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Gazzetta Ufficiale N. 39 del 17 Febbraio 2005

 

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 30 dicembre 2004
Norme procedurali per l'effettuazione dei controlli anti-doping e per la tutela della salute, ai sensi dell'art. 3, comma 1, della legge 14 dicembre 2000, n. 376.

IL MINISTRO DELLA SALUTE
Vista la legge 14 dicembre 2000, n. 376, recante «Disciplina della
tutela sanitaria delle attivita' sportive e della lotta contro il
doping» ed in particolare l'art. 3, comma 1, lettera b), che prevede
che la Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per
la tutela della salute nelle attivita' sportive «determina, anche in
conformita' delle indicazioni del CIO e di altri organismi ed
istituzioni competenti, i casi, i criteri e le metodologie dei
controlli antidoping..., tenuto conto delle caratteristiche delle
competizioni e delle attivita' sportive stesse»;
Visto il decreto 12 marzo 2001, recante «Composizione della
Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la
tutela della salute nelle attivita' sportive» e successive modifiche
ed integrazioni;
Visto il decreto 31 ottobre 2001, n. 440, recante «Regolamento
concernente l'organizzazione ed il funzionamento della Commissione
per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della
salute nelle attivita' sportive» ed in particolare l'art. 4;
Visto l'art. 4, comma 1, lettera a), del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante
«Codice in materia di protezione dei dati personali»;
Visto il proprio decreto 7 agosto 2002 recante «Norme procedurali
per l'effettuazione dei controlli anti-doping e per la tutela della
salute, ai sensi dell'art. 3, comma 1, della legge 14 dicembre 2000,
n. 376»;
Considerata la necessita' di adeguare le norme procedurali alle
disposizioni introdotte dal predetto decreto legislativo 196/2003
nonche' di prevedere le disposizioni tecniche per l'effettuazione di
controlli antidoping per la rilevazione di rhuEpo e/o suoi analoghi
nelle urine;
Vista la proposta della Commissione per la vigilanza ed il
controllo sul doping e per la salute nelle attivita' sportive
espressa in data 21 dicembre 2004;

Decreta:

Art. 1.
1. Sono adottate le norme procedurali per l'effettuazione dei
controlli anti-doping e per la tutela della salute, allegate al
presente decreto, oggetto di specifica determinazione della
Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la
salute nelle attivita' sportive, ai sensi dell'art. 3, comma 1, della
legge 14 dicembre 2000, n. 376, alle quali viene data piena
applicazione.

Art. 2.
1. Le disposizioni del presente decreto sostituiscono integralmente
le disposizioni contenute nel decreto 7 agosto 2002, indicato in
premessa.
Il presente decreto sara' trasmesso agli organi di controllo per la
registrazione e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Roma, 30 dicembre 2004
Il Ministro: Sirchia
Registrato alla Corte dei conti il 2 febbraio 2005
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e
dei beni culturali, registro n. 1, foglio n. 48

Allegato 1
Titolo I


DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.
Campo di applicazione

1. Il controllo sanitario e anti-doping sulle competizioni e
sulle attivita' sportive viene svolto in tutte le discipline e
pratiche sportive e puo' essere effettuato sulle urine. La
Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la
tutela della salute nelle attivita' sportive, in seguito denominata
«Commissione», individua le occasioni nelle quali svolgere i
controlli e le modalita' di scelta dei soggetti da controllare.
2. La realizzazione dei controlli anti-doping e per la tutela
della salute avviene d'intesa con gli organismi con cui la
Commissione stipula apposite convenzioni secondo modalita' regolate
dalle stesse e dalla presente procedura.
3. La Commissione compila un elenco di medici prelevatori per
l'esecuzione dei prelievi, su indicazione degli organismi
convenzionati.
4. Sulla scelta delle competizioni ed attivita' sportive oggetto
di controllo anti-doping, sulle designazioni dei medici prelevatori,
sull'effettuazione dei prelievi, sui nominativi degli atleti da
controllare e controllati, sull'esito delle analisi, e' mantenuto il
segreto d'ufficio.

