Gazzetta Ufficiale n. 51 del 03-03-1999

LEGGE 23 febbraio 1999, n.44
Disposizioni concernenti il Fondo di solidarieta' per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura.


La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
promulga
la seguente legge:
Art. 1.
(Elargizione a favore dei soggetti danneggiati da attivita'
estorsive)
1. Ai soggetti danneggiati da attivita' estorsive e' elargita una
somma di denaro a titolo di contributo al ristoro del danno
patrimoniale subito, nei limiti e alle condizioni stabiliti dalla
presente legge.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai
sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.

Art. 2.
(Limitazione temporale e territoriale)
1. L'elargizione e' concessa in relazione agli eventi dannosi
verificatisi nel territorio dello Stato successivamente al 1 gennaio
1990.

Art. 3.
(Elargizione alle vittime di richieste estorsive)
1. L'elargizione e' concessa agli esercenti un'attivita'
imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica,
ovvero una libera arte o professione, che subiscono un danno a beni
mobili o immobili, ovvero lesioni personali, ovvero un danno sotto
forma di mancato guadagno inerente all'attivita' esercitata, in
conseguenza di delitti commessi allo scopo di costringerli ad aderire
a richieste estorsive, avanzate anche successivamente ai fatti, o per
ritorsione alla mancata adesione a tali richieste, ovvero in
conseguenza di situazioni di intimidazione anche ambientale.
2. Ai soli fini della presente legge sono equiparate alle richieste
estorsive le condotte delittuose che, per circostanze ambientali o
modalita' del fatto, sono riconducibili a finalita' estorsive,
purche' non siano emersi elementi indicativi di una diversa
finalita'. Se per il delitto al quale e' collegato il danno sono in
corso le indagini preliminari, l'elargizione e' concessa sentito il
pubblico ministero competente, che esprime il proprio parere entro
trenta giorni dalla richiesta. Il procedimento relativo
all'elargizione prosegue comunque nel caso in cui il pubblico
ministero non esprima il parere nel termine suddetto ovvero nel caso
in cui il pubblico ministero comunichi che all'espressione del parere
osta il segreto relativo alle indagini.

Art. 4.
(Condizioni dell'elargizione)
1. L'elargizione e' concessa a condizione che:
a) la vittima non abbia aderito o abbia cessato di aderire alle
richieste estorsive; tale condizione deve permanere dopo la
presentazione della domanda di cui all'articolo 13;
b) la vittima non abbia concorso nel fatto delittuoso o in reati con
questo connessi ai sensi dell'articolo 12 del codice di procedura
penale;
c) la vittima, al tempo dell'evento e successivamente, non risulti
sottoposta a misura di prevenzione o al relativo procedimento di
applicazione, ai sensi delle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, e 31
maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, ne' risulti
destinataria di provvedimenti che dispongono divieti, sospensioni o
decadenze ai sensi degli articoli 10 e 10-quater, secondo comma,
della medesima legge n. 575 del 1965, salvi gli effetti della
riabilitazione;
d) il delitto dal quale e' derivato il danno, ovvero, nel caso di
danno da intimidazione anche ambientale, le richieste estorsive siano
stati riferiti all'autorita' giudiziaria con l'esposizione di tutti i
particolari dei quali si abbia conoscenza.
2. Non si tiene conto della condizione prevista dalla lettera c) del
comma 1 se la vittima fornisce all'autorita' giudiziaria un rilevante
contributo nella raccolta di elementi decisivi per la ricostruzione
dei fatti e per l'individuazione o la cattura degli autori delle
richieste estorsive, o del delitto dal quale e' derivato il danno,
ovvero di reati connessi ai sensi dell'articolo 12 del codice di
procedura penale.





Note all'art. 4:
- Il testo vigente dell'art. 12 del codice di procedura
penale e' il seguente:
"Art. 12 (Casi di connessione). - 1. Si ha connessione di
procedimenti:
a) se il reato per cui si procede e' stato commesso da
piu' persone in concorso o cooperazione fra loro, o se piu'
persone con condotte indipendenti hanno determinato
l'evento;
b) se una persona e imputata di piu' reati commessi con
una sola azione od omissione ovvero con piu' azioni od
omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso;
c) se dei reati per cui si procede gli uni sono stati
commessi per eseguire o per occultare gli altri o in
occasione di questi ovvero per conseguirne o assicurarne al
colpevole o ad altri il profitto, il prezzo, il prodotto o
l'impunita'".
- La legge 27 dicembre 1956, n. 1423, reca: "Misure di
prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la
sicurezza e per la pubblica moralita'".
- La legge 31 maggio 1965, n. 575, reca: "Disposizioni
contro la mafia".
- Il testo vigente degli articoli 10 e 10-quater, secondo
comma, della citata legge n. 575 del 1965, e' il seguente:
"Art. 10. - Le persone alle quali sia stata applicata con
provvedimento definitivo una misura di prevenzione non
possono ottenere:
a) licenze o autorizzazioni di polizia e di commercio;
b) concessioni di acque pubbliche e diritti ad esse
inerenti nonche' concessioni di beni demaniali allorche'
siano richieste per l'esercizio di attivita'
imprenditoriali;
c) concessioni di costruzione, nonche' di costruzione e
gestione di opere riguardanti la pubblica amministrazione e
concessioni di servizi pubblici;
d) iscrizioni negli albi di appaltatori o di fornitori di
opere, beni e servizi riguardanti la pubblica
amministrazione e nell'albo nazionale dei costruttori, nei
registri della camera di commercio per l'esercizio del
commercio all'ingrosso e nei registri di commissionari
astatori presso i mercati annonari all'ingrosso;
e) altre iscrizioni o provvedimenti a contenuto
autorizzatorio, concessorio, o abilitativo per lo
svolgimento di attivita' imprenditoriali, comunque
denominati;
f) contributi, finanziamenti o mutui agevolati ed altre
erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi
o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o
delle Comunita' europee, per lo svolgimento di attivita'
imprenditoriali.
2. Il provvedimento definitivo di applicazione della
misura di prevenzione determina la decadenza di diritto
dalle licenze, autorizzazioni, concessioni, iscrizioni,
abilitazioni ed erogazioni di cui al comma 1, nonche' il
divieto di concludere contratti di appalto, di cottimo
fiduciario, di fornitura di opere, beni o servizi
riguardanti la pubblica amministrazione e relativi
subcontratti, compresi i cottimi di qualsiasi tipo, i noli
a caldo e le forniture con posa in opera. Le licenze, le
autorizzazioni e le concessioni sono ritirate e le
iscrizioni sono cancellate a cura degli organi competenti.
3. Nel corso del procedimento di prevenzione, il
tribunale, se sussistono motivi di particolare gravita',
puo' disporre in via provvisoria i divieti di cui ai commi
1 e 2 e sospendere l'efficacia delle iscrizioni, delle
erogazioni e degli altri provvedimenti ed atti di cui ai
medesimi commi. Il provvedimento del tribunale puo' essere
in qualunque momento revocato dal giudice procedente e
perde efficacia se non e' confermato con il decreto che
applica la misura di prevenzione.
4. Il tribunale dispone che i divieti e le decadenze
previsti dai commi 1 e 2 operino anche nei confronti di
chiunque conviva con la persona sottoposta alla misura di
prevenzione nonche' nei confronti di imprese, associazioni,
societa' e consorzi di cui la persona sottoposta a misura
di prevenzione sia amministratore o determini in qualsiasi
modo scelte e indirizzi. In tal caso i divieti sono
efficaci per un periodo di cinque anni.
5. Per le licenze ed autorizzazioni di polizia, ad
eccezione di quelle relative alle armi, munizioni ed
esplosivi, e per gli altri provvedimenti di cui al comma 1
le decadenze e i divieti previsti dal presente articolo
possono essere esclusi dal giudice nel caso in cui per
effetto degli stessi verrebbero a mancare i mezzi di
sostentamento all'interessato e alla famiglia.
5-bis. Salvo che si tratti di provvedimenti di rinnovo,
attuativi o comunque conseguenti a provvedimenti gia'
disposti, ovvero di contratti derivati da altri gia'
stipulati dalla pubblica amministrazione, le licenze, le
autorizzazioni, le concessioni, le erogazioni, le
abilitazioni e le iscrizioni indicate nel comma 1 non
possono essere rilasciate o consentite e la conclusione dei
contratti o subcontratti indicati nel comma 2 non puo'
essere consentita a favore di persone nei cui confronti e'
in corso il procedimento di prevenzione senza che sia data
preventiva comunicazione al giudice competente, il quale
puo' disporre, ricorrendone i presupposti, i divieti e le
sospensioni previsti a norma del comma 3. A tal fine, i
relativi procedimenti amministrativi restano sospesi fino a
quando il giudice non provvede e, comunque, per un periodo
non superiore a venti giorni dalla data in cui la pubblica
amministrazione ha proceduto alla comunicazione.
5-ter. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 4 si applicano
anche nei confronti delle persone condannate con sentenza
definitiva o, ancorche' non definitiva, confermata in grado
di appello, per uno dei delitti di cui all'art. 51, comma
3-bis, del codice di procedura penale".
"Art. 10-quater, secondo comma. I provvedimenti previsti
dal comma 4 dell'art. 10 possono essere adottati, su
richiesta del procuratore della Repubblica o del questore,
quando ne ricorrano le condizioni, anche dopo
l'applicazione della misura di prevenzione. Sulla richiesta
provvede lo stesso tribunale che ha disposto la misura di
prevenzione, con le forme previste per il relativo
procedimento e rispettando la disposizione di cui al
precedente comma".

