Gazzetta Ufficiale n. 298 del 22 -12-1998


LEGGE 15 dicembre 1998, n. 441.
Norme per la diffusione e la valorizzazione dell'imprenditoria
giovanile in agricoltura.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1.
Principi ed obiettivi

1. La presente legge, le cui disposizioni costituiscono norme
fondamentali di riforma economicosociale della Repubblica, ha lo
scopo, nel quadro delle normative comunitarie, di promuovere e di
valorizzare l'imprenditoria giovanile nel settore agricolo, con
particolare riferimento all'insediamento ed alla permanenza di
giovani agricoltori che non hanno ancora compiuto i quaranta anni.
2. Il primo insediamento di giovani agricoltori, che non hanno
ancora compiuto i quaranta anni, secondo quanto stabilito dal
regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio, del 20 maggio 1997,
costituisce obiettivo primario della politica agricola del Paese e
conseguentemente dei programmi di sviluppo agricolo, agroindustriale
e forestale adottati a livello nazionale e dalle istituzioni
regionali.

Art. 2.
Primo insediamento dei giovani agricoltori

1. In sede di attuazione da parte delle regioni delle disposizioni
di cui all'articolo 10 del citato regolamento (CE) n. 950/97, possono
accedere prioritariamente agli aiuti per l'insediamento, purche' si
impegnino per almeno cinque anni al mantenimento delle condizioni
previste dalle norme comunitarie, nazionali e regionali e la domanda
relativa agli aiuti venga presentata dai giovani agricoltori di cui
all'articolo 1 della presente legge, che al momento della
presentazione della domanda stessa non abbiano superato i quaranta
anni di eta':
a) i giovani agricoltori che, come imprenditori agricoli a titolo
principale, subentrano nella proprieta', nell'affitto o in altro
diritto reale di godimento al precedente titolare dell'azienda, o che
intervengono quali contitolari e corresponsabili nella conduzione
della stessa, sempreche' l'azienda richieda un volume minimo di
lavoro uguale ad una unita' lavorativa uomo (ULU) ovvero a tante ULU
quanti sono i nuovi titolari, e che tale volume sussista al momento
dell'insediamento o sia raggiunto entro due anni dall'insediamento,
ferma restando la restituzione nel caso di inadempienza. Il periodo
di cui alla presente lettera e' prorogato di ulteriori due anni
qualora l'inadempimento sia imputabile esclusivamente a cause gravi
sopravvenute indipendentemente dalla volonta' del soggetto e
debitamente certificate;
b) i giovani agricoltori che succedono, come imprenditori agricoli
a titolo principale, al precedente proprietario dell'azienda e che
abbiano proceduto, nei confronti dei coeredi, al riscatto delle quote
spettanti ai medesimi;
c) le societa' semplici, in nome collettivo e cooperative, a
condizione che almeno i due terzi dei soci, la cui eta' non deve
comunque superare i quaranta anni, esercitino, rivestendo la relativa
qualifica, l'attivita' agricola a titolo principale, ai sensi del
citato regolamento (CE) n. 950/97, oppure a tempo parziale, come
previsto dall'articolo 10 del suddetto regolamento. Per le societa'
in accomandita semplice le qualifiche di imprenditore agricolo a
titolo principale o di coltivatore diretto possono essere possedute
anche dal solo socio accomandatario; in caso di due o piu' soci
accomandatari si applica il criterio dei due terzi di cui al primo
periodo;
d) i giovani che si insediano, con le modalita' di cui alle lettere
a), b) e c), quali agricoltori a tempo parziale e che ricavino almeno
il 50 per cento del loro reddito totale dalle attivita' agricole,
forestali, turistiche, artigianali, dalla fabbricazione e vendita
diretta di prodotti dell'azienda, o da attivita' di conservazione
dello spazio naturale e di manutenzione ambientale quali lavori di
arginature, sistemazione idraulicoforestale, difesa dalle avversita'
atmosferiche e dagli incendi boschivi, ricostruzione di habitat per
la fauna selvatica, svolte nella loro azienda, purche' il reddito
direttamente proveniente dall'attivita' agricola nell'azienda non sia
inferiore al 25 per cento del reddito totale dell'imprenditore, e il
tempo di lavoro destinato alle attivita' esterne all'azienda non
superi la meta' del tempo di lavoro totale dell'imprenditore;
e) le societa' di capitali aventi per oggetto sociale la conduzione
di aziende agricole ove i conferimenti dei giovani agricoltori
costituiscano oltre il 50 per cento del capitale sociale e gli organi
di amministrazione della societa' siano costituiti in maggioranza da
giovani agricoltori.
2. Sono fatti salvi i maggiori benefici previsti per l'insediamento
nelle zone montane.
3. L'assunzione del maso chiuso di cui al decreto del presidente
della giunta provinciale di Bolzano 28 dicembre 1978, n. 32, da parte
di soggetti che non hanno ancora compiuto i quaranta anni equivale a
tutti gli effetti al primo insediamento previsto dalla presente
legge.

Art. 3.
Aiuti al primo insediamento
determinazione del reddito e formazione

1. Le regioni accordano prioritariamente gli aiuti di cui
all'articolo 10 del citato regolamento (CE) n. 950/97 ai giovani
agricoltori che si insediano nelle zone di montagna o svantaggiate
delimitate ai sensi degli articoli 21 e seguenti del medesimo
regolamento, nonche' ai giovani agricoltori che succedono al titolare
dell'azienda quando questi abbia aderito al regime di aiuti previsto
dal programma di cui al regolamento (CE) n. 2079/92 del Consiglio,
del 30 giugno 1992.
2. Per poter accedere agli aiuti i giovani agricoltori devono avere
frequentato almeno la scuola dell'obbligo ed aver partecipato o
impegnarsi a partecipare nei ventiquattro mesi successivi alle
iniziative formative di cui ai commi 4 e 5. Sono esentati da tale
ultimo impegno i giovani che gia' siano in possesso di un diploma di
laurea o di scuola media superiore ad indirizzo agrario o di un
diploma assimilabile, ovvero del titolo conseguito presso istituti
professionali di Stato per l'agricoltura o ad essi parificati,
nonche' quelli che abbiano maturato una esperienza almeno triennale
nella qualifica di coadiuvante o di collaboratore familiare.
3. La determinazione della quota del reddito agricolo rispetto al
reddito totale, per le finalita' di cui all'articolo 5 del citato
regolamento (CE) n. 950/97, e' effettuata secondo il criterio del
reddito lordo standard (RLS) di cui alla decisione 85/377/CEE della
Commissione, del 7 giugno 1985, calcolato su stime standardizzate per
ettari di superficie, nel caso delle produzioni vegetali, e per capi
di bestiame, suddivisi per specie e categorie, nel caso delle
produzioni animali, o desunta dalla contabilita' aziendale ove
richiesto dall'imprenditore.
4. Le regioni disciplinano le modalita' di adeguamento della
formazione professionale alle esigenze di un'agricoltura moderna
previste dagli articoli 26, 27 e 28 del citato regolamento (CE) n.
950/97, in particolare per quanto concerne i giovani agricoltori.
5. Allo scopo di realizzare percorsi formativi finalizzati
all'inserimento lavorativo in agricoltura dei giovani laureati o
diplomati, il Ministro per le politiche agricole, d'intesa con le
regioni e' autorizzato a stipulare accordi o convenzioni con istituti
di istruzione, anche universitaria, con altri enti di formazione e
con gli ordini e collegi degli agronomi, degli agrotecnici e dei
periti agrari per lo svolgimento di corsi orientati alla preparazione
dei giovani agricoltori. Per le finalita' di cui al presente comma e'
autorizzata la spesa nel limite di un miliardo di lire annue a
decorrere dal 1999.

