Comune di Jesi Rete civica Aesinet

Gazzetta Ufficiale N. 171 del 25 Luglio 2011

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 aprile 2011

Regolamento di organizzazione dell'ISTAT e modifiche al disegno organizzativo. (11A10004)


IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni,
recante la disciplina dell'attivita' di Governo e l'ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Visto il decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, recante le
norme sul Sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione
dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), ai sensi dell'articolo
24 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni;
Visto il Codice delle statistiche europee di cui alla
raccomandazione della Commissione del 25 maggio 2005, relativa
all'indipendenza, all'integrita' e alla responsabilita' delle
autorita' statistiche nazionali e dell'autorita' statistica
comunitaria;
Visto il regolamento (CE) n. 223/2009 del Parlamento europeo e del
Consiglio dell'11 marzo 2009, concernente i principi statistici che
disciplinano lo sviluppo, la produzione e la diffusione di
statistiche europee;
Visto il Codice italiano delle statistiche ufficiali di cui alla
Direttiva Comstat 17 marzo 2010, n. 10;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
1° agosto 2000, con il quale e' stato approvato il regolamento di
organizzazione dell'Istituto nazionale di statistica;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
28 aprile 2003, con il quale sono state approvate modifiche al
suddetto regolamento di organizzazione dell'Istituto nazionale di
statistica;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
20 dicembre 2007, con il quale e' stata approvata la delibera di
rideterminazione della dotazione organica del personale, fissandone
la consistenza in n. 2.690 unita' distribuite come da tabella
allegata allo stesso decreto;
Visto, in particolare, l'articolo 22, comma 4, del suddetto decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322 il quale stabilisce, tra
l'altro, che le deliberazioni del Consiglio dell'ISTAT che riguardano
il disegno organizzativo dell'Istituto, determinando gli uffici
centrali e periferici e la loro organizzazione e fissandone i compiti
e la dotazione di personale e di mezzi, nonche' il regolamento
organico e la pianta organica del personale sono approvate con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i
Ministri del tesoro e per la funzione pubblica;
Visto il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010,
n. 166, recante il regolamento di riordino dell'Istituto nazionale di
statistica, ai sensi dell'articolo 26 del citato decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133;
Visto il decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25 ed in particolare
l'articolo 2, commi 8-bis e seguenti, che prevede un intervento di
riduzione delle dotazioni organiche;
Vista la nota n. SP/741.2010 in data 2 luglio 2010 con la quale
l'Istituto nazionale di statistica ha comunicato la deliberazione del
Consiglio dell'Istituto medesimo, adottata nella seduta del 30 giugno
2010, concernente, nelle more del processo di revisione organizzativa
in corso, una rimodulazione della dotazione organica corrente,
nonche' una riduzione di quattro unita' di personale che da 2.690
passano a 2.686, ai sensi del predetto articolo 2, comma 8-bis del
nominato decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25;
Vista la nota del Ministero dell'economia e delle finanze,
Dipartimento della ragioneria generale dello Stato - Igop - in data 6
settembre 2010, n. 7489 con la quale il citato Ispettorato manifesta
di non avere osservazioni da formulare in merito alla rimodulazione
della dotazione organica dell'ISTAT di cui alla citata nota n.
SP/741.2010 in data 2 luglio 2010;
Vista la nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
Dipartimento della funzione pubblica - UPPA - in data 17 settembre
2010, n. 41540 che, analogamente, si esprime in termini non ostativi
all'approvazione della rimodulazione della dotazione organica di cui
alla nominata nota n. SP/741.2010 in data 2 luglio 2010, nelle more
della revisione delle funzioni dirigenziali e non dirigenziali, da
operare in attuazione del decreto del Presidente della Repubblica 7
settembre 2010, n. 166;
Visto il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
Visto, in particolare, l'articolo 7, comma 18, del citato
decreto-legge n. 78 del 2010, in base al quale, tra l'altro, e'
previsto che l'Istituto di studi e analisi economica (ISAE) e'
soppresso, le relative funzioni e risorse umane, strumentali e
finanziarie sono individuate ed assegnate, senza nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica, al Ministero dell'economia e
delle finanze e all'ISTAT con uno o piu' decreti di natura non
regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto
con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e le
suddette amministrazioni, in relazione al personale effettivamente
trasferito, provvedono conseguentemente a rideterminare le proprie
dotazioni organiche;
Visto, in particolare, l'articolo 50, del citato decreto-legge n.
78 del 2010, in base al quale, tra l'altro, al fine di ridurre
l'utilizzo di soggetti estranei alla pubblica amministrazione per il
perseguimento delle operazioni necessarie allo svolgimento dei
censimenti ivi previsti, i ricercatori, i tecnologi e il personale
tecnico di ruolo dei livelli professionali IV - VI degli enti di
ricerca e di sperimentazione di cui all'articolo 7 dello stesso
decreto, che risultino in esubero all'esito della soppressione e
incorporazione degli enti di ricerca di cui al medesimo articolo 7,
sono trasferiti a domanda all'ISTAT in presenza di vacanze risultanti
anche a seguito di apposita rimodulazione dell'organico e con le
modalita' ivi indicate;
Visto il decreto ministeriale 23 dicembre 2010 con il quale viene
definito il trasferimento al Ministero dell'economia e delle finanze
e all'ISTAT delle funzioni, del personale e delle risorse del
soppresso ISAE, ai sensi del suddetto articolo 7, comma 18, del
decreto-legge n.78 del 2010 che quantifica il personale trasferito
all'ISTAT, con conseguente incremento della dotazione organica, in n.
7 unita' del profilo di dirigente di ricerca, n. 16 unita' del
profilo di primo ricercatore, n. 9 unita' del profilo di ricercatore,
n. 1 unita' del profilo di dirigente tecnologo, n. 6 unita' del
profilo di primo tecnologo e n. 6 unita' del profilo di tecnologo;
Visto, in particolare, l'articolo 5 del suddetto decreto del
Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166 in cui si
prevede, tra l'altro, che siano apportate modifiche al regolamento di
organizzazione dell'ISTAT, approvato con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri in data 1° agosto 2000, con particolare
riguardo alla dirigenza ed alle strutture giuridiche, amministrative,
di produzione e di ricerca, secondo i criteri ivi previsti, anche
tenuto conto di quanto indicato dal citato regolamento (CE) n.
223/2009, e dell'assetto organizzativo adottato a livello
internazionale per le strutture operanti nel settore della
statistica;
Visto, in particolare, l'articolo 5, comma 1, lettera g) del
nominato decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n.
166 che prevede una semplificazione dei meccanismi di definizione
della pianta organica, volti a rendere quest'ultima maggiormente
coerente con i compiti assegnati all'Istituto, con previsione di
possibili riduzioni della pianta organica del personale non
dirigenziale e delle connesse prevedibili economie in termini di
logistica e funzionamento, ovvero rideterminazioni della stessa per
effetto dell'applicazione degli articoli 7 e 50 del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, secondo le procedure di approvazione previste
dal citato articolo 22 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n.
322;
Vista la nota n. SP/285/2011 del 29 marzo 2011 con la quale, ai
sensi e per gli effetti dei citati articoli 22 del decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322 e 5 del decreto del Presidente
della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, l'Istituto nazionale di
statistica ha trasmesso la deliberazione del Disegno organizzativo -
schema di regolamento di organizzazione dell'Istituto nazionale di
statistica recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri in data 1° agosto 2000, adottata in pari data dal
Consiglio dell'Istituto medesimo e la nuova dotazione organica,
fissata nella consistenza complessiva di n. 2.660 unita';
Viste le informative dell'Istituto nazionale di statistica alle
organizzazioni sindacali in data 1° febbraio 2011 e 23 marzo 2011
trasmesse dallo stesso Istituto con la suddetta nota n. SP/285/2011
del 29 marzo 2011;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 recante norme
generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche e le sue successive modificazioni ed
integrazioni;
Vista la legge 4 marzo 2009, n. 15 recante delega al Governo
finalizzata all'ottimizzazione della produttivita' del lavoro
pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni nonche' disposizioni integrative delle funzioni
attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla
Corte dei conti;
Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 recante le
norme di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di
ottimizzazione della produttivita' del lavoro pubblico e di
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1991,
n. 171 recante il recepimento delle norme risultanti dalla disciplina
prevista dall'accordo per il triennio 1988-1990 concernente il
personale delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione
di cui all'art. 9 della legge 9 maggio 1989, n. 168;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419, recante il
"Riordinamento del sistema degli enti pubblici nazionali, a norma
degli articoli 11 e 14 della legge 15 marzo 1997, n. 59", e
successive modificazioni, ed in particolare l'articolo 6, comma 3,
che prevede, tra l'altro che l'Istituto nazionale di statistica
svolga, in collaborazione con la Scuola superiore della pubblica
amministrazione e con istituzioni universitarie, attivita' di
formazione e qualificazione professionale per gli addetti al sistema
statistico nazionale, anche attraverso la costituzione di una
struttura permanente;
Considerata la necessita' di adeguare l'organizzazione
dell'Istituto nazionale di statistica, ai principi ed ai criteri
organizzativi dettati dal citato decreto del Presidente della
Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, in particolare dall'articolo 5,
mediante l'adozione di un nuovo regolamento di organizzazione, tenuto
anche conto delle rimodulazioni della dotazione organica deliberate
in data 30 giugno 2010 dal relativo Consiglio, nonche' del
trasferimento del personale appartenente ai profili dei ricercatori e
dei tecnologi gia' in servizio presso il soppresso ISAE, ai sensi del
suddetto articolo 7, comma 18, del decreto-legge n. 78 del 2010 e del
nominato decreto ministeriale 23 dicembre 2010;
Considerata la necessita' di prevedere per l'Istituto nazionale di
statistica la possibilita' di determinare la dotazione organica
complessiva attraverso meccanismi semplificati in conformita' ai
criteri direttivi di cui al suddetto articolo 5, comma 1, lettera g),
del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166;
Ritenuto che tale schema di regolamento e tale proposta di
rideterminazione delle dotazioni organiche risultano coerenti con i
criteri, gli indirizzi e le previsioni dettati dalla apposita
normativa in materia;
Considerato che dall'attuazione delle modifiche previste non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 recante disposizioni in
materia di giurisdizione e controllo della Corte dei Conti e le sue
successive modificazioni ed integrazioni;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13
giungo 2008 concernente la delega di funzioni del Presidente del
Consiglio dei Ministri in materia di pubblica amministrazione e
innovazione al Ministro senza portafoglio Prof. Renato Brunetta come
anche integrato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 14 maggio 2010;
Su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze;

