Gazzetta Ufficiale n. 287 del 07-12-1999

MINISTERO DELL'INTERNO
DECRETO 22 ottobre 1999, n.460
Regolamento recante disciplina dei casi e delle procedure di conferimento ai centri di raccolta dei veicoli a motore o rimorchi rinvenuti da organi pubblici o non reclamati dai proprietari e di quelli acquisiti ai sensi degli articoli 927-929 e 923 del codice civile.

in vigore dal: 22-12-1999
IL MINISTRO DELL'INTERNO
di concerto con
i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, dell'ambiente, dell'industria, del commercio
e
dell'artigianato e dei trasporti e della navigazione
Visto il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, come
modificato dal decreto legislativo 8 novembre 1997, n. 389, recante:
"Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui
rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di
imballaggi";
Considerato che l'articolo 46 del suddetto decreto legislativo
demanda ad un decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i
Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
dell'ambiente, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e dei
trasporti e della navigazione, la determinazione dei casi e delle
procedure di conferimento, ai centri di raccolta previsti dallo
stesso articolo, dei veicoli a motore o dei rimorchi rinvenuti da
organi pubblici o non reclamati dai proprietari e di quelli acquisiti
per occupazione ai sensi degli articoli 927-929 e 923 del codice
civile;
Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Sentita la Conferenza unificata istituita ai sensi del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi in data 24 maggio 1999;
Inviata la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri,
ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400, con nota n. 42-10/A-41 del 5 luglio 1999;
A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.
1. Gli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12 del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni e integrazioni, allorche' rinvengonosu aree ad uso
pubblico un veicolo a motore o un rimorchio in condizioni da far
presumere lo stato di abbandono e, cioe', privo della targa di
immatricolazione o del contrassegno di identificazione, ovvero di
parti essenziali per l'uso o la conservazione, oltre a procedere alla
rilevazione di eventuali violazioni alle norme di comportamento del
codice della strada, danno atto, in separato verbale di
constatazione, dello stato d'uso e di conservazione del veicolo e
delle parti mancanti, e, dopo aver accertato che nei riguardi del
veicolo non sia pendente denuncia di furto, contestualmente alla
procedura di notificazione al proprietario del veicolo, se
identificabile, ne dispongono, anche eliminando gli ostacoli che ne
impediscono la rimozione, il conferimento provvisorio ad uno dei
centri di raccolta individuati annualmente dai prefetti con le
modalita' di cui all'articolo 8 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 luglio 1982, n. 571, tra quelli autorizzati ai sensi
dell'articolo 46 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.
2. Trascorsi sessanta giorni dalla notificazione, ovvero, qualora
non sia identificabile il proprietario, dal rinvenimento, senza che
il veicolo sia stato reclamato dagli aventi diritto, lo stesso si
considera cosa abbandonata ai sensi dell'articolo 923 del codice
civile.
3. Decorso tale termine il centro di raccolta di cui al precedente
comma 1 procede alla demolizione e al recupero dei materiali, previa
cancellazione dal pubblico registro automobilistico (P.R.A.)., ai
sensi e per gli effetti di cui all'articolo 103 del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ferma restando la necessita' di
comunicazione da parte degli organi di polizia di tutti i dati
necessari per la presentazione, da parte del centro di raccolta,
della formalita' di radiazione. La richiesta di cancellazione e'
corredata dell'attestazione dell'organo di polizia della sussistenza
delle condizioni previste nel comma 1, nonche' di quella che il
veicolo non risulta oggetto di furto al momento della demolizione,
integrate dalla dichiarazione del gestore del centro di raccolta
circa il mancato reclamo del veicolo ai sensi del comma 2. L'onere
della restituzione al pubblico registro automobilistico (P.R.A.)
delle targhe e dei documenti di circolazione a carico dei gestori dei
centri di raccolta, e' limitato a quelli rinvenuti nel veicolo
secondo quanto attestato dal verbale di constatazione redatto dagli
organi di polizia. Resta fermo l'obbligo dei soggetti gia'
intestatari del veicolo di consegnare le targhe e i documenti di
circolazione in loro possesso.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato
redatto dall'amministrazione competente per materia, ai
sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle
disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio.
Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti
legislativi qui trascritti.
Nota al titolo:
- Si riporta il testo degli articoli 923, 927, 928 e 929
del codice civile:
"Art. 923 (Cose suscettibili di occupazione). - 1. Le
cose mobili che non sono proprieta' di alcuno si acquistano
con l'occupazione.
2. Tali sono le cose abbandonate e gli animali che
formano oggetto di caccia o di pesca".
"Art. 927 (Cose ritrovate). - 1. Chi trova una cosa
mobile deve restituirla al proprietario, e, se non la
conosce, deve consegnarla senza ritardo al sindaco del
luogo in cui l'ha trovata, indicando le circostanze del
ritrovamento".
"Art. 928 (Pubblicazione del ritrovamento) - 1. Il
sindaco rende nota la consegna per mezzo di pubblicazione
nell'albo pretorio del comune, da farsi per due
domeniche successive e da restare affissa per tre giorni
ogni volta".
"Art. 929 (Acquisto di proprieta' della cosa
ritrovata). - 1. Trascorso un anno dall'ultimo giorno
della pubblicazione senza che si presenti il
proprietario, la cosa oppure il suo prezzo, se le
circostanze ne hanno richiesto la vendita, appartiene a
chi l'ha trovata.
2. Cosi' il proprietario come il ritrovatore, riprendendo
la cosa o ricevendo il prezzo, devono pagare le spese
occorse".
Note alle premesse:
- Si riporta il testo vigente dell'art. 46 del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (Attuazione delle
direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE, sui
rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui
rifiuti di imballaggio):
"Art. 46 (Veicoli a motore e rimorchi). - 1. Il
proprietario di un veicolo a motore o di un rimorchio
che intenda procedere alla demolizione dello stesso deve
consegnarlo ad un centro di raccolta per la messa in
sicurezza, la demolizione, il recupero dei materiali e la
rottamazione, autorizzato ai sensi degli articoli 27 e 28.
Tali centri di raccolta possono ricevere anche rifiuti
costituiti da parti di veicoli a motore.
2. Il proprietario di un veicolo a motore o di un
rimorchio destinato alla demolizione puo' altresi'
consegnarlo ai concessionari o alle succursali delle case
costruttrici per la consegna successiva ai centri di cui
al comma 1 qualora intenda cedere il predetto veicolo o
rimorchio per acquistarne un altro.
