Comune di Jesi Rete civica Aesinet

Gazzetta Ufficiale N. 48 del 27 Febbraio 2012

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 29 dicembre 2011 , n. 216

Testo del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 302 del 29 dicembre 2011), coordinato con la legge di conversione 24 febbraio 2012, n. 14 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 25), recante: «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative.». (12A02365)


Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, comma 3, del medesimo testo
unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni
del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge
di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte
nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti
legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.
Tali modifiche sul video sono riportate tra i segni (( ... ))
A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.

Art. 1


Proroga termini in materia di assunzioni

1. Il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo
indeterminato di cui all'articolo 1, commi 523, 527 e 643, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, e
all'articolo 66, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e
successive modificazioni, e' prorogato al 31 dicembre 2012.
2. Il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo
indeterminato relative alle cessazioni verificatesi nell'anno 2009 e
nell'anno 2010, di cui all'articolo 3, comma 102, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni e all'articolo 66,
commi 9-bis, 13 e 14, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e
successive modificazioni, e' prorogato al 31 dicembre 2012 e le
relative autorizzazioni ad assumere, ove previste, possono essere
concesse entro il 31 luglio 2012.
3. All'articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, e successive modificazioni, le parole: «Per il triennio
2009-2011» sono sostituite dalle seguenti: «Per il quadriennio
2009-2012». Al medesimo comma e' soppresso il sesto periodo.
4. L'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per
assunzioni a tempo indeterminato, relative alle amministrazioni
pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, approvate
successivamente al (( 30 settembre 2003 )), e' prorogata fino al 31
dicembre 2012, (( compresa la Presidenza del Consiglio dei ministri
)). La disposizione di cui all'articolo 1, comma 346, lettera e),
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, continua ad applicarsi, nei
limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente.
(( 4-bis. L'efficacia delle graduatorie di merito per l'ammissione
al tirocinio tecnico-pratico, pubblicate in data 16 ottobre 2009,
relative alla selezione pubblica per l'assunzione di 825 funzionari
per attivita' amministrativo-tributaria presso l'Agenzia delle
entrate, di cui all'avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª
serie speciale, n. 101 del 30 dicembre 2008, e' prorogata al 31
dicembre 2012. In ottemperanza ai principi di buon andamento ed
economicita' della pubblica amministrazione, l'Agenzia delle dogane,
l'Agenzia del territorio e l'Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato, in funzione delle finalita' di potenziamento dell'azione di
contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale, prima di reclutare
nuovo personale con qualifica di funzionario
amministrativo-tributario, attingono, fino alla loro completa
utilizzazione, dalle graduatorie regionali dei candidati che hanno
riportato un punteggio utile per accedere al tirocinio, nel rispetto
dei vincoli di assunzione previsti dalla legislazione vigente. ))
5. Il termine per procedere alle assunzioni relative all'anno 2011,
previste dall'articolo 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n.
240, e' prorogato al 31 dicembre 2012; a tal fine, e' considerato il
limite di cui all'articolo 51, comma 4, della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, come vigente al 31 dicembre 2010.
6. (soppresso).
(( 6-bis. Le disposizioni dell'articolo 9, comma 28, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, si
applicano alle assunzioni del personale educativo e scolastico degli
enti locali, nonche' di personale destinato all'esercizio delle
funzioni fondamentali di cui all'articolo 21, comma 3, lettera b),
della legge 5 maggio 2009, n. 42, ed ai lavoratori socialmente utili
coinvolti in percorsi di stabilizzazione gia' avviati ai sensi
dell'articolo 1, comma 1156, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e
successive modificazioni, alla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto, nei limiti delle risorse gia'
disponibili nel bilancio degli enti locali a tal fine destinate, a
decorrere dall'anno 2013.
6-ter. Con riferimento al personale soprannumerario, l'Istituto
nazionale della previdenza sociale (INPS), prima di avvalersi delle
proroghe di cui ai commi 1, 2 e 4 del presente articolo, deve
procedere al riassetto organizzativo e funzionale previsto
dall'articolo 21, comma 7, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;
a tal fine il termine previsto dall'articolo 1, comma 3, del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, per l'INPS e' prorogato
all'atto del riassetto organizzativo e funzionale previsto
dall'articolo 21, comma 7, del citato decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214.
6-quater. Per le esigenze funzionali di cui al comma 2
dell'articolo 10-bis del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248,
la possibilita' di utilizzo temporaneo del contingente di personale
in servizio presso il Dipartimento della funzione pubblica alla data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
secondo le modalita' del comma 3 del medesimo articolo, e' consentita
fino al 31 dicembre 2015.
6-quinquies. Al fine di prorogare gli interventi di cui
all'articolo 9, comma 15-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, alle finalita' dell'elenco 3 di cui all'articolo 33, comma 1,
della legge 12 novembre 2011, n. 183, e' aggiunta la seguente:
«Interventi di carattere sociale di cui all'articolo 9, comma 15-bis,
del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122». ))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo dei commi 523, 527 e 643
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296
(Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2007):
«523. Per l'anno 2008 le amministrazioni dello Stato,
anche ad ordinamento autonomo, ivi compresi i Corpi di
polizia ed il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, le
agenzie, incluse le agenzie fiscali di cui agli articoli
62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
e successive modificazioni, gli enti pubblici non economici
e gli enti pubblici di cui all'articolo 70, comma 4, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, possono procedere, per il medesimo anno, ad
assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di
un contingente di personale complessivamente corrispondente
ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa alle
cessazioni avvenute nell'anno precedente. Il limite di cui
al presente comma si applica anche alle assunzioni del
personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le
limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle
assunzioni di personale appartenente alle categorie
protette e a quelle connesse con la professionalizzazione
delle Forze armate di cui alla legge 14 novembre 2000, n.
331, al decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, ed alla
legge 23 agosto 2004, n. 226, fatto salvo quanto previsto
dall'articolo 25 della medesima legge n. 226 del 2004."
"527. Per l'anno 2008 le amministrazioni di cui al
comma 523 possono procedere ad ulteriori assunzioni di
personale a tempo indeterminato, previo effettivo
svolgimento delle procedure di mobilita', nel limite di un
contingente complessivo di personale corrispondente ad una
spesa annua lorda pari a 75 milioni di euro a regime. A tal
fine e' istituito un apposito fondo nello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze pari
a 25 milioni di euro per l'anno 2008 ed a 75 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2009. Le autorizzazioni ad
assumere sono concesse secondo le modalita' di cui
all'articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, e successive modificazioni."
"643. Per gli anni 2008 e 2009 gli enti di ricerca
pubblici possono procedere ad assunzioni di personale con
rapporto di lavoro a tempo indeterminato entro il limite
dell'80 per cento delle proprie entrate correnti
complessive, come risultanti dal bilancio consuntivo
dell'anno precedente, purche' entro il limite delle risorse
relative alla cessazione dei rapporti di lavoro a tempo
indeterminato complessivamente intervenute nel precedente
anno.".
Si riporta il testo dell'articolo 66 del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo
sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita',
la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione
tributaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133, come modificato dalla presente legge:
"Art. 66. Turn over
1. Le amministrazioni di cui al presente articolo
provvedono, entro il 31 dicembre 2008 a rideterminare la
programmazione triennale del fabbisogno di personale in
relazione alle misure di razionalizzazione, di riduzione
delle dotazioni organiche e di contenimento delle
assunzioni previste dal presente decreto.
2. All'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre
2006, n. 296 le parole «per gli anni 2008 e 2009» sono
sostituite dalle parole «per l'anno 2008» e le parole «per
ciascun anno» sono sostituite dalle parole «per il medesimo
anno».
3. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n.
296 possono procedere, previo effettivo svolgimento delle
procedure di mobilita', ad assunzioni di personale a tempo
indeterminato nel limite di un contingente di personale
complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per
cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno
precedente. In ogni caso il numero delle unita' di
personale da assumere non puo' eccedere, per ciascuna
amministrazione, il 10 per cento delle unita' cessate
nell'anno precedente.
4. All'articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre
2006, n. 296 le parole «per gli anni 2008 e 2009» sono
sostituite dalle seguenti: «per l'anno 2008».
5. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n.
296 possono procedere alla stabilizzazione di personale in
possesso dei requisiti ivi richiamati nel limite di un
contingente di personale complessivamente corrispondente ad
una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle
cessazioni avvenute nell'anno precedente. In ogni caso il
numero delle unita' di personale da stabilizzare non puo'
eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10 per cento
delle unita' cessate nell'anno precedente.
6. L'articolo 1, comma 527, della legge 27 dicembre
2006, n. 296 e' sostituito dal seguente: «Per l'anno 2008
le amministrazioni di cui al comma 523 possono procedere ad
ulteriori assunzioni di personale a tempo indeterminato,
previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilita',
nel limite di un contingente complessivo di personale
corrispondente ad una spesa annua lorda pari a 75 milioni
di euro a regime. A tal fine e' istituito un apposito fondo
nello stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze pari a 25 milioni di euro per l'anno 2008 ed
a 75 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. Le
autorizzazioni ad assumere sono concesse secondo le
modalita' di cui all'articolo 39, comma 3-ter, della legge
27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.».
7. Il comma 102 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre
2007, n. 244, e' sostituito dal seguente: «Per gli anni
2010 e 2011, le amministrazioni di cui all'articolo 1,
comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono
procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento
delle procedure di mobilita', ad assunzioni di personale a
tempo indeterminato nel limite di un contingente di
personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari
al 20 per cento di quella relativa al personale cessato
nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unita'
di personale da assumere non puo' eccedere, per ciascun
anno, il 20 per cento delle unita' cessate nell'anno
precedente.
8. Sono abrogati i commi 103 e 104 dell'articolo 3,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
9. Per l'anno 2014, le amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, ad eccezione dei Corpi di polizia e del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, possono procedere, previo
effettivo svolgimento delle procedure di mobilita', ad
assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di
un contingente di personale complessivamente corrispondente
ad una spesa pari al 50 per cento di quella relativa al
personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il
numero delle unita' di personale da assumere non puo'
eccedere il 50 per cento delle unita' cessate nell'anno
precedente.
9-bis. A decorrere dall'anno 2010 i Corpi di polizia e
il Corpo nazionale dei vigili del fuoco possono procedere,
secondo le modalita' di cui al comma 10, ad assunzioni di
personale a tempo indeterminato, nel limite di un
contingente di personale complessivamente corrispondente a
una spesa pari a quella relativa al personale cessato dal
servizio nel corso dell'anno precedente e per un numero di
unita' non superiore a quelle cessate dal servizio nel
corso dell'anno precedente.
10. Le assunzioni di cui ai commi 3, 5, 7 e 9 sono
autorizzate secondo le modalita' di cui all'articolo 35,
comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e
successive modificazioni, previa richiesta delle
amministrazioni interessate, corredata da analitica
dimostrazione delle cessazioni avvenute nell'anno
precedente e delle conseguenti economie e
dall'individuazione delle unita' da assumere e dei
correlati oneri, asseverate dai relativi organi di
controllo.
11. I limiti di cui ai commi 3, 7 e 9 si applicano
anche alle assunzioni del personale di cui all'articolo 3
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni. Le limitazioni di cui ai commi 3, 7 e 9 non
si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle
categorie protette e a quelle connesse con la
professionalizzazione delle forze armate cui si applica la
specifica disciplina di settore.
12. All'articolo 1, comma 103 della legge 30 dicembre
2004, n. 311, come modificato da ultimo dall'articolo 3,
comma 105 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 le parole «A
decorrere dall'anno 2011» sono sostituite dalle parole «A
decorrere dall'anno 2013».
13. Per il quadriennio 2009-2012, le universita'
statali, fermi restando i limiti di cui all'articolo 1,
comma 105, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, possono
procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di personale nel
limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari
al cinquanta per cento di quella relativa al personale a
tempo indeterminato complessivamente cessato dal servizio
nell'anno precedente. Ciascuna universita' destina tale
somma per una quota non inferiore al 50 per cento
all'assunzione di ricercatori e per una quota non superiore
al 20 per cento all'assunzione di professori ordinari.
Fermo restando il rispetto dei predetti limiti di spesa, le
quote di cui al periodo precedente non si applicano agli
Istituti di istruzione universitaria ad ordinamento
speciale. Sono fatte salve le assunzioni dei ricercatori
per i concorsi di cui all'articolo 1, comma 648, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, nei limiti delle risorse
residue previste dal predetto articolo 1, comma 650. Nei
limiti previsti dal presente comma e' compreso, per l'anno
2009, anche il personale oggetto di procedure di
stabilizzazione in possesso degli specifici requisiti
previsti dalla normativa vigente. Le limitazioni di cui al
presente comma non si applicano alle assunzioni di
personale appartenente alle categorie protette. In
relazione a quanto previsto dal presente comma,
l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma
1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537,
concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle
universita', e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno
2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316
milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per
l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno
2013.
14. Per l'anno 2010 gli enti di ricerca possono
procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di
mobilita', ad assunzioni di personale a tempo indeterminato
nei limiti di cui all'articolo 1, comma 643, della legge 27
dicembre 2006, n. 296. Per il triennio 2011-2013 gli enti
di ricerca possono procedere, per ciascun anno, previo
effettivo svolgimento delle procedure di mobilita', ad
assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo
indeterminato entro il limite dell'80 per cento delle
proprie entrate correnti complessive, come risultanti dal
bilancio consuntivo dell'anno precedente, purche' entro il
limite del 20 per cento delle risorse relative alla
cessazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato
intervenute nell'anno precedente. La predetta facolta'
assunzionale e' fissata nella misura del 50 per cento per
l'anno 2014 e del 100 per cento a decorrere dall'anno
2015."
Si riporta il testo del comma 102 dell'articolo 3 della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni
(Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008):
"3.102. Per il quadriennio 2010-2013, le
amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, ad eccezione dei Corpi di
polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, possono
procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento
delle procedure di mobilita', ad assunzioni di personale a
tempo indeterminato nel limite di un contingente di
personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari
al 20 per cento di quella relativa al personale cessato
nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unita'
di personale da assumere non puo' eccedere, per ciascun
anno, il 20 per cento delle unita' cessate nell'anno
precedente."
Si riporta il testo del comma 346 dell'articolo 1 della
citata legge n. 244 del 2007:
"346. Anche in deroga ai limiti stabiliti dalle
disposizioni vigenti e al fine di potenziare le attivita'
di accertamento, ispettive e di contrasto alle frodi, di
soccorso pubblico, di ispettorato e di controllo di altre
amministrazioni statali, nonche' al fine di ridurre gli
oneri derivanti dall'applicazione della legge 24 marzo
2001, n. 89, a valere sulle maggiori entrate derivanti
dalle disposizioni dei commi da 345 a 357 nonche' della
presente legge, e' autorizzata la spesa per assunzioni di
personale, anche di qualifica dirigenziale:
a) nella sola qualifica di vigile del fuoco e
attraverso le procedure selettive previste dai commi 519 e
526 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
per 7 milioni di euro per l'anno 2008, 16 milioni di euro
per l'anno 2009 e 26 milioni di euro annui a decorrere
dall'anno 2010;
b) nell'amministrazione penitenziaria, per 1,5 milioni
di euro per l'anno 2008, 5 milioni di euro per l'anno 2009
e 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2010;
c) nel Corpo forestale dello Stato per 1 milione di
euro per l'anno 2008, 8 milioni di euro per l'anno 2009 e
16 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2010, anche
nei ruoli iniziali nel limite delle vacanze dei ruoli
superiori e con successivo riassorbimento al passaggio a
tali ruoli, con possibilita' di utilizzare le graduatorie
di idonei dei concorsi gia' banditi o conclusi, nonche' per
compensare gli effetti finanziari dell'eventuale deroga
all'articolo 5, comma 5, ultimo periodo, della legge 6
febbraio 2004, n. 36;
d) nel ruolo degli Ispettori del lavoro, per 1 milione
di euro per l'anno 2008, 8 milioni di euro per l'anno 2009
e 16 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2010;
e) nell'Agenzia delle dogane, che utilizza
prioritariamente le graduatorie formate a seguito di
procedure selettive gia' espletate e per le quali il limite
di eta' anagrafica vigente per i contratti di formazione e
lavoro dei soggetti risultati idonei e' riferito alla data
di formazione della graduatoria stessa, ovvero ricorre alla
mobilita', anche ai sensi dell'articolo 1, comma 536, della
legge n. 296 del 2006, per 34 milioni di euro per l'anno
2008, 46 milioni di euro per l'anno 2009 e 62 milioni di
euro annui a decorrere dall'anno 2010. L'Agenzia delle
dogane e' autorizzata a stipulare contratti di formazione e
lavoro, anche in deroga all'articolo 36 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come sostituito
dall'articolo 3, comma 79, della presente legge, in
particolare, con soggetti risultati idonei, con un
punteggio minimo finale non inferiore a 46, nelle
graduatorie formate a seguito delle procedure indette
dall'Agenzia delle entrate con bandi pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 84 del 21 ottobre
2005 e n. 28 del 6 aprile 2007, per la selezione, con
contratti di formazione e lavoro, rispettivamente di 1.500
e 500 funzionari, terza area funzionale, F1, per attivita'
amministrativo-tributarie, e con soggetti risultati idonei
nelle graduatorie formate a seguito delle procedure
selettive indette dall'Agenzia delle dogane in data non
anteriore al 1° settembre 2005, rispettivamente, per 150
posti di collaboratore tributario, terza area funzionale,
F1, per 25 posti di chimico, terza area funzionale, F1, per
20 posti di collaboratore di sistema, terza area
funzionale, F1, e per 10 posti di collaboratori statistici,
terza area funzionale, F1. Nei limiti delle autorizzazioni
di spesa stabilite dalla presente lettera, l'Agenzia delle
dogane puo' stipulare ulteriori contratti di formazione e
lavoro anche con soggetti risultati idonei, nelle
graduatorie formate a seguito delle procedure indette
dall'Agenzia delle entrate con bandi pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 84 del 21 ottobre
2005 e n. 28 del 6 aprile 2007, con un punteggio finale
inferiore a 46; in ogni caso l'utilizzo di tali graduatorie
da parte dell'Agenzia delle entrate, nei limiti di cui al
quarto periodo del comma 345, e' prioritario rispetto
all'utilizzo delle medesime graduatorie da parte
dell'Agenzia delle dogane.".
Si riporta il testo del comma 9 dell'articolo 29 della
legge 30 dicembre 2010, n. 240 (Norme in materia di
organizzazione delle universita', di personale accademico e
reclutamento, nonche' delega al Governo per incentivare la
qualita' e l'efficienza del sistema universitario):
"9. A valere sulle risorse previste dalla legge di
stabilita' per il 2011 per il fondo per il finanziamento
ordinario delle universita', e' riservata una quota non
superiore a 13 milioni di euro per l'anno 2011, 93 milioni
di euro per l'anno 2012 e 173 milioni di euro annui a
decorrere dall'anno 2013, per la chiamata di professori di
seconda fascia, secondo le procedure di cui agli articoli
18 e 24, comma 6, della presente legge. L'utilizzo delle
predette risorse e' disposto con decreto del Ministro,
adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, previo parere conforme delle Commissioni
parlamentari competenti.".
Si riporta il testo del comma 4 dell'articolo 51 della
legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la
stabilizzazione della finanza pubblica):
"4. Le spese fisse e obbligatorie per il personale di
ruolo delle universita' statali non possono eccedere il 90
per cento dei trasferimenti statali sul fondo per il
finanziamento ordinario. Nel caso dell'Universita' degli
studi di Trento si tiene conto anche dei trasferimenti per
il funzionamento erogati ai sensi della legge 14 agosto
1982, n. 590. Le universita' nelle quali la spesa per il
personale di ruolo abbia ecceduto nel 1997 e negli anni
successivi il predetto limite possono effettuare assunzioni
di personale di ruolo il cui costo non superi, su base
annua, il 35 per cento delle risorse finanziarie che si
rendano disponibili per le cessazioni dal ruolo dell'anno
di riferimento. Tale disposizione non si applica alle
assunzioni derivanti dall'espletamento di concorsi gia'
banditi alla data del 30 settembre 1997 e rimane operativa
sino a che la spesa per il personale di ruolo ecceda il
limite previsto dal presente comma.".
Si riporta il testo del comma 28 dell'articolo 9 del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in
materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita'
economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122:
"28. A decorrere dall'anno 2011, le amministrazioni
dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie,
incluse le Agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
successive modificazioni, gli enti pubblici non economici,
le universita' e gli enti pubblici di cui all'articolo 70,
comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e
successive modificazioni e integrazioni, le camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura fermo
quanto previsto dagli articoli 7, comma 6, e 36 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono avvalersi di
personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con
contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel
limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse
finalita' nell'anno 2009. Per le medesime amministrazioni
la spesa per personale relativa a contratti di
formazione-lavoro, ad altri rapporti formativi, alla
somministrazione di lavoro, nonche' al lavoro accessorio di
cui all'articolo 70, comma 1, lettera d) del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive
modificazioni ed integrazioni, non puo' essere superiore al
50 per cento di quella sostenuta per le rispettive
finalita' nell'anno 2009. Le disposizioni di cui al
presente comma costituiscono principi generali ai fini del
coordinamento della finanza pubblica ai quali si adeguano
le regioni, le province autonome, gli enti locali e gli
enti del Servizio sanitario nazionale. Per il comparto
scuola e per quello delle istituzioni di alta formazione e
specializzazione artistica e musicale trovano applicazione
le specifiche disposizioni di settore. Resta fermo quanto
previsto dall'articolo 1, comma 188, della legge 23
dicembre 2005, n. 266. Per gli enti di ricerca resta fermo,
altresi', quanto previsto dal comma 187 dell'articolo 1
della medesima legge n. 266 del 2005, e successive
modificazioni. Alle minori economie pari a 27 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2011 derivanti dall'esclusione
degli enti di ricerca dall'applicazione delle disposizioni
del presente comma, si provvede mediante utilizzo di quota
parte delle maggiori entrate derivanti dall' articolo 38,
commi 13-bis e seguenti. Il presente comma non si applica
alla struttura di missione di cui all'art. 163, comma 3,
lettera a), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
Il mancato rispetto dei limiti di cui al presente comma
costituisce illecito disciplinare e determina
responsabilita' erariale. Per le amministrazioni che
nell'anno 2009 non hanno sostenuto spese per le finalita'
previste ai sensi del presente comma, il limite di cui al
primo periodo e' computato con riferimento alla media
sostenuta per le stesse finalita' nel triennio 2007-2009.".
Si riporta il testo del comma 3 dell'articolo 21 della
legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di
federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della
Costituzione):
"3. Per i comuni, le funzioni, e i relativi servizi, da
considerare ai fini del comma 2 sono provvisoriamente
individuate nelle seguenti:
a) funzioni generali di amministrazione, di gestione e
di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento
delle spese come certificate dall'ultimo conto del bilancio
disponibile alla data di entrata in vigore della presente
legge;
b) funzioni di polizia locale;
c) funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i
servizi per gli asili nido e quelli di assistenza
scolastica e refezione, nonche' l'edilizia scolastica;
d) funzioni nel campo della viabilita' e dei trasporti;
e) funzioni riguardanti la gestione del territorio e
dell'ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia
residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonche'
per il servizio idrico integrato;
f) funzioni del settore sociale.".
Si riporta il testo del comma 1156 dell'articolo 1
della citata legge n. 296 del 2006:
"1156. A carico del Fondo per l'occupazione di cui
all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993,
n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio 1993, n. 236, si provvede ai seguenti interventi,
nei limiti degli importi rispettivamente indicati, da
stabilire in via definitiva con il decreto di cui al comma
1159 del presente articolo:
a) entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, con proprio decreto, sentite la Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, e le organizzazioni nazionali
comparativamente piu' rappresentative dei lavoratori e dei
datori di lavoro, adotta un programma speciale di
interventi e costituisce una cabina di regia nazionale di
coordinamento che concorre allo sviluppo dei piani
territoriali di emersione e di promozione di occupazione
regolare nonche' alla valorizzazione dei comitati per il
lavoro e l'emersione del sommerso (CLES). Entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, e'
istituito, con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, un apposito Fondo per
l'emersione del lavoro irregolare (FELI), destinato al
finanziamento, d'intesa con le regioni e gli enti locali
interessati, di servizi di supporto allo sviluppo delle
imprese che attivino i processi di emersione di cui ai
commi da 1192 a 1201. Ai fini della presente lettera si
provvede, per ciascuno degli anni 2007 e 2008, nei limiti
di 10 milioni di euro annui;
b) sono destinati 25 milioni di euro per l'anno 2007
alla finalita' di cui all'articolo 1, comma 1, del
decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291, e
successive modificazioni;
c) in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali
e comunque non oltre il 31 dicembre 2007, possono essere
concessi trattamenti di cassa integrazione guadagni
straordinaria e di mobilita' ai dipendenti delle imprese
esercenti attivita' commerciali con piu' di cinquanta
dipendenti, delle agenzie di viaggio e turismo, compresi
gli operatori turistici, con piu' di cinquanta dipendenti e
delle imprese di vigilanza con piu' di quindici dipendenti
nel limite massimo di spesa di 45 milioni di euro;
d) in attesa della riforma degli ammortizzatori
sociali, al fine di sostenere programmi per la
riqualificazione professionale ed il reinserimento
occupazionale di collaboratori a progetto, che hanno
prestato la propria opera presso aziende interessate da
situazioni di crisi, con decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, da emanare entro due mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sentita la
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti criteri e
modalita' inerenti alle disposizioni di cui alla presente
lettera. Agli oneri di cui alla presente lettera si
provvede nel limite di 15 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2007 e 2008;
e) il Ministero del lavoro e della previdenza sociale
e' autorizzato a stipulare con i comuni, nel limite massimo
complessivo di 1 milione di euro per l'anno 2007, previa
intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, nuove convenzioni per lo svolgimento di attivita'
socialmente utili e per l'attuazione di misure di politica
attiva del lavoro riferite a lavoratori impegnati in
attivita' socialmente utili, nella disponibilita' da almeno
sette anni di comuni con popolazione inferiore a 50.000
abitanti (518) ;
f) in deroga a quanto disposto dall'articolo 12, comma
4, del decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e
limitatamente all'anno 2007, i comuni con meno di 5.000
abitanti che hanno vuoti in organico possono, relativamente
alle qualifiche di cui all'articolo 16 della legge 28
febbraio 1987, n. 56, e successive modificazioni, procedere
ad assunzioni di soggetti collocati in attivita'
socialmente utili nel limite massimo complessivo di 2.450
unita'. Alle misure di cui alla presente lettera e' esteso
l'incentivo di cui all'articolo 7, comma 6, del decreto
legislativo 28 febbraio 2000, n. 81. Agli oneri relativi,
nel limite di 23 milioni di euro annui a decorrere
dall'anno 2007, si provvede a valere sul Fondo per
l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del
decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, che a
tal fine e' integrato del predetto importo;
f-bis) al fine di favorire la stabilizzazione dei
lavoratori di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto
legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, e di cui all'articolo
3, comma 1, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 280,
in favore della regione Calabria e della regione Campania
e' concesso un contributo per l'anno 2007 rispettivamente
di 60 e 10 milioni di euro da ripartire con decreto del
Ministero dell'economia e delle finanze previa stipula di
apposita convenzione con il Ministero del lavoro e della
previdenza sociale, a valere sul Fondo per l'occupazione di
cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio
1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio 1993, n. 236, che a tale fine e' integrato del
predetto importo per l'anno 2007. Ai soli fini della
presente lettera e della lettera f), i lavoratori impegnati
nelle attivita' di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto
legislativo 7 agosto 1997, n. 280, nella regione Calabria
sono equiparati ai lavoratori di cui all'articolo 2, comma
1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81.
g) il Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
con proprio decreto, dispone annualmente di una quota del
Fondo per l'occupazione, nei limiti delle risorse
disponibili del Fondo medesimo, per interventi strutturali
ed innovativi volti a migliorare e riqualificare la
capacita' di azione istituzionale e l'informazione dei
lavoratori e delle lavoratrici in materia di lotta al
lavoro sommerso ed irregolare, promozione di nuova
occupazione, tutela della salute e della sicurezza dei
lavoratori, iniziative in materia di protezione sociale ed
in ogni altro settore di competenza del Ministero del
lavoro e della previdenza sociale;
g-bis) a decorrere dall'esercizio finanziario 2008, e'
disposto lo stanziamento di un ulteriore contributo di 50
milioni di euro annui per la stabilizzazione dei lavoratori
socialmente utili e per le iniziative connesse alle
politiche attive per il lavoro in favore delle regioni che
rientrano negli obiettivi di convergenza dei fondi
strutturali dell'Unione europea attraverso la stipula di
un'apposita convenzione con il Ministero del lavoro e della
previdenza sociale a valere sul Fondo di cui al presente
comma.".
Si riporta il testo del comma 7 dell'articolo 21 del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti
per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti
pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214:
"7. Entro sei mesi dall'emanazione dei decreti di cui
al comma 2, l'Inps provvede al riassetto organizzativo e
funzionale conseguente alla soppressione degli Enti di cui
al comma 1 operando una razionalizzazione
dell'organizzazione e delle procedure.".
Si riporta il testo del comma 3 dell'articolo 1 del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure
urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo
sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148:
"3. Le amministrazioni indicate nell'articolo 74, comma
1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e
successive modificazioni, all'esito della riduzione degli
assetti organizzativi prevista dal predetto articolo 74 e
dall'articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge 30 dicembre
2009, n. 194, convertito con modificazioni dalla legge 26
febbraio 2010, n. 25, provvedono, anche con le modalita'
indicate nell'articolo 41, comma 10, del decreto-legge 30
dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 febbraio 2009, n. 14:
a) ad apportare, entro il 31 marzo 2012, un'ulteriore
riduzione degli uffici dirigenziali di livello non
generale, e delle relative dotazioni organiche, in misura
non inferiore al 10 per cento di quelli risultanti a
seguito dell'applicazione del predetto articolo 2, comma
8-bis, del decreto-legge n. 194 del 2009;
b) alla rideterminazione delle dotazioni organiche del
personale non dirigenziale, ad esclusione di quelle degli
enti di ricerca, apportando una ulteriore riduzione non
inferiore al 10 per cento della spesa complessiva relativa
al numero dei posti di organico di tale personale
risultante a seguito dell'applicazione del predetto
articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge n. 194 del
2009.".
Si riporta il testo dei commi 2 e 3 dell'articolo
10-bis del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 (Misure
di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in
materia tributaria e finanziaria), convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248:
"2. Al fine di garantire il rafforzamento delle
attivita' di semplificazione delle norme e delle procedure
amministrative e di monitoraggio dei servizi resi dalla
pubblica amministrazione alle imprese e ai cittadini,
nonche' delle attivita' connesse alla gestione del
personale in eccedenza di cui agli articoli 34 e 34-bis del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, la Presidenza del Consiglio dei ministri -
Dipartimento della funzione pubblica si avvale, per un
periodo non superiore a quattro anni, di un contingente di
personale di 30 unita'.
3. Alla copertura del contingente si provvede
attraverso l'utilizzo temporaneo dei segretari comunali e
provinciali di cui all'articolo 3-ter del decreto-legge 28
maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 luglio 2004, n. 186, gia' in posizione di
disponibilita' ai sensi dell'articolo 101 del testo unico
di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 alla
data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto e con invarianza del trattamento economico
complessivo. L'utilizzo temporaneo cessa nel caso di
conferimento di incarico ai segretari da parte di un comune
o di una provincia.".
Si riporta il testo del comma 15-bis dell'articolo 9
del citato decreto-legge n. 78 del 2010:
"15-bis. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita'
e della ricerca, anche attraverso i propri uffici
periferici, nei limiti di spesa previsti dall' elenco 1
allegato alla legge 23 dicembre 2009, n. 191, e'
autorizzato a prorogare i rapporti convenzionali in essere,
attivati dagli uffici scolastici provinciali e prorogati
ininterrottamente, per l'espletamento di funzioni
corrispondenti ai collaboratori scolastici, a seguito del
subentro dello Stato ai sensi dell' articolo 8 della legge
3 maggio 1999, n. 124, nonche' del decreto del Ministro
della pubblica istruzione 23 luglio 1999, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2000, nei compiti
degli enti locali.".
Si riporta l'elenco 3 di cui all'articolo 33, comma 1,
della legge 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello
Stato-Legge di stabilita' 2012), come modificato dalla
presente legge:
"Elenco 3
(articolo 33, comma 1)
FINALITA'
- Fondo per le politiche giovanili
- Investimenti Gruppo Ferrovie
- Contratto di programma con RFI
- Professionalizzazione Forze armate - per il
rifinanziamento, per il medesimo anno, degli importi di cui
agli articoli 582 e 583 del decreto legislativo 15 marzo
2010, n. 66, recante «Codice dell'ordinamento militare»
- Partecipazione italiana a Banche e Fondi
internazionali
- Esigenze connesse alla celebrazione della ricorrenza
del 4 novembre
- Provvidenze alle vittime dell'uranio impoverito
- Ulteriori esigenze dei Ministeri
- Interventi per assicurare la gratuita' parziale dei
libri di testo scolastici di cui all'articolo 27, comma 1,
della legge 23 dicembre 1998, n. 448
- Unione italiana ciechi
- Interventi di carattere sociale di cui all' articolo
3 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, e
successive modificazioni; stipula di convenzioni con i
comuni interessati alla stabilizzazione dei lavoratori
socialmente utili con oneri a carico del bilancio comunale,
di cui all' articolo 2, comma 552, della legge 24 dicembre
2007, n. 244;
- Interventi di sostegno all'editoria e al pluralismo
dell'informazione
-Interventi di carattere sociale di cui all'articolo 9,
comma 15-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122.".

Art. 2

Proroga Commissario straordinario C.R.I.

1. L'incarico di (( commissario straordinario )) della Croce Rossa
Italiana e' prorogato fino alla data di ricostituzione degli organi
statutari a conclusione del riassetto organizzativo, anche in
attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 6, comma 5, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e delle disposizioni di cui
all'articolo 2 della legge delega 4 novembre 2010, n. 183, e comunque
non oltre il 30 settembre 2012.


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 5 dell'articolo 6 del
citato decreto-legge n. 78 del 2010:
"5. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 7,
tutti gli enti pubblici, anche economici, e gli organismi
pubblici, anche con personalita' giuridica di diritto
privato, provvedono all'adeguamento dei rispettivi statuti
al fine di assicurare che, a decorrere dal primo rinnovo
successivo alla data di entrata in vigore del presente
decreto, gli organi di amministrazione e quelli di
controllo, ove non gia' costituiti in forma monocratica,
nonche' il collegio dei revisori, siano costituiti da un
numero non superiore, rispettivamente, a cinque e a tre
componenti. In ogni caso, le Amministrazioni vigilanti
provvedono all'adeguamento della relativa disciplina di
organizzazione, mediante i regolamenti di cui all'articolo
2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, con
riferimento a tutti gli enti ed organismi pubblici
rispettivamente vigilati, al fine di apportare gli
adeguamenti previsti ai sensi del presente comma. La
mancata adozione dei provvedimenti di adeguamento
statutario o di organizzazione previsti dal presente comma
nei termini indicati determina responsabilita' erariale e
tutti gli atti adottati dagli organi degli enti e degli
organismi pubblici interessati sono nulli. Agli enti
previdenziali nazionali si applica comunque quanto previsto
dall'art. 7, comma 6."
Si riporta il testo dell'articolo 2 della legge 4
novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di
lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi,
aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di
servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di
apprendistato, di occupazione femminile, nonche' misure
contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro
pubblico e di controversie di lavoro):
"Art. 2 Delega al Governo per la riorganizzazione degli
enti vigilati dal Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e dal Ministero della salute
1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro dodici
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
uno o piu' decreti legislativi finalizzati alla
riorganizzazione degli enti, istituti e societa' vigilati
dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dal
Ministero della salute nonche' alla ridefinizione del
rapporto di vigilanza dei predetti Ministeri sugli stessi
enti, istituti e societa' rispettivamente vigilati, ferme
restando la loro autonomia di ricerca e le funzioni loro
attribuite, in base ai seguenti principi e criteri
direttivi:
a) semplificazione e snellimento dell'organizzazione e
della struttura amministrativa degli enti, istituti e
societa' vigilati, adeguando le stesse ai principi di
efficacia, efficienza ed economicita' dell'attivita'
amministrativa e all'organizzazione, rispettivamente, del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del
Ministero della salute, prevedendo, ferme restando le
specifiche disposizioni vigenti per il relativo personale
in servizio alla data di entrata in vigore della presente
legge, il riordino delle competenze dell'Istituto per lo
sviluppo della formazione professionale dei lavoratori e
della societa' Italia Lavoro Spa;
b) razionalizzazione e ottimizzazione delle spese e dei
costi di funzionamento, previa riorganizzazione dei
relativi centri di spesa e mediante adeguamento
dell'organizzazione e della struttura amministrativa degli
enti e istituti vigilati ai principi e alle esigenze di
razionalizzazione di cui all' articolo 1, comma 404, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, riconoscendo il valore
strategico degli istituti preposti alla tutela della salute
dei cittadini;
c) ridefinizione del rapporto di vigilanza tra il
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il
Ministero della salute e gli enti e istituti vigilati,
prevedendo, in particolare, per i predetti Ministeri la
possibilita' di emanare indirizzi e direttive nei confronti
degli enti o istituti sottoposti alla loro vigilanza;
d) organizzazione del Casellario centrale infortuni,
nel rispetto delle attuali modalita' di finanziamento,
secondo il principio di autonomia funzionale, da perseguire
in base ai criteri di cui alle lettere a) e b) del presente
comma;
e) previsione dell'obbligo degli enti e istituti
vigilati di adeguare i propri statuti alle disposizioni dei
decreti legislativi emanati in attuazione del presente
articolo, entro il termine di sei mesi dalla data di
entrata in vigore degli stessi.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati
su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali ovvero del Ministro della salute, ciascuno in
relazione alla propria competenza, di concerto,
rispettivamente, con il Ministro della salute e con il
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonche' con
il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro
per la pubblica amministrazione e l'innovazione, con il
Ministro dello sviluppo economico, nonche' con il Ministro
della difesa limitatamente al decreto legislativo relativo
alla riorganizzazione della Croce rossa italiana, sentite
le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e
previo parere della Conferenza unificata di cui all'
articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
e successive modificazioni, che si esprime entro trenta
giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi;
decorso tale termine, il Governo puo' comunque procedere.
Successivamente, gli schemi sono trasmessi alle Camere per
l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni
parlamentari, che si esprimono entro quaranta giorni
dall'assegnazione; decorso tale termine, i decreti
legislativi possono essere comunque emanati. Qualora il
termine per l'espressione del parere parlamentare di cui al
presente comma scada nei trenta giorni che precedono la
scadenza del termine per l'adozione dei decreti legislativi
di cui al comma 1, quest'ultimo e' prorogato di due mesi.
3. L'adozione dei decreti legislativi attuativi della
delega di cui al presente articolo non deve comportare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
4. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge si procede al riordino degli organi
collegiali e degli altri organismi istituiti con legge o
con regolamento nell'amministrazione centrale della salute,
mediante l'emanazione di regolamenti adottati, ai sensi
dell' articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.
400, nel rispetto dei seguenti criteri:
a) eliminazione delle duplicazioni organizzative e
funzionali;
b) razionalizzazione delle competenze delle strutture
che svolgono funzioni omogenee;
c) limitazione del numero delle strutture, anche
mediante la loro eventuale unificazione, a quelle
strettamente indispensabili all'adempimento delle funzioni
riguardanti la tutela della salute;
d) diminuzione del numero dei componenti degli organismi."

(( Art. 2 bis


Fondazione per la mutualita' generale negli sport professionistici a
squadre

1. Dal 10 luglio 2012, con effetti a partire dalla stagione
sportiva 2012-2013, la Fondazione per la mutualita' generale negli
sport professionistici a squadre svolge necessariamente le funzioni e
i compiti ad essa assegnati ai sensi dell'articolo 23 del decreto
legislativo 9 gennaio 2008, n. 9. ))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo dell'articolo 23 del decreto
legislativo 9 gennaio 2008, n. 9 (Disciplina della
titolarita' e della commercializzazione dei diritti
audiovisivi sportivi e relativa ripartizione delle
risorse):
"Art. 23. Fondazione per la mutualita' generale negli
sport professionistici a squadre
1. Per la realizzazione delle finalita' di cui
all'articolo 22, comma 1, e' istituita la «Fondazione per
la mutualita' generale negli sport professionistici a
squadre», di seguito denominata: «Fondazione», dotata di
piena autonomia statutaria e gestionale, fermo restando
quanto previsto al comma 9. La Fondazione indirizza la
propria attivita' esclusivamente al perseguimento degli
scopi indicati nell'articolo 22.
2. Il patrimonio della Fondazione e' vincolato al
perseguimento degli scopi statutari ed e' gestito in modo
coerente con la natura della Fondazione quale ente senza
scopo di lucro, che opera secondo principi di trasparenza
per la migliore utilizzazione delle risorse e l'efficacia
degli interventi.
3. La Fondazione determina, nelle forme stabilite dallo
statuto da emanarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore
del presente decreto, le modalita' e i criteri che
presiedono allo svolgimento della propria attivita', con
particolare riferimento alle modalita' di individuazione
delle iniziative da finanziare, anche attraverso piani
pluriennali, nel settore sportivo giovanile e
dilettantistico nonche' degli investimenti finalizzati alla
sicurezza, anche infrastrutturale, degli impianti.
4. La Fondazione detta specifiche regole per
individuare annualmente almeno due progetti da finanziare,
relativi a discipline sportive diverse da quelle
calcistiche, assicurando priorita' a progetti destinati a
promuovere interventi socio-educativi per la mediazione dei
conflitti, il superamento del disagio sociale, la
promozione dell'inclusione sociale e scuole, in
collaborazione con scuole, universita', enti locali ed
associazioni sportive.
5. La Fondazione presenta annualmente, entro il 31
marzo, una relazione sull'attivita' svolta nell'anno
precedente al Ministro con delega per lo sport. Qualora i
progetti di cui al comma 4 siano inseriti in un programma
di riqualificazione delle attivita' sportive e ricreative
nelle scuole e nelle universita', la relazione e'
presentata anche ai Ministri della pubblica istruzione e
dell'universita' e della ricerca.
6. Sono organi della Fondazione il consiglio di
amministrazione, con funzioni di organo di amministrazione,
il presidente, eletto tra i membri del consiglio di
amministrazione, con funzioni di rappresentanza, ed il
Collegio dei revisori, con funzioni di organo di controllo.
7. Il consiglio di amministrazione e' composto da
dodici membri, di cui sei, dei quali uno con funzione di
presidente, designati dall'organizzatore dei campionati di
calcio di serie A e B, tre designati dalla Federazione
italiana giuoco calcio (FIGC) al fine di garantire la
rappresentanza di tutte le categorie di societa' sportive,
uno designato dalla Federazione italiana pallacanestro
(FIP), uno designato dall'organizzatore del campionato di
pallacanestro di serie A ed uno designato dal Comitato
olimpico nazionale italiano (CONI). Lo statuto puo'
prevedere una diversa composizione del consiglio di
amministrazione al fine di consentire la presenza di
rappresentanti designati da tutti i soggetti che
organizzano competizioni professionistiche a squadre
oggetto del presente decreto e dalle relative federazioni
sportive nazionali, tenuto conto dell'entita' complessiva
delle risorse economiche e finanziarie garantite dalla
commercializzazione dei diritti audiovisivi relativi a
ciascuna disciplina sportiva.
8. Il Collegio dei revisori e' composto di tre membri,
iscritti al registro dei revisori contabili, dei quali uno,
con funzioni di presidente, e' designato dal Ministro
dell'economia e delle finanze.
9. La Fondazione destina necessariamente, almeno fino
alla stagione sportiva 2015/2016, una quota delle risorse
destinate alla mutualita' generale, di cui all'articolo 22,
al programma straordinario per l'impiantistica sportiva di
cui all'articolo 11 del decreto-legge 8 febbraio 2007, n.
8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile
2007, n. 41.".

Art. 3


Proroghe in materia di verifiche sismiche

1. Il termine, di cui all'articolo 20, comma 5, del decreto-legge
31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge
28 febbraio 2008, n. 31, e successive modificazioni, comprese anche
le disposizioni relative alle dighe di ritenuta di cui all'articolo
4, comma 1, del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 79, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 maggio 2004, n. 139, e' differito al 31
dicembre 2012.


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 5 dell'articolo 20 del
decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini
previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti
in materia finanziaria), convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31:
"5. Le verifiche tecniche di cui all'articolo 2, comma
3, della citata ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3274 del 2003, ad esclusione degli edifici e
delle opere progettate in base alle norme sismiche vigenti
dal 1984, devono essere effettuate a cura dei rispettivi
proprietari entro il 31 dicembre 2010 e riguardare in via
prioritaria edifici e opere ubicati nelle zone sismiche 1 e
2.".
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 4 del
decreto-legge 29 marzo 2004, n. 79 (Disposizioni urgenti in
materia di sicurezza di grandi dighe e di edifici
istituzionali), convertito, con modificazioni, dalla legge
28 maggio 2004, n. 139:
"Art. 4.Rivalutazione delle condizioni di sicurezza
delle grandi dighe.
1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, il Registro italiano dighe, ai fini
della valutazione delle condizioni di sicurezza delle dighe
esistenti, aventi le caratteristiche di cui all'articolo 1
del decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1994, n. 584,
determina, con apposito elenco, le dighe da sottoporre a
verifica sismica ed idraulica in conseguenza della variata
classificazione sismica dei siti ovvero dei ridotti franchi
di sicurezza idraulica, anche sulla base di quanto previsto
dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 20
marzo 2003, n. 3274 e successive modificazioni, pubblicata
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 105
dell'8 maggio 2003.".

Art. 4


Proroga termini per le spese di funzionamento dell'ODI

1. All'articolo 2, comma 121, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,
(( e successive modificazioni, )) le parole: «Per l'anno 2011» sono
sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2011 e 2012, previa intesa
con le province autonome di Trento e di Bolzano».


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 121 dell'articolo 2 della
legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni
(Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2010), come
modificato dalla presente legge:
"121. Ai componenti dell'organismo di gestione di cui
al comma 118 non spetta alcun compenso. Gli oneri connessi
alla partecipazione alle riunioni dello stesso sono a
carico dei rispettivi soggetti e organi rappresentati, i
quali provvedono a valere sugli ordinari stanziamenti di
bilancio e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica. Per gli anni 2011 e 2012, previa
intesa con le province autonome di Trento e di Bolzano, una
parte dell'intervento finanziario di cui al comma 117,
nella misura dello 0,6 per cento del totale, e' riservata
per le spese dell'organismo di indirizzo relative
all'istruttoria e verifica dei progetti di cui al medesimo
comma 117.".

(( Art. 4 bis


Proroga dei termini per rimborsi elettorali

1. Il termine di cui all'articolo 1, comma 2, terzo periodo, della
legge 3 giugno 1999, n. 157, per la presentazione della richiesta dei
rimborsi delle spese per le consultazioni elettorali relative al
rinnovo del consiglio regionale del Molise del 16 e 17 ottobre 2011,
e' differito al trentesimo giorno successivo alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto. ))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 2 dell'articolo 1 della
legge 3 giugno 1999, n. 157 (Nuove norme in materia di
rimborso delle spese per consultazioni elettorali e
referendarie e abrogazione delle disposizioni concernenti
la contribuzione volontaria ai movimenti e partiti
politici):
"2. L'erogazione dei rimborsi e' disposta, secondo le
norme della presente legge, con decreti del Presidente
della Camera dei deputati, a carico del bilancio interno
della Camera dei deputati, per quanto riguarda il rinnovo
della Camera dei deputati, del Parlamento europeo e dei
consigli regionali, nonche' per i comitati promotori dei
referendum, nei casi previsti dal comma 4. Con decreto del
Presidente del Senato della Repubblica, a carico del
bilancio interno del Senato della Repubblica, si provvede
all'erogazione dei rimborsi per il rinnovo del Senato della
Repubblica. I movimenti o partiti politici che intendano
usufruire dei rimborsi ne fanno richiesta, a pena di
decadenza, al Presidente della Camera dei deputati o al
Presidente del Senato della Repubblica, secondo le
rispettive competenze, entro dieci giorni dalla data di
scadenza del termine per la presentazione delle liste per
il rinnovo degli organi di cui al comma 1.".

Art. 5


Proroga di termini relativi al termovalorizzatore di Acerra

1. All'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n.
195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n.
26, le parole: «31 dicembre 2011» sono sostituite dalle seguenti: «31
gennaio 2012».


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 7 del
decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195 (Disposizioni
urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in
materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio
della fase post emergenziale nel territorio della regione
Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione
civile), convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 2010, n. 26, come modificato dalla presente legge:
"Art. 7 Trasferimento della proprieta' del
termovalorizzatore di Acerra
1. Entro il 31 gennaio 2012 con decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri e' trasferita la proprieta' del
termovalorizzatore di Acerra alla regione Campania, previa
intesa con la Regione stessa, o ad altro ente pubblico
anche non territoriale, ovvero alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione
civile o a soggetto privato.".

Art. 6


Proroga dei termini in materia di lavoro

1. All'articolo 19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, lettera c), le parole: «per il triennio 2009-2011»
sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012
nel limite di spesa per il 2012 pari a euro 12 milioni»;
b) al comma 1-ter, le parole «biennio 2009-2010» sono sostituite
dalle seguenti: «quadriennio 2009-2012»;
c) al comma 2, le parole: «per il biennio 2010-2011» sono
sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012 nel
limite di spesa per il 2012 pari a euro 13 milioni».
2. I termini di cui all'articolo 70, commi 1, secondo periodo, e
1-bis, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e
successive modificazioni, come prorogati ai sensi dell'articolo 1,
commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito,
con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, e dal ((
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri )) 25 marzo 2011,
(( recante ulteriore proroga di termini relativa al Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, )) pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 74 del 31 marzo 2011, sono prorogati fino al 31 dicembre
2012.
(( 2-bis. La scadenza dell'articolo 1-bis, comma 1, del
decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e dei decreti adottati ai sensi
del medesimo articolo 1-bis e' fissata al 31 dicembre 2012.
2-ter. Il termine per l'emanazione del decreto ministeriale di cui
all'articolo 24, comma 15, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
e' prorogato al 30 giugno 2012 e, nei limiti delle risorse e con le
procedure di cui al medesimo comma 15, sono inclusi tra i soggetti
interessati alla concessione del beneficio di cui al comma 14 del
medesimo articolo 24, come modificato dal presente articolo, oltre ai
lavoratori di cui allo stesso comma 14, anche i lavoratori il cui
rapporto di lavoro si sia risolto entro il 31 dicembre 2011, in
ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli
articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, o in
applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati
dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello
nazionale, a condizione che ricorrano i seguenti elementi: la data di
cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e
oggettivi, quali le comunicazioni obbligatorie agli ispettorati del
lavoro o ad altri soggetti equipollenti, indicati nel medesimo
decreto ministeriale; il lavoratore risulti in possesso dei requisiti
anagrafici e contributivi che, in base alla previgente disciplina
pensionistica, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento
medesimo entro un periodo non superiore a ventiquattro mesi dalla
data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011.
2-quater. All'articolo 24, comma 14, lettera c), del decreto-legge
6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge
22 dicembre 2011, n. 214, le parole: «di almeno 59 anni di eta'» sono
sostituite dalle seguenti: «di almeno 60 anni di eta'». Le
disposizioni dell'articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del
citato decreto-legge n. 201 del 2011, in materia di riduzione
percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione,
limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di
anzianita' contributiva entro il 31 dicembre 2017, qualora la
predetta anzianita' contributiva ivi prevista derivi esclusivamente
da prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di
astensione obbligatoria per maternita', per l'assolvimento degli
obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa
integrazione guadagni ordinaria.
2-quinquies. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, comma
3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, il Direttore
generale dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato propone
al Ministro dell'economia e delle finanze di disporre con propri
decreti, annualmente, tenuto anche conto dei provvedimenti di
variazione delle tariffe dei prezzi di vendita al pubblico dei
tabacchi lavorati eventualmente intervenuti, l'aumento dell'aliquota
di base dell'accisa sui tabacchi lavorati prevista dall'allegato 1 al
testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e
successive modificazioni, nella misura necessaria alla copertura
degli oneri derivanti dall'applicazione delle disposizioni di cui ai
commi 2-quater e 2-decies del presente articolo e all'articolo 15,
comma 8-bis, del presente decreto. L'attuazione delle disposizioni
del presente comma assicura maggiori entrate in misura non inferiore
a 7,5 milioni di euro per l'anno 2012, 15 milioni di euro per l'anno
2013 e nel limite massimo di 140 milioni di euro annui a decorrere
dall'anno 2014.
2-sexies. Fino al 31 maggio 2012, in parziale deroga all'articolo
29, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118, le regioni non assoggettate a piano di rientro possono procedere
al ripiano del disavanzo sanitario maturato al 31 dicembre 2011 anche
con la vendita di immobili.
2-septies. All'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.
214, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 14, dopo la lettera e) e' aggiunta la seguente:
«e-bis) ai lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011 risultano
essere in congedo per assistere figli con disabilita' grave ai sensi
dell'articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto
legislativo 26 marzo 2001, n. 151, i quali maturino, entro
ventiquattro mesi dalla data di inizio del predetto congedo, il
requisito contributivo per l'accesso al pensionamento
indipendentemente dall'eta' anagrafica di cui all'articolo 1, comma
6, lettera a), della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive
modificazioni»;
b) al comma 15, primo periodo, le parole: «in 240 milioni di euro
per l'anno 2013, 630 milioni di euro per l'anno 2014,» sono
sostituite dalle seguenti: «in 245 milioni di euro per l'anno 2013,
635 milioni di euro per l'anno 2014,».
2-octies. Agli oneri derivanti dal comma 2-septies, pari a 5
milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014, si provvede
mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per i medesimi
anni, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente
iscritto, ai fini del bilancio triennale 2012-2014, nell'ambito del
programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da
ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze per l'anno 2012, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali.
2-novies. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato
ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.
2-decies. All'articolo 2, comma 16-ter, del decreto-legge 29
dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 2011, n. 10, le parole: «Fino al 31 dicembre 2011» sono
sostituite dalle seguenti: «Fino al 31 dicembre 2012».
2-undecies. All'articolo 7-ter del decreto-legge 10 febbraio 2009,
n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n.
33, dopo il comma 14 e' inserito il seguente:
«14-bis. Gli effetti della disposizione di cui al comma 14, primo
periodo, sono prorogati con riferimento ai trattamenti pensionistici
erogati fino alla data di entrata in vigore della presente
disposizione, senza corresponsione di arretrati per le eventuali rate
di pensione sospese fino alla predetta data. I benefici in questione
decadono, con obbligo di integrale restituzione delle somme
percepite, laddove gli stessi siano stati conseguiti in base ad atti
costituenti reato, accertati con sentenza definitiva. All'onere
derivante dal presente comma, valutato in 602.000 euro per gli anni
2012 e 2013, 322.000 euro per l'anno 2014, 42.000 euro per gli anni
dal 2015 al 2020 e 42.000 euro a decorrere dall'anno 2021, si
provvede a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione di
cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2». ))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo dei commi 1, 1-ter e 2
dell'articolo 19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185
(Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro,
occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione
anti-crisi il quadro strategico nazionale), convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e
successive modificazioni, come modificato dalla presente
legge:
"Art. 19. Potenziamento ed estensione degli strumenti
di tutela del reddito in caso di sospensione dal lavoro o
di disoccupazione, nonche' disciplina per la concessione
degli ammortizzatori in deroga
1. Nell'ambito del Fondo per l'occupazione di cui
all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993,
n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio 1993, n. 236, fermo restando quanto previsto dal
comma 8 del presente articolo, sono preordinate le somme di
289 milioni di euro per l'anno 2009, di 304 milioni di euro
per ciascuno degli anni 2010 e 2011 e di 54 milioni di euro
a decorrere dall'anno 2012, nei limiti delle quali e'
riconosciuto l'accesso, secondo le modalita' e i criteri di
priorita' stabiliti con il decreto di cui al comma 3, ai
seguenti istituti di tutela del reddito in caso di
sospensione dal lavoro, ivi includendo il riconoscimento
della contribuzione figurativa e degli assegni al nucleo
familiare, nonche' all'istituto sperimentale di tutela del
reddito di cui al comma 2:
a) l'indennita' ordinaria di disoccupazione non
agricola con requisiti normali di cui all'articolo 19,
primo comma, del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n.
636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio
1939, n. 1272, e successive modificazioni per i lavoratori
sospesi per crisi aziendali o occupazionali e che siano in
possesso dei requisiti di cui al predetto articolo 19,
primo comma e subordinatamente ad un intervento integrativo
pari almeno alla misura del venti per cento dell'indennita'
stessa a carico degli enti bilaterali previsti dalla
contrattazione collettiva compresi quelli di cui
all'articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003,
n. 276 e successive modificazioni. La durata massima del
trattamento non puo' superare novanta giornate annue di
indennita'. Quanto previsto dalla presente lettera non si
applica ai lavoratori dipendenti da aziende destinatarie di
trattamenti di integrazione salariale, nonche' nei casi di
contratti di lavoro a tempo indeterminato con previsione di
sospensioni lavorative programmate e di contratti di lavoro
a tempo parziale verticale. L'indennita' di disoccupazione
non spetta nelle ipotesi di perdita e sospensione dello
stato di disoccupazione disciplinate dalla normativa in
materia di incontro tra domanda e offerta di lavoro;
b) l'indennita' ordinaria di disoccupazione non
agricola con requisiti ridotti di cui all'articolo 7, comma
3, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, per i
lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali che
siano in possesso dei requisiti di cui al predetto articolo
7, comma 3, e subordinatamente ad un intervento integrativo
pari almeno alla misura del venti per cento dell'indennita'
stessa a carico degli enti bilaterali previsti dalla
contrattazione collettiva compresi quelli di cui
all'articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003,
n. 276 e successive modificazioni. La durata massima del
trattamento non puo' superare novanta giornate annue di
indennita'. Quanto previsto dalla presente lettera non si
applica ai lavoratori dipendenti da aziende destinatarie di
trattamenti di integrazione salariale, nonche' nei casi di
contratti di lavoro a tempo indeterminato con previsione di
sospensioni lavorative programmate e di contratti di lavoro
a tempo parziale verticale. L'indennita' di disoccupazione
non spetta nelle ipotesi di perdita e sospensione dello
stato di disoccupazione disciplinate dalla normativa in
materia di incontro tra domanda e offerta di lavoro;
c) in via sperimentale per gli anni 2009, 2010, 2011 e
2012 nel limite di spesa per il 2012 pari a euro 12 milioni
e subordinatamente a un intervento integrativo pari almeno
alla misura del venti per cento dell'indennita' stessa a
carico degli enti bilaterali previsti dalla contrattazione
collettiva un trattamento, in caso di sospensione per crisi
aziendali o occupazionali ovvero in caso di licenziamento,
pari all'indennita' ordinaria di disoccupazione con
requisiti normali per i lavoratori assunti con la qualifica
di apprendista alla data di entrata in vigore del presente
decreto e con almeno tre mesi di servizio presso l'azienda
interessata da trattamento, per la durata massima di
novanta giornate nell'intero periodo di vigenza del
contratto di apprendista.
1-bis. .....Omissis......
1-ter. In via transitoria, e per il solo quadriennio
2009-2012, le risorse di cui al comma 1 sono utilizzate
anche per garantire ai lavoratori beneficiari delle misure
di cui al medesimo comma 1, lettere a), b) e c), un
trattamento equivalente a quello di cui al comma 8.
2. In via sperimentale per gli anni 2009, 2010, 2011 e
2012 nel limite di spesa per il 2012 pari a euro 13
milioni, a valere sulle risorse di cui al comma 1 e
comunque nei limiti di 200 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2010 e 2011, e nei soli casi di fine lavoro,
fermo restando quanto previsto dai commi 8, secondo
periodo, e 10, e' riconosciuta una somma liquidata in
un'unica soluzione, pari al 30 per cento del reddito
percepito l'anno precedente e comunque non superiore a
4.000 euro, ai collaboratori coordinati e continuativi di
cui all' articolo 61, comma 1, del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276, iscritti in via esclusiva alla
Gestione separata presso l'INPS di cui all' articolo 2,
comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con esclusione
dei soggetti individuati dall' articolo 1, comma 212, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662, i quali soddisfino in via
congiunta le seguenti condizioni:
a) operino in regime di monocommittenza;
b) abbiano conseguito l'anno precedente un reddito
lordo non superiore a 20.000 euro e non inferiore a 5.000
euro;
c) con riguardo all'anno di riferimento sia
accreditato, presso la predetta Gestione separata di cui
all' articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, un
numero di mensilita' non inferiore a uno;
d) risultino senza contratto di lavoro da almeno due
mesi;
e) risultino accreditate nell'anno precedente almeno
tre mensilita' presso la predetta Gestione separata di cui
all' articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995.
Restano fermi i requisiti di accesso e la misura del
trattamento vigenti alla data del 31 dicembre 2009 per
coloro che hanno maturato il diritto entro tale data.".
Si riporta il testo dei commi 1 e 1-bis dell'articolo
70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e
successive modificazioni (Attuazione delle deleghe in
materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla L.
14 febbraio 2003, n. 30):
"Art. 70. Definizione e campo di applicazione.
1. Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono
attivita' lavorative di natura occasionale rese
nell'ambito: a) di lavori domestici;b) di lavori di
giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade,
parchi e monumenti, anche nel caso in cui il committente
sia un ente locale; c) dell'insegnamento privato
supplementare; d) di manifestazioni sportive, culturali,
fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di
solidarieta' anche in caso di committente pubblico; e) di
qualsiasi settore produttivo, compresi gli enti locali, le
scuole e le universita', il sabato e la domenica e durante
i periodi di vacanza da parte di giovani con meno di
venticinque anni di eta' se regolarmente iscritti a un
ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi
ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici,
ovvero in qualunque periodo dell'anno se regolarmente
iscritti a un ciclo di studi presso l'universita'; f) di
attivita' agricole di carattere stagionale effettuate da
pensionati, da casalinghe e da giovani di cui alla lettera
e), ovvero delle attivita' agricole svolte a favore dei
soggetti di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; g)
dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del
codice civile; h) della consegna porta a porta e della
vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica; h-bis)
di qualsiasi settore produttivo, compresi gli enti locali
da parte di pensionati; h-ter) di attivita' di lavoro
svolte nei maneggi e nelle scuderie. In via sperimentale
per l'anno 2010, per prestazioni di lavoro accessorio si
intendono anche le attivita' lavorative di natura
occasionale rese nell'ambito di qualsiasi settore
produttivo da parte di prestatori di lavoro titolari di
contratti di lavoro a tempo parziale, con esclusione della
possibilita' di utilizzare i buoni lavoro presso il datore
di lavoro titolare del contratto a tempo parziale.
1-bis. In via sperimentale per gli anni 2009 e 2010,
prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese, in
tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali e nel
limite massimo di 3.000 euro per anno solare, da percettori
di prestazioni integrative del salario o di sostegno al
reddito compatibilmente con quanto stabilito dall'articolo
19, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009,
n. 2. L'INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione
figurativa relativa alle prestazioni integrative del
salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi
derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio.".
Si riporta il testo dei commi 1 e 2 dell'articolo 1 del
decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini
previsti da disposizioni legislative e di interventi
urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e
alle famiglie), convertito, con modificazioni, dalla legge
26 febbraio 2011, n. 10:
"Art. 1 Proroghe non onerose di termini in scadenza
1. E' fissato al 31 marzo 2011 il termine di scadenza
dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1
allegata con scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011.
2. Con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio
dei Ministri, da adottare di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, puo' essere disposta
l'ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2011 del termine
del 31 marzo 2011 di cui al comma 1 ovvero la proroga fino
al 31 dicembre 2011 degli ulteriori termini e regimi
giuridici indicati nella tabella 1 allegata."
Si riporta il testo dell'articolo 1-bis del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (Provvedimenti
anticrisi, nonche' proroga di termini), convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102:
"Art. 1-bis Disposizioni urgenti in materia di
ammortizzatori per i settori non coperti dalla cassa
integrazione guadagni
1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, con
decreto di natura non regolamentare del Ministro del
lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, possono
essere eccezionalmente emanate, per il biennio 2009-2010,
norme in deroga a singole disposizioni dei regolamenti
previsti dall' articolo 1, comma 1, del decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale 27 novembre
1997, n. 477. Dall'attuazione del presente comma non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.".
Si riporta il testo del comma 15 dell'articolo 24 del
citato decreto-legge n. 201 del 2011:
"15. Con decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, da adottare entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto sono definite le modalita' di
attuazione del comma 14, ivi compresa la determinazione del
limite massimo numerico dei soggetti interessati ai fini
della concessione del beneficio di cui al comma 14 nel
limite delle risorse predeterminate in 240 milioni di euro
per l'anno 2013, 630 milioni di euro per l'anno 2014, 1.040
milioni di euro per l'anno 2015, 1.220 milioni di euro per
l'anno 2016, 1.030 milioni di euro per l'anno 2017, 610
milioni di euro per l'anno 2018 e 300 milioni di euro per
l'anno 2019. Gli enti gestori di forme di previdenza
obbligatoria provvedono al monitoraggio, sulla base della
data di cessazione del rapporto di lavoro o dell'inizio del
periodo di esonero di cui alla lettera e) del comma 14,
delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di
cui al comma 14 che intendono avvalersi dei requisiti di
accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della
data di entrata in vigore del presente decreto. Qualora dal
predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del limite
numerico delle domande di pensione determinato ai sensi del
primo periodo del presente comma, i predetti enti non
prenderanno in esame ulteriori domande di pensionamento
finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dalla
disposizione di cui al comma 14. Nell'ambito del predetto
limite numerico sono computati anche i lavoratori che
intendono avvalersi, qualora ne ricorrano i necessari
presupposti e requisiti, congiuntamente del beneficio di
cui al comma 14 del presente articolo e di quello relativo
al regime delle decorrenze disciplinato dall' articolo 12,
comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122, e successive modificazioni, per il quale risultano
comunque computati nel relativo limite numerico di cui al
predetto articolo 12, comma 5, afferente al beneficio
concernente il regime delle decorrenze. Resta fermo che, in
ogni caso, ai soggetti di cui al presente comma che
maturano i requisiti dal 1° gennaio 2012 trovano comunque
applicazione le disposizioni di cui al comma 12 del
presente articolo.".
Si riporta il testo del comma 14 dell'articolo 24 del
citato decreto-legge n. 201 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"14. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso
e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di
entrata in vigore del presente decreto continuano ad
applicarsi ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31
dicembre 2011, ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 9
della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive
modificazioni e integrazioni, nonche' nei limiti delle
risorse stabilite ai sensi del comma 15 e sulla base della
procedura ivi disciplinata, ancorche' maturino i requisiti
per l'accesso al pensionamento successivamente al 31
dicembre 2011:
a) ai lavoratori collocati in mobilita' ai sensi
degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e
successive modificazioni, sulla base di accordi sindacali
stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011 e che maturano i
requisiti per il pensionamento entro il periodo di
fruizione dell'indennita' di mobilita' di cui all'articolo
7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
b) ai lavoratori collocati in mobilita' lunga ai
sensi dell'articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio
1991, n. 223, e successive modificazioni e integrazioni,
per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4
dicembre 2011;
c) ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011,
sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei
fondi di solidarieta' di settore di cui all'articolo 2,
comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonche' ai
lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi
collettivi stipulati entro la medesima data il diritto di
accesso ai predetti fondi di solidarieta'; in tale secondo
caso gli interessati restano tuttavia a carico dei fondi
medesimi fino al compimento di almeno 60 anni di eta',
ancorche' maturino prima del compimento della predetta eta'
i requisiti per l'accesso al pensionamento previsti prima
della data di entrata in vigore del presente decreto;
d) ai lavoratori che, antecedentemente alla data del
4 dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione
volontaria della contribuzione;
e) ai lavoratori che alla data del 4 dicembre 2011
hanno in corso l'istituto dell'esonero dal servizio di cui
all'articolo 72, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito con modificazioni con legge 6 agosto
2008, n. 133; ai fini della presente lettera, l'istituto
dell'esonero si considera comunque in corso qualora il
provvedimento di concessione sia stato emanato prima del 4
dicembre 2011; dalla data di entrata in vigore del presente
decreto sono abrogati i commi da 1 a 6 dell' articolo 72
del citato decreto-legge n. 112 del 2008, che continuano a
trovare applicazione per i lavoratori di cui alla presente
lettera. Sono altresi' disapplicate le disposizioni
contenute in leggi regionali recanti discipline analoghe a
quelle dell'istituto dell'esonero dal servizio.".
Si riporta il testo degli articoli 410, 411 e 412-ter
del codice di procedura civile:
"Art. 410.Tentativo di conciliazione
Chi intende proporre in giudizio una domanda relativa
ai rapporti previsti dall'articolo 409 puo' promuovere,
anche tramite l'associazione sindacale alla quale aderisce
o conferisce mandato, un previo tentativo di conciliazione
presso la commissione di conciliazione individuata secondo
i criteri di cui all'articolo 413.
La comunicazione della richiesta di espletamento del
tentativo di conciliazione interrompe la prescrizione e
sospende, per la durata del tentativo di conciliazione e
per i venti giorni successivi alla sua conclusione, il
decorso di ogni termine di decadenza.
Le commissioni di conciliazione sono istituite presso
la Direzione provinciale del lavoro. La commissione e'
composta dal direttore dell'ufficio stesso o da un suo
delegato o da un magistrato collocato a riposo, in qualita'
di presidente, da quattro rappresentanti effettivi e da
quattro supplenti dei datori di lavoro e da quattro
rappresentanti effettivi e da quattro supplenti dei
lavoratori, designati dalle rispettive organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative a livello
territoriale.
Le commissioni, quando se ne ravvisi la necessita',
affidano il tentativo di conciliazione a proprie
sottocommissioni, presiedute dal direttore della Direzione
provinciale del lavoro o da un suo delegato, che
rispecchino la composizione prevista dal terzo comma. In
ogni caso per la validita' della riunione e' necessaria la
presenza del Presidente e di almeno un rappresentante dei
datori di lavoro e almeno un rappresentante dei lavoratori.
La richiesta del tentativo di conciliazione,
sottoscritta dall'istante, e' consegnata o spedita mediante
raccomandata con avviso di ricevimento. Copia della
richiesta del tentativo di conciliazione deve essere
consegnata o spedita con raccomandata con ricevuta di
ritorno a cura della stessa parte istante alla controparte.
La richiesta deve precisare:
1) nome, cognome e residenza dell'istante e del
convenuto; se l'istante o il convenuto sono una persona
giuridica, un'associazione non riconosciuta o un comitato,
l'istanza deve indicare la denominazione o la ditta nonche'
la sede;
2) il luogo dove e' sorto il rapporto ovvero dove si
trova l'azienda o sua dipendenza alla quale e' addetto il
lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera al
momento della fine del rapporto;
3) il luogo dove devono essere fatte alla parte istante
le comunicazioni inerenti alla procedura;
4) l'esposizione dei fatti e delle ragioni posti a
fondamento della pretesa.
Se la controparte intende accettare la procedura di
conciliazione, deposita presso la commissione di
conciliazione, entro venti giorni dal ricevimento della
copia della richiesta, una memoria contenente le difese e
le eccezioni in fatto e in diritto, nonche' le eventuali
domande in via riconvenzionale. Ove cio' non avvenga,
ciascuna delle parti e' libera di adire l'autorita'
giudiziaria. Entro i dieci giorni successivi al deposito,
la commissione fissa la comparizione delle parti per il
tentativo di conciliazione, che deve essere tenuto entro i
successivi trenta giorni. Dinanzi alla commissione il
lavoratore puo' farsi assistere anche da un'organizzazione
cui aderisce o conferisce mandato.
La conciliazione della lite da parte di chi rappresenta
la pubblica amministrazione, anche in sede giudiziale ai
sensi dell'articolo 420, commi primo, secondo e terzo, non
puo' dar luogo a responsabilita', salvi i casi di dolo e
colpa grave."
"Art. 411. Processo verbale di conciliazione.
Se la conciliazione esperita ai sensi dell'articolo 410
riesce, anche limitatamente ad una parte della domanda,
viene redatto separato processo verbale sottoscritto dalle
parti e dai componenti della commissione di conciliazione.
Il giudice, su istanza della parte interessata, lo dichiara
esecutivo con decreto.
Se non si raggiunge l'accordo tra le parti, la
commissione di conciliazione deve formulare una proposta
per la bonaria definizione della controversia. Se la
proposta non e' accettata, i termini di essa sono riassunti
nel verbale con indicazione delle valutazioni espresse
dalle parti. Delle risultanze della proposta formulata
dalla commissione e non accettata senza adeguata
motivazione il giudice tiene conto in sede di giudizio.
Ove il tentativo di conciliazione sia stato richiesto
dalle parti, al ricorso depositato ai sensi dell'articolo
415 devono essere allegati i verbali e le memorie
concernenti il tentativo di conciliazione non riuscito. Se
il tentativo di conciliazione si e' svolto in sede
sindacale, ad esso non si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 410. Il processo verbale di avvenuta
conciliazione e' depositato presso la Direzione provinciale
del lavoro a cura di una delle parti o per il tramite di
un'associazione sindacale. Il direttore, o un suo delegato,
accertatane l'autenticita', provvede a depositarlo nella
cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione e' stato
redatto. Il giudice, su istanza della parte interessata,
accertata la regolarita' formale del verbale di
conciliazione, lo dichiara esecutivo con decreto."
"Art. 412-ter. Altre modalita' di conciliazione e
arbitrato previste dalla contrattazione collettiva.
La conciliazione e l'arbitrato, nelle materie di cui
all'articolo 409, possono essere svolti altresi' presso le
sedi e con le modalita' previste dai contratti collettivi
sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente
rappresentative.".
Si riporta il testo del comma 10 dell'articolo 24 del
citato decreto-legge n. 201 del 2011:
"10. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento
ai soggetti la cui pensione e' liquidata a carico dell'AGO
e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima,
nonche' della gestione separata di cui all'articolo 2,
comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che maturano i
requisiti a partire dalla medesima data l'accesso alla
pensione anticipata ad eta' inferiori ai requisiti
anagrafici di cui al comma 6 e' consentito esclusivamente
se risulta maturata un'anzianita' contributiva di 42 anni e
1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, con
riferimento ai soggetti che maturano i requisiti nell'anno
2012. Tali requisiti contributivi sono aumentati di un
ulteriore mese per l'anno 2013 e di un ulteriore mese a
decorrere dall'anno 2014. Sulla quota di trattamento
relativa alle anzianita' contributive maturate
antecedentemente il 1° gennaio 2012, e' applicata una
riduzione percentuale pari ad 1 punto percentuale per ogni
anno di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto
all'eta' di 62 anni; tale percentuale annua e' elevata a 2
punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo
rispetto a due anni. Nel caso in cui l'eta' al
pensionamento non sia intera la riduzione percentuale e'
proporzionale al numero di mesi.".
Si riporta il testo del comma 3 dell'articolo 2 del
citato decreto-legge n. 138 del 2011:
"3. Il Ministero dell'economia e delle
finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, con
propri decreti dirigenziali adottati entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, emana
tutte le disposizioni in materia di giochi pubblici utili
al fine di assicurare maggiori entrate, potendo tra l'altro
introdurre nuovi giochi, indire nuove lotterie, anche ad
estrazione istantanea, adottare nuove modalita' di gioco
del Lotto, nonche' dei giochi numerici a totalizzazione
nazionale, variare l'assegnazione della percentuale della
posta di gioco a montepremi ovvero a vincite in denaro, la
misura del prelievo erariale unico, nonche' la percentuale
del compenso per le attivita' di gestione ovvero per quella
dei punti vendita. Il Direttore generale
dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato puo'
proporre al Ministro dell'economia e delle finanze di
disporre con propri decreti, entro il 30 giugno 2012,
tenuto anche conto dei provvedimenti di variazione delle
tariffe dei prezzi di vendita al pubblico dei tabacchi
lavorati eventualmente intervenuti, l'aumento dell'aliquota
di base dell'accisa sui tabacchi lavorati prevista
dall'allegato I al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.
504 e successive modificazioni. L'attuazione delle
disposizioni del presente comma assicura maggiori entrate
in misura non inferiore a 1.500 milioni di euro annui a
decorrere dall'anno 2012. Le maggiori entrate derivanti dal
presente comma sono integralmente attribuite allo Stato.".
Si riporta l'allegato 1 al testo unico di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 e successive
modificazioni:
"Allegato I
Elenco prodotti assoggettati ad imposizione ed aliquote
vigenti alla data di entrata in vigore del testo unico
Prodotti energetici
Benzina con piombo: euro 564,00 per mille litri;
Benzina : euro 564,00 per mille litri;
Petrolio lampante o cherosene:
usato come carburante: lire 625.620 per mille litri;
usato come combustibile per riscaldamento: lire 625.620 per
mille litri;
Oli da gas o gasolio:
usato come carburante: euro 423,00 per mille litri;
usato come combustibile per riscaldamento: lire 747.470 per
mille litri;
Oli combustibili: lire 90.000 per mille kg.;
Oli combustibili a basso tenore di zolfo: lire 45.000 per
mille kg.
Gas di petrolio liquefatti:
usato come carburante: euro 227,77 per mille kg.;
usato come combustibile per riscaldamento: lire 359.220 per
mille kg.;
Gas naturale:
per autotrazione: lire zero;
per combustione per usi industriali: lire 20 al mc;
per combustione per usi civili:
a) per usi domestici di cottura cibi e produzione di acqua
calda di cui alla tariffa T1 prevista dal provvedimento CIP
n. 37 del 26 giugno 1986: lire 86 al mc.;
b) per usi di riscaldamento individuale a tariffa T2 fino a
250 metri cubi annui: lire 151 al mc.;
c) per altri usi civili lire 332 al mc.;
per i consumi nei territori di cui all'art. 1 del testo
unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno
approvato con D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218, si applicano le
seguenti aliquote:
a) per gli usi di cui alle precedenti lettere a) e b): lire
74 al mc.;
b) per gli altri usi civili: lire 238 al mc.
Carbone, lignite e coke (codici NC 2701, 2702 e 2704)
impiegati per uso riscaldamento:
- da parte di imprese: 4,60 euro per mille chilogrammi;
- da parte di soggetti diversi dalle imprese: 9,20 euro per
mille chilogrammi
Alcole e bevande alcoliche
Birra: euro 2,35 per ettolitro e per grado-Plato;
Vino: lire zero;
Bevande fermentate diverse dal vino e dalla birra: lire
zero;
Prodotti alcolici intermedi: euro 68,51 per ettolitro;
Alcole etilico: euro 800,01 per ettolitro anidro.
TABACCHI LAVORATI
a) sigari 23,00%;
b) sigaretti 23,00%;
c) sigarette 58,50%;
d) tabacco da fumo:
1) tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare
le sigarette 56,00%;
2) altri tabacchi da fumo 56,00%;
e) tabacco da fiuto 24,78%;
f) tabacco da masticare 24,78%;
Fiammiferi di ordinario consumo:
a) 25 per cento per i fiammiferi con prezzo di vendita fino
a 0,258 euro la scatola;
b) 23 per cento per i fiammiferi con prezzo di vendita
superiore a 0,258 euro e fino a 0,775 euro la scatola, con
un minimo di imposta di fabbricazione di 0,0645 euro la
scatola;
c) 20 per cento per i fiammiferi con prezzo di vendita
superiore a 0,775 euro e fino a 1,291 euro la scatola, con
un minimo di imposta di fabbricazione di 0,17825 euro la
scatola;
d) 15 per cento per i fiammiferi con prezzo di vendita
superiore a 1,291 euro e fino a 2,07 euro la scatola, con
un minimo di imposta di fabbricazione di 0,2582 euro la
scatola;
e) 10 per cento per i fiammiferi con prezzo di vendita
superiore a 2,07 euro la scatola, con un minimo di imposta
di fabbricazione di 0,3105 euro la scatola
Fiammiferi pubblicitari omaggio o
nominativi:
Prodotto - Euro per ogni 10 fiammiferi o frazione di 10
Cerini - 0,0103
Bossoli - 0,0103
Familiari - 0,0083
Cucina - 0,0114
Maxi-box - 0,0083
Svedesi - 0,0170
Minerva - 0,0165
Controvento - 0,0341
Fiammiferone - 0,0501
Caminetto - 0,090
KM Carezza - 0,0083
KM Casa - 0,0083
KM Superlungo - 0,0114
KM Jolly - 0,0062
KM Europa - 0,0165
KM Super Mini - 0,0170
KM Carezza Mini - 0,0170
KM Camino - 0,0501
KM Camino Maxi - 0,090
KM Jumbo - 0,090
Cuoco - 0,0083
Lampo - 0,0170
Flip - 0,0165
Fiammata - 0,0501
Energia elettrica
Per ogni kWh di energia impiegata:
per qualsiasi applicazione nelle abitazioni: lire 4,10 per
ogni kWh;
per qualsiasi uso in locali e luoghi diversi dalle
abitazioni: lire 6 al kWh.
Imposizioni diverse
Oli lubrificanti euro 750,00 per mille kg.
Bitumi di petrolio lire 60.000 per mille kg.
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 29 del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in
materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli
schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei
loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5
maggio 2009, n. 42):
"Art. 29. Principi di valutazione specifici del settore
sanitario
1. Al fine di soddisfare il principio generale di
chiarezza e di rappresentazione veritiera e corretta,
nonche' di garantire l'omogeneita', la confrontabilita' ed
il consolidamento dei bilanci dei servizi sanitari
regionali, sono individuate le modalita' di
rappresentazione, da parte degli enti di cui all'articolo
19, comma 2, lettera c) e lettera b), punto i), ove
ricorrano le condizioni ivi previste, delle seguenti
fattispecie:
a) il costo delle rimanenze di beni fungibili e'
calcolato con il metodo della media ponderata;
b) l'ammortamento delle immobilizzazioni materiali e
immateriali si effettua per quote costanti, secondo le
aliquote indicate nella tabella di cui all'allegato n. 3,
che costituisce parte integrante del presente decreto
legislativo. E' fatta salva la possibilita' per la Regione
di autorizzare l'utilizzo di aliquote piu' elevate; in tal
caso, gli enti devono darne evidenza in nota integrativa.
Nell'esercizio di acquisizione dell'immobilizzazione
l'aliquota di ammortamento e' rapportata alla frazione
d'anno di effettivo utilizzo del cespite. E'
alternativamente consentito applicare forfetariamente la
meta' dell'aliquota normale. I cespiti di valore inferiore
a euro 516, 46 possono essere ammortizzati integralmente
nell'esercizio in cui divengono disponibili e pronti per
l'uso, ad eccezione di quelli che fanno parte di
un'universalita' ai sensi dell'art. 816 del codice civile.
I cespiti acquistati utilizzando contributi in conto
esercizio, indipendentemente dal loro valore, devono essere
interamente ammortizzati nell'esercizio di acquisizione.
Sono fatti salvi gli ammortamenti effettuati fino
all'esercizio precedente a quello di applicazione delle
disposizioni di cui al presente titolo;
c) i contributi in conto capitale da regione sono
rilevati sulla base del provvedimento di assegnazione. I
contributi sono iscritti in un'apposita voce di patrimonio
netto, con contestuale rilevazione di un credito verso
regione. Laddove siano impiegati per l'acquisizione di
cespiti ammortizzabili, i contributi vengono
successivamente stornati a proventi con un criterio
sistematico, commisurato all'ammortamento dei cespiti cui
si riferiscono, producendo la sterilizzazione
dell'ammortamento stesso. Nel caso di cessione di beni
acquisiti tramite contributi in conto capitale con
generazione di minusvalenza, viene stornata a provento una
quota di contributo commisurata alla minusvalenza. La quota
di contributo residua resta iscritta nell'apposita voce di
patrimonio netto ed e' utilizzata per sterilizzare
l'ammortamento dei beni acquisiti con le disponibilita'
generate dalla dismissione. Nel caso di cessione di beni
acquisiti tramite contributi in conto capitale con
generazione di plusvalenza, la plusvalenza viene
direttamente iscritta in una riserva del patrimonio netto,
senza influenzare il risultato economico dell'esercizio. La
quota di contributo residua resta iscritta nell'apposita
voce di patrimonio netto ed e' utilizzata, unitamente alla
riserva derivante dalla plusvalenza, per sterilizzare
l'ammortamento dei beni acquisiti con le disponibilita'
generate dalla dismissione. Le presenti disposizioni si
applicano anche ai contributi in conto capitale dallo Stato
e da altri enti pubblici, a lasciti e donazioni vincolati
all'acquisto di immobilizzazioni, nonche' a conferimenti,
lasciti e donazioni di immobilizzazioni da parte dello
Stato, della regione, di altri soggetti pubblici o privati;
d) i contributi per ripiano perdite sono rilevati in
un'apposita voce del patrimonio netto sulla base del
provvedimento regionale di assegnazione, con contestuale
iscrizione di un credito verso regione. Al momento
dell'incasso del credito, il contributo viene stornato
dall'apposita voce del patrimonio netto e portato a diretta
riduzione della perdita all'interno della voce «utili e
perdite portati a nuovo»;
e) le quote di contributi di parte corrente finanziati
con somme relative al fabbisogno sanitario regionale
standard, vincolate ai sensi della normativa nazionale
vigente e non utilizzate nel corso dell'esercizio, sono
accantonate nel medesimo esercizio in apposito fondo spese
per essere rese disponibili negli esercizi successivi di
effettivo utilizzo;
f) le plusvalenze, le minusvalenze, le donazioni che
non consistano in immobilizzazioni, ne' siano vincolate
all'acquisto di immobilizzazioni, nonche' le sopravvenienze
e le insussistenze, sono iscritte fra i proventi e gli
oneri straordinari;
g) lo stato dei rischi aziendali e' valutato dalla
regione, che verifica l'adeguatezza degli accantonamenti ai
fondi rischi e oneri iscritti nei bilanci di esercizio
degli enti. Il collegio sindacale dei suddetti enti attesta
l'avvenuto rispetto degli adempimenti necessari per
procedere all'iscrizione dei fondi rischi ed oneri ed al
relativo utilizzo;
h) le somme di parte corrente assegnate alle regioni, a
titolo di finanziamento ordinario del Servizio sanitario
nazionale, tramite atto formale di individuazione del
fabbisogno sanitario regionale standard e delle relative
fonti di finanziamento, sono iscritte, ove sussista la
gestione di cui all'articolo 19, comma 2, lettera b), punto
i), dal responsabile della gestione sanitaria accentrata
presso la regione nella propria contabilita' generale, come
credito e contestualmente come passivita' per finanziamenti
da allocare. Ai fini della contabilizzazione della
mobilita' sanitaria extraregionale attiva e passiva, si
prende a riferimento la matrice della mobilita'
extraregionale approvata dal Presidente della Conferenza
delle Regioni e delle Province autonome ed inserita
nell'atto formale di individuazione del fabbisogno
sanitario regionale standard e delle relative fonti di
finanziamento dell'anno di riferimento;
i) ove sussista la gestione di cui all'articolo 19,
comma 2, lettera b), punto i), per la parte di
finanziamento assegnata dalla regione agli enti di cui alla
lettera c) del comma 2 dell'articolo 19, mensilmente il
responsabile della gestione sanitaria accentrata presso la
regione storna la passivita' per finanziamenti da allocare
in ragione di un dodicesimo dell'intero importo, iscrivendo
parimenti debiti verso le singole aziende in dodicesimi.
Gli enti di cui alla predetta lettera c) del comma 2
dell'articolo 19 contestualmente rilevano un credito verso
la regione e un ricavo sempre in ragione di un dodicesimo.
Per la parte di finanziamento assegnata agli enti di cui
all'articolo 19, comma 2, lettera b), punto i),
limitatamente alla quota riferita alla spesa sanitaria
direttamente gestita, dal momento dell'assegnazione il
responsabile della gestione sanitaria accentrata presso la
regione storna la passivita' per finanziamenti da allocare,
iscrivendo proventi in ragione di un dodicesimo per ogni
mese. Al termine dell'esercizio, eventuali quote non
assegnate ne' agli enti di cui all'articolo 19, comma 2,
lettera b), punto i), ne' agli enti di cui alla predetta
lettera c) si intendono attribuite alla gestione sanitaria
accentrata presso la regione e, conseguentemente, stornate
da passivita' per finanziamenti da allocare a proventi
della stessa gestione sanitaria accentrata. Il responsabile
della gestione sanitaria accentrata presso la regione
impartisce disposizioni agli enti di cui alla predetta
lettera c) sulla rilevazione dei proventi e dei costi per
mobilita' extraregionale, al fine di garantire la
corrispondenza dei dati aziendali con quanto disposto
nell'ultimo periodo della lettera h);
j) con modalita' analoghe a quelle previste per le
somme di parte corrente, di cui al primo periodo della
lettera h), ove sussista la gestione di cui all'articolo
19, comma 2, lettera b), punto i), il responsabile della
gestione sanitaria accentrata presso la regione iscrive
nella propria contabilita' generale le altre entrate
regionali per l'assistenza sanitaria e ne definisce
l'assegnazione alle aziende sanitarie. Tali assegnazioni
sono rilevate dalle aziende con le modalita' stabilite alla
lettera i) se destinate al finanziamento di parte corrente;
sono invece rilevate con le modalita' stabilite alle
lettere c) e d) se destinate rispettivamente al
finanziamento degli investimenti o al ripiano delle
perdite. In tutti i casi va garantita la corrispondenza tra
i crediti verso regione iscritti nei bilanci degli enti di
cui alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 19 del
presente titolo e i debiti verso aziende iscritti nel
bilancio della gestione sanitaria accentrata presso la
regione;
k) alle disposizioni recate dalle lettere h), i) e j),
qualora le singole regioni non esercitino la scelta di
gestire direttamente presso la regione o la provincia
autonoma una quota del finanziamento del proprio servizio
sanitario, provvedono le singole aziende di cui
all'articolo 19, comma 2, lettera c), per quanto di loro
competenza, sulla base delle assegnazioni del finanziamento
del servizio sanitario regionale effettuate dalla regione
in loro favore a seguito di atto formale di individuazione
del fabbisogno sanitario regionale standard e delle
relative fonti di finanziamento. In tutti i casi va
garantita la corrispondenza fra il finanziamento
complessivo del servizio sanitario regionale e la somma dei
finanziamenti registrati dalle aziende di cui all'articolo
19, comma 2, lettera c).".
Si riporta il testo dei commi 14 e 15 dell'articolo 24
del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni
urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei
conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge
22 dicembre 2011, n. 214, come modificato dalla presente
legge:
"14. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso
e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di
entrata in vigore del presente decreto continuano ad
applicarsi ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31
dicembre 2011, ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 9
della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive
modificazioni e integrazioni, nonche' nei limiti delle
risorse stabilite ai sensi del comma 15 e sulla base della
procedura ivi disciplinata, ancorche' maturino i requisiti
per l'accesso al pensionamento successivamente al 31
dicembre 2011:
a) ai lavoratori collocati in mobilita' ai sensi degli
articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e
successive modificazioni, sulla base di accordi sindacali
stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011 e che maturano i
requisiti per il pensionamento entro il periodo di
fruizione dell'indennita' di mobilita' di cui all'articolo
7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
b) ai lavoratori collocati in mobilita' lunga ai sensi
dell'articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991,
n. 223, e successive modificazioni e integrazioni, per
effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre
2011;
c) ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011,
sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei
fondi di solidarieta' di settore di cui all'articolo 2,
comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonche' ai
lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi
collettivi stipulati entro la medesima data il diritto di
accesso ai predetti fondi di solidarieta'; in tale secondo
caso gli interessati restano tuttavia a carico dei fondi
medesimi fino al compimento di almeno 59 anni di eta',
ancorche' maturino prima del compimento della predetta eta'
i requisiti per l'accesso al pensionamento previsti prima
della data di entrata in vigore del presente decreto;
d) ai lavoratori che, antecedentemente alla data del 4
dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione
volontaria della contribuzione;
e) ai lavoratori che alla data del 4 dicembre 2011
hanno in corso l'istituto dell'esonero dal servizio di cui
all'articolo 72, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito con modificazioni con legge 6 agosto
2008, n. 133; ai fini della presente lettera, l'istituto
dell'esonero si considera comunque in corso qualora il
provvedimento di concessione sia stato emanato prima del 4
dicembre 2011; dalla data di entrata in vigore del presente
decreto sono abrogati i commi da 1 a 6 dell' articolo 72
del citato decreto-legge n. 112 del 2008, che continuano a
trovare applicazione per i lavoratori di cui alla presente
lettera. Sono altresi' disapplicate le disposizioni
contenute in leggi regionali recanti discipline analoghe a
quelle dell'istituto dell'esonero dal servizio.
e-bis) ai lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011
risultano essere in congedo per assistere figli con
disabilita' grave ai sensi dell'articolo 42, comma 5, del
testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n.
151, i quali maturino, entro ventiquattro mesi dalla data
di inizio del predetto congedo, il requisito contributivo
per l'accesso al pensionamento indipendentemente dall'eta'
anagrafica di cui all'articolo 1, comma 6, lettera a),
della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive
modificazioni.
15. Con decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, da adottare entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto sono definite le modalita' di
attuazione del comma 14, ivi compresa la determinazione del
limite massimo numerico dei soggetti interessati ai fini
della concessione del beneficio di cui al comma 14 nel
limite delle risorse predeterminate in 245 milioni di euro
per l'anno 2013, 635 milioni di euro per l'anno 2014, 1.040
milioni di euro per l'anno 2015, 1.220 milioni di euro per
l'anno 2016, 1.030 milioni di euro per l'anno 2017, 610
milioni di euro per l'anno 2018 e 300 milioni di euro per
l'anno 2019. Gli enti gestori di forme di previdenza
obbligatoria provvedono al monitoraggio, sulla base della
data di cessazione del rapporto di lavoro o dell'inizio del
periodo di esonero di cui alla lettera e) del comma 14,
delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di
cui al comma 14 che intendono avvalersi dei requisiti di
accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della
data di entrata in vigore del presente decreto. Qualora dal
predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del limite
numerico delle domande di pensione determinato ai sensi del
primo periodo del presente comma, i predetti enti non
prenderanno in esame ulteriori domande di pensionamento
finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dalla
disposizione di cui al comma 14. Nell'ambito del predetto
limite numerico sono computati anche i lavoratori che
intendono avvalersi, qualora ne ricorrano i necessari
presupposti e requisiti, congiuntamente del beneficio di
cui al comma 14 del presente articolo e di quello relativo
al regime delle decorrenze disciplinato dall' articolo 12,
comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122, e successive modificazioni, per il quale risultano
comunque computati nel relativo limite numerico di cui al
predetto articolo 12, comma 5, afferente al beneficio
concernente il regime delle decorrenze. Resta fermo che, in
ogni caso, ai soggetti di cui al presente comma che
maturano i requisiti dal 1° gennaio 2012 trovano comunque
applicazione le disposizioni di cui al comma 12 del
presente articolo.".
Si riporta il testo del comma 16-ter dell'articolo 2
del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di
termini previsti da disposizioni legislative e di
interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle
imprese e alle famiglie), convertito, con modificazioni,
dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, come modificato dalla
presente legge:
"16-ter.Fino al 31 dicembre 2012 e' prorogato il
finanziamento a favore della Fondazione orchestra sinfonica
e coro sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, con
autorizzazione di spesa pari a 3 milioni di euro.".