Decreta:

E' approvata la deliberazione del Consiglio dell'Istituto nazionale
di statistica del 29 marzo 2011 concernente il Disegno organizzativo
- schema di regolamento di organizzazione dell'Istituto nazionale di
statistica recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri in data 1° agosto 2000, e la rideterminazione della
dotazione organica del personale nella consistenza di n. 2.660 unita'
e nell'articolazione indicata nel nuovo regolamento.
Il presente decreto, previa registrazione da parte della Corte dei
conti, sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 28 aprile 2011

p. Il Presidente del Consiglio dei Ministri
il Ministro per la pubblica amministrazione
e l'innovazione
Brunetta

Il Ministro dell'economia
e delle finanze
Tremonti

Registrato alla Corte dei conti il 4 luglio 2011
Ministeri istituzionali, Presidenza del Consiglio dei Ministri,
registro n. 15, foglio n. 12


Allegato

Disegno organizzativo dell'Istituto
SCHEMA DI REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE
DELL'ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA*


* Il presente schema modifica il disegno organizzativo
dell'Istituto approvato con DPCM 1° agosto 2000

TITOLO I
PRINCIPI GENERALI DI ORGANIZZAZIONE
E ORGANI DELL'ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA


Art. 1
Principi generali di organizzazione

1. Il presente regolamento adegua l'organizzazione dell'Istituto
nazionale di statistica (Istat), ente pubblico dotato di autonomia
scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile, alle
disposizioni dettate dal decreto legislativo 6 settembre 1989, n.
322, dal decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n.
166, nonche' dalle norme vigenti in materia di pubbliche
amministrazioni, in coerenza con le peculiarita' dell'ordinamento
dell'Istat. L'ordinamento dell'Istituto si ispira altresi', per
l'organizzazione e il funzionamento degli uffici, ai principi e alle
disposizioni dettate, a livello europeo e internazionale, in materia
di indipendenza scientifica, imparzialita', obiettivita',
affidabilita', qualita' e riservatezza dell'informazione statistica,
in particolare dal Codice delle statistiche europee di cui alla
Raccomandazione della Commissione europea del 25 maggio 2005 relativa
all'indipendenza, all'integrita' e alla responsabilita' delle
autorita' statistiche nazionali e dell'autorita' statistica
comunitaria, nonche', a livello nazionale, dal Codice italiano delle
statistiche ufficiali di cui alla Direttiva Comstat n. 10 del 17
marzo 2010.
2. L'ordinamento dell'Istat si ispira, per i sistemi di controllo
e di misurazione, valutazione e trasparenza delle performance ai
principi dettati dalle disposizioni normative vigenti, anche
avvalendosi dell'organismo indipendente di valutazione della
performance a cio' preposto.

Art. 2
Organi di governo

1. Sono organi di governo dell'Istat il Presidente ed il
Consiglio che esercitano le funzioni di indirizzo
tecnico-scientifico-amministrativo ed ogni altra funzione attribuita
da disposizioni di legge.
2. Il Presidente ed il Consiglio si avvalgono, ai fini
istituzionali e della valutazione dei risultati, delle risultanze
dell'attivita' di misurazione, valutazione e trasparenza delle
performance e di controllo degli organismi a cio' preposti.

