Gazzetta Ufficiale n. 265 del 12-11-1998

MINISTERO PER LE POLITICHE AGRICOLE

DECRETO 27 maggio 1998.
Istituzione presso il Ministero per le politiche agricole dell'albo
dei prodotti di montagna, autorizzati a fregiarsi della menzione
aggiuntiva "prodotto nella montagna italiana".


IL MINISTRO
PER LE POLITICHE AGRICOLE

Visto l'art. 15 della legge 31 gennaio 1994, n. 97 ("nuove
disposizioni per le zone montane") relativo alla tutela di prodotti
tipici;
Visto il regolamento CEE n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio
1992, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle
denominazioni di origine dei prodotti agricoli ed alimentari;
Visto il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, che istituisce
il Ministero per le politiche agricole in qualita' di centro di
riferimento degli interessi nazionali in materia di politiche
agricole, forestali e agroalimentari con particolare riguardo alla
attribuzione di compiti di tutela della qualita' dei prodotti
agroalimentari;
Visto il comma 1 del citato art. 15 della legge numero 97/1994 che
istituisce presso il Ministero per le politiche agricole l'albo dei
prodotti di montagna, autorizzati a fregiarsi della menzione
aggiuntiva "prodotto nella montagna italiana", al fine di tutelare
l'originalita' del patrimonio storicoculturale dei territori montani;
Visto il comma 3 dello stesso articolo che prevede che il Ministro
per le politiche agricole disciplini, con proprio decreto, i criteri
e le modalita' per l'iscrizione all'albo e per l'uso della menzione
"prodotto nella montagna italiana";
Considerato che, ai sensi del comma 1 dell'art. 15, l'albo che
consente la valorizzazione di prodotti dei territori montani si
applica ai prodotti gia' protetti in ambito comunitario come
"denominazioni di origine" o "indicazioni geografiche" ai sensi del
regolamento CEE n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992;
Considerato che, ai sensi dello stesso comma, la suddetta menzione
aggiuntiva "prodotto nella montagna italiana", e' da attribuirsi,
sentite le comunita' montane interessate, alle sole produzioni
agroalimentari dei comuni montani sia per quanto riguarda l'origine
della materia prima che per la localizzazione nei suddetti territori
montani dell'eventuale trasformazione ed elaborazione;
Visto il regolamento (CE) n. 1107/96, del 12 giugno 1996 e
successive integrazioni, relativo alla registrazione delle
indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protette nel
quadro della procedura di cui all'art. 17 del regolamento (CEE) n.
2081/92;
Visto l'art. 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128, che nell'ambito
dell'adempimento di obblighi derivati dalla appartenenza dell'Italia
alle Comunita' europee discip1ina controlli e vigilanza sulle
denominazioni protette dei prodotti agricoli e alimentari con
particolare riguardo all'attivita' di controllo svolta da organismi
privati autorizzati;
Tenuto conto della sentenza della Corte di giustizia delle
Comunita' europee del 7 maggio 1997, relativa all'uso della
denominazione "montagna" per prodotti agricoli e derrate alimentari
che ha sancito la facolta' di utilizzare tale denominazione
nell'ambito di una regolamentazione nazionale, purche' si tratti di
denominazioni di origine ed indicazioni geografiche protette ai sensi
del predetto regolamento (CEE) n. 2081/92;
Tenuto conto altresi' che sulla base dei dispositivi sopra citati,
i prodotti dei territori montani che beneficiano della protezione
della relativa denominazione di origine o indicazione geografica
rispondono alle condizioni per l'inserimento nell'albo dei prodotti
di montagna e sono autorizzati a fregiarsi della menzione aggiuntiva
"prodotto nella montagna italiana";

Decreta:
Art. 1.
Istituzione dell'albo dei prodotti di montagna

1. E' istituito presso il Ministero per le politiche agricole
l'albo dei prodotti di montagna, autorizzati a fregiarsi della
menzione aggiuntiva "prodotto nella montagna italiana".

Art. 2.
Requisiti per l'iscrizione all'albo

1. E' ammessa l'iscrizione all'albo dei prodotti di montagna delle
sole produzioni agroalimentari che:
a) abbiano conseguito il riconoscimento comunitario di prodotti
protetti come "denominazione di origine" o "indicazione geografica"
ai sensi del regolamento CEE n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio
1992;
b) siano originate nei comuni montani, di cui all'art. 1, comma 3,
della legge n. 97/1994, sia per quanto riguarda la materia prima che
per la localizzazione dell'eventuale trasformazione ed elaborazione
della stessa.
2. Per le produzioni interessate all'iscrizione all'albo dei
prodotti di montagna, il requisito di cui alla lettera b) del comma
precedente deve trovare riscontro nei relativi disciplinari, di cui
all'art. 4 del regolamento CEE n. 2081/92 del Consiglio, del 14
luglio 1992, sanciti all'atto della relativa registrazione
comunitaria.