Art. 5.
(Elargizione nel caso di acquiescenza alle richieste estorsive)
1. Se vi e' stata acquiescenza alle richieste estorsive,
l'elargizione puo' essere concessa anche in relazione ai danni a beni
mobili o immobili o alla persona verificatisi nei sei mesi precedenti
la denuncia.

Art. 6.
(Elargizione agli appartenenti ad associazioni di solidarieta')
1. L'elargizione, sussistendo le condizioni di cui all'articolo 4,
e' concessa anche agli appartenenti ad associazioni od organizzazioni
aventi lo scopo di prestare assistenza e solidarieta' a soggetti
danneggiati da attivita' estorsive, i quali:
a) subiscono un danno a beni mobili o immobili, ovvero lesioni
personali in conseguenza di delitti commessi al fine di costringerli
a recedere dall'associazione o dall'organizzazione o a cessare
l'attivita' svolta nell'ambito delle medesime, ovvero per ritorsione
a tale attivita';
b) subiscono quali esercenti un'attivita' imprenditoriale,
commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte
o professione, un danno, sotto forma di mancato guadagno inerente
all'attivita' esercitata, in conseguenza dei delitti di cui alla
lettera a) ovvero di situazioni di intimidazione anche ambientale
determinate dalla perdurante appartenenza all'associazione o
all'organizzazione.

Art. 7.
(Elargizione ad altri soggetti)
1. L'elargizione e' altresi' concessa ai soggetti, diversi da quelli
indicati negli articoli 3 e 6, che, in conseguenza dei delitti
previsti nei medesimi articoli, subiscono lesioni personali ovvero un
danno a beni mobili o immobili di loro proprieta', o sui quali
vantano un diritto reale di godimento.
2. L'elargizione e' concessa alle medesime condizioni stabilite per
l'esercente l'attivita'.
3. Ai fini della quantificazione dell'elargizione si tiene conto del
solo danno emergente ovvero di quello derivante da lesioni personali.

Art. 8.
(Elargizione ai superstiti)
1. Se, in conseguenza dei delitti previsti dagli articoli 3, 6 e 7,
i soggetti ivi indicati perdono la vita, l'elargizione e' concessa,
nell'ordine, ai soggetti di seguito elencati a condizione che la
utilizzino in un'attivita' economica, ovvero in una libera arte o
professione, anche al di fuori del territorio di residenza:
a) coniuge e figli;
b) genitori;
c) fratelli e sorelle;
d) convivente more uxorio e soggetti, diversi da quelli indicati
nelle lettere a), b) e c), conviventi nei tre anni precedenti
l'evento a carico della persona.
2. Fermo restando l'ordine indicato nel comma 1, nell'ambito delle
categorie previste dalle lettere a), b) e c), l'elargizione e'
ripartita, in caso di concorso di piu' soggetti, secondo le
disposizioni sulle successioni legittime stabilite dal codice civile.
3. L'elargizione e' concessa alle medesime condizioni stabilite per
la persona deceduta.

Art. 9.
(Ammontare dell'elargizione)
1. L'elargizione e' corrisposta, nei limiti della dotazione del
Fondo previsto dall'articolo 18, in misura dell'intero ammontare del
danno e comunque non superiore a lire 3.000 milioni. Qualora piu'
domande, per eventi diversi, relative ad uno stesso soggetto, siano
proposte nel corso di un triennio, l'importo complessivo
dell'elargizione non puo' superare nel triennio la somma di lire
6.000 milioni.
2. L'elargizione e' esente dal pagamento delle imposte sul reddito
delle persone fisiche e delle persone giuridiche.
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono
disporre, per l'elargizione, l'esenzione dal pagamento dell'imposta
regionale sulle attivita' produttive.

Art. 10.
(Criteri di liquidazione)
1. L'ammontare del danno e' determinato:
a) nel caso di danno a beni mobili o immobili, comprendendo la
perdita subita e il mancato guadagno, salvo quanto previsto
dall'articolo 7, comma 3;
b) nel caso di morte o di danno conseguente a lesioni personali,
ovvero a intimidazione anche ambientale, sulla base del mancato
guadagno inerente all'attivita' esercitata dalla vittima.
2. Il mancato guadagno, se non puo' essere provato nel suo preciso
ammontare, e' valutato con equo apprezzamento delle circostanze,
tenendo conto anche della riduzione del valore dell'avviamento
commerciale.

Art. 11.
(Limiti all'elargizione nel caso di lesioni personali o di morte)
1. Nel caso di morte o di danno conseguente a lesioni personali,
l'elargizione e' concessa per la sola parte che eccede l'ammontare
degli emolumenti ricevuti dall'interessato, per lo stesso evento
lesivo, in applicazione della legge 20 ottobre 1990, n. 302.





Nota all'art. 11:
- La legge 20 ottobre 1990, n. 302, reca: "Norme a favore
delle vittime del terrorismo e della criminalita'
organizzata".

Art. 12.
(Copertura assicurativa)
1. Se il danno e' coperto, anche indirettamente, da contratto di
assicurazione, l'elargizione e' concessa per la sola parte che eccede
la somma liquidata o che puo' essere liquidata dall'assicuratore.

Art. 13.
(Modalita' e termini per la domanda)
1. L'elargizione e' concessa a domanda.
2. La domanda puo' essere presentata dall'interessato ovvero, con il
consenso di questi, dal consiglio nazionale del relativo ordine
professionale o da una delle associazioni nazionali di categoria
rappresentate nel Consiglio nazionale dell' economia e del lavoro
(CNEL). La domanda puo' essere altresi' presentata da uno dei
soggetti di cui all'articolo 8, comma 1, ovvero, per il tramite del
legale rappresentante e con il consenso dell'interessato, da
associazioni od organizzazioni iscritte in apposito elenco tenuto a
cura del prefetto ed aventi tra i propri scopi quello di prestare
assistenza e solidarieta' a soggetti danneggiati da attivita'
estorsive. Con decreto del Ministro dell'interno, da emanare entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, sono determinati
le condizioni ed i requisiti per l'iscrizione nell'elenco e sono
disciplinate le modalita' per la relativa tenuta.
3. Salvo quanto previsto dai commi 4 e 5, la domanda deve essere
presentata, a pena di decadenza, entro il termine di centoventi
giorni dalla data della denuncia ovvero dalla data in cui
l'interessato ha conoscenza che dalle indagini preliminari sono
emersi elementi atti a far ritenere che l'evento lesivo consegue a
delitto commesso per le finalita' indicate negli articoli precedenti.
4. Per i danni conseguenti a intimidazione anche ambientale, la
domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il termine
di un anno dalla data in cui hanno avuto inizio le richieste
estorsive o nella quale l'interessato e' stato per la prima volta
oggetto della violenza o minaccia.
5. I termini stabiliti dai commi 3 e 4 sono sospesi nel caso in cui,
sussistendo un attuale e concreto pericolo di atti di ritorsione, il
pubblico ministero abbia disposto, con decreto motivato, le
necessarie cautele per assicurare la riservatezza dell'identita' del
soggetto che dichiara di essere vittima dell'evento lesivo o delle
richieste estorsive. I predetti termini riprendono a decorrere dalla
data in cui il decreto adottato dal pubblico ministero e' revocato o
perde comunque efficacia. Quando e' adottato dal pubblico ministero
decreto motivato per le finalita' suindicate e' omessa la menzione
delle generalita' del denunciante nella documentazione da acquisire
ai fascicoli formati ai sensi degli articoli 408, comma 1, e 416,
comma 2, del codice di procedura penale, fino al provvedimento che
dispone il giudizio o che definisce il procedimento.

