dagli articoli 1, comma 1, lettera a), e 3, comma 1,
lettera a), del medesimo decreto, a condizione di
reciprocita' qualora si tratti di imprese aventi sede
all'estero o loro controllate; puo' altresi' autorizzare la
societa' Ferrovie dello Stato S.p.a. e le aziende in
concessione ad effettuare operazioni in leasing per
l'approvvigionamento d'uso di materiale rotabile. Gli
articoli 14 e 18 del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992,
n. 359, si applicano per la parte concernente
l'infrastruttura ferroviaria e cessano di applicarsi al
trasporto ferroviario. La societa' Ferrovie dello Stato
S.p.a. delibera le conseguenti modifiche statutarie.
2. (Omissis).
3. Al fine di garantire la sollecita conclusione dei
lavori relativi alla tratta ferroviaria ad alta capacita'
Torino-Milano approvati nella conferenza di servizi
tenutasi il 14 luglio 2000 ed il contenimento dei costi di
realizzazione, anche in relazione alle esigenze connesse
allo svolgimento delle Olimpiadi invernali del 2006, il
Ministro dei trasporti e della navigazione entro i quindici
giorni successivi alla data di entrata in vigore della
presente legge istituisce l'Osservatorio permanente per il
monitoraggio dei lavori relativi alla medesima tratta
ferroviaria, composto da sei componenti, di cui uno
nominato dal Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e cinque nominati dal Ministro dei
trasporti e della navigazione e designati, rispettivamente,
dal Ministro medesimo, dal presidente della regione
Lombardia, dal presidente della regione Piemonte, dalla TAV
S.p.a. e dal General Contractor affidatario della
progettazione esecutiva e dei lavori di costruzione. Ai
componenti non spetta alcun compenso. I servizi di
segreteria dell'Osservatorio sono assicurati dal Ministero
dei trasporti e della navigazione nell'ambito delle
ordinarie dotazioni organiche e finanziarie. Ai lavori di
cui al presente comma non si applicano le disposizioni del
comma 2.
4. (Omissis).
5. Tutte le operazioni di ristrutturazione della
societa' Ferrovie dello Stato S.p.a. effettuate a decorrere
dal 1° gennaio 2000 in esecuzione delle direttive
comunitarie 91/440/CEE, 95/18/CE e 95/19/CE, cosi' come
recepite dal decreto del Presidente della Repubblica
8 luglio 1998, n. 277, e successive modificazioni, e dal
decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 1999, n.
146, nonche' della direttiva del Presidente del Consiglio
dei Ministri del 18 marzo 1999, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 113 del 17 maggio 1999, sono effettuate in
regime di neutralita' fiscale e pertanto escluse da ogni
imposta e tassa. Gli eventuali maggiori valori realizzati o
iscritti, in conseguenza delle predette operazioni, nei
bilanci delle societa' interessate non sono riconosciuti ai
fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale
sulle attivita' produttive.».
- Il decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, reca:
«Attuazione della direttiva 2001/12/CE, della direttiva
2001/13/CE e della direttiva 2001/14/CE in materia
ferroviaria».
- Il decreto legislativo 24 maggio 2001, n. 299, reca:
«Attuazione della direttiva 96/48/CE relativa
all'interoperabilita' del sistema ferroviario transeuropeo
ad alta velocita».
Nota all'art. 1:
- Per la direttiva 2001/16/CE vedi note alle premesse.

Art. 2.
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) direttiva: la direttiva 2001/16/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 19 marzo 2001, relativa all'interoperabilita' del
sistema ferroviario transeuropeo convenzionale;
b) sistema ferroviario transeuropeo convenzionale: il sistema
ferroviario di cui all'allegato I, costituito dalle infrastrutture
ferroviarie, che comprendono le linee e gli impianti fissi della rete
transeuropea di trasporto costruite o adattate per il trasporto
ferroviario convenzionale ed il trasporto ferroviario combinato, e
dal materiale rotabile progettato per percorrere dette
infrastrutture;
c) interoperabilita': la capacita' del sistema ferroviario
transeuropeo convenzionale di consentire la circolazione sicura e
senza soluzione di continuita' dei treni garantendo il livello di
prestazioni richiesto per le linee; tale capacita' si fonda
sull'insieme delle prescrizioni regolamentari, tecniche ed operative
che debbono essere soddisfatte per ottemperare ai requisiti
essenziali;
d) sottosistemi: il risultato della divisione del sistema
ferroviario transeuropeo convenzionale come indicato nell'allegato
II; tali sottosistemi, i cui requisiti essenziali sono definiti
nell'allegato III, sono di natura strutturale o funzionale;
e) componenti di interoperabilita': qualsiasi componente
elementare, gruppo di componenti, sottoinsieme o insieme completo di
materiali incorporati o destinati ad essere incorporati in un
sottosistema da cui dipende direttamente o indirettamente
l'interoperabilita' del sistema ferroviario transeuropeo
convenzionale. Il concetto di «componente» comprende i beni materiali
e immateriali, quali il software;
f) requisiti essenziali: l'insieme delle condizioni di cui
all'allegato III che devono essere soddisfatte dal sistema
ferroviario transeuropeo convenzionale, dai sottosistemi e dai
componenti di interoperabilita', comprese le interfacce;
g) specifica europea: una specifica tecnica comune,
un'omologazione tecnica europea o una norma nazionale che recepisce
una norma europea, quali definite all'articolo 1, paragrafi 8, 9, 10,
11 e 12, della direttiva 93/38/CEE;
h) specifiche tecniche di interoperabilita', in seguito
denominate «STI»: le specifiche di cui e' oggetto ciascun
sottosistema o parte di sottosistema, al fine di soddisfare i
requisiti essenziali e garantire l'interoperabiita' del sistema
ferroviario transeuropeo convenzionale;
i) organismo notificato: l'organismo incaricato di valutare la
conformita' o l'idoneita' all'impiego dei componenti di
interoperabilita' o di istruire la procedura di verifica «CE» dei
sottosistemi;
l) sistema ferroviario transeuropeo nazionale convenzionale: la
parte del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale costituita
dalle infrastrutture definite nell'allegato I, sezione 3, punto 3.8
della decisione n. 1692/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 23 luglio 1996 e dai materiali rotabili che utilizzano dette
infrastrutture;
m) gestore dell'infrastruttura: il soggetto indicato agli
articoli 3, comma 1, lettera h), e 11 del decreto legislativo
8 luglio 2003, n. 188;
n) amministrazione competente: il Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti - Dipartimento dei trasporti terrestri e dei sistemi
informativi e statistici;
o) ente appaltante: ogni soggetto, responsabile della
realizzazione di un sottosistema, tenuto al rilascio della
dichiarazione di verifica CE di cui all'allegato V, previo
espletamento della relativa procedura effettuata dall'organismo
notificato al quale la stessa e' stata aggiudicata o, comunque,
affidata dal predetto soggetto, ai sensi dell'articolo 6, comma 5;
p) organismo comune rappresentativo: l'organismo composto da
rappresentanti dei gestori dell'infrastruttura, delle imprese
ferroviarie e dell'industria, incaricato di elaborare le STI;
q) ristrutturazione: lavori importanti di modifica di un
sottosistema o di una parte di sottosistema che richiedono una nuova
autorizzazione di messa in servizio, secondo la normativa del
settore;
r) rinnovamento: lavori importanti di sostituzione di un
sottosistema o di una parte di sottosistema che necessitano di una
nuova autorizzazione di messa in servizio, secondo la normativa del
settore.

Note all'art. 2:

- Per la direttiva 2001/16/CE vedi note alle premesse.
- La direttiva 93/38/CEE e' pubblicata in GUCE n. L 199
del 9 agosto 1993. L'art. 1, paragrafi 8, 9, 10, 11 e 12,
della citata direttiva, cosi' recita:
«8) "Specifiche tecniche": i requisiti tecnici
menzionati in particolare nei capitolati d'oneri, che
definiscono le caratteristiche richieste di un'opera, un
materiale, un prodotto, una fornitura o un servizio e che
permettono di caratterizzare oggettivamente un'opera, un
materiale, un prodotto, una fornitura o un servizio in modo
che essi rispondano all'uso cui sono destinati dall'ente
aggiudicatore. Tali prescrizioni tecniche possono
comprendere i livelli di qualita' o le proprieta' d'uso, la
sicurezza, le dimensioni, nonche' le prescrizioni
applicabili al materiale, al prodotto, alla fornitura o al
servizio per quanto riguarda il sistema di garanzia della
qualita', la terminologia, i simboli, le prove e i metodi
di prova, l'imballaggio, la marchiatura e l'etichettatura.
Relativamente agli appalti di lavori esse possono includere
anche le norme relative alla progettazione e al calcolo dei
costi delle opere, le condizioni di prova, di controllo e
di collaudo d'accettazione delle opere stesse nonche' le
tecniche o i metodi di costruzione e tutte le altre
condizioni di carattere tecnico che l'ente aggiudicatore e'
in grado di prescrivere, mediante regolamentazione generale
o particolare, per quanto riguarda le opere terminate e in
ordine ai materiali o elementi costituenti tali opere.
9) "Norma": la specifica tecnica approvata da un
organismo riconosciuto come avente attivita' normativa, ai
fini di un'applicazione ripetuta e continua, il cui
rispetto non e' in linea di massima obbligatorio.
10) "Norma europea": ogni norma approvata dal Comitato
europeo per la standardizzazione (CEN) o dal Comitato
europeo di normalizzazione elettrotecnica (CENELEC) in
quanto norma europea (EN) o documento di armonizzazione
(HD), conformemente alle regole comuni di tali organismi, o
approvata dall'ente europeo di normalizzazione nel settore
delle telecomunicazioni (ETSI), conformemente alle proprie
norme, in quanto norma europea per le telecomunicazioni
(ETS).
11) "Specifica tecnica comune": la specifica tecnica
elaborata conformemente ad una procedura riconosciuta dagli
Stati membri al fine di garantirne l'applicazione uniforme
in tutti gli Stati membri e' pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunita' europee.
12) "Omologazione tecnica europea": una valutazione
tecnica attestante l'idoneita' di un prodotto all'impiego
cui e' destinato, basata sulla sua conformita' ai requisiti
essenziali prescritti per le opere nelle quali dev'essere
utilizzato, alla luce delle sue caratteristiche intrinseche
e delle sue condizioni d'impiego, quali definite dalla
direttiva 89/106/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988,
relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri
concernenti i prodotti da costruzione. L'omologazione
tecnica europea viene rilasciata dall'organismo autorizzato
a tal fine dallo Stato membro.».
- La decisione n. 1692/96/CE e' pubblicata in GUCE n. L
228 del 9 settembre 1996. L'allegato I, sezione 3, punto
3.8. della citata decisione, cosi' recita:

