Comune di Jesi Rete civica Aesinet

Gazzetta Ufficiale N. 213 del 11 Settembre 2013

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 2 settembre 2013
Monitoraggio semestrale del patto di stabilita' interno per l'anno 2013 per le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti. (13A07439)

(GU n.213 del 11-9-2013)

IL RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO

Visto il comma 19 dell'art. 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183
che, per il monitoraggio degli adempimenti relativi al patto di
stabilita' interno e per l'acquisizione di elementi informativi utili
per la finanza pubblica anche relativamente alla loro situazione
debitoria, dispone che le province e i comuni con popolazione
superiore a 1.000 abitanti trasmettono semestralmente al Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
Generale dello Stato, entro trenta giorni dalla fine del periodo di
riferimento, utilizzando l'applicazione appositamente prevista per il
patto di stabilita' interno nel sito
http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/, le informazioni
riguardanti le risultanze in termini di competenza mista, attraverso
un prospetto e con le modalita' definiti con decreto del predetto
Ministero, sentita la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali;
Visti i commi da 2 a 4 e il comma 6 dell'art. 31 della citata legge
n. 183 del 2011 che definiscono le modalita' di calcolo
dell'obiettivo di saldo finanziario, espresso in termini di
competenza mista, attribuito a ciascun ente locale assoggettato alla
disciplina del patto di stabilita' interno;
Visto il primo periodo del comma 3 dell'articolo 20 del decreto
legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito, con modificazioni, dalla legge
15 luglio 2011, n. 111, che dispone che gli enti locali collocati
nella classe virtuosa, in esito a quanto previsto dal comma 2 del
medesimo art. 20, fermo restando l'obiettivo del comparto, conseguono
un saldo obiettivo pari a zero;
Visto il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze n.
41930 del 14 maggio 2013 con cui e' stato definito il prospetto
dimostrativo dell'obiettivo determinato per ciascun ente locale ai
sensi dei commi da 2 a 6 dell'art. 31 della citata legge n. 183 del
2011 e del comma 3 dell'articolo 20 del decreto legge n. 98 del 2011;
Visto il comma 7 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
esclude dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del
rispetto del patto di stabilita' interno, gli accertamenti, per la
parte corrente, e le riscossioni, per la parte in conto capitale,
delle risorse provenienti dallo Stato per l'attuazione delle
ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito
di dichiarazione dello stato di emergenza, nonche' gli impegni di
spesa di parte corrente ed i pagamenti in conto capitale connessi
alle predette risorse provenienti dallo Stato. L'esclusione delle
spese opera anche se esse sono effettuate in piu' anni, purche' nei
limiti complessivi delle medesime risorse e purche' relative ad
entrate registrate successivamente al 2008;
Visto il comma 9 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011, che, ai
fini del patto di stabilita' interno, ha equiparato gli interventi
realizzati direttamente dagli enti locali in relazione allo
svolgimento delle iniziative per le quali e' intervenuta la
dichiarazione di grande evento di cui all'art. 5-bis, comma 5, del
decreto legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, agli interventi
di cui al citato comma 7 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011;
Visto il comma 1 dell'art. 40-bis del decreto legge 24 gennaio
2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,
n. 27, che ha abrogato il comma 5 dell'art. 5-bis del decreto legge
n. 343 del 2001;
Visto il comma 10 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
esclude dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del
rispetto del patto di stabilita' interno di cui al comma 3 del
medesimo art. 31, le risorse provenienti direttamente o
indirettamente dall'Unione Europea, nonche' le connesse spese di
parte corrente ed in conto capitale sostenute dalle province e dai
comuni, ad eccezione delle spese connesse ai cofinanziamenti
nazionali. L'esclusione delle spese opera anche se esse sono
effettuate in piu' anni, purche' nei limiti complessivi delle
medesime risorse e purche' relative ad entrate registrate
successivamente al 2008;
Visto il comma 11 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011 che, nel
caso in cui l'Unione Europea riconosca importi inferiori a quelli
considerati ai fini dell'applicazione di quanto stabilito dal citato
comma 10, prevede che l'importo corrispondente alle spese non
riconosciute e' incluso tra le spese del patto di stabilita' interno
relativo all'anno in cui e' comunicato il mancato riconoscimento,
ovvero all'anno successivo qualora la comunicazione sia effettuata
nell'ultimo quadrimestre;
Visto il comma 12 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
prevede che gli enti locali individuati dal Piano generale di
censimento di cui al comma 2 dell'art. 50 del decreto legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122, come affidatari di fasi delle rilevazioni censuarie e
gli enti locali individuati dal Piano generale del 6° censimento
dell'agricoltura di cui al numero ISTAT SP/1275.2009 del 23 dicembre
2009, e di cui al comma 6, lettera a), del citato art. 50 del decreto
legge n. 78 del 2010, escludono dal saldo finanziario utile per la
verifica del patto di stabilita' interno le risorse trasferite
dall'ISTAT e le spese per la progettazione e l'esecuzione dei
censimenti nei limiti delle stesse risorse trasferite;
Visto il comma 14 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
esclude dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del
rispetto del patto di stabilita' interno del comune di Parma le
risorse provenienti dallo Stato e le spese sostenute per la
realizzazione degli interventi straordinari volti all'adeguamento
delle dotazioni infrastrutturali di carattere viario e ferroviario e
alla riqualificazione urbana della citta' di Parma connessi con
l'insediamento dell'Autorita' Europea per la sicurezza alimentare
(EFSA) e per la realizzazione della Scuola per l'Europa di Parma, nei
limiti di 14 milioni di euro per l'anno 2013;
Visto il comma 15 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
esclude l'applicazione dei vincoli connessi al rispetto del patto di
stabilita' interno alle procedure di spesa relative ai beni
trasferiti ai sensi della disciplina del federalismo demaniale di cui
al decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, per un importo
corrispondente alle spese gia' sostenute dallo Stato per la gestione
e la manutenzione dei beni trasferiti, rinviando la definizione dei
criteri e delle modalita' per la determinazione dell'importo ad
apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di cui al comma
3 dell'art. 9 del citato decreto legislativo n. 85 del 2010;
Visto il comma 16 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
prevede, per ciascuno degli anni 2013 e 2014, l'esclusione dal saldo
rilevante ai fini della verifica del patto di stabilita' interno
delle spese per investimenti infrastrutturali nei limiti definiti con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, di cui al
comma 1 dell'art. 5 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;
Visto il comma 17 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
abroga le disposizioni che individuano esclusioni di entrate o di
uscite dai saldi rilevanti ai fini del patto di stabilita' interno
non previste dall'art. 31 della medesima legge n. 183 del 2011;
Visto il decreto legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con
modificazioni, dalla legge 1 agosto 2012, n. 122 recante "interventi
urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che
hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena,
Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012";
Visto il comma 6 dell'art. 2 del decreto legge n. 74 del 2012, che,
per gli anni 2013 e 2014, prevede l'esclusione dal saldo rilevante ai
fini della verifica del rispetto del patto di stabilita' interno
delle risorse del Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal
sisma del 20-29 maggio 2012 assegnate alle Regioni Emilia Romagna,
Lombardia e Veneto e presenti nelle apposite contabilita' speciali
delle stesse Regioni, nonche' i relativi utilizzi, eventualmente
trasferite agli enti locali di cui all'art. 1, comma 1, del citato
decreto legge n. 74 del 2012, che provvedono, ai sensi del comma
5-bis del medesimo art. 1, per conto dei Presidenti delle Regioni in
qualita' di commissari delegati, agli interventi di ricostruzione e
ripresa economica di cui al citato decreto legge;
Visto il comma 1-ter dell'art. 7 del decreto legge n. 74 del 2012,
che prevede, per gli anni 2013 e 2014, l'esclusione dal saldo
