Gazzetta Ufficiale n. 275 del 24 -11-1998

DECRETO LEGISLATIVO 20 ottobre 1998, n. 402.
Modificazioni ed integrazioni al decreto legislativo 24 luglio
1992, n. 358, recante testo unico delle disposizioni in materia di
appalti pubblici di forniture, in attuazione delle direttive
93/36/CEE e 97/52/CE.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, recante testo
unico delle disposizioni in materia di appalti pubblici di forniture
in attuazione delle direttive 77/62/CEE, 80/767/CEE e 88/295/CEE;
Visto l'articolo 1, comma 3, e l'allegato B della legge 24 aprile
1998, n. 128 - legge comunitaria 1995-1997, recante delega al Governo
ad emanare un decreto di attuazione della direttiva 93/36/CEE del
Consiglio, del 14 giugno 1993, che coordina le procedure di
aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture;
Vista la direttiva 97/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 13 ottobre 1997, che modifica e integra la direttiva 93/36/CEE
del Consiglio;
Visto l'articolo 2, comma 2, lettera g), della citata legge n. 128
del 1998;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 12 giugno 1998;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 16 ottobre 1998;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia,
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
dell'interno e dei lavori pubblici;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.

1. L'articolo 1 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 1 (Ambito di applicazione). - 1. Il presente testo unico
disciplina l'affidamento, da parte di una amministrazione
aggiudicatrice e nelle forme indicate dall'articolo 2, di pubbliche
forniture di beni, compresi gli eventuali relativi lavori di
installazione, il cui valore di stima al netto dell'IVA, al momento
della pubblicazione del bando, sia uguale o superiore al controvalore
in unita' di conto europee (ECU) di 200.000 diritti speciali di
prelievo (DPS).
2. Il presente testo unico si applica anche alle forniture il cui
valore di stima al netto dell'IVA, al momento della pubblicazione del
bando, sia uguale o superiore al controvalore in ECU di 130.000 DPS,
che siano aggiudicate dalle amministrazioni di cui all'allegato 1 e,
per il solo settore difesa, per quelle concernenti i prodotti
indicati nell'allegato 2; per i prodotti del settore difesa non
ricompresi nell'allegato 2 si applica la soglia di cui al comma 1.
3. Sono amministrazioni aggiudicatrici:
a) le amministrazioni dello Stato, con l'esclusione
dell'Amministrazione dei monopoli di Stato per le sole forniture di
sali e tabacchi, le regioni, le province autonome di Trento e di
Bolzano, gli enti pubblici territoriali e i loro consorzi o
associazioni, gli altri enti pubblici non economici;
b) gli organismi di diritto pubblico; sono tali gli organismi,
dotati di personalita' giuridica, istituiti per soddisfare specifiche
finalita' d'interesse generale non aventi carattere industriale o
commerciale, la cui attivita' e' finanziata in modo maggioritario
dallo Stato, dalle regioni, dagli enti locali, da altri enti pubblici
o organismi di diritto pubblico, o la cui gestione e' sottoposta al
loro controllo o i cui organi d'amministrazione, di direzione o di
vigilanza sono costituiti, almeno per la meta', da componenti
designati dai medesimi soggetti pubblici; gli organismi di diritto
pubblico sono elencati, in modo non esaustivo, nell'allegato 3.
4. Le regioni a statuto ordinario ed a statuto speciale, nonche' le
province autonome di Trento e Bolzano, nella loro rispettiva
competenza, sono tenute ad adeguare alle disposizioni del presente
testo unico la normativa emanata nella materia, ai sensi del
combinato disposto dell'articolo 6 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e dell'articolo 9 della legge 9
marzo 1989, n. 86, nonche' dell'articolo 2 del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112. Costituiscono norme di principio quelle contenute
negli articoli da 2 a 21-quater del presente testo unico.
5. Nelle gare per l'aggiudicazione delle forniture di cui al
presente testo unico le amministrazioni aggiudicatrici osservano il
principio della non discriminazione tra i fornitori. Nell'atto di
concessione di un'attivita' di servizio pubblico deve essere
stabilito che il concessionario e' comunque tenuto, per i contratti
di pubbliche forniture da assegnarsi a terzi nell'esercizio del
servizio stesso, ad osservare tale principio.
6. Il controvalore in ECU e in moneta nazionale da assumere a base
per la determinazione degli importi indicati ai commi 1 e 2,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee, ha
effetto, di norma, per un biennio, decorrente dal primo giorno del
secondo mese successivo alla data di pubblicazione o dalla data
eventualmente precisata in sede di pubblicazione; esso e' pubblicato
anche nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
nei quindici giorni successivi alla sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunita' europee.".

Art. 2.

1. La lettera c) dell'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo
24 luglio 1992, n. 358, e' sostituita dalla seguente:
" c) quando si tratta di contratti che presentano carattere di
regolarita' o che sono destinati ad essere rinnovati nel corso di un
periodo determinato:
1) deve essere preso come base per l'applicazione di tali limiti il
valore reale complessivo dei contratti analoghi conclusi nel corso
dei dodici mesi o dell'esercizio precedenti, corretto, se possibile,
tenendo conto delle modifiche in termini di quantita' o di valore
prevedibili con riguardo ai dodici mesi successivi al contratto
iniziale;
2) in alternativa, se l'esercizio e' superiore a dodici mesi, puo'
farsi riferimento al costo stimato complessivo dei contratti
aggiudicati nei dodici mesi successivi alla prima esecuzione
contrattuale nel corso dell'esercizio stesso;
3) le modalita' di valutazione dei contratti non possono essere
utilizzate per sottrarle all'applicazione del presente testo unico;".

Art. 3.

1. L'articolo 4 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 4 (Forniture escluse). - 1. Sono escluse dall'applicazione
del presente testo unico:
a) le forniture da assegnarsi nei settori e con le modalita' di cui
al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158;
b) le forniture di cui all'articolo 8, comma 1, lettere b), c) ed
f), del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158;
c) le forniture dichiarate segrete o la cui esecuzione richiede
misure speciali di sicurezza, conformemente alle disposizioni
legislative, regolamentari o amministrative vigenti o quando lo esiga
la protezione degli interessi essenziali della sicurezza dello Stato;
d) le forniture regolate da norme procedurali diverse e da
aggiudicarsi:
1) in base ad un accordo internazionale concluso, in conformita'
con il Trattato, con uno o piu' Paesi terzi e riguardante forniture
destinate alla realizzazione o all'utilizzazione in comune di
un'opera da parte degli Stati firmatari; tale accordo e' comunicato
alla Commissione delle Comunita' europee a cura del Ministero degli
affari esteri;
2) ad imprese di uno Stato membro o di un Paese terzo in base ad un
accordo internazionale concluso in relazione alla presenza di truppe
di stanza;
3) in base alla particolare procedura di un'organizzazione
internazionale;
e) le forniture riguardanti, nel settore della difesa, la
fabbricazione o il commercio di armi, munizioni e materiale bellico
di cui all'elenco deliberato dal Consiglio delle Comunita' europee ai
sensi dell'articolo 223, pararafo 2, del Trattato; tale esclusione
non riguarda i prodotti che non sono destinati a fini specificamente
militari.".

Art. 4.

1. I commi 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 5 del decreto legislativo 24
luglio 1992, n. 358, sono sostituiti dai seguenti:
" 1. Le amministrazioni aggiudicatrici di cui all'articolo 1, comma
3, comunicano, non appena possibile dopo l'inizio dell'esercizio
finanziario, con un bando di gara indicativo, conforme all'allegato
4, lettera D), il totale delle forniture, per settore di prodotti, il
cui valore di stima, tenuto conto delle disposizioni degli articoli 1
e 3, e' pari o superiore a 750.000 ECU e che esse intendono
aggiudicare nel corso dei dodici mesi successivi; i settori di
prodotti sono definiti dalle amministrazioni aggiudicatrici con
riferimento alle voci della nomenclatura ''classificazione dei
prodotti associati alle attivita' (C P.A.)'' di cui al regolamento
CEE n. 3696/93 del Consiglio del 29 ottobre 1993, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee n. 342 del 31 dicembre
1993 e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie
Comunita' europee - 24 febbraio 1994, n. 16, ferma, comunque,
l'osservanza di successive modifiche o integrazioni del regolamento
stesso. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica pubblica nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
le modalita' di riferimento da fare, nei bandi di gara, a particolari
voci della nomenclatura in conformita' con quanto eventualmente
stabilito in proposito dalla Commissione delle Comunita' europee.
2. Le amministrazioni che intendono aggiudicare una pubblica
fornitura mediante le procedure aperte o ristrette di cui
all'articolo 9, comma 1, lettere a), b) o c), o negoziate di cui al
medesimo articolo 9, comma 3, manifestano tale intenzione con un
bando di gara.
3. Le amministrazioni aggiudicatrici che hanno aggiudicato una
fornitura ne comunicano il risultato con apposito avviso conforme
all'allegato 4, lettera E.
Possono essere omesse le informazioni:
a) che siano di ostacolo all'applicazione di norme di legge;
b) che siano contrarie al pubblico interesse;
c) che siano lesive di interessi commerciali legittimi di imprese
pubbliche o private;
d) che pregiudichino la concorrenza tra fornitori.
4. I bandi e gli avvisi sono inviati il piu' rapidamente possibile
all'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunita' europee.
Nel caso della procedura accelerata di cui all'articolo 7, comma 8, i
bandi di gara sono inviati per telescritto, telegramma o telecopia.".
2. I commi 9 e 10 dell'articolo 5 del decreto legislativo 24 luglio
1992, n. 358, sono sostituiti dai seguenti:
" 9. Le spese di pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee sono a carico delle
Comunita'; la lunghezza del testo non puo' essere superiore a una
pagina della Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee, ossia circa
seicentocinquanta parole.
10. Con le modalita' di cui al comma 9 le amministrazioni
aggiudicatrici possono far pubblicare nella Gazzetta Ufficiale delle
Comunita' europee anche i bandi di gara relativi a forniture non
disciplinate dal presente testo unico.".

