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Gazzetta Ufficiale N. 56 del 8 Marzo 2004

 

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

CIRCOLARE 26 febbraio 2004, n.1
Apparecchi di cui all'art. 110, comma 6, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni ed integrazioni (T.U.L.P.S.).

Agli Ispettorati compartimentali dei
Monopoli di Stato
Al Comando generale della Guardia di
finanza - Ufficio del Capo di Stato
Maggiore
Al Ministero dell'interno -
Dipartimento della pubblica sicurezza
Al Gabinetto dell'on.le signor Ministro
Agli Organismi di certificazione ed
ispezione
e, p.c.
All'Ufficio per il coordinamento
legislativo - Finanze
All'Agenzia delle entrate - Ufficio del
direttore
Alla ACMI
Alla A.N.E.S.V. - A.G.I.S.
All'Assotrattenimento
Al Consorzio gioco
Alla S.A.P.A.R. - A.G.I.S.
Alla SINDAUT - FIPE
Alla CONFAPI
Alla Confartigianato
Alla Confcommercio
Alla Confesercenti
Alla Confindustria

Premessa

L'art. 39, comma 12, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, ha riordinato la
disciplina degli apparecchi con vincite in denaro ex art. 110, comma
6, del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S.),
introdotta dall'art. 22 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e
successive modificazioni ed integrazioni.
Con la presente circolare sono disciplinate le procedure
amministrative di gestione degli apparecchi in argomento.

1. Certificazione di conformita'
L'art. 38, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e successive
modificazioni ed integrazioni, dispone che i produttori e gli
importatori degli apparecchi in commento presentino ad AAMS un
esemplare di modello degli apparecchi che essi intendono produrre od
importare al fine di ottenere la relativa certificazione di
conformita' alle regole tecniche di produzione e di funzionamento.

Al riguardo, AAMS ha adottato - d'intesa con il Dipartimento della
Pubblica sicurezza del Ministero dell'interno - il decreto 4 dicembre
2003 concernente le specifiche di produzione nonche' le regole per la
verifica tecnica di conformita' degli apparecchi in questione.

Per le attivita' di verifica tecnica, AAMS ha stipulato apposite
convenzioni con taluni organismi di certificazione ed ispezione, in
possesso dei requisiti di cui all'art. 7 del richiamato decreto 4
dicembre 2003. L'elenco di tali organismi e' disponibile sul sito
internet dell'Amministrazione (www.aams.it).

Cio' premesso, il produttore/importatore che intenda produrre o
importare gli apparecchi in oggetto e' tenuto a sottoporre i relativi
esemplari di modello a verifica tecnica presso uno degli organismi
summenzionati, dandone, nel contempo, comunicazione alla Direzione
generale di AAMS mediante l'invio del "Modulo RVC" (Allegato 1)
anch'esso gia' disponibile sul sito internet dell'Amministrazione.

La procedura fin qui descritta costituisce il presupposto formale ed
essenziale per l'avvio dell'iter amministrativo volto alla
certificazione della conformita' dell'esemplare di modello alle
prescrizioni legislative e regolamentari e, quindi, al successivo
rilascio dei "nulla osta di distribuzione" per tutti gli apparecchi
prodotti o importati conformemente al modello certificato.

E necessario chiarire, in via preliminare, che l'esemplare di modello
sottoposto a verifica tecnica di conformita' deve, obbligatoriamente,
prevedere un costo unico e predeterminato della partita. Cio' vuol
dire che tutti gli apparecchi prodotti od importati in conformita' al
modello approvato devono recare il medesimo costo fisso per ogni
singola partita.

Il produttore/importatore e' tenuto ad indicare, inoltre, per ogni
esemplare di modello sottoposto a verifica, la denominazione
commerciale nonche' la sigla alfanumerica assegnata al medesimo
esemplare prototipale.

L'organismo di certificazione ed ispezione, a sua volta, a
conclusione delle attivita' di verifica previste sia dal decreto
interdirettoriale 4 dicembre 2003 che dalla convenzione sottoscritta,
e' tenuto ad inoltrare alla Direzione generale di AAMS il "Modulo EV"
(Allegato 2), concernente l'esito della verifica tecnica di
conformita', unitamente alla prevista, dettagliata relazione
contenente le metodologie utilizzate per le verifiche stesse ed i
risultati analitici di ciascuna prova effettuata.