rilevante ai fini della verifica del patto di stabilita' interno
delle spese sostenute dai comuni di cui all'art. 1, comma 1, del
medesimo decreto legge n. 74 del 2012, con risorse proprie
provenienti da erogazioni liberali e donazioni da parte di cittadini
privati ed imprese e puntualmente finalizzate a fronteggiare gli
eccezionali eventi sismici e la ricostruzione, per un importo massimo
complessivo, per ciascun anno, di 10 milioni di euro;
Visto l'art. 67-septies del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, che
amplia la platea degli enti a cui si applicano le disposizioni di cui
al precitato decreto legge n. 74 del 2012;
Visto il comma 1 dell'art. 1 del decreto legge 8 aprile 2013, n.
35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64,
che prevede l'esclusione dal saldo rilevante ai fini della verifica
del patto di stabilita' interno, per un importo complessivo di 5.000
milioni di euro, dei pagamenti sostenuti nel corso del 2013 dagli
enti locali per estinguere i debiti di parte capitale certi, liquidi
ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012, i debiti di parte
capitale per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente
di pagamento entro il predetto termine, ivi inclusi i pagamenti delle
province in favore dei comuni e i debiti in conto capitale
riconosciuti alla data del 31 dicembre 2012 ovvero che presentavano i
requisiti per il riconoscimento entro la stessa data, ai sensi
dell'art. 194 del testo unico degli enti locali di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Visto il comma 3 dell'art. 1 del predetto decreto legge n. 35 del
2013 che prevede che, con decreto del Ministero dell'economia e delle
finanze, sulla base delle comunicazioni trasmesse ai sensi del comma
2 del medesimo art. 1, sono individuati, entro il 15 maggio 2013, per
ciascun ente locale, gli importi dei pagamenti da escludere dal patto
di stabilita' interno per il 90 per cento dell'importo di cui al
comma 1, sulla base delle modalita' di riparto individuate dalla
Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali entro il 10 maggio 2013,
ovvero, in mancanza, su base proporzionale. Con successivo decreto da
emanarsi entro il 15 luglio 2013, in relazione alle richieste
pervenute entro il 5 luglio si procede al riparto della quota residua
del 10 per cento, unitamente alle disponibilita' non assegnate con il
primo decreto;
Visto il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze n.
41843 del 14 maggio 2013, con il quale, sulla base dell'Accordo
sancito in Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali il 9 maggio
2013, sono attribuiti agli enti locali il 90 per cento degli spazi
finanziari per escludere dal patto di stabilita' interno 2013 i
pagamenti di cui all'art. 1, comma 1, del decreto legge n. 35 del
2013;
Visto il comma 1-bis dell'art. 1 del decreto legge n. 35 del 2013,
che prevede l'esclusione dal saldo rilevante ai fini della verifica
del patto di stabilita' interno dei pagamenti di obbligazioni
giuridiche di parte capitale verso terzi assunte alla data del 31
dicembre 2012, sostenuti nel corso del 2013 dagli enti locali e
finanziati con i contributi straordinari in conto capitale di cui
all'art. 1, commi 704 e 707, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
Visto il comma 3 dell'art. 10-quater, del decreto legge n. 35 del
2013 che prevede l'esclusione per gli anni 2013 e 2014 dal saldo
rilevante ai fini della verifica del patto di stabilita' interno del
contributo attribuito ai comuni che hanno registrato il maggior
taglio delle risorse operato negli anni 2012 e 2013 per effetto
dell'assoggettamento degli immobili posseduti dagli stessi comuni nel
proprio territorio all'imposta municipale propria di cui all'art. 13,
comma 1, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;
Visto il comma 7 dell'art. 1 del decreto legge 26 aprile 2013, n.
43, convertito, con modificazioni, dalla legge, 24 giugno 2013, n. 71
che dispone che le risorse relative all'attuazione degli interventi
volti al raggiungimento delle finalita' portuali ed ambientali
previsti dal nuovo Piano Regolatore Portuale della Regione Toscana,
erogate dallo Stato alla Regione Toscana o al comune di Piombino, nel
limite di 40,7 milioni di euro per l'anno 2013, nonche' le risorse
della Regione Toscana o del comune di Piombino, nel limite 10 milioni
di euro per l'anno 2014, sono escluse dai limiti del patto di
stabilita' interno degli enti per la quota di rispettiva competenza
che sara' individuata dal Commissario straordinario e comunicata al
Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato;
Visto l'art. 7-quater del decreto legge n. 43 del 2013, che dispone
che, per gli anni 2013, 2014 e 2015, le risorse comunali, regionali e
statali relative all'attuazione degli interventi di riqualificazione
del territorio che accompagneranno l'esecuzione del progetto
approvato dal CIPE con delibera n. 57/2011 del 3 agosto 2011, o che
in tal senso saranno individuati dal Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti e dai rappresentanti degli enti locali interessati
all'opera, nel limite di 10 milioni di euro annui, sono escluse dai
limiti del patto di stabilita' interno degli enti interessati, per la
quota di rispettiva competenza che sara' individuata dal Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e comunicata al Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
Generale dello Stato;
Visto il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante
disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e
degli schemi di bilancio delle regioni, degli enti locali e dei loro
organismi;
Visto l'art. 36, commi 2 e 4, del citato decreto legislativo n. 118
del 2011, che dispone che con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze,
di concerto con il Ministro dell'interno, il Ministro delle riforme
per il federalismo, il Ministro per i rapporti con le regioni e per
la coesione territoriale e il Ministro per la semplificazione
normativa, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite le
modalita' della sperimentazione di cui al comma 1 del medesimo art.
36 nonche' individuate le amministrazioni coinvolte nella
sperimentazione;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25
maggio 2012, con il quale sono individuate le amministrazioni che
partecipano alla sperimentazione della disciplina concernente i
sistemi contabili e gli schemi di bilancio di cui al citato art. 36
del decreto legislativo n. 118 del 2011;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 marzo
2013, con il quale sono individuate le ulteriori amministrazioni che
partecipano alla sperimentazione della disciplina concernente i
sistemi contabili e gli schemi di bilancio di cui al citato art. 36
del decreto legislativo n. 118 del 2011;
Visto il comma 26 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011, come
sostituito dall'art. 1, comma 439, della legge n. 228 del 2012, che
disciplina le sanzioni da applicare all'ente locale in caso di
mancato rispetto del patto di stabilita' interno nell'anno successivo
a quello dell'inadempienza;
Visto il comma 26, lettera a), ultimo periodo, dell'art. 31 della
legge n. 183 del 2011 che prevede che la sanzione inerente alla
riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo
perequativo destinato agli enti locali delle Regioni a statuto
ordinario, o dei trasferimenti erariali destinati agli enti locali
della Regione Siciliana e della regione Sardegna non si applica nel
caso in cui il superamento degli obiettivi del patto di stabilita'
interno sia determinato dalla maggiore spesa per interventi
realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai
finanziamenti dell'Unione Europea rispetto alla media della
corrispondente spesa del triennio precedente;
Visto l'art. 1, comma 384, della legge n. 228 del 2012 che prevede
che per gli anni 2013 e 2014, le disposizioni vigenti in materia di
sanzioni che richiamano il fondo sperimentale di riequilibrio o i
trasferimenti erariali in favore dei comuni della Regione Siciliana e
della regione Sardegna si intendono riferite al fondo di solidarieta'
comunale istituito dall'art. 1, comma 380, lettera b), della medesima
legge n. 228;
Ravvisata l'opportunita' di procedere, al fine di dare attuazione
alle disposizioni di cui all'art. 31, comma 19, della legge 12
novembre 2011, n. 183, all'emanazione del decreto ministeriale
recante il prospetto e le modalita' per il monitoraggio degli
adempimenti del patto di stabilita' interno;
Considerato che il comma 32 dell'art. 31 della legge n. 183 del
2011 prevede che con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze possono essere aggiornati, ove intervengano modifiche
legislative alla disciplina del patto di stabilita' interno, i
termini riguardanti gli adempimenti degli enti locali relativi al
monitoraggio e alla certificazione del patto di stabilita' interno;
Sentita la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali che ha
espresso parere favorevole nella seduta del 7 agosto 2013;

