Comune di Jesi Rete civica Aesinet

Gazzetta Ufficiale N. 156 del 6 Luglio 2012

DECRETO-LEGGE 6 luglio 2012 , n. 95

Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini. (12G0117)

Titolo I
Disposizioni di carattere generale

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare
disposizioni, nell'ambito dell'azione del Governo volta all'analisi
ed alla revisione della spesa pubblica, per la razionalizzazione
della stessa, attraverso la riduzione delle spese per acquisti di
beni e servizi, garantendo al contempo l'invarianza dei servizi ai
cittadini, nonche' per garantire il contenimento e la stabilizzazione
della finanza pubblica, anche attraverso misure volte a garantire la
razionalizzazione, l'efficienza e l'economicita' dell'organizzazione
degli enti e degli apparati pubblici;
Ritenuta altresi' la straordinaria necessita' ed urgenza di
sospendere l'incremento dell'imposta sul valore aggiunto, gia'
disposto dal decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, nonche' di
garantire le necessarie risorse per la prosecuzione di interventi
indifferibili;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 5 luglio 2012;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro
dell'economia e delle finanze e del Ministro per i rapporti con il
Parlamento;


EMANA

il seguente decreto-legge:


Art. 1.

Riduzione della spesa per l'acquisto di beni e servizi e trasparenza
delle procedure

1. I contratti stipulati in violazione dell'articolo 26, comma 3
della legge 23 dicembre 1999, n. 488 ed i contratti stipulati in
violazione degli obblighi di approvvigionarsi attraverso gli
strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A. sono
nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di
responsabilita' amministrativa. Ai fini della determinazione del
danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo,
ove indicato, dei detti strumenti di acquisto e quello indicato nel
contratto. Non sono comunque nulli i contratti stipulati tramite
altra centrale di committenza a condizioni economiche piu'
favorevoli.
2. I criteri di partecipazione alle gare devono essere tali da non
escludere le piccole e medie imprese. Sono pertanto illegittimi i
criteri the fissano, senza congrua motivazione, limiti di accesso
connessi al fatturato aziendale. L'articolo 11, comma 6 del decreto
legge 6 luglio 2011, n. 98 e' abrogato.
3. Le amministrazioni pubbliche obbligate sulla base di specifica
normativa ad approvvigionarsi attraverso le convenzioni di cui
all'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 stipulate da
Consip S.p.A. o dalle centrali di committenza regionali costituite ai
sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n.
296 possono procedere, qualora la convenzione non sia ancora
disponibile e in caso di motivata urgenza, allo svolgimento di
autonome procedure di acquisto dirette alla stipula di contratti
aventi durata e misura strettamente necessaria e sottoposti a
condizione risolutiva nel caso di disponibilita' della detta
convenzione.
4. Al comma 3 bis dell'articolo 33 del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163 e' aggiunto infine il seguente periodo: "In alternativa,
gli stessi Comuni possono effettuare i propri acquisti attraverso gli
strumenti elettronici di acquisto gestiti da altre centrali di
committenza di riferimento, ivi comprese le convenzioni di cui
all'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 e ed il mercato
elettronico della pubblica amministrazione di cui all'articolo 328
del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207".
5. All'articolo 66, comma 7 del decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163 il secondo periodo e' soppresso.
6. Nell'ambito del Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione
realizzato dal Ministero dell'economia e delle finanze avvalendosi di
Consip S.p.A. possono essere istituite specifiche sezioni ad uso
delle amministrazioni pubbliche che, a tal fine, stipulino appositi
accordi con il Ministero dell'economia e delle finanze e con Consip
S.p.A..
7. Fermo restando quanto previsto con riferimento alle
amministrazioni statali all'articolo 1, comma 449 e comma 450 della
legge 27 dicembre 2006, n. 296 e all'articolo 2, comma 574 della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, quale misura di coordinamento della
finanza pubblica, le amministrazioni pubbliche e le societa' inserite
nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi
dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, a totale
partecipazione pubblica diretta o indiretta, sono tenute ad
approvvigionarsi di beni e di servizi attraverso gli strumenti di
acquisto e di negoziazione messi a disposizione da Consip S.p.A. e
dalle centrali di committenza regionali di riferimento costituite ai
sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, relativamente alle seguenti categorie merceologiche: energia
elettrica, gas, carburanti rete e carburanti extra-rete, combustibili
per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile.
8. I contratti stipulati in violazione del precedente comma 7 sono
nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di
responsabilita' amministrativa; ai fini della determinazione del
danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo,
ove indicato, degli strumenti di acquisto di cui al precedente comma
7 e quello indicato nel contratto.
9. Con decreti del Ministero dell'economia e delle finanze, sentita
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano sono individuate, tenendo
conto del grado di standardizzazione dei beni e dei servizi, del
livello di aggregazione della relativa domanda, delle caratteristiche
del mercato e della rilevanza del valore complessivo stimato
ulteriori categorie merceologiche per le quali si applicano i
precedenti commi 7 e 8.
10. Le centrali di committenza danno comunicazione al commissario
straordinario di cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 52 del 2012
ed a Consip s.p.a. dell'avvenuta stipula dei contratti quadro e delle
convenzioni.
11. Il Commissario straordinario di cui all'articolo 1 del
decreto-legge n. 52 del 2012 istituisce tramite Consip s.p.a., senza
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, un elenco
delle centrali di committenza. Consip pubblica i dati relativi ai
contratti ed alle convenzioni di cui al comma precedente. Con decreto
di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle
finanze sono stabilite le modalita' di attuazione del presente comma.
12. L'aggiudicatario delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. e
dalle centrali di committenza regionali ai sensi dell'articolo 26,
comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488 puo' offrire a Consip
S.p.A. e alle centrali di committenza regionali, nel corso della
durata della rispettiva convenzione e dei relativi contratti
attuativi, una riduzione delle condizioni economiche previste nella
convenzione che trovera' applicazione nei relativi contratti
attuativi stipulati e stipulandi a far data da apposita comunicazione
che Consip S.p.A. e le centrali di committenza pubblicano sui
relativi portali previa verifica dell'effettiva riduzione.
13. Le amministrazioni pubbliche che abbiano validamente stipulato un
contratto di fornitura o di servizi hanno diritto di recedere in
qualsiasi tempo dal contratto, previa formale comunicazione
all'appaltatore con preavviso non inferiore a quindici giorni e
previo pagamento delle prestazioni gia' eseguite oltre al decimo
delle prestazioni non ancora eseguite, nel caso in cui, tenuto conto
anche dell'importo dovuto per le prestazioni non ancora eseguite, i
parametri delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. ai sensi
dell'articolo 26, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488
successivamente alla stipula del predetto contratto siano
migliorativi rispetto a quelli del contratto stipulato e
l'appaltatore non acconsenta ad una modifica, proposta da Consip
s.p.a., delle condizioni economiche tale da rispettare il limite di
cui all'articolo 26, comma 3 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
Ogni patto contrario alla presente disposizione e' nullo. Il diritto
di recesso si inserisce automaticamente nei contratti in corso ai
sensi dell'articolo 1339 c.c., anche in deroga alle eventuali
clausole difformi apposte dalle parti. Nel caso di mancato esercizio
del detto diritto di recesso l'amministrazione pubblica ne da'
comunicazione alla Corte dei conti, entro il 30 giugno di ogni anno,
ai fini del controllo successivo sulla gestione del bilancio e del
patrimonio di cui all'articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio
1994, n. 20.
14. Fermo restando quanto previsto all'articolo 26 della legge 23
dicembre 1999, n. 488, Consip S.p.A. e le centrali di committenza
regionali costituite ai sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge
27 dicembre 2006, n. 296 possono stipulare convenzioni di cui
all'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 aventi durata
fino al 30 giugno 2013 con gli operatorie economici che abbiano
presentato le prime tre offerte ammesse nelle relative procedure e
che offrano condizioni economiche migliorative tali da determinare il
raggiungimento del punteggio complessivo attributo all'offerta
presentata dall'aggiudicatario della relativa procedura.
15. Con riferimento alle convenzioni di cui all'articolo 26 della
legge 23 dicembre 1999, n. 488 alle quali, alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto legge, sia
possibile ricorrere nonche' con riferimento alle convenzioni di cui
all'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 nel caso in cui
le relative procedure risultino aggiudicate alla data del 31 dicembre
2012, le quantita' ovvero gli importi massimi complessivi ivi
previsti sono incrementati in misura pari alla quantita' ovvero
all'importo originario, fatta salva la facolta' di recesso
dell'aggiudicatario da esercitarsi entro 30 giorni, rispettivamente,
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto legge e dalla comunicazione dell'aggiudicazione.
16. La durata delle convenzioni di cui al precedente comma 15 e'
prorogata fino al 30 giugno 2013, ferma restando la maggiore durata
prevista nelle condizioni contrattuali. L'aggiudicatario ha facolta'
di recesso, da esercitarsi secondo le modalita' di cui al precedente
comma 15
17. Il Ministero dell'economia e delle finanze per il tramite della
Consip S.p.A. cura lo sviluppo e la gestione del sistema informatico
di eprocurement realizzato a supporto del Programma di
razionalizzazione degli acquisti, anche al fine di garantire quanto
previsto al successivo comma 18.
18. Consip S.p.A. puo' disporre, sulla base di apposite Convenzioni
con il Ministero dell'economia e delle finanze, del sistema
informatico di eprocurement di cui al comma 17 per l'effettuazione
delle procedure che la medesima svolge in qualita' di centrale di
committenza a favore delle pubbliche amministrazioni.
19. Al fine di migliorare l'efficienza, la rapidita' e la trasparenza
dei processi di dismissione nonche' diminuirne i relativi costi, il
Ministero dell'economia e delle finanze, avvalendosi di Consip
S.p.A., realizza un Programma per l'efficientamento delle procedure
di dismissione di beni mobili ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 189, del decreto del Presidente
della Repubblica 13 novembre 2002, n. 254 e del decreto legislativo
15 marzo 2010, n. 66 e della normativa vigente, anche mediante
l'impiego di strumenti telematici.
20. Nell'ambito delle risorse derivanti dalle procedure di
alienazione di cui al precedente comma, con decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze di natura non regolamentare da emanarsi
entro 90 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, sono
stabilite le modalita' di finanziamento del Programma senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica nonche' le modalita' di
versamento di dette somme all'entrata del bilancio dello Stato per la
riassegnazione ai pertinenti programmi dello stato di previsione dei
Ministeri interessati di una quota pari ad almeno l'80% dei proventi
delle dismissioni, per la destinazione a progetti innovativi
dell'amministrazione che effettua la dismissione.
21. Le amministrazioni centrali dello Stato assicurano a decorrere
dall'anno 2012 una riduzione delle spese per acquisto di beni e
servizi per gli importi indicati nell'allegato 1 del presente
decreto. I predetti importi sono accantonati e resi indisponibili nei
singoli stati di previsione della spesa di ciascun Ministero
relativamente alle dotazioni di competenza e cassa. Gli
accantonamenti sono effettuati in relazione alle disponibilita'
finanziarie dei capitoli interessati.
22. Entro il 10 settembre i Ministri competenti possono proporre una
differente ripartizione della riduzione loro assegnata nell'ambito
degli stanziamenti relativi alle spese di cui al comma 21.
23. Agli enti del servizio sanitario nazionale non si applicano le
disposizioni di cui al presente articolo, salvo quanto previsto dai
commi 5 e 24.
24. All'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, dopo la lettera l-bis) sono aggiunte le seguenti: "l-ter)
forniscono le informazioni richieste dal soggetto competente per
l'individuazione delle attivita' nell'ambito delle quali e' piu'
elevato il rischio corruzione e formulano specifiche proposte volte
alla prevenzione del rischio medesimo.
l-quater) provvedono al monitoraggio delle attivita' nell'ambito
delle quali e' piu' elevato il rischio corruzione svolte nell'ufficio
a cui sono preposti, disponendo, con provvedimento motivato, la
rotazione del personale nei casi di avvio di procedimenti penali o
disciplinari per condotte di natura corruttiva.".
25. All'articolo 11, comma 12, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, le parole:
"Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato" sono sostituite
dalle seguenti: "Dipartimento dell'amministrazione generale, del
personale e dei servizi".
26. Il ministero della giustizia adotta misure volte alla
razionalizzazione, rispettivamente, dei costi dei servizi di
intercettazione telefonica, in modo da assicurare risparmi non
inferiori ad 20 milioni di euro per l'anno 2012 ed euro 40 a
decorrere dall'anno 2013, della distribuzione sul territorio degli
uffici giudiziari, in termini di minori contributi ai comuni per le
spese di funzionamento dei suddetti uffici, assicurando risparmi non
inferiori ad euro 35 milioni per l'anno 2012 ed euro 70 milioni a
decorrere dall'anno 2013, nonche' delle procedure di acquisto dei
beni e servizi, ivi inclusi quelli relativi al personale del corpo di
polizia penitenziaria, assicurando risparmi non inferiori per euro 5
milioni per l'anno 2012 ed euro 10 milioni a decorrere dall'anno 2013
I predetti risparmi concorrono al raggiungimento degli obiettivi di
cui al comma 21.

Titolo I
Disposizioni di carattere generale

Art. 2.

Riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni

1. Gli uffici dirigenziali e le dotazioni organiche delle
amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle
agenzie, degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca,
nonche' degli enti pubblici di cui all'articolo 70, comma 4, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni
ed integrazioni sono ridotti, con le modalita' previste dal comma 5,
nella seguente misura:
a) gli uffici dirigenziali, di livello generale e di livello non
generale e le relative dotazioni organiche, in misura non inferiore,
per entrambe le tipologie di uffici e per ciascuna dotazione, al 20
per cento di quelli esistenti;
b) le dotazioni organiche del personale non dirigenziale,
apportando un'ulteriore riduzione non inferiore al 10 per cento della
spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico di tale
personale. Per gli enti di ricerca la riduzione di cui alla presente
lettera si riferisce alle dotazioni organiche del personale non
dirigenziale, esclusi i ricercatori ed i tecnologi.
2. Le riduzioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 si applicano
agli uffici e alle dotazioni organiche risultanti a seguito
dell'applicazione dell'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13
agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148 per le amministrazioni destinatarie; per le
restanti amministrazioni si prendono a riferimento gli uffici e le
dotazioni previsti dalla normativa vigente.
3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta
del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia
e delle finanze, il totale generale degli organici delle forze armate
e' ridotto in misura non inferiore al 10 per cento. Con il predetto
decreto e' rideterminata la ripartizione dei volumi organici di cui
all'articolo 799 del decreto legislativo n. 66 del 2010. Al personale
in eccedenza si applicano le disposizioni di cui al comma 11 lettere
da a) a d) del presente articolo; il predetto personale, ove non
riassorbibile in base alle predette disposizioni, e' collocato in
aspettativa per riduzione quadri ai sensi e con le modalita' di cui
agli articoli 906 e 909, ad eccezione dei commi 4 e 5, del decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66.
4. Per il comparto scuola e AFAM continuano a trovare applicazione le
specifiche discipline di settore.
5. Alle riduzioni di cui al comma 1 si provvede, con uno o piu'
decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare entro
il 31 ottobre 2012, su proposta del Ministro per la pubblica
amministrazione e la semplificazione, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze considerando che le medesime riduzioni
possono essere effettuate selettivamente, anche tenendo conto delle
specificita' delle singole amministrazioni, in misura inferiore alle
percentuali ivi previste a condizione che la differenza sia
recuperata operando una maggiore riduzione delle rispettive dotazioni
organiche di altra amministrazione.
6. Le amministrazioni per le quali non siano stati emanati i
provvedimenti di cui al comma 5 entro il 31 ottobre 2012 non possono,
a decorrere dalla predetta data, procedere ad assunzioni di personale
a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto. Fino all'emanazione dei
provvedimenti di cui al comma 5 le dotazioni organiche sono
provvisoriamente individuate in misura pari ai posti coperti alla
data di entrata in vigore del presente decreto; sono fatte salve le
procedure concorsuali e di mobilita' nonche' di conferimento di
incarichi ai sensi dell'articolo 19, commi 5-bis, del decreto
legislativo n. 165 del 2001 e le procedure per il rinnovo degli
incarichi.
7. Sono escluse dalla riduzione del comma 1 le strutture e il
personale del comparto sicurezza e del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco, il personale amministrativo operante presso gli uffici
giudiziari, il personale di magistratura. Sono altresi' escluse le
amministrazioni interessate dalla riduzione disposta con il
decreto-legge 27 giugno 2012, n. 87, recante "Misure urgenti in
materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del
patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell'amministrazione
economico-finanziaria, nonche' misure di rafforzamento del patrimonio
delle imprese del settore bancario", pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale del 27 giugno 2012, n. 148, nonche' la Presidenza del
Consiglio dei Ministri che ha provveduto alla riduzione con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 15 giugno 2012.
8. Per il personale degli enti locali si applicano le disposizioni di
cui all'articolo 16, comma 8.
9. Restano ferme le vigenti disposizioni in materia di limitazione
delle assunzioni.
10. Entro sei mesi dall'adozione dei provvedimenti di cui al comma 5
le amministrazioni interessate adottano i regolamenti di
organizzazione, secondo i rispettivi ordinamenti, applicando misure
volte:
a) alla concentrazione dell'esercizio delle funzioni
istituzionali, attraverso il riordino delle competenze degli uffici
eliminando eventuali duplicazioni;
b) alla riorganizzazione degli uffici con funzioni ispettive e di
controllo;
c) alla rideterminazione della rete periferica su base regionale o
interregionale;
d) all'unificazione, anche in sede periferica, delle strutture che
svolgono funzioni logistiche e strumentali, compresa la gestione del
personale e dei servizi comuni;
e) alla conclusione di appositi accordi tra amministrazioni per
l'esercizio unitario delle funzioni di cui alla lettera d),
ricorrendo anche a strumenti di innovazione amministrativa e
tecnologica e all'utilizzo congiunto delle risorse umane;
f) alla tendenziale eliminazione degli incarichi di cui
all'articolo 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165.
11. Per le unita' di personale eventualmente risultanti in
soprannumero all'esito delle riduzioni previste dal comma 1, le
amministrazioni, fermo restando per la durata del soprannumero il
divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, compresi i
trattenimenti in servizio, avviano le procedure di cui all'articolo
33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, adottando, ai fini
di quanto previsto dal comma 5 dello stesso articolo 33, le seguenti
procedure e misure in ordine di priorita':
a) applicazione, ai lavoratori che risultino in possesso dei
requisiti anagrafici e contributivi i quali, ai fini del diritto
all'accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico in base
alla disciplina vigente prima dell'entrata in vigore dell'articolo 24
del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, avrebbero
comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro il 31
dicembre 2014, dei requisiti anagrafici e di anzianita' contributiva
nonche' del regime delle decorrenze previsti dalla predetta
disciplina pensionistica, con conseguente richiesta all'ente di
appartenenza della certificazione di tale diritto. Si applica, senza
necessita' di motivazione, l'articolo 72, comma 11, del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133. Ai fini della liquidazione del trattamento di
fine rapporto comunque denominato, per il personale di cui alla
presente lettera:
1) che ha maturato i requisiti alla data del 31 dicembre 2011
il trattamento di fine rapporto medesimo sara' corrisposto al momento
della maturazione del diritto alla corresponsione dello stesso sulla
base di quanto stabilito dall'articolo 1, commi 22 e 23, del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;
2) che matura i requisiti indicati successivamente al 31
dicembre 2011 in ogni caso il trattamento di fine rapporto sara'
corrisposto al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto
alla corresponsione dello stesso secondo le disposizioni
dell'articolo 24 del citato decreto-legge n. 201 del 2011 e sulla
base di quanto stabilito dall'articolo 1, comma 22, del decreto-legge
13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148;
b) predisposizione, entro il 31 dicembre 2012, di una previsione
delle cessazioni di personale in servizio, tenuto conto di quanto
previsto dalla lettera a) del presente comma, per verificare i tempi
di riassorbimento delle posizioni soprannumerarie;
c) individuazione dei soprannumeri non riassorbibili entro due
anni a decorrere dal 1° gennaio 2013, al netto dei collocamenti a
riposo di cui alla lettera a);
d) in base alla verifica della compatibilita' e coerenza con gli
obiettivi di finanza pubblica e del regime delle assunzioni, in
coerenza con la programmazione del fabbisogno, avvio di processi di
mobilita' guidata, anche intercompartimentale, intesi alla
ricollocazione, presso uffici delle amministrazioni di cui al comma 1
che presentino vacanze di organico, del personale non riassorbibile
secondo i criteri del collocamento a riposo da disporre secondo la
lettera a). I processi di cui alla presente lettera sono disposti,
previo esame con le organizzazioni sindacali che deve comunque
concludersi entro trenta giorni, mediante uno o piu' decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministeri
competenti e con il Ministro dell'economia e delle finanze.. Il
personale trasferito mantiene il trattamento economico fondamentale
ed accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative,
corrisposto al momento del trasferimento nonche' l'inquadramento
previdenziale. Nel caso in cui il predetto trattamento economico
risulti piu' elevato rispetto a quello previsto e' attribuito per la
differenza un assegno ad personam riassorbibile con i successivi
miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. Con lo stesso
decreto e' stabilita un'apposita tabella di corrispondenza tra le
qualifiche e le posizioni economiche del personale assegnato;
e) definizione, previo esame con le organizzazioni sindacali che
deve comunque concludersi entro trenta giorni, di criteri e tempi di
utilizzo di forme contrattuali a tempo parziale del personale non
dirigenziale di cui alla lettera c) che, in relazione alla maggiore
anzianita' contribuiva, e' dichiarato in eccedenza, al netto degli
interventi di cui alle lettere precedenti. I contratti a tempo
parziale sono definiti in proporzione alle eccedenze, con graduale
riassorbimento all'atto delle cessazioni a qualunque titolo ed in
ogni caso portando a compensazione i contratti di tempo parziale del
restante personale.
12. Per il personale non riassorbibile nei tempi e con le modalita'
di cui al comma 11, le amministrazioni dichiarano l'esubero, comunque
non oltre il 30 giugno 2013. Il periodo di 24 mesi di cui al comma 8
dell'articolo 33 del decreto legislativo n. 165 del 2001 puo' essere
aumentato fino a 48 mesi laddove il personale collocato in
disponibilita' maturi entro il predetto arco temporale i requisiti
per il trattamento pensionistico.
13. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della
funzione pubblica avvia un monitoraggio dei posti vacanti presso le
amministrazioni pubbliche e redige un elenco, da pubblicare sul
relativo sito web. Il personale iscritto negli elenchi di
disponibilita' puo' presentare domanda di ricollocazione nei posti di
cui al medesimo elenco e le amministrazioni pubbliche sono tenute ad
accogliere le suddette domande individuando criteri di scelta nei
limiti delle disponibilita' in organico, fermo restando il regime
delle assunzioni previsto mediante reclutamento. Le amministrazioni
che non accolgono le domande di ricollocazione non possono procedere
ad assunzioni di personale.
14. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche in
caso di eccedenza dichiarata per ragioni funzionali o finanziarie
dell'amministrazione.
15. Fino alla conclusione dei processi di riorganizzazione di cui al
presente articolo e comunque non oltre il 31 dicembre 2015 sono
sospese le modalita' di reclutamento previste dall'articolo 28-bis
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
16. Per favorire i processi di mobilita' di cui al presente articolo
le amministrazioni interessate possono avviare percorsi di formazione
nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili
17. Nell'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, le parole "fatta salva la sola informazione ai sindacati, ove
prevista nei contratti di cui all'articolo 9" sono sostituite dalle
seguenti: "fatte salve la sola informazione ai sindacati per le
determinazioni relative all'organizzazione degli uffici ovvero di
esame congiunto per le misure riguardanti i rapporti di lavoro, ove
previste nei contratti di cui all'articolo 9".
18. Nell'art. 6, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165:
a) le parole "previa consultazione delle organizzazioni sindacali
rappresentative" sono sostituite dalle seguenti: "previa
informazione, preventiva o successiva, delle organizzazioni sindacali
rappresentative ove prevista nei contratti di cui all'articolo 9 ".
b) dopo il primo periodo, sono inseriti i seguenti: "Nei casi in
cui processi di riorganizzazione degli uffici comportano
l'individuazione di esuberi o l'avvio di processi di mobilita', al
fine di assicurare obiettivita' e trasparenza, le pubbliche
amministrazioni sono tenute a darne informazione, ai sensi
dell'articolo 33, alle organizzazioni sindacali rappresentative del
settore interessato e ad avviare con le stesse un esame sui criteri
per l'individuazione degli esuberi o sulle modalita' per i processi
di mobilita'. Decorsi trenta giorni dall'avvio dell'esame, in assenza
dell'individuazione di criteri e modalita' condivisi, la pubblica
amministrazione procede alla dichiarazione di esubero e alla messa in
mobilita'".
19. Nelle more della disciplina contrattuale successiva all'entrata
in vigore del presente decreto e' comunque dovuta l'informazione alle
organizzazioni sindacali su tutte le materie oggetto di
partecipazione sindacale previste dai vigenti contratti collettivi.
20. In attuazione del taglio del 20% operato sulle dotazioni
organiche dirigenziali di I e II fascia della Presidenza del
Consiglio dei ministri, al fine di riorganizzare le strutture della
stessa Presidenza sulla base di criteri di economicita' e rigoroso
contenimento della spesa, gli incarichi di I e II fascia conferiti ai
sensi dell'articolo 19, commi 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e successive modificazioni, cessano alla data del 1°
ottobre 2012 e non sono rinnovabili, mentre quelli conferiti ai sensi
del comma 6 del medesimo articolo 19 cessano alla scadenza
dell'attuale mandato governativo, ovvero se antecedente alla data
stabilita nel decreto di conferimento dell'incarico.

Titolo I
Disposizioni di carattere generale

Art. 3.

Razionalizzazione del patrimonio pubblico e riduzione dei costi per
locazioni passive