Art. 14.
(Concessione dell'elargizione)
1. La concessione dell'elargizione e' disposta con decreto del
Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e
antiusura, su deliberazione del Comitato di cui all'articolo 19. La
deliberazione deve dare conto della natura del fatto che ha cagionato
il danno patrimoniale, del rapporto di causalita', dei singoli
presupposti positivi e negativi stabiliti dalla presente legge e
dell'ammontare del danno patrimoniale, dettagliatamente documentato,
salvo quanto previsto dall'articolo 10, comma 2. Si applicano, in
quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 7, 10 e 13 della
legge 20 ottobre 1990, n. 302. Si applica altresi' l'articolo
10-sexies della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive
modificazioni.
2. Entro sessanta giorni dalla data della deliberazione, il Ministro
dell'interno puo' promuovere, con richiesta motivata, il riesame
della deliberazione stessa da parte del Comitato.





Note all'art. 14:
- Il testo degli articoli 7, 10 e 13 della citata legge n.
302 del 1990 e' il seguente:
"Art. 7 (Criteri di decisione e riferimento alle
risultanze giudiziarie). - 1. I competenti organi
amministrativi decidono sul conferimento dei benefici
previsti dalla presente legge sulla base di quanto
attestato in sede giurisdizionale con sentenza, ancorche'
non definitiva, ovvero, ove la decisione amministrativa
intervenga in assenza di riferimento a sentenza, sulla base
delle informazioni acquisite e delle indagini esperite.
2. A tali fini, i competenti organi si pronunciano sulla
natura delle azioni criminose lesive, sul nesso di
causalita' tra queste e le lesioni prodotte, sui singoli
presupposti positivi e negativi stabiliti dalla presente
legge per il conferimento dei benefici.
3. Ove si giunga a decisione positiva per il conferimento
di benefici, in assenza di sentenza, ancorche' non
definitiva, i competenti, organi possono disporre, su
istanza degli interessati, esclusivamente la corresponsione
dell'assegno vitalizio, nei casi previsti dalla presente
legge e previa espressa opzione, ovvero, nei casi di
elargizione in unica soluzione, una provvisionale pari al
20 per cento dell'ammontare complessivo dell'elargizione
stessa.
4. Nei casi di cui al comma 3, all'esito della sentenza di
primo grado gli organi competenti delibano le risultanze in
essa contenute e verificano nuovamente la sussistenza dei
presupposti per la concessione dei benefici, disponendo o
negando la definitiva erogazione dell'assegno vitalizio o
del residuo dell'elargizione in unica soluzione. Non si da'
comunque luogo a ripetizione di quanto gia' erogato.
5. Ove si giunga a decisione negativa sul conferimento di
benefici, in assenza di sentenza, ancorche' non definitiva,
i competenti organi, all'atto della disponibilita' della
sentenza di primo grado, delibano quanto in essa stabilito,
disponendo la conferma o la riforma della precedente
decisione.
6. La decisione, nel rispetto di quanto fissato nei
precedenti commi, fatto salvo il ricorso giurisdizionale,
e' definitiva. L'eventuale contrasto tra gli assunti posti
a base della stessa, alla stregua di sentenza di primo
grado, e quelli contenuti nella sentenza passata in
giudicato, e' irrilevante ai fini dei benefici gia'
corrisposti".
"Art. 10 (Autonomia del beneficio e concorrenza con il
risarcimento del danno). - 1. Le elargizioni e gli assegni
vitalizi di cui alla presente legge sono erogati
indipendentemente dalle condizioni economiche e dall'eta'
del soggetto leso o dei soggetti beneficiari e dal diritto
al risarcimento del danno agli stessi spettante nei
confronti dei responsabili dei fatti delittuosi.
2. Tuttavia, se il beneficiario ha gia' ottenuto il
risarcimento del danno, il relativo importo si detrae
dall'entita' dell'elargizione. Nel caso di corresponsione
di assegno vitalizio la detrazione e' operata dopo aver
proceduto alla capitalizzazione dello stesso, moltiplicando
l'ammontare annuale dell'assegno per il numero di anni
corrispondente alla differenza tra l'eta' del beneficiario
e la cifra 75.
3. Qualora il risarcimento non sia stato ancora
conseguito, lo Stato e' surrogato, fino all'ammontare
dell'elargizione o della somma relativa alla
capitalizzazione dell'assegno vitalizio, nel diritto del
beneficiario verso i responsabili".
"Art. 13 (Concorso di benefici). - 1. Gli assegni vitalizi
previsti dalla presente legge non sono cumulabili con
provvidenze pubbliche a carattere continuativo conferite o
conferibili in ragione delle medesime circostanze, quale
che sia la situazione soggettiva della persona lesa o
comunque beneficiaria.
2. Parimenti, le elargizioni di cui alla presente legge
non sono cumulabili con provvidenze pubbliche in unica
soluzione o comunque a carattere non continuativo,
conferite o conferibili in ragione delle medesime
circostanze, quale che sia la situazione soggettiva della
persona lesa o comunque beneficiaria.
3. In caso di concorso di benefici pubblici non cumulabili
e' richiesta esplicita e irrevocabile opzione da parte dei
soggetti interessati, con espressa rinuncia ad ogni altra
provvidenza pubblica conferibile in ragione delle medesime
circostanze.
4. Per gli eventi precedenti la data di entrata in vigore
della presente legge, l'opzione di cui al comma 3 non e'
piu' effettuabile qualora agli interessati siano gia' state
corrisposte provvidenze a carattere continuativo previste
in ragione delle circostanze considerate nella presente
legge.
5. Per i medesimi eventi di cui al comma 4 e' riconosciuto
il diritto di accedere alla differenza tra l'elargizione in
unica soluzione gia' concessa e quella prevista dalla
presente legge".
- Il testo dell'art. 10-sexies della citata legge n. 575
del 1965 e' il seguente:
"Art. 10-sexies. - 1. La pubblica amministrazione, prima
di rilasciare o consentire le licenze, le autorizzazioni,
le concessioni, le erogazioni, le abilitazioni e le
iscrizioni previste dall'art. 10, e prima di stipulare,
approvare o autorizzare i contratti e i subcontratti di cui
al medesimo articolo deve acquisire apposita certificazione
relativa all'interessato circa la sussistenza a suo carico
di un procedimento per l'applicazione, a norma della
presente legge, di una misura di prevenzione, nonche' circa
la sussistenza di provvedimenti che applicano una misura di
prevenzione o di condanna, nei casi previsti dall'art. 10,
comma 5-ter, e di quelli che dispongono divieti,
sospensioni o decadenze a norma dell'art. 10, ovvero del
secondo comma dell'art. 10-quater. Per i rinnovi, allorche'
la legge dispone che gli stessi abbiano luogo con
provvedimento formale, per i provvedimenti comunque
conseguenti a provvedimenti gia' disposti, salvo gli atti
di esecuzione, e per i contratti derivati da altri gia'
stipulati dalla pubblica amministrazione l'obbligo sussiste
con riguardo alla certificazione dei provvedimenti
definitivi o provvisori che applicano la misura di
prevenzione o dispongono i divieti, le sospensioni o le
decadenze. Per i contratti concernenti obbligazioni a
carattere periodico o continuativo per forniture di beni o
servizi, la certificazione deve essere acquisita per
ciascun anno di durata del contratto.
2. La certificazione e' rilasciata dalla prefettura nella
cui circoscrizione gli atti o i contratti devono essere
perfezionati, su richiesta dell'amministrazione o dell'ente
pubblico, previa esibizione dei certificati di residenza e