Art. 3
Presidente

1. Il Presidente e' nominato secondo la disciplina di cui
all'articolo 16 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.
Egli cessa dalla carica allo scadere del termine di cui all'articolo
16, comma 5, del decreto anzidetto, ovvero per dimissioni o altre
cause previste dalla legge.
2. Il Presidente:
a) ha la rappresentanza legale dell'Istat in ordine alle
questioni di carattere generale;
b) sovrintende all'andamento dell'Istat e ne assicura il
coordinamento tecnico - scientifico;
c) cura i rapporti istituzionali e provvede al coordinamento
dei rapporti dell'Istat, interlocutore della Commissione europea per
le questioni statistiche ai sensi dell'articolo 5 del regolamento CE
n. 223/2009, con l'Eurostat e con gli altri organismi comunitari ed
internazionali, adottando i relativi atti di competenza;
d) emana, nell'esercizio delle sue funzioni, direttive generali
e vincolanti agli uffici per l'attuazione degli indirizzi espressi
dal Consiglio;
e) emana, nell'esercizio delle sue funzioni, direttive per
l'indirizzo e il coordinamento tecnico-scientifico della "Scuola
superiore di statistica e di analisi sociali ed economiche";
f) emana, nell'esercizio delle sue funzioni, direttive per
l'indirizzo e il coordinamento tecnico-scientifico delle attivita'
inerenti ai metodi e ai formati da utilizzare da parte delle
pubbliche amministrazioni per lo scambio e l'utilizzo in via
telematica dell'informazione statistica e finanziaria, nonche' delle
attivita' inerenti alle modificazioni, integrazioni e nuove
impostazioni della modulistica e dei sistemi informativi utilizzati
dalle pubbliche amministrazioni per raccogliere informazioni
utilizzate o da utilizzare per fini statistici;
g) stabilisce ed assegna le risorse da destinare al
perseguimento delle diverse finalita';
h) verifica, in collaborazione con il Consiglio, attraverso le
risultanze dei sistemi di controllo presenti in Istituto ed
eventualmente attraverso ispezioni periodiche, l'attuazione degli
indirizzi espressi e il conseguimento effettivo degli obiettivi
strategici, e propone l'attivazione di eventuali interventi
correttivi;
i) provvede alla risoluzione delle divergenze insorte tra
l'Amministrazione e l'Avvocatura dello Stato circa l'instaurazione di
un giudizio o la resistenza nel medesimo;
j) provvede al conferimento degli incarichi dirigenziali di
prima fascia di cui alla lettera b) e degli incarichi dirigenziali di
cui alla lettera c) dell'articolo 5 del decreto del Presidente della
Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, secondo le modalita' specificate
al successivo art. 11.
3. Il Presidente convoca e presiede il Consiglio e il Comitato
per l'indirizzo ed il coordinamento dell'informazione statistica ed
esercita le altre attribuzioni conferitegli dalla legge e dai
regolamenti; provvede nelle materie e per gli atti delegati dal
Consiglio e dal Comitato, ovvero nei casi d'urgente necessita', salvo
ratifica da parte degli stessi organi nella prima riunione
successiva; esercita ogni competenza non attribuita espressamente ad
altri organi dalla legge e dai regolamenti, nel rispetto del criterio
di separazione tra indirizzo tecnico - scientifico - amministrativo
ed attivita' di gestione.
4. Il Presidente si avvale, per i fini di coordinamento
tecnico-scientifico e per l'innovazione, nonche', per i fini di cui
al comma 2, lettere b), c), d), e) ed f):
a) di un ufficio tecnico non generale per il coordinamento
tecnico-scientifico e le relazioni istituzionali e internazionali,
b) del Comitato di presidenza, cui partecipano il Direttore
Generale e i Direttori dei Dipartimenti di produzione e di ricerca.
Il Comitato di presidenza, presieduto dal Presidente, o in sua
assenza dal Direttore Generale, e' sede di coordinamento
tecnico-scientifico-organizzativo tra le aree funzionali
dell'Istituto. Si riunisce di regola mensilmente e ogni volta che se
ne ravvisi la necessita'. Il Comitato puo' essere convocato
prevedendo la partecipazione dei Direttori Centrali e dei dirigenti
dell'Istituto la cui competenza riguardi le materie trattate. Il
Presidente puo' avvalersi, per specifici progetti, della
collaborazione di titolari di posizioni dirigenziali nell'Istituto,
fino a un massimo di cinque e puo' istituire, ai sensi dell'articolo
13, comma 2, commissioni e gruppi di lavoro per lo studio di
questioni specifiche.
5. Il Presidente, in caso di assenza o di temporaneo impedimento,
puo' delegare la legale rappresentanza e le altre funzioni inerenti
al suo ufficio ad un membro del Consiglio. Il Presidente puo'
delegare, per l'esercizio di particolari attribuzioni, la legale
rappresentanza dell'Istituto al Direttore Generale, ai Direttori di
Dipartimento, ai Direttori Centrali, nonche' ai dirigenti dei Servizi
ed uffici dell'Istituto stesso.