1. In considerazione dell'eccezionalita' della situazione economica e
tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli
obiettivi di contenimento della spesa pubblica, a decorrere dalla
data di entrata in vigore del presente provvedimento, per gli anni
2012, 2013 e 2014, l'aggiornamento relativo alla variazione degli
indici ISTAT, previsto dalla normativa vigente non si applica al
canone dovuto dalle amministrazioni inserite nel conto economico
consolidato della pubblica amministrazione, come individuate
dall'Istituto nazionale di statistica ai sensi dell'articolo 1, comma
3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonche' dalle Autorita'
indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le societa' e
la borsa (Consob) per l'utilizzo in locazione passiva di immobili per
finalita' istituzionali.
2. Al Decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n.
296 sono apportate le seguenti modifiche:
a) all'articolo 10, lett. b) le parole «relativamente agli
immobili dello Stato destinati esclusivamente a servizi per la
realizzazione del diritto agli studi universitari, ai sensi
dell'articolo 21 della legge 2 dicembre 1991, n. 390;» sono
sostituite dalle seguenti «nonche' gli enti locali di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, relativamente agli immobili agli
stessi in uso per finalita' istituzionali;»
b) all'articolo 10, la lett. d) e' abrogata
c) all'articolo 11, la lett. a) e' abrogata
All'articolo 1, comma 439, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) le parole «di enti locali territoriali e» sono soppresse
b) dopo le parole «immobili di proprieta' degli stessi enti.» e'
aggiunto il seguente periodo: «Le Regioni e gli enti locali di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, concedono alle
Amministrazioni dello Stato, per le finalita' istituzionali di queste
ultime, l'uso gratuito di immobili di loro proprieta'.»
3. Per i contratti in corso alla data di entrata in vigore del
presente decreto, le regioni e gli enti locali hanno facolta' di
recedere dal contratto, entro il 31 dicembre 2012, anche in deroga ai
termini di preavviso stabiliti dal contratto.
4. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, con riferimento ai
contratti di locazione passiva aventi ad oggetto immobili a uso
istituzionale stipulati dalle Amministrazioni centrali, come
individuate dall'Istituto nazionale di statistica ai sensi
dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
nonche' dalle Autorita' indipendenti ivi inclusa la Commissione
nazionale per le societa' e la borsa (Consob) i canoni di locazione
sono ridotti a decorrere dal 1° gennaio 2013 della misura del 15 per
cento di quanto attualmente corrisposto. La riduzione del canone di
locazione si inserisce automaticamente nei contratti in corso ai
sensi dell'articolo 1339 c.c., anche in deroga alle eventuali
clausole difformi apposte dalle parti, salvo il diritto di recesso
del locatore. Analoga riduzione si applica anche agli utilizzi in
essere in assenza di titolo alla data di entrata in vigore delle
presenti disposizioni. Il rinnovo del rapporto di locazione e'
consentito solo in presenza e coesistenza delle seguenti condizioni:
a) disponibilita' delle risorse finanziarie necessarie per il
pagamento dei canoni, degli oneri e dei costi d'uso, per il periodo
di durata del contratto di locazione;
b) permanenza per le Amministrazioni delle Stato delle esigenze
allocative in relazione ai fabbisogni espressi agli esiti dei piani
di razionalizzazione di cui ai sensi all'articolo 2, comma 222, della
legge 23 dicembre 2009,n. 191, ai piani di razionalizzazione ove gia'
definiti, nonche' in quelli di riorganizzazione ed accorpamento delle
strutture previste dalle norme vigenti.
5. In mancanza delle condizioni di cui al comma 4, lett. a) e b), i
relativi contratti di locazione sono risolti di diritto alla scadenza
dalle Amministrazioni nei tempi e nei modi ivi pattuiti; le
Amministrazioni individuano in tempo utile soluzioni allocative
alternative economicamente piu' vantaggiose per l'Erario e nel
rispetto delle predette condizioni. Pur in presenza delle risorse
finanziarie necessarie per il pagamento dei canoni, degli oneri e dei
costi d'uso, l'eventuale prosecuzione nell'utilizzo dopo la scadenza
da parte delle Amministrazioni dello Stato comprese nell'elenco di
cui al primo periodo del presente comma e degli enti pubblici
vigilati dai Ministeri degli immobili gia' condotti in locazione, per
i quali la proprieta' ha esercitato il diritto di recesso alla
scadenza come previsto dal secondo periodo del presente comma, deve
essere autorizzata con decreto del Ministro competente d'intesa con
il Ministero dell'Economia e delle Finanze, sentita l'Agenzia del
demanio. Per le altre amministrazioni comprese nell'elenco di cui al
primo periodo del presente comma deve essere autorizzata dall'organo
di vertice dell'Amministrazione e l'autorizzazione e' trasmessa
all'Agenzia del Demanio per la verifica della convenienza tecnica ed
economica. Ove la verifica abbia esito negativo, l'autorizzazione e
gli atti relativi sono trasmessi alla competente Procura regionale
della Corte dei conti.
6. Per i contratti di locazione passiva, aventi ad oggetto immobili
ad uso istituzionale di proprieta' di terzi, di nuova stipulazione a
cura delle Amministrazioni di cui al comma 4, si applica la riduzione
del 15 per cento sul canone congruito dall'Agenzia del Demanio, ferma
restando la permanenza dei fabbisogni espressi ai sensi all'articolo
2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nell'ambito dei
piani di razionalizzazione ove gia' definiti, nonche' in quelli di
riorganizzazione ed accorpamento delle strutture previste dalle norme
vigenti.
7. Le disposizioni del presente comma non si applicano in via diretta
alle regioni e province autonome e agli enti del servizio sanitario
nazionale, per i quali costituiscono disposizioni di principio ai
fini del coordinamento della finanza pubblica.
8. Le presenti disposizioni non trovano applicazione ai fondi comuni
di investimento immobiliare gia' costituiti ai sensi dell'articolo 4
del decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410.
9. All'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, dopo il comma
222, sono aggiunti i seguenti commi:
"222 bis. L'ottimizzazione degli spazi ad uso ufficio e' perseguita
dalle Amministrazioni di cui al precedente comma 222 rapportando gli
stessi alle effettive esigenze funzionali degli uffici e alle risorse
umane impiegate avuto riguardo ad un parametro di riferimento
compreso tra 20 e 25 metri quadrati per addetto. Le Amministrazioni
interessate pongono in essere entro 90 giorni dalla data di
pubblicazione del presente decreto piani di razionalizzazione degli
spazi nel rispetto dei parametri sopraindicati senza nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica. Detti piani devono essere
comunicati all'Agenzia del Demanio. Le medesime Amministrazioni
comunicano al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, il
rapporto mq/addetto scaturente dagli indicati piani di
razionalizzazione dalle stesse predisposti. In caso di nuova
costruzione o di ristrutturazione integrale, il rapporto mq/addetto
e' determinato dall'Agenzia del demanio entro il 31 dicembre 2012.
Una quota parte pari al 15 per cento dei risparmi di spesa conseguiti
dalle singole Amministrazioni ad esito della razionalizzazione degli
spazi e' dalle stesse utilizzata, in sede di predisposizione del
bilancio di previsione per l'anno successivo a quello in cui e' stata
verificata e accertata con decreto del Ministero dell'economia e
delle finanze la sussistenza dei risparmi di spesa conseguiti, per
essere destinati alla realizzazione di progetti di miglioramento
della qualita' dell'ambiente di lavoro e di miglioramento del
benessere organizzativo purche' inseriti nell'ambito dei piani di
razionalizzazione. Nella predisposizione dei piani di ottimizzazione
e razionalizzazione degli spazi dovranno in ogni caso essere tenute
in considerazione le vigenti disposizioni sulla riduzione degli
assetti organizzativi, ivi comprese quelle recate dal presente
decreto. Le presenti disposizioni costituiscono principio a cui le
Regioni e gli Enti locali, negli ambiti di rispettiva competenza,
adeguano i propri ordinamenti.
222-ter. Al fine del completamento del processo di razionalizzazione
e ottimizzazione dell'utilizzo, a qualunque titolo, degli spazi
destinati all'archiviazione della documentazione cartacea, le
Amministrazioni statali procedono entro il 31 dicembre di ogni anno,
con le modalita' di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8
gennaio 2001, n. 37, allo scarto degli atti di archivio. In assenza
di tale attivita' di cui al presente comma le Amministrazioni non
possono essere destinatarie della quota parte dei risparmi di spesa
previsti dal sesto periodo del precedente comma 222 bis. Le predette
Amministrazioni devono comunicare annualmente all'Agenzia del demanio
gli spazi ad uso archivio resisi liberi all'esito della procedura di
cui sopra, per consentire di avviare, ove possibile, un processo di
riunificazione, in poli logistici allo scopo destinati, degli archivi
di deposito delle Amministrazioni".
10. Nell'ambito delle misure finalizzate al contenimento della spesa
pubblica, gli Enti pubblici non territoriali ricompresi nel conto
economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuato dall'ISTAT ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge
31 dicembre 2009, n. 196, fermo restando quanto previsto
dall'articolo 8 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito
con legge 30 luglio 2010, n. 122, comunicano all'Agenzia del demanio,
entro, e non oltre, il 31 dicembre di ogni anno, gli immobili o
porzioni di essi di proprieta' dei medesimi, al fine di consentire la
verifica della idoneita' e funzionalita' dei beni ad essere
utilizzati in locazione passiva dalle Amministrazioni statali per le
proprie finalita' istituzionali. L'Agenzia del Demanio, verificata,
ai sensi e con le modalita' di cui al comma 222 dell'articolo 2 della
legge n. 191 del 2009, la rispondenza dei predetti immobili alle
esigenze allocative delle Amministrazioni dello Stato, ne da'
comunicazione agli Enti medesimi. In caso di inadempimento dei
predetti obblighi di comunicazione, l'Agenzia del Demanio effettua la
segnalazione alla competente procura regionale della Corte dei Conti.
La formalizzazione del rapporto contrattuale avviene, ai sensi del
citato comma 222, con le Amministrazioni interessate, alle quali gli
Enti devono riconoscere canoni ed oneri agevolati, nella misura del
30 per cento del valore locativo congruito dalla competente
Commissione di congruita' dell'Agenzia del demanio di cui
all'articolo 1, comma 479, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
11. All'articolo 306 del codice dell'ordinamento militare di cui al
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, dopo il comma 4 e' inserito
il seguente:
" 4 bis. Al fine di semplificare le procedure di alienazione di cui
ai commi 2 e 3, con decreto del Ministro della Difesa, sottoposto al
controllo preventivo di legittimita' della Corte dei conti, sono
definiti i contenuti essenziali nonche' le eventuali condizioni e
clausole di garanzia dei diritti dello Stato, dei contratti di
compravendita stipulati in forma pubblico amministrativa o notarile,
tra l'amministrazione della Difesa e gli acquirenti. I contratti
producono effetti anticipati dal momento della loro sottoscrizione, e
sono sottoposti esclusivamente al controllo successivo della Corte
dei conti, la quale si pronuncia sulla regolarita', sulla correttezza
e sulla efficacia della gestione".
12. All'articolo 12 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 5 e' sostituito dal seguente: "L'Agenzia del demanio,
al fine di realizzare gli interventi manutentivi di cui al comma 2,
lettere a) e b), stipula accordi quadro, riferiti ad ambiti
territoriali predefiniti, con operatori specializzati nel settore
individuati mediante procedure ad evidenza pubblica anche avvalendosi
di societa' a totale o prevalente capitale pubblico, senza nuovi o
maggiori oneri. L'esecuzione degli interventi manutentivi mediante
tali operatori e' curata, previa sottoscrizione di apposita
convenzione quadro, dalle strutture del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti senza nuovi o maggiori oneri, ovvero,
in funzione della capacita' operativa delle stesse strutture,
dall'Agenzia del demanio. Gli atti relativi agli interventi gestiti
dalle strutture del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
sono sottoposti al controllo degli uffici appartenenti al sistema
delle ragionerie del Dipartimento della Ragioneria Generale dello
Stato, secondo le modalita' previste dal decreto legislativo 30
giugno 2011, n. 123. Gli atti relativi agli interventi gestiti
dall'Agenzia del Demanio sono controllati secondo le modalita'
previste dalla propria organizzazione. Il ricorso agli operatori con
i quali sono stipulati gli accordi quadro e' disposto anche per gli
interventi disciplinati da specifiche previsioni di legge riguardanti
il Ministero della difesa e il Ministero per i beni e le attivita'
culturali. Dell'avvenuta stipula delle convenzioni o degli accordi
quadro e' data immediata notizia sul sito internet dell'Agenzia del
demanio. Al fine di assicurare il rispetto degli impegni assunti con
le convenzioni di cui al presente comma, il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti assicura un'adeguata organizzazione
delle proprie strutture periferiche, in particolare individuando
all'interno dei provveditorati un apposito ufficio dedicato allo
svolgimento delle attivita' affidate dall'Agenzia del demanio e di
quelle previste dall'articolo 12, comma 8, del decreto-legge n. 98
del 2011, dotato di idonee professionalita'." b) al comma 7, prima
delle parole: "restano esclusi dalla disciplina del presente comma i
beni immobili riguardanti il Ministero della difesa" sono aggiunte le
parole "Salvo quanto previsto in relazione all'obbligo di avvalersi
degli accordi quadro di cui al comma 5".
c) al comma 2, lettera d), dopo le parole "gli interventi di
piccola manutenzione" sono aggiunte le parole: "nonche' quelli atti
ad assicurare l'adeguamento alle disposizioni di cui al Decreto
Legislativo 9 aprile 2008, n. 81".
13. L'Agenzia del demanio puo' destinare quota parte dei propri utili
di esercizio all'acquisto di immobili per soddisfare esigenze
allocative delle Amministrazioni dello Stato, garantendo alle stesse
le condizioni recate dal primo periodo del comma 3 del presente
articolo. Gli acquisti vengono effettuati sulla base dei piani di
razionalizzazione di cui all'articolo 2, comma 222, della legge 23
dicembre 2009, n. 191, nel rispetto dell'articolo 12, comma 1, del
decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito dalla legge 15 luglio
2011, n. 111.
14. Al fine di consentire agli operatori economici il piu' efficace
utilizzo degli strumenti disciplinati dall'articolo 3-bis del decreto
legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla
legge 23 novembre 2001, n. 410 e successive modifiche e integrazioni,
al medesimo articolo sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 sono eliminate le seguenti parole: "per un periodo
non superiore a cinquanta anni"
b) al comma 2, dopo le parole "Ministero dell'economia e delle
finanze" sono aggiunte le seguenti "- Agenzia del demanio"
c) il comma 3 e' cosi' sostituito: "Ai Comuni interessati dal
procedimento di cui al comma 2 e' rimessa, per l'intera durata della
concessione o della locazione, un'aliquota pari al 10 per cento del
relativo canone. Qualora espressamente previsto dal bando di gara, ai
Comuni e', altresi', riconosciuta una somma non inferiore al 50 per
cento e non superiore al 100 per cento del contributo di costruzione
dovuto ai sensi dell'articolo 16 del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e delle
relative leggi regionali, per l'esecuzione delle opere necessarie
alla riqualificazione e riconversione. Tale importo e' corrisposto
dal concessionario o dal locatario all'atto del rilascio o
dell'efficacia del titolo abilitativo edilizio."
d) il comma 5 e' cosi' sostituito: "I criteri di assegnazione e le
condizioni delle concessioni o delle locazioni di cui al presente
articolo sono contenuti nei bandi predisposti dall'Agenzia del
demanio, prevedendo espressamente:
a. il riconoscimento all'affidatario di un indennizzo valutato
sulla base del piano economico-finanziario, nei casi di revoca della
concessione per sopravvenute esigenze pubbliche o di recesso dal
contratto di locazione nei casi previsti dal contratto;
b. la possibilita', ove richiesto dalla specifica iniziativa di
valorizzazione, di subconcedere le attivita' economiche o di servizio
di cui al precedente comma 1. Alle concessioni disciplinate dal
presente articolo non si applica, pertanto, il divieto di cui
all'articolo 5, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica
n. 296 del 13 settembre 2005."
15. Al comma 1 dell'articolo 33-bis del decreto legge 6 luglio 2011,
n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011 n. 111, dopo le parole "
o fondi immobiliari." sono aggiunte le seguenti parole: "Alle
societa' di cui al presente comma si applicano, ai soli fini fiscali,
le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 131, 134, 137, 138 e
139, della legge 27 dicembre 2006, n. 296".
16. Le previsioni di cui all'articolo 17, comma 3 del Decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 si applicano alle
concessioni di beni immobili appartenenti al demanio dello Stato,
fermo restando quanto previsto dall'articolo 57, comma 7, del
medesimo decreto.
17. All'articolo 41 del decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207,
convertito con legge 27 febbraio 2009, n. 14, al comma 16-sexies, in
fine, sono aggiunti i seguenti periodi: "Nell'ambito della
liquidazione del patrimonio trasferito, la proprieta' degli immobili
utilizzati in locazione passiva dal Ministero dell'economia e delle
finanze e' trasferita allo Stato. Il corrispettivo del trasferimento
e' costituito dalla proprieta' di beni immobili dello Stato, di
valore equivalente, da individuare e valutare a cura dell'Agenzia del
Demanio, previa intesa con le societa' di cui al comma 16-ter. Con
separato atto, da stipularsi entro 60 giorni dalla data di entrata in
vigore del presente provvedimento, sono regolati i rapporti tra le
parti interessate".
18. All'articolo 65, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300 e successive modifiche e integrazioni, le disposizioni di cui
all'ultimo periodo sono da intendersi riferite alla gestione dei beni
immobili, fatta salva la competenza, prevista da normativa speciale,
di altri soggetti pubblici.
19. Al comma 8, dell'articolo 29 del decreto-legge 29 dicembre 2011,
n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012,
n. 14, le parole: "30 giugno 2012", sono sostituite dalle seguenti:
"30 settembre 2012"

Titolo I
Disposizioni di carattere generale

Art. 4.

Riduzione di spese, messa in liquidazione e privatizzazione di
societa' pubbliche

1. Nei confronti delle societa' controllate direttamente o
indirettamente dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, che abbiano
conseguito nell'anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a
favore di pubbliche amministrazioni superiore al 90 per cento, si
procede, alternativamente:
a) allo scioglimento della societa' entro il 31 dicembre 2013;
b) all'alienazione, con procedure di evidenza pubblica, delle
partecipazioni detenute alla data di entrata in vigore del presente
decreto entro il 30 giugno 2013 ed alla contestuale assegnazione del
servizio per cinque anni a decorrere dal 1° gennaio 2014.
2. Ove l'amministrazione non proceda secondo quanto stabilito ai
sensi del comma 1, a decorrere dal 1° gennaio 2014 le predette
societa' non possono comunque ricevere affidamenti diretti di
servizi, ne' possono fruire del rinnovo di affidamenti di cui sono
titolari. I servizi gia' prestati dalle societa', ove non vengano
prodotti nell'ambito dell'amministrazione, devono essere acquisiti
nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale.
3. Le disposizioni del presente articolo, salvo il comma 5, non si
applicano alle societa' che erogano servizi in favore dei cittadini,
alle societa' che svolgono compiti di centrale di committenza ai
sensi dell'articolo 33, decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,
nonche' alle societa' di cui all'articolo 4, commi da 7 a 10, del
decreto legge n. 87 del 2012, ed alle societa' di cui al comma 1
individuate, in relazione alle esigenze di tutela della riservatezza
e della sicurezza dei dati, nonche' all'esigenza di assicurare
l'efficacia dei controlli sulla erogazione degli aiuti comunitari del
settore agricolo, con decreto del presidente del Consiglio dei
Ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
4. I consigli di amministrazione delle societa' di cui al comma 1
devono essere composti da non piu' di tre membri, di cui due
dipendenti dell'amministrazione titolare della partecipazione o di
poteri di indirizzo e vigilanza, scelti d'intesa tra le
amministrazioni medesime, per le societa' a partecipazione diretta,
ovvero due scelti tra dipendenti dell'amministrazione titolare della
partecipazione della societa' controllante o di poteri di indirizzo e
vigilanza, scelti d'intesa tra le amministrazioni medesime, e
dipendenti della stessa societa' controllante per le societa' a
partecipazione indiretta. Il terzo membro svolge le funzioni di
amministratore delegato. I dipendenti dell'amministrazione titolare
della partecipazione ovvero i dipendenti della societa' controllante
hanno obbligo di riversare i relativi compensi assembleari
all'amministrazione e alla societa' di appartenenza. E' comunque
consentita la nomina di un amministratore unico. La disposizione del
presente comma si applica con decorrenza dal primo rinnovo dei
consigli di amministrazione successivo alla data di entrata in vigore
del presente decreto.
5. Fermo restando quanto diversamente previsto da specifiche
disposizioni di legge, i consigli di amministrazione delle altre
societa' a totale partecipazione pubblica, diretta ed indiretta,
devono essere composti da tre o cinque membri, tenendo conto della
rilevanza e della complessita' delle attivita' svolte. Nel caso di
consigli di amministrazione composti da tre membri, la composizione
e' determinata sulla base dei criteri del precedente comma. Nel caso
di consigli di amministrazione composti da cinque membri, la
composizione dovra' assicurare la presenza di almeno tre dipendenti
dell'amministrazione titolare della partecipazione o di poteri di
indirizzo e vigilanza, scelti d'intesa tra le amministrazioni
medesime, per le societa' a partecipazione diretta, ovvero almeno tre
membri scelti tra dipendenti dell'amministrazione titolare della
partecipazione della societa' controllante o di poteri di indirizzo e
vigilanza, scelti d'intesa tra le amministrazioni medesime, e
dipendenti della stessa societa' controllante per le societa' a
partecipazione indiretta. In tale ultimo caso le cariche di
Presidente e di Amministratore delegato sono disgiunte e al
Presidente potranno essere affidate dal Consiglio di amministrazione
deleghe esclusivamente nelle aree relazioni esterne e istituzionali e
supervisione delle attivita' di controllo interno. Resta fermo
l'obbligo di riversamento dei compensi assembleari di cui al comma
precedente. La disposizione del presente comma si applica con
decorrenza dal primo rinnovo dei consigli di amministrazione
successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto.
6. A decorrere dal 1° gennaio 2013 le pubbliche amministrazioni di
cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001
possono acquisire a titolo oneroso servizi di qualsiasi tipo, anche
in base a convenzioni, da enti di diritto privato di cui agli
articoli da 11 a 42 del codice civile esclusivamente in base a
procedure previste dalla normativa nazionale in conformita' con la
disciplina comunitaria. Gli enti di diritto privato di cui agli
articoli da 11 a 42 del codice civile, che forniscono servizi a
favore dell'amministrazione stessa, anche a titolo gratuito, non
possono ricevere contributi a carico delle finanze pubbliche. Sono
escluse le fondazioni istituite con lo scopo di promuovere lo
sviluppo tecnologico e l'alta formazione tecnologica.
7. Al fine di evitare distorsioni della concorrenza e del mercato e
di assicurare la parita' degli operatori nel territorio nazionale, a
decorrere dal 1° gennaio 2014 le pubbliche amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, le
stazioni appaltanti, gli enti aggiudicatori e i soggetti
aggiudicatori di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,
nel rispetto dell'articolo 2, comma 1 del citato decreto acquisiscono
sul mercato i beni e servizi strumentali alla propria attivita'
mediante le procedure concorrenziali previste dal citato decreto
legislativo. 8. A decorrere dal 1° gennaio 2014 l'affidamento diretto
puo' avvenire solo a favore di societa' a capitale interamente
pubblico, nel rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa e
dalla giurisprudenza comunitaria per la gestione in house e a
condizione che il valore economico del servizio o dei beni oggetto
dell'affidamento sia complessivamente pari o inferiore a 200.000 euro
annui. Sono fatti salvi gli affidamenti in essere fino alla scadenza
naturale e comunque fino al 31 dicembre 2013.
9. A decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto e fino al
31 dicembre 2015, alle societa' di cui al comma 1 si applicano le
disposizioni limitative delle assunzioni previste per
l'amministrazione controllante. Resta fermo, sino alla data di
entrata in vigore del presente decreto, quanto previsto dall'articolo
9, comma 29, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Salva comunque
l'applicazione della disposizione piu' restrittiva prevista dal primo
periodo del presente comma, continua ad applicarsi l'articolo 18,
comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 , convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
10. A decorrere dall'anno 2013 le societa' di cui al comma 1 possono
avvalersi di personale a tempo determinato ovvero con contratti di
collaborazione coordinata e continuativa nel limite del 50 per cento
della spesa sostenuta per le rispettive finalita' nell'anno 2009.
11. A decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2014 il
trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti delle
societa' di cui al comma 1, ivi compreso quello accessorio, non puo'
superare quello ordinariamente spettante per l'anno 2011.
12. Le amministrazioni vigilanti verificano sul rispetto dei vincoli
di cui ai commi precedenti; in caso di violazione dei suddetti
vincoli gli amministratori esecutivi e i dirigenti responsabili della
societa' rispondono, a titolo di danno erariale, per le retribuzioni
ed i compensi erogati in virtu' dei contratti stipulati.
13. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle
societa' quotate ed alle loro controllate.
14. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e' fatto
divieto, a pena di nullita', di inserire clausole arbitrali in sede
di stipulazione di contratti di servizio ovvero di atti convenzionali
comunque denominati, intercorrenti tra societa' a totale
partecipazione pubblica, diretta o indiretta, e amministrazioni
statali; dalla predetta data perdono comunque efficacia, salvo che
non si siano gia' costituti i relativi collegi arbitrali, le clausole
arbitrali contenute nei contratti e negli atti anzidetti, ancorche'
scaduti, intercorrenti tra le medesime parti.

Titolo I
Disposizioni di carattere generale

Art. 5.

Riduzione di spese delle pubbliche amministrazioni

1. Ferma restando la diminuzione, sui ruoli emessi dall'1 gennaio
2013, di un punto della percentuale di aggio sulle somme riscosse
dalle societa' agenti del servizio nazionale della riscossione, le
eventuali maggiori risorse rispetto a quanto considerato nei saldi
tendenziali di finanza pubblica, correlate anche al processo di
ottimizzazione ed efficientamento nella riscossione dei tributi e di
riduzione dei costi di funzionamento del gruppo Equitalia S.p.A., da
accertare con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da
emanarsi entro il 30 novembre 2012, sono destinate alla riduzione,
fino a un massimo di ulteriori quattro punti percentuali, dello
stesso aggio. Il citato decreto stabilisce, altresi', le modalita'
con le quali al gruppo Equitalia S.p.A. e', comunque, assicurato il
rimborso dei costi fissi di gestione risultanti dal bilancio
certificato.
2. A decorrere dall'anno 2013, le amministrazioni pubbliche inserite
nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi
dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
nonche' le autorita' indipendenti, ivi inclusa la Commissione
nazionale per le societa' e la borsa (Consob), e le societa' dalle
stesse amministrazioni controllate non possono effettuare spese di
ammontare superiore al 50 per cento della spesa sostenuta nell'anno
2011 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio e l'esercizio di
autovetture, nonche' per l'acquisto di buoni taxi; il predetto limite
puo' essere derogato, per il solo anno 2013, esclusivamente per
effetto di contratti pluriennali gia' in essere. La predetta
disposizione non si applica alle autovetture utilizzate dal Corpo
nazionale dei vigili del fuoco o per i servizi istituzionali di
tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica ovvero per i servizi
istituzionali svolti nell'area tecnico-operativa della difesa. I
contratti di locazione o noleggio in corso alla data di entrata in
vigore del presente decreto possono essere ceduti, anche senza
l'assenso del contraente privato, alle Forze di polizia, con il
trasferimento delle relative risorse finanziarie sino alla scadenza
del contratto. Sono revocate le gare espletate da Consip s.p.a.
nell'anno 2012 per la prestazione del servizio di noleggio a lungo
termine di autoveicoli senza conducente, nonche' per la fornitura in
acquisto di berline medie con cilindrata non superiore a 1.600 cc per
le Pubbliche Amministrazioni.
3. Fermi restando i limiti di cui al decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 3 agosto 2011, l'utilizzo delle autovetture di
servizio e di rappresentanza assegnate in uso esclusivo e' concesso
per le sole esigenze di servizio del titolare.
4. La violazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3 e'
valutabile ai fini della responsabilita' amministrativa e
disciplinare dei dirigenti.
5. Al fine di garantire flessibilita' e razionalita' nella gestione
delle risorse, in conseguenza della riduzione del parco auto, il
personale gia' adibito a mansioni di autista o di supporto alla
gestione del parco auto, ove appartenente ad altre amministrazioni,
e' restituito con decorrenza immediata alle amministrazioni di
appartenenza. Il restante personale e' conseguentemente assegnato a
mansioni differenti, con assegnazione di un profilo professionale
coerente con le nuove mansioni, ferma restando l'area professionale
di appartenenza ed il trattamento economico fondamentale in
godimento.
6. Le disposizioni del presente articolo costituiscono principi
fondamentali di coordinamento della finanza pubblica ai sensi
dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione.
7. A decorrere dal 1° ottobre 2012 il valore dei buoni pasto
attribuiti al personale, anche di qualifica dirigenziale, delle
amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato
della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto
nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1, comma 2,
della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonche' le autorita'
indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le societa' e
la borsa (Consob) non puo' superare il valore nominale di 7,00 euro.
Eventuali disposizioni normative e contrattuali piu' favorevoli
cessano di avere applicazione a decorrere dal 1 ottobre 2012. I
contratti stipulati dalle amministrazioni di cui al primo periodo per
l'approvvigionamento dei buoni pasto attribuiti al personale sono
adeguati alla presente disposizione, anche eventualmente prorogandone
la durata e fermo restando l'importo contrattuale complessivo
previsto. A decorrere dalla medesima data e' fatto obbligo alle
universita' statali di riconoscere il buono pasto esclusivamente al
personale contrattualizzato. I risparmi derivanti dall'applicazione
del presente articolo costituiscono economie di bilancio per le
amministrazioni dello Stato e concorrono per gli enti diversi dalle
amministrazioni statali al miglioramento dei saldi di bilancio. Tali
somme non possono essere utilizzate per incrementare i fondi per la
contrattazione integrativa.
8. Le ferie, i riposi ed i permessi spettanti al personale, anche di
qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche inserite nel
conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi
dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
nonche' le autorita' indipendenti ivi inclusa la Commissione
nazionale per le societa' e la borsa (Consob), sono obbligatoriamente
fruiti secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti e non danno
luogo in nessun caso alla corresponsione di trattamenti economici
sostitutivi. La presente disposizione si applica anche in caso di
cessazione del rapporto di lavoro per mobilita', dimissioni,
risoluzione, pensionamento e raggiungimento del limite di eta'.
Eventuali disposizioni normative e contrattuali piu' favorevoli
cessano di avere applicazione a decorrere dall'entrata in vigore del
presente decreto. La violazione della presente disposizione, oltre a
comportare il recupero delle somme indebitamente erogate, e' fonte di
responsabilita' disciplinare ed amministrativa per il dirigente
responsabile.
9. E' fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2011,
nonche' alle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico
consolidato della pubblica amministrazione, come individuate
dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo
1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 nonche' le autorita'
indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le societa' e
la borsa (Consob) di attribuire incarichi di studio e di consulenza a
soggetti, gia' appartenenti ai ruoli delle stesse e collocati in
quiescenza, che abbiano svolto, nel corso dell'ultimo anno di
servizio, funzioni e attivita' corrispondenti a quelle oggetto dello
stesso incarico di studio e di consulenza.
10. All'articolo 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 recante
disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, convertito
con modificazioni nella legge 15 luglio 2011, n. 111, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) al comma 9, il primo periodo e' sostituito dai seguenti:
"Al fine di razionalizzare i servizi di pagamento delle
retribuzioni di cui all'articolo 1, comma 447, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e all'articolo 2, comma 197, della legge 23
dicembre 2009, n. 191, nonche' determinare conseguenti risparmi di
spesa, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dal 1° ottobre 2012, stipulano
convenzioni con il Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei
servizi per la fruizione dei servizi di cui al presente comma, ovvero
utilizzano i parametri di qualita' e di prezzo previsti nel decreto
di cui al periodo successivo per l'acquisizione dei medesimi servizi
sul mercato di riferimento. La comparazione avviene con riferimento
ai costi di produzione dei servizi, diretti e indiretti, interni ed
esterni sostenuti dalle pubbliche amministrazioni. Le amministrazioni
pubbliche di cui all'articolo 1, comma 446, della legge 27 dicembre
2006, n. 296 sono tenute all'utilizzo dei servizi previsti nel
decreto di cui al periodo precedente, senza il pagamento del
contributo ivi previsto. Si applicano le disposizioni di cui al comma
6.";.
b) dopo il comma 9, sono inseriti i seguenti:
" 9-bis: I contratti delle pubbliche amministrazioni di cui
all'articolo 11, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria,
convertito con modificazioni nella legge 15 luglio 2011, n. 111,
aventi a oggetto i servizi di pagamento degli stipendi di cui al
decreto previsto al comma 9, in essere alla data di entrata in vigore
della presente disposizione, sono rinegoziati, con un abbattimento
del costo del servizio non inferiore del 15 per cento.
9-ter: Il commissario straordinario per la razionalizzazione della
spesa per acquisti di beni e servizi, di cui all'articolo 2 del
decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, recante disposizioni urgenti per
la razionalizzazione della spesa pubblica, individua le regioni
assoggettate al piano di rientro previsto all'articolo 2, commi 77 e
78 della legge 23 dicembre 2009, n. 191 che, unitamente alle
strutture sanitarie regionali, sono tenute a utilizzare i servizi
pagamento degli stipendi di cui al decreto previsto al comma 9. Il
commissario definisce i tempi e le modalita' di migrazione dei
servizi."
11. Nelle more dei rinnovi contrattuali di cui all'articolo 6, comma
1, del decreto legislativo 1 agosto 2011, n. 141, con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, previo parere della Commissione per la
valutazione, la trasparenza e l'integrita' delle amministrazioni
pubbliche, sono individuati i criteri per la valutazione
organizzativa e individuale dei dipendenti pubblici, nel rispetto di
quanto previsto dall'articolo 18 del decreto legislativo 29 ottobre
2009, n. 150. I criteri stabiliti con il predetto decreto non si
applicano alle amministrazioni che sono gia' dotate di strumenti per
la valutazione organizzativa ed individuale dei dipendenti.
12. Dopo il comma 3 dell'articolo4 della legge 4 marzo 2009, n. 15,
e' inserito il seguente:
"3-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, tutti gli stanziamenti autorizzati ai sensi del comma 3
sono destinati, nei limiti delle risorse iscritte in bilancio a
legislazione vigente, alla copertura degli oneri relativi al
funzionamento della Commissione per la valutazione, la trasparenza e
l'integrita' delle amministrazioni pubbliche (CIVIT), ivi compresi i
compensi per i componenti della Commissione medesima".
13. L'articolo 17-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
e' abrogato
14. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 6, comma 3, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, relativamente alle
autorita' portuali le riduzioni ivi disposte sono ulteriormente
aumentate del cinque per cento a decorrere dal 1° gennaio 2013 nei
confronti dei presidenti, dei comitati portuali e dei collegi dei
revisori dei conti, composti anche da dipendenti del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti in possesso di specifica
professionalita'.

Titolo I
Disposizioni di carattere generale

Art. 6.

