Gazzetta Ufficiale n. 223 del 22-09-1999

MINISTERO DELLA SANITA'
ORDINANZA 5 agosto 1999
Piano di eradicazione e di sorveglianza della malattia vescicolare da enterovirus del suino sul territorio nazionale e di sorveglianza per la peste suina classica sul territorio nazionale.

IL MINISTRO DELLA SANITA'
Visto il testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni ed
integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954,
n. 320, e successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 23 gennaio 1968, n. 34;
Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833, e successive modificazioni
ed integrazioni;
Vista la legge 2 giugno 1988, n. 218;
Visto il decreto 20 luglio 1989, n. 298;
Visto il decreto 19 agosto 1996, n. 587;
Vista l'ordinanza 2 dicembre 1994 pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del 29 dicembre 1994, n. 303;
Vista l'ordinanza 6 febbraio 1997 pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del 10 marzo 1997, n. 57;
Vista l'ordinanza 17 settembre 1998 pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del 22 ottobre 1998, n. 247;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 30 aprile
1996, n. 317;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1996, n.
362;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1996, n.
363;
Visto il decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 196;
Vista la decisione 98/703/CE della Commissione europea;
Ravvisata la necessita' e l'urgenza di adeguarsi alla suddetta
decisione comunitaria;
Considerato che, alla luce dei focolai di malattia vescicolare del
suino e di peste suina classica accertati tra il 1998 e il 1999 in
regioni indenni, e' opportuno intensificare per entrambe le malattie
l'attivita' di sorveglianza, fermo restando l'obiettivo di
raggiungere la completa eradicazione della malattia vescicolare da
tutto il territorio nazionale e di mantenere tale lo stato sanitario;
Ordina:
Art. 1.
1. E' resa obbligatoria l'esecuzione da parte delle regioni e
province autonome di Trento e di Bolzano di seguito denominate
"regioni", del piano di sorveglianza e di eradicazione della malattia
vescicolare da enterovirus del suino (MVS), di seguito denominato
"piano".
2. Obiettivo del piano di cui al comma 1 e' il conseguimento e il
mantenimento dello stato di accreditamento delle regioni nei
confronti della MVS e l'attuazione di un piano di sorveglianza nei
confronti della peste suina classica.
3. Tale piano dovra' essere espletato entro il 31 dicembre 1999.

Art. 2.
1. Ai sensi del piano di cui all'art. 1, comma 1, si intende per:
a) allevamento da riproduzione: allevamento in cui vengono detenuti
verri e scrofe destinati alla produzione di suinetti;
b) allevamento da produzione: allevamento in cui si pratica
esclusivamente l'ingrasso dei suini. Tali suini possono essere
eventualmente condotti prima di essere destinati ad un macello verso
uno o piu' allevamenti di produzione per completare il loro ciclo
produttivo;
c) stalla di sosta: azienda di un commerciante, autorizzata ai
sensi dell'art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica 8
febbraio 1954, n. 320, nella quale vi sia un regolare avvicendamento
degli animali comprati e venduti entro trenta giorni dall'acquisto.