Art. 2.
Modalita' organizzative

1. Le federazioni sportive, a partire dal 1° luglio 2002, con
cadenza almeno trimestrale, comunicano alla Commissione l'elenco
delle manifestazioni sportive di loro competenza, corredate di data
di inizio, localita' di svolgimento, durata e tipologia delle stesse.

Nel caso in cui la manifestazione dovesse avere luogo prima di tre
mesi dalla decisione, la comunicazione e' effettuata contestualmente
alla decisione stessa.
2. Per l'effettuazione dei controlli anti-doping e per la tutela
della salute, le societa' sportive ospitanti o gli enti organizzatori
delle manifestazioni sportive mettono a disposizione, come gia'
previsto nei regolamenti sportivi, un locale per il prelievo,
comprendente una zona di attesa ed un vano per le operazioni di
controllo, dotato di servizi igienici
. Il locale e' altresi'
corredato di un tavolo con sedie e fornito di almeno due tipi di
bibite analcoliche diverse e sigillate, in contenitori di vetro o
alluminio, non contenenti sostanze vietate, che sono aperti
dall'atleta o sotto la sua osservazione.
3. Il medico incaricato di effettuare il prelievo viene designato
con lettera ufficiale. Copia della lettera e' consegnata dal medico
prelevatore al responsabile della organizzazione della gara o della
societa' ospitante. Questi ultimi provvedono a consegnare agli atleti
da sottoporre al controllo la notifica dello stesso preparata dal
medico prelevatore.
4. Gli atleti, i medici sociali, i massaggiatori, i tecnici, i
dirigenti accompagnatori e le societa' sono tenuti a prestare la
massima collaborazione per il miglior espletamento e rispetto delle
procedure del controllo anti-doping. Il responsabile della
manifestazione consente l'accesso al medico prelevatore, con la
propria autovettura, nel luogo piu' vicino alla zona adibita al
prelievo.

Titolo II
CONTROLLI ANTI-DOPING SULLE URINE


Art. 3.
Scelta degli eventi e dei soggetti

1. La Commissione, nei tempi concordati con l'organismo
convenzionato, trasmette alla sede legale dello stesso un plico (A)
chiuso e sigillato contenente le buste chiuse e sigillate (B)
relative ai singoli eventi sportivi da sottoporre a controllo. Su
ciascuna delle suddette buste (B) viene riportato: la federazione
interessata, la denominazione dell'evento, il luogo e la data dello
stesso. Ciascuna busta (B) contiene indicazioni relative al controllo
di norma di quattro atleti dello stesso sesso. L'incaricato designato
dal legale rappresentante dell'organismo convenzionato apre la busta
(A) e provvede a designare i medici prelevatori ai quali far
pervenire le buste (B) chiuse e sigillate.
2. Dentro ciascuna busta (B) chiusa e sigillata relativa alla
manifestazione sono contenute un numero di buste (C) chiuse e
sigillate all'interno delle quali vi e' l'indicazione dei criteri di
scelta dei soggetti da sottoporre al controllo. Il numero delle buste
(C) e' uguale al numero delle gare da controllare; ciascuna busta (C)
reca all'esterno l'indicazione della gara da controllare. Almeno
un'ora prima dell'inizio presunto delle operazioni di controllo, il
medico prelevatore comunica ai dirigenti delle societa' interessate
l'effettuazione del controllo stesso.
3. Il medico prelevatore, dopo aver aperto le buste (C) ed
individuati i nominativi dei soggetti da sottoporre al controllo,
cura con la collaborazione del responsabile della manifestazione
l'inoltro della notifica stessa agli atleti selezionati.
4. Al termine di ogni mese i nominativi dei medici prelevatori
designati sono comunicati, dall'organismo convenzionato, alla
Commissione. L'elenco degli eventi da sottoporre al controllo e'
trasmesso anche all'Istituto superiore di sanita'.