3. I veicoli a motore o rimorchi rinvenuti da organi
pubblici o non reclamati dai proprietari e quelli acquisiti
per occupazione ai sensi degli articoli 927-929 e 923 del
codice civile, sono conferiti ai centri di raccolta di
cui al comma 1 nei casi e con le procedure dererminate
con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il
Ministro del tesoro dell'ambiente e dell'industria, del
commercio e dell'artigianato e dei trasporti e della
navigazione
4. I centri di raccolta ovvero i concessionari o le
succursali rilasciano al proprietario del veicolo o del
rimorchio consegnato per la demolizione un certificato dal
quale deve risultare la data della consegna, gli estremi
dell'autorizzazione del centro, le generalita' del
proprietario e gli estremi di identificazione del
veicolo, nonche' l'assunzione da parte del gestore del
centro stesso ovvero del concessionario o del titolare
della succursale dell'impegno a provvedere direttamente
alle pratiche di cancellazione dal pubblico registro
automobilistico (P.R.A.).
5. Dal 30 giugno 1998 la cancellazione dal pubblico
registro automobilistico (P.R.A.) dei veicoli e dei
rimorchi avviati a demolizione avviene esclusivamente a
cura del titolare del centro di raccolta o del
concessionario o del titolare della succursale senza oneri
di agenzia a carico del proprietario del veicolo o
del rimorchio. A tal fine, entro sessanta giorni dalla
consegna del veicolo e del rimorchio da parte del
proprietario, il titolare del centro di raccolta, il
concessionario o il titolare della succursale della casa
costruttrice deve comunicare l'avvenuta consegna per la
demolizione del veicolo e consegnare il certificato di
proprieta', la carta di circolazione e le targhe al
competente ufficio del PRA che provvede ai sensi e per
gli effetti dell'art. 103, comma 1, del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
6. Il possesso del certificato di cui al comma 4
libera il proprietario del veicolo dalla
responsabilita' civile, penale e amministrativa connessa
con la proprieta' dello stesso.
6-bis. I gestori di centri di raccolta, i concessionari e
i gestori delle succursali delle case costruttrici di cui
ai commi 1 e 2 non possono alienare, smontare o
distruggere i veicoli a motore e i rimorchi da avviare
allo smontaggio ed alla successiva riduzione in rottami
senza aver prima adempiuto ai compiti di cui al comma 5.
6-ter. Gli estremi della ricevuta dell'avvenuta denuncia
e consegna delle targhe e dei documenti agli uffici
competenti devono essere annotati sull'apposito registro
di entrata e di uscita dei veicoli da tenersi secondo le
norme del regolamento di cui al decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285.
6-quater. Agli stessi obblighi di cui al comma 6-bis e
6-ter sono soggetti i responsabili dei centri di
raccolta o altri luoghi di custodia di veicoli rimossi
ai sensi dell'art. 159 del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, nel caso di demolizione del
veicolo ai sensi dell'art. 215, comma 4, del
predetto decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
6-quinquies. All'art. 103, comma 1, del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, le parole: "la
distruzione, la demolizione" sono sostituite dalle parole
"la cessazione della circolazione di veicoli a motore e di
rimorchi non avviati alla demolizione".
7. E' consentito il commercio delle parti di ricambio
recuperate dalla demolizione dei veicoli a motore ad
esclusione di quelle che abbiano attinenza con la
sicurezza dei veicoli.
8. Le parti di ricambio attinenti la sicurezza dei
veicoli sono cedute solo agli iscritti alle imprese
esercenti attivita' di autoriparazione, di cui alla
legge 5 febbraio 1992, n. 122, e sono utilizzate se
sottoposte alle operazioni di revisione singola
previste dall'art. 80 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285.
9. L'utilizzazione delle parti di ricambio di cui ai
commi 7 e 8 da parte delle imprese esercenti attivita'
di autoriparazione deve risultare dalle fatture
rilasciate al cliente.
10. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, il Ministro dell'ambiente, di
concerto con i Ministri dell'industria, del commercio e
dell'artigianato e dei trasporti e della navigazione
emana le norme tecniche relative alle
caratteristiche degli impianti di demolizione, alle
operazioni di messa in sicurezza e all'individuazione
delle parti di ricambio attinenti la sicurezza di cui al
comma 8".
- Per il testo degli articoli 923, 927, 928 e 929 del
codice civile v. in nota al titolo.
- Si riporta il testo dell'art. 17, comma 3, della legge
23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri):
"3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita' sottordinate al ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti,
per materie di competenza di piu' Ministri possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando
la necessita' di apposita autorizzazione da parte
della legge. I regolamenti ministeriali ed
interministeriali non possono dettare norme contrarie a
quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono
essere comunicati al Presidente del Consiglio dei
Ministri prima della loro emanazione".
- Il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reca:
"Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed
unificazione, per le materie ed i compiti di interesse
comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la
Conferenza Statocitta' ed autonomie locali".
Note all'art. 1:
- Si riporta il testo vigente degli articoli 12 e 103
del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo
codice della strada):
"Art.12 (Espletamento dei servizi di polizia
stradale). - 1. L'espletamento dei servizi di polizia
stradale previsti dal presente codice spetta:
a) in via principale alla specialita' Polizia
stradale della Polizia di Stato;
b) alla Polizia di Stato;
c) all'Arma dei carabinieri;
d) al Corpo della guardia di finanza;
e) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale,
nell'ambito del territorio di competenza;
f) ai funzionari del Ministero dell'interno addetti al
servizio di polizia stradale.
2. L'espletamento dei servizi di cui all'art. 11, comma
1, lettere a) e b), spetta anche ai rimanenti ufficiali
e agenti di polizia giudiziaria indicati nell'art. 57,
commi 1 e 2, del codice di procedura penale.
3. La prevenzione e l'accertamento delle violazioni in
materia di circolazione stradale e la tutela e il
controllo sull'uso delle strade possono, inoltre, essere
effettuati, previo superamento di un esame di
qualificazione secondo quanto stabilito dal regolamento di
esecuzione:
a) dal personale dell'Ispettorato generale per la
circolazione e la sicurezza stradale, dell'Amministrazione
centrale e perifefica del Ministero dei lavori
pubblici, della Direzione generale della
motorizzazione civile e dei trasporti in concessione
appartenente al Ministero dei trasporti e dal personale
dell'A.N.A.S.;
b) dal personale degli uffici competenti in materia di
viabilita' delle regioni, delle province e dei comuni,
limitatamente alle violazioni commesse sulle strade di
proprieta' degli enti da cui dipendono;
c) dai dipendenti dello Stato, delle province e dei
comuni aventi la qualifica o le funzioni di
cantoniere, limitatamente alle violazioni commesse sulle
strade o sui tratti di strade affidate alla loro
sorveglianza;
d) dal personale dell'ente ferrovie dello Stato e delle
ferrovie e tramvie in concessione, che espletano
mansioni ispettive o di vigilanza, nell'esercizio delle
proprie funzioni e limitatamente alle violazioni
commesse nell'ambito dei passaggi a livello
dell'amministrazione di appartenenza;
e) dal personale delle circoscrizioni aeroportuali
dipendenti dal Ministero dei trasporti, nell'ambito delle
aree di cui all'art. 6, comma 7.
f) dai militari del Corpo delle capitanerie di porto,
dipendenti dal Ministero della marina mercantile,
nell'ambito delle aree di cui all'art. 6, comma 7.
