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Gazzetta Ufficiale N. 77 del 1 Aprile 2008

 

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 20 marzo 2008

Riduzione del prelievo fiscale sul trattamento di fine rapporto, sulle indennita' equipollenti e sulle altre indennita' e somme connesse alla cessazione del rapporto di lavoro, di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), del Tuir.

IL VICE MINISTRO DELL'ECONOMIA
E DELLE FINANZE
Visto l'art. 2, comma 514, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
secondo cui il prelievo fiscale sui trattamenti di fine rapporto,
sulle indennita' equipollenti e sulle altre indennita' e somme
connesse alla cessazione del rapporto di lavoro, di cui all'art. 17,
comma 1, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917 (Tuir), il cui diritto alla percezione sorge a partire
dal 1° aprile 2008, e' ridotto in funzione di una spesa complessiva
pari a 135 milioni di euro per l'anno 2008 e a 180 milioni di euro
annui a decorrere dall'anno 2009;
Visto, in particolare, il medesimo comma 514 del citato art. 2
della legge n. 244 del 2007, che demanda al Ministro dell'economia e
delle finanze il compito di individuare, con apposito decreto di
natura non regolamentare, da emanare entro il 31 marzo 2008, i
criteri per attuare la predetta riduzione di prelievo;
Visto l'art. 19 del Tuir che individua i criteri di tassazione
delle indennita' di cui al citato art. 17, comma 1, lettera a), del
medesimo Tuir nonche' le modalita' di riliquidazione da parte degli
uffici finanziari;
Visto l'art. 1, comma 9, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
secondo cui ai fini della tassazione dei trattamenti di fine
rapporto, delle indennita' equipollenti e delle altre indennita' e
somme connesse alla cessazione del rapporto di lavoro, di cui al
citato art. 17, comma 1, lettera a), del Tuir, si applicano le
aliquote e gli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006, se
piu' favorevoli;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600, recante disposizioni comuni in materia di accertamento delle
imposte sui redditi e, in particolare, gli articoli 23, comma 2,
lettera d) e 29, comma 1, lettera d), concernenti gli adempimenti dei
sostituti d'imposta in sede di effettuazione delle ritenute sulla
parte imponibile del trattamento di fine rapporto, delle indennita'
equipollenti e delle altre indennita' e somme di cui all'art. 17,
comma 1, lettera a), del citato Tuir;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n.
322, concernente il regolamento recante modalita' per la
presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi,
all'imposta regionale sulle attivita' produttive e all'imposta sul
valore aggiunto, ai sensi dell'art. 3, comma 136, della legge
23 dicembre 1996, n. 662;
Visto il decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164,
concernente il Regolamento recante norme per l'assistenza fiscale
resa dai centri di assistenza fiscale per le imprese e per i
dipendenti, dai sostituti d'imposta e dai professionisti ai sensi
dell'art. 40 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241;
Visti gli articoli 2 e 23 del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300, concernenti l'istituzione del Ministero dell'economia e delle
finanze;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n.
107 che disciplina l'organizzazione del Dipartimento per le politiche
fiscali;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme
generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 giugno 2006, con
l'unita delega di funzioni, registrato alla Corte dei Conti il
13 giugno 2006 - Ministeri istituzionali, Presidenza del Consiglio
dei Ministri, registro n. 7, foglio n. 397, concernente
l'attribuzione all'on. prof. Vincenzo Visco del titolo di Vice
Ministro presso il Ministero dell'economia e delle finanze;
Decreta:
Art. 1.
Riduzione del prelievo fiscale sulle indennita' di fine rapporto
1. L'imposta sul reddito delle persone fisiche determinata ai sensi
dell'art. 19 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
sul trattamento di fine rapporto e sulle indennita' equipollenti di
cui all'art. 17, comma 1, lettera a), del citato testo unico, il cui
diritto alla percezione sorge a partire dal 1° aprile 2008, e'
ridotta di un importo pari a:
a) 70 euro se il reddito di riferimento non supera 7.500 euro;
b) 50 euro, aumentato del prodotto fra 20 euro e l'importo
corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito di
riferimento, e 20.500 euro, se l'ammontare del reddito di riferimento
e' superiore a 7.500 euro ma non a 28.000 euro;
c) 50 euro, se il reddito di riferimento e' superiore a 28.000
euro ma non a 30.000 euro. La detrazione spetta per la parte
corrispondente al rapporto tra l'importo di 30.000 euro, diminuito
del reddito di riferimento, e l'importo di 2.000 euro.
2. Se il risultato dei rapporti indicati alle lettere b) e c) del
comma 1 e' maggiore di zero, lo stesso si assume nelle prime quattro
cifre decimali.
3. Per reddito di riferimento si intende il reddito teorico medio
determinato, sulla base della durata complessiva del rapporto di
lavoro, ai sensi del citato art. 19 del predetto testo unico ai fini
dell'individuazione dell'aliquota di tassazione del trattamento di
fine rapporto e delle indennita' equipollenti.
4. La detrazione di cui al comma 1 riduce l'imposta dovuta sulle
altre indennita' e somme connesse alla cessazione del rapporto di
lavoro di cui al citato art. 17, comma 1, lettera a), del testo
unico, eventualmente erogate, nella sola ipotesi di integrale
destinazione del trattamento di fine rapporto alle forme di
previdenza complementare di cui al decreto legislativo 5 dicembre
2005, n. 252. A questi effetti, il reddito di riferimento del
trattamento di fine rapporto e' determinato in modo virtuale.
5. La detrazione di cui ai commi 1 e 4 e' riconosciuta dai
sostituti d'imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, in relazione
ad una sola cessazione del rapporto di lavoro nel corso di ciascun
periodo d'imposta. A tal fine, i soggetti beneficiari del trattamento
di fine rapporto, delle indennita' equipollenti e delle altre
indennita' e somme connesse alla cessazione del rapporto di lavoro
sono tenuti ad attestare in forma scritta, su richiesta del sostituto
d'imposta, di non aver gia' fruito di detta detrazione in relazione
ad altro rapporto di lavoro cessato nel medesimo periodo.
6. La detrazione di cui ai commi 1 e 4 spetta anche per le somme
liquidate a titolo di acconto, mentre non spetta in relazione a
quelle erogate a titolo di anticipazione.
7. Per i lavoratori dipendenti che percepiscono le indennita' di
fine rapporto da un datore di lavoro che non riveste la qualifica di
sostituto d'imposta, la detrazione spettante e' determinata in sede
di dichiarazione dei redditi.
8. Gli uffici finanziari verificano la correttezza della detrazione
attribuita dal sostituto d'imposta e provvedono a riconoscerla
laddove, per qualsiasi motivo, la stessa non sia stata attribuita dal
sostituto d'imposta. In caso di erogazioni di indennita' di fine
rapporto conseguenti a piu' cessazioni del rapporto di lavoro nel
corso del medesimo periodo d'imposta, gli uffici finanziari
rideterminano la detrazione spettante riconoscendo quella
corrispondente al reddito di riferimento piu' elevato per il
percettore delle somme. Agli effetti del presente comma, anche gli
uffici finanziari determinano la detrazione spettante sulla base del
reddito di riferimento di cui al comma 3.
Roma, 20 marzo 2008
Il Vice Ministro: Visco
Registrato alla Corte dei conti il 28 marzo 2008
Ufficio di controllo atti Ministeri economico-finanziari, registro
n. 1 Economia e finanze, foglio n. 394



Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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