Art. 4.
Modalita' di esecuzione dei prelievi anti-doping

1. Nel caso di controlli anti-doping in gara:
a) prima del termine della gara di interesse, in tempo utile
tenuto conto delle differenti tipologie delle discipline, alla
presenza del responsabile sportivo della manifestazione, la busta (C)
viene aperta e vengono rese note le indicazioni sui soggetti da
controllare. Possono essere sottoposti a controllo anche gli atleti
espulsi o ritiratisi nel corso della gara e quelli che l'hanno
abbandonata per un infortunio tale da non richiedere l'immediato
ricovero ospedaliero;
b) al termine della competizione, gli atleti si recano
immediatamente nel locale riservato al controllo anti-doping. Il
medico prelevatore, d'intesa con il rappresentante della federazione
sportiva se presente o della societa' di appartenenza, accerta che le
operazioni di prelievo siano predisposte in maniera da garantirne la
regolarita' con il minor disagio per gli atleti, ai quali e'
illustrata la procedura per la raccolta del campione di urina ed e'
data idonea informativa sul trattamento dei dati sensibili, ai sensi
dell'art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
c) il medico o il dirigente sociale consegna, in duplice copia
per la Commissione e per la federazione di appartenenza e in busta
chiusa e sigillata, al medico prelevatore designato le eventuali
notifiche individuali di trattamenti terapeutici che abbiano
comportato il ricorso a sostanze il cui uso e' sottoposto ad alcune
restrizioni, riguardanti gli atleti sottoposti al controllo.
2. Nel caso di controlli anti-doping fuori gara, il medico
prelevatore designato:
a) individua un locale idoneo con le caratteristiche previste
dall'art. 3;
b) notifica ai singoli atleti e ai dirigenti delle societa'
interessate o ai responsabili sportivi, se presenti, l'effettuazione
del controllo, l'ora e il luogo del prelievo che di norma ha inizio
entro trenta minuti. Il medico prelevatore richiede comunque, al
momento del suo arrivo, la lista degli atleti tesserati e dei
presenti con la motivazione delle eventuali assenze.
3. Gli atleti, identificati dal medico prelevatore, restano nei
locali riservati al controllo anti-doping fino ad avvenuto prelievo
del campione ed alla conclusione delle connesse operazioni. E'
sottoposto al controllo anti-doping un solo atleta alla volta.
4. Le operazioni si intendono concluse con la sigillatura dei
contenitori e delle eventuali borsette termiche; quindi l'atleta ha
la facolta' di restare nel locale sino alla sigillatura delle borse
per il trasporto.
5. Il medico prelevatore provvede a portare un numero di kit tale
da consentire a ciascun atleta la scelta fra almeno due kit. Ciascun
atleta sceglie uno fra i kit disponibili per il prelievo anti-doping
verificandone l'integrita'. Possono essere utilizzati solo kit
approvati dalla Commissione.
6. Per i controlli sulle urine il kit, di norma, e' cosi'
costituito:
un recipiente sterile e sigillato, graduato, per la raccolta
delle urine;
un flacone graduato contrassegnato con la lettera A, dotato di
idoneo sistema di sigillatura;
un flacone graduato contrassegnato con la lettera B, dotato di
idoneo sistema di sigillatura;
adeguato contenitore/i termico/i eventualmente sigillabili;
adeguata borsa per il trasporto.
7. Il medico prelevatore ha cura di portare un quantitativo
opportuno di guanti monouso per se e per gli atleti da controllare.
8. Nessuno puo' essere ammesso al locale tranne: il medico
prelevatore, gli atleti identificati, il medico della societa' o
dell'atleta o, in sua assenza, il dirigente accompagnatore della
societa', il rappresentante della federazione sportiva competente,
l'eventuale membro della Commissione designato dalla stessa e
l'eventuale rappresentante dell'Istituto superiore di sanita', da
quest'ultimo designato. L'organismo convenzionato ha la facolta' di
designare un ulteriore medico che assiste per necessita' didattiche
alle operazioni di controllo anti-doping, sotto la responsabilita'
del medico prelevatore. Durante le operazioni di prelievo non possono
essere eseguite riprese audio o video di alcun genere.