4. La scorta e l'attuazione dei servizi diretti ad
assicurare la marcia delle colonne militari spetta,
inoltre, agli ufficiali, sottufficiali e militari di
truppa delle Forze armate, appositamente qualificati con
specifico attestato rilasciato dall'autorita' militare
competente.
5. I soggetti indicati nel presente articolo, quando
non siano in uniforme, per espletare i propri compiti di
polizia stradale devono fare uso di apposito segnale
distintivo, conforme al modello stabilito nel
regolamento".
"Art. 103 (Obblighi conseguenti alla cessazione della
circolazione dei veicoli a motore e dei rimorchi). - 1.
La parte interessata, intestataria di un autoveicolo,
motoveicolo o rimorchio, o l'avente titolo deve
comunicare al competente ufficio del P.R.A., entro
sessanta giorni, la cessazione della circolazione di
veicoli a motore e di rimorchi non avviati alla
demolizione o la definitiva esportazione all'estero
del veicolo stesso, restituendo il certificato di
propieta', la carta di circolazione e le targhe.
L'ufficio del P.R.A. ne da' immediata comunicazione
all'ufficio della Direzione generale della M.C.T.C.,
provvedendo altresi' alla restituzione al medesimo
ufficio della carta di circolazione e delle targhe. Con il
regolamento di esecuzione sono stabilite le modalita' per
lo scambio delle informazioni tra il P.R.A. e Direzione
generaie della M.C.T.C.
2. Le targhe ed i documenti di circolazione vengono,
altresi', ritirati d'ufficio tramite gli organi di
polizia, che ne curano la consegna agli uffici del
P.R.A., nel caso che trascorsi centottanta giorni dalla
rimozione del veicolo dalla circolazione, ai sensi
dell'art. 159, non sia stata denunciata la sua sottrazione
ovvero il veicolo stesso non sia stato reclamato
dall'intestatario dei documenti anzidetti o dall'avente
titolo o venga demolito o alienato ai sensi dello stesso
articolo. L'ufficio competente del P.R.A. e' tenuto agli
adempimenti previsti dal comma 1.
5. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da lire duecentoquarantaduemilaquattrocento
a lire novecentosessantanovemilaseicento".
- Si riporta il testo dell'art. 8 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 571
(Norme per l'attuazione degli articoli 15, ultimo
comma, e 17, penultimo comma, della legge 24 novembre
1981, n. 689, concernente modifiche al sistema penale):
"Art. 8. - Limitatamente ai casi di sequestro di veicoli
a motore e di natanti, il pubblico ufficiale che ha
proceduto al sequestro, se riconosce che non e' possibile
o non conviene custodire il veicolo a motore o il natante
presso uno degli uffici di cui al primo comma
dell'articolo precedente, puo' disporre che la
custodia avvenga presso soggetti pubblici o privati
individuati dai prefetti e dai comandanti di porto capi
di circondario qualora si tratti di natanti, ovvero puo'
disporre che la stessa avvenga in luogo diverso nominando
il custode ed informando il capo dell'ufficio ovvero il
dipendente preposto al servizio ai sensi del secondo comma
del precedente art. 7.
I prefetti e i comandanti di porto capi di circondario
provvedono, annualmente, alla ricognizione dei
soggetti di cui al comma precedente ai quali puo'
essere affidata la custodia dei veicoli a motore e dei
natanti sottoposti a sequestro.
Il trasporto del veicolo a motore al luogo di custodia
deve essere eseguito secondo le prescrizioni del
funzionario o agente che, in relazione alla natura della
violazione, alle circostanze di tempo e di luogo, nonche'
alle esigenze di sicurezza della circolazione, puo'
disporre anche la rimozione del mezzo sequestrato o
l'accompagnamento con scorta, o l'obbligo di osservare
itinerari prestabiliti. Il trasporto del natante e'
eseguito secondo le prescrizioni del pubblico ufficiale
che ha proceduto al sequestro e con l'eventuale ausilio
degli ormeggiatori e del pilota del porto e sentito,
se necessario, l'ente tecnico.
Nel processo verbale di consegna al custode, deve
essere fatta descrizione del veicolo o del natante
sequestrato, con indicazione dello stato d'uso. Il
verbale deve, altresi', contenere menzione espressa
degli avvertimenti rivolti al custode circa l'obbligo di
conservare e di presentare il mezzo sequestrato ad ogni
richiesta dell'autorita' competente, nonche' sulle
sanzioni penali per chi trasgredisce ai doveri della
custodia. La compilazione del suddetto verbale
sostituisce l'adempimento di cui al primo comma
del precedente art. 5".
- Per il testo dell'art. 46 del decreto legislativo
5 febbraio 1997, n. 22, v. nelle note alle premesse.
- Per il testo dell'art. 923 del codice civile v.
in nota al titolo.
Art. 2.
1. Gli organi di polizia di cui al comma 1 dell'articolo 1,
allorche' accertano, attraverso apposita verbalizzazione, il
protrarsi per oltre sessanta giorni della sosta di un veicolo a
motore o di un rimorchio su un'area ad uso pubblico in cui ne e'
fatto divieto ai sensi degli articoli 6, 7, 157, 158 e 175 del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, anche eliminando gli
ostacoli che ne impediscono la rimozione, ne dispongono, fatto salvo
quanto previsto dagli articoli 159 e 215 dello stesso decreto, il
conferimento, per la temporanea custodia, ad uno dei centri di
raccolta indicati nell'articolo 1, dopo aver verificato che nei
riguardi del veicolo non risulta presentata denuncia di furto.
2. Delle circostanze del ritrovamento e dell'avvenuto conferimento,
l'organo di polizia riferisce al sindaco ai sensi e' per gli effetti
di cui all'articolo 927 e seguenti del codice civile.
3. Il sindaco, oltre alla pubblicazione di cui all'articolo 928 del
codice civile, dispone, ove il proprietario del veicolo a del
rimorchio, quale risulta dai pubblici registri, sia identificabile,
la notificazione allo stesso dell'invito a ritirarlo nel termine
indicato nell'articolo 929 dello stesso codice, con l'esplicita
avvertenza della perdita della proprieta' in caso di omissione. La
restituzione e' subordinata al pagamento delle spese di prelievo, di
custodia e del procedimento.