Art. 4
Consiglio

1. Il Consiglio e' organo di indirizzo, programmazione e
controllo ed esercita le altre funzioni attribuitegli dalla legge e
dai regolamenti.
2. Il Consiglio, previa programmazione delle sedute, e' convocato
dal Presidente, di norma, una volta al mese ed ogni qualvolta egli ne
ravvisi la necessita'. Il preavviso della convocazione e' di dieci
giorni, in casi di urgenza ridotti a tre giorni. Il Consiglio puo'
essere convocato anche su richiesta dei suoi membri in numero non
inferiore a tre, i quali singolarmente possono richiedere, altresi',
l'inserimento di uno specifico argomento all'ordine del giorno.
Nell'ambito del Consiglio possono essere costituite commissioni
istruttorie per l'esame di particolari problemi.
3. Il Consiglio, ferme restando le competenze previste dal
decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322:
a) definisce gli obiettivi strategici ed operativi e i
rispettivi indicatori idonei a consentire la misurazione e la
valutazione della performance dell'amministrazione, nonche' gli
indirizzi sulla base dei quali il Presidente individua e assegna le
risorse umane, materiali ed economico-finanziarie destinate alla
Direzione Generale e ai Dipartimenti di produzione e ricerca;
b) adotta la carta dei servizi ed i codici etici dell'Istituto;
c) esamina l'esito degli atti di indirizzo e programmazione
nonche' lo stato di attuazione del programma statistico nazionale per
la parte di competenza dell'Istat, del piano annuale e la gestione
del bilancio;
d) verifica l'attuazione degli indirizzi espressi e il
conseguimento effettivo degli obiettivi strategici, attraverso la
verifica di rispondenza dei risultati agli indirizzi impartiti e ai
programmi approvati, proponendo l'attivazione di eventuali interventi
correttivi;
e) definisce le procedure ed i criteri di valutazione
comparativa rilevanti per conferire gli incarichi di Direttore di
Dipartimento, di Direttore Centrale delle direzioni di produzione e
ricerca, nonche' quelle in base alle quali il Direttore Generale e i
Direttori dei Dipartimenti di produzione e ricerca nominano i
responsabili dei Servizi giuridici e amministrativi, di produzione e
ricerca e degli Uffici Territoriali.
4. Il Consiglio, su proposta del Presidente:
a) delibera nel rispetto dei criteri e dei vincoli dettati dal
decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166 e
dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche
ed integrazioni e nel rispetto del presente regolamento, adottando i
conseguenti atti organizzativi generali: le linee fondamentali di
organizzazione degli uffici dirigenziali, stabilendone il numero
entro il limite indicato nell'art. 7, comma 1, nonche' le strutture
organizzative previste da disposizioni legislative, responsabili di
specifiche funzioni e che costituiscono, in relazione a specifici
progetti, apposite strutture dirigenziali equiparate ai Servizi
tecnici di produzione e ricerca o ai Servizi giuridici
amministrativi, anche a carattere transitorio, nell'ambito dei limiti
numerici previsti dal presente regolamento; le specifiche competenze
della Direzione Generale e delle Direzioni Centrali giuridiche e
amministrative, dei Dipartimenti di produzione e ricerca e delle
Direzioni Centrali di produzione e ricerca; i termini dei
procedimenti ed i criteri per l'individuazione dei relativi
responsabili; l'esercizio del diritto di accesso;
b) individua, nell'ambito delle tipologie organizzative
previste dal presente regolamento e nel rispetto della vigente
normativa, gli uffici costituenti centri di responsabilita' cui e'
attribuita, di norma, la gestione delle unita' previsionali di base
del bilancio;
c) determina la dotazione organica complessiva attraverso
meccanismi semplificati in conformita' ai criteri direttivi di cui
all'articolo 5, comma 1, lettera g), del decreto del Presidente della
Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, con possibili rideterminazioni,
senza oneri aggiuntivi, della ripartizione del personale non
dirigenziale per livello, secondo criteri di flessibilita'
organizzativo-funzionale e di ottimale utilizzazione delle risorse in
relazione alle esigenze istituzionali dell'ente. Le modifiche
deliberate dal Consiglio sono comunicate al Dipartimento della
funzione pubblica e al Ministero dell'economia e delle finanze;
d) approva i piani ed i programmi dell'Ente e verifica la
compatibilita' finanziaria degli obiettivi e programmi definiti in
collaborazione con il Presidente;
e) esprime parere in ordine al conferimento dell'incarico di
Direttore Generale, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 5,
comma 2 del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010,
n. 166;
f) determina il compenso dei dirigenti preposti ai Dipartimenti
e alle Direzioni Centrali di produzione e ricerca con riferimento al
contratto collettivo nazionale di lavoro della dirigenza dell'area
ricerca, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera c) del decreto
del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, nonche' i
parametri del trattamento del Direttore Generale e dei dirigenti di
prima fascia della Direzione Generale, secondo quanto previsto dal
contratto collettivo nazionale di lavoro della dirigenza dell'area
ricerca per i soggetti preposti agli uffici dirigenziali di prima
fascia. Ai soggetti preposti agli uffici dirigenziali di seconda
fascia si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro della
dirigenza dell'area ricerca.
5. Il Consiglio viene informato dal Presidente sull'attivita' e
sul funzionamento dell'Istituto e puo' richiedere che vengano
predisposti specifici rapporti su singole questioni.
6. Alle riunioni del Consiglio partecipa il Direttore Generale,
che ne e' Segretario.

Art. 5
Comitato per l'indirizzo ed il coordinamento
dell'informazione statistica

1. Il Comitato per l'indirizzo ed il coordinamento
dell'informazione statistica, di cui all'articolo 3 del decreto del
Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166 e all'articolo
21 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, delibera:
a) l'adozione, su proposta dei Presidente, del Programma
statistico nazionale;
b) le direttive vincolanti nei confronti degli uffici di
statistica di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 6 settembre
1989, n. 322;
c) gli atti di indirizzo nei confronti delle organizzazioni e
degli uffici compresi nel Sistema statistico nazionale (Sistan).
2. Proposte di direttive e di atti di indirizzo possono essere
formulate da singoli membri dei Comitato, previa comunicazione al
Presidente che curera' la necessaria istruttoria da parte dell'Istat.
3. Il Comitato e' convocato dal Presidente, di norma, ogni due
mesi ed ogni qualvolta egli ne ravvisi la necessita' anche in
relazione alle richieste delle amministrazioni e degli enti
rappresentati ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente
della Repubblica 7 settembre 2010 n. 166, nonche' a seguito delle
richieste formulate da un terzo dei componenti il Comitato stesso.
Nell'ambito del Comitato possono essere costituite commissioni
istruttorie per l'esame di particolari problemi.

Art. 6
Collegio dei revisori dei conti

1. Il Collegio dei revisori dei conti e' l'organo di controllo
della regolarita' amministrativa e contabile dell'Istituto. I membri
dei collegio sono nominati, in proporzione almeno maggioritaria, tra
gli iscritti all'albo dei revisori contabili.
2. Il Collegio esercita le funzioni ad esso attribuite dalla
legge. Puo' disporre ed effettuare ispezioni sugli uffici
dell'Istituto al fine di accertare la regolarita' amministrativa e
contabile.
3. Le verifiche di regolarita' devono rispettare i principi
generali della revisione aziendale, in quanto applicabili
all'Istituto.