(( Art. 6 bis


Clausola di salvaguardia

1. Qualora, in seguito all'inclusione dei lavoratori di cui
all'articolo 6, comma 2-ter, tra i soggetti interessati alla
concessione del beneficio risultasse sulla base del monitoraggio di
cui all'articolo 24, comma 15, secondo periodo, del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, il raggiungimento del limite delle risorse ivi
previsto, le ulteriori domande relative ai soggetti inclusi tra i
beneficiari dal predetto comma 2-ter potranno essere prese in
considerazione dagli enti previdenziali, in deroga a quanto previsto
dal medesimo comma 15, solo a condizione che, con decreto del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, sia stabilito un incremento
delle aliquote contributive non pensionistiche a carico di tutti i
datori di lavoro del settore privato dovute alla gestione di cui
all'articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, considerando
prioritariamente i contributi per disoccupazione e in ogni caso
escludendo il contributo al Fondo di garanzia per il trattamento di
fine rapporto di cui all'articolo 2 della legge 29 maggio 1982, n.
297, e successive modificazioni, nonche' il contributo di cui
all'articolo 25, quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845,
in misura sufficiente alla copertura finanziaria dei relativi oneri.
))


Riferimenti normativi
Per il testo del comma 15 dell'articolo 24 del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, si veda nelle note
all'art. 6.
Si riporta il testo dell'articolo 24 della legge 9
marzo 1989, n. 88 (Ristrutturazione dell'Istituto nazionale
della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per
l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro):
"Art. 24. Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori
dipendenti.
1. A decorrere dal 1° gennaio 1989, le gestioni per
l'assicurazione contro la disoccupazione involontaria, ivi
compreso il Fondo di garanzia per il trattamento di fine
rapporto e per l'assicurazione contro la tubercolosi, la
cassa per l'integrazione guadagni degli operai
dell'industria, la cassa per l'integrazione guadagni dei
lavoratori dell'edilizia, la cassa per l'integrazione
salariale ai lavoratori agricoli, la cassa unica per gli
assegni familiari, la cassa per il trattamento di richiamo
alle armi degli impiegati ed operai privati, la gestione
per i trattamenti economici di malattia di cui all'articolo
74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 , il Fondo per il
rimpatrio dei lavoratori extracomunitari istituito
dall'articolo 13 della legge 30 dicembre 1986, n. 943 , ed
ogni altra forma di previdenza a carattere temporaneo
diversa dalle pensioni, sono fuse in una unica gestione che
assume la denominazione di «Gestione prestazioni temporanee
ai lavoratori dipendenti».
2. La predetta gestione, alla quale affluiscono i
contributi afferenti ai preesistenti fondi, casse e
gestioni, ne assume le attivita' e le passivita' ed eroga
le relative prestazioni.
3. Dalla data di entrata in vigore della presente legge
e' soppresso il Fondo per gli assuntori dei servizi delle
ferrovie, tranvie, filovie e linee di navigazione interna
di cui agli accordi economici collettivi dell'8 luglio 1941
e dell'11 dicembre 1942. La residua attivita' patrimoniale,
come da bilancio consuntivo della gestione del predetto
fondo, e' contabilizzata nella gestione dei trattamenti
familiari di cui al comma 1.
4. Il bilancio della gestione e' unico ed evidenzia per
ciascuna forma di previdenza le prestazioni e il
correlativo gettito contributivo.".
Si riporta il testo dell'articolo 2 della legge 29
maggio 1982, n. 297, e successive modificazioni (Disciplina
del trattamento di fine rapporto e norme in materia
pensionistica):
"Art. 2. Fondo di garanzia.
1. E' istituito presso l'Istituto nazionale della
previdenza sociale il «Fondo di garanzia per il trattamento
di fine rapporto» con lo scopo di sostituirsi al datore di
lavoro in caso di insolvenza del medesimo nel pagamento del
trattamento di fine rapporto, di cui all'articolo 2120 del
codice civile, spettante ai lavoratori o loro aventi
diritto.
2. Trascorsi quindici giorni dal deposito dello stato
passivo, reso esecutivo ai sensi dell'articolo 97 del regio
decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero dopo la pubblicazione
della sentenza di cui all'articolo 99 dello stesso decreto,
per il caso siano state proposte opposizioni o impugnazioni
riguardanti il suo credito, ovvero dalla pubblicazione
della sentenza di omologazione del concordato preventivo,
il lavoratore o i suoi aventi diritto possono ottenere a
domanda il pagamento, a carico del fondo, del trattamento
di fine rapporto di lavoro e dei relativi crediti
accessori, previa detrazione delle somme eventualmente
corrisposte.
3. Nell'ipotesi di dichiarazione tardiva di crediti di
lavoro di cui all'articolo 101 del regio decreto 16 marzo
1942, n. 267, la domanda di cui al comma precedente puo'
essere presentata dopo il decreto di ammissione al passivo
o dopo la sentenza che decide il giudizio insorto per
l'eventuale contestazione del curatore fallimentare.
4. Ove l'impresa sia sottoposta a liquidazione coatta
amministrativa la domanda puo' essere presentata trascorsi
quindici giorni dal deposito dello stato passivo, di cui
all'articolo 209 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267,
ovvero, ove siano state proposte opposizioni o impugnazioni
riguardanti il credito di lavoro, dalla sentenza che decide
su di esse.
4-bis. L'intervento del Fondo di garanzia opera anche
nel caso in cui datore di lavoro sia un'impresa, avente
attivita' sul territorio di almeno due Stati membri,
costituita secondo il diritto di un altro Stato membro ed
in tale Stato sottoposta ad una procedura concorsuale, a
condizione che il dipendente abbia abitualmente svolto la
sua attivita' in Italia.
5. Qualora il datore di lavoro, non soggetto alle
disposizioni del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, non
adempia, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro,
alla corresponsione del trattamento dovuto o vi adempia in
misura parziale, il lavoratore o i suoi aventi diritto
possono chiedere al fondo il pagamento del trattamento di
fine rapporto, sempreche', a seguito dell'esperimento
dell'esecuzione forzata per la realizzazione del credito
relativo a detto trattamento, le garanzie patrimoniali
siano risultate in tutto o in parte insufficienti. Il
fondo, ove non sussista contestazione in materia, esegue il
pagamento del trattamento insoluto.
6. Quanto previsto nei commi precedenti si applica
soltanto nei casi in cui la risoluzione del rapporto di
lavoro e la procedura concorsuale od esecutiva siano
intervenute successivamente all'entrata in vigore della
presente legge.
7. I pagamenti di cui al secondo, terzo, quarto e
quinto comma del presente articolo sono eseguiti dal fondo
entro 60 giorni dalla richiesta dell'interessato. Il fondo
e' surrogato di diritto al lavoratore o ai suoi aventi
causa nel privilegio spettante sul patrimonio dei datori di
lavoro ai sensi degli articoli 2751-bis e 2776 del codice
civile per le somme da esso pagate.
8. Il fondo, per le cui entrate ed uscite e' tenuta una
contabilita' separata nella gestione dell'assicurazione
obbligatoria contro la disoccupazione, e' alimentato con un
contributo a carico dei datori di lavoro pari allo 0,03 per
cento della retribuzione di cui all'articolo 12 della legge
30 aprile 1969, n. 153 , a decorrere dal periodo di paga in
corso al 1° luglio 1982. Per tale contributo si osservano
le stesse disposizioni vigenti per l'accertamento e la
riscossione dei contributi dovuti al Fondo pensioni dei
lavoratori dipendenti. Le disponibilita' del fondo di
garanzia non possono in alcun modo essere utilizzate al di
fuori della finalita' istituzionale del fondo stesso. Al
fine di assicurare il pareggio della gestione, l'aliquota
contributiva puo' essere modificata, in diminuzione o in
aumento, con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro,
sentito il consiglio di amministrazione dell'INPS, sulla
base delle risultanze del bilancio consuntivo del fondo
medesimo.
9. Il datore di lavoro deve integrare le denunce
previste dall'articolo 4, primo comma, del decreto-legge 6
luglio 1978, n. 352 , convertito, con modificazione, nella
legge 4 agosto 1978, n. 467, con l'indicazione dei dati
necessari all'applicazione delle norme contenute nel
presente articolo nonche' dei dati relativi
all'accantonamento effettuato nell'anno precedente ed
all'accantonamento complessivo risultante a credito del
lavoratore. Si applicano altresi' le disposizioni di cui ai
commi secondo, terzo e quarto dell'articolo 4 del predetto
decreto-legge. Le disposizioni del presente comma non si
applicano al rapporto di lavoro domestico.
10. Per i giornalisti e per i dirigenti di aziende
industriali, il fondo di garanzia per il trattamento di
fine rapporto e' gestito, rispettivamente, dall'Istituto
nazionale di previdenza dei giornalisti italiani «Giovanni
Amendola» e dall'Istituto nazionale di previdenza per i
dirigenti di aziende industriali".
Si riporta il testo del quarto comma dell'articolo 25
della legge 21 dicembre 1978, n. 845 (Legge-quadro in
materia di formazione professionale):
"Con la stessa decorrenza l'aliquota del contributo
integrativo dovuto per l'assicurazione obbligatoria contro
la disoccupazione involontaria ai sensi dell'articolo 12
della legge 3 giugno 1975, n. 160 , e' aumentata in misura
pari allo 0,30 per cento delle retribuzioni soggette
all'obbligo contributivo".

Art. 7

Proroghe in materia di politica estera

1. All'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 28 aprile 2010, n.
63, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2010, n. 98,
recante disposizioni urgenti in tema di immunita' di Stati esteri
dalla giurisdizione italiana e di elezioni degli organismi
rappresentativi degli italiani all'estero, le parole: «Fino al 31
dicembre 2011» sono sostituite dalle seguenti: «Fino al 31 dicembre
2012».
(( 1-bis. All'articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, al
comma 26-sexies, alinea, le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle
seguenti: «sette mesi». ))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 1 del
decreto-legge 28 aprile 2010, n. 63 (Disposizioni urgenti
in tema di immunita' di Stati esteri dalla giurisdizione
italiana e di elezioni degli organismi rappresentativi
degli italiani all'estero), come modificato dalla presente
legge:
"Art. 1. Sospensione dell'efficacia dei titoli
esecutivi in pendenza dell'accertamento dell'immunita'
dalla giurisdizione italiana degli Stati esteri
1. Fino al 31 dicembre 2012, l'efficacia dei titoli
esecutivi nei confronti di uno Stato estero e' sospesa di
diritto qualora lo Stato estero abbia presentato un ricorso
dinanzi alla Corte internazionale di giustizia, diretto
all'accertamento della propria immunita' dalla
giurisdizione italiana, in relazione a controversie
oggettivamente connesse a detti titoli esecutivi. La
sospensione dell'efficacia cessa con la pubblicazione della
decisione della Corte".
Si riporta il testo del comma 26-sexies dell'articolo
14 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni
urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito,
con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, come
modificato dalla presente legge:
"26-sexies. Sulla base delle linee guida e di
indirizzo strategico determinate dalla cabina di regia di
cui al comma 18-bis, adottate dal Ministero dello sviluppo
economico d'intesa con il Ministero degli affari esteri per
quanto di competenza, sentito il Ministero dell'economia e
delle finanze, l'Agenzia provvede entro sette mesi dalla
costituzione a:
a) una riorganizzazione degli uffici di cui al
comma 25 mantenendo in Italia soltanto gli uffici di Roma e
Milano. Il Ministero dello sviluppo economico, l'Agenzia,
le regioni e le Camere di commercio, industria, artigianato
e agricoltura possono definire opportune intese per
individuare la destinazione delle risorse umane,
strumentali e finanziarie assegnate alle sedi periferiche
soppresse;
b) una rideterminazione delle modalita' di
svolgimento delle attivita' di promozione fieristica, al
fine di conseguire risparmi nella misura di almeno il 20
per cento della spesa media annua per tali attivita'
registrata nell'ultimo triennio;
c) una concentrazione delle attivita' di promozione
sui settori strategici e sull'assistenza alle piccole e
medie imprese."

Art. 8

Proroga di termini previsti da disposizioni legislative di interesse
della Difesa

1. (( Al codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto ))
legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti
modificazioni:
(( 0a) all'articolo 1476, commi 2 e 3, le parole: «ufficiali,
sottufficiali e volontari», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle
seguenti: «A) ufficiali, B) marescialli/ispettori, C)
sergenti/sovrintendenti e D) graduati/militari di truppa, fermo
restando il numero complessivo dei rappresentanti»;
01a) all'articolo 1477, comma 3, le parole: «immediatamente
rieleggibili una sola volta» sono sostituite dalle seguenti:
«rieleggibili due sole volte»; ))
a) all'articolo 2214, comma 1, le parole: «per gli anni dal 2001 al
2011» sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni dal 2001 al
2012»;
b) all'articolo 2223, comma 1, le parole: «dal 2012» e «Fino al
2011» sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: «dal 2013» e
«Fino al 2012»;
c) all'articolo 2243, comma 1, le parole: «sino al 31 dicembre
2012» sono sostituite dalle seguenti: «sino al ((31 dicembre 2015))
»;
(( c-bis) all'articolo 2257, comma 1, le parole: «30 luglio 2011»
sono sostituite dalle seguenti: «30 maggio 2012»;
c-ter) all'articolo 2257, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«1-bis. I procedimenti elettorali per il rinnovo dei consigli di
rappresentanza devono concludersi entro il 15 luglio 2012»;))
2. All'articolo 4, comma 9, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, le
parole: «2011-2012» sono sostituite dalle seguenti: «2013-2014».
3. Dall'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non
devono derivare nuovi o maggiori oneri ((a carico della finanza
pubblica)).


Riferimenti normativi
Si riporta il testo dei commi 2 e 3 dell'articolo 1476
del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice
dell'ordinamento militare), come modificato dalla presente
legge:
"2. Gli organi della rappresentanza militare si
distinguono:
a) in un organo centrale, a carattere nazionale e
interforze, articolato in relazione alle esigenze, in
commissioni interforze di categoria - A) ufficiali, B)
marescialli/ispettori, C) sergenti/sovrintendenti e D)
graduati/militari di truppa, fermo restando il numero
complessivo dei rappresentanti - e in sezioni di Forza
armata o di Corpo armato - Esercito italiano, Marina
militare, Aeronautica militare, Carabinieri e Guardia di
finanza;
b) in un organo intermedio presso gli alti comandi;
c) in un organo di base presso le unita' a livello
minimo compatibile con la struttura di ciascuna Forza
armata o Corpo armato.
3. L'organo centrale e quelli intermedi sono costituiti
da un numero fisso di delegati di ciascuna delle seguenti
categorie: A) ufficiali, B) marescialli/ispettori, C)
sergenti/sovrintendenti e D) graduati/militari di truppa,
fermo restando il numero complessivo dei rappresentanti.
L'organo di base e' costituito dai rappresentanti delle
suddette categorie presenti al livello considerato.
Nell'organo centrale la rappresentanza di ciascuna Forza
armata o Corpo e' proporzionale alla rispettiva consistenza
numerica.".
Si riporta il testo del comma 3 dell'articolo 1477 del
citato decreto legislativo n. 66 del 2010, come modificato
dalla presente legge:
"3. Gli eletti, militari di carriera, durano in carica
quattro anni e sono rieleggibili due sole volte".
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 2214 del
citato decreto legislativo n. 66 del 2010, come modificato
dalla presente legge:
"Art. 2214. Transiti dai ruoli dell'Esercito
italiano, della Marina militare e dell'Aeronautica militare
nel ruolo tecnico-logistico dell'Arma dei carabinieri
1. In relazione alle esigenze operative e funzionali da
soddisfare per l'iniziale costituzione del ruolo
tecnico-logistico dell'Arma dei carabinieri, con decreti
del Ministro della difesa, su proposta del Capo di stato
maggiore della difesa, sono autorizzati, per gli anni dal
2001 al 2012, transiti in detto ruolo, nel numero
complessivo di centoquarantanove unita', di ufficiali
provenienti dall'Esercito italiano, dalla Marina militare e
dall'Aeronautica militare, dai ruoli e dai gradi ove
risultino eccedenze rispetto ai volumi organici fissati.".
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 2223 del
citato decreto legislativo n. 66 del 2010, come modificato
dalla presente legge:
"Art. 2223. Regime transitorio per la riduzione dei
quadri per eccedenze nei ruoli speciale e tecnico-logistico
dell'Arma dei carabinieri
1. L' articolo 907 si applica dal 2013. Fino al 2012
agli ufficiali dei ruoli speciale e tecnico-logistico
dell'Arma dei carabinieri si applica l' articolo 906.".
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 2243 del
citato decreto legislativo n. 66 del 2010, come modificato
dalla presente legge:
"Art. 2243. Regime transitorio per le aliquote di
valutazione dei tenenti colonnelli del ruolo normale
dell'Arma dei carabinieri
1. L'applicazione degli articoli 1053, comma 2, e 1067,
comma 2 e' sospesasino al 31 dicembre 2015 a partire dalle
aliquote di valutazione formate al 31 ottobre 2009.
Conseguentemente, nel citato periodo, in deroga a quanto
disposto dagli articoli 1229, comma 1, lettera b) e 1232,
comma 1, i tenenti colonnelli del ruolo normale dell'Arma
dei carabinieri da valutare per l'avanzamento al grado
superiore sono inclusi in un'unica aliquota di valutazione.
Fermi restando i volumi organici previsti per il grado di
colonnello del ruolo normale e il numero massimo di
promozioni annuali, la determinazione dell'aliquota, il
numero delle promozioni e la previsione relativa agli
obblighi di comando sono annualmente determinati con il
decreto di cui all' articolo 2248, prevedendo comunque un
numero di promozioni non superiore a cinque per gli
ufficiali aventi almeno tredici anni di anzianita' nel
grado, nonche', per gli anni 2010 e 2011, un numero di
promozioni pari a dodici per gli ufficiali gia' valutati
due e tre volte l'anno precedente e giudicati idonei e non
iscritti in quadro.".
Si riporta il testo dell'articolo 2257 del citato
decreto legislativo n. 66 del 2010, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 2257. Durata del mandato dei delegati nei
consigli di rappresentanza
1. Il mandato dei componenti in carica del Consiglio
centrale interforze della rappresentanza militare, nonche'
del consigli centrali, intermedi e di base dell'Esercito
italiano, della Marina militare, dell'Aeronautica militare,
dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della Guardia di
finanza, eletti nelle categorie del personale militare in
servizio permanente e volontario, e' prorogato fino al 30
maggio 2012.
1-bis. I procedimenti elettorali per il rinnovo dei
consigli di rappresentanza devono concludersi entro il 15
luglio 2012".
Si riporta il testo del comma 9 dell'articolo 4 del
decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97 (Disposizioni urgenti in
materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di
allocazione della spesa pubblica, nonche' in materia
fiscale e di proroga di termini), convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, come
modificato dalla presente legge:
"9. Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del
decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 21, si applicano a
decorrere dall'anno accademico 2013-2014.".

Art. 9

Programma triennale della pesca

1. Il termine di validita' del Programma nazionale triennale della
pesca e dell'acquacoltura di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto
legislativo 26 maggio 2004, n. 154, adottato con decreto del Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali 3 agosto 2007,
pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 236
del 10 ottobre 2007, cosi' come prorogato ai sensi dell'articolo 2,
comma 5-novies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10,
e' prorogato al 31 dicembre 2012.
((1-bis. In esecuzione del Programma nazionale triennale della
pesca marittima e dell'acquacoltura di cui al comma 1, nonche' al
fine di favorire le azioni di sviluppo della concorrenza e della
competitivita' delle imprese di pesca nazionali e per il sostegno
all'occupazione nel settore, nel rispetto dell'articolo 117 della
Costituzione ed in coerenza con la normativa dell'Unione europea, e'
autorizzata la spesa di 6 milioni di euro per l'anno 2012 per il
completamento delle iniziative attuate dai soggetti di cui agli
articoli 16, 17 e 18 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154.
1-ter. All'onere derivante dal comma 1-bis, pari a 6 milioni di
euro per l'anno 2012, si provvede mediante riduzione degli
stanziamenti relativi alle spese rimodulabili di parte corrente di
cui all'articolo 21, comma 5, lettera b), della legge 31 dicembre
2009, n. 196, dei programmi del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 5-novies dell'articolo 2
del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di
termini previsti da disposizioni legislative e di
interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle
imprese e alle famiglie), convertito, con modificazioni,
dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10:
"5-novies. Il termine di validita' del Programma
nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura di cui
all' articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 26 maggio
2004, n. 154, adottato con decreto del Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali 3 agosto 2007,
pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2007, e' prorogato al 31
dicembre 2011.".
L'art. 117 della Costituzione dispone, tra l'altro, che
la potesta' legislativa e' esercitata dallo Stato e dalle
Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche' dei
vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli
obblighi internazionali.
Si riporta il testo degli articoli 16, 17 e 18 del
decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154 (Modernizzazione
del settore pesca e dell'acquacoltura, a norma
dell'articolo 1, comma 2, della L. 7 marzo 2003, n. 38):
"Art. 16. Promozione della cooperazione.
1. Allo scopo di favorire lo sviluppo della pesca e
dell'acquacoltura nazionali in forma cooperativa, nonche'
delle attivita' connesse, il Programma nazionale prevede il
finanziamento di:
a) corsi di aggiornamento e riqualificazione per i soci
e per i dipendenti delle cooperative della pesca e
dell'acquacoltura e loro consorzi, organizzati dalle
associazioni nazionali delle cooperative della pesca e
dell'acquacoltura, riconosciute ai sensi delle leggi
vigenti;
b) iniziative volte a favorire la cooperazione tra i
pescatori, gli acquacoltori, i consorzi tra cooperative
della pesca e dell'acquacoltura;
c) contratti di programma, progetti sperimentali e
convenzioni per la fornitura di servizi al settore,
finalizzati al rafforzamento del ruolo della cooperazione
nel piu' ampio contesto del processo di sviluppo
dell'economia ittica.
2. Le iniziative di cui al comma 1 sono effettuate
sulla base di programmi annuali o pluriennali predisposti
dalle associazioni nazionali riconosciute delle cooperative
della pesca e dell'acquacoltura.".
"Art. 17. Promozione dell'associazionismo.
1. Allo scopo di favorire lo sviluppo e la
valorizzazione della produzione ittica nazionale, tutelare
la concorrenzialita' delle imprese di settore sui mercati
nazionali ed internazionali, promuovere l'associazionismo
nel settore della pesca e dell'acquacoltura nazionali,
nonche' delle attivita' connesse, il Programma nazionale
prevede il finanziamento di specifiche iniziative, ivi
compresi i contratti di programma, i progetti sperimentali
e le convenzioni per la fornitura di servizi al settore,
sulla base di programmi annuali o pluriennali predisposti
dalle associazioni nazionali riconosciute delle imprese di
pesca e delle imprese di acquacoltura."
"Art. 18. Promozione delle attivita' a favore dei
lavoratori dipendenti.
1. Allo scopo di favorire lo sviluppo delle
opportunita' occupazionali e delle tutele sociali nel
settore della pesca e dell'acquacoltura, nonche' delle
attivita' connesse, il Programma nazionale prevede il
finanziamento di specifiche iniziative rivolte ai
lavoratori dipendenti, promosse dalle organizzazioni
sindacali nazionali stipulanti il Contratto collettivo
nazionale di lavoro di riferimento nel settore della pesca
e dell'acquacoltura, sulla base di programmi annuali o
pluriennali predisposti dalle medesime organizzazioni.".
Si riporta il testo del comma 5 dell'articolo 21 della
legge 31 dicembre 2009, n. 196 (Legge di contabilita' e
finanza pubblica):
"5. Nell'ambito di ciascun programma le spese si
ripartiscono in:
a) spese non rimodulabili;
b) spese rimodulabili.".

((Art. 9 bis


Modifiche all'articolo 18 della legge 23 luglio 2009, n. 99, in
materia di qualita' delle produzioni agroalimentari, della pesca e
dell'acquacoltura e per il contrasto alla contraffazione dei prodotti
agroalimentari ed ittici

1. Al comma 1 dell'articolo 18 della legge 23 luglio 2009, n. 99,
le parole: «anni 2009-2011» sono sostituite dalle seguenti: «anni
2009-2012».
2. Al comma 11 dell'articolo 18 della legge 23 luglio 2009, n. 99,
dopo la parola: «AGEA» sono inserite le seguenti: «sulla base di
apposite convenzioni all'uopo stipulate o».))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo dei commi 1 e 11 dell'articolo 18
della legge 23 luglio 2009, n. 99 (Disposizioni per lo
sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonche'
in materia di energia), come modificato dalla presente
legge:
"Art. 18. Azioni a tutela della qualita' delle
produzioni agroalimentari, della pesca e dell'acquacoltura
e per il contrasto alla contraffazione dei prodotti
agroalimentari ed ittici
1. Al fine di rafforzare le azioni volte a tutelare la
qualita' delle produzioni agroalimentari, della pesca e
dell'acquacoltura e a contrastare le frodi in campo
agroalimentare e nella filiera ittica nonche' la
commercializzazione di specie ittiche protette ovvero prive
delle informazioni obbligatorie a tutela del consumatore,
per gli anni 2009-2012 il Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali promuove le iniziative
necessarie per assicurare la qualita' delle produzioni e
dei prodotti immessi al consumo nel territorio nazionale.
2-10 (Omissis).
11. Per l'attuazione dei commi 1 e 2 sono autorizzate
la spesa di 7 milioni di euro per l'anno 2009 per
iniziative volte a garantire la qualita' e il monitoraggio
delle produzioni agroalimentari e la spesa di 2 milioni di
euro per l'anno 2009 per iniziative volte a garantire le
attivita' di controllo per la qualita' edi monitoraggio
della filiera ittica. Le suddette risorse vengono assegnate
dall'AGEA sulla base di apposite convenzioni all'uopo
stipulate o secondo le modalita' di cui al comma 4-ter
dell' articolo 4 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006,
n. 81.".

Art. 10


Proroga di termini in materia sanitaria

1. All'articolo 54, comma 3-bis, del decreto legislativo 24 aprile
2006, n. 219, le parole «dal 1o gennaio 2012» sono sostituite dalle
seguenti: «dal 3 luglio 2013».
2. Il termine del 31 gennaio 2011 di cui all'articolo 1, comma 2,
secondo periodo, della legge 3 agosto 2007, n. 120, ((e successive
modificazioni,)) come prorogato ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e
2, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, e dal ((decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 25 marzo 2011, recante
ulteriore proroga di termini relativa al Ministero della salute,))
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31 marzo 2011, e'
fissato al ((30 giugno 2012)).
3. Al fine di consentire alle regioni di completare il programma
finalizzato alla realizzazione di strutture sanitarie per l'attivita'
((libero-professionale)) intramuraria, ((ai sensi dell'articolo
15-duodecies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,
introdotto dall'articolo 1)) del decreto legislativo 28 luglio 2000,
n. 254, il termine, gia' stabilito dall'articolo 1-bis del decreto
legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 dicembre 2008, n. 189, e' fissato al ((30 giugno 2012)).
4. Il termine di cui all'articolo 9, comma 1, primo periodo, del
decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, fissato al 31
dicembre 2011 dall'articolo 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 29
dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 2011, n. 10, e dal ((decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 25 marzo 2011, recante ulteriore proroga di termine
relativa al Ministero della salute,)) pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 74 del 31 marzo 2011, e' prorogato al 31 dicembre 2012.
5. ((L'applicazione della disposizione di cui all'articolo 1, comma
796, lettera g), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, gia' prorogata
dall'articolo 64, comma 1,)) della legge 23 luglio 2009, n. 99,
conseguentemente a quanto disposto al comma 4 del presente articolo,
e' prorogata fino al 31 dicembre 2012.
((5-bis. Al fine di completare il processo di riorganizzazione
dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e conseguire l'adeguamento
strutturale per l'ottimizzazione delle funzioni registrative,
ispettive e di farmacovigilanza, nonche' per l'armonizzazione delle
procedure di competenza agli standard quantitativi e qualitativi
delle altre Agenzie regolatorie europee, le procedure concorsuali
autorizzate all'AIFA, ai sensi dell'articolo 34-bis, comma 6, del
decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, non ancora
avviate, possono essere bandite entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
5-ter. Al fine di assicurare la prosecuzione delle attivita' di
cura, formazione e ricerca sulle malattie ematiche svolte, sia a
livello nazionale che internazionale, dalla Fondazione Istituto
mediterraneo di ematologia (IME), di cui all'articolo 2, comma 2, del
decreto-legge 23 aprile 2003, n. 89, convertito, con modificazioni,
dalla legge 20 giugno 2003, n. 141, la spesa prevista per ciascuno
degli anni 2010, 2011 e 2012, ai sensi della finalizzazione prevista
nell'elenco n. 1 di cui all'articolo 2, comma 250, della legge 23
dicembre 2009, n. 191, e' autorizzata anche per gli anni 2013, 2014 e
2015, nel limite di 5 milioni di euro per ciascuno dei medesimi anni,
al fine di dare continuita' ai progetti di ricerca e alle attivita'
soprattutto nei confronti di organismi e enti internazionali. Resta
fermo quanto previsto dal citato articolo 2, comma 250, per la
destinazione delle risorse.
5-quater. All'onere derivante dal comma 5-ter, pari a 5 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, si provvede:
a) quanto a 3 milioni di euro, mediante corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma
5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, relativa al
Fondo per interventi strutturali di politica economica;
b) quanto a 2 milioni di euro, mediante riduzione degli
stanziamenti relativi alle spese rimodulabili di parte corrente di
cui all'articolo 21, comma 5, lettera b), della legge 31 dicembre
2009, n. 196, dei programmi del Ministero della salute.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 3-bis dell'articolo 54
del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219 (Attuazione
della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di
modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i
medicinali per uso umano, nonche' della direttiva
2003/94/CE), come modificato dalla presente legge:
"3-bis. Il disposto del primo periodo del comma 3 si
applica dal 3 luglio 2013. Fino a tale data le materie
prime devono essere corredate di una certificazione di
qualita' che attesti la conformita' alle norme di buona
fabbricazione rilasciata dalla persona qualificata
responsabile della produzione del medicinale che utilizza
le materie prime. Resta ferma la possibilita', per l'AIFA,
di effettuare ispezioni dirette a verificare la conformita'
delle materie prime alla certificazione resa.".
Si riporta il testo del comma 2 dell'articolo 1 della
legge 3 agosto 2007, n. 120 e successive modificazioni
(Disposizioni in materia di attivita' libero-professionale
intramuraria e altre norme in materia sanitaria), come
prorogato ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 2 del
decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10:
"2. L'adozione delle iniziative di cui al comma 1
dovra' essere completata entro il 31 dicembre 2012. Fino al
31 gennaio 2011 negli ambiti in cui in cui non siano ancora
state adottate le iniziative di cui al comma 1, in deroga a
quanto disposto dal comma 2 dell'articolo 22-bis del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,
continuano ad applicarsi i provvedimenti gia' adottati per
assicurare l'esercizio dell'attivita' libero-professionale
intramuraria. Nel medesimo periodo, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano procedono
all'individuazione e all'attuazione delle misure dirette ad
assicurare, in accordo con le organizzazioni sindacali
delle categorie interessate e nel rispetto delle vigenti
disposizioni contrattuali, il definitivo passaggio al
regime ordinario del sistema dell'attivita'
libero-professionale intramuraria della dirigenza
sanitaria, medica e veterinaria del Servizio sanitario
nazionale e del personale universitario di cui all'articolo
102 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio
1980, n. 382.".
Si riporta il testo dell'articolo 15-duodecies del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino
della disciplina in materia sanitaria, a norma
dell'articolo 1 della L. 23 ottobre 1992, n. 421),
introdotto dall'articolo 1 del decreto legislativo 28
luglio 2000, n. 254:
"15-duodecies. Strutture per l'attivita'
libero-professionale.
1. Le regioni provvedono, entro il 31 dicembre 2000,
alla definizione di un programma di realizzazione di
strutture sanitarie per l'attivita' libero-professionale
intramuraria.
2. Il Ministro della sanita', d'intesa con la
Conferenza Stato-Regioni, determina, nel limite complessivo
di lire 1.800 miliardi, l'ammontare dei fondi di cui
all'articolo 20 della richiamata legge n. 67 del 1988,
utilizzabili in ciascuna regione per gli interventi di cui
al comma 1.
3. Fermo restando l'articolo 72, comma 11, della legge
23 dicembre 1998, n. 448, in caso di ritardo ingiustificato
rispetto agli adempimenti fissati dalle regioni per la
realizzazione delle nuove strutture e la acquisizione delle
nuove attrezzature e di quanto necessario al loro
funzionamento, la regione vi provvede tramite commissari ad
acta.".
Si riporta il testo dell'articolo 1-bis del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154 (Disposizioni urgenti
per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di
regolazioni contabili con le autonomie locali), convertito,
con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189:
"Art. 1-bis. Modifica alla legge 3 agosto 2007, n. 120
1. All'articolo 1, comma 2, della legge 3 agosto 2007,
n. 120, le parole da: «L'adozione delle iniziative» fino a:
«e agli ambiti» sono sostituite dalle seguenti: «L'adozione
delle iniziative di cui al comma 1 dovra' essere completata
entro il 31 dicembre 2012. Fino al 31 gennaio 2010 negli
ambiti».".
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 9 del
decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (Proroga di termini
previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti
in materia finanziaria), convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31:
"Art. 9. Proroghe e disposizioni in materia di
farmaci.
1. Gli effetti della facolta' esercitata dalle aziende
farmaceutiche in ordine alla sospensione della riduzione
del 5 per cento dei prezzi, ai sensi dell'articolo 1, comma
796, lettera g), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono
prorogati fino al 31 dicembre 2008, fermo restando il
rispetto dei risparmi programmati e, conseguentemente, dei
budget assegnati alle predette aziende, in coerenza con i
vincoli discendenti dai tetti di spesa stabiliti dalla
vigente normativa in materia farmaceutica. Relativamente al
periodo marzo-dicembre 2008, le date di scadenza delle rate
per i versamenti finanziari da parte delle singole aziende
alle regioni, secondo la procedura prevista dalla predetta
lettera g), sono fissate al 20 marzo 2008, 20 giugno 2008 e
20 settembre 2008; le date di scadenza per l'invio degli
atti che attestano il versamento alle singole regioni sono
fissate al 22 marzo 2008, 22 giugno 2008 e 22 settembre
2008.".
Si riporta il testo dei commi 1 e 2 dell'articolo 1 del
decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini
previsti da disposizioni legislative e di interventi
urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e
alle famiglie), convertito, con modificazioni, dalla legge
26 febbraio 2011, n. 10:
"Art. 1. Proroghe non onerose di termini in scadenza
1. E' fissato al 31 marzo 2011 il termine di scadenza
dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1
allegata con scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011.
2. Con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio
dei Ministri, da adottare di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, puo' essere disposta
l'ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2011 del termine
del 31 marzo 2011 di cui al comma 1 ovvero la proroga fino
al 31 dicembre 2011 degli ulteriori termini e regimi
giuridici indicati nella tabella 1 allegata.".
Si riporta il testo del comma 796 dell'articolo 1 della
citata legge n. 296 del 2006:
"796. Per garantire il rispetto degli obblighi
comunitari e la realizzazione degli obiettivi di finanza
pubblica per il triennio 2007-2009, in attuazione del
protocollo di intesa tra il Governo, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano per un patto
nazionale per la salute sul quale la Conferenza delle
regioni e delle province autonome, nella riunione del 28
settembre 2006, ha espresso la propria condivisione:
a) il finanziamento del Servizio sanitario nazionale,
cui concorre ordinariamente lo Stato, e' determinato in
96.040 milioni di euro per l'anno 2007, in 99.082 milioni
di euro per l'anno 2008 e in 102.285 milioni di euro per
l'anno 2009, comprensivi dell'importo di 50 milioni di
euro, per ciascuno degli anni indicati, a titolo di
ulteriore finanziamento a carico dello Stato per l'ospedale
«Bambino Gesu'», preventivamente accantonati ed erogati
direttamente allo stesso ospedale dallo Stato. All'articolo
1, comma 278, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le
parole: «a decorrere dall'anno 2006» sono sostituite dalle
seguenti: «limitatamente all'anno 2006»;
b) e' istituito per il triennio 2007-2009, un Fondo
transitorio di 1.000 milioni di euro per l'anno 2007, di
850 milioni di euro per l'anno 2008 e di 700 milioni di
euro per l'anno 2009, la cui ripartizione tra le regioni
interessate da elevati disavanzi e' disposta con decreto
del Ministro della salute, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano. L'accesso alle
risorse del Fondo di cui alla presente lettera e'
subordinato alla sottoscrizione di apposito accordo ai
sensi dell'articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre
2004, n. 311, e successive modificazioni, comprensivo di un
piano di rientro dai disavanzi. Il piano di rientro deve
contenere sia le misure di riequilibrio del profilo
erogativo dei livelli essenziali di assistenza, per
renderlo conforme a quello desumibile dal vigente Piano
sanitario nazionale e dal vigente decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri di fissazione dei medesimi
livelli essenziali di assistenza, sia le misure necessarie
all'azzeramento del disavanzo entro il 2010, sia gli
obblighi e le procedure previsti dall'articolo 8
dell'intesa 23 marzo 2005 sancita dalla Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicata nel
supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta Ufficiale n. 105
del 7 maggio 2005. Tale accesso presuppone che sia scattata
formalmente in modo automatico o che sia stato attivato
l'innalzamento ai livelli massimi dell'addizionale
regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche e
dell'aliquota dell'imposta regionale sulle attivita'
produttive, fatte salve le aliquote ridotte disposte con
leggi regionali a favore degli esercenti un'attivita'
imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque
economica, ovvero una libera arte o professione, che
abbiano denunciato richieste estorsive e per i quali
ricorrano le condizioni di cui all'articolo 4 della legge
23 febbraio 1999, n. 44. Qualora nel procedimento di
verifica annuale del piano si prefiguri il mancato rispetto
di parte degli obiettivi intermedi di riduzione del
disavanzo contenuti nel piano di rientro, la regione
interessata puo' proporre misure equivalenti che devono
essere approvate dai Ministeri della salute e dell'economia
e delle finanze. In ogni caso l'accertato verificarsi del
mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi comporta
che, con riferimento all'anno d'imposta dell'esercizio
successivo, l'addizionale all'imposta sul reddito delle
persone fisiche e l'aliquota dell'imposta regionale sulle
attivita' produttive si applicano oltre i livelli massimi
previsti dalla legislazione vigente fino all'integrale
copertura dei mancati obiettivi. La maggiorazione ha
carattere generalizzato e non settoriale e non e'
suscettibile di differenziazioni per settori di attivita' e
per categorie di soggetti passivi. Qualora invece sia
verificato che il rispetto degli obiettivi intermedi e'
stato conseguito con risultati ottenuti quantitativamente
migliori, la regione interessata puo' ridurre, con
riferimento all'anno d'imposta dell'esercizio successivo,
l'addizionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche
e l'aliquota dell'imposta regionale sulle attivita'
produttive per la quota corrispondente al miglior risultato
ottenuto. Gli interventi individuati dai programmi
operativi di riorganizzazione, qualificazione o
potenziamento del servizio sanitario regionale, necessari
per il perseguimento dell'equilibrio economico, nel
rispetto dei livelli essenziali di assistenza, oggetto
degli accordi di cui all'articolo 1, comma 180, della legge
30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, come
integrati dagli accordi di cui all'articolo 1, commi 278 e
281, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono vincolanti
per la regione che ha sottoscritto l'accordo e le
determinazioni in esso previste possono comportare effetti
di variazione dei provvedimenti normativi ed amministrativi
gia' adottati dalla medesima regione in materia di
programmazione sanitaria. Il Ministero della salute, di
concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze,
assicura l'attivita' di affiancamento delle regioni che
hanno sottoscritto l'accordo di cui all'articolo 1, comma
180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, comprensivo di
un Piano di rientro dai disavanzi, sia ai fini del
monitoraggio dello stesso, sia per i provvedimenti
regionali da sottoporre a preventiva approvazione da parte
del Ministero della salute e del Ministero dell'economia e
delle finanze, sia per i Nuclei da realizzarsi nelle
singole regioni con funzioni consultive di supporto
tecnico, nell'ambito del Sistema nazionale di verifica e
controllo sull'assistenza sanitaria di cui all'articolo 1,
comma 288, della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
c) all'articolo 1, comma 174, della legge 30 dicembre
2004, n. 311, e successive modificazioni, le parole:
«all'anno d'imposta 2006» sono sostituite dalle seguenti:
«agli anni di imposta 2006 e successivi». Il procedimento
per l'accertamento delle risultanze contabili regionali, ai
fini dell'avvio delle procedure di cui al citato articolo
1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e
successive modificazioni, e' svolto dal Tavolo tecnico per
la verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12 della
citata intesa 23 marzo 2005;
d) al fine di consentire in via anticipata l'erogazione
del finanziamento a carico dello Stato:
1) in deroga a quanto stabilito dall'articolo 13, comma
6, del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, il
Ministero dell'economia e delle finanze, per gli anni 2007,
2008 e 2009, e' autorizzato a concedere alle regioni a
statuto ordinario anticipazioni con riferimento alle somme
indicate alla lettera a) del presente comma da accreditare
sulle contabilita' speciali di cui al comma 6 dell'articolo
66 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in essere presso
le tesorerie provinciali dello Stato, nella misura pari al
97 per cento delle somme dovute alle regioni a statuto
ordinario a titolo di finanziamento della quota indistinta
del fabbisogno sanitario, quale risulta dall'intesa
espressa, ai sensi delle norme vigenti, dalla Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano sulla ripartizione
delle disponibilita' finanziarie complessive destinate al
finanziamento del Servizio sanitario nazionale per i
medesimi anni;
2) per gli anni 2007, 2008 e 2009, il Ministero
dell'economia e delle finanze e' autorizzato a concedere
alla Regione siciliana anticipazioni nella misura pari al
97 per cento delle somme dovute a tale regione a titolo di
finanziamento della quota indistinta, quale risulta
dall'intesa espressa, ai sensi delle norme vigenti, dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla
ripartizione delle disponibilita' finanziarie complessive
destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale
per i medesimi anni, al netto delle entrate proprie e delle
partecipazioni della medesima regione;
3) alle regioni che abbiano superato tutti gli
adempimenti dell'ultima verifica effettuata dal Tavolo
tecnico per la verifica degli adempimenti di cui
all'articolo 12 della citata intesa 23 marzo 2005, si
riconosce la possibilita' di un incremento di detta
percentuale compatibilmente con gli obblighi di finanza
pubblica;
4) all'erogazione dell'ulteriore 3 per cento nei
confronti delle singole regioni si provvede a seguito
dell'esito positivo della verifica degli adempimenti
previsti dalla vigente normativa e dalla presente legge;
5) nelle more dell'intesa espressa, ai sensi delle
norme vigenti, dalla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano sulla ripartizione delle disponibilita'
finanziarie complessive destinate al finanziamento del
Servizio sanitario nazionale, le anticipazioni sono
commisurate al livello del finanziamento corrispondente a
quello previsto dal riparto per l'anno 2006, quale risulta
dall'intesa espressa dalla Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, e incrementato, a decorrere dall'anno
2008, sulla base del tasso di crescita del prodotto interno
lordo nominale programmato;
6) sono autorizzati, in sede di conguaglio, eventuali
recuperi necessari anche a carico delle somme a qualsiasi
titolo spettanti alle regioni per gli esercizi successivi;
7) sono autorizzate, a carico di somme a qualsiasi
titolo spettanti, le compensazioni degli importi a credito
e a debito di ciascuna regione e provincia autonoma,
connessi alla mobilita' sanitaria interregionale di cui
all'articolo 12, comma 3, lettera b), del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, nonche' alla mobilita' sanitaria
internazionale di cui all'articolo 18, comma 7, dello
stesso decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive
modificazioni. I predetti importi sono definiti dal
Ministero della salute di intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano;
e) ai fini della copertura dei disavanzi pregressi nel
settore sanitario, cumulativamente registrati e certificati
fino all'anno 2005, al netto per l'anno 2005 della
copertura derivante dall'incremento automatico delle
aliquote, di cui all'articolo 1, comma 174, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, come da ultimo modificato dalla
lettera c) del presente comma, per le regioni che, al fine
della riduzione strutturale del disavanzo, sottoscrivono
l'accordo richiamato alla lettera b) del pre-sente comma,
risultano idonei criteri di copertura a carattere
pluriennale derivanti da specifiche entrate certe e
vincolate, in sede di verifica degli adempimenti del Tavolo
tecnico per la verifica degli adempimenti di cui
all'articolo 12 della citata intesa 23 marzo 2005;
f) per gli anni 2007 e seguenti sono confermate le
misure di contenimento della spesa farmaceutica assunte
dall'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ai fini del
rispetto dei tetti stabiliti dall'articolo 48, comma 1, del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, con le
deliberazioni del consiglio di amministrazione n. 34 del 22
dicembre 2005, n. 18 dell'8 giugno 2006, n. 21 del 21
giugno 2006, n. 25 del 20 settembre 2006 e n. 26 del 27
settembre 2006, salvo rideterminazioni delle medesime da
parte dell'AIFA stessa sulla base del monitoraggio degli
andamenti effettivi della spesa;
g) in riferimento alla disposizione di cui alla lettera
f) del presente comma, per il periodo 1° marzo 2007-29
febbraio 2008 e limitatamente ad un importo di manovra pari
a 807 milioni di euro di cui 583,7 milioni a carico delle
aziende farmaceutiche, 178,7 milioni a carico dei
farmacisti e 44,6 milioni a carico dei grossisti, sulla
base di tabelle di equivalenza degli effetti
economico-finanziari per il Servizio sanitario nazionale,
approvate dall'AIFA e definite per regione e per azienda
farmaceutica, le singole aziende farmaceutiche, entro il
termine perentorio del 30 gennaio 2007, possono chiedere
alla medesima AIFA la sospensione, nei confronti di tutti i
propri farmaci, della misura della ulteriore riduzione del
5 per cento dei prezzi di cui alla deliberazione del
consiglio di amministrazione dell'AIFA n. 26 del 27
settembre 2006. La richiesta deve essere corredata dalla
contestuale dichiarazione di impegno al versamento, a
favore delle regioni interessate, degli importi indicati
nelle tabelle di equivalenza approvate dall'AIFA, secondo
le modalita' indicate nella presente disposizione normativa
e nei provvedimenti attuativi dell'AIFA, per un importo
complessivo equivalente a quello derivante, a livello
nazionale, dalla riduzione del 5 cento dei prezzi dei
propri farmaci. L'AIFA delibera, entro il 10 febbraio 2007,
l'approvazione della richiesta delle singole aziende
farmaceutiche e dispone, con decorrenza 1° marzo 2007, il
ripristino dei prezzi dei relativi farmaci in vigore il 30
settembre 2006, subordinando tale ripristino al versamento,
da parte dell'azienda farmaceutica, degli importi dovuti
alle singole regioni in base alle tabelle di equivalenza,
in tre rate di pari importo da corrispondersi entro i
termini improrogabili del 20 febbraio 2007, 20 giugno 2007
e 20 settembre 2007. Gli atti che attestano il versamento
alle singole regioni devono essere inviati da ciascuna
azienda farmaceutica contestualmente all'AIFA, al Ministero
dell'economia e delle finanze e al Ministero della salute
rispettivamente entro il 22 febbraio 2007, 22 giugno 2007 e
22 settembre 2007. La mancata corresponsione, nei termini
previsti, a ciascuna regione di una rata comporta, per i
farmaci dell'azienda farmaceutica inadempiente,
l'automatico ripristino, dal primo giorno del mese
successivo, del prezzo dei farmaci in vigore il 1° ottobre
2006;
h) in coerenza con quanto previsto dalla lettera g),
l'AIFA ridetermina, in via temporanea, le quote di
spettanza dovute al farmacista e al grossista per i farmaci
oggetto delle misure indicate nella medesima disposizione,
in modo tale da assicurare, attraverso la riduzione delle
predette quote e il corrispondente incremento della
percentuale di sconto a favore del Servizio sanitario
nazionale, una minore spesa dello stesso Servizio di
entita' pari a 223,3 milioni di euro, di cui 178,7 milioni
a carico dei farmacisti e 44,6 milioni a carico dei
grossisti;
i) in caso di rideterminazione delle misure di
contenimento della spesa farmaceutica ai sensi di quanto
stabilito nella parte conclusiva della lettera f), l'AIFA
provvede alla conseguente rimodulazione delle disposizioni
attuative di quanto previsto dalle norme di cui alle
lettere g) e h);
l) nei confronti delle regioni che abbiano comunque
garantito la copertura degli eventuali relativi disavanzi,
e' consentito l'accesso agli importi di cui all'articolo 1,
comma 181, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, con
riferimento alla spesa farmaceutica registrata negli
esercizi 2005 e 2006 anche alle seguenti condizioni:
1) con riferimento al superamento del tetto del 13 per
cento, per la spesa farmaceutica convenzionata, in assenza
del rispetto dell'obbligo regionale di contenimento della
spesa per la quota a proprio carico, con le misure di cui
all'articolo 5 del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre
2001, n. 405, l'avvenuta applicazione, entro la data del 28
febbraio 2007, nell'ambito della procedura di cui
all'articolo 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n.
311, come da ultimo modificato dalla lettera c) del
presente comma, di una quota fissa per confezione di
importo idoneo a garantire l'integrale contenimento del 40
per cento. Le regioni interessate, in alternativa alla
predetta applicazione di una quota fissa per confezione,
possono adottare anche diverse misure regionali di
contenimento della spesa farmaceutica convenzionata,
purche' di importo adeguato a garantire l'integrale
contenimento del 40 per cento, la cui adozione e congruita'
e' verificata entro il 28 febbraio 2007 dal Tavolo tecnico
di verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12 della
citata intesa del 23 marzo 2005, avvalendosi del supporto
tecnico dell'AIFA;
2) con riferimento al superamento della soglia del 3
per cento, per la spesa farmaceutica non convenzionata, in
assenza del rispetto dell'obbligo regionale di contenimento
della spesa per la quota a proprio carico, l'avvenuta
presentazione, da parte della regione interessata, entro la
data del 28 febbraio 2007, ai Ministeri della salute e
dell'economia e delle finanze di un Piano di contenimento
della spesa farmaceutica ospedaliera, che contenga
interventi diretti al controllo dei farmaci innovativi, al
monitoraggio dell'uso appropriato degli stessi e degli
appalti per l'acquisto dei farmaci, la cui idoneita' deve
essere verificata congiuntamente nell'ambito del Comitato
paritetico permanente per la verifica dell'erogazione dei
livelli essenziali di assistenza e del Tavolo tecnico per
la verifica degli adempimenti di cui alla citata intesa 23
marzo 2005;
m) all'articolo 1, comma 28, della legge 23 dicembre
1996, n. 662, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «I
percorsi diagnostico-terapeutici sono costituiti dalle
linee-guida di cui all'articolo 1, comma 283, terzo
periodo, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, nonche' da
percorsi definiti ed adeguati periodicamente con decreto
del Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del
Comitato strategico del Sistema nazionale linee-guida, di
cui al decreto del Ministro della salute 30 giugno 2004,
integrato da un rappresentante della Federazione nazionale
degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri»;
2) al terzo periodo, le parole: «Il Ministro della
sanita'» sono sostituite dalle seguenti: «Il Ministro della
salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze,» e dopo le parole: «di Trento e di Bolzano,» sono
inserite le seguenti: «entro il 31 marzo 2007,»;
n) ai fini del programma pluriennale di interventi in
materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento
tecnologico, l'importo fissato dall'articolo 20 della legge
11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni, come
rideterminato dall'articolo 83, comma 3, della legge 23
dicembre 2000, n. 388, e' elevato a 23 miliardi di euro,
fermo restando, per la sottoscrizione di accordi di
programma con le regioni e l'assegnazione di risorse agli
altri enti del settore sanitario interessati, il limite
annualmente definito in base alle effettive disponibilita'
di bilancio. Il maggior importo di cui alla presente
lettera e' vincolato per 100 milioni di euro per
l'esecuzione di un programma pluriennale di interventi in
materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento
tecnologico del patrimonio sanitario pubblico, finalizzato
al potenziamento delle «unita' di risveglio dal coma»; per
7 milioni di euro per l'esecuzione di un programma
pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione
edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio
sanitario pubblico, destinati al potenziamento e alla
creazione di unita' di terapia intensiva neonatale (TIN);
per 3 milioni di euro per l'esecuzione di un programma
pluriennale di interventi in materia di ammodernamento
tecnologico del patrimonio sanitario pubblico, destinati
all'acquisto di nuove metodiche analitiche, basate sulla
spettrometria di «massa tandem», per effettuare screening
neonatali allargati, per patologie metaboliche ereditarie,
per la cui terapia esistono evidenze scientifiche efficaci;
per 500 milioni di euro alla riqualificazione strutturale e
tecnologica dei servizi di radiodiagnostica e di
radioterapia di interesse oncologico con prioritario
riferimento alle regioni meridionali ed insulari, per 150
milioni di euro ad interventi per la realizzazione di
strutture residenziali e l'acquisizione di tecnologie per
gli interventi territoriali dedicati alle cure palliative,
ivi comprese quelle relative alle patologie degenerative
neurologiche croniche invalidanti con prioritario
riferimento alle regioni che abbiano completato il
programma realizzativo di cui all'articolo 1, comma 1, del
decreto-legge 28 dicembre 1998, n. 450, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 39, e che
abbiano avviato programmi di assistenza domiciliare nel
campo delle cure palliative, per 100 milioni di euro
all'implementazione e all'ammodernamento dei sistemi
informatici delle aziende sanitarie ed ospedaliere e
all'integrazione dei medesimi con i sistemi informativi
sanitari delle regioni e per 100 milioni di euro per
strutture di assistenza odontoiatrica. Nella sottoscrizione
di accordi di programma con le regioni, e' data, inoltre,
priorita' agli interventi relativi ai seguenti settori
assistenziali, tenuto conto delle esigenze della
programmazione sanitaria nazionale e regionale:
realizzazione di strutture sanitarie territoriali,
residenziali e semiresidenziali. Il Ministero della salute,
attraverso la valutazione preventiva dei programmi di
investimento e il monitoraggio della loro attuazione,
assicura il raggiungimento dei predetti obiettivi
prioritari, verificando nella programmazione regionale la
copertura del fabbisogno relativo anche attraverso i
precedenti programmi di investimento. Il riparto fra le
regioni del maggiore importo di cui alla presente lettera
e' effettuato con riferimento alla valutazione dei bisogni
relativi ai seguenti criteri e linee prioritarie:
1) innovazione tecnologica delle strutture del Servizio
sanitario nazionale, con particolare riferimento alla
diagnosi e terapia nel campo dell'oncologia e delle
malattie rare;
2) superamento del divario Nord-Sud;
3) possibilita' per le regioni che abbiano gia'
realizzato la programmazione pluriennale, di attivare una
programmazione aggiuntiva;
4) messa a norma delle strutture pubbliche ai sensi
dell'atto di indirizzo e coordinamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997, pubblicato
nel supplemento ordinario n. 37 alla Gazzetta Ufficiale n.
42 del 20 febbraio 1997;
5) premialita' per le regioni sulla base della
tempestivita' e della qualita' di interventi di
ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico gia'
eseguiti per una quota pari al 10 per cento;
o) fatto salvo quanto previsto in materia di
aggiornamento dei tariffari delle prestazioni sanitarie
dall'articolo 1, comma 170, quarto periodo, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, come modificato dalla presente
lettera, a partire dalla data di entrata in vigore della
presente legge le strutture private accreditate, ai fini
della remunerazione delle prestazioni rese per conto del
Servizio sanitario nazionale, praticano uno sconto pari al
2 per cento degli importi indicati per le prestazioni
specialistiche dal decreto del Ministro della sanita' 22
luglio 1996, pubblicato nel supplemento ordinario n. 150
alla Gazzetta Ufficiale n. 216 del 14 settembre 1996, e
pari al 20 per cento degli importi indicati per le
prestazioni di diagnostica di laboratorio dal medesimo
decreto. Fermo restando il predetto sconto, le regioni
provvedono, entro il 28 febbraio 2007, ad approvare un
piano di riorganizzazione della rete delle strutture
pubbliche e private accreditate eroganti prestazioni
specialistiche e di diagnostica di laboratorio, al fine
dell'adeguamento degli standard organizzativi e di
personale coerenti con i processi di incremento
dell'efficienza resi possibili dal ricorso a metodiche
automatizzate. All'articolo 1, comma 170, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «, sentite le societa' scientifiche e le
associazioni di categoria interessate»;
p) a decorrere dal 1° gennaio 2007, per le prestazioni
di assistenza specialistica ambulatoriale gli assistiti non
esentati dalla quota di partecipazione al costo sono tenuti
al pagamento di una quota fissa sulla ricetta pari a 10
euro. Per le prestazioni erogate in regime di pronto
soccorso ospedaliero non seguite da ricovero, la cui
condizione e' stata codificata come codice bianco, ad
eccezione di quelli afferenti al pronto soccorso a seguito
di traumatismi ed avvelenamenti acuti, gli assistiti non
esenti sono tenuti al pagamento di una quota fissa pari a
25 euro. La quota fissa per le prestazioni erogate in
regime di pronto soccorso non e', comunque, dovuta dagli
assistiti non esenti di eta' inferiore a 14 anni. Sono
fatte salve le disposizioni eventualmente assunte dalle
regioni che, per l'accesso al pronto soccorso ospedaliero,
pongono a carico degli assistiti oneri piu' elevati;
p-bis) per le prestazioni di assistenza specialistica
ambulatoriale, di cui al primo periodo della lettera p),
fermo restando l'importo di manovra pari a 811 milioni di
euro per l'anno 2007, 834 milioni di euro per l'anno 2008 e
834 milioni di euro per l'anno 2009, le regioni, sulla base
della stima degli effetti della complessiva manovra nelle
singole regioni, definita dal Ministero della salute di
concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze,
anziche' applicare la quota fissa sulla ricetta pari a 10
euro, possono alternativamente:
1) adottare altre misure di partecipazione al costo
delle prestazioni sanitarie, la cui entrata in vigore nella
regione interessata e' subordinata alla certificazione del
loro effetto di equivalenza per il mantenimento
dell'equilibrio economico-finanziario e per il controllo
dell'appropriatezza, da parte del Tavolo tecnico per la
verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12
dell'intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005;
2) stipulare con il Ministero della salute e il
Ministero dell'economia e delle finanze un accordo per la
definizione di altre misure di partecipazione al costo
delle prestazioni sanitarie, equivalenti sotto il profilo
del mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario e
del controllo dell'appropriatezza. Le misure individuate
dall'accordo si applicano, nella regione interessata, a
decorrere dal giorno successivo alla data di sottoscrizione
dell'accordo medesimo;
q) all'articolo 1, comma 292, della legge 23 dicembre
2005, n. 266, la lettera a) e' sostituita dalla seguente:
«a) con le procedure di cui all'articolo 54 della legge
27 dicembre 2002, n. 289, si provvede, entro il 28 febbraio
2007, alla modificazione degli allegati al citato decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001,
e successive modificazioni, di definizione dei livelli
essenziali di assistenza, finalizzata all'inserimento,
nell'elenco delle prestazioni di specialistica
ambulatoriale, di prestazioni gia' erogate in regime di
ricovero ospedaliero, nonche' alla integrazione e
modificazione delle soglie di appropriatezza per le
prestazioni di ricovero ospedaliero in regime di ricovero
ordinario diurno»;
r) a decorrere dal 1° gennaio 2007, i cittadini, anche
se esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria, che
non abbiano ritirato i risultati di visite o esami
diagnostici e di laboratorio sono tenuti al pagamento per
intero della prestazione usufruita, con le modalita' piu'
idonee al recupero delle somme dovute stabilite dai
provvedimenti regionali;
s) a decorrere dal 1° gennaio 2008, cessano i
transitori accreditamenti delle strutture private gia'
convenzionate, ai sensi dell'articolo 6, comma 6, della
legge 23 dicembre 1994, n. 724, non confermati da
accreditamenti provvisori o definitivi disposti ai sensi
dell'articolo 8-quater del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, e successive modificazioni;
t) le regioni provvedono ad adottare provvedimenti
finalizzati a garantire che dal 1° gennaio 2011 cessino gli
accreditamenti provvisori delle strutture private
ospedaliere e ambulatoriali, di cui all'articolo 8-quater,
comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,
non confermati dagli accreditamenti definitivi di cui
all'articolo 8-quater, comma 1, del medesimo decreto
legislativo n. 502 del 1992; le regioni provvedono ad
adottare provvedimenti finalizzati a garantire che dal 1°
gennaio 2013 cessino gli accreditamenti provvisori di tutte
le altre strutture sanitarie e socio-sanitarie private,
nonche' degli stabilimenti termali come individuati dalla
legge 24 ottobre 2000, n. 323, non confermati dagli
accreditamenti definitivi di cui all'articolo 8-quater,
comma 1, del decreto legislativo n. 502 del 1992;
u) le regioni provvedono ad adottare provvedimenti
finalizzati a garantire che, a decorrere dal 1° gennaio
2008, non possano essere concessi nuovi accreditamenti, ai
sensi dell'articolo 8-quater del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, in
assenza di un provvedimento regionale di ricognizione e
conseguente determinazione, ai sensi del comma 8 del
medesimo articolo 8-quater del decreto legislativo n. 502
del 1992. Il provvedimento di ricognizione e' trasmesso al
Comitato paritetico permanente per la verifica
dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza di cui
all'articolo 9 della citata intesa 23 marzo 2005. Per le
regioni impegnate nei piani di rientro previsti
dall'accordo di cui alla lettera b), le date del 1° gennaio
2008 di cui alla presente lettera e alla lettera s) sono
anticipate al 1° luglio 2007 limitatamente alle regioni
nelle quali entro il 31 maggio 2007 non si sia provveduto
ad adottare o ad aggiornare, adeguandoli alle esigenze di
riduzione strutturale dei disavanzi, i provvedimenti di cui
all'articolo 8-quinquies, commi 1 e 2, del citato decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni;
v) il Ministero della salute, avvalendosi della
Commissione unica sui dispositivi medici e della
collaborazione istituzionale dell'Agenzia per i servizi
sanitari regionali, individua, entro il 31 gennaio 2007,
tipologie di dispositivi per il cui acquisto la
corrispondente spesa superi il 50 per cento della spesa
complessiva dei dispositivi medici registrata per il
Servizio sanitario nazionale. Fermo restando quanto
previsto dal comma 5 dell'articolo 57 della legge 27
dicembre 2002, n. 289, e dal numero 2) della lettera a) del
comma 409 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n.
266, entro il 30 aprile 2007, con decreto del Ministro
della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, di intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, sono stabiliti i prezzi dei
dispositivi individuati ai sensi della presente lettera, da
assumere, con decorrenza dal 1° maggio 2007, come base
d'asta per le forniture del Servizio sanitario nazionale. I
prezzi sono stabiliti tenendo conto dei piu' bassi prezzi
unitari di acquisto da parte del Servizio sanitario
nazionale risultanti dalle informazioni in possesso degli
osservatori esistenti e di quelle rese disponibili
dall'ottemperanza al disposto del successivo periodo della
presente lettera. Entro il 15 marzo 2007 le regioni
trasmettono al Ministero della salute - Direzione generale
dei farmaci e dei dispositivi medici, anche per il tramite
dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali, i prezzi
unitari corrisposti dalle aziende sanitarie nel corso del
biennio 2005-2006; entro la stessa data le aziende che
producono o commercializzano in Italia dispositivi medici
trasmettono alla predetta Direzione generale, sulla base di
criteri stabiliti con decreto del Ministro della salute, i
prezzi unitari relativi alle forniture effettuate alle
aziende sanitarie nel corso del medesimo biennio. Nelle
gare in cui la fornitura di dispositivi medici e' parte di
una piu' ampia fornitura di beni e servizi, l'offerente
deve indicare in modo specifico il prezzo unitario di
ciascun dispositivo e i dati identificativi dello stesso.
Il Ministero della salute, avvalendosi della Commissione
unica sui dispositivi medici e della collaborazione
istituzionale dell'Istituto superiore di sanita' e
dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali, promuove la
realizzazione, sulla base di una programmazione annuale, di
studi sull'appropriatezza dell'impiego di specifiche
tipologie di dispositivi medici, anche mediante
comparazione dei costi rispetto ad ipotesi alternative. I
risultati degli studi sono pubblicati sul sito INTERNET del
Ministero della salute;
z) la disposizione di cui all'articolo 3, comma 2, del
decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94, non e'
applicabile al ricorso a terapie farmacologiche a carico
del Servizio sanitario nazionale, che, nell'ambito dei
presidi ospedalieri o di altre strutture e interventi
sanitari, assuma carattere diffuso e sistematico e si
configuri, al di fuori delle condizioni di autorizzazione
all'immissione in commercio, quale alternativa terapeutica
rivolta a pazienti portatori di patologie per le quali
risultino autorizzati farmaci recanti specifica indicazione
al trattamento. Il ricorso a tali terapie e' consentito
solo nell'ambito delle sperimentazioni cliniche dei
medicinali di cui al decreto legislativo 24 giugno 2003, n.
211, e successive modificazioni. In caso di ricorso
improprio si applicano le disposizioni di cui all'articolo
3, commi 4 e 5, del citato decreto-legge 17 febbraio 1998,
n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile
1998, n. 94. Le regioni provvedono ad adottare entro il 28
febbraio 2007 disposizioni per le aziende sanitarie locali,
per le aziende ospedaliere, per le aziende ospedaliere
universitarie e per gli Istituti di ricovero e cura a
carattere scientifico volte alla individuazione dei
responsabili dei procedimenti applicativi delle
disposizioni di cui alla presente lettera, anche sotto il
profilo della responsabilita' amministrativa per danno
erariale. Fino alla data di entrata in vigore delle
disposizioni regionali di cui alla presente lettera, tale
responsabilita' e' attribuita al direttore sanitario delle
aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere, delle
aziende ospedaliere universitarie e degli Istituti di
ricovero e cura a carattere scientifico.".
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 64 della
legge 23 luglio 2009, n. 99:
"Art. 64. Disposizioni in materia di farmaci
1. La disposizione di cui alla lettera g) del comma 796
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si
applica, fino al 31 dicembre 2009, su richiesta delle
imprese interessate, anche ai farmaci immessi in commercio
dopo il 31 dicembre 2006. Entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge l'Agenzia italiana
del farmaco (AIFA) definisce le modalita' tecniche
applicative della disposizione di cui al primo periodo.".
Si riporta il testo del comma 6 dell'articolo 34-bis
del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207 (Proroga di
termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni
finanziarie urgenti), convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 febbraio 2009, n. 14:
"6. Nel triennio 2009-2011, l'AIFA, nel rispetto della
programmazione triennale del fabbisogno e previo
espletamento della procedura di cui all' articolo 35, comma
4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, puo' bandire concorsi pubblici
per titoli ed esami per le assunzioni a tempo indeterminato
per la copertura dei posti vacanti in pianta organica, con
una riserva di posti non superiore al 50 per cento per il
personale non di ruolo gia' in servizio presso l'AlFA in
forza di contratti stipulati ai sensi dell' articolo 48,
comma 7, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2003, n. 326, al fine di valorizzare l'esperienza
professionale maturata dal predetto personale.".
Si riporta il testo del comma 2 dell'articolo 2 del
decreto-legge 23 aprile 2003, n. 89 (Proroga dei termini
relativi all'attivita' professionale dei medici e
finanziamento di particolari terapie oncologiche ed
ematiche, nonche' delle transazioni con soggetti
danneggiati da emoderivati infetti), convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 giugno 2003, n. 141:
"2. Per le spese di funzionamento e di ricerca della
Fondazione Istituto mediterraneo di ematologia (IME), con
sede in Roma, e' autorizzata la spesa di quindici milioni
di euro per l'anno 2003 e di dieci milioni di euro per
ciascuno degli anni 2004 e 2005. La Fondazione IME presenta
una relazione annuale sull'attivita' svolta al Ministro
della salute, che la trasmette al Parlamento. La Fondazione
IME presenta altresi', alla fine del triennio 2003-2005, al
Ministro della salute, che la trasmette al Parlamento, una
relazione sui risultati conseguiti, l'uso delle risorse
stanziate nel triennio e la trasferibilita' sul territorio
e verso le strutture del Servizio sanitario nazionale dei
risultati conseguiti.".
Si riporta il testo dell'elenco n. 1 di cui al comma
250 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191
(Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2010):

Parte di provvedimento in formato grafico

Si riporta il testo del comma 250 dell'articolo 2
della citata legge n. 191 del 2009:
"250. Le risorse, come integrate dal decreto-legge 25
settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni,
dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, affluite alla
contabilita' speciale istituita ai sensi del comma 8 dell'
articolo 13-bis del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009,
n. 102, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato
per essere riassegnate, con uno o piu' decreti del Ministro
dell'economia e delle finanze, al fondo di cui all'
articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto-legge 10
febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla
legge 9 aprile 2009, n. 33. Con decreti del Presidente del
Consiglio dei ministri, le disponibilita' del predetto
fondo sono destinate alle finalita' di cui all' Elenco 1
allegato alla presente legge, nella misura massima ivi
prevista, per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012. Gli
schemi dei decreti del Presidente del Consiglio dei
ministri, corredati di relazione tecnica ai sensi della
normativa vigente verificata anche in ordine all'assenza di
effetti negativi sui saldi di finanza pubblica, sono
trasmessi alle Camere per l'espressione del parere da parte
delle Commissioni parlamentari competenti per i profili di
carattere finanziario, da rendere entro trenta giorni dalla
trasmissione della richiesta. Il Governo, ove non intenda
conformarsi alle condizioni formulate con riferimento ai
profili finanziari, ritrasmette alle Camere gli schemi di
decreto corredati dei necessari elementi integrativi di
informazione, per i pareri definitivi delle Commissioni
parlamentari competenti per i profili finanziari, che
devono essere espressi entro quindici giorni. Le risorse,
pari a 181 milioni di euro, destinate alle finalita' di cui
all'ultima voce del citato Elenco 1 allegato alla presente
legge sono contestualmente ripartite con un unico decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, previo conforme
parere delle Commissioni parlamentari delle due Camere
competenti per i profili finanziari. La quota delle
disponibilita' del fondo di cui al presente comma non
aventi corrispondenti effetti sul fabbisogno e
sull'indebitamento netto, per l'importo di 689 milioni di
euro per l'anno 2010, di 1.991 milioni di euro per l'anno
2011 e di 182 milioni di euro per l'anno 2012, e'
destinata, mediante decreti del Ministro dell'economia e
delle finanze, alla sistemazione contabile delle partite
iscritte al conto sospeso con la Banca d'Italia per le
quali non esistono in bilancio le occorrenti risorse.".
Si riporta il testo del comma 5 dell'articolo 10 del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282 (Disposizioni
urgenti in materia fiscale e di finanza pubblica),
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre
2004, n. 307:
"5. Al fine di agevolare il perseguimento degli
obiettivi di finanza pubblica, anche mediante interventi
volti alla riduzione della pressione fiscale, nello stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
e' istituito un apposito «Fondo per interventi strutturali
di politica economica», alla cui costituzione concorrono le
maggiori entrate, valutate in 2.215,5 milioni di euro per
l'anno 2005, derivanti dal comma 1.".
Per il riferimento al testo del comma 5 dell'articolo
21 della legge n. 196 del 2009, si veda nelle note all'art.
9.

