Alle direzioni regionali del lavoro
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lavoro
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provinciali del lavoro I.N.P.S.
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Alla C.I.S.L.
Alla U.I.L.
Alla U.G.L.
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Alla C.I.S.A.L.
Alla C.I.D.A.
Alla Confcommercio
Alla Confartigianato
Alla Confederazione nazionale
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All'Associazione Artigiani C.A.S.A.
Alla CONFAPI
Alla Confindustria
Alla Confesercenti
Alla Confederazione cooperative
italiane
Alla Lega nazionale cooperative e
mutue
All'Associazione generale
cooperative italiane
All'Unione nazionale cooperative
italiane
All'Associazione nazionale
consulenti del lavoro
L'art. 13 del decreto legislativo n. 276 del 2003 prevede una serie
di misure di incentivazione, economica e normativa, del raccordo tra
operatori pubblici e operatori privati del mercato del lavoro. Tali
misure sono finalizzate all'inserimento ovvero al reinserimento nel
mercato del lavoro, mediante politiche attive e di c.d. workfare, dei
gruppi di «lavoratori svantaggiati» di cui all'art. 2, comma 1,
lettera k), del decreto.
Ai fini della individuazione dei soggetti destinatari delle misure
di cui all'art. 13 e delle modalita' per l'applicazione dei relativi
incentivi, si forniscono i seguenti chiarimenti.
1. Soggetti destinatari delle misure di politica attiva del lavoro -
Condizioni e modalita' di applicazione degli incentivi (art. 13,
comma 1).
Il comma 1 dell'art. 13 del decreto legislativo n. 276 del 2003 si
riferisce ai gruppi di «lavoratori svantaggiati», intendendosi per
tali tutti i soggetti indicati all'art. 2, comma 1, lettera k), del
decreto stesso, che a sua volta rinvia all'art. 2, lettera f), del
regolamento (CE) n. 2204/2002 della Commissione del 12 dicembre 2002,
relativo alla applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE
agli aiuti di Stato a favore della occupazione, nonche' all'art. 4,
comma 1, della legge n. 381 del 1991.
Alla stregua di questa ampia definizione si considerano «lavoratori
svantaggiati»:
a) i lavoratori che abbiano difficolta' a entrare, senza
assistenza, nel mercato del lavoro ai sensi del citato regolamento CE
n. 2204, ed in particolare:
1) i giovani con meno di 25 anni o che abbiano completato il
ciclo formativo da piu' di due anni, ma non abbiano ancora ottenuto
il primo impiego retribuito regolarmente (regolamento CE n. 2204);
2) i lavoratori extracomunitari che si spostino all'interno
degli Stati membri della Comunita' europea alla ricerca di una
occupazione (regolamento CE n. 2204);
3) i lavoratori, appartenenti alla minoranza etnica di uno
Stato membro, che debbano migliorare le loro conoscenze linguistiche,
la loro formazione professionale o la loro esperienza lavorativa per
incrementare la possibilita' di ottenere una occupazione stabile
(regolamento CE n. 2204);
4) lavoratori che desiderino intraprendere o riprendere una
attivita' lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni,
in particolare quei soggetti che abbiano dovuto abbandonare
l'attivita' lavorativa per difficolta' nel conciliare la vita
lavorativa e la vita familiare (regolamento CE n. 2204);
5) i lavoratori adulti che vivano soli con uno o piu' figli a
carico (regolamento CE n. 2204);
6) i lavoratori che siano privi di un titolo di studio, di
livello secondario o equivalente, o che abbiano compiuto 50 anni e
siano privi di un posto di lavoro o in procinto di perderlo
(regolamento CE n. 2204);
7) i lavoratori riconosciuti affetti, al momento o in passato,
da una dipendenza ai sensi della legislazione nazionale (regolamento
CE n. 2204);
8) i lavoratori che, dopo essere stati sottoposti a una pena
detentiva, non abbiano ancora ottenuto il primo impiego retribuito
regolarmente (regolamento CE n. 2204);
9) le lavoratrici residenti in una area geografica del livello
NUTS II (1), nella quale il tasso medio di disoccupazione superi il
100% della media comunitaria da almeno due anni civili e nella quale
la disoccupazione femminile abbia superato il 150% del tasso di
disoccupazione maschile dell'area considerata per almeno due dei tre
anni civili precedenti (regolamento CE n. 2204);
10) i disoccupati di lunga durata senza lavoro per 12 dei 16
mesi precedenti o per 6 degli 8 mesi precedenti nel caso di persone
di meno di 25 anni d'eta' (regolamento CE n. 2204);
(1) Secondo la decisione della Commissione europea del 13 marzo
2000, sono considerate appartenenti all'area NUTS II le seguenti
regioni: Calabria, Sicilia, Sardegna, Basilicata, Campania e Puglia,
Piemonte, Friuli, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche,
Umbria, Abruzzo, Lazio.
b) gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di
istituti psichiatrici, i soggetti in trattamento psichiatrico (legge
n. 381 del 1991);
c) i minori in eta' lavorativa in situazioni di difficolta'
familiare (legge n. 381 del 1991);
d) i condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione
previste dagli articoli 47, 47-bis, 47-ter e 48 della legge 26 luglio
1975, n. 354, come modificati dalla legge 10 ottobre 1986, n. 663
(legge n. 381 del 1991).
In attesa di leggi regionali che disciplinino la materia, per la
precisa individuazione dei lavoratori di cui all'art. 2, comma 1,
lettera k), del decreto operano peraltro i limiti, anche definitori,
stabiliti nelle convenzioni di cui al comma 6 dell'art. 13.
Per tutte le persone che integrano il concetto di «lavoratore
svantaggiato», cosi' come precisato, opera il regime di
incentivazione normativa di cui all'art. 13, comma 1, lettera a), del
decreto legislativo n. 276/2003, alla stregua del quale le agenzie di
somministrazione di lavoro, autorizzate in base alle procedure di cui
agli articoli 4 e 5, possono «operare in deroga al regime generale
della somministrazione di lavoro, ai sensi del comma 2 dell'art. 23».
Questa deroga opera tuttavia, sempre ai sensi dell'art. 13, comma 1,
lettera a), appena citato, solo:
1) in presenza di un piano individuale di inserimento o
reinserimento nel mercato del lavoro, con interventi formativi idonei
e il coinvolgimento di un tutore con adeguate competenze e
professionalita'. Peraltro, qualora il lavoratore abbia gia' una
professionalita' adeguata al lavoro proposto, puo' non essere
necessario il percorso formativo;
2) a fronte della assunzione del lavoratore, da parte della
agenzia di somministrazione di lavoro, con contratto di durata non
inferiore a sei mesi. Va chiarito che, in questa ipotesi, non trova
applicazione nessun tetto specifico al trattamento retributivo del
lavoratore, fatto salvo ovviamente il rispetto del principio della
retribuzione proporzionata e sufficiente di cui all'art. 36 della
Costituzione.
In attesa di leggi regionali, le convenzioni previste dal comma 6
dell'art. 13, identificano i piani individuali di inserimento e le
funzioni del tutore.
La lettera b) dell'art. 13, comma 1, del decreto legislativo
stabilisce un'ulteriore misura di incentivazione, distinta anche se
non alternativa a quella di cui alla lettera a), relativa a gruppi di
lavoratori svantaggiati che siano destinatari di trattamenti
previdenziali o assistenziali la cui erogazione sia collegata allo
stato di disoccupazione o in occupazione definiti ai sensi del
decreto legislativo n. 181 del 2000 cosi' come modificato e integrato
dal decreto legislativo n. 297 del 2002, e specificatamente:
1) ai lavoratori percettori della indennita' di mobilita', che
durante l'erogazione del trattamento non maturino i requisiti per il
trattamento pensionistico di anzianita' o di vecchiaia;
2) ai lavoratori percettori di indennita' di disoccupazione
ordinaria o speciale (per gli edili e per i frontalieri);
3) ai lavoratori percettori di altre indennita' o sussidi la cui
corresponsione e' collegata allo stato di inoccupazione o
disoccupazione.
