Comune di Jesi Rete civica Aesinet

Gazzetta Ufficiale N. 189 del 14 Agosto 2012

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 luglio 2012 , n. 95

Testo del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (in supplemento ordinario n. 141/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 156 del 6 luglio 2012), coordinato con la legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini (( nonche' misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario. ))".
(12A09068)

Titolo I

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE


Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n.1092, nonche' dell'art.10, commi 2 e 3, del medesimo testo
unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni
del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge
di conversione, che di quelle modificate o richiamate nel decreto,
trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia
degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.
Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( ... )).
A norma dell'art.15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.

Art. 1


Riduzione della spesa per l'acquisto di beni
e servizi e trasparenza delle procedure

1. ((Successivamente alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto,)) i contratti stipulati in
violazione dell'articolo 26, comma 3 della legge 23 dicembre 1999, n.
488 ed i contratti stipulati in violazione degli obblighi di
approvvigionarsi attraverso gli strumenti di acquisto messi a
disposizione da Consip S.p.A. sono nulli, costituiscono illecito
disciplinare e sono causa di responsabilita' amministrativa. Ai fini
della determinazione del danno erariale si tiene anche conto della
differenza tra il prezzo, ove indicato, dei detti strumenti di
acquisto e quello indicato nel contatto. ((Le centrali di acquisto
regionali, pur tenendo conto dei parametri di qualita' e di prezzo
degli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A.,
non sono soggette all'applicazione dell'articolo 26, comma 3, della
legge 23 dicembre 1999, n. 488.))
2. ((All'articolo 2, comma 1-bis, del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163, e' aggiunto in fine il seguente periodo: «I criteri di
partecipazione alle gare devono essere tali da non escludere le
piccole e medie imprese».))
((2-bis. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono
apportate le seguenti modifiche:))
(( a) all'articolo 37, comma 13, sono premesse le seguenti parole:
«Nel caso di lavori,»;))
(( b) all'articolo 41, comma 2, e' aggiunto in fine il seguente
periodo: «Sono illegittimi i criteri che fissano, senza congrua
motivazione, limiti di accesso connessi al fatturato aziendale»;))
(( c) all'articolo 75, comma 1, e' aggiunto in fine il seguente
periodo: «Nel caso di procedure di gara realizzate in forma aggregata
da centrali di committenza, l'importo della garanzia e' fissato nel
bando o nell'invito nella misura massima del 2 per cento del prezzo
base»;))
(( d) all'articolo 113, comma 1, dopo il primo periodo, e' inserito
il seguente: «Fermo rimanendo quanto previsto al periodo successivo
nel caso di procedure di gara realizzate in forma aggregata da
centrali di committenza, l'importo della garanzia e' fissato nel
bando o nell'invito nella misura massima del 10 per cento
dell'importo contrattuale».))
3. Le amministrazioni pubbliche obbligate sulla base di specifica
normativa ad approvvigionarsi attraverso le convenzioni di cui
all'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 stipulate da
Consip S.p.A. o dalle centrali di committenza regionali costituite ai
sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n.
296 possono procedere, qualora la convenzione non sia ancora
disponibile e in caso di motivata urgenza, allo svolgimento di
autonome procedure di acquisto dirette alla stipula di contratti
aventi durata e misura strettamente necessaria e sottoposti a
condizione risolutiva nel caso di disponibilita' della detta
convenzione.
4. Al comma 3((-bis)) dell'articolo 33 del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163 e' aggiunto infine il seguente periodo: «In
alternativa, gli stessi Comuni possono effettuare i propri acquisti
attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da altre
centrali di committenza di riferimento, ivi comprese le convenzioni
di cui all'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e il
mercato elettronico della pubblica amministrazione di cui
all'articolo 328 del decreto del Presidente della Repubblica 5
ottobre 2010, n. 207».
6. Nell'ambito del Mercato elettronico della Pubblica
Amministrazione realizzato dal Ministero dell'economia e delle
finanze avvalendosi di Consip S.p.A. possono essere istituite
specifiche sezioni ad uso delle amministrazioni pubbliche che, a tal
fine, stipulino appositi accordi con il Ministero dell'economia e
delle finanze e con Consip S.p.A.
7. ((Fermo restando quanto previsto all'articolo 1, commi 449 e
450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e all'articolo 2, comma
574, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, quale misura di
coordinamento della finanza pubblica, le amministrazioni pubbliche e
le societa' inserite nel conto economico consolidato della pubblica
amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di
statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1 della legge 31 dicembre
2009, n. 196, a totale partecipazione pubblica diretta o indiretta,
relativamente alle seguenti categorie merceologiche: energia
elettrica, gas, carburanti rete e carburanti extra-rete, combustibili
per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile, sono tenute ad
approvvigionarsi attraverso le convenzioni o gli accordi quadro messi
a disposizione da Consip S.p.A. e dalle centrali di committenza
regionali di riferimento costituite ai sensi dell'articolo 1, comma
455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ovvero ad esperire proprie
autonome procedure nel rispetto della normativa vigente, utilizzando
i sistemi telematici di negoziazione sul mercato elettronico e sul
sistema dinamico di acquisizione messi a disposizione dai soggetti
sopra indicati. La presente disposizione non si applica alle
procedure di gara il cui bando sia stato pubblicato precedentemente
alla data di entrata in vigore del presente decreto. E' fatta salva
la possibilita' di procedere ad affidamenti, nelle indicate categorie
merceologiche, anche al di fuori delle predette modalita', a
condizione che gli stessi conseguano ad approvvigionamenti da altre
centrali di committenza o a procedure di evidenza pubblica, e
prevedano corrispettivi inferiori a quelli indicati nelle convenzioni
e accordi quadro messi a disposizione da Consip S.p.A. e dalle
centrali di committenza regionali. In tali casi i contratti dovranno
comunque essere sottoposti a condizione risolutiva con possibilita'
per il contraente di adeguamento ai predetti corrispettivi nel caso
di intervenuta disponibilita' di convenzioni Consip e delle centrali
di committenza regionali che prevedano condizioni di maggior
vantaggio economico. La mancata osservanza delle disposizioni del
presente comma rileva ai fini della responsabilita' disciplinare e
per danno erariale.))
8. I contratti stipulati in violazione del precedente comma 7 sono
nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di
responsabilita' amministrativa; ai fini della determinazione del
danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo,
ove indicato, degli strumenti di acquisto di cui al precedente comma
7 e quello indicato nel contratto.
9. Con decreti del Ministero dell'economia e delle finanze, sentita
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano sono individuate, tenendo
conto del grado di standardizzazione dei beni e dei servizi, del
livello di aggregazione della relativa domanda, delle caratteristiche
del mercato e della rilevanza del valore complessivo stimato
ulteriori categorie merceologiche per le quali si applicano i
precedenti commi 7 e 8.
10. Le centrali di committenza danno comunicazione al commissario
straordinario di cui all'((articolo 2)) del decreto-legge n. 52 del
2012 ((convertito, con modificazioni, dalla legge n. 94 del 2012)) ed
a Consip s.p.a. dell'avvenuta stipula dei contratti quadro e delle
convenzioni.
11. Il Commissario straordinario di cui all'articolo 2 del
decreto-legge n. 52 del 2012 ((convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 94 del 2012)) istituisce tramite Consip s.p.a., senza nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, un elenco delle
centrali di committenza. Consip pubblica i dati relativi ai contratti
ed alle convenzioni di cui al comma precedente. Con decreto di natura
non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze sono
stabilite le modalita' di attuazione del presente comma.
12. L'aggiudicatario delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. e
dalle centrali di committenza regionali ai sensi dell'articolo 26,
comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488 puo' offrire a Consip
S.p.A. e alle centrali di committenza regionali, nel corso della
durata della rispettiva convenzione e dei relativi contratti
attuativi, una riduzione delle condizioni economiche previste nella
convenzione che trovera' applicazione nei relativi contratti
attuativi stipulati e stipulandi a far data da apposita comunicazione
che Consip S.p.A. e le centrali di committenza pubblicano sui
relativi portali previa verifica dell'effettiva riduzione.
13. Le amministrazioni pubbliche che abbiano validamente stipulato
un contratto di fornitura o di servizi hanno diritto di recedere in
qualsiasi tempo dal contratto, previa formale comunicazione
all'appaltatore con preavviso non inferiore a quindici giorni e
previo pagamento delle prestazioni gia' eseguite oltre al decimo
delle prestazioni non ancora eseguite, nel caso in cui, tenuto conto
anche dell'importo dovuto per le prestazioni non ancora eseguite, i
parametri delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. ai sensi
dell'articolo 26, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488
successivamente alla stipula del predetto contratto siano
migliorativi rispetto a quelli del contratto stipulato e
l'appaltatore non acconsenta ad una modifica, proposta da Consip
s.p.a., delle condizioni economiche tale da rispettare il limite di
cui all'articolo 26, comma 3 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
Ogni patto contrario alla presente disposizione e' nullo. Il diritto
di recesso si inserisce automaticamente nei contratti in corso ai
sensi dell'articolo 1339 c.c., anche in deroga alle eventuali
clausole difformi apposte dalle parti. Nel caso di mancato esercizio
del detto diritto di recesso l'amministrazione pubblica ne da'
comunicazione alla Corte dei conti, entro il 30 giugno di ogni anno,
ai fini del controllo successivo sulla gestione del bilancio e del
patrimonio di cui all'articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio
1994, n. 20.
14. ((Fermo restando quanto previsto all'articolo 26, comma 3,
della legge 23 dicembre 1999, n. 488, Consip S.p.A. e le centrali di
committenza regionali costituite ai sensi dell'articolo 1, comma 455,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, in caso di esercizio del
diritto di recesso dell'aggiudicatario di cui al successivo comma 15,
possono stipulare una convenzione di cui all'articolo 26 della legge
23 dicembre 1999, n. 488, avente durata fino al 30 giugno 2013,
interpellando progressivamente gli operatori economici fino al terzo
miglior offerente nelle originarie procedure, a condizione che siano
offerte condizioni economiche migliorative tali da determinare il
raggiungimento del punteggio complessivo attribuito all'offerta
presentata dall'aggiudicatario della relativa procedura)).
15. ((Con riferimento alle convenzioni di cui all'articolo 26 della
legge 23 dicembre 1999, n. 488, alle quali, alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, sia possibile
ricorrere, le quantita' ovvero gli importi massimi complessivi ivi
previsti sono incrementati in misura pari alla quantita' ovvero
all'importo originario, a decorrere dalla data di esaurimento della
convenzione stessa, ove questa intervenga prima del 31 dicembre 2012
e fatta salva la facolta' di recesso dell'aggiudicatario da
esercitarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto)).
16. La durata delle convenzioni di cui al precedente comma 15 e'
prorogata fino al 30 giugno 2013, ((a decorrere dalla data di
esaurimento della convenzione originaria e solo se a tale data non
sia gia' intervenuta da parte della medesima centrale di committenza
la pubblicazione di una procedura di gara per la stipula di una
convenzione avente ad oggetto prodotti o servizi analoghi)).
L'aggiudicatario ha facolta' di recesso, da esercitarsi secondo le
modalita' di cui al precedente comma 15.
((16-bis. Al comma 1 dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999,
n. 488, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In casi di
particolare interesse per l'amministrazione, le convenzioni possono
essere stipulate con una o piu' imprese alle condizioni contrattuali
migliorative rispetto a quelle proposte dal miglior offerente».))
17. Il Ministero dell'economia e delle finanze per il tramite della
Consip S.p.A. cura lo sviluppo e la gestione del sistema informatico
di e-procurement realizzato a supporto del Programma di
razionalizzazione degli acquisti, anche al fine di garantire quanto
previsto al successivo comma 18.
18. Consip S.p.A. puo' disporre, sulla base di apposite Convenzioni
con il Ministero dell'economia e delle finanze, del sistema
informatico di e-procurement di cui al comma 17 per l'effettuazione
delle procedure che la medesima svolge in qualita' di centrale di
committenza a favore delle pubbliche amministrazioni ((nonche' per le
ulteriori attivita' che la medesima svolge in favore delle pubbliche
amministrazioni, anche ai sensi del successivo comma 19. Il Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento dell'amministrazione
generale, del personale e dei servizi, stipula apposite intese con le
amministrazioni che intendano avvalersi del sistema informatico di
e-procurement di cui al comma 17, per l'effettuazione delle procedure
per le quali viene utilizzata la Consip S.p.A. in qualita' di
centrale di committenza)).
19. Al fine di migliorare l'efficienza, la rapidita' e la
trasparenza dei processi di dismissione nonche' diminuirne i relativi
costi, il Ministero dell'economia e delle finanze, avvalendosi di
Consip S.p.A., realizza un Programma per l'efficientamento delle
procedure di dismissione di beni mobili ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 189, del decreto del
Presidente della Repubblica 4 settembre 2002, n. 254 e del decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e della normativa vigente, anche
mediante l'impiego di strumenti telematici.
20. Nell'ambito delle risorse derivanti dalle procedure di
alienazione di cui al precedente comma, con decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze di natura non regolamentare da emanarsi
entro 90 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, sono
stabilite le modalita' di finanziamento del Programma senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica nonche' le modalita' di
versamento di dette somme all'entrata del bilancio dello Stato per la
riassegnazione ai pertinenti programmi dello stato di previsione dei
Ministeri interessati di una quota pari ad almeno l'80% dei proventi
delle dismissioni, per la destinazione a progetti innovativi
dell'amministrazione che effettua la dismissione.
21. ((Le amministrazioni centrali dello Stato assicurano a
decorrere dall'anno 2012 una riduzione delle spese per acquisto di
beni e servizi. Una quota di tale riduzione e' rapportata, tenendo
conto delle analisi della spesa effettuate dal commissario
straordinario di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 52 del 2012,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 94 del 2012, agli
eccessi di costo registrati da ciascuna amministrazione dello Stato
rispetto al valore mediano dei costi per acquisti di beni e servizi
del complesso dei Ministeri calcolato per singola voce del piano dei
conti, desumibile dai dati del sistema di contabilita' economica
analitica delle amministrazioni centrali dello Stato. La conseguente
riduzione delle spese di ciascun Ministero e' determinata secondo gli
importi indicati nell'allegato 1 del presente decreto)). I predetti
importi sono accantonati e resi indisponibili nei singoli stati di
previsione della spesa di ciascun Ministero relativamente alle
dotazioni di competenza e cassa. Gli accantonamenti sono effettuati
in relazione alle disponibilita' finanziarie dei capitoli
interessati.
22. Entro il 10 settembre i Ministri competenti possono proporre
una differente ripartizione della riduzione loro assegnata
nell'ambito degli stanziamenti relativi alle spese di cui al comma
21.
23. Agli enti del servizio sanitario nazionale non si applicano le
disposizioni di cui al presente articolo, salvo quanto previsto dal
comma 24.
24. All'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, dopo la lettera l-bis) sono aggiunte le seguenti:
«l-ter) forniscono le informazioni richieste dal soggetto competente
per l'individuazione delle attivita' nell'ambito delle quali e' piu'
elevato il rischio corruzione e formulano specifiche proposte volte
alla prevenzione del rischio medesimo; l-quater) provvedono al
monitoraggio delle attivita' nell'ambito delle quali e' piu' elevato
il rischio corruzione svolte nell'ufficio a cui sono preposti,
disponendo, con provvedimento motivato, la rotazione del personale
nei casi di avvio di procedimenti penali o disciplinari per condotte
di natura corruttiva.».
25. All'articolo 11, comma 12, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, le parole:
«Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato» sono sostituite
dalle seguenti: «Dipartimento dell'amministrazione generale, del
personale e dei servizi».
26. Il ministero della giustizia adotta misure volte alla
razionalizzazione, rispettivamente, dei costi dei servizi di
intercettazione telefonica, in modo da assicurare risparmi non
inferiori ((a 25 milioni)) di euro per l'anno 2012 ((e a euro 40
milioni)) a decorrere dall'anno 2013, della distribuzione sul
territorio degli uffici giudiziari, in termini di minori contributi
ai comuni per le spese di funzionamento dei suddetti uffici,
assicurando risparmi non inferiori ad euro ((30 milioni)) per l'anno
2012 ((e a euro 70 milioni)) a decorrere dall'anno 2013, nonche'
delle procedute di acquisto dei beni e servizi, ivi inclusi quelli
relativi al personale del corpo di polizia penitenziaria, assicurando
risparmi non inferiori per euro 5 milioni per l'anno 2012 ((e a euro
10 milioni)) a decorrere dall'anno 2013. I predetti risparmi
concorrono al raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 21.
((26-bis. Al fine di concorrere alla riduzione degli oneri
complessivi a carico dello Stato, i costi unitari per la manutenzione
di beni e servizi, hardware e software, praticati da fornitori terzi,
sono ridotti almeno del 10 per cento per il triennio 2013-2015
rispetto alle condizioni di miglior favore praticate dagli stessi
fornitori a Sogei S.p.A. ovvero a Consip S.p.A. nell'anno 2011, anche
mediante la rinegoziazione di contratti gia' stipulati. Nello stesso
periodo i costi unitari per l'acquisizione di componenti ed
apparecchiature hardware, le cui caratteristiche tecniche dovranno
essere non inferiori a quelle acquisite nell'anno 2011, nonche' per
la manutenzione di beni e servizi, da effettuare prioritariamente da
imprese locali ove possibile, e di prodotti software, sono ridotti
almeno del 5 per cento.))
26-ter. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2015 e'
sospesa la concessione dei contributi di cui agli articoli 35 e 37
del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive
modificazioni.


Riferimenti normativi

Si riporta il testo dell'art. 26 della legge 23
dicembre 1999, n. 488 (Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato. (Legge
finanziaria 2000), come modificato dalla presente legge:
"Art. 26. Acquisto di beni e servizi.
1. Il Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, nel rispetto della vigente
normativa in materia di scelta del contraente, stipula,
anche avvalendosi di societa' di consulenza specializzate,
selezionate anche in deroga alla normativa di contabilita'
pubblica, con procedure competitive tra primarie societa'
nazionali ed estere, convenzioni con le quali l'impresa
prescelta si impegna ad accettare, sino a concorrenza della
quantita' massima complessiva stabilita dalla convenzione
ed ai prezzi e condizioni ivi previsti, ordinativi di
fornitura di beni e servizi deliberati dalle
amministrazioni dello Stato anche con il ricorso alla
locazione finanziaria. I contratti conclusi con
l'accettazione di tali ordinativi non sono sottoposti al
parere di congruita' economica. In casi di particolare
interesse per l'amministrazione, le convenzioni possono
essere stipulate con una o piu' imprese alle condizioni
contrattuali migliorative rispetto a quelle proposte dal
miglior offerente.
2. Il parere del Consiglio di Stato, previsto dall'art.
17, comma 25, lettera c), della legge 15 maggio 1997, n.
127, non e' richiesto per le convenzioni di cui al comma 1
del presente articolo. Alle predette convenzioni e ai
relativi contratti stipulati da amministrazioni dello
Stato, in luogo dell'art. 3, comma 1, lettera g), della
legge 14 gennaio 1994, n. 20, si applica il comma 4 del
medesimo art. 3 della stessa legge.
3. Le amministrazioni pubbliche possono ricorrere alle
convenzioni stipulate ai sensi del comma 1, ovvero ne
utilizzano i parametri di prezzo-qualita', come limiti
massimi, per l'acquisto di beni e servizi comparabili
oggetto delle stesse, anche utilizzando procedure
telematiche per l'acquisizione di beni e servizi ai sensi
del decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2002,
n. 101. La stipulazione di un contratto in violazione del
presente comma e' causa di responsabilita' amministrativa;
ai fini della determinazione del danno erariale si tiene
anche conto della differenza tra il prezzo previsto nelle
convenzioni e quello indicato nel contratto. Le
disposizioni di cui al presente comma non si applicano ai
comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti e ai comuni
montani con popolazione fino a 5.000 abitanti.
3-bis. I provvedimenti con cui le amministrazioni
pubbliche deliberano di procedere in modo autonomo a
singoli acquisti di beni e servizi sono trasmessi alle
strutture e agli uffici preposti al controllo di gestione,
per l'esercizio delle funzioni di sorveglianza e di
controllo, anche ai sensi del comma 4. Il dipendente che ha
sottoscritto il contratto allega allo stesso una apposita
dichiarazione con la quale attesta, ai sensi e per gli
effetti degli articoli 47 e seguenti del decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e
successive modifiche, il rispetto delle disposizioni
contenute nel comma 3.
4. Nell'ambito di ciascuna pubblica amministrazione gli
uffici preposti al controllo di gestione ai sensi dell'art.
4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286,
verificano l'osservanza dei parametri di cui al comma 3,
richiedendo eventualmente al Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica il parere tecnico
circa le caratteristiche tecnico-funzionali e
l'economicita' dei prodotti acquisiti. Annualmente i
responsabili dei predetti uffici sottopongono all'organo di
direzione politica una relazione riguardante i risultati,
in termini di riduzione di spesa, conseguiti attraverso
l'attuazione di quanto previsto dal presente articolo. Tali
relazioni sono rese disponibili sui siti Internet di
ciascuna amministrazione. Nella fase di prima applicazione,
ove gli uffici preposti al controllo di gestione non siano
costituiti, i compiti di verifica e referto sono svolti dai
servizi di controllo interno.
5. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica presenta annualmente alle Camere
una relazione che illustra le modalita' di attuazione del
presente articolo nonche' i risultati conseguiti."
Si riporta l'art. 2 del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a
lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive
2004/17/CE e 2004/18/CE), come modificato dalla presente
legge:
«Art. 2. Principi.
(art. 2, direttiva 2004/18; art. 10, direttiva 2004/17;
art. 1, Legge n. 241/1990; art. 1, co. 1, Legge n.
109/1994; Corte di giustizia, 7 dicembre 2000, C -
324/1998; Corte di giustizia CE, 3 dicembre 2001, C.
59/2000)
1. L'affidamento e l'esecuzione di opere e lavori
pubblici, servizi e forniture, ai sensi del presente
codice, deve garantire la qualita' delle prestazioni e
svolgersi nel rispetto dei principi di economicita',
efficacia, tempestivita' e correttezza; l'affidamento deve
altresi' rispettare i principi di libera concorrenza,
parita' di trattamento, non discriminazione, trasparenza,
proporzionalita', nonche' quello di pubblicita' con le
modalita' indicate nel presente codice.
1-bis. Nel rispetto della disciplina comunitaria in
materia di appalti pubblici, al fine di favorire l'accesso
delle piccole e medie imprese, le stazioni appaltanti
devono, ove possibile ed economicamente conveniente,
suddividere gli appalti in lotti funzionali. I criteri di
partecipazione alle gare devono essere tali da non
escludere le piccole e medie imprese.
1-ter. La realizzazione delle grandi infrastrutture,
ivi comprese quelle disciplinate dalla parte II, titolo
III, capo IV, nonche' delle connesse opere integrative o
compensative, deve garantire modalita' di coinvolgimento
delle piccole e medie imprese (6).
2. Il principio di economicita' puo' essere
subordinato, entro i limiti in cui sia espressamente
consentito dalle norme vigenti e dal presente codice, ai
criteri, previsti dal bando, ispirati a esigenze sociali,
nonche' alla tutela della salute e dell'ambiente e alla
promozione dello sviluppo sostenibile.
3. Per quanto non espressamente previsto nel presente
codice, le procedure di affidamento e le altre attivita'
amministrative in materia di contratti pubblici si
espletano nel rispetto delle disposizioni sul procedimento
amministrativo di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni e integrazioni.
4. Per quanto non espressamente previsto nel presente
codice, l'attivita' contrattuale dei soggetti di cui
all'art. 1 si svolge nel rispetto, altresi', delle
disposizioni stabilite dal codice civile.»
Si riporta l'art. 37 del citato decreto legislativo n.
163 del 2006, come modificato dalla presente legge:
«Art. 37. Raggruppamenti temporanei e consorzi ordinari
di concorrenti.
(art. 13, L. n. 109/1994; art. 11 d.lgs. n. 157/1995;
art. 10, d.lgs. n. 358/1995; art. 23, d.lgs. n. 158/1995;
art. 19, commi 3 e 4, L. n. 55/1990)
1. Nel caso di lavori, per raggruppamento temporaneo di
tipo verticale si intende una riunione di concorrenti
nell'ambito della quale uno di essi realizza i lavori della
categoria prevalente; per lavori scorporabili si intendono
lavori non appartenenti alla categoria prevalente e cosi'
definiti nel bando di gara, assumibili da uno dei mandanti;
per raggruppamento di tipo orizzontale si intende una
riunione di concorrenti finalizzata a realizzare i lavori
della stessa categoria.
2. Nel caso di forniture o servizi, per raggruppamento
di tipo verticale si intende un raggruppamento di
concorrenti in cui il mandatario esegua le prestazioni di
servizi o di forniture indicati come principali anche in
termini economici, i mandanti quelle indicate come
secondarie; per raggruppamento orizzontale quello in cui
gli operatori economici eseguono il medesimo tipo di
prestazione; le stazioni appaltanti indicano nel bando di
gara la prestazione principale e quelle secondarie.
3. Nel caso di lavori, i raggruppamenti temporanei e i
consorzi ordinari di concorrenti sono ammessi se gli
imprenditori partecipanti al raggruppamento ovvero gli
imprenditori consorziati abbiano i requisiti indicati nel
regolamento.
4. Nel caso di forniture o servizi nell'offerta devono
essere specificate le parti del servizio o della fornitura
che saranno eseguite dai singoli operatori economici
riuniti o consorziati.
5. L'offerta dei concorrenti raggruppati o dei
consorziati determina la loro responsabilita' solidale nei
confronti della stazione appaltante, nonche' nei confronti
del subappaltatore e dei fornitori. Per gli assuntori di
lavori scorporabili e, nel caso di servizi e forniture, per
gli assuntori di prestazioni secondarie, la responsabilita'
e' limitata all'esecuzione delle prestazioni di rispettiva
competenza, ferma restando la responsabilita' solidale del
mandatario.
6. Nel caso di lavori, per i raggruppamenti temporanei
di tipo verticale i requisiti di cui all'art. 40, sempre
che siano frazionabili, devono essere posseduti dal
mandatario per i lavori della categoria prevalente e per il
relativo importo; per i lavori scorporati ciascun mandante
deve possedere i requisiti previsti per l'importo della
categoria dei lavori che intende assumere e nella misura
indicata per il concorrente singolo. I lavori riconducibili
alla categoria prevalente ovvero alle categorie scorporate
possono essere assunti anche da imprenditori riuniti in
raggruppamento temporaneo di tipo orizzontale.
7. E' fatto divieto ai concorrenti di partecipare alla
gara in piu' di un raggruppamento temporaneo o consorzio
ordinario di concorrenti, ovvero di partecipare alla gara
anche in forma individuale qualora abbia partecipato alla
gara medesima in raggruppamento o consorzio ordinario di
concorrenti. I consorzi di cui all'art. 34, comma 1,
lettera b), sono tenuti ad indicare, in sede di offerta,
per quali consorziati il consorzio concorre; a questi
ultimi e' fatto divieto di partecipare, in qualsiasi altra
forma, alla medesima gara; in caso di violazione sono
esclusi dalla gara sia il consorzio sia il consorziato; in
caso di inosservanza di tale divieto si applica l'art. 353
del codice penale.
8. E' consentita la presentazione di offerte da parte
dei soggetti di cui all'art. 34, comma 1, lettere d) ed e),
anche se non ancora costituiti. In tal caso l'offerta deve
essere sottoscritta da tutti gli operatori economici che
costituiranno i raggruppamenti temporanei o i consorzi
ordinari di concorrenti e contenere l'impegno che, in caso
di aggiudicazione della gara, gli stessi operatori
conferiranno mandato collettivo speciale con rappresentanza
ad uno di essi, da indicare in sede di offerta e
qualificata come mandatario, il quale stipulera' il
contratto in nome e per conto proprio e dei mandanti.
9. E' vietata l'associazione in partecipazione. Salvo
quanto disposto ai commi 18 e 19, e' vietata qualsiasi
modificazione alla composizione dei raggruppamenti
temporanei e dei consorzi ordinari di concorrenti rispetto
a quella risultante dall'impegno presentato in sede di
offerta.
10. L'inosservanza dei divieti di cui al precedente
comma comporta l'annullamento dell'aggiudicazione o la
nullita' del contratto, nonche' l'esclusione dei
concorrenti riuniti in raggruppamento o consorzio ordinario
di concorrenti, concomitanti o successivi alle procedure di
affidamento relative al medesimo appalto (83).
11. Qualora nell'oggetto dell'appalto o della
concessione di lavori rientrino, oltre ai lavori
prevalenti, opere per le quali sono necessari lavori o
componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante
complessita' tecnica, quali strutture, impianti e opere
speciali, e qualora una o piu' di tali opere superi in
valore il quindici per cento dell'importo totale dei
lavori, se i soggetti affidatari non siano in grado di
realizzare le predette componenti, possono utilizzare il
subappalto con i limiti dettati dall'art. 118, comma 2,
terzo periodo; il regolamento definisce l'elenco delle
opere di cui al presente comma, nonche' i requisiti di
specializzazione richiesti per la loro esecuzione, che
possono essere periodicamente revisionati con il
regolamento stesso. L'eventuale subappalto non puo' essere,
senza ragioni obiettive, suddiviso. In caso di subappalto
la stazione appaltante provvede alla corresponsione diretta
al subappaltatore dell'importo delle prestazioni eseguite
dallo stesso, nei limiti del contratto di subappalto; si
applica l'art. 118, comma 3, ultimo periodo (84).
12. In caso di procedure ristrette o negoziate, ovvero
di dialogo competitivo, l'operatore economico invitato
individualmente, o il candidato ammesso individualmente
nella procedura di dialogo competitivo, ha la facolta' di
presentare offerta o di trattare per se' o quale mandatario
di operatori riuniti.
13. Nel caso di lavori, i concorrenti riuniti in
raggruppamento temporaneo devono eseguire le prestazioni
nella percentuale corrispondente alla quota di
partecipazione al raggruppamento.
14. Ai fini della costituzione del raggruppamento
temporaneo, gli operatori economici devono conferire, con
un unico atto, mandato collettivo speciale con
rappresentanza ad uno di essi, detto mandatario.
15. Il mandato deve risultare da scrittura privata
autenticata. La relativa procura e' conferita al legale
rappresentante dell'operatore economico mandatario. Il
mandato e' gratuito e irrevocabile e la sua revoca per
giusta causa non ha effetto nei confronti della stazione
appaltante.
16. Al mandatario spetta la rappresentanza esclusiva,
anche processuale, dei mandanti nei confronti della
stazione appaltante per tutte le operazioni e gli atti di
qualsiasi natura dipendenti dall'appalto, anche dopo il
collaudo, o atto equivalente, fino alla estinzione di ogni
rapporto. La stazione appaltante, tuttavia, puo' far valere
direttamente le responsabilita' facenti capo ai mandanti.
17. Il rapporto di mandato non determina di per se'
organizzazione o associazione degli operatori economici
riuniti, ognuno dei quali conserva la propria autonomia ai
fini della gestione, degli adempimenti fiscali e degli
oneri sociali.
18. In caso di fallimento del mandatario ovvero,
qualora si tratti di imprenditore individuale, in caso di
morte, interdizione, inabilitazione o fallimento del
medesimo ovvero nei casi previsti dalla normativa
antimafia, la stazione appaltante puo' proseguire il
rapporto di appalto con altro operatore economico che sia
costituito mandatario nei modi previsti dal presente codice
purche' abbia i requisiti di qualificazione adeguati ai
lavori o servizi o forniture ancora da eseguire; non
sussistendo tali condizioni la stazione appaltante puo'
recedere dall'appalto (86).
19. In caso di fallimento di uno dei mandanti ovvero,
qualora si tratti di imprenditore individuale, in caso di
morte, interdizione, inabilitazione o fallimento del
medesimo ovvero nei casi previsti dalla normativa
antimafia, il mandatario, ove non indichi altro operatore
economico subentrante che sia in possesso dei prescritti
requisiti di idoneita', e' tenuto alla esecuzione,
direttamente o a mezzo degli altri mandanti, purche' questi
abbiano i requisiti di qualificazione adeguati ai lavori o
servizi o forniture ancora da eseguire.».
Si riporta l'art. 41 del citato decreto legislativo n.
163 del 2006, come modificato dalla presente legge:
«Art. 41. Capacita' economica e finanziaria dei
fornitori e dei prestatori di servizi.
(art. 47, direttiva 2004/18; art. 1,3 d.lgs. n.
157/1995; art. 13, d.lgs. n. 358/1992)
1. Negli appalti di forniture o servizi, la
dimostrazione della capacita' finanziaria ed economica
delle imprese concorrenti puo' essere fornita mediante uno
o piu' dei seguenti documenti:
a) dichiarazione di almeno due istituti bancari o
intermediari autorizzati ai sensi del decreto legislativo
1° settembre 1993, n. 385;
b) bilanci o estratti dei bilanci dell'impresa, ovvero
dichiarazione sottoscritta in conformita' alle disposizioni
del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre
2000, n. 445;
c) dichiarazione, sottoscritta in conformita' alle
disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445, concernente il fatturato globale
d'impresa e l'importo relativo ai servizi o forniture nel
settore oggetto della gara, realizzati negli ultimi tre
esercizi.
2. Le amministrazioni precisano nel bando di gara i
requisiti che devono essere posseduti dal concorrente,
nonche' gli altri eventuali che ritengono di richiedere. I
documenti di cui al comma 1, lettera b), non possono essere
richiesti a prestatori di servizi o di forniture stabiliti
in Stati membri che non prevedono la pubblicazione del
bilancio. Sono illegittimi i criteri che fissano, senza
congrua motivazione, limiti di accesso connessi al
fatturato aziendale.
3. Se il concorrente non e' in grado, per giustificati
motivi, ivi compreso quello concernente la costituzione o
l'inizio dell'attivita' da meno di tre anni, di presentare
le referenze richieste, puo' provare la propria capacita'
economica e finanziaria mediante qualsiasi altro documento
considerato idoneo dalla stazione appaltante.
4. La dichiarazione di cui al comma 1, lettera a), e'
presentata gia' in sede di offerta. Il concorrente
aggiudicatario e' tenuto ad esibire la documentazione
probatoria a conferma delle dichiarazioni di cui al comma
1, lettere b) e c).».
Si riporta l'art. 75 del citato decreto legislativo n.
163 del 2006, come modificato dalla presente legge:
«Art. 75. Garanzie a corredo dell'offerta.
(art. 30, co. 1, co. 2-bis, L. n. 109/1994; art. 8, co.
11-quater, L. n. 109/1994 come novellato dall'art. 24, L.
n. 62/2005; art. 100, D.P.R. n. 554/1999; art. 24, co. 10,
L. n. 62/2005)
1. L'offerta e' corredata da una garanzia, pari al due
per cento del prezzo base indicato nel bando o nell'invito,
sotto forma di cauzione o di fideiussione, a scelta
dell'offerente. Nel caso di procedure di gara realizzate in
forma aggregata da centrali di committenza, l'importo della
garanzia e' fissato nel bando o nell'invito nella misura
massima del 2 per cento del prezzo base.
2. La cauzione puo' essere costituita, a scelta
dell'offerente, in contanti o in titoli del debito pubblico
garantiti dallo Stato al corso del giorno del deposito,
presso una sezione di tesoreria provinciale o presso le
aziende autorizzate, a titolo di pegno a favore
dell'amministrazione aggiudicatrice.
3. La fideiussione, a scelta dell'offerente, puo'
essere bancaria o assicurativa o rilasciata dagli
intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale di
cui all'art. 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993,
n. 385, che svolgono in via esclusiva o prevalente
attivita' di rilascio di garanzie, a cio' autorizzati dal
Ministero dell'economia e delle finanze.
4. La garanzia deve prevedere espressamente la rinuncia
al beneficio della preventiva escussione del debitore
principale, la rinuncia all'eccezione di cui all'art. 1957,
comma 2, del codice civile, nonche' l'operativita' della
garanzia medesima entro quindici giorni, a semplice
richiesta scritta della stazione appaltante.
5. La garanzia deve avere validita' per almeno
centottanta giorni dalla data di presentazione
dell'offerta. Il bando o l'invito possono richiedere una
garanzia con termine di validita' maggiore o minore, in
relazione alla durata presumibile del procedimento, e
possono altresi' prescrivere che l'offerta sia corredata
dall'impegno del garante a rinnovare la garanzia, per la
durata indicata nel bando, nel caso in cui al momento della
sua scadenza non sia ancora intervenuta l'aggiudicazione,
su richiesta della stazione appaltante nel corso della
procedura.
6. La garanzia copre la mancata sottoscrizione del
contratto per fatto dell'affidatario, ed e' svincolata
automaticamente al momento della sottoscrizione del
contratto medesimo.
7. L'importo della garanzia, e del suo eventuale
rinnovo, e' ridotto del cinquanta per cento per gli
operatori economici ai quali venga rilasciata, da organismi
accreditati, ai sensi delle norme europee della serie UNI
CEI EN 45000 e della serie UNI CEI EN ISO/IEC 17000, la
certificazione del sistema di qualita' conforme alle norme
europee della serie UNI CEI ISO 9000. Per fruire di tale
beneficio, l'operatore economico segnala, in sede di
offerta, il possesso del requisito, e lo documenta nei modi
prescritti dalle norme vigenti (176).
8. L'offerta e' altresi' corredata, a pena di
esclusione, dall'impegno di un fideiussore a rilasciare la
garanzia fideiussoria per l'esecuzione del contratto, di
cui all'art. 113, qualora l'offerente risultasse
affidatario.
9. La stazione appaltante, nell'atto con cui comunica
l'aggiudicazione ai non aggiudicatari, provvede
contestualmente, nei loro confronti, allo svincolo della
garanzia di cui al comma 1, tempestivamente e comunque
entro un termine non superiore a trenta giorni
dall'aggiudicazione, anche quando non sia ancora scaduto il
termine di validita' della garanzia.».
Si riporta l'art. 113 del citato decreto legislativo n.
163 del 2006, come modificato dalla presente legge:
«Art. 113. Cauzione definitiva.
(art. 30, commi 2, 2-bis, 2-ter, L. n. 109/1994)
1. L'esecutore del contratto e' obbligato a costituire
una garanzia fideiussoria del 10 per cento dell'importo
contrattuale. Fermo rimanendo quanto previsto al periodo
successivo nel caso di procedure di gara realizzate in
forma aggregata da centrali di committenza, l'importo della
garanzia e' fissato nel bando o nell'invito nella misura
massima del 10 per cento dell'importo contrattuale. In caso
di aggiudicazione con ribasso d'asta superiore al 10 per
cento, la garanzia fideiussoria e' aumentata di tanti punti
percentuali quanti sono quelli eccedenti il 10 per cento;
ove il ribasso sia superiore al 20 per cento, l'aumento e'
di due punti percentuali per ogni punto di ribasso
superiore al 20 per cento. Si applica l'art. 75, comma 7.
2. La garanzia fideiussoria di cui al comma 1, prevista
con le modalita' di cui all'art. 75, comma 3, deve
prevedere espressamente la rinuncia al beneficio della
preventiva escussione del debitore principale, la rinuncia
all'eccezione di cui all'art. 1957, comma 2, del codice
civile, nonche' l'operativita' della garanzia medesima
entro quindici giorni, a semplice richiesta scritta della
stazione appaltante (251).
3. La garanzia fideiussoria di cui al comma 1 e'
progressivamente svincolata a misura dell'avanzamento
dell'esecuzione, nel limite massimo del 75 per cento
dell'iniziale importo garantito. Lo svincolo, nei termini e
per le entita' anzidetti, e' automatico, senza necessita'
di benestare del committente, con la sola condizione della
preventiva consegna all'istituto garante, da parte
dell'appaltatore o del concessionario, degli stati di
avanzamento dei lavori o di analogo documento, in originale
o in copia autentica, attestanti l'avvenuta esecuzione.
L'ammontare residuo, pari al 25 per cento dell'iniziale
importo garantito, e' svincolato secondo la normativa
vigente. Sono nulle le eventuali pattuizioni contrarie o in
deroga. Il mancato svincolo nei quindici giorni dalla
consegna degli stati di avanzamento o della documentazione
analoga costituisce inadempimento del garante nei confronti
dell'impresa per la quale la garanzia e' prestata.
4. La mancata costituzione della garanzia di cui al
comma 1 determina la decadenza dell'affidamento e
l'acquisizione della cauzione provvisoria di cui all'art.
75 da parte della stazione appaltante, che aggiudica
l'appalto o la concessione al concorrente che segue nella
graduatoria (252).
5. La garanzia copre gli oneri per il mancato od
inesatto adempimento e cessa di avere effetto solo alla
data di emissione del certificato di collaudo provvisorio o
del certificato di regolare esecuzione. ».
Si riporta il testo del comma 455 dell'art. 1 della
legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2007):
"455. Ai fini del contenimento e della
razionalizzazione della spesa per l'acquisto di beni e
servizi, le regioni possono costituire centrali di acquisto
anche unitamente ad altre regioni, che operano quali
centrali di committenza ai sensi dell'art. 33 del codice
dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e
forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163, in favore delle amministrazioni ed enti regionali,
degli enti locali, degli enti del Servizio sanitario
nazionale e delle altre pubbliche amministrazioni aventi
sede nel medesimo territorio."
Si riporta il testo dell'art. 33 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in
attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), come
modificato dalla presente legge:
"Art. 33. Appalti pubblici e accordi quadro stipulati
da centrali di committenza.
1. Le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori
possono acquisire lavori, servizi e forniture facendo
ricorso a centrali di committenza, anche associandosi o
consorziandosi.
2. Le centrali di committenza sono tenute
all'osservanza del presente codice.
3. Le amministrazioni aggiudicatrici e i soggetti di
cui all'art. 32, lettere b), c), f), non possono affidare a
soggetti pubblici o privati l'espletamento delle funzioni e
delle attivita' di stazione appaltante di lavori pubblici.
Tuttavia le amministrazioni aggiudicatrici possono affidare
le funzioni di stazione appaltante di lavori pubblici ai
servizi integrati infrastrutture e trasporti (SIIT) o alle
amministrazioni provinciali, sulla base di apposito
disciplinare che prevede altresi' il rimborso dei costi
sostenuti dagli stessi per le attivita' espletate, nonche'
a centrali di committenza.
3-bis. I Comuni con popolazione non superiore a 5.000
abitanti ricadenti nel territorio di ciascuna Provincia
affidano obbligatoriamente ad un'unica centrale di
committenza l'acquisizione di lavori, servizi e forniture
nell'ambito delle unioni dei comuni, di cui all'art. 32 del
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito
accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei
competenti uffici. In alternativa, gli stessi Comuni
possono effettuare i propri acquisti attraverso gli
strumenti elettronici di acquisto gestiti da altre centrali
di committenza di riferimento, ivi comprese le convenzioni
di cui all'art. 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e
il mercato elettronico della pubblica amministrazione di
cui all'art. 328 del decreto del presidente della
Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207."
Si riporta il testo dei commi 449, 450 e 455 dell'art.
1 della citata legge n. 296 del 2006:
" 449. Nel rispetto del sistema delle convenzioni di
cui agli articoli 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488,
e successive modificazioni, e 58 della legge 23 dicembre
2000, n. 388, con decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze sono individuati, entro il mese di gennaio di
ogni anno, tenuto conto delle caratteristiche del mercato e
del grado di standardizzazione dei prodotti, le tipologie
di beni e servizi per le quali tutte le amministrazioni
statali centrali e periferiche, ad esclusione degli
istituti e scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni
educative e delle istituzioni universitarie, sono tenute ad
approvvigionarsi utilizzando le convenzioni-quadro. Le
restanti amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, possono ricorrere alle convenzioni di cui al
presente comma e al comma 456 del presente articolo, ovvero
ne utilizzano i parametri di prezzo-qualita' come limiti
massimi per la stipulazione dei contratti. Gli enti del
Servizio sanitario nazionale sono in ogni caso tenuti ad
approvvigionarsi utilizzando le convenzioni stipulate dalle
centrali regionali di riferimento.
450. Dal 1° luglio 2007, le amministrazioni statali
centrali e periferiche, ad esclusione degli istituti e
delle scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni
educative e delle istituzioni universitarie, per gli
acquisti di beni e servizi al di sotto della soglia di
rilievo comunitario, sono tenute a fare ricorso al mercato
elettronico della pubblica amministrazione di cui all'art.
11, comma 5, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 4 aprile 2002, n. 101."
« 455. Ai fini del contenimento e della
razionalizzazione della spesa per l'acquisto di beni e
servizi, le regioni possono costituire centrali di acquisto
anche unitamente ad altre regioni, che operano quali
centrali di committenza ai sensi dell'art. 33 del codice
dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e
forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163, in favore delle amministrazioni ed enti regionali,
degli enti locali, degli enti del Servizio sanitario
nazionale e delle altre pubbliche amministrazioni aventi
sede nel medesimo territorio.»
Si riporta il testo del comma 574 dell'art. 2 della
legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2008):
" 574. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 26
della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e 58 della legge 23
dicembre 2000, n. 388, e dall' art. 1, commi 449 e 450,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il Ministero
dell'economia e delle finanze, sulla base dei prospetti
contenenti i dati di previsione annuale dei fabbisogni di
beni e servizi di cui al comma 569, individua, entro il
mese di marzo di ogni anno, con decreto, segnatamente in
relazione agli acquisti d'importo superiore alla soglia
comunitaria, secondo la rilevanza del valore complessivo
stimato, il grado di standardizzazione dei beni e dei
servizi ed il livello di aggregazione della relativa
domanda, nonche' le tipologie dei beni e dei servizi non
oggetto di convenzioni stipulate da Consip Spa per le quali
le amministrazioni statali centrali e periferiche, ad
esclusione degli istituti e scuole di ogni ordine e grado,
delle istituzioni educative e delle istituzioni
universitarie, sono tenute a ricorrere alla Consip Spa, in
qualita' di stazione appaltante ai fini dell'espletamento
dell'appalto e dell'accordo quadro, anche con l'utilizzo
dei sistemi telematici."
Si riporta il testo dell'art. 1 della legge 31 dicembre
2009, n. 196 (Legge di contabilita' e finanza pubblica):
"Art. 1 Principi di coordinamento e ambito di
riferimento
1. Le amministrazioni pubbliche concorrono al
perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica definiti
in ambito nazionale in coerenza con le procedure e i
criteri stabiliti dall'Unione europea e ne condividono le
conseguenti responsabilita'. Il concorso al perseguimento
di tali obiettivi si realizza secondo i principi
fondamentali dell'armonizzazione dei bilanci pubblici e del
coordinamento della finanza pubblica.
2. Ai fini della applicazione delle disposizioni in
materia di finanza pubblica, per amministrazioni pubbliche
si intendono, per l'anno 2011, gli enti e i soggetti
indicati a fini statistici nell'elenco oggetto del
comunicato dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) in
data 24 luglio 2010, pubblicato in pari data nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 171, nonche' a
decorrere dall'anno 2012 gli enti e i soggetti indicati a
fini statistici dal predetto Istituto nell'elenco oggetto
del comunicato del medesimo Istituto in data 30 settembre
2011, pubblicato in pari data nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 228, e successivi
aggiornamenti ai sensi del comma 3 del presente articolo,
effettuati sulla base delle definizioni di cui agli
specifici regolamenti dell'Unione europea, le Autorita'
indipendenti e, comunque, le amministrazioni di cui
all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, e successive modificazioni.
3. La ricognizione delle amministrazioni pubbliche di
cui al comma 2 e' operata annualmente dall'ISTAT con
proprio provvedimento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
entro il 30 settembre.
4. Le disposizioni recate dalla presente legge e dai
relativi decreti legislativi costituiscono principi
fondamentali del coordinamento della finanza pubblica ai
sensi dell'art. 117 della Costituzione e sono finalizzate
alla tutela dell'unita' economica della Repubblica
italiana, ai sensi dell'art. 120, secondo comma, della
Costituzione.
5. Le disposizioni della presente legge si applicano
alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di
Trento e di Bolzano nel rispetto di quanto previsto dai
relativi statuti."
Si riporta il testo dell'art. 2 del decreto-legge 7
maggio 2012, n. 52 (Disposizioni urgenti per la
razionalizzazione della spesa pubblica), convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 luglio 2012, n. 94:
"Art. 2 Commissario straordinario per la
razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e
servizi
1. Nell'ambito della razionalizzazione della spesa
pubblica ed ai fini di coordinamento della finanza
pubblica, di perequazione delle risorse finanziarie e di
riduzione della spesa corrente della pubblica
amministrazione, garantendo altresi' la tutela della
concorrenza attraverso la trasparenza ed economicita' delle
relative procedure, il Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle
finanze e del Ministro per i rapporti con il Parlamento
delegato per il programma di Governo, puo' nominare un
Commissario straordinario, al quale spetta il compito di
definire il livello di spesa per acquisti di beni e
servizi, per voci di costo, delle amministrazioni
pubbliche. Il Commissario svolge anche compiti di
supervisione, monitoraggio e coordinamento dell'attivita'
di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle
pubbliche amministrazioni, anche in considerazione dei
processi di razionalizzazione in atto, nonche', senza nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica, attivita' di
ottimizzazione, in collaborazione con l'Agenzia del
demanio, dell'utilizzazione degli immobili di proprieta'
pubblica, anche al fine di ridurre i canoni e i costi di
gestione delle amministrazioni pubbliche. Il Commissario
collabora altresi' con il Ministro delegato per il
programma di governo per l'attivita' di revisione della
spesa delle pubbliche amministrazioni.
2. Tra le amministrazioni pubbliche sono incluse tutte
le amministrazioni, autorita', anche indipendenti,
organismi, uffici, agenzie o soggetti pubblici comunque
denominati e gli enti locali, nonche' le societa' a totale
partecipazione pubblica diretta e indiretta e le societa'
non quotate controllate da soggetti pubblici nonche',
limitatamente alla spesa sanitaria, le amministrazioni
regionali commissariate per la redazione e l'attuazione del
piano di rientro dal disavanzo sanitario. Alle societa' a
totale partecipazione pubblica e alle loro controllate che
gestiscono servizi di interesse generale su tutto il
territorio nazionale la disciplina del presente decreto si
applica solo qualora abbiano registrato perdite negli
ultimi tre esercizi. Ciascuna amministrazione puo'
individuare, tra il personale in servizio, un responsabile
per l'attivita' di razionalizzazione della spesa pubblica
di cui al presente decreto; l'incarico e' svolto senza
corresponsione di indennita' o compensi aggiuntivi.
2-bis. La Presidenza della Repubblica, il Senato della
Repubblica, la Camera dei deputati e la Corte
costituzionale, in conformita' con quanto previsto dai
rispettivi ordinamenti, valutano le iniziative volte a
conseguire gli obiettivi di cui al presente decreto.
[3. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del
presente decreto la Presidenza della Repubblica, il Senato
della Repubblica, la Camera dei deputati e la Corte
costituzionale. ]
4. Per la definizione del livello di spesa di cui al
comma 1, nelle regioni, salvo quanto previsto dal comma 2,
il Commissario, nel rispetto dei principi di
sussidiarieta', di differenziazione, di adeguatezza e di
leale collaborazione, formula proposte al Presidente della
regione interessata, comunicandole al Ministero
dell'economia e delle finanze.
5. Per le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano le disposizioni di cui al presente decreto
costituiscono principi di coordinamento della finanza
pubblica."
Si riporta il testo dell'art. 1339 del codice civile:
"1339. Inserzione automatica di clausole.
Le clausole, i prezzi di beni o di servizi, imposti
dalla legge [o da norme corporative], sono di diritto
inseriti nel contratto, anche in sostituzione delle
clausole difformi apposte dalle parti."
Il decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio
2001, n. 189 recante "Regolamento di semplificazione del
procedimento relativo all'alienazione di beni mobili dello
Stato (n. 34, allegato 1, L. 8 marzo 1999, n. 50)" e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 maggio 2001, n. 118.
Il decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre
2002, n. 254 recante "Regolamento concernente le gestioni
dei consegnatari e dei cassieri delle amministrazioni dello
Stato" e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 novembre
2002, n. 266, S.O.
Il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 recante
"Codice dell'ordinamento militare"
e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 maggio 2010,
n. 106, S.O.
Si riporta l'art. 16 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro
alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), come
modificato dalla presente legge:
"Art. 16. Funzioni dei dirigenti di uffici dirigenziali
generali.
1. I dirigenti di uffici dirigenziali generali,
comunque denominati, nell'ambito di quanto stabilito
dall'art. 4 esercitano, fra gli altri, i seguenti compiti e
poteri:
a) formulano proposte ed esprimono pareri al Ministro
nelle materie di sua competenza;
a-bis) propongono le risorse e i profili professionali
necessari allo svolgimento dei compiti dell'ufficio cui
sono preposti anche al fine dell'elaborazione del documento
di programmazione triennale del fabbisogno di personale di
cui all'art. 6, comma 4;
b) curano l'attuazione dei piani, programmi e direttive
generali definite dal Ministro e attribuiscono ai dirigenti
gli incarichi e la responsabilita' di specifici progetti e
gestioni; definiscono gli obiettivi che i dirigenti devono
perseguire e attribuiscono le conseguenti risorse umane,
finanziarie e materiali;
c) adottano gli atti relativi all'organizzazione degli
uffici di livello dirigenziale non generale;
d) adottano gli atti e i provvedimenti amministrativi
ed esercitano i poteri di spesa e quelli di acquisizione
delle entrate rientranti nella competenza dei propri
uffici, salvo quelli delegati ai dirigenti;
d-bis) adottano i provvedimenti previsti dall'art. 17,
comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e
successive modificazioni;
e) dirigono, coordinano e controllano l'attivita' dei
dirigenti e dei responsabili dei procedimenti
amministrativi, anche con potere sostitutivo in caso di
inerzia, e propongono l'adozione, nei confronti dei
dirigenti, delle misure previste dall'art. 21;
f) promuovono e resistono alle liti ed hanno il potere
di conciliare e di transigere, fermo restando quanto
disposto dall'art. 12, comma 1, della legge 3 aprile 1979,
n. 103;
g) richiedono direttamente pareri agli organi
consultivi dell'amministrazione e rispondono ai rilievi
degli organi di controllo sugli atti di competenza;
h) svolgono le attivita' di organizzazione e gestione
del personale e di gestione dei rapporti sindacali e di
lavoro;
i) decidono sui ricorsi gerarchici contro gli atti e i
provvedimenti amministrativi non definitivi dei dirigenti;
l) curano i rapporti con gli uffici dell'Unione europea
e degli organismi internazionali nelle materie di
competenza secondo le specifiche direttive dell'organo di
direzione politica, sempreche' tali rapporti non siano
espressamente affidati ad apposito ufficio o organo;
l-bis) concorrono alla definizione di misure idonee a
prevenire e contrastare i fenomeni di corruzione e a
controllarne il rispetto da parte dei dipendenti
dell'ufficio cui sono preposti.
l-ter) forniscono le informazioni richieste dal
soggetto competente per l'individuazione delle attivita'
nell'ambito delle quali e' piu' elevato il rischio
corruzione e formulano specifiche proposte volte alla
prevenzione del rischio medesimo.
l-quater) provvedono al monitoraggio delle attivita'
nell'ambito delle quali e' piu' elevato il rischio
corruzione svolte nell'ufficio a cui sono preposti,
disponendo, con provvedimento motivato, la rotazione del
personale nei casi di avvio di procedimenti penali o
disciplinari per condotte di natura corruttiva.
2. I dirigenti di uffici dirigenziali generali
riferiscono al Ministro sull'attivita' da essi svolta
correntemente e in tutti i casi in cui il Ministro lo
richieda o lo ritenga opportuno.
3. L'esercizio dei compiti e dei poteri di cui al comma
1 puo' essere conferito anche a dirigenti preposti a
strutture organizzative comuni a piu' amministrazioni
pubbliche, ovvero alla attuazione di particolari programmi,
progetti e gestioni.
4. Gli atti e i provvedimenti adottati dai dirigenti
preposti al vertice dell'amministrazione e dai dirigenti di
uffici dirigenziali generali di cui al presente articolo
non sono suscettibili di ricorso gerarchico.
5. Gli ordinamenti delle amministrazioni pubbliche al
cui vertice e' preposto un segretario generale, capo
dipartimento o altro dirigente comunque denominato, con
funzione di coordinamento di uffici dirigenziali di livello
generale, ne definiscono i compiti ed i poteri.».
Si riporta il testo dell'art. 11 del citato
decreto-legge n. 98 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 11 Interventi per la razionalizzazione dei
processi di approvvigionamento di beni e servizi della
Pubblica Amministrazione
1. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di finanza
pubblica, anche attraverso la razionalizzazione della spesa
per l'acquisto di beni e servizi, nel contesto del sistema
a rete di cui all'art. 1, comma 457, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, sono individuate misure dirette ad
incrementare i processi di centralizzazione degli acquisti
riguardanti beni e servizi. A tale fine il Ministero
dell'economia e delle finanze - nell'ambito del Programma
di razionalizzazione degli acquisti - a decorrere dal 30
settembre 2011 avvia un piano volto all'ampliamento della
quota di spesa per gli acquisti di beni e servizi gestita
attraverso gli strumenti di centralizzazione e pubblica sul
sito www.acquistinretepa.it con cadenza trimestrale le
merceologie per le quali viene attuato il piano.
2. Per la realizzazione delle finalita' di cui al comma
1 e ai fini dell'aumento della percentuale di acquisti
effettuati in via telematica, il Ministero dell'economia e
delle finanze, anche avvalendosi di Consip S.p.A., mette a
disposizione nel contesto del sistema a rete il proprio
sistema informatico di negoziazione in riuso, anche ai
sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, secondo
quanto definito con apposito decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano.
3. Le amministrazioni pubbliche possono altresi'
richiedere al Ministero dell'economia e delle finanze
l'utilizzo del sistema informatico di negoziazione in
modalita' ASP (Application Service Provider). Con decreto
del Ministero dell'economia e delle finanze sono previste
le relative modalita' e tempi di attuazione, nonche' i
meccanismi di copertura dei costi relativi all'utilizzo, e
degli eventuali servizi correlati, del sistema informatico
di negoziazione, anche attraverso forme di remunerazione
sugli acquisti a carico degli aggiudicatari delle procedure
realizzate.
4. Per le merceologie di cui al comma 1, nell'ambito
del Programma di razionalizzazione degli acquisti di beni e
servizi del Ministero dell'economia e delle finanze, Consip
S.p.A. predispone e mette a disposizione delle
amministrazioni pubbliche strumenti di supporto alla
razionalizzazione dei processi di approvvigionamento di
beni e servizi. A tale fine, Consip:
a) elabora appositi indicatori e parametri per
supportare l'attivita' delle amministrazioni di misurazione
dell'efficienza dei processi di approvvigionamento con
riferimento, tra l'altro, all'osservanza delle disposizioni
e dei principi in tema di razionalizzazione e aggregazione
degli acquisti di beni e servizi, alla percentuale di
acquisti effettuati in via telematica, alla durata media
dei processi di acquisto;
b) realizza strumenti di supporto per le attivita' di
programmazione, controllo e monitoraggio svolte dalle
amministrazioni pubbliche;
c) realizza strumenti di supporto allo svolgimento
delle attivita' di controllo da parte dei soggetti
competenti sulla base della normativa vigente.
5. Dalle attivita' di cui ai commi da 1 a 4 non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.
6. (abrogato)
7. Le comunicazioni di cui all'art. 7, comma 8, del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono rese
disponibili, anche attraverso accesso al casellario
informatico di contratti pubblici di lavori servizi e
forniture, agli organi di controllo per la verifica di
quanto disposto al precedente comma, nell'ambito delle
attivita' di controllo previste dalla normativa vigente.
8. Con riferimento agli enti del Servizio sanitario
nazionale si applicano le disposizioni di cui ai commi 1, 2
e 3 e restano ferme le disposizioni di governance di
settore in materia di verifica degli adempimenti di cui
all'art. 2 del decreto-legge 18 settembre 2001 n. 347,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre
2001, n. 405, e all'art. 22, comma 8, del decreto-legge 1°
luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla
legge 3 agosto 2009, n. 102, ai fini dell'applicazione del
sistema premiale e sanzionatorio previsto dalla
legislazione vigente.
9. Al fine di razionalizzare i servizi di pagamento
delle retribuzioni di cui all'art. 1, comma 447, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, e all'art. 2, comma 197,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nonche' determinare
conseguenti risparmi di spesa, le amministrazioni pubbliche
di cui all'art. 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, dal 1° ottobre 2012, stipulano convenzioni con il
Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento
dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi
per la fruizione dei servizi di cui al presente comma,
ovvero utilizzano i parametri di qualita' e di prezzo
previsti nel decreto di cui al quinto periodo del presente
comma per l'acquisizione dei medesimi servizi sul mercato
di riferimento. La comparazione avviene con riferimento ai
costi di produzione dei servizi, diretti e indiretti,
interni ed esterni sostenuti dalle pubbliche
amministrazioni. Le amministrazioni pubbliche di cui
all'art. 1, comma 446, della legge 27 dicembre 2006, n. 296
sono tenute all'utilizzo dei servizi previsti nel decreto
di cui al quinto periodo del presente comma, senza il
pagamento del contributo ivi previsto. Si applicano le
disposizioni di cui al comma 6. Con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze di natura non regolamentare
viene fissato l'elenco dei servizi connessi ai pagamenti di
cui al periodo precedente ed il relativo contributo da
versare su apposito capitolo di entrata del bilancio dello
Stato, per essere riassegnato ai pertinenti capitoli dello
stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze. Restano escluse dal contributo le Amministrazioni
di cui all'art. 1, comma 446, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296.
9-bis. I contratti delle pubbliche amministrazioni di
cui all'art. 11, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2011,
n. 98, recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione
finanziaria, convertito con modificazioni nella legge 15
luglio 2011, n. 111, aventi a oggetto i servizi di
pagamento degli stipendi di cui al decreto previsto al
comma 9, in essere alla data di entrata in vigore della
presente disposizione, sono rinegoziati, con un
abbattimento del costo del servizio non inferiore del 15
per cento.
9-ter. Il commissario straordinario per la
razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e
servizi, di cui all'art. 2 del decreto-legge 7 maggio 2012,
n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio
2012, n. 94, recante disposizioni urgenti per la
razionalizzazione della spesa pubblica, individua le
regioni assoggettate al piano di rientro previsto all'art.
2, commi 77 e 78 della legge 23 dicembre 2009, n. 191 che,
unitamente alle strutture sanitarie regionali, sono tenute
a utilizzare i servizi pagamento degli stipendi di cui al
decreto previsto al comma 9. Il commissario definisce i
tempi e le modalita' di migrazione dei servizi.
9-quater. Ove non si ricorra alle convenzioni di cui
all'art. 1, comma 449, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, ovvero a quelle previste al comma 9 del presente
articolo, gli atti e i contratti posti in essere in
violazione delle disposizioni sui parametri di prezzo e
qualita' sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e
determinano responsabilita' erariale.
10. Fermo restando quanto previsto dall'art. 1, commi
449 e 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e fermi
restando i compiti attribuiti a Consip S.p.A. dall'art. 4
del decreto legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito con
modificazioni dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24, con
decreto del Ministero della giustizia, di concerto con il
Ministero dell'economia e delle finanze, relativamente alle
voci di spesa aventi maggiore impatto sul bilancio del
Ministero della giustizia ed al fine del contenimento della
spesa medesima, sono individuati periodicamente i beni e i
servizi strumentali all'esercizio delle competenze
istituzionali del Ministero della giustizia, per
l'acquisizione dei quali il Ministero medesimo si avvale di
Consip S.p.A., in qualita' di centrale di committenza ai
sensi dell'art. 3, comma 34, del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163. Il decreto di cui al presente comma
definisce altresi' i termini principali della convenzione
tra il Ministero della giustizia e Consip S.p.A. e puo'
prevedere, previa verifica della insussistenza di effetti
finanziari negativi, anche indiretti, sui saldi di finanza
pubblica, meccanismi di remunerazione sugli acquisti da
porre a carico dell'aggiudicatario delle procedure di gara
svolte da Consip S.p.A.
11. All'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il
comma 453 e' sostituito dal seguente: "453. Con successivo
decreto del Ministero dell'economia e delle finanze possono
essere previsti, previa verifica della insussistenza di
effetti finanziari negativi, anche indiretti, sui saldi di
finanza pubblica, meccanismi di remunerazione sugli
acquisti da imporre a carico dell'aggiudicatario delle
convenzioni di cui all'art. 26, comma 1, della legge 23
dicembre 1999, n. 488, dell'aggiudicatario di gare su
delega bandite da Consip S.p.A. anche ai sensi dell'art. 2,
comma 574, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
dell'aggiudicatario degli appalti basati su accordi quadro
conclusi da Consip S.p.A. anche ai sensi dell'art. 2, comma
574, della legge 24 dicembre 2007, n. 244".
12. La relazione di cui all'art. 26, comma 4, della
legge 23 dicembre 1999, n. 488, illustra inoltre i
risultati, in termini di riduzione di spesa, conseguiti
attraverso l'attuazione di quanto previsto dal presente
articolo per ciascuna categoria merceologica. Tale
relazione e' inviata entro il mese di giugno di ciascun
anno al Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e
dei servizi.»
Si riporta il testo degli articoli 35 e 37 del decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive
modificazioni (Codice dei beni culturali e del paesaggio,
ai sensi dell'art. 10 della L. 6 luglio 2002, n. 137):
"Art. 35. Intervento finanziario del Ministero.
1. Il Ministero ha facolta' di concorrere alla spesa
sostenuta dal proprietario, possessore o detentore del bene
culturale per l'esecuzione degli interventi previsti
dall'art. 31, comma 1, per un ammontare non superiore alla
meta' della stessa. Se gli interventi sono di particolare
rilevanza o riguardano beni in uso o godimento pubblico, il
Ministero puo' concorrere alla spesa fino al suo intero
ammontare.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche agli
interventi sugli archivi storici previsti dall'art. 30,
comma 4.
3. Per la determinazione della percentuale del
contributo di cui al comma 1 si tiene conto di altri
contributi pubblici e di eventuali contributi privati
relativamente ai quali siano stati ottenuti benefici
fiscali.."
"Art. 37. Contributo in conto interessi.
1. Il Ministero puo' concedere contributi in conto
interessi sui mutui o altre forme di finanziamento
accordati da istituti di credito ai proprietari, possessori
o detentori a qualsiasi titolo di beni culturali per la
realizzazione degli interventi conservativi autorizzati.
2. Il contributo e' concesso nella misura massima
corrispondente agli interessi calcolati ad un tasso annuo
di sei punti percentuali sul capitale erogato.
3. Il contributo e' corrisposto direttamente dal
Ministero all'istituto di credito secondo modalita' da
stabilire con convenzioni.
4. Il contributo di cui al comma 1 puo' essere concesso
anche per interventi conservativi su opere di architettura
contemporanea di cui il Ministero abbia riconosciuto, su
richiesta del proprietario, il particolare valore
artistico."

Titolo I

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

Art. 2


Riduzione delle dotazioni organiche
delle pubbliche amministrazioni

1. Gli uffici dirigenziali e le dotazioni organiche delle
amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle
agenzie, degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca,
nonche' degli enti pubblici di cui all'articolo 70, comma 4, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni
ed integrazioni sono ridotti, con le modalita' previste dal comma 5,
nella seguente misura:
a) gli uffici dirigenziali, di livello generale e di livello non
generale e le relative dotazioni organiche, in misura non
inferiore, per entrambe le tipologie di uffici e per ciascuna
dotazione, al 20 per cento di quelli esistenti;
b) le dotazioni organiche del personale non dirigenziale, apportando
un'ulteriore riduzione non inferiore al 10 per cento della spesa
complessiva relativa al numero dei posti di organico di tale
personale. Per gli enti di ricerca la riduzione di cui alla
presente lettera si riferisce alle dotazioni organiche del
personale non dirigenziale, esclusi i ricercatori ed i tecnologi.
2. Le riduzioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 si
applicano agli uffici e alle dotazioni organiche risultanti a seguito
dell'applicazione dell'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13
agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148 per le amministrazioni destinatarie; per le
restanti amministrazioni si prendono a riferimento gli uffici e le
dotazioni previsti dalla normativa vigente. ((Al personale
dell'amministrazione civile dell'interno le riduzioni di cui alle
lettere a) e b) del comma 1 si applicano all'esito della procedura di
soppressione e razionalizzazione delle province di cui all'articolo
17, e comunque entro il 30 aprile 2013, nel rispetto delle
percentuali previste dalle suddette lettere. Si applica quanto
previsto dal comma 6 del presente articolo)).
3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, il totale generale degli organici
delle forze armate e' ridotto in misura non inferiore al 10 per
cento. Con il predetto decreto e' rideterminata la ripartizione dei
volumi organici di cui all'articolo 799 del decreto legislativo n. 66
del 2010. Al personale in eccedenza si applicano le disposizioni di
cui al comma 11 lettere da a) a d) del presente articolo; il predetto
personale, ove non riassorbibile in base alle predette disposizioni,
e' collocato in aspettativa per riduzione quadri ai sensi e con le
modalita' di cui agli articoli 906 e 909, ad eccezione dei commi 4 e
5, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. ((In attuazione di
quanto previsto dal presente comma, con regolamento adottato ai sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, anche in deroga alle disposizioni del
codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15
marzo 2010, n. 66, con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2013, sono
ridotte le dotazioni organiche degli ufficiali di ciascuna Forza
armata, suddivise per ruolo e grado, ed e' ridotto il numero delle
promozioni a scelta, esclusi l'Arma dei carabinieri, il Corpo della
Guardia di finanza, il Corpo delle capitanerie di porto e il Corpo
della polizia penitenziaria. Con il medesimo regolamento sono
previste disposizioni transitorie per realizzare la graduale
riduzione dei volumi organici entro il 1° gennaio 2016, nonche'
disposizioni per l'esplicita estensione dell'istituto del
collocamento in aspettativa per riduzione di quadri al personale
militare non dirigente)).
4. Per il comparto scuola e AFAM continuano a trovare applicazione
le specifiche discipline di settore.
5. Alle riduzioni di cui al comma 1 si provvede, con uno o piu'
decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare entro
il 31 ottobre 2012, su proposta del Ministro per la pubblica
amministrazione e la semplificazione, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze considerando che le medesime riduzioni
possono essere effettuate selettivamente, anche tenendo conto delle
specificita' delle singole amministrazioni, in misura inferiore alle
percentuali ivi previste a condizione che la differenza sia
recuperata operando una maggiore riduzione delle rispettive dotazioni
organiche di altra amministrazione. ((Per il personale della carriera
diplomatica e per le dotazioni organiche del personale dirigenziale e
non del Ministero degli affari esteri, limitatamente ad una quota
corrispondente alle unita' in servizio all'estero alla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si
provvede alle riduzioni di cui al comma 1, nelle percentuali ivi
previste, all'esito del processo di riorganizzazione delle sedi
estere e, comunque, entro e non oltre il 31 dicembre 2012. Fino a
tale data trova applicazione il comma 6 del presente articolo)).
6. Le amministrazioni per le quali non siano stati emanati i
provvedimenti di cui al comma 5 entro il 31 ottobre 2012 non possono,
a decorrere dalla predetta data, procedere ad assunzioni di personale
a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto. Fino all'emanazione dei
provvedimenti di cui al comma 5 le dotazioni organiche sono
provvisoriamente individuate in misura pari ai posti coperti alla
data di entrata in vigore del presente decreto; sono fatte salve le
procedure concorsuali e di mobilita' nonche' di conferimento di
incarichi ai sensi dell'articolo 19, commi 5-bis, del decreto
legislativo n. 165 del 2001 ((avviate alla predetta data)) e le
procedure per il rinnovo degli incarichi.
7. Sono escluse dalla riduzione del comma 1 le strutture e il
personale del comparto sicurezza e del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco, il personale amministrativo operante presso gli uffici
giudiziari, il personale di magistratura. Sono altresi' escluse le
amministrazioni interessate ((dalla riduzione disposta dall'articolo
23-quinquies,)) nonche' la Presidenza del Consiglio dei Ministri che
ha provveduto alla riduzione con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri in data 15 giugno 2012.
8. Per il personale degli enti locali si applicano le disposizioni
di cui all'articolo 16, comma 8.
9. Restano ferme le vigenti disposizioni in materia di limitazione
delle assunzioni.
10. Entro sei mesi dall'adozione dei provvedimenti di cui al comma
5 le amministrazioni interessate adottano i regolamenti di
organizzazione, secondo i rispettivi ordinamenti, applicando misure
volte:
a) alla concentrazione dell'esercizio delle funzioni istituzionali,
attraverso il riordino delle competenze degli uffici eliminando
eventuali duplicazioni;
b) alla riorganizzazione degli uffici con funzioni ispettive e di
controllo;
c) alla rideterminazione della rete periferica su base regionale o
interregionale;
d) all'unificazione, anche in sede periferica, delle strutture che
svolgono funzioni logistiche e strumentali, compresa la gestione
del personale e dei servizi comuni;
e) alla conclusione di appositi accordi tra amministrazioni per
l'esercizio unitario delle funzioni di cui alla lettera d),
ricorrendo anche a strumenti di innovazione amministrativa e
tecnologica e all'utilizzo congiunto delle risorse umane;
f) alla tendenziale eliminazione degli incarichi di cui all'articolo
19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
((10-bis. Per le amministrazioni e gli enti di cui al comma 1 e
all'articolo 23-quinquies, il numero degli uffici di livello
dirigenziale generale e non generale non puo' essere incrementato se
non con disposizione legislativa di rango primario.))
((10-ter. Al fine di semplificare ed accelerare il riordino
previsto dal comma 10 e dall'articolo 23-quinquies, a decorrere dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto e fino al 31 dicembre 2012, i regolamenti di organizzazione
dei Ministeri sono adottati con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, su proposta del Ministro competente, di concerto con il
Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e con
il Ministro dell'economia e delle finanze. I decreti previsti dal
presente comma sono soggetti al controllo preventivo di legittimita'
della Corte dei conti ai sensi dell'articolo 3, commi da 1 a 3, della
legge 14 gennaio 1994, n. 20. Sugli stessi decreti il Presidente del
Consiglio dei Ministri ha facolta' di richiedere il parere del
Consiglio di Stato. A decorrere dalla data di efficacia di ciascuno
dei predetti decreti cessa di avere vigore, per il Ministero
interessato, il regolamento di organizzazione vigente.))
((10-quater. Le disposizioni di cui ai commi da 10 a 16 del
presente articolo si applicano anche alle amministrazioni interessate
dagli articoli 23-quater e 23))-quinquies.
11. Per le unita' di personale eventualmente risultanti in
soprannumero all'esito delle riduzioni previste dal comma 1, le
amministrazioni, fermo restando per la durata del soprannumero il
divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, compresi i
trattenimenti in servizio, avviano le procedure di cui all'articolo
33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, adottando, ai fini
di quanto previsto dal comma 5 dello stesso articolo 33, le seguenti
procedure e misure in ordine di priorita':
a) applicazione, ai lavoratori che risultino in possesso dei
requisiti anagrafici e contributivi i quali, ai fini del diritto
all'accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico in base
alla disciplina vigente prima dell'entrata in vigore dell'articolo 24
del decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, avrebbero
comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro il 31
dicembre 2014, dei requisiti anagrafici e di anzianita' contributiva
nonche' del regime delle decorrenze previsti dalla predetta
disciplina pensionistica, con conseguente richiesta all'ente di
appartenenza della certificazione di tale diritto. Si applica, senza
necessita' di motivazione, l'articolo 72, comma 11, del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133. Ai fini della liquidazione del trattamento di
fine rapporto comunque denominato, per il personale di cui alla
presente lettera:
1) che ha maturato i requisiti alla data del 31 dicembre 2011 il
trattamento di fine rapporto medesimo sara' corrisposto al momento
della maturazione del diritto alla corresponsione dello stesso sulla
base di quanto stabilito dall'articolo 1, commi 22 e 23, del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;
2) che matura i requisiti indicati successivamente al 31 dicembre
2011 in ogni caso il trattamento di fine rapporto sara' corrisposto
al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla
corresponsione dello stesso secondo le disposizioni dell'articolo 24
del citato decreto-legge n. 201 del 2011 e sulla base di quanto
stabilito dall'articolo 1, comma 22, del decreto-legge 13 agosto
2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre
2011, n. 148;
b) predisposizione, entro il 31 dicembre 2012, di una previsione
delle cessazioni di personale in servizio, tenuto conto di quanto
previsto dalla lettera a) del presente comma, per verificare i
tempi di riassorbimento delle posizioni soprannumerarie;
c) individuazione dei soprannumeri non riassorbibili entro due anni
a decorrere dal 1° gennaio 2013, al netto dei collocamenti a riposo
di cui alla lettera a);
d) in base alla verifica della compatibilita' e coerenza con gli
obiettivi di finanza pubblica e del regime delle assunzioni, in
coerenza con la programmazione del fabbisogno, avvio di processi di
mobilita' guidata, anche intercompartimentale, intesi alla
ricollocazione, presso uffici delle amministrazioni di cui al comma 1
che presentino vacanze di organico, del personale non riassorbibile
secondo i criteri del collocamento a riposo da disporre secondo la
lettera a). I processi di cui alla presente lettera sono disposti,
previo esame con le organizzazioni sindacali che deve comunque
concludersi entro trenta giorni, mediante uno o piu' decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministeri
competenti e con il Ministro dell'economia e delle finanze. Il
personale trasferito mantiene il trattamento economico fondamentale
ed accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative,
corrisposto al momento del trasferimento nonche' l'inquadramento
previdenziale. Nel caso in cui il predetto trattamento economico
risulti piu' elevato rispetto a quello previsto e' attribuito per la
differenza un assegno ad personam riassorbibile con i successivi
miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. Con lo stesso
decreto e' stabilita un'apposita tabella di corrispondenza tra le
qualifiche e le posizioni economiche del personale assegnato;
e) definizione, previo esame con le organizzazioni sindacali che
deve comunque concludersi entro trenta giorni, di criteri e tempi di
utilizzo di forme contrattuali a tempo parziale del personale non
dirigenziale di cui alla lettera c) che, in relazione alla maggiore
anzianita' contribuiva, e' dichiarato in eccedenza, al netto degli
interventi di cui alle lettere precedenti. I contratti a tempo
parziale sono definiti in proporzione alle eccedenze, con graduale
riassorbimento all'atto delle cessazioni a qualunque titolo ed in
ogni caso portando a compensazione i contratti di tempo parziale del
restante personale.
12. Per il personale non riassorbibile nei tempi e con le modalita'
di cui al comma 11, le amministrazioni dichiarano l'esubero, comunque
non oltre il 30 giugno 2013. Il periodo di 24 mesi di cui al comma 8
dell'articolo 33 del decreto legislativo n. 165 del 2001 puo' essere
aumentato fino a 48 mesi laddove il personale collocato in
disponibilita' maturi entro il predetto arco temporale i requisiti
per il trattamento pensionistico.
13. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della
funzione pubblica avvia un monitoraggio dei posti vacanti presso le
amministrazioni pubbliche e redige un elenco, da pubblicare sul
relativo sito web. Il personale iscritto negli elenchi di
disponibilita' puo' presentare domanda di ricollocazione nei posti di
cui al medesimo elenco e le amministrazioni pubbliche sono tenute ad
accogliere le suddette domande individuando criteri di scelta nei
limiti delle disponibilita' in organico, fermo restando il regime
delle assunzioni previsto mediante reclutamento. Le amministrazioni
che non accolgono le domande di ricollocazione non possono procedere
ad assunzioni di personale.
14. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche
in caso di eccedenza dichiarata per ragioni funzionali o finanziarie
dell'amministrazione.
15. Fino alla conclusione dei processi di riorganizzazione di cui
al presente articolo e comunque non oltre il 31 dicembre 2015 sono
sospese le modalita' di reclutamento previste dall'articolo 28-bis
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
((15-bis. All'articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, dopo le parole: «per le ipotesi di
responsabilita' dirigenziale» sono aggiunte le seguenti: «, nei
limiti dei posti disponibili, ovvero nel momento in cui si verifica
la prima disponibilita' di posto utile, tenuto conto, quale criterio
di precedenza ai fini del transito, della data di maturazione del
requisito dei cinque anni e, a parita' di data di maturazione, della
maggiore anzianita' nella qualifica dirigenziale».))
16. Per favorire i processi di mobilita' di cui al presente
articolo le amministrazioni interessate possono avviare percorsi di
formazione nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili.
17. Nell'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, le parole «fatta salva la sola informazione ai
sindacati, ove prevista nei contratti di cui all'articolo 9» sono
sostituite dalle seguenti: «((fatti salvi la sola informazione ai
sindacati per le determinazioni relative all'organizzazione degli
uffici ovvero, limitatamente alle misure riguardanti i rapporti di
lavoro, l'esame congiunto, ove previsti)) nei contratti di cui
all'articolo 9».
18. Nell'art. 6, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165:
a) le parole «previa consultazione delle organizzazioni sindacali
rappresentative ((ai sensi dell'articolo 9))» sono sostituite dalle
seguenti: «previa informazione delle organizzazioni sindacali
rappresentative ove prevista nei contratti di cui all'articolo 9»;
b) dopo il primo periodo, sono inseriti i seguenti: «Nei casi in
cui processi di riorgazzazione degli uffici comportano
l'individuazione di esuberi o l'avvio di processi di mobilita', al
fine di assicurare obiettivita' e trasparenza, le pubbliche
amministrazioni sono tenute a darne informazione, ai sensi
dell'articolo 33, alle organizzazioni sindacali rappresentative del
settore interessato e ad avviare con le stesse un esame sui criteri
per l'individuazione degli esuberi o sulle modalita' per i processi
di mobilita'. Decorsi trenta giorni dall'avvio dell'esame, in assenza
dell'individuazione di criteri e modalita' condivisi, la pubblica
amministrazione procede alla dichiarazione di esubero e alla messa in
mobilita'».
19. Nelle more della disciplina contrattuale successiva all'entrata
in vigore del presente decreto e' comunque dovuta l'informazione alle
organizzazioni sindacali su tutte le materie oggetto di
partecipazione sindacale previste dai vigenti contratti collettivi.
20. ((Ai fini dell'attuazione della riduzione del 20 per cento
operata sulle dotazioni organiche dirigenziali di I e II fascia dei
propri ruoli, la Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede alla
immediata riorganizzazione delle proprie strutture sulla base di
criteri di contenimento della spesa e di ridimensionamento
strutturale. All'esito di tale processo, e comunque non oltre il 1°
novembre 2012, cessano tutti gli incarichi, in corso a quella data,
di I e II fascia conferiti ai sensi dell'articolo 19, commi 5-bis e
6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Fino al suddetto
termine non possono essere conferiti o rinnovati incarichi di cui
alla citata normativa)).
((20-bis. Al fine di accelerare il riordino previsto dagli articoli
23-quater e 23-quinquies, fino al 31 dicembre 2012 alle Agenzie
fiscali non si applica l'articolo 19, comma 1-bis, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel caso in cui conferiscano
incarichi di livello dirigenziale generale ai sensi del comma 6 del
citato articolo 19 a soggetti gia' titolari di altro incarico presso
le predette Agenzie o presso l'Amministrazione autonoma dei monopoli
di Stato.))
((20-ter. I collegi dei revisori dei conti delle Agenzie fiscali
che incorporano altre amministrazioni sono rinnovati entro quindici
giorni dalla data dell'incorporazione.))
((20-quater. All'articolo 23-bis del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni:))
a)(( al comma 4, dopo la parola: «controllante» sono inserite le
seguenti: «e, comunque, quello di cui al comma 5-bis»;))
b)(( dopo il comma 5, sono aggiunti i seguenti:))
((«5-bis. Il compenso stabilito ai sensi dell'articolo 2389, terzo
comma, del codice civile, dai consigli di amministrazione delle
societa' non quotate, direttamente o indirettamente controllate dalle
pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non puo' comunque essere superiore
al trattamento economico del primo presidente della Corte di
cassazione. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni legislative
e regolamentari che prevedono limiti ai compensi inferiori a quello
previsto al periodo precedente.))
((5-ter. Il trattamento economico annuo onnicomprensivo dei
dipendenti delle societa' non quotate di cui al comma 5-bis non puo'
comunque essere superiore al trattamento economico del primo
presidente della Corte di cassazione. Sono in ogni caso fatte salve
le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono limiti ai
compensi inferiori a quello previsto al periodo precedente»;))
c)(( la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Compensi per gli
amministratori e per i dipendenti delle societa' controllate dalle
pubbliche amministrazioni».))
((20-quinquies. Le disposizioni di cui al comma 20-quater si
applicano rispettivamente a decorrere dal primo rinnovo dei consigli
di amministrazione successivo alla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto e ai contratti stipulati e
agli atti emanati successivamente alla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto.))