Decreta:


Articolo unico

1. Le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000
abitanti, in applicazione del comma 19 dell'art. 31 della legge 12
novembre 2011, n. 183, forniscono al Ministero dell'economia e delle
finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, le
informazioni per il monitoraggio semestrale del patto di stabilita'
interno per l'anno 2013 e gli elementi informativi utili per la
finanza pubblica anche con riferimento alla situazione debitoria, con
le modalita' e i prospetti definiti nell'allegato che e' parte
integrante del presente decreto. Detti prospetti devono essere
trasmessi, con riferimento a ciascun semestre, utilizzando
l'applicazione appositamente prevista per il patto di stabilita'
interno sul sito http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/.
2. Il Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato, provvede all'aggiornamento
dell'allegato al presente decreto a seguito di eventuali nuovi
interventi normativi volti a prevedere esclusioni dai saldi rilevanti
ai fini del patto di stabilita' interno, dandone comunicazione alla
Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, all'ANCI e all'UPI.
Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 2 settembre 2013

Il ragioniere generale dello Stato: Franco

Allegato

MONITORAGGIO DEL PATTO DI STABILITA' INTERNO

Il presente allegato definisce le regole, le modalita' e i
modelli di rilevazione del monitoraggio del patto di stabilita'
interno per l'anno 2013 ed e' strutturato secondo il seguente schema:
A. ISTRUZIONI GENERALI
A.1. Prospetti da compilare e regole per la trasmissione
Le province ed i comuni con popolazione superiore a 1.000
abitanti compilano semestralmente il prospetto MONIT/13 allegato al
presente decreto inserendo i dati richiesti in migliaia di euro.
In caso di mancato rispetto del patto di stabilita' interno del
2013, dovra' essere compilato anche il prospetto MONIT/2013/A, al
fine di consentire l'individuazione degli enti per i quali non si
applica la sanzione di cui all'art. 31, comma 26, lettera a), della
legge n. 183 del 2011.
Le risultanze del patto di stabilita' interno devono essere
trasmesse esclusivamente tramite l'applicazione web predisposta dal
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.
Le regole per l'accesso all'applicazione web ed al suo utilizzo
sono consultabili all'indirizzo:
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/Patto-di-
S/regole-per-il-sito-patto-di-stabilit-.pdf.
A.2. Specifiche sui prospetti del monitoraggio
Cumulabilita' - I modelli devono essere compilati dagli enti con
riferimento a ciascun semestre, indicando i dati cumulati a tutto il
periodo di riferimento (es.: i dati concernenti il primo semestre
devono essere riferiti al periodo che inizia il 1° gennaio e termina
il 30 giugno 2013).
Il sistema effettua un controllo di cumulabilita' che prevede il
blocco della procedura di acquisizione qualora i dati del secondo
semestre risultino inferiori a quelli del semestre precedente. Per le
voci di parte corrente, poiche' e' possibile che gli impegni siano
provvisori, non e' previsto il blocco ma solo un messaggio di
avvertimento di cui l'ente dovra' tener conto per la corretta
quadratura dei dati.
Variazioni - In presenza di errori materiali di inserimento
ovvero di imputazione, e' necessario rettificare il modello relativo
al semestre cui si riferisce l'errore.
Dati provvisori - Relativamente all'invio di dati provvisori, si
rappresenta che il monitoraggio del patto dovrebbe contenere, in
linea di principio, dati definitivi (in particolar modo con
riferimento alle voci in conto capitale considerate in termini di
cassa); tuttavia, qualora la situazione trasmessa non sia quella
definitiva, e' necessario apportare le variazioni non appena saranno
disponibili i dati definitivi. Al riguardo, si fa presente che, nel
caso ne sussistano i presupposti, i dati sono modificabili entro
sessanta giorni dal termine di legge stabilito per l'approvazione del
rendiconto di gestione 2013. Trascorso tale termine l'ente non puo'
piu' apportare variazioni ai dati trasmessi salvo che nei seguenti
casi:
1. se rileva, rispetto a quanto gia' trasmesso, un
peggioramento del proprio posizionamento rispetto all'obiettivo del
patto di stabilita' interno (art. 31, comma 20-bis, della legge n.
183 del 2011, introdotto dall'art. 1, comma 446, della legge n. 228
del 2012), e cioe':
a. in caso di mancato rispetto del patto di stabilita'
interno, se si accerta una maggiore differenza fra saldo finanziario
conseguito e obiettivo programmatico, rispetto ai dati
precedentemente trasmessi;
b. se le nuove risultanze contabili, contrariamente alle
precedenti, attestano il mancato rispetto del patto di stabilita'
interno;
c. in caso di rispetto del patto di stabilita' interno, per
giustificati motivi, al fine di rendere conformi i dati del
monitoraggio a quelli del conto consuntivo.
2. a seguito di accertamento successivo della violazione del
patto di stabilita' interno (art. 31, commi 28 e 29, della legge n.
183 del 2011). In tal caso, l'ente locale inadempiente e' tenuto a
rettificare i dati inseriti in sede di monitoraggio del patto di
stabilita' interno e ad inviare una nuova certificazione del saldo
finanziario di competenza mista conseguito entro trenta giorni dal
predetto accertamento.
A.3. Creazione di nuove utenze
Per la creazione di nuove utenze (User-ID e password) e per la
loro abilitazione al sistema di rilevazione dei dati, e' necessario
che ciascun ente comunichi o mediante la pagina del sito
http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/, oppure inviando
all'indirizzo di posta elettronica assistenza.cp@tesoro.it, le
informazioni sotto indicate:
a. nome e cognome del responsabile del servizio finanziario e
delle persone da abilitare all'inserimento dei dati;
b. codice fiscale;
c. ente di appartenenza;
d. recapito di posta elettronica istituzionale e telefonico del
responsabile del servizio finanziario e delle persone da abilitare
all'inserimento dei dati.
Si precisa che ogni utenza e' strettamente personale per cui ogni
ente puo' richiedere, con le procedure suesposte, piu' utenze.
Si invitano gli enti non ancora accreditati al sistema ad
effettuare la registrazione, seguendo la procedura sopra descritta,
nel piu' breve tempo possibile.
A.4. Requisiti informatici per l'applicazione web del patto di
stabilita' interno
Le istruzioni necessarie per l'utilizzo del sistema web, relativo
al patto di stabilita' interno, sono disponibili sulla pagina
iniziale dell'applicazione web nel documento riportante la dicitura
"Regole per il sito".
A.5. Altri riferimenti e richieste di supporto
Si segnala che, riguardo ai criteri generali concernenti la
gestione del patto di stabilita' interno, le province e i comuni con
popolazione superiore a 1.000 abitanti possono far riferimento alla
Circolare n. 5 del 7 febbraio 2013 del Dipartimento della Ragioneria
Generale dello Stato visionabile sul sito:
http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/CIRCOLARI/2013/Circolare_del_7_f
ebbraio_2013_n_5.html. Eventuali chiarimenti o richieste di supporto
possono essere inoltrate ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
assistenza.cp@tesoro.it per i quesiti di natura tecnica ed
informatica, compresi eventuali problemi di accesso e/o di
funzionamento dell'applicazione, indicando nell'oggetto "Utenza
sistema Patto di Stabilita' - richiesta di chiarimenti". Si prega di
comunicare, anche in questo caso, il nominativo e il recapito
telefonico del richiedente per essere ricontattati; per urgenze e'
possibile contattare l'assistenza tecnica applicativa ai seguenti
numeri 06-4761.2375/2125/2782, dal lunedi' al venerdi' con orario