Art. 3.
1. Nelle regioni accreditate di cui all'allegato I deve essere
effettuato un campionamento su tutte le aziende suinicole da
riproduzione e da produzione aventi rispettivamente un numero di capi
da riproduzione o da ingrasso pari o superiore a tre.
2. Nelle aziende di cui al comma 1, le aziende unita' sanitarie
locali di seguito denominate "A.S.L.", devono prelevare dodici
campioni di sangue da altrettanti suini scelti a caso, in maniera
tale da garantire la rappresentativita' di tutte le strutture
aziendali e le categorie di animali presenti.
3. Nel caso in cui il numero di capi presenti in azienda sia
inferiore a dodici, sono esaminati tutti i capi presenti.
4. Nelle aziende da riproduzione, devono essere testati unicamente
i riproduttori; nel caso in cui siano presenti in azienda partite di
suini destinate all'ingrasso di origine extraaziendale queste devono
essere sottoposte ad un prelievo di ulteriori dodici campioni di
sangue.
5. Il campionamento dei suini previsto nelle aziende da produzione,
e' effettuato a discrezione del veterinario ufficiale
indifferentemente presso l'allevamento o al macello.
6. Nel caso che il controllo di cui al comma 5 venga effettuato al
macello il veterinario ufficiale della azienda di origine deve
specificare sul modello 4, che accompagna gli animali al macello,
"partita di suini da sottoporre ai controlli di cui all'art. 3 del
"piano di sorveglianza della malattia vescicolare del suino 1999".
7. I dati identificativi individuali dei suini sottoposti al
prelievo devono essere riportati nel modello di cui all'allegato II
che deve accompagnare i campioni di sangue inviati all'Istituto
zooprofilattico sperimentale competente per territorio. Gli Istituti
zooprofilattici sperimentali non accettano campioni da sottoporre ad
esame se non accompagnati dal suddetto modello compilato
completamente in tutte le sue parti.
8. I campioni prelevati sono sottoposti a prove sierologiche nei
confronti della malattia vescicolare del suino e della peste suina
classica, eventualmente in associazione con altri test previsti da
altri piani nazionali di controllo delle malattie del suino.

Art. 4.
1. Nelle regioni non accreditate, di cui all'allegato I, tutte le
aziende suinicole da riproduzione che non sono state mai controllate
per l'ottenimento dello stato di accreditamento, nei confronti della
malattia vescicolare del suino, devono essere sottoposte a due test
sierologici, il secondo effettuato trascorsi non meno di ventotto e
non oltre i quaranta giorni dal primo.
2. Il numero di suini da campionare in base all'effettivo aziendale
e' riportato nella tabella di cui all'allegato III.
3. Le aziende di cui al comma 1 non possono movimentare suini
nemmeno se destinati direttamente al macello fino a quando non
vengono accreditate; il veterinario ufficiale del macello non
accettera' per la macellazione suini scortati dal modello 4 privo
dell'attestazione veterinaria "Azienda accreditata per MVS".
4. Le aziende accreditate presenti nelle "Regioni non accreditate"
seguono il piano di campionamento di cui all'art. 3.

Art. 5.
1. L'Istituto zooprofilattico sperimentale competente per
territorio, in seguito al referto di laboratorio di sieropositivita'
dei suini nelle aziende campionate, deve comunicare l'esito senza
indugio, a mezzo fax, contestualmente alla A.S.L., alla regione, al
Ministero della sanita', per gli adempimenti di rispettiva
competenza.
2. L' Istituto zooprofilattico sperimentale competente nel
trasmettere il responso di sieropositivita' deve allegare il modulo
di accompagnamento dei campioni di cui all'allegato II o un modulo
alternativo contenente tutti i dati relativi all'azienda e al
campionamento.