di stato di famiglia di data non anteriore a tre mesi.
3. Nel caso di contratti stipulati da un concessionario di
opere o servizi pubblici, la certificazione, oltre che su
richiesta dell'amministrazione o dell'ente pubblico
interessati, puo' essere rilasciata anche su richiesta del
concessionario, previa acquisizione dall'interessato dei
certificati di residenza e di stato di famiglia di data non
anteriore a tre mesi.
4. Quando gli atti o i contratti riguardano societa', la
certificazione e' richiesta nei confronti della stessa
societa'. Essa e' altresi' richiesta, se trattasi di
societa' di capitali anche consortili ai sensi dell'art.
2615-ter del codice civile, o di societa' cooperative, di
consorzi cooperativi, ovvero di consorzi di cui al libro V,
titolo X, capo II, sezione II del codice civile, nei
confronti del legale rappresentante e degli eventuali altri
componenti l'organo di amministrazione, nonche' di ciascuno
dei consorziati che nei consorzi e nelle societa'
consortili detenga una partecipazione superiore al 10 per
cento, e di quei soci o consorziati per conto dei quali le
societa' consortili o i consorzi operino in modo esclusivo
nei confronti della pubblica amministrazione; per i
consorzi di cui all'art. 2602 del codice civile, la
certificazione e' richiesta nei confronti di chi ne ha la
rappresentanza, e degli imprenditori o societa'
consorziate. Se trattasi di societa' in nome collettivo, la
certificazione e' richiesta nei confronti di tutti i soci;
se trattasi di societa' in accomandita semplice, nei
confronti dei soci accomandatari. Se trattasi delle
societa' di cui all'art. 2506 del codice civile, la
certificazione e' richiesta nei confronti di coloro che le
rappresentano stabilmente nel territorio dello Stato.
5. Ai fini dell'applicazione della specifica disciplina
dell'albo nazionale dei costruttori, la certificazione e'
altresi' richiesta nei confronti del direttore tecnico
dell'impresa.
6. Le certificazioni possono anche essere rilasciate su
richiesta del privato interessato presentata alla
prefettura competente per il luogo ove lo stesso ha la
residenza ovvero la sede, se trattasi di societa', impresa
o ente. La relativa domanda, alla quale vanno allegati i
certificati prescritti, deve specificare i provvedimenti,
atti o contratti per i quali la certificazione e' richiesta
o anche solo le amministrazioni o enti pubblici interessati
ed indicare il numero degli esemplari occorrenti e la
persona, munita di procura speciale, incaricata di
ritirarli. La certificazione deve essere acquisita dalla
pubblica amministrazione o dal concessionario entro tre
mesi dalla data del rilascio prodotta anche in copia
autenticata ai sensi dell'art. 14 della legge 4 gennaio
1968, n. 15.
7. Nei casi di urgenza, in attesa che pervenga alla
pubblica amministrazione o al concessionario la
certificazione prefettizia, l'esecuzione dei contratti di
cui all'art. 10 puo' essere effettuata sulla base di una
dichiarazione con la quale l'interessato attesti di non
essere stato sottoposto a misura di prevenzione e di non
essere a conoscenza della esistenza a suo carico e dei
propri conviventi di procedimenti in corso per
l'applicazione della misura di prevenzione o di una delle
cause ostative all'iscrizione negli albi di appaltatori o
fornitori pubblici ovvero nell'albo nazionale dei
costruttori. La sottoscrizione della dichiarazione deve
essere autenticata con le modalita' stabilite dall'art. 20
della legge 4 gennaio 1968, n. 15. Le stesse disposizioni
si applicano quando e' richiesta l'autorizzazione di
subcontratti, cessioni e cottimi concernenti la
realizzazione delle opere e dei lavori e la prestazione di
servizi riguardanti la pubblica amministrazione.
8. La certificazione non e' richiesta quando beneficiario
dell'atto o contraente con l'amministrazione e' un'altra
amministrazione pubblica ovvero quando si tratta di licenze
e autorizzazioni rilasciate dall'autorita' provinciale di
pubblica sicurezza o del loro rinnovo.
9. La certificazione non e' inoltre richiesta ed e'
sostituita dalla dichiarazione di cui al comma 7:
a) per la stipulazione o approvazione di contratti con
artigiani o con esercenti professioni intellettuali;
b) per la stipulazione o l'approvazione dei contratti di
cui all'art. 10 e per le concessioni di costruzione,
nonche' di costruzione e gestione di opere riguardanti la
pubblica amministrazione o di servizi pubblici, il cui
valore complessivo non supera i cento milioni di lire;
c) per l'autorizzazione di subcontratti, cessioni e
cottimi concernenti la realizzazione delle opere e la
prestazione dei servizi di cui alla lettera b) il cui
valore complessivo non supera i cento milioni di lire;
d) per la concessione di contributi, finanziamenti e mutui
agevolati e altre erogazioni dello stesso tipo, comunque
denominate per lo svolgimento di attivita' imprenditoriali
il cui valore complessivo non supera i cinquanta milioni di
lire.
10. E' fatta comunque salva la facolta' della pubblica
amministrazione che procede sulla base delle dichiarazioni
sostitutive di richiedere successivamente ulteriore
certificazione alla prefettura territorialmente competente.
11. L'impresa aggiudicataria e' tenuta a comunicare
tempestivamente all'amministrazione appaltante ogni
modificazione intervenuta negli assetti proprietari e nella
struttura di impresa e negli organismi tecnici e
amministrativi.
12. Le certificazioni prefettizie, le relative istanze
nonche' la documentazione accessoria previste dai presente
articolo sono esenti da imposta di bollo.
13. Le certificazioni prefettizie sono rilasciate entro
trenta giorni dalla richiesta. Le prefetture sono tenute a
rilasciare apposita ricevuta attestante la data di
presentazione dell'istanza di certificazione, nonche' i
soggetti per cui la medesima e' richiesta; trascorsi
inutilmente trenta giorni dalla presentazione dell'istanza,
gli interessati possono sostituire ad ogni effetto la
certificazione con la dichiarazione di cui al comma 7,
ferma restando la possibilita' per l'amministrazione di
avvalersi della facolta' di cui al comma 10.
14. Chiunque, nelle dichiarazioni sostitutive, di cui al
presente articolo, attesta il falso e' punito con la
reclusione da uno a quattro anni.
15. Nel caso di opere pubbliche il Ministero dei lavori
pubblici ha facolta' di verificare anche in corso d'opera
la permanenza dei requisiti previsti dalla presente legge
per l'affidamento dei lavori. Alla predetta verifica
possono altresi' procedere le altre amministrazioni o enti
pubblici committenti o concedenti.
16. Decorso un anno dalla firma del contratto riguardante
opere o lavori per la pubblica amministrazione,
l'amministrazione o ente pubblico committente o concedente
e' comunque tenuto ad effettuare la verifica di cui al
comma 15".

Art. 15.
(Corresponsione e destinazione dell'elargizione)
1. L'elargizione, una volta determinata nel suo ammontare, puo'
essere corrisposta in una o piu' soluzioni.
2. Il pagamento dei ratei successivi al primo deve essere preceduto
dalla produzione, da parte dell'interessato, di idonea documentazione
comprovante che le somme gia' corrisposte sono state destinate ad
attivita' economiche di tipo imprenditoriale.
3. La prova di cui al comma 2 deve essere altresi' fornita entro i
dodici mesi successivi alla corresponsione del contributo in unica
soluzione o dell'ultimo rateo.