Art. 5.

1. L'articolo 6 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 6 (Termini di ricezione delle offerte nel pubblico incanto).
- 1. Nei pubblici incanti di cui all'articolo 9, comma 1, lettera a),
il termine di ricezione delle offerte stabilito dalle amministrazioni
aggiudicatrici non puo' essere inferiore a cinquantadue giorni dalla
data di spedizione del bando di gara.
2. Il termine di cui al comma 1 puo' essere ridotto fino a
trentasei giorni ed, eccezionalmente, fino a ventidue giorni se sia
stato inviato alla Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee
l'avviso indicativo di cui all'articolo 5, comma 1, completo di tutte
le informazioni di cui all'allegato 4, lettera A; l'invio di tale
avviso deve essere avvenuto almeno cinquantadue giorni prima della
data di spedizione del bando di gara e da non oltre un anno rispetto
a tale data; il termine ridotto deve essere, comunque, sufficiente a
permettere agli interessati la presentazione di offerte valide.
3. I capitolati d'oneri e i documenti complementari, qualora
richiesti in tempo utile, devono essere inviati agli offerenti entro
sei giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta.
4. Se richieste in tempo utile, le informazioni complementari sui
capitolati d'oneri devono essere comunicate almeno sei giorni prima
del termine stabilito per la ricezione delle offerte.
5. Quando, in considerazione della mole dei capitolati d'oneri o
dei documenti o informazioni complementari, non possono essere
rispettati i termini di cui ai commi 3 e 4, oppure quando le offerte
possono essere fatte solo a seguito di una visita dei luoghi o previa
consultazione sul posto dei documenti allegati al capitolato d'oneri,
il termine di cui al comma 1 deve essere adeguatamente prorogato.
6. Le offerte sono presentate per iscritto e recapitate
direttamente o a mezzo posta; le amministrazioni aggiudicatrici
possono consentire altre modalita' di presentazione a condizione che
le offerte:
a) includano tutte le informazioni necessarie alla loro
valutazione;
b) rimangano riservate in attesa della loro valutazione;
c) se necessario, siano confermate al piu' presto per iscritto o
mediante invio di copia autenticata;
d) vengano aperte dopo la scadenza del termine stabilito per la
loro presentazione.".

Art. 6.

1. L'articolo 7 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 7 (Termini di ricezione delle domande di partecipazione e
delle offerte nella licitazione privata, nell'appaltoconcorso e nella
trattativa privata). - 1. Nella licitazione privata e
nell'appaltoconcorso di cui all'articolo 9, comma 1, lettere b) e c),
e nella trattativa privata di cui all'articolo 9, comma 3, il termine
di ricezione delle domande di partecipazione, stabilito dalle
amministrazioni aggiudicatrici, non puo' essere inferiore a
trentasette giorni dalla data di spedizione del bando di gara.
2. Le amministrazioni aggiudicatrici, con le modalita' di cui
all'articolo 17, invitano simultaneamente e per iscritto tutti i
candidati prescelti a presentare le rispettive offerte. La lettera
d'invito, il cui contenuto minimo e' indicato nell'allegato 6, e'
accompagnata dal capitolato d'oneri e dai documenti complementari.
3. Nella licitazione privata e nell'appaltoconcorso il termine di
ricezione delle offerte, stabilito dalle amministrazioni
aggiudicatrici, non puo' essere inferiore a quaranta giorni dalla
data di spedizione della lettera di invito.
4. Il termine di cui al comma 3 puo' essere ridotto fino a ventisei
giorni se sia stato inviato alla Gazzetta Ufficiale delle Comunita'
europee l'avviso indicativo di cui all'articolo 5, comma 1, completo
di tutte le informazioni di cui all'allegato 4, lettera B; l'invio di
tale avviso deve essere avvenuto almeno cinquantadue giorni prima
della data di spedizione del bando di gara e da non oltre un anno
rispetto a tale data.
5. Se richieste in tempo utile, le informazioni complementari sui
capitolati d'oneri devono essere comunicate almeno sei giorni prima
della scadenza del termine stabilito per la ricezione delle offerte.
6. Quando le offerte possono essere fatte soltanto dopo la visita
dei luoghi o dopo la consultazione sul posto di documenti allegati al
capitolato d'oneri, il termine di cui al comma 3 deve essere
adeguatamente prorogato.
7. Le domande di partecipazione alle gare possono inoltrarsi per
lettera, telegramma, telescritto, per telefono o per telecopia; le
domande di partecipazione, quando sono fatte per telegramma, per
telescritto, per telefono o per telecopia, sono confermate per
lettera da spedirsi non oltre i termini di cui al comma 1.
8. Nei casi in cui l'urgenza renda inidonei i termini previsti dai
commi 1, 3 e 4, le amministrazioni aggiudicatrici possono stabilire i
termini seguenti:
a) un termine di ricezione delle domande di partecipazione non
inferiore a quindici giorni dalla data di spedizione del bando di
gara;
b) un termine di ricezione delle offerte non inferiore a dieci
giorni dalla data della lettera di invito a presentare offerte.
9. Nei casi di cui al comma 8, il termine indicato nel comma 5 e'
ridotto a quattro giorni, purche' le informazioni complementari sul
capitolato d'oneri siano state richieste in tempo utile.
10. Le domande di partecipazione e le lettere di invito a
presentare offerte, nei casi di cui al comma 8, sono inoltrate per i
canali piu' rapidi e, se inviate per telegramma, per telescritto, per
telefono o per telecopia, sono confermate prima della scadenza dei
termini di cui, rispettivamente, alle lettere a) e b) dello stesso
comma.
11. Le offerte sono presentate con le modalita' di cui all'articolo
6, comma 6.".

Art. 7.

1. L'articolo 8 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 8 (Specifiche tecniche). - 1. Le specifiche tecniche di cui
all'allegato 5 sono contenute nei capitolati d'oneri o nei contratti
relativi a ciascuna fornitura.
2. Fatte salve le norme tecniche nazionali obbligatorie, purche'
compatibili con il diritto comunitario, le specifiche tecniche di cui
al comma 1 sono definite dalle amministrazioni aggiudicatrici con
riferimento a norme nazionali che traspongono norme europee o ad
omologazioni tecniche europee o a specifiche tecniche comuni.
3. Le amministrazioni aggiudicatrici possono derogare a quanto
stabilito al comma 2 qualora:
a) dette norme, omologazioni tecniche europee o specifiche tecniche
comuni non contengano disposizioni volte all'accertamento della
conformita' o non esistano mezzi tenici per accertare in modo
soddisfacente la conformita' di un prodotto a tali norme,
omologazioni o specifiche tecniche;
b) l'applicazione del comma 2 pregiudichi l'applicazione:
1) del decreto legislativo 29 dicembre 1992, n. 519, e successive
modificazioni, di attuazione della direttiva 91/263/CEE del Consiglio
del 29 aprile 1991, concernente il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative alle apparecchiature terminali di
telecomunicazioni, che abroga e sostituisce la direttiva 86/361/CEE
del Consiglio, del 24 luglio 1986;
2) della decisione 87/95/CEE del Consiglio del 22 dicembre 1986,
relativa alla normalizzazione nel settore delle tecnologie
dell'informazione e delle telecomunicazioni, o di altri atti
comunitari in specifici settori di servizi o di prodotti;
c) le norme, le omologazioni o le specifiche tecniche di cui al
comma 2 obblighino le amministrazioni aggiudicatrici ad acquisire
forniture incompatibili con le apparecchiature gia' in uso o
comportino costi o difficolta' tecniche sproporzionati, purche' in
tal caso la deroga si inserisca in un programma definito e formulato
per iscritto per il successivo passaggio, entro un periodo
determinato, a norme europee, omologazioni tecniche europee o
specifiche tecniche comuni;
d) il progetto interessato abbia natura realmente innovativa, tale
da rendere inadeguata l'applicazione delle norme, omologazioni e
specifiche tecniche comuni gia' esistenti.
4. Qualora ricorrano le ipotesi di deroga di cui al comma 3, le
amministrazioni che se ne avvalgono ne indicano i motivi, ove
possibile, nel bando di gara da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunita' europee o nei capitolati d'oneri e, in ogni caso,
nella propria documentazione interna; tali motivi vengono comunicati,
su richiesta, alla Commissione e agli altri Stati membri.
5. In mancanza di norme europee, di omologazioni tecniche europee o
di specifiche tecniche comuni, le specifiche tecniche:
a) sono definite con riferimento alle specifiche tecniche nazionali
di cui sia riconosciuta la conformita' ai requisiti essenziali
indicati nelle direttive comunitarie sull'armonizzazione tecnica, in
conformita' con le procedure stabilite nelle direttive stesse e, in
particolare, con quelle di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 21 aprile 1993, n. 246, di attuazione della direttiva
89/106/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1989;
b) possono essere definite con riferimento alle specifiche tecniche
nazionali in materia di progettazione, calcolo e realizzazione delle
opere, nonche' di impiego dei materiali;
c) possono essere definite con riferimento ad altri documenti e in
particolare, in ordine di preferenza:
1) a norme nazionali che recepiscono norme internazionali accettate
dallo Stato italiano;
2) ad altre norme e omologazioni tecniche nazionali;
3) a qualsiasi altra norma.
6. Salvo che non sia giustificata dall'oggetto dell'appalto, e'
vietata l'introduzione nelle clausole contrattuali di specifiche
tecniche che menzionano prodotti di una determinata fabbricazione o
provenienza o ottenuti con un particolare procedimento e che hanno
l'effetto di favorire o escludere determinati fornitori o prodotti.
E' vietata, in particolare, l'indicazione di marchi, brevetti o tipi
o l'indicazione di un'origine o di una produzione determinata; tale
indicazione, purche' accompagnata dalla menzione ''o equivalente'',
e', tuttavia, ammessa se le amministrazioni aggiudicatrici non
possano fornire una descrizione dell'oggetto del contratto mediante
specifiche sufficientemente precise e comprensibili da parte di tutti
gli interessati.".