«Allegato I

Sezione 3: Rete ferroviaria
3.8. Italia»
- Gli articoli 3, comma 1, lettera h) e 11, del citato
decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, cosi' recitano:
«Art. 3 (Definizioni). - 1. Ai fini del presente
decreto si intende per:
(omissis);
h) "gestore dell'infrastruttura", soggetto incaricato
in particolare della realizzazione, della manutenzione
dell'infrastruttura ferroviaria e della gestione in
sicurezza della circolazione ferroviaria. I compiti del
gestore dell'infrastruttura, anche per parte della rete,
possono essere assegnati a diversi soggetti con i vincoli
definiti nelle norme comunitarie vigenti e nel presente
decreto;
(omissis).».
«Art. 11 (Principi). - 1. Il gestore
dell'infrastruttura ferroviaria e' soggetto autonomo ed
indipendente, sul piano giuridico, organizzativo o
decisionale, dalle imprese operanti nel settore dei
trasporti.
2. Il gestore dell'infrastruttura ferroviaria e'
responsabile del controllo della circolazione in sicurezza
dei convogli, della manutenzione e del rinnovo
dell'infrastruttura ferroviaria, sul piano tecnico,
commerciale e finanziario, assicurandone l'accessibilita',
la funzionalita', nonche' le informazioni; deve altresi'
assicurare la manutenzione e la pulizia degli spazi
pubblici delle stazioni passeggeri.
3. Il gestore dell'infrastruttura ferroviaria e' tenuto
al rispetto della riservatezza delle informazioni
commerciali in suo possesso.
4. Al gestore dell'infrastruttura ferroviaria
nazionale, per la rete di propria attribuzione, sono
affidati in via esclusiva i compiti e le funzioni relativi
al rilascio del certificato di sicurezza, nonche' il
calcolo e riscossione dei canoni e l'assegnazione di
capacita' sulla base delle disposizioni di cui agli
articoli 17 e 27.
5. Per quanto riguarda i gestori di infrastrutture
ferroviarie regionali e locali, rientranti nel campo di
applicazione del presente decreto, ove l'attivita' di
gestione dell'infrastruttura ferroviaria sia svolta da un
soggetto che sia titolare anche di un'impresa ferroviaria,
le attivita' ed i compiti di cui ai commi 1, 2, 3 e 4,
devono essere espletati senza oneri aggiuntivi per la
finanza pubblica, attraverso una struttura aziendale
autonoma e distinta, sotto il profilo patrimoniale e
contabile, dalle altre strutture destinate allo svolgimento
delle attivita' espletate in qualita' di impresa
ferroviaria. I criteri per la separazione contabile sono
stabiliti dal regolamento (CEE) n. 1108/70.».

Art. 3.
Specifiche tecniche di interoperabilita'

1. Il sistema ferroviario transeuropeo nazionale convenzionale e'
suddiviso in sottosistemi di natura strutturale e funzionale, come
definiti nell'allegato II.
2. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 4, per ogni
sottosistema e' applicata la relativa STI, ovvero le relative STI se
un sottosistema e' oggetto di piu' STI; in particolare un
sottosistema puo' essere oggetto di piu' STI per trattare
separatamente le categorie di linee, nodi o materiale rotabile,
oppure per risolvere alcuni problemi prioritari di interoperabilita'.
In questi casi, le disposizioni del presente articolo si applicano
anche alla parte del sottosistema interessata.
3. La conformita' di ogni sottosistema alle STI e' costantemente
garantita nel corso dell'utilizzazione di ciascun sottosistema, nel
rispetto delle prescrizioni adottate dal gestore dell'infrastruttura.
4. In mancanza delle STI si fa riferimento alla vigente normativa
nazionale.

Art. 4.
Casi di deroga dall'applicazione delle STI

1. Nel rispetto degli standard di sicurezza, una o piu' STI,
incluse quelle relative al materiale rotabile, possono non essere
applicate nei casi e nelle condizioni seguenti:
a) per un progetto di realizzazione di una nuova linea o di
ristrutturazione di una linea esistente o per ogni elemento di cui
all'articolo 1, commi 1 e 2, che si trovi in uno stadio avanzato di
sviluppo o che formi oggetto di un contratto in corso di esecuzione
al momento della pubblicazione delle STI;
b) per un progetto di rinnovamento o di ristrutturazione di una
linea esistente quando la sagoma, lo scartamento o l'interasse dei
binari o la tensione elettrica previsti dalle STI sono incompatibili
con quelli della linea esistente;
c) per un progetto di realizzazione di una nuova linea o per un
progetto concernente il rinnovamento o la ristrutturazione di una
linea esistente realizzato nel territorio dello Stato quando la rete
ferroviaria di quest'ultimo e' interclusa o isolata, per la presenza
del mare, dalla rete ferroviaria del resto della Comunita';
d) per ogni progetto concernente il rinnovamento, l'estensione o
la ristrutturazione di una linea esistente, quando l'applicazione
delle STI compromette la redditivita' economica del progetto e/o la
coerenza del sistema ferroviario nazionale;
e) quando, in seguito ad un incidente o ad una catastrofe
naturale, le condizioni di ripristino rapido della rete non
consentono dal punto di vista economico o tecnico l'applicazione
parziale o totale delle STI corrispondenti;
f) per vagoni in provenienza o a destinazione di un Paese terzo
nel quale lo scartamento dei binari e' diverso da quello della
principale rete ferroviaria della Comunita'.
2. Ai fini di cui al comma 1, l'amministrazione competente, anche
su proposta del gestore dell'infrastruttura, comunica preliminarmente
alla Commissione europea la proposta motivata di deroga. La proposta
e' corredata di un fascicolo contenente l'indicazione delle STI o
delle parti di esse che si chiede di non applicare e le
corrispondenti specifiche tecniche che si ritiene di applicare.
3. L'amministrazione competente comunica le deroghe autorizzate
dalla Commissione europea a tutte le parti interessate.

Art. 5.
Componenti d'interoperabilita'

1. Per la realizzazione dei sottosistemi relativi al sistema
ferroviario transeuropeo nazionale convenzionale sono utilizzati
esclusivamente componenti d'interoperabilita' che consentono di
soddisfare i requisiti essenziali.
2. La conformita' del componente d'interoperabilita' ai requisiti
essenziali e' attestata dalla dichiarazione CE di conformita' o di
idoneita' all'impiego di cui all'allegato IV.
3. La conformita' dei componenti d'interoperabilita' ai requisiti
essenziali e' stabilita con riferimento alle condizioni previste
dalle relative STI, comprese le pertinenti specifiche europee, se
esistenti. Nel periodo precedente la pubblicazione di una STI o
comunque mancando le specifiche europee, per il rispetto dei
requisiti essenziali si applicano le pertinenti specifiche tecniche
vigenti comunicate dall'amministrazione competente agli altri Stati
membri e alla Commissione europea.
4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
di concerto con il Ministro delle attivita' produttive, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, sono indicati i
riferimenti alle norme nazionali che recepiscono le norme armonizzate
comunitarie i cui riferimenti sono pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale dell'Unione europea.
5. La dichiarazione CE di conformita' o di idoneita' all'impiego di
cui al comma 2 e' redatta, prima dell'immissione sul mercato del
componente d'interoperabilita', dal fabbricante o dal suo mandatario
stabilito nell'Unione europea, sulla base della valutazione di
conformita' di cui all'allegato IV, punto 2.
6. Ai fini di quanto previsto dal comma 5, la valutazione di
conformita' o di idoneita' all'impiego del componente
d'interoperabilita' e' effettuata da un organismo notificato a
richiesta del fabbricante o del suo mandatario stabilito nell'Unione
europea.
7. Se i componenti d'interoperabilita' sono oggetto di disposizioni
comunitarie o nazionali che le recepiscono concernenti aspetti
diversi da quelli previsti dal presente decreto, la dichiarazione CE
di conformita' o di idoneita' all'impiego ai sensi del presente
decreto deve indicare che i componenti d'interoperabilita' rispondono
anche ai requisiti previsti da dette disposizioni. In tale caso la
dichiarazione CE dovra' essere redatta sulla base di attestazione
rilasciata dagli organismi appositamente notificati ai sensi delle
predette disposizioni.
8. Gli obblighi di cui ai commi 5, 6 e 7, qualora non assolti dal
fabbricante o dal suo mandatario stabilito nell'Unione europea, sono
a carico di chiunque immette sul mercato i componenti di
interoperabilita' o assembla i medesimi componenti o parti degli
stessi di diversa origine, o produce componenti per uso proprio.
9. I componenti di interoperabilita' muniti della dichiarazione CE
di conformita' o di idoneita' all'impiego sono sottoposti a
interventi di verifica e manutenzione da parte degli utilizzatori
atti a garantire nel tempo il mantenimento dei requisiti essenziali,
nel rispetto delle disposizioni e prescrizioni adottate dal gestore
dell'infrastruttura.
10. Non e' consentita l'immissione sul mercato di componenti di
interoperabilita' privi di requisiti essenziali o con irregolare
dichiarazione CE di conformita' o di idoneita' all'impiego o privi
della stessa. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola le
disposizioni di cui al presente comma e' punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a 100.000 euro.
11. Non e' consentita l'utilizzazione di componenti di
interoperabilita' in modo difforme dalla loro destinazione. Salvo che
il fatto costituisca reato, chiunque viola le disposizioni di cui al
presente comma e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da
15.000 euro a 100.000 euro.
12. Se nel corso dell'attivita' di vigilanza sull'applicazione del
presente decreto viene accertato che un componente di
interoperabilita', pur munito della dichiarazione CE di conformita' o
di idoneita' all'impiego, immesso sul mercato e utilizzato
conformemente alla sua destinazione, rischia di compromettere il
soddisfacimento dei requisiti essenziali, l'amministrazione
competente adotta provvedimenti provvisori per limitarne il campo di
applicazione ovvero per vietarne l'impiego o per ritirarlo dal
mercato, informandone il gestore dell'infrastruttura. Quando il
gestore dell'infrastruttura rileva le carenze di cui al presente
comma ne informa immediatamente l'amministrazione competente,
adottando le misure urgenti necessarie per limitare o evitare
l'impiego del componente in questione, relativamente al sottosistema
in cui e' inserito.
13. L'amministrazione competente informa senza ritardo la
Commissione europea delle misure adottate ai sensi del comma 12,
esponendo i motivi della decisione e precisando in particolare se la
non conformita' deriva da una inosservanza dei requisiti essenziali,
da una errata applicazione delle specifiche europee, a condizione che
sia richiesta l'applicazione di queste specifiche, oppure da una
lacuna delle specifiche europee. In quest'ultimo caso la
comunicazione e' inviata anche al Ministero delle attivita'
produttive - Ispettorato tecnico dell'industria.
14. L'amministrazione competente adotta nei casi di cui al comma 12
provvedimenti definitivi conformemente alle conclusioni comunicate
dalla Commissione europea dopo l'esame dei casi e le consultazioni
comunitarie da parte della stessa.
15. Se risulta, anche su segnalazione del gestore
dell'infrastruttura, che determinate specifiche europee non
soddisfano i requisiti essenziali, l'amministrazione competente
richiede alla Commissione europea il ritiro parziale o totale di tali
specifiche dalle pubblicazioni in cui sono iscritte, o la loro
modifica.
16. Nei casi di irregolarita' di cui al comma 10 e, comunque, in
tutti i casi in cui risulti che il componente di interoperabilita'
non e' conforme ai requisiti essenziali o non e' idoneo all'impiego,
il fabbricante o il suo mandatario stabilito nell'Unione europea o
l'utilizzatore del componente provvedono alla sua regolarizzazione ai
sensi del presente decreto, alle condizioni stabilite
dall'amministrazione competente e dal gestore dell'infrastruttura.
Qualora la non conformita' persista l'amministrazione competente e il
gestore dell'infrastruttura procedono in conformita' ai commi 12, 13
e 14.
17. L'amministrazione competente informa senza ritardo la
Commissione europea dei casi di cui al comma 16 e delle misure
adottate.
18. I provvedimenti di cui ai commi 12, 14 e 16 sono motivati e
comunicati al fabbricante o ai suoi mandatari stabiliti nell'Unione
europea e all'utilizzatore, che sono tenuti a sostenere tutte le
spese conseguenti ai medesimi provvedimenti.