Rafforzamento della funzione statistica e del monitoraggio dei conti
pubblici

1. Le disposizioni di cui ai commi 587, 588 e 589 dall'articolo 1
della Legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (Legge Finanziaria 2007),
costituiscono principio fondamentale di coordinamento della finanza
pubblica ai fini del rispetto dei parametri stabiliti dal patto di
stabilita' e crescita dell'Unione europea si applicano anche alle
Fondazioni, Associazioni, Aziende speciali, Agenzie, Enti
strumentali, Organismi e altre unita' istituzionali non costituite in
forma di societa' o consorzio, controllati da amministrazioni
pubbliche statali, regionali e locali indicate nell'elenco ISTAT ai
sensi dell'articolo 1, comma 3 della legge 31 dicembre 2009, n.196
(Legge di contabilita' e di finanza pubblica), e successive modifiche
e integrazioni. Per controllo si deve intendere la capacita' di
determinare la politica generale o il programma di una unita'
istituzionale, se necessario scegliendo gli amministratori o i
dirigenti.
2. Le modalita' di effettuazione della trasmissione delle
informazioni di cui al precedente comma rese disponibili alla banca
dati della amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 13 della
legge 31 dicembre, 2009, n. 196, sono definite con apposito decreto
del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito
l'Istat con apposito decreto del Ministro per la pubblica
amministrazione e la semplificazione, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, sentito l'Istat".
3. Fermo restando quanto previsto da altre disposizioni legislative,
il potere ispettivo attribuito dalla vigente normativa al
Dipartimento della funzione pubblica ed al Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato nei confronti delle amministrazioni
pubbliche e' esteso alle societa' a totale partecipazione pubblica,
diretta o indiretta, con riferimento agli obblighi previsti
dall'articolo 4, commi 4, 5, 9, 10, e 11 del presente decreto.
4. A decorrere dall'esercizio finanziario 2012, i Comuni e le
Province allegano al rendiconto della gestione una nota informativa
contenente la verifica dei crediti e debiti reciproci tra l'Ente e le
societa' partecipate. La predetta nota, asseverata dai rispettivi
organi di revisione, evidenzia analiticamente eventuali discordanze e
ne fornisce la motivazione; in tal caso il Comune o la Provincia
adottano senza indugio, e comunque non oltre il termine
dell'esercizio finanziario in corso, i provvedimenti necessari ai
fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie
5. Le disposizioni di cui al presente articolo sono prioritariamente
dirette a garantire la puntuale applicazione dei criteri di
contabilita' nazionale relativi alle modalita' di registrazione degli
investimenti fissi lordi, in base ai quali le spese di tale natura
devono essere registrate nel momento in cui il bene capitale entra
nella disponibilita' dell'acquirente o, per i beni prodotti secondo
contratti pluriennali, al momento della consegna dei vari stati di
avanzamento dei lavori.
6. Nelle more dell'attuazione della delega prevista dall'articolo 40
della legge 31 dicembre 2009 n. 196 ed al fine di garantire
completezza dei dati di bilancio nel corso della gestione, attraverso
la rilevazione puntuale dei costi, effettuata anche mediante
l'acquisizione dei documenti contenenti le informazioni di cui al
comma 5, a decorrere dal 1 gennaio 2013, tutte le Amministrazioni
centrali dello Stato, incluse le articolazioni periferiche, sono
tenute ad adottare il sistema informativo SICOGE anche ai fini delle
scritture di contabilita' integrata economico-patrimoniale analitica.
Le predette scritture contabili saranno integrate, per l'acquisto di
beni e servizi, con l'utilizzo delle funzionalita' di ciclo passivo
rese disponibili dalla Ragioneria Generale dello Stato, al fine della
razionalizzazione di tali tipologie di acquisti.
7. Le Amministrazioni di cui al comma 6 potranno fruire, con le
modalita' di cui all'articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, 196,
delle informazioni utili al monitoraggio della propria gestione.
8. A decorrere dal 2013, le amministrazioni pubbliche diverse dallo
Stato adeguano i propri sistemi contabili allo scopo di garantire le
informazioni necessarie all'attuazione delle finalita' di cui al
comma 5. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze,
sentito l'ISTAT, sono definite le modalita' di contabilizzazione
degli investimenti per le amministrazioni di cui al presente comma.
9. Con riferimento alle opere che abbiano avuto rappresentazione nei
documenti contabili degli enti fino all'esercizio in corso, con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministero dell'economia e delle finanze, sentiti il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e l'Istat, da emanare entro 60 giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, sono definiti i criteri e le modalita' per la
ricognizione e la raccolta di informazioni relative alle opere
d'importo piu' rilevante. Con il decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri di cui al periodo precedente sono in particolare
individuati gli enti interessati alla ricognizione, le
caratteristiche delle opere rilevate e le modalita' per l'invio delle
informazioni.
10. Nelle more del riordino della disciplina della gestione del
bilancio dello Stato, in via sperimentale per il triennio 2013 -
2015, il dirigente responsabile della gestione, in relazione a
ciascun impegno assunto sui capitoli di bilancio di propria
pertinenza, relativo a spese per somministrazioni, forniture e
appalti, a partire dall'esercizio finanziario 2013, ha l'obbligo di
predisporre un apposito piano finanziario pluriennale sulla base del
quale ordina e paga le spese, da aggiornare con cadenza mensile. A
decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto sono avviate le
attivita' propedeutiche all'avvio della sperimentazione di cui al
periodo precedente.
11. Il piano finanziario dei pagamenti indica, quali elementi
necessari e presupposti del pagamento stesso, in relazione a ciascun
impegno, il preciso ammontare del debito e l'esatta individuazione
della persona del creditore, supportati dai titoli e dai documenti
comprovanti il diritto acquisito, nonche' la data in cui viene a
scadenza l'obbligazione.
12. Quali titoli e documenti comprovanti il diritto acquisito dai
creditori sono considerati prioritari i provvedimenti di approvazione
degli stati di avanzamento lavori, ove previsti, ovvero le fatture
regolarmente emesse.
13. Al fine di consentire la corretta imputazione all'esercizio
finanziario di competenza economica delle spese dei Ministeri che
hanno dato luogo a debiti non ancora estinti relativi a
somministrazioni, forniture e appalti, mediante l'esatta
individuazione della data di insorgenza degli stessi, le richieste di
reiscrizione in bilancio delle somme corrispondenti a residui passivi
caduti in perenzione ovvero di attribuzione delle risorse finanziarie
occorrenti per l'estinzione dei debiti formatisi fuori bilancio, da
inoltrare all'amministrazione debitrice tramite il competente Ufficio
centrale del bilancio, devono essere corredate dai titoli e documenti
comprovanti il diritto acquisito dal creditore, quali
prioritariamente i provvedimenti di approvazione degli stati di
avanzamento lavori e le fatture regolarmente emesse.
14. Al fine di preordinare nei tempi stabiliti le disponibilita' di
cassa occorrenti per disporre i pagamenti previsti dal piano
finanziario di cui al comma 10, con decreto del Ministro competente,
da comunicare al Parlamento ed alla Corte dei conti, in ciascun stato
di previsione della spesa, possono essere disposte, tra capitoli,
variazioni compensative di sola cassa, fatta eccezione per i
pagamenti effettuati mediante l'emissione di ruoli di spesa fissa,
previa verifica da parte del Ministero dell'economia e delle finanze
- Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, della
compatibilita' delle medesime con gli obiettivi programmati di
finanza pubblica.
15. Le somme stanziate nel bilancio dello Stato, relative ad
autorizzazioni di spese pluriennali, totalmente non impegnate alla
chiusura dell'esercizio, costituiscono economie di bilancio. Le
stesse, con l'esclusione di quelle riferite ad autorizzazioni di
spese permanenti ed a fondi da ripartire, sono reiscritte, con la
legge di bilancio, nella competenza dell'esercizio successivo a
quello terminale dell'autorizzazione medesima. Qualora dette somme
non risultino impegnate nei tre anni successivi a quello di prima
iscrizione in bilancio della spesa, la relativa autorizzazione e'
definanziata per i corrispondenti importi.
16. In via sperimentale, relativamente alle autorizzazioni di spesa
pluriennale, con legge di bilancio gli stanziamenti di competenza
possono essere rimodulati negli anni ricompresi nel bilancio
pluriennale, nel rispetto del limite complessivo della spesa
autorizzata, per adeguarli alle corrispondenti autorizzazioni di
cassa determinate in relazione ai pagamenti programmati ai sensi del
comma 10.
17. A decorrere dall'esercizio finanziario 2012, nelle more dell'
entrata in vigore dell'armonizzazione dei sistemi contabili e degli
schemi di bilancio di cui al decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118, gli enti locali iscrivono nel bilancio di previsione un fondo
svalutazione crediti non inferiore al 25 per cento dei residui
attivi, di cui ai titoli primo e terzo dell'entrata, aventi
anzianita' superiore a 5 anni. Previo parere motivato dell'organo di
revisione, possono essere esclusi dalla base di calcolo i residui
attivi per i quali i responsabili dei servizi competenti abbiano
analiticamente certificato la perdurante sussistenza delle ragioni
del credito e l'elevato tasso di riscuotibilita'.
18. I termini previsti nel decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze 22 maggio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21 giugno
2012, n. 143, in attuazione dell'articolo 35, comma 1, lettera b),
del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sono prorogati
rispettivamente come segue:
a) all'articolo 1, comma 4, il termine del "28 giugno 2012" e'
prorogato al "27 luglio 2012";
b) all'articolo 3, comma 4, al primo periodo, il termine del "31
luglio 2012" e' prorogato al "30 agosto 2012" e, all'ultimo periodo,
il termine del "31 agosto 2012" e' prorogato al "28 settembre 2012";
c) all'articolo 3, comma 5, il termine del "28 settembre 2012" e'
prorogato al "31 ottobre 2012";
d) all'articolo 3, comma 7, il termine del "31 ottobre 2012" e'
prorogato al "30 novembre 2012;
e) all'articolo 4, il termine del "1° novembre 2012" e' prorogato
al "1° dicembre 2012" e quello del "1° novembre 2016" e' prorogato al
"1° dicembre 2016".
19. Le convenzioni, di cui all'articolo 1, comma 5-bis, lettera f)
del decreto-legge 5 agosto 2010, n. 125, convertito con modificazioni
dalla legge 1 ottobre 2010, n. 163, stipulate con i soggetti
aggiudicatari dei compendi aziendali, si intendono approvate e
producono effetti a far data dalla sottoscrizione. Ogni successiva
modificazione ovvero integrazione delle suddette convenzioni e'
approvata con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
20. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 616, l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: "A
decorrere dal 2013 gli ambiti territoriali scolastici sono limitati
nel numero a non piu' di 2.000 e comunque composti da almeno quattro
istituzioni.";
b) dopo il comma 616 e' inserito il seguente comma:
"616-bis. I revisori di cui al comma 616 sono tenuti allo
svolgimento dei controlli ispettivi di secondo livello per i fondi
europei, nonche' ogni altra verifica e controllo richiesti dal
Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e dal
Ministero dell'economia e delle finanze.".

Titolo II
Riduzione della spesa delle amministrazioni statali e degli enti non
territoriali

Art. 7.

Riduzione della spesa della Presidenza del Consiglio dei ministri e
dei Ministeri

1. Ai fini del concorso al raggiungimento degli obiettivi programmati
di finanza pubblica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri procede
ad operare i seguenti interventi:
a) riduzione delle spese di funzionamento sul proprio bilancio
autonomo tali da comportare un risparmio complessivo di 5 milioni di
euro per l'anno 2012 e 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.
Conseguentemente, l'autorizzazione di spesa di cui al
Decreto-Legislativo n.303 del 1999, come rideterminata dalla tabella
C della Legge 12 novembre 2011, n.183, e' ridotta di 5 milioni di
euro per l'anno 2012 e di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno
2013;
b) contenimento delle spese per le strutture di missione e
riduzione degli stanziamenti per le politiche dei singoli Ministri
senza portafoglio e Sottosegretari, con un risparmio complessivo non
inferiore a 20 milioni di euro per l'anno 2012 e di 40 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2013.
2. Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa previste dal comma
1, lettera b) sono versate all'entrata del bilancio dello Stato.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, sono soppresse le seguenti
strutture di missione istituite presso la Presidenza del Consiglio
dei ministri:
a) "Segreteria tecnica dell'Unita' per la semplificazione e la
qualita' della regolazione" di cui all'articolo 1, comma 22- bis, del
decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 luglio 2006, n. 233; il Ministro delegato provvede al
riordino della predetta Unita', integrandola se necessario con un
contingente di personale inferiore di almeno il 30 per cento rispetto
a quello previsto per la soppressa Segreteria tecnica;
b) "Progetto Opportunita' delle Regioni in Europa" di cui al
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 dicembre 2011;
c) "Unita' per 1'e-government e l'innovazione per lo sviluppo" di
cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 dicembre
2011.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono
individuati gli uffici cui attribuire, ove necessario, i compiti
svolti dalle strutture di missione di cui al comma 2.
5. Al codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo
15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 2190, comma 1, le parole da «euro 6.000.000» a
«nell'anno 2014» sono sostituite dalle seguenti: « euro 5.500.000
nell'anno 2012, euro 3.800.000 nell'anno 2013 e euro 3.000.000
nell'anno 2014»
b) all'articolo 582, comma 1, lettera d), la cifra
«459.330.620,21» e' sostituita dalla seguente: «403.330.620,21».
6. Per l'anno 2012, con il decreto di cui all'articolo 2207 del
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono rideterminate le
consistenze del personale ufficiali, sottufficiali, volontari in
servizio permanente e volontari in ferma prefissata dell'Esercito
italiano, della Marina militare e dell'Aeronautica militare in
servizio.
7. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 55, comma 5-bis, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n.122, riferita all'anno 2012 e' ridotta
di 5,6 milioni di euro.
8. La dotazione del fondo istituito nello stato di previsione della
spesa del Ministero della difesa ai sensi dell'articolo 2, comma 616,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' ridotta dell'importo annuo
di euro 17.900.000 a decorrere dall'anno 2012.
9. La dotazione del Fondo di cui all'articolo 613 del codice
dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo
2010, n. 66, e' ridotta dell'importo di euro 8.700.000 per l'anno
2012 e dell'importo di euro 7.900.000 a decorrere dall'anno 2013.
10. Al codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti
modificazioni:
all'articolo 536, comma 1, lettera b), dopo le parole "Ministro della
difesa" aggiungere le parole "di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze
11. Gli importi di cui all'articolo 27, comma 10, della legge n. 488
del 1999, sono ridotti di 30 milioni di euro a decorrere dall'anno
2013.
12. Ai fini del concorso al raggiungimento degli obiettivi
programmati di finanza pubblica, le amministrazioni centrali dello
Stato assicurano, a decorrere dall'anno 2013, una riduzione della
spesa in termini di saldo netto da finanziare ed indebitamento netto
corrispondente agli importi indicati nell'allegato n. 2.
13. Nelle more della definizione degli interventi correttivi di cui
al comma 12, il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato
ad accantonare e rendere indisponibile, nell'ambito delle spese
rimodulabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b), della legge
n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero
interessato, un ammontare di spesa pari a quanto indicato nella
tabella di cui al medesimo comma 12.
14. I Ministri competenti propongono, in sede di predisposizione del
disegno di legge di stabilita' per il triennio 2013-2015, gli
interventi correttivi necessari per la realizzazione degli obiettivi
di cui al comma 12. Il Ministro dell'economia e delle finanze
verifica gli effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica
derivanti dai suddetti interventi, ai fini del rispetto degli
obiettivi di cui al medesimo comma.
15. Qualora, a seguito della verifica, le proposte di cui al comma 14
non risultino adeguate a conseguire gli obiettivi in termini di
indebitamento netto assegnati ai sensi del comma 13, il Ministro
dell'economia e delle finanze riferisce al Consiglio dei Ministri e,
eventualmente, con la medesima legge di stabilita' e' disposta la
corrispondente riduzione delle dotazioni finanziarie, iscritte a
legislazione vigente nell'ambito delle spese rimodulabili di cui
all'articolo 21, comma 5, lettera b), della citata legge n. 196 del
2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero interessato, a
valere sulle risorse accantonate di cui al citato comma 13.
16. Il fondo di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7
ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 2008, n. 189, e' ridotto, in termini di sola cassa, di 500
milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013 e di 400 milioni
di euro a decorrere dall'anno 2014.
17. Il fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui
all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307,
relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica e'
ridotto di 94 milioni di euro per l'anno 2012.
18. Il fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, come integrato dall'articolo 33,
comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183, e' ridotto di 39
milioni di euro per l'anno 2012.
19. Il fondo di cui all'articolo 1, comma 1240, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni e integrazioni, e'
ridotta di 8,9 milioni di euro per l'anno 2012.
20. La lettera c), dell'articolo 2, comma 5 del decreto-legge 6
giugno 2012, n.74 e' soppressa.
21. Il Fondo di cui all'articolo 2, comma 1 del decreto-legge 6
giugno 2012, n.74 e' alimentato per 1 miliardo di euro per ciascuno
degli anni 2013 e 2014 mediante quota parte delle riduzioni di spesa
previste dal presente decreto.
22. In attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 50 del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, il Centro Elaborazione Dati
del Ministero dell'interno, di cui all' articolo 8 della legge 1
aprile 1981, n. 121, accede, in via telematica, con modalita'
disciplinate con apposita convenzione, al registro delle imprese
istituito dall'articolo 8 della legge 23 dicembre 1993, n. 580, e
disciplinato dal decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre
1995, n. 581, nonche' agli atti, ai documenti ed alle informazioni
contenuti in registri, albi, ruoli, elenchi e repertori tenuti dalle
Camere di Commercio, senza oneri per lo Stato.
23. Lo stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai
fini del bilancio triennale 2012-2014, nell'ambito del programma
"Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire"
dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per l'anno 2012, e' ridotto di 67.988.000 euro per l'anno 2012, di
91.217.000 euro per l'anno 2013 e di 95.645.000 a decorrere dall'anno
2014, allo scopo parzialmente utilizzando, l'accantonamento relativo
al Ministero dell'interno.
24. E' annullato l'Accordo di Programma sottoscritto il 15 luglio
2004 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il comune
di Catanzaro, la provincia di Catanzaro e la regione Calabria avente
ad oggetto il trasferimento del Laboratorio Tipologico Nazionale
nell'ambito del Centro per lo sviluppo del settore delle costruzioni
di Catanzaro.
25. Le risorse giacenti sul conto n. 20126 della Cassa depositi e
prestiti rivenienti dall'annullamento dell'Accordo di programma di
cui al comma 24, ammontanti a 5 milioni di euro, sono versate
all'entrata del bilancio dello Stato e restano acquisite all'erario.
26. Alla revisione della spesa nell'ambito del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti si provvede altresi' con le risorse di
seguito indicate:
a) al secondo periodo dell'articolo 2, comma 172, del Decreto
legge del 3 ottobre 2006 n. 262, convertito in legge, con
modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 24 novembre 2006, n.
286, dopo le parole "a titolo di contribuzione degli utenti dei
servizi, " sono aggiunte le seguenti "pari a ad euro 2.500.000 per
l'anno 2012 e";
b) mediante la soppressione dei contributi (agli enti ed
istituzioni nazionali ed internazionali e a privati per attivita'
dell'aviazione civile) di cui all'articolo 1, comma 40, della legge
28 dicembre 1995, n. 549, iscritti nello stato di previsione del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
27. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
predispone entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto un Piano per la
dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di
istruzione, universita' e ricerca e dei rapporti con le comunita' dei
docenti, del personale, studenti e famiglie.
28. A decorrere dall'anno scolastico 2012-2013, le iscrizioni alle
istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado per gli anni
scolastici successivi avvengono esclusivamente in modalita' on line
attraverso un apposito applicativo che il Ministero dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca mette a disposizione delle scuole e
delle famiglie.
29. A decorrere dall'anno scolastico 2012-2013 le istituzioni
scolastiche ed educative redigono la pagella degli alunni in formato
elettronico.
30. La pagella elettronica ha la medesima validita' legale del
documento cartaceo ed e' resa disponibile per le famiglie sul web o
tramite posta elettronica o altra modalita' digitale. Resta comunque
fermo il diritto dell'interessato di ottenere su richiesta
gratuitamente copia cartacea del documento redatto in formato
elettronico.
31. A decorrere dall'anno scolastico 2012-2013 le istituzioni
scolastiche e i docenti adottano registri on line e inviano le
comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico.
32. All'attuazione delle disposizioni del presente articolo si
provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica.
33. Le istituzioni scolastiche ed educative statali sono inserite
nella Tabella A allegata alla legge 29 ottobre 1984, n. 720.
34. Alla data del 15 ottobre 2012 i cassieri delle istituzioni
scolastiche ed educative statali provvedono a versare il 50 per cento
delle disponibilita' liquide esigibili depositate presso gli stessi
alla data di entrata in vigore del presente decreto sulle rispettive
contabilita' speciali, sottoconto infruttifero, aperte presso la
tesoreria statale. Il versamento della quota rimanente deve essere
effettuato alla data del 15 novembre 2012. Si applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 35, comma 9, del
decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.
35. I cassieri delle istituzioni scolastiche ed educative statali
provvedono ad adeguare l' operativita' dei servizi di cassa
intrattenuti con le istituzioni scolastiche ed educative alle
disposizioni di cui all'articolo 1 della legge 29 ottobre 1984, n.
720, e relative norme amministrative di attuazione, entro la data del
15 ottobre 2012.
36. I servizi di incasso e di pagamento di cui al comma 34, nonche'
gli altri servizi acquistati nell'ambito delle medesime procedure,
possono essere remunerati anche mediante accordi di sponsorizzazione,
ai quali non si applica il disposto di cui all'articolo 43, comma 2,
secondo periodo, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
37. All'articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo le parole "integrare i fondi stessi" sono aggiunte
"nonche' l'autorizzazione di spesa di cui alla legge 18 dicembre
1997, n. 440, quota parte pari a 15,7 milioni dei fondi destinati
all'attuazione del piano programmatico di cui all'articolo 1, comma
3, della legge 28 marzo 2003, n. 53, l'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 1, comma 634, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Il
Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare
con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio";
b) e' aggiunto in fine il seguente periodo: "Sono abrogati
l'articolo 2 della legge 18 dicembre 1997, n. 440, il secondo periodo
dell'articolo 1, comma 634, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.".
38. All'articolo 4, comma 4-septies, del decreto legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122, le parole "fatta eccezione per" sono sostituite dalla
seguente "compreso" e le parole da ", le cui competenze fisse" sino
alla fine del comma sono soppresse. Corrispondentemente, il Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca provvede al
monitoraggio dei contratti per i supplenti brevi stipulati dai
dirigenti scolastici ed effettua controlli nei confronti delle
istituzioni che sottoscrivano contratti in misura anormalmente alta
in riferimento al numero di posti d'organico dell'istituzione
scolastica.
39. A decorrere dal 1° gennaio 2013 le contabilita' speciali
scolastiche di cui all'articolo 5-ter del decreto legge 28 dicembre
2001, n. 452, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
2002, n. 16, non sono piu' alimentate. Le somme disponibili alla
stessa data sono versate all'entrata del bilancio dello Stato in
misura pari a 100 milioni per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015,
la restante parte e' versata nell'anno 2016. Dallo stesso anno le
contabilita' speciali sono soppresse. Le predette somme sono
annualmente riassegnate ai capitoli relativi alle spese di
funzionamento delle scuole iscritti nello stato di previsione del
Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca.
40. In deroga all'articolo 4, comma 72, della legge 12 novembre 2011,
n. 183, la somma di euro 30 milioni e' versata all'entrata del
bilancio dello Stato nell'anno 2012 a valere sulle contabilita'
speciali scolastiche di cui al comma 39 ed e' acquisita all'erario.
41. Il contributo dello Stato alle spese, di competenza degli enti
locali, di cui all'articolo 3 della legge 14 gennaio 1999, n. 4, e'
assegnato agli enti locali in proporzione al numero di classi che
accedono al servizio di mensa scolastica, con riferimento all'anno
scolastico che ha termine nell'anno finanziario di riferimento.
42. All'articolo 5, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 25 luglio 1997, n. 306, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) dopo le parole "contribuzione studentesca" sono inserite le
seguenti "degli studenti italiani e comunitari iscritti entro la
durata normale dei rispettivi corsi di studio di primo e secondo
livello";
b) le parole "del finanziamento ordinario annuale dello Stato, a
valere sul fondo di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), e comma
3, della legge 24 dicembre 1993, n. 537" sono sostituite dalle
seguenti "dei trasferimenti statali correnti attribuiti dal Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca. E' fatto obbligo
agli atenei che superano tale limite di destinare le maggiori entrate
al finanziamento di borse di studio a favore degli studenti.".

Titolo II
Riduzione della spesa delle amministrazioni statali e degli enti non
territoriali

Art. 8.

Riduzione della spesa degli enti pubblici non territoriali

1. Al fine di conseguire gli obiettivi di razionalizzazione e
contenimento della spesa per l'acquisto di beni e servizi, e di
riduzione della spesa pubblica, gli enti pubblici non territoriali
adottano ogni iniziativa affinche':
a) in ottemperanza a quanto disposto dall'articolo 4 del decreto
legge n. 78 del 2010, siano utilizzate le carte elettroniche
istituzionali, per favorire ulteriore efficienza nei pagamenti e nei
rimborsi a cittadini e utenti;
b) nel caso di incorporazione di enti, sia realizzato un unico
sistema informatico per tutte le attivita' anche degli enti
soppressi, in termini di infrastruttura hardware ed applicativi
funzionali, sotto la responsabilita' organizzativa e funzionale di
un'unica struttura;
c) siano immediatamente razionalizzate e ridotte le comunicazioni
cartacee verso gli utenti legate all'espletamento dell'attivita'
istituzionale, con conseguente riduzione, entro l'anno 2013, delle
relative spese per un importo pari almeno al 50 per cento delle spese
sostenute nel 2011, in ragione delle nuove modalita' operative
connesse allo sviluppo della telematizzazione della domanda e del
progressivo aumento dell'erogazione di servizi online,
d) siano ridotte le spese di telefonia mobile e fissa attraverso
una razionalizzazione dei contratti in essere ed una diminuzione del
numero degli apparati telefonici;
e) siano razionalizzati nel settore pubblico allargato i canali di
collaborazione istituzionale, in modo tale che lo scambio dati
avvenga esclusivamente a titolo gratuito e non oneroso;
f) sia razionalizzato il proprio patrimonio immobiliare
strumentale mediante l'attivazione immediata di iniziative di
ottimizzazione degli spazi da avviare sull'intero territorio
nazionale che prevedano l'accorpamento del personale in forza nei
vari uffici territoriali ubicati nel medesimo comune e la riduzione
degli uffici stessi, in relazione ai criteri della domanda
potenziale, della prossimita' all'utenza e delle innovate modalita'
operative connesse all'aumento dell'informatizzazione dei servizi,
g) si proceda progressivamente alla dematerializzazione degli
atti, riducendo la produzione e conservazione dei documenti cartacei
al fine di generare risparmi connessi alla gestione della carta pari
almeno al 30 per cento dei costi di conservazione sostenuti nel 2011.
2. L'INPS, in aggiunta a quanto previsto dal comma 1, dovra'
provvedere:
a) alla creazione, entro il 2014, di una piattaforma unica degli
incassi e dei pagamenti che consenta di minimizzare il costo dei
servizi finanziari di incasso e pagamento;
b) ad una revisione qualitativa e quantitativa dei livelli di
servizio contenuti nelle convenzioni e nei contratti con i Centri di
Assistenza Fiscale, anche in relazione alle nuove modalita' operative
connesse allo sviluppo della telematizzazione della domanda e alla
multicanalita' di accesso ai servizi con riduzione di almeno il 20
per cento dei costi sostenuti nel 2011;
c) dovra' prevedere il conferimento al fondo di investimento
immobiliare ad apporto del proprio patrimonio immobiliare da reddito,
con l'obiettivo di perseguire una maggiore efficacia operativa ed una
maggiore efficienza economica e pervenire alla completa dismissione
del patrimonio nel rispetto dei vincoli di legge ad esso applicabili.
3. Ferme restando le misure di contenimento della spesa gia' previste
dalle vigenti disposizioni, al fine di assicurare la riduzione delle
spese per consumi intermedi, i trasferimenti dal bilancio dello Stato
agli enti e agli organismi anche costituiti in forma societaria,
dotati di autonomia finanziaria, inseriti nel conto economico
consolidato della pubblica amministrazione, come individuati
dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo
1, comma 2, della legge 30 dicembre 2009, n. 196, nonche' le
autorita' indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le
societa' e la borsa (Consob) con esclusione delle regioni, delle
province autonome di Trento e di Bolzano, degli enti locali, degli
enti del servizio sanitario nazionale, e delle universita' e degli
enti di ricerca di cui all'allegato n. 3, sono ridotti in misura pari
al 5 per cento nell'anno 2012 e al 10 per cento a decorrere dall'anno
2013 della spesa sostenuta per consumi intermedi nell'anno 2010. Nel
caso in cui per effetto delle operazioni di gestione la predetta
riduzione non fosse possibile, per gli enti interessati si applica la
disposizione di cui ai periodi successivi. Gli enti e gli organismi
anche costituiti in forma societaria, dotati di autonomia
finanziaria, che non ricevono trasferimenti dal bilancio dello Stato
adottano interventi di razionalizzazione per la riduzione della spesa
per consumi intermedi in modo da assicurare risparmi corrispondenti
alle misure indicate nel periodo precedente; le somme derivanti da
tale riduzione sono versate annualmente ad apposito capitolo
dell'entrata del bilancio dello Stato entro il 30 giugno di ciascun
anno. Per l'anno 2012 il versamento avviene entro il 30 settembre. Il
presente comma non si applica agli enti e organismi vigilati dalle
regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti
locali.
4. Per gli enti di ricerca indicati nell'allegato n. 3, si applicano
le riduzioni dei trasferimenti dal bilancio dello Stato ivi indicate.
Nel caso in cui per effetto delle operazioni di gestione la predetta
riduzione non fosse possibile, per gli enti interessati si applica
quanto previsto dal precedente comma 3.

Titolo II
Riduzione della spesa delle amministrazioni statali e degli enti non
territoriali

Art. 9.

Razionalizzazione amministrativa, divieto di istituzione e
soppressione di enti, agenzie e organismi

1. Al fine di assicurare il coordinamento e il conseguimento degli
obiettivi di finanza pubblica, il contenimento della spesa e il
migliore svolgimento delle funzioni amministrative, le regioni, le
province e i comuni sopprimono o accorpano, riducendone in tal caso
gli oneri finanziari in misura non inferiore al 20 per cento, enti,
agenzie e organismi comunque denominati e di qualsiasi natura
giuridica che, alla data di entrata in vigore del presente decreto,
esercitano, anche in via strumentale, funzioni fondamentali di cui
all'articolo 117, comma secondo, lettera p), della Costituzione o
funzioni amministrative spettanti a comuni, province, e citta'
metropolitane ai sensi dell'articolo 118, della Costituzione.
2. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, al fine di dare attuazione al comma 1, con accordo sancito
in sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 9 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, si provvede alla complessiva
ricognizione degli enti, delle agenzie e degli organismi, comunque
denominati e di qualsiasi natura giuridica di cui al comma 1.
3. Al fine di dare attuazione al comma 2, in sede di Conferenza
unificata si provvede mediante intesa ai sensi dell'articolo 8, comma
6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, e sulla base del principio di
leale collaborazione, all'individuazione dei criteri e della
tempistica per l'attuazione del presente articolo e alla definizione
delle modalita' di monitoraggio.
4. Se, decorsi nove mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, le regioni, le province e i comuni non hanno dato attuazione
a quanto disposto dal comma 1, gli enti, le agenzie e gli organismi
indicati al medesimo comma 1 sono soppressi. Sono nulli gli atti
successivamente adottati dai medesimi.
5. Ai fini del coordinamento della finanza pubblica, le regioni si
adeguano ai principi di cui al comma 1 relativamente agli enti,
agenzie ed organismi comunque denominati e di qualsiasi natura, che
svolgono, ai sensi dell'articolo 118, della Costituzione, funzioni
amministrative conferite alle medesime regioni.
6. E' fatto divieto agli enti locali di istituire enti, agenzie e
organismi comunque denominati e di qualsiasi natura giuridica, che
esercitino una o piu' funzioni fondamentali e funzioni amministrative
loro conferite ai sensi dell'articolo 118, della Costituzione.
7. Resta fermo quanto disposto dall'articolo 14, comma 32, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni.

Titolo II
Riduzione della spesa delle amministrazioni statali e degli enti non
territoriali

Art. 10.

Riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio

1. La Prefettura - Ufficio territoriale del Governo assume la
denominazione di Prefettura - Ufficio territoriale dello Stato e
assicura, nel rispetto dell'autonomia funzionale e operativa degli
altri uffici periferici delle amministrazioni statali, le funzioni di
rappresentanza unitaria dello Stato sul territorio.
2. Con regolamento da adottare entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto ai
sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
e successive modificazioni, fermo restando il mantenimento in capo
alle Prefetture - Uffici territoriali dello Stato di tutte le
funzioni di competenza delle Prefetture, si provvede
all'individuazione di ulteriori compiti e attribuzioni della
Prefettura - Ufficio territoriale dello Stato connessi all'esercizio
delle funzioni di cui al comma 1, secondo le seguenti norme generali
regolatrici della materia:
a) contenimento della spesa pubblica;
b) mantenimento della circoscrizione provinciale quale ambito
territoriale di competenza delle Prefetture - Uffici territoriali
dello Stato e degli altri uffici periferici delle pubbliche
amministrazioni dello Stato, gia' organizzati su base provinciale,
salvo l'adeguamento dello stesso ambito a quello della citta'
metropolitana, laddove costituita, e fatta salva la possibilita' di
individuare, con provvedimento motivato, presidi in specifici ambiti
territoriali per eccezionali esigenze connesse alla tutela
dell'ordine e della sicurezza pubblica e del soccorso pubblico,
nonche' alla garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali;
c) in coerenza con la funzione di rappresentanza unitaria dello
Stato, individuazione di modalita', anche ulteriori a quelle di cui
all'articolo 11, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
successive modificazioni, per assicurare, su scala provinciale,
regionale o sovraregionale, l'ottimale esercizio coordinato
dell'attivita' amministrativa degli uffici periferici dello Stato;
d) realizzazione dell'esercizio unitario delle funzioni logistiche
e strumentali di tutte le strutture periferiche dell'amministrazione
dello Stato ed istituzione di servizi comuni, con particolare
riferimento alle funzioni di gestione del personale, di controllo di
gestione, di economato, di gestione dei sistemi informativi
automatizzati, di gestione dei contratti, nonche' utilizzazione in
via prioritaria di beni immobili di proprieta' pubblica, in modo da
assicurare la riduzione di almeno il 10 per cento della spesa
sostenuta dallo Stato per l'esercizio delle medesime funzioni;
e) funzionalmente al processo di cui alla lettera d) del presente
comma, con riferimento alle risorse che non risultano piu' adibite
all'esercizio delle funzioni divenute oggetto di esercizio unitario
da parte di altre strutture periferiche dell'amministrazione dello
Stato:
1) assegnazione, da parte delle amministrazioni di
appartenenza, delle risorse umane ad altre funzioni, ovvero
collocamento in mobilita' delle relative unita' ai sensi degli
articoli 33, 34 e 34-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, e successive modificazioni;
2) riallocazione delle risorse strumentali ed assegnazione di
quelle finanziarie in capo agli uffici individuati per l'esercizio
unitario di ciascuna di tali funzioni.
3. Il regolamento di cui al comma 2 e' adottato su proposta del
Ministro dell'interno, del Ministro per la pubblica amministrazione e
la semplificazione e del Ministro dell'economia e delle finanze, di
concerto con i Ministri competenti per materia. Lo schema di
regolamento, previo parere della Conferenza unificata, e' trasmesso
alle Camere per l'espressione dei pareri da parte delle competenti
Commissioni parlamentari entro il termine di quarantacinque giorni
dalla data di trasmissione. Decorso il termine per l'espressione dei
pareri, il regolamento puo' essere comunque adottato. Al fine di
evitare soluzioni di continuita' nell'integrazione dei sistemi
informativi centrali e periferici del Ministero dell'Economia e delle
Finanze, necessaria per l'azione di monitoraggio e controllo delle
grandezze finanziarie e della spesa pubblica in particolare, la
competenza sulle infrastrutture informatiche e sui relativi sistemi
applicativi in uso alle Ragionerie Territoriali dello Stato rimane
attribuita al Ministero dell'economia e delle finanze.
4. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e
delle Province autonome di Trento e di Bolzano. Dall'applicazione del
presente articolo sono esclusi gli uffici di sanita' marittima, aerea
e di frontiera, i Posti di ispezione frontaliera e gli uffici
veterinari per gli adempimenti degli obblighi comunitari,

Titolo II
Riduzione della spesa delle amministrazioni statali e degli enti non
territoriali

Art. 11.