Art. 8.

1. L'articolo 9 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 9 (Procedure di aggiudicazione). - 1. Nel bando di gara
l'amministrazione aggiudicatrice indica quale delle seguenti
procedure intende utilizzare per l'aggiudicazione della fornitura:
a) il pubblico incanto;
b) la licitazione privata;
c) l'appaltoconcorso;
d) la trattativa privata.
2. Si intende per:
a) pubblico incanto, la procedura aperta in cui ogni impresa
interessata puo' presentare un'offerta;
b) licitazione privata, la procedura ristretta alla quale
partecipano soltanto le imprese invitate dall'amministrazione
aggiudicatrice;
c) appaltoconcorso, la procedura ristretta di cui alla lettera b),
nella quale il candidato redige, in base alla richiesta formulata
dall'amministrazione aggiudicatrice, il progetto della fornitura e
indica le condizioni e i prezzi ai quali e' disposto ad eseguirla;
d) trattativa privata, la procedura negoziata in cui
l'amministrazione aggiudicatrice consulta le imprese di propria
scelta e negozia con una o piu' di esse i termini del contratto.
3. Le forniture del presente testo unico possono essere aggiudicate
a trattativa privata in caso di offerte irregolari, dopo che siano
stati esperiti un pubblico incanto, una licitazione privata o un
appaltoconcorso, oppure in caso di offerte che risultano
inaccettabili in relazione a quanto disposto dagli articoli da 10 a
20, purche' le condizioni iniziali della fornitura non vengano
sostanzialmente modificate; le amministrazioni aggiudicatrici
pubblicano, in questo caso, un bando di gara, oppure ammettono alla
trattativa privata tutte le imprese che soddisfano i criteri di cui
agli articoli da 11 a 15 e che, in occasione della precedente
procedura aperta o ristretta, hanno presentato offerte conformi ai
requisiti formali della procedura di gara.
4. Le forniture del presente testo unico possono essere aggiudicate
a trattativa privata, senza preliminare pubblicazione di un bando di
gara:
a) quando non vi e' stata alcuna offerta o alcuna offerta
appropriata dopo l'esperimento di un pubblico incanto, di una
licitazione privata o di un appaltoconcorso, purche' le condizioni
iniziali della fornitura non siano sostanzialmente modificate e
purche' sia trasmessa alla Commissione delle Comunita' europee
un'apposita relazione esplicativa;
b) per i prodotti fabbricati a puro scopo di ricerca, di prova, di
studio o di messa a punto, a meno che non si tratti di produzione in
quantita' sufficiente ad accertare la redditivita' del prodotto o a
coprire i costi di ricerca e messa a punto;
c) per le forniture la cui fabbricazione o consegna puo' essere
affidata, a causa di particolarita' tecniche, artistiche o per
ragioni inerenti alla protezione dei diritti di esclusiva, unicamente
a un fornitore determinato;
d) nella misura strettamente necessaria, quando l'eccezionale
urgenza risultante da avvenimenti imprevedibili per l'amministrazione
aggiudicatrice non sia compatibile con i termini imposti dalle
procedure aperte o ristrette di cui al comma 2 o da quelle negoziate
di cui al comma 3; le circostanze addotte non devono essere in nessun
caso imputabili all'amministrazione stessa;
e) per le forniture complementari effettuate dal fornitore
originario e destinate al rinnovo parziale di forniture o impianti
d'uso corrente o all'ampliamento di forniture o impianti esistenti,
qualora la sostituzione del fornitore obblighi l'amministrazione
aggiudicatrice ad acquistare materiale di tecnica differente,
l'impiego o la manutenzione del quale comporti incompatibilita' o
difficolta' tecniche sproporzionate; in tali casi la durata dei
contratti e dei contratti rinnovabili non puo', di regola, superare i
tre anni.
5. In ogni altro caso si applicano le procedure di cui al comma 1,
lettere a), b) o c).".

Art. 9.

1. L'articolo 11 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 11 (Esclusione dalla partecipazione alle gare). - 1.
Indipendentemente da quanto previsto dall'articolo 3, ultimo comma,
del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e dall'articolo 68 del
relativo regolamento di esecuzione, approvato con regio decreto 23
maggio 1924, n. 827, sono esclusi dalla partecipazione alle gare i
fornitori:
a) che si trovino in stato di fallimento, di liquidazione, di
amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi
altra situazione equivalente secondo la legislazione del Paese in cui
sono stabiliti, o a carico dei quali sia in corso un procedimento per
la dichiarazione di una di tali situazioni, oppure versino in stato
di sospensione dell'attivita' commerciale;
b) nei cui confronti sia stata pronunciata una condanna, con
sentenza passata in giudicato, per qualsiasi reato che incida sulla
loro moralita' professionale o per delitti finanziari;
c) che nell'esercizio della propria attivita' professionale abbiano
commesso un errore grave, accertato con qualsiasi mezzo di prova
addotto dall'amministrazione aggiudicatrice;
d) che non siano in regola con gli obblighi relativi al pagamento
dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori,
secondo la legislazione italiana o quella del Paese in cui sono
stabiliti;
e) che non siano in regola con gli obblighi relativi al pagamento
delle imposte e delle tasse, secondo la legislazione italiana o
quella del Paese in cui sono stabiliti;
f) che si siano resi gravemente colpevoli di false dichiarazioni
nel fornire informazioni che possono essere richieste ai sensi del
presente articolo o degli articoli 12, 13, 14, 15 e 18.
2. A dimostrazione che il fornitore non si trova in una delle
situazioni di cui alle lettere a), b), d) ed e) del comma 1 e'
sufficiente la produzione di un certificato rilasciato dall'ufficio
competente, nazionale o del Paese in cui e' stabilito, o anche di una
dichiarazione rilasciata, con le forme di cui alla legge 4 gennaio
1968, n. 15, e successive modifiche e integrazioni, dal fornitore
interessato, che attesti sotto la propria responsabilita' di non
trovarsi in una delle predette situazioni.
3. Qualora la legislazione del Paese in cui il concorrente e'
stabilito non contempli il rilascio di uno o piu' certificati
previsti dal comma 2, ovvero se tali documenti non contengono tutti i
dati richiesti, essi possono essere sostituiti da una dichiarazione
giurata; se neanche questa e' ivi prevista, e' sufficiente una
dichiarazione solenne che, al pari di quella giurata, deve essere
resa innanzi ad un'autorita' giudiziaria o amministrativa, a un
notaio o ad un organismo professionale qualificato, autorizzati a
riceverla in base alla legislazione del Paese stesso, che ne attesti
l'autenticita'.
4. Il Ministero di grazia e giustizia e le altre amministrazioni
competenti, nei tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, comunicano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie, gli
uffici e organi competenti al rilascio dei certificati o altre
attestazioni di cui al comma 2; con le stesse modalita' le
amministrazioni provvedono a comunicare gli eventuali successivi
aggiornamenti. Nei trenta giorni successivi al loro ricevimento il
Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie cura la
trasmissione dei dati stessi alla Commissione delle Comunita' europee
e agli altri Stati membri.".