Art. 6.
Sottosistemi

1. Per la realizzazione del sistema ferroviario transeuropeo
nazionale convenzionale il gestore dell'infrastruttura autorizza
l'apertura al pubblico servizio o l'immissione in esercizio
esclusivamente di sottosistemi di natura strutturale progettati,
costruiti ed installati in modo da soddisfare i pertinenti requisiti
essenziali al momento in cui essi sono integrati nel sistema,
assicurando la coerenza di tali sottosistemi con il sistema nel quale
vengono integrati.
2. Si considerano interoperabili e conformi ai requisiti essenziali
ad essi applicabili i sottosistemi di natura strutturale costitutivi
del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale muniti della
dichiarazione CE di verifica di cui all'allegato V.
3. La verifica dell'interoperabilita' nel rispetto dei requisiti
essenziali di un sottosistema di natura strutturale costitutivo del
sistema ferroviario transeuropeo convenzionale e' compiuta con
riferimento alle relative STI, se esistenti. Nel periodo precedente
la pubblicazione di una STI o comunque mancando le specifiche
europee, per il rispetto dei requisiti essenziali si applicano le
pertinenti specifiche tecniche vigenti, comunicate
dall'amministrazione competente agli altri Stati membri e alla
Commissione europea.
4. La dichiarazione CE di verifica di cui al comma 2 e' redatta,
prima che il sottosistema di natura strutturale sia immesso in
servizio, dall'ente appaltante o dal suo mandatario stabilito
nell'Unione europea, previo svolgimento della procedura di verifica
CE di cui all'allegato VI.
5. Ai fini di quanto previsto dal comma 4, la procedura di verifica
CE e' effettuata da un organismo notificato, a richiesta dell'ente
appaltante o del suo mandatario stabilito nell'Unione europea.
6. L'ente appaltante o il suo mandatario stabilito nell'Unione
europea che richiede a un organismo notificato di istruire la
procedura di verifica CE di un sottosistema strutturale mette a
disposizione dello stesso organismo la documentazione tecnica
necessaria relativa alle caratteristiche del sottosistema, come
individuata dall'allegato VI. La documentazione tecnica contiene i
documenti necessari relativi alle caratteristiche del sottosistema
nonche', eventualmente, quelli che attestano la conformita' dei
componenti di interoperabilita'. Essa contiene anche gli elementi
relativi alle condizioni ed ai limiti d'uso, alle istruzioni di
manutenzione, di sorveglianza continua o periodica, di regolazione e
di riparazione.
7. Ai fini della procedura di verifica CE di un sottosistema
l'organismo notificato incaricato inizia la propria attivita' nella
fase di progettazione e copre tutto il periodo di costruzione fino
alla fase della dichiarazione di conformita', precedente l'entrata in
servizio del sottosistema. Il compito dell'organismo notificato
comprende anche la verifica delle interfacce del sottosistema in
questione rispetto al sistema in cui viene integrato, sulla scorta
delle informazioni disponibili nella STI pertinente e nei registri di
cui all'articolo 12.
8. La dichiarazione CE di verifica dell'interoperabilita' e'
allegata alla documentazione tecnica raccolta dall'organismo
notificato incaricato di istruire la procedura di verifica.
9. In caso di rinnovamento o di ristrutturazione di un
sottosistema, il gestore dell'infrastruttura verifica se l'importanza
dei lavori giustifichi la necessita' di una nuova autorizzazione ai
sensi del comma 1. Tale autorizzazione e' necessaria ogniqualvolta il
livello di sicurezza puo' risentire dei lavori previsti.
10. L'amministrazione competente provvede a verificare per mezzo
anche del gestore dell'infrastruttura, che i sottosistemi siano
gestiti e mantenuti conformemente ai requisiti essenziali ad essi
applicabili.
11. Gli enti appaltanti che realizzano il sistema ferroviario
transeuropeo nazionale convenzionale inseriscono nei documenti
generali o nei capitolati di oneri propri di ogni appalto il
riferimento alle STI applicate e alle prescrizioni del gestore
dell'infrastruttura per la verifica CE del sottosistema.
12. Se l'amministrazione competente, anche su segnalazione del
gestore dell'infrastruttura, accerta che un sottosistema di natura
strutturale munito della dichiarazione CE di verifica, corredata
della documentazione tecnica, non soddisfa interamente le
disposizioni del presente decreto e in particolare i requisiti
essenziali, richiede l'esecuzione di verifiche supplementari con
spese a carico del costruttore.
13. L'amministrazione competente informa senza ritardo la
Commissione europea delle richieste di verifica supplementare di cui
al comma 12, esponendone i motivi.
14. Non e' consentita l'apertura al pubblico servizio o la messa in
esercizio di un sottosistema di natura strutturale privo di requisiti
essenziali o con irregolare dichiarazione CE di verifica o privo
della stessa. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola le
disposizioni di cui al presente comma e' punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a 100.000 euro.
15. Non e' consentita l'utilizzazione di un sottosistema di natura
strutturale in modo difforme dalla sua destinazione. Salvo che il
fatto costituisca reato, chiunque viola le disposizioni di cui al
presente comma e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da
15.000 euro a 100.000 euro.
16. Se nel corso dell'attivita' di vigilanza sull'applicazione del
presente decreto viene rilevato che un sottosistema di
interoperabilita', munito della dichiarazione di verifica CE, messo
in servizio e utilizzato conformemente alla sua destinazione non
soddisfa i requisiti essenziali o, comunque, le disposizioni del
presente decreto, l'amministrazione competente adotta provvedimenti
per limitarne il campo di applicazione ovvero per vietarne l'impiego,
informandone il gestore dell'infrastruttura. Quando il gestore
dell'infrastruttura rileva le carenze di cui al presente comma, ne
informa immediatamente l'amministrazione competente adottando le
misure urgenti necessarie per evitare l'impiego del sottosistema.
17. L'amministrazione competente informa senza ritardo la
Commissione europea dei provvedimenti adottati ai sensi del comma 16,
esponendo i motivi della decisione.
18. Se risulta, anche a seguito di segnalazione da parte degli enti
appaltanti o del gestore dell'infrastruttura, che le STI non
soddisfano completamente i requisiti essenziali, l'amministrazione
competente interpella il Comitato previsto all'articolo 21 della
direttiva.
19. Nei casi di irregolarita' di cui al comma 14 e, comunque, in
tutti i casi in cui risulti che un sottosistema di natura strutturale
non e' interoperabile non soddisfacendo i requisiti essenziali,
l'ente appaltante o il suo mandatario stabilito nell'Unione europea o
l'utilizzatore del sottosistema di natura strutturale provvedono alla
sua regolarizzazione ai sensi del presente decreto, alle condizioni
stabilite dall'amministrazione competente e dal gestore
dell'infrastruttura. Qualora la non conformita' persista
l'amministrazione competente e il gestore dell'infrastruttura
procedono in conformita' ai commi 16 e 17.
20. L'amministrazione competente informa senza ritardo la
Commissione europea dei casi di cui al comma 19 e delle misure
adottate.
21. I provvedimenti di cui ai comma 16 e 19 sono motivati e
comunicati all'ente appaltante o al suo mandatario stabilito
nell'Unione europea e all'utilizzatore del sottosistema, che sono
tenuti a sostenere tutte le spese conseguenti ai medesimi
provvedimenti.