Art. 6.
1. In caso di singola sieropositivita' rilevata all'esame
sierologico di prima istanza effettuato dall'Istituto zooprofilattico
sperimentale competente per territorio e in attesa della conferma del
centro di referenza, la A.S.L. dispone:
a) il sequestro della azienda con divieto di entrata ed uscita di
suini;
b) il prelievo di sangue del suino sieropositivo e dei suini a
contatto, trascorsi almeno sette giorni dal primo prelievo;
c) il prelievo di feci dal capo sieropositivo;
d) il prelievo di un campione di feci dalla struttura in cui il
capo sieropositivo era tenuto;
e) il prelievo di un insieme di campioni di feci dalle restanti
strutture della azienda.
2. Se in seguito all'esito degli esami di cui al comma 1, in
assenza di isolamento virale, e dopo accurata indagine
epidemiologica, i singoli capi sieropositivi sono classificabili come
singleton reactor, tali capi dovranno essere macellati secondo le
modalita' indicate ai commi 10, 11, 12 e 13.
3. Si definisce "singleton reactor" un suino sieropositivo quando
sono presenti tutti i seguenti requisiti:
a) presenza di positivita' sierologica di un singolo soggetto al
test di screening (ELISA) e al test di conferma di
sieroneutralizzazione (SN) per anticorpi verso la MVS;
b) assenza di un incremento significativo del titolo anticorpale al
test di sieroneutralizzazione (SN) dopo un secondo prelievo;
c) assenza di anticorpi per la MVS di classe IgG anche dopo un
secondo prelievo;
d) assenza di sieroconversione in altri soggetti dell'azienda;
e) assenza dell'enterovirus della MVS nelle feci prelevate dal
soggetto sieropositivo e nell'azienda;
f) nessuna precedente correlazione epidemiologica del soggetto
sieropositivo o di altri soggetti dell'azienda con un focolaio noto
di MVS o altra azienda sieropositiva;
g) nessun segno clinico di malattia nel soggetto sieropositivo e
negli altri soggetti dell'azienda;
h) nessun caso precedente di malattia clinica nell'allevamento.
4. Nelle aziende in cui si evidenzi la presenza di singleton
reactor la qualifica e' sospesa fino alla macellazione del capo
positivo.
5. Per le aziende da riproduzione, in presenza di sieropositivita'
multiple evidenziate dall'esame sierologico di prima istanza, in
attesa della conferma del CERVES, la A.S.L., sentito l'Istituto
zooprofilattico sperimentale, fermo restando i prelievi di campioni
di feci previsti dal comma 1, procede direttamente al prelievo di
sangue di tutti i riproduttori e ad un prelievo statisticamente
significativo nei suini da ingrasso se presenti in azienda.
6. In ogni caso in attesa del responso dell'esame delle feci non e'
consentito lo spostamento dei suini anche se destinati al macello.
7. Nel caso in cui l'esame coprologico dimostri la presenza
dell'enterovirus, l'azienda e' dichiarata focolaio e la A.S.L.
applica le norme previste dal decreto del Presidente della Repubblica
17 maggio 1996, n. 362.
8. Qualora invece venga confermata la sola sieropositivita' dal
centro di referenza di Brescia, e non venga isolato l'enterovirus
della MVS, la A.S.L. provvede alla revoca dello stato di
accreditamento della azienda e dispone la macellazione dei
riproduttori sieropositivi confermati secondo le modalita' previste
ai commi 10, 11, 12 e 13.
9. Qualora nelle suddette aziende da riproduzione sieropositive
siano presenti anche suini da ingrasso, le azioni da attuare da parte
della A.S.L. saranno valutate di volta in volta d'intesa tra la
A.S.L. medesima, la regione, il Ministero della sanita', l'Istituto
zooprofilattico sperimentale competente per territorio e il centro di
referenza di Brescia.
10. I suini risultati sieropositivi dopo conferma del CERVES e a
conclusione di tutti gli esami devono essere macellati entro
settantadue ore dall'adozione del provvedimento di abbattimento da
parte dell'autorita' competente.
11. In caso di dimostrata necessita' su proposta della regione, la
macellazione dei suini sieropositivi puo' essere effettuata secondo
un piano concordato tra la regione medesima, la A.S.L. e il Ministero
della sanita'. Le macellazioni devono essere effettuate sotto il
controllo del veterinario ufficiale, in un macello designato dalla
A.S.L., nel territorio di propria competenza. Nell'impossibilita' di
reperire il macello nella A.S.L., la regione provvede a designare uno
stabilimento dove macellare, sempre nei tempi stabiliti, i suini.
12. La A.S.L. provvede affinche' i suini sieropositivi inclusi i
singleton reactor pervenuti al macello vengano mantenuti e macellati
separatamente dagli altri suini e le loro carni, bollate come
prescritto, siano riservate esclusivamente al mercato nazionale. Per
tali suini, inoltre si procedera' alla distruzione di testa e
pacchetto intestinale.
13. I suini sieropositivi destinati al macello devono essere
identificati individualmente con indicazione del contrassegno sulla
certificazione di scorta. Il veterinario ufficiale responsabile del
macello deve essere informato dell'invio dei suini e a sua volta deve
comunicare alla A.S.L. competente l'avvenuta macellazione.