Art. 4.
Ristrutturazione fondiaria

1. La Cassa per la formazione della proprieta' contadina, di cui
all'articolo 9 del decreto legislativo 5 marzo 1948, n. 121, e
successive modificazioni, di seguito denominata "Cassa", destina, in
ciascun esercizio finanziario, fino al 60 per cento delle proprie
disponibilita' con priorita' al finanziamento delle operazioni di
acquisto o ampliamento di aziende da parte di:
a) giovani agricoltori, che non hanno ancora compiuto i quaranta
anni, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo a titolo
principale o di coltivatore diretto iscritti nelle relative gestioni
previdenziali;
b) giovani che non hanno ancora compiuto i quaranta anni che
intendono esercitare attivita' agricola a titolo principale a
condizione che acquisiscano entro ventiquattro mesi dall'operazione
di acquisto o ampliamento la qualifica di imprenditore agricolo a
titolo principale o di coltivatore diretto e la iscrizione nelle
relative gestioni previdenziali entro i successivi dodici mesi;
c) giovani agricoltori, che non hanno ancora compiuto i quaranta
anni, che siano subentrati per successione nella titolarita' di
aziende a seguito della liquidazione agli altri aventi diritto delle
relative quote, ai sensi dell'articolo 49 della legge 3 maggio 1982,
n. 203.
2. Costituiscono motivo di preferenza nell'attuazione degli
interventi di cui al comma 1:
a) il raggiungimento o l'ampliamento di una unita' minima
produttiva definita, previo assenso della regione interessata,
secondo la localizzazione, l'indirizzo colturale, il fatturato
aziendale e l'impiego di mano d'opera al fine di garantire
l'efficienza aziendale;
b) la presentazione di un piano di miglioramento aziendale secondo
quanto disposto dal citato regolamento (CE) n. 950/97, a firma di un
tecnico agricolo a cio' abilitato dalla legge;
c) la presentazione di un progetto di produzione,
commercializzazione e trasformazione.
3. La Cassa puo' realizzare, altresi', programmi di ricomposizione
fondiaria dei terreni resi disponibili, organizzando la cessione e
l'ampliamento delle aziende agricole ai sensi degli articoli 6 e 7
del citato regolamento (CEE) n. 2079/92, a favore di giovani
agricoltori che non hanno ancora compiuto i quaranta anni in possesso
della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale o di
coltivatore diretto e di giovani che non hanno ancora compiuto i
quaranta anni che intendano esercitare attivita' agricola a titolo
principale, a condizione che acquisiscano la qualifica di
imprenditore agricolo a titolo principale o di coltivatore diretto
entro ventiquattro mesi dalla cessione o dall'ampliamento.
4. Le regioni e le province autonome possono stipulare convenzioni
con la Cassa allo scopo di cofinanziare progetti per l'insediamento
di imprese condotte da giovani che non hanno ancora compiuto i
quaranta anni in possesso della qualifica di imprenditore agricolo a
titolo principale o di coltivatore diretto. La Cassa delibera, di
intesa con le regioni e le province autonome, i criteri e le
modalita' per lo svolgimento di attivita' di tutoraggio e per la
prestazione di fideiussioni a favore degli assegnatari.
5. La Cassa partecipa al programma per il prepensionamento in
agricoltura di cui al citato regolamento (CEE) n. 2079/92, e
favorendo prioritariamente le richieste di acquisto di terreni, resi
disponibili da soggetti aderenti al regime di prepensionamento, da
parte di rilevatari agricoli che non hanno ancora compiuto i quaranta
anni ovvero che subentrino nella conduzione dell'azienda agricola al
familiare aderente al regime medesimo.
6. Il vincolo di indivisibilita' del fondo rustico su cui si
esercita l'impresa familiare, di cui all'articolo 11 della legge 14
agosto 1971, n. 817, puo' essere revocato, trascorsi almeno quindici
anni dall'iscrizione, con provvedimento dell'ispettorato provinciale
dell'agricoltura o dell'organo regionale corrispondente, su domanda
di un partecipante all'impresa stessa che non ha ancora compiuto i
quaranta anni, qualora le porzioni divise abbiano caratteristiche
tali da realizzare imprese efficienti sotto il profilo tecnico ed
economico, comunque nel rispetto della minima unita' colturale di cui
all'articolo 846 del codice civile.

Art. 5.
Sviluppo aziendale

1. Le regioni, nella concessione degli aiuti previsti dal citato
regolamento (CE) n. 950/97, riservano ai giovani agricoltori che non
hanno ancora compiuto i quaranta anni, in possesso dei requisiti
previsti nel suddetto regolamento, ed alle societa' aventi i
requisiti di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 2, una
quota delle provvidenze da destinare alla realizzazione di piani di
miglioramento. Analoga riserva puo' essere costituita nella
concessione degli aiuti previsti dagli altri regolamenti strutturali
e dalle misure di accompagnamento, cofinanziati dall'Unione europea.
2. I giovani agricoltori, anche se non ancora in possesso della
qualifica professionale di cui al citato regolamento (CE) n. 950/97,
possono presentare domanda di piano di miglioramento e riceverne
l'approvazione previo impegno condizionato alla concessione
dell'agevolazione. La necessaria qualifica professionale deve essere
acquisita entro i due anni successivi all'assunzione del predetto
impegno condizionato.

Art. 6.
Quote di produzione

1. In sede di applicazione nazionale dei regimi di limitazione
produttiva in agricoltura stabiliti dall'Unione europea, e'
costituita per ciascuno di essi, compatibilmente con la relativa
normativa comunitaria e nell'ambito della disciplina della quota a
livello nazionale, una riserva ricavata dalla trattenuta di una
percentuale sulla cessione di quote, ove possibile annualmente
alimentata e redistribuita, per l'attribuzione di nuove quote ai
giovani agricoltori che non hanno ancora compiuto i quaranta anni,
con priorita' a favore di coloro che si insediano nelle zone montane.
2. La riserva di cui al comma 1 e' ripartita tra le regioni dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano in misura proporzionale ai
quantitativi di produzione allocati nella campagna precedente presso
ciascuna di esse.
3. Le regioni provvedono contestualmente alla messa in
disponibilita' dei quantitativi produttivi e all'attribuzione di essi
ai giovani agricoltori, comunque non oltre l'avvio della successiva
campagna di produzione, sulla base dei criteri oggettivi di priorita'
individuati, sentite le organizzazioni professionali agricole
maggiormente rappresentative a livello nazionale, tramite le loro
organizzazioni regionali.

Art. 7.
Gestione sostenibile delle risorse territoriali

1. Le regioni, nell'ambito delle azioni finalizzate alla
ricomposizione fondiaria con obiettivi di riqualificazione nella
gestione sostenibile delle risorse territoriali, ai sensi dei
regolamenti (CEE) n. 4256/88 del Consiglio, del 19 dicembre 1988, e
n. 2085/93 del Consiglio, del 20 luglio 1993, destinano con priorita'
i fondi in favore di imprese condotte da giovani agricoltori in
possesso dei requisiti previsti all'articolo 5 del citato regolamento
(CE) n. 950/97.

Art. 8.
Osservatorio per l'imprenditorialita'

1. E' istituito presso il Ministero per le politiche agricole un
Osservatorio per l'esame delle problematiche relative
all'imprenditorialita' giovanile in agricoltura e per il monitoraggio
sull'attuazione della presente legge, di cui sono chiamati a far
parte anche rappresentanti degli ordini e collegi professionali di
tecnici agricoli, alimentari e forestali e delle organizzazioni
agricole giovanili rappresentative a livello nazionale. La
partecipazione all'Osservatorio non comporta oneri per lo Stato e per
il suo funzionamento e' autorizzata la spesa nel limite di un
miliardo di lire annue a decorrere dal 1999.