Art. 5.
Modalita' di raccolta dei campioni di urina

1. La raccolta del campione di urine, nell'apposito recipiente,
avviene alla presenza del medico prelevatore che e' dello stesso
sesso dell'atleta. Ciascun atleta rimane nel locale fino a che non
produce la quantita' minima di urina superiore ad almeno 75 ml ovvero
ad almeno 100 ml nel caso di controllo con rilevazione di rhu-Epo e/o
suoi analoghi, e puo' assumere le bevande analcoliche, gasate o non
gasate indicate nell'art. 2, comma 2. Qualora la quantita' di urina
prodotta dall'atleta sia insufficiente, il campione incompleto viene
sigillato e l'atleta rimane sotto osservazione. Ove l'attesa per il
prelievo si protragga, il medico prelevatore, a sua esclusiva
discrezione, puo' consentire all'atleta di fare la doccia e vestirsi,
senza lasciare il locale e sotto sorveglianza. Il campione prelevato
viene dissigillato quando l'atleta e' in grado di produrre
l'ulteriore quantita' di urina necessaria per completare l'operazione
di prelievo.
2. Una volta prodotto il campione, l'atleta, in presenza del
medico prelevatore e con la eventuale collaborazione di quest'ultimo,
utilizzando la protezione dei guanti, travasa l'urina dal recipiente
ai flaconi A e B in modo che circa i 2/3 del volume originario siano
immessi nel flacone A ed 1/3 (e comunque non meno di 25 ml) nel
flacone B, avendo cura di lasciare un residuo di liquido all'interno
del recipiente utilizzato per il prelievo, sufficiente per consentire
la determinazione del pH e della densita'. Nel caso di controllo con
rilevazione di rhu-Epo e/o suoi analoghi il travaso avviene
immettendo almeno 60 ml nel flacone A e 40 ml nel flacone B.
3. Il medico prelevatore effettua la misura del pH e della
densita' utilizzando il residuo di urina appositamente lasciato nel
recipiente usato per il prelievo e riporta il risultato sul verbale
di prelievo anti-doping. Il valore del pH deve essere compreso fra 5
e 7 e la densita' deve essere uguale o superiore a 1.010. Qualora il
campione prelevato non rientri in tali parametri si procede ad una
singola ulteriore raccolta di urine con le modalita' fin qui
descritte. Terminate le operazioni di prelievo e la sigillatura dei
campioni raccolti, il medico invita l'atleta ad eliminare, sotto la
sua osservazione, il residuo delle urine. Tutti i campioni vanno
comunque inviati al Laboratorio.
4. Ciascun flacone deve essere sigillabile; se inserito in altro
contenitore, anche quest'ultimo deve essere sigillabile. I flaconi e
gli eventuali contenitori sono introdotti in apposite borsette
termiche, eventualmente sigillabili, che sono a loro volta inserite
in apposita borsa per la spedizione, conforme alla normativa vigente
per il trasporto di materiali biologici, che e' a sua volta chiusa
con un sigillo.
5. Tutte le suddette operazioni sono eseguite alla presenza
dell'atleta e del medico della societa' o dell'atleta o del dirigente
accompagnatore della societa'. A questi e' consentito di constatare
che i flaconi, i contenitori, la borsetta termica e la borsa di
trasporto siano stati sigillati in modo corretto e che i sigilli
relativi ai flaconi ed ai contenitori corrispondano a quelli
riportati sul verbale di prelievo anti-doping.