Art. 7.
Organismi notificati

1. Gli organismi che intendono essere notificati dallo Stato
italiano in uno o piu' settori dell'interoperabilita', ai fini dello
svolgimento delle valutazioni di cui agli articoli 5 e 6, devono
dimostrare il possesso dei requisiti di cui all'allegato VII e la
qualificazione dei laboratori dei quali intendono avvalersi e dei
quali devono garantire la piena idoneita' e rispondenza ai requisiti,
anche mediante la riconduzione alla propria diretta responsabilita'
dei provvedimenti organizzativi e gestionali e mediante la direzione
e vigilanza del personale ivi operante.
2. La domanda per il riconoscimento ai fini della notifica e'
presentata, secondo lo schema di cui all'allegato VIII,
all'amministrazione competente.
3. Ai fini del riconoscimento dell'organismo, l'amministrazione
competente provvede all'istruttoria per la verifica dei requisiti
previsti dall'allegato VII. Per tale verifica e' preventivamente
condotta l'analisi della documentazione prevista dall'allegato VIII;
qualora la stessa risulti completa e conforme e' disposta almeno una
successiva verifica ispettiva estesa anche ai laboratori di prova di
cui l'organismo dichiara di avvalersi.
4. La verifica ispettiva presso la sede dell'organismo candidato
accerta l'esistenza dei requisiti minimi previsti dall'allegato VII,
nonche' l'attuazione della struttura organizzativa e l'adozione di
adeguate procedure di funzionamento correlate agli stessi requisiti.
La verifica ispettiva inoltre accerta l'adozione da parte
dell'organismo delle procedure di qualificazione dei laboratori
preposti alle prove, che devono operare in conformita' alle norme
della serie UNI CEI EN ISO IEC 17025, e successive modificazioni e
integrazioni.
5. I laboratori dei quali l'organismo dichiara di avvalersi, per
eseguire le prove in campo ferroviario rientranti nei settori di cui
all'allegato IX, dispongono di personale, attrezzature e competenze
specifiche indicate nell'allegato X. Per le prove rientranti in
settori diversi da quelli di cui all'allegato IX, i laboratori
dispongono di personale, attrezzature e competenze specifiche in
conformita' alle norme della serie UNI CEI EN ISO IEC 17025 e
successive modificazioni e integrazioni.
6. Per i laboratori preposti alle prove dei sottosistemi che
richiedono interventi sulle linee ferroviarie e sui rotabili sono
definite, previa approvazione del gestore dell'infrastruttura,
dall'organismo notificato che ha dichiarato di avvalersi degli
stessi, le procedure necessarie a garantire la sicurezza delle prove
e del personale. In tale caso l'organismo notificato dispone di
personale abilitato alla protezione dei cantieri di lavoro.
7. Il grado di approfondimento della verifica ispettiva tiene conto
dell'eventuale accreditamento dell'organismo in conformita' alle
norme applicabili della serie UNI CEI EN 45000, e successive
modificazioni e integrazioni, relative alle organizzazioni preposte
alle attivita' di certificazione e ispezione.
8. L'esito della verifica e' motivatamente comunicato al
richiedente entro il termine di centoventi giorni dalla ricezione
della domanda, fermo restando che i termini di cui sopra si intendono
interrotti in caso di richieste di integrazione da parte
dell'amministrazione competente.
9. In caso di esito positivo della verifica di cui al presente
articolo, l'amministrazione competente notifica alla Commissione
europea e agli altri Stati membri l'organismo, indicandone le
attivita' e i settori di interoperabilita' di competenza.

Art. 8.
Rinnovo

1. Il riconoscimento ai fini della notifica ha durata quinquennale
ed e' rinnovato a richiesta dell'organismo notificato interessato.
2. Ai fini del rinnovo, l'organismo notificato deve presentare
all'amministrazione competente, con almeno sei mesi di anticipo
rispetto alla data di scadenza, la relativa domanda in conformita'
all'articolo 7.
3. La domanda di rinnovo segue l'iter previsto per il primo
riconoscimento, concludendosi con il rilascio di un nuovo
provvedimento di riconoscimento, qualora sussistano le condizioni
richieste, ovvero con il diniego motivato in caso di esito negativo.

Art. 9.
Attivita' di vigilanza

1. L'amministrazione competente vigila sulle attivita' degli
organismi notificati ai sensi del presente decreto, adottando idonei
provvedimenti ispettivi, di propria iniziativa ovvero su richiesta
dei soggetti gestori dei sottosistemi o utilizzatori dei componenti,
anche mediante verifiche a campione delle certificazioni rilasciate.
A tale fine gli organismi notificati comunicano ogni anno
all'amministrazione medesima le certificazioni emesse, allegando i
rapporti sulle prove effettuate dai laboratori oltre ogni altra utile
informazione richiesta circa le attivita' svolte.
2. L'amministrazione competente dispone, con periodicita' almeno
annuale per ciascun soggetto, visite di vigilanza presso gli
organismi notificati al fine di verificare la sussistenza dei
requisiti previsti e la regolarita' delle operazioni svolte.

Art. 10.
Sospensione e revoca

1. Il riconoscimento e' sospeso per un periodo da uno a sei mesi
quando sono accertate gravi o ripetute irregolarita' da parte
dell'organismo notificato nell'attivita' di valutazione o verifica o
nei rapporti con i fabbricanti o con gli enti appaltanti ovvero
qualora dall'attivita' di vigilanza emerga il venire meno dei
requisiti prescritti.
2. Decorso il termine di cui ai comma 1, il provvedimento di
sospensione e' ritirato a seguito dell'accertata rimozione delle
irregolarita' o carenze.
3. Il riconoscimento e' revocato nel caso in cui l'organismo
notificato non ottempera, con le modalita' e i tempi indicati, a
quanto stabilito nel provvedimento di sospensione.
4. I provvedimenti relativi alla sospensione e revoca sono adottati
dall'amministrazione competente e sono comunicati all'organismo
notificato, alla Commissione europea e agli altri Stati membri.
5. Nel caso in cui l'organismo notificato, del quale e' accertato
il mancato soddisfacimento di uno o piu' requisiti, sia stato
notificato da un altro Stato membro, l'amministrazione competente ne
informa il comitato di supporto alla Commissione europea costituito
dai rappresentanti degli Stati membri.

Art. 11.
Disposizioni finanziarie

1. Le spese relative alle istruttorie finalizzate al riconoscimento
degli organismi notificati di cui all'articolo 7, al rinnovo di cui
all'articolo 8, nonche' alle attivita' di vigilanza sugli organismi
medesimi di cui all'articolo 9, sono a carico degli organismi, non
pubblici, sulla base del costo effettivo del servizio reso.
2. Con uno o piu' decreti del Ministro competente, di concerto con
il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
sono determinate, ed aggiornate ogni due anni, le tariffe per le
attivita' di cui al comma 1 e le relative modalita' di versamento.

Art. 12.
Registri dell'infrastruttura e del materiale rotabile

1. Il gestore dell'infrastruttura provvede a pubblicare annualmente
i registri dell'infrastruttura e del materiale rotabile, indicanti,
per ciascun sottosistema o parte del sottosistema interessato, le
caratteristiche principali e la loro concordanza con le
caratteristiche delle STI applicabili.
2. Il gestore dell'infrastruttura garantisce la messa a
disposizione del pubblico dei registri di cui al comma 1 e trasmette
copia degli stessi all'amministrazione competente che ne cura l'invio
agli Stati membri interessati e all'Organismo comune rappresentativo.

Art. 13.
Disposizioni transitorie e finali

1. In attesa dell'adozione delle STI, la valutazione della
conformita' alle specifiche tecniche e di idoneita' all'impiego per i
componenti interoperabili e la verifica di conformita' alle
disposizioni vigenti di un sottosistema interoperabile sono svolte
dal gestore dell'infrastruttura nazionale, sulla base delle norme o
specifiche tecniche di cui al comma 3.
2. Al gestore dell'infrastruttura nazionale che, ai sensi della
vigente normativa, e' responsabile dell'emanazione delle disposizioni
normative di attuazione delle norme e degli standard di sicurezza
della circolazione treni e dell'esercizio ferroviario, nonche'
dell'emissione delle prescrizioni, della messa in esercizio
dell'infrastruttura nazionale e del rilascio del certificato di
sicurezza, compete di autorizzare l'apertura al pubblico esercizio
delle linee e dei singoli impianti del sistema ferroviario
transeuropeo nazionale convenzionale, predeterminandone ed
effettuandone le relative verifiche e prove funzionali. Esso puo'
anche disporre l'immissione in esercizio parziale per ciascun
sottosistema.
3. La verifica che un componente o un sottosistema soddisfi gli
ulteriori requisiti di sicurezza, non specificati nelle STI, e'
svolta sulla base delle vigenti norme nazionali in materia.

Art. 14.
Clausola di cedevolezza

1. In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma,
della Costituzione, le norme del presente decreto afferenti a materie
di competenza legislativa delle regioni e delle province autonome di
Trento e di Bolzano che non abbiano ancora provveduto al recepimento
della direttiva 2001/16/CE, si applicano fino alla data di entrata in
vigore della normativa di attuazione di ciascuna regione e provincia
autonoma, adottata nel rispetto dei vincoli derivanti
dall'ordinamento comunitario e, per gli aspetti che concernono
materie di competenza concorrente, dei principi fondamentali
desumibili dal presente decreto.

Note all'art. 14:
- L'art. 117, quinto comma, della Costituzione, cosi'
recita: «Le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.».
- Per la direttiva 2001/16/CE, vedi note alle premesse.