4. Trascorso il termine indicato nell'articolo 929 del codice
civile senza che il proprietario abbia chiesto la restituzione del
veicolo previo versamento delle spese, il centro di raccolta procede
alla rottamazione, salvo che il comune, in relazione alle condizioni
d'uso del veicolo, non ne disponga la vendita. La cancellazione dal
pubblico registro automobilistico (P.R.A.) e' curata dal centro di
raccolta con le modalita' di cui al comma 3 dell'art. 1.
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai
veicoli a motore o ai rimorchi rinvenuti su aree pubbliche destinate
al parcheggio a pagamento, nel caso di sosta protratta per un periodo
di sessanta giorni continuativi senza l'effettuazione del pagamento
delle somme dovute in conformita' alle tariffe.
Note all'art. 2:
- Si riporta il testo degli articoli 6, 7, 157, 158, 159,
175 e 215 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285
(per l'argomento v. nelle note all'art. 1):
"Art. 6 (Regolamentazione della circolazione fuori
dei centri abitati). - 1. Il prefetto, per motivi di
sicurezza pubblica o inerenti alla sicurezza della
circolazione, di tutela della salute, nonche' per
esigenze di carattere militare puo', conformemente alle
direttive del Ministro dei lavori pubblici,
sospendere temporaneamente la circolazione di tutte o di
alcune categorie di utenti sulle strade o su tratti di
esse. ll prefetto, inoltre, nei giorni festivi o in
particolari altri giorni fissati con apposito calendario,
da emanarsi con decreto del Ministro dei lavori pubblici,
puo' vietate la circolazione di veicoli adibiti al
trasporto di cose. Nel regolamento sono stabilite le
condizioni e le eventuali deroghe.
2. Il prefetto stabilisce, anno per anno, le opportune
prescrizioni per il transito periodico di armenti e di
greggi determinando, quando occorra, gli itinerari e gli
intervalli di tempo e di spazio.
3. Per le strade militari i poteri di cui ai commi 1
e 2 sono esercitati dal comandante della regione militare
territoriale.
4. L'ente proprietario della strada puo', con
l'ordinanza di cui all'art. 5, comma 3:
a) disporre, per il tempo strettamente necessario, la
sospensione della circolazione di tutte o di alcune
categorie di utenti per motivi di incolumita' pubblica
ovvero per urgenti e improrogabili motivi attinenti alla
tutela del patrimonio stradale o ad esigenze di carattere
tecnico;
b) stabilire obblighi, divieti e limitazioni di
carattere temporaneo o permanente per ciascuna strada o
tratto di essa, o per determinate categorie di utenti,
in relazione alle esigenze della circolazione o alle
caratteristiche strutturali delle strade;
c) riservare corsie, anche protette, a determinate
categorie di veicoli, anche con guida di rotaie, o a
veicoli destinati a determinati usi;
d) vietare o limitare o subordinare al pagamento di una
somma il parcheggio o la sosta dei veicoli;
e) prescrivere che i veicoli siano muniti
di mezzi antisdrucciolevoli o degli speciali pneumatici
per la marcia su neve o ghiaccio;
f) vietare temporaneamente la sosta su strade o tratti
di strade per esigenze di carattere tecnico o di pulizia,
rendendo noto tale divieto con i prescritti segnali non
meno di quarantotto ore prima ed eventualmente con altri
mezzi appropriati.
5. Le ordinanze di cui al comma 4 sono emanate:
a) per le strade e le autostrade statali, dal capo
dell'ufficio periferico dell'A.N.A.S. competente per
territorio;
b) per le strade regionali, dal presidente della giunta;
c) per le strade provinciali, dal presidente della
provincia;
d) per le strade comunali e le strade vicinali, dal
sindaco;
e) per le strade militari, dal comandante della
regione militare territoriale.
6. Per le strade e le autostrade in concessione, i poteri
dell'ente proprietario della strada sono esercitati dal
concessionario, previa comunicazione all'ente concedente.
In caso di urgenza, i relativi provvedimenti possono
essere adottati anche senza la preventiva comunicazione
al concedente, che puo' revocare gli stessi.
7. Nell'ambito degli aeroporti aperti al traffico aereo
civile e nelle aree portuali, la competenza a
disciplinare la circolazione delle strade interne
aperte all'uso pubblico e' riservata rispettivamente
al direttore della circoscrizione aeroportuale
competente per territorio e al comandante di porto
capo di circondario, i quali vi provvedono a mezzo
di ordinanze, in conformita' alle norme del presente
codice. Nell'ambito degli aeroporti ove le aerostazioni
siano affidate in gestione a enti o societa', il potere
di ordinanza viene esercitato dal direttore della
circoscrizione aeroportuale competente per territorio,
sentiti gli enti e le societa' interessati.
8. Le autorita' che hanno disposto la
sospensione della circolazione di cui ai commi 1 e 4,
lettere a) e b), possono accordare, per esigenze
gravi e indifferibili o per accertate necessita',
deroghe o permessi, subordinati a speciali condizioni e
cautele.
9. Tutte le strade statali sono a precedenza, salvo che
l'autorita' competente disponga diversamente in
particolari intersezioni in relazione alla classifica di
cui all'art. 2, comma 2. Sulle altre strade o tratti di
strade la precedenza e' stabilita dagli enti
proprietari sulla base della classificazione di cui
all'art. 2, comma 2. In caso di controversia decide, con
proprio decreto, il Ministro dei lavori pubblici. La
precedenza deve essere resa nota con i prescritti
segnali da installare a cura e spese dell'ente
proprietario della strada che ha la precedenza.
10. L'ente proprietario della strada a precedenza,
quando la intensita' o la sicurezza del traffico lo
richiedano, puo', con ordinanza, prescrivere ai
conducenti l'obbligo di fermarsi prima di immettersi sulla
strada a precedenza.
11. Quando si tratti di due strade entrambe a
precedenza, appartenenti allo stesso ente, l'ente deve
stabilire l'obbligo di dare la precedenza ovvero
anche l'obbligo di arrestarsi all'intersezione;
quando si tratti di due strade a precedenza
appartenenti a enti diversi, gli obblighi suddetti
devono essere stabiliti di intesa fra gli enti stessi.
Qualora l'accordo non venga raggiunto, decide con
proprio decreto il Ministro dei lavori pubblici.
12. Chiunque non ottempera ai provvedimenti di
sospensione della circolazione emanati a norma dei
commi 1 e 3 e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da lire
duecentoquarantaduemilaquattrocento a
lire novecentosessantanovemilaseicento. Se a violazione
e' commessa dal conducente di un veicolo adibito al
trasporto di cose, la sanzione amministrativa e' del
pagamento di una somma da lire seicentoseimila a lire
duemilioniquattrocentoventiquattromila. n questa ultima
ipotesi dalla violazione consegue la sanzione
amministrativa accessoria della sospensione della patente
di guida per un periodo da uno a quattro mesi, nonche'
della sospensione della carta di circolazione del
veicolo per lo stesso periodo ai sensi delle norme di cui
al capo I, sezione II, del titolo VI.