Art. 9.
Servizi di sostituzione

1. Le regioni possono provvedere, nell'ambito degli ordinari
stanziamenti di bilancio, ai sensi dell'articolo 15 del citato
regolamento (CE) n. 950/97, al riconoscimento e alla erogazione di
incentivi alle associazioni costituite in maggioranza da giovani
agricoltori che non hanno ancora compiuto i quaranta anni per la
gestione di servizi di sostituzione nelle aziende associate,
prevedendo, in particolare, tra i casi di sostituzione, la
sostituzione dell'imprenditore, del coniuge o di un coadiuvante, la
frequenza di corsi di formazione e aggiornamento professionale da
parte dei giovani agricoltori associati e l'assistenza ai minori di
eta' inferiore agli otto anni.
2. I servizi di sostituzione possono occupare, oltre all'agente a
tempo pieno di cui al comma 2 del citato articolo 15 del regolamento
(CE) n. 950/97, giovani agricoltori che non hanno ancora compiuto i
quaranta anni, anche con contratto di lavoro a tempo parziale.
3. Le societa' aventi i requisiti di cui alla lettera c) del comma
1 dell'articolo 2 della presente legge sono riconosciute associazioni
di agricoltori ai sensi degli articoli 14 e 15 del citato regolamento
(CE) n. 950/97.

Art. 10.
Garanzia fideiussoria

1. Alle aziende agricole condotte da giovani agricoltori che non
hanno ancora compiuto i quaranta anni non in grado di garantire,
anche ai fini di cui alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 2 e al
comma 1 dell'articolo 3 della presente legge, il finanziamento
agevolato destinato al miglioramento delle stesse, e' concessa la
possibilita', in via prioritaria sul 20 per cento delle
disponibilita' della sezione speciale del Fondo interbancario di
garanzia, di accedere alla garanzia fideiussoria della suddetta
sezione speciale di cui all'articolo 45 del testo unico delle leggi
in materia bancaria e creditizia, emanato con decreto legislativo 1
settembre 1993, n. 385.
2. La parte di finanziamento non coperta dalle fideiussioni potra'
fruire della garanzia sussidiaria del Fondo interbancario di garanzia
nei limiti ed alle condizioni previsti dalla normativa che ne regola
l'attivita'.

Art. 11.
Consorzi di garanzia

1. Le regioni possono, anche attraverso le societa' finanziarie
regionali, erogare contributi ai fondi rischi consortili gestiti dai
consorzi di garanzia collettiva fidi di cui al comma 1 dell'articolo
5 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173.

Art. 12.
Campagne di informazione

1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge il Ministro per le politiche agricole, di concerto con
il Ministro della pubblica istruzione, sentiti la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, i rappresentanti delle
organizzazioni agricole giovanili rappresentative a livello nazionale
e i rappresentanti degli ordini e collegi professionali del settore
agricolo, provvede ad attuare mirate campagne di informazione per
pubblicizzare in maniera idonea le disposizioni della presente legge.
2. Le campagne di informazione devono avere contenuti e argomenti
idonei ad accrescere la diffusione dei temi a carattere agricolo e
rurale nel dibattito culturale del Paese, a ridare prestigio e valore
alla cultura agricola e ad accrescere l'interesse dei giovani verso
il settore primario, le sue professioni e i lavori agricoli in
genere.
3. Per le finalita' di cui al presente articolo e' autorizzata la
spesa nel limite di un miliardo di lire annue a decorrere dal 1999.

Art. 13.
Ristrutturazione dei fabbricati rurali

1. Le disposizioni tributarie concernenti interventi di recupero
del patrimonio edilizio, di cui all'articolo 1 della legge 27
dicembre 1997, n. 449, limitatamente ai fabbricati rurali utilizzati,
quale abitazione o per funzioni strumentali all'attivita' agricola,
da coltivatori diretti ovvero imprenditori agricoli a titolo
principale, che non hanno ancora compiuto i quaranta anni, si
applicano anche alle spese sostenute nel periodo d'imposta 2000. Al
relativo onere, pari complessivamente a lire 90 miliardi nel periodo
2001-2010, si provvede ai sensi dell'articolo 16, comma 1, lettera
d), della presente legge.

Art. 14.
Disposizioni fiscali

1. Al fine di favorire la continuita' dell'impresa agricola, anche
se condotta in forma di societa' di persone, gli atti relativi a
fondi rustici oggetto di successione o di donazione tra ascendenti e
discendenti entro il terzo grado sono esenti dall'imposta sulle
successioni e donazioni, dalle imposte catastali, di bollo e
dall'INVIM e soggetti alle sole imposte ipotecarie in misura fissa
qualora i soggetti interessati siano:
a) coltivatori diretti ovvero imprenditori agricoli a titolo
principale, che non hanno ancora compiuto i quaranta anni, iscritti
alle relative gestioni previdenziali, o a condizione che si iscrivano
entro tre anni dal trasferimento;
b) giovani che non hanno ancora compiuto i quaranta anni a
condizione che acquisiscano la qualifica di coltivatore diretto o di
imprenditore agricolo a titolo principale entro ventiquattro mesi dal
trasferimento, iscrivendosi alle relative gestioni previdenziali
entro i successivi due anni.
2. Le agevolazioni di cui al comma 1 sono concesse a decorrere dal
1999 a condizione che i soggetti di cui al medesimo comma si
obblighino a coltivare o condurre direttamente i fondi rustici per
almeno sei anni.
3. Ai soli fini delle imposte sui redditi, le rivalutazioni dei
redditi dominicali ed agrari previste dall'articolo 31, comma 1,
della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e dall'articolo 3, comma 50,
della legge 23 dicembre 1996, n. 662, a decorrere dalla data di
entrata in vigore della presente legge non si applicano per i periodi
di imposta durante i quali i terreni assoggettati alle medesime
rivalutazioni sono concessi in affitto per usi agricoli a giovani che
non hanno ancora compiuto i quaranta anni, aventi la qualifica di
coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale o
che acquisiscano tali qualifiche entro dodici mesi dalla stipula del
contratto di affitto, purche' la durata del contratto stesso non sia
inferiore a cinque anni.
4. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche per i
terreni il cui contratto di affitto, in corso alla data di entrata in
vigore della presente legge, sia rinnovato alla scadenza, per un
periodo non inferiore a cinque anni, agli stessi soggetti di cui al
medesimo comma 3.
5. Dal 1 gennaio 1999, i giovani agricoltori in possesso dei
requisiti per beneficiare degli aiuti previsti dal citato regolamento
(CE) n. 950/97, qualora acquistino o permutino terreni, sono
assoggettati all'imposta di registro nella misura del 75 per cento di
quella prevista dalla tariffa, parte prima, articolo 1, nota I,
allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di
registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26
aprile 1986, n. 131. Per le finalita' di cui al presente comma e'
autorizzata la spesa nel limite di 16,2 miliardi di lire annue a
decorrere dal 1999.
6. Il Governo e' autorizzato, con proprio regolamento, adottato su
proposta dei Ministri per le politiche agricole e delle finanze, a
disciplinare le modalita' di concessione ai giovani agricoltori di
cui alla presente legge degli aiuti all'introduzione della
contabilita' previsti dall'articolo 13 del citato regolamento (CE) n.
950/97. Per le finalita' di cui al presente comma e' autorizzata la
spesa nel limite di 2 miliardi di lire per il 1999 e di 3 miliardi di
lire a decorrere dal 2000.

Art. 15.
Accordi in materia di contratti agrari

1. Allo scopo di favorire il conseguimento di efficienti dimensioni
delle aziende agricole, anche attraverso il ricorso all'affitto, i
contratti di affitto in favore dei giovani agricoltori che non hanno
ancora compiuto i quaranta anni stipulati nel rispetto degli accordi
collettivi di cui all'articolo 45 della legge 3 maggio 1982, n. 203,
sono soggetti a registrazione solo in caso d'uso.
2. I benefici di cui al comma 1 sono revocati qualora sia accertata
dai competenti uffici la mancata destinazione dei terreni affittati
all'attivita' agricola da parte dell'interessato all'agevolazione.

