Comune di Jesi Rete civica Aesinet
Home Mappa E-mail facile Ricerca

scegli la categoria...
Il Comune - Relazioni con il pubblico - Informagiovani - Dati statistici - Informacittà - Gazzette leggi e normative - Cultura e tempo libero - Economia e lavoro - Turismo - Portale delle associazioni - Istruzione e formazione - Trasporti e mobilità - Sanità, ambiente

Gazzetta Ufficiale N. 47 del 25 Febbraio 2006

LEGGE 6 Febbraio 2006 , n. 48

Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Ghana per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, fatta ad Accra il 19 febbraio 2004.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:

Art. 1.
Autorizzazione alla ratifica
1. Il Presidente della Repubblica e' autorizzato a ratificare la
Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo
della Repubblica del Ghana per evitare le doppie imposizioni in
materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali,
con Protocollo, fatta ad Accra il 19 febbraio 2004.

Art. 2.
Ordine di esecuzione
1. Piena ed intera esecuzione e' data alla Convenzione di cui
all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore,
in conformita' a quanto disposto dall'articolo 30 della Convenzione
stessa.

Art. 3.
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi' 6 febbraio 2006

CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Fini, Ministro degli affari esteri
Visto, il Guardasigilli: Castelli

Allegato
CONVENZIONE TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA ED IL GOVERNO
DELLA REPUBBLICA DEL GHANA PER EVITARE LE DOPPIE IMPOSIZIONI IN
MATERIA DI IMPOSTE SUL REDDITO E PER PREVENIRE LE EVASIONI FISCALI

Il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica
del Ghana,
desiderosi di concludere una Convenzione per evitare le doppie
imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le
evasioni fiscali
hanno convenuto quanto segue:

Capitolo I
CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA CONVENZIONE

Articolo 1
SOGGETTI
La presente Convenzione si applica alle persone che sono residenti
di uno o di entrambi gli Stati contraenti.

Articolo 2
IMPOSTE CONSIDERATE
1. La presente Convenzione si applica alle imposte sul reddito,
compresi gli utili di capitale, prelevate per conto di ciascuno degli
Stati contraenti, delle sue suddivisioni politiche o amministrative o
dei suoi enti locali, qualunque sia il sistema di prelevamento.
2. Sono considerate imposte sul reddito, compresi gli utili di
capitale, le imposte prelevate sul reddito complessivo o su elementi
del reddito, comprese le imposte sugli utili derivanti
dall'alienazione di beni mobili o immobili, le imposte sull'ammontare
complessivo degli stipendi e dei salari corrisposti dalle imprese,
nonche' le imposte sui plusvalori.
3. Le imposte attuali cui si applica la Convenzione sono in
particolare:
a) per quanto concerne la Repubblica del Ghana:
1 - l'imposta sul reddito (income taac)
2 - l'imposta sugli utili di capitale (capital income tax),
3 - l'imposta sul reddito petrolifero (petroleum income tax);
4 - l'imposta sui minerali e sulle attivita' estrattive (the
minerals and mining tax); (qui di seguito indicate quali "imposta del
Ghana");
b) per quanto concerne l'Italia:
1 - l'imposta sul reddito delle persone fisiche;
2 - l'imposta sul reddito delle persone giuridiche;
3 - l'imposta regionale sulle attivita' produttive
ancorche' riscosse mediante ritenuta alla fonte;
(qui di seguito indicate quali "imposta italiana").
4. La Convenzione si applichera' anche alle imposte di natura
identica o analoga che verranno istituite dopo la data della firma
della presente Convenzione in aggiunta o in sostituzione delle
imposte esistenti. Le autorita' competenti degli Stati contraenti si
notificheranno Ie modifiche importanti apportate alle rispettive
legislazioni fiscali.

Capitolo II
DEFINIZIONI

Articolo 3
DEFINIZIONI GENERALI
Ai fini della presente Convenzione, a meno che il contesto non
richieda una diversa interpretazione:
a) il termine "Ghana" designa il territorio della Repubblica del
Ghana, ivi compresi il mare territoriale e le zone al di fuori del
mare territoriale entro cui, in conformita' al diritto
internazionale, la Repubblica del Ghana puo' esercitare diritti
sovrani ai fini dell'esplorazione e dello sfruttamento di risorse
naturali riguardanti il fondo ed il sottosuolo marino nonche' le
acque sovrastanti;
b) il termine "Italia" designa la Repubblica italiana e comprende
qualsiasi zona situata al di fuori delle acque territoriali che e'
considerata come zona all'interno della quale l'Italia, in
conformita' alla legislazione italiana ed in conformita' al diritto
internazionale consuetudinario, esercita diritti sovrani relativi
all'esplorazione ed allo sfruttamento di risorse naturali riguardanti
il fondo ed il sottosuolo marino nonche' le acque sovrastanti;
c) le espressioni "uno Stato contraente" e "l'altro Stato
contraente" designano, come il contesto richiede, il Ghana o
l'Italia;
d) il termine "persona" comprende una persona fisica, una
societa', un trust ed ogni altra associazione di persone;
e) il termine "societa'" designa qualsiasi persona giuridica o
qualsiasi ente che e' considerato persona giuridica ai fini
dell'imposizione;
f) le espressioni "impresa di uno Stato contraente" e "impresa
dell'altro Stato contraente" designano rispettivamente un'impresa
esercitata da un residente di uno Stato contraente e un'impresa
esercitata da un residente dell'altro Stato contraente;
g) l'espressione "traffico internazionale" designa qualsiasi
attivita' di trasporto effettuato per mezzo di una nave o di un
aeromobile da parte di un'impresa la cui sede di direzione effettiva
e' situata in uno Stato contraente, ad eccezione del caso in cui la
nave o l'aeromobile sia utilizzato esclusivamente tra localita'
situate nell'altro Stato contraente;
h) il termine "nazionali" designa:
(i) le persone fisiche che hanno la nazionalita' di uno Stato
contraente;
(ii) le persone giuridiche, le societa' di persone e le
associazioni costituite in conformita' della legislazione in vigore
in uno Stato contraente;
i) l'espressione "autorita' competente" designa:
(i) in Ghana, il Commissioner oflnternal Revenue od il suo
rappresentante autorizzato;
(ii) in Italia, il Ministero delle Finanze;
2. Per l'applicazione della presente Convenzione da parte di uno
Stato contraente, le espressioni non diversamente definite hanno il
significato che ad esse e' attribuito dalla legislazione di detto
Stato contraente relativa alle imposte oggetto della Convenzione, a
meno che il contesto non richieda una diversa interpretazione.