A conclusione della verifica tecnica con esito positivo, AAMS
trasmette al produttore/importatore il "certificato di conformita'"
contenente anche il "codice modello" assegnato all'esemplare
sottoposto a verifica. Tale codice dovra' essere indicato nel modello
di richiesta del "nulla osta di distribuzione" da parte del
produttore/importatore medesimo.

Coerentemente con quanto disposto dall'art. 38, comma 3, della legge
n. 388 del 2000 e dall'art. 1, comma 4, lettere a) e b), del gia'
citato decreto 4 dicembre 2003, i soggetti tenuti alla presentazione
del modello prototipale per la verifica di conformita' sono i
produttori/importatori degli apparecchi in argomento.

Al riguardo, le aziende produttrici con sede o rappresentanza stabile
in Italia sono tenute a presentare direttamente il predetto esemplare
di modello e ad esse puo' essere rilasciato il certificato di
conformita', in caso di esito positivo della verifica tecnica.


Il produttore estero, viceversa, puo' adottare una duplice soluzione:
puo' presentare direttamente il modello di cui sopra, come nel caso
del produttore nazionale, ovvero puo' avvalersi di un importatore con
sede stabile in Italia. In quest'ultimo caso e' l'importatore a
presentare l'esemplare di modello per la verifica di conformita' ed a
questi puo' essere rilasciato il relativo certificato.

2. Nulla osta di distribuzione (rilasciato al produttore/importatore)

L'art. 38, comma 4, della legge n. 388 del 2000 dispone che, al fine
di poter distribuire gli apparecchi sul territorio nazionale, il
produttore/importatore deve richiedere ad AAMS e, quindi,
all'Ispettorato compartimentale nel cui ambito territoriale e' la
propria sede legale, i "nulla osta di distribuzione" Tale richiesta,
effettuata mediante il "Modulo 1-C6" (Allegato 3), costituisce
autocertificazione di conformita' degli apparecchi, prodotti od
importati, rispetto all'esemplare di modello certificato.

La richiesta di cui sopra deve essere, altresi', corredata da un
supporto magnetico o CD-ROM contenente l'elenco dettagliato degli
apparecchi per i quali e' fatta istanza di nulla osta, realizzato con
le modalita' definite nel citato "Modulo 1C6". Per la compilazione
del suddetto elenco analitico i produttori/importatori potranno
utilizzare, per evidenti motivi di omogeneita' ed economicita',
l'applicazione informatica disponibile gratuitamente sul sito
internet dell'Amministrazione.

L'Ispettorato compartimentale competente per territorio, ricevuta la
documentazione di cui sopra, provvede all'inserimento dei relativi
dati nel sistema informatico centrale. Una volta riscontrata la
coerenza di tutti gli elementi acquisiti, per ogni apparecchio e'
rilasciato, a cura dello stesso Uffici o competente, il "nulla osta
di distribuzione" il quale, oltre a contenere il `codice modello" di
cui al certificato di conformita', fornisce anche il "codice
identificativo" da visualizzare su video o display dell'apparecchio
medesimo (art. 2, comma 1, del decreto 4 dicembre 2003).

In relazione a quanto precedentemente chiarito in merito ai soggetti
che sono tenuti a presentare l'esemplare di modello nonche' alla
certificazione di conformita', puo' verificarsi che il "nulla osta di
distribuzione" sia richiesto da un soggetto diverso da quello al
quale e' stato rilasciato il `certificato di conformita''; come nel
caso di un produttore estero. In tale ipotesi il soggetto richiedente
il "nulla osta di distribuzione" e' necessariamente un importatore
con sede stabile in Italia, il quale deve allegare alla richiesta di
nulla osta una copia autenticata del "certificato di conformita'"
dell'esemplare di modello rilasciato al produttore estero.