TITOLO II


UFFICI DIRIGENZIALI


Art. 7
Strutture organizzative

1. Costituiscono uffici dirigenziali ai sensi dell'articolo 5
comma 1, lett. a) del decreto del Presidente della Repubblica 7
settembre 2010 n. 166 la Direzione Generale, i Dipartimenti di
produzione e ricerca, le Direzioni Centrali, i Servizi, nonche' gli
Uffici Regionali di cui al decreto legislativo 6 settembre 1989, n.
322, denominati "Uffici Territoriali", in numero massimo
complessivamente non superiore a settantatre.
2. La Direzione Generale, i Dipartimenti di produzione e ricerca
e le rispettive Direzioni Centrali sono destinatari, negli ambiti di
rispettiva competenza, delle direttive emanate dagli organi di
governo.
3. La Direzione Generale e le Direzioni Centrali giuridiche e
amministrative costituiscono uffici dirigenziali di prima fascia. La
Direzione Generale svolge funzioni di natura giuridica e
amministrativa e cura il coordinamento e i rapporti istituzionali,
per gli aspetti di tale natura, delle attivita' dei Dipartimenti e
delle Direzioni Centrali di produzione e ricerca. L'organizzazione
interna e l'assegnazione di risorse alle Direzioni centrali afferenti
la Direzione generale sono stabilite con provvedimento del Direttore
generale, nei limiti delle risorse assegnate dagli organi di governo.
Gli uffici dirigenziali di prima fascia possono essere articolati in
Servizi giuridici amministrativi, che costituiscono uffici
dirigenziali di seconda fascia. L'organizzazione interna e
l'assegnazione e la ripartizione di risorse ai Servizi giuridici
amministrativi sono stabilite con provvedimento del Direttore
centrale competente. Resta comunque confermata, in ragione delle
relative professionalita' specifiche e per specifiche esigenze,
l'assegnazione del personale appartenente ai profili professionali di
ricercatore e tecnologo, nonche' agli altri profili professionali di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1991,
n.171, alla Direzione generale e alle strutture ad essa afferenti,
nonche' l'eventuale attribuzione, allo stesso, di responsabilita' di
strutture tecniche e progetti ai sensi del presente regolamento e del
contratto collettivo nazionale di lavoro applicabile.
4. I Dipartimenti di produzione e ricerca e le Direzioni Centrali
di produzione e ricerca sono strutture organizzative tecniche
preposte a settori omogenei di attivita', costituiscono uffici
tecnici generali e possono essere articolati in Servizi tecnici di
produzione e ricerca, che costituiscono uffici tecnici non generali.
I Dipartimenti di produzione e ricerca curano la produzione e la
ricerca statistica, la definizione degli standard tecnici, la
predisposizione del Programma statistico nazionale e le verifiche
circa la sua attuazione, la promozione e il coordinamento degli
uffici di statistica del Sistan, il coordinamento degli Uffici
Territoriali dell'Istituto, la gestione dei servizi tecnici di
interesse comune dell'Istat e del Sistan, nonche', ai sensi
dell'articolo 2, comma 2, lettera c) del decreto del Presidente della
Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, la definizione dei metodi e dei
formati da utilizzare da parte delle pubbliche amministrazioni per lo
scambio e l'utilizzo in via telematica dell'informazione statistica e
finanziaria, nonche' il coordinamento di modificazioni, integrazioni
e nuove impostazioni della modulistica e dei sistemi informativi
utilizzati dalle pubbliche amministrazioni per raccogliere
informazioni utilizzate o da utilizzare per fini statistici. Gli
Uffici Territoriali costituiscono uffici tecnici non generali e sono
sedi periferiche dell'Istituto operanti sul territorio.
5. Nell'ambito del numero massimo degli uffici dirigenziali
definito al comma 1, per ragioni di carattere organizzativo, ed al
fine di realizzare progetti di particolare rilevanza, possono essere
costituite, ai sensi dell'articolo 4, comma 4, lett. a), strutture di
carattere temporaneo equiparate ai Servizi tecnici di produzione e
ricerca con una durata massima di 24 mesi.
6. I responsabili degli uffici dirigenziali compongono la
Conferenza dei dirigenti, che ha funzioni consultive su questioni di
natura tecnica, scientifica organizzativa ed amministrativa. La
Conferenza e' convocata e presieduta dal Presidente dell'Istituto e,
in sua assenza, dal Direttore Generale.

Art. 8
Attribuzioni e valutazione dei
responsabili degli uffici dirigenziali

1. I responsabili degli uffici dirigenziali dell'Istituto
esercitano le attribuzioni loro conferite dalla legge e dai
regolamenti ed assicurano, per quanto di competenza, il conseguimento
degli obiettivi definiti e assegnati nell'ambito del ciclo della
gestione della performance. I responsabili degli uffici dirigenziali,
nell'ambito della rispettiva competenza funzionale e territoriale,
adottano gli atti e i provvedimenti, anche a rilevanza esterna,
inerenti l'amministrazione, la produzione e l'erogazione dei servizi
istituzionali secondo i principi di cui all'art. 1. In particolare, i
responsabili degli uffici dirigenziali preposti alle attivita' di
produzione e ricerca rispondono della correttezza e della
tempestivita' dei dati prodotti.
2. I responsabili degli uffici dirigenziali, nell'ambito delle
rispettive competenze, sono dotati di autonomi poteri di
organizzazione e gestione delle risorse ad essi affidate; sono
responsabili della gestione e dei risultati. Essi individuano ed
istituiscono opportune forme e modalita' di controllo e di gestione
della performance secondo la normativa vigente, anche allo scopo di
assicurare l'integrita' e la trasparenza delle attivita'.
3. Nel perseguimento degli obiettivi assegnati, ed entro i limiti
degli stanziamenti di bilancio, l'esercizio dei poteri di cui ai
precedenti commi si informa ai criteri ed ai principi operativi
indicati dagli organi di governo, alle direttive generali da questi
emanate, al piano della performance e ai programmi.
4. Ai dipendenti appartenenti ai livelli professionali I, II e
III, compatibilmente con le attribuzioni derivanti dalle declaratorie
di livello professionale, possono essere attribuite funzioni
ispettive, di consulenza, di studio nell'ambito delle singole
strutture organizzative in cui si articola l'Istituto, purche' il
soggetto preposto ad esse sia di livello pari o superiore.
5. In attuazione di quanto previsto dalla normativa vigente, la
valutazione dei dirigenti, nell'ambito del sistema di misurazione e
valutazione della performance adottato dall'Istituto, e' effettuata
avvalendosi dell'organismo indipendente di valutazione della
performance.
6 La valutazione del Direttore Generale, dei Direttori di
Dipartimento e dei Direttori Centrali e' effettuata dal Presidente
sulla base degli elementi forniti dall'organismo indipendente di
valutazione della performance. Il Presidente riferisce al Consiglio
degli esiti della valutazione.
7. Il Direttore Generale e i Direttori di Dipartimento
provvedono, secondo le disposizioni di legge vigenti, a fornire gli
elementi necessari alla valutazione dei Direttori Centrali. I
Direttori Centrali provvedono, secondo le disposizioni di legge
vigenti, alla valutazione dei responsabili degli uffici dirigenziali
coordinati. Per la valutazione del personale non dirigenziale si
applicano le disposizione in materia di valutazione e misurazione
della performance previste dalla normativa vigente.