Articolo 4
RESIDENTI
1. Ai fini della presente Convenzione, l'espressione "residente di
uno Stato contraente" designa ogni persona che, in virtu' della
legislazione di detto Stato, e' ivi assoggettata ad imposta, a motivo
del suo domicilio, della sua residenza, della sede della sua
direzione o di ogni altro criterio di natura analoga. Tuttavia, tale
espressione non comprende le persone che sono assoggettate ad imposta
in detto Stato soltanto per il reddito che esse ricavano da fonti
situate in detto Stato.
2. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona
fisica e' considerata residente di entrambi gli Stati contraenti, la
sua situazione e' determinata nel seguente modo:
a) detta persona e' considerata residente dello Stato nel quale ha
un'abitazione permanente. Quando essa dispone di un'abitazione
permanente in entrambi gli Stati, e' considerata residente dello
Stato nel quale le sue relazioni personali ed economiche sono piu'
strette (centro degli interessi vitali);
b) se non si puo' determinare lo Stato nel quale detta persona ha
il centro dei suoi interessi vitali, o se la medesima non ha
un'abitazione permanente in alcuno degli Stati, essa e' considerata
residente dello Stato in cui soggiorna abitualmente;
c) se detta persona soggiorna abitualmente in entrambi gli Stati,
ovvero non soggiorna abitualmente in alcuno di essi, essa e'
considerata residente dello Stato del quale ha la nazionalita';
d) se detta persona ha la nazionalita' di entrambi gli Stati, o se
non ha la nazionalita' di alcuno di essi, le autorita' competenti
degli Stati risolvono la questione di comune accordo.
3. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona
diversa da una persona fisica e' residente di entrambi gli Stati
contraenti, si ritiene che essa e' residente dello Stato in cui si
trova la sede della sua direzione effettiva.

Articolo 5
STABILE ORGANIZZAZIONE
1. Ai fini della presente Convenzione, l'espressione "stabile
organizzazione" designa una sede fissa di affari in cui l'impresa
esercita in tutto o in parte la sua attivita'.
2. L'espressione "stabile organizzazione" comprende in
particolare:
a) una sede di direzione;
b) una succursale;
c) un ufficio;
d) un'officina;
e) un laboratorio;
f) una miniera, un giacimento petrolifero o di gas naturale, una
cava od ogni altro luogo di estrazione di risorse naturali;
g) un cantiere di costruzione, di montaggio o di installazione o i
servizi di supervisione ad essi collegati, ma solo quando detto
cantiere o detta installazione abbia durata superiore a sei mesi o
dette attivita' si protraggano per un periodo superiore a sei mesi;
3. Non si considera che vi sia una "stabile organizzazione" se:
a) si fa uso di una installazione ai soli fini di deposito, di
esposizione o di consegna di beni o merci appartenenti all'impresa;
b) i beni o le merci appartenenti all'impresa sono immagazzinati
ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna;
c) i beni o le merci appartenenti all'impresa sono immagazzinati
ai soli fini della trasformazione da parte di un'altra impresa;
d) una sede fissa di affari e' utilizzata ai soli fini di
acquistare beni o merci o di raccogliere informazioni per la impresa;
e) una sede fissa di affari e' utilizzata, per l'impresa, ai soli
fini di pubblicita', di fornire informazioni, di ricerche
scientifiche o di attivita' analoghe che abbiano carattere
preparatorio o ausiliario.
4. Una persona che agisce in uno Stato contraente per conto di
un'impresa dell'altro Stato contraente - diversa da un agente che
goda di uno status indipendente, di cui al paragrafo 5 - e'
considerata "stabile organizzazione" nel primo Stato se dispone nello
Stato stesso di poteri che esercita abitualmente e che le permettono
di concludere contratti a nome dell'impresa, salvo il caso in cui
l'attivita' di detta persona sia limitata all'acquisto di beni o
merci per l'impresa.
5. Non si considera che un'impresa di uno Stato contraente ha una
stabile organizzazione nell'altro Stato contraente per il solo fatto
che essa vi esercita la propria attivita' per mezzo di un mediatore,
di un commissionario generale o di ogni altro intermediario che goda
di uno status indipendente, a condizione che dette persone agiscano
nell'ambito della loro ordinaria attivita'.
6. Il fatto che una societa' residente di uno Stato contraente
controlli o sia controllata da una societa' residente delIaltro Stato
contraente ovvero svolga la sua attivita' in questo altro Stato (sia
per mezzo di una stabile organizzazione oppure no) non costituisce di
per se' motivo sufficiente per far considerare una qualsiasi delle
dette societa' una stabile organizzazione dell'altra

Capitolo III
IMPOSIZIONE DEI REDDITI

Articolo 6
REDDITI IMMOBILIARI
1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae da
beni immobili (compresi i redditi delle attivita' agricole o
forestali) situati nell'altro Stato contraente sono imponibili in
detto altro Stato.
2. L'espressione "beni immobili" e' definita in conformita' della
legislazione dello Stato contraente in cui i beni stessi sono
situati. L'espressione comprende in ogni caso gli accessori, le
scorte morte o vive delle imprese agricole e forestali, nonche' i
diritti ai quali si applicano le disposizioni del diritto privato
riguardanti la proprieta' fondiaria. Sono, altresi', considerati
"beni immobili" l'usufrutto di beni immobili e i diritti relativi a
canoni variabili o fissi per lo sfruttamento o la concessione dello
sfruttamento di giacimenti minerari, sorgenti ed altre risorse
naturali. Le navi, i battelli e gli aeromobili non sono considerati
beni immobili.
3. Le disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo si
applicano ai redditi derivanti dalla utilizzazione diretta, dalla
locazione o dall'auto nonche' da ogni altra forma di utilizzazione di
beni immobili.
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 3 si applicano anche ai
redditi derivanti dai beni immobili di una impresa nonche' ai redditi
dei beni immobili utilizzati per l'esercizio di una libera
professione.

Articolo 7
UTILI DELLE IMPRESE
1. Gli utili di un'impresa di uno Stato contraente sono imponibili
soltanto in detto Stato, a meno che l'impresa non svolga la sua
attivita' nell'altro Stato contraente per mezzo di una stabile
organizzazione ivi situata. Se l'impresa svolge in tal modo la sua
attivita', gli utili dell'impresa sono imponibili nell'altro Stato ma
soltanto nella misura in cui detti utili sono attribuibili alla
stabile organizzazione.
2. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 3, quando un'impresa
di uno Stato contraente svolge la sua attivita' nell'altro Stato
contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, in
ciascuno Stato contraente vanno attribuiti a detta stabile
organizzazione gli utili che si ritiene sarebbero stati da essa
conseguiti se si fosse trattato di una impresa distinta e separata
svolgente attivita' identiche o analoghe in condizioni identiche o
analoghe e in piena indipendenza dall'impresa di cui essa costituisce
una stabile organizzazione.
3. Nella determinazione degli utili di una stabile organizzazione
sono ammesse in deduzione le spese interamente, esclusivamente e
necessariamente sostenute per i fini della stessa stabile
organizzazione, comprese le spese di direzione e le spese generali di
amministrazione cosi' sostenute sia nello Stato in cui e' situata la
stabile organizzazione, sia altrove.
4. Qualora uno degli Stati contraenti segua la prassi di
determinare gli utili da attribuire ad una stabile organizzazione in
base al riparto degli utili complessivi dell'impresa fra le diverse
parti di essa, la disposizione del paragrafo 2 non impedisce a detto
Stato contraente di determinare gli utili imponibili secondo la
ripartizione in uso. Tuttavia, il metodo di riparto adottato dovra'
essere tale che il risultato ottenuto sia conforme ai principi
contenuti nel presente articolo
5. Nessun utile puo' essere attribuito ad una stabile
organizzazione per iI solo fatto che essa ha acquistato beni o merci
per l'impresa.
6. Ai fini dei paragrafi precedenti, gli utili da attribuire alla
stabile organizzazione sono determinati annualmente con lo stesso
metodo, a meno che esistano validi e sufficienti motivi per procedere
diversamente
7. Quando gli utili comprendono elementi di reddito considerati
separatamente in altri articoli della presente Convenzione, le
disposizioni di tali articoli non vengono modificate da quelle del
presente articolo.