Art. 6.
Verbale di prelievo

1. Il medico prelevatore compila, per ciascun atleta sottoposto
al controllo, il verbale di prelievo anti-doping in quattro copie
secondo il modello predisposto dalla Commissione. Detto verbale e'
firmato dall'atleta, il quale in tal modo attesta la corretta
esecuzione della procedura seguita per l'effettuazione del prelievo,
dal medico della societa' o dell'atleta oppure dal dirigente
accompagnatore della societa', se presenti, e dal medico prelevatore.
Le firme delle persone precedentemente indicate sono apposte sul
verbale di prelievo anti-doping dopo che i contenitori A e B sono
stati chiusi e sigillati. Eventuali dichiarazioni dell'atleta o del
medico della societa' o dell'atleta o del dirigente accompagnatore
della societa' sono riportate sul verbale di prelievo anti-doping.
2. Nel caso di controlli fuori gara il verbale viene compilato e
firmato dal medico prelevatore, dall'atleta e, se presente, dal
medico della societa' o da un suo responsabile e dal medico della
federazione competente, se presente.
3. Le copie del verbale sono ordinate come segue:
a) la prima copia e' inserita nell'apposita busta indirizzata
alla Commissione sul cui esterno sono riportati, a cura del medico
prelevatore, i riferimenti relativi alla federazione sportiva o ente
di promozione sportiva competente all'evento, con la localita' e la
data di svolgimento. Le eventuali dichiarazioni del medico e/o
notifiche di farmaci soggetti a restrizioni somministrati all'atleta
controllato sono allegate al verbale e inserite nella busta destinata
alla Commissione;
b) la seconda copia e' inserita nell'apposita busta indirizzata
alla federazione sportiva o ente di promozione sportiva interessata,
sul cui esterno sono riportati, a cura del medico prelevatore, i
riferimenti relativi alla federazione sportiva o ente di promozione
sportiva competente all'evento con la localita' e la data di
svolgimento;
c) la terza copia, anch'essa inserita in un'apposita busta
chiusa e sigillata, viene consegnata all'atleta;
d) la quarta copia non deve contenere alcun dato identificativo
dell'atleta e va inserita nell'apposita busta indirizzata al
Laboratorio di Analisi Anti-doping.
4. Sulle copie di cui alle lettere a), b), c) sono riportati i
dati identificativi dell'atleta. La busta di cui alla lettera d) e'
inserita nel contenitore di trasporto in cui si trovano i campioni A.
Tutte le buste sono sigillate e controfirmate dal medico prelevatore
e dal rappresentante della federazione o societa' sportiva
interessata, se presente. Le buste a) e b) vengono inoltrate
rispettivamente alla Commissione ed alla federazione sportiva
interessata, a cura del medico prelevatore. Se presente il
rappresentante federale, il medico prelevatore puo' consegnare a
questi le buste b) per l'inoltro al competente ufficio della
federazione stessa. Nel contenitore di trasporto dei campioni e'
inserita solo la busta di cui alla lettera d).
5. Su ogni copia del verbale di prelievo e' riportato il numero
di codice corrispondente ai flaconi di urina prelevati, ai
contenitori ed alle borse termiche. La firma dell'atleta sul verbale
di prelievo certifica anche la correttezza dell'apposizione di tutte
le etichette.
6. I destinatari delle buste contenenti i verbali dei controlli
anti-doping di cui alle lettere a), b), c) hanno l'obbligo di
conservarle con la massima cura, con il divieto di aprirle o
manometterle fino alla comunicazione del risultato.
7. Il medico prelevatore compila in ogni sua parte il verbale di
prelievo anti-doping, richiedendo all'atleta e riportando sul modulo
le dichiarazioni su qualsiasi trattamento farmacologico e medico al
quale l'atleta si sia sottoposto almeno nei sette giorni precedenti
il prelievo. Il medico prelevatore segnala inoltre alla Commissione,
mediante rapporto scritto separato, eventuali comportamenti,
tentativi od azioni condotte da chiunque, tesi ad evitare che
l'atleta designato si sottoponga al controllo anti-doping, ovvero
comportamenti e tentativi che contravvengano alla corretta esecuzione
del prelievo.

Art. 7.
Analisi di laboratorio

1. L'inoltro dei campioni di urina al Laboratorio di Analisi
Anti-doping e' effettuato con mezzo celere secondo le disposizioni
impartite dalla Commissione.
2. L'apertura della borsa di trasporto, della borsetta termica e
del contenitore A avviene presso la sede del Laboratorio Anti-doping
che effettua le analisi. Il flacone A viene utilizzato per la prima
analisi. Il contenitore B, estratto dalla corrispondente borsa di
trasporto e dalla borsetta termica e verificatane l'integrita' dei
sigilli, viene conservato sigillato in condizioni tali da garantirne
l'integrita'. In caso di positivita' della prima analisi, il campione
B viene dissigillato in occasione dell'analisi di revisione se
richieste dall'atleta. In questo caso, la richiesta di controanalisi
e' notificata all'Autorita' giudiziaria facendo presente i tempi
entro i quali, per motivi di attendibilita', le stesse controanalisi
saranno effettuate.
3. Le analisi dei campioni A e B vengono svolte esclusivamente
dal Laboratorio di Analisi Anti-doping, secondo la convenzione con la
Commissione.
4. Il Laboratorio esegue le analisi e comunica i risultati nel
piu' breve tempo possibile, come specificato nella convenzione.
5. I risultati positivi e negativi delle analisi sono comunicati
dal Laboratorio alla Commissione. L'accertamento dell'identita'
dell'atleta risultato positivo avviene presso la Commissione mediante
il confronto contestuale tra la comunicazione dell'esito di
positivita' emesso dal Laboratorio Anti-doping, recante il codice del
campione, e il verbale del prelievo anti-doping in possesso della
Commissione.
6. Una volta determinata l'identita' dell'atleta, la Commissione
provvede con la massima tempestivita' a darne comunicazione
all'Autorita' giudiziaria, all'atleta, al presidente della
federazione interessata, alla societa' di appartenenza, e al CONI, a
mezzo telegramma, o fax o raccomandata, o altro mezzo di trasmissione
opportuno eventualmente concordato con il destinatario. Il
Laboratorio, nel rispetto dei regolamenti internazionali e delle
norme per l'accreditamento, e' autorizzato a dare comunicazione
dell'esito positivo delle analisi, limitatamente al solo codice del
campione trovato positivo, direttamente al CIO ed alle federazioni
internazionali di competenza.
7. L'eventuale analisi di revisione viene effettuata dal
Laboratorio di Analisi Anti-doping su richiesta dell'atleta
interessato, ed a sue spese, con il consenso, ove necessario, del
magistrato incaricato del caso. La Commissione concorda con il
Laboratorio la data di effettuazione delle controanalisi dandone
comunicazione all'atleta ed al magistrato incaricato con un preavviso
di almeno sette giorni. La data fissata per le analisi di revisione
e' comunicata dalla Commissione anche al presidente della federazione
interessata, ed alla societa' di appartenenza e al CONI. La
comunicazione e' inviata a mezzo telegramma, o fax o raccomandata, o
altro mezzo di trasmissione idoneo.
8. Alle analisi di revisione, fin dalla fase di apertura del
campione B, puo' assistere l'atleta interessato oppure un suo
rappresentante, appositamente delegato dall'atleta stesso o dalla
societa' di appartenenza con lettera o mezzo fax, purche' pervenga
alla Commissione entro e non oltre le 24 ore precedenti la data
stabilita per le operazioni di controanalisi.
9. L'atleta od il rappresentante delegato puo' essere assistito
da un perito, il cui nominativo e la cui qualifica sono notificati
nel termine precedentemente indicato. Il Laboratorio non consente
l'accesso nei propri locali a persone non preventivamente accreditate
dalla Commissione o dal magistrato.
10. All'apertura dei campioni relativi alle analisi di revisione
possono altresi' assistere un rappresentante della federazione
interessata ed un membro della Commissione accreditato.
11. Qualora, a seguito delle analisi di revisione, venga
confermato l'esito di positivita', la Commissione, dopo aver ricevuto
la comunicazione ufficiale da parte del Laboratorio, provvede a darne
comunicazione al magistrato, al presidente della federazione
interessata, all'atleta confermato positivo ed alla societa' di
appartenenza e al CONI a mezzo raccomandata o altro mezzo di
trasmissione idoneo.
12. Qualora l'analisi di revisione fornisca esito negativo, la
Commissione provvede a darne notifica ai soggetti indicati nel comma
precedente con le stesse modalita'.


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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