Art. 10.

1. L'articolo 12 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 12 (Iscrizione dei concorrenti nei registri professionali). -
1. Le imprese concorrenti alle gare possono essere invitate a provare
la loro iscrizione nel registro della camera di commercio, industria,
artigianato e agricoltura o nel registro delle commissioni
provinciali per l'artigianato se chi esercita l'impresa e' un
cittadino italiano o di altro Stato membro residente in Italia. Se si
tratta di un cittadino di altro Stato membro non residente in Italia,
puo' essergli richiesto di provare la sua iscrizione, secondo le
modalita' vigenti nello Stato di residenza, in uno dei registri
professionali o commerciali di cui all'allegato 7 o di presentare una
dichiarazione giurata o un certificato in conformita' con quanto
previsto in tale allegato.
2. I fornitori appartenenti a Stati membri che non figurano
nell'allegato 7 attestano, sotto la propria responsabilita', che il
certificato prodotto e' stato rilasciato da uno dei registri
professionali o commerciali istituiti nel Paese in cui sono
residenti; altrimenti si applicano, a tali fornitori, le disposizioni
di cui al punto 2, ultimo periodo, dello stesso allegato.".

Art. 11.

1. L'articolo 13 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 13 (Capacita' finanziaria ed economica dei concorrenti). - 1.
La dimostrazione della capacita' finanziaria ed economica delle
imprese concorrenti puo' essere fornita mediante uno o piu' dei
seguenti documenti:
a) idonee dichiarazioni bancarie;
b) bilanci o estratti dei bilanci dell'impresa;
c) dichiarazione concernente il fatturato globale d'impresa e
l'importo relativo alle forniture identiche a quella oggetto della
gara, realizzate negli ultimi tre esercizi.
2. Le amministrazioni precisano nel bando di gara quali dei
documenti indicati al comma 1 devono essere presentati, nonche' gli
altri eventuali che ritengono di richiedere. I documenti di cui al
comma 1, lettera b), non possono essere richiesti a fornitori
stabiliti in Stati membri che non prevedono la pubblicazione del
bilancio.
3. Se il fornitore non e' in grado, per giustificati motivi, di
presentare le referenze richieste, puo' provare la propria capacita'
economica e finanziaria mediante qualsiasi altro documento
considerato idoneo dall'amministrazione.".

Art. 12.

1. I commi 2 e 3 dell'articolo 14 del decreto legislativo 24 luglio
1992, n. 358, sono sostituiti dai seguenti:
" 2. Nei bandi di gara o nelle lettere d'invito le amministrazioni
devono precisare quali dei suindicati documenti e requisiti devono
essere presentati o dimostrati.
3. Le informazioni di cui al comma 1 del presente articolo e quelle
di cui all'articolo 13 non possono andare oltre l'oggetto della
fornitura e l'amministrazione deve tenere conto dei legittimi
interessi dell'impresa concorrente relativi alla protezione dei
segreti tecnici e commerciali.".

Art. 13.

1. L'articolo 16 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 16 (Subappalto). - 1. Nel capitolato d'oneri
l'amministrazione aggiudicatrice richiede al concorrente di indicare
nell'offerta le parti della fornitura che intende eventualmente
subappaltare a terzi.
2. L'indicazione di cui al comma 1 lascia impregiudicata la
responsabilita' del fornitore aggiudicatario.
3. La disciplina del subappalto contenuta nell'articolo 18 della
legge 19 marzo 1990, n. 55, e successive modifiche e integrazioni, si
applica anche nel settore delle pubbliche forniture.".

Art. 14.

1. L'articolo 17 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 17 (Scelta dei soggetti da invitare nella licitazione
privata, nell'appalto concorso e nella trattativa privata). - 1.
Nella licitazione privata e nell'appalto concorso, nonche' nella
trattativa privata di cui all'articolo 9, comma 3, l'amministrazione
aggiudicatrice sceglie, tra i candidati in possesso dei requisiti
prescritti dagli articoli da 11 a 15, quelli da invitare per la
presentazione delle offerte ovvero per la trattativa;
l'amministrazione si basa sulle informazioni ricevute in merito alla
situazione del fornitore, nonche' sulle informazioni e sulle
formalita' necessarie per valutare le condizioni minime di natura
economica e tecnica che devono essere soddisfatte.
2. Nella licitazione privata e nell'appalto concorso
l'amministrazione aggiudicatrice puo' prevedere, facendone menzione
nel bando di gara, i numeri minimo e massimo di fornitori che intende
invitare; i limiti sono definiti in relazione alla natura della
prestazione da fornire, fermo restando che il numero minimo non deve
essere inferiore a cinque e quello massimo, almeno di norma, a venti
fornitori; in ogni caso il numero di candidati invitati a presentare
offerte deve essere sufficiente a garantire una concorrenza
effettiva.
3. Nella trattativa privata indetta ai sensi dell'articolo 9, comma
3, il numero dei candidati non puo' essere inferiore a tre, purche'
vi sia un numero sufficiente di candidati idonei.
4. Le amministrazioni aggiudicatrici rivolgono gli inviti, senza
discriminazioni basate sulla nazionalita', ai fornitori italiani o di
altri Stati membri in possesso dei requisiti richiamati al comma 1.".

Art. 15.

1. L'articolo 18 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 18 (Elenchi ufficiali di fornitori). - 1. I concorrenti
iscritti in elenchi o albi ufficiali di fornitori possono presentare
all'amministrazione aggiudicatrice, per ogni appalto, un certificato
d'iscrizione indicante le referenze che hanno permesso l'iscrizione e
la relativa classificazione.
2. Nell'istituzione, nella tenuta e nell'aggiornamento degli
elenchi o albi dei fornitori devono essere rispettate le disposizioni
di cui all'articolo 11, comma 1, lettere a), b), c) ed f), e agli
articoli 12, 13 e 14 del presente testo unico.
3. L'iscrizione di un fornitore in uno degli elenchi o albi di cui
al comma 1 o in analoghi elenchi di altri Stati membri, certificata
dall'autorita' che li ha istituiti, costituisce, per le
amministrazioni aggiudicatrici, presunzione di idoneita' del
fornitore stesso limitatamente a quanto previsto all'articolo 11,
comma 1, lettere a), b), c) ed f), all'articolo 12, all'articolo 13,
comma 1, lettere b) e c), e all'articolo 14, comma 1, lettera a), del
presente testo unico.
4. I dati risultanti dall'iscrizione in uno degli elenchi o albi di
cui al comma 1 non possono essere contestati dall'amministrazione
aggiudicatrice; tuttavia, per quanto riguarda il pagamento dei
contributi previdenziali e assistenziali puo' essere richiesta ai
concorrenti iscritti negli elenchi un'apposita dichiarazione
aggiuntiva.
5. I cittadini di altri Stati membri debbono potersi iscrivere
negli elenchi o albi ufficiali di cui al comma 1 alle stesse
condizioni stabilite per i fornitori italiani; a tal fine non possono
essere richieste prove o dichiarazioni diverse da quelle previste
dagli articoli da 11 a 14.
6. Le amministrazioni o gli enti che gestiscono tali elenchi o albi
comunicano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
per il coordinamento delle politiche comunitarie, nei tre mesi
decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente testo unico
ovvero dall'istituzione di nuovi elenchi o albi, il nome e
l'indirizzo dei gestori degli stessi presso cui possono essere
presentate le domande d'iscrizione; le stesse amministrazioni o enti
provvedono all'aggiornamento dei dati comunicati. Nei trenta giorni
successivi al loro ricevimento il Dipartimento per il coordinamento
delle politiche comunitarie cura la trasmissione di tali dati agli
altri Stati membri.".

Art. 16.

1. L'articolo 19 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 19 (Criteri di aggiudicazione e anomalia dell'offerta). - 1.
Le forniture previste dal presente testo unico, sono aggiudicate in
base a uno dei seguenti criteri:
a) al prezzo piu' basso, qualora la fornitura dei beni oggetto del
contratto debba essere conforme ad appositi capitolati o disciplinari
tecnici;
b) a favore dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa,
valutabile in base ad elementi diversi, variabili a seconda della
natura della prestazione, quali il prezzo, il termine di esecuzione o
di consegna, il costo di utilizzazione, il rendimento, la qualita',
il carattere estetico e funzionale, il valore tecnico, il servizio
successivo alla vendita e l'assistenza tecnica; in questo caso, i
criteri che saranno applicati per l'aggiudicazione della gara devono
essere menzionati nel capitolato d'oneri e nel bando di gara,
possibilmente nell'ordine decrescente di importanza che e' loro
attribuita.
2. Qualora talune offerte presentino carattere anormalmente basso
rispetto alla prestazione, l'amministrazione aggiudicatrice, prima di
escluderle, chiede per iscritto le precisazioni in merito agli
elementi costitutivi dell'offerta ritenuti pertinenti e li verifica
tenendo conto di tutte le spiegazioni ricevute.
3. L'amministrazione aggiudicatrice tiene conto, in particolare,
delle giustificazioni riguardanti l'economia del processo di
fabbricazione o le soluzioni tecniche adottate o le condizioni
eccezionalmente favorevoli di cui dispone il concorrente per fornire
il prodotto o l'originalita' del prodotto stesso.
4. Sono assoggettate alla verifica di cui ai commi 2 e 3 tutte le
offerte che presentano una percentuale di ribasso che supera di un
quinto la media aritmetica dei ribassi delle offerte ammesse,
calcolata senza tenere conto delle offerte in aumento.
5. Nel caso di aggiudicazione dell'appalto con le modalita' di cui
al comma 1, lettera a), l'amministrazione aggiudicatrice comunica
alla Commissione delle Comunita' europee l'esclusione delle offerte
ritenute troppo basse.".