Articolo 8
NAVIGAZIONE MARITTIMA ED AEREA
1. Gli utili derivanti dall'esercizio, in traffico internazionale,
di navi o di aeromobili sono imponibili soltanto nello Stato
contraente in cui e' situata la sede della direzione effettiva
dell'impresa.
2. Se la sede della direzione effettiva di una impresa di
navigazione marittima e' situata a bordo di una nave, detta sede si
considera situata nello Stato contraente in cui si trova il porto di
immatricolazione della nave, oppure, in mancanza di un porto
d'immatricolazione, nello Stato contraente di cui e' residente
l'esercente della nave.
3. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano parimenti agli
utili derivanti dalla partecipazione a un fondo comune ("pool"), a un
esercizio in comune o ad un organismo internazionale di esercizio.

Articolo 9
IMPRESE ASSOCIATE
1. Allorche'
a) un'impresa di una Stato contraente partecipa direttamente o
indirettamente, alla direzione, al controllo o al capitale di
un'impresa dell'altro Stato contraente,
o
b) le medesime persone partecipano direttamente o indirettamente
alla direzione, al controllo o al capitale di un'impresa di uno Stato
contraente e di un'impresa dell'altro Stato contraente,
e, nell'uno e nell'altro caso, le due imprese, nelle loro
relazioni commerciali o finanziarie, sono vincolate da condizioni
accettate o imposte, diverse da quelle che sarebbero state convenute
tra imprese indipendenti, gli utili che, in mancanza di tali
condizioni, sarebbero stati realizzati da una delle imprese, ma che a
causa di dette condizioni non lo sono stati, possono essere inclusi
negli utili di questa impresa e tassati in conseguenza.
2. Allorche' uno Stato contraente include tra gli utili di
un'impresa di detto Stato - e di conseguenza assoggetta a tassazione
- utili per i quali un'impresa dell'altro Stato contraente e' stata
sottoposta a tassazione in detto altro Stato, e gli utili cosi'
inclusi sono utili che sarebbero maturati a favore dell'impresa del
primo Stato se le condizioni fissate tra le due imprese fossero state
quelle che sarebbero state convenute tra imprese indipendenti, allora
detto altro Stato fara' un'apposita rettifica all'importo
dell'imposta ivi applicata su tali utili. Tali rettifiche dovranno
effettuarsi unicamente in conformita' alla procedura amichevole di
cui all'articolo 26.

Articolo 10
DIVIDENDI
1. I dividendi pagati da una societa' residente di uno Stato
contraente ad un residente dell'altro Stato contraente sono
imponibili in detto altro Stato.
2. Tuttavia, tali dividendi possono essere tassati anche nello
Stato contraente di cui la societa' che paga i dividendi e' residente
ed in conformita' alla legislazione di detto Stato ma, se la persona
che percepisce i dividendi ne e' l'effettivo beneficiario, l'imposta
cosi' applicata non puo' eccedere:
a) il 5 per cento dell'ammontare lordo dei dividendi se
l'effettivo beneficiario e' una societa' (diversa da una societa' di
persone) che ha detenuto almeno il 10 per cento del capitale della
societa' che paga i dividendi;
b) il 15 per cento dell'ammontare lordo dei dividendi in tutti gli
altri casi.
Le autorita' competenti degli Stati contraenti regoleranno di
comune accordo le modalita' di applicazione di tale limitazione.
Il presente paragrafo non riguarda l'imposizione della societa'
per gli utili con i quali sono stati pagati i dividendi.
3. Ai fini del presente articolo il termine "dividendi" designa i
redditi derivanti da azioni, da azioni o diritti di godimento, da
quote minerarie, da quote di fondatore o da altre quote di
partecipazione agli utili, ad eccezione dei crediti, nonche' i
redditi di altre quote sociali assoggettati al medesimo regime
fiscale dei redditi delle azioni secondo la legislazione fiscale
dello Stato di cui e' residente la societa' distributrice e comprende
ogni altro elemento che, in conformita' alla legislazione dello Stato
contraente di cui la societa' che paga i dividendi e' residente, e'
considerato dividendo o distribuzione di dividendi di una societa'.
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso
in cui il beneficiario effettivo dei dividendi, residente di uno
Stato contraente, eserciti nell'altro Stato contraente, di cui e'
residente la societa' che paga i dividendi, un'attivita' industriale
o commerciale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata,
oppure una professione indipendente mediante una base fissa ivi
situata, e la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi
effettivamente ad esse. In tal caso, i dividendi sono imponibili in
detto altro Stato contraente secondo la propria legislazione.
5. Qualora una societa' residente di uno Stato contraente ricavi
utili o redditi dall'altro Stato contraente, detto altro Stato non
puo' applicare alcuna imposta sui dividendi pagati dalla societa', a
meno che tali dividendi siano pagati ad un residente di detto altro
Stato o che la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi
effettivamente ad una stabile organizzazione o a una base fissa
situate in detto altro Stato, ne' prelevare alcuna imposta, a titolo
di imposizione degli utili non distribuiti, sugli utili non
distribuiti della societa', anche se i dividendi pagati o gli utili
non distribuiti costituiscono in tutto o in parte utili o redditi
realizzati in detto altro Stato.
6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano se il
diritto generatore dei dividendi era stato costituito o ceduto
essenzialmente al fine di beneficiare dei presente articolo.