Art. 16.
Copertura finanziaria

1. Gli oneri derivanti dalla presente legge sono determinati
complessivamente in lire 28,960 miliardi per l'anno 1999 e in lire
40,2 miliardi a decorrere dall'anno 2000, di cui:
a) lire un miliardo a decorrere dal 1999 per l'attuazione delle
disposizioni recate dal comma 5 dell'articolo 3;
b) lire un miliardo a decorrere dal 1999 per il funzionamento
dell'Osservatorio per l'imprenditorialita' di cui all'articolo 8;
c) lire un miliardo a decorrere dal 1999 per l'attuazione delle
campagne di informazione di cui all'articolo 12;
d) lire 9 miliardi per ciascuno degli anni dal 2000 al 2010 per
l'attuazione dell'articolo 13;
e) lire 7,5 miliardi a decorrere dal 1999 per l'attuazione delle
disposizioni recate dai commi 1 e 2 dell'articolo 14;
f) lire 260 milioni per il 1999 e lire 1,5 miliardi a decorrere dal
2000 per l'attuazione delle disposizioni recate dai commi 3 e 4
dell'articolo 14;
g) lire 16,2 miliardi a decorrere dal 1999 per l'attuazione delle
disposizioni recate dal comma 5 dell'articolo 14;
h) lire 2 miliardi per il 1999 e lire 3 miliardi a decorrere dal
2000 come limite massimo di spesa per l'attuazione delle disposizioni
recate dal comma 6 dell'articolo 14.
2. Agli oneri di cui al comma 1 si fa fronte, per gli anni 1999 e
2000, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per gli anni
medesimi dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
1998-2000, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte
corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno
1998, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo
al Ministero per le politiche agricole.
3. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 15 dicembre 1998

SCALFARO

D'Alema, Presidente del Consiglio
dei Ministri
De Castro, Ministro per le
politiche agricole
Visto, il Guardasigilli: Diliberto

LAVORI PREPARATORI

Camera dei deputati (atto n. 766):
Presentato dall'on. Peretti il 13 maggio 1996.
Assegnato alla XIII commissione (Agricoltura), in sede
referente, il 28 luglio 1996, con pareri delle commissioni
I, V, VI, VII, VIII, X, XI e della commissione speciale per
le politiche comunitarie.
Esaminato dalla XIII commissione, in sede referente, il
17 luglio 1997; 16 dicembre 1997; 28 e 29 gennaio 1998;
10 febbraio 1998; 15 luglio 1998.
Annunciata la relazione il 16 luglio 1997 (atto numeri
766 - 1138 - 1530 - 1585 - 2685 - 3953 - 4009 - 5083/ A -
relatore on. Pecoraro Scanio ).
Assegnato nuovamente alla XIII commissione, in sede
legislativa, il 28 luglio 1998, con il parere delle stesse
commissioni.
Esaminato dalla XIII commissione, in sede legislativa, il
29 luglio 1998; 9 - 17 - 24 e 29 settembre 1998, e
approvato il 30 settembre 1998 in un testo unificato con
gli atti numero 766 (Peretti); 1138 (Burani Procaccini);
1530 (Scarpa Bonazza Buora ed altri), 1585 (Poli Bortone ed
altri); 2685 (Pecoraro Scanio); 4009 (Rava ed altri); 5083
(Grillo) e di un disegno di legge n. 3953 d'iniziativa
del Ministro per le politiche agricole (Pinto).
Senato della Repubblica (atto n. 3573):
Assegnato alla 9 commissione (Agricoltura), in sede
deliberante, il 26 ottobre 1998, con pareri delle
commissioni 1 , 2 , 5 , 6 , 7 , 10 ; 11 , 13 , della
giunta per gli affari delle Comunita' europee e della
commissione parlamentare per le questioni regionali.
Esaminato dalla 9 commissione il 18, 19, 24
novembre 1998 e approvato il 25 novembre 1998.