Art. 17.

1. L'articolo 20 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 20 (Varianti). - 1. Quando l'aggiudicazione avviene in base
all'articolo 19, comma 1, lettera b), l'amministrazione
aggiudicatrice puo' prendere in considerazione le varianti presentate
dai concorrenti qualora esse siano conformi ai requisiti minimi
prescritti dalla stessa amministrazione.
2. L'amministrazione aggiudicatrice indica nel bando di gara se le
varianti sono ammesse e, in tal caso, precisa, nel capitolato
d'oneri, i requisiti minimi che esse devono rispettare e le modalita'
per la loro presentazione.
3. L'amministrazione aggiudicatrice non puo' respingere la
presentazione di una variante soltanto perche' essa sia stata
stabilita con specifiche tecniche definite con riferimento a norme
nazionali che attuano norme europee o a omologazioni tecniche europee
oppure a specifiche tecniche comuni di cui all'articolo 8, comma 2, o
con riferimento a specifiche tecniche nazionali di cui all'articolo
8, comma 5, lettere a) e b).
4. Le amministrazioni aggiudicatrici che abbiano ammesso varianti a
norma dei commi che precedono non possono respingere una variante
soltanto perche' configurerebbe, se accolta, un appalto pubblico di
servizi anziche' di forniture.".

Art. 18.

1. L'articolo 21 del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 21 (Comunicazioni e verbali di gara). - 1. L'amministrazione
comunica, entro dieci giorni dall'espletamento della gara, l'esito di
essa all'aggiudicatario e al concorrente che segue nella graduatoria.
2. L'amministrazione aggiudicatrice, nei quindici giorni dal
ricevimento della relativa istanza scritta, comunica ai richiedenti i
motivi del rigetto della loro domanda di invito o della loro offerta;
a richiesta di coloro che abbiano presentato offerte selezionabili,
essa comunica anche le caratteristiche e i vantaggi propri
dell'offerta risultata aggiudicataria e il nome del concorrente al
quale e' stata aggiudicata la fornitura; talune informazioni possono
essere omesse se ricorrono le condizioni di cui all'articolo 5, comma
3, secondo periodo.
3. L'amministrazione aggiudicatrice comunica, ai concorrenti che lo
richiedono per iscritto, i motivi che l'hanno indotta a rinunciare
all'aggiudicazione di una fornitura oggetto di una gara ovvero ad
avviare una nuova procedura; essa comunica tale decisione anche
all'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunita' europee.
4. Per ogni fornitura conclusa l'amministrazione aggiudicatrice
redige un verbale contenente almeno le seguenti informazioni:
a) il nome e l'indirizzo dell'amministrazione stessa;
b) l'oggetto e il valore della fornitura;
c) i nomi dei concorrenti presi in considerazione e i motivi della
loro scelta;
d) i nomi dei concorrenti esclusi e i motivi dell'esclusione;
e) il nome dell'aggiudicatario e le motivazioni della scelta della
sua offerta e, se nota, la parte della fornitura che il medesimo
intende subappaltare a terzi;
f) le circostanze che, ai sensi dell'articolo 9, commi 3 e 4,
giustificano il ricorso alla trattativa privata.
5. Il verbale di cui al comma 4, o un suo estratto, e' comunicato,
dietro sua richiesta, alla Commissione delle Comunita' europee.".

Art. 19.

1. Il titolo: "Capo V", e' sostituito dal seguente: "Fornitori di
Paesi terzi, prospetti statistici e disposizioni finali", e precede
l'articolo 21-bis.
2. Al decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, dopo l'articolo
21 sono aggiunti gli articoli seguenti:
"Art. 21-bis (Accesso alle gare di fornitori non appartenenti a
Stati membri e forniture di prodotti originari di Paesi terzi). - 1.
Per l'accesso alle gare disciplinate dal presente testo unico di
fornitori appartenenti a Stati la cui lista viene pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee, che hanno diritto ai
benefici previsti dall'accordo GATT sulle pubbliche forniture,
approvato dal Consiglio delle Comunita' con decisione in data 10
dicembre 1979, n. 80/271/CEE, come modificato con protocollo 2
febbraio 1987, approvato dal Consiglio delle Comunita' con decisione
in data 16 novembre 1987, n. 87/565/CEE e, successivamente, con
protocollo del 15 aprile 1994, approvato dal Consiglio delle
Comunita' europee in data 22 dicembre 1994, n. 94/800/CE, si
applicano le disposizioni previste dall'accordo stesso.
2. L'accesso alle gare per pubbliche forniture di soggetti
appartenenti a Stati diversi da quelli di cui al comma 1 e le
forniture di prodotti originari degli stessi Stati possono essere
consentiti caso per caso, per esigenze tecniche o economiche, dalle
amministrazioni aggiudicatrici che indicono le gare.
Art. 21-ter (Prospetti statistici). - 1. Entro il 31 luglio di ogni
anno le amministrazioni aggiudicatrici, anche tenuto conto di quanto
previsto dal decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322,
trasmettono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
per il coordinamento delle politiche comunitarie, un prospetto
statistico relativo ai contratti stipulati nell'anno precedente. Il
Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie
trasmette tali dati entro il 31 ottobre alla Commissione delle
Comunita' europee.
2. Per le amministrazioni aggiudicatrici elencate nell'allegato 1 i
prospetti di cui al comma 1 indicano almeno:
a) il valore globale degli appalti aggiudicati da ciascuna di esse
al di sotto delle soglie di cui all'articolo 1, commi 1 e 2;
b) per le forniture di importo pari o superiore alle soglie di cui
all'articolo 1, commi 1 e 2, il numero e il valore delle forniture
aggiudicate da ciascuna amministrazione, distinguendo, ove possibile,
secondo il tipo di procedura, le categorie di prodotti in base alla
nomenclatura di cui all'articolo 5, comma 1, la nazionalita' degli
aggiudicatari e, in caso di gare a trattativa privata, secondo la
suddivisione di cui all'articolo 9, commi 3 e 4, e con la
precisazione del numero e del valore delle forniture attribuite a
ciascuno Stato membro e a Paesi terzi;
c) il numero e il valore globale delle forniture eventualmente
aggiudicate in base a deroghe all'accordo GATT.
3. Per tutte le altre amministrazioni aggiudicatrici i prospetti di
cui al comma 1 indicano:
a) il numero e il valore delle forniture aggiudicate, di importo
pari o superiore alle soglie di cui all'articolo 1, commi 1 e 2,
distinguendo, ove possibile, secondo le procedure, le categorie di
prodotti in base alla nomenclatura di cui all'articolo 5, comma 1, e
la nazionalita' dei fornitori ai quali sono state aggiudicate le
forniture, con la precisazione del numero e del valore delle
forniture attribuite a ciascuno Stato membro e a Paesi terzi;
b) il valore totale delle forniture aggiudicate in base alle
deroghe all'accordo GATT.
Art. 21-quater (Computo dei termini). - 1. Il computo dei termini
previsti nel presente decreto e' effettuato secondo le disposizioni
del regolamento CEE - EURATOM del Consiglio del 3 giugno 1971, n.
1182/71.
Art. 21-quinquies (Disposizioni finali). - 1. La legge 30 marzo
1981, n. 113, come modificata dal decreto-legge 7 novembre 1981, n.
631, convertito dalla legge 26 dicembre 1981, n. 784, e dalla legge
23 marzo 1983, n. 83, e il decreto legislativo 15 gennaio 1992, n.
48, sono abrogati.
2. Gli allegati da 1 a 7 fanno parte integrante del presente testo
unico.
3. Gli allegati da 1 a 5 del presente decreto legislativo
sostituiscono gli allegati al decreto legislativo 24 luglio 1992, n.
358; allo stesso sono aggiunti, con il presente decreto legislativo,
gli allegati 6 e 7.
4. Le amministrazioni interessate segnaleranno alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento per il coordinamento delle
politiche comunitarie, le modifiche e integrazioni che si renderanno
necessarie per adeguare gli allegati alle innovazioni arrecate, in
materia, dalla sopravvenienza di nuove norme comunitarie o nazionali;
gli allegati saranno modificati con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri; i decreti del Presidente del Consiglio dei
Ministri di modifica degli allegati 1 e 3 verranno trasmessi alla
Commissione delle Comunita' europee a cura del Dipartimento per il
coordinamento delle politiche comunitarie.".
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi' 20 ottobre 1998