Riferimenti normativi

Si riporta il testo del comma 4 dell'art. 70 del citato
decreto legislativo n. 165 del 2001, e successive
modificazioni ed integrazioni:
"4. Le aziende e gli enti di cui alle L. 26 dicembre
1936, n. 2174, e successive modificazioni ed integrazioni,
L. 13 luglio 1984, n. 312, L. 30 maggio 1988, n. 186, L. 11
luglio 1988, n. 266, L. 31 gennaio 1992, n. 138, L. 30
dicembre 1986, n. 936, decreto legislativo 25 luglio 1997,
n. 250, decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39,
adeguano i propri ordinamenti ai principi di cui al titolo
I. I rapporti di lavoro dei dipendenti dei predetti enti ed
aziende nonche' della Cassa depositi e prestiti sono
regolati da contratti collettivi ed individuali in base
alle disposizioni di cui agli articoli 2, comma 2, all'art.
8, comma 2, ed all'art. 60, comma 3."
Si riporta il testo del comma 3 dell'art. 1 del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure
urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo
sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148:
"3. Le amministrazioni indicate nell'art. 74, comma 1,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e
successive modificazioni, all'esito della riduzione degli
assetti organizzativi prevista dal predetto art. 74 e
dall'art. 2, comma 8-bis, del decreto-legge 30 dicembre
2009, n. 194, convertito con modificazioni dalla legge 26
febbraio 2010, n. 25, provvedono, anche con le modalita'
indicate nell'art. 41, comma 10, del decreto-legge 30
dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 febbraio 2009, n. 14:
a) ad apportare, entro il 31 marzo 2012, un'ulteriore
riduzione degli uffici dirigenziali di livello non
generale, e delle relative dotazioni organiche, in misura
non inferiore al 10 per cento di quelli risultanti a
seguito dell'applicazione del predetto art. 2, comma 8-bis,
del decreto-legge n. 194 del 2009;
b) alla rideterminazione delle dotazioni organiche del
personale non dirigenziale, ad esclusione di quelle degli
enti di ricerca, apportando una ulteriore riduzione non
inferiore al 10 per cento della spesa complessiva relativa
al numero dei posti di organico di tale personale
risultante a seguito dell'applicazione del predetto art. 2,
comma 8-bis, del decreto-legge n. 194 del 2009."
Si riporta il testo degli articoli 799, 906 e 909 del
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 recante "Codice
dell'ordinamento militare", pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 8 maggio 2010, n. 106, S.O.:
"Art. 799 Ripartizione dei volumi organici
dell'Esercito italiano, della Marina militare e
dell'Aeronautica militare
1. La ripartizione dei volumi organici delle Forze
armate e' determinata nelle seguenti unita':
a) ufficiali:
1) 12.050 dell'Esercito italiano;
2) 4.500 della Marina militare;
3) 5.700 dell'Aeronautica militare;
b) sottufficiali:
1) 24.091 dell'Esercito italiano, di cui 2.400 primi
marescialli, 5.583 marescialli e 16.108 sergenti;
2) 13.576 della Marina militare, di cui 2.178 primi
marescialli, 5.774 marescialli e 5.624 sergenti;
3) 26.280 dell'Aeronautica militare, di cui 3.000 primi
marescialli, 6.480 marescialli e 16.800 sergenti;
c) volontari:
1) 75.859 dell'Esercito italiano, di cui 56.281 in
servizio permanente e 19.578 in ferma prefissata;
2) 15.924 della Marina militare, di cui 10.000 in
servizio permanente e 5.924 in ferma prefissata;
3) 12.020 dell'Aeronautica militare, di cui 7.049 in
servizio permanente e 4.971 in ferma prefissata.
2. Il totale generale degli organici delle Forze armate
e' il seguente:
a) Esercito italiano: 112.000 unita';
b) Marina militare: 34.000 unita';
c) Aeronautica militare: 44.000 unita'."
"Art. 906 Riduzione dei quadri per eccedenze in piu'
ruoli
1. Se il conferimento delle promozioni annuali
determina, nel grado di colonnello o di generale di un
determinato ruolo, eccedenze rispetto agli organici
previsti dal presente codice, salvo un contingente pari al
numero delle posizioni ricoperte presso enti, comandi e
unita' internazionali ai sensi degli articoli 35, 36 e
1808, individuato con decreto annuale del Ministro della
difesa e salvo quanto disposto dall' art. 908, il
collocamento in aspettativa per riduzione di quadri e'
effettuato se la predetta eccedenza non puo' essere
assorbita nelle dotazioni complessive di tale grado fissate
per ogni Forza armata dal presente codice. Se si
determinano eccedenze in piu' ruoli di una Forza armata non
totalmente riassorbibili, e' collocato in aspettativa per
riduzione di quadri:
a) se colonnello, l'ufficiale dei predetti ruoli
anagraficamente piu' anziano e, a parita' di eta',
l'ufficiale meno anziano nel grado;
b) se generale, l'ufficiale piu' anziano in grado e, a
parita' di anzianita', l'ufficiale anagraficamente piu'
anziano.
2. Il collocamento in aspettativa per riduzione dei
quadri di cui al comma 1 e' disposto al 31 dicembre
dell'anno di riferimento."
"Art. 909 Norme comuni alla riduzione dei quadri
1. Il collocamento in aspettativa per riduzione dei
quadri avviene secondo il seguente ordine:
a) ufficiali in possesso di un'anzianita' contributiva
pari o superiore a quaranta anni che ne fanno richiesta;
b) ufficiali che si trovano a non piu' di cinque anni
dai limiti d'eta' del grado rivestito che ne fanno
richiesta;
c) ufficiali promossi nella posizione di «a
disposizione»;
d) ufficiali in servizio permanente effettivo.
2. Sono esclusi dal provvedimento di collocamento in
aspettativa:
a) il Capo di stato maggiore della difesa;
b) i Capi di stato maggiore di Forza armata;
c) il Segretario generale del Ministero della difesa;
d) il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri;
e) il Comandante generale del Corpo della Guardia di
finanza;
f) gli ufficiali di grado pari a quello degli ufficiali
di cui al presente comma, che ricoprono incarichi di
livello non inferiore a Capo di stato maggiore di Forza
armata in comandi o enti internazionali.
3. Gli ufficiali collocati in aspettativa per riduzione
di quadri permangono in tale posizione fino al
raggiungimento del limite di eta'.
4. Gli ufficiali che devono essere collocati in
aspettativa per riduzione dei quadri possono chiedere di
cessare dal servizio permanente a domanda.
5. Gli ufficiali nella posizione di aspettativa per
riduzione di quadri sono a disposizione del Governo per
essere all'occorrenza impiegati per esigenze del Ministero
della difesa o di altri Ministeri. A essi si applicano le
norme di cui agli articoli 993 e 995.
6. Fermo restando quanto previsto dal comma 5, il
Ministro della difesa, in relazione a motivate esigenze di
servizio delle Forze armate, ha facolta' di richiamare a
domanda gli ufficiali in servizio permanente collocati in
aspettativa per riduzione di quadri.
7. Il comma 6 non si applica nei confronti degli
ufficiali che, all'atto del collocamento in aspettativa per
riduzione dei quadri, rivestono il grado apicale dei ruoli
normali.
8. Gli ufficiali transitati nella posizione di
aspettativa per riduzione di quadri direttamente dal
servizio permanente effettivo, in caso di richiamo in
servizio, non sono piu' valutati per l'avanzamento. In ogni
caso, agli ufficiali che cessano a qualsiasi titolo dalla
posizione di aspettativa per riduzione di quadri competono
i benefici di cui all'art. 1076, comma 1, sempreche'
risultino valutati e giudicati idonei.
9. Il personale collocato in aspettativa per riduzione
dei quadri puo' chiedere il trasferimento anticipato
dall'ultima sede di servizio al domicilio eletto. Il
trasferimento e' ammesso una sola volta, indipendentemente
dai richiami in servizio, e non puo' piu' essere richiesto
all'atto del definitivo collocamento in congedo. Si applica
l' art. 23 della legge 18 dicembre 1973, n. 836, e il
termine di cui al comma 1, secondo periodo, del medesimo
articolo decorre dalla data del definitivo collocamento in
congedo. Nessun beneficio e' riconosciuto al personale per
il raggiungimento della sede di servizio a seguito di
successivi richiami."
Si riporta il testo del comma 2 dell'art. 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive modificazioni
(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri):
"2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il
Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti in materia, che si pronunciano
entro trenta giorni dalla richiesta, sono emanati i
regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da
riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per
le quali le leggi della Repubblica, autorizzando
l'esercizio della potesta' regolamentare del Governo,
determinano le norme generali regolatrici della materia e
dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto
dall'entrata in vigore delle norme regolamentari."
Si riporta il testo dell'art. 19 del citato decreto
legislativo n. 165 del 2001:
"Art. 19. Incarichi di funzioni dirigenziali.
1. Ai fini del conferimento di ciascun incarico di
funzione dirigenziale si tiene conto, in relazione alla
natura e alle caratteristiche degli obiettivi prefissati ed
alla complessita' della struttura interessata, delle
attitudini e delle capacita' professionali del singolo
dirigente, dei risultati conseguiti in precedenza
nell'amministrazione di appartenenza e della relativa
valutazione, delle specifiche competenze organizzative
possedute, nonche' delle esperienze di direzione
eventualmente maturate all'estero, presso il settore
privato o presso altre amministrazioni pubbliche, purche'
attinenti al conferimento dell'incarico. Al conferimento
degli incarichi e al passaggio ad incarichi diversi non si
applica l'art. 2103 del codice civile.
1-bis. L'amministrazione rende conoscibili, anche
mediante pubblicazione di apposito avviso sul sito
istituzionale, il numero e la tipologia dei posti di
funzione che si rendono disponibili nella dotazione
organica ed i criteri di scelta; acquisisce le
disponibilita' dei dirigenti interessati e le valuta.
1-ter. Gli incarichi dirigenziali possono essere
revocati esclusivamente nei casi e con le modalita' di cui
all'art. 21, comma 1, secondo periodo.
2. Tutti gli incarichi di funzione dirigenziale nelle
amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo,
sono conferiti secondo le disposizioni del presente
articolo. Con il provvedimento di conferimento
dell'incarico, ovvero con separato provvedimento del
Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro
competente per gli incarichi di cui al comma 3, sono
individuati l'oggetto dell'incarico e gli obiettivi da
conseguire, con riferimento alle priorita', ai piani e ai
programmi definiti dall'organo di vertice nei propri atti
di indirizzo e alle eventuali modifiche degli stessi che
intervengano nel corso del rapporto, nonche' la durata
dell'incarico, che deve essere correlata agli obiettivi
prefissati e che, comunque, non puo' essere inferiore a tre
anni ne' eccedere il termine di cinque anni. La durata
dell'incarico puo' essere inferiore a tre anni se coincide
con il conseguimento del limite di eta' per il collocamento
a riposo dell'interessato. Gli incarichi sono rinnovabili.
Al provvedimento di conferimento dell'incarico accede un
contratto individuale con cui e' definito il corrispondente
trattamento economico, nel rispetto dei principi definiti
dall'art. 24. E' sempre ammessa la risoluzione consensuale
del rapporto. In caso di primo conferimento ad un dirigente
della seconda fascia di incarichi di uffici dirigenziali
generali o di funzioni equiparate, la durata dell'incarico
e' pari a tre anni. Resta fermo che per i dipendenti
statali titolari di incarichi di funzioni dirigenziali ai
sensi del presente articolo, ai fini dell'applicazione
dell'art. 43, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, e successive
modificazioni, l'ultimo stipendio va individuato
nell'ultima retribuzione percepita in relazione
all'incarico svolto. Nell'ipotesi prevista dal terzo
periodo del presente comma, ai fini della liquidazione del
trattamento di fine servizio, comunque denominato, nonche'
dell'applicazione dell'art. 43, comma 1, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, e
successive modificazioni, l'ultimo stipendio va individuato
nell'ultima retribuzione percepita prima del conferimento
dell'incarico avente durata inferiore a tre anni.
3. Gli incarichi di Segretario generale di ministeri,
gli incarichi di direzione di strutture articolate al loro
interno in uffici dirigenziali generali e quelli di livello
equivalente sono conferiti con decreto del Presidente della
Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro competente, a dirigenti
della prima fascia dei ruoli di cui all'art. 23 o, con
contratto a tempo determinato, a persone in possesso delle
specifiche qualita' professionali e nelle percentuali
previste dal comma 6.
4. Gli incarichi di funzione dirigenziale di livello
generale sono conferiti con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro
competente, a dirigenti della prima fascia dei ruoli di cui
all'art. 23 o, in misura non superiore al 70 per cento
della relativa dotazione, agli altri dirigenti appartenenti
ai medesimi ruoli ovvero, con contratto a tempo
determinato, a persone in possesso delle specifiche
qualita' professionali richieste dal comma 6.
4-bis. I criteri di conferimento degli incarichi di
funzione dirigenziale di livello generale, conferiti ai
sensi del comma 4 del presente articolo, tengono conto
delle condizioni di pari opportunita' di cui all'art. 7.
5. Gli incarichi di direzione degli uffici di livello
dirigenziale sono conferiti, dal dirigente dell'ufficio di
livello dirigenziale generale, ai dirigenti assegnati al
suo ufficio ai sensi dell'art. 4, comma 1, lettera c).
5-bis. Gli incarichi di cui ai commi da 1 a 5 possono
essere conferiti, da ciascuna amministrazione, entro il
limite del 10 per cento della dotazione organica dei
dirigenti appartenenti alla prima fascia dei ruoli di cui
all'art. 23 e del 5 per cento della dotazione organica di
quelli appartenenti alla seconda fascia, anche a dirigenti
non appartenenti ai ruoli di cui al medesimo art. 23,
purche' dipendenti delle amministrazioni di cui all'art. 1,
comma 2, ovvero di organi costituzionali, previo
collocamento fuori ruolo, comando o analogo provvedimento
secondo i rispettivi ordinamenti.
5-ter. I criteri di conferimento degli incarichi di
direzione degli uffici di livello dirigenziale, conferiti
ai sensi del comma 5 del presente articolo, tengono conto
delle condizioni di pari opportunita' di cui all'art. 7.
6. Gli incarichi di cui ai commi da 1 a 5 possono
essere conferiti, da ciascuna amministrazione, entro il
limite del 10 per cento della dotazione organica dei
dirigenti appartenenti alla prima fascia dei ruoli di cui
all'art. 23 e dell'8 per cento della dotazione organica di
quelli appartenenti alla seconda fascia, a tempo
determinato ai soggetti indicati dal presente comma. La
durata di tali incarichi, comunque, non puo' eccedere, per
gli incarichi di funzione dirigenziale di cui ai commi 3 e
4, il termine di tre anni, e, per gli altri incarichi di
funzione dirigenziale il termine di cinque anni. Tali
incarichi sono conferiti, fornendone esplicita motivazione,
a persone di particolare e comprovata qualificazione
professionale, non rinvenibile nei ruoli
dell'Amministrazione, che abbiano svolto attivita' in
organismi ed enti pubblici o privati ovvero aziende
pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un
quinquennio in funzioni dirigenziali, o che abbiano
conseguito una particolare specializzazione professionale,
culturale e scientifica desumibile dalla formazione
universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni
scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate
per almeno un quinquennio, anche presso amministrazioni
statali, ivi comprese quelle che conferiscono gli
incarichi, in posizioni funzionali previste per l'accesso
alla dirigenza, o che provengano dai settori della ricerca,
della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli
degli avvocati e procuratori dello Stato. Il trattamento
economico puo' essere integrato da una indennita'
commisurata alla specifica qualificazione professionale,
tenendo conto della temporaneita' del rapporto e delle
condizioni di mercato relative alle specifiche competenze
professionali. Per il periodo di durata dell'incarico, i
dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati
in aspettativa senza assegni, con riconoscimento
dell'anzianita' di servizio.
6-bis. Fermo restando il contingente complessivo dei
dirigenti di prima o seconda fascia il quoziente derivante
dall'applicazione delle percentuali previste dai commi 4,
5-bis e 6, e' arrotondato all'unita' inferiore, se il primo
decimale e' inferiore a cinque, o all'unita' superiore, se
esso e' uguale o superiore a cinque.
6-ter. Il comma 6 ed il comma 6-bis si applicano alle
amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2.
6-quater. Per gli enti locali il numero complessivo
degli incarichi a contratto nella dotazione organica
dirigenziale, conferibili ai sensi dell'art. 110, comma 1,
del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti
locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, e' stabilito nel limite massimo del 10 per cento della
dotazione organica della qualifica dirigenziale a tempo
indeterminato. Per i comuni con popolazione inferiore o
pari a 100.000 abitanti il limite massimo di cui al primo
periodo del presente comma e' pari al 20 per cento della
dotazione organica della qualifica dirigenziale a tempo
indeterminato. Per i comuni con popolazione superiore a
100.000 abitanti e inferiore o pari a 250.000 abitanti il
limite massimo di cui al primo periodo del presente comma
puo' essere elevato fino al 13 per cento della dotazione
organica della qualifica dirigenziale a tempo indeterminato
a valere sulle ordinarie facolta' per le assunzioni a tempo
indeterminato. Si applica quanto previsto dal comma 6-bis.
In via transitoria, con provvedimento motivato volto a
dimostrare che il rinnovo sia indispensabile per il
corretto svolgimento delle funzioni essenziali degli enti,
i limiti di cui al presente comma possono essere superati,
a valere sulle ordinarie facolta' assunzionali a tempo
indeterminato, al fine di rinnovare, per una sola volta,
gli incarichi in corso alla data di entrata in vigore della
presente disposizione e in scadenza entro il 31 dicembre
2012. Contestualmente gli enti adottano atti di
programmazione volti ad assicurare, a regime, il rispetto
delle percentuali di cui al presente comma.
7. [Gli incarichi di direzione degli uffici
dirigenziali di cui ai commi precedenti sono revocati nelle
ipotesi di responsabilita' dirigenziale per inosservanza
delle direttive generali e per i risultati negativi
dell'attivita' amministrativa e della gestione,
disciplinate dall'art. 21, ovvero nel caso di risoluzione
consensuale del contratto individuale di cui all'art. 24,
comma 2].
8. Gli incarichi di funzione dirigenziale di cui al
comma 3 cessano decorsi novanta giorni dal voto sulla
fiducia al Governo.
9. Degli incarichi di cui ai commi 3 e 4 e' data
comunicazione al Senato della Repubblica ed alla Camera dei
deputati, allegando una scheda relativa ai titoli ed alle
esperienze professionali dei soggetti prescelti.
10. I dirigenti ai quali non sia affidata la
titolarita' di uffici dirigenziali svolgono, su richiesta
degli organi di vertice delle amministrazioni che ne
abbiano interesse, funzioni ispettive, di consulenza,
studio e ricerca o altri incarichi specifici previsti
dall'ordinamento, ivi compresi quelli presso i collegi di
revisione degli enti pubblici in rappresentanza di
amministrazioni ministeriali.
11. Per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per
il ministero degli affari esteri nonche' per le
amministrazioni che esercitano competenze in materia di
difesa e sicurezza dello Stato, di polizia e di giustizia,
la ripartizione delle attribuzioni tra livelli dirigenziali
differenti e' demandata ai rispettivi ordinamenti.
12. Per il personale di cui all'art. 3, comma 1, il
conferimento degli incarichi di funzioni dirigenziali
continuera' ad essere regolato secondo i rispettivi
ordinamenti di settore. Restano ferme le disposizioni di
cui all'art. 2 della legge 10 agosto 2000, n. 246.
12-bis. Le disposizioni del presente articolo
costituiscono norme non derogabili dai contratti o accordi
collettivi."
Si riporta il testo dei commi da 1 a 3 dell'art. 3
della legge 14 gennaio 1994, n. 20 (Disposizioni in materia
di giurisdizione e controllo della Corte dei conti):
"Art. 3. Norme in materia di controllo della Corte dei
conti.
1. Il controllo preventivo di legittimita' della Corte
dei conti si esercita esclusivamente sui seguenti atti non
aventi forza di legge:
a) provvedimenti emanati a seguito di deliberazione del
Consiglio dei Ministri;
b) atti del Presidente del Consiglio dei Ministri e
atti dei Ministri aventi ad oggetto la definizione delle
piante organiche, il conferimento di incarichi di funzioni
dirigenziali e le direttive generali per l'indirizzo e per
lo svolgimento dell'azione amministrativa;
c) atti normativi a rilevanza esterna, atti di
programmazione comportanti spese ed atti generali attuativi
di norme comunitarie;
c-bis) i provvedimenti commissariali adottati in
attuazione delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei
Ministri emanate ai sensi dell' art. 5, comma 2, della
legge 24 febbraio 1992, n. 225;
d) provvedimenti dei comitati interministeriali di
riparto o assegnazione di fondi ed altre deliberazioni
emanate nelle materie di cui alle lettere b) e c);
e) [autorizzazioni alla sottoscrizione dei contratti
collettivi, secondo quanto previsto dall'art. 51 del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 ];
f) provvedimenti di disposizione del demanio e del
patrimonio immobiliare;
f-bis) atti e contratti di cui all'art. 7, comma 6, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni;
f-ter) atti e contratti concernenti studi e consulenze
di cui all'art. 1, comma 9, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266;
g) decreti che approvano contratti delle
amministrazioni dello Stato, escluse le aziende autonome:
attivi, di qualunque importo, ad eccezione di quelli per i
quali ricorra l'ipotesi prevista dall'ultimo comma
dell'art. 19 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440;
di appalto d'opera, se di importo superiore al valore in
ECU stabilito dalla normativa comunitaria per
l'applicazione delle procedure di aggiudicazione dei
contratti stessi; altri contratti passivi, se di importo
superiore ad un decimo del valore suindicato;
h) decreti di variazione del bilancio dello Stato, di
accertamento dei residui e di assenso preventivo del
Ministero del tesoro all'impegno di spese correnti a carico
di esercizi successivi;
i) atti per il cui corso sia stato impartito l'ordine
scritto del Ministro;
l) atti che il Presidente del Consiglio dei Ministri
richieda di sottoporre temporaneamente a controllo
preventivo o che la Corte dei conti deliberi di
assoggettare, per un periodo determinato, a controllo
preventivo in relazione a situazioni di diffusa e ripetuta
irregolarita' rilevate in sede di controllo successivo.
1-bis. Per i controlli previsti dalle lettere f-bis) e
f-ter) del comma 1 e' competente in ogni caso la sezione
centrale del controllo di legittimita'.
2. I provvedimenti sottoposti al controllo preventivo
acquistano efficacia se il competente ufficio di controllo
non ne rimetta l'esame alla sezione del controllo nel
termine di trenta giorni dal ricevimento. Il termine e'
interrotto se l'ufficio richiede chiarimenti o elementi
integrativi di giudizio. Decorsi trenta giorni dal
ricevimento delle controdeduzioni dell'amministrazione, il
provvedimento acquista efficacia se l'ufficio non ne
rimetta l'esame alla sezione del controllo. La sezione del
controllo si pronuncia sulla conformita' a legge entro
trenta giorni dalla data di deferimento dei provvedimenti o
dalla data di arrivo degli elementi richiesti con ordinanza
istruttoria. Decorso questo termine i provvedimenti
divengono esecutivi. [Si applicano le disposizioni di cui
all'art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742].
3. Le sezioni riunite della Corte dei conti possono,
con deliberazione motivata, stabilire che singoli atti di
notevole rilievo finanziario, individuati per categorie ed
amministrazioni statali, siano sottoposti all'esame della
Corte per un periodo determinato. La Corte puo' chiedere il
riesame degli atti entro quindici giorni dalla loro
ricezione, ferma rimanendone l'esecutivita'. Le
amministrazioni trasmettono gli atti adottati a seguito del
riesame alla Corte dei conti, che ove rilevi
illegittimita', ne da' avviso al Ministro."
Si riporta il testo dell'art. 33 del citato decreto
legislativo n. 165 del 2001:
"Art. 33. Eccedenze di personale e mobilita'
collettiva.
1. Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di
soprannumero o rilevino comunque eccedenze di personale, in
relazione alle esigenze funzionali o alla situazione
finanziaria, anche in sede di ricognizione annuale prevista
dall'art. 6, comma 1, terzo e quarto periodo, sono tenute
ad osservare le procedure previste dal presente articolo
dandone immediata comunicazione al Dipartimento della
funzione pubblica.
2. Le amministrazioni pubbliche che non adempiono alla
ricognizione annuale di cui al comma 1 non possono
effettuare assunzioni o instaurare rapporti di lavoro con
qualunque tipologia di contratto pena la nullita' degli
atti posti in essere.
3. La mancata attivazione delle procedure di cui al
presente articolo da parte del dirigente responsabile e'
valutabile ai fini della responsabilita' disciplinare.
4. Nei casi previsti dal comma 1 del presente articolo
il dirigente responsabile deve dare un'informativa
preventiva alle rappresentanze unitarie del personale e
alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto
collettivo nazionale del comparto o area.
5. Trascorsi dieci giorni dalla comunicazione di cui al
comma 4, l'amministrazione applica l'art. 72, comma 11, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in
subordine, verifica la ricollocazione totale o parziale del
personale in situazione di soprannumero o di eccedenza
nell'ambito della stessa amministrazione, anche mediante il
ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro
o a contratti di solidarieta', ovvero presso altre
amministrazioni, previo accordo con le stesse, comprese
nell'ambito della regione tenuto anche conto di quanto
previsto dall'art. 1, comma 29, del decreto-legge 13 agosto
2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148, nonche' del comma 6.
6. I contratti collettivi nazionali possono stabilire
criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto
delle caratteristiche del comparto, la gestione delle
eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad
altre amministrazioni al di fuori del territorio regionale
che, in relazione alla distribuzione territoriale delle
amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro,
sia stabilito dai contratti collettivi nazionali. Si
applicano le disposizioni dell'art. 30.
7. Trascorsi novanta giorni dalla comunicazione di cui
al comma 4 l'amministrazione colloca in disponibilita' il
personale che non sia possibile impiegare diversamente
nell'ambito della medesima amministrazione e che non possa
essere ricollocato presso altre amministrazioni nell'ambito
regionale, ovvero che non abbia preso servizio presso la
diversa amministrazione secondo gli accordi di mobilita'.
8. Dalla data di collocamento in disponibilita' restano
sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di
lavoro e il lavoratore ha diritto ad un'indennita' pari
all'80 per cento dello stipendio e dell'indennita'
integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro
emolumento retributivo comunque denominato, per la durata
massima di ventiquattro mesi. I periodi di godimento
dell'indennita' sono riconosciuti ai fini della
determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e
della misura della stessa. E' riconosciuto altresi' il
diritto all'assegno per il nucleo familiare di cui all'art.
2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con
modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153."
Si riporta il testo dell'art. 24 del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la
crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti
pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214:
"Art. 24 Disposizioni in materia di trattamenti
pensionistici
1. Le disposizioni del presente articolo sono dirette a
garantire il rispetto, degli impegni internazionali e con
l'Unione europea, dei vincoli di bilancio, la stabilita'
economico-finanziaria e a rafforzare la sostenibilita' di
lungo periodo del sistema pensionistico in termini di
incidenza della spesa previdenziale sul prodotto interno
lordo, in conformita' dei seguenti principi e criteri:
a) equita' e convergenza intragenerazionale e
intergenerazionale, con abbattimento dei privilegi e
clausole derogative soltanto per le categorie piu' deboli;
b) flessibilita' nell'accesso ai trattamenti
pensionistici anche attraverso incentivi alla prosecuzione
della vita lavorativa;
c) adeguamento dei requisiti di accesso alle variazioni
della speranza di vita; semplificazione, armonizzazione ed
economicita' dei profili di funzionamento delle diverse
gestioni previdenziali.
2. A decorrere dal 1° gennaio 2012, con riferimento
alle anzianita' contributive maturate a decorrere da tale
data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianita'
e' calcolata secondo il sistema contributivo.
3. Il lavoratore che maturi entro il 31 dicembre 2011 i
requisiti di eta' e di anzianita' contributiva, previsti
dalla normativa vigente, prima della data di entrata in
vigore del presente decreto, ai fini del diritto
all'accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico
di vecchiaia o di anzianita', consegue il diritto alla
prestazione pensionistica secondo tale normativa e puo'
chiedere all'ente di appartenenza la certificazione di tale
diritto. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento
ai soggetti che, nei regimi misto e contributivo, maturano
i requisiti a partire dalla medesima data, le pensioni di
vecchiaia, di vecchiaia anticipata e di anzianita' sono
sostituite, dalle seguenti prestazioni:
a) «pensione di vecchiaia», conseguita esclusivamente
sulla base dei requisiti di cui ai commi 6 e 7, salvo
quanto stabilito ai commi 14, 15-bis e 18;
b) «pensione anticipata», conseguita esclusivamente
sulla base dei requisiti di cui ai commi 10 e 11, salvo
quanto stabilito ai commi 14, 15-bis, 17 e 18.
4. Per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione e'
liquidata a carico dell'Assicurazione Generale Obbligatoria
(di seguito AGO) e delle forme esclusive e sostitutive
della medesima, nonche' della gestione separata di cui
all'art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, la
pensione di vecchiaia si puo' conseguire all'eta' in cui
operano i requisiti minimi previsti dai successivi commi.
Il proseguimento dell'attivita' lavorativa e' incentivato,
fermi restando i limiti ordinamentali dei rispettivi
settori di appartenenza, dall'operare dei coefficienti di
trasformazione calcolati fino all'eta' di settant'anni,
fatti salvi gli adeguamenti alla speranza di vita, come
previsti dall'art. 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni. Nei
confronti dei lavoratori dipendenti, l'efficacia delle
disposizioni di cui all'art. 18 della legge 20 maggio 1970,
n. 300 e successive modificazioni opera fino al
conseguimento del predetto limite massimo di flessibilita'.
5. Con riferimento esclusivamente ai soggetti che a
decorrere dal 1° gennaio 2012 maturano i requisiti per il
pensionamento indicati ai commi da 6 a 11 del presente
articolo non trovano applicazione le disposizioni di cui
all'art. 12, commi 1 e 2 del decreto-legge 31 maggio 2010,
n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, e
le disposizioni di cui all'art. 1, comma 21, primo periodo
del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.
6. Relativamente ai soggetti di cui al comma 5, al fine
di conseguire una convergenza verso un requisito uniforme
per il conseguimento del diritto al trattamento
pensionistico di vecchiaia tra uomini e donne e tra
lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, a decorrere
dal 1° gennaio 2012 i requisiti anagrafici per l'accesso
alla pensione di vecchiaia sono ridefiniti nei termini di
seguito indicati:
a) 62 anni per le lavoratrici dipendenti la cui
pensione e' liquidata a carico dell'AGO e delle forme
sostitutive della medesima. Tale requisito anagrafico e'
fissato a 63 anni e sei mesi a decorrere dal 1° gennaio
2014, a 65 anni a decorrere dal 1° gennaio 2016 e 66 anni a
decorrere dal 1° gennaio 2018. Resta in ogni caso ferma la
disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al
sistema pensionistico agli incrementi della speranza di
vita ai sensi dell'art. 12 del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122;
b) 63 anni e 6 mesi per le lavoratrici autonome la cui
pensione e' liquidata a carico dell'assicurazione generale
obbligatoria, nonche' della gestione separata di cui
all'art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
Tale requisito anagrafico e' fissato a 64 anni e 6 mesi a
decorrere dal 1° gennaio 2014, a 65 anni e 6 mesi a
decorrere dal 1° gennaio 2016 e a 66 anni a decorrere dal
1° gennaio 2018. Resta in ogni caso ferma la disciplina di
adeguamento dei requisiti di accesso al sistema
pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai
sensi dell'art. 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122;
c) per i lavoratori dipendenti e per le lavoratrici
dipendenti di cui all'art. 22-ter, comma 1, del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e
successive modificazioni e integrazioni, la cui pensione e'
liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria
e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima il
requisito anagrafico di sessantacinque anni per l'accesso
alla pensione di vecchiaia nel sistema misto e il requisito
anagrafico di sessantacinque anni di cui all'art. 1, comma
6, lettera b), della legge 23 agosto 2004, n. 243, e
successive modificazioni, e' determinato in 66 anni;
d) per i lavoratori autonomi la cui pensione e'
liquidata a carico dell'assicurazione generale
obbligatoria, nonche' della gestione separata di cui
all'art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, il
requisito anagrafico di sessantacinque anni per l'accesso
alla pensione di vecchiaia nel sistema misto e il requisito
anagrafico di sessantacinque anni di cui all'art. 1, comma
6, lettera b), della legge 23 agosto 2004, n. 243, e
successive modificazioni, e' determinato in 66 anni.
7. Il diritto alla pensione di vecchiaia di cui al
comma 6 e' conseguito in presenza di un'anzianita'
contributiva minima pari a 20 anni, a condizione che
l'importo della pensione risulti essere non inferiore, per
i lavoratori con riferimento ai quali il primo accredito
contributivo decorre successivamente al 1° gennaio 1996, a
1,5 volte l'importo dell'assegno sociale di cui all'art. 3,
comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Il predetto
importo soglia pari, per l'anno 2012, a 1,5 volte l'importo
dell'assegno sociale di cui all'art. 3, comma 6, della
legge 8 agosto 1995, n. 335, e' annualmente rivalutato
sulla base della variazione media quinquennale del prodotto
interno lordo (PIL) nominale, appositamente calcolata
dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), con
riferimento al quinquennio precedente l'anno da rivalutare.
In occasione di eventuali revisioni della serie storica del
PIL operate dall'ISTAT, i tassi di variazione da
considerare sono quelli relativi alla serie preesistente
anche per l'anno in cui si verifica la revisione e quelli
relativi alla nuova serie per gli anni successivi. Il
predetto importo soglia non puo' in ogni caso essere
inferiore, per un dato anno, a 1,5 volte l'importo mensile
dell'assegno sociale stabilito per il medesimo anno. Si
prescinde dal predetto requisito di importo minimo se in
possesso di un'eta' anagrafica pari a settant'anni, ferma
restando un'anzianita' contributiva minima effettiva di
cinque anni. Fermo restando quanto previsto dall'art. 2 del
decreto-legge 28 settembre 2001, n. 355, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 novembre 2001, n. 417,
all'art. 1, comma 23 della legge 8 agosto 1995, n. 335, le
parole «, ivi comprese quelle relative ai requisiti di
accesso alla prestazione di cui al comma 19,» sono
soppresse.
8. A decorrere dal 1° gennaio 2018 il requisito
anagrafico per il conseguimento dell'assegno di cui
all'art. 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335 e
delle prestazioni di cui all'art. 10 della legge 26 maggio
1970, n. 381, e all'art. 19 della legge 30 marzo 1971, n.
118, e' incrementato di un anno.
9. Per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione e'
liquidata a carico dell'AGO e delle forme esclusive e
sostitutive della medesima, nonche' della gestione separata
di cui all'art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.
335, i requisiti anagrafici per l'accesso alla pensione di
vecchiaia di cui al comma 6 del presente articolo devono
essere tali da garantire un'eta' minima di accesso al
trattamento pensionistico non inferiore a 67 anni per i
soggetti, in possesso dei predetti requisiti, che maturano
il diritto alla prima decorrenza utile del pensionamento
dall'anno 2021. Qualora, per effetto degli adeguamenti dei
predetti requisiti agli incrementi della speranza di vita
ai sensi dell'art. 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122, e successive modificazioni, la predetta eta'
minima di accesso non fosse assicurata, sono ulteriormente
incrementati gli stessi requisiti, con lo stesso decreto
direttoriale di cui al citato art. 12, comma 12-bis, da
emanare entro il 31 dicembre 2019, al fine di garantire,
per i soggetti, in possesso dei predetti requisiti, che
maturano il diritto alla prima decorrenza utile del
pensionamento dall'anno 2021, un'eta' minima di accesso al
trattamento pensionistico comunque non inferiore a 67 anni.
Resta ferma la disciplina di adeguamento dei requisiti di
accesso al sistema pensionistico agli incrementi della
speranza di vita ai sensi dell'art. 12 del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla
legge 30 luglio 2010, n. 122, per gli adeguamenti
successivi a quanto previsto dal secondo periodo del
presente comma. L'art. 5 della legge 12 novembre 2011, n.
183 e' abrogato.
10. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento
ai soggetti la cui pensione e' liquidata a carico dell'AGO
e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima,
nonche' della gestione separata di cui all'art. 2, comma
26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che maturano i
requisiti a partire dalla medesima data l'accesso alla
pensione anticipata ad eta' inferiori ai requisiti
anagrafici di cui al comma 6 e' consentito esclusivamente
se risulta maturata un'anzianita' contributiva di 42 anni e
1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, con
riferimento ai soggetti che maturano i requisiti nell'anno
2012. Tali requisiti contributivi sono aumentati di un
ulteriore mese per l'anno 2013 e di un ulteriore mese a
decorrere dall'anno 2014. Sulla quota di trattamento
relativa alle anzianita' contributive maturate
antecedentemente il 1° gennaio 2012, e' applicata una
riduzione percentuale pari ad 1 punto percentuale per ogni
anno di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto
all'eta' di 62 anni; tale percentuale annua e' elevata a 2
punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo
rispetto a due anni. Nel caso in cui l'eta' al
pensionamento non sia intera la riduzione percentuale e'
proporzionale al numero di mesi.
11. Fermo restando quanto previsto dal comma 10, per i
lavoratori con riferimento ai quali il primo accredito
contributivo decorre successivamente al 1° gennaio 1996 il
diritto alla pensione anticipata, previa risoluzione del
rapporto di lavoro, puo' essere conseguito, altresi', al
compimento del requisito anagrafico di sessantatre anni, a
condizione che risultino versati e accreditati in favore
dell'assicurato almeno venti anni di contribuzione
effettiva e che l'ammontare mensile della prima rata di
pensione risulti essere non inferiore ad un importo soglia
mensile, annualmente rivalutato sulla base della variazione
media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL)
nominale, appositamente calcolata dall'Istituto nazionale
di statistica (ISTAT), con riferimento al quinquennio
precedente l'anno da rivalutare, pari per l'anno 2012 a 2,8
volte l'importo mensile dell'assegno sociale di cui
all'art. 3, commi 6 e 7 della legge 8 agosto 1995, n. 335,
e successive modificazioni e integrazioni. In occasione di
eventuali revisioni della serie storica del PIL operate
dall'ISTAT i tassi di variazione da considerare sono quelli
relativi alla serie preesistente anche per l'anno in cui si
verifica la revisione e quelli relativi alla nuova serie
per gli anni successivi. Il predetto importo soglia mensile
non puo' in ogni caso essere inferiore, per un dato anno, a
2,8 volte l'importo mensile dell'assegno sociale stabilito
per il medesimo anno.
12. A tutti i requisiti anagrafici previsti dal
presente decreto per l'accesso attraverso le diverse
modalita' ivi stabilite al pensionamento, nonche' al
requisito contributivo di cui al comma 10, trovano
applicazione gli adeguamenti alla speranza di vita di cui
all'art. 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122, e successive modificazioni e integrazioni; al
citato articolo sono conseguentemente apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 12-bis dopo le parole "e all'art. 3, comma
6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive
modificazioni," aggiungere le seguenti: "e il requisito
contributivo ai fini del conseguimento del diritto
all'accesso al pensionamento indipendentemente dall'eta'
anagrafica";
b) al comma 12-ter alla lettera a) le parole "i
requisiti di eta'" sono sostituite dalle seguenti: "i
requisiti di eta' e di anzianita' contributiva";
c) al comma 12-quater, al primo periodo, e' soppressa,
alla fine, la parola "anagrafici".
13. Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di
vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1°
gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo
le modalita' previste dall'art. 12 del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla
legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e
integrazioni. A partire dalla medesima data i riferimenti
al triennio, di cui al comma 12-ter dell'art. 12 del citato
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e
successive modificazioni e integrazioni, devono riferirsi
al biennio.
14. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso
e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di
entrata in vigore del presente decreto continuano ad
applicarsi ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31
dicembre 2011, ai soggetti di cui all'art. 1, comma 9 della
legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni e
integrazioni, nonche' nei limiti delle risorse stabilite ai
sensi del comma 15 e sulla base della procedura ivi
disciplinata, ancorche' maturino i requisiti per l'accesso
al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:
a) ai lavoratori collocati in mobilita' ai sensi degli
articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e
successive modificazioni, sulla base di accordi sindacali
stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011 e che maturano i
requisiti per il pensionamento entro il periodo di
fruizione dell'indennita' di mobilita' di cui all'art. 7,
commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
b) ai lavoratori collocati in mobilita' lunga ai sensi
dell'art. 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n.
223, e successive modificazioni e integrazioni, per effetto
di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011;
c) ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011,
sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei
fondi di solidarieta' di settore di cui all'art. 2, comma
28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonche' ai
lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi
collettivi stipulati entro la medesima data il diritto di
accesso ai predetti fondi di solidarieta'; in tale secondo
caso gli interessati restano tuttavia a carico dei fondi
medesimi fino al compimento di almeno 60 anni di eta',
ancorche' maturino prima del compimento della predetta eta'
i requisiti per l'accesso al pensionamento previsti prima
della data di entrata in vigore del presente decreto;
d) ai lavoratori che, antecedentemente alla data del 4
dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione
volontaria della contribuzione;
e) ai lavoratori che alla data del 4 dicembre 2011
hanno in corso l'istituto dell'esonero dal servizio di cui
all'art. 72, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito con modificazioni con legge 6 agosto 2008,
n. 133; ai fini della presente lettera, l'istituto
dell'esonero si considera comunque in corso qualora il
provvedimento di concessione sia stato emanato prima del 4
dicembre 2011; dalla data di entrata in vigore del presente
decreto sono abrogati i commi da 1 a 6 dell' art. 72 del
citato decreto-legge n. 112 del 2008, che continuano a
trovare applicazione per i lavoratori di cui alla presente
lettera. Sono altresi' disapplicate le disposizioni
contenute in leggi regionali recanti discipline analoghe a
quelle dell'istituto dell'esonero dal servizio;
e-bis) ai lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011
risultano essere in congedo per assistere figli con
disabilita' grave ai sensi dell'art. 42, comma 5, del testo
unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151,
i quali maturino, entro ventiquattro mesi dalla data di
inizio del predetto congedo, il requisito contributivo per
l'accesso al pensionamento indipendentemente dall'eta'
anagrafica di cui all'art. 1, comma 6, lettera a), della
legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni.
15. Con decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, da adottare entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto sono definite le modalita' di
attuazione del comma 14, ivi compresa la determinazione del
limite massimo numerico dei soggetti interessati ai fini
della concessione del beneficio di cui al comma 14 nel
limite delle risorse predeterminate in 245 milioni di euro
per l'anno 2013, 635 milioni di euro per l'anno 2014, 1.040
milioni di euro per l'anno 2015, 1.220 milioni di euro per
l'anno 2016, 1.030 milioni di euro per l'anno 2017, 610
milioni di euro per l'anno 2018 e 300 milioni di euro per
l'anno 2019. Gli enti gestori di forme di previdenza
obbligatoria provvedono al monitoraggio, sulla base della
data di cessazione del rapporto di lavoro o dell'inizio del
periodo di esonero di cui alla lettera e) del comma 14,
delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di
cui al comma 14 che intendono avvalersi dei requisiti di
accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della
data di entrata in vigore del presente decreto. Qualora dal
predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del limite
numerico delle domande di pensione determinato ai sensi del
primo periodo del presente comma, i predetti enti non
prenderanno in esame ulteriori domande di pensionamento
finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dalla
disposizione di cui al comma 14. Nell'ambito del predetto
limite numerico sono computati anche i lavoratori che
intendono avvalersi, qualora ne ricorrano i necessari
presupposti e requisiti, congiuntamente del beneficio di
cui al comma 14 del presente articolo e di quello relativo
al regime delle decorrenze disciplinato dall' art. 12,
comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122, e successive modificazioni, per il quale risultano
comunque computati nel relativo limite numerico di cui al
predetto art. 12, comma 5, afferente al beneficio
concernente il regime delle decorrenze. Resta fermo che, in
ogni caso, ai soggetti di cui al presente comma che
maturano i requisiti dal 1° gennaio 2012 trovano comunque
applicazione le disposizioni di cui al comma 12 del
presente articolo.
15-bis. In via eccezionale, per i lavoratori dipendenti
del settore privato le cui pensioni sono liquidate a carico
dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme
sostitutive della medesima:
a) i lavoratori che abbiano maturato un'anzianita'
contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 i
quali avrebbero maturato, prima dell'entrata in vigore del
presente decreto, i requisiti per il trattamento
pensionistico entro il 31 dicembre 2012 ai sensi della
tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e
successive modificazioni, possono conseguire il trattamento
della pensione anticipata al compimento di un'eta'
anagrafica non inferiore a 64 anni;
b) le lavoratrici possono conseguire il trattamento di
vecchiaia oltre che, se piu' favorevole, ai sensi del comma
6, lettera a), con un'eta' anagrafica non inferiore a 64
anni qualora maturino entro il 31 dicembre 2012
un'anzianita' contributiva di almeno 20 anni e alla
medesima data conseguano un'eta' anagrafica di almeno 60
anni.
16. Con il decreto direttoriale previsto, ai sensi
dell'art. 1, comma 11 della legge 8 agosto 1995, n. 335,
come modificato dall'art. 1, comma 15, della legge 24
dicembre 2007, n. 247, ai fini dell'aggiornamento triennale
del coefficiente di trasformazione di cui all'art. 1, comma
6, della predetta legge n. 335 del 1995, in via derogatoria
a quanto previsto all'art. 12, comma 12-quinquies del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con
modificazioni con legge 30 luglio 2010, n. 122, e
successive modificazioni e integrazioni, con effetto dal 1°
gennaio 2013 lo stesso coefficiente di trasformazione e'
esteso anche per le eta' corrispondenti a valori fino a 70.
Il predetto valore di 70 anni e' adeguato agli incrementi
della speranza di vita nell'ambito del procedimento gia'
previsto per i requisiti del sistema pensionistico
dall'art. 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122, e successive modificazioni e integrazioni, e,
conseguentemente, ogniqualvolta il predetto adeguamento
triennale comporta, con riferimento al valore
originariamente indicato in 70 anni per l'anno 2012,
l'incremento dello stesso tale da superare di una o piu'
unita' il predetto valore di 70, il coefficiente di
trasformazione di cui al comma 6 dell'art. 1 della legge 8
agosto 1995, n. 335, e' esteso, con effetto dalla
decorrenza di tale determinazione, anche per le eta'
corrispondenti a tali valori superiori a 70 nell'ambito
della medesima procedura di cui all'art. 1, comma 11, della
citata legge n. 335 del 1995. Resta fermo che la
rideterminazione aggiornata del coefficiente di
trasformazione esteso ai sensi del presente comma anche per
eta' corrispondenti a valori superiori a 70 anni e'
effettuata con la predetta procedura di cui all'art. 1,
comma 11, della citata legge n. 335 del 1995. Al fine di
uniformare la periodicita' temporale della procedura di cui
all'art. 1, comma 11 della citata legge 8 agosto 1995, n.
335 e successive modificazioni e integrazioni,
all'adeguamento dei requisiti di cui al comma 12-ter
dell'art. 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, gli
aggiornamenti dei coefficienti di trasformazione in
rendita, successivi a quello decorrente dal 1° gennaio 2019
sono effettuati con periodicita' biennale.
17. Ai fini del riconoscimento della pensione
anticipata, ferma restando la possibilita' di conseguire la
stessa ai sensi dei commi 10 e 11 del presente articolo,
per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e
pesanti, a norma dell' art. 1 della legge 4 novembre 2010,
n. 183, all' art. 1 del decreto legislativo 21 aprile 2011,
n. 67, sono apportate le seguenti modificazioni:
- al comma 5, le parole "2008-2012" sono sostituite
dalle seguenti: "2008-2011" e alla lettera d) del medesimo
comma 5 le parole "per gli anni 2011 e 2012" sono
sostituite dalle seguenti: "per l'anno 2011";
- al comma 4, la parola "2013" e' sostituita dalla
seguente: "2012" e le parole: "con un'eta' anagrafica
ridotta di tre anni ed una somma di eta' anagrafica e
anzianita' contributiva ridotta di tre unita' rispetto ai
requisiti previsti dalla Tabella B" sono sostituite dalle
seguenti: "con i requisiti previsti dalla Tabella B";
- al comma 6 le parole "dal 1° luglio 2009" e "ai commi
4 e 5" sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: "dal
1° luglio 2009 al 31 dicembre 2011" e "al comma 5";
- dopo il comma 6 e' inserito il seguente comma:
"6-bis. Per i lavoratori che prestano le attivita' di
cui al comma 1, lettera b), numero 1), per un numero di
giorni lavorativi annui inferiori a 78 e che maturano i
requisiti per l'accesso anticipato dal 1° gennaio 2012, il
requisito anagrafico e il valore somma di cui alla Tabella
B di cui all'allegato 1 della legge n. 247 del 2007:
a) sono incrementati rispettivamente di due anni e di
due unita' per coloro che svolgono le predette attivita'
per un numero di giorni lavorativi all'anno da 64 a 71;
b) sono incrementati rispettivamente di un anno e di
una unita' per coloro che svolgono le predette attivita'
lavorative per un numero di giorni lavorativi all'anno da
72 a 77.";
- al comma 7 le parole "comma 6" sono sostituite dalle
seguenti: "commi 6 e 6-bis".
17-bis. Per i lavoratori di cui al comma 17 non si
applicano le disposizioni di cui al comma 5 del presente
articolo e continuano a trovare applicazione, per i
soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento dal
1° gennaio 2012 ai sensi del citato decreto legislativo n.
67 del 2011, come modificato dal comma 17 del presente
articolo, le disposizioni di cui all'art. 12, comma 2 del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e
successive modificazioni e integrazioni.
18. Allo scopo di assicurare un processo di incremento
dei requisiti minimi di accesso al pensionamento anche ai
regimi pensionistici e alle gestioni pensionistiche per cui
siano previsti, alla data di entrata in vigore del presente
decreto, requisiti diversi da quelli vigenti
nell'assicurazione generale obbligatoria, ivi compresi
quelli relativi ai lavoratori di cui all'art. 78, comma 23,
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e al personale di cui
al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, di cui alla
legge 27 dicembre 1941, n. 1570, nonche' ai rispettivi
dirigenti, con regolamento da emanare entro il 30 giugno
2012, ai sensi dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto
1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono
adottate le relative misure di armonizzazione dei requisiti
di accesso al sistema pensionistico, tenendo conto delle
obiettive peculiarita' ed esigenze dei settori di attivita'
nonche' dei rispettivi ordinamenti. Fermo restando quanto
indicato al comma 3, primo periodo, le disposizioni di cui
al presente articolo si applicano anche ai lavoratori
iscritti al Fondo speciale istituito presso l'INPS ai sensi
dell'art. 43 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
19. All'art. 1, comma 1, del decreto legislativo 2
febbraio 2006, n. 42, e successive modificazioni e
integrazioni, con effetto dal 1° gennaio 2012 le parole ",
di durata non inferiore a tre anni," sono soppresse.
20. Resta fermo che l'attuazione delle disposizioni di
cui all'art. 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito con modificazioni con legge 6 agosto 2008, n.
133, e successive modificazioni e integrazioni, con
riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il
pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2012, tiene conto
della rideterminazione dei requisiti di accesso al
pensionamento come disciplinata dal presente articolo. Al
fine di agevolare il processo di riduzione degli assetti
organizzativi delle pubbliche amministrazioni, restano,
inoltre, salvi i provvedimenti di collocamento a riposo per
raggiungimento del limite di eta' gia' adottati, prima
della data di entrata in vigore del presente decreto, nei
confronti dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di
cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, anche se aventi effetto successivamente al 1°
gennaio 2012.
21. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e fino al 31
dicembre 2017 e' istituito un contributo di solidarieta' a
carico degli iscritti e dei pensionati delle gestioni
previdenziali confluite nel Fondo pensioni lavoratori
dipendenti e del Fondo di previdenza per il personale di
volo dipendente da aziende di navigazione aerea, allo scopo
di determinare in modo equo il concorso dei medesimi al
riequilibrio dei predetti fondi. L'ammontare della misura
del contributo e' definita dalla Tabella A di cui
all'Allegato n. 1 del presente decreto-legge ed e'
determinata in rapporto al periodo di iscrizione
antecedente l'armonizzazione conseguente alla legge 8
agosto 1995, n. 335, e alla quota di pensione calcolata in
base ai parametri piu' favorevoli rispetto al regime
dell'assicurazione generale obbligatoria. Sono escluse
dall'assoggettamento al contributo le pensioni di importo
pari o inferiore a 5 volte il trattamento minimo INPS, le
pensioni e gli assegni di invalidita' e le pensioni di
inabilita'. Per le pensioni a carico del Fondo di
previdenza per il personale di volo dipendente da aziende
di navigazione aerea l'imponibile di riferimento e' al
lordo della quota di pensione capitalizzata al momento del
pensionamento. A seguito dell'applicazione del predetto
contributo sui trattamenti pensionistici, il trattamento
pensionistico medesimo, al netto del contributo di
solidarieta' complessivo non puo' essere comunque inferiore
a 5 volte il trattamento minimo.
22. Con effetto dal 1° gennaio 2012 le aliquote
contributive pensionistiche di finanziamento e di computo
delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e
commercianti iscritti alle gestioni autonome dell'INPS sono
incrementate di 1,3 punti percentuali dall'anno 2012 e
successivamente di 0,45 punti percentuali ogni anno fino a
raggiungere il livello del 24 per cento.
23. Con effetto dal 1° gennaio 2012 le aliquote
contributive pensionistiche di finanziamento e di computo
dei lavoratori coltivatori diretti, mezzadri e coloni
iscritti alla relativa gestione autonoma dell'INPS sono
rideterminate come nelle Tabelle B e C di cui all'Allegato
n. 1 del presente decreto.
24. In considerazione dell'esigenza di assicurare
l'equilibrio finanziario delle rispettive gestioni in
conformita' alle disposizioni di cui al decreto legislativo
30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10
febbraio 1996, n. 103, gli enti e le forme gestorie di cui
ai predetti decreti adottano, nell'esercizio della loro
autonomia gestionale, entro e non oltre il 30 settembre
2012, misure volte ad assicurare l'equilibrio tra entrate
contributive e spesa per prestazioni pensionistiche secondo
bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquanta
anni. Le delibere in materia sono sottoposte
all'approvazione dei Ministeri vigilanti secondo le
disposizioni di cui ai predetti decreti; essi si esprimono
in modo definitivo entro trenta giorni dalla ricezione di
tali delibere. Decorso il termine del 30 settembre 2012
senza l'adozione dei previsti provvedimenti, ovvero nel
caso di parere negativo dei Ministeri vigilanti, si
applicano, con decorrenza dal 1° gennaio 2012:
a) le disposizioni di cui al comma 2 del presente
articolo sull'applicazione del pro-rata agli iscritti alle
relative gestioni;
b) un contributo di solidarieta', per gli anni 2012 e
2013, a carico dei pensionati nella misura dell'1 per
cento.
25. In considerazione della contingente situazione
finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti
pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall' art.
34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e'
riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai
trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre
volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per
cento. Per le pensioni di importo superiore a tre volte il
trattamento minimo INPS e inferiore a tale limite
incrementato della quota di rivalutazione automatica
spettante ai sensi del presente comma, l'aumento di
rivalutazione e' comunque attribuito fino a concorrenza del
predetto limite maggiorato. Il comma 3 dell' art. 18 del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e'
abrogato.
26. A decorrere dal 1° gennaio 2012, ai professionisti
iscritti alla gestione separata di cui all'art. 2, comma
26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di
pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali
obbligatorie sono estese le tutele di cui all'art. 1, comma
788 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
27. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e' istituito un Fondo per il finanziamento di
interventi a favore dell'incremento in termini quantitativi
e qualitativi dell'occupazione giovanile e delle donne. Il
Fondo e' finanziato per l'anno 2012 con 200 milioni di
euro, con 300 milioni di euro annui per ciascuno degli anni
2013 e 2014 e con 240 milioni di euro per l'anno 2015. Con
decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
sono definiti i criteri e le modalita' istitutive del
predetto Fondo.
27-bis. L'autorizzazione di spesa di cui all' art. 10,
comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre
2004, n. 307, e' ridotta di 500.000 euro per l'anno 2013.
28. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
costituisce, senza oneri aggiuntivi per la finanza
pubblica, una Commissione composta da esperti e da
rappresentanti di enti gestori di previdenza obbligatoria
nonche' di Autorita' di vigilanza operanti nel settore
previdenziale, al fine di valutare, entro il 31 dicembre
2012, nel rispetto degli equilibri programmati di finanza
pubblica e delle compatibilita' finanziarie del sistema
pensionistico nel medio/lungo periodo, possibili ed
ulteriori forme di gradualita' nell'accesso al trattamento
pensionistico determinato secondo il metodo contributivo
rispetto a quelle previste dal presente decreto. Tali forme
devono essere funzionali a scelte di vita individuali,
anche correlate alle dinamiche del mercato del lavoro,
fermo restando il rispetto del principio dell'adeguatezza
della prestazione pensionistica. Analogamente, e sempre nel
rispetto degli equilibri e compatibilita' succitati,
saranno analizzate, entro il 31 dicembre 2012, eventuali
forme di decontribuzione parziale dell'aliquota
contributiva obbligatoria verso schemi previdenziali
integrativi in particolare a favore delle giovani
generazioni, di concerto con gli enti gestori di previdenza
obbligatoria e con le Autorita' di vigilanza operanti nel
settore della previdenza.
29. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
elabora annualmente, unitamente agli enti gestori di forme
di previdenza obbligatoria, un programma coordinato di
iniziative di informazione e di educazione previdenziale. A
cio' concorrono la comunicazione da parte degli enti
gestori di previdenza obbligatoria circa la posizione
previdenziale di ciascun iscritto e le attivita' di
comunicazione e promozione istruite da altre Autorita'
operanti nel settore della previdenza. I programmi dovranno
essere tesi a diffondere la consapevolezza, in particolare
tra le giovani generazioni, della necessita'
dell'accantonamento di risorse a fini previdenziali, in
funzione dell'assolvimento del disposto dell'art. 38 della
Costituzione. A dette iniziative si provvede attraverso le
risorse umane e strumentali previste a legislazione
vigente.
30. Il Governo promuove, entro il 31 dicembre 2011,
l'istituzione di un tavolo di confronto con le parti
sociali al fine di riordinare il sistema degli
ammortizzatori sociali e degli istituti di sostegno al
reddito e della formazione continua.
31. Alla quota delle indennita' di fine rapporto di cui
all'art. 17, comma 1, lettere a) e c), del testo unico
delle imposte sui redditi (TUIR), approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
erogate in denaro e in natura, di importo complessivamente
eccedente euro 1.000.000 non si applica il regime di
tassazione separata di cui all'art. 19 del medesimo TUIR.
Tale importo concorre alla formazione del reddito
complessivo. Le disposizioni del presente comma si
applicano in ogni caso a tutti i compensi e indennita' a
qualsiasi titolo erogati agli amministratori delle societa'
di capitali. In deroga all'art. 3 della legge 27 luglio
2000, n. 212, le disposizioni di cui al presente comma si
applicano con riferimento alle indennita' ed ai compensi il
cui diritto alla percezione e' sorto a decorrere dal 1°
gennaio 2011.
31-bis. Al primo periodo del comma 22-bis dell' art. 18
del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo le
parole: «eccedente 150.000 euro» sono inserite le seguenti:
«e al 15 per cento per la parte eccedente 200.000 euro»."
Si riporta il testo del comma 11 dell'art. 72 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti
per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e
la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133:
"11. Per gli anni 2009, 2010 e 2011, le pubbliche
amministrazioni di cui all' art. 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, possono, a decorrere dal compimento
dell'anzianita' massima contributiva di quaranta anni del
personale dipendente, nell'esercizio dei poteri di cui all'
art. 5 del citato decreto legislativo n. 165 del 2001,
risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro e il
contratto individuale, anche del personale dirigenziale,
con un preavviso di sei mesi, fermo restando quanto
previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenza
dei trattamenti pensionistici. Con appositi decreti del
Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, previa deliberazione del Consiglio
dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, di concerto con i Ministri
dell'economia e delle finanze, dell'interno, della difesa e
degli affari esteri, sono definiti gli specifici criteri e
le modalita' applicative dei principi della disposizione di
cui al presente comma relativamente al personale dei
comparti sicurezza, difesa ed esteri, tenendo conto delle
rispettive peculiarita' ordinamentali. Le disposizioni di
cui al presente comma si applicano anche nei confronti dei
soggetti che abbiano beneficiato dell' art. 3, comma 57,
della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive
modificazioni. Le disposizioni di cui al presente comma non
si applicano ai magistrati, ai professori universitari e ai
dirigenti medici responsabili di struttura complessa."
Si riporta il testo dei commi 22 e 23 dell'art. 1 del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure
urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo
sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148:
"22. Con effetto dalla data di entrata in vigore del
presente decreto e con riferimento ai soggetti che maturano
i requisiti per il pensionamento a decorrere dalla predetta
data all'art. 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79,
convertito con modificazioni con legge 28 maggio 1997, n.
140, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2 le parole "decorsi sei mesi dalla
cessazione del rapporto di lavoro." sono sostituite dalle
seguenti: "decorsi ventiquattro mesi dalla cessazione del
rapporto di lavoro e, nei casi di cessazione dal servizio
per raggiungimento dei limiti di eta' o di servizio
previsti dagli ordinamenti di appartenenza, per
collocamento a riposo d'ufficio a causa del raggiungimento
dell'anzianita' massima di servizio prevista dalle norme di
legge o di regolamento applicabili nell'amministrazione,
decorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.";
b) al comma 5 sono soppresse le seguenti parole: "per
raggiungimento dei limiti di eta' o di servizio previsti
dagli ordinamenti di appartenenza, per collocamento a
riposo d'ufficio a causa del raggiungimento dell'anzianita'
massima di servizio prevista dalle norme di legge o di
regolamento applicabili nell'amministrazione.
23. Resta ferma l'applicazione della disciplina vigente
prima dell'entrata in vigore del comma 22 per i soggetti
che hanno maturato i requisiti per il pensionamento prima
della data di entrata in vigore del presente decreto e,
limitatamente al personale per il quale la decorrenza del
trattamento pensionistico e' disciplinata in base al comma
9 dell'art. 59 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e
successive modificazioni ed integrazioni, per i soggetti
che hanno maturato i requisiti per il pensionamento entro
il 31 dicembre 2011."
Si riporta il testo dell'art. 28-bis del citato decreto
legislativo n. 165 del 2001:
"Art. 28-bis. Accesso alla qualifica di dirigente della
prima fascia.
1. Fermo restando quanto previsto dall'art. 19, comma
4, l'accesso alla qualifica di dirigente di prima fascia
nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento
autonomo, e negli enti pubblici non economici avviene, per
il cinquanta per cento dei posti, calcolati con riferimento
a quelli che si rendono disponibili ogni anno per la
cessazione dal servizio dei soggetti incaricati, tramite
concorso pubblico per titoli ed esami indetto dalle singole
amministrazioni, sulla base di criteri generali stabiliti
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
previo parere della Scuola superiore della pubblica
amministrazione.
2. Nei casi in cui lo svolgimento dei relativi
incarichi richieda specifica esperienza e peculiare
professionalita', alla copertura di singoli posti e
comunque di una quota non superiore alla meta' di quelli da
mettere a concorso ai sensi del comma 1 si puo' provvedere,
con contratti di diritto privato a tempo determinato,
attraverso concorso pubblico aperto ai soggetti in possesso
dei requisiti professionali e delle attitudini manageriali
corrispondenti al posto di funzione da coprire. I contratti
sono stipulati per un periodo non superiore a tre anni.
3. Al concorso per titoli ed esami di cui al comma 1
possono essere ammessi i dirigenti di ruolo delle pubbliche
amministrazioni, che abbiano maturato almeno cinque anni di
servizio nei ruoli dirigenziali e gli altri soggetti in
possesso di titoli di studio e professionali individuati
nei bandi di concorso, con riferimento alle specifiche
esigenze dell'Amministrazione e sulla base di criteri
generali di equivalenza stabiliti con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, previo parere della
Scuola superiore della pubblica amministrazione, sentito il
Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca.
A tale fine le amministrazioni che bandiscono il concorso
tengono in particolare conto del personale di ruolo che ha
esercitato per almeno cinque anni funzioni di livello
dirigenziale generale all'interno delle stesse ovvero del
personale appartenente all'organico dell'Unione europea in
virtu' di un pubblico concorso organizzato da dette
istituzioni.
4. I vincitori del concorso di cui al comma 1 sono
assunti dall'amministrazione e, anteriormente al
conferimento dell'incarico, sono tenuti all'espletamento di
un periodo di formazione presso uffici amministrativi di
uno Stato dell'Unione europea o di un organismo comunitario
o internazionale. In ogni caso il periodo di formazione e'
completato entro tre anni dalla conclusione del concorso.
5. La frequenza del periodo di formazione e'
obbligatoria ed e' a tempo pieno, per una durata pari a sei
mesi, anche non continuativi, e si svolge presso gli uffici
di cui al comma 4, scelti dal vincitore tra quelli indicati
dall'amministrazione.
6. Con regolamento emanato ai sensi dell'art. 17, comma
1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del
Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
e sentita la Scuola superiore della pubblica
amministrazione, sono disciplinate le modalita' di
compimento del periodo di formazione, tenuto anche conto di
quanto previsto nell'art. 32.
7. Al termine del periodo di formazione e' prevista, da
parte degli uffici di cui al comma 4, una valutazione del
livello di professionalita' acquisito che equivale al
superamento del periodo di prova necessario per
l'immissione in ruolo di cui all'art. 70, comma 13.
8. Le spese sostenute per l'espletamento del periodo di
formazione svolto presso le sedi estere di cui al comma 4
sono a carico delle singole amministrazioni nell'ambito
delle risorse finanziarie disponibili a legislazione
vigente."
Si riporta il testo del comma 1 dell'art. 23 del citato
decreto legislativo n. 165 del 2001, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 23. Ruolo dei dirigenti.
1. In ogni amministrazione dello Stato, anche ad
ordinamento autonomo, e' istituito il ruolo dei dirigenti,
che si articola nella prima e nella seconda fascia, nel cui
ambito sono definite apposite sezioni in modo da garantire
la eventuale specificita' tecnica. I dirigenti della
seconda fascia sono reclutati attraverso i meccanismi di
accesso di cui all'art. 28. I dirigenti della seconda
fascia transitano nella prima qualora abbiano ricoperto
incarichi di direzione di uffici dirigenziali generali o
equivalenti, in base ai particolari ordinamenti di cui
all'art. 19, comma 11, per un periodo pari almeno a cinque
anni senza essere incorsi nelle misure previste dall'art.
21 per le ipotesi di responsabilita' dirigenziale, nei
limiti dei posti disponibili, ovvero nel momento in cui si
verifica la prima disponibilita' di posto utile, tenuto
conto, quale criterio di precedenza ai fini del transito,
della data di maturazione del requisito dei cinque anni e,
a parita' di data di maturazione, della maggiore anzianita'
nella qualifica dirigenziale.
2. E' assicurata la mobilita' dei dirigenti, nei limiti
dei posti disponibili, in base all'art. 30 del presente
decreto. I contratti o accordi collettivi nazionali
disciplinano, secondo il criterio della continuita' dei
rapporti e privilegiando la libera scelta del dirigente,
gli effetti connessi ai trasferimenti e alla mobilita' in
generale in ordine al mantenimento del rapporto
assicurativo con l'ente di previdenza, al trattamento di
fine rapporto e allo stato giuridico legato all'anzianita'
di servizio e al fondo di previdenza complementare. La
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della
funzione pubblica cura una banca dati informatica
contenente i dati relativi ai ruoli delle amministrazioni
dello Stato.»
Si riporta il testo del comma 2 dell'art. 5 del citato
decreto legislativo n. 165 del 2001, come modificato dalla
presente legge:
5. Potere di Organizzazione.
(Art. 4 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito
prima dall'art. 3 del d.lgs. n. 546 del 1993,
successivamente modificato dall'art. 9 del d.lgs. n. 396
del 1997, e nuovamente sostituito dall'art. 4 del d.lgs. n.
80 del 1998)
1. Le amministrazioni pubbliche assumono ogni
determinazione organizzativa al fine di assicurare
l'attuazione dei principi di cui all'art. 2, comma 1, e la
rispondenza al pubblico interesse dell'azione
amministrativa.
2. Nell'ambito delle leggi e degli atti organizzativi
di cui all'art. 2, comma 1, le determinazioni per
l'organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla
gestione dei rapporti di lavoro sono assunte in via
esclusiva dagli organi preposti alla gestione con la
capacita' e i poteri del privato datore di lavoro, fatti
salvi la sola informazione ai sindacati per le
determinazioni relative all'organizzazione degli uffici
ovvero, limitatamente alle misure riguardanti i rapporti di
lavoro, l'esame congiunto, ove previsti nei contratti di
cui all'art. 9. Rientrano, in particolare, nell'esercizio
dei poteri dirigenziali le misure inerenti la gestione
delle risorse umane nel rispetto del principio di pari
opportunita', nonche' la direzione, l'organizzazione del
lavoro nell'ambito degli uffici.
3. Gli organismi di controllo interno verificano
periodicamente la rispondenza delle determinazioni
organizzative ai principi indicati all'art. 2, comma 1,
anche al fine di proporre l'adozione di eventuali
interventi correttivi e di fornire elementi per l'adozione
delle misure previste nei confronti dei responsabili della
gestione.
3-bis. Le disposizioni del presente articolo si
applicano anche alle Autorita' amministrative
indipendenti.»
Si riporta l'art. 6 del citato decreto legislativo n.
165 del 2001, come modificato dalla presente legge:
"Art. 6. Organizzazione e disciplina degli uffici e
dotazioni organiche.
1. Nelle amministrazioni pubbliche l'organizzazione e
la disciplina degli uffici, nonche' la consistenza e la
variazione delle dotazioni organiche sono determinate in
funzione delle finalita' indicate all'art. 1, comma 1,
previa verifica degli effettivi fabbisogni e previa
informazione delle organizzazioni sindacali rappresentative
ove prevista nei contratti di cui all'art. 9. Nei casi in
cui processi di riorganizzazione degli uffici comportano
l'individuazione di esuberi o l'avvio di processi di
mobilita', al fine di assicurare obiettivita' e
trasparenza, le pubbliche amministrazioni sono tenute a
darne informazione, ai sensi dell'art. 33, alle
organizzazioni sindacali rappresentative del settore
interessato e ad avviare con le stesse un esame sui criteri
per l'individuazione degli esuberi o sulle modalita' per i
processi di mobilita'. Decorsi trenta giorni dall'avvio
dell'esame, in assenza dell'individuazione di criteri e
modalita' condivisi, la pubblica amministrazione procede
alla dichiarazione di esubero e alla messa in mobilita'.
Nell'individuazione delle dotazioni organiche, le
amministrazioni non possono determinare, in presenza di
vacanze di organico, situazioni di soprannumerarieta' di
personale, anche temporanea, nell'ambito dei contingenti
relativi alle singole posizioni economiche delle aree
funzionali e di livello dirigenziale. Ai fini della
mobilita' collettiva le amministrazioni effettuano
annualmente rilevazioni delle eccedenze di personale su
base territoriale per categoria o area, qualifica e profilo
professionale. Le amministrazioni pubbliche curano
l'ottimale distribuzione delle risorse umane attraverso la
coordinata attuazione dei processi di mobilita' e di
reclutamento del personale.
2. Per le amministrazioni dello Stato, anche ad
ordinamento autonomo, si applica l'art. 17, comma 4-bis,
della legge 23 agosto 1988, n. 400. La distribuzione del
personale dei diversi livelli o qualifiche previsti dalla
dotazione organica puo' essere modificata con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
ministro competente di concerto con il Ministro del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica, ove comporti
riduzioni di spesa o comunque non incrementi la spesa
complessiva riferita al personale effettivamente in
servizio al 31 dicembre dell'anno precedente.
3. Per la ridefinizione degli uffici e delle dotazioni
organiche si procede periodicamente e comunque a scadenza
triennale, nonche' ove risulti necessario a seguito di
riordino, fusione, trasformazione o trasferimento di
funzioni. Ogni amministrazione procede adottando gli atti
previsti dal proprio ordinamento.
4. Le variazioni delle dotazioni organiche gia'
determinate sono approvate dall'organo di vertice delle
amministrazioni in coerenza con la programmazione triennale
del fabbisogno di personale di cui all'art. 39 della legge
27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni ed
integrazioni, e con gli strumenti di programmazione
economico-finanziaria pluriennale. Per le amministrazioni
dello Stato, la programmazione triennale del fabbisogno di
personale e' deliberata dal Consiglio dei ministri e le
variazioni delle dotazioni organiche sono determinate ai
sensi dell'art. 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto
1988, n. 400.
4-bis. Il documento di programmazione triennale del
fabbisogno di personale ed i suoi aggiornamenti di cui al
comma 4 sono elaborati su proposta dei competenti dirigenti
che individuano i profili professionali necessari allo
svolgimento dei compiti istituzionali delle strutture cui
sono preposti (16).
5. Per la Presidenza del Consiglio dei ministri, per il
Ministero degli affari esteri, nonche' per le
amministrazioni che esercitano competenze istituzionali in
materia di difesa e sicurezza dello Stato, di polizia e di
giustizia, sono fatte salve le particolari disposizioni
dettate dalle normative di settore. L'art. 5, comma 3, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, relativamente
al personale appartenente alle Forze di polizia ad
ordinamento civile, si interpreta nel senso che al predetto
personale non si applica l'art. 16 dello stesso decreto.
Restano salve le disposizioni vigenti per la determinazione
delle dotazioni organiche del personale degli istituti e
scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni
educative. Le attribuzioni del Ministero dell'universita' e
della ricerca scientifica e tecnologica, relative a tutto
il personale tecnico e amministrativo universitario, ivi
compresi i dirigenti, sono devolute all'universita' di
appartenenza. Parimenti sono attribuite agli osservatori
astronomici, astrofisici e vesuviano tutte le attribuzioni
del Ministero dell'universita' e della ricerca scientifica
e tecnologica in materia di personale, ad eccezione di
quelle relative al reclutamento del personale di ricerca.
6. Le amministrazioni pubbliche che non provvedono agli
adempimenti di cui al presente articolo non possono
assumere nuovo personale, compreso quello appartenente alle
categorie protette. ».
Si riporta il testo dell'art. 23-bis del citato
decreto-legge n. 201 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 23-bis. Compensi per gli amministratori e per i
dipendenti delle societa' controllate dalle amministrazioni
pubbliche
1. Fatto salvo quanto previsto dall' art. 19, comma 6,
del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da
emanare entro il 31 maggio 2012, previo parere delle
Commissioni parlamentari competenti, le societa' non
quotate, direttamente controllate dal Ministero
dell'economia e delle finanze ai sensi dell'art. 2359,
primo comma, numero 1), del codice civile, sono
classificate per fasce sulla base di indicatori
dimensionali quantitativi e qualitativi. Per ciascuna
fascia e' determinato il compenso massimo al quale i
consigli di amministrazione di dette societa' devono fare
riferimento, secondo criteri oggettivi e trasparenti, per
la determinazione degli emolumenti da corrispondere, ai
sensi dell'art. 2389, terzo comma, del codice civile.
L'individuazione delle fasce di classificazione e dei
relativi compensi potra' essere effettuata anche sulla base
di analisi svolte da primarie istituzioni specializzate.
2. In considerazione di mutamenti di mercato e in
relazione al tasso di inflazione programmato, nel rispetto
degli obiettivi di contenimento della spesa pubblica, con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze si
provvede a rideterminare, almeno ogni tre anni, le fasce di
classificazione e l'importo massimo di cui al comma 1.
3. Gli emolumenti determinati ai sensi dell'art. 2389,
terzo comma, del codice civile, possono includere una
componente variabile che non puo' risultare inferiore al 30
per cento della componente fissa e che e' corrisposta in
misura proporzionale al grado di raggiungimento di
obiettivi annuali, oggettivi e specifici, determinati
preventivamente dal consiglio di amministrazione. Il
Consiglio di amministrazione riferisce all'assemblea
convocata ai sensi dell'art. 2364, secondo comma, del
codice civile, in merito alla politica adottata in materia
di retribuzione degli amministratori con deleghe, anche in
termini di conseguimento degli obiettivi agli stessi
affidati con riferimento alla parte variabile della stessa
retribuzione.
4. Nella determinazione degli emolumenti da
corrispondere, ai sensi dell'art. 2389, terzo comma, del
codice civile, i consigli di amministrazione delle societa'
non quotate, controllate dalle societa' di cui al comma 1
del presente articolo, non possono superare il limite
massimo indicato dal decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze di cui al predetto comma 1 per la societa'
controllante e, comunque, quello di cui al comma 5-bis e
devono in ogni caso attenersi ai medesimi principi di
oggettivita' e trasparenza.
5. Il decreto di cui al comma 1 e' sottoposto alla
registrazione della Corte dei conti.
5-bis. Il compenso stabilito ai sensi dell'art. 2389,
terzo comma, del codice civile, dai consigli di
amministrazione delle societa' non quotate, direttamente o
indirettamente controllate dalle pubbliche amministrazioni
di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2011, n. 165, non puo' comunque essere superiore al
trattamento economico del primo presidente della Corte di
cassazione. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni
legislative e regolamentari che prevedono limiti ai
compensi inferiori a quello previsto al periodo precedente.
5-ter. Il trattamento economico annuo onnicomprensivo
dei dipendenti delle societa' non quotate, direttamente o
indirettamente controllate dalle pubbliche amministrazioni
di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, non puo' comunque essere superiore al
trattamento economico del primo presidente della Corte di
cassazione. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni
legislative e regolamentari che prevedono limiti ai
compensi inferiori a quello previsto al periodo
precedente."

Titolo I

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

Art. 3


Razionalizzazione del patrimonio pubblico
e riduzione dei costi per locazioni passive

1. In considerazione dell'eccezionalita' della situazione economica
e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli
obiettivi di contenimento della spesa pubblica, a decorrere dalla
data di entrata in vigore del presente provvedimento, per gli anni
2012, 2013 e 2014, l'aggiornamento relativo alla variazione degli
indici ISTAT, previsto dalla normativa vigente non si applica al
canone dovuto dalle amministrazioni inserite nel conto economico
consolidato della pubblica amministrazione, come individuate
dall'Istituto nazionale di statistica ai sensi dell'articolo 1, comma
3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonche' dalle Autorita'
indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le societa' e
la borsa (Consob) per l'utilizzo in locazione passiva di immobili per
finalita' istituzionali.
2. Al Decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n.
296 sono apportate le seguenti modifiche:
(( a) la lettera b) dell'articolo 10 e' sostituita dalla
seguente)):
((«b) le regioni, relativamente agli immobili dello Stato destinati
esclusivamente a servizi per la realizzazione del diritto agli studi
universitari, ai sensi dell'articolo 21 della legge 2 dicembre 1991,
n. 390. Alle regioni e agli enti locali di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, puo' essere concesso l'uso gratuito di beni
immobili di proprieta' dello Stato per le proprie finalita'
istituzionali»;))
b) all'articolo 10, la lett. d) e' abrogata;
c) all'articolo 11, la lett. a) e' abrogata.
((2-bis. All'articolo 1,)) comma 439, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311 sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole «di enti locali territoriali e» sono soppresse;
b) dopo le parole «immobili di proprieta' degli stessi enti.» e'
aggiunto il seguente periodo: «Le Regioni e gli enti locali di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, ((n. 267, possono concedere))
alle Amministrazioni dello Stato, per le finalita' istituzionali di
queste ultime, l'uso gratuito di immobili di loro proprieta'.»
3. Per i contratti in corso alla data di entrata in vigore del
presente decreto, le regioni e gli enti locali hanno facolta' di
recedere dal contratto, entro il 31 dicembre 2012, anche in deroga ai
termini di preavviso stabiliti dal contratto.
4. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, con riferimento
ai contratti di locazione passiva aventi ad oggetto immobili a uso
istituzionale stipulati dalle Amministrazioni centrali, come
individuate dall'Istituto nazionale di statistica ai sensi
dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
nonche' dalle Autorita' indipendenti ivi inclusa la Commissione
nazionale per le societa' e la borsa (Consob) i canoni di locazione
sono ridotti a decorrere dal ((1° gennaio 2015)) della misura del 15
per cento di quanto attualmente corrisposto. ((A decorrere dalla data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto
la riduzione di cui al periodo precedente si applica comunque ai
contratti di locazione scaduti o rinnovati dopo tale data)). La
riduzione del canone di locazione si inserisce automaticamente nei
contratti in corso ai sensi dell'articolo 1339 c.c., anche in deroga
alle eventuali clausole difformi apposte dalle parti, salvo il
diritto di recesso del locatore. Analoga riduzione si applica anche
agli utilizzi in essere in assenza di titolo ((alla data di entrata
in vigore del presente decreto)). Il rinnovo del rapporto di
locazione e' consentito solo in presenza e coesistenza delle seguenti
condizioni:
a) disponibilita' delle risorse finanziarie necessarie per il
pagamento dei canoni, degli oneri e dei costi d'uso, per il periodo
di durata del contratto di locazione;
b) permanenza per le Amministrazioni ((dello Stato)) delle esigenze
allocative in relazione ai fabbisogni espressi agli esiti dei piani
di razionalizzazione di cui all'articolo 2, comma 222, della legge 23
dicembre 2009, n. 191, ove gia' definiti, nonche' ((di quelli)) di
riorganizzazione ed accorpamento delle strutture previste dalle norme
vigenti.
5. In mancanza delle condizioni di cui al comma 4, lett. a) e b), i
relativi contratti di locazione sono risolti di diritto alla scadenza
dalle Amministrazioni nei tempi e nei modi ivi pattuiti; le
Amministrazioni individuano in tempo utile soluzioni allocative
alternative economicamente piu' vantaggiose per l'Erario e nel
rispetto delle predette condizioni. Pur in presenza delle risorse
finanziarie necessarie per il pagamento dei canoni, degli oneri e dei
costi d'uso, l'eventuale prosecuzione nell'utilizzo dopo la scadenza
da parte delle Amministrazioni dello Stato comprese nell'elenco di
cui al primo periodo del ((comma 4)) e degli enti pubblici vigilati
dai Ministeri degli immobili gia' condotti in locazione, per i quali
la proprieta' ha esercitato il diritto di recesso alla scadenza come
previsto dal secondo periodo del ((comma 4)), deve essere autorizzata
con decreto del Ministro competente d'intesa con il Ministero
dell'Economia e delle Finanze, sentita l'Agenzia del demanio. Per le
altre amministrazioni comprese nell'elenco di cui al primo periodo
del ((comma 4)) deve essere autorizzata dall'organo di vertice
dell'Amministrazione e l'autorizzazione e' trasmessa all'Agenzia del
Demanio per la verifica della convenienza tecnica ed economica. Ove
la verifica abbia esito negativo, l'autorizzazione e gli atti
relativi sono trasmessi alla competente Procura regionale della Corte
dei conti.
6. Per i contratti di locazione passiva, aventi ad oggetto immobili
ad uso istituzionale di proprieta' di terzi, di nuova stipulazione a
cura delle Ammistrazioni di cui al comma 4, si applica la riduzione
del 15 per cento sul canone congruito dall'Agenzia del Demanio, ferma
restando la permanenza dei fabbisogni espressi ai sensi all'articolo
2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nell'ambito dei
piani di razionalizzazione ove gia' definiti, nonche' in quelli di
riorganizzazione ed accorpamento delle strutture previste dalle norme
vigenti.
7. Le disposizioni ((dei commi da 4 a 6)) non si applicano in via
diretta alle regioni e province autonome e agli enti del servizio
sanitario nazionale, per i quali costituiscono disposizioni di
principio ai fini del coordinamento della finanza pubblica.
8. Le presenti disposizioni non trovano applicazione ai fondi
comuni di investimento immobiliare gia' costituiti ai sensi
dell'articolo 4 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410.
9. All'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, dopo il
comma 222, sono aggiunti i seguenti commi:
«222-bis. L'ottimizzazione degli spazi ad uso ufficio e' perseguita
dalle Amministrazioni di cui al precedente comma 222 rapportando gli
stessi alle effettive esigenze funzionali degli uffici e alle risorse
umane impiegate avuto riguardo ad un parametro di riferimento
compreso tra 20 e 25 metri quadrati per addetto. Le Amministrazioni
interessate pongono in essere entro 90 giorni dalla data di
pubblicazione ((della presente disposizione)) piani di
razionalizzazione degli spazi nel rispetto dei parametri
sopraindicati senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica. Detti piani devono essere comunicati all'Agenzia del
Demanio. Le medesime Amministrazioni comunicano al Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato, il rapporto mq/addetto scaturente
dagli indicati piani di razionalizzazione dalle stesse predisposti.
In caso di nuova costruzione o di ristrutturazione integrale, il
rapporto mq/addetto e' determinato dall'Agenzia del demanio entro il
31 dicembre 2012. Una quota parte pari al 15 per cento dei risparmi
di spesa conseguiti dalle singole Amministrazioni ad esito della
razionalizzazione degli spazi e' dalle stesse utilizzata, in sede di
predisposizione del bilancio di previsione per l'anno successivo a
quello in cui e' stata verificata e accertata con decreto del
Ministero dell'economia e delle finanze la sussistenza dei risparmi
di spesa conseguiti, per essere ((destinata)) alla realizzazione di
progetti di miglioramento della qualita' dell'ambiente di lavoro e di
miglioramento del benessere organizzativo purche' inseriti
nell'ambito dei piani di razionalizzazione. Nella predisposizione dei
piani di ottimizzazione e razionalizzazione degli spazi dovranno in
ogni caso essere tenute in considerazione le vigenti disposizioni
sulla riduzione degli assetti organizzativi, ivi comprese quelle
recate dal presente decreto. Le presenti disposizioni costituiscono
principio a cui le Regioni e gli Enti locali, negli ambiti di
rispettiva competenza, adeguano i propri ordinamenti.
222-ter. Al fine del completamento del processo di
razionalizzazione e ottimizzazione dell'utilizzo, a qualunque titolo,
degli spazi destinati all'archiviazione della documentazione
cartacea, le Amministrazioni statali procedono entro il 31 dicembre
di ogni anno, con le modalita' di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 8 gennaio 2001, n. 37, allo scarto degli atti di archivio.
In assenza di tale attivita' di cui al presente comma le
Amministrazioni non possono essere destinatarie della quota parte dei
risparmi di spesa previsti dal sesto periodo del precedente comma 222
bis. Le predette Amministrazioni devono comunicare annualmente
all'Agenzia del demanio gli spazi ad uso archivio resisi liberi
all'esito della procedura di cui sopra, per consentire di avviare,
ove possibile, un processo di riunificazione, in poli logistici allo
scopo destinati, degli archivi di deposito delle Amministrazioni».
10. Nell'ambito delle misure finalizzate al contenimento della
spesa pubblica, gli Enti pubblici non territoriali ricompresi nel
conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuato dall'ISTAT ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge
31 dicembre 2009, n. 196, fermo restando quanto previsto
dall'articolo 8 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito
con legge 30 luglio 2010, n. 122, comunicano all'Agenzia del demanio,
entro, e non oltre, il 31 dicembre di ogni anno, gli immobili o
porzioni di essi di proprieta' dei medesimi, al fine di consentire la
verifica della idoneita' e funzionalita' dei beni ad essere
utilizzati in locazione passiva dalle Amministrazioni statali per le
proprie finalita' istituzionali. L'Agenzia del Demanio, verificata,
ai sensi e con le modalita' di cui al comma 222 dell'articolo 2 della
legge n. 191 del 2009, la rispondenza dei predetti immobili alle
esigenze allocative delle Amministrazioni dello Stato, ne da'
comunicazione agli Enti medesimi. In caso di inadempimento dei
predetti obblighi di comunicazione, l'Agenzia del Demanio effettua la
segnalazione alla competente procura regionale della Corte dei Conti.
La formalizzazione del rapporto contrattuale avviene, ai sensi del
citato comma 222, con le Amministrazioni interessate, alle quali gli
Enti devono riconoscere canoni ed oneri agevolati, nella misura del
30 per cento del valore locativo congruito dalla competente
Commissione di congruita' dell'Agenzia del demanio di cui
all'articolo 1, comma 479, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
11. All'articolo 306 del codice dell'ordinamento militare di cui al
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, dopo il comma 4 e' inserito
il seguente:
«4-bis. Al fine di semplificare le procedure di alienazione di cui
ai commi 2 e 3, con decreto del Ministro della Difesa, sottoposto al
controllo preventivo di legittimita' della Corte dei conti, sono
definiti i contenuti essenziali nonche' le eventuali condizioni e
clausole di garanzia dei diritti dello Stato, dei contratti di
compravendita stipulati in forma pubblico amministrativa o notarile,
tra l'amministrazione della Difesa e gli acquirenti. I contratti
producono effetti anticipati dal momento della loro sottoscrizione, e
sono sottoposti esclusivamente al controllo successivo della Corte
dei conti, la quale si pronuncia sulla regolarita', sulla correttezza
e sulla efficacia della gestione».
((11-bis. In considerazione delle particolari condizioni del
mercato immobiliare e della difficolta' di accesso al credito, al
fine di agevolare e semplificare le dismissioni immobiliari da parte
degli enti previdenziali inseriti nel conto economico consolidato
della pubblica amministrazione, come individuati dall'ISTAT ai sensi
dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il
termine per l'esercizio da parte dei conduttori del diritto di
prelazione sull'acquisto di abitazioni oggetto delle predette
procedure non puo' essere inferiore a centoventi giorni a decorrere
dalla ricezione dell'invito dell'ente. I termini non ancora scaduti
alla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto sono prorogati, di diritto, di centoventi giorni. Al
fine di agevolare l'acquisto della proprieta' da parte dei
conduttori, l'eventuale sconto offerto dagli enti proprietari a
condizione che il conduttore conferisca mandato irrevocabile e che
tale mandato, unitamente a quelli conferiti da altri conduttori di
immobili siti nel medesimo complesso immobiliare, raggiunga una
determinata percentuale dei soggetti legittimati alla prelazione,
spetta al conduttore di immobili non di pregio anche in assenza del
conferimento del mandato. La predetta disposizione si applica anche
alle procedure in corso alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto quando non sia gia' scaduto il
termine per l'esercizio del diritto di prelazione.))
12. All'articolo 12 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 5 e' sostituito dal seguente: «L'Agenzia del demanio,
al fine di realizzare gli interventi manutentivi di cui al comma 2,
lettere a) e b), stipula accordi quadro, riferiti ad ambiti
territoriali predefiniti, con operatori specializzati nel settore
individuati mediante procedure ad evidenza pubblica anche avvalendosi
di societa' a totale o prevalente capitale pubblico, senza nuovi o
maggiori oneri. L'esecuzione degli interventi manutentivi mediante
tali operatori e' curata, previa sottoscrizione di apposita
convenzione quadro, dalle strutture del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti senza nuovi o maggiori oneri, ovvero,
in funzione della capacita' operativa delle stesse strutture,
dall'Agenzia del demanio. Gli atti relativi agli interventi gestiti
dalle strutture del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
sono sottoposti al controllo degli uffici appartenenti al sistema
delle ragionerie del Dipartimento della Ragioneria Generale dello
Stato, secondo le modalita' previste dal decreto legislativo 30
giugno 2011, n. 123. Gli atti relativi agli interventi gestiti
dall'Agenzia del Demanio sono controllati secondo le modalita'
previste dalla propria organizzazione. Il ricorso agli operatori con
i quali sono stipulati gli accordi quadro e' disposto anche per gli
interventi disciplinati da specifiche previsioni di legge riguardanti
il Ministero della difesa e il Ministero per i beni e le attivita'
culturali. Dell'avvenuta stipula delle convenzioni o degli accordi
quadro e' data immediata notizia sul sito internet dell'Agenzia del
demanio. Al fine di assicurare il rispetto degli impegni assunti con
le convenzioni di cui al presente comma, il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti assicura un'adeguata organizzazione
delle proprie strutture periferiche, in particolare individuando
all'interno dei provveditorati un apposito ufficio dedicato allo
svolgimento delle attivita' affidate dall'Agenzia del demanio e di
quelle previste dall'articolo 12, comma 8, del((presente decreto,))
dotato di idonee professionalita'.»;
b) al comma 7, prima delle parole: «((Restano)) esclusi dalla
disciplina del presente comma i beni immobili riguardanti il
Ministero della difesa» sono aggiunte le parole «Salvo quanto
previsto in relazione all'obbligo di avvalersi degli accordi quadro
di cui al comma 5»;
c) al comma 2, lettera d), dopo le parole «gli interventi di
piccola manutenzione» sono aggiunte le parole: «nonche' quelli atti
ad assicurare l'adeguamento alle disposizioni di cui al Decreto
Legislativo 9 aprile 2008, n. 81».
13. L'Agenzia del demanio puo' destinare quota parte dei propri
utili di esercizio all'acquisto di immobili per soddisfare esigenze
allocative delle Amministrazioni dello Stato, garantendo alle stesse
le condizioni recate dal primo periodo del ((comma 4)) del presente
articolo. Gli acquisti vengono effettuati sulla base dei piani di
razionalizzazione di cui all'articolo 2, comma 222, della legge 23
dicembre 2009, n. 191, nel rispetto dell'articolo 12, comma 1, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito dalla legge 15 luglio
2011, n. 111.
14. Al fine di consentire agli operatori economici il piu' efficace
utilizzo degli strumenti disciplinati dall'articolo 3-bis del
decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni
dalla legge 23 novembre 2001, n. 410 e successive modifiche e
integrazioni, al medesimo articolo sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 1 sono eliminate le seguenti parole: «per un periodo
non superiore a cinquanta anni»;
b) al comma 2, dopo le parole «Ministero dell'economia e delle
finanze» sono aggiunte le seguenti «-Agenzia del demanio»;
c) il comma 3 e' cosi' sostituito: «Ai Comuni interessati dal
procedimento di cui al comma 2 e' rimessa, per l'intera durata della
concessione o della locazione, un'aliquota pari al 10 per cento del
relativo canone. Qualora espressamente previsto dal bando di gara, ai
Comuni e', altresi', riconosciuta una somma non inferiore al 50 per
cento e non superiore al 100 per cento del contributo di costruzione
dovuto ai sensi dell'articolo 16 del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e delle
relative leggi regionali, per l'esecuzione delle opere necessarie
alla riqualificazione e riconversione. Tale importo e' corrisposto
dal concessionario o dal locatario all'atto del rilascio o
dell'efficacia del titolo abilitativo edilizio.»;
d) il comma 5 e' cosi' sostituito: «I criteri di assegnazione e le
condizioni delle concessioni o delle locazioni di cui al presente
articolo sono contenuti nei bandi predisposti dall'Agenzia del
demanio, prevedendo espressamente:
a. il riconoscimento all'affidatario di un indennizzo valutato
sulla base del piano economico-finanziario, nei casi di revoca della
concessione per sopravvenute esigenze pubbliche o di recesso dal
contratto di locazione nei casi previsti dal contratto;
b. la possibilita', ove richiesto dalla specifica iniziativa di
valorizzazione, di subconcedere le attivita' economiche o di servizio
di cui al precedente comma 1. Alle concessioni disciplinate dal
presente articolo non si applica, pertanto, il divieto di cui
all'articolo 5, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica
n. 296 del 13 settembre 2005.»
15. Al comma 1 dell'articolo 33-bis del decreto-legge 6 luglio
2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011 n. 111, dopo le
parole «o fondi immobiliari.» sono aggiunte le seguenti parole: «Alle
societa' di cui al presente comma si applicano, ai soli fini fiscali,
le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 131, 134, 137, 138 e
139, della legge 27 dicembre 2006, n. 296».
16. Le previsioni di cui all'articolo 17, comma 3 del Decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 si applicano alle
concessioni di beni immobili appartenenti al demanio dello Stato,
fermo restando quanto previsto dall'articolo 57, comma 7, del
medesimo decreto.
17. All'articolo 41 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207,
convertito con legge 27 febbraio 2009, n. 14, al comma 16((-sexies)),
in fine, sono aggiunti i seguenti periodi: «Nell'ambito della
liquidazione del patrimonio trasferito, la proprieta' degli immobili
utilizzati in locazione passiva dal Ministero dell'economia e delle
finanze e' trasferita allo Stato. Il corrispettivo del trasferimento
e' costituito dalla proprieta' di beni immobili dello Stato, di
valore equivalente, da individuare e valutare a cura dell'Agenzia del
Demanio, previa intesa con le societa' di cui al comma 16-ter. Con
separato atto, da stipularsi entro 60 giorni dalla data di entrata in
vigore della (( presente disposizione )), sono regolati i rapporti
tra le parti interessate».
18. All'articolo 65, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300 e successive modifiche e integrazioni, le disposizioni
di cui all'ultimo periodo sono da intendersi riferite alla gestione
dei beni immobili, fatta salva la competenza, prevista da normativa
speciale, di altri soggetti pubblici.
19. Al comma 8, dell'articolo 29 del decreto-legge 29 dicembre
2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio
2012, n. 14, le parole: «30 giugno 2012», sono sostituite dalle
seguenti: «30 settembre 2012».
((19-bis. Il compendio costituente l'Arsenale di Venezia, con
esclusione delle porzioni utilizzate dal Ministero della difesa per i
suoi specifici compiti istituzionali, in ragione delle
caratteristiche storiche e ambientali, e' trasferito in proprieta' al
comune, che ne assicura l'inalienabilita', l'indivisibilita' e la
valorizzazione attraverso l'affidamento della gestione e dello
sviluppo alla societa' Arsenale di Venezia S.p.A., da trasformarsi ai
sensi dell'articolo 33-bis del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Le
somme ricavate per effetto dell'utilizzo del compendio sono
esclusivamente impiegate per la gestione e per la valorizzazione
dell'Arsenale tramite la suddetta societa'. L'Arsenale e' sottoposto
agli strumenti urbanistici previsti per la citta' di Venezia e alle
disposizioni di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
Per le finalita' del presente comma, l'Agenzia del demanio, d'intesa
con il Ministero della difesa, procede alla perimetrazione e
delimitazione del compendio e alla consegna dello stesso alla
societa' Arsenale di Venezia S.p.A.. Con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze e' definita, a decorrere dalla data del
trasferimento, la riduzione delle risorse a qualsiasi titolo
spettanti al comune di Venezia in misura equivalente alla riduzione
delle entrate erariali conseguenti al trasferimento.))