8.00-13.00 / 14.00-18.00;
pattostab@tesoro.it per i quesiti di natura amministrativa e/o
normativi;
drgs.igop.ufficio14@tesoro.it per gli aspetti riguardanti la
materia di personale correlata alla normativa del patto di stabilita'
interno;
protezionecivile@pec.governo.it e
Ufficio.ABI@protezionecivile.it. (Dipartimento della Protezione
Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri) per i chiarimenti
in merito alle opere, alla tipologia di finanziamenti ed alle
modalita' di comunicazione dei dati a seguito di Ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri.
B. ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEI MODELLI MONIT/13 E MONIT/13/A
PER LE PROVINCE ED I COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 1.000
ABITANTI
Con il modello MONIT/13 sono acquisite le informazioni
finanziarie, cumulate a tutto il periodo di riferimento, per la
determinazione del saldo finanziario, espresso in termini di
competenza mista, tra le entrate finali (primi quattro titoli di
bilancio dell'entrata) e le spese finali (primi due titoli di
bilancio della spesa), cosi' come definito dal comma 3 dell'art. 31
della legge 12 novembre 2011, n. 183 (legge di stabilita' 2012).
Piu' precisamente, il saldo espresso in termini di competenza
mista e' calcolato come somma algebrica degli importi risultanti
dalla differenza tra accertamenti ed impegni, per la parte corrente,
e dalla differenza fra riscossioni e pagamenti (in conto competenza
ed in conto residui), per la parte in conto capitale, al netto delle
entrate derivanti da riscossioni di crediti e delle spese derivanti
da concessioni di crediti. Tra le entrate finali non sono considerati
l'avanzo di amministrazione ed il fondo di cassa (si vedano, in
proposito, i quadri generali riassuntivi dei modelli 1, per i comuni,
e 2, per le province, di cui all'art. 1, comma 1, lettere a) e b),
del D.P.R. 31 gennaio 1996, n. 194).
In attuazione di quanto disposto dall'art. 31, comma 26, lettera
a), ultimo periodo, della legge n. 183 del 2011, gli enti locali che,
in base al monitoraggio del secondo semestre, risultano non
rispettosi delle regole del patto di stabilita' interno, compilano e
trasmettono un ulteriore prospetto (MONIT/13/A) necessario per
valutare se il mancato raggiungimento dell'obiettivo e' stato
determinato dalla maggiore spesa per interventi realizzati con la
quota di finanziamento nazionale e correlati ai finanziamenti
dell'Unione europea rispetto alla media della corrispondente spesa
del triennio precedente. Tale prospetto consente l'individuazione
degli enti ai quali non si applica la sanzione di cui al precitato
comma 26, lettera a), dell'art. 31, della legge n. 183 del 2011
inerente alla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del
fondo perequativo, destinato agli enti locali delle regioni a statuto
ordinario, o dei trasferimenti destinati agli enti locali della
Regione Siciliana e della Regione Sardegna. Si precisa che, come
previsto dall'art. 1, comma 384, della legge n. 228 del 2012, per gli
anni 2013 e 2014, le disposizioni vigenti in materia di sanzioni che
richiamano il fondo sperimentale di riequilibrio o i trasferimenti
erariali in favore dei comuni della Regione Siciliana e della regione
Sardegna si intendono riferite al fondo di solidarieta' comunale,
istituito dall'art. 1, comma 380, lettera b), della medesima legge n.
228.
Come gia' indicato nel decreto relativo alla definizione degli
obiettivi 2013-2015, anche per la determinazione del saldo
finanziario utile ai fini del monitoraggio del rispetto del patto di
stabilita' interno rilevano le voci cosi' come scritte nei rendiconti
degli enti. Al fine di salvaguardare il raggiungimento degli
obiettivi di finanza pubblica, infatti, non possono essere prese in
considerazione eventuali richieste di contabilizzazione delle entrate
e delle uscite in difformita' dalla loro reale allocazione nei
documenti di bilancio. Infatti, la riallocazione convenzionale delle
predette poste contabili determinerebbe una alterazione del concorso
alla manovra degli enti locali rispetto a quanto previsto dalla
legislazione vigente, atteso che ai fini del calcolo
dell'indebitamento netto dell'anno di riferimento rilevano le poste
come iscritte nei bilanci e non quelle convenzionalmente considerate.
B.1. Esclusioni dal saldo utile ai fini del monitoraggio del patto di
stabilita' interno
I commi da 7 a 16 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011
dispongono l'esclusione dal saldo valido ai fini della verifica del
rispetto del patto di stabilita' interno di alcune tipologie di
entrate e di spese, alcune delle quali gia' previste dalla normativa
previgente. A tali esclusioni se ne aggiungono altre introdotte
dall'art. 2, comma 6, e dall'art. 7, comma 1-ter, del decreto legge
n. 74 del 2012, dall'art. 1, commi 1 e 1-bis e dell'art. 10-quater,
comma 3, del decreto legge n. 35 del 2013, dall'art. 1, comma 7 e
dall'art. 7-quater del decreto legge n. 43 del 2013.
Per l'anno 2013 non opera piu' il comma 13 dell'art. 31 della
legge n. 183 del 2011 che per i comuni della provincia dell'Aquila in
stato di dissesto prevedeva l'esclusione dal saldo rilevante ai fini
del rispetto del patto di stabilita' interno degli investimenti in
conto capitale deliberati entro il 31 dicembre 2010.
B.1.1 Risorse e spese correlate a dichiarazione di stato di
emergenza
Il comma 7 del citato art. 31 ripropone l'esclusione delle
risorse provenienti dallo Stato e le relative spese di parte corrente
e in conto capitale sostenute dalle province e dai comuni per
l'attuazione delle Ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei
Ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza.
Al riguardo, si rappresenta che il comma 2 dell'art. 5 della
legge n. 225/92, nel testo da ultimo sostituito dal comma 1 dell'art.
1 del D.L. 15 maggio 2012, n. 59, prevede che per l'attuazione degli
interventi da effettuare durante lo stato d'emergenza si provvede, in
linea generale e salvo che sia diversamente stabilito con la stessa
deliberazione dello stato di emergenza, a mezzo di ordinanze emanate
dal Capo del Dipartimento della protezione civile e non piu' solo
attraverso ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei
Ministri.
Cio' premesso, l'esclusione di cui al comma 7 dell'art. 31 della
legge n. 183/2011 e' estesa, per analogia, anche alle spese sostenute
dalle province e dai comuni per l'attuazione delle ordinanze emanate
dal Capo del Dipartimento della protezione civile.
In particolare, le esclusioni operano distintamente per le
entrate e per le spese nel modo di seguito indicato:
1. Entrate. Sono escluse dal saldo finanziario di riferimento,
valido per la verifica del rispetto del patto di stabilita' interno,
le sole risorse provenienti dal bilancio dello Stato di cui al comma
5-quinquies dell'art. 5 della legge n. 225/92 (e non anche da altre
fonti) purche' registrate (ovvero accertate, per la parte corrente, e
incassate, per la parte in conto capitale) successivamente al 31
dicembre 2008. Non sono, pertanto, considerati gli accertamenti, per
la parte corrente, e le riscossioni, per la parte in conto capitale,
delle risorse provenienti esclusivamente dal bilancio dello Stato.
L'esclusione opera anche se le risorse statali sono trasferite per il
tramite delle regioni.
2. Spese. Sono esclusi gli impegni di parte corrente e i
pagamenti in conto capitale - disposti a valere sulle predette
risorse statali - effettuati per l'attuazione delle ordinanze emanate
dal Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero dal Capo del
Dipartimento della protezione civile a seguito di dichiarazione dello
stato di emergenza, purche' effettuati a valere su risorse registrate