Art. 9
Uffici dirigenziali: Direttore Generale, Direttori di Dipartimento,
Direttori Centrali e Dirigenti dei Servizi e degli Uffici
Territoriali

1. Il Direttore Generale e i Direttori dei Dipartimenti di
produzione e ricerca, oltre all'esercizio delle attribuzioni di cui
all'articolo 8 e nell'ambito delle rispettive competenze:
a) sono responsabili del settore cui vengono preposti e
sovrintendono agli uffici in esso ricompresi, curando la relativa
organizzazione e coordinando l'attivita' dei Direttori Centrali e dei
dirigenti dei Servizi, a cui trasmettono le direttive e gli atti di
indirizzo del Presidente e del Consiglio;
b) attuano i piani della performance e gli altri programmi
definiti dagli organi di governo; ripartiscono le risorse loro
assegnate tra i responsabili degli uffici dirigenziali titolari di
centri di responsabilita' con contestuale definizione degli obiettivi
da perseguire e dei limiti di valore delle spese che i dirigenti
possono impegnare;
c) promuovono, nell'ambito della rispettiva competenza
funzionale, l'innovazione nei processi amministrativi, produttivi e
di ricerca;
d) prepongono, secondo le procedure stabilite dal Consiglio, i
responsabili dei Servizi;
e) esercitano poteri sostitutivi in caso di inerzia dei
titolari delle Direzioni Centrali e dei Servizi;
f) valutano risultati e responsabilita' dei responsabili degli
uffici dirigenziali che afferiscono alla struttura di competenza;
g) formulano proposte e forniscono pareri agli organi di
governo;
h) forniscono le informazioni richieste e la documentazione
sull'andamento della gestione e gli elementi istruttori per il
contenzioso;
i) gestiscono, per quanto di competenza, il personale e le
relazioni sindacali, tenendo conto degli indirizzi degli organi di
governo;
j) possono attribuire le funzioni di vicario ad uno dei
Direttori Centrali;
k) possono assumere, su incarico del Presidente, la
responsabilita' di particolari progetti di natura trasversale che
coinvolgono strutture esterne al proprio settore di competenza.
2. I Direttori Centrali e i dirigenti dei Servizi, fatti salvi i
compiti di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modifiche e integrazioni per i preposti alle strutture
giuridiche e amministrative, nell'ambito delle rispettive competenze:
a) attuano le delibere degli organi dell'Istituto, per gli
aspetti di propria competenza, adottando gli atti e i provvedimenti
necessari;
b) sono dotati di autonomi poteri di organizzazione e gestione
delle risorse ad essi affidate, coordinano le loro attivita' e sono
responsabili dei risultati conseguiti;
c) promuovono l'innovazione nei processi amministrativi,
produttivi e di ricerca;
d) formulano proposte e forniscono pareri al Direttore Generale
e ai dirigenti preposti ai Dipartimenti di produzione e ricerca,
nonche' agli organi di governo;
e) forniscono le informazioni richieste e la documentazione
sull'andamento della gestione e gli elementi istruttori per il
contenzioso;
f) possono assumere, su incarico del Presidente, del Direttore
Generale o dei Direttori di Dipartimento di produzione e ricerca
competenti per materia, la responsabilita' di particolari progetti di
natura trasversale che coinvolgono strutture esterne al proprio
settore di competenza.
3. Il Direttore Generale e i Direttori di Dipartimento di
produzione e ricerca determinano con propri atti, nel rispetto della
normativa vigente, degli atti organizzativi generali e degli
indirizzi degli organi di governo, l'esercizio delle attribuzioni dei
titolari dei Servizi e degli Uffici Territoriali.
4. Il Direttore Generale, i Direttori dei Dipartimenti e delle
Direzioni Centrali di produzione e ricerca, in caso di assenza o
impedimento, delegano, in parte o in tutto, le funzioni inerenti ai
propri uffici, rispettivamente, ad uno dei Direttori Centrali e ad
uno dei titolari dei Servizi appartenenti alla struttura di
competenza.
5. I titolari dei Servizi di produzione e ricerca e degli Uffici
Territoriali, in caso di assenza o impedimento, delegano, in parte o
in tutto, le funzioni inerenti ai propri uffici ad uno dei dipendenti
appartenenti ai livelli professionali I, II e III del proprio
Servizio o Ufficio Territoriale.

Art. 10
Direttore Generale

1. Il Direttore Generale, fatti salvi i compiti di cui
all'articolo 16 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modifiche e integrazioni, cura il coordinamento, per gli
aspetti di natura giuridica e amministrativa, delle attivita'
dell'Istituto al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi
e dei risultati stabiliti, fatti salvi i poteri di organizzazione
delle strutture medesime attribuiti ai dirigenti.
2. Il Direttore Generale, oltre alle competenze di cui al
precedente articolo 9, svolge i seguenti compiti:
a) promuove ogni opportuna iniziativa per assicurare idonei
flussi di comunicazione tra le strutture organizzative dell'Istituto;
b) promuove la semplificazione dei procedimenti amministrativi
e l'adozione da parte delle strutture organizzative dell'Istituto di
carte dei servizi interni;
c) formula, di concerto con i Direttori di Dipartimento,
proposte agli organi di governo in materia di amministrazione, di
assetto organizzativo, di fabbisogni e di dotazioni organiche;
d) fornisce agli organi di governo dell'Istituto le
informazioni richieste e la documentazione sull'andamento della
gestione, coordinando ed acquisendo i contributi dei Dipartimenti;
e) promuove e resiste alle liti;
f) convoca e presiede, in assenza del Presidente, il Comitato
di presidenza e la Conferenza dei dirigenti;
g) svolge le funzioni di Segretario del Consiglio.

Art. 11
Accesso, conferimento degli incarichi, selezione, preposizione
e trattamento economico del Direttore Generale, dei Direttori di
Dipartimento, dei Direttori Centrali e dei Dirigenti dei Servizi e
degli Uffici Territoriali