Riferimenti normativi

Per il riferimento al testo del comma 3 dell'art. 1
della legge 31 dicembre 2009, n. 196 si vedano i
riferimenti normativi all'art. 1.
Si riporta il testo degli articoli 10 e 11 del decreto
del presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296
(Regolamento concernente i criteri e le modalita' di
concessione in uso e in locazione dei beni immobili
appartenenti allo Stato), come modificato dalla presente
legge:
"Art. 10. Soggetti beneficiari a titolo gratuito.
1. Sono legittimati a richiedere a titolo gratuito la
concessione ovvero la locazione dei beni immobili di cui
all'art. 9, con gli oneri di ordinaria e straordinaria
manutenzione a loro totale carico, i seguenti soggetti:
a) le universita' statali, per scopi didattici e di
ricerca, ai sensi dell'art. 51 della legge 27 dicembre
1997, n. 449;
b) le regioni, relativamente agli immobili dello Stato
destinati esclusivamente a servizi per la realizzazione del
diritto agli studi universitari, ai sensi dell'art. 21
della legge 2 dicembre 1991, n. 390. Alle regioni e agli
enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267, puo' essere concesso l'uso gratuito di beni
immobili di proprieta' dello Stato per le proprie finalita'
istituzionali;
c) gli enti ecclesiastici di cui all'art. 23,
relativamente agli immobili adibiti a luogo di culto, ai
sensi dell'art. 2, comma 4, della legge 2 aprile 2001, n.
136;
d) (Abrogata);
e) l'Istituto superiore di sanita', per finalita'
istituzionali, ai sensi dell'art. 47 della legge 16 gennaio
2003, n. 3;
f) i soggetti che esercitano le attivita' di cui alla
legge 1° agosto 2003, n. 206, relativamente agli immobili
dello Stato in comodato d'uso gratuito."
"Art. 11.Soggetti beneficiari a canone agevolato.
1. I beni immobili dello Stato di cui all'art. 9
possono essere dati in concessione ovvero in locazione a
canone agevolato per finalita' di interesse pubblico
connesse all'effettiva rilevanza degli scopi sociali
perseguiti in funzione e nel rispetto delle esigenze
primarie della collettivita' e in ragione dei principi
fondamentali costituzionalmente garantiti, a fronte
dell'assunzione dei relativi oneri di manutenzione
ordinaria e straordinaria, in favore dei seguenti soggetti:
a) (Abrogata).
b) gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti della
Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose i cui
rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base
delle intese ai sensi dell'art. 8 della Costituzione;
c) gli enti parco nazionali di cui all'art. 4, comma 8,
della legge 23 dicembre 1999, n. 488;
d) la Croce Rossa Italiana;
e) le organizzazioni non lucrative di utilita' sociale
di cui all'art. 10, commi 1, 8 e 9, del decreto legislativo
4 dicembre 1997, n. 460, e le associazioni di promozione
sociale iscritte nel registro nazionale previsto dall'art.
7, commi 1 e 2, della legge 7 dicembre 2000, n. 383;
f) le istituzioni a carattere internazionalistico
sottoposte alla vigilanza del Ministero degli affari
esteri, di cui alla tabella allegata alla legge 28 dicembre
1982, n. 948;
g) le istituzioni, le fondazioni e le associazioni non
aventi scopo di lucro, anche combattentistiche e d'arma, le
quali:
1) (Non ammesso al visto della Corte dei conti);
2) perseguono in ambito nazionale fini di rilevante
interesse nel campo della cultura, dell'ambiente, della
sicurezza pubblica, della salute e della ricerca;
3) svolgono la propria attivita' sulla base di
programmi di durata almeno triennale;
4) utilizzano i beni di proprieta' statale perseguendo,
ove compatibili con i propri scopi, l'ottimizzazione e la
valorizzazione dei medesimi, garantendo altresi' la
effettiva fruibilita' degli stessi da parte della
collettivita'."
Si riporta il testo del comma 439 dell'art. 1 della
legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2005), come modificato dalla presente
legge:
"439. Le disposizioni agevolative previste dalla
normativa vigente in favore di enti pubblici e privati, in
materia di utilizzo di beni immobili di proprieta' statale
sono applicate in regime di reciprocita' in favore delle
amministrazioni dello Stato che a loro volta utilizzano,
per usi governativi, immobili di proprieta' degli stessi
enti. Le Regioni e gli enti locali di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, possono concedere alle
Amministrazioni dello Stato, per le finalita' istituzionali
di queste ultime, l'uso gratuito di immobili di loro
proprieta'."
Per il riferimento al testo dell'art. 1339 del codice
civile si vedano i riferimenti normativi all'art. 1.
Si riporta il testo del comma 222 dell'art. 2 della
legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2010):
"222. A decorrere dal 1° gennaio 2010, le
amministrazioni dello Stato di cui all' art. 1, comma 2,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, incluse la Presidenza del Consiglio dei
ministri e le agenzie, anche fiscali, comunicano
annualmente all'Agenzia del demanio, entro il 31 gennaio,
la previsione triennale: a) del loro fabbisogno di spazio
allocativo; b) delle superfici da esse occupate non piu'
necessarie. Le predette amministrazioni comunicano altresi'
all'Agenzia del demanio, entro il 31 marzo 2011, le
istruttorie in corso per reperire immobili in locazione.
L'Agenzia del demanio, verificata la corrispondenza dei
fabbisogni comunicati con gli obiettivi di contenimento
della spesa pubblica di cui agli articoli 1, commi 204 e
seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e
successive modificazioni, nonche' 74 del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni: a)
accerta l'esistenza di immobili da assegnare in uso fra
quelli di proprieta' dello Stato ovvero trasferiti ai fondi
comuni d'investimento immobiliare di cui all' art. 4 del
decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e
successive modificazioni; b) verifica la congruita' del
canone degli immobili di proprieta' di terzi, ai sensi
dell' art. 1, comma 479, della legge 23 dicembre 2005, n.
266, individuati dalle predette amministrazioni tramite
indagini di mercato; c) rilascia alle predette
amministrazioni il nulla osta alla stipula dei contratti di
locazione ovvero al rinnovo di quelli in scadenza,
ancorche' sottoscritti dall'Agenzia del demanio. E' nullo
ogni contratto di locazione stipulato dalle predette
amministrazioni senza il preventivo nulla osta alla stipula
dell'Agenzia del demanio, fatta eccezione per quelli
stipulati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e
dichiarati indispensabili per la protezione degli interessi
della sicurezza dello Stato con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri. Le predette amministrazioni
adempiono i contratti sottoscritti, effettuano il pagamento
dei canoni di locazione ed assumono ogni responsabilita' e
onere per l'uso e la custodia degli immobili assunti in
locazione. Le medesime amministrazioni hanno l'obbligo di
comunicare all'Agenzia del demanio, entro 30 giorni dalla
data di stipula, l'avvenuta sottoscrizione del contratto di
locazione e di trasmettere alla stessa Agenzia copia del
contratto annotato degli estremi di registrazione presso il
competente Ufficio dell'Agenzia delle Entrate. Per le
finalita' di cui al citato art. 1, commi 204 e seguenti,
della legge n. 296 del 2006, e successive modificazioni, le
predette amministrazioni comunicano all'Agenzia del demanio
entro il 30 giugno 2010 l'elenco dei beni immobili di
proprieta' di terzi utilizzati a qualsiasi titolo. Sulla
base di tali comunicazioni l'Agenzia del demanio elabora un
piano di razionalizzazione degli spazi, trasmettendolo alle
amministrazioni interessate e al Ministero dell'economia e
delle finanze - Dipartimento del tesoro. A decorrere dal 1°
gennaio 2010, fermo restando quanto previsto dall' art. 2,
commi 618 e 619, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le
amministrazioni interessate comunicano semestralmente
all'Agenzia del demanio gli interventi manutentivi
effettuati sia sugli immobili di proprieta' dello Stato,
alle medesime in uso governativo, sia su quelli di
proprieta' di terzi utilizzati a qualsiasi titolo, nonche'
l'ammontare dei relativi oneri. Gli stanziamenti alle
singole amministrazioni per gli interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria, a decorrere dall'esercizio
finanziario 2011, non potranno eccedere gli importi spesi e
comunicati all'Agenzia del demanio, fermi restando i limiti
stabiliti dall'art. 2, comma 618, della legge 24 dicembre
2007, n. 244. Entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, tutte le amministrazioni
pubbliche di cui al citato art. 1, comma 2, del decreto
legislativo n. 165 del 2001, e successive modificazioni,
che utilizzano o detengono, a qualunque titolo, immobili di
proprieta' dello Stato o di proprieta' dei medesimi
soggetti pubblici, trasmettono al Ministero dell'economia e
delle finanze - Dipartimento del tesoro l'elenco
identificativo dei predetti beni ai fini della redazione
del rendiconto patrimoniale delle Amministrazioni pubbliche
a valori di mercato. Entro il 31 luglio di ciascun anno
successivo a quello di trasmissione del primo elenco, le
amministrazioni di cui al citato art. 1, comma 2, del
decreto legislativo n. 165 del 2001, e successive
modificazioni, comunicano le eventuali variazioni
intervenute. Qualora emerga l'esistenza di immobili di
proprieta' dello Stato non in gestione dell'Agenzia del
demanio, gli stessi rientrano nella gestione dell'Agenzia.
Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
l'obbligo di comunicazione puo' essere esteso ad altre
forme di attivo ai fini della redazione dei predetti conti
patrimoniali. In caso di inadempimento dei predetti
obblighi di comunicazione e di trasmissione, l'Agenzia del
demanio e il Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento del tesoro ne effettuano la segnalazione alla
Corte dei conti per gli atti di rispettiva competenza. Gli
enti di previdenza inclusi tra le pubbliche amministrazioni
di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, effettuano entro il 31 dicembre 2010 un
censimento degli immobili di loro proprieta', con specifica
indicazione degli immobili strumentali e di quelli in
godimento a terzi. La ricognizione e' effettuata con le
modalita' previste con decreto del Ministero del lavoro e
delle politiche sociali, di concerto con il Ministero
dell'economia e delle finanze. Con provvedimento del
Direttore dell'Agenzia del demanio sono stabilite le
modalita' delle comunicazioni e delle trasmissioni previste
dal presente comma."
Si riporta il testo dell'art. 4 del decreto-legge 25
settembre 2001, n. 351 (Disposizioni urgenti in materia di
privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare
pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento
immobiliare), convertito, con modificazioni, dalla legge 23
novembre 201, n. 410:
"Art. 4. Conferimento di beni immobili a fondi comuni
di investimento immobiliare.
1. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato a promuovere la costituzione di uno o piu'
fondi comuni di investimento immobiliare, conferendo o
trasferendo beni immobili a uso diverso da quello
residenziale dello Stato, dell'Amministrazione autonoma dei
Monopoli di Stato e degli enti pubblici non territoriali,
individuati con uno o piu' decreti del Ministro
dell'economia e delle finanze da pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale. I decreti disciplinano altresi' le procedure per
l'individuazione o l'eventuale costituzione della societa'
di gestione, per il suo funzionamento e per il collocamento
delle quote del fondo e i criteri di attribuzione dei
proventi derivanti dalla vendita delle quote.
2. Le disposizioni di cui agli articoli da 1 a 3 si
applicano, per quanto compatibili, ai trasferimenti dei
beni immobili ai fondi comuni di investimento di cui al
comma 1.
2-bis. I crediti per finanziamenti o rifinanziamenti
concessi, dalle banche o dalla Cassa depositi e prestiti
spa, ai fondi di cui al comma 1 godono di privilegio
speciale sugli immobili conferiti o trasferiti al fondo e
sono preferiti ad ogni altro credito anche ipotecario
acceso successivamente. I decreti di cui al comma 1 possono
prevedere la misura in cui i canoni delle locazioni e gli
altri proventi derivanti dallo sfruttamento degli immobili
conferiti o trasferiti al fondo siano destinati
prioritariamente al rimborso dei finanziamenti e
rifinanziamenti e siano indisponibili fino al completo
soddisfacimento degli stessi.
2-ter. Gli immobili in uso governativo, conferiti o
trasferiti ai sensi del comma 1, sono concessi in locazione
all'Agenzia del demanio, che li assegna ai soggetti che li
hanno in uso, per periodi di durata fino a nove anni
rinnovabili, secondo i canoni e le altre condizioni fissate
dal Ministero dell'economia e delle finanze sulla base di
parametri di mercato. I contratti di locazione possono
prevedere la rinuncia al diritto di cui all'ultimo comma
dell'art. 27 della legge 27 luglio 1978, n. 392. Il fondo
previsto dal comma 1, quinto periodo, dell'art. 29 del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, puo'
essere incrementato anche con quota parte delle entrate
derivanti dal presente articolo.
2-quater. Si applicano il comma 1, quinto e nono
periodo, ed il comma 1-bis dell'art. 29 del decreto-legge
30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
2-quinquies. Le operazioni di provvista e finanziamento
connesse agli apporti e ai trasferimenti di cui al comma 1,
nonche' quelle relative a strumenti finanziari derivati, e
tutti i provvedimenti, atti, contratti, trasferimenti,
prestazioni e formalita' inerenti ai predetti apporti,
trasferimenti e finanziamenti, alla loro esecuzione,
modificazione ed estinzione, alle garanzie di qualunque
tipo da chiunque e in qualsiasi momento prestate e alle
loro eventuali surroghe, sostituzioni, postergazioni,
frazionamenti e cancellazioni anche parziali, ivi incluse
le cessioni di credito stipulate in relazione a tali
operazioni e le cessioni anche parziali dei crediti e dei
contratti ad esse relativi, sono esenti dall'imposta di
registro, dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e
catastale e da ogni altra imposta indiretta, nonche' da
ogni altro tributo o diritto."
Per il riferimento al testo del comma 2 dell'art. 1
della legge 31 dicembre 2009, n. 196, si vedano i
riferimenti normativi all'art. 1.
Si riporta il testo dell'art. 8 del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di
stabilizzazione finanziaria e di competitivita' economica),
convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122:
"Art. 8 Razionalizzazione e risparmi di spesa delle
amministrazioni pubbliche
1. Il limite previsto dall'art. 2, comma 618, della
legge 24 dicembre 2007, n. 244 per le spese annue di
manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili
utilizzati dalle amministrazioni centrali e periferiche
dello Stato a decorrere dal 2011 e' determinato nella
misura del 2 per cento del valore dell'immobile utilizzato.
Resta fermo quanto previsto dai commi da 619 a 623 del
citato art. 2 e i limiti e gli obblighi informativi
stabiliti, dall'art. 2, comma 222, periodo decimo ed
undicesimo, della legge 23 dicembre 2009, n. 191. Le
deroghe ai predetti limiti di spesa sono concesse
dall'Amministrazione centrale vigilante o competente per
materia, sentito il Dipartimento della Ragioneria generale
dello Stato. Le limitazioni di cui al presente comma non si
applicano nei confronti degli interventi obbligatori ai
sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42
recante il «Codice dei beni culturali e del paesaggio» e
del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, concernente
la sicurezza sui luoghi di lavoro. Per le Amministrazioni
diverse dallo Stato, e' compito dell'organo interno di
controllo verificare la correttezza della qualificazione
degli interventi di manutenzione ai sensi delle richiamate
disposizioni.
2. Ai fini della tutela dell'unita' economica della
Repubblica e nel rispetto dei principi di coordinamento
della finanza pubblica, previsti agli articoli 119 e 120
della Costituzione, le regioni, le province autonome di
Trento e Bolzano, gli enti locali, nonche' gli enti da
questi vigilati, le aziende sanitarie ed ospedaliere,
nonche' gli istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico, sono tenuti ad adeguarsi ai principi definiti
dal comma 15, stabilendo misure analoghe per il
contenimento della spesa per locazioni passive,
manutenzioni ed altri costi legati all'utilizzo degli
immobili. Per le medesime finalita', gli obblighi di
comunicazione previsti dall'art. 2, comma 222, periodo
dodicesimo, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono
estesi alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto
economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT)
ai sensi del comma 3 dell'art. 1 della legge 31 dicembre
2009, n. 196. Le disposizioni del comma 15 si applicano
alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di
Trento e di Bolzano nel rispetto di quanto previsto dai
relativi statuti.
3. Qualora nell'attuazione dei piani di
razionalizzazione di cui all'art. 2, comma 222, della legge
23 dicembre 2009, n. 191, l'amministrazione utilizzatrice,
per motivi ad essa imputabili, non provvede al rilascio
degli immobili utilizzati entro il termine stabilito, su
comunicazione dell'Agenzia del demanio il Ministero
dell'economia e finanze - Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato effettua una riduzione lineare degli
stanziamenti di spesa dell'amministrazione stessa pari
all'8 per cento del valore di mercato dell'immobile
rapportato al periodo di maggior permanenza.
4. Fatti salvi gli investimenti a reddito da effettuare
in via indiretta in Abruzzo ai sensi dell'art. 14, comma 3,
del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39 convertito con
modificazioni con legge 24 giugno 2009, n. 77, le restanti
risorse sono destinate dai predetti enti previdenziali
all'acquisto di immobili adibiti ad ufficio in locazione
passiva alle amministrazioni pubbliche, secondo le
indicazioni fornite dall'Agenzia del demanio sulla base del
piano di razionalizzazione di cui al comma 3. L'Agenzia del
demanio esprime apposito parere di congruita' in merito ai
singoli contratti di locazione da porre in essere o da
rinnovare da parte degli enti di previdenza pubblici. Con
decreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro
e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle Finanze sono stabilite le modalita'
di attuazione del presente comma, nel rispetto dei saldi
strutturali di finanza pubblica.
5. (abrogato)
6. In attuazione dell'art. 1, comma 9, della legge 13
novembre 2009, n. 172 il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali e gli enti previdenziali e assistenziali
vigilati stipulano apposite convenzioni per la
razionalizzazione degli immobili strumentali e la
realizzazione dei poli logistici integrati, riconoscendo al
predetto Ministero canoni e oneri agevolati nella misura
ridotta del 30 per cento rispetto al parametro minimo
locativo fissato dall'Osservatorio del mercato immobiliare
in considerazione dei risparmi derivanti dalle integrazioni
logistiche e funzionali.
7. Ai fini della realizzazione dei poli logistici
integrati, il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e gli enti previdenziali e assistenziali vigilati
utilizzano sedi uniche e riducono del 40 per cento l'indice
di occupazione pro capite in uso alla data di entrata in
vigore del presente decreto.
8. Gli immobili acquistati e adibiti a sede dei poli
logistici integrati hanno natura strumentale. Per
l'integrazione logistica e funzionale delle sedi
territoriali gli enti previdenziali e assistenziali
effettuano i relativi investimenti in forma diretta e
indiretta, anche mediante la permuta, parziale o totale, di
immobili di proprieta'. Nell'ipotesi di alienazione di
unita' immobiliari strumentali, gli enti previdenziali e
assistenziali vigilati possono utilizzare i corrispettivi
per l'acquisto di immobili da destinare a sede dei poli
logistici integrati. Le somme residue sono riversate alla
Tesoreria dello Stato nel rispetto della normativa vigente.
I piani relativi a tali investimenti nonche' i criteri di
definizione degli oneri di locazione e di riparto dei costi
di funzionamento dei poli logistici integrati sono
approvati dal Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle
finanze. I risparmi conseguiti concorrono alla
realizzazione degli obiettivi finanziari previsti dal comma
8 dell'art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
9. All'art. 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009,
n. 191, dopo il sedicesimo periodo sono inseriti i seguenti
periodi: «Gli enti di previdenza inclusi tra le pubbliche
amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, effettuano entro il 31
dicembre 2010 un censimento degli immobili di loro
proprieta', con specifica indicazione degli immobili
strumentali e di quelli in godimento a terzi. La
ricognizione e' effettuata con le modalita' previste con
decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con il Ministero dell'economia e delle
finanze.».
10. Al fine di rafforzare la separazione tra funzione
di indirizzo politico-amministrativo e gestione
amministrativa, all'art. 16, comma 1, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dopo la lettera d), e'
inserita la seguente: «d-bis) adottano i provvedimenti
previsti dall'art. 17, comma 2, del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni;».
11. Le somme relative ai rimborsi corrisposti
dall'Organizzazione delle Nazioni Unite, quale
corrispettivo di prestazioni rese dalle Forze armate
italiane nell'ambito delle operazioni internazionali di
pace, sono riassegnati al fondo per il finanziamento della
partecipazione italiana alle missioni internazionali di
pace previsto dall'art. 1, comma 1240, della legge 27
dicembre 2006, n. 296. A tale fine non si applicano i
limiti stabiliti dall'art. 1, comma 46, della legge 23
dicembre 2005, n. 266. La disposizione del presente comma
si applica anche ai rimborsi corrisposti alla data di
entrata in vigore del presente provvedimento e non ancora
riassegnati.
11-bis. Al fine di tenere conto della specificita' del
comparto sicurezza-difesa e delle peculiari esigenze del
comparto del soccorso pubblico, nello stato di previsione
del Ministero dell'economia e delle finanze e' istituito un
fondo con una dotazione di 80 milioni di euro annui per
ciascuno degli anni 2011 e 2012 destinato al finanziamento
di misure perequative per il personale delle Forze armate,
delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco interessato alle disposizioni di cui all'art. 9,
comma 21. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta dei Ministri competenti, sono
individuate le misure e la ripartizione tra i Ministeri
dell'interno, della difesa, delle infrastrutture e dei
trasporti, della giustizia, dell'economia e delle finanze e
delle politiche agricole alimentari e forestali delle
risorse del fondo di cui al primo periodo. Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato a disporre,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Ai relativi oneri si fa fronte mediante utilizzo di quota
parte delle maggiori entrate derivanti dall'attuazione dei
commi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell' art. 38.
12. Al fine di adottare le opportune misure
organizzative, nei confronti delle amministrazioni
pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del decreto
legislativo n. 165 del 2001 e dei datori di lavoro del
settore privato il termine di applicazione delle
disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di rischio da
stress lavoro-correlato, e' differito al 31 dicembre 2010 e
quello di cui all' art. 3, comma 2, primo periodo, del
medesimo decreto legislativo e' differito di dodici mesi.
13. All'art. 41, comma 7, del decreto-legge 30 dicembre
2008, n. 207, convertito con legge 27 febbraio 2009, n. 14,
le parole: «2009 e 2010», sono sostituite dalle seguenti:
«2009, 2010, 2011, 2012 e 2013»; le parole: «dall'anno
2011» sono sostituite dalle seguenti: «dall'anno 2014»; le
parole: «all'anno 2010» sono sostituite dalle seguenti:
«all'anno 2013».
14. Fermo quanto previsto dall'art. 9, le risorse di
cui all'art. 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133, sono comunque destinate, con le stesse
modalita' di cui al comma 9, secondo periodo, del citato
art. 64, al settore scolastico. Alle stesse finalita'
possono essere destinate risorse da individuare in esito ad
una specifica sessione negoziale concernente interventi in
materia contrattuale per il personale della scuola, senza
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato e
nel rispetto degli obiettivi programmati dei saldi di
finanza pubblica. La destinazione delle risorse previste
dal presente comma e' stabilita con decreto di natura non
regolamentare del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
15. Le operazioni di acquisto e vendita di immobili da
parte degli enti pubblici e privati che gestiscono forme
obbligatorie di assistenza e previdenza, nonche' le
operazioni di utilizzo, da parte degli stessi enti, delle
somme rivenienti dall'alienazione degli immobili o delle
quote di fondi immobiliari, sono subordinate alla verifica
del rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica da
attuarsi con decreto di natura non regolamentare del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il
Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
15-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo, ad
eccezione di quanto previsto al comma 15, non si applicano
agli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n.
509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103."
Si riporta il testo del comma 479 dell'art. 1 della
legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2006):
" 479. Al fine di ottimizzare le attivita'
istituzionali dell'Agenzia del demanio di cui all'art. 65
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
successive modificazioni, e' operante, nell'ambito
dell'Agenzia medesima, la Commissione per la verifica di
congruita' delle valutazioni tecnico-economico-estimativa
con riferimento a vendite, permute, locazioni e concessioni
di immobili di proprieta' dello Stato e ad acquisti di
immobili per soddisfare le esigenze di amministrazioni
dello Stato nonche' ai fini del rilascio del nulla osta per
locazioni passive riguardanti le stesse amministrazioni
dello Stato nel rispetto della normativa vigente."
Si riporta il testo dell'art. 306 del citato decreto
legislativo n. 66 del 2010, come modificato dalla presente
legge:
"Art. 306 Dismissione degli alloggi di servizio del
Ministero della difesa
1. Alla dismissione degli alloggi di servizio del
Ministero della difesa non realizzati su aree ubicate
all'interno di basi, impianti, installazioni militari o
posti al loro diretto e funzionale servizio, si applicano
le disposizioni del presente articolo.
2. Entro il 31 marzo di ciascun anno, il Ministro della
difesa, sentite le competenti Commissioni permanenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica,
definisce con proprio decreto il piano annuale di gestione
del patrimonio abitativo della Difesa, con l'indicazione
dell'entita', dell'utilizzo e della futura destinazione
degli alloggi di servizio, nonche' degli alloggi non piu'
ritenuti utili nel quadro delle esigenze
dell'amministrazione e quindi transitabili in regime di
locazione ovvero alienabili, anche mediante riscatto. Il
piano indica altresi' i parametri di reddito sulla base dei
quali gli attuali utenti degli alloggi di servizio,
ancorche' si tratti di personale in quiescenza o di coniuge
superstite non legalmente separato, ne' divorziato, possono
mantenerne la conduzione, purche' non siano proprietari di
altro alloggio di certificata abitabilita'. Con il
regolamento sono fissati i criteri e le modalita' di
alienazione, nonche' il riconoscimento, in favore del
conduttore, del diritto di prelazione all'acquisto della
piena proprieta' ovvero di opzione sul diritto di usufrutto
e, in caso di mancato esercizio del diritto di prelazione
da parte del conduttore, le modalita' della vendita
all'asta con diritto di preferenza in favore del personale
militare e civile del Ministero della difesa non
proprietario di altra abitazione. I proventi derivanti
dalla gestione o vendita del patrimonio alloggiativo sono
utilizzati per la realizzazione di nuovi alloggi di
servizio e per la manutenzione di quelli esistenti.
3. Al fine della realizzazione del programma
pluriennale di cui all' art. 297, il Ministero della difesa
provvede all'alienazione della proprieta', dell'usufrutto o
della nuda proprieta' di alloggi non piu' ritenuti utili
nel quadro delle esigenze dell'amministrazione, in numero
non inferiore a tremila, compresi in interi stabili da
alienare in blocco, con diritto di prelazione all'acquisto
della piena proprieta' ovvero di opzione sul diritto di
usufrutto per il conduttore e, in caso di mancato esercizio
del diritto di prelazione da parte dello stesso, con
diritto di preferenza per il personale militare e civile
del Ministero della difesa non proprietario di altra
abitazione nella provincia, con prezzo di vendita
determinato d'intesa con l'Agenzia del demanio, ridotto
nella misura massima del 25 per cento e minima del 10 per
cento, tenendo conto del reddito del nucleo familiare,
della presenza di portatori di handicap tra i componenti di
tale nucleo e dell'eventuale avvenuta perdita del titolo
alla concessione e assicurando la permanenza negli alloggi
dei conduttori delle unita' immobiliari e del coniuge
superstite, alle condizioni di cui al comma 2, con basso
reddito familiare, non superiore a quello determinato con
il decreto ministeriale di cui al comma 2, ovvero con
componenti familiari portatori di handicap, dietro
corresponsione del canone in vigore all'atto della vendita,
aggiornato in base agli indici ISTAT. Gli acquirenti degli
alloggi non possono rivenderli prima della scadenza del
quinto anno dalla data di acquisto. I proventi derivanti
dalle alienazioni sono versati all'entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnati in apposita unita'
previsionale di base dello stato di previsione del
Ministero della difesa.
4. Al fine di accelerare il procedimento di alienazione
di cui al comma 3, il Ministero della difesa puo'
avvalersi, tramite la Direzione generale dei lavori e del
demanio, dell'attivita' di tecnici dell'Agenzia del
demanio.
4-bis.Al fine di semplificare le procedure di
alienazione di cui ai commi 2 e 3, con decreto del Ministro
della Difesa, sottoposto al controllo preventivo di
legittimita' della Corte dei conti, sono definiti i
contenuti essenziali nonche' le eventuali condizioni e
clausole di garanzia dei diritti dello Stato, dei contratti
di compravendita stipulati in forma pubblico amministrativa
o notarile, tra l'amministrazione della Difesa e gli
acquirenti. I contratti producono effetti anticipati dal
momento della loro sottoscrizione, e sono sottoposti
esclusivamente al controllo successivo della Corte dei
conti, la quale si pronuncia sulla regolarita', sulla
correttezza e sulla efficacia della gestione.
5. Fatte salve le alienazioni con i procedimenti di cui
al comma 2 e di cui al comma 3, gli alloggi di servizio
individuati per essere destinati a procedure di dismissione
in virtu' di previgenti disposizioni normative, restano
nella disponibilita' del Ministero della difesa per
l'utilizzo o per l'alienazione."
Si riporta il testo dell'art. 12 del citato
decreto-legge n. 98 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 12 Acquisto, vendita, manutenzione e censimento
di immobili pubblici
1. A decorrere dal 1° gennaio 2012 le operazioni di
acquisto e vendita di immobili, effettuate sia in forma
diretta sia indiretta, da parte delle amministrazioni
inserite nel conto economico consolidato della pubblica
amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale
di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'art. 1
della legge 31 dicembre 2009, n. 196, con l'esclusione
degli enti territoriali, degli enti previdenziali e degli
enti del servizio sanitario nazionale, nonche' del
Ministero degli affari esteri con riferimento ai beni
immobili ubicati all'estero, sono subordinate alla verifica
del rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica da
attuarsi con decreto di natura non regolamentare del
Ministro dell'economia e delle finanze. Per gli enti
previdenziali pubblici e privati restano ferme le
disposizioni di cui al comma 15 dell'art. 8 del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
2. A decorrere dal 1° gennaio 2013:
a) sono attribuite all'Agenzia del demanio le decisioni
di spesa, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, relative agli interventi manutentivi, a
carattere ordinario e straordinario, effettuati sugli
immobili di proprieta' dello Stato, in uso per finalita'
istituzionali alle Amministrazioni dello Stato di cui
all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, e successive modificazioni, incluse la Presidenza
del Consiglio dei Ministri e le Agenzie, anche fiscali,
fatte salve le specifiche previsioni di legge riguardanti
il Ministero della difesa, il Ministero degli affari esteri
e il Ministero per i beni e le attivita' culturali, nonche'
il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con
riferimento a quanto previsto dagli articoli 41 e 42 del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni, e dagli articoli 127 e 128 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive
modificazioni. Conseguentemente sono fatte salve le risorse
attribuite al Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti per gli interventi relativi agli edifici pubblici
statali e agli immobili demaniali, le cui decisioni di
spesa sono assunte, nei limiti delle predette risorse, dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentita
l'Agenzia del demanio;
b) sono altresi' attribuite all'Agenzia del demanio le
decisioni di spesa, sentito il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, per gli interventi
manutentivi posti a carico del conduttore sui beni immobili
di proprieta' di terzi utilizzati a qualsiasi titolo dalle
Amministrazioni di cui alla lettera a);
c) restano ferme le decisioni di spesa del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti relative agli
interventi manutentivi effettuati su beni immobili ovvero
infrastrutture diversi da quelli di cui alle lettere a) e
b). Tali interventi sono comunicati all'Agenzia del demanio
preventivamente, al fine del necessario coordinamento con
le attivita' poste in essere ai sensi delle lettere a) e
b);
d) gli interventi di piccola manutenzione nonche'
quelli atti ad assicurare l'adeguamento alle disposizioni
di cui al Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 sono
curati direttamente dalle Amministrazioni utilizzatrici
degli immobili, anche se di proprieta' di terzi. Tutti gli
interventi sono comunicati all'Agenzia del demanio
preventivamente, al fine del necessario coordinamento con
le attivita' poste in essere ai sensi delle lettere a), b)
e c) e, nel caso di immobili in locazione passiva, al fine
di verificare le previsioni contrattuali in materia.
3. Le Amministrazioni di cui al comma 2 comunicano,
entro il 31 gennaio di ogni anno, a decorrere dal 2012, la
previsione triennale dei lavori di manutenzione ordinaria e
straordinaria che prevedono di effettuare sugli immobili di
proprieta' dello Stato alle stesse in uso, e dei lavori di
manutenzione ordinaria che prevedono di effettuare sugli
immobili condotti in locazione passiva ovvero utilizzati a
qualsiasi titolo.
4. Anche sulla base delle previsioni triennali
presentate e delle verifiche effettuate, sentiti i
Provveditorati per le opere pubbliche del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, l'Agenzia del demanio
assume le decisioni di spesa sulla base di un piano
generale di interventi per il triennio successivo, volto,
ove possibile, al recupero degli spazi interni degli
immobili di proprieta' dello Stato al fine di ridurre le
locazioni passive. Per le medesime finalita', l'Agenzia del
demanio puo' stipulare accordi quadro con societa'
specializzate nella riorganizzazione dei processi di
funzionamento che, in collaborazione con le Amministrazioni
di cui al comma 2, realizzano i progetti di recupero, a
valere sulle risorse di cui al comma 6.
5. L'Agenzia del Demanio, al fine di realizzare gli
interventi manutentivi di cui al comma 2, lettere a) e b),
stipula accordi quadro, riferiti ad ambiti territoriali
predefiniti, con operatori specializzati nel settore
individuati mediante procedure ad evidenza pubblica anche
avvalendosi di societa' a totale o prevalente capitale
pubblico, senza nuovi o maggiori oneri. L'esecuzione degli
interventi manutentivi mediante tali operatori e' curata,
previa sottoscrizione di apposita convenzione quadro, dalle
strutture del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti senza nuovi o maggiori oneri, ovvero, in funzione
della capacita' operativa delle stesse strutture,
dall'Agenzia del Demanio. Gli atti relativi agli interventi
gestiti dalle strutture del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti sono sottoposti al controllo degli uffici
appartenenti al sistema delle ragionerie del Dipartimento
della Ragioneria Generale dello Stato, secondo le modalita'
previste dal decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123.
Gli atti relativi agli interventi gestiti dall'Agenzia del
Demanio sono controllati secondo le modalita' previste
dalla propria organizzazione. Il ricorso agli operatori con
i quali sono stipulati gli accordi quadro e' disposto anche
per gli interventi disciplinati da specifiche previsioni di
legge riguardanti il Ministero della difesa e il Ministero
per i beni e le attivita' culturali. Dell'avvenuta stipula
delle convenzioni o degli accordi quadro e' data immediata
notizia sul sito internet dell'Agenzia del Demanio. Al fine
di assicurare il rispetto degli impegni assunti con le
convenzioni di cui al presente comma, il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti assicura un'adeguata
organizzazione delle proprie strutture periferiche, in
particolare individuando all'interno dei provveditorati un
apposito ufficio dedicato allo svolgimento delle attivita'
affidate dall'Agenzia del Demanio e di quelle previste
dall'art. 12, comma 8, del presente decreto, dotato di
idonee professionalita'.
6. Gli stanziamenti per gli interventi manutentivi a
disposizione delle Amministrazioni di cui al comma 2,
lettere a) e b), confluiscono, a decorrere dal 1° gennaio
2013, in due appositi fondi, rispettivamente per le spese
di parte corrente e di conto capitale per le manutenzioni
ordinaria e straordinaria, istituiti nello stato di
previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle
finanze, impiegati dall'Agenzia del demanio. Le risorse
necessarie alla costituzione dei predetti fondi derivano da
corrispondenti riduzioni degli stanziamenti di ciascuna
Amministrazione, sulla base delle comunicazioni di' cui
all'art. 2, comma 222, decimo periodo, della legge 23
dicembre 2009, n. 191. Restano fermi i limiti stabiliti
dall'art. 2, comma 618, della legge 24 dicembre 2007, n.
244; dall'art. 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009,
n. 191; dall'art. 8 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122. Le risorse di cui al periodo precedente sono
inizialmente determinate al netto di quelle che possono
essere assegnate in corso d'anno ai sensi dell'art. 28
della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
7. Fino alla stipula degli accordi o delle convenzioni
quadro di cui al comma 5 e, comunque, per i lavori gia'
appaltati alla data della stipula degli accordi o delle
convenzioni quadro, gli interventi manutentivi continuano
ad essere gestiti dalle Amministrazioni interessate fermi
restando i limiti stabiliti dalla normativa vigente dandone
comunicazione, limitatamente ai nuovi interventi,
all'Agenzia del demanio che ne assicurera' la copertura
finanziaria a valere sui fondi di cui al comma 6 a
condizione che gli stessi siano ricompresi nel piano
generale degli interventi. Successivamente alla stipula
dell'accordo o della convenzione quadro, e' nullo ogni
nuovo contratto di manutenzione ordinaria e straordinaria
non affidato dall'Agenzia del demanio, fatta eccezione per
quelli stipulati dalla Presidenza del Consiglio dei
Ministri e dichiarati indispensabili per la protezione
degli interessi della sicurezza dello Stato con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri. Salvo quanto
previsto in relazione all'obbligo di avvalersi degli
accordi quadro di cui al comma 5, restano esclusi dalla
disciplina del presente comma i beni immobili riguardanti
il Ministero della difesa ed il Ministero per i beni e le
attivita' culturali, il Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti con riferimento a quanto previsto dal comma
2, nonche' i beni immobili all'estero riguardanti il
Ministero degli affari esteri, salva la preventiva
comunicazione dei piani di interventi all'Agenzia del
demanio, al fine del necessario coordinamento con le
attivita' poste in essere ai sensi comma 1 e con i piani di
razionalizzazione degli spazi elaborati dall'Agenzia stessa
previsti all'art. 2, comma 222, della legge 23 dicembre
2009, n. 191.
8. L'Agenzia del demanio, al fine di verificare e
monitorare gli interventi necessari di manutenzione
ordinaria e straordinaria, puo' dotarsi di proprie
professionalita' e di strutture interne appositamente
dedicate, sostenendo i relativi oneri a valere sulle
risorse di cui al comma 6 nella misura massima dello 0,5%.
Per i predetti fini, inoltre, l'Agenzia del demanio puo'
avvalersi delle strutture del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti senza nuovi o maggiori oneri
ovvero, in funzione della capacita' operativa di tali
strutture, puo', con procedure ad evidenza pubblica e a
valere sulle risorse di cui al comma 6, selezionare
societa' specializzate ed indipendenti.
9. Per una compiuta attuazione delle disposizioni di
cui all'art. 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n.
191, volte alla razionalizzazione degli spazi ed al
contenimento della spesa pubblica, e fermo restando quanto
ivi previsto al nono periodo, le Amministrazioni di cui al
comma 2 del presente articolo, a decorrere dal 1° gennaio
2013, comunicano annualmente all'Agenzia del demanio, a
scopo conoscitivo, le previsioni relative alle nuove
costruzioni, di programmata realizzazione nel successivo
triennio. Le comunicazioni devono indicare, oltre l'esatta
descrizione dell'immobile e la sua destinazione presente e
futura, l'ammontare dei relativi oneri e le connesse
risorse finanziarie, nonche' i tempi previsti per la
realizzazione delle opere.
10. Con uno o piu' decreti di natura non regolamentare
del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto
con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da
adottarsi, il primo, entro il termine di 90 giorni dalla
data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, sono
definite, per l'attuazione della presente norma senza nuovi
o maggiori oneri, le attivita' dei Provveditorati per le
opere pubbliche e le modalita', termini, criteri e risorse
disponibili.
11. Al comma 3 dell'art. 8 del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, le parole: "di cui al comma 222,
periodo nono", sono sostituite dalle seguenti: "di cui
all'art. 2, comma 222".
12. All'art. 13 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica e' sostituita dalla seguente: "Misure per
razionalizzare la gestione e la dismissione del patrimonio
residenziale pubblico";
b) il comma 1 e' sostituito dal seguente: "1. In
attuazione degli articoli 47 e 117, commi secondo, lettera
m), e terzo della Costituzione, al fine di assicurare il
coordinamento della finanza pubblica, i livelli essenziali
delle prestazioni e favorire l'accesso alla proprieta'
dell'abitazione, entro il 31 dicembre 2011, il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti ed il Ministro per i
rapporti con le regioni e per la coesione territoriale
promuovono, in sede di Conferenza unificata, di cui
all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
la conclusione di accordi con regioni ed enti locali aventi
ad oggetto la semplificazione delle procedure di
alienazione degli immobili di proprieta' degli Istituti
autonomi per le case popolari, comunque denominati, nonche'
la dismissione e la razionalizzazione del patrimonio dei
predetti Istituti anche attraverso la promozione di fondi
immobiliari nell'ambito degli interventi previsti dall'art.
11, comma 3, lettera a). In sede di Conferenza Unificata si
procede annualmente al monitoraggio dello stato di
attuazione dei predetti accordi.".
13. La violazione degli obblighi di comunicazione
stabiliti dall'art. 2, comma 222, della legge 23 dicembre
2009, n. 191, e successive modificazioni, e dai decreti di
cui al medesimo comma, quindicesimo periodo, e' causa di
responsabilita' amministrativa. Le amministrazioni soggette
ai suddetti obblighi individuano, secondo le rispettive
strutture organizzative e i relativi profili di competenza,
i responsabili della comunicazione stessa, trasmettendoli
al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento
del tesoro, tramite registrazione sul portale. Per la
comunicazione delle unita' immobiliari e dei terreni, delle
concessioni e delle partecipazioni, prevista dal decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze del 30 luglio
2010, il termine per l'adempimento e' il 31 luglio 2012. I
termini e gli ambiti soggettivi per la comunicazione dei
dati relativi agli altri attivi dello Stato sono previsti
dai successivi decreti emanati ai sensi dell'art. 2, comma
222, quindicesimo periodo che li individuano.
14. All'art. 2, comma 222, dodicesimo periodo, della
legge 23 dicembre 2009, n. 191, le parole: «rendiconto
patrimoniale dello Stato a prezzi di mercato previsto
dall'art. 6, comma 8, lettera e), del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica del 30 gennaio
2008, n. 43 e del conto generale del patrimonio dello Stato
di cui all'art. 14 del decreto legislativo 7 agosto 1997,
n. 279» sono sostituite dalle seguenti: «rendiconto
patrimoniale delle Amministrazioni pubbliche a valori di
mercato».
15. All'art. 2, comma 222, sedicesimo periodo, della
legge 23 dicembre 2009, n. 191, le parole: "l'Agenzia del
demanio ne effettua la segnalazione alla Corte dei conti"
sono sostituite dalle seguenti: "l'Agenzia del demanio e il
Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento del
tesoro ne effettuano la segnalazione alla Corte dei conti
per gli atti di rispettiva competenza".
Si riporta il testo dell'art. 3-bis del decreto-legge
25 settembre 2001, n. 351 (Disposizioni urgenti in materia
di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio
immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di
investimento immobiliare), convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 novembre 2001, n. 410 e successive
modificazioni ed integrazioni, come modificato dalla
presente legge:
"3-bis. Valorizzazione e utilizzazione a fini economici
dei beni immobili tramite concessione o locazione.
1. I beni immobili di proprieta' dello Stato
individuati ai sensi dell'art. 1 possono essere concessi o
locati a privati, a titolo oneroso, ai fini della
riqualificazione e riconversione dei medesimi beni tramite
interventi di recupero, restauro, ristrutturazione anche
con l'introduzione di nuove destinazioni d'uso finalizzate
allo svolgimento di attivita' economiche o attivita' di
servizio per i cittadini, ferme restando le disposizioni
contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di
cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e
successive modificazioni.
2. Il Ministero dell'economia e delle finanze - Agenzia
del demanio puo' convocare una o piu' conferenze di servizi
o promuovere accordi di programma per sottoporre
all'approvazione iniziative per la valorizzazione degli
immobili di cui al presente articolo.
3. Ai Comuni interessati dal procedimento di cui al
comma 2 e' rimessa, per l'intera durata della concessione o
della locazione, un'aliquota pari al 10 per cento del
relativo canone. Qualora espressamente previsto dal bando
di gara, ai Comuni e', altresi', riconosciuta una somma non
inferiore al 50 per cento e non superiore al 100 per cento
del contributo di costruzione dovuto ai sensi dell'art. 16
del testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e delle
relative leggi regionali, per l'esecuzione delle opere
necessarie alla riqualificazione e riconversione. Tale
importo e' corrisposto dal concessionario o dal locatario
all'atto del rilascio o dell'efficacia del titolo
abilitativo edilizio.
4. Le concessioni e le locazioni di cui al presente
articolo sono assegnate con procedure ad evidenza pubblica,
per un periodo di tempo commisurato al raggiungimento
dell'equilibrio economico-finanziario dell'iniziativa e
comunque non eccedente i cinquanta anni.
5. I criteri di assegnazione e le condizioni delle
concessioni o delle locazioni di cui al presente articolo
sono contenuti nei bandi predisposti dall'Agenzia del
demanio, prevedendo espressamente:
a) il riconoscimento all'affidatario di un indennizzo
valutato sulla base del piano economico-finanziario, nei
casi di revoca della concessione per sopravvenute esigenze
pubbliche o di recesso dal contratto di locazione nei casi
previsti dal contratto;
b) la possibilita', ove richiesto dalla specifica
iniziativa di valorizzazione, di subconcedere le attivita'
economiche o di servizio di cui al precedente comma 1. Alle
concessioni disciplinate dal presente articolo non si
applica, pertanto, il divieto di cui all'art. 5, comma 3,
del decreto del Presidente della Repubblica n. 296 del 13
settembre 2005.
6. Per il perseguimento delle finalita' di
valorizzazione e utilizzazione a fini economici dei beni di
cui al presente articolo, i beni medesimi possono essere
affidati a terzi ai sensi dell'art. 143 del codice dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture,
di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in
quanto compatibile."
Si riporta il testo dell'art. 33-bis del citato
decreto-legge n. 98 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 33-bis Strumenti sussidiari per la gestione degli
immobili pubblici
1. Per la valorizzazione, trasformazione, gestione e
alienazione del patrimonio immobiliare pubblico di
proprieta' dei Comuni, Province, Citta' metropolitane,
Regioni, Stato e degli Enti vigilati dagli stessi, nonche'
dei diritti reali relativi ai beni immobili, anche
demaniali, il Ministero dell'economia e delle finanze -
Agenzia del demanio promuove, anche ai sensi del presente
decreto, iniziative idonee per la costituzione, senza nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica, di societa',
consorzi o fondi immobiliari. Alle societa' di cui al
presente comma si applicano, ai soli fini fiscali, le
disposizioni di cui all'art. 1, commi 131, 134, 137, 138 e
139, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
2. L'avvio della verifica di fattibilita' delle
iniziative di cui al presente articolo e' promosso
dall'Agenzia del demanio ed e' preceduto dalle attivita' di
cui al comma 4 dell'art. 3-ter del decreto-legge 25
settembre 2001, n. 351 convertito, con modificazioni dalla
legge 23 novembre 2001, n. 410. Qualora siano compresi
immobili soggetti a vincoli di tutela, per l'acquisizione
di pareri e nulla-osta preventivi ovvero orientativi da
parte delle Amministrazioni preposte alla tutela, l'Agenzia
del demanio procede alla convocazione di una conferenza dei
servizi di cui all'art. 14-bis della legge 7 agosto 1990,
n. 241 che si deve esprimere nei termini e con i criteri
indicati nel predetto articolo. Conclusa la procedura di
individuazione degli immobili di cui al presente comma, i
soggetti interessati si pronunciano entro 60 giorni dal
ricevimento della proposta. Le risposte positive
costituiscono intesa preventiva all'avvio delle iniziative.
In caso di mancata espressione entro i termini anzidetti,
la proposta deve essere considerata inattuabile.
3. Qualora le iniziative di cui al presente articolo
prevedano forme societarie, ad esse partecipano i soggetti
apportanti e il Ministero dell'economia e delle finanze -
Agenzia del demanio, che aderisce anche nel caso in cui non
vi siano inclusi beni di proprieta' dello Stato in qualita'
di finanziatore e di struttura tecnica di supporto.
L'Agenzia del demanio individua, attraverso procedure di
evidenza pubblica, gli eventuali soggetti privati
partecipanti. La stessa Agenzia, per lo svolgimento delle
attivita' relative all'attuazione del presente articolo,
puo' avvalersi di soggetti specializzati nel settore,
individuati tramite procedure ad evidenza pubblica o di
altri soggetti pubblici. Lo svolgimento delle attivita' di
cui al presente comma dovra' avvenire nel limite delle
risorse finanziarie disponibili. Le iniziative realizzate
in forma societaria sono soggette al controllo della Corte
dei Conti sulla gestione finanziaria, con le modalita'
previste dall'art. 12 della legge 21 marzo 1958, n. 259.
4. I rapporti tra il Ministero dell'economia e delle
finanze - Agenzia del demanio e i soggetti partecipanti
sono disciplinati dalla legge, e da un atto contenente a
pena di nullita' i diritti e i doveri delle parti, anche
per gli aspetti patrimoniali. Tale atto deve contenere,
inoltre, la definizione delle modalita' e dei criteri di
eventuale annullamento dell'iniziativa, prevedendo
l'attribuzione delle spese sostenute, in quota
proporzionale, tra i soggetti partecipanti.
5. Il trasferimento alle societa' o l'inclusione nelle
iniziative concordate ai sensi del presente articolo non
modifica il regime giuridico previsto dagli articoli 823 e
829, primo comma, del codice civile, dei beni demaniali
trasferiti. Per quanto concerne i diritti reali si
applicano le leggi generali e speciali vigenti. Alle
iniziative di cui al presente articolo, se costituite in
forma di societa', consorzi o fondi immobiliari si applica
la disciplina prevista dal codice civile, ovvero le
disposizioni generali sui fondi comuni di investimento
immobiliare.
6. L'investimento nelle iniziative avviate ai sensi del
presente articolo e' compatibile con i fondi disponibili di
cui all'art. 2, comma 488, della legge 24 dicembre 2007, n.
244.
7. I commi 1 e 2 dell'art. 58 del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112 convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, sono cosi' sostituiti:
«1. Per procedere al riordino, gestione e
valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni,
Province, Comuni e altri Enti locali, nonche' di societa' o
Enti a totale partecipazione dei predetti enti, ciascuno di
essi, con delibera dell'organo di Governo individua,
redigendo apposito elenco, sulla base e nei limiti della
documentazione esistente presso i propri archivi e uffici,
i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di
competenza, non strumentali all'esercizio delle proprie
funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione
ovvero di dismissione. Viene cosi' redatto il piano delle
alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al
bilancio di previsione nel quale, previa intesa, sono
inseriti immobili di proprieta' dello Stato individuati dal
Ministero dell'economia e delle finanze - Agenzia del
demanio tra quelli che insistono nel relativo territorio.
2. L'inserimento degli immobili nel piano ne determina
la conseguente classificazione come patrimonio disponibile,
fatto salvo il rispetto delle tutele di natura
storico-artistica, archeologica, architettonica e
paesaggistico-ambientale. Il piano e' trasmesso agli Enti
competenti, i quali si esprimono entro trenta giorni,
decorsi i quali, in caso di mancata espressione da parte
dei medesimi Enti, la predetta classificazione e' resa
definitiva. La deliberazione del consiglio comunale di
approvazione, ovvero di ratifica dell'atto di deliberazione
se trattasi di societa' o Ente a totale partecipazione
pubblica, del piano delle alienazioni e valorizzazioni
determina le destinazioni d'uso urbanistiche degli
immobili. Le Regioni, entro 60 giorni dalla data di entrata
in vigore della presente disposizione, disciplinano
l'eventuale equivalenza della deliberazione del consiglio
comunale di approvazione quale variante allo strumento
urbanistico generale, ai sensi dell'art. 25 della legge 28
febbraio 1985, n. 47, anche disciplinando le procedure
semplificate per la relativa approvazione. Le Regioni,
nell'ambito della predetta normativa approvano procedure di
copianificazione per l'eventuale verifica di conformita'
agli strumenti di pianificazione sovraordinata, al fine di
concludere il procedimento entro il termine perentorio di
90 giorni dalla deliberazione comunale. Trascorsi i
predetti 60 giorni, si applica il comma 2 dell'art. 25
della legge 28 febbraio 1985, n. 47. Le varianti
urbanistiche di cui al presente comma, qualora rientrino
nelle previsioni di cui al paragrafo 3 dell'art. 3 della
direttiva 2001/42/CE e al comma 4 dell'art. 7 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i. non sono
soggette a valutazione ambientale strategica».»
Si riporta il testo del comma 3 dell'art. 17 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n.
131 (Approvazione del Testo unico delle disposizioni
concernenti l'imposta di registro):
"3. Per i contratti di locazione e sublocazione di
immobili urbani di durata pluriennale l'imposta puo' essere
assolta sul corrispettivo pattuito per l'intera durata del
contratto ovvero annualmente sull'ammontare del canone
relativo a ciascun anno. In caso di risoluzione anticipata
del contratto il contribuente che ha corrisposto l'imposta
sul corrispettivo pattuito per l'intera durata del
contratto ha diritto al rimborso del tributo relativo alle
annualita' successive a quella in corso. L'imposta relativa
alle annualita' successive alla prima, anche conseguenti a
proroghe del contratto comunque disposte, deve essere
versata con le modalita' di cui al comma 1."
Si riporta il testo del comma 7 dell'art. 57 del citato
decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986:
"[7] Nei contratti in cui e' parte lo Stato, obbligata
al pagamento dell'imposta e' unicamente l'altra parte
contraente, anche in deroga all'art. 8 della legge 27
luglio 1978, n. 392, sempreche' non si tratti di imposta
dovuta per atti presentati volontariamente per la
registrazione dalle Amministrazioni dello Stato."
Si riporta il testo dell'art. 41 del decreto-legge 30
dicembre 2008, n. 207 (Proroga di termini previsti da
disposizioni legislative e disposizioni finanziarie
urgenti), convertito con legge 27 febbraio 2009, n. 14,
come modificato dalla presente legge:
«Art. 41. Proroghe di termini in materia finanziaria.
Proroga di termini in materia di istruzione e misure
relative all'attuazione della Programmazione cofinanziata
dall'Unione europea per il periodo 2007-2013 (59)
1. Il termine per procedere alle assunzioni di
personale a tempo indeterminato relative alle cessazioni
verificatesi nell'anno 2007, di cui all'art. 1, commi 523 e
643, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive
modificazioni, e' prorogato al 31 dicembre 2010 e le
relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 31
dicembre 2009. (62)
2. Il termine per procedere alle stabilizzazioni di
personale relative alle cessazioni verificatesi nell'anno
2007, di cui all'art. 1, comma 526, della legge 27 dicembre
2006, n. 296, e successive modificazioni, e' prorogato al
30 giugno 2009 e le relative autorizzazioni possono essere
concesse entro il 31 marzo 2009 (69).
3. Il termine per procedere alle assunzioni di
personale a tempo indeterminato di cui all'art. 1, comma
527, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive
modificazioni, e' prorogato al 30 settembre 2009 e le
relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 30
giugno 2009.
4. Il termine per effettuare le assunzioni di personale
gia' autorizzate per l'anno 2008 ai sensi dell'art. 3,
comma 89, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e'
prorogato al 30 settembre 2009. (64)
5. Resta fermo quanto previsto dall'art. 74, comma 6,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
6. Il divieto di cui all'art. 1, comma 132, della legge
30 dicembre 2004, n. 311, e' prorogato anche per gli anni
successivi al 2008.
6-bis. All' art. 6, comma 4-ter, del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla
legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) ovunque ricorrano, le parole: «4 milioni di euro per
ciascuno degli anni dal 2012 al 2019» sono sostituite dalle
seguenti: «8 milioni di euro per ciascuno degli anni dal
2012 al 2015»;
b) dopo le parole: «si provvede» sono inserite le
seguenti: «per l'importo complessivamente corrispondente
all'entita' del Fondo di cui al comma 4-bis». (56)
6-ter. All' art. 79, comma 1-sexies, lettera a), del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, al
secondo periodo, le parole: «l'Agenzia delle entrate mette
a disposizione del SSN» sono sostituite dalle seguenti:
«entro il 15 marzo di ogni anno l'Agenzia delle entrate, il
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali e l'INPS mettono a disposizione del SSN». (56)
6-quater. Al fine di proseguire l'integrale utilizzo
delle risorse comunitarie relative ai Programmi operativi
per la scuola 2007/2013 - Obiettivo Convergenza, il Fondo
di rotazione di cui all' art. 5 della legge 16 aprile 1987,
n. 183, e' autorizzato ad anticipare, nei limiti delle
risorse disponibili, su richiesta del Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, le quote
dei contributi comunitari e statali previste per il biennio
2007-2008. Per le annualita' successive, il Fondo procede
alle relative anticipazioni sulla base dello stato di
avanzamento dei programmi. (56)
6-quinquies. Per il reintegro delle somme anticipate
dal Fondo, ai sensi del comma 6-quater, si provvede, per la
parte comunitaria, con imputazione agli accrediti disposti
dall'Unione europea a titolo di rimborso delle spese
effettivamente sostenute e, per la parte statale, con
imputazione agli stanziamenti autorizzati in favore dei
medesimi programmi nell'ambito delle procedure previste
dalla legge 16 aprile 1987, n. 183. (56)
7. Le disposizioni dell'art. 36 della legge 27 dicembre
2002, n. 289, cosi' come interpretate dall'art. 3, comma
73, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono prorogate
per gli anni 2009, 2010, 2011, 2012 e 2013.
Conseguentemente, a decorrere dall'anno 2014 le indennita'
e i compensi di cui al primo periodo possono essere
aggiornati, secondo le modalita' stabilite dalle
disposizioni istitutive, con riferimento alle variazioni
del costo della vita intervenute rispetto all'anno 2013,
nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili in base
alla legislazione vigente e nel rispetto dei vincoli di
finanza pubblica. (66)
8. All'art. 8, comma 1, lettera c), terzo periodo, del
decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le
parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti:
«30 giugno 2009».
9. All'art. 3, comma 112, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle
seguenti: «31 dicembre 2009».
10. Il potere di adozione da parte dei Ministeri degli
atti applicativi delle riduzioni degli assetti
organizzativi di cui all'art. 74 del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, e' differito al 31 maggio
2009, ferma la facolta' per i predetti Ministeri di
provvedere alla riduzione delle dotazioni organiche con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da
adottare entro il medesimo termine. Conseguentemente, al
fine di consentire il rispetto del termine di cui al primo
periodo, semplificando il procedimento di organizzazione
dei Ministeri, all'art. 4 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 4, dopo le parole: «dei relativi compiti»
sono inserite le seguenti: «, nonche' la distribuzione dei
predetti uffici tra le strutture di livello dirigenziale
generale,»;
b) dopo il comma 4, e' inserito il seguente: «4-bis. La
disposizione di cui al comma 4 si applica anche in deroga
alla eventuale distribuzione degli uffici di livello
dirigenziale non generale stabilita nel regolamento di
organizzazione del singolo Ministero.».
11. Al fine di assicurare alla regione Friuli-Venezia
Giulia previsioni finanziare certe per il bilancio di
previsione relativo al triennio 2009-2011, le disposizioni
di cui all'art. 2, comma 5, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244 (55), e successive modificazioni, sono prorogate per
l'anno 2011 nella misura di 30 milioni di euro. Gli
interventi in favore della minoranza slovena di cui
all'art. 16 della legge 23 febbraio 2001, n. 38, sono
prorogati per l'anno 2008 e conseguentemente e' autorizzata
la spesa di un milione di euro per l'anno 2008, da
assegnare alla regione Friuli-Venezia Giulia. All'onere
derivante dal presente comma, si provvede, quanto a 1
milione di euro per l'anno 2008, mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte
corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale
2008-2010, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e
speciali» della missione «Fondi da ripartire» nello stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per l'anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca; quanto a 30 milioni di
euro per l'anno 2011, mediante riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 5, comma 4,
del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, come
integrato dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,
n. 133. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio (60).
12. Le attivita' conseguenti alla disposizione di cui
all'art. 9, comma 1-bis, lettera c), ultimo periodo, del
decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112,
proseguono fino al 30 giugno 2009 e fino a tale data
restano efficaci gli atti convenzionali di applicazione
della predetta disposizione.
13. I provvedimenti di comando del personale
appartenente a Fintecna Spa, gia' dipendente dell'IRI,
presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale da
almeno cinque anni senza soluzione di continuita', sono
prorogati fino alla conclusione delle procedure di
inquadramento nei ruoli dell'INPS da effettuare ai sensi
degli articoli 30, 33 e 34-bis del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, nei limiti dei posti in organico e,
comunque, non oltre il 31 dicembre 2009 e nell'ambito delle
facolta' assunzionali previste dall'art. 66, comma 3, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
14. Il termine di un anno per l'adempimento del dovere
di alienazione di cui all'art. 30, comma 2, del testo unico
delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e' differito
fino ad un anno qualora il superamento del limite previsto
dalla predetta disposizione derivi da operazioni di
concentrazione tra banche oppure fra investitori.
15. All'Ente italiano montagna (EIM) e' concesso, per
l'anno finanziario 2009, un contributo di euro 2.800.000 a
cui si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui al decreto legislativo
5 giugno 1998, n. 204, come determinato dalla tabella C
della legge 22 dicembre 2008, n. 203 (legge finanziaria
2009). Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.
16. Il termine per effettuare le stabilizzazioni del
personale di cui al decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri in data 21 febbraio 2007, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2007, adottato ai
sensi dell'art. 1, commi 247 e 249, della legge 23 dicembre
2005, n. 266, e dell'art. 1, comma 521, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e' prorogato al 30 giugno 2009,
fermi restando i limiti finanziari di cui al comma 251
dell'art. 1 della citata legge 23 dicembre 2005, n. 266.
Nelle more del completamento delle procedure di
stabilizzazione e, comunque, non oltre il 30 giugno 2009,
le amministrazioni interessate possono continuare ad
avvalersi, nei predetti limiti finanziari, del personale
destinatario delle procedure di cui al presente comma. (57)
16-bis. Al comma 14 dell' art. 19 del decreto
legislativo 17 settembre 2007, n. 164, le parole: «e
comunque non oltre il 31 dicembre 2008» sono sostituite
dalle seguenti: «e comunque non oltre il 30 giugno 2009».
(58)
16-ter. Per le finalita' dell' art. 1, comma 484, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, alla data del 1° luglio
2009 sono trasferiti, con esclusione degli enti di cui al
comma 16-octies, nonche' di quelli posti in liquidazione
coatta amministrativa ai sensi dell' art. 9, comma 1-ter,
del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, alla
societa' Fintecna o societa' da essa interamente
controllata, i rapporti in corso, le cause pendenti ed il
patrimonio immobiliare degli enti disciolti in essere alla
data del 30 giugno 2009. Detti patrimoni costituiscono tra
loro un unico patrimonio, separato dal residuo patrimonio
della societa' trasferitaria. Alla data del trasferimento i
predetti enti disciolti sono dichiarati estinti (72). (58)
16-quater. La definizione delle questioni riguardanti i
pregressi rapporti di lavoro con gli enti disciolti e la
gestione del relativo contenzioso configurano attivita'
escluse dal trasferimento. (58) (70)
16-quinquies. Il corrispettivo provvisorio spettante
allo Stato per il trasferimento e' fissato sulla base delle
modalita' stabilite con decreto di natura non regolamentare
del Ministro dell'economia e delle finanze da emanare entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto. Il corrispettivo
previsto dal presente comma e' versato entro il 31 ottobre
2010 all'entrata del bilancio dello Stato.
16-sexies. La societa' trasferitaria procede alla
liquidazione del patrimonio trasferito secondo le modalita'
stabilite dall' art. 1, comma 491, primo e secondo periodo,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e puo' continuare ad
avvalersi dell'Avvocatura generale dello Stato, nei
processi nei quali essa e' costituita alla data del
trasferimento. Nell'ambito della liquidazione del
patrimonio trasferito, la proprieta' degli immobili
utilizzati in locazione passiva dal Ministero dell'economia
e delle finanze e' trasferita allo Stato. Il corrispettivo
del trasferimento e' costituito dalla proprieta' di beni
immobili dello Stato, di valore equivalente, da individuare
e valutare a cura dell'Agenzia del Demanio, previa intesa
con le societa' di cui al comma 16-ter. Con separato atto,
da stipularsi entro 60 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente disposizione, sono regolati i
rapporti tra le parti interessate.
16-septies. Al termine della liquidazione del
patrimonio trasferito, con le modalita' stabilite ai sensi
del comma 16-sexies, e' determinato l'eventuale maggiore
importo risultante dalla differenza tra l'esito economico
effettivo consuntivato alla chiusura della liquidazione e
il corrispettivo provvisorio pagato. Tale importo e'
ripartito nella misura stabilita dall' art. 1, comma 493,
secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. (58)
16-octies. Allo scopo di accelerare e razionalizzare la
prosecuzione delle liquidazioni dell'Ente Nazionale per la
Cellulosa e per la Carta (E.N.C.C.), della LAM.FOR. s.r.l.
e del Consorzio del Canale Milano Cremona Po, la societa'
Fintecna o societa' da essa interamente controllata ne
assume le funzioni di liquidatore. Per queste liquidazioni
lo Stato, ai sensi dell' art. 9, comma 1-ter, del
decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, risponde
delle passivita' nei limiti dell'attivo della singola
liquidazione. Al termine delle operazioni di liquidazione,
il saldo finale, se positivo, viene versato al bilancio
dello Stato. Il Ministero dell'economia e delle finanze,
con apposito decreto, determina il compenso spettante alla
societa' liquidatrice, a valere sulle risorse della
liquidazione. (58)
16-novies. Tutte le operazioni compiute in attuazione
delle disposizioni di cui ai commi da 16-ter a 16-octies
sono esenti da qualunque imposta, diretta o indiretta,
tassa, obbligo e onere tributario comunque inteso o
denominato. (58)
16-decies. A decorrere dal 1° febbraio 2009, nel comma
2 dell' art. 12 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009,
n. 2, l'ultimo periodo e' soppresso. (58)
16-undecies. Le convenzioni di cui all' art. 3, comma
1, della legge 26 novembre 1993, n. 489, inerenti alla
gestione delle residue funzioni statali in materia di
sostegno alle attivita' produttive, nonche' alle imprese
colpite dalle eccezionali avversita' atmosferiche e dagli
eventi alluvionali del novembre 1994, possono essere
prorogate, per motivi di pubblico interesse, non oltre il
31 dicembre 2010 (67) con una riduzione di almeno il 10 per
cento delle relative commissioni. (58)
16-duodecies. All' art. 32 della legge 27 luglio 1978,
n. 392, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo comma, dopo le parole: «aumento del
canone» sono inserite le seguenti: «, per i contratti
stipulati per durata non superiore a quella di cui all'art.
27,»;
b) al terzo comma, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «ed a quelli in corso al momento dell'entrata in
vigore del limite di aggiornamento di cui al secondo comma
del presente articolo». (58)
16-terdecies. Al fine di consentire la conclusione
entro tre mesi delle procedure afferenti la stipula di
convenzioni per lo svolgimento di attivita' socialmente
utili (ASU) nonche' per l'attuazione di politiche attive
del lavoro finalizzate alla stabilizzazione occupazionale
dei lavoratori impiegati in ASU e nelle disponibilita' dei
comuni della Regione siciliana da almeno un triennio, e'
autorizzata la spesa di 55 milioni di euro a decorrere dal
2009. Per gli anni 2009, 2010 e 2011, la spesa fa carico
alle risorse preordinate nel bilancio dello Stato ai sensi
dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 5
giugno e 1° agosto 2008, con utilizzazione
dell'autorizzazione di spesa di cui all' art. 5, comma 4,
del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, e
successive modificazioni. Dall'anno 2012 si provvede ai
sensi dell' art. 11, comma 3, lettera d), della legge 5
agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. (58) (61)
16-quaterdecies. Al fine di potenziare l'efficienza e
l'efficacia dell'azione dell'Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato a tutela del gioco legale e responsabile
nelle more della sua trasformazione in Agenzia fiscale,
possono essere conferiti nell'ambito della medesima
Amministrazione autonoma, con esclusione dal computo
dell'incarico di direttore generale, fino a due incarichi
di livello dirigenziale, nonche' fino a due incarichi di
livello dirigenziale generale a persone di particolare e
comprovata qualificazione professionale, anche in deroga ai
limiti percentuali previsti dall' art. 19, commi 5-bis e 6,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni. I predetti incarichi, da conferire su posti
individuati con apposito decreto del Ministro dell'economia
e delle finanze, sono da considerare aggiuntivi rispetto a
quelli risultanti dalla dotazione organica
dell'Amministrazione. Allo stesso fine l'Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato e' altresi' autorizzata ad
avvalersi, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle
finanze, di personale dei ruoli del predetto Ministero gia'
in servizio nei soppressi Dipartimenti provinciali del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
Ragionerie provinciali dello Stato e Direzioni provinciali
dei servizi vari. Agli oneri derivanti dal presente comma,
pari a 1 milione di euro a decorrere dal 2009, si provvede
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del
fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2009-2011, nell'ambito del programma
"Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da
ripartire" dello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze per l'anno 2009, allo scopo
utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo
Ministero. (58)
16-quinquiesdecies. Al fine di consentire lo
svolgimento di tutte le attivita' indicate dal decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 22 ottobre 2008,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26 novembre
2008, e, in particolare, nell'art. 1, comma 3, nonche' di
tutte le attivita' comunque utili od opportune ai fini
della realizzazione dell'evento EXPO Milano 2015, il
Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento del
tesoro e' autorizzato per l'esercizio 2009 ad erogare a
titolo di apporto al capitale sociale di EXPO 2015 Spa fino
a un massimo di 4 milioni di euro, a valere sulle risorse
stanziate per il 2009 dall' art. 14, comma 1, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (58) (71)
16-sexiesdecies. In favore delle regioni a statuto
ordinario confinanti con l'Austria e' istituito un fondo
per l'erogazione di contributi alle persone fisiche per la
riduzione del prezzo alla pompa della benzina e del gasolio
per autotrazione. Il fondo e' istituito nello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, con
una dotazione di 3 milioni di euro annui a decorrere
dall'anno 2009. Le modalita' di erogazione ed i criteri di
ripartizione del predetto fondo sono stabiliti con decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del
Ministro per i rapporti con le regioni. (58)
16-sexiesdecies.1. Al fine di ridurre la
concorrenzialita' delle rivendite di benzina e gasolio
utilizzati come carburante per autotrazione situate nella
Repubblica di San Marino e nel rispetto della normativa
comunitaria vigente e' istituito, in favore delle regioni
confinanti con la stessa, un fondo per l'erogazione di
contributi alle persone fisiche per la riduzione del prezzo
della benzina e del gasolio per autotrazione alla pompa. Il
fondo e' istituito nello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze, con una dotazione di 2
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009. Le
modalita' di erogazione e i criteri di ripartizione del
predetto fondo sono stabiliti con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro per
i rapporti con le regioni. All'onere derivante
dall'attuazione del presente comma, pari a 2 milioni di
euro annui a decorrere dall'anno 2009, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui all' art. 39-ter, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre
2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
novembre 2007, n. 222. Il Ministro dell'economia e delle
finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio. L'efficacia delle
disposizioni di cui al presente comma e' subordinata
all'autorizzazione del Consiglio dell'Unione europea ai
sensi dell'art. 19 della direttiva 2003/96/CE. (63)
16-septiesdecies. Alla copertura degli oneri di cui al
comma 16-sexiesdecies, pari a 3 milioni di euro per le
spese di primo impianto per l'anno 2009 e 3 milioni di euro
annui a decorrere dall'anno 2010, si provvede mediante
corrispondente riduzione del Fondo per interventi
strutturali di politica economica, di cui all' art. 10,
comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre
2004, n. 307. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti
variazioni di bilancio».
Si riporta il testo del comma 1 dell'art. 65 del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive
modifiche e integrazioni (Riforma dell'organizzazione del
Governo, a norma dell'art. 11 della L. 15 marzo 1997, n.
59):
"65. Agenzia del demanio.
1. All'agenzia del demanio e' attribuita
l'amministrazione dei beni immobili dello Stato, con il
compito di razionalizzarne e valorizzarne l'impiego, di
sviluppare il sistema informativo sui beni del demanio e
del patrimonio, utilizzando in ogni caso, nella valutazione
dei beni a fini conoscitivi ed operativi, criteri di
mercato, di gestire con criteri imprenditoriali i programmi
di vendita, di provvista, anche mediante l'acquisizione sul
mercato, di utilizzo e di manutenzione ordinaria e
straordinaria di tali immobili. All'agenzia e' altresi'
attribuita la gestione dei beni confiscati."
Si riporta il testo dell'art. 29 del decreto-legge 29
dicembre 2011, n. 216 (Proroga di termini previsti da
disposizioni legislative), convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, come modificato dalla
presente legge:
«Art. 29 Proroghe di termini in materia fiscale
1. Alla lettera a) del comma 5 dell'art. 2 del decreto
legislativo 26 novembre 2010, n. 216, le parole: «nel 2011»
sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 aprile 2012».
2. L'applicazione delle disposizioni dell'art. 2, comma
6, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito,
con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,
decorre:
a) dal 1° gennaio 2012 con riferimento agli interessi e
agli altri proventi derivanti da conti correnti e depositi
bancari e postali, anche se rappresentati da certificati,
maturati a partire dalla predetta data;
b) dal giorno successivo alla data di scadenza del
contratto di pronti contro termine stipulato anteriormente
al 1° gennaio 2012 e avente durata non superiore a 12 mesi,
relativamente ai redditi di cui all'art. 44, comma 1,
lettera g-bis), del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e agli
interessi ed altri proventi delle obbligazioni e titoli
similari di cui al decreto legislativo 1° aprile 1996, n.
239. (72)
3. L'applicazione delle disposizioni di cui al comma
13, lettera a), numeri 1) e 2) e al comma 25, lettera b),
dell'art. 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre
2011, n. 148, decorre dal 1° gennaio 2012 con riferimento
agli interessi e proventi maturati a partire dalla predetta
data. (73)
4. All'art. 3, comma 12, del decreto-legge 30 settembre
2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2
dicembre 2005, n. 248, le parole: «30 settembre 2009» sono
sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2010» e le parole:
«30 settembre 2012» sono sostituite dalle seguenti: «31
dicembre 2013».
5. All'art. 36, commi 4-quinquies e 4-sexies, del
decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le
parole: «30 settembre 2012», ovunque ricorrano, sono
sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2013», le parole:
«30 settembre 2009» sono sostituite dalle seguenti: «31
dicembre 2010» e le parole: «1° ottobre 2012», sono
sostituite dalle seguenti: «1° gennaio 2014».
5-bis. L'abrogazione delle disposizioni previste
dall'art. 7, comma 2, lettera gg-septies), numeri 1) e 3),
del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, acquista
efficacia a decorrere dalla data di applicazione delle
disposizioni di cui alle lettere gg-ter) e gg-quater) del
medesimo comma 2. (74)
6. All'art. 23, comma 23, del decreto-legge 6 luglio
2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
luglio 2011, n. 111, le parole: «novanta giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite
dalle seguenti: «il 31 marzo 2012».
6-bis. All'art. 1, comma 1324, della legge 27 dicembre
2006, n. 296, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) le parole: «e 2011» sono sostituite dalle seguenti:
«, 2011 e 2012»;
b) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La
detrazione relativa all'anno 2012 non rileva ai fini della
determinazione dell'acconto IRPEF per l'anno 2013». (74)
6-ter. Alla copertura finanziaria degli oneri derivanti
dalle disposizioni di cui al comma 6-bis, pari a 1,3
milioni di euro per l'anno 2012 e a 4,7 milioni di euro per
l'anno 2013, si provvede mediante corrispondente riduzione
dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente
iscritto, ai fini del bilancio triennale 2012-2014,
nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali»
della missione «Fondi da ripartire» dello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per
l'anno 2012, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali. (74)
7. All'art. 42, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre
2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
febbraio 2009, n. 14, le parole: «gennaio 2011» e
«dall'anno 2010» sono sostituite rispettivamente dalle
seguenti: «gennaio 2014» e «dall'anno 2013».
8. Restano salvi gli effetti delle domande di
variazione della categoria catastale presentate ai sensi
del comma 2-bis dell'art. 7 del decreto-legge 13 maggio
2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12
luglio 2011, n. 106, anche dopo la scadenza dei termini
originariamente previsti dallo stesso comma e comunque
entro e non oltre il 30 settembre 2012 in relazione al
riconoscimento del requisito di ruralita', fermo restando
il classamento originario degli immobili rurali ad uso
abitativo. (76)
8-bis. All'art. 7, comma 2, lettera gg-ter), del
decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, come
modificato dall'art. 10 del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, dopo le parole: «dalla legge 2
dicembre 2005, n. 248,» sono inserite le seguenti: «e la
societa' Riscossione Sicilia Spa». (74)
8-ter. Il termine di cinque anni per l'utilizzazione
edificatoria dell'area previsto dall'art. 1, comma 474,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e' prorogato a dieci
anni. (74)
9. Il termine del 1° gennaio 2012 di decorrenza per
l'applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 40,
commi 01 e 02, e 43, comma 1, del testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e
successive modificazioni, e' differito al 30 giugno 2012
relativamente ai certificati da produrre al conservatore
dei registri immobiliari per l'esecuzione di formalita'
ipotecarie, nonche' ai certificati ipotecari e catastali
rilasciati dall'Agenzia del territorio. (73)
10. Al primo periodo del comma 196-bis dell'art. 2
della legge 23 dicembre 2009, n. 191, le parole: «31
dicembre 2011» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre
2012».
11. I termini indicati dal comma 31, lettere a) e b),
dell'art. 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122, e sue successive modificazioni, sono prorogati di
nove mesi. (73)
11-bis. I termini temporali e le disposizioni di cui ai
commi da 1 a 16, 22, 24, 25 e 27 dell'art. 16 del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sono
prorogati di nove mesi. (74)
11-ter. Il termine di cui all'art. 23, comma 5, del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e'
prorogato di dodici mesi. (74)
12. Il termine del 31 dicembre 2011, previsto dalla
Tabella 1 allegata al decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 25 marzo 2011, recante ulteriore proroga di
termini relativa al Ministero dell'economia e delle
finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31
marzo 2011, relativo alle attivita' di sperimentazione di
cui all'art. 12, comma 1, lettera p-bis), del decreto-legge
28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 giugno 2009, n. 77, e' prorogato al 31 dicembre
2012. (73)
12-bis. A decorrere dal 1° marzo 2012, il termine di
pagamento dell'imposta unica sulle scommesse ippiche e
sulle scommesse su eventi diversi dalle corse dei cavalli
e' stabilito al 20 dicembre dello stesso anno e al 31
gennaio dell'anno successivo, con riferimento all'imposta
unica dovuta rispettivamente per il periodo da settembre a
novembre e per il mese di dicembre, nonche' al 31 agosto e
al 30 novembre con riferimento all'imposta unica dovuta
rispettivamente per i periodi da gennaio ad aprile e da
maggio ad agosto dello stesso anno. All'onere derivante dal
presente comma, pari a 4 milioni di euro per l'anno 2012,
si provvede mediante corrispondente riduzione della
autorizzazione di spesa di cui all'art. 10, comma 5, del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307,
relativa al Fondo per interventi strutturali di politica
economica. (74)
13. All'art. 24 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011,
n. 111:
a) al comma 34, le parole: «entro il 30 novembre 2011»
sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 giugno 2012»;
b) al comma 37, le parole: «entro il 30 ottobre 2011»
sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 giugno 2012».
14. In deroga a quanto stabilito dall'art. 3, comma 1,
della legge 27 luglio 2000, n. 212, per l'anno di imposta
2011 il termine per deliberare l'aumento o la diminuzione
dell'aliquota dell'addizionale regionale all'IRPEF e'
prorogato al 31 dicembre 2011; in ogni caso l'aumento o la
diminuzione si applicano sull'aliquota di base dell'1,23
per cento e le maggiorazioni gia' vigenti alla data di
entrata in vigore del presente decreto si intendono
applicate sulla predetta aliquota di base dell'1,23 per
cento. (73)
15. Nel limite massimo di spesa di 70 milioni di euro
per l'anno 2011, e' disposta nei confronti dei soggetti
interessati dalle eccezionali avversita' atmosferiche
verificatesi nel mese di ottobre 2011 nel territorio delle
province di La Spezia e Massa Carrara e nei giorni dal 4
all'8 novembre 2011 nel territorio della provincia di
Genova e di quella di Livorno, nonche' nel territorio del
comune di Ginosa e nel territorio della provincia di
Matera, la proroga al 16 luglio 2012 dei termini degli
adempimenti e versamenti tributari nonche' dei versamenti
relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali e dei
premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni
e le malattie professionali che scadono rispettivamente nel
periodo dal 1° ottobre 2011 al 30 giugno 2012 e dal 4
novembre 2011 al 30 giugno 2012. Non si fa luogo al
rimborso di quanto gia' versato. Il versamento delle somme
oggetto di proroga e' effettuato a decorrere dal 16 luglio
2012 in un numero massimo di sei rate mensili di pari
importo. La sospensione si applica limitatamente agli
adempimenti e ai versamenti tributari relativi alle
attivita' svolte nelle predette aree. Con ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri sono stabiliti i
criteri per l'individuazione dei soggetti che usufruiscono
dell'agevolazione anche ai fini del rispetto del predetto
limite di spesa. A tal fine i Commissari delegati,
avvalendosi dei comuni, predispongono l'elenco dei soggetti
beneficiari dell'agevolazione. Agli oneri di cui al
presente comma, si provvede per il 2011 mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui all'art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre
2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
dicembre 2004, n. 307, relativo al Fondo per interventi
strutturali di politica economica. Il predetto Fondo e'
incrementato, per l'anno 2012, a valere sulle maggiori
entrate derivanti dal presente comma, per il corrispondente
importo di 70 milioni di euro. (73) (77)
15-bis. Nel rispetto del limite di spesa di cui al
comma 15 e con i medesimi termini e modalita', e' altresi'
disposta, nei confronti dei soggetti interessati dalle
eccezionali avversita' atmosferiche verificatesi il giorno
22 novembre 2011 nel territorio della provincia di Messina,
la sospensione fino al 16 luglio 2012 dei termini degli
adempimenti e dei versamenti tributari, nonche' dei
versamenti relativi ai contributi previdenziali e
assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni e le malattie professionali, che
scadono nel periodo dal 22 novembre 2011 al 30 giugno 2012.
(74) (78)
16. All'art. 1, comma 1, del decreto-legge 20 ottobre
2008, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 18
dicembre 2008, n. 199, come da ultimo modificato dall'art.
2, comma 12-sexies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n.
225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2011, n. 10, in materia di esecuzione dei provvedimenti di
rilascio per finita locazione di immobili ad uso abitativo,
le parole: «al 31 dicembre 2011» sono sostituite dalle
seguenti: «al 31 dicembre 2012». Ai fini della
determinazione della misura dell'acconto dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche dovuto per l'anno 2013 non si
tiene conto dei benefici fiscali di cui all'art. 2, comma
1, della legge 8 febbraio 2007, n. 9. Alle minori entrate
derivanti dall'attuazione del presente comma, valutate in
3,38 milioni di euro per l'anno 2013, si provvede mediante
parziale utilizzo della quota delle entrate previste, per
il medesimo anno, dall'art. 1, comma 238, secondo periodo,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311. A tal fine, dopo il
secondo periodo dell'art. 1, comma 238, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, e' aggiunto il seguente: «La
riassegnazione di cui al precedente periodo e' limitata,
per l'anno 2013, all'importo di euro 8.620.000.».
16-bis. Al comma 12 dell'art. 39 del decreto-legge 6
luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla
legge 15 luglio 2011, n. 111, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all'alinea, le parole: «1° maggio 2011» sono
sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2011»;
b) alla lettera a), le parole: «30 novembre 2011» sono
sostituite dalle seguenti: «31 marzo 2012». (75)
16-ter. Limitatamente all'anno 2012, in deroga ai
termini di cui all'art. 24, comma 1, del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, gli importi dei
tributi regionali di cui all'art. 23 del medesimo decreto
legislativo n. 504 del 1992 sono determinati dalle regioni
con propri provvedimenti approvati entro il 31 dicembre
2011. (75)
16-quater. Il termine per la deliberazione del bilancio
di previsione per l'anno 2012 da parte degli enti locali e'
differito al 30 giugno 2012. (75)
16-quinquies. All'art. 1, comma 2, della legge 30
dicembre 2010, n. 238, le parole: «al periodo d'imposta in
corso al 31 dicembre 2013» sono sostituite dalle seguenti:
«al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2015» e le
parole: «alla data del 20 gennaio 2009» sono sostituite
dalle seguenti: «a partire dalla data del 20 gennaio 2009».
(75)
16-sexies. Il comma 204 dell'art. 1 della legge 24
dicembre 2007, n. 244, e' sostituito dal seguente:
«204. I redditi derivanti da lavoro dipendente
prestato, in via continuativa e come oggetto esclusivo del
rapporto, all'estero in zone di frontiera e in altri Paesi
limitrofi da soggetti residenti nel territorio dello Stato
concorrono a formare il reddito complessivo:
a) per gli anni 2008, 2009, 2010 e 2011, per l'importo
eccedente 8.000 euro;
b) per l'anno 2012, per l'importo eccedente 6.700 euro.
Ai fini della determinazione della misura dell'acconto
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dovuto per
l'anno 2013 non si tiene conto dei benefici fiscali di cui
al presente comma». (75)
16-septies. Alla copertura degli oneri derivanti dalle
disposizioni di cui al comma 16-sexies, pari a 24 milioni
di euro per l'anno 2013, si provvede:
a) quanto a 14 milioni di euro, mediante utilizzo delle
proiezioni, per il medesimo anno 2013, dello stanziamento
del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2012-2014, nell'ambito del programma
«Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da
ripartire» dello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze per l'anno 2012, allo scopo
parzialmente utilizzando, quanto a 10 milioni di euro,
l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali e, quanto a 4 milioni di euro,
l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e
delle finanze;
b) quanto a 5 milioni di euro, mediante corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 8,
comma 1, lettera b), della legge 25 marzo 1997, n. 68, come
rideterminata dalla Tabella C allegata alla legge 12
novembre 2011, n. 183;
c) quanto a 5 milioni di euro, mediante corrispondente
riduzione delle autorizzazioni di spesa di cui alle leggi
18 dicembre 1997, n. 440, e 17 maggio 1999, n. 144, come
rideterminate dalla Tabella C allegata alla legge 12
novembre 2011, n. 183. (75)
16-octies. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio. (75)
16-novies. Al fine di consentire la predisposizione dei
bilanci tecnici di cui all'art. 2, comma 2, del decreto
legislativo 30 giugno 1994, n. 509, alla luce di nuovi
criteri da prevedere con il decreto di cui all'art. 3,
comma 12, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive
modificazioni, che tengano conto della nuova disciplina
prevista all'art. 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214, come modificato dal presente decreto,
all'alinea del comma 24 del medesimo art. 24 del
decreto-legge n. 201 del 2011, le parole: «30 giugno 2012»,
ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «30
settembre 2012». (75)
16-decies. Il termine del 31 dicembre 2012 previsto
dall'art. 3, comma 2-bis, lettera a), del decreto-legge 25
marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 maggio 2010, n. 73, per l'esaurimento
dell'attivita' della Commissione tributaria centrale e'
differito al 31 dicembre 2013; per i giudizi pendenti
dinanzi alla predetta Commissione, la predetta disposizione
si interpreta nel senso che, con riferimento alle sole
controversie indicate nel predetto comma ed in presenza
delle condizioni previste dalla predetta disposizione, nel
caso di soccombenza, anche parziale, dell'amministrazione
finanziaria nel primo grado di giudizio, la mancata riforma
della decisione di primo grado nei successivi gradi di
giudizio determina l'estinzione della controversia ed il
conseguente passaggio in giudicato della predetta
decisione. (75)
16-undecies. A decorrere dal 1° gennaio 2012, la
percentuale di cui al comma 49-bis dell'art. 31 della legge
23 dicembre 1998, n. 448, e' stabilita dai comuni. (75)
16-duodecies. All'art. 2 del decreto legislativo 26
novembre 2010, n. 216, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 4, la parola: «2012» e' sostituita dalla
seguente: «2013»;
b) al comma 5, e' abrogata la lettera a); nel medesimo
comma, alla lettera b), le parole: «nel 2012» sono
sostituite dalle seguenti: «entro il 31 marzo 2013». (75)
16-terdecies. La possibilita' per le imprese
assicurative di valutare i titoli emessi da Stati
dell'Unione europea al valore di iscrizione in bilancio,
anche ai fini del calcolo della solvibilita', e' prorogata
fino all'entrata in vigore delle disposizioni di attuazione
della direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 25 novembre 2009. A tal fine e
conseguentemente, all'art. 15 del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 13, dopo le parole: «i soggetti che non
adottano i principi contabili internazionali,» sono
inserite le seguenti: «diversi dalle imprese di cui
all'art. 91, comma 2, del codice delle assicurazioni
private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n.
209,»;
b) i commi 14, 15, 15-bis e 15-ter sono abrogati a far
data dall'esercizio 2012;
c) dopo il comma 15-ter, sono inseriti i seguenti:
«15-quater. Considerata l'eccezionale e prolungata
situazione di turbolenza nei mercati finanziari, le imprese
di cui all'art. 91, comma 2, del codice delle assicurazioni
private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n.
209, a partire dall'esercizio 2012 e fino all'entrata in
vigore delle disposizioni di attuazione della direttiva
2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25
novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle
attivita' di assicurazione e riassicurazione, possono
valutare i titoli di debito emessi o garantiti da Stati
dell'Unione europea non destinati a permanere durevolmente
nel proprio patrimonio in base al valore di iscrizione
cosi' come risultante dall'ultimo bilancio o, ove
disponibile, dall'ultima relazione semestrale regolarmente
approvati anziche' al valore desumibile dall'andamento del
mercato, fatta eccezione per le perdite di carattere
durevole. Le imprese applicano le disposizioni di cui al
presente comma previa verifica della coerenza con la
struttura degli impegni finanziari connessi al proprio
portafoglio assicurativo.
15-quinquies. Le imprese di cui all'art. 91, comma 2,
del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 209, che si avvalgono
della facolta' di cui al comma 15-quater, destinano a una
riserva indisponibile utili di ammontare corrispondente
alla differenza tra i valori registrati in applicazione
delle disposizioni di cui al comma 15-quater, e i valori di
mercato alla data di chiusura dell'esercizio, al netto del
relativo onere fiscale. In caso di utili di importo
inferiore a quello della citata differenza, la riserva e'
integrata utilizzando riserve di utili disponibili o, in
mancanza, mediante utili di esercizi successivi.
15-sexies. Ferme restando le disposizioni di cui ai
commi 15-quater e 15-quinquies, le imprese di cui all'art.
210, commi 1 e 2, del codice delle assicurazioni private,
di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, ai
fini della verifica della solvibilita' corretta di cui al
capo IV del titolo XV del medesimo codice, a partire
dall'esercizio 2012 e fino all'entrata in vigore delle
disposizioni di attuazione della citata direttiva
2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25
novembre 2009, possono tener conto del valore di iscrizione
nel bilancio individuale delle imprese di assicurazione
italiane dei titoli di debito emessi o garantiti da Stati
dell'Unione europea destinati a permanere durevolmente nel
proprio patrimonio. Gli effetti derivanti dall'applicazione
del presente comma non sono duplicabili con altri benefici
che direttamente o indirettamente incidono sul calcolo
della solvibilita' corretta.
15-septies. Le imprese di cui all'art. 210, commi 1 e
2, del codice delle assicurazioni private, di cui al
decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, assicurano la
permanenza nel gruppo di risorse finanziarie corrispondenti
alla differenza di valutazione conseguente all'applicazione
del comma 15-sexies.
15-octies. L'ISVAP disciplina con regolamento modalita'
e condizioni di attuazione delle disposizioni di cui ai
commi 15-quater, 15-quinquies, 15-sexies e 15-septies.
Fermi restando gli effetti conseguenti all'esercizio delle
opzioni di cui ai commi 15-quater e 15-sexies, l'ISVAP, ove
ravvisi un possibile pregiudizio per la solvibilita'
dell'impresa che si avvale delle citate opzioni avuto
riguardo alle caratteristiche specifiche degli impegni del
portafoglio assicurativo dell'impresa stessa oppure alla
struttura dei flussi di cassa attesi, puo' comunque
attivare gli strumenti di vigilanza di cui ai titoli XIV,
XV e XVI del citato codice di cui al decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, nonche' emanare, a fini di
stabilita', disposizioni di carattere particolare aventi ad
oggetto il governo societario, i requisiti generali di
organizzazione, i sistemi di remunerazione e, ove la
situazione lo richieda, adottare provvedimenti restrittivi
o limitativi concernenti la distribuzione degli utili o di
altri elementi del patrimonio». »
Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante
"Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi
dell'art. 10 della L. 6 luglio 2002, n. 137" e' pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 24 febbraio 2004, n. 45, S.O.