SCALFARO

Prodi, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Dini, Ministro degli affari esteri
Flick, Ministro di grazia e
giustizia
Ciampi, Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione
economica
Napolitano, Ministro dell'interno
Costa, Ministro dei lavori pubblici
Visto, il Guardasigilli: Diliberto

Allegato 1

AMMINISTRAZIONI AGGIUDICATRICI
(Articolo 1, comma 2, del presente testo unico)

1) Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica (1);
2) Ministero delle finanze (2);
3) Ministero di grazia e giustizia;
4) Ministero degli affari esteri;
5) Ministero della pubblica istruzione;
6) Ministero dell'interno;
7) Ministero dei lavori pubblici;
8) Ministero per le politiche agricole;
9) Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato;
10) Ministero del lavoro e della previdenza sociale;
11) Ministero della sanita';
12) Ministero per i beni culturali e ambientali;
13) Ministero della difesa;
14) Ministero del commercio con l'estero;
15) Ministero delle comunicazioni;
16) Presidenza del Consiglio dei Ministri;
17) Ministero dell'ambiente;
18) Ministero dei trasporti e della navigazione;
19) Ministero dell'universita' e della ricerca scientifica e
tecnologica.
(1) Facente funzione di ente acquirente centrale per la maggior
parte degli altri Ministeri o enti.
(2) Non compresi gli appalti conclusi dall'Amministrazione dei
monopoli di Stato limitatamente alle forniture di sali e tabacchi.

Allegato 2

PRODOTTI DI CUI ALL'ARTICOLO 1, COMMA 2

Capitolo 25: Sale; zolfo, terre e pietre; gessi, calci e cementi.
Capitolo 26: Minerali metallurgici, scorie e ceneri.
Capitolo 27: Combustibili minerali, oli minerali e prodotti della
loro distillazione; sostanze bituminose; cere minerali; eccettuati:
ex 27.10: carburanti speciali.
Capitolo 28: Prodotti chimici inorganici; composti inorganici o
organici dei metalli preziosi, degli elementi radioattivi, dei
metalli delle terre rare e degli isotopi; eccettuati:
ex 28.09: esplosivi;
ex 28.13: esplosivi;
ex 28.14: gas lacrimogeni;
ex 28.28: esplosivi;
ex 28.32: esplosivi;
ex 28.39: esplosivi;
ex 28.50: prodotti tossicologici;
ex 28.51: prodotti tossicologici;
ex 28.54: esplosivi.
Capitolo 29: Prodotti chimici; eccettuati:
ex 29.03: esplosivi;
ex 29.04: esplosivi;
ex 29.07: esplosivi;
ex 29.08: esplosivi;
ex 29.11: esplosivi;
ex 29.12: esplosivi;
ex 29.13: prodotti tossicologici;
ex 29.14: prodotti tossicologici;
ex 29.15: prodotti tossicologici;
ex 29.21: prodotti tossicologici;
ex 29.22: prodotti tossicologici;
ex 29.23: prodotti tossicologici;
ex 29.26: esplosivi;
ex 29.27: prodotti tossicologici;
ex 29.29: esplosivi.
Capitolo 30: Prodotti farmaceutici.
Capitolo 31: Concimi.
Capitolo 32: Estratti per concia e per tinta; tannini e loro
derivati; sostanze coloranti; colori, pitture, vernici e tinture;
mastici; inchiostri.
Capitolo 33: Oli essenziali e resinoidi; prodotti per profumeria o
per toletta preparati e cosmetici preparati.
Capitolo 34: Saponi, prodotti organici tensioattivi, preparazioni
per liscivie, preparazioni lubrificanti, cere artificiali, cere
preparate, prodotti per pulire e lucidature, candele e prodotti
simili, paste per modelli e "cere per l'odontoiatria".
Capitolo 35: Sostanze albuminoidi; colle; enzimi.
Capitolo 37: Prodotti per la fotografia e per la cinematografia.
Capitolo 38: Prodotti vari delle industrie chimiche eccettuati:
ex 38.19: prodotti tossicologici.
Capitolo 39: Materie plastiche artificiali, eteri ed esteri della
cellulosa, resine artificiali e lavori di tali sostanze; eccettuati:
ex 39.03: esplosivi.
Capitolo 40: Gomma naturale o sintetica, fatturato (factis) e loro
lavori, eccettuati:
ex 40.11: Pneumatici a prova di proiettili.
Capitolo 41: Pelli e cuoio.
Capitolo 42: Lavori di cuoio o di pelli; oggetti da correggiaio e
da sellaio; oggetti da viaggio, borse da donna e simili contenitori;
lavori di budella.
Capitolo 43: Pelli da pellicceria e loro lavori; pellicce
artificiali.
Capitolo 44: Legno, carbone di legna e lavori di legno.
Capitolo 45: Sughero e suoi lavori.
Capitolo 46: Lavori di intreccio, da panieraio e da stuoiaio.
Capitolo 47: Materie occorrenti per la fabbricazione della carta.
Capitolo 48: Carta e cartoni; lavori di pasta di cellulosa, di
carta o di cartone.
Capitolo 49: Prodotti dell'arte libraria e delle arti grafiche.
Capitolo 65: Cappelli, copricapi ed altre acconciature; loro parti.
Capitolo 66: Ombrelli (da pioggia e da sole), bastoni, fruste,
frustini e loro parti.
Capitolo 67: Piume e calugine preparate e oggetti di piume o di
calugine; fiori artificiali; lavori di capelli.
Capitolo 68: Lavori di pietre, gesso, cemento, amianto, mica e
materie simili.
Capitolo 69: Prodotti ceramici.
Capitolo 70: Vetro e lavori di vetro.
Capitolo 71: Perle fini, pietre preziose (gemme), pietre
semipreziose (fini) e simili, metalli preziosi, metalli placcati o
ricoperti di metalli preziosi e lavori di queste materie; minuterie
di fantasia.
Capitolo 73: Ghisa, ferro e acciaio.
Capitolo 74: Rame.
Capitolo 75: Nichel.
Capitolo 76: Alluminio.
Capitolo 77: Magnesio, berillio (glucinio).
Capitolo 78: Piombo.
Capitolo 79: Zinco.
Capitolo 80: Stagno.
Capitolo 81: Altri metalli comuni.
Capitolo 82: Utensileria; oggetti di coltelleria e posateria da
tavola, di metalli comuni; eccettuati:
ex 82.05: utensili;
ex 82.07: pezzi per utensili.
Capitolo 83: Lavori diversi e metalli comuni.
Capitolo 84: Caldaie, macchine, apparecchi e congegni meccanici;
eccettuati:
ex 84.06: motori;
ex 84.08: altri propulsori;
ex 84.45: macchine;
ex 84.53: macchine automatiche per 1'elaborazione
dell'informazione;
ex 84.55: pezzi della voce 84.53;
ex 84.59: reattori nucleari.
Capitolo 85: Macchine ed apparecchi elettrici; materiali destinati
a usi elettrotecnici; eccettuati:
ex 85.13: telecomunicazioni;
ex 85.15: apparecchi di trasmissione.
Capitolo 86: Veicoli e materiali per strade ferrate; apparecchi di
segnalazione non elettrici per vie di comunicazione; eccettuati:
ex 86.02: locomotive blindate;
ex 86.03: altre locomotive blindate;
ex 86.05: vetture blindate;
ex 86.06: carriofficine;
ex 86.07: carri.
Capitolo 87: Vetture automobili, trattori, velocipedi ed altri
veicoli terrestri; eccettuati:
ex 87.08: carri da combattimento e autoblinde;
ex 87.01: trattori;
ex 87.02: veicoli militari;
ex 87.03: veicoli di soccorso ad automezzi rimasti in panne;
ex 87.09: motocicli;
ex 87.14: rimorchi.
Capitolo 89: Navigazione marittima e fluviale, eccettuate:
ex 89.01A: navi da guerra.
Capitolo 90: Strumenti e apparecchi d'ottica, per fotografia e per
cinematografia, di misura, di verifica, di precisione; strumenti e
apparecchi medicochirurgici; eccettuati:
ex 90.05: binocoli;
ex 90.13: strumenti vari, laser;
ex 90.14: telemetri;
ex 90.28: strumenti di misura elettrici o elettronici;
ex 90.11: microscopi;
ex 90.17: strumenti per la medicina;
ex 90.18: apparecchi di meccanoterapia;
ex 90.19: apparecchi di ortopedia;
ex 90.20: apparecchi a raggi X.
Capitolo 91: Orologeria.
Capitolo 92: Strumenti musicali; apparecchi di registrazione e di
riproduzione del suono; apparecchi di registrazione o di riproduzione
delle immagini e del suono in televisione; parti e accessori di
questi strumenti e apparecchi.
Capitolo 94: Mobilia; mobili medicochirurgici; oggetti letterecci e
simili; eccettuati:
ex 9401A: sedili per aerodine.
Capitolo 95: Oggetti da intagliare e da modellare allo stato
lavorato (compresi i lavori).
Capitolo 96: Spazzole, spazzolini, pennelli e simili, scope,
piumini da cipria e stacci.
Capitolo 98: Lavori diversi.