Articolo 11
INTERESSI
1. Gli interessi provenienti da uno Stato contraente e pagati ad
un residente dell'altro Stato contraente sono imponibili in detto
altro Stato se tale residente ne e' l'effettivo beneficiario.
2. Tuttavia, tali interessi sono imponibili anche nello Stato
contraente dal quale essi provengono ed in conformita' alla
legislazione di detto Stato, ma, se l'effettivo beneficiario degli
interessi e' un residente dell'altro Stato contraente, l'imposta
cosi' applicata non puo' eccedere il 10 per cento dell'ammontare
lordo degli interessi Le autorita' competenti degli Stati contraenti
regoleranno di comune accordo le modalita' di applicazione di tale
limitazione.
3. Ai fini del presente articolo il termine "interessi" designa i
redditi dei titoli del debito pubblico, di buoni od obbligazioni di
prestiti garantiti o non da ipoteca e portanti o meno una clausola di
partecipazione agli utili del debitore, e dei crediti di qualsiasi
natura, nonche' ogni altro provento assimilabile ai redditi di somme
date in prestito in base alla legislazione fiscale dello Stato da cui
i redditi provengono.
4. Le disposizioni dei paragrafi da 1 a 2 non si applicano nel
caso in cui il beneficiario effettivo degli interessi, residente di
uno Stato contraente, eserciti nell'altro Stato contraente dal quale
provengono gli interessi, un'attivita' industriale o commerciale per
mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, oppure una
professione indipendente mediante una base fissa ivi situata, ed il
credito generatore degli interessi si ricolleghi effettivamente ad
esse. In tal caso, gli interessi sono imponibili in detto altro Stato
contraente secondo la propria legislazione.
5. Gli interessi si considerano provenienti da uno Stato
contraente quando il debitore e' lo Stato stesso, una sua
suddivisione politica o amministrativa, un suo ente locale o un
residente di detto Stato. Tuttavia, quando il debitore degli
interessi, sia esso residente o no di uno Stato contraente, ha in uno
Stato contraente una stabile organizzazione o una base fissa, per le
cui necessita' viene contratto il debito sul quale sono pagati gli
interessi e tali interessi sono a carico della stabile organizzazione
o della base fissa, gli interessi stessi si considerano provenienti
dallo Stato contraente in cui e' situata la stabile organizzazione o
la base fissa.
6. Se, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra il
debitore e il beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze
persone, l'ammontare degli interessi, tenuto conto del credito per il
quale sono pagati, eccede quello che sarebbe stato convenuto tra il
debitore e il beneficiario effettivo in assenza di simili relazioni,
le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a
quest'ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti
e' imponibile in conformita' della legislazione di ciascuno Stato
contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente
Convenzione.
7. Le disposizioni del presente articolo non si applicano se il
diritto generatore degli interessi era stato costituito o ceduto
essenzialmente al fine di beneficiare del presente articolo.

Articolo 12
CANONI
1. I canoni provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un
residente dell'altro Stato contraente sono imponibili in detto altro
Stato se tale residente ne e' il beneficiario effettivo.
2. Tuttavia, tali canoni sono imponibili anche nello Stato
contraente dal quale essi provengono ed in conformita' alla
legislazione di detto Stato, ma, se il beneficiario effettivo dei
canoni e' un residente dell'altro Stato contraente, l'imposta cosi'
applicata non puo' eccedere il 10 per cento dell'ammontare lordo dei
canoni.
Le autorita' competenti degli Stati contraenti regoleranno di
comune accordo le modalita' di applicazione di tale limitazione.
3. Ai fini del presente articolo il termine "canoni" designa i
compensi di qualsiasi natura corrisposti per l'uso o la concessione
in uso, di un diritto d'autore su opere letterarie, artistiche o
scientifiche, ivi comprese le pellicole cinematografiche o le
pellicole o le registrazioni per trasmissioni radiofoniche o
televisive, di brevetti, marchi di fabbrica o di commercio, disegni o
modelli, progetti, formule o processi segreti, nonche', per l'uso o
la concessione in uso di attrezzature industriali, commerciali o
scientifiche o per informazioni concernenti esperienze di carattere
industriale, commerciale o scientifico.
4. Le disposizioni del paragrafi 1 e 2 non si applicano nel caso
in cui il beneficiario effettivo dei canoni, residente di uno Stato
contraente, eserciti nell'altro Stato contraente dal quale provengono
i canoni, un'attivita' commerciale o industriale per mezzo di una
stabile organizzazione ivi situata, oppure una professione
indipendente mediante una base fissa ivi situata, ed il diritto o il
bene generatore dei canoni si ricolleghino effettivamente ad esse. In
tal caso, i canoni sono imponibili in detto altro Stato contraente
secondo la propria legislazione.
5. I canoni si considerano provenienti da uno Stato contraente
quando il debitore e' lo Stato stesso, una sua suddivisione politica
o amministrativa, un suo ente locale o un residente di detto Stato.
Tuttavia, quando il debitore dei canoni, sia esso residente o no di
uno Stato contraente, ha in uno Stato contraente una stabile
organizzazione o una base fissa per le cui necessita' e' stato
contratto l'obbligo del pagamento dei canoni, e tali canoni sono a
carico della stabile organizzazione o della base fissa, i' canoni
stessi si considerano provenienti dallo Stato contraente in cui e'
situata la stabile organizzazione o la base fissa.
6. Se, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra il
debitore e il beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze
persone, l'ammontare dei canoni, tenuto conto dell'uso, diritto o
informazione per i quali sono pagati, eccede quello che sarebbe stato
convenuto tra debitore e beneficiario e ttivo in assenza di simili
relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano
soltanto a quest'ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente
dei pagamenti e' imponibile in conformita' della legislazione di
ciascuno Stato contraente e tenuto conto delle altre disposizioni
della presente Convenzione.
7. Le disposizioni del presente articolo non si applicano se il
diritto generatore degli intaress: era stat0 costituito o ceduto
essenzialmente al fine di beneficiare del presente articolo.

Articolo 13
COMPENSI PER SERVIZI TECNICI
1. I compensi per servizi tecnici provenienti da uno Stato
contraente e pagati ad un residente dell'altro Stato contraente sono
imponibili in detto altro Stato.
2. Tuttavia, tali compensi per servizi tecnici sono imponibili
anche nello Stato contraente dal quale essi provengono ed in
conformita' alla legislazione di detto Stato, ma, se l'effettivo
beneficiario dei compensi per servizi tecnici e' un residente
dell'altro Stato contraente, l'imposta cosi' applicata non puo'
eccedere il 10 per cento dell'ammontare lordo dei compensi per
servizi tecnici.
3. Ai fine del presente articolo l'espressione "compensi per
servizi tecnici" designa i compensi di qualsiasi natura corrisposti a
una persona, diversa da un proprio lavoratore dipendente, in
relazione a qualsiasi servizio di carattere gestionale, tecnico o di
consulenza.
4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo non
si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo dei compensi
per servizi tecnici, residente di uno Stato Contraente, eserciti
nell'altro Stato contraente dal quale provengono i compensi dei
servizi tecnici, un'attivita' commerciale o industriale per mezzo di
una stabile organizzazione ivi situata, oppure una professione
indipendente mediante una base fissa ivi situata, e l'obbligo
generatore dei compensi per servizi tecnici si ricolleghi
effettivamente ad esse. In tal caso, i compensi per servizi tecnici
sono imponibili in detto altro Stato contraente secondo la propria
legislazione.
5. I compensi per servizi tecnici si considerano provenienti da
uno Stato contraente quando il debitore e' lo Stato stesso, una sua
suddivisione politica o amministrativa, un suo ente locale o un
residente di detto Stato. Tuttavia, quando il debitore dei compensi
per servizi tecnici, sia esso residente o no di uno Stato contraente,
ha in uno Stato contraente una stabile organizzazione o una base
fissa per le cui necessita' e' stato contratto l'obbligo del
pagamento dei compensi per servizi tecnici, e tali pagamenti sono a
carico della stabile organizzazione o della base fissa, i compensi
per servizi tecnici stessi si considerano provenienti dallo Stato
contraente in cui e' situata la stabile organizzazione o la base
fissa.
6. Se, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra il
debitore e il beneficiario effettivo dei compensi per servizi tecnici
o tra ciascuno di essi e terze persone, l'ammontare dei compensi per
servizi tecnici eccede, per qualsiasi motivo, l'ammontare che sarebbe
stato covenuto tra debitore e beneficiario effettivo in assenza di
simili relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano
soltanto a quest'ultime ammontare. In tal caso, la parte eccedente
dei pagamenti e' imponibile in conformita' alla legislazione di
ciascuno Stato contraente e tenuto conto delle altre disposizioni
della presente Convenzione.
7. Le disposizioni del presente articolo non si applicano se il
diritto generatore dei compensi per servizi tecnici era stato
costituito o ceduto essenzialmente al fine di beneficiare del
presente articolo.

Articolo 14
UTILI DI CAPITALE
1. Gli utili derivanti dall'alienazione di beni immobili secondo
la definizione di cui al paragrafo 2 dell'articolo 6, sono imponibili
nello Stato contraente dove detti beni sono situati.
2. Gli utili derivanti dall'alienazione di beni mobili facenti
parte dell'attivo di una stabile organizzazione che un'impresa di uno
Stato contraente ha nell'altro Stato contraente, ovvero di beni
mobili appartenenti ad una base fissa di cui dispone un residente di
uno Stato contraente nell'altro Stato contraente per l'esercizio di
una professione indipendente, compresi gli utili provenienti
dall'alienazione di detta stabile organizzazione (da sola od in uno
con l'intera impresa) o di detta base fissa, sono imponibili in detto
altro Stato.
3. Gli utili derivanti dall'alienazione di navi o di aeromobili
impiegati in traffico internazionale o di beni mobili adibiti
all'esercizio di dette navi od aeromobili sono imponibili soltanto
nello Stato contraente in cui e' situata la sede della direzione
effettiva dell'impresa.
4. Gli utili provenienti dall'alienazione di azioni o di diritti
di una societa' o di altro ente i cui beni, direttamente o
indirettamente, sono costituiti essenzialmente da beni immobili
situati in uno Stato contraente sono imponibili in detto Stato.
5. Gli utili derivanti dall'alienazione di ogni altro bene diverso
da quelli menzionati ai paragrafi 1, 2 e 3, sono imponibili soltanto
nello Stato contraente di cui l'alienante e' residente.
6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano se il
diritto generatore degli utili di capitale era stato costituito o
ceduto essenzialmente al fine di beneficiare del presente articolo.

Articolo 15
PROFESSIONI INDIPENDENTI
1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae
dall'esercizio di una libera professione o da altre analoghe
attivita' di carattere indipendente sono imponibili soltanto in detto
Stato a meno che:
i) disponga abitualmente nell'altro Stato contraente di una base
fissa per l'esercizio delle sue attivita'; in tal caso, i redditi
sono imponibili nell'altro Stato ma unicamente nella misura in cui
sono imputabili a detta base fissa; oppure
ii) dimori nell'altro Stato contraente per un periodo o periodi
pari o superiori a 183 giorni complessivi nell'arco di un periodo di
dodici mesi che inizi o termini nel corso dell'anno fiscale
considerato; in tal caso i redditi sono imponibili nell'altro Stato
ma unicamente nella misura in cui sono percepiti in corrispettivo di
attivita' esercitate in detto altro Stato.
2. L'espressione "libera professione" comprende in particolare le
attivita' indipendenti di carattere scientifico, letterario,
artistico, educativo o pedagogico, nonche' le attivita' indipendenti
dei medici, avvocati, ingegneri, architetti, dentisti e contabili.

Articolo 16
LAVORO SUBORDINATO
1. Salve le disposizioni degli articoli 17, 19, 20 e 21 i salari,
gli stipendi e le altre remunerazioni analoghe che un residente di
uno Stato contraente riceve in corrispettivo di un'attivita'
dipendente sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno che tale
attivita' non venga svolta nell'altro Stato contraente. Se
l'attivita' e' quivi svolta, le remunerazioni percepite a tal titolo
sono imponibili in questo altro Stato.
2. Nonostante le disposizioni del paragrafo 1, le remunerazioni
che un residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di
un'attivita' dipendente svolta nell'altro Stato contraente sono
imponibili soltanto nel primo Stato se:
a) il beneficiario soggiorna nell'altro Stato per un periodo o
periodi che non oltrepassano in totale 183 giorni in un periodo di
dodici mesi che inizi o termini nel corso dell'anno fiscale
considerato, e
b) le remunerazioni sono pagate da o per conto di un datore di
lavoro che non e' residente
dell'altro Stato, e
c) l'onere delle remuneraziom non e' sostenuto da una stabile
organizzazione o da una base fissa che il datore di lavoro ha
nell'altro Stato.
3. Nonostante le disposizioni precedenti del presente articolo, le
remunerazioni percepite in corrispettivo di un lavoro subordinato
svolto a bordo di navi o di aeromobili impiegati in traffico
internazionale sono imponibili nello Stato contraente nel quale e'
situata la' sede della direzione effettiva dell'impresa.

Articolo 17
COMPENSI E GETTONI DI PRESENZA
I compensi, i gettoni di presenza e le altre retribuzioni analoghe
che un residente di uno Stato contraente riceve in qualita' di membro
del consiglio di amministrazione di una societa' residente dell'altro
Stato contraente, sono imponibili in detto altro Stato.

Articolo 18
ARTISTI E SPORTIVI
1. Nonostante le disposizioni degli articoli 15 e 16, 1 redditi
che un residente di uno Stato contraente ritrae dalle sue prestazioni
personali svolte nell'altro Stato contraente in qualita' di artista
dello spettacolo, quale un artista di teatro, del cinema, della radio
o della televisione, o in qualita' di musicista, nonche' di sportivo,
sono imponibili in detto altro Stato.
2. Quando il reddito derivante da prestazioni personali esercitate
da un artista dello spettacolo o da uno sportivo, in tale qualita',
e' attribuito ad una persona diversa dall'artista o dallo sportivo
medesimi, detto reddito puo' essere tassato nello Stato contraente
dove dette prestazioni sono svolte nonostante le disposizioni degli
articoli 7, 15 e 16.
3. Nonostante le disposizioni dei paragrafi 1 e 2, i redditi che
gli artisti dello spettacolo o gli sportivi che sono residenti di uno
Stato contraente ritraggono dalle prestazioni esercitate nell'altro
Stato contraente in base ad un programma di scambi culturali tra i
Governi di entrambi gli Stati contraenti sono esenti da imposizione
in detto altro Stato contraente.

Articolo 19
PENSIONI
1. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell'articolo 20,
le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente
di uno Stato contraente in relazione ad un cessato impiego, sono
imponibili soltanto in questo Stato, se tale residente e' soggetto a
imposta in relazione a detti elementi di reddito in detto Stato.
2. Se un residente di uno Stato contraente diviene residente
dell'altro Stato contraente, le somme ricevute da detto residente
all'atto della cessazione dell'impiego nel primo Stato come
indennita' di fine rapporto o remunerazioni forfetarie di natura
analoga sono imponibili soltanto nel primo Stato contraente. Ai fini
del presente paragrafo, l'espressione "indennita' di fine rapporto"
comprende i pagamenti effettuati all'atto della cessazione di un
incarico o di un impiego di una persona fisica.

Articolo 20
FUNZIONI PUBBLICHE
1. a) Le remunerazioni, diverse dalle pensioni, pagate da uno
Stato contraente o da una sua suddivisione politica o amministrativa
o da un suo ente locale a una persona fisica, in corrispettivo di
servizi resi a detto Stato o a detta suddivisione od ente, sono
imponibili soltanto in detto Stato.
b) Tuttavia, tali remunerazioni sono imponibili soltanto
nell'altro Stato contraente se i servizi vengono resi in questo Stato
e la persona fisica e' un residente di questo Stato che:
i) ha la nazionalita' di questo Stato; o
ii) non e' divenuto residente di questo Stato al solo scopo di
rendervi i servizi.
2. a) Le pensioni corrisposte da uno Stato contraente o da una sua
suddivisione politica od amministrativa o da un suo ente locale, sia
direttamente sia mediante prelevamento da fondi da essi costituiti,
ad una persona fisica in corrispettivo di servizi resi a detto Stato
o a detta suddivisione od ente, sono imponibili soltanto in questo
Stato.
b) Tuttavia, tali pensioni sono imponibili soltanto nell'altro
Stato contraente se la persona fisica e' un residente di questo Stato
e ne ha la nazionalita'.
3. Le disposizioni degli articoli 16, 17 e 19 si applicano alle
remunerazioni e pensioni pagate in corrispettivo di servizi resi
nell'ambito di una attivita' industriale o commerciale esercitata da
uno degli Stati contraenti o da una sua suddivisione politica o
amministrativa o da un suo ente locale.

Articolo 21
PROFESSORI E INSEGNANTI
1. Un professore od un insegnante il quale soggiorni
temporaneamente, per un periodo non superiore a due anni, in uno
Stato contraente allo scopo di insegnare o di effettuare ricerche
presso una universita', collegio, scuola od altro analogo istituto di
istruzione, e che e', o era immediatamente prima di tale soggiorno,
residente dell'altro Stato contraente e' esente da imposta nel primo
Stato contraente limitatamente alle remunerazioni derivanti
dall'attivita' di insegnamento o di ricerca.
2. Le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto ai
redditi derivanti da attivita' di ricerca qualora tale ricerca sia
effettuata dal professore o dall'insegnante nel pubblico interesse e
non principalmente nell'interesse privato di una o piu' persone
determinate.

Articolo 22
STUDENTI
1. Le somme che uno studente o un apprendista il quale e', o era
immediatamente prima di recarsi in uno Stato contraente, residente
dell'altro Stato contraente e che soggiorna nel primo Stato
contraente al solo scopo di compiervi i suoi studi o di attendere la
propria formazione professionale, riceve per sopperire alle spese di
mantenimento, d'istruzione o di formazione professionale, non sono
imponibili in detto Stato, a condizione che tali somme provengano da
fonti situate fuori di detto Stato.
2. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 1, le remunerazioni
che uno studente o un apprendista che e' o era precedentemente un
residente di uno Stato contraente e che soggiorna nell'altro Stato
contraente al solo scopo di compiervi i suoi studi o di attendere la
propria formazione professionale riceve in corrispettivo di servizi
temporanei resi in detto altro Stato, non sono imponibili nell'altro
Stato a condizione che detti servizi siano connessi con detti studi o
formazione professionale oppure che le remunerazioni di tali servizi
siano necessari per integrare le risorse a lui disponibili ai fini
del suo mantenimento.

Articolo 23
ALTRI REDDITI
1. Gli elementi di reddito di un residente di uno Stato
contraente, qualunque ne sia la provenienza, che non sono stati
trattati negli articoli precedenti della presente Convenzione sono
imponibili soltanto in detto Stato.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano ai redditi
diversi da quelli derivanti da beni immobili definiti al paragrafo 2
dell'articolo 6, nel caso in cui il beneficiario di tali redditi,
residente di uno Stato contraente, eserciti nell'altro Stato
contraente un'attivita' industriale o commerciale per mezzo di una
stabile organizzazione ivi situata, oppure una professione
indipendente mediante una base fissa ivi situata, ed il diritto od il
bene produttivo del reddito si ricolleghi effettivamente a tale
stabile organizzazione o base fissa. In tal caso gli elementi di
reddito sono imponibili in detto altro Stato contraente secondo la
propria legislazione.

Capitolo IV
METODI PER ELIMINARE LA DOPPIA IMPOSIZIONE

Articolo 24
ELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE
1. Si conviene che la doppia imposizione sara' eliminata in
conformita' ai seguenti paragrafi del presente articolo.
2. Per quanto concerne l'Italia:
Se un residente dell'Italia possiede elementi di reddito che sono
imponibili in Ghana, l'Italia, nel calcolare le proprie imposte sul
reddito specificate nell'articolo 2 della presente Convenzione, puo'
includere nella base imponibile di tali imposte detti elementi di
reddito, a meno che espresss disposizioni della presente Convenzione
non stabiliscano diversamente.
In tal caso, l'italia deve detrarre dalle imposte cosi' calcolate
l'imposta sui redditi pagata in Ghana ma l'ammontare della detrazione
non puo' eccedere la quota di imposta italiana attribuibile ai
predetti elementi di reddito nella proporzione in cui gli stessi
concorrono alle formazione del reddito complessivo.
Tuttavia, nessuna detrazione sara' accordata ove l'elemento di
reddito di reddito venga assoggettato in Italia ad imposizione
mediante ritenuta a titolo di imposta su richiesta del beneficiario
del reddito in base alla legislazione italiana.
3. Per quanto concerne il Ghana:
a) L'imposta italiana dovuta ai sensi della legislazione italiana
conformemente alle disposizioni della presente Convenzione, sia
direttamente che per detrazione, sugli utili, sui redditi o sui
profitti imponibili provenienti da fonti site in Italia (fatta
eccezione nel caso dei dividendi, dell'imposta dovuta sugli utili con
i quali sono pagati i dividendi stessi) e' ammessa in deduzione
dall'imposta del Ghana calcolata sugli stessi utili, redditi o
profitti imporibili per i quali e' s'tnta calcolata l'imposta
italiana;
b) Nal caso di dividendi pagati da una societa' residente in
Italia ad una societa' residente in Ghana che controlla direttamente
o indirettamente almeno il 25 per cento del capitale nella societa'
che paga i dividendi, la deduzione tiene conto (in aggiunta a
qualsiasi imposta italiana deducibile ai sensi del sub-paragrafo a)
dell'imposta italiana dovuta dalla societa' sugli utili con i quali
sono stati pagati i dividendi stessi.
c) In ogni caso l'ammontare del credito fiscale che si accorda ai
sensi del presente paragrafo non puo' eccedere la quota di imposta
del Ghana attribuibile ai predetti utili, redditi o pro G imponibili
nella proporzione in cui gli stessi concorrono alla formazione degli
utili, redditi o profitti imponibili complessivi, a seconda dei casi,
che sono assoggettabili all'imposta del Ghana.

Capitolo V
DISPOSIZIONI PARTICOLARI

Articolo 25
NON DISCRIMINAZIONE
1. I nazionali di uno Stato contraente non sono assoggettati
nell'altro Stato contraente ad alcuna imposizione od obbligo ad essa
relativi, diversi o piu' onerosi di quelli cui sono o potranno essere
assoggettati i nazionali di detto altro Stato che si trovino nella
stessa situazione. La presente disposizione si applica altresi',
nonostante le disposizioni dell'articolo 1, alle persone che non sono
residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti.
2. L'imposizione di una stabile organizzazione che una impresa di
uno Stato contraente ha nell'altro Stato contraente non puo' essere
in questo altro Stato meno favorevole dell'imposizione a carico delle
imprese di detto altro Stato che svolgono la medesima attivita'. La
presente disposizione non puo' essere interpretata nel senso che
faccia obbligo ad uno Stato contraente di accordare ai residenti
dell'altro Stato contraente le deduzioni personali, le esenzioni e le
riduzioni di imposta che esso accorda ai propri residenti in
relazione alla loro situazione o ai loro carichi di famiglia.
3. Fatta salva l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 9,
del paragrafo 6 dell'articolo 11 o del paragrafo 6 dell'articolo 12 e
del paragrafo 6 dell'articolo 13, gli interessi, i canoni, i compensi
per servizi tecnici ed altre spese pagati da una impresa di uno Stato
contraente ad un residente dell'altro Stato contraente sono
deducibili, ai fini della determinazione degli utili imponibili di
detta impresa, nelle stesse condizioni in cui sarebbero deducibili se
fossero pagati ad un residente del primo Stato.
4. Le imprese di uno Stato contraente, il cui capitale e' in tutto
o in parte, direttamente o indirettamente, posseduto o controllato da
uno o piu' residenti dell'altro Stato contraente, non sono
assoggettate nel primo Stato contraente ad alcuna imposizione od
obbligo ad essa relativo, diversi o piu' onerosi di quelli cui sono o
potranno essere assoggettate le altre imprese della stessa natura del
primo Stato.
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano, nonostante
le disposizioni dell'articolo 2, alle imposte di ogni genere e
denominazione.
6. Tuttavia, le disposizioni dei paragrafi precedenti del presente
articolo non pregiudicano l'applicazione delle disposizioni interne
per prevenire l'evasione e l'elusione fiscale. Questa disposizione
comprende in ogni caso le limitazioni della deducibilita' di spese ed
altri elementi negativi derivanti da transazioni tra imprese di uno
Stato contraente ed imprese situate nell'altro Stato contraente.

Articolo 26
PROCEDURA AMICHEVOLE
1. Quando una persona ritiene che le misure adottate da uno o da
entrambi gli Stati contraenti comportano o comporteranno per essa
un'imposizione non conforme alle disposizioni della presente
Convenzione, essa puo', indipendentemente dai ricorsi previsti dalla
legislazione nazionale di detti Stati, sottoporre il proprio caso
all'autorita' competente dello Stato contraente di cui e' residente,
o, se il suo caso ricade nel paragrafo 1 dell'articolo 24, a quella
dello Stato contraente di cui possiede la nazionalita'. Il caso deve
essere sottoposto entro i due anni che seguono la prima notifica
della misura che comporta un'imposizione non conforme alle
disposizioni della Convenzione.
2. L'autorita' competente, se il ricorso le appare fondato e se
essa non e' in grado di giungere ad una soddisfacente soluzione,
fara' del suo meglio per regolare il caso per via di amichevole
composizione con l'autorita' competente dell'altro Stato contraente,
al fine di evitare una tassazione non conforme alla Convenzione.
3. Le autorita' competenti degli Stati contraenti faranno del loro
meglio per risolvere per via di amichevole composizione le
difficolta' o i dubbi inerenti all'interpretazione o all'applicazione
della Convenzione.
4. Le autorita' competenti degli Stati contraenti potranno
comunicare direttamente tra loro al fine di pervenire ad un accordo
come indicato nei paragrafi precedenti. Qualora venga ritenuto che
degli scambi verbali di opinioni possano facilitare il raggiungimento
di tale accordo, essi potranno aver luogo in seno ad una Commissione
formata da rappresentanti delle autorita' competenti degli Stati
contraenti.
5. Se le difficolta' o i dubbi inerenti all'interpretazione o
all'applicazione della Convenzione non possono essere risolti dalle
autorita' competenti in conformita' ai paragrafi precedenti del
presente articolo, il caso puo' essere sottoposto ad arbitrato se
entrambe le autorita' competenti e il contribuente ne convengono e il
contribuente concordi per iscritto di essere vincolato alla decisione
del collegio arbitrale. La decisione del collegio arbitrale inerente
un caso particolare e' vincolante per entrambi gli Stati con riguardo
a tale caso. La procedura viene stabilita mediante uno scambio di
note tra gli Stati contraenti.

Articolo 27
SCAMBIO DI INFORMAZIONI
1. Le autorita' competenti degli Stati contraenti si scambieranno
le informazioni necessarie per applicare le disposizioni della
presente Convenzione o quelle delle leggi interne degli Stati
contraenti relative alle imposte di ogni genere e denominazione
prelevate per conto di ciascuno degli Stati contraenti, delle sue
suddivisioni politiche o amministrative o dei suoi enti locali, nella
misura in cui la tassazione che tali leggi prevedono non e' contraria
alla Convenzione, nonche' per prevenire le evasioni fiscali. Lo
scambio di informazioni non viene limitato dagli articolo 1 e 2. Le
informazioni ricevute da uno Stato contraente saranno tenute segrete,
analogamente alle informazioni ottertLLta in base alla legislazione
interna di detto Stato e saranno comunicate soltanto alle persone od
autorita' (ivi compresi i tribunali e gli organi amministrativi)
incaricate dell'accertamento o della riscossione delle imposte
previste dalla Convenzione, delle procedure o dei procedimenti
concernenti tali imposte, o delle decisioni di ricorsi presentati per
tali imposte.
Dette persone o le predette autorita' utilizzeranno tali
informazioni soltanto per questi fini. Esse potranno servirsi di
queste informazioni nel corso di udienze pubbliche di tribunali o nei
giudizi.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 non possono in nessun caso
essere interpretate nel senso di imporre ad uno Stato contraente
l'obbligo:
a) di adottare provvedimenti amministrativi in deroga alla propria
legislazione o alla propria prassi amministrativa o a quelle
dell'altro Stato contraente;
b) di fornire informazioni che non potrebbero essere ottenute in
base alla propria legislazione o nel quadro della propria normale
prassi amministrativa o di quelle dell'altro Stato contraente;
c) di fornire informazioni che potrebbero rivelare un segreto
commerciale, aziendale, industriale, professionale o un processo
commerciale oppure informazioni la cui comunicazione sarebbe
contraria all'ordine pubblico.