13. Chiunque viola le prescrizioni di cui al comma 2
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da lire trentaseimilatrecentosessanta
a lire
centoquarantacinquemilaquattrocentoquaranta.
14. Chiunque viola gli altri obblighi, divieti e
limitazioni previsti nel presente articolo e'
soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire
centoventunomiladuecento a
lire quattrocentottantaquattromitaottocento. Nei casi di
sosta vietata la sanzione amministrativa e' del
pagamento di una somma da lire sessantamilaseicento a
lire duecentoquarantaduemilaquattrocento; qualora la
violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la
sanzione amministrativa pecuniaria e' applicata per ogni
periodo di ventiquattro ore per il quale si protrae la
violazione.
15. Nelle ipotesi di violazione del comma 12 l'agente
accertatore intima al conducente di non proseguire il
viaggio finche' non spiri il termine del divieto di
circolazione; egli deve, quando la sosta nel luogo in
cui e' stata accertata la violazione costituisce
intralcio alla circolazione, provvedere a che il veicolo
sia condotto in un luogo vicino in cui effettuare la
sosta. Di quanto sopra e' fatta menzione nel verbale di
contestazione. Durante la sosta la responsabilita' del
veicolo e del relativo carico rimane al conducente.
Se le disposizioni come sopra impartite non sono
osservate, la sanzione amministrativa accessoria della
sospensione della patente e' da due a sei mesi".
"Art. 7 (Regolamentazione della circolazione nei centri
abitati). - 1. Nei centri abitati i comuni possono, con
ordinanza del sindaco:
a) adottare i provvedimenti indicati nell'art. 6, commi
1, 2, e 4;
b) limitare la circolazione di tutte o di alcune
categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze
di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del
patrimonio artistico, ambientale e naturale,
conformemente alle direttive impartite dal Ministro dei
lavori pubblici, sentiti, per le rispettive competenze,
il Ministro dell'ambiente, il Ministro per i problemi
delle aree urbane ed il Ministro dei beni culturali e
ambientali;
c) stabilire la precedenza su determinate strade o
tratti di strade, ovvero in una determinata
intersezione, in relazione alla classificazione di cui
all'art. 2, e, quando la intensita' o la sicurezza del
traffico lo richiedano, prescrivere ai conducenti,
prima di immettersi su una determinata strada,
l'obbligo di arrestarsi all'intersezione e di dare la
precedenza a chi circola su quest'ultima;
d) riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli degli
organi di polizia stradale di cui all'art. 12, dei
vigili del fuoco, dei servizi di soccorso, nonche' di
quelli adibiti al servizio di persone con limitata o
impedita capacita' motoria, munite del contrassegno
speciale, ovvero a servizi di linea per lo
stazionamento ai capilinea:
e) stabilire aree nelle quali e' autorizzato il
parcheggio dei veicoli;
f) stabilire, previa deliberazione della giunta, aree
destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei
veicoli e' subordinata al pagamento di una somma da
riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata
della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando
le relative condizioni e tariffe in conformita' alle
direttive del Ministero dei lavori pubblici, di
concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento per le aree urbane;
g) prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli
utilizzati per il carico e lo scarico di cose;
h) istituire le aree attrezzate riservate alla
sosta e al parcheggio delle autocaravan di cui all'art.
185;
i) riservare strade alla circolazione dei veicoli adibiti
a servizi pubblici di trasporto, al fine di favorire la
mobilita' urbana.
2. I divieti di sosta si intendono imposti dalle ore 8
alle ore 20, salvo che sia diversamente indicato nel
relativo segnale.
3. Per i tratti di strade non comunali che
attraversano centri abitati i provvedimenti indicati
nell'art. 6, commi 1 e 2, sono di competenza del
prefetto e quelli indicati nello stesso articolo, comma
4, lettera a), sono di competenza dell'ente proprietario
della strada. I provvedimenti indicati nello stesso comma
4, lettere b), c), d), ed f) sono di competenza del
comune, che li adotta sentito il parere dell'ente
proprietario della strada.
4. Nel caso di sospensione della circolazione per
motivi di sicurezza pubblica o di sicurezza della
circolazione o per esigenze di carattere militare, ovvero
laddove siano stati stabiliti obblighi, divieti o
limitazioni di carattere temporaneo o permanente, possono
essere accordati, per accertate necessita', permessi
subordinati a speciali condizioni e cautele. Nei casi in
cui sia stata vietata o limitata la sosta, possono
essere accordati permessi subordinati a speciali
condizioni e cautele ai veicoli riservati a servizi di
polizia e a quelli utilizzati dagli esercenti la
professione sanitaria, nell'espletamento delle proprie
mansioni, nonche' dalle persone con limitata o
impedita capacita' motoria, muniti del contrassegno
speciale.
5. Le caratteristiche, le modalita' costruttive, la
procedura di omologazione e i criteri di installazione
e di manutenzione dei dispositivi di controllo di
durata della sosta sono stabiliti con decreto del
Ministro dei avori pubblici, di concerto con il Ministro
per i problemi delle aree urbane.
6. Le aree destinate al parcheggio devono essere
ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i
veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del
traffico.
7. I proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto
spettanti agli enti proprietari della strada, sono
destinati alla installazione, costruzione e gestione di
parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e
al loro miglioramento e le somme eventualmente
eccedenti ad interventi per migliorare la mobilita' urbana.
8. Qualora il comune assuma l'esercizio diretto del
parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero
disponga l'installazione dei dispo sitivi di controllo di
durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su
parte della stessa area o su altra parte nelle
immediate vicinanze, deve riserva re una adeguata area
destinata a parcheggio rispettivamente senza custo dia o
senza dispositivi di controllo di durata della sosta.
Tale obbligo non sussiste per le zone definite a norma
dell'art. 3 "area pedonale" e " zona a traffico limitato",
nonche' per quelle definite "A" dall'art. 2 del decreto
del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444,
pubblicato nella Gazzet ta Ufficiale n. 97 del 16 aprile
1968, e in altre zone di particolare rilevanza
urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla
giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni
particolari di traffico.
9. I comuni, con deliberazione della giunta, provvedono
a delimi tare le aree pedonali e le zone a traffico
limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla
sicurezza della circolazione, sulla salute, sull'ordine pub
blico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul
territorio. In caso di urgenza il provvedimento potra'
essere adottato con ordinanza del sindaco, ancorche'
di modifica o integrazione della deliberazione della
giunta. Analogamente i comuni provvedono a delimitare
altre zone di rilevanza urbanistica nelle quali
sussistono esigenze particolari di traffico, di cui al
secondo periodo del comma 8. I comuni possono
subordinare l'ngresso o la circolazione dei veicoli a
motore, all'interno delle zone a traffico limitato, anche
al pagamento di una somma. Con direttiva emanata
dall'Ispettorato generale per la cir colazione e la
sicurezza stradale entro un anno dall'entrata in vigore
del presente codice, sono individuate le tipologie dei
comuni che possono avvalersi di tale facolta', nonche' le
modalita' di riscossione del pagamento e le categorie dei
veicoli esentati.