Riordino delle Scuole pubbliche di formazione

1. Al fine di ottimizzare l'allocazione delle risorse e migliorare la
qualita' delle attivita' formative dei dirigenti e dei funzionari
pubblici, garantendone l'eccellenza e l'interdisciplinarieta', con
uno o piu' regolamenti adottati entro centottanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17,
comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro
per pubblica amministrazione e la semplificazione, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro degli affari
esteri, con il Ministro della difesa e con il Ministro dell'interno,
anche modificando le disposizioni legislative vigenti, sono
individuate idonee forme di coordinamento tra le scuole pubbliche di
formazione, gli istituti di formazione e le altre strutture
competenti ed e' riformato il sistema di reclutamento e di formazione
dei dirigenti e dei funzionari pubblici anche mediante adeguati
meccanismi di collegamento tra la formazione propedeutica
all'ammissione ai concorsi e quella permanente, attenendosi ai
seguenti criteri:
a. eliminazione di sovrapposizioni e duplicazioni delle funzioni
coincidenti o analoghe;
b. precisa individuazione e disciplina delle missioni e dei
compiti di ciascuna struttura;
c. per il reclutamento e la formazione generica dei dirigenti e la
formazione generica dei funzionari delle amministrazioni dello Stato
e degli enti pubblici non economici, previsione della tendenziale
concentrazione in una scuola centrale esistente;
d. per la formazione specialistica e permanente dei dirigenti e
dei funzionari delle amministrazioni dello Stato e degli enti
pubblici non economici, previsione della tendenziale concentrazione
in un'unica struttura gia' esistente per singolo Ministero e per gli
enti vigilati dallo stesso, con unificazione delle risorse e
coordinamento con le strutture formative militari;
e. ottimizzazione dei locali adibiti alla formazione, favorendo
l'uso gratuito da parte di altre strutture formative pubbliche;
f. individuazione di forme di razionalizzazione e di coordinamento
della formazione permanente dei dipendenti delle amministrazioni
pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n.165, prevedendo che la relativa formazione possa
svolgersi anche con modalita' decentrate e in collaborazione con
istituti universitari italiani o stranieri;
g. previsione di convenzioni quadro tra la scuola centrale di cui
alla lettera c) e gli enti territoriali per il reclutamento della
dirigenza e la formazione dei dipendenti degli enti medesimi;
h. revisione della disciplina degli incarichi di docenza al fine
di garantire la stabilita' del corpo docente e l'eccellenza
dell'insegnamento presso le scuole pubbliche di formazione;
i. previsione che, al fine di eliminare duplicazioni e di
razionalizzare le risorse umane e finanziarie disponibili:
1) l'attivita' di formazione riguardante ambiti omogenei e'
programmata e svolta in conformita' con linee di indirizzo stabilite
dai soggetti che operano nei predetti ambiti;
2) la gestione delle risorse finanziarie relative alla
formazione ed alle scuole ed agli istituti di formazione operanti in
ambiti omogenei avvenga in maniera coordinata.
2. Con uno o piu' regolamenti adottati su proposta del Ministro della
difesa di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e per
la pubblica amministrazione e la semplificazione, entro 180 giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si
provvede al riordino delle scuole militari e degli istituti militari
di formazione in conformita' con i criteri indicati al comma 1.

Titolo II
Riduzione della spesa delle amministrazioni statali e degli enti non
territoriali

Art. 12.

Soppressione di enti e societa'

1. L'INRAN e' soppresso a decorrere dalla data di entrata in vigore
del presente decreto.
2. Per effetto della detta soppressione sono attribuiti al CRA le
funzioni ed i compiti gia' affidati all'INRAN ai sensi dell'articolo
11 decreto legislativo n. 454 del 1999. Sono attribuite all'Ente risi
le competenze dell'INRAN acquisite nel settore delle sementi elette.
Sono soppresse le funzioni dell'INRAN gia' svolte dall'ex INCA.
3. Con uno o piu' decreti di natura non regolamentare del Ministro
per le politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il
Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e con
il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 90
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
individuate le risorse umane, strumentali e finanziarie trasferite,
rispettivamente, al CRA ed all'Ente risi.
4. Il nuovo organico del CRA quale risultante a seguito del
trasferimento del personale di ruolo dell'INRAN, che mantiene il
trattamento economico, giuridico e previdenziale del personale del
comparto ricerca, e' ridotto del 10 per cento, con esclusione del
personale di ricerca. Per i restanti rapporti gli enti incorporanti
subentrano nella titolarita' fino alla loro naturale scadenza.
5. Il personale INRAN (ex INCA) che al momento di entrata in vigore
del presente decreto svolge le funzioni trasferite all'INRAN ai sensi
dell'articolo 7, comma 20, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, e'
posto in mobilita' ai sensi del decreto legislativo n. 165 del 2001.
6. Al fine di garantire la continuita' dei rapporti gia' in capo
all'ente soppresso, il direttore generale dell'INRAN, e' delegato
allo svolgimento delle attivita' di ordinaria amministrazione, ivi
comprese le operazioni di pagamento e riscossione a valere sui conti
correnti gia' intestati all'ente soppresso che rimangono aperti fino
alla data di emanazione dei decreti medesimi, per un termine comunque
non superiore a dodici mesi.
7. Al fine di ridurre la spesa di funzionamento, di incrementare
l'efficienza e di migliorare la qualita' dei servizi resi alle
imprese agricole, a decorrere dal 1° ottobre 2012, le funzioni di
coordinamento di cui all'articolo 6, comma 3, del regolamento (CE) n.
1290 del 2005 del Consiglio del 21 giugno 2005 relativo al
finanziamento della politica agricola comune sono svolte dal
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che agisce
come unico rappresentante dello Stato italiano nei confronti della
Commissione europea per tutte le questioni relative al FEAGA e al
FEASR, ai sensi del regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione,
del 21 giugno 2006.
8. Restano ferme in capo ad Agea tutte le altre funzioni previste
dalla vigente normativa.
9. Con uno o piu' decreti di natura non regolamentare del Ministro
per le politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il
Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e con
il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 90
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
individuate le risorse umane, strumentali e finanziarie riallocate
presso il Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali.
A tal fine, e fermo restando quanto previsto al comma 12, la
dotazione organica di AGEA attualmente esistente e' ridotta del 50
per cento per il personale dirigenziale di prima fascia e del 10 per
cento per il personale dirigenziale di seconda fascia e,
conseguentemente, AGEA adegua il proprio assetto organizzativo.
10. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e
con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione
e' approvata apposita tabella di corrispondenza per l'inquadramento
del personale trasferito. Con regolamento da adottarsi ai sensi
dell'articolo 17, commi 2 e 4 bis della legge n. 400 del 1988, il
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali adegua la
propria dotazione organica sulla base delle unita' di personale
effettivamente trasferito e la propria organizzazione.
11. Il personale trasferito al Ministero politiche agricole
alimentari forestali mantiene il trattamento previdenziale nonche'
quello economico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci
fisse e continuative, corrisposte al momento dell'inquadramento. Nel
caso in cui il trattamento economico risulti piu' elevato rispetto a
quello previsto per il personale del Ministero politiche agricole
alimentari forestali e' attribuito per la differenza un assegno ad
personam riassorbile con i successivi miglioramenti economici a
qualsiasi titolo conseguiti. Il Ministero subentra nella titolarita'
dei restanti rapporti fino alla naturale scadenza.
12. La consistenza numerica complessiva del personale di ruolo che
rimane in servizio presso Agea, a seguito del trasferimento di cui al
comma 11 costituisce il limite massimo della dotazione organica della
stessa Agenzia.
13. A decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto, gli
organi dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, sottoposta alla
vigilanza del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, sono:
a) il direttore dell'agenzia, scelto in base a criteri di alta
professionalita' e conoscenza del settore agroalimentare;
b) il collegio dei revisori dei conti.
14. Il direttore e' nominato con decreto del Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali. L'incarico ha la durata massima di
tre anni, e' rinnovabile per una sola volta ed e' incompatibile con
altri rapporti di lavoro subordinato e con qualsiasi altra attivita'
professionale privata.
15. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
da adottarsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore del presente
decreto, e' adottato lo statuto dell'Agenzia, e con altro decreto, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono
determinati il compenso del direttore e dei componenti del collegio
dei revisori.
16. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
17. Sono abrogati dalla data di trasferimento delle funzioni, di cui
ai commi 7 e 8, le disposizioni del decreto legislativo n. 165 del
1999 incompatibili con il presente articolo e dalla data di entrata
in vigore del presente decreto l'articolo 9 del citato decreto
legislativo.
18. Dalle disposizione del presente articolo non derivano nuovi o
maggiori oneri per il bilancio dello Stato.
19. Al fine di semplificare le procedure di riordino, trasformazione
e soppressione di enti ed organismi pubblici statali, nonche' di
strutture pubbliche statali o partecipate dallo Stato, i regolamenti
previsti dall'articolo 2, comma 634, della legge n. 244 del 2007 sono
emanati, anche sulla base delle proposte del commissario
straordinario di cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 52 del 2012,
su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze e sentito il Ministro
vigilante. Sino al 31 dicembre 2012 non si applicano i commi 635 e
638 del citato articolo 2 della legge n. 244 del 2007.
20. A decorrere dalla data di scadenza degli organismi collegiali
operanti presso le pubbliche amministrazioni, in regime di proroga ai
sensi dell'articolo 68, comma 2, del decreto legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, le attivita' svolte dagli organismi stessi sono definitivamente
trasferite ai competenti uffici delle amministrazioni nell'ambito
delle quali operano
21. Alla data di entrata in vigore del presente decreto l'organismo
di indirizzo, istituito dall'articolo 2, comma 118, della legge 23
dicembre 2009, n. 191 e' soppresso. Le relative funzioni sono
esercitate dalle province autonome di Trento e di Bolzano sulla base
di specifica intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
22. Le Province autonome di Trento e di Bolzano, entro il mese di
marzo di ciascun anno finanziario, rendicontano le somme erogate a
favore dei comuni confinanti ai soli fini dello svincolo degli
accantonamenti effettuati in via temporanea dal Ministero
dell'economia e delle finanze in applicazione dell'articolo 79, comma
1, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto
1972, n. 670.
23. La Commissione scientifica CITES di cui all'articolo 4, comma 2,
della legge 7 febbraio 1992, n. 150, non e' soggetta alle
disposizioni di cui agli articoli 68 del decreto legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133 e 29, comma 2, lettera e-bis), e comma 2-bis, del
decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. La partecipazione alla Commissione
e' a titolo gratuito e non da' diritto a corresponsione di compensi,
comunque denominati, gettoni di presenza e rimborsi spese.
24. La Societa' per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello
spettacolo - ARCUS Spa, di seguito denominata «Societa'», costituita
ai sensi dell'articolo 10 della legge 8 ottobre 1997, n. 352, come
sostituito dall'articolo 2 della legge 16 ottobre 2003, n. 291, e
successive modificazioni, e' posta in liquidazione.
25. Con decreto del Ministro per i beni e le attivita' culturali, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e' nominato un
commissario liquidatore con il compito di procedere alla liquidazione
della Societa' e di portare a conclusione esclusivamente le attivita'
in corso di svolgimento, ad essa affidate ai sensi dell'articolo 60,
comma 4, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per le quali, alla
data di entrata in vigore del presente decreto, sono sorti obblighi
giuridicamente vincolanti nei confronti di terzi o sono gia' stati
individuati con decreti interministeriali interventi e beneficiari e
sono gia' stati contratti i relativi mutui.
26. Il commissario liquidatore dura in carica fino al 31 dicembre
2013 e non e' prorogabile. Per lo svolgimento dei propri compiti il
Commissario liquidatore si avvale della struttura e del personale
della Societa' e non puo' procedere a nuove assunzioni, neanche per
la sostituzione di personale in posti che si rendano vacanti. I
contratti di consulenza, di collaborazione coordinata e continuativa,
di lavoro autonomo, di lavoro subordinato a tempo determinato,
nonche', in ogni caso, i rapporti di qualsivoglia natura giuridica
aventi ad oggetto lo svolgimento di funzioni dirigenziali, anche a
tempo indeterminato, cessano di avere effetto ove non confermati dal
Commissario liquidatore entro trenta giorni dal suo insediamento. I
suddetti contratti e rapporti non possono essere confermati per una
durata superiore al termine originariamente previsto e non sono, in
ogni caso, rinnovabili alla scadenza. Il Commissario liquidatore
provvede, entro il 31 dicembre 2013, all'estinzione e alla
conseguente liquidazione dei predetti contratti e rapporti, nonche'
dei rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato del
personale non avente qualifica dirigenziale, attualmente in servizio
presso la societa'.
27. Tutti i beni residuanti dalla liquidazione della Societa' sono
trasferiti al Ministero per i beni e le attivita' culturali che
subentra in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi gia' facenti
capo alla Societ. Le disponibilita' finanziarie residue sono versate
all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ad
apposito capitolo di spesa dello stesso Ministero per la prosecuzione
degli interventi gia' contrattualizzati ed eventualmente non conclusi
al 31 dicembre 2013 e per ulteriori interventi da realizzare secondo
le modalita' di cui al comma 30. I contributi pluriennali di cui
Arcus S.p.a. risulta beneficiaria e per i quali non sono state ancora
perfezionate le relative operazioni finanziarie, sono utilizzati dal
predetto Ministero in erogazione diretta per le finalita' di cui al
comma 30 e secondo la procedura ivi prevista.
28. Alla procedura di liquidazione di cui al presente articolo si
applicano, in quanto non derogate, le disposizioni del codice civile
in materia di liquidazione delle societa' di capitali.
29. All'articolo 32, comma 16, del decreto legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111
nell'ultimo periodo, dopo le parole: "Dall'anno 2012" sono aggiunte
le seguenti: "fino all'anno 2016".
30. A decorrere dall'anno 2012, le risorse di cui all'articolo 32,
comma 16, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 sono assegnate,
secondo le modalita' ivi previste, al Ministero per i beni e le
attivita' culturali e destinate alla realizzazione di progetti di
assoluta rilevanza nazionale ed internazionale per la tutela, la
conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, per la
promozione e la realizzazione di attivita' culturali di pari
rilevanza, nonche' alla realizzazione di infrastrutture destinate
alla valorizzazione e alla fruizione di detti beni. Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Con decreto avente
natura non regolamentare del Ministro per i beni e le attivita'
culturali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, sono individuati annualmente i criteri ed indirizzi per la
programmazione delle risorse di cui al presente comma.
31. La Fondazione Centro sperimentale di cinematografia di cui al
decreto legislativo 18 novembre 1997, n. 426 e successive
modificazioni, di seguito denominata: "Fondazione", e' soppressa. Al
fine di razionalizzare e rendere piu' efficace ed efficiente lo
svolgimento delle funzioni, di preminente interesse generale
nell'ambito della formazione specialistica avanzata del settore
cinematografico, nonche' della tutela, salvaguardia, conservazione,
valorizzazione e diffusione culturale del patrimonio cinematografico
e audiovisivo, gia' svolte dalla Fondazione, e' istituito, presso il
Ministero per i beni e le attivita' culturali, il Centro sperimentale
di cinematografia, quale Istituto centrale ai sensi e per gli effetti
dell'articolo 15, comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica
26 novembre 2007, n. 233 e successive modificazioni, di seguito
denominato: "Istituto". L'Istituto afferisce alla Direzione generale
per il cinema ed e' posto sotto la vigilanza della medesima Direzione
generale. Ad esso si applicano i commi 5 e 6 dell'articolo 15 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233,
successive modificazioni. L'incarico di direzione dell'Istituto e'
conferito dal Direttore generale per il cinema, ai sensi del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni. A
decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e
nelle more della costituzione degli organi dell'Istituto, il
Direttore generale per il cinema assicura la continuita' della
gestione amministrativa e della didattica ed a tal fine svolge le
funzioni dei cessati organi amministrativi della Fondazione.
32. All'articolo 15, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 novembre 2007, n. 233 e successive modificazioni e'
aggiunta la seguente lettera: "g-bis) il Centro sperimentale di
cinematografia.".
33. I contratti di consulenza, di collaborazione coordinata e
continuativa, di lavoro autonomo, di lavoro subordinato a tempo
determinato, nonche', in ogni caso, i rapporti di qualsivoglia natura
giuridica aventi ad oggetto lo svolgimento di funzioni dirigenziali,
anche a tempo indeterminato, cessano di avere effetto ove non
confermati dal Direttore generale per il cinema entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Fermo restando
quanto previsto dai commi 34 e 35, l'Istituto subentra in tutti i
rapporti giuridici attivi e passivi gia' facenti capo alla Fondazione
e ad esso sono trasferite le risorse finanziarie e strumentali della
medesima. I dipendenti a tempo indeterminato della Fondazione, ad
eccezione del personale dirigenziale, per il quale si applicano gli
istituti contrattuali in tema di risoluzione del rapporto di lavoro
previsti nel vigente contratto collettivo nazionale di lavoro, sono
inquadrati nei ruoli del Ministero per i beni e le attivita'
culturali, previo espletamento di apposita procedura selettiva di
verifica dell'idoneita', sulla base di apposite tabelle di
corrispondenza approvate con uno o piu' decreti del Ministro per i
beni e le attivita' culturali, di concerto con il Ministro della
pubblica amministrazione e la semplificazione e con il Ministro
dell'economia e delle finanze. Il Ministero per i beni e le attivita'
culturali provvede ad adeguare le proprie dotazioni organiche in
misura corrispondente al personale effettivamente trasferito. I
dipendenti della Fondazione mantengono il trattamento economico
fondamentale e accessorio corrisposto al momento dell'inquadramento,
limitatamente alle voci fisse e continuative. Nel caso in cui tale
trattamento risulti piu' elevato rispetto a quello previsto per il
personale del Ministero per i beni e le attivita' culturali, e'
attribuito per la differenza un assegno ad personam riassorbibile con
i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti.
34. Le funzioni svolte dalla Cineteca nazionale, nonche' le inerenti
risorse finanziarie e strumentali, compresi i relativi rapporti
giuridici attivi e passivi, sono trasferiti, con il decreto previsto
dal comma 35 alla s.r.l. Istituto Luce Cinecitta', di cui
all'articolo 14, commi da 6 a 14, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
alla quale, a partire dall'entrata in vigore del decreto di cui al
comma 35, si applicano le previsioni dell'articolo 24 del decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, e successive modificazioni.
Presso la medesima Societa' sono, altresi', trasferiti i dipendenti a
tempo indeterminato della Fondazione, adibiti alla Cineteca
nazionale, individuati con il medesimo decreto di cui al comma 35, ad
eccezione del personale dirigenziale, per il quale si applicano gli
istituti contrattuali in tema di risoluzione del rapporto di lavoro
previsti nel vigente contratto collettivo nazionale di lavoro.
35. Con decreto non avente natura regolamentare del Ministro per i
beni e le attivita' culturali, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuate le
risorse umane, finanziarie e strumentali appartenenti alla Cineteca
Nazionale, nonche' le partecipazioni societarie detenute dalla
Fondazione, da trasferire a titolo gratuito a Istituto Luce
Cinecitta' s.r.l. Con convenzione stipulata entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la Direzione
generale per il cinema, l'Istituto e l'Istituto Luce Cinecitta'
s.r.l. definiscono le modalita' con le quali e' assicurato il pieno
utilizzo, a titolo gratuito, del patrimonio e delle attivita' della
Cineteca Nazionale, da parte dell'Istituto nei propri programmi
formativi, didattici e culturali.
36. Tutte le operazioni compiute in attuazione del presente articolo
sono esenti da qualunque imposta diretta o indiretta, tassa, obbligo
e onere tributario comunque inteso o denominato.
37. A far data dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, e' abrogato il decreto legislativo
18 novembre 1997, n. 426, e successive modificazioni.
38. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
l'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi di cui
all'articolo 15, comma 1, lett. g), del decreto del Presidente della
Repubblica 26 novembre 2007, n. 233, e successive modificazioni, e'
soppresso. Le funzioni e i compiti, nonche' le risorse di personale,
finanziarie e strumentali, dell'Istituto centrale per i beni sonori e
audiovisivi sono trasferite alla competente Direzione generale del
Ministero per i beni e le attivita' culturali. All'articolo 15, comma
1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n.
233, e successive modificazioni, la lettera g) e' soppressa.
39. All'articolo 15, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo il secondo
periodo e' aggiunto il seguente: "L'incarico del commissario non puo'
eccedere la durata di tre anni e puo' essere prorogato, per motivate
esigenze, una sola volta per un periodo massimo di due anni. Decorso
tale periodo, le residue attivita' liquidatorie continuano ad essere
svolte dal ministero vigilante ai sensi della normativa vigente.".
40. In relazione alle liquidazioni coatte amministrative di organismi
ed enti vigilati dallo Stato in corso alla data di entrata in vigore
del presente decreto, qualora alla medesima data il commissario sia
in carica da piu' di cinque anni, il relativo incarico cessa decorso
un anno dalla predetta data e l'amministrazione competente per
materia ai sensi della normativa vigente subentra nella gestione
delle residue attivita' liquidatorie.
41. L'Ente nazionale per il microcredito di cui all'articolo 8, comma
4-bis del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito dalla legge
12 luglio 2011, n. 106, e' soppresso e i relativi organi decadono,
fatti salvi gli adempimenti di cui al comma 43.
42. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello
sviluppo economico e' nominato un dirigente delegato che esercita i
poteri attribuiti al presidente e al consiglio di amministrazione
dell'ente, fatti salvi gli adempimenti di cui al comma 43, e provvede
alla liquidazione delle attivita', all'estinzione delle passivita' e
alla definizione delle pendenze dell'ente soppresso. Il dirigente
delegato e' individuato tra i dirigenti del Ministero dello sviluppo
economico e il relativo incarico costituisce integrazione
dell'oggetto dell'incarico di funzione dirigenziale conferito ai
sensi dell'articolo 19, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e non comporta variazioni del trattamento economico
complessivo.
43. Il collegio dei revisori in carica alla data della soppressione
assicura il controllo delle attivita' del dirigente delegato. Entro
30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il
bilancio di chiusura dell'ente soppresso e' deliberato dagli organi
in carica alla data di cessazione dell'ente, corredato
dall'attestazione redatta dall'organo interno di controllo in carica
alla data di soppressione dell'ente medesimo e trasmesso per
l'approvazione al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero
dell'economia e delle finanze. Il bilancio da' evidenza delle
contabilita' separate attivate per la gestione delle risorse
comunitarie e dei fondi corrisposti all'ente da altri soggetti
pubblici o privati. I compensi, indennita' o altri emolumenti
comunque denominati ad essi spettanti sono corrisposti ai componenti
degli organi dell'ente soppresso fino agli adempimenti previsti dal
presente comma e comunque non oltre 30 giorni dalla data di
soppressione.
44. Le convenzioni in essere tra l'ente e le amministrazioni ed enti
pubblici e privati sono risolte alla data dell'entrata in vigore del
presente decreto. Le amministrazioni e gli enti interessati
definiscono con il dirigente delegato di cui al comma 42 le relative
pendenze finanziarie. Il Ministro dello sviluppo economico, con
decreto di natura non regolamentare, su proposta del dirigente
delegato, individua i soggetti e le modalita' di trasferimento dei
programmi e progetti comunitari, al fine di garantire l'adempimento
degli obblighi assunti in sede comunitaria.
45. Le risorse umane, nei limiti del personale con contratto di
lavoro subordinato a tempo indeterminato in servizio presso l'ente
alla data dell'entrata in vigore del presente decreto, sono
trasferite, con i relativi rapporti giuridici attivi e passivi, al
Ministero dello sviluppo economico che provvede corrispondentemente
ad incrementare la propria dotazione organica.
46. I contratti di consulenza, di collaborazione coordinata e
continuativa, di collaborazione occasionale e i rapporti di lavoro
subordinato a tempo determinato in corso alla data di soppressione
dell'ente cessano di avere effetto il quindicesimo giorno successivo
all'entrata in vigore del presente decreto; entro tale data, il
dirigente delegato puo' prorogarne l'efficacia, non oltre
l'originaria scadenza, per far fronte alle attivita' previste dal
comma 42.
47. L'eventuale attivo netto risultante dalla chiusura della gestione
del dirigente delegato di cui al comma 42 e le risorse finanziarie
disponibili, a qualsiasi titolo, sul bilancio di chiusura dell'ente
soppresso sono versate all' entrata del bilancio dello Stato; le
risorse allocate nello stato di previsione del Ministero dello
sviluppo economico costituiscono economie del bilancio dello Stato.
Le risorse strumentali dell'ente sono acquisite al patrimonio del
Ministero dello sviluppo economico.
48. E' abrogato l'articolo 8, comma 4-bis del decreto-legge 13 maggio
2011, n. 70, convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, e le
eventuali disposizioni legislative e normative in contrasto con la
presente disposizione.
49. L'Associazione italiana di studi cooperativi "Luigi Luzzatti" di
cui all'articolo 10, comma 10, della legge 23 luglio 2009, n. 99, e'
soppressa e i relativi organi decadono, fatti salvi gli adempimenti
di cui al comma 51.
50. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello
sviluppo economico e' nominato un dirigente delegato che esercita i
poteri attribuiti al presidente e al consiglio di amministrazione
dell'associazione, fatti salvi gli adempimenti di cui al comma 51, e
provvede alla gestione delle operazioni di liquidazione delle
attivita' ed estinzione delle passivita' e alla definizione delle
pendenze dell'ente soppresso. Il dirigente delegato e' individuato
tra i dirigenti del Ministero dello sviluppo economico e il relativo
incarico costituisce integrazione dell'oggetto dell'incarico di
funzione dirigenziale conferito ai sensi dell'articolo 19, comma 2,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e non comporta
variazioni del trattamento economico complessivo.
51. Il collegio dei revisori in carica alla data della soppressione
assicura il controllo delle attivita' del dirigente delegato. Entro
30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il
bilancio di chiusura dell'ente soppresso e' deliberato dagli organi
in carica alla data di cessazione dell'ente, corredato
dall'attestazione redatta dall'organo interno di controllo in carica
alla data di soppressione dell'ente medesimo e trasmesso per
l'approvazione al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero
dell'economia e delle finanze.
52. Le funzioni attribuite all'associazione di cui al comma 49 dalla
normativa vigente sono trasferite, senza che sia esperita alcuna
procedura di liquidazione, anche giudiziale, al Ministero dello
sviluppo economico che, previo accertamento della sussistenza e
dell'attualita' dell'interesse pubblico allo svolgimento delle
attivita', esercita i relativi compiti e provvede alla gestione con i
propri uffici mediante utilizzo del Fondo di cui al comma 53.
53. Le convenzioni in essere tra l'associazione e il Ministero dello
sviluppo economico, sono risolte alla data di entrata in vigore del
presente decreto e le corrispondenti somme, impegnate in favore
dell'associazione, individuate con apposito decreto del Ministro
dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, sono trasferite in un apposito fondo da istituire
nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico e
sono destinate alla prosecuzione delle attivita' di cui al comma 52.
54. Il personale di ruolo in servizio a tempo indeterminato presso
l'ente nazionale per il microcredito alla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, e' trasferito al
Ministero dello sviluppo economico. Con decreto del Ministro dello
sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione e' approvata apposita tabella di corrispondenza per
l'inquadramento del personale trasferito. Con regolamento da
adottarsi ai sensi dell'articolo 17, commi 2 e 4 bis della legge n.
400 del 1988, il Ministero dello sviluppo economico adegua la propria
dotazione organica in misura corrispondente alle unita' di personale
effettivamente trasferite e la propria organizzazione. Il personale
trasferito al Ministero dello sviluppo economico mantiene il
trattamento previdenziale in godimento.
55. I dipendenti trasferiti mantengono il trattamento economico
fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e
continuative, corrisposto al momento dell'inquadramento. Nel caso in
cui tale trattamento risulti piu' elevato rispetto a quello previsto
per il personale del Ministero, e' attribuito per la differenza un
assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti
economici a qualsiasi titolo conseguiti.
56. I contratti di consulenza, di collaborazione coordinata e
continuativa, di collaborazione occasionale e i rapporti di lavoro
subordinato a tempo determinato in corso alla data di soppressione
dell'ente cessano di avere effetto il quindicesimo giorno successivo
all'entrata in vigore del presente decreto; entro tale data, il
dirigente delegato puo' prorogarne l'efficacia non oltre l'originaria
scadenza per far fronte alle attivita' previste dal comma 50.
57. L'eventuale attivo netto risultante dalla chiusura della gestione
del dirigente delegato di cui al comma 50 e' versato all'entrata del
bilancio dello Stato. Le risorse strumentali dell'associazione sono
acquisite al patrimonio del Ministero dello sviluppo economico.
58. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e' abrogato
l'articolo 10, comma 10, della legge 23 luglio 2009, n. 99 e le
eventuali disposizioni legislative e normative in contrasto con la
presente norma.
59. La Fondazione Valore Italia di cui all'articolo 33 del
decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito in legge 23
febbraio 2006, n. 51 e' soppressa e i relativi organi, oggetto di
scioglimento ai sensi dell'articolo 25 del codice civile, decadono,
fatti salvi gli adempimenti di cui al comma 62.
60. Il commissario in carica, nominato con decreto del Ministro dello
sviluppo economico in data 19 aprile 2012 ai sensi dell'articolo 25
del codice civile, esercita i poteri del presidente e del consiglio
di amministrazione della fondazione e provvede alla gestione delle
operazioni della liquidazione delle attivita' ed estinzione delle
passivita' e alla definizione delle pendenze della fondazione
soppressa entro il termine del 31 dicembre 2012. A tal fine, e'
istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo
economico un apposito Fondo al quale sono trasferite per essere
destinate alla estinzione delle passivita' risultanti dalla gestione
liquidatoria, anche le somme impegnate dal Ministero in favore della
Fondazione, individuate con un apposito decreto del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze. Il compenso dovuto al commissario e' determinato dal
Ministro dello sviluppo economico.
61. Il commissario entro il termine di cui al comma 60, verifica
altresi' la disponibilita' degli operatori del mercato a subentrare
nell'esecuzione del progetto per la realizzazione dell'Esposizione
permanente di cui all'articolo 4, commi 68, 69 e 70, della legge 24
dicembre 2003, n. 350, senza previsione e impegno di oneri per il
bilancio dello Stato, provvedendo, se del caso, previa autorizzazione
del Ministero dello sviluppo economico, al trasferimento dei relativi
rapporti e attivita' in essere alla data del presente decreto. In
caso di mancato trasferimento entro la data del 31 dicembre 2012
tutti i rapporti di cui e' parte la Fondazione si risolvono di
diritto senza che sia dovuta alcuna compensazione, comunque
denominata, per l'estinzione anticipata.
62. Il Ministero dello sviluppo economico provvede alla gestione
diretta del programma, oggetto di specifica convenzione con la
Fondazione, concernente la "Realizzazione del programma di
agevolazioni a favore delle micro, piccole e medie imprese italiane
per la valorizzazione economica dei disegni e modelli industriali",
utilizzando a tal fine le risorse trasferite alla Fondazione e
depositate su un conto corrente vincolato allo scopo. Tali risorse
sono versate all'entrate dello Stato per essere riassegnate ad
apposito capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero
dello sviluppo economico e destinate all'esecuzione del suddetto
programma secondo criteri e modalita' definite con decreto del
Ministero dello sviluppo economico.
63. Le convenzioni in essere tra il Ministero e la fondazione
soppressa e tra quest'ultima e soggetti terzi, fatte salve le
previsioni dei commi 61 e 62, devono intendersi risolte in ogni caso
a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
64. Il collegio dei revisori in carica alla data della soppressione
assicura il controllo delle attivita' del commissario. Entro 15
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, il
bilancio di chiusura della fondazione soppressa e' presentato dal
commissario per l'approvazione al Ministero dello sviluppo economico
e al Ministero dell'economia e delle finanze. ed e' corredato
dall'attestazione redatta dal collegio dei revisori. Il bilancio da'
evidenza della contabilita' separata attivata per la gestione della
convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico e la
fondazione, concernente la realizzazione del programma di cui al
comma 62. I compensi, le indennita' o gli altri emolumenti comunque
denominati spettanti al collegio dei revisori sono corrisposti fino
agli adempimenti previsti dal presente comma e comunque non oltre i
15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
65. Le risorse umane, nei limiti del personale con contratti di
lavoro subordinato a tempo indeterminato in servizio presso la
fondazione alla data dell'entrata in vigore del presente decreto,
sono trasferite al Ministero dello sviluppo economico che provvede
corrispondentemente ad incrementare la propria dotazione organica.
66. Il personale di cui al comma 65 e' inquadrato nei ruoli del
Ministero dello sviluppo economico, con decreto del Ministro dello
sviluppo economico adottato di concerto con il Ministro per la
pubblica amministrazione e la semplificazione e il Ministro
dell'economia e delle finanze, previo espletamento di apposita
procedura selettiva di verifica dell'idoneita', sulla base di una
tabella di equiparazione tra le qualifiche possedute presso la
fondazione e quelle del Ministero tenuto conto delle mansioni svolte
e dei titoli di servizio. Il predetto personale puo' essere
destinato, in tutto o in parte, a supporto delle attivita' del
commissario per il compimento delle operazioni di cui ai commi 60 e
61.
67. I dipendenti trasferiti mantengono il trattamento economico
fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e
continuative, corrisposto al momento dell'inquadramento. Nel caso in
cui tale trattamento risulti piu' elevato rispetto a quello previsto
per il personale del Ministero, e' attribuito per la differenza un
assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti
economici a qualsiasi titolo conseguiti.
68. I contratti di consulenza, di collaborazione coordinata e
continuativa, di collaborazione occasionale e i rapporti di lavoro
subordinato a tempo determinato in corso alla data di soppressione
della fondazione cessano di avere effetto il quindicesimo giorno
successivo all'entrata in vigore del presente decreto; entro tale
data, il commissario puo' prorogarne l'efficacia non oltre
l'originaria scadenza per far fronte alle attivita' previste dai
commi 60 e 61.
69. L'eventuale attivo netto risultante dalla chiusura della gestione
del commissario e le disponibilita' liquide costituenti il Fondo di
dotazione della fondazione, o comunque destinate alla realizzazione
dell'Esposizione permanente di cui al comma 61, sono versate
all'entrate del bilancio dello Stato. Le risorse strumentali della
fondazione sono acquisite al patrimonio del Ministero dello sviluppo
economico.
70. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
abrogati il comma 61 nella parte in cui dispone l'istituzione di un
fondo per la realizzazione di azioni a sostegno di una campagna
promozionale straordinaria a favore del 'made in Italy', il comma 68,
69 e 70 dell'articolo 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e
l'articolo 1, comma 230, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, nella
parte in cui dispone lo stanziamento delle risorse del predetto Fondo
alle attivita' previste al comma 68 dell'articolo 4 della legge 24
dicembre 2003, n. 350 e l'articolo 33 del decreto legge 30 dicembre
2005, n. 273, convertito in legge 23 febbraio 2006, n. 51 e le
eventuali disposizioni legislative e normative in contrasto con la
presente disposizione.
71. La titolarita' degli affidamenti diretti disposti dal Ministero
dello sviluppo economico in favore di Promuovi Italia S.p.a. (nel
seguito Promuovi Italia) e delle convenzioni dalla stessa
sottoscritte con il medesimo Ministero e' trasferita a titolo
gratuito, a decorrere dalla data di stipula dell'accordo di cui al
comma 73, all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e
lo sviluppo d'impresa - Invitalia S.p.a. (nel seguito Invitalia)
ovvero ad una societa' dalla stessa interamente partecipata. La
societa' conferitaria subentra in tutti i rapporti attivi e passivi
derivanti dal trasferimento.
72. Per gli effetti di cui al comma 71, sono trasferiti da Promuovi
Italia alla societa' conferitaria i beni strumentali e, previo
subentro nei relativi contratti di lavoro, il personale a tempo
indeterminato impiegato nello svolgimento delle attivita'; la
societa' subentra altresi' in tutti i contratti di lavoro temporaneo
e per prestazioni professionali in essere alla data di entrata in
vigore del presente decreto.
73. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, Invitalia stipula con Promuovi Italia apposito
accordo per l'individuazione della societa' conferitaria e delle
attivita', dei beni e del personale oggetto di trasferimento, nel
quale sono individuate le modalita' e i criteri per la regolazione
dei rispettivi rapporti economici; lo schema del predetto accordo e'
sottoposto alla preventiva approvazione del Ministero dello sviluppo
economico, nell'esercizio dei poteri di vigilanza di cui all'art. 1,
comma 460, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
74. Al comma 8-bis dell'articolo 12 del decreto-legge 14 marzo 2005,
n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n.
80, le parole "Il Ministero delle attivita' produttive" e "Il
Ministro delle attivita' produttive" sono sostituite,
rispettivamente, dalle parole "La Presidenza del Consiglio dei
Ministri " e "Il Presidente del Consiglio dei Ministri".
75. L'incarico di commissario per la gestione delle societa'
cooperative di cui all'articolo 2545-sexiesdecies del codice civile,
commissario liquidatore delle societa' cooperative sciolte per atto
dell'autorita' di cui all'articolo 2545-septiesdecies del codice
civile, commissario liquidatore delle societa' cooperative in
liquidazione coatta amministrativa di cui agli articoli
2545-terdecies del codice civile e 198 del regio-decreto 16 marzo
1942, n. 267, e' monocratico. Il commissario liquidatore esercita
personalmente le funzioni del proprio ufficio; nel caso di delega a
terzi di specifiche operazioni, l'onere per il compenso del delegato
e' detratto dal compenso del commissario.
76. Il provvedimento che dispone la liquidazione coatta
amministrativa delle societa' cooperative nonche' la contestuale o
successiva nomina del relativo commissario liquidatore, di cui agli
articoli 2545-terdecies del codice civile e 198 del regio-decreto 16
marzo 1942, n. 267, e' adottato con decreto del Ministro dello
sviluppo economico.
77. Nelle procedure di liquidazione coatta amministrativa di cui al
comma 71, l'ammontare del compenso dei commissari e dei membri del
comitato di sorveglianza, ove previsto, ed i relativi criteri di
liquidazione, sono determinati con decreto non regolamentare del
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con Ministro
dell'economia e delle finanze, che individua modalita' di
remunerazione dei commissari liquidatori sulla base di criteri
predeterminati di apprezzamento della economicita', efficacia ed
efficienza delle attivita' svolte, tenuto conto, per quanto
applicabili e con gli adattamenti resi necessari dalla specificita'
della procedura, delle disposizioni di cui al decreto ministeriale 25
gennaio 2012, n. 30, recante "Regolamento concernente l'adeguamento
dei compensi spettanti ai curatori fallimentari e la determinazione
dei compensi nelle procedure di concordato preventivo. In ogni caso
la remunerazione dei commissari liquidatori non puo' essere superiore
a quella prevista all'entrata in vigore del presente decreto ."
78. All'articolo 11 del decreto legge 29 dicembre 2011, n. 216,
convertito con modificazioni dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, le parole: "31 luglio 2012" sono sostituite dalle
seguenti: "30 settembre 2012" ed e' aggiunto, in fine, il seguente
periodo: "In caso di mancata adozione, entro il predetto termine,
dello statuto e del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
di cui all'articolo 36, comma 5, settimo periodo, del decreto-legge 6
luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
luglio 2011, n. 111, l'Agenzia e' soppressa e le attivita' e i
compiti gia' attribuiti alla medesima sono trasferiti al Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti a decorrere dal 1° ottobre 2012,
che rimane titolare delle risorse previste dall'articolo 36, comma 5,
del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e cui sono
contestualmente trasferite le risorse finanziarie umane e strumentali
relative all'Ispettorato di vigilanza sulle concessionarie
autostradali di cui al medesimo comma 5.";
b) al comma 6, le parole: "31 luglio 2012" sono sostituite dalle
seguenti: "30 settembre 2012".
79. All'articolo 36 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, secondo periodo, le parole: "in servizio dalla data
in vigore del presente decreto", sono sostituite dalle seguenti: "in
servizio alla data del 31 maggio 2012";
b) al comma 7, le parole: "31 luglio 2012" sono sostituite dalle
seguenti: "30 settembre 2012".
80. All'articolo 83-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 6, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "A tale
fine nella fattura viene indicata, altresi', la lunghezza della
tratta effettivamente percorsa.";
b) il comma 14, e' sostituito dal seguente: "14. Ferme restando le
sanzioni previste dall'articolo 26 della legge 6 giugno 1974, n. 298,
e successive modificazioni, e dall'articolo 7 del decreto legislativo
21 novembre 2005, n. 286, ove applicabili, alla violazione delle
norme di cui ai commi 7, 8 e 9, consegue la sanzione amministrativa
pecuniaria pari al doppio della differenza tra quanto fatturato e
quanto dovuto sulla base dei costi individuati ai sensi dei commi 1 e
2; alla violazione delle norme di cui ai commi 13 e 13-bis consegue
la sanzione amministrativa pecuniaria pari al dieci per cento
dell'importo della fattura e comunque non inferiore a 1.000,00
euro.";
c) il comma 15, e' sostituito dal seguente: "15. Le sanzioni
indicate al comma 14 sono irrogate dagli organi del Comando generale
della Guardia di finanza e dell'Agenzia delle entrate in occasione
dei controlli ordinari e straordinari effettuati presso le imprese.".
81. A decorrere dall'esercizio finanziario 2013 il Comitato centrale
per l'Albo nazionale degli autotrasportatori di cui al Titolo II del
decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 284, opera quale centro di
costo nell'ambito del Centro di responsabilita' Dipartimento per i
trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
82. Sono soppresse le lettere c), g) ed l) dell'articolo 9 del
decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 284.
83. All'articolo 10 del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 284,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la lettera a) del comma 1 e' sostituita dalla seguente: "a) un
Dirigente del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con
incarico di livello dirigenziale generale nell'ambito di quelli
previsti dall'articolo 2, comma 5, del decreto del Presidente della
Repubblica 3 dicembre 2008, n. 211 "Regolamento recante
riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti",
con funzioni di Presidente";
b) al comma 1, lettera b) le parole "dei quali il primo e' eletto
dal Comitato centrale fra i componenti in rappresentanza del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti" sono sostituite dalle
seguenti: "dei quali il primo, responsabile dell'attivita'
amministrativa e contabile, con incarico di livello dirigenziale di
seconda fascia assegnato nell'ambito di quelli previsti dall'articolo
14, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre
2008, n. 211";
c) al comma 1, lettera g) le parole "quattro rappresentanti" sono
sostituite dalle seguenti: "un rappresentante per ciascuna".
84. Le disposizioni di cui al comma 3 entrano in vigore dal 1°
gennaio 2013.
85. Lo stanziamento assegnato al Comitato centrale per l'Albo degli
autotrasportatori per le iniziative in materia di sicurezza della
circolazione, di controlli sui veicoli pesanti e di protezione
ambientale, stanziato sul capitolo 1330 - piano di gestione 1 - del
bilancio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e'
ridotto di 1,5 milioni di euro per l'anno 2012 e di 1,5 milioni di
euro per gli anni 2013 e 2014.
86. Il Comitato centrale per l'Albo degli autotrasportatori, con i
fondi disponibili, proseguira' in particolare gli interventi
necessari per l'attuazione dei controlli sull'autotrasporto previsti
dalle direttive dell'Unione europea in materia e dalle intese
intercorse tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed
il Ministero dell'interno.
87. Al fine di consentire una sollecita definizione delle procedure
connesse alla soppressione dell'INPDAP ed alla sua confluenza
nell'INPS e realizzare i conseguenti risparmi previsti dall'articolo
21 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, all'approvazione
del bilancio di chiusura dell'INPDAP si provvede mediante la nomina
di un commissario ad acta.
88. All'articolo 24, comma 18, del citato decreto-legge n. 201 del
2011, le parole: "30 giugno 2012" sono sostituite dalle seguenti: "
31 ottobre 2012".
89. Il Comitato amministratore della forma di previdenza
complementare denominata FONDINPS previsto dall'articolo 4 del
decreto ministeriale 30 gennaio 2007 continua ad operare in regime di
proroga fino al perfezionamento della procedura di ricostituzione
dello stesso, e comunque non oltre il 31 ottobre 2012, con le
riduzioni stabilite dall'art. 7, comma 10 del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1,
della legge 30 luglio 2010, n. 122.
90. In funzione del processo di razionalizzazione dell'Istituto per
lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL),
istituito con il decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1973, n. 478, e di contenimento dei costi degli organismi collegiali,
il regime di commissariamento del suddetto Istituto disposto, a
partire dal 22 dicembre 2011, con decreto del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, i cui effetti sono confermati, mediante la
nomina di un dirigente generale di ruolo del Ministero, e' prorogato
fino all'approvazione del nuovo Statuto, volto a riordinare il
predetto Istituto secondo regole di contenimento della spesa e,
comunque, non oltre il 31 dicembre 2012.