N O T E

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubbicato e' stato redatto
ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura
delle disposizioni di legge alle quali e' operato il
rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
Nota all'art. 1:
- Il regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio del 20
maggio 1997 e' relativo al "Miglioramento dell'efficienza
delle strutture agricole".
Note all'art. 2:
- Il testo dell'art. 10 del citato regolamento (CE) n.
950/97 e' il seguente:
"Articolo 10. - 1. Gli Stati membri possono concedere
aiuti per il primo insediamento ai giovani agricoltori
che non hanno ancora compiuto quaranta anni, a
condizione che:
a) il giovane agricoltore si insedi in un'azienda
agricola in qualita' di capo dell'azienda; per
insediamento in qualita' di capo dell'azienda si
intende l'assunzione della responsabilita' o
corresponsabilita' civile e fiscale per la gestione
dell'azienda stessa e dello statuto sociale stabilito
nello Stato membro interessato per i capi d'azienda
indipendenti;
b) il giovane agricoltore si insedi come agricoltore
a titolo principale o inizi ad esercitare l'attivita'
agricola a titolo principale dopo un insediamento come
agricoltore a titolo parziale. Tuttavia, gli Stati
membri possono accordare tale aiuto ai giovani
agricoltori che si insediano come agricoltori a tempo
parziale che ricavino almeno il 50% del loro reddito
totale dalle attivita' agricole, forestali, turistiche o
artigianali, oppure da attivita' di conservazione dello
spazio naturale che beneficiano di sovvenzioni pubbliche,
svolte nella loro azienda, purche' il reddito direttamente
proveniente dall'attivita' agricola nell'azienda non sia
inferiore al 25% del reddito totale dell'imprenditore e
il tempo di lavoro destinato alle attivita' esterne
all'azienda non superi la meta' del tempo di lavoro totale
dell'imprenditore;
c) la qualificazione professionale del giovane
agricoltore raggiunga un livello sufficiente al momento
dell'insediamento o al piu' tardi due anni dopo
l'insediamento;
d) l'azienda agricola richieda un volume di lavoro
equivalente almeno ad una ULU; tale volume deve essere
raggiunto al piu' tardi due anni dopo l'insediamento.
2. Gli aiuti all'insediamento possono consistere in:
a) un premio unico il cui importo massimo
ammissibile figura nell'allegato I. Il pagamento di tale
premio puo' essere scaglionato su cinque anni al massimo.
Gli Stati membri possono sostituire questo premio con un
abbuono d'interessi equivalente;
b) un abbuono d'interessi per i prestiti contratti per
coprire le spese derivanti dall'insediamento.
L'abbuono e' concesso al massimo per un periodo di
quindici anni; il valore capitalizzato di tale abbuono non
puo' essere superiore al valore del premio unico.
Gli Stati membri possono versare, sotto forma di
sovvenzione, l'equivalente dell'abbuono che risulta
dall'entita' e dalla durata dei prestiti contratti.
3. Gli Stati membri definiscono:
a) le condizioni dell'insediamento;
b) le condizioni specifiche, nel caso in cui il giovane
agricoltore non si insedi nell'azienda come unico capo di
essa e in particolare vi si insedi nel quadro di
associazioni o di cooperative il cui oggetto principale
e' la gestione di un'azienda agricola; tali condizioni
devono essere equivalenti a quelle richieste per
l'insediamento come unico capo dell'azienda;
c) la qualificazione professionale agricola richiesta
al momento dell'insediamento o entro i due anni
successivi all'insediamento stesso;
d) le modalita' secondo le quali si verifica che il
volume di lavoro equivalente ad almeno una ULU e'
stato raggiunto entro il termine massimo di due anni
dall'insediamento".
- Il decreto del presidente della giunta provinciale di
Bolzano 28 dicembre 1978, n. 32, reca: "Approvazione del
testo unico delle leggi provinciali sull'ordinamento dei
masi chiusi".
Note all'art. 3:
- Per il testo dell'art. 10 del citato regolamento
n. 950 /97 vedasi nelle note all'art. 2.
- Si trascrive il testo dell'art. 21 del citato
regolamento (CE) n. 950/97:
"Articolo 21. - 1. Gli Stati membri comunicano alla
Commissione i limiti delle zone che possono figurare, per
le caratteristiche di cui agli articoli da 22 a 25,
nell'elenco delle zone svantaggiate e nelle quali si
prevede di applicare il regime particolare di aiuti
secondo il presente titolo. Contemporaneamente essi
comunicano tutte le informazioni utili relative alle
caratteristiche di tali zone e ai provvedimenti facenti
parte del regime di aiuti che si prefiggono di applicare
in dette zone.
2. Il Consiglio stabilisce, secondo la procedura di cui
all'art. 43 del trattato, l'elenco delle zone svantaggiate.
3. Su richiesta di uno Stato membro, presentata a
norma del paragrafo 1, si possono apportare modifiche
ai limiti delle zone secondo la stessa procedura prevista
all'art. 30. Tali modifiche non possono avere per effetto
l'aumento della superficie agricola utile dell'insieme
delle zone dello Stato membro interessato oltre l'1,5%
della SAU di tale Stato".
- Il regolamento (CE) n. 2079/92 del Consiglio del 30
giugno 1992, istituisce: "Regime comunitario di aiuti
al prepensionamento in agricoltura".
- Si trascrive il testo dell'art. 5 del citato
regolamento (CE) n. 950/97:
"Articolo 5. - 1. Il regime di aiuti agli investimenti
e' limitato alle aziende agricole il cui titolare:
a) esercita l'attivita' agricola, a titolo principale.
Tuttavia, gli Stati membri possono applicare tale
regime di aiuti agli imprenditori agricoli a tempo
parziale che ricavano almeno il 50% del loro reddito
totale dalle attivita' agricole, forestali, turistiche o
artigianali, oppure da attivita' di conservazione dello
spazio naturale che beneficiano di sovvenzioni
pubbliche, svolte nella loro azienda, purche' il
reddito direttamente proveniente dall'attivita' agricola
nell'azienda non sia inferiore al 25% del reddito totale
dell'imprenditore e il tempo di lavoro dedicato alle
attivita' esterne all'azienda non superi la meta' del tempo
di lavoro totale dell'imprenditore;
b) possiede una sufficiente capacita' professionale;
c) presenti un piano di miglioramento materiale
dell'azienda. Tale piano deve dimostrare che gli
investimenti sono giustificati riguardo alla situazione
dell'azienda e alla sua economia, e che la sua
realizzazione produce un miglioramento duraturo di tale
situazione;
d) si impegna a tenere una contabilita' semplificata
comprendente almeno:
- la tenuta dei libri delle entratespese, unitamente ai
documenti giustificativi;
- l'elaborazione di un bilancio annuale concernente
lo stato dell'attivo e del passivo dell'azienda.
2. Il regime di aiuti e' limitato alle aziende
agricole il cui reddito da lavoro per unita' di lavoro
umana (ULU) e' inferiore a 1,2 volte il reddito di
riferimento di cui al paragrafo 3.
Inoltre, gli Stati membri possono limitare il regime di
aiuti alle aziende agricole a carattere familiare.
3. Gli Stati membri stabiliscono il reddito di
riferimento in misura non superiore alla retribuzione
lorda media dei lavoratori non agricoli nella regione.
4. Il piano di miglioramento materiale dell'azienda
comprende almeno:
a) una descrizione della situazione iniziale;
b) una descrizione della situazione a piano ultimato,
stabilita in base ad un bilancio di previsione;
c) l'indicazione delle misure e, in particolare, degli
investimenti previsti.
5. Gli Stati membri definiscono la nozione di
imprenditore agricolo a titolo principale.
Per le persone fisiche, tale definizione prevede
almeno le condizioni seguenti: il reddito proveniente
dall'azienda agricola e' pari o superiore al 50% del
reddito totale dell'imprenditore e il tempo di lavoro
dedicato alle attivita' esterne all'azienda e'
inferiore alla meta' del tempo di lavoro totale
dell'imprenditore.
Per le persone diverse dalle persone fisiche, gli
Stati membri definiscono tale nozione alla luce dei
criteri di cui al secondo comma.
6. Gli Stati membri definiscono i criteri da
prendere in considerazione per valutare la
capacita' professionale dell'imprenditore tenendo conto
del livello di formazione agricola e/o di una durata
minima di esperienza professionale".
- La decisione 85/377/CEE della Commissione del 7
giugno 1985, istituisce una tipologia comunitaria delle
aziende agricole.
- Si trascrivono i testi degli articoli 26, 27 e 28
del citato regolamento (CE) n. 950 /97:
"Articolo 26. - Nella misura in cui il relativo
finanziamento non concesso nel quadro del regolamenro
(CEE) n. 4255/88, gli Stati membri possono istituire,
nelle regioni in cui risulta necessario ed ai fini di
una buona attuazione delle azioni corrispondenti, un
regime di aiuti allo scopo di migliorare la
qualificazione professionale dei beneficiari delle misure
di cui agli articoli da 5 a 16 nonche' dei giovani
agricoltori che non hanno ancora raggiunto i quaranta
anni".
"Articolo 27. - Il regime di aiuti puo' comprendere:
a) corsi o tirocini di formazione e di
perfezionamento professionale per imprenditori,
coadiutori familiari e salariati agricoli che hanno
superato l'eta' della scuola dell'obbligo, nonche' corsi o
tirocini di formazione complementare per tali persone,
al fine di preparare gli agricoltori al riorientamento
qualitativo della produzione, all'applicazione di metodi
di produzione compatibili con le esigenze della protezione
dello spazio naturale e all'acquisizione della formazione
necessaria per lo sfruttamento della loro superficie
forestale;
b) corsi o tirocini di formazione per dirigenti e
amministratori di associazioni di produttori e di
cooperative in funzione della necessita' di migliorare
l'organizzazione economica dei produttori e la