(ovvero accertate, per la parte corrente, e incassate per la parte in
conto capitale) successivamente al 31 dicembre 2008. Al riguardo, si
sottolinea che sono escluse dal patto di stabilita' interno le sole
spese effettuate a valere sui trasferimenti dal bilancio dello Stato
e non anche le altre tipologie di spesa (ad esempio le spese
sostenute dal comune a valere su risorse proprie o a valere su
donazioni di terzi).
L'esclusione opera anche se le spese sono effettuate in piu' anni
e, comunque, nei limiti complessivi delle risorse assegnate e/o
incassate.
Si precisa che le spese sono escluse anche successivamente alla
revoca o alla scadenza dello stato di emergenza ovvero a seguito di
rientro nel regime ordinario, purche' nei limiti delle corrispondenti
entrate accertate (per la parte corrente) o incassate (per la parte
capitale) in attuazione delle predette ordinanze di necessita' e di
urgenza connesse allo stato emergenziale .
L'esclusione opera, inoltre, in relazione ai mutui ed ai prestiti
con oneri di ammortamento ad intero carico dello Stato e, quindi, la
stessa non si estende a quelli contratti dall'ente locale con oneri a
carico del proprio bilancio. Si impone, quindi, la verifica in ordine
alla natura statale delle risorse da escludere, nonche' all'effettiva
emanazione delle ordinanze in questione.
Al fine di consentire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
- Dipartimento della Protezione Civile di valutare la natura delle
spese oggetto di esclusione, gli enti interessati sono tenuti ad
inviare entro il mese di gennaio dell'anno successivo, ai sensi del
successivo comma 8 dell'art. 31, l'elenco con l'indicazione delle
spese escluse dal patto di stabilita' interno, ripartite nella parte
corrente e nella parte capitale, nonche' delle relative risorse
attribuite dallo Stato, per permettere il riscontro della
corrispondenza tra le spese sostenute e le suddette risorse statali.
La presentazione di detto elenco costituisce un obbligo a carico
dell'ente beneficiario. Pertanto, la sua omessa o ritardata
comunicazione, rappresentando una violazione di una disposizione di
legge, impedisce il perfezionamento dell'iter che consente allo
stesso ente beneficiario di effettuare tali esclusioni.
Si ritiene opportuno segnalare che l'individuazione delle spese e
delle entrate da escludere ricade nella responsabilita' degli enti
che, pertanto, sono tenuti ad effettuare una attenta valutazione in
merito alle opere e alla tipologia di finanziamenti. A tal proposito,
si segnala l'opportunita' che eventuali chiarimenti in merito vengano
indirizzati al Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza
del Consiglio dei Ministri (cfr. paragrafo A.5 del presente decreto).
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E4, E13, S2 e
S11 del modello MONIT/13.
B.1.2 Risorse e spese correlate a dichiarazione di grande evento
Il comma 9 del richiamato art. 31 equipara, ai fini del patto di
stabilita' interno, gli interventi realizzati direttamente dagli enti
locali in relazione allo svolgimento delle iniziative per le quali e'
intervenuta la dichiarazione di grande evento di cui all'art. 5-bis,
comma 5, del decreto legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, agli interventi
di cui alla dichiarazione di stato di emergenza descritta al
precedente punto B.1.1.
Al riguardo, si fa presente che il citato comma 5 dell'art. 5-bis
del decreto legge n. 343 del 2001 e' stato abrogato dall'art. 40-bis,
comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Ne consegue che
l'esclusione delle entrate e delle spese relative alla richiamata
dichiarazione di grande evento continua ad applicarsi esclusivamente
con riferimento alle operazioni finanziarie (accertamenti/riscossioni
e impegni/pagamenti) non ancora concluse e la cui dichiarazione di
grande evento e' avvenuta antecedentemente all'entrata in vigore del
citato decreto legge n. 1 del 2012.
L'esclusione delle entrate e delle relative spese, sebbene
effettuate in piu' anni, e' operata nei soli limiti dei correlati
trasferimenti a carico del bilancio dello Stato purche' registrati
(ovvero accertati per la parte corrente e incassati per parte in
conto capitale) successivamente al 31 dicembre 2008. L'esclusione non
opera invece per le altre tipologie di entrata e di spesa (ad esempio
le spese sostenute dall'ente per il grande evento a valere su risorse
proprie).
Nel merito delle opere e della tipologia di finanziamenti
riferiti ai grandi eventi ancora oggetto di esclusione, si ribadisce
l'opportunita' che i chiarimenti in materia vengano indirizzati al
Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio
dei Ministri (cfr. paragrafo A.5 del presente decreto).
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E5, E14, S3 e
S12 del modello MONIT/13.
B.1.3 Risorse provenienti dall'Unione Europea e spese connesse
Secondo quanto gia' previsto dalla normativa previgente, con
riguardo alle risorse provenienti dalla Unione Europea, il comma 10
del summenzionato art. 31 esclude dal saldo finanziario in termini di
competenza mista le risorse provenienti direttamente o indirettamente
dall'Unione Europea (intendendo tali quelle che provengono
dall'Unione Europea per il tramite dello Stato, della regione o della
provincia), nonche' le relative spese di parte corrente e in conto
capitale sostenute dalle province e dai comuni. L'esclusione non
opera per le spese connesse ai cofinanziamenti nazionali, ossia per
le spese connesse alla quota di cofinanziamento a carico dello Stato,
della regione, della provincia e del comune.
Ne consegue, quindi, che, qualora le spese siano connesse ad
interventi realizzati con risorse della regione (o della provincia),
anche se provenienti dal rimborso di prestiti accordati agli enti
locali a valere sul bilancio comunitario, queste sono da considerarsi
a tutti gli effetti risorse nazionali e, quindi, non comprese nella
fattispecie di esclusione prevista dal comma 10.
La valutazione specifica circa la natura delle risorse assegnate
rimane di competenza dell'ente beneficiario, sulla base degli atti di
assegnazione delle risorse stesse e delle relative spese, nonche'
dello stesso ente che assegna le risorse.
L'esclusione delle spese opera anche se esse sono effettuate in
piu' anni, purche' la spesa complessiva non sia superiore, negli
anni, all'ammontare delle corrispondenti risorse assegnate e purche'
relative ad entrate registrate (ovvero accertate per la parte
corrente e riscosse per la parte in conto capitale) successivamente
al 31 dicembre 2008.
In proposito, occorre precisare che l'esclusione delle entrate e
delle relative spese opera prescindendo dalla tempistica con cui sono
effettuate e quindi indipendentemente dalla sequenza temporale con
cui si succedono. In altri termini, le esclusioni sono effettuate
anche se le entrate avvengono successivamente alle connesse spese o
viceversa. In particolare, le risorse in parola sono escluse dai
saldi finanziari per un importo pari all'accertamento (per la parte
corrente) o all'incasso (per la parte in conto capitale) avvenuto
nell'anno di riferimento. Circa le spese connesse con le suddette
risorse, si rappresenta che queste sono escluse nei limiti
complessivi delle risorse accertate/incassate nell'anno in cui
avviene il relativo impegno/pagamento.
Ne consegue che tali spese sono escluse anche in anni diversi da
quello dell'effettiva assegnazione delle corrispondenti risorse
dell'Unione Europea.
Si segnala, inoltre, che il comma 11 del medesimo art. 31
stabilisce che, qualora l'Unione Europea riconosca importi inferiori
a quelli considerati ai fini dell'applicazione di quanto previsto dal
summenzionato comma 10, l'importo corrispondente alle spese non
riconosciute e' incluso tra le spese del patto di stabilita' interno
relativo all'anno in cui e' comunicato il mancato riconoscimento
ovvero all'anno successivo, se la comunicazione e' effettuata
nell'ultimo quadrimestre. Infine, si ritiene utile sottolineare che,
qualora l'ente locale non abbia escluso, dal saldo finanziario in
termini di competenza mista, le risorse provenienti dall'Unione
Europea nell'anno del loro effettivo accertamento/incasso, non puo'
escludere successivamente le correlate spese nell'anno del loro
effettivo impegno/pagamento. Infatti, la mancata esclusione dal saldo
di tali entrate e' da ritenersi assimilabile all'ipotesi in cui
l'Unione europea riconosca importi inferiori a quelli considerati ai
fini dell'attuazione del richiamato comma 10 dell'art. 31 con
conseguente inclusione dei pagamenti non riconosciuti tra le spese
del patto di stabilita' interno relativo all'anno in cui e' stato
comunicato il mancato riconoscimento o in quello dell'anno successivo
se la comunicazione e' effettuata nell'ultimo quadrimestre.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E6, E15, S4 e
S13 del modello MONIT/13.
B.1.4 Chiarimenti applicativi sulle esclusioni di cui ai punti
B.1.1, B.1.2 e B.1.3
Per rendere piu' agevole l'applicazione del meccanismo di
esclusione previsto per le entrate e le relative spese connesse alle
calamita' naturali, ai grandi eventi e alle risorse provenienti dalla
Unione Europea si riportano, a titolo esemplificativo, alcune
possibili fattispecie:
Risorse di parte corrente:
1. L'ente negli anni 2009-2012 ha accertato 100; gli impegni a
valere sui 100 sono esclusi nei rispettivi anni in cui vengono
assunti (2013, 2014, 2015 etc.);
2. l'ente, nell'anno 2013, accerta 100 a fronte di impegni gia'
assunti a valere su altre risorse negli anni 2009-2012;
l'accertamento di 100 e' escluso dal saldo 2013 mentre non possono
essere esclusi ulteriori impegni a valere sui 100;
3. l'ente, nell'anno 2013, accerta 100 a fronte di impegni che
saranno assunti negli anni 2014, 2015; l'accertamento di 100 e'
escluso dal saldo 2013 mentre gli impegni saranno esclusi dai saldi
del 2014, 2015.
Risorse in conto capitale:
1. L'ente negli anni 2009-2012 ha incassato 100; le spese a
valere sui 100 sono escluse negli anni in cui vengono effettuati i
rispettivi pagamenti (2013, 2014, 2015 etc.);
2. l'ente, nell'anno 2013, incassa 100 a fronte di spese gia'
effettuate a valere su altre risorse nel triennio negli anni
2009-2012; l'incasso di 100 e' escluso dal saldo 2013 mentre non
possono essere escluse ulteriori spese a valere sui 100;
3. l'ente, nell'anno 2013, incassa 100 a fronte di spese che
saranno effettuate negli anni 2014 e 2015; l'incasso di 100 e'
escluso dal saldo 2013 mentre i correlati pagamenti saranno esclusi
dai saldi del 2014 e 2015.
Le esclusioni di cui ai precedenti tre paragrafi, non si
applicano alle entrate relative ad anni precedenti al 2009. Pertanto,
sono escluse solo le spese, annuali o pluriennali, relative ad
entrate registrate (ovvero accertate per la parte corrente e riscosse
per la parte in conto capitale) a partire dal 1° gennaio 2009.
Infine, si ribadisce che l'esclusione delle entrate e delle
relative spese connesse alla dichiarazione dello stato di emergenza
rappresenta un obbligo e non una facolta' per gli enti locali.
Pertanto, anche gli enti che nel 2013 sono assoggettati per la prima
volta alla disciplina del patto di stabilita' interno devono operare
la predetta esclusione con riferimento alle entrate
accertate/riscosse o alle spese impegnate/pagate nell'anno e cio'
indipendentemente dall'assoggettamento o meno nel passato al patto di
stabilita' interno. Infatti, si fa presente che le esclusioni delle
spese di cui trattasi possono essere operate in quanto la
salvaguardia dell'equilibrio complessivo della finanza pubblica per
l'anno 2013 e' assicurata dalla compensazione, a livello di comparto,
degli effetti indotti dall'esclusione delle entrate operata da altri
enti.
Sempre al fine di garantire la neutralita' finanziaria del
predetto meccanismo di esclusione, gli enti che, pur essendo gia'
soggetti alla disciplina del patto di stabilita' interno, non hanno a
suo tempo erroneamente escluso dal saldo finanziario rilevante ai
fini della verifica del rispetto del patto di stabilita' interno le
risorse statali connesse alla dichiarazione dello stato di emergenza,
non possono negli esercizi successivi operare l'esclusione delle
correlate spese.
B.1.5 Risorse connesse al Piano generale di censimento
Il comma 12 dell'art. 31 prevede che gli enti locali individuati
dal Piano generale di censimento di cui al comma 2 dell'art. 50 del
decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come affidatari di fasi delle
rilevazioni censuarie, escludano dal saldo finanziario in termini di
competenza mista rilevante ai fini della verifica del patto di
stabilita' interno le eventuali risorse residue trasferite dall'ISTAT
e le eventuali spese residue per la progettazione e l'esecuzione dei
censimenti nei limiti delle stesse risorse trasferite.
Trattandosi di spese strettamente connesse e finalizzate alle
operazioni di censimento, si segnala che tali non possono ritenersi
le spese in conto capitale finalizzate ad investimenti o ad acquisti
di beni durevoli la cui pluriennale utilita' va oltre il periodo di
realizzazione ed esecuzione degli stessi censimenti.
Le disposizioni contenute nel citato comma 12 si applicano anche
agli enti locali individuati dal Piano generale del 6° censimento
dell'agricoltura di cui al numero ISTAT SP/1275.2009 del 23 dicembre
2009, e di cui al comma 6, lett. a), del citato art. 50 del decreto
legge n. 78 del 2010.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E7 e S5 del
modello MONIT/13.
B.1.6 Risorse connesse alla Autorita' Europea per la Sicurezza
Alimentare (EFSA) e Scuola per l'Europa di Parma
Il comma 14 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011 dispone, per
il Comune di Parma, l'esclusione dal saldo rilevante ai fini della
verifica del patto di stabilita' interno delle risorse provenienti
dallo Stato e delle spese sostenute per la realizzazione degli
interventi straordinari volti all'adeguamento delle dotazioni
infrastrutturali di carattere viario e ferroviario e alla
riqualificazione urbana della citta' di Parma connessi con
l'insediamento dell'Autorita' Europea per la Sicurezza Alimentare
(EFSA).
Il richiamato comma 14 prevede altresi', come gia' per il 2012,
l'esclusione delle risorse provenienti dallo Stato e delle spese
sostenute per la realizzazione della Scuola per l'Europa di Parma.
Anche per il 2013, l'esclusione delle spese opera nei limiti di
14 milioni di euro.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E16 e S14 del
modello MONIT/13.
B.1.7 Federalismo demaniale
Con riguardo ai beni trasferiti in attuazione del federalismo
demaniale di cui al decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, il
comma 15 del citato art. 31 dispone l'esclusione dai vincoli del
patto di stabilita' interno di un importo corrispondente alle spese
gia' sostenute dallo Stato per la gestione e la manutenzione dei beni
trasferiti.
I criteri e le modalita' per la determinazione dell'importo sono
demandati ad apposito decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di
cui al comma 3, dell'art. 9, del citato decreto legislativo n. 85 del
2010, che ad oggi non risulta essere stato emanato.
Ne consegue che il richiamato comma 15 trovera' applicazione
successivamente all'emanazione della predetta disposizione attuativa.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci S6 e S15 del
modello MONIT/13.
B.1.8 Investimenti infrastrutturali
Il comma 16 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011 introduce
un'ulteriore deroga ai vincoli del patto di stabilita' interno,
limitata agli anni 2013 e 2014, riferita alle spese per investimenti
infrastrutturali degli enti locali nei limiti definiti con decreto
del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, di cui al comma 1 dell'art. 5
del decreto legge n. 138 del 2011.
In particolare, per l'anno 2013, il citato art. 5 prevede la
destinazione di una quota del Fondo infrastrutture, nel limite delle
disponibilita' di bilancio a legislazione vigente e fino ad un
massimo di 250 milioni di euro, ad investimenti infrastrutturali
effettuati dagli enti territoriali che procedono, entro il 31
dicembre 2012, alla dismissione di partecipazioni in societa'
esercenti servizi pubblici locali di rilevanza economica, diversi dal
servizio idrico. Ad oggi il citato decreto interministeriale non e'
stato emanato.
Ne consegue che il richiamato comma 16 trovera' applicazione
successivamente all'emanazione della predetta disposizione attuativa.
La posta da escludere trovano evidenza nella voce S16 del modello
MONIT/13.
B.1.9 Risorse provenienti dalle contabilita' speciali delle
Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.
Anche per il 2013, l'art. 2, comma 6, del decreto legge n. 74 del
2012, prevede che le risorse del Fondo per la ricostruzione delle
aree colpite dal sisma del 20-29 maggio 2012, assegnate alle Regioni
Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, presenti nelle apposite
contabilita' speciali, eventualmente trasferite dalle stesse Regioni
agli enti locali di cui all'art. 1, comma 1, del medesimo decreto
legge, nonche' i relativi utilizzi, non rilevano ai fini del patto di
stabilita' interno degli stessi enti locali beneficiari. In
particolare, l'esclusione opera solo per i comuni e per le province
che provvedono, ai sensi del comma 5-bis del richiamato art. 1, per
conto dei Presidenti delle Regioni in qualita' di commissari
delegati, agli interventi di ricostruzione e ripresa economica di cui
al citato decreto legge. Tale esclusione opera per le entrate e per
le relative spese, sia di parte corrente che di parte capitale,
purche' la spesa complessiva non sia superiore all'ammontare delle
corrispondenti risorse assegnate nel biennio.
Tale esclusione trova applicazione, ai sensi dell'art. 1, comma
1, del decreto legge n. 74 del 2012, per tutti i comuni delle
province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e
Rovigo, nonche' per le province stesse, interessati dagli eventi
sismici del maggio 2012. La stessa esclusione opera altresi' per
tutti i comuni di cui all'art. 67-septies del decreto legge 22 giugno
2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
2012, n. 134, previa verifica da parte della regione di appartenenza
dell'esistenza del nesso causale tra i danni e gli eventi sismici in
parola, richiesto dallo stesso art. 67-septies, come modificato
dall'art. 11, comma 3-ter, lettera a), del decreto legge n. 174 del
2012.
Ai fini di una corretta compilazione del modello MONIT/13, si
sottolinea che il sistema effettua un controllo di cumulabilita' che
prevede il blocco della procedura di acquisizione qualora il dato
inserito per l'esclusione di spesa - di parte corrente o di parte
capitale - sommato a quello relativo all'esclusione inserito
nell'anno 2012 risulti superiore ai dati cumulati inseriti negli anni
2012 e 2013 per le corrispondenti voci di entrata, di parte corrente
o di parte capitale.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E 8, E17, S7 e
S17 del modello MONIT/13.
B.1.10 Esclusione di spese per gli enti colpiti dal sisma del 20
e 29 maggio 2012
Per gli stessi comuni indicati al paragrafo B.1.9 e' altresi'
prevista, dall'art. 7, comma 1-ter, del decreto legge n. 74 del 2012,
l'esclusione dal patto di stabilita' interno delle spese sostenute
con risorse proprie provenienti da erogazioni liberali e donazioni da
parte di cittadini privati ed imprese finalizzate a fronteggiare gli
eccezionali eventi sismici del maggio 2012 e la conseguente
ricostruzione, per un importo massimo complessivo, per il 2013, di 10
milioni di euro. L'ammontare delle spese che ciascun ente puo'
escludere dal patto di stabilita' interno e' determinato dalla
regione Emilia-Romagna nei limiti di 9 milioni di euro e dalle
regioni Lombardia e Veneto nei limiti di 0,5 milioni di euro per
ciascuna regione, per ciascun anno. L'importo delle spese da
escludere dovra' essere comunicato dalle predette Regioni al
Ministero dell'economia e delle finanze e ai comuni interessati entro
il 30 giugno del 2013, con nota sottoscritta dal responsabile legale
e dal responsabile del servizio finanziario.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci S8 e S18 del
modello MONIT/13.
B.1.11 Esclusione dei pagamenti dei debiti pregressi
Il comma 1 dell'art. 1 del decreto legge n. 35 del 2013, prevede
l'esclusione dal saldo rilevante ai fini della verifica del patto di
stabilita' interno degli enti locali, per un importo complessivo di
5.000 milioni di euro, dei pagamenti sostenuti nel corso dell'anno
2013 dagli enti locali per estinguere:
a) i debiti di parte capitale certi, liquidi ed esigibili alla
data del 31 dicembre 2012;
b) i debiti di parte capitale per i quali sia stata emessa
fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto
termine, ivi inclusi i pagamenti delle province in favore dei comuni;
c) i debiti in conto capitale riconosciuti alla data del 31
dicembre 2012 ovvero che alla predetta data presentavano i requisiti
per il riconoscimento, ai sensi dell'art. 194 del testo unico degli
enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
In attuazione del comma 3 del predetto art. 1, con il decreto del
Ministero dell'economia e delle finanze n. 41843 del 14 maggio 2013,
e' stato operato il riparto del 90 per cento degli spazi finanziari
per escludere dal patto di stabilita' interno 2013 i pagamenti di cui
all'art. 1, comma 1, del decreto legge n. 35 del 2013. Con successivo
decreto da emanare entro il 15 luglio 2013, sono attribuiti gli spazi
finanziari relativi al restante 10 per cento, unitamente alle
disponibilita' non assegnate con il primo decreto.
Le poste da escludere trovano evidenza nella voce S19 del modello
MONIT/13, con riferimento ai pagamenti di debiti di cui all'art. 1,
comma 1, del decreto legge n. 35 del 2013, non estinti alla data
dell'8 aprile 2013, e nella voce S20 del modello MONIT/13, con
riferimento pagamenti di debiti di cui all'art. 1, comma 1, del
decreto legge n. 35 del 2013, effettuati prima del 9 aprile 2013.
B.1.12 Esclusione delle risorse per interventi portuali per il
Comune di Piombino
Il comma 7 dell'art. 1 del decreto legge n. 43 del 2013, come
modificato dalla legge di conversione n. 71 del 2013, prevede per il
Comune di Piombino l'esclusione, per l'anno 2013, delle entrate
statali e dei relativi pagamenti connessi all'attuazione degli
interventi volti al raggiungimento delle finalita' portuali ed
ambientali previste dal nuovo Piano Regolatore Portuale nella Regione
Toscana. L'esclusione opera nel limite di 40,7 milioni di euro, per
la quota che sara' individuata dal Commissario straordinario e
comunicata al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento
della Ragioneria Generale dello Stato.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E18 e S21 del
modello MONIT/13.
B.1.13 Esclusione dei pagamenti di obbligazioni giuridiche
assunte alla data del 31 dicembre 2012
Il comma 1-bis dell'art. 1 del decreto legge n. 35 del 2013
prevede l'esclusione dal saldo rilevante ai fini della verifica del
patto di stabilita' interno dei pagamenti di obbligazioni giuridiche
di parte capitale verso terzi assunte alla data del 31 dicembre 2012,