Titolo II
Riduzione della spesa delle amministrazioni statali e degli enti non
territoriali

Art. 13.

Istituzione dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e sul
risparmio previdenziale

1. Al fine di assicurare la piena integrazione dell'attivita' di
vigilanza nei settori finanziario, assicurativo e del risparmio
previdenziale, anche attraverso un piu' stretto collegamento con la
vigilanza bancaria, e' istituito, con sede legale in Roma, l'Istituto
per la vigilanza sulle assicurazioni e sul risparmio previdenziale
(IVARP).
2. L'IVARP ha personalita' giuridica di diritto pubblico.
3. L'Istituto opera sulla base di principi di autonomia
organizzativa, finanziaria e contabile, oltre che di trasparenza e di
economicita', mantenendo i contributi di vigilanza annuali previsti
dal Capo II del Titolo XIX del decreto legislativo 7 settembre 2005,
n. 209, (Codice delle assicurazioni private) e quelli previsti
dall'art. 13, comma 3, della legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma del
sistema pensionistico obbligatorio e complementare), come modificato
dalla legge 23 dicembre 2005, art. 1, comma 68, nonche' il gettito
assicurato dal versamento del contributo di solidarieta' previsto
dall'art. 12, comma 1, del decreto legislativo 12 aprile 1993, n.
124, nella misura prevista dall'art. 13 della legge 8 agosto 1995, n.
335, e successive integrazioni.
4. L'IVARP e i componenti dei suoi organi operano con piena autonomia
e indipendenza e non sono sottoposti alle direttive di altri soggetti
pubblici o privati. L'IVARP puo' fornire dati al Ministro dello
sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali
e al Ministro dell'economia e delle finanze, esclusivamente in forma
aggregata.
5. L'Istituto trasmette annualmente al Parlamento e al Governo una
relazione sulla propria attivita'.
6. L'IVARP svolge le funzioni gia' affidate all'Istituto per la
vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo
(ISVAP) ai sensi dell'art. 4 della legge 12 agosto 1982, n. 576,
(Riforma della vigilanza sulle assicurazioni) e dell'art. 5 del
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209.
7. Sono altresi' attribuite all'IVARP le funzioni spettanti alla
Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP) ai sensi del
decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (Disciplina delle forme
pensionistiche complementari).
8. Le competenze gia' affidate alla COVIP dall'art. 14, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n.111, sono esercitate dal Ministero del
lavoro e delle politiche sociali.
9. L'IVARP e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
possono stipulare appositi accordi per l'esercizio, da parte del
primo, di poteri di verifica e controllo, anche mediante ispezione,
sui soggetti sottoposti alla vigilanza del Ministero del lavoro e
delle politiche sociali, ai sensi del comma 8 del presente articolo.
10. Sono organi dell'IVARP:
a) il Presidente;
b) il Consiglio;
c) il Direttorio di cui all'art. 21 dello Statuto della Banca
d'Italia, operante nella composizione integrata di cui al comma 17.
11. Presidente dell'Istituto e' il Direttore Generale della Banca
d'Italia.
12. Il Presidente e' il legale rappresentante dell'Istituto e
presiede il Consiglio.
13. Il Consiglio e' composto dal Presidente e da due consiglieri
scelti tra persone di indiscussa moralita' ed indipendenza oltre che
di elevata qualificazione professionale in campo assicurativo o
previdenziale, nominati con decreto del Presidente della Repubblica,
previa delibera del Consiglio dei Ministri, ad iniziativa del
Presidente del Consiglio, su proposta del Governatore della Banca
d'Italia e di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con
il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
14. I due consiglieri restano in carica sei anni, con possibilita' di
rinnovo per un ulteriore mandato. Gli emolumenti connessi alla carica
sono fissati con decreto del Ministro dello sviluppo economico di
concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
adottato su proposta del Governatore della Banca d'Italia.
15. Al Consiglio spetta l'amministrazione generale dell'IVARP.
In particolare il Consiglio:
- adotta il regolamento organizzativo dell'IVARP;
- delibera in ordine al trattamento normativo ed economico del
personale dipendente dell'Istituto e adotta il relativo regolamento;
- adotta i provvedimenti di nomina, assegnazione, promozione e
cessazione dal servizio dei dipendenti;
- conferisce gli incarichi di livello dirigenziale;
- approva gli accordi stipulati con le organizzazioni sindacali;
- provvede alla gestione dei contributi dei soggetti vigilati;
- esamina ed approva il bilancio;
- esercita le ulteriori competenze indicate dallo Statuto e
delibera sulle questioni che il Direttorio integrato eventualmente
ritenga di sottoporgli.
16. Nell'ambito delle proprie competenze, il Consiglio puo'
rilasciare deleghe anche a singoli consiglieri o al personale
dell'Istituto con qualifica dirigenziale per l'adozione di
provvedimenti che non richiedono valutazioni di carattere
discrezionale, stabilendone oggetto e limiti, nel rispetto delle
modalita' previste dallo Statuto.
17. Ai soli fini dell'esercizio delle funzioni istituzionali
attribuite all'IVARP in materia assicurativa e previdenziale, il
Direttorio della Banca d'Italia e' integrato con i due consiglieri di
cui al comma 13.
18. Al Direttorio integrato spetta l'attivita' di indirizzo e
direzione strategica dell'IVARP e la competenza ad assumere i
provvedimenti aventi rilevanza esterna relativi all'esercizio delle
funzioni istituzionali in materia di vigilanza assicurativa e
previdenziale.
19. Nell'ambito delle proprie competenze il Direttorio integrato puo'
rilasciare deleghe al Presidente, a singoli consiglieri, a dipendenti
dell'Istituto con qualifica dirigenziale o a Comitati, Commissioni o
Collegi previsti dallo Statuto, stabilendone oggetto e limiti nel
rispetto delle modalita' previste dallo Statuto medesimo.
20. Rientra, in ogni caso, nella competenza esclusiva del Direttorio
integrato l'approvazione della relazione annuale di cui al comma 5,
del presente articolo e l'adozione di provvedimenti a carattere
normativo.
21. Rientra, altresi', nella competenza del Direttorio integrato
l'adozione nei confronti dei dirigenti dell'IVARP di provvedimenti di
distacco ed il conferimento di particolari incarichi, ivi compresa la
nomina dei delegati presso l'Autorita' europea delle assicurazioni e
delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA).
22. Nei casi di necessita' e di urgenza, i provvedimenti di
competenza del Direttorio integrato possono essere assunti dai
componenti del Consiglio di amministrazione anche singolarmente,
salvo ratifica collegiale.
23. Il Direttorio integrato viene informato dal Presidente dell'IVARP
sui fatti rilevanti concernenti l'amministrazione dell'Istituto.
24. In sede di prima applicazione lo Statuto dell'IVARP e' deliberato
dal Direttorio della Banca d'Italia ed approvato con decreto del
Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio
dei Ministri, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e
con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri. Le modifiche allo Statuto
dell'IVARP, deliberate dal Direttorio integrato, sono approvate con
le medesime modalita'.
25. Lo Statuto detta disposizioni in ordine all'assetto organizzativo
dell'IVARP e in particolare:
- stabilisce norme di dettaglio sulle competenze degli organi
dell'Istituto;
- prevede la facolta' del Direttorio integrato di nominare un
Segretario generale con compiti di ordinaria amministrazione, anche
su delega del Consiglio;
- disciplina il funzionamento degli organi e in tale ambito,
stabilisce i quorum costitutivi e deliberativi di quelli collegiali,
prevedendo che il Direttorio integrato possa assumere i provvedimenti
di sua competenza solo con la presenza di almeno uno dei consiglieri
di cui al comma 13;
- definisce principi e criteri ai fini del conferimento delle
deleghe da parte degli organi collegiali;
- definisce le modalita' dell'esercizio delle funzioni
istituzionali nei casi di necessita' e di urgenza;
- stabilisce norme in materia di incompatibilita' e principi per
l'adozione di un codice etico sia per i dipendenti che per i
componenti degli organi;
- definisce i criteri ai fini di eventuali provvedimenti di
distacco dei dipendenti dalla Banca d'Italia all'IVARP o dall'IVARP
alla Banca d'Italia;
- definisce norme relative alla consulenza e rappresentanza in
giudizio dell'Istituto.
26. Lo Statuto, tenendo conto delle funzioni dell'Istituto,
stabilisce criteri per l'ottimizzazione delle risorse, la riduzione
delle spese per il funzionamento e per le collaborazioni esterne.
27. Ai fini dell'esercizio delle sue funzioni l'IVARP puo' avvalersi
delle infrastrutture tecnologiche della Banca d'Italia.
28. Alla data di entrata in vigore del presente decreto gli organi
dell'ISVAP e della COVIP decadono e i Presidenti degli enti soppressi
assumono le funzioni di Commissari per l'ordinaria e straordinaria
amministrazione dei rispettivi enti, mantenendo il trattamento
economico connesso all'incarico precedentemente ricoperto, ridotto
del 10 per cento.
29. I Commissari straordinari riferiscono con cadenza almeno
quindicinale al Direttore Generale della Banca d'Italia in ordine
all'attivita' svolta ed ai provvedimenti assunti dall'ISVAP e dalla
COVIP. L'ISVAP e la COVIP, per tutta la fase transitoria, continuano
ad avvalersi del patrocinio e della rappresentanza in giudizio
dell'Avvocatura dello Stato.
30. Entro 120 giorni dalla data di cui al comma 28 del presente
articolo, sono nominati i Consiglieri di cui al comma 13 e il
Direttorio della Banca d'Italia predispone lo Statuto dell'IVARP.
31. Alla data di entrata in vigore dello Statuto, i Commissari
straordinari decadono automaticamente dalle funzioni.
32. Alla medesima data l'ISVAP e la COVIP sono soppressi e l'IVARP
succede in tutte le funzioni, le competenze, i poteri e in tutti i
rapporti attivi e passivi facenti capo ad essi. All'IVARP sono
trasferite le risorse finanziarie e strumentali degli enti soppressi.
Il personale dei soppressi ISVAP e COVIP passa alle dipendenze
dell'IVARP conservando di diritto il trattamento giuridico, economico
e previdenziale di provenienza. La dotazione organica dell'IVARP e'
determinata entro il limite di un numero pari alle unita' di
personale di ruolo a tempo indeterminato trasferite, in servizio
presso gli enti soppressi.
33. Entro 120 giorni dalla data di subentro dell'IVARP nelle funzioni
di ISVAP e di COVIP il Consiglio di amministrazione, sentite le
organizzazioni sindacali, definisce un unico trattamento giuridico,
economico e previdenziale del personale dell'IVARP, fermo restando
che tale operazione di omogeneizzazione non potra', in nessun caso,
comportare oneri di bilancio aggiuntivi rispetto a quelli previsti
nei precedenti ordinamenti dei due enti.
34. Entro il medesimo termine il Consiglio definisce un piano di
riassetto organizzativo che tenga conto dei principi dettati dallo
Statuto ai sensi del comma 26 del presente articolo. In ogni caso, il
piano dovra' realizzare risparmi rispetto al costo totale di
funzionamento dei due enti soppressi.
35. Alla data di subentro dell'IVARP nelle funzioni precedentemente
attribuite all'ISVAP, e' trasferita alla Consap - Concessionaria
servizi assicurativi pubblici Spa, la tenuta del ruolo dei periti
assicurativi di cui agli artt. 157 e segg. del decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, e ogni altra competenza spettante all'ISVAP
in materia.
36. Alla medesima data e' trasferita alla Consap Spa la gestione del
Centro di informazione previsto dagli artt. 154 e 155 del decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 209.
37. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentita
l'IVARP, e' stabilita la quota dei contributi di vigilanza di cui al
comma 3 del presente articolo, da riconoscere alla Consap Spa a
copertura degli oneri sostenuti per l'esercizio delle funzioni di cui
al presente articolo.
38. Con regolamento emanato ai sensi dell'art. 17 della legge 23
agosto 1988, n. 400, da adottarsi entro due anni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, e' disciplinata l'istituzione
di apposito Organismo, avente personalita' giuridica di diritto
privato e ordinato in forma di associazione, cui saranno trasferite
le funzioni e competenze in materia di tenuta del Registro unico
degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonche' la vigilanza
sui soggetti iscritti nel registro medesimo. Il regolamento potra'
prevedere, nel rispetto dei principi di semplificazione e
proporzionalita', una revisione delle categorie di soggetti tenuti
all'iscrizione nel Registro. L'organismo sara' soggetto alla
vigilanza dell'IVARP. Il regolamento disciplinera', altresi', il
procedimento di nomina dei componenti dell'Organismo e il passaggio
al medesimo delle funzioni e competenze attribuite in via transitoria
all'IVARP con attribuzione dei necessari poteri sanzionatori.
39. La contabilita' dell'IVARP viene verificata da revisori esterni
cosi' come stabilito per la Banca d'Italia dall'art. 27 dello Statuto
del SEBC, fermi restando i controlli gia' esercitati dalla Corte dei
Conti su ISVAP e COVIP, rispettivamente, ai sensi dell'art. 4 della
Legge 12 agosto1982, n. 576, cosi' come modificato dall'art. 351,
comma 1, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e
dell'art. 18, comma 4, ultimo periodo, del decreto legislativo 5
dicembre 2005, n. 252.
40. A decorrere dalla data dell'entrata in vigore dello Statuto
dell'IVARP sono abrogati gli artt. 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 17 della
legge 12 agosto 1982 , n. 576, l'art 18 della legge 5 dicembre 2005,
n. 252, fatta eccezione per il comma 2, per il comma 4, ultimo
periodo, e per il comma 5, nonche' l'art. 13, comma 2, della legge 8
agosto 1995, n. 335. All'art. 19, comma 2, del decreto legislativo 5
dicembre 2005, n. 52, le parole "In conformita' agli indirizzi
generali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze e" sono
soppresse. Sono altresi' abrogate tutte le disposizioni incompatibili
con le norme di cui ai precedenti articoli.
41. A decorrere dalla data di cui al comma 40 del presente articolo,
sono trasferite all'IVARP i poteri normativi attribuiti al Ministro
del lavoro e delle politiche sociali dall'art. 4, comma 3, lett. a)
del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, nonche' quelli
attribuiti al medesimo Ministro dall'art. 4, comma 3, lett. b), ad
esclusione di quelli relativi ai requisiti di onorabilita' e
professionalita' dei componenti degli organi collegiali e del
responsabile delle forme pensionistiche complementari.
42. Dalla data di cui ai commi 40 e 41 e fermo restando quanto
previsto al comma 40 del presente articolo, ogni riferimento
all'ISVAP o alla COVIP contenuto in norme di legge o in altre
disposizioni normative e' da intendersi effettuato all'IVARP. Per le
norme che disciplinano la gestione dei compiti di cui ai commi 35 e
36, del presente articolo, ogni riferimento all'ISVAP si intende
effettuato alla Consap Spa.
43. Le disposizioni adottate dal Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, dall'ISVAP e dalla COVIP nell'esercizio delle
funzioni e delle competenze trasferite all'IVARP restano in vigore
fino all'eventuale adozione, da parte dell'IVARP medesimo, di nuove
disposizioni nelle materie regolate.

Titolo II
Riduzione della spesa delle amministrazioni statali e degli enti non
territoriali

Art. 14.