Nel caso, invece, di produttore nazionale od importatore che operi
una trasformazione d'azienda in un momento successivo
all'acquisizione del "certfcato di conformita'" ; i "nulla osta di
distribuzione" potrebbero essere richiesti da un soggetto giuridico
diverso da quello al quale e' stato rilasciato il predetto
certificato. In questo caso, cosi' come in altre situazioni analoghe
(cessione o fusione d'azienda, cessione di brevetto,ecc.), il nuovo
soggetto, all'atto della richiesta del "nulla osta di distribuzione"
; e' tenuto a produrre all'Ufficio competente tutta la necessaria
documentazione per il rilascio dei nulla osta in questione.

Cosi' come disposto dall'art. 38 della predetta legge n. 388 del
2000, la richiesta del "nulla osta di distribuzione" e' effettuata
dal produttore/importatore indicando un numero predeterminato di
apparecchi, ciascuno identificato con un apposito e proprio numero
progressivo. A tal fine, il produttore/importatore assegna ad ogni
apparecchio, mediante l'applicazione informatica disponibile per la
compilazione dell'elenco analitico, un numero seriale identificativo
univoco nell'ambito dell'intera produzione relativa a ciascun
modello.

Inoltre, cosi' come disposto dal citato art. 38, comma 4, nonche'
dall'art. 2, comma 9, del decreto interdirettoriale 4 dicembre 2003,
i produttori/importatori devono consegnare ai cessionari degli
apparecchi una copia del "nulla osta di distribuzione" ; autenticata
secondo le norme vigenti, per ogni singolo apparecchio ceduto,
unitamente alla scheda esplicativa ed al registro delle manutenzioni
straordinarie di cui gli stessi produttori/importatori sono
responsabili.

3. Nulla osta per la messa in esercizio (rilasciato al gestore)

I gestori degli apparecchi in argomento sono tenuti ad inoltrare al
competente Ispettorato la richiesta di "nulla osta per la messa in
esercizio "mediante il "Modulo 2-C6" (Allegato 4).

Anche in questo caso, cosi' come per la richiesta del "nulla osta di
distribuzione" ; il soggetto richiedente e' tenuto a corredare il
predetto Modulo con un apposito supporto magnetico o CD-ROM
contenente l'elenco analitico degli apparecchi per i quali e'
richiesto il "nulla osta per la messa in esercizio" ; utilizzando
l'applicazione informatica gratuitamente disponibile sul sito
internet dell'Amministrazione. Il predetto Modulo 2-C6 deve essere,
altresi', corredato della copia del Mod. F24 attestante l'avvenuto,
integrale pagamento della prima rata relativa all'acconto
dell'imposta, di cui al successivo paragrafo 4, per tutti gli
apparecchi per cui si richiede il nulla osta.

Unitamente alla richiesta del nulla osta in questione, il gestore e'
tenuto ad autocertificare il possesso della licenza di polizia di cui
all'art. 86, comma 3, del T.U.L.P.S. ovvero, ove non ne sia in
possesso, di non trovarsi in alcuna delle situazioni sotto elencate:

aver riportato una condanna a pena restrittiva della liberta'
personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non avere
ottenuto la riabilitazione;

essere sottoposto all'ammonizione o a misura di sicurezza personale o
essere stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per
tendenza;

aver riportato condanna per delitti contro la personalita' dello
Stato o contro l'ordine pubblico, ovvero per delitti contro le
persone commessi con violenza, o per furto, rapina, estorsione,
sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione, o per
violenza o resistenza all'autorita' e di non poter provare la propria
buona condotta;

essere stato destinatario, con provvedimento definitivo, di una
misura di prevenzione che impedisce il rilascio di licenza o
autorizzazione di polizia e di commercio ai sensi dell'art. 10 della
legge 31 maggio 1965, n. 575 e successive modificazioni ed
integrazioni.

In sede di controllo delle predette autocertificazioni, i competenti
Uffici:

nel caso di possesso di licenza ex art. 86, comma 3, del T.U.L.P.S.,
effettueranno controlli presso le competenti autorita' al fine di
verificare l'effettiva sussistenza della licenza;

nel caso contrario, controlleranno - con le modalita' gia' in uso -
la veridicita' delle dichiarazioni.

Gli Uffici competenti provvederanno a revocare i nulla osta nel
momento in cui riscontrino la mancanza, in tutto o in parte, dei
requisiti di cui alle richiamate autocertificazioni. In tal caso, gli
Uffici procederanno ad intimare ai gestori, cui e' stato revocato il
predetto nullaosta, di disinstallare gli apparecchi e di comunicarne
la successiva destinazione avvalendosi della modulistica a cio'
predisposta (cessione, custodia in magazzino, ecc.).