Art. 16.
(Revoca dell'elargizione)
1. Salvo quanto previsto dall'articolo 7 della legge 20 ottobre
1990, n. 302, la concessione dell'elargizione e' revocata:
a) se l'interessato non fornisce la prova relativa alla destinazione
delle somme gia' corrisposte;
b) se si accerta l'insussistenza dei presupposti dell'elargizione
medesima;
c) se la condizione prevista dall'articolo 4, comma 1, lettera a),
non permane anche nel triennio successivo al decreto di concessione.
2. Alle elargizioni concesse in favore dei soggetti indicati
all'articolo 7 non si applicano le disposizioni di cui alle lettere
a) e c) del comma 1 del presente articolo e di cui ai commi 2 e 3
dell'articolo 15.





Nota all'art. 16:
- Per il testo dell'art. 7 della citata legge n. 302 del
1990 si veda nelle note all'art. 14.

Art. 17.
(Provvisionale)
1. Prima della definizione del procedimento per la concessione
dell'elargizione puo' essere disposta, a domanda, la corresponsione,
in una o piu' soluzioni, di una provvisionale fino al settanta per
cento dell'ammontare complessivo dell'elargizione, con le modalita'
previste dal regolamento di cui all'articolo 21.
2. Agli effetti di quanto previsto nel comma 1, il Comitato di cui
all'articolo 19 acquisisce, entro trenta giorni dal ricevimento della
domanda, a mezzo del prefetto della provincia nel cui territorio si
e' verificato l'evento denunciato, un rapporto iniziale in ordine ai
presupposti e alle condizioni dell'elargizione. L'esito dell'istanza
deve essere definito in ogni caso, dandone comunicazione
all'interessato, entro novanta giorni dal ricevimento della domanda.
3. Qualora risulti indispensabile per l'accertamento dei presupposti
e delle condizioni dell'elargizione, il prefetto e il Comitato di cui
all'articolo 19 possono ottenere dall'autorita' giudiziaria
competente copie di atti e informazioni scritte sul loro contenuto
inerenti il fatto delittuoso che ha causato il danno. L'autorita'
giudiziaria provvede senza ritardo e puo' rigettare la richiesta con
decreto motivato. Le copie e le informazioni acquisite ai sensi del
presente articolo sono coperte dal segreto d'ufficio e sono custodite
e trasmesse in forme idonee ad assicurare la massima riservatezza.
4. Se per il delitto al quale e' collegato il danno sono in corso le
indagini preliminari, la provvisionale e' concessa, sentito il
pubblico ministero competente, che esprime il proprio parere entro
trenta giorni dalla richiesta. Il procedimento relativo alla
concessione della provvisionale prosegue comunque nel caso in cui il
pubblico ministero non esprima il parere nel termine suddetto ovvero
nel caso in cui il pubblico ministero comunichi che all'espressione
del parere osta il segreto relativo alle indagini.
5. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 15, comma 3, e
16.

Art. 18.
(Fondo di solidarieta' per le vittime delle richieste estorsive)
1. E' istituito presso il Ministero dell'interno il Fondo di
solidarieta' per le vittime delle richieste estorsive. Il Fondo e'
alimentato da:
a) un contributo, determinato ai sensi del comma 2, sui premi
assicurativi, raccolti nel territorio dello Stato, nei rami incendio,
responsabilita' civile diversi, auto rischi diversi e furto, relativi
ai contratti stipulati a decorrere dal 1o gennaio 1990;
b) un contributo dello Stato determinato secondo modalita'
individuate dalla legge, nel limite massimo di lire 80 miliardi,
iscritto nello stato di previsione dell'entrata, unita' previsionale
di base 1.1.11.1, del bilancio di previsione dello Stato per il 1998
e corrispondenti proiezioni per gli anni 1999 e 2000;
c) una quota pari alla meta' dell'importo, per ciascun anno, delle
somme di denaro confiscate ai sensi della legge 31 maggio 1965, n.
575, e successive modificazioni, nonche' una quota pari ad un terzo
dell'importo del ricavato, per ciascun anno, delle vendite disposte a
norma dell'articolo 2-undecies della suddetta legge n. 575 del 1965,
relative ai beni mobili o immobili ed ai beni costituiti in azienda
confiscati ai sensi della medesima legge n. 575 del 1965.
2. La misura percentuale prevista dall'articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con
modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, puo' essere
rideterminata, in relazione alle esigenze del Fondo, con decreto del
Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica e con il Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
3. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e
con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
sono emanate, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, le norme regolamentari necessarie per l'attuazione di
quanto disposto dal comma 1, lettera a).





Note all'art. 18:
- Il testo dell'art. 2-undecies della citata legge n. 575
del 1965 e' il seguente:
"Art. 2-undecies. - 1. L'amministratore di cui all'art.
2-sexies versa all'ufficio del registro:
a) le somme di denaro confiscate che non debbano essere
utilizzate per la gestione di altri beni confiscati;
b) le somme ricavate dalla vendita, anche mediante
trattativa privata, dei beni mobili non costituiti in
azienda, ivi compresi quelli registrati, e dei titoli. Se
la procedura di vendita e' antieconomica, con provvedimento
del dirigente del competente ufficio del territorio del
Ministero delle finanze e' disposta la cessione gratuita o
la distruzione del bene da parte dell'amministratore;
c) le somme derivanti dal recupero dei crediti personali.
Se la procedura di recupero e' antieconomica, ovvero, dopo
accertamenti sulla solvibilita' del debitore svolti dal
competente ufficio del territorio del Ministero delle
finanze, avvalendosi anche degli organi di polizia, il
debitore risulti insolvibile, il credito e' annullato con
provvedimento del dirigente dell'ufficio del territorio del
Ministero delle finanze.
2. I beni immobili sono:
a) mantenuti al patrimonio dello Stato per finalita' di
giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile;
b) trasferiti al patrimonio del comune ove l'immobile e'
sito, per finalita' istituzionali o sociali. Il comune puo'
amministrare direttamente il bene o assegnarlo in
concessione a titolo gratuito a comunita', ad enti, ad
organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto
1991, n. 266, e successive modificazioni, a cooperative
sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, o a
comunita' terapeutiche e centri di recupero e cura di
tossicodipendenti di cui al testo unico delle leggi in
materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze
psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi
stati di tossicodipendenza, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. Se
entro un anno dal trasferimento il comune non ha provveduto
alla destinazione del bene, il prefetto nomina un
commissario con poteri sostitutivi;
c) trasferiti al patrimonio del comune ove l'immobile e'
sito, se confiscati per il reato di cui all'art. 74 del
citato testo unico approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. Il comune puo'
amministrare direttamente il bene oppure, preferibilmente,
assegnarlo in concessione, anche a titolo gratuito, secondo
i criteri di cui all'art. 129 del medesimo testo unico, ad
associazioni, comunita' o enti per il recupero di
tossicodipendenti operanti nel territorio ove e' sito
l'immobile.
3. I beni aziendali sono mantenuti al patrimonio dello
Stato e destinati:
a) all'affitto, quando vi siano fondate prospettive di
continuazione o di ripresa dell'attivita' produttiva, a
titolo oneroso, previa valutazione del competente ufficio
del territorio del Ministero delle finanze, a societa' e ad
imprese pubbliche o private, ovvero a titolo gratuito,
senza oneri a carico dello Stato, a cooperative di
lavoratori dipendenti dell'impresa confiscata. Nella scelta
dell'affittuario sono privilegiate le soluzioni che
garantiscono il mantenimento dei livelli occupazionali. I
beni non possono essere destinati all'affitto alle
cooperative di lavoratori dipendenti dell'impresa
confiscata se taluno dei relativi soci e' parente, coniuge,
affine o convivente con il destinatario della confisca,
ovvero nel caso in cui nei suoi confronti sia stato
adottato taluno dei provvedimenti indicati nell'art. 15,
commi 1 e 2, della legge 19 marzo 1990, n. 55;
b) alla vendita, per un corrispettivo non inferiore a
quello determinato dalla stima del competente ufficio del
territorio del Ministero delle finanze, a soggetti che ne
abbiano fatto richiesta, qualora vi sia una maggiore
utilita' per l'interesse pubblico. Nel caso di vendita
disposta alla scadenza del contratto di affitto dei beni,
l'affittuario puo' esercitare il diritto di prelazione
entro trenta giorni dalla comunicazione della vendita del
bene da parte del Ministero delle finanze;
c) alla liquidazione, qualora vi sia una maggiore utilita'
per l'interesse pubblico, con le medesime modalita' di cui
alla lettera b).
4. Alle operazioni di cui al comma 3 provvede il dirigente
del competente ufficio del territorio del Ministero delle
finanze, che puo' affidarle all'amminitratore di cui
all'art. 2-sexies, con l'osservanza delle disposizioni di
cui al comma 3 dell'art. 2-nonies, entro sei mesi dalla
data di emanazione del provvedimento del direttore centrale
del demanio del Ministero delle finanze di cui al comma 1
dell'art. 2-decies.
5. I proventi derivanti dall'affitto, dalla vendita o
dalla liquidazione dei beni di cui al comma 3 sono versati
all'ufficio del registro.
6. Nella scelta del cessionario o dell'affittuario dei
beni aziendali l'Amministrazione delle finanze procede
mediante licitazione privata ovvero, qualora ragioni di
necessita' o di convenienza, specificatamente indicate e
motivate, lo richiedano, mediante trattativa privata. Sui
relativi contratti e richiesto il parere di organi
consultivi solo per importi eccedenti due miliardi di lire
nel caso di licitazione privata e un miliardo di lire nel
caso di trattativa privata. I contratti per i quali non e
richiesto il parere del Consiglio di Stato sono approvati,
dal dirigente del competente ufficio del territorio del
Ministero delle finanze, sentito il direttore centrale del
demanio del medesimo Ministero.
7. I provvedimenti emanati ai sensi del comma 1 dell'art.
2-decies e dei commi 2 e 3 del presente articolo sono
immediatamente esecutivi.
8. I trasferimenti e le cessioni di cui al presente
articolo, disposti a titolo gratuito, sono esenti da
qualsiasi imposta".
- Il testo dell'art. 6, comma 2, del decreto-legge 31
dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla
legge 18 febbraio 1992, n. 172 (Istituzione del Fondo di
sostegno per le vittime di richieste estorsive), e' il
seguente:
"2. Ai fini di quanto disposto al comma 1, lettera a),
l'imposta sui premi assicurativi dei rami incendio,
responsabilita' civile diversi, auto rischi diversi e
furto, e' aumentata dell'uno per cento. Tale misura
percentuale puo' essere rideterminata, in relazione alle
esigenze del Fondo, con decreto del Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di
concerto con i Ministri del tesoro e di grazia e
giustizia".