trasformazione e la commercializzazione dei prodotti
agricoli della regione in questione;
c) i corsi di formazione complementare, necessari per
conseguire il livello di qualificazione professionale di
cui all'art. 10, paragrafo 1, aventi una durata di almeno
150 ore".
"Articolo 28. - Il regime di aiuti comprende la
concessione di aiuti:
a) per la frequenza ai corsi o ai tirocini;
b) per l'organizzazione e lo svolgimento dei corsi e dei
tirocini.
2. Le spese sostenute dagli Stati membri per la
concessione degli aiuti per la formazione professionale
sono imputabili al Fondo sino a concorrenza dell'importo
indicato nell'allegato I per persona che abbia seguito
corsi o tirocini completi, il cui importo, indicato
anch'esso nell'allegato I, e' riservato ai corsi o ai
tirocini complementari in materia di riorientamento
della produzione, di applicazione dei metodi di
produzione compatibili con la protezione dello spazio
naturale e lo sfruttamento delle superfici forestali.
Le azioni oggetto del presente articolo non comprendono i
corsi o i tirocini che rientrano in programmi o cicli
normali dell'insegnamento agricolo medio o superiore".
Note all'art. 4:
- Si trascrive il testo dell'art. 9 del decreto
legislativo 5 marzo 1948, n. 121 (Provvedimenti a favore
di varie regioni dell'Italia meridionale e delle isole):
"Art. 9. - E' istituita una Cassa per la formazione
della piccola proprieta' contadina nelle regioni e
territori di cui all'art. 1 e in Sicilia.
La Cassa provvede all'acquisto dei terreni, alla loro
eventuale lottizzazione ed alla rivendita a
coltivatori diretti soli od associati in cooperativa.
Alla Cassa partecipano lo Stato, i consorzi di bonifica
e gli enti di colonizzazione. Possono farne parte gli
istituti di credito, assicurazione e previdenza che siano
autorizzati dal Ministro per il tesoro.
Con decreto del Ministro per l'agricoltura e le
foreste, di concerto con quello per il tesoro, saranno
approvate le norme per l'organizzazione ed il
funzionamento della Cassa".
- Si trascrive il testo dell'art. 49 della legge 3
maggio 1982, n. 203 (Norme sui contratti agrari):
"Art. 49 (Diritti degli eredi). - Nel caso di
morte del proprietario di fondi rustici condotti o
coltivati direttamente da lui o dai suoi familiari,
quelli tra gli eredi che, al momento dell'apertura
della successione, risultino avere esercitato e
continuino ad esercitare su tali fondi attivita'
agricola, in qualita' di imprenditori a titolo
principale ai sensi dell'art. 12 della legge 9 maggio
1975, n. 153, o di coltivatori diretti, hanno diritto a
continuare nella conduzione o coltivazione dei fondi stessi
anche per le porzioni ricomprese nelle quote degli altri
coeredi e sono considerati affittuari di esse. Il rapporto
di affitto ehe cosi' si instaura tra i coeredi e'
disciplinato dalle norme della presente legge, con inizio
dalla data di apertura della successione.
L'alienazione della propria quota dei fondi o di
parte di essa effettuata da parte degli eredi di cui al
comma precedente e' causa di decadenza dal diritto
previsto dal comma stesso.
I contratti agrari non si sciolgono per la morte del
concedente.
In caso di morte dell'affittuario, mezzadro,
colono, compartecipante o soccidario, il contratto si
scioglie alla fine dell'annata agraria in corso, salvo che
tra gli eredi vi sia persona che abbia esercitato e
continui ad esercitare attivita' agricola in qualita' di
coltivatore diretto o di imprenditore a titolo
principale, come previsto dal primo comma".
- Per quanto concerne il regolamento (CE) n. 950/97
vedasi nelle note alle premesse.
- Si trascrive il testo degli articoli 6 e 7 del citato
regolamento n. 2079/92, il cui titolo e' riportato alla
nota all'art. 3 della presente legge:
"Articolo 6 (Condizioni applicabili ai terreni resi
disponibili). - 1. Le condizioni stabilite dal presente
articolo in merito ai terreni resi disponibili si applicano
almeno per tutto il periodo durante il quale il cedente
fruisce di un aiuto al prepensionamento.
2. I cedenti possono continuare a praticare
l'agricoltura sul 10% al massimo della superficie
dell'azienda, e comunque su non piu' di 1 ettaro,
sempreche' cessino definitivamente ogni produzione a
fini commerciali. La superficie dell'azienda che i
cedenti possono conservare puo' essere adattata dalla
Commissione secondo la procedura prevista all'art. 29
del regolamento (CEE) n. 4253/88. Inoltre i cedenti
possono conservare, alle condizioni che lo Stato membro
definisce, la disponibilita' della superficie sulla quale
si trovano gli edifici in cui essi continueranno ad
abitare con la loro famiglia.
3. La dimensione delle aziende agricole quale
risulta dalla cessione dei terreni resi disponibili
dal cedente, dev'essere aumentata al fine di migliorarne
l'efficienza economica, a condizioni da definire in
termini, segnatamente di capacita' professionale del
rilevatario, di superficie, di reddito o di volume di
lavoro, a seconda delle regioni e dei tipi di
produzione. Gli Stati membri definiscono tali condizioni
e il termine entro il quale il beneficiario deve
soddisfarle.
4. I terreni resi disponibili ceduti a rilevatari
agricoli devono essere coltivati per almeno cinque anni,
nel rispetto delle esigenze di tutela dell'ambiente.
5. I terreni resi disponibili ceduti a rilevatari non
agricoli devono essere utilizzati secondo criteri
compatibili con il mantenimento o il miglioramento
della qualita' dell'ambiente e dello spazio naturale.
6. I terreni resi disponibili possono essere
inclusi in un'operazione di ricomposizione fondiaria o
di semplice permuta di appezzamenti. In tal caso, le
condizioni specificate nel presente articolo devono
applicarsi a superfici di estensione equivalente a quella
dei terreni resi disponibili.
Inoltre, gli Stati membri possono prevedere che i
terreni resi disponibili siano presi in consegna da un
organismo il quale si impegni a cederli successivamente
a rilevatari che rispondano alle condizioni del presente
regolamento".
"Art. 7 (Normative nazionali). - 1. Gli Stati membri
adottano le misure legislative, regolamentari e
amministrative necessarie per la corretta esecuzione del
programma. Tali misure devono essere, in particolare,
concepite in modo da:
- rendere il programma sufficientemente attraente
rispetto ai regimi di pensionamento anticipato
eventualmente in vigore nella zona interessata dal
programma stesso;
- facilitare la cessione dei terreni resi disponibili,
favorendo in particolare forme appropriate di
acquisizione o di locazione che assicurino la
conservazione o la valorizzazione del patrimonio
fondiario;
- permettere d'includere nei contratti d'acquisto o
d'affitto dei terreni resi disponibili clausole che
impongano l'osservanza delle condizioni per l'utilizzo dei
terreni, specificate all'art. 6;
- organizzare la cessione e l'ampliamento delle aziende
agricole, nonche' l'utilizzazione razionale dello spazio
rurale, fornendo i mezzi necessari ai loro servizi
esistenti o contribuendo alla creazione di nuovi
servizi;
- rendere possibile una transizione armoniosa
dal regime comunitario di aiuti al prepensionamento
al regime pensionistico nazionale.
2. Il presente regolamento non pregiudica la facolta'
degli Stati membri di adottare misure d'aiuto
supplementari che prevedano le condizioni o modalita'
di concessione diverse da quelle da esso stabilite, o
il cui importo sia superiore ai limiti in esso fissati,
sempreche' tali misure siano adottate conformemente agli
articoli 92, 93 e 94 del trattato".
- Si trascrive il testo dell'art. 11 della legge 14
agosto 1971, n. 817 (Disposizioni per il rifinanziamento
delle provvidenze per lo sviluppo della proprieta'
coltivatrice):
"Art. 11. - I fondi acquistati con le agevolazioni
creditizie concesse dallo Stato per la formazione o
l'ampliamento della proprieta' coltivatrice dopo l'entrata
in vigore della presente legge sono soggetti per trenta
anni a vincolo di indivisibilita'.
Il suddetto vincolo deve essere espressamente menzionato
nei nulla osta ispettoriali, nonche', a cura dei notai
roganti, negli atti di acquisto e di mutuo, e trascritto
nei pubblici registri immobiliari dai conservatori dei
registri stessi.
Il vincolo di cui ai precedenti commi puo' essere
peraltro revocato, a domanda degli interessati,
con provvedimento dell'ispettorato dell'agricoltura
competente per territorio, e successivamente al 30
giugno 1972 dagli organi competenti delle regioni,
qualora, in caso di successione ereditaria, i fondi
medesimi siano divisibili fra gli eredi, in quanto aventi
caratteristiche o suscettivita' per realizzare imprese
familiari efficienti sotto il profilo tecnico ed
economico. Nella ipotesi contraria, si applicano le
disposizioni dell'art. 720 del codice civile.
Contro il provvedimento dell'ispettorato che respinge
la domanda dell'interessato, fino al trasferimento
delle competenze alle regioni, e' ammesso ricorso al
Ministero dell'agricoltura e delle foreste nel termine di
trenta giorni dalla comunicazione.
E' nullo qualsiasi atto compiuto in violazione del
vincolo di indivisibilita'".
- Si trascrive l'art. 846 del codice civile:
"Art. 846 (Minima unita' colturale). - Nei
trasferimenti di proprieta', nelle divisioni e nelle
assegnazioni a qualunque titolo, aventi per oggetto
terreni destinati a coltura o suscettibili di coltura, e
nella costituzione o nei trasferimenti di diritti reali
sui terreni stessi non deve farsi luogo a
frazionamenti che non rispettino la minima unita'
colturale.
S'intende per minima unita' colturale l'estensione
di terreno necessaria e sufficiente per il lavoro di una
famiglia agricola e, se non si tratta di terreno