Titolo I

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

(( Art. 3 bis


Credito di imposta e finanziamenti bancari
agevolati per la ricostruzione ))

(( 1. I contributi di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), del
decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, destinati ad interventi di
riparazione, ripristino o ricostruzione di immobili di edilizia
abitativa e ad uso produttivo, nei limiti stabiliti dai Presidenti
delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto con i provvedimenti
di cui al comma 5, sono alternativamente concessi, su apposita
domanda del soggetto interessato, con le modalita' del finanziamento
agevolato. A tal fine, i soggetti autorizzati all'esercizio del
credito operanti nei territori di cui all'articolo 1 del citato
decreto-legge n. 74 del 2012 possono contrarre finanziamenti, secondo
contratti tipo definiti con apposita convenzione con l'Associazione
bancaria italiana, assistiti dalla garanzia dello Stato, fino ad un
massimo di 6.000 milioni di euro, ai sensi dell'articolo 5, comma 7,
lettera a), secondo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n.
269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.
326, al fine di concedere finanziamenti agevolati ai soggetti
danneggiati dagli eventi sismici. Con decreti del Ministro
dell'economia e delle finanze e' concessa la garanzia dello Stato di
cui al presente articolo e sono definiti i criteri e le modalita' di
operativita' della stessa, nonche' le modalita' di monitoraggio ai
fini del rispetto dell'importo massimo di cui al periodo precedente.
La garanzia dello Stato di cui al presente comma e' elencata
nell'allegato allo stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze di cui all'articolo 31 della legge 31 dicembre 2009, n.
196.
2. In caso di accesso ai finanziamenti agevolati accordati dalle
banche ai sensi del presente articolo, in capo al beneficiario del
finanziamento matura un credito di imposta, fruibile esclusivamente
in compensazione, in misura pari, per ciascuna scadenza di rimborso,
all'importo ottenuto sommando alla sorte capitale gli interessi
dovuti. Le modalita' di fruizione del credito di imposta sono
stabilite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate
nel limite dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 6. Il credito
di imposta e' revocato, in tutto o in parte, nell'ipotesi di
risoluzione totale o parziale del contratto di finanziamento
agevolato.
3. Il soggetto che eroga il finanziamento agevolato comunica con
modalita' telematiche all'Agenzia delle entrate gli elenchi dei
soggetti beneficiari, l'ammontare del finanziamento concesso a
ciascun beneficiario, il numero e l'importo delle singole rate.
4. I finanziamenti agevolati, di durata massima venticinquennale,
sono erogati e posti in ammortamento sulla base degli stati di
avanzamento lavori relativi all'esecuzione dei lavori, alle
prestazioni di servizi e alle acquisizioni di beni necessari
all'esecuzione degli interventi ammessi a contributo. I contratti di
finanziamento prevedono specifiche clausole risolutive espresse,
anche parziali, per i casi di mancato o ridotto impiego del
finanziamento, ovvero di utilizzo anche parziale del finanziamento
per finalita' diverse da quelle indicate nel presente articolo.
5. Con apposito protocollo di intesa tra il Ministro dell'economia
e delle finanze e i Presidenti delle regioni Emilia-Romagna,
Lombardia e Veneto sono definiti i criteri e le modalita' attuativi
del presente articolo, anche al fine di assicurare uniformita' di
trattamento e un efficace monitoraggio sull'utilizzo delle risorse. I
Presidenti delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto
definiscono, con propri provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo
3, comma 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, in coerenza con
il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui
all'articolo 2, comma 2, del medesimo decreto-legge e con il suddetto
protocollo di intesa, tutte le conseguenti disposizioni attuative di
competenza, anche al fine di assicurare il rispetto del limite di
6.000 milioni di euro di cui al comma 1 e dell'autorizzazione di
spesa di cui al comma 6.
6. Al fine dell'attuazione del presente articolo, e' autorizzata la
spesa massima di 450 milioni di euro annui a decorrere dal 2013.
7. All'articolo 9 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, il
comma 3-quater e' sostituito dal seguente:
«3-quater. Sono fatte salve le certificazioni rilasciate ai sensi
dell'articolo 141, comma 2, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, secondo le
modalita' stabilite con il decreto di attuazione di cui all'articolo
13, comma 2, della legge 12 novembre 2011, n. 183, esclusivamente al
fine di consentire la cessione di cui al primo periodo del comma
3-bis nonche' l'ammissione alla garanzia del fondo di garanzia di cui
all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996,
n. 662, secondo i criteri e le modalita' e nei limiti stabiliti dal
decreto di cui all'articolo 8, comma 5, lettera b), del decreto-legge
13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12
luglio 2011, n. 106, e all'articolo 39 del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214».
8. Per le strette finalita' connesse alla situazione emergenziale
prodottasi a seguito del sisma del 20 e 29 maggio 2012, per le
annualita' 2012 e 2013 e' autorizzata l'assunzione con contratti di
lavoro flessibile fino a 170 unita' di personale per i comuni colpiti
dal sisma individuati dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 6
giugno 2012, n. 74, e fino a 50 unita' di personale da parte della
struttura commissariale istituita presso la regione Emilia-Romagna,
ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 del citato decreto-legge. Nei
limiti delle risorse impiegate per le assunzioni destinate ai comuni,
non operano i vincoli assunzionali di cui ai commi 557 e 562
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e di cui al
comma 28 dell'articolo 9 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Le
assunzioni di cui al precedente periodo sono effettuate dalle unioni
di comuni, con facolta' di attingere dalle graduatorie, anche per le
assunzioni a tempo indeterminato, approvate dai comuni costituenti le
unioni medesime e vigenti alla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto, garantendo in ogni caso il
rispetto dell'ordine di collocazione dei candidati nelle medesime
graduatorie. L'assegnazione delle risorse finanziarie per le
assunzioni tra le diverse regioni e' effettuata in base al riparto di
cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 luglio
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6 luglio 2012.
Il riparto fra i comuni interessati avviene previa intesa tra le
unioni ed i commissari delegati. I comuni non ricompresi in unioni
possono stipulare apposite convenzioni con le unioni per poter
attivare la presente disposizione.
9. Agli oneri derivanti dal comma 8, nel limite di euro 3.750.000
per l'anno 2012 e di euro 9.000.000 per l'anno 2013, si provvede
mediante utilizzo delle risorse di cui all'articolo 2 del
decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, nell'ambito della quota assegnata
a ciascun Presidente di regione. ))


Riferimenti normativi

Si riporta il testo dell'art. 3, comma 1, del
decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, recante "Interventi
urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi
sismici che hanno interessato il territorio delle province
di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e
Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012":
"1. Per soddisfare le esigenze delle popolazioni
colpite dal sisma del 20 e del 29 maggio 2012 nei territori
di cui all'art. 1, i Presidenti delle Regioni di cui al
comma 2 del medesimo articolo, d'intesa fra loro,
stabiliscono, con propri provvedimenti adottati in coerenza
con i criteri stabiliti con il decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri di cui all'art. 2, comma 2, sulla
base dei danni effettivamente verificatisi, priorita',
modalita' e percentuali entro le quali possono essere
concessi contributi nel limite delle risorse allo scopo
finalizzate a valere sulle disponibilita' delle
contabilita' speciali di cui all'art. 2, fatte salve le
peculiarita' regionali. I contributi sono concessi, al
netto di eventuali risarcimenti assicurativi, con
provvedimenti adottati dai soggetti di cui all'art. 1,
commi 4 e 5. In particolare, puo' essere disposta:
a) la concessione di contributi per la riparazione, il
ripristino o la ricostruzione degli immobili di edilizia
abitativa, ad uso produttivo e per servizi pubblici e
privati, distrutti o danneggiati, in relazione al danno
effettivamente subito;".
b) la concessione, previa presentazione di perizia
giurata, di contributi a favore delle attivita' produttive,
industriali, agricole, zootecniche, commerciali,
artigianali, turistiche, professionali e di servizi ivi
comprese quelle relative agli enti non commerciali e alle
organizzazioni, fondazioni o associazioni con esclusivo
fine solidaristico aventi sede o unita' produttive nei
comuni interessati dalla crisi sismica che abbiano subito
gravi danni a beni mobili di loro proprieta';
c) la concessione di contributi per i danni alle
strutture adibite ad attivita' sociali, ricreative,
sportive e religiose;
d) la concessione di contributi per i danni agli
edifici di interesse storico-artistico;
e) la concessione di contributi a soggetti che abitano
in locali sgombrati dalle competenti autorita' per gli
oneri sostenuti conseguenti a traslochi e depositi, nonche'
delle risorse necessarie all'allestimento di alloggi
temporanei;
f) la concessione di contributi a favore della
delocalizzazione temporanea delle attivita' danneggiate dal
sisma al fine di garantirne la continuita' produttiva."
Si riporta il testo dell'art. 1 del gia' citato
decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74:
"Art. 1 Ambito di applicazione e coordinamento dei
presidenti delle regioni
1. Le disposizioni del presente decreto sono volte a
disciplinare gli interventi per la ricostruzione,
l'assistenza alle popolazioni e la ripresa economica nei
territori dei comuni delle province di Bologna, Modena,
Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, interessate dagli
eventi sismici dei giorni 20 e 29 maggio 2012, per i quali
e' stato adottato il decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze 1° giugno 2012 di differimento dei termini
per l'adempimento degli obblighi tributari, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 130
del 6 giugno 2012, nonche' di quelli ulteriori indicati nei
successivi decreti adottati ai sensi dell'art. 9, comma 2,
della legge 27 luglio 2000, n. 212.
2. Ai fini del presente decreto i Presidenti delle
Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto operano in
qualita' di Commissari delegati.
3. In seguito agli eventi sismici di cui al comma 1,
considerati l'entita' e l'ammontare dei danni subiti ed al
fine di favorire il processo di ricostruzione e la ripresa
economica dei territori colpiti dal sisma, lo stato di
emergenza dichiarato con le delibere del Consiglio dei
Ministri del 22 e del 30 maggio 2012 e' prorogato fino al
31 maggio 2013. Il rientro nel regime ordinario e'
disciplinato ai sensi dell'art. 5, commi 4-ter e 4-quater,
della legge 24 febbraio 1992, n. 225.
4. Agli interventi di cui al presente decreto
provvedono i presidenti delle Regioni Emilia-Romagna,
Lombardia e Veneto, i quali coordinano le attivita' per la
ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 20 e 29
maggio 2012 nelle regioni di rispettiva competenza, a
decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto e per
l'intera durata dello stato di emergenza, operando con i
poteri di cui all'art. 5, comma 2, della legge 24 febbraio
1992, n. 225, e con le deroghe alle disposizioni vigenti
stabilite con delibera del Consiglio dei Ministri adottata
nelle forme di cui all'art. 5, comma 1, della citata legge.
5. I presidenti delle regioni possono avvalersi per gli
interventi dei sindaci dei comuni e dei presidenti delle
province interessati dal sisma, adottando idonee modalita'
di coordinamento e programmazione degli interventi stessi.
A tal fine, i Presidenti delle regioni possono costituire
apposita struttura commissariale, composta di personale
dipendente delle pubbliche amministrazioni in posizione di
comando o distacco, nel limite di quindici unita', i cui
oneri sono posti a carico delle risorse assegnate
nell'ambito della ripartizione del Fondo, di cui all'art.
2, con esclusione dei trattamenti fondamentali che restano
a carico delle amministrazioni di appartenenza".
Si riporta il testo dell'art. 5, comma 7, lettera a),
del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, recante "
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2003, n. 326:
"7. La CDP S.p.A. finanzia, sotto qualsiasi forma:
a) lo Stato, le regioni, gli enti locali, gli enti
pubblici e gli organismi di diritto pubblico, utilizzando
fondi rimborsabili sotto forma di libretti di risparmio
postale e di buoni fruttiferi postali, assistiti dalla
garanzia dello Stato e distribuiti attraverso Poste
italiane S.p.A. o societa' da essa controllate, e fondi
provenienti dall'emissione di titoli, dall'assunzione di
finanziamenti e da altre operazioni finanziarie, che
possono essere assistiti dalla garanzia dello Stato.
L'utilizzo dei fondi di cui alla presente lettera, e'
consentito anche per il compimento di ogni altra operazione
di interesse pubblico prevista dallo statuto sociale della
CDP S.p.A., nei confronti dei medesimi soggetti di cui al
periodo precedente o dai medesimi promossa, tenuto conto
della sostenibilita' economico-finanziaria di ciascuna
operazione. Dette operazioni potranno essere effettuate
anche in deroga a quanto previsto dal comma 11, lettera
b)".
Si riporta il testo dell'art. 31 della legge 31
dicembre 2009, n. 196, recante "Legge di contabilita' e
finanza pubblica":
"Art. 31 Garanzie statali
1. In allegato allo stato di previsione della spesa del
Ministero dell'economia e delle finanze sono elencate le
garanzie principali e sussidiarie prestate dallo Stato a
favore di enti o altri soggetti".
Si riporta il testo dell'art. 2 del gia' citato
decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74:
"Art. 2 Fondo per la ricostruzione delle aree
terremotate
1. Nello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze e' istituito il Fondo per la
ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 20-29 maggio
2012, da assegnare alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri per le finalita' previste dal presente decreto.
2. Su proposta dei Presidenti delle Regioni di cui
all'art. 1, comma 2, con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, e' stabilita la ripartizione
del Fondo di cui al comma 1 fra le Regioni Emilia-Romagna,
Lombardia e Veneto, per le finalita' previste dal presente
decreto, nonche' sono determinati criteri generali idonei
ad assicurare, a fini di equita', la parita' di trattamento
dei soggetti danneggiati, nel rispetto delle risorse allo
scopo finalizzate. La proposta di riparto e' basata su
criteri oggettivi aventi a riferimento l'effettivita' e la
quantita' dei danni subiti e asseverati delle singole
Regioni.
3. Al predetto Fondo affluiscono, nel limite di 500
milioni di euro, le risorse derivanti dall'aumento, fino al
31 dicembre 2012, dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e
sulla benzina con piombo, nonche' dell'aliquota dell'accisa
sul gasolio usato come carburante di cui all'allegato I del
testo unico delle disposizioni legislative concernenti le
imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni
penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26
ottobre 1995, n. 504. La misura dell'aumento, pari a 2
centesimi al litro, e' disposta con provvedimento del
direttore dell'Agenzia delle dogane. L'art. 1, comma 154,
secondo periodo, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e'
abrogato.
4. Con apposito decreto del Ministero dell'economia e
delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto sono stabilite le modalita' di individuazione del
maggior gettito di competenza delle autonomie speciali da
riservare all'Erario per le finalita' di cui al comma 3,
attraverso separata contabilizzazione.
5. Il medesimo Fondo viene inoltre alimentato:
a) con le risorse eventualmente rivenienti dal Fondo di
solidarieta' dell'Unione Europea di cui al regolamento (CE)
n. 2012/2002 del Consiglio dell'11 novembre 2002, nei
limiti delle finalita' per esse stabilite;
b) con le somme derivanti dalla riduzione dei
contributi pubblici in favore dei partiti politici e dei
movimenti politici.
c) (soppressa)
6. Ai presidenti delle Regioni di cui all'art. 1, comma
2, sono intestate apposite contabilita' speciali aperte
presso la tesoreria statale su cui sono assegnate, con il
decreto di cui al comma 2, le risorse provenienti dal fondo
di cui al comma 1 destinate al finanziamento degli
interventi previsti dal presente decreto. Sulle
contabilita' speciali confluiscono anche le risorse
derivanti dalle erogazioni liberali effettuate alle stesse
regioni ai fini della realizzazione di interventi per la
ricostruzione e ripresa dei territori colpiti dagli eventi
sismici. I presidenti delle regioni rendicontano ai sensi
dell'art. 5, comma 5-bis, della legge 24 febbraio 1992, n.
225".
Si riporta il testo dell'art. 9 del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, recante "Misure urgenti per il
sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per
ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico
nazionale", convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2, come modificato dalla presente legge:
«Art. 9. Rimborsi fiscali ultradecennali e
velocizzazione, anche attraverso garanzie della Sace
s.p.a., dei pagamenti da parte della p.a.
1. All'art. 15-bis, comma 12, del decreto-legge 2
luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla
legge 3 agosto 2007, n. 127, e' aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «Relativamente agli anni 2008 e 2009 le
risorse disponibili sono iscritte sul fondo di cui all'art.
1, comma 50, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
rispettivamente, per provvedere all'estinzione dei crediti,
maturati nei confronti dei Ministeri alla data del 31
dicembre 2007, il cui pagamento rientri, secondo i criteri
di contabilita' nazionale, tra le regolazioni debitorie
pregresse e il cui ammontare e' accertato con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, anche sulla base
delle risultanze emerse a seguito della emanazione della
propria circolare n. 7 del 5 febbraio 2008, nonche' per
essere trasferite alla contabilita' speciale n. 1778
"Agenzia delle entrate - Fondi di Bilancio" per i rimborsi
richiesti da piu' di dieci anni, per la successiva
erogazione ai contribuenti.».
1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano,
alle condizioni, nei limiti delle risorse disponibili e con
le modalita' ivi previsti, anche ai crediti maturati nei
confronti dei Ministeri alla data del 31 dicembre 2008. In
ogni caso non e' consentita l'utilizzazione per spese di
personale.
1-ter. Allo scopo di ottimizzare l'utilizzo delle
risorse ed evitare la formazione di nuove situazioni
debitorie, i Ministeri avviano, di concerto con il
Ministero dell'economia e delle finanze, nell'ambito delle
attivita' di cui all'art. 3, comma 67, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, un'attivita' di analisi e revisione
delle procedure di spesa e dell'allocazione delle relative
risorse in bilancio. I risultati delle analisi sono
illustrati in appositi rapporti dei Ministri competenti,
che costituiscono parte integrante delle relazioni sullo
stato della spesa di cui all'art. 3, comma 68, della legge
24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, da
inviare alle Camere e al Ministero dell'economia e delle
finanze. A tal fine il termine di cui al medesimo art. 3,
comma 68, della legge n. 244 del 2007 e' prorogato al 20
settembre 2009.
1-quater. I rapporti di cui al comma 1-ter sono redatti
sulla base delle indicazioni fornite con circolare del
Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro
il 30 giugno 2009. Ai fini del presente comma, sulla base
dei dati e delle informazioni contenuti nei predetti
rapporti e di qualsiasi altro dato ritenuto necessario, che
i Ministeri sono tenuti a fornire, il Ministero
dell'economia e delle finanze elabora specifiche proposte.
2. Per effetto della previsione di cui al comma 1, i
commi 139, 140 e 140-bis dell'art. 1 della legge 24
dicembre 2007, n. 244, sono abrogati.
3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata
in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalita'
per favorire l'intervento delle imprese di assicurazione e
della SACE s.p.a. nella prestazione di garanzie finalizzate
ad agevolare la riscossione dei crediti vantati dai
fornitori di beni e servizi nei confronti delle
amministrazioni pubbliche, con priorita' per le ipotesi
nelle quali sia contestualmente offerta una riduzione
dell'ammontare del credito originario.
3-bis. Su istanza del creditore di somme dovute per
somministrazioni, forniture e appalti, le regioni e gli
enti locali nonche' gli enti del Servizio sanitario
nazionale certificano, nel rispetto delle disposizioni
normative vigenti in materia di patto di stabilita'
interno, entro il termine di trenta giorni dalla data di
ricezione dell'istanza, se il relativo credito sia certo,
liquido ed esigibile, anche al fine di consentire al
creditore la cessione pro soluto o pro solvendo a favore di
banche o intermediari finanziari riconosciuti dalla
legislazione vigente. Scaduto il predetto termine, su nuova
istanza del creditore, e' nominato un Commissario ad acta,
con oneri a carico dell'ente debitore. La nomina e'
effettuata dall'Ufficio centrale del bilancio competente
per le certificazioni di pertinenza delle amministrazioni
statali centrali e degli enti pubblici nazionali, o dalla
Ragioneria territoriale dello Stato competente per
territorio per le certificazioni di pertinenza delle
amministrazioni statali periferiche, delle regioni, degli
enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale.
La cessione dei crediti oggetto di certificazione avviene
nel rispetto dell'art. 117 del codice di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Ferma restando
l'efficacia liberatoria dei pagamenti eseguiti dal debitore
ceduto, si applicano gli articoli 5, comma 1, e 7, comma 1,
della legge 21 febbraio 1991, n. 52.
3-ter. La certificazione di cui al comma 3-bis non puo'
essere rilasciata, a pena di nullita':
a) dagli enti locali commissariati ai sensi dell'art.
143 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267. Cessato il commissariamento, la
certificazione non puo' comunque essere rilasciata in
relazione a crediti sorti prima del commissariamento
stesso. Nel caso di gestione commissariale, la
certificazione non puo' comunque essere rilasciata in
relazione a crediti rientranti nella gestione
commissariale;
b) dagli enti del Servizio sanitario nazionale delle
regioni sottoposte a piano di rientro dai disavanzi
sanitari, ovvero a programmi operativi di prosecuzione
degli stessi, qualora nell'ambito di detti piani o
programmi siano state previste operazioni relative al
debito. Sono in ogni caso fatte salve le certificazioni
rilasciate ai sensi dell'art. 11, comma 2, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonche'
le certificazioni rilasciate nell'ambito di operazioni di
gestione del debito sanitario, in attuazione dei predetti
piani o programmi operativi
3-quater. Sono fatte salve le certificazioni rilasciate
ai sensi dell'art. 141, comma 2, del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n.
207, secondo le modalita' stabilite con il decreto di
attuazione di cui all'art. 13, comma 2, della legge 12
novembre 2011, n. 183, esclusivamente al fine di consentire
la cessione di cui al primo periodo del comma 3-bis nonche'
l'ammissione alla garanzia del fondo di garanzia di cui
all'art. 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre
1996, n. 662, secondo i criteri e le modalita' e nei limiti
stabiliti dal decreto di cui all'art. 8, comma 5, lettera
b), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito,
con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, e
all'art. 39 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214.".
Si riporta il testo dell'art. 1, commi 557 e 562, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante :
"557. Ai fini del concorso delle autonomie regionali e
locali al rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, gli
enti sottoposti al patto di stabilita' interno assicurano
la riduzione delle spese di personale, al lordo degli oneri
riflessi a carico delle amministrazioni e dell'IRAP, con
esclusione degli oneri relativi ai rinnovi contrattuali,
garantendo il contenimento della dinamica retributiva e
occupazionale, con azioni da modulare nell'ambito della
propria autonomia e rivolte, in termini di principio, ai
seguenti ambiti prioritari di intervento:
a) riduzione dell'incidenza percentuale delle spese di
personale rispetto al complesso delle spese correnti,
attraverso parziale reintegrazione dei cessati e
contenimento della spesa per il lavoro flessibile;
b) razionalizzazione e snellimento delle strutture
burocratico-amministrative, anche attraverso accorpamenti
di uffici con l'obiettivo di ridurre l'incidenza
percentuale delle posizioni dirigenziali in organico;
c) contenimento delle dinamiche di crescita della
contrattazione integrativa, tenuto anche conto delle
corrispondenti disposizioni dettate per le amministrazioni
statali".
"562. Per gli enti non sottoposti alle regole del patto
di stabilita' interno, le spese di personale, al lordo
degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e
dell'IRAP, con esclusione degli oneri relativi ai rinnovi
contrattuali, non devono superare il corrispondente
ammontare dell'anno 2008. Gli enti di cui al primo periodo
possono procedere all'assunzione di personale nel limite
delle cessazioni di rapporti di lavoro a tempo
indeterminato complessivamente intervenute nel precedente
anno, ivi compreso il personale di cui al comma 558".
Si riporta il testo dell'art. 9, comma 28, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante "Misure
urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di
competitivita' economica", convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122:
"28. A decorrere dall'anno 2011, le amministrazioni
dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie,
incluse le Agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
successive modificazioni, gli enti pubblici non economici,
le universita' e gli enti pubblici di cui all'art. 70,
comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e
successive modificazioni e integrazioni, le camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura fermo
quanto previsto dagli articoli 7, comma 6, e 36 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono avvalersi di
personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con
contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel
limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse
finalita' nell'anno 2009. Per le medesime amministrazioni
la spesa per personale relativa a contratti di
formazione-lavoro, ad altri rapporti formativi, alla
somministrazione di lavoro, nonche' al lavoro accessorio di
cui all'art. 70, comma 1, lettera d) del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive
modificazioni ed integrazioni, non puo' essere superiore al
50 per cento di quella sostenuta per le rispettive
finalita' nell'anno 2009. Le disposizioni di cui al
presente comma costituiscono principi generali ai fini del
coordinamento della finanza pubblica ai quali si adeguano
le regioni, le province autonome, gli enti locali e gli
enti del Servizio sanitario nazionale. A decorrere dal 2013
gli enti locali possono superare il predetto limite per le
assunzioni strettamente necessarie a garantire l'esercizio
delle funzioni di polizia locale, di istruzione pubblica e
del settore sociale; resta fermo che comunque la spesa
complessiva non puo' essere superiore alla spesa sostenuta
per le stesse finalita' nell'anno 2009. Per il comparto
scuola e per quello delle istituzioni di alta formazione e
specializzazione artistica e musicale trovano applicazione
le specifiche disposizioni di settore. Resta fermo quanto
previsto dall'art. 1, comma 188, della legge 23 dicembre
2005, n. 266. Per gli enti di ricerca resta fermo,
altresi', quanto previsto dal comma 187 dell'art. 1 della
medesima legge n. 266 del 2005, e successive modificazioni.
Alle minori economie pari a 27 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2011 derivanti dall'esclusione degli enti di
ricerca dall'applicazione delle disposizioni del presente
comma, si provvede mediante utilizzo di quota parte delle
maggiori entrate derivanti dall' art. 38, commi 13-bis e
seguenti. Il presente comma non si applica alla struttura
di missione di cui all'art. 163, comma 3, lettera a), del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Il mancato
rispetto dei limiti di cui al presente comma costituisce
illecito disciplinare e determina responsabilita' erariale.
Per le amministrazioni che nell'anno 2009 non hanno
sostenuto spese per le finalita' previste ai sensi del
presente comma, il limite di cui al primo periodo e'
computato con riferimento alla media sostenuta per le
stesse finalita' nel triennio 2007-2009".
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4
luglio 2012 recante "Attuazione dell'art. 2, comma 2, del
decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, recante «Interventi
urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi
sismici che hanno interessato il territorio delle province
di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e
Rovigo il 20 e 29 maggio 2012»", e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 6 luglio 2012, n. 156.

Titolo I

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

Art. 4


Riduzione di spese, messa in liquidazione
e privatizzazione di societa' pubbliche

1. Nei confronti delle societa' controllate direttamente o
indirettamente dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, che abbiano
conseguito nell'anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a
favore di pubbliche amministrazioni superiore al 90 per cento
dell'intero fatturato, si procede, alternativamente:
a) allo scioglimento della societa' entro il 31 dicembre 2013.
((Gli atti e le operazioni posti in essere in favore delle pubbliche
amministrazioni di cui al presente comma in seguito allo scioglimento
della societa' sono esenti da imposizione fiscale, fatta salva
l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto, e assoggettati in
misura fissa alle imposte di registro, ipotecarie e catastali;))
b) all'alienazione, con procedure di evidenza pubblica, delle
partecipazioni detenute alla data di entrata in vigore del presente
decreto entro il 30 giugno 2013 ed alla contestuale assegnazione del
servizio per cinque anni, ((non rinnovabili)), a decorrere dal 1°
gennaio 2014. ((Il bando di gara considera, tra gli elementi
rilevanti di valutazione dell'offerta, l'adozione di strumenti di
tutela dei livelli di occupazione. L'alienazione deve riguardare
l'intera partecipazione della pubblica amministrazione
controllante)).
2. Ove l'amministrazione non proceda secondo quanto stabilito ai
sensi del comma 1, a decorrere dal 1° gennaio 2014 le predette
societa' non possono comunque ricevere affidamenti diretti di
servizi, ne' possono fruire del rinnovo di affidamenti di cui sono
titolari. I servizi gia' prestati dalle societa', ove non vengano
prodotti nell'ambito dell'amministrazione, devono essere acquisiti
nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale.
3. ((Le disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo non si
applicano alle societa' che svolgono servizi di interesse generale,
anche aventi rilevanza economica, alle societa' che svolgono
prevalentemente compiti di centrali di committenza ai sensi
dell'articolo 33 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,
nonche' alle societa' di cui all'articolo 23-quinquies, commi 7 e 8,
del presente decreto, e alle societa' finanziarie partecipate dalle
regioni, ovvero a quelle che gestiscono banche dati strategiche per
il conseguimento di obiettivi economico-finanziari, individuate, in
relazione alle esigenze di tutela della riservatezza e della
sicurezza dei dati, nonche' all'esigenza di assicurare l'efficacia
dei controlli sulla erogazione degli aiuti comunitari del settore
agricolo, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da
adottare su proposta del Ministro o dei Ministri aventi poteri di
indirizzo e vigilanza, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Le
medesime disposizioni non si applicano qualora, per le peculiari
caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del
contesto, anche territoriale, di riferimento non sia possibile per
l'amministrazione pubblica controllante un efficace e utile ricorso
al mercato. In tal caso, l'amministrazione, in tempo utile per
rispettare i termini di cui al comma 1, predispone un'analisi del
mercato e trasmette una relazione contenente gli esiti della predetta
verifica all'Autorita' garante della concorrenza e del mercato per
l'acquisizione del parere vincolante, da rendere entro sessanta
giorni dalla ricezione della relazione. Il parere dell'Autorita' e'
comunicato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le
disposizioni del presente articolo non si applicano altresi' alle
societa' costituite al fine della realizzazione dell'evento di cui al
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 agosto 2007,
richiamato dall'articolo 3, comma 1, lettera ,a) del decreto-legge 15
maggio 2012, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 12
luglio 2012, n. 100)).
((3-bis. Le attivita' informatiche riservate allo Stato ai sensi
del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 414, e successivi
provvedimenti di attuazione, nonche' le attivita' di sviluppo e
gestione dei sistemi informatici delle amministrazioni pubbliche,
svolte attualmente dalla Consip S.p.A. ai sensi di legge e di
statuto, sono trasferite, mediante operazione di scissione, alla
Sogei S.p.A., che svolgera' tali attivita' attraverso una specifica
divisione interna garantendo per due esercizi la prosecuzione delle
attivita' secondo il precedente modello di relazione con il
Ministero. All'acquisto dell'efficacia della suddetta operazione di
scissione, le disposizioni normative che affidano a Consip S.p.A. le
attivita' oggetto di trasferimento si intendono riferite a Sogei
S.p.A.))
((3-ter. Fermo restando lo svolgimento da parte di Consip S.p.A.
delle attivita' ad essa affidate con provvedimenti normativi, le
attivita' di realizzazione del Programma di razionalizzazione degli
acquisti, di centrale di committenza e di e-procurement continuano ad
essere svolte dalla Consip S.p.A. La medesima societa' svolge,
inoltre, le attivita' ad essa affidate con provvedimenti
amministrativi del Ministero dell'economia e delle finanze. Sogei
S.p.A., sulla base di apposita convenzione disciplinante i relativi
rapporti nonche' i tempi e le modalita' di realizzazione delle
attivita', si avvale di Consip S.p.A. nella sua qualita' di centrale
di committenza, per le acquisizioni di beni e servizi.))
((3-quater. Per la realizzazione di quanto previsto dall'articolo
20 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, Consip S.p.A. svolge
altresi' le attivita' di centrale di committenza relative alle Reti
telematiche delle pubbliche amministrazioni, al Sistema pubblico di
connettivita' ai sensi dell'articolo 83 del decreto legislativo 7
marzo 2005, n. 82, e alla Rete internazionale delle pubbliche
amministrazioni ai sensi all'articolo 86 del decreto medesimo nonche'
ai contratti-quadro ai sensi dell'articolo 1, comma 192, della legge
30 dicembre 2004, n. 311. A tal fine Consip S.p.A. applica il
contributo di cui all'articolo 18, comma 3, del decreto legislativo
1° dicembre 2009, n. 177.))
((3-quinquies. Consip S.p.A. svolge, inoltre, l'istruttoria ai fini
del rilascio dei pareri di congruita' tecnico-economica da parte
dell'Agenzia per l'Italia Digitale che a tal fine stipula con Consip
apposita convenzione per la disciplina dei relativi rapporti.))
((3-sexies. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto le pubbliche
amministrazioni di cui al comma 1 possono predisporre appositi piani
di ristrutturazione e razionalizzazione delle societa' controllate.
Detti piani sono approvati previo parere favorevole del Commissario
straordinario per la razionalizzazione della spesa per acquisto di
beni e servizi di cui all'articolo 2 del decreto-legge 7 maggio 2012,
n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 2012, n.
94, e prevedono l'individuazione delle attivita' connesse
esclusivamente all'esercizio di funzioni amministrative di cui
all'articolo 118 della Costituzione, che possono essere riorganizzate
e accorpate attraverso societa' che rispondono ai requisiti della
legislazione comunitaria in materia di in house providing. I termini
di cui al comma 1 sono prorogati per il tempo strettamente necessario
per l'attuazione del piano di ristrutturazione e razionalizzazione
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, adottato su proposta
del Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa
per acquisto di beni e servizi.))
4. I consigli di amministrazione delle societa' di cui al comma 1
devono essere composti da non piu' di tre membri, di cui due
dipendenti dell'amministrazione titolare della partecipazione o di
poteri di indirizzo e vigilanza, scelti d'intesa tra le
amministrazioni medesime, per le societa' a partecipazione diretta,
ovvero due scelti tra dipendenti dell'amministrazione titolare della
partecipazione della societa' controllante o di poteri di indirizzo e
vigilanza, scelti d'intesa tra le amministrazioni medesime, e
dipendenti della stessa societa' controllante per le societa' a
partecipazione indiretta. Il terzo membro svolge le funzioni di
amministratore delegato. I dipendenti dell'amministrazione titolare
della partecipazione ((o di poteri di indirizzo e vigilanza, ferme le
disposizioni vigenti in materia di onnicomprensivita' del trattamento
economico,)) ovvero i dipendenti della societa' controllante hanno
obbligo di riversare i relativi compensi assembleari
all'amministrazione((, ove riassegnabili, in base alle vigenti
disposizioni, al fondo per il finanziamento del trattamento economico
accessorio,)) e alla societa' di appartenenza. E' comunque consentita
la nomina di un amministratore unico. La disposizione del presente
comma si applica con decorrenza dal primo rinnovo dei consigli di
amministrazione successivo alla data di entrata in vigore del
presente decreto.
5. Fermo restando quanto diversamente previsto da specifiche
disposizioni di legge, i consigli di amministrazione delle altre
societa' a totale partecipazione pubblica, diretta ed indiretta,
devono essere composti da tre o cinque membri, tenendo conto della
rilevanza e della complessita' delle attivita' svolte. Nel caso di
consigli di amministrazione composti da tre membri, la composizione
e' determinata sulla base dei criteri del precedente comma. Nel caso
di consigli di amministrazione composti da cinque membri, la
composizione dovra' assicurare la presenza di almeno tre dipendenti
dell'amministrazione titolare della partecipazione o di poteri di
indirizzo e vigilanza, scelti d'intesa tra le amministrazioni
medesime, per le societa' a partecipazione diretta, ovvero almeno tre
membri scelti tra dipendenti dell'amministrazione titolare della
partecipazione della societa' controllante o di poteri di indirizzo e
vigilanza, scelti d'intesa tra le amministrazioni medesime, e
dipendenti della stessa societa' controllante per le societa' a
partecipazione indiretta. In tale ultimo caso le cariche di
Presidente e di Amministratore delegato sono disgiunte e al
Presidente potranno essere affidate dal Consiglio di amministrazione
deleghe esclusivamente nelle aree relazioni esterne e istituzionali e
supervisione delle attivita' di controllo interno. Resta fermo
l'obbligo di riversamento dei compensi assembleari di cui al comma
precedente. La disposizione del presente comma si applica con
decorrenza dal primo rinnovo dei consigli di amministrazione
successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto.
6. A decorrere dal 1° gennaio 2013 le pubbliche amministrazioni di
cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001
possono acquisire a titolo oneroso servizi di qualsiasi tipo, anche
in base a convenzioni, da enti di diritto privato di cui agli ((
articoli da 13 a 42 )) del codice civile esclusivamente in base a
procedure previste dalla normativa nazionale in conformita' con la
disciplina comunitaria. Gli enti di diritto privato di cui agli
articoli da 13 a 42 del codice civile, che forniscono servizi a
favore dell'amministrazione stessa, anche a titolo gratuito, non
possono ricevere contributi a carico delle finanze pubbliche. Sono
escluse le fondazioni istituite con lo scopo di promuovere lo
sviluppo tecnologico e l'alta formazione tecnologica ((e gli enti e
le associazioni operanti nel campo dei servizi socio-assistenziali e
dei beni ed attivita' culturali, dell'istruzione e della formazione,
le associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre
2000, n. 383, gli enti di volontariato di cui alla legge 11 agosto
1991, n. 266, le organizzazioni non governative di cui alla legge 26
febbraio 1987, n. 49, le cooperative sociali di cui alla legge 8
novembre 1991, n. 381, le associazioni sportive dilettantistiche di
cui all'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, nonche' le
associazioni rappresentative, di coordinamento o di supporto degli
enti territoriali e locali.))
((6-bis. Le disposizioni del comma 6 e del comma 8 non si applicano
all'associazione di cui al decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 6.
A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, il relativo consiglio di
amministrazione e' composto, oltre che dal Presidente, dal Capo del
dipartimento della funzione pubblica, da tre membri di cui uno
designato dal Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione e due designati dall'assemblea tra esperti di
qualificata professionalita' nel settore della formazione e
dell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni. Ai membri del
consiglio di amministrazione non spetta alcun compenso quali
componenti del consiglio stesso, fatto salvo il rimborso delle spese
documentate. L'associazione di cui al presente comma non puo'
detenere il controllo in societa' o in altri enti privati e le
partecipazioni possedute alla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto sono cedute entro il 31 dicembre
2012.))
7. Al fine di evitare distorsioni della concorrenza e del mercato e
di assicurare la parita' degli operatori nel territorio nazionale, a
decorrere dal 1° gennaio 2014 le pubbliche amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, le
stazioni appaltanti, gli enti aggiudicatori e i soggetti
aggiudicatori di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,
nel rispetto dell'articolo 2, comma 1 del citato decreto acquisiscono
sul mercato i beni e servizi strumentali alla propria attivita'
mediante le procedure concorrenziali previste dal citato decreto
legislativo. ((E' ammessa l'acquisizione in via diretta di beni e
servizi tramite convenzioni realizzate ai sensi dell'articolo 30
della legge 7 dicembre 2000, n. 383, dell'articolo 7 della legge 11
agosto 1991, n. 266, dell'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002,
n. 289, e dell'articolo 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381. Sono
altresi' ammesse le convenzioni siglate con le organizzazioni non
governative per le acquisizioni di beni e servizi realizzate negli
ambiti di attivita' previsti dalla legge 26 febbraio 1987, n. 49, e
relativi regolamenti di attuazione)).
8. A decorrere dal 1° gennaio 2014 l'affidamento diretto puo'
avvenire solo a favore di societa' a capitale interamente pubblico,
nel rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa e dalla
giurisprudenza comunitaria per la gestione in house e a condizione
che il valore economico del servizio o dei beni oggetto
dell'affidamento sia complessivamente pari o inferiore a 200.000 euro
annui. Sono fatti salvi gli affidamenti in essere fino alla scadenza
naturale e comunque fino al ((31 dicembre 2014. Sono altresi' fatte
salve le acquisizioni in via diretta di beni e servizi il cui valore
complessivo sia pari o inferiore a 200.000 euro in favore delle
associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000,
n. 383, degli enti di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991,
n. 266, delle associazioni sportive dilettantistiche di cui
all'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, delle
organizzazioni non governative di cui alla legge 26 febbraio 1987, n.
49, e delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n.
381)).
((8-bis. I commi 7 e 8 non si applicano alle procedure previste
dall'articolo 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381.))
9. A decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto e fino
al 31 dicembre 2015, alle societa' di cui al comma 1 si applicano le
disposizioni limitative delle assunzioni previste per
l'amministrazione controllante. Resta fermo, sino alla data di
entrata in vigore del presente decreto, quanto previsto dall'articolo
9, comma 29, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Salva comunque
l'applicazione della disposizione piu' restrittiva prevista dal primo
periodo del presente comma, continua ad applicarsi l'articolo 18,
comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 , convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
10. A decorrere dall'anno 2013 le societa' di cui al comma 1
possono avvalersi di personale a tempo determinato ovvero con
contratti di collaborazione coordinata e continuativa nel limite del
50 per cento della spesa sostenuta per le rispettive finalita'
nell'anno 2009.
11. A decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2014 il
trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti delle
societa' di cui al comma 1, ivi compreso quello accessorio, non puo'
superare quello ordinariamente spettante per l'anno 2011.
12. Le amministrazioni vigilanti verificano sul rispetto dei
vincoli di cui ai commi precedenti; in caso di violazione dei
suddetti vincoli gli amministratori esecutivi e i dirigenti
responsabili della societa' rispondono, a titolo di danno erariale,
per le retribuzioni ed i compensi erogati in virtu' dei contratti
stipulati.
13. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle
societa' quotate ed alle loro controllate. ((Le medesime disposizioni
non si applicano alle societa' per azioni a totale partecipazione
pubblica autorizzate a prestare il servizio di gestione collettiva
del risparmio. L'amministrazione interessata di cui al comma 1
continua ad avvalersi degli organismi di cui agli articoli 1, 2 e 3
del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 114.
Le disposizioni del presente articolo e le altre disposizioni, anche
di carattere speciale, in materia di societa' a totale o parziale
partecipazione pubblica si interpretano nel senso che, per quanto non
diversamente stabilito e salvo deroghe espresse, si applica comunque
la disciplina del codice civile in materia di societa' di capitali.))
14. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e' fatto
divieto, a pena di nullita', di inserire clausole arbitrali in sede
di stipulazione di contratti di servizio ovvero di atti convenzionali
comunque denominati, intercorrenti tra societa' a totale
partecipazione pubblica, diretta o indiretta, e amministrazioni
statali (( e regionali )); dalla predetta data perdono comunque
efficacia, salvo che non si siano gia' costituti i relativi collegi
arbitrali, le clausole arbitrali contenute nei contratti e negli atti
anzidetti, ancorche' scaduti, intercorrenti tra le medesime parti.


Riferimenti normativi

Si riporta il testo del comma 2 dell'art. 1 del citato
decreto legislativo n. 165 del 2001:
"2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le
amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e
scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative,
le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento
autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita'
montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni
universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le
Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e
loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici
nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le
aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale,
l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche
amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione
organica della disciplina di settore, le disposizioni di
cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al
CONI."
Per il riferimento al testo dell'art. 33 del decreto
legislativo n. 163 del 2006 si vedano i riferimenti
normativi all'art. 1.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30
agosto 2007 recante "Dichiarazione di «grande evento» nella
citta' di Milano relativo all'«Expo Universale 2015»" e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 settembre 2007, n.
211.
Si riporta il testo del comma 1 dell'art. 3 del
decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59 (Disposizioni urgenti
per il riordino della protezione civile), convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 2012, n. 100:
"Art. 3 Disposizioni transitorie e finali
1. Fatto salvo quanto previsto dall'art. 40-bis del
decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, restano
fermi gli effetti delle deliberazioni del Consiglio dei
Ministri 30 agosto 2007 e 6 ottobre 2011, ivi inclusi
quelli, rispettivamente:
a) del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 30 agosto 2007, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 211 dell'11
settembre 2007, e delle conseguenti ordinanze del
Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2007, n.
3623 e 19 gennaio 2010, n. 3840, 5 ottobre 2010, n. 3900, e
11 ottobre 2010, n. 3901, pubblicate nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 246 del 22 ottobre
2007, n. 21 del 27 gennaio 2010 e n. 243 del 16 ottobre
2010;
b) del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 6 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 237 dell'11 ottobre 2011, recante
dichiarazione di "grande evento" in occasione del VII
incontro mondiale delle famiglie che si terra' nella citta'
di Milano nei giorni dal 30 maggio al 3 giugno 2012."
Il decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 414
(Attivita' informatiche dell'Amministrazione statale in
materia finanziaria e contabile) e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 3 dicembre 1997, n. 282.
Si riporta il testo dell'art. 20 del decreto-legge 22
giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del
Paese):
"Art. 20 Funzioni
1. L'Agenzia per l'Italia Digitale e' preposta alla
realizzazione degli obiettivi dell'Agenda digitale
italiana, in coerenza con gli indirizzi elaborati dalla
Cabina di regia di cui all'art. 47 del decreto-legge 9
febbraio 2012, n. 5, convertito in legge con modificazioni
dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e con l'Agenda digitale
europea.
2. L'Agenzia svolge, altresi', fatte salve le funzioni
dell'INDIRE per quanto attiene il supporto allo sviluppo
dell'innovazione del piano di innovazione nelle istituzioni
scolastiche, le funzioni di coordinamento, di indirizzo e
regolazione affidate a DigitPA dalla normativa vigente e,
in particolare, dall'art. 3 del decreto legislativo 1°
dicembre 2009, n. 177 fatto salvo quanto previsto dal
successivo comma 4, nonche' le funzioni affidate
all'Agenzia per la diffusione delle tecnologie per
l'innovazione istituita dall'art. 1, comma 368, lettera d),
della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e le funzioni svolte
dal Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica
amministrazione e l'innovazione tecnologica della
Presidenza del Consiglio dei Ministri. L'Agenzia assicura
il coordinamento informatico dell'amministrazione statale,
regionale e locale, in attuazione dell'art. 117, secondo
comma, lettera r), della Costituzione.
3. In particolare l'Agenzia:
a) contribuisce alla diffusione dell'utilizzo delle
tecnologie dell'informazione e della comunicazione, allo
scopo di favorire l'innovazione e la crescita economica,
anche mediante l'accelerazione della diffusione delle Reti
di nuova generazione (NGN);
b) elabora indirizzi, regole tecniche e linee guida in
materia di omogeneita' dei linguaggi, delle procedure e
degli standard, anche di tipo aperto, per la piena
interoperabilita' e cooperazione applicativa tra i sistemi
informatici della pubblica amministrazione e tra questi e i
sistemi dell'Unione Europea;
c) assicura l'uniformita' tecnica dei sistemi
informativi pubblici destinati ad erogare servizi ai
cittadini ed alle imprese, garantendo livelli omogenei di
qualita' e fruibilita' sul territorio nazionale, nonche' la
piena integrazione a livello europeo;
d) supporta e diffonde le iniziative in materia di
digitalizzazione dei flussi documentali delle
amministrazioni, ivi compresa la fase della conservazione
sostitutiva, accelerando i processi di informatizzazione
dei documenti amministrativi e promuovendo la rimozione
degli ostacoli tecnici che si frappongono alla
realizzazione dell'amministrazione digitale e alla piena ed
effettiva attuazione del diritto all'uso delle tecnologie
di cui all'art. 3 del Codice dell'amministrazione digitale;
e) vigila sulla qualita' dei servizi e sulla
razionalizzazione della spesa in materia informatica, in
collaborazione con CONSIP Spa, anche mediante la
collaborazione inter-istituzionale nella fase progettuale e
di gestione delle procedure di acquisizione dei beni e
servizi, al fine di realizzare l'accelerazione dei processi
di informatizzazione e risparmi di spesa;
f) promuove e diffonde le iniziative di
alfabetizzazione informatica rivolte ai cittadini, nonche'
di formazione e addestramento professionale destinate ai
pubblici dipendenti, anche mediante intese con la Scuola
Superiore della pubblica amministrazione e il Formez, e il
ricorso a tecnologie didattiche innovative;
g) effettua il monitoraggio dell'attuazione dei piani
di Information and Communication Technology (ICT) delle
pubbliche amministrazioni, redatti in osservanza delle
prescrizioni di cui alla lettera b), sotto il profilo
dell'efficacia ed economicita' proponendo agli organi di
governo degli enti e, ove necessario, al Presidente del
Consiglio dei Ministri i conseguenti interventi correttivi.
4. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto
sono affidate a Consip Spa le funzioni di cui all'art. 3,
comma 2, lettera c) del decreto legislativo 1° dicembre
2009, n. 177, limitatamente alla formulazione dei pareri
sulla congruita' economica e tecnica degli interventi e dei
contratti relativi all'acquisizione di beni e servizi
informatici e telematici, al monitoraggio dell'esecuzione
degli interventi e dei contratti suddetti, nonche' le
funzioni di cui alla lettera d) e quelle di cui al comma 3
del medesimo articolo.
5. Per lo svolgimento delle funzioni di cui al comma 4,
Consip S.p.A. applica il contributo di cui all'art. 18,
comma 3, del decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 177 e
al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23
giugno 2010."
Si riporta il testo degli articoli 83 e 86 del decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice
dell'amministrazione digitale):
"Art. 83. Contratti quadro.
1. Al fine della realizzazione del SPC, DigitPA a
livello nazionale e le regioni nell'ambito del proprio
territorio, per soddisfare esigenze di coordinamento,
qualificata competenza e indipendenza di giudizio, nonche'
per garantire la fruizione, da parte delle pubbliche
amministrazioni, di elevati livelli di disponibilita' dei
servizi e delle stesse condizioni contrattuali proposte dal
miglior offerente, nonche' una maggiore affidabilita'
complessiva del sistema, promuovendo, altresi', lo sviluppo
della concorrenza e assicurando la presenza di piu'
fornitori qualificati, stipulano, espletando specifiche
procedure ad evidenza pubblica per la selezione dei
contraenti, nel rispetto delle vigenti norme in materia,
uno o piu' contratti-quadro con piu' fornitori per i
servizi di cui all'art. 77, con cui i fornitori si
impegnano a contrarre con le singole amministrazioni alle
condizioni ivi stabilite.
2. Le amministrazioni di cui all'art. 1, comma 1, del
decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, sono tenute a
stipulare gli atti esecutivi dei contratti-quadro con uno o
piu' fornitori di cui al comma 1, individuati da DigitPA.
Gli atti esecutivi non sono soggetti al parere di DigitPA
e, ove previsto, del Consiglio di Stato. Le amministrazioni
non ricomprese tra quelle di cui al citato art. 1, comma 1,
del decreto legislativo n. 39 del 1993, hanno facolta' di
stipulare gli atti esecutivi di cui al presente articolo."
"Art. 86. Compiti e oneri di DigitPA.
1. DigitPA cura la progettazione, la realizzazione, la
gestione ed evoluzione della Rete internazionale delle
pubbliche amministrazioni, previo espletamento di procedure
concorsuali ad evidenza pubblica per la selezione dei
fornitori e mediante la stipula di appositi
contratti-quadro secondo modalita' analoghe a quelle di cui
all'art. 83.
2. DigitPA, al fine di favorire una rapida
realizzazione del SPC, per un periodo almeno pari a due
anni a decorrere dalla data di approvazione dei
contratti-quadro di cui all'art. 83, comma 1, sostiene i
costi delle infrastrutture condivise, a valere sulle
risorse gia' previste nel bilancio dello Stato.
3. Al termine del periodo di cui al comma 2, i costi
relativi alle infrastrutture condivise sono a carico dei
fornitori proporzionalmente agli importi dei contratti di
fornitura, e una quota di tali costi e' a carico delle
pubbliche amministrazioni relativamente ai servizi da esse
utilizzati. I costi, i criteri e la relativa ripartizione
tra le amministrazioni sono determinati annualmente con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta della Commissione, previa intesa con la Conferenza
unificata cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, salvaguardando eventuali intese locali
finalizzate a favorire il pieno ingresso nel SPC dei
piccoli Comuni nel rispetto di quanto previsto dal comma 5.
4. DigtPA sostiene tutti gli oneri derivanti dai
collegamenti in ambito internazionale delle amministrazioni
di cui all'art. 85, comma 1, per i primi due anni di
vigenza contrattuale, decorrenti dalla data di approvazione
del contratto quadro di cui all'art. 83; per gli anni
successivi ogni onere e' a carico della singola
amministrazione contraente proporzionalmente ai servizi
acquisiti.
5. Le amministrazioni non ricomprese tra quelle di cui
all'art. 1, comma 1, del decreto legislativo 12 febbraio
1993, n. 39, che aderiscono alla Rete internazionale delle
pubbliche amministrazioni, ai sensi dell'art. 85, comma 3,
ne sostengono gli oneri relativi ai servizi che
utilizzano."
Si riporta il testo del comma 192 dell'art. 1 della
legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2005):
"192. Al fine di migliorare l'efficienza operativa
della pubblica amministrazione e per il contenimento della
spesa pubblica, con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri sono individuati le applicazioni informatiche
e i servizi per i quali si rendono necessarie
razionalizzazioni ed eliminazioni di duplicazioni e
sovrapposizioni. Il CNIPA stipula contratti-quadro per
l'acquisizione di applicativi informatici e per
l'erogazione di servizi di carattere generale riguardanti
il funzionamento degli uffici con modalita' che riducano
gli oneri derivanti dallo sviluppo, dalla manutenzione e
dalla gestione."
Si riporta il testo del comma 3 dell'art. 18 del
decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 177
(Riorganizzazione del Centro nazionale per l'informatica
nella pubblica amministrazione, a norma dell'art. 24 della
legge 18 giugno 2009, n. 69):
"3. Nell'ambito di gare o accordi quadro predisposti
direttamente o con altri soggetti, per l'espletamento delle
funzioni di cui all'art. 3, DigitPA riceve dalle
amministrazioni contraenti, nell'ambito delle risorse
ordinariamente destinate all'innovazione tecnologica, un
contributo forfetario per spese di funzionamento secondo un
importo determinato, in misura fissa ovvero compresa tra un
minimo e un massimo, con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la
pubblica amministrazione e l'innovazione, in percentuale
sul valore del contratto sottoscritto."
Si riporta il testo dell'art. 2 del citato
decreto-legge n. 52 del 2012:
"Art. 2 Commissario straordinario per la
razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e
servizi
1. Nell'ambito della razionalizzazione della spesa
pubblica ed ai fini di coordinamento della finanza
pubblica, di perequazione delle risorse finanziarie e di
riduzione della spesa corrente della pubblica
amministrazione, garantendo altresi' la tutela della
concorrenza attraverso la trasparenza ed economicita' delle
relative procedure, il Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle
finanze e del Ministro per i rapporti con il Parlamento
delegato per il programma di Governo, puo' nominare un
Commissario straordinario, al quale spetta il compito di
definire il livello di spesa per acquisti di beni e
servizi, per voci di costo, delle amministrazioni
pubbliche. Il Commissario svolge anche compiti di
supervisione, monitoraggio e coordinamento dell'attivita'
di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle
pubbliche amministrazioni, anche in considerazione dei
processi di razionalizzazione in atto, nonche', senza nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica, attivita' di
ottimizzazione, in collaborazione con l'Agenzia del
demanio, dell'utilizzazione degli immobili di proprieta'
pubblica, anche al fine di ridurre i canoni e i costi di
gestione delle amministrazioni pubbliche. Il Commissario
collabora altresi' con il Ministro delegato per il
programma di governo per l'attivita' di revisione della
spesa delle pubbliche amministrazioni.
2. Tra le amministrazioni pubbliche sono incluse tutte
le amministrazioni, autorita', anche indipendenti,
organismi, uffici, agenzie o soggetti pubblici comunque
denominati e gli enti locali, nonche' le societa' a totale
partecipazione pubblica diretta e indiretta e le societa'
non quotate controllate da soggetti pubblici nonche',
limitatamente alla spesa sanitaria, le amministrazioni
regionali commissariate per la redazione e l'attuazione del
piano di rientro dal disavanzo sanitario. Alle societa' a
totale partecipazione pubblica e alle loro controllate che
gestiscono servizi di interesse generale su tutto il
territorio nazionale la disciplina del presente decreto si
applica solo qualora abbiano registrato perdite negli
ultimi tre esercizi. Ciascuna amministrazione puo'
individuare, tra il personale in servizio, un responsabile
per l'attivita' di razionalizzazione della spesa pubblica
di cui al presente decreto; l'incarico e' svolto senza
corresponsione di indennita' o compensi aggiuntivi.
2-bis. La Presidenza della Repubblica, il Senato della
Repubblica, la Camera dei deputati e la Corte
costituzionale, in conformita' con quanto previsto dai
rispettivi ordinamenti, valutano le iniziative volte a
conseguire gli obiettivi di cui al presente decreto.
3. (soppresso)
4. Per la definizione del livello di spesa di cui al
comma 1, nelle regioni, salvo quanto previsto dal comma 2,
il Commissario, nel rispetto dei principi di
sussidiarieta', di differenziazione, di adeguatezza e di
leale collaborazione, formula proposte al Presidente della
regione interessata, comunicandole al Ministero
dell'economia e delle finanze.
5. Per le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano le disposizioni di cui al presente decreto
costituiscono principi di coordinamento della finanza
pubblica."
Si riporta il testo dell'art. 118 della Costituzione:
"118. Le funzioni amministrative sono attribuite ai
Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario,
siano conferite a Province, Citta' metropolitane, Regioni e
Stato, sulla base dei principi di sussidiarieta',
differenziazione ed adeguatezza.
I Comuni, le Province e le Citta' metropolitane sono
titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle
conferite con legge statale o regionale, secondo le
rispettive competenze.
La legge statale disciplina forme di coordinamento fra
Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h)
del secondo comma dell'art. 117, e disciplina inoltre forme
di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei
beni culturali.
Stato, Regioni, Citta' metropolitane, Province e Comuni
favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e
associati, per lo svolgimento di attivita' di interesse
generale, sulla base del principio di sussidiarieta'."
Gli articoli da 13 a 42 del codice civile riguardano le
persone giuridiche.
La legge 7 dicembre 2000, n. 383 recante "Disciplina
delle associazioni di promozione sociale" e' pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 2000, n. 300.
La legge 11 agosto 1991, n. 266 recante "Legge-quadro
sul volontariato" e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 22
agosto 1991, n. 196.
La legge 26 febbraio 1987, n. 49 recante "Nuova
disciplina della cooperazione dell'Italia con i Paesi in
via di sviluppo" e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 28
febbraio 1987, n. 49, S.O.
La legge 8 novembre 1991, n. 381 recante "Disciplina
delle cooperative sociali" e'
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 3 dicembre 1991, n.
283.
Si riporta il testo dell'art. 90 della legge 27
dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2003):
"Art. 90. Disposizioni per l'attivita' sportiva
dilettantistica.
1. Le disposizioni della legge 16 dicembre 1991, n.
398, e successive modificazioni, e le altre disposizioni
tributarie riguardanti le associazioni sportive
dilettantistiche si applicano anche alle societa' sportive
dilettantistiche costituite in societa' di capitali senza
fine di lucro.
2. A decorrere dal periodo di imposta in corso alla
data di entrata in vigore della presente legge, l'importo
fissato dall'art. 1, comma 1, della legge 16 dicembre 1991,
n. 398, come sostituito dall'art. 25 della legge 13 maggio
1999, n. 133, e successive modificazioni, e' elevato a
250.000 euro.
3. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) (omissis);
b) all'art. 83, comma 2, le parole: «a lire 10.000.000»
sono sostituite dalle seguenti: «a 7.500 euro».
4. Il CONI, le Federazioni sportive nazionali e gli
enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI non sono
obbligati ad operare la ritenuta del 4 per cento a titolo
di acconto sui contributi erogati alle societa' e
associazioni sportive dilettantistiche, stabilita dall'art.
28, secondo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
5. Gli atti costitutivi e di trasformazione delle
societa' e associazioni sportive dilettantistiche, nonche'
delle Federazioni sportive e degli enti di promozione
sportiva riconosciuti dal CONI direttamente connessi allo
svolgimento dell'attivita' sportiva, sono soggetti
all'imposta di registro in misura fissa.
6. Al n. 27-bis della tabella di cui all'allegato B
annesso al decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 642, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «e dalle federazioni sportive ed enti di promozione
sportiva riconosciuti dal CONI».
7. All'art. 13-bis, comma 1, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, dopo le parole:
«organizzazioni non lucrative di utilita' sociale (ONLUS)»
sono inserite le seguenti: «e le societa' e associazioni
sportive dilettantistiche».
8. Il corrispettivo in denaro o in natura in favore di
societa', associazioni sportive dilettantistiche e
fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonche'
di associazioni sportive scolastiche che svolgono attivita'
nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni
sportive nazionali o da enti di promozione sportiva
costituisce, per il soggetto erogante, fino ad un importo
annuo complessivamente non superiore a 200.000 euro, spesa
di pubblicita', volta alla promozione dell'immagine o dei
prodotti del soggetto erogante mediante una specifica
attivita' del beneficiario, ai sensi dell'art. 74, comma 2,
del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917.
9. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) (omissis) ;
b) all'art. 65, comma 2, la lettera c-octies) e'
abrogata.
10. All'art. 17, comma 2, del decreto legislativo 15
dicembre 1997, n. 446, le parole: «delle indennita' e dei
rimborsi di cui all'art. 81, comma 1, lettera m), del
citato testo unico delle imposte sui redditi» sono
soppresse.
11. All'art. 111-bis, comma 4, del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono aggiunte, in
fine, le seguenti parole: «ed alle associazioni sportive
dilettantistiche».
11-bis. Per i soggetti di cui al comma 1 la
pubblicita', in qualunque modo realizzata negli impianti
utilizzati per manifestazioni sportive dilettantistiche con
capienza inferiore ai tremila posti, e' da considerarsi, ai
fini dell'applicazione delle disposizioni del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, in
rapporto di occasionalita' rispetto all'evento sportivo
direttamente organizzato.
12. Presso l'Istituto per il credito sportivo e'
istituito il fondo di garanzia per la fornitura di garanzia
sussidiaria a quella ipotecaria per i mutui relativi alla
costruzione, all'ampliamento, all'attrezzatura, al
miglioramento o all'acquisto di impianti sportivi, ivi
compresa l'acquisizione delle relative aree da parte di
societa' o associazioni sportive dilettantistiche con
personalita' giuridica.
13. Il fondo e' disciplinato con apposito regolamento
adottato, ai sensi dell'art. 17, comma 3, della legge 23
agosto 1988, n. 400, dal Ministro per i beni e le attivita'
culturali, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, previa deliberazione del Consiglio nazionale
del CONI. Il regolamento disciplina, in particolare, le
forme di intervento del fondo in relazione all'entita' del
finanziamento e al tipo di impianto.
14. Il fondo e' gestito e amministrato a titolo
gratuito dall'Istituto per il credito sportivo.
15. La garanzia prestata dal fondo e' di natura
sussidiaria, si esplica nei limiti e con le modalita'
stabiliti dal regolamento di cui al comma 13 e opera entro
i limiti delle disponibilita' del fondo.
16. La dotazione finanziaria del fondo e' costituita
dall'importo annuale acquisito dal fondo speciale di cui
all'art. 5 della legge 24 dicembre 1957, n. 1295, e
successive modificazioni, dei premi riservati al CONI a
norma dell'art. 6 del decreto legislativo 14 aprile 1948,
n. 496, colpiti da decadenza.
17. Le societa' e associazioni sportive
dilettantistiche devono indicare nella denominazione
sociale la finalita' sportiva e la ragione o la
denominazione sociale dilettantistica e possono assumere
una delle seguenti forme:
a) associazione sportiva priva di personalita'
giuridica disciplinata dagli articoli 36 e seguenti del
codice civile;
b) associazione sportiva con personalita' giuridica di
diritto privato ai sensi del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361;
c) societa' sportiva di capitali o cooperativa
costituita secondo le disposizioni vigenti, ad eccezione di
quelle che prevedono le finalita' di lucro.
18. Le societa' e le associazioni sportive
dilettantistiche si costituiscono con atto scritto nel
quale deve tra l'altro essere indicata la sede legale.
Nello statuto devono essere espressamente previsti:
a) la denominazione;
b) l'oggetto sociale con riferimento all'organizzazione
di attivita' sportive dilettantistiche, compresa
l'attivita' didattica;
c) l'attribuzione della rappresentanza legale
dell'associazione;
d) l'assenza di fini di lucro e la previsione che i
proventi delle attivita' non possono, in nessun caso,
essere divisi fra gli, associati, anche in forme indirette;
e) le norme sull'ordinamento interno ispirato a
principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di
tutti gli associati, con la previsione dell'elettivita'
delle cariche sociali, fatte salve le societa' sportive
dilettantistiche che assumono la forma di societa' di
capitali o cooperative per le quali si applicano le
disposizioni del codice civile;
f) l'obbligo di redazione di rendiconti
economico-finanziari, nonche' le modalita' di approvazione
degli stessi da parte degli organi statutari;
g) le modalita' di scioglimento dell'associazione;
h) l'obbligo di devoluzione ai fini sportivi del
patrimonio in caso di scioglimento delle societa' e delle
associazioni.
18-bis. E' fatto divieto agli amministratori delle
societa' e delle associazioni sportive dilettantistiche di
ricoprire la medesima carica in altre societa' o
associazioni sportive dilettantistiche nell'ambito della
medesima federazione sportiva o disciplina associata se
riconosciute dal CONI, ovvero nell'ambito della medesima
disciplina facente capo ad un ente di promozione sportiva.
18-ter. Le societa' e le associazioni sportive
dilettantistiche che, alla data di entrata in vigore della
presente legge, sono in possesso dei requisiti di cui al
comma 18, possono provvedere all'integrazione della
denominazione sociale di cui al comma 17 attraverso verbale
della determinazione assunta in tale senso dall'assemblea
dei soci.
19. Sono fatte salve le disposizioni relative ai gruppi
sportivi delle Forze armate, delle Forze di polizia e del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, di cui all'art. 6,
comma 4, della legge 31 marzo 2000, n. 78, firmatari di
apposite convenzioni con il CONI.
20. [Presso il CONI e' istituito, anche in forma
telematica e senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello
Stato, il registro delle societa' e delle associazioni
sportive dilettantistiche distinto nelle seguenti tre
sezioni:
a) associazioni sportive dilettantistiche senza
personalita' giuridica;
b) associazioni sportive dilettantistiche con
personalita' giuridica;
c) societa' sportive dilettantistiche costituite nella
forma di societa' di capitali].
21. [Le modalita' di tenuta del registro di cui al
comma 20, nonche' le procedure di verifica, la notifica
delle variazioni dei dati e l'eventuale cancellazione sono
disciplinate da apposita delibera del Consiglio nazionale
del CONI, che e' trasmessa al Ministero vigilante ai sensi
dell'art. 1, comma 3, della legge 31 gennaio 1992, n. 138].
22. [Per accedere ai contributi pubblici di qualsiasi
natura, le societa' e le associazioni sportive
dilettantistiche devono dimostrare l'avvenuta iscrizione
nel registro di cui al comma 20].
23. I dipendenti pubblici possono prestare la propria
attivita', nell'ambito delle societa' e associazioni
sportive dilettantistiche, fuori dall'orario di lavoro,
purche' a titolo gratuito e fatti salvi gli obblighi di
servizio, previa comunicazione all'amministrazione di
appartenenza. Ai medesimi soggetti possono essere
riconosciuti esclusivamente le indennita' e i rimborsi di
cui all'art. 81, comma 1, lettera m), del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
24. L'uso degli impianti sportivi in esercizio da parte
degli enti locali territoriali e' aperto a tutti i
cittadini e deve essere garantito, sulla base di criteri
obiettivi, a tutte le societa' e associazioni sportive.
25. Ai fini del conseguimento degli obiettivi di cui
all'art. 29 della presente legge, nei casi in cui l'ente
pubblico territoriale non intenda gestire direttamente gli
impianti sportivi, la gestione e' affidata in via
preferenziale a societa' e associazioni sportive
dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline
sportive associate e Federazioni sportive nazionali, sulla
base di convenzioni che ne stabiliscono i criteri d'uso e
previa determinazione di criteri generali e obiettivi per
l'individuazione dei soggetti affidatari. Le regioni
disciplinano, con propria legge, le modalita' di
affidamento.
26. Le palestre, le aree di gioco e gli impianti
sportivi scolastici, compatibilmente con le esigenze
dell'attivita' didattica e delle attivita' sportive della
scuola, comprese quelle extracurriculari ai sensi del
regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 10 ottobre 1996, n. 567, devono essere posti a
disposizione di societa' e associazioni sportive
dilettantistiche aventi sede nel medesimo comune in cui ha
sede l'istituto scolastico o in comuni confinanti."
Il decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 6 recante
"Riorganizzazione del Centro di formazione studi (FORMEZ),
a norma dell'art. 24 della legge 18 giugno 2009, n. 69" e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 febbraio 2010, n. 31.
Si riporta il testo del comma 1 dell'art. 2 del citato
decreto legislativo n. 163 del 2006:
"2. Principi.
1. L'affidamento e l'esecuzione di opere e lavori
pubblici, servizi e forniture, ai sensi del presente
codice, deve garantire la qualita' delle prestazioni e
svolgersi nel rispetto dei principi di economicita',
efficacia, tempestivita' e correttezza; l'affidamento deve
altresi' rispettare i principi di libera concorrenza,
parita' di trattamento, non discriminazione, trasparenza,
proporzionalita', nonche' quello di pubblicita' con le
modalita' indicate nel presente codice."
Si riporta il testo dell'art. 30 della citata legge n.
383 del 2000:
"Art. 30. Convenzioni.
1. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento
e di Bolzano, le province, i comuni e gli altri enti
pubblici possono stipulare convenzioni con le associazioni
di promozione sociale, iscritte da almeno sei mesi nei
registri di cui all'art. 7, per lo svolgimento delle
attivita' previste dallo statuto verso terzi.
2. Le convenzioni devono contenere disposizioni dirette
a garantire l'esistenza delle condizioni necessarie a
svolgere con continuita' le attivita' stabilite dalle
convenzioni stesse. Devono inoltre prevedere forme di
verifica delle prestazioni e di controllo della loro
qualita' nonche' le modalita' di rimborso delle spese.
3. Le associazioni di promozione sociale che svolgono
attivita' mediante convenzioni devono assicurare i propri
aderenti che prestano tale attivita' contro gli infortuni e
le malattie connessi con lo svolgimento dell'attivita'
stessa, nonche' per la responsabilita' civile verso terzi.
4. Con decreto del Ministro per la solidarieta'
sociale, di concerto con il Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, da emanare entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
individuati meccanismi assicurativi semplificati con
polizze anche numeriche o collettive e sono disciplinati i
relativi controlli.
5. La copertura assicurativa di cui al comma 3 e'
elemento essenziale della convenzione e gli oneri relativi
sono a carico dell'ente con il quale viene stipulata la
convenzione medesima.
6. Le prescrizioni di cui al presente articolo si
applicano alle convenzioni stipulate o rinnovate
successivamente alla data di entrata in vigore della
presente legge."
Si riporta il testo dell'art. 7 della citata legge n.
266 del 1991:
"Art. 7. Convenzioni.
1. Lo Stato, le regioni, le province autonome, gli enti
locali e gli altri enti pubblici possono stipulare
convenzioni con le organizzazioni di volontariato iscritte
da almeno sei mesi nei registri di cui all'art. 6 e che
dimostrino attitudine e capacita' operativa.
2. Le convenzioni devono contenere disposizioni dirette
a garantire l'esistenza delle condizioni necessarie a
svolgere con continuita' le attivita' oggetto della
convenzione, nonche' il rispetto dei diritti e della
dignita' degli utenti. Devono inoltre prevedere forme di
verifica delle prestazioni e di controllo della loro
qualita' nonche' le modalita' di rimborso delle spese.
3. La copertura assicurativa di cui all'art. 4 e'
elemento essenziale della convenzione e gli oneri relativi
sono a carico dell'ente con il quale viene stipulata la
convenzione medesima."
Si riporta il testo dell'art. 5 della citata legge n.
381 del 1991:
"Art. 5. Convenzioni.
1. Gli enti pubblici, compresi quelli economici, e le
societa' di capitali a partecipazione pubblica, anche in
deroga alla disciplina in materia di contratti della
pubblica amministrazione, possono stipulare convenzioni con
le cooperative che svolgono le attivita' di cui all'art. 1,
comma 1, lettera b), ovvero con analoghi organismi aventi
sede negli altri Stati membri della Comunita' europea, per
la fornitura di beni e servizi diversi da quelli
socio-sanitari ed educativi il cui importo stimato al netto
dell'IVA sia inferiore agli importi stabiliti dalle
direttive comunitarie in materia di appalti pubblici,
purche' tali convenzioni siano finalizzate a creare
opportunita' di lavoro per le persone svantaggiate di cui
all'art. 4, comma 1.
2. Per la stipula delle convenzioni di cui al comma 1
le cooperative sociali debbono risultare iscritte all'albo
regionale di cui all'art. 9, comma 1. Gli analoghi
organismi aventi sede negli altri Stati membri della
Comunita' europea debbono essere in possesso di requisiti
equivalenti a quelli richiesti per l'iscrizione a tale albo
e risultare iscritti nelle liste regionali di cui al comma
3, ovvero dare dimostrazione con idonea documentazione del
possesso dei requisiti stessi.
3. Le regioni rendono noti annualmente, attraverso la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita'
europee, i requisiti e le condizioni richiesti per la
stipula delle convenzioni ai sensi del comma 1, nonche' le
liste regionali degli organismi che ne abbiano dimostrato
il possesso alle competenti autorita' regionali.
4. Per le forniture di beni o servizi diversi da quelli
socio-sanitari ed educativi, il cui importo stimato al
netto dell'IVA sia pari o superiore agli importi stabiliti
dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici,
gli enti pubblici compresi quelli economici, nonche' le
societa' di capitali a partecipazione pubblica, nei bandi
di gara di appalto e nei capitolati d'onere possono
inserire, fra le condizioni di esecuzione, l'obbligo di
eseguire il contratto con l'impiego delle persone
svantaggiate di cui all'art. 4, comma 1, e con l'adozione
di specifici programmi di recupero e inserimento
lavorativo. La verifica della capacita' di adempiere agli
obblighi suddetti, da condursi in base alla presente legge,
non puo' intervenire nel corso delle procedure di gara e
comunque prima dell'aggiudicazione dell'appalto."
Si riporta il testo degli articoli 1, 2 e 3 del decreto
del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 114
(Regolamento per il riordino degli organismi operanti
presso il Ministero dell'economia e delle finanze, a norma
dell'art. 29 del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito,
con modificazioni, dalla L. 4 agosto 2006, n. 248):
"Art. 1. Commissione consultiva per le infrazioni
valutarie ed antiriciclaggio.
1. La Commissione consultiva per le infrazioni
valutarie ed antiriciclaggio, istituita dall'art. 32 del
decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n.
148, svolge attivita' istruttoria e di consulenza
obbligatoria per l'adozione dei decreti di determinazione
ed irrogazione delle sanzioni per violazione delle norme:
a) in materia valutaria di cui al citato decreto del
Presidente della Repubblica n. 148 del 1988;
b) in materia di prevenzione dell'utilizzazione del
sistema finanziario a scopo di riciclaggio, di cui al
decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con
modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n. 197;
c) in materia di misure restrittive per contrastare
l'attivita' di Stati, individui o organizzazioni che
minacciano la pace e la sicurezza internazionale di cui al
decreto-legge 6 agosto 1990, n. 220, convertito, con
modificazioni, dalla legge 5 ottobre 1990, n. 278, al
decreto-legge 6 giugno 1992, n. 305, convertito, con
modificazioni dalla legge 7 agosto 1992, n. 355, al
decreto-legge 15 maggio 1993, n. 144, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 luglio 1993, n. 230, e al
decreto-legge 7 aprile 1995, n. 107, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 luglio 1995, n. 222;
d) in materia di rilevazione, a fini fiscali, di taluni
trasferimenti da e per l'estero di denaro, titoli e valori
di cui al decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito,
con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, ed al
decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 125;
e) in materia di disciplina del mercato dell'oro, di
cui alla legge 17 gennaio 2000, n. 7;
f) in materia di sistema statistico nazionale, di cui
al decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322;
g) nelle altre materie previste da legge o da
regolamento.
2. La Commissione di cui al comma 1 e' composta da
cinque membri, nominati dal Ministro dell'economia e delle
finanze, di concerto con i Ministri del commercio
internazionale e della giustizia, tra esperti dotati di una
specifica e comprovata specializzazione professionale in
materia di infrazioni valutarie ed antiriciclaggio. Il
presidente fissa l'ordine del giorno dei lavori, il
calendario delle sedute, nel numero massimo di ottanta
l'anno, e designa i relatori per la trattazione dei singoli
affari.
3. La Commissione delibera validamente con la presenza
della maggioranza dei suoi membri ed a maggioranza dei voti
dei membri presenti. In caso di parita', prevale il voto
del presidente. La Commissione da' il suo parere motivato
sulle infrazioni, formulando le proposte sulla tipologia e
sulla misura delle sanzioni che ritiene applicabili. La
Commissione ha facolta' di richiedere alle Autorita' di
vigilanza di settore, alle Autorita' competenti ed alla
Guardia di finanza di integrare gli accertamenti compiuti.
4. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con
proprio decreto, stabilisce l'emolumento spettante ai
componenti della Commissione, nel rispetto dei limiti di
spesa fissati dal successivo art. 8.
5. Il Ministro dell'economia e delle finanze, udito il
parere della Commissione consultiva per le infrazioni
valutarie ed antiriciclaggio, determina con decreto
motivato la somma dovuta per la violazione e ne ingiunge il
pagamento, precisandone modalita' e termini secondo quanto
previsto dall'art. 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
6. I commi 1 e 2 dell'art. 32 del decreto del
Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, sono
abrogati."
"Art. 2. Commissione per l'esame delle istanze di
indennizzi e contributi relative alle perdite subite dai
cittadini italiani nei territori ceduti alla Jugoslavia,
nella Zona B dell'ex territorio libero di Trieste, nelle ex
Colonie ed in altri Paesi.
1. Le Commissioni interministeriali di cui all'art. 3,
commi 2 e 3, della legge 29 gennaio 1994, n. 98, sono
soppresse.
2. Le competenze delle Commissioni soppresse ai sensi
del comma 1 del presente articolo sono attribuite ad una
Commissione interministeriale denominata «Commissione per
l'esame delle istanze di indennizzi e contributi relative
alle perdite subite dai cittadini italiani nei territori
ceduti alla Jugoslavia, nella Zona B dell'ex territorio
libero di Trieste, nelle ex Colonie ed in altri Paesi».
3. La Commissione e' costituita da:
a) un magistrato di Cassazione con funzioni di
presidente di sezione di Cassazione o un magistrato di
altre magistrature con qualifica e funzioni equiparate, in
servizio o a riposo, che la presiede;
b) un consigliere di Cassazione o del Consiglio di
Stato, con funzione di vice presidente della Commissione;
c) un magistrato della Corte dei conti;
d) un rappresentante del Ministero degli affari esteri;
e) un rappresentante del Ministero dell'economia e
delle finanze - Dipartimento del tesoro;
f) un rappresentante del Ministero dell'economia e
delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale
dello Stato;
g) un rappresentante dell'Avvocatura generale dello
Stato;
h) un rappresentante dell'Agenzia del territorio;
i) un rappresentante del Ministero dell'interno;
l) un rappresentante per ciascuna delle seguenti
categorie di danneggiati, nominati dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri, su designazione delle associazioni
piu' rappresentative:
1) nelle ex colonie;
2) in Albania;
3) in Tunisia;
4) in Libia;
5) in Etiopia;
6) in altri Paesi;
m) due rappresentanti dei danneggiati nei territori
ceduti all'ex Jugoslavia e nella Zona B dell'ex Territorio
libero di Trieste, nominati dalla Presidenza del Consiglio
dei Ministri, su designazione delle associazioni piu'
rappresentative.
4. Le funzioni di segreteria della Commissione sono
svolte da due funzionari del Ministero dell'economia e
delle finanze di qualifica non inferiore a C2, che non
percepiscono alcun compenso per le attivita' relative alla
Commissione.
5. La Commissione puo' nominare nel proprio ambito, ove
opportuno, una o piu' sottocommissioni, composte da cinque
membri, di cui due rappresentanti dei danneggiati. Le
sottocommissioni sottopongono alla Commissione le proprie
determinazioni, per l'approvazione definitiva.
6. I componenti della Commissione sono nominati dal
Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio
decreto. Per ciascun componente effettivo e' nominato un
supplente. Alle adunanze della Commissione partecipa, senza
diritto di voto, un esperto di estimo, scelto dal
presidente tra funzionari del Ministero dell'economia e
delle finanze o dell'Agenzia del territorio. Per la
validita' delle adunanze della Commissione e' necessario
l'intervento di almeno dodici componenti, compreso il
presidente o il vice presidente. A parita' di voti prevale
quello del presidente. I relatori sono nominati dal
presidente, secondo criteri oggettivi e predeterminati,
deliberati dalla stessa Commissione.
7. La Commissione formula motivate proposte vincolanti,
assunte, ove necessario, anche in via di equita', che
vengono trascritte in apposito verbale entro il mese
successivo alla data dell'adunanza. Le deliberazioni della
Commissione sono trasmesse ai competenti uffici del
Ministero dell'economia e delle finanze, per la definitiva
approvazione da parte di questi ultimi e per la
comunicazione agli interessati, entro tre mesi
dall'approvazione dei verbali.
8. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con
proprio decreto, stabilisce l'emolumento spettante ai
componenti della Commissione, nel rispetto dei limiti di
spesa fissati dal successivo art. 8.
9. L'art. 3 della legge 29 gennaio 1994, n. 98 e l'art.
10 del decreto-legge 8 gennaio 1996, n. 6, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 marzo 1996, n. 110, sono
abrogati."
"Art. 3. Consiglio tecnico-scientifico degli esperti.
1. Il Consiglio tecnico-scientifico degli esperti,
previsto dall'art. 5 del decreto del Presidente della
Repubblica 28 aprile 1998, n. 154, opera presso il
Dipartimento del tesoro e svolge attivita' di elaborazione,
di analisi, di studio e di proposta nelle materie di
competenza del medesimo Dipartimento.
2. I componenti del Consiglio tecnico-scientifico degli
esperti sono nominati con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, su proposta del Capo del
Dipartimento del tesoro, tra docenti universitari ed
esperti dotati di una specifica e comprovata
specializzazione professionale nelle discipline oggetto
dell'attivita' istituzionale del Dipartimento. I componenti
del Consiglio, se appartenenti ad altre amministrazioni o
ad enti pubblici, all'atto della nomina possono essere
posti nella posizione di fuori ruolo o di aspettativa
secondo l'ordinamento di appartenenza.
3. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con
proprio decreto, stabilisce l'emolumento spettante ai
componenti del Consiglio, nel rispetto dei limiti di spesa
fissati dal successivo art. 8.
4. Per le funzioni di supporto e di segreteria il
Consiglio si avvale delle strutture specificatamente
individuate dal Capo del Dipartimento del tesoro.
5. Il Consiglio e' articolato in un collegio
tecnico-scientifico ed un collegio degli esperti.
6. Il collegio tecnico-scientifico e' composto di otto
membri ed ha funzioni di consulenza nell'ambito delle
attribuzioni del Dipartimento, con particolare riguardo
alla trattazione di problemi a carattere
tecnico-scientifico in materia di programmazione economica
e finanziaria.
7. Il collegio degli esperti e' composto di otto membri
e svolge attivita' di analisi di problemi giuridici,
economici e finanziari; in particolare, svolge le seguenti
funzioni:
a) compiere studi e formulare proposte per la
definizione degli indirizzi di politica finanziaria;
b) analizzare i problemi connessi alla partecipazione
del Dipartimento del tesoro nei vari organismi
internazionali. A tal fine, su mandato del Capo del
Dipartimento, i singoli esperti possono rappresentare
l'Amministrazione in organismi nazionali ed internazionali
e svolgere altri compiti specifici.
8. Il Consiglio tecnico-scientifico degli esperti
svolge, altresi', specifici compiti affidatigli dal Capo
del Dipartimento, nell'ambito delle competenze
istituzionali."
Si riporta il testo del comma 29 dell'art. 9 del citato
decreto-legge n. 78 del 2010:
"29. Le societa' non quotate, inserite nel conto
economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuate dall'ISTAT ai sensi del comma 3 dell' art. 1
della legge 31 dicembre 2009, n. 196, controllate
direttamente o indirettamente dalle amministrazioni
pubbliche, adeguano le loro politiche assunzionali alle
disposizioni previste nel presente articolo."
Si riporta il testo del comma 2 dell'art. 18 del
decreto- legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti
per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e
la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133:
"2. Le altre societa' a partecipazione pubblica totale
o di controllo adottano, con propri provvedimenti, criteri
e modalita' per il reclutamento del personale e per il
conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi,
anche di derivazione comunitaria, di trasparenza,
pubblicita' e imparzialita'."

Titolo I

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

Art. 5


Riduzione di spese delle pubbliche amministrazioni

1. Ferma restando la diminuzione, sui ruoli emessi dal 1° gennaio
2013, di un punto della percentuale di aggio sulle somme riscosse
dalle societa' agenti del servizio nazionale della riscossione, le
eventuali maggiori risorse rispetto a quanto considerato nei saldi
tendenziali di finanza pubblica, correlate anche al processo di
ottimizzazione ed efficientamento nella riscossione dei tributi e di
riduzione dei costi di funzionamento del gruppo Equitalia S.p.A., da
accertare con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da
emanarsi entro il 30 novembre 2012, sono destinate alla riduzione,
fino a un massimo di ulteriori quattro punti percentuali, dello
stesso aggio. Il citato decreto stabilisce, altresi', le modalita'
con le quali al gruppo Equitalia S.p.A. e', comunque, assicurato il
rimborso dei costi fissi di gestione risultanti dal bilancio
certificato.
2. A decorrere dall'anno 2013, le amministrazioni pubbliche
inserite nel conto economico consolidato della pubblica
amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di
statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31
dicembre 2009, n. 196, nonche' le autorita' indipendenti, ivi inclusa
la Commissione nazionale per le societa' e la borsa (Consob), e le
societa' dalle stesse amministrazioni controllate non possono
effettuare spese di ammontare superiore al 50 per cento della spesa
sostenuta nell'anno 2011 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio
e l'esercizio di autovetture, nonche' per l'acquisto di buoni taxi;
il predetto limite puo' essere derogato, per il solo anno 2013,
esclusivamente per effetto di contratti pluriennali gia' in essere.
La predetta disposizione non si applica alle autovetture utilizzate
((dall'Ispettorato centrale della tutela della qualita' e repressione
frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali,)) dal Corpo nazionale dei vigili del
fuoco o per i servizi istituzionali di tutela dell'ordine e della
sicurezza pubblica((, per i servizi sociali e sanitari svolti per
garantire i livelli essenziali di assistenza,)) ovvero per i servizi
istituzionali svolti nell'area tecnico-operativa della difesa. I
contratti di locazione o noleggio in corso alla data di entrata in
vigore del presente decreto possono essere ceduti, anche senza
l'assenso del contraente privato, alle Forze di polizia, con il
trasferimento delle relative risorse finanziarie sino alla scadenza
del contratto. Sono revocate le gare espletate da Consip s.p.a.
nell'anno 2012 per la prestazione del servizio di noleggio a lungo
termine di autoveicoli senza conducente, nonche' per la fornitura in
acquisto di berline medie con cilindrata non superiore a 1.600 cc per
le Pubbliche Amministrazioni.
3. Fermi restando i limiti di cui al decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 3 agosto 2011, l'utilizzo delle autovetture di
servizio e di rappresentanza assegnate in uso esclusivo e' concesso
per le sole esigenze di servizio del titolare.
4. La violazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3 e'
valutabile ai fini della responsabilita' amministrativa e
disciplinare dei dirigenti.
5. Al fine di garantire flessibilita' e razionalita' nella gestione
delle risorse, in conseguenza della riduzione del parco auto, il
personale gia' adibito a mansioni di autista o di supporto alla
gestione del parco auto, ove appartenente ad altre amministrazioni,
e' restituito con decorrenza immediata alle amministrazioni di
appartenenza. Il restante personale e' conseguentemente assegnato a
mansioni differenti, con assegnazione di un profilo professionale
coerente con le nuove mansioni, ferma restando l'area professionale
di appartenenza ed il trattamento economico fondamentale in
godimento.
6. Le disposizioni del presente articolo costituiscono principi
fondamentali di coordinamento della finanzia pubblica ai sensi
dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione.
7. A decorrere dal 1° ottobre 2012 il valore dei buoni pasto
attribuiti al personale, anche di qualifica dirigenziale, delle
amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato
della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto
nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1, comma 2,
della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonche' le autorita'
indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le societa' e
la borsa (Consob) non puo' superare il valore nominale di 7,00 euro.
Eventuali disposizioni normative e contrattuali piu' favorevoli
cessano di avere applicazione a decorrere dal 1 ottobre 2012. I
contratti stipulati dalle amministrazioni di cui al primo periodo per
l'approvvigionamento dei buoni pasto attribuiti al personale sono
adeguati alla presente disposizione, anche eventualmente prorogandone
la durata e fermo restando l'importo contrattuale complessivo
previsto. A decorrere dalla medesima data e' fatto obbligo alle
universita' statali di riconoscere il buono pasto esclusivamente al
personale contrattualizzato. I risparmi derivanti dall'applicazione
del presente articolo costituiscono economie di bilancio per le
amministrazioni dello Stato e concorrono per gli enti diversi dalle
amministrazioni statali al miglioramento dei saldi di bilancio. Tali
somme non possono essere utilizzate per incrementare i fondi per la
contrattazione integrativa.
8. Le ferie, i riposi ed i permessi spettanti al personale, anche
di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche inserite
nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi
dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, ((
nonche' delle autorita' )) indipendenti ivi inclusa la Commissione
nazionale per le societa' e la borsa (Consob), sono obbligatoriamente
fruiti secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti e non danno
luogo in nessun caso alla corresponsione di trattamenti economici
sostitutivi. La presente disposizione si applica anche in caso di
cessazione del rapporto di lavoro per mobilita', dimissioni,
risoluzione, pensionamento e raggiungimento del limite di eta'.
Eventuali disposizioni normative e contrattuali piu' favorevoli
cessano di avere applicazione a decorrere dall'entrata in vigore del
presente decreto. La violazione della presente disposizione, oltre a
comportare il recupero delle somme indebitamente erogate, e' fonte di
responsabilita' disciplinare ed amministrativa per il dirigente
responsabile.
9. E' fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2011,
nonche' alle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico
consolidato della pubblica amministrazione, come individuate
dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo
1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (( nonche' alle
autorita' )) indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le
societa' e la borsa (Consob) di attribuire incarichi di studio e di
consulenza a soggetti, gia' appartenenti ai ruoli delle stesse e
collocati in quiescenza, che abbiano svolto, nel corso dell'ultimo
anno di servizio, funzioni e attivita' corrispondenti a quelle
oggetto dello stesso incarico di studio e di consulenza.
10. All'articolo 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 recante
disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, convertito
con modificazioni nella legge 15 luglio 2011, n. 111, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) al comma 9, il primo periodo e' sostituito dai seguenti:
«Al fine di razionalizzare i servizi di pagamento delle
retribuzioni di cui all'articolo 1, comma 447, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e all'articolo 2, comma 197, della legge 23
dicembre 2009, n. 191, nonche' determinare conseguenti risparmi di
spesa, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dal 1° ottobre 2012, stipulano
convenzioni con il Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei
servizi per la fruizione dei servizi di cui al presente comma, ovvero
utilizzano i parametri di qualita' e di prezzo previsti nel ((decreto
di cui al quinto periodo del presente comma)) per l'acquisizione dei
medesimi servizi sul mercato di riferimento. La comparazione avviene
con riferimento ai costi di produzione dei servizi, diretti e
indiretti, interni ed esterni sostenuti dalle pubbliche
amministrazioni. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1,
comma 446, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 sono tenute
all'utilizzo dei servizi previsti nel ((decreto di cui al quinto
periodo del presente comma,)) senza il pagamento del contributo ivi
previsto. Si applicano le disposizioni di cui al comma 6.»;
b) dopo il comma 9, sono inseriti i seguenti:
«9-bis: I contratti delle pubbliche amministrazioni di cui
all'articolo 11, comma 9, aventi a oggetto i servizi di pagamento
degli stipendi di cui al decreto previsto al comma 9, in essere alla
data di entrata in vigore della presente disposizione, sono
rinegoziati, con un abbattimento del costo del servizio non inferiore
del 15 per cento.
9-ter: Il commissario straordinario per la razionalizzazione della
spesa per acquisti di beni e servizi, di cui all'articolo 2 del
decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, ((convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 luglio 2012, n. 94,)) recante disposizioni urgenti per
la razionalizzazione della spesa pubblica, individua le regioni
assoggettate al piano di rientro previsto all'articolo 2, commi 77 e
78 della legge 23 dicembre 2009, n. 191 che, unitamente alle
strutture sanitarie regionali, sono tenute a utilizzare i servizi
pagamento degli stipendi di cui al decreto previsto al comma 9. Il
commissario definisce i tempi e le modalita' di migrazione dei
servizi.
((9-quater. Ove non si ricorra alle convenzioni di cui all'articolo
1, comma 449, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ovvero a quelle
previste al comma 9 del presente articolo, gli atti e i contratti
posti in essere in violazione delle disposizioni sui parametri di
prezzo e qualita' sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e
determinano responsabilita' erariale ».))
((10-bis. Restano escluse dall'applicazione del comma 10, lettera
b), capoverso 9-quater, le procedure di approvvigionamento gia'
attivate alla data di entrata in vigore del presente decreto.))
((10-ter. Il comma 5 dell'articolo 8 della legge 19 ottobre 1999,
n. 370, e' sostituito dal seguente:))
((«5. Al professore o ricercatore universitario rientrato nei ruoli
e' corrisposto un trattamento pari a quello attribuito al collega di
pari anzianita'. In nessun caso il professore o ricercatore
universitario rientrato nei ruoli delle universita' puo' conservare
il trattamento economico complessivo goduto nel servizio o incarico
svolto precedentemente, qualsiasi sia l'ente o istituzione in cui
abbia svolto l'incarico. L'attribuzione di assegni ad personam, in
violazione delle disposizioni di cui al presente comma e' illegittima
ed e' causa di responsabilita' amministrativa nei confronti di chi
delibera l'erogazione».))
11. Nelle more dei rinnovi contrattuali previsti dall'articolo 6
del decreto legislativo 1° agosto 2011, n. 141, ((e in attesa
dell'applicazione di quanto disposto dall'articolo 19 del decreto
legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, le amministrazioni, ai fini
dell'attribuzione del trattamento accessorio collegato alla
performance individuale sulla base di criteri di selettivita' e
riconoscimento del merito, valutano la performance del personale
dirigenziale in relazione)):
a)(( al raggiungimento degli obiettivi individuali e relativi
all'unita' organizzativa di diretta responsabilita', nonche' al
contributo assicurato alla performance complessiva
dell'amministrazione. Gli obiettivi, predeterminati all'atto del
conferimento dell'incarico dirigenziale, devono essere specifici,
misurabili, ripetibili, ragionevolmente realizzabili e collegati a
precise scadenze temporali;))
b)(( ai comportamenti organizzativi posti in essere e alla
capacita' di valutazione differenziata dei propri collaboratori,
tenuto conto delle diverse performance degli stessi.))
((11-bis. Per gli stessi fini' di cui al comma 11, la misurazione e
valutazione della performance individuale del personale e' effettuata
dal dirigente in relazione:))
a)(( al raggiungimento di specifici obiettivi di gruppo o
individuali;))
b)(( al contributo assicurato alla performance dell'unita'
organizzativa di appartenenza e ai comportamenti organizzativi
dimostrati.))
((11-ter. Nella valutazione della performance individuale non sono
considerati i periodi di congedo di maternita', di paternita' e
parentale.))
((11-quater. Ciascuna amministrazione monitora annualmente, con il
supporto dell'Organismo indipendente di valutazione, l'impatto della
valutazione in termini di miglioramento della performance e sviluppo
del personale, al fine di migliorare i sistemi di misurazione e
valutazione in uso.))
((11-quinquies. Ai dirigenti e al personale non dirigenziale che
risultano piu' meritevoli in esito alla valutazione effettuata,
comunque non inferiori al 10 per cento della rispettiva totalita' dei
dipendenti oggetto della valutazione, secondo i criteri di cui ai
commi 11 e 11-bis e' attribuito un trattamento accessorio maggiorato
di un importo compreso, nei limiti delle risorse disponibili ai sensi
dell'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 1° agosto 2011, n.
141, tra il 10 e il 30 per cento rispetto al trattamento accessorio
medio attribuito ai dipendenti appartenenti alle stesse categorie,
secondo le modalita' stabilite nel sistema di cui all'articolo 7 del
decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. La presente disposizione
si applica ai dirigenti con riferimento alla retribuzione di
risultato.))
((11-sexies. Le amministrazioni rendono nota l'entita' del premio
mediamente conseguibile dal personale dirigenziale e non dirigenziale
e pubblicano sui propri siti istituzionali i dati relativi alla
distribuzione del trattamento accessorio, in forma aggregata, al fine
di dare conto del livello di selettivita' utilizzato nella
distribuzione dei premi e degli incentivi.))
12. Dopo il comma 3 dell'articolo 4 della legge 4 marzo 2009, n.
15, e' inserito il seguente:
«3-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, tutti gli stanziamenti autorizzati ai sensi del comma 3
sono destinati, nei limiti delle risorse iscritte in bilancio a
legislazione vigente, alla copertura degli oneri relativi al
funzionamento della Commissione per la valutazione, la trasparenza e
l'integrita' delle amministrazioni pubbliche (CIVIT), ivi compresi i
compensi per i componenti della Commissione medesima».
13. L'articolo 17-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
e' abrogato.
14. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 6, comma 3, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, relativamente alle
autorita' portuali le riduzioni ivi disposte sono ulteriormente
aumentate del cinque per cento a decorrere dal 1° gennaio 2013 nei
confronti dei presidenti, dei comitati portuali e dei collegi dei
revisori dei conti, composti anche da dipendenti del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti in possesso di specifica
professionalita'.
((14-bis. La Banca d'Italia, nell'ambito del proprio ordinamento,
tiene conto dei principi di riduzione della spesa contenuti nel
presente decreto.))


Riferimenti normativi

Per il riferimento al testo del comma 2 dell'art. 1
della legge n. 196 del 2009 si vedano i riferimenti
normativi all'art. 1.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3
agosto 2011 recante "Utilizzo delle autovetture di servizio
e di rappresentanza da parte delle pubbliche
amministrazioni" e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14
settembre 2011, n. 214.
Si riporta il testo dell'art. 117 della Costituzione:
"117. (Testo applicabile fino all'esercizio finanziario
relativo all'anno 2013)
La potesta' legislativa e' esercitata dallo Stato e
dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche' dei
vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli
obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti
materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello
Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto
di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
appartenenti all'Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni
religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi,
munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;
tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema
tributario e contabile dello Stato; perequazione delle
risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali;
referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello
Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della
polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento
civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che
devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull'istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e
funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citta'
metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e
profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo;
coordinamento informativo statistico e informatico dei dati
dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere
dell'ingegno;
s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni
culturali.
Sono materie di legislazione concorrente quelle
relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea
delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza
del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni
scolastiche e con esclusione della istruzione e della
formazione professionale; professioni; ricerca scientifica
e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti
e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di
navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione,
trasporto e distribuzione nazionale dell'energia;
previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei
bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e
del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e
ambientali e promozione e organizzazione di attivita'
culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di
credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e
agrario a carattere regionale. Nelle materie di
legislazione concorrente spetta alle Regioni la potesta'
legislativa, salvo che per la determinazione dei principi
fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Spetta alle Regioni la potesta' legislativa in
riferimento ad ogni materia non espressamente riservata
alla legislazione dello Stato.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potesta' regolamentare spetta allo Stato nelle
materie di legislazione esclusiva, salva delega alle
Regioni. La potesta' regolamentare spetta alle Regioni in
ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Citta'
metropolitane hanno potesta' regolamentare in ordine alla
disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che
impedisce la piena parita' degli uomini e delle donne nella
vita sociale, culturale ed economica e promuovono la
parita' di accesso tra donne e uomini alle cariche
elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con
altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie
funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione puo'
concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali
interni ad altro Stato, nei casi e con le forme
disciplinati da leggi dello Stato.

