Gazzetta Ufficiale n. 268 del 15-11-1999

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 ottobre 1999, n.421
Esecuzione dell'intesa sull'assistenza spirituale al personale della Polizia di Stato di religione cattolica, firmata il 9 settembre 1999.

in vigore dal: 30-11-1999
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l'articolo 87 della Costituzione;
Vista la legge 25 marzo 1985, n. 121, recante ratifica ed
esecuzione dell'accordo, con protocollo addizionale, firmato a Roma
il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato
lateranense dell'11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la
Santa Sede;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina
dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri;
Visto l'articolo 69 della legge 1 aprile 1981, n. 121, riguardante
l'assistenza religiosa al personale della Polizia di Stato che
risieda presso alloggi collettivi di servizio o scuole;
Vista l'intesa fra il Ministro dell'interno e il Presidente della
Conferenza episcopale italiana firmata il 21 dicembre 1990 che
stabiliva le modalita' per assicurare l'assistenza spirituale al
personale della Polizia di Stato, resa esecutiva con proprio decreto
17 gennaio 1991 n. 92;
Considerato che, alla luce dell'esperienza acquisita nel corso di
applicazione dell'intesa del 21 dicembre 1990, e' emersa l'esigenza
di rivederne taluni aspetti;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella
riunione del 16 giugno 1999, con la quale il Ministro dell'interno e'
stato autorizzato a sottoscrivere, previa comunicazione al
Parlamento, una nuova intesa definita con la Conferenza episcopale
italiana, che stabilisca le modalita' per assicurare l'assistenza
spirituale al personale della Polizia di Stato di religione
cattolica;
Viste le comunicazioni rese dal Ministro dell'interno alla
commissione Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e
Interni della Camera dei deputati in data 15 luglio 1999 e alla
commissione Affari costituzionali del Senato in data 20 luglio 1999;
Vista la nuova intesa firmata fra il Ministro dell'interno e il
Presidente della Conferenza episcopale italiana firmata il 9
settembre 1999, che stabilisce le modalita' per assicurare
l'assistenza spirituale al personale della Polizia di Stato di
religione cattolica;
Sulla proposta del Ministro dell'interno;
Decreta:
Piena ed intera esecuzione e' data all'intesa fra il Ministro
dell'interno e il Presidente della Conferenza episcopale italiana,
firmata il 9 settembre 1999 che stabilisce le modalita' per
assicurare l'assistenza al personale della Polizia di Stato di
religione cattolica. L'intesa, composta di quindici articoli e
allegata al presente decreto, di cui costituisce parte integrante,
sostituisce integralmente l'intesa firmata fra il Ministro
dell'interno e il Presidente della Conferenza episcopale italiana in
data 21 dicembre 1990.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 27 ottobre 1999
CIAMPI
D'Alema, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Russo Jervolino, Ministro
dell'interno
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
Registrato alla Corte dei conti l'8 novembre 1999
Atti di Governo, registro n. 118, foglio n. 1





Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato
redatto dall'amministrazione competente per materia, ai
sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura,
delle disposizioni di legge alle quali e' operato il
rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
Note al decreto
Note alle premesse:
- L'art. 87, comma quinto, della Costituzione
conferisce al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi, di emanare i decreti aventi valore
di legge ed i regolamenti.
- La legge n. 121/1985 di ratifica ed esecuzione
dell'accordo tra la Santa Sede e la Repubblica italiana -
con protocollo addizionale - firmato a Roma il 18
febbraio 1984, che "apporta modificazioni al Concordato
Lateranense", prevede, all'art. 11, che l'assistenza
spirituale alle Forze di Polizia e' assicurata, nei
rispetto dei principi costituzionali, da ecclesiastici
nominati dalle autorita' italiane competenti, su
designazione dell'Autorita' ecclesiastica.
- La legge n. 400/1988 recante "Disciplina
dell'attivita' di Governo ed ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri", all'art. 2, comma 3, lettera
i), dispone:
"3. Sono sottoposti alla deliberazione del Consiglio dei
Ministri:
a) - h) (omissis).
i) gli atti concernenti i rapporti tra lo Stato e
la Chiesa cattolica, di cui all'art. 7 della
Costituzione".
- L'art. 69 della legge n. 121/1981 concernente
il "Nuovo ordinamento della Polizia di Stato",
stabilisce che "al personale della Polizia di Stato, che
risieda in alloggi collettivi di servizio o scuole, e
assicurata l'assistenza religiosa senza fare ricorso ai
cappellani militari".