sostenuti nel corso del 2013 dagli enti locali e finanziati con i
contributi straordinari in conto capitale di cui all'art. 1, commi
704 e 707, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007),
destinati ai comuni e alle province i cui organi consiliari sono
stati sciolti a seguito di fenomeni di infiltrazione e
condizionamento di tipo mafioso (articolo143 del TUEL).
La posta da escludere trova evidenza nella voce S22 del modello
MONIT/13.
B.1.14 Esclusione del corrispettivo del gettito IMU sugli
immobili di proprieta' comunale
Il comma 3 dell'art. 10-quater del decreto legge n. 35 del 2013,
prevede l'esclusione per gli anni 2013 e 2014 dal saldo rilevante ai
fini della verifica del patto di stabilita' interno del contributo
attribuito ai comuni che hanno registrato il maggior taglio delle
risorse operato negli anni 2012 e 2013 per effetto
dell'assoggettamento degli immobili posseduti dagli stessi comuni nel
proprio territorio all'imposta municipale propria di cui all'art. 13,
comma 1, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Tale contributo
e' ripartito tra i comuni con decreto del Ministero dell'interno, da
emanare di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze,
sentita la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali.
La posta da escludere trova evidenza nella voce E9 del modello
MONIT/13.
B.1.15 Esclusione delle risorse per interventi relativi al
progetto approvato dal CIPE con deliberazione n. 57/2011
L'art. 7 quater del decreto legge n. 43 del 2013, come modificato
dalla legge di conversione n. 71 del 2013, prevede l'esclusione, dai
limiti del patto di stabilita' interno degli enti locali, dei
pagamenti relativi all'attuazione degli interventi ivi indicati
-interventi di riqualificazione del territorio che accompagneranno
l'esecuzione del progetto approvato dal CIPE con delibera n. 57/2011
del 3 agosto 2011, o che in tal senso saranno individuati dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dai rappresentanti
degli enti locali interessati all'opera - finanziati con risorse
comunali, regionali e statali, ricomprendendo implicitamente in tale
generica formulazione, in considerazione delle diverse fonti di
finanziamento della spesa stessa, l'esclusione anche delle entrate
relative agli interventi finanziati a valere sulle somme ricevute
dallo Stato o dalla regione. Pertanto, per l'anno 2013, sono escluse
dal patto di stabilita' interno i pagamenti connessi all'attuazione
degli interventi in parola nonche' le connesse entrate statali e
regionali. L'esclusione opera nel limite di 10 milioni di euro per la
quota di rispettiva competenza che sara' individuata dal Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e comunicata al Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
Generale dello Stato.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E19 e S23 del
modello MONIT/13.
B.2 Alcune precisazioni
B.2.1 Enti locali ammessi alla sperimentazione
Gli enti locali ammessi alla sperimentazione di cui all'art. 36
del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, che si avvalgono
della facolta' di cui all'art. 14, comma 1, lettera b), del D.P.C.M.
28 dicembre 2011 (Sperimentazione della disciplina concernente i
sistemi contabili e gli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti
locali e dei loro enti ed organismi, di cui all'art. 36 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118) considerano, tra le entrate
finali rilevanti ai fini del patto di stabilita' interno, il
cosiddetto fondo pluriennale vincolato destinato al finanziamento
delle spese correnti, gia' imputate negli esercizi precedenti, e
re-iscritte nell'esercizio 2013.
Al fine di tenere conto della definizione di competenza
finanziaria potenziata nell'ambito della disciplina del patto di
stabilita' interno, i predetti enti sommano all'ammontare degli
accertamenti di parte corrente, considerato ai fini del saldo
espresso in termini di competenza mista, l'importo definitivo del
fondo pluriennale vincolato di parte corrente iscritto tra le entrate
del bilancio di previsione al netto dell'importo definitivo del fondo
pluriennale di parte corrente iscritto tra le spese del medesimo
bilancio di previsione.
Pertanto, per tali enti, le entrate di parte corrente rilevanti
ai fini del patto di stabilita' interno risultano come di seguito
rappresentate:
+ Accertamenti correnti 2013 validi per il patto di stabilita'
interno
+ Fondo pluriennale di parte corrente (previsioni di entrata)
- Fondo pluriennale di parte corrente (previsioni di spesa)
= Accertamenti correnti 2013 adeguati all'utilizzo del fondo
pluriennale vincolato di parte corrente.
Ai fini del calcolo sopra indicato si fa riferimento al fondo
pluriennale di parte corrente, determinato al netto delle entrate
escluse dal patto di stabilita' interno.
Si ribadisce, da ultimo, che il fondo pluriennale vincolato
incide sul saldo rilevante ai fini del rispetto del patto di
stabilita' interno solo per la parte corrente.
Le voci relative al fondo pluriennale di parte
corrente/previsioni definitive di entrata e al fondo pluriennale di
parte corrente/previsioni definitive di spesa trovano evidenza
rispettivamente nelle voci E10 e S0 del modello MONIT/13.
B.2.2 Trasferimenti statali e regionali
Giova ribadire che i trasferimenti statali e regionali devono
essere considerati nella misura registrata nei conti consuntivi e,
pertanto, nel saldo utile ai fini del rispetto del patto di
stabilita' interno, i trasferimenti erariali e regionali incidono per
il totale accertato (per le entrate correnti) e per il totale
riscosso (per la parte in conto capitale) sulla base dei dati
registrati nell'anno e desumibili dal conto consuntivo.
B.2.3 Verifica del rispetto del patto di stabilita' interno
Il rispetto del patto da parte dei singoli enti viene valutato
confrontando il risultato conseguito al 31 dicembre 2013 con
l'obiettivo annuale prefissato. Il sistema web della Ragioneria
Generale dello Stato effettua automaticamente tale confronto onde
consentire una piu' rapida ed immediata valutazione circa il
conseguimento o meno dell'obiettivo programmatico.
Infine, relativamente al significato da attribuire al segno
(positivo o negativo) derivante dalla differenza tra risultato
registrato al 31 dicembre ed obiettivo programmatico, e' stabilito
che se tale differenza risulta:
positiva o pari a 0, il patto di stabilita' per l'anno 2013 e'
stato rispettato;
negativa, il patto di stabilita' interno 2013 non e' stato
rispettato.
Si rammenta che, qualora il prospetto del monitoraggio risulti
redatto in modo non esaustivo e/o non congruente con i dati di
consuntivo, non potra' ritenersi valida la conseguente certificazione
inoltrata ai sensi del comma 20 dell'art. 31 della legge n. 183 del
2011.
C. INDICAZIONI OPERATIVE INERENTI AL PRIMO INVIO DEI DATI
Ai sensi del comma 19 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011,
il primo invio delle informazioni semestrali da parte di province e
comuni deve essere effettuato entro un mese dalla scadenza del primo
semestre di riferimento (ossia entro il 31 luglio 2013).
Qualora il decreto contenente il prospetto e le modalita' di
trasmissione fosse emanato in data successiva al 31 luglio, la data
ultima per l'invio del prospetto del monitoraggio del primo semestre
e' fissata a 30 giorni dopo la data della pubblicazione del decreto
stesso sulla Gazzetta Ufficiale.
Le risultanze del patto di stabilita' interno per l'intero anno
2013, invece, devono essere inviate entro il 31 gennaio 2014.

Allegato

 


Il testo di questo provvedimento non rives te carattere di ufficialità e non è sos titutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato

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