Comune di Jesi Rete civica Aesinet

Gazzetta Ufficiale N. 38 del 16 Febbraio 2009

BANCA D'ITALIA

CIRCOLARE 15 gennaio 2009
Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche - Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006. (3° aggiornamento).

1. La disciplina in materia di calcolo del patrimonio di vigilanza
delle banche prevede la deduzione da tale aggregato di tutte le
interessenze detenute in altre societa' bancarie e finanziarie
superiori al 10% del capitale della partecipata e, per il complesso
delle interessenze inferiori a tale soglia, dell'eccedenza rispetto
al 10% del patrimonio di vigilanza, indipendentemente dal portafoglio
di allocazione.
Devono, quindi, essere dedotte anche le interessenze allocate nel
portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza (titolo I, capitolo
2). La disciplina comunitaria (direttiva 2006/49/CE, allegato VII,
parte D, punto 3) attribuisce alle Autorita' nazionali la facolta' di
permettere alle banche di non procedere alla deduzione di tali
interessenze purche' siano rispettati, congiuntamente, i seguenti
requisiti:
le posizioni siano classificate nel portafoglio di negoziazione a
fini di vigilanza;
la banca sia un market maker attivo su tali strumenti finanziari e
possieda idonei sistemi di controllo relativi alle attivita' di
negoziazione svolta.
In sede di recepimento della direttiva tale opzione non e' stata
esercitata.
In relazione all'esperienza maturata a seguito della prima
applicazione delle nuove disposizioni e tenuto conto della crescente
operativita' da parte di alcuni intermediari nella negoziazione di
strumenti azionari con finalita' di copertura di posizioni in
strumenti finanziari derivati, si ritiene opportuno consentire la
deroga all'obbligo di deduzione delle azioni anche nella
regolamentazione nazionale.
Tale possibilita' e' tuttavia condizionata al rispetto di requisiti
di natura operativa e organizzativa. In particolare, l'intermediario
deve:
essere market maker sui mercati regolamentati o sui sistemi
multilaterali di negoziazione;
disporre di adeguati sistemi di gestione e controllo dei rischi.
Qualora la banca non sia stata autorizzata all'uso dei modelli
interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte dei rischi
di mercato, la sussistenza di tale requisito e' accertata attraverso
una specifica auto-valutazione preventiva. Il mantenimento del
requisito e' verificato periodicamente dalla funzione di revisione
interna (vedi nota 1) .
La norma trova applicazione anche per gli strumenti finanziari
detenuti a copertura di operazioni in derivati negoziate sui mercati
OTC. Resta fermo l'obbligo di deduzione delle azioni per le quali la
banca abbia esercitato direttamente o indirettamente il diritto di
voto.
2. Con l'occasione, vengono apportate alla circolare in oggetto
alcune modifiche di carattere tecnico, relative alla disciplina: del
rischio specifico su titoli di debito (vedi nota 2) e del rischio di
posizione su titoli di capitale (vedi nota 3) applicabile alle banche
che utilizzano la metodologia standardizzata; del patrimonio di
vigilanza ai fini della concentrazione dei rischi (vedi nota 4) .
Si fa presente che le disposizioni in oggetto sono pubblicate sul
sito internet della Banca d'Italia (sezione «Vigilanza», sottosezione
«Vigilanza sulle banche», «Normativa», «Disposizioni di vigilanza»).

Roma, 15 gennaio 2009

Il direttore generale: Saccomanni

(1) In ogni caso la banca deve disporre di presidi organizzativi atti
a permettere la pronta e univoca identificazione dell'ammontare degli
strumenti finanziari che beneficiano dell'esenzione dall'obbligo di
deduzione in quanto detenuti nell'ambito dell'attivita' di market
making.
(2) Nel calcolo del rischio specifico su titoli di debito il
trattamento delle esposizioni verso intermediari vigilati ed enti
territoriali e' stato allineato a quello previsto per il rischio di
credito (titolo II, capitolo 4, parte seconda, sezione II, par.
2.2.1).
(3) Nel calcolo del rischio di posizione su titoli di capitale, e'
stata prevista la possibilita' di tenere conto degli strumenti
finanziari dedotti dal patrimonio di vigilanza ai fini della
compensazione preventiva con posizioni di segno opposto (titolo II,
capitolo 4, parte seconda, sezione II, par. 3).
(4) Il patrimonio di vigilanza ai fini della concentrazione dei
rischi deve essere integrato con le posizioni verso le
cartolarizzazioni che sono state dedotte.


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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