Art. 19.
(Comitato di solidarieta' per le vittime dell'estorsione e
dell'usura)
1. Presso il Ministero dell'interno e' istituito il Comitato di
solidarieta' per le vittime dell'estorsione e dell'usura. Il Comitato
e' presieduto dal Commissario per il coordinamento delle iniziative
antiracket e antiusura, nominato dal Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro dell'interno, anche al di fuori del personale
della pubblica amministrazione, tra persone di comprovata esperienza
nell'attivita' di contrasto al fenomeno delle estorsioni e dell'usura
e di solidarieta' nei confronti delle vittime. Il Comitato e'
composto:
a) da un rappresentante del Ministero dell'industria, del commercio
e dell'artigianato;
b) da un rappresentante del Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica;
c) da tre membri designati dal CNEL ogni due anni, assicurando la
rotazione tra le diverse categorie, su indicazione delle associazioni
nazionali di categoria in esso rappresentate;
d) da tre membri delle associazioni iscritte nell'elenco di cui
all'articolo 13, comma 2, nominati ogni due anni dal Ministro
dell'interno, assicurando la rotazione tra le diverse associazioni,
su indicazione delle associazioni medesime;
e) da un rappresentante della Concessionaria di servizi assicurativi
pubblici Spa (CONSAP), senza diritto di voto.
2. Il Commissario ed i rappresentanti dei Ministeri restano in
carica per quattro anni e l'incarico non e' rinnovabile per piu' di
una volta.
3. Al Comitato di cui al comma 1 sono devoluti i compiti attribuiti
al Comitato istituito dall'articolo 5 del decreto-legge 31 dicembre
1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio
1992, n. 172, e successive modificazioni.
4. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
previsto dall'articolo 21, la gestione del Fondo di solidarieta' per
le vittime delle richieste estorsive, istituito dall'articolo 18
della presente legge, e del Fondo di solidarieta' per le vittime
dell'usura, istituito dall'articolo 14, comma 1, della legge 7 marzo
1996, n. 108, e' attribuita alla CONSAP, che vi provvede per conto
del Ministero dell'interno sulla base di apposita concessione.
5. Gli organi preposti alla gestione dei Fondi di cui al comma 4 e i
relativi uffici sono tenuti al segreto circa i soggetti interessati e
le procedure di elargizione. Gli organi preposti alla gestione dei
Fondi sono altresi' tenuti ad assicurare, mediante intese con gli
ordini professionali e le associazioni nazionali di categoria
rappresentate nel CNEL, nonche' con le associazioni o con le
organizzazioni indicate nell'articolo 13, comma 2, anche presso i
relativi uffici, la tutela della riservatezza dei soggetti
interessati e delle procedure di elargizione.
6. La concessione del mutuo di cui al comma 6 dell'articolo 14 della
legge 7 marzo 1996, n. 108, e' disposta con decreto del Commissario
per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura su
deliberazione del Comitato di cui al comma 1 del presente articolo.
Si applica la disposizione di cui al comma 2 dell'articolo 14 della
suddetta legge n. 108 del 1996.





Nota all'art. 19:
- Il testo dell'art. 5 del citato decreto-legge n. 419 del
1991, convertito, con modificazioni, dalla citata legge n.
172 del 1992, e' il seguente:
"Art. 5 (Fondo di solidarieta' per le vittime
dell'estorsione). - 1. E' istituito presso l'Istituto
nazionale delle assicurazioni un "Fondo di solidarieta' per
le vittime dell'estorsione", di seguito denominato "Fondo".
2. Il Fondo e' amministrato, sotto la vigilanza del
Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
dall'Istituto nazionale delle assicurazioni a mezzo del
proprio consiglio di amministrazione. Presso il medesimo
Istituto, fermi restando gli ordinari controlli cui e'
sottoposta la relativa attivita', e' istituito un comitato
avente compiti consultivi, propositivi e di verifica della
rispondenza della gestione del Fondo alle finalita'
previste dal presente decreto.
3. Il comitato di cui al comma 2 e' presieduto dal
presidente dell'Istituto nazionale delle assicurazioni o in
sua vece dal direttore ed e' composto da un rappresentante
per ciascuno dei Ministeri dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, del tesoro, delle finanze, dell'interno e
di grazia e giustizia, nonche' da tre componenti, nominati
annualmente dal Consiglio nazionale dell'economia e del
lavoro su designazione delle associazioni nazionali di
categoria in esso rappresentate, assicurando il principio
della rotazione.
4. Con decreto del Ministro dell'industria, del commercio
e dell'artigianato, di concerto con i Ministri del tesoro,
delle finanze, dell'interno e di grazia e giustizia, sono
disciplinate, entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, le
modalita' per la gestione del Fondo e per la concessione e
la liquidazione delle elargizioni, secondo criteri idonei
ad assicurare la speditezza del procedimento e la tutela
della riservatezza dei soggetti interessati, in particolare
nei casi di domanda inoltrata dal consiglio nazionale del
relativo ordine professionale o da un'associazione
nazionale di categoria. Con il medesimo decreto sono
altresi' stabiliti i criteri per la liquidazione delle
elargizioni in misura proporzionale. In deroga a quanto
stabilito dall'art. 17, comma 4, della legge 23 agosto
1988, n. 400, per l'emanazione del decreto di cui al
presente comma non e' richiesto il previo parere del
Consiglio di Stato.
5. Gli organi preposti alla gestione del Fondo e i
relativi uffici sono tenuti al segreto circa i soggetti
interessati e le procedure di elargizione. Gli organi
preposti alla gestione del Fondo sono altresi' tenuti ad
assicurare, mediante intese con gli ordini professionali e
le associazioni nazionali di categoria rappresentate nel
Consiglio nazionale della economia e del lavoro, nonche'
con le associazioni od organizzazioni indicate nell'art. 3,
comma 2, anche presso i relativi uffici, la tutela della
riservatezza dei soggetti interessati e delle procedure di
elargizione".
- Il testo dell'art. 14, commi 1, 2 e 6, della legge 7
marzo 1996, n. 108 (Disposizioni in materia di usura), e'
il seguente:
"Art. 14. - 1. E' istituito presso l'ufficio del
Commissario straordinario del Governo per il coordinamento
delle iniziative antiracket il "Fondo di solidarieta' per
le vittime dell'usura".
2. Il Fondo provvede alla erogazione di mutui senza
interesse di durata non superiore al quinquennio a favore
di soggetti che esercitano attivita' imprenditoriale,
commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una
libera arte o professione, i quali dichiarino di essere
vittime del delitto di usura e risultino parti offese nel
relativo procedimento penale. Il Fondo e' surrogato, quanto
all'importo dell'interesse e limitatamente a questo, nei
diritti della persona offesa verso l'autore del reato.
3 - 5. (Omissis).
6. La concessione del mutuo e' deliberata dal commissario
straordinario del Governo per il coordinamento delle
iniziative antiracket sulla base della istruttoria operata
dal comitato di cui all'art. 5, comma 2, del decreto-legge
31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni,
dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172. Il commissario
straordinario puo' procedere alla erogazione della
provvisionale anche senza il parere di detto comitato. Puo'
altresi' valersi di consulenti".