- Il decreto del Presidente della Repubblica 17 gennaio
1991, n. 92, reca: "Esecuzione dell'intesa fra il
Ministro dell'interno e il Presidente della Conferenza
episcopale italiana, firmata il 21 dicembre 1990,
che stabilisce le modalita' per assicurare
l'assistenza spirituale ai personale della Polizia di
Stato".

I N T E S A
fra il Ministro dell'interno e il Presidente della Conferenza
episcopale italiana che stabilisce le modalita' per assicurare
l'assistenza spirituale al personale della Polizia di Stato di
religione cattolica.
IL MINISTRO DELL'INTERNO
qualeautorita' competente in materia di pubblica sicurezza, previa
autorizzazione del Consiglio dei Ministri del 16 giugno 1999,
e
IL PRESIDENTE
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
che,debitamente autorizzato dalla Santa Sede con lettera del
cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, in data 2 luglio 1999
(Prot. n. 5449/99/RS), agisce a nome della Conferenza stessa, ai
sensi degli articoli 5 e 23, lettera q), dello statuto della
medesima.
Avendo convenuto sull'opportunita' di riconsiderare alla luce
dell'esperienza taluni aspetti dell'intesa fra le medesime autorita',
firmata il 21 dicembre 1990, che stabilisce le modalita' per
assicurare l'assistenza spirituale al personale della Polizia di
Stato;
In attuazione dell'articolo 11 dell'accordo tra la Santa Sede e la
Repubblica italiana firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta
modificazioni al Concordato lateranense,
Determinano
di adottare come nuovo testo dell'intesa il seguente:
Art. 1.
1. L'assistenza spirituale al personale della Polizia di Stato, di
cui all'art. 69 della legge 1 aprile 1981, n. 121 ed all'articolo 11,
n. 2 dell'accordo tra la Santa Sede e la Repubblica italiana del 18
febbraio 1984, e' assicurata, nel rispetto dei principi
costituzionali, con le modalita' stabilite dagli articoli seguenti.
Note all'intesa
Note alle premesse:
- Per l'art. 11 dell'accordo di revisione
Stato-Chiesa con protocollo addizionale, in data 18
febbraio 1984, si veda nelle note alle premesse del
decreto, dove e' riportata la legge n. 121/1985 di
ratifica dell'accordo.
Nota all'art. 1:
- Per l'art. 69 della legge n. 121/1981 riguardante
il nuovo ordinamento della Polizia di Stato, si veda
nelle note alle premesse dei decreto.
Art. 2.
1. L'assistenza e' prestata al personale della Polizia di Stato
residente presso alloggi collettivi di servizio o presso istituti di
istruzione.
Art. 3.
1. L'assistenza e' svolta da cappellani incaricati con decreto del
Ministro dell'interno su designazione dell'autorita' ecclesiastica
competente, sentito il cappellano coordinatore nazionale di cui
all'articolo 10. L'autorita' ecclesiastica competente:
a) per i cappellani territoriali e' la Conferenza episcopale della
regione ecclesiastica, la quale sente previamente i vescovi delle
diocesi interessate;
b) per i cappellani degli istituti di istruzione e' il vescovo del
luogo ove si trova l'istituto di istruzione;
c) per il cappellano coordinatore nazionale e' la Conferenza
episcopale italiana.
2. Possono essere nominati cappellani sacerdoti che abbiano
cittadinanza italiana, godano dei diritti civili e politici e siano
di eta' non inferiore a trenta e non superiore a sessantadue anni.
Art. 4.
1. La competente autorita' ecclesiastica comunica entro il 30
settembre di ogni anno:
a) al prefetto della provincia capoluogo della regione civile la
designazione del cappellano con competenza territoriale;
b) al prefetto della provincia ove si trova l'istituto di
istruzione la designazione del cappellano dell'istituto di
istruzione;
c) al Ministro dell'interno la designazione del cappellano
coordinatore nazionale.
Art. 5.
1. Il prefetto, ove non ostino gravi ragioni, trasmette al Ministro
dell'interno entro il 31 ottobre il nominativo del sacerdote
designato, informandone l'autorita' ecclesiastica che gli ha
comunicato la designazione.
2. Il prefetto della provincia capoluogo della regione civile deve
previamente sentire i prefetti eventualmente interessati.
Art. 6.