Analogamente gli Uffici procederanno nel caso di sopravvenuta perdita
di uno o piu' dei requisiti autocertificati.

Giova rammentare che, in caso di revoca di un nulla osta per il venir
meno della licenza di polizia ex art. 86, comma 3, del T.U.L.P.S.
ovvero di uno o piu' dei requisiti richiesti per il rilascio della
medesima licenza, gli Uffici procederanno alla revoca di tutti i
"nulla osta di messa in esercizio" precedentemente rilasciati allo
stesso soggetto per apparecchi e congegni da divertimento di cui
all'art. 110, commi 6 e 7, del T.U.L.P.S.

Si rammenta, ancora, che, ai sensi dell'art. 39, comma 7, lett. c)
del decreto legge n. 269 del 2003, convertito con modificazioni dalla
legge n. 326 del 2003, non potranno essere rilasciati, per un periodo
pari a cinque anni, nulla osta per la messa in esercizio per
apparecchi da divertimento ed intrattenimento di cui all'art. 110,
commi 6 e 7, nei confronti di un soggetto che non abbia proceduto
alla demolizione, cessione all'estero o conversione, ove tecnicamente
possibile, di un apparecchio o congegno di cui all'art. 110, comma 7,
lett. b) del T.U.L.P.S.

Si sottolinea, infine, che copia del "nulla osta di distribuzione",
copia del "nulla osta per la messa in esercizio" e copia della scheda
esplicativa devono essere permanentemente apposti su ciascun
apparecchio in modo visibile al pubblico.

4. Assolvimento degli obblighi fiscali relativi al prelievo erariale
unico (PREU)

Come disposto dall'art. 39, comma 13, del decreto legge n. 269 del
2003, convertito con modificazioni dalla legge n. 326 del 2003, agli
apparecchi in oggetto si applica un prelievo erariale unico (PREU)
fissato in misura del 13,5 % delle somme giocate.

Per l'anno in corso, fino al momento del collegamento in rete, il
gestore e' tenuto a corrispondere - al momento della richiesta del
"nulla osta per la messa in esercizio" - un acconto d'imposta da
versare con le modalita' di cui al decreto direttoriale di AAMS del
30 dicembre 2003, utilizzando il "Mod. F24" - codice tributo 2359.

In particolare, per gli apparecchi installati dal 1 ° gennaio al 31
maggio 2004, l'acconto e' pari a complessivi € 4.200,00
(quattromiladuecento/00) suddiviso in due rate: la prima, pari a €
1.000,00 (mille/00), da corrispondersi contestualmente alla richiesta
del "nulla osta per la messa in esercizio'; la seconda, pari a €
3.200,00 (tremiladuecento/00), da corrispondersi antecedentemente al
collegamento in rete.

Viceversa, per gli apparecchi installati dal 1 ° giugno al 31 ottobre
2004, l'acconto e' pari a complessivi € 2.700,00
(duemilasettecento/00) suddiviso sempre in due rate: la prima, pari a
€ 1.000,00 (mille/00), da corrispondersi contestualmente alla
richiesta del "nulla osta per la messa in esercizio'; la seconda,
pari a € 1.700,00 (millesettecento/00), da corrispondersi
antecedentemente al collegamento in rete.

5. Dichiarazione d'installazione

Il gestore, ottenuto dal competente Ufficio il "nulla osta per la
messa in esercizio" dell'apparecchio, e' tenuto a far pervenire al
medesimo Ufficio, contestualmente all'installazione, la dichiarazione
di cui al Modulo 3-C6 (Allegato 5), contenente l'indicazione del
luogo e della data di avvenuta installazione.

Si sottolinea l'importanza della trasmissione del Modulo 3-C6
contestualmente all'installazione, in quanto, in caso contrario, gli
apparecchi per i quali e' stato rilasciato il "nulla osta per la
messa in esercizio", si intenderanno non installati, non funzionanti
e, come tali, irregolari ove non siano custoditi nel magazzino del
gestore.