Art. 15.
Norma di salvaguardia

1. Dal presente decreto non derivano nuovi o maggiori oneri ne'
minori entrate a carico del bilancio dello Stato.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi' 30 settembre 2004
CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Buttiglione, Ministro per le politiche
comunitarie
Lunardi, Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti
Frattini, Ministro degli affari esteri
Castelli, Ministro della giustizia
Siniscalco, Ministro dell'economia e
delle finanze
Marzano, Ministro delle attivita'
produttive
La Loggia, Ministro per gli affari
regionali

Visto, il Guardasigilli: Castelli

Allegato I
(previsto dagli articoli 1, comma 1, e 2 comma 1, lettera b))

SISTEMA FERROVIARIO TRANSEUROPEO CONVENZIONALE

1. Infrastrutture.
Le infrastrutture del sistema ferroviario transeuropeo
convenzionale sono le infrastrutture delle linee della rete
transeuropea dei trasporti individuate nella decisione n. 1692/96/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 1996, sugli
orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete transeuropea dei
trasporti o riprese in qualsiasi aggiornamento di detta decisione
risultante dalla revisione prevista dall'articolo 21 della stessa.
La rete suindicata puo' essere suddivisa secondo le categorie
seguenti:
linee previste per il traffico «passeggeri»;
linee previste per il traffico misto (passeggeri, merci);
linee specialmente concepite o adattate per il traffico «merci»;
nodi «passeggeri»;
nodi merci, compresi i terminali intermodali;
linee di collegamento degli elementi sopra elencati.
Queste infrastrutture comprendono i sistemi di gestione del
traffico, di posizionamento e di navigazione, impianti tecnici di
elaborazione dati e di telecomunicazione previsti per il trasporto di
passeggeri su lunga distanza e il trasporto di merci su tale rete al
fine di garantire un esercizio sicuro e armonizzato della rete e una
gestione efficace del traffico.
2. Materiale rotabile.
Il materiale rotabile comprende tutti i materiali atti a circolare
su tutta o parte della rete ferroviaria transeuropea convenzionale,
compresi:
treni automotori di trazione termici o elettrici;
mezzi di trazione termici o elettrici;
vetture passeggeri;
carri merci, compreso il materiale rotabile progettato per il
trasporto di autocarri.
Ciascuna di tali categorie deve essere suddivisa, tenendo
debitamente conto dell'eventuale utilizzazione locale, regionale o su
lunga distanza del materiale, in:
materiale rotabile ad uso internazionale;
materiale rotabile a uso nazionale.
3. Coerenza del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale.
La qualita' del trasporto ferroviario transeuropeo convenzionale
necessita tra l'altro di una forte coerenza tra le caratteristiche
dell'infrastruttura, inteso come l'insieme delle parti fisse di tutti
i sottosistemi interessati, e quelle del materiale rotabile, comprese
le parti installate a bordo di tutti i sottosistemi interessati. Da
questa coerenza dipendono i livelli di prestazioni, sicurezza,
qualita' del servizio e relativi costi.

Allegato II
(previsto dagli articoli 2, comma 1, lettera d), e 3)

SOTTOSISTEMI

1. Elenco dei sottosistemi.

Il sistema che costituisce il sistema ferroviario transeuropeo
convenzionale e' suddiviso in sottosistemi corrispondenti a:
a) settori di natura strutturale:
infrastrutture;
energia;
controllo-comando e segnalamento;
esercizio e gestione del traffico;
materiale rotabile;
b) settori di natura funzionale:
manutenzione;
applicazioni telematiche per i passeggeri e il trasporto merci.
2. Descrizione dei sottosistemi.
Per ciascun sottosistema o parte di sottosistema, l'elenco degli
elementi e degli aspetti legati all'interoperabilita' e' proposto
dall'organismo comune rappresentativo al momento dell'elaborazione
del progetto di STI corrispondente.
Senza pregiudicare la determinazione di questi aspetti o dei
componenti di interoperabilita', ne' l'ordine secondo cui i
sottosistemi saranno soggetti a STI, i sottosistemi comprendono in
particolare quanto segue:
2.1. Infrastruttura.
Le strade ferrate, l'insieme dei binari, le opere di ingegneria
(ponti, gallerie, ecc.), le relative infrastrutture nelle stazioni
(marciapiedi, zone di accesso - tenendo presenti le esigenze delle
persone con ridotta capacita' motoria, ...), le apparecchiature di
sicurezza e di protezione.
2.2. Energia.
Il sistema di elettrificazione, le linee aeree e i dispositivi di
captazione di corrente elettrica.
2.3. Controllo-comando e segnalamento.
Tutte le apparecchiature necessarie per garantire la sicurezza, il
comando ed il controllo della circolazione dei treni autorizzati a
circolare sulla rete.
2.4. Esercizio e gestione del traffico.
Le procedure e le relative apparecchiature che permettono di
garantire un esercizio coerente dei diversi sottosistemi strutturali,
sia durante il funzionamento normale che in caso di funzionamento
irregolare, comprese la guida dei treni, la pianificazione e la
gestione del traffico.
Tutte le qualifiche professionali necessarie per assicurare servizi
transfrontalieri.
2.5. Applicazioni telematiche.
In linea con l'allegato I questo sistema comprende:
a) le applicazioni per i passeggeri, compresi i sistemi di
informazione dei viaggiatori prima e durante il viaggio, i sistemi di
prenotazione, i sistemi di pagamento, la gestione dei bagagli, la
gestione delle coincidenze tra treni e con altri modi di trasporto;
b) le applicazioni per il trasporto merci, compresi i sistemi di
informazione (controllo in tempo reale delle merci e dei treni), i
sistemi di smistamento e destinazione, i sistemi di prenotazione,
pagamento e fatturazione, la gestione delle coincidenze con altri
modi di trasporto, la produzione dei documenti elettronici di
accompagnamento.
2.6. Materiale rotabile.
La struttura, il sistema di comando e controllo dell'insieme delle
apparecchiature del treno, le apparecchiature di trazione e di
trasformazione dell'energia, di frenatura, di agganciamento, il
rodiggio e la sospensione, le porte, le interfacce persona/macchina
(macchinista, personale a bordo, passeggeri - tenendo presenti le
esigenze delle persone a ridotta capacita' motoria), i dispositivi di
sicurezza passivi o attivi, i dispositivi necessari per la salute dei
passeggeri e del personale a bordo.
2.7. Manutenzione.
Le procedure, le apparecchiature associate, gli impianti logistici
di manutenzione, le scorte che consentono di garantire le operazioni
di manutenzione correttiva e preventiva a carattere obbligatorio,
previste per garantire l'interoperabilita' del sistema ferroviario e
le prestazioni necessarie.

Allegato III
(previsto dall'articolo 2, comma 1, lettere d) e f))