La disposizione di cui al comma 1, lettera b), dell'art. 13 trova
applicazione unicamente a favore dei lavoratori svantaggiati che,
durante l'erogazione del trattamento, non maturino i requisiti per il
trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianita'.
Le misure di incentivazione di cui al comma 1, lettera b),
dell'art. 13, si applicano comunque a condizione che l'agenzia
autorizzata alla somministrazione di lavoro assuma il lavoratore
svantaggiato con contratto di lavoro subordinato non inferiore a nove
mesi. Sebbene la disposizione di legge non lo indichi espressamente,
anche in questo caso risulta sempre possibile subordinare in via
convenzionale, e in attesa delle leggi regionali, le misure in
questione a un piano individuale di inserimento o reinserimento, a
specifici percorsi formativi e alla presenza di un tutore ovvero di
figure con adeguate competenze e professionalita'.
Le predette misure di incentivazione di cui al comma 1, lettera b),
dell'art. 13, si articolano secondo le seguenti modalita':
1) il lavoratore continua a ricevere direttamente dall'I.N.P.S.
il trattamento previdenziale, il sussidio o l'indennita' di cui e'
titolare;
2) il lavoratore riceve dalla agenzia di somministrazione di
lavoro che lo ha assunto il compenso dovuto, al netto del trattamento
previdenziale, del sussidio o della indennita' erogati dall'I.N.P.S.;
3) la detrazione puo' essere applicata per un periodo massimo di
dodici mesi e comunque non oltre il termine di scadenza del
trattamento previdenziale o assistenziale;
4) l'agenzia di somministrazione di lavoro puo' detrarre dai
contributi complessivamente dovuti per l'attivita' lavorativa,
determinati sulla base del compenso complessivo spettante al
lavoratore (compenso dovuto dall'agenzia piu' trattamento
previdenziale o assistenziale), l'ammontare dei contributi
figurativi, limitatamente ai lavoratori percettori del trattamento di
mobilita' o del trattamento di disoccupazione ordinaria o speciale.
In attesa di leggi regionali, l'operare, alternativo ovvero
cumulativo degli incentivi di cui alle lettere a) e b) dell'art. 13,
comma 1, del decreto, e' stabilito nelle convenzioni di cui al comma
6 dello stesso art. 13. Per quanto riguarda i rapporti di natura
commerciale tra utilizzatore e agenzia di somministrazione opera
l'art. 21, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 276 del
2003, la' dove precisa la «assunzione dell'obbligo dell'utilizzatore
di rimborsare al somministratore gli oneri retributivi e
previdenziali da questa effettivamente sostenuti in favore dei
prestatori di lavoro».
2. Decadenza dai trattamenti di indennita' nelle ipotesi di cui
all'art. 13, comma 1, lettera b).
Il lavoratore destinatario delle attivita' di cui al comma 1,
lettera b), dell'art. 13, decade dai trattamenti di mobilita' (ma
solo qualora l'iscrizione nelle relative liste sia finalizzata
esclusivamente al reimpiego), di disoccupazione ordinaria o speciale,
o da altra indennita' o sussidio la cui corresponsione e' collegata
allo stato di disoccupazione o in occupazione, quando:
1) rifiuti di essere avviato a un progetto individuale di
reinserimento nel mercato del lavoro ovvero rifiuti di essere avviato
a un corso di formazione professionale autorizzato dalla regione o
non lo frequenti regolarmente, fatti salvi i casi di impossibilita'
derivante da forza maggiore che andranno nelle convenzioni di cui al
comma 6 dell'art. 13;
2) non accetti l'offerta di un lavoro inquadrato in un livello
retributivo non inferiore del 20 per cento rispetto a quello delle
mansioni di provenienza salvo si tratti di lavoratore inoccupato.
Tale trattamento costituisce base imponibile per il calcolo dei
contributi previdenziali e assistenziali, fatti salvi, in ogni caso,
i minimali di legge;
3) non abbia provveduto a dare preventiva comunicazione alla
competente sede I.N.P.S. del lavoro prestato ai sensi dell'art. 8,
commi 4 e 5 del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 16, salvo si tratti di
lavoratore inoccupato.