Al riguardo, si rende noto che la comunicazione di cui al predetto
Modulo deve essere corredata da un elenco analitico degli apparecchi
installati, la cui applicazione informatica e' disponibile
gratuitamente sul sito internet dell'Amministrazione.

Parimenti, i cambi di ubicazione degli apparecchi devono essere
comunicati, nello stesso giorno in cui vengono effettuati,
utilizzando l'apposita applicazione informatica, anch'essa
disponibile sul sito AAMS. E esclusa, al riguardo, ogni altra forma
di comunicazione dei cambi di ubicazione.

A tale proposito, nel ribadire l'inderogabile esigenza di AAMS di
conoscere tempestivamente l'esatta collocazione di tali apparecchi
presso gli esercizi commerciali, il gestore e' tenuto a procedere
alla comunicazione di cui sopra utilizzando l'apposito "Codice PIN"
rilasciato dall'Amministrazione. Nel caso in cui il soggetto
interessato non fosse ancora in possesso del suddetto codice, il
medesimo sara' rilasciato dal competente Ispettorato al momento della
consegna dei "nulla osta per la messa in esercizio ".

6. Gestione degli apparecchi installati

Per le attivita' concernenti la gestione degli apparecchi gia' muniti
di "nulla osta per la messa in esercizio" ; devono essere utilizzati
i moduli sotto indicati, per ciascuna delle fattispecie ivi
rappresentate.

Modulo 4-C6 = Dichiarazione di cessione o acquisto tra gestori.
(Allegato 6) Modulo 5-C6 = Dichiarazione di rimozione di apparecchi
da demolire per qualsiasi causa (Allegato 7).

Modulo 6-C6 = Dichiarazione di titolarita' degli apparecchi e
congegni per il gioco lecito conseguente a modifiche societarie
(Allegato 8).

Modulo 7-C6 = Dichiarazione di cessione all'estero (Allegato 9).

Limitatamente alla procedura prevista per i Moduli 4-C6 e 6-C6, il
soggetto richiedente i nuovi "nulla osta per la messa in esercizio"
degli apparecchi di cui all'art. 110, comma 6, del T.U.L.P.S, dovra'
presentare al competente Ispettorato il Modulo 2-C6, gia' indicato al
paragrafo 3, previsto per il rilascio dei nulla osta medesimi.

L'esperienza maturata nel corso del 2003 ha messo in evidenza una
casistica di errori commessi nella compilazione della modulistica da
parte dei soggetti interessati, in particolare per quanto riguarda il
codice fiscale del gestore, il codice fiscale della ditta individuale
o societa' ed il codice tributo indicato sul Mod. F24 relativo al
pagamento delle imposte. Tali errori, inevitabilmente, rallentano gli
adempimenti amministrativi relativi al rilascio dei documenti
autorizzatori.

A tal fine, si sottolinea l'esigenza di prestare particolare
attenzione alle indicazioni riportate di seguito.

Esaminare attentamente le note esplicative riferite alla compilazione
della modulistica e, nel caso di persistenti dubbi interpretativi,
rivolgersi agli Ispettorati competenti per territorio.

Riportare, nella compilazione dei "Modelli F24" utilizzati per il
pagamento delle imposte dovute, lo stesso codice fiscale della ditta
individuale o societa' iscritto nella dichiarazione effettuata dal
gestore per la richiesta dei "nulla osta perla messa in esercizio".
Al riguardo, corre l'obbligo di ricordare che, in caso di ditta
individuale, il codice fiscale dell'azienda coincide con quello
personale del suo titolare (cod. alfanumerico a 16 caratteri), mentre
per le societa' il codice fiscale e' specifico (codice numerico a 11
caratteri) ed a volte coincide con la partita IVA.

Accertarsi, nell'indicare i codici tributo per il pagamento delle
imposte dovute tramite il Mod. F24, della correttezza del predetto
codice nonche' della corretta acquisizione "a sistema" del medesimo
da parte dell'agenzia bancaria o postale.
*******

Le modalita' di assistenza agli operatori da parte di AAMS saranno
rese pubbliche sul sito www.aams.it.

Roma, 26 febbraio 2004


Il direttore generale dell'Amministrazione
autonoma dei Monopoli di Stato
TINO

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Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialitÓ e non Ŕ sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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