(Testo applicabile a decorrere dall'esercizio finanziario
relativo all'anno 2014)

La potesta' legislativa e' esercitata dallo Stato e
dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche' dei
vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli
obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti
materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello
Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto
di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
appartenenti all'Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni
religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi,
munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;
tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema
tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei
bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali;
referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello
Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della
polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento
civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che
devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull'istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e
funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citta'
metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e
profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo;
coordinamento informativo statistico e informatico dei dati
dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere
dell'ingegno;
s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni
culturali.
Sono materie di legislazione concorrente quelle
relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea
delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza
del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni
scolastiche e con esclusione della istruzione e della
formazione professionale; professioni; ricerca scientifica
e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti
e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di
navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione,
trasporto e distribuzione nazionale dell'energia;
previdenza complementare e integrativa; coordinamento della
finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione
dei beni culturali e ambientali e promozione e
organizzazione di attivita' culturali; casse di risparmio,
casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;
enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.
Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle
Regioni la potesta' legislativa, salvo che per la
determinazione dei principi fondamentali, riservata alla
legislazione dello Stato.
Spetta alle Regioni la potesta' legislativa in
riferimento ad ogni materia non espressamente riservata
alla legislazione dello Stato.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potesta' regolamentare spetta allo Stato nelle
materie di legislazione esclusiva, salva delega alle
Regioni. La potesta' regolamentare spetta alle Regioni in
ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Citta'
metropolitane hanno potesta' regolamentare in ordine alla
disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che
impedisce la piena parita' degli uomini e delle donne nella
vita sociale, culturale ed economica e promuovono la
parita' di accesso tra donne e uomini alle cariche
elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con
altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie
funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione puo'
concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali
interni ad altro Stato, nei casi e con le forme
disciplinati da leggi dello Stato."
Per il riferimento al testo del comma 2 dell'art. 1 del
decreto legislativo n. 165 del 2011 si vedano i riferimenti
normativi all'art. 4.
Per il riferimento al testo dell'art. 11 del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 si vedano i riferimenti
normativi all'art. 1.
Si riporta il testo dell'art. 8 della legge 19 ottobre
1999, n. 370 (Disposizioni in materia di universita' e di
ricerca scientifica e tecnologica), come modificato dalla
presente legge:
"Art. 8. Disposizioni in materia di personale
universitario.
1. Il rapporto di lavoro del direttore amministrativo
delle universita' e' di tipo subordinato, con trattamento
economico determinato in conformita' a criteri e parametri
individuati con decreti del Ministro dell'universita' e
della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con i
Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e per la funzione pubblica.
2. L'art. 11 del decreto-legge 21 aprile 1995, n. 120,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1995,
n. 236, si interpreta, per la parte riguardante il
personale delle Universita' per stranieri di Perugia e di
Siena, nel senso che i benefici di cui all'art. 1 della
legge 21 febbraio 1989, n. 63, si applicano al personale
tecnico e amministrativo inquadrato nei ruoli delle
predette Universita' con la sola esclusione di quello che,
successivamente all'inquadramento di cui all'art. 27 della
legge 29 gennaio 1986, n. 23, abbia gia' eventualmente
usufruito dei benefici di cui all'art. 85 della legge 11
luglio 1980, n. 312, senza oneri aggiuntivi per il bilancio
dello Stato.
3. A decorrere dalla data di soppressione delle scuole
autonome di ostetricia, il personale in servizio di ruolo o
incaricato senza soluzione di continuita' per almeno cinque
anni, non appartenente ai ruoli di altre amministrazioni
pubbliche, mantiene, a domanda, il trattamento economico
complessivo in godimento, presso e con onere a carico delle
universita' vigilanti sulle scuole stesse ai sensi
dell'art. 3 del regio decreto-legge 15 ottobre 1936, n.
2128, convertito dalla legge 25 marzo 1937, n. 921, senza
oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, con
esclusione di ogni equiparazione al personale docente e
ricercatore delle universita'. Le universita' assegnano
funzioni al predetto personale sulla base dell'attivita'
svolta nelle scuole. La domanda, a pena di decadenza dal
beneficio, deve essere presentata alle predette universita'
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
4. L'art. 3, comma 57, della legge 24 dicembre 1993, n.
537, si interpreta nel senso che l'assegno personale ivi
previsto ed attribuito in applicazione degli articoli 36,
ultimo comma, e 38, ultimo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, ai
docenti e ai ricercatori universitari, e' rideterminato
all'atto della conferma o del superamento del periodo di
straordinariato per effetto del trattamento stipendiale
spettante anche a seguito del riconoscimento dei servizi
previsto dall'art. 103 del citato decreto del Presidente
della Repubblica n. 382 del 1980. Il maggiore trattamento
stipendiale derivante da interpretazioni difformi da quella
di cui al presente comma e' riassorbito con i successivi
miglioramenti economici. E' fatta salva l'esecuzione dei
giudicati non conformi all'interpretazione autentica recata
dal presente comma.
5. Al professore o ricercatore universitario rientrato
nei ruoli e' corrisposto un trattamento pari a quello
attribuito al collega di pari anzianita'. In nessun caso il
professore o ricercatore universitario rientrato nei ruoli
delle universita' puo' conservare il trattamento economico
complessivo goduto nel servizio o incarico svolto
precedentemente, qualsiasi sia l'Ente o Istituzione in cui
abbia svolto l'incarico. L'attribuzione di assegni ad
personam, in violazione delle disposizioni di cui al
presente comma e' illegittima ed e' causa di
responsabilita' amministrativa nei confronti di chi
delibera l'erogazione.
6. Con decorrenza dal 1° gennaio 2000 e' riconosciuto
al personale docente e ricercatore delle universita', per
il quale non e' stata applicata la disposizione di cui
all'art. 103, settimo comma, del decreto del Presidente
della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, il servizio
prestato nella scuola secondaria, entro i limiti e con le
modalita' di cui al citato art. 103.
7. E' legittimamente conseguita l'idoneita' di cui agli
articoli 50, 51, 52 e 53 del decreto del Presidente della
Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, da parte dei tecnici
laureati di cui all'art. 1, comma 10, penultimo periodo,
della legge 14 gennaio 1999, n. 4, anche se non in servizio
al 1° agosto 1980 i quali, ammessi con riserva ai relativi
giudizi per effetto di ordinanze di sospensione
dell'efficacia di atti preclusivi alla partecipazione,
emesse dai competenti organi di giurisdizione
amministrativa, li abbiano superati.
8. Il riconoscimento del periodo di frequenza del
dottorato di ricerca ai fini del trattamento di quiescenza
e previdenza e ai fini della carriera dei ricercatori
universitari di cui all'art. 103 del decreto del Presidente
della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, come modificato
dall'art. 1, comma 24, della legge 14 gennaio 1999, n. 4,
deve essere richiesto entro un anno dalla data di entrata
in vigore della presente legge ovvero, se successiva, entro
un anno dalla conferma in ruolo.
9. All'art. 1, comma 1, del decreto-legge 21 aprile
1995, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 21
giugno 1995, n. 236, come modificato dall'art. 1, comma 8,
della legge 14 gennaio 1999, n. 4, le parole: «sino al 30
giugno 1999» sono sostituite dalle seguenti:
«improrogabilmente fino al 30 giugno 2000, provvedendo
entro tale termine all'espletamento delle procedure di
assunzione del nuovo personale, secondo quanto previsto
dalla vigente disciplina contrattuale del rapporto di
lavoro,».
10. Al personale di cui all'art. 6, comma 5, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, si applicano le disposizioni di cui all'art.
12, commi 1, 2, 3, 4, 6 e 7, della legge 19 novembre 1990,
n. 341. Il suddetto personale e' ricompreso nelle dizioni
previste dall'art. 16, comma 1, della legge 19 novembre
1990, n. 341, e successive modificazioni. Dall'attuazione
del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori
oneri per il bilancio dello Stato.
11. Al personale docente con rapporto di lavoro a tempo
indeterminato alla data di entrata in vigore della presente
legge nelle scuole materne ed elementari, in possesso di
titolo d'istruzione secondaria quadriennale, e' consentito
l'accesso, anche in soprannumero, al corso di laurea in
scienze della formazione primaria.
12. Per le universita' statali cui sono annessi i
policlinici universitari, gli oneri relativi al personale
di ruolo dell'area socio-sanitaria, non laureato, assegnato
al policlinico, non sono compresi tra le spese fisse e
obbligatorie di cui all'art. 51, comma 4, primo periodo,
della legge 27 dicembre 1997, n. 449, ai sensi e per gli
effetti di cui alla citata norma. Dall'attuazione del
presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri
per il bilancio dello Stato."
Si riporta il testo dell'art. 6 del decreto legislativo
1° agosto 2011, n. 141 (Modifiche ed integrazioni al
decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 in materia di
ottimizzazione della produttivita' del lavoro pubblico e di
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, a
norma dell'art. 2, comma 3, della legge 4 marzo 2009, n.
15):
"Art. 6 Norme transitorie
1. La differenziazione retributiva in fasce prevista
dagli articoli 19, commi 2 e 3, e 31, comma 2, del decreto
legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, si applica a partire
dalla tornata di contrattazione collettiva successiva a
quella relativa al quadriennio 2006-2009. Ai fini previsti
dalle citate disposizioni, nelle more dei predetti rinnovi
contrattuali, possono essere utilizzate le eventuali
economie aggiuntive destinate all'erogazione dei premi
dall'art. 16, comma 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio
2011, n. 111.
2. Per gli enti locali i contratti stipulati in base a
previsioni legislative, statutarie e regolamentari, nel
rispetto delle limitazioni finanziarie sulla spesa del
personale e sull'utilizzo dei contratti di lavoro a tempo
determinato, che hanno superato i contingenti di cui
all'art. 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del
2001 ed in essere al 9 marzo 2011, possono essere mantenuti
fino alla loro scadenza, fermo restando la valutabilita'
della conformita' dei contratti stessi e degli incarichi ad
ogni altra disposizione normativa.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato,
sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare."
Si riporta il testo dell'art. 19 del decreto
legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (Attuazione della legge
4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della
produttivita' del lavoro pubblico e di efficienza e
trasparenza delle pubbliche amministrazioni):
"Art. 19. Criteri per la differenziazione delle
valutazioni
1. In ogni amministrazione, l'Organismo indipendente,
sulla base dei livelli di performance attribuiti ai
valutati secondo il sistema di valutazione di cui al Titolo
II del presente decreto, compila una graduatoria delle
valutazioni individuali del personale dirigenziale,
distinto per livello generale e non, e del personale non
dirigenziale.
2. In ogni graduatoria di cui al comma 1 il personale
e' distribuito in differenti livelli di performance in modo
che:
a) il venticinque per cento e' collocato nella fascia
di merito alta, alla quale corrisponde l'attribuzione del
cinquanta per cento delle risorse destinate al trattamento
accessorio collegato alla performance individuale;
b) il cinquanta per cento e' collocato nella fascia di
merito intermedia, alla quale corrisponde l'attribuzione
del cinquanta per cento delle risorse destinate al
trattamento accessorio collegato alla performance
individuale;
c) il restante venticinque per cento e' collocato nella
fascia di merito bassa, alla quale non corrisponde
l'attribuzione di alcun trattamento accessorio collegato
alla performance individuale.
3. Per i dirigenti si applicano i criteri di
compilazione della graduatoria e di attribuzione del
trattamento accessorio di cui al comma 2, con riferimento
alla retribuzione di risultato.
4. La contrattazione collettiva integrativa puo'
prevedere deroghe alla percentuale del venticinque per
cento di cui alla lettera a) del comma 2 in misura non
superiore a cinque punti percentuali in aumento o in
diminuzione, con corrispondente variazione compensativa
delle percentuali di cui alle lettere b) o c). La
contrattazione puo' altresi' prevedere deroghe alla
composizione percentuale delle fasce di cui alle lettere b)
e c) e alla distribuzione tra le medesime fasce delle
risorse destinate ai trattamenti accessori collegati alla
performance individuale.
5. Il Dipartimento della funzione pubblica provvede al
monitoraggio delle deroghe di cui al comma 4, al fine di
verificare il rispetto dei principi di selettivita' e di
meritocrazia e riferisce in proposito al Ministro per la
pubblica amministrazione e l'innovazione.
6. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 non si
applicano al personale dipendente, se il numero dei
dipendenti in servizio nell'amministrazione non e'
superiore a quindici e, ai dirigenti, se il numero dei
dirigenti in servizio nell'amministrazione non e' superiore
a cinque. In ogni caso, deve essere garantita
l'attribuzione selettiva della quota prevalente delle
risorse destinate al trattamento economico accessorio
collegato alla perfomance, in applicazione del principio di
differenziazione del merito, ad una parte limitata del
personale dirigente e non dirigente."
Si riporta il testo dell'art. 7 del citato decreto
legislativo n. 150 del 2009:
"Art. 7. Sistema di misurazione e valutazione della
performance
1. Le amministrazioni pubbliche valutano annualmente la
performance organizzativa e individuale. A tale fine
adottano con apposito provvedimento il Sistema di
misurazione e valutazione della performance.
2. La funzione di misurazione e valutazione delle
performance e' svolta:
a) dagli Organismi indipendenti di valutazione della
performance di cui all'art. 14, cui compete la misurazione
e valutazione della performance di ciascuna struttura
amministrativa nel suo complesso, nonche' la proposta di
valutazione annuale dei dirigenti di vertice ai sensi del
comma 4, lettera e), del medesimo articolo;
b) dalla Commissione di cui all'art. 13 ai sensi del
comma 6 del medesimo articolo;
c) dai dirigenti di ciascuna amministrazione, secondo
quanto previsto agli articoli 16 e 17, comma 1, lettera
e-bis), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come
modificati dagli articoli 38 e 39 del presente decreto.
3. Il Sistema di misurazione e valutazione della
performance, di cui al comma 1, individua, secondo le
direttive adottate dalla Commissione di cui all'art. 13,
secondo quanto stabilito dal comma 2 del medesimo articolo:
a) le fasi, i tempi, le modalita', i soggetti e le
responsabilita' del processo di misurazione e valutazione
della performance, in conformita' alle disposizioni del
presente decreto;
b) le procedure di conciliazione relative
all'applicazione del sistema di misurazione e valutazione
della performance;
c) le modalita' di raccordo e di integrazione con i
sistemi di controllo esistenti;
d) le modalita' di raccordo e integrazione con i
documenti di programmazione finanziaria e di bilancio."
Si riporta il testo dell'art. 4 della legge 4 marzo
2009, n. 15 (Delega al Governo finalizzata
all'ottimizzazione della produttivita' del lavoro pubblico
e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni nonche' disposizioni integrative delle
funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e
del lavoro e alla Corte dei conti), come modificato dalla
presente legge:
"Art. 4 (Principi e criteri in materia di valutazione
delle strutture e del personale delle amministrazioni
pubbliche e di azione collettiva. Disposizioni sul
principio di trasparenza nelle amministrazioni pubbliche)
1. L'esercizio della delega nella materia di cui al
presente articolo e' finalizzato a modificare ed integrare
la disciplina del sistema di valutazione delle strutture e
dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, al fine di
assicurare elevati standard qualitativi ed economici
dell'intero procedimento di produzione del servizio reso
all'utenza tramite la valorizzazione del risultato ottenuto
dalle singole strutture, a prevedere mezzi di tutela
giurisdizionale degli interessati nei confronti delle
amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici che
si discostano dagli standard qualitativi ed economici
fissati o che violano le norme preposte al loro operato,
nonche' a prevedere l'obbligo per le amministrazioni, i cui
indicatori di efficienza o produttivita' si discostino in
misura significativa, secondo parametri deliberati
dall'organismo centrale di cui al comma 2, lettera f), dai
valori medi dei medesimi indicatori rilevati tra le
amministrazioni omologhe rientranti nel 25 per cento delle
amministrazioni con i rendimenti piu' alti, di fissare ai
propri dirigenti, tra gli obiettivi di cui alla lettera b)
del medesimo comma 2, l'obiettivo di allineamento entro un
termine ragionevole ai parametri deliberati dal citato
organismo centrale e, infine, a prevedere l'attivazione di
canali di comunicazione diretta utilizzabili dai cittadini
per la segnalazione di disfunzioni di qualsiasi natura
nelle amministrazioni pubbliche.
2. Nell'esercizio della delega nella materia di cui al
presente articolo il Governo si attiene ai seguenti
principi e criteri direttivi:
a) individuare sistemi di valutazione delle
amministrazioni pubbliche diretti a rilevare, anche
mediante ricognizione e utilizzo delle fonti informative
anche interattive esistenti in materia, nonche' con il
coinvolgimento degli utenti, la corrispondenza dei servizi
e dei prodotti resi ad oggettivi standard di qualita',
rilevati anche a livello internazionale;
b) prevedere l'obbligo per le pubbliche amministrazioni
di predisporre, in via preventiva, gli obiettivi che
l'amministrazione si pone per ciascun anno e di rilevare,
in via consuntiva, quanta parte degli obiettivi dell'anno
precedente e' stata effettivamente conseguita,
assicurandone la pubblicita' per i cittadini, anche al fine
di realizzare un sistema di indicatori di produttivita' e
di misuratori della qualita' del rendimento del personale,
correlato al rendimento individuale ed al risultato
conseguito dalla struttura;
c) prevedere l'organizzazione di confronti pubblici
annuali sul funzionamento e sugli obiettivi di
miglioramento di ciascuna amministrazione, con la
partecipazione di associazioni di consumatori e utenti,
organizzazioni sindacali, studiosi e organi di
informazione, e la diffusione dei relativi contenuti
mediante adeguate forme di pubblicita', anche in modalita'
telematica;
d) promuovere la confrontabilita' tra le prestazioni
omogenee delle pubbliche amministrazioni anche al fine di
consentire la comparazione delle attivita' e dell'andamento
gestionale nelle diverse sedi territoriali ove si esercita
la pubblica funzione, stabilendo annualmente a tal fine
indicatori di andamento gestionale, comuni alle diverse
amministrazioni pubbliche o stabiliti per gruppi omogenei
di esse, da adottare all'interno degli strumenti di
programmazione, gestione e controllo e negli strumenti di
valutazione dei risultati;
e) riordinare gli organismi che svolgono funzioni di
controllo e valutazione del personale delle amministrazioni
pubbliche secondo i seguenti criteri:
1) estensione della valutazione a tutto il personale
dipendente;
2) estensione della valutazione anche ai comportamenti
organizzativi dei dirigenti;
3) definizione di requisiti di elevata professionalita'
ed esperienza dei componenti degli organismi di
valutazione;
4) assicurazione della piena indipendenza e autonomia
del processo di valutazione, nel rispetto delle metodologie
e degli standard definiti dall'organismo di cui alla
lettera f);
5) assicurazione della piena autonomia della
valutazione, svolta dal dirigente nell'esercizio delle
proprie funzioni e responsabilita';
f) prevedere, nell'ambito del riordino dell'ARAN di cui
all'art. 3, l'istituzione, in posizione autonoma e
indipendente, di un organismo centrale che opera in
collaborazione con il Ministero dell'economia e delle
finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato e con la Presidenza del Consiglio dei ministri -
Dipartimento della funzione pubblica ed eventualmente in
raccordo con altri enti o istituzioni pubbliche, con il
compito di indirizzare, coordinare e sovrintendere
all'esercizio indipendente delle funzioni di valutazione,
di garantire la trasparenza dei sistemi di cui alle lettere
a) e b), di assicurare la comparabilita' e la visibilita'
degli indici di andamento gestionale, informando
annualmente il Ministro per l'attuazione del programma di
Governo sull'attivita' svolta. I componenti, in numero non
superiore a cinque, sono scelti tra persone di elevata
professionalita', anche estranee all'amministrazione, che
non abbiano interessi di qualsiasi natura in conflitto con
le funzioni dell'organismo, con comprovate competenze in
Italia o all'estero nelle materie attinenti la definizione
dei sistemi di cui alle lettere a) e b), e sono nominati,
nel rispetto del principio della rappresentanza di genere,
con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del
Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione,
di concerto con il Ministro per l'attuazione del programma
di Governo, per un periodo di sei anni e previo parere
favorevole delle competenti Commissioni parlamentari,
espresso a maggioranza dei due terzi dei componenti;
g) prevedere che i sindaci e i presidenti delle
province nominino i componenti dei nuclei di valutazione
cui e' affidato il compito di effettuare la valutazione dei
dirigenti, secondo i criteri e le metodologie stabiliti
dall'organismo di cui alla lettera f), e che provvedano a
confermare o revocare gli incarichi dirigenziali
conformemente all'esito della valutazione;
h) assicurare la totale accessibilita' dei dati
relativi ai servizi resi dalla pubblica amministrazione
tramite la pubblicita' e la trasparenza degli indicatori e
delle valutazioni operate da ciascuna pubblica
amministrazione anche attraverso:
1) la disponibilita' immediata mediante la rete
internet di tutti i dati sui quali si basano le
valutazioni, affinche' possano essere oggetto di autonoma
analisi ed elaborazione;
2) il confronto periodico tra valutazioni operate
dall'interno delle amministrazioni e valutazioni operate
dall'esterno, ad opera delle associazioni di consumatori o
utenti, dei centri di ricerca e di ogni altro osservatore
qualificato;
3) l'adozione da parte delle pubbliche amministrazioni,
sentite le associazioni di cittadini, consumatori e utenti
rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e
degli utenti, di un programma per la trasparenza, di durata
triennale, da rendere pubblico anche attraverso i siti web
delle pubbliche amministrazioni, definito in conformita'
agli obiettivi di cui al comma 1;
i) prevedere l'ampliamento dei poteri ispettivi con
riferimento alle verifiche ispettive integrate di cui
all'art. 60, commi 5 e 6, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e successive modificazioni;
l) consentire a ogni interessato di agire in giudizio
nei confronti delle amministrazioni, nonche' dei
concessionari di servizi pubblici, fatte salve le
competenze degli organismi con funzioni di regolazione e
controllo istituiti con legge dello Stato e preposti ai
relativi settori, se dalla violazione di standard
qualitativi ed economici o degli obblighi contenuti nelle
Carte dei servizi, dall'omesso esercizio di poteri di
vigilanza, di controllo o sanzionatori, dalla violazione
dei termini o dalla mancata emanazione di atti
amministrativi generali derivi la lesione di interessi
giuridicamente rilevanti per una pluralita' di utenti o
consumatori, nel rispetto dei seguenti criteri:
1) consentire la proposizione dell'azione anche ad
associazioni o comitati a tutela degli interessi dei propri
associati;
2) devolvere il giudizio alla giurisdizione esclusiva e
di merito del giudice amministrativo;
3) prevedere come condizione di ammissibilita' che il
ricorso sia preceduto da una diffida all'amministrazione o
al concessionario ad assumere, entro un termine fissato dai
decreti legislativi, le iniziative utili alla soddisfazione
degli interessati; in particolare, prevedere che, a seguito
della diffida, si instauri un procedimento volto a
responsabilizzare progressivamente il dirigente competente
e, in relazione alla tipologia degli enti, l'organo di
indirizzo, l'organo esecutivo o l'organo di vertice, a che
le misure idonee siano assunte nel termine predetto;
4) prevedere che, all'esito del giudizio, il giudice
ordini all'amministrazione o al concessionario di porre in
essere le misure idonee a porre rimedio alle violazioni,
alle omissioni o ai mancati adempimenti di cui all'alinea
della presente lettera e, nei casi di perdurante
inadempimento, disponga la nomina di un commissario, con
esclusione del risarcimento del danno, per il quale resta
ferma la disciplina vigente;
5) prevedere che la sentenza definitiva comporti
l'obbligo di attivare le procedure relative
all'accertamento di eventuali responsabilita' disciplinari
o dirigenziali;
6) prevedere forme di idonea pubblicita' del
procedimento giurisdizionale e della sua conclusione;
7) prevedere strumenti e procedure idonei ad evitare
che l'azione di cui all'alinea della presente lettera nei
confronti dei concessionari di servizi pubblici possa
essere proposta o proseguita, nel caso in cui un'autorita'
indipendente o comunque un organismo con funzioni di
vigilanza e controllo nel relativo settore abbia avviato
sul medesimo oggetto il procedimento di propria competenza.
3. Per il funzionamento dell'organismo di cui al comma
2, lettera f), e' autorizzata la spesa massima di 2 milioni
di euro per l'anno 2009 e di 4 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2010, compresi i compensi ai componenti. E'
altresi' autorizzata la spesa massima di 4 milioni di euro
a decorrere dall'anno 2010 per finanziare, con decreto del
Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
progetti sperimentali e innovativi volti a:
a) diffondere e uniformare le metodologie della
valutazione tra le amministrazioni centrali e gli enti
territoriali, anche tramite la definizione di modelli da
pubblicare sulla rete internet;
b) sviluppare i processi di formazione del personale
preposto alle funzioni di controllo e valutazione;
c) sviluppare metodologie di valutazione della funzione
di controllo della soddisfazione dei cittadini;
d) migliorare la trasparenza delle procedure di
valutazione mediante la realizzazione e lo sviluppo di un
apposito sito internet..
3-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore
della presente disposizione, tutti gli stanziamenti
autorizzati ai sensi del comma 3 sono destinati, nei limiti
delle risorse iscritte in bilancio a legislazione vigente,
alla copertura degli oneri relativi al funzionamento della
Commissione per la valutazione, la trasparenza e
l'integrita' delle amministrazioni pubbliche (CIVIT), ivi
compresi i compensi per i componenti della Commissione
medesima.
4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 3,
pari a 2 milioni di euro per l'anno 2009 e a 8 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2010, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa
recata dall'art. 1, comma 227, della legge 23 dicembre
2005, n. 266. Con decreto del Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite le
modalita' di organizzazione dell'organismo di cui al comma
2, lettera f), e fissati i compensi per i componenti. Il
Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.
5. Dall'attuazione delle disposizioni contenute nel
presente articolo, ad eccezione del comma 2, lettera f), e
del comma 3, secondo periodo, non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.
6. La trasparenza costituisce livello essenziale delle
prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche a norma
dell'art. 117, secondo comma, lettera m), della
Costituzione.
7. Ai fini del comma 6 la trasparenza e' intesa come
accessibilita' totale, anche attraverso lo strumento della
pubblicazione sui siti internet delle pubbliche
amministrazioni, delle informazioni concernenti ogni
aspetto dell'organizzazione delle pubbliche
amministrazioni, degli indicatori relativi agli andamenti
gestionali e all'utilizzo delle risorse per il
perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati
dell'attivita' di misurazione e valutazione svolta in
proposito dagli organi competenti, allo scopo di favorire
forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di
buon andamento e imparzialita'.
8. Le amministrazioni pubbliche adottano ogni
iniziativa utile a promuovere la massima trasparenza nella
propria organizzazione e nella propria attivita'.
9. All'art. 1, comma 1, del codice in materia di
protezione dei dati personali, di cui al decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e' aggiunto, in fine,
il seguente periodo: «Le notizie concernenti lo svolgimento
delle prestazioni di chiunque sia addetto ad una funzione
pubblica e la relativa valutazione non sono oggetto di
protezione della riservatezza personale»."
L'art. 17-bis del decreto legislativo n. 165 del 30
marzo 2001, abrogato dalla presene legge, recava: «17-bis.
Vicedirigenza.».
Si riporta il testo del comma 3 dell'art. 6 del citato
decreto-legge n. 78 del 2010:
"3. Fermo restando quanto previsto dall'art. 1, comma
58 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, a decorrere dal 1°
gennaio 2011 le indennita', i compensi, i gettoni, le
retribuzioni o le altre utilita' comunque denominate,
corrisposti dalle pubbliche amministrazioni di cui al comma
3 dell'art. 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse
le autorita' indipendenti, ai componenti di organi di
indirizzo, direzione e controllo, consigli di
amministrazione e organi collegiali comunque denominati ed
ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo, sono
automaticamente ridotte del 10 per cento rispetto agli
importi risultanti alla data del 30 aprile 2010. Sino al 31
dicembre 2013, gli emolumenti di cui al presente comma non
possono superare gli importi risultanti alla data del 30
aprile 2010, come ridotti ai sensi del presente comma. Le
disposizioni del presente comma si applicano ai commissari
straordinari del Governo di cui all'art. 11 della legge 23
agosto 1988, n. 400 nonche' agli altri commissari
straordinari, comunque denominati. La riduzione non si
applica al trattamento retributivo di servizio."

Titolo I

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

Art. 6


Rafforzamento della funzione statistica
e del monitoraggio dei conti pubblici

1. Le disposizioni di cui ai commi 587, 588 e 589 dall'articolo 1
della Legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (Legge Finanziaria 2007),
costituiscono principio fondamentale di coordinamento della finanza
pubblica ai fini del rispetto dei parametri stabiliti dal patto di
stabilita' e crescita dell'Unione europea (( e )) si applicano anche
alle Fondazioni, Associazioni, Aziende speciali, Agenzie, Enti
strumentali, Organismi e altre unita' istituzionali non costituite in
forma di societa' o consorzio, controllati da amministrazioni
pubbliche statali, regionali e locali indicate nell'elenco ISTAT ai
sensi dell'articolo 1, comma 3 della legge 31 dicembre 2009, n. 196
(Legge di contabilita' e di finanza pubblica), e successive modifiche
e integrazioni. Per controllo si deve intendere la capacita' di
determinare la politica generale o il programma di una unita'
istituzionale, se necessario scegliendo gli amministratori o i
dirigenti.
2. Le modalita' di effettuazione della trasmissione delle
informazioni di cui al precedente comma rese disponibili alla banca
dati della amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 13 della
legge 31 dicembre, 2009, n. 196, sono definite con apposito decreto
del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito
l'Istat.
3. Fermo restando quanto previsto da altre disposizioni
legislative, il potere ispettivo attribuito dalla vigente normativa
al Dipartimento della funzione pubblica ed al Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato nei confronti delle amministrazioni
pubbliche e' esteso alle societa' a totale partecipazione pubblica,
diretta o indiretta, con riferimento agli obblighi previsti
dall'articolo 4, commi 4, 5, 9, 10, e 11 del presente decreto.
4. A decorrere dall'esercizio finanziario 2012, i Comuni e le
Province allegano al rendiconto della gestione una nota informativa
contenente la verifica dei crediti e debiti reciproci tra l'Ente e le
societa' partecipate. La predetta nota, asseverata dai rispettivi
organi di revisione, evidenzia analiticamente eventuali discordanze e
ne fornisce la motivazione; in tal caso il Comune o la Provincia
adottano senza indugio, e comunque non oltre il termine
dell'esercizio finanziario in corso, i provvedimenti necessari ai
fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie.
5. Le disposizioni di cui ((ai commi da 5 a 9)) sono
prioritariamente dirette a garantire la puntuale applicazione dei
criteri di contabilita' nazionale relativi alle modalita' di
registrazione degli investimenti fissi lordi, in base ai quali le
spese di tale natura devono essere registrate nel momento in cui il
bene capitale entra nella disponibilita' dell'acquirente o, per i
beni prodotti secondo contratti pluriennali, al momento della
consegna dei vari stati di avanzamento dei lavori.
6. Nelle more dell'attuazione della delega prevista dall'articolo
40 della legge 31 dicembre 2009 n. 196 ed al fine di garantire
completezza dei dati di bilancio nel corso della gestione, attraverso
la rilevazione puntuale dei costi, effettuata anche mediante
l'acquisizione dei documenti contenenti le informazioni di cui al
comma 5, a decorrere dal 1° gennaio 2013, tutte le Amministrazioni
centrali dello Stato, incluse le articolazioni periferiche, sono
tenute ad adottare il sistema informativo SICOGE anche ai fini delle
scritture di contabilita' integrata economico-patrimoniale analitica.
Le predette scritture contabili saranno integrate, per l'acquisto di
beni e servizi, con l'utilizzo delle funzionalita' di ciclo passivo
rese disponibili dalla Ragioneria Generale dello Stato, al fine della
razionalizzazione di tali tipologie di acquisti.
7. Le Amministrazioni di cui al comma 6 potranno fruire, con le
modalita' di cui all'articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, 196,
delle informazioni utili al monitoraggio della propria gestione.
8. A decorrere dal 2013, le amministrazioni pubbliche diverse dallo
Stato adeguano i propri sistemi contabili allo scopo di garantire le
informazioni necessarie all'attuazione delle finalita' di cui al
comma 5. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze,
sentito l'ISTAT, sono definite le modalita' di contabilizzazione
degli investimenti per le amministrazioni di cui al presente comma.
9. Con riferimento alle opere che abbiano avuto rappresentazione
nei documenti contabili degli enti fino all'esercizio in corso, con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministero dell'economia e delle finanze, sentiti il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e l'Istat, da emanare entro 60 giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, sono definiti i criteri e le modalita' per la
ricognizione e la raccolta di informazioni relative alle opere
d'importo piu' rilevante. Con il decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri di cui al periodo precedente sono in particolare
individuati gli enti interessati alla ricognizione, le
caratteristiche delle opere rilevate e le modalita' per l'invio delle
informazioni.
10. Nelle more del riordino della disciplina della gestione del
bilancio dello Stato, in via sperimentale per il triennio 2013-2015,
il dirigente responsabile della gestione, in relazione a ciascun
impegno assunto sui capitoli di bilancio di propria pertinenza,
relativo a spese per somministrazioni, forniture e appalti, a partire
dall'esercizio finanziario 2013, ha l'obbligo di predisporre un
apposito piano finanziario pluriennale sulla base del quale ordina e
paga le spese, da aggiornare con cadenza mensile. A decorrere
dall'entrata in vigore del presente decreto sono avviate le attivita'
propedeutiche all'avvio della sperimentazione di cui al periodo
precedente.
11. Il piano finanziario dei pagamenti indica, quali elementi
necessari e presupposti del pagamento stesso, in relazione a ciascun
impegno, il preciso ammontare del debito e l'esatta individuazione
della persona del creditore, supportati dai titoli e dai documenti
comprovanti il diritto acquisito, nonche' la data in cui viene a
scadenza l'obbligazione.
12. Quali titoli e documenti comprovanti il diritto acquisito dai
creditori sono considerati prioritari i provvedimenti di approvazione
degli stati di avanzamento lavori, ove previsti, ovvero le fatture
regolarmente emesse.
13. Al fine di consentire la corretta imputazione all'esercizio
finanziario di competenza economica delle spese dei Ministeri che
hanno dato luogo a debiti non ancora estinti relativi a
somministrazioni, forniture e appalti, mediante l'esatta
individuazione della data di insorgenza degli stessi, le richieste di
reiscrizione in bilancio delle somme corrispondenti a residui passivi
caduti in perenzione ovvero di attribuzione delle risorse finanziarie
occorrenti per l'estinzione dei debiti formatisi fuori bilancio, da
inoltrare all'amministrazione debitrice tramite il competente Ufficio
centrale del bilancio, devono essere corredate dai titoli e documenti
comprovanti il diritto acquisito dal creditore, quali
prioritariamente i provvedimenti di approvazione degli stati di
avanzamento lavori e le fatture regolarmente emesse.
14. Al fine di preordinare nei tempi stabiliti le disponibilita' di
cassa occorrenti per disporre i pagamenti((, nel corrente esercizio
finanziario e in quello successivo, anche nelle more dell'adozione
del piano finanziario di cui al comma 10,)) con decreto del Ministro
competente, da comunicare al Parlamento ed alla Corte dei conti, in
ciascun stato di previsione della spesa, possono essere disposte, tra
capitoli, variazioni compensative di sola cassa, fatta eccezione per
i pagamenti effettuati mediante l'emissione di ruoli di spesa fissa,
previa verifica da parte del Ministero dell'economia e delle finanze
- Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, della
compatibilita' delle medesime con gli obiettivi programmati di
finanza pubblica.
15. Le somme stanziate nel bilancio dello Stato, relative ad
autorizzazioni di spese pluriennali, totalmente non impegnate alla
chiusura dell'esercizio, costituiscono economie di bilancio. Le
stesse, con l'esclusione di quelle riferite ad autorizzazioni di
spese permanenti ed a fondi da ripartire, sono reiscritte, con la
legge di bilancio, nella competenza dell'esercizio successivo a
quello terminale dell'autorizzazione medesima. Qualora dette somme
non risultino impegnate nei tre anni successivi a quello di prima
iscrizione in bilancio della spesa, la relativa autorizzazione e'
definanziata per i corrispondenti importi. ((Delle operazioni
effettuate ai sensi del presente comma viene data apposita evidenza
nella nota integrativa al bilancio di previsione.))
((15-bis. Dal calcolo per le riduzioni delle spettanze per i comuni
effettuate, in applicazione dell'articolo 14, comma 2, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono esclusi i contributi in
conto capitale assegnati dalla legge direttamente al comune
beneficiario. Il Ministero dell'interno e' autorizzato ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni ai decreti ministeriali
di attuazione.))
16. In via sperimentale ((per gli esercizi 2013, 2014 e 2015,))
relativamente alle autorizzazioni di spesa pluriennale, con legge di
bilancio gli stanziamenti di competenza possono essere rimodulati
negli anni ricompresi nel bilancio pluriennale, ((assicurandone
apposita evidenza,)) nel rispetto del limite complessivo della spesa
autorizzata, per adeguarli alle corrispondenti autorizzazioni di
cassa determinate in relazione ai pagamenti programmati ai sensi del
comma 10.
17. A decorrere dall'esercizio finanziario 2012, nelle more
dell'entrata in vigore dell'armonizzazione dei sistemi contabili e
degli schemi di bilancio di cui al decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118, gli enti locali iscrivono nel bilancio di previsione un
fondo svalutazione crediti non inferiore al 25 per cento dei residui
attivi, di cui ai titoli primo e terzo dell'entrata, aventi
anzianita' superiore a 5 anni. Previo parere motivato dell'organo di
revisione, possono essere esclusi dalla base di calcolo i residui
attivi per i quali i responsabili dei servizi competenti abbiano
analiticamente certificato la perdurante sussistenza delle ragioni
del credito e l'elevato tasso di riscuotibilita'.
18. I termini previsti nel decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze 22 maggio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21
giugno 2012, n. 143, in attuazione dell'articolo 35, comma 1, lettera
b), del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sono prorogati
rispettivamente come segue:
a) all'articolo 1, comma 4, il termine del «28 giugno 2012» e'
prorogato al «27 luglio 2012»;
b) all'articolo 3, comma 4, al primo periodo, il termine del «31
luglio 2012» e' prorogato al «30 agosto 2012» e, all'ultimo periodo,
il termine del «31 agosto 2012» e' prorogato al «28 settembre 2012»;
c) all'articolo 3, comma 5, il termine del «28 settembre 2012» e'
prorogato al «31 ottobre 2012»;
d) all'articolo 3, comma 7, il termine del «31 ottobre 2012» e'
prorogato al «30 novembre 2012;
e) all'articolo 4, il termine del «1° novembre 2012» e' prorogato
al «1° dicembre 2012» e quello del «1° novembre 2016» e' prorogato al
«1° dicembre 2016».
19. Le convenzioni, di cui all'articolo 1, comma 5-bis, lettera f)
del decreto-legge 5 agosto 2010, n. 125, convertito con modificazioni
dalla legge 1 ottobre 2010, n. 163, stipulate con i soggetti
aggiudicatari dei compendi aziendali, si intendono approvate e
producono effetti a far data dalla sottoscrizione. Ogni successiva
modificazione ovvero integrazione delle suddette convenzioni e'
approvata con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze((, sentite
le regioni interessate)).
20. All'articolo l della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 616, l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: «A
decorrere dal 2013 gli ambiti territoriali scolastici sono limitati
nel numero a non piu' di 2.000 e comunque composti da almeno quattro
istituzioni.»;
b) dopo il comma 616 e' inserito il seguente comma:
«616-bis. I revisori di cui al comma 616 sono tenuti allo
svolgimento dei controlli ispettivi di secondo livello per i fondi
europei, nonche' (( a )) ogni altra verifica e controllo richiesti
dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e dal
Ministero dell'economia e delle finanze.».


Riferimenti normativi

Si riporta il testo dei commi 587, 588 e 589 dell'art.
1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2007):
" 587. Entro il 30 aprile di ciascun anno le
amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali sono
tenute a comunicare, in via telematica o su apposito
supporto magnetico, al Dipartimento della funzione pubblica
l'elenco dei consorzi di cui fanno parte e delle societa' a
totale o parziale partecipazione da parte delle
amministrazioni medesime, indicando la ragione sociale, la
misura della partecipazione, la durata dell'impegno,
l'onere complessivo a qualsiasi titolo gravante per l'anno
sul bilancio dell'amministrazione, il numero dei
rappresentanti dell'amministrazione negli organi di
governo, il trattamento economico complessivo a ciascuno di
essi spettante.
588. Nel caso di mancata o incompleta comunicazione dei
dati di cui al comma 587, e' vietata l'erogazione di somme
a qualsivoglia titolo da parte dell'amministrazione
interessata a favore del consorzio o della societa', o a
favore dei propri rappresentanti negli organi di governo
degli stessi.
589. Nel caso di inosservanza delle disposizioni di cui
ai commi 587 e 588 una cifra pari alle spese da ciascuna
amministrazione sostenuta nell'anno viene detratta dai
fondi a qualsiasi titolo trasferiti a quella
amministrazione dallo Stato nel medesimo anno."
Per il riferimento al testo del comma 3 dell'art. 1
della legge n. 196 del 2009 si vedano i riferimenti
normativi all'art. 1.
Si riporta il testo del'art. 13 della citata legge n.
196 del 2009:
"Art. 13 Banca dati delle amministrazioni pubbliche
1. Al fine di assicurare un efficace controllo e
monitoraggio degli andamenti della finanza pubblica,
nonche' per acquisire gli elementi informativi necessari
alla ricognizione di cui all'art. 1, comma 3, e per dare
attuazione e stabilita' al federalismo fiscale, le
amministrazioni pubbliche provvedono a inserire in una
banca dati unitaria istituita presso il Ministero
dell'economia e delle finanze, accessibile all'ISTAT e alle
stesse amministrazioni pubbliche secondo modalita' da
stabilire con appositi decreti del Ministro dell'economia e
delle finanze, sentiti la Conferenza permanente per il
coordinamento della finanza pubblica , l'ISTAT e il Centro
nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione
(CNIPA), i dati concernenti i bilanci di previsione, le
relative variazioni, i conti consuntivi, quelli relativi
alle operazioni gestionali, nonche' tutte le informazioni
necessarie all'attuazione della presente legge. Con
apposita intesa in sede di Conferenza permanente per il
coordinamento della finanza pubblica sono definite le
modalita' di accesso degli enti territoriali alla banca
dati. Con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze e' individuata la struttura dipartimentale
responsabile della suddetta banca dati.
2. In apposita sezione della banca dati di cui al comma
1 sono contenuti tutti i dati necessari a dare attuazione
al federalismo fiscale. Tali dati sono messi a
disposizione, anche mediante accesso diretto, della
Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del
federalismo fiscale e della Conferenza permanente per il
coordinamento della finanza pubblica per l'espletamento
delle attivita' di cui agli articoli 4 e 5 della legge 5
maggio 2009, n. 42, come modificata dall'art. 2, comma 6,
della presente legge.
3. L'acquisizione dei dati avviene sulla base di
schemi, tempi e modalita' definiti con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, sentiti l'ISTAT, il CNIPA e
la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza
pubblica relativamente agli enti territoriali.
L'acquisizione dei dati potra' essere effettuata anche
attraverso l'interscambio di flussi informativi con altre
amministrazioni pubbliche. Anche la Banca d'Italia provvede
ad inviare per via telematica al Ministero dell'economia e
delle finanze le informazioni necessarie al monitoraggio e
al consolidamento dei conti pubblici.
4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente
articolo, pari complessivamente a 10 milioni di euro per
l'anno 2010, 11 milioni di euro per l'anno 2011 e 5 milioni
di euro a decorrere dall'anno 2012, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa
prevista dall'art. 10, comma 5, del decreto-legge 29
novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 dicembre 2004, n. 307, relativa al Fondo per
interventi strutturali di politica economica. Con il
medesimo decreto di cui al comma 3 possono essere stabilite
le modalita' di ripartizione delle risorse tra le
amministrazioni preposte alla realizzazione della banca
dati."
Si riporta il testo dell'art. 40 della citata legge n.
196 del 2009:
"Art. 40 Delega al Governo per il completamento della
revisione della struttura del bilancio dello Stato
1. Fermo restando quanto previsto dall'art. 2, in
materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli
schemi di bilancio delle amministrazioni pubbliche, il
Governo e' delegato ad adottare, entro tre anni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, uno o piu'
decreti legislativi per il completamento della riforma
della struttura del bilancio dello Stato con particolare
riguardo alla riorganizzazione dei programmi di spesa e
delle missioni e alla programmazione delle risorse,
assicurandone una maggiore certezza, trasparenza e
flessibilita'.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono
adottati sulla base dei seguenti principi e criteri
direttivi:
a) revisione delle missioni in relazione alle funzioni
principali e agli obiettivi perseguiti con la spesa
pubblica, delineando un'opportuna correlazione tra missioni
e Ministeri ed enucleando eventuali missioni trasversali;
b) revisione del numero e della struttura dei
programmi, che devono essere omogenei con riferimento ai
risultati da perseguire in termini di prodotti e servizi
finali, in modo da assicurare:
1) l'univoca corrispondenza tra il programma, le
relative risorse e strutture assegnate, e ciascun
Ministero, in relazione ai compiti e alle funzioni
istituzionali proprie di ciascuna amministrazione, evitando
ove possibile la condivisione di programmi tra piu'
Ministeri;
2) l'affidamento di ciascun programma di spesa ad un
unico centro di responsabilita' amministrativa;
3) il raccordo dei programmi alla classificazione COFOG
di secondo livello;
c) revisione degli stanziamenti iscritti in ciascun
programma e della relativa legislazione in coerenza con gli
obiettivi da perseguire;
d) revisione, per l'entrata, delle unita' elementari
del bilancio per assicurare che la denominazione richiami
esplicitamente l'oggetto e ripartizione delle unita'
promiscue in articoli in modo da assicurare che la fonte di
gettito sia chiaramente e univocamente individuabile;
e) adozione, per la spesa, anche a fini gestionali e di
rendicontazione, delle azioni quali componenti del
programma e unita' elementari del bilancio dello Stato
affiancate da un piano dei conti integrato che assicuri il
loro raccordo alla classificazione COFOG e alla
classificazione economica di terzo livello. Ai fini
dell'attuazione del precedente periodo, il Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato, avvia, per l'esercizio
finanziario 2012, un'apposita sperimentazione di cui si da'
conto nel rapporto di cui all'art. 3;
f) previsione che le nuove autorizzazioni legislative
di spesa debbano essere formulate in termini di
finanziamento di uno specifico programma di spesa;
g) introduzione della programmazione triennale delle
risorse e degli obiettivi delle amministrazioni dello Stato
e individuazione di metodologie comuni di definizione di
indicatori di risultato semplici, misurabili e riferibili
ai programmi del bilancio;
g-bis) introduzione in via sperimentale di un bilancio
di genere, per la valutazione del diverso impatto della
politica di bilancio sulle donne e sugli uomini, in termini
di denaro, servizi, tempo e lavoro non retribuito;
h) introduzione di criteri e modalita' per la
fissazione di limiti per le spese del bilancio dello Stato,
tenendo conto della peculiarita' delle spese di cui
all'art. 21, comma 6. I predetti limiti, individuati in via
di massima nel DEF e adottati con la successiva legge di
bilancio, devono essere coerenti con la programmazione
triennale delle risorse;
i) adozione, in coerenza con i limiti di spesa
stabiliti, di accordi triennali tra il Ministro
dell'economia e delle finanze e gli altri Ministri, in cui
vengono concordati gli obiettivi da conseguire nel triennio
e i relativi tempi;
l) riordino delle norme che autorizzano provvedimenti
di variazione al bilancio in corso d'anno;
m) accorpamento dei fondi di riserva e speciali
iscritti nel bilancio dello Stato;
n) affiancamento, a fini conoscitivi, al sistema di
contabilita' finanziaria di un sistema di contabilita'
economico-patrimoniale funzionale alla verifica dei
risultati conseguiti dalle amministrazioni;
o) revisione del conto riassuntivo del tesoro allo
scopo di garantire maggiore chiarezza e significativita'
delle informazioni in esso contenute attraverso
l'integrazione dei dati contabili del bilancio dello Stato
e di quelli della tesoreria;
p) progressiva eliminazione, entro il termine di
ventiquattro mesi, delle gestioni contabili operanti a
valere su contabilita' speciali o conti correnti di
tesoreria, i cui fondi siano stati comunque costituiti
mediante il versamento di somme originariamente iscritte in
stanziamenti di spesa del bilancio dello Stato, ad
eccezione della gestione relativa alla Presidenza del
Consiglio dei ministri, nonche' delle gestioni fuori
bilancio istituite ai sensi della legge 25 novembre 1971,
n. 1041, delle gestioni fuori bilancio autorizzate per
legge, dei programmi comuni tra piu' amministrazioni, enti,
organismi pubblici e privati, nonche' dei casi di urgenza e
necessita'. A tal fine, andra' disposto il contestuale
versamento delle dette disponibilita' in conto entrata al
bilancio, per la nuova assegnazione delle somme nella
competenza delle inerenti imputazioni di spesa che vi hanno
dato origine, ovvero, qualora queste ultime non fossero
piu' esistenti in bilancio, a nuove imputazioni
appositamente istituite; previsione, per le gestioni fuori
bilancio che resteranno attive, dell'obbligo di
rendicontazione annuale delle risorse acquisite e delle
spese effettuate secondo schemi classificatori armonizzati
con quelli del bilancio dello Stato e a questi aggregabili
a livello di dettaglio sufficientemente elevato;
q) previsione della possibilita' di identificare i
contributi speciali iscritti nel bilancio dello Stato
finalizzati agli obiettivi di cui all'art. 119, quinto
comma, della Costituzione e destinati ai comuni, alle
province, alle citta' metropolitane e alle regioni.
3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1
sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della
Repubblica affinche' su di essi sia espresso il parere
delle Commissioni parlamentari competenti per materia,
limitatamente agli stati di previsione di rispettivo
interesse, e per i profili finanziari, entro sessanta
giorni dalla trasmissione. Decorso tale termine, i decreti
possono essere comunque adottati. Il Governo, qualora non
intenda conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette i
testi alle Camere con le proprie osservazioni e con
eventuali modificazioni e rende comunicazioni davanti a
ciascuna Camera. Decorsi trenta giorni dalla data della
nuova trasmissione, i decreti possono essere comunque
adottati in via definitiva dal Governo.
4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei
decreti legislativi di cui al comma 1, possono essere
adottate disposizioni correttive e integrative dei medesimi
decreti legislativi, nel rispetto dei principi e criteri
direttivi e con le stesse modalita' previsti dal presente
articolo."
Si riporta il testo del comma 2 dell'art. 14 del citato
decreto-legge n. 78 del 2010:
"2. Il comma 302 dell'art. 1 della legge 24 dicembre
2007, n. 244, e' abrogato e al comma 296, secondo periodo,
dello stesso art. 1 sono soppresse le parole: «e quello
individuato, a decorrere dall'anno 2011, in base al comma
302». Le risorse statali a qualunque titolo spettanti alle
regioni a statuto ordinario sono ridotte in misura pari a
4.000 milioni di euro per l'anno 2011 e a 4.500 milioni di
euro annui a decorrere dall'anno 2012. Le predette
riduzioni sono ripartite secondo criteri e modalita'
stabiliti in sede di Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, e
recepiti con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, secondo principi che tengano conto della adozione
di misure idonee ad assicurare il rispetto del patto di
stabilita' interno e della minore incidenza percentuale
della spesa per il personale rispetto alla spesa corrente
complessiva nonche' dell'adozione di misure di contenimento
della spesa sanitaria e dell'adozione di azioni di
contrasto al fenomeno dei falsi invalidi. In caso di
mancata deliberazione della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano entro il termine di novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto, e per gli anni successivi al 2011
entro il 30 settembre dell'anno precedente, il decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri e' comunque emanato,
entro i successivi trenta giorni, ripartendo la riduzione
dei trasferimenti secondo un criterio proporzionale. In
sede di attuazione dell' art. 8 della legge 5 maggio 2009,
n. 42, in materia di federalismo fiscale, non si tiene
conto di quanto previsto dal primo, secondo, terzo e quarto
periodo del presente comma. I trasferimenti erariali,
comprensivi della compartecipazione IRPEF, dovuti alle
province dal Ministero dell'interno sono ridotti di 300
milioni per l'anno 2011 e di 500 milioni annui a decorrere
dall'anno 2012. I trasferimenti erariali dovuti ai comuni
con popolazione superiore a 5.000 abitanti dal Ministero
dell'interno sono ridotti di 1.500 milioni per l'anno 2011
e di 2.500 milioni annui a decorrere dall'anno 2012. Le
predette riduzioni a province e comuni sono ripartite
secondo criteri e modalita' stabiliti in sede di Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali e recepiti con decreto
annuale del Ministro dell'interno, secondo principi che
tengano conto della adozione di misure idonee ad assicurare
il rispetto del patto di stabilita' interno, della minore
incidenza percentuale della spesa per il personale rispetto
alla spesa corrente complessiva e del conseguimento di
adeguati indici di autonomia finanziaria. In caso di
mancata deliberazione della Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali entro il termine di novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, e per gli anni successivi al 2011 entro
il 30 settembre dell'anno precedente, il decreto del
Ministro dell'interno e' comunque emanato entro i
successivi trenta giorni, ripartendo la riduzione dei
trasferimenti secondo un criterio proporzionale. In sede di
attuazione dell' art. 11 della legge 5 maggio 2009, n. 42,
in materia di federalismo fiscale, non si tiene conto di
quanto previsto dal sesto, settimo, ottavo e nono periodo
del presente comma."
Il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 recante
"Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi
contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli
enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1
e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42" e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 26 luglio 2011, n. 172.
Si riporta il testo del comma 1 dell'art. 35 del
decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti
per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la
competitivita'), convertito, con modificazioni, dalla legge
24 marzo 2012, n. 27:
"Art. 35 Misure per la tempestivita' dei pagamenti, per
l'estinzione dei debiti pregressi delle amministrazioni
statali, nonche' disposizioni in materia di tesoreria unica
1. Al fine di accelerare il pagamento dei crediti
commerciali esistenti alla data di entrata in vigore del
presente decreto connessi a transazioni commerciali per
l'acquisizione di servizi e forniture, certi, liquidi ed
esigibili, corrispondente a residui passivi del bilancio
dello Stato, sono adottate le seguenti misure:
a) i fondi speciali per la reiscrizione dei residui
passivi perenti di parte corrente e di conto capitale, di
cui all'art. 27 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono
integrati rispettivamente degli importi di euro 2.000
milioni e 700 milioni per l'anno 2012, mediante
riassegnazione, previo versamento all'entrata del bilancio
dello Stato per il medesimo anno, di una corrispondente
quota delle risorse complessivamente disponibili relative a
rimborsi e compensazioni di crediti di imposta, esistenti
presso la contabilita' speciale 1778 «Agenzia delle entrate
- Fondi di bilancio». Una quota delle risorse del suddetto
fondo speciale per la reiscrizione dei residui passivi di
parte corrente, pari a 1.000 milioni di euro, e' assegnata
agli enti locali, con priorita' ai comuni per il pagamento
dei crediti di cui al presente comma. L'utilizzo delle
somme di cui ai periodi precedenti non devono comportare,
secondo i criteri di contabilita' nazionale, peggioramento
dell'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni;
b) i crediti di cui al presente comma maturati alla
data del 31 dicembre 2011, su richiesta dei soggetti
creditori, possono essere estinti, in luogo del pagamento
disposto con le risorse finanziarie di cui alla lettera a),
anche mediante assegnazione di titoli di Stato nel limite
massimo di 2.000 milioni di euro. L'importo di cui alla
presente lettera puo' essere incrementato con
corrispondente riduzione degli importi di cui alla lettera
a). Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
sono definite le modalita' per l'attuazione delle
disposizioni di cui ai periodi precedenti e sono stabilite
le caratteristiche dei titoli e le relative modalita' di
assegnazione nonche' le modalita' di versamento al titolo
IV dell'entrata del bilancio dello Stato, a fronte del
controvalore dei titoli di Stato assegnati, con utilizzo
della medesima contabilita' di cui alla lettera a). Le
assegnazioni dei titoli di cui alla presente lettera non
sono computate nei limiti delle emissioni nette dei titoli
di Stato indicate nella Legge di bilancio."
Si riporta il testo degli articoli 1, 3 e 4 del citato
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 22
maggio 2012:
"Art. 1
1. I soggetti titolari dei crediti connessi a
transazioni commerciali relative alla fornitura di beni e
servizi, come definiti ai sensi del comma 3, il cui
ammontare, al netto degli interessi, non risulta
complessivamente inferiore ad euro 1.000, che intendono
avvalersi della facolta' prevista dalla lettera b), comma 1
dell'art. 35 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,
possono richiedere, con apposita domanda, da indirizzare
all'Amministrazione statale che ha usufruito della
fornitura ed ha assunto il relativo impegno contabile,
l'estinzione dei crediti stessi mediante l'assegnazione di
titoli di Stato. In caso di fusione la domanda deve essere
presentata dalla societa' incorporante o risultante dalla
fusione.
2. Ai fini della determinazione del limite di cui al
comma 1, nella domanda di assegnazione dei titoli si deve
far riferimento all'importo del credito al netto di
eventuali rimborsi o compensazioni parziali o totali,
eventualmente gia' ottenuti o effettuate.
3. Ai fini della richiesta di cui al precedente comma
1, si intendono per crediti connessi a transazioni
commerciali relative alla fornitura di beni e servizi, le
somme dovute da amministrazioni statali per forniture di
beni e servizi gia' avvenute, per le quali non si e' ancora
verificato il pagamento e che hanno generato residui
passivi iscritti in bilancio al 31 dicembre 2011, o residui
perenti ai fini amministrativi iscritti sul conto del
patrimonio ai sensi della normativa vigente. Il pagamento
di dette somme non deve comportare un peggioramento
dell'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni,
secondo i criteri di contabilita' nazionale. Pertanto, ai
fini del presente decreto, i crediti connessi a transazioni
commerciali sono individuabili, secondo i criteri della
contabilita' nazionale, nell'ambito delle spese per consumi
intermedi delle Amministrazioni dello Stato.
4. Le domande devono essere presentate, secondo le
modalita' previste dai successivi articoli 2 e 3, entro il
28 giugno 2012, al Ministero debitore."
"Art. 3
1. Gli uffici dell'amministrazione statale debitrice
verificano l'avvenuta assunzione dell'impegno contabile e
rilevano l'importo del credito esistente che puo' essere
estinto mediante assegnazione di titoli di Stato,
verificando la persistenza delle situazioni giuridiche
soggettive e l'effettiva sussistenza dei prescritti
requisiti di liquidita' ed esigibilita'; procedono inoltre
alla verifica di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, art. 48-bis
(Disposizioni sui pagamenti delle pubbliche
amministrazioni) ed al relativo regolamento attuativo
adottato con decreto ministeriale del 18 gennaio 2008, n.
40.
2. Gli uffici di cui al comma 1 del presente articolo
ordinano i crediti che presentano i suddetti requisiti,
secondo il seguente ordine di precedenza:
a) per anno, a partire dal meno recente;
b) nell'ambito dello stesso anno, secondo la data del
titolo che da' diritto al pagamento;
c) nell'ambito della stessa data, secondo gli importi
meno elevati.
3. Gli uffici suddetti, per ogni esercizio finanziario,
verificano altresi' la relativa iscrizione delle somme
impegnate nel conto dei residui passivi e producono le
liste dei crediti da estinguere mediante assegnazione di
titoli di Stato, separatamente per i residui passivi al 31
dicembre 2011 e per i residui andati in perenzione, per i
quali deve essere specificamente indicata la partita di
riferimento nell'anagrafe dei residui passivi perenti.
Ciascuna delle predette liste deve contenere, per ciascun
richiedente:
a) i dati dell'istanza;
b) l'ammontare del credito spettante complessivo;
c) l'ammontare del credito spettante da rimborsare
mediante titoli di Stato;
d) l'ammontare del credito spettante da rimborsare
mediante le procedure ordinarie;
e) gli estremi del decreto di impegno e la relativa
data di emanazione;
f) il pertinente capitolo, piano gestionale e lo stato
di previsione del bilancio dello Stato, sul quale e' stato
effettuato l'impegno stesso;
g) il giustificativo di spesa;
h) la clausola (solo per la lista dei residui perenti).
4. I suddetti uffici trasmettono le liste di cui al
comma 3, sottoscritte dal titolare dell'ufficio, aggregate
in modo tale che i singoli crediti siano raggruppati per
banca di appoggio e creditore, entro il 31 luglio 2012 ai
coesistenti Uffici centrali del bilancio. L'Ufficio
centrale del bilancio verifica l'iscrizione delle somme nel
conto dei residui passivi al 31 dicembre 2011, ovvero
accerta la corrispondenza tra le partite debitorie iscritte
nell'anagrafe dei residui perenti e le situazioni
giuridiche soggettive perfezionate riferibili a soggetti
terzi rispetto all'amministrazione. Qualora l'Ufficio
centrale del bilancio rilevi l'esistenza di irregolarita'
non considerate dall'ufficio dell'amministrazione
debitrice, a favore dei soggetti contenuti nelle liste,
restituisce le liste stesse all'ufficio medesimo per i
necessari aggiornamenti. L'ufficio, effettuate le
correzioni richieste, predispone le liste dei crediti
definitive e le invia per l'inoltro all'Ufficio centrale
del bilancio entro il 31 agosto 2012.
5. Gli Uffici centrali del bilancio entro il 28
settembre 2012 trasmettono le liste di cui al comma
precedente al Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento della ragioneria generale dello Stato -
Ispettorato generale del bilancio, secondo modalita' che
saranno dettagliate con successiva circolare attuativa
della stessa Ragioneria generale dello Stato.
6. Il Dipartimento della ragioneria generale dello
Stato verifica con riferimento alle richieste pervenute la
sussistenza dei requisiti di cui all'art. 1, comma 3.
7. Al termine della attivita' di cui al comma 6, il
Dipartimento della ragioneria generale dello Stato
trasmette al Dipartimento del tesoro del Ministero
dell'economia e delle finanze, entro il 31 ottobre 2012,
l'elenco dei creditori con l'indicazione degli importi da
estinguere."
"Art. 4
1. Il Dipartimento del tesoro, acquisito l'elenco dei
creditori aventi diritto al rimborso, con l'indicazione
degli importi dei crediti da estinguere, procede
all'emissione ed all'assegnazione dei titoli tramite la
Banca d'Italia e provvede a comunicare al Dipartimento
delle finanze ed all'Agenzia delle entrate l'importo dei
titoli in corso di assegnazione, ai fini del corrispondente
versamento da parte dell'Agenzia medesima del controvalore
dei titoli di Stato, sull'apposito capitolo n. 5060 (capo
X) dell'entrata del bilancio dello Stato, mediante utilizzo
di quota parte delle risorse complessivamente disponibili
relative a rimborsi e compensazioni di crediti di imposta,
esistenti presso la contabilita' speciale 1778 «Agenzia
delle entrate - Fondi di bilancio», entro il limite di
2.000 milioni di euro.
2. Ai creditori verranno assegnati speciali Certificati
di credito del Tesoro con decorrenza 1° novembre 2012 e
scadenza 1° novembre 2016, con taglio minimo di 1.000 euro,
a tasso d'interesse fisso pagabile in rate semestrali
posticipate, che verra' determinato con il decreto di
emissione dei predetti Certificati di credito, secondo le
condizioni di mercato alla data di emanazione del medesimo.
3. Una volta comunicata da parte del Dipartimento del
tesoro al Dipartimento della ragioneria generale dello
Stato l'avvenuta emissione dei titoli di Stato, sui
capitoli su cui sono iscritti i residui passivi verranno
registrate economie di bilancio, sul conto del patrimonio
saranno cancellate le partite debitorie, per un importo
corrispondente all'ammontare dei titoli emessi."
Si riporta il testo del comma 5-bis dell'art. 1 del
decreto-legge 5 agosto 2010, n. 125 (Misure urgenti per il
settore dei trasporti e disposizioni in materia
finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 1°
ottobre 2010, n. 163:
"5-bis. Al fine di assicurare il conseguimento degli
obiettivi di privatizzazione di cui all'art. 19-ter del
decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166,
garantendo la continuita' del servizio pubblico di
trasporto marittimo e la continuita' territoriale con le
isole nel rispetto dei limiti delle risorse finanziarie di
cui ai commi da 16 a 18 del medesimo art. 19-ter, tenuto
conto della intervenuta ammissione alla procedura di
amministrazione straordinaria della Tirrenia di navigazione
Spa e della Siremar-Sicilia regionale marittima Spa:
a) i compendi aziendali di Tirrenia di navigazione Spa,
in amministrazione straordinaria, e di Siremar-Sicilia
regionale marittima Spa, in amministrazione straordinaria,
che nell'ambito della procedura di amministrazione
straordinaria saranno definiti necessari alla gestione del
servizio pubblico previsto dalle convenzioni di cui alla
lettera f), possono essere ceduti dal commissario
straordinario anche separatamente;
b) il commissario straordinario contiene nei tempi
minimi consentiti dalla procedura di amministrazione
straordinaria, e con la stessa comunque coerenti, la
procedura competitiva, trasparente e non discriminatoria
occorrente per le cessioni di cui alla lettera a);
c) le regioni Sardegna, Toscana, Lazio e Campania
completano le rispettive procedure di privatizzazione nel
piu' breve tempo ed in ogni caso non oltre la conclusione
della procedura competitiva di cui alla lettera b);
d) le convenzioni di cui al comma 6 del predetto art.
19-ter del decreto-legge n. 135/2009, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 166/2009, sono
conseguentemente prorogate dal 1° ottobre 2010 fino al
completamento della procedura competitiva di cui alla
lettera b) limitatamente alle clausole necessarie alla
gestione del servizio pubblico per assicurare la
continuita' territoriale;
e) fino al completamento delle procedure di cui alla
lettera b), gli eventuali finanziamenti attivati dal
commissario straordinario assistiti dalla garanzia di cui
all'art. 2-bis, secondo comma, del decreto-legge 30 gennaio
1979, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 3
aprile 1979, n. 95, e successive modificazioni, sono
impiegati per fare fronte alle esigenze necessarie alla
gestione del servizio pubblico per assicurare la
continuita' territoriale per tutto il periodo di
svolgimento della procedura competitiva di cui alla lettera
b);
f) gli schemi di convenzione di Tirrenia di navigazione
Spa e Siremar-Sicilia regionale marittima Spa, approvati in
data 10 marzo 2010, ai sensi dell'art. 19-ter, comma 9, del
decreto-legge n. 135/2009, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 166/2009, con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, sono fatti salvi e le
relative convenzioni saranno stipulate dal Ministero
concedente con i soggetti che risulteranno aggiudicatari
dei compendi aziendali di cui alla lettera a), a seguito
delle procedure di cui alla lettera b);
g) all'art. 19-ter del decreto-legge 25 settembre 2009,
n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20
novembre 2009, n. 166, dopo il comma 24 e' inserito il
seguente:
"24-bis. Gli atti e le operazioni posti in essere per i
trasferimenti e i conferimenti di cui ai commi da 1 a 15
sono esenti da imposizione fiscale".
Si riporta il testo del comma 616 dell'art. 1 della
citata legge n. 296 del 2006, come modificato dalla
presente legge:
"1. 616. Il riscontro di regolarita' amministrativa e
contabile presso le istituzioni scolastiche statali e'
effettuato da due revisori dei conti, nominati dal Ministro
dell'economia e delle finanze e dal Ministro della pubblica
istruzione, con riferimento agli ambiti territoriali
scolastici. A decorrere dal 2013 gli ambiti territoriali
scolastici sono limitati nel numero a non piu' di 2.000 e
comunque composti da almeno quattro istituzioni."

Titolo II

RIDUZIONE DELLA SPESA
DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI
E DEGLI ENTI NON TERRITORIALI

Art. 7


Riduzione della spesa della Presidenza
del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri

1. Ai fini del concorso al raggiungimento degli obiettivi
programmati di finanza pubblica, la Presidenza del Consiglio dei
Ministri procede ad operare i seguenti interventi:
a) riduzione delle spese di funzionamento sul proprio bilancio
autonomo tali da comportare un risparmio complessivo di 5 milioni di
euro per l'anno 2012 e 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.
Conseguentemente, l'autorizzazione di spesa di cui al
Decreto-Legislativo n. 303 del 1999, come rideterminata dalla tabella
C della Legge 12 novembre 2011, n. 183, e' ridotta di 5 milioni di
euro per l'anno 2012 e di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno
2013;
b) contenimento delle spese per le strutture di missione e riduzione
degli stanziamenti per le politiche dei singoli Ministri senza
portafoglio e Sottosegretari, con un risparmio complessivo non
inferiore a 20 milioni di euro per l'anno 2012 e di 40 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2013.
2. Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa previste dal comma
1, lettera b) sono versate all'entrata del bilancio dello Stato.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, sono soppresse le seguenti
strutture di missione istituite presso la Presidenza del Consiglio
dei ministri:
a) «Segreteria tecnica dell'Unita' per la semplificazione e la
qualita' della regolazione» di cui all'articolo 1, comma 22-bis, del
decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 luglio 2006, n. 233; il Ministro delegato provvede al
riordino della predetta Unita', integrandola se necessario con un
contingente di personale inferiore di almeno il 30 per cento rispetto
a quello previsto per la soppressa Segreteria tecnica;
b) «Progetto Opportunita' delle Regioni in Europa» di cui al
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 dicembre 2011;
c) «Unita' per l'e-government e l'innovazione per lo sviluppo».
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono
individuati gli uffici cui attribuire, ove necessario, i compiti
svolti dalle strutture di missione di cui al (( comma 3 )).
5. Al codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all'articolo 2190, comma 1, le parole da «euro 6.000.000» a
«nell'anno 2014» sono sostituite dalle seguenti: « euro 5.500.000
nell'anno 2012, euro 3.800.000 nell'anno 2013 e euro 3.000.000
nell'anno 2014»;
b) all'articolo 582, comma 1, lettera d), la cifra «459.330.620,21»
e' sostituita dalla seguente: «403.330.620,21».
6. Per l'anno 2012, con il decreto di cui all'articolo 2207 del
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono rideterminate le
consistenze del personale ufficiali, sottufficiali, volontari in
servizio permanente e volontari in ferma prefissata dell'Esercito
italiano, della Marina militare e dell'Aeronautica militare in
servizio.
7. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 55, comma 5-bis,
del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, riferita all'anno
2012 e' ridotta di 5,6 milioni di euro.
8. La dotazione del fondo istituito nello stato di previsione della
spesa del Ministero della difesa ai sensi dell'articolo 2, comma 616,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' ridotta dell'importo annuo
di euro 17.900.000 a decorrere dall'anno 2012.
9. La dotazione del Fondo di cui all'articolo 613 del codice
dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo
2010, n. 66, e' ridotta dell'importo di euro 8.700.000 per l'anno
2012 e dell'importo di euro 7.900.000 a decorrere dall'anno 2013.
10. Al codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti
modificazioni: all'articolo 536, comma 1, lettera b), dopo le parole
«Ministro della difesa» aggiungere le parole «di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze.
11. Gli importi di cui all'articolo 27, comma 10, della legge n.
488 del 1999, sono ridotti di ((20 milioni di euro per l'anno 2013 e
di 30 milioni di euro a decorrere dall'anno 2014)).
12. Ai fini del concorso al raggiungimento degli obiettivi
programmati di finanza pubblica, le amministrazioni centrali dello
Stato assicurano, a decorrere dall'anno 2013, una riduzione della
spesa in termini di saldo netto da finanziare ed indebitamento netto
corrispondente agli importi indicati nell'allegato n. 2.
13. Nelle more della definizione degli interventi correttivi di cui
al comma 12, il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato
ad accantonare e rendere indisponibile, nell'ambito delle spese
rimodulabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b), della legge
n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero
interessato, un ammontare di spesa pari a quanto indicato nella
tabella di cui al medesimo comma 12.
14. I Ministri competenti propongono, in sede di predisposizione
del disegno di legge di stabilita' per il triennio 2013-2015, gli
interventi correttivi necessari per la realizzazione degli obiettivi
di cui al comma 12. Il Ministro dell'economia e delle finanze
verifica gli effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica
derivanti dai suddetti interventi, ai fini del rispetto degli
obiettivi di cui al medesimo comma.
15. Qualora, a seguito della verifica, le proposte di cui al comma
14 non risultino adeguate a conseguire gli obiettivi in termini di
indebitamento netto assegnati ai sensi del comma 13, il Ministro
dell'economia e delle finanze riferisce al Consiglio dei Ministri e,
eventualmente, con la medesima legge di stabilita' e' disposta la
corrispondente riduzione delle dotazioni finanziarie, iscritte a
legislazione vigente nell'ambito delle spese rimodulabili di cui
all'articolo 21, comma 5, lettera b), della citata legge n. 196 del
2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero interessato, a
valere sulle risorse accantonate di cui al citato comma 13.
16. Il fondo di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7
ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 2008, n. 189, e' ridotto, in termini di sola cassa, di 500
milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013 e di 400 milioni
di euro a decorrere dall'anno 2014.
17. Il fondo per interventi strutturali di politica economica, di
cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n.
282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.
307, e' ridotto di 94 milioni di euro per l'anno 2012 (( e di 10
milioni di euro per l'anno 2013 )).
18. Il fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, come integrato dall'articolo 33,
comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183, e' ridotto di 39
milioni di euro per l'anno 2012.
19. Il fondo di cui all'articolo 1, comma 1240, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni e integrazioni, e'
ridotta di 8,9 milioni di euro per l'anno 2012.
20. La lettera c), dell'articolo 2, comma 5 del decreto-legge 6
giugno 2012, n. 74 e' soppressa.
21. Il Fondo di cui all'articolo 2, comma 1 del decreto-legge 6
giugno 2012, n. 74 e' alimentato per ((550 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2013 e 2014)) mediante quota parte delle
riduzioni di spesa previste dal presente decreto.
((21-bis. I termini di prescrizione e decadenza sospesi ai sensi
dell'articolo 8, comma 1, numero 3), del decreto-legge 6 giugno 2012,
n. 74, relativi all'attivita' delle diverse articolazioni
dell'Agenzia delle entrate operanti con riguardo ai contribuenti con
domicilio fiscale, ad una delle date indicate nell'articolo 1, comma
1, del medesimo decreto-legge, nei comuni individuati ai sensi dello
stesso comma 1, sono prorogati di sei mesi a decorrere dalla fine del
periodo di sospensione, in deroga alle disposizioni dell'articolo 3,
comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, concernente l'efficacia
temporale delle norme tributarie.))
22. In attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 50 del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, il Centro Elaborazione Dati
del Ministero dell'interno, di cui all'articolo 8 della legge 1
aprile 1981, n. 121, accede, in via telematica, con modalita'
disciplinate con apposita convenzione, al registro delle imprese
istituito dall'articolo 8 della legge 23 dicembre 1993, n. 580, e
disciplinato dal decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre
1995, n. 581, nonche' agli atti, ai documenti ed alle informazioni
contenuti in registri, albi, ruoli, elenchi e repertori tenuti dalle
Camere di Commercio, senza oneri per lo Stato.
23. Lo stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto,
ai fini del bilancio triennale 2012-2014, nell'ambito del programma
«Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire»
dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per l'anno 2012, e' ridotto di 67.988.000 euro per l'anno 2012, di
91.217.000 euro per l'anno 2013 e di 95.645.000 a decorrere dall'anno
2014, allo scopo parzialmente utilizzando, l'accantonamento relativo
al Ministero dell'interno.
24. E' annullato l'Accordo di Programma sottoscritto il 15 luglio
2004 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il comune
di Catanzaro, la provincia di Catanzaro e la regione Calabria avente
ad oggetto il trasferimento del Laboratorio Tipologico Nazionale
nell'ambito del Centro per lo sviluppo del settore delle costruzioni
di Catanzaro.
25. Le risorse giacenti sul conto n. 20126 della Cassa depositi e
prestiti rivenienti dall'annullamento dell'Accordo di programma di
cui al comma 24, ammontanti a 5 milioni di euro, sono versate
all'entrata del bilancio dello Stato e restano acquisite all'erario.
26. Alla revisione della spesa nell'ambito del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti si provvede altresi' con le risorse di
seguito indicate:
a) al secondo periodo dell'articolo 2, comma 172, del Decreto-legge
del 3 ottobre 2006 n. 262, convertito in legge, con modificazioni,
dall'art. 1, comma 1, della legge 24 novembre 2006, n. 286, dopo le
parole «a titolo di contribuzione degli utenti dei servizi, » sono
aggiunte le seguenti «pari a ad euro 2.500.000 per l'anno 2012 e»;
b) mediante la soppressione dei contributi (agli enti ed
istituzioni nazionali ed internazionali e a privati per attivita'
dell'aviazione civile) di cui all'articolo 1, comma 40, della legge
28 dicembre 1995, n. 549, iscritti nello stato di previsione del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
((26-bis. Il commissario straordinario dell'Aero Club d'Italia
adegua lo statuto ai principi in materia sportiva previsti dal
decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, come modificato dal
decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 15, nonche' ai principi
desumibili dallo statuto del CONI e dalle determinazioni assunte dal
CONI medesimo. Per il raggiungimento di tali obiettivi l'incarico di
commissario straordinario e' prorogato, con poteri di amministrazione
ordinaria e straordinaria, fino alla data di insediamento degli
organi ordinari dell'ente e, comunque, per un periodo non superiore
ad un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto.))
27. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
predispone entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto un Piano per la
dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di
istruzione, universita' e ricerca e dei rapporti con le comunita' dei
docenti, del personale, studenti e famiglie.
28. A decorrere dall'anno scolastico 2012-2013, le iscrizioni alle
istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado per gli anni
scolastici successivi avvengono esclusivamente in modalita' on line
attraverso un apposito applicativo che il Ministero dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca mette a disposizione delle scuole e
delle famiglie.
29. A decorrere dall'anno scolastico 2012-2013 le istituzioni
scolastiche ed educative redigono la pagella degli alunni in formato
elettronico.
30. La pagella elettronica ha la medesima validita' legale del
documento cartaceo ed e' resa disponibile per le famiglie sul web o
tramite posta elettronica o altra modalita' digitale. Resta comunque
fermo il diritto dell'interessato di ottenere su richiesta
gratuitamente copia cartacea del documento redatto in formato
elettronico.
31. A decorrere dall'anno scolastico 2012-2013 le istituzioni
scolastiche e i docenti adottano registri on line e inviano le
comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico.
32. All'attuazione delle disposizioni (( dei commi da 27 a 31 )) si
provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica.
33. Le istituzioni scolastiche ed educative statali sono inserite
nella Tabella A allegata alla legge 29 ottobre 1984, n. 720.
34. ((Alla data del 12 novembre 2012 i cassieri delle istituzioni
scolastiche ed educative statali provvedono a versare tutte le
disponibilita' liquide esigibili depositate presso i conti bancari
sulle rispettive contabilita' speciali, sottoconto infruttifero,
aperte presso la tesoreria statale)). Si applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni. di cui all'articolo 35, comma 9, del
decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.
35. ((Fermi restando gli ordinari rimedi previsti dal codice
civile, per effetto delle disposizioni di cui ai precedenti commi, i
contratti di cassa delle istituzioni scolastiche ed educative di cui
al comma 33 in essere alla data di entrata in vigore del presente
decreto possono essere rinegoziati in via diretta tra le parti
originarie, ferma restando la durata inizialmente prevista dei
contratti stessi)).
36. I servizi di incasso e di pagamento di cui al comma 34, nonche'
gli altri servizi acquistati nell'ambito delle medesime procedure,
possono essere remunerati anche mediante accordi di sponsorizzazione,
ai quali non si applica il disposto di cui all'articolo 43, comma 2,
secondo periodo, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
37. All'articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo le parole «integrare i fondi stessi» sono aggiunte «nonche'
l'autorizzazione di spesa di cui alla legge 18 dicembre 1997, n. 440,
quota parte pari a 15,7 milioni dei fondi destinati all'attuazione
del piano programmatico di cui all'articolo 1, comma 3, della legge
28 marzo 2003, n. 53, l'autorizzazione di spesa di cui ((al comma 634
del presente articolo, salvo quanto disposto dal comma 875.)) Il
Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare
con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio»;
b)(( dopo le parole: «di cui al presente comma» sono inserite le
seguenti: «nonche' per la determinazione delle misure nazionali
relative al sistema pubblico di istruzione e formazione».))
((37-bis. Sono abrogati l'articolo 2 della legge 18 dicembre 1997,
n. 440, e il secondo periodo dell'articolo 1, comma 634, della legge
27 dicembre 2006, n. 296.))
((37-ter. All'articolo 1, comma 875, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:))
(( a) le parole: «le risorse annualmente stanziate a valere
sull'autorizzazione di spesa di cui al comma 634, sul fondo iscritto
nella legge 18 dicembre 1997, n. 440» sono sostituite dalle seguenti:
«quota parte pari a euro 14 milioni dell'autorizzazione di spesa di
cui al comma 634, confluita nei fondi di cui al comma 601»;))
(( b) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quota parte pari
a euro 14 milioni del Fondo per l'istruzione e formazione tecnica
superiore e' destinata ai percorsi di cui al decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 25 gennaio 2008 pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 86 dell'11 aprile 2008, svolti dagli istituti tecnici
superiori.».))
38. All'articolo 4, comma 4((-septies)), del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, le parole «fatta eccezione per» sono sostituite
dalla seguente «compreso» e le parole da «, le cui competenze fisse»
sino alla fine del comma sono soppresse. Corrispondentemente, il
Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca provvede
al monitoraggio dei contratti per i supplenti brevi stipulati dai
dirigenti scolastici ed effettua controlli nei confronti delle
istituzioni che sottoscrivano contratti in misura anormalmente alta
in riferimento al numero di posti d'organico dell'istituzione
scolastica.
39. A decorrere dal 1° gennaio 2013 le contabilita' speciali
scolastiche di cui all'articolo 5-ter del decreto-legge 28 dicembre
2001, n. 452, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
2002, n. 16, non sono piu' alimentate. Le somme disponibili alla
stessa data sono versate all'entrata del bilancio dello Stato in
misura pari a 100 milioni per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015,
la restante parte e' versata nell'anno 2016. Dallo stesso anno le
contabilita' speciali sono soppresse. Le predette somme sono
annualmente riassegnate ai capitoli relativi alle spese di
funzionamento delle scuole iscritti nello stato di previsione del
Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca.
40. In deroga all'articolo 4, comma 72, della legge 12 novembre
2011, n. 183, la somma di euro 30 milioni e' versata all'entrata del
bilancio dello Stato nell'anno 2012 a valere sulle contabilita'
speciali scolastiche di cui al comma 39 ed e' acquisita all'erario.
41. Il contributo dello Stato alle spese, di competenza degli enti
locali, di cui all'articolo 3 della legge 14 gennaio 1999, n. 4, e'
assegnato agli enti locali in proporzione al numero di classi che
accedono al servizio di mensa scolastica, con riferimento all'anno
scolastico che ha termine nell'anno finanziario di riferimento.
42.((All'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 25
luglio 1997, n. 306, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:))
((«1-bis. Ai fini del raggiungimento del limite di cui al comma 1,
non vengono computati gli importi della contribuzione studentesca
disposti, ai sensi del presente comma e del comma 1-ter, per gli
studenti iscritti oltre la durata normale dei rispettivi corsi di
studio di primo e secondo livello. I relativi incrementi possono
essere disposti dalle universita' entro i limiti massimi e secondo i
criteri individuati con decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, da adottare entro il 31 marzo di
ogni anno, sulla base dei principi di equita', progressivita' e
redistribuzione e tenendo conto degli anni di ritardo rispetto alla
durata normale dei rispettivi corsi di studio, del reddito familiare
ISEE, del numero degli studenti appartenenti al nucleo familiare
iscritti all'universita' e della specifica condizione degli studenti
lavoratori.))
((1-ter. In ogni caso, i limiti disposti dal decreto di cui al
comma 1-bis non possono superare:))
a)(( il 25 per cento della corrispondente contribuzione prevista
per gli studenti in corso, per gli studenti iscritti oltre la durata
normale dei rispettivi corsi di studio il cui ISEE familiare sia
inferiore alla soglia di euro 90.000, come individuata dall'articolo
2, comma 1, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;))
b)(( il 50 per cento della corrispondente contribuzione prevista
per gli studenti in corso, per gli studenti iscritti oltre la durata
normale dei rispettivi corsi di studio il cui ISEE familiare sia
compreso tra la soglia di euro 90.000 e la soglia di euro 150.000,
come individuata dall'articolo 2, comma 1, del citato decreto-legge
n. 138 del 2011;))
c)(( il 100 per cento della corrispondente contribuzione prevista
per gli studenti in corso, per gli studenti oltre la durata normale
dei rispettivi corsi di studio il cui ISEE familiare sia superiore
alla soglia di euro 150.000, come individuata dall'articolo 2, comma
1, del citato decreto-legge n. 138 del 2011.))
((1-quater. Gli incrementi della contribuzione studentesca disposti
ai sensi del comma 1-ter sono destinati in misura non inferiore al 50
per cento del totale ad integrazione delle risorse disponibili per le
borse di studio di cui all'articolo 18 del decreto legislativo 29
marzo 2012, n. 68, e per la parte residua ad altri interventi di
sostegno al diritto allo studio, con particolare riferimento a
servizi abitativi, servizi di ristorazione, servizi di orientamento e
tutorato, attivita' a tempo parziale, trasporti, assistenza
sanitaria, accesso alla cultura, servizi per la mobilita'
internazionale e materiale didattico.))
((1-quinquies. Per i prossimi tre anni accademici a decorrere
dall'anno accademico 2013-2014, l'incremento della contribuzione per
gli studenti iscritti entro la durata normale dei rispettivi corsi di
studio di primo e secondo livello il cui ISEE familiare sia non
superiore a euro 40.000 non puo' essere superiore all'indice dei
prezzi al consumo dell'intera collettivita'».))
((42-bis. Il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca promuove un processo di accorpamento dei consorzi
interuniversitari Cineca, Cilea e Caspur al fine di razionalizzare la
spesa per il funzionamento degli stessi attraverso la costituzione di
un unico soggetto a livello nazionale con il compito di assicurare
l'adeguato supporto, in termini di innovazione e offerta di servizi,
alle esigenze del Ministero, del sistema universitario, del settore
ricerca e del settore istruzione. Dall'attuazione del presente comma
non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.))
((42-ter. Allo scopo di garantire una corretta transizione al nuovo
ordinamento, l'articolo 2, comma 9, terzo periodo, della legge 30
dicembre 2010, n. 240, si interpreta nel senso che, ai fini della
decorrenza della proroga del mandato dei rettori in carica, il
momento di adozione dello statuto e' quello dell'adozione definitiva
all'esito dei controlli previsti dal comma 7 del medesimo articolo.))