appoderato, per esercitare una conveniente coltivazione
secondo le regole della buona tecnica agraria".
Nota all'art. 5:
- Si trascrive il testo del comma 1, lettera c)
dell'art. 2 del regolamento (CE) n. 950/97:
Il FEAOG, sezione orientamento, in appresso denominato
"Fondo I", cofinanzia, nel quadro dell'azione comune,
i regimi di aiuti nazionali riguardanti:
a)-b) (omissis);
c) le misure a favore delle aziende agricole
relative all'introduzione di una contabilita' e
all'avviamento di associazioni, servizi e altre azioni
che interessano piu' aziende".
Note all'art. 7:
- Il regolamento (CEE) n. 4256/88, reca le
disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n.
2052/88 per quanto riguarda il FEOGA, sezione
orientamento.
- Il regolamento (CEE) n. 2085/93, modifica il
regolamento (CEE) n. 4256/88 recante disposizioni
d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2052/88 per
quanto riguarda il FEOGA, sezione orientamento.
- Per l'art. 5 del regolamento (CE) n. 950/97 vedasi
nelle note all'art. 3.
Nota all'art. 9:
- Si trascrive il testo degli articoli 14 e 15
del citato regolamento (CE) n. 950/97:
"Art. 14. - Gli Stati membri possono concedere un
aiuto per l'avviamento alle associazioni riconosciute
aventi come scopo:
a) l'assistenza interaziendale, anche per l'applicazione
di nuove tecnologie e di pratiche intese a tutelare e
migliorare l'ambiente e a conservare lo spazio naturale;
b) l'introduzione di sistemi agricoli alternativi;
c) una piu' razionale utilizzazione in comune di
strumenti di produzione agricola; o
d) un'azienda in comune.
L'aiuto e' destinato a contribuire alla copertura dei
costi di gestione delle associazioni, al massimo per i
primi cinque anni successivi alla loro costituzione.
Gli Stati membri stabiliscono l'importo dell'aiuto in
funzione del numero dei partecipanti e dell'attivita'
esercitata in comune. L'importo massimo per associazione
figura nell'allegato I.
Gli Stati membri definiscono la forma giuridica
di tali associazioni e le condizioni di collaborazione dei
loro membri".
"Art. 15. - 1. Gli Stati membri possono concedere
un aiuto all'avviamento alle associazioni agricole
riconosciute aventi come finalita' la creazione di
servizi di sostituzione nell'azienda. Tale aiuto e'
destinato a contribuire alla copertura dei loro costi di
gestione.
2. Il servizio di sostituzione deve essere riconosciuto
dallo Stato membro ed occupare a tempo pieno almeno
un agente pienamente qualificato per i servizi che deve
prestare.
3. Gli Stati membri determinano le condizioni di
riconoscimeato dei servizi di sostituzione, in particolare:
a) la forma giuridica;
b) le condizioni di gestione e di contabilita';
c) i casi di sostituzione, che possono comprendere la
sostituzione dell'imprenditore, del suo coniuge o di un
coadiuvante adulto;
d) la loro durata minima, che deve essere di almeno dieci
anni;
e) il numero minimo degli agricoltori affiliati.
4. Gli Stati membri stabiliscono l'aiuto
all'avviamento fino a concorrenza dell'importo indicato
nell'allegato I, per agente di sostituzione occupato a
tempo pieno. Tale importo deve essere ripartito sui
primi cinque anni di attivita' di ogni agente; puo'
essere ripartito in modo decrescente nel corso di tale
periodo".
Nota all'art. 10:
- Si trascrive il testo dell'art. 45 del decreto
legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle
leggi in materia bancaria e creditizia):
"Art. 45 (Fondo interbancarzo di garanzia). - 1. Le
operazioni di credito agrario possono essere assistite
dalla garanzia sussidiaria del Fondo interbancario di
garanzia, avente personalita' giuridica e gestione
autonoma e sottoposto alla vigilanza del Ministero del
tesoro.
2. Il Ministro del tesoro, sentito il Ministro per il
coordinamento delle politiche agricole, alimentari e
forestali, individua le operazioni alle quali si applica
la garanzia e determina i criteri e i limiti degli
interventi del Fondo, nonche' l'entita' delle
contribuzioni a esso dovute da parte delle banche, in
rapporto all'ammontare dei finanziamenti assistiti dalla
garanzia.
3. L'organizzazione interna e il funzionamento del
Fondo sono disciplinati dallo statuto, approvato con
decreto del Ministro del tesoro.
4. Presso il Fondo e' operante la sezione speciale
prevista dall'art. 21 della legge 9 maggio 1975, n. 153,
dotata di autonomia patrimoniale e amministrativa. Alla
sezione si applicano le disposizioni dei commi 2 e 3.
5. Presso il Fondo e' altresi' operante una sezione di
garanzia per il credito peschereccio, avente
personalita' giuridica con ammistrazione autonoma e
gestione fuori bilancio ai sensi dell'art. 9 della legge
25 novembre 1971, n. 1041, e sottoposta alla vigilanza
del Ministero del tesoro. Alla sezione si applicano le
disposizioni dei commi 2 e 3".
Nota all'art. 11:
- Si trascrive il testo del comma 1 dell'art. 5
del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173
(Disposizioni in materia di contenimento dei costi di
produzione e per il rafforzamento strutturale delle
imprese agricole, a norma dell'art. 55, commi 14 e 15,
della legge 27 dicembre 1997, n. 449):
"Art. 5 (Garanzie di credito). - 1. La garanzia del
Fondo di cui all'art. 2, comma 100, lettera a), della
legge 23 dicembre 1996, n. 662, e' estesa a quella
prestata a favore delle piccole e medie imprese dai
fondi di garanzia gestiti dai consorzi di garanzia
collettiva fidi di primo e secondo grado, operanti
nel settore agricolo, agroalimentare e della pesca,
costituiti in forma di societa' cooperativa o
consortili, il cui capitale sociale o fondo consortile
sia sottoscritto, per almeno il 50%, da imprenditori
agricoli".
Nota all'art. 13:
- Si trascrive il testo dell'art. 1 della legge 27
dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della
finanza pubblica):
"Art. 1 (Disposizioni tributarie concernenti interventi
di recupero del patrimonio edilizio). - 1. Ai fini
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, si detrae
dall'imposta lorda, fino alla concorrenza del suo
ammontare, un importo pari al 41 per cento delle
spese sostenute sino ad un importo massimo delle stesse di
lire 150 milioni ed effettivamente rimaste a carico,
per la realizzazione degli interventi di cui alle
lettere a), b), c) e d) dell'art. 31 della legge 5
agosto 1978, n. 457, sulle parti comuni di edificio
residenziale di cui all'art. 1117, n. 1), del codice
civile, nonche' per la realizzazione degli interventi di
cui alle lettere b), c) e d) dell'art. 31 della legge 5
agosto 1978, n. 457, effettuati sulle singole unita'
immobiliari residenziali di qualsiasi categoria
catastale, anche rurali, possedute o detenute e
sulle loro pertinenze. Tra le spese sostenute sono
comprese quelle di progettazione e per prestazioni
professionali connesse all'esecuzione delle opere edilizie
e alla messa a norma degli edifici ai sensi della legge
5 marzo 1990, n. 46, per quanto riguarda gli impianti
elettrici, e delle norme UNI-CIG, di cui alla legge 6
dicembre 1971, n. 1083, per gli impianti a metano. La
stessa detrazione, con le medesime condizioni e i
medesimi limiti, spetta per gli interventi relativi alla
realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali
anche a proprieta' comune, alla eliminazione delle
barriere architettoniche, alla realizzazione di opere
finalizzate alla cablatura degli edifici, al contenimento
dell'inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi
energetici con particolare riguardo all'installazione
di impianti basati sull'impiego di fonti
rinnovabili di energia, nonche' all'adozione di misure
antisismiche con particolare riguardo all'esecuzione di
opere per la messa in sicurezza statica, in
particolare sulle parti strutturali. Gli interventi
relativi all'adozione di misure antisismiche e
all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza
statica devono essere realizzati sulle parti strutturali
degli edifici o complessi di edifici collegati
strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove
riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla
base di progetti unitari e non su singole unita'
immobiliari. Gli effetti derivanti dalle disposizioni di
cui al presente comma sono cumulabili con le agevolazioni
gia' previste sugli immobili oggetto di vincolo ai sensi
della legge 1 giugno 1939, n. 1089, e successive
modificazioni, ridotte nella misura del 50 per cento".
Note all'art. 14:
- Si trascrive il comma 1 dell'art. 31 della legge
23 dicembre 1994, n. 724 (Misure di razionalizzazione della
finanza pubblica):
"1. Fino all'entrata in vigore delle nuove tariffe
d'estimo, ai soli fini della determinazione delle imposte
sui redditi, i vigenti redditi dominicali sono rivalutati
a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre
1955 del 55 per cento e i vigenti redditi sono rivalutati
del 45 per cento".
- Si trascrive il comma 50 dell'art. 3 della legge
23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della
finanza pubblica):
"50. Fino alla data di entrata in vigore delle
nuove tariffe d'estimo, ai soli fini delle imposte
sui redditi, i redditi dominicali e agrari sono
rivalutati, rispettivainente, dell'80 per cento e del 70
per cento. l'incremento si applica sull'importo posto a
base della rivalutazione operata ai sensi dell'art. 31,
comma 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724".
- Per quanto concerne il regolamento (CE) n. 950/97
vedasi nelle note alle premesse.
- Si trascrive il testo della tariffa, parte prima,
art. 1, allegata al decreto del Presidente della
Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 (Approvazione del testo
unico delle disposizioni concernenti l'imposta di
registro):