Art. 20.
(Sospensione di termini)
1. A favore dei soggetti che abbiano richiesto o nel cui interesse
sia stata richiesta l'elargizione prevista dagli articoli 3, 5, 6 e
8, i termini di scadenza, ricadenti entro un anno dalla data
dell'evento lesivo, degli adempimenti amministrativi e per il
pagamento dei ratei dei mutui bancari e ipotecari, nonche' di ogni
altro atto avente efficacia esecutiva, sono prorogati dalle
rispettive scadenze per la durata di trecento giorni.
2. A favore dei soggetti che abbiano richiesto o nel cui interesse
sia stata richiesta l'elargizione prevista dagli articoli 3, 5, 6 e
8, i termini di scadenza, ricadenti entro un anno dalla data
dell'evento lesivo, degli adempimenti fiscali sono prorogati dalle
rispettive scadenze per la durata di tre anni.
3. Sono altresi' sospesi, per la medesima durata di cui al comma 1,
i termini di prescrizione e quelli perentori, legali e convenzionali,
sostanziali e processuali, comportanti decadenze da qualsiasi
diritto, azione ed eccezione, che sono scaduti o che scadono entro un
anno dalla data dell'evento lesivo.
4. Sono sospesi per la medesima durata di cui al comma 1
l'esecuzione dei provvedimenti di rilascio di immobili e i termini
relativi a processi esecutivi mobiliari ed immobiliari, ivi comprese
le vendite e le assegnazioni forzate.
5. Qualora si accerti, a seguito di sentenza penale irrevocabile, o
comunque con sentenza esecutiva, l'inesistenza dei presupposti per
l'applicazione dei benefici previsti dal presente articolo, gli
effetti dell'inadempimento delle obbligazioni di cui ai commi 1 e 2 e
della scadenza dei termini di cui al comma 3 sono regolati dalle
norme ordinarie.
6. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5 si applicano
altresi' a coloro i quali abbiano richiesto la concessione del mutuo
senza interesse di cui all'articolo 14, comma 2, della legge 7 marzo
1996, n. 108, nonche' a coloro che abbiano richiesto l'elargizione
prevista dall'articolo 1 della legge 20 ottobre 1990, n. 302.
7. La sospensione dei termini di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 ha effetto
a seguito del parere favorevole del prefetto competente per
territorio, sentito il presidente del tribunale.





Note all'art. 20:
- Per il testo dell'art. 14, comma 2, della citata legge
n. 108 del 1996, si veda nelle note all'art. 19.
- Il testo dell'art. 1 della citata legge n. 302 del 1990
e' il seguente:
"Art. 1 (Casi di elargizione). - 1. A chiunque subisca
un'invalidita' permanente non inferiore ad un quarto della
capacita' lavorativa, per effetto di ferite o lesioni
riportate in conseguenza dello svolgersi nel territorio
dello Stato di atti di terrorismo o di eversione
dell'ordine democratico, a condizione che il soggetto leso
non abbia concorso alla commissione degli atti medesimi
ovvero di reati a questi connessi ai sensi dell'art. 12 del
codice di procedura penale, e' corrisposta una elargizione
fino a lire 150 milioni, in proporzione alla percentuale di
invalidita' riscontrata, con riferimento alla capacita'
lavorativa, in ragione di 1,5 milioni per ogni punto
percentuale.
2. L'elargizione di cui al comma 1 e' altresi corrisposta
a chiunque subisca un'invalidita' permanente non inferiore
ad un quarto della capacita' lavorativa, per effetto di
ferite o lesioni riportate in conseguenza dello svolgersi
nel territorio dello Stato di fatti delittuosi commessi per
il perseguimento delle finalita' delle associazioni di cui
all'art. 416-bis del codice penale, a condizione che:
a) il soggetto leso non abbia concorso alla commissione
del fatto delittuoso lesivo ovvero di reati che con il
medesimo siano connessi ai sensi dell'art. 12 del codice di
procedura penale;
b) il soggetto leso risulti essere, al tempo dell'evento,
del tutto estraneo ad ambienti e rapporti delinquenziali,
salvo che si dimostri l'accidentalita' del suo
coinvolgimento passivo nell'azione criminosa lesiva, ovvero
risulti che il medesimo, al tempo dell'evento, si era gia'
dissociato o comunque estraniato dagli ambienti e dai
rapporti delinquenziali cui partecipava.
3. La medesima elargizione e' corrisposta anche a chiunque
subisca un'invalidita' permanente non inferiore ad un
quarto della capacita' lavorativa, per effetto di ferite o
lesioni riportate in conseguenza dello svolgersi nel
territorio dello Stato di operazioni di prevenzione o
repressione dei fatti delittuosi di cui ai commi 1 e 2, a
condizione che il soggetto leso sia del tutto estraneo alle
attivita' criminose oggetto delle operazioni medesime.
4. L'elargizione di cui al presente articolo e' inoltre
corrisposta a chiunque, fuori dai casi di cui al comma 3,
subisca un'invalidita' permanente non inferiore ad un
quarto della capacita' lavorativa, per effetto di ferite o
lesioni riportate in conseguenza dell'assistenza prestata,
e legalmente richiesta per iscritto ovvero verbalmente nei
casi di flagranza di reato o di prestazione di soccorso, ad
ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria o ad autorita',
ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza, nel corso di
azioni od operazioni di cui al presente articolo, svoltesi
nel territorio dello Stato.
Ai fini del presente articolo, l'invalidita' permanente
che comporti la cessazione dell'attivita' lavorativa o del
rapporto di impiego e' equiparata all'invalidita'
permanente pari a quattro quinti della capacita'
lavorativa".