Riferimenti normativi

Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303 recante
"Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a
norma dell'art. 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59" e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1 settembre 1999, n.
205, S.O.
Si riporta la tabella C della legge 12 novembre 2011,
n. 183 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale
e pluriennale dello Stato. (Legge di stabilita' 2012):

Parte di provvedimento in formato grafico


Si riporta il testo del comma 22-bis dell'art. 1 del
decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181 (Disposizioni urgenti
in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza
del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri), convertito,
con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233:
" 22-bis. La Commissione e la segreteria tecnica di cui
all'art. 3, commi da 6-duodecies a 6-quaterdecies, del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e
successive modificazioni, sono soppresse. Presso la
Presidenza del Consiglio dei Ministri e' costituita, con
decreto del Presidente del Consiglio, una Unita' per la
semplificazione e la qualita' della regolazione, con
relativa segreteria tecnica che costituisce struttura di
missione ai sensi dell'art. 7, comma 4, del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 303. L'Unita' per la
semplificazione e la qualita' della regolazione opera in
posizione di autonomia funzionale e svolge, tra l'altro,
compiti di supporto tecnico di elevata qualificazione per
il Comitato interministeriale per l'indirizzo e la guida
strategica delle politiche di semplificazione e di qualita'
della regolazione di cui all'art. 1 del decreto-legge 10
gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla
legge 9 marzo 2006, n. 80. Non trova conseguentemente
applicazione l'art. 24, comma 3, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165. Non si applicano l'art. 1, comma 9,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266, nonche' l'art. 29 del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, fermo
restando il vincolo di spesa di cui al presente comma.
Della Unita' per la semplificazione e la qualita' della
regolazione fa parte il capo del dipartimento per gli
affari giuridici e legislativi della Presidenza del
Consiglio dei Ministri e i componenti sono scelti tra
professori universitari, magistrati amministrativi,
contabili ed ordinari, avvocati dello Stato, funzionari
parlamentari, avvocati del libero foro con almeno quindici
anni di iscrizione all'albo professionale, dirigenti delle
amministrazioni pubbliche ed esperti di elevata
professionalita'. Se appartenenti ai ruoli delle pubbliche
amministrazioni, gli esperti e i componenti della
segreteria tecnica possono essere collocati in aspettativa
o fuori ruolo, secondo le norme e i criteri dei rispettivi
ordinamenti. Per il funzionamento dell'Unita' si utilizza
lo stanziamento di cui all'art. 3, comma 6-quaterdecies,
del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, ridotto
del venticinque per cento. Con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri si provvede, altresi', al riordino
delle funzioni e delle strutture della Presidenza del
Consiglio dei Ministri relative all'esercizio delle
funzioni di cui al presente comma e alla riallocazione
delle relative risorse. A decorrere dalla data di entrata
in vigore del suddetto decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, e' abrogato l'art. 11, comma 2, della legge 6
luglio 2002, n. 137. Allo scopo di assicurare la
funzionalita' del CIPE, l'art. 29 del decreto-legge 4
luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 agosto 2006, n. 248, non si applica, altresi',
all'Unita' tecnica-finanza di progetto di cui all'art. 7
della legge 17 maggio 1999, n. 144, e alla segreteria
tecnica della cabina di regia nazionale di cui all'art. 5,
comma 3, del decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430, e
all'art. 6 del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 9 febbraio 1999, n. 61. La segreteria
tecnico-operativa istituita ai sensi dell'art. 22, comma 2,
della legge 9 gennaio 1991, n. 10, e successive
modificazioni, costituisce organo di direzione ricadente
tra quelli di cui all'art. 29, comma 7, del decreto-legge 4
luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 agosto 2006, n. 248."
Si riporta il testo dell'art. 2190 del citato decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 2190 Unita' produttive e industriali dell'Agenzia
industrie difesa
1. I contributi a favore dell'Agenzia industrie difesa,
di cui all'art. 559, sono determinati per gli importi,
rispettivamente, di euro 5.500.000 nell'anno 2012, euro
3.800.000 nell'anno 2013 e euro 3.000.000 nell'anno 2014; a
decorrere dall'anno 2015 i suddetti contributi sono
soppressi. Qualora il processo di risanamento delle unita'
produttive di cui all'art. 48, comma 1, non risultasse
conseguito con il bilancio 2014 per il complesso delle
unita' produttive, ovvero il bilancio di esercizio a tale
data non fosse presentato al Ministero della difesa, si
procede alla liquidazione, ai sensi della legge 4 dicembre
1956, n. 1404, di quelle unita' che non hanno conseguito la
capacita' di operare secondo criteri di economica gestione
e alla conseguente riduzione dell'Agenzia, per la gestione
unitaria delle sole unita' che hanno raggiunto tale
capacita', anche mediante la costituzione di societa' di
servizi.
2. L'art. 144 del regolamento cessa di avere efficacia
a decorrere dalla data di eventuale chiusura ovvero di
trasferimento all'Agenzia dell'ultimo degli enti dipendenti
dal Segretario generale della difesa di cui al medesimo
articolo.
3. L'Agenzia industrie difesa e' autorizzata a
prorogare i contratti di cui all'art. 143, comma 3, del
regolamento, comunque non oltre la scadenza del 31 dicembre
2014 e, in ogni caso, entro i limiti della spesa gia'
sostenuta nell'anno 2011 per tale tipologia di contratti,
ridotta per gli anni 2012, 2013 e 2014, rispettivamente,
del dieci per cento, del venti per cento e del trenta per
cento.»
Si riporta il testo dell'art. 582 del citato decreto
legislativo n. 66 del 2010, come modificato dalla presente
legge:
"Art. 582 Oneri per la progressiva riduzione
dell'organico complessivo delle Forze armate
1. Gli oneri derivanti dalla graduale riduzione a 190
mila unita' dell'organico delle Forze armate, a esclusione
dell'Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di
finanza e del Corpo delle capitanerie di porto, a seguito
della trasformazione progressiva dello strumento militare
in professionale, sono determinati nei seguenti importi in
euro:
a) per l'anno 2009: 412.358.865,24;
b) per l'anno 2010: 431.674.353,27;
c) per l'anno 2011: 451.428.829,66;
d) per l'anno 2012: 403.330.620,21;
e) per l'anno 2013: 467.671.399,13;
f) per l'anno 2014: 474.695.212,96;
g) per l'anno 2015: 482.597.003,52;
h) per l'anno 2016: 488.742.840,62;
i) per l'anno 2017: 495.327.666,08;
l) per l'anno 2018: 503.229.456,64;
m) per l'anno 2019: 509.814.282,10;
n) per l'anno 2020 (regime): 511.131.247,19.
2. Fino all'anno 2020, se il tasso di incremento degli
oneri individuato dal comma 1 risulta superiore al tasso di
incremento del prodotto interno lordo a prezzi correnti,
previsto nella decisione di finanza pubblica, come
risultante dalle conseguenti deliberazioni parlamentari, la
legge di stabilita' quantifica, ai sensi dell' art. 11,
comma 3, lettera h), della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
la quota dell'onere, relativo all'anno di riferimento,
corrispondente alla differenza tra i due tassi di
variazione.»
Si riporta il testo del comma 1 dell'art. 2207 del
citato decreto legislativo n. 66 del 2010, come modificato
dalla presente legge:
"Art. 2207 Adeguamento degli organici
1. Sino al 31 dicembre 2020, le dotazioni organiche del
personale ufficiali, sottufficiali, volontari in servizio
permanente e volontari in ferma prefissata dell'Esercito
italiano, della Marina militare e dell'Aeronautica
militare, sono annualmente determinate, secondo un
andamento delle consistenze del personale in servizio
coerente con l'evoluzione degli oneri indicati nell' art.
582 e nel rispetto della ripartizione indicata nell' art.
799, con decreto del Ministro della difesa, di concerto con
il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro
per la pubblica amministrazione e l'innovazione."
Si riporta il testo del comma 5-bis dell'art. 55 del
citato decreto-legge n. 78 del 2010:
"5-bis. Nell'ambito delle iniziative per la diffusione
dei valori e della cultura della pace e della solidarieta'
internazionale tra le giovani generazioni, e' autorizzata
la spesa di euro 6.599.720 per l'anno 2010, euro 5.846.720
per l'anno 2011 ed euro 7.500.000 per l'anno 2012 nonche'
euro 1.000.000 a decorrere dall'anno 2013, per
l'organizzazione da parte delle Forze armate, di corsi di
formazione a carattere teorico-pratico, tendenti a
rafforzare la conoscenza e la condivisione dei valori che
da esse promanano e che sono alla base della presenza dei
militari italiani di tutte le componenti operative nelle
missioni internazionali. I corsi, di durata non superiore a
tre settimane, si svolgono presso reparti delle Forze
armate, secondo le priorita' stabilite dal decreto di cui
al comma 5-sexies, e sono intesi a fornire le conoscenze di
base riguardanti il dovere costituzionale di difesa della
Patria, le attivita' prioritarie delle Forze armate, in
particolare nelle missioni internazionali di pace a
salvaguardia degli interessi nazionali, di contrasto al
terrorismo internazionale e di soccorso alle popolazioni
locali, di protezione dei beni culturali, paesaggistici e
ambientali e quelle di concorso alla salvaguardia delle
libere istituzioni, in circostanze di pubblica calamita' e
in altri casi di straordinaria necessita' e urgenza.
Dell'attivazione dei corsi e' data notizia mediante
pubblicazione di apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale,
serie speciale concorsi ed esami, e nel sito istituzionale
del Ministero della difesa."
Si riporta il testo del comma 616 dell'art. 2 della
legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2008):
"616. In relazione a quanto disposto dal comma 615,
negli stati di previsione dei Ministeri di cui al medesimo
comma sono istituiti appositi fondi da ripartire, con
decreti del Ministro competente, nel rispetto delle
finalita' stabilite dalle stesse disposizioni legislative."
Si riporta il testo dell'art. 613 del citato decreto
legislativo n. 66 del 2010:
"Art. 613 Fondo a disposizione
1. Per provvedere alle eventuali deficienze dei
capitoli riguardanti le spese di cui all' art. 550 e ai
bisogni di cui all' art. 552, e' istituito nello stato di
previsione del Ministero della difesa un fondo a
disposizione.
2. Il prelevamento di somme da tale fondo e la
iscrizione nei capitoli suddetti e' fatta con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze.
3. I capitoli a favore dei quali possono farsi
prelevamenti dal detto fondo sono indicati in un elenco da
annettersi allo stato di previsione del Ministero della
difesa."
Si riporta il testo dell'art. 536 del citato decreto
legislativo n. 66 del 2010, come modificato dalla presente
legge:
"Art. 536 Programmi
1. I programmi relativi al rinnovamento e
all'ammodernamento dei sistemi d'arma, delle opere, dei
mezzi e dei beni direttamente destinati alla difesa
nazionale, sono approvati:
a) con legge, se richiedano finanziamenti di natura
straordinaria;
b) con decreto del Ministro della difesa, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze se si tratta
di programmi finanziati attraverso gli ordinari
stanziamenti di bilancio. In tal caso, salvo quanto
disposto al comma 2 e sempre che i programmi non si
riferiscano al mantenimento delle dotazioni o al
ripianamento delle scorte, prima dell'emanazione del
decreto ministeriale deve essere acquisito il parere delle
competenti commissioni parlamentari, con le modalita' e
nelle forme stabilite dai regolamenti delle Camere. Il
termine per l'espressione del parere e' di trenta giorni
dalla richiesta. Se detto termine decorre senza che le
commissioni si siano pronunciate, si intende che esse non
reputano di dovere esprimere alcun parere.
2. I piani di spesa gravanti sugli ordinari
stanziamenti di bilancio, ma destinati al completamento di
programmi pluriennali finanziati nei precedenti esercizi
con leggi speciali, se non richiedono finanziamenti
integrativi, sono sottoposti dal Ministro della difesa al
Parlamento in sede di esame dello stato di previsione del
Ministero della difesa, in apposito allegato.
3. L'attivita' contrattuale relativa ai programmi di
cui al comma 1 e ai piani di spesa di cui al comma 2 e'
svolta dalle competenti direzioni generali tecniche del
Ministero della difesa.»
Si riporta il testo del comma 10 dell'art. 27 della
citata legge n. 488 del 1999:
"10. I canoni di cui al comma 9 sono versati entro il
31 ottobre di ciascun anno sulla base del fatturato,
conseguito nell'anno precedente, riferibile all'esercizio
dell'attivita' radiotelevisiva, tenendo conto altresi' dei
proventi derivanti dal finanziamento del servizio pubblico
al netto dei diritti dell'erario. Entro il 31 ottobre 2000
i soggetti che eserciscono legittimamente l'attivita' di
radiodiffusione, pubblica e privata, sonora e televisiva in
ambito nazionale e locale sono tenuti a corrispondere il
canone di cui sopra sulla base del fatturato conseguito nel
1999. Le modalita' attuative del presente comma sono
disciplinate con decreto del Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, di concerto con
il Ministro delle comunicazioni e con il Ministro delle
finanze. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni
puo' disporre in qualsiasi momento accertamenti e verifiche
utilizzando gli strumenti di cui all'art. 1, comma 6,
lettera c), numero 7), della legge 31 luglio 1997, n. 249.
Decorso un triennio dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni provvede alla rideterminazione dei canoni ai
sensi dell'art. 1, comma 6, lettera c), numero 5), della
citata legge n. 249 del 1997. Ottantadue miliardi di lire
annue a decorrere dal 2000 sono destinate alle misure di
sostegno previste dall'art. 45, comma 3, della legge 23
dicembre 1998, n. 448. Conseguentemente, all'art. 45, comma
3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, le parole: «24
miliardi per l'anno 2000 e 33 miliardi per l'anno 2001»
sono soppresse."
Si riporta il testo del comma 5 dell'art. 21 della
citata legge n. 196 del 2009:
"5. Nell'ambito di ciascun programma le spese si
ripartiscono in:
a) spese non rimodulabili;
b) spese rimodulabili."
Si riporta il testo del comma 2 dell'art. 6 del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154 (Disposizioni urgenti
per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di
regolazioni contabili con le autonomie locali), convertito,
con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189:
"2. Nello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze e' istituito, con una
dotazione, in termini di sola cassa, di 435 milioni di euro
per l'anno 2010 e di 175 milioni di euro per l'anno 2011,
un Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente conseguenti
all'attualizzazione di contributi pluriennali, ai sensi del
comma 177-bis dell'art. 4 della legge 24 dicembre 2003, n.
350, introdotto dall'art. 1, comma 512, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e, fino al 31 dicembre 2012, per le
finalita' previste dall'art. 5-bis, comma 1, del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,
limitatamente alle risorse del Fondo per lo sviluppo e la
coesione, di cui all'art. 4 del decreto legislativo 31
maggio 2011, n. 88. All'utilizzo del Fondo per le finalita'
di cui al primo periodo si provvede con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, da trasmettere al
Parlamento, per il parere delle Commissioni parlamentari
competenti per materia e per i profili finanziari, nonche'
alla Corte dei conti."
Si riporta il testo del comma 5 dell'art. 10 del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282 (Disposizioni
urgenti in materia fiscale e di finanza pubblica),
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre
2004, n. 307:
"5. Al fine di agevolare il perseguimento degli
obiettivi di finanza pubblica, anche mediante interventi
volti alla riduzione della pressione fiscale, nello stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
e' istituito un apposito «Fondo per interventi strutturali
di politica economica», alla cui costituzione concorrono le
maggiori entrate, valutate in 2.215,5 milioni di euro per
l'anno 2005, derivanti dal comma 1."
Si riporta il testo del comma 1 dell'art. 7-quinques
del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5 (Misure urgenti a
sostegno dei settori industriali in crisi, nonche'
disposizioni in materia di produzione lattiera e
rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario),
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009,
n. 33:
"Art. 7-quinquies Fondi
1. Al fine di assicurare il finanziamento di interventi
urgenti e indifferibili, con particolare riguardo ai
settori dell'istruzione e agli interventi organizzativi
connessi ad eventi celebrativi, e' istituito un fondo nello
stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze, con una dotazione, per l'anno 2009, di 400 milioni
di euro."
Si riporta il testo del comma 1 dell'art. 33 della
legge 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(Legge di stabilita' 2012):
"Art. 33 Disposizioni diverse
1. La dotazione del fondo di cui all'art. 7-quinquies,
comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009,
n. 33, e' incrementata di 1.143 milioni di euro per l'anno
2012 ed e' ripartita, con decreti del Presidente del
Consiglio dei Ministri, tra le finalita' indicate
nell'elenco n. 3 allegato alla presente legge. Una quota
pari a 100 milioni di euro del fondo di cui al primo
periodo e' destinata per l'anno 2012 al finanziamento di
interventi urgenti finalizzati al riequilibrio
socio-economico, ivi compresi interventi di messa in
sicurezza del territorio, e allo sviluppo dei territori e
alla promozione di attivita' sportive, culturali e sociali
di cui all'art. 1, comma 40, quarto periodo, della legge 13
dicembre 2010, n. 220. E' altresi' rifinanziata di 50
milioni di euro, per l'anno 2013, l'autorizzazione di spesa
di cui all'art. 13, comma 3-quater, del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133. Alla ripartizione della
predetta quota e all'individuazione dei beneficiari si
provvede con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle
Commissioni parlamentari competenti per i profili di
carattere finanziario."
Si riporta il testo del comma 1240 dell'art. 1 della
citata legge n. 296 del 2006:
"1240. E' autorizzata, per ciascuno degli anni 2007,
2008 e 2009, la spesa di euro 1 miliardo per il
finanziamento della partecipazione italiana alle missioni
internazionali di pace. A tal fine e' istituito un apposito
fondo nell'ambito dello stato di previsione della spesa del
Ministero dell'economia e delle finanze."
Per il testo dell'art. 2 del decreto-legge 6 giugno
2012, n. 74 si vedano i riferimenti normativi all'art.
3-bis.
Si riporta il testo dell'art. 50 del decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice
dell'amministrazione digitale):
"Art. 50. Disponibilita' dei dati delle pubbliche
amministrazioni.
1. I dati delle pubbliche amministrazioni sono formati,
raccolti, conservati, resi disponibili e accessibili con
l'uso delle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione che ne consentano la fruizione e
riutilizzazione, alle condizioni fissate dall'ordinamento,
da parte delle altre pubbliche amministrazioni e dai
privati; restano salvi i limiti alla conoscibilita' dei
dati previsti dalle leggi e dai regolamenti, le norme in
materia di protezione dei dati personali ed il rispetto
della normativa comunitaria in materia di riutilizzo delle
informazioni del settore pubblico.
2. Qualunque dato trattato da una pubblica
amministrazione, con le esclusioni di cui all'art. 2, comma
6, salvi i casi previsti dall'art. 24 della legge 7 agosto
1990, n. 241, e nel rispetto della normativa in materia di
protezione dei dati personali, e' reso accessibile e
fruibile alle altre amministrazioni quando l'utilizzazione
del dato sia necessaria per lo svolgimento dei compiti
istituzionali dell'amministrazione richiedente, senza oneri
a carico di quest'ultima, salvo per la prestazione di
elaborazioni aggiuntive; e' fatto comunque salvo il
disposto dell'art. 43, comma 4, del decreto del Presidente
della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
3. Al fine di rendere possibile l'utilizzo in via
telematica dei dati di una pubblica amministrazione da
parte dei sistemi informatici di altre amministrazioni
l'amministrazione titolare dei dati predispone, gestisce ed
eroga i servizi informatici allo scopo necessari, secondo
le regole tecniche del sistema pubblico di connettivita' di
cui al presente decreto."
Si riporta il testo dell'art. 8 della legge 1° aprile
1981, n. 121 (Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della
pubblica sicurezza):
"Art. 8. Istituzione del Centro elaborazione dati.
E' istituito presso il Ministero dell'interno,
nell'ambito dell'ufficio di cui alla lettera c) del primo
comma dell'art. 5, il Centro elaborazione dati, per la
raccolta delle informazioni e dei dati di cui all'art. 6,
lettera a), e all'art. 7.
Il Centro provvede alla raccolta, elaborazione,
classificazione e conservazione negli archivi magnetici
delle informazioni e dei dati nonche' alla loro
comunicazione ai soggetti autorizzati, indicati nell'art.
9, secondo i criteri e le norme tecniche fissati ai sensi
del comma seguente.
Con decreto del Ministro dell'interno e' costituita una
commissione tecnica, presieduta dal funzionario preposto
all'ufficio di cui alla lettera c) del primo comma
dell'art. 5, per la fissazione dei criteri e delle norme
tecniche per l'espletamento da parte del Centro delle
operazioni di cui al comma precedente e per il controllo
tecnico sull'osservanza di tali criteri e norme da parte
del personale operante presso il Centro stesso. I criteri e
le norme tecniche predetti divengono esecutivi con
l'approvazione del Ministro dell'interno. "
Si riporta il testo dell'art. 8 della legge 23 dicembre
1993, n. 580 (Riordinamento delle camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura):
"Art. 8. Registro delle imprese.
1. E' istituito presso la camera di commercio l'ufficio
del registro delle imprese di cui all'art. 2188 del codice
civile.
2. Al fine di garantire condizioni di uniformita'
informativa su tutto il territorio nazionale e fatte salve
le disposizioni legislative e regolamentari in materia,
nonche' gli atti amministrativi generali da esse previsti,
il Ministero dello sviluppo economico, d'intesa con il
Ministero della giustizia, sentita l'Unioncamere, emana
direttive sulla tenuta del registro.
3. L'ufficio provvede alla tenuta del registro delle
imprese in conformita' agli articoli 2188, e seguenti, del
codice civile, nonche' alle disposizioni della presente
legge e al regolamento di cui al comma 6 del presente
articolo, sotto la vigilanza di un giudice delegato dal
presidente del tribunale del capoluogo di provincia.
4. L'ufficio e' retto da un conservatore nominato dalla
giunta nella persona del segretario generale ovvero di un
dirigente della camera di commercio. L'atto di nomina del
conservatore e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
5. L'iscrizione nelle sezioni speciali ha funzione di
certificazione anagrafica di pubblicita' notizia, oltre
agli effetti previsti dalle leggi speciali.
6. La predisposizione, la tenuta, la conservazione e la
gestione, secondo tecniche informatiche, del registro delle
imprese ed il funzionamento dell'ufficio sono realizzati in
modo da assicurare completezza ed organicita' di
pubblicita' per tutte le imprese soggette ad iscrizione,
garantendo la tempestivita' dell'informazione su tutto il
territorio nazionale. Le modalita' di attuazione del
presente comma sono regolate ai sensi dell'art. 1-bis del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248."
Il decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre
1995, n. 581 recante "Regolamento di attuazione dell'art. 8
della L. 29 dicembre 1993, n. 580, in materia di
istituzione del registro delle imprese di cui all'art. 2188
del codice civile" e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3
febbraio 1996, n. 28, S.O.
Si riporta il testo del comma 172 dell'art. 2 del
decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti
in materia tributaria e finanziaria), convertito in legge,
con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 24
novembre 2006, n. 286, come modificato dalla presente
legge:
"172. Le spese occorrenti per il finanziamento delle
attivita' gia' facenti capo al Registro italiano dighe sono
finanziate dalla contribuzione a carico degli utenti dei
servizi, pari ad euro 2.500.000 per l'anno 2012 e ai sensi
dell' art. 12, comma 1, lettere b) e c), del regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 marzo
2003, n. 136, nei modi previsti dalla legge, per la parte
non coperta da finanziamento a carico dello Stato, e
affluiscono ad apposita unita' previsionale di base
inserita nello stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture. Una quota degli introiti che affluiscono
annualmente a titolo di contribuzione degli utenti dei
servizi, pari ad euro 2.500.000 per l'anno 2012 e pari a
euro 1.514.000 annui a decorrere dal 2013, resta acquisita
al bilancio dello Stato; il Ministro dell'economia e delle
finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio. Nella medesima unita'
previsionale di base confluiscono gli stanziamenti
finanziari attualmente iscritti nello stato di previsione
della spesa del Ministero delle infrastrutture per le
attivita' del Registro italiano dighe."
Si riporta il testo del comma 40 dell'art. 1 della
legge 28 dicembre 1995, n. 549 (Misure di razionalizzazione
della finanza pubblica):
"40. Gli importi dei contributi dello Stato in favore
di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri
organismi, di cui alla tabella A allegata alla presente
legge, sono iscritti in un unico capitolo nello stato di
previsione di ciascun Ministero interessato. Il relativo
riparto e' annualmente effettuato da ciascun Ministro, con
proprio decreto, di concerto con il Ministro del tesoro,
previo parere delle Commissioni parlamentari competenti,
alle quali vengono altresi' inviati i rendiconti annuali
dell'attivita' svolta dai suddetti enti, entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
bilancio, intendendosi corrispondentemente rideterminate le
relative autorizzazioni di spesa."
Si riporta la Tabella A allegata alla legge 29 ottobre
1984, n. 720 (Istituzione del sistema di tesoreria unica
per enti ed organismi pubblici):
"Tabella A
- Accademia nazionale dei Lincei
- Aereo club d'Italia
- Agenzia nazionale di valutazione del sistema
universitario e della ricerca (ANVUR)
- Agenzia nazionale per la sicurezza del volo
- Agenzia nazionale per l'amministrazione e la
destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla
criminalita' organizzata
- Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali
(AGE.NA.S.)
- Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie
- Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia
scolastica (ANSAS)
- Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia
e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA)
- Agenzia nazionale turismo
- Agenzia per il terzo settore
- Agenzia per la diffusione delle tecnologie per
l'innovazione
- Agenzia per la rappresentanza negoziale delle
pubbliche amministrazioni (A.R.A.N.)
- Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI)
- Agenzia spaziale italiana (ASI)
- Autorita' d'ambito
- Autorita' garante della concorrenza e del mercato
- Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici di
lavori, servizi e forniture
- Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni
- Autorita' portuali
- Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo
- Aziende di promozione turistica
- Aziende e Consorzi fra province e comuni per
l'erogazione di servizi di trasporto pubblico locale
- Aziende sanitarie e Aziende ospedaliere (d.lgs. n.
502/1992)
- Aziende ospedaliere universitarie (d.lgs. n.
517/1999)
- Club alpino italiano
- Commissione di vigilanza sui fondi di pensione
- Commissione nazionale per le societa' e la borsa
(CONSOB)
- Comuni, con esclusione di quelli con popolazione
inferiore a 5.000 abitanti che non usufruiscono di
contributi statali
- Comunita' montane, con popolazione complessiva
montana non inferiore a 10.000 abitanti
- Consiglio nazionale delle ricerche (CNR)
- Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in
agricoltura (C.R.A.)
- Consorzi interuniversitari
- Consorzi istituiti per l'esercizio di funzioni ove
partecipino province e comuni con popolazione complessiva
non inferiore a 10.000 abitanti, nonche' altri enti
pubblici
- Consorzi per i nuclei di industrializzazione e
consorzi per l'area di sviluppo industriale a prevalente
apporto finanziario degli enti territoriali
- Consorzio canale Milano-Cremona-Po
- Consorzio per l'area di ricerca scientifica e
tecnologica di Trieste
- Consorzio per la zona agricola industriale di Verona
- DigitPA
- Ente acquedotti siciliani
- Ente Acque della Sardegna
- Ente irriguo Umbro-Toscano in liquidazione
- Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC)
- Ente nazionale per la cellulosa e la carta in
liquidazione
- Ente per lo sviluppo, l'irrigazione e la
trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania
- Ente risorse idriche Molise (E.R.I.M.)
- Ente zona industriale di Trieste
- Enti parchi nazionali
- Enti parchi regionali
- Enti provinciali per il turismo
- Enti regionali di sviluppo agricolo
- Fondo gestione istituti contrattuali lavoratori
portuali
- Gestione governativa dei servizi pubblici di
navigazione di linea sui laghi Maggiore, di Garda, di Como
- Gestioni governative ferroviarie non trasformate in
S.r.l.
- Istituti centrali del Ministero per i beni e le
attivita' culturali (art. 15, comma 1, D.P.R. n. 233/2007)
- Istituti del Ministero per i beni e le attivita'
culturali dotati di autonomia speciale (art. 15, comma 3,
D.P.R. n. 233/2007)
- Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico
di diritto pubblico (d.lgs. n. 288/2003)
- Istituti zooprofilattici sperimentali
- Istituto agronomico per l'oltremare
- Istituto centrale di statistica (ISTAT)
- Istituto italiano di studi germanici
- Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente
- Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la
nutrizione (INRAN)
- Istituto nazionale di alta matematica «F. Severi»
- Istituto nazionale di astrofisica (INAF)
- Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN)
- Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV)
- Istituto nazionale di oceanografia e geofisica
sperimentale (OGS)
- Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRIM)
- Istituto nazionale economia agraria (INEA)
- Istituto nazionale per la valutazione del sistema
educativo di istruzione e formazione (INVALSI)
- Istituto per lo sviluppo della formazione
professionale dei lavoratori (I.S.F.O.L.)
- Istituto superiore per la Protezione e la ricerca
Ambientale (ISPRA)
- Istituzioni di cui all'art. 114 del d.lgs. n.
267/2000
- Lega italiana per la lotta contro i tumori
- Lega navale italiana
- Museo storico della fisica e centro studi e ricerche
«Enrico Fermi»
- Organi straordinari della liquidazione degli enti
locali dissestati
- Organismi pagatori regionali per le erogazioni in
agricoltura
- Policlinici universitari, d.lgs. n. 502/1992
- Province
- Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano
- Scuola superiore dell'economia e delle finanze
- Stazione zoologica «Anton Dohrn» di Napoli
- Unioni di comuni con popolazione complessiva non
inferiore a 10.000 abitanti
- Universita' statali, istituti di istruzione
universitaria, opere universitarie statali, enti ed
organismi per il diritto allo studio a carattere
regionale."
Si riporta il testo del comma 9 dell'art. 35 del
decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti
per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la
competitivita'), convertito, con modificazioni, dalla legge
24 marzo 2012, n. 27:
"9. Alla data del 29 febbraio 2012 i tesorieri o
cassieri degli enti ed organismi pubblici di cui al comma 8
provvedono a versare il 50 per cento delle disponibilita'
liquide esigibili depositate presso gli stessi alla data di
entrata in vigore del presente decreto sulle rispettive
contabilita' speciali, sottoconto fruttifero, aperte presso
la tesoreria statale. Il versamento della quota rimanente
deve essere effettuato alla data del 16 aprile 2012. Gli
eventuali investimenti finanziari individuati con decreto
del Ministero dell'Economia e delle finanze - Dipartimento
del Tesoro da emanare entro il 30 aprile 2012, sono
smobilizzati, ad eccezione di quelli in titoli di Stato
italiani, entro il 30 giugno 2012 e le relative risorse
versate sulle contabilita' speciali aperte presso la
tesoreria statale. Gli enti provvedono al riversamento
presso i tesorieri e cassieri delle somme depositate presso
soggetti diversi dagli stessi tesorieri o cassieri entro il
15 marzo 2012. Sono fatti salvi eventuali versamenti gia'
effettuati alla data di entrata in vigore del presente
provvedimento."
Si riporta il testo dell'art. 43, comma 2, della legge
27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione
della finanza pubblica):
"2. Le iniziative di cui al comma 1 devono essere
dirette al perseguimento di interessi pubblici, devono
escludere forme di conflitto di interesse tra l'attivita'
pubblica e quella privata e devono comportare risparmi di
spesa rispetto agli stanziamenti disposti. Per le sole
amministrazioni dello Stato una quota dei risparmi cosi'
ottenuti, pari al 5 per cento, e' destinata ad incrementare
gli stanziamenti diretti alla retribuzione di risultato dei
dirigenti appartenenti al centro di responsabilita' che ha
operato il risparmio; una quota pari al 65 per cento resta
nelle disponibilita' di bilancio della amministrazione.
Tali quote sono versate all'entrata del bilancio dello
Stato per essere riassegnate, per le predette finalita',
con decreti del Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica. La rimanente somma costituisce
economia di bilancio. La presente disposizione non si
applica nei casi in cui le sponsorizzazioni e gli accordi
di collaborazione sono diretti a finanziare interventi,
servizi o attivita' non inseriti nei programmi di spesa
ordinari. Continuano, inoltre, ad applicarsi le particolari
disposizioni in tema di sponsorizzazioni ed accordi con i
privati relative alle amministrazioni dei beni culturali ed
ambientali e dello spettacolo, nonche' ogni altra
disposizione speciale in materia.."
Si riporta il testo del comma 601 dell'art. 1 della
citata legge n. 296 del 2006, come modificato dalla
presente legge:
"1. 601. A decorrere dall'anno 2007, al fine di
aumentare l'efficienza e la celerita' dei processi di
finanziamento a favore delle scuole statali, sono istituiti
nello stato di previsione del Ministero della pubblica
istruzione, in apposita unita' previsionale di base, i
seguenti fondi: «Fondo per le competenze dovute al
personale delle istituzioni scolastiche, con esclusione
delle spese per stipendi del personale a tempo
indeterminato e determinato» e «Fondo per il funzionamento
delle istituzioni scolastiche». Ai predetti fondi
affluiscono gli stanziamenti dei capitoli iscritti nelle
unita' previsionali di base dello stato di previsione del
Ministero della pubblica istruzione «Strutture scolastiche»
e «Interventi integrativi disabili», nonche' gli
stanziamenti iscritti nel centro di responsabilita'
«Programmazione ministeriale e gestione ministeriale del
bilancio» destinati ad integrare i fondi stessi nonche'
l'autorizzazione di spesa di cui alla legge 18 dicembre
1997, n. 440, quota parte pari a 15,7 milioni dei fondi
destinati all'attuazione del piano programmatico di cui
all'art. 1, comma 3, della legge 28 marzo 2003, n. 53,
l'autorizzazione di spesa di cui al comma 634 del presente
articolo, salvo quanto disposto dal comma 875. Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare
con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.
Con decreto del Ministro della pubblica istruzione sono
stabiliti i criteri e i parametri per l'assegnazione
diretta alle istituzioni scolastiche delle risorse di cui
al presente comma nonche' per la determinazione delle
misure nazionali relative al sistema pubblico di istruzione
e formazione. Al fine di avere la completa conoscenza delle
spese effettuate da parte delle istituzioni scolastiche a
valere sulle risorse finanziarie derivanti dalla
costituzione dei predetti fondi, il Ministero della
pubblica istruzione procede a una specifica attivita' di
monitoraggio. "
L'art. 2 della L. 18-12-1997 n. 440
"Istituzione del Fondo per l'arricchimento e
l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi
perequativi.", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 23
dicembre 1997, n. 298, abrogato dalla presente legge,
recava:
«Art. 2. Direttive del Ministro.».
Si riporta il testo dell'art. 1, comma 634, della
citata legge n. 296 del 2006, come modificato dalla
presente legge:
«Art. 1. 634. Per gli interventi previsti dai commi da
622 a 633, con esclusione del comma 625, e' autorizzata la
spesa di euro 220 milioni a decorrere dall'anno 2007»
Si riporta il testo dell'art. 1, comma 875, della
citata legge n. 296 del 2006, come modificato dalla
presente legge:
1. 875. Al fine di assicurare una piu' efficace
utilizzazione delle risorse finanziarie destinate
all'attuazione degli interventi di cui al comma 631, e'
istituito, nello stato di previsione del Ministero della
pubblica istruzione, il Fondo per l'istruzione e formazione
tecnica superiore. Al Fondo confluiscono, quota parte pari
a euro 14 milioni dell'autorizzazione di spesa di cui al
comma 634, confluita nei fondi di cui al comma 601 nonche'
le risorse assegnate dal CIPE, per quanto riguarda le aree
sottoutilizzate, per progetti finalizzati alla
realizzazione dell'istruzione e formazione tecnica
superiore, con l'obiettivo di migliorare l'occupabilita'
dei giovani che hanno concluso il secondo ciclo di
istruzione e formazione. Quota parte pari a euro 14 milioni
del Fondo per l'istruzione e formazione tecnica superiore
e' destinata ai percorsi di cui al decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 25 gennaio 2008 pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 86 dell'11 aprile 2008, svolti dagli
istituti tecnici superiori.»
Si riporta il testo del comma 4-septies dell'art. 4 del
citato decreto-legge n. 78 del 2010, come modificato dalla
presente legge:
«Art. 4 Modernizzazione dei pagamenti effettuati dalle
Pubbliche Amministrazioni
1. Ai fini di favorire ulteriore efficienza nei
pagamenti e nei rimborsi dei tributi effettuati da parte di
enti e pubbliche amministrazioni a cittadini e utenti, il
Ministero dell'economia e delle finanze promuove la
realizzazione di un servizio nazionale per pagamenti su
carte elettroniche istituzionali, inclusa la tessera
sanitaria.
2. Ai fini dell'attuazione del presente articolo, il
Ministero dell'economia e delle finanze, con propri
provvedimenti:
a) individua gli standard tecnici del servizio di
pagamento e le modalita' con cui i soggetti pubblici
distributori di carte elettroniche istituzionali possono
avvalersene;
b) individua il soggetto gestore del servizio,
selezionato sulla base dei requisiti qualitativi e del
livello di servizio offerto ai cittadini;
c) disciplina le modalita' di utilizzo del servizio da
parte dei soggetti pubblici, anche diversi dal soggetto
distributore delle carte, che intendono offrire ai propri
utenti tale modalita' di erogazione di pagamenti;
d) stabilisce nel 20 per cento delle commissioni di
interscambio conseguite dal gestore del servizio per
pagamenti diretti effettuati dai cittadini tramite le carte
il canone a carico del gestore finanziario del servizio;
(6)
e) disciplina le modalita' di certificazione degli
avvenuti pagamenti;
f) stabilisce le modalita' di monitoraggio del servizio
e dei flussi di pagamento.
3. Il corrispettivo di cui al comma 2, lettera d), e'
versato all'entrata del bilancio dello Stato per essere
riassegnato, con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze, tra i soggetti pubblici distributori delle carte
elettroniche, i soggetti pubblici erogatori dei pagamenti e
lo stesso Ministero dell'economia e delle finanze.
4. Per le spese attuative di cui al presente articolo
si provvede nei limiti delle entrate di cui al comma 3, con
la quota di competenza del Ministero dell'economia e delle
finanze.
4-bis. Per le amministrazioni di cui all' art. 2, comma
197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, non si
applicano, a decorrere dal 1° gennaio 2011, le disposizioni
di cui all' art. 383 del regolamento di cui al regio
decreto 23 maggio 1924, n. 827. (7)
4-ter. Al fine di armonizzare le disposizioni di cui
all' art. 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n.
191, con i nuovi criteri indicati dalla legge 31 dicembre
2009, n. 196, dal 1° gennaio 2011 le competenze fisse ed
accessorie al personale delle amministrazioni centrali
dello Stato sono imputate alla competenza del bilancio
dell'anno finanziario in cui vengono disposti i pagamenti e
le eventuali somme rimaste da pagare alla fine di ogni
esercizio relativamente alle competenze accessorie sono
versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere
riassegnate ai competenti capitoli/piani gestionali
dell'esercizio successivo. (7)
4-quater. I pagamenti delle retribuzioni fisse ed
accessorie dei pubblici dipendenti, effettuati mediante
utilizzo delle procedure informatiche e dei servizi del
Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento
dell'Amministrazione generale del personale e dei servizi,
sono emessi con il solo riferimento ai pertinenti capitoli
di bilancio e successivamente, a pagamento avvenuto, ne
viene disposta l'imputazione agli specifici articoli in cui
si ripartisce il capitolo medesimo. Sono riportati
nell'elenco previsto dall' art. 26, comma 3, della legge 31
dicembre 2009, n. 196, i capitoli con l'indicazione dei
soli articoli relativi alle competenze fisse. Non possono
essere disposte variazioni compensative tra le dotazioni
degli articoli di cui al citato elenco e gli altri articoli
in cui si ripartisce il capitolo. (7)
4-quinquies. Gli importi relativi ai pagamenti delle
competenze fisse ed accessorie disposti attraverso le
procedure informatiche e dei servizi del Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento
dell'Amministrazione generale del personale e dei servizi,
e non andati a buon fine, sono versati dalla tesoreria
statale all'entrata del bilancio dello Stato per la
successiva riassegnazione allo specifico piano gestionale
dei pertinenti capitoli di spesa, al fine della riemissione
con le medesime modalita' dei titoli originari. Le
procedure di rinnovo dei pagamenti sono stabilite con il
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di
natura non regolamentare di cui all' art. 2, comma 197,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191. (7)
4-sexies. All'inizio di ogni anno, le amministrazioni
di cui al comma 4-bis stabiliscono, con decreto del
Ministro competente, una dotazione finanziaria per ogni
struttura periferica, sia decentrata che delegata, a valere
sugli stanziamenti concernenti le competenze accessorie al
personale, entro i cui limiti le medesime strutture
periferiche programmano le attivita'. La predetta dotazione
viene successivamente definita, nel rispetto dei citati
limiti, in relazione ai criteri stabiliti dagli accordi
sindacali intervenuti in sede di contrattazione collettiva
integrativa.
4-septies. Ai fini dell'applicazione dell' art. 2,
comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, a modifica
di quanto previsto dall' art. 1, comma 601, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, il pagamento delle competenze
accessorie spettanti al personale scolastico e' effettuato
mediante ordini collettivi di pagamento di cui al decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze 31 ottobre 2002,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre
2002 ed e' disposto congiuntamente al pagamento delle
competenze fisse, compreso il personale supplente breve
nominato dai dirigenti scolastici, le cui competenze fisse,
all'infuori dei casi di cui all' art. 2, comma 5, del
decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito, con
modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176,
continuano ad essere pagate a carico dei bilanci delle
scuole."
4-octies. Con decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, all'inizio di ogni anno
viene stabilita per ciascuna istituzione scolastica una
dotazione finanziaria a valere sugli stanziamenti
concernenti le competenze accessorie dovute al personale di
cui al comma 4-septies ed iscritti nello stato di
previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universita'
e della ricerca, entro i cui limiti le medesime istituzioni
programmano le conseguenti attivita'. La predetta dotazione
viene successivamente definita, nel rispetto dei predetti
limiti, in relazione ai criteri stabiliti dagli accordi
sindacali intervenuti in sede di contrattazione collettiva
integrativa. (7)
4-novies. Con decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, potranno essere
disposte eventuali modifiche al regolamento riguardante le
istruzioni generali sulla gestione amministrativa-contabile
delle istituzioni scolastiche, a seguito delle disposizioni
introdotte dai commi 4-septies e 4-octies del presente
articolo. (7)
4-decies. Le maggiori entrate derivanti dai commi da
4-bis a 4-novies, al netto di quanto previsto all' art. 55,
comma 7-bis, lettera c), concorrono a costituire la
dotazione finanziaria nei limiti della quale sono attuate
le disposizioni di cui all' art. 42. »
Si riporta il testo dell'art. 5-ter del decreto-legge
28 dicembre 2001, n. 452 (Disposizioni urgenti in tema di
accise, di gasolio per autotrazione, di smaltimento di oli
usati, di giochi e scommesse, nonche' sui rimborsi IVA,
sulla pubblicita' effettuata con veicoli, sulle
contabilita' speciali, sui generi di monopolio, sul
trasferimento di beni demaniali, sulla giustizia
tributaria, sul funzionamento del servizio nazionale della
riscossione dei tributi e su contributi ad enti ed
associazioni), convertito, con modificazioni, da lal legge
27 febbraio 2002, n. 16:
"Art. 5-ter. Contabilita' speciali.
1. Le risorse finanziarie iscritte nello stato di
previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universita'
e della ricerca da destinare alle istituzioni scolastiche
possono affluire in apposite contabilita' speciali aperte
presso le sezioni di tesoreria provinciale dello Stato.
Alle predette contabilita' possono affluire anche le
risorse finanziarie assegnate agli uffici costituenti
l'articolazione territoriale degli uffici scolastici
regionali per il funzionamento dei medesimi e per la
realizzazione di eventuali attivita' e programmi agli
stessi affidati.
2. Il titolare di ciascuna contabilita' speciale e'
individuato con provvedimento del direttore generale
dell'ufficio scolastico regionale competente."
Si riporta il testo del comma 72 dell'art. 4 della
legge 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(Legge di stabilita' 2012):
"72. Per l'anno 2012 si applica l'art. 48, comma 1-ter,
del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31."
Si riporta il testo dell'art. 3 della legge 14 gennaio
1999, n. 4 (Disposizioni riguardanti il settore
universitario e della ricerca scientifica, nonche' il
servizio di mensa nelle scuole):
"Art. 3. Servizio di mensa nelle scuole.
1. Per l'anno scolastico 1995-1996 e per i mesi di
settembre, ottobre, novembre e dicembre 1996, il Ministero
dell'interno provvede ad erogare un contributo agli enti
locali per le spese sostenute in relazione al servizio di
mensa scolastica offerto al personale insegnante,
dipendente dallo Stato o da altri enti.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del comma 1,
pari a lire 26.000 milioni per il 1995 e a lire 90.000
milioni per il 1996, si provvede a carico degli
stanziamenti iscritti al capitolo 1601 dello stato di
previsione del Ministero dell'interno per gli anni
finanziari medesimi.
3. Il Ministero dell'interno provvede anche ad erogare
un contributo agli enti locali per l'anno 1997, al fine di
assicurare la continuita' del servizio di mensa per il
personale insegnante, dipendente dallo Stato, impegnato
nella vigilanza ed assistenza degli alunni durante la
refezione scolastica. Al relativo onere, determinato
nell'importo massimo di lire 90.000 milioni, si provvede
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto al capitolo 6856 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro per l'anno 1997, parzialmente
utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del
tesoro.
4. I criteri per la individuazione del personale
docente avente diritto al servizio di mensa gratuito e le
modalita' di erogazione del contributo statale a favore
degli enti locali che abbiano fornito il predetto servizio
sono quelli previsti dal decreto 16 maggio 1996 del
Ministro della pubblica istruzione, di concerto con i
Ministri del tesoro e dell'interno, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 224 del 24 settembre 1996.
5. A decorrere dall'anno 1998, agli oneri derivanti dal
servizio di mensa di cui al comma 3, si provvede con le
disponibilita' finanziarie destinate alla contrattazione
collettiva per il comparto del personale della scuola. A
tal fine le predette disponibilita' sono incrementate della
somma annua di lire 90.000 milioni. Al relativo onere si
provvede, per ciascuno degli anni 1998, 1999 e 2000,
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 1998-2000,
nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte
corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica per l'anno finanziario 1998, allo scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al
Ministero medesimo. Il Ministro del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica e' autorizzato ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio."
Si riporta il testo dell'art. 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 25 luglio 1997, n. 306
(Regolamento recante disciplina in materia di contributi
universitari), come modificato dalla presente legge:
5. Limiti della contribuzione studentesca.
1. Fatto salvo quanto disposto al comma 2 del presente
articolo e all'art. 4, la contribuzione studentesca degli
studenti italiani e comunitari iscritti entro la durata
normale dei rispettivi corsi di studio di primo e secondo
livello non puo' eccedere il 20 per cento dell'importo dei
trasferimenti statali correnti attribuiti dal Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca. E' fatto
obbligo agli atenei che superano tale limite di destinare
le maggiori entrate al finanziamento di borse di studio a
favore degli studenti (9).
1-bis. Ai fini del raggiungimento del limite di cui al
comma 1, non vengono computati gli importi della
contribuzione studentesca disposti, ai sensi del presente
comma e del comma 1-ter, per gli studenti iscritti oltre la
durata normale dei rispettivi corsi di studio di primo e
secondo livello. I relativi incrementi possono essere
disposti dalle universita' entro i limiti massimi e secondo
i criteri individuati con decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, da
adottare entro il 31 marzo di ogni anno, sulla base dei
principi di equita', progressivita' e redistribuzione e
tenendo conto degli anni di ritardo rispetto alla durata
normale dei rispettivi corsi di studio, del reddito
familiare ISEE, del numero degli studenti appartenenti al
nucleo familiare iscritti all'universita' e della specifica
condizione degli studenti lavoratori.
1-ter. In ogni caso, i limiti disposti dal decreto di
cui al comma 1-bis non possono superare:
a) il 25 per cento della corrispondente contribuzione
prevista per gli studenti in corso, per gli studenti
iscritti oltre la durata normale dei rispettivi corsi di
studio il cui ISEE familiare sia inferiore alla soglia di
euro 90.000, come individuata dall'art. 2, comma 1, del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;
b) il 50 per cento della corrispondente contribuzione
prevista per gli studenti in corso, per gli studenti
iscritti oltre la durata normale dei rispettivi corsi di
studio il cui ISEE familiare sia compreso tra la soglia di
euro 90.000 e la soglia di euro 150.000, come individuata
dall'art. 2, comma 1, del citato decreto-legge n. 138 del
2011;
c) il 100 per cento della corrispondente contribuzione
prevista per gli studenti in corso, per gli studenti oltre
la durata normale dei rispettivi corsi di studio il cui
ISEE familiare sia superiore alla soglia di euro 150.000,
come individuata dall'art. 2, comma 1, del citato
decreto-legge n. 138 del 2011.
1-quater. Gli incrementi della contribuzione
studentesca disposti ai sensi del comma 1-ter sono
destinati in misura non inferiore al 50 per cento del
totale ad integrazione delle risorse disponibili per le
borse di studio di cui all'art. 18 del decreto legislativo
29 marzo 2012, n. 68, e per la parte residua ad altri
interventi di sostegno al diritto allo studio, con
particolare riferimento a servizi abitativi, servizi di
ristorazione, servizi di orientamento e tutorato, attivita'
a tempo parziale, trasporti, assistenza sanitaria, accesso
alla cultura, servizi per la mobilita' internazionale e
materiale didattico.
1-quinquies. Per i prossimi tre anni accademici a
decorrere dall'anno accademico 2013-2014, l'incremento
della contribuzione per gli studenti iscritti entro la
durata normale dei rispettivi corsi di studio di primo e
secondo livello il cui ISEE familiare sia non superiore a
euro 40.000 non puo' essere superiore all'indice dei prezzi
al consumo dell'intera collettivita'».
2. Per le universita' per le quali nell'esercizio
finanziario 1996 la contribuzione studentesca abbia
ecceduto il valore percentuale determinato ai sensi del
comma 1, il predetto valore non puo' superare negli anni
1997 e 1998 quello determinatosi nel medesimo esercizio
1996.
3. Per le universita' per le quali nell'esercizio
finanziario 1996 la contribuzione studentesca risulti
inferiore al valore percentuale determinato ai sensi del
comma 1, il predetto valore puo' essere incrementato
esclusivamente con gradualita'.
4. Le universita' comunicano annualmente al Ministero,
entro il 31 maggio, il gettito della contribuzione
studentesca accertato nel bilancio consuntivo dell'anno
precedente, il numero di studenti esonerati totalmente o
parzialmente dalla tassa di iscrizione e dai contributi
universitari nell'anno accademico in corso, la
distribuzione degli studenti per classi d'importo nel
predetto anno, gli eventuali scostamenti verificatisi con
riferimento ai valori percentuali di cui ai commi 1 e 2,
nonche' le misure conseguentemente adottate per il rispetto
dei limiti di cui al presente articolo.»
Si riporta il testo dell'art. 2, commi 7 e 9, della
legge 30 dicembre 2010, n. 240 (Norme in materia di
organizzazione delle universita', di personale accademico e
reclutamento, nonche' delega al Governo per incentivare la
qualita' e l'efficienza del sistema universitario):
"7. Lo statuto, adottato ai sensi dei commi 5 e 6 del
presente articolo, e' trasmesso al Ministero che esercita
il controllo previsto all'art. 6 della legge 9 maggio 1989,
n. 168, entro centoventi giorni dalla ricezione dello
stesso.
(omissis)
9. Gli organi collegiali e quelli monocratici elettivi
delle universita' decadono al momento della costituzione di
quelli previsti dal nuovo statuto. Gli organi il cui
mandato scade entro il termine di cui al comma 1 restano in
carica fino alla costituzione degli stessi ai sensi del
nuovo statuto. Il mandato dei rettori in carica al momento
dell'adozione dello statuto di cui ai commi 5 e 6 e'
prorogato fino al termine dell'anno accademico successivo.
Sono comunque fatte salve le scadenze dei mandati in corso
previste alla data dell'elezione dei rettori eletti, o in
carica, se successive al predetto anno accademico. Il
mandato dei rettori i quali, alla data di entrata in vigore
della presente legge, sono stati eletti ovvero stanno
espletando il primo mandato e' prorogato di due anni e non
e' rinnovabile. Tale proroga assorbe quella di cui al terzo
periodo del presente comma."

Titolo II

RIDUZIONE DELLA SPESA
DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI
E DEGLI ENTI NON TERRITORIALI

Art. 8


Riduzione della spesa
degli enti pubblici non territoriali

1. Al fine di conseguire gli obiettivi di razionalizzazione e
contenimento della spesa per l'acquisto di beni e servizi, e di
riduzione della spesa pubblica, gli enti pubblici non territoriali
adottano ogni iniziativa affinche':
a) in ottemperanza a quanto disposto dall'articolo 4 del
decreto-legge ((31 maggio 2010, n. 78 , convertito, con
modificazioni, della legge 30 luglio 2010, n. 122,)) siano
utilizzate le carte elettroniche istituzionali, per favorire
ulteriore efficienza nei pagamenti e nei rimborsi a cittadini e
utenti;
b) nel caso di incorporazione di enti, sia realizzato un unico
sistema informatico per tutte le attivita' anche degli enti
soppressi, in termini di infrastruttura hardware ed applicativi
funzionali, sotto la responsabilita' organizzativa e funzionale di
un'unica struttura;
c) siano immediatamente razionalizzate e ridotte le comunicazioni
cartacee verso gli utenti legate all'espletamento dell'attivita'
istituzionale, con conseguente riduzione, entro l'anno 2013, delle
relative spese per un importo pari almeno al 50 per cento delle spese
sostenute nel 2011, in ragione delle nuove modalita' operative
connesse allo sviluppo della telematizzazione della domanda e del
progressivo aumento dell'erogazione di servizi online;
d) siano ridotte le spese di telefonia mobile e fissa attraverso una
razionalizzazione dei contratti in essere ed una diminuzione del
numero degli apparati telefonici;
e) siano razionalizzati nel settore pubblico allargato i canali di
collaborazione istituzionale, in modo tale che lo scambio dati
avvenga esclusivamente a titolo gratuito e non oneroso;
f) sia razionalizzato il proprio patrimonio immobiliare strumentale
mediante l'attivazione immediata di iniziative di ottimizzazione
degli spazi da avviare sull'intero territorio nazionale che prevedano
l'accorpamento del personale in forza nei vari uffici territoriali
ubicati nel medesimo comune e la riduzione degli uffici stessi, in
relazione ai criteri della domanda potenziale, della prossimita'
all'utenza e delle innovate modalita' operative connesse all'aumento
dell'informatizzazione dei servizi;
g) si proceda progressivamente alla dematerializzazione degli atti,
riducendo la produzione e conservazione dei documenti cartacei al
fine di generare risparmi connessi alla gestione della carta pari
almeno al 30 per cento dei costi di conservazione sostenuti nel
2011.
2. L'INPS, in aggiunta a quanto previsto dal comma 1, dovra'
provvedere:
a) alla creazione, entro il 2014, di una piattaforma unica degli
incassi e dei pagamenti che consenta di minimizzare il costo dei
servizi finanziari di incasso e pagamento;
b)(( ad una revisione qualitativa e quantitativa dell'attivita' in
convenzione con i centri di assistenza fiscale, nell'ambito dei
processi di razionalizzazione e riduzione della spesa, validata dal
Ministero vigilante, al fine di indirizzare tali attivita' alla
realizzazione degli obiettivi definiti dallo stesso Ministero e
contenuti nel piano di sviluppo dell'Istituto e di conseguire
complessivamente risparmi in misura non inferiore al 20 per cento dei
costi sostenuti nel 2011;))
c) dovra' prevedere il conferimento al fondo di investimento
immobiliare ad apporto del proprio patrimonio immobiliare da reddito,
con l'obiettivo di perseguire una maggiore efficacia operativa ed una
maggiore efficienza economica e pervenire alla completa dismissione
del patrimonio nel rispetto dei vincoli di legge ad esso applicabili.
3. Ferme restando le misure di contenimento della spesa gia'
previste dalle vigenti disposizioni, al fine di assicurare la
riduzione delle spese per consumi intermedi, i trasferimenti dal
bilancio dello Stato agli enti e agli organismi anche costituiti in
forma societaria, dotati di autonomia finanziaria, inseriti nel conto
economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuati dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi
dell'articolo 1, comma 2, della legge 30 dicembre 2009, n. 196, ((
nonche' alle autorita' )) indipendenti ivi inclusa la Commissione
nazionale per le societa' e la borsa (Consob) con esclusione delle
regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano, degli enti
locali, degli enti del servizio sanitario nazionale, e delle
universita' e degli enti di ricerca di cui all'allegato n. 3, sono
ridotti in misura pari al 5 per cento nell'anno 2012 e al 10 per
cento a decorrere dall'anno 2013 della spesa sostenuta per consumi
intermedi nell'anno 2010. Nel caso in cui per effetto delle
operazioni di gestione la predetta riduzione non fosse possibile, per
gli enti interessati si applica la disposizione di cui ai periodi
successivi. Gli enti e gli organismi anche costituiti in forma
societaria, dotati di autonomia finanziaria, che non ricevono
trasferimenti dal bilancio dello Stato adottano interventi di
razionalizzazione per la riduzione della spesa per consumi intermedi
in modo da assicurare risparmi corrispondenti alle misure indicate
nel periodo precedente; le somme derivanti da tale riduzione sono
versate annualmente ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio
dello Stato entro il 30 giugno di ciascun anno. Per l'anno 2012 il
versamento avviene entro il 30 settembre. Il presente comma non si
applica agli enti e organismi vigilati dalle regioni, dalle province
autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali.
((3-bis. Alla legge 12 giugno 1990, n. 146, sono apportate le
seguenti modifiche:))
(( a) all'articolo 4, comma 2, le parole: «a lire 5.000.000 e non
superiore a lire 50.000.000» sono sostituite dalle seguenti: «a euro
5.000 e non superiore a euro 50.000»;))
(( b) all'articolo 4, comma 4, le parole: «da lire 5.000.000 a lire
50.000.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 5.000 a euro
50.000»;))
(( c) all'articolo 4, comma 4-bis, le parole: «da un minimo di lire
5.000.000 a un massimo di lire 50.000.000» sono sostituite dalle
seguenti: «da un minimo di euro 5.000 a un massimo di euro 50.000»;))
(( d) all'articolo 4, comma 4-sexies, le parole: «da lire 400.000 a
lire 1.000.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro 400 a euro
1.000»;))
(( e) all'articolo 9, comma 1, primo periodo, le parole: «da un
minimo di lire 500.000 a un massimo di lire 1.000.000» sono
sostituite dalle seguenti: «da un minimo di euro 500 a un massimo di
euro 1.000»;))
(( f) all'articolo 9, comma 1, secondo periodo, le parole: «da lire
5.000.000 a lire 50.000.000» sono sostituite dalle seguenti: «da euro
5.000 a euro 50.000».))
4. Per gli enti di ricerca indicati nell'allegato n. 3, si
applicano le riduzioni dei trasferimenti dal bilancio dello Stato ivi
indicate. Nel caso in cui per effetto delle operazioni di gestione la
predetta riduzione non fosse possibile, per gli enti interessati si
applica quanto previsto dal precedente comma 3.
((4-bis. Per gli enti di ricerca vigilati dal Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, a eccezione
dell'Invalsi, di cui all'allegato 3, la razionalizzazione della spesa
per consumi intermedi e' assicurata, ai sensi dell'articolo 4, comma
1, del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, da una riduzione
del Fondo ordinario per gli enti di ricerca di cui all'articolo 7 del
decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, e successive
modificazioni, dell'importo di 51.196.499 euro a decorrere dal
2013.))
((4-ter. Nel rispetto dei principi di autonomia previsti
dall'articolo 2 del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509,
l'Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione
infermieristica provvede all'approvazione di apposite delibere intese
a coordinare il regime della propria gestione separata previdenziale
con quello della Gestione separata INPS di cui all'articolo 2, comma
26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, modificando conformemente la
struttura della contribuzione, il riparto della stessa tra lavoratore
e committente, nonche' l'entita' della medesima applicando, a
decorrere dal 1° gennaio 2012, aliquote non inferiori a quelle dei
collaboratori iscritti alla predetta gestione separata, fermi
restando gli obblighi contributivi eventualmente previsti dalla
vigente normativa nei confronti della medesima gestione separata.))


Riferimenti normativi

Per il testo dell'art. 4 del citato decreto-legge n. 78
del 2010 si vedano i riferimenti normativi all'art. 7:
Per il riferimento al testo del comma 2 dell'art. 1
della legge n. 196 del 2009si vedano i riferimenti
normativi all'art. 1.
Si riporta il testo degli articoli 4 e 9 della legge 12
giugno 1990, n. 146 (Norme sull'esercizio del diritto di
sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla
salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente
tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia
dell'attuazione della legge), come modificato dalla
presente legge:
"Articolo 4
1. I lavoratori che si astengono dal lavoro in
violazione delle disposizioni dei commi 1 e 3 dell'art. 2 o
che, richiesti dell'effettuazione delle prestazioni di cui
al comma 2 del medesimo articolo, non prestino la propria
consueta attivita', sono soggetti a sanzioni disciplinari
proporzionate alla gravita' dell'infrazione, con esclusione
delle misure estintive del rapporto o di quelle che
comportino mutamenti definitivi dello stesso. In caso di
sanzioni disciplinari di carattere pecuniario, il relativo
importo e' versato dal datore di lavoro all'Istituto
nazionale della previdenza sociale, gestione
dell'assicurazione obbligatoria per la disoccupazione
involontaria.
2. Nei confronti delle organizzazioni dei lavoratori
che proclamano uno sciopero, o ad esso aderiscono in
violazione delle disposizioni di cui all'art. 2, sono
sospesi i permessi sindacali retribuiti ovvero i contributi
sindacali comunque trattenuti dalla retribuzione, ovvero
entrambi, per la durata dell'astensione stessa e comunque
per un ammontare economico complessivo non inferiore a euro
5.000 e non superiore a euro 50.000 tenuto conto della
consistenza associativa, della gravita' della violazione e
della eventuale recidiva, nonche' della gravita' degli
effetti dello sciopero sul servizio pubblico. Le medesime
organizzazioni sindacali possono altresi' essere escluse
dalle trattative alle quali partecipino per un periodo di
due mesi dalla cessazione del comportamento. I contributi
sindacali trattenuti sulla retribuzione sono devoluti
all'Istituto nazionale della previdenza sociale, gestione
dell'assicurazione obbligatoria per la disoccupazione
involontaria
3. (abrogato)
4. I dirigenti responsabili delle amministrazioni
pubbliche e i legali rappresentanti delle imprese e degli
enti che erogano i servizi di cui all'art. 1, comma 1, che
non osservino le disposizioni previste dal comma 2
dell'art. 2 o gli obblighi derivanti dagli accordi o
contratti collettivi di cui allo stesso art. 2, comma 2, o
dalla regolazione provvisoria della Commissione di
garanzia, o che non prestino correttamente l'informazione
agli utenti di cui all'art. 2, comma 6, sono soggetti alla
sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro
50.000, tenuto conto della gravita' della violazione,
dell'eventuale recidiva, dell'incidenza di essa
sull'insorgenza o sull'aggravamento di conflitti e sul
pregiudizio eventualmente arrecato agli utenti. Alla
medesima sanzione sono soggetti le associazioni e gli
organismi rappresentativi dei lavoratori autonomi,
professionisti o piccoli imprenditori, in solido con i
singoli lavoratori autonomi, professionisti o piccoli
imprenditori, che aderendo alla protesta si siano astenuti
dalle prestazioni, in caso di violazione dei codici di
autoregolamentazione di cui all'art. 2-bis, o della
regolazione provvisoria della Commissione di garanzia e in
ogni altro caso di violazione dell'art. 2, comma 3. Nei
casi precedenti, la sanzione viene applicata con
ordinanza-ingiunzione della direzione provinciale del
lavoro-sezione ispettorato del lavoro.
4-bis. Qualora le sanzioni previste ai commi 2 e 4 non
risultino applicabili, perche' le organizzazioni sindacali
che hanno promosso lo sciopero o vi hanno aderito non
fruiscono dei benefici di ordine patrimoniale di cui al
comma 2 o non partecipano alle trattative, la Commissione
di garanzia delibera in via sostitutiva una sanzione
amministrativa pecuniaria a carico di coloro che rispondono
legalmente per l'organizzazione sindacale responsabile,
tenuto conto della consistenza associativa, della gravita'
della violazione e della eventuale recidiva, nonche' della
gravita' degli effetti dello sciopero sul servizio
pubblico, da un minimo di euro 5.000 ad un massimo di euro
50.000. La sanzione viene applicata con
ordinanza-ingiunzione della direzione provinciale del
lavoro-sezione ispettorato del lavoro
4-ter. Le sanzioni di cui al presente articolo sono
raddoppiate nel massimo se l'astensione collettiva viene
effettuata nonostante la delibera di invito della
Commissione di garanzia emanata ai sensi dell'art. 13,
comma 1, lettere c), d), e) ed h).
4-quater. Su richiesta delle parti interessate, delle
associazioni degli utenti rappresentative ai sensi della
legge 30 luglio 1998, n. 281, delle autorita' nazionali o
locali che vi abbiano interesse o di propria iniziativa, la
Commissione di garanzia apre il procedimento di valutazione
del comportamento delle organizzazioni sindacali che
proclamano lo sciopero o vi aderiscono, o delle
amministrazioni e delle imprese interessate, ovvero delle
associazioni o organismi di rappresentanza dei lavoratori
autonomi, professionisti o piccoli imprenditori, nei casi
di astensione collettiva di cui agli articoli 2 e 2-bis.
L'apertura del procedimento viene notificata alle parti,
che hanno trenta giorni per presentare osservazioni e per
chiedere di essere sentite. Decorso tale termine e comunque
non oltre sessanta giorni dall'apertura del procedimento,
la Commissione formula la propria valutazione e, se valuta
negativamente il comportamento, tenuto conto anche delle
cause di insorgenza del conflitto, delibera le sanzioni ai
sensi del presente articolo, indicando il termine entro il
quale la delibera deve essere eseguita con avvertenza che
dell'avvenuta esecuzione deve essere data comunicazione
alla Commissione di garanzia nei trenta giorni successivi,
cura la notifica della delibera alle parti interessate e,
ove necessario, la trasmette alla direzione provinciale del
lavoro-sezione ispettorato del lavoro competente.
4-quinquies. L'INPS trasmette trimestralmente alla
Commissione di garanzia i dati conoscitivi sulla
devoluzione dei contributi sindacali per gli effetti di cui
al comma 2.
4-sexies. I dirigenti responsabili delle
amministrazioni pubbliche ed i legali rappresentanti degli
enti e delle imprese che nel termine indicato per
l'esecuzione della delibera della Commissione di garanzia
non applichino le sanzioni di cui al presento articolo,
ovvero che non forniscano nei successivi trenta giorni le
informazioni di cui all'art. 2, comma 6, sono soggetti ad
una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 400 a euro
1.000 per ogni giorno di ritardo ingiustificato. La
sanzione amministrativa pecuniaria viene deliberata dalla
Commissione di garanzia tenuto conto della gravita' della
violazione e della eventuale recidiva, ed applicata con
ordinanza-ingiunzione della direzione provinciale del
lavoro-sezione ispettorato del lavoro, competente per
territorio."
"Articolo 9
1. L'inosservanza da parte dei singoli prestatori di
lavoro, professionisti o piccoli imprenditori delle
disposizioni contenute nell'ordinanza di cui all'art. 8 e'
assoggettata alla sanzione amministrativa pecuniaria per
ogni giorno di mancata ottemperanza, determinabile, con
riguardo alla gravita' dell'infrazione ed alle condizioni
economiche dell'agente, da un minimo di euro 500 ad un
massimo di euro 1.000. Le organizzazioni dei lavoratori, le
associazioni e gli organismi di rappresentanza dei
lavoratori autonomi, professionisti e piccoli imprenditori,
che non ottemperano all'ordinanza di cui all'art. 8 sono
puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro
5.000 a euro 50.000 per ogni giorno di mancata
ottemperanza, a seconda della consistenza economica
dell'organizzazione, associazione o organismo
rappresentativo e della gravita' delle conseguenze
dell'infrazione. Le sanzioni sono irrogate con decreto
della stessa autorita' che ha emanato l'ordinanza e sono
applicate con ordinanza-ingiunzione della direzione
provinciale del lavoro-sezione ispettorato del lavoro. 2.
In caso di inosservanza delle disposizioni contenute
nell'ordinanza di cui all'art. 8 i preposti al settore
nell'ambito delle amministrazioni, degli enti o delle
imprese erogatrici di servizi sono soggetti alla sanzione
amministrativa della sospensione dall'incarico, ai sensi
dell'art. 20, comma primo, della legge 24 novembre 1981, n.
689, per un periodo non inferiore a trenta giorni e non
superiore a un anno. 3. Le somme percepite ai sensi del
comma 1 sono devolute all'Istituto nazionale della
previdenza sociale, gestione dell'assicurazione
obbligatoria per la disoccupazione involontaria. 4. Le
sanzioni sono irrogate con decreto dalla stessa autorita'
che ha emanato l'ordinanza. Avverso il decreto e'
proponibile impugnazione ai sensi degli articoli 22 e
seguenti della legge 24 novembre 1981, n. 689."
Si riporta il testo dell'art. 4, comma 1, del decreto
legislativo 31 dicembre 2009, n. 213 (Riordino degli enti
di ricerca in attuazione dell'art. 1 della legge 27
settembre 2007, n. 165):
"Art. 4 Finanziamento degli enti di ricerca
1. La ripartizione del fondo ordinario per gli enti di
ricerca finanziati dal Ministero, di cui all'art. 7 del
decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, e successive
modificazioni, e' effettuata sulla base della
programmazione strategica preventiva, di cui all'art. 5,
nonche' tenendo conto della valutazione della qualita' dei
risultati della ricerca, effettuata dall'Agenzia nazionale
di valutazione dell'universita' e della ricerca (ANVUR)."
Si riporta il testo dell'art. 7 del decreto legislativo
5 giugno 1998, n. 204 (Disposizioni per il coordinamento,
la programmazione e la valutazione della politica nazionale
relativa alla ricerca scientifica e tecnologica, a norma
dell'art. 11, comma 1, lettera d), della L. 15 marzo 1997,
n. 59):
"Art. 7. Competenze del MURST.
1. A partire dal 1° gennaio 1999 gli stanziamenti da
destinare al Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), di
cui all'art. 11 della legge 22 dicembre 1977, n. 951 ,
all'ASI, di cui all'art. 15, comma 1, lettera a), della
legge 30 maggio 1988, n. 186 , e all'art. 5 della legge 31
maggio 1995, n. 233 ; all'Osservatorio geofisico
sperimentale (OGS), di cui all'art. 16, comma 2, della
legge 30 novembre 1989, n. 399 ; agli enti finanziati dal
MURST ai sensi dell'art. 1, comma 43, della legge 28
dicembre 1995, n. 549 , gia' concessi ai sensi dell'art.
11, terzo comma, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n.
468 e successive modificazioni, sono determinati con unica
autorizzazione di spesa ed affluiscono ad apposito fondo
ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca
finanziati dal MURST, istituito nello stato di previsione
del medesimo Ministero. Al medesimo fondo affluiscono, a
partire dal 1° gennaio 1999, i contributi all'Istituto
nazionale per la fisica della materia (INFM), di cui
all'art. 11, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno
1994, n. 506 , nonche' altri contributi e risorse
finanziarie che saranno stabilite per legge in relazione
alle attivita' dell'Istituto nazionale di fisica nucleare
(INFN), dell'INFM e relativi laboratori di Trieste e di
Grenoble, del Programma nazionale di ricerche in Antartide,
dell'Istituto nazionale per la ricerca scientifica e
tecnologica sulla montagna. Il fondo e' determinato ai
sensi dell'art. 11, terzo comma, lettera d), della legge 5
agosto 1978, n. 468 , e successive modificazioni e
integrazioni. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, e' autorizzato ad apportare, con
propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
2. Il Fondo di cui al comma 1 e' ripartito annualmente
tra gli enti e le istituzioni finanziati dal MURST con
decreti del Ministro dell'universita' e della ricerca
scientifica e tecnologica, comprensivi di indicazioni per i
due anni successivi, emanati previo parere delle
commissioni parlamentari competenti per materia, da
esprimersi entro il termine perentorio di trenta giorni
dalla richiesta. Nelle more del perfezionamento dei
predetti decreti e al fine di assicurare l'ordinata
prosecuzione delle attivita', il MURST e' autorizzato ad
erogare acconti agli enti sulla base delle previsioni
contenute negli schemi dei medesimi decreti, nonche' dei
contributi assegnati come competenza nel precedente anno.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto legislativo il Consiglio nazionale della
scienza e tecnologia (CNST), di cui all'art. 11 della legge
9 maggio 1989, n. 168 , e' soppresso. Sono fatti salvi le
deliberazioni e gli atti adottati dal predetto organo fino
alla data di entrata in vigore del presente decreto.
4. Alla legge 9 maggio 1989, n. 168 , sono apportate le
seguenti modificazioni ed integrazioni:
a) (omissis);
b) nella lettera c) del comma 1 dell'art. 2, le parole
«sentito il CNST» sono soppresse;
c) (omissis);
d) nelle lettere e) ed f) del comma 1 dell'art. 2 le
parole «sentito il CNST» sono soppresse;
e) (omissis).;
f) il comma 3 dell'art. 2 e' soppresso;
g) i commi 1 e 2 dell'art. 3 sono soppressi e nel comma
3 dell'art. 3 le parole «sentito il CNST» sono soppresse;
h) nel comma 2 dell'art. 8 le parole da «il quale» fino
a «richiesta» sono soppresse;
i) l'art. 11 e' soppresso.
5. Nel comma 9, secondo periodo, dell'art. 51 della
legge 27 dicembre 1997, n. 449 , le parole da «previo
parere» fino a «n. 59» sono soppresse.
6. E' abrogata ogni altra vigente disposizione che
determina competenze del CNST.
7. E' abrogato l'art. 64 del decreto del Presidente
della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 , a partire dalla
data di entrata in vigore del decreto di cui alla lettera
g) del comma 1 dell'art. 2 della legge 9 maggio 1989, n.
168 , come modificata dalla lettera e) del comma 4.
8. Fino alla data di insediamento dei CSN e dell'AST,
l'art. 4, comma 3, lettera a), non si applica nella parte
in cui sono previste loro osservazioni e proposte
preliminarmente all'approvazione del PNR. In sede di prima
applicazione del presente decreto, in assenza di
approvazione del PNR, il Fondo speciale puo' essere
ripartito, con delibera del CIPE, finanziare interventi di
ricerca di particolare rilevanza strategica.
9. I comitati nazionali di consulenza, il consiglio di
presidenza e la giunta amministrativa del CNR sono
prorogati fino alla data di entrata in vigore del decreto
legislativo di riordino del CNR stesso, da emanarsi ai
sensi degli articoli 11, comma 1, lettera d), 14 e 18 della
legge 15 marzo 1997, n. 59 , e comunque non oltre il 31
dicembre 1998.
10. L'Istituto nazionale per la ricerca scientifica e
tecnologica sulla montagna, di cui all'art. 5, comma 4,
della legge 7 agosto 1997, n. 266 , e' inserito tra gli
enti di ricerca a carattere non strumentale ed e'
disciplinato dalle disposizioni di cui all'art. 8 della
legge 9 maggio 1989, n. 168 , e successive modificazioni e
integrazioni, alle quali si uniforma il decreto del
Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e
tecnologica previsto dal predetto art. 5, comma 4, della
legge n. 266 del 1997."
Si riporta il testo dell'art. 2 del decreto legislativo
30 giugno 1994, n. 509 (Attuazione della delega conferita
dall'art. 1, comma 32, della legge 24 dicembre 1993, n.
537, in materia di trasformazione in persone giuridiche
private di enti gestori di forme obbligatorie di previdenza
e assistenza):
"Art. 2. Gestione.
1. Le associazioni o le fondazioni hanno autonomia
gestionale, organizzativa e contabile nel rispetto dei
principi stabiliti dal presente articolo nei limiti fissati
dalle disposizioni del presente decreto in relazione alla
natura pubblica dell'attivita' svolta.
2. La gestione economico-finanziaria deve assicurare
l'equilibrio di bilancio mediante l'adozione di
provvedimenti coerenti alle indicazioni risultanti dal
bilancio tecnico da redigersi con periodicita' almeno
triennale.
3. I rendiconti annuali delle associazioni o fondazioni
di cui all'art. 1 sono sottoposti a revisione contabile
indipendente e a certificazione da parte dei soggetti in
possesso dei requisiti per l'iscrizione al registro di cui
all'art. 1 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88.
4. In caso di disavanzo economico-finanziario, rilevato
dai rendiconti annuali e confermato anche dal bilancio
tecnico di cui al comma 2, con decreto del Ministro del
lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i
Ministri di cui all'art. 3, comma 1, si provvede alla
nomina di un commissario straordinario, il quale adotta i
provvedimenti necessari per il riequilibrio della gestione.
Sino al ristabilimento dell'equilibrio finanziario sono
sospesi tutti i poteri degli organi di amministrazione
delle associazioni e delle fondazioni.
5. In caso di persistenza dello stato di disavanzo
economico e finanziario dopo tre anni dalla nomina del
commissario, ed accertata l'impossibilita' da parte dello
stesso di poter provvedere al riequilibrio finanziario
dell'associazione o della fondazione, con decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto
con i Ministri di cui all'art. 3, comma 1, e' nominato un
commissario liquidatore al quale sono attribuiti i poteri
previsti dalle vigenti norme in materia di liquidazione
coatta, in quanto applicabili.
6. Nel caso in cui gli organi di amministrazione e di
rappresentanza si rendessero responsabili di gravi
violazioni di legge afferenti la corretta gestione
dell'associazione o della fondazione, il Ministro del
lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i
Ministri di cui all'art. 3, comma 1, nomina un commissario
straordinario con il compito di salvaguardare la corretta
gestione dell'ente e, entro sei mesi dalla sua nomina,
avvia e conclude la procedura per rieleggere gli
amministratori dell'ente stesso, cosi' come previsto dallo
statuto."
Si riporta il testo del comma 26 dell'art. 2 della
legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma del sistema
pensionistico obbligatorio e complementare):
"26. A decorrere dal 1° gennaio 1996, sono tenuti
all'iscrizione presso una apposita Gestione separata,
presso l'INPS, e finalizzata all'estensione
dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita',
la vecchiaia ed i superstiti, i soggetti che esercitano per
professione abituale, ancorche' non esclusiva, attivita' di
lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell'art. 49 del testo
unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 , e
successive modificazioni ed integrazioni, nonche' i
titolari di rapporti di collaborazione coordinata e
continuativa, di cui al comma 2, lettera a), dell'art. 49
del medesimo testo unico e gli incaricati alla vendita a
domicilio di cui all'art. 36 della legge 11 giugno 1971, n.
426. Sono esclusi dall'obbligo i soggetti assegnatari di
borse di studio, limitatamente alla relativa attivita'."

Titolo II

RIDUZIONE DELLA SPESA
DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI
E DEGLI ENTI NON TERRITORIALI

Art. 9


Razionalizzazione amministrativa, divieto di istituzione
e soppressione di enti, agenzie e organismi

1. Al fine di assicurare il coordinamento e il conseguimento degli
obiettivi di finanza pubblica, il contenimento della spesa e il
migliore svolgimento delle funzioni amministrative, le regioni, le
province e i comuni sopprimono o accorpano (( o, in ogni caso,
assicurano la riduzione dei relativi )) oneri finanziari in misura
non inferiore al 20 per cento, enti, agenzie e organismi comunque
denominati e di qualsiasi natura giuridica che, alla data di entrata
in vigore del presente decreto, esercitano, anche in via strumentale,
funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, comma secondo, lettera
p), della Costituzione o funzioni amministrative spettanti a comuni,
province, e citta' metropolitane ai sensi dell'articolo 118, della
Costituzione.
((1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano alle
aziende speciali, agli enti ed alle istituzioni che gestiscono
servizi socio-assistenziali, educativi e culturali.))
2. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, al fine di dare attuazione al comma 1, con accordo sancito
in sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 9 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, si provvede alla complessiva
ricognizione degli enti, delle agenzie e degli organismi, comunque
denominati e di qualsiasi natura giuridica di cui al comma 1.
3. Al fine di dare attuazione al comma 2, in sede di Conferenza
unificata si provvede mediante intesa ai sensi dell'articolo 8, comma
6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, e sulla base del principio di
leale collaborazione, all'individuazione dei criteri e della
tempistica per l'attuazione del presente articolo e alla definizione
delle modalita' di monitoraggio.
4. Se, decorsi nove mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, le regioni, le province e i comuni non hanno dato
attuazione a quanto disposto dal comma 1, gli enti, le agenzie e gli
organismi indicati al medesimo comma 1 sono soppressi. Sono nulli gli
atti successivamente adottati dai medesimi.
5. Ai fini del coordinamento della finanza pubblica, le regioni si
adeguano ai principi di cui al comma 1 relativamente agli enti,
agenzie ed organismi comunque denominati e di qualsiasi natura, che
svolgono, ai sensi dell'articolo 118, della Costituzione, funzioni
amministrative conferite alle medesime regioni.
6. E' fatto divieto agli enti locali di istituire enti, agenzie e
organismi comunque denominati e di qualsiasi natura giuridica, che
esercitino una o piu' funzioni fondamentali e funzioni amministrative
loro conferite ai sensi dell'articolo 118, della Costituzione.
7. Resta fermo quanto disposto dall'articolo 14, comma 32, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni.
((7-bis. All'articolo 15, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, dopo le parole: «per la Corte dei conti» sono inserite
le seguenti: «, per il Consiglio nazionale dell'economia e del
lavoro» e dopo le parole: «Presidente della Corte dei conti» sono
inserite le seguenti: «, del Presidente del Consiglio nazionale
dell'economia e del lavoro».))
((7-ter. All'articolo 22, comma 2, della legge 30 dicembre 1986, n.
936, dopo le parole: «le funzioni previste» sono inserite le
seguenti: «dalla legge e» e le parole: «o che gli sono attribuite
dall'ufficio di presidenza» sono soppresse.))
((7-quater. Dall'attuazione delle disposizioni di cui ai commi
7-bis e 7-ter non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la
finanza pubblica.))


Riferimenti normativi

Si riporta l'art. 117 e 118 della Costituzione:
"117. (Testo applicabile fino all'esercizio finanziario
relativo all'anno 2013)
La potesta' legislativa e' esercitata dallo Stato e
dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche' dei
vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli
obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti
materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello
Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto
di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
appartenenti all'Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni
religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi,
munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;
tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema
tributario e contabile dello Stato; perequazione delle
risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali;
referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello
Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della
polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento
civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che
devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull'istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e
funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citta'
metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e
profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo;
coordinamento informativo statistico e informatico dei dati
dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere
dell'ingegno;
s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni
culturali.
Sono materie di legislazione concorrente quelle
relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea
delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza
del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni
scolastiche e con esclusione della istruzione e della
formazione professionale; professioni; ricerca scientifica
e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti
e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di
navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione,
trasporto e distribuzione nazionale dell'energia;
previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei
bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e
del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e
ambientali e promozione e organizzazione di attivita'
culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di
credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e
agrario a carattere regionale. Nelle materie di
legislazione concorrente spetta alle Regioni la potesta'
legislativa, salvo che per la determinazione dei principi
fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Spetta alle Regioni la potesta' legislativa in
riferimento ad ogni materia non espressamente riservata
alla legislazione dello Stato.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potesta' regolamentare spetta allo Stato nelle
materie di legislazione esclusiva, salva delega alle
Regioni. La potesta' regolamentare spetta alle Regioni in
ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Citta'
metropolitane hanno potesta' regolamentare in ordine alla
disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che
impedisce la piena parita' degli uomini e delle donne nella
vita sociale, culturale ed economica e promuovono la
parita' di accesso tra donne e uomini alle cariche
elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con
altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie
funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione puo'
concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali
interni ad altro Stato, nei casi e con le forme
disciplinati da leggi dello Stato.

(Testo applicabile a decorrere dall'esercizio finanziario
relativo all'anno 2014)

La potesta' legislativa e' esercitata dallo Stato e
dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche' dei
vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli
obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti
materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello
Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto
di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
appartenenti all'Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni
religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi,
munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;
tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema
tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei
bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali;
referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello
Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della
polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento
civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che
devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull'istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e
funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citta'
metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e
profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo;
coordinamento informativo statistico e informatico dei dati
dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere
dell'ingegno;
s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni
culturali.
Sono materie di legislazione concorrente quelle
relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea
delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza
del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni
scolastiche e con esclusione della istruzione e della
formazione professionale; professioni; ricerca scientifica
e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti
e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di
navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione,
trasporto e distribuzione nazionale dell'energia;
previdenza complementare e integrativa; coordinamento della
finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione
dei beni culturali e ambientali e promozione e
organizzazione di attivita' culturali; casse di risparmio,
casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;
enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.
Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle
Regioni la potesta' legislativa, salvo che per la
determinazione dei principi fondamentali, riservata alla
legislazione dello Stato.
Spetta alle Regioni la potesta' legislativa in
riferimento ad ogni materia non espressamente riservata
alla legislazione dello Stato.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potesta' regolamentare spetta allo Stato nelle
materie di legislazione esclusiva, salva delega alle
Regioni. La potesta' regolamentare spetta alle Regioni in
ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Citta'
metropolitane hanno potesta' regolamentare in ordine alla
disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che
impedisce la piena parita' degli uomini e delle donne nella
vita sociale, culturale ed economica e promuovono la
parita' di accesso tra donne e uomini alle cariche
elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con
altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie
funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione puo'
concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali
interni ad altro Stato, nei casi e con le forme
disciplinati da leggi dello Stato"
"118. Le funzioni amministrative sono attribuite ai
Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario,
siano conferite a Province, Citta' metropolitane, Regioni e
Stato, sulla base dei principi di sussidiarieta',
differenziazione ed adeguatezza.
I Comuni, le Province e le Citta' metropolitane sono
titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle
conferite con legge statale o regionale, secondo le
rispettive competenze.
La legge statale disciplina forme di coordinamento fra
Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h)
del secondo comma dell'art. 117, e disciplina inoltre forme
di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei
beni culturali.
Stato, Regioni, Citta' metropolitane, Province e Comuni
favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e
associati, per lo svolgimento di attivita' di interesse
generale, sulla base del principio di sussidiarieta'."
Si riporta il testo dell'art. 9 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281 (Definizione ed ampliamento delle
attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di
interesse comune delle regioni, delle province e dei
comuni, con la Conferenza Stato-citta' ed autonomie
locali):
"Art. 9. Funzioni.
1. La Conferenza unificata assume deliberazioni,
promuove e sancisce intese ed accordi, esprime pareri,
designa rappresentanti in relazione alle materie ed ai
compiti di interesse comune alle regioni, alle province, ai
comuni e alle comunita' montane.
2. La Conferenza unificata e' comunque competente in
tutti i casi in cui regioni, province, comuni e comunita'
montane ovvero la Conferenza Stato-regioni e la Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali debbano esprimersi su un
medesimo oggetto. In particolare la Conferenza unificata:
a) esprime parere:
1) sul disegno di legge finanziaria e sui disegni di
legge collegati;
2) sul documento di programmazione economica e
finanziaria;
3) sugli schemi di decreto legislativo adottati in base
all'art. 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
b) promuove e sancisce intese tra Governo, regioni,
province, comuni e comunita' montane. Nel caso di mancata
intesa o di urgenza si applicano le disposizioni di cui
all'art. 3, commi 3 e 4;
c) promuove e sancisce accordi tra Governo, regioni,
province, comuni e comunita' montane, al fine di coordinare
l'esercizio delle rispettive competenze e svolgere in
collaborazione attivita' di interesse comune;
d) acquisisce le designazioni dei rappresentanti delle
autonomie locali indicati, rispettivamente, dai presidenti
delle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano,
dall'ANCI, dall'UPI e dall'UNCEM nei casi previsti dalla
legge;
e) assicura lo scambio di dati e informazioni tra
Governo, regioni, province, comuni e comunita' montane nei
casi di sua competenza, anche attraverso l'approvazione di
protocolli di intesa tra le amministrazioni centrali e
locali secondo le modalita' di cui all'art. 6;
f) e' consultata sulle linee generali delle politiche
del personale pubblico e sui processi di riorganizzazione e
mobilita' del personale connessi al conferimento di
funzioni e compiti alle regioni ed agli enti locali;
g) esprime gli indirizzi per l'attivita' dell'Agenzia
per i servizi sanitari regionali.
3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri puo'
sottoporre alla Conferenza unificata, anche su richiesta
delle autonomie regionali e locali, ogni altro oggetto di
preminente interesse comune delle regioni, delle province,
dei comuni e delle comunita' montane.
4. Ferma restando la necessita' dell'assenso del
Governo per l'adozione delle deliberazioni di competenza
della Conferenza unificata, l'assenso delle regioni, delle
province, dei comuni e delle comunita' montane e' assunto
con il consenso distinto dei membri dei due gruppi delle
autonomie che compongono, rispettivamente, la Conferenza
Stato-regioni e la Conferenza Stato-citta' ed autonomie
locali. L'assenso e' espresso di regola all'unanimita' dei
membri dei due predetti gruppi. Ove questa non sia
raggiunta l'assenso e' espresso dalla maggioranza dei
rappresentanti di ciascuno dei due gruppi.
5. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali ha
compiti di:
a) coordinamento nei rapporti tra lo Stato e le
autonomie locali;
b) studio, informazione e confronto nelle problematiche
connesse agli indirizzi di politica generale che possono
incidere sulle funzioni proprie o delegate di province e
comuni e comunita' montane.
6. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, in
particolare, e' sede di discussione ed esame:
a) dei problemi relativi all'ordinamento ed al
funzionamento degli enti locali, compresi gli aspetti
relativi alle politiche finanziarie e di bilancio, alle
risorse umane e strumentali, nonche' delle iniziative
legislative e degli atti generali di governo a cio'
attinenti;
b) dei problemi relativi alle attivita' di gestione ed
erogazione dei servizi pubblici;
c) di ogni altro problema connesso con gli scopi di cui
al presente comma che venga sottoposto, anche su richiesta
del Presidente dell'ANCI, dell'UPI e dell'UNCEM, al parere
della Conferenza dal Presidente del Consiglio dei Ministri
o dal Presidente delegato.
7. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali ha
inoltre il compito di favorire:
a) l'informazione e le iniziative per il miglioramento
dell'efficienza dei servizi pubblici locali;
b) la promozione di accordi o contratti di programma ai
sensi dell'art. 12 della legge 23 dicembre 1992, n. 498 ;
c) le attivita' relative alla organizzazione di
manifestazioni che coinvolgono piu' comuni o province da
celebrare in ambito nazionale."
Si riporta il testo del comma 6 dell'art. 8 della legge
5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento
dell'ordinamento della Repubblica alla L.Cost. 18 ottobre
2001, n. 3):
"6. Il Governo puo' promuovere la stipula di intese in
sede di Conferenza Stato-Regioni o di Conferenza unificata,
dirette a favorire l'armonizzazione delle rispettive
legislazioni o il raggiungimento di posizioni unitarie o il
conseguimento di obiettivi comuni; in tale caso e' esclusa
l'applicazione dei commi 3 e 4 dell'art. 3 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Nelle materie di cui
all'art. 117, terzo e quarto comma, della Costituzione non
possono essere adottati gli atti di indirizzo e di
coordinamento di cui all'art. 8 della legge 15 marzo 1997,
n. 59, e all'art. 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112."
Si riporta il testo del comma 32 dell'art. 14 del
citato decreto-legge n. 78 del 2010:
(Misure urgenti in materia di stabilizzazione
finanziaria e di competitivita' economica):
"32. Fermo quanto previsto dall'art. 3, commi 27, 28 e
29, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, i comuni con
popolazione inferiore a 30.000 abitanti non possono
costituire societa'. Entro il 31 dicembre 2012 i comuni
mettono in liquidazione le societa' gia' costituite alla
data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero ne
cedono le partecipazioni. Le disposizioni di cui al secondo
periodo non si applicano ai comuni con popolazione fino a
30.000 abitanti nel caso in cui le societa' gia'
costituite:
a) abbiano, al 31 dicembre 2012, il bilancio in utile
negli ultimi tre esercizi;
b) non abbiano subito, nei precedenti esercizi,
riduzioni di capitale conseguenti a perdite di bilancio;
c) non abbiano subito, nei precedenti esercizi, perdite
di bilancio in conseguenza delle quali il comune sia stato
gravato dell'obbligo di procedere al ripiano delle perdite
medesime.
La disposizione di cui al presente comma non si applica
alle societa', con partecipazione paritaria ovvero con
partecipazione proporzionale al numero degli abitanti,
costituite da piu' comuni la cui popolazione complessiva
superi i 30.000 abitanti; i comuni con popolazione compresa
tra 30.000 e 50.000 abitanti possono detenere la
partecipazione di una sola societa'; entro il 31 dicembre
2011 i predetti comuni mettono in liquidazione le altre
societa' gia' costituite."
Si riporta il testo del comma 5 dell'art. 15 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali
sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche), come modificato dalla presente
legge:
«Art. 15. Dirigenti.
(Art. 15 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito
dall'art. 4 del d.lgs. n. 470 del 1993 e successivamente
modificato dall'art. 10 del d.lgs. n. 80 del 1998; Art. 27
del d.lgs. n. 29 del 1993, commi 1 e 3, come sostituiti
dall'art. 7 del d.lgs. n. 470 del 1993)
1. Nelle amministrazioni pubbliche di cui al presente
capo, la dirigenza e' articolata nelle due fasce dei ruoli
di cui all'art. 23. Restano salve le particolari
disposizioni concernenti le carriere diplomatica e
prefettizia e le carriere delle Forze di polizia e delle
Forze armate. Per le amministrazioni dello Stato, anche ad
ordinamento autonomo, e' fatto salvo quanto previsto
dall'art. 6 (30) (31).
2. Nelle istituzioni e negli enti di ricerca e
sperimentazione, nonche' negli altri istituti pubblici di
cui al sesto comma dell'art. 33 della Costituzione, le
attribuzioni della dirigenza amministrativa non si
estendono alla gestione della ricerca e dell'insegnamento.
3. Per ciascuna struttura organizzativa non affidata
alla direzione del dirigente generale, il dirigente
preposto all'ufficio di piu' elevato livello e'
sovraordinato al dirigente preposto ad ufficio di livello
inferiore.
4. Per le regioni, il dirigente cui sono conferite
funzioni di coordinamento e' sovraordinato, limitatamente
alla durata dell'incarico, al restante personale
dirigenziale.
5. Per il Consiglio di Stato e per i tribunali
amministrativi regionali, per la Corte dei conti, per il
Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e per
l'Avvocatura generale dello Stato, le attribuzioni che il
presente decreto demanda agli organi di Governo sono di
competenza rispettivamente, del Presidente del Consiglio di
Stato, del Presidente della Corte dei conti, del Presidente
del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e
dell'Avvocato generale dello Stato; le attribuzioni che il
presente decreto demanda ai dirigenti preposti ad uffici
dirigenziali di livello generale sono di competenza dei
segretari generali dei predetti istituti.»
Si riporta il testo del comma 2 dell'art. 22 della
legge 30 dicembre 1986, n. 936 (Norme sul Consiglio
nazionale dell'economia e del lavoro), come modificato
dalla presente legge:
"2. Il segretario generale e' preposto ai servizi del
Consiglio ed esercita le funzioni previste dalla legge e
dal regolamento."

Titolo II

RIDUZIONE DELLA SPESA
DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI
E DEGLI ENTI NON TERRITORIALI

Art. 10


Riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio

1. La Prefettura - Ufficio territoriale del Governo assicura, nel
rispetto dell'autonomia funzionale e operativa degli altri uffici
periferici delle amministrazioni statali, le funzioni di
rappresentanza unitaria dello Stato sul territorio. ((Le funzioni di
rappresentanza unitaria di cui al primo periodo sono assicurate, tra
l'altro, mediante costituzione presso ogni Prefettura-Ufficio
territoriale del Governo di un ufficio unico di garanzia dei rapporti
tra i cittadini e lo Stato. Al fine del conseguimento dei livelli
ottimali di efficienza, le singole funzioni logistiche e strumentali
di tutti gli uffici periferici delle amministrazioni statali sono
esercitate da un unico ufficio che ne assume la responsabilita'
diretta ed esclusiva)).
2. Con regolamento da adottare entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto ai
sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
e successive modificazioni, fermo restando il mantenimento in capo
alle Prefetture - ((Uffici territoriali del Governo)) di tutte le
funzioni di competenza delle Prefetture, si provvede
all'individuazione di ulteriori compiti e attribuzioni della
Prefettura - Ufficio ((territoriale del Governo)) connessi
all'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, secondo le seguenti
norme generali regolatrici della materia:
a) contenimento della spesa pubblica;
b) mantenimento della circoscrizione provinciale quale ambito
territoriale di competenza delle Prefetture - Uffici ((territoriali
del Governo)) e degli altri uffici periferici delle pubbliche
amministrazioni dello Stato, gia' organizzati su base provinciale,
salvo l'adeguamento dello stesso ambito a quello della citta'
metropolitana, laddove costituita, e fatta salva la possibilita' di
individuare, con provvedimento motivato, presidi in specifici ambiti
territoriali per eccezionali esigenze connesse alla tutela
dell'ordine e della sicurezza pubblica e del soccorso pubblico,
nonche' alla garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali;
c) in coerenza con la funzione di rappresentanza unitaria dello
Stato, individuazione di modalita', anche ulteriori a quelle di cui
all'articolo 11, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
successive modificazioni, per assicurare, su scala provinciale,
regionale o sovraregionale, l'ottimale esercizio coordinato
dell'attivita' amministrativa degli uffici periferici dello Stato ((e
costituzione di un ufficio unico di garanzia dei rapporti tra i
cittadini e lo Stato in ogni Prefettura-Ufficio territoriale del
Governo, che esercita i propri compiti esclusivamente mediante
utilizzo di beni e risorse umane, finanziarie e strumentali
disponibili;))
d) realizzazione dell'esercizio unitario delle funzioni logistiche
e strumentali di tutte le strutture periferiche dell'amministrazione
dello Stato ed istituzione di servizi comuni, con particolare
riferimento alle funzioni di gestione del personale, di controllo di
gestione, di economato, di gestione dei sistemi informativi
automatizzati, di gestione dei contratti, nonche' utilizzazione in
via prioritaria di beni immobili di proprieta' pubblica, in modo da
assicurare la riduzione di almeno il (( 20 per cento )) della spesa
sostenuta dallo Stato per l'esercizio delle medesime funzioni;
((d-bis) attribuzione delle singole funzioni logistiche e
strumentali di tutte le strutture periferiche dell'amministrazione
dello Stato, di cui alla lettera d), ad un unico ufficio, che ne
assume la responsabilita' diretta ed esclusiva;))
e) funzionalmente al processo di cui alla lettera d) del presente
comma, con riferimento alle risorse che non risultano piu' adibite
all'esercizio delle funzioni divenute oggetto di esercizio unitario
da parte di altre strutture periferiche dell'amministrazione dello
Stato:
1) assegnazione, da parte delle amministrazioni di appartenenza,
delle risorse umane ad altre funzioni, ovvero collocamento in
mobilita' delle relative unita' ai sensi degli articoli 33, 34 e
34-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni;
2) riallocazione delle risorse strumentali ed assegnazione di
quelle finanziarie in capo agli uffici individuati per l'esercizio
unitario di ciascuna di tali funzioni.
3. Il regolamento di cui al comma 2 e' adottato su proposta del
Ministro dell'interno, del Ministro per la pubblica amministrazione e
la semplificazione e del Ministro dell'economia e delle finanze, di
concerto con i Ministri competenti per materia. Lo schema di
regolamento, previo parere della Conferenza unificata, e' trasmesso
alle Camere per l'espressione dei pareri da parte delle competenti
Commissioni parlamentari entro il termine di quarantacinque giorni
dalla data di trasmissione. Decorso il termine per l'espressione dei
pareri, il regolamento puo' essere comunque adottato. Al fine di
evitare soluzioni di continuita' nell'integrazione dei sistemi
informativi centrali e periferici del Ministero dell'Economia e delle
Finanze, necessaria per l'azione di monitoraggio e controllo delle
grandezze finanziarie e della spesa pubblica in particolare, la
competenza sulle infrastrutture informatiche e sui relativi sistemi
applicativi in uso alle Ragionerie Territoriali dello Stato rimane
attribuita al Ministero dell'economia e delle finanze.
4. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale
e delle Province autonome di Trento e di Bolzano. Dall'applicazione
del presente articolo sono esclusi gli uffici di sanita' marittima,
aerea e di frontiera, i Posti di ispezione frontaliera e gli uffici
veterinari per gli adempimenti degli obblighi comunitari.


Riferimenti normativi

Si riporta il testo del comma 2 dell'art. 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive modificazioni
(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri):
"2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il
Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti in materia, che si pronunciano
entro trenta giorni dalla richiesta, sono emanati i
regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da
riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per
le quali le leggi della Repubblica, autorizzando
l'esercizio della potesta' regolamentare del Governo,
determinano le norme generali regolatrici della materia e
dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto
dall'entrata in vigore delle norme regolamentari."
Si riporta il testo dell'art. 11 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive
modificazioni (Riforma dell'organizzazione del Governo, a
norma dell'art. 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59):
"Art. 11. Prefettura - Ufficio Territoriale del
Governo.
1. La Prefettura assume la denominazione di
Prefettura-Ufficio territoriale del Governo.
2. La Prefettura-Ufficio territoriale del Governo,
ferme restando le proprie funzioni, assicura l'esercizio
coordinato dell'attivita' amministrativa degli uffici
periferici dello Stato e garantisce la leale collaborazione
di detti uffici con gli enti locali. Sono in ogni caso
fatte salve le competenze spettanti alle regioni a statuto
speciale ed alle province autonome.
3. Fermo restando quanto previsto dall'art. 10 della
legge 5 giugno 2003, n. 131, ai fini di cui al comma 2, il
Prefetto, titolare della Prefettura-Ufficio territoriale
del Governo, e' coadiuvato da una conferenza provinciale
permanente, dallo stesso presieduta e composta dai
responsabili di tutte le strutture amministrative
periferiche dello Stato che svolgono la loro attivita'
nella provincia nonche' da rappresentanti degli enti
locali. Il Prefetto titolare della Prefettura-Ufficio
territoriale del Governo nel capoluogo della regione e'
altresi' coadiuvato da una conferenza permanente composta
dai rappresentanti delle strutture periferiche regionali
dello Stato, alla quale possono essere invitati i
rappresentanti della regione.
4. Nell'esercizio delle funzioni di coordinamento
previste dai commi 2 e 3 il Prefetto, sia in sede di
conferenza provinciale sia con interventi diretti, puo'
richiedere ai responsabili delle strutture amministrative
periferiche dello Stato l'adozione di provvedimenti volti
ad evitare un grave pregiudizio alla qualita' dei servizi
resi alla cittadinanza anche ai fini del rispetto della
leale collaborazione con le autonomie territoriali. Nel
caso in cui non vengano assunte nel termine indicato le
necessarie iniziative, il Prefetto, previo assenso del
Ministro competente per materia, puo' provvedere
direttamente, informandone preventivamente il Presidente
del Consiglio dei Ministri.
5. Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i
Ministri, nell'esercizio del potere di indirizzo
politico-amministrativo, emanano, ove occorra, apposite
direttive ai Prefetti.
6. Con regolamento da emanarsi ai sensi dell'art. 17,
comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede ad
adottare le disposizioni per l'attuazione del presente
articolo e per l'adeguamento della normativa regolamentare
vigente."
Si riporta il testo degli articoli 33, 34 e 34-bis del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive
modificazioni (Norme generali sull'ordinamento del lavoro
alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche):
"Art. 33. Eccedenze di personale e mobilita'
collettiva.
(Art. 35 del d.lgs. n. 29 del 1993, come sostituito
prima dall'art. 14 del d.lgs. n. 470 del 1993 e dall'art.
16 del d.lgs. n. 546 del 1993 e poi dall'art. 20 del d.lgs.
n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art. 12
del d.lgs. n. 387 del 1998)
1. Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di
soprannumero o rilevino comunque eccedenze di personale, in
relazione alle esigenze funzionali o alla situazione
finanziaria, anche in sede di ricognizione annuale prevista
dall'art. 6, comma 1, terzo e quarto periodo, sono tenute
ad osservare le procedure previste dal presente articolo
dandone immediata comunicazione al Dipartimento della
funzione pubblica.
2. Le amministrazioni pubbliche che non adempiono alla
ricognizione annuale di cui al comma 1 non possono
effettuare assunzioni o instaurare rapporti di lavoro con
qualunque tipologia di contratto pena la nullita' degli
atti posti in essere.
3. La mancata attivazione delle procedure di cui al
presente articolo da parte del dirigente responsabile e'
valutabile ai fini della responsabilita' disciplinare.
4. Nei casi previsti dal comma 1 del presente articolo
il dirigente responsabile deve dare un'informativa
preventiva alle rappresentanze unitarie del personale e
alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto
collettivo nazionale del comparto o area.
5. Trascorsi dieci giorni dalla comunicazione di cui al
comma 4, l'amministrazione applica l'art. 72, comma 11, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in
subordine, verifica la ricollocazione totale o parziale del
personale in situazione di soprannumero o di eccedenza
nell'ambito della stessa amministrazione, anche mediante il
ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro
o a contratti di solidarieta', ovvero presso altre
amministrazioni, previo accordo con le stesse, comprese
nell'ambito della regione tenuto anche conto di quanto
previsto dall'art. 1, comma 29, del decreto-legge 13 agosto
2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148, nonche' del comma 6.
6. I contratti collettivi nazionali possono stabilire
criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto
delle caratteristiche del comparto, la gestione delle
eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad
altre amministrazioni al di fuori del territorio regionale
che, in relazione alla distribuzione territoriale delle
amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro,
sia stabilito dai contratti collettivi nazionali. Si
applicano le disposizioni dell'art. 30.
7. Trascorsi novanta giorni dalla comunicazione di cui
al comma 4 l'amministrazione colloca in disponibilita' il
personale che non sia possibile impiegare diversamente
nell'ambito della medesima amministrazione e che non possa
essere ricollocato presso altre amministrazioni nell'ambito
regionale, ovvero che non abbia preso servizio presso la
diversa amministrazione secondo gli accordi di mobilita'.
8. Dalla data di collocamento in disponibilita' restano
sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di
lavoro e il lavoratore ha diritto ad un'indennita' pari
all'80 per cento dello stipendio e dell'indennita'
integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro
emolumento retributivo comunque denominato, per la durata
massima di ventiquattro mesi. I periodi di godimento
dell'indennita' sono riconosciuti ai fini della
determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e
della misura della stessa. E' riconosciuto altresi' il
diritto all'assegno per il nucleo familiare di cui all'art.
2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con
modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153."
"Art. 34. Gestione del personale in disponibilita'.
(Art. 35-bis del d.lgs. n. 29 del 1993, aggiunto
dall'art. 21 del d.lgs. n. 80 del 1998)
1. Il personale in disponibilita' e' iscritto in
appositi elenchi secondo l'ordine cronologico di
sospensione del relativo rapporto di lavoro.
2. Per le amministrazioni dello Stato, anche ad
ordinamento autonomo e per gli enti pubblici non economici
nazionali, il Dipartimento della funzione pubblica della
Presidenza del Consiglio dei Ministri forma e gestisce
l'elenco, avvalendosi anche, ai fini della riqualificazione
professionale del personale e della sua ricollocazione in
altre amministrazioni, della collaborazione delle strutture
regionali e provinciali di cui al decreto legislativo 23
dicembre 1997, n. 469, e realizzando opportune forme di
coordinamento con l'elenco di cui al comma 3.
3. Per le altre amministrazioni, l'elenco e' tenuto
dalle strutture regionali e provinciali di cui al decreto
legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, e successive
modificazioni ed integrazioni, alle quali sono affidati i
compiti di riqualificazione professionale e ricollocazione
presso altre amministrazioni del personale. Le leggi
regionali previste dal decreto legislativo 23 dicembre
1997, n. 469, nel provvedere all'organizzazione del sistema
regionale per l'impiego, si adeguano ai principi di cui al
comma 2.
4. Il personale in disponibilita' iscritto negli
appositi elenchi ha diritto all'indennita' di cui all'art.
33, comma 8, per la durata massima ivi prevista. La spesa
relativa grava sul bilancio dell'amministrazione di
appartenenza sino al trasferimento ad altra
amministrazione, ovvero al raggiungimento del periodo
massimo di fruizione dell'indennita' di cui al medesimo
comma 8. Il rapporto di lavoro si intende definitivamente
risolto a tale data, fermo restando quanto previsto
nell'art. 33. Gli oneri sociali relativi alla retribuzione
goduta al momento del collocamento in disponibilita' sono
corrisposti dall'amministrazione di appartenenza all'ente
previdenziale di riferimento per tutto il periodo della
disponibilita'.
5. I contratti collettivi nazionali possono riservare
appositi fondi per la riqualificazione professionale del
personale trasferito ai sensi dell'art. 33 o collocato in
disponibilita' e per favorire forme di incentivazione alla
ricollocazione del personale, in particolare mediante
mobilita' volontaria.
6. Nell'ambito della programmazione triennale del
personale di cui all'art. 39 della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, e successive modificazioni ed integrazioni, le
nuove assunzioni sono subordinate alla verificata
impossibilita' di ricollocare il personale in
disponibilita' iscritto nell'apposito elenco.
7. Per gli enti pubblici territoriali le economie
derivanti dalla minore spesa per effetto del collocamento
in disponibilita' restano a disposizione del loro bilancio
e possono essere utilizzate per la formazione e la
riqualificazione del personale nell'esercizio successivo.
8. Sono fatte salve le procedure di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, relative al
collocamento in disponibilita' presso gli enti che hanno
dichiarato il dissesto."
"Art. 34-bis. Disposizioni in materia di mobilita' del
personale.
1. Le amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1,
comma 2, con esclusione delle amministrazioni previste
dall'art. 3, comma 1, ivi compreso il Corpo nazionale dei
vigili del fuoco, prima di avviare le procedure di
assunzione di personale, sono tenute a comunicare ai
soggetti di cui all'art. 34, commi 2 e 3, l'area, il
livello e la sede di destinazione per i quali si intende
bandire il concorso nonche', se necessario, le funzioni e
le eventuali specifiche idoneita' richieste.
2. La Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con il
Ministero dell'economia e delle finanze e le strutture
regionali e provinciali di cui all'art. 34, comma 3,
provvedono, entro quindici giorni dalla comunicazione, ad
assegnare secondo l'anzianita' di iscrizione nel relativo
elenco il personale collocato in disponibilita' ai sensi
degli articoli 33 e 34. Le predette strutture regionali e
provinciali, accertata l'assenza negli appositi elenchi di
personale da assegnare alle amministrazioni che intendono
bandire il concorso, comunicano tempestivamente alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della
funzione pubblica le informazioni inviate dalle stesse
amministrazioni. Entro quindici giorni dal ricevimento
della predetta comunicazione, la Presidenza del Consiglio
dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, di
concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze,
provvede ad assegnare alle amministrazioni che intendono
bandire il concorso il personale inserito nell'elenco
previsto dall'art. 34, comma 2. A seguito
dell'assegnazione, l'amministrazione destinataria iscrive
il dipendente in disponibilita' nel proprio ruolo e il
rapporto di lavoro prosegue con l'amministrazione che ha
comunicato l'intenzione di bandire il concorso.
3. Le amministrazioni possono provvedere a organizzare
percorsi di qualificazione del personale assegnato ai sensi
del comma 2.
4. Le amministrazioni, decorsi due mesi dalla ricezione
della comunicazione di cui al comma 1 da parte del
Dipartimento della funzione pubblica direttamente per le
amministrazioni dello Stato e per gli enti pubblici non
economici nazionali, comprese le universita', e per
conoscenza per le altre amministrazioni, possono procedere
all'avvio della procedura concorsuale per le posizioni per
le quali non sia intervenuta l'assegnazione di personale ai
sensi del comma 2.
5. Le assunzioni effettuate in violazione del presente
articolo sono nulle di diritto. Restano ferme le
disposizioni previste dall'art. 39 della legge 27 dicembre
1997, n. 449, e successive modificazioni.
5-bis. Ove se ne ravvisi l'esigenza per una piu'
tempestiva ricollocazione del personale in disponibilita'
iscritto nell'elenco di cui all'art. 34, comma 2, il
Dipartimento della funzione pubblica effettua ricognizioni
presso le amministrazioni pubbliche per verificare
l'interesse all'acquisizione in mobilita' dei medesimi
dipendenti. Si applica l'art. 4, comma 2, del decreto-legge
12 maggio 1995, n. 163, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 luglio 1995, n. 273."