Art. 11

Proroga di termini in materia di infrastrutture
e trasporti

1. All'articolo 5, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) (soppressa);
b) al comma 7-duodecies, le parole: «per gli anni 2010 e 2011»
sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2010, 2011 e 2012».
2. All'articolo 3 comma 2, del decreto legislativo 9 maggio 2005,
n. 96, e successive modificazioni, le parole: «31 dicembre 2010» sono
sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2012». ((Il termine del 30
giugno 2012, di cui all'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo
9 maggio 2005, n. 96, come modificato dal presente comma, e'
prorogato al 31 dicembre 2012 per gli aeroporti che, pur in presenza
di perdite di esercizio pregresse, presentino un piano da cui
risultino, nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 6,
comma 19, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il riequilibrio
economico-finanziario della gestione e il raggiungimento di adeguati
indici di solvibilita' patrimoniale. Entro il predetto termine si
provvede all'individuazione degli aeroporti e dei sistemi
aeroportuali di interesse nazionale, di cui all'articolo 698 del
codice della navigazione. All'articolo 3, comma 2, del decreto
legislativo 9 maggio 2005, n. 96, al primo periodo, le parole: «da
effettuare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto legislativo,» sono soppresse.))
3. All'articolo 21-bis, comma 1, primo e secondo periodo, del
decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni
dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, e successive modificazioni, le
parole: «31 dicembre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «31
dicembre 2012».
4. All'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, le
parole: «entro e non oltre il 31 dicembre 2010» sono sostituite dalle
seguenti: «entro e non oltre il 30 giugno 2012».
5. Fino alla data di adozione dello statuto dell'Agenzia per le
infrastrutture stradali e autostradali, e comunque non oltre il ((31
luglio)) 2012, le funzioni e i compiti ad essa trasferiti ai sensi
dell'articolo 36 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito,
con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ((e successive
modificazioni,)) continuano ad essere svolti dai competenti uffici
delle Amministrazioni dello Stato e dall'Ispettorato di vigilanza
sulle concessionarie autostradali e dagli altri uffici di Anas
s.p.a..
6. Fermo restando quanto previsto al comma 5 ((del presente
articolo,)) all'articolo 36, comma 4, del decreto-legge 6 luglio
2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio
2011, n. 111, le parole: «A decorrere dalla data di cui al comma 1»
sono sostituite dalle seguenti: ((«Entro la data del 31 luglio
2012))».
((6-bis. Il decreto di cui all'articolo 23, comma 7, quarto
periodo, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, relativo ai cartelli
di valorizzazione e promozione del territorio indicanti siti
d'interesse turistico e culturale, e' adottato entro il 31 marzo 2012
di concerto con il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo
sport.
6-ter. All'articolo 58, comma 4, della legge 23 luglio 2009, n. 99,
le parole: «dodici mesi» sono sostituite dalle seguenti:
«ventiquattro mesi».
6-quater. All'articolo 26, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre
2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
2009, n. 14, le parole: «31 dicembre 2010» sono sostituite dalle
seguenti: «31 dicembre 2012».
6-quinquies. Al comma 7 dell'articolo 41 della legge 27 dicembre
2002, n. 289, e successive modificazioni, le parole: «Per gli anni
2004-2011» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2004-2012».
E' ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2012 il termine di cui al
primo periodo del comma 8-quinquies dell'articolo 6 del decreto-legge
28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 febbraio 2007, n. 17, come da ultimo prorogato al 31 dicembre 2011
dall'articolo 2, comma 12-undecies, del decreto-legge 29 dicembre
2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2011, n. 10. Al terzo periodo dell'articolo 2, comma 12-undecies, del
decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, la parola:
«2011», ovunque ricorre, e' sostituita dalla seguente: «2012». Al
fine di attuare le disposizioni di cui al presente comma, e'
autorizzata la spesa di 8 milioni di euro per l'anno 2012. All'onere
derivante dall'attuazione del presente comma, pari a 8 milioni di
euro per l'anno 2012 e a 2 milioni di euro a decorrere dall'anno
2013, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 5, del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, relativa al
Fondo per interventi strutturali di politica economica. Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
6-sexies. L'articolo 16, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011,
n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111, non si applica alle procedure gia' fatte salve dall'articolo 45,
comma 12, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, in data
precedente all'entrata in vigore del medesimo comma 8,
successivamente definite con la sottoscrizione di contratti
individuali di lavoro che hanno determinato e consolidato effetti
giuridici decennali.
6-septies. All'articolo 22, comma 9-bis, del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, le parole: «31 marzo» sono sostituite dalle
seguenti: «31 luglio». L'articolo 20 della legge 12 novembre 2011, n.
183, e' abrogato.
6-octies. Il termine del 31 dicembre 2010, di cui all'articolo
8-duodecies, comma 2-bis, del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, e'
prorogato al 31 dicembre 2012, a condizione che, entro e non oltre
venti giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, i rappresentanti legali degli enti
territoriali interessati sottoscrivano, con il Ministro dell'economia
e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, apposito atto d'intesa con l'impegno a far fronte agli
effetti derivanti dalla predetta proroga per l'anno 2012 in termini
di indebitamento netto per l'importo del valore della concessione
pari a 568 milioni di euro, nell'ambito del proprio patto di
stabilita' interno e fornendo adeguati elementi di verifica, nonche'
in termini di fabbisogno per l'importo di 140 milioni di euro
mediante riduzione dei trasferimenti erariali e delle devoluzioni di
entrata ad essi spettanti.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 7-duodecies dell'articolo
5 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194 (Proroga di
termini previsti da disposizioni legislative), convertito,
con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25,
come modificato dalla presente legge:
«7-duodecies. Nel rispetto delle finalita' di cui al
comma 7-undecies, in via sperimentale, per gli anni 2010,
2011 e 2012, nelle more della piena attuazione
dell'autonomia finanziaria delle Autorita' portuali ai
sensi dell'articolo 1, comma 982, della legge 27 dicembre
2006, n. 296, alle Autorita' portuali e' altresi'
consentito, nell'ambito della loro autonomia di bilancio e
nel rispetto dell'equilibrio di bilancio, stabilire
variazioni in aumento fino ad un tetto massimo pari al
doppio della misura delle tasse di ancoraggio e portuale
cosi' come adeguate ai sensi del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 28 maggio 2009, n.
107, nonche' in diminuzione fino all'azzeramento delle
singole tasse medesime.»
Si riporta il testo del comma 2 dell'articolo 3 del
decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96 e successive
modificazioni (Revisione della parte aeronautica del Codice
della navigazione, a norma dell'articolo 2 della L. 9
novembre 2004, n. 265), come modificato dalla presente
legge:
«2. Indipendentemente dall'individuazione degli
aeroporti di rilevanza nazionale, ai sensi dell' articolo
698 del codice della navigazione, le disposizioni di cui
all' articolo 704, primo e secondo comma, del codice della
navigazione, come modificato dal presente decreto
legislativo, non si applicano alle concessioni della
gestione aeroportuale gia' rilasciate, anche in base a
legge speciale, e in ipotesi di delocalizzazione
funzionale, nonche' ai procedimenti di rilascio della
concessione su istanza antecedente alla data di entrata in
vigore del presente decreto legislativo, ai sensi del D.M.
12 novembre 1997, n. 521 del Ministro dei trasporti e della
navigazione. Detti procedimenti devono concludersi entro il
30 giugno 2012. Decorso inutilmente il detto termine le
societa' istanti possono chiedere, con oneri a carico delle
medesime, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
la nomina di un Commissario ad acta, il quale nei
successivi sessanta giorni provvede sull'istanza,
provvedendo al rilascio della concessione una volta
verificato il possesso dei necessari requisiti.»
Si riporta il testo del comma 19 dell'articolo 6 del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in
materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita'
economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122:
«19. Al fine del perseguimento di una maggiore
efficienza delle societa' pubbliche, tenuto conto dei
principi nazionali e comunitari in termini di economicita'
e di concorrenza, le amministrazioni di cui all'articolo 1,
comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non possono,
salvo quanto previsto dall'art. 2447 codice civile,
effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari,
aperture di credito, ne' rilasciare garanzie a favore delle
societa' partecipate non quotate che abbiano registrato,
per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio ovvero
che abbiano utilizzato riserve disponibili per il
ripianamento di perdite anche infrannuali. Sono in ogni
caso consentiti i trasferimenti alle societa' di cui al
primo periodo a fronte di convenzioni, contratti di
servizio o di programma relativi allo svolgimento di
servizi di pubblico interesse ovvero alla realizzazione di
investimenti. Al fine di salvaguardare la continuita' nella
prestazione di servizi di pubblico interesse, a fronte di
gravi pericoli per la sicurezza pubblica, l'ordine pubblico
e la sanita', su richiesta della amministrazione
interessata, con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri adottato su proposta del Ministro dell'economia e
delle finanze, di concerto con gli altri Ministri
competenti e soggetto a registrazione della Corte dei
Conti, possono essere autorizzati gli interventi di cui al
primo periodo del presente comma.».
Si riporta il testo dell'articolo 698 del codice della
navigazione:
«Art. 698 (Aeroporti e sistemi aeroportuali d'interesse
nazionale). - Con decreto del Presidente della Repubblica,
previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano e sentita l'Agenzia del demanio, sono individuati,
previo parere delle competenti Commissioni parlamentari da
esprimere entro trenta giorni dalla data di assegnazione,
gli aeroporti e i sistemi aeroportuali di interesse
nazionale, quali nodi essenziali per l'esercizio delle
competenze esclusive dello Stato, tenendo conto delle
dimensioni e della tipologia del traffico, dell'ubicazione
territoriale e del ruolo strategico dei medesimi, nonche'
di quanto previsto nei progetti europei TEN. Con il
medesimo procedimento si provvede alle modifiche del
suddetto decreto del Presidente della Repubblica.
Allo scopo di coordinare le politiche di sviluppo degli
aeroporti di interesse regionale, e' istituito, senza nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, presso il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, un comitato
di coordinamento tecnico, composto dai rappresentanti delle
regioni e delle province autonome, del Governo e degli enti
aeronautici. La partecipazione al comitato di cui al
presente comma non comporta la corresponsione di alcuna
indennita' o compenso ne' rimborsi spese.».
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 21-bis
del citato decreto-legge n. 248 d del 2007, come modificato
dalla presente legge:
«21-bis (Diritti aeroportuali). - 1. Fino
all'emanazione dei decreti di cui al comma 10 dell'articolo
10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come da ultimo
sostituito dal comma 1 dell'articolo 11-nonies del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, da
adottare entro il 31 dicembre 2012, il Ministro dei
trasporti provvede, con proprio decreto, all'aggiornamento
della misura dei diritti aeroportuali al tasso di
inflazione programmato. L'aggiornamento della misura dei
diritti decade qualora i concessionari non presentino
completa istanza di stipula del contratto di programma
entro il medesimo termine del 31 dicembre 2012.».
Si riporta il testo del comma 3 dell'articolo 2 del
decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40 (Disposizioni urgenti
tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi
fiscali internazionali e nazionali operate, tra l'altro,
nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», di
potenziamento e razionalizzazione della riscossione
tributaria anche in adeguamento alla normativa comunitaria,
di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di
un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in
particolari settori), come modificato dalla presente legge:
«3. Ai fini della rideterminazione dei principi
fondamentali della disciplina di cui alla legge 15 gennaio
1992, n. 21, secondo quanto previsto dall'articolo 7-bis,
comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009,
n. 33, ed allo scopo di assicurare omogeneita' di
applicazione di tale disciplina in ambito nazionale, con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
di concerto con il Ministro dello sviluppo economico,
previa intesa con la Conferenza Unificata di cui al decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate, entro e
non oltre il 30 giugno 2012, urgenti disposizioni
attuative, tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo
del servizio di taxi e del servizio di noleggio con
conducente o, comunque, non rispondenti ai principi
ordinamentali che regolano la materia. Con il suddetto
decreto sono, altresi', definiti gli indirizzi generali per
l'attivita' di programmazione e di pianificazione delle
regioni, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, dei
titoli autorizzativi.».
Si riporta il testo dell'articolo 36 del decreto-legge
6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la
stabilizzazione finanziaria) convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive
modificazioni, come modificato dalla presente legge:
«Art. 36 (Disposizioni in materia di riordino dell'ANAS
S.p.A.). - 1. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e' istituita,
ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, e successive modificazioni, presso il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e con sede
in Roma, l'Agenzia per le infrastrutture stradali e
autostradali. Il potere di indirizzo, di vigilanza e di
controllo sull'Agenzia e' esercitato dal Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti; in ordine alle attivita' di
cui al comma 2, il potere di indirizzo e di controllo e'
esercitato, quanto ai profili finanziari, di concerto con
il Ministero dell'economia e delle finanze. L'incarico di
direttore generale, nonche' quello di componente del
comitato direttivo e del collegio dei revisori dell'Agenzia
ha la durata di tre anni.
2. L'Agenzia, anche avvalendosi di Anas s.p.a., svolge
i seguenti compiti e attivita' ferme restando le competenze
e le procedure previste a legislazione vigente per
l'approvazione di contratti di programma nonche' di atti
convenzionali e di regolazione tariffaria nel settore
autostradale e nei limiti delle risorse disponibili agli
specifici scopi:
a) proposta di programmazione della costruzione di
nuove strade statali, della costruzione di nuove
autostrade, in concessione ovvero in affidamento diretto ad
Anas s.p.a. a condizione che non comporti effetti negativi
sulla finanza pubblica, nonche', subordinatamente alla
medesima condizione, di affidamento diretto a tale societa'
della concessione di gestione di autostrade per le quali la
concessione sia in scadenza ovvero revocata;
b) quale amministrazione concedente:
1) selezione dei concessionari autostradali e relativa
aggiudicazione;
2) vigilanza e controllo sui concessionari
autostradali, inclusa la vigilanza sull'esecuzione dei
lavori di costruzione delle opere date in concessione e il
controllo della gestione delle autostrade il cui esercizio
e' dato in concessione;
3) in alternativa a quanto previsto al numero 1),
affidamento diretto ad Anas s.p.a., alla condizione di cui
alla lettera a), delle concessioni, in scadenza o revocate,
per la gestione di autostrade, ovvero delle concessioni per
la costruzione e gestione di nuove autostrade, con
convenzione da approvarsi con decreto del Ministro
dell'infrastruttura e dei trasporti di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze;
4) si avvale, nell'espletamento delle proprie funzioni,
delle societa' miste regionali Autostrade del Lazio s.p.a.,
Autostrade del Molise s.p.a., Concessioni Autostradali
Lombarde s.p.a. e Concessioni Autostradali Piemontesi
s.p.a., relativamente alle infrastrutture autostradali,
assentite o da assentire in concessione, di rilevanza
regionale;
c) approvazione dei progetti relativi ai lavori
inerenti la rete stradale ed autostradale di interesse
nazionale, che equivale a dichiarazione di pubblica
utilita' ed urgenza ai fini dell'applicazione delle leggi
in materia di espropriazione per pubblica utilita';
d) proposta di programmazione del progressivo
miglioramento ed adeguamento della rete delle strade e
delle autostrade statali e della relativa segnaletica;
e) proposta in ordine alla regolazione e variazioni
tariffarie per le concessioni autostradali secondo i
criteri e le metodologie stabiliti dalla competente
Autorita' di regolazione, alla quale e' demandata la loro
successiva approvazione;
f) attuazione delle leggi e dei regolamenti concernenti
la tutela del patrimonio delle strade e delle autostrade
statali, nonche' la tutela del traffico e della
segnaletica; adozione i provvedimenti ritenuti necessari ai
fini della sicurezza del traffico sulle strade ed
autostrade medesime; esercizio, per le strade statali ed
autostrade ad essa affidate, dei diritti ed dei poteri
attribuiti all'ente proprietario;
g) effettuazione e partecipazione a studi, ricerche e
sperimentazioni in materia di viabilita', traffico e
circolazione;
h) effettuazione, a pagamento, di consulenze e
progettazioni per conto di altre amministrazioni od enti
italiani e stranieri.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2012 Anas s.p.a.
provvede, nel limite delle risorse disponibili e nel
rispetto degli obiettivi di finanza pubblica,
esclusivamente a:
a) costruire e gestire le strade, ivi incluse quelle
sottoposte a pedaggio, e le autostrade statali, anche per
effetto di subentro ai sensi del precedente comma 2,
lettere a) e b) incassandone tutte le entrate relative al
loro utilizzo, nonche' alla loro manutenzione ordinaria e
straordinaria;
b) realizzare il progressivo miglioramento ed
adeguamento della rete delle strade e delle autostrade
statali e della relativa segnaletica;
c) curare l'acquisto, la costruzione, la conservazione,
il miglioramento e l'incremento dei beni mobili ed immobili
destinati al servizio delle strade e delle autostrade
statali;
d) espletare, mediante il proprio personale, i compiti
di cui al comma 3 dell'articolo 12 del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, e all'articolo 23 del decreto del
Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495.
4. Entro la data del 31 luglio 2012, l'Agenzia subentra
ad Anas s.p.a. nelle funzioni di concedente per le
convenzioni in essere alla stessa data. A decorrere dalla
medesima data in tutti gli atti convenzionali con le
societa' regionali, nonche' con i concessionari di cui al
comma 2, lettera b), il riferimento fatto ad Anas s.p.a.,
quale ente concedente, deve intendersi sostituito, ovunque
ripetuto, con il riferimento all'Agenzia di cui al comma 1.
5. Relativamente alle attivita' e ai compiti di cui al
comma 2, l'Agenzia esercita ogni competenza gia' attribuita
in materia all'Ispettorato di vigilanza sulle
concessionarie autostradali e ad altri uffici di Anas
s.p.a. ovvero ad uffici di amministrazioni dello Stato, i
quali sono conseguentemente soppressi a decorrere dal 1°
gennaio 2012. Il personale degli uffici soppressi con
rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, in
servizio alla data di entrata in vigore del presente
decreto, e' trasferito all'Agenzia, per formarne il
relativo ruolo organico. All'Agenzia sono altresi'
trasferite le risorse finanziarie previste per detto
personale a legislazione vigente nello stato di previsione
del Ministero delle infrastrutture, nonche' le risorse di
cui all'articolo 1, comma 1020, della legge n. 296 del
2006, gia' finalizzate, in via prioritaria, alla vigilanza
sulle concessionarie autostradali nei limiti delle esigenze
di copertura delle spese di funzionamento dell'Agenzia. Al
personale trasferito si applica la disciplina dei contratti
collettivi nazionali relativi al comparto Ministeri e
dell'Area I della dirigenza. Il personale trasferito
mantiene il trattamento economico fondamentale ed
accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative,
corrisposto al momento del trasferimento, nonche'
l'inquadramento previdenziale. Nel caso in cui il predetto
trattamento economico risulti piu' elevato rispetto a
quello previsto e' attribuito per la differenza un assegno
ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti
economici a qualsiasi titolo conseguiti. Con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze ed il
Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione si
procede alla individuazione delle unita' di personale da
trasferire all'Agenzia e alla riduzione delle dotazioni
organiche e delle strutture delle amministrazioni
interessate al trasferimento delle funzioni in misura
corrispondente al personale effettivamente trasferito. Con
lo stesso decreto e' stabilita un'apposita tabella di
corrispondenza tra le qualifiche e le posizioni economiche
del personale assegnato all'Agenzia.
6. Entro il 31 dicembre 2011 il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e Anas s.p.a. predispongono
lo schema di convenzione che, successivamente al 1° gennaio
2012, l'Agenzia di cui al comma 1 sottoscrive con Anas
s.p.a. in funzione delle modificazioni conseguenti alle
disposizioni di cui ai commi da 1 a 5, da approvarsi con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
7. A decorrere dal 1° gennaio 2012, ANAS S.p.a.
trasferisce a Fintecna S.p.a. al valore netto contabile
risultante al momento della cessione tutte le
partecipazioni detenute da ANAS S.p.a. anche in societa'
regionali; la cessione e' esente da imposte dirette,
indirette e da tasse.
7-bis. La cessione di cui al comma 7 e' realizzata
dalle societa' Fintecna Spa e ANAS Spa al valore netto
contabile risultante al momento della cessione ovvero,
qualora Fintecna Spa lo richieda, al valore risultante da
una perizia effettuata da un collegio di tre esperti, due
dei quali nominati rispettivamente dalle due societa' e il
terzo, in qualita' di presidente, congiuntamente dalle
stesse, con oneri a carico della societa' richiedente.
8. Entro quindici giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, in deroga a quanto previsto
dallo statuto di Anas s.p.a., nonche' dalle disposizioni in
materia contenute nel codice civile, con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, si provvede
alla nomina di un amministratore unico della suddetta
societa', al quale sono conferiti i piu' ampi poteri di
amministrazione ordinaria e straordinaria ivi incluse tutte
le attivita' occorrenti per la individuazione delle risorse
umane, finanziarie e strumentali di Anas s.p.a. che
confluiscono, a decorrere dal 1° gennaio 2012, nell'Agenzia
di cui al comma 1. Il consiglio di amministrazione di Anas
S.p.A. in carica alla data di entrata in vigore del
presente decreto decade con effetto dalla data di adozione
del citato decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze. La revoca disposta ai sensi del presente comma
integra gli estremi della giusta causa di cui all'articolo
2383, terzo comma, del codice civile e non comporta,
pertanto, il diritto dei componenti revocati al
risarcimento di cui alla medesima disposizione.
9. L'amministratore unico provvede altresi' alla
riorganizzazione delle residue risorse di Anas s.p.a.
nonche' alla predisposizione del nuovo statuto della
societa' che, entro il 1° gennaio 2012, e' approvato con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. Entro 30 giorni dall'emanazione del decreto di
approvazione dello statuto, viene convocata l'assemblea di
Anas s.p.a. per la ricostituzione del consiglio di
amministrazione. Il nuovo statuto di Anas s.p.a. prevede i
requisiti necessari per stabilire forme di controllo
analogo del Ministero dell'economia e delle finanze e del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sulla
societa', al fine di assicurare la funzione di organo in
house dell'amministrazione.
10. L'articolo 1, comma 1023, della legge 27 dicembre
2006, n. 296, e' abrogato.
10-bis. Il comma 12 dell'articolo 23 del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e' sostituito dal
seguente:
"12. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate
nelle autorizzazioni previste dal presente articolo e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 1.376,55 a euro 13.765,50 in via solidale con
il soggetto pubblicizzato".».
Si riporta il testo del comma 7 dell'articolo 23 del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni (Nuovo codice della strada):
«7. E' vietata qualsiasi forma di pubblicita' lungo e
in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade e
delle strade extraurbane principali e relativi accessi. Su
dette strade e' consentita la pubblicita' nelle aree di
servizio o di parcheggio solo se autorizzata dall'ente
proprietario e sempre che non sia visibile dalle stesse.
Sono consentiti i segnali indicanti servizi o indicazioni
agli utenti purche' autorizzati dall'ente proprietario
delle strade. Sono altresi' consentite le insegne di
esercizio, con esclusione dei cartelli e delle insegne
pubblicitarie e altri mezzi pubblicitari, purche'
autorizzate dall'ente proprietario della strada ed entro i
limiti e alle condizioni stabilite con decreto del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti. Sono inoltre
consentiti, purche' autorizzati dall'ente proprietario
della strada, nei limiti e alle condizioni stabiliti con il
decreto di cui al periodo precedente, cartelli di
valorizzazione e promozione del territorio indicanti siti
d'interesse turistico e culturale e cartelli indicanti
servizi di pubblico interesse. Con il decreto di cui al
quarto periodo sono altresi' individuati i servizi di
pubblico interesse ai quali si applicano le disposizioni
del periodo precedente.».
Si riporta il testo del comma 4 dell'articolo 58 della
legge 23 luglio 2009, n. 99 (Disposizioni per lo sviluppo e
l'internazionalizzazione delle imprese, nonche' in materia
di energia), come modificato dalla presente legge:
«4. Le imprese che alla data di entrata in vigore della
presente legge siano gia' in possesso del titolo
autorizzatorio di cui all'articolo 131, comma 1, della
legge 23 dicembre 2000, n. 388, entro ventiquattro mesi
dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma
2 possono richiedere la conversione dello stesso in licenza
nazionale, previa dimostrazione dell'avvio delle attivita'
finalizzate all'ottenimento del certificato di sicurezza.».
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 26 del
citato decreto-legge n. 207 del 2008, come modificato dalla
presente legge:
«Art. 26 (Proroghe convenzioni Tirrenia). - 1. Entro il
31 dicembre 2012, senza nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica, ed al fine di proseguire
l'adeguamento dell'assetto organizzativo e funzionale del
Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera in modo
da renderlo conforme alle nuove esigenze derivanti dalla
completa liberalizzazione del settore del cabotaggio
marittimo nonche' al mutato quadro ordinamentale e
conseguire obiettivi di razionalizzazione e maggiore
efficienza operativa, su proposta del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, con regolamento adottato ai
sensi dell' articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto
1988, n. 400, sentito il Ministro della difesa per quanto
di competenza, si provvede: a) alla redazione di un testo
unico delle disposizioni concernenti i compiti e le
funzioni attribuiti al Corpo dalle disposizioni normative
vigenti al fine di realizzare una semplificazione,
razionalizzazione e snellimento delle stesse; b) ad
adeguare la struttura organizzativa centrale e periferica
del Corpo al nuovo quadro istituzionale e dei rapporti per
delineare un assetto rispondente ai maggiori impegni
soprattutto in materia di sicurezza marittima in ambito
dell'Unione europea ed internazionale nonche' per
realizzare una corrispondenza con i livelli di governo
regionale e, a tal fine, ripartire le funzioni di
coordinamento, ispettive e di controllo, svolte da
strutture regionali ed interregionali del Corpo da quelle
operative di vigilanza e controllo e amministrative,
attribuite alle Capitanerie di porto e agli uffici
dipendenti; c) ad adeguare l'assetto ordinativo ai vari
livelli gerarchici e degli organici per accrescere
l'efficacia dell'organizzazione centrale e periferica del
Corpo, privilegiando la sua componente operativa, allo
scopo di potenziare gli assetti diretti a garantire la
sicurezza in mare e nei porti anche mediante flessibilita'
organizzativa sottesa ad esigenze operative, da conseguire
con atti amministrativi.».
Si riporta il testo del comma 7 dell'articolo 41 della
legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni
(Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003), come
modificato dalla presente legge:
«7. Per gli anni 2004-2012 le disposizioni di cui
all'articolo 1, commi 6, 7 e 8, del decreto-legge 11 giugno
2002, n. 108, convertito, con modificazioni, dalla legge 31
luglio 2002, n. 172, si applicano anche ai lavoratori
licenziati da enti non commerciali operanti nelle aree
individuate ai sensi degli obiettivi 1 e 2 del regolamento
(CE) n. 1260/ 1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, con
un organico superiore alle 1.800 unita' lavorative, nel
settore della sanita' privata ed in situazione di crisi
aziendale in seguito a processi di riconversione e
ristrutturazione aziendale. Il trattamento economico,
comprensivo della contribuzione figurativa e, ove
spettanti, degli assegni per il nucleo familiare, e'
corrisposto in misura pari al massimo dell'indennita' di
mobilita' prevista dalle leggi vigenti, per la durata di 66
mesi dalla data di decorrenza del licenziamento e nel
limite di 400 unita', calcolato come media del periodo. Ai
lavoratori di cui al presente comma si applicano, ai fini
del trattamento pensionistico, le disposizioni di cui
all'articolo 11 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e
relativa tabella A, nonche' le disposizioni di cui
all'articolo 59, commi 6, 7, lettere a) e b), e 8 della
legge 27 dicembre 1997, n. 449.».
Si riporta il testo del comma 8-quinquies dell'articolo
6 del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300 (Proroga di
termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni
diverse), convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 2007, n. 17:
«8-quinquies. Con decreto del Ministero dell'economia e
delle finanze, per gli enti non commerciali di cui
all'articolo 1, comma 255, della legge 30 dicembre 2004, n.
311, puo' essere prevista l'applicazione dell'articolo 11,
comma 3, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005,
n. 80, e dell'articolo 1, comma 853, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, nonche' la proroga al 31 dicembre
2008, per i medesimi enti, della sospensione dei termini di
pagamento di contributi, tributi e imposte, anche in
qualita' di sostituto di imposta, prevista dal citato comma
255 dell'articolo 1 della legge n. 311 del 2004, nel limite
di spesa di 500.000 euro per ciascuno degli anni 2007 e
2008. Al relativo onere, valutato in 500.000 euro per
ciascuno degli anni 2007 e 2008, si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai
fini del bilancio triennale 2007-2009, nell'ambito
dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo
speciale" dello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze per l'anno 2007, allo scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al
medesimo Ministero.».
Si riporta il testo del comma 12-undecies dell'articolo
2 del citato decreto-legge n. 225 del 2010, come modificato
dalla presente legge:
«12-undecies. Al comma 7 dell' articolo 41 della legge
27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, le
parole: "Per gli anni 2004-2010" sono sostituite dalle
seguenti: "Per gli anni 2004-2012" e le parole: "2.000
unita'" sono sostituite dalle seguenti: "1.800 unita'". E'
ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2012 il termine di
cui al primo periodo del comma 8-quinquies dell' articolo 6
del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, come da
ultimo prorogato al 31 ottobre 2010 dall' articolo 1, comma
5-ter, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2010, n. 25. Gli enti non commerciali di cui all' articolo
1, comma 255, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, hanno
comunque diritto al beneficio della sospensione fino al 31
dicembre 2012 dei termini di pagamento di contributi,
tributi e imposte, a qualunque titolo ancora dovuti, anche
in qualita' di sostituti d'imposta, relativi agli anni dal
2008 al 2012, senza necessita' di ulteriori provvedimenti
attuativi. Per l'attuazione delle disposizioni di cui al
presente comma, e' autorizzata la spesa di 15 milioni di
euro per l'anno 2012. Al relativo onere si provvede, quanto
a 2,5 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione
delle risorse dello stanziamento del Fondo sociale per
occupazione e formazione di cui all'articolo 1, comma 7,
del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e,
quanto a 12,5 milioni di euro, a valere sulle
disponibilita' di cui all'articolo 1, comma 40, quarto
periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come
incrementate ai sensi del presente provvedimento. Il
Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.»
Per il testo del comma 5 dell'articolo 10 del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, si veda nelle note
all'art. 10.
Si riporta il testo del comma 8 dell'articolo 16 del
citato decreto-legge n. 98 del 2011:
«8. I provvedimenti in materia di personale adottati
dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed
in particolare le assunzioni a tempo indeterminato, incluse
quelle derivanti dalla stabilizzazione o trasformazione di
rapporti a tempo determinato, nonche' gli inquadramenti e
le promozioni posti in essere in base a disposizioni delle
quali venga successivamente dichiarata l'illegittimita'
costituzionale sono nulle di diritto e viene ripristinata
la situazione preesistente a far data dalla pubblicazione
della relativa sentenza della Corte Costituzionale. Ferma
l'eventuale applicazione dell'articolo 2126 del codice
civile in relazione alle prestazioni eseguite, il dirigente
competente procede obbligatoriamente e senza indugio a
comunicare agli interessati gli effetti della predetta
sentenza sul relativo rapporto di lavoro e sul correlato
trattamento economico e al ritiro degli atti nulli.».
Si riporta il testo del comma 9-bis dell'articolo 22
del citato decreto-legge n. 201 del 2011, come modificato
dalla presente legge:
«9-bis. Il comma 7 dell' articolo 36 del decreto-legge
6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla
legge 15 luglio 2011, n. 111, e' sostituito dai seguenti:
"7. Entro il 31 luglio 2012, la societa' ANAS Spa
trasferisce alla societa' Fintecna Spa tutte le
partecipazioni detenute da ANAS Spa in societa'
co-concedenti; la cessione e' esente da imposte dirette e
indirette e da tasse.
La cessione di cui al comma 7 e' realizzata dalle
societa' Fintecna Spa e ANAS Spa al valore netto contabile
risultante al momento della cessione ovvero, qualora
Fintecna Spa lo richieda, al valore risultante da una
perizia effettuata da un collegio di tre esperti, due dei
quali nominati rispettivamente dalle due societa' e il
terzo, in qualita' di presidente, congiuntamente dalle
stesse, con oneri a carico della societa' richiedente"».
Si riporta il testo del comma 2-bis dell'articolo
8-duodecies del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59
(Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi
comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di
giustizia delle Comunita' europee), convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101:
«2-bis. La societa' ANAS S.p.a., salva la preventiva
verifica da parte del Governo presso la Commissione europea
di soluzioni diverse da quelle previste nel presente comma
che assicurino i medesimi introiti per il bilancio dello
Stato e che garantiscano il finanziamento incrociato per il
tunnel di base del Brennero e le relative tratte di accesso
nonche' la realizzazione da parte del concessionario di
opere infrastrutturali complementari sul territorio di
riferimento, anche urbane o consistenti in gallerie, entro
il 31 dicembre 2010 pubblica il bando di gara per
l'affidamento della concessione di costruzione e gestione
dell'autostrada del Brennero. A tal fine il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti d'intesa con il Ministro
dell'economia e delle finanze, impartisce direttive ad ANAS
S.p.a. in ordine ai contenuti del bando di gara e del
relativo capitolato o disciplinare, ivi compreso il valore
della concessione, le relative modalita' di pagamento e la
quota minima di proventi annuale, comunque non inferiore a
quanto accantonato in media negli esercizi precedenti, che
il concessionario e' autorizzato ad accantonare nel fondo
di cui all'articolo 55, comma 13, della legge 27 dicembre
1997, n. 449 nonche' l'indicazione delle opere
infrastrutturali complementari, anche urbane o consistenti
in gallerie, la cui realizzazione, anche mediante il
ricorso alla finanza di progetto, deve rientrare tra gli
obblighi assunti dal concessionario. II predetto bando deve
prevedere un versamento annuo di 70 milioni di euro, a
partire dalla data dell'affidamento e fino a concorrenza
del valore di concessione, che viene versato all'entrata
del bilancio dello Stato. Nella determinazione del valore
di concessione, di cui al periodo precedente, vanno in ogni
caso considerate le somme gia' erogate dallo Stato per la
realizzazione dell'infrastruttura».

((Art. 11 bis


Proroga in materia di impianti funiviari

1. All'articolo 145, comma 46, della legge 23 dicembre 2000, n.
388, e successive modificazioni, le parole: «proroga di due anni»
sono sostituite dalle seguenti: «proroga di quattro anni».
2. Alla tabella 1 allegata al decreto-legge 29 dicembre 2010, n.
225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n.
10, e' soppressa la seguente voce: «due anni - articolo 145, comma
46, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive
modificazioni». Alla tabella 1 allegata al decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 25 marzo 2011, recante ulteriore proroga di
termini relativa al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31 marzo 2011, e'
soppressa la seguente voce: «articolo 145, comma 46, della legge 23
dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni - Settore
funiviario».
3. Per gli impianti che beneficiano di proroghe richieste ai sensi
delle disposizioni previgenti, e non ancora scadute, le societa'
esercenti possono richiedere un'ulteriore concessione di proroga nel
limite massimo di quattro anni in relazione a quanto disposto dal
comma 1.))


Riferimenti normativi
- Si riporta il testo del comma 46 dell'articolo 145
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive
modificazioni (Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001),
come modificato dalla presente legge:
"46. Gli impianti di cui si prevede l'ammodernamento
con i benefici di cui all'articolo 8, comma 3, della legge
11 maggio 1999, n. 140, o con altri benefici pubblici
statali, regionali o di enti locali, nonche' quelli
ricompresi nell'elenco, di cui al decreto del Presidente
della Giunta regionale del Piemonte n. 96 del 12 novembre
2002, delle opere connesse allo svolgimento dei giochi
olimpici invernali «Torino 2006», potranno godere, previa
verifica da parte degli organi di controllo della loro
idoneita' al funzionamento e della loro sicurezza, di una
proroga di quattro anni dei termini relativi alle scadenze
temporali fissate al paragrafo 3 delle norme regolamentari
approvate con D.M. 2 gennaio 1985, del Ministro dei
trasporti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 31
gennaio 1985 e riguardanti la durata della vita tecnica, le
revisioni speciali e le revisioni generali.».
Si riporta la tabella 1 allegata al citato
decreto-legge n. 225 del 2010, come modificata dalla
presente legge:

Parte di provvedimento in formato grafico

Si riporta la Tabella 1 allegata al decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 25 marzo 2011,
recante ulteriore proroga di termini relativa al Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, come modificata dalla
presente legge:

Parte di provvedimento in formato grafico

Art. 12


Modifica del termine per la concessione della miniera di carbone del
Sulcis

1. All'articolo 11, comma 14, del decreto-legge 14 marzo 2005, n.
35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80,
e successive modificazioni, le parole: «entro il 31 dicembre 2011»
sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2012».


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 14 dell'articolo 11 del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 (Disposizioni urgenti
nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico,
sociale e territoriale), convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e successive
modificazioni, come modificato dalla presente legge:
"14. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 8,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 28
gennaio 1994 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del
9 marzo 1994, la regione Sardegna assegna una concessione
integrata per la gestione della miniera di carbone del
Sulcis e la produzione di energia elettrica con la cattura
e lo stoccaggio dell'anidride carbonica prodotta. Al
concessionario e' assicurato l'acquisto da parte del
Gestore della rete di trasmissione nazionale S.p.a.
dell'energia elettrica prodotta ai prezzi e secondo le
modalita' previste dal citato decreto del Presidente della
Repubblica 28 gennaio 1994. La regione Sardegna assicura la
disponibilita' delle aree e delle infrastrutture necessarie
e assegna la concessione mediante procedure di gara entro
il 31 dicembre 2012. Il Comitato di coordinamento istituito
ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente della
Repubblica 28 gennaio 1994 esercita funzioni di vigilanza e
monitoraggio, fino all'entrata in esercizio dell'impianto
di produzione di energia elettrica oggetto della
concessione. Gli elementi da prendere in considerazione per
la valutazione delle offerte previo esame dell'adeguatezza
della struttura economica e finanziaria del progetto, ai
fini dell'assegnazione della concessione sono:
a) massimizzazione del rendimento energetico
complessivo degli impianti;
b) minimizzazione delle emissioni con utilizzo di
tecnologia idonea al contenimento delle polveri e degli
inquinanti gassosi, in forma di gassificazione, ciclo
supercritico o altro equivalente;
c) contenimento dei tempi di esecuzione del progetto;
d) definizione di un piano industriale quinquennale per
lo sfruttamento della miniera e la realizzazione e
l'esercizio della centrale di produzione dell'energia
elettrica;
e) presentazione di un programma di attivita' per la
cattura ed il sequestro dell'anidride carbonica emessa
dall'impianto.".

Art. 13

Proroga di termini in materia ambientale

1. Fino al 31 dicembre 2012, ai ((presidenti)) degli Enti parco di
cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, non si applica il comma 2
dell'articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
((1-bis. All'articolo 2, comma 3-bis, del decreto-legge 29 dicembre
2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2011, n. 10, le parole: «30 settembre 2011» sono sostituite dalle
seguenti: «31 dicembre 2012».))
2. Il termine di cui all'articolo 2, comma 186-bis, della legge 23
dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, come prorogato ai
sensi dell'articolo 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre
2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2011, n. 10, e dal ((decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 25 marzo 2011, recante ulteriore proroga di termini relativa
al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare,)) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31 marzo 2011,
e' prorogato al 31 dicembre 2012.
3. All'articolo 6, comma 2, secondo periodo, del decreto-legge 13
agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148, le parole: «9 febbraio 2012» sono sostituite
dalle seguenti: ((«30 giugno 2012.»)). ((A decorrere dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
per la gestione del Sistema di controllo della tracciabilita' dei
rifiuti (SISTRI), la competente Direzione del Ministero dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare puo' avvalersi dell'Istituto
superiore per la protezione e la ricerca ambientale per lo
svolgimento di tutte le attivita' diverse da quelle individuate dal
contratto in essere avente ad oggetto la fornitura del relativo
sistema informatico e la gestione del relativo sito internet. A
decorrere dal medesimo termine, ogni sei mesi il Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare trasmette alle
Camere una relazione sullo stato di attuazione del SISTRI. A
quest'ultimo fine, per quanto attiene alla verifica del funzionamento
tecnico del sistema, la competente Direzione del Ministero puo'
avvalersi di DigitPA, secondo modalita' stabilite con decreto del
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di
concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto.
Dall'attuazione della presente disposizione non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
3-bis. All'articolo 6, comma 2, lettera f-octies), del
decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni,
dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, le parole: «al 1o giugno 2012»
sono sostituite dalle seguenti: «al 30 giugno 2012».))
4. All'articolo 39, comma 9, del decreto legislativo 3 dicembre
2010, n. 205, le parole «31 dicembre 2011» sono sostituite dalle
seguenti: «2 luglio 2012».
5. ((All'articolo 11 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2-ter, le parole: «31 dicembre 2011» sono sostituite
dalle seguenti: «31 dicembre 2012»;
b) al comma 5-bis, le parole: «Per gli anni 2010 e 2011», le
parole: «30 settembre 2011» e le parole: «per gli anni 2010 e 2011»
sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: «Per gli anni 2010,
2011 e 2012», «30 settembre 2012» e «per gli anni 2010, 2011 e 2012»;
c) al comma 5-ter, le parole: «Per gli anni 2010 e 2011» sono
sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2010, 2011 e 2012»;
d) il comma 5-quater e' sostituito dal seguente:
«5-quater. Fino al 31 dicembre 2012, nella regione Campania, le
societa' provinciali, per l'esercizio delle funzioni di accertamento
e riscossione della TARSU e della TIA, potranno continuare ad
avvalersi dei soggetti di cui all'articolo 52, comma 5, lettera b),
numeri 1), 2) e 4), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
In ogni caso i soggetti affidatari, anche disgiuntamente, delle
attivita' di accertamento e riscossione della TARSU e della TIA
continuano a svolgere dette attivita' fino alla scadenza dei relativi
contratti, senza possibilita' di proroga o rinnovo degli stessi».))
6. Il termine di cui all'articolo 6, comma 1, lettera p), del
decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, e successive
modificazioni, come da ultimo prorogato ai sensi dell'articolo 1,
commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito,
con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, e dal
((decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 marzo 2011,
recante ulteriore proroga di termini relativa al Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,)) pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31 marzo 2011, e' prorogato al 31
dicembre 2012.
7. Il termine di cui all'articolo 7, comma 2, del decreto
legislativo 27 marzo 2006, n. 161, e successive modificazioni, come
prorogato ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 2 del decreto-legge 29
dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 2011, n. 10, e dal ((decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 25 marzo 2011, recante ulteriore proroga di termini
relativa al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare,)) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31 marzo
2011, e' prorogato al 31 dicembre 2012.


Riferimenti normativi
La legge 6 dicembre 1991, n. 394 recante "Legge quadro
sulle aree protette" e' pubblicata nella Gazz. Uff. 13
dicembre 1991, n. 292, S.O.
Si riporta il testo del comma 2 dell'articolo 6 del
citato decreto-legge n. 78 del 2010:
"2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto la partecipazione agli organi collegiali,
anche di amministrazione, degli enti, che comunque ricevono
contributi a carico delle finanze pubbliche, nonche' la
titolarita' di organi dei predetti enti e' onorifica; essa
puo' dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese
sostenute ove previsto dalla normativa vigente; qualora
siano gia' previsti i gettoni di presenza non possono
superare l'importo di 30 euro a seduta giornaliera. La
violazione di quanto previsto dal presente comma determina
responsabilita' erariale e gli atti adottati dagli organi
degli enti e degli organismi pubblici interessati sono
nulli. Gli enti privati che non si adeguano a quanto
disposto dal presente comma non possono ricevere, neanche
indirettamente, contributi o utilita' a carico delle
pubbliche finanze, salva l'eventuale devoluzione, in base
alla vigente normativa, del 5 per mille del gettito
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. La
disposizione del presente comma non si applica agli enti
previsti nominativamente dal decreto legislativo n. 300 del
1999 e dal decreto legislativo n. 165 del 2001, e comunque
alle universita', enti e fondazioni di ricerca e organismi
equiparati, alle camere di commercio, agli enti del
Servizio sanitario nazionale, agli enti indicati nella
tabella C della legge finanziaria ed agli enti
previdenziali ed assistenziali nazionali, alle ONLUS, alle
associazioni di promozione sociale, agli enti pubblici
economici individuati con decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze su proposta del Ministero
vigilante, nonche' alle societa'.".
Si riporta il testo del comma 3-bis dell'articolo 2 del
citato decreto-legge n. 225 del 2010, come modificato dalla
presente legge:
"3-bis. In ragione della straordinaria urgenza connessa
alle necessita' di tutela ambientale, di tutela del
paesaggio e di protezione dai rischi idrogeologici, le
disposizioni di cui all' articolo 8, comma 3, della legge
23 marzo 2001, n. 93, si attuano entro il 31 dicembre 2012.
Trascorso inutilmente tale termine, con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare entro i
successivi trenta giorni, si procede alla nomina di un
commissario ad acta che provvede alla predisposizione e
attuazione di ogni intervento necessario."
Si riporta il testo del comma 186-bis dell'articolo 2
della citata legge n. 191 del 2009 e successive
modificazioni:
"186-bis. Decorso un anno dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono soppresse le Autorita'
d'ambito territoriale di cui agli articoli 148 e 201 del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
modificazioni. Decorso lo stesso termine, ogni atto
compiuto dalle Autorita' d'ambito territoriale e' da
considerarsi nullo. Entro un anno dalla data di entrata in
vigore della presente legge, le regioni attribuiscono con
legge le funzioni gia' esercitate dalle Autorita', nel
rispetto dei principi di sussidiarieta', differenziazione e
adeguatezza. Le disposizioni di cui agli articoli 148 e 201
del citato decreto legislativo n. 152 del 2006, sono
efficaci in ciascuna regione fino alla data di entrata in
vigore della legge regionale di cui al periodo precedente.
I medesimi articoli sono comunque abrogati decorso un anno
dalla data di entrata in vigore della presente legge." .
Per il testo dei commi 1 e 2 dell'articolo 1 del
decreto-legge n. 225 del 2010, si veda nelle note all'art.
6.
Si riporta il testo del comma 2 dell'articolo 6 del
citato decreto-legge n. 138 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"2. Al fine di garantire un adeguato periodo
transitorio per consentire la progressiva entrata in
operativita' del Sistema di controllo della tracciabilita'
dei rifiuti (SISTRI), nonche' l'efficacia del funzionamento
delle tecnologie connesse al SISTRI, il Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
attraverso il concessionario SISTRI, assicura, a decorrere
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto e sino al 15 dicembre 2011, la
verifica tecnica delle componenti software e hardware,
anche ai fini dell'eventuale implementazione di tecnologie
di utilizzo piu' semplice rispetto a quelle attualmente
previste, organizzando, in collaborazione con le
associazioni di categoria maggiormente rappresentative,
test di funzionamento con l'obiettivo della piu' ampia
partecipazione degli utenti. Conseguentemente, fermo quanto
previsto dall'articolo 6, comma 2, lettera f-octies), del
decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, per i
soggetti di cui all'articolo 1, comma 5, del decreto del
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare 26 maggio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
124 del 30 maggio 2011, per gli altri soggetti di cui
all'articolo 1 del predetto decreto del Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 26
maggio 2011, il termine di entrata in operativita' del
SISTRI e' il 30 giugno 2012. Dall'attuazione della presente
disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza pubblica.".
Si riporta il testo del comma 2 dell'articolo 6 del
decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (Semestre Europeo -
Prime disposizioni urgenti per l'economia), convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, come
modificato dalla presente legge:
"2. Conseguentemente, alla disciplina vigente sono
apportate, tra l'altro, le seguenti modificazioni:
a) al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono
apportate le seguenti modificazioni:
1) all' articolo 5 e' aggiunto in fine il seguente
comma:
"3-bis. Il trattamento dei dati personali relativi a
persone giuridiche, imprese, enti o associazioni effettuato
nell'ambito di rapporti intercorrenti esclusivamente tra i
medesimi soggetti per le finalita' amministrativo -
contabili, come definite all'articolo 34, comma 1-ter, non
e' soggetto all'applicazione del presente codice.";
2) all' articolo 13 e' aggiunto in fine il seguente
comma:
«5-bis. L'informativa di cui al comma 1 non e' dovuta
in caso di ricezione di curricula spontaneamente trasmessi
dagli interessati ai fini dell'eventuale instaurazione di
un rapporto di lavoro. Al momento del primo contatto
successivo all'invio del curriculum, il titolare e' tenuto
a fornire all'interessato, anche oralmente, una informativa
breve contenente almeno gli elementi di cui al comma 1,
lettere a), d) ed f).»;
3) all' articolo 24, comma 1, lettera g) le parole:
"anche in riferimento all'attivita' di gruppi bancari e di
societa' controllate o collegate" sono soppresse e dopo la
lettera i) sono aggiunte le seguenti:
"i-bis) riguarda dati contenuti nei curricula, nei casi
di cui all'articolo 13, comma 5-bis;
i-ter) con esclusione della diffusione e fatto salvo
quanto previsto dall'articolo 130 del presente codice,
riguarda la comunicazione di dati tra societa', enti o
associazioni con societa' controllanti, controllate o
collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile
ovvero con societa' sottoposte a comune controllo, nonche'
tra consorzi, reti di imprese e raggruppamenti e
associazioni temporanei di imprese con i soggetti ad essi
aderenti, per le finalita' amministrativo-contabili, come
definite all'articolo 34, comma 1-ter, e purche' queste
finalita' siano previste espressamente con determinazione
resa nota agli interessati all'atto dell'informativa di cui
all'articolo 13.";
4) all' articolo 26, comma 3, dopo la lettera b) e'
aggiunta la seguente:
"b-bis) dei dati contenuti nei curricula, nei casi di
cui all'articolo 13, comma 5-bis.";
5) all' articolo 34, il comma 1-bis e' sostituito dai
seguenti:
"1-bis. Per i soggetti che trattano soltanto dati
personali non sensibili e che trattano come unici dati
sensibili e giudiziari quelli relativi ai propri dipendenti
e collaboratori, anche se extracomunitari, compresi quelli
relativi al coniuge e ai parenti, la tenuta di un
aggiornato documento programmatico sulla sicurezza e'
sostituita dall'obbligo di autocertificazione, resa dal
titolare del trattamento ai sensi dell' articolo 47 del
testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, di trattare soltanto
tali dati in osservanza delle misure minime di sicurezza
previste dal presente codice e dal disciplinare tecnico
contenuto nell'allegato B). In relazione a tali
trattamenti, nonche' a trattamenti comunque effettuati per
correnti finalita' amministrativo-contabili, in particolare
presso piccole e medie imprese, liberi professionisti e
artigiani, il Garante, sentiti il Ministro per la
semplificazione normativa e il Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, individua con proprio
provvedimento, da aggiornare periodicamente, modalita'
semplificate di applicazione del disciplinare tecnico
contenuto nel citato allegato B) in ordine all'adozione
delle misure minime di cui al comma 1.
1-ter. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni in
materia di protezione dei dati personali, i trattamenti
effettuati per finalita' amministrativo-contabili sono
quelli connessi allo svolgimento delle attivita' di natura
organizzativa, amministrativa, finanziaria e contabile, a
prescindere dalla natura dei dati trattati. In particolare,
perseguono tali finalita' le attivita' organizzative
interne, quelle funzionali all'adempimento di obblighi
contrattuali e precontrattuali, alla gestione del rapporto
di lavoro in tutte le sue fasi, alla tenuta della
contabilita' e all'applicazione delle norme in materia
fiscale, sindacale, previdenziale-assistenziale, di salute,
igiene e sicurezza sul lavoro";
6) all' articolo 130, comma 3-bis, dopo le parole:
"mediante l'impiego del telefono" sono inserite le
seguenti: "e della posta cartacea" e dopo le parole:
"l'iscrizione della numerazione della quale e'
intestatario" sono inserite le seguenti: "e degli altri
dati personali di cui all'articolo 129, comma 1,";
a-bis) all' articolo 67-sexiesdecies del codice del
consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.
206, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«3-bis. E' fatta salva la disciplina prevista dall'
articolo 130, comma 3-bis, del codice in materia di
protezione dei dati personali, di cui al decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive
modificazioni, per i trattamenti dei dati inclusi negli
elenchi di abbonati a disposizione del pubblico»;
b) allo scopo di rendere effettivamente trasparente
l'azione amministrativa e di ridurre gli oneri informativi
gravanti su cittadini e imprese:
1) le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1,
comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
entro il 30 ottobre 2011, pubblicano sui propri siti
istituzionali, per ciascun procedimento amministrativo ad
istanza di parte rientrante nelle proprie competenze,
l'elenco degli atti e documenti che l'istante ha l'onere di
produrre a corredo dell'istanza. Dall'attuazione della
presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica e le attivita' ivi previste
sono svolte nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e
strumentali previste in base alla legislazione vigente;
2) in caso di mancato adempimento di quanto previsto al
numero 1) la pubblica amministrazione procedente non puo'
respingere l'istanza adducendo la mancata produzione di un
atto o documento e deve invitare l'istante a regolarizzare
la documentazione in un termine congruo. Il provvedimento
di diniego non preceduto dall'invito di cui al periodo
precedente e' nullo. Il mancato adempimento di quanto
previsto dal numero 1 e' altresi' valutato ai fini della
attribuzione della retribuzione di risultato ai dirigenti
responsabili;
3) il mancato adempimento di quanto previsto al numero
1), nei procedimenti di cui all'articolo 19 della legge 7
agosto 1990, n. 241, legittima comunque l'istante ad
iniziare l'attivita' dalla data di presentazione della
segnalazione certificata di inizio attivita'. In tal caso
l'amministrazione non puo' adottare i provvedimenti di cui
all'articolo 19, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241
prima della scadenza del termine fissato per la
regolarizzazione ai sensi del numero 2;
4) la disposizione di cui al numero 1 non si applica
per gli atti o documenti la cui produzione a corredo
dell'istanza e' prevista da norme di legge, regolamento o
da atti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana;
5) i regolamenti ministeriali o interministeriali,
nonche' i provvedimenti amministrativi a carattere generale
adottati dalle amministrazioni dello Stato, al fine di
regolare l'esercizio di poteri autorizzatori, concessori o
certificatori, nonche' l'accesso ai servizi pubblici ovvero
la concessione di benefici, recano in allegato l'elenco di
tutti gli oneri informativi gravanti sui cittadini e le
imprese introdotti o eliminati con gli atti medesimi. Per
onere informativo si intende qualunque adempimento che
comporta la raccolta, l'elaborazione, la trasmissione, la
conservazione e la produzione di informazioni e documenti
alla pubblica amministrazione;
6) nei casi in cui non e' prevista la pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana degli
atti di cui al numero 4) gli stessi sono pubblicati sui
siti istituzionali di ciascuna amministrazione, secondo i
criteri e le modalita' definiti con apposito regolamento
emanato con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, di concerto con il
Ministro per la semplificazione normativa, entro novanta
giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto. I questionari di cui alla lettera c)
del comma 1 dell'articolo 5 del decreto legislativo 26
novembre 2010, n. 216, sono resi disponibili sul sito
internet della Societa' per gli studi di settore - SOSE
s.p.a.; con provvedimento del Ministero dell'economia e
delle finanze da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e' data notizia della data in cui i
questionari sono disponibili. Dalla data di pubblicazione
del suddetto provvedimento decorre il termine di sessanta
giorni previsto dalla medesima lettera c);
c) per ridurre gli adempimenti connessi all'utilizzo
dei piccoli serbatoi di gas di petrolio liquefatto,
l'articolo 2, comma 16-septies, del decreto-legge 29
dicembre 2010, n. 225, convertito con modificazioni dalla
legge 26 febbraio 2011, n. 10, e' abrogato. Resta salvo
quanto previsto dalle normative di sicurezza vigenti in
materia di installazione, esercizio e manutenzione dei
serbatoi di gas di petrolio liquefatto di cui al decreto
del Ministro dell'interno 14 maggio 2004, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 120 del 24 maggio 2004;
d) per accelerare il processo di automazione
amministrativa e migliorare i servizi per i cittadini,
riducendone i costi connessi:
1) le aziende sanitarie del Servizio sanitario
nazionale adottano, ai sensi degli articoli 5, 63 e 64 del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive
modificazioni, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica, procedure telematiche per consentire il
pagamento online delle prestazioni erogate, nonche' la
consegna, tramite web, posta elettronica certificata o
altre modalita' digitali, dei referti medici. Le aziende
sanitarie del Servizio sanitario nazionale mettono a
disposizione dell'utenza il servizio di pagamento online ed
effettuano la consegna dei referti medici esclusivamente in
forma digitale nel termine di novanta giorni dall'entrata
in vigore del decreto di cui al numero 2). Resta in ogni
caso salvo il diritto dell'interessato di ottenere, anche a
domicilio, copia cartacea del referto redatto in forma
elettronica, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica;
2) con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, da adottarsi entro novanta giorni dall'entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, su
proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e
l'innovazione e del Ministro della salute, di concerto con
il Ministro dell'Economia e delle finanze e con il Ministro
della Semplificazione normativa, previo parere del Garante
per la protezione dei dati personali, d'intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sono
adottate, in conformita' con le regole tecniche previste
dal codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le disposizioni necessarie
per l'attuazione di quanto disposto al numero 1;
2-bis) in caso di trasferimento di residenza delle
persone fisiche, i comuni, su richiesta degli interessati,
ne danno comunicazione all'azienda sanitaria locale nel cui
territorio e' ricompresa la nuova residenza. La
comunicazione e' effettuata, entro un mese dalla data di
registrazione della variazione anagrafica, telematicamente
o su supporto cartaceo secondo le modalita' stabilite con
decreto di natura non regolamentare del Ministro della
salute, di concerto con il Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, d'intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano. L'azienda
sanitaria locale provvede ad aggiornare il libretto
sanitario, trasmettendo alla nuova residenza
dell'intestatario il nuovo libretto ovvero un tagliando di
aggiornamento da apporre su quello esistente, secondo
quanto stabilito con il decreto di cui al secondo periodo.
Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione
della presente disposizione nell'ambito delle risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica;
d-bis) per ridurre e per semplificare le comunicazioni,
da parte dei cittadini e delle imprese, agli enti
previdenziali:
1) all' articolo 1, comma 248, della legge 23 dicembre
1996, n. 662, le parole: «entro il 31 marzo di ciascun
anno» sono sostituite dalla seguente: «annualmente»;
2) all' articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n.
662, e successive modificazioni, dopo il comma 248 e'
inserito il seguente:
«248-bis. Il termine per la presentazione della
dichiarazione di responsabilita' di cui al comma 248 e'
stabilito con determinazione del presidente dell'INPS»;
3) all' articolo 2, comma 3, della legge 11 ottobre
1990, n. 289, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«Qualora la predetta indennita' sia erogata per la
frequenza di scuole, pubbliche o private, per tutta la
durata dell'obbligo formativo scolastico, e' obbligatorio
trasmettere la sola comunicazione dell'eventuale cessazione
dalla partecipazione a tali corsi scolastici»;
4) alla legge 29 ottobre 1971, n. 889, sono apportate
le seguenti modificazioni:
4.1) il quarto comma dell'articolo 10 e' sostituito dal
seguente:
«Entro il 30 giugno dello stesso anno, le aziende
devono trasmettere con modalita' telematiche all'Istituto
nazionale della previdenza sociale l'elenco degli elementi
accessori, di cui alla lettera d) del primo comma
dell'articolo 5, che sono stati corrisposti al personale
dipendente, solo se di nuova istituzione o modificati
rispetto a quelli gia' portati a conoscenza dell'Istituto
medesimo»;
4.2) l'articolo 18 e' abrogato;
e) per semplificare le procedure di rilascio delle
autorizzazioni relative ai trasporti eccezionali su gomma,
all' articolo 10 del codice della strada, di cui al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni, dopo il comma 9 e' inserito il seguente:
«9-bis. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente disposizione, il Governo, con
regolamento adottato ai sensi dell' articolo 17, comma 1,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni, modifica il regolamento di esecuzione e di
attuazione del nuovo codice della strada, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495,
prevedendo che per i trasporti eccezionali su gomma sia
sufficiente prevedere la trasmissione, per via telematica,
della prescritta richiesta di autorizzazione, corredata
della necessaria documentazione, all'ente proprietario o
concessionario per le autostrade, strade statali e
militari, e alle regioni per la rimanente rete viaria,
almeno quindici giorni prima della data fissata per il
viaggio»;
f) all'articolo 25 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 3:
1.1) al primo periodo, dopo le parole: "piano di
riduzione degli oneri amministrativi" sono inserite le
seguenti: "relativo alle materie affidate alla competenza
di ciascun Ministro";
1.2) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le
regioni, le province e i comuni adottano, nell'ambito della
propria competenza, sulla base delle attivita' di
misurazione, programmi di interventi a carattere normativo,
amministrativo e organizzativo volti alla progressiva
riduzione degli oneri amministrativi. Per il coordinamento
delle metodologie della misurazione e della riduzione degli
oneri, e' istituito presso la Conferenza unificata di cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, e successive modificazioni, senza nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica, un Comitato
paritetico formato da sei membri designati,
rispettivamente, due dal Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, due dal Ministro per la
semplificazione normativa, due dal Ministro per i rapporti
con le regioni e per la coesione territoriale, e da sei
membri designati dalla citata Conferenza unificata,
rispettivamente, tre tra i rappresentanti delle regioni,
uno tra i rappresentanti delle province e due tra quelli
dei comuni. Per la partecipazione al Comitato paritetico
non sono previsti compensi o rimborsi di spese. I risultati
della misurazione di cui al comma 15 sono comunicati alle
Camere e ai Ministri per la pubblica amministrazione e
l'innovazione e per la semplificazione normativa.»;
2) al comma 5, dopo le parole: "oneri amministrativi
gravanti sulle imprese", sono inserite le seguenti: "e sui
cittadini".
f-bis) dopo il comma 3 dell' articolo 38 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e
successive modificazioni, sono inseriti i seguenti:
«3-bis. Per i comuni che, entro la data del 30
settembre 2011 prevista dall' articolo 12, comma 7, del
regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 7 settembre 2010, n. 160, non hanno provveduto
ad accreditare lo sportello unico per le attivita'
produttive ovvero a fornire alla camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura competente per
territorio gli elementi necessari ai fini dell'avvalimento
della stessa, ai sensi dell' articolo 4, commi 11 e 12, del
medesimo regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica n. 160 del 2010, il prefetto invia entro trenta
giorni una diffida e, sentita la regione competente, nomina
un commissario ad acta, scelto in relazione alle specifiche
situazioni, tra i funzionari dei comuni, delle regioni o
delle camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura competenti per territorio, al fine di adottare
gli atti necessari ad assicurare la messa a regime del
funzionamento degli sportelli unici. Con decreto del
Ministro dello sviluppo economico e del Ministro per la
semplificazione normativa, sentito il Ministro per la
pubblica amministrazione e l'innovazione, sono individuate
le eventuali misure che risultino indispensabili per
attuare, sul territorio nazionale, lo sportello unico e per
garantire, nelle more della sua attuazione, la continuita'
della funzione amministrativa, anche attraverso parziali e
limitate deroghe alla relativa disciplina.
3-ter. In ogni caso, al fine di garantire lo
svolgimento delle funzioni affidate agli sportelli unici
per le attivita' produttive, i comuni adottano le misure
organizzative e tecniche che risultino necessarie»;
f-ter) al fine di semplificare e di razionalizzare il
procedimento di applicazione delle sanzioni di cui al comma
14 dell' articolo 83-bis del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133, e successive modificazioni, al comma 15 del
medesimo articolo 83-bis del decreto-legge n. 112 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008,
e successive modificazioni, le parole: «dall'autorita'
competente, individuata con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti» sono sostituite dalle
seguenti: «dal Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, secondo le modalita' individuate con decreto
dello stesso Ministro»;
f-quater) all'articolo 2215-bis del codice civile sono
apportate le seguenti modificazioni:
1) i commi terzo e quarto sono sostituiti dai seguenti:
«Gli obblighi di numerazione progressiva e di
vidimazione previsti dalle disposizioni di legge o di
regolamento per la tenuta dei libri, repertori e scritture
sono assolti, in caso di tenuta con strumenti informatici,
mediante apposizione, almeno una volta all'anno, della
marcatura temporale e della firma digitale
dell'imprenditore o di altro soggetto dal medesimo
delegato.
Qualora per un anno non siano state eseguite
registrazioni, la firma digitale e la marcatura temporale
devono essere apposte all'atto di una nuova registrazione e
da tale apposizione decorre il periodo annuale di cui al
terzo comma»;
2) e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Per i libri e per i registri la cui tenuta e'
obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento di
natura tributaria, il termine di cui al terzo comma opera
secondo le norme in materia di conservazione digitale
contenute nelle medesime disposizioni»;
f-quinquies) al testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dopo
l' articolo 43 e' inserito il seguente:
«Art. 43-bis. (Certificazione e documentazione
d'impresa). - 1. Lo sportello unico per le attivita'
produttive:
a) trasmette alle altre amministrazioni pubbliche
coinvolte nel procedimento le comunicazioni e i documenti
attestanti atti, fatti, qualita', stati soggettivi, nonche'
gli atti di autorizzazione, licenza, concessione, permesso
o nulla osta comunque denominati rilasciati dallo stesso
sportello unico per le attivita' produttive o acquisiti da
altre amministrazioni ovvero comunicati dall'impresa o
dalle agenzie per le imprese, ivi comprese le
certificazioni di qualita' o ambientali;
b) invia alla camera di commercio, industria,
artigianato e agricoltura territorialmente competente, ai
fini del loro inserimento nel Repertorio delle notizie
economiche e amministrative (REA) e al fine della raccolta
e conservazione in un fascicolo informatico per ciascuna
impresa, il duplicato informatico dei documenti di cui alla
lettera a).
2. Le comunicazioni tra lo sportello unico per le
attivita' produttive, le amministrazioni pubbliche, le
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura,
le imprese e le agenzie per le imprese avvengono
esclusivamente in modalita' telematica secondo le
disposizioni vigenti.
3. Le amministrazioni non possono richiedere ai
soggetti interessati la produzione dei documenti da
acquisire ai sensi del comma 1, lettera a).
4. All'attuazione del presente articolo le
amministrazioni interessate provvedono nell'ambito delle
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica»;
f-sexies) nel decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007,
n. 40, dopo l' articolo 9 e' inserito il seguente:
«Art. 9-bis. (Iscrizione all'albo provinciale delle
imprese artigiane mediante comunicazione unica al registro
delle imprese). - 1. Ai fini dell'avvio dell'attivita'
d'impresa in conformita' ai requisiti di qualifica
artigiana, disciplinati ai sensi delle disposizioni
vigenti, l'interessato presenta una dichiarazione
attestante il possesso di tali requisiti mediante la
comunicazione unica per la nascita dell'impresa, di cui
all' articolo 9, secondo le regole tecniche individuate dal
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio
2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3
luglio 2009.
2. La dichiarazione di cui al comma 1 determina
l'iscrizione all'albo provinciale delle imprese artigiane,
ove previsto e disciplinato dalla legislazione regionale,
con la decorrenza ivi prevista, e l'annotazione nella
sezione speciale del registro delle imprese. Restano ferme
le altre disposizioni vigenti recanti obblighi di
iscrizione nel registro delle imprese.
3. Le regioni disciplinano le procedure per gli
accertamenti e i controlli e per gli eventuali
provvedimenti in caso di carenza dei requisiti dichiarati,
ai sensi del comma 1, nonche' le modalita' per la
comunicazione delle cancellazioni e delle variazioni ai
soggetti interessati, assegnando termini congrui per la
presentazione di proprie deduzioni o per conformarsi ai
requisiti di legge, nonche' ai fini della presentazione dei
ricorsi ai sensi delle disposizioni vigenti.
4. Qualora, a seguito di accertamento o verifica
ispettiva, emergano gli elementi per l'iscrizione alla
gestione di cui all' articolo 3 della legge 4 luglio 1959,
n. 463, e all' articolo 31 della legge 9 marzo 1989, n. 88,
l'ente accertatore comunica all'ufficio del registro delle
imprese gli elementi per l'iscrizione all'albo provinciale
delle imprese artigiane. La comunicazione, ove previsto e
disciplinato dalla normativa regionale, determina
l'iscrizione all'albo provinciale delle imprese artigiane
con decorrenza immediata, fatto salvo quanto previsto dal
comma 3 del presente articolo. I provvedimenti di
variazione o di cancellazione adottati, ai sensi del citato
comma 3, per mancanza dei requisiti tecnico-professionali
non pregiudicano l'obbligo contributivo per il periodo di
esercizio effettivo dell'attivita'.
5. All'attuazione del presente articolo le
amministrazioni interessate provvedono nell'ambito delle
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica»;
f-septies) per semplificare le modalita' di
riconoscimento delle organizzazioni di produttori e di
favorire l'accesso delle imprese agricole ai mercati, i
consorzi agrari disciplinati dall' articolo 9 della legge
23 luglio 2009, n. 99, possono istituire al loro interno,
previo adeguamento degli statuti, per ciascun settore o
prodotto agricolo, una o piu' sezioni di attivita', cui
aderiscono esclusivamente imprenditori agricoli iscritti
nel registro delle imprese di cui all' articolo 8 della
legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni.
Le predette sezioni, con gestioni separate, possono
ottenere il riconoscimento come organizzazioni di
produttori ai sensi del decreto legislativo 27 maggio 2005,
n. 102. In tale ipotesi, i vincoli e i controlli relativi
si riferiscono esclusivamente alla sezione e agli
imprenditori aderenti;
f-octies) al fine di garantire che un adeguato periodo
transitorio consenta la progressiva entrata in operativita'
del Sistema di controllo della tracciabilita' dei rifiuti,
per i soggetti di cui all' articolo 1, comma 5, del decreto
del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare 26 maggio 2011, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 124 del 30 maggio 2011, il relativo termine,
da individuare entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto,
nei modi di cui all' articolo 28, comma 2, del regolamento
di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela
del territorio e del mare 18 febbraio 2011, n. 52, non puo'
essere antecedente al 30 giugno 2012.".
Si riporta il testo del comma 9 dell'articolo 39 del
decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 (Disposizioni
di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai
rifiuti e che abroga alcune direttive), come modificato
dalla presente legge:
"9. Fino al 2 luglio 2012 sono esclusi dall'obbligo di
iscrizione al sistema di controllo della tracciabilita' dei
rifiuti (SISTRI), di cui all'articolo 188-bis, comma 2,
lett. a), gli imprenditori agricoli che producono e
trasportano ad una piattaforma di conferimento, oppure
conferiscono ad un circuito organizzato di raccolta, i
propri rifiuti pericolosi in modo occasionale e saltuario.
Sono considerati occasionali e saltuari:
a) i trasporti di rifiuti pericolosi ad una piattaforma
di conferimento, effettuati complessivamente per non piu'
di quattro volte l'anno per quantitativi non eccedenti i
trenta chilogrammi o trenta litri al giorno e, comunque, i
cento chilogrammi o cento litri l'anno;
b) i conferimenti, anche in un'unica soluzione, di
rifiuti ad un circuito organizzato di raccolta per
quantitativi non eccedenti i cento chilogrammi o cento
litri all'anno.".
Si riporta il testo dell'articolo 11 del decreto-legge
30 dicembre 2009, n. 195 (Disposizioni urgenti per la
cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti
nella regione Campania, per l'avvio della fase post
emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre
disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri ed alla protezione civile), convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, e
successive modificazioni, come modificato dalla presente
legge:
"Art. 11 Regione, province, societa' provinciali e
consorzi
1. Ai Presidenti delle province della regione Campania,
dal 1° gennaio 2010 sino al 30 settembre 2010, sono
attribuite, in deroga agli articoli 42, 48 e 50 del testo
unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le
funzioni ed i compiti spettanti agli organi provinciali in
materia di programmazione del servizio di gestione
integrata dei rifiuti da organizzarsi prioritariamente per
ambiti territoriali nel contesto provinciale e per distinti
segmenti delle fasi del ciclo di gestione dei rifiuti.
2. Sulla base delle previsioni di cui alla legge della
regione Campania 28 marzo 2007, n. 4, e successive
modificazioni, e tenuto conto delle indicazioni di
carattere generale di cui alla determinazione del
Sottosegretario di Stato adottata in data 20 ottobre 2009
inerente al ciclo di gestione integrata dei rifiuti, per
evitare soluzioni di continuita' rispetto agli atti
compiuti nella fase emergenziale, le amministrazioni
provinciali, anche per il tramite delle relative societa'
da intendere costituite, in via d'urgenza, nelle forme di
assoluti ed integrali partecipazione e controllo da parte
delle amministrazioni provinciali, prescindendo da
comunicazioni o da altre formalita' ed adempimenti
procedurali, che, in fase di prima attuazione, possono
essere amministrate anche da personale appartenente alle
pubbliche amministrazioni, subentrano, fatto salvo quanto
previsto dal comma 2-ter, nei contratti in corso con
soggetti privati che attualmente svolgono in tutto o in
parte le attivita' di raccolta, di trasporto, di
trattamento, di smaltimento ovvero di recupero dei rifiuti.
In alternativa, possono affidare il servizio in via di
somma urgenza, nonche' prorogare i contratti in cui sono
subentrate per una sola volta e per un periodo non
superiore ad un anno con abbattimento del 3 per cento del
corrispettivo negoziale inizialmente previsto.
2-bis. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si
applicano nei confronti dei comuni delle isole del Golfo di
Napoli.
2-ter. In fase transitoria, fino e non oltre il 31
dicembre 2012, le sole attivita' di raccolta, di
spazzamento e di trasporto dei rifiuti e di smaltimento o
recupero inerenti alla raccolta differenziata continuano ad
essere gestite secondo le attuali modalita' e forme
procedimentali dai comuni.
3. I costi dell'intero ciclo di gestione dei rifiuti,
di competenza delle amministrazioni territoriali, compresi
quelli derivanti dall'attuazione dell' articolo 13, comma
1, trovano integrale copertura economica nell'imposizione
dei relativi oneri a carico dell'utenza. Fermo quanto
previsto dai commi 5-bis, 5-ter e 5-quater, per
fronteggiare i relativi oneri finanziari, le Societa'
provinciali di cui alla legge della regione Campania 28
marzo 2007, n. 4, agiscono sul territorio anche quali
soggetti preposti all'accertamento e alla riscossione della
tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU)
e della tariffa integrata ambientale (TIA). Le dette
Societa' attivano adeguate azioni di recupero degli importi
evasi nell'ambito della gestione del ciclo dei rifiuti ed a
tale fine i comuni della regione Campania trasmettono alle
province, per l'eventuale successivo inoltro alle societa'
provinciali, nel termine perentorio di trenta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto:
a) gli archivi afferenti alla TARSU ed alla TIA;
b) i dati afferenti alla raccolta dei rifiuti
nell'ambito territoriale di competenza;
c) la banca dati aggiornata al 31 dicembre 2008
dell'Anagrafe della popolazione, riportante, in
particolare, le informazioni sulla residenza e sulla
composizione del nucleo familiare degli iscritti. Di tale
banca dati sono periodicamente comunicati gli aggiornamenti
a cura dei medesimi comuni.
4. Le province, anche per il tramite delle societa'
provinciali, accedono alle informazioni messe a
disposizione dai comuni ai sensi del decreto-legge 30
settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni,
dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, relative ai contratti
di erogazione dell'energia elettrica, del gas e dell'acqua
ed ai contratti di locazione. Le province, a tal fine,
nell'ambito delle proprie disponibilita' di bilancio,
possono anche richiedere, in forza di apposita convenzione,
l'ausilio degli organi di polizia tributaria.
5. Ferma la responsabilita' penale ed amministrativa
degli amministratori e dei funzionari pubblici dei comuni
per le condotte o le omissioni poste in essere in
violazione dei commi 3, 4, 5, 5-bis e 5-ter del presente
articolo, il Prefetto provvede, in via d'urgenza e previa
diffida, in sostituzione dei comuni inadempienti, anche
attraverso la nomina di apposito Commissario ad acta e
contestualmente attiva le procedure di cui all'articolo 142
del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, che possono
essere attivate a carico delle amministrazioni comunali
anche in caso di violazione delle disposizioni di cui
all'articolo 198 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152. Nel caso di mancato rispetto, da parte dei comuni,
degli obiettivi minimi di raccolta differenziata stabiliti
dall'articolo 11, comma 1, del decreto-legge 23 maggio
2008, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
luglio 2008, n. 123, cosi' come certificati dalla regione
Campania, il Prefetto diffida il comune inadempiente a
mettersi in regola con il sistema della raccolta
differenziata, assegnandogli il termine perentorio di tre
mesi. Decorso inutilmente tale termine, il Prefetto attiva
le procedure di nomina di un commissario ad acta.
5-bis. Per gli anni 2010, 2011 e 2012, nella regione
Campania, in fase di prima attuazione ed in via provvisoria
e sperimentale, la TARSU e la TIA sono calcolate dai comuni
sulla base di due distinti costi: uno elaborato dalle
province, anche per il tramite delle societa' provinciali,
che forniscono ai singoli comuni ricadenti nel proprio
ambito territoriale le indicazioni degli oneri relativi
alle attivita' di propria competenza afferenti al
trattamento, allo smaltimento ovvero al recupero dei
rifiuti, ed uno elaborato dai comuni, indicante gli oneri
relativi alle attivita' di propria competenza di cui al
comma 2-ter. I comuni determinano, sulla base degli oneri
sopra distinti, gli importi dovuti dai contribuenti a
copertura integrale dei costi derivanti dal complessivo
ciclo di gestione dei rifiuti. Per la corretta esecuzione
delle previsioni recate dal presente comma, le
amministrazioni comunali provvedono ad emettere, nel
termine perentorio del 30 settembre 2012, apposito elenco,
comprensivo di entrambe le causali degli importi dovuti
alle amministrazioni comunali e provinciali per gli anni
2010, 2011 e 2012.
5-ter.Per gli anni 2010, 2011 e 2012, i soggetti a
qualunque titolo incaricati della riscossione emettono, nei
confronti dei contribuenti, un unico titolo di pagamento,
riportante le causali degli importi dovuti alle
amministrazioni comunali e provinciali e, entro e non oltre
venti giorni dall'incasso, provvedono a trasferire gli
importi su due distinti conti, specificatamente dedicati,
di cui uno intestato alla amministrazione comunale ed un
altro a quella provinciale, ovvero alla societa'
provinciale. Gli importi di cui al presente comma sono
obbligatoriamente ed esclusivamente destinati a
fronteggiare gli oneri inerenti al ciclo di gestione dei
rifiuti di competenza.
5-quater. Fino al 31 dicembre 2012, nella regione
Campania, le societa' provinciali, per l'esercizio delle
funzioni di accertamento e riscossione della TARSU e della
TIA, potranno continuare ad avvalersi dei soggetti di cui
all'articolo 52, comma 5, lettera b), numeri 1), 2) e 4),
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. In ogni
caso i soggetti affidatari, anche disgiuntamente, delle
attivita' di accertamento e riscossione della TARSU e della
TIA continuano a svolgere dette attivita' fino alla
scadenza dei relativi contratti, senza possibilita' di
proroga o rinnovo degli stessi.
6.
7. La gestione dei siti per i quali e' pendente
contenzioso in ordine alla relativa titolarita' e'
assegnata alle province fino all'esito dello stesso
contenzioso. Le province attendono alla gestione dei siti
anche mediante le Societa' provinciali ed a tal fine sono
assegnate alle province medesime, all'atto della
costituzione delle societa' provinciali, risorse
finanziarie nella misura complessiva massima mensile di un
milione di euro fino al 30 settembre 2010, a carico delle
contabilita' speciali di cui all'articolo 2, comma 2, da
rendicontarsi mensilmente alla Unita' stralcio di cui
all'articolo 3. Sono fatte salve le azioni di ripetizione
nei confronti del soggetto riconosciuto titolare all'esito
del predetto contenzioso.
8. Il personale operante presso gli impianti di
selezione e trattamento dei rifiuti di Santa Maria Capua
Vetere, Battipaglia, Casalduni e Pianodardine di cui
all'articolo 6 del richiamato decreto-legge n. 90 del 2008,
ivi compreso quello che svolge funzioni
tecnico-amministrative funzionali all'esercizio degli
impianti stessi, e' trasferito, previa assunzione con
contratto a tempo indeterminato, alle competenti societa'
provinciali, senza instaurazione di rapporti di pubblico
impiego con tali societa'. Nelle more del trasferimento e
nei limiti di legge e delle risorse allo scopo finalizzate,
di cui ai commi 7 e 9, tale personale e' assegnato, con
contratto a tempo determinato, alle province.
9. Al fine di consentire l'assolvimento urgente delle
obbligazioni di cui al presente articolo, e' assegnata in
via straordinaria, a favore delle province, per la
successiva assegnazione alle societa' provinciali, una
somma pari ad euro 1,50 per ogni soggetto residente
nell'ambito territoriale provinciale di competenza, nel
limite delle disponibilita' delle contabilita' speciali di
cui all'articolo 2, comma 2.
10. Al fine di assicurare alla societa' provinciale
l'occorrente dotazione finanziaria per l'esercizio dei
compiti di cui al presente decreto, il Presidente della
provincia e' autorizzato con i poteri di cui al comma 1, e
nel limite massimo pari all'importo di cui al comma 9 a
revocare entro e non oltre quindici giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, gli impegni assunti
fino alla concorrenza del predetto importo, con vincolo di
destinazione al patrimonio della societa' provinciale.
11. Le disposizioni di cui al presente articolo, volte
ad assicurare la dotazione finanziaria occorrente alle
societa' provinciali, si applicano anche in favore del
commissario regionale eventualmente nominato ai sensi della
citata legge della regione Campania n. 4 del 2007, e
successive modificazioni, in caso di inerzia
dell'amministrazione provinciale.".
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 6 del
decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 e successive
modificazioni (Attuazione della direttiva 1999/31/CE
relativa alle discariche di rifiuti):
"1. Rifiuti non ammessi in discarica.
1. Non sono ammessi in discarica i seguenti rifiuti:
a) rifiuti allo stato liquido;
b) rifiuti classificati come Esplosivi (H1), Comburenti
(H2) e Infiammabili (H3-A e H3-B), ai sensi dell'allegato I
al decreto legislativo n. 22 del 1997;
c) rifiuti che contengono una o piu' sostanze corrosive
classificate come R35 in concentrazione totale ? 1%;
d) rifiuti che contengono una o piu' sostanze corrosive
classificate come R34 in concentrazione totale > 5%;
e) rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo -
Categoria di rischio H9 ai sensi dell'allegato al decreto
legislativo n. 22 del 1997 ed ai sensi del D.M. 26 giugno
2000, n. 219 del Ministro dell'ambiente;
f) rifiuti che rientrano nella categoria 14
dell'allegato G1 al decreto legislativo n. 22 del 1997;
g) rifiuti della produzione di principi attivi per
biocidi, come definiti ai sensi del decreto legislativo 25
febbraio 2000, n. 174, e per prodotti fitosanitari come
definiti dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194;
h) materiale specifico a rischio di cui al D.M. 29
settembre 2000 del Ministro della sanita', e successive
modificazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 263
del 10 novembre 2000, e materiali ad alto rischio
disciplinati dal decreto legislativo 14 dicembre 1992, n.
508, comprese le proteine animali e i grassi fusi da essi
derivati;
i) rifiuti che contengono o sono contaminati da PCB
come definiti dal decreto legislativo 22 maggio 1999, n.
209; in quantita' superiore a 50 ppm;
l) rifiuti che contengono o sono contaminati da
diossine e furani in quantita' superiore a 10 ppb;
m) rifiuti che contengono fluidi refrigeranti
costituiti da CFC e HCFC, o rifiuti contaminati da CFC e
HCFC in quantita' superiore al 0,5% in peso riferito al
materiale di supporto;
n) rifiuti che contengono sostanze chimiche non
identificate o nuove provenienti da attivita' di ricerca,
di sviluppo o di insegnamento, i cui effetti sull'uomo e
sull'ambiente non siano noti;
o) pneumatici interi fuori uso a partire dal 16 luglio
2003, esclusi i pneumatici usati come materiale di
ingegneria ed i pneumatici fuori uso triturati a partire da
tre anni da tale data, esclusi in entrambi i casi quelli
per biciclette e quelli con un diametro esterno superiore a
1400 mm;
p) rifiuti con PCI (Potere calorifico inferiore) > 13.
000 kJ/kg a partire dal 31 dicembre 2010 ad eccezione dei
rifiuti provenienti dalla frantumazione degli autoveicoli a
fine vita e dei rottami ferrosi per i quali sono
autorizzate discariche monodedicate che possono continuare
ad operare nei limiti delle capacita' autorizzate alla data
di entrata in vigore della legge di conversione del
decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225.".
Per il testo dei commi 1 e 2 dell'articolo 1 del
decreto-legge n. 225 del 2010, si veda nelle note all'art.
6.
Si riporta il testo del comma 2 dell'articolo 7 del
decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161 e successive
modificazioni (Attuazione della direttiva 2004/42/CE, per
la limitazione delle emissioni di composti organici
volatili conseguenti all'uso di solventi in talune pitture
e vernici, nonche' in prodotti per la carrozzeria):
"2. I valori limite previsti dall'allegato II, nei
quattro anni successivi alle date ivi previste, non si
applicano ai prodotti elencati nell'allegato I che, fin dal
primo atto di immissione sul mercato, sono destinati ad
essere oggetto di miscelazione o di utilizzazione
esclusivamente in Stati non appartenenti all'Unione
europea.".

((Art. 13 bis


Proroga delle concessioni sul demanio marittimo, lacuale e portuale

1. Le concessioni sul demanio marittimo, lacuale e portuale, anche
ad uso diverso da quello turistico-ricreativo, in essere alla data di
entrata in vigore del presente decreto e in scadenza entro il 31
dicembre 2012, sono prorogate fino a tale data, fermo restando quanto
disposto dall'articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre
2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2010, n. 25.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 18 dell'articolo 1 del
decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194 (Proroga di termini
previsti da disposizioni legislative), convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25:
«18. Ferma restando la disciplina relativa
all'attribuzione di beni a regioni ed enti locali in base
alla legge 5 maggio 2009, n. 42, nonche' alle rispettive
norme di attuazione, nelle more del procedimento di
revisione del quadro normativo in materia di rilascio delle
concessioni di beni demaniali marittimi con finalita'
turistico-ricreative, da realizzarsi, quanto ai criteri e
alle modalita' di affidamento di tali concessioni, sulla
base di intesa in sede di Conferenza Stato-regioni ai sensi
dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n.
131, che e' conclusa nel rispetto dei principi di
concorrenza, di liberta' di stabilimento, di garanzia
dell'esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle
attivita' imprenditoriali e di tutela degli investimenti,
nonche' in funzione del superamento del diritto di
insistenza di cui all'articolo 37, secondo comma, secondo
periodo, del codice della navigazione, il termine di durata
delle concessioni in essere alla data di entrata in vigore
del presente decreto e in scadenza entro il 31 dicembre
2015 e' prorogato fino a tale data, fatte salve le
disposizioni di cui all'articolo 03, comma 4-bis, del
decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494.
All'articolo 37, secondo comma, del codice della
navigazione, il secondo periodo e' soppresso.».

Art. 14


Proroga del Consiglio nazionale della pubblica istruzione e Consiglio
nazionale per l'alta formazione artistica e musicale

1. Il termine di cui all'articolo 7, comma 4-quater, del
decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, come prorogato ai
sensi dell'articolo 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre
2010, n. 225, ((convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 2011, n. 10,)) e dal ((decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 25 marzo 2011, recante ulteriore proroga di termini
relativa al Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca,)) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31 marzo
2011, e' prorogato al 31 dicembre 2012. Ai componenti del Consiglio
nazionale della pubblica istruzione si applica l'articolo 6, comma 1,
del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
2. Il termine di cui all'articolo 7, comma 4, del decreto-legge 30
dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 2010, n. 25, come prorogato ai sensi dell'articolo 1, commi
1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, e dal ((decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 25 marzo 2011, recante
ulteriore proroga di termini relativa al Ministero dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca,)) pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 74 del 31 marzo 2011, e' prorogato al 31 dicembre 2012.
((2-bis. E' differita al 1o gennaio 2013 l'applicazione
dell'articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive
modificazioni, per le federazioni sportive e le discipline sportive
associate iscritte al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI),
comunque nel limite di spesa di 2 milioni di euro. Agli oneri
derivanti dal presente comma, pari a 2 milioni di euro per l'anno
2012, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa prevista all'articolo 7-quinquies, comma
1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, relativa al Fondo
per interventi urgenti ed indifferibili, come integrata, da ultimo,
dall'articolo 33, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183. Il
Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
2-ter. Fermo restando che le graduatorie ad esaurimento di cui
all'articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre
2006, n. 296, e successive modificazioni, restano chiuse,
limitatamente ai docenti che hanno conseguito l'abilitazione dopo
aver frequentato i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad
indirizzo didattico (COBASLID), il secondo e il terzo corso biennale
di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di
educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di
strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A,
nonche' i corsi di laurea in scienze della formazione primaria negli
anni accademici 2008-2009, 2009-2010 e 2010-2011, e' istituita una
fascia aggiuntiva alle predette graduatorie. Con decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, sono fissati i
termini per l'inserimento nelle predette graduatorie aggiuntive a
decorrere dall'anno scolastico 2012-2013.
2-quater. I beneficiari dei diritti previsti dalla legge 12 marzo
1999, n. 68, e dall'articolo 6, comma 3-bis, del decreto-legge 10
gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
marzo 2006, n. 80, possono fare valere il solo titolo di riserva
nelle graduatorie provinciali ad esaurimento con cadenza annuale.
2-quinquies. Le risorse di cui all'articolo 29, comma 9, della
legge 30 dicembre 2010, n. 240, degli esercizi 2012 e 2013 destinate
alla chiamata di professori di seconda fascia sono ripartite nei
rispettivi esercizi tra tutte le universita' statali e le istituzioni
ad ordinamento speciale. A tal fine la distanza dal limite di cui
all'articolo 51, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e
quanto previsto in materia di assunzioni del personale dal decreto
legislativo attuativo della delega di cui all'articolo 5, comma 1,
lettera b), secondo i principi e criteri direttivi di cui
all'articolo 5, comma 4, lettera b), della citata legge 30 dicembre
2010, n. 240, sono presi in considerazione esclusivamente per
graduare le rispettive assegnazioni senza che cio' comporti
l'esclusione di alcuna universita' nell'utilizzo delle risorse ai
fini della chiamata di professori di seconda fascia, perequando in
particolare le assegnazioni alle universita' escluse dalla
ripartizione del 2011.
2-sexies. Il termine per l'attuazione degli interventi di cui
all'articolo 4 della legge 23 novembre 1998, n. 407, e successive
modificazioni, per l'assegnazione di borse di studio in favore delle
vittime del terrorismo e della criminalita' organizzata, nonche'
delle vittime del dovere e dei figli e orfani delle vittime, e'
prorogato al 31 dicembre 2012. A tal fine e' autorizzata la spesa di
301.483 euro per l'anno 2012. Al relativo onere si provvede mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 33, comma 27, della legge 12 novembre 2011, n. 183.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 4-quater dell'articolo 7
del citato decreto-legge n. 194 del 2009:
"4-quater. In attesa della costituzione degli organi
collegiali territoriali della scuola, ai sensi del decreto
legislativo 30 giugno 1999, n. 233, e successive
modificazioni, il Consiglio nazionale della pubblica
istruzione e' prorogato, nella composizione esistente alla
data di entrata in vigore del presente decreto, fino alla
data del 31 dicembre 2010.".
Per il testo dei commi 1 e 2 dell'articolo 1 del
decreto-legge n. 225 del 2010, si veda nelle note all'art.
6.
Per il riferimento al testo del comma 1 dell'articolo 6
del citato decreto-legge n. 78 del 2010, si veda nella nota
successiva.
Si riporta il testo del comma 4 dell'articolo 7 del
citato decreto-legge n. 194 del 2009:
"4. Il Consiglio nazionale per l'alta formazione
artistica e musicale (CNAM) di cui all'articolo 3 della
legge 21 dicembre 1999, n. 508, e' prorogato nella
composizione esistente alla data di entrata in vigore del
presente decreto fino al 31 dicembre 2010.".
Si riporta il testo dell'articolo 6 del citato
decreto-legge n. 78 del 2010:
"Art. 6.Riduzione dei costi degli apparati
amministrativi
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, la partecipazione agli organi collegiali
di cui all'articolo 68, comma 1, del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, e' onorifica; essa puo' dar
luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute ove
previsto dalla normativa vigente; eventuali gettoni di
presenza non possono superare l'importo di 30 euro a seduta
giornaliera. La disposizione di cui al presente comma non
si applica alle commissioni che svolgono funzioni
giurisdizionali, agli organi previsti per legge che operano
presso il Ministero per l'ambiente, alla struttura di
missione di cui all'art. 163, comma 3, lettera a), del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ed al consiglio
tecnico-scientifico di cui all' art. 7 del decreto del
Presidente della Repubblica 30 gennaio 2008, n. 43, alla
Commissione per l'esame delle istanze di indennizzi e
contributi relative alle perdite subite dai cittadini
italiani nei territori ceduti alla Jugoslavia, nella Zona B
dell'ex territorio libero di Trieste, nelle ex Colonie ed
in altri Paesi, istituita dall' articolo 2 del regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio
2007, n. 114, al Comitato di consulenza globale e di
garanzia per le privatizzazioni di cui ai decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri 30 giugno 1993 e 4
maggio 2007 nonche' alla Commissione di cui all' articolo
1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 14
maggio 2007, n. 114.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto la partecipazione agli organi collegiali,
anche di amministrazione, degli enti, che comunque ricevono
contributi a carico delle finanze pubbliche, nonche' la
titolarita' di organi dei predetti enti e' onorifica; essa
puo' dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese
sostenute ove previsto dalla normativa vigente; qualora
siano gia' previsti i gettoni di presenza non possono
superare l'importo di 30 euro a seduta giornaliera. La
violazione di quanto previsto dal presente comma determina
responsabilita' erariale e gli atti adottati dagli organi
degli enti e degli organismi pubblici interessati sono
nulli. Gli enti privati che non si adeguano a quanto
disposto dal presente comma non possono ricevere, neanche
indirettamente, contributi o utilita' a carico delle
pubbliche finanze, salva l'eventuale devoluzione, in base
alla vigente normativa, del 5 per mille del gettito
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. La
disposizione del presente comma non si applica agli enti
previsti nominativamente dal decreto legislativo n. 300 del
1999 e dal decreto legislativo n. 165 del 2001, e comunque
alle universita', enti e fondazioni di ricerca e organismi
equiparati, alle camere di commercio, agli enti del
Servizio sanitario nazionale, agli enti indicati nella
tabella C della legge finanziaria ed agli enti
previdenziali ed assistenziali nazionali, alle ONLUS, alle
associazioni di promozione sociale, agli enti pubblici
economici individuati con decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze su proposta del Ministero
vigilante, nonche' alle societa'.
3. Fermo restando quanto previsto dall'art. 1, comma 58
della legge 23 dicembre 2005, n. 266, a decorrere dal 1°
gennaio 2011 le indennita', i compensi, i gettoni, le
retribuzioni o le altre utilita' comunque denominate,
corrisposti dalle pubbliche amministrazioni di cui al comma
3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
incluse le autorita' indipendenti, ai componenti di organi
di indirizzo, direzione e controllo, consigli di
amministrazione e organi collegiali comunque denominati ed
ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo, sono
automaticamente ridotte del 10 per cento rispetto agli
importi risultanti alla data del 30 aprile 2010. Sino al 31
dicembre 2013, gli emolumenti di cui al presente comma non
possono superare gli importi risultanti alla data del 30
aprile 2010, come ridotti ai sensi del presente comma. Le
disposizioni del presente comma si applicano ai commissari
straordinari del Governo di cui all'articolo 11 della legge
23 agosto 1988, n. 400 nonche' agli altri commissari
straordinari, comunque denominati. La riduzione non si
applica al trattamento retributivo di servizio.
4. All'articolo 62, del decreto del Presidente della
Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e' aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «Nei casi di rilascio dell'autorizzazione
del Consiglio dei Ministri prevista dal presente comma
l'incarico si intende svolto nell'interesse
dell'amministrazione di appartenenza del dipendente ed i
compensi dovuti dalla societa' o dall'ente sono corrisposti
direttamente alla predetta amministrazione per confluire
nelle risorse destinate al trattamento economico accessorio
della dirigenza o del personale non dirigenziale.». La
disposizione di cui al presente comma si applica anche agli
incarichi in corso alla data di entrata in vigore del
presente provvedimento.
5. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 7,
tutti gli enti pubblici, anche economici, e gli organismi
pubblici, anche con personalita' giuridica di diritto
privato, provvedono all'adeguamento dei rispettivi statuti
al fine di assicurare che, a decorrere dal primo rinnovo
successivo alla data di entrata in vigore del presente
decreto, gli organi di amministrazione e quelli di
controllo, ove non gia' costituiti in forma monocratica,
nonche' il collegio dei revisori, siano costituiti da un
numero non superiore, rispettivamente, a cinque e a tre
componenti. In ogni caso, le Amministrazioni vigilanti
provvedono all'adeguamento della relativa disciplina di
organizzazione, mediante i regolamenti di cui all'articolo
2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, con
riferimento a tutti gli enti ed organismi pubblici
rispettivamente vigilati, al fine di apportare gli
adeguamenti previsti ai sensi del presente comma. La
mancata adozione dei provvedimenti di adeguamento
statutario o di organizzazione previsti dal presente comma
nei termini indicati determina responsabilita' erariale e
tutti gli atti adottati dagli organi degli enti e degli
organismi pubblici interessati sono nulli. Agli enti
previdenziali nazionali si applica comunque quanto previsto
dall'art. 7, comma 6.
6. Nelle societa' inserite nel conto economico
consolidato della pubblica amministrazione, come
individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT)
ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31
dicembre 2009, n. 196, nonche' nelle societa' possedute
direttamente o indirettamente in misura totalitaria, alla
data di entrata in vigore del presente provvedimento dalle
amministrazioni pubbliche, il compenso di cui all'articolo
2389, primo comma, del codice civile, dei componenti degli
organi di amministrazione e di quelli di controllo e'
ridotto del 10 per cento. La disposizione di cui al primo
periodo si applica a decorrere dalla prima scadenza del
consiglio o del collegio successiva alla data di entrata in
vigore del presente provvedimento. La disposizione di cui
al presente comma non si applica alle societa' quotate e
alle loro controllate.
7. Al fine di valorizzare le professionalita' interne
alle amministrazioni, a decorrere dall'anno 2011 la spesa
annua per studi ed incarichi di consulenza, inclusa quella
relativa a studi ed incarichi di consulenza conferiti a
pubblici dipendenti, sostenuta dalle pubbliche
amministrazioni di cui al comma 3 dell'articolo 1 della
legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorita'
indipendenti, escluse le universita', gli enti e le
fondazioni di ricerca e gli organismi equiparati nonche'
gli incarichi di studio e consulenza connessi ai processi
di privatizzazione e alla regolamentazione del settore
finanziario, non puo' essere superiore al 20 per cento di
quella sostenuta nell'anno 2009. L'affidamento di incarichi
in assenza dei presupposti di cui al presente comma
costituisce illecito disciplinare e determina
responsabilita' erariale. Le disposizioni di cui al
presente comma non si applicano alle attivita' sanitarie
connesse con il reclutamento, l'avanzamento e l'impiego del
personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
8. A decorrere dall'anno 2011 le amministrazioni
pubbliche inserite nel conto economico consolidato della
pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto
nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3
dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
incluse le autorita' indipendenti, non possono effettuare
spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre,
pubblicita' e di rappresentanza, per un ammontare superiore
al 20 per cento della spesa sostenuta nell'anno 2009 per le
medesime finalita'. Al fine di ottimizzare la produttivita'
del lavoro pubblico e di efficientare i servizi delle
pubbliche Amministrazioni, a decorrere dal 1° luglio 2010
l'organizzazione di convegni, di giornate e feste
celebrative, nonche' di cerimonie di inaugurazione e di
altri eventi similari, da parte delle Amministrazioni dello
Stato e delle Agenzie, nonche' da parte degli enti e delle
strutture da esse vigilati e' subordinata alla preventiva
autorizzazione del Ministro competente. L'autorizzazione e'
rilasciata nei soli casi in cui non sia possibile limitarsi
alla pubblicazione, sul sito internet istituzionale, di
messaggi e discorsi ovvero non sia possibile l'utilizzo,
per le medesime finalita', di video/audio conferenze da
remoto, anche attraverso il sito internet istituzionale; in
ogni caso gli eventi autorizzati, che non devono comportare
aumento delle spese destinate in bilancio alle predette
finalita', si devono svolgere al di fuori dall'orario di
ufficio. Il personale che vi partecipa non ha diritto a
percepire compensi per lavoro straordinario ovvero
indennita' a qualsiasi titolo. Per le magistrature e le
autorita' indipendenti, fermo il rispetto dei limiti
anzidetti, l'autorizzazione e' rilasciata, per le
magistrature, dai rispettivi organi di autogoverno e, per
le autorita' indipendenti, dall'organo di vertice. Le
disposizioni del presente comma non si applicano ai
convegni organizzati dalle universita' e dagli enti di
ricerca ed agli incontri istituzionali connessi
all'attivita' di organismi internazionali o comunitari,
alle feste nazionali previste da disposizioni di legge e a
quelle istituzionali delle Forze armate e delle Forze di
polizia, nonche', per il 2012, alle mostre autorizzate, nel
limite di spesa complessivo di euro 40 milioni, nel
rispetto dei limiti derivanti dalla legislazione vigente
nonche' dal patto di stabilita' interno, dal Ministero per
i beni e le attivita' culturali, di concerto, ai soli fini
finanziari, con il Ministero dell'economia e delle finanze.
9. A decorrere dall'anno 2011 le amministrazioni
pubbliche inserite nel conto economico consolidato della
pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto
nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3
dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
incluse le autorita' indipendenti, non possono effettuare
spese per sponsorizzazioni.
10. Resta ferma la possibilita' di effettuare
variazioni compensative tra le spese di cui ai commi 7 e 8
con le modalita' previste dall'articolo 14 del
decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81 convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127.
11. Le societa', inserite nel conto economico
consolidato della pubblica amministrazione, come
individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT)
ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31
dicembre 2009, n. 196, si conformano al principio di
riduzione di spesa per studi e consulenze, per relazioni
pubbliche, convegni, mostre e pubblicita', nonche' per
sponsorizzazioni, desumibile dai precedenti commi 7, 8 e 9.
In sede di rinnovo dei contratti di servizio, i relativi
corrispettivi sono ridotti in applicazione della
disposizione di cui al primo periodo del presente comma. I
soggetti che esercitano i poteri dell'azionista
garantiscono che, all'atto dell'approvazione del bilancio,
sia comunque distribuito, ove possibile, un dividendo
corrispondente al relativo risparmio di spesa. In ogni caso
l'inerenza della spesa effettuata per relazioni pubbliche,
convegni, mostre e pubblicita', nonche' per
sponsorizzazioni, e' attestata con apposita relazione
sottoposta al controllo del collegio sindacale.
12. A decorrere dall'anno 2011 le amministrazioni
pubbliche inserite nel conto economico consolidato della
pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto
nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3
dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
incluse le autorita' indipendenti, non possono effettuare
spese per missioni, anche all'estero, con esclusione delle
missioni internazionali di pace e delle Forze armate, delle
missioni delle forze di polizia e dei vigili del fuoco, del
personale di magistratura, nonche' di quelle strettamente
connesse ad accordi internazionali ovvero indispensabili
per assicurare la partecipazione a riunioni presso enti e
organismi internazionali o comunitari, nonche' con
investitori istituzionali necessari alla gestione del
debito pubblico, per un ammontare superiore al 50 per cento
della spesa sostenuta nell'anno 2009. Gli atti e i
contratti posti in essere in violazione della disposizione
contenuta nel primo periodo del presente comma
costituiscono illecito disciplinare e determinano
responsabilita' erariale. Il limite di spesa stabilito dal
presente comma puo' essere superato in casi eccezionali,
previa adozione di un motivato provvedimento adottato
dall'organo di vertice dell'amministrazione, da comunicare
preventivamente agli organi di controllo ed agli organi di
revisione dell'ente. Il presente comma non si applica alla
spesa effettuata per lo svolgimento di compiti ispettivi e
a quella effettuata dalle universita' e dagli enti di
ricerca con risorse derivanti da finanziamenti dell'Unione
europea ovvero di soggetti privati. A decorrere dalla data
di entrata in vigore del presente decreto le diarie per le
missioni all'estero di cui all'art. 28 del decreto-legge 4
luglio 2006, n. 223, convertito con legge 4 agosto 2006, n.
248, non sono piu' dovute; la predetta disposizione non si
applica alle missioni internazionali di pace e a quelle
comunque effettuate dalle Forze di polizia, dalle Forze
armate e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Con
decreto del Ministero degli affari esteri di concerto con
il Ministero dell'economia e delle finanze sono determinate
le misure e i limiti concernenti il rimborso delle spese di
vitto e alloggio per il personale inviato all'estero. A
decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto gli articoli 15 della legge 18 dicembre 1973, n.
836 e 8 della legge 26 luglio 1978, n. 417 e relative
disposizioni di attuazione, non si applicano al personale
contrattualizzato di cui al D.Lgs. n. 165 del 2001 e
cessano di avere effetto eventuali analoghe disposizioni
contenute nei contratti collettivi.
13. A decorrere dall'anno 2011 la spesa annua sostenuta
dalle amministrazioni pubbliche inserite nel conto
economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT)
ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31
dicembre 2009, n. 196, incluse le autorita' indipendenti,
per attivita' esclusivamente di formazione deve essere non
superiore al 50 per cento della spesa sostenuta nell'anno
2009. Le predette amministrazioni svolgono prioritariamente
l'attivita' di formazione tramite la Scuola superiore della
pubblica amministrazione ovvero tramite i propri organismi
di formazione. Gli atti e i contratti posti in essere in
violazione della disposizione contenuta nel primo periodo
del presente comma costituiscono illecito disciplinare e
determinano responsabilita' erariale. La disposizione di
cui al presente comma non si applica all'attivita' di
formazione effettuata dalle Forze armate, dal Corpo
nazionale dei vigili del fuoco e dalle Forze di Polizia
tramite i propri organismi di formazione.
14. A decorrere dall'anno 2011, le amministrazioni
pubbliche inserite nel conto economico consolidato della
pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto
nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1,
comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le
autorita' indipendenti, non possono effettuare spese di
ammontare superiore all'80 per cento della spesa sostenuta
nell'anno 2009 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio
e l'esercizio di autovetture, nonche' per l'acquisto di
buoni taxi; il predetto limite puo' essere derogato, per il
solo anno 2011, esclusivamente per effetto di contratti
pluriennali gia' in essere. La predetta disposizione non si
applica alle autovetture utilizzate dal Corpo nazionale dei
vigili del fuoco e per i servizi istituzionali di tutela
dell'ordine e della sicurezza pubblica.
15. All'art. 41, comma 16-quinquies, del decreto-legge
30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, in fine, sono aggiunti
i seguenti periodi: «Il corrispettivo previsto dal presente
comma e' versato entro il 31 ottobre 2010 all'entrata del
bilancio dello Stato.».
16. A decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto-legge il Comitato per l'intervento nella
Sir e in settori ad alta tecnologia, istituito con
decreto-legge 9 luglio 1980, n. 301, D.P.C.M. 5 settembre
1980 e legge 28 ottobre 1980, n. 687, e' soppresso e cessa
ogni sua funzione, fatto salvo l'assolvimento dei compiti
di seguito indicati. A valere sulle disponibilita' del
soppresso Comitato per l'intervento nella Sir e in settori
ad alta tecnologia, la societa' trasferitaria di seguito
indicata versa, entro il 15 dicembre 2010, all'entrata del
bilancio dello Stato la somma di euro 200.000.000. Il
residuo patrimonio del Comitato per l'intervento nella Sir
e in settori ad alta tecnologia, con ogni sua attivita',
passivita' e rapporto, ivi incluse le partecipazioni nella
Ristrutturazione Elettronica REL S.p.a. in liquidazione e
nel Consorzio Bancario Sir S.p.a. in liquidazione, e'
trasferito alla Societa' Fintecna S.p.a. o a Societa' da
essa interamente controllata, sulla base del rendiconto
finale delle attivita' e della situazione
economico-patrimoniale aggiornata alla medesima data, da
redigere da parte del Comitato entro 60 giorni dall'entrata
in vigore del presente decreto-legge. Detto patrimonio
costituisce un patrimonio separato dal residuo patrimonio
della societa' trasferitaria, la quale pertanto non
risponde con il proprio patrimonio dei debiti e degli oneri
del patrimonio del Comitato per l'intervento nella Sir ed
in settori ad alta tecnologia ad essa trasferito. La
societa' trasferitaria subentra nei processi attivi e
passivi nei quali e' parte il Comitato per l'intervento
nella Sir e in settori ad alta tecnologia, senza che si
faccia luogo all'interruzione dei processi. Un collegio di
tre periti verifica, entro 90 giorni dalla data di consegna
della predetta situazione economico-patrimoniale, tale
situazione e predispone, sulla base della stessa, una
valutazione estimativa dell'esito finale della liquidazione
del patrimonio trasferito. I componenti del collegio dei
periti sono designati uno dalla societa' trasferitaria, uno
dal Ministero dell'economia e delle finanze ed il terzo,
con funzioni di presidente, d'intesa dalla societa'
trasferitaria ed il predetto Ministero dell'economia e
delle finanze. La valutazione deve, fra l'altro, tenere
conto di tutti i costi e gli oneri necessari per la
liquidazione del patrimonio trasferito, ivi compresi quelli
di funzionamento, nonche' dell'ammontare del compenso dei
periti, individuando altresi' il fabbisogno finanziario
stimato per la liquidazione stessa. Il valore stimato
dell'esito finale della liquidazione costituisce il
corrispettivo per il trasferimento del patrimonio, che e'
corrisposto dalla societa' trasferitaria al Ministero
dell'economia e delle finanze. L'ammontare del compenso del
collegio di periti e' determinato con decreto dal Ministro
dell'Economia e delle Finanze. Al termine della
liquidazione del patrimonio trasferito, il collegio dei
periti determina l'eventuale maggiore importo risultante
dalla differenza fra l'esito economico effettivo
consuntivato alla chiusura della liquidazione ed il
corrispettivo pagato. Di tale eventuale maggiore importo il
70% e' attribuito al Ministero dell'economia e delle
finanze ed e' versato all'entrata del bilancio dello Stato
per essere riassegnato al fondo ammortamento dei titoli di
Stato e la residua quota del 30% e' di competenza della
societa' trasferitaria in ragione del migliore risultato
conseguito nella liquidazione.
17. Alla data di entrata in vigore del presente
decreto, i liquidatori delle societa' Ristrutturazione
Elettronica REL S.p.a. in liquidazione, del Consorzio
Bancario Sir S.p.a. in liquidazione e della Societa'
Iniziative e Sviluppo di Attivita' Industriali - Isai
S.p.a. in liquidazione, decadono dalle loro funzioni e la
funzione di liquidatore di dette societa' e' assunta dalla
societa' trasferitaria di cui al comma 16. Sono abrogati i
commi 5 e 7 dell'art. 33 della legge 17 maggio 1999, n.
144.
18. Tutte le operazioni compiute in attuazione dei
commi 16 e 17 sono esenti da qualunque imposta diretta o
indiretta, tassa, obbligo e onere tributario comunque
inteso o denominato. Si applicano, in quanto compatibili,
le disposizioni di cui ai commi da 488 a 495 e 497
dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
19. Al fine del perseguimento di una maggiore
efficienza delle societa' pubbliche, tenuto conto dei
principi nazionali e comunitari in termini di economicita'
e di concorrenza, le amministrazioni di cui all'articolo 1,
comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non possono,
salvo quanto previsto dall'art. 2447 codice civile,
effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari,
aperture di credito, ne' rilasciare garanzie a favore delle
societa' partecipate non quotate che abbiano registrato,
per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio ovvero
che abbiano utilizzato riserve disponibili per il
ripianamento di perdite anche infrannuali. Sono in ogni
caso consentiti i trasferimenti alle societa' di cui al
primo periodo a fronte di convenzioni, contratti di
servizio o di programma relativi allo svolgimento di
servizi di pubblico interesse ovvero alla realizzazione di
investimenti. Al fine di salvaguardare la continuita' nella
prestazione di servizi di pubblico interesse, a fronte di
gravi pericoli per la sicurezza pubblica, l'ordine pubblico
e la sanita', su richiesta della amministrazione
interessata, con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri adottato su proposta del Ministro dell'economia e
delle finanze, di concerto con gli altri Ministri
competenti e soggetto a registrazione della Corte dei
Conti, possono essere autorizzati gli interventi di cui al
primo periodo del presente comma.
20. Le disposizioni del presente articolo non si
applicano in via diretta alle regioni, alle province
autonome e agli enti del Servizio sanitario nazionale, per
i quali costituiscono disposizioni di principio ai fini del
coordinamento della finanza pubblica. A decorrere dal 2011,
una quota pari al 10 per cento dei trasferimenti erariali
di cui all'art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, a
favore delle regioni a statuto ordinario e' accantonata per
essere successivamente svincolata e destinata alle regioni
a statuto ordinario che hanno attuato quanto stabilito
dall'art. 3 del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2,
convertito con legge 26 marzo 2010, n. 42 e che aderiscono
volontariamente alle regole previste dal presente articolo.
Ai fini ed agli effetti di cui al periodo precedente, si
considerano adempienti le Regioni a statuto ordinario che
hanno registrato un rapporto uguale o inferiore alla media
nazionale fra spesa di personale e spesa corrente al netto
delle spese per i ripiani dei disavanzi sanitari e del
surplus di spesa rispetto agli obiettivi programmati dal
patto di stabilita' interno e che hanno rispettato il patto
di stabilita' interno. Con decreto di natura non
regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze,
sentita la Conferenza Stato-Regioni, sono stabiliti
modalita', tempi e criteri per l'attuazione del presente
comma. Ai lavori della Conferenza Stato-Regioni partecipano
due rappresentanti delle Assemblee legislative regionali
designati d'intesa tra loro nell'ambito della Conferenza
dei Presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e
delle province autonome di cui agli articoli 5, 8 e 15
della legge 4 febbraio 2005, n. 11.
21. Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa di
cui al presente articolo, con esclusione di quelle di cui
al primo periodo del comma 6, sono versate annualmente
dagli enti e dalle amministrazioni dotati di autonomia
finanziaria ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio
dello Stato. La disposizione di cui al primo periodo non si
applica agli enti territoriali e agli enti, di competenza
regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano,
del Servizio sanitario nazionale, nonche' alle associazioni
di cui all' articolo 270 del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
21-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo non
si applicano agli enti di cui al decreto legislativo 30
giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio
1996, n. 103.
21-ter. Il Ministro della difesa, compatibilmente con
quanto statuito in sede contrattuale ovvero di accordi
internazionali comunque denominati in materia di programmi
militari di investimento, puo' autorizzare il differimento
del piano di consegna dei relativi mezzi e sistemi d'arma,
senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.
21-quater. Con decreto del Ministero della difesa,
adottato d'intesa con l'Agenzia del demanio, sentito il
Consiglio centrale della rappresentanza militare, si
provvede alla rideterminazione, a decorrere dal 1° gennaio
2011, del canone di occupazione dovuto dagli utenti non
aventi titolo alla concessione di alloggi di servizio del
Ministero della difesa, fermo restando per l'occupante
l'obbligo di rilascio entro il termine fissato
dall'Amministrazione, anche se in regime di proroga, sulla
base dei prezzi di mercato, ovvero, in mancanza di essi,
delle quotazioni rese disponibili dall'Agenzia del
territorio, del reddito dell'occupante e della durata
dell'occupazione. Le maggiorazioni del canone derivanti
dalla rideterminazione prevista dal presente comma
affluiscono ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio
dello Stato, per essere riassegnate per le esigenze del
Ministero della difesa.
21-quinquies. Con decreto di natura non regolamentare
del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i
Ministri della giustizia e dell'interno, da emanare entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto, sono dettate
specifiche disposizioni per disciplinare termini e
modalita' per la vendita dei titoli sequestrati di cui all'
articolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre
2008, n. 181, in modo tale da garantire la massima
celerita' del versamento del ricavato dell'alienazione al
Fondo unico giustizia, che deve avvenire comunque entro
dieci giorni dalla notifica del provvedimento di sequestro,
nonche' la restituzione all'avente diritto, in caso di
dissequestro, esclusivamente del ricavato dell'alienazione,
in ogni caso fermi restando i limiti di cui al citato
articolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre
2008, n. 181, entro i quali e' possibile l'utilizzo di beni
e valori sequestrati.
21-sexies. Per il triennio 2011-2013, ferme restando le
dotazioni previste dalla legge 23 dicembre 2009, n. 192, le
Agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, possono assolvere alle disposizioni del
presente articolo, del successivo articolo 8, comma 1,
primo periodo, nonche' alle disposizioni vigenti in materia
di contenimento della spesa dell'apparato amministrativo
effettuando un riversamento a favore dell'entrata del
bilancio dello Stato pari all'1 per cento delle dotazioni
previste sui capitoli relativi ai costi di funzionamento
stabilite con la citata legge. Si applicano in ogni caso
alle Agenzie fiscali le disposizioni di cui al comma 3 del
presente articolo, nonche' le disposizioni di cui all'
articolo 1, comma 22, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
all'articolo 2, comma 589, e all'articolo 3, commi 18, 54 e
59, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, all' articolo 27,
comma 2, e all' articolo 48, comma 1, del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133. Le predette Agenzie possono
conferire incarichi dirigenziali ai sensi dell' articolo
19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
tenendo conto delle proprie peculiarita' e della necessita'
di garantire gli obiettivi di gettito fissati annualmente.
Le medesime Agenzie possono conferire incarichi
dirigenziali ai sensi dell' articolo 19, comma 5-bis, del
citato decreto legislativo n. 165 del 2001 anche a soggetti
appartenenti alle magistrature e ai ruoli degli avvocati e
procuratori dello Stato previo collocamento fuori ruolo,
comando o analogo provvedimento secondo i rispettivi
ordinamenti. Il conferimento di incarichi eventualmente
eccedenti le misure percentuali previste dal predetto
articolo 19, comma 6, e' disposto nei limiti delle facolta'
assunzionali a tempo indeterminato delle singole Agenzie.
21-septies. All' articolo 17, comma 3, del decreto
legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, la parola:
«immediatamente» e' soppressa."
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo
7-quinquies del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5
(Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in
crisi, nonche' disposizioni in materia di produzione
lattiera e rateizzazione del debito nel settore
lattiero-caseario), convertito, con modificazioni, dalla
legge 9 aprile 2009, n. 33, come da ultimo integrata
dall'articolo 33, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n.
183.
"Art. 7-quinquies Fondi
1. Al fine di assicurare il finanziamento di interventi
urgenti e indifferibili, con particolare riguardo ai
settori dell'istruzione e agli interventi organizzativi
connessi ad eventi celebrativi, e' istituito un fondo nello
stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze, con una dotazione, per l'anno 2009, di 400 milioni
di euro.".
Si riporta il testo dei commi 605 e 607 dell'articolo 1
della citata legge n. 296 del 2006 e successive
modificazioni:
"605. Per meglio qualificare il ruolo e l'attivita'
dell'amministrazione scolastica attraverso misure e
investimenti, anche di carattere strutturale, che
consentano il razionale utilizzo della spesa e diano
maggiore efficacia ed efficienza al sistema
dell'istruzione, con uno o piu' decreti del Ministro della
pubblica istruzione sono adottati interventi concernenti:
a) nel rispetto della normativa vigente, la revisione,
a decorrere dall'anno scolastico 2007/2008, dei criteri e
dei parametri per la formazione delle classi al fine di
valorizzare la responsabilita' dell'amministrazione e delle
istituzioni scolastiche, individuando obiettivi, da
attribuire ai dirigenti responsabili, articolati per i
diversi ordini e gradi di scuola e le diverse realta'
territoriali, in modo da incrementare il valore medio
nazionale del rapporto alunni/classe dello 0,4. Si procede,
altresi', alla revisione dei criteri e parametri di
riferimento ai fini della riduzione della dotazione
organica del personale amministrativo, tecnico ed
ausiliario (ATA). L'adozione di interventi finalizzati alla
prevenzione e al contrasto degli insuccessi scolastici
attraverso la flessibilita' e l'individualizzazione della
didattica, anche al fine di ridurre il fenomeno delle
ripetenze;
b) il perseguimento della sostituzione del criterio
previsto dall'articolo 40, comma 3, della legge 27 dicembre
1997, n. 449, con l'individuazione di organici
corrispondenti alle effettive esigenze rilevate, tramite
una stretta collaborazione tra regioni, uffici scolastici
regionali, aziende sanitarie locali e istituzioni
scolastiche, attraverso certificazioni idonee a definire
appropriati interventi formativi;
c) la definizione di un piano triennale per
l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente per
gli anni 2007-2009, da verificare annualmente, d'intesa con
il Ministero dell'economia e delle finanze e con la
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della
funzione pubblica, circa la concreta fattibilita' dello
stesso, per complessive 150.000 unita', al fine di dare
adeguata soluzione al fenomeno del precariato storico e di
evitarne la ricostituzione, di stabilizzare e rendere piu'
funzionali gli assetti scolastici, di attivare azioni tese
ad abbassare l'eta' media del personale docente. Analogo
piano di assunzioni a tempo indeterminato e' predisposto
per il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario
(ATA), per complessive 30.000 unita'. Le nomine disposte in
attuazione dei piani di cui alla presente lettera sono
conferite nel rispetto del regime autorizzatorio in materia
di assunzioni di cui all'articolo 39, comma 3-bis, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449. Contestualmente
all'applicazione del piano triennale, il Ministro della
pubblica istruzione realizza un'attivita' di monitoraggio
sui cui risultati, entro diciotto mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, riferisce alle
competenti Commissioni parlamentari, anche al fine di
individuare nuove modalita' di formazione e abilitazione e
di innovare e aggiornare gli attuali sistemi di
reclutamento del personale docente, nonche' di verificare,
al fine della gestione della fase transitoria,
l'opportunita' di procedere a eventuali adattamenti in
relazione a quanto previsto nei periodi successivi. Con
effetto dalla data di entrata in vigore della presente
legge le graduatorie permanenti di cui all'articolo 1 del
decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, sono
trasformate in graduatorie ad esaurimento. Sono fatti salvi
gli inserimenti nelle stesse graduatorie da effettuare per
il biennio 2007-2008 per i docenti gia' in possesso di
abilitazione, e con riserva del conseguimento del titolo di
abilitazione, per i docenti che frequentano, alla data di
entrata in vigore della presente legge, i corsi abilitanti
speciali indetti ai sensi del predetto decreto-legge n. 97
del 2004, i corsi presso le scuole di specializzazione
all'insegnamento secondario (SISS), i corsi biennali
accademici di secondo livello ad indirizzo didattico
(COBASLID), i corsi di didattica della musica presso i
Conservatori di musica e il corso di laurea in Scienza
della formazione primaria. La predetta riserva si intende
sciolta con il conseguimento del titolo di abilitazione.
Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, sentito
il Consiglio nazionale della pubblica istruzione (CNPI), e'
successivamente disciplinata la valutazione dei titoli e
dei servizi dei docenti inclusi nelle predette graduatorie
ai fini della partecipazione ai futuri concorsi per esami e
titoli. In correlazione alla predisposizione del piano per
l'assunzione a tempo indeterminato per il personale docente
previsto dalla presente lettera, e' abrogata con effetto
dal 1° settembre 2007 la disposizione di cui al punto B.3),
lettera h), della tabella di valutazione dei titoli
allegata al decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito,
con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143. E'
fatta salva la valutazione in misura doppia dei servizi
prestati anteriormente alla predetta data. Ai docenti in
possesso dell'abilitazione in educazione musicale,
conseguita entro la data di scadenza dei termini per
l'inclusione nelle graduatorie permanenti per il biennio
2005/2006-2006/2007, privi del requisito di servizio di
insegnamento che, alla data di entrata in vigore della
legge 3 maggio 1999, n. 124, erano inseriti negli elenchi
compilati ai sensi del decreto del Ministro della pubblica
istruzione 13 febbraio 1996, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 102 del 3 maggio 1996, e' riconosciuto il
diritto all'iscrizione nel secondo scaglione delle
graduatorie permanenti di strumento musicale nella scuola
media previsto dall'articolo 1, comma 2-bis, del
decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 333. Sono
comunque fatte salve le assunzioni a tempo indeterminato
gia' effettuate su posti della medesima classe di concorso.
Sui posti vacanti e disponibili relativi agli anni
scolastici 2007/2008, 2008/2009 e 2009/2010, una volta
completate le nomine di cui al comma 619, si procede alla
nomina dei candidati che abbiano partecipato alle prove
concorsuali della procedura riservata bandita con decreto
del Ministro della pubblica istruzione 3 ottobre 2006,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n.
76 del 6 ottobre 2006, che abbiano completato la relativa
procedura concorsuale riservata, alla quale siano stati
ammessi per effetto dell'aliquota aggiuntiva del 10 per
cento e siano risultati idonei e non nominati in relazione
al numero dei posti previsti dal bando. Successivamente si
procede alla nomina dei candidati che abbiano partecipato
alle prove concorsuali delle procedure riservate bandite
con decreto dirigenziale 17 dicembre 2002, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 100 del 20
dicembre 2002 e con il predetto decreto ministeriale 3
ottobre 2006, che abbiano superato il colloquio di
ammissione ai corsi di formazione previsti dalle medesime
procedure, ma non si siano utilmente collocati nelle
rispettive graduatorie per la partecipazione agli stessi
corsi di formazione. Detti candidati possono partecipare a
domanda ad un apposito periodo di formazione e sono ammessi
a completare l'iter concorsuale sostenendo gli esami finali
previsti nei citati bandi, inserendosi nelle rispettive
graduatorie dopo gli ultimi graduati. L'onere relativo al
corso di formazione previsto dal precedente periodo deve
essere sostenuto nei limiti degli ordinari stanziamenti di
bilancio. Le nomine, fermo restando il regime
autorizzatorio in materia di assunzioni di cui all'articolo
39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, sono
conferite secondo l'ordine di indizione delle medesime
procedure concorsuali. Nella graduatoria del concorso
riservato indetto con il decreto dirigenziale 17 dicembre
2002 sono, altresi', inseriti, ulteriormente in coda,
coloro che hanno frequentato nell'ambito della medesima
procedura il corso di formazione, superando il successivo
esame finale, ma che risultano privi del requisito di
almeno un anno di incarico di presidenza;
d) l'attivazione, presso gli uffici scolastici
provinciali, di attivita' di monitoraggio a sostegno delle
competenze dell'autonomia scolastica relativamente alle
supplenze brevi, con l'obiettivo di ricondurre gli
scostamenti piu' significativi delle assenze ai valori medi
nazionali;
e) ai fini della compiuta attuazione di quanto previsto
dall'articolo 1, comma 128, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, l'adozione di un piano biennale di formazione per i
docenti della scuola primaria, da realizzare negli anni
scolastici 2007/2008 e 2008/2009, finalizzato al
conseguimento delle competenze necessarie per
l'insegnamento della lingua inglese. A tale fine, per un
rapido conseguimento dell'obiettivo, sono attivati corsi di
formazione anche a distanza, integrati da momenti intensivi
in presenza;
f) il miglioramento dell'efficienza ed efficacia degli
attuali ordinamenti dell'istruzione professionale anche
attraverso la riduzione, a decorrere dall'anno scolastico
2007/2008, dei carichi orari settimanali delle lezioni,
secondo criteri di maggiore flessibilita', di piu' elevata
professionalizzazione e di funzionale collegamento con il
territorio."
"607. La tabella di valutazione dei titoli allegata al
decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, e
successive modificazioni, e' ridefinita con decreto del
Ministro della pubblica istruzione, sentito il CNPI. Il
decreto e' adottato, a decorrere dal biennio
2007/2008-2008/2009, in occasione degli aggiornamenti
biennali delle graduatorie permanenti di cui all'articolo
401 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile
1994, n. 297, e successive modificazioni. Sono fatte salve
le valutazioni dei titoli conseguiti anteriormente e gia'
riconosciuti nelle graduatorie permanenti relative al
biennio 2005/2006-2006/2007. Sono ridefinite, in
particolare, le disposizioni riguardanti la valutazione dei
titoli previsti dal punto C.11) della predetta tabella, e
successive modificazioni. Ai fini di quanto previsto dal
precedente periodo, con il decreto di cui al presente comma
sono definiti criteri e requisiti per l'accreditamento
delle strutture formative e dei corsi.".
La legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al
lavoro dei disabili), e' pubblicata nella Gazz. Uff. 23
marzo 1999, n. 68, S.O.
Si riporta il testo del comma 3-bis dell'articolo 6 del
decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4 (Misure urgenti in
materia di organizzazione e funzionamento della pubblica
amministrazione), convertito, con modificazioni, dalla
legge 9 marzo 2006, n. 80:
"3-bis. L'accertamento dell'invalidita' civile ovvero
dell'handicap, riguardante soggetti con patologie
oncologiche, e' effettuato dalle commissioni mediche di cui
all'articolo 1 della legge 15 ottobre 1990, n. 295, ovvero
all'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, entro
quindici giorni dalla domanda dell'interessato. Gli esiti
dell'accertamento hanno efficacia immediata per il
godimento dei benefici da essi derivanti, fatta salva la
facolta' della commissione medica periferica di cui
all'articolo 1, comma 7, della legge 15 ottobre 1990, n.
295, di sospenderne gli effetti fino all'esito di ulteriori
accertamenti.".
Si riporta il testo del comma 9 dell'articolo 29 della
legge 30 dicembre 2010, n. 240 (Norme in materia di
organizzazione delle universita', di personale accademico e
reclutamento, nonche' delega al Governo per incentivare la
qualita' e l'efficienza del sistema universitario):
"9. A valere sulle risorse previste dalla legge di
stabilita' per il 2011 per il fondo per il finanziamento
ordinario delle universita', e' riservata una quota non
superiore a 13 milioni di euro per l'anno 2011, 93 milioni
di euro per l'anno 2012 e 173 milioni di euro annui a
decorrere dall'anno 2013, per la chiamata di professori di
seconda fascia, secondo le procedure di cui agli articoli
18 e 24, comma 6, della presente legge e di cui
all'articolo 1, comma 9, della legge 4 novembre 2005, n.
230. L'utilizzo delle predette risorse e' disposto con
decreto del Ministro, adottato di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, previo parere conforme delle
Commissioni parlamentari competenti.".
Si riporta il testo del comma 4 dell'articolo 51 della
legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la
stabilizzazione della finanza pubblica):
"4. Le spese fisse e obbligatorie per il personale di
ruolo delle universita' statali non possono eccedere il 90
per cento dei trasferimenti statali sul fondo per il
finanziamento ordinario. Nel caso dell'Universita' degli
studi di Trento si tiene conto anche dei trasferimenti per
il funzionamento erogati ai sensi della legge 14 agosto
1982, n. 590. Le universita' nelle quali la spesa per il
personale di ruolo abbia ecceduto nel 1997 e negli anni
successivi il predetto limite possono effettuare assunzioni
di personale di ruolo il cui costo non superi, su base
annua, il 35 per cento delle risorse finanziarie che si
rendano disponibili per le cessazioni dal ruolo dell'anno
di riferimento. Tale disposizione non si applica alle
assunzioni derivanti dall'espletamento di concorsi gia'
banditi alla data del 30 settembre 1997 e rimane operativa
sino a che la spesa per il personale di ruolo ecceda il
limite previsto dal presente comma.".
Si riporta il testo dei commi 1 e 4 dell'articolo 5
della citata legge n. 240 del 2010:
"Art. 5. (Delega in materia di interventi per la
qualita' e l'efficienza del sistema universitario)
1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro il termine
di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, uno o piu' decreti legislativi finalizzati
a riformare il sistema universitario per il raggiungimento
dei seguenti obiettivi:
a) valorizzazione della qualita' e dell'efficienza
delle universita' e conseguente introduzione di meccanismi
premiali nella distribuzione delle risorse pubbliche sulla
base di criteri definiti ex ante, anche mediante previsione
di un sistema di accreditamento periodico delle
universita'; valorizzazione dei collegi universitari
legalmente riconosciuti, ivi compresi i collegi storici,
mediante la previsione di una apposita disciplina per il
riconoscimento e l'accreditamento degli stessi anche ai
fini della concessione del finanziamento statale;
valorizzazione della figura dei ricercatori; realizzazione
di opportunita' uniformi, su tutto il territorio nazionale,
di accesso e scelta dei percorsi formativi;
b) revisione della disciplina concernente la
contabilita', al fine di garantirne coerenza con la
programmazione triennale di ateneo, maggiore trasparenza ed
omogeneita', e di consentire l'individuazione della esatta
condizione patrimoniale dell'ateneo e dell'andamento
complessivo della gestione; previsione di meccanismi di
commissariamento in caso di dissesto finanziario degli
atenei;
c) introduzione, sentita l'ANVUR, di un sistema di
valutazione ex post delle politiche di reclutamento degli
atenei, sulla base di criteri definiti ex ante;
d) revisione, in attuazione del titolo V della parte II
della Costituzione, della normativa di principio in materia
di diritto allo studio, al fine di rimuovere gli ostacoli
di ordine economico e sociale che limitano l'accesso
all'istruzione superiore, e contestuale definizione dei
livelli essenziali delle prestazioni (LEP) erogate dalle
universita' statali.
2. - 3 (Omissis).
4. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1,
lettera b), il Governo si attiene ai seguenti principi e
criteri direttivi:
a) introduzione di un sistema di contabilita'
economico-patrimoniale e analitica, del bilancio unico e
del bilancio consolidato di ateneo sulla base di principi
contabili e schemi di bilancio stabiliti e aggiornati dal
Ministero, di concerto con il Ministero dell'economia e
delle finanze, sentita la Conferenza dei rettori delle
universita' italiane (CRUI), garantendo, al fine del
consolidamento e del monitoraggio dei conti delle
amministrazioni pubbliche, la predisposizione di un
bilancio preventivo e di un rendiconto in contabilita'
finanziaria, in conformita' alla disciplina adottata ai
sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge 31 dicembre
2009, n. 196;
b) adozione di un piano economico-finanziario triennale
al fine di garantire la sostenibilita' di tutte le
attivita' dell'ateneo;
c) previsione che gli effetti delle misure di cui alla
presente legge trovano adeguata compensazione nei piani
previsti alla lettera d); comunicazione al Ministero
dell'economia e delle finanze, con cadenza annuale, dei
risultati della programmazione triennale riferiti al
sistema universitario nel suo complesso, ai fini del
monitoraggio degli andamenti della finanza pubblica;
d) predisposizione di un piano triennale diretto a
riequilibrare, entro intervalli di percentuali definiti dal
Ministero, e secondo criteri di piena sostenibilita'
finanziaria, i rapporti di consistenza del personale
docente, ricercatore e tecnico-amministrativo, ed il numero
dei professori e ricercatori di cui all'articolo 1, comma
9, della legge 4 novembre 2005, n. 230, e successive
modificazioni; previsione che la mancata adozione, parziale
o totale, del predetto piano comporti la non erogazione
delle quote di finanziamento ordinario relative alle unita'
di personale che eccedono i limiti previsti;
e) determinazione di un limite massimo all'incidenza
complessiva delle spese per l'indebitamento e delle spese
per il personale di ruolo e a tempo determinato, inclusi
gli oneri per la contrattazione integrativa, sulle entrate
complessive dell'ateneo, al netto di quelle a destinazione
vincolata;
f) introduzione del costo standard unitario di
formazione per studente in corso, calcolato secondo indici
commisurati alle diverse tipologie dei corsi di studio e ai
differenti contesti economici, territoriali e
infrastrutturali in cui opera l'universita', cui collegare
l'attribuzione all'universita' di una percentuale della
parte di fondo di finanziamento ordinario non assegnata ai
sensi dell'articolo 2 del decreto-legge 10 novembre 2008,
n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
gennaio 2009, n. 1; individuazione degli indici da
utilizzare per la quantificazione del costo standard
unitario di formazione per studente in corso, sentita
l'ANVUR;
g) previsione della declaratoria di dissesto
finanziario nell'ipotesi in cui l'universita' non possa
garantire l'assolvimento delle proprie funzioni
indispensabili ovvero non possa fare fronte ai debiti
liquidi ed esigibili nei confronti dei terzi;
h) disciplina delle conseguenze del dissesto
finanziario con previsione dell'inoltro da parte del
Ministero di preventiva diffida e sollecitazione a
predisporre, entro un termine non superiore a centottanta
giorni, un piano di rientro da sottoporre all'approvazione
del Ministero, di concerto con il Ministero dell'economia e
delle finanze, e da attuare nel limite massimo di un
quinquennio; previsione delle modalita' di controllo
periodico dell'attuazione del predetto piano;
i) previsione, per i casi di mancata predisposizione,
mancata approvazione ovvero omessa o incompleta attuazione
del piano, del commissariamento dell'ateneo e disciplina
delle modalita' di assunzione da parte del Governo, su
proposta del Ministro, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, della delibera di
commissariamento e di nomina di uno o piu' commissari, ad
esclusione del rettore, con il compito di provvedere alla
predisposizione ovvero all'attuazione del piano di rientro
finanziario;
l) previsione di un apposito fondo di rotazione,
distinto ed aggiuntivo rispetto alle risorse destinate al
fondo di finanziamento ordinario per le universita', a
garanzia del riequilibrio finanziario degli atenei;
m) previsione che gli eventuali maggiori oneri
derivanti dall'attuazione della lettera l) del presente
comma siano quantificati e coperti, ai sensi dell'articolo
17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
5. - 9 (Omissis).".
Si riporta il testo dell'articolo 4 della legge 23
novembre 1998, n. 407, e successive modificazioni (Nuove
norme in favore delle vittime del terrorismo e della
criminalita' organizzata):
"4. 1. A decorrere dall'anno scolastico 1997-1998 e
dall'anno accademico 1997-1998 sono istituite borse di
studio riservate ai soggetti di cui all'articolo 1 della
legge 20 ottobre 1990, n. 302 , come modificato
dall'articolo 1, comma 1, della presente legge, nonche'
agli orfani e ai figli delle vittime del terrorismo e della
criminalita' organizzata per ogni anno di scuola elementare
e secondaria, inferiore e superiore, e di corso
universitario. Tali borse di studio sono esenti da ogni
imposizione fiscale. Per l'attuazione del presente articolo
e' autorizzata la spesa di lire 1.000 milioni annue a
decorrere dall'anno 1998.".
Si riporta il testo del comma 27 dell'articolo 33 della
legge 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato.
(Legge di stabilita' 2012):
"27. La dotazione del Fondo di intervento integrativo
per la concessione dei prestiti d'onore e l'erogazione
delle borse di studio da ripartire tra le regioni, di cui
alla legge 11 febbraio 1992, n. 147, e' incrementata di 150
milioni di euro per l'anno 2012.".

((Art. 14 bis


Proroga degli interventi in favore del comune di Pietrelcina

1. Il termine di cui al comma 5-bis dell'articolo 7 del
decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, relativo agli
interventi in favore del comune di Pietrelcina, e' prorogato per
l'anno 2012 nel limite di spesa di euro 500.000.
2. All'onere di cui al comma 1, pari a euro 500.000 per l'anno
2012, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 7-quinquies, comma
1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, relativa al Fondo
per interventi urgenti ed indifferibili, come integrata, da ultimo,
dall'articolo 33, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183.
3. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 5-bis dell'articolo 7 del
citato decreto-legge n. 194 del 2009:
"5-bis. Il termine di cui all'articolo 3-bis, comma 2,
del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17,
relativo agli interventi a favore del comune di
Pietrelcina, e' prorogato per gli anni 2010 e 2011 nei
limiti di 500.000 euro annui. Al relativo onere, pari a
500.000 euro annui per ciascuno degli anni 2010 e 2011, si
provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di
riserva per le autorizzazioni di spesa delle leggi
permanenti di natura corrente.".
Per il testo del comma 1 dell'articolo 7-quinquies del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, si veda nelle note
all'art. 14.

Art. 15


Proroga di termini in materia di amministrazione dell'interno

1. Il termine di cui all'articolo 2, comma 6, del decreto-legge 29
dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 2011, n. 10, e' prorogato sino al 30 giugno 2012, fermo
restando quanto disposto dalla stessa norma. Agli oneri derivanti dal
presente articolo, pari a euro 10.311.907 ((per l'anno 2012)), si
provvede mediante riduzione del fondo di cui all'articolo 33, comma
8, della legge 12 novembre 2011, n. 183, nella quota parte destinata
al Ministero dell'interno.
2. All'articolo 1, comma 6-septies, del decreto-legge 28 dicembre
2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2007, n. 17, le parole: «Fino al 31 dicembre 2011» sono sostituite
dalle seguenti: «Fino al 31 dicembre 2012».
((2-bis. E' prorogato al 31 dicembre 2013 il termine della
validita' della graduatoria adottata in attuazione dell'articolo 1,
comma 526, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.))
3. ((E' prorogata, per l'anno 2012, l'applicazione delle
disposizioni)) di cui all'articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge
30 dicembre 2004, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge
1o marzo 2005, n. 26.
((3-bis. All'articolo 5-bis, comma 4, del decreto-legge 30 dicembre
2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2010, n. 26, le parole: «per l'anno 2010» sono sostituite dalle
seguenti: «per gli anni 2010 e 2012».
3-ter. All'onere di cui al comma 3-bis, pari a 250.000 euro per
l'anno 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini
del bilancio triennale 2012-2014, nell'ambito del programma «Fondi di
riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno
2012, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo
al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
3-quater. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato
ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.
3-quinquies. Al fine di garantire e tutelare la sicurezza e la
salvaguardia della vita umana in acqua, fino all'emanazione, entro il
31 dicembre 2012, del regolamento recante la disciplina dei corsi di
formazione per gli addetti al salvamento acquatico, da adottare con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ai sensi
dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
prorogate le autorizzazioni all'esercizio di attivita' di formazione
e concessione brevetti per lo svolgimento dell'attivita' di
salvamento acquatico rilasciate entro il 31 dicembre 2011. Fino allo
stesso termine del 31 dicembre 2012 e comunque fino alla data di
entrata in vigore del regolamento, non possono essere rilasciate
nuove autorizzazioni e le relative attivita' possono essere svolte
esclusivamente in base alle autorizzazioni prorogate ai sensi del
presente comma.))
4. Il termine di cui all'articolo 3, secondo comma, del ((testo
unico di cui al regio decreto)) 18 giugno 1931, n. 773, ((e
successive modificazioni,)) relativo all'apposizione delle impronte
digitali sulle carte di identita', e' prorogato al 31 dicembre 2012.
5. Il termine di cui all'articolo 7, comma 31-sexies, primo
periodo, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ((e' ulteriormente
prorogato)) di 180 giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto.
6. All'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n.
194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n.
25, le parole: «sino al 31 dicembre 2011» sono sostituite dalle
seguenti: «fino al 31 dicembre 2012».
7. Il termine ((indicato nell'articolo 23,)) comma 9, del
decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, come da ultimo prorogato dal
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 marzo 2011,
((recante ulteriore proroga di termini relativa alla Presidenza del
Consiglio dei ministri,)) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74
del 31 marzo 2011, e' ulteriormente prorogato ((di due anni)) per le
strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre venticinque posti
letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del
Ministro dell'interno del 9 aprile 1994, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 116 del 20 maggio 1994, che non abbiano completato
l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi e siano
ammesse, a domanda, al piano straordinario biennale di adeguamento
antincendio, approvato con decreto del Ministro dell'interno da
adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto.
8. In caso di omessa presentazione dell'istanza, di mancata
ammissione al piano straordinario ovvero nel caso in cui, alla data
del ((31 dicembre 2013,)) non risulti ancora completato l'adeguamento
antincendio delle strutture ricettive di cui al comma 7, si applicano
le sanzioni di cui all'articolo 4 ((del regolamento di cui al
decreto)) del Presidente della Repubblica 1o agosto 2011, n. 151.
((8-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 16-quater,
del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, sono prorogate
fino al 31 dicembre 2012.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 6 dell'articolo 2 del
citato decreto-legge n. 225 del 2010:
"6. Per garantire l'operativita' degli sportelli unici
per l'immigrazione nei compiti di accoglienza e
integrazione e degli uffici immigrazione delle Questure nel
completamento delle procedure di emersione del lavoro
irregolare, il Ministero dell'interno, in deroga alla
normativa vigente, e' autorizzato a rinnovare per un anno i
contratti di lavoro di cui all'articolo 1, comma 1,
dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 29
marzo 2007, n. 3576. Ai fini di cui al presente comma non
si applica quanto stabilito dall'articolo 5 del decreto
legislativo 6 settembre 2001, n. 368, dall'articolo 1,
comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e
dall'articolo 3, comma 90, della legge 24 dicembre 2007, n.
244. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 19,1
milioni di euro per l'anno 2011, si provvede ai sensi
dell'articolo 3.".
Si riporta il testo del comma 8 dell'articolo 33 della
citata legge n. 183 del 2011:
"8. Per l'anno 2012 e' istituito un apposito fondo con
una dotazione di 750 milioni di euro, destinato, quanto a
200 milioni di euro al Ministero della difesa per il
potenziamento ed il finanziamento di oneri indifferibili
del comparto difesa e sicurezza, quanto a 220 milioni di
euro al Ministero dell'interno per il potenziamento ed il
finanziamento di oneri indifferibili della Polizia di
Stato, dell'Arma dei carabinieri e dei Vigili del fuoco,
quanto a 30 milioni di euro al Corpo della guardia di
finanza per il potenziamento ed il finanziamento di oneri
indifferibili, quanto a 100 milioni di euro al Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca per la
messa in sicurezza degli edifici scolastici, quanto a 100
milioni di euro al Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio e del mare per interventi in materia di
difesa del suolo ed altri interventi urgenti, quanto a 100
milioni di euro al Ministero dello sviluppo economico per
il finanziamento del fondo di garanzia di cui all'articolo
15 della legge 7 agosto 1997, n. 266. Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato a ripartire il
fondo di cui al presente comma.".
Si riporta il testo del comma 6-septies dell'articolo 1
del citato decreto-legge n. 300 del 2006, come modificato
dalla presente legge:
"6-septies. Fino al 31 dicembre 2012, nei limiti delle
risorse finanziarie disponibili al personale appartenente
al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, collocato in
posizione di comando o fuori ruolo presso gli organi
costituzionali, presso gli uffici di cui all'articolo 14,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, nonche' presso gli uffici della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, continua ad
applicarsi la disposizione di cui all'articolo 57 del testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10
gennaio 1957, n. 3, e successive modificazioni. Al medesimo
personale, e fino alla predetta data, non si applicano,
altresi', il limite di cui all'ultimo periodo del comma 1
dell'articolo 133 del decreto legislativo 13 ottobre 2005,
n. 217, e la disposizione di cui al comma 3 del medesimo
articolo 133.".
Si riporta il testo del comma 526 dell'articolo 1 della
citata legge n. 296 del 2006:
"526. Le amministrazioni di cui al comma 523 possono
altresi' procedere, per l'anno 2008, nel limite di un
contingente di personale non dirigenziale complessivamente
corrispondente ad una spesa pari al 40 per cento di quella
relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente,
alla stabilizzazione del rapporto di lavoro del personale,
in possesso dei requisiti di cui al comma 519. Nel limite
del predetto contingente, per avviare anche per il Corpo
nazionale dei vigili del fuoco la trasformazione in
rapporti a tempo indeterminato delle forme di
organizzazione precaria del lavoro, e' autorizzata una
stabilizzazione del personale volontario, di cui agli
articoli 6, 8 e 9 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n.
139, che, alla data del 1° gennaio 2007, risulti iscritto
negli appositi elenchi di cui al predetto articolo 6 del
decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, da almeno tre
anni ed abbia effettuato non meno di centoventi giorni di
servizio. Con decreto del Ministro dell'interno, fermo
restando il possesso dei requisiti ordinari per l'accesso
alla qualifica di vigile del fuoco previsti dalle vigenti
disposizioni, sono stabiliti i criteri, il sistema di
selezione, nonche' modalita' abbreviate per il corso di
formazione.".
Si riporta il testo del comma 1-bis dell'articolo 1 del
decreto-legge 30 dicembre 2004, n. 314 (Proroga di
termini), convertito, con modificazioni, dalla legge 1°
marzo 2005, n. 26:
"1-bis. Ai fini dell'approvazione del bilancio di
previsione degli enti locali e della verifica della
salvaguardia degli equilibri di bilancio si applicano, per
l'anno 2005, le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 2
e 3, del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 80, convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2004, n. 140.".
Si riporta il testo del comma 4 dell'articolo 5-bis del
citato decreto-legge n. 195 del 2009, come modificato dalla
presente legge:
"4. Il contributo annuo a carico dello Stato destinato
al pagamento dei premi per l'assicurazione contro i rischi
di morte, invalidita' permanente e responsabilita' civile
verso terzi, ivi compresi gli altri soccorritori, dei
volontari del CNSAS impegnati nelle operazioni di soccorso
o nelle esercitazioni, previsto dall' articolo 3 della
legge 18 febbraio 1992, n. 162, e' integrato per gli anni
2010 e 2012 di euro 250.000."
Si riporta il testo del comma 3 dell'articolo 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri):
"3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di
autorita' sottordinate al ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu' ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.".
Si riporta il testo del secondo comma dell'articolo 3
del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive
modificazioni (Approvazione del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza):
"La carta di identita' ha durata di dieci anni e deve
essere munita della fotografia della persona a cui si
riferisce. Per i minori di eta' inferiore a tre anni, la
validita' della carta d'identita' e' di tre anni; per i
minori di eta' compresa fra tre e diciotto anni, la
validita' e' di cinque anni. Le carte di identita' di cui
all'articolo 7-vicies ter del decreto-legge 31 gennaio
2005, n. 7, convertito con modificazioni dalla legge 31
marzo 2005, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni,
devono essere munite anche delle impronte digitali della
persona a cui si riferiscono. Sono esentati dall'obbligo di
rilevamento delle impronte digitali i minori di eta'
inferiore a dodici anni.".
Si riporta il testo del comma 31-sexies dell'articolo 7
del citato decreto-legge n. 78 del 2010:
"31-sexies. Il contributo a carico delle
amministrazioni provinciali e dei comuni previsto dal comma
5 dell' articolo 102 del citato decreto legislativo n. 267
del 2000 e' soppresso dal 1° gennaio 2011 e dalla medesima
data sono corrispondentemente ridotti i contributi ordinari
delle amministrazioni provinciali e dei comuni, per essere
destinati alla copertura degli oneri derivanti
dall'applicazione del comma 31-ter. I criteri della
riduzione sono definiti con decreto del Ministro
dell'interno di concerto con i Ministri dell'economia e
delle finanze e per la pubblica amministrazione e
l'innovazione, sentita la Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali, da adottare entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto.".
Si riporta il testo del comma 5 dell'articolo 3 del
citato decreto-legge n. 194 del 2009, come modificato dalla
presente legge:
"5. E' prorogato sino al completamento degli interventi
e comunque fino al 31 dicembre 2012 il termine, fissato al
31 dicembre 2009 dall'articolo 6-bis del decreto-legge 28
dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla
legge 26 febbraio 2007, n. 17, per il mantenimento delle
risorse finanziarie rese disponibili dalle leggi 11 giugno
2004, nn. 146, 147 e 148, per l'istituzione degli uffici
periferici dello Stato ed assegnate alle contabilita'
speciali, intestate ai commissari delle province di Monza e
della Brianza, di Fermo e di Barletta-Andria-Trani e
trasferite ai prefetti incaricati di completare gli
interventi relativi all'istituzione degli uffici periferici
dello Stato nelle stesse province.".
Si riporta il testo del comma 9 dell'articolo 23 del
citato decreto-legge n. 78 del 2009, come da ultimo
prorogato dal DPCM 25 marzo 2011:
"9. Il termine stabilito dall'articolo 3, comma 4, del
decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, come da
ultimo modificato dal comma 10, dell'articolo 4-bis, del
decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, per
completare l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione
incendi delle strutture ricettive turistico-alberghiere con
oltre 25 posti letto, esistenti alla data di entrata in
vigore del decreto del Ministro dell'interno in data 9
aprile 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del
20 maggio 1994, e' prorogato al 31 dicembre 2010. La
proroga del termine di cui al presente comma, si applica
anche alle strutture ricettive per le quali venga
presentato, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, al Comando provinciale dei Vigili del
fuoco competente per territorio, il progetto di adeguamento
per l'acquisizione del parere di conformita' previsto
dall'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37. In
pendenza del termine per la presentazione del progetto di
cui al presente comma, restano sospesi i procedimenti volti
all'accertamento dell'ottemperanza agli obblighi previsti
dal decreto del Ministro dell'interno in data 9 aprile
1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 20
maggio 1994.".
Si riporta il testo dell'articolo 4 del decreto del
Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151
(Regolamento recante semplificazione della disciplina dei
procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a
norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge
31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla
legge 30 luglio 2010, n. 122):
"Art. 4 Controlli di prevenzione incendi
1. Per le attivita' di cui all'Allegato I del presente
regolamento, l'istanza di cui al comma 2 dell'articolo 16
del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, e' presentata
al Comando, prima dell'esercizio dell'attivita', mediante
segnalazione certificata di inizio attivita', corredata
dalla documentazione prevista dal decreto di cui
all'articolo 2, comma 7, del presente regolamento. Il
Comando verifica la completezza formale dell'istanza, della
documentazione e dei relativi allegati e, in caso di esito
positivo, ne rilascia ricevuta.
2. Per le attivita' di cui all'Allegato I, categoria A
e B, il Comando, entro sessanta giorni dal ricevimento
dell'istanza di cui al comma 1, effettua controlli,
attraverso visite tecniche, volti ad accertare il rispetto
delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione
degli incendi, nonche' la sussistenza dei requisiti di
sicurezza antincendio. I controlli sono disposti anche con
metodo a campione o in base a programmi settoriali, per
categorie di attivita' o nelle situazioni di potenziale
pericolo comunque segnalate o rilevate. Entro lo stesso
termine, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei
presupposti per l'esercizio delle attivita' previsti dalla
normativa di prevenzione incendi, il Comando adotta
motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione
dell'attivita' e di rimozione degli eventuali effetti
dannosi dalla stessa prodotti, ad eccezione che, ove sia
possibile, l'interessato provveda a conformare alla
normativa antincendio e ai criteri tecnici di prevenzione
incendi detta attivita' entro un termine di quarantacinque
giorni. Il Comando, a richiesta dell'interessato, in caso
di esito positivo, rilascia copia del verbale della visita
tecnica.
3. Per le attivita' di cui all'Allegato I categoria C,
il Comando, entro sessanta giorni dal ricevimento
dell'istanza di cui al comma 1, effettua controlli,
attraverso visite tecniche, volti ad accertare il rispetto
delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione
degli incendi, nonche' la sussistenza dei requisiti di
sicurezza antincendio. Entro lo stesso termine, in caso di
accertata carenza dei requisiti e dei presupposti per
l'esercizio delle attivita' previsti dalla normativa di
prevenzione incendi, il Comando adotta motivati
provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attivita' e
di rimozione degli eventuali effetti dannosi dalla stessa
prodotti, ad eccezione che, ove sia possibile,
l'interessato provveda a conformare alla normativa
antincendio e ai criteri tecnici di prevenzione incendi
detta attivita' entro un termine di quarantacinque giorni.
Entro quindici giorni dalla data di effettuazione delle
visite tecniche effettuate sulle attivita' di cui al
presente comma, in caso di esito positivo, il Comando
rilascia il certificato di prevenzione incendi.
4. Il Comando acquisisce le certificazioni e le
dichiarazioni attestanti la conformita' delle attivita' di
cui all'Allegato I alla normativa di prevenzione incendi,
ai sensi del comma 4 dell'articolo 16 del decreto
legislativo 8 marzo 2006, n. 139.
5. Qualora il sopralluogo debba essere effettuato dal
Comando nel corso di un procedimento di autorizzazione che
prevede un atto deliberativo propedeutico emesso da organi
collegiali, dei quali e' chiamato a far parte il Comando
stesso, si applicano i diversi termini stabiliti per tali
procedimenti.
6. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3 del
presente decreto in caso di modifiche che comportano un
aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza
antincendio, l'obbligo per l'interessato di avviare
nuovamente le procedure previste dal presente articolo
ricorre quando vi sono modifiche di lavorazione o di
strutture, nei casi di nuova destinazione dei locali o di
variazioni qualitative e quantitative delle sostanze
pericolose esistenti negli stabilimenti o depositi e ogni
qualvolta sopraggiunga una modifica delle condizioni di
sicurezza precedentemente accertate.".
Si riporta il testo del comma 16-quater dell'articolo 2
del citato decreto-legge n. 225 del 2010:
"16-quater. Fino al 30 aprile 2011 e' autorizzato, ai
sensi della legge 24 aprile 1941, n. 392, il trasferimento
di euro 4.500.000 al fine di consentire, nel contesto di
cui all' articolo 14 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133, la prosecuzione delle attivita' di
infrastrutturazione informatica occorrenti per le connesse
attivita' degli uffici giudiziari e della sicurezza.".

Art. 16

Proroga in materia di investimenti degli enti previdenziali in
Abruzzo

1. Allo scopo di assicurare maggiore rapidita' ed efficacia al
programma di ricostruzione in Abruzzo, gli enti previdenziali
proseguono per l'anno 2012 gli investimenti previsti dall'articolo
14, comma 3, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, da realizzare anche
in forma diretta, nel rispetto dei vincoli autorizzativi e ((sulla
base di verifiche)) di compatibilita' con i saldi strutturali di
finanza pubblica di cui all'articolo 8, comma 15, del decreto-legge
31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, entro un tetto di spesa pluriennale definito con
decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con
il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, entro 30 giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
2. Gli investimenti di cui al comma 1, effettuati nell'ambito delle
aree della ricostruzione del tessuto urbano, del settore sociale, del
settore turistico ricettivo, del settore sanitario e del settore
cultura, vengono individuati con provvedimenti adottati ai sensi
dell'articolo 1 del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77.


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 3 dell'articolo 14 del
decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39 (Interventi urgenti in
favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella
regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori
interventi urgenti di protezione civile), convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77:
"3. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 1
sono disciplinati per il periodo 2009-2012 gli investimenti
immobiliari per finalita' di pubblico interesse degli enti
previdenziali pubblici, inclusi gli interventi di
ricostruzione e riparazione di immobili ad uso abitativo o
non abitativo, esclusivamente in forma indiretta e nel
limite del 7 per cento dei fondi disponibili, localizzati
nei territori dei comuni individuati ai sensi dell'articolo
1, anche in maniera da garantire l'attuazione delle misure
di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b). Anche al fine
di evitare i maggiori costi derivanti dalla eventuale
interruzione dei programmi di investimento di cui al
presente comma gia' intrapresi alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, e
dalle conseguenti domande risarcitorie, l'attuazione degli
investimenti previsti ai sensi del primo periodo del
presente comma non esclude il completamento di quelli in
corso, fermi i limiti e le forme di realizzazione previsti
dalla normativa vigente per le iniziative gia' deliberate."
Si riporta il testo del comma 15 dell'articolo 8 del
citato decreto-legge n. 78 del 2010:
"3. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 1
sono disciplinati per il periodo 2009-2012 gli investimenti
immobiliari per finalita' di pubblico interesse degli enti
previdenziali pubblici, inclusi gli interventi di
ricostruzione e riparazione di immobili ad uso abitativo o
non abitativo, esclusivamente in forma indiretta e nel
limite del 7 per cento dei fondi disponibili, localizzati
nei territori dei comuni individuati ai sensi dell'articolo
1, anche in maniera da garantire l'attuazione delle misure
di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b). Anche al fine
di evitare i maggiori costi derivanti dalla eventuale
interruzione dei programmi di investimento di cui al
presente comma gia' intrapresi alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, e
dalle conseguenti domande risarcitorie, l'attuazione degli
investimenti previsti ai sensi del primo periodo del
presente comma non esclude il completamento di quelli in
corso, fermi i limiti e le forme di realizzazione previsti
dalla normativa vigente per le iniziative gia' deliberate."
Si riporta il testo dell'articolo 1 del citato
decreto-legge n. 39 del 2009:
"Art. 1. Modalita' di attuazione del presente decreto;
ambito oggettivo e soggettivo
1. Le ordinanze del Presidente del Consiglio dei
Ministri ai sensi dell'articolo 5, comma 2, della legge 24
febbraio 1992, n. 225, necessarie per l'attuazione del
presente decreto sono emanate di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, per quanto attiene agli
aspetti di carattere fiscale e finanziario.
2. Le ordinanze del Presidente del Consiglio dei
ministri ai sensi dell' articolo 5, comma 2, della legge 24
febbraio 1992, n. 225, adottate ai sensi del comma 1 del
presente articolo salvo quanto previsto dal comma 3, hanno
effetto esclusivamente con riferimento al territorio dei
comuni interessati dagli eventi sismici verificatisi nella
regione Abruzzo a partire dal 6 aprile 2009 che, sulla base
dei dati risultanti dai rilievi macrosismici effettuati dal
Dipartimento della protezione civile, abbiano risentito una
intensita' MSC uguale o superiore al sesto grado,
identificati con il decreto del Commissario delegato 16
aprile 2009, n. 3, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
89 del 17 aprile 2009. Le stesse ordinanze riguardano le
persone fisiche ivi residenti, le imprese operanti e gli
enti aventi sede nei predetti territori alla data del 6
aprile 2009.
3. Gli interventi di cui all'articolo 3, comma 1, ad
eccezione di quelli di cui alla lettera f), possono
riguardare anche beni localizzati al di fuori dei territori
dei comuni di cui al comma 2 del presente articolo, in
presenza di un nesso di causalita' diretto tra il danno
subito e l'evento sismico, comprovato da apposita perizia
giurata."

Art. 17

Infrastrutture carcerarie

1. La gestione commissariale di cui all'articolo 44-bis del
decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, ((e successive
modificazioni,)) e' prorogata al 31 dicembre 2012. A tale fine e'
nominato, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, un apposito commissario
straordinario, con le modalita' di cui all'articolo 20 del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e successive
modificazioni.
2. Ferme restando le prerogative attribuite al Ministro della
giustizia, al commissario straordinario nominato ai sensi del comma 1
sono attribuiti i poteri, gia' esercitati dal Capo
dell'amministrazione penitenziaria, di cui all'articolo 44-bis del
decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14((, e successive
modificazioni)). Al Commissario straordinario nominato ai sensi del
comma 1 non spetta alcun tipo di compenso.


Riferimenti normativi
Si riporta il testo dell'articolo 44-bis del
decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207 (Proroga di termini
previsti da disposizioni legislative e disposizioni
finanziarie urgenti), convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 febbraio 2009, n. 14, e successive modificazioni:
"Art. 44-bis. Disposizioni in materia di infrastrutture
carcerarie
1. Per far fronte alla grave situazione di
sovrappopolamento delle carceri, e comunque fino al 31
dicembre 2011, al capo del Dipartimento
dell'amministrazione penitenziaria sono attribuiti i poteri
previsti dall' articolo 20 del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2, al fine di procedere al compimento
degli investimenti necessari per conseguire la
realizzazione di nuove infrastrutture carcerarie o
l'aumento della capienza di quelle esistenti e garantire
una migliore condizione di vita dei detenuti.
2. Nello svolgimento dei compiti di cui al comma 1 il
capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria
puo' avvalersi di uno o piu' ausiliari nominati con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro della giustizia di concerto con i Ministri
dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei
trasporti e dello sviluppo economico, tra i dirigenti
generali dello Stato ed i prefetti collocati a riposo.
3. Il capo del Dipartimento dell'amministrazione
penitenziaria, entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto,
redige un programma degli interventi necessari,
specificandone i tempi e le modalita' di realizzazione ed
indicando le risorse economiche a tal fine occorrenti.
4. Con successivi decreti, adottati dal Presidente del
Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della
giustizia di concerto con i Ministri dell'economia e delle
finanze, delle infrastrutture e dei trasporti e dello
sviluppo economico, sono determinate le opere necessarie
per l'attuazione del programma, con l'indicazione dei tempi
di realizzazione di tutte le fasi dell'intervento e del
quadro finanziario dello stesso. Con i medesimi decreti,
nei casi di particolare urgenza, puo' essere disposta
l'abbreviazione fino alla meta' dei termini previsiti dalla
normativa vigente per l'adozione dei provvedimenti
amministrativi necessari per la realizzazione
dell'intervento.
5. Le opere previste dal comma 4 sono inserite nel
programma di cui all' articolo 1, comma 1, della legge 21
dicembre 2001, n. 443, nonche', se di importo superiore a
100.000 euro, nel programma triennale previsto dall'
articolo 128 del codice di cui al decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163, e per la loro realizzazione si applica
quanto specificamente previsto dal capo IV del titolo III
della parte II del medesimo decreto legislativo, anche per
la parte da realizzare a valere sulle risorse finanziarie
rese disponibili dalla cassa delle ammende di cui all'
articolo 4 della legge 9 maggio 1932, n. 547, e successive
modificazioni.
6. L'inutile decorso dei termini previsti dalla vigente
normativa, nella misura eventualmente abbreviata ai sensi
del comma 4, costituisce presupposto per l'esercizio dei
poteri sostitutivi previsti dall' articolo 20, comma 4, del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Ai
provvedimenti adottati ai sensi del presente articolo si
applicano le disposizioni previste dall' articolo 20, comma
8, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
7. L' articolo 4 della legge 9 maggio 1932, n. 547, e'
sostituito dal seguente:
«Art. 4. - 1. Presso il Dipartimento
dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della
giustizia e' istituita la cassa delle ammende, ente dotato
di personalita' giuridica.
2. La cassa delle ammende finanzia programmi di
reinserimento in favore di detenuti ed internati, programmi
di assistenza ai medesimi ed alle loro famiglie e progetti
di edilizia penitenziaria finalizzati al miglioramento
delle condizioni carcerarie.
3. Organi della cassa delle ammende sono: il
presidente, il consiglio di amministrazione, il segretario
e il collegio dei revisori dei conti. Al presidente, al
segretario ed ai componenti degli altri organi sono
corrisposti gettoni di presenza, il cui ammontare e'
stabilito con decreto emanato dal Ministro della giustizia
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili presso
l'ente.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata
in vigore della presente disposizione, e' adottato lo
statuto della cassa delle ammende per specificare le
finalita' dell'ente indicate nel comma 2, nonche'
disciplinare l'amministrazione, la contabilita', la
composizione degli organi e le modalita' di funzionamento
dell'ente. Alla data di entrata in vigore dello statuto
cessano di avere efficacia gli articoli da 121 a 130 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 2000, n. 230.
5. Nell'espletamento delle sue funzioni la cassa delle
ammende puo' utilizzare personale, locali, attrezzature e
mezzi dell'amministrazione penitenziaria, nell'ambito delle
risorse umane e strumentali disponibili a tale scopo presso
la medesima amministrazione.
6. Il bilancio di previsione ed il conto consuntivo
sono redatti secondo i principi contenuti nella legge 3
aprile 1997, n. 94, ed approvati dal Ministro della
giustizia di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze»."
Si riporta il testo dell'articolo 20 del citato
decreto-legge n. 185 del 2008:
"Art. 20. Norme straordinarie per la velocizzazione
delle procedure esecutive di progetti facenti parte del
quadro strategico nazionale e simmetrica modifica del
relativo regime di contenzioso amministrativo
1. In considerazione delle particolari ragioni di
urgenza connesse con la contingente situazione
economico-finanziaria del Paese ed al fine di sostenere e
assistere la spesa per investimenti, compresi quelli
necessari per la messa in sicurezza delle scuole, con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro competente per materia di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono
individuati gli investimenti pubblici di competenza
statale, ivi inclusi quelli di pubblica utilita', con
particolare riferimento agli interventi programmati
nell'ambito del Quadro Strategico Nazionale programmazione
nazionale, ritenuti prioritari per lo sviluppo economico
del territorio nonche' per le implicazioni occupazionali ed
i connessi riflessi sociali, nel rispetto degli impegni
assunti a livello internazionale. Il decreto di cui al
presente comma e' emanato di concerto anche con il Ministro
dello sviluppo economico quando riguardi interventi
programmati nei settori dell'energia e delle
telecomunicazioni. Per quanto riguarda gli interventi di
competenza regionale si provvede con decreto del Presidente
della Giunta Regionale ovvero dei Presidenti delle province
autonome di Trento e di Bolzano.
2. I decreti di cui al precedente comma 1 individuano i
tempi di tutte le fasi di realizzazione dell'investimento e
il quadro finanziario dello stesso. Sul rispetto dei
suddetti tempi vigilano commissari straordinari delegati,
nominati con i medesimi provvedimenti.
3. Il commissario nominato ai sensi del comma 2
monitora l'adozione degli atti e dei provvedimenti
necessari per l'esecuzione dell'investimento; vigila
sull'espletamento delle procedure realizzative e su quelle
autorizzative, sulla stipula dei contratti e sulla cura
delle attivita' occorrenti al finanziamento, utilizzando le
risorse disponibili assegnate a tale fine. Esercita ogni
potere di impulso, attraverso il piu' ampio coinvolgimento
degli enti e dei soggetti coinvolti, per assicurare il
coordinamento degli stessi ed il rispetto dei tempi. Puo'
chiedere agli enti coinvolti ogni documento utile per
l'esercizio dei propri compiti. Quando non sia rispettato o
non sia possibile rispettare i tempi stabiliti dal
cronoprogramma, il commissario comunica senza indugio le
circostanze del ritardo al Ministro competente, ovvero al
Presidente della Giunta regionale o ai Presidenti delle
province autonome di Trento e di Bolzano. Qualora
sopravvengano circostanze che impediscano la realizzazione
totale o parziale dell'investimento, il commissario
straordinario delegato propone al Ministro competente
ovvero al Presidente della Giunta regionale o ai Presidenti
delle province autonome di Trento e di Bolzano la revoca
dell'assegnazione delle risorse.
4. Per l'espletamento dei compiti stabiliti al comma 3,
il commissario ha, sin dal momento della nomina, con
riferimento ad ogni fase dell'investimento e ad ogni atto
necessario per la sua esecuzione, i poteri, anche
sostitutivi, degli organi ordinari o straordinari. Il
commissario provvede in deroga ad ogni disposizione vigente
e nel rispetto comunque della normativa comunitaria
sull'affidamento di contratti relativi a lavori, servizi e
forniture, nonche' dei principi generali dell'ordinamento
giuridico, e fermo restando il rispetto di quanto disposto
dall' articolo 8, comma 1, del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133; i decreti di cui al comma 1 del
presente articolo contengono l'indicazione delle principali
norme cui si intende derogare.
5. Il commissario, se alle dipendenze di
un'amministrazione pubblica statale, dalla data della
nomina e per tutto il periodo di svolgimento dell'incarico,
e' collocato fuori ruolo ai sensi della normativa vigente,
fermo restando quanto previsto dal comma 9 del presente
articolo per quanto concerne la spesa relativa. Al rientro
dal fuori ruolo, al dipendente di cui al primo periodo
viene attribuito uno dei posti disponibili. In mancanza di
disponibilita' di posti, il dipendente viene
temporaneamente collocato in posizione soprannumeraria, da
riassorbire, comunque, al verificarsi delle cessazioni, e i
relativi oneri sono compensati mediante contestuale
indisponibilita' di un numero di posti dirigenziali
equivalenti dal punto di vista finanziario, idonei ad
assicurare il rispetto del limite di spesa sostenuto per
tali finalita' a legislazione vigente. Per lo svolgimento
dei compiti di cui al presente articolo, il commissario
puo' avvalersi degli uffici delle amministrazioni
interessate e del soggetto competente in via ordinaria per
la realizzazione dell'intervento.
6. In ogni caso, i provvedimenti e le ordinanze emesse
dal commissario non possono comportare oneri privi di
copertura finanziaria in violazione dell'articolo 81 della
Costituzione e determinare effetti peggiorativi sui saldi
di finanza pubblica, in contrasto con gli obiettivi
correlati con il patto di stabilita' con l'Unione Europea.
7. Il Presidente del Consiglio dei Ministri delega il
coordinamento e la vigilanza sui commissari al Ministro
competente per materia che esplica le attivita' delegate
avvalendosi delle strutture ministeriali vigenti, senza
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
Per gli interventi di competenza regionale il Presidente
della Giunta Regionale individua la competente struttura
regionale. Le strutture di cui al presente comma segnalano
alla Corte dei Conti ogni ritardo riscontrato nella
realizzazione dell'investimento, ai fini dell'eventuale
esercizio dell'azione di responsabilita' di cui
all'articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20.
[8. I provvedimenti adottati ai sensi del presente
articolo sono comunicati agli interessati a mezzo fax o
posta elettronica all'indirizzo da essi indicato. L'accesso
agli atti del procedimento e' consentito entro dieci giorni
dall'invio della comunicazione del provvedimento. Il
termine per la notificazione del ricorso al competente
Tribunale amministrativo regionale avverso i provvedimenti
emanati ai sensi del presente articolo e' di trenta giorni
dalla comunicazione o dall'avvenuta conoscenza, comunque
acquisita. Il ricorso principale va depositato presso il
Tar entro cinque giorni dalla scadenza del termine di
notificazione del ricorso; in luogo della prova della
notifica puo' essere depositata attestazione dell'ufficiale
giudiziario che il ricorso e' stato consegnato per le
notifiche; la prova delle eseguite notifiche va depositata
entro cinque giorni da quando e' disponibile. Le altre
parti si costituiscono entro dieci giorni dalla
notificazione del ricorso principale e entro lo stesso
termine possono proporre ricorso incidentale; il ricorso
incidentale va depositato con le modalita' e termini
previsti per il ricorso principale. I motivi aggiunti
possono essere proposti entro dieci giorni dall'accesso
agli atti e vanno notificati e depositati con le modalita'
previste per il ricorso principale. Il processo viene
definito ad una udienza da fissarsi entro 15 giorni dalla
scadenza del termine per la costituzione delle parti
diverse dal ricorrente; il dispositivo della sentenza e'
pubblicato in udienza; la sentenza e' redatta in forma
semplificata, con i criteri di cui all'articolo 26, quarto
comma, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034. Le misure
cautelari e l'annullamento dei provvedimenti impugnati non
possono comportare, in alcun caso, la sospensione o la
caducazione degli effetti del contratto gia' stipulato, e,
in caso di annullamento degli atti della procedura, il
giudice puo' esclusivamente disporre il risarcimento degli
eventuali danni, ove comprovati, solo per equivalente. Il
risarcimento per equivalente del danno comprovato non puo'
comunque eccedere la misura del decimo dell'importo delle
opere che sarebbero state eseguite se il ricorrente fosse
risultato aggiudicatario, in base all'offerta economica
presentata in gara. Se la parte soccombente ha agito o
resistito in giudizio con mala fede o colpa grave si
applicano le disposizioni di cui all'articolo 96 del codice
di procedura civile. Per quanto non espressamente disposto
dal presente articolo, si applica l'articolo 23-bis della
legge 6 dicembre 1971, n. 1034 e l'articolo 246 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive
modificazioni. Dall'attuazione del presente comma non
devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica.]
[8-bis. Per la stipulazione dei contratti ai sensi del
presente articolo non si applica il termine di trenta
giorni previsto dall'articolo 11, comma 10, del codice dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture,
di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.]
9. Con decreti del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro competente per materia
in relazione alla tipologia degli interventi, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono
stabiliti i criteri per la corresponsione dei compensi
spettanti ai commissari straordinari delegati di cui al
comma 2. Alla corrispondente spesa si fara' fronte
nell'ambito delle risorse assegnate per la realizzazione
dell'intervento. Con esclusione dei casi di cui al comma 3,
quarto e quinto periodo, il compenso non e' erogato qualora
non siano rispettati i termini per l'esecuzione
dell'intervento. Per gli interventi di competenza regionale
si provvede con decreti del Presidente della Giunta
Regionale.
10. Per la realizzazione delle infrastrutture e degli
insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale
si applica quanto specificamente previsto dalla Parte II,
Titolo III, Capo IV, del codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Nella progettazione
esecutiva relativa ai progetti definitivi di infrastrutture
e insediamenti produttivi strategici di preminente
interesse nazionale, di cui alla Parte II, Titolo III, Capo
IV, del citato codice di cui al decreto legislativo n. 163
del 2006, approvati prima della data di entrata in vigore
del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 2004,
n. 142, si applicano i limiti acustici previsti
nell'allegato 1 annesso al medesimo decreto del Presidente
della Repubblica n. 142 del 2004; non si applica l'articolo
11, comma 2, del citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 142 del 2004.
10-bis. Il comma 4 dell'articolo 3 del regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile
1994, n. 383, e' sostituito dal seguente:
«4. L'approvazione dei progetti, nei casi in cui la
decisione sia adottata dalla conferenza di servizi,
sostituisce ad ogni effetto gli atti di intesa, i pareri,
le concessioni, anche edilizie, le autorizzazioni, le
approvazioni, i nulla osta, previsti da leggi statali e
regionali. Se una o piu' amministrazioni hanno espresso il
proprio dissenso nell'ambito della conferenza di servizi,
l'amministrazione statale procedente, d'intesa con la
regione interessata, valutate le specifiche risultanze
della conferenza di servizi e tenuto conto delle posizioni
prevalenti espresse in detta sede, assume comunque la
determinazione di conclusione del procedimento di
localizzazione dell'opera. Nel caso in cui la
determinazione di conclusione del procedimento di
localizzazione dell'opera non si realizzi a causa del
dissenso espresso da un'amministrazione dello Stato
preposta alla tutela ambientale,
paesaggistico-territoriale, del patrimonio
storico-artistico o alla tutela della salute e della
pubblica incolumita' ovvero dalla regione interessata, si
applicano le disposizioni di cui all'articolo 81, quarto
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24
luglio 1977, n. 616».
10-ter. Al fine della sollecita progettazione e
realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti
produttivi di cui al comma 10 del presente articolo, per
l'attivita' della struttura tecnica di missione prevista
dall'articolo 163, comma 3, lettera a), del citato codice
di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, e'
autorizzata l'ulteriore spesa di 1 milione di euro per
ciascuno degli anni 2009 e 2010. Al relativo onere, pari a
1 milione di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010, si
provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 145, comma
40, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive
modificazioni.
10-quater. Al fine di accedere al finanziamento delle
opere di cui al presente comma da parte della Banca europea
per gli investimenti (BEI), il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti predispone forme appropriate
di collaborazione con la BEI stessa. L'area di
collaborazione con la BEI riguarda prioritariamente gli
interventi relativi alle opere infrastrutturali
identificate nel primo programma delle infrastrutture
strategiche, approvato dal Comitato interministeriale per
la programmazione economica con delibera n. 121 del 21
dicembre 2001, pubblicata nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo 2002, e finanziato
dalla legge 21 dicembre 2001, n. 443, ovvero identificate
nella direttiva 2004/54/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa ai requisiti minimi
di sicurezza per le gallerie della rete stradale
transeuropea (TEN), e nella Parte II, Titolo III, Capo IV,
del citato codice di cui al decreto legislativo n. 163 del
2006, nel rispetto dei requisiti e delle specifiche
necessari per l'ammissibilita' al finanziamento da parte
della BEI e del principio di sussidiarieta' al quale questa
e' tenuta statutariamente ad attenersi.
10-quinquies. Ai fini di cui al comma 10-quater, il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti comunica
ogni anno alla BEI una lista di progetti, tra quelli
individuati dal Documento di programmazione
economico-finanziaria ai sensi dell'articolo 1, comma 1,
della legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive
modificazioni, suscettibili di poter beneficiare di un
finanziamento da parte della BEI stessa.
10-quinquies.1. I soggetti beneficiari di contributi
pubblici pluriennali, fermo restando quanto previsto dall'
articolo 4, commi 177 e 177-bis, della legge 24 dicembre
2003, n. 350, e successive modificazioni, possono
richiedere il finanziamento da parte della Banca europea
per gli investimenti secondo le forme documentali e
contrattuali che la Banca stessa utilizza per le operazioni
di finanziamento di scopo.
10-sexies. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all'articolo 185, comma 1, dopo la lettera c), e'
aggiunta la seguente:
«c-bis) il suolo non contaminato e altro materiale allo
stato naturale escavato nel corso dell'attivita' di
costruzione, ove sia certo che il materiale sara'
utilizzato a fini di costruzione allo stato naturale nello
stesso sito in cui e' stato scavato»;
b) all'articolo 186, comma 1, sono premesse le seguenti
parole: «Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 185,»."

Art. 18

Funzionalita' dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie,
l'energia e lo sviluppo economico sostenibile ENEA

1. Al fine di continuare a garantire il controllo sulla ordinaria
amministrazione e sullo svolgimento delle attivita' istituzionali
fino all'avvio del funzionamento dell'Agenzia nazionale per le nuove
tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA),
istituita ai sensi dell'articolo 37 della legge 23 luglio 2009, n.
99, il collegio dei revisori dei conti gia' operante in seno all'Ente
per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente - ENEA, soppresso ai
sensi del medesimo articolo 37, continua ad esercitare le sue
funzioni fino alla nomina del nuovo organo di controllo dell'Agenzia.


Riferimenti normativi
Si riporta il testo dell'articolo 37 della legge 23
luglio 2009, n. 99 (Disposizioni per lo sviluppo e
l'internazionalizzazione delle imprese, nonche' in materia
di energia):
"Art. 37. (Istituzione dell'Agenzia nazionale per le
nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico
sostenibile - ENEA)
1. E' istituita, sotto la vigilanza del Ministro dello
sviluppo economico, l'Agenzia nazionale per le nuove
tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile
(ENEA).
2. L'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie,
l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e' un
ente di diritto pubblico finalizzato alla ricerca e
all'innovazione tecnologica nonche' alla prestazione di
servizi avanzati nei settori dell'energia, con particolare
riguardo al settore nucleare, e dello sviluppo economico
sostenibile.
3. L'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie,
l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) opera
in piena autonomia per lo svolgimento delle funzioni
istituzionali ad essa assegnate, secondo le disposizioni
previste dal presente articolo e sulla base degli indirizzi
definiti dal Ministro dello sviluppo economico, d'intesa
con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare e con il Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca. L'Agenzia nazionale per
le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico
sostenibile (ENEA) svolge le rispettive funzioni con le
risorse finanziarie, strumentali e di personale dell'Ente
per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente (ENEA) di
cui al decreto legislativo 3 settembre 2003, n. 257, che, a
decorrere dalla data di insediamento dei commissari di cui
al comma 5 del presente articolo, e' soppresso.
4. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,
da adottare di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, con il Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, con il Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e con il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare, sentite le Commissioni parlamentari competenti, che
si esprimono entro venti giorni dalla data di trasmissione,
sono determinati, in coerenza con obiettivi di
funzionalita', efficienza ed economicita', le specifiche
funzioni, gli organi di amministrazione e di controllo, la
sede, le modalita' di costituzione e di funzionamento e le
procedure per la definizione e l'attuazione dei programmi
per l'assunzione e l'utilizzo del personale, nel rispetto
del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto
degli enti di ricerca e della normativa vigente, nonche'
per l'erogazione delle risorse dell'Agenzia nazionale per
le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico
sostenibile (ENEA). In sede di adozione di tale decreto si
tiene conto dei risparmi conseguenti alla razionalizzazione
delle funzioni amministrative, anche attraverso
l'eliminazione delle duplicazioni organizzative e
funzionali, e al minor fabbisogno di risorse strumentali e
logistiche.
5. Per garantire l'ordinaria amministrazione e lo
svolgimento delle attivita' istituzionali fino all'avvio
del funzionamento dell'Agenzia nazionale per le nuove
tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile
(ENEA), il Ministro dello sviluppo economico, con proprio
decreto, da emanare entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, nomina un
commissario e due subcommissari.
6. Dall'attuazione del presente articolo, compresa
l'attivita' dei commissari di cui al comma 5, non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.

((Art. 18 bis


Funzionalita' degli organi degli enti previdenziali soppressi

1. All'articolo 21 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
il comma 4 e' sostituito dal seguente:
«4. Gli organi di cui all'articolo 3, comma 2, del decreto
legislativo 30 giugno 1994, n. 479, e successive modificazioni, degli
enti soppressi ai sensi del comma 1 possono compiere solo gli
adempimenti connessi alla definizione dei bilanci di chiusura e
cessano alla data di approvazione dei medesimi, e comunque non oltre
il 1° aprile 2012».))

Art. 19


Proroga dei termini per l'emanazione di provvedimenti in materia di
adeguamento
e armonizzazione dei sistemi contabili

1. Al decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all'articolo 4, comma 3, le parole: «centottanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle
seguenti: «il 31 dicembre 2012»;
b) all'articolo 8, comma 7, le parole: «((centoventi giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto»)) sono sostituite
dalle seguenti: «il 31 dicembre 2012»;
c) all'articolo 11, comma 3, le parole: ((«centoventi giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto»)) sono
sostituite dalle seguenti: «il 31 dicembre 2012»;
d) all'articolo 11, comma 4, le parole: ((«centottanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto»)) sono
sostituite dalle seguenti: «il 31 dicembre 2012»;
e) all'articolo 12, ((comma 1,)) le parole: ((«novanta giorni
dall'entrata in vigore del presente decreto»)) sono sostituite dalle
seguenti: «il 31 dicembre 2012»;
f) all'articolo 14, comma 2, le parole: «entro novanta giorni
((dall'entrata in vigore)) del presente decreto» sono sostituite
dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2012»;
g) all'articolo 16, comma 2, le parole: ((«novanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto»)) sono sostituite
dalle seguenti: «il 31 dicembre 2012»;
h) all'articolo 18, comma 1, le parole: ((«centottanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto»)) sono
sostituite dalle seguenti: «il 31 dicembre 2012»;
i) all'articolo 23, comma 1, le parole: «31 dicembre 2011» sono
sostituite dalle seguenti: ((«31 dicembre 2012»));
l) all'articolo 25, comma 1, le parole: ((«novanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto»)) sono sostituite
dalle seguenti: «il 31 dicembre 2012» e le parole: «a partire dal
2012» sono sostituite dalle seguenti: «a partire dal 2013».
((1-bis. All'articolo 6, comma 2, primo periodo, del decreto-legge
7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 2008, n. 189, dopo le parole: «legge 27 dicembre 2006, n.
296» sono aggiunte le seguenti: «, e, fino al 31 dicembre 2012, per
le finalita' previste dall'articolo 5-bis, comma 1, del decreto-legge
13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148, limitatamente alle risorse del Fondo per lo
sviluppo e la coesione, di cui all'articolo 4 del decreto legislativo
31 maggio 2011, n. 88».))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 3 dell'articolo 4 del
decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91 (Disposizioni
recanti attuazione dell'articolo 2 della legge 31 dicembre
2009, n. 196, in materia di adeguamento ed armonizzazione
dei sistemi contabili), come modificato dalla presente
legge:
"3. Con uno o piu' regolamenti da adottare ai sensi
dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n.
400, entro il 31 dicembre 2012 su proposta del Ministero
dell'economia e delle finanze, sono definiti:
a) le voci del piano dei conti ed il contenuto di
ciascuna voce;
b) la revisione delle disposizioni di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97,
tenendo conto anche di quanto previsto dal titolo III del
presente decreto;
c) i principi contabili riguardanti i comuni criteri di
contabilizzazione, cui e' allegato un nomenclatore
contenente le definizioni degli istituti contabili e le
procedure finanziarie per ciascun comparto suddiviso per
tipologia di enti, al quale si conformano i relativi
regolamenti di contabilita'..".
Si riporta il testo del comma 7 dell'articolo 8 del
citato decreto legislativo n. 91 del 2011, come modificato
dalla presente legge:
"7. Le disposizioni di cui al presente articolo entrano
in vigore a partire dall'esercizio finanziario 2014. Con
decreto di natura non regolamentare del Ministro
dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 31
dicembre 2012, sono stabiliti criteri e modalita' per
l'attuazione del presente articolo. Lo schema di decreto e'
trasmesso alle Camere per l'espressione del parere da parte
delle Commissioni parlamentari competenti per materia, da
rendere entro trenta giorni dalla trasmissione. Decorso
tale termine, i decreti possono essere adottati. Il decreto
di cui al presente comma e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e nel sito del
Ministero dell'economia e delle finanze.".
Si riporta il testo dei commi 3 e 4 dell'articolo 11
del citato decreto legislativo n. 91 del 2011, come
modificato dalla presente legge:
"3. Il decreto di cui al comma 1, lettera a), e'
adottato entro il 31 dicembre 2012, ed e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il relativo
schema e' trasmesso alle Camere per l'espressione del
parere, da parte delle Commissioni parlamentari competenti
per materia e per i profili finanziari, da rendere entro
trenta giorni dalla trasmissione. Decorso tale termine, il
decreto puo' essere adottato.
4. Le amministrazioni pubbliche, entro il 31 dicembre
2012, adottano una specifica regolamentazione interna
adeguando, ove necessario, i regolamenti di amministrazione
e contabilita'.".
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 12 del
citato decreto legislativo n. 91 del 2011, come modificato
dalla presente legge:
"Art. 12 Classificazione delle spese del bilancio degli
organismi qualificati come unita' locali di amministrazioni
pubbliche
1. Per le unita' locali delle amministrazioni
pubbliche, le amministrazioni vigilanti assicurano il
raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 9, con
modalita' stabilite con proprio decreto di natura non
regolamentare, adottato di concerto con il Ministero
dell'economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana. Gli schemi di decreto,
da adottare entroil 31 dicembre 2012, sono trasmessi alle
Camere per l'espressione del parere da parte delle
Commissioni parlamentari competenti per materia e per i
profili finanziari, da rendere entro trenta giorni dalla
trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono
essere adottati.".
Si riporta il testo del comma 2 dell'articolo 14 del
citato decreto legislativo n. 91 del 2011, come modificato
dalla presente legge:
"2. Con decreto di natura non regolamentare del
Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro
il 31 dicembre 2012, sono stabiliti i criteri e le
modalita' per l'attuazione della disposizione di cui al
comma 1. Il decreto di cui al presente comma e' pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel
sito del Ministero dell'economia e delle finanze.".
Si riporta il testo del comma 2 dell'articolo 16 del
citato decreto legislativo n. 91 del 2011, come modificato
dalla presente legge:
"2. Per assicurare il consolidamento ed il monitoraggio
dei conti pubblici, con decreto di natura non regolamentare
del Ministro dell'economia e delle finanze da adottarsi
entro il 31 dicembre 2012, sono stabiliti i criteri e le
modalita' di predisposizione del documento di cui al comma
1, ai fini della raccordabilita' dello stesso con gli
analoghi documenti previsionali predisposti dalle
amministrazioni pubbliche che adottano la contabilita'
finanziaria. Nel medesimo decreto sono altresi' stabiliti i
termini per la trasmissione dei dati al Ministero
dell'economia e delle finanze al fine della confluenza
nella banca dati unitaria delle amministrazioni pubbliche
di cui all'articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, n.
196. Il decreto di cui al presente comma e' pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel
sito del Ministero dell'economia e delle finanze.".
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 18 del
citato decreto legislativo n. 91 del 2011, come modificato
dalla presente legge:
"Art. 18 Bilancio consolidato delle amministrazioni
pubbliche
1. Con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze, di concerto con i Ministri interessati, da
adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23
agosto 1988, n. 400, entroil 31 dicembre 2012, e'
individuato uno schema tipo di bilancio consolidato delle
amministrazioni pubbliche con le proprie aziende, societa'
partecipate ed altri organismi controllati. Nel medesimo
decreto sono stabiliti i tempi e le modalita' per
l'adozione dei bilanci consolidati e per la loro
pubblicazione."
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 23 del
citato decreto legislativo n. 91 del 2011, come modificato
dalla presente legge:
"Art. 23 Ulteriori disposizioni
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, da adottare entro il 31 dicembre 2012, sono
definite le linee guida generali per l'individuazione di
criteri e metodologie per la costruzione di un sistema di
indicatori, ai fini della misurazione dei risultati attesi
dai programmi di bilancio. Con il medesimo decreto sono
individuate le modalita' per eventuali aggiornamenti delle
stesse linee guida generali.".
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 25 del
citato decreto legislativo n. 91 del 2011, come modificato
dalla presente legge:
"Art. 25. Sperimentazione
1. Al fine di valutare gli effetti derivanti da un
avvicinamento tra contabilita' finanziaria e contabilita'
economico-patrimoniale, entro il 31 dicembre 2012, con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e'
disciplinata, a partire dal 2013, una attivita' di
sperimentazione della durata di due esercizi finanziari,
avente ad oggetto la tenuta della contabilita' finanziaria
sulla base di una nuova configurazione del principio della
competenza finanziaria, secondo la quale le obbligazioni
attive e passive giuridicamente perfezionate, che danno
luogo a entrate e spese per l'ente di riferimento, sono
registrate nelle scritture contabili con l'imputazione
all'esercizio nel quale esse vengono a scadenza, ferma
restando, nel caso di attivita' di investimento che
comporta impegni di spesa che vengono a scadenza in piu'
esercizi finanziari, la necessita' di predisporre la
copertura finanziaria per l'effettuazione della complessiva
spesa dell'investimento. Le amministrazioni interessate
alla sperimentazione sono individuate anche tenendo conto
della opportunita' di verificarne, in particolare, gli
effetti sulle spese in conto capitale. Al termine del primo
esercizio finanziario in cui ha avuto luogo la
sperimentazione e, successivamente, ogni sei mesi, il
Ministro dell'economia e delle finanze trasmette alle
Camere una relazione sui relativi risultati.".
Si riporta il testo del comma 2 dell'articolo 6 del
citato decreto-legge n. 154 del 2008, come modificato dalla
presente legge:
"2. Nello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze e' istituito, con una
dotazione, in termini di sola cassa, di 435 milioni di euro
per l'anno 2010 e di 175 milioni di euro per l'anno 2011,
un Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente conseguenti
all'attualizzazione di contributi pluriennali, ai sensi del
comma 177-bis dell'articolo 4 della legge 24 dicembre 2003,
n. 350, introdotto dall'articolo 1, comma 512, della legge
27 dicembre 2006, n. 296, e, fino al 31 dicembre 2012, per
le finalita' previste dall'articolo 5-bis, comma 1, del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,
limitatamente alle risorse del Fondo per lo sviluppo e la
coesione, di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 31
maggio 2011, n. 88. All'utilizzo del Fondo per le finalita'
di cui al primo periodo si provvede con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, da trasmettere al
Parlamento, per il parere delle Commissioni parlamentari
competenti per materia e per i profili finanziari, nonche'
alla Corte dei conti.".

Art. 20

((Conservazione di somme iscritte nel conto della competenza e dei
residui per l'anno 2011 sul Fondo per il 5 per mille del gettito
dell'IRPEF, nonche' conservazione di somme iscritte nel conto della
competenza per l'anno 2011 per canoni di locazione e per la
revisione del trattamento economico dei ricercatori non confermati
a tempo indeterminato nel primo anno di attivita'.))

1. Le somme iscritte in bilancio in conto competenza e nel conto
dei residui nell'ambito della missione «Fondi da ripartire» e del
programma «Fondi da assegnare», capitolo n. 3094, dello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per l'anno
finanziario 2011, non impegnate al termine dell'esercizio stesso,
sono conservate in bilancio per essere utilizzate nell'esercizio
successivo. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato
a ripartire per l'anno 2012, tra i pertinenti capitoli delle
amministrazioni interessate, le somme conservate nel conto dei
residui del predetto Fondo.
((1-bis. Il termine per l'utilizzo delle risorse gia' destinate
all'Agenzia del demanio, quale conduttore unico ai sensi
dell'articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e
successive modificazioni, stanziate sugli appositi capitoli e piani
di gestione degli stati di previsione dei Ministeri, a seguito
dell'entrata in vigore dell'articolo 27, comma 4, del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, e' prorogato al 31 dicembre 2012. Le relative
somme non impegnate entro il 31 dicembre 2011 sono conservate nel
conto dei residui per essere destinate, nell'anno 2012, al pagamento,
da parte delle amministrazioni statali interessate, dei canoni di
locazione relativi ai contratti gia' in essere, ivi inclusi quelli
gia' stipulati dall'Agenzia del demanio alla quale subentrano le
amministrazioni interessate a far data dal 1o gennaio 2012.
1-ter. Il termine di impegnabilita' delle risorse iscritte nel
capitolo 1694 dello stato di previsione del Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca nell'anno 2011 per
le finalita' di cui all'articolo 5, comma 3, lettera g), della legge
30 dicembre 2010, n. 240, e' prorogato al 31 dicembre 2012.
1-quater. Alla compensazione degli effetti finanziari sui saldi di
finanza pubblica conseguenti all'attuazione dei commi 1-bis e 1-ter
del presente articolo, pari a 62,2 milioni di euro per l'anno 2012,
si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo di cui
all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 222 dell'articolo 2,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
legge finanziaria 2010), come modificato dal successivo
comma 1 dell'articolo 24 della presente legge:
"Art. 2. Disposizioni diverse
(Omissis).
222. A decorrere dal 1° gennaio 2010, le
amministrazioni dello Stato di cui all' articolo 1, comma
2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, incluse la Presidenza del
Consiglio dei ministri e le agenzie, anche fiscali,
comunicano annualmente all'Agenzia del demanio, entro il 31
gennaio, la previsione triennale: a) del loro fabbisogno di
spazio allocativo; b) delle superfici da esse occupate non
piu' necessarie. Le predette amministrazioni comunicano
altresi' all'Agenzia del demanio, entro il 31 marzo 2011,
le istruttorie in corso per reperire immobili in locazione.
L'Agenzia del demanio, verificata la corrispondenza dei
fabbisogni comunicati con gli obiettivi di contenimento
della spesa pubblica di cui agli articoli 1, commi 204 e
seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e
successive modificazioni, nonche' 74 del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni: a)
accerta l'esistenza di immobili da assegnare in uso fra
quelli di proprieta' dello Stato ovvero trasferiti ai fondi
comuni d'investimento immobiliare di cui all' articolo 4
del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e
successive modificazioni; b) verifica la congruita' del
canone degli immobili di proprieta' di terzi, ai sensi
dell' articolo 1, comma 479, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, individuati dalle predette amministrazioni tramite
indagini di mercato; c) rilascia alle predette
amministrazioni il nulla osta alla stipula dei contratti di
locazione ovvero al rinnovo di quelli in scadenza,
ancorche' sottoscritti dall'Agenzia del demanio. E' nullo
ogni contratto di locazione stipulato dalle predette
amministrazioni senza il preventivo nulla osta alla stipula
dell'Agenzia del demanio, fatta eccezione per quelli
stipulati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e
dichiarati indispensabili per la protezione degli interessi
della sicurezza dello Stato con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri. Le predette amministrazioni
adempiono i contratti sottoscritti, effettuano il pagamento
dei canoni di locazione ed assumono ogni responsabilita' e
onere per l'uso e la custodia degli immobili assunti in
locazione. Le medesime amministrazioni hanno l'obbligo di
comunicare all'Agenzia del demanio, entro 30 giorni dalla
data di stipula, l'avvenuta sottoscrizione del contratto di
locazione e di trasmettere alla stessa Agenzia copia del
contratto annotato degli estremi di registrazione presso il
competente Ufficio dell'Agenzia delle Entrate. Per le
finalita' di cui al citato articolo 1, commi 204 e
seguenti, della legge n. 296 del 2006, e successive
modificazioni, le predette amministrazioni comunicano
all'Agenzia del demanio entro il 30 giugno 2010 l'elenco
dei beni immobili di proprieta' di terzi utilizzati a
qualsiasi titolo. Sulla base di tali comunicazioni
l'Agenzia del demanio elabora un piano di razionalizzazione
degli spazi, trasmettendolo alle amministrazioni
interessate e al Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento del tesoro. A decorrere dal 1° gennaio 2010,
fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, commi
618e619, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le
amministrazioni interessate comunicano semestralmente
all'Agenzia del demanio gli interventi manutentivi
effettuati sia sugli immobili di proprieta' dello Stato,
alle medesime in uso governativo, sia su quelli di
proprieta' di terzi utilizzati a qualsiasi titolo, nonche'
l'ammontare dei relativi oneri. Gli stanziamenti alle
singole amministrazioni per gli interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria, a decorrere dall'esercizio
finanziario 2011, non potranno eccedere gli importi spesi e
comunicati all'Agenzia del demanio, fermi restando i limiti
stabiliti dall'articolo 2, comma 618, della legge 24
dicembre 2007, n. 244. Entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, tutte le
amministrazioni pubbliche di cui al citato articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e
successive modificazioni, che utilizzano o detengono, a
qualunque titolo, immobili di proprieta' dello Stato o di
proprieta' dei medesimi soggetti pubblici, trasmettono al
Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento del
tesoro l'elenco identificativo dei predetti beni ai fini
della redazione del rendiconto patrimoniale delle
Amministrazioni pubbliche a valori di mercato. Entro il 31
luglio di ciascun anno successivo a quello di trasmissione
del primo elenco, le amministrazioni di cui al citato
articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del
2001, e successive modificazioni, comunicano le eventuali
variazioni intervenute. Qualora emerga l'esistenza di
immobili di proprieta' dello Stato non in gestione
dell'Agenzia del demanio, gli stessi rientrano nella
gestione dell'Agenzia. Con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze l'obbligo di comunicazione
puo' essere esteso ad altre forme di attivo ai fini della
redazione dei predetti conti patrimoniali. In caso di
inadempimento dei predetti obblighi di comunicazione e di
trasmissione, l'Agenzia del demanio e il Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento del tesoro ne
effettuano la segnalazione alla Corte dei conti per gli
atti di rispettiva competenza. Gli enti di previdenza
inclusi tra le pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
effettuano entro il 31 dicembre 2010 un censimento degli
immobili di loro proprieta', con specifica indicazione
degli immobili strumentali e di quelli in godimento a
terzi. La ricognizione e' effettuata con le modalita'
previste con decreto del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministero
dell'economia e delle finanze. Con provvedimento del
Direttore dell'Agenzia del demanio sono stabilite le
modalita' delle comunicazioni e delle trasmissioni previste
dal presente comma.
(Omissis)."
Si riporta il testo vigente del comma 4, dell'articolo
27, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito,
con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214
(Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il
consolidamento dei conti pubblici):
"Art. 27 Dismissioni immobili
(Omissis).
4. All'articolo 2, comma 222 della legge 23 dicembre
2009, n. 191, le parole "c) stipula i contratti di
locazione ovvero rinnova, qualora ne persista il bisogno,
quelli in scadenza sottoscritti dalle predette
amministrazioni e, salvo quanto previsto alla lettera d),
adempie i predetti contratti; d) consegna gli immobili
locati alle amministrazioni interessate che, per il loro
uso e custodia, ne assumono ogni responsabilita' e onere. A
decorrere dal 1° gennaio 2011, e' nullo ogni contratto di
locazione di immobili non stipulato dall'Agenzia del
demanio, fatta eccezione per quelli stipulati dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri e dichiarati
indispensabili per la protezione degli interessi della
sicurezza dello Stato con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri. Nello stato di previsione della
spesa del Ministero dell'economia e delle finanze e'
istituito un fondo unico destinato alle spese per canoni di
locazione di immobili assegnati alle predette
amministrazioni dello Stato. Per la quantificazione delle
risorse finanziarie da assegnare al fondo, le predette
amministrazioni comunicano annualmente al Ministero
dell'economia e delle finanze l'importo dei canoni
locativi. Le risorse del fondo sono impiegate dall'Agenzia
del demanio per il pagamento dei canoni di locazione." sono
sostituite dalle seguenti: "c) rilascia alle predette
amministrazioni il nulla osta alla stipula dei contratti di
locazione ovvero al rinnovo di quelli in scadenza,
ancorche' sottoscritti dall'Agenzia del demanio. E' nullo
ogni contratto di locazione stipulato dalle predette
amministrazioni senza il preventivo nulla osta alla stipula
dell'Agenzia del demanio, fatta eccezione per quelli
stipulati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e
dichiarati indispensabili per la protezione degli interessi
della sicurezza dello Stato con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri. Le predette amministrazioni
adempiono i contratti sottoscritti, effettuano il pagamento
dei canoni di locazione ed assumono ogni responsabilita' e
onere per l'uso e la custodia degli immobili assunti in
locazione. Le medesime amministrazioni hanno l'obbligo di
comunicare all'Agenzia del demanio, entro 30 giorni dalla
data di stipula, l'avvenuta sottoscrizione del contratto di
locazione e di trasmettere alla stessa Agenzia copia del
contratto annotato degli estremi di registrazione presso il
competente Ufficio dell'Agenzia delle Entrate.
(Omissis)".
Si riporta il testo vigente dei commi 1, 2 e 3,
dell'articolo 5, della legge 30 dicembre 2010, n. 240,
(Norme in materia di organizzazione delle universita', di
personale accademico e reclutamento, nonche' delega al
Governo per incentivare la qualita' e l'efficienza del
sistema universitario):
"Art. 5. Delega in materia di interventi per la
qualita' e l'efficienza del sistema universitario
1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro il termine
di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, uno o piu' decreti legislativi finalizzati
a riformare il sistema universitario per il raggiungimento
dei seguenti obiettivi:
a) valorizzazione della qualita' e dell'efficienza
delle universita' e conseguente introduzione di meccanismi
premiali nella distribuzione delle risorse pubbliche sulla
base di criteri definiti ex ante, anche mediante previsione
di un sistema di accreditamento periodico delle
universita'; valorizzazione dei collegi universitari
legalmente riconosciuti, ivi compresi i collegi storici,
mediante la previsione di una apposita disciplina per il
riconoscimento e l'accreditamento degli stessi anche ai
fini della concessione del finanziamento statale;
valorizzazione della figura dei ricercatori; realizzazione
di opportunita' uniformi, su tutto il territorio nazionale,
di accesso e scelta dei percorsi formativi;
b) revisione della disciplina concernente la
contabilita', al fine di garantirne coerenza con la
programmazione triennale di ateneo, maggiore trasparenza ed
omogeneita', e di consentire l'individuazione della esatta
condizione patrimoniale dell'ateneo e dell'andamento
complessivo della gestione; previsione di meccanismi di
commissariamento in caso di dissesto finanziario degli
atenei;
c) introduzione, sentita l'ANVUR, di un sistema di
valutazione ex post delle politiche di reclutamento degli
atenei, sulla base di criteri definiti ex ante;
d) revisione, in attuazione del titolo V della parte II
della Costituzione, della normativa di principio in materia
di diritto allo studio, al fine di rimuovere gli ostacoli
di ordine economico e sociale che limitano l'accesso
all'istruzione superiore, e contestuale definizione dei
livelli essenziali delle prestazioni (LEP) erogate dalle
universita' statali.
2. L'attuazione del comma 1, lettere a), b) e c), ad
eccezione di quanto previsto al comma 3, lettera g), e al
comma 4, lettera l), non deve determinare nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica. Gli eventuali maggiori oneri
derivanti dall'attuazione del comma 1, lettera d), dovranno
essere quantificati e coperti, ai sensi dell'articolo 17,
comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
3. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1,
lettera a), del presente articolo, il Governo si attiene ai
principi di riordino di cui all'articolo 20 della legge 15
marzo 1997, n. 59, e ai seguenti principi e criteri
direttivi:
a) introduzione di un sistema di accreditamento delle
sedi e dei corsi di studio universitari di cui all'articolo
3 del regolamento di cui al decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 22
ottobre 2004, n. 270, fondato sull'utilizzazione di
specifici indicatori definiti ex ante dall'ANVUR per la
verifica del possesso da parte degli atenei di idonei
requisiti didattici, strutturali, organizzativi, di
qualificazione dei docenti e delle attivita' di ricerca,
nonche' di sostenibilita' economico-finanziaria;
b) introduzione di un sistema di valutazione periodica
basato su criteri e indicatori stabiliti ex ante, da parte
dell'ANVUR, dell'efficienza e dei risultati conseguiti
nell'ambito della didattica e della ricerca dalle singole
universita' e dalle loro articolazioni interne;
c) potenziamento del sistema di autovalutazione della
qualita' e dell'efficacia delle proprie attivita' da parte
delle universita', anche avvalendosi dei propri nuclei di
valutazione e dei contributi provenienti dalle commissioni
paritetiche di cui all'articolo 2, comma 2, lettera g);
d) definizione del sistema di valutazione e di
assicurazione della qualita' degli atenei in coerenza con
quanto concordato a livello europeo, in particolare secondo
le linee guida adottate dai ministri dell'istruzione
superiore dei Paesi aderenti all'Area europea
dell'istruzione superiore;
e) previsione di meccanismi volti a garantire incentivi
correlati al conseguimento dei risultati di cui alla
lettera b), nell'ambito delle risorse disponibili del fondo
di finanziamento ordinario delle universita' allo scopo
annualmente predeterminate;
f) previsione per i collegi universitari legalmente
riconosciuti, quali strutture a carattere residenziale, di
rilevanza nazionale, di elevata qualificazione culturale,
che assicurano agli studenti servizi educativi, di
orientamento e di integrazione dell'offerta formativa degli
atenei, di requisiti e di standard minimi a carattere
istituzionale, logistico e funzionale necessari per il
riconoscimento da parte del Ministero e successivo
accreditamento riservato ai collegi legalmente riconosciuti
da almeno cinque anni; rinvio ad apposito decreto
ministeriale della disciplina delle procedure di
iscrizione, delle modalita' di verifica della permanenza
delle condizioni richieste, nonche' delle modalita' di
accesso ai finanziamenti statali riservati ai collegi
accreditati;
g) revisione del trattamento economico dei ricercatori
non confermati a tempo indeterminato, nel primo anno di
attivita', nel rispetto del limite di spesa di cui
all'articolo 29, comma 22, primo periodo.
(Omissis).".
Si riporta il testo vigente dell'articolo 6 del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189
(Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa
sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le
autonomie locali):
"Art. 6. Disposizioni finanziarie e finali
1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 61
della legge 27 dicembre 2002, n. 289, relativo al Fondo per
le aree sottoutilizzate, e' ridotta di 781, 779 milioni di
euro per l'anno 2008 e di 528 milioni di euro per l'anno
2009.
1-bis. Le risorse rivenienti dalla riduzione delle
dotazioni di spesa previste dal comma 1 sono iscritte nel
Fondo per interventi strutturali di politica economica, di
cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre
2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
dicembre 2004, n. 307.
1-ter. Alla copertura dell'onere derivante
dall'attuazione degli articoli 1, comma 5, 2, comma 8, e
5-bis, pari, rispettivamente, a 260,593 milioni di euro per
l'anno 2008 e 436,593 milioni di euro per l'anno 2009, si
provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui al comma 1-bis per gli importi, al fine di compensare
gli effetti in termini di indebitamento netto, di cui al
comma 1.
1-quater. Una quota delle risorse iscritte nel Fondo
per interventi strutturali di politica economica ai sensi
del comma 1-bis, pari rispettivamente a 521,186 milioni di
euro per l'anno 2008 e 91,407 milioni di euro per l'anno
2009, e' versata all'entrata del bilancio dello Stato per i
medesimi anni.
2. Nello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze e' istituito, con una
dotazione, in termini di sola cassa, di 435 milioni di euro
per l'anno 2010 e di 175 milioni di euro per l'anno 2011,
un Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente conseguenti
all'attualizzazione di contributi pluriennali, ai sensi del
comma 177-bis dell'articolo 4 della legge 24 dicembre 2003,
n. 350, introdotto dall'articolo 1, comma 512, della legge
27 dicembre 2006, n. 296. All'utilizzo del Fondo per le
finalita' di cui al primo periodo si provvede con decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze, da trasmettere
al Parlamento, per il parere delle Commissioni parlamentari
competenti per materia e per i profili finanziari, nonche'
alla Corte dei conti.".

Art. 21

Proroga di termini nel settore postale

1. Sono prorogati fino alla conclusione delle procedure di
inquadramento e comunque non oltre il 31 dicembre 2012, i comandi del
personale appartenente a Poste Italiane S.p.A. che non sia stato
ancora inquadrato, ai sensi dell'articolo 3, comma 112, della legge
24 dicembre 2007, n. 244, ((e successive modificazioni,)) nei ruoli
delle Amministrazioni presso cui presta servizio in posizione di
comando o presso le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, ai sensi degli articoli 30, 33 e 34-bis del predetto
decreto.
2. Il termine di cui al comma 1-bis ((dell'articolo 2 del
decreto-legge)) 5 agosto 2010, n. 125, convertito, con modificazioni,
dalla legge 1o ottobre 2010, n. 163, e' prorogato al 31 dicembre
2013.
((3. Adecorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto e fino al termine di cui al comma 2, le tariffe per la
spedizione postale individuate con decreto del Ministro dello
sviluppo economico 21 ottobre 2010, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2010, si applicano anche alle
spedizioni di prodotti editoriali da parte delle associazioni e
organizzazioni senza fini di lucro iscritte nel Registro degli
operatori di comunicazione (ROC), individuate dall'articolo 1, comma
3, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, e successive
modificazioni, e delle associazioni d'arma e combattentistiche. In
tal caso si prescinde dal possesso del requisito di cui all'articolo
2, comma 1, letterab), del citato decreto-legge n. 353 del 2003,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 46 del 2004.
Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo vigente del comma 112,
dell'articolo 3, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e
successive modificazioni (Disposizioni per la formazione
del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge
finanziaria 2008):
"Art. 3.
(Omissis).
112. Per l'anno 2010, il personale appartenente a Poste
italiane Spa, gia' dipendente dall'Amministrazione autonoma
delle poste e delle telecomunicazioni, ed il personale
dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato Spa, gia'
dipendente dall'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato,
il cui comando presso uffici delle pubbliche
amministrazioni e' stato gia' prorogato per l'anno 2007 ai
sensi, rispettivamente, dell'articolo 1, comma 534, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dell'articolo 1, comma
6-quater, del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2007, n. 17, puo' essere inquadrato, nei ruoli delle
amministrazioni presso cui presta servizio in posizione di
comando o presso le amministrazioni di cui all'articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, ai sensi degli articoli 30, 33 e
34-bis del predetto decreto, nei limiti dei posti di
organico. I relativi provvedimenti di comando sono
prorogati fino alla conclusione delle procedure di
inquadramento, e comunque non oltre il 31 dicembre 2010.
(Omissis)."
Si riporta il testo vigente degli articoli 1, 30, 33 e
34-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, recante "Norme generali
sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche":
"Art. 1. Finalita' ed ambito di applicazione
1. Le disposizioni del presente decreto disciplinano
l'organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro e di
impiego alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche,
tenuto conto delle autonomie locali e di quelle delle
regioni e delle province autonome, nel rispetto
dell'articolo 97, comma primo, della Costituzione, al fine
di:
a) accrescere l'efficienza delle amministrazioni in
relazione a quella dei corrispondenti uffici e servizi dei
Paesi dell'Unione europea, anche mediante il coordinato
sviluppo di sistemi informativi pubblici;
b) razionalizzare il costo del lavoro pubblico,
contenendo la spesa complessiva per il personale, diretta e
indiretta, entro i vincoli di finanza pubblica;
c) realizzare la migliore utilizzazione delle risorse
umane nelle pubbliche amministrazioni, assicurando la
formazione e lo sviluppo professionale dei dipendenti,
applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro
privato, garantendo pari opportunita' alle lavoratrici ed
ai lavoratori nonche' l'assenza di qualunque forma di
discriminazione e di violenza morale o psichica.
2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le
amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e
scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative,
le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento
autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita'
montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni
universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le
Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e
loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici
nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le
aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale,
l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche
amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione
organica della disciplina di settore, le disposizioni di
cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al
CONI.
3. Le disposizioni del presente decreto costituiscono
principi fondamentali ai sensi dell'articolo 117 della
Costituzione. Le Regioni a statuto ordinario si attengono
ad esse tenendo conto delle peculiarita' dei rispettivi
ordinamenti. I principi desumibili dall'articolo 2 della
legge 23 ottobre 1992, n. 421, e successive modificazioni,
e dall'articolo 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n.
59, e successive modificazioni ed integrazioni,
costituiscono altresi', per le Regioni a statuto speciale e
per le provincie autonome di Trento e di Bolzano, norme
fondamentali di riforma economico-sociale della
Repubblica."
"Art. 30. Passaggio diretto di personale tra
amministrazioni diverse
1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti
in organico mediante cessione del contratto di lavoro di
dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio
presso altre amministrazioni, che facciano domanda di
trasferimento. Le amministrazioni devono in ogni caso
rendere pubbliche le disponibilita' dei posti in organico
da ricoprire attraverso passaggio diretto di personale da
altre amministrazioni, fissando preventivamente i criteri
di scelta. Il trasferimento e' disposto previo parere
favorevole dei dirigenti responsabili dei servizi e degli
uffici cui il personale e' o sara' assegnato sulla base
della professionalita' in possesso del dipendente in
relazione al posto ricoperto o da ricoprire.
1-bis. Fermo restando quanto previsto al comma 2, con
decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze e previa intesa con la conferenza unificata,
sentite le confederazioni sindacali rappresentative, sono
disposte le misure per agevolare i processi di mobilita',
anche volontaria, per garantire l'esercizio delle funzioni
istituzionali da parte delle amministrazioni che presentano
carenze di organico.
2. I contratti collettivi nazionali possono definire le
procedure e i criteri generali per l'attuazione di quanto
previsto dal comma 1. In ogni caso sono nulli gli accordi,
gli atti o le clausole dei contratti collettivi volti ad
eludere l'applicazione del principio del previo esperimento
di mobilita' rispetto al reclutamento di nuovo personale.
2-bis. Le amministrazioni, prima di procedere
all'espletamento di procedure concorsuali, finalizzate alla
copertura di posti vacanti in organico, devono attivare le
procedure di mobilita' di cui al comma 1, provvedendo, in
via prioritaria, all'immissione in ruolo dei dipendenti,
provenienti da altre amministrazioni, in posizione di
comando o di fuori ruolo, appartenenti alla stessa area
funzionale, che facciano domanda di trasferimento nei ruoli
delle amministrazioni in cui prestano servizio. Il
trasferimento e' disposto, nei limiti dei posti vacanti,
con inquadramento nell'area funzionale e posizione
economica corrispondente a quella posseduta presso le
amministrazioni di provenienza; il trasferimento puo'
essere disposto anche se la vacanza sia presente in area
diversa da quella di inquadramento assicurando la
necessaria neutralita' finanziaria.
2-ter. L'immissione in ruolo di cui al comma 2-bis,
limitatamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e
al Ministero degli affari esteri, in ragione della
specifica professionalita' richiesta ai propri dipendenti,
avviene previa valutazione comparativa dei titoli di
servizio e di studio, posseduti dai dipendenti comandati o
fuori ruolo al momento della presentazione della domanda di
trasferimento, nei limiti dei posti effettivamente
disponibili.
2-quater. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, per
fronteggiare le situazioni di emergenza in atto, in ragione
della specifica professionalita' richiesta ai propri
dipendenti puo' procedere alla riserva di posti da
destinare al personale assunto con ordinanza per le
esigenze della Protezione civile e del servizio civile,
nell'ambito delle procedure concorsuali di cui all'articolo
3, comma 59, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e
all'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n.
311.
2-quinquies. Salvo diversa previsione, a seguito
dell'iscrizione nel ruolo dell'amministrazione di
destinazione, al dipendente trasferito per mobilita' si
applica esclusivamente il trattamento giuridico ed
economico, compreso quello accessorio, previsto nei
contratti collettivi vigenti nel comparto della stessa
amministrazione.
2-sexies. Le pubbliche amministrazioni, per motivate
esigenze organizzative, risultanti dai documenti di
programmazione previsti all'articolo 6, possono utilizzare
in assegnazione temporanea, con le modalita' previste dai
rispettivi ordinamenti, personale di altre amministrazioni
per un periodo non superiore a tre anni, fermo restando
quanto gia' previsto da norme speciali sulla materia,
nonche' il regime di spesa eventualmente previsto da tali
norme e dal presente decreto."
"Art. 33. Eccedenze di personale e mobilita' collettiva
1. Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di
soprannumero o rilevino comunque eccedenze di personale, in
relazione alle esigenze funzionali o alla situazione
finanziaria, anche in sede di ricognizione annuale prevista
dall'articolo 6, comma 1, terzo e quarto periodo, sono
tenute ad osservare le procedure previste dal presente
articolo dandone immediata comunicazione al Dipartimento
della funzione pubblica.
2. Le amministrazioni pubbliche che non adempiono alla
ricognizione annuale di cui al comma 1 non possono
effettuare assunzioni o instaurare rapporti di lavoro con
qualunque tipologia di contratto pena la nullita' degli
atti posti in essere.
3. La mancata attivazione delle procedure di cui al
presente articolo da parte del dirigente responsabile e'
valutabile ai fini della responsabilita' disciplinare.
4. Nei casi previsti dal comma 1 del presente articolo
il dirigente responsabile deve dare un'informativa
preventiva alle rappresentanze unitarie del personale e
alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto
collettivo nazionale del comparto o area.
5. Trascorsi dieci giorni dalla comunicazione di cui al
comma 4, l'amministrazione applica l'articolo 72, comma 11,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in
subordine, verifica la ricollocazione totale o parziale del
personale in situazione di soprannumero o di eccedenza
nell'ambito della stessa amministrazione, anche mediante il
ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro
o a contratti di solidarieta', ovvero presso altre
amministrazioni, previo accordo con le stesse, comprese
nell'ambito della regione tenuto anche conto di quanto
previsto dall'articolo 1, comma 29, del decreto-legge 13
agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla
legge 14 settembre 2011, n. 148, nonche' del comma 6.
6. I contratti collettivi nazionali possono stabilire
criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto
delle caratteristiche del comparto, la gestione delle
eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad
altre amministrazioni al di fuori del territorio regionale
che, in relazione alla distribuzione territoriale delle
amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro,
sia stabilito dai contratti collettivi nazionali. Si
applicano le disposizioni dell'articolo 30.
7. Trascorsi novanta giorni dalla comunicazione di cui
al comma 4 l'amministrazione colloca in disponibilita' il
personale che non sia possibile impiegare diversamente
nell'ambito della medesima amministrazione e che non possa
essere ricollocato presso altre amministrazioni nell'ambito
regionale, ovvero che non abbia preso servizio presso la
diversa amministrazione secondo gli accordi di mobilita'.
8. Dalla data di collocamento in disponibilita' restano
sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di
lavoro e il lavoratore ha diritto ad un'indennita' pari
all'80 per cento dello stipendio e dell'indennita'
integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro
emolumento retributivo comunque denominato, per la durata
massima di ventiquattro mesi. I periodi di godimento
dell'indennita' sono riconosciuti ai fini della
determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e
della misura della stessa. E' riconosciuto altresi' il
diritto all'assegno per il nucleo familiare di cui
all'articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988,
n. 153."
"Art. 34-bis. Disposizioni in materia di mobilita' del
personale
1. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1,
comma 2, con esclusione delle amministrazioni previste
dall'articolo 3, comma 1, ivi compreso il Corpo nazionale
dei vigili del fuoco, prima di avviare le procedure di
assunzione di personale, sono tenute a comunicare ai
soggetti di cui all'articolo 34, commi 2 e 3, l'area, il
livello e la sede di destinazione per i quali si intende
bandire il concorso nonche', se necessario, le funzioni e
le eventuali specifiche idoneita' richieste.
2. La Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con il
Ministero dell'economia e delle finanze e le strutture
regionali e provinciali di cui all'articolo 34, comma 3,
provvedono, entro quindici giorni dalla comunicazione, ad
assegnare secondo l'anzianita' di iscrizione nel relativo
elenco il personale collocato in disponibilita' ai sensi
degli articoli 33 e 34. Le predette strutture regionali e
provinciali, accertata l'assenza negli appositi elenchi di
personale da assegnare alle amministrazioni che intendono
bandire il concorso, comunicano tempestivamente alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della
funzione pubblica le informazioni inviate dalle stesse
amministrazioni. Entro quindici giorni dal ricevimento
della predetta comunicazione, la Presidenza del Consiglio
dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, di
concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze,
provvede ad assegnare alle amministrazioni che intendono
bandire il concorso il personale inserito nell'elenco
previsto dall'articolo 34, comma 2. A seguito
dell'assegnazione, l'amministrazione destinataria iscrive
il dipendente in disponibilita' nel proprio ruolo e il
rapporto di lavoro prosegue con l'amministrazione che ha
comunicato l'intenzione di bandire il concorso.
3. Le amministrazioni possono provvedere a organizzare
percorsi di qualificazione del personale assegnato ai sensi
del comma 2.
4. Le amministrazioni, decorsi due mesi dalla ricezione
della comunicazione di cui al comma 1 da parte del
Dipartimento della funzione pubblica direttamente per le
amministrazioni dello Stato e per gli enti pubblici non
economici nazionali, comprese le universita', e per
conoscenza per le altre amministrazioni, possono procedere
all'avvio della procedura concorsuale per le posizioni per
le quali non sia intervenuta l'assegnazione di personale ai
sensi del comma 2.
5. Le assunzioni effettuate in violazione del presente
articolo sono nulle di diritto. Restano ferme le
disposizioni previste dall'articolo 39 della legge 27
dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.
5-bis. Ove se ne ravvisi l'esigenza per una piu'
tempestiva ricollocazione del personale in disponibilita'
iscritto nell'elenco di cui all'articolo 34, comma 2, il
Dipartimento della funzione pubblica effettua ricognizioni
presso le amministrazioni pubbliche per verificare
l'interesse all'acquisizione in mobilita' dei medesimi
dipendenti. Si applica l'articolo 4, comma 2, del
decreto-legge 12 maggio 1995, n. 163, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 luglio 1995, n. 273.".

Si riporta il testo vigente del comma 1-bis
dell'articolo 2 del decreto-legge 5 agosto 2010, n. 125,
convertito, con modificazioni, dalla legge 1° ottobre 2010,
n. 163 (Misure urgenti per il settore dei trasporti e
disposizioni in materia finanziaria):
"Art. 2. Disposizioni in materia finanziaria
(Omissis).
1-bis. In considerazione della specificita' del
settore, a decorrere dal 1° settembre 2010 e fino al 31
dicembre 2012, per le spedizioni dei prodotti editoriali
effettuate dalle imprese editrici di quotidiani e periodici
iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC)
e dalle imprese editrici di libri non si applica l'articolo
3, comma 1, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
2004, n. 46, e le tariffe massime applicabili sono
determinate, senza oneri a carico del bilancio dello Stato,
con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da
adottare entro quindici giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto.
(Omissis).".

Il decreto del Ministro dello sviluppo economico 21
ottobre 2010, reca "Tariffe per le spedizioni di prodotti
editoriali, ad esclusione dei libri spediti tramite pacchi,
effettuate dai soggetti di cui all'articolo 1, comma 1, del
decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46.".

Si riporta il testo vigente degli articoli 1 e 2del
citato decreto-legge n. 353 del 2003:
"Art. 1. Agevolazioni tariffarie postali per le
spedizioni di prodotti editoriali
1. A decorrere dal 1° gennaio 2004, le imprese editrici
di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli
operatori di comunicazione (ROC) e le imprese editrici di
libri possono usufruire di tariffe agevolate postali per la
spedizione di prodotti editoriali. Le tariffe agevolate
sono determinate, anche in funzione del rispetto del limite
di spesa di cui all'articolo 3, con decreto del Ministro
delle comunicazioni, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, sentita la Presidenza del
Consiglio dei Ministri, applicando la tariffa piu' bassa
per le spedizioni di stampe periodiche la cui tiratura per
singolo numero non superi le 20.000 copie. Per l'anno 2004,
l'entita' dell'agevolazione tariffaria per i soggetti
identificati dal presente decreto resta quella definita dal
decreto del Ministro delle comunicazioni 13 novembre 2002.
2. Accedono altresi' alle tariffe agevolate le
associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro.
3. Ai fini dell'applicazione del presente decreto per
associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro si
intendono quelle di cui all'articolo 10 del decreto
legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive
modificazioni, le organizzazioni di volontariato di cui
alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e successive
modificazioni, le organizzazioni non governative
riconosciute ai sensi dell'articolo 28 della legge 26
febbraio 1987, n. 49, le associazioni di promozione sociale
di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, le fondazioni ed
associazioni senza fini di lucro aventi scopi religiosi,
nonche' gli enti ecclesiastici, le associazioni storiche
operanti, per statuto, da almeno cinquanta anni per la
conoscenza, la difesa e la valorizzazione dell'ambiente
naturale, le associazioni riconosciute a carattere
nazionale aventi per oggetto statutario, da piu' di
quaranta anni, lo svolgimento o la promozione di attivita'
di ricerca oncologica e le associazioni dei profughi
istriani, fiumani e dalmati.
3-bis. "
"Art. 2. Prodotti editoriali esclusi dalle agevolazioni
1. Sono esclusi dalle tariffe agevolate di cui
all'articolo 1:
a) i quotidiani e i periodici che contengono inserzioni
pubblicitarie per un'area superiore al 45 per cento
dell'intero stampato, su base annua;
b) i periodici per i quali i relativi abbonamenti siano
stati stipulati, a titolo oneroso, direttamente dai
destinatari, per una percentuale inferiore al 50 per cento
del totale degli abbonamenti;
c) i quotidiani ed i periodici di pubblicita', vale a
dire diretti a pubblicizzare prodotti o servizi
contraddistinti con il nome o altro elemento distintivo e
diretti prevalentemente ad incentivarne l'acquisto;
d) i quotidiani e i periodici di promozione delle
vendite di beni o servizi;
e) i quotidiani e i periodici di vendita per
corrispondenza;
f) i cataloghi, vale a dire le pubblicazioni contenenti
elencazioni di prodotti o servizi, anche se corredate da
indicazioni sulle caratteristiche dei medesimi;
g) i quotidiani e i periodici non posti in vendita,
vale a dire non distribuiti con un prezzo effettivo per
copia o per abbonamento, ad eccezione di quelli informativi
delle fondazioni ed associazioni senza fini di lucro e
degli altri soggetti indicati nel comma 2 dell'articolo 1 o
comunque riconducibili agli stessi, ancorche' editi da
imprese costituite in forma societaria ed iscritte al ROC;
h) le pubblicazioni aventi carattere postulatorio, vale
a dire finalizzate all'acquisizione di contributi, offerte,
ovvero elargizioni di somme di denaro, ad eccezione di
quelle utilizzate dalle organizzazioni senza fini di lucro
e dalle fondazioni religiose esclusivamente per le proprie
finalita' di autofinanziamento;
i) i quotidiani e i periodici delle pubbliche
amministrazioni e degli enti pubblici, nonche' di altri
organismi, ivi comprese le societa' riconducibili allo
Stato ovvero ad altri enti territoriali o che svolgano una
pubblica funzione;
l) i quotidiani e i periodici contenenti supporti
integrativi o altri beni diversi da quelli definiti
nell'articolo 74, primo comma, lettera c), del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e
successive modificazioni, ai fini dell'ammissione al regime
speciale previsto dallo stesso articolo 74;
m) i prodotti editoriali pornografici.".

Art. 22

Continuita' degli interventi a favore delle imprese

1. Al fine di assicurare la necessaria continuita' degli interventi
in essere a sostegno delle imprese, le convenzioni di cui
all'articolo 3, comma 1, della legge 26 novembre 1993, n. 489, ((e
successive modificazioni,)) possono essere prorogate, per motivi di
pubblico interesse, sino alla piena operativita' delle norme
attuative dell'articolo 5, comma 5-sexies, della legge 24 febbraio
1992, n. 225, e comunque non oltre due anni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto. Resta ferma la riduzione di almeno il
10% delle commissioni di cui all'articolo 41, comma 16-undecies, del
decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, nei limiti delle
risorse disponibili.
((1-bis. Il comma 9-ter dell'articolo 40 del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, e' sostituito dal seguente: «9-ter. Il termine
di cui all'articolo 1, comma 862, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, e successive modificazioni, e' prorogato al 31 dicembre 2012 per
le iniziative agevolate che, alla data del 31 dicembre 2011,
risultino realizzate in misura non inferiore all'80 per cento degli
investimenti ammessi e a condizione che le stesse siano completate
entro il 31 dicembre 2012. Per gli interventi in fase di ultimazione
e non revocati, oggetto di proroga ai sensi del presente comma,
l'agevolazione e' rideterminata nel limite massimo delle quote di
contributi maturati per investimenti realizzati dal beneficiario alla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto. Il Ministero dello sviluppo economico presenta una relazione
sulle opere concluse, e le eventuali economie realizzate sulle
apposite contabilita' speciali alla data del 31 dicembre 2012 sono
versate all'entrata del bilancio dello Stato».
1-ter. Al fine di prorogare a tutto il 2012 l'Accordo per il
credito alle piccole e medie imprese sottoscritto dalle parti il 16
febbraio 2011, il Ministro dell'economia e delle finanze, entro il
termine di dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto, avvia un tavolo di consultazione
tra il Governo, l'Associazione bancaria italiana (ABI) e le
organizzazioni imprenditoriali firmatarie.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo vigente dell'articolo 3, della
legge 26 novembre 1993, n. 489 (Proroga del termine di cui
all'articolo 7, comma 6, della legge 30 luglio 1990, n.
218, recante disposizioni per la ristrutturazione e la
integrazione del patrimonio degli istituti di credito di
diritto pubblico, nonche' altre norme sugli istituti
medesimi):
"Art. 3. 1. Le societa' per azioni derivanti dalla
trasformazione del Mediocredito centrale e della Cassa per
il credito alle imprese artigiane succedono nei diritti,
nelle attribuzioni e nelle situazioni giuridiche dei quali
gli enti originari erano titolari in forza di leggi, di
provvedimenti amministrativi e di contratti. Le societa'
per azioni di cui al precedente periodo stipulano apposite
convenzioni, per concessioni decennali, con le
amministrazioni competenti per le agevolazioni, provvedendo
altresi' alla istituzione di distinti organi deliberativi e
separate contabilita' relativi a tali concessioni. Alla
scadenza della concessione, la gestione dei provvedimenti
agevolativi sara' affidata anche ad una o piu' societa' che
presentino adeguati requisiti di affidabilita'
imprenditoriale. Le convenzioni determinano altresi' i
compensi e i rimborsi spettanti per la gestione dei
provvedimenti agevolativi.
2. Le convenzioni indicate al comma 1 possono prevedere
che anche l'ente creditizio al quale per effetto della
successione di cui allo stesso comma e' assegnata la
gestione di un fondo pubblico di agevolazione, sia tenuto a
stipulare a sua volta convenzioni con altre banche per
disciplinare la concessione, a valere sul fondo, di
contributi relativi a finanziamenti da queste erogati. Tali
ultime convenzioni sono approvate dalla pubblica
amministrazione competente.
3. I privilegi e le garanzie di qualsiasi tipo,
rispettivamente costituiti o prestate a favore degli enti
originari di cui al comma 1, conservano il loro grado e la
loro validita' a favore delle societa' derivanti dalla
trasformazione senza necessita' di alcuna formalita' o
annotazione.
4. Gli organi in carica alla data di entrata in vigore
della presente legge provvedono entro tre mesi agli
adempimenti previsti dalla legge stessa.
5. Fino alla stipula delle convenzioni di cui al comma
1 si applicano le disposizioni vigenti.
6. Sono abrogati l'articolo 4 della legge 22 giugno
1950, n. 445 , nonche' l'articolo 17, il sesto comma
dell'articolo 34, la lettera c) del secondo comma
dell'articolo 37 e i commi terzo e quarto dell'articolo 39
della legge 25 luglio 1952, n. 949 .
La presente legge, munita del sigillo dello Stato,
sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come
legge dello Stato.".
Si riporta il testo vigente dell'articolo 5, della
legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio
nazionale della protezione civile):
"Art. 5. Stato di emergenza e potere di ordinanza.
1. Il Consiglio dei ministri, su proposta del
Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua
delega ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del Ministro per
il coordinamento della protezione civile, delibera lo stato
di emergenza, determinandone durata ed estensione
territoriale in stretto riferimento alla qualita' ed alla
natura degli eventi. Con le medesime modalita' si procede
alla eventuale revoca dello stato di emergenza al venir
meno dei relativi presupposti.
2. Per l'attuazione degli interventi di emergenza
conseguenti alla dichiarazione di cui al comma 1, si
provvede, nel quadro di quanto previsto dagli articoli 12,
13, 14, 15 e 16, anche a mezzo di ordinanze in deroga ad
ogni disposizione vigente, e nel rispetto dei principi
generali dell'ordinamento giuridico. Le ordinanze sono
emanate di concerto, relativamente agli aspetti di
carattere finanziario, con il Ministro dell'economia e
delle finanze.
3. Il Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero,
per sua delega ai sensi dell'articolo 1, comma 2, il
Ministro per il coordinamento della protezione civile, puo'
emanare altresi' ordinanze finalizzate ad evitare
situazioni di pericolo o maggiori danni a persone o a cose.
Le predette ordinanze sono comunicate al Presidente del
Consiglio dei ministri, qualora non siano di diretta sua
emanazione.
4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero,
per sua delega ai sensi dell'articolo 1, comma 2, il
Ministro per il coordinamento della protezione civile, per
l'attuazione degli interventi di cui ai commi 2 e 3 del
presente articolo, puo' avvalersi di commissari delegati.
Il relativo provvedimento di delega deve indicare il
contenuto della delega dell'incarico, i tempi e le
modalita' del suo esercizio.
5. Le ordinanze emanate in deroga alle leggi vigenti
devono contenere l'indicazione delle principali norme a cui
si intende derogare e devono essere motivate.
5-bis. Ai fini del rispetto dei vincoli di finanza
pubblica, i Commissari delegati titolari di contabilita'
speciali, ai sensi degli articoli 60 e 61 del regio decreto
18 novembre 1923, n. 2440, e dell'articolo 333 del regio
decreto 23 maggio 1924, n. 827, rendicontano, entro il
quarantesimo giorno dalla chiusura di ciascun esercizio e
dal termine della gestione o del loro incarico, tutte le
entrate e tutte le spese riguardanti l'intervento delegato,
indicando la provenienza dei fondi, i soggetti beneficiari
e la tipologia di spesa, secondo uno schema da stabilire
con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,
d'intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da
adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente comma. Il rendiconto contiene anche una
sezione dimostrativa della situazione analitica dei
crediti, distinguendo quelli certi ed esigibili da quelli
di difficile riscossione, e dei debiti derivanti da
obbligazioni giuridicamente perfezionate assunte a
qualsiasi titolo dai commissari delegati, con l'indicazione
della relativa scadenza. Per l'anno 2008 va riportata anche
la situazione dei crediti e dei debiti accertati al 31
dicembre 2007. Nei rendiconti vengono consolidati, con le
stesse modalita' di cui al presente comma, anche i dati
relativi agli interventi delegati dal commissario ad uno o
piu' soggetti attuatori. I rendiconti corredati della
documentazione giustificativa sono trasmessi, per i
relativi controlli, al Ministero dell'economia e delle
finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato - Ragionerie territoriali competenti e all'Ufficio
bilancio e ragioneria della Presidenza del Consiglio dei
Ministri. Le ragionerie territoriali inoltrano i
rendiconti, anche con modalita' telematiche e senza la
documentazione a corredo, alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri, all'ISTAT e alla competente sezione regionale
della Corte dei conti. Per l'omissione o il ritardo nella
rendicontazione si applica l'articolo 337 del regio decreto
23 maggio 1924, n. 827. Al fine di garantire la trasparenza
dei flussi finanziari e della rendicontazione di cui al
presente comma sono vietati girofondi tra le contabilita'
speciali.
5-ter. In relazione ad una dichiarazione dello stato di
emergenza, i soggetti interessati da eventi eccezionali e
imprevedibili che subiscono danni riconducibili all'evento,
compresi quelli relativi alle abitazioni e agli immobili
sedi di attivita' produttive, possono fruire della
sospensione o del differimento, per un periodo fino a sei
mesi, dei termini per gli adempimenti e i versamenti dei
tributi e dei contributi previdenziali e assistenziali e
dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni e le malattie professionali. La sospensione
ovvero il differimento dei termini per gli adempimenti e
per i versamenti tributari e contributivi sono disposti con
legge, che deve assicurare piena corrispondenza, anche dal
punto di vista temporale, tra l'onere e la relativa
copertura finanziaria, e disciplinati con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la
Presidenza del Consiglio dei Ministri nonche', per quanto
attiene ai versamenti contributivi, il Ministro del lavoro
e delle politiche sociali. Il diritto e' riconosciuto,
esclusivamente in favore dei predetti soggetti, con decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze. La sospensione
non si applica in ogni caso agli adempimenti e ai
versamenti da porre in essere in qualita' di sostituti
d'imposta, salvi i casi nei quali i danni impediscono
l'ordinaria effettuazione degli adempimenti. In ogni caso
le ritenute effettuate sono versate. Gli adempimenti di cui
al presente comma scaduti nel periodo di sospensione sono
effettuati entro il mese successivo alla data di scadenza
della sospensione; i versamenti sono effettuati a decorrere
dallo stesso mese in un numero massimo di ventiquattro rate
di pari importo.
5-quater. A seguito della dichiarazione dello stato di
emergenza, il Presidente della regione interessata dagli
eventi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), qualora
il bilancio della regione non rechi le disponibilita'
finanziarie sufficienti per effettuare le spese conseguenti
all'emergenza ovvero per la copertura degli oneri
conseguenti alla stessa, e' autorizzato a deliberare
aumenti, sino al limite massimo consentito dalla vigente
legislazione, dei tributi, delle addizionali, delle
aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote attribuite
alla regione, nonche' ad elevare ulteriormente la misura
dell'imposta regionale di cui all'articolo 17, comma 1, del
decreto legislativo 21 dicembre 1990, n. 398, fino a un
massimo di cinque centesimi per litro, ulteriori rispetto
alla misura massima consentita.
5-quinquies. Qualora le misure adottate ai sensi del
comma 5-quater non siano sufficienti, ovvero in tutti gli
altri casi di eventi di cui al comma 5-quater di rilevanza
nazionale, puo' essere disposto l'utilizzo delle risorse
del Fondo nazionale di protezione civile. Qualora sia
utilizzato il fondo di cui all'articolo 28 della legge 31
dicembre 2009, n. 196, il fondo e' corrispondentemente e
obbligatoriamente reintegrato in pari misura con le
maggiori entrate derivanti dall'aumento dell'aliquota
dell'accisa sulla benzina e sulla benzina senza piombo,
nonche' dell'aliquota dell'accisa sul gasolio usato come
carburante di cui all'allegato I del testo unico delle
disposizioni legislative concernenti le imposte sulla
produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e
amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre
1995, n. 504, e successive modificazioni. La misura
dell'aumento, comunque non superiore a cinque centesimi al
litro, e' stabilita con provvedimento del direttore
dell'Agenzia delle dogane in misura tale da determinare
maggiori entrate corrispondenti all'importo prelevato dal
fondo di riserva. La disposizione del terzo periodo del
presente comma si applica anche per la copertura degli
oneri derivanti dal differimento dei termini per i
versamenti tributari e contributivi ai sensi del comma
5-ter.
5-sexies. Il Fondo di cui all'articolo 28 del
decreto-legge 18 novembre 1966, n. 976, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1966, n. 1142, puo'
intervenire anche nei territori per i quali e' stato
deliberato lo stato di emergenza ai sensi del comma 1 del
presente articolo. A tal fine sono conferite al predetto
Fondo le disponibilita' rivenienti dal Fondo di cui
all'articolo 5 della legge 31 luglio 1997, n. 261. Con uno
o piu' decreti di natura non regolamentare del Ministro
dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto
della disciplina comunitaria, sono individuate le aree di
intervento, stabilite le condizioni e le modalita' per la
concessione delle garanzie, nonche' le misure per il
contenimento dei termini per la determinazione della
perdita finale e dei tassi di interesse da applicare ai
procedimenti in corso.
6. Le ordinanze emanate ai sensi del presente articolo
sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, nonche' trasmesse ai sindaci interessati
affinche' vengano pubblicate ai sensi dell'articolo 47,
comma 1, della legge 8 giugno 1990, n. 142.
6-bis. La tutela giurisdizionale davanti al giudice
amministrativo avverso le ordinanze adottate in tutte le
situazioni di emergenza dichiarate ai sensi del comma 1 e
avverso i consequenziali provvedimenti commissariali e'
disciplinata dal codice del processo amministrativo.".
Si riporta il testo vigente del comma 16-undecies,
dell'articolo 41, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n.
207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
2009, n. 14, recante "Proroga di termini previsti da
disposizioni legislative e disposizioni finanziarie
urgenti.":
"Art. 41. Proroghe di termini in materia finanziaria.
Proroga di termini in materia di istruzione e misure
relative all'attuazione della Programmazione cofinanziata
dall'Unione europea per il periodo 2007-2013
(Omissis).
16-undecies. Le convenzioni di cui all' articolo 3,
comma 1, della legge 26 novembre 1993, n. 489, inerenti
alla gestione delle residue funzioni statali in materia di
sostegno alle attivita' produttive, nonche' alle imprese
colpite dalle eccezionali avversita' atmosferiche e dagli
eventi alluvionali del novembre 1994, possono essere
prorogate, per motivi di pubblico interesse, non oltre il
31 dicembre 2010 con una riduzione di almeno il 10 per
cento delle relative commissioni.
(Omissis).".
Si riporta il testo dell'articolo 40 del citato
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, come modificato
dalla presente legge:
"Art. 40. Riduzione degli adempimenti amministrativi
per le imprese
1. Il comma 3 dell' articolo 109 del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18
giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, e'
sostituito dal seguente:
«3. Entro le ventiquattr'ore successive all'arrivo, i
soggetti di cui al comma 1 comunicano alle questure
territorialmente competenti, avvalendosi di mezzi
informatici o telematici o mediante fax, le generalita'
delle persone alloggiate, secondo modalita' stabilite con
decreto del Ministro dell'interno, sentito il Garante per
la protezione dei dati personali».
2. Per la riduzione degli oneri in materia di privacy,
sono apportate le seguenti modifiche al decreto legislativo
30 giugno 2003, n. 196:
a) all'articolo 4, comma 1, alla lettera b), le parole
"persona giuridica, ente od associazione" sono soppresse e
le parole "identificati o identificabili" sono sostituite
dalle parole "identificata o identificabile";
b) all'articolo 4, comma 1, alla lettera i), le parole
"la persona giuridica, l'ente o l'associazione" sono
soppresse;
c) il comma 3-bis dell'articolo 5 e' abrogato;
d) al comma 4, dell'articolo 9, l'ultimo periodo e'
soppresso;
e) la lettera h) del comma 1 dell'articolo 43e'
soppressa.
3. Allo scopo di facilitare l'impiego del lavoratore
straniero nelle more di rilascio/rinnovo del permesso di
soggiorno, dopo il comma 9 dell'articolo 5 del decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e' inserito il seguente
comma:«9-bis. In attesa del rilascio o del rinnovo del
permesso di soggiorno, anche ove non venga rispettato il
termine di venti giorni di cui al precedente comma, il
lavoratore straniero puo' legittimamente soggiornare nel
territorio dello Stato e svolgere temporaneamente
l'attivita' lavorativa fino ad eventuale comunicazione
dell'Autorita' di pubblica sicurezza, da notificare anche
al datore di lavoro, con l'indicazione dell'esistenza dei
motivi ostativi al rilascio o al rinnovo del permesso di
soggiorno. L'attivita' di lavoro di cui sopra puo'
svolgersi alle seguenti condizioni:a) che la richiesta del
rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro sia
stata effettuata dal lavoratore straniero all'atto della
stipula del contratto di soggiorno, secondo le modalita'
previste nel regolamento d'attuazione, ovvero, nel caso di
rinnovo, la richiesta sia stata presentata prima della
scadenza del permesso, ai sensi del precedente comma 4, e
dell'articolo 13 del decreto del Presidente della
Repubblica del 31 agosto 1999, n. 394, o entro sessanta
giorni dalla scadenza dello stesso; b) che sia stata
rilasciata dal competente ufficio la ricevuta attestante
l'avvenuta presentazione della richiesta di rilascio o di
rinnovo del permesso.».
4. In materia di semplificazione degli obblighi di
tenuta ed annotazione del registro dei lavoratori, al comma
3 dell'articolo 39 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito dallalegge 6 agosto 2008, n. 133, le parole
"entro il giorno 16", sono sostituire con le seguenti:
"entro la fine".
5. In materia di bonifica dei siti inquinati, per
semplificare gli adempimenti delle imprese, al comma 7
dell'articolo 242 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, dopo il primo periodo, e' inserito il seguente: «Nel
caso di interventi di bonifica o di messa in sicurezza di
cui al periodo precedente, che presentino particolari
complessita' a causa della natura della contaminazione,
degli interventi, delle dotazioni impiantistiche necessarie
o dell'estensione dell'area interessata dagli interventi
medesimi, il progetto puo' essere articolato per fasi
progettuali distinte al fine di rendere possibile la
realizzazione degli interventi per singole aree o per fasi
temporali successive.». Al comma 9 del medesimo articolo
242 del decreto legislativo n. 152 del 2006, le parole:
«con attivita' in esercizio» sono soppresse ed e' aggiunto,
in fine, il seguente periodo: «Possono essere altresi'
autorizzati interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria e di messa in sicurezza degli impianti e
delle reti tecnologiche, purche' non compromettano la
possibilita' di effettuare o completare gli interventi di
bonifica che siano condotti adottando appropriate misure di
prevenzione dei rischi».
6. Al fine di semplificare gli adempimenti delle
imprese di auto-riparazione, il decreto del Ministero dei
Trasporti e della Navigazione del 30 luglio 1997, n. 406-
Regolamento recante le dotazioni delle attrezzature e delle
strumentazioni delle imprese esercenti attivita' di
autoriparazione, e' abrogato.
7. In materia di semplificazione degli adempimenti
amministrativi di registrazione C.O.V. (Composti Organici
Volatili) per la vendita dei prodotti ai consumatori
finali, all'articolo 2, comma 1, lett. o) del decreto
legislativo 27 marzo 2006, n. 161, le parole "o per gli
utenti" sono soppresse.
8. In materia di semplificazione dello smaltimento dei
rifiuti speciali per talune attivita', i soggetti che
svolgono le attivita' di estetista, acconciatore, trucco
permanente e semipermanente, tatuaggio, piercing,
agopuntura, podologo, callista, manicure, pedicure e che
producono rifiuti pericolosi e a rischio infettivo (CER
180103: aghi, siringhe e oggetti taglienti usati) possono
trasportarli, in conto proprio, per una quantita' massima
fino a 30 chilogrammi al giorno, sino all'impianto di
smaltimento tramite termodistruzione o in altro punto di
raccolta, autorizzati ai sensi della normativa vigente.
L'obbligo di registrazione sul registro di carico e scarico
dei rifiuti e l'obbligo di comunicazione al Catasto dei
rifiuti tramite il Modello Unico di Dichiarazione
ambientale, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, si intendono assolti, anche ai fini del trasporto in
conto proprio, attraverso la compilazione e conservazione,
in ordine cronologico, dei formulari di trasporto di cui
all'articolo 193 del medesimo decreto. I formulari sono
gestiti e conservati con modalita' idonee all'effettuazione
del relativi controlli cosi' come previsti dal predetto
articolo 193 del decreto legislativo n. 152 del 2006. La
conservazione deve avvenire presso la sede dei soggetti
esercenti le attivita' di cui al presente comma.
9. La documentazione e le certificazioni attualmente
richieste ai fini del conseguimento delle agevolazioni
fiscali in materia di beni e attivita' culturali previste
dagli articoli 15, comma 1, lettere g) ed h), e 100, comma
2, lettere e) ed f), del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono
sostituite da un'apposita dichiarazione sostitutiva
dell'atto di notorieta', presentata dal richiedente al
Ministero per i beni e le attivita' culturali ai sensi e
per gli effetti dell'articolo 47 del decreto del Presidente
della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive
modificazioni, relativa alle spese effettivamente sostenute
per lo svolgimento degli interventi e delle attivita' cui i
benefici si riferiscono. Il Ministero per i beni e le
attivita' culturali esegue controlli a campione ai sensi
degli articoli 71e 72 del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive
modificazioni.
9-bis. All'articolo 27 del testo unico dei servizi di
media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto
legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e' aggiunto, in fine,
il seguente comma:
«7-bis. La cessione anche di un singolo impianto
radiotelevisivo, quando non ha per oggetto unicamente le
attrezzature, si considera cessione di ramo d'azienda. Gli
atti relativi ai trasferimenti di impianti e di rami
d'azienda ai sensi del presente articolo, posti in essere
dagli operatori del settore prima della data di entrata in
vigore delle disposizioni di cui al presente comma, sono in
ogni caso validi e non rettificabili ai fini tributari».
9-ter. Il termine di cui all'articolo 1, comma 862,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive
modificazioni, e' prorogato al 31 dicembre 2012 per le
iniziative agevolate che, alla data del 31 dicembre 2011,
risultino realizzate in misura non inferiore all'80 per
cento degli investimenti ammessi e a condizione che le
stesse siano completate entro il 31 dicembre 2012. Per gli
interventi in fase di ultimazione e non revocati, oggetto
di proroga ai sensi del presente comma, l'agevolazione e'
rideterminata nel limite massimo delle quote di contributi
maturati per investimenti realizzati dal beneficiario alla
data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto. Il Ministero dello sviluppo economico
presenta una relazione sulle opere concluse, e le eventuali
economie realizzate sulle apposite contabilita' speciali
alla data del 31 dicembre 2012 sono versate all'entrata del
bilancio dello Stato.".

((Art. 22 bis

Protezione accordata al diritto d'autore

1. All'articolo 239, comma 1, del codice della proprieta'
industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30,
come da ultimo sostituito dall'articolo 123 del decreto legislativo
13 agosto 2010, n. 131, le parole: «e a quelli da essi fabbricati nei
cinque anni successivi a tale data» sono sostituite dalle seguenti:
«e a quelli da essi fabbricati nei tredici anni successivi a tale
data».))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo dell'articolo 239 del decreto
legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della
proprieta' industriale, a norma dell'articolo 15 della L.
12 dicembre 2002, n. 273), come modificato dalla presente
legge:
"Art. 239. Limiti alla protezione accordata dal diritto
d'autore
1. La protezione accordata ai disegni e modelli ai
sensi dell'articolo 2, n. 10), della legge 22 aprile 1941,
n. 633, comprende anche le opere del disegno industriale
che, anteriormente alla data del 19 aprile 2001, erano,
oppure erano divenute e di pubblico dominio. Tuttavia i
terzi che avevano fabbricato o commercializzato, nei dodici
mesi anteriori al 19 aprile 2001, prodotti realizzati in
conformita' con le opere del disegno industriale allora in
pubblico dominio a seguito della scadenza degli effetti
della registrazione non rispondono della violazione del
diritto d'autore compiuta proseguendo questa attivita'
anche dopo tale data, limitatamente ai prodotti da essi
fabbricati o acquistati prima del 19 aprile 2001 e a quelli
da essi fabbricati nei tredici anni successivi a tale data
e purche' detta attivita' si sia mantenuta nei limiti anche
quantitativi del preuso.".

Art. 23

Esercizio dell'attivita' di consulenza finanziaria. ((Modifiche
all'articolo 23-bis del decreto-legge n. 201 del 2011))

1. Il termine di cui al comma 14, primo periodo, dell'articolo 19
del decreto legislativo 17 settembre 2007, n. 164, ((e successive
modificazioni,)) e' prorogato al 31 dicembre 2012.
((1-bis. All'articolo 23-bis del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.
214, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, primo periodo, le parole: «entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite
dalle seguenti: «entro il 31 maggio 2012»;
b) al comma 3, l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: «Il
Consiglio di amministrazione riferisce all'assemblea convocata ai
sensi dell'articolo 2364, secondo comma, del codice civile, in merito
alla politica adottata in materia di retribuzione degli
amministratori con deleghe, anche in termini di conseguimento degli
obiettivi agli stessi affidati con riferimento alla parte variabile
della stessa retribuzione».))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo vigente dell'articolo 19, del
decreto legislativo 17 settembre 2007, n. 164 (Attuazione
della direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati degli
strumenti finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE,
93/6/CEE e 2000/12/CE e abroga la direttiva 93/22/CEE):
"Art. 19.Disposizioni finali e transitorie
1. Le disposizioni del presente decreto entrano in
vigore il 1° novembre 2007.
2. Le SIM e le banche autorizzate in Italia alla data
del 31 ottobre 2007 alla prestazione del servizio di
negoziazione per conto proprio si intendono autorizzate
alla prestazione dei servizi e delle attivita' di cui
all'articolo 1, comma 5, lettere a) e b), del decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Gli intermediari
finanziari iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107
del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, al
ricorrere delle medesime condizioni, si intendono
autorizzati alla prestazione dei servizi e delle attivita'
di cui all'articolo 1, comma 5, lettere a) e b), del
decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, limitatamente
agli strumenti finanziari derivati.
3. Le SIM e le banche autorizzate in Italia alla data
del 31 ottobre 2007 alla prestazione del servizio di
negoziazione per conto terzi si intendono autorizzate alla
prestazione del servizio di cui all'articolo 1, comma 5,
lettera b), del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.
58.
4. Le SIM, gli intermediari finanziari iscritti
nell'elenco previsto dall'articolo 107 del decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e le banche
autorizzate in Italia alla data del 31 ottobre 2007 alla
prestazione del servizio di collocamento, con preventiva
sottoscrizione o acquisto a fermo, ovvero assunzione di
garanzia nei confronti dell'emittente, si intendono
autorizzate alla prestazione del servizio di cui
all'articolo 1, comma 5, lettera c), del decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
5. Le SIM, gli intermediari finanziari iscritti
nell'elenco previsto dall'articolo 107 del decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e le banche
autorizzate in Italia alla data del 31 ottobre 2007 alla
prestazione del servizio di collocamento, senza preventiva
sottoscrizione o acquisto a fermo, ovvero assunzione di
garanzia nei confronti dell'emittente, si intendono
autorizzate alla prestazione del servizio di cui
all'articolo 1, comma 5, lettera c-bis), del decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
6. Le SIM e le banche autorizzate in Italia alla data
del 31 ottobre 2007 alla prestazione del servizio di
gestione su base individuale di portafogli di investimento
per conto terzi si intendono autorizzate alla prestazione
del servizio di cui all'articolo 1, comma 5, lettera d),
del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
7. Le SIM e le banche autorizzate in Italia alla data
del 31 ottobre 2007 alla prestazione del servizio di
ricezione e trasmissione di ordini nonche' mediazione si
intendono autorizzate alla prestazione del servizio di cui
all'articolo 1, comma 5, lettera e), del decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
8. Le SIM e le banche autorizzate in Italia alla
prestazione di uno o piu' servizi di investimento alla data
del 31 ottobre 2007 si intendono autorizzate alla
prestazione del servizio di cui all'articolo 1, comma 5,
lettera f), del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.
58.
9. Le SGR autorizzate in Italia alla data del 31
ottobre 2007 si intendono autorizzate alla prestazione del
servizio di cui all'articolo 1, comma 5, lettera f), del
decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
10. Le SIM, le SGR e le banche autorizzate in Italia
alla data del 31 ottobre 2007 comunicano alle autorita'
competenti alla tenuta dei rispettivi albi entro il 30
novembre 2007 se non intendono avvalersi della disposizione
di cui al comma 9.
11. Le societa' di gestione dei mercati regolamentati
autorizzati in Italia alla data del 31 ottobre 2007 si
intendono autorizzate all'esercizio dei mercati
regolamentati di cui all'articolo 63, commi 1 e 3, e
all'articolo 66, comma 1, del decreto legislativo 24
febbraio 1998, n. 58.
12. Le societa' di gestione dei mercati regolamentati
che gestiscono sistemi di scambi organizzati multilaterali
alla data del 31 ottobre 2007 si intendono autorizzate
all'esercizio dell'attivita' di gestione di sistemi
multilaterali di negoziazione.
13. I soggetti abilitati adeguano entro il 30 giugno
2008 i contratti in essere al 1° novembre 2007.
14. Fino al 31 dicembre 2010, la riserva di attivita'
di cui all'articolo 18 del testo unico di cui al decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, non pregiudica la
possibilita' per i soggetti che, alla data del 31 ottobre
2007, prestano la consulenza in materia di investimenti, di
continuare a svolgere il servizio di cui all'articolo 1,
comma 5, lettera f), del decreto legislativo 24 febbraio
1998, n. 58, senza detenere somme di denaro o strumenti
finanziari di pertinenza dei clienti.
14-bis. Il Ministro dell'economia e delle finanze con
proprio decreto, adottato sentite la Banca d'Italia e la
Consob, nomina, in sede di prima applicazione, i membri
dell'organismo di cui all'articolo 18-bis del decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, fissando la durata in
carica, i compensi e le attribuzioni. Alle relative spese
provvede l'organismo mediante le risorse derivanti dai
contributi e dalle altre somme versati dagli iscritti.".

Si riporta il testo dell'articolo 23-bis del citato
decreto-legge n. 201 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 23-bis. Compensi per gli amministratori con
deleghe delle societa' partecipate dal Ministero
dell'economia e delle finanze
1. Fatto salvo quanto previsto dall' articolo 19, comma
6, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da
emanare entro il 31 maggio 2012, previo parere delle
Commissioni parlamentari competenti, le societa' non
quotate, direttamente controllate dal Ministero
dell'economia e delle finanze ai sensi dell'articolo 2359,
primo comma, numero 1), del codice civile, sono
classificate per fasce sulla base di indicatori
dimensionali quantitativi e qualitativi. Per ciascuna
fascia e' determinato il compenso massimo al quale i
consigli di amministrazione di dette societa' devono fare
riferimento, secondo criteri oggettivi e trasparenti, per
la determinazione degli emolumenti da corrispondere, ai
sensi dell'articolo 2389, terzo comma, del codice civile.
L'individuazione delle fasce di classificazione e dei
relativi compensi potra' essere effettuata anche sulla base
di analisi svolte da primarie istituzioni specializzate.
2. In considerazione di mutamenti di mercato e in
relazione al tasso di inflazione programmato, nel rispetto
degli obiettivi di contenimento della spesa pubblica, con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze si
provvede a rideterminare, almeno ogni tre anni, le fasce di
classificazione e l'importo massimo di cui al comma 1.
3. Gli emolumenti determinati ai sensi dell'articolo
2389, terzo comma, del codice civile, possono includere una
componente variabile che non puo' risultare inferiore al 30
per cento della componente fissa e che e' corrisposta in
misura proporzionale al grado di raggiungimento di
obiettivi annuali, oggettivi e specifici, determinati
preventivamente dal consiglio di amministrazione.Il
Consiglio di amministrazione riferisce all'assemblea
convocata ai sensi dell'articolo 2364, secondo comma, del
codice civile, in merito alla politica adottata in materia
di retribuzione degli amministratori con deleghe, anche in
termini di conseguimento degli obiettivi agli stessi
affidati con riferimento alla parte variabile della stessa
retribuzione.
4. Nella determinazione degli emolumenti da
corrispondere, ai sensi dell'articolo 2389, terzo comma,
del codice civile, i consigli di amministrazione delle
societa' non quotate, controllate dalle societa' di cui al
comma 1 del presente articolo, non possono superare il
limite massimo indicato dal decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze di cui al predetto comma 1
per la societa' controllante e devono in ogni caso
attenersi ai medesimi principi di oggettivita' e
trasparenza.
5. Il decreto di cui al comma 1 e' sottoposto alla
registrazione della Corte dei conti.".

Art. 24

Adempimenti relativi alla rilevazione del Patrimonio delle
Amministrazione pubbliche finalizzata alla redazione del Rendiconto
patrimoniale a valori di mercato

1. All'articolo 12, comma 13, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111, ((e successive modificazioni,)) le parole: «31 gennaio 2012»
sono sostituite dalle seguenti: «31 luglio 2012» e all'articolo 2,
comma 222, ((dodicesimo periodo,)) della legge 23 dicembre 2009, n.
191, ((e successive modificazioni,)) le parole: «31 gennaio» sono
sostituite dalle seguenti: «31 luglio».


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 13, dell'articolo 12, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
(Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria),
come modificato dalla presente legge:
"Art. 12. Acquisto, vendita, manutenzione e censimento
di immobili pubblici
(Omissis).
13. La violazione degli obblighi di comunicazione
stabiliti dall'articolo 2, comma 222, della legge 23
dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, e dai
decreti di cui al medesimo comma, quindicesimo periodo, e'
causa di responsabilita' amministrativa. Le amministrazioni
soggette ai suddetti obblighi individuano, secondo le
rispettive strutture organizzative e i relativi profili di
competenza, i responsabili della comunicazione stessa,
trasmettendoli al Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento del tesoro, tramite registrazione sul portale.
Per la comunicazione delle unita' immobiliari e dei
terreni, delle concessioni e delle partecipazioni, prevista
dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del
30 luglio 2010, il termine per l'adempimento e' il31 luglio
2012. I termini e gli ambiti soggettivi per la
comunicazione dei dati relativi agli altri attivi dello
Stato sono previsti dai successivi decreti emanati ai sensi
dell'articolo 2, comma 222, quindicesimo periodo che li
individuano.
(omissis)"
Il testo del comma 222 dell'articolo 2, della citata
legge 23 dicembre 2009, n. 191, come modificato dal
presente articolo, e' riportato nelle note all'articolo 20
della presente legge.
Si riporta il testo del comma 222, dell'articolo 2,
della citata legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive
modificazioni, (legge finanziaria 2010), cosi' come
modificato dalla presente legge:
"Art. 2. Disposizioni diverse
(Omissis).
222. A decorrere dal 1° gennaio 2010, le
amministrazioni dello Stato di cui all' articolo 1, comma
2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, incluse la Presidenza del
Consiglio dei ministri e le agenzie, anche fiscali,
comunicano annualmente all'Agenzia del demanio, entro il 31
gennaio, la previsione triennale: a) del loro fabbisogno di
spazio allocativo; b) delle superfici da esse occupate non
piu' necessarie. Le predette amministrazioni comunicano
altresi' all'Agenzia del demanio, entro il 31 marzo 2011,
le istruttorie in corso per reperire immobili in locazione.
L'Agenzia del demanio, verificata la corrispondenza dei
fabbisogni comunicati con gli obiettivi di contenimento
della spesa pubblica di cui agli articoli 1, commi 204 e
seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e
successive modificazioni, nonche' 74 del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni: a)
accerta l'esistenza di immobili da assegnare in uso fra
quelli di proprieta' dello Stato ovvero trasferiti ai fondi
comuni d'investimento immobiliare di cui all' articolo 4
del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e
successive modificazioni; b) verifica la congruita' del
canone degli immobili di proprieta' di terzi, ai sensi
dell' articolo 1, comma 479, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, individuati dalle predette amministrazioni tramite
indagini di mercato; c) rilascia alle predette
amministrazioni il nulla osta alla stipula dei contratti di
locazione ovvero al rinnovo di quelli in scadenza,
ancorche' sottoscritti dall'Agenzia del demanio. E' nullo
ogni contratto di locazione stipulato dalle predette
amministrazioni senza il preventivo nulla osta alla stipula
dell'Agenzia del demanio, fatta eccezione per quelli
stipulati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e
dichiarati indispensabili per la protezione degli interessi
della sicurezza dello Stato con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri. Le predette amministrazioni
adempiono i contratti sottoscritti, effettuano il pagamento
dei canoni di locazione ed assumono ogni responsabilita' e
onere per l'uso e la custodia degli immobili assunti in
locazione. Le medesime amministrazioni hanno l'obbligo di
comunicare all'Agenzia del demanio, entro 30 giorni dalla
data di stipula, l'avvenuta sottoscrizione del contratto di
locazione e di trasmettere alla stessa Agenzia copia del
contratto annotato degli estremi di registrazione presso il
competente Ufficio dell'Agenzia delle Entrate. Per le
finalita' di cui al citato articolo 1, commi 204 e
seguenti, della legge n. 296 del 2006, e successive
modificazioni, le predette amministrazioni comunicano
all'Agenzia del demanio entro il 30 giugno 2010 l'elenco
dei beni immobili di proprieta' di terzi utilizzati a
qualsiasi titolo. Sulla base di tali comunicazioni
l'Agenzia del demanio elabora un piano di razionalizzazione
degli spazi, trasmettendolo alle amministrazioni
interessate e al Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento del tesoro. A decorrere dal 1° gennaio 2010,
fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, commi
618e619, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le
amministrazioni interessate comunicano semestralmente
all'Agenzia del demanio gli interventi manutentivi
effettuati sia sugli immobili di proprieta' dello Stato,
alle medesime in uso governativo, sia su quelli di
proprieta' di terzi utilizzati a qualsiasi titolo, nonche'
l'ammontare dei relativi oneri. Gli stanziamenti alle
singole amministrazioni per gli interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria, a decorrere dall'esercizio
finanziario 2011, non potranno eccedere gli importi spesi e
comunicati all'Agenzia del demanio, fermi restando i limiti
stabiliti dall'articolo 2, comma 618, della legge 24
dicembre 2007, n. 244. Entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, tutte le
amministrazioni pubbliche di cui al citato articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e
successive modificazioni, che utilizzano o detengono, a
qualunque titolo, immobili di proprieta' dello Stato o di
proprieta' dei medesimi soggetti pubblici, trasmettono al
Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento del
tesoro l'elenco identificativo dei predetti beni ai fini
della redazione del rendiconto patrimoniale delle
Amministrazioni pubbliche a valori di mercato. Entro il 31
luglio di ciascun anno successivo a quello di trasmissione
del primo elenco, le amministrazioni di cui al citato
articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del
2001, e successive modificazioni, comunicano le eventuali
variazioni intervenute. Qualora emerga l'esistenza di
immobili di proprieta' dello Stato non in gestione
dell'Agenzia del demanio, gli stessi rientrano nella
gestione dell'Agenzia. Con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze l'obbligo di comunicazione
puo' essere esteso ad altre forme di attivo ai fini della
redazione dei predetti conti patrimoniali. In caso di
inadempimento dei predetti obblighi di comunicazione e di
trasmissione, l'Agenzia del demanio e il Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento del tesoro ne
effettuano la segnalazione alla Corte dei conti per gli
atti di rispettiva competenza. Gli enti di previdenza
inclusi tra le pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
effettuano entro il 31 dicembre 2010 un censimento degli
immobili di loro proprieta', con specifica indicazione
degli immobili strumentali e di quelli in godimento a
terzi. La ricognizione e' effettuata con le modalita'
previste con decreto del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministero
dell'economia e delle finanze. Con provvedimento del
Direttore dell'Agenzia del demanio sono stabilite le
modalita' delle comunicazioni e delle trasmissioni previste
dal presente comma.
(Omissis).".

Art. 25

Proroga della partecipazione dell'Italia ai programmi del Fondo
monetario internazionale per fronteggiare la crisi finanziaria
tramite la stipula di un accordo di prestito bilaterale

1. Al fine di fronteggiare la crisi finanziaria, in attuazione
degli impegni assunti in occasione del Vertice dei Capi di Stato e di
Governo dell'Area Euro del 9 dicembre 2011 e delle riunione dei
Ministri delle finanze dell'Unione europea del 19 dicembre, le
disposizioni urgenti per la partecipazione dell'Italia agli
interventi del Fondo Monetario internazionale per fronteggiare gravi
crisi finanziarie dei Paesi aderenti di cui al decreto-legge 29
dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 2011, n. 10, sono prorogate e si provvede all'estensione
della linea di credito gia' esistente.
2. In attuazione del comma 1, la Banca d'Italia e' autorizzata a
svolgere le trattative con il Fondo Monetario Internazionale (FMI)
per la conclusione di un accordo di prestito bilaterale per un
ammontare pari a 23 miliardi e 480 milioni di euro. L'accordo diventa
esecutivo a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto-legge.
3. Su tale prestito e' accordata la garanzia dello Stato per il
rimborso del capitale, per gli interessi maturati e per la copertura
di eventuali rischi di cambio.
4. I rapporti derivanti dal predetto prestito saranno regolati
mediante convenzione tra il Ministero dell'economia e delle finanze e
la Banca d'Italia.
5. E' altresi' autorizzata l'eventuale confluenza del suddetto
prestito nello strumento di prestito NAB in aggiunta alla linea di
credito gia' esistente.
6. Per la concessione della garanzia dello Stato, si applicano le
disposizioni di cui all'articolo 8, comma 4, del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, anche mediante l'eventuale utilizzo delle
risorse finanziarie ivi previste. Conseguentemente l'autorizzazione
di spesa di cui all'articolo 8, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214, e' incrementata di 100 milioni di euro per l'anno 2012.
Al relativo onere si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione
di spesa prevista all'articolo 7-quinquies, comma 1, del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, relativa al Fondo per interventi
urgenti ed indifferibili((, come integrata, da ultimo, dall'articolo
33, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183)). Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.


Riferimenti normativi
Il decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito,
con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10,
reca "Proroga di termini previsti da disposizioni
legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e
di sostegno alle imprese e alle famiglie.".
Si riporta il testo vigente del comma 4, dell'articolo
8, del citato decreto-legge n. 201 del 2011, convertito,
con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214
(Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il
consolidamento dei conti pubblici):
"Art. 8. Misure per la stabilita' del sistema
creditizio
(Omissis).
4. La garanzia dello Stato di cui al comma 1 sara'
elencata nell'allegato allo stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze di cui all'articolo
31 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Per tale finalita'
e' autorizzata la spesa di 200 milioni di euro annui per il
periodo 2012-2016. I predetti importi sono annualmente
versati su apposita contabilita' speciale, per essere
destinati alla copertura dell'eventuale escussione delle
suddette garanzie. Ad eventuali ulteriori oneri, si
provvede ai sensi dell'articolo 26, comma 2, della legge 31
dicembre 2009, n. 196.
(Omissis)".
Si riporta il testo vigente dell'articolo 7-quinquies,
del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, recante
"Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in
crisi, nonche' disposizioni in materia di produzione
lattiera e rateizzazione del debito nel settore
lattiero-caseario.":
"Art. 7-quinquies.Fondi
1. Al fine di assicurare il finanziamento di interventi
urgenti e indifferibili, con particolare riguardo ai
settori dell'istruzione e agli interventi organizzativi
connessi ad eventi celebrativi, e' istituito un fondo nello
stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze, con una dotazione, per l'anno 2009, di 400 milioni
di euro.
2. L'utilizzo del fondo di cui al comma 1 e' disposto
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con
il quale sono individuati gli interventi da finanziare e i
relativi importi, indicando ove necessario le modalita' di
utilizzo delle risorse.
3. Una quota del fondo di cui all' articolo 1, comma
343, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, pari a 400
milioni di euro, e' trasferita per l'anno 2009 al fondo di
cui al comma 1 del presente articolo. La dotazione del
fondo di cui al citato articolo 1, comma 343, della legge
n. 266 del 2005 e' incrementata, nell'anno 2012, di 400
milioni di euro.
4. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 400 milioni
di euro per l'anno 2009, si provvede con le risorse di cui
al primo periodo del comma 3. Agli oneri derivanti dal
secondo periodo del comma 3, pari a 400 milioni di euro per
l'anno 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all' articolo 61, comma
1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, relativa al Fondo
per le aree sottoutilizzate, per il medesimo anno.
5. In aggiunta a quanto previsto dal comma 8 del
presente articolo, dall' articolo 8, comma 1, lettera a),
terzo periodo, nonche' dall' articolo 11, comma 5, del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sino
all'emanazione del decreto previsto dall' articolo 1, comma
848, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive
modificazioni, con decreto del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, la dotazione del Fondo di garanzia di cui
all' articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266, puo'
essere incrementata anche mediante l'assegnazione di
risorse rientranti nella dotazione del Fondo per la finanza
d'impresa ai sensi del comma 847 dell'articolo 1 della
citata legge n. 296 del 2006, e successive modificazioni, e
riguardanti:
a) le risorse destinate alle imprese innovative ai
sensi dell' articolo 106 della legge 23 dicembre 2000, n.
388, e successive modificazioni, gestita da Mediocredito
Centrale sul conto di tesoreria n. 23514;
b) le risorse del Fondo rotativo nazionale per gli
interventi nel capitale di rischio, di cui all' articolo 4,
comma 106, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, depositate
sul conto corrente n. 22047 di tesoreria centrale,
intestato all'Agenzia per l'attrazione degli investimenti e
dello sviluppo d'impresa Spa. Le risorse di cui al presente
comma possono essere reintegrate con decreto del Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, a valere sulle eventuali
disponibilita' del Fondo di garanzia di cui all' articolo
15 della legge 7 agosto 1997, n. 266.
6. Le disponibilita' dei conti di tesoreria accesi per
gli interventi di cui alle lettere a) e b) sono trasferite
al conto di tesoreria intestato al Fondo di garanzia di cui
all' articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266, negli
importi indicati dal decreto di cui al medesimo comma 5.
7. Le risorse versate all'entrata del bilancio dello
Stato nell'ambito dell'unita' previsionale di base 2.2.1.2,
da far affluire sul fondo per gli interventi previsti dall'
articolo 1, commi 343, 344, 345-bis, 345-decies, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, e dall' articolo 3, comma
2, del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, convertito,
con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2008, n. 166,
possono essere destinate annualmente ad apposita
contabilita' speciale, ai fini del riversamento all'entrata
del bilancio dello Stato negli anni successivi, per essere
destinate agli interventi previsti a legislazione vigente.
8. La dotazione del Fondo di garanzia di cui all'
articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266, in aggiunta
a quanto previsto ai sensi del comma 5 del presente
articolo, nonche' dell' articolo 8, comma 1, lettera a),
terzo periodo, e dall' articolo 11, comma 5, del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e'
incrementata per l'anno 2010 di 200 milioni di euro, per
l'anno 2011 di 300 milioni di euro, nonche', per l'anno
2012, di ulteriori 500 milioni di euro. Agli oneri
derivanti dal presente comma, pari a 200 milioni di euro
per l'anno 2010, a 300 milioni di euro per l'anno 2011 e a
500 milioni di euro per l'anno 2012, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui all' articolo 61, comma 1, della legge 27 dicembre
2002, n. 289, relativa al Fondo per le aree
sottoutilizzate, per i medesimi anni.
9. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.
10. All' articolo 18, comma 1, del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla
legge 28 gennaio 2009, n. 2, la lettera b-bis) e'
sostituita dalla seguente:
«b-bis) al Fondo strategico per il Paese a sostegno
dell'economia reale, istituito presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri».
11. La dotazione finanziaria del Fondo strategico per
il Paese a sostegno dell'economia reale di cui all'articolo
18, comma 1, lettera b-bis), del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2, come prevista in forza della delibera
del Comitato interministeriale per la programmazione
economica del 6 marzo 2009, e' corrispondentemente
rideterminata tenendo conto di quanto previsto ai sensi del
comma 4, secondo periodo, e del comma 8, secondo periodo,
del presente articolo, nonche' dell'articolo 7-octies.
12. In relazione a future assegnazioni di diritti d'uso
di frequenze radio o di risorse di numerazione, per l'anno
2009 la quota del 20 per cento delle maggiori entrate
conseguenti alle assegnazioni medesime, al netto delle
somme corrisposte dagli operatori come contributi per i
diritti d'uso delle frequenze nonche' degli importi stimati
nei saldi di finanza pubblica, e' riassegnata, entro un
mese dalla data in cui le stesse sono disponibili, ad
appositi capitoli dello stato di previsione del Ministero
dello sviluppo economico per far fronte alle esigenze di
razionalizzazione e sviluppo delle infrastrutture di reti
di comunicazione elettronica, agli oneri amministrativi
relativi alla gestione delle gare di affidamento nonche'
per l'incremento del Fondo per il passaggio al digitale di
cui all' articolo 1, commi 927, 928e 929, della legge 27
dicembre 2006, n. 296.".
Si riporta il testo vigente del comma 1, dell'articolo
33, della citata legge n. 183 del 2011:
"Art. 33.Disposizioni diverse
1. La dotazione del fondo di cui all'articolo
7-quinquies, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009,
n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile
2009, n. 33, e' incrementata di 1.143 milioni di euro per
l'anno 2012 ed e' ripartita, con decreti del Presidente del
Consiglio dei Ministri, tra le finalita' indicate
nell'elenco n. 3 allegato alla presente legge. Una quota
pari a 100 milioni di euro del fondo di cui al primo
periodo e' destinata per l'anno 2012 al finanziamento di
interventi urgenti finalizzati al riequilibrio
socio-economico, ivi compresi interventi di messa in
sicurezza del territorio, e allo sviluppo dei territori e
alla promozione di attivita' sportive, culturali e sociali
di cui all'articolo 1, comma 40, quarto periodo, della
legge 13 dicembre 2010, n. 220. E' altresi' rifinanziata di
50 milioni di euro, per l'anno 2013, l'autorizzazione di
spesa di cui all'articolo 13, comma 3-quater, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dallalegge 6 agosto 2008, n. 133. Alla
ripartizione della predetta quota e all'individuazione dei
beneficiari si provvede con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, in coerenza con apposito
atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti
per i profili di carattere finanziario.
(Omissis)".

((Art. 25 bis

Copertura degli indennizzi riconosciuti ai soggetti titolari di beni,
diritti e interessi sottoposti in Libia a misure limitative ai sensi
dell'articolo 4 della legge 6 febbraio 2009, n. 7

1. L'impegno di spesa di cui all'articolo 4 della legge 6 febbraio
2009, n. 7, e' prorogato alle medesime condizioni per l'anno 2012. A
tal fine, al comma 2, lettera b), dell'articolo 3 della legge 6
febbraio 2009, n. 7, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il numero 1 e' inserito il seguente: « 1-bis) 7,5 per
mille per l'esercizio che inizia successivamente al 31 dicembre 2011
»;
b) al numero 2), la parola: « 2011 » e' sostituita dalla
seguente: « 2012 ».
2. Ai fini della determinazione della misura dell'acconto
dell'addizionale all'imposta sul reddito delle societa' dovuto per
l'anno 2012 si tiene conto della disposizione di cui all'articolo 3,
comma 2, lettera b), numero 1-bis), della legge 6 febbraio 2009, n.
7, introdotta dal comma 1 del presente articolo.
3. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo vigente dell'articolo 4 della legge
6 febbraio 2009, n. 7 (Ratifica ed esecuzione del Trattato
di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica
italiana e la Grande Giamahiria araba libica popolare
socialista, fatto a Bengasi il 30 agosto 2008):
"Art. 4. Riconoscimento di un ulteriore indennizzo ai
soggetti titolari di beni, diritti e interessi sottoposti
in Libia a misure limitative
1. Ai cittadini italiani nonche' agli enti e alle
societa' di nazionalita' italiana gia' operanti in Libia,
in favore dei quali la legge 6 dicembre 1971, n. 1066, ha
previsto la concessione di anticipazioni in relazione a
beni, diritti e interessi perduti a seguito di
provvedimenti adottati dalle autorita' libiche, ovvero che
hanno beneficiato delle disposizioni di cui alla legge 26
gennaio 1980, n. 16, alla legge 5 aprile 1985, n. 135,
nonche' alla legge 29 gennaio 1994, n. 98, e' corrisposto
un ulteriore indennizzo, per gli anni dal 2009 al 2011, nei
limiti delle risorse del fondo di cui al comma 5.
2. Agli effetti del comma 1 sono valide le domande gia'
presentate, se confermate dagli aventi diritto entro
centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
3. Ai fini della corresponsione dell'indennizzo di cui
al comma 1, le pratiche gia' respinte per carenza di
documentazione sono, su domanda, prese nuovamente in esame
con carattere di priorita' dalla Commissione
interministeriale di cui all'articolo 2, comma 2, del
regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 14 maggio 2007, n. 114, al fine di acquisire
ogni elemento utile per l'integrazione della documentazione
mancante.
4. Agli indennizzi corrisposti in base al presente
articolo si applicano le disposizioni di cui all'articolo
11 della legge 5 aprile 1985, n. 135, e all'articolo 1,
comma 4, della legge 29 gennaio 1994, n. 98.
5. Ai fini della corresponsione dell'indennizzo di cui
al comma 1 e' istituito, nello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze, un apposito fondo
con una dotazione di 50 milioni di euro annui dall'anno
2009 all'anno 2011. Con decreto del Ministro dell'economia
e delle finanze, da emanare previo parere delle Commissioni
parlamentari permanenti competenti per materia e per i
profili finanziari, sono stabilite la misura e le modalita'
di corresponsione dell'indennizzo di cui al comma 1, nel
limite della dotazione del predetto fondo.".
Si riporta il testo dell'articolo 3 della citata legge
6 febbraio 2009, n. 7, come modificato dalla presente
legge:
"Art. 3. Addizionale all'imposta sul reddito delle
societa'
1. Le disposizioni del presente articolo si applicano
nei confronti delle societa' e degli enti commerciali
residenti nel territorio dello Stato:
a) che operano nel settore della ricerca e della
coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, con
partecipazioni di controllo e di collegamento e con
immobilizzazioni materiali e immateriali nette dedicate a
tale attivita' con valore di libro superiore al 33 per
cento della corrispondente voce del bilancio di esercizio;
b) emittenti azioni o titoli equivalenti ammessi alla
negoziazione in un mercato regolamentato;
c) con una capitalizzazione superiore a 20 miliardi di
euro determinata sulla base della media delle
capitalizzazioni rilevate nell'ultimo mese di esercizio sul
mercato regolamentato con i maggiori volumi negoziati.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti al
versamento di un'addizionale all'imposta sul reddito delle
societa' (IRES) pari al 4 per cento dell'utile prima delle
imposte risultante dal conto economico qualora dallo stesso
risulti un'incidenza fiscale inferiore al 19 per cento. In
ogni caso l'addizionale non e' dovuta per gli esercizi in
perdita e il relativo importo non puo' eccedere il minore
tra:
a) l'importo determinato applicando all'utile prima
delle imposte la differenza tra il 19 per cento e
l'aliquota di incidenza fiscale risultante dal conto
economico;
b) l'importo corrispondente alle percentuali di seguito
indicate del patrimonio netto, come definito al comma 5:
1) 10,3 per mille fino all'esercizio in corso al 31
dicembre 2011;
1-bis) 7,5 per mille per l'esercizio che inizia
successivamente al 31 dicembre 2011
2) 5,8 per mille dall'esercizio che inizia
successivamente al 31 dicembre 2012 e fino all'esercizio in
corso al 31 dicembre 2015;
3) 5,15 per mille dall'esercizio che inizia
successivamente al 31 dicembre 2015 e fino all'esercizio in
corso al 31 dicembre 2019;
4) 4,65 per mille dall'esercizio che inizia
successivamente al 31 dicembre 2019 e fino all'esercizio in
corso al 31 dicembre 2023;
5) 4,2 per mille dall'esercizio che inizia
successivamente al 31 dicembre 2023 e fino all'esercizio in
corso al 31 dicembre 2028.
3. L'incidenza fiscale di cui al comma 2 corrisponde
all'aliquota determinata dal rapporto tra i seguenti dati
rilevati dal conto economico:
a) onere netto per l'IRES corrente, differita e
anticipata, per le eventuali imposte sostitutive. Ai fini
della presente lettera il riferimento all'IRES deve
intendersi comprensivo dell'addizionale istituita
dall'articolo 81, comma 16, del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133. Non rileva ai fini della
determinazione dell'onere netto per l'IRES l'addizionale
prevista dal comma 2 del presente articolo;
b) utile prima delle imposte.
4. Dall'onere netto per l'IRES di cui al comma 3 sono
esclusi gli effetti di imposta corrente, differita e
anticipata, relativi alle societa' incluse nello stesso
consolidato fiscale nazionale o mondiale o insieme con le
quali e' stata esercitata l'opzione per la trasparenza
fiscale. Tuttavia tali effetti devono essere mantenuti, o,
qualora non siano rilevati, l'onere netto per l'IRES deve
essere corrispondentemente rettificato, nel caso in cui le
partecipazioni in tali societa' siano oggetto di
svalutazione. In ogni caso tali effetti rilevano in misura
non superiore al 27,5 per cento della svalutazione della
partecipazione alla quale si riferiscono, come risultante
dal conto economico.
5. Il patrimonio netto per la determinazione del limite
di cui al comma 2, lettera b), e' quello risultante dal
bilancio di esercizio diminuito dell'utile di esercizio e
aumentato degli acconti sul dividendo eventualmente
deliberati. Se il periodo d'imposta e' superiore o
inferiore a dodici mesi, il limite di cui al citato comma
2, lettera b), e' ragguagliato alla durata di esso.
6. L'addizionale di cui al comma 2 e' dovuta a
decorrere dall'esercizio che inizia successivamente al 31
dicembre 2008 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2028.
Ai fini del calcolo dei versamenti in acconto relativi al
primo esercizio si fa riferimento a quella che sarebbe
stata l'addizionale dovuta per l'esercizio precedente,
ferma rimanendo la facolta' di fare riferimento allo stesso
esercizio relativamente al quale la stessa si rende
dovuta."

Art. 26

Proseguimento delle attivita' di documentazione, di studio e di
ricerca in materia di federalismo fiscale e di contabilita' e finanza
pubblica

1. Il termine del 31 dicembre 2011 previsto dall'articolo 1, comma
17 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, ((e successive
modificazioni,)) e' prorogato al 31 dicembre 2013. Al medesimo comma
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonche' per assicurare
la formazione specialistica nonche' la formazione linguistica di base
dei dipendenti del Ministero previa stipula di apposite convenzioni
anche con primarie istituzioni universitarie italiane ed europee».


Riferimenti normativi
Si riporta il testo vigente del comma 17, dell'articolo
1, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286
(Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria):
"Art. 1. Accertamento, contrasto all'evasione ed
all'elusione fiscale, nonche' potenziamento
dell'Amministrazione economico-finanziaria
(Omissis).
17. Al fine di ridurre gli oneri derivanti dal
funzionamento degli organismi collegiali la struttura
interdisciplinare prevista dall'articolo 73, comma 1, del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, il comitato di
coordinamento del Servizio consultivo ed ispettivo
tributario, il Comitato di indirizzo strategico della
Scuola superiore dell'economia e delle finanze nonche' la
Commissione consultiva per la riscossione sono soppressi.
L'autorizzazione di spesa prevista dall'articolo 52, comma
37, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e successive
modificazioni, e' soppressa. L'autorizzazione di spesa
prevista per l'attivita' della Scuola superiore
dell'economia e delle finanze dall'articolo 4, comma 61,
secondo periodo, della legge 23 dicembre 2003, n. 350, e'
ridotta a 4 milioni di euro annui; la meta' delle risorse
finanziarie previste dall'anzidetta autorizzazione di
spesa, come ridotta dal presente periodo, puo' essere
utilizzata dal Ministero dell'economia e delle finanze per
l'affidamento, anche a societa' specializzate, di
consulenze, studi e ricerche aventi ad oggetto il riordino
dell'amministrazione economico-finanziaria e, fino al 31
dicembre 2011, per le esigenze di documentazione, di studio
e di ricerca connesse al completo svolgimento delle
attivita' indicate nella legge 5 maggio 2009, n. 42, e
nella legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonche' per
assicurare la formazione specialistica nonche' la
formazione linguistica di base dei dipendenti del Ministero
previa stipula di apposite convenzioni anche con primarie
istituzioni universitarie italiane ed europee.
(Omissis)."

((Art. 26 bis


Proroga delle disposizioni in favore della SVIMEZ

1. Per l'anno 2012, per la prosecuzione delle attivita' di studio e
di ricerca, nonche' di collaborazione con le amministrazioni
pubbliche operanti nelle aree economicamente depresse, il contributo
dello Stato all'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel
Mezzogiorno-SVIMEZ, di cui all'articolo 51 della legge 17 maggio
1999, n. 144, come determinato dalla Tabella C allegata alla legge 12
novembre 2011, n. 183, e' integrato di 500.000 euro.
2. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 1, pari a 500.000
euro per l'anno 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione
della dotazione del Fondo per gli interventi strutturali di politica
economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29
novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
dicembre 2004, n. 307.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo vigente dell'articolo 51 della
legge 17 maggio 1999, n. 144 (Misure in materia di
investimenti, delega al Governo per il riordino degli
incentivi all'occupazione e della normativa che disciplina
l'INAIL, nonche' disposizioni per il riordino degli enti
previdenziali):
"Art. 51. Associazione per lo sviluppo dell'industria
nel Mezzogiorno-SVlMEZ e Centro di specializzazione e
ricerche economico-agrarie per il Mezzogiorno
1. Per la prosecuzione delle attivita' di studio e di
ricerca, nonche' di collaborazione con le amministrazioni
pubbliche operanti nelle aree economicamente depresse, e'
conferito, a carico del Fondo per le aree depresse di cui
all'articolo 19, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile
1993, n. 96 e successive modificazioni, per gli anni 1999,
2000 e 2001, un contributo dello Stato all'Associazione per
lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno-SVIMEZ, di cui
all'articolo 19 della legge 7 agosto 1997, n. 266 , nella
misura massima annua di lire 3.700 milioni.
2. Allo stesso fine, per la prosecuzione delle
attivita' di studio e di ricerche e per incrementare
l'attivita' formativa avanzata, e' destinata una somma pari
a 300 milioni di lire per ciascuno degli anni 1999, 2000 e
2001 al Centro di specializzazione e ricerche
economico-agrarie per il Mezzogiorno a carico del Fondo per
le aree depresse di cui all'articolo 19, comma 5, del
decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96e successive
modificazioni. ".
Si riporta il testo vigente della Tabella C allegata
alla citata legge n. 183 del 2011:

Parte di provvedimento in formato grafico

Si riporta il testo vigente dell'articolo 10, del
citato decreto-legge n. 282 del 2004:
"Art. 10. Proroga di termini in materia di definizione
di illeciti edilizi
1. Al decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2003, n. 326, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti ulteriori modifiche:
a) nell'allegato 1, le parole: «20 dicembre 2004» e «30
dicembre 2004», indicate dopo le parole: «seconda rata» e:
«terza rata», sono sostituite, rispettivamente, dalle
seguenti: «31 maggio 2005» e «30 settembre 2005»;
b) nell'allegato 1, ultimo periodo, le parole: «30
giugno 2005», inserite dopo le parole: «deve essere
integrata entro il», sono sostituite dalle seguenti: «31
ottobre 2005»;
c) al comma 37 dell'articolo 32 le parole: «30 giugno
2005» sono sostituite dalle seguenti: «31 ottobre 2005».
2. La proroga al 31 maggio 2005 ed al 30 settembre 2005
dei termini stabiliti per il versamento, rispettivamente,
della seconda e della terza rata dell'anticipazione degli
oneri concessori opera a condizione che le regioni, prima
della data di entrata in vigore del presente decreto, non
abbiano dettato una diversa disciplina.
3. Il comma 2-quater dell'articolo 5 del decreto-legge
12 luglio 2004, n. 168, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2004, n. 191, e successive
modificazioni, e' abrogato.
4. Alle minori entrate derivanti dal comma 1, valutate
per l'anno 2004 in 2.215,5 milioni di euro, si provvede con
quota parte delle maggiori entrate derivanti dalle altre
disposizioni contenute nel presente decreto.
5. Al fine di agevolare il perseguimento degli
obiettivi di finanza pubblica, anche mediante interventi
volti alla riduzione della pressione fiscale, nello stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
e' istituito un apposito «Fondo per interventi strutturali
di politica economica», alla cui costituzione concorrono le
maggiori entrate, valutate in 2.215,5 milioni di euro per
l'anno 2005, derivanti dal comma 1."

Art. 27

Disposizioni urgenti in materia di trasporto pubblico locale e di
spese per investimenti delle regioni

1. All'articolo 21, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111, i periodi secondo, terzo e quarto, sono sostituiti dai seguenti:
«Entro il mese di febbraio 2012, il Governo, ai sensi dell'articolo
8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, definisce, d'intesa
con la((Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni
e le province autonome di Trento e di Bolzano)), per il periodo
2012-2014, gli obiettivi di ((incremento dell'efficienza)) e di
razionalizzazione del trasporto pubblico locale nel suo complesso, le
conseguenti misure da adottare entro il primo trimestre del 2012
nonche' le modalita' di monitoraggio ed i coerenti criteri di riparto
del fondo di cui al presente comma. Con la predetta intesa sono
stabiliti i compiti dell'Osservatorio istituito ai sensi
dell'articolo 1, comma 300, della legge 24 dicembre 2007, n. 244; tra
i predetti compiti sono comunque inclusi il monitoraggio
sull'attuazione dell'intesa e la predisposizione del piano di
ripartizione del predetto fondo, che e' approvato con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti.».
2. All'articolo 8 della legge 12 novembre 2011, n. 183, dopo il
comma 2 e' inserito il seguente: «2-bis. Resta fermo il limite del 25
per cento per l'indebitamento autorizzato dalle regioni e dalle
province autonome di Trento e di Bolzano, fino al 31 dicembre 2011,
limitatamente agli impegni assunti alla data del 14 novembre 2011 per
spese di investimento finanziate dallo stesso, derivanti da
obbligazioni giuridicamente perfezionate e risultanti da apposito
prospetto da allegare alla legge di assestamento del bilancio 2012.
L'istituto finanziatore puo' concedere i finanziamenti di cui al
primo periodo soltanto se relativi agli impegni compresi nel citato
prospetto; a tal fine, e' tenuto ad acquisire apposita attestazione
dall'ente territoriale.».


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 3, dell'articolo 21, del
citato decreto-legge n. 98 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 21.Finanziamento di spese indifferibili dell'anno
2011
(Omissis).
3. A decorrere dall'anno 2011 e' istituito presso il
Ministero dell'economia e delle finanze il fondo per il
finanziamento del trasporto pubblico locale, anche
ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario, con
dotazione di 400 milioni di euro annui, il cui utilizzo e'
escluso dai vincoli del Patto di stabilita'. Entro il mese
di febbraio 2012, il Governo, ai sensi dell'articolo 8,
comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, definisce,
d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, per il periodo 2012-2014, gli obiettivi di
incremento dell'efficienza e di razionalizzazione del
trasporto pubblico locale nel suo complesso, le conseguenti
misure da adottare entro il primo trimestre del 2012
nonche' le modalita' di monitoraggio ed i coerenti criteri
di riparto del fondo di cui al presente comma. Con la
predetta intesa sono stabiliti i compiti dell'Osservatorio
istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 300, della legge
24 dicembre 2007, n. 244; tra i predetti compiti sono
comunque inclusi il monitoraggio sull'attuazione
dell'intesa e la predisposizione del piano di ripartizione
del predetto fondo, che e' approvato con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
(Omissis).".
Si riporta il testo dell'articolo 8 della citata legge
n. 183 del 2011, come modificato dalla presente legge:
"Art. 8. Disposizioni in materia di debito pubblico
degli enti territoriali
1. All'articolo 204, comma 1, del testo unico di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le parole: «il
10 per cento per l'anno 2012 e l'8 per cento a decorrere
dall'anno 2013» sono sostituite dalle seguenti: «l'8 per
cento per l'anno 2012, il 6 per cento per l'anno 2013 e il
4 per cento a decorrere dall'anno 2014».
2. All'articolo 10, secondo comma, della legge 16
maggio 1970, n. 281, le parole: «25 per cento» sono
sostituite dalle seguenti: «20 per cento».
2-bis.Resta fermo il limite del 25 per cento per
l'indebitamento autorizzato dalle regioni e dalle province
autonome di Trento e di Bolzano, fino al 31 dicembre 2011,
limitatamente agli impegni assunti alla data del 14
novembre 2011 per spese di investimento finanziate dallo
stesso, derivanti da obbligazioni giuridicamente
perfezionate e risultanti da apposito prospetto da allegare
alla legge di assestamento del bilancio 2012. L'istituto
finanziatore puo' concedere i finanziamenti di cui al primo
periodo soltanto se relativi agli impegni compresi nel
citato prospetto; a tal fine, e' tenuto ad acquisire
apposita attestazione dall'ente territoriale.
3. Ai fini della tutela dell'unita' economica della
Repubblica a decorrere dall'anno 2013 gli enti territoriali
riducono l'entita' del debito pubblico. A tal fine, le
disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 costituiscono
principi fondamentali di coordinamento della finanza
pubblica ai sensi degli articoli 117, terzo comma, e 119,
secondo comma, della Costituzione. Con decreto di natura
non regolamentare del Ministro dell'economia e delle
finanze, sentita la Conferenza unificata, fermo restando
quanto previsto dall'articolo 204 del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, e dall'articolo 10, secondo comma,
della legge 16 maggio 1970, n. 281, sono stabilite le
modalita' di attuazione del presente comma. In particolare
sono stabilite:
a) distintamente per regioni, province e comuni, la
differenza percentuale, rispetto al debito medio pro
capite, oltre la quale i singoli enti territoriali hanno
l'obbligo di procedere alla riduzione del debito;
b) la percentuale annua di riduzione del debito;
c) le modalita' con le quali puo' essere raggiunto
l'obiettivo di riduzione del debito. A tal fine, si
considera comunque equivalente alla riduzione il
trasferimento di immobili al fondo o alla societa' di cui
al comma 1 dell'articolo 6.
4. Agli enti che non adempiono a quanto previsto nel
comma 3 del presente articolo, si applicano le disposizioni
contenute nell'articolo 7, comma 1, lettere b) e d), e
comma 2, lettere b) e d), del decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 149."

((Art. 27 bis

Consorzio laghi prealpini

1. Adecorrere dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, il Consorzio nazionale per i grandi
laghi prealpini, di cui all'articolo 21, comma 12, del decreto-legge
6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge
22 dicembre 2011, n. 214, e' soppresso e, per lo svolgimento delle
funzioni di cui all'articolo 63, comma 8, del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali
e di personale, ad esso attribuite ai sensi del citato articolo 21,
comma 12, sono ricostituiti il consorzio del Ticino - Ente autonomo
per la costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice
del lago Maggiore, il consorzio dell'Oglio - Ente autonomo per la
costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del
lago d'Iseo e il consorzio dell'Adda - Ente autonomo per la
costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del
lago di Como. I consorzi ricostituiti ai sensi del periodo precedente
succedono ad ogni effetto, ciascuno per la parte di attivita' che
sarebbe stata di rispettiva competenza prima dell'istituzione del
Consorzio nazionale, a quest'ultimo. Con decreti di natura non
regolamentare del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, da adottare entro sessanta giorni dalla data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
previo parere delle Commissioni parlamentari competenti in materia di
ambiente che si esprimono entro venti giorni dalla data di
assegnazione, sono approvate le modifiche statutarie inerenti la
composizione, anche in deroga all'articolo 6, comma 5, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, degli organi di amministrazione e
controllo, nonche' le modalita' di funzionamento dei tre consorzi
ricostituiti, necessarie per accrescere la loro funzionalita',
efficienza, economicita' e rappresentativita'. I presidenti e i
componenti gli organi di amministrazione e controllo dei consorzi
soppressi dall'articolo 21, comma 12, del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214, non cessati a qualsiasi titolo dalla carica alla data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
continuano ad operare fino alla scadenza naturale dei rispettivi
mandati. Le denominazioni «Consorzio del Ticino - Ente autonomo per
la costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del
Lago Maggiore», «Consorzio dell'Oglio - Ente autonomo per la
costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del
lago d'Iseo» e «Consorzio dell'Adda - Ente autonomo per la
costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del
lago di Como» sostituiscono rispettivamente, ad ogni effetto e
ovunque presenti, la denominazione «Consorzio nazionale per i grandi
laghi prealpini».))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo vigente del comma 12 dell'articolo
21, del citato decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201:
"Art. 21. Soppressione enti e organismi
(Omissis).
12. A decorrere dall'entrata in vigore del presente
decreto, e' istituito, sotto la vigilanza del Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il
Consorzio nazionale per i grandi laghi prealpini, che
svolge le funzioni, con le inerenti risorse finanziarie
strumentali e di personale, attribuite dall'articolo 63,
comma 8, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 al
consorzio del Ticino - Ente autonomo per la costruzione,
manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del lago
Maggiore, al consorzio dell'Oglio - Ente autonomo per la
costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera
regolatrice del lago d'Iseo e al consorzio dell'Adda - Ente
autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio
dell'opera regolatrice del lago di Como. Per garantire
l'ordinaria amministrazione e lo svolgimento delle
attivita' istituzionali fino all'avvio del Consorzio
nazionale, il Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, con proprio decreto, da emanarsi
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, nomina un commissario e un sub
commissario e, su designazione del Ministro dell'economia e
delle finanze, un collegio dei revisori formato da tre
membri, di cui uno con funzioni di presidente. Dalla data
di insediamento del commissario, il consorzio del Ticino -
Ente autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio
dell'opera regolatrice del lago Maggiore, il consorzio
dell'Oglio - Ente autonomo per la costruzione, manutenzione
ed esercizio dell'opera regolatrice del lago d'Iseo e il
consorzio dell'Adda - Ente autonomo per la costruzione,
manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del lago
di Como sono soppressi e i relativi organi decadono. La
denominazione "Consorzio nazionale per i grandi laghi
prealpini" sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente,
le denominazioni: «Consorzio del Ticino - Ente autonomo per
la costruzione, manutenzione ed esercizio dell'opera
regolatrice del lago Maggiore», «Consorzio dell'Oglio -
Ente autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio
dell'opera regolatrice del lago d'Iseo» e «Consorzio
dell'Adda - Ente autonomo per la costruzione, manutenzione
ed esercizio dell'opera regolatrice del lago di Como». Con
decreti di natura non regolamentare del Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da
adottarsi entro e non oltre sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, sentite le Commissioni parlamentari competenti in
materia di ambiente, che si esprimono entro venti giorni
dalla data di assegnazione, sono determinati, in coerenza
con obiettivi di funzionalita', efficienza, economicita' e
rappresentativita', gli organi di amministrazione e
controllo, la sede, nonche' le modalita' di funzionamento,
e sono trasferite le risorse strumentali, umane e
finanziarie degli enti soppressi, sulla base delle
risultanze dei bilanci di chiusura delle relative gestioni
alla data di soppressione. I predetti bilanci di chiusura
sono deliberati dagli organi in carica alla data di
soppressione, corredati della relazione redatta dall'organo
interno di controllo in carica alla medesima data, e
trasmessi per l'approvazione al Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare e al Ministero
dell'economia e delle finanze. Ai componenti degli organi
dei soppressi consorzi, i compensi, indennita' o altri
emolumenti comunque denominati ad essi spettanti sono
corrisposti fino alla data di soppressione mentre per gli
adempimenti di cui al precedente periodo spetta
esclusivamente, ove dovuto, il rimborso delle spese
effettivamente sostenute nella misura prevista dai
rispettivi ordinamenti. I dipendenti a tempo indeterminato
dei soppressi Consorzi mantengono l'inquadramento
previdenziale di provenienza e sono inquadrati nei ruoli
del Consorzio nazionale per i grandi laghi prealpini, cui
si applica il contratto collettivo nazionale del comparto
enti pubblici non economici. La dotazione organica del
Consorzio nazionale per i grandi laghi prealpini non puo'
eccedere il numero del personale in servizio, alla data di
entrata in vigore del presente decreto, presso i soppressi
Consorzi.
(Omissis).".
Si riporta il testo vigente del comma 8 dell'articolo
63, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in
materia ambientale):
"Art. 63. Autorita' di bacino distrettuale
(Omissis).
8. Fatte salve le discipline adottate dalle regioni ai
sensi dell'articolo 62, le Autorita' di bacino coordinano e
sovrintendono le attivita' e le funzioni di titolarita' dei
consorzi di bonifica integrale di cui al regio decreto 13
febbraio 1933, n. 215, nonche' del consorzio del Ticino -
Ente autonomo per la costruzione, manutenzione ed esercizio
dell'opera regolatrice del lago Maggiore, del consorzio
dell'Oglio - Ente autonomo per la costruzione, manutenzione
ed esercizio dell'opera regolatrice del lago d'Iseo e del
consorzio dell'Adda - Ente autonomo per la costruzione,
manutenzione ed esercizio dell'opera regolatrice del lago
di Como, con particolare riguardo all'esecuzione,
manutenzione ed esercizio delle opere idrauliche e di
bonifica, alla realizzazione di azioni di salvaguardia
ambientale e di risanamento delle acque, anche al fine
della loro utilizzazione irrigua, alla rinaturalizzazione
dei corsi d'acqua ed alla fitodepurazione.".
Si riporta il testo vigente del comma 5, dell'articolo
6, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti
in materia di stabilizzazione finanziaria e di
competitivita' economica):
"Art. 6. Riduzione dei costi degli apparati
amministrativi
(Omissis).
5. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 7,
tutti gli enti pubblici, anche economici, e gli organismi
pubblici, anche con personalita' giuridica di diritto
privato, provvedono all'adeguamento dei rispettivi statuti
al fine di assicurare che, a decorrere dal primo rinnovo
successivo alla data di entrata in vigore del presente
decreto, gli organi di amministrazione e quelli di
controllo, ove non gia' costituiti in forma monocratica,
nonche' il collegio dei revisori, siano costituiti da un
numero non superiore, rispettivamente, a cinque e a tre
componenti. In ogni caso, le Amministrazioni vigilanti
provvedono all'adeguamento della relativa disciplina di
organizzazione, mediante i regolamenti di cui all'articolo
2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, con
riferimento a tutti gli enti ed organismi pubblici
rispettivamente vigilati, al fine di apportare gli
adeguamenti previsti ai sensi del presente comma. La
mancata adozione dei provvedimenti di adeguamento
statutario o di organizzazione previsti dal presente comma
nei termini indicati determina responsabilita' erariale e
tutti gli atti adottati dagli organi degli enti e degli
organismi pubblici interessati sono nulli. Agli enti
previdenziali nazionali si applica comunque quanto previsto
dall'art. 7, comma 6.
(Omissis).".

Art. 28

Proroga della convenzione con il Centro di produzione s.p.a.

1. Al fine di consentire la proroga per l'intero anno 2012 della
convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico e il Centro di
produzione s.p.a., ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 11
luglio 1998, n. 224, e' autorizzata la spesa di sette milioni di euro
per l'anno 2012.
2. All'onere derivante dal comma 1, pari a sette milioni di euro
per l'anno 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione della
autorizzazione di spesa di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, relativa al Fondo per interventi
urgenti ed indifferibili((, come integrata, da ultimo, dall'articolo
33, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183)). Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
((2-bis. Fino alla ratifica del nuovo accordo di collaborazione in
campo radiotelevisivo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di
San Marino, firmato in data 5 marzo 2008, e comunque non oltre il 31
dicembre 2012, il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della
Presidenza del Consiglio dei ministri e' autorizzato ad assicurare,
nel limite delle risorse finanziarie di cui ai decreti del Presidente
del Consiglio dei ministri emanati ai sensi dell'articolo 33, comma
1, della legge 12 novembre 2011, n. 183, destinate a interventi di
sostegno all'editoria e al pluralismo dell'informazione, la
prosecuzione della fornitura dei servizi previsti dalla apposita
convenzione con la RAI - Radiotelevisione italiana Spa, comunque
entro il limite massimo di spesa gia' previsto per la convenzione a
legislazione vigente.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo vigente dell'articolo 1, della
legge 11 luglio 1998, n. 224 (Trasmissione radiofonica dei
lavori parlamentari e agevolazioni per l'editoria):
"Art. 1. 1. Allo scopo di garantire la continuita' del
servizio di trasmissione radiofonica delle sedute
parlamentari, e confermando lo strumento della convenzione
da stipulare a seguito di gara pubblica, i cui criteri
saranno definiti nel quadro dell'approvazione della riforma
generale del sistema delle comunicazioni, in via
transitoria la convenzione tra il Ministero delle
comunicazioni e il Centro di produzione S.p.a., stipulata
ai sensi dell'articolo 9, comma 1, del decreto-legge 28
ottobre 1994, n. 602, ed approvata con decreto del Ministro
delle poste e delle telecomunicazioni del 21 novembre 1994,
e' rinnovata con decorrenza 21 novembre 1997 per un
ulteriore triennio, intendendosi rivalutato in L.
11.500.000.000 l'importo di cui al comma 4 dello stesso
articolo 9. I contratti collettivi nazionali di lavoro, ivi
compreso, per i redattori, il contratto unico nazionale di
lavoro dei giornalisti, si applicano ai dipendenti del
Centro di produzione S.p.a. fino alla scadenza della
convenzione.
2. Fino alla data di entrata in vigore della legge di
riforma generale del sistema delle comunicazioni, la rete
radiofonica dedicata ai lavori parlamentari di cui
all'articolo 24, comma 1, della legge 6 agosto 1990, n.
223, ed all'articolo 14 del contratto di servizio tra il
Ministero delle comunicazioni e la RAI - Radiotelevisione
italiana S.p.a., approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 29 ottobre 1997 , pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 286 del 9 dicembre 1997, non puo' essere
ampliata. Sono fatte salve, comunque, le acquisizioni di
impianti conseguenti all'esercizio di opzioni gia'
concordate alla data di entrata in vigore della presente
legge. Entro trenta giorni da tale data, la RAI -
Radiotelevisione italiana S.p.a. e' tenuta a presentare al
Ministero delle comunicazioni la relativa documentazione.
3. All'inizio e al termine di ciascuna delle
trasmissioni di cui al comma 1, il Centro di produzione
S.p.a. e' tenuto ad evidenziare, mediante appositi
messaggi, rispettivamente il termine e l'inizio dei
programmi trasmessi in quanto emittente organo di
informazione di partito.
4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1,
determinati in L. 11.500.000.000 per ciascuno degli anni
1998, 1999 e 2000, si provvede mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio
triennale 1998-2000, nell'ambito dell'unita' previsionale
di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di
previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica per l'anno 1998, a tal fine
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri.
5. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e' autorizzato ad apportare, con
propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.".

Il testo vigente dell'articolo 7-quinquies, del citato
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, e' riportato nelle
note al comma 6 dell'articolo 25.
Si riporta il testo vigente del comma 1, dell'articolo
33, della citata legge 12 novembre n. 183 del 2011:
"Art. 33. Disposizioni diverse
1. La dotazione del fondo di cui all'articolo
7-quinquies, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009,
n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile
2009, n. 33, e' incrementata di 1.143 milioni di euro per
l'anno 2012 ed e' ripartita, con decreti del Presidente del
Consiglio dei Ministri, tra le finalita' indicate
nell'elenco n. 3 allegato alla presente legge. Una quota
pari a 100 milioni di euro del fondo di cui al primo
periodo e' destinata per l'anno 2012 al finanziamento di
interventi urgenti finalizzati al riequilibrio
socio-economico, ivi compresi interventi di messa in
sicurezza del territorio, e allo sviluppo dei territori e
alla promozione di attivita' sportive, culturali e sociali
di cui all'articolo 1, comma 40, quarto periodo, della
legge 13 dicembre 2010, n. 220. E' altresi' rifinanziata di
50 milioni di euro, per l'anno 2013, l'autorizzazione di
spesa di cui all'articolo 13, comma 3-quater, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Alla
ripartizione della predetta quota e all'individuazione dei
beneficiari si provvede con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, in coerenza con apposito
atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti
per i profili di carattere finanziario.
(Omissis).

((Art. 28 bis

Proroga delle disposizioni per l'incremento di efficienza dei
generatori di energia elettrica prodotta nei rifugi di montagna)

1. Per le finalita' di cui all'articolo 4, comma 1-quinquies, del
decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, e' autorizzata la spesa di 1
milione di euro per l'anno 2012.
2. All'onere derivante dal comma 1, pari a 1 milione di euro per
l'anno 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 5, del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, relativo al
Fondo per interventi strutturali di politica economica.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo vigente del comma 1-quinquies,
dell'articolo 4, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010,
n. 73 (Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in
materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e
nazionali operate, tra l'altro, nella forma dei cosiddetti
«caroselli» e «cartiere», di potenziamento e
razionalizzazione della riscossione tributaria anche in
adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei
gettiti recuperati al finanziamento di un Fondo per
incentivi e sostegno della domanda in particolari settori):
"Art. 4. Fondo per interventi a sostegno della domanda
in particolari settori
(Omissis).
1-quinquies. Presso il Ministero dello sviluppo
economico e' istituito un fondo con una dotazione pari a 1
milione di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011,
finalizzato all'efficientamento del parco dei generatori di
energia elettrica prodotta nei rifugi di montagna
rientranti nelle categorie C, D ed E di cui al titolo IV
della regola tecnica allegata al decreto del Ministro
dell'interno 9 aprile 1994, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 116 del 20 maggio 1994, e generata da pannelli
solari, aerogeneratori, piccoli gruppi elettrogeni, piccole
centraline idroelettriche, impianti fotovoltaici, gruppi
elettrogeni funzionanti a gas metano biologico, con potenza
elettrica non superiore a 30 kW. Con decreto di natura non
regolamentare del Ministro dello sviluppo economico, da
adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e,
per gli obiettivi di efficienza energetica e di
ecocompatibilita', con il Ministro dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare, sono stabilite le
modalita' di erogazione mediante contributo delle risorse
del fondo, definendo un tetto di spesa massima per ciascun
rifugio di cui al presente comma.
(Omissis).".
Il testo vigente dell'articolo 10 del citato
decreto-legge n. 282 del 2004, e' riportato nelle note al
comma 2 dell'articolo 26-bis.

Art. 29

Proroghe di termini in materia fiscale

1. Alla lettera a) del comma 5 dell'articolo 2 del decreto
legislativo 26 novembre 2010, n. 216, le parole: «nel 2011» sono
sostituite dalle seguenti: «entro il 30 aprile 2012».
2. L'applicazione delle disposizioni dell'articolo 2, comma 6, del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, decorre:
a) dal 1° gennaio 2012 con riferimento agli interessi e agli
altri proventi derivanti da conti correnti e depositi bancari e
postali, anche se rappresentati da certificati, maturati a partire
dalla predetta data;
b) dal giorno successivo alla data di scadenza del contratto di
pronti contro termine stipulato anteriormente al 1o gennaio 2012 e
avente durata non superiore a 12 mesi, relativamente ai redditi di
cui all'articolo 44, comma 1, lettera g-bis), del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ((e successive modificazioni,))
e agli interessi ed altri proventi delle obbligazioni e titoli
similari di cui al decreto legislativo 1o aprile 1996, n. 239.
3. L'applicazione delle disposizioni di cui al comma 13, lettera
a), numeri 1) e 2) e al comma 25, lettera b), dell'articolo 2 del
((decreto-legge)) 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, decorre dal 1o
gennaio 2012 con riferimento agli interessi e proventi maturati a
partire dalla predetta data.
4. All'articolo 3, comma 12, del decreto-legge 30 settembre 2005,
n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005,
n. 248, le parole: «30 settembre 2009» sono sostituite dalle
seguenti: «31 dicembre 2010» e le parole: «30 settembre 2012» sono
sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2013».
5. All'articolo 36, commi 4-quinquies e 4-sexies, del decreto-legge
31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge
28 febbraio 2008, n. 31, le parole: «30 settembre 2012», ovunque
ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2013», le
parole: «30 settembre 2009» sono sostituite dalle seguenti: «31
dicembre 2010» e le parole: «1o ottobre 2012», sono sostituite dalle
seguenti: «1o gennaio 2014».
((5-bis. L'abrogazione delle disposizioni previste dall'articolo 7,
comma 2, lettera gg-septies), numeri 1) e 3), del decreto-legge 13
maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12
luglio 2011, n. 106, acquista efficacia a decorrere dalla data di
applicazione delle disposizioni di cui alle lettere gg-ter) e
gg-quater) del medesimo comma 2.))
6. All'articolo 23, comma 23, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111, le parole: «novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «il 31 marzo 2012».
((6-bis. All'articolo 1, comma 1324, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) le parole: « e 2011 » sono sostituite dalle seguenti: «, 2011
e 2012 »;
b) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La detrazione
relativa all'anno 2012 non rileva ai fini della determinazione
dell'acconto IRPEF per l'anno 2013».
6-ter. Alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dalle
disposizioni di cui al comma 6-bis, pari a 1,3 milioni di euro per
l'anno 2012 e a 4,7 milioni di euro per l'anno 2013, si provvede
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo
speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale
2012-2014, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali »
della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2012, allo scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del
lavoro e delle politiche sociali.))
7. All'articolo 42, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n.
207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n.
14, le parole: «gennaio 2011» e «dall'anno 2010» sono sostituite
rispettivamente dalle seguenti: «gennaio 2014» e «dall'anno 2013»».
8. Restano salvi gli effetti delle domande di variazione della
categoria catastale presentate ai sensi del comma 2-bis dell'articolo
7 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, anche dopo la
scadenza dei termini originariamente previsti dallo stesso comma e
comunque entro e non oltre il ((30 giugno 2012)) in relazione al
riconoscimento del requisito di ruralita', fermo restando il
classamento originario degli immobili rurali ad uso abitativo.
((8-bis. All'articolo 7, comma 2, lettera gg-ter), del
decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni,
dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, come modificato dall'articolo 10
del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo le parole:
«dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248,» sono inserite le seguenti: «e
la societa' Riscossione Sicilia Spa».
8-ter. Il termine di cinque anni per l'utilizzazione edificatoria
dell'area previsto dall'articolo 1, comma 474, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, e' prorogato a dieci anni.))
9. Il termine del 1o gennaio 2012 di decorrenza per l'applicazione
delle disposizioni di cui agli articoli 40, commi 01 e 02, e 43,
comma 1, del testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,((e
successive modificazioni,)) e' differito al 30 giugno 2012
relativamente ai certificati da produrre al conservatore dei registri
immobiliari per l'esecuzione di formalita' ipotecarie, nonche' ai
certificati ipotecari e catastali rilasciati dall'Agenzia del
territorio.
10. Al primo periodo del comma 196-bis dell'articolo 2 della legge
23 dicembre 2009, n. 191, le parole: «31 dicembre 2011» sono
sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2012».
11. I termini indicati dal comma 31, lettere a) e b), dell'articolo
14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e sue successive
modificazioni, sono prorogati di ((nove mesi)).
((11-bis. I termini temporali e le disposizioni di cui ai commi da
1 a 16, 22, 24, 25 e 27 dell'articolo 16 del decreto-legge 13 agosto
2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre
2011, n. 148, sono prorogati di nove mesi.
11-ter. Il termine di cui all'articolo 23, comma 5, del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e' prorogato di dodici mesi.))
12. Il termine del 31 dicembre 2011, previsto dalla Tabella 1
allegata al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25
marzo 2011, ((recante ulteriore proroga di termini relativa al
Ministero dell'economia e delle finanze,)) pubblicato nella Gazzetta
Ufficialen. 74 del 31 marzo 2011, relativo alle attivita' di
sperimentazione di cui all'articolo 12, comma 1, lettera p-bis), del
decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, e' prorogato al 31 dicembre 2012.
((12-bis. A decorrere dal 1o marzo 2012, il termine di pagamento
dell'imposta unica sulle scommesse ippiche e sulle scommesse su
eventi diversi dalle corse dei cavalli e' stabilito al 20 dicembre
dello stesso anno e al 31 gennaio dell'anno successivo, con
riferimento all'imposta unica dovuta rispettivamente per il periodo
da settembre a novembre e per il mese di dicembre, nonche' al 31
agosto e al 30 novembre con riferimento all'imposta unica dovuta
rispettivamente per i periodi da gennaio ad aprile e da maggio ad
agosto dello stesso anno. All'onere derivante dal presente comma,
pari a 4 milioni di euro per l'anno 2012, si provvede mediante
corrispondente riduzione della autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307,
relativo al Fondo per interventi strutturali di politica economica.))
13. All'articolo 24 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 11:
a) al comma 34, le parole: «entro il 30 novembre 2011» sono
sostituite dalle seguenti: «entro il 30 giugno 2012»;
b) al comma 37, le parole: «entro il 30 ottobre 2011» sono
sostituite dalle seguenti: «entro il 30 giugno 2012».
14. ((In deroga a quanto stabilito dall'articolo 3, comma 1, della
legge 27 luglio 2000, n. 212,)) per l'anno di imposta 2011 il termine
per deliberare l'aumento o la diminuzione dell'aliquota
dell'addizionale regionale all'IRPEF e' prorogato al 31 dicembre
2011; in ogni caso l'aumento o la diminuzione si applicano
sull'aliquota di base dell'1,23 per cento e le maggiorazioni gia'
vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto si
intendono applicate sulla predetta aliquota di base dell'1,23 per
cento.
15. Nel limite massimo di spesa di 70 milioni di euro per l'anno
2011, e' disposta nei confronti dei soggetti interessati dalle
eccezionali avversita' atmosferiche verificatesi nel mese di ottobre
2011 nel territorio delle province di La Spezia e Massa Carrara e nei
giorni dal 4 all'8 novembre 2011 nel territorio della provincia di
Genova ((e di quella di Livorno, nonche' nel territorio del comune di
Ginosa e nel territorio della provincia di Matera)), la proroga al 16
luglio 2012 dei termini degli adempimenti e versamenti tributari
nonche' dei versamenti relativi ai contributi previdenziali ed
assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni e le malattie professionali che scadono rispettivamente nel
periodo dal 1o ottobre 2011 al 30 giugno 2012 e dal 4 novembre 2011
al 30 giugno 2012. Non si fa luogo al rimborso di quanto gia'
versato. Il versamento delle somme oggetto di proroga e' effettuato a
decorrere dal 16 luglio 2012 in un numero massimo di sei rate mensili
di pari importo. La sospensione si applica limitatamente agli
adempimenti e ai versamenti tributari relativi alle attivita' svolte
nelle predette aree. Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri sono stabiliti i criteri per l'individuazione dei soggetti
che usufruiscono dell'agevolazione anche ai fini del rispetto del
predetto limite di spesa. A tal fine i Commissari delegati,
avvalendosi dei comuni, predispongono l'elenco dei soggetti
beneficiari dell'agevolazione. Agli oneri di cui al presente comma,
si provvede per il 2011 mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 5, del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, relativo al
Fondo per interventi strutturali di politica economica. Il predetto
Fondo e' incrementato, per l'anno 2012, a valere sulle maggiori
entrate derivanti dal presente comma, per il corrispondente importo
di 70 milioni di euro.
((15-bis. Nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 15 e con
i medesimi termini e modalita', e' altresi' disposta, nei confronti
dei soggetti interessati dalle eccezionali avversita' atmosferiche
verificatesi il giorno 22 novembre 2011 nel territorio della
provincia di Messina, la sospensione fino al 16 luglio 2012 dei
termini degli adempimenti e dei versamenti tributari, nonche' dei
versamenti relativi ai contributi previdenziali e assistenziali e dei
premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le
malattie professionali, che scadono nel periodo dal 22 novembre 2011
al 30 giugno 2012.))
16. All'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 20 ottobre 2008, n.
158, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2008, n.
199, come da ultimo modificato dall'articolo 2, comma 12-sexies, del
decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, in materia di
esecuzione dei provvedimenti di rilascio per finita locazione di
immobili ad uso abitativo, le parole: «al 31 dicembre 2011» sono
sostituite dalle seguenti: «al 31 dicembre 2012». Ai fini della
determinazione della misura dell'acconto dell'imposta sul reddito
delle persone fisiche dovuto per l'anno 2013 non si tiene conto dei
benefici fiscali di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 8
febbraio 2007, n. 9. Alle minori entrate derivanti dall'attuazione
del presente comma, valutate in 3,38 milioni di euro per l'anno 2013,
si provvede mediante parziale utilizzo della quota delle entrate
previste, per il medesimo anno, dall'articolo 1, comma 238, secondo
periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. A tal fine, dopo il
secondo periodo dell'articolo 1, comma 238, della legge 30 dicembre
2004, n. 311, e' aggiunto il seguente: «La riassegnazione di cui al
precedente periodo e' limitata, per l'anno 2013, all'importo di euro
8.620.000.».
((16-bis. Al comma 12 dell'articolo 39 del decreto-legge 6 luglio
2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio
2011, n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'alinea, le parole: «1o maggio 2011» sono sostituite dalle
seguenti: «31 dicembre 2011»;
b) alla lettera a), le parole: «30 novembre 2011» sono sostituite
dalle seguenti: «31 marzo 2012».
16-ter. Limitatamente all'anno 2012, in deroga ai termini di cui
all'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 504, gli importi dei tributi regionali di cui all'articolo 23 del
medesimo decreto legislativo n. 504 del 1992 sono determinati dalle
regioni con propri provvedimenti approvati entro il 31 dicembre 2011.
16-quater. Il termine per la deliberazione del bilancio di
previsione per l'anno 2012 da parte degli enti locali e' differito al
30 giugno 2012.
16-quinquies. All'articolo 1, comma 2, della legge 30 dicembre
2010, n. 238, le parole: «al periodo d'imposta in corso al 31
dicembre 2013» sono sostituite dalle seguenti: « al periodo d'imposta
in corso al 31 dicembre 2015» e le parole: «alla data del 20 gennaio
2009» sono sostituite dalle seguenti: «a partire dalla data del 20
gennaio 2009».
16-sexies. Il comma 204 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre
2007, n. 244, e' sostituito dal seguente: «204. I redditi derivanti
da lavoro dipendente prestato, in via continuativa e come oggetto
esclusivo del rapporto, all'estero in zone di frontiera e in altri
Paesi limitrofi da soggetti residenti nel territorio dello Stato
concorrono a formare il reddito complessivo:
a) per gli anni 2008, 2009, 2010 e 2011, per l'importo eccedente
8.000 euro;
b) per l'anno 2012, per l'importo eccedente 6.700 euro. Ai fini
della determinazione della misura dell'acconto dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche dovuto per l'anno 2013 non si tiene
conto dei benefici fiscali di cui al presente comma».
16-septies. Alla copertura degli oneri derivanti dalle disposizioni
di cui al comma 16-sexies, pari a 24 milioni di euro per l'anno 2013,
si provvede:
a) quanto a 14 milioni di euro, mediante utilizzo delle
proiezioni, per il medesimo anno 2013, dello stanziamento del fondo
speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale
2012-2014, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali»
della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2012, allo scopo
parzialmente utilizzando, quanto a 10 milioni di euro,
l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e, quanto a 4 milioni di euro, l'accantonamento relativo al
Ministero dell'economia e delle finanze;
b) quanto a 5 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 8, comma 1, lettera
b), della legge 25 marzo 1997, n. 68, come rideterminata dalla
Tabella C allegata alla legge 12 novembre 2011, n. 183;
c) quanto a 5 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione
delle autorizzazioni di spesa di cui alle leggi 18 dicembre 1997, n.
440, e 17 maggio 1999, n. 144, come rideterminate dalla Tabella C
allegata alla legge 12 novembre 2011, n. 183.
16-octies. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato
ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.
16-novies. Al fine di consentire la predisposizione dei bilanci
tecnici di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30
giugno 1994, n. 509, alla luce di nuovi criteri da prevedere con il
decreto di cui all'articolo 3, comma 12, della legge 8 agosto 1995,
n. 335, e successive modificazioni, che tengano conto della nuova
disciplina prevista all'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214, come modificato dal presente decreto, all'alinea del
comma 24 del medesimo articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011,
le parole: «30 giugno 2012», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle
seguenti: «30 settembre 2012».
16-decies. Il termine del 31 dicembre 2012 previsto dall'articolo
3, comma 2-bis, lettera a), del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, per
l'esaurimento dell'attivita' della Commissione tributaria centrale e'
differito al 31 dicembre 2013; per i giudizi pendenti dinanzi alla
predetta Commissione, la predetta disposizione si interpreta nel
senso che, con riferimento alle sole controversie indicate nel
predetto comma ed in presenza delle condizioni previste dalla
predetta disposizione, nel caso di soccombenza, anche parziale,
dell'amministrazione finanziaria nel primo grado di giudizio, la
mancata riforma della decisione di primo grado nei successivi gradi
di giudizio determina l'estinzione della controversia ed il
conseguente passaggio in giudicato della predetta decisione.
16-undecies. A decorrere dal 1o gennaio 2012, la percentuale di cui
al comma 49-bis dell'articolo 31 della legge 23 dicembre 1998, n.
448, e' stabilita dai comuni.
16-duodecies. All'articolo 2 del decreto legislativo 26 novembre
2010, n. 216, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 4, la parola: « 2012 » e' sostituita dalla seguente:
«2013»;
b) al comma 5, e' abrogata la lettera a); nel medesimo comma,
alla lettera b), le parole: «nel 2012» sono sostituite dalle
seguenti: «entro il 31 marzo 2013».
16-terdecies. La possibilita' per le imprese assicurative di
valutare i titoli emessi da Stati dell'Unione europea al valore di
iscrizione in bilancio, anche ai fini del calcolo della solvibilita',
e' prorogata fino all'entrata in vigore delle disposizioni di
attuazione della direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 25 novembre 2009. A tal fine e conseguentemente,
all'articolo 15 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 13, dopo le parole: «i soggetti che non adottano i
principi contabili internazionali,» sono inserite le seguenti:
«diversi dalle imprese di cui all'articolo 91, comma 2, del codice
delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209,»;
b) i commi 14, 15, 15-bis e 15-ter sono abrogati a far data
dall'esercizio 2012;
c) dopo il comma 15-ter, sono inseriti i seguenti: «15-quater.
Considerata l'eccezionale e prolungata situazione di turbolenza nei
mercati finanziari, le imprese di cui all'articolo 91, comma 2, del
codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, a partire dall'esercizio 2012 e fino
all'entrata in vigore delle disposizioni di attuazione della
direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25
novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle attivita' di
assicurazione e riassicurazione, possono valutare i titoli di debito
emessi o garantiti da Stati dell'Unione europea non destinati a
permanere durevolmente nel proprio patrimonio in base al valore di
iscrizione cosi' come risultante dall'ultimo bilancio o, ove
disponibile, dall'ultima relazione semestrale regolarmente approvati
anziche' al valore desumibile dall'andamento del mercato, fatta
eccezione per le perdite di carattere durevole. Le imprese applicano
le disposizioni di cui al presente comma previa verifica della
coerenza con la struttura degli impegni finanziari connessi al
proprio portafoglio assicurativo.
15-quinquies. Le imprese di cui all'articolo 91, comma 2, del
codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, che si avvalgono della facolta' di cui al
comma 15-quater, destinano a una riserva indisponibile utili di
ammontare corrispondente alla differenza tra i valori registrati in
applicazione delle disposizioni di cui al comma 15-quater, e i valori
di mercato alla data di chiusura dell'esercizio, al netto del
relativo onere fiscale. In caso di utili di importo inferiore a
quello della citata differenza, la riserva e' integrata utilizzando
riserve di utili disponibili o, in mancanza, mediante utili di
esercizi successivi.
15-sexies. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 15-
quater e 15-quinquies, le imprese di cui all'articolo 210, commi 1 e
2, del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 209, ai fini della verifica della
solvibilita' corretta di cui al capo IV del titolo XV del medesimo
codice, a partire dall'esercizio 2012 e fino all'entrata in vigore
delle disposizioni di attuazione della citata direttiva 2009/138/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, possono
tener conto del valore di iscrizione nel bilancio individuale delle
imprese di assicurazione italiane dei titoli di debito emessi o
garantiti da Stati dell'Unione europea destinati a permanere
durevolmente nel proprio patrimonio. Gli effetti derivanti
dall'applicazione del presente comma non sono duplicabili con altri
benefici che direttamente o indirettamente incidono sul calcolo della
solvibilita' corretta.
15-septies. Le imprese di cui all'articolo 210, commi 1 e 2, del
codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, assicurano la permanenza nel gruppo di
risorse finanziarie corrispondenti alla differenza di valutazione
conseguente all'applicazione del comma 15-sexies.
15-octies. L'ISVAP disciplina con regolamento modalita' e
condizioni di attuazione delle disposizioni di cui ai commi
15-quater, 15-quinquies, 15-sexies e 15-septies. Fermi restando gli
effetti conseguenti all'esercizio delle opzioni di cui ai commi
15-quater e 15-sexies, l'ISVAP, ove ravvisi un possibile pregiudizio
per la solvibilita' dell'impresa che si avvale delle citate opzioni
avuto riguardo alle caratteristiche specifiche degli impegni del
portafoglio assicurativo dell'impresa stessa oppure alla struttura
dei flussi di cassa attesi, puo' comunque attivare gli strumenti di
vigilanza di cui ai titoli XIV, XV e XVI del citato codice di cui al
decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, nonche' emanare, a fini
di stabilita', disposizioni di carattere particolare aventi ad
oggetto il governo societario, i requisiti generali di
organizzazione, i sistemi di remunerazione e, ove la situazione lo
richieda, adottare provvedimenti restrittivi o limitativi concernenti
la distribuzione degli utili o di altri elementi del patrimonio».))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo dell'articolo 2 del decreto
legislativo 26 novembre 2010, n. 216 (Disposizioni in
materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni
standard di Comuni, Citta' metropolitane e Province),come
modificato dal presente comma 1, nonche' successivamente
modificato in sede di conversione del D.L. 216/2011, dal
comma 16-duodecies dell'articolo 29 della presente legge:
"Art. 2.Obiettivi di servizio - 1. Conformemente a
quanto previsto dalla legge 5 maggio 2009, n. 42, il
Governo, nell'ambito del disegno di legge di stabilita'
ovvero con apposito disegno di legge collegato alla manovra
di finanza pubblica, in coerenza con gli obiettivi e gli
interventi appositamente individuati da parte della
decisione di finanza pubblica, previo confronto e
valutazione congiunta in sede di Conferenza unificata,
propone norme di coordinamento dinamico della finanza
pubblica volte a realizzare l'obiettivo della convergenza
dei costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di
governo, nonche' un percorso di convergenza degli obiettivi
di servizio ai livelli essenziali delle prestazioni e alle
funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo
comma, lettere m) e p), della Costituzione. Il monitoraggio
degli obiettivi di servizio e' effettuato in sede di
Conferenza permanente per il coordinamento della finanza
pubblica, da istituire ai sensi dell'articolo 5 della
citata legge n. 42 del 2009.
2. Ai fini di cui al comma 1, il Governo tiene conto
delle informazioni e dei dati raccolti, ai sensi
dell'articolo 4, sulle funzioni fondamentali effettivamente
esercitate e i servizi resi o non resi, in tutto o in
parte, da ciascun ente locale. Tiene altresi' conto
dell'incrocio tra i dati relativi alla classificazione
funzionale delle spese e quelli relativi alla
classificazione economica.
3. Gli obiettivi di servizio sono stabiliti in modo da
garantire il rispetto della tempistica di cui ai commi 4 e
5.
4. L'anno 2013 e' individuato quale anno di avvio della
fase transitoria comportante il superamento del criterio
della spesa storica.
5. La fase transitoria si struttura secondo la seguente
modalita' e tempistica:
a) (abrogata).
b) entro il 31 marzo 2013verranno determinati i
fabbisogni standard, che entreranno in vigore nel 2013,
riguardo ad almeno due terzi delle funzioni fondamentali di
cui all'articolo 3, comma 1, lettere a) e b), del presente
decreto, con un processo di gradualita' diretto a garantire
l'entrata a regime nell'arco del triennio successivo;
c) nel 2013 verranno determinati i fabbisogni standard,
che entreranno in vigore nel 2014, riguardo a tutte le
funzioni fondamentali di cui all'articolo 3, comma 1,
lettere a) e b), del presente decreto, con un processo di
gradualita' diretto a garantire l'entrata a regime
nell'arco del triennio successivo.".
Si riporta il testo vigente del comma 6 dell'articolo 2
del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con
modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148
(Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione
finanziaria e per lo sviluppo):
"Art. 2. Disposizioni in materia di entrate
1-5 (Omissis).
6. Le ritenute, le imposte sostitutive sugli interessi,
premi e ogni altro provento di cui all'articolo 44 del
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917 e sui redditi diversi di cui all'articolo 67, comma
1, lettere da c-bis a c-quinquies del medesimo decreto,
ovunque ricorrano, sono stabilite nella misura del 20 per
cento.
(Omissis).".
Si riporta il testo vigente del comma 1 dell'articolo
44 del decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917 (Approvazione del testo unico delle imposte
sui redditi):
"Art. 44. Redditi di capitale - 1. Sono redditi di
capitale:
a) gli interessi e altri proventi derivanti da mutui,
depositi e conti correnti;
b) gli interessi e gli altri proventi delle
obbligazioni e titoli similari, degli altri titoli diversi
dalle azioni e titoli similari, nonche' dei certificati di
massa;
c) le rendite perpetue e le prestazioni annue perpetue
di cui agli articoli 1861 e 1869 del codice civile;
d) i compensi per prestazioni di fideiussione o di
altra garanzia;
e) gli utili derivanti dalla partecipazione al capitale
o al patrimonio di societa' ed enti soggetti all'imposta
sul reddito delle societa', salvo il disposto della lettera
d) del comma 2 dell'articolo 53; e' ricompresa tra gli
utili la remunerazione dei finanziamenti eccedenti di cui
all'articolo 98 direttamente erogati dal socio o dalle sue
parti correlate, anche in sede di accertamento;
f) gli utili derivanti da associazioni in
partecipazione e dai contratti indicati nel primo comma
dell'articolo 2554 del codice civile, salvo il disposto
della lettera c) del comma 2 dell'articolo 53;
g) i proventi derivanti dalla gestione, nell'interesse
collettivo di pluralita' di soggetti, di masse patrimoniali
costituite con somme di denaro e beni affidati da terzi o
provenienti dai relativi investimenti;
g-bis) i proventi derivanti da riporti e pronti contro
termine su titoli e valute;
g-ter) i proventi derivanti dal mutuo di titoli
garantito;
g-quater ) i redditi compresi nei capitali corrisposti
in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di
capitalizzazione;
g-quinquies) i redditi derivanti dai rendimenti delle
prestazioni pensionistiche di cui allalettera h-bis) del
comma 1 dell'articolo 50 erogate in forma periodica e delle
rendite vitalizie aventi funzione previdenziale;
g-sexies) i redditi imputati al beneficiario di trust
ai sensi dell' articolo 73, comma 2, anche se non
residenti;
h) gli interessi e gli altri proventi derivanti da
altri rapporti aventi per oggetto l'impiego del capitale,
esclusi i rapporti attraverso cui possono essere realizzati
differenziali positivi e negativi in dipendenza di un
evento incerto.
(Omissis).".
Il decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, reca
"Modificazioni al regime fiscale degli interessi, premi ed
altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, pubblici
e privati".
Si riporta il testo vigente dei commi 13 e 25
dell'articolo 2 del citato decreto-legge n. 138 del 2011:

"Art.2. Disposizioni in materia di entrate
1-12 (Omissis).
13. Nel decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all'articolo 26:
1) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. I
soggetti indicati nel comma 1 dell'articolo 23, che hanno
emesso obbligazioni, titoli similari e cambiali
finanziarie, operano una ritenuta del 20 per cento, con
obbligo di rivalsa, sugli interessi ed altri proventi
corrisposti ai possessori»;
2) al comma 3, il secondo e terzo periodo sono
soppressi;
3) il comma 3-bis e' sostituito dal seguente: «3-bis. I
soggetti indicati nel comma 1 dell'articolo 23, che
corrispondono i proventi di cui alle lettere g-bis) e
g-ter) del comma 1, dell'articolo 44 del testo unico delle
imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero
intervengono nella loro riscossione operano sui predetti
proventi una ritenuta con aliquota del 20 per cento ovvero
con la minore aliquota prevista per i titoli di cui alle
lettere a) e b) del comma 7 dell'articolo 2 del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. Nel
caso dei rapporti indicati nella lettera g-bis), la
predetta ritenuta e' operata, in luogo della ritenuta di
cui al comma 3, anche sugli interessi e gli altri proventi
maturati nel periodo di durata dei predetti rapporti»;
4) al comma 5, il terzo periodo e' soppresso;
b) all'articolo 26-quinquies, al comma 3, ultimo
periodo, dopo le parole «prospetti periodici» sono aggiunte
le seguenti: «al netto di una quota dei proventi riferibili
alle obbligazioni e altri titoli di cui all'articolo 31 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 601 ed equiparati e alle obbligazioni emesse dagli Stati
inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi
dell'articolo 168-bis, comma 1, del testo unico delle
imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le
modalita' di individuazione della quota dei proventi di cui
al periodo precedente.»;
c) all'articolo 27:
1) al comma 3, il secondo periodo e' soppresso;
2) al comma 3, all'ultimo periodo, le parole «dei
quattro noni» sono sostituite dalle seguenti: «di un
quarto».
(Omissis).
25. A decorrere dal 1° gennaio 2012 sono abrogate le
seguenti disposizioni:
a) il comma 8 dell'articolo 20 del decreto-legge 8
aprile 1974, n. 95, convertito, con modificazioni, nella
legge 7 giugno 1974, n. 216;
b) i commi da 1 a 4 dell'articolo 7 del decreto-legge
20 giugno 1996, n. 323, convertito, con modificazioni,
dalla legge 8 agosto 1996, n. 425.
(Omissis).".
Si riporta il testo del comma 12 dell'articolo 3 del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 convertito con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248 (Misure
di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in
materia tributaria e finanziaria), come modificato dalla
presente legge:
"Art. 3. Disposizioni in materia di servizio nazionale
della riscossione
1-11 (Omissis).
12. Per i ruoli consegnati fino al 31 dicembre 2010
alle societa' partecipate dalla Riscossione S.p.a. ai sensi
del comma 7, le comunicazioni di inesigibilita' sono
presentate entro il 31 dicembre 2013.
(Omissis).".
- Si riporta il testo dei commi 4-quinquies e 4-sexies
dell'articolo 36 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n.
248, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio
2008, n. 31 (Proroga di termini previsti da disposizioni
legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria),
come modificati dalla presente legge:

"Art. 36. Disposizioni in materia di riscossione
1-4-quater (Omissis).
4-quinquies. Le disposizioni di cui all'articolo 1,
commi 426 e 426-bis, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
e successive modificazioni, e di cui all'articolo 3, comma
12, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005,
n. 248, si interpretano nel senso che le societa' che hanno
aderito alla sanatoria prevista dal predetto articolo 1,
commi 426 e 426-bis, della legge n. 311 del 2004 e la
maggioranza del cui capitale sociale e' stata
successivamente acquistata da Equitalia Spa possono
presentare, anche ai fini della stessa sanatoria, entro il
31 dicembre 2013, le comunicazioni di inesigibilita'
relative a tutti i ruoli consegnati fino al 31 dicembre
2010 e, entro tale termine, possono altresi' integrare le
comunicazioni gia' presentate, con riferimento agli stessi
ruoli, fino alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto.
4-sexies. Per tutte le comunicazioni di inesigibilita',
anche integrative, il cui termine di presentazione e'
fissato al 31 dicembre 2013, il termine previsto
dall'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 13
aprile 1999, n. 112, decorre dal 1° gennaio 2014.
(Omissis).".
Si riporta il testo della lettera gg-ter), del comma 2
dell'articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70,
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011,
n. 106 (Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per
l'economia), come modificata dal successivo comma 8-bis del
presente articolo.
Si riporta altresi' il testo vigente delle lettere da
gg-quater) a gg-septies) del citato comma 2, articolo 7:
"2. (Omissis).
gg-ter) a decorrere dal 31 dicembre 2012, in deroga
alle vigenti disposizioni, la societa' Equitalia Spa,
nonche' le societa' per azioni dalla stessa partecipate ai
sensi dell' articolo 3, comma 7, del decreto-legge 30
settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni,
dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, e la societa'
Riscossione Sicilia Spa cessano di effettuare le attivita'
di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e
coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei
comuni e delle societa' da essi partecipate;
gg-quater) a decorrere dalla data di cui alla lettera
gg-ter), i comuni effettuano la riscossione coattiva delle
proprie entrate, anche tributarie:
1) sulla base dell'ingiunzione prevista dal testo unico
di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, che
costituisce titolo esecutivo, nonche' secondo le
disposizioni del titolo II del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, in quanto
compatibili, comunque nel rispetto dei limiti di importo e
delle condizioni stabilite per gli agenti della riscossione
in caso di iscrizione ipotecaria e di espropriazione
forzata immobiliare;
gg-quinquies) in tutti i casi di riscossione coattiva
di debiti fino a euro duemila ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602,
intrapresa successivamente alla data di entrata in vigore
della presente disposizione, le azioni cautelari ed
esecutive sono precedute dall'invio, mediante posta
ordinaria, di due solleciti di pagamento, il secondo dei
quali decorsi almeno sei mesi dalla spedizione del primo;
gg-sexies) ai fini di cui alla lettera gg-quater), il
sindaco o il legale rappresentante della societa' nomina
uno o piu' funzionari responsabili della riscossione, i
quali esercitano le funzioni demandate agli ufficiali della
riscossione nonche' quelle gia' attribuite al segretario
comunale dall' articolo 11 del testo unico di cui al regio
decreto 14 aprile 1910, n. 639. I funzionari responsabili
sono nominati fra persone la cui idoneita' allo svolgimento
delle predette funzioni e' accertata ai sensi dell'
articolo 42 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112,
e successive modificazioni;
gg-septies) in conseguenza delle disposizioni di cui
alle lettere da gg-ter) a gg-sexies):
1) all' articolo 4 del decreto-legge 24 settembre 2002,
n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
novembre 2002, n. 265, i commi 2-sexies, 2-septies e
2-octies sono abrogati;
2) all' articolo 1, comma 225, della legge 24 dicembre
2007, n. 244, le parole da: «degli enti locali» fino a:
«dati e» sono sostituite dalle seguenti: «tributarie o
patrimoniali delle regioni, delle province e dei comuni se
effettuata in forma diretta o mediante le societa' di cui
all' articolo 52, comma 5, lettera b), numero 3), del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e' consentito
di accedere ai dati e alle»;
3) il comma 2 dell' articolo 36 del decreto-legge 31
dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla
legge 28 febbraio 2008, n. 31, e' abrogato;
4) il comma 28-sexies dell' articolo 83 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e'
abrogato;
(Omissis).".
Si riporta il testo del comma 23 dell'articolo 23 del
decreto-legge 6 luglio 2011, n.98 convertito con
modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n.111
(Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria),
come modificato dalla presente legge:
"Art. 23. Norme in materia tributaria
1-22 (Omissis).
23. I titolari di partita IVA che, sebbene obbligati,
non abbiano tempestivamente presentato la dichiarazione di
cessazione di attivita' di cui all'articolo 35, comma 3,
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633, possono sanare la violazione versando, entro
il 31 marzo 2012, un importo pari alla sanzione minima
indicata nell'articolo 5, comma 6, primo periodo, del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, ridotta ad un
quarto. La disposizione si applica sempre che la violazione
non sia stata gia' constatata con atto portato a conoscenza
del contribuente
(Omissis).".

Si riporta il testo del comma 1324 dell'articolo 1
della legge 27 dicembre 2006 , n. 296 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
legge finanziaria 2007),come modificato dalla presente
legge :
"Art. 1.
(Omissis).
1324. Per i soggetti non residenti, le detrazioni per
carichi di famiglia di cui all'articolo 12 del decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
successive modificazioni, spettano per gli anni 2007, 2008,
2009, 2010, 2011 e 2012, a condizione che gli stessi
dimostrino, con idonea documentazione, individuata con
apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, che le persone alle quali tali
detrazioni si riferiscono non possiedano un reddito
complessivo superiore, al lordo degli oneri deducibili, al
limite di cui al suddetto articolo 12, comma 2, compresi i
redditi prodotti fuori dal territorio dello Stato, e di non
godere, nel paese di residenza, di alcun beneficio fiscale
connesso ai carichi familiari. La detrazione relativa
all'anno 2010 non rileva ai fini della determinazione
dell'acconto IRPEF per l'anno 2011. La detrazione relativa
all'anno 2012 non rileva ai fini della determinazione
dell'acconto IRPEF per l'anno 2013.
(Omissis).".
Si riporta il testo del comma 2 dell'articolo 42 del
citato decreto-legge n. 207 del 2008, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 42. Differimento di termini in materia fiscale
(Omissis).
2. Il termine di decorrenza stabilito nel mese di
gennaio 2009 dal comma 1 dell'articolo 44-bis del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e'
prorogato al mese di gennaio 2014 previa sperimentazione, a
partire dall'anno 2013, con modalita' stabilite di concerto
tra l'Agenzia delle entrate e l'Istituto nazionale della
previdenza sociale. Conseguentemente, nel predetto comma,
dopo le parole: «per il calcolo dei contributi,» sono
inserite le seguenti: «per la rilevazione della misura
della retribuzione e dei versamenti eseguiti,».
(Omissis).".
Il testo della lettera gg-ter) del comma 2
dell'articolo 7 del citato decreto-legge n. 70 del 2011,
come modificato dal presente comma, e' riportato nelle note
al comma 5-bis del presente articolo.

Si riporta il testo del comma 474 dell'articolo 1 della
legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
legge finanziaria 2006):
"Art. 1.
(Omissis).
474. La disposizione di cui al comma 473 si applica a
condizione che l'utilizzazione edificatoria dell'area,
ancorche' previa demolizione del fabbricato esistente,
avvenga entro i cinque anni successivi all'effettuazione
della rivalutazione; trovano applicazione le disposizioni
di cui all'articolo 34, terzo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. I
termini di accertamento di cui all'articolo 43 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,
e successive modificazioni, decorrono dalla data di
utilizzazione edificatoria dell'area.
(Omissis).".

Si riporta il testo dell'articolo 40 e del comma 1
dell'articolo 43 del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa):
"Art. 40. Certificati. 01. Le certificazioni rilasciate
dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualita'
personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei
rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della
pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi i
certificati e gli atti di notorieta' sono sempre sostituiti
dalle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47.
02. Sulle certificazioni da produrre ai soggetti
privati e' apposta, a pena di nullita', la dicitura: «Il
presente certificato non puo' essere prodotto agli organi
della pubblica amministrazione o ai privati gestori di
pubblici servizi».
1. Le certificazioni da rilasciarsi da uno stesso
ufficio in ordine a stati, qualita' personali e fatti,
concernenti la stessa persona, nell'ambito del medesimo
procedimento, sono contenute in un unico documento."
"Art. 43.Accertamenti d'ufficio- 1. Le amministrazioni
pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad
acquisire d'ufficio le informazioni oggetto delle
dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47,
nonche' tutti i dati e i documenti che siano in possesso
delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da
parte dell'interessato, degli elementi indispensabili per
il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti,
ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta
dall'interessato.
(Omissis).".
Si riporta il testo del comma 196-bis dell'articolo 2
della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2010), come modificato dalla presente
legge:
"Art. 2. Disposizioni diverse
(Omissis).
196-bis. Il termine per la conclusione delle operazioni
di dismissione immobiliare di cui al comma 196 e' fissato
al 31 dicembre 2012, fermo restando quanto previsto dal
comma 195, nonche' dal comma 2 dell'articolo 314 del codice
dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15
marzo 2010, n. 66, al fine di agevolare il raggiungimento
degli obiettivi di finanza pubblica. Nell'ambito di tale
procedura e' considerata urgente l'alienazione degli
immobili militari oggetto di valorizzazione di cui ai
numeri 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 3 del protocollo d'intesa
sottoscritto in data 4 giugno 2010 tra il Ministero della
difesa e il comune di Roma, assicurando in ogni caso la
congruita' del valore degli stessi con le finalizzazioni
ivi previste. A tale fine i predetti immobili sono alienati
in tutto o in parte dall'Agenzia del demanio con le
procedure di cui all'articolo 1, comma 436, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, e secondo criteri e valori di
mercato. Non trovano applicazione alle alienazioni di cui
al presente comma le disposizioni contenute nell'articolo
1, comma 437, della citata legge n. 311 del 2004. I
proventi derivanti dalla vendita degli immobili sono
destinati: a) ad essere versati, unitamente ai proventi
realizzati a qualsiasi titolo con riferimento all'intero
territorio nazionale con i fondi di cui al comma 2
dell'articolo 314 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n.
66, al bilancio dello Stato per essere riassegnati alla
contabilita' speciale 1778 Agenzia delle entrate Fondi di
Bilancio, fino a concorrenza dell'importo utilizzato ai
sensi del comma 196-ter, piu' gli interessi legali
maturati; b) a reperire, per la quota eccedente gli importi
di cui al punto a), le risorse necessarie al Ministero
della difesa per le attivita' di riallocazione delle
funzioni svolte negli immobili alienati. Gli eventuali
maggiori proventi rivenienti dalla vendita dei beni sono
acquisiti all'entrata del bilancio dello Stato per essere
destinati al Fondo ammortamento dei titoli di Stato. Con
provvedimenti predisposti dal Commissario straordinario del
Governo del comune di Roma, nominato ai sensi dell'articolo
4, comma 8-bis del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010,
n. 42, che deve essere in possesso di comprovati requisiti
di elevata professionalita' nella gestione
economico-finanziaria, acquisiti nel settore privato,
necessari per gestire la fase operativa di attuazione del
piano di rientro, sono accertate le eventuali ulteriori
partite creditorie e debitorie rispetto al documento
predisposto ai sensi dell'articolo 14, comma 13-bis, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dal
medesimo Commissario, concernente l'accertamento del debito
del comune di Roma alla data del 30 luglio 2010, che e'
approvato con effetti a decorrere dal 29 dicembre 2010.
(Omissis).".
Si riporta il testo vigente del comma 31 dell'articolo
14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito con
modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 (Misure
urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di
competitivita' economica):
"31. Il limite demografico minimo che l'insieme dei
comuni che sono tenuti ad esercitare le funzioni
fondamentali in forma associata deve raggiungere e' fissato
in 10.000 abitanti, salvo diverso limite demografico
individuato dalla regione entro due mesi dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138. I comuni assicurano
comunque il completamento dell'attuazione delle
disposizioni di cui ai commi da 26 a 30 del presente
articolo:
a) entro il 31 dicembre 2011 con riguardo ad almeno due
delle funzioni fondamentali loro spettanti, da essi
individuate tra quelle di cui all'articolo 21, comma 3,
della legge 5 maggio 2009, n. 42;
b) entro il 31 dicembre 2012 con riguardo a tutte le
sei funzioni fondamentali loro spettanti ai sensi
dell'articolo 21, comma 3, della citata legge n. 42 del
2009;
(Omissis).".
Si riporta il testo vigente dell'articolo 16 del citato
decreto-legge n. 138 del 2011:
"Art. 16. Riduzione dei costi relativi alla
rappresentanza politica nei comuni e razionalizzazione
dell'esercizio delle funzioni comunali - 1. Al fine di
assicurare il conseguimento degli obiettivi di finanza
pubblica, l'ottimale coordinamento della finanza pubblica,
il contenimento delle spese degli enti territoriali e il
migliore svolgimento delle funzioni amministrative e dei
servizi pubblici, a decorrere dalla data di cui al comma 9,
i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti esercitano
obbligatoriamente in forma associata tutte le funzioni
amministrative e tutti i servizi pubblici loro spettanti
sulla base della legislazione vigente mediante un'unione di
comuni ai sensi dell'articolo 32 del testo unico di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Le disposizioni
di cui al presente comma non si applicano ai comuni il cui
territorio coincide integralmente con quello di una o di
piu' isole, nonche' al comune di Campione d'Italia.
2. A ciascuna unione di cui al comma 1 hanno facolta'
di aderire anche comuni con popolazione superiore a 1.000
abitanti, al fine dell'esercizio in forma associata di
tutte le funzioni fondamentali loro spettanti sulla base
della legislazione vigente e dei servizi ad esse inerenti,
anche al fine di dare attuazione alle disposizioni di cui
all'articolo 14, commi 28, 29, 30 e 31, del citato
decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010. I comuni di cui
al primo periodo hanno, in alternativa, facolta' di
esercitare mediante tale unione tutte le funzioni e tutti i
servizi pubblici loro spettanti sulla base della
legislazione vigente.
3. All'unione di cui al comma 1, in deroga all'articolo
32, commi 2, 3 e 5, secondo periodo, del citato testo unico
di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, si applica
la disciplina di cui al presente articolo.
4. Sono affidate all'unione, per conto dei comuni che
ne sono membri, la programmazione economico-finanziaria e
la gestione contabile di cui alla parte II del citato testo
unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, con
riferimento alle funzioni da essi esercitate per mezzo
dell'unione. I comuni che sono membri dell'unione
concorrono alla predisposizione del bilancio di previsione
dell'unione per l'anno successivo mediante la
deliberazione, da parte del consiglio comunale, da adottare
annualmente, entro il 30 novembre, di un documento
programmatico, nell'ambito del piano generale di indirizzo
deliberato dall'unione entro il precedente 15 ottobre. Con
regolamento da adottare, entro centottanta giorni dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni,
su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il
Ministro per le riforme per il federalismo, sono
disciplinati il procedimento amministrativo-contabile di
formazione e di variazione del documento programmatico, i
poteri di vigilanza sulla sua attuazione e la successione
nei rapporti amministrativo-contabili tra ciascun comune e
l'unione.
5. L'unione succede a tutti gli effetti nei rapporti
giuridici in essere alla data di cui al comma 9 che siano
inerenti alle funzioni ed ai servizi ad essa affidati ai
sensi dei commi 1, 2 e 4, ferme restando le disposizioni di
cui all'articolo 111 del codice di procedura civile. Alle
unioni di cui al comma l sono trasferite tutte le risorse
umane e strumentali relative alle funzioni ed ai servizi
loro affidati ai sensi dei commi 1, 2 e 4, nonche' i
relativi rapporti finanziari risultanti dal bilancio. A
decorrere dall'anno 2014, le unioni di comuni di cui al
comma 1 sono soggette alla disciplina del patto di
stabilita' interno per gli enti locali prevista per i
comuni aventi corrispondente popolazione.
6. Le unioni di cui al comma 1 sono istituite in modo
che la complessiva popolazione residente nei rispettivi
territori, determinata ai sensi dell'articolo 156, comma 2,
del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267
del 2000, sia di norma superiore a 5.000 abitanti, ovvero a
3.000 abitanti qualora i comuni che intendono comporre una
medesima unione appartengano o siano appartenuti a
comunita' montane. Entro due mesi dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto,
ciascuna regione ha facolta' di individuare diversi limiti
demografici.
7. Le unioni di comuni che risultino costituite alla
data di cui al comma 9 e di cui facciano parte uno o piu'
comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti, entro i
successivi quattro mesi adeguano i rispettivi ordinamenti
alla disciplina delle unioni di cui al presente articolo. I
comuni appartenenti a forme associative di cui agli
articoli 30 e 31 del citato testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000 cessano di diritto di farne
parte alla data in cui diventano membri di un'unione di cui
al comma 1.
8. Nel termine perentorio di sei mesi dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, i comuni di cui al comma 1, con deliberazione del
consiglio comunale, da adottare, a maggioranza dei
componenti, conformemente alle disposizioni di cui al comma
6, avanzano alla regione una proposta di aggregazione, di
identico contenuto, per l'istituzione della rispettiva
unione. Nel termine perentorio del 31 dicembre 2012, la
regione provvede, secondo il proprio ordinamento, a sancire
l'istituzione di tutte le unioni del proprio territorio
come determinate nelle proposte di cui al primo periodo e
sulla base dell'elenco di cui al comma 16. La regione
provvede anche qualora la proposta di aggregazione manchi o
non sia conforme alle disposizioni di cui al presente
articolo.
9. A decorrere dal giorno della proclamazione degli
eletti negli organi di governo del comune che,
successivamente al 13 agosto 2012, sia per primo
interessato al rinnovo, nei comuni con popolazione fino a
1.000 abitanti che siano parti della stessa unione, nonche'
in quelli con popolazione superiore che esercitino mediante
tale unione tutte le proprie funzioni, gli organi di
governo sono il sindaco ed il consiglio comunale, e le
giunte in carica decadono di diritto. Ai consigli dei
comuni che sono membri di tale unione competono
esclusivamente poteri di indirizzo nei confronti del
consiglio dell'unione, ferme restando le funzioni normative
che ad essi spettino in riferimento alle attribuzioni non
esercitate mediante l'unione.
10. Gli organi dell'unione di cui al comma 1 sono il
consiglio, il presidente e la giunta.
11. Il consiglio e' composto da tutti i sindaci dei
comuni che sono membri dell'unione nonche', in prima
applicazione, da due consiglieri comunali per ciascuno di
essi. I consiglieri di cui al primo periodo sono eletti,
non oltre venti giorni dopo la data di istituzione
dell'unione ai sensi del comma 9, in tutti i comuni che
sono membri dell'unione dai rispettivi consigli comunali,
con la garanzia che uno dei due appartenga alle
opposizioni. Fino all'elezione del presidente dell'unione
ai sensi del comma 12, primo periodo, il sindaco del comune
avente il maggior numero di abitanti tra quelli che sono
membri dell'unione esercita tutte le funzioni di competenza
dell'unione medesima. La legge dello Stato puo' stabilire
che le successive elezioni avvengano a suffragio universale
e diretto contestualmente alle elezioni per il rinnovo
degli organi di governo di ciascuno dei comuni appartenenti
alle unioni. La legge dello Stato di cui al quarto periodo
disciplina conseguentemente il sistema di elezione;
l'indizione delle elezioni avviene ai sensi dell'articolo 3
della legge 7 giugno 1991, n. 182, e successive
modificazioni. Al consiglio spettano le competenze
attribuite dal citato testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000 al consiglio comunale, fermo
restando quanto previsto dai commi 4 e 9 del presente
articolo.
12. Entro trenta giorni dalla data di istituzione
dell'unione ai sensi del comma 9, il consiglio e' convocato
di diritto ed elegge il presidente dell'unione tra i propri
componenti. Al presidente, che dura in carica due anni e
mezzo ed e' rinnovabile, spettano le competenze attribuite
al sindaco dall'articolo 50 del citato testo unico di cui
al decreto legislativo n. 267 del 2000, ferme restando in
capo ai sindaci di ciascuno dei comuni che sono membri
dell'unione le attribuzioni di cui all'articolo 54 del
medesimo testo unico.
13. La giunta dell'unione e' composta dal presidente,
che la presiede, e dagli assessori, nominati dal medesimo
fra i sindaci componenti il consiglio in numero non
superiore a quello previsto per i comuni aventi
corrispondente popolazione. Alla giunta spettano le
competenze di cui all'articolo 48 del citato testo unico di
cui al decreto legislativo n. 267 del 2000; essa decade
contestualmente alla cessazione del rispettivo presidente.
14. Lo statuto dell'unione individua le modalita' di
funzionamento dei propri organi e ne disciplina i rapporti.
Il consiglio adotta lo statuto dell'unione, con
deliberazione a maggioranza assoluta dei propri componenti,
entro venti giorni dalla data di istituzione dell'unione ai
sensi del comma 9.
15. Ai consiglieri, al presidente ed agli assessori
dell'unione si applicano le disposizioni di cui agli
articoli 82 e 86 del citato testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000, ed ai relativi atti di
attuazione, in riferimento al trattamento spettante,
rispettivamente, ai consiglieri, al sindaco ed agli
assessori dei comuni aventi corrispondente popolazione.
Agli amministratori dell'unione che risultino percepire
emolumenti di ogni genere in qualita' di amministratori
locali ai sensi dell'articolo 77, comma 2, del citato testo
unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, fino
al momento dell'esercizio dell'opzione, non spetta alcun
trattamento per la carica sopraggiunta.
16. L'obbligo di cui al comma 1 non trova applicazione
nei riguardi dei comuni che, alla data del 30 settembre
2012, risultino esercitare le funzioni amministrative e i
servizi pubblici di cui al medesimo comma 1 mediante
convenzione ai sensi dell'articolo 30 del citato testo
unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000. Ai
fini di cui al primo periodo, tali comuni trasmettono al
Ministero dell'interno, entro il 15 ottobre 2012,
un'attestazione comprovante il conseguimento di
significativi livelli di efficacia ed efficienza nella
gestione, mediante convenzione, delle rispettive
attribuzioni. Con decreto del Ministro dell'interno, da
adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, sono
determinati contenuti e modalita' delle attestazioni di cui
al secondo periodo. Il Ministero dell'interno, previa
valutazione delle attestazioni ricevute, adotta con proprio
decreto, da pubblicare entro il 30 novembre 2012 nel
proprio sito internet, l'elenco dei comuni obbligati e di
quelli esentati dall'obbligo di cui al comma 1.
17. A decorrere dal primo rinnovo di ciascun consiglio
comunale successivo alla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto:
a) per i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti,
il consiglio comunale e' composto, oltre che dal sindaco,
da sei consiglieri;
b) per i comuni con popolazione superiore a 1.000 e
fino a 3.000 abitanti, il consiglio comunale e' composto,
oltre che dal sindaco, da sei consiglieri ed il numero
massimo degli assessori e' stabilito in due;
c) per i comuni con popolazione superiore a 3.000 e
fino a 5.000 abitanti, il consiglio comunale e' composto,
oltre che dal sindaco, da sette consiglieri ed il numero
massimo degli assessori e' stabilito in tre;
d) per i comuni con popolazione superiore a 5.000 e
fino a 10.000 abitanti, il consiglio comunale e' composto,
oltre che dal sindaco, da dieci consiglieri ed il numero
massimo degli assessori e' stabilito in quattro.
18. A decorrere dalla data di cui al comma 9, ai
consiglieri dei comuni con popolazione fino a 1.000
abitanti non sono applicabili le disposizioni di cui
all'articolo 82 del citato testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000; non sono altresi' applicabili,
con l'eccezione del primo periodo del comma 1, le
disposizioni di cui all'articolo 80 del citato testo unico
di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000.
19. All'articolo 38, comma 7, del citato testo unico di
cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, dopo le parole:
«previsti dal regolamento», sono aggiunte le seguenti: «e,
nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, si
tengono preferibilmente in un arco temporale non
coincidente con l'orario di lavoro dei partecipanti».
20. All'articolo 48, comma 1, del citato testo unico di
cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, e' aggiunto, in
fine, il seguente periodo: «Nei comuni con popolazione fino
a 15.000 abitanti, le riunioni della giunta si tengono
preferibilmente in un arco temporale non coincidente con
l'orario di lavoro dei partecipanti».
21. All'articolo 79, comma 1, del citato testo unico di
cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, le parole: «per
l'intera giornata in cui sono convocati i rispettivi
consigli» sono sostituite dalle seguenti: «per il tempo
strettamente necessario per la partecipazione a ciascuna
seduta dei rispettivi consigli e per il raggiungimento del
luogo di suo svolgimento».
22. All'articolo 14, comma 28, del citato decreto-legge
n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge
n. 122 del 2010, le parole: «fino a 5.000 abitanti, esclusi
le isole monocomune» sono sostituite dalle seguenti:
«superiore a 1.000 e fino a 5.000 abitanti, esclusi i
comuni il cui territorio coincide integralmente con quello
di una o di piu' isole».
23. All'articolo 2, comma 7, del decreto legislativo 14
marzo 2011, n. 23, le parole: «le isole monocomune» sono
sostituite dalle seguenti: «i comuni il cui territorio
coincide integralmente con quello di una o di piu' isole».
24. All'articolo 14, comma 31, alinea, del citato
decreto-legge n. 78 del 2010, le parole: «5.000 abitanti o
nel quadruplo del numero degli abitanti del comune
demograficamente piu' piccolo tra quelli associati» sono
sostituite dalle seguenti: «10.000 abitanti, salvo diverso
limite demografico individuato dalla regione entro due mesi
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138»; al medesimo
comma 31, la lettera c) e' abrogata e la lettera b) e'
sostituita dalla seguente:«b) entro il 31 dicembre 2012 con
riguardo a tutte le sei funzioni fondamentali loro
spettanti ai sensi dell'articolo 21, comma 3, della citata
legge n. 42 del 2009».
25. A decorrere dal primo rinnovo dell'organo di
revisione successivo alla data di entrata in vigore del
presente decreto, i revisori dei conti degli enti locali
sono scelti mediante estrazione da un elenco nel quale
possono essere inseriti, a richiesta, i soggetti iscritti,
a livello regionale, nel Registro dei revisori legali di
cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, nonche'
gli iscritti all'Ordine dei dottori commercialisti e degli
esperti contabili. Con decreto del Ministro dell'interno,
da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto,
sono stabiliti criteri per l'inserimento degli interessati
nell'elenco di cui al primo periodo, nel rispetto dei
seguenti principi:
a) rapporto proporzionale tra anzianita' di iscrizione
negli albi e registri di cui al presente comma e
popolazione di ciascun comune;
b) previsione della necessita', ai fini dell'iscrizione
nell'elenco di cui al presente comma, di aver in precedenza
avanzato richiesta di svolgere la funzione nell'organo di
revisione degli enti locali;
c) possesso di specifica qualificazione professionale
in materia di contabilita' pubblica e gestione economica e
finanziaria degli enti pubblici territoriali.
26. Le spese di rappresentanza sostenute dagli organi
di governo degli enti locali sono elencate, per ciascun
anno, in apposito prospetto allegato al rendiconto di cui
all'articolo 227 del citato testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000. Tale prospetto e' trasmesso
alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti
ed e' pubblicato, entro dieci giorni dall'approvazione del
rendiconto, nel sito internet dell'ente locale. Con atto di
natura non regolamentare, adottato d'intesa con la
Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali ai sensi
dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, il Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, adotta uno
schema tipo del prospetto di cui al primo periodo.
27. All'articolo 14, comma 32, alinea, del citato
decreto-legge n. 78 del 2010, le parole: «31 dicembre 2013»
sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2012»; alla
lettera a) del medesimo comma 32, le parole «31 dicembre
2013» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2012».
28. Al fine di verificare il perseguimento degli
obiettivi di semplificazione e di riduzione delle spese da
parte degli enti locali, il prefetto accerta che gli enti
territoriali interessati abbiano attuato, entro i termini
stabiliti, quanto previsto dall'articolo 2, comma 186,
lettera e), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e
successive modificazioni, e dall'articolo 14, comma 32,
primo periodo, del citato decreto-legge n. 78 del 2010,
come da ultimo modificato dal comma 27 del presente
articolo. Nel caso in cui, all'esito dell'accertamento, il
prefetto rilevi la mancata attuazione di quanto previsto
dalle disposizioni di cui al primo periodo, assegna agli
enti inadempienti un termine perentorio entro il quale
provvedere. Decorso inutilmente detto termine, fermo
restando quanto previsto dal secondo periodo, trova
applicazione l'articolo 8, commi 1, 2, 3 e 5 della legge 5
giugno 2003, n. 131.
29. Le disposizioni di cui al presente articolo si
applicano ai comuni appartenenti alle regioni a statuto
speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano
nel rispetto degli statuti delle regioni e province
medesime, delle relative norme di attuazione e secondo
quanto previsto dall'articolo 27 della legge 5 maggio 2009,
n. 42.
30. Dall'applicazione di ciascuna delle disposizioni di
cui al presente articolo non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
31. A decorrere dall'anno 2013, le disposizioni vigenti
in materia di patto di stabilita' interno per i comuni
trovano applicazione nei riguardi di tutti i comuni con
popolazione superiore a 1.000 abitanti.".


Si riporta il testo vigente dei commi 4 e 5
dell'articolo 23 del citato decreto-legge n. 201 del 2011:
"Art. 23. Riduzione dei costi di funzionamento delle
Autorita' di Governo, del CNEL, delle Autorita'
indipendenti e delle Province
(Omissis).
4. All'articolo 33 del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«3-bis. I Comuni con popolazione non superiore a 5.000
abitanti ricadenti nel territorio di ciascuna Provincia
affidano obbligatoriamente ad un'unica centrale di
committenza l'acquisizione di lavori, servizi e forniture
nell'ambito delle unioni dei comuni, di cui all'articolo 32
del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito
accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei
competenti uffici».
5. L'articolo 33, comma 3-bis, del decreto legislativo
12 aprile 2006, n. 163, introdotto dal comma 4, si applica
alle gare bandite successivamente al 31 marzo 2012.
(Omissis).".
Si riporta testo vigente dell'articolo 1 del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 marzo 2011
(Ulteriore proroga di termini relativa al Ministero
dell'economia e delle finanze), nonche' della la Tabella 1
allegata al predetto articolo 1:
"Art. 1.
1. I termini di cui alla tabella 1 allegata al presente
decreto, di cui forma parte integrante, sono prorogati, per
le motivazioni in essa riportate, al 31 dicembre 2011,
ovvero alla diversa data indicata a fianco di ciascun
termine.
2. Le disposizioni di cui al presente decreto hanno
effetto dal 1° aprile 2011.
Il presente decreto, previa registrazione da parte
della Corte dei conti, sara' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.

Parte di provvedimento in formato grafico

Si riporta il testo vigente del comma 1, lettera
p-bis), dell'articolo 12 del decreto-legge 28 aprile 2009,
n. 39, convertito con modificazioni dalla legge 24 giugno
2009, n. 77 (Interventi urgenti in favore delle popolazioni
colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese
di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione
civile):
"Art. 12. Norme di carattere fiscale in materia di
giochi
1. Al fine di assicurare maggiori entrate non inferiori
a 500 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009, il
Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato, con propri decreti
dirigenziali adottati entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto puo':
a) - p) (Omissis).
p-bis) disporre, in via sperimentale e fino al 31
dicembre 2010, che, nell'ambito del gioco del bingo,
istituito dal regolamento di cui al decreto del Ministro
delle finanze 31 gennaio 2000, n. 29, le somme giocate
vengano destinate per almeno il 70 per cento a monte premi,
per l'11 per cento a prelievo erariale e per l'1 per cento
a compenso dell'affidatario del controllo centralizzato del
gioco, prevedendo, inoltre, la possibilita' per il
concessionario di versare il prelievo erariale sulle
cartelle di gioco in maniera differita e fino a sessanta
giorni dal ritiro delle stesse, ferma restando la garanzia
della copertura fideiussoria gia' prestata dal
concessionario, eventualmente integrata nel caso in cui la
stessa dovesse risultare incapiente.".

Si riporta il testo vigente dell'articolo 10 del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282 convertito con
modificazioni dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307 recante
"Disposizioni urgenti in materia fiscale e di finanza
pubblica":
"Art. 10 (Proroga di termini in materia di definizione
di illeciti edilizi).
1. Al decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2003, n. 326, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti ulteriori modifiche:
a) nell'allegato 1, le parole: «20 dicembre 2004» e «30
dicembre 2004», indicate dopo le parole: «seconda rata» e:
«terza rata», sono sostituite, rispettivamente, dalle
seguenti: «31 maggio 2005» e «30 settembre 2005»;
b) nell'allegato 1, ultimo periodo, le parole: «30
giugno 2005», inserite dopo le parole: «deve essere
integrata entro il», sono sostituite dalle seguenti: «31
ottobre 2005»;
c) al comma 37 dell'articolo 32 le parole: «30 giugno
2005» sono sostituite dalle seguenti: «31 ottobre 2005».
2. La proroga al 31 maggio 2005 ed al 30 settembre 2005
dei termini stabiliti per il versamento, rispettivamente,
della seconda e della terza rata dell'anticipazione degli
oneri concessori opera a condizione che le regioni, prima
della data di entrata in vigore del presente decreto, non
abbiano dettato una diversa disciplina.
3. Il comma 2-quater dell'articolo 5 del decreto-legge
12 luglio 2004, n. 168, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2004, n. 191, e successive
modificazioni, e' abrogato.
4. Alle minori entrate derivanti dal comma 1, valutate
per l'anno 2004 in 2.215,5 milioni di euro, si provvede con
quota parte delle maggiori entrate derivanti dalle altre
disposizioni contenute nel presente decreto.
5. Al fine di agevolare il perseguimento degli
obiettivi di finanza pubblica, anche mediante interventi
volti alla riduzione della pressione fiscale, nello stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
e' istituito un apposito «Fondo per interventi strutturali
di politica economica», alla cui costituzione concorrono le
maggiori entrate, valutate in 2.215,5 milioni di euro per
l'anno 2005, derivanti dal comma 1.".
Si riporta il testo dei commi 34 e 37 dell'articolo 24
del citato decreto-legge n. 98 del 2011, come modificato
dalla presente legge:

"Art. 24. Norme in materia di gioco
(Omissis).
34. Con provvedimento adottato ai sensi del comma 12
dell'articolo 24 della legge 7 luglio 2009, n. 88, sono
disciplinati i tornei non a distanza di poker sportivo. Con
il medesimo provvedimento sono altresi' determinati
l'importo massimo della quota di partecipazione al torneo e
l'ulteriore partecipazione al torneo una volta esaurita la
predetta quota. L'aliquota d'imposta unica dovuta dal
concessionario per l'esercizio del gioco e' stabilita in
misura pari al 3 per cento della raccolta. Nel rispetto dei
principi comunitari, con provvedimenti del Ministero
dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma
dei monopoli di Stato, sono aggiudicate, tramite gara da
bandire entro il 30 giugno 2012, concessioni novennali per
l'esercizio del gioco del poker sportivo di cui al primo
periodo, in numero non superiore a 1.000, previa
effettuazione di una o piu' procedure aperte a soggetti
titolari di concessione per l'esercizio e la raccolta,
anche su rete fisica, di uno o piu' giochi di cui al comma
11 dell'articolo 24 della legge 7 luglio 2009, n. 88,
nonche' ai soggetti che rispettino i requisiti e le
condizioni di cui al comma 15 dell'articolo 24 della legge
7 luglio 2009, n. 88. I punti di esercizio sono
aggiudicati, fino a loro esaurimento, ai soggetti che
abbiano presentato le offerte risultanti economicamente
piu' elevate, rispetto ad una base pari ad euro 100.000 ed
operano a seguito dell'avvenuto rilascio della licenza
prevista dall'articolo 88 del regio decreto 18 giugno 1931,
n. 773.
(Omissis).
37. In linea con l'obiettivo della sostanziale
integrazione fra giochi su base ippica e sportiva gia'
determinato dall'articolo 38, commi 2 e 4, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, nonche'
della piu' intensa capillarita' della rete distributiva di
tali giochi senza forme di intermediazione,
l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, entro il
30 giugno 2012, attua una o piu' procedure selettive aventi
ad oggetto la concessione novennale di diritti di esercizio
e raccolta in rete fisica dei giochi su base ippica e
sportiva presso punti di vendita, fino al numero massimo
complessivo di 7.000, aventi come attivita' principale o
accessoria la commercializzazione di prodotti di gioco
pubblici.
(Omissis).".

Si riporta il testo vigente dell'articolo 3 della legge
27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto
dei diritti del contribuente):
"Art. 3. Efficacia temporale delle norme tributarie -
1. Salvo quanto previsto dall'articolo 1, comma 2, le
disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo.
Relativamente ai tributi periodici le modifiche introdotte
si applicano solo a partire dal periodo d'imposta
successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore
delle disposizioni che le prevedono.
2. In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono
prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui
scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno
dalla data della loro entrata in vigore o dell'adozione dei
provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti.
3. I termini di prescrizione e di decadenza per gli
accertamenti di imposta non possono essere prorogati.".
Si riporta il testo del comma 1 dell'articolo 1 del
decreto-legge 20 ottobre 2008, n. 158 (Misure urgenti per
contenere il disagio abitativo di particolari categorie
sociali), come modificato dalla presente legge:
"Art. 1.
1. Al fine di ridurre il disagio abitativo e di
favorire il passaggio da casa a casa per le particolari
categorie sociali individuate dall'articolo 1, comma 1,
della legge 8 febbraio 2007, n. 9, in attesa della
realizzazione delle misure e degli interventi previsti dal
Piano nazionale di edilizia abitativa di cui all'articolo
11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,
l'esecuzione dei provvedimenti di rilascio per finita
locazione degli immobili adibiti ad uso abitativo, gia'
sospesa fino al 15 ottobre 2008 ai sensi dell'articolo
22-ter del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio
2008, n. 31, e' ulteriormente differita al 31 dicembre
2012, nei comuni di cui all'articolo 1, comma 1, della
legge 8 febbraio 2007, n. 9.
(Omissis).".
Si riporta il testo vigente dell'articolo 2 della legge
8 febbraio 2007, n. 9 (Interventi per la riduzione del
disagio abitativo per particolari categorie sociali):
"Art. 2. Benefici fiscali - 1. Per i proprietari degli
immobili locati ai conduttori individuati nell'articolo 1,
commi 1 e 3, della presente legge, si applicano, per il
periodo di sospensione della procedura esecutiva, i
benefici fiscali di cui all'articolo 2, comma 1, del
decreto-legge 1° febbraio 2006, n. 23, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 marzo 2006, n. 86. A favore
dei medesimi proprietari i comuni possono prevedere
esenzioni o riduzioni dell'imposta comunale sugli
immobili.".
Si riporta il testo del comma 238 dell'articolo 1 della
legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
legge finanziaria 2005), come modificato dalla presente
legge :
"Art. 1. - (Omissis).
238. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, da emanare entro il 31 gennaio 2005, e'
stabilito un incremento delle tariffe applicabili per le
operazioni in materia di motorizzazione di cui all'articolo
18 della legge 1° dicembre 1986, n. 870, in modo da
assicurare, su base annua, maggiori entrate pari a 24
milioni di euro a decorrere dall'anno 2005. Una quota delle
predette maggiori entrate, pari ad euro 20 milioni per
l'anno 2005, e ad euro 12 milioni a decorrere dall'anno
2006, e' riassegnata allo stato di previsione del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti per la copertura degli
oneri di cui all'articolo 2, commi 3, 4 e 5, del decreto
legislativo 20 agosto 2002, n. 190. La riassegnazione di
cui al precedente periodo e' limitata, per l'anno 2013,
all'importo di euro 8.620.000.
(Omissis).".
Si riporta il testo del comma 12 dell'articolo 39 del
citato decreto-legge n. 98 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 39. Disposizioni in materia di riordino della
giustizia tributaria
(Omissis).
12. Al fine di ridurre il numero delle pendenze
giudiziarie e quindi concentrare gli impegni amministrativi
e le risorse sulla proficua e spedita gestione del
procedimento di cui al comma 9 le liti fiscali di valore
non superiore a 20.000 euro in cui e' parte l'Agenzia delle
entrate, pendenti alla data del 31 dicembre 2011 dinanzi
alle commissioni tributarie o al giudice ordinario in ogni
grado del giudizio e anche a seguito di rinvio, possono
essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto
l'atto introduttivo del giudizio, con il pagamento delle
somme determinate ai sensi dell'articolo 16 della legge 27
dicembre 2002, n. 289. A tale fine, si applicano le
disposizioni di cui al citato articolo 16, con le seguenti
specificazioni:
a) le somme dovute ai sensi del presente comma sono
versate entro il 31 marzo 2012 in unica soluzione;
b) la domanda di definizione e' presentata entro il 31
marzo 2012;
c) le liti fiscali che possono essere definite ai sensi
del presente comma sono sospese fino al 30 giugno 2012. Per
le stesse sono altresi' sospesi, sino al 30 giugno 2012 i
termini per la proposizione di ricorsi, appelli,
controdeduzioni, ricorsi per cassazione, controricorsi e
ricorsi in riassunzione, compresi i termini per la
costituzione in giudizio;
d) gli uffici competenti trasmettono alle commissioni
tributarie, ai tribunali e alle corti di appello nonche'
alla Corte di cassazione, entro il 15 luglio 2012, un
elenco delle liti pendenti per le quali e' stata presentata
domanda di definizione. Tali liti sono sospese fino al 30
settembre 2012. La comunicazione degli uffici attestante la
regolarita' della domanda di definizione ed il pagamento
integrale di quanto dovuto deve essere depositata entro il
30 settembre 2012. Entro la stessa data deve essere
comunicato e notificato l'eventuale diniego della
definizione;
e) restano comunque dovute per intero le somme relative
al recupero di aiuti di Stato illegittimi;
f) con uno o piu' provvedimenti del direttore
dell'agenzia delle entrate sono stabilite le modalita' di
versamento, di presentazione della domanda di definizione
ed ogni altra disposizione applicativa del presente comma.
(Omissis).".
Si riporta il testo vigente degli articoli 23 e 24 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (Riordino
della finanza degli enti territoriali, a norma
dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421):
"Art. 23. Attribuzioni alle regioni a statuto ordinario
- 1. A decorrere dal 1° gennaio 1993 alle regioni a statuto
ordinario, gia' titolari di una parte della tassa
automobilistica, ai sensi dell'articolo 4 della legge 16
maggio 1970, n. 281, come sostituito dall'articolo 5 della
legge 14 giugno 1990, n. 158 e successive modificazioni,
con riferimento ai pagamenti effettuati dall'anzidetta
data, sono attribuite:
a) l'intera tassa automobilistica, disciplinata dal
T.U. approvato con decreto del Presidente della Repubblica
5 febbraio 1953, n. 39 e successive modificazioni;
b) la soprattassa annuale su taluni autoveicoli
azionati con motore diesel, istituita con il decreto-legge
8 ottobre 1976, n. 691, convertito con modificazioni dalla
legge 30 novembre 1976, n. 786 e successive modificazioni ;
c) la tassa speciale per i veicoli alimentati a G.P.L.
o gas metano, istituita dalla legge 21 luglio 1984, n. 362
e successive modificazioni.
2. I tributi di cui al comma 1 assumono rispettivamente
la denominazione di tassa automobilistica regionale,
soprattassa annuale regionale e tassa speciale regionale e
si applicano ai veicoli ed agli autoscafi, soggetti nelle
regioni a statuto speciale ai corrispondenti tributi
erariali in esse vigenti, per effetto della loro iscrizione
nei rispettivi pubblici registri delle provincie di
ciascuna regione a statuto ordinario, come previsto
dall'articolo 5, comma 31, del decreto-legge 30 dicembre
1982, n. 953, convertito, con modificazioni, nella legge 28
febbraio 1983 n. 53e successive modifiche. La tassa
automobilistica regionale si applica altresi' ai
ciclomotori, agli autoscafi, diversi da quelli da diporto,
non iscritti nei pubblici registri ed ai motori fuoribordo
applicati agli stessi autoscafi, che appartengono a
soggetti residenti nelle stesse regioni. Sono comprese nel
suddetto tributo regionale anche le tasse fisse previste
dalla legge 21 maggio 1955, n. 463 e successive
modificazioni.
3. Dall'ambito di applicazione del presente capo e'
esclusa la disciplina concernente la tassa automobilistica
relativa ai veicoli ed autoscafi in temporanea importazione
i quali restano ad ogni effetto soggetti alle norme statali
che regolano la materia .
4. Continua ad essere acquisito al bilancio dello Stato
il gettito derivante dalla addizionale del 5 per cento
istituita con l'articolo 25 della legge 24 luglio 1961, n.
729 e quello relativo alla tassa speciale erariale annuale
istituita con l'articolo 7 del decreto-legge 13 maggio
1991, n. 151, convertito con modifiche nella legge 12
luglio 1991, n. 202.
5. Sono a carico delle regioni i rimborsi relativi ai
tributi regionali di cui al precedente comma 1. Le istanze
vanno prodotte ai competenti uffici della regione che
disporranno il rimborso, ferma restando la competenza delle
Intendenze di Finanza per i tributi erariali."
"Art. 24. Poteri delle regioni - 1. Entro il 10
novembre di ogni anno ciascuna regione puo' determinare con
propria legge gli importi dei tributi regionali di cui
all'articolo 23, con effetto dai pagamenti da eseguire dal
primo gennaio successivo e relativi a periodi fissi
posteriori a tale data, nella misura compresa tra il 90 ed
il 110 per cento degli stessi importi vigenti nell'anno
precedente.
2. Nel primo anno di applicazione del presente decreto
ciascuna regione, nel determinare con propria legge gli
importi dei tributi regionali di cui all'articolo 23nella
misura compresa fra il 90 ed il 110 per cento degli importi
vigenti nell'anno precedente, dovra' considerare come base
di calcolo, per ogni tributo regionale, rispettivamente
l'ammontare complessivo della tassa automobilistica, gli
importi della soprattassa annuale e quelli della tassa
speciale erariali vigenti alla data del 31 dicembre 1992.
3. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto
e fino a quando le regioni non avranno fissato, con proprie
leggi ed entro i limiti indicati nel comma 2, un diverso
ammontare, l'importo dei tributi regionali viene
determinato per la soprattassa annuale e la tassa speciale
nella misura prevista per i corrispondenti tributi erariali
nelle regioni a statuto speciale alla data del 31 dicembre
1992 e per la tassa automobilistica nel complessivo importo
dovuto per il tributo erariale vigente alla suddetta data e
per il tributo regionale nella misura vigente alla stessa
data o nella misura diversa determinata da ciascuna regione
entro il 10 novembre 1992, ai sensi dell'articolo 5 della
legge 14 giugno 1990, n. 158 e successive modifiche.
4. Restano validi fino alla scadenza i pagamenti,
effettuati entro il 31 dicembre 1992, relativi alla tassa
automobilistica erariale e regionale, alla soprattassa
annuale e alla tassa speciale erariali, vigenti a tale
data. A tali pagamenti si applicano le modalita' ed i
criteri di ripartizione tra lo Stato e le regioni a statuto
ordinario vigenti fino alla data del 31 dicembre 1992,
anche con riferimento alle attivita' di recupero e rimborso
dei relativi importi.".