Art. 7.
1. Nel caso in cui si riscontri una o piu' sieropositivita' su una
partita di suini da ingrasso campionata al macello, la A.S.L.
territorialmente competente sulla azienda di origine, oltre ad
effettuare una indagine epidemiologica, provvede ad effettuare un
prelievo di un numero di campioni di sangue sui suini in azienda
secondo la tabella di cui all'allegato III. Tale prelievo deve essere
rappresentativo di tutte le strutture in cui sono tenuti gli animali.
2. Al campionamento previsto al comma 1 si deve associare il
prelievo di campioni di feci dall'ambiente rappresentativo di tutto
l'allevamento.
3. In attesa dei risultati di laboratorio non e' consentita alcuna
movimentazione di suini da e per l'azienda.
4. In base ai risultati di laboratorio, la A.S.L. in accordo con
l'Istituto zooprofilattico sperimentale territorialmente competente,
il centro di referenza e il Ministero della sanita' predispone le
misure da attuarsi caso per caso.

Art. 8.
1. In caso di focolaio di MVS le qualifiche di accreditamento delle
aziende presenti nella zona di protezione e sorveglianza e in quelle
correlate epidemiologicamente al focolaio sono sospese fino a quando
non vengono ultimati tutti i controlli chimici e sierologici con
esito negativo.
2. In particolare nelle aziende in zona di protezione nonche' in
tutte le aziende correlate epidemiologicamente devono essere
effettuati due campionamenti a distanza di ventotto giorni uno
dall'altro prelevando un numero di campioni di sangue secondo quanto
indicato nella tabella di cui all'allegato III.
3. Nelle aziende in zona di sorveglianza deve essere effettuato con
le stesse modalita' di cui al comma 2 un solo campionamento.

Art. 9.
1. Nelle aziende da riproduzione e miste situate in tutto il
territorio nazionale che hanno perso la qualifica di indenne da MVS
il riaccreditamento puo' avvenire solo dopo l'effettuazione di due
controlli sierologici a distanza di ventotto giorni. Il numero di
riproduttori da campionare in base all'effettivo aziendale e' quello
indicato nella tabella di cui all'allegato III
2. Nelle aziende di cui al comma 1, fermo restando l'esito negativo
dell'esame coprologico, e' permessa la movimentazione dei suini
esclusivamente verso un macello posto nel territorio regionale. In
questo caso il veterinario ufficiale della A.S.L. competente per
territorio al momento del rilascio del modello 4 di cui all'art. 10,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1996,
n. 317, deve specificare nell'apposito riquadro E "Azienda in fase di
riaccreditamento per MVS".
3. Per le aziende da ingrasso si procedera' al riaccreditamento
induttivo in relazione all'introduzione di suini esclusivamente da
aziende accreditate.

Art. 10.
1. Nelle stalle di sosta presenti nel territorio regionale, deve
essere effettuato, almeno ogni novanta giorni, un prelievo di un
insieme di campioni di feci dalle diverse strutture della stalla per
la ricerca del virus nell'ambiente.
2. I campioni di feci di cui al comma 1 possono essere inviati
dalla A.S.L. direttamente al centro di referenza delle malattie
vescicolari presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale della
Lombardia e dell'Emilia sede di Brescia. E' comunque obbligatorio
trasmettere copia del modello II all'Istituto zooprofilattico
sperimentale competente per territorio.
3. In attesa dell'esito dell'esame non e' permessa la
movimentazione dei suini da e per la stalla di sosta.