Titolo II

RIDUZIONE DELLA SPESA
DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI
E DEGLI ENTI NON TERRITORIALI

Art. 11


Riordino delle Scuole pubbliche di formazione

1. Al fine di ottimizzare l'allocazione delle risorse e migliorare
la qualita' delle attivita' formative dei dirigenti e dei funzionari
pubblici, garantendone l'eccellenza e l'interdisciplinarieta', con
uno o piu' regolamenti adottati entro ((centoventi giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto,)) ai sensi dell'articolo
17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del
Ministro per pubblica amministrazione e la semplificazione, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il
Ministro degli affari esteri, con il Ministro della difesa e con il
Ministro dell'interno, anche modificando le disposizioni legislative
vigenti, sono individuate idonee forme di coordinamento tra le scuole
pubbliche di formazione, gli istituti di formazione e le altre
strutture competenti ed e' riformato il sistema di reclutamento e di
formazione dei dirigenti e dei funzionari pubblici anche mediante
adeguati meccanismi di collegamento tra la formazione propedeutica
all'ammissione ai concorsi e quella permanente, attenendosi ai
seguenti criteri:
a. eliminazione di sovrapposizioni e duplicazioni delle strutture e
funzioni coincidenti o analoghe;
b. precisa individuazione e disciplina delle missioni e dei compiti
di ciascuna struttura;
c. ((per il reclutamento e la formazione generica dei dirigenti e
dei funzionari delle amministrazioni dello Stato e degli enti
pubblici non economici, previsione della concentrazione in una scuola
centrale esistente;))
d. per la formazione specialistica e permanente dei dirigenti e dei
funzionari delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici
non economici, previsione della tendenziale concentrazione in
un'unica struttura gia' esistente per singolo Ministero e per gli
enti vigilati dallo stesso, con unificazione delle risorse e
coordinamento con le strutture formative militari;
e. ottimizzazione dei locali adibiti alla formazione, favorendo
l'uso gratuito da parte di altre strutture formative pubbliche;
f. individuazione di forme di razionalizzazione e di coordinamento
della formazione permanente dei dipendenti delle amministrazioni
pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, prevedendo che la relativa formazione possa
svolgersi anche con modalita' decentrate e in collaborazione con
istituti universitari italiani o stranieri;
g. previsione di convenzioni quadro tra la scuola centrale di cui
alla lettera c) e gli enti territoriali per il reclutamento della
dirigenza e la formazione dei dipendenti degli enti medesimi;
h. revisione della disciplina degli incarichi di docenza al fine di
garantire la stabilita' del corpo docente e l'eccellenza
dell'insegnamento presso le scuole pubbliche di formazione;
i. previsione che, al fine di eliminare duplicazioni e di
razionalizzare le risorse umane e finanziarie disponibili:
1) l'attivita' di formazione riguardante ambiti omogenei e'
programmata e svolta in conformita' con linee di indirizzo stabilite
dai soggetti che operano nei predetti ambiti;
2) la gestione delle risorse finanziarie relative alla formazione
ed alle scuole ed agli istituti di formazione operanti in ambiti
omogenei avvenga in maniera coordinata.
2. Con uno o piu' regolamenti adottati su proposta del Ministro
della difesa di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze
e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, entro 180
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si
provvede al riordino delle scuole militari e degli istituti militari
di formazione in conformita' con i criteri indicati al comma 1.


Riferimenti normativi

Per il riferimento al testo del comma 2 dell'art. 17
della legge n. 400 del 1988 si vedano i riferimenti
normativi all'art. 10.
Per il riferimento al testo del comma 2 dell'art. 1 del
citato decreto legislativo n. 165 del 2001 si vedano i
riferimenti normativi all'art. 4.

Titolo II

RIDUZIONE DELLA SPESA
DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI
E DEGLI ENTI NON TERRITORIALI

Art. 12


Soppressione di enti e societa'

1. L'INRAN e' soppresso a decorrere dalla data di entrata in vigore
del presente decreto.
2. Per effetto della detta soppressione sono attribuiti al CRA le
funzioni ed i compiti gia' affidati all'INRAN ai sensi dell'articolo
11, decreto legislativo n. 454 del 1999. Sono attribuite all'Ente
risi le competenze dell'INRAN acquisite nel settore delle sementi
elette. Sono soppresse le funzioni dell'INRAN gia' svolte dall'ex
INCA.
3. Con uno o piu' decreti di natura non regolamentare del Ministro
per le politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il
Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e con
il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 90
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
individuate le risorse umane, strumentali e finanziarie trasferite,
rispettivamente, al CRA ed all'Ente risi.
4. Il nuovo organico del CRA quale risultante a seguito del
trasferimento del personale di ruolo dell'INRAN, che mantiene il
trattamento economico, giuridico e previdenziale del personale del
comparto ricerca, e' ridotto del 10 per cento, con esclusione del
personale di ricerca. Per i restanti rapporti gli enti incorporanti
subentrano nella titolarita' fino alla loro naturale scadenza.
5. Il personale INRAN (ex INCA) che al momento di entrata in vigore
del presente decreto svolge le funzioni trasferite all'INRAN ai sensi
dell'articolo 7, comma 20, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, e'
posto in mobilita' ai sensi del decreto legislativo n. 165 del 2001.
6. Al fine di garantire la continuita' dei rapporti gia' in capo
all'ente soppresso, il direttore generale dell'INRAN, e' delegato
allo svolgimento delle attivita' di ordinaria amministrazione, ivi
comprese le operazioni di pagamento e riscossione a valere sui conti
correnti gia' intestati all'ente soppresso che rimangono aperti fino
alla data di emanazione dei decreti medesimi, per un termine comunque
non superiore a dodici mesi.
7. Al fine di ridurre la spesa di funzionamento, di incrementare
l'efficienza e di migliorare la qualita' dei servizi resi alle
imprese agricole, a decorrere dal 1° ottobre 2012, le funzioni di
coordinamento di cui all'articolo 6, comma 3, del regolamento (CE) n.
1290 del 2005 del Consiglio del 21 giugno 2005 relativo al
finanziamento della politica agricola comune sono svolte dal
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che agisce
come unico rappresentante dello Stato italiano nei confronti della
Commissione europea per tutte le questioni relative al FEAGA e al
FEASR, ai sensi del regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione,
del 21 giugno 2006.
8. Restano ferme in capo ad Agea tutte le altre funzioni previste
dalla vigente normativa.
9. Con uno o piu' decreti di natura non regolamentare del Ministro
per le politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il
Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e con
il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 90
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
individuate le risorse umane, strumentali e finanziarie riallocate
presso il Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali.
A tal fine, e fermo restando quanto previsto al comma 12, la
dotazione organica di AGEA attualmente esistente e' ridotta del 50
per cento per il personale dirigenziale di prima fascia e del 10 per
cento per il personale dirigenziale di seconda fascia e,
conseguentemente, AGEA adegua il proprio assetto organizzativo.
10. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e
con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione
e' approvata apposita tabella di corrispondenza per l'inquadramento
del personale trasferito. Con regolamento da adottarsi ai sensi
dell'articolo 17, commi 2 e 4-bis della legge n. 400 del 1988, il
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali adegua la
propria dotazione organica sulla base delle unita' di personale
effettivamente trasferito e la propria organizzazione.
11. Il personale trasferito al Ministero politiche agricole
alimentari forestali mantiene il trattamento previdenziale nonche'
quello economico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci
fisse e continuative, corrisposte al momento dell'inquadramento. Nel
caso in cui il trattamento economico risulti piu' elevato rispetto a
quello previsto per il personale del Ministero politiche agricole
alimentari forestali e' attribuito per la differenza un assegno ad
personam riassorbile con i successivi miglioramenti economici a
qualsiasi titolo conseguiti. Il Ministero subentra nella titolarita'
dei restanti rapporti fino alla naturale scadenza.
12. La consistenza numerica complessiva del personale di ruolo che
rimane in servizio presso Agea, a seguito del trasferimento di cui al
comma 11 costituisce il limite massimo della dotazione organica della
stessa Agenzia.
13. A decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto, gli
organi dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, sottoposta alla
vigilanza del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, sono:
a) il direttore dell'agenzia, scelto in base a criteri di alta
professionalita' e conoscenza del settore agroalimentare;
b) il collegio dei revisori dei conti((, composto da tre membri
effettivi e due supplenti nominati con decreto del Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali. Il presidente, scelto tra
i dirigenti di livello dirigenziale non generale, e' designato dal
Ministro dell'economia e delle finanze ed e' collocato fuori ruolo.))
14. Il direttore e' nominato con decreto del Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali, ((previa trasmissione
della proposta di nomina alle Commissioni parlamentari per il parere
di competenza, che dovra' essere espresso entro i termini stabiliti
dai regolamenti delle due Camere)). L'incarico ha la durata massima
di tre anni, e' rinnovabile per una sola volta ed e' incompatibile
con altri rapporti di lavoro subordinato e con qualsiasi altra
attivita' professionale privata.
15. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
da adottarsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore del presente
decreto, e' adottato lo statuto dell'Agenzia, e con altro decreto, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono
determinati il compenso del direttore e dei componenti del collegio
dei revisori.
16. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
17. Sono abrogati dalla data di trasferimento delle funzioni, di
cui ai commi 7 e 8, le disposizioni del decreto legislativo n. 165
del 1999 incompatibili con (( i commi da 1 a 16 del presente articolo
)) e dalla data di entrata in vigore del presente decreto l'articolo
9 del citato decreto legislativo.
18. Dalle ((disposizioni dei commi da 1 a 17)) del presente
articolo non derivano nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello
Stato.
((18-bis. La societa' Buonitalia s.p.a. in liquidazione, di cui
all'articolo 17 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, e'
soppressa. Al fine di razionalizzare l'attuazione delle politiche
promozionali di competenza nazionale nell'ambito della promozione
all'estero delle produzioni agroalimentari italiane e rendere piu'
efficaci ed efficienti gli interventi a favore della
internazionalizzazione delle imprese agricole, le funzioni, gia'
svolte da Buonitalia s.p.a in liquidazione, sono attribuite
all'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione
delle imprese italiane di cui all'articolo 14 del decreto-legge 6
luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
luglio 2011, n. 111. Con decreto del Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali, del Ministro dello sviluppo
economico di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e
del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, da
emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto, e' disposto il trasferimento
delle funzioni e delle risorse umane di Buonitalia s.p.a. in
liquidazione all'Agenzia per la promozione all'estero e
l'internazionalizzazione delle imprese italiane di cui al presente
comma. Con ulteriore decreto del Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, del Ministro dello sviluppo economico di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro
per la pubblica amministrazione e la semplificazione, da emanare
entro 60 giorni dalla chiusura della fase di liquidazione, e'
disposto il trasferimento delle eventuali risorse strumentali e
finanziarie residue di Buonitalia s.p.a. in liquidazione all'Agenzia.
I dipendenti a tempo indeterminato in servizio presso la predetta
societa' al 31 dicembre 2011, previo espletamento di apposita
procedura selettiva da espletare nei limiti e a valere sulle facolta'
assunzionali dell'ente, di verifica dell'idoneita', sono inquadrati
nei ruoli dell'ente di destinazione sulla base di un'apposita tabella
di corrispondenza approvata con il predetto decreto. I dipendenti
trasferiti mantengono il trattamento economico fondamentale,
percepito al momento dell'inquadramento. Nel caso in cui il
trattamento economico predetto risulti piu' elevato rispetto a quello
previsto per il personale dell'Agenzia i dipendenti percepiscono per
la differenza un assegno ad personam riassorbibile con i successivi
miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. L'articolo 17
del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, e' abrogato.))
19. Al fine di semplificare le procedure di riordino,
trasformazione e soppressione di enti ed organismi pubblici statali,
nonche' di strutture pubbliche statali o partecipate dallo Stato, i
regolamenti previsti dall'articolo 2, comma 634, della legge n. 244
del 2007 sono emanati, anche sulla base delle proposte del
commissario straordinario di cui all'((articolo 2 del decreto-legge 7
maggio 2012, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
luglio 2012, n. 94,)) su proposta del Presidente del Consiglio dei
ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e
sentito il Ministro vigilante.
20. A decorrere dalla data di scadenza degli organismi collegiali
operanti presso le pubbliche amministrazioni, in regime di proroga ai
sensi dell'articolo 68, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, le attivita' svolte dagli organismi stessi sono definitivamente
trasferite ai competenti uffici delle amministrazioni nell'ambito
delle quali operano. ((Restano fermi, senza oneri per la finanza
pubblica, gli osservatori nazionali di cui all'articolo 11 della
legge 7 dicembre 2000, n. 383, e all'articolo 12 della legge 11
agosto 1991, n. 266, l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e
l'adolescenza di cui all'articolo 1 del decreto del Presidente della
Repubblica 14 maggio 2007, n. 103, nonche' il Comitato nazionale di
parita' e la Rete nazionale delle consigliere e dei consiglieri di
parita' di cui, rispettivamente, all'articolo 8 ed all'articolo 19
del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198. A decorrere dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, ai componenti dei suddetti organismi collegiali non spetta
alcun emolumento o indennita'.))
21. (((Soppresso).))
22. (((Soppresso).))
23. La Commissione scientifica CITES di cui all'articolo 4, comma
5, della legge 7 febbraio 1992, n. 150, non e' soggetta alle
disposizioni di cui agli articoli 68 del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133 e 29, comma 2, lettera e-bis), e comma 2-bis, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. La partecipazione alla Commissione
e' a titolo gratuito e non da' diritto a corresponsione di compensi,
comunque denominati, gettoni di presenza e rimborsi spese.
24. ((Dal 1° gennaio 2014)) la Societa' per lo sviluppo dell'arte,
della cultura e dello spettacolo - ARCUS Spa, di seguito denominata
«Societa'», costituita ai sensi dell'articolo 10 della legge 8
ottobre 1997, n. 352, come sostituito dall'articolo 2 della legge 16
ottobre 2003, n. 291, e successive modificazioni, e' posta in
liquidazione.
25. Con decreto del Ministro per i beni e le attivita' culturali,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e' nominato un
commissario liquidatore con il compito di procedere alla liquidazione
della Societa' e di portare a conclusione esclusivamente le attivita'
in corso di svolgimento, ad essa affidate ai sensi dell'articolo 60,
comma 4, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per le quali, alla
data di entrata in vigore del presente decreto, sono sorti obblighi
giuridicamente vincolanti nei confronti di terzi o sono gia' stati
individuati con decreti interministeriali interventi e beneficiari e
sono gia' stati contratti i relativi mutui.
26. Il commissario liquidatore dura in carica fino al (( 31
dicembre 2014 )) e non e' prorogabile. Per lo svolgimento dei propri
compiti il Commissario liquidatore si avvale della struttura e del
personale della Societa' e non puo' procedere a nuove assunzioni,
neanche per la sostituzione di personale in posti che si rendano
vacanti. I contratti di consulenza, di collaborazione coordinata e
continuativa, di lavoro autonomo, di lavoro subordinato a tempo
determinato, nonche', in ogni caso, i rapporti di qualsivoglia natura
giuridica aventi ad oggetto lo svolgimento di funzioni dirigenziali,
anche a tempo indeterminato, cessano di avere effetto ove non
confermati dal Commissario liquidatore entro trenta giorni dal suo
insediamento. I suddetti contratti e rapporti non possono essere
confermati per una durata superiore al termine originariamente
previsto e non sono, in ogni caso, rinnovabili alla scadenza. Il
Commissario liquidatore provvede, entro il 31 dicembre 2014,
all'estinzione e alla conseguente liquidazione dei predetti contratti
e rapporti, nonche' dei rapporti di lavoro subordinato a tempo
indeterminato del personale non avente qualifica dirigenziale,
attualmente in servizio presso la societa'.
27. Tutti i beni residuanti dalla liquidazione della Societa' sono
trasferiti al Ministero per i beni e le attivita' culturali che
subentra in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi gia' facenti
capo alla Societa'. Le disponibilita' finanziarie residue sono
versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate
ad apposito capitolo di spesa dello stesso Ministero per la
prosecuzione degli interventi gia' contrattualizzati ed eventualmente
non conclusi al (( 31 dicembre 2014 )) e per ulteriori interventi da
realizzare secondo le modalita' di cui al comma 30. I contributi
pluriennali di cui Arcus S.p.a. risulta beneficiaria e per i quali
non sono state ancora perfezionate le relative operazioni
finanziarie, sono utilizzati dal predetto Ministero in erogazione
diretta per le finalita' di cui al comma 30 e secondo la procedura
ivi prevista.
28. Alla procedura di liquidazione di cui (( ai commi da 24 a 27 ))
si applicano, in quanto non derogate, le disposizioni del codice
civile in materia di liquidazione delle societa' di capitali.
29. All'articolo 32, comma 16, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111
nell'ultimo periodo, dopo le parole: «Dall'anno 2012» sono aggiunte
le seguenti: «fino all'anno 2016».
30. A decorrere dall'anno 2012, le risorse di cui all'articolo 32,
comma 16, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 sono assegnate,
secondo le modalita' ivi previste, al Ministero per i beni e le
attivita' culturali e destinate alla realizzazione di progetti di
assoluta rilevanza nazionale ed internazionale per la tutela, la
conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, per la
promozione e la realizzazione di attivita' culturali di pari
rilevanza, nonche' alla realizzazione di infrastrutture destinate
alla valorizzazione e alla fruizione di detti beni. Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Con decreto avente
natura non regolamentare del Ministro per i beni e le attivita'
culturali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, sono individuati annualmente i criteri ed indirizzi per la
programmazione delle risorse di cui al presente comma.
31. (( (Soppresso). ))
32. (( (Soppresso). ))
33. (( (Soppresso). ))
34. (( (Soppresso). ))
35. (( (Soppresso). ))
36. (( (Soppresso). ))
37. (( (Soppresso). ))
38. (( (Soppresso). ))
39. All'articolo 15, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo il secondo
periodo e' aggiunto il seguente: «L'incarico del commissario non puo'
eccedere la durata di tre anni e puo' essere prorogato, per motivate
esigenze, una sola volta per un periodo massimo di due anni. Decorso
tale periodo, le residue attivita' liquidatorie continuano ad essere
svolte dal ministero vigilante ai sensi della normativa vigente.».
40. In relazione alle liquidazioni coatte amministrative di
organismi ed enti vigilati dallo Stato in corso alla data di entrata
in vigore del presente decreto, qualora alla medesima data il
commissario sia in carica da piu' di cinque anni, il relativo
incarico cessa decorso un anno dalla predetta data e
l'amministrazione competente per materia ai sensi della normativa
vigente subentra nella gestione delle residue attivita' liquidatorie.
41. (( (Soppresso). ))
42. (( (Soppresso). ))
43. (( (Soppresso). ))
44. (( (Soppresso). ))
45. (( (Soppresso). ))
46. (( (Soppresso). ))
47. (( (Soppresso). ))
48. (( (Soppresso). ))
49. L'Associazione italiana di studi cooperativi «Luigi Luzzatti»
di cui all'articolo 10, comma 10, della legge 23 luglio 2009, n. 99,
e' soppressa e i relativi organi decadono, fatti salvi gli
adempimenti di cui al comma 51.
50. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello
sviluppo economico e' nominato un dirigente delegato che esercita i
poteri attribuiti al presidente e al consiglio di amministrazione
dell'associazione, fatti salvi gli adempimenti di cui al comma 51, e
provvede alla gestione delle operazioni di liquidazione delle
attivita' ed estinzione delle passivita' e alla definizione delle
pendenze dell'ente soppresso. Il dirigente delegato e' individuato
tra i dirigenti del Ministero dello sviluppo economico e il relativo
incarico costituisce integrazione dell'oggetto dell'incarico di
funzione dirigenziale conferito ai sensi dell'articolo 19, comma 2,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e non comporta
variazioni del trattamento economico complessivo.
51. Il collegio dei revisori in carica alla data della soppressione
assicura il controllo delle attivita' del dirigente delegato. Entro
30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il
bilancio di chiusura dell'ente soppresso e' deliberato dagli organi
in carica alla data di cessazione dell'ente, corredato
dall'attestazione redatta dall'organo interno di controllo in carica
alla data di soppressione dell'ente medesimo e trasmesso per
l'approvazione al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero
dell'economia e delle finanze.
52. Le funzioni attribuite all'associazione di cui al comma 49
dalla normativa vigente sono trasferite, senza che sia esperita
alcuna procedura di liquidazione, anche giudiziaIe, al Ministero
dello sviluppo economico che, previo accertamento della sussistenza e
dell'attualita' dell'interesse pubblico allo svolgimento delle
attivita', esercita i relativi compiti e provvede alla gestione con i
propri uffici mediante utilizzo del Fondo di cui al comma 53.
53. Le convenzioni in essere tra l'associazione e il Ministero
dello sviluppo economico, sono risolte alla data di entrata in vigore
del presente decreto e le corrispondenti somme, impegnate in favore
dell'associazione, individuate con apposito decreto del Ministro
dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, sono trasferite in un apposito fondo da istituire
nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico e
sono destinate alla prosecuzione delle attivita' di cui al comma 52.
54. Il personale di ruolo in servizio a tempo indeterminato presso
l'((associazione Luigi Luzzatti)) alla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, e' trasferito al
Ministero dello sviluppo economico. Con decreto del Ministro dello
sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione e' approvata apposita tabella di corrispondenza per
l'inquadramento del personale trasferito. Con regolamento da
adottarsi ai sensi dell'articolo 17, commi 2 e 4 bis della legge n.
400 del 1988, il Ministero dello sviluppo economico adegua la propria
dotazione organica in misura corrispondente alle unita' di personale
effettivamente trasferite e la propria organizzazione. Il personale
trasferito al Ministero dello sviluppo economico mantiene il
trattamento previdenziale in godimento.
55. I dipendenti trasferiti mantengono il trattamento economico
fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e
continuative, corrisposto al momento dell'inquadramento. Nel caso in
cui tale trattamento risulti piu' elevato rispetto a quello previsto
per il personale del Ministero, e' attribuito per la differenza un
assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti
economici a qualsiasi titolo conseguiti.
56. I contratti di consulenza, di collaborazione coordinata e
continuativa, di collaborazione occasionale e i rapporti di lavoro
subordinato a tempo determinato in corso alla data di ((soppressione
dell'associazione)) cessano di avere effetto il quindicesimo giorno
successivo all'entrata in vigore del presente decreto; entro tale
data, il dirigente delegato puo' prorogarne l'efficacia non oltre
l'originaria scadenza per far fronte alle attivita' previste dal
comma 50.
57. L'eventuale attivo netto risultante dalla chiusura della
gestione del dirigente delegato di cui al comma 50 e' versato
all'entrata del bilancio dello Stato. Le risorse strumentali
dell'associazione sono acquisite al patrimonio del Ministero dello
sviluppo economico.
58. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e'
abrogato l'articolo 10, comma 10, della legge 23 luglio 2009, n. 99 e
le eventuali disposizioni legislative e normative in contrasto con la
presente norma.
58. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e'
abrogato l'articolo 10, comma 10, della legge 23 luglio 2009, n. 99 e
le eventuali disposizioni legislative e normative in contrasto con la
presente norma.
59. ((A decorrere dal 1° gennaio 2014)) la Fondazione Valore Italia
di cui all'articolo 33 del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273,
convertito in legge 23 febbraio 2006, n. 51 e' soppressa e i relativi
organi, oggetto di scioglimento ai sensi dell'articolo 25 del codice
civile, decadono, fatti salvi gli adempimenti di cui al comma 62.
60. Il commissario in carica ((al momento della soppressione di cui
al comma 59)) esercita i poteri del presidente e del consiglio di
amministrazione della fondazione e provvede alla gestione delle
operazioni della liquidazione delle attivita' ed estinzione delle
passivita' e alla definizione delle pendenze della fondazione
soppressa entro il termine del ((30 giugno 2014)). A tal fine,
((dalla data di cui al comma 59)) e' istituito nello stato di
previsione del Ministero dello sviluppo economico un apposito Fondo
al quale sono trasferite per essere destinate alla estinzione delle
passivita' risultanti dalla gestione liquidatoria, anche le somme
impegnate dal Ministero in favore della Fondazione, individuate con
un apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Il compenso
dovuto al commissario e' determinato dal Ministro dello sviluppo
economico.
61. Il commissario entro il termine di cui al comma 60, verifica
altresi' la disponibilita' degli operatori del mercato a subentrare
nell'esecuzione del progetto per la realizzazione dell'Esposizione
permanente di cui all'articolo 4, commi 68, 69 e 70, della legge 24
dicembre 2003, n. 350, senza previsione e impegno di oneri per il
bilancio dello Stato, provvedendo, se del caso, previa autorizzazione
del Ministero dello sviluppo economico, al trasferimento dei relativi
rapporti e attivita' in essere alla data del presente decreto. In
caso di mancato trasferimento entro la data del ((30 giugno
20))((14)) tutti i rapporti di cui e' parte la Fondazione si
risolvono di diritto senza che sia dovuta alcuna compensazione,
comunque denominata, per l'estinzione anticipata.
62. Il Ministero dello sviluppo economico provvede ((dalla data di
cui al comma 59)) alla gestione diretta del programma, oggetto di
specifica convenzione con la Fondazione, concernente la
«Realizzazione del programma di agevolazioni a favore delle micro,
piccole e medie imprese italiane per la valorizzazione economica dei
disegni e modelli industriali», utilizzando a tal fine le risorse
trasferite alla Fondazione e depositate su un conto corrente
vincolato allo scopo. Tali risorse sono versate all'entrate dello
Stato per essere riassegnate ad apposito capitolo di spesa dello
stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico e
destinate all'esecuzione del suddetto programma secondo criteri e
modalita' definite con decreto del Ministero dello sviluppo
economico.
63. Le convenzioni in essere ((alla data di cui al comma 59)) tra
il Ministero e la fondazione soppressa e tra quest'ultima e soggetti
terzi, fatte salve le previsioni dei commi 61 e 62, devono intendersi
risolte in ogni caso a decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto.
64. Il collegio dei revisori in carica alla data della soppressione
assicura il controllo delle attivita' del commissario. Entro 15
giorni dalla data ((di cui al comma 59,)) il bilancio di chiusura
della fondazione soppressa e' presentato dal commissario per
l'approvazione al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero
dell'economia e delle finanze. ed e' corredato dall'attestazione
redatta dal collegio dei revisori. Il bilancio da' evidenza della
contabilita' separata attivata per la gestione della convenzione tra
il Ministero dello sviluppo economico e la fondazione, concernente la
realizzazione del programma di cui al comma 62. I compensi, le
indennita' o gli altri emolumenti comunque denominati spettanti al
collegio dei revisori sono corrisposti fino agli adempimenti previsti
dal presente comma e comunque non oltre i 15 giorni dalla data ((di
cui al comma 59)).
65. Le risorse umane, nei limiti del personale con contratti di
lavoro subordinato a tempo indeterminato in servizio presso la
fondazione alla data ((di cui al comma 59,)) sono trasferite al
Ministero dello sviluppo economico che provvede corrispondentemente
ad incrementare la propria dotazione organica.
66. Il personale di cui al comma 65 e' inquadrato nei ruoli del
Ministero dello sviluppo economico, con decreto del Ministro dello
sviluppo economico adottato di concerto con il Ministro per la
pubblica amministrazione e la semplificazione e il Ministro
dell'economia e delle finanze, previo espletamento di apposita
procedura selettiva di verifica dell'idoneita', sulla base di una
tabella di equiparazione tra le qualifiche possedute presso la
fondazione e quelle del Ministero tenuto conto delle mansioni svolte
e dei titoli di servizio. Il predetto personale puo' essere
destinato, in tutto o in parte, a supporto delle attivita' del
commissario per il compimento delle operazioni di cui ai commi 60 e
61.
67. I dipendenti trasferiti mantengono il trattamento economico
fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e
continuative, corrisposto al momento dell'inquadramento. Nel caso in
cui tale trattamento risulti piu' elevato rispetto a quello previsto
per il personale del Ministero, e' attribuito per la differenza un
assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti
economici a qualsiasi titolo conseguiti.
68. I contratti di consulenza, di collaborazione coordinata e
continuativa, di collaborazione occasionale e i rapporti di lavoro
subordinato a tempo determinato in corso alla data di soppressione
della fondazione cessano di avere effetto il quindicesimo giorno
successivo ((alla data di cui al comma 59;)) entro tale data, il
commissario puo' prorogarne l'efficacia non oltre l'originaria
scadenza per far fronte alle attivita' previste dai commi 60 e 61.
69. L'eventuale attivo netto risultante dalla chiusura della
gestione del commissario e le disponibilita' liquide costituenti il
Fondo di dotazione della fondazione, o comunque destinate alla
realizzazione dell'Esposizione permanente di cui al comma 61, sono
versate all'entrate del bilancio dello Stato. Le risorse strumentali
della fondazione sono acquisite al patrimonio del Ministero dello
sviluppo economico.
70. Dalla data di ((cui al comma 59,)) sono abrogati il comma 68,
69 e 70 dell'articolo 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e
l'articolo 1, comma 230, della legge 30 dicembre 2004 n. 311, nella
parte in cui dispone lo stanziamento delle risorse del predetto Fondo
alle attivita' previste al comma 68 dell'articolo 4 della legge 24
dicembre 2003, n. 350 e l'articolo 33 del decreto-legge 30 dicembre
2005, n. 273, convertito in legge 23 febbraio 2006, n. 51 e le
eventuali disposizioni legislative e normative in contrasto con la
presente disposizione.
71. La titolarita' degli affidamenti diretti disposti dal Ministero
dello sviluppo economico in favore di Promuovi Italia S.p.a. (nel
seguito Promuovi Italia) e delle convenzioni dalla stessa
sottoscritte con il medesimo Ministero e' trasferita a titolo
gratuito, a decorrere dalla data di stipula dell'accordo di cui al
comma 73, all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e
lo sviluppo d'impresa - Invitalia S.p.a. (nel seguito Invitalia)
ovvero ad una societa' dalla stessa interamente partecipata. La
societa' conferitaria subentra in tutti i rapporti attivi e passivi
derivanti dal trasferimento.
((72. Per gli effetti di cui al comma 71, sono trasferiti da
Promuovi Italia alla societa' conferitaria i beni strumentali e,
previo subentro nei relativi contratti di lavoro, il personale a
tempo indeterminato impiegato nello svolgimento delle attivita'; la
societa' subentra altresi' in tutti i contratti di lavoro temporaneo
e per prestazioni professionali in essere alla data di
perfezionamento dell'accordo di cui al successivo comma 73.))
((73. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, Invitalia stipula con
Promuovi Italia apposito accordo per l'individuazione della societa'
conferitaria e delle attivita', dei beni e del personale oggetto di
trasferimento, nel quale sono individuate le modalita' e i criteri
per la regolazione dei rispettivi rapporti economici; lo schema del
predetto accordo e' sottoposto alla preventiva approvazione, da
esercitarsi d'intesa con il Ministro per gli affari regionali, il
turismo e lo sport, del Ministero dello sviluppo economico,
nell'esercizio dei poteri di vigilanza di cui all'articolo 1, comma
460, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.))
((74. Al comma 8-bis dell'articolo 12 del decreto-legge 14 marzo
2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio
2005, n. 80, le parole: «Il Ministero delle attivita' produttive» e:
«Il Ministro delle attivita' produttive», sono sostituite,
rispettivamente, dalle seguenti: «La Presidenza del Consiglio dei
Ministri» e «Il Presidente del Consiglio dei Ministri». Per i
soggetti di cui al medesimo comma 8-bis trova applicazione quanto
disposto dall'articolo 4, comma 3 del presente decreto.))
75. L'incarico di commissario per la gestione delle societa'
cooperative di cui all'articolo 2545((-sexiesdecies)) del codice
civile, commissario liquidatore delle societa' cooperative sciolte
per atto dell'autorita' di cui all'articolo 2545((-septiesdecies))
del codice civile, commissario liquidatore delle societa' cooperative
in liquidazione coatta amministrativa di cui agli articoli
2545((-terdecies)) del codice civile e 198 del regio-decreto 16 marzo
1942, n. 267, e' monocratico. Il commissario liquidatore esercita
personalmente le funzioni del proprio ufficio; nel caso di delega a
terzi di specifiche operazioni, l'onere per il compenso del delegato
e' detratto dal compenso del commissario.
76. Il provvedimento che dispone la liquidazione coatta
amministrativa delle societa' cooperative nonche' la contestuale o
successiva nomina del relativo commissario liquidatore, di cui agli
articoli 2545((-terdecies)) del codice civile e 198 del regio-decreto
16 marzo 1942, n. 267, e' adottato con decreto del Ministro dello
sviluppo economico.
77. Nelle procedure di liquidazione coatta amministrativa ((di cui
al comma 76,)) l'ammontare del compenso dei commissari e dei membri
del comitato di sorveglianza, ove previsto, ed i relativi criteri di
liquidazione, sono determinati con decreto non regolamentare del
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con Ministro
dell'economia e delle finanze, che individua modalita' di
remunerazione dei commissari liquidatori sulla base di criteri
predeterminati di apprezzamento della economicita', efficacia ed
efficienza delle attivita' svolte, tenuto conto, per quanto
applicabili e con gli adattamenti resi necessari dalla specificita'
della procedura, delle disposizioni di cui al decreto ministeriale 25
gennaio 2012, n. 30, recante «Regolamento concernente l'adeguamento
dei compensi spettanti ai curatori fallimentari e la determinazione
dei compensi nelle procedure di concordato preventivo. In ogni caso
la remunerazione dei commissari liquidatori non puo' essere superiore
a quella prevista all'entrata in vigore del presente decreto».
78. All'articolo 11 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216,
convertito con modificazioni dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, le parole: «31 luglio 2012» sono sostituite dalle
seguenti: «30 settembre 2012» ed e' aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «In caso di mancata adozione, entro il predetto termine,
dello statuto e del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
di cui all'articolo 36, comma 5, settimo periodo, del decreto-legge 6
luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
luglio 2011, n. 111, l'Agenzia e' soppressa e le attivita' e i
compiti gia' attribuiti alla medesima sono trasferiti al Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti a decorrere dal 1° ottobre 2012,
che rimane titolare delle risorse previste dall'articolo 36, comma 5,
del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e cui sono
contestualmente trasferite le risorse finanziarie umane e strumentali
relative all'Ispettorato di vigilanza sulle concessionarie
autostradali di cui al medesimo comma 5.»;
b) al comma 6, le parole: «31 luglio 2012» sono sostituite dalle
seguenti: «30 settembre 2012».
79. All'articolo 36 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, secondo periodo, le parole: «in servizio dalla data
in vigore del presente decreto», sono sostituite dalle seguenti: «in
servizio alla data del 31 maggio 2012»;
b) al comma 7, le parole: «31 luglio 2012» sono sostituite dalle
seguenti: «30 settembre 2012».
80. All'articolo 83-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 6, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A tale
fine nella fattura viene indicata, altresi', la lunghezza della
tratta effettivamente percorsa.»;
b) il comma 14, e' sostituito dal seguente: «14. Ferme restando le
sanzioni previste dall'articolo 26 della legge 6 giugno 1974, n. 298,
e successive modificazioni, e dall'articolo 7 del decreto legislativo
21 novembre 2005, n. 286, ove applicabili, alla violazione delle
norme di cui ai commi 7, 8 e 9, consegue la sanzione amministrativa
pecuniaria pari al doppio della differenza tra quanto fatturato e
quanto dovuto sulla base dei costi individuati ai sensi dei commi 1 e
2; alla violazione delle norme di cui ai commi 13 e 13-bis consegue
la sanzione amministrativa pecuniaria pari al dieci per cento
dell'importo della fattura e comunque non inferiore a 1.000,00
euro.»;
c) il comma 15, e' sostituito dal seguente: «15. Le ((violazioni))
indicate al comma 14 sono ((constatate dalla Guardia di finanza e
dall'Agenzia delle entrate)) in occasione dei controlli ordinari e
straordinari effettuati presso le imprese ((per la successiva
applicazione delle sanzioni ai sensi della legge 24 novembre 1981, n.
689))».
81. A decorrere dall'esercizio finanziario 2013 il Comitato
centrale per l'Albo nazionale degli autotrasportatori di cui al
Titolo II del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 284, opera
quale centro di costo nell'ambito del Centro di responsabilita'
Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi
e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
82. Sono soppresse le lettere c), g) ed l) dell'articolo 9 del
decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 284.
83. All'articolo 10 del decreto legislativo 21 novembre 2005, n.
284, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la lettera a) del comma 1 e' sostituita dalla seguente: «a) un
Dirigente del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con
incarico di livello dirigenziale generale nell'ambito di quelli
previsti dall'articolo 2, comma 5, del decreto del Presidente della
Repubblica 3 dicembre 2008, n. 211 "Regolamento recante
riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti",
con funzioni di Presidente»;
b) al comma 1, lettera b) le parole «dei quali il primo e' eletto
dal Comitato centrale fra i componenti in rappresentanza del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti» sono sostituite dalle
seguenti: «dei quali il primo, responsabile dell'attivita'
amministrativa e contabile, con incarico di livello dirigenziale di
seconda fascia assegnato nell'ambito di quelli previsti dall'articolo
14, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre
2008, n. 211»;
c) al comma 1, lettera g) le parole «quattro rappresentanti» sono
sostituite dalle seguenti: «un rappresentante per ciascuna».
84. Le disposizioni di cui al (( comma 83)) entrano in vigore dal
1° gennaio 2013.
85. Lo stanziamento assegnato al Comitato centrale per l'Albo degli
autotrasportatori per le iniziative in materia di sicurezza della
circolazione, di controlli sui veicoli pesanti e di protezione
ambientale, stanziato sul capitolo 1330 - piano di gestione 1 - del
bilancio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e'
ridotto di 1,5 milioni di euro per l'anno 2012 e di 1,5 milioni di
euro per gli anni 2013 e 2014.
86. Il Comitato centrale per l'Albo degli autotrasportatori, con i
fondi disponibili, proseguira' in particolare gli interventi
necessari per l'attuazione dei controlli sull'autotrasporto previsti
dalle direttive dell'Unione europea in materia e dalle intese
intercorse tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed
il Ministero dell'interno.
87. Al fine di consentire una sollecita definizione delle procedure
connesse alla soppressione dell'INPDAP ed alla sua confluenza
nell'INPS e realizzare i conseguenti risparmi previsti dall'articolo
21 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, all'approvazione
del bilancio di chiusura dell'INPDAP si provvede mediante la nomina
di un commissario ad acta.
88. All'articolo 24, comma 18, del citato decreto-legge n. 201 del
2011, le parole: «30 giugno 2012» sono sostituite dalle seguenti: «31
ottobre 2012».
89. Il Comitato amministratore della forma di previdenza
complementare denominata FONDINPS previsto dall'articolo 4 del
decreto ((del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 30
gennaio 2007,)) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1°
febbraio 2007, continua ad operare in regime di proroga fino al
perfezionamento della procedura di ricostituzione dello stesso, e
comunque non oltre il 31 ottobre 2012, con le riduzioni stabilite
dall'art. 7, comma 10 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge
30 luglio 2010, n. 122.
90. In funzione del processo di razionalizzazione dell'Istituto per
lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL),
istituito con il decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1973, n. 478, e di contenimento dei costi degli organismi collegiali,
il regime di commissariamento del suddetto Istituto disposto, a
partire dal 22 dicembre 2011, con decreto del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, i cui effetti sono confermati, mediante la
nomina di un dirigente generale di ruolo del Ministero, e' prorogato
fino all'approvazione del nuovo Statuto, volto a riordinare il
predetto Istituto secondo regole di contenimento della spesa e,
comunque, non oltre il 31 dicembre 2012.
((90-bis. Per il personale alle dipendenze dell'ente CONI alla data
del 7 luglio 2002, transitato alla CONI Servizi S.p.A. in attuazione
dell'articolo 8 del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito,
con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, si applica, non
oltre il 31 dicembre 2013, l'articolo 30 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165. Alle amministrazioni destinatarie del personale
in mobilita' sono trasferite le risorse finanziarie occorrenti per la
corresponsione del trattamento economico al personale medesimo, nei
cui confronti trova applicazione anche il comma 2-quinquies
dell'articolo 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001.))