"Tariffa
Parte I - Atti soggetti a registrazione in termine fisso
Articolo 1.

1. Atti traslativi a titolo oneroso della
proprieta' di beni immobili in genere e atti
traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari
di godimento, compresi la rinuncia pura e semplice
agli stessi, i provvedimenti di espropriazione per
pubblica utilita' e i trasferimenti coattivi
8%
Se il trasferimento ha per oggetto terreni
agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti
diversi dagli imprenditori agricoli a titolo principale
o di associazioni o societa' cooperative di cui agli
articoli 12 e 13 della legge 9 maggio 1975, n. 153
15%
Se il trasferimento ha per oggetto immobili di
interesse storico, artistico e archeologico soggetti
alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, sempreche'
l'acquirente non venga meno agli obblighi della
loro conservazione e protezione
4%
Se il trasferimento ha per oggetto case di
abitazione non di lusso secondo i criteri di cui al
decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto
1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218
del 27 agosto 1969, ove ricorrano le condizioni di cui
alla nota II-bis)
4%
Se il trasferimento avente per oggeto fabbricati
o porzioni di fabbricato e' esente dall'imposta
sul valore aggiunto ai sensi dell'articolo 10, primo
comma, n. 8 -bis), del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ed e'
effettuato nei confronti di imprese che hanno per
oggetto esclusivo o principale dell'attivita'
esercitata la rivendita di beni immobili, a condizione
che nell'atto l'acquirente dichiari che intende
trasferirli entro tre anni
1%
Se il trasferimento avviene a favore dello Stato
ovvero a favore di enti pubblici territoriali o
consorzi costituiti esclusivamente fra gli stessi
ovvero a favore di comunita' montane
L. 250.000
Se il trasferimento ha per oggetto immobili situati
all'estero o diritti reali di godimento sugli stessi
L. 250.000
Se il trasferimento avviene a favore di
organizzazione non lucrativa di utilita' sociale
(ONLUS) ove ricorrano le condizioni di cui alla nota
II-quater)
L.250.000
Note:
I) Per gli atti traslativi stipulati da imprenditori
agricoli a titolo principale o da associazioni o
societa' cooperative di cui agli articoli 12 e 13 della
legge 9 maggio 1975, n. 153, ai fini dell'applicazione
dell'aliquota dell'8 per cento l'acquirente deve produrre
al pubblico ufficiale rogante la certificazione della
sussistenza dei requisiti in conformita' a quanto disposto
dall'art. 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153. Il
beneficio predetto e' esteso altresi' agli acquirenti che
dichiarino nell'atto di trasferimento di voler conseguire i
sopra indicati requisiti e che entro il triennio producano
la stessa certificazione; qualora al termine del triennio
non sia stata prodotta la documentazione prescritta
l'ufficio del registro competente provvede al recupero
della differenza d'imposta. Si decade dal beneficio nel
caso di destinazione dei terreni, e delle relative
pertinenze, diversa dall'uso agricolo che avvenga entro
dieci anni dal trasferimento. Il mutamento di
destinazione deve essere comunicato entro un anno
all'ufficio del registro competente. In caso di omessa
denuncia si applica una soprattassa pari alla meta' della
maggior imposta dovuta in dipendenza del mutamento
della destinazione. Nei casi in cui si procede al recupero
della differenza di imposta sono dovuti gli interessi
di mora di cui al comma 4 dell'art. 55 del testo
unico, con decorrenza dal momento del pagamento della
imposta principale ovvero, in caso di mutamento di
destinazione, da tale ultimo momento".
- Si trascrive il testo dell'art. 13 del citato
regolamento (CE) n. 950/97:
"Articolo 13. - 1. Gli Stati membri possono istituire un
regime di incentivazione all'introduzione della
contabilita' nelle aziende agricole.
Tale regime comprende la concessione agli imprenditori
agricoli a titolo principale di un aiuto ripartito almeno
sui primi quattro anni della tenuta della contabilita'
di gestione nell'azienda. La contabilita' sara' tenuta
per un periodo di almeno quattro anni.
Gli Stati membri definiscono l'importo di detto aiuto
all'interno di una forcella che figura nell'allegato I.
2. La contabilita':
a) comprende:
-la redazione di un inventario annuo di apertura e di
chiusura;
- la registrazione sistematica e regolare, durante
l'esercizio contabile, dei vari movimenti in natura e
in denaro relativi all'azienda;
b) si conclude con la presentazione annuale:
- di una descrizione delle caratteristiche generali
dell'azienda, in particolare dei fattori di produzione
impiegati;
- di un bilancio (attivo e passivo) e di un conto di
esercizio (costi e ricavi) dettagliato;
- degli elementi necessari per valutare l'efficienza
della gestione dell'azienda nel suo complesso, in
particolare il reddito da lavoro per ULU ed il reddito
dell'imprenditore, nonche' per valutare la redditivita'
delle principali produzioni aziendali.
3. Qualora l'azienda sia stata scelta da organismi
designati dagli Stati membri per la raccolta dei dati
contabili a scopo informativo e scientifico, segnatamente
nel quadro della rete d'informazione contabile della
Comunita', l'imprenditore che beneficia dell'aiuto deve
impegnarsi a mettere a disposizione degli organismi
suddetti, in forma anonima, i dati contabili relativi alla
propria azienda".
Nota all'art. 15:
- Si trascrive il testo dell'art. 45 della legge 3
maggio 1982, n. 203 (Norme sui contratti agrari):
"Art. 45 (Efficacia degli accordi). -E ' fatto comunque
divieto di stipulare contratti di mezzadria,
colonia parziaria, di compartecipazione agraria,
esclusi quelli stagionali e quelli di soccida. E' fatto
altresi' divieto di corrispondere somme per buona entrata.
In ogni caso le organizzazioni professionali
agricole possono stipulare accordi collettivi in materia
di contratti agrari".