Art. 11.
1. Le stalle di sosta dei commercianti, i centri di raccolta
nonche' le stalle annesse ai macelli devono essere sottoposte, almeno
trimestralmente, ad un'accurata pulizia e disinfezione con prodotti
di provata efficacia nei confronti della malattia vescicolare del
suino di cui allegato IV. Le informazioni relative alla disinfezione
devono essere riportate su un apposito registro con almeno i seguenti
dati:
a) nella parte relativa al carico:
1) nome commerciale del disinfettante, efficace sul virus della
malattia vescicolare del suino, e relativo principio attivo;
2) data e quantita' del disinfettante acquistato;
b) nella parte relativa allo scarico:
1) quantita' di disinfettante utilizzata e concentrazione di
utilizzo;
2) data della disinfezione.
2. Il veterinario ufficiale deve controfirmare sul registro di cui
al comma 1 l'avvenuta disinfezione e verificare la corrispondenza tra
la quantita' di disinfettante acquistato e quello utilizzato.
3. Prima di effettuare le previste misure di disinfezione si deve
provvedere ad un preliminare lavaggio dei ricoveri della stalla
utilizzando apparecchi a pressione, al fine di eliminare le sostanze
organiche presenti.

Art. 12.
1. Le partite di suini provenienti dagli Stati membri sono soggetti
a controlli non discriminatori, di cui al decreto legislativo 30
gennaio 1993, n. 28.
2. Il campionamento deve riguardare unicamente le partite di suini
da produzione e riproduzione, e deve essere effettuato immediatamente
dopo lo scarico degli animali dal mezzo di trasporto.
3. Il campionamento prevede per ciascuna partita un prelievo di
campioni di sangue su un numero di suini pari a quello indicato nella
tabella di cui all'allegato III. Il prelievo di campioni di feci per
ogni scomparto del mezzo di trasporto in cui sono presenti gli
animali.
4. Ogni campione di sangue e di feci deve essere prelevato in un
quantitativo sufficiente da permettere la suddivisione in due
aliquote, presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale
territorialmente competente, la prima da sottoporre ad esame e la
seconda da conservarsi a cura dell'Istituto zooprofilattico
sperimentale in condizioni adeguate per almeno un mese, per poter
essere eventualmente utilizzata per ulteriori esami in caso di
contenzioso comunitario con lo Stato membro speditore.
5. I campioni inviati all'Istituto zooprofilattico sperimentale
territorialmente competente devono essere accompagnati dal modello di
cui all'allegato V.
6. Gli Istituti zooprofilattici non accettano campioni da
sottoporre ad esame se non accompagnati dal suddetto modello
debitamente compilato.
7. In caso di riscontro positivo degli esami effettuati su suini
importati l'Istituto zooprofilattico sperimentale deve trasmettere
urgentemente, al Ministero della sanita', all'ufficio UVAC competente
per territorio, alle regioni e alla A.S.L. il responso di laboratorio
allegandovi il modulo di accompagnamento dei campioni o un modulo
alternativo contenente tutte le informazioni relative alla partita
campionata. Le misure da attuarsi verranno prese d'intesa tra A.S.L.
centro di referenza e Ministero della sanita'.

Art. 13.
1. Nel caso in cui le autorita' regionali ravvisino una situazione
di rischio epidemiologico riferita alla malattia vescicolare sul
proprio territorio, devono concordare con il Ministero della sanita',
il centro di referenza delle malattie vescicolari di Brescia e il
Centro di referenza per l'epidemiologia di Teramo la predisposizione
di un piano di controllo straordinario.