Detto regime di decadenza trova applicazione allorche' le attivita'
lavorative o di formazione offerte al lavoratore siano congrue
rispetto alle competenze e alle qualifiche del lavoratore stesso, ai
sensi delle convenzioni di cui al comma 6 dell'art. 13, e si svolgano
in un luogo raggiungibile in 80 minuti con mezzi pubblici da quello
della sua residenza.
I responsabili della attivita' formativa ovvero le agenzie di
somministrazione di lavoro comunicano direttamente all'I.N.P.S., e al
servizio per l'impiego territorialmente competente ai fini della
cancellazione dalle liste di mobilita', i nominativi dei soggetti che
possono essere ritenuti decaduti dai trattamenti previdenziali. A
seguito di detta comunicazione l'I.N.P.S. sospende cautelativamente
l'erogazione del trattamento medesimo, dandone comunicazione agli
interessati. E' ammesso ricorso entro trenta giorni alle direzioni
provinciali del lavoro territorialmente competenti che decidono, in
via definitiva, nei venti giorni successivi alla data di
presentazione del ricorso. La decisione del ricorso e' comunicata al
competente servizio per l'impiego ed all'I.N.P.S.
3. Modalita' di applicazione dell'art. 13: le convenzioni di cui al
comma 6 e la disciplina regionale.
Come dispone espressamente l'art. 86, comma 12, del decreto
legislativo n. 276 del 2003, la previsione di cui all'art. 13 ha
carattere sperimentale. In attesa di leggi regionali che disciplinino
la materia, gli incentivi di cui alle lettere a) e b) dell'art. 13
possono operare esclusivamente nell'ambito di convenzioni tra una o
piu' agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro, anche
attraverso le associazioni di rappresentanza e con l'ausilio delle
agenzie tecniche strumentali del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, e i comuni, le province o le regioni stesse, nel
rispetto dei principi fissati dallo stesso art. 13.
A tale proposito, si chiarisce che l'agenzia tecnica strumentale
del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che stipulera' le
convenzioni di cui al capoverso precedente, e' individuata in Italia
Lavoro sulla base dell'art. 30 della legge n. 448/2001, il quale
prevede che il Ministero si avvale di Italia Lavoro per la promozione
e la gestione di azioni nel campo delle politiche attive del lavoro e
dell'assistenza tecnica ai servizi per l'impiego.
Le sperimentazioni avviate prima della entrata in vigore del
decreto legislativo n. 276 del 2003 non possono peraltro che
rientrare nell'apparato normativo e concettuale dell'art. 13 essendo
stati abrogati gli articoli 1-11 della legge n. 196 del 1997, su cui
si basavano dette sperimentazioni, di modo che l'art. 13 e' da
ritenersi pienamente operativo anche con riguardo a ipotesi di
convenzione e intese tra operatori pubblici e privati sottoscritte
prima del 24 ottobre 2003 che risultano ora assorbite, anche dal
punto di vista procedurale, dalla disciplina di cui all'art. 13.
Le misure di incentivazione di cui all'art. 13 si applicano
altresi' con riferimento ad appositi soggetti giuridici costituiti ai
sensi delle normative regionali in convenzione con le agenzie
autorizzate alla somministrazione di lavoro, previo accreditamento ai
sensi dell'art. 7 del decreto.
Ai fini della definizione delle convenzioni, comuni, province e
regioni possono operare in raccordo con il Comitato per il sostegno e
l'incentivazione delle attivita' derivanti dalla applicazione
dell'art. 13 (decreto del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali in data 18 novembre 2003, in allegato). Il Comitato svolge
funzioni di sostegno e incentivazione alle attivita' di raccordo
pubblico-privato in questione, operando quale organismo preposto al
monitoraggio e alla valutazione delle sperimentazioni attuate su base
locale.
Roma, 23 ottobre 2004
Il Ministro: Maroni
Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di
ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale
cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato