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Gazzetta Ufficiale N. 2 del 3 Gennaio 2007

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 22 dicembre 2006

Approvazione del programma di misure ed interventi su utenze energetiche pubbliche, ai sensi dell'articolo 13 del decreto del Ministro delle attivita' produttive, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 20 luglio 2004.

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
di concerto con
IL MINISTRO DELL'AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Premesso che il Ministro delle attivita' produttive, di concerto
con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, ha
emanato il decreto 20 luglio 2004 recante nuova individuazione degli
obiettivi quantitativi per l'incremento dell'efficienza energetica
negli usi finali ai sensi dell'art. 9, comma 1, del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, (nel seguito: il dm elettrico) e
che, in particolare, l'art. 13, comma 2, del dm elettrico prevede che
con decreto del Ministro delle attivita' produttive, di concerto con
il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, d'intesa con
la Conferenza unificata, e' approvato un programma di misure e
interventi su utenze energetiche, la cui titolarita' e' di organismi
pubblici, unitamente ai criteri per la relativa attuazione e alla
distribuzione delle misure e degli interventi tra le regioni e le
province autonome;
Premesso che il Ministro delle attivita' produttive, di concerto
con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, ha
emanato il decreto 20 luglio 2004 recante nuova individuazione degli
obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico e sviluppo
delle fonti rinnovabili di cui all'art. 16, comma 4, del decreto
legislativo 23 maggio 2000, n. 164 (nel seguito: il dm gas);
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante
conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge
15 marzo 1997, n. 59;
Vista la legge 23 agosto 2004, n. 239, recante riordino del settore
energetico, nonche' delega al Governo per il riassetto delle
disposizioni vigenti in materia di energia;
Vista la deliberazione dell'Autorita' per l'energia elettrica e il
gas 11 novembre 2004, n. 200/04 recante adeguamento della
deliberazione 18 settembre 2003, n. 103/03, al disposto dei decreti
ministeriali 20 luglio 2004 e della legge 23 agosto 2004, n. 239:
linee guida per la preparazione, esecuzione e valutazione dei
progetti di cui all'art. 5, comma 1, dei decreti ministeriali
20 luglio 2004 e per la definizione dei criteri e delle modalita' per
il rilascio dei titoli di efficienza energetica;
Vista la lettera dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas
1° marzo 2005 protocollo n. RM/M05/896, con la quale si da'
comunicazione che le risorse finanziarie di cui all'art. 13, comma 1,
del dm elettrico risultano pari a 17.014.030,73 euro;
Visto l'art. 13, comma 5, del dm elettrico, il quale prevede che il
50% di dette risorse, pari a 8.507.015,37 euro, e' destinato, al
netto degli oneri di cui al comma 8 del medesimo dm elettrico, alla
effettuazione di diagnosi energetiche e alla progettazione esecutiva
delle misure e degli interventi, di cui al presente decreto;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante
attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento
energetico nell'edilizia;
Ritenuto opportuno procedere, in attuazione dell'art. 13, comma 2,
del dm elettrico, all'approvazione di un programma di misure ed
interventi su utenze energetiche, la cui titolarita' e' di organismi
pubblici, e dei criteri per la relativa attuazione e per la
distribuzione delle misure e degli interventi tra le regioni e le
province autonome;
Acquisita l'intesa della Conferenza unificata, istituita ai sensi
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sancita nella
riunione del 16 novembre 2006;
Decreta:
Art. 1.
Approvazione del programma
1. Ai sensi dell'art. 13 del dm elettrico, con il presente decreto
e' approvato e disciplinato un programma di misure ed interventi su
utenze energetiche, la cui titolarita' e' di organismi pubblici,
unitamente ai criteri per la relativa attuazione e per la
distribuzione delle misure e degli interventi tra le regioni e le
province autonome.
2. Il programma di cui al comma 1 e' destinato alla effettuazione
di diagnosi energetiche e alla progettazione esecutiva delle
conseguenti misure ed interventi. Il programma specifica anche le
modalita' e le condizioni per l'effettuazione di diverse tipologie di
intervento nei vari contesti regionali e per l'individuazione delle
misure e degli interventi maggiormente significativi, in rapporto a
ciascuno di tali contesti.
3. Il programma di cui al comma 1 e' articolato in:
a) diagnosi energetiche e progettazione esecutiva di interventi
di risparmio energetico su utenze ricadenti tra le tipologie di cui
all'art. 5, prescelte dalle regioni e province autonome, eseguite con
le modalita' di cui all'art. 7, con predisposizione di uno schema di
contratto per la successiva eventuale realizzazione degli interventi;
b) monitoraggio e diffusione dei risultati, con le modalita' di
cui all'art. 9;
c) gestione amministrativa, con le modalita' di cui all'art. 2,
comma 3.
4. Le risorse destinate a ciascuna voce del programma, di cui al
comma 3, sono individuate all'art. 3.

Art. 2.
Finanziamento del programma
1. Ai sensi dell'art. 13, comma 1, del dm elettrico, le risorse
destinate alla realizzazione del programma di cui all'art. 1,
comma 1, sono pari a 8.507.015,37 euro, al netto delle risorse
destinate alle finalita' di cui ai commi 2 e 3.
2. A valere sulle risorse di cui al comma 1, e' individuato un
importo pari a 850.701,54 euro per la copertura degli oneri sostenuti
da Cassa conguaglio per il settore elettrico per l'esecuzione delle
attivita' ad essa assegnate dall'art. 13 del dm elettrico e per
l'effettuazione di attivita' di monitoraggio e diffusione dei
risultati, di cui all'art. 9.
3. Entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del presente
decreto, l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas adotta i
provvedimenti di cui all'art. 13, comma 8, del dm elettrico, anche al
fine di determinare le risorse per la copertura degli oneri sostenuti
dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico per l'esecuzione
delle attivita' ad essa assegnate dall'art. 13 dello stesso dm
elettrico. Tali risorse sono a valere su quelle individuate dal
comma 2. L'autorita' provvede altresi' all'attuazione di quanto
disposto all'art. 8.
4. L'importo di 850.701,54 euro di cui al comma 2, al netto delle
risorse destinate alla copertura degli oneri sostenuti dalla Cassa
conguaglio per il settore elettrico, di cui al comma 3, e' utilizzato
per la stipula e l'esecuzione della convenzione di cui all'art. 9.

Art. 3.
Ripartizione delle risorse destinate a diagnosi energetiche e
progettazione esecutiva di interventi di risparmio energetico
1. Le risorse di cui all'art. 2, comma 1, al netto dell'importo di
cui all'art. 2, comma 2, sono ripartite tra le regioni e province
autonome come da allegata tabella 1.
2. Le regioni e province autonome possono destinare, per
l'esecuzione del programma di cui all'art. 1, risorse aggiuntive a
quelle individuate nella tabella 1.

Art. 4.
Soggetti destinatari dei finanziamenti
1. In fase di prima attuazione, le risorse di cui all'art. 3,
comma 1, sono assegnate dalle regioni e province autonome con
procedure di pubblica evidenza, alle quali possono partecipare i
soggetti di cui all'art. 8, comma 1, di entrambi i decreti
ministeriali 20 luglio 2004 richiamati nelle premesse, ivi incluse le
societa' operanti nel settore dei servizi energetici, che rispondono
alla definizione contenuta nelle linee guida di cui all'art. 5,
comma 6, degli stessi decreti.
2. Le regioni e province autonome provvedono affinche' i soggetti
aggiudicatari delle procedure ad evidenza pubblica siano titolati
alla effettiva esecuzione delle relative misure ed interventi.
3. I soggetti di cui al comma 1, che provvedono alla effettiva
esecuzione delle misure e degli interventi per i quali sono state
effettuate le diagnosi energetiche e le progettazioni, possono
richiedere il rilascio dei titoli di efficienza energetica di cui
all'art. 10 di entrambi i decreti ministeriali 20 luglio 2004
richiamati nelle premesse, nel rispetto delle condizioni previste dai
medesimi decreti nonche' dalle linee guida di cui all'art. 5,
comma 6, degli stessi decreti.

Art. 5.
Tipologia e modalita' di scelta delle utenze energetiche
1. Le tipologie delle utenze energetiche ammesse alla effettuazione
delle diagnosi energetiche e alla progettazione esecutiva delle
misure e degli interventi sono:
a) scuole pubbliche;
b) sistemi idrici;
c) illuminazione pubblica;
d) edifici pubblici o ad uso pubblico;
e) edifici ad uso residenziale;
f) ospedali, cliniche, case di cura, strutture adibiti a ricovero
o cura di minori o anziani e assimilabili.
2. La scelta delle utenze energetiche su cui effettuare le misure e
gli interventi ai sensi del presente decreto e' demandata alle
regioni e province autonome. A tale fine, saranno presi in
considerazione i seguenti criteri:
a) rappresentativita' delle utenze energetiche;
b) valenza energetico-ambientale degli interventi;
c) entita' dei consumi e dei possibili risparmi;
d) replicabilita' e visibilita' degli interventi;
e) immediatezza dell'intervento.

Art. 6.
Costo tipici indicativi degli interventi
1. I costi tipici indicativi onnicomprensivi per l'esecuzione di
diagnosi energetica e progettazione esecutiva degli interventi sulle
utenze energetiche individuate all'art. 5, comma 1, che dovranno
essere orientativamente assunti per le procedure ad evidenza pubblica
richiamate all'art. 4, comma 1, sono indicati nell'allegato 2 al
presente decreto.
2. I costi tipici indicativi di cui al comma 1 sono riferiti
esclusivamente alle attivita' di diagnosi energetica descritte
nell'allegato 1 e alla progettazione esecutiva delle misure e degli
interventi.

Art. 7.
Modalita' di attuazione
1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto le singole regioni e province autonome comunicano al
Ministero dello sviluppo economico, al Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare, all'autorita' per l'energia
elettrica e il gas e alla cassa conguaglio per il settore elettrico
la lista degli interventi rientrante nel quadro finanziario di cui
all'art. 3, indicandone la precisa collocazione e le caratteristiche,
oltreche' l'eventuale importo di cofinanziamento per ciascun
intervento.
2. Ai sensi dell'art. 13, comma 5, del dm elettrico, entro
duecentosettanta giorni data di entrata in vigore del presente
decreto, le regioni e province autonome attivano procedure ad
evidenza pubblica, alle quali possono partecipare i soggetti di cui
all'art. 4 del presente decreto. Nello stilare tali procedure, le
regioni e province autonome tengono conto, per l'effettuazione della
fase di analisi energetica, delle indicazioni tecniche contenute
nell'allegato 1.
Per l'effettuazione e la definizione della progettazione esecutiva,
vale quanto previsto dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e
in particolare dall'art. 93, comma 5.
3. Al termine dell'esecuzione del programma oggetto del presente
decreto, le regioni e province autonome trasmettono al Ministero
dello sviluppo economico, al Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio e del mare, all'Autorita' per l'energia elettrica e il
gas e alla Cassa conguaglio per il settore elettrico la
rendicontazione economica dell'esecuzione delle analisi energetiche e
della progettazione definitiva degli interventi. Tale documentazione
di rendicontazione deve contenere almeno:
a) consuntivo analitico della spesa che evidenzi, per ciascun
intervento, l'importo messo a gara attraverso le previste procedure
ad evidenza pubblica, il soggetto aggiudicatario, l'eventuale
ribasso, l'importo aggiudicato e l'importo versato;
b) certificazione della spesa sostenuta conforme alle vigenti leggi
fiscali, con relativo elenco.
4. Anche ai fini dell'esecuzione delle attivita' di cui al
successivo art. 9, unitamente alla documentazione di cui al comma 3,
le regioni e province autonome trasmettono al Ministero dello
sviluppo economico, al Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, alla Cassa conguaglio e all'ENEA copia delle
diagnosi energetiche e delle progettazioni esecutive degli interventi
prodotte dai soggetti aggiudicatari delle procedure ad evidenza
pubblica.
5. Il mancato rispetto del termine indicato nel comma 1 comporta la
perdita del diritto di partecipazione al programma in esame.

Art. 8.
Trasferimento delle risorse
1. Ai sensi dell'art. 13, comma 7, del dm elettrico, in attuazione
dei provvedimenti di cui all'art. 2, comma 3, la Cassa conguaglio per
il settore elettrico provvede al trasferimento delle risorse alle
regioni e province autonome.
2. I provvedimenti di cui all'art. 2, comma 3, prevedono:
a) il trasferimento del 50% delle risorse spettanti a ciascuna
regione e provincia autonoma a valle della comunicazione di cui
all'art. 7, comma 1;
b) il trasferimento delle somme residue a valle della
trasmissione della documentazione di cui all'art. 7, commi 3 e 4.

Art. 9.
Monitoraggio e diffusione dei risultati
1. Le attivita' di monitoraggio e diffusione dei risultati del
programma di cui al presente decreto sono affidate all'ENEA. A tal
fine il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
stipula, a valere sulle risorse di cui all'art. 2, comma 4, e di
altre risorse eventualmente disponibili a valere sull'art. 13 del dm
elettrico, un'apposita convenzione con l'ENEA.
2. La convenzione ha come oggetto i seguenti obiettivi generali:
a) raccolta dei risultati dettagliati degli interventi di analisi
energetica e di progettazione definitiva dalle regioni e province
autonome;
b) creazione di un database contenente i dati prodotti
dall'analisi;
c) esame dei costi dei diversi interventi, del risparmio di
energia ottenibile e delle emissioni evitate a seguito
dell'attuazione degli interventi, sia attraverso una stima iniziale a
valere sui risultati delle analisi energetiche e della progettazione
definitiva, sia attraverso sopralluoghi e verifiche a un anno dalla
data di entrata in funzione degli impianti/interventi eventualmente
realizzati;
d) esame dell'adeguatezza degli strumenti introdotti dal dm
elettrico e dal dm gas ai fini dell'attuazione dei interventi;
e) analisi della condizioni di convenienza economica per la
replicabilita' degli interventi nelle regioni interessate dagli
stessi interventi e in altre regioni, anche ai fini dell'eventuale
aggiornamento del dm elettrico e del dm gas;
f) pubblicazione di un rapporto che riporti i risultati del
programma oggetto del presente decreto e che evidenzi, sia
considerando l'aspetto nazionale che quello locale, l'andamento dei
consumi energetici registrati nelle diverse utenze energetiche, il
fabbisogno diviso per tipologia, le criticita' nelle prestazioni
energetiche degli edifici o di insiemi omogenei di essi. Il rapporto
dovra' in particolare evidenziare la fattibilita' economica degli
interventi di risparmio energetico previsti dal decreto ministeriale
elettrico e dal dm gas, prefigurando anche appropriate soluzioni per
lo sviluppo di strategie di intervento.
3. La convenzione puo' prevedere ulteriori attivita' attinenti le
finalita' del dm elettrico e del dm gas.
4. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 2, le
regioni e province autonome forniscono le ulteriori informazioni che
ENEA dovesse richiedere per l'espletamento dei compiti assegnati
nell'ambito della convenzione.

Art. 10. Altre disposizioni
1. La tabella 1 e gli allegati 1 e 2 costituiscono parte integrante
e sostanziale del presente provvedimento.
Roma, 22 dicembre 2006

Il Ministro
dello sviluppo economico
Bersani
Il Ministro dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare
Pecoraro Scanio

 Tabella 1
   Regione                       |Risorse attribuite (euro)
   Abruzzo                       | Euro....190.973,73
   Basilicata                    | Euro....111.489,10
   Calabria                      | Euro....280.558,02
   Campania                      | Euro....721.913,22
   Emilia                        | Euro....516.381,83
   Friuli                        | Euro....181.570,34
   Lazio                         | Euro....651.410,76
   Liguria                       | Euro....227.974,84
   Lombardia                     | Euro....1.120.233,69
   Marche                        | Euro....215.871,75
   Molise                        | Euro....78.341,76
   Piemonte                      | Euro....544.047,48
   Prov. Aut. Bolzano            | Euro....95.371,62
   Prov. Aut. Trento             | Euro....97.048,08
   Puglia                        | Euro....520.849,95
   Sardegna                      | Euro....235.162,05
   Sicilia                       | Euro....634.258,45
   Toscana                       | Euro....458.314,46
   Umbria                        | Euro....138.763,32
   Valle D'Aosta                 | Euro....54.297,15
   Veneto                        | Euro....581.482,25
   Totale . . .                  | Euro....7.656.313,84

Allegato 1
INDICAZIONI TECNICHE PER L'ESECUZIONE DELLE DIAGNOSI ENERGETICHE
(art. 6, comma 2 e art. 7, comma 2)
Capitolo 1. Diagnosi energetiche di edifici pubblici (art. 5,
comma 1, lettera a), d), e), f), g)).
Il presente capitolo specifica le indicazioni tecniche per
l'effettuazione delle diagnosi energetiche su edifici pubblici
oggetto del programma di cui al presente decreto. Tali diagnosi
energetiche dovranno indicativamente articolarsi nelle seguenti fasi:
a) analisi dell'involucro edilizio;
b) analisi degli impianti termici e elettrici;
c) piano di intervento.
Per ciascuna fase vengono di seguito riportate le analisi da
effettuare e i risultati che ci si deve attendere.
1.1. Analisi dell'involucro edilizio.
Per ciascun edificio devono essere individuati almeno i seguenti
parametri:
a) le caratteristiche generali dell'involucro (anno di
costruzione, forma e orientamento delle superfici, relazione con
altri edifici o elementi urbani, etc.;
b) le caratteristiche geometriche e termofisiche dell'involucro
edilizio in ogni sua parte;
c) il coefficiente di dispersione volumica globale relativo
alla trasmissione di calore attraverso l'involucro;
d) il fabbisogno di energia utile, cioe' la quantita' di calore
stagionale necessaria per mantenere l'edificio alla temperatura
interna di riferimento nelle diverse stagioni.
Tali parametri, confrontati con i valori limite previsti dalla
legge, con i consumi reali registrati, e suddivisi per classi
(tramite aggregazioni tra gli edifici assimilabili, ad esempio per
destinazione d'uso, epoca di costruzione, tipologia costruttiva)
costituiranno gli indici della qualita' energetica degli involucri.
L'analisi degli indici consentira' di formulare, con diversi livelli
di priorita', idonee strategie d'intervento per la gestione e la
riqualificazione degli edifici.
1.2 Analisi degli impianti termici ed elettrici.
Per ciascun edificio dovranno essere individuati:
a) il rendimento globale stagionale del sistema impiantistico e
la stima del fabbisogno di energia primaria necessaria per alimentare
l'impianto di riscaldamento e di condizionamento estivo;
b) le tipologie di apparecchiature per i fabbisogni termici
dell'edificio, l'analisi del funzionamento reale della
apparecchiature ed il grado di anzianita' delle stesse, le modalita',
la frequenza e la tipologia d'uso in funzione dei fabbisogni;
c) l'evoluzione dei consumi energetici almeno negli ultimi
cinque anni.
I dati di consumo elettrico e termico raccolti dovranno essere
trasformati in indicatori di consumo specifico (al m3 e/o al m2),
facendo riferimento ai dati della geometria dell'dificio.
I dati di potenza e consumo specifico devono essere elaborati e
analizzati con confronti incrociati al fine di:
a) verificare se la potenza impegnata da contratto sia
commisurata alle esigenze o sussiste un sovradimensionamento;
b) verificare se la potenza impegnata e' commisurata ai consumi
elettrici dell'edificio e alle potenze di targa degli apparecchi
utilizzatori;
c) verificare, per ogni edificio, le differenze dei consumi
durante l'anno (su base mensile), individuando alcune prime ipotesi
di efficacia di interventi rivolti al risparmio, con particolare
attenzione al riconoscimento e controllo dei consumi elettrici dovuti
al raffrescamento estivo;
d) confrontare i consumi specifici annui (o mensili), per
identificare anomalie di esercizio collegabili a inefficienze nella
gestione o nei dei dispositivi;
e) confrontare, per ogni destinazione d'uso o tipologia, il
consumo specifico dell'edificio con i consumi determinati sulla base
di un modello standard (a partire dai dati di letteratura e dalla
norma UNI che prescrive come calcolare i carichi interni delle
diverse tipologie di edifici, tenuto anche conto del decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 192).
1.3. Analisi dei dati e piano energetico di risanamento.
La terza fase dell'azione di analisi prevede l'identificazione e
la valutazione dei possibili interventi di risparmio realizzabili
sull'edificio di cui sia stata eseguita la diagnosi energetica, cosi'
come indicato ai punti precedenti.
Gli interventi verranno individuati secondo un approccio
energetico integrato che include:
a) interventi sull'involucro, quali isolamento, applicazione di
tecniche avanzate di ombreggiamento, sostituzione infissi;
b) interventi sugli impianti (rifasamento elettrico,
sostituzione di apparecchiature a bassa efficienza con
apparecchiature ad alta efficienza, utilizzo di fonti energetiche
rinnovabili etc.);
c) misure di accompagnamento senza interventi sugli impianti e
sull'involucro (azioni di sensibilizzazione e campagne interne di
comunicazione per correggere o indirizzare gli utenti verso un uso
corretto dei sistemi).
Le analisi effettuate dovranno proporre diverse soluzioni, che
ottimizzino il rapporto costi/benefici mirando al massimo risparmio
energetico e ambientale con i minori costi possibili di investimento,
gestione e manutenzione. In ogni caso dovra' essere effettuata una
stima delle emissioni evitate dai possibili interventi.
Tra gli interventi possibili, verranno selezionati quelli che, in
un'ottica di ottimizzazione del rapporto costo/beneficio, consentono
di ottenere una riduzione della spesa e delle emissioni di gas serra
connessi alla fornitura energetica, nonche' un aumento del comfort
termico, acustico e visivo negli edifici.
La programmazione degli interventi si basera' sulle risorse rese
disponibili a seguito del contenimento dei consumi energetici e su
quelle eventualmente rese disponili dal soggetto titolare
dell'edificio.
In attuazione di quanto previsto dalla direttiva 2002/91/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2002 sul
rendimento energetico nell'edilizia e al decreto legislativo
19 agosto 2005, n. 192, di attuazione della medesima direttiva, viene
redatto e reso visibile al pubblico l'attestato di certificazione
energetica dell'edificio.
A livello metodologico, ci si potra' riferire altresi',
limitatamente alla climatizzazione invernale e alla preparazione
dell'acqua calda per usi igienici e sanitari, alla raccomandazione R
03/3 del novembre 2003 e suoi aggiornamenti, emanata dal Comitato
termotecnico italiano nonche' ad altre procedure normalizzate.
Capitolo 2: illuminazione pubblica (art. 5, comma 1, lettera c)&1.;.
Il presente capitolo specifica le indicazioni tecniche per
l'effettuazione delle diagnosi energetiche su impianti di
illuminazione pubblica, oggetto del programma di cui al presente
decreto. Tali diagnosi energetiche si articolano indicativamente
nelle seguenti fasi:
a) analisi degli impianti;
b) piano di intervento.
Per ciascuna fase vengono di seguito riportate le analisi da
effettuare e i risultati che ci si deve attendere.
2.1. Analisi degli impianti di illuminazione pubblica.
L'analisi energetica degli impianti di illuminazione pubblica
consiste tipicamente in:
a) analisi dell'esistente impianto attraverso la
classificazione degli apparecchi illuminanti e degli altri componenti
dell'impianto medesimo;
b) analisi dell'esistente attraverso la classificazione delle
strade e dei livelli di illuminazione associati;
c) analisi dell'esistenze attraverso la definizione dei livelli
di illuminazione, della tipologia delle lampade, anche in funzione
del colore della luce.
2.2. Analisi dei dati e piano energetico di risanamento.
In questa fase sono esaminati i dati rinvenienti dall'analisi di
cui al paragrafo precedente, allo scopo di individuare gli interventi
che consentano di ottenere i seguenti risultati:
a) minimizzazione dei consumi energetici, anche attraverso
l'uso di apparecchi illuminanti ad alta efficienza, tenuto conto
delle esigenze di fruibilita' delle strade e di sicurezza;
b) contenimento della luce emessa verso l'alto e
dell'inquinamento luminoso;
c) programmazione e ottimizzazione degli orari di accensione e
di parzializzazione;
d) stima della riduzione dei costi di esercizio e delle
associate emissioni di gas serra;
e) programmazione degli interventi impiantistici.
La programmazione degli interventi si basera' sulle risorse rese
disponibili a seguito del contenimento dei consumi energetici e su
quelle eventualmente rese disponili dal soggetto titolare
dell'impianto di illuminazione.
Capitolo 3: sistemi idrici (art. 5, comma 1, lettera b)).
Il presente capitolo contiene le indicazioni tecniche per
l'effettuazione delle diagnosi energetiche su sistemi idrici, oggetto
del programma di cui al presente decreto. Tali diagnosi energetiche
dovranno indicativamente articolarsi nelle seguenti fasi:
a) analisi degli impianti e delle condutture;
b) piano di intervento.
Per ciascuna fase vengono di seguito riportate le analisi da
effettuare e i risultati che ci si deve attendere.
3.1. Analisi degli impianti.
L'analisi energetica dei sistemi idrici consiste tipicamente in:
a) analisi degli impianti energetici attraverso la
classificazione delle apparecchiature esistenti, della potenza
impegnata e dei consumi, in relazione alla morfologia del territorio,
ai dislivelli da superare, alle quantita' di acqua e alle pressioni
di esercizio;
b) individuazione e analisi delle configurazioni aventi
caratteristiche idonee ad un utilizzo vantaggioso in termini di
producibilita' idroelettrica.
3.2. Analisi dei dati e piano energetico di risanamento.
In questa fase sono esaminati i dati rinvenienti dall'analisi di
cui al paragrafo precedente, allo scopo di individuare gli interventi
che consentano di ottenere i seguenti risultati:
a) adeguamento della potenza impegnata;
b) contenimento dei consumi energetici e dei costi di
esercizio, sia attraverso l'uso di apparecchi elettrici ad alta
efficienza che di modalita' razionali di gestione;
c) stima della riduzione dei costi di esercizio e delle
associate emissioni di gas serra;
d) valutazione di fattibilita' tecnico-economica relativa
all'inserimento di centraline idroelettriche lungo le reti
acquedottistiche senza sottrazione di acqua alla rete di
distribuzione;
e) programmazione e ottimizzazione degli orari di accensione e
di parzializzazione degli apparecchi;
f) programmazione degli interventi impiantistici.
La programmazione degli interventi si basera' sulle risorse rese
disponibili a seguito del contenimento dei consumi energetici e su
quelle eventualmente rese disponili dal soggetto titolare del sistema
idrico.

 Allegato 2
   COSTI TIPICI INDICATIVI PER L'ESECUZIONE DELLE DIAGNOSI ENERGETICHE
   Tipologia                                    |Costo tipico indicativo
   ---------------------------------------------------------------------
   Scuole pubbliche                             |fino a 20.000 euro
   ---------------------------------------------------------------------
   Sistemi idrici                               |fino a 30.000 euro
   ---------------------------------------------------------------------
   Illuminazione pubblica                       |fino a 40.000 euro
   ---------------------------------------------------------------------
   Edifici pubblici o ad uso pubblico           |fino a 60.000 euro
   ---------------------------------------------------------------------
   Edifici ad uso residenziale                  |fino a 20.000 euro
   ---------------------------------------------------------------------
   Ospedali, cliniche, case di cura, strutture  |
   adibiti a ricovero o cura di minori o anziani|
   e assimilabili                               |fino a 60.000 euro

 

 

 

Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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