Art. 21.
(Regolamento di attuazione)
1. Con regolamento emanato entro il termine di sei mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17,
comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo adotta norme
per:
a) razionalizzare ed armonizzare le procedure relative alla
concessione dell'elargizione a favore delle vittime dell'estorsione e
alla concessione del mutuo senza interesse di cui all'articolo 14,
comma 2, della legge 7 marzo 1996, n. 108, nonche' unificare i Fondi
di cui all'articolo 19, comma 4, della presente legge;
b) stabilire i princi'pi cui dovra' uniformarsi il rapporto
concessorio tra il Ministero dell'interno e la CONSAP;
c) snellire e semplificare le procedure di cui alla lettera a), con
particolare riguardo agli adempimenti istruttori da attribuire al
prefetto competente per territorio, al fine di assicurare alle
procedure stesse maggiore celerita' e speditezza, secondo criteri
idonei ad assicurare la tutela della riservatezza degli interessati,
in particolare in caso di domanda inoltrata dal consiglio nazionale
del relativo ordine professionale o da un'associazione nazionale di
categoria;
d) individuare, nell'ambito del Ministero dell'interno, gli uffici
preposti alla gestione del rapporto di concessione con la CONSAP,
attribuendo agli stessi compiti di assistenza tecnica e di supporto
al Comitato di cui all'articolo 19;
e) individuare, nei casi in cui l'elargizione a carico del Fondo di
solidarieta' per le vittime delle richieste estorsive e del Fondo di
solidarieta' per le vittime dell'usura sia stata richiesta per il
ristoro di un danno conseguente a lesioni personali, le relative
modalita' di accertamento medico;
f) prevedere forme di informazione, assistenza e sostegno, poste a
carico del Fondo di cui all'articolo 18, per garantire l'effettiva
fruizione dei benefici da parte delle vittime.
2. Lo schema di regolamento di cui al comma 1 e' trasmesso, entro il
quarantacinquesimo giorno antecedente alla scadenza del termine di
cui al medesimo comma 1, alla Camera dei deputati ed al Senato della
Repubblica, per l'espressione del parere da parte delle competenti
Commissioni parlamentari. Trascorsi trenta giorni dalla data di
trasmissione, il regolamento e' emanato anche in mancanza del parere.





Note all'art. 21:
- Il testo vigente dell'art. 17, comma 1, della legge 23
agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri),
e' il seguente:
"Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono
essere emanati regolamenti per disciplinare:
a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi
nonche' dei regolamenti comunitari;
b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti
legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli
relativi a materie riservate alla competenza regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l'organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge".
- Per il testo dell'art. 14, comma 2, della citata legge
n. 108 del 1996, si veda nelle note all'art. 19.

Art. 22.
(Modifica all'articolo 14 della legge n. 108 del 1996)
1. All'articolo 14, comma 2, della legge 7 marzo 1996, n. 108, sono
aggiunte, in fine, le parole: "La concessione del mutuo e' esente da
oneri fiscali".
2. Gli oneri finanziari derivanti dall'esenzione prevista
dall'articolo 14, comma 2, della legge 7 marzo 1996, n. 108, come
modificato dal comma 1 del presente articolo, sono posti a carico del
Fondo di cui all'articolo 18 della presente legge.





Nota all'art. 22:
- Il testo dell'art. 14, comma 2, della citata legge n.
108 del 1996, come modificato dalla presente legge, e' il
seguente:
"2. Il Fondo provvede alla erogazione di mutui senza
interesse di durata non superiore al quinquennio a favore
di soggetti che esercitano attivita' imprenditoriale,
commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una
libera arte o professione, i quali dichiarino di essere
vittime del delitto di usura e risultino parti offese nel
relativo procedimento penale. Il Fondo e' surrogato, quanto
all'importo dell'interesse e limitatamente a questo, nei
diritti della persona offesa verso l'autore del reato. La
concessione del mutuo e' esente da oneri fiscali".

Art. 23.
(Modifica all'articolo 6 della legge n. 302 del 1990)
1. Il comma 1 dell'articolo 6 della legge 20 ottobre 1990, n. 302,
e' sostituito dal seguente:
"1. Nei casi previsti dalla presente legge, gli interessati devono
presentare domanda non oltre tre mesi dal passaggio in giudicato
della sentenza".





Nota all'art. 23:
- Il testo dell'art. 6 della citata legge n. 302 del 1990,
come modificato dalla presente legge, e' il seguente:
"Art. 6 (Termini e modalita' per l'attivazione dei
procedimenti di corresponsione dei benefici). - 1. Nei casi
previsti dalla presente legge, gli interessati devono
presentare domanda non oltre tre mesi dal passaggio in
giudicato della sentenza.
2. Si prescinde dalla domanda, e si procede d'ufficio, nel
caso di dipendente pubblico vittima del dovere.
3. Per i benefici relativi ad eventi verificatisi prima
della data di entrata in vigore della presente legge si
procede in ogni caso a domanda degli interessati".

Art. 24.
(Disposizioni transitorie)
1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 2, le disposizioni
della presente legge si applicano anche in relazione agli eventi
dannosi verificatisi anteriormente alla data della sua entrata in
vigore. Se, a tale data, sono decorsi i termini stabiliti
dall'articolo 13, commi 3 e 4, la domanda puo' essere presentata, a
pena di decadenza, entro duecentoquaranta giorni dalla data predetta.
2. Se per gli eventi indicati nel comma 1 e' stata presentata
domanda e sulla stessa non e' stata ancora adottata una decisione, il
Comitato di cui all'articolo 19 invita l'interessato a fornire le
integrazioni eventualmente necessarie.
3. Se sulla domanda di cui al comma 2 e' gia' stata adottata una
decisione, la domanda stessa puo' essere ripresentata entro il
medesimo termine previsto dal comma 1. Il Comitato di cui
all'articolo 19 invita l'interessato a fornire le integrazioni
eventualmente necessarie.

Art. 25.
(Abrogazioni)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di
cui all'articolo 21, e comunque non oltre il centottantesimo giorno
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate
le seguenti disposizioni:
a) il capo I del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito,
con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, e
successive modificazioni;
b) il decreto-legge 27 settembre 1993, n. 382, convertito, con
modificazioni, dalla legge 18 novembre 1993, n. 468.
2. Al comma 31 dell'articolo 24 della legge 27 dicembre 1997, n.
449, le parole: "l'elargizione prevista dal decreto-legge 31 dicembre
1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio
1992, n. 172, e successive modificazioni, e dal decreto-legge 27
settembre 1993, n. 382, convertito, con modificazioni, dalla legge 18
novembre 1993, n. 468, recanti norme a sostegno delle vittime di
richieste estorsive," sono soppresse.
3. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui
all'articolo 21, e comunque non oltre il centottantesimo giorno dalla
data di entrata in vigore della presente legge, continuano ad essere
applicate le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 ed
al comma 2 del presente articolo.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 23 febbraio 1999
SCALFARO
D'Alema, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
_________
LAVORI PREPARATORI
Camera dei deputati (atto n. 3769):
Presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri
(Prodi) il 27 maggio 1997.
Assegnato alla II commissione (Giustizia), in sede
legislativa, il 20 giugno 1997, con pareri delle
commissioni I, V, VI e X.
Esaminato dalla II commissione il 29 luglio 1997; 18, 23,
30 ottobre 1997; 4, 5 novembre 1997; 14, 15, 21 gennaio
1998; 10, 12 febbraio 1998 e approvato il 26 febbraio 1998.
Senato della Repubblica (atto n. 3110):
Assegnato alla 2 commissione (Giustizia), in sede
deliberante, il 10 marzo 1998, con pareri delle commissioni
1 , 5 , 6 , 10 e 11 .
Esaminato dalla 2 commissione il 26 gennaio 1999; 2
febbraio 1999 ed approvato il 3 febbraio 1999.





Note all'art. 25:
- Il capo I del citato decreto-legge n. 419 del 1991,
convertito, con modificazioni, dalla citata legge n. 172
del 1992, recava: "Danni patrimoniali cagionati per
finalita' estorsive".
- Il decreto-legge 27 settembre 1993, n. 382, convertito,
con modificazioni, dalla legge 18 novembre 1993, n. 468,
recava: "Misure urgenti a sostegno delle vittime di
richieste estorsive".
- Il testo del comma 31 dell'art. 24 della legge 27
dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della
finanza pubblica), come modificato dalla presente legge, e'
il seguente:
"31. A favore dei soggetti che abbiano richiesto o nel cui
interesse sia stata richiesta l'elargizione prevista dalla
legge 20 ottobre 1990, n. 302, e successive modificazioni,
recante norme in favore delle vittime del terrorismo e
della criminalita' organizzata, o la concessione del mutuo,
prevista dalla legge 7 marzo 1996, n. 108, recante norme a
sostegno delle vittime dell'usura, i termini di scadenza,
ricadenti entro un anno dalla data dell'evento lesivo,
degli adempimenti fiscali sono prorogati dalle rispettive
scadenze per la durata di tre anni. L'inesistenza dei
presupposti per la concessione dei benefici previsti dalle
disposizioni del presente comma comporta la decadenza dalle
agevolazioni fiscali".