REQUISITI ESSENZIALI

1. Requisiti di portata generale.
1.1. Sicurezza.
1.1.1. La progettazione, la costruzione o la fabbricazione, la
manutenzione e la sorveglianza dei componenti critici per la
sicurezza e, piu' in particolare, degli elementi che partecipano alla
circolazione dei treni devono garantire la sicurezza ad un livello
corrispondente agli obiettivi fissati sulla rete, anche in situazioni
specifiche di degrado.
1.1.2. I parametri legati al contatto ruota-rotaia devono
rispettare i criteri di stabilita' di passaggio necessari per
garantire una circolazione in piena sicurezza alla velocita' massima
autorizzata.
1.1.3. I componenti utilizzati devono resistere alle sollecitazioni
normali o eccezionali specificate per tutta la loro durata di
servizio. Il mancato funzionamento accidentale deve essere limitato
nelle sue conseguenze per la sicurezza mediante opportuni mezzi.
1.1.4. La progettazione degli impianti fissi e del materiale
rotabile nonche' la scelta dei materiali utilizzati devono aver luogo
in modo da limitare la generazione, la propagazione e gli effetti del
fuoco e dei fumi in caso di incendio.
1.1.5. I dispositivi destinati ad essere manovrati dagli utenti
devono essere progettati in modo da non compromettere l'utilizzazione
sicura dei dispositivi ne' la salute o la sicurezza degli utenti in
caso di uso prevedibile non conforme alle istruzioni indicate.
1.2 Affidabilita' e disponibilita'.
La sorveglianza e la manutenzione degli elementi fissi o mobili che
partecipano alla circolazione dei treni devono essere organizzate,
svolte e quantificate in modo da mantenerne la funzione nelle
condizioni previste.
1.3 Salute.
1.3.1. I materiali che, quando utilizzati, potrebbero mettere in
pericolo la salute delle persone che vi hanno accesso non devono
essere utilizzati nei treni e nelle infrastrutture ferroviarie.
1.3.2. La scelta, l'impiego e l'utilizzazione di questi materiali
devono aver luogo in modo da limitare l'emissione di fumi o di gas
nocivi e pericolosi, soprattutto in caso di incendio.
1.4 Tutela dell'ambiente.
1.4.1. L'impatto ambientale legato alla realizzazione e
all'esercizio del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale deve
essere valutato e considerato al momento della progettazione dei
sistema secondo le disposizioni comunitarie vigenti.
1.4.2. I materiali utilizzati nei treni e nelle infrastrutture
devono evitare l'emissione di fumi o di gas nocivi e pericolosi per
l'ambiente, soprattutto in caso di incendio.
1.4.3. Il materiale rotabile e i sistemi di alimentazione di
energia devono essere progettati e realizzati per essere compatibili,
in materia elettromagnetica, con gli impianti, le apparecchiature e
le reti pubbliche o private con cui rischiano di interferire.
1.4.4. L'esercizio del sistema ferroviario transeuropeo
convenzionale deve rispettare i livelli regolamentari in materia di
rumore.
1.4.5. L'esercizio del sistema ferroviario transeuropeo
convenzionale non deve provocare nel suolo un livello di vibrazioni
inaccettabile per le attivita' e l'ambiente attraversato nelle
vicinanze dell'infrastruttura e in stato normale di manutenzione.
1.5 Compatibilita' tecnica.
Le caratteristiche tecniche delle infrastrutture e degli impianti
fissi devono essere compatibili tra loro e con quelle dei treni
destinati a circolare sul sistema ferroviario transeuropeo
convenzionale. Qualora l'osservanza di queste caratteristiche risulti
difficile in determinate parti della rete, si potrebbero applicare
soluzioni temporanee che garantiscano la compatibiita' in futuro.
2. Requisiti particolari di ogni sottosistema.
2.1 Infrastrutture.
2.1.1. Sicurezza.
Devono essere applicate disposizioni adeguate per evitare l'accesso
o le intrusioni indesiderate negli impianti.
Si devono prevedere disposizioni per limitare i pericoli per le
persone, in particolare al momento del passaggio dei treni nelle
stazioni.
Le infrastrutture cui il pubblico ha accesso devono essere
progettate e realizzate in modo da limitare i rischi per la sicurezza
delle persone (stabilita', incendio, accesso, evacuazione,
marciapiede ecc.). Si devono prendere disposizioni adeguate per tener
conto delle condizioni particolari di sicurezza nelle gallerie molto
lunghe.
2.2 Energia.
2.2.1. Sicurezza.
Il funzionamento degli impianti di alimentazione di energia non
deve compromettere la sicurezza dei treni ne' quella delle persone
(utenti, personale operativo, residenti lungo la strada ferrata e
terzi).
2.2.2. Tutela dell'ambiente.
Il funzionamento degli impianti di alimentazione di energia
elettrica o termica non deve perturbare l'ambiente oltre limiti
specificati.
2.2.3. Compatibilita' tecnica.
I sistemi di alimentazione di energia elettrica/termica usati
devono:
permettere ai treni di realizzare le prestazioni specificate;
nel caso dei sistemi di alimentazione di energia elettrica,
essere compatibili con i dispositivi di captazione installati sui
treni.
2.3 Controllo-comando e segnalamento.
2.3.1. Sicurezza.
Gli impianti e le operazioni di controllo-comando e segnalamento
utilizzati devono consentire una circolazione dei treni che presenti
il livello di sicurezza corrispondente agli obiettivi stabiliti sulla
rete. I sistemi di controllo-comando e segnalamento devono continuare
a consentire la circolazione sicura dei treni autorizzati a viaggiare
in situazioni degradate specifiche.
2.3.2. Compatibilita' tecnica.
Ogni nuova infrastruttura ed ogni nuovo materiale rotabile
costruiti o sviluppati dopo l'adozione di sistemi di
controllo-comando e segnalamento compatibili, devono essere adattati
all'uso di questi sistemi.
Le apparecchiature di controllo-comando e segnalamento installate
nei posti di guida dei treni devono permettere un esercizio normale,
in condizioni specificate, sul sistema ferroviario transeuropeo
convenzionale.
2.4 Materiale rotabile.
2.4.1. Sicurezza.
Le strutture del materiale rotabile e dei collegamenti tra i
veicoli devono essere progettate in modo da proteggere gli spazi per
i viaggiatori e quelli di guida in caso di collisione o
deragliamento.
Le apparecchiature elettriche non devono compromettere la sicurezza
operativa degli impianti di controllo-comando e segnalamento.
Le tecniche di frenatura e le sollecitazioni esercitate devono
essere compatibili con la progettazione dei binari, delle opere di
ingegneria e dei sistemi di segnalamento.
Si devono adottare disposizioni in materia di accesso ai componenti
sotto tensione per non mettere a repentaglio la sicurezza delle
persone.
In caso di pericolo, dei dispositivi devono permettere ai
passeggeri di segnalare il pericolo al macchinista e al personale di
scorta di mettersi in contatto con quest'ultimo.
Le porte di accesso devono essere munite di un sistema di chiusura
e di apertura che garantisca la sicurezza dei passeggeri.
Si devono prevedere uscite di emergenza con relativa segnalazione.
Si devono prevedere disposizioni adeguate per tener conto delle
condizioni particolari di sicurezza nelle gallerie molto lunghe.
E' obbligatorio a bordo dei treni un sistema di illuminazione di
emergenza, di intensita' e autonomia sufficienti.
I treni devono essere attrezzati con un sistema di sonorizzazione
che consenta la trasmissione di messaggi ai passeggeri da parte del
personale viaggiante e del personale di controllo a terra.
2.4.2. Affidabilita' e disponibilita'.
La progettazione delle apparecchiature vitali, di circolazione,
trazione, frenatura e controllo-comando deve permettere, in
situazioni degradate specifiche, la continuazione del funzionamento
del treno senza conseguenze nefaste per le apparecchiature che
restano in servizio.
2.4.3. Compatibilita' tecnica.
Le apparecchiature elettriche devono essere compatibili con il
funzionamento degli impianti di controllo-comando e segnalamento.
Nel caso della trazione elettrica, le caratteristiche dei
dispositivi di captazione di corrente devono permettere la
circolazione dei treni con i sistemi di alimentazione di energia del
sistema ferroviario transeuropeo convenzionale.
Le caratteristiche del materiale rotabile devono permetterne la
circolazione su tutte le linee su cui e' prevista.
2.5 Manutenzione.
2.5.1. Salute e sicurezza.
Gli impianti tecnici e i processi utilizzati nei centri di
manutenzione devono garantire l'esercizio sicuro del sottosistema in
questione e non rappresentare un pericolo per la salute e la
sicurezza.
2.5.2. Tutela dell'ambiente.
Gli impianti tecnici e i processi utilizzati nei centri di
manutenzione non devono superare i livelli ammissibili di effetti
nocivi per l'ambiente circostante.
2.5.3. Compatibilita' tecnica.
Gli impianti di manutenzione per il materiale rotabile
convenzionale devono consentire lo svolgimento delle operazioni di
sicurezza, igiene e comfort su tutto il materiale per il quale sono
stati progettati.
2.6 Esercizio e gestione del traffico.
2.6.1. Sicurezza.
L'uniformazione delle regole di esercizio delle reti e delle
qualifiche del personale di macchina, del personale viaggiante e di
quello dei centri di controllo, devono garantire un esercizio sicuro,
tenuto conto delle diverse esigenze dei servizi che attraversano la
frontiera ed interni.
Le operazioni e la periodicita' della manutenzione, la formazione e
la qualifica del personale di manutenzione e dei centri di controllo
e il sistema di garanzia della qualita' introdotti dagli operatori
interessati nei centri di controllo e manutenzione devono garantire
un elevato livello di sicurezza.
2.6.2. Affidabilita' e disponibilita'.
Le operazioni e la periodicita' della manutenzione, la formazione e
la qualifica del personale di manutenzione e dei centri di controllo
e il sistema di garanzia qualita' introdotti dagli operatori
interessati nei centri di controllo e di manutenzione devono
garantire un elevato livello di affidabilita' e di disponibilita' del
sistema.

2.6.3. Compatibilita' tecnica.
L'uniformazione delle regole di esercizio delle reti e delle
qualifiche del personale di macchina, del personale viaggiante e di
quello preposto alla gestione della circolazione devono garantire un
esercizio efficiente del sistema ferroviario transeuropeo
convenzionale, tenuto Conto delle diverse esigenze dei servizi che
attraversano la frontiera ed interni.
2.7 Applicazioni telematiche per i passeggeri e il trasporto merci.
2.7.1. Compatibilita' tecnica.
I requisiti essenziali nei campi delle applicazioni telematiche che
garantiscono una qualita' di servizio minimo ai viaggiatori e ai
clienti del comparto merci concernono piu' particolarmente la
compatibilita' tecnica.
Bisogna garantire per queste applicazioni che:
le basi di dati, il software e i protocolli di comunicazione dati
siano sviluppati in modo da garantire un massimo di possibilita' di
scambio dati sia tra applicazioni diverse che tra operatori diversi,
con le esclusioni dei dati commerciali di carattere riservato;
un accesso agevole dell'utenza alle informazioni.
2.7.2. Affidabilita', disponibilita'.
I modi di uso, gestione, aggiornamento e manutenzione di queste
basi di dati, software e protocolli di comunicazioni dati devono
garantire l'efficacia di questi sistemi e la qualita' del servizio.
2.7.3. Salute.
Le interfacce di questi sistemi con l'utenza devono rispettare le
regole minime in materia di ergonomia e protezione della salute.
2.7.4. Sicurezza.
Devono essere garantiti sufficienti livelli d'integrita' e
attendibilita' per la conservazione o la trasmissione d'informazioni
inerenti alla sicurezza.

Allegato IV
(previsto dall'articolo 5, commi 2 e 5)

CONFORMITA' E IDONEITA' ALL'IMPIEGO DEI COMPONENTI DI
INTEROPERABILITA'

1. Componenti di interoperabilita'.

La dichiarazione CE si applica ai componenti di interoperabilita'
che servono all'interoperabilita' del sistema ferroviario
transeuropeo convenzionale, di cui all'articolo 5. Questi componenti
di interoperabilita' possono essere:
1.1. Componenti comuni.
Sono i componenti non tipici del sistema ferroviario che possono
essere utilizzati come tali in altri settori.
1.2. Componenti comuni con caratteristiche specifiche.
Sono i componenti non tipici come tali del sistema ferroviario ma
che devono offrire prestazioni specifiche se utilizzati nel settore
ferroviario.
1.3. Componenti specifici.
Sono i componenti tipici di applicazioni ferroviarie.
2. Campo di applicazione.
La dichiarazione CE concerne:
la valutazione da parte di uno o piu' organismi notificati della
conformita' intrinseca di un componente di interoperabilita',
considerato separatamente, alle specifiche tecniche che deve
rispettare, oppure
la valutazione ovvero l'apprezzamento da parte di uno o piu'
organismi notificati dell'idoneita' all'impiego di un componente
d'interoperabilita', considerato nel suo ambiente ferroviario, in
particolare quando sono in causa delle interfacce, rispetto alle
specifiche tecniche a carattere funzionale che devono essere
verificate.
Le procedure di valutazione svolte dagli organismi notificati nelle
fasi di progettazione e produzione si richiamano ai moduli definiti
nella decisione 93/465/CEE secondo le modalita' indicate nelle STI.
3. Contenuto della dichiarazione CE.
La dichiarazione CE di conformita' o di idoneita' all'impiego e i
documenti di accompagnamento devono essere datati e firmati.
Tale dichiarazione deve essere redatta nella stessa lingua delle
istruzioni per l'uso e comprendere i seguenti elementi:
riferimenti della direttiva;
nome e indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito
nella Comunita' (indicare la ragione sociale e l'indirizzo completo e
nel caso del mandatario indicare anche la ragione sociale del
fabbricante o costruttore);
indicazione della procedura seguita per dichiarare la conformita'
o l'idoneita' all'impiego di cui all'articolo 5 del presente decreto;
ogni descrizione pertinente cui risponde il componente di
interoperabilita', in particolare le condizioni di impiego;
nome e indirizzo dello/degli organismi notificati intervenuti
nella procedura seguita per la verifica di conformita' o
dell'idoneita' all'impiego e data del certificato di esame con,
eventualmente, la durata e le condizioni di validita' del
certificato;
se del caso, il riferimento delle specifiche europee;
identificazione del firmatario abilitato ad impegnare il
fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunita'.