10. Le zone di cui ai commi 8 e 9 sono indicate
mediante appositi segnali.
11. Nell'ambito delle zone di cui ai commi 8 e 9 e delle
altre zone di particolare rilevanza urbanistica
nelle quali sussistono condizioni ed esi genze
analoghe a quelle previste nei medesimi commi, i
comuni hanno facolta' di riservare, con ordinanza del
sindaco, superfici o spazi di sosta per veicoli privati
dei soli residenti nella zona, a titolo gratuito od
oneroso.
12. Per le citta' metropolitane le competenze della
giunta e del sin daco previste dal presente
articolo sono esercitate rispettivamente dalla
giunta metropolitana e dal sindaco metropolitano.
13. Chiunque non ottemperi ai provvedimenti di
sospensione o di vieto della circolazione, e' soggetto
alla sanzione amministrativa del paga mento di una somma
da lire centoventunomiladuecento a lire quattrocen
tottantaquattromilaottocento.
14. Chiunque viola gli altri obblighi, divieti o
limitazioni previsti nel presente articolo, e'
soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire
sessantamilaseicento a lire
duecentoquarantaduemilaquattrocento.
15. Nei casi di sosta vietata, in cui la violazione si
prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione
amministrativa pecuniaria e' applicata per ogni periodo
di ventiquattro ore, per il quale si protrae la
violazione. Se si tratta di sosta limitata o
regolamentata, la sanzione amministrativa e' del paga
mento di una somma da lire
trentaseimilatrecentosessanta a lire
centoquarantacinquemilaquattrocentoquaranta e la sanzione
stessa e' ap plicata per ogni periodo per il quale si
protrae la violazione".
"Art. 157 (Arresto, fermata e sosta dei veicoli). - 1.
Agli effetti delle presenti norme:
a) per arresto si intende l'interruzione della marcia
del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione;
b) per fermata si intende la temporanea sospensione
della marcia anche se in area ove non sia ammessa la
sosta, per consentire la salita o la discesa delle
persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata.
Durante la fermata, che non deve comunque arrecare
intralcio alla cir colazione, il conducente deve essere
presente e pronto a riprendere la marcia;
c) per sosta si intende la sospensione della marcia
del veicolo protratta nel tempo, con possibilita' di
allontanamento da parte del conducente;
d) per sosta di emergenza si intende l'interruzione
della marcia nel caso in cui il veicolo e' inutilizzabile
per avaria ovvero deve arrestarsi per malessere fisico del
conducente o di un passeggero.
2. Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto
dal com ma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo
deve essere collocato il piu' vi cino possibile al
margine destro della carreggiata, parallelamente ad
esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista
marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno
spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque
non inferiore ad un metro.
3. Fuori dei centri abitati, i veicoli in sosta o in
fermata devono esse re collocati fuori della carreggiata,
ma non sulle piste per velocipedi ne', salvo che sia
appositamente segnalato, sulle banchine. In caso di
impossibilita', la fermata e la sosta devono essere
effettuate il piu' vicino possibile al margine destro
della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il
senso di mar cia. Sulle carreggiate delle strade con
precedenza la sosta e' vietata.
4. Nelle strade urbane a senso unico di marcia la
sosta e' consentita anche lungo il margine sinistro della
carreggiata, purche' rimanga spa zio sufficiente al
transito almeno di una fila di veicoli e comunque non infe
riore a tre metri di larghezza.
5. Nelle zone di sosta all'uopo predisposte i veicoli
devono essere collocati nel modo prescritto dalla
segnaletica.
6. Nei luoghi ove la sosta e' permessa per un tempo
limitato e' fatto obbligo ai conducenti di segnalare,
in modo chiaramente visibile, l'orario in cui la sosta
ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo
della durata della sosta e' fatto obbligo di porlo in
funzione.
7. E' fatto divieto a chiunque di aprire le porte di un
veicolo, di di scendere dallo stesso, nonche' di lasciare
aperte le porte, senza essersi assicurato che cio' non
costituisca pericolo o intralcio per gli altri utenti della
strada.
8. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente
articolo e' sog getto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire
sessantamilaseicento a lire
duecentoquarantaduemilaquattrocento".
"Art. 158 (Divieto di fermata e di sosta dei veicoli). -
La fermata e la sosta sono vietate:
a) in corrispondenza o in prossimita' dei passaggi a
livello e sui binari di linee ferroviarie o tramviarie o
cosi' vicino ad essi da intralciarne la marcia;
b) nelle gallerie, nei sottovia, sotto i
sovrapassaggi, sotto i fornici e i por tici, salvo diversa
segnalazione;
c) sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri
abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in
loro prossimita';
d) in prossimita' e in corrispondenza di segnali stradali
verticali e semaforici in modo da occultarne la
vista, nonche' in corrispondenza dei segnali
orizzontali di preselezione e lungo le corsie di
canalizzazione;
e) fuori dei centri abitati, sulla corrispondenza e in
prossimita' delle aree di intersezione;
f) nei centri abitati, sulla corrispondenza delle
aree di intersezione e in prossimita' delle stesse a
meno di 5 metri dal prolungamento del bor do piu' vicino
della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazio ne;
g) sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui
passaggi per ciclisti, nonche' sulle piste ciclabili
e agli sbocchi delle medesime;
h) sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.
2. La sosta di un veicolo e' inoltre vietata:
a) allo sbocco dei passi carrabili;
b) dovunque venga impedito di accedere ad un
altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento
di veicoli in sosta;
c) in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due
ruote:
d) negli spazi riservati allo stazionamento e alla
fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti
su rotaia e, ove questi non siano de limitati, a una
distanza dal segnale di fermata inferiore a 15
metri, non che' negli spazi riservati allo
stazionamento dei veicoli in servizio di piazza;
e) sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il
carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite;
f) sulle banchine, salvo diversa segnalazione;
g) negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei
veicoli per persone invalide di cui all'art. 188 e in
corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i
marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la
carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;
h) nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi
pubblici;
i) nelle aree pedonali urbane;
j) nelle zone a traffico limitato per i veicoli non
autorizzati;
m) negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature
destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica
indicati dalla apposita segnaletica;
n) davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori
analoghi;
o) limitatamente alle ore di esercizio, in
corrispondenza dei distributori di carburante ubicati
sulla sede stradale ed in loro prossimita' sino a 5
metri prima e dopo le installazioni destinate
all'erogazione.
