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Gazzetta Ufficiale N. 44 del 23 Febbraio 2004

 

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 12 febbraio 2004
Aggiornamento delle norme per la trasparenza nelle operazioni di collocamento dei titoli di Stato.

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Visto il decreto del Ministro del tesoro del 9 luglio 1992,
contenente <<Norme specifiche per la trasparenza delle operazioni di
collocamento dei titoli di Stato>> (pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 13 luglio 1992 - serie generale - n. 163), emanato in
attuazione dell'art. 2, comma 2, della legge 17 febbraio 1992, n.
154, che detta <<Norme per la trasparenza delle operazioni e dei
servizi bancari e finanziari>>, successivamente modificato con
decreto del Ministro del tesoro 23 dicembre 1996 (pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 1996 - serie generale - n. 305) e con
decreto del Ministro del tesoro 10 marzo 2000 (pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 15 marzo 2000 - serie generale - n. 62);
Visto l'art. 161, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385, e successive modificazioni (testo unico bancario), il
quale stabilisce che la legge 17 febbraio 1992, n. 154, viene
abrogata ma continua ad essere applicata fino all'entrata in vigore
dei provvedimenti emanati dalle autorita' creditizie ai sensi del
testo unico bancario;
Visto l'art. 116, comma 2, del testo unico bancario, che
attribuisce al Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la
Banca d'Italia, il potere di stabilire criteri e parametri per la
determinazione delle eventuali commissioni massime addebitabili alla
clientela in occasione del collocamento e per la trasparente
determinazione dei rendimenti, nonche' gli obblighi di pubblicita',
trasparenza e propaganda da osservare nell'attivita' di collocamento
dei titoli di Stato;
Visto l'art. 120, comma 1, del testo unico bancario, il quale
stabilisce che gli interessi sui versamenti sono conteggiati con la
valuta del giomo in cui il versamento e' effettuato;
Visto l'art. 2 del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239,
recante modificazioni al regime fiscale degli interessi, premi ed
altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e
privati;
Visto l'art. 39 del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213,
recante disposizioni sulla dematerializzazione dei titoli di Stato;
Considerata l'opportunita' di emanare nuove disposizioni per le
operazioni di collocamento dei titoli di Stato, anche a seguito delle
modifiche intervenute nelle tecniche di collocamento;
Considerato che, come remunerazione per il collocamento dei titoli
a medio e lungo termine, agli intermediari che partecipano alle aste
viene corrisposta una provvigione;

Decreta:

Art. 1.
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle categorie
di soggetti che svolgono le operazioni di collocamento dei titoli di
Stato, a breve, a medio e a lungo termine, anche se non partecipano
direttamente alle operazioni d'asta o ai consorzi di collocamento.
2. Nel caso in cui il collocamento dei titoli avvenga attraverso un
consorzio di collocamento, i riferimenti al prezzo medio ponderato di
cui all'art. 2 e al prezzo di aggiudicazione di cui all'art. 3, si
intendono effettuati al prezzo di emissione stabilito dal Tesoro nel
decreto di emissione.

Art. 2.
1. Per quanto concerne i buoni ordinari del Tesoro, i soggetti di
cui all'art. 1, all'atto della prenotazione da parte della clientela,
sono tenuti a regolare i titoli al prezzo medio ponderato risultante
dalle operazioni d'asta ed a limitare le eventuali commissioni alla
misura massima indicata al successivo comma.
2. Il prezzo medio ponderato, che e' reso noto con il comunicato
stampa della Banca d'Italia e pubblicato a cura del Ministero
dell'economia e delle finanze nella Gazzetta Ufficiale, e'
pubblicizzato nei locali aperti al pubblico mediante esposizione di
avvisi datati e costantemente aggiornati, contenenti anche
l'indicazione del corrispondente tasso di rendimento lordo a
scadenza. Nei suddetti avvisi deve essere altresi' indicata la
commissione da applicare sull'operazione di sottoscrizione dei buoni.
L'importo massimo di tale commissione e stabilito, per ogni 100 euro
di capitale sottoscritto, come segue: 0,05 euro per i buoni aventi
durata residua pari o inferiore a 80 giorni; 0,10 euro per i buoni
aventi durata residua compresa tra 81 e 170 giorni; 0,20 euro per i
buoni aventi durata residua compresa tra 171 e 330 giorni e 0,30 euro
per i buoni di durata residua pari o superiore a 331 giorni.
3. La comunicazione inviata alla clientela relativa all'avvenuta
assegnazione dei buoni ordinari del Tesoro indica analiticamente,
oltre il capitale nominale dei titoli sottoscritti, i seguenti
ulteriori elementi:
a) il prezzo medio ponderato risultante dall'asta di riferimento;
b) la ritenuta fiscale pagata sugli interessi, espressa sia in
misura percentuale sia in valore assoluto rispetto al valore
nominale;
c) la commissione applicata, espressa sia in misura percentuale
sia in valore assoluto rispetto al valore nominale;
d) il prezzo totale di vendita (comprensivo quindi dell'importo
della ritenuta fiscale e della commissione) ed il corrispondente
tasso di rendimento annuo.