Allegato V
(previsto dagli articoli 2, comma 1, lettera o), e 6)

DICHIARAZIONE DI VERIFICA DEI SOTTOSISTEMI

La dichiarazione CE di verifica e i documenti di accompagnamento
devono essere datati e firmati.
La dichiarazione deve essere redatta nella stessa lingua della
documentazione tecnica e comprendere gli elementi seguenti:
riferimenti della direttiva;
nome e indirizzo dell'ente appaltante o del suo mandatario
stabilito nella Comunita' (indicare la ragione sociale e l'indirizzo
completo e nel caso del mandatario indicare anche la ragione sociale
dell'ente appaltante);
breve descrizione del sottosistema;
nome e indirizzo dell'organismo notificato che ha compiuto la
verifica CE di cui all'articolo 6 del presente decreto;
riferimenti dei documenti contenuti nella documentazione tecnica;
ogni disposizione pertinente, provvisoria o definitiva, cui deve
rispondere il sottosistema, in particolare, ove necessario, le
limitazioni o condizioni di esercizio;
se provvisoria: durata di validita' della dichiarazione CE;
identificazione del firmatario.

Allegato VI
(previsto dall'articolo 6, commi 4 e 6)

PROCEDURA DI VERIFICA DEI SOTTOSISTEMI

1. Introduzione.
La verifica CE e' la procedura mediante la quale un organismo
notificato verifica e attesta, su richiesta dell'ente appaltante o
dei suo mandatario nella Comunita', che un sottosistema e':
conforme alle disposizioni della direttiva;
conforme alle altre disposizioni regolamentari che si applicano
nel rispetto del trattato e che puo' essere messo in servizio.
2. Tappe.
La verifica del sottosistema comprende le tappe seguenti:
progettazione generale;
fabbricazione del sottosistema, compresi in particolare
l'esecuzione dei lavori di ingegneria civile, il montaggio dei
componenti, la regolazione del tutto;
prove del sottosistema terminato.
3. Attestato.
L'organismo notificato responsabile della verifica CE redige
l'attestato di conformita' destinato all'ente appaltante o al suo
mandatario stabilito nella Comunita', che a sua volta redige la
dichiarazione CE di verifica destinata al gestore dell'infrastruttura
nel quale il sottosistema e' installato e/o gestito.
4. Documentazione tecnica.
La documentazione tecnica che accompagna la dichiarazione di
verifica deve essere costituita come segue:
per le infrastrutture: piani di esecuzione delle opere, verbali
di collaudo dei lavori di scavo e di armatura, rapporti di prove e
controllo delle parti in calcestruzzo;
per gli altri sottosistemi: progettazioni di massima ed esecutiva
conformi all'esecuzione, schemi degli impianti elettrici e idraulici,
schemi dei circuiti di comando, descrizione dei sistemi informatici e
degli automatismi, istruzioni operative e di manutenzione, ecc.;
elenco dei componenti d'interoperabilita' incorporati nel
sottosistema;
copie delle dichiarazioni CE di conformita' o di idoneita'
all'impiego di cui i detti componenti devono essere muniti a norma
dell'articolo 5 del presente decreto, accompagnati ove necessario
dalle corrispondenti note di calcolo e da una copia dei verbali delle
prove e degli esami svolti da organismi notificati sulla base delle
specifiche tecniche comuni;
attestazione dell'organismo notificato incaricato della verifica
CE che certifichi la conformita' del progetto alle disposizioni del
presente decreto, accompagnata dalle corrispondenti note di calcolo e
da esso vistata, in cui sono precisate, ove necessario, le riserve
formulate durante l'esecuzione dei lavori che non sono state sciolte
nonche' accompagnata dai rapporti di ispezione e audit svolti
dall'organismo nell'ambito della sua missione, come precisato ai
punti 5.3 e 5.4.
5. Sorveglianza.
5.1. L'obiettivo della sorveglianza CE e' quello di garantire che
durante la realizzazione del sottosistema siano soddisfatti gli
obblighi derivanti dalla documentazione tecnica.
5.2. L'organismo notificato incaricato di verificare la
realizzazione deve avere accesso in permanenza ai cantieri, alle
officine di fabbricazione, alle zone di deposito e, ove necessario,
agli impianti di prefabbricazione e di prova e, piu' in generale, a
tutti i luoghi eventualmente ritenuti necessari per l'espletamento
della sua missione. L'ente appaltante o il suo mandatario stabilito
nella Comunita' deve consegnargli o fargli pervenire ogni documento
utile a tale effetto, in particolare i piani di esecuzione delle
opere e la documentazione tecnica relativa al sottosistema.
5.3. L'organismo notificato incaricato di verificare la
realizzazione svolge periodicamente degli audit per garantire il
rispetto delle disposizioni della direttiva, fornisce in tale
occasione un rapporto di audit ai professionisti preposti alla
realizzazione e puo' esigere di essere convocato durante certe fasi
del cantiere.
5.4. L'organismo notificato puo' inoltre compiere visite senza
preavviso sul cantiere o nelle officine di fabbricazione. Durante
tali visite, l'organismo notificato puo' procedere ad audit completi
o parziali e fornisce un rapporto della visita nonche' eventualmente
un rapporto di audit ai professionisti preposti alla realizzazione.
6. Deposito.
La documentazione completa di cui al punto 4 e' depositata, a
sostegno dell'attestato di conformita' rilasciato dall'organismo
notificato incaricato della verifica del sottosistema operativo,
presso l'ente appaltante o il suo mandatario stabilito nella
Comunita'. La documentazione e' unita alla dichiarazione CE di
verifica che l'ente appaltante invia al gestore dell'infrastruttura.
Una copia della documentazione e' conservata dall'ente appaltante e
dal gestore dell'infrastruttura per tutta la durata di esercizio del
sottosistema ed e' comunicata, dietro richiesta, agli altri Stati
membri.
7. Pubblicazione.
Ogni organismo notificato pubblica periodicamente le informazioni
pertinenti concernenti:
le domande di verifica CE ricevute;
gli attestati di conformita' rilasciati;
gli attestati di conformita' rifiutati.
8. Lingua.
La documentazione e la corrispondenza relativa alle procedure di
verifica CE sono redatte in una lingua ufficiale dello Stato membro
dove e' stabilito l'ente appaltante o il suo mandatario nella
Comunita' oppure in una lingua accettata da quest'ultimo.

Allegato VII
(previsto dall'articolo 7, commi 1, 3 e 4)

CRITERI MINIMI CHE GLI STATI DEVONO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE PER LA
NOTIFICA DEGLI ORGANISMI

1. L'organismo, il suo direttore e il personale incaricato di
eseguire le operazioni di verifica non possono intervenire ne'
direttamente ne' come mandatari nella progettazione, fabbricazione,
costruzione, commercializzazione o manutenzione dei componenti di
interoperabilita' o dei sottosistemi ne' nell'esercizio. Cio' non
esclude la possibilita' di uno scambio di informazioni tecniche tra
il fabbricante o il costruttore e l'organismo.
2. L'organismo e il personale preposto al controllo devono eseguire
le operazioni di verifica con la massima integrita' professionale e
la massima competenza tecnica e devono essere esenti da ogni
pressione e sollecitazione, in particolare a carattere finanziario,
atta a influenzare il loro giudizio o i risultati del loro controllo,
in particolare quelle provenienti da persone o associazioni di
persone interessate ai risultati delle verifiche. Il personale
dell'organismo preposto al coordinamento tecnico delle attivita' di
verifica deve possedere un'esperienza attestata di almeno dieci anni
nei settori tecnici ferroviari per i quali l'organismo ha richiesto
la notifica.
3. L'organismo deve disporre del personale e dei mezzi necessari
per espletare in modo adeguato i compiti tecnici e amministrativi
legati all'esecuzione delle verifiche; esso deve anche avere accesso
al materiale necessario per le verifiche eccezionali.
In particolare l'organismo deve dimostrare la qualificazione dei
laboratori dei quali intende avvalersi, e deve garantire la piena
idoneita' e rispondenza degli stessi ai requisiti di cui all'allegato
X per le verifiche previste all'allegato IX e ai requisiti di cui
alle norme della serie UNI CEI EN ISO IEC 17025, e successive
modificazioni e integrazioni, per le prove rientranti in settori
diversi. In ogni caso l'organismo risponde direttamente dei
provvedimenti organizzativi e gestionali dei laboratori ed esercita
attivita' di direzione e vigilanza sul personale operante presso i
medesimi in conformita' a quanto previsto dall'articolo 7, comma 1,
del presente decreto.
Inoltre, per le prove che richiedono interventi sulle linee
ferroviarie e sui rotabili, l'organismo dispone di personale
abilitato alla protezione dei cantieri di lavoro.
4. Il personale incaricato dei controlli deve possedere:
una buona formazione tecnica e professionale;
una conoscenza soddisfacente delle prescrizioni relative ai
controlli che svolge e una sufficiente dimestichezza con tali
controlli;
l'idoneita' necessaria a redigere gli attestati, i verbali e i
rapporti relativi ai controlli svolti;
un'esperienza, dimostrabile ed attestata, non inferiore a tre
anni nel settore specifico di controllo.
5. Deve essere garantita l'indipendenza del personale preposto al
controllo. La retribuzione di ogni agente non deve essere in funzione
del numero di controlli svolti ne' dei risultati di questi ultimi.
6. L'organismo deve sottoscrivere una assicurazione di
responsabilita' civile, a meno che tale responsabilita' sia coperta
dallo Stato in base al diritto nazionale oppure i controlli siano
compiuti direttamente dallo Stato.
7. Il personale dell'organismo e' legato dal segreto professionale
per tutto cio' di cui viene a conoscenza nell'esercizio delle sue
funzioni (salvo nei confronti delle autorita' amministrative
competenti) nel quadro del presente decreto.