Titolo II

RIDUZIONE DELLA SPESA
DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI
E DEGLI ENTI NON TERRITORIALI


Riferimenti normativi

Si riporta il testo dell'art. 11 del decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 454 (Riorganizzazione del
settore della ricerca in agricoltura, a norma dell'art. 11
della L. 15 marzo 1997, n. 59):
"Art. 11. Riordino dell'Istituto nazionale della
nutrizione.
1. L'Istituto nazionale della nutrizione, di cui alla
legge 6 marzo 1958, n. 199, e' trasformato in Istituto
nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione
(INRAN), con sede in Roma, di seguito denominato Istituto.
L'Istituto e' ente di ricerca di diritto pubblico
sottoposto alla vigilanza del Ministero.
2. L'Istituto e' dotato di autonomia scientifica,
statutaria, organizzativa, amministrativa e finanziaria.
3. L'Istituto subentra in tutti i diritti, gli oneri,
il patrimonio, le azioni, le obbligazioni e comunque in
tutti i rapporti giuridici attivi e passivi dell'Istituto
nazionale della nutrizione.
4. L'istituto svolge attivita' di ricerca, informazione
e promozione nel campo degli alimenti e della nutrizione,
ai fini della tutela del consumatore e del miglioramento
qualitativo delle produzioni agro-alimentari. In
particolare, l'Istituto promuove e sviluppa attivita' di
ricerca sulla qualita', nonche' sulla sicurezza degli
alimenti in collaborazione con l'Istituto superiore della
sanita', finalizzate alla certificazione, etichettatura
nutrizionale e valorizzazione delle specificita' dei
prodotti nazionali, nonche' allo sviluppo delle
applicazioni biotecnologiche nel settore agro-alimentare.
5. L'Istituto promuove inoltre l'educazione
nutrizionale ed alimentare, anche mediante la preparazione
e diffusione periodica di linee guida, di raccomandazioni
nutrizionali e di tabelle di composizione degli alimenti.
6. Per il raggiungimento delle sue finalita' l'Istituto
promuove attivita' di ricerca in collaborazione con le
universita' e altre istituzioni scientifiche, nazionali,
comunitarie e internazionali, anche istituendo borse di
studio.
7. L'istituto, in coerenza con gli obiettivi del
programma nazionale della ricerca (PNR), di cui all'art. 1,
comma 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204,
predispone un piano triennale di attivita' aggiornabile
annualmente con cui determina obiettivi, priorita' e
risorse e lo trasmette per l'approvazione al Ministero, che
provvede a sentire la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano. Decorsi sessanta giorni, senza osservazioni, il
piano diventa esecutivo."
Si riporta il testo del comma 20 dell'art. 7 del citato
decreto-legge n. 78 del 2010:
"20. Gli enti di cui all'allegato 2 sono soppressi e i
compiti e le attribuzioni esercitati sono trasferiti alle
amministrazioni corrispondentemente indicate. Il personale
a tempo indeterminato attualmente in servizio presso i
predetti enti e' trasferito alle amministrazioni e agli
enti rispettivamente individuati ai sensi del predetto
allegato, e sono inquadrati sulla base di un'apposita
tabella di corrispondenza approvata con decreto del
Ministro interessato di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la
pubblica amministrazione e l'innovazione. Le
amministrazioni di destinazione adeguano le proprie
dotazioni organiche in relazione al personale trasferito
mediante provvedimenti previsti dai rispettivi ordinamenti.
I dipendenti trasferiti mantengono il trattamento economico
fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e
continuative, corrisposto al momento dell'inquadramento.
Nel caso in cui risulti piu' elevato rispetto a quello
previsto per il personale dell'amministrazione di
destinazione, percepiscono per la differenza un assegno ad
personam riassorbibile con i successivi miglioramenti
economici a qualsiasi titolo conseguiti. Dall'attuazione
delle predette disposizioni non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli
stanziamenti finanziari a carico del bilancio dello Stato
previsti, alla data di entrata in vigore del presente
provvedimento, per le esigenze di funzionamento dei
predetti enti pubblici confluiscono nello stato di
previsione della spesa o nei bilanci delle amministrazioni
alle quali sono trasferiti i relativi compiti ed
attribuzioni, insieme alle eventuali contribuzioni a carico
degli utenti dei servizi per le attivita' rese dai medesimi
enti pubblici. Alle medesime amministrazioni sono altresi'
trasferite tutte le risorse strumentali attualmente
utilizzate dai predetti enti. Le amministrazioni di
destinazione esercitano i compiti e le funzioni facenti
capo agli enti soppressi con le articolazioni
amministrative individuate mediante le ordinarie misure di
definizione del relativo assetto organizzativo. Al fine di
garantire la continuita' delle attivita' di interesse
pubblico gia' facenti capo agli enti di cui al presente
comma fino al perfezionamento del processo di
riorganizzazione indicato, l'attivita' facente capo ai
predetti enti continua ad essere esercitata presso le sedi
e gli uffici gia' a tal fine utilizzati. Fermi restando i
risparmi attesi, per le stazioni sperimentali, il Banco
nazionale di prova per le armi da fuoco portatili e per le
munizioni commerciali e l'Istituto nazionale per le
conserve alimentari (INCA), indicati nell' allegato 2, con
decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, sono individuati
tempi e concrete modalita' di trasferimento dei compiti e
delle attribuzioni, nonche' del personale e delle risorse
strumentali e finanziarie."
Il citato decreto legislativo n. 165 del 2001 e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106,
S.O.
Il regolamento (CE) n. 1290 del 2005 del Consiglio del
21 giugno 2005 relativo al finanziamento della politica
agricola comune e' pubblicato nella G.U.U.E. 11 agosto
2005, n. L 209.
Il regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione, del
21 giugno 2006 recante modalita' di applicazione del
regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio per quanto
riguarda il riconoscimento degli organismi pagatori e di
altri organismi e la liquidazione dei conti del FEAGA e del
FEASR e' pubblicato nella GU L 171 del 23.6.2006.
Per il testo del comma 2 dell'art. 17 della legge n.
400 del 1988 si vedano i riferimenti normativi all'art. 10.
Si riporta il testo dell'art. 14 del decreto-legge 6
luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la
stabilizzazione finanziaria), convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111:
"Art. 14 Soppressione, incorporazione e riordino di
enti ed organismi pubblici
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, nel rispetto di quanto previsto dall'art.
8, comma 15, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122 alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione
(COVIP) e' attribuito il controllo sugli investimenti delle
risorse finanziarie e sulla composizione del patrimonio
degli enti di diritto privato di cui al decreto legislativo
30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10
febbraio 1996, n. 103, che viene esercitato anche mediante
ispezione presso gli stessi, richiedendo la produzione
degli atti e documenti che ritenga necessari.
2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, sentita la COVIP, sono
stabilite le modalita' con cui la COVIP riferisce ai
Ministeri vigilanti delle risultanze del controllo di cui
al comma 1 ai fini dell'esercizio delle attivita' di cui
all'art. 3, comma 3, del decreto legislativo n. 509 del
1994 ed ai fini dell'assunzione dei provvedimenti di cui
all'art. 2, commi 2, 4, 5 e 6, del predetto decreto
legislativo.
3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, il Ministero dell'economia e delle
finanze, di concerto con il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali e sentita la COVIP, detta disposizioni in
materia di investimento delle risorse finanziarie degli
enti previdenziali, dei conflitti di interessi e di banca
depositaria, tenendo anche conto dei principi di cui agli
articoli 6 e 7 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n.
252, e relativa normativa di attuazione e di quanto
previsto dall'art. 2, comma 2, del decreto legislativo 30
giugno 1994, n. 509.
4. I compiti di vigilanza attribuiti alla COVIP con il
presente decreto sono esercitati con le risorse umane,
finanziarie e strumentali disponibili a legislazione
vigente. Ai fini dell'assolvimento dei propri compiti
istituzionali, la COVIP puo' avvalersi di un contingente di
personale, stabilito con decreto del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, acquisito da altre pubbliche
amministrazioni mediante collocamento in posizione di
comando fuori ruolo, secondo quanto previsto dai rispettivi
ordinamenti, con contestuale indisponibilita' dei posti
nell'amministrazione di provenienza.
5. All'art. 3, comma 12, della legge 8 agosto 1995, n.
335, come modificato dall'art. 1, comma 763, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, le parole: "Nucleo di valutazione
della spesa previdenziale" sono sostituite dalle seguenti:
"Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP)", con
contestuale trasferimento alla COVIP delle competenze di
cui al citato art. 1, comma 763, della legge n. 296 del
2006, gia' esercitate dal Nucleo di valutazione della spesa
previdenziale. In relazione agli enti di diritto privato di
cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e al
decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, il predetto
Nucleo svolge esclusivamente compiti di osservazione,
monitoraggio e analisi della spesa previdenziale,
avvalendosi dei dati messi a disposizione dalle
amministrazioni vigilanti e dagli organi di controllo.
6. Nell'ambito di quanto previsto dall'art. 3, commi
27, 28 e 29, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ed al
fine della salvaguardia delle attivita' e delle funzioni
attualmente svolte dalla societa' di cui all'art. 5-bis del
decreto-legge 23 aprile 1993, n. 118, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 giugno 1993, n. 202, e
ritenute di preminente interesse generale, alla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto e' costituita la societa' a responsabilita'
limitata «Istituto Luce - Cinecitta'», con sede in Roma. Il
capitale sociale della societa' di cui al presente comma e'
stabilito in sede di costituzione in euro 15.000. Il
Ministero dell'economia e delle finanze assume la
titolarita' della relativa partecipazione, che non puo'
formare oggetto di diritti a favore di terzi, e il
Ministero per i beni e le attivita' culturali esercita i
diritti del socio, sentito il Ministero dell'economia e
delle finanze, per quanto riguarda i profili patrimoniali,
finanziari e statutari.
7. All'onere derivante dalla sottoscrizione delle quote
di capitale per la costituzione della Societa' di cui al
comma 6, pari a 15.000 euro per l'anno 2011, si provvede
mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di
spesa di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, come
determinata dalla tabella C della legge 13 dicembre 2010,
n. 220.
8. Con decreto non avente natura regolamentare del
Ministro per i beni e le attivita' culturali, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare
entro i trenta giorni successivi alla costituzione della
societa' di cui al comma 6, sono individuate le risorse
umane, strumentali e patrimoniali appartenenti alla
societa' di cui all'art. 5-bis del decreto-legge 23 aprile
1993, n. 118, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
giugno 1993, n. 202, da trasferire a titolo gratuito alla
societa' «Istituto Luce - Cinecitta'».
9. Il Ministro per i beni e le attivita' culturali
emana, annualmente, un atto di indirizzo contenente, con
riferimento a tre esercizi sociali, gli obiettivi
strategici della societa' di cui al comma 6. L'atto
d'indirizzo riguarda attivita' e servizi di interesse
generale, fra le quali sono ricomprese:
a) le attivita' di conservazione, restauro e
valorizzazione del patrimonio filmico, fotografico e
documentaristico trasferito alla societa' ai sensi del
comma 8;
b) la distribuzione di opere prime e seconde e
cortometraggi sostenute dal Ministero per i beni e le
attivita' culturali ai sensi del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 28, e successive modificazioni, nonche' la
produzione documentaristica basata prevalentemente sul
patrimonio di cui alla lettera a). Nell'atto di indirizzo
non possono essere ricomprese attivita' di produzione
cinematografica ovvero di distribuzione di opere filmiche
diverse da quelle indicate nel punto b) e possono essere
ricomprese attivita' strumentali, di supporto, e
complementari ai compiti espletati nel settore
cinematografico dalle competenti strutture del Ministero
per i beni e le attivita' culturali, con particolare
riferimento alla promozione del cinema italiano all'estero,
alla gestione, per conto dello Stato, dei diritti filmici
da quest'ultimo detenuti a qualunque titolo, nonche'
l'eventuale gestione, per conto del Ministero, del fondo e
della annessa contabilita' speciale di cui all'art. 12,
comma 7, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, e
successive modificazioni.
10. La societa' di cui al comma 6 presenta al Ministro
per i beni e le attivita' culturali una proposta di
programma coerente con gli obiettivi strategici individuati
nell'atto di indirizzo. Il programma annuale delle
attivita' e' approvato dal Ministro, che assegna le risorse
finanziarie necessarie per il suo svolgimento e per il
funzionamento della societa', inclusa la copertura dei
costi per il personale.
11. Dalla data di adozione del decreto di cui al comma
8, la societa' di cui all'art. 5-bis del decreto-legge 23
aprile 1993, n. 118, convertito, con modificazioni, dalla
legge 23 giugno 1993, n. 202, e' posta in liquidazione ed
e' trasferita alla Societa' Fintecna s.p.a. o a Societa' da
essa interamente controllata, sulla base del rendiconto
finale delle attivita' e della situazione
economico-patrimoniale aggiornata alla medesima data, da
redigere, entro 30 giorni dalla messa in liquidazione, da
parte degli amministratori e del collegio sindacale gia' in
carica presso la societa' posta in liquidazione.
12. Entro i successivi trenta giorni si provvede alla
nomina di un collegio di tre periti designati, uno dalla
societa' trasferitaria, uno dal Ministero per i beni e le
attivita' culturali e uno dal Ministero dell'economia e
delle finanze con funzioni di presidente al fine di
effettuare, entro 90 giorni dalla data di consegna della
predetta situazione economico-patrimoniale, una verifica di
tale situazione e sulla base della stessa, una valutazione
estimativa dell'esito finale della liquidazione della
societa' trasferita.
L'ammontare del compenso del collegio di periti e'
determinato con decreto dal Ministro dell'Economia e delle
Finanze. La valutazione deve, fra l'altro, tenere conto di
tutti i costi e gli oneri necessari per la liquidazione
della societa' trasferita, ivi compresi quelli di
funzionamento, nonche' dell'ammontare del compenso dei
periti, individuando altresi' il fabbisogno finanziario
stimato per la liquidazione stessa. Il valore stimato
dell'esito finale della liquidazione costituisce il
corrispettivo per il trasferimento della societa', che e'
corrisposto dalla societa' trasferitaria al Ministero per i
beni e le attivita' culturali. Al termine della
liquidazione della societa' trasferita, il collegio dei
periti determina l'eventuale maggiore importo risultante
dalla differenza fra l'esito economico effettivo
consuntivato alla chiusura della liquidazione ed il
corrispettivo pagato. Tale eventuale maggiore importo e'
attribuito alla societa' trasferitaria in ragione del
migliore risultato conseguito nella liquidazione. Qualora
il valore stimato dell'esito finale della liquidazione sia
negativo, il collegio dei periti determina annualmente
l'entita' dei rimborsi dovuti dal Ministero per i beni e le
attivita' culturali alla societa' trasferitaria per
garantire l'intera copertura dei costi di gestione della
societa' in liquidazione. A tali oneri il Ministero per i
beni e le attivita' culturali fara' fronte con le risorse
destinate al settore cinematografico nell'ambito del
riparto del fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge
30 aprile 1985, n. 163 e successive modificazioni.
13. Nel decreto di cui al comma 8 puo' essere previsto
il trasferimento al Ministero per i beni e le attivita'
culturali di funzioni attualmente svolte dalla societa' di
cui all'art. 5-bis del decreto-legge 23 aprile 1993, n.
118, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno
1993, n. 202. Con lo stesso decreto sono stabilite le date
di effettivo esercizio delle funzioni trasferite e sono
individuate le risorse umane e strumentali, nonche' quelle
finanziarie a legislazione vigente da attribuire al
Ministero per i beni e le attivita' culturali mediante
corrispondente riduzione del trasferimento a favore di
Cinecitta' Luce s.p.a. Per il trasferimento delle funzioni
previsto dal secondo periodo, i dipendenti a tempo
indeterminato, non aventi qualifica dirigenziale,
attualmente in servizio presso la societa' di cui al terzo
periodo del presente comma, che non siano trasferiti alla
societa' di cui al comma 6, ai sensi del comma 8, sono
inquadrati nei ruoli del Ministero per i beni e le
attivita' culturali sulla base di apposita tabella di
corrispondenza approvata nel medesimo decreto di cui al
presente comma e previo espletamento di apposita procedura
selettiva di verifica dell'idoneita'; il Ministero per i
beni e le attivita' culturali provvede conseguentemente a
rideterminare le proprie dotazioni organiche in misura
corrispondente al personale effettivamente trasferito; i
dipendenti inquadrati mantengono il trattamento economico
fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e
continuative, corrisposto al momento dell'inquadramento;
nel caso in cui tale trattamento risulti piu' elevato
rispetto a quello previsto per il personale del Ministero,
e' attribuito per la differenza un assegno ad personam
riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a
qualsiasi titolo conseguiti.
14. Tutte le operazioni compiute in attuazione dei
commi dal 6 al 13 del presente articolo sono esenti da
qualunque imposta diretta o indiretta, tassa, obbligo e
onere tributario comunque inteso o denominato.
15. L'art. 7, comma 20, del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, si interpreta nel senso che le
amministrazioni di destinazione subentrano direttamente
nella titolarita' di tutti i rapporti giuridici attivi e
passivi degli enti soppressi, senza che tali enti siano
previamente assoggettati a una procedura di liquidazione.
16. Il corrispettivo previsto dall'art. 6, comma 16,
del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e'
versato entro il 15 dicembre 2011; al citato comma 16,
settimo periodo, le parole da: «d'intesa tra il Ministero
dell'economia e delle finanze» fino alla fine del periodo,
sono sostituite dalle seguenti: «dal Ministero
dell'economia e delle finanze ed il terzo, con funzioni di
presidente, d'intesa dalla societa' trasferitaria ed il
predetto Ministero dell'economia e delle finanze».
17. L'Istituto nazionale per il commercio estero (ICE)
e' soppresso a decorrere dalla data di entrata in vigore
del presente decreto.
18. E' istituita l'Agenzia per la promozione all'estero
e l'internazionalizzazione delle imprese italiane,
denominata «ICE - Agenzia per la promozione all'estero e
l'internazionalizzazione delle imprese italiane», ente
dotato di personalita' giuridica di diritto pubblico,
sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministero
dello sviluppo economico, che li esercita, per le materie
di rispettiva competenza, d'intesa con il Ministero degli
affari esteri e sentito il Ministero dell'economia e delle
finanze.
18-bis. I poteri di indirizzo in materia di promozione
e internazionalizzazione delle imprese italiane sono
esercitati dal Ministro dello sviluppo economico e dal
Ministro degli affari esteri. Le linee guida e di indirizzo
strategico in materia di promozione e
internazionalizzazione delle imprese, anche per quanto
riguarda la programmazione delle risorse, comprese quelle
di cui al comma 19, sono assunte da una cabina di regia,
costituita senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica, copresieduta dal Ministro degli affari
esteri, dal Ministro dello sviluppo economico e, per le
materie di propria competenza, dal Ministro con delega al
turismo e composta dal Ministro dell'economia e delle
finanze, o da persona dallo stesso designata, dal Ministro
delle politiche agricole, alimentari e forestali, o da
persona dallo stesso designata, dal presidente della
Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e dai
presidenti, rispettivamente, dell'Unione italiana delle
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura,
della Confederazione generale dell'industria italiana, di
R.E.TE. Imprese Italia, di Alleanza delle Cooperative
italiane e dell'Associazione bancaria italiana.
19. Le funzioni attribuite all'ICE dalla normativa
vigente e le inerenti risorse di personale, finanziarie e
strumentali, compresi i relativi rapporti giuridici attivi
e passivi, sono trasferiti, senza che sia esperita alcuna
procedura di liquidazione, anche giudiziale, al Ministero
dello sviluppo economico, il quale entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente disposizione e'
conseguentemente riorganizzato ai sensi dell'art. 4 del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni, e all'Agenzia di cui al comma precedente. Le
risorse gia' destinate all'ICE per il finanziamento
dell'attivita' di promozione e di sviluppo degli scambi
commerciali con l'estero, come determinate nella Tabella C
della legge 13 dicembre 2010, n. 220, sono trasferite in un
apposito Fondo per la promozione degli scambi e
l'internazionalizzazione delle imprese, da istituire nello
stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico.
20. L'Agenzia opera al fine di sviluppare
l'internazionalizzazione delle imprese italiane, nonche' la
commercializzazione dei beni e dei servizi italiani nei
mercati internazionali, e di promuovere l'immagine del
prodotto italiano nel mondo. L'Agenzia svolge le attivita'
utili al perseguimento dei compiti ad essa affidati e, in
particolare, offre servizi di informazione, assistenza e
consulenza alle imprese italiane che operano nel commercio
internazionale e promuove la cooperazione nei settori
industriale, agricolo e agro-alimentare, della
distribuzione e del terziario, al fine di incrementare la
presenza delle imprese italiane sui mercati internazionali.
Nello svolgimento delle proprie attivita', l'Agenzia opera
in stretto raccordo con le regioni, le camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura, le organizzazioni
imprenditoriali e gli altri soggetti pubblici e privati
interessati.
21. Sono organi dell'Agenzia il presidente, nominato,
al proprio interno, dal consiglio di amministrazione, il
consiglio di amministrazione, costituito da cinque membri,
di cui uno con funzioni di presidente, e il collegio dei
revisori dei conti. I membri del consiglio di
amministrazione sono nominati con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo
economico. Uno dei cinque membri e' designato dal Ministro
degli affari esteri. I membri del consiglio di
amministrazione sono scelti tra persone dotate di
indiscusse moralita' e indipendenza, alta e riconosciuta
professionalita' e competenza nel settore. La carica di
componente del consiglio di amministrazione e'
incompatibile con incarichi politici elettivi. Le funzioni
di controllo di regolarita' amministrativo-contabile e di
verifica sulla regolarita' della gestione dell'Agenzia sono
affidate al collegio dei revisori, composto di tre membri
ed un membro supplente, designati dai Ministeri dello
sviluppo economico, degli affari esteri e dell'economia e
delle finanze, che nomina anche il supplente. La presidenza
del collegio spetta al rappresentante del Ministero
dell'economia e delle finanze. I membri del consiglio di
amministrazione dell'Agenzia durano in carica quattro anni
e possono essere confermati una sola volta. All'Agenzia si
applica il decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123. E'
esclusa l'applicabilita' della disciplina della revisione
legale di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n.
39.
22. Il direttore generale svolge funzioni di direzione,
coordinamento e controllo della struttura dell'Agenzia.
Formula proposte al consiglio di amministrazione, da'
attuazione ai programmi e alle deliberazioni da questo
approvati e assicura gli adempimenti di carattere
tecnico-amministrativo, relativi alle attivita'
dell'Agenzia ed al perseguimento delle sue finalita'
istituzionali. Il direttore generale e' nominato per un
periodo di quattro anni, rinnovabili per una sola volta. Al
direttore generale non si applica il comma 8 dell'art. 19
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
23. I compensi spettanti ai membri del consiglio di
amministrazione sono determinati con decreto del Ministro
dello sviluppo economico di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, in conformita' alle norme di
contenimento della spesa pubblica e, comunque, entro i
limiti di quanto previsto per enti di similari dimensioni.
Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma sono
coperti nell'ambito delle risorse di cui ai commi 26-bis,
primo periodo, 26-ter e 26-quater. Se dipendenti di
amministrazioni pubbliche, ai membri del consiglio di
amministrazione si applica il comma 5 dell'art. 1 del
presente decreto.
24. Il consiglio di amministrazione dell'Agenzia
delibera lo statuto, il regolamento di organizzazione, di
contabilita', la dotazione organica del personale, nel
limite massimo di 450 unita', ed i bilanci. Detti atti sono
trasmessi ed approvati dai Ministeri vigilanti, di concerto
con il Ministero dell'economia e delle finanze, che possono
formulare i propri rilievi entro novanta giorni per lo
statuto ed entro sessanta giorni dalla ricezione per i
restanti atti. Il piano annuale di attivita' e' definito
tenuto conto delle proposte provenienti, attraverso il
Ministero degli affari esteri, dalle rappresentanze
diplomatiche e consolari.
25. L'Agenzia opera all'estero nell'ambito delle
Rappresentanze diplomatiche e consolari con modalita'
stabilite con apposita convenzione stipulata tra l'Agenzia,
il Ministero degli affari esteri e il Ministero dello
sviluppo economico. Il personale dell'Agenzia all'estero -
e' individuato, sentito il Ministero degli Affari Esteri,
nel limite di un contingente massimo definito nell'ambito
della dotazione organica di cui al comma 24 - e puo' essere
accreditato, previo nulla osta del Ministero degli affari
esteri, secondo le procedure previste dall'art. 31 del
decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n.
18, in conformita' alle convenzioni di Vienna sulle
relazioni diplomatiche e consolari e tenendo conto delle
consuetudini esistenti nei Paesi di accreditamento. Il
funzionario responsabile dell'ufficio e' accreditato presso
le autorita' locali in lista diplomatica. Il restante
personale e' notificato nella lista del personale
tecnico-amministrativo. Il personale dell'Agenzia
all'estero opera nel quadro delle funzioni di direzione,
vigilanza e coordinamento dei Capi missione, in linea con
le strategie di internazionalizzazione delle imprese
definite dal Ministero dello sviluppo economico di concerto
con il Ministero degli affari esteri.
26. In sede di prima applicazione, con i decreti di cui
al comma 26-bis, e' trasferito all'Agenzia un contingente
massimo di 450 unita', provenienti dal personale dipendente
a tempo indeterminato del soppresso istituto, da
individuarsi sulla base di una valutazione comparativa per
titoli. Il personale locale, impiegato presso gli uffici
all'estero del soppresso istituto con rapporti di lavoro,
anche a tempo indeterminato, disciplinati secondo
l'ordinamento dello Stato estero, e' attribuito
all'Agenzia. I contratti di lavoro del personale locale
sono controfirmati dal titolare della Rappresentanza
diplomatica, nel quadro delle sue funzioni di vigilanza e
direzione, al fine dell'impiego del personale in questione
nell'ambito della Rappresentanza stessa.
26-bis. Con uno o piu' decreti di natura non
regolamentare del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il
Ministro degli affari esteri per le materie di sua
competenza, si provvede, nel rispetto di quanto previsto
dal comma 26 e dalla lettera b) del comma 26-sexies,
all'individuazione delle risorse umane, strumentali,
finanziarie, nonche' dei rapporti giuridici attivi e
passivi facenti capo al soppresso istituto, da trasferire
all'Agenzia e al Ministero dello sviluppo economico. Con i
medesimi decreti si provvede a rideterminare le dotazioni
organiche del Ministero dello sviluppo economico in misura
corrispondente alle unita' di personale in servizio a tempo
indeterminato trasferito. Il Ministro dell'economia e delle
finanze e' autorizzato ad apportare con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
26-ter. A decorrere dall'anno 2012, la dotazione del
Fondo di cui al comma 19 e' determinata ai sensi dell'art.
11, comma 3, lettera d), della legge 31 dicembre 2009, n.
196, ed e' destinata all'erogazione all'Agenzia di un
contributo annuale per il finanziamento delle attivita' di
promozione all'estero e di internazionalizzazione delle
imprese italiane. A decorrere dall'anno 2012 e' altresi'
iscritto nello stato di previsione del Ministero dello
sviluppo economico un apposito capitolo destinato al
finanziamento delle spese di funzionamento, la cui
dotazione e' determinata ai sensi dell'art. 11, comma 3,
lettera d), della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e di un
apposito capitolo per il finanziamento delle spese di
natura obbligatoria della medesima Agenzia. Il contributo
erogato per il finanziamento delle attivita' di promozione
all'estero e di internazionalizzazione delle imprese
italiane non puo' essere utilizzato a copertura delle spese
fisse per il personale dipendente.
26-quater. Le entrate dell'Agenzia sono costituite,
oltre che dai contributi di cui al comma 26-ter, da:
a) eventuali assegnazioni per la realizzazione di
progetti finanziati parzialmente o integralmente
dall'Unione europea;
b) corrispettivi per servizi prestati agli operatori
pubblici o privati e compartecipazioni di terzi alle
iniziative promozionali;
c) utili delle societa' eventualmente costituite o
partecipate;
d) altri proventi patrimoniali e di gestione.
26-quinquies. L'Agenzia provvede alle proprie spese di
funzionamento e alle spese relative alle attivita' di
promozione all'estero e internazionalizzazione delle
imprese italiane nei limiti delle risorse finanziarie di
cui ai commi 26-bis, 26-ter e 26-quater.
26-sexies. Sulla base delle linee guida e di indirizzo
strategico determinate dalla cabina di regia di cui al
comma 18-bis, adottate dal Ministero dello sviluppo
economico d'intesa con il Ministero degli affari esteri per
quanto di competenza, sentito il Ministero dell'economia e
delle finanze, l'Agenzia provvede entro sette mesi dalla
costituzione a:
a) una riorganizzazione degli uffici di cui al comma
25 mantenendo in Italia soltanto gli uffici di Roma e
Milano. Il Ministero dello sviluppo economico, l'Agenzia,
le regioni e le Camere di commercio, industria, artigianato
e agricoltura possono definire opportune intese per
individuare la destinazione delle risorse umane,
strumentali e finanziarie assegnate alle sedi periferiche
soppresse;
b) una rideterminazione delle modalita' di
svolgimento delle attivita' di promozione fieristica, al
fine di conseguire risparmi nella misura di almeno il 20
per cento della spesa media annua per tali attivita'
registrata nell'ultimo triennio;
c) una concentrazione delle attivita' di promozione
sui settori strategici e sull'assistenza alle piccole e
medie imprese.
26-septies. I dipendenti a tempo indeterminato del
soppresso istituto, fatto salvo quanto previsto per il
personale di cui al comma 26 e dalla lettera a) del comma
26-sexies, sono inquadrati nei ruoli del Ministero dello
sviluppo economico, sulla base di apposite tabelle di
corrispondenza approvate con uno o piu' decreti del
Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione, su proposta del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, assicurando l'invarianza della spesa
complessiva. L'eventuale trasferimento di dipendenti alle
Regioni o alle Camere di commercio, industria, artigianato
e agricoltura ha luogo in conformita' con le intese di cui
al comma 26-sexies , lettera a) senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica.
26-octies. I dipendenti trasferiti al Ministero dello
sviluppo economico e all'Agenzia di cui al comma 18
mantengono l'inquadramento previdenziale di provenienza
nonche' il trattamento economico fondamentale e accessorio
limitatamente alle voci fisse e continuative, corrisposto
al momento dell'inquadramento. Nel caso in cui tale
trattamento risulti piu' elevato rispetto a quello previsto
per il personale del Ministero e dell'Agenzia, disciplinato
dai contratti collettivi nazionali di lavoro del personale
dei ministeri, ai dipendenti trasferiti e' attribuito per
la differenza un assegno ad personam riassorbibile con i
successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo
conseguiti. Dall'attuazione del presente comma non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.
26-novies. L'Agenzia si avvale del patrocinio
dell'Avvocatura dello Stato, ai sensi dell'art. 43 del
regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611.
26-decies. Il controllo sulla gestione finanziaria
dell'Agenzia e' esercitato dalla Corte dei conti, ai sensi
della legge 21 marzo 1958, n. 259, con le modalita' di cui
all'art. 12 della legge stessa.
27. La legge 25 marzo 1997, n. 68, e' abrogata.
28. Al fine di conseguire gli obiettivi di crescita del
settore ippico, di riduzione della spesa di funzionamento,
di incremento dell'efficienza e di miglioramento della
qualita' dei servizi, nonche' di assicurare la trasparenza
e l'imparzialita' nello svolgimento delle attivita' di gara
del settore, ai sensi e con le modalita' di cui all'art. 8
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nel
rispetto di quanto previsto dal decreto legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, l'UNIRE e' trasformato in Agenzia per
lo sviluppo del settore ippico - ASSI con il compito di
promuovere l'incremento e il miglioramento qualitativo e
quantitativo delle razze equine, gestire i libri
genealogici, revisionare i meccanismi di programmazione
delle corse, delle manifestazioni e dei piani e programmi
allevatoriali, affidare, ai sensi del decreto legislativo
12 aprile 2006, n. 163, il servizio di diffusione
attraverso le reti nazionali ed interregionali delle
riprese televisive delle corse, valutare le strutture degli
ippodromi e degli impianti di allevamento, di allenamento e
di addestramento, secondo parametri internazionalmente
riconosciuti. L'ASSI subentra nella titolarita' dei
rapporti giuridici attivi e passivi dell'UNIRE. Il potere
di indirizzo e vigilanza sull'Agenzia e' esercitato dal
Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali.
L'incarico di direttore generale, nonche' quello di
componente del comitato direttivo e del collegio dei
revisori dell'Agenzia ha la durata di tre anni.
29. Il personale dell'UNIRE con rapporto di lavoro
subordinato a tempo indeterminato, in servizio alla data di
entrata in vigore del presente decreto, prosegue il proprio
rapporto con l'Agenzia. La consistenza numerica complessiva
di tale personale costituisce il limite massimo della
dotazione organica dell'Agenzia. Nei confronti del
personale dell'Agenzia continua ad applicarsi la disciplina
prevista dai contratti collettivi nazionali del comparto
degli enti pubblici non economici e dell'Area VI della
dirigenza. All'Agenzia sono altresi' trasferite le risorse
finanziarie previste a carico del bilancio dello Stato per
l'UNIRE."
L'art. 17 del d.lgs. 29-3-2004 n. 99 "Disposizioni in
materia di soggetti e attivita', integrita' aziendale e
semplificazione amministrativa in agricoltura, a norma
dell'art. 1, comma 2, lettere d), f), g), l), ee), della L.
7 marzo 2003, n. 38.", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
22 aprile 2004, n. 94, abrogato dalla presente legge,
recava:
«Art. 17. Promozione del sistema agroalimentare
italiano.».
Si riporta il testo del comma 634 dell'art. 2 della
legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2008):
" 634. Al fine di conseguire gli obiettivi di
stabilita' e crescita, di ridurre il complesso della spesa
di funzionamento delle amministrazioni pubbliche, di
incrementare l'efficienza e di migliorare la qualita' dei
servizi, con uno o piu' regolamenti, da emanare entro il 31
ottobre 2009, ai sensi dell'art. 17, comma 2, della legge
23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro o dei
Ministri interessati, di concerto con il Ministro per la
pubblica amministrazione e l'innovazione, il Ministro per
la semplificazione normativa, il Ministro per l'attuazione
del programma di Governo e il Ministro dell'economia e
delle finanze sentite le organizzazioni sindacali in
relazione alla destinazione del personale, sono riordinati,
trasformati o soppressi e messi in liquidazione, enti ed
organismi pubblici statali, nonche' strutture pubbliche
statali o partecipate dallo Stato, anche in forma
associativa, nel rispetto dei seguenti principi e criteri
direttivi:
a) fusione di enti, organismi e strutture pubbliche
comunque denominate che svolgono attivita' analoghe o
complementari, con conseguente riduzione della spesa
complessiva e corrispondente riduzione del contributo
statale di funzionamento;
b) trasformazione degli enti ed organismi pubblici
che non svolgono funzioni e servizi di rilevante interesse
pubblico in soggetti di diritto privato, ovvero
soppressione e messa in liquidazione degli stessi secondo
le modalita' previste dalla legge 4 dicembre 1956, n. 1404,
e successive modificazioni, fermo restando quanto previsto
dalla lettera e) del presente comma, nonche' dall'art. 9,
comma 1-bis, lettera c), del decreto-legge 15 aprile 2002,
n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno
2002, n. 112;
c) fusione, trasformazione o soppressione degli enti
che svolgono attivita' in materie devolute alla competenza
legislativa regionale ovvero attivita' relative a funzioni
amministrative conferite alle regioni o agli enti locali;
d) razionalizzazione degli organi di indirizzo
amministrativo, di gestione e consultivi e riduzione del
numero dei componenti degli organi collegiali almeno del 30
per cento, con salvezza della funzionalita' dei predetti
organi;
e) previsione che, per gli enti soppressi e messi in
liquidazione, lo Stato risponde delle passivita' nei limiti
dell'attivo della singola liquidazione in conformita' alle
norme sulla liquidazione coatta amministrativa;
f) abrogazione delle disposizioni legislative che
prescrivono il finanziamento, diretto o indiretto, a carico
del bilancio dello Stato o di altre amministrazioni
pubbliche, degli enti ed organismi pubblici soppressi e
posti in liquidazione o trasformati in soggetti di diritto
privato ai sensi della lettera b);
g) trasferimento, all'amministrazione che riveste
preminente competenza nella materia, delle funzioni di
enti, organismi e strutture soppressi;
h) la riduzione del numero degli uffici dirigenziali
esistenti presso gli enti con corrispondente riduzione
degli organici del personale dirigenziale e non
dirigenziale ed il contenimento delle spese relative alla
logistica ed al funzionamento;
i) la riduzione da parte delle amministrazioni
vigilanti del numero dei propri uffici dirigenziali con
corrispondente riduzione delle dotazioni organiche del
personale dirigenziale e non dirigenziale nonche' il
contenimento della spesa per la logistica ed il
funzionamento."
Si riporta il testo dell'art. 2 del decreto-legge 7
maggio 2012, n. 52 (Disposizioni urgenti per la
razionalizzazione della spesa pubblica) convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 luglio 2012, n. 94:
"Art. 2 Commissario straordinario per la
razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e
servizi (11)
1. Nell'ambito della razionalizzazione della spesa
pubblica ed ai fini di coordinamento della finanza
pubblica, di perequazione delle risorse finanziarie e di
riduzione della spesa corrente della pubblica
amministrazione, garantendo altresi' la tutela della
concorrenza attraverso la trasparenza ed economicita' delle
relative procedure, il Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle
finanze e del Ministro per i rapporti con il Parlamento
delegato per il programma di Governo, puo' nominare un
Commissario straordinario, al quale spetta il compito di
definire il livello di spesa per acquisti di beni e
servizi, per voci di costo, delle amministrazioni
pubbliche. Il Commissario svolge anche compiti di
supervisione, monitoraggio e coordinamento dell'attivita'
di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle
pubbliche amministrazioni, anche in considerazione dei
processi di razionalizzazione in atto, nonche', senza nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica, attivita' di
ottimizzazione, in collaborazione con l'Agenzia del
demanio, dell'utilizzazione degli immobili di proprieta'
pubblica, anche al fine di ridurre i canoni e i costi di
gestione delle amministrazioni pubbliche. Il Commissario
collabora altresi' con il Ministro delegato per il
programma di governo per l'attivita' di revisione della
spesa delle pubbliche amministrazioni. (8)
2. Tra le amministrazioni pubbliche sono incluse tutte
le amministrazioni, autorita', anche indipendenti,
organismi, uffici, agenzie o soggetti pubblici comunque
denominati e gli enti locali, nonche' le societa' a totale
partecipazione pubblica diretta e indiretta e le societa'
non quotate controllate da soggetti pubblici nonche',
limitatamente alla spesa sanitaria, le amministrazioni
regionali commissariate per la redazione e l'attuazione del
piano di rientro dal disavanzo sanitario. Alle societa' a
totale partecipazione pubblica e alle loro controllate che
gestiscono servizi di interesse generale su tutto il
territorio nazionale la disciplina del presente decreto si
applica solo qualora abbiano registrato perdite negli
ultimi tre esercizi. Ciascuna amministrazione puo'
individuare, tra il personale in servizio, un responsabile
per l'attivita' di razionalizzazione della spesa pubblica
di cui al presente decreto; l'incarico e' svolto senza
corresponsione di indennita' o compensi aggiuntivi. (8)
2-bis. La Presidenza della Repubblica, il Senato della
Repubblica, la Camera dei deputati e la Corte
costituzionale, in conformita' con quanto previsto dai
rispettivi ordinamenti, valutano le iniziative volte a
conseguire gli obiettivi di cui al presente decreto. (9)
3. (soppresso)
4. Per la definizione del livello di spesa di cui al
comma 1, nelle regioni, salvo quanto previsto dal comma 2,
il Commissario, nel rispetto dei principi di
sussidiarieta', di differenziazione, di adeguatezza e di
leale collaborazione, formula proposte al Presidente della
regione interessata, comunicandole al Ministero
dell'economia e delle finanze.
5. Per le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano le disposizioni di cui al presente decreto
costituiscono principi di coordinamento della finanza
pubblica."
Si riporta il testo dell'art. 68 del citato
decreto-legge n. 112 del 2008:
"Art. 68. Riduzione degli organismi collegiali e di
duplicazioni di strutture
1. Ai fini dell'attuazione del comma 2-bis dell'art. 29
del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,
improntato a criteri di rigorosa selezione, per la
valutazione della perdurante utilita' degli organismi
collegiali operanti presso la Pubblica Amministrazione e
per realizzare, entro il triennio 2009-2011, la graduale
riduzione di tali organismi fino al definitivo
trasferimento delle attivita' ad essi demandate nell'ambito
di quelle istituzionali delle Amministrazioni, vanno
esclusi dalla proroga prevista dal comma 2-bis del citato
art. 29 del decreto-legge n. 223 del 2006 gli organismi
collegiali:
istituiti in data antecedente al 30 giugno 2004 da
disposizioni legislative od atti amministrativi la cui
operativita' e' finalizzata al raggiungimento di specifici
obiettivi o alla definizione di particolari attivita'
previste dai provvedimenti di istituzione e non abbiano
ancora conseguito le predette finalita';
istituiti successivamente alla data del 30 giugno
2004 che non operano da almeno due anni antecedenti alla
data di entrata in vigore del presente decreto;
svolgenti funzioni riconducibili alle competenze
previste dai regolamenti di organizzazione per gli uffici
di struttura dirigenziale di 1° e 2° livello
dell'Amministrazione presso la quale gli stessi operano
ricorrendo, ove vi siano competenze di piu'
amministrazioni, alla conferenza di servizi (336).
2. Nei casi in cui, in attuazione del comma 2-bis
dell'art. 29 del citato decreto-legge n. 223 del 2006 venga
riconosciuta l'utilita' degli organismi collegiali di cui
al comma 1, la proroga e' concessa per un periodo non
superiore a due anni. In sede di concessione della proroga
prevista dal citato comma 2-bis dovranno inoltre prevedersi
ulteriori obiettivi di contenimento dei trattamenti
economici da corrispondere ai componenti privilegiando i
compensi collegati alla presenza rispetto a quelli
forfetari od onnicomprensivi e stabilendo l'obbligo, a
scadenza dei contratti, di nominare componenti la cui sede
di servizio coincida con la localita' sede dell'organismo.
3. Con Decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, su proposta del Ministro competente, sono
individuati gli organismi collegiali ritenuti utili sulla
base dei criteri di cui ai precedenti commi, in modo tale
da assicurare un ulteriore contenimento della spesa non
inferiore a quello conseguito in attuazione del citato art.
29 del decreto-legge n. 223 del 2006.
4. La riduzione di spesa prevista dal comma 1 dell'art.
29 del citato decreto-legge n. 223 del 2006 riferita
all'anno 2006 si applica agli organismi collegiali ivi
presenti istituiti dopo la data di entrata in vigore del
citato decreto-legge.
5. Al fine di eliminare duplicazioni organizzative e
funzionali nonche' di favorire una maggiore efficienza dei
servizi e la razionalizzazione delle procedure, le
strutture amministrative che svolgono prevalentemente
attivita' a contenuto tecnico e di elevata specializzazione
riconducibili a funzioni istituzionali attribuite ad
amministrazioni dello Stato centrali o periferiche, sono
soppresse e le relative competenze sono trasferite alle
Amministrazioni svolgenti funzioni omogenee.
6. In particolare sono soppresse le seguenti strutture:
a) Alto Commissario per la prevenzione ed il
contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito
all'interno della pubblica amministrazione di cui all'art.
1 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 e successive
modificazioni.;
b) Alto Commissario per la lotta alla contraffazione
di cui all'art. 1-quater del decreto-legge 14 marzo 2005,
n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio
2005, n. 80 e all'art. 4-bis del decreto-legge 10 gennaio
2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
marzo 2006, n. 81;
c) Commissione per l'inquadramento del personale gia'
dipendente da organismi militari operanti nel territorio
nazionale nell'ambito della Comunita' Atlantica di cui
all'art. 2, comma 2, della legge 9 marzo 1971, n. 98.
6-bis. Le funzioni delle strutture di cui al comma 6,
lettere a) e b), sono trasferite al Ministro competente che
puo' delegare un sottosegretario di Stato.
7. Le amministrazioni interessate trasmettono al
Dipartimento della Funzione Pubblica ed al Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato - i provvedimenti di
attuazione del presente articolo.
8. Gli organi delle strutture soppresse ai sensi del
presente articolo rimangono in carica per 60 giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto al fine di
gestire l'ordinato trasferimento delle funzioni. I risparmi
derivanti dal presente articolo sono destinati al
miglioramento dei saldi di finanza pubblica."
Si riporta il testo dell'art. 11 della legge 7 dicembre
2000, n. 383 (Disciplina delle associazioni di promozione
sociale):
"Art. 11. Istituzione e composizione dell'Osservatorio
nazionale.
1. In sede di prima attuazione della presente legge,
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro per la solidarieta' sociale, e'
istituito l'Osservatorio nazionale dell'associazionismo, di
seguito denominato «Osservatorio», presieduto dal Ministro
per la solidarieta' sociale, composto da 26 membri, di cui
10 rappresentanti delle associazioni a carattere nazionale
maggiormente rappresentative, 10 rappresentanti estratti a
sorte tra i nominativi indicati da altre associazioni e 6
esperti.
2. Le associazioni di cui al comma 1 devono essere
iscritte nei registri ai rispettivi livelli.
3. L'Osservatorio elegge un vicepresidente tra i suoi
componenti di espressione delle associazioni.
4. L'Osservatorio si riunisce al massimo otto volte
l'anno, dura in carica tre anni ed i suoi componenti non
possono essere nominati per piu' di due mandati.
5. Per il funzionamento dell'Osservatorio e'
autorizzata la spesa massima di lire 225 milioni per il
2000 e di lire 450 milioni annue a decorrere dal 2001.
6. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il Ministro per la solidarieta' sociale,
sentite le Commissioni parlamentari competenti, emana un
regolamento per disciplinare le modalita' di elezione dei
membri dell'Osservatorio nazionale da parte delle
associazioni di promozione sociale iscritte nei registri
nazionale e regionali.
7. Alle attivita' di segreteria connesse al
funzionamento dell'Osservatorio si provvede con le
ordinarie risorse finanziarie, umane e strumentali del
Dipartimento per gli affari sociali."
Si riporta il testo dell'art. 12 della legge 11 agosto
1991, n. 266 (Legge-quadro sul volontariato):
"Art. 12. Osservatorio nazionale per il volontariato.
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro per gli affari sociali,
e' istituito l'Osservatorio nazionale per il volontariato,
presieduto dal Ministro per gli affari sociali o da un suo
delegato e composto da dieci rappresentanti delle
organizzazioni e delle federazioni di volontariato operanti
in almeno sei regioni, da due esperti e da tre
rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative. L'Osservatorio, che si avvale del
personale, dei mezzi e dei servizi messi a disposizione dal
Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, ha i seguenti compiti:
a) provvedere al censimento delle organizzazioni di
volontariato ed alla diffusione della conoscenza delle
attivita' da esse svolte;
b) promuovere ricerche e studi in Italia e
all'estero;
c) fornire ogni utile elemento per la promozione e lo
sviluppo del volontariato;
d) approvare progetti sperimentali elaborati, anche
in collaborazione con gli enti locali, da organizzazioni di
volontariato iscritte nei registri di cui all'art. 6 per
far fronte ad emergenze sociali e per favorire
l'applicazione di metodologie di intervento particolarmente
avanzate;
e) offrire sostegno e consulenza per progetti di
informatizzazione e di banche-dati nei settori di
competenza della presente legge;
f) pubblicare un rapporto biennale sull'andamento del
fenomeno e sullo stato di attuazione delle normative
nazionali e regionali;
g) sostenere, anche con la collaborazione delle
regioni, iniziative di formazione ed aggiornamento per la
prestazione dei servizi;
h) pubblicare un bollettino periodico di informazione
e promuovere altre iniziative finalizzate alla circolazione
delle notizie attinenti l'attivita' di volontariato;
i) promuovere, con cadenza triennale, una Conferenza
nazionale del volontariato, alla quale partecipano tutti i
soggetti istituzionali, i gruppi e gli operatori
interessati.
2. E' istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Dipartimento per gli affari sociali, il Fondo
per il volontariato, finalizzato a sostenere
finanziariamente i progetti di cui alla lettera d) del
comma 1."
Si riporta il testo dell'art. 1 del decreto del
Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103
(Regolamento recante riordino dell'Osservatorio nazionale
per l'infanzia e l'adolescenza e del Centro nazionale di
documentazione e di analisi per l'infanzia, a norma
dell'art. 29 del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito,
con modificazioni, dalla L. 4 agosto 2006, n. 248):
"Art. 1. Osservatorio nazionale per l'infanzia e
l'adolescenza.
1. E' confermato e continua ad operare l'Osservatorio
nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, istituito con la
legge 23 dicembre 1997, n. 451.
2. L'Osservatorio predispone ogni due anni il piano
nazionale di azione di interventi per la tutela dei diritti
e lo sviluppo dei soggetti in eta' evolutiva, di cui alla
Dichiarazione mondiale sulla sopravvivenza, la protezione e
lo sviluppo dell'infanzia, adottata a New York il 30
settembre 1990, con l'obiettivo di conferire priorita' ai
programmi riferiti ai minori e di rafforzare la
cooperazione per lo sviluppo dell'infanzia nel mondo. Il
piano e' articolato in interventi a favore dei soggetti in
eta' evolutiva quale strumento di applicazione e di
implementazione della Convenzione sui diritti del
fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989 e resa
esecutiva con legge 27 maggio 1991, n. 176. Il piano
individua, altresi', le modalita' di finanziamento degli
interventi da esso previsti, nonche' le forme di
potenziamento e di coordinamento delle azioni svolte dalle
pubbliche amministrazioni, dalle regioni e dagli enti
locali.
3. Ai fini della elaborazione del piano di cui al comma
2 le amministrazioni centrali dello Stato, le regioni e gli
enti locali si coordinano con l'Osservatorio affinche'
venga adottata ogni misura volta a qualificare l'impegno
finanziario per perseguire le priorita' e le azioni
previste dal piano stesso.
4. Le regioni, in accordo con le amministrazioni
provinciali e le province autonome di Trento e di Bolzano,
adottano idonee misure di coordinamento degli interventi
locali di raccolta e di elaborazione di tutti i dati
relativi alla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza
in ambito regionale. In particolare, entro il 30 aprile di
ciascun anno, sono acquisiti i dati relativi a:
a) la condizione sociale, culturale, economica,
sanitaria e psicologica dell'infanzia e dell'adolescenza;
b) le risorse finanziarie e la loro destinazione per
aree di intervento nel settore;
c) la mappa dei servizi territoriali e le risorse
attivate dai privati.
5. Il piano e' proposto dal Ministro della solidarieta'
sociale e dal Ministro delle politiche per la famiglia,
sentita la Commissione parlamentare per l'infanzia e
l'adolescenza di cui all'art. 1 della legge 23 dicembre
1997, n. 451, che si esprime entro sessanta giorni dalla
presentazione. Esso e' adottato con decreto del Presidente
della Repubblica, previo parere della Conferenza unificata
e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, entro i
trenta giorni successivi alla scadenza del termine
anzidetto.
6. L'Osservatorio predispone ogni due anni, avvalendosi
del Centro nazionale di documentazione e analisi, la
relazione biennale sulla condizione dell'infanzia e
dell'adolescenza in Italia, nonche' lo schema del rapporto
previsto dall'art. 44 della citata Convenzione di New York.
7. Il Governo predispone il rapporto previsto dall'art.
44 della citata Convenzione di New York sui diritti del
fanciullo alle scadenze indicate dal medesimo articolo,
sulla base di uno schema predisposto dall'Osservatorio, che
si avvale anche degli elementi forniti dalle regioni.
8. Al fine di rafforzare, ai sensi del comma 2, la
cooperazione per lo sviluppo dell'infanzia nel mondo, il
Ministero degli affari esteri predispone, per quanto di sua
competenza, un dettagliato programma di interventi, che
diviene parte integrante del piano nazionale d'azione,
indicando anche le risorse finanziarie destinate allo
scopo."
Si riporta il testo degli articoli 8 e 19 del decreto
legislativo 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari
opportunita' tra uomo e donna, a norma dell'art. 6 della
legge 28 novembre 2005, n. 246):
"Art. 8. Costituzione e componenti(legge 10 aprile
1991, n. 125, art. 5, commi 1, 2, 3, 4 e 7)
1. Il Comitato nazionale per l'attuazione dei principi
di parita' di trattamento ed uguaglianza di opportunita'
tra lavoratori e lavoratrici, istituito presso il Ministero
del lavoro e delle politiche sociali, promuove, nell'ambito
della competenza statale, la rimozione delle
discriminazioni e di ogni altro ostacolo che limiti di
fatto l'uguaglianza fra uomo e donna nell'accesso al
lavoro, nella promozione e nella formazione professionale,
nelle condizioni di lavoro compresa la retribuzione,
nonche' in relazione alle forme pensionistiche
complementari collettive di cui al decreto legislativo 5
dicembre 2005, n. 252.
2. Il Comitato e' composto da:
a) il Ministro del lavoro e delle politiche sociali
o, per sua delega, un Sottosegretario di Stato, con
funzioni di presidente;
b) sei componenti designati dalle confederazioni
sindacali dei lavoratori comparativamente piu'
rappresentative sul piano nazionale;
c) sei componenti designati dalle confederazioni
sindacali dei datori di lavoro dei diversi settori
economici, comparativamente piu' rappresentative sul piano
nazionale;
d) due componenti designati unitariamente dalle
associazioni di rappresentanza, assistenza e tutela del
movimento cooperativo piu' rappresentative sul piano
nazionale;
e) undici componenti designati dalle associazioni e
dai movimenti femminili piu' rappresentativi sul piano
nazionale operanti nel campo della parita' e delle pari
opportunita' nel lavoro;
f) la consigliera o il consigliere nazionale di
parita' di cui all'art. 12, comma 2, del presente decreto.
2-bis. Le designazioni di cui al comma sono effettuate
entro trenta giorni dalla relativa richiesta. In caso di
mancato tempestivo riscontro, il Comitato puo' essere
costituito sulla base delle designazioni pervenute, fatta
salva l'integrazione quando pervengano le designazioni
mancanti.
3. Partecipano, inoltre, alle riunioni del Comitato,
senza diritto di voto:
a) sei esperti in materie giuridiche, economiche e
sociologiche, con competenze in materia di lavoro e
politiche di genere;
b) sei rappresentanti, rispettivamente, del Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, del
Ministero della giustizia, del Ministero degli affari
esteri, del Ministero dello sviluppo economico, del
Dipartimento per le politiche della famiglia e del
Dipartimento della funzione pubblica, di cui uno indicato
dalle organizzazioni dei dirigenti comparativamente piu'
rappresentative;
c) cinque dirigenti o funzionari del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, in rappresentanza delle
Direzioni generali del mercato del lavoro, della tutela
delle condizioni di lavoro, per le politiche previdenziali,
per le politiche per l'orientamento e la formazione, per
l'innovazione tecnologica, di cui uno indicato dalle
organizzazioni dei dirigenti comparativamente piu'
rappresentative;
c-bis) tre rappresentanti della Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le pari
opportunita', di cui uno indicato dalle organizzazioni dei
dirigenti comparativamente piu' rappresentative.
4. I componenti del Comitato durano in carica tre anni
e sono nominati dal Ministro del lavoro e delle politiche
sociali. Per ogni componente effettivo e' nominato un
supplente. In caso di sostituzione di un componente, il
nuovo componente dura in carica fino alla scadenza del
Comitato.
5. Il vicepresidente del Comitato e' designato dal
Ministro del lavoro e delle politiche sociali nell'ambito
dei suoi componenti."
"Art. 19. Rete nazionale delle consigliere e dei
consiglieri di parita' (decreto legislativo 23 maggio 2000,
n. 196, art. 4, commi 1, 2, 3, 4 e 5)
1. La rete nazionale delle consigliere e dei
consiglieri di parita', coordinata dalla consigliera o dal
consigliere nazionale di parita', opera al fine di
rafforzare le funzioni delle consigliere e dei consiglieri
di parita', di accrescere l'efficacia della loro azione, di
consentire lo scambio di informazioni, esperienze e buone
prassi.
2. La rete nazionale si riunisce almeno due volte
l'anno su convocazione e sotto la presidenza della
consigliera o del consigliere nazionale; alle riunioni
partecipano il vice presidente del Comitato nazionale di
parita' di cui all'art. 8, e un rappresentante designato
dal Ministro per le pari opportunita'.
3. Per l'espletamento dei propri compiti la rete
nazionale puo' avvalersi, oltre che del Collegio
istruttorio di cui all'art. 11, anche di esperte o esperti,
nei settori di competenza delle consigliere e dei
consiglieri di parita', di particolare e comprovata
qualificazione professionale. L'incarico di esperta o
esperto viene conferito su indicazione della consigliera o
del consigliere nazionale di parita' dalla competente
Direzione generale del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali.
4. L'entita' delle risorse necessarie al funzionamento
della rete nazionale e all'espletamento dei relativi
compiti, e' determinata con il decreto di cui all'art. 18,
comma 2.
5. Entro il 31 marzo di ogni anno la consigliera o il
consigliere nazionale di parita' elabora, anche sulla base
dei rapporti di cui all'art. 15, comma 5, un rapporto al
Ministro del lavoro e delle politiche sociali e al Ministro
per le pari opportunita' sulla propria attivita' e su
quella svolta dalla rete nazionale. Si applica quanto
previsto nell'ultimo periodo del comma 5 dell'art. 15 in
caso di mancata o ritardata presentazione del rapporto."
Si riporta il testo del comma 5 dell'art. 4 della legge
7 febbraio 1992, n, 150 (Disciplina dei reati relativi
all'applicazione in Italia della convenzione sul commercio
internazionale delle specie animali e vegetali in via di
estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973, di cui
alla L. 19 dicembre 1975, n. 874, e del regolamento (CEE)
n. 3626/82, e successive modificazioni, nonche' norme per
la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di
mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la
salute e l'incolumita' pubblica.):
"5. Con decreto del Ministro dell'ambiente, adottato di
concerto con il Ministro delle politiche agricole e
forestali e con il Ministro del commercio con l'estero, e'
istituita presso il Ministero dell'ambiente la Commissione
scientifica per l'applicazione della Convenzione sul
commercio internazionale delle specie animali e vegetali in
via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973, di
cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874."
Si riporta il testo dei commi 2 e 2-bis dell'art. 29
del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni
urgenti per il rilancio economico e sociale, per il
contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica,
nonche' interventi in materia di entrate e di contrasto
all'evasione fiscale), convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 agosto 2006, n. 248:
"2. Per realizzare le finalita' di contenimento delle
spese di cui al comma 1, per le amministrazioni statali si
procede, entro centoventi giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, al riordino degli organismi,
anche mediante soppressione o accorpamento delle strutture,
con regolamenti da emanare ai sensi dell'art. 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, per gli organismi
previsti dalla legge o da regolamento e, per i restanti,
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su
proposta del Ministro competente. I provvedimenti tengono
conto dei seguenti criteri:
a) eliminazione delle duplicazioni organizzative e
funzionali;
b) razionalizzazione delle competenze delle strutture
che svolgono funzioni omogenee;
c) limitazione del numero delle strutture di supporto
a quelle strettamente indispensabili al funzionamento degli
organismi;
d) diminuzione del numero dei componenti degli
organismi;
e) riduzione dei compensi spettanti ai componenti
degli organismi;
e-bis) indicazione di un termine di durata, non
superiore a tre anni, con la previsione che alla scadenza
l'organismo e' da intendersi automaticamente soppresso;
e-ter) previsione di una relazione di fine mandato
sugli obiettivi realizzati dagli organismi, da presentare
all'amministrazione competente e alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri;
2-bis. La Presidenza del Consiglio dei Ministri valuta,
prima della scadenza del termine di durata degli organismi
individuati dai provvedimenti previsti dai commi 2 e 3, di
concerto con l'amministrazione di settore competente, la
perdurante utilita' dell'organismo proponendo le
conseguenti iniziative per l'eventuale proroga della durata
dello stesso."
Si riporta il testo dell'art. 10 della legge 8 ottobre
1997, n. 352 (Disposizioni sui beni culturali), come
sostituito dall'art. 2 della legge 16 ottobre 2003, n. 291
e successive modificazioni:
"Art. 10. Societa' per lo sviluppo dell'arte, della
cultura e dello spettacolo - ARCUS Spa.
1. Il Ministro per i beni e le attivita' culturali e'
autorizzato a costituire, con atto unilaterale, una
societa' per azioni, denominata «Societa' per lo sviluppo
dell'arte, della cultura e dello spettacolo - ARCUS Spa»,
di seguito denominata «Societa'», con sede in Roma, avente
ad oggetto la promozione e il sostegno finanziario,
tecnico-economico e organizzativo di progetti e altre
iniziative di investimento per la realizzazione di
interventi di restauro e recupero dei beni culturali e di
altri interventi a favore delle attivita' culturali e dello
spettacolo, nel rispetto delle funzioni costituzionali
delle regioni e degli enti locali.
2. Tutte le operazioni connesse alla costituzione della
Societa' sono esenti da imposte e tasse.
3. Il capitale sociale e' di 8.000.000 di euro ed e'
sottoscritto dal Ministero dell'economia e delle finanze.
Il Ministero per i beni e le attivita' culturali esercita i
diritti dell'azionista d'intesa con il Ministero
dell'economia e delle finanze, per quanto riguarda i
profili patrimoniali e finanziari. Le azioni che
costituiscono il capitale sociale sottoscritto dal
Ministero dell'economia e delle finanze sono inalienabili.
Al capitale sociale della Societa' possono partecipare
altresi' le regioni, gli enti locali e altri soggetti
pubblici e privati, tramite acquisto di azioni di nuova
emissione, per un importo non superiore al 60 per cento del
capitale sociale sottoscritto dallo Stato.
4. Per le funzioni di cui al comma 1, la Societa' puo'
contrarre mutui a valere nell'ambito delle risorse da
individuare ai sensi dell'art. 60, comma 4, della legge 27
dicembre 2002, n. 289, nei limiti delle quote gia'
preordinate come limiti di impegno, secondo le modalita' e
i criteri previsti dal regolamento richiamato dal medesimo
comma, che dovra' in ogni caso tenere conto degli
interventi di competenza della Societa' medesima.
5. Per la conservazione e la tutela del patrimonio
urbanistico, architettonico e artistico barocco delle
citta' di Gallipoli, Galatina, Nardo', Copertino, Casarano
e Maglie, la provincia di Lecce delibera le proposte di
intervento in accordo con le competenti soprintendenze,
sentita la commissione regionale per i beni e le attivita'
culturali di cui all'art. 154 del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112. Sulla base di tali proposte e nel
limite massimo complessivo di 7.740.000 euro, la Societa'
provvede all'attivazione degli interventi nell'ambito della
propria attivita' istituzionale e avvalendosi delle risorse
di cui al comma 4.
6. Il consiglio di amministrazione della Societa' e'
composto da sette membri, compreso il presidente, nominati
con decreto del Ministro per i beni e le attivita'
culturali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti. Tre dei componenti del consiglio sono
nominati su proposta del Ministro dell'economia e delle
finanze. Il presidente e' nominato sentite le competenti
Commissioni permanenti della Camera dei deputati e del
Senato della Repubblica.
7. Il collegio sindacale della Societa', nominato con
decreto del Ministro per i beni e le attivita' culturali,
e' composto da tre membri effettivi di cui uno con funzioni
di presidente, e due supplenti. Il presidente e uno dei
membri effettivi sono designati dal Ministro dell'economia
e delle finanze.
8. Il Ministro per i beni e le attivita' culturali
presenta ogni anno al Parlamento una relazione
sull'attivita' svolta dalla Societa'.
9. All'onere di cui al comma 3, pari a 8.000.000 di
euro per l'anno 2003, si provvede mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio
triennale 2003-2005, nell'ambito dell'unita' previsionale
di base di conto capitale «Fondo speciale» dello stato di
previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle
finanze per l'esercizio finanziario 2003, allo scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al
Ministero per i beni e le attivita' culturali.
10. La Corte dei conti esercita il controllo sulla
gestione finanziaria della Societa' ai sensi dell'art. 12
della legge 21 marzo 1958, n. 259.
11. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio."
Si riporta il testo del comma 4 dell'art. 60 della
legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2003):
"4. Il 3 per cento degli stanziamenti previsti per le
infrastrutture e' destinato alla spesa per la tutela e gli
interventi a favore dei beni e delle attivita' culturali.
Con regolamento del Ministro per i beni e le attivita'
culturali, da emanare ai sensi dell'art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, di concerto con il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, sono definiti i
criteri e le modalita' per l'utilizzo e la destinazione
della quota percentuale di cui al precedente periodo."
Si riporta il testo dell'art. 32 del citato
decreto-legge n. 98 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
«Art. 32 Disposizioni in materia di finanziamento e
potenziamento delle infrastrutture
1. Nello stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e' istituito il "Fondo
infrastrutture ferroviarie, stradali e relativo a opere di
interesse strategico" con una dotazione di 930 milioni per
l'anno 2012 e 1.000 milioni di euro per ciascuno degli anni
dal 2013 al 2016. Le risorse del Fondo sono assegnate dal
CIPE, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, e sono destinate prioritariamente alle opere
ferroviarie da realizzare ai sensi dell'art. 2, commi 232,
233 e 234, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nonche' ai
contratti di programma con RFI SpA e ANAS SpA. (171) (172)
2. Sono revocati i finanziamenti assegnati dal CIPE
entro il 31 dicembre 2008 per la realizzazione delle opere
ricomprese nel Programma delle infrastrutture strategiche
di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, per le quali,
alla data di entrata in vigore del presente decreto, non
sia stato emanato il decreto interministeriale previsto
dall'art. 1, comma 512, della legge n. 296 del 2006 e non
sia stato pubblicato il relativo bando di gara. Il presente
comma non si applica a finanziamenti approvati mediante
decreto interministeriale ai sensi dell'art. 3, comma 2,
del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 maggio 2004, n. 128.
3. Sono altresi' revocati i finanziamenti assegnati dal
CIPE per la realizzazione delle opere ricomprese nel
Programma delle infrastrutture strategiche, di cui alla
legge 21 dicembre 2001, n. 443, i cui soggetti beneficiari,
autorizzati alla data del 31 dicembre 2008 all'utilizzo dei
limiti di impegno e dei contributi pluriennali con il
decreto interministeriale previsto dall'art. 1, comma 512,
della legge n. 296 del 2006, alla data di entrata in vigore
del presente decreto non abbiano assunto obbligazioni
giuridicamente vincolanti, non abbiano bandito la gara per
l'aggiudicazione del relativo contratto di mutuo ovvero, in
caso di loro utilizzo mediante erogazione diretta, non
abbiano chiesto il pagamento delle relative quote annuali
al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e non sia
stato pubblicato il relativo bando di gara. (169)
4. Sono revocati i finanziamenti assegnati per la
progettazione delle opere ricomprese nel Programma delle
infrastrutture strategiche di cui alla legge 21 dicembre
2001, n. 443 per i quali, alla data di entrata in vigore
del presente decreto legge, non sia stato emanato il
decreto interministeriale previsto dall'art. 1, comma 512,
della legge n. 296 del 2006, ovvero i cui soggetti
beneficiari, autorizzati alla data del 31 dicembre 2008
all'utilizzo dei limiti di impegno e dei contributi
pluriennali con il decreto interministeriale previsto
dall'art. 1, comma 512, della legge n. 296 del 2006, alla
data di entrata in vigore del presente decreto non abbiano
assunto obbligazioni giuridicamente vincolanti, non abbiano
bandito la gara per l'aggiudicazione del relativo contratto
di mutuo ovvero, in caso di loro utilizzo mediante
erogazione diretta, non hanno chiesto il pagamento delle
relative quote annuali al Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti.
5. Con decreti, di natura non regolamentare, del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono
individuati i finanziamenti revocati ai sensi dei commi 2,
3 e 4.
6. Le quote annuali dei limiti di impegno e dei
contributi revocati e iscritte in bilancio ai sensi dei
commi 2, 3 e 4, affluiscono al Fondo appositamente
istituito nello stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti.
7. Il Comitato interministeriale per la programmazione
economica, su proposta del Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, stabilisce, fatta eccezione per i
finanziamenti delle opere gia' deliberati dal detto
Comitato ove confermati dal Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, la destinazione delle risorse che
affluiscono al fondo di cui al comma 6 per la realizzazione
del programma delle infrastrutture strategiche di cui alla
legge 21 dicembre 2001, n. 443.
8. Per il potenziamento e il funzionamento del sistema
informativo del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, per l'anno 2011 e' autorizzata la spesa di euro
16.700.000,00. (170)
9. Per la prosecuzione del servizio intermodale
dell'autostrada ferroviaria alpina attraverso il valico del
Frejus per l'anno 2011 e' autorizzata la spesa di euro
6.300.000,00.
10. Per le finalita' dei commi 8, e 9, le risorse di
cui all'art. 1, comma 11, del decreto-legge 23 ottobre
2008, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2008, n. 201, iscritte, in conto residui sul
capitolo 7192 dello stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, resesi disponibili per
pagamenti non piu' dovuti, sono mantenute in bilancio
nell'esercizio 2011 nel limite di euro 23 milioni di euro,
per essere versate al bilancio dello Stato.
11. All'onere derivante dai commi 8, 9 e 10, in termini
di indebitamento netto, si provvede mediante corrispondente
utilizzo, per euro 23.000.000 per l'anno 2011, in termini
di sola cassa, del fondo di cui all'art. 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.
12. All'art. 1, comma 10-ter del decreto-legge 23
ottobre 2008, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 dicembre 2008, n. 201, e' aggiunto, in fine, il
seguente periodo: "La condizione prevista dal periodo
precedente deve intendersi non realizzata nel caso di
contribuzione obbligatoria prevista per legge a carico
degli iscritti delle associazioni o fondazioni.".
13. Al fine di monitorare l'utilizzo dei fondi
strutturali e del Fondo per lo sviluppo e la coesione, la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
svolge, con cadenza almeno semestrale, una apposita
sessione per la coesione territoriale alla quale
partecipano le parti sociali.
14. Per le finalita' di cui al comma 13, la sessione
per la coesione territoriale monitora la realizzazione
degli interventi strategici nonche' propone ulteriori
procedure e modalita' necessarie per assicurare la
qualita', la rapidita' e l'efficacia della spesa; alla
sessione per la coesione territoriale i presidenti delle
regioni del Sud presentano una relazione sui risultati
conseguiti con particolare riferimento a quanto previsto
dai contratti istituzionali di sviluppo di cui all'art. 6
del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88.
15. Lo svolgimento dei lavori della sessione per la
coesione territoriale e' disciplinato con delibera della
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome, anche prevedendo compiti di
supporto tecnico a cura del Dipartimento per lo sviluppo e
la coesione economica.
16. Dall'anno 2012, una quota parte, fino al tre per
cento, delle risorse del Fondo di cui al comma 1, e'
assegnata compatibilmente con gli equilibri di finanza
pubblica con delibera del CIPE, alla spesa per la tutela e
gli interventi a favore dei beni e le attivita' culturali.
L'assegnazione della predetta quota e' disposta dal CIPE,
su proposta del Ministro per i beni e le attivita'
culturali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti e con il Ministro dell'economia e delle
finanze. Il Ministro per i beni e le attivita' culturali
presenta al CIPE una relazione annuale sullo stato di
attuazione degli interventi finanziati a valere sulle
risorse gia' destinate per le suddette finalita'. Per
l'anno 2011 non si applicano le disposizioni di cui
all'art. 60, comma 4, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
Dall'anno 2012 fino all'anno 2016 il 3 per cento degli
stanziamenti previsti per le infrastrutture, di cui
all'art. 60, comma 4, della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
e' definito esclusivamente nei termini di cui al presente
comma. (173)
17. Con riferimento alle opere di preparazione e di
realizzazione del Sito di cui all'allegato 1 al decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri in data 22 ottobre
2008, e successive modificazioni, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 277 del 2008, le distanze di cui all'art.
41-septies della legge 17 agosto 1942, n. 1150, all'art. 4,
D.M. 1° aprile 1968, n. 1404, nonche' all'art. 28 del
D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, possono essere ridotte per
determinati tratti ove particolari circostanze lo
richiedano, con provvedimento del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, su richiesta degli
interessati, e sentito l'A.N.A.S.
18. Al fine di assicurare la tempestiva realizzazione
dell'EXPO Milano 2015, nonche' di garantire l'adempimento
delle obbligazioni internazionali assunte dal Governo della
Repubblica italiana nei confronti del Bureau International
des Expositions, si applicano alle opere individuate e
definite essenziali in base al decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri in data 22 ottobre 2008, e
successive modificazioni, le disposizioni processuali di
cui all'art. 125 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n.
104.
Si riporta il testo dell'art. 15 del citato
decreto-legge n. 98 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 15 Liquidazione degli enti dissestati e misure di
razionalizzazione dell'attivita' dei commissari
straordinari
1. Fatta salva la disciplina speciale vigente per
determinate categorie di enti pubblici, quando la
situazione economica, finanziaria e patrimoniale di un ente
sottoposto alla vigilanza dello Stato raggiunga un livello
di criticita' tale da non potere assicurare la
sostenibilita' e l'assolvimento delle funzioni
indispensabili, ovvero l'ente stesso non possa fare fronte
ai debiti liquidi ed esigibili nei confronti dei terzi, con
decreto del Ministro vigilante, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, l'ente e' posto in
liquidazione coatta amministrativa; i relativi organi
decadono ed e' nominato un commissario. Il commissario
provvede alla liquidazione dell'ente, non procede a nuove
assunzioni, neanche per la sostituzione di personale in
posti che si rendono vacanti e provvede all'estinzione dei
debiti esclusivamente nei limiti delle risorse disponibili
alla data della liquidazione ovvero di quelle che si
ricavano dalla liquidazione del patrimonio dell'ente; ogni
atto adottato o contratto sottoscritto in deroga a quanto
previsto nel presente periodo e' nullo. L'incarico del
commissario non puo' eccedere la durata di tre anni e puo'
essere prorogato, per motivate esigenze, una sola volta per
un periodo massimo di due anni. Decorso tale periodo, le
residue attivita' liquidatorie continuano ad essere svolte
dal Ministero vigilante ai sensi della normativa vigente.
Le funzioni, i compiti ed il personale a tempo
indeterminato dell'ente sono allocati con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro vigilante, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, nel Ministero vigilante, in
altra pubblica amministrazione, ovvero in una agenzia
costituita ai sensi dell'art. 8 del decreto legislativo n.
300 del 1999, con la conseguente attribuzione di risorse
finanziarie comunque non superiori alla misura del
contributo statale gia' erogato in favore dell'ente. Il
personale trasferito mantiene il trattamento economico
fondamentale ed accessorio, limitatamente alle voci fisse e
continuative, corrisposto al momento del trasferimento
nonche' l'inquadramento previdenziale. Nel caso in cui il
predetto trattamento economico risulti piu' elevato
rispetto a quello previsto e' attribuito per la differenza
un assegno ad personam riassorbibile con i successivi
miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. Con
lo stesso decreto e' stabilita un'apposita tabella di
corrispondenza tra le qualifiche e le posizioni economiche
del personale assegnato. Le disposizioni del presente comma
non si applicano agli enti territoriali ed agli enti del
servizio sanitario nazionale.
1-bis. Fermo quanto previsto dal comma 1, nei casi in
cui il bilancio di un ente sottoposto alla vigilanza dello
Stato non sia deliberato nel termine stabilito dalla
normativa vigente, ovvero presenti una situazione di
disavanzo di competenza per due esercizi consecutivi, i
relativi organi, ad eccezione del collegio dei revisori o
sindacale, decadono ed e' nominato un commissario con le
modalita' previste dal citato comma 1; se l'ente e' gia'
commissariato, si procede alla nomina di un nuovo
commissario. Il commissario approva il bilancio, ove
necessario, e adotta le misure necessarie per ristabilire
l'equilibrio finanziario dell'ente; quando cio' non sia
possibile, il commissario chiede che l'ente sia posto in
liquidazione coatta amministrativa ai sensi del comma 1.
Nell'ambito delle misure di cui al precedente periodo il
commissario puo' esercitare la facolta' di cui all'art. 72,
comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n 112,
convertito con legge 6 agosto 2008, n. 133, anche nei
confronti del personale che non abbia raggiunto
l'anzianita' massima contributiva di quaranta anni. (51)
2. Al fine di garantire il raggiungimento degli
specifici obiettivi di interesse pubblico perseguiti con la
nomina e di rafforzare i poteri di vigilanza e controllo
stabiliti dalla legislazione di settore, i commissari
straordinari nominati ai sensi degli articoli 11 della
legge 23 agosto 1988, n. 400, 20 del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla
legge 28 gennaio 2009, n. 2, e 1 del decreto-legge 8 luglio
2010, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 13
agosto 2010, n. 129, e i commissari e sub commissari ad
acta nominati ai sensi dell'art. 4 del decreto-legge 1°
ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla
legge 29 novembre 2007, n. 222, possono essere in ogni
tempo revocati con le medesime modalita' previste per la
nomina. Al commissario o sub commissario revocato spetta
soltanto il compenso previsto con riferimento all'attivita'
effettivamente svolta.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2012, il compenso dei
commissari o sub commissari di cui al comma 2 e' composto
da una parte fissa e da una parte variabile. La parte fissa
non puo' superare 50 mila euro, annui; la parte variabile,
strettamente correlata al raggiungimento degli obiettivi ed
al rispetto dei tempi di realizzazione degli interventi
ricadenti nell'oggetto dell'incarico commissariale, non
puo' superare 50 mila euro annui. Con la medesima
decorrenza si procede alla rideterminazione nei termini
stabiliti dai periodi precedenti dei compensi previsti per
gli incarichi di commissario e sub commissario conferiti
prima di tale data. La violazione delle disposizioni del
presente comma costituisce responsabilita' per danno
erariale.
4. Sono esclusi dall'applicazione del comma 3 i
Commissari nominati ai sensi dell'art. 4 del decreto-legge
1° ottobre 2007, n. 159, convertito con modificazioni dalla
legge 29 novembre 2007, n. 222, i cui compensi restano
determinati secondo la metodologia di calcolo e negli
importi indicati nei relativi decreti del Ministro
dell'Economia e Finanze di concerto col Ministro della
salute.
5. Al fine di contenere i tempi di svolgimento delle
procedure di amministrazione straordinaria delle imprese di
cui all'art. 2, comma 2 del decreto legge 23 dicembre 2003,
n. 347, convertito dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39 e
successive modificazioni, nelle quali sia avvenuta la
dismissione dei compendi aziendali e che si trovino nella
fase di liquidazione, l'organo commissariale monocratico e'
integrato da due ulteriori commissari, da nominarsi con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro dello sviluppo economico con le modalita' di cui
all'art. 38 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270.
A ciascun commissario il collegio puo' delegare incombenze
specifiche. L'applicazione delle norme di cui ai commi da 2
a 5 del presente articolo non puo' comportare aggravio di
costi a carico della procedura per i compensi che sono
liquidati ripartendo per tre le somme gia' riconoscibili al
commissario unico."
Per il comma 2 dell'art. 19 del decreto legislativo n.
165 del 2001 si vedano i riferimenti normativi all'art. 2.
Per il testo dei commi 2 e 4-bis dell'art. 17 della
legge n. 400 del 1988 si vedano i riferimenti normativi
all'art. 10 e all'art. 12.
Si riporta il testo dell'art. 25 del codice civile:
"25. Controllo sull'amministrazione delle fondazioni.
L'autorita' governativa esercita il controllo e la
vigilanza sull'amministrazione delle fondazioni; provvede
alla nomina e alla sostituzione degli amministratori o dei
rappresentanti, quando le disposizioni contenute nell'atto
di fondazione non possono attuarsi; annulla, sentiti gli
amministratori, con provvedimento definitivo, le
deliberazioni contrarie a norme imperative, all'atto di
fondazione, all'ordine pubblico o al buon costume; puo'
sciogliere l'amministrazione e nominare un commissario
straordinario, qualora gli amministratori non agiscano in
conformita' dello statuto o dello scopo della fondazione o
della legge.
L'annullamento della deliberazione non pregiudica i
diritti acquistati dai terzi di buona fede in base ad atti
compiuti in esecuzione della deliberazione medesima.
Le azioni contro gli amministratori per fatti
riguardanti la loro responsabilita' devono essere
autorizzate dall'autorita' governativa e sono esercitate
dal commissario straordinario, dai liquidatori o dai nuovi
amministratori."
La L. 24-12-2003 n. 350 (Disposizioni per la formazione
del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2004), e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
27 dicembre 2003, n. 299, S.O.
La L. 30-12-2004 n. 311 (Disposizioni per la formazione
del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2005) e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 31
dicembre 2004, n. 306, S.O.
La legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2004) e' pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 27 dicembre 2003, n. 299, S.O.
Il D.L. 30-12-2005 n. 273 (Definizione e proroga di
termini, nonche' conseguenti disposizioni urgenti.) e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 2005, n.
303.
Si riporta il testo del comma 460 dell'art. 1 della
citata legge n. 296 del 2006:
"460. La Societa' Sviluppo Italia Spa assume la
denominazione di «Agenzia nazionale per l'attrazione degli
investimenti e lo sviluppo d'impresa Spa» ed e' societa' a
capitale interamente pubblico. Il Ministro dello sviluppo
economico definisce, con apposite direttive, le priorita' e
gli obiettivi della societa' e approva le linee generali di
organizzazione interna, il documento previsionale di
gestione ed i suoi eventuali aggiornamenti e, d'intesa con
il Ministro dell'economia e delle finanze, lo statuto. Con
decreto del Ministro dello sviluppo economico sono
individuati gli atti di gestione ordinaria."
Si riporta il testo dell'art. 12 del decreto-legge 14
marzo 2005, n. 35 (Disposizioni urgenti nell'ambito del
Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e
territoriale), convertito, con modificazioni, dalla legge
14 maggio 2005, n. 80, come modificato dalla presente
legge:
«Art. 12. Rafforzamento e rilancio del settore
turistico.
1. Al fine di assicurare il coordinamento stabile delle
politiche di indirizzo del settore turistico in sede
nazionale e la sua promozione all'estero, con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri da adottarsi entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, e' istituito il Comitato nazionale per il turismo
con compiti di orientamento e coordinamento delle politiche
turistiche nazionali e di indirizzo per l'attivita'
dell'Agenzia nazionale del turismo di cui al comma 2. Fanno
parte del Comitato: i Ministri e Vice Ministri, indicati
nel citato decreto, ed il sottosegretario con delega al
turismo; il Presidente della Conferenza dei presidenti
delle regioni; il coordinatore degli assessori regionali al
turismo; quattro rappresentanti delle regioni indicati
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; i
rappresentanti delle principali associazioni di categoria,
nel numero massimo di tre, e un rappresentante delle Camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura, secondo
modalita' indicate nel citato decreto (238).
2. Per promuovere l'immagine unitaria dell'offerta
turistica nazionale e per favorirne la commercializzazione,
l'Ente nazionale del turismo (ENIT) e' trasformato
nell'Agenzia nazionale del turismo, di seguito denominata:
«Agenzia», sottoposta all'attivita' di indirizzo e
vigilanza del Ministro delle attivita' produttive (239).
3. L'Agenzia e' un ente dotato di personalita'
giuridica di diritto pubblico, con autonomia statutaria,
regolamentare, organizzativa, patrimoniale, contabile e di
gestione. Sono organi dell'Agenzia: il presidente, il
consiglio di amministrazione, il collegio dei revisori dei
conti (240).
4. L'Agenzia assume la denominazione di ENIT - Agenzia
nazionale del turismo e succede in tutti i rapporti
giuridici, attivi e passivi, dell'ENIT, che prosegue
nell'esercizio delle sue funzioni fino all'adozione del
decreto previsto dal comma 7 (241).
5. L'Agenzia provvede alle spese necessarie per il
proprio funzionamento attraverso le seguenti entrate:
a) contributi dello Stato;
b) contributi delle regioni;
c) contributi di amministrazioni statali, regionali e
locali e di altri enti pubblici per la gestione di
specifiche attivita' promozionali;
d) proventi derivanti dalla gestione e dalla vendita
di beni e servizi a soggetti pubblici e privati, nonche'
dalle attivita' di cui al comma 8, al netto dei costi
inerenti alla gestione della piattaforma tecnologica ivi
indicata (242);
e) contribuzioni diverse (243).
6. Per l'anno 2005, all'ENIT e' concesso il contributo
straordinario di 20 milioni di euro (244).
7. Con decreto emanato ai sensi dell'art. 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del
Ministro delle attivita' produttive, di concerto con il
Ministro per la funzione pubblica, con il Ministro
dell'economia e delle finanze, con il Ministro degli affari
esteri, con il Ministro per gli italiani nel mondo e con il
Ministro per gli affari regionali, se nominati, sentite le
organizzazioni sindacali di categoria maggiormente
rappresentative, acquisita l'intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede
all'organizzazione e alla disciplina dell'Agenzia, con
riguardo anche all'istituzione di un apposito comitato
tecnico-consultivo e dell'Osservatorio nazionale del
turismo e alla partecipazione negli organi dell'agenzia di
rappresentanti delle regioni, dello Stato, delle
associazioni di categoria e delle Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura, anche in deroga a
quanto stabilito dall'art. 13, comma 1, lettera b), del
decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419. Tra i compiti
dell'Agenzia sono in particolare previsti lo sviluppo e la
cura del turismo culturale e del turismo congressuale, in
raccordo con le iniziative di valorizzazione del patrimonio
culturale (245) (246).
8. Per l'iniziativa volta a promuovere il marchio
Italia nel settore del turismo, sulla rete Internet, gia'
avviata dal progetto Scegli Italia, la Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'innovazione e
le tecnologie provvede, attraverso opportune convenzioni,
alla realizzazione dell'iniziativa, alla gestione della
relativa piattaforma tecnologica, alla definizione delle
modalita' e degli standard tecnici per la partecipazione
dei soggetti interessati pubblici e privati, in raccordo
con l'Agenzia, con il Ministero delle attivita' produttive,
con il Ministero degli affari esteri, con il Ministro per
gli italiani nel mondo e con le regioni, per quanto
riguarda gli aspetti relativi ai contenuti e alla
promozione turistica di livello nazionale e internazionale
e, con riferimento al settore del turismo culturale, in
raccordo con il Ministero per i beni e le attivita'
culturali.
8-bis. La Presidenza del Consiglio dei Ministri si
avvale di ENIT - Agenzia nazionale per il turismo e delle
societa' da essa controllate per le proprie attivita' di
assistenza tecnica e per la gestione di azioni mirate allo
sviluppo dei sistemi turistici multiregionali. Il
Presidente del Consiglio dei Ministri puo' assegnare
direttamente ad ENIT - Agenzia nazionale per il turismo ed
alle societa' da essa controllate, con provvedimento
amministrativo, funzioni, servizi e risorse relativi a tali
compiti (247).
9. Al finanziamento dell'iniziativa di cui al comma 8
sono destinate anche le somme gia' assegnate al progetto
Scegli Italia con D.M. 28 maggio 2004 del Ministro per
l'innovazione e le tecnologie, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 137 del 14 giugno 2004, nell'ambito delle
disponibilita' del Fondo di finanziamento per i progetti
strategici nel settore informatico, di cui all'art. 27,
commi 2 e 4, della legge 16 gennaio 2003, n. 3, nonche' gli
eventuali proventi derivanti da forme private di
finanziamento e dallo sfruttamento economico della
piattaforma tecnologica (248).
10. E' autorizzata la spesa di 4,5 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2005 e 2006 per la partecipazione del
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio al
progetto Scegli Italia (249).
11. All'onere derivante dall'attuazione del comma 10 si
provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
2005-2007, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di
conto capitale «Fondo speciale» dello stato di previsione
del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno
2005, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo al Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio.».
Si riporta il testo degli articoli 2545-terdecies,
2545-sexiesdecies e 2545-septiesdecies del codice civile:
"2545-terdecies. Insolvenza.
In caso di insolvenza della societa', l'autorita'
governativa alla quale spetta il controllo sulla societa'
dispone la liquidazione coatta amministrativa. Le
cooperative che svolgono attivita' commerciale sono
soggette anche al fallimento.
La dichiarazione di fallimento preclude la liquidazione
coatta amministrativa e il provvedimento di liquidazione
coatta amministrativa preclude la dichiarazione di
fallimento."
"2545-sexiesdecies. Gestione commissariale.
In caso di irregolare funzionamento delle societa'
cooperative, l'autorita' di vigilanza puo' revocare gli
amministratori e i sindaci, e affidare la gestione della
societa' ad un commissario, determinando i poteri e la
durata. Ove l'importanza della societa' cooperativa lo
richieda, l'autorita' di vigilanza puo' nominare un vice
commissario che collabora con il commissario e lo
sostituisce in caso di impedimento.
Al commissario possono essere conferiti per determinati
atti anche i poteri dell'assemblea, ma le relative
deliberazioni non sono valide senza l'approvazione
dell'autorita' di vigilanza.
Se l'autorita' di vigilanza accerta irregolarita' nelle
procedure di ammissione dei nuovi soci, puo' diffidare la
societa' cooperativa e, qualora non si adegui, assumere i
provvedimenti di cui ai commi precedenti."
"2545-septiesdecies. Scioglimento per atto
dell'autorita'.
L'autorita' di vigilanza, con provvedimento da
pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale e da iscriversi nel
registro delle imprese, puo' sciogliere le societa'
cooperative e gli enti mutualistici che non perseguono lo
scopo mutualistico o non sono in condizione di raggiungere
gli scopi per cui sono stati costituiti o che per due anni
consecutivi non hanno depositato il bilancio di esercizio o
non hanno compiuto atti di gestione.
Se vi e' luogo a liquidazione, con lo stesso
provvedimento sono nominati uno o piu' commissari
liquidatori."
Si riporta il testo dell'art. 198 del regio-decreto 16
marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del
concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e
della liquidazione coatta amministrativa):
"198. Organi della liquidazione amministrativa.
Con il provvedimento che ordina la liquidazione o con
altro successivo viene nominato un commissario liquidatore.
E' altresi' nominato un comitato di sorveglianza di tre o
cinque membri scelti fra persone particolarmente esperte
nel ramo di attivita' esercitato dall'impresa,
possibilmente fra i creditori.
Qualora l'importanza dell'impresa lo consigli, possono
essere nominati tre commissari liquidatori. In tal caso
essi deliberano a maggioranza, e la rappresentanza e'
esercitata congiuntamente da due di essi. Nella
liquidazione delle cooperative la nomina del comitato di
sorveglianza e' facoltativo."
Il decreto ministeriale 25 gennaio 2012, n. 30 recante
"Regolamento concernente l'adeguamento dei compensi
spettanti ai curatori fallimentari e la determinazione dei
compensi nelle procedure di concordato preventivo" e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 marzo 2012, n. 72.
Si riporta il testo dell'art. 11 del decreto-legge 29
dicembre 2011, n. 216 (Proroga di termini previsti da
disposizioni legislative), convertito con modificazioni
dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 11 Proroga di termini in materia di
infrastrutture e trasporti
1. All'art. 5, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n.
194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2010, n. 25 sono apportate le seguenti modificazioni:
[a) al comma 7-undecies, le parole: «1° gennaio 2012»
sono sostituite dalle seguenti parole «1° gennaio 2013»; ]
b) al comma 7-duodecies, le parole: «per gli anni
2010 e 2011» sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni
2010, 2011 e 2012».
2. All'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 9
maggio 2005, n. 96, e successive modificazioni, le parole:
«31 dicembre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «30
giugno 2012». Il termine del 30 giugno 2012, di cui
all'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 9 maggio 2005,
n. 96, come modificato dal presente comma, e' prorogato al
31 dicembre 2012 per gli aeroporti che, pur in presenza di
perdite di esercizio pregresse, presentino un piano da cui
risultino, nel rispetto delle disposizioni di cui all'art.
6, comma 19, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122, il riequilibrio economico-finanziario della
gestione e il raggiungimento di adeguati indici di
solvibilita' patrimoniale. Entro il predetto termine si
provvede all'individuazione degli aeroporti e dei sistemi
aeroportuali di interesse nazionale, di cui all'art. 698
del codice della navigazione. All'art. 3, comma 2, del
decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96, al primo periodo,
le parole: «da effettuare entro centoventi giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo,» sono soppresse.
3. All'art. 21-bis, comma 1, primo e secondo periodo,
del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con
modificazioni dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, e
successive modificazioni, le parole «31 dicembre 2010» sono
sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2012».
4. All'art. 2, comma 3, del decreto-legge 25 marzo
2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
maggio 2010, n. 73, le parole: «entro e non oltre il 31
dicembre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «entro e non
oltre il 30 giugno 2012».
5. Fino alla data di adozione dello statuto
dell'Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali,
e comunque non oltre il 30 settembre 2012, le funzioni e i
compiti ad essa trasferiti ai sensi dell'art. 36 del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e
successive modificazioni, continuano ad essere svolti dai
competenti uffici delle Amministrazioni dello Stato e
dall'Ispettorato di vigilanza sulle concessionarie
autostradali e dagli altri uffici di Anas s.p.a. In caso di
mancata adozione, entro il predetto termine, dello statuto
e del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di
cui all'art. 36, comma 5, settimo periodo, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
l'Agenzia e' soppressa e le attivita' e i compiti gia'
attribuiti alla medesima sono trasferiti al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti a decorrere dal 1° ottobre
2012, che rimane titolare delle risorse previste dall'art.
36, comma 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011,
n. 111, e cui sono contestualmente trasferite le risorse
finanziarie umane e strumentali relative all'Ispettorato di
vigilanza sulle concessionarie autostradali di cui al
medesimo comma 5.
6. Fermo restando quanto previsto al comma 5 del
presente articolo, all'art. 36, comma 4, del decreto-legge
6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla
legge 15 luglio 2011, n. 111, le parole: «A decorrere dalla
data di cui al comma 1» sono sostituite dalle seguenti:
«Entro la data del 30 settembre 2012».
6-bis. Il decreto di cui all'art. 23, comma 7, quarto
periodo, del codice della strada, di cui al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni, relativo ai cartelli di valorizzazione e
promozione del territorio indicanti siti d'interesse
turistico e culturale, e' adottato entro il 31 marzo 2012
di concerto con il Ministro per gli affari regionali, il
turismo e lo sport.
6-ter. All'art. 58, comma 4, della legge 23 luglio
2009, n. 99, le parole: «dodici mesi» sono sostituite dalle
seguenti: «ventiquattro mesi».
6-quater. All'art. 26, comma 1, del decreto-legge 30
dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 febbraio 2009, n. 14, le parole: «31 dicembre
2010» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2012».
6-quinquies. Al comma 7 dell'art. 41 della legge 27
dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, le
parole: «Per gli anni 2004-2011» sono sostituite dalle
seguenti: «Per gli anni 2004-2012». E' ulteriormente
prorogato al 31 dicembre 2012 il termine di cui al primo
periodo del comma 8-quinquies dell'art. 6 del decreto-legge
28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni,
dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, come da ultimo
prorogato al 31 dicembre 2011 dall'art. 2, comma
12-undecies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2011, n. 10. Al terzo periodo dell'art. 2, comma
12-undecies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2011, n. 10, la parola: «2011», ovunque ricorre, e'
sostituita dalla seguente: «2012». Al fine di attuare le
disposizioni di cui al presente comma, e' autorizzata la
spesa di 8 milioni di euro per l'anno 2012. All'onere
derivante dall'attuazione del presente comma, pari a 8
milioni di euro per l'anno 2012 e a 2 milioni di euro a
decorrere dall'anno 2013, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui all'art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre
2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
dicembre 2004, n. 307, relativa al Fondo per interventi
strutturali di politica economica. Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
6-sexies. L'art. 16, comma 8, del decreto-legge 6
luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla
legge 15 luglio 2011, n. 111, non si applica alle procedure
gia' fatte salve dall'art. 45, comma 12, del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 80, in data precedente
all'entrata in vigore del medesimo comma 8, successivamente
definite con la sottoscrizione di contratti individuali di
lavoro che hanno determinato e consolidato effetti
giuridici decennali.
6-septies. All'art. 22, comma 9-bis, del decreto-legge
6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le parole: «31 marzo»
sono sostituite dalle seguenti: «31 luglio». L'art. 20
della legge 12 novembre 2011, n. 183, e' abrogato.
6-octies. Il termine del 31 dicembre 2010, di cui
all'art. 8-duodecies, comma 2-bis, del decreto-legge 8
aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 giugno 2008, n. 101, e' prorogato al 31 dicembre
2012, a condizione che, entro e non oltre venti giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto, i rappresentanti legali degli enti
territoriali interessati sottoscrivano, con il Ministro
dell'economia e delle finanze e con il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, apposito atto d'intesa con
l'impegno a far fronte agli effetti derivanti dalla
predetta proroga per l'anno 2012 in termini di
indebitamento netto per l'importo del valore della
concessione pari a 568 milioni di euro, nell'ambito del
proprio patto di stabilita' interno e fornendo adeguati
elementi di verifica, nonche' in termini di fabbisogno per
l'importo di 140 milioni di euro mediante riduzione dei
trasferimenti erariali e delle devoluzioni di entrata ad
essi spettanti."
Si riporta il testo dell'art. 36 del citato
decreto-legge n. 98 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 36 Disposizioni in materia di riordino dell'ANAS
S.p.A.
1. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e' istituita, ai
sensi dell'art. 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300, e successive modificazioni, presso il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e con sede in Roma,
l'Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali. Il
potere di indirizzo, di vigilanza e di controllo
sull'Agenzia e' esercitato dal Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti; in ordine alle attivita' di
cui al comma 2, il potere di indirizzo e di controllo e'
esercitato, quanto ai profili finanziari, di concerto con
il Ministero dell'economia e delle finanze. L'incarico di
direttore generale, nonche' quello di componente del
comitato direttivo e del collegio dei revisori dell'Agenzia
ha la durata di tre anni.
2. L'Agenzia, anche avvalendosi di Anas s.p.a., svolge
i seguenti compiti e attivita' ferme restando le competenze
e le procedure previste a legislazione vigente per
l'approvazione di contratti di programma nonche' di atti
convenzionali e di regolazione tariffaria nel settore
autostradale e nei limiti delle risorse disponibili agli
specifici scopi:
a) proposta di programmazione della costruzione di
nuove strade statali, della costruzione di nuove
autostrade, in concessione ovvero in affidamento diretto ad
Anas s.p.a. a condizione che non comporti effetti negativi
sulla finanza pubblica, nonche', subordinatamente alla
medesima condizione, di affidamento diretto a tale societa'
della concessione di gestione di autostrade per le quali la
concessione sia in scadenza ovvero revocata;
b) quale amministrazione concedente:
1) selezione dei concessionari autostradali e relativa
aggiudicazione;
2) vigilanza e controllo sui concessionari
autostradali, inclusa la vigilanza sull'esecuzione dei
lavori di costruzione delle opere date in concessione e il
controllo della gestione delle autostrade il cui esercizio
e' dato in concessione;
3) in alternativa a quanto previsto al numero 1),
affidamento diretto ad Anas s.p.a., alla condizione di cui
alla lettera a), delle concessioni, in scadenza o revocate,
per la gestione di autostrade, ovvero delle concessioni per
la costruzione e gestione di nuove autostrade, con
convenzione da approvarsi con decreto del Ministro
dell'infrastruttura e dei trasporti di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze;
4) si avvale, nell'espletamento delle proprie funzioni,
delle societa' miste regionali Autostrade del Lazio s.p.a.,
Autostrade del Molise s.p.a., Concessioni Autostradali
Lombarde s.p.a. e Concessioni Autostradali Piemontesi
s.p.a., relativamente alle infrastrutture autostradali,
assentite o da assentire in concessione, di rilevanza
regionale;
c) approvazione dei progetti relativi ai lavori
inerenti la rete autostradale di interesse nazionale, che
equivale a dichiarazione di pubblica utilita' ed urgenza ai
fini dell'applicazione delle leggi in materia di
espropriazione per pubblica utilita';
d) proposta di programmazione del progressivo
miglioramento ed adeguamento della rete delle strade e
delle autostrade statali e della relativa segnaletica;
e) proposta in ordine alla regolazione e variazioni
tariffarie per le concessioni autostradali secondo i
criteri e le metodologie stabiliti dalla competente
Autorita' di regolazione, alla quale e' demandata la loro
successiva approvazione;
f) vigilanza sull'attuazione, da parte dei
concessionari, delle leggi e dei regolamenti concernenti la
tutela del patrimonio delle strade e delle autostrade
statali, nonche' la tutela del traffico e della
segnaletica; vigilanza sull'adozione, da parte dei
concessionari, dei provvedimenti ritenuti necessari ai fini
della sicurezza del traffico sulle strade ed autostrade
medesime; (193)
g) effettuazione e partecipazione a studi, ricerche e
sperimentazioni in materia di viabilita', traffico e
circolazione;
h) effettuazione, a pagamento, di consulenze e
progettazioni per conto di altre amministrazioni od enti
italiani e stranieri.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2012 Anas s.p.a.
provvede, nel limite delle risorse disponibili e nel
rispetto degli obiettivi di finanza pubblica,
esclusivamente a:
a) costruire e gestire le strade, ivi incluse quelle
sottoposte a pedaggio, e le autostrade statali, anche per
effetto di subentro ai sensi del precedente comma 2,
lettere a) e b) incassandone tutte le entrate relative al
loro utilizzo, nonche' alla loro manutenzione ordinaria e
straordinaria;
b) realizzare il progressivo miglioramento ed
adeguamento della rete delle strade e delle autostrade
statali e della relativa segnaletica;
c) curare l'acquisto, la costruzione, la
conservazione, il miglioramento e l'incremento dei beni
mobili ed immobili destinati al servizio delle strade e
delle autostrade statali;
d) espletare, mediante il proprio personale, i
compiti di cui al comma 3 dell'art. 12 del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e all'art. 23 del
decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992,
n. 495, nonche' svolgere le attivita' di cui all'art. 2,
comma 1, lettere f), g), h) ed i), del decreto legislativo
26 febbraio 1994, n. 143;
d-bis) approvare i progetti relativi ai lavori
inerenti la rete stradale e autostradale di interesse
nazionale, non sottoposta a pedaggio e in gestione diretta,
che equivale a dichiarazione di pubblica utilita' ed
urgenza ai fini dell'applicazione delle leggi in materia di
espropriazione per pubblica utilita' (194).
4. Entro la data del 30 settembre 2012, l'Agenzia
subentra ad Anas s.p.a. nelle funzioni di concedente per le
convenzioni in essere alla stessa data. A decorrere dalla
medesima data in tutti gli atti convenzionali con le
societa' regionali, nonche' con i concessionari di cui al
comma 2, lettera b), il riferimento fatto ad Anas s.p.a.,
quale ente concedente, deve intendersi sostituito, ovunque
ripetuto, con il riferimento all'Agenzia di cui al comma 1.
5. Relativamente alle attivita' e ai compiti di cui al
comma 2, l'Agenzia esercita ogni competenza gia' attribuita
in materia all'Ispettorato di vigilanza sulle
concessionarie autostradali e ad altri uffici di Anas
s.p.a. ovvero ad uffici di amministrazioni dello Stato, i
quali sono conseguentemente soppressi a decorrere dal 1°
gennaio 2012. Il personale degli uffici soppressi con
rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, in
servizio alla data del 31 maggio 2012, e' trasferito
all'Agenzia, per formarne il relativo ruolo organico.
All'Agenzia sono altresi' trasferite le risorse finanziarie
previste per detto personale a legislazione vigente nello
stato di previsione del Ministero delle infrastrutture,
nonche' le risorse di cui all'art. 1, comma 1020, della
legge n. 296 del 2006, gia' finalizzate, in via
prioritaria, alla vigilanza sulle concessionarie
autostradali nei limiti delle esigenze di copertura delle
spese di funzionamento dell'Agenzia. Al personale
trasferito si applica la disciplina dei contratti
collettivi nazionali relativi al comparto Ministeri e
dell'Area I della dirigenza. Il personale trasferito
mantiene il trattamento economico fondamentale ed
accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative,
corrisposto al momento del trasferimento, nonche'
l'inquadramento previdenziale. Nel caso in cui il predetto
trattamento economico risulti piu' elevato rispetto a
quello previsto e' attribuito per la differenza un assegno
ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti
economici a qualsiasi titolo conseguiti. Con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze ed il
Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione si
procede alla individuazione delle unita' di personale da
trasferire all'Agenzia e alla riduzione delle dotazioni
organiche e delle strutture delle amministrazioni
interessate al trasferimento delle funzioni in misura
corrispondente al personale effettivamente trasferito. Con
lo stesso decreto e' stabilita un'apposita tabella di
corrispondenza tra le qualifiche e le posizioni economiche
del personale assegnato all'Agenzia.
6. Entro il 31 dicembre 2011 il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e Anas s.p.a. predispongono
lo schema di convenzione che, successivamente al 1° gennaio
2012, l'Agenzia di cui al comma 1 sottoscrive con Anas
s.p.a. in funzione delle modificazioni conseguenti alle
disposizioni di cui ai commi da 1 a 5, da approvarsi con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
7. Entro il 30 settembre 2012, la societa' ANAS Spa
trasferisce alla societa' Fintecna Spa tutte le
partecipazioni detenute da ANAS Spa in societa'
co-concedenti; la cessione e' esente da imposte dirette e
indirette e da tasse.
7-bis. La cessione di cui al comma 7 e' realizzata
dalle societa' Fintecna Spa e ANAS Spa al valore netto
contabile risultante al momento della cessione ovvero,
qualora Fintecna Spa lo richieda, al valore risultante da
una perizia effettuata da un collegio di tre esperti, due
dei quali nominati rispettivamente dalle due societa' e il
terzo, in qualita' di presidente, congiuntamente dalle
stesse, con oneri a carico della societa' richiedente.
8. Entro quindici giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, in deroga a quanto previsto
dallo statuto di Anas s.p.a., nonche' dalle disposizioni in
materia contenute nel codice civile, con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, si provvede
alla nomina di un amministratore unico della suddetta
societa', al quale sono conferiti i piu' ampi poteri di
amministrazione ordinaria e straordinaria ivi incluse tutte
le attivita' occorrenti per la individuazione delle risorse
umane, finanziarie e strumentali di Anas s.p.a. che
confluiscono, a decorrere dal 1° gennaio 2012, nell'Agenzia
di cui al comma 1. Il consiglio di amministrazione di Anas
S.p.A. in carica alla data di entrata in vigore del
presente decreto decade con effetto dalla data di adozione
del citato decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze. La revoca disposta ai sensi del presente comma
integra gli estremi della giusta causa di cui all'art.
2383, terzo comma, del codice civile e non comporta,
pertanto, il diritto dei componenti revocati al
risarcimento di cui alla medesima disposizione.
9. L'amministratore unico provvede altresi' alla
riorganizzazione delle residue risorse di Anas s.p.a.
nonche' alla predisposizione del nuovo statuto della
societa' che, entro il 1° gennaio 2012, e' approvato con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. Entro 30 giorni dall'emanazione del decreto di
approvazione dello statuto, viene convocata l'assemblea di
Anas s.p.a. per la ricostituzione del consiglio di
amministrazione. Il nuovo statuto di Anas s.p.a. prevede i
requisiti necessari per stabilire forme di controllo
analogo del Ministero dell'economia e delle finanze e del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sulla
societa', al fine di assicurare la funzione di organo in
house dell'amministrazione.
10. L'art. 1, comma 1023, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, e' abrogato.
10-bis. Il comma 12 dell'art. 23 del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e' sostituito dal
seguente:
«12. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate
nelle autorizzazioni previste dal presente articolo e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 1.376,55 a euro 13.765,50 in via solidale con
il soggetto pubblicizzato». "
Si riporta il testo dell'art. 83-bis del citato
decreto-legge n. 112 del 2008, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 83-bis. Tutela della sicurezza stradale e della
regolarita' del mercato dell'autotrasporto di cose per
conto di terzi
1. L'Osservatorio sulle attivita' di autotrasporto di
cui all' art. 9 del decreto legislativo 21 novembre 2005,
n. 286, sulla base di un'adeguata indagine a campione e
tenuto conto delle rilevazioni effettuate mensilmente dal
Ministero dello sviluppo economico sul prezzo medio del
gasolio per autotrazione, determina mensilmente il costo
medio del carburante per chilometro di percorrenza, con
riferimento alle diverse tipologie di veicoli, e la
relativa incidenza.
2. Lo stesso Osservatorio, con riferimento alle
tipologie dei veicoli, determina, il quindicesimo giorno
dei mesi di giugno e dicembre, la quota, espressa in
percentuale, dei costi di esercizio dell'impresa di
autotrasporto per conto di terzi rappresentata dai costi
del carburante.
3. Le disposizioni dei commi da 4 a 11 del presente
articolo sono volte a disciplinare i meccanismi di
adeguamento dei corrispettivi dovuti dal mittente per i
costi del carburante sostenuti dal vettore e sono
sottoposte a verifica con riferimento all'impatto sul
mercato, dopo un anno dalla data della loro entrata in
vigore.
4. Al fine di garantire la tutela della sicurezza
stradale e la regolarita' del mercato dell'autotrasporto di
merci per conto di terzi, nel contratto di trasporto,
stipulato in forma scritta, ai sensi dell'art. 6 del
decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, l'importo a
favore del vettore deve essere tale da consentire almeno la
copertura dei costi minimi di esercizio, che garantiscano,
comunque, il rispetto dei parametri di sicurezza
normativamente previsti. Tali costi minimi sono individuati
nell'ambito degli accordi volontari di settore, conclusi
tra organizzazioni associative di vettori rappresentati
nella Consulta generale per l'autotrasporto e per la
logistica, di cui al comma 16, e organizzazioni associative
dei committenti, sono sottoposti al parere preventivo della
predetta Consulta generale e pubblicati con decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ai fini
della loro entrata in vigore. Tali accordi possono altresi'
prevedere contratti di trasporto di merci su strada di
durata o quantita' garantite, per i quali e' possibile
derogare alle disposizioni di cui al presente comma nonche'
alle previsioni di cui agli articoli 7, comma 3, e 7-bis
del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, ed alle
disposizioni in materia di azione diretta.
4-bis. Qualora gli accordi volontari previsti al comma
4 non siano stipulati entro il termine di nove mesi,
decorrenti dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, l'Osservatorio sulle attivita' di
autotrasporto di cui all'art. 6, comma 1, lettera g), del
decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 284, determina i
costi minimi, secondo quanto previsto al comma 4. Decorso
il termine di cui al primo periodo, qualora entro ulteriori
trenta giorni l'Osservatorio non abbia provveduto ad
adottare le determinazioni dei costi minimi, si applicano
anche ai contratti di trasporto stipulati in forma scritta
le disposizioni di cui ai commi 6 e 7, ai soli fini della
determinazione del corrispettivo e ferma restando la
possibilita' di deroga con gli accordi di cui al comma 4.
4-ter. Qualora dalla fattura risulti indicato un
corrispettivo di importo inferiore a quanto previsto nel
comma 4 o, in alternativa, nel comma 4-bis, l'azione del
vettore nei confronti del mittente per il pagamento della
differenza si prescrive entro il termine di un anno,
decorrente dal giorno del completamento della prestazione
di trasporto, salvo diverse pattuizioni fondate su accordi
volontari, conclusi ai sensi del comma 4.
4-quater. In deroga a quanto previsto nei commi 4 e
4-bis, l'importo del corrispettivo a favore del vettore per
le prestazioni di trasporto svolte in esecuzione di un
contratto stipulato in forma scritta, ai sensi dell'art. 6
del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, e'
rimesso all'autonomia negoziale delle parti, ove le
suddette prestazioni siano effettuate entro il limite di
cento chilometri giornalieri, fatte salve diverse
pattuizioni fondate su accordi volontari di settore,
conclusi ai sensi del comma 4.
4-quinquies. All'atto della conclusione del contratto,
il vettore e' tenuto a fornire al committente
un'attestazione rilasciata dagli enti previdenziali, di
data non anteriore a tre mesi, dalla quale risulti che
l'azienda e' in regola ai fini del versamento dei
contributi assicurativi e previdenziali.
5. Nel caso in cui il contratto abbia ad oggetto
prestazioni di trasporto da effettuare in un arco temporale
eccedente i trenta giorni, la parte del corrispettivo
corrispondente al costo del carburante sostenuto dal
vettore per l'esecuzione delle prestazioni contrattuali,
cosi' come gia' individuata nel contratto o nelle fatture
emesse con riferimento alle prestazioni effettuate dal
vettore nel primo mese di vigenza dello stesso, e' adeguata
sulla base delle variazioni intervenute nel prezzo del
gasolio da autotrazione accertato ai sensi del comma 1,
laddove dette variazioni superino del 2 per cento il valore
preso a riferimento al momento della sottoscrizione del
contratto stesso o dell'ultimo adeguamento effettuato.
6. Qualora il contratto di trasporto di merci su strada
non sia stipulato in forma scritta, ai sensi dell' art. 6
del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, la
fattura emessa dal vettore evidenzia, ai soli fini
civilistici e amministrativi, la parte del corrispettivo
dovuto dal mittente, corrispondente al costo del carburante
sostenuto dal vettore per l'esecuzione delle prestazioni
contrattuali. Tale importo deve corrispondere al prodotto
dell'ammontare del costo chilometrico determinato, per la
classe cui appartiene il veicolo utilizzato per il
trasporto, ai sensi del comma 1, nel mese precedente a
quello dell'esecuzione del trasporto, per il numero di
chilometri corrispondenti alla prestazione indicata nella
fattura. A tale fine nella fattura viene indicata,
altresi', la lunghezza della tratta effettivamente
percorsa.
7. La parte del corrispettivo dovuto al vettore,
diversa da quella di cui al comma 6, deve corrispondere a
una quota dello stesso corrispettivo che, fermo restando
quanto dovuto dal mittente a fronte del costo del
carburante, sia almeno pari a quella identificata come
corrispondente a costi diversi dai costi del carburante nel
provvedimento di cui al comma 2.
8. Laddove la parte del corrispettivo dovuto al
vettore, diversa da quella di cui al comma 6, risulti
indicata in un importo inferiore a quello indicato al comma
7, il vettore puo' chiedere al mittente il pagamento della
differenza. Qualora il contratto di trasporto di merci su
strada non sia stato stipulato in forma scritta, l'azione
del vettore si prescrive decorsi cinque anni dal giorno del
completamento della prestazione di trasporto.
9. Se il committente non provvede al pagamento entro i
quindici giorni successivi, il vettore puo' proporre, entro
i successivi quindici giorni, a pena di decadenza, domanda
d'ingiunzione di pagamento mediante ricorso al giudice
competente, ai sensi dell'art. 638 del codice di procedura
civile, producendo la documentazione relativa alla propria
iscrizione all'albo degli autotrasportatori di cose per
conto di terzi, la carta di circolazione del veicolo
utilizzato per l'esecuzione del trasporto, la fattura per i
corrispettivi inerenti alla prestazione di trasporto, la
documentazione relativa all'avvenuto pagamento dell'importo
indicato e i calcoli con cui viene determinato l'ulteriore
corrispettivo dovuto al vettore ai sensi dei commi 7 e 8.
ll giudice, verificata la regolarita' della documentazione
e la correttezza dei calcoli prodotti, ingiunge al
committente, con decreto motivato, ai sensi dell'art. 641
del codice di procedura civile, di pagare l'importo dovuto
al vettore senza dilazione, autorizzando l'esecuzione
provvisoria del decreto ai sensi dell'art. 642 del codice
di procedura civile e fissando il termine entro cui puo'
essere fatta opposizione, ai sensi delle disposizioni di
cui al libro IV, titolo I, capo I, del medesimo codice.
10. Fino a quando non saranno disponibili le
determinazioni di cui ai commi 1 e 2, il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti elabora, con riferimento
alle diverse tipologie di veicoli e alla percorrenza
chilometrica, gli indici sul costo del carburante per
chilometro e sulle relative quote di incidenza sulla base
dei dati in suo possesso e delle rilevazioni mensili del
Ministero dello sviluppo economico sul prezzo medio del
gasolio per autotrazione, sentite le associazioni di
categoria piu' rappresentative dei vettori e quelle della
committenza.
11. Le disposizioni dei commi da 3 a 10 del presente
articolo trovano applicazione con riferimento alle
variazioni intervenute nel costo del gasolio a decorrere
dal 1° gennaio 2009 o dall'ultimo adeguamento effettuato a
partire da tale data.
12. Ferma restando l'applicazione delle disposizioni di
cui al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, il
termine di pagamento del corrispettivo relativo ai
contratti di trasporto di merci su strada non puo',
comunque, essere superiore a sessanta giorni, decorrenti
dalla data di emissione della fattura da parte del
creditore, che deve avvenire entro e non oltre la fine del
mese in cui si sono svolte le relative prestazioni di
trasporto. E' esclusa qualsiasi diversa pattuizione tra le
parti, scritta o verbale, che non sia basata su accordi
volontari di settore, conclusi tra organizzazioni
associative di vettori rappresentati nella Consulta
generale per l'autotrasporto e per la logistica, di cui al
comma 16, e organizzazioni associative dei committenti.
13. In caso di mancato rispetto del termine di cui al
comma 12, il creditore ha diritto alla corresponsione degli
interessi moratori di cui all'art. 5 del decreto
legislativo 9 ottobre 2002, n. 231. Ove il pagamento del
corrispettivo avvenga oltre il novantesimo giorno dalla
data di emissione della fattura, oltre agli interessi
moratori, al committente debitore si applicano le sanzioni
di cui al comma 14.
13-bis. Le disposizioni di cui ai commi 12 e 13 si
applicano anche alle prestazioni fatturate dagli operatori
della filiera, diversi dai vettori, che partecipano al
servizio di trasporto di merci su strada.
14. Ferme restando le sanzioni previste dall' art. 26
della legge 6 giugno 1974, n. 298, e successive
modificazioni, e dall' art. 7 del decreto legislativo 21
novembre 2005, n. 286, ove applicabili, alla violazione
delle norme di cui ai commi 7, 8 e 9, consegue la sanzione
amministrativa pecuniaria pari al doppio della differenza
tra quanto fatturato e quanto dovuto sulla base dei costi
individuati ai sensi dei commi 1 e 2; alla violazione delle
norme di cui ai commi 13 e 13-bis consegue la sanzione
amministrativa pecuniaria pari al dieci per cento
dell'importo della fattura e comunque non inferiore a
1.000,00 euro.
15. Le violazioni indicate al comma 14 sono constatate
dalla Guardia di finanza e dall'Agenzia delle entrate in
occasione dei controlli ordinari e straordinari effettuati
presso le imprese per la successiva applicazione delle
sanzioni ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689.
16. Non si da' luogo all'applicazione delle sanzioni
introdotte dal comma 14 nel caso in cui le parti abbiano
stipulato un contratto di trasporto conforme a un accordo
volontario concluso, tra la maggioranza delle
organizzazioni associative dei vettori e degli utenti dei
servizi di trasporto rappresentati nella Consulta generale
per l'autotrasporto e per la logistica, per disciplinare lo
svolgimento dei servizi di trasporto in uno specifico
settore merceologico.
17. Al fine di garantire il pieno rispetto delle
disposizioni dell'ordinamento comunitario in materia di
tutela della concorrenza e di assicurare il corretto e
uniforme funzionamento del mercato, l'installazione e
l'esercizio di un impianto di distribuzione di carburanti
non possono essere subordinati alla chiusura di impianti
esistenti ne' al rispetto di vincoli, con finalita'
commerciali, relativi a contingentamenti numerici, distanze
minime tra impianti e tra impianti ed esercizi o superfici
minime commerciali o che pongono restrizioni od obblighi
circa la possibilita' di offrire, nel medesimo impianto o
nella stessa area, attivita' e servizi integrativi o che
prevedano obbligatoriamente la presenza contestuale di piu'
tipologie di carburanti, ivi incluso il metano per
autotrazione, se tale ultimo obbligo comporta ostacoli
tecnici o oneri economici eccessivi e non proporzionali
alle finalita' dell'obbligo.
18. Le disposizioni di cui al comma 17 costituiscono
principi generali in materia di tutela della concorrenza e
livelli essenziali delle prestazioni ai sensi dell' art.
117 della Costituzione.
19. All' art. 1, comma 3, primo periodo, del decreto
legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, le parole: «iscritto
al relativo albo professionale» sono sostituite dalle
seguenti: «abilitato ai sensi delle specifiche normative
vigenti nei Paesi dell'Unione europea».
20. All' art. 7, comma 1, del decreto legislativo 11
febbraio 1998, n. 32, le parole: «e a fronte della chiusura
di almeno settemila impianti nel periodo successivo alla
data di entrata in vigore del presente decreto legislativo»
sono soppresse.
21. Le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, nell'ambito dei propri poteri di programmazione
del territorio, promuovono il miglioramento della rete
distributiva dei carburanti e la diffusione dei carburanti
ecocompatibili, secondo criteri di efficienza, adeguatezza
e qualita' del servizio per i cittadini, nel rispetto dei
principi di non discriminazione previsti dal comma 17 e
della disciplina in materia ambientale, urbanistica e di
sicurezza.
22. Il Ministro dello sviluppo economico, sentita
l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, determina
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto i criteri di
vettoriamento del gas per autotrazione attraverso le reti
di trasporto e distribuzione del gas naturale.
23. Le somme disponibili per il proseguimento degli
interventi a favore dell'autotrasporto sul fondo di cui
all' art. 1, comma 918, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, al netto delle misure previste dal regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre
2007, n. 273, sono destinate, in via prioritaria e per gli
importi indicati nei commi 24, 25, 26 e 28 del presente
articolo, a interventi in materia di riduzione dei costi di
esercizio delle imprese di autotrasporto di merci, con
particolare riferimento al limite di esenzione contributiva
e fiscale delle indennita' di trasferta e
all'imponibilita', ai fini del reddito da lavoro
dipendente, delle maggiorazioni corrisposte per le
prestazioni di lavoro straordinario, nonche' a incentivi
per la formazione professionale e per processi di
aggregazione imprenditoriale.
24. (abrogato)
25. Nel limite di spesa di 30 milioni di euro, e'
fissata la percentuale delle somme percepite nel 2008
relative alle prestazioni di lavoro straordinario di cui al
decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive
modificazioni, effettuate nel medesimo anno dai prestatori
di lavoro addetti alla guida dipendenti delle imprese
autorizzate all'autotrasporto di merci, che non concorre
alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e
contributivi. Ai fini dell'applicazione dell'imposta
sostitutiva di cui all' art. 2 del decreto-legge 27 maggio
2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
luglio 2008, n. 126, le somme di cui al periodo precedente
rilevano nella loro interezza.
26. Per l'anno 2008, nel limite di spesa di 40 milioni
di euro, e' riconosciuto un credito di imposta
corrispondente a quota parte dell'importo pagato quale
tassa automobilistica per l'anno 2008 per ciascun veicolo,
di massa massima complessiva non inferiore a 7,5
tonnellate, posseduto e utilizzato per la predetta
attivita'. La misura del credito di imposta deve essere
determinata in modo tale che, per i veicoli di massa
massima complessiva superiore a 11,5 tonnellate, sia pari
al doppio della misura del credito spettante per i veicoli
di massa massima complessiva compresa tra 7,5 e 11,5
tonnellate. ll credito di imposta e' usufruibile in
compensazione ai sensi dell' art. 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive
modificazioni, non e' rimborsabile, non concorre alla
formazione del valore della produzione netta di cui al
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive
modificazioni, ne' dell'imponibile agli effetti delle
imposte sui redditi e non rileva ai fini del rapporto di
cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni.
27. Tenuto conto del numero degli aventi diritto e dei
limiti di spesa indicati nei commi 24, 25 e 26, con
provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle entrate e,
limitatamente a quanto previsto dal comma 25, di concerto
con il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali, sono stabiliti la quota di indennita' non
imponibile, gli importi della deduzione forfetaria, la
percentuale delle somme per lavoro straordinario non
imponibile e la misura del credito di imposta, previsti dai
medesimi commi, nonche' le eventuali disposizioni
applicative necessarie per assicurare il rispetto dei
limiti di spesa di cui al comma 29.
28. Agli incentivi per le aggregazioni imprenditoriali
e alla formazione professionale sono destinate risorse
rispettivamente pari a 9 milioni di euro e a 7 milioni di
euro. Con regolamenti governativi, da adottare entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto, sono disciplinate le
modalita' di erogazione delle risorse di cui al presente
comma. Le risorse complessive di cui al presente comma
potranno essere utilizzate indifferentemente sia per il
completamento di progetti di aggregazione o di formazione,
sia per l'avvio di ulteriori progetti da attivare secondo
le modalita' stabilite dai regolamenti di cui sopra e con
termini da fissare con provvedimento del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti.
29. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi 24,
25, 26 e 28, pari a complessivi 116 milioni di euro, di cui
106,5 milioni di euro per l'anno 2008 e 9,5 milioni di euro
per l'anno 2009, si fa fronte con le risorse disponibili
sul fondo di cui al comma 918 dell'art. 1 della legge 27
dicembre 2006, n. 296.
30. Le misure previste dal regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2007,
n. 273, sono estese all'anno 2009, nell'ambito degli
interventi consentiti in attuazione dell'art. 9 del
presente decreto, previa autorizzazione della Commissione
europea.
31. ll Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
individua, tra le misure del presente articolo, quelle
relativamente alle quali occorre la previa verifica della
compatibilita' con la disciplina comunitaria in materia di
aiuti di Stato, ai sensi dell'art. 87 del Trattato che
istituisce la Comunita' europea."
Il Titolo II del decreto legislativo 21 novembre 2005,
n. 284 recante "Riordino della Consulta generale per
l'autotrasporto e del Comitato centrale per l'Albo
nazionale degli autotrasportatori" reca:« TITOLO II
Comitato centrale.»
Si riporta il testo dell'art. 9 del citato decreto
legislativo n. 284 del 2005, come modificato dalla presente
legge:
"Art. 9. Attribuzioni.
1. Il Comitato centrale per l'Albo nazionale degli
autotrasportatori opera in posizione di autonomia contabile
e finanziaria, nell'ambito del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti.
2. Il Comitato centrale ha le seguenti attribuzioni:
a) curare la formazione, la tenuta e la pubblicazione
dell'Albo nazionale delle imprese di autotrasporto di merci
per conto di terzi;
b) (abrogata);
c) (soppressa);
d) determinare la misura delle quote dovute
annualmente dalle imprese di autotrasporto, in base a
quanto disposto dal decreto del Presidente della Repubblica
7 novembre 1994, n. 681, recante norme sul sistema delle
spese derivanti dal funzionamento del Comitato centrale;
e) collaborare con la Consulta, provvedendo, in
particolare, sulla base degli indirizzi dettati dalla
Consulta stessa, ad effettuare studi preordinati alla
formulazione delle strategie di governo del settore
dell'autotrasporto, a realizzare iniziative di formazione
del personale addetto ai controlli sui veicoli pesanti ed a
partecipare al finanziamento delle connesse operazioni, ad
attuare iniziative di assistenza e di sostegno alle imprese
di autotrasporto, ad esprimere il proprio avviso su
progetti di provvedimenti amministrativi in materia di
autotrasporto, a formulare indirizzi in materia di
certificazione di qualita' delle imprese che effettuano
trasporti di merci pericolose, di derrate deperibili, di
rifiuti industriali e di prodotti farmaceutici;
f) accreditare gli organismi di certificazione di
qualita' di cui alla lettera e) del comma 1 dell'art. 7 ;
g) (soppressa);
h) attuare le direttive del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti in materia di autotrasporto;
i) curare attivita' editoriali e di informazione alle
imprese di autotrasporto, anche attraverso strumenti
informatici e telematici;
l) (soppressa)."
Si riporta il testo dell'art. 10 del citato decreto
legislativo n. 284 del 2005, come modificato dalla presente
legge:
"Art. 10. Composizione.
1. Il Comitato centrale e' composto dai seguenti membri
effettivi, nominati con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti:
a) un Dirigente del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti con incarico di livello dirigenziale generale
nell'ambito di quelli previsti dall'art. 2, comma 5, del
decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 2008, n.
211 «Regolamento recante riorganizzazione del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti», con funzioni di
Presidente;
b) due Vicepresidenti, dei quali il primo,
responsabile dell'attivita' amministrativa e contabile, con
incarico di livello dirigenziale di seconda fascia
assegnato nell'ambito di quelli previsti dall'art. 14,
comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 3
dicembre 2008, n. 211 ed il secondo e' eletto dallo stesso
Comitato centrale, nell'ambito dei componenti in
rappresentanza delle associazioni di categoria degli
autotrasportatori;
c) quattro rappresentanti, con qualifica
dirigenziale, del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti;
d) un rappresentante, con qualifica dirigenziale, per
ciascuno dei Ministeri degli affari esteri, dell'interno,
dell'economia e delle finanze, della giustizia,
dell'ambiente e tutela del territorio, delle politiche
comunitarie, del lavoro e politiche sociali, delle
politiche agricole e forestali, delle attivita' produttive,
e degli affari regionali;
e) quattro rappresentanti delle Regioni, di cui tre,
rispettivamente, delle Regioni dell'Italia settentrionale,
centrale e meridionale, ed uno in rappresentanza delle
regioni a statuto speciale o delle province autonome di
Trento e Bolzano;
f) un rappresentante per ciascuna delle associazioni
di categoria degli autotrasportatori presente nella
Consulta generale per 1'autotrasporto e per la logistica,
secondo le modalita' stabilite dall'art. 5, comma 1,
lettera f);
g) un rappresentante per ciascuna delle associazioni
nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del
movimento cooperativo, giuridicamente riconosciute dal
Ministero competente, ai sensi delle vigenti disposizioni.
2. Per ogni membro effettivo e' nominato un supplente.
3. I componenti del Comitato centrale durano in carica
tre anni e possono essere confermati. Essi possono essere
sostituiti nel corso del mandato, su richiesta delle
Amministrazioni o delle organizzazioni che li hanno
designati."
Si riporta il testo dell'art. 21 del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la
crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti
pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214:
"Art. 21 Soppressione enti e organismi
1. In considerazione del processo di convergenza ed
armonizzazione del sistema pensionistico attraverso
l'applicazione del metodo contributivo, nonche' al fine di
migliorare l'efficienza e l'efficacia dell'azione
amministrativa nel settore previdenziale e assistenziale,
l'INPDAP e l'ENPALS sono soppressi dal 1° gennaio 2012 e le
relative funzioni sono attribuite all'INPS, che succede in
tutti i rapporti attivi e passivi degli Enti soppressi.
Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino
al 31 dicembre 2011, l'INPDAP e l'ENPALS possono compiere
solo atti di ordinaria amministrazione.
2. Con decreti di natura non regolamentare del Ministro
del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro
per la pubblica amministrazione e la semplificazione, da
emanarsi entro 60 giorni dall'approvazione dei bilanci di
chiusura delle relative gestioni degli Enti soppressi sulla
base delle risultanze dei bilanci medesimi, da deliberare
entro il 31 marzo 2012, le risorse strumentali, umane e
finanziarie degli Enti soppressi sono trasferite all'INPS.
Conseguentemente la dotazione organica dell'INPS e'
incrementata di un numero di posti corrispondente alle
unita' di personale di ruolo in servizio presso gli enti
soppressi alla data di entrata in vigore del presente
decreto. Non sono trasferite le posizioni soprannumerarie,
rispetto alla dotazione organica vigente degli enti
soppressi, ivi incluse quelle di cui all'art. 43, comma 19
della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Le posizioni
soprannumerarie di cui al precedente periodo costituiscono
eccedenze ai sensi dell'art. 33 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165. Resta fermo quanto previsto dall'art.
1, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre
2011, n. 148. I due posti di direttore generale degli Enti
soppressi sono trasformati in altrettanti posti di livello
dirigenziale generale dell'INPS, con conseguente aumento
della dotazione organica dell'Istituto incorporante. I
dipendenti trasferiti mantengono l'inquadramento
previdenziale di provenienza.
2-bis. In attesa dell'emanazione dei decreti di cui al
comma 2, le strutture centrali e periferiche degli Enti
soppressi continuano ad espletare le attivita' connesse ai
compiti istituzionali degli stessi. A tale scopo, l'INPS,
nei giudizi incardinati relativi alle attivita' degli Enti
soppressi, e' rappresentato e difeso in giudizio dai
professionisti legali, gia' in servizio presso l'INPDAP e
l'ENPALS.
3. L'Inps subentra, altresi', nella titolarita' dei
rapporti di lavoro diversi da quelli di cui al comma 2 per
la loro residua durata.
4. Gli organi di cui all'art. 3, comma 2, del decreto
legislativo 30 giugno 1994, n. 479, e successive
modificazioni, degli enti soppressi ai sensi del comma 1
possono compiere solo gli adempimenti connessi alla
definizione dei bilanci di chiusura e cessano alla data di
approvazione dei medesimi, e comunque non oltre il 1°
aprile 2012.
5. I posti corrispondenti all'incarico di componente
del Collegio dei sindaci dell'INPDAP, di qualifica
dirigenziale di livello generale, in posizione di fuori
ruolo istituzionale, sono cosi' attribuiti:
a) in considerazione dell'incremento dell'attivita'
dell'INPS derivante dalla soppressione degli Enti di cui al
comma 1, due posti, di cui uno in rappresentanza del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed uno in
rappresentanza del Ministero dell'economia e delle finanze,
incrementano il numero dei componenti del Collegio dei
sindaci dell'INPS;
b) due posti in rappresentanza del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e tre posti in
rappresentanza del Ministero dell'economia e delle finanze
sono trasformati in posizioni dirigenziali di livello
generale per le esigenze di consulenza, studio e ricerca
del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del
Ministero dell'economia e delle finanze, nell'ambito del
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato; le
dotazioni organiche dei rispettivi Ministeri sono
conseguentemente incrementate in attesa della emanazione
delle disposizioni regolamentari intese ad adeguare in
misura corrispondente l'organizzazione dei medesimi
Ministeri. La disposizione di cui all'art. 3, comma 7, del
citato decreto legislativo n. 479 del 1994, si interpreta
nel senso che i relativi posti concorrono alla
determinazione delle percentuali di cui all'art. 19 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modifiche ed integrazioni, relativamente alle dotazioni
organiche dei Ministeri di appartenenza.
6. Per le medesime esigenze di cui al comma 5, lettera
a), e per assicurare una adeguata rappresentanza degli
interessi cui corrispondevano le funzioni istituzionali di
ciascuno degli enti soppressi di cui al comma 1, il
Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'INPS e' integrato
di sei rappresentanti secondo criteri definiti con decreto,
non regolamentare, del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali.
7. Entro sei mesi dall'emanazione dei decreti di cui al
comma 2, l'Inps provvede al riassetto organizzativo e
funzionale conseguente alla soppressione degli Enti di cui
al comma 1 operando una razionalizzazione
dell'organizzazione e delle procedure.
8. Le disposizioni dei commi da 1 a 9 devono comportare
una riduzione dei costi complessivi di funzionamento
relativi all'INPS ed agli Enti soppressi non inferiore a 20
milioni di euro nel 2012, 50 milioni di euro per l'anno
2013 e 100 milioni di euro a decorrere dal 2014. I relativi
risparmi sono versati all'entrata del bilancio dello Stato
per essere riassegnati al Fondo ammortamento titoli di
Stato. Resta fermo il conseguimento dei risparmi, e il
correlato versamento all'entrata del bilancio statale,
derivante dall'attuazione delle misure di razionalizzazione
organizzativa degli enti di previdenza, previste dall'art.
4, comma 66, della legge 12 novembre 2011, n. 183.
9. Per assicurare il conseguimento degli obiettivi di
efficienza e di efficacia di cui al comma 1, di
razionalizzazione dell'organizzazione amministrativa ai
sensi del comma 7, nonche' la riduzione dei costi di cui al
comma 8, il Presidente dell'INPS, la cui durata in carica,
a tal fine, e' differita al 31 dicembre 2014, promuove le
piu' adeguate iniziative, ne verifica l'attuazione,
predispone rapporti, con cadenza quadrimestrale, al
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e al
Ministero dell'economia e delle finanze in ordine allo
stato di avanzamento del processo di riordino conseguente
alle disposizioni di cui al comma 1 e redige alla fine del
mandato una relazione conclusiva, che attesti i risultati
conseguiti.
10. Al fine di razionalizzare le attivita' di
approvvigionamento idrico nei territori delle Regioni
Puglia e Basilicata, nonche' nei territori della provincia
di Avellino, a decorrere dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, l'Ente per lo sviluppo
dell'irrigazione e la trasformazione Fondiaria in Puglia e
Lucania (EIPLI) e' soppresso e posto in liquidazione.
11. Le funzioni del soppresso Ente con le relative
risorse umane e strumentali, nonche' tutti i rapporti
attivi e passivi, sono trasferiti, entro il 30 settembre
2012 al soggetto costituito o individuato dalle Regioni
interessate, assicurando adeguata rappresentanza delle
competenti amministrazioni dello Stato. Fino al decorso del
termine di cui al primo periodo sono sospese le procedure
esecutive e le azioni giudiziarie nei confronti dell'EIPLI.
La tutela occupazionale e' garantita con riferimento al
personale titolare di rapporto di lavoro a tempo
indeterminato con l'ente soppresso. A far data dalla
soppressione di cui al comma 10 e fino all'adozione delle
misure di cui al presente comma, la gestione liquidatoria
dell'Ente e' assicurata dall'attuale gestione
commissariale, che mantiene i poteri necessari ad
assicurare il regolare esercizio delle funzioni dell'Ente,
anche nei confronti dei terzi.
12. A decorrere dall'entrata in vigore del presente
decreto, e' istituito, sotto la vigilanza del Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il
Consorzio nazionale per i grandi laghi prealpini, che
svolge le funzioni, con le inerenti risorse finanziarie
strumentali e di personale, attribuite dall'art. 63, comma
8, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 al
consorzio del Ticino - Ente autonomo per la costruzione,
manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del lago
Maggiore, al consorzio dell'Oglio - Ente autonomo per la
costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera
regolatrice del lago d'Iseo e al consorzio dell'Adda - Ente
autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio
dell'opera regolatrice del lago di Como. Per garantire
l'ordinaria amministrazione e lo svolgimento delle
attivita' istituzionali fino all'avvio del Consorzio
nazionale, il Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, con proprio decreto, da emanarsi
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, nomina un commissario e un sub
commissario e, su designazione del Ministro dell'economia e
delle finanze, un collegio dei revisori formato da tre
membri, di cui uno con funzioni di presidente. Dalla data
di insediamento del commissario, il consorzio del Ticino -
Ente autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio
dell'opera regolatrice del lago Maggiore, il consorzio
dell'Oglio - Ente autonomo per la costruzione, manutenzione
ed esercizio dell'opera regolatrice del lago d'Iseo e il
consorzio dell'Adda - Ente autonomo per la costruzione,
manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del lago
di Como sono soppressi e i relativi organi decadono. La
denominazione "Consorzio nazionale per i grandi laghi
prealpini" sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente,
le denominazioni: «Consorzio del Ticino - Ente autonomo per
la costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera
regolatrice del lago Maggiore», «Consorzio dell'Oglio -
Ente autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio
dell'opera regolatrice del lago d'Iseo» e «Consorzio
dell'Adda - Ente autonomo per la costruzione, manutenzione
ed esercizio dell'opera regolatrice del lago di Como». Con
decreti di natura non regolamentare del Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da
adottarsi entro e non oltre sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, sentite le Commissioni parlamentari competenti in
materia di ambiente, che si esprimono entro venti giorni
dalla data di assegnazione, sono determinati, in coerenza
con obiettivi di funzionalita', efficienza, economicita' e
rappresentativita', gli organi di amministrazione e
controllo, la sede, nonche' le modalita' di funzionamento,
e sono trasferite le risorse strumentali, umane e
finanziarie degli enti soppressi, sulla base delle
risultanze dei bilanci di chiusura delle relative gestioni
alla data di soppressione. I predetti bilanci di chiusura
sono deliberati dagli organi in carica alla data di
soppressione, corredati della relazione redatta dall'organo
interno di controllo in carica alla medesima data, e
trasmessi per l'approvazione al Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare e al Ministero
dell'economia e delle finanze. Ai componenti degli organi
dei soppressi consorzi, i compensi, indennita' o altri
emolumenti comunque denominati ad essi spettanti sono
corrisposti fino alla data di soppressione mentre per gli
adempimenti di cui al precedente periodo spetta
esclusivamente, ove dovuto, il rimborso delle spese
effettivamente sostenute nella misura prevista dai
rispettivi ordinamenti. I dipendenti a tempo indeterminato
dei soppressi Consorzi mantengono l'inquadramento
previdenziale di provenienza e sono inquadrati nei ruoli
del Consorzio nazionale per i grandi laghi prealpini, cui
si applica il contratto collettivo nazionale del comparto
enti pubblici non economici. La dotazione organica del
Consorzio nazionale per i grandi laghi prealpini non puo'
eccedere il numero del personale in servizio, alla data di
entrata in vigore del presente decreto, presso i soppressi
Consorzi.

Titolo II

RIDUZIONE DELLA SPESA
DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI
E DEGLI ENTI NON TERRITORIALI


13. Gli enti di cui all'allegato A sono soppressi a
decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto e i relativi organi decadono, fatti salvi gli
adempimenti di cui al comma 15.
14. Le funzioni attribuite agli enti di cui al comma 13
dalla normativa vigente e le inerenti risorse finanziarie e
strumentali compresi i relativi rapporti giuridici attivi e
passivi, sono trasferiti, senza che sia esperita alcuna
procedura di liquidazione, neppure giudiziale, alle
amministrazioni corrispondentemente indicate nel medesimo
allegato A.
15. Con decreti non regolamentari del Ministro
interessato, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze e con il Ministro per la pubblica
amministrazione e la semplificazione da adottare entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, sono trasferite le risorse strumentali e
finanziarie degli enti soppressi. Fino all'adozione dei
predetti decreti, per garantire la continuita' dei rapporti
gia' in capo all'ente soppresso, l'amministrazione
incorporante puo' delegare uno o piu' dirigenti per lo
svolgimento delle attivita' di ordinaria amministrazione,
ivi comprese le operazioni di pagamento e riscossione a
valere sui conti correnti gia' intestati all'ente soppresso
che rimangono aperti fino alla data di emanazione dei
decreti medesimi.
16. Entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto-legge, i bilanci di chiusura
degli enti soppressi sono deliberati dagli organi in carica
alla data di cessazione dell'ente, corredati della
relazione redatta dall'organo interno di controllo in
carica alla data di soppressione dell'ente medesimo e
trasmessi per l'approvazione al Ministero vigilante al
Ministero dell'economia e delle finanze. Ai componenti
degli organi degli enti di cui al comma 13 i compensi,
indennita' o altri emolumenti comunque denominati ad essi
spettanti sono corrisposti fino alla data di soppressione.
Per gli adempimenti di cui al primo periodo del presente
comma ai componenti dei predetti organi spetta
esclusivamente, ove dovuto, il rimborso delle spese
effettivamente sostenute nella misura prevista dai
rispettivi ordinamenti.
17. Per lo svolgimento delle funzioni attribuite, le
amministrazioni incorporanti possono avvalersi di personale
comandato nel limite massimo delle unita' previste dalle
specifiche disposizioni di cui alle leggi istitutive degli
enti soppressi.
18. Le amministrazioni di destinazione esercitano i
compiti e le funzioni facenti capo agli enti soppressi con
le articolazioni amministrative individuate mediante le
ordinarie misure di definizione del relativo assetto
organizzativo. Al fine di garantire la continuita' delle
attivita' di interesse pubblico gia' facenti capo agli enti
di cui al presente comma fino al perfezionamento del
processo di riorganizzazione indicato, l'attivita' facente
capo ai predetti enti continua ad essere esercitata presso
le sedi e gli uffici gia' a tal fine utilizzati.
19. Con riguardo all'Agenzia nazionale per la
regolazione e la vigilanza in materia di acqua, sono
trasferite all'Autorita' per l'energia elettrica e il gas
le funzioni attinenti alla regolazione e al controllo dei
servizi idrici, che vengono esercitate con i medesimi
poteri attribuiti all'Autorita' stessa dalla legge 14
novembre 1995, n. 481. Le funzioni da trasferire sono
individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare, da adottare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto.
19-bis. All'onere derivante dal funzionamento
dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, in
relazione ai compiti di regolazione e controllo dei servizi
idrici di cui al comma 19, si provvede mediante un
contributo di importo non superiore all'uno per mille dei
ricavi dell'ultimo esercizio versato dai soggetti esercenti
i servizi stessi, ai sensi dell'art. 2, comma 38, lettera
b), della legge 14 novembre 1995, n. 481, e successive
modificazioni, e dell'art. 1, comma 68-bis, della legge 23
dicembre 2005, n. 266.
19-ter. In ragione delle nuove competenze attribuite
all'Autorita' per l'energia elettrica e il gas ai sensi del
comma 19, la pianta organica dell'Autorita' e' incrementata
di quaranta posti.
20. La Commissione Nazionale per la Vigilanza sulle
Risorse idriche e' soppressa.

ALLEGATO A

Parte di provvedimento in formato grafico


20-bis. Con riguardo all'Agenzia per la sicurezza
nucleare, in via transitoria e fino all'adozione, di
concerto anche con il Ministro dell'ambiente e della tutela
del territorio e del mare, del decreto di cui al comma 15 e
alla contestuale definizione di un assetto organizzativo
rispettoso delle garanzie di indipendenza previste
dall'Unione europea, le funzioni e i compiti facenti capo
all'ente soppresso sono attribuiti all'Istituto superiore
per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).
21. Dall'attuazione dei commi da 13 a 20-bis non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica."
Si riporta il testo dell'art. 24 del citato
decreto-legge n. 201 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
Art. 24 Disposizioni in materia di trattamenti
pensionistici
1. Le disposizioni del presente articolo sono dirette a
garantire il rispetto, degli impegni internazionali e con
l'Unione europea, dei vincoli di bilancio, la stabilita'
economico-finanziaria e a rafforzare la sostenibilita' di
lungo periodo del sistema pensionistico in termini di
incidenza della spesa previdenziale sul prodotto interno
lordo, in conformita' dei seguenti principi e criteri:
a) equita' e convergenza intragenerazionale e
intergenerazionale, con abbattimento dei privilegi e
clausole derogative soltanto per le categorie piu' deboli;
b) flessibilita' nell'accesso ai trattamenti
pensionistici anche attraverso incentivi alla prosecuzione
della vita lavorativa;
c) adeguamento dei requisiti di accesso alle
variazioni della speranza di vita; semplificaz