Si riporta il testo dell'articolo 1 della legge 30
dicembre 2010, n. 238 (Incentivi fiscali per il rientro dei
lavoratori in Italia), come modificato dalla presente
legge:
"Art. 1. Finalita' - Durata degli incentivi fiscali -
1. La presente legge intende contribuire allo sviluppo del
Paese mediante la valorizzazione delle esperienze umane,
culturali e professionali maturate dai cittadini
dell'Unione europea che hanno risieduto continuativamente
per almeno ventiquattro mesi in Italia, che studiano,
lavorano o che hanno conseguito una specializzazione post
lauream all'estero e che decidono di fare rientro in
Italia. A tale fine, la presente legge prevede la
concessione di incentivi fiscali, sotto forma di minore
imponibilita' del reddito, in favore dei soggetti
individuati con il decreto di cui all'articolo 2, comma 2.
2. I benefici fiscali di cui alla presente legge
spettano dalla data di entrata in vigore della medesima
legge fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre
2015. Hanno diritto ai predetti benefici i cittadini
dell'Unione europea che, a partire dalla data del 20
gennaio 2009, siano in possesso dei requisiti di cui
all'articolo 2.".
La legge 25 marzo 1997, n. 68 (Riforma dell'Istituto
nazionale per il commercio estero), e' stata abrogata dal
comma 27 dell'articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2011,
n. 98.
Si riporta la Tabella C allegata alla citata legge n.
183 del 2011:
"Tabella C (stanziamenti autorizzati in relazione a
disposizioni di legge la cui quantificazione annua e'
demandata alla legge di stabilita')- Le autorizzazioni di
spesa di cui alla presente Tabella riportano il riferimento
al programma, con il relativo codice, sotto il quale e'
ricompreso il capitolo.
Gli stanziamenti comprendono le variazioni in
diminuzione derivanti dall'applicazione dell'articolo 1,
comma 1, del decreto-legge n. 138 del 2011, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 148 del 2011. - (Omissis).

Parte di provvedimento in formato grafico

Si riporta il testo vigente dell'articolo 2 del decreto
legislativo 30 giugno 1994, n. 509 (Attuazione della delega
conferita dall'art. 1, comma 32, della legge 24 dicembre
1993, n. 537, in materia di trasformazione in persone
giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di
previdenza e assistenza):
"Art. 2. Gestione - 1. Le associazioni o le fondazioni
hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile nel
rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo nei
limiti fissati dalle disposizioni del presente decreto in
relazione alla natura pubblica dell'attivita' svolta.
2. La gestione economico-finanziaria deve assicurare
l'equilibrio di bilancio mediante l'adozione di
provvedimenti coerenti alle indicazioni risultanti dal
bilancio tecnico da redigersi con periodicita' almeno
triennale.
3. I rendiconti annuali delle associazioni o fondazioni
di cui all'art. 1 sono sottoposti a revisione contabile
indipendente e a certificazione da parte dei soggetti in
possesso dei requisiti per l'iscrizione al registro di cui
all'art. 1 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88 .
4. In caso di disavanzo economico-finanziario, rilevato
dai rendiconti annuali e confermato anche dal bilancio
tecnico di cui al comma 2, con decreto del Ministro del
lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i
Ministri di cui all'art. 3, comma 1, si provvede alla
nomina di un commissario straordinario, il quale adotta i
provvedimenti necessari per il riequilibrio della gestione.
Sino al ristabilimento dell'equilibrio finanziario sono
sospesi tutti i poteri degli organi di amministrazione
delle associazioni e delle fondazioni.
5. In caso di persistenza dello stato di disavanzo
economico e finanziario dopo tre anni dalla nomina del
commissario, ed accertata l'impossibilita' da parte dello
stesso di poter provvedere al riequilibrio finanziario
dell'associazione o della fondazione, con decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto
con i Ministri di cui all'art. 3, comma 1, e' nominato un
commissario liquidatore al quale sono attribuiti i poteri
previsti dalle vigenti norme in materia di liquidazione
coatta, in quanto applicabili.
6. Nel caso in cui gli organi di amministrazione e di
rappresentanza si rendessero responsabili di gravi
violazioni di legge afferenti la corretta gestione
dell'associazione o della fondazione, il Ministro del
lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i
Ministri di cui all'art. 3, comma 1, nomina un commissario
straordinario con il compito di salvaguardare la corretta
gestione dell'ente e, entro sei mesi dalla sua nomina,
avvia e conclude la procedura per rieleggere gli
amministratori dell'ente stesso, cosi' come previsto dallo
statuto.".
Si riporta il testo vigente del comma 12 dell'articolo
3 della legge 8 agosto 1995, n. 335 recante "Riforma del
sistema pensionistico obbligatorio e complementare":
"Art. 3. Disposizioni diverse in materia assistenziale
e previdenziale
(Omissis.)
12. Nel rispetto dei principi di autonomia affermati
dal decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e dal
decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, e con
esclusione delle forme di previdenza sostitutive
dell'assicurazione generale obbligatoria, allo scopo di
assicurare l'equilibrio di bilancio in attuazione di quanto
previsto dall'articolo 2, comma 2, del suddetto decreto
legislativo n. 509 del 1994, la stabilita' delle gestioni
previdenziali di cui ai predetti decreti legislativi e' da
ricondursi ad un arco temporale non inferiore a trenta
anni. Il bilancio tecnico di cui al predetto articolo 2,
comma 2, e' redatto secondo criteri determinati con decreto
del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
sentite le associazioni e le fondazioni interessate, sulla
base delle indicazioni elaborate dal Consiglio nazionale
degli attuari nonche' dalla Commissione di vigilanza sui
fondi pensione (COVIP). In esito alle risultanze e in
attuazione di quanto disposto dal suddetto articolo 2,
comma 2, sono adottati dagli enti medesimi, i provvedimenti
necessari per la salvaguardia dell'equilibrio finanziario
di lungo termine, avendo presente il principio del pro rata
in relazione alle anzianita' gia' maturate rispetto alla
introduzione delle modifiche derivanti dai provvedimenti
suddetti e comunque tenuto conto dei criteri di gradualita'
e di equita' fra generazioni. Qualora le esigenze di
riequilibrio non vengano affrontate, dopo aver sentito
l'ente interessato e la valutazione del Nucleo di
valutazione della spesa previdenziale, possono essere
adottate le misure di cui all'articolo 2, comma 4, del
decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509. Nei regimi
pensionistici gestiti dai predetti enti, il periodo di
riferimento per la determinazione della base pensionabile
e' definito, ove inferiore, secondo i criteri fissati
all'articolo 1, comma 17, per gli enti che gestiscono forme
di previdenza sostitutive e al medesimo articolo 1, comma
18, per gli altri enti. Ai fini dell'accesso ai
pensionamenti anticipati di anzianita', trovano
applicazione le disposizioni di cui all'articolo 1, commi
25 e 26, per gli enti che gestiscono forme di previdenza
sostitutive, e al medesimo articolo 1, comma 28, per gli
altri enti. Gli enti possono optare per l'adozione del
sistema contributivo definito ai sensi della presente
legge.
(Omissis).".
Si riporta il testo dell'articolo 24 del citato
decreto-legge n. 201 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 24. Disposizioni in materia di trattamenti
pensionistici- 1. Le disposizioni del presente articolo
sono dirette a garantire il rispetto, degli impegni
internazionali e con l'Unione europea, dei vincoli di
bilancio, la stabilita' economico-finanziaria e a
rafforzare la sostenibilita' di lungo periodo del sistema
pensionistico in termini di incidenza della spesa
previdenziale sul prodotto interno lordo, in conformita'
dei seguenti principi e criteri:
a) equita' e convergenza intragenerazionale e
intergenerazionale, con abbattimento dei privilegi e
clausole derogative soltanto per le categorie piu' deboli;
b) flessibilita' nell'accesso ai trattamenti
pensionistici anche attraverso incentivi alla prosecuzione
della vita lavorativa;
c) adeguamento dei requisiti di accesso alle variazioni
della speranza di vita; semplificazione, armonizzazione ed
economicita' dei profili di funzionamento delle diverse
gestioni previdenziali.
2. A decorrere dal 1° gennaio 2012, con riferimento
alle anzianita' contributive maturate a decorrere da tale
data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianita'
e' calcolata secondo il sistema contributivo.
3. Il lavoratore che maturi entro il 31 dicembre 2011 i
requisiti di eta' e di anzianita' contributiva, previsti
dalla normativa vigente, prima della data di entrata in
vigore del presente decreto, ai fini del diritto
all'accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico
di vecchiaia o di anzianita', consegue il diritto alla
prestazione pensionistica secondo tale normativa e puo'
chiedere all'ente di appartenenza la certificazione di tale
diritto. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento
ai soggetti che, nei regimi misto e contributivo, maturano
i requisiti a partire dalla medesima data, le pensioni di
vecchiaia, di vecchiaia anticipata e di anzianita' sono
sostituite, dalle seguenti prestazioni:
a) «pensione di vecchiaia», conseguita esclusivamente
sulla base dei requisiti di cui ai commi 6 e 7, salvo
quanto stabilito ai commi 14, 15-bis e 18;
b) «pensione anticipata», conseguita esclusivamente
sulla base dei requisiti di cui ai commi 10 e 11, salvo
quanto stabilito ai commi 14, 15-bis, 17 e 18.
4. Per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione e'
liquidata a carico dell'Assicurazione Generale Obbligatoria
(di seguito AGO) e delle forme esclusive e sostitutive
della medesima, nonche' della gestione separata di cui
all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.
335, la pensione di vecchiaia si puo' conseguire all'eta'
in cui operano i requisiti minimi previsti dai successivi
commi. Il proseguimento dell'attivita' lavorativa e'
incentivato, fermi restando i limiti ordinamentali dei
rispettivi settori di appartenenza, dall'operare dei
coefficienti di trasformazione calcolati fino all'eta' di
settant'anni, fatti salvi gli adeguamenti alla speranza di
vita, come previsti dall'articolo 12 del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla
legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e
integrazioni. Nei confronti dei lavoratori dipendenti,
l'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 18 della
legge 20 maggio 1970, n. 300 e successive modificazioni
opera fino al conseguimento del predetto limite massimo di
flessibilita'.
5. Con riferimento esclusivamente ai soggetti che a
decorrere dal 1° gennaio 2012 maturano i requisiti per il
pensionamento indicati ai commi da 6 a 11 del presente
articolo non trovano applicazione le disposizioni di cui
all'articolo 12, commi 1 e 2 del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e
integrazioni, e le disposizioni di cui all'articolo 1,
comma 21, primo periodo del decreto-legge 13 agosto 2011,
n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148.
6. Relativamente ai soggetti di cui al comma 5, al fine
di conseguire una convergenza verso un requisito uniforme
per il conseguimento del diritto al trattamento
pensionistico di vecchiaia tra uomini e donne e tra
lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, a decorrere
dal 1° gennaio 2012 i requisiti anagrafici per l'accesso
alla pensione di vecchiaia sono ridefiniti nei termini di
seguito indicati:
a) 62 anni per le lavoratrici dipendenti la cui
pensione e' liquidata a carico dell'AGO e delle forme
sostitutive della medesima. Tale requisito anagrafico e'
fissato a 63 anni e sei mesi a decorrere dal 1° gennaio
2014, a 65 anni a decorrere dal 1° gennaio 2016 e 66 anni a
decorrere dal 1° gennaio 2018. Resta in ogni caso ferma la
disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al
sistema pensionistico agli incrementi della speranza di
vita ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122;
b) 63 anni e 6 mesi per le lavoratrici autonome la cui
pensione e' liquidata a carico dell'assicurazione generale
obbligatoria, nonche' della gestione separata di cui
all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.
335. Tale requisito anagrafico e' fissato a 64 anni e 6
mesi a decorrere dal 1° gennaio 2014, a 65 anni e 6 mesi a
decorrere dal 1° gennaio 2016 e a 66 anni a decorrere dal
1° gennaio 2018. Resta in ogni caso ferma la disciplina di
adeguamento dei requisiti di accesso al sistema
pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai
sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122;
c) per i lavoratori dipendenti e per le lavoratrici
dipendenti di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e
successive modificazioni e integrazioni, la cui pensione e'
liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria
e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima il
requisito anagrafico di sessantacinque anni per l'accesso
alla pensione di vecchiaia nel sistema misto e il requisito
anagrafico di sessantacinque anni di cui all'articolo 1,
comma 6, lettera b), della legge 23 agosto 2004, n. 243, e
successive modificazioni, e' determinato in 66 anni;
d) per i lavoratori autonomi la cui pensione e'
liquidata a carico dell'assicurazione generale
obbligatoria, nonche' della gestione separata di cui
all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.
335, il requisito anagrafico di sessantacinque anni per
l'accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema misto e il
requisito anagrafico di sessantacinque anni di cui
all'articolo 1, comma 6, lettera b), della legge 23 agosto
2004, n. 243, e successive modificazioni, e' determinato in
66 anni.
7. Il diritto alla pensione di vecchiaia di cui al
comma 6 e' conseguito in presenza di un'anzianita'
contributiva minima pari a 20 anni, a condizione che
l'importo della pensione risulti essere non inferiore, per
i lavoratori con riferimento ai quali il primo accredito
contributivo decorre successivamente al 1° gennaio 1996, a
1,5 volte l'importo dell'assegno sociale di cui
all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
Il predetto importo soglia pari, per l'anno 2012, a 1,5
volte l'importo dell'assegno sociale di cui all'articolo 3,
comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e' annualmente
rivalutato sulla base della variazione media quinquennale
del prodotto interno lordo (PIL) nominale, appositamente
calcolata dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT),
con riferimento al quinquennio precedente l'anno da
rivalutare. In occasione di eventuali revisioni della serie
storica del PIL operate dall'ISTAT, i tassi di variazione
da considerare sono quelli relativi alla serie preesistente
anche per l'anno in cui si verifica la revisione e quelli
relativi alla nuova serie per gli anni successivi. Il
predetto importo soglia non puo' in ogni caso essere
inferiore, per un dato anno, a 1,5 volte l'importo mensile
dell'assegno sociale stabilito per il medesimo anno. Si
prescinde dal predetto requisito di importo minimo se in
possesso di un'eta' anagrafica pari a settant'anni, ferma
restando un'anzianita' contributiva minima effettiva di
cinque anni. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2
del decreto-legge 28 settembre 2001, n. 355, convertito,
con modificazioni, dalla legge 27 novembre 2001, n. 417,
all'articolo 1, comma 23 della legge 8 agosto 1995, n. 335,
le parole «, ivi comprese quelle relative ai requisiti di
accesso alla prestazione di cui al comma 19,» sono
soppresse.
8. A decorrere dal 1° gennaio 2018 il requisito
anagrafico per il conseguimento dell'assegno di cui
all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335
e delle prestazioni di cui all'articolo 10 della legge 26
maggio 1970, n. 381, e all'articolo 19 della legge 30 marzo
1971, n. 118, e' incrementato di un anno.
9. Per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione e'
liquidata a carico dell'AGO e delle forme esclusive e
sostitutive della medesima, nonche' della gestione separata
di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995,
n. 335, i requisiti anagrafici per l'accesso alla pensione
di vecchiaia di cui al comma 6 del presente articolo devono
essere tali da garantire un'eta' minima di accesso al
trattamento pensionistico non inferiore a 67 anni per i
soggetti, in possesso dei predetti requisiti, che maturano
il diritto alla prima decorrenza utile del pensionamento
dall'anno 2021. Qualora, per effetto degli adeguamenti dei
predetti requisiti agli incrementi della speranza di vita
ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010,
n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122, e successive modificazioni, la predetta eta'
minima di accesso non fosse assicurata, sono ulteriormente
incrementati gli stessi requisiti, con lo stesso decreto
direttoriale di cui al citato articolo 12, comma 12-bis, da
emanare entro il 31 dicembre 2019, al fine di garantire,
per i soggetti, in possesso dei predetti requisiti, che
maturano il diritto alla prima decorrenza utile del
pensionamento dall'anno 2021, un'eta' minima di accesso al
trattamento pensionistico comunque non inferiore a 67 anni.
Resta ferma la disciplina di adeguamento dei requisiti di
accesso al sistema pensionistico agli incrementi della
speranza di vita ai sensi dell'articolo 12 del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per gli
adeguamenti successivi a quanto previsto dal secondo
periodo del presente comma. L'articolo 5 della legge 12
novembre 2011, n. 183 e' abrogato.
10. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento
ai soggetti la cui pensione e' liquidata a carico dell'AGO
e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima,
nonche' della gestione separata di cui all'articolo 2,
comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che maturano i
requisiti a partire dalla medesima data l'accesso alla
pensione anticipata ad eta' inferiori ai requisiti
anagrafici di cui al comma 6 e' consentito esclusivamente
se risulta maturata un'anzianita' contributiva di 42 anni e
1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, con
riferimento ai soggetti che maturano i requisiti nell'anno
2012. Tali requisiti contributivi sono aumentati di un
ulteriore mese per l'anno 2013 e di un ulteriore mese a
decorrere dall'anno 2014. Sulla quota di trattamento
relativa alle anzianita' contributive maturate
antecedentemente il 1° gennaio 2012, e' applicata una
riduzione percentuale pari ad 1 punto percentuale per ogni
anno di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto
all'eta' di 62 anni; tale percentuale annua e' elevata a 2
punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo
rispetto a due anni. Nel caso in cui l'eta' al
pensionamento non sia intera la riduzione percentuale e'
proporzionale al numero di mesi.
11. Fermo restando quanto previsto dal comma 10, per i
lavoratori con riferimento ai quali il primo accredito
contributivo decorre successivamente al 1° gennaio 1996 il
diritto alla pensione anticipata, previa risoluzione del
rapporto di lavoro, puo' essere conseguito, altresi', al
compimento del requisito anagrafico di sessantatre anni, a
condizione che risultino versati e accreditati in favore
dell'assicurato almeno venti anni di contribuzione
effettiva e che l'ammontare mensile della prima rata di
pensione risulti essere non inferiore ad un importo soglia
mensile, annualmente rivalutato sulla base della variazione
media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL)
nominale, appositamente calcolata dall'Istituto nazionale
di statistica (ISTAT), con riferimento al quinquennio
precedente l'anno da rivalutare, pari per l'anno 2012 a 2,8
volte l'importo mensile dell'assegno sociale di cui
all'articolo 3, commi 6 e 7 della legge 8 agosto 1995, n.
335, e successive modificazioni e integrazioni. In
occasione di eventuali revisioni della serie storica del
PIL operate dall'ISTAT i tassi di variazione da considerare
sono quelli relativi alla serie preesistente anche per
l'anno in cui si verifica la revisione e quelli relativi
alla nuova serie per gli anni successivi. Il predetto
importo soglia mensile non puo' in ogni caso essere
inferiore, per un dato anno, a 2,8 volte l'importo mensile
dell'assegno sociale stabilito per il medesimo anno.
12. A tutti i requisiti anagrafici previsti dal
presente decreto per l'accesso attraverso le diverse
modalita' ivi stabilite al pensionamento, nonche' al
requisito contributivo di cui al comma 10, trovano
applicazione gli adeguamenti alla speranza di vita di cui
all'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122, e successive modificazioni e integrazioni; al
citato articolo sono conseguentemente apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 12-bis dopo le parole "e all'articolo 3,
comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive
modificazioni," aggiungere le seguenti: "e il requisito
contributivo ai fini del conseguimento del diritto
all'accesso al pensionamento indipendentemente dall'eta'
anagrafica";
b) al comma 12-ter alla lettera a) le parole "i
requisiti di eta'" sono sostituite dalle seguenti: "i
requisiti di eta' e di anzianita' contributiva";
c) al comma 12-quater, al primo periodo, e' soppressa,
alla fine, la parola "anagrafici".
13. Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di
vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1°
gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo
le modalita' previste dall'articolo 12 del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla
legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e
integrazioni. A partire dalla medesima data i riferimenti
al triennio, di cui al comma 12-ter dell'articolo 12 del
citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e
successive modificazioni e integrazioni, devono riferirsi
al biennio.
14. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso
e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di
entrata in vigore del presente decreto continuano ad
applicarsi ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31
dicembre 2011, ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 9
della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive
modificazioni e integrazioni, nonche' nei limiti delle
risorse stabilite ai sensi del comma 15 e sulla base della
procedura ivi disciplinata, ancorche' maturino i requisiti
per l'accesso al pensionamento successivamente al 31
dicembre 2011:
a) ai lavoratori collocati in mobilita' ai sensi degli
articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e
successive modificazioni, sulla base di accordi sindacali
stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011 e che maturano i
requisiti per il pensionamento entro il periodo di
fruizione dell'indennita' di mobilita' di cui all'articolo
7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
b) ai lavoratori collocati in mobilita' lunga ai sensi
dell'articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991,
n. 223, e successive modificazioni e integrazioni, per
effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre
2011;
c) ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011,
sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei
fondi di solidarieta' di settore di cui all'articolo 2,
comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonche' ai
lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi
collettivi stipulati entro la medesima data il diritto di
accesso ai predetti fondi di solidarieta'; in tale secondo
caso gli interessati restano tuttavia a carico dei fondi
medesimi fino al compimento di almeno 59 anni di eta',
ancorche' maturino prima del compimento della predetta eta'
i requisiti per l'accesso al pensionamento previsti prima
della data di entrata in vigore del presente decreto;
d) ai lavoratori che, antecedentemente alla data del 4
dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione
volontaria della contribuzione;
e) ai lavoratori che alla data del 4 dicembre 2011
hanno in corso l'istituto dell'esonero dal servizio di cui
all'articolo 72, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito con modificazioni con legge 6 agosto
2008, n. 133; ai fini della presente lettera, l'istituto
dell'esonero si considera comunque in corso qualora il
provvedimento di concessione sia stato emanato prima del 4
dicembre 2011; dalla data di entrata in vigore del presente
decreto sono abrogati i commi da 1 a 6 dell' articolo 72
del citato decreto-legge n. 112 del 2008, che continuano a
trovare applicazione per i lavoratori di cui alla presente
lettera. Sono altresi' disapplicate le disposizioni
contenute in leggi regionali recanti discipline analoghe a
quelle dell'istituto dell'esonero dal servizio.
15. Con decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, da adottare entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto sono definite le modalita' di
attuazione del comma 14, ivi compresa la determinazione del
limite massimo numerico dei soggetti interessati ai fini
della concessione del beneficio di cui al comma 14 nel
limite delle risorse predeterminate in 240 milioni di euro
per l'anno 2013, 630 milioni di euro per l'anno 2014, 1.040
milioni di euro per l'anno 2015, 1.220 milioni di euro per
l'anno 2016, 1.030 milioni di euro per l'anno 2017, 610
milioni di euro per l'anno 2018 e 300 milioni di euro per
l'anno 2019. Gli enti gestori di forme di previdenza
obbligatoria provvedono al monitoraggio, sulla base della
data di cessazione del rapporto di lavoro o dell'inizio del
periodo di esonero di cui alla lettera e) del comma 14,
delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di
cui al comma 14 che intendono avvalersi dei requisiti di
accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della
data di entrata in vigore del presente decreto. Qualora dal
predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del limite
numerico delle domande di pensione determinato ai sensi del
primo periodo del presente comma, i predetti enti non
prenderanno in esame ulteriori domande di pensionamento
finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dalla
disposizione di cui al comma 14. Nell'ambito del predetto
limite numerico sono computati anche i lavoratori che
intendono avvalersi, qualora ne ricorrano i necessari
presupposti e requisiti, congiuntamente del beneficio di
cui al comma 14 del presente articolo e di quello relativo
al regime delle decorrenze disciplinato dall' articolo 12,
comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122, e successive modificazioni, per il quale risultano
comunque computati nel relativo limite numerico di cui al
predetto articolo 12, comma 5, afferente al beneficio
concernente il regime delle decorrenze. Resta fermo che, in
ogni caso, ai soggetti di cui al presente comma che
maturano i requisiti dal 1° gennaio 2012 trovano comunque
applicazione le disposizioni di cui al comma 12 del
presente articolo.
15-bis. In via eccezionale, per i lavoratori dipendenti
del settore privato le cui pensioni sono liquidate a carico
dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme
sostitutive della medesima:
a) i lavoratori che abbiano maturato un'anzianita'
contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 i
quali avrebbero maturato, prima dell'entrata in vigore del
presente decreto, i requisiti per il trattamento
pensionistico entro il 31 dicembre 2012 ai sensi della
tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e
successive modificazioni, possono conseguire il trattamento
della pensione anticipata al compimento di un'eta'
anagrafica non inferiore a 64 anni;
b) le lavoratrici possono conseguire il trattamento di
vecchiaia oltre che, se piu' favorevole, ai sensi del comma
6, lettera a), con un'eta' anagrafica non inferiore a 64
anni qualora maturino entro il 31 dicembre 2012
un'anzianita' contributiva di almeno 20 anni e alla
medesima data conseguano un'eta' anagrafica di almeno 60
anni.
16. Con il decreto direttoriale previsto, ai sensi
dell'articolo 1, comma 11 della legge 8 agosto 1995, n.
335, come modificato dall'articolo 1, comma 15, della legge
24 dicembre 2007, n. 247, ai fini dell'aggiornamento
triennale del coefficiente di trasformazione di cui
all'articolo 1, comma 6, della predetta legge n. 335 del
1995, in via derogatoria a quanto previsto all'articolo 12,
comma 12-quinquies del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito con modificazioni con legge 30 luglio 2010, n.
122, e successive modificazioni e integrazioni, con effetto
dal 1° gennaio 2013 lo stesso coefficiente di
trasformazione e' esteso anche per le eta' corrispondenti a
valori fino a 70. Il predetto valore di 70 anni e' adeguato
agli incrementi della speranza di vita nell'ambito del
procedimento gia' previsto per i requisiti del sistema
pensionistico dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e
integrazioni, e, conseguentemente, ogniqualvolta il
predetto adeguamento triennale comporta, con riferimento al
valore originariamente indicato in 70 anni per l'anno 2012,
l'incremento dello stesso tale da superare di una o piu'
unita' il predetto valore di 70, il coefficiente di
trasformazione di cui al comma 6 dell'articolo 1 della
legge 8 agosto 1995, n. 335, e' esteso, con effetto dalla
decorrenza di tale determinazione, anche per le eta'
corrispondenti a tali valori superiori a 70 nell'ambito
della medesima procedura di cui all'articolo 1, comma 11,
della citata legge n. 335 del 1995. Resta fermo che la
rideterminazione aggiornata del coefficiente di
trasformazione esteso ai sensi del presente comma anche per
eta' corrispondenti a valori superiori a 70 anni e'
effettuata con la predetta procedura di cui all'articolo 1,
comma 11, della citata legge n. 335 del 1995. Al fine di
uniformare la periodicita' temporale della procedura di cui
all'articolo 1, comma 11 della citata legge 8 agosto 1995,
n. 335 e successive modificazioni e integrazioni,
all'adeguamento dei requisiti di cui al comma 12-ter
dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, gli
aggiornamenti dei coefficienti di trasformazione in
rendita, successivi a quello decorrente dal 1° gennaio 2019
sono effettuati con periodicita' biennale.
17. Ai fini del riconoscimento della pensione
anticipata, ferma restando la possibilita' di conseguire la
stessa ai sensi dei commi 10 e 11 del presente articolo,
per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e
pesanti, a norma dell' articolo 1 della legge 4 novembre
2010, n. 183, all' articolo 1 del decreto legislativo 21
aprile 2011, n. 67, sono apportate le seguenti
modificazioni:
- al comma 5, le parole "2008-2012" sono sostituite
dalle seguenti: "2008-2011" e alla lettera d) del medesimo
comma 5 le parole "per gli anni 2011 e 2012" sono
sostituite dalle seguenti: "per l'anno 2011";
- al comma 4, la parola "2013" e' sostituita dalla
seguente: "2012" e le parole: "con un'eta' anagrafica
ridotta di tre anni ed una somma di eta' anagrafica e
anzianita' contributiva ridotta di tre unita' rispetto ai
requisiti previsti dalla Tabella B" sono sostituite dalle
seguenti: "con i requisiti previsti dalla Tabella B";
- al comma 6 le parole "dal 1° luglio 2009" e "ai commi
4 e 5" sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: "dal
1° luglio 2009 al 31 dicembre 2011" e "al comma 5";
- dopo il comma 6 e' inserito il seguente comma:
"6-bis. Per i lavoratori che prestano le attivita' di
cui al comma 1, lettera b), numero 1), per un numero di
giorni lavorativi annui inferiori a 78 e che maturano i
requisiti per l'accesso anticipato dal 1° gennaio 2012, il
requisito anagrafico e il valore somma di cui alla Tabella
B di cui all'allegato 1 della legge n. 247 del 2007:
a) sono incrementati rispettivamente di due anni e di
due unita' per coloro che svolgono le predette attivita'
per un numero di giorni lavorativi all'anno da 64 a 71;
b) sono incrementati rispettivamente di un anno e di
una unita' per coloro che svolgono le predette attivita'
lavorative per un numero di giorni lavorativi all'anno da
72 a 77.";
- al comma 7 le parole "comma 6" sono sostituite dalle
seguenti: "commi 6 e 6-bis".
17-bis. Per i lavoratori di cui al comma 17 non si
applicano le disposizioni di cui al comma 5 del presente
articolo e continuano a trovare applicazione, per i
soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento dal
1° gennaio 2012 ai sensi del citato decreto legislativo n.
67 del 2011, come modificato dal comma 17 del presente
articolo, le disposizioni di cui all'articolo 12, comma 2
del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e
successive modificazioni e integrazioni.
18. Allo scopo di assicurare un processo di incremento
dei requisiti minimi di accesso al pensionamento anche ai
regimi pensionistici e alle gestioni pensionistiche per cui
siano previsti, alla data di entrata in vigore del presente
decreto, requisiti diversi da quelli vigenti
nell'assicurazione generale obbligatoria, ivi compresi
quelli relativi ai lavoratori di cui all'articolo 78, comma
23, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e al personale di
cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, di cui
alla legge 27 dicembre 1941, n. 1570, nonche' ai rispettivi
dirigenti, con regolamento da emanare entro il 30 giugno
2012, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23
agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su
proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
sono adottate le relative misure di armonizzazione dei
requisiti di accesso al sistema pensionistico, tenendo
conto delle obiettive peculiarita' ed esigenze dei settori
di attivita' nonche' dei rispettivi ordinamenti. Fermo
restando quanto indicato al comma 3, primo periodo, le
disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche
ai lavoratori iscritti al Fondo speciale istituito presso
l'INPS ai sensi dell'articolo 43 della legge 23 dicembre
1999, n. 488.
19. All'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 2
febbraio 2006, n. 42, e successive modificazioni e
integrazioni, con effetto dal 1° gennaio 2012 le parole ",
di durata non inferiore a tre anni," sono soppresse.
20. Resta fermo che l'attuazione delle disposizioni di
cui all'articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito con modificazioni con legge 6 agosto 2008,
n. 133, e successive modificazioni e integrazioni, con
riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il
pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2012, tiene conto
della rideterminazione dei requisiti di accesso al
pensionamento come disciplinata dal presente articolo. Al
fine di agevolare il processo di riduzione degli assetti
organizzativi delle pubbliche amministrazioni, restano,
inoltre, salvi i provvedimenti di collocamento a riposo per
raggiungimento del limite di eta' gia' adottati, prima
della data di entrata in vigore del presente decreto, nei
confronti dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di
cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, anche se aventi effetto successivamente
al 1° gennaio 2012.
21. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e fino al 31
dicembre 2017 e' istituito un contributo di solidarieta' a
carico degli iscritti e dei pensionati delle gestioni
previdenziali confluite nel Fondo pensioni lavoratori
dipendenti e del Fondo di previdenza per il personale di
volo dipendente da aziende di navigazione aerea, allo scopo
di determinare in modo equo il concorso dei medesimi al
riequilibrio dei predetti fondi. L'ammontare della misura
del contributo e' definita dalla Tabella A di cui
all'Allegato n. 1 del presente decreto-legge ed e'
determinata in rapporto al periodo di iscrizione
antecedente l'armonizzazione conseguente alla legge 8
agosto 1995, n. 335, e alla quota di pensione calcolata in
base ai parametri piu' favorevoli rispetto al regime
dell'assicurazione generale obbligatoria. Sono escluse
dall'assoggettamento al contributo le pensioni di importo
pari o inferiore a 5 volte il trattamento minimo INPS, le
pensioni e gli assegni di invalidita' e le pensioni di
inabilita'. Per le pensioni a carico del Fondo di
previdenza per il personale di volo dipendente da aziende
di navigazione aerea l'imponibile di riferimento e' al
lordo della quota di pensione capitalizzata al momento del
pensionamento. A seguito dell'applicazione del predetto
contributo sui trattamenti pensionistici, il trattamento
pensionistico medesimo, al netto del contributo di
solidarieta' complessivo non puo' essere comunque inferiore
a 5 volte il trattamento minimo.
22. Con effetto dal 1° gennaio 2012 le aliquote
contributive pensionistiche di finanziamento e di computo
delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e
commercianti iscritti alle gestioni autonome dell'INPS sono
incrementate di 1,3 punti percentuali dall'anno 2012 e
successivamente di 0,45 punti percentuali ogni anno fino a
raggiungere il livello del 24 per cento.
23. Con effetto dal 1° gennaio 2012 le aliquote
contributive pensionistiche di finanziamento e di computo
dei lavoratori coltivatori diretti, mezzadri e coloni
iscritti alla relativa gestione autonoma dell'INPS sono
rideterminate come nelle Tabelle B e C di cui all'Allegato
n. 1 del presente decreto.
24. In considerazione dell'esigenza di assicurare
l'equilibrio finanziario delle rispettive gestioni in
conformita' alle disposizioni di cui al decreto legislativo
30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10
febbraio 1996, n. 103, gli enti e le forme gestorie di cui
ai predetti decreti adottano, nell'esercizio della loro
autonomia gestionale, entro e non oltre il 30 settembre
2012, misure volte ad assicurare l'equilibrio tra entrate
contributive e spesa per prestazioni pensionistiche secondo
bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquanta
anni. Le delibere in materia sono sottoposte
all'approvazione dei Ministeri vigilanti secondo le
disposizioni di cui ai predetti decreti; essi si esprimono
in modo definitivo entro trenta giorni dalla ricezione di
tali delibere. Decorso il termine del 30 settembre 2012
senza l'adozione dei previsti provvedimenti, ovvero nel
caso di parere negativo dei Ministeri vigilanti, si
applicano, con decorrenza dal 1° gennaio 2012:
a) le disposizioni di cui al comma 2 del presente
articolo sull'applicazione del pro-rata agli iscritti alle
relative gestioni;
b) un contributo di solidarieta', per gli anni 2012 e
2013, a carico dei pensionati nella misura dell'1 per
cento.
25. In considerazione della contingente situazione
finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti
pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall'
articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
e' riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente
ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a
tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100
per cento. Per le pensioni di importo superiore a tre volte
il trattamento minimo INPS e inferiore a tale limite
incrementato della quota di rivalutazione automatica
spettante ai sensi del presente comma, l'aumento di
rivalutazione e' comunque attribuito fino a concorrenza del
predetto limite maggiorato. Il comma 3 dell' articolo 18
del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e'
abrogato.
26. A decorrere dal 1° gennaio 2012, ai professionisti
iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2,
comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari
di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali
obbligatorie sono estese le tutele di cui all'articolo 1,
comma 788 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
27. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e' istituito un Fondo per il finanziamento di
interventi a favore dell'incremento in termini quantitativi
e qualitativi dell'occupazione giovanile e delle donne. Il
Fondo e' finanziato per l'anno 2012 con 200 milioni di
euro, con 300 milioni di euro annui per ciascuno degli anni
2013 e 2014 e con 240 milioni di euro per l'anno 2015. Con
decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
sono definiti i criteri e le modalita' istitutive del
predetto Fondo.
27-bis. L'autorizzazione di spesa di cui all' articolo
10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre
2004, n. 307, e' ridotta di 500.000 euro per l'anno 2013.
28. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
costituisce, senza oneri aggiuntivi per la finanza
pubblica, una Commissione composta da esperti e da
rappresentanti di enti gestori di previdenza obbligatoria
nonche' di Autorita' di vigilanza operanti nel settore
previdenziale, al fine di valutare, entro il 31 dicembre
2012, nel rispetto degli equilibri programmati di finanza
pubblica e delle compatibilita' finanziarie del sistema
pensionistico nel medio/lungo periodo, possibili ed
ulteriori forme di gradualita' nell'accesso al trattamento
pensionistico determinato secondo il metodo contributivo
rispetto a quelle previste dal presente decreto. Tali forme
devono essere funzionali a scelte di vita individuali,
anche correlate alle dinamiche del mercato del lavoro,
fermo restando il rispetto del principio dell'adeguatezza
della prestazione pensionistica. Analogamente, e sempre nel
rispetto degli equilibri e compatibilita' succitati,
saranno analizzate, entro il 31 dicembre 2012, eventuali
forme di decontribuzione parziale dell'aliquota
contributiva obbligatoria verso schemi previdenziali
integrativi in particolare a favore delle giovani
generazioni, di concerto con gli enti gestori di previdenza
obbligatoria e con le Autorita' di vigilanza operanti nel
settore della previdenza.
29. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
elabora annualmente, unitamente agli enti gestori di forme
di previdenza obbligatoria, un programma coordinato di
iniziative di informazione e di educazione previdenziale. A
cio' concorrono la comunicazione da parte degli enti
gestori di previdenza obbligatoria circa la posizione
previdenziale di ciascun iscritto e le attivita' di
comunicazione e promozione istruite da altre Autorita'
operanti nel settore della previdenza. I programmi dovranno
essere tesi a diffondere la consapevolezza, in particolare
tra le giovani generazioni, della necessita'
dell'accantonamento di risorse a fini previdenziali, in
funzione dell'assolvimento del disposto dell'art. 38 della
Costituzione. A dette iniziative si provvede attraverso le
risorse umane e strumentali previste a legislazione
vigente.
30. Il Governo promuove, entro il 31 dicembre 2011,
l'istituzione di un tavolo di confronto con le parti
sociali al fine di riordinare il sistema degli
ammortizzatori sociali e degli istituti di sostegno al
reddito e della formazione continua.
31. Alla quota delle indennita' di fine rapporto di cui
all'articolo 17, comma 1, lettere a) e c), del testo unico
delle imposte sui redditi (TUIR), approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
erogate in denaro e in natura, di importo complessivamente
eccedente euro 1.000.000 non si applica il regime di
tassazione separata di cui all'articolo 19 del medesimo
TUIR. Tale importo concorre alla formazione del reddito
complessivo. Le disposizioni del presente comma si
applicano in ogni caso a tutti i compensi e indennita' a
qualsiasi titolo erogati agli amministratori delle societa'
di capitali. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio
2000, n. 212, le disposizioni di cui al presente comma si
applicano con riferimento alle indennita' ed ai compensi il
cui diritto alla percezione e' sorto a decorrere dal 1°
gennaio 2011.
31-bis. Al primo periodo del comma 22-bis dell'
articolo 18 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011,
n. 111, dopo le parole: «eccedente 150.000 euro» sono
inserite le seguenti: «e al 15 per cento per la parte
eccedente 200.000 euro».".
Si riporta il testo vigente del comma 2-bis
dell'articolo 3 del citato decreto-legge n. 40 del 2010:
Art. 3. Deflazione del contenzioso e razionalizzazione
della riscossione
(Omissis).
2-bis. Al fine di contenere la durata dei processi
tributari nei termini di durata ragionevole dei processi,
previsti ai sensi della Convenzione europea per la
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta'
fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4 agosto
1955, n. 848, sotto il profilo del mancato rispetto del
termine ragionevole di cui all'articolo 6, paragrafo 1,
della predetta Convenzione, le controversie tributarie
pendenti che originano da ricorsi iscritti a ruolo nel
primo grado, alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, da oltre dieci anni, per
le quali risulti soccombente l'Amministrazione finanziaria
dello Stato nei primi due gradi di giudizio, sono definite
con le seguenti modalita':
a) le controversie tributarie pendenti innanzi alla
Commissione tributaria centrale, con esclusione di quelle
aventi ad oggetto istanze di rimborso, sono automaticamente
definite con decreto assunto dal presidente del collegio o
da altro componente delegato. Il compenso in misura
variabile previsto per i componenti della Commissione
tributaria centrale e' riconosciuto solo nei confronti
dell'estensore del provvedimento di definizione. Il
Consiglio di presidenza della giustizia tributaria
stabilisce i carichi di lavoro minimi per garantire che
l'attivita' delle sezioni di cui all' articolo 1, comma
351, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sia esaurita
entro il 31 dicembre 2012; il mancato rispetto dei predetti
carichi e' motivo di decadenza dall'incarico. Entro il 30
settembre 2010 il predetto Consiglio provvede alle
eventuali applicazioni alle citate sezioni, su domanda da
presentare al medesimo Consiglio entro il 31 luglio 2010,
anche dei presidenti di sezione, dei vice presidenti di
sezione e dei componenti delle commissioni tributarie
provinciali istituite nelle sedi delle sezioni stesse;
b) le controversie tributarie pendenti innanzi alla
Corte di cassazione possono essere estinte con il pagamento
di un importo pari al 5 per cento del valore della
controversia determinato ai sensi dell' articolo 16, comma
3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive
modificazioni, e contestuale rinuncia ad ogni eventuale
pretesa di equa riparazione ai sensi della legge 24 marzo
2001, n. 89. A tal fine, il contribuente puo' presentare
apposita istanza alla competente segreteria o cancelleria
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, con attestazione
del relativo pagamento. I procedimenti di cui alla presente
lettera restano sospesi fino alla scadenza del termine di
cui al secondo periodo e sono definiti con compensazione
integrale delle spese del processo. In ogni caso non si fa
luogo a rimborso. Le maggiori entrate derivanti dal
presente comma, accertate annualmente con decreto del
Ministero dell'economia e delle finanze, affluiscono al
fondo di cui all' articolo 7-quinquies, comma 1, del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, per essere
destinate alle esigenze di finanziamento delle missioni
internazionali di pace. L'avvenuto pagamento estingue il
giudizio a seguito di attestazione degli uffici
dell'amministrazione finanziaria comprovanti la regolarita'
della istanza ed il pagamento integrale di quanto dovuto ai
sensi del presente decreto.
(Omissis).".
Si riporta il testo vigente del comma 49-bis
dell'articolo 31 della legge 23 dicembre 1998, n. 448
(Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo
sviluppo):

"Art. 31. Norme particolari per gli enti locali
(Omissis).
49-bis. I vincoli relativi alla determinazione del
prezzo massimo di cessione delle singole unita' abitative e
loro pertinenze nonche' del canone massimo di locazione
delle stesse, contenuti nelle convenzioni di cui all'
articolo 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e
successive modificazioni, per la cessione del diritto di
proprieta', stipulate precedentemente alla data di entrata
in vigore della legge 17 febbraio 1992, n. 179, ovvero per
la cessione del diritto di superficie, possono essere
rimossi, dopo che siano trascorsi almeno cinque anni dalla
data del primo trasferimento, con convenzione in forma
pubblica stipulata a richiesta del singolo proprietario e
soggetta a trascrizione per un corrispettivo proporzionale
alla corrispondente quota millesimale, determinato, anche
per le unita' in diritto di superficie, in misura pari ad
una percentuale del corrispettivo risultante
dall'applicazione del comma 48 del presente articolo. La
percentuale di cui al presente comma e' stabilita, anche
con l'applicazione di eventuali riduzioni in relazione alla
durata residua del vincolo, con decreto di natura non
regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze,
previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi
dell' articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281.
(Omissis).".
Il testo dell'articolo 2 del citato decreto legislativo
n.216 del 2010, come modificato dalla presente legge, e'
riportato nelle note al comma 1 del presente articolo.
La direttiva 2009/138/CE del Parlamento Europeo e del
Consiglio del 25 novembre 2009 (Direttiva del Parlamento
Europeo e del Consiglio in materia di accesso ed esercizio
delle attivita' di assicurazione e di riassicurazione
-solvibilita' II-rifusione- -Testo rilevante ai fini del
SEE), e' pubblicata nella G.U.U.E. 17 dicembre 2009, n. L
335.
Si riporta il testo dell'articolo 15 del decreto-legge
29 novembre 2008, n. 185 convertito con modificazioni dalla
legge 28 gennaio 2009, n. 2 (Misure urgenti per il sostegno
a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare
in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale),
come modificato dalla presente legge:
"Art. 15. Riallineamento e rivalutazione volontari di
valori contabili 1. Le modifiche introdotte dall'articolo
1, commi 58, 59, 60 e 62, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, al regime impositivo ai fini dell'IRES dei soggetti
che redigono il bilancio in base ai principi contabili
internazionali di cui al regolamento (CE) n. 1606/2002 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002,
esplicano efficacia, salvo quanto stabilito dal comma 61,
secondo periodo, del medesimo articolo 1, con riguardo ai
componenti reddituali e patrimoniali rilevati in bilancio a
decorrere dall'esercizio successivo a quello in corso al 31
dicembre 2007. Tuttavia, continuano ad essere assoggettati
alla disciplina fiscale previgente gli effetti reddituali e
patrimoniali sul bilancio di tale esercizio e di quelli
successivi delle operazioni pregresse che risultino
diversamente qualificate, classificate, valutate e imputate
temporalmente ai fini fiscali rispetto alle qualificazioni,
classificazioni, valutazioni e imputazioni temporali
risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31
dicembre 2007. Le disposizioni dei periodi precedenti
valgono anche ai fini della determinazione della base
imponibile dell'IRAP, come modificata dall'articolo 1,
comma 50, della citata legge n. 244 del 2007.
2. I contribuenti possono riallineare, ai fini
dell'IRES, dell'IRAP e di eventuali addizionali, secondo le
disposizioni dei successivi commi, le divergenze di cui al
comma 1, esistenti all'inizio del secondo periodo d'imposta
successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, con
effetto a partire da tale inizio.
3. Il riallineamento puo' essere richiesto
distintamente per le divergenze che derivano:
a) dall'adozione degli IAS/IFRS e che non si sarebbero
manifestate se le modifiche apportate agli articoli 83 e
seguenti del testo unico delle imposte sui redditi, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, dall'articolo 1, commi 58, della legge n. 244
del 2007 avessero trovato applicazione sin dal bilancio del
primo esercizio di adozione dei principi contabili
internazionali. Sono esclusi i disallineamenti emersi in
sede di prima applicazione dei principi contabili
internazionali dalla valutazione dei beni fungibili e
dall'eliminazione di ammortamenti, di rettifiche di valore
e di fondi di accantonamento, per effetto dei commi 2, 5 e
6 dell'articolo 13 del decreto legislativo 28 febbraio
2005, n. 38, nonche' quelli che sono derivati dalle
deduzioni extracontabili operate per effetto della
soppressa disposizione della lettera b) dell'articolo 109,
comma 4, del citato testo unico e quelli che si sarebbero,
comunque, determinati anche a seguito dell'applicazione
delle disposizioni dello stesso testo unico, cosi' come
modificate dall'articolo 1, commi 58, della legge n. 244
del 2007;
b) dalla valutazione dei beni fungibili e
dall'eliminazione di ammortamenti, di rettifiche di valore
e di fondi di accantonamento, per effetto dei commi 2, 5 e
6 dell'articolo 13 del decreto legislativo 28 febbraio
2005, n. 38 .
4. Il riallineamento delle divergenze di cui al comma
3, lettera a), puo' essere attuato sulla totalita' delle
differenze positive e negative e, a tal fine, l'opzione e'
esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa
all'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre
2007. In tal caso, la somma algebrica delle differenze
stesse, se positiva, va assoggettata a tassazione con
aliquota ordinaria, ed eventuali maggiorazioni,
rispettivamente, dell'IRES e dell'IRAP, separatamente
dall'imponibile complessivo. L'imposta e' versata in unica
soluzione entro il termine di versamento a saldo delle
imposte relative all'esercizio successivo a quello in corso
al 31 dicembre 2007. Se il saldo e' negativo, la relativa
deduzione concorre, per quote costanti, alla formazione
dell'imponibile del secondo esercizio successivo a quello
in corso al 31 dicembre 2007 e dei 4 successivi.
5. Il riallineamento delle divergenze di cui al comma
3, lettera a), puo' essere attuato, tramite opzione
esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa
all'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre
2007, anche con riguardo a singole fattispecie. Per singole
fattispecie si intendono i componenti reddituali e
patrimoniali delle operazioni aventi la medesima natura ai
fini delle qualificazioni di bilancio e dei relativi
rapporti di copertura. Ciascun saldo oggetto di
riallineamento e' assoggettato ad imposta sostitutiva
dell'IRES, dell'IRAP e di eventuali addizionali, con
aliquota del 16 per cento del relativo importo. Il saldo
negativo non e' comunque deducibile. L'imposta sostitutiva
e' versata in unica soluzione entro il termine di
versamento a saldo delle imposte relative all'esercizio
successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007.
6. Se nell'esercizio successivo a quello in corso al 31
dicembre 2007 sono intervenute aggregazioni aziendali
disciplinate dagli articoli 172, 173 e 176 del citato testo
unico, come modificati dalla legge n. 244 del 2007, tra
soggetti che redigono il bilancio in base ai principi
contabili internazionali, il soggetto beneficiario di tali
operazioni puo' applicare le disposizioni dei commi 4 o 5,
in modo autonomo con riferimento ai disallineamenti
riferibili a ciascuno dei soggetti interessati
all'aggregazione.
7. Il riallineamento delle divergenze di cui al comma
3, lettera b), puo' essere attuato tramite opzione
esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa
all'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre
2007. In tal caso si applicano le disposizioni
dell'articolo 1, comma 48, della legge n. 244 del 2007.
L'imposta sostitutiva e' versata in unica soluzione entro
il termine di versamento a saldo delle imposte relative
all'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre
2007. Limitatamente al riallineamento delle divergenze
derivanti dall'applicazione dell'articolo 13, comma 2, del
decreto legislativo n. 38 del 2005, si applicano le
disposizioni dell'articolo 81, commi 21, 23 e 24, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
7-bis. Per l'applicazione delle disposizioni dei commi
da 1 a 7 si assumono i disallineamenti rilevanti ai fini
dell'IRES.
8. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano,
in quanto compatibili, anche in caso di:
a) variazioni che intervengono nei principi contabili
IAS/IFRS adottati, rispetto ai valori e alle qualificazioni
che avevano in precedenza assunto rilevanza fiscale;
b) variazioni registrate in sede di prima applicazione
dei principi contabili effettuata successivamente al
periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2007.
8-bis. Con decreto di natura non regolamentare del
Ministro dell'economia e delle finanze sono adottate le
disposizioni per l'attuazione del comma 8.
9. Si applicano le norme in materia di liquidazione,
accertamento, riscossione, contenzioso e sanzioni previste
ai fini delle imposte sui redditi.
10. In deroga alle disposizioni del comma 2-ter
introdotto nell'articolo 176 del testo unico delle imposte
sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dall'articolo 1, comma
46, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e del relativo
decreto di attuazione, i contribuenti possono assoggettare,
in tutto o in parte, i maggiori valori attribuiti in
bilancio all'avviamento, ai marchi d'impresa e alle altre
attivita' immateriali all'imposta sostitutiva di cui al
medesimo comma 2-ter, con l'aliquota del 16 per cento,
versando in unica soluzione l'importo dovuto entro il
termine di versamento a saldo delle imposte relative
all'esercizio nel corso del quale e' stata posta in essere
l'operazione. I maggiori valori assoggettati ad imposta
sostitutiva si considerano riconosciuti fiscalmente a
partire dall'inizio del periodo d'imposta nel corso del
quale e' versata l'imposta sostitutiva. La deduzione di cui
all'articolo 103 del citato testo unico e agli articoli 5,
6 e 7 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, del
maggior valore dell'avviamento e dei marchi d'impresa puo'
essere effettuata in misura non superiore ad un decimo, a
prescindere dall'imputazione al conto economico a decorrere
dal periodo di imposta successivo a quello nel corso del
quale e' versata l'imposta sostitutiva. A partire dal
medesimo periodo di imposta sono deducibili le quote di
ammortamento del maggior valore delle altre attivita'
immateriali nel limite della quota imputata a conto
economico.
10-bis. Le previsioni del comma 10 sono applicabili
anche ai maggiori valori delle partecipazioni di controllo,
iscritti in bilancio a seguito dell'operazione a titolo di
avviamento, marchi d'impresa e altre attivita' immateriali.
Per partecipazioni di controllo si intendono quelle incluse
nel consolidamento ai sensi del capo III del decreto
legislativo 9 aprile 1991, n. 127. Per le imprese tenute ad
applicare i principi contabili internazionali di cui al
regolamento n 1606/2002 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 19 luglio 2002, per partecipazioni di
controllo si intendono quelle incluse nel consolidamento ai
sensi delle relative previsioni. L'importo assoggettato ad
imposta sostitutiva non rileva ai fini del valore fiscale
della partecipazione stessa.
10-ter. Le previsioni del comma 10 sono applicabili
anche ai maggiori valori - attribuiti ad avviamenti, marchi
di impresa e altre attivita' immateriali nel bilancio
consolidato - delle partecipazioni di controllo acquisite
nell'ambito di operazioni di cessione di azienda ovvero di
partecipazioni.
11. Le disposizioni del comma 10 sono applicabili anche
per riallineare i valori fiscali ai maggiori valori
attribuiti in bilancio ad attivita' diverse da quelle
indicate nell'articolo 176, comma 2-ter, del testo unico
delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. In
questo caso tali maggiori valori sono assoggettati a
tassazione con aliquota ordinaria, ed eventuali
maggiorazioni, rispettivamente, dell'IRPEF, dell'IRES e
dell'IRAP, separatamente dall'imponibile complessivo,
versando in unica soluzione l'importo dovuto. Se i maggiori
valori sono relativi ai crediti si applica l'imposta
sostitutiva di cui al comma 10 nella misura del 20 per
cento. L'opzione puo' essere esercitata anche con riguardo
a singole fattispecie, come definite dal comma 5.
12. Le disposizioni dei commi 10 e 11 si applicano alle
operazioni effettuate a partire dal periodo d'imposta
successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, nonche' a
quelle effettuate entro il periodo d'imposta in corso al 31
dicembre 2007. Qualora alla data di entrata in vigore del
presente decreto, per tali operazioni sia stata gia'
esercitata l'opzione prevista dall'articolo 1, comma 47,
della legge n. 244 del 2007, il contribuente procede a
riliquidare l'imposta sostitutiva dovuta versando la
differenza entro il termine di versamento a saldo delle
imposte relative al periodo d'imposta successivo a quello
in corso al 31 dicembre 2007.
12-bis. L'opzione di cui all'articolo 1, comma 48,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si considera
validamente esercitata anche per riallineare i valori
fiscali ai maggiori valori contabili emersi per effetto
dell'articolo 13, commi 2, 5 e 6, del decreto legislativo
28 febbraio 2005, n. 38, se identificati nel quadro EC
della dichiarazione dei redditi.
13. Considerata l'eccezionale situazione di turbolenza
nei mercati finanziari, i soggetti che non adottano i
principi contabili internazionali, diversi dalle imprese di
cui all'articolo 91, comma 2, del codice delle
assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, nell'esercizio in corso alla data
di entrata in vigore del presente decreto, possono valutare
i titoli non destinati a permanere durevolmente nel loro
patrimonio in base al loro valore di iscrizione cosi' come
risultante dall'ultimo bilancio o, ove disponibile,
dall'ultima relazione semestrale regolarmente approvati
anziche' al valore di realizzazione desumibile
dall'andamento del mercato, fatta eccezione per le perdite
di carattere durevole. Tale misura, in relazione
all'evoluzione della situazione di turbolenza dei mercati
finanziari, puo' essere reiterata con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze.
14. Abrogato a far data dall'esercizio 2012.
15. Abrogato a far data dall'esercizio 2012.
15-bis. Abrogato a far data dall'esercizio 2012.
15-ter. Abrogato a far data dall'esercizio 2012.
15-quater. Considerata l'eccezionale e prolungata
situazione di turbolenza nei mercati finanziari, le imprese
di cui all'articolo 91, comma 2, del codice delle
assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, a partire dall'esercizio 2012 e
fino all'entrata in vigore delle disposizioni di attuazione
della direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 25 novembre 2009, in materia di accesso ed
esercizio delle attivita' di assicurazione e
riassicurazione, possono valutare i titoli di debito emessi
o garantiti da Stati dell'Unione europea non destinati a
permanere durevolmente nel proprio patrimonio in base al
valore di iscrizione cosi' come risultante dall'ultimo
bilancio o, ove disponibile, dall'ultima relazione
semestrale regolarmente approvati anziche' al valore
desumibile dall'andamento del mercato, fatta eccezione per
le perdite di carattere durevole. Le imprese applicano le
disposizioni di cui al presente comma previa verifica della
coerenza con la struttura degli impegni finanziari connessi
al proprio portafoglio assicurativo.
15-quinquies. Le imprese di cui all'articolo 91, comma
2, del codice delle assicurazioni private, di cui al
decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, che si
avvalgono della facolta' di cui al comma 15-quater,
destinano a una riserva indisponibile utili di ammontare
corrispondente alla differenza tra i valori registrati in
applicazione delle disposizioni di cui al comma 15-quater,
e i valori di mercato alla data di chiusura dell'esercizio,
al netto del relativo onere fiscale. In caso di utili di
importo inferiore a quello della citata differenza, la
riserva e' integrata utilizzando riserve di utili
disponibili o, in mancanza, mediante utili di esercizi
successivi.
15-sexies. Ferme restando le disposizioni di cui ai
commi 15- quater e 15-quinquies, le imprese di cui
all'articolo 210, commi 1 e 2, del codice delle
assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, ai fini della verifica della
solvibilita' corretta di cui al capo IV del titolo XV del
medesimo codice, a partire dall'esercizio 2012 e fino
all'entrata in vigore delle disposizioni di attuazione
della citata direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 25 novembre 2009, possono tener conto
del valore di iscrizione nel bilancio individuale delle
imprese di assicurazione italiane dei titoli di debito
emessi o garantiti da Stati dell'Unione europea destinati a
permanere durevolmente nel proprio patrimonio. Gli effetti
derivanti dall'applicazione del presente comma non sono
duplicabili con altri benefici che direttamente o
indirettamente incidono sul calcolo della solvibilita'
corretta.
15-septies. Le imprese di cui all'articolo 210, commi 1
e 2, del codice delle assicurazioni private, di cui al
decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, assicurano la
permanenza nel gruppo di risorse finanziarie corrispondenti
alla differenza di valutazione conseguente all'applicazione
del comma 15-sexies.
15-octies. L'ISVAP disciplina con regolamento modalita'
e condizioni di attuazione delle disposizioni di cui ai
commi 15-quater, 15-quinquies, 15-sexies e 15-septies.
Fermi restando gli effetti conseguenti all'esercizio delle
opzioni di cui ai commi 15-quater e 15-sexies, l'ISVAP, ove
ravvisi un possibile pregiudizio per la solvibilita'
dell'impresa che si avvale delle citate opzioni avuto
riguardo alle caratteristiche specifiche degli impegni del
portafoglio assicurativo dell'impresa stessa oppure alla
struttura dei flussi di cassa attesi, puo' comunque
attivare gli strumenti di vigilanza di cui ai titoli XIV,
XV e XVI del citato codice di cui al decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, nonche' emanare, a fini di
stabilita', disposizioni di carattere particolare aventi ad
oggetto il governo societario, i requisiti generali di
organizzazione, i sistemi di remunerazione e, ove la
situazione lo richieda, adottare provvedimenti restrittivi
o limitativi concernenti la distribuzione degli utili o di
altri elementi del patrimonio.
16. I soggetti indicati nell'articolo 73, comma 1,
lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, nonche' le societa' in nome
collettivo, in accomandita semplice ed equiparate, che non
adottano i principi contabili internazionali nella
redazione del bilancio, possono, anche in deroga
all'articolo 2426 del codice civile e ad ogni altra
disposizione di legge vigente in materia, rivalutare i beni
immobili, ad esclusione delle aree fabbricabili e degli
immobili alla cui produzione o al cui scambio e' diretta
l'attivita' di impresa, risultanti dal bilancio in corso al
31 dicembre 2007.
17. La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio
o rendiconto dell'esercizio successivo a quello in corso al
31 dicembre 2007, per il quale il termine di approvazione
scade successivamente alla data di entrata in vigore del
presente decreto, deve riguardare tutti i beni appartenenti
alla stessa categoria omogenea e deve essere annotata nel
relativo inventario e nella nota integrativa. A tal fine si
intendono compresi in due distinte categorie gli immobili
ammortizzabili e quelli non ammortizzabili.
18. Il saldo attivo risultante dalle rivalutazioni
eseguite deve essere imputato al capitale o accantonato in
una speciale riserva designata con riferimento al presente
decreto, con esclusione di ogni diversa utilizzazione, che
ai fini fiscali costituisce riserva in sospensione di
imposta.
19. Il saldo attivo della rivalutazione puo' essere
affrancato con l'applicazione in capo alla societa' di una
imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone
fisiche, dell'imposta sul reddito delle societa',
dell'imposta regionale sulle attivita' produttive e di
eventuali addizionali nella misura del 10 per cento da
versare con le modalita' indicate al comma 23.
20. Il maggior valore attribuito ai beni in sede di
rivalutazione puo' essere riconosciuto ai fini delle
imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle
attivita' produttive a decorrere dal quinto esercizio
successivo a quello con riferimento al quale la
rivalutazione e' stata eseguita, con il versamento di
un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle
persone fisiche, dell'imposta sul reddito delle societa',
dell'imposta regionale sulle attivita' produttive e di
eventuali addizionali con la misura del 3 per cento per gli
immobili ammortizzabili e dell'1,5 per cento relativamente
agli immobili non ammortizzabili, da computare in
diminuzione del saldo attivo della rivalutazione.
21. Nel caso di cessione a titolo oneroso, di
assegnazione ai soci, di destinazione a finalita' estranee
all'esercizio dell'impresa ovvero al consumo personale o
familiare dell'imprenditore dei beni rivalutati in data
anteriore a quella di inizio del sesto esercizio successivo
a quello nel cui bilancio la rivalutazione e' stata
eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o
minusvalenze si ha riguardo al costo del bene prima della
rivalutazione.
22. Le imposte sostitutive di cui ai commi 19 e 20
devono essere versate, a scelta, in un'unica soluzione
entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui
redditi dovute per il periodo di imposta con riferimento al
quale la rivalutazione e' eseguita, ovvero in tre rate di
cui la prima con la medesima scadenza di cui sopra e le
altre con scadenza entro il termine rispettivamente
previsto per il versamento a saldo delle imposte sui
redditi relative ai periodi d'imposta successivi. In caso
di versamento rateale sulle rate successive alla prima sono
dovuti gli interessi legali con la misura del 3 per cento
annuo da versarsi contestualmente al versamento di ciascuna
rata. Gli importi da versare possono essere compensati ai
sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
23. Si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni degli articoli 11, 13 e 15 della legge 21
novembre 2000, n. 342, quelle del decreto del Ministro
delle finanze 13 aprile 2001, n. 162 e del decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze 19 aprile 2002, n.
86.

((Art. 29 bis


Liquidazione dell'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la
trasformazione fondiaria in Puglia e in Lucania

1. All'articolo 21, comma 11, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.
214, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: «180 giorni dall'entrata in
vigore del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «il 30
settembre 2012»;
b) dopo il primo periodo e' inserito il seguente: «Fino al
decorso del termine di cui al primo periodo sono sospese le procedure
esecutive e le azioni giudiziarie nei confronti dell'EIPLI»;
c) al terzo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«, che mantiene i poteri necessari ad assicurare il regolare
esercizio delle funzioni dell'Ente, anche nei confronti dei terzi».))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo del comma 11 dell'articolo 21, del
citato decreto-legge n. 201 del 2011, come modificato dalla
presente legge:
"Art. 21. Soppressione enti e organismi
(Omissis).
11. Le funzioni del soppresso Ente con le relative
risorse umane e strumentali, nonche' tutti i rapporti
attivi e passivi, sono trasferiti, il 30 settembre 2012al
soggetto costituito o individuato dalle Regioni
interessate, assicurando adeguata rappresentanza delle
competenti amministrazioni dello Stato. Fino al decorso del
termine di cui al primo periodo sono sospese le procedure
esecutive e le azioni giudiziarie nei confronti dell'EIPLI.
La tutela occupazionale e' garantita con riferimento al
personale titolare di rapporto di lavoro a tempo
indeterminato con l'ente soppresso, che mantiene i poteri
necessari ad assicurare il regolare esercizio delle
funzioni dell'Ente, anche nei confronti dei terzi. A far
data dalla soppressione di cui al comma 10 e fino
all'adozione delle misure di cui al presente comma, la
gestione liquidatoria dell'Ente e' assicurata dall'attuale
gestione commissariale.
(Omissis)".

((Art. 29 ter


Proroga del Commissario straordinario per l'assegnazione delle quote
latte ai sensi del decreto-legge n. 5 del 2009, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 33 del 2009

1. Il termine di cui all'articolo 8-quinquies, comma 6, del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, gia' prorogato ai sensi
dell'articolo 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n.
225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n.
10, e' prorogato al 31 dicembre 2012.))


Riferimenti normativi
Si riporta il testo vigente dell'articolo 8-quinquies,
del citato decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5:
"Art. 8-quinquies. Disposizioni integrative per la
rateizzazione in materia di debiti relativi alle quote
latte
1. L'AGEA, entro quarantacinque giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, intima a ciascun debitore il versamento delle
somme che risultino esigibili. Sono da considerare
esigibili anche le imputazioni di prelievo non sospese in
sede giurisdizionale.
2. Il produttore interessato puo' presentare all'AGEA,
entro sessanta giorni dal ricevimento dell'intimazione di
cui al comma 1, la richiesta di rateizzazione; a decorrere
dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino
alla scadenza del suddetto termine sono sospese le
procedure di recupero per compensazione, di iscrizione a
ruolo, nonche' le procedure di recupero forzoso e sono
interrotti i termini di impugnazione. L'AGEA provvede alla
tempestiva comunicazione a Equitalia Spa per gli
adempimenti di competenza.
3. In caso di accettazione della domanda di
rateizzazione di cui all'articolo 8-quater da parte del
Commissario straordinario, i produttori devono esprimere la
rinuncia espressa ad ogni azione giudiziaria eventualmente
pendente dinanzi agli organi giurisdizionali amministrativi
e ordinari.
4. Le sospensioni e le interruzioni di cui al comma 2
proseguono per i produttori che presentano la richiesta di
rateizzazione fino alla scadenza del termine di cui al
comma 6.
5. Per le somme che divengono successivamente esigibili
sempreche' riferite ai periodi precedenti al 2009-2010,
l'AGEA procede ai sensi del comma 1; entro i sessanta
giorni successivi alla ricezione dell'intimazione gli
interessati possono chiederne la rateizzazione.
6. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, e' nominato fino al 31 dicembre
2010 un Commissario straordinario, scelto tra i dirigenti
del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali e degli enti vigilati dallo stesso Ministero e
delle relative societa' controllate, il quale, avvalendosi
degli uffici competenti di AGEA, assegna le quote di cui
all'articolo 8-bis, comma 2, e definisce le modalita' di
applicazione dell'articolo 8-quater e del presente
articolo. Sulle richieste di rateizzazione il Commissario
provvede entro tre mesi dalla presentazione delle richieste
di rateizzazione in merito al loro accoglimento e entro
trenta giorni dalla ricezione della comunicazione della
decisione il debitore comunica l'accettazione della
rateizzazione. Con il decreto di nomina e' stabilito il
compenso del Commissario straordinario a valere sugli
stanziamenti recati annualmente dalla legge finanziaria per
le finalita' di cui al decreto legislativo 27 maggio 1999,
n. 165 .
7. Le quote assegnate ai sensi dell' articolo 10-bis
del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con
modificazioni, dallalegge 30 maggio 2003, n. 119, sono
revocate con decorrenza dal periodo in corso al momento
della comunicazione agli interessati del relativo
provvedimento nei seguenti casi:
a) mancato pagamento del prelievo latte;
b) omessa presentazione della richiesta di
rateizzazione nel termine di cui al comma 2;
c) rigetto della richiesta di rateizzazione di cui al
comma 2;
d) rinuncia o mancata accettazione da parte del
richiedente, entro il termine di trenta giorni dalla
ricezione della comunicazione delle determinazioni del
Commissario straordinario di cui al comma 6.
8. Per i produttori che hanno richiesto la
rateizzazione, le provvidenze e gli aiuti agricoli
comunitari, connessi e cofinanziati, nonche' le provvidenze
e gli aiuti agricoli nazionali erogati dagli organismi
pagatori sono recuperati per compensazione fino alla
concorrenza dell'importo della prima rata.
9. La mancata effettuazione del versamento, anche per
una sola rata, determinata ai sensi del comma 6, comporta
la decadenza dal beneficio della rateizzazione e dalle
quote di cui l'interessato sia titolare assegnate ai sensi
dell'articolo 8-bis, comma 2.
10. Nei casi di mancata tempestiva presentazione della
richiesta di rateizzazione e in quelli di decadenza dal
beneficio della dilazione, nonche' in caso di interruzione
del pagamento anche di una sola rata, l'AGEA provvede alla
riscossione coattiva ai sensi del testo unico delle
disposizioni di legge relative alla riscossione delle
entrate patrimoniali dello Stato, di cui alregio decreto 14
aprile 1910, n. 639.".
Si riporta il testo vigente dei commi 1 e 2
dell'articolo 1, del citato decreto-legge 29 dicembre 2010,
n. 225:
"Art. 1. Proroghe non onerose di termini in scadenza
1. E' fissato al 31 marzo 2011 il termine di scadenza
dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1
allegata con scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011.
2. Con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio
dei Ministri, da adottare di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, puo' essere disposta
l'ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2011 del termine
del 31 marzo 2011 di cui al comma 1 ovvero la proroga fino
al 31 dicembre 2011 degli ulteriori termini e regimi
giuridici indicati nella tabella 1 allegata.
(Omissis).".

((Art. 29 quater


Dirigenti AGEA

1. L'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), nelle more
dell'espletamento delle nuove procedure concorsuali di cui al decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 30 novembre 2010,
pubblicato nella Gazzetta Ufficialen. 30 del 7 febbraio 2011, per
l'assunzione di dirigenti, e' autorizzata a prorogare, per il tempo
necessario, e comunque non oltre il 31 dicembre 2012, gli incarichi
dirigenziali conferiti ai sensi dell'articolo 6, comma 5, del decreto
legislativo 27 maggio 1999, n. 165, e successive modificazioni, in
scadenza il 31 dicembre 2011, nel limite massimo di tre unita'.
All'onere, pari ad euro 530.000, provvede l'AGEA con risorse proprie.
Alla compensazione degli effetti finanziari sui saldi di finanza
pubblica conseguenti all'attuazione del presente comma, pari a
300.000 euro per l'anno 2012, si provvede mediante corrispondente
utilizzo del Fondo di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge
7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 2008, n. 189.))


Riferimenti normativi
Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30
novembre 2010, reca "Autorizzazione ad avviare procedure di
reclutamento a tempo indeterminato, ai sensi dell'articolo
35, comma 4, del decreto legislativo n. 165/2001, in favore
di varie Amministrazioni".
Si riporta il testo vigente dell'articolo 6, del
decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, e successive
modificazioni, recante "Soppressione dell'AIMA e
istituzione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura
(AGEA), a norma dell'articolo 11 della L. 15 marzo 1997, n.
59.":
"Art. 6. Personale
1. Per consentire la continuita' nel funzionamento
dell'organismo pagatore, a decorrere dal 16 ottobre 2000,
il personale appartenente ai ruoli dell'AIMA in servizio
alla predetta data e' inquadrato nei ruoli dell'Agenzia,
secondo la tabella di corrispondenza allegata al
regolamento del personale di cui all'articolo 10, comma 3;
e' fatta salva la facolta' del personale stesso, da
esercitarsi entro quindici giorni dalla pubblicazione della
predetta tabella, di essere trasferito a domanda presso
altre amministrazioni, con le procedure di cui all'articolo
33 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni ed integrazioni.
2. L'Agenzia inquadra nel ruolo dei dirigenti
dell'AGEA, con decorrenza 16 ottobre 2000, i dirigenti del
ruolo unico delle Amministrazioni dello Stato in servizio
presso l'AIMA alla data di entrata in vigore del
regolamento di cui all'articolo 10, comma 3, nei limiti
derivanti dalle esigenze organizzativo-funzionali previsti
dal regolamento del personale di cui all'articolo 10, comma
3.
3. Il rapporto di lavoro del personale dipendente
dall'Agenzia e' disciplinato ai sensi del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni ed integrazioni. L'istituzione di fondi di
previdenza e' disciplinata dal decreto legislativo 21
aprile 1993, n. 124, e successive modificazioni ed
integrazioni.
4. Il personale dell'Agenzia, non piu' necessario al
funzionamento dell'organismo pagatore a seguito del
riconoscimento degli organismi pagatori di cui all'articolo
3, comma 3, e' trasferito dai ruoli dell'Agenzia alle
regioni con le relative risorse finanziarie, ai sensi
dell'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 4 giugno
1997, n. 143, con le procedure di cui all'articolo 7, commi
1 e 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59. E' fatta salva
comunque l'applicazione degli articoli 33 e 35 del citato
decreto legislativo n. 29 del 1993, e successive
modificazioni ed integrazioni.
5. In sede di prima applicazione del presente decreto,
e comunque entro i primi tre anni dal termine di cui
all'articolo 2, comma 4-bis, l'Agenzia puo' conferire
incarichi dirigenziali, ai sensi dell'articolo 19, comma 6,
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni ed integrazioni, con contratti a
tempo determinato rinnovabili per una sola volta, a persone
di particolare e documentata qualificazione professionale,
in numero non superiore a dieci unita'.
6. Ai dipendenti dell'Agenzia si applica il regime
pensionistico e quello relativo all'indennita' di
buonuscita previsto per il personale degli enti pubblici
non economici. Il pagamento delle pensioni in atto, alle
quali provvede direttamente l'AIMA, e' effettuato a partire
dalla data 1° gennaio 2000 dall'INPDAP, al quale sono
trasferite le partite di pensioni esistenti al 31 dicembre
1999. I predetti dipendenti possono comunque esercitare la
facolta' di opzione per il mantenimento della posizione
assicurativa gia' costituita presso gli enti di
provenienza, nonche' degli eventuali fondi integrativi di
previdenza esistenti. L'opzione deve essere esercitata
entro sei mesi dalla data di inquadramento nei ruoli
dell'Agenzia.".
Il testo dell'articolo 6 del citato decreto-legge 7
ottobre 2008, n. 154, e' riportato nelle note all'articolo
20.

Art. 30

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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