1. Il Direttore Generale e' scelto e preposto all'incarico in
conformita' alle disposizioni di cui all'articolo 19 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modifiche ed
integrazioni, in quanto compatibili, e l'art. 5 comma 2 del decreto
del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n.166. All'incarico
di Direttore Generale puo' essere preposto, ai sensi dell'articolo 5,
comma 1, lettera b) del decreto del Presidente della Repubblica 7
settembre 2010, n. 166, anche un soggetto esterno con particolare
comprovata qualificazione professionale, al quale e' corrisposto un
trattamento economico complessivo determinato con riferimento al
contratto collettivo nazionale di lavoro della dirigenza dell'area
ricerca, nel rispetto del limite degli importi previsti dalla
contrattazione collettiva nell'ambito della pubblica amministrazione,
per lo svolgimento delle medesime funzioni dirigenziali. Qualora
venga nominato Direttore Generale un dipendente di ruolo
dell'Istituto, non appartenente al ruolo dei dirigenti
amministrativi, il dipendente e' collocato fuori ruolo senza assegni
per tutta la durata dell'incarico; al termine e' riammesso nei ruoli
del personale dell'Istituto con la qualifica posseduta all'atto della
nomina; all'anzianita' maturata al momento della nomina a Direttore
Generale si aggiunge per intero quella maturata in tale ultima
posizione. L'incarico di cui al presente comma e' conferito dal
Presidente, sentito il Consiglio, con contratto della durata non
inferiore a tre anni ne' superiore a cinque, salvo deroghe previste
dalla legge, ed e' rinnovabile, nonche' revocabile secondo le
disposizioni normative vigenti.
2. I Direttori delle Direzioni centrali giuridiche ed
amministrative sono scelti e preposti agli uffici in conformita' alle
disposizioni di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 e
successive modifiche ed integrazioni, in quanto compatibili, e
all'art.5, comma 2 del decreto del Presidente della Repubblica 7
settembre, n.166. Qualora venga nominato Direttore di una Direzione
centrale giuridica o amministrativa un dipendente di ruolo
dell'Istituto, non appartenente al ruolo dei dirigenti
amministrativi, il dipendente e' collocato in aspettativa senza
assegni per tutta la durata dell'incarico, con riconoscimento
dell'anzianita' di servizio, in conformita' alle disposizioni del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modifiche e
integrazioni in quanto compatibili. Gli incarichi di cui al presente
comma sono conferiti dal Presidente con contratto della durata non
inferiore a tre anni ne' superiore a cinque, salvo deroghe previste
dalla legge, e sono rinnovabili, nonche' revocabili secondo le
disposizioni normative vigenti. Ai dirigenti preposti alle Direzioni
Centrali giuridiche e amministrative compete il trattamento economico
previsto dalle disposizioni normative e di contrattazione collettiva
applicabili.
3. I dirigenti dei Servizi giuridici e amministrativi sono scelti
tra i dirigenti amministrativi o gli altri soggetti da individuarsi
secondo le disposizioni del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, e successive modifiche ed integrazioni, e il conferimento del
relativo incarico avviene a norma del medesimo decreto, in quanto
compatibili. Essi sono nominati dal Direttore Generale, sentito il
titolare della Direzione Centrale cui appartiene il Servizio. Gli
incarichi di direzione di Servizio sono conferiti con contratto della
durata non inferiore a tre anni ne' superiore a cinque, e sono
rinnovabili. Ai dirigenti preposti ai Servizi giuridici e
amministrativi compete il trattamento economico previsto dalle
disposizioni normative e di contrattazione collettiva applicabili.
Qualora venga nominato dirigente di un Servizio giuridico o
amministrativo un dipendente di ruolo dell'Istituto non appartenente
al ruolo dei dirigenti amministrativi, il dipendente e' collocato in
aspettativa senza assegni per tutta la durata dell'incarico, con
riconoscimento dell'anzianita' di servizio, in conformita' alle
disposizioni del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modifiche e integrazioni in quanto compatibili.
4. L'anzianita' maturata dal personale di ruolo che abbia
ricoperto presso l'Istituto incarichi dirigenziali ai sensi del
precedente ordinamento e dell'articolo 6, comma 4 del decreto del
Presidente della Repubblica 7 settembre 2010 n. 166 per una durata di
almeno cinque anni nel medesimo settore, e' considerata requisito
utile ai fini delle partecipazione alle procedure concorsuali di cui
al DPCM emanato ai sensi dell'articolo 28-bis, commi 1 e 3 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Alle procedure concorsuali
per l'accesso alla qualifica dirigenziale di seconda fascia possono
partecipare i soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo
28 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
5. I Direttori dei Dipartimenti e delle Direzioni Centrali di
produzione e ricerca sono selezionati attraverso una valutazione
comparativa dei requisiti culturali, professionali e scientifici e
degli incarichi ricoperti in ambito nazionale e internazionale tra
dirigenti di ricerca, dirigenti tecnologi, dirigenti di
amministrazioni pubbliche, ovvero esperti della materia. Gli
incarichi di cui al presente comma sono conferiti dal Presidente con
apposito contratto individuale di lavoro di durata non superiore a
tre anni rinnovabili e retribuiti mediante un compenso da
determinarsi secondo le modalita' di cui all'art. 4, comma 4 lettera
f), con riferimento al contratto collettivo di lavoro della dirigenza
nell'area della ricerca.
6. Qualora venga nominato Direttore di Dipartimento o
responsabile di una delle Direzioni Centrali di produzione e ricerca
un dipendente di ruolo dell'Istituto, il dipendente e' collocato in
aspettativa senza assegni per tutta la durata dell'incarico, con
riconoscimento dell'anzianita' di servizio. Al termine e' riammesso
nei ruoli del personale dell'Istituto con la qualifica posseduta
all'atto della nomina; all'anzianita' maturata al momento della
nomina a Direttore di Dipartimento o di Direttore Centrale si
aggiunge per intero quella maturata in tale ultima posizione.
7. I titolari dei Servizi di produzione e ricerca e degli Uffici
Territoriali sono selezionati tra gli appartenenti al primo e secondo
livello professionale dell'Istituto e sono nominati dal Direttore del
Dipartimento, sentito il titolare della Direzione Centrale cui
appartiene il Servizio. Gli incarichi di direzione di Servizio sono
conferiti per un massimo di tre anni e sono rinnovabili. Ai dirigenti
preposti ai Servizi di produzione e ricerca compete il trattamento
economico in conformita' alle disposizioni normative e di
contrattazione collettiva applicabili.

Art. 12
Scuola Superiore di Statistica
e di Analisi Sociali ed Economiche

1. La "Scuola Superiore di Statistica e di Analisi Sociali ed
Economiche", nel rispetto dei principi e delle disposizioni dettati
dal regolamento CE n. 223/2009 ed al fine di assicurare statistiche
armonizzate e comparabili a livello internazionale provvede, ai sensi
dell'art. 5, comma 1 lettera f) del decreto del Presidente della
Repubblica 7 settembre 2010, n. 166 e dell'articolo 6, comma 3 del
decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419:
a) alla formazione dei responsabili di uffici dirigenziali
dell'Istituto, attraverso l'organizzazione delle attivita' di
reclutamento, in raccordo con la "Scuola Superiore della Pubblica
Amministrazione" e con la "Scuola Superiore dell'Economia e delle
Finanze", e di corsi di formazione iniziale e avanzata diretti alla
qualificazione e all'aggiornamento professionale dei responsabili di
uffici dirigenziali. I corsi di formazione per la preposizione alle
posizioni dirigenziali di prima fascia e tecniche generali possono
prevedere lo svolgimento di periodi all'estero la cui durata, che non
puo' comunque eccedere i 6 mesi, anche non continuativi, nell'arco di
un triennio, e' collegata al progetto applicativo concernente
l'innovazione nel settore della statistica ufficiale o in materie
collegate;
b) all'attivita' di formazione e qualificazione professionale
del personale dell'Istat e delle pubbliche amministrazioni, degli
operatori e degli addetti al Sistema statistico nazionale, e di altri
soggetti pubblici e privati.
2. La "Scuola Superiore di Statistica e di Analisi Sociali ed
Economiche" fornisce annualmente apposita comunicazione al
Dipartimento della Funzione Pubblica ed alla "Scuola Superiore della
Pubblica Amministrazione" del proprio piano di formazione ed opera in
collegamento con la "Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione"
e con la "Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze", con altre
Scuole per la formazione dei dipendenti delle amministrazioni
pubbliche, nonche' con altre istituzioni universitarie e scientifiche
nazionali, europee e internazionali. L'attivita' formativa della
Scuola e' organizzata anche tenendo conto dei programmi e gli
indirizzi degli altri Istituti di statistica dell'Unione europea e
internazionali e dei principi stabiliti dal decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, e successive modifiche e integrazioni.
3. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 14, comma 1 e comma
3, l'accesso alla qualifica dirigenziale per la preposizione alle
strutture giuridiche ed amministrative e' disciplinato dagli articoli
28 e 28-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 attraverso
le attivita' di reclutamento organizzate dalla Scuola ai sensi del
presente articolo e consistenti in corso-concorso ovvero in prove
teorico-pratiche volte all'accertamento delle qualita' gestionali
richieste.