Art. 3.
Modalita' di iscrizione all'albo

1. Le domande di iscrizione all'albo sono inoltrate dai produttori
e trasformatori nelle forme associative previste per le richieste di
registrazione ai sensi del regolamento CEE n. 2081/92 del Consiglio,
del 14 luglio 1992.
2. Per il tramite della regione territorialmente competente che
esprime un proprio motivato parere, le domande di cui al comma 1 sono
presentate al Ministero per le politiche agricole - Direzione
generale delle politiche agricole e agroindustriali nazionali,
corredate del parere della o delle Comunita' montane nel cui
territorio hanno origine le produzioni interessate, in merito
all'idoneita' e all'opportunita' dell'iscrizione delle stesse
all'albo nonche' sulla eventuale autorizzazione a svolgere attivita'
di vigilanza da parte di un consorzio di tutela laddove sussistano
forme associative di settore.
3. Per la formalizzazione istruttoria delle domande di iscrizione
all'albo, la Direzione generale delle politiche agricole ed
agroindustriali nazionali si avvale del parere di un comitato
tecnico, presieduto dal dirigente competente, costituito da
rappresentanti della Direzione generale delle risorse forestali,
montane e idriche, dell'Unione nazionale dei comuni montani (UNICEM)
nonche' delle regioni e delle comunita' montane di volta in volta
interessate.
4. L'iscrizione all'albo delle singole produzioni interessate,
giudicate idonee, e' attuata a cura dei competenti uffici
ministeriali.

Art. 4.
Modalita' per l'uso della menzione aggiuntiva

1. Le produzioni iscritte all'albo sono autorizzate a fregiarsi
della menzione aggiuntiva "prodotto nella montagna italiana". La
stessa menzione potra' essere eventualmente utilizzata nell'ambito di
un apposito "logo", da approvarsi con decreto del Ministro per le
politiche agricole.
2. E' fatto divieto di usare, con la menzione di cui all'art. 1,
qualsiasi altra denominazione ed aggettivazione aggiuntiva.
3. Chiunque utilizzi all'atto dell'immissione al consumo la
menzione di cui all'art. 1 del presente decreto, per prodotti che non
rispondano alle condizioni ed ai requisiti di cui all'art. 2, e'
punito a norma delle vigenti leggi in materia di frodi e
sofisticazioni.

Art. 5.
Vigilanza tutela e controlli

1. La vigilanza e la tutela sulle produzioni iscritte all'albo dei
prodotti di montagna si attuano con le modalita' previste nelle
vigenti norme comunitarie e nazionali di settore.
2. Ferme restando le disposizioni generali e quelle contenute nei
singoli atti di riconoscimento dei prodotti interessati, il Ministero
per le politiche agricole coordina tutte le azioni intese a vigilare
sul corretto utilizzo della menzione aggiuntiva, di cui al presente
decreto, e a contrastare eventuali abusi, avvalendosi del Corpo
forestale dello Stato.
3. Per le finalita' di cui al precedente comma 1 il Ministero, con
proprio provvedimento, puo' autorizzare, acquisiti i pareri di cui
all'art. 3 del presente decreto, un consorzio volontario di
produttori che soddisfino le condizioni per utilizzare la menzione
aggiuntiva "prodotto della montagna".
4. Per quanto concerne l'attuazione dei controlli sulle produzioni
iscritte all'albo dei prodotti di montagna, in quanto denominazioni
di origine e indicazione geografiche protette ai sensi del
regolamento (CEE) numero 2081/92, si applicano le disposizioni di cui
all'art. 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128; gli eventuali
organismi di controllo privati sono autorizzati, a seguito di
valutazione dei requisiti prescritti dalla legge medesima, secondo
modalita' previste dal Ministero sulle strutture di controllo dello
specifico settore
Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana ed entrera' in vigore il giorno successivo alla
data di pubblicazione.

Roma, 27 maggio 1998

Il Ministro: Pinto

Registrato alla Corte dei conti il 29 settembre 1998
Registro n. 2 Politiche agricole, foglio n. 177