Allegato 3

ORGANISMI DI DIRITTO PUBBLICO
(Articolo 1, comma 3, lettera b ),
del presente testo unico)

Organismi:
Societa' "Stretto di Messina" (decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 23 gennaio 1998);
Ente autonomo mostra d'oltremare e del lavoro italiano nel mondo;
Ente nazionale per l'aviazione civile - ENAC;
Ente nazionale per l'assistenza al volo - ENAV.
Categorie:
Autorita' portuali;
Aziende speciali, istituzioni e societa' per azioni a prevalente
capitale pubblico di cui all'articolo 22 della legge 8 giugno 1990,
n. 142, nonche' societa' per azioni a prevalente capitale privato di
cui all'articolo 12 della legge 23 dicembre 1992, n. 498;
Consorzi per le opere idrauliche;
Universita' statali, Istituti universitari statali;
Istituti superiori scientifici e culturali, Osservatori
astronomici, astrofisici, geofisici o vulcanologici;
Enti di ricerca e sperimentazione;
Istituzioni pubbliche di assistenza e di beneficenza;
Consorzi di bonifica;
Enti di sviluppo o di irrigazione;
Consorzi per le aree industriali;
Enti preposti a servizi di pubblico interesse;
Enti pubblici preposti ad attivita' di spettacolo, sportive,
turistiche e del tempo libero;
Enti culturali e di promozione artistica.

Allegato 4

MODELLI DI BANDI DI GARA E AVVISI
(Articolo 5, comma 6, del presente testo unico)

A - Pubblico incanto(Articolo 9, comma 1, lettera a), del presente
testo unico)
1) Nome, indirizzo, numero telefonico, telegrafico, di
telescrivente e telecopiatrice dell'amministrazione aggiudicatrice.
2) a) Procedura di aggiudicazione prescelta;
b) forma della fornitura che e' oggetto della gara.
3) a) Luogo della consegna;
b) natura dei prodotti da fornire, con specificazione degli scopi
per i quali le offerte sono richieste (se per acquisto, affitto,
noleggio, locazione finanziaria o per una combinazione di tali
scopi); numero di riferimento CPA;
c) quantita' dei prodotti da fornire, comprese eventuali opzioni
per ulteriori forniture e, se nota, una stima dei tempi entro i quali
tali opzioni possono essere esercitate; nel caso di appalti
rinnovabili nel corso di un determinato periodo, presumibile
calendario delle successive gare di fornitura;
d) indicazioni relative alla possibilita' per i fornitori di
presentare offerte per una parte delle forniture richieste.
4) Termine ultimo per il completamento della fornitura o durata del
contratto e, per quanto possibile, termine ultimo per l'avvio o la
consegna delle forniture.
5) a) Nome e indirizzo del servizio presso il quale possono essere
richiesti i capitolati d'oneri e i documenti complementari;
b) termine ultimo per la ricezione delle domande sub - a);
c) eventualmente, importo e modalita' di pagamento della somma da
versare per ottenere i documenti sub - a).
6) a) Termine ultimo per la ricezione delle offerte;
b) indirizzo al quale le offerte devono essere inviate;
c) la o le lingue nelle quali esse devono essere redatte.
7) a) Persone ammesse ad assistere all'apertura delle offerte;
b) data, luogo e ora dell'apertura delle offerte.
8) Eventuali cauzioni o garanzie richieste.
9) Modalita' essenziali di finanziamento e di pagamento e/o
riferimenti alle disposizioni in materia.
10) Eventualmente, forma giuridica che dovra' assumere il
raggruppamento di imprese aggiudicatario della fornitura.
11) Indicazioni riguardanti la situazione propria del fornitore,
nonche' informazioni e formalita' necessarie per la valutazione delle
condizioni minime di carattere economico e tecnico cui questi deve
soddisfare.
12) Periodo di tempo durante il quale l'offerente e' vincolato alla
propria offerta.
13) Criteri utilizzati per l'aggiudicazione della fornitura; vanno
menzionati i criteri diversi dal prezzo piu' basso qualora non
figurino nel capitolato d'oneri.
14) Eventuale divieto di varianti.
15) Altre indicazioni.
16) Data o date di pubblicazione dell'avviso di preinformazione
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee o menzione della sua
mancata pubblicazione.
17) Data d'invio del bando all'ufficio delle pubblicazioni
ufficiali delle Comunita' europee.
18) Data di ricezione del bando da parte dell'ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle Comunita' europee.
19) Eventuale indicazione del fatto che la fornitura rientra nel
campo d'applicazione dell'accordo GATT.
B - Licitazione privata e appalto concorso(Articolo 9, comma 1,
lettere b) e c), del presente testo unico)
1) Nome, indirizzo, numero telefonico, telegrafico, di
telescrivente o telecopiatrice dell'amministrazione aggiudicatrice.
2) a) Procedura di aggiudicazione prescelta;
b) eventualmente; giustificazione del ricorso alla procedura
accelerata;
c) forma della fornitura che e' oggetto della gara.
3) a) Luogo della consegna;
b) natura dei prodotti da fornire, con specificazione degli scopi
per i quali le offerte sono richieste (se per acquisto, affitto,
noleggio, locazione finanziaria o per una combinazione di tali
scopi); numero di riferimento CPA;
c) quantita' dei prodotti da fornire, comprese eventuali opzioni
per ulteriori forniture e, se nota, una stima dei tempi entro i quali
tali opzioni possono essere esercitate; nel caso di forniture
rinnovabili nel corso di un determinato periodo, presumibile
calendario delle successive gare di fornitura;
d) indicazioni relative alla possibilita' per i fornitori di
presentare offerte per una parte delle forniture richieste.
4) Termine ultimo per il completamento della fornitura o durata del
contratto e, per quanto possibile, termine ultimo per l'avvio o la
consegna delle forniture.
5) Eventualmente, forma giuridica che dovra' assumere il
raggruppamento di imprese aggiudicatario della fornitura.
6) a) Termine per la ricezione delle domande di partecipazione;
b) indirizzo al quale tali domande devono essere inviate;
c) la o le lingue nelle quali esse devono essere redatte.
7) Termine ultimo per la spedizione degli inviti a presentare
offerte.
8) Eventuali cauzioni o garanzie richieste.
9) Indicazioni riguardanti la situazione propria del fornitore,
nonche' informazioni e formalita' necessarie per la valutazione delle
condizioni minime di carattere economico e tecnico cui questi deve
soddisfare.
10) Criteri ultilizzati all'atto dell'aggiudicazione della
fornitura, se non figurano nell'invito a presentare offerte.
11) Numero previsto dei fornitori - eventualmente, con indicazione
nel minimo e nel massimo - che verranno invitati a presentare
offerte.
12) Eventuale divieto di varianti.
13) Altre indicazioni.
14) Data o date di pubblicazione dell'avviso di preinformazione
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee o menzione della sua
mancata pubblicazione.
15) Data d'invio del bando all'ufficio delle pubblicazioni
ufficiali delle Comunita' europee.
16) Data di ricezione del bando da parte dell'ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle Comunita' europee.
17) Eventuale indicazione del fatto che la fornitura rientra nel
campo d'applicazione dell'accordo GATT.

C - Trattativa privata
(Articolo 9, comma 3, del presente testo unico)

1) Nome, indirizzo, numero telefonico, telegrafico, di
telescrivente o di telecopiatrice dell'amministrazione
aggiudicatrice.
2) a) Procedura di stipulazione prescelta;
b) giustificazione dell'eventuale ricorso alla procedura
accelerata;
c) eventualmente, forma della fornitura che e' oggetto della gara.
3) a) Luogo della consegna;
b) natura dei prodotti da fornire, con specificazione degli scopi
per i quali le offerte sono richieste (se per acquisto, affitto,
noleggio, locazione finanziaria o per una combinazione di tali
scopi); numero di riferimento CPA;
c) quantita' dei prodotti da fornire, comprese eventuali opzioni
per ulteriori forniture e, se nota, una stima dei tempi entro i quali
tali opzioni possono essere esercitate; nel caso di forniture
rinnovabili nel corso di un determinato periodo, presumibile
calendario delle successive gare di fornitura;
d) indicazioni relative alla possibilita' per i fornitori di
presentare offerte per una parte delle forniture richieste.
4) Termine ultimo per il completamento della fornitura o durata del
contratto e, per quanto possibile, termine ultimo per l'avvio o la
consegna delle forniture.
5) Eventualmente, forma giuridica che dovra' assumere il
raggruppamento di imprese aggiudicatario della fornitura.
6) a) Termine per la ricezione delle domande di partecipazione;
&i ;b) indirizzo al quale tali domande devono essere inviate;
c) la o le lingue nelle quali esse devono essere redatte.
7) Eventuali cauzioni o garanzie richieste.
8) Indicazioni riguardanti la situazione propria del fornitore,
nonche' informazioni e formalita' necessarie per la valutazione delle
condizioni minime di carattere economico e tecnico cui questi deve
soddisfare.
9) Numero previsto dei fornitori - eventualmente, con indicazione
nel minimo e nel massimo - che verranno invitati a presentare
offerte.
10) Eventuale divieto di varianti.
11) Eventualmente, nome e indirizzo dei fornitori gia' prescelti
dall'amministrazione aggiudicatrice.
12) Data o date delle precedenti pubblicazioni nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunita' europee.
13) Altre indicazioni.
14) Data di invio del bando all'ufficio delle pubblicazioni delle
Comunita' europee.
15) Data di ricezione del bando da parte dell'ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle Comunita' europee.
16) Eventuale indicazione del fatto che la fornitura rientra nel
campo d'applicazione dell'accordo GATT.