Riduzione delle spese di personale

1. Al fine di dare attuazione a quanto previsto in materia di
assunzioni dall'articolo 16, comma 1, del decreto legge 6 luglio
2011, n. 98 convertito, con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011,
n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni alle disposizioni
vigenti in materia:
a. all'articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244
come modificato da ultimo dall'articolo 9, comma 5, del decreto-legge
31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, le parole "Per il quadriennio 2010-2013" sono
sostituite dalle seguenti "Per il quinquennio 2010-2014";
b. all'articolo 66, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, come modificato dall'articolo 9, comma 7, del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, le parole: "Per l'anno 2014" sono sostituite
dalle seguenti "Per l'anno 2015";
c. all'articolo 9, comma 8, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,
le parole "A decorrere dall'anno 2015" sono sostituite dalle seguenti
"A decorrere dall'anno 2016".
2. All'articolo 66, comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, le parole "A decorrere dall'anno 2010" sono sostituite dalle
seguenti "Per gli anni 2010 e 2011". In fine e' aggiunto il seguente
periodo "La predetta facolta' assunzionale e' fissata nella misura
del venti per cento per il triennio 2012-2014, del cinquanta per
cento nell'anno 2015 e del cento per cento a decorrere dall'anno
2016"
3. All'articolo 66, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,
come modificato da ultimo dall'articolo 1, comma 3, del decreto legge
29 dicembre 2011, n. 216, convertito nella legge 24 febbraio 2012, n.
14, al comma 13 le parole "Per il quadriennio 2009-2012" sono
sostituite dalle seguenti "Per il triennio 2009-2011" e, dopo il
comma 13, e' aggiunto il seguente: "13-bis Per il triennio 2012-2014
il sistema delle universita' statali, puo' procedere ad assunzioni di
personale a tempo indeterminato e di ricercatori a tempo determinato
nel limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari al
venti per cento di quella relativa al corrispondente personale
complessivamente cessato dal servizio nell'anno precedente. La
predetta facolta' e' fissata nella misura del cinquanta per cento per
l'anno 2015 e del cento per cento a decorrere dall'anno 2016.
L'attribuzione a ciascuna universita' del contingente delle
assunzioni di cui al periodo precedente e' effettuata con decreto del
Ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca, tenuto
conto di quanto previsto dall'articolo 7 del decreto legislativo 29
marzo 2012, n. 49. Il Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e
della Ricerca procede annualmente al monitoraggio delle assunzioni
effettuate comunicandone gli esiti al Ministero dell'economia e delle
finanze. Al fine di completarne l'istituzione delle attivita', sino
al 31 dicembre 2014, le disposizioni precedenti non si applicano agli
istituti ad ordinamento speciale, di cui ai decreti del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 8 luglio 2005,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 2 agosto 2005, 18
novembre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 30
novembre 2005, e 18 novembre 2005, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 280 del 1° dicembre 2005."
4. All'articolo 66, comma 14, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, le parole "Per il triennio 2011-2013" sono sostituite dalle
seguenti "Per il quadriennio 2011-2014" e all'ultimo periodo le
parole "del 50 per cento per l'anno 2014 e del 100 per cento a
decorrere dall'anno 2015" sono sostituite dalle seguenti parole "del
50 per cento per l'anno 2015 e del 100 per cento a decorrere
dall'anno 2016".
5. Ai fini del concorso agli obiettivi di finanza pubblica, a
decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura possono
procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite
del 20 per cento della spesa corrispondente alle cessazioni dell'anno
precedente, sino all'anno 2014; nel limite del 50 per cento della
spesa corrispondente alle cessazioni dell'anno precedente, per l'anno
2015; nel limite del 100 per cento della spesa corrispondente alle
cessazioni dell'anno precedente, a decorrere dall'anno 2016. Sono
fatte salve le assunzioni gia' effettuate alla data di entrata in
vigore del presente decreto. All'articolo 2, comma 22, della legge 23
dicembre 2009, n. 191, sono soppresse le parole " e 2012".
6. A decorrere dal 2012 le assunzioni dei segretari comunali e
provinciali sono autorizzate con le modalita' di cui l'articolo 66,
comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 per un numero di
unita' non superiore all'80 per cento a quelle cessate dal servizio
nel corso dell'anno precedente.
7. Le cessazioni dal servizio per processi di mobilita' nonche' a
seguito dell'applicazione della disposizione di cui all'articolo 2,
comma 11, lettera a), non possono essere calcolate come risparmio
utile per definire l'ammontare delle disponibilita' finanziarie da
destinare alle assunzioni o il numero delle unita' sostituibili in
relazione alle limitazioni del turn over.
8. Le strutture interessate dalla limitazione delle assunzioni
previste dal comma 2 adottano, con le procedure previste dai
rispettivi ordinamenti, le opportune misure per destinare a servizi
effettivamente operativi un numero di unita' di personale non
inferiore a quello corrispondente alle minori assunzioni da esso
derivanti; tra le predette misure e' inclusa anche la revisione della
nozione di servizi operativi in modo tale che essi corrispondano in
via diretta agli specifici compiti assegnati alla struttura dalla
normativa di riferimento. La revisione della nozione di servizi
operativi e' operata in conformita' con le linee guida stabilite con
decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze e con i Ministri interessati.
In ogni caso i dipendenti di eta' inferiore a 32 anni, salvo casi
eccezionali, devono essere utilizzati a servizi operativi.
9. Ferme le vigenti disposizioni in materia di limitazione delle
assunzioni, le facolta' assunzionali degli enti di cui al presente
articolo sono prioritariamente utilizzate per il reclutamento,
dall'esterno, di personale di livello non dirigenziale munito di
diploma di laurea.
10. Sino al 31 dicembre 2014 e' sospesa l'applicazione delle
disposizioni di cui all'articolo 14, comma 5, della legge 266 del
1999. Nei confronti del personale interessato dal presente comma si
applicano le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 11, del
presente decreto.
11. Al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all'articolo 626, comma 1, le parole "100 unita'" sono
sostituite dalle seguenti "70 unita'";
b) all'articolo 639, comma 3, le parole da "e' stabilito" sino a
"unita'" sono sostituite dalle seguenti "e' stabilito entro il limite
massimo di 624 unita'".
12. A decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto-legge e
fino al raggiungimento del limite previsto dal comma 11, lettera b),
non possono essere disposte nuove selezioni per il personale da
destinare all'estero ai sensi dell'articolo 639 del decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297, ne' possono essere rinnovati i
relativi comandi o fuori ruolo.
13. Il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla
propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti,
entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
con decreto del direttore generale dei competenti uffici scolastico
regionale competente transita nei ruoli del personale amministrativo,
tecnico e ausiliario con la qualifica di assistente amministrativo o
tecnico. Il personale viene immesso in ruolo su tutti i posti vacanti
e disponibili nella provincia di appartenenza, tenuto conto delle
sedi indicate dal richiedente ovvero su posti di altra provincia a
richiesta dell'interessato, e mantiene il maggior trattamento
stipendiale mediante assegno personale riassorbibile con i successivi
miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. Il personale
docente dichiarato temporaneamente inidoneo alla propria funzione per
motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, entro 20 giorni dalla
data di notifica del verbale della commissione e' utilizzato, su
posti anche di fatto disponibili di assistente amministrativo o
tecnico, prioritariamente nella stessa scuola o comunque nella
provincia di appartenenza.
14. Il personale docente attualmente titolare della classi di
concorso C999 e C555, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, con decreto del direttore generale del
competente ufficio scolastico regionale transita nei ruoli del
personale non docente con la qualifica di assistente amministrativo,
tecnico o collaboratore scolastico in base al titolo di studio
posseduto. Il personale viene immesso in ruolo su tutti i posti
vacanti e disponibili nella provincia di appartenenza, tenuto conto
delle sedi indicate dal richiedente, e mantiene il maggior
trattamento stipendiale mediante assegno personale riassorbibile con
i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti.
15. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e
con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro 20
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono
stabiliti i criteri e le procedure per l'attuazione dei commi 13 e
14. Al fine di garantire l'effettivo conseguimento delle economie, ai
sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n.
196, il Ministero dell'economia e delle finanze provvede al
monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni
introdotte dai predetti commi 13 e 14. Nel caso in cui si
verifichino, o siano in procinto di verificarsi, scostamenti rispetto
alle previsioni, fatta salva l'adozione dei provvedimenti di cui
all'articolo 11, comma 3, lettera l), della citata legge n. 196 del
2009, il Ministro dell'economia e delle finanze provvede, a decorrere
dall'anno 2013, con proprio decreto,alla riduzione, nella misura
necessaria alla copertura finanziaria, del fondo di cui all'articolo
64, comma 9, del Decreto-legge 112 del 2008.
16. Ai fini dell'applicazione dei parametri previsti dall'articolo
19, comma 5, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e dall'articolo 4,
comma 69, della legge 12 novembre 2011, n. 183, per aree geografiche
caratterizzate da specificita' linguistica si intendono quelle nelle
quali siano presenti minoranze di lingua madre straniera
17. Al personale dipendente docente a tempo indeterminato che,
terminate le operazioni di mobilita' e di assegnazione dei posti,
risulti in esubero nella propria classe di concorso nella provincia
in cui presta servizio, e' assegnato per la durata dell'anno
scolastico un posto nella medesima provincia, con priorita' sul
personale a tempo determinato, sulla base dei seguenti criteri:
a) posti rimasti disponibili in altri gradi d'istruzione o altre
classi di concorso, anche quando il docente non e' in possesso della
relativa abilitazione o idoneita' all'insegnamento, purche' il
medesimo possegga titolo di studio valido, secondo la normativa
vigente, per l'accesso all'insegnamento nello specifico grado
d'istruzione o per ciascuna classe di concorso;
b) posti di sostegno disponibili all'inizio dell'anno scolastico,
nei casi in cui il dipendente disponga del previsto titolo di
specializzazione oppure qualora abbia frequentato un apposito corso
di formazione;
c) frazioni di posto disponibili presso gli istituti scolastici,
assegnate prioritariamente dai rispettivi dirigenti scolastici al
personale in esubero nella medesima provincia e classe di concorso o
che si trovi in situazioni in cui si applichino le lettere a) e b),
purche' detto personale non trovi diversa utilizzazione ai sensi
delle medesime lettere;
d) posti che dovessero rendersi disponibili durante l'anno
scolastico, prioritariamente assegnati al personale della medesima
provincia in esubero nella relativa classe di concorso o che si trovi
in situazioni in cui si applichino le lettere a) e b), anche nel caso
in cui sia stata gia' disposta la messa a disposizione di detto
personale e purche' non sia gia' diversamente utilizzato ai sensi
delle precedenti lettere;
e) il personale in esubero che non trovi utilizzazione ai sensi
delle precedenti lettere e' utilizzato a disposizione per la
copertura delle supplenze brevi e saltuarie che dovessero rendersi
disponibili nella medesima provincia nella medesima classe di
concorso ovvero per posti a cui possano applicarsi le lettere a) e b)
anche nel caso ne sia stata gia' disposta la messa a disposizione;
18. Le assegnazioni di cui alle lettere c), d) ed e) sono effettuate
dai dirigenti scolastici sulla base del piano di utilizzo predisposto
dagli uffici scolastici regionali ai sensi del comma 20.
19. Per la durata dell'utilizzazione il dipendente assegnato ad un
posto ai sensi del comma precedente percepisce lo stipendio proprio
dell'ordine di scuola in cui e' impegnato, qualora superiore a quello
gia' in godimento. Nei casi di cui alla lettera e), la differenza e'
erogata dall'istituto scolastico in cui e' prestato il servizio, a
valere sulla dotazione finanziaria a tal fine assegnata all'istituto
stesso. Negli altri casi, la differenza a favore del dipendente e'
erogata a mezzo dei ruoli di spesa fissa.
20. Gli uffici scolastici regionali predispongono e periodicamente
aggiornano un piano di disponibilita' ed utilizzo del personale in
esubero, che provvedono a portare a conoscenza delle istituzioni
scolastiche interessate, anche al fine di consentire le operazioni di
competenza dei dirigenti scolastici.
21. I risparmi conseguenti all'applicazione dei commi da 17 a 20
concorrono al raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 64
del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
22. Il comma 5 dell'articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, si interpreta nel senso che la delega ai docenti di
compiti non costituisce affidamento di mansioni superiori o di
funzioni vicarie, anche nel caso in cui detti docenti godano
dell'esonero o semiesonero ai sensi dell'articolo 459 del decreto
legislativo n. 297 del 1994. Il docente delegato puo' essere
retribuito esclusivamente a carico dei fondi disponibili per la
remunerazione accessoria presso la specifica istituzione scolastica
od educativa ai sensi dell'articolo 88, comma 2, lettera f), del ccnl
relativo al personale scolastico.
23. Per l'anno 2012 le unita' complessive di personale diplomatico e
amministrativo e del contingente degli esperti di cui all'articolo
168 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18
inviate all'estero non possono essere superiori a quelle
rispettivamente in servizio alla data di entrata in vigore del
presente decreto.
24. Per l'anno 2012 in relazione al personale di cui agli articoli
152 e 157 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967
non si procede ad adeguamenti retributivi e non si sostituiscono 100
unita' di personale cessato.
25. Per l'anno 2012 gli stanziamenti relativi alle spese di cui ai
commi 23 e 24 sono ridotti rispettivamente di euro 4.300.000 e di
euro 5.000.000.
26. Per l'anno 2012, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1,
comma 2 della legge 3 agosto 1998, n. 299 e' ridotta di euro
2.800.000.
27 All'articolo 17 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
dopo il comma 5 e' aggiunto il seguente comma:
"5-bis. A decorrere dall'esercizio finanziario 2012, la quota di
pertinenza del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca, degli stanziamenti di cui al comma 5 e' destinata al
rimborso forfetario alle regioni delle spese sostenute per gli
accertamenti medico-legali sul personale scolastico ed educativo
assente dal servizio per malattia effettuati dalle aziende sanitarie
locali. Entro il mese di novembre di ciascun anno, il Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca provvede a
ripartire detto fondo tra le regioni al cui finanziamento del
Servizio Sanitario Nazionale concorre lo Stato, in proporzione
all'organico di diritto delle regioni con riferimento all'anno
scolastico che si conclude in ciascun esercizio finanziario. Dal
medesimo anno 2012, le istituzioni scolastiche ed educative statali
non sono tenute a corrispondere alcuna somma per gli accertamenti
medico-legali di cui al primo periodo.

Titolo III
Razionalizzazione e riduzione della spesa sanitaria

Art. 15.

Disposizioni urgenti per l'equilibrio del settore sanitario e misure
di governo della spesa farmaceutica

1. Ferma restando l'efficacia delle disposizioni vigenti in materia
di piani di rientro dai disavanzi sanitari di cui all'articolo 2,
commi da 75 a 96, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, al fine di
garantire il rispetto degli obblighi comunitari e la realizzazione
degli obiettivi di finanza pubblica, l'efficienza nell'uso delle
risorse destinante al settore sanitario e l'appropriatezza
nell'erogazione delle prestazioni sanitarie, si applicano le
disposizioni di cui al presente articolo.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
l'ulteriore sconto dovuto dalla farmacie convenzionate ai sensi del
secondo periodo del comma 6 dell'articolo 11 del decreto legge 31
maggio 2010 n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010 n. 122, e' rideterminato al valore del 3,65 per cento.
Limitatamente al periodo decorrente dalla data di entrata in vigore
del presente decreto fino al 31 dicembre 2012, l'importo che le
aziende farmaceutiche devono corrispondere alle Regioni ai sensi
dell' ultimo periodo del comma 6 dell'articolo 11 del decreto legge
31 maggio 2010 n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010 n. 122,
e' rideterminato al valore del 6,5 per cento. Per l'anno 2012 l'onere
a carico del Servizio sanitario nazionale per l'assistenza
farmaceutica territoriale, di cui all'articolo 5 del decreto-legge 1°
ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
novembre 2007, n. 222 e successive modificazioni, e' rideterminato
nella misura del 13,1 per cento.
3. A decorrere dall'anno 2013 l'onere a carico del Servizio sanitario
nazionale per l'assistenza farmaceutica territoriale, di cui
all'articolo 5 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222 e successive
modificazioni, e' rideterminato nella misura dell' 11,5 per cento al
netto degli importi corrisposti dal cittadino per l'acquisto di
farmaci ad un prezzo diverso dal prezzo massimo di rimborso stabilito
dall'AIFA in base a quanto previsto dall'articolo 11, comma 9, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. In caso di sforamento di tale
tetto continuano ad applicarsi le vigenti disposizioni in materia di
ripiano di cui all'articolo 5, del decreto-legge 1o ottobre 2007, n.
159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.
222. A decorrere dall'anno 2013, gli eventuali importi derivanti
dalla procedura di ripiano sono assegnati alle regioni, per il 25%,
in proporzione allo sforamento del tetto registrato nelle singole
regioni e, per il residuo 75%, in base alla quota di accesso delle
singole regioni al riparto della quota indistinta delle
disponibilita' finanziarie per il Servizio sanitario nazionale.
4. A decorrere dall'anno 2013 il tetto della spesa farmaceutica
ospedaliera di cui all'articolo 5, comma 5, del decreto-legge 1o
ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
novembre 2007, n. 222, e' rideterminato nella misura del 3,2 per
cento e si applicano le disposizioni dei commi da 5 a 10.
5. Il tetto di cui al comma 4 e' calcolato al netto della spesa per i
farmaci di classe A in distribuzione diretta e distribuzione per
conto, nonche' al netto della spesa per i vaccini, per i medicinali
di cui alle lettere c) e c-bis) dell'articolo 8, comma 10, della
legge 24 dicembre 1993, n. 537 e successive modificazioni, per le
preparazioni magistrali e officinali effettuate nelle farmacie
ospedaliere, per i medicinali esteri e per i plasmaderivati di
produzione regionale.
6. La spesa farmaceutica ospedaliera e' calcolata al netto delle
seguenti somme:
a) somme versate dalle aziende farmaceutiche, per i consumi in
ambito ospedaliero, ai sensi dell'articolo 1, comma 796, lettera g)
della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive disposizioni di
proroga, a fronte della sospensione, nei loro confronti, della
riduzione del 5 per cento dei prezzi dei farmaci di cui alla
deliberazione del Consiglio di amministrazione dell'AIFA n. 26 del 27
settembre 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del 29 settembre 2006, n.227;
b) somme restituite dalle aziende farmaceutiche alle regioni e
alle province autonome di Trento e di Bolzano a seguito del
superamento del limite massimo di spesa fissato per il medicinale, in
sede di contrattazione del prezzo ai sensi dell'articolo 48, comma
33, del decreto-legge 30 settembre 2003, n.269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive
modificazioni;
c) somme restituite dalle aziende farmaceutiche, anche sotto forma
di extra-sconti, alle regioni e alle province autonome di Trento e di
Bolzano, in applicazione di procedure di rimborsabilita' condizionata
(payment by results, risk sharing e cost sharing) sottoscritte in
sede di contrattazione del prezzo del medicinale ai sensi
dell'articolo 48, comma 33, del decreto-legge 30 settembre 2003,
n.269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,
n.326, e successive modificazioni.
7. A decorrere dall'anno 2013, e' posta a carico delle aziende
farmaceutiche una quota pari al 50 per cento dell'eventuale
superamento del tetto di spesa a livello nazionale di cui
all'articolo 5, comma 5, del decreto-legge 1o ottobre 2007, n. 159,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222,
come modificato dal comma 4 del presente articolo. Il restante 50 per
cento dell'intero disavanzo a livello nazionale e' a carico delle
sole regioni nelle quali e' superato il tetto di spesa regionale, in
proporzione ai rispettivi disavanzi; non e' tenuta al ripiano la
regione che abbia fatto registrare un equilibrio economico
complessivo.
8. Ai fini dell'attuazione di quanto previsto dal primo periodo del
comma 7 si applicano le disposizioni seguenti:
a) l'AIFA attribuisce a ciascuna azienda titolare
dell'autorizzazione all'immissione in commercio di farmaci, in via
provvisoria entro il 31 marzo di ogni anno ed in via definitiva entro
il 30 settembre successivo, un budget annuale calcolato sulla base
degli acquisti di medicinali da parte delle strutture pubbliche,
relativi agli ultimi dodici mesi per i quali sono disponibili i dati,
distintamente per i farmaci equivalenti e per i farmaci ancora
coperti da brevetto; dal calcolo sono detratte le somme di cui al
comma 6 restituite dall'azienda al Servizio sanitario nazionale e di
quelle restituite in applicazione delle lettere g), h) e i); dal
calcolo e' altresi' detratto il valore, definito sulla base dei dati
dell'anno precedente, della minore spesa prevedibilmente conseguibile
nell'anno per il quale e' effettuata l'attribuzione del budget, a
seguito delle decadenze di brevetti in possesso dell'azienda presa in
considerazione;
b) le risorse rese disponibili dalla riduzione di spesa
complessiva prevista per effetto delle decadenze di brevetto che
avvengono nell'anno per il quale e' effettuata l'attribuzione del
budget, nonche' le risorse incrementali derivanti dall'eventuale
aumento del tetto di spesa rispetto all'anno precedente sono
utilizzate dall'AIFA, nella misura percentuale del 10 per cento, ai
fini della definizione del budget di ciascuna azienda; l'80 per cento
delle stesse risorse costituisce un fondo aggiuntivo per la spesa dei
farmaci innovativi; ove non vengano autorizzati farmaci innovativi o
nel caso in cui la spesa per farmaci innovativi assorba soltanto
parzialmente tale quota, le disponibilita' inutilizzate si aggiungono
alla prima quota del 10 per cento, destinata ai budget aziendali; il
residuo 10 per cento delle risorse costituisce un fondo di garanzia
per ulteriori esigenze connesse all' evoluzione del mercato
farmaceutico;
c) la somma dei budget di ciascuna azienda titolare di AIC,
incrementata delle somme utilizzate per i due fondi di cui alla
lettera b), deve risultare uguale all'onere a carico del Servizio
sanitario nazionale per l'assistenza farmaceutica ospedaliera a
livello nazionale previsto dalla normativa vigente;
d) ai fini del monitoraggio complessivo della spesa sostenuta per
l'assistenza farmaceutica ospedaliera si fa riferimento ai dati
rilevati dai modelli CE, al netto della spesa per la distribuzione
diretta di medicinali di cui all'articolo 8, comma 10, lettera a),
della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni; ai
fini del monitoraggio della spesa per singolo medicinale, si fa
riferimento ai dati trasmessi nell'ambito del nuovo sistema
informativo sanitario dalle regioni, relativi ai consumi dei
medicinali in ambito ospedaliero, e ai dati trasmessi dalla regioni
relativi alle prestazioni farmaceutiche effettuate in distribuzione
diretta e per conto; ai fini della definizione dei budget aziendali,
nelle more della completa attivazione del flusso informativo dei
consumi dei medicinali in ambito ospedaliero, alle regioni che non
hanno fornito i dati, o li hanno forniti parzialmente, viene
attribuita la spesa per l'assistenza farmaceutica ospedaliera
rilevata nell'ambito del nuovo sistema informativo sanitario ai sensi
del decreto del Ministro della salute 15 luglio 2004, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 5 gennaio
2005, n. 2 ;
e) l'AIFA procede mensilmente al monitoraggio della spesa
farmaceutica in rapporto al tetto, in ogni regione e a livello
nazionale, e ne comunica gli esiti al Ministero della salute ed al
Ministero dell'economia e delle finanze;
f) in caso di mancato rispetto del tetto di spesa, l'AIFA
predispone le procedure di recupero del disavanzo a carico delle
aziende farmaceutiche secondo le modalita' stabilite alle lettere
seguenti del presente comma;
g) il ripiano e' effettuato tramite versamenti a favore delle
regioni e delle province autonome in proporzione alla quota di
riparto delle complessive disponibilita' del Servizio sanitario
nazionale, al netto delle quote relative alla mobilita'
interregionale; l'entita' del ripiano a carico delle singole aziende
titolari di AIC e' calcolata in proporzione al superamento del budget
definitivo attribuito secondo le modalita' previste dal presente
comma;
h) la quota del superamento del tetto imputabile allo sforamento,
da parte dei farmaci innovativi, dello specifico fondo di cui alla
lettera b), e' ripartita, ai fini del ripiano, al lordo IVA, tra
tutte le aziende titolari di AIC in proporzione dei rispettivi
fatturati relativi ai medicinali non innovativi coperti da brevetto;
i) in caso di superamento del budget attribuito all'azienda
titolare di farmaci in possesso della qualifica di medicinali orfani
ai sensi del Regolamento (CE) n. 141/2000 che non abbiano la
caratteristica di farmaci innovativi, il 50 per cento della quota di
superamento riconducibile a tali medicinali e' ripartito, ai fini del
ripiano, al lordo IVA, tra tutte le aziende titolari di AIC in
proporzione dei rispettivi fatturati relativi ai medicinali non
innovativi coperti da brevetto;
j) la mancata integrale corresponsione a tutte le regioni
interessate, da parte delle aziende farmaceutiche, di quanto dovuto
nei termini previsti comporta l'adozione da parte dell'AIFA di
provvedimenti di riduzione del prezzo di uno o piu' medicinali
dell'azienda interessata in misura e per un periodo di tempo tali da
coprire l'importo corrispondente alla somma non versata, incrementato
del 20 per cento, fermo restando quanto previsto dalla normativa
vigente in materia di recupero del credito da parte delle pubbliche
amministrazioni interessate nei confronti delle aziende farmaceutiche
inadempienti;
k) in sede di prima applicazione della disciplina recata dal
presente comma, ai fini della definizione dei budget delle aziende
farmaceutiche per l'anno 2013, fermo restando quanto previsto dalle
lettere a) b) e c), dai fatturati aziendali relativi al 2012 e'
detratta una quota derivante dalla ripartizione fra tutte le aziende
farmaceutiche, in proporzione al rispettivo fatturato relativo
all'anno 2012, dell'ammontare del superamento, a livello complessivo,
del tetto di spesa farmaceutica ospedaliera per lo stesso anno.
9. L'AIFA segnala al Ministro della salute l'imminente ingresso sul
mercato di medicinali innovativi ad alto costo che, tenuto conto
della rilevanza delle patologie in cui sono utilizzati e della
numerosita' dei pazienti trattabili, potrebbero determinare forti
squilibri di bilancio per il Servizio sanitario nazionale.
10. Al fine di incrementare l'appropriatezza amministrativa e
l'appropriatezza d'uso dei farmaci il comitato ed il tavolo degli
adempimenti di cui agli articoli 9 e 12 dell'Intesa Stato Regioni del
23 marzo 2005 verificano annualmente che da parte delle Regioni si
sia provveduto a garantire l'attivazione ed il funzionamento dei
registri dei farmaci sottoposti a registro e l'attivazione delle
procedure per ottenere l'eventuale rimborso da parte delle aziende
farmaceutiche interessate.
11. La disciplina del presente articolo in materia di spesa
farmaceutica sostituisce integralmente quella prevista dalla lettera
b) del comma 1 dell'articolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111; conseguentemente i riferimenti alla lettera b) contenuti nello
stesso articolo 17 del citato decreto legge devono intendersi come
riferimenti al presente articolo".
12 . Con le disposizioni di cui ai commi 13 e 14 sono fissate misure
di razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e servizi e
ulteriori misure in campo sanitario per l'anno 2012. Per gli anni
2013 e seguenti le predette misure sono applicate, salvo la
stipulazione, entro il 31 luglio 2012, del Patto per la salute
2013-2015, sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, ai
sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131,
nella quale possono essere convenute rimodulazioni delle misure,
fermo restando l'importo complessivo degli obiettivi finanziari
annuali. Con il medesimo Patto si procede al monitoraggio
dell'attuazione delle misure finalizzate all'accelerazione del
pagamento dei crediti degli enti del servizio sanitario nazionale.
13.Al fine di razionalizzare le risorse in ambito sanitario e di
conseguire una riduzione della spesa per acquisto di beni e servizi:
a) ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 17, comma 1,
del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, gli importi e le connesse
prestazioni relative a contratti in essere di appalto di servizi e di
fornitura di beni e servizi, con esclusione degli acquisti dei
farmaci, stipulati da aziende ed enti del Servizio sanitario
nazionale, sono ridotti del 5 per cento a decorrere dalla data di
entrata in vigore del presente decreto per tutta la durata dei
contratti medesimi; tale riduzione per la fornitura di dispositivi
medici opera fino al 31 dicembre 2012 ;
b) all'articolo 17, comma 1, lettera a), del decreto legge 6
luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
sono aggiunti i seguenti periodi: «Qualora sulla base dell'attivita'
di rilevazione di cui al presente comma, nonche' sulla base delle
analisi effettuate dalle Centrali regionali per gli acquisti anche
grazie a strumenti di rilevazione dei prezzi unitari corrisposti
dalle Aziende Sanitarie per gli acquisti di beni e servizi, emergano
differenze significative dei prezzi unitari, le Aziende Sanitarie
sono tenute a proporre ai fornitori una rinegoziazione dei contratti
che abbia l'effetto di ricondurre i prezzi unitari di fornitura ai
prezzi di riferimento come sopra individuati, e senza che cio'
comporti modifica della durata del contratto. In caso di mancato
accordo, entro il termine di 30 giorni dalla trasmissione della
proposta, in ordine ai prezzi come sopra proposti, le Aziende
sanitarie hanno il diritto di recedere dal contratto senza alcun
onere a carico delle stesse, e cio' in deroga all'articolo 1671 del
codice civile. Ai fini della presente lettera per differenze
significative dei prezzi si intendono differenze superiori al 20 per
cento rispetto al prezzo di riferimento.»;
c) le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
adottano, entro il 30 novembre 2012, provvedimenti di riduzione dello
standard dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a
carico del servizio sanitario regionale, ad un livello non superiore
a 3,7 posti letto per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto
per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza
post-acuzie, adeguando coerentemente le dotazioni organiche dei
presidi ospedalieri pubblici ed assumendo come riferimento un tasso
di ospedalizzazione pari a 160 per mille abitanti di cui il 25 per
cento riferito a ricoveri diurni. La riduzione dei posti letto e' a
carico dei presidi ospedalieri pubblici per una quota non inferiore
al 40 per cento del totale dei posti letto da ridurre ed e'
conseguita esclusivamente attraverso la soppressione di unita'
operative complesse. Nelle singole regioni, fino ad avvenuta
realizzazione del processo di riduzione dei posti letto e delle
corrispondenti unita' operative complesse, e' sospeso il conferimento
o il rinnovo di incarichi ai sensi dell'articolo 15-septies del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive
modificazioni. Nell'ambito del processo di riduzione, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano operano una verifica, sotto
il profilo assistenziale e gestionale, della funzionalita' delle
piccole strutture ospedaliere pubbliche, anche se funzionalmente e
amministrativamente facenti parte di presidi ospedalieri articolati
in piu' sedi, e promuovono l'ulteriore passaggio dal ricovero
ordinario al ricovero diurno e dal ricovero diurno all'assistenza in
regime ambulatoriale, favorendo l'assistenza residenziale e
domiciliare. Entro il 28 febbraio 2013, con regolamento approvato ai
sensi dell'articolo 1, comma 169, della legge 30 dicembre 2004, n.
311, previa intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, sono
fissati gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e
quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera;
d) fermo restando quanto previsto dall'articolo 17, comma 1,
lettera a), del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con
modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, gli enti del
servizio sanitario nazionale, ovvero, per essi, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano, utilizzano, per l'acquisto di
beni e servizi relativi alle categorie merceologiche presenti nella
piattaforma CONSIP, gli strumenti di acquisto e negoziazione
telematici messi a disposizione dalla stessa CONSIP, ovvero, se
disponibili, dalle centrali di committenza regionali di riferimento
costituite ai sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 27
dicembre 2006, n. 296. I contratti stipulati in violazione di quanto
disposto dalla presente lettera sono nulli, costituiscono illecito
disciplinare e sono causa di responsabilita' amministrativa;
e) costituisce adempimento ai fini dell'accesso al finanziamento
integrativo del SSN, ai sensi della vigente legislazione, la verifica
della redazione dei bandi di gara e dei contratti di global service e
facility management in termini tali da specificare l'esatto ammontare
delle singole prestazioni richieste (lavori, servizi, forniture) e la
loro incidenza percentuale relativamente all'importo complessivo
dell'appalto. Alla verifica del predetto adempimento provvede il
Tavolo tecnico di verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12
dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, sulla base
dell'istruttoria effettuata dall'Autorita' per la vigilanza sui
lavori pubblici;
f) il tetto di spesa per l'acquisto di dispositivi medici, di cui
all'articolo 17, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e'
rideterminato, per l'anno 2013 al valore del 4,9 per cento e, a
decorrere dal 2014, al valore del 4,8 per cento;
g) all'articolo 8-sexies del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 502, dopo il comma 1 e' inserito il seguente comma:
"1-bis. Il valore complessivo della remunerazione delle funzioni
non puo' in ogni caso superare il 30 per cento del limite di
remunerazione assegnato.".
14. A tutti i singoli contratti e a tutti i singoli accordi vigenti
nell'esercizio 2012, ai sensi dell'articolo 8-quinquies del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, per l'acquisto di prestazioni
sanitarie da soggetti privati accreditati per l'assistenza
specialistica ambulatoriale e per l'assistenza ospedaliera, si
applica una riduzione dell'importo e dei corrispondenti volumi
d'acquisto in misura percentuale fissa, determinata dalla regione o
dalla provincia autonoma, tale da ridurre la spesa complessiva annua
, rispetto alla spesa consuntivata per l'anno 2011, dello 0,5 per
cento per l'anno 2012, dell'1 per cento per l'anno 2013 e del 2 per
cento a decorrere dall'anno 2014. La misura di contenimento della
spesa di cui al presente comma e' aggiuntiva rispetto alle misure
eventualmente gia' adottate dalle singole regioni e province autonome
di Trento e Bolzano e trova applicazione anche in caso di mancata
sottoscrizione dei contratti e degli accordi, facendo riferimento, in
tale ultimo caso, agli atti di programmazione regionale o delle
province autonome di Trento e Bolzano della spesa sanitaria. Il
livello di spesa determinatosi per il 2012 a seguito
dell'applicazione della misura di contenimento di cui al presente
comma costituisce il livello su cui si applicano le misure che le
regioni devono adottare, a decorrere dal 2013, ai sensi dell'articolo
17, comma 1, lettera a), ultimo periodo del decreto-legge 6 luglio
2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio
2011, n. 111.
15. In deroga alla procedura prevista dall'articolo 8-sexies, comma
5, del decreto legislativo 30 dicembre 1992 e successive
modificazioni, in materia di remunerazione delle strutture che
erogano assistenza ospedaliera ed ambulatoriale a carico del servizio
sanitario nazionale, il Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio decreto, entro 30
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
determina le tariffe massime che le regioni e le province autonome
possono corrispondere alle strutture accreditate, di cui all'articolo
8-quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.502 e successive
modificazioni, sulla base dei dati di costo disponibili e, ove
ritenuti congrui ed adeguati, dei tariffari regionali, tenuto conto
dell'esigenza di recuperare, anche tramite le determinazione
tariffaria, margini di inappropriatezza ancora esistenti a livello
locale e nazionale.
16. Le tariffe massime di cui al comma 15, valide per gli anni
2012-2014, costituiscono riferimento per la valutazione della
congruita' delle risorse a carico del Servizio Sanitario Nazionale,
quali principi di coordinamento della finanza pubblica.
17. Gli importi tariffari, fissati dalle singole regioni, superiori
alle tariffe massime di cui al presente articolo restano a carico dei
bilanci regionali. Tale disposizione si intende comunque rispettata
dalle regioni per le quali il Tavolo di verifica degli adempimenti,
istituito ai sensi dell'articolo 12 dell'Intesa sancita dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
Province autonome di Trento e Bolzano nella seduta del 23 marzo 2005,
abbia verificato il rispetto dell'equilibrio economico-finanziario
del settore sanitario, fatto salvo quanto specificatamente previsto
per le regioni che hanno sottoscritto l'accordo di cui all'articolo
1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive
modificazioni su un programma operativo di riorganizzazione, di
riqualificazione o di potenziamento del Servizio sanitario regionale,
per le quali le tariffe massime costituiscono un limite invalicabile.
18. Sono abrogate le disposizioni contenute nel primo, secondo,
terzo, quarto periodo dell'articolo 1, comma 170, della legge 30
dicembre 2004 n. 311.
19. Al quinto periodo dell'articolo 1, comma 170, della legge 30
dicembre 2004 n. 311, le parole: "Con la medesima cadenza di cui al
quarto periodo" sono sostituite con le seguenti: "Con cadenza
triennale, a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto".
20. Si applicano, a decorrere dal 2013, le disposizioni di cui
all'articolo 11, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,
qualora al termine del periodo di riferimento del Piano di rientro
ovvero della sua prosecuzione, non venga verificato positivamente, in
sede di verifica annuale e finale, il raggiungimento degli obiettivi
strutturali del piano stesso, ovvero della sua prosecuzione.
21. Il comma 3 dell' articolo 17 del decreto legge 6 luglio 2011, n.
98 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111
e' sostituito dai seguenti:
3. Le disposizioni di cui all'articolo 2, commi 71 e 72, della
legge 23 dicembre 2009, n. 191 si applicano anche in ciascuno degli
anni 2013, 2014 e 2015.
3 - bis . Alla verifica dell'effettivo conseguimento degli
obiettivi di cui al comma 3 si provvede con le modalita' previste
dall'articolo 2, comma 73, della citata legge n. 191 del 2009. La
regione e' giudicata adempiente ove sia accertato l'effettivo
conseguimento di tali obiettivi. In caso contrario, limitatamente
agli anni 2013 e 2014, la regione e' considerata adempiente ove abbia
conseguito l'equilibrio economico ed abbia altresi' assicurato il
contenimento delle spese complessive di personale per un importo non
inferiore a quello risultante dall'applicazione della percentuale di
cui al medesimo comma 71, rispettivamente, nella misura di un terzo
della stessa per l'anno 2013 e di due terzi per l'anno 2014.
3 - ter. Per le regioni sottoposte ai Piani di rientro dai deficit
sanitari o ai Programmi operativi di prosecuzione di detti Piani
restano comunque fermi gli specifici obiettivi ivi previsti in
materia di personale.
22. In funzione delle disposizioni recate dal presente articolo il
livello del fabbisogno del servizio sanitario nazionale e del
correlato finanziamento, previsto dalla vigente legislazione, e'
ridotto di 900 milioni di euro per l'anno 2012, di 1.800 milioni di
euro per l'anno 2013 e di 2.000 milioni di euro a decorrere dall'anno
2014. Le predette riduzioni sono ripartite fra le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano secondo criteri e modalita'
proposti in sede di autocoordinamento dalle regioni e province
autonome di Trento e di Bolzano medesime, da recepire, in sede di
espressione dell'Intesa sancita dalla Conferenza permanente per i
rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano per la ripartizione del fabbisogno sanitario e delle
disponibilita' finanziarie annue per il Servizio sanitario nazionale,
entro il 30 settembre 2012, con riferimento all'anno 2012 ed entro il
30 novembre 2012 con riferimento agli anni 2013 e seguenti. Qualora
non intervenga la predetta proposta entro i termini predetti,
all'attribuzione del concorso alla manovra di correzione dei conti
alle singole regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano,
alla ripartizione del fabbisogno e alla ripartizione delle
disponibilita' finanziarie annue per il Servizio sanitario nazionale
si provvede secondo i criteri previsti dalla normativa vigente. Le
Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e
Bolzano, ad esclusione della regione Siciliana, assicurano il
concorso di cui al presente comma mediante le procedure previste
dall'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42. Fino
all'emanazione delle norme di attuazione di cui al predetto articolo
27, l'importo del concorso alla manovra di cui al presente comma e'
annualmente accantonato, a valere sulle quote di compartecipazione ai
tributi erariali.
23. A decorrere dall'anno 2013, la quota premiale a valere sulle
risorse ordinarie previste dalla vigente legislazione per il
finanziamento del Servizio sanitario nazionale, disposta
dall'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011,
n. 149, e' annualmente pari allo 0,25 per cento delle predette
risorse.
24. Si applicano, a decorrere dall'esercizio 2013, le disposizioni di
cui all'articolo 2, comma 68, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
25. L'articolo 16, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 si
interpreta nel senso che le disposizioni ivi richiamate di
limitazione della crescita dei trattamenti economici anche accessori
del personale delle pubbliche amministrazioni si applicano, in quanto
compatibili, anche al personale convenzionato con il servizio
sanitario nazionale fin dalla loro entrata in vigore.