1. L'incarico di cappellano viene conferito con decreto del
Ministro dell'interno entro il 31 dicembre. L'incarico e' annuale e
si intende tacitamente rinnovato, salve le ipotesi di cui ai commi 2
e 3. In ogni caso l'incarico non puo' essere rinnovato se il
cappellano abbia compiuto il sessantottesimo anno di eta'.
2. La cessazione dell'incarico in corso d'anno ha luogo qualora si
verifichi la cessazione di attivita' della struttura o venga meno il
requisito della cittadinanza o quello del godimento dei diritti
civili e politici ovvero sia revocata la designazione da parte
dell'autorita' ecclesiastica di cui all'articolo 3, comma 1.
3. L'incarico puo' essere altresi' revocato con decreto motivato
del Ministro dell'interno, sentito il vescovo della diocesi di
incardinazione del cappellano o, se questi e' religioso, l'ordinario
da cui dipende.
Art. 7.
1. Il Ministro dell'interno con proprio decreto:
a) determina le sedi di servizio dove nell'anno successivo sara'
prestata l'assistenza religiosa con i relativi organici;
b) conferisce i nuovi incarichi;
c) emana, ove occorra, i provvedimenti di revoca dell'incarico di
cui all'articolo 6, comma 3;
d) specifica l'importo del compenso di cui all'articolo 12, commi 1
e 2, da corrispondere ai cappellani.
Art. 8.
1. Fatte salve imprescindibili esigenze di servizio, il cappellano,
per coloro che intendono fruire del suo ministero:
a) cura la celebrazione dei riti liturgici, la catechesi, specie in
preparazione ai sacramenti, la formazione cristiana, nonche'
l'organizzazione di ogni opportuna attivita' pastorale e culturale;
b) offre il contributo del proprio ministero per il sostegno
religioso del personale e dei familiari, soprattutto nelle situazioni
di emergenza.
2. Per tutto cio' che riguarda la materia propriamente spirituale e
pastorale i cappellani sono tenuti ad osservare le norme
dell'ordinamento canonico e le direttive del vescovo competente per
territorio. Il cappellano, nell'ambito di tali funzioni, esercita le
facolta' previste dal canone 566 del codice di diritto canonico e
dalle disposizioni adottate in materia dall'autorita' ecclesiastica.
3. Per l'esercizio delle funzioni attinenti la sfera di competenza
dell'amministrazione, il cappellano territoriale risponde al questore
del luogo dove la funzione e' esercitata, ed e' amministrato dalla
questura del luogo dove ha sede l'ufficio.
Il cappellano degli istituti di istruzione risponde ed e'
amministrato dal direttore dell'istituto.
4. Il cappellano a tempo pieno e' tenuto ad assicurare assistenza
spirituale per un numero di ore pari almeno all'orario di lavoro
prestato dal personale della Polizia di Stato.
5. Il cappellano a tempo parziale e' tenuto ad un orario ridotto
fino ad un massimo del 50% dell'orario normale, assicurata in ogni
caso la celebrazione dei riti liturgici e la catechesi.
6. Sia il cappellano a tempo pieno sia il cappellano a tempo
parziale hanno l'obbligo della reperibilita'.
7. Sono incompatibili con l'ufficio di cappellano gli incarichi
estranei al servizio che non consentano di espletare interamente le
funzioni di cui al presente articolo 10.
Nota all'art. 8:
- Il canone 566 del codice di diritto canonico dispone:
"Canone 566. - E' opportuno che il cappellano sia
fornito di tutte le facolta' che richiede una ordinata
cura pastorale. Oltre a quelle che vengono concesse dal
diritto particolare o da una delega speciale, il
cappellano, in forza dell'ufficio, ha la facolta' di
udire le confessioni dei fedeli affidati alle sue cure, di
predicare loro la parola di Dio, nonche' di conferire
il Sacramento della Confermazione.
Negli ospedali, nelle carceri e nei viaggi in mare, il
cappellano ha inoltre la facolta', esercitabile solo
in tali luoghi, di assolvere dalle censure latae
sententiae non riservate ne' dichiarate, fermo
restando tuttavia il disposto del canone 976".
Per opportuna conoscenza si riporta anche il testo del
canone 976:
"Canone 976. - Ogni sacerdote, anche se privo della
facolta' di ricevere le confessioni, assolve validamente
e lecitamente tutti i penitenti, da qualsiasi censura e
peccato, anche quando sia presente un sacerdote approvato".
Art. 9.