D - Preinformazione
(Articolo 5, comma 1, del presente testo unico)

1) Nome, indirizzo, numero telefonico, telegrafico, di
telescrivente o di telecopiatrice dell'amministrazione aggiudicatrice
e, se non coincidono, del servizio presso il quale si possono
richiedere informazioni complementari.
2) La natura e la quantita' o il valore dei prodotti da fornire;
numero di riferimento della classificazione dei prodotti per
attivita' (CPA).
3) La data provvisoria di avvio delle procedure di aggiudicazione
della fornitura (se nota).
4) Altre indicazioni.
5) Data di spedizione del presente avviso.
6) Data di ricezione dell'avviso da parte dell'ufficio
pubblicazioni ufficiali delle Comunita' europee.
7) Eventuale indicazione del fatto che la fornitura rientra nel
campo di applicazione dell'accordo GATT.

E - Forniture aggiudicate
(Articolo 5, comma 3, del presente testo unico)

1) Nome e indirizzo dell'amministrazione aggiudicatrice.
2) Procedura di gara prescelta; in caso di trattativa privata senza
pubblicazione del bando ai sensi dell'articolo 9, comma 4, la
motivazione del ricorso a tale procedura.
3) Data di aggiudicazione definitiva della fornitura.
4) Criteri di assegnazione del contratto.
5) Numero di offerte ricevute.
6) Numero e indirizzo del o dei fornitore/i.
7) Natura e quantita' dei prodotti forniti, eventualmente per
fornitore - numero di riferimento CPA.
8) Prezzo o gamma di prezzi (minimo/massimo) pagato/i.
9) Valore della/e offerta/e prescelta/e o offerta massima e minima
presa in considerazione per l'aggiudicazione della fornitura.
10) Valore e parte del contratto che possono eventualmente essere
aggiudicati a terzi.
11) Altre informazioni.
12) Data di pubblicazione del bando di gara nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunita' europee.
13) Data di spedizione del presente avviso.
14) Data di ricezione del bando di gara da parte dell'ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle Comunita' europee.

Allegato 5

DEFINIZIONE DI ALCUNE SPECIFICHE TECNICHE
(Articolo 8 comma 1, del presente testo unico)

Ai sensi del presente testo unico si intende per:
1) specifiche tecniche: l'insieme delle prescrizioni tecniche
figuranti tra l'altro nei capitolati d'oneri che definiscono le
caratteristiche richieste di un prodotto, di un materiale o di una
fornitura e che permettono di caratterizzare oggettivamente un
prodotto, un materiale o una fornitura in modo che essi rispondano
all'uso cui sono destinati dall'amministrazione aggiudicatrice. Tali
caratteristiche comprendono i livelli di qualita' o di proprieta' di
utilizzazione, la sicurezza, le dimensioni, comprese anche le
prescrizioni applicabili ad un prodotto, a un materiale o a una
fornitura per quanto riguarda il sistema di garanzia della qualita',
la terminologia, i simboli, le prove ed i metodi di prova,
l'imballaggio, la marchiatura e l'etichettatura, tali da consentire
l'obiettiva individuazione di un materiale, di un prodotto o di una
fornitura in modo da rispondere all'uso cui sono destinati
dall'amministrazione aggiudicatrice;
2) norma: la specifica tecnica approvata da un organismo
riconosciuto ad espletare attivita' normativa per applicazione
ripetuta o continua, la cui osservanza non e', in linea di massima,
obbligatoria;
3) norma europea: una norma approvata dal Comitato europeo di
normalizzazione (CEN) o dal Comitato europeo di normalizzazione
elettronica (CENELEC) come Norma europea (EN) o Documenti di
armonizzazione (HD) conformemente alle regole comuni di tali
organismi;
4) omologazione tecnica europea: la valutazione tecnica favorevole
alla idoneita' all'impiego di un prodotto fondata sulla
corrispondenza ai requisiti essenziali per la costruzione, per quanto
concerne le caratteristiche intrinseche del prodotto e le condizioni
fissate per la sua messa in opera e la sua utilizzazione;
l'omologazione tecnica europea e' rilasciata dagli organismi
nazionali a tale scopo riconosciuti;
5) prescrizione tecnica comune: la prescrizione tecnica elaborata
secondo una procedura riconosciuta dagli Stati membri al fine di
assicurare l'applicazione uniforme in tutti gli Stati membri
dell'Unione europea e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle
Comunita' europee.

Allegato 6

CONTENUTO MINIMO DELLA LETTERA D'INVITO
(Articolo 7, comma 2, del presente testo unico)

Il contenuto minimo della lettera d'invito nelle procedure di cui
all'articolo 7 del presente testo unico e' il seguente:
1) se occorre, indirizzo del servizio al quale possono essere
richiesti il capitolato d'oneri e i documenti complementari, il
termine per presentare la domanda, l'importo e le modalita' di
pagamento della somma eventualmente da corrispondere per ottenere
detti documenti;
2) il termine di ricezione delle offerte, l'indirizzo al quale
vanno spedite e la lingua o le lingue in cui devono essere redatte;
3) gli estremi del bando di gara pubblicato;
4) l'indicazione di documenti integrativi eventualmente da allegare
a sostegno delle dichiarazioni verificabili fornite dal candidato in
base al bando di gara; per le condizioni economiche e tecniche si
applicano i criteri e le modalita' di cui agli articoli 13 e 14;
5) i criteri di aggiudicazione della fornitura se non sono indicati
nel bando di gara.

Allegato 7

REGISTRI PROFESSIONALI DI ALTRI STATI MEMBRI
(Articolo 12 del presente testo unico)

1) I pertinenti registri professionali o commerciali e le
pertinenti dichiarazioni o i pertinenti certificati di cui
all'articolo 12, comma 1, del presente testo unico sono,
rispettivamente:
in Belgio, il "Registre du Commercie-Handelsregister";
in Danimarca, l'"Aktieselskabsregistret", il "Foreningsregistret" e
lo "Handelsregistret";
in Germania, lo "Handelsregistrer" e lo "Handwerksrolle";
in Grecia, il "Biotexni¨ko' h' Biomexani¨ko' h' Empori¨ko'
Epimelhthrio";
in Spagna, il "Regstro Mercantil" ovvero, per i privati non
iscritti, un certificato da cui risulti che l'interessato ha
dichiarato sotto giuramento di esercitare la professione in
questione;
in Francia, il "Registre du commerce" ed il "Repertoire des
metiers";
in Lussemburgo, il "Registre aux firmes" ed il "Role de la chambre
des metiers";
nei Paesi Bassi, lo "Handelsregister";
in Portogallo, il "Registo Nacional das Pessoas Colectivas".
2) Al fornitore stabilito nel Regno Unito o in Irlanda puo'
richiedersi la presentazione di un certificato rilasciato dal
"Registrar of companies" o dal "Registrar of Friendly Societies", che
attesti che l'impresa del fornitore e "incorporated" o "registered";
qualora non ottenga tale certificato il fornitore puo' presentare un
certificato da cui risulti che ha dichiarato sotto giuramento di
esercitare la professione in questione, nel paese in cui e'
stabilito, in un luogo specifico e sotto un determinato nome o
ragione sociale.
Avvertenza:
Per ragioni di urgenza si omette la pubblicazione delle note al
presente decreto legislativo, ai sensi dell'art. 8, comma 3, del
regolamento di esecuzione del testo unico delle disposizioni sulla
promulgazione delle leggi, sulla emanazione dei decreti del
Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con D P.R. 14 marzo 1986, n. 217.
Nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - del 18 gennaio 1999, si
procedera' alla ripubblicazione del testo del presente decreto
legislativo, corredato delle pubblicazioni notiziali previste
dall'art. 10, comma 3, del testo unico approvato con D P.R. 28
dicembre 1985, n. 1092, nonche' di note sintetiche a margine di
ciascun comma o gruppi di commi, stampate in modo caratteristico, che
individuino in modo sommario il contenuto degli stessi, ai sensi
dello stesso art. 10, comma 3-bis, aggiunto dall'art. 17, comma 29,
della legge 15 maggio 1997, n. 127.