3. Nei centri abitati e' vietata la sosta dei rimorchi
quando siano stac cati dal veicolo trainante, salvo diversa
segnalazione.
4. Durante la sosta e la fermata il conducente deve
adottare le op portune cautele atte a evitare incidenti
ed impedire l'uso del veicolo senza il suo consenso.
5. Chiunque viola le disposizioni del comma 1 e'
soggetto alla san zione amministrativa del pagamento di
una somma da lire centoventuno miladuecento a lire
quattrocentottantaquattromilaottocento.
6. Chiunque viola le altre disposizioni del presente
articolo e sog getto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire sessantamilaseicento a lire
duecentoquarantaduemilaquattrocento.
7. Le sanzioni di cui al presente articolo si applicano
per ciascun giorno di calendario per il quale si protrae la
violazione".
"Art. 159 (Rimozione e blocco dei veicoli). - 1. Gli
organi di polizia, di cui all'art. 12, dispongono la
rimozione dei veicoli:
a) nelle strade e nei tratti di esse in cui con ordinanza
dell'ente proprieta rio della strada sia stabilito che
la sosta dei veicoli costituisce grave intralcio o
pericolo per la circolazione stradale e il segnale di
divieto di sosta sia integrato dall'apposito pannello
aggiuntivo;
b) nei casi di cui agli articoli 157, comma 4, e 158,
commi 1, 2 e 3;
c) in tutti gli altri casi in cui la sosta sia
vietata e costituisca pericolo o gra ve intralcio alla
circolazione;
d) quando il veicolo sia lasciato in sosta in
violazione alle disposizioni emanate dall'ente
proprietario della strada per motivi di manutenzione o
pulizia delle strade e del relativo arredo.
2. Gli enti proprietari della strada sono autorizzati a
concedere il servizio della rimozione dei veicoli
stabilendone le modalita' nel rispetto alle norme
regolamentari. I veicoli adibiti alla rimozione devono
avere le carat teristiche prescritte nel regolamento.
Con decreto del Ministro dei traspor ti puo'
provvedersi all'aggiornamento delle caratteristiche
costruttive funzionali dei veicoli adibiti alla rimozione,
in relazione ad esigenze determinate dall'evoluzione della
tecnica di realizzazione dei veicoli o di sicurezza
della circolazione.
3. In alternativa alla rimozione e' consentito, anche
previo sposta mento del veicolo, il blocco dello stesso
con attrezzo a chiave applicato alle ruote, senza onere
di custodia, le cui caratteristiche tecniche e modalita'
di applicazione saranno stabilite nel regolamento.
L'applicazione di detto at trezzo non e' consentita ogni
qualvolta il veicolo in posizione irregolare co stituisca
intralcio o pericolo alla circolazione.
4. La rimozione dei veicoli o il blocco degli stessi
costituiscono sanzione amministrativa accessoria alle
sanzioni amministrative pecuniarie previste per la
violazione dei comportamenti di cui al comma 1, ai sensi
delle norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
5. Gli organi di polizia possono, altresi',
procedere alla rimozione dei veicoli in sosta, ove per
il loro stato o per altro fondato motivo si possa
ritenere che siano stati abbandonati. Alla rimozione
puo' provvedere anche l'ente proprietario della strada,
sentiti preventivamente gli organi di polizia. Si applica
in tal caso l'art. 15 del decreto del Presidente della
Repubblica 10 settembre 1982, n. 915".
"Art. 175 (Condizioni e limitazioni della
circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane
principali). - 1. Le norme del presente articolo e
dell'art. 176 si applicano ai vei coli ammessi a circolare
sulle autostrade, sulle strade extraurbane princi pali e su
altre strade, individuate con decreto del Ministro dei
lavori pubbli ci, su proposta dell'ente proprietario, e
da indicare con apposita segnale tica d'inizio e fine.
2. E' vietata la circolazione dei seguenti veicoli sulle
autostrade e sulle strade di cui al comma 1:
a) velocipedi, ciclomotori, motocicli di cilindrata
inferiore a 150 cm(elevato a)3j se a motore termico e
motocarrozzette di cilindrata inferiore a 250(elevato a)3j
cm se a motore termico;
b) altri motoveicoli di massa a vuoto fino a 400 kg o
di massa comples siva fino a 1300 kg;
c) veicoli non muniti di pneumatici;
d) macchine agricole e macchine operatrici;
e) veicoli con carico disordinato e non solidamente
assicurato o spor gente oltre i limiti consentiti;
f) veicoli a tenuta non stagna e con carico
scoperto, se trasportano materie suscettibili di
dispersione;
g) veicoli il cui carico o dimensioni superino i
limiti previsti dagli articoli 61 e 62, ad eccezione dei
casi previsti dall'art. 10;
h) veicoli le cui condizioni di uso, equipaggiamento e
gommatura possono costituire pericolo per la circolazione;
i) veicoli con carico non opportunamente sistemato e
fissato.
3. Le esclusioni di cui al comma 2 non si applicano ai
veicoli ap partenenti agli enti proprietari o concessionari
dell'autostrada o da essi au torizzati. L'esclusione di
cui al comma 2, lettera d), relativamente alle mac
chine operatricigru come individuate dalla carta di
circolazione, non si applica sulle strade extraurbane
principali.
4. Nel regolamento sono fissati i limiti minimi di
velocita' per l'am missione alla circolazione sulle
autostrade e sulle strade extraurbane prin cipali di
determinate categorie di veicoli.
5. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici, da
pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, fermi restando i poteri di ordi nanza degli
enti proprietari di cui all'art. 6, possono essere
escluse dal tran sito su talune autostrade, o tratti di
esse, anche altre determinate catego rie di veicoli o
trasporti, qualora le esigenze della circolazione lo
richieda no. Ove si tratti di autoveicoli destinati a
servizi pubblici di linea, il provve dimento e' adottato
di concerto con il Ministro dei trasporti mentre per quel
li appartenenti alle Forze armate il concerto e'
realizzato con il Ministro del la difesa.
6. E' vietata la circolazione di pedoni e animali,
eccezion fatta per le aree di servizio e le aree di sosta.
In tali aree gli animali possono circola re solo se
debitamente custoditi. Lungo le corsie di emergenza e'
consen tito il transito dei pedoni solo per raggiungere i
punti per le richieste di soc corso.
7. Sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli,
sulle aree di servi zio o di parcheggio e in ogni altra
pertinenza autostradale e' vietato:
a) trainare veicoli che non siano rimorchi;
b) richiedere o concedere passaggi;
c) svolgere attivita' commerciali o di propaganda sotto
qualsiasi forma, esse sono consentite nelle aree di
servizio o di parcheggio se autorizzate dall'ente
proprietario;
d) campeggiare, salvo che nelle aree all'uopo destinate
e per il periodo stabilito dall'ente proprietario o
concessionario.