Allegato VIII
(previsto dall'articolo 7, commi 2 e 3)

SCHEMA DI DOMANDA PER IL RICONOSCIMENTO AI FINI DELLA NOTIFICA

Lo/la scrivente &ul; (ragione o denominazione sociale
dell'organismo) con sede in &ul; (citta' o localita) &ul; (provincia)
....... via &ul; n. .....
Chiede di essere riconosciuto/a, ai sensi del decreto legislativo
di recepimento della direttiva 2001/16/CE del 19 marzo 2001 quale
organismo abilitato a svolgere:
a) la procedura di valutazione di conformita' o di idoneita'
all'impiego dei componenti di interoperabilita' comuni o comuni con
caratteristiche specifiche o specifici di cui all'allegato IV del
decreto legislativo sopra citato, di seguito indicati;
b) a svolgere la procedura di verifica CE del sottosistema o dei
sottosistemi di cui all'allegato VI del decreto legislativo sopra
citato di seguito specificati.
A tal fine dichiara:
che il settore specifico di competenza, fra quelli definiti dalle
STI, e' il seguente: &ul;;
di essere in possesso dei requisiti minimi di cui all'allegato
VII del medesimo decreto legislativo;
di possedere le procedure di qualificazione dei laboratori
preposti alle prove di conformita' di cui all'articolo 7 del decreto
legislativo sopra citato;
di impegnarsi a sostenere tutte le spese relative al
riconoscimento di cui alla presente domanda.
Ai fini del medesimo riconoscimento allega:
manuale della qualita' redatto in conformita' alle norme UNI CEI
EN serie 45000 e successive modificazioni e integrazioni;
polizza di assicurazione di responsabilita' civile per i rischi
derivanti dall'esercizio di attivita' di valutazione tecnica (detta
polizza non e' richiesta nel caso in cui il richiedente sia un
organismo pubblico);
copia di eventuali certificati di accreditamento;
elenco del personale tecnico responsabile delle valutazioni ai
fini della redazione della dichiarazione CE di conformita' o di
idoneita' all'impiego per i componenti di interoperabilita' o della
dichiarazione di verifica CE per i sottosistemi, con la
specificazione del rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione
intercorrente con l'organismo, nonche' con l'indicazione delle
qualifiche, dei titoli di studio, delle mansioni e dei relativi
curricula; attestazione, per il personale preposto al settore
specifico del controllo, di una esperienza non inferiore a tre anni,
e per il personale preposto al coordinamento tecnico delle attivita'
di verifica, di una esperienza di almeno dieci anni nei settori
tecnici ferroviari per i quali l'organismo chiede di essere
notificato;
elenco dei laboratori che l'organismo utilizza per lo svolgimento
dei propri compiti, con l'indicazione, per ciascuno di essi, della
polizza di assicurazione di responsabilita' civile e relativo
massimale per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attivita' di
prova, nonche' del manuale di qualita' redatto secondo le norme UNI
CEI EN ISO IEC 17025 e successive modificazioni e integrazioni. La
predetta polizza non e' richiesta in caso di laboratori pubblici;
dimostrazione della qualificazione di detti laboratori e
dell'idoneita' e rispondenza degli stessi ai requisiti di cui
all'allegato X per le verifiche previste all'allegato IX, e ai
requisiti di cui alle norme della serie UNI CEI EN ISO IEC 17025 e
successive modificazioni e integrazioni per le prove rientranti in
settori diversi.
Data ...............
Firma del legale rappresentante
...............................

Allegato IX
(previsto dall'articolo 7, comma 5)

VERIFICHE DELLA CONFORMITA' DI COMPONENTI E SOTTOSISTEMI PER I QUALI
E' RICHIESTA UNA SPECIFICA QUALIFICAZIONE DEL PERSONALE TECNICO

1. Dinamica di marcia del materiale rotabile;
2. Controllo della sagoma cinematica;
3. Caratteristiche del binario e dei deviatoi;
4. Interazione ruota rotaia - conicita' equivalente;
5. Sistemi di prova di sghembo e di svio;
6. Caratteristiche aerodinamiche dei rotabili;
7. Prestazione di trazione e di frenatura;
8. Sistemi frenanti;
9. Compatibilita' elettromagnetica sui sistemi di bordo e di terra
del segnalamento, control command e trasmissione dati;
10. Captazione e interazione pantografo catenaria;
11. Sistemi di segnalamento, telecomunicazioni e control command;
12. Inquinamento acustico, elettromagnetico e ambientale indotti
dal sistema;
13. Sollecitazioni statiche e dinamiche sulle opere d'arte
ferroviarie, modalita' costruttive e di verifica strutturale;
14. Sistemi di controllo non distruttivi su materiali e componenti;
15. Sistemi di alimentazione elettrica, trasformazione e
distribuzione dell'energia sia di terra che a bordo del materiale
rotabile;
16. Componenti d'interoperabilita' di sicurezza;
17. Caratteristiche dei materiali (tossicita', resistenza meccanica
ed al fuoco, ecc.);
18. Sicurezza del software;
19. Dispositivi antinfortunistici degli impianti elettrici
dell'infrastruttura e del materiale rotabile (sistemi di messa a
terra, di protezione, di telecomando, monitoraggio e di sezionamento,
ecc.);
20. Serbatoi in pressione.

Allegato X
(previsto dall'articolo 7, comma 5)

COMPETENZE ED ATTREZZATURE SPECIFICHE PER I LABORATORI DI PROVA IN
CAMPO FERROVIARIO

1. Competenze del personale tecnico impiegato nell'effettuazione
delle prove rientranti nei settori di cui all'allegato IX.
In generale:
conoscenze sui rotabili ferroviari, sulle norme di circolazione e
sui regolamenti e norme di esercizio ferroviario;
conoscenza e capacita' di applicazione delle norme di riferimento
per i requisiti generali dei laboratori di prova e calibrazione (UNI
CEI EN ISO IEC 17025 e successive modificazioni e integrazioni);
conoscenze sulle tecniche di misura delle grandezze, sul
trattamento statistico dei dati e sul calcolo dell'incertezza di
misura e degli errori. Sviluppo delle tecniche di misura e
trattamento dei dati anche mediante strumentazione virtuale;
formazione, addestramento e capacita' acquisiti attraverso una
esperienza lavorativa documentata di almeno cinque anni nel campo
specifico di utilizzazione.
Per le prove di cui ai punti 1, 4, 5 e 6 dell'allegato IX:
conoscenze del rodiggio e dell'armamento, delle norme per la
determinazione del coefficiente di svio e della souplesse, della
dinamica di marcia e dell'interazione ruota - rotaia e
dell'aerodinamica dei rotabili;
sviluppo delle tecniche di misura di forze e spostamenti anche
con metodi estensimetrici.
Per le prove di cui al punto 2 dell'allegato IX:
conoscenza delle normative internazionali di riferimento per la
determinazione della sagoma di costruzione del materiale rotabile e
delle sagome cinematiche dei rotabili nonche' della interazione fra
le sagome cinematiche e gli ostacoli della infrastruttura.
Per le prove di cui ai punti 7, 9, 10, e 12 dell'allegato IX:
conoscenze dei circuiti di potenza, ausiliari e controllo del
materiale rotabile motore, della compatibilita' tra rotabili e
sistemi di segnalamento, dei sistemi di trasmissione bordo - bordo e
terra - bordo, della interazione pantografo catenaria;
sviluppo delle tecniche per la caratterizzazione dei campi
elettrici e magnetici e per i rilievi acustici, per quest'ultimo
punto e' prescritto il possesso dei titoli di studio, competenze ed
esperienza secondo quanto previsto dalla legislazione italiana.
Per le prove di cui al punto 8 dell'allegato IX:
conoscenze degli impianti freno e dei componenti e sottoassiemi
costituenti gli impianti freno, e delle norme per la determinazione
delle prestazioni di frenatura.
Per le prove di cui al punto 11 dell'allegato IX:
conoscenze sulla funzionalita', sulla verifica e validazione dei
sistemi di segnalamento ferroviario.
Per le prove di cui al punto 14 dell'allegato IX:
possesso delle abilitazioni secondo i riferimenti internazionali
secondo livelli di qualificazione coerenti con la tipologia di prove
da effettuare.
2. Attrezzature.
In armonia con le norme UNI CEI EN ISO IEC 17025 e successive
modifiche e integrazioni la strumentazione e le apparecchiature di
misura devono essere opportunamente tarate. Presso il laboratorio
deve essere tenuto un registro della strumentazione e delle
apparecchiature di misura in cui sia riportata la storia e le
tarature periodiche.
Di tutta la strumentazione e delle apparecchiature deve essere noto
il grado di incertezza al fine della determinazione della precisione
della misura.
Il laboratorio deve avere disponibilita' di idonei rotabili, dotati
di strumentazione, per le verifiche in linea che ne richiedono
l'impiego.

 


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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