Art. 14.
1. Il Ministero della sanita', in applicazione della decisione
comunitaria 98/703/CE della Commissione europea, trasmette alla CE le
relazioni trimestrali previste dalla decisione stessa. Queste devono
contenere indicazioni sullo stato sanitario delle regioni e
sull'andamento del piano, sui tests sierologici e virologici
effettuati, i focolai accertati, gli allevamenti e il numero di casi
sieropositivi riscontrati, gli indennizzi corrisposti in base alla
normativa vigente.
2. Al fine di poter soddisfare agli obblighi di cui al comma 1 le
regioni trasmettono al Ministero della sanita' le relazioni
trimestrali con i dati suddetti entro: il 30 aprile, il 31 luglio, il
31 ottobre, 1999 e il 31 gennaio 2000, in adempimento dell'ultimo
comma dell'articolo 5 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.

Art. 15.
1. Nell'ambito del piano di cui all'art. 1, comma 1, e' eseguito un
programma di sorveglianza per la peste suina classica.
2. L'Istituto zooprofilattico sperimentale competente per
territorio sottopone tutti campioni di sangue di cui agli articoli 3
e 12 ad una prova sierologica per la ricerca di anticorpi nei
confronti della peste suina classica.
3. Gli esiti positivi degli esami sierologici devono essere
comunicati tempestivamente dagli Istituti zooprofilattici competenti
per territorio all'A.S.L., alla regione e al centro di referenza.
4. I campioni positivi agli esami sierologici per peste suina
classica devono essere inviati dagli Istituti zooprofilattici
sperimentali territorialmente competenti al centro di referenza
nazionale per le pesti suine di Perugia per l'esame di conferma.
5. In caso di sieropositivita' per peste suina classica confermata
dal centro di referenza nazionale ulteriori approfondimenti
diagnostici sono concordati tra l'A.S.L. competente l'Istituto
zooprofilattico sperimentale competente e il centro di referenza
nazionale per confermare o escludere la presenza dell'infezione.
L'A.S.L. svolge un'appropriata indagine epidemiologica al fine di
individuare ed evidenziare eventuali fattori di rischio.
6. Le risultanze dell'indagine epidemiologica devono essere
immediatamente inviate al Ministero della sanita' e al servizio
veterinario delle regioni o province autonome.
7. Le A.S.L. in attesa degli esiti degli approfondimenti
diagnostici negli allevamenti sospetti applicano le misure previste
dal decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1996, n. 363.

Art. 16.
1. L'onere finanziario del piano e' a carico del Fondo sanitario
nazionale (cap. 5941 - stato di previsione del Ministero del tesoro).
2. L'indennizzo spettante ai proprietari dei suini macellati in
applicazione del piano e' disciplinato dalla legge 2 giugno 1988, n.
218, dal decreto ministeriale 20 luglio, n. 298 e dal decreto 19
agosto 1996, n. 587.
3. Le regioni, ai fini della richiesta di assegnazione di fondi per
il pagamento degli indennizzi dei suini sieropositivi macellati
nonche' per il rimborso dalla CE utilizzeranno apposito modello di
cui all'allegato VI che deve essere trasmesso al Ministero entro
sessanta giorni dalla data di abbattimento degli animali. Per quanto
riguarda i suini abbattuti e distrutti per focolaio accertato ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1996, n.
362, deve essere utilizzato il modello di cui all'allegato VII.
4. La partecipazione finanziaria comunitaria relativa al piano
riguarda il 50% delle spese sostenute per i test sierologici e
virologici e gli indennizzi dei suini macellati.
5. Per gli adempimenti di competenza, le regioni inviano al
Ministero, entro il 1 aprile del 2000, una relazione finale sulla
esecuzione tecnica del piano congiuntamente agli elementi
giustificativi delle spese sostenute riferiti al piano 1999.
La presente ordinanza sara' trasmessa per il visto all'Ufficio
centrale del bilancio presso il Ministero della sanita' ed entrera'
in vigore il giorno successivo la pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 5 agosto 1999
Il Ministro: Bindi
Registrata alla Corte dei conti il 20 agosto 1999
Registro n. 2 Sanita', foglio n. 55

ALLEGATI
PAG. 18
PAG. 19
PAG. 20
PAG. 21
PAG. 22
PAG. 23
PAG. 24
PAG. 25
PAG. 26