8. Nelle zone attigue alla autostrade o con esse
confinanti e' vieta to, anche a chi sia munito di
licenza od autorizzazione, svolgere attivita di
propaganda sotto qualsiasi forma ovvero attivita'
commerciali con offerta di vendita agli utenti delle
autostrade stesse.
9. Nelle aree di servizio e di parcheggio, nonche' in
ogni altra perti nenza autostradale e' vietato lasciare in
sosta il veicolo per un tempo supe riore alle
ventiquattro ore, ad eccezione che nei parcheggi
riservati agli al berghi esistenti nell'ambito autostradale
o in altre aree analogamente at trezzate.
10. Decorso il termine indicato al comma 9, il veicolo
puo' essere rimosso coattivamente; si applicano le
disposizioni di cui all'art. 159.
11. Gli organi di polizia stradale provvedono alla
rimozione dei vei coli in sosta che per il loro stato o
per altro fondato motivo possano ritenersi abbandonati,
nonche' al loro trasporto in uno dei centri di raccolta
auto rizzati a norma dell'art. 15 del decreto del
Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.
Per tali operazioni i predetti organi di polizia pos
sono incaricare l'ente proprietario.
12. Il soccorso stradale e la rimozione del veicoli sono
consentiti solo agli enti e alle imprese autorizzati,
anche preventivamente, dall'en te proprietario. Sono
esentati dall'autorizzazione le Forze armate e di po
lizia.
13. Chiunque viola le disposizioni del comma 2, lettere
e) ed f), e' soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire
seicentoseimila a lire
duemilioniquattrocentoventiquattromila.
14. Chiunque viola le disposizioni del comma 7, lettere
a), b) e d), e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da lire
sessantamilaseicento a lire
duecentoquarantaduemilaquattrocento, salvo l'applicazione
delle norme della legge 28 marzo 1991, n. 112.
15. Chiunque viola le disposizioni dei commi 7, lettera
c), e 8 e' soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire seicentoseimila a lire
duemilioniquattrocentoventiquattromila. Dalla detta
violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria
del fermo amministrativo del veicolo per giorni sessanta,
secondo le disposizioni di cui al capo I, sezione II, del
titolo VI.
16. Chiunque viola le altre disposizioni del presente
articolo e' sog getto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire sessantamilaseicento a lire
duecentoquarantaduemilaquattrocento. Se la violazione
riguarda le disposizioni di cui al comma 6 la sanzione
e' da lire trentaseimilatrecentosessanta a lire
centoquarantacinquemilaquattrocen toquaranta.
17. Accertate le violazioni di cui ai commi 2 e 4, gli
organi di polizia impongono ai conducenti di abbandonare
con i veicoli stessi l'autostrada, dando la necessaria
assistenza per il detto abbandono. Nelle ipotesi di cui
al comma 2, lettere e) ed f), la norma si applica solo
nel caso in cui non sia possibile riportare il carico
nelle condizioni previste dalle presenti norme".
"Art. 215 (Sanzione accessorie della rimozione o
blocco del veicolo). - 1. Quando, ai sensi del presente
codice, e' prevista la sanzione amministrativa
accessoria della rimozione del veicolo, questa e'
operata dagli organi di polizia che accertano la
violazione, i quali provvedono a che il veicolo, secondo
le norme di cui al regolamento di esecuzione, sia tra
sportato e custodito in luoghi appositi. L'applicazione
della sanzione acces soria e' indicata nel verbale di
contestazione notificato a termine dell'art. 201.
2. I veicoli rimossi ai sensi del comma 1 sono
restituiti all'avente diritto, previo rimborso delle
spese di intervento, rimozione e custodia, con le
modalita' previste dal regolamento di esecuzione. Alle
dette spese si applica il comma 3 dell'art. 2756 del codice
civile.
3. Nell'ipotesi in cui e' consentito il blocco del
veicolo, questo e' disposto dall'organo di polizia che
accerta la violazione, secondo le modalita' stabilite dal
regolamento. Dell'eseguito blocco e' fatta menzione nel
verbale di contestazione notificato ai sensi dell'art.
201. La rimozione del blocco e' effettuata a richiesta
dell'avente diritto, previo pagamento delle spese di
intervento, bloccaggio e rimozione del blocco, secondo
le modalita' stabilite nel regola mento. Alle dette
spese si applica il comma 3 dell'art. 2756 del codice
civile.
4. Trascorsi centottanta giorni dalla notificazione del
verbale con tenente la contestazione della violazione e
l'indicazione della effettuata ri mozione o blocco,
senza che il proprietario o l'intestatario del
documento di circolazione si siano presentati
all'ufficio o comando da cui dipende l'organo che ha
effettuato la rimozione o il blocco, il veicolo puo'
essere alie nato o demolito secondo le modalita'
stabilite dal regolamento. Nell'ipotesi di alienazione,
il ricavato serve alla soddisfazione della sanzione
pecuniaria se non versata, nonche' delle spese di
rimozione, di custodia e di bloc co. L'eventuale
residuo viene restituito all'avente diritto.
5. Avverso la sanzione amministrativa accessoria della
rimozione o del blocco del veicolo e' ammesso ricorso
al prefetto, a norma dell'art. 203".
- Per il testo degli articoli 927, 928 e 929 del codice
civile v. in nota al titolo.
Art. 3.
1. La provincia fissa le tariffe delle somme dovute ai centri di
raccolta per il prelievo, la custodia, la cancellazione dal pubblico
registro automobilistico (P.R.A.) e la demolizione dei veicoli,
ovvero soltanto per le prime due operazioni in caso di vendita ai
sensi del comma 4 dell'articolo 2, nonche' i criteri di detrazione
dai corrispettivi dovuti dei valori standardizzati delle singole
tipologie di materiali recuperabili. La tariffa e' determinata,
distintamente per le ipotesi di conferimento di cui agli articoli 1 e
2, sulla base di criteri forfettari correlati alla categoria di
appartenenza e al valore medio di mercato del veicolo.
2. L'onere finanziario e' posto a carico dell'ente proprietario
della strada sulla quale il veicolo e' stato rinvenuto o del
concessonario della stessa.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 22 ottobre 1999
Il Ministro dell'interno
Russo Jervolino
Il Ministro del tesoro, del bilancio
e della programmazione economica
Amato
Il Ministro dell'ambiente
Ronchi
Il Ministro dell'industria
del commercio e dell'artigianato
Bersani
Il Ministro dei trasporti e della navigazione
Treu
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
Registrato alla Corte dei conti il 24 novembre 1999
Registro n. 3 Interno, foglio n. 71