Titolo IV
Razionalizzazione e riduzione della spesa degli enti territoriali

Art. 16.

Riduzione della spesa degli enti territoriali

1. Ai fini della tutela dell'unita' economica della Repubblica, gli
enti territoriali concorrono, anche mediante riduzione delle spese
per consumi intermedi, alla realizzazione degli obiettivi di finanza
pubblica nel rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo,
che costituiscono principi fondamentali di coordinamento della
finanza pubblica, ai sensi degli articoli 117, terzo comma, e 119,
secondo comma, della Costituzione.
2. Le risorse a qualunque titolo dovute dallo Stato alle regioni a
statuto ordinario, escluse quelle destinate al finanziamento corrente
del Servizio Sanitario Nazionale, sono ridotte di 700 milioni di euro
per l'anno 2012 e di 1.000 milioni di euro a decorrere dall'anno
2013. Le riduzioni da imputare a ciascuna regione sono determinate,
tenendo conto anche delle analisi della spesa effettuate dal
commissario straordinario di cui all'articolo 1 del decreto-legge n.
52 del 2012, dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e recepite
con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze entro il 30
settembre 2012. In caso di mancata deliberazione della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, il decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze e' comunque emanato entro il 15 ottobre
2012, ripartendo la riduzione in proporzione alle spese sostenute per
consumi intermedi desunte, per l'anno 2011, dal SIOPE. Gli obiettivi
del patto di stabilita' interno delle predette Regioni sono
rideterminati tenendo conto degli importi di cui al presente comma.
3 Con le procedure previste dall'articolo 27 della legge 5 maggio
2009, n. 42, le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di
Trento e Bolzano assicurano un concorso alla finanza pubblica per
l'importo complessivo di 600 milioni di euro per l'anno 2012, 1.200
milioni di euro per l'anno 2013 e 1.500 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2014. Fino all'emanazione delle norme di attuazione di cui
al predetto articolo 27, l'importo del concorso complessivo di cui al
primo periodo del presente comma e' annualmente accantonato, a valere
sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali, sulla base di
apposito accordo sancito tra le medesime autonomie speciali in sede
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano e recepito con decreto del
Ministero dell'economia e delle finanze entro il 30 settembre 2012.
In caso di mancato accordo in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, l'accantonamento e' effettuato, con decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze da emanare entro il 15 ottobre 2012, in
proporzione alle spese sostenute per consumi intermedi desunte, per
l'anno 2011, dal SIOPE. Fino all'emanazione delle norme di attuazione
di cui al citato articolo 27, gli obiettivi del patto di stabilita'
interno delle predette autonomie speciali sono rideterminati tenendo
conto degli importi derivanti dalle predette procedure.
4. Dopo il comma 12 dell'articolo 32 della legge 12 novembre 2011, n
183 , e' aggiunto il seguente comma: "12-bis. In caso di mancato
accordo di cui ai commi 11 e 12 entro il 31 luglio, gli obiettivi
delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento
e Bolzano sono determinati applicando agli obiettivi definiti
nell'ultimo accordo il miglioramento di cui:
a) al comma 10 del presente articolo;
b) all'articolo 28, comma 3, del decreto legge 6 dicembre 2011, n.
201, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1, comma
1, della legge 22 dicembre 2011, n.214;
c) all'articolo 35, comma 4, del decreto legge 24 gennaio 2012, n.
1, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1,
della legge 24 marzo 2012, n. 27, come ridotto dall'articolo 4, comma
11, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito in legge, con
modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge 26 aprile 2012,
n. 44;
d) agli ulteriori contributi disposti a carico delle autonomie
speciali.
5. L'ultimo periodo del comma 11 e l'ultimo periodo del comma 12
dell'articolo 32 della legge 12 novembre 2011, n 183 sono abrogati.
6. Il fondo sperimentale di riequilibrio, come determinato ai sensi
dell'articolo 2 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, il
fondo perequativo, come determinato ai sensi dell'articolo 13 del
medesimo decreto legislativo n. 23 del 2011, ed i trasferimenti
erariali dovuti ai comuni della Regione Siciliana e della Regione
Sardegna sono ridotti di 500 milioni di euro per l'anno 2012 e di
2.000 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013. Le riduzioni da
imputare a ciascun comune sono determinate, tenendo conto anche delle
analisi della spesa effettuate dal commissario straordinario di cui
all'articolo 1 del decreto-legge n. 52 del 2012, degli elementi di
costo nei singoli settori merceologici, dei dati raccolti nell'ambito
della procedura per la determinazione dei fabbisogni standard e dei
conseguenti risparmi potenziali di ciascun ente, dalla Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali, sulla base dell'istruttoria
condotta dall'ANCI, e recepite con decreto del Ministero dell'interno
entro il 30 settembre 2012. In caso di mancata deliberazione della
Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, il decreto del Ministero
dell'interno e' comunque emanato entro il 15 ottobre 2012, ripartendo
la riduzione in proporzione alle spese sostenute per consumi
intermedi desunte, per l'anno 2011, dal SIOPE. In caso di incapienza,
sulla base dei dati comunicati dal Ministero dell'interno, l'Agenzia
delle entrate provvede al recupero delle predette somme nei confronti
dei comuni interessati all'atto del pagamento agli stessi comuni
dell'imposta municipale propria di cui all'articolo 13 del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Le somme recuperate sono
versate allo Stato contestualmente all'imposta municipale propria
riservata allo Stato. Qualora le somme da riversare ai comuni a
titolo di imposta municipale propria risultino incapienti per
l'effettuazione del recupero di cui al quarto periodo del presente
comma, il versamento al bilancio dello Stato della parte non
recuperata e' effettuato a valere sulle disponibilita' presenti sulla
contabilita' speciale n. 1778 "Agenzia delle entrate - Fondi di
Bilancio" che e' reintegrata con i successivi versamenti dell'imposta
municipale propria spettante ai comuni.
7. Il fondo sperimentale di riequilibrio, come determinato ai sensi
dell'articolo 21 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, il
fondo perequativo, come determinato ai sensi dell'articolo 23 del
medesimo decreto legislativo n. 68 del 2011, ed i trasferimenti
erariali dovuti alle province della Regione Siciliana e della Regione
Sardegna sono ridotti di 500 milioni di euro per l'anno 2012 e di
1.000 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013. Le riduzioni da
imputare a ciascuna provincia sono determinate, tenendo conto anche
delle analisi della spesa effettuate dal commissario straordinario di
cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 52 del 2012, dalla Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali e recepite con decreto del Ministero
dell'interno entro il 30 settembre 2012. In caso di mancata
deliberazione della Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, il
decreto del Ministero dell'interno e' comunque emanato entro il 15
ottobre 2012, ripartendo le riduzioni in proporzione alle spese
sostenute per consumi intermedi desunte, per l'anno 2011, dal SIOPE.
In caso di incapienza, sulla base dei dati comunicati dal Ministero
dell' interno, l'Agenzia delle entrate provvede al recupero delle
predette somme nei confronti delle province interessate a valere sui
versamenti dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilita'
civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i
ciclomotori, di cui all'articolo 60 del decreto legislativo 15
dicembre 1997, n. 446, riscossa tramite modello F24, all'atto del
riversamento del relativo gettito alle province medesime. Qualora le
somme da riversare alle province a titolo di imposta sulle
assicurazioni contro la responsabilita' civile derivante dalla
circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori, di cui
all'articolo 60 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446
risultino incapienti per l'effettuazione del recupero di cui al
quarto periodo del presente comma, il versamento al bilancio dello
Stato della parte non recuperata e' effettuato a valere sulle
disponibilita' presenti sulla contabilita' speciale n. 1778 "Agenzia
delle entrate - Fondi di Bilancio" che e' reintegrata con i
successivi versamenti dell'imposta sulle assicurazioni contro la
responsabilita' civile derivante dalla circolazione dei veicoli a
motore, esclusi i ciclomotori.
8. Fermi restando i vincoli assunzionali di cui all'articolo 76, del
decreto-legge n. 112 del 2008 convertito con legge n. 133 del 2008, e
successive modificazioni ed integrazioni, con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri, da emanare entro il 31 dicembre 2012
d'intesa con Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, sono
stabiliti i parametri di virtuosita' per la determinazione delle
dotazioni organiche degli enti locali, tenendo prioritariamente conto
del rapporto tra dipendenti e popolazione residente. A tal fine e'
determinata la media nazionale del personale in servizio presso gli
enti, considerando anche le unita' di personale in servizio presso le
societa' di cui all'articolo 76, comma 7, terzo periodo, del citato
decreto-legge n. 112 del 2008. A decorrere dalla data di efficacia
del decreto gli enti che risultino collocati ad un livello superiore
del 20 per cento rispetto alla media non possono effettuare
assunzioni a qualsiasi titolo; gli enti che risultino collocati ad un
livello superiore del 40 per cento rispetto alla media applicano le
misure di gestione delle eventuali situazioni di soprannumero di cui
all'articolo 2, comma 11, e seguenti.
9. Nelle more dell'attuazione delle disposizioni di riduzione e
razionalizzazione delle Province e' fatto comunque divieto alle
stesse di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato.
10. All'articolo 28-quater, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, il quarto periodo e' sostituito
dal seguente: «Qualora la regione, l'ente locale o l'ente del
Servizio sanitario nazionale non versi all'agente della riscossione
l'importo oggetto della certificazione entro sessanta giorni dal
termine nella stessa indicato, l'agente della riscossione ne da'
comunicazione ai Ministeri dell'interno e dell'economia e delle
finanze e l'importo oggetto della certificazione e' recuperato
mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all'ente
territoriale a qualsiasi titolo, incluse le quote dei fondi di
riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla
compartecipazione a tributi erariali. Dai recuperi di cui al presente
comma sono escluse le risorse destinate al finanziamento corrente del
servizio sanitario nazionale. Nel caso in cui il recupero non sia
stato possibile, l'agente della riscossione procede, sulla base del
ruolo emesso a carico del titolare del credito, alla riscossione
coattiva secondo le disposizioni di cui al titolo II del presente
decreto.».
11. Il comma 1 dell'articolo 204 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, si interpreta nel senso che l'ente locale puo' assumere
nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul
mercato, qualora sia rispettato il limite nell'anno di assunzione del
nuovo indebitamento
12. All'articolo 4-ter, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16,
convertito con modificazioni dalla legge 26 aprile 2012, n. 44:
a) ai commi 1 e 2 le parole: "30 giugno" sono sostituite dalle
parole: "10 settembre";
b) alla fine del comma 2 aggiungere le seguenti parole "Entro lo
stesso termine i comuni possono variare le comunicazioni gia'
trasmesse"
c) al comma 5, le parole "entro il 30 luglio" sono sostituite
dalle parole "entro il 30 settembre".

Titolo IV
Razionalizzazione e riduzione della spesa degli enti territoriali

Art. 17.

Soppressione e razionalizzazione delle province e loro funzioni

1. Al fine di contribuire al conseguimento degli obiettivi di finanza
pubblica imposti dagli obblighi europei necessari al raggiungimento
del pareggio di bilancio, le province sono soppresse o accorpate
sulla base dei criteri e secondo la procedura di cui ai commi 2 e 3.
2. Entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, il Consiglio dei ministri determina, con apposita
deliberazione, da adottare su proposta dei Ministri dell'interno e
della pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, i criteri per la riduzione e
l'accorpamento delle province, da individuarsi nella dimensione
territoriale e nella popolazione residente in ciascuna provincia. Ai
fini del presente articolo, anche in deroga alla disciplina vigente,
la popolazione residente e' determinata in base ai dati dell'Istituto
nazionale di statistica relativi all'ultimo censimento ufficiale,
comunque disponibili alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto. Sono fatte salve le province nel
cui territorio si trova il comune capoluogo di regione. Sono fatte
salve, altresi', le province confinanti solo con province di regioni
diverse da quella di appartenenza e con una delle province di cui
all'articolo 18, comma 1.
3. Il testo della deliberazione di cui al comma 2 e' trasmesso al
Consiglio delle autonomie locali di ogni regione a Statuto ordinario
o, in mancanza, all'organo regionale di raccordo tra regione ed enti
locali, i quali, entro quaranta giorni dalla data di trasmissione,
deliberano un piano di riduzioni e accorpamenti relativo alle
province ubicate nel territorio della rispettiva regione. I piani di
cui al primo periodo del presente comma, costituenti iniziative di
riordino delle province, sono trasmessi entro cinque giorni al
Governo, che acquisisce entro i successivi dieci giorni il parere di
ciascuna Regione interessata, ai fini di cui al comma 4.
4. Entro venti giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, con atto legislativo di iniziativa
governativa sono soppresse o accorpate le province, sulla base delle
iniziative deliberate ai sensi del comma 3. Se a tale data tali
deliberazioni in una o piu' regioni non risultano assunte, il
provvedimento legislativo di cui al primo periodo del presente comma
e' assunto previo parere della Conferenza unificata di cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e
successive modificazioni, che si esprime entro dieci giorni
esclusivamente in ordine alla riduzione ed all'accorpamento delle
province ubicate nei territori delle regioni medesime.
5. Le Regioni a statuto speciale, entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, adeguano i propri ordinamenti
ai principi di cui al presente articolo, che costituiscono principi
dell'ordinamento giuridico della Repubblica nonche' principi
fondamentali di coordinamento della finanza pubblica. Le disposizioni
di cui al presente articolo non trovano applicazione per le province
autonome di Trento e Bolzano.
6. Fermo restando quanto disposto dal comma 10 del presente articolo,
e fatte salve le funzioni di indirizzo e di coordinamento di cui
all'articolo 23, comma 14, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito nella legge 22 dicembre 2011, n. 214, nel rispetto del
principio di sussidiarieta' di cui all'articolo 118, comma primo,
della Costituzione, e in attuazione delle disposizioni di cui al
comma 18 del citato articolo 23, come convertito, con modificazioni,
dalla citata legge n. 214 del 2011, sono trasferite ai comuni le
funzioni amministrative conferite alle province con legge dello Stato
fino alla data di entrata in vigore del presente decreto e rientranti
nelle materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato ai
sensi dell'articolo 117, comma secondo, della Costituzione.
7. Le funzioni amministrative di cui al comma 6 sono individuate con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
Ministro dell'interno di concerto con il Ministro per la pubblica
amministrazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze, da
adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, previa intesa con la Conferenza Stato-Citta' ed
autonomie locali.
8. Con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio dei ministri,
su proposta del Ministro dell'interno, del Ministro per la pubblica
amministrazione e la semplificazione e del Ministro dell'economia e
delle finanze, da adottare entro centottanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, previa intesa con la
Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, sulla base della
individuazione delle funzioni di cui al comma 7, si provvede alla
puntuale individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane,
strumentali e organizzative connessi all'esercizio delle funzioni
stesse ed al loro conseguente trasferimento dalla provincia ai comuni
interessati. Sugli schemi dei decreti, per quanto attiene al
trasferimento di risorse umane, sono consultate le organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative.
9. La decorrenza dell'esercizio delle funzioni trasferite ai sensi
del comma 6 e' inderogabilmente subordinata ed e' contestuale
all'effettivo trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie,
umane e strumentali necessarie all'esercizio delle medesime.
10. All'esito della procedura di accorpamento, sono funzioni delle
province quali enti con funzioni di area vasta, ai sensi
dell'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione:
a) pianificazione territoriale provinciale di coordinamento
nonche' tutela e valorizzazione dell'ambiente, per gli aspetti di
competenza;
b) pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale,
autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, in
coerenza con la programmazione regionale nonche' costruzione,
classificazione e gestione delle strade provinciali e regolazione
della circolazione stradale ad esse inerente.
11. Restano ferme le funzioni di programmazione e di coordinamento
delle regioni, loro spettanti nelle materie di cui all'articolo 117,
commi terzo e quarto, della Costituzione, e le funzioni esercitate ai
sensi dell'articolo 118 della Costituzione.
12. Resta fermo che gli organi di governo della Provincia sono
esclusivamente il Consiglio provinciale e il Presidente della
Provincia, ai sensi dell'articolo 23, comma 15, del citato
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito nella legge 22
dicembre 2011, n. 214.
13. La redistribuzione del patto di stabilita' interno tra gli enti
territoriali interessati, conseguente all'attuazione del presente
articolo, e' operata a invarianza del contributo complessivo.

Titolo IV
Razionalizzazione e riduzione della spesa degli enti territoriali

Art. 18.

Istituzione delle Citta' metropolitane e soppressione delle province
del relativo territorio

1. A garanzia dell'efficace ed efficiente svolgimento delle funzioni
amministrative, in attuazione degli articoli 114 e 117, secondo
comma, lettera p), della Costituzione, le Province di Roma, Torino,
Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio
Calabria sono soppresse, con contestuale istituzione delle relative
citta' metropolitane, il 1° gennaio 2014, ovvero precedentemente,
alla data della cessazione o dello scioglimento del consiglio
provinciale, ovvero della scadenza dell'incarico del commissario
eventualmente nominato ai sensi delle vigenti disposizioni di cui al
testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, qualora abbiano luogo
entro il 31 dicembre 2013. Sono abrogate le disposizioni di cui agli
articoli 22 e 23 del citato testo unico di cui al decreto legislativo
n. 267 del 2000, nonche' agli articoli 23 e 24, commi 9 e 10, della
legge 5 maggio 2009, n. 42, e successive modificazioni.
2. Il territorio della citta' metropolitana coincide con quello della
provincia contestualmente soppressa ai sensi del comma 1, fermo
restando il potere di iniziativa dei comuni ai sensi dell'articolo
133, primo comma, della Costituzione. Le citta' metropolitane
conseguono gli obiettivi del patto di stabilita' interno attribuiti
alle province soppresse.
3. Sono organi della citta' metropolitana il consiglio metropolitano
ed il sindaco metropolitano, il quale puo' nominare un vicesindaco ed
attribuire deleghe a singoli consiglieri. Gli organi di cui al primo
periodo del presente comma durano in carica secondo la disciplina di
cui agli articoli 51, comma 1, 52 e 53 del citato testo unico di cui
al decreto legislativo n. 267 del 2000. Se il sindaco del comune
capoluogo e' di diritto il sindaco metropolitano, non trovano
applicazione agli organi della citta' metropolitana i citati articoli
52 e 53 e, in caso di cessazione dalla carica di sindaco del comune
capoluogo, le funzioni del sindaco metropolitano sono svolte, sino
all'elezione del nuovo sindaco del comune capoluogo, dal vicesindaco
nominato ai sensi del primo periodo del presente comma, ovvero, in
mancanza, dal consigliere metropolitano piu' anziano.
4. Fermo restando che trova comunque applicazione la disciplina di
cui all'articolo 51, commi 2 e 3, nonche' che, in sede di prima
applicazione, e' di diritto sindaco metropolitano il sindaco del
comune capoluogo, lo Statuto della citta' metropolitana puo'
stabilire che il sindaco metropolitano:
a) sia di diritto il sindaco del comune capoluogo;
b) sia eletto secondo le modalita' stabilite per l'elezione del
presidente della provincia;
c) sia eletto a suffragio universale e diretto, secondo il sistema
previsto dagli articoli 74 e 75 del citato testo unico di cui al
decreto legislativo n. 267 del 2000, nel testo vigente alla data di
entrata in vigore del presente decreto; il richiamo di cui al comma 1
del citato articolo 75 alle disposizioni di cui alla legge 8 marzo
1951, n. 122, e' da intendersi al testo vigente alla data di entrata
in vigore del presente decreto.
5. Il consiglio metropolitano e' composto da:
a) sedici consiglieri nelle citta' metropolitane con popolazione
residente superiore a 3.000.000 di abitanti;
b) dodici consiglieri nelle citta' metropolitane con popolazione
residente superiore a 800.000 e inferiore o pari a 3.000.000 di
abitanti;
c) dieci consiglieri nelle altre citta' metropolitane.
6. I componenti del consiglio metropolitano sono eletti, tra i
sindaci dei comuni ricompresi nel territorio della citta'
metropolitana, da un collegio formato da questi ultimi e dai
consiglieri dei medesimi comuni, secondo le modalita' stabilite per
l'elezione del consiglio provinciale e con garanzia del rispetto del
principio di rappresentanza delle minoranze. L'elezione del consiglio
metropolitano ha luogo entro quarantacinque giorni dalla
proclamazione del sindaco del comune capoluogo o, nel caso di cui al
comma 4, lettera b), contestualmente alla sua elezione. Entro
quindici giorni dalla proclamazione dei consiglieri della citta'
metropolitana, il sindaco metropolitano convoca il consiglio
metropolitano per il suo insediamento.
7. Alla citta' metropolitana sono attribuite:
a) le funzioni fondamentali delle province;
b) le seguenti funzioni fondamentali:
1) pianificazione territoriale generale e delle reti
infrastrutturali;
2) strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi
pubblici, nonche' organizzazione dei servizi pubblici di interesse
generale di ambito metropolitano;
3) mobilita' e viabilita';
4) promozione e coordinamento dello sviluppo economico e
sociale.
8. Alla citta' metropolitana spettano:
a) il patrimonio e le risorse umane e strumentali della provincia
soppressa, a cui ciascuna citta' metropolitana succede a titolo
universale in tutti i rapporti attivi e passivi;
b) le risorse finanziarie di cui agli articoli 23 e 24 del decreto
legislativo 6 maggio 2011, n. 68; il decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri di cui al citato articolo 24 e' adottato entro
tre mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, ferme restando
le risorse finanziarie e i beni trasferiti ai sensi del comma 8
dell'articolo 17 del presente decreto e senza nuovi o maggiori oneri
a carico del bilancio statale.
9. Lo statuto metropolitano, da adottarsi da parte del consiglio
metropolitano a maggioranza assoluta entro sei mesi dalla prima
convocazione:
a) regola l'organizzazione interna e le modalita' di funzionamento
degli organi e di assunzione delle decisioni;
b) regola le forme di indirizzo e di coordinamento dell'azione
complessiva di governo del territorio metropolitano;
c) disciplina i rapporti fra i comuni facenti parte della citta'
metropolitana e le modalita' di organizzazione e di esercizio delle
funzioni metropolitane, prevedendo le modalita' con le quali la
citta' metropolitana puo' delegare poteri e funzioni ai comuni, in
forma singola o associata, ricompresi nel proprio territorio con il
contestuale trasferimento delle relative risorse umane, strumentali e
finanziarie necessarie per il loro svolgimento;
d) puo' prevedere le modalita' con le quali i comuni facenti parti
della citta' metropolitana possono delegare compiti e funzioni alla
medesima;
e) puo' regolare le modalita' in base alle quali i comuni non
ricompresi nel territorio metropolitano possono istituire accordi con
la citta' metropolitana.
10. La titolarita' delle cariche di consigliere metropolitano,
sindaco metropolitano e vicesindaco e' a titolo esclusivamente
onorifico e non comporta la spettanza di alcuna forma di
remunerazione, indennita' di funzione o gettoni di presenza.
11. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al
citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, e
successive modificazioni, ed all'articolo 4 della legge 5 giugno
2003, n. 131. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, nel rispetto degli statuti speciali, le Regioni a
statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano
adeguano i propri ordinamenti alle disposizioni di cui al presente
articolo, che costituiscono principi dell'ordinamento giuridico della
Repubblica.

Titolo IV
Razionalizzazione e riduzione della spesa degli enti territoriali

Art. 19.

Funzioni fondamentali dei comuni e modalita' di esercizio associato
di funzioni e servizi comunali