Art. 3.
1. Per quanto concerne il collocamento dei titoli di Stato a medio
e a lungo termine, i soggetti di cui all'art. 1 non addebitano
commissioni sui titoli assegnati alla clientela. Sono inoltre tenuti
a regolare i titoli al prezzo di aggiudicazione determinato in asta
maggiorato degli eventuali interessi maturati dalla data di godimento
della cedola a quella del regolamento.
2. Il prezzo di aggiudicazione, reso noto dalla Banca d'Italia
tramite comunicato stampa, e' pubblicizzato nei locali aperti al
pubblico mediante esposizione di avvisi datati e costantemente
aggiornati, contenenti anche l'indicazione del corrispondente tasso
di rendimento lordo a scadenza.
3. La comunicazione inviata alla clientela relativa all'avvenuta
assegnazione dei titoli di Stato a medio e a lungo termine deve
indicare analiticamente, oltre il capitale nominale dei titoli
sottoscritti, i seguenti ulteriori elementi:
se il cliente e' un soggetto inciso dall'imposta sostitutiva di
cui all'art. 2 del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239:
a) il prezzo di aggiudicazione;
b) il prezzo di aggiudicazione al netto dell'imposta
sostitutiva sullo scarto di emissione maturato (c.d. <<prezzo per i
soggetti nettisti>>);
c) i dietimi di interesse netti;
d) il prezzo totale di vendita (prezzo per i soggetti nettisti
comprensivo dei dietimi di interesse netti) ed il corrispondente
tasso di rendimento annuo;
se il cliente non e' un soggetto inciso dall'imposta sostitutiva
di cui all'art. 2 del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239:
a) il prezzo di aggiudicazione;
b) i dietimi di interesse lordi;
c) il prezzo totale di vendita (prezzo di aggiudicazione
comprensivo dell'importo dei dietimi lordi) ed il corrispondente
tasso di rendimento annuo.

Art. 4.
1. Ai sensi dell'art. 120, comma 1, del decreto legislativo
1° settembre 1993, n. 385, i soggetti di cui all'art. 1 accreditano
alla clientela gli importi dovuti con una data di valuta coincidente
con quella prevista dai singoli decreti di emissione per i relativi
pagamenti.

Art. 5.
1. I soggetti indicati nell'art. 1 espongono in modo ben visibile
nei locali aperti al pubblico, non appena vengono resi noti dal
Tesoro e dalla Banca d'Italia, le date di emissione dei titoli di
Stato a breve, a medio e a lungo termine ed il termine entro il quale
i soggetti interessati possono prenotare i titoli offerti dal Tesoro.
2. I soggetti indicati nell'art. 1 informano con anticipo la
propria clientela della scadenza dei propri titoli e del termine
entro il quale la clientela stessa puo' prenotare i titoli offerti
dal Tesoro.

Art. 6.
1. Al fine di garantire la trasparenza e la conoscibilita'
dell'incidenza dei costi dell'attivita' di gestione e di
amministrazione sul rendimento effettivo dei titoli, i soggetti
indicati nell'art. 1 possono applicare spese di gestione e di
amministrazione nella misura massima di 10 euro a semestre; l'importo
di tali spese viene pubblicizzato nei locali aperti al pubblico
mediante esposizione di avvisi datati e costantemente aggiornati e
deve essere inoltre indicato nelle comunicazioni periodiche inviate
alla clientela.

Art. 7.
1. Per le operazioni di collocamento disciplinate dal presente
decreto non possono addebitarsi alla clientela oneri diversi da
quelli indicati nei precedenti articoli, fatti salvi quelli
rivenienti dall'applicazione della normativa fiscale in vigore.

Art. 8.
1. Gli avvisi da esporre nei locali aperti al pubblico, previsti
dal presente decreto, riportano in maniera chiara, con una veste
grafica di facile identificazione e lettura, gli elementi informativi
di cui allo schema allegato.

Art. 9.
1. Alle attivita' disciplinate dal presente decreto si applicano,
in quanto compatibili, le disposizioni in materia di trasparenza e
correttezza dei comportamenti previste dal decreto legislativo
1° settembre 1993, n. 385, e dal decreto legislativo 24 febbraio
1998, n. 58, e dalle relative disposizioni di attuazione, per i
servizi e le operazioni in essi disciplinati.

Art. 10.
1. Il decreto del Ministro del tesoro 9 luglio 1992 (pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 13 luglio 1992 - serie generale - n. 163) e
il decreto del Ministro del tesoro 10 marzo 2000 (pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 15 marzo 2000 - serie generale - n. 62) sono
abrogati.
2. Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 12 febbraio 2004
Il Ministro: Tremonti

Allegato

Allegato in fase di carimento


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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