Articolo 28
AGENTI DIPLOMATICI E FUNZIONARI CONSOLARI
Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano i
privilegi fiscali di cui beneficiano gli agenti diplomatici o i
funzionari consolari in virtu' delle regole generali del diritto
internazionale o delle disposizioni di accordi particolari.
Articolo 29
RIMBORSI
1. Le imposte riscosse in uno Stato contraente mediante ritenuta
alla fonte sono rimborsate a richiesta dell'interessato o dello Stato
di cui esso e' residente qualora iI diritto alla percezione di dette
imposte sia Iimitato dalle disposizioni della presente Convenzione.
2. Le istanze di rimborso, da prodursi in osservanza dei termini
stabiliti dalla legislazione dello Stato contraente tenuto ad
effettuare iI rimborso stesso, devono essere corredate da un
attestato ufficiale dello Stato contraente di cui il contribuente e'
residente certificante che sussistono le condizioni richieste per
aver diritto all'applicazione dei benefici previsti dalla presente
Convenzione.
3. Le autorita' competenti degli Stati contraenti stabiliranno di
comune accordo, conformemente alle disposizioni dell'articolo 26
della presente Convenzione, le modalita' di applicazione del presente
articolo.

Capitolo VI
DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 30
ENTRATA IN VIGORE
1. La presente Convenzione sara' ratificata ai sensi della
legislazione interna di ciascuno Stato contraente e gli strumenti di
ratifica saranno scambiati a ACCRA non appena possibile.
2. La Convenzione entrera' in vigore alla data dello scambio degli
strumenti di ratifica e le sue disposizioni si applicheranno:
a) in Italia con riferimento alle imposte sul reddito relative ai
periodi imponibili che iniziano il, o successivamente al, 1° gennaio
dell'anno solare immediatamente successivo a quello in cui la
Convenzione entra in vigore;
b) in Ghana con riferimento alle altre imposte sul reddito per
l'esercizio finanziario che inizia il, o successivamente al, 1°
gennaio dell'anno solare immediatamente successivo a quello in cu la
Convenzione entra in vigore.
3. L'Accordo tra il Governo italiano e il Governo del Ghana per
evitare le doppie imposizioni sui redditi derivanti dall'esercizio
del trasporto marittimo ed aereo, firmato ad Accra il 23 agosto 1968
e' abrogato e cessa di avere effetto al momento dell'entrata in
vigore della presente Convenzione.
Articolo 31
DENUNCIA
La presente Convenzione rimarra' in vigore sino alla denuncia da
parte di uno degli Stati contraenti, Ciascuno Stato contraente puo'
denunciare la Convenzione per via diplomatica non prima che siano
trascorsi cinque anni dalla sua entrata in vigore, notificandone la
cessazione almeno sei mesi prima della fine dell'anno solare. In
questo caso, la Convenzione cessera' di avere effetto:
a) in Italia con riferimento alle imposte sul reddito relative ai
periodi imponibili che iniziano il, o successivamente al, 1° gennaio
dell'anno solare immediatamente successivo a quello in cui la
Convenzione entra in vigore;
b) in Ghana con riferimento alle altre imposte sul reddito per
l'esercizio finanziario che inizia il, o successivamente al, 1°
gennaio dell'anno solare immediatamente successivo a quello in cui la
Convenzione entra in vigore.
IN FEDE DI CHE i sottoscritti, debitamente autorizzati a farlo,
hanno firmato la presente Convenzione.
FATTA a ACCRA, il 19 febbraio 2004, in duplice esemplare, nelle
lingue inglese e italiana, entrambi i testi facenti egualmente fede.
.off; Per il Governo della Per il Governo della Repubblica
Italiana Repubblica del Ghana (firmato) (firmato)
PROTOCOLLO
alla Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il
Governo della Repubblica del Ghana per evitare le doppie imposizioni
in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni
fiscali.
All'atto della firma della Convenzione conclusa in data odierna
tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della
Repubblica del Ghana per evitare le doppie imposizioni in materia di
imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, i
sottoscritti hanno concordato le seguenti disposizioni aggiuntive che
formano parte integrante della detta Convenzione.
Resta inteso che:
1. Per quanto concerne l'articolo 8, gli utili derivanti
dall'esercizio, in traffico internazionale, di navi o di aeromobili
comprendono:
a) gli utili' derivanti dal noleggio a scafo nudo di navi o
aeromobili utilizzati in traffico internazionale,
b) gli utili derivanti dall'impiego o dal noleggio di container
qualora essi costituiscano utili occasionali e secondari rispetto
agli altri utili derivanti dall'esercizio in traffico internazionale
di navi o di aeromobili.
2. Con riferimento al paragrafo 4 dell'articolo 10, il termine
"interessi" comprende anche le penalita' per pagamento tardivo.
3. Con riferimento al paragrafo 4 dell'articolo 10, al paragrafo 4
dell'articolo 11, al paragrafo 4 dell'articolo 12, al paragrafo 4
dell'articolo 13, ed al paragrafo 2 dell'articolo 23, l'ultima frase
ivi contenuta non puo' essere interpretata come contraria ai principi
contenuti negli articoli 7 e 15 della presente Convenzione.
4. Le disposizioni di cui al paragrafo 3 dell'articolo 29 non
pregiudicano il diritto delle autorita' competenti degli Stati
contraenti di stabilire, di comune accordo, procedure diverse per
l'applicazione delle limitazioni previste dalla presente Convenzione.
5. Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano il
diritto degli Stati contraenti di applicare la propria legislazione
fiscale interna per prevenire l'evasione e l'elusione fiscale.
IN FEDE DI CHE i sottoscritti debitamente autorizzati a farlo,
hanno firmato il presente Protocollo aggiuntivo.
FATTA a ACCRA, il 19 febbraio 2004, in duplice esemplare, nelle
lingue inglese e italiana, entrambi i testi facenti egualmente fede.
.off; Per il Governo della Per il Governo della Repubblica Italiana
Repubblica del Ghana (firmato) (firmato)

LAVORI PREPARATORI
Senato della Repubblica (atto n. 3401):
Presentato dal Ministro degli affari esteri (Fini) il
27 aprile 2005.
Assegnato alla 3ª commissione (Affari esteri), in sede
referente, il 24 maggio 2005 con pareri delle commissioni
1ª, 2ª, 5ª, 6ª, 7ª, 8ª, 10ª e 11ª.
Esaminato dalla 3ª commissione il 22 novembre 2005 ed
il 13 dicembre 2005.
Relazione scritta presentata il 13 dicembre 2005 (Atto
n. 3401-A relatore sen. Pellicini).
Esaminato in aula ed approvato il 14 dicembre 2005.
Camera dei deputati (atto n. 6226):
Assegnato alla III commissione (Affari esteri), in sede
referente, il 21 dicembre 2005 con il parere delle
commissioni I, II, V, VII, IX, X e XI.
Esaminato dalla III commissione il 17 e 19 gennaio
2006.
Esaminato in aula il 23 gennaio 2006 ed approvato il 24
gennaio 2006.



Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

Il Comune - Relazioni con il pubblico - Informagiovani - Dati statistici - Informacittà - Gazzette leggi e normative
Cultura e tempo libero - Economia e lavoro - Turismo - Portale delle associazioni - Istruzione e formazione - Trasporti e mobilità - Sanità, ambiente
Staff redazionale: staff@aesinet.it