Art. 13
Consulenti esterni - Gruppi di lavoro - Commissioni

1. Gli organi di governo dell'Istituto, entro i limiti delle
apposite previsioni di spesa, possono avvalersi di esperti esterni di
alta qualificazione per progetti di importanza strategica per
l'Istituto o per lo studio di particolari problemi, quando non sia
possibile servirsi del personale interno, secondo procedure stabilite
dall'art. 7 commi 6 e seguenti del D.lgs 165/2001. Resta ferma la
facolta' di avvalersi di professionisti esterni per specifici
incarichi professionali.
2. Il Presidente puo' costituire con proprio provvedimento gruppi
di lavoro e commissioni, comprese quelle per il reclutamento,
chiamandone a far parte esperti esterni.
3. Il Direttore Generale e i Direttori dei Dipartimenti,
nell'ambito delle proprie competenze e nei limiti delle risorse
assegnate, hanno facolta' di affidare, per motivate ragioni,
specifici incarichi di consulenza.
4. Gli incarichi di cui al presente articolo sono affidati nel
rispetto dei limiti stabiliti dalle normative in materia di finanza
pubblica.

Art. 14
Entrata in vigore - Norme di prima attuazione
e transitorie - Abrogazioni

1. In sede di prima attuazione del decreto del Presidente della
Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, e nel rispetto dei limiti
temporali di cui all'articolo 6, comma 4 del medesimo decreto e al
successivo comma 3 del presente articolo, nonche' dei vincoli dettati
dalla pianta organica allegata al presente regolamento, entro novanta
giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento si provvede:
a) ai fini del primo inquadramento nel ruolo dei dirigenti di
seconda fascia e della loro preposizione ai Servizi giuridici e
amministrativi, all'avvio di apposite procedure concorsuali pubbliche
per titoli ed esami consistenti in due prove teorico-pratiche e
colloquio volte all'accertamento delle specifiche professionalita'
richieste con particolare riguardo alle necessarie competenze
gestionali in ambito giuridico, amministrativo e contabile con
riserva di posti, nel limite del cinquanta per cento, in favore del
personale di ruolo che abbia ricoperto presso l'Istituto incarichi
dirigenziali nel precedente ordinamento per una durata di almeno tre
anni nel medesimo settore. Ai fini della valutazione dei titoli, sono
valutabili i soli titoli attinenti alle funzioni del profilo
professionale oggetto di concorso, nonche' quelli riguardanti il
funzionamento dei settori giuridico-amministrativi e scientifici di
interesse istituzionale dell'ente. Sono ammessi a sostenere gli esami
i soli candidati che abbiano conseguito, in sede di valutazione dei
titoli, il punteggio minimo stabilito dal bando di concorso. Nel caso
in cui le domande di partecipazione dovessero superare il quintuplo
dei posti messi a concorso, l'Istat potra' procedere ad una
preselezione consistente nella soluzione di quesiti a risposta
multipla predeterminata riguardante le materie delle prove
concorsuali;
b) ai fini dell'inquadramento nel ruolo dei dirigenti di prima
fascia, nei limiti delle percentuali previste dalla normativa
vigente, e della loro preposizione alla Direzioni Centrali giuridiche
e amministrative, all'avvio di apposite procedure concorsuali
pubbliche per titoli ed esami consistenti in due prove scritte e una
prova orale volte all'accertamento delle specifiche professionalita'
richieste. Ai sensi dell'articolo 6, comma 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, alle procedure
concorsuali possono partecipare, oltre ai soggetti di cui al DPCM
emanato ai sensi dell'articolo 28-bis, commi 1 e 3 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, anche il personale di ruolo che
abbia ricoperto presso l'Istituto incarichi dirigenziali ai sensi del
precedente ordinamento e dell'articolo 6, comma 4 del decreto del
Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, per una durata
di almeno cinque anni nel medesimo settore.
2. L'Istituto provvede ad assumere i vincitori dei concorsi di
cui alle lettere a) e b), comma 1 del presente articolo nel rispetto
dei limiti di cui all'articolo 6, comma 4 del decreto del Presidente
della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166 e al successivo comma 3 del
presente articolo. Le assunzioni di cui al presente comma sono
disposte in conformita' alla vigente normativa in materia di finanza
pubblica e di turn-over considerati, ai fini del calcolo, i soli
differenziali retributivi nel caso di assunzione di personale
vincitore gia' di ruolo dell'Istituto.
3. Al fine di garantire la continuita' e la funzionalita'
dell'Istituto nelle more dell'espletamento delle procedure
concorsuali di cui al comma 1 lettere a) e b), il Presidente puo'
conferire incarichi dirigenziali a tempo determinato, ai sensi del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 e del decreto del Presidente
della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, cui corrisponde un
trattamento giuridico ed economico complessivo determinato con
riferimento al contratto collettivo nazionale di lavoro della
dirigenza dell'area ricerca, per gli uffici e i servizi giuridici e
amministrativi di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b) del decreto
del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, per una
durata non superiore a 18 mesi, a personale di ruolo dell'Istituto in
possesso delle specifiche qualita' professionali richieste ovvero, in
mancanza di queste ultime, di altre amministrazioni pubbliche. Tali
contratti possono essere rinnovati una sola volta per ulteriori 12
mesi, per assicurare la funzionalita' dell'Istituto fino alla
conclusione delle procedure concorsuali. Qualora vengano preposti a
tali strutture dipendenti di ruolo dell'Istituto, sono collocati in
aspettativa senza assegni per tutta la durata dell'incarico, con
riconoscimento dell'anzianita' di servizio; al termine sono riammessi
nei ruoli del personale dell'Istituto.
4. Dall'entrata in vigore del presente regolamento il
conferimento degli incarichi di cui all'art. 11 comma 5 avviene
secondo le modalita' previste dal presente regolamento.
5. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, e'
abrogato il preesistente regolamento di organizzazione con annesso
disegno organizzativo e relativa pianta organica. Il richiamo
all'articolo 3 comma 4, lettera f) del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 1 agosto 2000, operato dall'articolo 5 comma
1, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre
2010, n.166 e' da intendersi riferito all'articolo 4, comma 4 lettera
f) del presente regolamento.
6. Il presente regolamento con la relativa pianta organica
allegata, entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale.

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Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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