1. All'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 27 e' sostituito dal seguente: "27. Ferme restando le
funzioni di programmazione e di coordinamento delle regioni, loro
spettanti nelle materie di cui all'articolo 117, commi terzo e
quarto, della Costituzione, e le funzioni esercitate ai sensi
dell'articolo 118 della Costituzione, sono funzioni fondamentali dei
comuni, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera p), della
Costituzione:
a) organizzazione generale dell'amministrazione, gestione
finanziaria e contabile e controllo;
b) organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di
ambito comunale, ivi compresi i servizi di trasporto pubblico
comunale;
c) catasto, ad eccezione delle funzioni mantenute allo Stato
dalla normativa vigente;
d) la pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale
nonche' la partecipazione alla pianificazione territoriale di livello
sovracomunale;
e) attivita', in ambito comunale, di pianificazione di
protezione civile e di coordinamento dei primi soccorsi;
f) l'organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta,
avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione
dei relativi tributi;
g) progettazione e gestione del sistema locale dei servizi
sociali ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini,
secondo quanto previsto dall'articolo 118, quarto comma, della
Costituzione;
h) edilizia scolastica, organizzazione e gestione dei servizi
scolastici;
i) polizia municipale e polizia amministrativa locale;
l) tenuta dei registri di stato civile e di popolazione e
compiti in materia di servizi anagrafici nonche' in materia di
servizi elettorali e statistici, nell'esercizio delle funzioni di
competenza statale."
b) il comma 28 e' sostituito dal seguente: "28. I comuni con
popolazione fino a 5.000 abitanti, ovvero fino a 3.000 abitanti se
appartengono o sono appartenuti a comunita' montane, esclusi i comuni
il cui territorio coincide integralmente con quello di una o di piu'
isole e il comune di Campione d'Italia, esercitano obbligatoriamente
in forma associata, mediante unione di comuni o convenzione, le
funzioni fondamentali dei comuni di cui al comma 27, ad esclusione
della lettera l). Se l'esercizio di tali funzioni e' legato alle
tecnologie dell'informazione e della comunicazione, i comuni le
esercitano obbligatoriamente in forma associata secondo le modalita'
stabilite dal presente articolo, fermo restando che tali funzioni
comprendono la realizzazione e la gestione di infrastrutture
tecnologiche, rete dati, fonia, apparati, di banche dati, di
applicativi software, l'approvvigionamento di licenze per il
software, la formazione informatica e la consulenza nel settore
dell'informatica.";
c) dopo il comma 28 e' aggiunto il seguente: "28-bis. Per le
unioni di cui al comma 28 si applica l'articolo 32 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni. Ai
comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti si applica quanto
previsto al comma 17, lettera a), dell'articolo 16 del decreto-legge
13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148.";
d) il comma 30 e' sostituito dal seguente: "30. La regione, nelle
materie di cui all'articolo 117, commi terzo e quarto, della
Costituzione, individua, previa concertazione con i comuni
interessati nell'ambito del Consiglio delle autonomie locali, la
dimensione territoriale ottimale e omogenea per area geografica per
lo svolgimento, in forma obbligatoriamente associata da parte dei
comuni delle funzioni fondamentali di cui al comma 28, secondo i
principi di efficacia, economicita', di efficienza e di riduzione
delle spese, secondo le forme associative previste dal comma 28.
Nell'ambito della normativa regionale, i comuni avviano l'esercizio
delle funzioni fondamentali in forma associata entro il termine
indicato dalla stessa normativa.";
e) il comma 31 e' sostituito dai seguenti: "31. Il limite
demografico minimo delle unioni di cui al presente articolo e'
fissato in 10.000 abitanti, salvo diverso limite demografico
individuato dalla regione entro i tre mesi antecedenti il primo
termine di esercizio associato obbligatorio delle funzioni
fondamentali, ai sensi del comma 31-ter.
31-bis. Le convenzioni di cui al comma 28 hanno durata almeno
triennale e alle medesime si applica, in quanto compatibile,
l'articolo 30 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Ove
alla scadenza del predetto periodo, non sia comprovato, da parte dei
comuni aderenti, il conseguimento di significativi livelli di
efficacia ed efficienza nella gestione, secondo modalita' stabilite
con decreto del Ministro dell'interno, da adottare entro sei mesi,
sentita la Conferenza Stato-Citta' e autonomie locali, i comuni
interessati sono obbligati ad esercitare le funzioni fondamentali
esclusivamente mediante unione di comuni.
31-ter. I comuni interessati assicurano l'attuazione delle
disposizioni di cui al presente articolo:
a) entro il 1° gennaio 2013 con riguardo ad almeno tre delle
funzioni fondamentali di cui al comma 28;
b) entro il 1° gennaio 2014 con riguardo alle restanti funzioni
fondamentali di cui al comma 28.".
2. I commi da 1 a 16 dell'articolo 16 del decreto-legge n. 13 agosto
2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre
2011, n. 148, sono sostituiti dai seguenti:
"1. Al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi di finanza
pubblica, l'ottimale coordinamento della finanza pubblica, il
contenimento delle spese degli enti territoriali e il migliore
svolgimento delle funzioni amministrative e dei servizi pubblici, i
comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti, in alternativa a quanto
previsto dall'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e
successive modificazioni, e a condizione di non pregiudicarne
l'applicazione, possono esercitare in forma associata, tutte le
funzioni e tutti i servizi pubblici loro spettanti sulla base della
legislazione vigente mediante un'unione di comuni cui si applica, in
deroga all'articolo 32, commi 3 e 6, del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, la disciplina di cui
al presente articolo.
2. Sono affidate all'unione di cui al comma 1, per conto dei comuni
associati, la programmazione economico-finanziaria e la gestione
contabile di cui alla parte II del citato decreto legislativo n. 267
del 2000, la titolarita' della potesta' impositiva sui tributi locali
dei comuni associati nonche' quella patrimoniale, con riferimento
alle funzioni da essi esercitate per mezzo dell'unione. I comuni
componenti l'unione concorrono alla predisposizione del bilancio di
previsione dell'unione per l'anno successivo mediante la
deliberazione, da parte del consiglio comunale, da adottare
annualmente, entro il 30 novembre, di un documento programmatico,
nell'ambito del piano generale di indirizzo deliberato dall'unione
entro il precedente 15 ottobre. Con regolamento da adottare ai sensi
dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni, su proposta del Ministro dell'interno, di
concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e
semplificazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono
disciplinati il procedimento amministrativo-contabile di formazione e
di variazione del documento programmatico, i poteri di vigilanza
sulla sua attuazione e la successione nei rapporti
amministrativo-contabili tra ciascun comune e l'unione.
3. L'unione succede a tutti gli effetti nei rapporti giuridici in
essere alla data di costituzione che siano inerenti alle funzioni e
ai servizi ad essa affidati ai sensi del comma 1, ferme restando le
disposizioni di cui all'articolo 111 del codice di procedura civile.
Alle unioni di cui al comma 1 sono trasferite tutte le risorse umane
e strumentali relative alle funzioni ed ai servizi loro affidati,
nonche' i relativi rapporti finanziari risultanti dal bilancio. A
decorrere dall'anno 2014, le unioni di comuni di cui al comma 1 sono
soggette alla disciplina del patto di stabilita' interno per gli enti
locali prevista per i comuni aventi corrispondente popolazione.
4. Le unioni sono istituite in modo che la complessiva popolazione
residente nei rispettivi territori, determinata ai sensi
dell'articolo 156, comma 2, del citato testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000, sia di norma superiore a 5.000 abitanti,
ovvero a 3.000 abitanti se i comuni che intendono comporre una
medesima unione appartengono o sono appartenuti a comunita' montane.
5. I comuni di cui al comma 1, con deliberazione del consiglio
comunale, da adottare, a maggioranza dei componenti, conformemente
alle disposizioni di cui al comma 4, avanzano alla regione una
proposta di aggregazione, di identico contenuto, per l'istituzione
della rispettiva unione. Nel termine perentorio del 31 dicembre 2013,
la regione provvede, secondo il proprio ordinamento, a sancire
l'istituzione di tutte le unioni del proprio territorio come
determinate nelle proposte di cui al primo periodo. La regione
provvede anche in caso di proposta di aggregazione mancante o non
conforme alle disposizioni di cui al presente articolo.
6. Gli organi dell'unione di cui al comma 1 sono il consiglio, il
presidente e la giunta.
7. Il consiglio e' composto da tutti i sindaci dei comuni che sono
membri dell'unione nonche', in prima applicazione, da due consiglieri
comunali per ciascuno di essi. I consiglieri di cui al primo periodo
sono eletti, non oltre venti giorni dopo la data di istituzione
dell'unione in tutti i comuni che sono membri dell'unione dai
rispettivi consigli comunali, con la garanzia che uno dei due
appartenga alle opposizioni. Fino all'elezione del presidente
dell'unione ai sensi del comma 8, primo periodo, il sindaco del
comune avente il maggior numero di abitanti tra quelli che sono
membri dell'unione esercita tutte le funzioni di competenza
dell'unione medesima. Al consiglio spettano le competenze attribuite
dal citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000
al consiglio comunale, fermo restando quanto previsto dal comma 2 del
presente articolo.
8. Entro trenta giorni dalla data di istituzione dell'unione, il
consiglio e' convocato di diritto ed elegge il presidente dell'unione
tra i sindaci dei comuni associati. Al presidente, che dura in carica
due anni e mezzo ed e' rinnovabile, spettano le competenze attribuite
al sindaco dall'articolo 50 del citato testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000, ferme restando in capo ai sindaci di
ciascuno dei comuni che sono membri dell'unione le attribuzioni di
cui all'articolo 54 del medesimo testo unico, e successive
modificazioni.
9. La giunta dell'unione e' composta dal presidente, che la presiede,
e dagli assessori, nominati dal medesimo fra i sindaci componenti il
consiglio in numero non superiore a quello previsto per i comuni
aventi corrispondente popolazione. Alla giunta spettano le competenze
di cui all'articolo 48 del citato testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000; essa decade contestualmente alla
cessazione del rispettivo presidente.
10. Lo statuto dell'unione individua le modalita' di funzionamento
dei propri organi e ne disciplina i rapporti. Il consiglio adotta lo
statuto dell'unione, con deliberazione a maggioranza assoluta dei
propri componenti, entro venti giorni dalla data di istituzione
dell'unione.
11. Ai consiglieri, al presidente ed agli assessori dell'unione si
applicano le disposizioni di cui agli articoli 82 ed 86 del citato
testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, e
successive modificazioni, ed ai relativi atti di attuazione, in
riferimento al trattamento spettante, rispettivamente, ai
consiglieri, al sindaco ed agli assessori dei comuni aventi
corrispondente popolazione. Gli amministratori dell'unione, dalla
data di assunzione della carica, non possono continuare a percepire
retribuzioni, gettoni e indennita' o emolumenti di ogni genere ad
essi gia' attribuiti in qualita' di amministratori locali ai sensi
dell'articolo 77, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267.
12. L'esercizio in forma associata di cui al comma 1 puo' essere
assicurato anche mediante una o piu' convenzioni ai sensi
dell'articolo 30 del testo unico, che hanno durata almeno triennale.
Ove alla scadenza del predetto periodo, non sia comprovato, da parte
dei comuni aderenti, il conseguimento di significativi livelli di
efficacia ed efficienza nella gestione, secondo modalita' stabilite
con il decreto di cui all'articolo 14, comma 31-bis, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, agli
stessi si applica la disciplina di cui al comma 1.
13. A decorrere dal giorno della proclamazione degli eletti negli
organi di governo dell'unione, nei comuni che siano parti della
stessa unione gli organi di governo sono il sindaco ed il consiglio
comunale, e le giunte decadono di diritto.".
3. L'articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 32 (Unione di comuni) 1. L'unione di comuni e' l'ente locale
costituito da due o piu' comuni, di norma contermini, finalizzato
all'esercizio associato di funzioni e servizi. Ove costituita in
prevalenza da comuni montani, essa assume la denominazione di unione
di comuni montani e puo' esercitare anche le specifiche competenze di
tutela e di promozione della montagna attribuite in attuazione
dell'articolo 44, secondo comma, della Costituzione e delle leggi in
favore dei territori montani.
2. Ogni comune puo' far parte di una sola unione di comuni. Le unioni
di comuni possono stipulare apposite convenzioni tra loro o con
singoli comuni.
3. Gli organi dell'unione, presidente, giunta e consiglio, sono
formati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, da
amministratori in carica dei comuni associati e a essi non possono
essere attribuite retribuzioni, gettoni e indennita' o emolumenti in
qualsiasi forma percepiti. Il presidente e' scelto tra i sindaci dei
comuni associati e la giunta tra i componenti dell'esecutivo dei
comuni associati. Il consiglio e' composto da un numero di
consiglieri, eletti dai singoli consigli dei comuni associati tra i
propri componenti, non superiore a quello previsto per i comuni con
popolazione pari a quella complessiva dell'ente, garantendo la
rappresentanza delle minoranze e assicurando, ove possibile, la
rappresentanza di ogni comune.
4. L'unione ha autonomia statutaria e potesta' regolamentare e ad
essa si applicano, in quanto compatibili, i principi previsti per
l'ordinamento dei comuni, con particolare riguardo allo status degli
amministratori, all'ordinamento finanziario e contabile, al personale
e all'organizzazione.
5. All'unione sono conferite dai comuni partecipanti le risorse umane
e strumentali necessarie all'esercizio delle funzioni loro
attribuite. Fermi restando i vincoli previsti dalla normativa vigente
in materia di personale, la spesa sostenuta per il personale
dell'Unione non puo' comportare, in sede di prima applicazione, il
superamento della somma delle spese di personale sostenute
precedentemente dai singoli comuni partecipanti. A regime, attraverso
specifiche misure di razionalizzazione organizzativa e una rigorosa
programmazione dei fabbisogni, devono essere assicurati progressivi
risparmi di spesa in materia di personale.
6. L'atto costitutivo e lo statuto dell'unione sono approvati dai
consigli dei comuni partecipanti con le procedure e con la
maggioranza richieste per le modifiche statutarie. Lo statuto
individua le funzioni svolte dall'unione e le corrispondenti risorse.
7. Alle unioni competono gli introiti derivanti dalle tasse, dalle
tariffe e dai contributi sui servizi ad esse affidati.
8. Gli statuti delle unioni sono inviati al Ministero dell'interno
per le finalita' di cui all'articolo 6, commi 5 e 6".
4. I comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti che fanno parte di
un'unione di comuni gia' costituita alla data di entrata in vigore
del presente decreto optano, ove ne ricorrano i presupposti, per la
disciplina di cui all'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010,
n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, e successive modificazioni, come modificato dal presente
decreto, ovvero per quella di cui all'articolo 16 del decreto-legge
13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148, come modificato dal presente decreto.
5. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, ciascuna regione ha facolta' di individuare limiti
demografici diversi rispetto a quelli di cui all'articolo 16, comma
4, del citato decreto-legge n. 138 del 2011, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, come modificato
dal presente decreto.
6. Ai fini di cui all'articolo 16, comma 5, del citato decreto-legge
n. 138 del 2011, convertito con modificazioni dalla legge 14
settembre 2011, n. 148, come modificato dal presente decreto, nel
termine perentorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, i comuni di cui al citato articolo 16, comma 1, con
deliberazione del consiglio comunale, da adottare, a maggioranza dei
componenti, conformemente alle disposizioni di cui al comma 4 del
medesimo articolo 16, avanzano alla regione una proposta di
aggregazione, di identico contenuto, per l'istituzione della
rispettiva unione.
7. Sono abrogati i commi 3-bis, 3-ter, 3-quater, 3-quinquies,
3-sexies, 3-septies e 3-octies dell'articolo 15 del codice
dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82.

Titolo IV
Razionalizzazione e riduzione della spesa degli enti territoriali

Art. 20.

Disposizioni per favorire la fusione di comuni e razionalizzazione
dell'esercizio delle funzioni comunali

1. A decorrere dall'anno 2013, il contributo straordinario ai comuni
che danno luogo alla fusione, di cui all'articolo 15, comma 3, del
citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, e'
commisurato al 20 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per
l'anno 2010, nel limite degli stanziamenti finanziari previsti.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano per le fusioni di
comuni realizzate negli anni 2012 e successivi.
3. Con decreto del Ministro dell'interno di natura non regolamentare
sono disciplinate modalita' e termini per l'attribuzione dei
contributi alla fusione dei comuni.
4. A decorrere dall'anno 2013 sono conseguentemente soppresse le
disposizioni del regolamento concernente i criteri di riparto dei
fondi erariali destinati al finanziamento delle procedure di fusione
tra i comuni e l'esercizio associato di funzioni comunali, approvato
con decreto del Ministro dell'interno del 1° settembre 2000,
incompatibili con le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 del
presente articolo.

Titolo V
Finalizzazione dei risparmi di spesa ed altre disposizioni di
carattere finanziario

Art. 21.

Riduzione dell'iva

1. All'articolo 40 del decreto-legge n. 98 del 2011 convertito con
legge n. 111 del 2011, e successive modifiche, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 1-ter:
1) nel primo periodo, le parole: "1° ottobre 2012 fino al 31
dicembre 2012", sono sostituite dalle seguenti: "1° luglio 2013 fino
al 31 dicembre 2013";
2) il secondo periodo e' abrogato;
3) nel terzo periodo le parole "sono ulteriormente incrementate
di 0,5 punti percentuali", sono sostituite dalla seguenti: "sono
rispettivamente rideterminate nella misura dell'11 e del 22 per
cento";.
b) al comma 1-quater:
1) sono soppresse le parole ", secondo e terzo periodo";
2) le parole "30 settembre 2012", sono sostituite dalle parole:
"30 giugno 2013";
3) le parole da "a 13.119 milioni di euro" sino alla fine del
comma, sono sostituite dalle seguenti "a 6.560 milioni di euro annui
a decorrere dall'anno 2013".
2. Con la legge di stabilita' per l'anno 2013 sono indicate le misure
di attuazione del programma di razionalizzazione della spesa pubblica
previsto dall'articolo 1, comma 1-bis, del decreto legge n. 52 del
2012, e le disposizioni aventi ad oggetto l'eliminazione o riduzione
di regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale previste
dall'articolo 40, comma 1-quater, del decreto legge n. 98 del 2011
convertito con legge n. 111 del 2011. I risparmi di spesa e le
maggiori entrate derivanti dal primo periodo concorrono, unitamente
ai risparmi di spesa derivanti dai regolamenti di riordino,
trasformazione e soppressione di enti ed organismi pubblici statali,
nonche' di strutture pubbliche statali o partecipate dallo Stato, di
cui all'articolo 12 del presente decreto, al fine di evitare
l'aumento, dal 1° luglio 2013, delle aliquote iva previsto
dall'articolo 40, comma 1-ter, del citato decreto legge n. 98 del
2011 convertito con legge n. 111 del 2011, come modificato dal comma
1.

Titolo V
Finalizzazione dei risparmi di spesa ed altre disposizioni di
carattere finanziario

Art. 22.

Salvaguardia dei lavoratori dall'incremento dei requisiti di accesso
al sistema pensionistico

1. Ferme restando le disposizioni di salvaguardia stabilite dai commi
14 e 15 dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e
dai commi 2-ter e 2-quater dell'articolo 6 del decreto-legge 29
dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
febbraio 2012, n. 14, nonche' le disposizioni, i presupposi e le
condizioni di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze del 1° giugno 2012, che ha determinato in sessantacinquemila
il numero dei soggetti interessati dalla concessione del beneficio di
cui alle predette disposizioni, le disposizioni in materia di
requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della
data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011
continuano ad applicarsi, nel limite di ulteriori 55.000 soggetti,
ancorche' maturino i requisiti per l'accesso al pensionamento
successivamente al 31 dicembre 2011:
a) ai lavoratori per i quali le imprese abbiano stipulato in sede
governativa entro il 31 dicembre 2011 accordi finalizzati alla
gestione delle eccedenze occupazionali con utilizzo di ammortizzatori
sociali ancorche' alla data del 4 dicembre 2011 gli stessi lavoratori
ancora non risultino cessati dall'attivita' lavorativa e collocati in
mobilita' ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991,
n. 223, e successive modificazioni, i quali in ogni caso maturino i
requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione
dell'indennita' di mobilita' di cui all'articolo 7, commi 1 e 2,
della legge 23 luglio 1991, n. 223 ovvero, ove prevista, della
mobilita' lunga ai sensi dell'articolo 7, commi 6 e 7, della predetta
legge n. 223 del 1991. Ai lavoratori di cui alla presente lettera
continua ad applicarsi la disciplina in materia indennita' di
mobilita' in vigore alla data del 31 dicembre 2011, con particolare
riguardo al regime della durata;
b) nei limiti di ulteriori 1.600 soggetti rispetto a quanto
indicato dall'articolo 6 del citato decreto ministeriale del 1°
giugno 2012 ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, non
erano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di
solidarieta' di settore di cui all'articolo 2, comma 28, della legge
23 dicembre 1996, n. 662, ma per i quali il diritto all'accesso ai
predetti fondi era previsto da accordi stipulati alla suddetta data e
ferma restando la permanenza nel fondo fino al sessantaduesimo anno
di eta';
c) ai lavoratori di cui all'articolo 24, comma 14, lettera d) del
decreto-legge n. 201 del 2011 nonche' di cui all'articolo 2, comma 1,
lettera d) del citato decreto ministeriale del 1° giugno 2012 che,
antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011, siano stati
autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione, che
perfezionano i requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare
la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina
vigente alla data di entrata in vigore del decreto legge 6 dicembre
2011, n. 20l, nel periodo compreso fra il ventiquattresimo e il
trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del
medesimo decreto-legge;
d) ai lavoratori di cui all'articolo 6, comma 2-ter, del
decreto-legge n. 216 del 2011, che risultino in possesso dei
requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla disciplina
pensionistica vigente prima della data di entrata in vigore del
citato decreto-legge n. 201 del 2011, avrebbero comportato la
decorrenza del trattamento medesimo nel periodo compreso fra il
ventiquattresimo e il trentaseiesimo mese successivo alla data di
entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011.
2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto sono definite le modalita' di
attuazione del comma 1. L'INPS provvede al monitoraggio, sulla base
della data di cessazione del rapporto di lavoro, delle domande di
pensionamento presentate dai lavoratori di cui al comma 1 che
intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle
decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore citato
decreto legge n. 201 del 2011. Qualora dal predetto monitoraggio
risulti il raggiungimento del limite numerico delle domande di
pensione determinato ai sensi del comma 1, il predetto ente non
prendera' in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad
usufruire dei benefici previsti dalla disposizione di cui al comma 1.

Titolo V
Finalizzazione dei risparmi di spesa ed altre disposizioni di
carattere finanziario

Art. 23.

Altre disposizioni di carattere finanziario ed esigenze indifferibili

1. Per l'anno 2013 e' autorizzata la spesa di 400 milioni di euro da
destinarsi a misure di sostegno al settore dell'autotrasporto merci.
Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, le risorse
sono ripartite per le esigenze del settore.
2. Le disposizioni di cui all'articolo 2, commi da 4-novies a
4-undecies, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, relative al riparto
della quota del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle
persone fisiche in base alla scelta del contribuente, si applicano
anche relativamente all'esercizio finanziario 2013 con riferimento
alle dichiarazioni dei redditi 2012. Le disposizioni contenute nel
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 23 aprile
2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 131 dell'8 giugno 2010,
si applicano anche all'esercizio finanziario 2013 e i termini ivi
stabiliti relativamente al predetto esercizio finanziario sono
aggiornati per gli anni: da 2010 a 2011, da 2011 a 2012, da 2012 a
2013 e da 2013 a 2014. Le risorse complessive destinate alla
liquidazione della quota del 5 per mille nell'anno 2013 sono
quantificate nell'importo di euro 400 milioni. Le somme non
utilizzate entro il 31 dicembre di ciascun anno possono esserlo
nell'esercizio successivo.
3. Per le finalita' di cui alla legge 29 luglio 1991, n. 243, e'
autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2013.
4. La dotazione del Fondo di intervento integrativo per la
concessione dei prestiti d'onore e l'erogazione delle borse di studio
da ripartire tra le regioni, di cui alla legge 11 febbraio 1992, n.
147, e' incrementata di 90 milioni di euro per l'anno 2013
5. Al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi previsti
dall'articolo 27, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e'
autorizzata la spesa di 103 milioni di euro a decorrere dall'anno
2013.
6. Ai fini della proroga per l'anno 2013 della partecipazione
italiana a missioni internazionali, la dotazione del fondo di cui
all'articolo 1, comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e'
incrementata di 1.000 milioni di euro per l'anno 2013.
7. Al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi di cui
all'articolo 24, commi 74 e 75, del decreto-legge 1° luglio 2009, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102,
a decorrere dal 1° gennaio 2013, il piano di impiego di cui
all'articolo 7-bis, comma 1, terzo periodo, del decreto-legge 23
maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
luglio 2008, n. 125, puo' essere prorogato fino al 31 dicembre 2013.
Si applicano le disposizioni di cui al medesimo articolo 7-bis, commi
1, 2 e 3, del decreto-legge n. 92 del 2008, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 125 del 2008, e successive
modificazioni. A tal fine e' autorizzata la spesa di 72,8 milioni di
euro per l'anno 2013, con specifica destinazione di 67 milioni di
euro e di 5,8 milioni di euro, rispettivamente, per il personale di
cui al comma 74 e di cui al comma 75 del citato articolo 24 del
decreto-legge n. 78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 102 del 2009
8. La dotazione del fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1,
del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e' incrementata di
700 milioni di euro per l'anno 2013 ed e' ripartita, con decreti del
Presidente del Consiglio dei ministri, tra le finalita' di cui
all'articolo 33, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183, come
indicate nell'allegato 3 della medesima legge, con esclusione delle
finalita' gia' oggetto di finanziamento ai sensi del presente
articolo, nonche' per interventi in tema di sclerosi laterale
amiotrofica e di altre malattie altamente invalidanti, per ricerca e
assistenza domiciliare dei malati, ai sensi dell'articolo 1, comma
1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
9. E' autorizzata la spesa di 9 milioni di euro, per l'anno 2012, per
gli interventi connessi alle eccezionali avversita' atmosferiche che
hanno colpito il territorio nazionale nel mese di febbraio 2012;
10. Agli oneri derivanti dal comma 9 si provvede, quanto ad euro
4.012.422, mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 47, secondo comma, della legge 20 maggio 1985, n. 222
relativamente alla quota destinata allo Stato dell'otto per mille
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e, quanto ad euro
4.987.578, mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 33, comma 11, della legge 12 novembre 2011 n. 183, di
cui al fondo per il riparto della quota del 5 per mille del gettito
IRPEF in base alle scelte del contribuente.
11. Al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi connessi
al superamento dell'emergenza umanitaria nel territorio nazionale in
relazione all'eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai paesi
del Nord Africa umanitaria, dichiarata con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 12 febbraio 2011 e successivamente prorogata
fino al 31 dicembre 2012 con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 6 ottobre 2011, e' autorizzata la spesa massima di 500
milioni di euro, per l'anno 2012, da iscrivere su apposito fondo
dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze, anche al fine di far fronte alle attivita' solutorie di
interventi urgenti gia' posti in essere. Con ordinanze del Capo del
Dipartimento della protezione civile, adottate, di concerto con il
Ministero dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 5,
comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e' individuato
l'ammontare di risorse da assegnare per gli interventi di rispettiva
competenza alla Protezione civile ovvero direttamente al Ministero
dell'interno e alle altre Amministrazioni interessate. Le somme non
utilizzate nell'esercizio possono esserlo in quello successivo. Il
Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare
con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.
12. Con ordinanze adottate, almeno dieci giorni prima della scadenza
del termine di cui al comma 1, ai sensi dell'articolo 5, commi 4-ter
e 4-quater, della citata legge 24 febbraio 1992, n. 225, si
provvedera' a regolare la chiusura dello stato di emergenza ed il
rientro nella gestione ordinaria, da parte del Ministero dell'interno
e delle altre amministrazioni competenti, degli interventi
concernenti l'afflusso di immigrati sul territorio nazionale.

Titolo V
Finalizzazione dei risparmi di spesa ed altre disposizioni di
carattere finanziario

Art. 24.

Copertura finanziaria

1. Agli oneri derivanti dagli articoli 2, comma 11, 3, comma 16, 5,
comma 1, 7, comma 21, 21, comma 1, 22 e 23, ad esclusione del comma
9, del presente provvedimento, pari a 3.780,250 milioni di euro per
l'anno 2012, a 10.544 milioni di euro per l'anno 2013, a 11.157,150
milioni di euro a decorrere dall'anno 2014, che aumentano a
10.558,328 milioni di euro per l'anno 2013, a 11.207,150 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2014 ai fini della compensazione degli
effetti in termini di fabbisogno ed indebitamento netto, si provvede
mediante utilizzo di parte delle maggiori entrate e delle minori
spese recate dal presente provvedimento.
2. I risparmi di spesa derivanti dall'applicazione delle misure del
presente decreto, non utilizzati per la copertura dello stesso sono
destinati al miglioramento dei saldi di finanza pubblica.
3. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio
per l'attuazione del presente decreto.

Titolo V
Finalizzazione dei risparmi di spesa ed altre disposizioni di
carattere finanziario

Art. 25.

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara'
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi' 6 luglio 2012

NAPOLITANO


Monti, Presidente del Consiglio dei
Ministri e Ministro dell'economia e
delle finanze

Giarda, Ministro per i rapporti con
il Parlamento

Visto, il Guardasigilli: Severino

Titolo V
Finalizzazione dei risparmi di spesa ed altre disposizioni di
carattere finanziario

Allegato 1

---------------------------------------------------------------------
   Riduzione spese per acquisto di beni e servizi
   (in milioni di euro)
   ------------------------------------
   |   2012   |   2013   |  2014 e ss
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE  |     21,8 |     77,0 |        77,0
   FINANZE                          |          |          |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLO SVILUPPO         |      1,7 |      6,0 |         6,0
   ECONOMICO                        |          |          |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DEL LAVORO E DELLE     |      1,1 |      4,0 |         4,0
   POLITICHE SOCIALI                |          |          |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLA GIUSTIZIA        |     60,0 |    120,0 |       120,0
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI    |      6,2 |     22,0 |        22,0
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'ISTRUZIONE,       |      4,0 |     14,0 |        14,0
   DELL'UNIVERSITA' E DELLA         |          |          |
   RICERCA                          |          |          |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'INTERNO           |      -   |    131,0 |       131,0
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'AMBIENTE E        |      4,8 |     17,0 |        17,0
   DELLA TUTELA DEL TERRITORIO      |          |          |
   E DEL MARE                       |          |          |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE   |      7,9 |     28,0 |        28,0
   E DEI TRASPORTI                  |          |          |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLA DIFESA           |      -   |    148,0 |       148,0
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLE POLITICHE        |      2,5 |      9,0 |         9,0
   AGRICOLE ALIMENTARI E            |          |          |
   FORESTALI                        |          |          |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO PER I BENI E LE        |      2,8 |     10,0 |        10,0
   ATTIVITA' CULTURALI              |          |          |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLA SALUTE           |      8,2 |     29,0 |        29,0
   ---------------------------------------------------------------------
   TOTALE                |    121,1 |    615,0 |       615,0
   ---------------------------------------------------------------------


Titolo V
Finalizzazione dei risparmi di spesa ed altre disposizioni di
carattere finanziario

Allegato 2

RIDUZIONI DI SPESA DEI MINISTERI DA REALIZZARE CON LA LEGGE DI
STABILITA'
(MILIONI DI EURO)

 ------------------------------------
   |    SALDO NETTO DA FINANZIARE
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERI            |   2013    |   2014    |    2015
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE  |     715,5 |     662,3 |     518,8
   FINANZE                          |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLO SVILUPPO         |      52,8 |      37,2 |       -
   ECONOMICO                        |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DEL LAVORO E DELLE     |      48,4 |      46,1 |      49,1
   POLITICHE SOCIALI                |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLA GIUSTIZIA        |     149,0 |     122,6 |     121,5
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI    |      26,8 |      21,5 |      24,7
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'ISTRUZIONE,       |     182,9 |     172,7 |     225,5
   DELL'UNIVERSITA' E DELLA         |           |           |
   RICERCA                          |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'INTERNO           |       -   |        -  |       -
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'AMBIENTE E        |      23,0 |      21,0 |      29,6
   DELLA TUTELA DEL TERRITORIO      |           |           |
   E DEL MARE                       |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE   |     207,0 |     193,5 |     199,3
   E DEI TRASPORTI                  |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLA DIFESA           |     236,1 |     176,4 |     256,8
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLE POLITICHE        |      15,8 |       8,5 |       9,9
   AGRICOLE ALIMENTARI E            |           |           |
   FORESTALI                        |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO PER I BENI E LE        |      55,6 |      51,4 |      63,5
   ATTIVITA' CULTURALI              |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLA SALUTE           |      64,3 |      61,3 |      75,7
   ---------------------------------------------------------------------
   TOTALE                |   1.777,3 |   1.574,5 |   1.574,5
   ---------------------------------------------------------------------
 
 ------------------------------------
   |       INDEBITAMENTO NETTO
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERI            |   2013    |   2014    |    2015
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE  |     615,3 |     662,3 |     518,8
   FINANZE                          |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLO SVILUPPO         |      45,4 |      37,2 |       -
   ECONOMICO                        |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DEL LAVORO E DELLE     |      41,6 |      46,1 |      49,1
   POLITICHE SOCIALI                |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLA GIUSTIZIA        |     128,2 |     122,6 |     121,5
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI    |      23,0 |      21,5 |      24,7
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'ISTRUZIONE,       |     157,3 |     172,7 |     225,5
   DELL'UNIVERSITA' E DELLA         |           |           |
   RICERCA                          |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'INTERNO           |       -   |        -  |       -
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'AMBIENTE E        |      19,8 |      21,0 |      29,6
   DELLA TUTELA DEL TERRITORIO      |           |           |
   E DEL MARE                       |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE   |     178,0 |     193,5 |     199,3
   E DEI TRASPORTI                  |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLA DIFESA           |     203,0 |     176,4 |     256,8
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLE POLITICHE        |      13,6 |       8,5 |       9,9
   AGRICOLE ALIMENTARI E            |           |           |
   FORESTALI                        |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO PER I BENI E LE        |      47,8 |      51,4 |      63,5
   ATTIVITA' CULTURALI              |           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLA SALUTE           |      55,3 |      61,3 |      75,7
   ---------------------------------------------------------------------
   TOTALE                |   1.528,5 |   1.574,5 |   1.574,5
   ---------------------------------------------------------------------

Titolo V
Finalizzazione dei risparmi di spesa ed altre disposizioni di
carattere finanziario

 Allegato 3 
     
 
 RIDUZIONE TRASFERIMENTI ENTI DI RICERCA
 
 ---------------------------------------------------------------------
   Amministrazione/Ente       |   2012    |   2013    | 2014 e ss
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE  | 1.125.210 | 3.000.561 | 3.000.561
   FINANZE                          |           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA| 1.125.210 | 3.000.561 | 3.000.561
   - ISTAT (include ex ISAE)|           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLO SVILUPPO         | 2.460.716 | 6.561.910 | 6.561.911
   ECONOMICO                        |           |           |
   |           |           |
   ENTE PER LE NUOVE TECNOLOGIE,| 2.460.716 | 6.561.910 | 6.561.911
   L'ENERGIA E L'AMBIENTE|           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DEL LAVORO E DELLE     | 4.046.172 |10.789.791 |10.789.791
   POLITICHE SOCIALI                |           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO PER LO SVILUPPO DELLA| 1.936.505 | 5.164.013 | 5.164.013
   FORMAZIONE PROFESSIONALE|           |           |
   LAVORATORI (ISFOL)|           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO SUPERIORE PREVENZIONE| 2.109.667 | 5.625.778 | 5.625.778
   E SICUREZZA LAVORO (ora INAIL)|           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'ISTRUZIONE,       |19.209.578 |51.225.541 |51.225.541
   DELL'UNIVERSITA' E DELLA         |           |           |
   RICERCA                          |           |           |
   |           |           |
   AGENZIA SPAZIALE ITALIANA| 1.060.503 | 2.828.009 | 2.828.009
   |           |           |
   CONSIGLIO NAZIONALE DELLE| 6.045.453 |16.121.207 |16.121.207
   RICERCHE|           |           |
   |           |           |
   CONSORZIO PER L'AREA DI RICERCA|   740.952 | 1.975.872 | 1.975.872
   SCIENTIFICA E TECNOLOGICA|           |           |
   DI TRIESTE|           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO ITALIANO DI STUDI|    20.855 |    55.612 |    55.612
   GERMANICI|           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO NAZIONALE DI ALTA|    48.066 |   128.176 |   128.176
   MATEMATICA|           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO NAZIONALE DI|   389.331 | 1.038.216 | 1.038.216
   ASTROFISICA|           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA| 9.142.501 |24.380.003 |24.380.003
   NUCLEARE|           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA|   611.435 | 1.630.493 | 1.630.493
   E VULCANOLOGIA|           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO NAZIONALE DI|   486.903 | 1.298.408 | 1.298.408
   OCEANOGRAFIA E DI GEOFISICA|           |           |
   SPERIMENTALE|           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO NAZIONALE DI RICERCA|   330.362 |   880.966 |   880.966
   METROLOGICA INRIM|           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO NAZIONALE PER LA|    10.891 |    29.042 |    29.042
   VALUTAZIONE DEL SISTEMA|           |           |
   DELL'ISTRUZIONE - INVALSI|           |           |
   |           |           |
   MUSEO STORICO DELLA FISICA E|    70.982 |   189.284 |   189.284
   CENTRO STUDI E RICERCHE|           |           |
   |           |           |
   STAZIONE ZOOLOGICA " ANTONIO|   251.345 |   670.253 |   670.253
   DOHRN " DI NAPOLI|           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELL'AMBIENTE E        | 1.454.510 | 3.878.692 | 3.878.693
   DELLA TUTELA DEL TERRITORIO      |           |           |
   E DEL MARE                       |           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO SUPERIORE PER LA| 1.454.510 | 3.878.692 | 3.878.693
   PROTEZIONE E LA RICERCA|           |           |
   AMBIENTALE - ISPRA|           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLE POLITICHE        | 2.895.617 | 7.721.646 | 7.721.646
   AGRICOLE ALIMENTARI E            |           |           |
   FORESTALI                        |           |           |
   |           |           |
   CONSIGLIO PER LA RICERCA E LA|   962.445 | 2.566.521 | 2.566.521
   SPERIMENTAZIONE IN|           |           |
   AGRICOLTURA (CRA)|           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO NAZIONALE DELLA|   708.768 | 1.890.049 | 1.890.049
   NUTRIZIONE|           |           |
   |           |           |
   ISTITUTO NAZIONALE DI ECONOMIA| 1.224.404 | 3.265.076 | 3.265.076
   AGRARIA (INEA)|           |           |
   ---------------------------------------------------------------------
   MINISTERO DELLA SALUTE           | 1.955.290 | 5.214.106 | 5.214.107
   |           |           |
   ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'| 1.955.290 | 5.214.106 | 5.214.107
   ---------------------------------------------------------------------
   TOTALE|33.147.093 |88.392.247 |88.392.250
   ---------------------------------------------------------------------
 
 
 

Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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