1. L'amministrazione garantisce ai cappellani la piena liberta'
nell'esercizio del loro ministero, nonche' il riconoscimento della
dignita' del loro servizio nel rispetto della sua natura peculiare,
ed assicura la disponibilita' dei supporti logistici e dei mezzi
necessari per lo svolgimento della loro funzione, con particolare
riguardo alla sede di servizio che non sia provvista di cappella.
2. Garanzie, supporti e mezzi sono determinati con decreto del
Ministro dell'interno, sentito il Presidente della Conferenza
episcopale italiana.
Art. 10.
1. Le funzioni di coordinamento e di direttiva dell'attivita' dei
cappellani sono affidate ad uno dei cappellani con la qualifica di
"cappellano coordinatore nazionale", al quale sono attribuiti,
inoltre, i seguenti compiti:
a) mantenere i necessari collegamenti con la Conferenza episcopale
italiana, con le conferenze episcopali regionali, con i vescovi delle
singole sedi, con i superiori religiosi, nonche' tra la Conferenza
episcopale italiana e il Dipartimento della pubblica sicurezza.
b) programmare l'attivita' di formazione permanente e di
aggiornamento dei cappellani;
c) regolare gli avvicendamenti.
Art. 11.
1. L'incarico di cappellano puo' essere conferito anche in corso
d'anno, con le modalita' di cui agli articoli 3, 4, 5 e 6.
2. Nei casi di assenza o impedimento per un periodo di tempo non
inferiore a quarantacinque giorni consecutivi, il prefetto conferisce
temporaneamente l'incarico con proprio decreto, su designazione della
competente autorita' ecclesiastica, ad un cappellano supplente, che
godra' degli stessi diritti degli altri cappellani in ragione del
periodo di servizio.
Art. 12.
1. Il compenso da attribuire al cappellano e' determinato nella
media aritmetica, aumentata del sei per cento, tra la misura massima
e quella minima del congruo e dignitoso sostentamento assicurato
dalla Conferenza episcopale italiana, a termini dell'articolo 24,
comma 1, della legge 20 maggio 1985, n. 222, ai sacerdoti che
svolgono la funzione di parroco.
2. Per il cappellano cui si richieda un impegno parziale il
compenso di cui al comma precedente e' ridotto del 40%.
3. Al cappellano che abbia stipulato in proprio una polizza di
assicurazione per infortuni nell'espletamento dell'incarico con
massimale non superiore al doppio del compenso annuo spettantegli,
l'amministrazione corrisponde annualmente, a titolo di rimborso
forfettario, una somma pari all'uno per cento del compenso annuo
medesimo.
Nota all'art. 12:
- L'art. 24, comma 1, della legge n. 222/1985, cosi'
dispone:
"Dal 1 gennaio 1987, ogni istituto provvede, in
conformita' allo statuto, ad assicurare, nella misura
periodicamente determinata dalla Conferenza episcopale
italiana, il congruo e dignitoso sostentamento del clero
che svolge servizio in favore della diocesi, salvo quanto
previsto dall'art. 51".
Art. 13.
1. Il compenso di cui all'articolo 12 e' equiparato, ai soli fini
fiscali, al reddito di lavoro dipendente.
2. Per i cappellani che vi siano tenuti, provvede al versamento dei
contributi previdenziali e assistenziali, a termini dell'articolo 25,
comma 2, della legge 20 maggio 1985, n. 222, l'Istituto centrale per
il sostentamento del clero.
3. Sul compenso di cui all'articolo 12 l'amministrazione opera le
ritenute fiscali, rilasciando la relativa certificazione.
Nota all'art. 13:
- L'art. 25, comma 2, della citata legge n. 222/1985,
dispone che l'Istituto centrale per il sostentamento del
clero "opera, su tale remunerazione, le ritenute fiscali e
versa anche, per i sacerdoti che vi siano tenuti, i
contributi previdenziali ed assistenziali previsti dalle
leggi vigenti"
Art. 14.
1. Nell'addivenire alla presente intesa le parti convengono che,
ove si manifesti l'esigenza di integrazioni o modificazioni,
procederanno alla stipulazione di una nuova intesa.
Art. 15.
1. Le norme della presente intesa entrano in vigore in pari data:
a) nell'ordinamento dello Stato con la pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale del decreto del Presidente della Repubblica che approva
l'intesa;
b) nell'ordinamento della Chiesa con la pubblicazione nel
Notiziario della Conferenza episcopale italiana del decreto con il
quale il Presidente della Conferenza medesima promulga l'intesa.
Roma, 9 settembre 1999
Il Ministro dell'interno
Russo Jervolino
Il Presidente della C.E.I.
Ruini